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Le equazioni di Maxwell.

Campi elettrici indotti.


Per la legge di Farady, in una spira conduttrice dove c una variazione di B concatenato si
osserva una corrente indotta iI . Ricordando che una corrente un flusso di cariche provocato da un
r
campo E , possiamo scrivere le seguenti implicazioni (in blu) che possono portare allintroduzione
r
di un campo elettrico E I (campo elettrico indotto)

d B
0
dt

nasce una I

circola una iI

si instaura un moto di cariche q

necessaria una forza elettrica


FE = q E

Nasce un campo elettrico indotto EI

Possiamo pensare ad una interpretazione diversa (dovuta a Maxwell) (in rosso) per spiegare
linsorgere di iI nella spira.
Questa interpretazione dice che se in una regione di spazio si ha

d B
0 , si crea una nuova
dt

propriet dello spazio che chiamiamo campo elettrico indotto.


Questa propriet dello spazio poi si manifesta, su una eventuale spira conduttrice presente nella
regione, con una corrente indotta iI .

Lespressione del campo elettrico indotto E I si pu ottenere osservando che le due interpretazioni
devono portare a risultati compatibili: ad esempio il lavoro W fatto per spostare una carica q0 lungo
una spira deve essere lo stesso in entrambe le interpretazioni.

Interpretazione di Faraday: I 0
W = q0 I

r
dl

d B
0
dt

Interpretazione di Maxwell: EI 0

spira

dW = q0 E I dl W = q0 E I dl

r
r
r
r
r
r
d B
q0 I = q0 E I dl I = E I dl
= E I dl
dt

Se interpretiamo linduzione elettromagnetica in termini di campo elettrico indotto possiamo


scrivere la legge di Faraday come:
(1)

r
r
d B
= E I dl
dt

Si noti, proprio grazie alla precedente relazione, che il campo elettrico indotto non conservativo.

Inoltre se B( t ) = cost B ( t ) = cost

r
r
d B
= 0 E I dl = 0 ossia quando il campo
dt

elettrico conservativo ma non pi un campo elettrico indotto!


Quindi lequazione (1) automaticamente include il caso stazionario, ovvero il campo elettrostatico,
pertanto possiamo scrivere generalizzando:
(2)

r r
d B
= E dl (generalizzazione del teorema della circuitazione)
dt

dove E il campo elettrostatico per casi stazionati e il campo elettrico indotto per casi non
stazionari.
Lequazione di Ampere-Maxwell.

Lequazione 2, dice che in una regione di spazio dove c un campo B( t ) si crea un campo E( t ) .
Questa interpretazione della legge di Faraday, fa sorgere una naturale domanda: vero anche la
r
r
situazione simmetrica? Se in una regione di spazio c un campo E( t ) si crea un campo B( t ) ?

Dopo linterpretazione di Maxwell della legge di Faraday, si cercarono evidente sperimentali dirette
r
r
circa la possibilit di creare un campo B( t ) da un campo E( t ) , ma i risultati sono stati tutti
negativi.
Maxwell, non si arrese allevidenza sperimentale e svilupp una teoria, qui di seguito accennata,

che partiva dalla evidenziare i limiti della legge di Ampere scritta come B d l = 0 iC .

Infatti questa espressione, valida in casi stazionari ( i = iC = cost linee di correnti chiuse), non
valida in casi non stazionari quando i = i(t) e le linee di correnti sono aperte (e quindi iC = 0).
Se colleghiamo due punti a potenziale V(A) e V(B) (inizialmente V(A)>V(B)) con un filo conduttore,
in esso si instaura una corrente non stazionaria i(t).

V=V(A) V(B) =V(t)

Se i(t)0 B(t) 0

scelta la curva , si ha che B d l = val 0 .

i(t)
A
B(t)

Mentre la linea di corrente (essendo aperta) non


risulta concatenata con e si ha ic = 0.

E(t)

Quindi in casi non stazionari il teorema di


Ampere ci porta ad unincongruenza:

r r
B d l = val ( 0 ) = 0iC ( = 0 ) val = 0

Fig. 1

Per risolvere questa incongruenza, dobbiamo pensare di aggiungere (Ipotesi di Maxwell) al teorema
di Ampere, cos come scritto per casi stazionari, un termine che tenga conto dei casi non stazionari,
ovvero di aggiungere un termine di corrente iS scrivendo:

r r
B d l = 0 (iC + iS )

iS = 0 e iC 0 in casi stazionari
tale che:

iS 0 e iC = 0 in casi non-stazionari

Dobbiamo trovare lespressione di iS. Osserviamo (vedi fig. 1) che se i non-stazionaria, ossia
circola su una linea aperta, nella zona dove la linea interrotta deve esserci un campo elettrico E(t)
in quanto esiste un V(t) dove manca i(t) esiste un E(t) e quindi variazioni di i(t) con tempo
potrebbero essere equivalenti a variazioni di E(t). Analizziamo meglio questa situazione, facendo
riferimento al processo di carica di un condensatore piano C con armature di area S distanti d (fig.
2).

Ad un istante t, sulla singola armatura del condensatore abbiamo una carica q(t) e una differenza di
potenziale fra le armature V(t) con V(t)= C q(t).

Fig. 2
Sappiamo che:

V ( t ) = E( t )d e C =

0 S
d

q( t ) = CV ( t ) =

0 S

d
dq( t ) d ( 0 SE( t ))
dSE( t )
d E ( t )
=
= 0
= 0
dt
dt
dt
dt

E( t )d = 0 SE( t ) q( t ) = 0 SE( t )

dove E = SE il flusso del campo E attraverso una superficie pari allarea delle armature.

d E ( t )
C 2 ( N C )m 2 C 2 N C
Il termine 0
ha le dimensioni di una corrente ( 2
=
= = A ) ed
s
NCs s
dt
m N
chiamato, per motivi storici, corrente di spostamento indicato con iS.

La variazione di carica sullarmatura

alla variazione di E

d E ( t )
dq( t )
quindi equivalente al termine 0
associato
dt
dt

dq( t )
la variazione di carica sullarmatura durante il processo di carica,
dt

ma queste cariche transitano sul filo producendo la corrente i(t) in esso


i(t)

dq( t )
d E ( t )
0
iS.
dt
dt

In casi non stazionari, nelle zone dove E(t) il termine iS nello spazio equivalente a i(t) nei fili
conduttori.
Possiamo quindi scrivere lequazione di Ampere-Maxwell:

r r
d E

B d l = 0 iC + 0

dt

che nel caso di iC = 0 diviene:

r r
d E
.
B d l = 0 0
dt

Lequazione di Ampere-Maxwell completamente simmetrica alla legge di Faraday a parte:

il fattore 00, che dipende dal sistema di unit di misura scelto,


il segno meno, che indica che i versi dei campi B ed E sono in questo caso legati dalla regola
della mano destra.

Osservazione: 00 = 4 10-78.8610-12110-17s2m-2 e quindi il termine 0 0

d E
estremamente
dt

piccolo e quindi i suoi effetti difficilmente misurabili direttamente in un esperimento!

Esempi 1): Campo E indotto generato da campo B(t) a simmetria cilindrica.

Assumiamo un campo B , perpendicolare ed entrante nel foglio, con modulo variabile nel tempo
confinato in una regione cilindrica infinita di raggio R. Sia

dB
= cost > 0 . Per la legge di Faraday,
dt

si creer un campo E . Questo deve avere linee di campo chiuse e dovr conservare la simmetria
cilindrica: le linee di campo devono essere delle circonferenze concentriche con lasse del cilindro e
punti equidistanti dallasse del cilindro devono avere lo stesso valore del campo.

Il verso delle linee di campo


fissato dalla legge di Lentz.
(B aumenta essendo cost > 0)

Applichiamo la legge di Faraday, scegliendo un linea di raggio r coincidente con una linea di
campo con:
a) r < R
r r
d B
d ( r 2 B )
dB
r dB
E
d
E
d
cos
E
d
E
d
E
2
r

l
=

l
=
l
=

E 2r = r 2
E=

dt
dt
dt
2 dt

b) r > R
r r
d B
d ( R 2 B )
R 2 dB
2 dB
E
d
E
d
cos
E
d
E
d
E
2
r
E
2
r
R
E

l
=

l
=
l
=

dt
dt
dt
2r dt

c) r = R, E =

R dB
2 dt

Esempi 2): Campo B generato da un campo E(t) a simmetria cilindrica.

Assumiamo un campo E , perpendicolare ed entrante nel foglio, con modulo variabile nel tempo
confinato in una regione cilindrica infinita di raggio R. Sia

dE
= cost > 0 . Per la legge di Amperedt

Maxwell, si creer un campo B . Questo deve avere linee di campo chiuse e dovr conservare la
simmetria cilindrica e quindi valgono le considerazioni precedente.

Il verso delle linee di campo fissato


dalla regola della mano destra.
(E aumenta, essendo cost > 0)

Confrontare i versi dei campi nelle due


figure!

Applichiamo la suddetta legge, scegliendo un linea di raggio r coincidente con una linea di campo
con:
a) r < R

r r
d E
d ( r 2 E )
dE
B d l = 0 0
B dl cos 0 = B dl =B dl =B 2r = 0 0
B 2r = 0 0r 2
dt
dt
dt

B = 0 0

r dE
2 dt

b) r > R

r r
d E
d ( R 2 E )
dE
B d l = 0 0
B dl cos 0 = B dl =B dl =B 2r = 0 0
B 2r = 0 0R 2
dt
dt
dt

B=

0 0 R 2 dE
2r

c) r = R B =

dt

0 0 R dE
2

dt

Le quattro equazioni di Maxwell.

La teoria di Maxwell, precedentemente descritta, permise la sintesi di tutti i fenomeni elettrici e


magnetici, stazionari e non, con 4 equazioni note come le equazioni di Maxwell.

1)

r r q
E dS = int

Teorema di Gauss

r r
d B
E dl =
dt

r r
3) B dS = 0

2)

(Lorigine di E sono le cariche elettriche)

Legge di Faraday

Teorema di Gauss per B

( E creato anche da B( t ) )
(Non esistono cariche magnetiche)

4)

r r
r
d E

B d l = 0 iC + 0
Teorema di Ampere-Maxwell (lorigine di B sono le correnti ma
dt

r
r
B creato anche da E( t ) )

Questa teoria lasci subito intravedere lesistenza di fenomeni non ancora osservati!

Se scriviamo le quattro equazioni precedenti per uno spazio vuoto dove non ci sono n cariche
elettriche (q = 0) n correnti (i = 0) otteniamo delle equazioni completamente simmetriche :
1)

2)

r r
E dS = 0

3)

r r
d B
E dl =
dt

4)

r r
B dS = 0
r r
d E
B d l = 0 0
dt

Esse dicono che:

a) un campo B( t ) genera, tramite lequazione 2, un campo E( t ) che genera, tramite

lequazione tramite 4, un campo B( t ) ) ecc, ecc,


Legge di Faraday

B(t)

E(t)

I campi si autogenerano e autosostengono

Teorema di Ampere-Maxxwell

b) I campi E e B hanno entrambi linee chiuse.


7

Il segno fondamentale per il sostentamento dei campi (vedi fig.)

B(t) aumenta

E(t) aumenta

E(t)
diminuisce

B(t)
aumenta

E(t)
aumenta
Legge di Faraday

B(t) diminuisce

E(t) diminuisce

B(t)
diminuisce

Legge di Ampere-Maxwell

i(t) crescente

ecc,ecc,.
B(t)

B(t)
E(t)

E(t)

Questo nuova realt fatta di campi E e B che esistono nello spazio vuoto, che si autogenerano e
autosostengono sono le onde elettromagnetiche.
Lesistenza delle onde elettromagnetiche la verifica sperimentale della teoria di Maxwell.

L'opera pi rivoluzionaria di Maxwell certamente rappresentata dall'unificazione delle teorie sul


campo elettrico e sul campo magnetico che egli stesso battezz "elettrodinamica".
Fino agli studi di A. M. Ampre, infatti, si riteneva che i due fenomeni (elettricit e magnetismo) fossero
distinti e non interagenti (non si considerava, cio, l'eventualit che un conduttore percorso da corrente
potesse generare anche un campo magnetico oltre a quello elettrico).
Sulla base di precedenti ipotesi, Maxwell teorizz l'esistenza di un mezzo elastico (l'etere) che,
permeando tutto l'universo, rendesse possibile la trasmissione delle onde elettromagnetiche anche nel
vuoto (dove non vi sono particelle da spostare non pu esistere trasmissione elettrica).
Egli inizialmente lo distinse in etere luminifero (per la trasmissione delle onde luminose) ed etere
elettromagnetico (per le altre onde).
Poi, nel 1864, misur sperimentalmente per primo la velocit delle onde elettromagnetiche in un
conduttore ricavandone un valore molto vicino a quello della velocit della luce. Ne concluse che la luce
fosse anch'essa una vibrazione elettromagnetica.
Sulla base di tale scoperta unific i concetti di etere luminifero e magnetico in un unico etere
elettromagnetico, la cui esistenza, peraltro, non mai stata dimostrata (anzi, i risultati dell'esperimento
di Michelson e Morley del 1887 sembrerebbero negarla avendo dimostrato sperimentalmente che
nessun mezzo fisico pu operare lo spostamento o il rallentamento delle onde luminose).
Questi notevoli risultati gli permisero di formulare le 4 leggi fondamentali dell'elettrodinamica
attraverso la dimostrazione di 4 equazioni differenziali che sarebbero poi diventate la base su cui
Einstein lavor per formulare la teoria della relativit.
In pratica si tratta di riformulazioni di teoremi gi esistenti all'epoca (Legge di Gauss sul campo elettrico,
Teorema di non esistenza del monopolo magnetico, Legge di Faraday sull'induzione elettromagnetica,
Legge di Ampre sull'interdipendenza tra corrente elettrica e magnetismo).
Tali riformulazioni in forma differenziale ed integrale per permisero di applicare i teoremi originali a
cariche singole (livello microscopico), a cariche multiple (livello macroscopico) immerse
indifferentemente in un qualunque mezzo o nel vuoto e su sistemi inerziali indipendenti in moto
rettilineo uniforme l'uno rispetto all'altro.
In buona sostanza, le 4 equazioni stabiliscono che:
1) L'intensit di un campo elettrico generato da cariche ferme disposte su di una superficie chiusa
costante in ogni punto della superficie stessa ed pari alla quantit di carica espressa dalle particelle
stesse divisa per la costante dielettrica del mezzo.
In pratica la prima equazione estende il teorema di Gauss anche al caso di cariche ferme nel vuoto
considerando l'interdipendenza tra costante dielettrica del vuoto (e0=resistenza del vuoto al passaggio
di cariche elettriche), permeabilit magnetica del vuoto (u0=capacit del vuoto di farsi magnetizzare,
ossia di trasmettere flussi magnetici) e velocit della luce (C=300.000 Km/s) espressa dalla relazione
1/C2=e0u0.
2) Il flusso di induzione magnetica attraverso una superficie chiusa nullo.
Questa legge stabilisce che non possono esistere cariche magnetiche singole, ossia poli magnetici isolati.
In pratica ad ogni polo magnetico (sia esso N o S) deve essere sempre associato un polo magnetico di
segno opposto a differenza di quanto invece pu avvenire per le cariche elettriche.

In tempi pi recenti si fatta comunque strada lipotesi che esistano monopoli magnetici nelluniverso
ma in numero molto ridotto in quanto la loro esistenza potrebbe spiegare alcuni fenomeni ancora
oscuri, come la quantizzazione della carica elettrica.
3) La corrente elettrica indotta in un circuito chiuso da un campo magnetico proporzionale al flusso
che attraversa l'area abbracciata dal circuito nell'unit di tempo.
Principio dellinduzione elettromagnetica: un circuito elettrico immerso in un campo magnetico variabile
o che transiti allinterno di un campo magnetico fisso genera un campo elettrico proporzionale
allintensit del campo magnetico stesso.
4) Linduzione magnetica in un circuito proporzionale alla somma delle correnti che in esso circolano.
Tale somma comprende sia le correnti di conduzione che quelle di spostamento.
In questo teorema risiede la grandezza dellintuizione di Maxwell. Infatti, il teorema di Ampre era
incompleto in quanto, prevedendo le sole correnti di conduzione, non era valido nel caso del
condensatore.
Un condensatore composto da due lamine metalliche (dette armature) separate da un isolante (detto
dielettrico) pertanto, dal punto di vista elettrico, rappresenta un circuito aperto (=non conduce
corrente). Se al condensatore viene applicata una tensione si produce un accumulo di cariche positive su
una delle due armature e un conseguente accumulo di cariche negative sullaltra. Dunque, per il tempo
necessario alla carica, lungo il conduttore collegato ad una delle due armature si pu rilevare una
corrente dovuta allo scorrimento delle cariche che vanno ad accumularsi sullarmatura stessa.
Siccome per le due armature sono tra loro isolate, non dovrebbe esserci alcun flusso magnetico sul
conduttore considerato, visto che le linee di corrente di conduzione si interrompono sul dielettrico.
Invece questo flusso magnetico esiste ed misurabile ma il teorema di Ampre non lo prevede.
Maxwell ipotizz che tale flusso magnetico fosse generato dallo spostamento delle cariche lungo le
armature del condensatore e dalla conseguente creazione di micro-campi elettrici attraverso il
dielettrico tra larmatura positiva e quella negativa. Inoltre, quando il condensatore carico, si
annullano contemporaneamente sia la corrente di carica sia quella di spostamento sia il campo
magnetico indotto ed anche tale situazione prevista dalla quarta equazione. Il campo elettrico del
condensatore a quel punto assume valore costante (essendo che le armature sono cariche e quindi non
vi pi movimento di particelle) che pu essere calcolato con la prima legge.
Dopo la morte di Maxwell (1879) si tent di utilizzare le sue equazioni nel caso estremo di sistemi
inerziali in movimento a velocit prossime a quelle della luce applicando ad esse le trasformazioni
galileiane (si riteneva che le leggi della meccanica classica fossero valide in tutti i sistemi di riferimento
inerziali) ma si ottennero delle significative variazioni nei risultati.
Ci fece inizialmente pensare che vi fossero degli errori di formulazione che le rendevano incomplete.
Poi il fisico olandese H. A. Lorentz (Premio Nobel 1902) ide delle trasformazioni che tenevano conto
delle possibili variazioni di riferimento per velocit prossime a quelle della luce e dimostr che le
equazioni di Maxwell erano invarianti rispetto a tali trasformazioni.
Se ne dedusse che la meccanica galileiana era solamente un caso ristretto della meccanica generale,
applicabile solo a sistemi in movimento a velocit significativamente inferiori a quella della luce (e infatti

a tali velocit le trasformazioni di Lorentz riprendono la forma di quelle galileiane).


Questo risultato spalanc le porte alla teoria relativistica e alla sua concezione generale formulata da
Einstein pochi anni dopo.

In fisica, in particolare in elettromagnetismo, le equazioni di Maxwell, il cui nome dovuto a


James Clerk Maxwell, sono un sistema di equazioni differenziali alle derivate parziali lineari
(due vettoriali e due scalari, per un totale di otto equazioni scalari) e accoppiate che, insieme alla
forza di Lorentz, costituiscono le leggi fondamentali che governano l'interazione
elettromagnetica.[1] Esse esprimono l'evoluzione temporale e i vincoli a cui soggetto il campo
elettromagnetico in relazione alle distribuzioni di carica e corrente elettrica da cui generato.
Le equazioni di Maxwell raggruppano ed estendono le leggi dell'elettromagnetismo note fino alla
met del XIX secolo, tra cui la legge di Gauss per il campo elettrico e la legge di Faraday. Tale
sintesi fu compiuta da Maxwell che, aggiungendo la corrente di spostamento alla legge di
Ampre, rese simmetriche le equazioni che descrivono il campo elettrico ed il campo magnetico
in modo classico, ovvero non quantistico. Si rende visibile in questo modo come essi siano due
manifestazioni di una stessa entit, il campo elettromagnetico. Il settore dell'elettromagnetismo
che studia i campi elettromagnetici trascurandone gli aspetti quantistici l'elettrodinamica
classica.
Le quattro equazioni mostrano come i campi elettrici dinamici, cio variabili nel tempo, sono in
grado di generare campi magnetici e viceversa. Lo stesso Maxwell osserv che le equazioni
ammettono soluzioni ondulatorie, il che condusse alla scoperta delle onde elettromagnetiche e in
particolare fu spiegata la natura della luce, fino ad allora oggetto di varie speculazioni teoriche. I
campi elettromagnetici, introdotti inizialmente come entit matematica, acquistarono una loro
propria realt fisica potendo esistere indipendentemente dalle sorgenti che li hanno generati.

Indice

1 Introduzione
2 Cenni storici
3 Le equazioni
4 Derivazione
5 Soluzioni
6 Equazioni per i potenziali
o 6.1 Equazioni di Jefimenko
o 6.2 Forma tensoriale relativistica
7 Forma lagrangiana
8 Teorema di dualit
9 Note
10 Bibliografia
11 Voci correlate
12 Altri progetti
13 Collegamenti esterni

Introduzione

Le equazioni di Maxwell descrivono il modo in cui il campo elettrico ed il campo magnetico


interagiscono fra di loro e con oggetti che possiedono carica elettrica. Unite alla seconda legge
del moto di Newton ed alla forza di Lorentz:[2]

dove una carica elettrica puntiforme in moto con velocit istantanea in presenza di un
campo elettrico e di un campo magnetico , le equazioni di Maxwell caratterizzano
completamente i fenomeni elettromagnetici classici, governando l'evoluzione dinamica dei campi
e la sua genesi a partire da arbitrarie distribuzioni di carica.
Solitamente le equazioni vengono enunciate in forma locale, utilizzando la densit di carica e la
densit di corrente per la descrizione delle sorgenti del campo. Tramite gli operatori differenziali
divergenza e rotore la propagazione del campo viene mostrata in funzione dello spazio e del
tempo .
Nel formalismo di Heaviside e Lorentz le relazioni di Maxwell sono scritte come un sistema di
quattro equazioni, di cui due vettoriali e due scalari: esse pongono pertanto otto vincoli, e le
incognite che in esse compaiono sono quattro funzioni vettoriali , , e , dove e
sono rispettivamente il campo elettrico e magnetico quando si propagano nei materiali. Si tratta
di dodici funzioni scalari della posizione e del tempo che rappresentano rispettivamente il campo
elettrico nel vuoto, il campo elettrico nei materiali, il campo magnetico nel vuoto ed il campo
magnetico nei materiali.
Le seguenti due equazioni omogenee valgono sia nel vuoto che nei mezzi materiali:

Esse rappresentano in forma differenziale, cio valida localmente, la legge dell'induzione


elettromagnetica di Lenz-Faraday-Neumann e la legge sul flusso del campo magnetico di Gauss
(che descrive l'inesistenza di cariche magnetiche isolate, o monopoli magnetici).
Le seguenti due equazioni descrivono il modo in cui la materia interagisce con i campi elettrici e
magnetici, polarizzandosi:

dove il vettore
corrente

la velocit di deriva delle cariche in moto che costituiscono la densit di


sorgente del campo.

Le equazioni di Maxwell nei mezzi materiali non costituiscono un problema ben posto in senso
stretto, in quanto il numero di equazioni minore del numero di incognite, ed inoltre non tutte le
otto equazioni sono indipendenti, in virt di propriet generali dei campi vettoriali fisici.

Vi sono quindi due vincoli scalari che riducono a sei il numero delle equazioni indipendenti: si
tratta pertanto di diminuire il numero delle incognite introducendo altre relazioni, dette equazioni
costitutive dei mezzi materiali assieme al considerare la forza di Lorentz sulle cariche elettriche e
all'equazione di continuit che impone il fatto che tali cariche non scompaiano ma si conservino:

Le equazioni costitutive sono relazioni della forma:

perch devono esprimere come la materia reagisce, polarizzandosi, in relazione all'azione su di


essa dei campi e . Se le funzioni e sono regolari allora possono pensarsi sviluppate in
serie di Taylor nelle variabili e , e se questi ultimi sono sufficientemente deboli si pu
inoltre assumere che la materia risponda in maniera lineare, cio direttamente proporzionale ai
campi. In altri termini, si pu pensare di arrestare al primo ordine differenziale lo sviluppo
analitico e scrivere:

Cenni storici
Le equazioni appaiono per la prima volta al completo ed in forma differenziale nel testo "A
Dynamical Theory of the Electromagnetic Field", pubblicato da James Clerk Maxwell nel 1865,
mentre la notazione moderna pi comune fu sviluppata da Oliver Heaviside.
La formulazione delle equazioni di Maxwell ha definito in modo completo il legame tra campo
elettrico e campo magnetico, unificando definitivamente elettricit e magnetismo e fornendo allo
stesso tempo una sintesi teorica di tutti i fenomeni sperimentali connessi a tali ambiti. Gi
Faraday aveva osservato un'influenza magnetica sul campo elettrico: con l'ultima aggiunta di
Maxwell alle equazioni, dove avviene l'introduzione della corrente di spostamento, i due campi
vengono considerati a tutti gli effetti due manifestazioni diverse di un unico campo, il campo
elettromagnetico.[3]
La loro importanza non si esaurisce tuttavia sul piano storico nel loro carattere sintetico: esse
hanno anche un carattere predittivo, che apr alla previsione ed alla successiva rilevazione
sperimentale dell'esistenza delle onde elettromagnetiche, prima di allora sconosciute, la cui
scoperta avvenuta da parte di Hertz. In Italia gli studi sulle onde elettromagnetiche sono stati
condotti fra gli altri da Righi e hanno portato un suo allievo, Marconi, all'invenzione della
telegrafia senza fili.
La descrizione relativistica del campo ha successivamente richiesto l'introduzione del tensore
elettromagnetico, del quadripotenziale e l'utilizzo della notazione quadrivettoriale. Di pari passo
si sono sviluppate l'elettrodinamica quantistica e la teoria quantistica dei campi, che hanno

conferito un significato fisico pi profondo al concetto di quadripotenziale e di campo


tensoriale.[4]

Le equazioni
Nel sistema di unit di misura internazionale, l'espressione delle equazioni di Maxwell la
seguente:[1][5]
Nome

Forma locale

Forma globale

Legge di
Gauss
elettrica
Legge di
Faraday
Legge di
Gauss
magnetic
a
Legge di
AmpreMaxwell
con una superficie chiusa,
il suo contorno (la curva definita considerando una sezione di
), un volume e
la superficie che lo delimita. Gli integrali su e
definiscono il flusso
delle grandezze integrate, l'integrale di linea su
definisce una circuitazione mentre l'integrale
su un integrale di volume.
Il vettore il campo elettrico nel vuoto,
il campo elettrico nei materiali,
anche detto induzione elettrica e che tiene conto della polarizzazione elettrica , il campo
magnetico percepito in un punto, anche detto induzione magnetica, inoltre

un campo magnetico introdotto nei materiali, che tiene conto della polarizzazione magnetica
,
e la densit di carica elettrica. Il prodotto
di quest'ultima con la velocit di deriva il
vettore densit di corrente elettrica. I tensori e sono rispettivamente la permittivit elettrica e
la permeabilit magnetica, che nel vuoto sono numeri e sono legate dalla relazione:

dove la velocit della luce.

Le relazioni fra i campi sono:

dove e
sono dette costante dielettrica relativa e permeabilit magnetica relativa, e sono
caratteristiche del mezzo. Esse dipendono in generale dalla direzione nel mezzo e dalla frequenza
dei campi (quest'ultima influenza in particolare la permittivit elettrica).
Nel caso pi semplice di mezzi lineari, stazionari, omogenei, non dispersivi e isotropi, la
permittivit elettrica e la permeabilit magnetica si riducono a costanti (tensori con tutti gli
elementi uguali). In tal caso i vettori polarizzazione e magnetizzazione sono direttamente
proporzionali, in ogni direzione, rispettivamente ai campi elettrico e magnetico, e i gradi di
libert delle equazioni si dimezzano. Si possono inoltre portare e fuori dagli integrali e dalle
derivate.
Va osservato che le grandezze "fondamentali" sono e , mentre ed sono da considerare
come strumenti per non prendere in considerazione ci che accade dentro il materiale.
Nello spazio libero (ovvero in assenza di sorgenti di carica e di corrente) le equazioni si
scrivono:[2]

Derivazione
Le equazioni di Maxwell, che governano i fenomeni di propagazione del campo
elettromagnetico, possono essere espresse sia in forma locale (differenziale) che globale
(integrale). Nel seguito si descrive tale relazione. Le equazioni in forma locale sono equazioni
differenziali lineari in quattro variabili, mentre in forma globale sono equazioni integrali: per
metterle in relazione necessario perci applicare il teorema di Stokes nelle sue forme
bidimensionale e tridimensionale. Nel caso particolare di campi variabili in maniera sinusoidale
nel tempo, le equazioni di Maxwell possono essere scritte nel dominio della frequenza
utilizzando la trasformata di Fourier in ciascun membro ed ottenendo una semplificazione nella
trattazione e nel loro specifico utilizzo.
Gli strumenti matematici principali che permettono di ricavare il legame tra la forma locale e la
forma globale sono due:

Il teorema della divergenza nel caso tridimensionale, che influisce sulla forma della legge
di Gauss per entrambi i campi. Il teorema afferma che il flusso di un campo attraverso
una superficie chiusa pari all'integrale su un volume di cui la frontiera (unico nello
spazio tridimensionale) della divergenza del campo stesso:

Il teorema del rotore nel caso bidimensionale, che influisce sulla forma della legge di
Faraday-Neumann-Lenz e della legge di Ampre-Maxwell. Il teorema afferma che la
circuitazione di un campo pari all'integrale su una superficie che essa racchiude
(molteplici nello spazio tridimensionale) del rotore del campo stesso:

Le equazioni di Maxwell descrivono sinteticamente tutte le propriet del campo


elettromagnetico, e per ricavarne la forma integrale dalla corrispondente forma locale
necessario applicare il teorema di Green o il teorema della divergenza. Nel caso particolare di
campi variabili in maniera sinusoidale nel tempo, le equazioni di Maxwell possono essere scritte
nel dominio della frequenza (dominio dei fasori) applicando la trasformata di Fourier a ciascun
membro ed ottenendo una semplificazione nella trattazione e nel loro specifico utilizzo.

Il teorema del flusso afferma che il flusso del campo elettrico attraverso una superficie
chiusa pari alla somma delle cariche contenute nel volume racchiuso dalla superficie
divise per la permittivit elettrica:

Dal teorema della divergenza si ha, in un materiale con permittivit elettrica uniforme:

ed uguagliando gli integrandi nell'ultima relazione si ottiene la forma locale del teorema
del flusso per il campo elettrico.[6]

La legge di Faraday-Neumann-Lenz afferma che la variazione nel tempo del flusso del
campo magnetico concatenato ad un circuito genera una forza elettromotrice nel circuito
stesso, la quale si oppone alla variazione del flusso:[7]

applicando il teorema di Kelvin al primo membro:

e quindi:

Uguagliando gli integrandi segue la relazione locale.

L'estensione della legge di Ampre al caso non stazionario mostra come un campo
elettrico variabile nel tempo sia sorgente di un campo magnetico. Ponendo di essere nel
vuoto, la forma locale della legge di Ampre costituisce la quarta equazione di Maxwell
nel caso stazionario, qui espresso nella velocit di deriva:

Tale relazione vale solamente nel caso stazionario, dal momento che la divergenza della
densit di corrente deve essere nulla (poich nullo
): nel caso non
stazionario si contraddirebbe infatti l'equazione di continuit per la corrente elettrica.[8]
Per estendere la legge di Ampre al caso non stazionario necessario inserire la prima
legge di Maxwell nell'equazione di continuit:

ottenendo al secondo membro un vettore la cui divergenza si annulla nel caso stazionario,
e che pu essere cos inserito nella legge di Ampre. Il secondo termine detto densit di
corrente di spostamento, esprimibile come prodotto di un tensore densit di spostamento
per la velocit:

e deve essere aggiunto alla densit di corrente nel caso non stazionario.[9] Inserendo la
densit di carica generalizzata cos ottenuta nella legge di Ampre:[10][11]
si ottiene la relazione locale.[12] Tale equazione perfettamente simmetrica rispetto alla
precedente equazione, e le due relazioni rappresentano complessivamente il nucleo delle
equazioni di Maxwell in quanto da esse ricavabile l'equazione delle onde, mostrando
quindi che il campo elettromagnetico si propaga sotto forma di onde elettromagnetiche.

Il teorema del flusso per il campo magnetico afferma infine che il flusso del campo
magnetico attraverso una superficie chiusa nullo. Ci si pu spiegare dal fatto che le
linee di forza del campo magnetico sono chiuse, e pertanto il contributo al flusso di ogni
linea entrante alla superficie annullato dal contributo della stessa linea uscente.
Matematicamente la relazione si ricava applicando l'operatore divergenza ad entrambi i
membri della legge di Biot-Savart.

Soluzioni
Lo stesso argomento in dettaglio: Potenziale vettore e Potenziale scalare.

L'equazione di Maxwell che stabilisce che la divergenza di nulla permette di riscrivere il


campo magnetico derivandolo da una funzione potenziale, ossia come il rotore di un campo
vettoriale detto potenziale vettore:[13]

Tale relazione valida ponendo di trovarsi in un dominio semplicemente connesso. Si pu allora


riscrivere la legge dell'induzione elettromagnetica di Faraday Neumann:

che pu anche essere espressa come:

Poich il termine tra parentesi irrotazionale, esso pu essere scritto come il gradiente di una
funzione scalare, il potenziale scalare :[14]

da cui segue:

I campi e soluzioni delle equazioni di Maxwell si possono dunque esprimere mediante i


potenziali:[15]

Le equazioni di evoluzione dei potenziali si ottengono semplicemente sostituendo i campi e


nelle altre due equazioni, ossia nelle equazioni non omogenee che rappresentano la legge del
flusso del campo elettrico e la legge di Ampere.
Nel caso i campi si propaghino in un mezzo diverso dal vuoto le quattro equazioni scalari non
omogenee possono essere risolte solo conoscendo le relazioni costitutive tra i campi nel vuoto e
nella materia, che non sono sempre lineari e dipendono fortemente dalle caratteristiche del
materiale.[16] Tutte le informazioni sul campo elettromagnetico possono quindi essere date
attraverso l'espressione dei potenziali generalizzati, che sono definiti con quattro equazioni
scalari, di cui tre per il potenziale vettore ed una per il potenziale scalare.

Equazioni per i potenziali

Lo stesso argomento in dettaglio: Potenziali ritardati.

Le equazioni di Maxwell possono essere espresse in termini dei potenziali del campo
elettromagnetico. Tale formulazione introduce tuttavia una certa arbitrariet nella forma
dell'espressione dei potenziali: i campi rimangono infatti invariati se i potenziali subiscono una
certa gamma di trasformazioni, dette trasformazioni di gauge. Per ottenere una formulazione
relativistica, cio invariante sotto trasformazione di Lorentz, si utilizza il gauge di Lorenz.
Per ricavare le quattro equazioni scalari che definiscono i potenziali generalizzati si procede
come segue:

L'equazione del flusso del campo elettrico pu essere riscritta come:

ovvero:

L'equazione di Maxwell che esprime la legge di Ampere in forma generalizzata, invece,


si trasforma nel seguente modo:

ossia, usando l'identit vettoriale

si ha:

Tali equazioni sono anche dette equazioni elettrodinamiche, ed descrivono la propagazione dei
due potenziali.[17] Possono tuttavia essere convenientemente trasformate in equazioni
disaccoppiate (cio scritte separatamente per il potenziale scalare e per il potenziale vettore)
grazie al margine di arbitrariet contenuto nella definizione dei potenziali. Infatti, sfruttando il
fatto che il rotore di un gradiente nullo ed eseguendo la seguente trasformazione di gauge:

dove un qualsiasi campo scalare sufficientemente regolare, le equazioni di evoluzione dei


potenziali non variano. I nuovi potenziali soddisfano le medesime equazioni dei vecchi
potenziali, ed in questo modo anche le espressioni per i campi elettrico e magnetico rimangono
invariate.[18]

Sfruttando dunque l'invarianza di gauge possibile scegliere in modo che soddisfi opportune
condizioni. Di particolare importanza la condizione di Lorenz, la quale ottenuta scegliendo
in modo tale che:

Tale condizione determina la forma covariante delle equazioni di Maxwell per i potenziali che
descrivono il campo. Se i potenziali soddisfano la condizione di Lorenz si dice che essi
appartengono al gauge di Lorenz,[19] che nel caso stazionario (cio quando non dipende dal
tempo) si riduce al gauge di Coulomb, anche detto "gauge trasversale".[20]
Se la condizione di Lorenz soddisfatta le equazioni elettrodinamiche non disaccoppiate
diventano due equazioni disaccoppiate, corrispondenti a quattro equazioni differenziali in quattro
funzioni scalari incognite:[21][22]

In componenti scalari, le equazioni dei potenziali si scrivono esplicitamente come:

Si dimostra inoltre che, dato un particolare problema elettromagnetico perfettamente definito


nelle sue condizioni iniziali e condizioni al contorno, la soluzione delle equazioni di Maxwell
unica. Pi precisamente, la soluzione delle equazioni d'onda sono i potenziali ritardati, che nel
gauge di Lorenz assumono la forma:[23]

dove
la distanza del punto di osservazione del campo dall'elemento di volume
su cui si effettua l'integrazione, e:

il tempo ritardato.

Equazioni di Jefimenko
Lo stesso argomento in dettaglio: Equazioni di Jefimenko.

Le equazioni di Jefimenko forniscono il campo elettrico ed il campo magnetico prodotti da una


generica distribuzione di carica e velocit dipendente dal tempo, e si possono derivare a
partire dai potenziali ritardati ed .[24] I potenziali sono soluzione delle equazioni di Maxwell,
e pertanto sostituendo la loro espressione nella definizione del potenziale elettromagnetico
stesso:

Utilizzando la relazione:

si ottengono le equazioni di Jefimenko rimpiazzando

dove

ed

con i campi

:[25]

un punto all'interno della distribuzione di carica, un punto nello spazio e:

il tempo ritardato. Le espressioni per i campi nella materia

Forma tensoriale relativistica

hanno la stessa forma.[26]

Lo stesso argomento in dettaglio: Tensore elettromagnetico.

I potenziali e possono essere visti come le componenti di un quadrivettore. Se si forma un


quadrivettore
con i termini noti delle due equazioni scalari di Maxwell si ottiene:

dove la densit di carica a riposo, misurata cio in un sistema solidale con la distribuzione di
cariche, e
rappresenta la quadrivelocit.
Il quadripotenziale definito come:

Considerando la definizione di divergenza nello spaziotempo di Minkowski si ha, per quanto


visto precedentemente:

Questo fornisce la relazione:

La precedente la condizione di Lorenz per l'invarianza di un quadrivettore. Quindi l'operazione


di gauge introdotta in precedenza stabilisce l'invarianza del quadrivettore formato dalle
componenti di e . Ne deriva che il campo elettromagnetico una teoria di gauge.
Se si considera l'operatore di d'Alembert:

risulta che le equazioni di Maxwell possono essere scritte molto brevemente nella forma:

Le derivate delle componenti del quadripotenziale formano un tensore del secondo ordine
generato da un vettore polare e da uno assiale . Se si pone
si
ottiene il tensore elettromagnetico (sistema internazionale):

Lo studio delle soluzioni delle equazioni di Maxwell scritte in forma covariante l'oggetto
dell'elettrodinamica classica.

Forma lagrangiana
La formulazione lagrangiana considera le equazioni in modo trasversale rispetto a quella
euleriana. Nello specifico, se si accoppiano le leggi di Gauss generale per l'induzione elettrica e
di Ampre-Maxwell ad una definizione del campo magnetico, e quelle di Gauss per l'induzione
magnetica e di Faraday ad una definizione del campo elettrico, si ottiene:
Nome

Forma locale

Forma globale

Legge di Gauss
Legge di AmpreMaxwell, Legge di
Faraday
Definizione del campo
coniugato
Dalle prime due righe di equazioni rispettivamente segue che:

e imponendo la terza riga di equazioni:

quindi sfruttando nella prima la propriet del doppio prodotto vettoriale e nella seconda la regola
di Leibniz otteniamo le leggi di Gauss coniugate, ciascuna un'equazione di conservazione per
l'induzione:

esprimibile nella derivata lagrangiana:

infine riconsiderando la definizione del campo coniugato otteniamo le equazioni rispettivamente


di Ampre-Maxwell coniugata e di Faraday coniugata, che stabiliscono un bilancio non
conservativo per i campi:

In sintesi:
Nome

Forma locale

Legge di Gauss elettrica coniugata

Legge di Faraday coniugata

Legge di Gauss magnetica coniugata

Legge di Ampre-Maxwell coniugata

Teorema di dualit
Al secondo membro della terza equazione pu essere introdotto un termine di sorgente di densit
di corrente magnetica
in modo da simmetrizzarla con la quarta equazione, e nella seconda
equazione un termine di sorgente di densit di carica magnetica
in modo da simmetrizzarla
con la prima. Sebbene non siano state sinora osservate sperimentalmente cariche e/o correnti
magnetiche, l'utilit di tale modifica consiste infatti nella possibilit di modellare, attraverso le
grandezze fittizie, grandezze reali (ad esempio comprendendo come mai una spira percorsa da
corrente possa essere una rappresentazione fisica di un dipolo magnetico). Le equazioni
"simmetrizzate" sono:
Nome
Legge di Gauss per il campo

Senza Monopoli
Magnetici

Con Monopoli Magnetici

elettrico:
Legge di Gauss per il campo
magnetico:
Legge di Faraday per
l'induzione:
Legge di Ampere-Maxwell:

Anche la forza di Lorentz diviene simmetrica:

Questo permette di enunciare il cosiddetto teorema di dualit elettromagnetica, per il quale a


partire dall'espressione di una grandezza elettrica o magnetica possibile ottenere l'espressione
dell'altra corrispondente. Le sostituzioni da operare sono le seguenti:

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For thermodynamic relations, see Maxwell relations. For the history of the equations, see History of Maxwell's equations.
Maxwell's equations are a set of partial differential equations that, together with the Lorentz force law, form the foundation of classical
electrodynamics, classical optics, and electric circuits. These fields in turn underlie modern electrical and communications technologies. Maxwell's
equations describe how electric and magnetic fields are generated and altered by each other and by charges and currents. They are named after the
physicist and mathematician James Clerk Maxwell, who published an early form of those equations between 1861 and 1862.
The equations have two major variants. The "microscopic" set of Maxwell's equations uses total charge and total current, including the complicated
charges and currents in materials at the atomic scale; it has universal applicability but may be infeasible to calculate. The "macroscopic" set of
Maxwell's equations defines two new auxiliary fields that describe large-scale behaviour without having to consider these atomic scale details, but it
requires the use of parameters characterizing the electromagnetic properties of the relevant materials.
The term "Maxwell's equations" is often used for other forms of Maxwell's equations. For example, space-time formulations are commonly used in
high energy and gravitational physics. These formulations, defined on space-time rather than space and time separately, are manifestly[note 1]
compatible with special and general relativity. In quantum mechanics and analytical mechanics, versions of Maxwell's equations based on the electric
and magnetic potentials are preferred.
Since the mid-20th century, it has been understood that Maxwell's equations are not exact but are a classical field theory approximation to the more
accurate and fundamental theory of quantum electrodynamics. In many situations, though, deviations from Maxwell's equations are immeasurably
small. Exceptions include nonclassical light, photon-photon scattering, quantum optics, and many other phenomena related to photons or virtual
photons.

1 Formulation in terms of electric and magnetic fields


2 Conventional formulation in SI units
3 Relationship between differential and integral formulations
3.1 Flux and divergence
3.2 Circulation and curl
3.3 Time evolution
4 Conceptual descriptions
4.1 Gauss's law

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4.2 Gauss's law for magnetism


4.3 Faraday's law
4.4 Ampre's law with Maxwell's addition
5 Vacuum equations, electromagnetic waves and speed of light
6 "Microscopic" versus "macroscopic"
6.1 Bound charge and current
6.2 Auxiliary fields, polarization and magnetization
6.3 Constitutive relations
7 Equations in Gaussian units
8 Alternative formulations
9 Solutions
10 Limitations for a theory of electromagnetism
11 Variations
11.1 Magnetic monopoles
12 See also
13 Notes
14 References
15 Historical publications
16 External links
16.1 Modern treatments
16.2 Other

The powerful and most widely familiar form of Maxwell's equations, whose formulation is due to Oliver Heaviside, in the vector calculus formalism,
is used throughout unless otherwise explicitly stated.
Symbols in bold represent vector quantities, and symbols in italics represent scalar quantities, unless otherwise indicated.
The equations introduce the electric field E, a vector field, and the magnetic field B, a pseudovector field, where each generally have
time-dependence. The sources of these fields are electric charges and electric currents, which can be expressed as local densities namely charge
density and current density J. A separate law of nature, the Lorentz force law, describes how the electric and magnetic field act on charged particles
and currents. A version of this law was included in the original equations by Maxwell but, by convention, is no longer.
In the electric and magnetic field formulation there are four equations. Two of them describe how the fields vary in space due to sources, if any;

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electric fields emanating from electric charges in Gauss's law, and magnetic fields as closed field lines not due to magnetic monopoles in Gauss's law
for magnetism. The other two describe how the fields "circulate" around their respective sources; the magnetic field "circulates" around electric
currents and time varying electric fields in Ampre's law with Maxwell's addition, while the electric field "circulates" around time varying magnetic
fields in Faraday's law.
The precise formulation of Maxwell's equations depends on the precise definition of the quantities involved. Conventions differ with the unit systems,
because various definitions and dimensions are changed by absorbing dimensionful factors like the speed of light c. This makes constants come out
differently.

The equations in this section are given in the convention used with SI units. Other units commonly used are Gaussian units based on the cgs system,[1]
LorentzHeaviside units (used mainly in particle physics), and Planck units (used in theoretical physics). See below for the formulation with Gaussian
units.

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Name

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Integral equations

Differential equations

Meaning

Gauss's law

The electric field


leaving a volume is
proportional to the
charge inside.

Gauss's law for


magnetism

There are no magnetic


monopoles; the total
magnetic flux piercing a
closed surface is zero.

MaxwellFaraday
equation
(Faraday's law of
induction)

The voltage
accumulated around a
closed circuit is
proportional to the time
rate of change of the
magnetic flux it
encloses.

Ampre's
circuital law (with
Maxwell's
addition)

Electric currents and


changes in electric
fields are proportional
to the magnetic field
circulating about the
area they pierce.

where the universal constants appearing in the equations are


the permittivity of free space 0 and
the permeability of free space 0.
In the differential equations, a local description of the fields,
the nabla symbol denotes the three-dimensional gradient operator, and from it
the divergence operator is
the curl operator is .
The sources are taken to be

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the electric charge density (charge per unit volume) and


the electric current density (current per unit area) J.
In the integral equations, a description of the fields within a region of space,

is any fixed volume with boundary surface , and


is any fixed open surface with boundary curve ,
is a surface integral over the surface (the oval indicates the surface is closed and not open),
is a volume integral over the volume ,
is a surface integral over the surface ,
is a line integral around the curve (the circle indicates the curve is closed).
Here "fixed" means the volume or surface do not change in time. Although it is possible to formulate Maxwell's equations with time-dependent
surfaces and volumes, this is not actually necessary: the equations are correct and complete with time-independent surfaces. The sources are
correspondingly the total amounts of charge and current within these volumes and surfaces, found by integration.
The volume integral of the total charge density over any fixed volume is the total electric charge contained in :

where dV is the differential volume element, and


the net electric current is the surface integral of the electric current density J, passing through any open fixed surface :

where dS denotes the differential vector element of surface area S normal to surface . (Vector area is also denoted by A rather than S, but this
conflicts with the magnetic potential, a separate vector field).
The "total charge or current" refers to including free and bound charges, or free and bound currents. These are used in the macroscopic formulation
below.

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The differential and integral formulations of the equations are mathematically equivalent, by the divergence theorem in the case of Gauss's law and
Gauss's law for magnetism, and by the KelvinStokes theorem in the case of Faraday's law and Ampre's law. Both the differential and integral
formulations are useful. The integral formulation can often be used to simplify and directly calculate fields from symmetric distributions of charges
and currents. On the other hand, the differential formulation is a more natural starting point for calculating the fields in more complicated (less
symmetric) situations, for example using finite element analysis.[2]

Flux and divergence


The "fields emanating from the sources" can be inferred from the surface integrals of the fields through the
closed surface , defined as the electric flux

and magnetic flux

, as well as their

respective divergences E and B. These surface integrals and divergences are connected by the
divergence theorem.

Circulation and curl


The "circulation of the fields" can be interpreted from the line integrals of the fields around the closed curve
:

where d is the differential vector element of path length tangential to the path/curve, as well as their curls:

Closed volume and its boundary


, enclosing a source (+) and sink
() of a vector field F. Here, F could
be the E field with source electric
charges, but not the B field which has
no magnetic charges as shown. The
outward unit normal is n.

These line integrals and curls are connected by Stokes' theorem, and are analogous to quantities in classical fluid dynamics: the circulation of a fluid is
the line integral of the fluid's flow velocity field around a closed loop, and the vorticity of the fluid is the curl of the velocity field.

Time evolution
The "dynamics" or "time evolution of the fields" is due to the partial derivatives of the fields with respect to time:

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These derivatives are crucial for the prediction of field propagation in the form of electromagnetic waves.
Since the surface is taken to be time-independent, we can make the following transition in Faraday's law:

see differentiation under the integral sign for more on this result.

Gauss's law

Open surface and boundary . F


could be the E or B fields. Again, n
is the unit normal. (The curl of a
vector field doesn't literally look like
the "circulations", this is a heuristic
depiction).

Gauss's law describes the relationship between a static electric field and the electric charges that cause it: The
static electric field points away from positive charges and towards negative charges. In the field line
description, electric field lines begin only at positive electric charges and end only at negative electric charges.
'Counting' the number of field lines passing through a closed surface, therefore, yields the total charge
(including bound charge due to polarization of material) enclosed by that surface divided by dielectricity of free space (the vacuum permittivity).
More technically, it relates the electric flux through any hypothetical closed "Gaussian surface" to the enclosed electric charge.

Gauss's law for magnetism


Gauss's law for magnetism states that there are no "magnetic charges" (also called magnetic monopoles), analogous to electric charges.[3] Instead,
the magnetic field due to materials is generated by a configuration called a dipole. Magnetic dipoles are best represented as loops of current but
resemble positive and negative 'magnetic charges', inseparably bound together, having no net 'magnetic charge'. In terms of field lines, this equation
states that magnetic field lines neither begin nor end but make loops or extend to infinity and back. In other words, any magnetic field line that enters
a given volume must somewhere exit that volume. Equivalent technical statements are that the sum total magnetic flux through any Gaussian surface
is zero, or that the magnetic field is a solenoidal vector field.

Faraday's law
The Maxwell-Faraday's equation version of Faraday's law describes how a time varying magnetic field creates ("induces") an electric field.[3] This
dynamically induced electric field has closed field lines just as the magnetic field, if not superposed by a static (charge induced) electric field. This
aspect of electromagnetic induction is the operating principle behind many electric generators: for example, a rotating bar magnet creates a changing

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magnetic field, which in turn generates an electric field in a nearby


wire.

Ampre's law with Maxwell's addition

In a geomagnetic storm, a surge in the


flux of charged particles temporarily
alters Earth's magnetic field, which
induces electric fields in Earth's
atmosphere, thus causing surges in
electrical power grids. Artist's
rendition; sizes are not to scale.

Ampre's law with Maxwell's addition states that magnetic fields can
be generated in two ways: by electric current (this was the original
"Ampre's law") and by changing electric fields (this was "Maxwell's
addition").
Maxwell's addition to Ampre's law is particularly important: it shows
that not only does a changing magnetic field induce an electric field,
but also a changing electric field induces a magnetic field.[3][4]
Therefore, these equations allow self-sustaining "electromagnetic
waves" to travel through empty space (see electromagnetic wave
equation).

The speed calculated for electromagnetic waves, which could be predicted from experiments on charges and
currents,[note 2] exactly matches the speed of light; indeed, light is one form of electromagnetic radiation (as are
X-rays, radio waves, and others). Maxwell understood the connection between electromagnetic waves and
light in 1861, thereby unifying the theories of electromagnetism and optics.

Gauss's law for magnetism: magnetic


field lines never begin nor end but
form loops or extend to infinity as
shown here with the magnetic field
due to a ring of current.

Further information: Electromagnetic wave equation, Inhomogeneous electromagnetic wave equation and
Sinusoidal plane-wave solutions of the electromagnetic wave equation
In a region with no charges ( = 0) and no currents (J = 0), such as in a vacuum, Maxwell's equations reduce
to:

Magnetic core memory (1954) is an


application of Ampre's law. Each
core stores one bit of data.

Taking the curl () of the curl equations, and using the curl of the curl identity (X) = (X) 2X we obtain the wave equations

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which identify

with the speed of light in free space. In materials with relative permittivity r and relative permeability r, the
phase velocity of light becomes

which is usually less than c.

This 3D diagram shows a plane


linearly polarized wave propagating
from left to right with the same wave
equations where
E = E0 sin(t + k r) and

In addition, E and B are mutually perpendicular to each other and the direction of wave propagation, and are
B = B0 sin(t + k r)
in phase with each other. A sinusoidal plane wave is one special solution of these equations. Maxwell's
equations explain how these waves can physically propagate through space. The changing magnetic field
creates a changing electric field through Faraday's law. In turn, that electric field creates a changing magnetic field through Maxwell's addition to
Ampre's law. This perpetual cycle allows these waves, now known as electromagnetic radiation, to move through space at velocity c.

The microscopic variant of Maxwell's equation is the version given above. It expresses the electric E field and the magnetic B field in terms of the
total charge and total current present, including the charges and currents at the atomic level. The "microscopic" form is sometimes called the
"general" form of Maxwell's equations. The macroscopic variant of Maxwell's equation is equally general, however, with the difference being one of
bookkeeping.
The "microscopic" variant is sometimes called "Maxwell's equations in a vacuum". This refers to the fact that the material medium is not built into the
structure of the equation; it does not mean that space is empty of charge or current.
"Maxwell's macroscopic equations", also known as Maxwell's equations in matter, are more similar to those that Maxwell introduced himself.

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Integral equations

Differential equations

Gauss's law
Gauss's law for magnetism
MaxwellFaraday equation
(Faraday's law of induction)
Ampre's circuital law (with
Maxwell's addition)
Unlike the "microscopic" equations, the "macroscopic" equations separate out the bound charge Qb and bound current Ib to obtain equations that
depend only on the free charges Qf and currents If. This factorization can be made by splitting the total electric charge and current as follows:

Correspondingly, the total current density J splits into free Jf and bound Jb components, and similarly the total charge density splits into free f and

bound b parts.

The cost of this factorization is that additional fields, the displacement field D and the magnetizing field H, are defined and need to be determined.
Phenomenological constituent equations relate the additional fields to the electric field E and the magnetic B-field, often through a simple linear
relation.
For a detailed description of the differences between the microscopic (total charge and current including material contributes or in air/vacuum)[note 3]
and macroscopic (free charge and current; practical to use on materials) variants of Maxwell's equations, see below.

Bound charge and current


Main articles: Current density, Bound charge and Bound current

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When an electric field is applied to a dielectric material its molecules respond by forming
microscopic electric dipoles their atomic nuclei move a tiny distance in the direction of the field,
while their electrons move a tiny distance in the opposite direction. This produces a macroscopic
bound charge in the material even though all of the charges involved are bound to individual
molecules. For example, if every molecule responds the same, similar to that shown in the figure,
these tiny movements of charge combine to produce a layer of positive bound charge on one side
of the material and a layer of negative charge on the other side. The bound charge is most
conveniently described in terms of the polarization P of the material, its dipole moment per unit
volume. If P is uniform, a macroscopic separation of charge is produced only at the surfaces
where P enters and leaves the material. For non-uniform P, a charge is also produced in the
bulk.[5]
Somewhat similarly, in all materials the constituent atoms exhibit magnetic moments that are
intrinsically linked to the angular momentum of the components of the atoms, most notably their
electrons. The connection to angular momentum suggests the picture of an assembly of
microscopic current loops. Outside the material, an assembly of such microscopic current loops is
not different from a macroscopic current circulating around the material's surface, despite the fact
that no individual charge is traveling a large distance. These bound currents can be described
using the magnetization M.[6]

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Left: A schematic view of how an assembly of


microscopic dipoles produces opposite surface
charges as shown at top and bottom. Right: How an
assembly of microscopic current loops add together
to produce a macroscopically circulating current
loop. Inside the boundaries, the individual
contributions tend to cancel, but at the boundaries
no cancelation occurs.

The very complicated and granular bound charges and bound currents, therefore, can be
represented on the macroscopic scale in terms of P and M which average these charges and currents on a sufficiently large scale so as not to see the
granularity of individual atoms, but also sufficiently small that they vary with location in the material. As such, Maxwell's macroscopic equations
ignore many details on a fine scale that can be unimportant to understanding matters on a gross scale by calculating fields that are averaged over some
suitable volume.

Auxiliary fields, polarization and magnetization


The definitions (not constitutive relations) of the auxiliary fields are:

where P is the polarization field and M is the magnetization field which are defined in terms of microscopic bound charges and bound currents
respectively. The macroscopic bound charge density b and bound current density Jb in terms of polarization P and magnetization M are then

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defined as

If we define the total, bound, and free charge and current density by

and use the defining relations above to eliminate D, and H, the "macroscopic" Maxwell's equations reproduce the "microscopic" equations.

Constitutive relations
Main article: Constitutive equation Electromagnetism
In order to apply 'Maxwell's macroscopic equations', it is necessary to specify the relations between displacement field D and the electric field E, as
well as the magnetizing field H and the magnetic field B. Equivalently, we have to specify the dependence of the polarisation P (hence the bound
charge) and the magnetisation M (hence the bound current) on the applied electric and magnetic field. The equations specifying this response are
called constitutive relations. For real-world materials, the constitutive relations are rarely simple, except approximately, and usually determined by
experiment. See the main article on constitutive relations for a fuller description.
For materials without polarisation and magnetisation ("vacuum"), the constitutive relations are

where 0 is the permittivity of free space and 0 the permeability of free space. Since there is no bound charge, the total and the free charge and
current are equal.
More generally, for linear materials the constitutive relations are

where is the permittivity and the permeability of the material. Even the linear case can have various complications, however.

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For homogeneous materials, and are constant throughout the material, while for inhomogeneous materials they depend on location within
the material (and perhaps time).
For isotropic materials, and are scalars, while for anisotropic materials (e.g. due to crystal structure) they are tensors.
Materials are generally dispersive, so and depend on the frequency of any incident EM waves.
Even more generally, in the case of non-linear materials (see for example nonlinear optics), D and P are not necessarily proportional to E, similarly
B is not necessarily proportional to H or M. In general D and H depend on both E and B, on location and time, and possibly other physical
quantities.
In applications one also has to describe how the free currents and charge density behave in terms of E and B possibly coupled to other physical
quantities like pressure, and the mass, number density, and velocity of charge-carrying particles. E.g., the original equations given by Maxwell (see
History of Maxwell's equations) included Ohms law in the form

Main article: Gaussian units


Gaussian units are a popular system of units, that is part of the centimetregramsecond system of units (cgs). When using cgs units it is conventional
to use a slightly different definition of electric field Ecgs = c1 ESI. This implies that the modified electric and magnetic field have the same units
(in the SI convention this is not the case: e.g. for EM waves in vacuum, |E|SI, making dimensional analysis of the equations different). Then it uses a
unit of charge defined in such a way that the permittivity of the vacuum 0 = 1/(4c), hence 0 = 4/c. Using these different conventions, the
Maxwell equations become:[7]
Equations in Gaussian units
Name

Microscopic equations

Macroscopic equations

Gauss's law
Gauss's law for magnetism

same as microscopic

MaxwellFaraday equation
(Faraday's law of induction)

same as microscopic

Ampre's law (with Maxwell's


extension)

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For an overview, see Mathematical descriptions of the electromagnetic field.


For the equations in special relativity, see classical electromagnetism and special relativity and covariant formulation of classical
electromagnetism.
For the equations in general relativity, see Maxwell's equations in curved spacetime.
For the equations in quantum field theory, see quantum electrodynamics.
Following is a summary of some of the numerous other ways to write the microscopic Maxwell's equations, showing they can be formulated using
different points of view and mathematical formalisms that describe the same physics. Often, they are also called the Maxwell equations. The direct
spacetime formulations make manifest that the Maxwell equations are relativistically invariant (in fact studying the hidden symmetry of the vector
calculus formulation was a major source of inspiration for relativity theory). In addition, the formulation using potentials was originally introduced as
a convenient way to solve the equations but with all the observable physics contained in the fields. The potentials play a central role in quantum
mechanics, however, and act quantum mechanically with observable consequences even when the fields vanish (AharonovBohm effect). See the
main articles for the details of each formulation. SI units are used throughout.

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Formalism

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Formulation

Homogeneous equations

Non-homogeneous equations

Fields
3D Euclidean
space + time

Potentials (any
gauge)
Vector calculus

3D Euclidean
space + time

Potentials
(Lorenz gauge)
3D Euclidean
space + time

Fields
Minkowski space
Potentials (any
gauge)
Tensor calculus

Minkowski space
Potentials
(Lorenz gauge)
Minkowski space

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Fields
any spacetime
Potentials (any
gauge)
any spacetime
Potentials
(Lorenz gauge)
any spacetime
Fields
any spacetime
Potentials (any
gauge)
Differential forms

any spacetime
Potentials
(Lorenz gauge)
any spacetime

where
In the vector formulation on Euclidean space + time,

is the electrical potential, A is the vector potential and

is the

D'Alembert operator.
In the tensor calculus formulation, the electromagnetic tensor
is an antisymmetric covariant rank 2 tensor, the four-potential
is a
covariant vector, the current
is a vector density, the square bracket [ ] denotes antisymmetrization of indices,
is the derivative with

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respect to the coordinate


. On Minkowski space coordinates are chosen with respect to an inertial frame;
, so that the
metric tensor used to raise and lower indices is
. The D'Alembert operator on Minkowski space is
as in the vector formulation. On general spacetimes, the coordinate system
is arbitrary, the covariant derivative
, the Ricci tensor
and raising and lowering of indices are defined by the Lorentzian metric
and the D'Alembert operator is defined as
.
In the differential form formulation on arbitrary space times,
is the electromagnetic tensor considered as two form,
is the potential 1 form, is the current (pseudo) 3 form, is the exterior derivative, and
are the Hodge stars on forms
defined by the Lorentzian metric of spacetime (the Hodge star on two forms only depends on the metric up to a local scale i.e. is conformally
invariant). The operator
is the d'AlembertLaplaceBeltrami operator on 1-forms on an arbitrary Lorentzian
spacetime.
Other formulations include the geometric algebra formulation and a matrix representation of Maxwell's equations. Historically, a quaternionic
formulation[8][9] was used.

Maxwell's equations are partial differential equations that relate the electric and magnetic fields to each other and to the electric charges and currents.
Often, the charges and currents are themselves dependent on the electric and magnetic fields via the Lorentz force equation and the constitutive
relations. These all form a set of coupled partial differential equations, which are often very difficult to solve. In fact, the solutions of these equations
encompass all the diverse phenomena in the entire field of classical electromagnetism. A thorough discussion is far beyond the scope of the article,
but some general notes follow.
Like any differential equation, boundary conditions[10][11][12] and initial conditions[13] are necessary for a unique solution. For example, even with no
charges and no currents anywhere in spacetime, many solutions to Maxwell's equations are possible, not just the obvious solution E = B = 0.
Another solution is E = constant, B = constant, while yet other solutions have electromagnetic waves filling spacetime. In some cases, Maxwell's
equations are solved through infinite space, and boundary conditions are given as asymptotic limits at infinity.[14] In other cases, Maxwell's equations
are solved in just a finite region of space, with appropriate boundary conditions on that region: For example, the boundary could be an artificial
absorbing boundary representing the rest of the universe,[15][16] or periodic boundary conditions, or (as with a waveguide or cavity resonator) the
boundary conditions may describe the walls that isolate a small region from the outside world.[17]
Jefimenko's equations (or the closely related LinardWiechert potentials) are the explicit solution to Maxwell's equations for the electric and
magnetic fields created by any given distribution of charges and currents. It assumes specific initial conditions to obtain the so-called "retarded
solution", where the only fields present are the ones created by the charges. Jefimenko's equations are not so helpful in situations when the charges
and currents are themselves affected by the fields they create.
Numerical methods for differential equations can be used to approximately solve Maxwell's equations when an exact solution is impossible. These

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methods usually require a computer, and include the finite element method and finite-difference time-domain method.[10][12][18][19][20] For more
details, see Computational electromagnetics.
Maxwell's equations seem overdetermined, in that they involve six unknowns (the three components of E and B) but eight equations (one for each of
the two Gauss's laws, three vector components each for Faraday's and Ampere's laws). (The currents and charges are not unknowns, being freely
specifiable subject to charge conservation.) This is related to a certain limited kind of redundancy in Maxwell's equations: It can be proven that any
system satisfying Faraday's law and Ampere's law automatically also satisfies the two Gauss's laws, as long as the system's initial condition
does.[21][22] Although it is possible to simply ignore the two Gauss's laws in a numerical algorithm (apart from the initial conditions), the imperfect
precision of the calculations can lead to ever-increasing violations of those laws. By introducing dummy variables characterizing these violations, the
four equations become not overdetermined after all. The resulting formulation can lead to more accurate algorithms that take all four laws into
account.[23]

While Maxwell's equations (along with the rest of classical electromagnetism) are extraordinarily successful at explaining and predicting a variety of
phenomena, they are not exact, but approximations. In some special situations, they can be noticeably inaccurate. Examples include extremely strong
fields (see EulerHeisenberg Lagrangian) and extremely short distances (see vacuum polarization). Moreover, various phenomena occur in the world
even though Maxwell's equations predict them to be impossible, such as "nonclassical light" and quantum entanglement of electromagnetic fields (see
quantum optics). Finally, any phenomenon involving individual photons, such as the photoelectric effect, Planck's law, the DuaneHunt law, singlephoton light detectors, etc., would be difficult or impossible to explain if Maxwell's equations were exactly true, as Maxwell's equations do not
involve photons. For the most accurate predictions in all situations, Maxwell's equations have been superseded by quantum electrodynamics.

Popular variations on the Maxwell equations as a classical theory of electromagnetic fields are relatively scarce because the standard equations have
stood the test of time remarkably well.

Magnetic monopoles
Main article: Magnetic monopole
Maxwell's equations posit that there is electric charge, but no magnetic charge (also called magnetic monopoles), in the universe. Indeed, magnetic
charge has never been observed (despite extensive searches)[note 4] and may not exist. If they did exist, both Gauss's law for magnetism and Faraday's
law would need to be modified, and the resulting four equations would be fully symmetric under the interchange of electric and magnetic fields.
[24][25]

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Algebra of physical space


Fresnel equations
Gravitoelectromagnetism
Interface conditions for electromagnetic fields

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Moving magnet and conductor problem


RiemannSilberstein vector
Spacetime algebra
WheelerFeynman absorber theory

1. Maxwell's equations in any form are compatible with relativity. These space-time formulations, though, make that compatibility more readily apparent.
2. The quantity we would now call
, with units of velocity, was directly measured before Maxwell's equations, in an 1855 experiment by Wilhelm Eduard
Weber and Rudolf Kohlrausch. They charged a leyden jar (a kind of capacitor), and measured the electrostatic force associated with the potential; then, they
discharged it while measuring the magnetic force from the current in the discharge wire. Their result was 3.107 108 m/s, remarkably close to the speed of
light. See The story of electrical and magnetic measurements: from 500 B.C. to the 1940s, by Joseph F. Keithley, p115 (http://books.google.com
/books?id=uwgNAtqSHuQC&pg=PA115)
3. In some bookse.g., in U. Krey and A. Owen's Basic Theoretical Physics (Springer 2007)the term effective charge is used instead of total charge, while free
charge is simply called charge.
4. See magnetic monopole for a discussion of monopole searches. Recently, scientists have discovered that some types of condensed matter, including spin ice and
topological insulators, which display emergent behavior resembling magnetic monopoles. (See [1] (http://www.sciencemag.org/cgi/content/abstract/1178868)
and [2] (http://www.nature.com/nature/journal/v461/n7266/full/nature08500.html).) Although these were described in the popular press as the long-awaited
discovery of magnetic monopoles, they are only superficially related. A "true" magnetic monopole is something where B 0, whereas in these condensedmatter systems, B = 0 while only H 0.

1. David J Griffiths (1999). Introduction to electrodynamics (Third ed.).


Prentice Hall. pp. 559562. ISBN 0-13-805326-X.
2. oln, Pavel (2006). Partial differential equations and the finite element
method. John Wiley and Sons. p. 273. ISBN 0-471-72070-4.
3. J.D. Jackson, "Maxwell's Equations" video glossary entry
(http://videoglossary.lbl.gov/2009/maxwells-equations/)
4. Principles of physics: a calculus-based text (http://books.google.com
/books?id=1DZz341Pp50C&pg=PA809), by R.A. Serway, J.W. Jewett,
page 809.

5. See David J. Griffiths (1999). "4.2.2". Introduction to Electrodynamics


(third ed.). Prentice Hall. for a good description of how P relates to the
bound charge.
6. See David J. Griffiths (1999). "6.2.2". Introduction to Electrodynamics
(third ed.). Prentice Hall. for a good description of how M relates to the
bound current.
7. Littlejohn, Robert (Fall 2007). "Gaussian, SI and Other Systems of Units in
Electromagnetic Theory" (PDF). Physics 221A, University of California,
Berkeley lecture notes. Retrieved 2008-05-06.
8. P.M. Jack (2003). "Physical Space as a Quaternion Structure I: Maxwell
Equations. A Brief Note.". Toronto, Canada. arXiv:math-ph/0307038.

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9. A. Waser (2000). "On the Notation of Maxwell's Field Equations" (PDF).


AW-Verlag.
10. Peter Monk (2003). Finite Element Methods for Maxwell's Equations.
Oxford UK: Oxford University Press. p. 1 ff. ISBN 0-19-850888-3.
11. Thomas B. A. Senior & John Leonidas Volakis (1995-03-01). Approximate
Boundary Conditions in Electromagnetics. London UK: Institution of
Electrical Engineers. p. 261 ff. ISBN 0-85296-849-3.
12. T Hagstrom (Bjrn Engquist & Gregory A. Kriegsmann, Eds.) (1997).
Computational Wave Propagation. Berlin: Springer. p. 1 ff.
ISBN 0-387-94874-0.
13. Henning F. Harmuth & Malek G. M. Hussain (1994). Propagation of
Electromagnetic Signals. Singapore: World Scientific. p. 17.
ISBN 981-02-1689-0.
14. David M Cook (2002). The Theory of the Electromagnetic Field. Mineola
NY: Courier Dover Publications. p. 335 ff. ISBN 0-486-42567-3.
15. Jean-Michel Lourtioz (2005-05-23). Photonic Crystals: Towards
Nanoscale Photonic Devices. Berlin: Springer. p. 84.
ISBN 3-540-24431-X.
16. S. G. Johnson, Notes on Perfectly Matched Layers (http://math.mit.edu
/~stevenj/18.369/pml.pdf), online MIT course notes (Aug. 2007).
17. S. F. Mahmoud (1991). Electromagnetic Waveguides: Theory and
Applications. London UK: Institution of Electrical Engineers. Chapter 2.
ISBN 0-86341-232-7.

https://en.wikipedia.org/wiki/Maxwell's_equations

18. John Leonidas Volakis, Arindam Chatterjee & Leo C. Kempel (1998).
Finite element method for electromagnetics : antennas, microwave circuits,
and scattering applications. New York: Wiley IEEE. p. 79 ff.
ISBN 0-7803-3425-6.
19. Bernard Friedman (1990). Principles and Techniques of Applied
Mathematics. Mineola NY: Dover Publications. ISBN 0-486-66444-9.
20. Taflove A & Hagness S C (2005). Computational Electrodynamics: The
Finite-difference Time-domain Method. Boston MA: Artech House.
Chapters 6 & 7. ISBN 1-58053-832-0.
21. H Freisthler & G Warnecke (2001). Hyperbolic Problems: Theory,
Numerics, Applications. p. 605.
22. J Rosen. "Redundancy and superfluity for electromagnetic fields and
potentials". American Journal of Physics 48 (12): 1071.
Bibcode:1980AmJPh..48.1071R. doi:10.1119/1.12289.
23. B Jiang & J Wu & L.A. Povinelli (1996). "The Origin of Spurious
Solutions in Computational Electromagnetics". Journal of Computational
Physics 125 (1): 104. Bibcode:1996JCoPh.125..104J.
doi:10.1006/jcph.1996.0082.
24. J.D. Jackson. "6.11". Classical Electrodynamics (3rd ed.).
ISBN 0-471-43132-X.
25. "IEEEGHN: Maxwell's Equations". Ieeeghn.org. Retrieved 2008-10-19.

Further reading can be found in list of textbooks in electromagnetism

On Faraday's Lines of Force 1855/56 (http://blazelabs.com/On%20Faraday's%20Lines%20of%20Force.pdf) Maxwell's first paper (Part 1 &
2) Compiled by Blaze Labs Research (PDF)
On Physical Lines of Force 1861 Maxwell's 1861 paper describing magnetic lines of Force Predecessor to 1873 Treatise
James Clerk Maxwell, "A Dynamical Theory of the Electromagnetic Field", Philosophical Transactions of the Royal Society of London 155,
459512 (1865). (This article accompanied a December 8, 1864 presentation by Maxwell to the Royal Society.)
A Dynamical Theory Of The Electromagnetic Field 1865 (http://books.google.com/books?id=5HE_cmxXt2MC&
vid=02IWHrbcLC9ECI_wQx&dq=Proceedings+of+the+Royal+Society+Of+London+Vol+XIII&ie=UTF-8&jtp=531) Maxwell's 1865
paper describing his 20 Equations, link from Google Books.
J. Clerk Maxwell (1873) A Treatise on Electricity and Magnetism
Maxwell, J.C., A Treatise on Electricity And Magnetism Volume 1 1873 (http://posner.library.cmu.edu/Posner/books
/book.cgi?call=537_M46T_1873_VOL._1) Posner Memorial Collection Carnegie Mellon University

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Maxwell, J.C., A Treatise on Electricity And Magnetism Volume 2 1873 (http://posner.library.cmu.edu/Posner/books


/book.cgi?call=537_M46T_1873_VOL._2) Posner Memorial Collection Carnegie Mellon University
The developments before relativity:
Joseph Larmor (1897) "On a dynamical theory of the electric and luminiferous medium", Phil. Trans. Roy. Soc. 190, 205300 (third and last in
a series of papers with the same name).
Hendrik Lorentz (1899) "Simplified theory of electrical and optical phenomena in moving systems", Proc. Acad. Science Amsterdam, I,
42743.
Hendrik Lorentz (1904) "Electromagnetic phenomena in a system moving with any velocity less than that of light", Proc. Acad. Science
Amsterdam, IV, 66978.
Henri Poincar (1900) "La thorie de Lorentz et le Principe de Raction", Archives Nerlandaises, V, 25378.
Henri Poincar (1902) La Science et l'Hypothse
Henri Poincar (1905) "Sur la dynamique de l'lectron" (http://www.soso.ch/wissen/hist/SRT/P-1905-1.pdf), Comptes rendus de l'Acadmie des
Sciences, 140, 15048.
Catt, Walton and Davidson. "The History of Displacement Current". Wireless World, March 1979. (http://www.electromagnetism.demon.co.uk
/z014.htm)

Hazewinkel, Michiel, ed. (2001), "Maxwell equations", Encyclopedia of Mathematics, Springer, ISBN 978-1-55608-010-4
maxwells-equations.com (http://www.maxwells-equations.com) An intuitive tutorial of Maxwell's equations.
Mathematical aspects of Maxwell's equation are discussed on the Dispersive PDE Wiki (http://tosio.math.toronto.edu/wiki/index.php
/Main_Page).

Modern treatments
Electromagnetism (http://www.lightandmatter.com/html_books/0sn/ch11/ch11.html), B. Crowell, Fullerton College
Lecture series: Relativity and electromagnetism (http://farside.ph.utexas.edu/~rfitzp/teaching/jk1/lectures/node6.html), R. Fitzpatrick,
University of Texas at Austin
Electromagnetic waves from Maxwell's equations (http://www.physnet.org/modules/pdf_modules/m210.pdf) on Project PHYSNET
(http://www.physnet.org).
MIT Video Lecture Series (36 x 50 minute lectures) (in .mp4 format) Electricity and Magnetism (http://ocw.mit.edu/OcwWeb/Physics
/8-02Electricity-and-MagnetismSpring2002/VideoAndCaptions/index.htm) Taught by Professor Walter Lewin.

Other

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https://en.wikipedia.org/wiki/Maxwell's_equations

Feynman's derivation of Maxwell equations and extra dimensions (http://arxiv.org/abs/hep-ph/0106235)


Nature Milestones: Photons Milestone 2 (1861) Maxwell's equations (http://www.nature.com/milestones/milephotons
/full/milephotons02.html)
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Categories: Maxwell's equations Electromagnetism Equations of physics Partial differential equations James Clerk Maxwell
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