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COOPROGETTI s.c.r.l.

arch. Maurizio Bordugo


arch. Anna Raffin

Ampliamento e recupero della Palestra Broilo


da adibire a Centro di Aggregazione Giovanile

CAPITOLATO SPECIALE DAPPALTO : Parte tecnica - Opere Edili


PARTE PRIMA DESCRIZIONE DEI LAVORI
PARTE SECONDA PRESCRIZIONI TECNICHE
Capitolo 1 - QUALITA E PROVENIENZA DEI MATERIALI
1.1

OPERE EDILI

ART. 1
ART. 2
ART. 3

MATERIALI IN GENERE
SABBIE, GHIAIE, ARGILLE ESPANSE, POMICE, PIETRE NATURALI, MARMI
ACQUA, CALCI, POZZOLANE, LEGANTI IDRAULICI, LEGANTI IDRAULICI SPECIALI E LEGANTI
SINTETICI
LATERIZI
MATERIALI FERROSI E METALLI VARI
VETRI E CRISTALLI
LEGNAMI E PANNELLATURE
MATERIALI PER PAVIMENTAZIONI
COLORI E VERNICI
ISOLANTI TERMO - ACUSTICI
IMPERMEABILIZZAZIONI
IDROFUGHI - IDROREPELLENTI - ADDITIVI
PROVE DEI MATERIALI
MATERIALI VARI PER INFRASTRUTTURE STRADALI E RETI DI SOTTOSERVIZIO

ART. 4
ART. 5
ART. 6
ART. 7
ART. 8
ART. 9
ART. 10
ART. 11
ART. 12
ART. 13
ART. 14

Capitolo 2 - MODALITA DI ESECUZIONE DI OGNI CATEGORIA DI LAVORO


2.1
ART. 15
ART. 16
ART. 17
ART. 18
ART. 19
ART. 20
ART. 21
ART. 22
ART. 23
ART. 24
ART. 25
ART. 26
ART. 27
ART. 28
ART. 29
ART. 30
ART. 31
ART. 32
ART. 33
ART. 34
ART. 35
ART. 36
ART. 37
ART. 38

OPERE EDILI
DEMOLIZIONI E RIMOZIONI
SCAVI IN GENERE
SCAVI DI SBANCAMENTO
SCAVI DI FONDAZIONE OD IN TRINCEA (A SEZIONE OBBLIGATA)
SCAVI SUBACQUEI E PROSCIUGAMENTI
RILEVATI E RINTERRI
PARATIE E DIAFRAMMI
MALTE E CONGLOMERATI
MURATURE IN GENERE
MURATURE E RIEMPIMENTI IN PIETRAME A SECCO - VESPAI
MURATURE DI MATTONI
TRAMEZZI DI UNA TESTA ED IN FOGLIO CON MATTONI PIENI E FORATI
MURATURE DI GETTO IN CONGLOMERATO CEMENTIZIO
OPERE IN CEMENTO ARMATO NORMALE E PRECOMPRESSO
ELEVAZIONI
SOLETTE MONOLITICHE
STRUTTURE PREFABBRICATE
SOLAI
COPERTURE A TETTO
COPERTURE A TERRAZZO
SISTEMI DI SICUREZZA PER COPERTURE
IMPERMEABILIZZAZIONE
RIVESTIMENTO TERMOISOLANTE (CAPPOTTO)
PARETI IN CARTONGESSO

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ART. 39
ART. 40
ART. 41
ART. 42
ART. 43
ART. 44
ART. 45
ART. 46
ART. 47
ART. 48
ART. 49
ART. 50
ART. 51
ART. 52

CONTROSOFFITTI
INTONACI
PAVIMENTI E SOTTOFONDI
RIVESTIMENTO DI PARETI
OPERE IN MARMO - NORME GENERALI
MARMI E PIETRE NATURALI
OPERE DI CARPENTERIA IN LEGNO
SERRAMENTI IN LEGNO - NORME GENERALI
OPERE IN FERRO - NORME GENERALI E PARTICOLARI
SERRAMENTI IN ALLUMINIO ED OPERE IN ALLUMINIO
INFISSI SPECIALI
OPERE DA VETRAIO
OPERE DA STAGNARO IN GENERE
OPERE DA PITTORE - NORME GENERALI

2.2

OPERE PER INFRASTRUTTURE STRADALI E RETI DI SOTTOSERVIZIO

ART. 53
ART. 54
ART. 55
ART. 56
ART. 57
ART. 58
ART. 59
ART. 60
ART. 61

TUBAZIONI E TOMBOTTI - NORME GENERALI


POZZETTI DI ISPEZIONE - POZZETTI DI CACCIATA - POZZETTI PREFABBRICATI PER
ALLACCIAMENTI E CADITOIE
NORME PARTICOLARI SULLE MODALITA' DI POSA E DI INSTALLAZIONE PER TUBAZIONI,
PEZZI SPECIALI, RACCORDI IN POLIETILENE A.D.
POSA E PROVA IN OPERA DELLE CONDOTTE PER ACQUEDOTTO
POSA IN OPERA DI PEZZI SPECIALI
GIUNTI GIBAULT
SARACINESCHE E SFIATI
POZZETTI
ILLUMINAZIONE PUBBLICA

Capitolo 3 - NORME PER LA MISURAZIONE E VALUTAZIONE DEI LAVORI


ART. 62
ART. 63
ART. 64
ART. 65
ART. 66
ART. 67
ART. 68
ART. 69
ART. 70
ART. 71
ART. 72
ART. 73
ART. 74
ART. 75
ART. 76
ART. 77
ART. 78
ART. 79
ART. 80
ART. 81
ART. 82
ART. 83
ART. 84
ART. 85
ART. 86
ART. 87
ART. 88
ART. 89
ART. 90

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MISURAZIONE DEI LAVORI NORME GENERALI


SCAVI
RILEVATI E RINTERRI
CALCESTRUZZI, CASSERI, ACCIAIO DI ARMATURA
MURATURE
SOLAI
COPERTURE A TETTO
CONTROSOFFITTI
OPERE IN PIETRA NATURALE
OPERE IN LEGNO SERRAMENTI - AVVOLGIBILI
PAVIMENTI
RIVESTIMENTI DI PARETI
INTONACI
IMPERMEABILIZZAZIONI ISOLAMENTI TERMO ACUSTICI
LATTONERIE CANALI DI GRONDA TUBI PLUVIALI
TINTEGGIATURE E VERNICIATURE
VETRI, CRISTALLI E SIMILI
LAVORI IN METALLO
OPERE IN VETRO
POSA IN OPERA DELLE CONDOTTE E DELLE TUBAZIONI
IMPIANTI IDRICO SANITARIO, ANTINCENDIO, GAS, TERMICO
IMPIANTI ELETTRICO E TELEFONICO
CHIUSINI E CADITOIE IN GHISA
SABBIA DI PROTEZIONE CONDOTTE E CANALIZZAZIONI
POZZETTI PREFABBRICATI PER RETI ENEL, TELECOM, ILLUMINAZIONE E GAS
TUBI PER ENEL, TELECOM, ILLUMINAZIONE E GAS
CAVI ELETTRICI
FORNITURA E POSA IN OPERA DI POZZETTI - PEZZI SPECIALI - ORGANI DI MANOVRA
COSTRUZIONE E RIFACIMENTO DI PAVIMENTAZIONI STRADALI

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ART. 91
ART. 92

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NOLEGGI
TRASPORTI

Capitolo 4 - COLLOCAMENTO IN OPERA


ART. 93
ART. 94
ART. 95
ART. 96
ART. 97

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NORME GENERALI
OPERE IN FERRO
OPERE IN LEGNO
MANUFATTI VARI, APPARECCHI E MATERIALI FORNITI
APPALTANTE
MATERIALI VARI, APPARECCHI ECC. FORNITI DA ALTRE DITTE

DALLAMMINISTRAZIONE

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PARTE PRIMA - DESCRIZIONE DEI LAVORI

ACCESSIBILIT E AREE A PARCHEGGIO


Larea del Broilo situata in una zona urbanizzata prettamente residenziale di media densit, servita dalla viabilit
comunale e, quindi, risulta di facile accesso per gli utenti. Attualmente vi un ingresso principale sia pedonabile che
carrabile da via Ziracco, mentre a nord e a sud ci sono accessi ciclo-pedonali. Sempre a sud, in prossimit della
scuola elementare, presente un parcheggio che servir anche gli utenti del nuovo centro di aggregazione. Verr
mantenuta la rampa di accesso per i disabili e creata una nuova gradonata a servizio del nuovo edificio.

PLANIMETRIA GENERALE

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CARATTERISTICHE TIPOLOGICHE ED ELEMENTI COMPOSITIVI DEL FABBRICATO


Come gi detto in premessa, lintenzione dellAmministrazione non vuole limitarsi al recupero ed ampliamento
delledificio da adibire a centro di aggregazione giovanile, ma vuole che questo intervento diventi motivo propulsivo
per trasformare lintera area del parco, riqualificandola e rivitalizzandola.

Gli interventi relativi allimmobile in oggetto sono i seguenti:

ristrutturazione delledificio esistente;


ampliamento delledificio esistente per creazione di nuovi spazi da adibire a centro di aggregazione giovanile.

Il recupero delledificio consiste nella sostituzione dei serramenti esistenti con altri aventi maggiori caratteristiche
tecnico-prestazionali, coibentazione ed impermeabilizzazione della copertura, rivestimento e coibentazione delle
facciate tramite pannelli isolanti leggeri ancorati alla struttura esistente, rifacimento delle pavimentazioni interne dei
campi di gioco, realizzazione di nuove aperture al piano terra verso nord, creazione di portici esterni a nord e ad est di
protezione alle aperture atti anche alla realizzazione di spazi di aggregazione esterni ma coperti, adeguamento alle
normative vigenti in materia di prevenzione incendi tramite la realizzazione di un controsoffitto REI a protezione delle
strutture metalliche del solaio interpiano e di quello di copertura e la protezione con rivestimenti REI di tutte le parti
strutturali metalliche a vista, separazione della sala di judo tramite nuova parete divisoria, sostituzione della scala
interna esistente, tinteggiature interne ed esterne, revisione ed adeguamento degli impianti elettrici ed idro-termosanitari.

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Lampliamento adibito a centro di aggregazione verr realizzato a sud in aderenza con la parete esistente della
palestra e verr garantita la comunicazione tra le due attivit attraverso una nuova porta collocata vicino al deposito
del sottoscala. Il nuovo fabbricato sar realizzato su due livelli ed avr un collegamento visivo continuo con la
palestra tramite il ballatoio vetrato di distribuzione posto su entrambi i piani.

Al piano terra, oltre allingresso principale, verranno posizionate due sale di circa 27 mq luna (internet e lettura) che
potranno essere unite o suddivise da setti mobili, in modo da soddisfare diverse esigenze di capienza. Entrambe le
sale avranno ampie vetrate verso lesterno in modo da creare un continuo rapporto tra interno ed esterno, come
richiesto dallAmministrazione.
Inoltre ci saranno servizi igienici usufruibili anche da disabili ed il collegamento in verticale sar garantito da una
scala ed una piattaforma elevatrice con misure idonee al trasporto di disabili. A servizio degli utenti del parco ci sar
un locale igienico, in prossimit della centrale termica, avente dimensioni idonee anche per i portatori di handicap.

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DESTINAZIONI DUSO

PIANTA PIANO TERRA

PIANTA PIANO PRIMO

Al piano primo ci sar uno spazio collettivo di circa 56 mq per conferenze e riunioni avente capacit massima di
affollamento di 60 persone. Anchesso comunicher visivamente con lesterno tramite ampie vetrate a sud che si
affacceranno su un tetto giardino e saranno protette dai raggi solari da un adeguato sporto di linda. Allesterno,
inoltre, verranno collocate delle tende a rullo a motore in tessuto oscurante per una maggiore protezione dai raggi
solari. Anche questa sala potr essere suddivisa in ambienti pi piccoli tramite pannelli mobili di futura realizzazione.

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Dal ballatoio, tramite un disimpegno controllato, si potr accedere alla sala fitness cos come richiesto
dallAmministrazione committente.
Verr, inoltre, realizzata una sala musica di circa 30 mq avente affaccio a ovest verso il cortile della scuola
elementare, munita di terrazza esterna coperta. Questo spazio sar opportunamente insonorizzato in modo tale che
le attivit svolte allinterno non disturbino gli altri ambienti del centro.

Anche il ballatoio avr dei serramenti vetrati in modo da permettere il rapporto visivo con la palestra senza
compromettere lidonea separazione acustico-spaziale tra i diversi ambienti. Tutto il piano primo verr controsoffittato
in modo da creare un vano tecnico per il passaggio degli impianti a servizio delle sale.
Particolare attenzione stata posta allilluminazione dei diversi ambienti, cercando di diversificare le tipologie e le
dimensioni utilizzate per contraddistiguere nel miglior modo possibile le varie sale e i percorsi di collegamento.
Ad est i due edifici (edificio esistente e nuovo centro) saranno separati da un taglio di luce realizzato tramite un
serramento vetrato a tutta altezza che permette un continuo rapporto visivo tra interno ed esterno in entrambi i livelli.
Lingresso del nuovo centro di aggregazione avr una copertura di protezione di ampie dimensioni, atta a creare un
ulteriore punto di incontro per i giovani allaperto, sar illuminato ed attrezzato con panchine. Gli arredi di tali spazi
saranno oggetto del progetto di armonizzazione dellintero parco.
Questo accesso, inoltre, verr valorizzato anche grazie alla demolizione di un edificio fatiscente di propriet comunale
che permetter di ottenere una maggiore apertura e visuale sia verso il parco che verso il centro cittadino. Nella parte
antistante allaccesso verr realizzato un muro rivestito in pietra, elemento che vuole richiamare i materiali della
tradizione ed essere allo stesso tempo simbolo identificativo del nuovo centro di aggregazione. Verr mantenuta la
rampa esistente di collegamento con il parcheggio a sud e verr realizzata una nuova gradonata per una pi rapida
fruizione dal centro cittadino.

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PREVISIONI PROGETTUALI AI FINI DELLA SALUTE E SICUREZZA DEGLI UTENTI ED OPERATORI


Recinzioni
Le recinzioni del parco del Broilo saranno oggetto di un progetto di riqualificazione dellintera area da parte
dellAmministrazione Comunale. Verranno demolite quelle esistenti per rendere pi permeabile larea allintorno
urbano, anche dal punto di vista visivo e della sua percezione dalle vie esterne ad essa; verranno creati dei
collegamenti, tramite nuovi percorsi pedonali interni dellarea, con la limitrofa zona scolastica fino a via Matteotti.
Accessi
Come gi visto in precedenza, attualmente vi un ingresso principale sia pedonale che carraio a est da via Ziracco,
mentre a nord e a sud ci sono accessi ciclo-pedonali. Sempre a sud, in prossimit della scuola elementare,
presente un parcheggio che servir anche gli utenti del nuovo centro di aggregazione. La rampa esistente a servizio
dei disabili verr mantenuta mentre verr creata una nuova gradonata a servizio del nuovo edificio.
Pavimentazioni
Le pavimetazioni esterne ed interne sono previste con materiali aventi delle caratteristiche particolari di assorbimento
degli urti ed antitrauma. Saranno rispettate le norme vigenti in materia di scivolamento ed attrito in riferimento ai
diversi materiali impiegati (D.M. 236/1989 - UNI EN 14041 DIN 51130 ecc. ). Gli angoli delle pavimentazioni esterne
avranno i bordi smussati in modo da evitare cadute rovinose.
Serramenti
I serramenti di accesso ed interni saranno dotati di maniglioni di tipo arrotondato e di facile presa. I vetri saranno del
tipo di sicurezza con pannelli stratificati e pellicola interna (pvb) di idoneo spessore in rapporto alle dimensioni delle
specchiature ed alla posizione del serramento secondo le normative vigenti (spessore min. 4+4 est./ pvb 0,76/ 4+4
int.). I serramenti avranno caratteristiche di trasmittanza termica, di abbattimento acustico e di tenuta allaria, allacqua
e resistenza al vento secondo le normative vigenti in materia.
I serramenti vetrati saranno in alluminio mentre quelli ciechi interni in legno o in acciaio; alcune porte saranno REI.
Per maggiori dettagli e specifiche si vedano le relazioni tecniche e gli elaborati grafici allegati.
Prevenzione incendi
La progettazione prevede tutti i sistemi di rilevazione, segnalazione ed estinzione degli incendi e tiene conto delle
specifiche caratteristiche di resistenza, tenuta ed isolamento al fuoco dei materiali previsti secondo tutte le normative

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vigenti in materia di prevenzione incendi. A riguardo si rimanda alla specifica Relazione tecnica di prevenzione
incendi.
Gas Radon
Vengono rispettati i parametri limite prescritti dalla normativa europea ed italiana (Raccomandazione Euratom n.
143/1990 del 21.02.90 D.Lgs. 26 maggio 2000, n. 241) per quanto concerne i livelli di concentrazione di gas radon.
Il livello di progettazione corrisponde ad una concentrazione media annua per i nuovi edifici non superiore a 200
Bq/m3.
Illuminazione ed areazione dei locali
Tutti gli ambienti sono illuminati naturalmente ed areati secondo le normative vigenti a seconda della destinazione
duso come descritto nelle tabelle metriche degli elaborati grafici e nelle relazioni tecniche impiantistiche.
Servizi e spogliatoi
Per quanto riguarda losservanza delle normative igieniche a favore degli operatori interni si prevedono idonei servizi
e spogliatoi. I locali adibiti a servizi igienici avranno gli angoli smussati per facilitarne la pulizia e saranno dotati di
almeno un vaso wc con doccino e piletta di scarico.
Accessibilit e manutenzioni in copertura
Laccessibilit in copertura garantita da una scala fissa esterna posta ad sud lungo la parete delledificio esistente
in prossimit del cavedio presente vicino alla centrale termica.
Visto che vi sono alcuni perimetri delle coperture dove non vi sono elementi architettonici (parapetti in muratura,
parapetti metallici ecc.) che garantiscano la protezione dalla caduta dallalto si prevedono degli apprestamenti fissi
come dispositivi di protezione collettiva quali linee di vita e/o punti di ancoraggio fissi.

Per la sicurezza nelle operazioni di manutenzione successive al completamento dellopera si terr conto di quanto
disposto dal Piano di Mutenzione e soprattutto dal Fascicolo dellopera quale documento previsto ai sensi dellart. 91
del D.Lgs. 81/08 ed allegato al progetto.
Arredi interni
Gli arredi del nuovo centro di aggregazione non rientrano nel quadro economico del presente progetto. Saranno da
prevedere in ogni caso arredi in materiale atossico, facili da pulire e da gestire, da impilare e spostare. Gli spigoli di
tali arredi dovranno essere del tipo arrotondato privi di elementi taglienti o acuminati.

OPERE EDILI E MATERIALI


Preparazione dellarea
Larea dovr essere preliminarmente preparata con il decespugliamento e il taglio delle essenze arboree ricadenti
allinterno della sagoma del nuovo fabbricato e delle nuove pensiline. Saranno rimossi e successivamente ricollocati
allinterno della nuova area verde i pali di illuminazione pubblica esistenti e spostati gli arredi urbani esistenti (cestini
porta rifiuti, panchine e giochi).
Saranno, inoltre, demolite alcune porzioni di mariciapiede esistente, poich ricadono allinterno del nuovo lotto
dedicato al centro di aggregazione giovanile.
Scavi
Saranno eseguiti gli scavi di sbancamento del terreno fino alla quota prevista per la realizzazione delle fondazioni del
nuovo fabbricato e delle pensiline degli spazi di aggregazione esterni coperti. Successivamente le aree a verde
saranno modellate con il terreno proveniente dallo sbancamento opportunamente vagliato.
Opere di fondazione
Verr eseguito un getto di calcestruzzo armato a resistenza garantita per platee di fondazione. Lungo il perimetro di
fondazione del nuovo edificio i muri controterra e le fondazioni saranno impermeabilizzate con una membrana
bituminosa e protette con la stesura di materiale antiradice.
Solai e strutture in elevazione
Il solaio al piano terra sar realizzato mediante getto di c.l.s. su elementi plastici di altezza totale
(cassero+tubo+cappa) pari a cm 40 e cm 17 appoggiati sul piano preformato. Sar garantita laerazione del vuoto
sanitario attraverso condotte realizzate con tubi in PVC, sia lungo le pareti perimetrali esterne che lungo il setto di
sostegno della nuova scala.
I setti, i pilastri e le travi in cemento armato classe di resistenza C28/35(Rck 35 MPa) saranno gettati con casseri

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dotati di attacchi per passerelle necessarie per la sicurezza nella fase di getto del calcestruzzo. I ferri di armatura
saranno del tipo B450C. Il solaio interpiano e quello di copertura piana sono pevisti a soletta monolitica avente
spessore di 25 cm.
Murature
Le murature perimetrali saranno realizzate con blocchi in laterizio semipieni, spessore cm 25 aventi coefficiente di
conduttivit termica < 0.312 W/mK, =9 e =796 kg/mc.
Ci saranno anche porzioni di murature in elevazione in c.a. composte da setti e pilastri aventi spessore 25 cm.
Massetti e caldane
Sopra la cappa in c.a collaborante del solaio al piano terra sar realizzato un massetto in cemento alleggerito per il
passaggio degli impianti, sopra il quale sar realizzato una caldana in sabbia e cemento adatta alla posa di piastrelle
e di pavimentazioni in resina.
Coperture
Coperture piane: il manto di copertura sar composto da una stratigrafia costituita da (partendo dallintradosso):
barriera al vapore risvoltata di 20 cm lungo i bordi perimetrali spessore 3mm, massetto per pendenze in calcestruzzo
alleggerito con perlite, isolamento termico in Stiferite Class B o equivalente spessore 10 cm atto a ricevere una
doppia guaina bituminosa (4+4 mm) con strato superiore ardesiato risvoltata di 20 cm lungo i bordi perimetrali.
Cartongessi e isolamenti
Le pareti e le contropareti in cartongesso interne, saranno realizzate con doppia lastra di gesso spessore 12,5 mm e
con montanti in acciaio zincato da 50 o 75 mm con interposto apposito isolante avente spessore variabile a seconda
delle necessit dei singoli locali.
Allesterno della muratura perimetrale sar realizzato un isolamento termico esterno del tipo a cappotto di spessore
8cm al piano terra delledificio esistente e di 12 cm al piano primo delledificio esistente e su tutta laltezza del nuovo
centro, oggetto dellampliamento. Sar composto da pannelli isolanti in polistirene espanso sinterizzato con grafite,
con densit 15 Kg/m3 e conducibilit termica =0.034 W/mk, coefficiente al vapore =23, con rasante in pasta dello
spessore variabile tra 3 e 8mm (a seconda della tipologia), finitura con intonachino colorato a base di resine
silossaniche ed acriliche, con granulometria minima mm 1,5.
Anche alcune controsoffittature verranno realizzate in cartongesso, ove necessario verranno utilizzate lastre di gesso
addittivate con fibre di vetro e vermiculite al fine di aumentarne la resistenza al fuoco.
Serramenti
I serramenti esterni saranno in alluminio verniciato, il sistema richiesto dovr essere quello denominato a giunto
aperto con profili a taglio termico dotati di vetrocamera, con intercapedine riempita con gas basso emissivo. Alcune
porte saranno in acciaio.
I serramenti interni (porte) saranno di due tipi: in acciaio ed in legno tamburato ad anta cieca con finitura a smalto
opaco in tinta rovere o colore a scelta della D.L.. La ferramenta sar del tipo in acciaio satinato, le serrature saranno
del tipo a chiave programmabile con almeno tre livelli di gerarchia. Le porte dotate di maniglione antipanico esterne
saranno fornite di chiudiporta aereo e maniglione tubolare fisso esterno, con sistema di sblocco del maniglione e
serratura esterna.
Ove richiesto verranno utilizzati serramenti REI 60 o 120.
Pavimenti, rivestimenti e tinteggiature
Tutti i locali del fabbricato nuovo adibito a centro di aggregazione giovanile, ad esclusione dei servizi igienici, avranno
una pavimentazione continua elastica UV resistente, autolivellante, con caratteristiche anticalpestio ed antitrauma,
realizzata con resine poliuretaniche elastomeriche senza solventi, classe 1 di reazione al fuoco posta in opera
attraverso preparazione della superficie mediante bocciardatura e/o levigatura ed accurata aspirazione, applicazione
di primer epossidico bicomponente senza solventi a bassa viscosit, rasatura localizzata per ridurre le displanarit
esistenti con applicazione di resina caricata 1:1 con inerti, realizzazione di getto autolivellante pigmentato in massa
con cazzuola dentata per uno spessore di 2 mm.
La scala allinterno del nuovo edificio sar rivestita con uno speciale formulato cementizio addizionato di resine e
microfibre, con elevata adesione, applicato a spatola per realizzare superfici finite tanto in orizzontale che in
elevazione, dall'aspetto mosso tipico della lavorazione a spatola, con sfumature distribuite anche non uniformemente
sulla superficie, adatte a qualsiasi uso civile, commerciale, industriale, sia in interni che in esterni, anche su percorsi
carrabili. Spessore mm 2. lo stesso materiale verr utilizzato per il rivestimento dei parapetti e delle pareti della scala.
Per maggiori chiariemnti si vedano gli elaborati grafici allegati.
Le pavimentazioni e i rivestimenti dei bagni, saranno rivestite con piastrelle di gres porcellanato, di dimensioni 30x60
cm per altezze variabili da 240 a 300 cm.
La pavimentazione della palestra invece verr fatta con un pavimento sintetico calandrato e vulcanizzato a base di
gomma naturale e sintetica, cariche minerali, vulcanizzanti, stabilizzanti e pigmenti coloranti, spessore 3 mm. Anche

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la scala allinterno della palestra verr rivestita in gomma a bolli.


Tutte le pareti interne e i controsoffitti saranno tinteggiati con idropittura lavabile applicata a due riprese.
Lattonerie
Pluviali, scossaline e converse esterne saranno in lamiera zincata preverniciata 8/10mm, cos come il battiscopa
nelle coperture piane sar in lamiera di acciaio zincato preverniciato spessore 8/10mm.
Pensiline esterne
Le pensiline di nuova realizzazione poste a nord, est e sud, saranno realizzate con una soletta monolitica e pilastri in
c.a. con rivestimento colorato acrilico a spessore per esterno applicato a frattazzo con granulometria fino a 2 mm.
Sistemazioni esterne
Saranno realizzati marciapiedi in calcestruzzo con spessore pari a cm 15 e rete elettrosaldata, con finitura al quarzo e
trattamento antisdruciolo, frattazzatura e lisciatura della superficie con apposito attrezzo, posa spolvero superficiale
indurente al quarzo anidro per uno spessore di mm 3, trattamento antisdrucciolo mediante rigatura con scopa di
saggina, formazione di giunti di contrazione mediante seghe meccaniche a disco fino a circa 3/4 cm con dimensione
riquadri di 4x4 ml circa, applicazione di protettivo antipolvere, antimacchia, antievaporante, antiritiro e fessurazione,
idroolio repellente antigelo, applicazione di sigillante poliuretanico.

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PARTE SECONDA - PRESCRIZIONI TECNICHE

Capitolo 1 - QUALITA E PROVENIENZA DEI MATERIALI


Capitolo 2 - MODALITA DI ESECUZIONE DI OGNI CATEGORIA DI LAVORO
Capitolo 3 - NORME PER LA MISURAZIONE E VALUTAZIONE DEI LAVORI
Capitolo 4 - COLLOCAMENTO IN OPERA

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Capitolo 1 - QUALITA E PROVENIENZA DEI MATERIALI


1.1 - OPERE EDILI

ART. 1

MATERIALI IN GENERE
I materiali in genere occorrenti per la costruzione delle opere proverranno da quelle localit che
lAppaltatore riterr di sua convenienza, purch, ad insindacabile giudizio della direzione dei lavori,
rispondano alle caratteristiche/prestazioni di seguito indicate.
A tale scopo l'Appaltatore avr l'obbligo, durante qualsiasi fase lavorativa, di effettuare o fare
eseguire, presso gli stabilimenti di produzione e/o laboratori ed istituti di provata specializzazione, in
possesso delle specifiche autorizzazioni, tutte le prove prescritte dal presente Capitolato o dalla D.L..
Tali prove si potranno effettuare sui materiali esistenti in situ, su tutte le forniture previste, su tutti quei
materiali che si utilizzeranno per la completa esecuzione delle opere appaltate, materiali confezionati
direttamente in cantiere o confezionati e forniti da ditte specializzate.
Tutti i materiali che verranno scartati dalla D.L. dovranno essere immediatamente sostituiti, siano essi
depositati in cantiere, completamente o parzialmente in opera, senza che l'Appaltatore abbia nulla
da eccepire. Dovranno quindi essere sostituiti con materiali idonei rispondenti alle caratteristiche ed
ai requisiti richiesti. Ad ogni modo l'Appaltatore rester responsabile per quanto concerne la qualit dei
materiali forniti anche se ritenuti idonei dalla D.L., sino alla loro accettazione da parte
dell'Amministrazione in sede di collaudo finale.
Nel caso di prodotti industriali la rispondenza a questo capitolato pu risultare da un attestato di
conformit rilasciato dal produttore e comprovato da idonea documentazione e/o certificazione.
I materiali in ogni caso debbono avere le caratteristiche stabilite dalle leggi e dai regolamenti vigenti in
materia, rispondere alla specifica normativa del presente capitolato speciale e delle prescrizioni degli
artt. 15, 16 e 17 del capitolato generale approvato con decreto ministeriale 19-4-2000, n. 145 .

ART. 2

SABBIE, GHIAIE, ARGILLE ESPANSE, POMICE, PIETRE NATURALI, MARMI


Sabbia
La sabbia da impiegare nelle malte e nei calcestruzzi potr essere naturale od artificiale ma dovr
essere, in ordine di preferenza, silicea, quarzosa, granitica o calcarea ed in ogni caso dovr essere
ricavata da rocce con alta resistenza alla compressione; dovr essere scevra da materie terrose,
argillose, limacciose e pulverulente e comunque la prova di decantazione in acqua non deve dare una
perdita di peso superiore al 2 per cento.
La sabbia dovr essere costituita da grani di dimensioni tali da passare attraverso uno staccio con
maglie circolari del diametro di 2 mm per murature in genere e del diametro di 1mm per gli intonaci e le
murature di paramento od in pietra da taglio.
L'accettabilit della sabbia da impiegare nei conglomerati cementizi verr definita con i criteri indicati
nell'allegato 1 del decreto ministeriale 3-6-1968 e nell'allegato 1, punto 2 del decreto ministeriale 9-11996 e la distribuzione granulometrica dovr essere assortita e comunque adeguata alle condizioni di
posa in opera.
Ghiaia - Pietrisco
Le ghiaie dovranno essere costituite da elementi omogenei, inalterabili all'aria, all'acqua ed al gelo,
pulitissimi ed esenti da materie terrose, argillose e limacciose e dovranno provenire da rocce
compatte, non gessose e marnose ad alta resistenza a compressione.
I pietrischi dovranno provenire dalla frantumazione di rocce silicee, quarzose, granitiche o calcaree e
dovranno essere a spigoli vivi, esenti da materie terrose, argillose e limacciose e avranno la
granulometria che sar indicata dalla direzione dei lavori in funzione delle opere da eseguire.
Le ghiaie ed i pietrischi da impiegare nei conglomerati cementizi dovranno avere i requisiti prescritti

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nell'allegato 1, punto 2 del decreto ministeriale 9-1-1996 .


Per quanto riguarda le dimensioni delle ghiaie e dei pietrischi, gli elementi dovranno avere la
granulometria indicata dalla direzione dei lavori in base alla particolare destinazione dei getti ed alle
modalit di posa in opera precisando che la dimensione massima degli elementi stessi dovr essere
tale da non superare il 60 per cento - 70 per cento dell'interferro ed il 25 per cento della dimensione
minima della struttura.
Argilla espansa - Pomice
Gli inerti leggeri di argilla espansa dovranno essere formati da granuli a struttura interna cellulare
clinkerizzata con una dura e resistente scorza esterna.
Ogni granulo di colore bruno, dovr avere forma rotondeggiante ed essere scevro da sostanze
organiche, polvere od altri elementi estranei, non dovr essere attaccabile da acidi, dovr conservare
le sue qualit in un largo intervallo di temperatura, dovr avere la granulometria prescritta e dovr
galleggiare sull'acqua senza assorbirla.
Gli inerti leggeri di pomice dovranno essere formati da granuli di pomice asciutti e scevri da sostanze
organiche, polvere od altri elementi estranei, dovranno essere la granulometria prescritta e per gli
impieghi strutturali dovranno possedere una resistenza meccanica granulare non inferiore a 15 N/mmq
(150 kgf/cmq).
Pietre naturali
Le pietre naturali da impiegarsi nella muratura e per qualsiasi altro lavoro, dovranno essere a grana
compatta, esenti da piani di sfaldamento, da screpolature, peli, venature, interclusioni di sostanze
estranee; dovranno avere dimensioni adatte al particolare loro impiego, offrire una resistenza
proporzionata all'entit della sollecitazione cui devono essere soggette, ed avere una efficace
adesivit alle malte.
Saranno assolutamente escluse le pietre marnose e quelle alterabili all'azione degli agenti atmosferici
e dell'acqua corrente.
In particolare le caratteristiche alle quali dovranno soddisfare le pietre naturali da impiegare nella
costruzione in relazione alla natura della roccia prescelta, tenuto conto dell'impiego che dovr
farsene nell'opera da costruire, dovranno corrispondere alle norme di cui al R.D. del 16.11.1939 nn.
2229 e 2232 (G.U. n. 92/1940), nonch alle norme UNI 8458-83 e 9379-89, e, se nel caso, dalle
norme per l'accettazione dei cubetti di pietra per pavimentazioni stradali CNR Ediz.1954 e dalle
tabelle UNI 2719-Ediz.1945.
Pietre da taglio
Oltre a possedere i requisiti ed i caratteri generali sopra indicati, dovranno avere struttura uniforme,
essere scevre da fenditure, cavit e litoclasi, sonore alla percussione, e di perfetta lavorabilit.
Per le opere a faccia a vista sar vietato l'impiego di materiali con venature disomogenee o, in
genere, di brecce.
Marmi
Dovranno essere della migliore qualit, perfettamente sani, senza scaglie, brecce, vene,
spaccature, nodi peli od altri difetti che li renderebbero fragili e poco omogenei. Non saranno
tollerate stuccature, tasselli, rotture, scheggiature.

ART. 3

ACQUA, CALCI, POZZOLANE, LEGANTI IDRAULICI, LEGANTI IDRAULICI SPECIALI E LEGANTI


SINTETICI
Acqua per costruzioni
L'acqua dovr essere dolce, limpida, e scevra da sostanze organiche, materie terrose, cospicue
quantit di solfati e cloruri.
Dovr possedere una durezza massima di 32 MEC. Sono escluse acque assolutamente pure,
piovane e di nevai.
L'acqua necessaria per i conglomerati cementizi armati potr contenere al massimo 0,1 g/l di cloruri
mentre per i calcestruzzi potr contenere al massimo 1 g/l di solfati.
Acqua per puliture
Dovranno essere utilizzate acque assolutamente pure, prive di sali e calcari. Per la pulitura di
manufatti a pasta porosa si dovranno utilizzare acque deionizzate ottenute tramite l'utilizzo di appositi
filtri contenenti resine scambiatrici di ioni acide (RSO3H) e basiche (RNH3OH) rispettivamente. Il

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processo di deionizzazione non rende le acque sterili, nel caso in cui sia richiesta sterilit, si potranno
ottenere acque di quel tipo operando preferibilmente per via fisica.
Calce
Le calci aeree ed idrauliche, dovranno rispondere ai requisiti di accettazione di cui al regio decreto 1611-1939, n. 2231 ; le calci idrauliche dovranno altres rispondere alle prescrizioni contenute nella legge
26-5-1965, n. 595 nonch ai requisiti di accettazione contenuti nel decreto ministeriale 31-8-1972 .
La calce grassa in zolle dovr provenire da calcari puri, essere di recente, perfetta ed uniforme cottura,
non bruciata n vitrea n pigra ad idratarsi ed infine di qualit tale che, mescolata con la sola quantit
di acqua dolce necessaria all'estinzione, si trasformi completamente in una pasta soda a grassello
tenuissimo, senza lasciare residui maggiori del 5 per cento dovuti a parti non bene decarburate,
silicose od altrimenti inerti.
La calce viva in zolle al momento dell'estinzione dovr essere perfettamente anidra; sar rifiutata
quella ridotta in polvere o sfiorita, e perci l'approvvigionamento dovr essere effettuato in funzione del
fabbisogno e la calce stessa dovr essere conservata in luoghi asciutti e ben riparati dall'umidit.
Dopo l'estinzione la calce dovr conservarsi in apposite vasche impermeabili rivestite di tavole o di
muratura, mantenendola coperta con uno strato di sabbia. La calce grassa destinata agli intonaci
dovr essere spenta almeno sei mesi prima dell'impiego, quella destinata alle murature da almeno 15
giorni.
La calce idrata in polvere, confezionata in sacchi, dovr essere sempre, sia all'atto della fornitura che
al momento dell'impiego, asciutta ed in perfetto stato di conservazione; nei sacchi dovranno essere
riportati il nominativo del produttore, il peso del prodotto e la indicazione se trattasi di fiore di calce o
calce idrata da costruzione.
Cementi e agglomerati cementizi
I cementi dovranno rispondere ai limiti di accettazione contenuti nella legge 26-5-1965, n. 595 e nel
decreto ministeriale 3-6-1968 e successive modifiche.
Gli agglomerati cementizi dovranno rispondere ai limiti di accettazione contenuti nella legge 26-51965, n. 595 e nel decreto ministeriale 31-8-1972 .
A norma di quanto previsto dal decreto del Ministero dell'industria del 12-7-1999, n. 314 , i cementi di
cui all'art. 1, lettera a), della legge 26-5-1965, n. 595 (e cio i cementi normali e ad alta resistenza
portland, pozzolanico e d'altoforno), se utilizzati per confezionare il conglomerato cementizio normale,
armato e precompresso, devono essere certificati presso i laboratori di cui all'art. 6 della legge 26-51965, n. 595 e all'art. 20 della legge 5-11-1971, n. 1086 .
Per i cementi di importazione, la procedura di controllo e di certificazione potr essere svolta nei luoghi
di produzione da analoghi laboratori esteri di analisi.
I cementi e gli agglomerati dovranno essere conservati in magazzini coperti, ben riparati dall'umidit e
da altri agenti capaci di degradarli prima dell'impiego.
Le pozzolane saranno ricavate da strati mondi da cappellaccio ed esenti da sostanze eterogenee o da
parti inerti: qualunque sia la provenienza dovranno rispondere a tutti i requisiti prescritti dal regio
decreto 16-11-1939, n. 2230.
Calcestruzzo confezionato con processo industrializzato
Per calcestruzzo confezionato con processo industrializzato si intende quello prodotto mediante
impianti, strutture e tecniche organizzate sia in cantiere che in uno stabilimento esterno al cantiere
stesso.
Gli impianti per la produzione con processo industrializzato del calcestruzzo disciplinato dalle norme
NTC2008 devono essere idonei ad una produzione costante, disporre di apparecchiature adeguate
per il confezionamento, nonch di personale esperto e di attrezzature idonee a provare, valutare e
mantenere la qualit del prodotto.
Il sistema di controllo della produzione di calcestruzzo confezionato con processo industrializzato in
impianti di un fornitore, predisposto in coerenza con la norma UNI EN ISO 9001:2000, deve fare
riferimento alle specifiche indicazioni contenute nelle Linee guida sul calcestruzzo preconfezionato
elaborato dal Servizio Tecnico Centrale del Consiglio Superiore dei LL.PP.
Detto sistema di controllo deve essere certificato da organismi terzi indipendenti che operano in
coerenza con la norma UNI CEI EN ISO/IEC 17021:2006, autorizzati dal Servizio Tecnico Centrale
del Consiglio Superiore dei LL.PP. sulla base dei criteri di cui al DM 9/5/2003 n. 156.
I documenti che accompagnano ogni fornitura di calcestruzzo confezionato con processo
industrializzato devono indicare gli estremi di tale certificazione .
Nel caso in cui limpianto di produzione industrializzata appartenga al costruttore nellambito di uno
specifico cantiere, il sistema di gestione della qualit del costruttore, predisposto in coerenza con la

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norma UNI EN ISO 9001:2000, certificato da un organismo accreditato, deve comprendere lesistenza
e lapplicazione di un sistema di controllo della produzione dellimpianto, conformemente alle
specifiche indicazioni contenute nelle Linee Guida sul calcestruzzo preconfezionato elaborato dal
Servizio Tecnico Centrale del Consiglio Superiore dei LL.PP.
Per produzioni di calcestruzzo inferiori a 1500 m3 di miscela omogenea, effettuate direttamente in
cantiere, mediante processi di produzione temporanei e non industrializzati, la stessa deve essere
confezionata sotto la diretta responsabilit del costruttore.
COMPONENTI DEL CALCESTRUZZO
Leganti
Devono impiegarsi esclusivamente i leganti idraulici previsti dalle disposizioni vigenti in materia, dotati
di certificato di conformit - rilasciato da un organismo europeo notificato - ad una norma armonizzata
della serie UNI EN 197 ovvero ad uno specifico Benestare Tecnico Europeo (ETA), purch idonei
allimpiego previsto nonch, per quanto non in contrasto, conformi alle prescrizioni di cui alla Legge
26/05/1965 n.595. escluso limpiego di cementi alluminosi.
Limpiego dei cementi richiamati allart.1, lettera C della legge 26/5/1965 n. 595, limitato ai
calcestruzzi per sbarramenti di ritenuta.
Per la realizzazione di dighe ed altre simili opere massive dove richiesto un basso calore di
idratazione devono essere utilizzati i cementi speciali con calore di idratazione molto basso conformi
alla norma europea armonizzata UNI EN 14216, in possesso di un certificato di conformit rilasciato
da un Organismo di Certificazione europeo Notificato.
Qualora il calcestruzzo risulti esposto a condizioni ambientali chimicamente aggressive si devono
utilizzare cementi per i quali siano prescritte, da norme armonizzate europee e fino alla disponibilit di
esse, da norme nazionali, adeguate propriet di resistenza ai solfati e/o al dilavamento o ad eventuali
altre specifiche azioni aggressive
Aggregati
Sono idonei alla produzione di calcestruzzo per uso strutturale gli aggregati ottenuti dalla lavorazione
di materiali naturali, artificiali, ovvero provenienti da processi di riciclo conformi alla norma europea
armonizzata UNI EN 12620 e, per gli aggregati leggeri, alla norma europea armonizzata UNI EN
13055-1.
consentito luso di aggregati grossi provenienti da riciclo, secondo i limiti di cui alla Tab. 11.2.III del
D.M.14/01/2008, a condizione che la miscela di calcestruzzo confezionata con aggregati riciclati,
venga preliminarmente qualificata e documentata attraverso idonee prove di laboratorio. Per tali
aggregati, le prove di controllo di produzione in fabbrica di cui ai prospetti H1, H2 ed H3 dellannesso
ZA della norma europea armonizzata UNI EN 12620, per le parti rilevanti, devono essere effettuate
ogni 100 tonnellate di aggregato prodotto e, comunque, negli impianti di riciclo, per ogni giorno di
produzione.
Nelle prescrizioni di progetto si potr fare utile riferimento alle norme UNI 8520-1:2005 e UNI 85202:2005 al fine di individuare i requisiti chimico-fisici, aggiuntivi rispetto a quelli fissati per gli aggregati
naturali, che gli aggregati riciclati devono rispettare, in funzione della destinazione finale del
calcestruzzo e delle sue propriet prestazionali (meccaniche, di durabilit e pericolosit ambientale,
ecc.), nonch quantit percentuali massime di impiego per gli aggregati di riciclo, o classi di resistenza
del calcestruzzo, ridotte rispetto a quanto previsto nella tabella citata.
Aggiunte
Nei calcestruzzi ammesso limpiego di aggiunte, in particolare di ceneri volanti, loppe granulate
daltoforno e fumi di silice, purch non ne vengano modificate negativamente le caratteristiche
prestazionali.
Le ceneri volanti devono soddisfare i requisiti della norma europea armonizzata UNI EN 450-1. Per
quanto riguarda limpiego si potr fare utile riferimento ai criteri stabiliti dalle norme UNI EN 2061:2006 ed UNI 11104:2004. I fumi di silice devono soddisfare i requisiti della norma europea
armonizzata UNI EN 13263-1.
Additivi
Gli additivi devono essere conformi alla norma europea armonizzata UNI EN 934-2.
Acqua di impasto
Lacqua di impasto, ivi compresa lacqua di riciclo, dovr essere conforme alla norma UNI EN 1008:
2003

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Durabilita
Per garantire la durabilit delle strutture in calcestruzzo armato ordinario o precompresso, esposte
allazione dellambiente, si devono adottare i provvedimenti atti a limitare gli effetti di degrado ndotti
dallattacco chimico, fisico e derivante dalla corrosione delle armature e dai cicli di gelo e disgelo.
A tal fine in fase di progetto la prescrizione, valutate opportunamente le condizioni ambientali del sito
ove sorger la costruzione o quelle di impiego, deve fissare le caratteristiche del calcestruzzo da
impiegare (composizione e resistenza meccanica), i valori del copriferro e le regole di maturazione. Ai
fini della valutazione della durabilit, nella formulazione delle prescrizioni sul calcestruzzo, si potranno
prescrivere anche prove per la verifica della resistenza alla penetrazione agli agenti aggressivi, ad
esempio si pu tener conto del grado di impermeabilit del calcestruzzo. A tal fine pu essere
determinato il valore della profondit di penetrazione dellacqua in pressione in mm. Per la prova di
determinazione della profondit della penetrazione dellacqua in pressione nel calcestruzzo indurito
vale quanto indicato nella norma UNI EN 12390-8:2002.
Al fine di ottenere la prestazione richiesta in funzione delle condizioni ambientali, nonch per la
definizione della relativa classe, si potr fare utile riferimento alle indicazioni contenute nelle Linee
Guida sul calcestruzzo strutturale edite dal Servizio Tecnico Centrale del Consiglio Superiore dei
Lavori Pubblici ovvero alle norme UNI EN 206-1:2006 ed UNI 11104:200
Leganti idraulici
I cementi dovranno avere i requisiti di cui alla legge 26-5-1965, n. 595 ed al decreto ministeriale 3-61968 cos come modificato dal decreto ministeriale 20-11-1984 ed alle prescrizioni contenute nel
presente capitolato speciale e l'appaltatore sar responsabile sia della qualit sia della buona
conservazione del cemento.
I cementi, se in sacchi, dovranno essere conservati in magazzini coperti, perfettamente asciutti e
senza correnti d'aria ed i sacchi dovranno essere conservati sopra tavolati di legno sollevati dal suolo
e ricoperti di cartonfeltri bitumati cilindrati o fogli di polietilene.
La fornitura del cemento dovr essere effettuata con l'osservanza delle condizioni e modalit di cui
all'art. 3 della legge 26-5-1965, n. 595 .
Qualora il cemento venga trasportato sfuso dovranno essere impiegati appositi ed idonei mezzi di
trasporto: in questo caso il cantiere dovr essere dotato di adeguata attrezzatura per lo scarico, di
silos per la conservazione e di bilancia per il controllo della formazione degli impasti ed i contenitori
per il trasporto ed i silos dovranno essere tali da proteggere il cemento dall'umidit e dovr essere
evitata la miscelazione tra i tipi e le classi di cemento.
Per i cementi forniti in sacchi dovranno essere riportati sugli stessi il nominativo del produttore, il peso
e la qualit del prodotto, la quantit di acqua per malte normali e la resistenza minima a compressione
ed a trazione a 28 giorni di stagionatura, mentre per quelli forniti sfusi dovranno essere opposti
cartellini piombati sia in corrispondenza dei coperchi che degli orifizi di scarico; su questi cartellini
saranno riportate le indicazioni del citato art. 3 della legge 26-5-1965, n. 595 .
L'introduzione in cantiere di ogni partita di cemento sfuso dovr risultare dal giornale dei lavori e dal
registro dei getti. Le qualit dei cementi forniti sfusi potr essere accertata mediante prelievo di
campioni come stabilito all'art. 4 della legge sopra ricordata.
I sacchi dovranno essere mantenuti integri fino all'impiego e verranno rifiutati qualora presentassero
manomissioni.
Il cemento che all'atto dell'impiego risultasse alterato sar rifiutato e dovr essere allontanato subito
dal cantiere. Indipendentemente dalle indicazioni contenute sui sigilli, sui sacchi oppure sui cartellini, il
direttore dei lavori potr far eseguire su cemento approvvigionato, ed a spese dell'appaltatore, le prove
prescritte.
Gesso
Il gesso dovr essere di recente cottura, perfettamente asciutto, di fine macinazione in modo da non
lasciare residui sullo staccio di 56 maglie a centimetro quadrato, scevro da materie eterogenee e
senza parti alterate per estinzione spontanea, dovr essere conforme alla norma UNI 6782-73 e dovr
essere di prima qualit per gli intonaci e di seconda qualit per i muri.
Il gesso, confezionato in sacchi, dovr essere sempre, sia all'atto della fornitura che al momento
dell'impiego, asciutto ed in perfetto stato di conservazione; nei sacchi dovranno essere riportati il
nominativo del produttore, la qualit ed il peso del prodotto e dovr essere conservato in locali coperti
e ben riparati dall'umidit e da agenti degradanti.

ART. 4

LATERIZI
Gli elementi resistenti artificiali da impiegare nelle murature (elementi in laterizio ed in calcestruzzo)

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possono essere costituiti di laterizio normale, laterizio alleggerito in pasta, calcestruzzo normale,
calcestruzzo alleggerito.
Quando impiegati nella costruzione di murature portanti, essi debbono rispondere alle prescrizioni
contenute nel decreto ministeriale 20-11-1987 .
Nel caso di murature non portanti le suddette prescrizioni possono costituire utile riferimento, insieme
a quelle della norma UNI 8942-2.
Gli elementi resistenti di laterizio e di calcestruzzo possono contenere forature rispondenti alle
prescrizioni del succitato decreto ministeriale 20-11-1987 .
La resistenza meccanica degli elementi deve essere dimostrata attraverso certificazioni contenenti i
risultati delle prove e condotte da laboratori ufficiali negli stabilimenti di produzione, con le modalit
previste nel decreto ministeriale di cui sopra.
in facolt del direttore dei lavori richiedere un controllo di accettazione, avente lo scopo di accertare
se gli elementi da mettere in opera abbiano le caratteristiche dichiarate dal produttore.
I laterizi da impiegare per lavori di qualsiasi genere dovranno comunque essere conformi alle norme di
cui al regio decreto 16-11-1939, n. 2233 , alle norme UNI vigenti ed all'allegato 7 del decreto
ministeriale 9-1-1996 .
I mattoni forati pieni e semipieni dovranno essere della categoria indicata alla direzione dei lavori e
dovranno avere una resistenza a rottura a compressione non inferiore a quella indicata, per la
categoria adottata, nelle norme UNI vigenti (UNI 5632-65/5967-67/5630-65/5628-65/5629-65).
I mattoni pieni o semipieni da paramento dovranno presentare regolarit di forma, dovranno avere la
superficie perfettamente integra e di colorazione uniforme per l'intera partita e non dovranno essere di
categoria inferiore alla terza.
Le tavelle ed i tavelloni dovranno essere conformi alle norme UNI vigenti (UNI 2105/2106/2107).
Le tegole piane o curve, di qualunque tipo siano, dovranno essere esattamente adattabili le une sulle
altre, senza sbavature e presentare tinta uniforme; dovranno essere, altres, conformi alle norme UNI
vigenti (UNI 2619/2620/2621).
Le pianelle potranno essere trafilate o pressate a scelta della direzione dei lavori e dovranno essere
conformi alle norme UNI vigenti (UNI 2622).

ART. 5

MATERIALI FERROSI E METALLI VARI


Controlli di produzione in stabilimento e procedure di qualificazione
Tutti gli acciai oggetto delle presenti norme, siano essi destinati ad utilizzo come armature per
cemento armato ordinario o precompresso o ad utilizzo diretto come carpenterie in strutture metalliche
devono essere prodotti con un sistema permanente di controllo interno della produzione in
stabilimento che deve assicurare il mantenimento dello stesso livello di affidabilit nella conformit del
prodotto finito, indipendentemente dal processo di produzione.
Fatto salvo quanto disposto dalle norme europee armonizzate, ove applicabili, il sistema di gestione
della qualit del prodotto che sovrintende al processo di fabbricazione deve essere predisposto in
coerenza con la norma UNI EN ISO 9001:2000 e certificato da parte di un organismo terzo
indipendente, di adeguata competenza ed organizzazione, che opera in coerenza con le norme UNI
CEI EN ISO/IEC 17021:2006.
Ai fini della certificazione del sistema di gestione della qualit del processo produttivo il produttore e
lorganismo di certificazione di processo potranno fare utile riferimento alle indicazioni contenute nelle
relative norme disponibili UNI EN 10080:2005, della serie UNI EN 10025:2005, UNI EN 10210:2006 e
UNI EN 10219:2006.
Quando non sia applicabile la marcatura CE, ai sensi del DPR n.246/93 di recepimento della direttiva
89/106/CEE, la valutazione della conformit del controllo di produzione in stabilimento e del prodotto
finito effettuata attraverso la procedura di qualificazione di seguito indicata.
Il Servizio Tecnico Centrale della Presidenza del Consiglio Superiore dei lavori pubblici organismo
abilitato al rilascio dellattestato di qualificazione per gli acciai di cui sopra.
Forniture e documentazione di accompagnamento
Tutte le forniture di acciaio, per le quali non sussista lobbligo della Marcatura CE, devono essere

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accompagnate dalla copia dellattestato di qualificazione del Servizio Tecnico Centrale.


Lattestato pu essere utilizzato senza limitazione di tempo.
Il riferimento a tale attestato deve essere riportato sul documento di trasporto.
Le forniture effettuate da un commerciante intermedio devono essere accompagnate da copia dei
documenti rilasciati dal Produttore e completati con il riferimento al documento di trasporto del
commerciante stesso. Il Direttore dei Lavori prima della messa in opera, tenuto a verificare quanto
sopra indicato ed a rifiutare le eventuali forniture non conformi, ferme restando le responsabilit del
produttore.
I materiali ferrosi da impiegare nei lavori dovranno essere esenti da scorie, soffiature, brecciature,
paglie o da qualsiasi altro difetto apparente o latente di fusione, laminazione, trafilatura, fucinatura e
simili.
Essi dovranno essere conformi a tutte le condizioni previste dal decreto ministeriale DM 14/01/2008 e
la Circolare 02 febbraio 2009 n617/C.S.LL.PP. e dovr anno presentare a seconda della loro qualit, i
seguenti requisiti.
Profilati, barre e larghi piatti di uso generale
Dovranno essere di prima qualit, privi di difetti, di screpolature, di bruciature e di altre soluzioni di
continuit, perfettamente lavorabili a freddo e a caldo senza che ne derivino screpolature o alterazioni,
dovranno, altres, essere saldabili e non suscettibili di perdere la tempera.
Carpenteria metallica
Acciaio tipo S275-S355 bulloneria e viteria in classe 5.8 ed 8.8
Acciaio per c.a. in barre tipo B450C, non ossidate n corrose, prive di sostanze che possano ridurre
l'aderenza con il conglomerato, caratterizzate dai seguenti valori:
fy nom = 450 MPa
ft nom = 540 MPa
Tensione caratteristica di snervamento
fyk fy nom (5% frattile)
Tensione caratteristica di rottura
ftk f nom (5% frattile)
(ft/fy)k 1.13
(ft/fy)k < 1,35
Allungamento
(Agt)k 12%

Rete elettrosaldata: in acciaio B450C conforme ad UNI EN ISO 15630-2:2004, caratterizzata dai
seguenti valori:
fy nom = 390 MPa
ft nom = 440 MPa
Tensione caratteristica di snervamento
fyk fy nom (5% frattile)
Tensione caratteristica di rottura
ftk f nom (5% frattile)
(ft/fy)k 1.10
Allungamento
(Agt)k 8%
Accertamento delle propriet meccaniche
Per laccertamento delle propriet meccaniche di cui alle precedenti tabelle vale quanto indicato
nella norma UNI EN ISO 15630-1: 2004.
Per acciai deformati a freddo, ivi compresi i rotoli, le propriet meccaniche sono determinate su
provette mantenute per 60 minuti a 100 10 C e suc cessivamente raffreddate in aria calma a
temperatura ambiente. In ogni caso, qualora lo snervamento non sia chiaramente individuabile, si
sostituisce fy con f(0,2).
La prova di piegamento e raddrizzamento si esegue alla temperatura di 20 5 C piegando la provetta
a 90, mantenendola poi per 60 minuti a 100 10 C e procedendo, dopo raffreddamento in aria, al
parziale raddrizzamento per almeno 20. Dopo la prov a il campione non deve presentare cricche.
Caratteristiche dimensionali e di impiego
Lacciaio per cemento armato generalmente prodotto in stabilimento sotto forma di barre o rotoli, reti
o tralicci, per utilizzo diretto o come elementi di base per successive trasformazioni.
Prima della fornitura in cantiere gli elementi di cui sopra possono essere saldati, presagomati (staffe,
ferri piegati, ecc.) o preassemblati (gabbie di armatura, ecc.) a formare elementi composti direttamente
utilizzabili in opera.
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La sagomatura e/o lassemblaggio possono avvenire:


- in cantiere, sotto la vigilanza della Direzione Lavori;
- in centri di trasformazione, solo se provvisti dei requisiti di cui al 11.3.1.7. del D.M. 14/01/2008.
Tutti gli acciai per cemento armato devono essere ad aderenza migliorata, aventi cio una superficie
dotata di nervature o indentature trasversali, uniformemente distribuite sullintera lunghezza, atte ad
aumentarne laderenza al conglomerato cementizio.
Per quanto riguarda la marchiatura dei prodotti vale quanto indicato al 11.3.1.4. del D.M. 14/01/2008.
Per la documentazione di accompagnamento delle forniture vale quanto indicato al 11.3.1.5 del D.M.
14/01/2008.
Le barre sono caratterizzate dal diametro della barra tonda liscia equipesante, calcolato nellipotesi
che la densit dellacciaio sia pari a 7,85 kg/dm3. Gli acciai B450C, di cui al 11.3.2.1, possono
essere impiegati in barre di diametro compreso tra 6 e 40 mm.
Luso di acciai forniti in rotoli ammesso, senza limitazioni, per diametri fino a d=16 mm per B450C e
fino a d=10 mm per B450A.
Reti e tralicci elettrosaldati
Gli acciai delle reti e tralicci elettrosaldati devono essere saldabili.
Linterasse delle barre non deve superare 330 mm. I tralicci sono dei componenti reticolari composti
con barre ed assemblati mediante saldature.
Per le reti ed i tralicci costituiti con acciaio di cui al 11.3.2.1 del D.M. 14/01/2008 gli elementi base
devono avere il diametro d che rispetta la limitazione: 6 mm d 16 mm.
Per le reti ed i tralicci costituiti con acciaio di cui al 11.3.2.2 del D.M. 14/01/2008 gli elementi base
devono avere diametro d che rispetta la limitazione: 5 mm d 10 mm.
Il rapporto tra i diametri delle barre componenti reti e tralicci deve essere:
d min / d Max >= 0,6 . (11.3.11 del del D.M. 14/01/2008)
I nodi delle reti devono resistere ad una forza di distacco determinata in accordo con la norma UNI EN
ISO 15630-2:2004 pari al 25% della forza di snervamento della barra, da computarsi per quella di
diametro maggiore sulla tensione di snervamento pari a 450 N/mm2. Tale resistenza al distacco della
saldatura del nodo, va controllata e certificata dal produttore di reti e di tralicci secondo le procedure di
qualificazione di seguito riportate.
In ogni elemento di rete o traliccio le singole armature componenti devono avere le stesse
caratteristiche. Nel caso dei tralicci ammesso luso di staffe aventi superficie liscia perch realizzate
con acciaio B450A oppure B450C saldabili.
La produzione di reti e tralicci elettrosaldati pu essere effettuata a partire da materiale di base
prodotto nello stesso stabilimento di produzione del prodotto finito o da materiale di base proveniente
da altro stabilimento.
Nel caso di reti e tralicci formati con elementi base prodotti in altro stabilimento, questi ultimi possono
essere costituiti:
a) da acciai provvisti di specifica qualificazione;
b) da elementi semilavorati quando il produttore, nel proprio processo di lavorazione, conferisca al
semilavorato le caratteristiche meccaniche finali richieste dalla norma.
In ogni caso il produttore dovr procedere alla qualificazione del prodotto finito, rete o traliccio,
secondo le procedure di cui al punto 11.3.2.11 del D.M. 14/01/2008.
Ogni pannello o traliccio deve essere inoltre dotato di apposita marchiatura che identifichi il produttore
della rete o del traliccio stesso. La marchiatura di identificazione pu essere anche costituita da sigilli
o etichettature metalliche indelebili con indicati tutti i dati necessari per la corretta identificazione del
prodotto, ovvero da marchiatura supplementare indelebile. In ogni caso la marchiatura deve essere
identificabile in modo permanente anche dopo annegamento nel calcestruzzo.
Laddove non fosse possibile tecnicamente applicare su ogni pannello o traliccio la marchiatura
secondo le modalit sopra indicate, dovr essere comunque apposta su ogni pacco di reti o tralicci
unapposita etichettatura con indicati tutti i dati necessari per la corretta identificazione del prodotto e
del produttore; in questo caso il Direttore dei Lavori, al momento dellaccettazione della fornitura in
cantiere deve verificare la presenza della predetta etichettatura.
Nel caso di reti e tralicci formati con elementi base prodotti nello stesso stabilimento, ovvero in
stabilimenti del medesimo produttore, la marchiatura del prodotto finito pu coincidere con la
marchiatura dellelemento base, alla quale pu essere aggiunto un segno di riconoscimento di ogni
singolo stabilimento.
Controlli di accettazione in cantiere
I controlli di accettazione in cantiere sono obbligatori, devono essere effettuati entro 30 giorni dalla
data di consegna del materiale e devono essere campionati, nellambito di ciascun lotto di spedizione,
con le medesime modalit contemplate nelle prove a carattere statistico di cui al punto 11.3.2.10.1.2

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del D.M. 14/01/2008, in ragione di 3 spezzoni, marchiati, di uno stesso diametro, scelto entro ciascun
lotto, sempre che il marchio e la documentazione di accompagnamento dimostrino la provenienza del
materiale da uno stesso stabilimento. In caso contrario i controlli devono essere estesi ai lotti
provenienti da altri stabilimenti.
I valori di resistenza ed allungamento di ciascun campione, accertati in accordo con il punto 11.3.2.3
D.M. 14/01/2008, da eseguirsi comunque prima della messa in opera del prodotto riferiti ad uno stesso
diametro, devono essere compresi fra i valori massimi e minimi riportati nella tabella seguente:

Questi limiti tengono conto della dispersione dei dati e delle variazioni che possono intervenire tra
diverse apparecchiature e modalit di prova.
Nel caso di campionamento e prova in cantiere, che deve essere effettuata entro 30 giorni dalla data
di consegna del materiale in cantiere, qualora la determinazione del valore di una quantit fissata non
sia conforme al valore di accettazione, il valore dovr essere verificato prelevando e provando tre
provini da prodotti diversi nel lotto consegnato.
Se un risultato minore del valore, sia il provino che il metodo di prova devono essere esaminati
attentamente. Se nel provino presente un difetto o si ha ragione di credere che si sia verificato un
errore durante la prova, il risultato della prova stessa deve essere ignorato. In questo caso occorrer
prelevare un ulteriore (singolo) provino.
Se i tre risultati validi della prova sono maggiori o uguali del prescritto valore di accettazione, il lotto
consegnato deve essere considerato conforme.
Se i criteri sopra riportati non sono soddisfatti, 10 ulteriori provini devono essere prelevati da prodotti
diversi del lotto in presenza del produttore o suo rappresentante che potr anche assistere
allesecuzione delle prove presso un laboratorio di cui allart. 59 del DPR n. 380/2001.
Il lotto deve essere considerato conforme se la media dei risultati sui 10 ulteriori provini maggiore del
valore caratteristico e i singoli valori sono compresi tra il valore minimo e il valore massimo secondo
quanto sopra riportato.
In caso contrario il lotto deve essere respinto e il risultato segnalato al Servizio Tecnico Centrale. Il
prelievo dei campioni va effettuato a cura del Direttore dei Lavori o di tecnico di sua fiducia che deve
assicurare, mediante sigle, etichettature indelebili, ecc., che i campioni inviati per le prove al
laboratorio incaricato siano effettivamente quelli da lui prelevati.
Qualora la fornitura, di elementi sagomati o assemblati, provenga da un Centro di trasformazione, il
Direttore dei Lavori, dopo essersi accertato preliminarmente che il suddetto Centro di trasformazione
sia in possesso di tutti i requisiti previsti al 11.3.1.7, pu recarsi presso il medesimo Centro di
trasformazione ed effettuare in stabilimento tutti i controlli di cui sopra. In tal caso il prelievo dei
campioni viene effettuato dal Direttore tecnico del centro di trasformazione secondo le disposizioni del
Direttore dei Lavori; questultimo deve assicurare, mediante sigle, etichettature indelebili, ecc., che i
campioni inviati per le prove al laboratorio incaricato siano effettivamente quelli da lui prelevati, nonch
sottoscrivere la relativa richiesta di prove.
La domanda di prove al Laboratorio autorizzato deve essere sottoscritta dal Direttore dei Lavori e deve
contenere indicazioni sulle strutture interessate da ciascun prelievo.
In caso di mancata sottoscrizione della richiesta di prove da parte del Direttore dei Lavori, le
certificazioni emesse dal laboratorio non possono assumere valenza ai sensi del presente decreto e di
ci ne deve essere fatta esplicita menzione sul certificato stesso.
I certificati emessi dai laboratori devono obbligatoriamente contenere almeno:
- lidentificazione del laboratorio che rilascia il certificato;
- una identificazione univoca del certificato (numero di serie e data di emissione) e di ciascuna
sua pagina, oltre al numero totale di pagine;
- lidentificazione del committente dei lavori in esecuzione e del cantiere di riferimento;
- il nominativo del Direttore dei Lavori che richiede la prova;
- la descrizione e lidentificazione dei campioni da provare;
- la data di ricevimento dei campioni e la data di esecuzione delle prove;
- lidentificazione delle specifiche di prova o la descrizione del metodo o procedura adottata, con
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lindicazione delle norme di riferimento per lesecuzione della stessa;


- le dimensioni effettivamente misurate dei campioni;
- i valori delle grandezze misurate e lesito delle prove di piegamento.
I certificati devono riportare, inoltre, lindicazione del marchio identificativo rilevato a cura del
laboratorio incaricato dei controlli, sui campioni da sottoporre a prove. Ove i campioni fossero
sprovvisti di tale marchio, oppure il marchio non dovesse rientrare fra quelli depositati presso il
Servizio Tecnico Centrale, le certificazioni emesse dal laboratorio non possono assumere valenza ai
sensi delle presenti norme e di ci ne deve essere fatta esplicita menzione sul certificato stesso.
Per i tralicci e le reti elettrosaldate I controlli sono obbligatori e devono essere effettuati su tre saggi
ricavati da tre diversi pannelli, nellambito di ciascun lotto di spedizione.
Qualora uno dei campioni sottoposti a prove di accettazione non soddisfi i requisiti previsti nelle norme
tecniche relativamente ai valori di snervamento, resistenza a trazione del filo, allungamento, rottura e
resistenza al distacco, il prelievo relativo allelemento di cui trattasi va ripetuto su un altro elemento
della stessa partita. Il nuovo prelievo sostituisce quello precedente a tutti gli effetti. Un ulteriore
risultato negativo comporta il prelievo di nuovi saggi secondo la procedura di cui al 11.3.2.11.4. del
DM 14/01/2008.

ACCIAI PER STRUTTURE METALLICHE E PER STRUTTURE COMPOSTE


Per la realizzazione di strutture metalliche e di strutture composte si dovranno utilizzare acciai
conformi alle norme armonizzate della serie UNI EN 10025 (per i laminati), UNI EN 10210 (per i tubi
senza saldatura) e UNI EN 10219-1 (per i tubi saldati), recanti la Marcatura CE, cui si applica il
sistema di attestazione della conformit 2+, e per i quali si rimanda a quanto specificato al punto A del
11.1 del DM 14/01/2008.
Per gli acciai di cui alle norme armonizzate UNI EN 10025, UNI EN 10210 ed UNI EN 10219-1, in
assenza di specifici studi statistici di documentata affidabilit, ed in favore di sicurezza, per i valori
delle tensioni caratteristiche di snervamento fyk e di rottura ftk da utilizzare nei calcoli si assumono i
valori nominali fy= ReH e ft = Rm riportati nelle relative norme di prodotto.
Per i prodotti per cui non sia applicabile la marcatura CE, si rimanda a quanto specificato al punto B
del 11.1 del DM 14/01/2008 e si applica la procedura di cui al 11.3.4.11. del DM 14/01/2008
Per laccertamento delle caratteristiche meccaniche indicate nel seguito, il prelievo dei saggi, la
posizione nel pezzo da cui essi devono essere prelevati, la preparazione delle provette e le modalit di
prova devono rispondere alle prescrizioni delle norme UNI EN ISO 377:1999, UNI 552:1986, EN
10002-l:2004, UNI EN 10045-1:1992
Laminati a caldo con sezione aperta

Laminati a caldo con profili a sezione cava

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Gli acciai laminati di uso generale per la realizzazione di strutture metalliche e per le strutture
composte comprendono:
Prodotti lunghi
- laminati mercantili (angolari, L, T, piatti e altri prodotti di forma);
- travi ad ali parallele del tipo HE e IPE, travi IPN;
- laminati ad U
Prodotti piani
- lamiere e piatti
- nastri
Profilati cavi
- tubi prodotti a caldo
Prodotti derivati
- travi saldate (ricavate da lamiere o da nastri a caldo);
- profilati a freddo (ricavati da nastri a caldo);
- tubi saldati (cilindrici o di forma ricavati da nastri a caldo);
- lamiere grecate (ricavate da nastri a caldo)
I controlli sui laminati verranno eseguiti secondo le prescrizioni di cui al 11.3.4.10 del DM
14/01/2008.
Per la documentazione di accompagnamento delle forniture vale quanto indicato al 11.3.1.5 del DM
14/01/2008.
Acciaio per getti
Per lesecuzione di parti in getti si devono impiegare acciai conformi alla norma UNI EN 10293:2006.
Quando tali acciai debbano essere saldati, valgono le stesse limitazioni di composizione chimica
previste per gli acciai laminati di resistenza similare
Acciaio per strutture saldate
Gli acciai per strutture saldate, oltre a soddisfare le condizioni indicate al 11.3.4.1, devono avere
composizione chimica conforme a quanto riportato nelle norme europee armonizzate applicabili, di cui
al punto 11.3.4.1. del DM 14/01/2008
Processo di saldatura
La saldatura degli acciai dovr avvenire con uno dei procedimenti allarco elettrico codificati secondo
la norma UNI EN ISO 4063:2001. ammesso luso di procedimenti diversi purch sostenuti da
adeguata documentazione teorica e sperimentale.
I saldatori nei procedimenti semiautomatici e manuali dovranno essere qualificati secondo la norma
UNI EN 287-1:2004 da parte di un Ente terzo. A deroga di quanto richiesto nella norma UNI EN 2871:2004, i saldatori che eseguono giunti a T con cordoni dangolo dovranno essere specificamente
qualificati e non potranno essere qualificati soltanto mediante lesecuzione di giunti testa-testa.
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Gli operatori dei procedimenti automatici o robotizzati dovranno essere certificati secondo la norma
UNI EN 1418:1999. Tutti i procedimenti di saldatura dovranno essere qualificati secondo la norma UNI
EN ISO 15614-1:2005.
Le durezze eseguite sulle macrografie non dovranno essere superiori a 350 HV30.
Per la saldatura ad arco di prigionieri di materiali metallici (saldatura ad innesco mediante
sollevamento e saldatura a scarica di condensatori ad innesco sulla punta) si applica la norma UNI EN
ISO 14555:2001; valgono perci i requisiti di qualit di cui al prospetto A1 della appendice A della
stessa norma.
Nellesecuzione delle saldature dovranno inoltre essere rispettate le norme UNI EN 1011:2005 parti 1
e 2 per gli acciai ferritici e della parte 3 per gli acciai inossidabili. Per la preparazione dei lembi si
applicher, salvo casi particolari, la norma UNI EN ISO 9692-1:2005.
Le saldature saranno sottoposte a controlli non distruttivi finali per accertare la corrispondenza ai
livelli di qualit stabiliti dal progettista sulla base delle norme applicate per la progettazione.
In assenza di tali dati per strutture non soggette a fatica si adotter il livello C della norma UNI EN ISO
5817:2004 e il livello B per strutture soggette a fatica.
Lentit ed il tipo di tali controlli, distruttivi e non distruttivi, in aggiunta a quello visivo al 100%, saranno
definiti dal Collaudatore e dal Direttore dei Lavori; per i cordoni ad angolo o giunti a parziale
penetrazione si useranno metodi di superficie (ad es. liquidi penetranti o polveri magnetiche), mentre
per i giunti a piena penetrazione, oltre a quanto sopra previsto, si useranno metodi volumetrici e cio
raggi X o gamma o ultrasuoni per i giunti testa a testa e solo ultrasuoni per i giunti a T a piena
penetrazione.
Per le modalit di esecuzione dei controlli ed i livelli di accettabilit si potr fare utile riferimento alle
prescrizioni della norma UNI EN 12062:2004.
Tutti gli operatori che eseguiranno i controlli dovranno essere qualificati secondo la norma UNI EN
473:2001 almeno di secondo livello.
Oltre alle prescrizioni applicabili di cui al precedente 11.3.1.7 del DM 14/01/2008, il costruttore deve
corrispondere ai seguenti requisiti.
In relazione alla tipologia dei manufatti realizzati mediante giunzioni saldate, il costruttore deve essere
certificato secondo la norma UNI EN ISO 3834:2006 parti 2 e 4; il livello di conoscenza tecnica del
personale di coordinamento delle operazioni di saldatura deve corrispondere ai requisiti della
normativa di comprovata validit. I requisiti sono riassunti nel Tab. 11.3.XI DEL dm 14/01/2008
La certificazione dellazienda e del personale dovr essere operata da un Ente terzo, scelto, in
assenza di prescrizioni, dal costruttore secondo criteri di indipendenza e di competenza.
Bulloni e chiodi
I bulloni - conformi per le caratteristiche dimensionali alle norme UNI EN ISO 4016:2002 e UNI
5592:1968 devono appartenere alle sotto indicate classi della norma UNI EN ISO 898-1:2001,
associate nel modo indicato nella Tab. 11.3.XII. del DM 14/01/2008
Bulloni per giunzioni ad attrito
I bulloni per giunzioni ad attrito devono essere conformi alle prescrizioni della Tab. 11.3.XIII del DM
14/01/2008 Viti e dadi, devono essere associati come indicato nella Tab. 11.3.XII del DM 14/01/2008
Gli elementi di collegamento strutturali ad alta resistenza adatti al precarico devono soddisfare i
requisiti di cui alla norma europea armonizzata UNI EN 14399-1, e recare la relativa marcatura CE,
con le specificazioni di cui al punto A del 11.1. del DM 14/01/2008
Chiodi
Per i chiodi da ribadire a caldo si devono impiegare gli acciai previsti dalla norma UNI 7356.
Connettori a piolo
Nel caso si utilizzino connettori a piolo, lacciaio deve essere idoneo al processo di formazione
dello stesso e compatibile per saldatura con il materiale costituente lelemento strutturale interessato
dai pioli stessi. Esso deve avere le seguenti caratteristiche meccaniche:
- allungamento percentuale a rottura (valutato su base 0 0 L = 5,65 A , dove A0 larea della sezione
trasversale del saggio) 12;
- rapporto ft / fy 1,2.
Quando i connettori vengono uniti alle strutture con procedimenti di saldatura speciali, senza metallo
dapporto, essi devono essere fabbricati con acciai la cui composizione chimica soddisfi le limitazioni
seguenti:
C 0,18%, Mn 0,9%, S 0,04%, P 0,05%.]
Specifiche per acciai da carpenteria in zona sismica

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Lacciaio costituente le membrature, le saldature ed i bulloni deve essere conforme ai requisiti


riportati nelle norme sulle costruzioni in acciaio.
Per le zone dissipative si applicano le seguenti regole addizionali:
- per gli acciai da carpenteria il rapporto fra i valori caratteristici della tensione di rottura ftk
(nominale) e la tensione di snervamento fyk (nominale) deve essere maggiore di 1,20 e
lallungamento a rottura A5, misurato su provino standard, deve essere non inferiore al 20%;
- la tensione di snervamento massima fy,max deve risultare fy,max 1,2 fyk;
- i collegamenti bullonati devono essere realizzati con bulloni ad alta resistenza di classe 8.8 o
10.9.
Ghisa
La ghisa dovr essere di prima qualit e di seconda fusione, dolce, tenace, leggermente malleabile,
facilmente lavorabile con la lima e con lo scalpello; di frattura grigia finemente granosa e
perfettamente omogenea, esente da screpolature, vene, bolle, sbavature, asperit ed altri difetti capaci
di menomarne la resistenza. Dovr essere, inoltre, perfettamente modellata.
assolutamente escluso l'impiego di ghisa fosforosa.
Metalli vari
Il piombo, lo zinco, lo stagno, il rame, l'alluminio e tutti gli altri metalli o leghe metalliche da impiegare
nelle costruzioni devono essere conformi alle vigenti norme UNI, delle migliori qualit, ben fusi o
laminati a seconda della specie di lavori cui sono destinati e scevri da ogni impurit o difetto che ne
vizi la forma o ne alteri la resistenza e la durata.

ART. 6

VETRI E CRISTALLI
Si definiscono prodotti di vetro quelli che sono ottenuti dalla trasformazione e lavorazione del vetro.
Essi si dividono nelle seguenti principali categorie: lastre piane, vetri pressati, prodotti di seconda
lavorazione.
Per le definizioni rispetto ai metodi di fabbricazione, alle loro caratteristiche, alle seconde lavorazioni,
nonch per le operazioni di finitura dei bordi si fa riferimento alle norme UNI.
I prodotti vengono di seguito considerati al momento della loro fornitura.
Le modalit di posa sono trattate negli articoli relativi alle vetrazioni ed ai serramenti.
Il direttore dei lavori, ai fini della loro accettazione, pu procedere a controlli (anche parziali) su
campioni della fornitura oppure richiedere un attestato di conformit della fornitura alle prescrizioni di
seguito indicate.
I vetri piani grezzi
Sono quelli colati e laminati grezzi ed anche cristalli grezzi traslucidi, incolori, cosiddetti bianchi,
eventualmente armati.
Le loro dimensioni saranno quelle indicate nel progetto.
Per le altre caratteristiche vale la norma UNI 6123 che considera anche le modalit di controllo da
adottare in caso di contestazione. I valori di isolamento termico, acustico, ecc. saranno quelli derivanti
dalle dimensioni prescritte, il fornitore comunicher i valori se richiesti.
I vetri piani lucidi tirati
Sono quelli incolori ottenuti per tiratura meccanica della massa fusa, che presenta sulle due facce,
naturalmente lucide, ondulazioni pi o meno accentuate non avendo subito lavorazioni di superficie.
Le loro dimensioni saranno quelle indicate nel progetto.
Per le altre caratteristiche vale la norma UNI 6486 che considera anche le modalit di controllo da
adottare in caso di contestazione.
I valori di isolamento termico, acustico, ecc. saranno quelli derivanti dalle dimensioni prescritte, il
fornitore comunicher i valori se richiesti.
I vetri piani trasparenti float
Sono quelli chiari o colorati ottenuti per colata mediante galleggiamento su un bagno di metallo fuso.
Per le altre caratteristiche vale la norma UNI 6487 che considera anche la modalit di controllo da
adottare in caso di contestazione.
I valori di isolamento termico, acustico, ecc. saranno quelli derivanti dalle dimensioni prescritte, il
fornitore comunicher i valori se richiesti.
I vetri piani per l'edilizia, a seconda del loro spessore potranno essere definiti con:

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vetri semplici chiari

- spessore da 1,6 mm

a 1,9 mm

vetri semi-doppi chiari

- spessore da 2,7 mm

a 3,2 mm

vetri doppi chiari

- spessore da 3,5 mm

a 4,0 mm

vetri stampati

spessore
inferiore

non

a 3,5 mm

vetri cattedrale

spessore
inferiore

non

vetri rigati

- spessore da 4,0 mm

a 6,0 mm

vetri retinati

- spessore da 5,0 mm

a 6,0 mm

mezzi cristalli

spessore
inferiore

non

a 4,0 mm

cristalli

spessore
inferiore

non

a 2,5 mm

a 5,0 mm

I vetri ed i cristalli temperati dovranno essere ottenuti da un particolare trattamento che induce, negli
strati superficiali degli stessi, tensioni di compressione e dovranno essere sempre contrassegnati con
marchio indelebile del produttore.
I vetri piani temprati.
Sono quelli trattati termicamente o chimicamente in modo da indurre negli strati superficiali tensioni
permanenti.
Le loro dimensioni saranno quelle indicate nel progetto.
Per le altre caratteristiche vale la norma UNI 7142 che considera anche le modalit di controllo da
adottare in caso di contestazione.
I valori di isolamento termico, acustico, ecc. saranno quelli derivanti dalle dimensioni prescritte, il
fornitore comunicher i valori se richiesti.
I vetri piani uniti al perimetro (o vetrocamera)
Sono quelli costituiti da due lastre di vetro tra loro unite lungo il perimetro, solitamente con
interposizione di un distanziatore, a mezzo di adesivi od altro in modo da formare una o pi
intercapedini contenenti aria o gas disidratati.
Le loro dimensioni, numero e tipo delle lastre saranno quelle indicate nel progetto.
Per le altre caratteristiche vale la norma UNI 7171 che definisce anche i metodi di controllo da adottare
in caso di contestazione.
I valori di isolamento termico, acustico, ecc. saranno quelli derivanti dalle dimensioni prescritte, il
fornitore comunicher i valori se richiesti.
I vetri piani stratificati
Sono quelli formati da due o pi lastre di vetro e uno o pi strati interposti di materia plastica che
incollano tra loro le lastre di vetro per l'intera superficie.
Il loro spessore varia in base al numero ed allo spessore delle lastre costituenti.
Essi si dividono in base alla loro resistenza alle sollecitazioni meccaniche come segue:
stratificati per sicurezza semplice;
stratificati antivandalismo;
stratificati anticrimine;
stratificati antiproiettile.
Le dimensioni, numero e tipo delle lastre saranno quelle indicate nel progetto.
Per le altre caratteristiche si fa riferimento alle norme seguenti:
a) i vetri piani stratificati per sicurezza semplice devono rispondere alla norma UNI 7172;
b) i vetri piani stratificati antivandalismo ed anticrimine devono rispondere rispettivamente alle norme
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UNI 7172 e norme UNI 9186;


c) i vetri piani stratificati antiproiettile devono rispondere alla norma UNI 9187.
I valori di isolamento termico, acustico, ecc. saranno quelli derivanti dalle dimensioni prescritte, il
fornitore comunicher i valori se richiesti.
I vetri piani profilati ad U
Sono dei vetri greggi colati prodotti sotto forma di barre con sezione ad U, con la superficie liscia o
lavorata, e traslucida alla visione.
Possono essere del tipo ricotto (normale) o temprato armati o non armati.
Le dimensioni saranno quelle indicate nel progetto.
Per le altre caratteristiche valgono le prescrizioni della norma UNI 7306 che indica anche i metodi di
controllo in caso di contestazione.
I vetri pressati
I vetri pressati per vetrocemento armato possono essere a forma cava od a forma di camera d'aria.
Le dimensioni saranno quelle indicate nel progetto.
Per le caratteristiche vale quanto indicato nella norma UNI 7440 che indica anche i metodi di controllo
in caso di contestazione.

ART. 7

LEGNAMI E PANNELLATURE
Legname per strutture in legno lamellare
Gli elementi strutturali di legno lamellare incollato debbono essere conformi alla norma europea
armonizzata UNI EN 14080.
I produttori di elementi di legno lamellare per uso strutturale, per cui non ancora obbligatoria la
procedura della marcatura CE ai sensi del DPR 246/93, per i quali si applica il caso B di cui al 11.1
del DM 14/01/2008, devono essere qualificati cos come specificato al 11.7.10 del DM 14/01/208 cui
si deve aggiungere quanto segue.
Il sistema di gestione della qualit del prodotto che sovrintende al processo di fabbricazione deve
essere predisposto in coerenza con le norme UNI EN ISO 9001:2000 e certificato da parte di un
organismo terzo indipendente, di adeguata competenza ed organizzazione, che opera in coerenza con
le norme UNI CEI EN ISO/IEC 17021:2006.
Ai fini della certificazione del sistema di garanzia della qualit del processo produttivo, il produttore e
lorganismo di certificazione di processo potranno fare utile riferimento alle indicazioni contenute nelle
relative norme europee od internazionali applicabili.
I documenti che accompagnano ogni fornitura devono indicare gli estremi della certificazione del
sistema di gestione della qualit del processo produttivo.
Ai produttori di elementi in legno lamellare fatto altres obbligo di:
a) Sottoporre la produzione, presso i propri stabilimenti, ad un controllo continuo documentato
condotto sulla base della norma UNI EN 386:2003. Il controllo della produzione deve essere effettuato
a cura del Direttore Tecnico di stabilimento, che deve provvedere alla trascrizione dei risultati delle
prove su appositi registri di produzione. Detti registri devono essere disponibili al Servizio Tecnico
Centrale e, limitatamente alla fornitura di competenza, per il Direttore dei Lavori e il collaudatore della
costruzione.
b) Nella marchiatura dellelemento, oltre a quanto gi specificato nel 11.7.10.1, deve essere riportato
anche lanno di produzione.
Le dimensioni delle singole lamelle dovranno rispettare i limiti per lo spessore e larea della sezione
trasversale indicati nella norma UNI EN 386:2003.
I giunti a dita a tutta sezione devono essere conformi a quanto previsto nella norma UNI EN
387:2003.
I giunti a dita a tutta sezione non possono essere usati per elementi strutturali da porre in opera nella
classe di servizio 3, quando la direzione della fibratura cambi in corrispondenza del giunto.

Classi di resistenza
Lattribuzione degli elementi strutturali di legno lamellare ad una classe di resistenza viene
effettuata dal produttore secondo quanto previsto ai punti seguenti:
Le singole lamelle vanno tutte individualmente classificate dal produttore come previsto al 11.7.2. del
DM 14/01/2008.
Lelemento strutturale di legno lamellare incollato pu essere costituito dallinsieme di lamelle tra loro
omogenee (elemento omogeneo) oppure da lamelle di diversa qualit (elemento combinato)

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secondo quanto previsto nella norma UNI EN 1194:2000.


Nella citata norma viene indicata la corrispondenza tra le classi delle lamelle che compongono
lelemento strutturale e la classe di resistenza risultante per lelemento lamellare stesso, sia omogeneo
che combinato.
Nei casi in cui il legno lamellare incollato non ricada in una delle tipologie previste dalla UNI EN
1194:2000, ammessa lattribuzione diretta degli elementi strutturali lamellari alle classi di resistenza
sulla base di risultati di prove sperimentali, da eseguirsi in conformit alla norma europea armonizzata
UNI EN 14080.

Travi in legno lamellare


Le travi in legno lamellare del tipo di 1a qualit, classificazione GL28C, con specifiche qualitative e
prestazionali come da norma CNR-DT 206/2007, impregnanti protettivi all'acqua con colorazione a
scelta della DL.

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Pannelli a base di legno


Pannelli a base di legno per uso strutturale, per i quali si applica il caso A di cui al 11.1, debbono
essere conformi alla norma europea armonizzata UNI EN 13986.
Per la valutazione dei valori caratteristici di resistenza e rigidezza da utilizzare nella progettazione
di strutture che incorporano pannelli a base di legno, pu farsi utile riferimento alle norme UNI EN
12369-1:2002 e UNI EN 12369-2:2005.
Altri prodotti derivati dal legno per uso strutturale
Gli altri prodotti derivati dal legno per uso strutturale per i quali non vigente una norma armonizzata
di cui al punto A del 11.1 o non applicabile quanto specificato al punto C del medesimo 11.1 del
DM 14/01/2008 devono essere qualificati cos come specificato al 11.7.10. del DM 14/01/2008
Adesivi
Gli adesivi per usi strutturali devono produrre unioni aventi resistenza e durabilit tali che lintegrit
dellincollaggio sia conservata, nella classe di servizio assegnata, durante tutta la vita prevista della
struttura.
Adesivi per elementi incollati in stabilimento
Gli adesivi fenolici ed amminoplastici devono soddisfare le specifiche della norma UNI EN 301:2006 In
attesa di una specifica normativa, gli adesivi di natura chimica diversa devono soddisfare le specifiche
della medesima norma e, in aggiunta, dimostrare un comportamento allo scorrimento viscoso non
peggiore di quello di un adesivo fenolico od amminoplastico cos come specificato nella norma UNI EN
301:2006, tramite idonee prove comparative.
Adesivi per giunti realizzati in cantiere
In attesa di una specifica normativa europea, gli adesivi utilizzati in cantiere (per i quali non sono
rispettate le prescrizioni di cui alla norma UNI EN 301:2006) devono essere sottoposti a prove in
conformit ad idoneo protocollo di prova, per dimostrare che la resistenza a taglio del giunto non sia
minore di quella del legno, nelle medesime condizioni previste nel protocollo di prova.
Elementi meccanici di collegamento
Per tutti gli elementi metallici che fanno parte di particolari di collegamento (metallici e non metallici,
quali spinotti, chiodi, viti, piastre, ecc...) le caratteristiche specifiche verranno verificate con riferimento
alle specifiche normative applicabili per la categoria di appartenenza.
Requisiti di durabilit naturale dei materiali a base di legno
Il legno ed i materiali a base di legno devono possedere unadeguata durabilit naturale per la classe
di rischio prevista in servizio, oppure devono essere sottoposti ad un trattamento preservante
adeguato.
Per i prodotti in legno massiccio, una guida alla durabilit naturale e trattabilit delle varie specie
legnose contenuta nella norma UNI EN 350:1996 parti 1 e 2, mentre una guida ai requisiti di
durabilit naturale per legno da utilizzare nelle classi di rischio contenuta nella norma UNI EN
460:1996.
Le definizioni delle classi di rischio di attacco biologico e la metodologia decisionale per la selezione
del legno massiccio e dei pannelli a base di legno appropriati alla classe di rischio sono contenute
nelle norme UNI EN 335-1: 2006, UNI EN 335-2: 2006 e UNI EN 335-3: 1998.
La classificazione di penetrazione e ritenzione dei preservanti contenuta nelle norme UNI EN
351:1998 (Parte 1 e 2).
Le specifiche relative alle prestazioni dei preservanti per legno ed alla loro classificazione ed
etichettatura sono indicate nelle UNI EN 599-1:1999 e UNI EN 599-2:1998.
Resistenza alla corrosione
I mezzi di unione metallici strutturali devono, di regola, essere intrinsecamente resistenti alla
corrosione, oppure devono essere protetti contro la corrosione. Lefficacia della protezione alla
corrosione dovr essere commisurata alle esigenze proprie della Classe di Servizio in cui opera la
struttura
PROCEDURE DI QUALIFICAZIONE E ACCETTAZIONE
Le caratteristiche dei materiali, indicate nel progetto secondo le prescrizioni di cui ai precedenti
paragrafi o secondo eventuali altre prescrizioni in funzione della specifica opera, devono essere
garantite dai fornitori e/o produttori, per ciascuna fornitura, secondo le disposizioni che seguono:
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Disposizioni generali
Qualora non sia applicabile la procedura di marcatura CE (di cui ai punti A e C del 11.1 dl DM
14/01/2008), per tutti i prodotti a base di legno per impieghi strutturali valgono integralmente, per
quanto applicabili, le di cui al punto 11.7.10.1 del DM 14/01/2008, disposizioni che sono da intendersi
integrative di quanto specificato al punto B del 11.1. DM 14/01/2008
Identificazione e rintracciabilit dei prodotti qualificati
Ciascun prodotto qualificato deve costantemente essere riconoscibile per quanto concerne le
caratteristiche qualitative e riconducibile allo stabilimento di produzione tramite marchiatura indelebile
depositata presso il Servizio Tecnico Centrale, conforme alla relativa norma armonizzata.
Ogni prodotto deve essere marchiato con identificativi diversi da quelli di prodotti aventi differenti
caratteristiche, ma fabbricati nello stesso stabilimento e con identificativi differenti da quelli di prodotti
con uguali caratteristiche ma fabbricati in altri stabilimenti, siano essi o meno dello stesso produttore.
La marchiatura deve essere inalterabile nel tempo e senza possibilit di manomissione.
Considerata la diversa natura, forma e dimensione dei prodotti, le caratteristiche degli impianti per la
loro produzione, nonch la possibilit di fornitura sia in pezzi singoli sia in lotti, differenti possono
essere i sistemi di marchiatura adottati, anche in relazione alla destinazione duso.
Comunque, per quanto possibile, anche in relazione alla destinazione duso del prodotto, il produttore
tenuto a marchiare ogni singolo pezzo. Ove ci non sia possibile, per la specifica tipologia del
prodotto, la marchiatura deve essere tale che prima dellapertura delleventuale ultima e pi piccola
confezione il prodotto sia riconducibile al produttore, al tipo di legname nonch al lotto di
classificazione e alla data di classificazione.
Tenendo presente che lelemento determinante della marchiatura costituito dalla sua inalterabilit nel
tempo,e dalla impossibilit di manomissione, il produttore deve rispettare le modalit di marchiatura
denunciate nella documentazione presentata al Servizio Tecnico Centrale.
Forniture e documentazione di accompagnamento
Tutte le forniture di legno strutturale devono essere accompagnate da una copia dellattestato di
qualificazione del Servizio Tecnico Centrale del Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici.
Lattestato pu essere utilizzato senza limitazione di tempo, finch permane la validit della
qualificazione e vengono rispettate le prescrizioni periodiche di cui al 11.7.10.1. del DM 14/01/2008.
Sulla copia dellattestato deve essere riportato il riferimento al documento di trasporto.
Le forniture effettuate da un commerciante o da un trasformatore intermedio devono essere
accompagnate da copia dei documenti rilasciati dal Produttore e completati con il riferimento al
documento di trasporto del commerciante o trasformatore intermedio. Il Direttore dei Lavori prima della
messa in opera, tenuto a verificare quanto sopra indicato ed a rifiutare le eventuali forniture non
conformi.
Umidit
Il legno, di norma, dovr essere fornito equilibrato a unumidit il pi vicino possibile a quella
appropriata alle condizioni ambientali in cui si trover nellopera finita. Non sar accettato durante la
posa in opera una maggiore umidit del materiale, anche se verr assicurata al legno la possibilit di
un successivo asciugamento, fino a raggiungere lumidit prevista in fase progettuale.
Legnami per infissi
Dovranno essere di prima scelta, di struttura e fibra compatta e resistente, non deteriorata,
perfettamente sana, dritta e priva di spaccature sia in senso radiale che circolare. Essi dovranno
essere perfettamente stagionati a meno che non siano stati essiccati artificialmente, dovranno
presentare colore e venature uniforme, essere privi di alburno ed esenti da nodi, cipollature, buchi od
altri difetti. Il tavolame dovr essere ricavato dalle travi pi dritte, affinch le fibre non riescano mozze
dalla sega e si ritirino nelle connessure.
Legnami rotondi o pali
Dovranno provenire dal tronco dell'albero e non dai rami, dovranno essere sufficientemente diritti, in
modo che la congiungente i centri delle due basi non debba uscire in alcun punto dal palo, dovranno
essere scortecciati per tutta la loro lunghezza e conguagliati alla superficie; la differenza tra i diametri
medi delle estremit non dovr oltrepassare i 15 millesimi della lunghezza n il quarto del maggiore
dei 2 diametri.
Nei legnami grossolanamente squadrati ed a spigolo smussato, tutte le facce dovranno essere
spianate e senza scarniture, tollerandosene l'alburno o lo smusso in misura non maggiore di un sesto
del lato della sezione trasversale.

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I prodotti vengono di seguito considerati al momento della loro fornitura ed indipendentemente dalla
destinazione d'uso.
Il direttore dei lavori, ai fini della loro accettazione, pu procedere ai controlli (anche parziali) su
campioni della fornitura oppure richiedere un attestato di conformit della stessa alle prescrizioni di
seguito indicate.
Per le prescrizioni complementari da considerare in relazione alla destinazione d'uso (strutturale,
pavimentazioni, coperture, ecc.) si rinvia agli appositi articoli del presente capitolato ed alle
prescrizioni del progetto.
Segati di legno
A complemento di quanto specificato nel progetto o negli articoli relativi alla destinazione d'uso, si
intendono forniti con le seguenti caratteristiche:
tolleranze sulla lunghezza e larghezza: 10 mm;
tolleranze sullo spessore: 2 mm;
umidit non maggiore del 15 per cento, misurata secondo la norma UNI 9030.
Pannelli a base di fibra di legno
Oltre a quanto specificato nel progetto, si intendono forniti con le seguenti caratteristiche:
tolleranze sulla lunghezza e larghezza: 3 mm;
tolleranze sullo spessore: 0,5 mm;
umidit non maggiore dell'8 per cento;
massa volumica: per tipo tenero, minore di 350 kg/mc; per tipo semiduro, tra 350 e 800 kg/mc; per
tipo duro, oltre 800 kg/mc, misurate secondo la norma UNI 9343.
La superficie potr essere:
grezza (se mantenuta come risulta dalla pressatura);
levigata (quando ha subito la levigatura);
rivestita su una o due facce mediante (placcatura, carte impregnate, smalti, altri).
Pannelli di legno compensato
A complemento di quanto specificato nel progetto, o negli articoli relativi alla destinazione d'uso, si
intendono forniti con le seguenti caratteristiche:
tolleranze sulla lunghezza e larghezza: 5 mm;
tolleranze sullo spessore: 1 mm.
Pannelli OSB (Oriented Strand Board)
In materiale di legno sono realizzati con resine sintetiche e con impiallacciature sottili (strand). Gli
strand vengono pressati in 3-4 strati: quelli degli strati esterni sono in generale orientati
longitudinalmente rispetto alla lunghezza del pannello, mentre gli strand degli strati intermedi sono
ripartiti di solito trasversalmente.

ART. 8

MATERIALI PER PAVIMENTAZIONI


I materiali per pavimentazioni, pianelle di argille, mattonelle e marmette di cemento, mattonelle
greificate, lastre e quadrelli di marmo, dovranno corrispondere alle norme di accettazione di cui al R.D.
del 16 novembre 1939, n. 2234 ed alle norme UNI vigenti:
Mattonelle di terrecotte greificate - Le mattonelle saranno di prima scelta, greificate per tutto intero
lo spessore, inattaccabili dagli agenti chimici e meccanici, di forme esattamente regolari, a spigoli vivi,
a superficie piana.
Sottoposte ad un esperimento di assorbimento mediante gocce d'inchiostro, queste non dovranno
essere assorbite neanche in minima misura.
Le mattonelle saranno fornite nella forma, colore e dimensione che saranno richieste dalla Direzione
dei lavori.

Piastrelle in gres porcellanato


Le piastrelle dovranno essere altamente sinterizzate di GRES ceramico fine pressato, colorate nella
massa dell'impasto, non smaltate, per garantire l'inalterabilit nel tempo, ottenute mediante la cottura
prolungata a 1220 gradi C. di una miscela di argilla e minerali pregiati ottenendo il prodotto altamente
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vetrificato e compatto.
Le piastrelle dovranno essere di ottima fabbricazione con seguenti requisiti principali:
- Superficie liscia e/o a rilievi;
- Formato cm 20x20 - 30x30 30x60 20X60 60x60;
- Spessore mm 8-9-11;
- Assorbimento d'acqua vicino 0%;
- Resistenza al gelo: conforme EN 202;
- Resistenza agli acidi e basi: conforme EN 106;
- Resistenza all'abrasione: conforme EN 102;
- Resistenza allo scivolamento: conforme DIN 51007;
- Durezza: Mohs 8.
Per ogni locale o gruppo di locali contigui gli elementi dovranno essere assolutamente uniformi nel
colore e nelle dimensioni, senza alcuna tolleranza sul calibro e, pertanto, in ciascun locale od in gruppi
di locali contigui dovranno essere impiegati elementi dello stesso calibro.
Ogni imballaggio dovr riportare i segni distintivi della scelta, del calibro e del colore e dovr contenere
piastrelle dello stesso calibro.
Le piastrelle devono avere impresso sul retro, inciso o in rilievo, il marchio che permette
l'identificazione del produttore.
Piastrelle in ceramica smaltata
Le piastrelle di ceramica smaltata dovranno essere di prima scelta, presenteranno assoluta regolarit
di forma, spessore uniforme, perfetta aderenza degli smalti, impermeabilit, nonch resistenza alle
macchie, agli sbalzi termici, alle abrasioni ed agli aggressivi chimici; saranno costituite da un supporto
di caratteristiche tra la maiolica ed il grs rosso, con resistenza a flessione non inferiore a 150 kgf/cmq
ed assorbimento d'acqua maggiore del 15 per cento e da una superficie smaltata priva di
scheggiature, fenditure, cavilli, fori, bolli, macchie e di durezza non inferiore al 6 grado Mohs.
Per ogni locale o gruppo di locali contigui gli elementi dovranno essere assolutamente uniformi nel
colore e nelle dimensioni, senza alcuna tolleranza sul calibro e, pertanto, in ciascun locale od in gruppi
di locali contigui dovranno essere impiegati elementi dello stesso calibro.
Ogni imballaggio dovr riportare i segni distintivi della scelta, del calibro e del colore e dovr contenere
piastrelle dello stesso calibro.
Le piastrelle devono avere impresso sul retro, inciso o in rilievo, il marchio che permette
l'identificazione del produttore.
Pavimenti con composizione di piastrelle di graniglia fine di marmo e cemento
Dovranno essere costituiti da opportuna composizione di piastrelle, ad uno o pi colori, di graniglia fine
di marmo lavata (mm 0,5 5) e di cemento bianco (con impiego di graniglia proveniente dalla
frantumazione di marmi quali verde alpi, rosa corallo, rosso Verona, nero, bianco, giallo, ecc.), di
dimensioni unitarie fino a 40 cm x 40 e di spessore mm 30 35.
Per ogni locale o gruppo di locali contigui gli elementi dovranno essere assolutamente uniformi nel
colore e nelle dimensioni, senza alcuna tolleranza sul calibro e, pertanto, in ciascun locale od in gruppi
di locali contigui dovranno essere impiegati elementi dello stesso calibro.
Ogni imballaggio dovr riportare i segni distintivi della scelta, del calibro e del colore e dovr contenere
piastrelle dello stesso calibro.
Le piastrelle devono avere impresso sul retro, inciso o in rilievo, il marchio che permette
l'identificazione del produttore.
Pavimenti in linoleum
Il legante di base dei pavimenti in linoleum costituito da una pellicola, chiamata cemento in gergo,
che viene prodotta sfruttando un fenomeno naturale: lossidazione dellolio di lino.
Essi dovranno essere conformi alle norme UNI vigenti, presentare superficie liscia e priva di
discontinuit, striature, macchie e screpolature.
Lo spessore non dovr essere inferiore a 2,5 mm con una tolleranza non superiore del 5 per cento e la
stagionatura non dovr essere inferiore a mesi quattro.
Il peso a metro quadrato non dovr essere inferiore a 1,20 kg per millimetro di spessore per il tipo
normale ed a 1,00 kg per millimetro di spessore per il tipo rigato con sottofondo di sughero con peso a
parte di 0,65 kg per millimetro di spessore.
Pavimenti in gomma
Verrranno realizzati in lastre con buone mescolanze di gomma naturale o sintetica, dovranno essere
privi di difetti quali porosit o rugosit; la superficie dovr essere piana, ben levigata (a meno che sia

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stato espressamente richiesto un particolare disegno a rilievo) e priva di efflorescenze di natura tale
da alterare il colore del pavimento.
I pavimenti potranno essere del tipo con sottostrato o in unico strato colorato, la superficie degli stessi
potr essere liscia, rigata o a bolle mentre il rovescio sar del tipo a peduncoli o sottoquadri per
attacco con cemento o del tipo ad impronta tela per attacco con adesivo.
Nei pavimenti per uso civile, lo spessore, se non diversamente prescritto, non dovr essere inferiore a
3 mm per attacco del tipo ad impronta tela od a 4 mm per attacco del tipo a peduncoli; nei pavimenti
per uso industriale lo spessore, se non diversamente prescritto, non dovr essere inferiore a 4 mm per
superficie liscia ed attacco del tipo a peduncoli o superficie a bolli e rovescio liscio e non inferiore a 10
mm per superficie rigata od a bolli ed attacco del tipo a sottoquadri.
Qualunque sia il tipo e lo spessore, i pavimenti di gomma dovranno avere le seguenti caratteristiche:
- tolleranza nello spessore
- durezza Shore
- tolleranza durezza
- resistenza all'invecchiamento artificiale (espressa come minimo valore
di durezza dopo 7 giorni di esposizione alla temperatura di 70 C)
- assorbimento d'acqua (dopo 7 giorni di immersione alla temperatura di 20 C)
- impronta permanente
- variazione lunghezza

0,30 mm
A 85
5
max 5 per cento
min. 3 per cento
max 0,1 mm
max 3 per cento

Pavimenti in pvc
Il cloruro di polivinile, polivinilcloruro o con la corrispondente sigla PVC, il polimero del cloruro di
vinile. Puro, un materiale rigido; deve la sua versatilit applicativa alla possibilit di essere miscelato
anche in proporzioni elevate a prodotti plastificanti, quali ad esempio gli esteri dell'acido ftalico, che lo
rendono flessibile e modellabile o a composti inorganici.
Speciale cura si dovr adottare per la preparazione dei sottofondi, che potranno essere costituiti da
impasto di cemento e sabbia, o da gesso e sabbia. La superficie superiore del sottofondo dovr
essere perfettamente piana e liscia, togliendo gli eventuali difetti con stuccatura a gesso. La saldatura
dei giunti necessaria per evitare la penetrazione dacqua dopo la posa del pavimento vinilico.
L'applicazione pvc dovr essere fatta da operai specializzati, con mastice di resina o con altre colle
speciali. Il pvc dovr essere incollato su tutta la superficie e non dovr presentare rigonfiamenti od altri
difetti di sorta.
Tipi di adesivi
I tipi di adesivi variano in funzione di:
a) Condizioni climatiche:
- Gli adesivi in emulsione devono essere protetti dal gelo
- Gli adesivi contenenti solventi sono infiammabili
- Lambiente in cui ladesivo viene applicato deve essere ben ventilato
- Lapplicazione di un adesivo pu essere eseguita solo a temperature miti (minimo +18C, o come
raccomandato dal fabbricante)
b) Tipo di rovescio del rivestimento:
- Per i pavimenti vinilici con rovescio in PVC, utilizzare un adesivo acrilico in emulsione o a
dispersione
- Per i pavimenti vinilici con rovescio in tessuto o non tessuto sintetico (rovescio BL), utilizzare un
adesivo acrilico in emulsione o a dispersione
- Per i pavimenti vinilici conduttivi, utilizzare un adesivo conduttivo
- Per i rivestimenti murali tessili con rovescio in carta, utilizzare un adesivo vinilico o acrilico
- Per i rivestimenti murali vinilici, utilizzare un adesivo acrilico
Applicazione delladesivo:
Ladesivo deve essere applicato uniformemente, secondo le istruzioni del fabbricante, osservando la
densit di copertura indicata dal fabbricante.
Ladesivo viene generalmente applicato con una spatola dentata adatta (verificarne periodicamente
lusura).
Altri metodi di applicazione richiedono adeguate attrezzature tecniche (rulli, pistola ad aria compressa
ecc.).
Una quantit di adesivo inferiore a quella raccomandata pu non essere sufficiente a trattenere il
materiale posato.
Se non si lascia evaporare lacqua o il solvente per un tempo sufficiente, le possibili inclusioni di acqua
o solvente possono causare il rigonfiamento e il distacco del materiale.

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Tempo di apertura:
Fase di evaporazione: periodo di tempo che lacqua o i solventi impiegano per evaporare in gran parte,
permettendo alladesivo di divenire sufficientemente coesivo per trattenere il rivestimento. Il tempo di
evaporazione varia in funzione della porosit del substrato e delle condizioni climatiche locali
(temperatura, umidit).
Fase di incollaggio: periodo di tempo durante il quale ladesivo ancora sufficientemente attivo da
permettere ladesione del rivestimento al substrato a seguito della rullatura.
Tempo di asciugatura:
possibile utilizzare normalmente il rivestimento e collocare i mobili nellambiente solo dopo che
ladesivo ha fatto presa completamente. Il tempo di presa/asciugatura varia da 24 a 48 ore in funzione
del tipo di adesivo utilizzato.
Se il rivestimento viene utilizzato normalmente prima che ladesivo abbia fatto presa completamente, il
peso degli oggetti collocati sul rivestimento pu lasciare unimpronta indelebile.
Copertura:
Per le emulsioni o dispersioni acriliche e per le soluzioni alcoliche, la copertura varia da 250 a 350
g/m2 (alcuni fabbricanti di adesivi indicano la copertura solo in m2) secondo il tipo di rivestimento, la
spatola utilizzata e le condizioni del substrato.
Rullatura:
La rullatura comprime il rovescio del rivestimento sulladesivo e inoltre garantisce l'eliminazione di
sacche daria che potrebbero causare rigonfiamenti successivamente.
Il rivestimento deve essere rullato partendo dal centro dei teli posati e procedendo verso i bordi.
Dopo il taglio dei giunti, il rivestimento deve essere sottoposto a una rullatura finale sullintera
superficie, utilizzando un rullo adatto per pavimenti vinilici compatti e linoleum (68 kg).
La saldatura dei giunti:
La saldatura dei giunti necessaria per evitare la penetrazione dacqua dopo la posa del pavimento
vinilico.
Le tipologie di saldatura dipendono dal tipo di prodotto e possono essere le seguenti:
a) saldartura a freddo
b) saldatura a caldo
Resine sintetiche - Ottenute con metodi di sintesi chimica, sono polimeri ottenuti partendo da
molecole di composti organici semplici, per lo pi derivati dal petrolio, dal carbon fossile o dai gas
petroliferi.
Quali materiali organici, saranno da utilizzarsi sempre e solo in casi particolari e comunque puntuali,
mai generalizzando il loro impiego, dietro esplicita indicazione di progetto e della D.L. la
sorveglianza e l'autorizzazione degli organi preposti alla tutela del bene oggetto di intervento.
In ogni caso in qualsiasi intervento di conservazione e restauro sar assolutamente vietato
utilizzare prodotti di sintesi chimica senza preventive analisi di laboratorio, prove applicative, schede
tecniche e garanzie da parte delle ditte produttrici. Sar vietato il loro utilizzo in mancanza di una
comprovata compatibilit fisica, chimica e meccanica con i materiali direttamente interessati
all'intervento o al loro contorno.
La loro applicazione dovr sempre essere a cura di personale specializzato nel rispetto della
normativa sulla sicurezza degli operatori/applicatori.
Le propriet i metodi di prova su tali materiali sono stabiliti dall'UNI e dalla sua sezione chimica
(UNICHIM), oltre a tutte le indicazioni fornite dalle raccomandazioni NORMAL.
Resine acriliche
Polimeri di addizione dell'estere acrilico o di suoi derivati. Termoplastiche, resistenti agli acidi, alle
basi, agli alcoli in concentrazione sino al 40%, alla benzina, alla trementina. Resine di massima
trasparenza, dovranno presentare buona durezza e stabilit dimensionale, buona idrorepellenza e
resistenza alle intemperie. A basso peso molecolare presentano bassa viscosit e possono essere
lavorate ad iniezione.
Potranno essere utilizzate quali consolidanti ed adesivi, eventualmente miscelati con siliconi, con
siliconato di potassio ed acqua di calce. Anche come additivi per aumentare l'adesivit (stucchi, malte
fluide).

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Resine epossidiche
Si ottengono per policondensazione tra cloridrina e bisfenolisopropano, potranno essere del tipo solido
o liquido. Per successiva reazione dei gruppi epossidici con un indurente, che ne caratterizza il
comportamento, (una diammina) si ha la formazione di strutture reticolate e termoindurenti.
Data l'elevata resistenza chimica e meccanica possono essere impiegate per svariati usi. Come
rivestimenti e vernici protettive, adesivi strutturali, laminati antifiamma. Caricate con materiali fibrosi
(fibre di lana di vetro o di roccia) raggiungono propriet meccaniche molto vicine a quelle
dell'acciaio. Si potranno pertanto miscelare (anche con cariche minerali, riempitivi, solventi ed
addensanti), ma solo dietro esplicita richiesta ed approvazione della D.L.
Resine poliestere
Derivate dalla reazione di policondensazione dei glicoli con gli acidi bi basici insaturi o loro anidridi.
Prima dell'indurimento potranno essere impastati con fibre di vetro, di cotone o sintetiche per
aumentare la resistenza dei prodotti finali. Come riempitivi possono essere usati calcari, gesso,
cementi e sabbie. Le caratteristiche meccaniche, le modalit applicative e gli accorgimenti
antinfortunistici sono regolati dalle norme UNICHIM.

ART. 9

COLORI E VERNICI
Pitture, idropitture, vernici e smalti dovranno essere di recente produzione, non dovranno presentare
fenomeni di sedimentazione o di addensamento, peli, gelatinizzazioni. Verranno approvvigionati in
cantiere in recipienti sigillati recanti l'indicazione della ditta produttrice, il tipo, la qualit, le modalit
d'uso e di conservazione del prodotto, la data di scadenza. I recipienti andranno aperti solo al
momento dell'impiego e in presenza della D.L. I prodotti dovranno essere pronti all'uso fatte salve le
diluizioni previste dalle ditte produttrici nei rapporti indicati dalle stesse; dovranno conferire alle
superfici l'aspetto previsto e mantenerlo nel tempo.
Per quanto riguarda i prodotti per la pitturazione di strutture murarie saranno da utilizzarsi prodotti non
pellicolanti secondo le definizioni della norma UNI 8751 anche recepita dalla Raccomandazione
NORMAL M 04/85.
Tutti i prodotti dovranno essere conformi alle norme UNI e UNICHIM vigenti ed in particolare. UNI
4715, UNI 8310 e 8360 (massa volumica), 8311 (PH) 8306 e 8309 (contenuto i resina, pigmenti e
cariche), 8362 (tempo di essiccazione). Metodi UNICHIM per il controllo delle superfici da verniciare:
MU 446, 456-58, 526, 564, 579, 585. Le prove tecnologiche da eseguirsi prima e dopo l'applicazione
faranno riferimento alle norme UNICHIM, MU 156, 443, 444, 445, 466, 488, 525, 580, 561, 563, 566,
570, 582, 590, 592, 600, 609, 610, 611.
Sono prove relative alle caratteristiche del materiale: campionamento, rapporto pigmenti-legante,
finezza di macinazione, consumo, velocit di essiccamento, spessore; oltre che alla loro resistenza:
agli agenti atmosferici, agli agenti chimici, ai cicli termici, ai raggi UV, all'umidit.
In ogni caso i prodotti da utilizzarsi dovranno avere ottima penetrabilit, compatibilit con il supporto,
garantendogli buona traspirabilit. Tali caratteristiche risultano certamente prevalenti rispetto alla
durabilit dei cromatismi.
Nel caso in cui si proceda alla pitturazione e/o verniciatura di edifici e/o manufatti di chiaro interesso
storico, artistico, posti sotto tutela, o su manufatti sui quali si sono effettuati interventi di conservazione
e restauro, si dovr procedere dietro specifiche autorizzazioni della D.L. e degli organi competenti. In
questi casi sar assolutamente vietato utilizzare prodotti a base di resine sintetiche.
Olio di lino cotto
L'olio di lino cotto dovr essere ben depurato, presentare un colore assai chiaro e perfettamente
limpido, di odore forte ed amarissimo al gusto, scevro da alterazioni con olio minerale, olio di pesce
ecc. Non dovr lasciare alcun deposito n essere rancido, e disteso sopra una lastra di vetro o di
metallo dovr essiccare completamente nell'intervallo di 24 ore.
L'acidit massima sar in misura del 7%, impurit non superiore al 1% ed alla temperatura di 15 C
presenter una densit compresa fra 0,91 e 0,93.

Acquaragia (senza essenza di trementina)


Dovr essere limpida, incolore, di odore gradevole e volatilissima. La sua densit a 15 C sar di 0,87.
Bianco di zinco
Il bianco di zinco dovr essere in polvere finissima, bianca, costituita da ossido di zinco e non dovr
contenere pi del 4% di sali di piombo allo stato di solfato, n pi del 1% di altre impurit; l'umidit non
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deve superare il 3%.


Minio
Sia di piombo (sequiossido di piombo) che di alluminio (ossido di alluminio) dovr essere costituito da
polvere finissima e non dovr contenere colori derivati dall'anilina, n oltre il 10% di sostanze (solfato
di bario ecc.).
Latte di calce
Il latte di calce sar preparato con calce grassa, perfettamente bianca, spenta per immersione. Vi si
potr aggiungere la quantit di nero fumo strettamente necessaria per evitare la tinta giallastra.
Colori all'acqua, a colla o ad olio
Le terre coloranti destinate alle tinte all'acqua, a colla o ad olio, saranno finemente macinate e prive di
sostanze eterogenee e dovranno venire perfettamente incorporate nell'acqua, nelle colle e negli oli,
ma non per infusione. Potranno essere richieste in qualunque tonalit esistente.
Vernici
Le vernici che s'impiegheranno per gli interni saranno a base di essenza di trementina e gomme pure
di qualit scelte; disciolte nell'olio di lino dovranno presentare una superficie brillante.
E fatto divieto l'impiego di gomme prodotte da distillazione.
Encaustici
Gli encaustici potranno essere all'acqua o all'essenza, secondo le disposizioni della D.L.. La cera
gialla dovr risultare perfettamente disciolta, a seconda dell'encaustico adottato, o nell'acqua calda
alla quale sar aggiunto del sale di tartaro, o nell'essenza di trementina.
Smalti
Potranno essere composti da resine naturali o sintetiche, oli, resine sintetiche, pigmenti cariche
minerali ed ossidi vari. Dovranno possedere forte potere coprente, facilit di applicazione, luminosit e
resistenza agli urti.

Pitture ad olio ed oleosintetiche


Potranno essere composte da oli, resine sintetiche, pigmenti e sostanze coloranti. Dovranno
possedere un alto potere coprente, risultare resistenti all'azione degradante dell'atmosfera, delle
piogge acide, dei raggi ultravioletti.
Pitture all'acqua (idropitture)
Sospensioni acquose di sostanza inorganiche, contenenti eventualmente delle colle o delle
emulsioni di sostanza macromolecolari sintetiche.
- Tempere - sono sospensioni acquose di pigmenti e cariche (calce, gesso, carbonato di calcio
finemente polverizzati), contenenti come leganti colle naturali o sintetiche (caseina, vinavil, colla di
pesce). Si utilizzeranno esclusivamente su pareti interne intonacate, preventivamente preparate con
pi mani di latte di calce, contenente in sospensione anche gessi il polvere fine. Le pareti al momento
dell'applicazione dovranno essere perfettamente asciutte. Dovranno possedere buon potere coprente
e sar ritinteggiabile.
Tinte a calce - costituite da una emulsione di calce idrata o di grassello di calce in cui vengono
stemperati pigmenti inorganici che non reagiscono con l'idrossido di calcio. L'aderenza alle malte
viene migliorata con colle artificiali, animali e vegetali.
Si potranno applicare anche su pareti intonacate di fresco utilizzando come pigmenti terre naturali
passate al setaccio. Per interventi conservativi potranno essere utilizzate velature di tinte a calce
fortemente stemperate in acqua in modo da affievolire il potere coprente, rendendo
la
tinta
trasparente.
- Pitture ai silicati - sono ottenute sospendendo in una soluzione di vetro solubile (silicati di sodio e
di potassio) pigmenti inorganici o polveri di caolino, talco o gesso. Dovranno assicurare uno stabile
legame con il supporto che andr opportunamente preparato eliminando completamente tracce di
precedenti tinteggiature. Non si potranno applicare su superfici precedentemente tinteggiate con
pitture a calce.
- Pitture cementizie - sospensioni acquose di cementi colorati contenenti colle. Dovranno essere
preparate in piccoli quantitativi a causa del velocissimo tempo di presa. L'applicazione dovr
concludersi entro 30 minuti dalla preparazione, prima che avvenga la fase di indurimento. Terminata
tale fase sar fatto divieto diluirle in acqua per eventuali riutilizzi.
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- Pitture emulsionate - emulsioni o dispersioni acquose di resine sintetiche e pigmenti con eventuali
aggiunte di prodotti plastificanti (solitamente dibutilftalato) per rendere le pellicole meno rigide. Poste
in commercio come paste dense, da diluirsi in acqua al momento dell'impiego. Potranno essere
utilizzate su superfici interne ed esterne. Dovranno essere applicate con ottima tecnica e possedere
colorazione uniforme. Potranno essere applicate anche su calcestruzzi, legno, cartone ed altri
materiali. Non dovranno mai essere applicate su strati preesistenti di tinteggiatura, pittura o vernice
non perfettamente aderenti al supporto.
Pitture antiruggine e anticorrosive
Dovranno essere rapportate al tipo di materiale da proteggere ed alle condizioni ambientali. Il tipo di
pittura verr indicato dalla D.L. e potr essere del tipo oleosintetica, ad olio, al cromato di zinco.
Pitture e smalti di resine sintetiche
Ottenute per sospensioni dei pigmenti e delle cariche in soluzioni organiche di resine sintetiche,
possono anche contenere oli siccativi
(acriliche, alchidiche, oleoalchidiche, cloroviniliche,
epossidiche, poliuretaniche, poliesteri, al clorocaucci, siliconiche). Essiccano con grande rapidit
formando pellicole molto dure.
Dovranno essere resistenti agli agenti atmosferici, alla luce, agli urti. Si utilizzeranno dietro precise
indicazioni della D.L. che ne verificher lo stato di conservazione una volta aperti i recipienti originali.
Pitture intumescenti
Sono in grado di formare pellicole che si gonfiano in caso di incendio, producendo uno strato isolante
poroso in grado di proteggere dal fuoco e dal calore il supporto su cui sono applicate.
Dovranno essere della migliore qualit, fornite nelle confezioni originali sigillate e di recente
preparazione. Da utilizzarsi solo esclusivamente dietro precise indicazioni della D.L.
Idropittura lavabile su superfici interne
Idropittura lavabile applicata a due riprese a rullo o pennello su intonaci interni di qualsiasi tipo e su
pareti in cartongesso con pittura murale inodore per interni a base di resina sintetica in dispersione a
basso impatto ambientale esente da emissioni di solventi (VOC<1 g/l). Classe 1 secondo EN13300,
lavabile con resistenza all'abrasione umida di classe 3 rispetto alla EN13300. A due strati. Tinte a
scelta della D.L..
Rivestimento tipo marmorino
Rivestimento acrilico a spessore per esterno applicato a frattazzo con granulometria fino a 2 mm
Colore a scelta della D.L. Granulometria 1,5 mm.

ART. 10

ISOLANTI TERMO - ACUSTICI


PRODOTTI PER ISOLAMENTO TERMICO
Si definiscono materiali isolanti termici quelli atti a diminuire in forma sensibile il flusso termico
attraverso le superfici sulle quali sono applicati.
I materiali vengono di seguito considerati ai momento della fornitura; il direttore dei lavori, ai fini della
loro accettazione, pu procedere ai controlli (anche parziali) su campioni della fornitura oppure
chiedere un attestato di conformit della fornitura alle prescrizioni di seguito indicate.
Nel caso di contestazione per le caratteristiche si intende che la procedura di prelievo dei campioni,
delle prove e della valutazione dei risultati sia quella indicata nelle norme UNI ed in loro mancanza
quelli della letteratura tecnica (in primo luogo le norme internazionali ed estere).
I materiali isolanti si classificano come segue:
a) materiali fabbricati in stabilimento (blocchi, pannelli, lastre, feltri, ecc.):
1) materiali cellulari:
composizione chimica organica: plastici alveolari;
composizione chimica inorganica: vetro cellulare, calcestruzzo alveolare autoclavato;
composizione chimica mista: plastici cellulari con perle di vetro espanso;
2) materiali fibrosi:
composizione chimica organica: fibre di legno;
composizione chimica inorganica: fibre minerali;
3) materiali compatti:
composizione chimica organica: plastici compatti;

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composizione chimica inorganica: calcestruzzo;


composizione chimica mista: agglomerati di legno;
4) combinazione di materiali di diversa struttura:
composizione chimica inorganica: composti "fibre minerali-perlite", amianto cemento, calcestruzzi
leggeri;
composizione chimica mista: composti perlite-fibre di cellulosa, calcestruzzi di perle di polistirene;
5) materiali multistrato:
composizione chimica organica: plastici alveolari con parametri organici;
composizione chimica inorganica: argille espanse con parametri di calcestruzzo, lastre di gesso
associate a
strato di fibre minerali;
composizione chimica mista: plastici alveolari rivestiti di calcestruzzo;
b) materiali iniettati, stampati o applicati in sito mediante spruzzatura:
1) materiali cellulari applicati sotto forma di liquido o di pasta;
composizione chimica organica: schiume poliuretaniche schiume di urea-formaldeide;
composizione chimica inorganica: calcestruzzo cellulare;
2) materiali fibrosi applicati sotto forma di liquido o di pasta:
composizione chimica inorganica: fibre minerali proiettate in opera;
3) materiali pieni applicati sotto forma di liquido o di pasta:
composizione chimica organica: plastici compatti;
composizione chimica inorganica: calcestruzzo;
composizione chimica mista: asfalto;
4) combinazione di materiali di diversa struttura:
composizione chimica inorganica: calcestruzzo di aggregati leggeri;
composizione chimica mista: calcestruzzo con inclusione di perle di polistirene espanso;
5) materiali alla rinfusa:
composizione chimica organica: perle di polistirene espanso;
composizione chimica inorganica: lana minerale in fiocchi, perlite;
composizione chimica mista: perlite bitumata.
Per tutti i materiali isolanti forniti sotto forma di lastre, blocchi o forme geometriche predeterminate, si
devono dichiarare le seguenti caratteristiche fondamentali:
a) dimensioni: lunghezza - larghezza, valgono le tolleranze stabilite nelle norme UNI, oppure
specificate negli altri documenti progettuali; in assenza delle prime due valgono quelle dichiarate dal
produttore nella sua documentazione tecnica ed accettate dalla direzione dei lavori;
b) spessore: valgono le tolleranze stabilite nelle norme UNI, oppure specificate negli altri documenti
progettuali; in assenza delle prime due valgono quelle dichiarate dal produttore nella sua
documentazione tecnica ed accettate dalla direzione dei lavori;
c) massa areica: deve essere entro i limiti prescritti nella norma UNI o negli altri documenti progettuali;
in assenza dei primi due valgono quelli dichiarati dal produttore nella sua documentazione tecnica ed
accettate dalla direzione dei lavori;
d) resistenza termica specifica: deve essere entro i limiti previsti da documenti progettuali (calcolo in
base alla normativa vigente) ed espressi secondo i criteri indicati nella norma UNI 7357 (FA 1 - FA 2 FA 3) e UNI 10351;
e) saranno inoltre da dichiarare, in relazione alle prescrizioni di progetto le seguenti caratteristiche:
reazione o comportamento al fuoco;
limiti di emissione di sostanze nocive per la salute;
compatibilit chimico-fisica con altri materiali.
Per i materiali isolanti che assumono la forma definitiva in opera devono essere dichiarate le stesse
caratteristiche riferite ad un campione significativo di quanto realizzato in opera. Il direttore dei lavori
pu inoltre attivare controlli della costanza delle caratteristiche del prodotto in opera, ricorrendo ove
necessario a carotaggi, sezionamenti, ecc. significativi dello strato eseguito.

PRODOTTI PER ASSORBIMENTO ACUSTICO


Si definiscono materiali assorbenti acustici (o materiali fonoassorbenti) quelli atti a dissipare in forma
sensibile l'energia sonora incidente sulla loro superficie e, di conseguenza, a ridurre l'energia sonora
riflessa.
Questa propriet valutata con il coefficiente di assorbimento acustico (a),
definito dall'espressione:
a = Wa/Wi
dove: Wi l'energia sonora incidente,

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Wa l'energia sonora assorbita.


Sono da considerare assorbenti acustici tutti i materiali porosi a struttura fibrosa o alveolare aperta.
A parit di struttura (fibrosa o alveolare) la propriet fonoassorbente dipende dallo spessore.
I materiali fonoassorbenti si classificano secondo lo schema di seguito riportato.
a) Materiali fibrosi:
1) Minerali (fibra di amianto, fibra di vetro, fibra di roccia);
2) Vegetali (fibra di legno o cellulosa, truciolari);
b) Materiali cellulari:
1) minerali:
- calcestruzzi leggeri (a base di pozzolane, perlite, vermiculite, argilla espansa);
- laterizi alveolari;
- prodotti a base di tufo;
2) sintetici:
- poliuretano a celle aperte (elastico - rigido);
- polipropilene a celle aperte.
Per tutti i materiali fonoassorbenti forniti sotto forma di lastre, blocchi o forme geometriche
predeterminate si devono dichiarare le seguenti caratteristiche fondamentali:
lunghezza e larghezza: valgono le tolleranze stabilite nelle norme UNI oppure specificate negli altri
documenti progettuali; in assenza delle prime due valgono quelle dichiarate dal produttore nella sua
documentazione tecnica ed accettate dalla direzione dei lavori:
spessore: valgono le tolleranze stabilite nelle norme UNI oppure specificate negli altri documenti
progettuali; in assenza delle prime due valgono quelle dichiarate dal produttore nella sua
documentazione tecnica ed accettate dalla direzione dei lavori;
massa areica: deve essere entro i limiti prescritti nella norma UNI o negli altri documenti progettuali;
in assenza delle prime due valgono quelli dichiarati dal produttore nella sua documentazione tecnica
ed accettate dalla direzione dei lavori;
coefficiente di assorbimento acustico, misurato in laboratorio secondo le modalit prescritte dalla
norma UNI ISO 354, deve rispondere ai valori prescritti nel progetto od in assenza a quelli dichiarati
dal produttore ed accettati dalla direzione dei lavori.
Saranno inoltre da dichiarare, in relazione alle prescrizioni di progetto, le seguenti caratteristiche:
resistivit al flusso d'aria (misurata secondo EN 29053);
reazione e/o comportamento al fuoco;
limiti di emissione di sostanze nocive per la salute;
compatibilit chimico-fisica con altri materiali.
I prodotti vengono considerati al momento della fornitura; la direzione dei lavori ai fini della loro
accettazione pu procedere ai controlli (anche parziali) su campioni della fornitura oppure chiedere un
attestato di conformit della stessa alle prescrizioni sopra riportate.
In caso di contestazione i metodi di campionamento e di prova delle caratteristiche di cui sopra sono
quelli stabiliti dalle norme UNI ed in mancanza di queste ultime, quelli descritti nella letteratura tecnica
(primariamente norme internazionali od estere).
Per i materiali fonoassorbenti che assumono la forma definitiva in opera devono essere dichiarate le
stesse caratteristiche riferite ad un campione significativo di quanto realizzato in opera. La direzione
dei lavori deve inoltre attivare controlli della costanza delle caratteristiche del prodotto in opera,
ricorrendo ove necessario a carotaggi, sezionamenti, ecc. significativi dello strato eseguito.
In caso di contestazione i metodi di campionamento e di prova delle caratteristiche di cui sopra sono
quelli stabiliti dalle norme UNI ed in mancanza di queste ultime quelli descritti nella letteratura tecnica
(primariamente norme internazionali od estere).
Per le caratteristiche possedute intrinsecamente dal materiale non sono necessari controlli.

PRODOTTI PER ISOLAMENTO ACUSTICO E TERMICO


Si definiscono materiali isolanti acustici (o materiali fonoisolanti) quelli atti a diminuire in forma
sensibile la trasmissione di energia sonora che li attraversa.
Questa propriet valutata con il potere fonoisolante (R) definito dalla seguente formula:
R = 10 log Wi/Wt
dove: Wi l'energia sonora incidente,
Wt l'energia sonora trasmessa.
Tutti i materiali comunemente impiegati nella realizzazione di divisori in edilizia posseggono propriet
fonoisolanti.
Per materiali omogenei questa propriet dipende essenzialmente dalla loro massa areica.

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Quando sono realizzati sistemi edilizi compositi (pareti, coperture, ecc.) formate da strati di materiali
diversi, il potere fonoisolante di queste strutture dipende, oltre che dalla loro massa areica, dal numero
e qualit degli strati, dalle modalit di accoppiamento, dalla eventuale presenza di intercapedine d'aria.
Per tutti i materiali fonoisolanti forniti sotto forma di lastre, blocchi o forme geometriche
predeterminate, si devono dichiarare le seguenti caratteristiche fondamentali:
dimensioni: lunghezza e larghezza, valgono le tolleranze stabilite nelle norme UNI, oppure
specificate negli altri documenti progettuali; in assenza delle prime due valgono quelle dichiarate dal
produttore nella sua documentazione tecnica ed accettata dalla direzione dei lavori;
spessore: valgono le tolleranze stabilite nelle norme UNI, oppure specificate negli altri documenti
progettuali; in assenza delle prime due valgono quelle dichiarate dal produttore nella sua
documentazione tecnica ed accettate dalla direzione dei lavori;
massa areica: deve essere entro i limiti prescritti nella norma UNI o negli altri documenti progettuali;
in assenza dei primi due valgono quelli dichiarati dal produttore nella sua documentazione tecnica ed
accettate dalla direzione dei lavori;
potere fonoisolante, misurato in laboratorio secondo le modalit prescritte dalla norma UNI 8270/3,
deve rispondere ai valori prescritti nel progetto od in assenza a quelli dichiarati dal produttore ed
accettati dalla direzione dei lavori.
Saranno inoltre da dichiarare, in relazione alle prescrizioni di progetto, le seguenti caratteristiche:
modulo di elasticit;
fattore di perdita;
reazione o comportamento al fuoco;
limiti di emissione di sostanze nocive per la salute;
compatibilit chimico-fisica con altri materiali.
I prodotti vengono considerati al momento della fornitura; la direzione dei lavori ai fini della loro
accettazione pu procedere ai controlli (anche parziali) su campioni della fornitura oppure chiedere un
attestato di conformit della stessa alle prescrizioni sopra riportate .
In caso di contestazione i metodi di campionamento e di prova delle caratteristiche di cui sopra sono
quelli stabiliti dalle norme UNI ed in mancanza di queste ultime, quelli descritti nella letteratura tecnica
(primariamente norme internazionali od estere).
Per i materiali fonoisolanti che assumono la forma definitiva in opera devono essere dichiarate le
stesse caratteristiche riferite ad un campione significativo di quanto realizzato in opera. La direzione
dei lavori deve inoltre attivare controlli della costanza delle caratteristiche del prodotto in opera,
ricorrendo ove necessario acarotaggi, sezionamenti, ecc. significativi dello strato eseguito.
Polistirolo espanso
Il polisterolo espanso un materiale plastico ottenuto per estrusione nello spessore voluto e con
densit compresa tra 30 e 50 kg/mc, salvo indicazione specifica di densit maggiori e, se richiesto
dalla direzione dei lavori, dovr essere fornito del "Marchio di qualit" rilasciato dall'Istituto Italiano per
il polistirolo espanso di qualit garantita; dovr essere impermeabile all'acqua ed al vapore, resistente
agli urti, inodore, anigroscopico, imputrescibile ed autoestinguente ed, inoltre, dovr resistere a
temperature non inferiori a 75 C.
Poliuretano espanso
Il poliuretano espanso un materiale plastico prodotto in manufatti o in "situ" per iniezione,
caratterizzato dal gas, presente nelle celle che gli conferisce un bassissimo valore di conducibilit
termica e dovr avere le seguenti caratteristiche:
densit 30 - 50 kg/mc
conducibilit termica (a 25 C) max 0,018 Kcal/mqh C
resistenza alla compressione
(per densit da 30 a 50 ed in direzione normale
alla espansione) 1 - 3 kgf/cmq
Argilla espansa
L'argilla espansa sar formata da granuli di varie dimensioni a struttura interna cellulare klinkerizzata
ed una dura e resistente scorza esterna; dovr essere assolutamente inerte, priva di sostanze
organiche e combustibili, leggera, impermeabile, refrattaria e resistente alla compressione e dovr
avere un coefficiente di conducibilit termica a 25 C pari a 0,08 Kcal/mqh C.
Vermiculite
La vermiculite un materiale di tipo argilloso risultante dall'alterazione della mica nera e sar fornito
sotto forma di prodotto espanso, ottenuto per rapido riscaldamento del minerale alla temperatura di

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250-300 C; il prodotto espanso dovr essere esente da impurit, incombustibile, insolubile in acqua,
inattaccabile da calci e cemento.
A seconda della granulometria il prodotto avr massa volumica apparente di 100 60 kg/mc,
conducibilit termica a 20 C di 0,03 0,04 Kcal/mq h C e potr resistere a temperature sino a 900 C.
Perlite
La perlite sar realizzata con lava vulcanica espansa in granuli e sar fornita in pannelli rigidi le cui
caratteristiche dipendono dai componenti aggiuntivi per gli stessi adottati, sar imputrescibile ed
ininfiammabile, a seconda della granulometria, avr una massa volumica apparente di 130 - 90 kg/mc
ed un coefficiente di conducibilit termica a 20 C di 0,04 Kcal/mqh C.

Pannelli isolanti in lana di roccia


Pannello rigido in lana di roccia a doppia densit, resistente a compressione, calpestabile, non
rivestito per l isolamento termico e acustico.
Dati tecnici
Classe di reazione al fuoco
A1
UNI EN 13501-1
Resistenza a compressione
10 50 kPa
UNI EN 826
(carico distribuito)
Coefficiente di resistenza alla
=1
UNI EN 12086
diffusione di vapore acqueo
Calore specifico
Cp = 1030 J/(kgK)
UNI EN 12524
D = 0,038 W/(mK)
UNI EN 12667, 12939
Conduttivit termica dichiarata
Densit nominale
a = Doppia densit:
UNI EN 1602
210/130 kg/m3
Resistenza a compressione
Fp 600 N
UNI EN 12430
(carico puntuale)
Coefficiente di dilatazione
2x10-6 1/C
termica lineare
Temperatura di fusione (lana
tt > 1,000C
di roccia)
Certificato di compatibilit
SI
ambientale
Pannelli in poliuretano espanso
Lastre in schiuma polyiso espansa rigida (PIR) per isolamento termico di pavimenti e pareti di
spessore 5 o 10 cm, con un rivestimento Duotwin o equivante su entrambe le facce, avente:
Conducibilit termica dichiarata: D= 0.024 W/mK (EN 13165 Annessi A e C)
Resistenza a compressione: valore minimo = 130/150 kPa (EN 826)
Fattore di resistenza alla diffusione del vapore acqueo: = 148 (EN 12086)
Resistenza alla diffusione del vapore acqueo: Z = 21 m2/hPa (EN 12086)
Assorbimento dacqua: WL < 1 % (EN 12087)
Classe di reazione al fuoco: F (EN 11925-2)

Pannelli in in schiuma polyiso espansa


Lastre in poliuretano espanso. Lastre rigide di isolante termico formata da pannelli in schiuma polyiso
espansa, a marchio CE secondo EN 13165 con conducibilit dichiarata lamda D=0,028 W/mK,
resistenza a compressione 150 Kpa/cm2, rivestito su entrambe le facce con velo vetro saturato, privo
di CFC o HCFC.
Pannelli in schiuma polyiso espansa
Esecuzione di isolamento termico per pavimenti, coperture e pareti mediante fornitura e posa in opera
di lastre tipo STIFERITE B o equivalente in schiuma polyiso espansa rigida (PIR), con rivestimenti di
velo di vetro bitumato accoppiato a PPE sulla faccia superiore e con fibra minerale saturata sulla
faccia inferiore, di spessore 10 cm, avente:
Trasmittanza termica dichiarata: Ud= 0.22 W/m2K
Resistenza termica dichiarata: Rd= 4.62 W/m2K
Conducibilit termica dichiarata: D= 0.026 W/mK (EN 13165 Annessi A e C)
Resistenza a compressione: valore minimo = 150 kPa (EN 826)
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Fattore di resistenza alla diffusione del vapore acqueo: = 33 2 (EN 12086)


Resistenza alla diffusione del vapore acqueo: Z = 4.9 0.1 m2/hPa (EN 12086)
Assorbimento d'acqua: WL < 2 % in peso (EN 12087)
Classe di reazione al fuoco: F (EN 11925-2
Isolamento in lana di legno mineralizzata con magnesite
Fornitura e posa in opera di pannelli termofonoisolanti e fonoassorbenti in lana di legno mineralizzata
con magnesite ad alta temperatura, conformi alla Norma UNI EN 13168 Tipo: Pannello in lana di
legno con legante Magnesite spessore 50 mm, dimensioni 500x2000 mm, rispondente inoltre alla
Norma UNI 9714-M-A-I, certificato dall'Istituto per la Baubiologia e l'Ecologia di Neubeuern (D) per
l'assenza di componenti nocivi oltre che per la provata ecobiocompatibilita accoppiati con pannelli
termofonoisolanti e fonoassorbenti in lana di legno
mineralizzata con magnesite ad alta temperatura con superficie a vista prefinita con impasto
legnomagnesiaco, conformi alla Norma UNI EN 13168 Tipo: Pannello in lana di legno con legante
Magnesite spessore 50 mm, , dimensioni 500x2000 mm, rispondente inoltre alla Norma UNI 9714M-A-LEntrambi i pannelli hanno reazione al fuoco B-s1,d0, omologati dal Ministero dell'Interno in
Classe 1 secondo circolare 3 MI.SA.(95) 3 del 28/2/95.
Pannelli in polistirene espanso sinterizzato (EPS)
con capacit di riflessione della radiazione termica a spigolo vivo, controllata dal FIW di Monaco di
Baviera, dotata di marchio e di omologazione generale di applicazione Dibt ai fini della sicurezza
costruttiva, prodotta da azienda certificata con sistema qualit UNI EN ISO 9001:2000 e certificata
con sistema di gestione ambientale UNI EN ISO 14001:2004, dotata di dichiarazione ambientale di
prodotto EPD e di validazione EMAS.
La lastra, marcata CE secondo la UNI EN 13163:2003, garantisce le seguenti propriet:

conduttivit termica (l) dichiarata a 10C secondo UNI EN 13163:2003 di 0,031 W/mK (misurata
secondo la EN 12667);

resistenza a flessione 200 kPa (EN 12089); resistenza a compressione al 10% di schiacciamento
pari a 150 kPa (EN 826);

resistenza a carico permanente a 50 anni con deformazione < del 2% dello spessore (compressive
creep) 45 kPa (EN 1606);

assorbimento d'acqua per lungo periodo per immersione totale inferiore al 3% in volume (EN
12087);

assorbimento d'acqua per diffusione pari al 5% in volume (EN 12088);

resistenza al passaggio del vapore () =70 (EN 12086); r=25 kg/mc; reazione al fuoco in classe
europea E secondo la norma EN 13501-1.
Isolamento acustico anticalpestio
Strato resiliente termoacustico composto da espanso modificato a base polietilenica sp. 10 mm,
avente l=0.04 W/mK, Indice di isolamento acustico al calpestio calcolato ed in opera - L'n,w pari a 54
dB (UNI EN 12354-2), rigidit dinamica effettiva S' = 28 MN/m3 e con elevata resistenza alla
compressione C < 8%, da posizionare con film marchiato a vista. Al fine di evitare ponti acustici tra il
massetto e il piano di posa, la continuit del manto sar garantita mediante giunzione con fascetta
adesiva.
Pannelli isolanti per cappotto esterno in polistirene
Pannello polistirene espanso, per il termoisolamento di facciate in conformit alla Normativa Europea
EN 13163 tipo EPS-EN13163-L1-W2-T2-S2-P4-DS(N)2-DS(70,-)1-TR150- BS100.
Granulato di polistirene espanso.
Propriet Valori Limiti di norma
Definizione EPS-F (EN 13163)
Peso specifico ca. 15-18kg/m3
Lunghezza L1 0,6% (EN 822)
Larghezza W2 2mm (EN 822)
Spessore T2 1mm (EN 823)
Ortogonalit S2 2mm/1000mm (EN 824)
Planarit P4 5mm (EN 825)
Stabilit dimensionale (cond. Normali) DS(N) 2 0,2 (EN 1603)
Stabilit dimensionale (cond. speciali) DS(70,-)1 48h, 70C (EN 1604)
Resistenza a trazione TR150 150 kPa (EN 1607)
Resistenza a flessione BS100 100 kPa (EN 12089)
Sollecitazione a compressione al 10% di deformazione CS(10)150 150 kPa (EN 826)
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Fattore di resistenza alla diffusione del vapore acqueo < 10 (EN 12086)
Conducibilit termica 0,040 W/mK (EN 12939)
Formato dei pannelli 100x50 cm
Comportamento al fuoco: E (EN 13501-1)
Classe di infiammabilit B1 difficilmente combustibile
Classe di formazione fumo Q3
Classe di formazione gocce
Tr1@@@?g3@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@@g@@@@@@he?@@@@@hf@@@@@?g@@@@@?h3@@@@@@6KO2@@?f@@@@@@@?g?3@@@@@@@@@@@@@@@@@(Y?f?V'@@@@@@@@@
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Pannelli isolanti per cappotto esterno in polistirene con grafite


Pannello termoisolante in polistirolo espanso grigio con rivestimento riflettente della superficie di
colore bianco. Componente di sistema per i rivestimenti termoisolanti a cappotto. Testato in base alla
EN 13163 e certificato ETAG 004.
Polistirolo granulato espanso additivato di grafite.
Non contiene (fluoroclorocarburi), fluoroclorocarburi alogenati o fluorocarburi
alogenati.
Designation-Code EPS-EN 13163-L1-W2-T2-S2-P4-DS(N)2-DS(70,-)1-TR150-BS100
Peso specifico apparente ca. 15-18 kg/m3
Resistenza alla trazione trasversale 150 kPa
Fattore di resistenzaalla diffusione del vapore acqueo < 10
Conducibilit termica D 0,031 W/mK
Formato dei pannelli 100x50 cm
Comportamento al fuoco: E (Euroclasse) secondo EN 13501-1

Pannelli isolanti per cappotto esterno in polistirene espanso sinterizzato con grafite
Pannelli termoisolanti in polistirene espanso sinterizzato con grafite, tagliato da blocco, esente da
materiale rigenerato, prodotto secondo norma EN 13163 e con marchio UNI-IIP e marcatura CE.
autoestinguente euroclasse E, marchio CE.
Caratteristiche tecniche:

Resistenza Compressione - UNI EN 826 - Kpa 70 CS(10)70 - 100CS(10)100

Conducibilit termica - UNI EN 12667 UNI EN 12939 - W/Mk 0,029 - D 0,031

Reazione al fuoco - UNI EN 11925-2 CSE-RF3-77 Euroclasse E1

Temp. Limite C - 40 + 75

Resist. Diff. Vapore UNI EN 12086 20/40 30/70

Capacit Termica specifica - UNI EN 12524 - J/(Kg.K) 1450

Assorb. Acqua per Immersione - UNI EN 12087 Vol.% WL(T)5 <_ 5% WL(T)3 <_ 3%

Stabilit Dimensionale - UNI EN 1603 DS(N)2 - % +_0.2 - DS(N)2

Resistenza alla flessione - UNI EN 12089 - KPa BS 135 BS 200

Modulo elastico a compressione - UNI EN 826 - kPa 2800

ART. 11

IMPERMEABILIZZAZIONI
I materiali impermeabilizzanti dovranno essere conformi alle norme UNI vigenti e dovranno avere, a
seconda del tipo, i seguenti requisiti.
Asfalto
L'asfalto sar naturale e proverr dalle migliori miniere, sar in pani, compatto, omogeneo, privo di
catrame proveniente dalla distillazione del carbon fossile, ed il suo peso specifico varier fra i limiti di
1104 e 1205 kg.
Bitume asfaltico
Il bitume asfaltico proverr dalla distillazione di rocce di asfalto naturale, sar molle, assai scorrevole,
di colore nero e scevro dell'odore proprio del catrame minerale proveniente dalla distillazione del
carbon fossile e del catrame vegetale.

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Manti bituminosi prefabbricati


I manti bituminosi prefabbricati, oltre ad avere requisiti conformi alle norme UNI vigenti, avranno un
supporto che potr essere costituito da veli di vetro, da feltri o da tessuti di vetro ed un corpo costituito
da bitume o mastice bituminoso; dovranno avere stabilit di forma a caldo, flessibilit e saranno
imputrescibili, anigroscopici, chimicamente e fisicamente stabili, di buona resistenza alla trazione ed
idonei a legarsi al bitume ossidato.
I manti bituminosi prefabbricati potranno essere del tipo a superficie esterna autoprotetta con
scagliette d'ardesia, graniglia di marmo o di quarzo o lamine metalliche a dilatazione autocompensata.
Guaine in PVC plastificato
Le guaine in PVC plastificato, oltre ad avere requisiti conformi alle norme UNI vigenti, dovranno avere
le seguenti caratteristiche:
resistenza a trazione min 150 kgf/cmq
allungamento a rottura min 200 per cento
durezza Shore min A 75
resistenza alla temperatura esterna da - 20 a + 75 C
Se sono usate come barriera al vapore dovranno avere uno spessore minimo di 0,8 mm se invece
hanno la funzione di strato impermeabilizzante lo spessore minimo dovr essere di 1,2 mm.
Doppio manto di guaine bituminose (la superiore autoprotetta)
Doppia membrana bituminosa di cui la seconda guaina, a finire, autoprotetta con scaglie di ardesia
naturale.
Prima membrana
in bitume polimero elastomerica (SBS) armata in tessuto non tessuto di Poliestere, spessore 4mm
avente le seguenti caratteristiche:
Norme di riferimento: EN 13707 - EN 13969
Tipo di mescola: BPE
Tipo di armatura: Poliestere
Finitura superiore: Film PP / Sabbia
Finitura inferiore: Film PP
Destinazione d'uso: Sottostrato
Metodo di applicazione: a fiamma
Difetti visibili EN 1850-1: Supera
Lunghezza EN 1848-1: m = 10 -1% = 7,50 -1% (Spess. 5 mm)
Larghezza EN 1848-1: m = 1 -1%
Spessore EN 1849-1: mm 4 0,2 mm
Impermeabilit (metodo B) EN 1928: Supera
Impermeabilit dopo invecchiamento EN 1296+EN 1928: Supera
Comportamento al fuoco esterno EN 13501-5: F roof
Reazione al fuoco EN 13501-1: EUROCLASSE F
Resistenza alla trazione dei giunti
- giunzioni di testa EN 12317-1 N/50 mm 650 -20%
- giunzioni di lato 450 -20%
Propriet a trazione
- forza a trazione massima longitudinale N/50 mm 750 -20%
- forza a trazione massima trasversale EN 12311-1 N/50 mm 550 -20%
- allungamento longitudinale % 40 -15 pp
- allungamento traversale % 40 -15 pp
Resistenza all'urto (supporto rigido) EN 12691 mm 900
Resistenza al carico statico (supporto morbido) EN 12730 kg 15
Resistenza alla lacerazione (metodo del chiodo)
- longitudinale EN 12310-1 N 180 -30%
- trasversale 180 -30%
Stabilit dimensionale EN 1107-1 % = 0,3
Flessibilit a bassa temperatura EN 1109 C -20
Resistenza allo scorrimento ad elevata temperatura EN 1110 C 95
Flessibilit dopo invecchiamento artificiale EN 1296+EN 1109 C -15 +15 C
Permeabilit al vapor d'acqua EN 1931: = 20.000
Seconda membrana
in bitume polimero elastomerica (SBS) armata in tessuto non tessuto di Poliestere, spessore 4mm
avente le seguenti caratteristiche:
Norme di riferimento: EN 13707

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Tipo di mescola: BPE


Tipo di armatura: Poliestere
Finitura superiore: ardesia
Finitura inferiore: Film PP
Destinazione d'uso: Strato a finire
Metodo di applicazione: a fiamma
Difetti visibili EN 1850-1: Supera
Lunghezza EN 1848-1: m = 7,50 -1%
Larghezza EN 1848-1: m = 1 -1%
Massa areica EN 1849-1: kg/m2 5.80 15%
Spessore EN 1849-1: mm 4 (su cimosa) 0,2 mm
Impermeabilit (metodo B) EN 1928: Supera
Impermeabilit dopo invecchiamento EN 1296+EN 1928: Supera
Comportamento al fuoco esterno EN 13501-5: F roof
Reazione al fuoco EN 13501-1: EUROCLASSE F
Resistenza alla trazione dei giunti
- giunzioni di testa EN 12317-1 N/50 mm 800 -20%
- giunzioni di lato 550 -20%
Propriet a trazione
- forza a trazione massima longitudinale N/50 mm 900 -20%
- forza a trazione massima trasversale EN 12311-1 N/50 mm 650 -20%
- allungamento longitudinale % 50 15 pp
- allungamento traversale % 50 15 pp
Resistenza all'urto (supporto rigido) EN 12691 mm 1500
Resistenza al carico statico (supporto morbido) EN 12730 kg 20
Resistenza alla lacerazione (metodo del chiodo)
- longitudinale EN 12310-1 N 300 -30%
- trasversale 350 -30%
Stabilit dimensionale EN 1107-1 % = 0,3
Flessibilit a bassa temperatura EN 1109 C -25
Resistenza allo scorrimento ad elevata temperatura EN 1110 C 100
Flessibilit dopo invecchiamento artificiale EN 1296+EN 1109 C -20 +5 C
Permeabilit al vapor d'acqua EN 1931: = 20.000
Adesione dei granuli EN12039: Perdita % 15 15pp
La seconda membrana verr posata, sfalsata di 50 cm, mediante rinvenimento a fiamma di GPL della
massa bituminosa della membrana stessa, in aderenza totale sulla precedente, dovr essere risvoltata
ed incollata lungo le pareti verticali per almeno 20 cm oltre il livello massimo previsto per le acque
pluviali superando l'impianto della prima. Le sormonte longitudinali saranno saldate a fiamma per
almeno 10 cm e quelle di testa per almeno 15 cm.
Guaina bituminosa per fondazioni e muri controterra
membrana bituminosa con un compound costituito da bitume distillato elastomeri e plastomeri.
Supporto in tessuto non tessuto di poliestere composito utilizzata come strato a finire con o senza
protezione pesante o nelle fondazioni. La finitura superiore rivestita con sabbia in granulometria
finissima oppure a richiesta con talco. Finitura inferiore rivestita con un film antiadesivo di elevata
fusibilit con goffratura a quadretti per favorire la sfiammatura del film ed indicare il giusto grado di
fusione della mescola. Eseguire la posa con sfiammatura della finitura inferiore e con sovrapposizioni
laterali di almeno 8 cm e quelle di testa di circa 15 cm.
Tipo di mescola: BPP
Tipo di armatura: Poliestere
Finitura superiore: Sabbia/Talco
Finitura inferiore: Film PE
Metodo di applicazione: A fiamma
Difetti visibili EN 1850-1 Supera
Lunghezza EN 1848-1 m 10 -1%
Larghezza EN 1848-1 m 1 -1%
Rettilineit EN 1848-1 Supera
Massa areica EN 1849-1 kg/m2 /
Spessore EN 1849-1 mm 4
Impermeabilit (metodo B) EN 1928 Supera
Impermeabilit dopo invecchiamento EENN 1 1299268 Supera
Comportamento al fuoco esterno EN 13501-5 F roof

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Reazione al fuoco EN 13501-1 EUROCLASSE F


Resistenza alla trazione dei giunti
- giunzioni di testa EN 12317-1 N/50 mm 400
- giunzioni di lato 300
Resistenza alla penetrazione dacqua (metodo A) EN 1928:2000 /
Resistenza allurto (supporto rigido) EN 12691 mm 800
Resistenza al carico statico (supporto morbido) EN 12730 kg 10
Resistenza alla lacerazione (metodo del chiodo)
- longitudinale EN 12310-1 N 140 140 140 -30%
- trasversale 140 140 140 -30%
Stabilit dimensionale EN 1107-1 % 0,3
Flessibilit a bassa temperatura EN 1109 C -10
Resistenza allo scorrimento ad elevata temperatura EN 1110 C 120
Resistenza a caldo dopo invecchiamento artificiale EN 1296+ EN 1110 C 110
Permeabilit al vapor dacqua EN 1931 = 20.000

Guaina bituminosa barriera al vapore


membrana impermeabilizzante realizzata con mescola a base di bitume distillato, elastomeri e
plastomeri; armata con feltro di vetro rinforzato e lamina di alluminio. Finitura superiore rivestita con
sabbia in granulometria finissima oppure a richiesta con talco, mentre quella inferiore da un film
antiadesivo di elevata fusibilit. Caratteristiche principali:
Norme di riferimento: EN 13970. Tipo di mescola: BPP (bitume plastomerico); tipo di armatura: velo di
vetro + lamina di alluminio; finitura superiore: sabbia; finitura inferiore: film PE; destinazione duso: BV
(barriera vapore); metodo di applicazione: a fiamma.
Lunghezza (EN 1848-1): m 15 -1% 10 -1%
Larghezza (EN 1848-1) m 1 -1%
Massa areica (EN 1849-1) kg/m2 2 / 10%
Spessore (EN 1849-1) mm 3 (tolleranza 0,2 mm)
Impermeabilit (metodo B) secondo norma EN 1928:2000
Comportamento al fuoco esterno (EN 13501-5): F roof
Reazione al fuoco (EN 13501): EUROCLASSE F
Resistenza alla trazione dei giunti
- giunzioni di testa (EN 12317-1) N/50 mm 450; - giunzioni di lato N/50 mm 350
Propriet a trazione
- forza a trazione massima longitudinale N/50 mm 450
- forza a trazione massima traversale EN 12311-1 N/50 mm 350
- allungamento longitudinale 3%
- allungamento traversale 3%
Resistenza alla lacerazione (metodo del chiodo)
- longitudinale e trasversale EN 12310-1 N 70
Flessibilit a bassa temperatura EN 1109 C -10 -10 /
Permeabilit al vapor dacqua EN 1931 = 1.500.000 = 1.500.000 -10%
Spessore 3 mm
Membrana traspirante idrorepellente
Schermo ad alta traspirazione, composto da uno strato superiore speciale, idrorepellente di 1 scelta,
da una membrana centrale ad alta traspirazione, impermeabile allacqua e allaria e da uno strato
assorbente nella parte inferiore. Va stesa direttamente sullisolante termoacustico (o tavolato in legno),
parallelamente alla linea di gronda, e fissato con graffe o chiodi nella zona in cui risulta il sormonto
successivo. Per garantire una corretta posa del telo utilizzare le guarnizioni in corrispondenza dei
chiodi stessi.
I sormonti e le interruzioni devono essere sigillate con i nastri adesivi.
Peso: 180 gr/mq
Resistenza strappo: 353 N/5 cm
Valore Sd: ca. 0,02 m
Colonna dacqua: 4000 mm
Reazione al fuoco: B2
Reazione raggi UVA: 4 mesi
Membrana freno al vapore

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Membrana a bassa traspirabilit, freno al vapore, con doppia funzione di traspirazione, impermeabile
allaria e allacqua, direttamente sul primo assito (sotto lisolante termoacustico). Va steso
parallelamente alla linea di gronda, fissato con graffe o chiodi nella zona in cui risulta il sormonto
successivo. I sormonti e le interruzioni devono essere sigillate con inastri adesivi.
Peso: 155 gr/mq
Resistenza strappo: 270 N/5 cm
Valore Sd: ca. 2,0 m
Colonna dacqua: 5500 mm
Reazione al fuoco: B2
Reazione raggi UVA: 4 mesi

ART. 12

IDROFUGHI - IDROREPELLENTI - ADDITIVI


Gli idrofughi, gli idrorepellenti e gli additivi dovranno essere conformi alle norme UNI vigenti e,
dovranno avere, altres, i requisiti qui di seguito riportati.
A) Idrofughi
Gli idrofughi dovranno conferire efficace e duratura idrorepellenza alle malte senza alterarne
negativamente le qualit fisico-meccaniche, mantenendo inalterati i colori delle stesse e non alterando
la potabilit delle acque nel caso di intonaci a contatto di acqua potabile; dovranno essere
approvvigionati in confezioni sigillate con l'indicazione della ditta produttrice, del tipo e del modo
d'impiego.
B) Idrorepellenti
Gli idrorepellenti dovranno conferire efficace e duratura idrorepellenza ai materiali sui quali verranno
applicati senza alterarne le propriet, l'aspetto ed il colore e dovranno essere perfettamente
trasparenti ed inalterabili agli agenti atmosferici ed agli sbalzi di temperatura; dovranno essere
approvvigionati in confezioni sigillate con l'indicazione della ditta produttrice, del tipo e del modo
d'impiego.
C) Additivi
Gli additivi per malte e calcestruzzi sono classificati in fluidificanti, aereanti, acceleranti, ritardanti,
antigelo, ecc., dovranno migliorare a seconda del tipo le caratteristiche di lavorabilit, resistenza,
impermeabilit, adesione, durabilit, ecc. e dovranno essere conformi anche alle prescrizioni di cui al
punto 5) dell'allegato 1 del decreto ministeriale 9-1-1996 ; dovranno essere approvvigionati in
confezioni sigillate con l'indicazione della ditta produttrice, del tipo e del modo d'impiego.

ART. 13

PROVE DEI MATERIALI


1) Certificato di qualit.
L'Appaltatore, per poter impiegare i vari tipi di materiali prescritti dalle presenti Norme Tecniche, dovr
esibire preventivamente al Direttore dei Lavori, per ogni categoria di lavoro, i certificati rilasciati da un
Laboratorio ufficiale relativo ai lavori caratteristici richiesti.
Tali certificati dovranno contenere tutti i dati relativi alla provenienza e alla individuazione dei singoli
materiali o loro composizione, agli impianti o luoghi di produzione, nonch i dati risultanti dalle prove di
laboratorio atte ad accertare i valori caratteristici richiesti per le varie categorie di lavoro o fornitura in
un rapporto a dosaggi e composizioni proposte.
I certificati che dovranno essere esibiti tanto se i materiali sono prodotti direttamente, quanto se
prelevati da impianti, da cave, da stabilimenti anche se gestiti da terzi, avranno una validit biennale. I
certificati dovranno comunque essere rinnovati ogni qualvolta risultino incompleti o si verifichi una
variazione delle caratteristiche dei materiali, delle miscele o degli impianti di produzione.
2) Accertamenti preventivi.
Prima dellinizio dei lavori comportanti limpiego di materiali in quantit superiori a:
- 1.000 mc. per i materiali lapidei e conglomerati bituminosi,
- 500
mc. per i conglomerati cementizi,
- 50
t. per i cementi e le calci,

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- 5.000

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m. per le barriere

il Direttore dei Lavori, presa visione dei certificati di qualit presentati dallImpresa, disporr, se
necessario (e a suo insindacabile giudizio) ulteriori prove di controllo di laboratorio a spese
dellAppaltatore.
Se i risultati di tali accertamenti fossero difformi rispetto a quelli dei certificati, si dar luogo alle
necessarie variazioni qualitative e quantitative dei singoli componenti, ed allemissione di un nuovo
certificato di qualit.
Per tutti i ritardi nellinizio dei lavori derivanti dalle difformit sopra accennate e che comportino una
protrazione del tempo utile contrattuale sar applicata la penale prevista nellart. Tempo utile per dare
compiuti i lavori - penalit in caso di ritardo delle Norme Generali.
3) Prove di controllo in fase esecutiva.
L'Impresa sar obbligata a prestarsi in ogni tempo e di norma periodicamente per le forniture di
materiali di impiego continuo, alle prove ed esami dei materiali impiegati e da impiegare, sottostando a
tutte le spese di prelevamento e di invio dei campioni ai Laboratori ufficiali indicati dalla Stazione
appaltante.
In particolare, tutte le prove ed analisi dei materiali stradali saranno eseguite, a spese dellImpresa,
presso un Laboratorio ufficiale.
I campioni verranno prelevati in contraddittorio.
Degli stessi potr essere ordinata la conservazione nell'Ufficio Tecnico comunale previa apposizione
di sigilli e firme del direttore dei Lavori e dell'Impresa e nei modi pi adatti a garantire l'autenticit e la
conservazione.
I risultati ottenuti in tali Laboratori saranno i soli riconosciuti validi dalle due parti; ad essi si far
esclusivo riferimento a tutti gli effetti delle presenti Norme Tecniche.

ART. 14

MATERIALI VARI PER INFRASTRUTTURE STRADALI E RETI DI SOTTOSERVIZIO

a) Bitumi - Emulsioni bituminose - Catrami: dovranno soddisfare ai requisiti stabiliti nelle


corrispondenti Norme vigenti del C.N.R.
b) Bitumi liquidi: dovranno corrispondere a requisiti di cui alle specifiche "Norme per l'accettazione
dei bitumi liquidi per usi stradali" del C.N.R.
c) Tubi in calcestruzzo armato turbocentrifugato: essi saranno prefabbricati con il sistema della
centrifugazione in elementi monolitici della lunghezza utile di 3,50-5,00 m con cemento tipo 425
alto forno per m3 d'inerte ben lavato e vagliato; maturati a pressione di vapore ed in bagno
d'acqua; impermeabili e calcolati per resistenza ai carichi esterni di traffico anche pesante; raccordi
a bicchiere e muniti di anello in gomma.
d) Manufatti in calcestruzzo prefabbricati (pozzetti, chiusini, caditoie, ecc.): essi saranno delle
dimensioni, caratteristiche e spessori adatti a sopportare il traffico di 1^ categoria e la spinta del
terreno, esenti da qualsiasi anomalia e perfettamente impermeabili. L'Appaltatore deve produrre i
calcoli ed i disegni esecutivi dei manufatti e dovr fornire su richiesta della Stazione Appaltante
tutta la documentazione necessaria ad illustrare le caratteristiche meccaniche del calcestruzzo e le
modalit di produzione degli elementi prefabbricati.
e) Caditoie - chiusini in ghisa: essi saranno costruiti con ghisa dalle caratteristiche, di cui alla
precedente lettera g) delle dimensioni prescritte ed atti a sopportare i carichi indicati a seconda
delle ubicazioni.
f) Tubazioni in cloruro di polivinile - P.V.C.:
Tubi tipo UNI EN 1401: i tubi previsti tipo UNI EN 1401 dovranno essere conformi alla Norma
Europea edita dal Comitato Europeo di Normalizzazione con codice di applicazione "U" destinate al
convogliamento di reflui di scarico denominati a pelo libero, per fognature civili, industriali o
agricole. - Materia prima: policloruro di vinile non plasticato PVC-U, il PVC contenuto non sar
meno del 80% in massa per la produzione di tubazioni. - Guarnizioni di tenuta: la guarnizione dovr
essere relizzata in conformit alla norma UNI EN 681/1 con materiale elastomerico, il sistema di
giunzione a bicchiere sar con guarnizione brevettata preinserita in fabbrica, l'anello elastomerico
di gomma flessibile con ghiera dovr risultare inamovibile nella sede del bicchiere a conformazione
calibrata. - Aspetto e colore: i tibi si devono presentare ad occhio nudo con superficie lisce, il tubo
colorato in tutto lo spessore della parete, pu essere RAL 7037 o RAL 8023. - Marcatura: la
marcatura dovr essere continua ed indelebile conforme alla UNI EN 1401, effettuata in fabbrica,
su almeno una generatrice esterna del tubo con lunghezze variabili aventi intervalli massimi di 2 m.

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- Lunghezze: barre di lunghezza da 6,5,3 m. - Classe di rigidit: I tubi oggetto della fornitura
saranno fabbricati secondo la classe di rigidit anulare SN 8 kN/mq SDR 34. - Sistema di qualit:
le tubazioni dovranno essere prodotte da aziende certificate secondo le norme UNI EN 9002 o
9001. - Marchi di conformit: marchio IIP o di altro istituto accreditato secondo la norme UNI EN
45011. - Posa in opera: l'impresa appaltatrice dovr installare le tubazioni in base alle
"Raccomandazioni di posa n. 3" dell'I.I.P. del 11/84. - Collaudo: le condotte verranno collaudate in
opera secondo quanto previsto dal D.M.LL.PP. del 12/12/85 e dalla norma UNI EN 1610.
g) Tubi e raccordi in polietilene a.d.: dovranno essere conformi alle Norme UNI 7613 tipo 303 per
pressioni di esercizio di 3,2 atm., per fognature urbane ed industriali, la norma citata si ntende qui
riportata. Per quanto concerne le modalit di installazione, si fa riferimento alla normativa emanata
dall'Istituto italiano dei Plastici (I.I.P.). I giunti a richiesta della Direzione Lavori potranno essere del
tipo a bicchiere incollato o saldati di testa.
h) Per le altre forniture: raccordi in amianto-cemento, in calcestruzzo, tappi di chiusura, sifoni di
cacciata, saracinesche, tubi zincati, profilati plastici, ecc., valgono le stesse norme di accettazione
della parte introduttiva del presente articolo.
i) Tubazioni e raccordi in polietilene alta densit per condotte di fluidi in pressione
Le tubazioni dovranno corrispondere a tutte le prescrizioni delle norme di unificazione: UNI 10910 e
alle prescrizioni igienico sanitarie della circolare del Ministero della Sanit n. 102 del 2.12.1978
(acqua potabile) e al decreto del Ministero della Sanit 21.03.1973 (liquidi alimentari).
Materia prima
I polietileni devono essere dei tipi previsti dalla norma UNI 10910 parte 1e precisamente della classe PE
100 80 e PE 80 63. Come prescritto dalla norma UNI 10910 il polietilene utilizzato garantisce una
resistenza circonferenziale (MRS) di 10 MPa (PE100) e 8 MPa (PE80) a 50 anni e sar dotata delle
relative curve di regressione (elaborate secondo le norme ISO/TR 9080).
Marchi di qualit
La conformit dei tubi alle normative sar certificata da l'IIP Istituto Italiano dei Plastici e dagli Istituti
Internazionali di certificazione di qualit.
Tenuta idraulica:-La prova viene effettuata su tubo o su tratto della condotta in opera (comprendente
almeno un giunto). Il valore della pressione da mantenere durante la prova di 1,5 volte il valore della
pressione nominale e deve essere raggiunto in circa 30 secondi e mantenuto per un tempo non minore
di 2 minuti. Si controlla se si manifestano delle perdite, deformazioni localizzate ed altre eventuali
irregolarit.
Marcatura e designazione - La designazione dei tubi deve comprendere: a) - indicazione materiale e
tipo; b) - il diametro esterno; c) - l'indicazione della pressione nominale; d) - il riferimento al numero delle
norme.
Accettabilit - Le tubazioni dovranno presentare la superficie interna ed esterna liscia ed uniforme,
esente da irregolarit e difetti. La superficie interna della sezione dovr essere compatta esente da
cavit e da bolle. I tubi vengono forniti in barre nelle lunghezze commerciali e da convenirsi fra
Committente e Fornitore.
Tubazioni - I tubi in PE a.d. per fognature sono della serie decimale, in colore nero, in barre da 10,00 m
e con spessori adatti alla pressione d'esercizio di 3,2 ATE prodotti secondo quanto stabilito dal progetto
UNIPLAST ct. 267 del gennaio 1976. - Generalit - Le tubazioni tipo acquedotto per trasporto acque
potabili dovranno corrispondere a tutte le prescrizioni delle norme di unificazione: UNI 7611-7615 ed alle
prescrizioni della circolare del Ministero della Sanit N 102 del 2.12.1978, nonch rispondenti alle
seguenti caratteristiche:
Produzione- La resina deve essere derivata esclusivamente dalla polimerizzazione dell'etilene e
stabilizzata dal produttore del polimero con additivi uniformemente dispersi nella massa granulare. Non
ammesso, per la produzione di tubazioni, l'utilizzo da parte del trasformatore di polimero neutro
stabilizzato a sua cura. Il contenuto in nerofumo deve essere superiore del 2% in peso. Il polimero deve
essere assolutamente vergine e non rigenerato. Le caratteristiche del polimero devono corrispondere a
quanto previsto dalle norme UNI 7611 per i fluidi in pressione.- Dimensioni e tolleranze - Conformi alle
norme UNI 7611. Le tubazioni dovranno essere prodotte per estrusione e marcate con le seguenti
indicazioni: - Materiale Pe/Ad - Tipo 312 - Nome del fabbricante - Marchio IIP - UNI e N distintivo del
produttore - Sigla del polimero utilizzato - Diametro esterno - Pressione nominale - Periodo di
produzione e identificazione linea estrusione - Dicitura "POLIETILENE 100% VERGINE OMOLOGATO"
Le tubazioni dovranno essere esenti da soffiature, cavit di ritiro, difetti di omogeneit, e non dovranno
presentare intaccature o rigature di profondit maggiore del 50% delle tolleranze sullo spessore previste
dalle norme UNI. Le tubazioni dovranno essere fornite in barre o rotoli di diversa lunghezza secondo la
richiesta del Committente.- Certificazioni e prove. Alla fornitura dovranno essere allegate le seguenti
certificazioni: - certificazione dalla quale risulti che il polimero utilizzato rientra tra quelli approvati in

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sede internazionale e omologati dall' IIP per lo specifico impiego nella fabbricazione delle tubazioni per
acquedotto; - certificazione da parte di societ iscritte all'albo nazionale dei certificati di bilancio,
attestante che tutti i tubi a marchio IIP sono estrusi utilizzando unicamente materia prima omologata
dall'I.I.P.; - certificazione di qualit aziendale (SQP) a norme UNI-EN ISO 9002; - certificato con
documentazione dell'IIP attestante che il produttore sia concessionario del marchio IIP, esteso a tutta la
gamma dei diametri forniti; - certificati di collaudo in conformit alle norme UNI 7611-7615 per tubi in
Pe/Ad. I certificati di produzione e collaudo, secondo le norme UNI 7611 e 7615, dovranno essere forniti
per ciascun diametro. Particolarmente quelli riferiti alle prove di resistenza a lungo termine (170h-80) e
resistenza a trazione. Le tubazioni dovranno inoltre resistere ad una pressione interna corrispondente
ad una tensione di prova prefissata=4MPa, mantenuta costante per un tempo pari a 1000 ore ad una
temperatura permanente di 80(CEN/TC/155).
j)

k)

l)

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Pezzi speciali in acciaio e apparecchiature: saranno ricavati da tubo senza saldatura laminato a
caldo rispondente alle Norme UNI 6363 ed avranno le dimensioni prescritte dalla Direzione
Lavori, dovendo in ogni caso essere il diametro interno della stessa misura di quello dei tubi, con
l'eventuale
possibilit di adeguati ringrossi esterni per agganciare i giunti Gibault; protetti
internamente ed esternamente. La posa in opera dovr garantire anche a distanza di anni la
possibilit di smontaggio senza danni. Le apparecchiature di qualsiasi tipo si devono dare
installate in opera complete di ogni loro parte ed accessorio necessario al funzionamento,
perfettamente funzionanti e funzionali alla loro destinazione, eseguite in base alle norme CEI
23-1-1942 e successive modifiche ed integrazioni e rispondenti alle norme vigenti per
quanto riguarda la sicurezza delle installazioni elettromeccaniche.
Saracinesche a corpo ovale: dovranno avere le parti in ghisa costruite con materiale della
migliore qualit; essere esenti da difetti di funzionamento e da imperfezioni che compromettano la
perfetta tenuta (pena la possibilit di rifiuto da parte della Direzione Lavori); la chiusura dovr
avvenire in senso orario; saranno fornite con completa bitumatura a caldo. Tutte le saracinesche
dovranno essere provate nello stabilimento di produzione con una pressione di collaudo tale da
garantire una pressione di esercizio di PN 1016.
Sfiati in ghisa: dovranno essere del tipo automatico ad uno o due galleggianti, consentire una
pressione di esercizio mai inferiore a PN 10; andranno collegati al sommo delle tubazioni con tubo
in acciaio zincato. Con gli sfiati sar fornito anche un conveniente numero di chiavi.

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Capitolo 2 - MODALITA DI ESECUZIONE DI OGNI CATEGORIA DI LAVORO

2.1 - OPERE EDILI


ART. 15

DEMOLIZIONI E RIMOZIONI
Le demolizioni di murature, calcestruzzi, ecc. sia in rottura che parziali o complete, devono essere
eseguite con ordine e con le necessarie precauzioni in modo da non danneggiare le residue murature,
da prevenire qualsiasi infortunio agli addetti al lavoro e da evitare incomodi o disturbo.
Rimane pertanto vietato gettare dallalto materiali in genere, che invece devono essere trasportati o
guidati in basso, e sollevare polvere, per cui tanto le murature quanto i materiali di risulta dovranno
essere opportunamente bagnati.
Nelle demolizioni o rimozioni lAppaltatore deve inoltre provvedere alle eventuali necessarie
puntellature per sostenere le parti che devono restare, e disporre in modo da non deteriorare i
materiali risultanti, i quali tutti devono ancora potersi impiegare utilmente, sotto pena di rivalsa di danni
a favore della stazione appaltante. Le demolizioni dovranno limitarsi alle parti ed alle dimensioni
prescritte. Quando, anche per mancanza di puntellamenti o di altre precauzioni, venissero demolite
altre parti od oltrepassati i limiti fissati, saranno pure a cura e spese dellAppaltatore senza alcun
compenso, ricostruite e rimesse in ripristino le parti indebitamente demolite.
Tutti i materiali riutilizzabili, a giudizio insindacabile della Direzione dei Lavori, devono essere
opportunamente scalcinati, puliti, trasportati ed ordinati nei luoghi di deposito che verranno indicati
dalla Direzione stessa, usando cautele per non danneggiarli sia nello scalcinamento, sia nel trasporto,
sia nel loro assestamento per evitarne la dispersione.
Detti materiali restano tutti di propriet della stazione appaltante, la quale potr ordinare allAppaltatore
di impiegarli in tutto od in parte nei lavori appaltati. I materiali di scarto provenienti dalle demolizioni e
rimozioni devono sempre, dallAppaltatore, essere trasportati fuori dal cantiere nei punti indicati od in
rifiuto alle pubbliche discariche.

ART. 16

SCAVI IN GENERE
Gli scavi in genere per qualsiasi lavoro dovranno essere eseguiti secondo i disegni di progetto, la
relazione geologica e geotecnica e le particolari prescrizioni che saranno date allatto esecutivo dalla
Direzione dei Lavori.
Nella esecuzione degli scavi in genere lAppaltatore dovr procedere in modo da impedire
scoscendimenti e franamenti, restando esso, oltrech totalmente responsabile di eventuali danni alle
persone ed alle opere, altres obbligato a provvedere a suo carico e spese alla rimozione delle materie
franate.
LAppaltatore dovr, inoltre, provvedere a sue spese affinch le acque scorrenti alla superficie del
terreno siano deviate in modo che non abbiano a riversarsi negli scavi.
Le materie provenienti dagli scavi in genere, ove non siano utilizzabili, o non ritenute adatte, a giudizio
insindacabile della Direzione dei Lavori, ad altro impiego nei lavori, dovranno essere portate a rifiuto
fuori dalla sede del cantiere, o ai pubblici scarichi ovvero su aree che lAppaltatore dovr provvedere a
sua cura e spese.
Qualora le materie provenienti dagli scavi dovessero essere utilizzate per tombamenti o rinterri esse
dovranno essere depositate in luogo adatto, accettato dalla Direzione dei Lavori, per essere poi
riprese a tempo opportuno.
In ogni caso le materie depositate non dovranno riuscire di danno ai lavori, alle propriet pubbliche o
private ed al libero deflusso delle acque scorrenti alla superficie.
La Direzione dei Lavori potr fare asportare, a spese dellAppaltatore, le materie depositate in
contravvenzione alle precedenti disposizioni.
Qualora i materiali siano ceduti all'appaltatore, si applica il disposto del terzo comma dell'art. 36 del
D.M. 19-4-2000, n. 145).

ART. 17

SCAVI DI SBANCAMENTO

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Per scavi di sbancamento o sterri andanti si intendono quelli ricadenti al di sopra di un piano
orizzontale passante per il punto pi depresso del terreno naturale o per il punto pi depresso delle
trincee o splateamenti precedentemente eseguiti ed aperti almeno da un lato ed occorrenti per lo
spianamento o sistemazione del terreno su cui dovranno sorgere le costruzioni, per tagli di terrapieni,
per la formazione di cortili, giardini, scantinati, piani di appoggio per platee di fondazione, vespai,
rampe incassate o trincee stradali, ecc., e in generale tutti quelli eseguiti a sezione aperta su vasta
superficie ove sia possibile l'allontanamento delle materie di scavo evitandone il sollevamento, sia
pure con la formazione di rampe provvisorie, ecc.
Se lo scavo dovesse risultare aperto su di un lato e non ne venisse ordinato lo scavo a tratti, il punto
pi depresso sar quello terminale.
Saranno pertanto considerati scavi di sbancamento anche quelli che si trovino al di sotto del piano di
campagna, o del piano stradale di progetto (se inferiore al primo) quando gli scavi rivestano i caratteri
sopra accennati, ed anche tutti i tagli a sezione larga che pur non rientrando nelle precedenti
casistiche e definizioni potranno, tuttavia, consentire l'accesso con rampa ai mezzi di scavo, di
caricamento e di trasporto.

ART. 18

SCAVI DI FONDAZIONE OD IN TRINCEA (A SEZIONE OBBLIGATA)


Per scavi di fondazione in generale si intendono quelli incassati ed a sezione ristretta necessari per
dare luogo ai muri o pilastri di fondazione propriamente detti.
In ogni caso saranno considerati come scavi di fondazione quelli per dar luogo alle fogne, condutture,
fossi e cunette.
Qualunque sia la natura e la qualit del terreno, gli scavi per fondazione, dovranno essere spinti fino
alla profondit che dalla Direzione dei Lavori verr ordinata allatto della loro esecuzione.
Le profondit, che si trovano indicate nei disegni di consegna, sono perci di semplice avviso e
lAmministrazione appaltante si riserva piena facolt di variarle nella misura che reputer pi
conveniente, senza che con ci possa dare allAppaltatore motivo alcuno di fare eccezioni o domande
di speciali compensi, avendo egli soltanto diritto al pagamento del lavoro eseguito, coi prezzi
contrattuali stabiliti per le varie profondit da raggiungere.
E vietato allAppaltatore, sotto pena di demolire il gi fatto, di por mano alle murature prima che la
Direzione dei Lavori abbia verificato ed accettato i piani delle fondazioni.
I piani di fondazione dovranno essere generalmente orizzontali, ma per quelle opere che cadono sopra
falde inclinate dovranno a richiesta della Direzione dei Lavori, essere disposti a gradini e anche con
determinate contropendenze.
Compiuta la muratura di fondazione, lo scavo che si fosse dovuto fare in pi allingiro della medesima,
dovr essere diligentemente riempito e costipato, a cura e spese dellAppaltatore, con le stesse
materie scavate, sino al piano terreno naturale primitivo.
Gli scavi per fondazione dovranno, quando occorra, essere solidamente puntellati e sbadacchiati con
robuste armature in modo da assicurare abbondantemente contro ogni pericolo gli operai, ed impedire
ogni smottamento di materia durante lesecuzione tanto degli scavi che delle murature. LAppaltatore
responsabile dei danni ai lavori, alle persone, alle propriet pubbliche e private che potessero
accadere per la mancanza o insufficienza di tali puntellazioni e sbadacchiature, alle quali egli deve
provvedere di propria iniziativa, adottando anche tutte le altre precauzioni riconosciute necessarie,
senza rifiutarsi, per nessun pretesto, di ottemperare alle prescrizioni che, al riguardo gli venissero
impartite dalla Direzione dei Lavori.
Col procedere delle murature l'appaltatore potr recuperare i legnami costituenti le armature,
semprech non si tratti di armature formanti parte integrante dell'opera, da restare quindi in posto in
propriet dell'amministrazione; i legnami per, che a giudizio della direzione dei lavori, non potessero
essere tolti senza pericolo o danno del lavoro, dovranno essere abbandonati negli scavi.

ART. 19

SCAVI SUBACQUEI E PROSCIUGAMENTI


Se dagli scavi in genere e dagli scavi di fondazione, l'appaltatore, in caso di sorgive o infiltrazioni, non
potesse far defluire l'acqua naturalmente, in facolt della direzione dei lavori di ordinare, secondo i
casi, e quando lo riterr opportuno, la esecuzione degli scavi subacquei, oppure il prosciugamento.

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Sono considerati come scavi subacquei soltanto quelli eseguiti in acqua a profondit maggiore di 20
cm sotto il livello costante a cui si stabiliscono le acque sorgive nei cavi, sia naturalmente, sia dopo un
parziale prosciugamento ottenuto con macchine o con l'apertura dei canali fugatori.
Il volume di scavo eseguito in acqua, sino ad una profondit non maggiore di 20 cm dal suo livello
costante, verr perci considerato come scavo in presenza d'acqua, ma non come scavo subacqueo e
l'appaltatore sar tenuto a provvedere all'esaurimento di essa a suo carico, con i mezzi pi idonei e
con le necessarie cautele.
Gli scavi da eseguire al di sotto dei 20 cm dal livello costante, saranno considerati scavi subacquei e
gli stessi saranno compensati, in assenza di espressa voce nell'elenco prezzi, con apposito
sovrapprezzo nel quale siano compresi tutti gli oneri per l'aggottamento ad esaurimento dell'acqua con
il mezzo che si riterr pi opportuno.
Quando la direzione dei lavori ordinasse il mantenimento degli scavi in asciutto, sia durante
l'esecuzione delle strutture di fondazione che di altre opere , gli esaurimenti relativi verranno eseguiti
in economia, e l'appaltatore, se richiesto, avr l'obbligo di fornire le macchine e gli operai necessari.
Per i prosciugamenti praticati durante l'esecuzione delle strutture di fondazione, l'appaltatore dovr
adottare tutti quegli accorgimenti atti ad evitare il dilavamento delle malte.

ART. 20

RILEVATI E RINTERRI
Per la formazione dei rilevati o per qualunque opera di rinterro ovvero per riempire i vuoti tra le pareti
degli scavi e le murature, o da addossare alle murature e fino alle quote prescritte dalla Direzione dei
Lavori si impiegheranno in generale e salvo quanto segue, fino al loro totale esaurimento, tutte le
materie provenienti dagli scavi di qualsiasi genere eseguiti sul lavoro, in quanto disponibili ed adatte, a
giudizio della Direzione dei Lavori, per la formazione dei rilevati.
Quando venissero a mancare in tutto od in parte i materiali di cui sopra, si provvederanno le materie
occorrenti prelevandole ovunque lAppaltatore creder di sua convenienza, purch i materiali
occorrenti siano riconosciuti idonei dalla Direzione dei Lavori.
Per rilevati e rinterri da addossarsi alle murature, si dovranno sempre impiegare materie sciolte, o
ghiaiose, restando vietato in modo assoluto limpiego di quelle argillose e, in generale, di tutte quelle
che con lassorbimento di acqua si rammolliscono e si gonfiano generando spinte.
Nella formazione dei suddetti rilevati, rinterri e riempimenti dovr essere usata ogni diligenza perch la
loro esecuzione proceda per strati orizzontali di eguale altezza da tutte le parti, disponendo
contemporaneamente le materie bene sminuzzate con maggiore regolarit e precauzione in modo da
caricare uniformemente le murature su tutti i lati e da evitare le sfiancature che potrebbero derivare da
un carico male distribuito.
Le materie trasportate in rilevato o rinterro con vagonetti o carretti, autocarri ecc., non potranno essere
scaricate direttamente contro le murature, ma dovranno depositarsi in vicinanza dellopera per essere
riprese poi e trasportate con carriole, barelle ed altro mezzo, purch a mano, al momento delle
formazioni dei suddetti rinterri.
Per tali movimenti di materie dovr sempre provvedersi alla pionatura delle materie stesse, da farsi per
quella larghezza e secondo le prescrizioni che verranno indicate dalla Direzione dei Lavori.
E vietato addossare terrapieni a murature di fresca costruzione.
Tutte le riparazioni o ricostruzioni che si rendessero necessarie per la mancanza od imperfetta
osservanza delle prescrizioni del presente articolo, saranno a tutto carico dellAppaltatore.
E obbligo dellAppaltatore, escluso qualsiasi compenso, di dare ai rilevati durante la loro costruzione,
quelle maggiori dimensioni richieste dallassestamento delle terre, affinch allepoca del collaudo i
rilevati eseguiti abbiano dimensioni non inferiori a quelle ordinate.
LAppaltatore dovr consegnare i rilevati con scarpate regolari e spianate, con i cigli bene allineati e
profilati e compiendo a sue spese, durante lesecuzione dei lavori e fino al collaudo, gli occorrenti
ricarichi o tagli, la ripresa e la sistemazione delle scarpate, delle banchine e lespurgo dei fossi.
La superficie del terreno sulla quale dovranno elevarsi i terrapieni, sar previamente scoticata , ove
occorra, e se inclinata sar tagliata a gradini con leggera pendenza verso monte.

ART. 21

PARATIE E DIAFRAMMI
La paratia od il diaframma costituiscono una struttura di fondazione infissa o costruita in opera a
partire dalla superficie del terreno con lo scopo di realizzare tenuta all'acqua ed anche a sostegno di
scavi.
Le paratie ed i diaframmi potranno essere:
del tipo a palancole metalliche infisse;

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del tipo a palancole prefabbricate con calcestruzzo armato centrifugato infisse;


del tipo a pali in calcestruzzo armato di grosso diametro accostati;
a diaframma gettato in opera di calcestruzzo armato.
A) PALANCOLE INFISSE
A.1) Paratie a palancole metalliche infisse
Le palancole metalliche, di sezione varia, devono rispondere comunque ai seguenti requisiti
fondamentali: adeguata resistenza agli sforzi di flessione, facilit di infissione, impermeabilit delle
giunzioni, facilit di estrazione e reimpiego (ove previsto), elevata protezione contro le corrosioni.
L'infissione delle palancole sar effettuata con i sistemi normalmente in uso.
Il maglio dovr essere di peso complessivo non minore del peso delle palancole comprensivo della
relativa cuffia.
Dovranno essere adottate speciali cautele affinch durante l'infissione gli incastri liberi non si
deformino e rimangano puliti da materiali cos da garantire la guida alla successiva palancola. A tale
scopo gli incastri prima dell'infissione dovranno essere riempiti di grasso.
Durante l'infissione si dovr procedere in modo che le palancole rimangono perfettamente verticali non
essendo ammesse deviazioni, disallineamenti o fuoriuscita dalle guide.
Per ottenere un pi facile affondamento, specialmente in terreni ghiaiosi e sabbiosi, l'infissione, oltre
che con la battitura potr essere realizzata con l'ausilio dell'acqua in pressione fatta arrivare, mediante
un tubo metallico, sotto la punta della palancola.
Se durante l'infissione si verificassero fuoriuscite dalle guide, disallineamenti o deviazioni che a
giudizio della direzione dei lavori non fossero tollerabili, la palancola dovr essere rimossa e reinfissa
o sostituita, se danneggiata.
A.2) Paratia a palancole prefabbricate in calcestruzzo armato centrifugato
Le palancole prefabbricate saranno centrifugate a sezione cava. Il conglomerato cementizio impiegato
dovr avere una resistenza caratteristica a 28 giorni non inferiore a 40 N/mmq e dovr essere esente
da porosit od altri difetti.
Il cemento sar ferrico pozzolanico, pozzolanico o d'altoforno.
Potr essere richiesto, per infissione con battitura in terreni tenaci, l'inserimento nel getto di puntazza
metallica.
L'operazione d'infissione sar regolata da prescrizioni analoghe a quelle stabilite per i pali in
calcestruzzo armato centrifugato di cui al successivo articolo.
Nel caso specifico, particolare cura dovr essere posta nell'esecuzione dei giunti, da sigillare con getto
di malta cementizia.
B) PARATIE COSTRUITE IN OPERA
B.1) Paratie a pali in calcestruzzo armato di grosso diametro accostati
Dette paratie saranno di norma realizzate mediante pali di calcestruzzo armato eseguiti in opera
accostati fra loro e collegati in sommit da un cordolo di calcestruzzo armato.
Per quanto riguarda le modalit di esecuzione dei pali, si rinvia a quanto fissato nel relativo articolo.
Nel caso specifico, particolare cura dovr essere posta nell'accostamento dei pali fra loro e nel
mantenere la verticalit dei pali stessi.
B.2) Diaframmi in calcestruzzo armato
In linea generale i diaframmi saranno costruiti eseguendo lo scavo del terreno a qualsiasi profondit
con benna od altro sistema idoneo a dare tratti di scavo (conci) della lunghezza singola di norma non
inferiore a 2,50 m.
Lo scavo verr eseguito con l'ausilio di fango bentonitico per evacuare i detriti, e per il sostegno
provvisorio delle pareti.
I fanghi di bentonite da impiegare nello scavo dovranno essere costituiti di una miscela di bentonite
attivata, di ottima qualit, ed acqua, di norma nella proporzione di 8-16 kg di bentonite asciutta per 100
l d'acqua, salvo la facolt della direzione dei lavori di ordinare una diversa dosatura.
Il contenuto in sabbia finissima dovr essere inferiore al 3 per cento in massa della bentonite asciutta.
Eseguito lo scavo e posta in opera l'armatura metallica interessante il concio, opportunamente
sostenuta e mantenuta in posizione durante il getto, sar effettuato il getto del conglomerato
cementizio con l'ausilio di opportuna prolunga o tubo di getto, la cui estremit inferiore sar tenuta
almeno due metri al di sotto del livello del fango, al fine di provocare il rifluimento in superficie dei
fanghi bentonitici e di eseguire senza soluzioni di continuit il getto stesso.
Il getto dovr essere portato fino ad una quota superiore di circa 50 cm a quella di progetto.

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I getti dei calcestruzzi saranno eseguiti solo dopo il controllo della profondit di scavo raggiunta e la
verifica della armatura da parte della direzione dei lavori.
Nella ripresa dei getti, da concio a concio, si adotteranno tutti gli accorgimenti necessari al fine di
evitare distacchi, discontinuit e differenze nei singoli conci.
L'allineamento planimetrico della benna di scavo del diaframma sar ottenuto di norma con la
formazione di guide o corree in calcestruzzo anche debolmente armato.
PROVE E VERIFICHE SUL DIAFRAMMA
Oltre alle prove di resistenza sui calcestruzzi e sugli acciai impiegati previsti dalle vigenti norme, la
direzione dei lavori potr richiedere prove di assorbimento per singoli pannelli, nonch eventuali
carotaggi per la verifica della buona esecuzione dei diaframmi stessi.

ART. 22

MALTE E CONGLOMERATI
I quantitativi dei diversi materiali da impiegare per la composizione delle malte e dei conglomerati
secondo le particolari indicazioni che potranno essere imposte dalla Direzione dei Lavori o stabilite
nellelenco prezzi, dovranno corrispondere alle seguenti proporzioni:
A)

B)

C)

D)

E)

F)

G)

H)

I)

L)

M)

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MALTA COMUNE
Calce spenta in pasta
Sabbia

0,25 0,40 mc
0,85 1,00 mc

MALTA COMUNE PER INTONACO RUSTICO (RINZAFFO)


Calce spenta in pasta
Sabbia

0,20 0,40 mc
0,90 1,00 mc

MALTA COMUNE PER INTONACO CIVILE (STABILITURA)


Calce spenta in pasta
Sabbia vagliata

0,35 0,45 mc
0,80 mc

MALTA GROSSA DI POZZOLANA


Calce spenta in pasta
Pozzolana grezza

0,22 mc
1,10 mc

MALTA MEZZANA DI POZZOLANA


Calce spenta in pasta
Pozzolana vagliata

0,25 mc
1,10 mc

MALTA FINA DI POZZOLANA


Calce spenta in pasta
Pozzolana vagliata

0,28 mc
1,05 mc

MALTA IDRAULICA
Calce idraulica
Sabbia

3,00 5,00 q
0,90 mc

MALTA BASTARDA
Malte di cui alle lettere A), E), G)
Agglomerante cementizio a lenta presa

1,00 mc
1,50 q

MALTA CEMENTIZIA FORTE


Cemento idraulico normale
Sabbia

3,00 6,00 q
1,00 mc

MALTA CEMENTIZIA DEBOLE


Agglomerante cementizio a lenta presa
Sabbia

2,50 4,00 q
1,00 mc

MALTA CEMENTIZIA PER INTONACI


Agglomerante cementizio a lenta presa
Sabbia

6,00 q
1,00 mc

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N)

MALTA FINE PER INTONACI


Malta di cui alle lettere C), F), G) vagliata allo staccio fino

O)

MALTA PER STUCCHI


Calce spenta in pasta
Polvere di marmo

0,45 mc
0,90 mc

CALCESTRUZZO IDRAULICO DI POZZOLANA


Calce comune
Pozzolana
Pietrisco o ghiaia

0,15 mc
0,40 mc
0,80 mc

CALCESTRUZZO IN MALTA IDRAULICA


Calce idraulica
Sabbia
Pietrisco o ghiaia

1,50 3,00 q
0,40 mc
0,80 mc

CONGLOMERATO CEMENTIZIO PER MURI, FONDAZIONI, ECC.


Cemento
Sabbia
Pietrisco o ghiaia

1,50 2,50 q
0,40 mc
0,80 mc

CONGLOMERATO CEMENTIZIO PER STRUTTURE SOTTILI


Cemento
Sabbia
Pietrisco o ghiaia

3,00 3,50 q
0,40 mc
0,80 mc

P)

Q)

R)

S)

Quando la Direzione dei Lavori ritenesse di variare le porzioni sopra indicate, lAppaltatore sar
obbligato ad uniformarsi alle prescrizioni della medesima, salvo le conseguenti variazioni di prezzo in
base alle nuove proporzioni previste. I materiali, le malte ed i conglomerati, esclusi quelli forniti in
sacchi di peso determinato, dovranno ad ogni impasto essere misurati con apposite casse della
capacit prescritta dalla Direzione e che lAppaltatore sar in obbligo di provvedere e mantenere a sue
spese costantemente su tutti i piazzali ove verr effettuata la manipolazione.
La calce spenta in pasta non dovr essere misurata in fette, come viene estratta, con badile dal
calcinaio, ma bens dopo essere stata rimescolata e ricondotta ad una pasta omogenea consistente e
bene unita.
Limpasto dei materiali dovr essere fatto a braccia duomo, sopra aree convenientemente
pavimentate, oppure a mezzo di macchine impastatrici o mescolatrici.
I materiali componenti le malte cementizie saranno prima mescolati a secco, fino ad ottenere un
miscuglio di tinta uniforme, il quale verr poi asperso ripetutamente con la minore quantit di acqua
possibile ma sufficiente, rimescolando continuamente.
Nella composizione di calcestruzzi con malte di calce comune od idraulica, si former prima l'impasto
della malta con le proporzioni prescritte, impiegando la minore quantit d'acqua possibile, poi si
distribuir la malta sulla ghiaia o pietrisco e si mescoler il tutto fino a che ogni elemento sia per
risultare uniformemente distribuito nella massa ed avviluppato di malta per tutta la superficie.
Gli impasti, sia di malta che di conglomerato, dovranno essere preparati soltanto nella quantit
necessaria per limpiego immediato, cio dovranno essere preparati volta per volta e per quanto
possibile in vicinanza del lavoro.
I residui dimpasto che non avessero, per qualsiasi ragione, immediato impiego, dovranno essere
gettati a rifiuto, ad eccezione di quelli formati con calce comune, che potranno essere utilizzati per
nella sola stessa giornata del loro confezionamento.

CONGLOMERATI CEMENTIZI SEMPLICI OD ARMATI


Per i conglomerati cementizi semplici od armati gli impasti dovranno essere eseguiti in conformit alle
prescrizioni contenute nelle norme tecniche vigenti. In particolare si prescrivono le seguenti
caratteristiche:
classe di resistenza C12/15 (Rck 15 MPa)

cls per sottofondazioni

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classe di esposizione X0 Prospetto 4 UNI 11104


cemento tipo II 32.5 UNI EN 450
dosaggio cemento 200 kg/mc di impasto
rapporto A/C 0.60
contenuto massimo cloruri Cl 1,00%
dim. nominale max aggregati 25 mm
consistenza S3 semifluida
classe di resistenza C25/30(Rck 30 MPa)
classe di esposizione XC2 Prospetto 4 UNI 11104
cemento tipo II 32.5 UNI EN 450
dosaggio cemento 300 kg/mc di impasto
rapporto A/C 0.60
contenuto massimo cloruri Cl 0,20%
dim. nominale max aggregati 25 mm
consistenza S4 fluida
copriferro 4 cm (salvo diversa indicazione)

cls per strutture di fondazione

cls per strutture in elevazione


(pareti, pilastri e solette)

ART. 23

classe di resistenza C28/35(Rck 35 MPa)


classe di esposizione XC3 Prospetto 4 UNI 11104
cemento tipo II 32.5 UNI EN 450
dosaggio cemento 320 kg/mc di impasto
rapporto A/C 0.55
contenuto massimo cloruri Cl 0,20%
dim. nominale max aggregati 25 mm
inerti resistenti al gelo
consistenza S4 fluida
copriferro elevazioni 4 cm (salvo diversa indicazione)
copriferro solette 3 cm (salvo diversa indicazione)

MURATURE IN GENERE
La costruzione delle murature portanti sar eseguita in conformit alle prescrizioni contenute nelle
normative di cui allart 65.
Nelle costruzioni delle murature in genere verr curata la perfetta esecuzione degli spigoli, la
costruzione di voltine, piattabande, archi e verranno lasciati tutti i necessari incavi, sfondi, canne e fori:
per ricevere le travi in genere, le pietre da taglio e quanto altro non viene messo in opera durante
la formazione delle murature;
per il passaggio dei tubi delle pluviali, dellacqua potabile, canne di stufa e camini, cessi, orinatoi,
lavandini, ecc;
per le condutture elettriche di campanelli, di telefoni, e di illuminazione;
per gli zoccoli, arpioni di porte e finestre, soglie, inferriate, ringhiere, davanzali, ecc..
Quanto detto, in modo che non vi sia mai bisogno di scalpellare i muri gi costruiti per praticarvi i fori
suddetti.
La costruzione delle murature deve iniziarsi e proseguire uniformemente, assicurando il perfetto
collegamento sia con le murature esistenti, sia fra le varie parti di esse, evitando nel corso dei lavori la
formazione di strutture eccessivamente emergenti dal resto della costruzione.
La muratura proceder a filari allineati, coi piani di posa normali alle superfici viste o come altrimenti
venisse prescritto.
Allinnesto con muri da costruirsi in tempo successivo dovranno essere lasciate opportune
ammorsature in relazione al materiale impiegato.
I lavori di muratura qualunque sia il sistema costruttivo adottato, debbono essere sospesi nei periodi di
gelo, nei quali la temperatura si mantenga per molte ore al disotto di zero gradi centigradi.

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Quando il gelo si verifichi solo per alcune ore della notte, le opere di muratura ordinaria possono
essere eseguite nelle ore meno fredde del giorno purch, al distacco del lavoro vengano adottati i
provvedimenti di uso comune per difendere le murature dal gelo notturno.
Le facce delle murature in malta dovranno essere mantenute bagnate per almeno 15 giorni dalla loro
ultimazione od anche pi se sar richiesto dalla Direzione dei Lavori.

ART. 24

MURATURE E RIEMPIMENTI IN PIETRAME A SECCO - VESPAI


Murature in pietrame a secco
Dovranno essere eseguite con pietre ridotte col martello alla forma che pi sia possibile regolare,
restando assolutamente escluse quelle di forma rotonda. Le pietre saranno messe in opera in modo
che si colleghino perfettamente fra loro, scegliendo per i paramenti quelle di maggiori dimensioni, non
inferiori a 20 cm di lato, e le pi adatte per il miglior combaciamento, onde supplire cos con la
accuratezza della costruzione alla mancanza di malta.
Si eviter sempre la ricorrenza delle connessure verticali. Nell'interno della muratura si far uso delle
scaglie soltanto per appianare i corsi e riempire gli interstizi tra pietra e pietra.
La muratura in pietrame a secco per muri di sostegno in controriva o comunque isolati sar sempre
coronata da uno strato di muratura in malta di altezza non minore di 30 cm; a richiesta della direzione
lavori vi si dovranno eseguire anche opportune feritoie regolari e regolarmente disposte, anche a pi
ordini, per lo scolo delle acque.
Riempimenti in pietrame a secco
Dovranno essere realizzati con pietrame da collocarsi in opera a mano su terreno ben costipato, al fine
di evitare cedimenti per effetto dei carichi superiori.
Per drenaggi e fognature si dovranno scegliere le pietre pi grosse e regolari e preferibilmente a forma
di lastroni quelle da impiegare nella copertura dei sottostanti pozzetti o cunicoli; oppure infine negli
strati inferiori il pietrame di maggiori dimensione, impiegando nell'ultimo strato superiore pietrame
minuto, ghiaia o anche pietrisco per impedire alle terre sovrastanti di penetrare e scendere otturando
cos gli interstizi tra le pietre. Sull'ultimo strato di pietrisco si dovranno pigiare convenientemente le
terre, con le quali dovr completarsi il riempimento dei cavi aperti per la costruzione di fognature e
drenaggi.
Vespai e intercapedini
Nei locali in genere i cui pavimenti verrebbero a trovarsi in contatto con il terreno naturale potranno
essere ordinati vespai in pietrame o intercapedini in laterizio. In ogni caso il terreno di sostegno di tali
opere dovr essere debitamente spianato, bagnato e ben battuto per evitare qualsiasi cedimento.
Per i vespai in pietrame si dovr formare anzitutto in ciascun ambiente una rete di cunicoli di
ventilazione, costituita da canaletti paralleli aventi interasse massimo di 1,50 m; essi dovranno correre
anche lungo tutte le pareti ed essere comunicanti fra loro. Detti canali dovranno avere sezione non
minore di 15 20 cm ed un sufficiente sbocco all'aperto, in modo da assicurare il ricambio dell'aria.
Ricoperti tali canali con adatto pietrame di forma pianeggiante, si completer il sottofondo riempiendo
le zone rimaste fra cunicolo e cunicolo con pietrame in grossi scheggioni disposti coll'asse maggiore
verticale ed in contrasto fra loro, intasando i grossi vuoti con scaglie di pietra e spargendo infine uno
strato di ghiaietto di conveniente grossezza sino al piano descritto.
Le intercapedini, a sostituzione di vespai, potranno essere costituite da un piano di tavelloni murati in
malta idraulica fina e poggianti su muretti in pietrame o mattoni, ovvero da volture di mattoni, ecc.
Vespaio aerato con elementi in pvc
Formazione di vespaio ventilato con elementi modulari in polipropilene riciclato, costituiti da calotta
sferica che si conclude su quattro supporti; da posarsi a secco su sottofondo piano, costituente
cassero a perdere atto a sostenere materiali e persone in fase di getto e completamento, per formare
intercapedine con il piano su cui viene posato. Si comprende il getto del massetto in calcestruzzo di 5
cm, tirato a staggia, dosato a kg. 250/mc di impasto e i muretti perimetrali di contenimento.

ART. 25

MURATURE DI MATTONI
I mattoni prima del loro impiego, dovranno essere bagnati fino a saturazione per immersione
prolungata e mai per aspersione.
Essi dovranno mettersi in opera con le connessure alternate in corsi ben regolati e normali in modo
che la malta rifluisca allingiro e riempia tutte le connessure.

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La larghezza delle connessure non dovr essere maggiore di 10 mm n minore di mm.5.


I giunti non verranno rabboccati durante la costruzione per dare maggiore presa allintonaco ed alla
stuccatura col ferro.
La malte da impiegare per la esecuzione di questa muratura dovranno essere passate al setaccio per
evitare che i giunti fra i mattoni riescano superiori al limite di tolleranza fissato.
Le murature di rivestimento saranno fatte a corsi bene allineati e collegantisi a morsa con la parte
interna.
Se la muratura dovesse eseguirsi a paramento visto si dovr avere cura di scegliere per le facce
esterne i mattoni di migliore cottura, meglio formati e di colore pi uniforme, disponendoli in perfetta
regolarit e ricorrenza nelle connessure orizzontali, alternando con precisione i giunti verticali.
In questo genere di parametro le connessure di faccia vista non dovranno avere grossezza maggiore
di 7 millimetri e, previa loro raschiatura e pulitura, dovranno essere profilate con malta di cemento,
diligentemente compresse e lisciate con apposito ferro, senza sbavatura.
In questo genere di paramento le connessure di faccia vista non dovranno avere grossezza maggiore
di 5 mm e, previa loro raschiatura e pulitura, dovranno essere profilate con malta idraulica o di
cemento, diligentemente compresse e lisciate con apposito ferro, senza sbavatura. Le sordine, gli
archi, le piattabande e le volte dovranno essere costruiti in modo che i mattoni siano sempre disposti
in direzione normale alla curva dell'intradosso e le connessure dei giunti non dovranno mai eccedere
la larghezza di 5 mm all'intradosso e 10 mm all'estradosso.
Muratura con blocchi in laterizio sp 20cm
Blocchi da tamponamento in laterizio delle dimensioni di 20x25x25 cm, foratura 60%, spessore delle
cartelle esterne mm 10, spessore delle cartelle interne mm 8. Resistenza caratteristica dei blocchi: in
direzione verticale 2 N/mm2 e in direzione ortogonale 10 N/mm2. L'esecuzione della muratura
comprende malta speciale tra le fughe, compreso ancoraggio agli elementi strutturali, con barre
filettate, piastre, bulloni, resina epissodica o altro sistema, come da dettagli strutturali, ponteggi, regoli,
architravi, piattabande, fori, spallette, smussi, riseghe, tagli, sfridi, fornitura di tutti i materiali necessari,
compreso ogni altro onere e magistero per dare il lavoro finito a perfetta regola d'arte.
Muratura con blocchi in laterizio sp 25cm
Blocchi da tamponamento in laterizio alveolato di cui alla norma UNI EN 771, delle dimensioni di
35x25x20 cm, foratura verticale pari al 60-70%. Conducibilit termica lambda= 0.312W/mk,
coefficiente al vapore = 9, =796kg/m3. L'esecuzione della muratura comprende malta speciale tra
le fughe, compreso ancoraggio agli elementi strutturali, con barre filettate, piastre, bulloni, resina
epissodica o altro sistema, come da dettagli strutturali, ponteggi, regoli, architravi, piattabande, fori,
spallette, smussi, riseghe, tagli, sfridi, fornitura di tutti i materiali necessari, compreso ogni altro onere
e magistero per dare il lavoro finito a perfetta regola d'arte.

Muratura di tamponamento in blocchi di cls EI 120 spessore 12 cm


Muratura da tamponamento facciavista eseguita con manufatti in calcestruzzo di argilla espansa
Tagliafuoco tre pareti fornito da Aziende con Sistema di Qualit certificato secondo le norme UNI EN
ISO 9001 da Ente accreditato, e dotata di certificazione di prodotto secondo le specifiche ANPEL. I
manufatti devono avere dimensioni modulari di cm 12 (spessore cm 12) di densit a secco pari a 1400
kg/m3 1600 kg/m3, conducibilit termica 0,42 W/mK 0,54 W/mK , posati con impiego di
malta tradizionale o con malta premiscelata Tagliafuoco. I blocchi impiegati devono avere una
prestazione di resistenza al fuoco EI 120 (per muratura di tamponamento) secondo D.M. 16/2/2007.
Sono compresi gli oneri per la formazione di spalle , architravi, giunti di controllo sigillati con prodotti
adeguati e computati a parte.

Muratura di tamponamento in blocchi di cls EI 120 spessore 25 cm


Muratura da tamponamento facciavista eseguita con manufatti in calcestruzzo di argilla espansa
Tagliafuoco quattro pareti fornito da Aziende con Sistema di Qualit certificato secondo le norme UNI
EN ISO 9001 da Ente accreditato, e dotata di certificazione di prodotto secondo le specifiche ANPEL. I
manufatti devono avere dimensioni modulari di cm 25 (spessore cm 25) di densit a secco pari a 1400
kg/m3 1600 kg/m3, conducibilit termica 0,42 W/mK 0,54 W/mK , posati con impiego di
malta tradizionale o con malta premiscelata Tagliafuoco. I blocchi impiegati devono avere una
prestazione di resistenza al fuoco EI 120 (per muratura di tamponamento) secondo D.M.
16/2/2007.Sono compresi gli oneri per la formazione di spalle , architravi, giunti di controllo sigillati con
prodotti adeguati e computati a parte.

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ART. 26

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TRAMEZZI DI UNA TESTA ED IN FOGLIO CON MATTONI PIENI E FORATI


I tramezzi di una testa ed in foglio verranno eseguiti con mattoni scelti, esclusi i rottami, i laterizi
incompleti e quelli mancanti di qualche spigolo.
Tutti i tramezzi, di qualsiasi specie, saranno eseguiti con le migliori regole dellarte, a corsi orizzontali
ed a due fili per evitare la necessit di forte impiego di malta per lintonaco; la chiusura dellultimo
corso sotto il soffitto sar ben serrata, se occorre, dopo congruo tempo, con scaglie e cemento.
Nelle pareti in foglio, quando la Direzione del lavori lo ordinasse, saranno introdotte nella costruzione
intelaiature in legno attorno ai vani delle porte, allo scopo di poter fissare i serramenti al telaio, anzich
alla parete, oppure ai lati od alla sommit delle pareti stesse, per il loro consolidamento, quando esse
non arrivano fino ad un'altra parete od al soffitto.
Quando una parete deve eseguirsi fin sotto al soffitto, la chiusura dell'ultimo corso sar ben serrata, se
occorre, dopo congruo tempo con scaglie e cemento.

ART. 27

MURATURE DI GETTO IN CONGLOMERATO CEMENTIZIO


Il conglomerato da impiegarsi per qualsiasi lavoro sar messo in opera appena confezionato e
disposto a strati orizzontali di altezza da cm. 20 a cm 30, su tutta lestensione della parte di opera che
si esegue ad un tempo, ben battuto e costipato, per modo che non resti alcun vano nello spazio che
deve contenerlo e nella sua massa.
Quando il conglomerato sia da collegare in opera entro cavi molto incassati od a pozzo, esso dovr
essere calato nello scavo mediante secchi e ribaltamento.
Solo nel caso di scavi molto larghi la Direzione dei Lavori potr consentire che il conglomerato venga
gettato liberamente, nel qual caso prima del conguagliamento e della battitura deve, per ogni strato di
cm. 30 daltezza, essere ripreso dal fondo del cavo e rimpastato per rendere uniforme la miscela dei
componenti.
Quando il calcestruzzo sia da calare sott'acqua, si dovranno impiegare tramogge, casse apribili o
quegli altri mezzi d'immersione che la direzione dei lavori prescriver, ed usare la diligenza necessaria
ad impedire che, nel passare attraverso l'acqua, il calcestruzzo si dilavi con pregiudizio della sua
consistenza.
Finito il getto, e spianata con ogni diligenza la superficie superiore, il calcestruzzo dovr essere
lasciato assodare per tutto il tempo che la direzione dei lavori stimer necessario.

ART. 28

OPERE IN CEMENTO ARMATO NORMALE E PRECOMPRESSO


Nellesecuzione delle opere in cemento armato lAppaltatore dovr attenersi strettamente a tutte le
seguenti norme.
-

L. 5 novembre 1971, n. 1086 G.U. n. 321 del 21.7.71: Norme per la disciplina delle opere in
conglomerato cementizio armato, normale e precompresso e per le strutture metalliche
Legge 2 febbraio 1974, n. 64: Provvedimenti per le costruzioni con particolari prescrizioni per le zone
sismiche
DM 14.01.2008 Revisioni delle Norme tecniche per le costruzioni
Circolare 2 febbraio 2009, n. 617 del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti approvata dal
Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici "Istruzioni per l'applicazione delle "Nuove norme tecniche
per le costruzioni" di cui al decreto ministeriale 14 gennaio 2008 (Gazzetta Ufficiale del 26.02.2009 n.
47, supplemento ordinario n. 27);
Legge Regionale n. 16, 11 agosto 2009: Norme per la costruzione in zona sismica e per la tutela
fisica del territorio;
Decreto del Presidente della Regione 27 luglio 2011, n. 0176/Pres: Regolamento di attuazione
dellart. 3, comma 3, lettere a) e c) della LR 16/2009 (Norme per la costruzione in zona sismica e per la
tutela fisica del territorio), recante Definizione delle tipologie di opere e di edifici di interesse strategico
e di quelli che possono assumere rilevanza per le conseguenze di un eventuale collasso, nonch degli
interventi di nuova costruzione, degli interventi su costruzioni esistenti e degli interventi di variante in
corso dopera che assolvono una funzione di limitata importanza statica ai sensi dellarticolo 3, comma
3, lettere a) e c) della LR 16/2009.

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DM 21.1.81 G.U. n. 37 del 7.2.81 Norme Tecniche per lesecuzione delle opere di sostegno delle
terre e delle opere di fondazione
Circ. Min. LL.PP. 1988, n.30483, Istruzioni riguardanti le indagini sui terreni e sulle rocce, la stabilit
dei pendii naturali e delle scarpate, i criteri generali e le prescrizioni per la progettazione, lesecuzione
e il collaudo delle opere di sostegno delle terre e delle opere di fondazione.
Tutte le opere in cemento armato facenti parte dellopera appaltata saranno eseguite in base ai calcoli
di stabilit accompagnati dai disegni esecutivi e da una relazione, il tutto redatto e firmato
dallIngegnere Progettista e Direttore dei Lavori. Ci non esonera in alcun modo lAppaltatore dalle
responsabilit a lui derivanti per legge e per le precise pattuizioni del contratto, restando
contrattualmente stabilito che, malgrado i controlli di ogni genere eseguiti dalla Direzione dei Lavori
nellesclusivo interesse dellAmministrazione, esso rimane unico e completo responsabile delle opere,
sia per quanto ha rapporto con la loro progettazione e calcolo, che per la qualit dei materiali e la loro
esecuzione; di conseguenza egli dovr rispondere degli inconvenienti che avessero a verificarsi, di
qualunque natura, importanza e conseguenze, essi potranno risultare.
Tale responsabilit non cessa per effetto di revisione o di eventuali modifiche suggerite dalla Direzione
dei Lavori ed accettate dallAppaltatore.

FONDAZIONI
Si definisce struttura di fondazione quella parte dell'ossatura portante che trasmette il peso dell'edificio
al terreno ripetendolo in misura compatibile con le capacit portanti del terreno stesso. L'Appaltatore
dovr eseguire le opere di fondazione in conformit ai calcoli statici di progetto ed alle prescrizioni di
legge in vigore od emanate prima dell'inizio dei lavori.
Il piano di posa delle fondazioni verr stabilito dalla D.L. sulla base delle risultanze dell'esame del
terreno dopo l'avvenuta apertura degli scavi di sbancamento.
Fondazioni continue in calcestruzzo
Le gettate si devono eseguire stendendo il calcestruzzo a strati ben orizzontali e di spessore di circa
10-12 cm, sottoponendo ciascuno strato dopo lo spianamento ad una accuratissima pigiatura in modo
da far emergere alla superficie il latte del cemento, assicurandosi che non risultino pi degli interstizi
vuoti e tutte le particelle vadano ad assestarsi. Se si deve sospendere o interrompere il getto anche
per un breve periodo di tempo, prima di riprendere la gettata o si inumidisce maggiormente lo strato
superiore, oppure si bagna lo strato inferiore con latte di cemento, conformemente alla qualit del
legante impiegato.
Fondazioni a plinto
Per allargare la base dappoggio su terreno poco resistente, al posto di approfondire lo scavo, lo si
allarga a forma di piastra su plinti isolati disposti in corrispondenza dei fulcri portanti. Ciascun plinto
deve avere una superficie tale da corrispondere alla capacit di resistenza del terreno in relazione al
carico gravante.
Fondazioni a platea
Per allargare la base dappoggio su terreno poco resistente o nelle costruzioni antisismiche, al posto di
approfondire lo scavo, lo si allarga a forma di piastra anche continua. In genere la platea occupa tutta
la superficie fabbricata e funziona come una piastra in cemento armato: oltre a distribuire il carico
sopra una grande superficie di terreno in modo da gravarlo unitariamente in misura limitata, si ottiene
che la intera struttura sia solidale nelle pareti e nellinsieme con il fondo
Platee di fondazione in getto di calcestruzzo armato
Esecuzione di platee di fondazione con getto in opera di calcestruzzo armato a resistenza garantita,
confezionato con cemento CEM I 32,5 o 42,5, inerti di adeguata granulometria con dimensioni max.
fino a 30 mm, in opera a qualunque altezza e profondit, compreso casseri, armo e disarmo,
regolarizzazione della superficie, fori e lesene per passaggio impianti, uso del vibratore meccanico,
con la sola esclusione del ferro di armatura compensato a parte.
classe di resistenza C25/30(Rck 30 MPa)
classe di esposizione XC2 Prospetto 4 UNI 11104
cemento tipo II 32.5 UNI EN 450
dosaggio cemento 300 kg/mc di impasto
rapporto A/C 0.60

Cls per strutture di fondazione

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contenuto massimo cloruri Cl 0,20%


dim. nominale max aggregati 25 mm
consistenza S4 fluida
copriferro 4 cm (salvo diversa indicazione)

OPERE SPECIALI DI FONDAZIONE


Prima di iniziare il lavoro di infissione (o di trivellazione) l'Impresa esecutrice deve presentare un
programma cronologico di infissione (o di trivellazione) dei pali, elaborato in modo tale da eliminare o
quanto meno minimizzare gli effetti negativi dell'infissione (o trivellazione) sulle opere vicine e sui pali
gi realizzati, nel pieno rispetto delle indicazioni progettuali. Tale programma dovr essere sottoposto
all'approvazione della Direzione dei Lavori.
I pali di qualsiasi tipo devono essere realizzati secondo la posizione e le dimensioni fissate nei disegni
di progetto con la tolleranza sulle coordinate planimetriche del centro del palo - del 10% del diametro
del palo e comunque non oltre i 10 cm per pali di medio e grande diametro e non oltre i 5 cm per pali
di piccolo diametro.
Il calcestruzzo dei pali deve essere del tipo detto "a resistenza garantita"; qualora non diversamente
prescritto si deve di norma usare cemento Portland; il rapporto in peso acqua/cemento non dovr
superare il valore di 0,40 0,45, tenendo conto anche del contenuto dacqua degli inerti all'atto del
confezionamento del calcestruzzo.
Le resistenza caratteristiche per i calcestruzzi armati e precompressi non devono essere inferiori a
quelle previste dalla Legge n. 1086/1971 nonch dal DM Infrastrutture 14 gennaio 2008, ed essere
corrispondenti a quelle indicate dal progettista (a 28 giorni Rck non inferiore a 300 kg/cmq). Qualora
fosse prescritto l'utilizzo di malta o di boiacca, questa dovr essere costituita da cemento R 325 ed
acqua nel rapporto A/C = 0.5 (200 kg di cemento secco ogni 100 lt di acqua).
Il calcestruzzo per la formazione dei pali va messo in opera con modalit dipendenti dalle attrezzature
impiegate e in maniera tale che risulti privo di altre materie, specie terrose.
Pali di piccolo diametro
I pali di piccolo diametro sono realizzati con tecnologie e attrezzature speciali ed armati per tutta la
loro lunghezza. Essi hanno di norma diametro superiore a 80 mm ed inferiore a 320 mm.
La perforazione avviene con sistema a rotazione, a rotopercussione o con entrambi questi sistemi,
attraverso terreni di qualsiasi natura e consistenza, nonch attraverso trovanti, murature e
conglomerati semplici o armati. Qualora si presenti la necessit, il foro va rivestito in modo da
assicurare la stabilit delle pareti prima di eseguire il getto. Al termine della perforazione il foro deve
essere pulito dai detriti mediante il fluido di circolazione o l'utensile asportatore.
L'armatura costituita da una barra di acciaio ad aderenza migliorata provvista di opportuni centratori,
oppure da un tubo in acciaio eventualmente munito di valvole di non ritorno. L'armatura dovr essere
provvista di tre fori o finestre laterali (circa 3-4 cm2 ciascuna) disposti a 20 cm dall'estremit terminale.
Lungo il tubo darmatura saranno posti in opera dei centratori, ad interasse massimo di 3 metri. Il
collegamento tra i vari spezzoni dell'armatura, sar realizzato con filettatura maschio-manicotto
esterno-maschio o, in alternativa, con filettatura femmina-manicotto interno-femmina.
Il getto del palo avverr per iniezione di boiacca di cemento attraverso il tubo darmatura mediante
l'utilizzo di un packer o di un apposito manicotto di collegamento con la culotta diniezione posizionati
a boccaforo. La boiacca dovr fluire dalla sommit del palo e risultare esente da elementi estranei
prima di iniziare l'estrazione della colonna di rivestimento. Durante l'estrazione di quest'ultima si
controller costantemente il livello della boiacca nel rivestimento e si provveder a ripristinarlo quando
se ne osservi l'abbassamento. L'ordine di esecuzione dei pali di piccolo diametro, per gruppi di pali, da
sottoporre preventivamente al Direttore dei Lavori, deve garantire la non interferenza delle perforazioni
con fori in corso di iniezione o in attesa di riempimento.
Pali iniettati a pressione
L'iniezione deve essere eseguita a mezzo di idonea pompa con malta cementizia costituita da una
miscela ternaria di acqua-sabbia-cemento R325 dosato a 600 kg per m3 oppure con miscela acquacemento (rapporto acqua/cemento max 0.5) ed eventuale additivo.
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Si fa assoluto divieto di eseguire il getto del palo mediante immissione di malta dalla testa del foro e
non dal tubo darmatura o da apposito tubo di iniezione la cui estremit giunga alla base del palo.
L'armatura viene posta in opera previa accurata pulizia del fondo del foro. Qualora il foro sia rivestito,
si inizia ad estrarre il rivestimento quando la malta iniettata uscita pulita dalla testa del palo. Nel
corso dell'estrazione, il livello della malta all'interno del rivestimento deve essere mantenuto costante
con continui rabbocchi e la manovra di estrazione deve avvenire con continuit e lentamente. In
assenza di rivestimento l'iniezione viene sospesa dopo la fuoriuscita della malta dalla testa del palo,
ponendo cura affinch la prima emissione mista ad acqua di perforazione, fango o detriti, sia esaurita
ed il materiale in uscita sia esente da impurit. Qualora non si verifichi la fuoruscita della malta dalla
testa del foro si provveder all'estrazione dell'armatura ed alla riperforazione del palo.
Le tolleranze rispetto ai valori teorici sono i seguenti:
1. sulle coordinate planimetriche del centro del palo, in corrispondenza della sua estremit superiore:
3 cm;
2. sulla verticalit: 3%;
3. sulla lunghezza: 15 cm;
4. sul diametro nominale: - 5%; + 15%.
La trasmissione del carico dalle fondazioni al palo avviene per aderenza o per mezzo di staffe saldate
al tubo di armatura.
Prove di carico sui pali
Nell'esecuzione delle prove di carico sui pali per la determinazione del carico limite del palo singolo o
per la verifica del comportamento dei
pali realizzati (prova di collaudo) devono essere rispettate le vigenti norme.
Pali di prova
Prima dell'inizio della costruzione della palificata, se richiesto dalla Direzione dei Lavori, devono
essere eseguiti pali pilota a carico dellimpresa, il cui numero e la cui ubicazione devono essere
indicati dalla medesima Direzione dei Lavori, e risultare esattamente dai verbali che verranno redatti
sulle prove eseguite.
Le prove di carico per la determinazione del carico limite del palo singolo devono essere spinte fino a
valori del carico assiale tali da portare a rottura il complesso palo-terreno, o comunque tali da
consentire di ricavare significativi diagrammi abbassamenti-carichi e abbassamenti-tempi.

ART. 29

ELEVAZIONI
Si definisce struttura in elevazione quella parte dell'ossatura portante adibita a sopportare tutte le
sollecitazioni dei carichi accidentali e permanenti interessanti l'edificio e a trasmetterle alle strutture di
fondazione.
L'Appaltatore dovr eseguire le strutture in elevazione in conformit ai disegni dei calcoli statici ed in
conformit alle prescrizioni di legge in vigore od emanate prima dell'inizio dei lavori.
Opere in calcestruzzo semplice ed armato
I quantitativi dei diversi materiali da impiegare per la composizione dei conglomerati saranno sottoposti
dall'Appaltatore alla D.L. per preventiva approvazione.
Quando la D.L. ritenesse di variare tali proporzioni o componenti, l'Appaltatore sar obbligato ad
uniformarsi alle prescrizioni della medesima, salvo le conseguenti variazioni di prezzo.
I materiali, le malte ed i conglomerati, esclusi quelli forniti in sacchi di peso determinato, dovranno ad
ogni impasto essere misurati con appositi contenitori della capacit prescritta, che l'Appaltatore sar in
obbligo di provvedere e mantenere a sue spese costantemente in tutti i siti in cui verr effettuata la
manipolazione.
Prima di eseguire l'impasto di ogni getto l'impresa appaltatrice dovr comunicare e ottenere
l'approvazione della composizione degli impasti.
I calcestruzzi, se preconfezionati, dovranno essere ordinati "a resistenza" secondo le resistenze
caratteristiche prescritte nel capitolato.
L'impasto dei materiali dovr essere fatto a mezzo di macchine impastatrici e mescolatrici. Nella
composizione di calcestruzzi con malte di calce comune od idraulica si former prima l'impasto della
malta con le proporzioni prescritte impiegando la minor quantit di acqua possibile, poi si aggiunger
la ghiaia o il pietrisco mescolando il tutto fino ad ottenere un impasto uniforme.
Gli impasti di conglomerato dovranno essere preparati soltanto nella quantit necessaria, per l'impiego
immediato, cio dovranno essere preparati volta per volta e per quanto pi possibile in vicinanza del
lavoro. I residui di impasti non utilizzati immediatamente dovranno essere

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messi a discarica.
Il calcestruzzo da impiegarsi in qualsiasi lavoro sar messo in opera appena confezionato e verr
disposto a strati orizzontali di altezza da cm. 20 a cm. 30 su tutta la estensione della parte in opera
che si esegue ad un tempo, vibrato con vibratore ad alta frequenza.
Durante il getto il cavo da riempirsi dovr essere completamente asciutto e resta a carico dell'impresa
ogni eventuale aggottamento d'acqua.
Finito che sia il getto e spianata con ogni diligenza la superficie superiore, il calcestruzzo dovr essere
lasciato indurire per tutto il tempo che la D.L. riterr necessario per raggiungere il grado di indurimento
che dovr sopportare.
Durante il periodo della stagionatura tutti i getti dovranno essere abbondantemente e frequentemente
annaffiati. Le superfici dovranno risultare regolari e non saranno tollerate stuccature o rappezzi.
L'Amministrazione appaltante, a suo insindacabile giudizio, pu obbligare l'impresa al lavaggio della
ghiaia, sabbia e pietrisco.
In caso di temperatura inferiore a 0 C, si dovr s ospendere il getto o prendere precauzioni (da
approvarsi dalla D.L.) tali che il getto stesso non abbia a gelare durante la presa.
In ogni caso vietato l'uso di anticongelanti che a giudizio della D.L. risultano dannosi per il
calcestruzzo e per le armature.
Conglomerati
Tutti i conglomerati saranno confezionati con inerte pulito, di granulometria ben variata; il diametro
massimo dell'inerte sar adeguato allo spessore od alla massa dell'elemento da gettare.
Il dosaggio e la qualit del cemento saranno proposti dall'Appaltatore alla D.L., che potr richiedere, in
relazione alle condizioni climatiche o alla tipologia del getto, l'impiego di cemento R425 o R525 senza
alcun compenso aggiuntivo rispetto all'uso di cemento 325, cos come non sar compensato
l'eventuale ricorso ad additivi antigelo (esenti da cloruri) o ad agenti espansivi.
Lo studio delle miscele al fine di ottenere le resistenze volute resta a carico dell'Appaltatore, che dovr
sottoporre gli studi di qualificazione alla Direzione Lavori.
Resta in ogni caso inteso che tutti i calcestruzzi saranno confezionati con l'impiego di additivo
fluidificante, in modo da contenere il rapporto A/C entro il limite di 0,35 (murature, scale, solette fuori
terra) e 0,4 (strutture interrate, solai) e garantire quindi l'impermeabilit e la durabilit
dei getti. L'impiego di additivo fluidificante compreso e compensato nel prezzo.
La D.L. potr richiedere, anche ad esecuzione delle strutture avvenuta, l'esecuzione di fori di area
massima di 0,3 mq., senza alcun compenso aggiuntivo. Le riprese di getto dovranno avvenire
secondo, modalit e posizioni autorizzate dalla D.L.; la superficie di ripresa sar ruvida e pulita; potr
essere richiesta, senza alcun compenso aggiuntivo, la spruzzatura di prodotti atti a favorire la
solidarizzazione fra nuovo e vecchio getto, quali Sikadur CH32 o similari prodotti di altre primarie case.
cls per strutture in elevazione
(pareti, pilastri e solette)

classe di resistenza C28/35(Rck 35 MPa)


classe di esposizione XC3 Prospetto 4 UNI 11104
cemento tipo II 32.5 UNI EN 450
dosaggio cemento 320 kg/mc di impasto
rapporto A/C 0.55
contenuto massimo cloruri Cl 0,20%
dim. nominale max aggregati 25 mm
inerti resistenti al gelo
consistenza S4 fluida
copriferro elevazioni 4 cm (salvo diversa indicazione)
copriferro solette 3 cm (salvo diversa indicazione)

Casseri
I casseri potranno essere, a discrezione dell'Appaltatore, in legno o metallo, salvo diversa indicazione
della D.L.; quelli per la realizzazione delle murature fuori terra dovranno essere in metallo, privi di
difetti o saldature in rilievo.
I casseri dovranno consentire l'esecuzione dei getti in condizioni di assoluta sicurezza; saranno dotati
di tutti i dispositivi necessari ad impedire la fuoriuscita dei getti, l'ancoraggio alle strutture di contrasto.
Le superfici a contatto con il getto saranno spruzzate con prodotto disarmante. Dovranno essere
messe in opera, anche a semplice richiesta della D.L. ed in mancanza di indicazioni sugli elaborati, le
controforme necessarie per la formazione di porte, finestre, fori, nicchie, ecc., senza alcun compenso
aggiuntivo.
Analogamente potr essere richiesto, senza oneri aggiuntivi per la Stazione Appaltante, il
posizionamento nei casseri di tubi o controtubi , piastre, zanche , tirafondi , componenti di qualsiasi
genere necessari per le strutture o per l'impiantistica.

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Tali elementi dovranno essere saldamente bloccati ai casseri, in modo da impedirne lo spostamento
durante il getto, provvedendo anche alle necessarie sagomature ed adattamenti delle barre e delle reti
d'armatura.
Prove sui materiali e prove di carico
Dovranno essere prelevati, sotto il diretto controllo della D.L., campioni di calcestruzzo (cubetti) in
numero conforme alle vigenti normative; i
cubetti dovranno essere consegnati entro 48 ore dal getto ad un Laboratorio ufficialmente riconosciuto
che provveder alla maturazione in
camera umida ed alle prove di rottura, con onere a carico dell'Appaltatore. Potr essere richiesto dalla
D.L., senza oneri aggiuntivi, il prelievo
di cubetti aggiuntivi rispetto a quelli strettamente necessari, da far rompere a 7 o 28 giorni dal getto, in
modo da controllare l'evoluzione delle
resistenze dei getti. Saranno eseguite almeno tre prove di carico sui solai e sulle strutture in c.a., con
onere a carico dell'Appaltatore.
Barre e reti di armatura
Acciaio per c.a. in barre tipo B450C, non ossidate n corrose, prive di sostanze che possano ridurre
l'aderenza con il conglomerato, caratterizzate dai seguenti valori:
fy nom = 450 MPa
ft nom = 540 MPa
fyk fy nom (5% frattile)
ftk f nom (5% frattile)
(ft/fy)k 1.13
(ft/fy)k < 1,35
(Agt)k 12%

Tensione caratteristica di snervamento


Tensione caratteristica di rottura

Allungamento

Rete elettrosaldata: in acciaio B450C conforme ad UNI EN ISO 15630-2:2004, caratterizzata dai
seguenti valori:
fy nom = 390 MPa
ft nom = 440 MPa
Tensione caratteristica di snervamento
fyk fy nom (5% frattile)
Tensione caratteristica di rottura
ftk f nom (5% frattile)
(ft/fy)k 1.10
Allungamento
(Agt)k 8%
Potr essere richiesto l'impiego di acciaio saldabile per il collegamento delle armature ad elementi
metallici; senza compensi aggiuntivi, n per la fornitura e posa, n per la saldatura. Le barre e le reti
dovranno essere messe in opera a regola d'arte, con legature fitte, atte a garantire la perfetta stabilit
della gabbia durante il getto secondo le indicazioni dei disegni esecutivi.
Risulta compensato l'eventuale ricorso ad armature aggiuntive rispetto a quelle di progetto, che
l'Appaltatore reputi necessarie per la stabilizzazione di gabbie, la posa in opera delle armature
superiori di solette o comunque necessarie per motivi legati alla buona esecuzione
dei getti. Il ricorso a gabbie prefabbricate (a pi d'opera o in officina) per la confezione di travi, cordoli,
pilastri od altri elementi, dovr essere autorizzato dalla D.L..
In corso d'opera la D.L. potr richiedere, senza alcun onere aggiuntivo per la Stazione Appaltante, la
messa in opera di armature in variante aggiuntive a quelle previste, fino ad un'incidenza massima in
esubero pari al 10% di quella prevista. Su barre e reti dovranno essere eseguite le prove previste dalle
vigenti normative, compresa la prova di duttilit. Le armature dovranno essere distanziate dai bordi del
cassero o dal magrone con distanziatori di plastica o altro materiale, compresi nel prezzo. Le armature
superiori di platea e solette dovranno essere adeguatamente sostenute.
Vibrazione e finitura dei getti
Tutti i getti dovranno essere accuratamente vibrati, in modo da garantire miscele e superfici omogenee
e esenti da difetti superficiali e da contenere l'impiego d'acqua. I getti dovranno essere accuratamente
ed abbondantemente bagnati durante la maturazione, in modo da evitare screpolature e fessurazioni
dovute al ritiro.

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Conglomerati di resina sintetica


La composizione dovr essere preventivamente approvata dalla D.L. Dovranno essere confezionati
miscelando con i relativi indurenti resine
sintetiche, sabbie di quarzo di varia granulometria ed agenti tixotropizzanti.
I conglomerati di resina sintetica, una volta induriti, dovranno presentare le seguenti caratteristiche:
- notevoli propriet di adesione;
- elevate resistenze sia meccaniche che chimiche;
- rapido sviluppo delle propriet meccaniche.
Essendo numerose le possibilit di applicazione occorrer variarne la fluidit conformemente alle
prescrizioni di progetto, in funzione della
natura dei materiali, della loro porosit e delle finalit della lavorazione.
I conglomerati dovranno in ogni modo assicurare:
- ottima capacit di indurimento anche a basse temperature;
- sufficiente adesione anche in presenza di umidit;
- assorbimento capillare e quindi ottima saturazione delle superfici di contatto;
- tempi di lavorabilit sufficienti anche in periodo estivo.
Per la preparazione dei conglomerati sintetici si dovranno utilizzare apposite betoniere o mescolatrici
da impiegare solo per le resine.
Per i formulati a due componenti sar necessario attenersi con precisione e scrupolo alle prescrizioni
tecniche del produttore nella definizione dell'esatto rapporto resina/indurente.
Resta tassativamente vietato regolare il tempo di indurimento aumentando o diminuendo la quantit di
indurente in quanto l'Appaltatore dovr attenersi alle prescrizioni del produttore.
L'applicazione dei conglomerati sintetici, poich sia la temperatura che il tasso di umidit influenzano
negativamente la reazione fra la resina e l'indurente e quindi la qualit dell'intervento, dovr essere
eseguita quando le condizioni atmosferiche lo consentano.
I risultati migliori si otterranno lavorando con temperature non inferiori a 15 C e con umidit relativa del
50 o 60%. Temperature pi basse a forte umidit potrebbero provocare, impiegando alcuni tipi di
indurente, tempi di presa pi lunghi ed un indurimento irregolare e difettoso. Le superfici su cui
saranno applicati i conglomerati di resina dovranno essere opportunamente predisposte secondo
quanto previsto dal produttore. Le fessure dovranno essere allargate con traccia a V, spolverate e
trattate con una miscela fluida priva di cariche. I ferri ed i metalli, spesso unti e corrosi dalla ruggine,
dovranno essere accuratamente puliti con i metodi ed i materiali prescritti dalla D.L.. In generale
l'appaltatore sar tenuto, rispettando le precauzioni consigliate dal produttore, a fornire agli operi gli
indumenti e di presidi sanitari adatti (guanti, visiere, maschere, ecc.) onde evitare il contatto con i
prodotti e le loro esalazioni. Sar quindi obbligato a far manipolare i composti all'aperto o in luoghi
ventilati e a far osservare le norme di sicurezza.
Dovr essere fornita alla D.L. la letteratura tecnica sui prodotti da impiegare che dovranno essere di
volta in volta accettati espressamente
dalla D.L. stessa.
Travi, pilastri setti ecc. in calcestruzzo armato
Esecuzione di getto in opera di calcestruzzo armato a resistenza garantita, per travi, pilastri, setti ecc.,
confezionato con cemento CEM I 32,5 o 42,5, inerti di adeguata granulometria con dimensioni max.
fino a 30 mm, comprese casserature di contenimento, puntellazioni, ponteggi di servizio, armo e
disarmo, uso del vibratore meccanico, disarmante, fori o lesene per passaggio impianti, bagnatura,
con la sola esclusione del ferro d'armatura compensato a parte.
Con cemento CEM I 32,5 -Classe Rck 35
Travi - veletta in c.a.
Esecuzione di getto in opera di calcestruzzo armato a resistenza garantita, per esecuzione di traviveletta a sezione verticale con spessore sottile fino a 20 cm, confezionato con cemento CEM I 32,5 o
42,5, inerti di adeguata granulometria con dimensioni max. fino a 20 mm, comprese casserature di
contenimento, puntellazioni, ponteggi di servizio, armo e disarmo, uso del vibratore meccanico,
disarmante, fori o lesene per passaggio impianti, con la sola esclusione del ferro d'armatura
compensato a parte.
Con cemento CEM I 32,5 -Classe Rck 35
Murature elevazione in c.a.
Esecuzione di getto in opera di calcestruzzo armato a resistenza garantita per murature in elevazione,
confezionato con cemento CEM I 32,5 o 42,5, inerti di adeguata granulometria con dimensioni max
fino a 30 mm, comprese casserature di contenimento, elementi trasversali di fissaggio, puntellazioni,
ponteggi di servizio, armo e disarmo, inserti per sagomature e fori per aperture o lesene per passaggio

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impianti, disarmante, uso del vibratore meccanico, bagnatura, con la sola esclusione del ferro
d'armatura compensato a parte.
Con Rck 35 e con spessore da 16 cm a 25 cm compresi.

ART. 30

SOLETTE MONOLITICHE
Le coperture saranno eseguite, a seconda degli ordini della Direzione Lavori, con solai in cemento
armato (massicci).
Per i solai si richiamano tutte le norme e prescrizioni per lesecuzione delle opere in cemento armato di
cui allarticolo precedentemente.
Particolare cura dovr aversi nella collocazione dei ferri di armatura e prima di iniziare il getto del
conglomerato cementizio bisogna consultare la Direzione Lavori.
Solaio tipo a soletta monolitica su lastre tipo predalles
Soletta monolitica realizzata con getto in opera di calcestruzzo armato a resistenza garantita, spessore
di 21cm, eccezione fatta per gli appoggi sui pilastri dove si avr una soletta con spessore 25cm,
confezionato con cemento CEM I 32,5 inerti di adeguata granulometria con dimensioni max. fino a 30
mm. Casseratura di contenimento costituita da lastra tipo predalles 4 cm di spessore, armata nel suo
piano medio da rete elettrosaldata, nonch da tralicci di acciaio B450C elettrosaldati e dell'armatura
per momento positivo, da utilizzare quale soletta collaborante per getto di solaio monolitico in c.a.,
tranne zone di dimensioni ridotte (pilastri) ove da prevedere una casseratura inferiore di
contenimento. Comprese altre casserature di contenimento, puntellazioni, ponteggi di servizio, armo e
disarmo, uso del vibratore meccanico, disarmante, fori o lesene per passaggio impianti, e per
l'installazione di lucernai, bagnatura, con la sola esclusione del ferro d'armatura compensato a parte.
Si comprende altres l'onere per la formazione di supporti ad uso delle unit di trattamento aria
installate in copertura. Con cemento CEM I 32,5 -Classe Rck 30 .
Solette in c.a.
Solette in c.a. realizzate con getto in opera di calcestruzzo armato a resistenza garantita, confezionato
con cemento CEM I 32,5 o 42,5, inerti di adeguata granulometria con dimensioni max. fino a 30 mm,
comprese casserature di contenimento, puntellazioni, ponteggi di servizio, armo e disarmo, uso del
vibratore meccanico, disarmante, fori o lesene per passaggio impianti, bagnatura, con la sola
esclusione del ferro d'armatura compensato a parte. Con cemento CEM I 32,5 -Classe Rck 35.

ART. 31

STRUTTURE PREFABBRICATE
Nell'esecuzione di strutture prefabbricate l'appaltatore dovr attenersi strettamente a tutte le norme di
cui al precedente articolo 97

ART. 32

SOLAI
Le coperture degli ambienti e dei vani potranno essere eseguite, a seconda degli ordini della direzione
dei lavori, con solai di uno dei tipi descritti in appresso.
La direzione dei lavori ha la facolt di prescrivere il sistema e tipo di solaio di ogni ambiente e per ogni
tipo di solaio essa stabilir anche il sovraccarico accidentale da considerare e l'appaltatore dovr
senza eccezioni seguire le prescrizioni della direzione lavori.
L'appaltatore dovr provvedere ad assicurare solidamente alla faccia inferiore di tutti i solai ganci di
ferro appendi-lumi nel numero, forma e posizione che, a sua richiesta, sar precisato dalla direzione
lavori.
Solai di tipo misto in cemento armato ed elementi laterizi forati
I laterizi dei solai di tipo misto in cemento armato, quando abbiano funzione statica, dovranno
rispondere alle prescrizioni tecniche vigenti ed alle seguenti prescrizioni:
1) essere conformati in modo che nella posa si colleghino saldamente tra di loro cos da assicurare

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una uniforme trasmissione degli sforzi dall'uno all'altro elemento;


2) ove sia disposta una soletta di calcestruzzo staticamente integrativa di quella di laterizio,
quest'ultima deve avere forma e finitura tali da assicurare la perfetta aderenza tra i due materiali, ai fini
della trasmissione degli sforzi di scorrimento;
3) qualsiasi superficie metallica deve risultare circondata da una massa di cemento che abbia in ogni
direzione spessore non minore di 1 cm.
Solai a lastra bausta
Questa tipologia di solai costituita da lastre in c.a. vibrato dello spessore di 4 o 5 cm. circa, la cui
eccellente rigidit assicurata grazie ad un complesso di armature costituito da reti, tralicci
elettrosaldati e da eventuali ferri aggiuntivi. Nel caso di solai ad uso civile e sovraccarichi normali, i
tralicci delle lastre sono separati da blocchi di polistirolo, particolarmente indicati per alleggerire il getto
di completamento in calcestruzzo. La soluzione particolarmente indicata in caso di edifici industriali
ed abitazioni, soprattutto in zone sismiche in quanto leccellente rigidit delle lastre garantisce la
ripartizione delle forze sismiche alle strutture verticali. Dotati di una notevole rigidezza flessionale
(equivalente a quasi il doppio di quella di un solaio in latero-cemento di pari altezza), i solai a lastre
tralicciate garantiscono una notevole resistenza ai momenti negativi soprattutto per la presenza di una
soletta inferiore nella zona degli appoggi. Su richiesta del cliente, Vencato Prefabbricati in grado di
calcolare la resistenza del solaio dagli effetti distruttivi del fuoco. Caratterizzate da una superficie
inferiore perfettamente liscia, le lastre tralicciate sono subito pronte per la tinteggiatura, senza che sia
necessario lintonaco.
Solai a traliccio bausta
I travetti sono realizzati con un traliccio a staffe elettrosaldate in acciaio ad alta resistenza, inserito in
un fondello di laterizio mediante getto di calcestruzzo vibrato. Questi travetti si possono trovare gi
confezionati in lunghezze modulari di 10 cm pronti alluso, da ml. 0.50 a ml. 6.70, oppure confezionati
su misura. Nel caso di solai che devono sopportare grossi carichi o con luci notevoli, impiegato il
sistema bitrave, costituito da due travetti intervallati da un blocco di laterizio di alleggerimento. La
soluzione resa ottimale dallutilizzo di calcestruzzo con resistenza caratteristica (Rck) superiore a
300 kg/cmq e modulo di elasticit Eb=3.2x105 kg/cmq. Inoltre Vencato impiega acciaio FeB44k,
controllato statisticamente nelle ferriere di produzione. Anche il traliccio viene attentamente
selezionato da trafilerie la cui produzione costantemente controllata da laboratori ufficiali.
Solai a lastre tipo predalles
Il solaio predalles una struttura tralicciata con fondo cassero piano facciavista in c.a.v. con larghezza
standard di cm. 120 e spessori variabili da cm. 4 a 6 , con lunghezze fino a mt. 16.00.Questa struttura
viene impiegata per la realizzazione di impalcati civili ed industriali lasciati a vista, con l'alternativa di
realizzare la struttura con getto pieno, alleggerita con polistirolo o con interposti in cotto. La posa del
solaio predalles vincolata alla formazione di banchinatura provvisoria (rompitratta) posta ad un
interasse variabile a seconda del peso del solaio. Solitamente la banchinatura viene posizionata da
cm. 130 a cm. 160. Le caratteristiche tecniche del solaio predalles sono la grande maneggevolezza
del prodotto e sua posa, la possibilit illimitata di predisporre impiantistiche, canalizzazioni, forometrie
e quant'altro si voglia prima del getto del solaio, lelevata resistenza al fuoco fino a 180', la semplicit
di intervento di tinteggiatura sull'intradosso del solaio predalles e la possibilit di utilizzo come
fondocassero per realizzare grandi sovraccarichi e travi in getto pieno.
Le lastre predalles vengono poste in opera in luce da appoggio ad appoggio (trave-trave o muro-muro)
con banchinaggio di sostegno in corrispondenza delle testate, ponendo particolare attenzione durante
la movimentazione in modo da non provocare lesioni o rotture che possano indebolire il manufatto. In
corrispondenza degli appoggi il collegamento tra lastra e trave dovr essere assicurato da monconi
superiori e da spezzoni di ferro inferiori da fornirsi e posarsi a cura dell'impresa su indicazione della
Direzione Lavori. Nella cappa di calcestruzzo gettata si pone una armatura di ripartizione
generalmente realizzata da un rete elettrosaldata di dimensioni adeguate, per assicurare la continuit
del getto e la ripartizione dei carichi. Il getto del solaio in cantiere andr eseguito secondo la normale
regola d'arte.
Scale in c.a.
Esecuzione di rampe di scale e di pianerottoli con getto in opera di calcestruzzo armato confezionato
con cemento CEM I 32,5 o 42,5, inerti di adeguata granulometria con dimensioni max. fino a 20 mm, in
opera a qualunque altezza di imposta, comprese casserature di contenimento con fondo liscio,
puntellazioni, ponteggi di servizio, armo e disarmo, formazione di gradini, uso del vibratore meccanico,
disarmante, con la sola esclusione del ferro d'armatura compensato a parte. Classe Rck 35.

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ART. 33

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COPERTURE A TETTO
Copertura in legno
La copertura in legno costituita da: travi in legno lamellare in abete GL24 e GL28 ricavato da tavole
scelte secondo la normativa DIN4074 ed incollate con colla ureo/melamminica secondo la normativa
DIN EN 14080, impregnanti protettivi all'acqua con colorazione a scelta della DL. Parti metalliche
conformi al D.M. del 14/01/2008 NNTC, ferramenta in acciao tipo S235 o superiore; bulloneria legnolegno e acciaio-legno classe 4,6 o superiore, compreso ogni altro onere per consegnare l'opera a
regola d'arte. Resistenza al fuoco R60.
Sopra la suddetta struttura prevista la posa di doppio tavolato tipo OSB mentre allintradosso
prevista la posa del tavolato singolo. Sopra ai due pannelli di OSB precedentemente descritti
prevista lesecuzione di copertura ventilata, , mediante listelli in abete aventi sez. di cm 5x5 posti nel
senso della pendenza di copertura ad un interasse di cm 50 circa , tavolato grezzo sp. 24 mm tipo
OSB con sovrastante guaina traspirante idrorepellente. Tutte le linde esterne verranno controsoffittate
con pannelli in compensato marino fissati alla struttura lignea con apposita ferramenta in acciaio inox.
Copertura di tegole curve o coppi
La copertura di tegole a secco si far posando sulla superficie da coprire un primo strato di tegole con
la convessit rivolta in basso, disposte a filari ben allineati e attigui, sovrapposte per 15 cm ed
assicurate con frammenti di laterizi. Su questo tratto se ne collocher un secondo con la convessit
rivolta in alto, similmente accavallate per 15 cm, disposte i modo che coprano la connessura fra le
tegole sottostanti.
Le teste delle tegole in ambedue gli strati saranno perfettamente allineate con la cordicella, sia nel
senso parallelo alla gronda che in qualunque senso diagonale.
Il comignolo, i displuvi ed i compluvi saranno formati da tegoloni.
I tegoloni del comignolo e dei displuvi saranno diligentemente suggellati con malta, e cos pure
saranno suggellate tutte le tegole che formano contorno alle falde, o che poggino contro muri,
lucernari, canne da camino e simili. Le tegole che vanno in opera sulle murature verranno posate su
letto di malta.
La copertura di tegole su letto di malta verr eseguita con le stesse norme indicate per la copertura di
tegole a secco; il letto di malta avr lo spessore di 4 5 cm.
Copertura di tegole piane
Nella copertura di tegole piane ad incastro (marsigliesi o simili), le tegole, quando devono poggiare su
armature di correnti, correntini o listelli, saranno fissate a detti legnami mediante legatura di filo di ferro
zincato, di sezione 1 mm circa, il quale, passando nell'orecchio esistente in riporto nella faccia
inferiore di ogni tegola, si avvolger ad un chiodo pure zincato, fissato in una delle facce dei correntini
o listelli.
Quando invece le tegole devono poggiare sopra un assito, sul medesimo, prima della collocazione
delle tegole, saranno chiodati parallelamente alla gronda dei listelli della sezione di 4 3 cm a
distanza tale, tra loro, che vi possano poggiare i denti delle tegole di ciascun filare.
Per la copertura di tegole piane ad incastro su sottomanto di laterizio, le tegole dovranno posare sopra
uno strato di malta spesso da 4 a 5 cm, ed essere suggellata ogni tegola con la malta stessa.
In ogni caso dovranno essere impiegate, nella posa della copertura, mezze tegole rette e diagonali alle
estremit delle falde e negli spigoli, in modo da alternare le tegole da un filare all'altro.
Sopra i displuvi dovranno essere disposti appositi tegoloni di colmo murati in malta idraulica, inoltre
dovr essere inserito un numero adeguato di cappucci di aerazione.
Tetto pensile verde
Fornitura e posa in opera di sistema preconfezionato per tetti verdi estensivi prevegetato costituito da:
A) Formella modulare con funzione contenitiva dellintero pacchetto, oltre che di accumulo idrico e
drenaggio, delle dimensioni cm 60 x 40 e altezza cm 14, dal peso in condizione di massima
saturazione di 93 kg/m2, realizzata in EPS stampato imputrescibile di densit 30 kg/m3, additivato con
grafite di colore grigio.
B) Strato di geotessile in polipropilene con funzione di separazione e filtro da gr/ m2 215.
C) Substrato leggero composto da miscela di materiali vulcanici, compost, fertilizzanti e ghiaia per
uno spessore totale di cm 6 ca.
D) Vegetazione tappezzante costituita da miscela di sedum (composto da Sedum Acre Majus, Sedum
Album Coral Carpet, Sedum Album Athoum, Sedum Montanum Sedum Weihenstephaner Gold in
proporzione variabile) fornita con le piante gi pienamente sviluppate.
E) Ghiaia perimetrale per una larghezza di circa 40 cm dal muretto verticale di contenimento.

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Caratteristiche ecologiche: ha un elevato potere fonoassorbente e costituisce un ulteriore elemento


coibente; regolamenta il deflusso dellacqua meteorica verso gli scarichi; contribuisce alla
salvaguardia della biodiversit; raccoglie le polveri presenti in atmosfera; identificato come cool roof
(raffrescante passivo), poich contribuisce alla diminuzione delleffetto isola di calore delle aree
urbane e abbassa la temperatura interna degli edifici. Contribuisce allottenimento dei
crediti utili ai fini della certificazione LEED.

ART. 34

COPERTURE A TERRAZZO
Il solaio di copertura piano a terrazzo sar eseguito in piano con le pendenze da darsi al terrazzo, non
inferiori al 2 per cento, saranno raggiunte mediante inclinazione del lastrico di copertura da eseguirsi
in massetto con conglomerato cementizio, gretonato o simile.
Sopra tale lastrico verr eseguita una spianata di malta idraulica dello spessore di 2 cm (camicia di
calce) e quindi l'impermeabilizzazione e ci allo scopo di evitare ogni infiltrazione di acqua.
Anche le pareti perimetrali del terrazzo verranno protette, nella parte inferiore, previa preparazione con
intonaco grezzo mediante un'applicazione verticale d'impermeabilizzazione dell'altezza non inferiore a
20 cm, raccordata opportunamente.
Sull'impermeabilizzazione sar poi applicata direttamente (senza massetto) la pavimentazione.
Nei punti di scarico dovranno essere collocati bocchettoni di piombo di spessore non minore a 2 cm, di
rame di spessore non minore a 1 cm o di gomma delle dimensioni minime di 50 50 cm raccordati
con tubi di lunghezza adeguata da innestarsi oltre lo spessore del solaio nei discendenti pluviali;
l'imbocco del tubo dovr avere una griglia apribile, in acciaio inox od in altro materiale ritenuto idoneo
dalla direzione dei lavori, con telaio ancorato saldamente al bocchettone stesso.
I raccordi tra il solaio e gli elementi dallo stesso emergenti dovranno essere realizzati con converse di
piombo o di rame degli spessori minimi, rispettivamente, di 2 cm e di 1 cm, con sviluppo all'interno
dell'impermeabilizzazione di un minimo di 20 cm e con la parte verticale non minore di 20 cm.
I giunti di dilatazione dovranno essere adeguatamente protetti dalle infiltrazioni d'acqua e la protezione
dovr essere realizzata con particolare riguarda alla durata della stessa.

ART. 35

SISTEMI DI SICUREZZA PER COPERTURE


Fornitura e posa in opera di linea di ancoraggio flessibile orizzontale (Linea Vita) tipo ROTHOBLASS ALLINONE o equivalente certificata su sottofondo secondo EN 795 classe C. Tutti gli elementi di
ancoraggio e la fune di sicurezza sono in acciaio inossidabile. La linea di ancoraggio presenta un
pretensionamento costante. Adatto per lutilizzo simultaneo di max. 4 persone per ogni tratto di fune.
Tipologia di ancoraggio 1
Versione del sistema: Linea Vita su sostegni ancorati su STRUTTURA IN ACCIAIO

deformabile plasticamente a partire da 5 kN, caricabilit 20 30 kN ( secondo il tipo di fissaggio ),


schiumatura interna termoisolante.
Distanza ancoraggi: max. 15 m
Lunghezza massima linea ancoraggio senza interruzione: 250 m
Materiale: acciaio zincato a caldo

Elementi base
n 7 sostegni standard, dimensione: sostegno 48 m m, base 150 x 150 x 8 mm, anche con base
inclinata, altezza 300 400 500 600 mm. Fissaggio del sostegno come indicazioni fornite dal
fabbricante;

n 7 set di fissaggio per struttura in acciaio: con tropiastra 150x150x8 mm.

n 2 fissaggi terminali;

n 1 set terminali con ammortizzatore caduta, indic azione caricamento della molla ( circa 0.75 kN ),
completo di morsetto indicatore ( per verifiche periodiche);

ml 55 fune a trefoli in acciaio inossidabile 8 mm, 7x7 (49 fili), carico di rottura 37 kN;

n 1 targhetta segnalatrice con indicate le specifi che della linea vita, fornita dal produttore;

Elementi integrativi
Elementi intermedi passanti:

n 1 elemento rettilineo passante su entrambi i lat i della linea vita


Elementi intermedi non passanti:
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n 4 elementi ad angolo variabile non passante

Tipologia di ancoraggio 2
Versione del sistema: Linea Vita su sostegni ancorati su SOLAIO IN CLS

deformabile plasticamente a partire da 5 kN, caricabilit 20 30 kN (secondo il tipo di fissaggio),


schiumatura interna termoisolante.
Distanza ancoraggi: max. 15 m
Lunghezza massima linea ancoraggio senza interruzione: 250 m
Materiale: acciaio zincato a caldo

Elementi base
n 8 sostegni standard, dimensione: sostegno 48 m m, base 150 x 150 x 8 mm, anche con base
inclinata, altezza 300 400 500 600 mm. Fissaggio del sostegno come indicazioni fornite dal
fabbricante;

n 32 fissaggi per struttura in cls: ancoraggio pes ante 12x118 (Cls min C20/25 RCK250)

n. 2 fissaggi terminali;

n 1 set terminali con ammortizzatore caduta, indic azione caricamento della molla ( circa 0.75 kN ),
completo di morsetto indicatore ( per verifiche periodiche);

ml 45 fune a trefoli in acciaio inossidabile 8 mm, 7x7 (49 fili), carico di rottura 37 kN;

n 1 targhetta segnalatrice con indicate le specifi che della linea vita, fornita dal produttore;

Elementi integrativi
Elementi intermedi passanti:

n 1 elemento rettilineo passante su entrambi i lat i della linea vita


Elementi intermedi non passanti:

n 5 elementi ad angolo variabile non passante


Tipologia di ancoraggio 3
Versione del sistema: ancoraggio singolo su SOLAIO IN CLS

n 1 sostegno singolo con occhiello sostegno 48 m m, base 150 x 150 x 8 mm, anche con base
inclinata, altezza 300 400 500 mm. Fissaggio del sostegno come indicazioni fornite dal
fabbricante;
n 4 fissaggi per struttura in cls: ancoraggio pesa nte 12x118 (Cls min C20/25 RCK250)
n 1 targhetta segnalatrice per il sostegno singolo con occhiello, fornita dal produttore;

Sono compresi i lavori di posa in opera, montaggio e sigillatura del sistema e degli elementi.
Compresa, a cura dellinstallatore, la redazione della dichiarazione di corretta messa in opera di
sistemi di sicurezza e primo collaudo con indicati gli elementi ed il materiale di fissaggio, la foto
documentazione delle condizioni di montaggio e la documentazione delle omologazioni di fissaggio al
sottofondo; (solo dopo lemissione dei suddetti certificati potr essere usata la linea di ancoraggio)

ART. 36

IMPERMEABILIZZAZIONE
Nelle impermeabilizzazioni eseguite con l'uso di cartafeltro, cartonfeltro, manti bituminosi prefabbricati,
guaine prefabbricate, questi materiali avranno i requisiti prescritti nel capitolo 1 e saranno posti in
opera mediante i necessari collanti con i giunti sfalsati.
Qualsiasi impermeabilizzazione sar posta su piani predisposti con le opportune pendenze.
Le impermeabilizzazioni, di qualsiasi genere, dovranno essere eseguite con la maggiore accuratezza
possibile, specie in vicinanza di fori, passaggi, cappe, ecc.; le eventuali perdite che si manifestassero
in esse, anche a distanza di tempo e sino al collaudo, dovranno essere riparate ed eliminate
dall'appaltatore, a sua cura e spese, compresa ogni opera di ripristino.
Impermeabilizzazione di coperture con doppia membrana bituminosa (la superiore autoprotetta)
Impermeabilizzazione su coperture piane, realizzata mediante posa in opera di doppia membrana
bituminosa di cui la seconda guaina, a finire, autoprotetta con scaglie di ardesia naturale.
Prima membrana
in bitume polimero elastomerica (SBS) armata in tessuto non tessuto di Poliestere, spessore 4mm
avente le seguenti caratteristiche:
Norme di riferimento: EN 13707 - EN 13969

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Tipo di mescola: BPE


Tipo di armatura: Poliestere
Finitura superiore: Film PP / Sabbia
Finitura inferiore: Film PP
Destinazione d'uso: Sottostrato
Metodo di applicazione: a fiamma
Difetti visibili EN 1850-1: Supera
Lunghezza EN 1848-1: m = 10 -1% = 7,50 -1% (Spess. 5 mm)
Larghezza EN 1848-1: m = 1 -1%
Spessore EN 1849-1: mm 4 0,2 mm
Impermeabilit (metodo B) EN 1928: Supera
Impermeabilit dopo invecchiamento EN 1296+EN 1928: Supera
Comportamento al fuoco esterno EN 13501-5: F roof
Reazione al fuoco EN 13501-1: EUROCLASSE F
Resistenza alla trazione dei giunti
- giunzioni di testa EN 12317-1 N/50 mm 650 -20%
- giunzioni di lato 450 -20%
Propriet a trazione
- forza a trazione massima longitudinale N/50 mm 750 -20%
- forza a trazione massima trasversale EN 12311-1 N/50 mm 550 -20%
- allungamento longitudinale % 40 -15 pp
- allungamento traversale % 40 -15 pp
Resistenza all'urto (supporto rigido) EN 12691 mm 900
Resistenza al carico statico (supporto morbido) EN 12730 kg 15
Resistenza alla lacerazione (metodo del chiodo)
- longitudinale EN 12310-1 N 180 -30%
- trasversale 180 -30%
Stabilit dimensionale EN 1107-1 % = 0,3
Flessibilit a bassa temperatura EN 1109 C -20
Resistenza allo scorrimento ad elevata temperatura EN 1110 C 95
Flessibilit dopo invecchiamento artificiale EN 1296+EN 1109 C -15 +15 C
Permeabilit al vapor d'acqua EN 1931: = 20.000
Seconda membrana
in bitume polimero elastomerica (SBS) armata in tessuto non tessuto di Poliestere, spessore 4mm
avente le seguenti caratteristiche:
Norme di riferimento: EN 13707
Tipo di mescola: BPE
Tipo di armatura: Poliestere
Finitura superiore: ardesia
Finitura inferiore: Film PP
Destinazione d'uso: Strato a finire
Metodo di applicazione: a fiamma
Difetti visibili EN 1850-1: Supera
Lunghezza EN 1848-1: m = 7,50 -1%
Larghezza EN 1848-1: m = 1 -1%
Massa areica EN 1849-1: kg/m2 5.80 15%
Spessore EN 1849-1: mm 4 (su cimosa) 0,2 mm
Impermeabilit (metodo B) EN 1928: Supera
Impermeabilit dopo invecchiamento EN 1296+EN 1928: Supera
Comportamento al fuoco esterno EN 13501-5: F roof
Reazione al fuoco EN 13501-1: EUROCLASSE F
Resistenza alla trazione dei giunti
- giunzioni di testa EN 12317-1 N/50 mm 800 -20%
- giunzioni di lato 550 -20%
Propriet a trazione
- forza a trazione massima longitudinale N/50 mm 900 -20%
- forza a trazione massima trasversale EN 12311-1 N/50 mm 650 -20%
- allungamento longitudinale % 50 15 pp
- allungamento traversale % 50 15 pp
Resistenza all'urto (supporto rigido) EN 12691 mm 1500
Resistenza al carico statico (supporto morbido) EN 12730 kg 20
Resistenza alla lacerazione (metodo del chiodo)

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- longitudinale EN 12310-1 N 300 -30%


- trasversale 350 -30%
Stabilit dimensionale EN 1107-1 % = 0,3
Flessibilit a bassa temperatura EN 1109 C -25
Resistenza allo scorrimento ad elevata temperatura EN 1110 C 100
Flessibilit dopo invecchiamento artificiale EN 1296+EN 1109 C -20 +5 C
Permeabilit al vapor d'acqua EN 1931: = 20.000
Adesione dei granuli EN12039: Perdita % 15 15pp
La seconda membrana verr posata, sfalsata di 50 cm, mediante rinvenimento a fiamma di GPL della
massa bituminosa della membrana stessa, in aderenza totale sulla precedente, dovr essere risvoltata
ed incollata lungo le pareti verticali per almeno 20 cm oltre il livello massimo previsto per le acque
pluviali superando l'impianto della prima. Le sormonte longitudinali saranno saldate a fiamma per
almeno 10 cm e quelle di testa per almeno 15 cm.

Impermeabilizzazione di coperture con membrana per tetti verdi


Fornitura e posa di membrana di spessore 5 mm, (elemento di tenuta Anti Radice per TETTO
VERDE), ottenuta da impregnazione di un non-tessuto di poliestere, 150 g/m2, e di un velo di vetro, 55
g/m2, per mezzo di una mescola di bitume specifico, di poliolefine atattiche termoplastiche nobili
(TPO) e di un sistema di ignifugazione senza alogeni rispettoso dell'ambiente. All'interno della
membrana, le armature sono decentrate verso la met superiore rispetto al piano mediano. Il velo di
vetro diviso dal non-tessuto di poliestere e la sua presenza visibile sulla faccia superiore della
membrana. Questa membrana ottenuta dall'apporto di agenti
anti-radice in leganti plastomerici. La membrana conforme alla norma di resistenza al fuoco ENV
1187-1, -2, -3. Il prodotto finito totalmente riciclabile. Il sistema di gestione della produzione e del
controllo della membrana certificato ISO 9001, ISO 14001 e EMAS. La membrana dispone di un
agrment tecnico ATG 1502 e 2053 dell'UBAtc (Belgio). 1502 e 2053 dell'UBAtc (Belgio). La
metodologia applicativa dovr essere contemplata nel certificato Agrment Europeo della membrana.
La durata minima prevista di oltre 25 anni, deve essere certificata con rapporto di longevit ICITE.Il
sistema impermeabile deve essere coperto da garanzia
assicurativa postuma (prodotti + posa), rilasciata dal produttore, per la durata di anni 10 + 5. La
garanzia subordinata al collaudo del cantiere da parte del produttore.
Caratteristiche tecniche:
Spessore EN 1849-1 5 mm
Stabilit di forma a caldo EN 1110... 140C
Flessibilit alla produzione EN 1109.... -20C
Resistenza a trazione EN 12311-1. longitudinale: 700 N/5 cm; trasversale: 650 N/5 cm
Allungamento a rottura EN 12311-1.longitudinale: 45 %; trasversale: 45 %
Stabilit dimensionale EN 1107-1. 0,2%
Ritiro sui sormonti Test BDA 022 0 mm.
Resistenza alla lacerazione EN 12310-1200 N
Resistenza allurto EN 12691.1750 mm
Resistenza al punzonamento statico EN 12730 .20 Kg (Metodo - A)
Reazione al fuoco EN 13501-1 .Classe E
Resistenza al fuoco esterno EN 13501-5 (env 1187-1) B roof (t1, t2, t3)
Resistenza alle radici EN 13948Supera la prova.

Impermeabilizzazione di fondazioni e muri controterra


Impermeabilizzazione con membrana bituminosa con un compound costituito da bitume distillato
elastomeri e plastomeri. Supporto in tessuto non tessuto di poliestere composito utilizzata come
strato a finire con o senza protezione pesante o nelle fondazioni. La finitura superiore rivestita con
sabbia in granulometria finissima oppure a richiesta con talco. Finitura inferiore rivestita con un film
antiadesivo di elevata fusibilit con goffratura a quadretti per favorire la sfiammatura del film ed
indicare il giusto grado di fusione della mescola. Eseguire la posa con sfiammatura della finitura
inferiore e con sovrapposizioni laterali di almeno 8 cm e quelle di testa di circa 15 cm.
Tipo di mescola: BPP
Tipo di armatura: Poliestere
Finitura superiore: Sabbia/Talco

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Finitura inferiore: Film PE


Metodo di applicazione: A fiamma
Difetti visibili EN 1850-1 Supera
Lunghezza EN 1848-1 m 10 -1%
Larghezza EN 1848-1 m 1 -1%
Rettilineit EN 1848-1 Supera
Massa areica EN 1849-1 kg/m2 /
Spessore EN 1849-1 mm 4
Impermeabilit (metodo B) EN 1928 Supera
Impermeabilit dopo invecchiamento EENN 1 1299268 Supera
Comportamento al fuoco esterno EN 13501-5 F roof
Reazione al fuoco EN 13501-1 EUROCLASSE F
Resistenza alla trazione dei giunti
- giunzioni di testa EN 12317-1 N/50 mm 400
- giunzioni di lato 300
Resistenza alla penetrazione dacqua (metodo A) EN 1928:2000 /
Resistenza allurto (supporto rigido) EN 12691 mm 800
Resistenza al carico statico (supporto morbido) EN 12730 kg 10
Resistenza alla lacerazione (metodo del chiodo)
- longitudinale EN 12310-1 N 140 140 140 -30%
- trasversale 140 140 140 -30%
Stabilit dimensionale EN 1107-1 % 0,3
Flessibilit a bassa temperatura EN 1109 C -10
Resistenza allo scorrimento ad elevata temperatura EN 1110 C 120
Resistenza a caldo dopo invecchiamento artificiale EN 1296+ EN 1110 C 110
Permeabilit al vapor dacqua EN 1931 = 20.000
Protezione per impermeabilizzazione contro terra
Impermeabilizzazione controterra, costituita da guaina bollata in HPDE impremeabilizzante
multifunzionale speciale, bitume polimero elastoplastomerica corazzata, protettiva e drenata, armata
con tessuto non tessuto di poliestere ad alta resistenza, a protezione della guaina bituminosa.La
faccia superiore della membrana sar corazzata da placche di mescola in bitume distillato polimero, di
spessore 6 mm, di forma romboidale in numero di 1.567 placche/m2. Lo spessore della membrana
nelle parti piane dovr essere di 2,5 mm e dovr resistere al punzonamento dinamico di un martello da
1 kg che cada da 50 cm di altezza su di un punzone a due coltelli conforme UNI8202. La membrana
dovr avere una forza di adesione al calcestruzzo superiore a 100 KPa. La membrana corazzata va
incollata in totale aderenza a fiamma sul muro da rivestire, con la faccia bugnata rivolta verso
lesterno. I teli vanno sormontati e saldati lateralmente lungo la linea di sormonto previsto nella
membrana, mentre la tenuta lungo la linea di accostamento delle teste dei teli sar ottenuta incollando
la testa delle membrane su una fascia di tagliamuro di membrana armata poliestere alta 14 cm che
sar stata preventivamente incollatasul muro.
Impremeabilizzazione con guaina bituminosa barriera al vapore
Impermeabilizzazione con membrana realizzata con mescola a base di bitume distillato, elastomeri e
plastomeri; armata con feltro di vetro rinforzato e lamina di alluminio. Finitura superiore rivestita con
sabbia in granulometria finissima oppure a richiesta con talco, mentre quella inferiore da un film
antiadesivo di elevata fusibilit. Caratteristiche principali:
Norme di riferimento: EN 13970. Tipo di mescola: BPP (bitume plastomerico); tipo di armatura: velo di
vetro + lamina di alluminio; finitura superiore: sabbia; finitura inferiore: film PE; destinazione duso: BV
(barriera vapore); metodo di applicazione: a fiamma.
Lunghezza (EN 1848-1): m 15 -1% 10 -1%
Larghezza (EN 1848-1) m 1 -1%
Massa areica (EN 1849-1) kg/m2 2 / 10%
Spessore (EN 1849-1) mm 3 (tolleranza 0,2 mm)
Impermeabilit (metodo B) secondo norma EN 1928:2000
Comportamento al fuoco esterno (EN 13501-5): F roof
Reazione al fuoco (EN 13501): EUROCLASSE F
Resistenza alla trazione dei giunti
- giunzioni di testa (EN 12317-1) N/50 mm 450; - giunzioni di lato N/50 mm 350
Propriet a trazione
- forza a trazione massima longitudinale N/50 mm 450
- forza a trazione massima traversale EN 12311-1 N/50 mm 350

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- allungamento longitudinale 3%
- allungamento traversale 3%
Resistenza alla lacerazione (metodo del chiodo)
- longitudinale e trasversale EN 12310-1 N 70
Flessibilit a bassa temperatura EN 1109 C -10 -10 /
Permeabilit al vapor dacqua EN 1931 = 1.500.000 = 1.500.000 -10%
Spessore 3 mm

Impermeabilizzazione con membrana traspirante idrorepellente


Schermo ad alta traspirazione, composto da uno strato superiore speciale, idrorepellente di 1 scelta,
da una membrana centrale ad alta traspirazione, impermeabile allacqua e allaria e da uno strato
assorbente nella parte inferiore. Va stesa direttamente sullisolante termoacustico (o tavolato in legno),
parallelamente alla linea di gronda, e fissato con graffe o chiodi nella zona in cui risulta il sormonto
successivo. Per garantire una corretta posa del telo utilizzare le guarnizioni in corrispondenza dei
chiodi stessi.
I sormonti e le interruzioni devono essere sigillate con i nastri adesivi.
Peso: 180 gr/mq
Resistenza strappo: 353 N/5 cm
Valore Sd: ca. 0,02 m
Colonna dacqua: 4000 mm
Reazione al fuoco: B2
Reazione raggi UVA: 4 mesi
Impermeabilizzazione con membrana freno al vapore
Membrana a bassa traspirabilit, freno al vapore, con doppia funzione di traspirazione, impermeabile
allaria e allacqua, direttamente sul primo assito (sotto lisolante termoacustico). Va steso
parallelamente alla linea di gronda, fissato con graffe o chiodi nella zona in cui risulta il sormonto
successivo. I sormonti e le interruzioni devono essere sigillate con inastri adesivi.
Peso: 155 gr/mq
Resistenza strappo: 270 N/5 cm
Valore Sd: ca. 2,0 m
Colonna dacqua: 5500 mm
Reazione al fuoco: B2
Reazione raggi UVA: 4 mesi
Rivestimento impermeabile cementizio
Rivestimento impermeabile cementizio polimero modificato flessibile tixotropico avente impermeabilit
all'acqua, in spinta positiva, fino ad un carico idrostatico pari a 150 kPa, temperatura di esercizio
compresa tra -5C e +60C, adesione al supporto >0,5 N/mm2 sia inizialmente che dopo tutte le
stagionature previste dalla norma UNI EN 14891, capacit di copertura delle lesioni (Crack Bridging
Ability) >0,75 mm (UNI EN 14891) dopo 7 gg a +20C e 6 0% U.R. e >0,75 mm (UNI EN 14891) dopo
28 gg (7 gg a +20C e 60% U.R. + 21 gg di immersione i n acqua), allungamento a rottura >25% dopo
7 gg a +20C e 60% U.R. e >20% dopo 28 gg (7 gg a +20 C e 60% U.R. + 21 gg di immersione in
acqua). I dati tecnici dovranno essere supportati da certificazione di prova rilasciata da un laboratorio
ufficiale accreditato e/o essere assoggettati a controllo di qualit secondo norma ISO 9001.
Impermeabilizzazione a base cementizia
Impermeabilizzazione eseguita mediante stesura di due mani a spatola o a spruzzo con intonacatrice
di malta bi componente elastica a base cementizia, inerti selezionatia a grana fine, fibre sintetiche e
speciali resine acriliche in dispersione acquosa, per uno spessore finale non inferiore ai 2 mm.
Qualora sul sottofondo cementizio si preveda la formazione di
micro fessurazioni da assestamento si dovr interporre, tra il primo ed il secondo strato, una rete
di fibra di vetro alcali resistente di maglia 4 x 4,5 mm.
Il materiale dovr avere le seguenti caratteristiche:
- massa volumica dell'impasto 1.700 kg/m3
- durata dell'impasto: 60'
- adesione al calcestruzzo secondo UNI9532
(N/mm2) dopo 23 gg 1,1 (a +23C e 50% U.R.), dopo
7 gg 0,6 (a +23C e 50% U.R.)

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- impermeabile
- fattore di permeabilit al vapore 1.500 m
- resistenza ai cili di gelo/disgelo del cls rivestitosuperiore ai 300 cicli (UNI 7087)
- resistenza al cloruro di calcio dopo 60 gg in soluzione di CaCl2 al 30% misurata controllando la
perdita di resistenza a compressione su un provino
in cls confezionato con rapporto a/c paria 0,4: nessuna perdita di prestazioni
- resistenza al cloruro di sodio dopo 60 gg in soluzione NaCl al 10% mediante controllo della
penetrazione dello ione Cl in un provino di cls confezionato con rapporto a/c pari a 0,8
- resistenza alla carbonatazione dopo 60 gg in soluzione di Co2 al 30% mediante la determinazione
della penetrazione della carbonatazione in un provino di cls confezionato con un rapporto a/c pari a
0,8

consumo se applicato a spatola pari a ca. 1,7 kg/m2 per mm di spessore, se applicato a spruzzo
con intonacatrice pari a ca. 2,2 kg/m2 per mm di spessore.

ART. 37

RIVESTIMENTI TERMOISOLANTI (CAPPOTTO)

Rivestimento a cappotto in polistirolo espanso sinterizzato con grafite


Fornitura e posa in opera di rivestimento termico a cappotto in polistirolo espanso sinterizzato
additivato con il 50% di grafite rispondente alla normatica ETICS ed in possesso della certificazione
ETAG 004, realizzato all'esterno su superfici rette o curve, verticali o sub-orizzontali, costituito da:
- profilo di partenza in alluminio rinforzato con gocciolatoio
- lastre in polistirolo espanso sinterizzato composte dal 50% di polistirene tradizionale e per il 50% di
polistirene additivato con grafite idonee per cappotto, classe EPS 80, densit 15 kg/m3, secondo UNI
13163 e rispondenti alle norme ETICS, difficilmente infiammabile classe E secondo UNI EN ISO
119-2, conducibilit termica l = 0,034 W/mK secondo UNI EN 12667, coefficiente al vapore = 23,
delle dimensioni di cm 50x100
- collante in polvere malta minerali con coefficiente di diffusione al vapore = 15 e conducibilit
termica l = 0,7 W/mK
- rasante in pasta gi pronto additivato con fibre di carbonio, altamente resistente agli urti, resistenza
all'urto maggiore di 50 Joule per 8 mm di spessore oppure resistente allurto per 15 Joule per 3 mm di
spessore;
- rete in fibra di vetro con appretto antialcalino, del peso di circa 150 g/m2, maglia 4x4 cm e
indemagliabile
- paraspigolo in PVC con rete incorporata
- sigillante acrilico o nastro di tenuta auto espandente
- tassello a vite a scomparsa con relativo tappo in EPS di chiusura
- fondo di ancoraggio, pigmentato compatibile con rivestimenti sintetici e/o minerali
- finitura con intonachino a base di resine acril-silossaniche, spatolato rustico, antialga e antimuffa,
con grana minima mm 150, conforme alla normativa DIN 4108.3 (assorbimento capillare di acqua A =
0,10 kg/m2h0,5, resistenza alla diffusione del vapore Sd = 0,40 m) nei colori a scelta della D.L. e
comunque con indice di riflessione > 25%.
Alla base del sistema previsto l'impiego dei profili di partenza in lega leggera; ci garantisce un
corretto allineamento dei primi pannelli per eliminare qualsiasi risalita di umidit e permettere
l'interruzione del sistema nei punti desiderati. Per la posa corretta dei profili vanno utilizzati i
connettori, ove necessario i distanziali/spessori di diversa misura e i relativi tasselli di fissaggio. Come
zoccolatura o pannello di partenza ( suff.te 30 cm. oltre il piano di calpestio o piano campagna oppure
in corrispondenza dei piani dei balconi) da utilizzarsi un pannello a densit maggiore EPS-P oppure
in estruso XPS; tali lastre devono comunque avere una densit compatibile con il sistema e una
superficie sufficientemente ruvida da permettere l'ottimale adesione del collante e dotate di fissaggio
meccanico evitando di forare l'eventuale guaina impermeabilizzante. Lo zoccolo sar di tipo rientrante
di 3 cm, con profilo a gocciolatoio.
Spessore 4 8 12 cm

ART. 38

PARETI E RIVESTIMENTI IN CARTONGESSO

Parete ad orditura metallica e doppio rivestimento


Parete divisoria interna ad orditura metallica e rivestimento in lastre di gesso rivestito con potere
fonoisolante Rw = 54dB, dello spessore totale di 200 mm. L'orditura metallica verra realizzata con

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profili in acciaio zincato con classificazione di I scelta, a norma UNI EN 10327-10326, spessore 0,60,8-1,0 mm, delle dimensioni di:
- guide U40/ 75mm /40 mm
- montanti C50/ 75mm /50 mm, posti ad interasse non superiore a 600 mm,
isolata dalle strutture perimetrali con nastro monoadesivo con funzione di taglio acustico, dello
spessore di 3,5 mm. I profili saranno marcati CE conformemente alla norma armonizzata EN 14195
riguardante Profili per Sistemi in Lastre in Gesso Rivestito, in classe A1 di reazione al fuoco, prodotti
secondo il sistema di qualita UNI-EN-ISO 9001-2000.
Il rivestimento su entrambi i lati dell'orditura sara realizzato con doppio strato di lastre in gesso
rivestito, marcate CE a norma UNI EN 520 e conformi alla DIN 18180, collaudate dal punto di vista
biologico-abitativo come da certificato dello spessore di 12.5+12.5 mm per lato, avvitate all'orditura
metallica con viti autoperforanti fosfatate. Nell'intercapedine verr inserito un singolo/doppio
materassino di lana minerale dello spessore di 70 mm e densit indicativa 40 kg/m3. Si prevedere la
stuccatura dei giunti, degli angoli e delle teste delle viti in modo da ottenere una superficie pronta per
la finitura. Le modalit per la messa in opera saranno conformi alle norme UNI 9154 parte I e alle
prescrizioni del produttore.
Parete ad orditura metallica e doppio rivestimento. Spessore 12,5 cm.
Fornitura e posa di parete in cartongesso ad orditura metallica e doppio rivestimento, tipo Parete
Knauf W112, Rw56dB sp.125mm o similare, costituita da orditura metallica Knauf o similare in acciaio
zincato sp 0,6 mm con guide ad U di dimensioni 100x40mm e montanti a C di dimensioni 100x50 mm
posti ad interasse di 60 mm, isolata dalle strutture perimetrali con nastro vinilico monoadesivo dello
spessore di 3,5 mm. All'interno del rivestimento in doppio strato di lastre di gesso rivestito spessore
12,5 mm, avvitate all'orditura metallica e quindi stuccate sui giunti, prevedere pannelli in lana minerale
spessore 70 mm, densit 40 kg/mc, posti nell'intercapedine tra i montanti della struttura. Le modalit
per la messa in opera saranno conformi alle norme UNI 9154 parte I e alle prescrizioni del produttore.
Spessore 12,5 cm
Parete ad orditura metallica e doppio rivestimento. Spessore 20 cm.
Fornitura e posa in opera di parete divisoria interna ad orditura metallica e rivestimento in lastre di
gesso rivestito con potere fonoisolante Rw = 54dB, dello spessore totale di 200 mm. L'orditura
metallica verra realizzata con profili in acciaio zincato con classificazione di I scelta, a norma UNI EN
10327-10326, spessore 0,6-0,8-1,0 mm, delle dimensioni di:
- guide U40/ 75mm /40 mm
- montanti C50/ 75mm /50 mm, posti ad interasse non superiore a 600 mm,
isolata dalle strutture perimetrali con nastro monoadesivo con funzione di taglio acustico, dello
spessore di 3,5 mm. I profili saranno marcati CE conformemente alla norma armonizzata EN
14195 riguardante Profili per Sistemi in Lastre in Gesso Rivestito, in classe A1 di reazione al fuoco,
prodotti secondo il sistema di qualita UNI-EN-ISO 9001-2000.
Il rivestimento su entrambi i lati dell'orditura sara realizzato con doppio strato di lastre in gesso
rivestito, marcate CE a norma UNI EN 520 e conformi alla DIN 18180, collaudate dal punto di vista
biologico-abitativo come da certificato rilasciato dall'Istituto di Bioarchitettura
di Rosenheim, dello spessore di 12.5+12.5 mm per lato, avvitate all'orditura metallica con viti
autoperforanti fosfatate. Nell'intercapedine verr inserito un singolo/doppio materassino di lana
minerale dello spessore di 70 mm e densit indicativa 40 kg/m3. Le modalita per la messa in opera
saranno conformi alle norme UNI 9154 parte I e alle prescrizioni del produttore.
Spessore 20 cm.
Controparete ad orditura metallica con collegamento a parete e rivestimento con lastra doppia.
Spessore 7,5 cm.
Controparete interna ad orditura metallica e rivestimento in doppia Lastra a norma DIN 18180, dello
spessore totale di mm 75/100. L'orditura metallica verr realizzata con profili serie in acciaio zincato
DX51D+Z-N-A-C spessore mm 0,6 a norma U.N.I.-EN 10142 delle dimensioni di:
- guide ad U mm 27x30 / 16,5x30
- profili a C mm 50/75x27 / 50/75x15 posti ad interasse non superiore a cm 60,
vincolati alla parete esistente con appositi distanziatori metallici e isolata dalle strutture perimetrali con
nastro vinilico monoadesivo con funzione di taglio acustico dello spessore di mm 3,5. All'interno
dell'orditura verr inserito un materassino di lana minerale dello spessore di mm 75 con densit di 40
Kg/m (l=0.035 W/mK, =1, r=21 kg/mc). Il rivestimento dell'orditura sar realizzato con doppio strato di
Lastre a norma DIN 18180, dello spessore di mm 12.5+12.5 avvitate all'orditura metallica con viti
autoperforanti fosfatate. Le modalit per la messa in opera saranno conformi alle prescrizioni del
produttore.

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Spessore 7,5 cm.


Controparete ad orditura metallica con collegamento a parete e rivestimento con lastra doppia REI 60/120 . Spessore 6,5 cm.
Controparete interna ad orditura metallica e rivestimento in lastre antincendio, omologata in classe "0"
(zero) di reazione al fuoco, con certificazione di qualit ISO 9001,dello spessore di 15 mm, dello
spessore totale di mm 65. L'orditura metallica verr realizzata con profili Knauf serie in acciaio zincato
DX51D+Z-N-A-C spessore mm 0,6 a norma U.N.I.-EN 10142 delle dimensioni di:
- guide ad U mm 27x30 / 16,5x30
- profili a C mm 50x27 / 50x15 posti ad interasse non superiore a cm 60,
vincolati alla parete esistente con appositi distanziatori metallici e isolata dalle strutture perimetrali con
nastro vinilico monoadesivo con funzione di taglio acustico dello spessore di mm 3,5.
Il rivestimento dell'orditura sar realizzato con uno strato di Lastre antincendio, omologata in classe "0"
(zero) di reazione al fuoco, con certificazione di qualit ISO 9001 dello spessore di mm 15 avvitate
all'orditura metallica con viti autoperforanti fosfatate. Le modalit per la messa in opera saranno
conformi alle prescrizioni del produttore.
Protezione antincendio R60 di travi e pilastri in acciaio con lastre di gesso
Esecuzione della protezione antincendio R 60 di travi e pilastri interni in acciaio di qualsiaisi
dimensione mediante fornitura e posa in opera di due lastre di gesso addittivato con fibra di vetro e
vermiculite conforme alla norma EN 520-3.2, tipo F, spessore 15mm per ciascuna lastra, omologate in
classe reazione al fuoco secondo la norma EN 13501-1, valore A2-s1, d0 (B), e fissate all'oditura
metallica e/o superficie verticale mediante viti punta chiodo 25
e punta chiodo 45.Compresa la preparazione della superficie di posa, la
fornitura ed installazione dei profili montanti, la stuccatura dei giunti con stucco, la rete di armatura, la
dichiarazione di corretta posa in opera da parte della ditta esecutrice con
relativo certificato di prova.
Spessore totale protezione 30mm. Classe di resistenza al fuoco R60.
Parete ad orditura metallica e doppio rivestimento - REI 120
Fornitura e posa in opera di parete divisoria interna ad orditura metallica e rivestimento in lastre di
gesso rivestito atta a garantire una resistenza al fuoco REI 120 o superiore e con potere fonoisolante
Rw =54 dB, dello spessore totale di 125 mm. L'orditura metallica verr realizzata con profili tipo Knauf
serie "E" in acciaio zincato DX51D+Z200-N-A-C o equivalente, spessore 0,6 mm, a norma UNIEN10142 - DIN 18182, delle dimensioni di:
- guide a "U" 75x40 mm
- montanti a "C" 75x50 mm,
posti ad interasse non superiore a 600 mm isolata dalle strutture perimetrali con nastro vinilico
monoadesivo con funzione di taglio acustico, dello spessore di 3,5 mm. All'interno dell'orditura verr
inserito un materassino di lana minerale dello spessore di 60 mm e densit indicativa 40 kg/m. Il
rivestimento su entrambi i lati dell'orditura sar realizzato con doppio strato di lastre in gesso rivestito,
a norma UNI 10718 - DIN 18180, tipo Knauf F(GKF) o equivalente, collaudate dal punto di vista
biologico-abitativo, dello spessore di 2x12,5 mm, omologate in classe 1 (uno) di reazione al fuoco,
avvitate all'orditura metallica con viti autoperforanti fosfatate. La fornitura in opera sar comprensiva
della stuccatura dei giunti, degli angoli e delle teste delle viti in modo da ottenere una superficie pronta
per la finitura, compresa la formazione di spallette per alloggiamento porte antincendio REI, i tubolari
di sostegno per le porte antincendio REI, compreso ogni altro onere e magistero per dare il lavoro
finito a perfetta regola darte.
Le modalit per la messa in opera saranno conformi alle norme UNI 9154 parte I e alle prescrizioni del
produttore.
Lastre in conglomerato cementizio allegerito
Fornitura e posa di lastra sandwich in conglomerato cementizio alleggerito, armata su entrambi i lati
con rete in fibra di vetro altamente resistente agli alcali. Le lastre non devono contenere componenti
infiammabili e devono essere di classe A1 Materiali da costruzione non infiammabili secondo la
norma DIN 4102. La lastra verr applicata direttamente sulle lastre sottostanti tramite viti che
andranno a fissarsi direttamente sulla struttura sottostante. Compresi ponteggi ed ogni altro onere e
magistero per dare il lavoro finito a perfetta regola darte.
Spessore lastre 12.5 mm.

ART. 39

CONTROSOFFITTI

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Tutti i controsoffitti in genere dovranno eseguirsi con cure particolari allo scopo di ottenere superfici
esattamente orizzontali (od anche sagomate secondo le prescritte centine), senza ondulazioni od altri
difetti ed evitare in modo assoluto la formazione, in un tempo pi o meno prossimo, di crepe, crenature
o distacchi dellintonaco. Al manifestarsi di tali screpolature la Direzione Lavori avr facolt a suo
insindacabile giudizio, di ordinare allAppaltatore il rifacimento, a carico di questultimo, dellintero
controsoffitto con lonere del ripristino di ogni altra opera gi eseguita (stucchi, tinteggiature, ecc.).
Dalla faccia inferiore di tutti i controsoffitti dovranno sporgere ganci di ferro appendilumi.
La Direzione Lavori potr prescrivere anche la predisposizione di adatte griglie o sfiatatoi in metallo
per la ventilazione dei vani racchiusi dai controsoffitti.
Controsoffitto in lastre di gesso rivestito inclinato
Fornitura e posa in opera di controsoffittatura interna ribassata inclinata realizzata con lastre di gesso
rivestito f su orditura metallica doppia non sovrapposta. Lorditura metallica sar realizzata con profili
tipo Knauf serie in acciaio zincato DX51D+Z-N-A-C spessore mm 0,6 a norma UNI-EN 10142 delle
dimensioni di:

profili perimetrali a U mm 30 x 28 isolati dalla muratura con nastro vinilico monoadesivo tipo
Knauf con funzione di taglio acustico dello spessore di mm 3,5;

profili portanti a C mm 50 x 27 incrociati con appositi ganci di unione ortogonali e fissati al solaio
tramite un adeguato numero di ganci a molla regolabili e pendini.
Il rivestimento dellorditura sar realizato con uno strato di Lastre tipo Knauf A (GKB) / F (GKF) a
norma DIN18180 dello spessore di mm 12,5/15/18 avvitate allorditura metallica con viti autoperforanti
fosfatate. La fornitura in opera sar comprensiva della stuccatura dei giunti, degli angoli e delle teste
delle viti in modo da ottenere una superficie pronta per la finitura. Le modalit per la messa in opera
saranno conformi alle prescrizioni del produttore. Compreso materiali di consumo, attrezzatura,
ponteggi, tagli, sfridi ed ogni altro onere per consegnare il lavoro a regola darte.
Controsoffitto fonoassorbente in doghe di MDF
Rivestimento fonoassorbente in MDF a basso contenuto di formaldeide classe E1, classe B-s2, d0 di
reazione al fuoco, in conformit alla norma EN13501-1:2001 Prodotto a marchio CE , costituito da
una struttura a doghe, misure 3660 x 140 mm spessore 12 mm, rivestite su ambo la facce in nobilitato
melaminico decorativo a scelta della D.L..
Sulla faccia a vista il pannello presenta delle fresature longitudinali continue aventi larghezza ed
interasse a scelta della D.L.
Sul retro, in corrispondenza delle fresature sul fronte il pannello presenta della fresature longitudinali
ad intermittenza; sul retro del pannello viene inoltre posto un velo nero fonoassorbente 46g/mq + 15
g/mq di adesivo termoattivabile. I lati del pannello sono lavorati in modo da ottenere una
ricomposizione in opera senza individuazione del punto di giunzione delle doghe. I risultati di
fonoassorbimento sono testati in camera riverberante in conformit alla normativa ISO 354.
La posa in opera viene effettuata mediante sottostruttura a scomparsa costituita da profili metallici ad
omega, posti con un interasse di 600 mm, ancorata tramite tasselli o pendini alla muratura o alla
struttura portante di supporto; il fissaggio delle doghe avviene per mezzo di appositi inserti metallici
anchessi possono essere a scomparsa.
Lintercapedine creata dalla suddetta struttura viene trattata con materassini in fibra di poliestere
spessore 30 mm - densit di 16 kg/mc.
Controsoffitto fonoassorbente con pannelli in lana di roccia formato standard
Controsoffitto in lana di roccia dimensioni 600x600 mm o 600x1200 mm, spessore 20mm rivestito sulla
faccia apparente da un velo di vetro bianco completamente pitturato con una vernice bianca acrilica
come i 4 bordi laterali e protetto da un velo trasparente sul lato opposto (entrambi i veli assicurano
uneccellente durata estetica del prodotto nel tempo). Bordo tipo E T15 montato su struttura di
sostegno sospesa mediante pendinatura metallica regolabile. Pannello ad elevato assorbimento
acustico (w 0.90 classe A), 100% piano indipendentemente dal grado d'igrometria. Riflessione
luminosa: bianco opaco > 85%. Reazione al fuoco: Euroclasse A1
Lorditura di sostegno costituita da profili portanti longitudinali e da traversini posti
perpendicolarmente ad incastro, cos da creare una scacchiera con sezione da T15mm o T24mm
x38mm in acciaio zincato preverniciato e profili ad L laterali in acciaio zincato preverniciato.
Controsoffitto fonoassorbente con pannelli in lana di roccia formato grande
Controsoffitto in lana di roccia spessore 25mm con doppio velo di vetro, bianco sul lato vista e
trasparente di protezione sul lato opposto.
Dimensioni pannelli 1500 x 600 (o 1800 x 600 mm o 2000 x 600 mm o 2400 x 600) montato su

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struttura di sostegno sospesa mediante pendinatura metallica regolabile ad elevato assorbimento


acustico (w 0.90 classe A, finitura Aliz:w 0.45 classe D), pannello 100% piano indipendentemente
dal grado d'igrometria.
Reazione al fuoco: Euroclasse: Bianco A1, Colori A2s1d0, Aliz A1.
Lorditura di sostegno costituita da profili portanti longitudinali con sezione da T 24mm x38mm e
profili ad L laterali in acciaio zincato preverniciato.
Controsoffitto per esterni in lastre di cemento rinforzato
Controsoffitto interno ribassato ad orditura metallica e rivestimento in lastre di cemento rinforzato.
L'orditura metallica verr realizzata con profili serie in acciaio a norma UNI EN 10215, rivestito con
lega di zinco e alluminio Aluzink, resistenti alla corrosione, spessore 0,6 mm, delle dimensioni di:
- guide a U 27x30 mm (25x25 mm), isolata dalle strutture perimetrali con nastro vinilico monoadesivo
con funzione di taglio acustico, dello spessore di mm 3,5.
- montanti a C 50x27 mm (60x25 mm), sia per l'orditura primaria fissata al solaio tramite un numero
adeguato di ganci a molla regolabili e pendini, che per l'orditura secondaria vincolata alla primaria
mediante appositi ganci. Il rivestimento dell'orditura sar realizzato con uno strato di lastre in cemento
rinforzato dello spessore di 12,5 mm. Le lastre saranno avvitate all'orditura metallica con viti speciali
Maxi Screws o equivalenti in acciaio resistente alla corrosione categoria C4 a norma EN ISO 12944,
poste ad interasse non superiore a 150 mm. La fornitura in opera sar comprensiva della stuccatura
dei giunti, degli angoli e delle teste delle viti da eseguirsi con stucco e nastro in rete resistente agli
alcali, in modo da ottenere una superficie pronta per la successiva rasatura. Rasatura rinforzata con
rete in fibra di vetro resistente agli alcali.
La messa in opera saranno conformi alle prescrizioni del produttore.
Controsoffitto in lastre di gesso REI
Realizzazione di controsoffitto formato da lastre con incrementata coesione del nucleo ad alta
temperatura, il cui gesso additivato con fibre di vetro e vermiculite al fine di aumentarne la capacit
di resistenza al fuoco. Si identifica per la colorazione rosa del rivestimento sulla faccia a vista,
spessore 15 mm, dal peso di 12,70 kg/m2, classe di reazione al fuoco A2-s1, d0 (B), con fattore di
resistenza alla diffusione del vapore = 10 in campo secco e 4 in campo umido, conducibilit termica l
= 0,25 W/mK. Tali lastre saranno fissate ad una struttura metallica incrociata fissata con pendi natura
alle travi sovrastanti ad una distanza pari a 20cm.
Soffitto in lastre o pannelli di silicato di calcio
Soffitto resistente al fuoco REI 60 classe1 costituito da:
a) rivestimento realizzato con lastre in silicato di calcio, esenti da amianto di spessore 10mm. Tali
lastre dovranno essere avvitate alla struttura metallica a mezzo di viti in acciaio da 25mm posate ad
interasse di 250mm
b) struttura metallica realizzata con profilo in lamiera zincata spessore 6/10 e pi precisamente:

profilo a C da mm 50x27x0.6, ganci a molla per il sostegno dei suddetti profili e filo di acciaio
ritorto da mm1, interasse 600 mm;

profilo perimetrale ad L da mm 24x24, spessore 4/10, fissato alla muratura o con tasselli metallici
ad espansione o pendinati.
Controsoffitto sospeso in lastre di gesso
Realizzato con orditura metallica doppia sovrapposta, lastre in gesso rivestito dello spessore di 12,5
mm avvitate all'orditura metallica con viti autoperforanti fosfatate, a formazione di controsoffitti in locali
di qualsiasi tipo e dimensione, sia interni che esterni, compreso orditura metallica in acciaio zincato
con profili a C posti ad interasse di 50 cm, profilo perimetrale ad U, pendinature con cordino zincato,
sigillatura dei giunti con garzatura, tagli, sfridi, formazione di fori, rasatura, stuccature perimetrali,
ponteggi, compreso ogni altro onere e magistero per dare il lavoro finito a perfetta regola darte. Le
modalit per la messa in opera saranno conformi alle norme UNI 9154 parte I e alle prescrizioni del
produttore.

ART. 40

INTONACI
Gli intonaci in genere dovranno essere eseguiti in stagione opportuna, dopo aver rimosso dalla giunta
delle murature la malta poco aderente, ripulita e abbondantemente bagnata la superficie della parete
stessa.
Gli intonaci di qualunque specie siano (lisci, a superficie rustica, a bugne, per cornici e quantaltro),

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non dovranno mai presentare peli, crepature, irregolarit negli allineamenti e negli spigoli, od altri
difetti.
Quelli comunque difettosi o che non presentassero la necessaria aderenza alle murature, dovranno
essere demoliti e rifatti dallAppaltatore a sue spese.
La calce da usarsi negli intonaci, dovr essere estinta da almeno tre mesi per evitare scoppiettii,
sfioriture e screpolature, verificandosi le quali sar a carico dellAppaltatore il fare tutte le riparazioni
occorrenti.
Ad opera finita lintonaco dovr essere di spessore non inferiore ai mm 15 (quindici).
Gli spigoli sporgenti o rientranti verranno eseguiti ad angolo vivo oppure con opportuno
arrotondamento a seconda degli ordini che in proposito dar la Direzione dei Lavori.
Particolarmente per ciascun tipo di intonaco si prescrive quanto appresso:
Intonaco grezzo o arricciatura
Predisposte le fasce verticali, sotto regole di guida, in numero sufficiente, verr applicato alle murature
un primo strato di malta detto rinzaffo, gettato con forza in modo che possa penetrare nei giunti e
riempirli.
Dopo che questo strato sar alquanto asciutto, si applicher su di esso un secondo strato della
medesima malta che si stender con la cazzuola o con frattazzo stuccando ogni fessura e togliendo
ogni asprezza, sicch le pareti riescano per quanto possibile regolari.
Intonaco comune o civile (stabilitura).
Appena lintonaco grezzo avr perso consistenza, si stender su di esso un terzo strato di malta fina
che si conguaglier con le fasce di guida per modo che la superficie risulti piana ed uniforme, senza
ondeggiamenti e disposta in perfetto piano verticale.
Intonaco colorato
Per gli intonaci delle facciate esterne potr essere ordinato che alla malta da adoperarsi sopra
lintonaco grezzo, siano mischiati i colori che verranno indicati per ciascuna parte delle facciate stesse,
per modo che dalle opportune combinazioni degli intonaci colorati, escano quelle decorazioni che dalla
Direzione dei Lavori saranno giudicate convenienti.
Intonaco a stucco
Sullintonaco grezzo, sar sovrapposto uno strato alto almeno mm. 4 malta per stucchi che verr
spianata con piccolo regolo e governata con la cazzuola cos da avere pareti perfettamente piane nelle
quali non sia tollerata la minima imperfezione.
Ove lo stucco debba colorarsi, nella malta verranno stemperati i colori prescelti dalla Direzione dei
Lavori.
Intonaco di gesso
L'intonaco di gesso dovr essere applicato su superfici esenti da polveri, effluorescenze, tracce di
unto, ecc. e con scabrosit tale da poter garantire l'aderenza dell'intonaco.
La malta di gesso sar preparata, in recipienti di legno, materiale plastico, o acciaio zincato
preventivamente lavati, nella quantit sufficiente all'impiego immediato; la parte eventualmente
eccedente o che abbia fatto presa prima della posa in opera dovr essere scartata.
La malta sar applicata direttamente sulla muratura, preventivamente bagnata, in quantit e con
pressione sufficiente per ottenere una buona aderenza; successivamente si proceder a lisciare la
malta stessa con la spatola metallica al fine di ottenere la necessaria finitura.
Intonaco interno premiscelato
Intonaco interno premiscelato composto da inerti leggeri e leganti sintetici, dato a mano o a macchina
su muratura di nuova costruzione, a base di cemento con finitura in malta fine. Spessore minimo 1,5
cm. Compreso l'onere dell'inserimento, ove necessario, di speciali profili in lamiera di acciaio zincata a
protezione degli spigoli "paraspigoli" e della rete porta intonaco.
Intonaco plastico
L'intonaco decorativo esterno plastico sar costituito da uno strato d'intonaco grezzo o arricciatura
dello spessore di 15 18 mm e da uno strato di finitura dello spessore di 6 10 mm.
L'intonaco plastico sar composto da resine sintetiche, inerti, pigmenti ed additivi vari.
L'applicazione dell'intonaco varier in rapporto ai tipi ed alle finiture superficiali e sar effettuata
secondo le indicazioni delle ditte produttrici, avendo cura, comunque, di proteggere, preventivamente,
con nastri di carta autoadesiva, le parti da non intonacare; la carta autoadesiva dovr essere asportata
prima dell'indurimento dell'intonaco, curando la perfetta rifinitura dei bordi.
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Rivestimento in cemento a graniglia martellinata


Questo rivestimento sar formato in conglomerato di cemento nel quale sar sostituita al pietrisco la
graniglia di marmo, delle dimensioni e del colore che saranno indicati. La superficie in vista sar
lavorata in bugne, a fasce a riquadri, ecc. secondo i disegni e quindi martellinata, ad eccezione di
quegli spigoli che la Direzione ordinasse di formare lisci o lavorati a scalpello piatto.
Intonaco di cemento liscio
Lintonaco a cemento sar fatto nella stessa guisa di quello di cui sopra alla lettera a), impiegando
malta cementizia. Lultimo strato dovr essere tirato liscio col ferro e potr essere ordinato anche
colorato.
Rabboccature
Le rabboccature che occorresse eseguire sui muri vecchi o comunque non eseguiti con faccia vista in
malta o sui muri a secco, saranno formate con malta.
Prima della applicazione della malta, le connessure saranno diligentemente ripulite, fino ad una
conveniente profondit, lavate con acqua abbondante e poscia riscagliate e profilate con apposito
ferro.

ART. 41

PAVIMENTI E SOTTOFONDI
La posa in opera di pavimenti di qualsiasi tipo o genere dovr essere perfetta in modo da ottenere
piani esatti e nel collocamento in opera degli elementi saranno scrupolosamente osservate le
disposizioni che, di volta in volta, saranno impartite dalla Direzione Lavori.
I singoli elementi dovranno combaciare esattamente tra di loro, dovranno risultare perfettamente fissati
al sottostrato e non dovr verificarsi nelle connessure dei diversi elementi a contatto la bench minima
ineguaglianza.
I pavimenti si addentreranno per mm. 15 entro lintonaco della parete dellambiente da pavimentare,
tirato verticalmente sino al pavimento evitando quindi ogni raccordo a guscio: questo, se prescritto,
dovr sopravanzare interamente sul pavimento o non giammai costituire lancoraggio.
I pavimenti dovranno essere consegnati diligentemente finiti, lavorati e puliti senza macchie di sorta.
Resta comunque contrattualmente stabilito che per un periodo di almeno 10 giorni dopo la ultimazione
di ciascun pavimento lAppaltatore avr lobbligo di impedire a mezzo di chiusura provvisoria laccesso
di qualunque persona nei locali; e ci anche per i pavimenti costruiti per altre Ditte. Ad ogni modo ove i
pavimenti risultassero in tutto o in parte danneggiati per il passaggio abusivo di persone o per altre
cause, lAppaltatore ha lobbligo di presentare alla Direzione Lavori i campioni dei pavimenti che
saranno prescritti.
Sottofondi
Il piano destinato alla posa di qualsiasi tipo di pavimento dovr essere opportunamente spianato
mediante un sottofondo in guisa che la superficie di posa risulti regolare e parallela a quella del
pavimento da eseguire ed alla profondit necessaria.
Il sottofondo potr essere costituito, a seconda che verr ordinato dalla Direzione dei Lavori, da un
massetto di conglomerato cementizio (caldana) o da un gretonato, dello spessore di circa cm. 5
(cinque) che dovr essere gettato in opera a tempo debito per essere lasciato stagionare per almeno
10 gg.
Prima della posa in opera del pavimento, le lesioni eventualmente manifestatesi nel sottofondo
saranno riempite e stuccate con beverone di calce o cemento.
Pavimento aerato con elementi in pvc
Formazione di pavimento ventilato con elementi modulari in polipropilene riciclato, costituiti da calotta
sferica che si conclude su quattro supporti; da posarsi a secco su sottofondo piano, costituente
cassero a perdere atto a sostenere materiali e persone in fase di getto e completamento, per formare
intercapedine con il piano su cui viene posato. Si comprende il getto del massetto in calcestruzzo di 5
cm, tirato a staggia, dosato a kg. 250/mc di impasto e i muretti perimetrali di contenimento.Si esclude
la rete elettrosaldata e l'eventuale sottofondo di appoggio.
Altezza sistema 12 cm + 5 cm di cappa in calcestruzzo.
Sottofondo in calcestruzzo alleggerito
Calcestruzzo alleggerito per l'esecuzione di riempimenti e sottofondi, impastato con polistirolo o altri
materiali leggeri, compreso casserature, armo, disarmo.

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Caldana per pavimentazioni


Esecuzione di caldana per la formazione del piano di posa per pavimenti in piastrelle di ceramica gres,
klinker, marmo, resine, legno, autolivellanti cementizi, ecc., eseguito con impasto di sabbia e cemento
tipo CEM I 32,5, con superficie superiore perfettamente piana, compresa pulizia del piano di posa.
Spessore 5 cm.
Caldana con inerti leggeri per pavimenti tessili o vinilici
Esecuzione di caldana in calcestruzzo alleggerito, formato da 200 kg di cemento CEM I 32,5 per m di
granulato di argilla espansa o pomice, compreso strato superiore compatto senza alleggerimento,
lisciatura superiore con malta di sabbia e cemento per la posa di pavimenti tessili o vinilici, perfetta
planarit del piano. Compresi giunti di contrazione entro 24/48 ore dallesecuzione del getto con

campiture non superiori a 16/20 mq per interni e 10/12 mq per esterni.


Spessore 6 cm
Caldana per formazione di pendenze in granulato di pomice o argilla espansa
Esecuzione di caldana in calcestruzzo alleggerita formata da 200 kg di cemento CEM I 32,5 impastato
con granulato di pomice o argilla espansa od altri materiali leggeri equivalenti per formazione di
pendenze in corrispondenza di coperture piane, compreso formazione di giunti, listelli, materiale di
consumo.
Spessore medio 10 cm.

Pavimenti in mattonelle di cemento


I pavimenti in mattonelle di cemento saranno posati sopra letto di malta cementizia normale distesa
sopra il massetto pigiandoli finch la malta rifluisca nelle connessure. Le connessure debbono essere
stuccate con cemento e la loro larghezza non deve superare mm.1.
Avvenuta la presa della malta i pavimenti saranno arrotati con pietra pomice ad acqua o con mole di
carborundum o arenaria, a seconda del tipo, e quelli in graniglia saranno spalmati in un secondo
tempo con una mano di cera, se richiesta.
Pavimenti in piastrelle di ceramica.
Le piastrelle di ceramica per pavimentazioni dovranno essere del materiale indicato nel progetto
tenendo conto che le dizioni commerciali e/o tradizionali (cotto, cotto forte, grs, ecc.) devono essere
associate alla classificazione basata sul metodo di formatura e sull'assorbimento d'acqua secondo la
norma UNI EN 87.
A seconda della classe di appartenenza (secondo UNI EN 87) le piastrelle di ceramica estruse o
pressate di prima scelta devono rispondere alle norme seguenti:
Assorbimento d'acqua, E in %
Formatura

Gruppo I
E <= 3 %

Gruppo IIa
3% < E < 6%

Gruppo IIb
6% < E < 10%

Gruppo III
E > = 10 %

Estruse (A)

UNI EN 121

UNI EN 186

UNI EN 187

UNI EN 188

Pressate a

UNI EN 176

UNI EN 177

UNI EN 178

UNI EN 159

I prodotti di seconda scelta, cio quelli che rispondono parzialmente alle norme predette, saranno
accettati in base alla rispondenza ai valori previsti dal progetto, ed, in mancanza, in base ad accordi
tra direzione dei lavori e fornitore.
Sul massetto in conglomerato cementizio, si distender uno strato di malta cementizia magra dello
spessore di cm. 2 che dovr essere ben battuto e costipato.
Quando il sottofondo avr preso consistenza, si poseranno su di esso a secco le mattonelle a seconda
del disegno e delle istruzioni che verranno impartite dalla Direzione.
Le mattonelle saranno quindi rimosse e ricollocate in opera con malta liquida di puro cemento, e
premute in modo che la malta riempia e sbocchi dalle connessure che verranno stuccate di nuovo con
malta liquida di puro cemento distesavi sopra ed infine la superficie sar ripulita e tirata a lucido con
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segatura bagnata e quindi con cera.


Le mattonelle greificate, prima del loro impiego, dovranno essere bagnate a rifiuto per immersione.
Pavimentazione e rivestimento in gres porcellanato
Lastre di gres fine porcellanato non smaltato completamente vetrificato ottenute per pressatura a
secco di argille pregiate atomizzate variamente colorate, miscelate con la tecnologia denominata
"doppio caricamento" in modo tale da creare sia nella superficie che nella profondit della materia
modulazioni cromatiche casuali ma direzionate associabili a quelle osservabili nel travertino di origine
naturale. L'agglomerato argilloso poi sottoposto a cottura a 1220C circa. Il prodotto finito
conforme alle normative EN 176 B1, ANSI A 137.1, e classificato U4-P3-E3-C2 (per il formato
M30x60) U4-P4-E3-C2 (per il formato M30x30) secondo CSTB per i materiali con superficie naturale e
strutturata. Colorazione/aspetto: il materiale presenta modulazioni di colore casuali ma direzionate,
diverse da pezzo a pezzo, che interessano anche le parti interne della materia, del tutto simili alle
stratificazioni calcaree riscontrabili nel travertino naturale.

Formato: 30x60 cm, spessore 9,3 mm con superficie naturale e strutturata.

Superficie: naturale liscia (matt/morbida)

Assorbimento acqua (test effettuato secondo UNI EN 99): < 0,1%

Resistenza a flessione (test effettuato secondo UNI EN 100): 40 - 55 N/mm2

Resistenza ad acidi e basi (test effettuato secondo UNI EN 106): garantita escluso HF e derivati

Fuga consigliata: minimo 2 mm

Coefficiente d'attrito: per le superfici naturali R9 (ZH 1/571, DIN 51130); >0,40 (B.C.R.)

Colore a scelta della D.L.


Pavimenti in lastra di marmo.
Per i pavimenti in lastra di marmo si useranno le stesse norme stabilite per i pavimenti in mattonelle di
cemento.
Pavimenti in getto di cemento (battuto di cemento)
Sul massetto in conglomerato cementizio, verr disteso uno strato di malta cementizia grassa, dello
spessore di cm. 2, ed un secondo strato di assoluto cemento dello spessore di mm. 5, lisciato, rigato o
rullato, secondo quanto prescriver la Direzione dei Lavori.
Sul sottofondo previamente preparato in conglomerato cementizio, sar disteso uno strato di malta,
composta di sabbia e cemento colorato giunti con lamine di zinco od ottone, dello spessore di 1 mm
disposte a riquadri con lato non superiore a 1 m ed appoggiate sul sottofondo.
Detto strato sar battuto a rifiuto e rullato.
Per pavimenti a disegno di diverso colore, la gettata della malta colorata sar effettuata adottando
opportuni accorgimenti perch il disegno risulti ben delineato con contorni netti e senza soluzione di
continuit.
Quando il disegno deve essere ottenuto mediante cubetti di marmo, questi verranno disposti sul piano
di posa prima di gettare la malta colorata di cui sopra.
Le qualit dei colori dovranno essere adatte allimpasto, in modo da non provocarne la disgregazione; i
marmi in scaglie tra 10 mm e 25 mm, dovranno essere non gessosi e il pi possibile duri (giallo, rosso
e bianco di Verona; verde, nero e rosso di Levanto; bianco, venato e bardiglio di Serravezza, ecc.).
I cubetti in marmo di Carrara dovranno essere pressoch perfettamente cubici, di 15 mm circa di lato,
con esclusione degli smezzati; le fasce e le controfasce di contorno, in proporzione allampiezza
dellambiente.
Larrotatura sar fatta a macchina, con mole di carborundum di grana grossa e fine, fino a vedere le
scaglie nettamente rifinite dal cemento, poi con mole leggera, possibilmente a mano, e ultimate con
due passate di olio di lino crudo, a distanza di qualche giorno, e con unulteriore mano di cera.
Pavimentazione in masselli di calcestruzzo
La pavimentazione in masselli di calcestruzzo avr spessore pari a cm. 6/8, di forma quadrata o
rettangolare.
Le caratteristiche tecniche di ogni massello dovranno soddisfare la norma UNI 9065 ed essere
verificate con un sistema di autocontrollo certificato da Pavitalia o da altro ente autorizzato.
Il corpo metallico sar prodotto con massa di calcestruzzo differenziata e precisamente:
- il corpo vero e proprio per uno spessore di circa mm. 70 in altezza con cls di peso specifico medio >
2.20 ton/mc., che incorpora inerti frantumati di granulometria da 0 a 9.5 mm.;
- lo strato di superficie per uno spessore medio di circa 10 mm. in altezza con cls di peso specifico >
2.20 ton/mc., che incorpora inerti frantumati e/o naturali di granulometria da 0 a 4 mm., di differenti
colori e di elevata durezza.
Dopo adeguata stagionatura la superficie di ogni massello verr martellinata con un processo

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meccanico originale.
Con tale lavorazione vengono scalfiti oltre alla pasta cementizia anche gli inerti affioranti dello strato di
superficie.
Detti masselli saranno posati in opera a secco su sottofondo adeguato sui cui sia stato steso un
riporto di posa di 3-5 cm. di sabbia granita. Dopo la posa di effettua la compattazione con adeguata
piastra vibrante e la sigillatura dei giunti tra masselli contigui con sabbia fine asciutta.
Pavimentazione in getto di calcestruzzo con spolvero superficiale al quarzo
Pavimentazione in calcestruzzo armato con rete elettrosaldata diametro mm 6 maglia 20x20 cm, con
stesura calcestruzzo di spessore minimo di cm 10/12 RCK 350-S4, previa sistemazione del fondo ben
livellato e compattato, addittivato con Glenium Pav o similare, frattazzatura e lisciatura della superficie
con apposito attrezzo, posa spolvero superficiale indurente al quarzo anidro in ragione di 4 kg/mq per
uno spessore di mm 3, trattamento antisdrucciolo mediante rigatura con scopa di saggina, formazione
di giunti di contrazione mediante seghe meccaniche a disco fino a circa 3/4 cm con dimensione
riquadri di 4x4 ml circa, applicazione di protettivo antipolvere, antimacchia, antievaporante, antiritiro e
fessurazione, idroolio repellente antigelo, applicazione sui giunti di profilo preformato in PVC o
sigillante poliuretanico a medio modulo elastico grigio, smussi, listelli, raccordi, trasporto a rifiuto dei
materiali di risulta e compreso pulizia ed ogni altro onere per dare il lavoro finito a regola d'arte.
Marciapiedi in getto di calcestruzzo
Esecuzione di marciapiedi ed accessi carrai mediante fornitura e posa in opera di calcestruzzo
armato con rete elettrosaldata di spessore minimo di 15 cm, sistemazione del fondo ben livellato e
compattato, tagli, sfridi, casseri di contenimento, vibratura meccanica, formazione di giunti con ferro
tondo in acciaio, formazione di rampe, pendenze, lisciatura della superficie con spolvero superficiale al
quarzo, trattamento antisdrucciolo mediante rigatura con scopa di saggina, smussi, listelli, raccordi,
trasporto a rifiuto del materiale di risulta, pulizia con la sola esclusione della rete elettrosaldata
compensata a parte. Spessore cm 15
Pavimenti di legno "parquet"
Tali pavimenti dovranno eseguiti con legni ben stagionati e profilati, di tinta e grana uniforme.
La posa in opera si effettuer dopo il completo prosciugamento del sottofondo e dovr essere fatta a
perfetta regola d'arte, senza discontinuit, gibbosit, difetti di orizzontalit od altro.
I pavimenti a parquet dovranno essere lavati e lucidati, da eseguirsi l'una a lavoro ultimato, l'altra
all'epoca che sar fissata dalla direzione dei lavori.
Pavimenti in pvc
Il cloruro di polivinile, polivinilcloruro o con la corrispondente sigla PVC, il polimero del cloruro di
vinile. Puro, un materiale rigido; deve la sua versatilit applicativa alla possibilit di essere miscelato
anche in proporzioni elevate a prodotti plastificanti, quali ad esempio gli esteri dell'acido ftalico, che lo
rendono flessibile e modellabile o a composti inorganici.
Speciale cura si dovr adottare per la preparazione dei sottofondi, che potranno essere costituiti da
impasto di cemento e sabbia, o da gesso e sabbia. La superficie superiore del sottofondo dovr
essere perfettamente piana e liscia, togliendo gli eventuali difetti con stuccatura a gesso. La saldatura
dei giunti necessaria per evitare la penetrazione dacqua dopo la posa del pavimento vinilico.
L'applicazione pvc dovr essere fatta da operai specializzati, con mastice di resina o con altre colle
speciali. Il pvc dovr essere incollato su tutta la superficie e non dovr presentare rigonfiamenti od altri
difetti di sorta.
Tipi di adesivi
I tipi di adesivi variano in funzione di:
a) Condizioni climatiche:
- Gli adesivi in emulsione devono essere protetti dal gelo
- Gli adesivi contenenti solventi sono infiammabili
- Lambiente in cui ladesivo viene applicato deve essere ben ventilato
- Lapplicazione di un adesivo pu essere eseguita solo a temperature miti (minimo +18C, o come
raccomandato dal fabbricante)
b) Tipo di rovescio del rivestimento:
- Per i pavimenti vinilici con rovescio in PVC, utilizzare un adesivo acrilico in emulsione o a
dispersione
- Per i pavimenti vinilici con rovescio in tessuto o non tessuto sintetico (rovescio BL), utilizzare un
adesivo acrilico in emulsione o a dispersione
- Per i pavimenti vinilici conduttivi, utilizzare un adesivo conduttivo
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- Per i rivestimenti murali tessili con rovescio in carta, utilizzare un adesivo vinilico o acrilico
- Per i rivestimenti murali vinilici, utilizzare un adesivo acrilico
Applicazione delladesivo:
Ladesivo deve essere applicato uniformemente, secondo le istruzioni del fabbricante, osservando la
densit di copertura indicata dal fabbricante.
Ladesivo viene generalmente applicato con una spatola dentata adatta (verificarne periodicamente
lusura).
Altri metodi di applicazione richiedono adeguate attrezzature tecniche (rulli, pistola ad aria compressa
ecc.).
Una quantit di adesivo inferiore a quella raccomandata pu non essere sufficiente a trattenere il
materiale posato.
Se non si lascia evaporare lacqua o il solvente per un tempo sufficiente, le possibili inclusioni di acqua
o solvente possono causare il rigonfiamento e il distacco del materiale.
Tempo di apertura:
Fase di evaporazione: periodo di tempo che lacqua o i solventi impiegano per evaporare in gran parte,
permettendo alladesivo di divenire sufficientemente coesivo per trattenere il rivestimento. Il tempo di
evaporazione varia in funzione della porosit del substrato e delle condizioni climatiche locali
(temperatura, umidit).
Fase di incollaggio: periodo di tempo durante il quale ladesivo ancora sufficientemente attivo da
permettere ladesione del rivestimento al substrato a seguito della rullatura.
Tempo di asciugatura:
possibile utilizzare normalmente il rivestimento e collocare i mobili nellambiente solo dopo che
ladesivo ha fatto presa completamente. Il tempo di presa/asciugatura varia da 24 a 48 ore in funzione
del tipo di adesivo utilizzato.
Se il rivestimento viene utilizzato normalmente prima che ladesivo abbia fatto presa completamente, il
peso degli oggetti collocati sul rivestimento pu lasciare unimpronta indelebile.
Copertura:
Per le emulsioni o dispersioni acriliche e per le soluzioni alcoliche, la copertura varia da 250 a 350
g/m2 (alcuni fabbricanti di adesivi indicano la copertura solo in m2) secondo il tipo di rivestimento, la
spatola utilizzata e le condizioni del substrato.
Rullatura:
La rullatura comprime il rovescio del rivestimento sulladesivo e inoltre garantisce l'eliminazione di
sacche daria che potrebbero causare rigonfiamenti successivamente.
Il rivestimento deve essere rullato partendo dal centro dei teli posati e procedendo verso i bordi.
Dopo il taglio dei giunti, il rivestimento deve essere sottoposto a una rullatura finale sullintera
superficie, utilizzando un rullo adatto per pavimenti vinilici compatti e linoleum (68 kg).
La saldatura dei giunti:
La saldatura dei giunti necessaria per evitare la penetrazione dacqua dopo la posa del pavimento
vinilico.
Le tipologie di saldatura dipendono dal tipo di prodotto e possono essere le seguenti:
a) saldartura a freddo
b) saldatura a caldo
Pavimentazione in resina poliuretanica
Pavimentazione continua elastica UV resistente, autolivellante, con caratteristiche anticalpestio ed
antitrauma, realizzata con resine poliuretaniche elastomeriche senza solventi, con elevata resistenza
chimica, meccanica e allabrasione, particolarmente adatta per pavimentazioni autolivellanti in tutti gli
ambienti dove sono possibili variazioni termiche o dove richiesta una pavimentazione flessibile
come, per esempio, solette, parcheggi, uffici ecc. Idonea anche per pavimentazioni esterne soggette a
traffico con ruote gommate. Classe 1 di reazione al fuoco, resistenza a compressione > 60 mPas,
resistenza a trazione > 25 mPas. Posta in opera attraverso:

preparazione del sottofondo con trattamento di pallinatura o smerigliatura eseguita con idoneo
macchinario e recupero delle polveri con accurata aspirazione (il coefficiente di adesione deve
essere di almeno 15 mPas);

applicazione con spatola liscia di primer epossidico bicomponente senza solventi a bassa
viscosit. Spolveratura a superficie fresca con il quarzo per garantire una migliore adesione della

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finitura in resina;
rasatura localizzata per ridurre le displanarit esistenti con applicazione di resina caricata 1:1 con
inerti;

realizzazione di getto autolivellante pigmentato in massa con cazzuola dentata per uno spessore di
2 mm. nominali ed uniformato con rullo frangibolle,

applicazione di finitura poliuretanica bicomponente alifatica trasparente ad elevata resistenza


meccanica da applicare a rullo in una mano di spessore 80-100 g/mq (60-80 microm), resistente
allacqua, ai detersivi ed agli olii, antipolvere, resistente agli urti ed abrasioni, riverniciabile, non
ingiallente e resistente ai raggi U.V..
Compresi giunti di dilatazione in corrispondenza dei giunti del massetto (campiture non superiori a
16/20 mq per interni e 10/12 mq per esterni) composti da profili portanti in alluminio con alette di
spessore adeguato, resistenti allusura, agli acidi, agli oli ed alle sostanze bituminose in genere.
Finitura opaca, lucida o satinata per ottenere il grado di lucentezza desiderato. Colore a tabella RAL.

Pavimentazione e rivestimento in composto cementizio


Pavimentazione e rivestimento in speciale formulato cementizio addizionato di resine e microfibre, con
elevata adesione a vari supporti come massetti in sabbia e cemento o autolivellanti, intonaci al fino di
murature in cls o laterizio, cartongesso, marmo e ceramica, applicato a spatola per realizzare superfici
finite tanto in orizzontale che in elevazione, dallaspetto mosso tipico della lavorazione a spatola, con
sfumature distribuite anche non uniformemente sulla superficie, adatte a qualsiasi uso civile,
commerciale, industriale, sia in interni che in esterni, anche su percorsi carrabili. Inattaccabile ai cicli di
gelo disgelo e dai sali disgelanti. Resistenza al fuoco classe A. Durezza superficiale (resistenza al
graffio) eccellente, resistenza a compressione > 30 N/mm2 . Spessore nominale mm 2. Posto in opera
attraverso:

preparazione del sottofondo con trattamento di pallinatura o smerigliatura eseguita con idoneo
macchinario e recupero delle polveri con accurata aspirazione (il coefficiente di adesione deve
essere di almeno 15 mPas);

applicazione a spatola liscia di una prima mano di composto cementizio, addittivato con resine e
microfibre (consumo circa 1,3-1,4 kg/m2);

Applicazione con rullo a pelo medio di dispersione acquosa di particelle di polimero (diluito 1 parte
di prodotto e 2 parti di acqua);

applicazione a spatola liscia della seconda mano di composto cementizio, addittivato con resine e
microfibre (consumo circa 0,6-0,7 kg/m2);

ad indurimento completato, carteggiare accuratamente la superficie con dischi abrasivi n. 100 o


120 e procedere a depolverizzazione mediante aspirazione;

Applicazione con vello di una prima mano di prodotto bicomponente composto da miscela di
prepolimeri epossidici, ammina di copolimerizzazione, additivi ed emulsionanti, a formare un film
superficiale consolidante, antipolvere e antiolio;

applicazione a rullo (pelo liscio), trascorse non meno di ventiquattro ore, di una o due mani di
prodotto allacqua costituito da miscela di prepolimeri funzionalizzanti emulsionati, additivi e
prepolisicianato idrofilo a formare un rivestimento liscio, resistente agli agenti atmosferici e
allabrasione.
Compresi giunti di dilatazione in corrispondenza dei giunti del massetto (campiture non superiori a
16/20 mq per interni e 10/12 mq per esterni) composti da profili portanti in alluminio con alette di
spessore adeguato, resistenti allusura, agli acidi, agli oli ed alle sostanze bituminose in genere.
Colore a scelta della D.L.. Finitura opaca, lucida o satinata per ottenere il grado di lucentezza
desiderato.
Pavimenti in gomma per attivit sportiva
Pavimento sintetico calandrato e vulcanizzato a base di gomma naturale e sintetica, cariche minerali,
vulcanizzanti, stabilizzanti e pigmenti coloranti. Formato da uno strato di usura con superficie liscia a
vista opaca, antisdrucciolevole, tonalita' semiunita, vulcanizzato ad un sottostrato portante resiliente,
cos da formare un materiale unico a spessore costante di mm 3. Il materiale cosi' composto dovra'
essere incollato su di una lamina costituita da speciali resine viniliche e fibra di vetro stabilizzante dello
spessore di mm 1,2, formando un unico pavimento ( formato teli di altezza. cm.190 ), autoposante
dello spessore totale di mm 4,2 ( 5,8 Kg/m ). Il materiale dovr essere prodotto in accordo con i
requisiti previsti dalla norma UNI EN ISO 9001 per la progettazione, la produzione e la rintracciabilit
da aziende che dimostrano la certificazione del proprio Sistema Qualit aziendale da parte di Enti
riconosciuti. Il pavimento dovra' possedere le seguenti caratteristiche tecniche:

durezza 70 shoreA (ISO 7619),

stabilit dimensionale (UNI EN 434), nessuna variazione apprezzabile,

resistenza all'abrasione <175 mm c. (ISO 4649 carico 5 N),

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esente da alogeni, cadmio, formaldeide ed amianto,


reazione al fuoco classe 1 (DM 26.06.84 G.U. 25.8.84 CSE-RF2/75A RF3/77)),
effetto bruciante sigarette (UNI EN 1399) nessun effetto permanente,
resistenza prodotti chimici (DIN 51958 ) resistente a tutti i prodotti chimici usati normalmente per la
pulizia,
rimbalzo palla: (DIN 18032/2) >95%,
resistenza allo scivolamento (UNI 9551) dry >80,
reazione al fuoco classe Cfl (UNI 8457 UNI 9174),
predisposto per sigillatura termica dei giunti,
adatto per l'impiego in presenza di impianto di riscaldamento a pavimento,

Rivestimento scala in gomma


Rivestimento di gradino in gomma con superficie a rilievo, per gradino a spigolo arrotondato costituito
da elemento preformato di rivestimento gradino a spigolo arrotondato in gomma sintetica al 100%,
calandrata, vulcanizzata, e stabilizzata, spessore 2,5mm. La mescola risulta essere esente da alogeni,
metalli pesanti,plastificanti ftalici, nitrosamine, formaldeide ed amianto. La pavimentazione dovr
essere conforme in ogni parte alla normativa EN 12199 e dovr essere provvista di marcatura CE
secondo normativa EN 14041. L'elemento preformato dovr presentare la pedata (spess. 2,5 mm ca.)
con superficie a rilievo per mezzo di bolli del diametro di mm.28 con una altezza di mm.0,5 di forma
cilindrica a spigoli smussati e lisciati. Il naso del gradino con rilievi antisdrucciolo predisposto alla
curvatura con raggio minimo cm. 2,5 ed alzata liscia per facilitare la lavorazione. Finitura opaca e
antiriflesso. Formato teli di altezza cm.52 e lunghezza mtl.12,00. Il peso sar di 1,75 kg/m (EN 430).
Coefficiente di attrito dinamico EN 13893, caratteristiche antisdrucciolo DIN 51130 R9. Lo spessore
totale conferisce all'elemento un miglioramento di rumore da calpestio pari a 8dB (ISO 140/8 e ISO
717/2).
Il materiale stoccato in cantiere in un luogo chiuso e coperto,verr applicato in ambiente con
temperatura non inferiore ai 10C. Il sottofondo cem entizio dovr essere liscio, consistente, privo di
crepe e cavillature, pulito e con valore igrometrico, preventivamente rilevato inferiore a 2,5%. Qualora
il sottofondo cementizio tenda a spolverare si dovr provvedere ad una stesa di idoneo primer. Rasanti
e collanti neoprenici a doppia spalmatura di primaria qualit e garantite caratteristiche prestazionali,
risultano necessari per la buona applicazione del pavimento. Si consiglia di proteggere le
pavimentazioni una volta eseguiti i lavori di posa contro il rischio di lavorazioni terze che potrebbero
danneggiarne la superficie. Il materiale dovr essere prodotto in accordo con i requisiti previsti alla
norma UNI EN ISO 9001 per la progettazione, la produzione e la rintracciabilit da aziende che
dimostrano la certificazione del proprio Sistema Qualit aziendale da parte di Enti riconosciuti.
Pavimentazione in gomma con superficie a rilievo
Pavimento in gomma con superficie a rilievo sp. mm. 2,5. La pavimentazione dovr
essere esente da alogeni, cadmio, nitrosamine e plastificanti, formaldeide ed amianto e costituita da
gomma sintetica non rigenerata al 100% composta da una mescola omogenea calandrat vulcanizzata,
ottenuta con l'aggiunta di cariche minerali, stabilizzanti e pigmenti coloranti. La superficie dovr aver
subito uno speciale trattamento rinforzante a base di raggi UV, e risultare a rilievo per mezzo di bolli
del diametro di mm. 28 con una altezza di mm. 0,5 di forma tronco conica tali da consentire una
perfetta igienizzazione. Lo spessore totale sar di mm. 2,5 (3,45 Kg/m) nel formato teli da 120cm di
altezza X 12 mt di lunghezza o in piastre da cm 100X100 / 50X50, incollato al sottofondo per mezzo di
appositi adesivi. Il materiale dovr essere prodotto in accordo con i requisiti previsti dalla norma UNI
EN ISO 9001 per la progettazione, la produzione e la rintracciabilit da aziende che dimostrano la
certificazione del proprio Sistema Qualit aziendale
da parte di Enti riconosciuti. Il materiale dovra' essere conforme in ogni sua parte alla norma EN
12199 e possedere le seguenti caratteristiche tecniche:

Spessore 2.5mm

Stabilit dimensionale 0,3%

Resistenza alla lacerazione 40 N/mm

Durezza 90 shore A

Impronta residua 0.08 mm

Solidit del colore alla luce >=6

Classificazione 21-23/31-32/41 classe

Classificazione al fuoco: Classe B-s1

Resistenza termica 0.0083m2K/W

Conduttivit termica 0.3 W/mK

Caratteristiche antisdrucciolo R9

Resistenza all'azione di una sedia a rotelle: adatta con rotelle tipo W


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Resistenza alla bruciatura da sigaretta: metodo A>=4 metodo B>=3

Pavimenti in laminato
Pavimentazione in doghe ottenute dalla sezionatura di un compound costituito da un supporto in fibra
legnosa HDF (exterior grade) con una superficie esterna in laminato ad alta pressione Print HPL e
bilanciato con un laminato Print HPL . Il pavimento avr spessore 11,0 mm, classe di utilizzo 23-32,
secondo la norma EN 13329, resistenza allabrasione AC4, resistenza allurto IC3, antistatico, a posa
flottante, sar appoggiato su materassino in polietilene espanso a cellula chiusa, accoppiato ad un
foglio di polietilene di spessore totale 2,2 mm, avente funzione di barriera vapore.
La pavimentazione cos ottenuta (pavimento + materassino) deve essere certificata per quanto
riguarda la reazione al fuoco Bfl-S1 secondo la nuova normativa europea EN 14041:2004 + EN
14041:2004 AC 2005, corrispondente alla classe 1 secondo la vecchia normativa UNI 8457.
Le doghe devono essere incollate tra di loro, mediante la stesura nelle scanalature a femmina, sia sul
lato lungo che su quello corto, con collante resistente allacqua (norma EN 204/205 gruppo D3). Per
superfici aventi lati che superino i 15,0 ml trasversali, i 20,0 ml longitudinali, vanno previsti opportuni
giunti di dilatazione. Lasciare sempre uno spazio di dilatazione perimetrale di almeno 10,0 mm.

ART. 42

RIVESTIMENTO DI PARETI
I rivestimenti in piastrelle, di qualsiasi genere essi siano dovranno essere eseguiti a perfetta regola
darte con il materiale prescelto dalla Direzione dei Lavori ed eguale ai campioni che verranno volta a
volta eseguiti.
Particolare cura dovr porsi nella posizione in sito dei rivestimenti, in modo che questi a lavoro
ultimato risultino perfettamente aderenti al retrostante intonaco.
Pertanto prima del loro impiego le piastrelle dovranno essere immerse nellacqua fino a saturazione e
dopo avere abbondantemente annaffiato lintonaco delle pareti, alle quali deve applicarsi il
rivestimento, saranno collocate in sito con la necessaria e sufficiente malta cementizia.
Le piastrelle dovranno perfettamente combaciare fra loro e le linee dei giunti, debitamente stuccate
con cemento bianco, dovranno risultare a lavoro ultimato perfettamente allineate.
I rivestimenti dovranno essere completati con tutti i gusci di raccordo ai pavimenti ed agli spigoli,
listelli, cornici, ecc.
A lavoro ultimato i rivestimenti dovranno essere convenientemente lavati e pulimentati.
Tipo di rivestimento: piastrelle di ceramica pressate a secco (bicottura) con caratteristiche conformi a
quanto stabilito dalla norma UNI EN 87, gruppo BIII, da porre in opera con collanti o malta cementizia,
suggellatura dei giunti in cemento bianco o colorato e pulizia finale.

ART. 43

OPERE IN MARMO - NORME GENERALI


Le opere in marmo, pietre naturali od artificiali dovranno in generale corrispondere esattamente alle
forme e dimensioni di progetto ed essere lavorate a seconda delle prescrizioni generali delle presenti
condizioni tecniche esecutive o di quelle particolari impartite dalla Direzione dei Lavori allatto
dellesecuzione.
Tutti i materiali dovranno avere le caratteristiche di aspetto esterno, grana, coloritura e venatura
essenziali della specie prescelta.
Prima di cominciare i lavori, lAppaltatore dovr preparare a sue spese i campioni dei vari marmi o
pietre e delle loro lavorazioni e sottoporli allapprovazione della Direzione Lavori, alla quale spetter in
maniera esclusiva di giudicare se essi corrispondono alle prescrizioni. Detti campioni, debitamente
contrassegnati, resteranno depositati negli Uffici della Direzione quale termine di confronto e di
riferimento.
Per quanto ha riferimento con le dimensioni di ogni opera nelle sue parti componenti, la Direzione
Lavori ha la facolt di prescrivere, entro i limiti normali consentiti, le misure dei vari elementi di una
opera qualsiasi, (rivestimento, copertina, cornice, pavimento, colonna, ecc..) la formazione e
disposizione dei vari conci e lo spessore delle lastre, come pure di precisare gli spartiti, la posizione
dei giunti, la suddivisione dei pezzi, landamento della venatura, ecc.., secondo i particolari disegni
costruttivi, che la stessa Direzione Lavori potr fornire allAppaltatore allatto della esecuzione, e
questa ultima avr lobbligo di uniformarsi a tali norme come ad ogni altra disposizione circa la
formazione di modanature, scorniciature, gocciolatoi, ecc..
Per tutte le opere infine fatto obbligo allAppaltatore di rilevare e controllare, a propria cura e spese,
la corrispondenza delle varie opere ordinate dalla Direzione Lavori con le strutture rustiche esistenti,
segnalando tempestivamente a questa ultima ogni divergenza od ostacolo, restando esso Appaltatore

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in caso contrario unico responsabile della perfetta rispondenza dei pezzi allatto della posa in opera.
Esso avr pure lobbligo di apportare alle stesse, in corso di lavoro tutte quelle modifiche che
potessero essere richieste dalla Direzione dei Lavori.

ART. 44

MARMI E PIETRE NATURALI


A) Marmi.
Le opere in marmo dovranno avere quella perfetta lavorazione che richiesta dallopera stessa,
congiunzioni e piani esatti e senza risalti.
Salvo contraria disposizione i marmi dovranno essere di norma lavorati in tutte le facce viste a pelle
liscia, arrotate e pomiciate.
I marmi colorati dovranno presentare in tutti i pezzi le precise tinte e venature caratteristiche della
specie prescelta.
Potranno essere richiesti, quando la loro venatura si presti, con la superficie vista a spartito
geometrico, a macchia aperta a libro o comunque giocata.
B) Pietra da taglio.
La pietra da taglio da impiegare nelle costruzioni dovr presentare le forme e le dimensioni di progetto,
ed essere lavorata, a norma delle prescrizioni che verranno impartite dalla Direzione dei Lavori allatto
dellesecuzione, nei seguenti modi:
a) a grana grossa;
b) a grana ordinaria;
c) a mezza grana fina;
d) a grana fina.
Per pietra da taglio a grana grossa si intender quella lavorata semplicemente con la grossa punta
senza fare uso della martellina per lavorare le facce viste, n dello scalpello per ricavarne gli spigoli
netti.
Verr considerata come pietra da taglio a grana ordinaria quella le cui facce viste saranno lavorate
con la martellina a denti larghi.
La pietra da taglio sintender lavorata a grana mezza fina e a grana fina, secondo che le facce
predette saranno lavorate con la martellina a denti mezzani o a denti finissimi. In tutte le lavorazioni,
esclusa quella a grana grossa, le facce esterne di ciascun concio della pietra da taglio dovranno avere
gli spigoli vivi e ben cesellati, per modo che le connessure fra concio e concio non eccedano la
larghezza di mm. 6 per la pietra a grana ordinaria e di mm. 3 per le altre.
Qualunque sia il genere di lavorazione delle facce viste, i letti di posa e le facce di combaciamento
dovranno essere ridotte a perfetto piano e lavorate a grana fina.
Non saranno tollerate n smussature agli spigoli, n cavit nelle facce, n masticature o rattoppi. La
pietra da taglio che presentasse tali difetti verr rifiutata e lAppaltatore sar obbligato di farne
limmediata surrogazione, anche se le scheggiature od ammanchi si verificassero, sia al momento
della posa in opera, sia dopo e sino al collaudo.
Rivestimento in pietra
Rivestimento di struttura in cemento armato o in muratura con lastre di pietra Grigio Oriente o Pietra
Medea o similare, in opera con uno spessore minimo di cm. 2, compreso ogni onere per la esecuzione
di arrotondamenti di spigoli, esecuzione di asole, fori e lesene, rompigoccia, per la posa in opera su
letto di malta, compresa la stuccatura con beverone di boiacca di cemento in tinta con il marmo, la
finitura delle superfici, le eventuali bocciardature o lavorazioni particolari.

ART. 45

OPERE DI CARPENTERIA IN LEGNO


Tutti i legnami da impiegarsi in opere permanenti da carpentiere (grossa armatura di tetto, travature
per solai, impalcati, ecc.) devono essere lavorati con la massima cura e precisione, secondo ogni
buona regola d'arte e in conformit alle prescrizioni date dalla direzione del lavori.
Tutte le giunzioni dei legnami debbono avere la forma e le dimensioni prescritte, ed essere nette e
precise in modo da ottenere un perfetto combaciamento dei pezzi che devono esser uniti.
Non tollerato alcun taglio in falso, n zeppe o cunei, n qualsiasi altro mezzo di guarnitura o ripieno.
Qualora venga ordinato dalla direzione dei lavori, nelle facce di giunzione verranno interposte delle
lamine di piombo o di zinco, od anche del cartone incatramato.
Le diverse parti componenti un'opera in legname devono essere fra loro collegate solidamente

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mediante caviglie, chiodi, squadre, staffe di ferro, fasciature di reggia od altro, in conformit alle
prescrizioni che saranno date.
Dovendosi impiegare chiodi per collegamento dei legnami, espressamente vietata l'applicazione
senza apparecchiarne prima il conveniente foro col succhiello.
I legnami, prima della loro posizione in opera e prima dell'esecuzione della spalmatura di catrame o
della coloritura, se ordinata, debbono essere congiunti in prova nei cantieri, per essere esaminati ed
accettati provvisoriamente dalla direzione dei lavori.
Tutte le parti dei legnami che rimangono incassate nella muratura devono, prima della posa in opera,
essere convenientemente spalmate di catrame vegetale o di carbolineum e tenute, almeno
lateralmente e posteriormente, isolate in modo da permettere la permanenza di uno strato di aria
possibilmente ricambiabile.

ART. 46

SERRAMENTI IN LEGNO - NORME GENERALI


Per l'esecuzione dei serramenti od altri lavori in legno l'appaltatore dovr servirsi di una ditta
specializzata e ben accetta alla direzione dei lavori. Essi saranno sagomati e muniti degli accessori
necessari, secondo i disegni di dettaglio, i campioni e le indicazioni che dar la direzione dei lavori.
Il legname dovr essere perfettamente lavorato e piallato e risultare, dopo ci, dello spessore
richiesto, intendendosi che le dimensioni dei disegni e gli spessori debbono essere quelli del lavoro
ultimato, n saranno tollerate eccezioni a tale riguardo.
I serramenti e gli altri manufatti saranno piallati e raspati con carta vetrata e pomice in modo da fare
scomparire qualsiasi sbavatura. proibito inoltre assolutamente l'uso del mastice per coprire difetti
naturali del legno o difetti di costruzione.
Le unioni dei ritti con traversi saranno eseguite con le migliori regole d'arte; i ritti saranno continui per
tutta l'altezza del serramento, ed i traversi collegati a dente e mortisa, con caviglie di legno duro e con
biette, a norma delle indicazioni che dar la direzione dei lavori.
I denti e gli incastri a maschio e femmina dovranno attraversare dall'una all'altra parte i pezzi in cui
verranno calettati, e le linguette avranno comunemente la grossezza di 1/3 del legno e saranno
incollate.
Nei serramenti ed altri lavori a specchiatura, i pannelli saranno uniti ai telai ed ai traversi intermedi
mediante scanalature nei telai e linguette nella specchiatura, con sufficiente riduzione dello spessore
per non indebolire soverchiamente il telaio. Fra le estremit della linguetta ed il fondo della scanalatura
deve lasciarsi un giuoco per consentire i movimenti del legno della specchiatura.
Nelle fodere dei serramenti e dei rivestimenti, a superficie liscia o perlinata, le tavole di legno saranno
connesse, a richiesta della direzione dei lavori, o a dente e canale ed incollatura, oppure a canale
unite da apposita animella o linguetta di legno duro incollata a tutta lunghezza.
Le battute delle porte senza telaio verranno eseguite a risega, tanto contro la mazzetta quanto fra le
imposte.
Le unioni delle parti delle opere in legno e dei serramenti verranno fatte con viti; i chiodi o le punte di
Parigi saranno consentiti solo quando sia espressamente indicato dalla direzione dei lavori.
Tutti gli accessori, ferri ed apparecchi di chiusura, di sostegno, di manovra, ecc., dovranno essere,
prima della loro applicazione, accettati dalla direzione dei lavori. La loro applicazione ai vari manufatti
dovr venire eseguita a perfetto incastro, per modo da non lasciare alcuna discontinuit, quando sia
possibile mediante bulloni a viti.
Quando trattasi di serramenti da aprire e chiudere, ai telai maestri od ai muri dovranno essere sempre
assicurati appositi ganci, catenelle od altro, che, mediante opportuni occhielli ai serramenti, ne fissino
la posizione quando i serramenti stessi debbono restare aperti. Per ogni serratura di porta od uscio
dovranno essere consegnate due chiavi.
A tutti i serramenti ed altre opere in legno, prima del loro collocamento in opera e previa accurata
pulitura a raspa e carta vetrata, verr applicata una prima mano di olio di lino cotto accuratamente
spalmato in modo che il legname ne resti bene impregnato. Essi dovranno conservare il loro colore
naturale e, quando la prima mano sar bene essiccata, si proceder alla loro posa in opera e quindi
alla loro pulitura con pomice e carta vetrata.
Per i serramenti e le loro parti saranno osservate tutte le prescrizioni che saranno impartite dalla
direzione dei lavori all'atto pratico.
Resta inoltre stabilito che quando l'ordinazione riguarda la fornitura di pi serramenti, appena avuti i
particolari per la costruzione di ciascun tipo, l'appaltatore dovr allestire il campione di ogni tipo che
dovr essere approvato dalla direzione dei lavori e verr depositato presso di essa. Detti campioni
verranno posti in opera per ultimi quando tutti gli altri serramenti saranno stati presentati ed accettati.
Ciascun manufatto in legno o serramento prima dell'applicazione della prima mano d'olio cotto dovr
essere sottoposto all'esame ed all'accettazione provvisoria della direzione dei lavori, la quale potr

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rifiutare tutti quelli che fossero stati verniciati o coloriti senza tale accettazione.
L'accettazione dei serramenti e delle altre opere in legno non definitiva se non dopo che siano stati
posti in opera, e se, malgrado ci, i lavori andassero poi soggetti a fenditure e screpolature,
incurvamenti e dissesti di qualsiasi specie, prima che l'opera sia definitivamente collaudata,
l'appaltatore sar obbligato a rimediarvi, cambiando a sue spese i materiali e le opere difettose.
Porte cieche a cerniera con telaio in legno e pannello tamburato
Porta interna ad uno o due battenti, cieca , realizzata con telaio in legno massiccio rovere per
murature con spessore fino a 30 cm, pannello cieco tamburato a struttura alveolare antimuffa
autoestinguente con supporto in legno dello spessore minimo di 3 mm, verniciato opaco, colore su
indicazione della D.L.., controtelaio in legno abete, ferramenta in acciaio inox, maniglia 20 mm Mod.
tipo PBA 2028BT o similari.
Porta scorrevole a scomparsa
Porta scorrevole a scomparsa entro muratura in laterizio o cartongesso, costituita da controtelaio
prefabbricato in lamiera di acciaio zincata con binario di scorrimento estraibile e da pannello di
tamponamento cieco tamburato a struttura alveolare antimuffa dello spessore di 40 mm rivestito sulle
due facce in laminato, compreso telaio in acciaio zincato completo di guida di scorrimento, carrello,
nasello a pavimento, accessori, stipiti, coprifili e mostrine in legno colore tipo rovere chiaro verniciato
con vernice trasparente, maniglie, guarnizioni ed assistenze murarie. Colore a scelta della D.L. Ad 1
anta. Dim. L. 90 x h. 210 cm
Porta telescopica per cartongesso
Controtelaio in profili metallici in lamiera zincata avente sede interna di mm 134 per parete interna
divisoria in cartongesso formata da profili accoppiati, con spessore complessivo parete finita di mm
180 idoneo per l'alloggiamento all'interno di quattro porte scorrevoli a trascinamento (2+2
contrapposte, scorrevoli, rigide, a scomparsa, di peso massimo unitario di Kg 80.
Dimensioni luci di passaggio: cm 350 x cm 260 (h). Si comprende la realizzazione di veletta sopra il
controtelaio per un'altezza di cm 40 di parete in cartongesso ad orditura metallica e doppio
rivestimento, sp.180mm, costituita da orditura metallica in acciaio zincato, spessore 0,6-0,8-1,0 mm,
delle dimensioni di:
- guide U40/ 75mm /40 mm
- montanti C50/ 75mm /50 mm,
posti ad interasse non superiore a 600 mm, isolata dalle strutture perimetrali con nastro monoadesivo
con funzione di taglio acustico, dello spessore di 3,5 mm. I profili saranno marcati CE conformemente
alla norma armonizzata EN 14195 riguardante Profili per Sistemi in Lastre in Gesso Rivestito, in
classe A1 di reazione al fuoco, prodotti secondo il sistema di qualita UNI-EN-ISO 9001-2000. Il
rivestimento su entrambi i lati dell'orditura sar realizzato con doppio strato di lastre in gesso rivestito,
marcate CE a norma UNI EN 520 e conformi alla DIN 18180, collaudate dal punto di vista biologicoabitativo come da certificato rilasciato dall'Istituto di Bioarchitettura di Rosenheim, dello spessore di
12.5+12.5 mm per lato, avvitate all'orditura metallica con viti autoperforanti fosfatate. Le modalita per
la messa in opera saranno conformi alle norme UNI 9154 parte I e alle prescrizioni del produttore.
Comprese anche n.4 ante cieche formate da pannello cieco tamburato a struttura alveolare antimuffa
autoestinguente con supporto in legno dello spessore minimo di 3 mm, verniciato opaco, colore su
indicazione della D.L..

ART. 47

OPERE IN FERRO - NORME GENERALI E PARTICOLARI


Nelle opere in ferro, questo deve essere lavorato diligentemente con maestria, regolarit di forme e
precisione di dimensioni, secondo i disegni che fornir la Direzione Lavori, con particolare attenzione
nelle saldature e bolliture. I fori saranno tutti eseguiti con trapano, le chiodature, ribaditure ecc..
dovranno essere perfette, senza sbavature; i tagli essere limati.
Saranno rigorosamente rifiutati tutti quei pezzi che presentino il pi leggero indizio di imperfezione.
Ogni pezzo ed opera completa in ferro dovr essere fornita a pi di opera colorita a minio. Per ogni
opera in ferro a richiesta della Direzione Lavori, lAppaltatore avr lobbligo di presentare il relativo
modello alla preventiva approvazione.
LAppaltatore sar in ogni caso obbligato a controllare gli ordinativi ed a rilevare sul posto, le misure
esatte delle diverse opere in ferro essendo responsabile degli inconvenienti che potessero verificarsi
per lomissione di tale controllo.
In particolare si prescrive:

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Le inferriate, ringhiere, cancelli , ecc.


Saranno costruiti a perfetta regola darte secondo i tipi che verranno indicati allatto esecutivo. Essi
dovranno presentare tutti i regoli ben dritti, spianati in perfetta composizione. I tagli delle connessure
per i ferri incrociati mezzo a mezzo dovranno essere della massima precisione ed esattezza, ed il
vuoto di uno dovr esattamente corrispondere al pieno dellatro, senza la minima ineguaglianza e
discontinuit.
Le inferriate con regoli intrecciati ad occhio non presenteranno nei buchi formati a fuoco, nessuna
fessura che si prolunghi oltre il buco necessario.
In ogni caso lintreccio dei ferri dovr essere diritto ed in parte dovr essere munito di occhi in modo
da non poter mai essere in alcun caso sfilato.
I telai saranno fissati ai ferri di orditura e saranno poi muniti di forti grappe ed arpioni ben inchiodati ai
regoli di telaio in numero, dimensioni e posizioni che verranno indicate.
Serramenti in ferro
Serramenti per finestre, vetrate ed altro, potranno essere richiesti con profilati ferro-finestra o con ferri
comuni profilati. In tutti e due i casi dovranno essere simili al campione che potr richedere o fornire la
Direzione dei Lavori. I serramenti potranno avere parte fissa od apribile anche a vasistas, come sar
richiesto; le chiusure saranno eseguite a ricupero ad asta rigida, con corsa inversa ed avranno il fermo
inferiore e superiore. Il sistema di chiusura potr essere a leva od a manopola a seconda di come sar
richiesto.
Le cerniere dovranno essere a quattro maschiettature in numero di due o tre per ciascuna partita
dellaltezza non inferiore a cm. 12, con ghiande terminali.
Gli apparecchi di chiusura e di manovra in genere dovranno essere ben equilibrati e non richiedenti
eccessivi sforzi per la chiusura.
La manopole e le cerniere, se richiesto potranno essere cromate. Le ante apribili dovranno essere
minute di gocciolatoio. Le ferramente di ritegno dovranno essere proporzionate alla robustezza del
serramento stesso.
Porta esterna in profili d'acciaio con porta guarnizioni (esterno)
Porta per esterno cieca realizzata con profili in acciaio con porta guarnizioni della profondit di 40 mm
e pannello coibentato con pannelli in lana di roccia rivestito sulle due facce in lamiera di acciaio
zincato dello spessore di 10/10 mm, compreso verniciatura a smalto, ferramenta di sostegno e
chiusura in ottone, alluminio o acciaio, guarnizioni di tenuta in gomma Dutral, compresi controtelaio in
acciaio zincato, telaio, sigillature, accessori d'uso, assistenze murarie, coprifili, mostrine.
Porte a cerniera prefabbricate in acciaio (interno)
porte tamburate prefabbricate con apertura a cerniera ad uno o due battenti, cieche o vetrate,
realizzate con lamiera in acciaio zincato a doppia parete complete di telaio in lamiera d'acciaio zincato
atto alla posa su murature o tramezzi in cartongesso dello spessore finito di 16 cm, compreso
guarnizioni di tenuta, ferramenta di sostegno e chiusura, verniciatura a smalto colori RAL, controtelaio.
Porta ad un battente foro muro 90x215 cm
Scala in ferro di sicurezza esterna
Realizzazione di scale di sicurezza verticali alla marinara mediante fornitura, posa in opera ed
assemblaggio di elementi profilati semplici e gradini in tondi pieni in acciaio Fe 360, compreso
l'eventuale preassemblaggio in officina, il carico, trasporto, scarico a pi d'opera, il montaggio,
l'assemblaggio, le unioni meccaniche con saldature o con bulloni ad alta resistenza secondo le
prescrizioni progettuali, le piastre, i tirafondi, i collegamenti, gli sfridi, la sabbiatura e la verniciatura
protettiva antiruggine e la zincatura a caldo. Con gabbia di protezione circolare in acciaio zincato,
completo di ferramenta di ancoraggio.
Griglie metalliche su solai, bocche di lupo
Fornitura e posa in opera di griglie metalliche in acciaio zincato a caldo fisse o apribili a cerniera poste
in opera su aperture in corrispondenza di solai, bocche di lupo di qualsiasi tipo e dimensione,
realizzate con profili tondi, quadri, piatti, omposti,compreso tagli, sfridi, profili di contorno, telaio
ammorsato con zanche o tasselli metallici e supporto, viti e bulloni antiurto di fissaggio.

ART. 48

SERRAMENTI IN ALLUMINIO ED OPERE IN ALLUMINIO

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Per l'esecuzione dei serramenti e di altri lavori in alluminio, I'Appaltatore dovr servirsi d una Ditta
Specializzata e ben accetta dalla D.L..
Tutti i manufatti dovranno essere costruiti a perfetta regola d'arte in conformit con disegni esecutivi.
La finitura dovr essere accuratissima in ogni particolare.
I disegni esecutivi di tutti i serramenti dovranno essere elaborati dalla Ditta fornitrice e da essa
tempestivamente sottoposti, completi di ogni dettaglio costruttivo, alla preventiva approvazione della
Direzione Lavori nel pieno rispetto della descrizione dell'Elenco prezzi delle categorie dei lavori a
misura e a corpo.
Le eventuali varianti ai disegni approvati che la Ditta fornitrice riterr di proporre in corso d'opera,
dovranno essere preventivamente accettate dallo stesso Direttore dei Lavori. Prima di dar corso alla
fornitura, la Ditta Aggiudicataria dovr sottoporre all'approvazione del sopracitato Direttore dei Lavori i
campioni di tutti i profilati da usare nella costruzione del vari serramenti ed i campioni degli apparecchi
di chiusura, delle maniglie, delle serrature e degli accessori di ogni genere.
La Direzione dei Lavori potr richiedere, e la Fornitrice dovr tempestivamente eseguire, la
campionatura al vero, completa, del vari tipi di serramento. L'esame dei campioni completi avverr in
cantiere.
La Direzione dei Lavori rifiuter, e la Fornitrice dovr sostituire a sue complete spese, quei manufatti
che non risulteranno eseguiti in conformit dei disegni e dei campioni approvati, o che comunque non
risulteranno rispondenti alle prescrizioni del presente Capitolato od ai patti contrattuali.
Il rilievo delle misure sar eseguito in loco dalla Fornitrice a sue complete spese, cure e rischio,
rimanendo cos essa unica e sola responsabile della perfetta rispondenza delle misure dei manufatti a
quelle delle strutture in cui dovranno porsi in opera. Si precisa al riguardo che le misure segnate
nell'allegato ordinativo sono puramente indicative e che manufatti dello stesso tipo a cui in tale elenco
attribuita un'unica misura, potranno avere in realt varie differenti dimensioni in conseguenza di
discordanze esistenti nelle misure di strutture gi eseguite.
Per i vari tipi di serramento valgono, tra l'altro, le seguenti prescrizioni:

tutti i serramenti saranno provvisti di controtelaio da premurare in lamiera di acciaio zincato rullata
a freddo, eventualmente costituito da pi elementi separati, atto a consentire il montaggio su di
esso, senza necessit di alcuna opera muraria, dell'infisso propriamente detto. I controtelai, che
dovranno in ogni caso essere montati nudi, privi del relativo serramento, avranno forme e
caratteristiche tali da permettere, una volta montati, l'esecuzione di tutte le opere di finitura interne
ed esterne (intonaci, rivestimenti, pavimenti, soglie, marmi, velette, coprirullo, tinteggiature, ecc.)
indipendentemente dal montaggio dell'infisso.

quando i serramenti siano provvisti di imbotte esterna, cassone o cielino coprirullo, controtelaio
dovr essere realizzato in modo da consentire anche il montaggio di tali parti contemporaneamente
all'infisso propriamente detto, senza la necessit di alcuna opera muraria e dopo la ultimazione di
tutte le opere di finitura. L'eventuale imbotte esterna, non prevista nel manufatto, verr pagata ai
prezzi dl elenco.

tutti i manufatti dovranno essere completi di ogni occorrente accessorio di montaggio, chiusura e di
funzionamento quali ad esempio: zanche, piastre, perni, viti, cerniere, bilici, dispositivi di manovra e
chiusura, leve, cariglioni, maniglie, cremonesi, aste, arresti, fermi, guide, molle, scrocchi, serrature.
chiavi, coprifili, fermavetri, vetri del tipo semidoppio, retinato, stampato, mezzo cristallo, vetri
camera, ecc. a seconda delle indicazioni della Direzione Lavori e quanto altro necessario per il
perfetto funzionamento.

tutti i serramenti dovranno essere realizzati In modo da rendere possibile ed agevole la pulizia dei
vetri, sia all'interno che all'esterno col solo ausilio di scalette di uso comune, senza pericolo per il
personale addetto e senza necessit di ricorrere ad attrezzature e mezzi d'opera eccezionali.

tutti i serramenti in ogni loro parte dovranno essere studiati, costruiti e montati in modo da
assicurare con l'impiego di idonee guarnizioni o spazzolini in nylon l'assoluta tenuta di aria e acqua
nelle giunzioni tra le varie parti costituenti il serramento, all'attacco tra il serramento propriamente
detto ed il controtelaio, ed all'attacco tra serramento e murature, rivestimenti, pavimenti, soglie,
contorni, ecc. Sar prevista una stuccatura con Bostik o prodotto similare.

sar cura e responsabllit della Ditta porre in opera vetri dello spessore adeguato alla dimensione
ed al tipo di serramento e delle caratteristiche idonee all'uso del locale (retinati, stampati, ecc.),
montati su guarnizioni ad U che diano la massima garanzia per il passaggio dell'aria e dell'acqua.

tutti i serramenti del presente Capitolato saranno del tipo a monoblocco, realizzati con profilati
estrusi in lega leggera di alluminio, anodizzati in elettrocolore oppure preverniciati in Diagrammi
relativi e le dimensioni di massima figurano nell'allegato casellario "abaco dei sarramenti"
Le caratteristiche dei serramenti in Elenco Prezzl sono qui riportate nella loro descrizione dettagliata;
s'intende che esse siano comuni a tutti i serramenti descritti quando non diversamente specificato in
Elenco prezzi delle categorie dei lavori a misura e a corpo e nell'abaco serramenti.

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Serramenti esterni in alluminio


serramenti realizzati con profilati in lega primaria d'alluminio 6060 secondo le norme UNI EN 573 UNI
EN 755-5 allo stato fisico T5 secondo la normativa UNI EN 515. Il sistema richiesto dovr essere
quello denominato a giunto aperto con profili a taglio termico nel rispetto delle disposizioni previste
dalla norma UNI 10680. La caratteristica principale di tale soluzione prevede la guarnizione di tenuta
centrale disposta in posizione arretrata rispetto al filo esterno dei profili, in modo da realizzare
un'ampia camera di equalizzazione delle pressioni (giunto aperto). Per la realizzazione di finestre e
portefinestre saranno impiegati profili complanari all'esterno con profondit del telaio fisso di 65 mm e
battente a sormonto all'interno con profondit di 75 mm. Per la realizzazione di porte saranno impiegati
profili complanari sia all'esterno che all'interno con l'impiego di guarnizioni di battuta interna ed esterna
con profondit complessiva di 65 mm. Lo spessore medio dei profili dovr essere di mm.1,8/2
conforme alla normativa UNI 3879. I vari componenti dovranno rispondere ai requisiti dalla normativa
UNI 3952. Sono altresi compresi la fornitura e posa in opera di controtelai zincati, eventuli
tamponamenti coibentati e pvb colorati interni al vetro, maniglioni esterni tipo PBA mod.253 o similare,
maniglia interna con molla di ritorno e cuscinetto tipo PBD mod.2028 o similare e serratura per porte
tipo ISEO CSF F9000 o equivalente con cilindro e tre copie di chiavi. Compresa fornitura e posa di
controtelai in lamiera zincata.

Vetrocamera tipo clear 5+5.2 BE/16 gas argon/5+5.2 BE

Valori : Ug=1.1W/mqK Psi=0.11W/mK.

Trasmittanza del serramento (Uf) < 2W/mqK.


Serramenti esterni per facciate in alluminio
I serramenti per facciate in alluminio realizzati con profilati estrusi nel rispetto delle tolleranze
previste dalla norma UNI EN 12020 in lega primaria dalluminio 6060 secondo le norme UNI EN 573
allo stato fisico T5 secondo la normativa UNI EN 515.
Il sistema richiesto dovr essere isolato termicamente mediante l'interposizione di un listello a bassa
conducibilit termica fra la parte interna portante ed il profilato esterno di fissaggio nel rispetto delle
disposizioni previste dalla norma UNI 10680. La caratteristica principale di tale soluzione prevede
lutilizzo di un reticolo strutturale composto da montanti e traversi, con sezione architettonica di 50 mm
le cui parti tubolari avranno una profondit variabile in conformit alle esigenze statiche. La
conformazione geometrica dei montanti dovr essere a sezione rettangolare e/o Ipe. Il sistema dovr
essere idoneo per la realizzazione di facciate continue verticali, facciate inclinate verso linterno e
lesterno.
Lo spessore medio dei profilati dovr essere conforme alla normativa UNI EN 755. I vari componenti
dovranno rispondere ai requisiti della normativa UNI 3952.
Il collegamento dei traversi ai montanti sar realizzato, a seconda del peso delle lastre, mediante viti in
acciaio inox e cavallotti in alluminio da dimensionare in funzione del peso dei tamponamenti e delle
necessit statiche. Sulle estremit dei traversi saranno poste, per chiusura, delle mascherine di
contorno in nylon e/o dutral. I profilati fermavetro esterni delle pannellature (pressori) saranno fissati
con viti in acciaio inox supportate da rondelle in plastica antifrizione, posizionate ogni 300 mm.
Le staffe di ancoraggio della facciata alla struttura dell'edificio dovranno avere le regolazioni nelle tre
direzioni ortogonali ed essere realizzate in alluminio estruso. Tutte le viti ed i bulloni di collegamento e
di fissaggio delle parti in alluminio saranno in acciaio inox.
Gli accessori saranno eseguiti in rispetto alla norma UNI EN 1706.
Gli accessori dovranno essere
originali, studiati e prodotti per il sistema sopra descritto. Nei montanti verticali sono previsti dei canali
paralleli, non comunicanti tra loro, per raccogliere e convogliare verso lesterno le eventuali infiltrazioni
di acqua e/o condensa. Nei profilati esterni copertina e pressore verranno eseguite le lavorazioni, atte
a garantire il drenaggio dellacqua e laerazione delle camere interne dei profilati, dei vetri e dei
tamponamenti. Nel caso di giunti di dilatazione saranno previsti nei montanti appositi accessori che
garantiranno continuit ai canali di raccolta acqua. Ove necessario le traverse potranno essere dotate
di canale raccogli condensa.
Tutte le guarnizioni dovranno essere in elastomero (EPDM) e compenseranno le eventuali differenze
di spessore, inevitabili nelle lastre di vetrocamera e/o stratificate, garantendo, contemporaneamente,
una corretta pressione di lavoro perimetrale mentre le giunzioni degli angoli dovranno garantire
l'assoluta continuit perimetrale grazie allutilizzo di angoli vulcanizzati. Le caratteristiche della
guarnizione dovranno corrispondere alla norma UNI 9122.
Le aperture delle porte dovranno essere garantite da cerniere fissate ai profilati mediante dadi e
contropiastre in alluminio e dovranno essere scelte in base al peso della porta e agli sforzi dellutenza.
Inoltre le cerniere saranno dotate di un dispositivo eccentrico per la regolazione dellanta anche a
montaggio gi effettuato. Il sistema di facciata dovr consentire linserimento di vetri e/o pannelli con
spessore da un minimo di 4 mm ad un massimo di 45 mm. I vetri dovranno avere spessore adeguato

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alle dimensioni ed all'uso delle facciate su cui saranno montati. Gli spessori dei vetri dovranno essere
calcolati secondo le norme UNI 7143, salvo se non siano espressamente indicati negli elaborati facenti
parte della richiesta. I vetri dovranno essere posti in opera nel rispetto della norma UNI 6534 con
l'impiego di tasselli aventi adeguata durezza a seconda della funzione (portante o distanziale). I
tasselli dovranno garantire l'appoggio delle lastre del vetrocamera e dovranno avere una lunghezza
idonea al peso da sopportare. La tenuta attorno alle lastre di vetro dovr essere eseguita con idonee
guarnizioni preformate in elastomero etilene-propilene (EPDM) opportunamente giuntate agli angoli. Il
produttore della vetrata isolante dovr garantire la corrispondenza delle vetrate a quanto indicato nella
norma UNI 10593. Gli elementi di vetrocamera dovranno essere forniti di idoneo certificato di garanzia
decennale contro la presenza di umidit condensata all'interno delle lastre. I vetri ed i cristalli dovranno
essere di prima qualit, perfettamente incolori e trasparenti, con superfici complanari piane. Dovranno
inoltre corrispondere alle norme UNI. Lutilizzo di opportune guarnizioni permetter di far esercitare al
vento una pressione costante su tutto il perimetro delle lastre onde evitare punti di infiltrazione. A tale
scopo la guarnizione esterna sar pi elastica di quella interna in modo da deformarsi prima nel caso
di movimenti anomali.

ART. 49

INFISSI SPECIALI
Porte resistenti al fuoco ad un 'anta REI 120
Fornitura e posa in opera, come da certificato di prova o indicazioni della Ditta fornitrice, di porta
metallica cieca ad una anta con classe di resistenza al fuoco REI 60, costituita da un telaio in acciaio
profilato con zanche a murare, guarnizione autoespandente per tenuta ai fumi caldi e sede per
guarnizione siliconica per tenuta fumi freddi, battente in lamiera di acciaio zincato a doppia parete e
con intercapedine riempita con pannelli isolanti ad alta resistenza termica, cerniere con molla
incorporata regolabile per la chiusura automatica, serratura antincendio tipo Yale adatta alle alte
temperature e corredata da due chiavi programmabili, maniglie antincendio con anima in acciaio e
rifinitura satinata, verniciatura con mano di fondo antiruggine applicata con procedimento elettrostatico
ad essiccazione in forno di qualsiasi tonalit, colore da definire con la D.L.., compreso assistenze
murarie, ponteggi, puntelli, materiali di consumo, dichiarazione di conformit della ditta costruttrice,
certificato di prova ed omologazione, dichiarazione di corretta posa in opera da parte dell'installatore.
La porta dotata di obl circolare 400mm. e di maniglione antipanico a barra orizzontale in acciaio
inox satinato di sezione tubolare reso basculante per mezzo di due leve incernierate nelle scatole
laterali ed apribili con qualsiasi tipo di comando sia interno che esterno, con chiave e meccanismo di
fermo a giorno di qualsiasi tipo.
Porte resistenti al fuoco ad un'anta REI 60
Porta metallica cieca ad una anta con classe di resistenza al fuoco REI 60, costituita da un telaio in
acciaio profilato con zanche a murare, guarnizione autoespandente per tenuta ai fumi caldi e sede per
guarnizione siliconica per tenuta fumi freddi, battente in lamiera di acciaio zincato a doppia parete e
con intercapedine riempita con pannelli isolanti ad alta resistenza termica, cerniere con molla
incorporata regolabile per la chiusura automatica, serratura ntincendio tipo Yale adatta alle alte
temperature e corredata da due chiavi, maniglie antincendio con anima in acciaio e rifinitura in
materiale plastico, verniciatura con mano di fondo antiruggine applicata con procedimento
elettrostatico ad essiccazione in forno, compreso dichiarazione di conformit della ditta costruttrice,
certificato di prova ed omologazione, dichiarazione di corretta posa in
opera da parte dell'installatore. Foro muro 900x2150 mm
Porte con apertura a cerniera e tamponamento in lamiera rivettata
Serramento con ante fisse ed apribili, realizzato con profili maggiorati in acciaio zincato preverniciato,
con tamponamento in lamiera zincata rivettata, due mani di vernice di fondo e due di smalto sintetico,
lamiera per finitura soglia, architrave, spallette come da disegni esecutivi, Ferramenta in acciaio inox,
maniglia 20 mm Mod. tipo PBA 2028BT o similari. Dotata di griglie di areazione 400x200mm.

ART. 50

OPERE DA VETRAIO
Le lastre di vetro saranno di norma chiare, del tipo indicato nellelenco prezzi; il tutto salvo pi precise
indicazioni, che saranno impartite allatto della fornitura dalla Direzione Lavori.
Per quanto riguarda la posa in opera, le lastre di vetro verranno normalmente assicurate negli appositi
incavi dei vari serramenti in legno con adatte puntine e mastice da vetraio (formato con terretta
speciale ed olio di lino cotto ) spalmando prima di uno strato sottile di mastice i margini verso lesterno

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del battente nel quale deve collocarsi la lastra.


Collocata questa in opera, saranno stuccati i margini verso linterno col mastice ad orlo inclinato a 45,
ovvero si fisser mediante regoletti di legno e viti.
Potr inoltre essere richiesta la posa delle lastre su serramenti di legno con intelaiature ad incastro,
nel qual caso le lastre, che verranno infilate nellapposita fessura praticata nella traversa superiore del
serramento, dovranno essere accuratamente fissate con spessori invisibili in modo che non vibrino.
Sui serramenti in ferro le lastre di vetro potranno essere montate o con stucco ad orlo inclinato, come
sopra accennato, o mediante regoletti di metallo o di legno fissati con viti; in ogni caso si dovr avere
particolare cura nel formare un finissimo strato di stucco su tutto il perimetro della battuta dellinfisso
contro cui dovr appoggiarsi poi il vetro, ristuccare accuratamente dallesterno tale strato con altro
stucco in modo da impedire in maniera sicura il passaggio verso linterno dellacqua piovana battente
a forza contro il vetro e far si che il vetro riposi fra due strati di stucco (uno verso lesterno e laltro
verso linterno).
Il collocamento in opera delle lastre di vetro, cristallo, ecc., potr essere richiesto a qualunque altezza
ed in qualsiasi posizione, e dovr essere completato con una perfetta ripulitura delle facce delle lastre
stesse, che dovranno risultare perfettamente lucide e trasparenti.
LImpresa ha lonere di controllare gli ordinativi dei vari tipi di vetri passatile dalla Direzione dei Lavori,
rilevandone le esatte misure ed i quantitativi e segnalandone a questultima le eventuali discordanze,
restando a suo completo carico gli inconvenienti di qualsiasi genere che potessero derivare
dallomissione di tale tempestivo controllo.
Ogni rottura di vetri o cristalli, avvenuta prima della presa in consegna da parte della Direzione Lavori,
sar a carico dellImpresa.
Pellicole riflettenti, filtranti o di sicurezza: verranno applicate alle lastre di vetro lungo i corridoi fino
allaltezza di un metro da quota pavimento, delle pellicole in poliestere ad orientamento biassale
rinforzato sulle quali posto un tenace adesivo otticamente piatto. Queste, applicate su un comune
vetro, consentono di rendere questultimo antisfondamento.

ART. 51

OPERE DA STAGNARO IN GENERE


I lavori in lamiera di ferro nera o zincata, di ghisa, di zinco, di rame, di piombo, di ottone, di alluminio o
di altri metalli dovranno essere delle dimensioni e forme richieste, lavorate a regola darte e a perfetta
finitura e con la maggior precisione.
Detti lavori saranno dati in opera, salvo contraria precisazione contenuta nellelenco dei prezzi,
completi di ogni accessorio necessario al loro perfetto funzionamento come raccordi di attacco,
coperchi, viti di spurgo in ottone o bronzo, pezzi speciali e sostegni di ogni genere (braccetti, grappe,
ecc...).
Saranno inoltre verniciati o con una mano di catrame liquido o di minio di piombo ed olio di lino cotto
od anche con due mani di vernice comune, a seconda delle disposizioni della Direzione Lavori.
Le giunzioni dei pezzi saranno fatte mediante chiodature, ribattiture o saldature secondo quanto
prescritto dalla stessa Direzione ed in conformit dei campioni che dovranno essere presentati per la
approvazione.

ART. 52

OPERE DA PITTORE - NORME GENERALI


Qualunque tinteggiatura, coloritura o verniciatura dovr essere preceduta da una conveniente ed
accuratissima preparazione delle superfici, e precisamente da raschiature, scrostature, stuccature,
eventuali riprese di spigoli e tutto quanto occorre per uguagliare le superfici medesime.
Successivamente le dette superfici dovranno essere perfettamente levigate con carta vetrata e,
quando trattasi di coloriture o verniciature, nuovamente stuccate, indi pomiciate e lisciate, previa
imprimitura, con le modalit e sistemi migliori atti ad assicurare la perfetta riuscita del lavoro.
Speciale riguardo dovr aversi per le superfici da rivestire con vernici.
Per le opere in legno, la stuccatura ed imprimitura dovr essere fatta con mastici adatti, e la levigatura
e rasatura delle superfici dovr essere fatta con mastici adatti, e la levigatura e rasatura delle superfici
dovr essere perfetta.
Per le opere metalliche la preparazione delle superfici dovr essere preceduta dalla raschiatura delle
parti ossidate.
Le tinteggiature, coloriture e verniciature dovranno, se richiesto essere anche eseguite con colori

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Ampliamento e recupero della Palestra Broilo


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diversi su una stessa parete, complete di filettature, zoccoli e quantaltro occorre alla perfetta
esecuzione dei lavori.
La scelta dei colori dovuta al criterio insindacabile della Direzione dei Lavori e non sar ammessa
alcuna distinzione tra i colori ordinari e i colori fini, dovendosi in ogni caso fornire i materiali pi fini e
delle migliori qualit.
Le successive passate di coloriture ad olio e verniciature dovranno essere di tonalit diverse, in modo
che sia possibile, in qualunque momento, controllare il numero delle passate che sono state applicate.
In caso di contestazione qualora lAppaltatore non sia in grado di dare precisa dimostrazione circa il
numero di passate applicate, la decisione sar a sfavore dellAppaltatore stesso. Limpresa ha inoltre
lobbligo di eseguire, nei luoghi e con le modalit che saranno prescritte, i campioni dei vari lavori di
rifinitura, sia per la scelta delle tinte che per il genere di esecuzione, e ripeterli eventualmente con le
varianti richieste sino ad ottenere lapprovazione della Direzione Lavori, prima di por mano allopera
stessa. Essa dovr infine adottare tinte o vernici sulle opere eseguite (pavimenti, rivestimenti,
serramenti, ecc...) restando a suo carico ogni lavoro necessario a riparare i danni eventualmente
arrecati.
Idropittura lavabile per interni
Idropittura lavabile applicata a due riprese a rullo o pennello su intonaci interni di qualsiasi tipo, a base
di resine acriliche in dispersione acquosa, cariche lamellari e pigmenti di qualsiasi tinta, compreso teli
in polietilene, nastrature protettive, la protezione di superfici non interessate, ritocchi a fine lavoro. A
due strati. Tinte a scelta della D.L..

Idropittura traspirante a base di resine acriliche


Idropittura traspirante a base di resine acriliche applicata a pi riprese a rullo o a pennello su intonaci
interni di qualsiasi tipo gi preparati ed isolati, a base di resine acriliche e cariche selezionate di ottime
caratteristiche traspiranti tra muro e ambiente, pigmenti di qualsiasi tinta. compreso teli in polietilene,
nastrature protettive, la protezione di superfici non interessate, ritocchi a fine lavoro. A due strati. Tinte
a scelta della D.L..
Idropittura traspirante con tempere
Idropittura traspirante applicata a pi riprese a rullo o pennello su intonaci, fibre grezze e cartongesso
con tempere a base di gesso e colle naturali senza solventi, priva di sostanze di sintesi chimica e
derivanti dal petrolio, avente ottime caratteristiche traspiranti tra muro e ambiente, compreso teli in
polietilene, nastrature protettive.
Rasatura di superfici leggermente irregolari
Rasatura di superfici interne di qualsiasi tipo e dimensione con rasante a base di calce idrata,
cemento, additivi, inerti aventi granulometrie inferiori a 1 mm applicato manualmente
in una o pi passate per uno spessore non inferiore a 3 mm, compreso la formazione di spigoli
rientranti o sporgenti, spallette.
Rivestimento tipo marmorino
Rivestimento acrilico a spessore , specifico per calcestruzzi applicata a frattazzo, resistente alla luce,
resistente agli agenti atmosferici, permeabile al vapore, compreso protezione di superfici non
interessate, ritocchi a fine lavoro, formazione di spigoli, smussi, velette, lesene, cornicioni di gronde.
Granulometria 1,5 mm. Colore a scelta della D.L.

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2.2 - OPERE PER INFRASTRUTTURE STRADALI E RETI DI SOTTOSERVIZIO

ART. 53

TUBAZIONI E TOMBOTTI - NORME GENERALI


Per la posa in opera delle tubazioni e dei tombotti per la formazione delle condotte, fognoli, degli
allacciamenti privati, degli allacciamenti ai pozzetti stradali, valgono le norme tecniche del D.M.
12.12.1985 e le seguenti prescrizioni generali: i tubi saranno posti in opera secondo i disegni di
consegna, le planimetrie ed i relativi profili; saranno muniti di giunti atti ad assicurare la perfetta tenuta
della condotta e di tutti i pezzi speciali occorrenti per le immissioni.
a) Tubi in cemento armato centrifugato e tubi di cemento pozzolanico vibropressati:
la collocazione in opera dei tubi e dei tombotti cementizi dovr essere fatta con cura in modo da
evitare la rottura degli incastri.
Le giunzioni dovranno essere eseguite distendendo sull'orlo (incastro femmina) del tubo in opera, la
pasta di cemento e sabbia finissima, innestando quindi il tubo successivo e lisciando internamente la
connessione tra tubo e tubo.
All'esterno la giunzione dovr essere sigillata da un cordone di malta cementizia ad alta dosatura
avente lunghezza di 10 cm e spessore minimo di 2 cm, armata da una fascia di retina metallica
zincata. Detto anello di guarnizione dovr essere continuamente bagnato fino a presa ultimata.
Per i tubi centrifugati e tombotti con giunto a bicchiere, verranno impiegati idonei giunti di gomma e
successiva sigillatura con malte cementizie.
Per gli innesti degli allacciamenti delle utenze e delle caditoie devono essere posti in opera pezzi
speciali in calcestruzzo (braghe) con giunto a bicchiere, in elementi prefabbricati.
b) Tubi di allacciamento in genere:
essi saranno muniti a seconda dei tipi prescritti dalla Direzione Lavori dei giunti e dei pezzi speciali per
gli allacciamenti alle condotte ed ai pozzetti. Essi risulteranno od appoggiati su sella continua di
calcestruzzo od inseriti in un massello di calcestruzzo.
Gli innesti delle condotte di cemento amianto saranno pure dello stesso materiale e verranno fissati
alla tubazione principale mediante bulloni di ottone con interposto strato di malta cementizia.
c) Tubazioni in cloruro di polivinile P.V.C.:
le operazioni di carico e scarico devono essere fatte con grande cura; i tubi non devono essere buttati
n fatti strisciare sulle sponde caricandoli sull'automezzo o scaricandoli dallo stesso, ma devono
essere accuratamente sollevati ed appoggiati.
I tubi devono essere immagazzinati su una superficie piana, priva di parti taglienti ed esente da
sostanze che potrebbero attaccare i tubi stessi, come ad esempio prodotti oleosi e/o bituminosi.
I tubi non devono essere accatastati ad un'altezza superiore a 1,50 m per evitarne possibili
deformazioni nel tempo. Se i tubi non vengono adoperati per un lungo periodo, devono essere protetti
dai rami solari diretti.
Per i raccordi e gli accessori si dovr avere cura, nel trasporto ed immagazzinamento, di non
ammucchiarli disordinatamente e si dovr evitare che essi possano essere deformati o danneggiati per
effetto di urti fra di loro o con altri materiali pesanti.
Nella posa in trincea per larghezza B, si intende quella misurata al livello della generatrice superiore
del tubo posato, sia per trincea a pareti parallele che per trincea a pareti inclinate. Per altezza del
riempimento H si intende quella misurata tra la stessa generatrice superiore della tubazione posata e
la superficie esterna del rinterro.
La larghezza da assegnare ad una trincea quella determinata dal valore del diametro e della
tubazione aumentato di 0,25 m da ciascun lato della tubazione stessa. Lo scavo della trincea delle
dimensioni prescritte e con il fondo all'esatta quota indicata dai profili longitudinali di progetto deve
essere effettuato con mezzi idonei, adottando tutti i provvedimenti necessari per il sostegno delle
pareti onde evitarne il franamento (che potrebbe comportare l'allargamento della trincea e danni alla
tubazione eventualmente gi posta).
La natura del fondo della trincea o, pi in generale, del terreno in cui la tubazione trover il suo
appoggio deve avere resistenza uniforme e tale da escludere ogni possibilit di cedimenti differenziali
da un punto all'altro della tubazione. Nelle trincee aperte in terreni eterogenei di collina o di montagna
occorre garantirsi dall'eventuale slittamento del terreno con opportuni ancoraggi.
Se si ha motivo di temere l'instabilit del terreno e del letto di posa della canalizzazione e dei relativi
manufatti in muratura, a causa dell'erosione dell'acqua reperita nella trincea, bisogna opportunamente
consolidare il terreno; in presenza di falda freatica bisogner assicurarsi che detta falda non possa
provocare in alcun modo spostamenti del materiale di rinterro che circonda il tubo.

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Sul fondo della trincea, livellato e liberato da ogni traccia di pietrame si sovrappone un letto di posa di
idoneo materiale incoerente, con caratteristiche e granulometria adeguata, cos da avere la superficie
d'appoggio della tubazione perfettamente piana e da poter esercitare l'appoggio su materiali di natura
tale che assicurino la ripartizione uniforme dei carichi lungo l'intera tubazione.
Lo spessore del letto di appoggio deve essere di almeno 20 cm, il materiale deve essere costipato con
attrezzi adatti prima della posa della tubazione e accuratamente livellato; essenziale che il letto di
posa non sia molto rigido e che offra al tubo un sostegno buono e uniformemente distribuito.
Per quanto riguarda il rinfianco delle tubazioni, la funzione da essa espletata, la natura del materiale
con cui pu essere realizzato ed il grado di costipazione dello stesso, occorre tener presente che la
ripartizione delle pressioni del terreno lungo il perimetro delle tubazioni dipende dalla interazione fra
tubo e terreno; per ottenere dal rinfianco un risultato soddisfacente si devono impiegare materiali
perfettamente costipabili, quali la sabbia, fino ad un'altezza di 25 cm al di sopra della generatrice
superiore del tubo.
Il costipamento del rinterro che avvolge il tubo dovr essere uniforme per raggiungere il 90% del valore
ottimale con la prova di penetrazione di Proctor modificata (ISO/TC 138).
Il rinfianco con terreni, quali quelli di natura organica, torbosi, melmosi, argillosi, ecc., assolutamente
proibito perch detti terreni non sono costipabili a causa del loro alto contenuto d'acqua.
Il rinterro della restante altezza della trincea fino al piano di campagna pu essere effettuato con lo
stesso materiale di scavo, se ritenuto idoneo e deve essere effettuato a strati successivi, tali strati
devono essere costipati almeno fino ad un metro di copertura sul vertice della tubazione, l'uno dopo
l'altro in modo che la densit della terra in sita raggiunga il valore ottimale.
Il collaudo di una canalizzazione di cloruro di polivinile di acque di scarico verte su due tipi di
accertamento:
- accertamento della tenuta della canalizzazione. Si effettua sottoponendo a pressione idraulica la
canalizzazione stessa, riempiendo di acqua il tronco da collaudare di lunghezza opportuna, in
relazione alla pendenza, attraverso il pozzetto di monte, fino a livello stradale del pozzetto a valle, o
adottando altro sistema idoneo a conseguire lo stesso scopo;
- accertamento della stabilit della canalizzazione dopo il completo rinterro della trincea, verificando se
la deformazione sotto carico subita dal tubo inferiore al 5% del diametro.
Tale accertamento verifica indirettamente se l'Appaltatore ha eseguito il rinterro uniformemente e nei
modi prescritti, con materiali idonei e ben costipati.
d) Tubi in polietilene a.d.:
la posa in opera dei tubi in polietilene avverr dopo aver predisposto uno strato di sabbia dello
spessore minimo di 20 cm, ben livellato, si proceder poi allo sfilamento dei tubi ed alla loro
regolarizzazione. Dopo effettuate le giunzioni, tra tubo e tubo del tipo saldate di testa o incollate e tra
tubo e pozzetti o condotti in calcestruzzo, adottando gli opportuni provvedimenti atti a garantire la
perfetta tenuta, si procede al rinterro con sabbia fino al raggiungimento di uno spessore minimo di
copertura, sulla generatrice superiore del tubo, non inferiore a 20 cm e comunque in conformit a
quanto specificato al precedente punto.
Per le tubazioni ricadenti sotto sede stradale, potr essere prescritto un getto di c.s. magro dello
spessore di 15 cm, indi si proceder al rinterro definitivo del cavo.
e) Tubazioni in ghisa
la posa in opera e la giunzione delle condotte in ghisa debbono essere effettuate da personale
adeguatamente preparato; la Direzione Lavori potr, a suo insindacabile giudizio, far sospendere la
posa delle tubazioni qualora il personale incaricato di tale lavoro, non dia all'atto pratico le necessarie
garanzie per la perfetta riuscita dell'opera. La posizione esatta in cui devono essere posti i raccordi,
deve essere riconosciuta o approvata dal Direttore dei Lavori. Conseguentemente resta determinata la
lunghezza dei diversi tratti di tubazione continua.
Questa deve essere formata col massimo numero possibile di tubi interi, cos da ridurre al minimo il
numero delle giunture. Resta quindi vietato l'impiego di spezzoni di tubi ove non sia strettamente
riconosciuto necessario dal personale di assistenza della Direzione dei Lavori.
Prima di essere posto in opera ciascun tubo e raccordo deve essere, a pi d'opera, accuratamente
pulito delle tracce di ruggine o di qualunque altro elemento estraneo. Nell'operazione di posa deve
evitarsi che nell'interno della condotta vadano detriti o corpi di qualunque natura e che venga
comunque danneggiata la superficie interne del tubo.
Gli estremi della condotta posata devono essere tappati accuratamente, durante le interruzioni del
lavoro, con tappi idonei. I tubi e raccordi devono essere calati con cura nelle trincee e nei cunicoli dove
debbono essere posati, evitando spostamenti notevoli entro il cavo, urti, cadute, ecc.
La posa dei tubi dovr essere fatta di norma secondo le disposizioni che tratto per tratto impartir la
Direzione Lavori.
Sul fondo del cavo, sia esso in terra che in roccia, sar disposto uno strato di sabbia di almeno 15 cm
e non dovr presentare rilievi o infossature, evitando l'impiego di pezzi di pietra sotto i tubi per stabilire

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gli allineamenti; i tubi verranno calati nella fossa con mezzi adeguati a preservarne l'integrit e
verranno disposti nella giusta posizione per l'esecuzione delle giunzioni.
Salvo quanto riguarda in particolare la formazione delle giunzioni, ogni tratto di condotta deve essere
disposto e rettificato in modo che l'asse del tubo unisca con uniforme pendenza diversi punti che
verranno fissati con appositi picchetti, in modo da corrispondere esattamente all'andamento
planimetrico e altimetrico stabilito nei profili e nelle planimetrie approvati dalla Direzione dei Lavori con
le varianti che potranno essere disposte dalla Direzione stessa.
I tubi debbono essere disposti in modo da poggiare per tutta la loro lunghezza; essi dovranno inoltre
essere rinfiancati e ricoperti da uno strato di sabbia avente uno spessore minimo di 15 cm. L'impiego
dei raccordi deve corrispondere a quanto indicato in progetto o dalla Direzione dei Lavori.
Nella messa in opera dei raccordi deve essere assicurata la perfetta coassialit di questi con l'asse
della condotta.
Prima del rinterro definitivo della condotta, ogni singolo tronco compreso tra due pozzetti successivi
dovr essere sottoposto al collaudo idraulico. Per questa prova di tenuta, si provveder ad attuare a
mezzo di tamponi la condotta a valle del tronco considerato.
Si provveder quindi al riempimento con acqua della condotta fino al raggiungimento del livello del
chiusino stradale nel pozzetto a monte.
La prova da considerarsi valida solo se dopo 8 ore dalla fine del riempimento si sar accertato che il
livello dell'acqua all'interno dei pozzetti rimasto invariato.
E a totale carico dell'Impresa la sostituzione dei tubi (come fornitura del materiale e come mano
d'opera) che presentassero perdite durante la prova.
Eseguita la prova con esito favorevole, si proceder al rinterro della condotta, adoperando le materie
escavate in precedenza solo se ritenute idonee dalla Direzione dei Lavori e costipandole con la
massima cura fino a costituire un ricoprimento di almeno 80 cm sulla generatrice superiore del tubo.
f) Tubazioni in acciaio
i tubi saranno messi in opera previa regolarizzazione del piano di posa, con uno strato di sabbia dello
spessore minimo di 15 cm, in modo che i tubi vi poggino in tutta la loro lunghezza; essi saranno poi
rinfiancati e ricoperti sempre con sabbia per almeno 15 cm.
Gli elementi delle tubazioni di acciaio saranno collegati a seconda dei casi, con giunto rapido a
bicchiere, con giunto a flangia, oppure anche saldato in opera. I tubi a bicchiere dovranno essere
calati singolarmente nello scavo, il collegamento dovr essere eseguito innestando ad incastro
l'estremo maschio di tubo nel bicchiere dell'altro fino a completo rifiuto.
Con opportuni mezzi si fisser la posizione reciproca dei tubi e dei giunti ottenendo l'allineamento della
tubazione nella sua definitiva posizione.
Le giunzioni dei tubi a saldatura, con barrette di acciaio dolce cotto, dovranno evitare irregolarit e
sbavature del metallo di riporto; saranno effettuate solamente da personale specializzato, munito di
idoneo patentino ai sensi della normativa vigente.
Per i tubi a flangia si adotteranno guarnizioni esclusivamente di tela gommata di adeguato spessore in
un solo pezzo ed in un solo strato.
Le flange dei tubi, gli spessori, i fori ed i bulloni dovranno essere tutti rispondenti alle vigenti norme
U.N.I.
Durante tutte le operazioni di posa delle condotte indispensabile porre la massima attenzione al
controllo ed alle eventuali riparazioni dei rivestimenti, dalla cui integrit a condotta posata, dipende la
durata della tubazione. Perci ancora prima di calare i tubi nello scavo si deve procedere ad accurata
revisione del rivestimento per individuare e riparare gli eventuali difetti. La riparazione si esegue
asportando accuratamente tutta la parte danneggiata, pulendo a mezzo spazzola metallica la
superficie scoperta e verniciandola con vernice al bitume. Quando la vernice asciutta al tatto si
applica uno strato di miscela bituminosa fusa e si ricopre accuratamente con tessuto di vetro o di juta
imbevuto di miscela bituminosa.
La ricopertura deve estendersi con buon margine sul contorno della parte lesionata.
Nel caso di piccoli di difetti o di piccole avarie la riparazione pu limitarsi a semplice spalmatura di
bitume caldo.
Soltanto dopo aver accettata la perfetta tenuta della condotta di procede alla formazione dello strato
protettivo nelle giunzioni e quindi al rinterro del cavo.
La protezione della zona del giunto viene eseguita con procedimento analogo a quello gi descritto per
la riparazione dei rivestimenti in opera. E cio, spazzolatura, verniciatura, applicazione di uno strato
protettivo di miscela bituminosa, fasciatura con tessuto di vetro o di juta impregnato.
Particolare cura deve essere rivolta alla preparazione della superficie da proteggere e delle zone di
raccordo col rivestimento esistente sui due tubi collegati.
La fasciatura deve essere almeno in doppio strato o sopravanzare sufficientemente gli orli del
rivestimento intatto dei due tubi collegati.
Nel caso di tubazioni con rivestimento esterno epossidico, eventuali danneggiamenti o difetti del

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rivestimento dovranno essere ripristinati previa un'accurata discatura della zona da ritoccare, eseguita
da uno sgrassaggio con solvente per epossidici e con l'applicazione finale del prodotto epossidico per
mezzo di una grossa pennellata in una o pi passate sino a raggiungere lo spessore minimo di 400
microns.
Nel caso di tubazioni con giunzione saldata, eseguita fuori terra, tanto la revisione dell'integrit del
rivestimento e relative riparazioni, quanto la protezione dei giunti vengono eseguiti sulla tubazione
prima di calarla nello scavo, in quanto pi facile un accurato controllo e una buona esecuzione delle
eventuali riparazioni e della ricopertura dei tratti scoperti in corrispondenza delle giunzioni.
L'estremit di ciascun tratto di condotta collocata in opera e da provare, dovr essere mantenuta
costantemente chiusa con flange cieche o tappi di legno, restando assolutamente vietato di praticare
tali chiusure con altre materie che possono poi rimanere all'interno dei tubi.
Ciascun tratto della condotta della lunghezza che sar prescritta dalla Direzione Lavori, prima di venire
ricoperta di terra dovr essere sottoposta alla prova idraulica secondo quanto indicato al precedente
punto f).
Si intendono a carico dell'Appaltatore tutte le spese occorrenti, per eseguire o rifare, se necessario le
prove. Eseguita la prova con esito favorevole, si proceder al rinterro della condotta, adoperando le
materie escavate in precedenza solo se ritenute idonee dalla Direzione dei Lavori e costipandole con
la massima cura fino a costituire un ricoprimento di almeno 80 cm sulla generatrice superiore del tubo.

ART. 54

POZZETTI DI ISPEZIONE - POZZETTI


ALLACCIAMENTI E CADITOIE

DI CACCIATA - POZZETTI PREFABBRICATI PER

I pozzetti di ispezione saranno costruiti secondo le prescrizioni generali sui getti in calcestruzzo
normale ed in calcestruzzo armato e secondo i disegni di progetto.
I pozzetti prefabbricati dovranno corrispondere per dimensioni e caratteristiche costruttive ai disegni
allegati ed alle prescrizioni del presente Capitolato. Saranno costruiti in conglomerato cementizio
vibrato meccanicamente, armati in misura adeguata ed atti a sopportare un carico sovrastante
complessivo di almeno 6.000 kg/m2. La loro esecuzione sar fatta a regola d'arte in stampi appositi
onde raggiungere una perfetta compattezza e superfici interne completamente lisce, senza alcun
vespaio.
Il periodo della stagionatura prima della messa in opera dovr essere non inferiore a 10 giorni.
Tutti i pozzetti saranno muniti di chiusini o delle caditoie o dei pezzi speciali in funzione della loro
ubicazione e destinazione.

ART. 55

NORME PARTICOLARI SULLE MODALITA' DI POSA E DI INSTALLAZIONE PER TUBAZIONI,


PEZZI SPECIALI, RACCORDI IN POLIETILENE A.D.
Per quanto non previsto nei precedenti articoli si rimanda ai disegni di progetto, alla normale cura che
deve essere usata nella posa in opera di tubazioni in materia plastica, in particolare di quella in
polietilene a.d., si ottemperer alle prescrizioni di volta in volta impartite dalla Direzione Lavori;
l'Impresa dovr in ogni caso sottoporre all'approvazione della Direzione Lavori le modalit degli scavi,
dei rinterri, della posa in opera delle tubazioni, della formazione delle giunzioni dei pezzi speciali, ecc.

ART. 56

POSA E PROVA IN OPERA DELLE CONDOTTE PER ACQUEDOTTO


La posa in opera delle tubazioni e le relative prove saranno effettuate ai sensi delle norme tecniche del
D.M. 12.12.1985 e delle norme particolari qui di seguito indicate.
a) - Tubazioni in acciaio: i tubi saranno messi in opera previa regolarizzazione del piano di posa, con
semplice spianamento se il terreno sciolto, ovvero disponibile uno strato di terra o sabbia se il
terreno roccioso o costituito da grossi ciottoli, in modo che i tubi vi poggino in tutta la loro lunghezza.
Gli elementi delle tubazioni di acciaio saranno collegati a seconda dei casi, con giunto a bicchiere
piombato, con giunto a flangia, oppure anche saldato in opera. I tubi a bicchiere piombato dovranno
essere calati singolarmente nello scavo, il collegamento dovr essere eseguito innestando ad incastro
l'estremo maschio di tubo nel bicchiere dell'altro fino a completo rifiuto.
Con opportuni mezzi si fisser la posizione reciproca dei tubi e dei giunti ottenendo l'allineamento della
tubazione nella sua definitiva posizione. Le giunzioni dei tubi a saldatura, con barrette di acciaio dolce
cotto, dovranno evitare irregolarit e sbavature del metallo di riporto. Verranno effettuate in genere
fuori scavo per comodit di esecuzione.
Per i tubi a flangia si adotteranno guarnizioni esclusivamente di tela gommata dello spessore di 3 mm

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in un solo pezzo ed in un solo strato.


Le flange dei tubi, gli spessori, i fori ed i bulloni dovranno essere tutti rispondenti alle vigenti norme
U.N.I.
I tubi filettati a manicotto saranno posti in opera secondo le prescrizioni precedenti, avendo cura di non
deteriorare la zincatura o il rivestimento e di non ovalizzare mai il tubo.
Nelle giunzioni la filettatura dovr coprire un tratto pari circa al diametro esterno del tubo; quale
materiale di guarnizione si impiegher stoppa di canapa spalmata con mastice di minio. Durante tutte
le operazioni di posa delle condotte indispensabile porre la massima attenzione al controllo ed alle
eventuali riparazioni dei rivestimenti, dalla cui integrit a condotta posata, dipende la durata della
tubazione. Perci ancora prima di calare i tubi nello scavo si deve procedere ad accurata revisione del
rivestimento per individuare e riparare gli eventuali difetti. La riparazione si esegue asportando
accuratamente tutta la parte danneggiata, pulendo a mezzo spazzola metallica la superficie scoperta e
verniciandola con vernice al bitume. Quando la vernice asciutta al tatto si applica uno strato di
miscela bituminosa fusa e si ricopre accuratamente con tessuto di vetro o di juta imbevuto di miscela
bituminosa.
La ricopertura deve estendersi con buon margine sul contorno della parte lesionata.
Nel caso di piccoli di difetti o di piccole avarie la riparazione pu limitarsi a semplice spalmatura di
bitume caldo. Soltanto dopo aver accettata la perfetta tenuta della condotta di procede alla formazione
dello strato protettivo nelle giunzioni e quindi al rinterro del cavo. La protezione della zona del giunto
viene eseguita con procedimento analogo a quello gi descritto per la riparazione dei rivestimenti in
opera.
E cio, spazzolatura, verniciatura, applicazione di uno strato protettivo di miscela bituminosa,
fasciatura con tessuto di vetro o di juta impregnato.
Particolare cura deve essere rivolta alla preparazione della superficie da proteggere e delle zone di
raccordo col rivestimento esistente sui due tubi collegati.
La fasciatura deve essere almeno in doppio strato o sopravanzare sufficientemente gli orli del
rivestimento intatto dei due tubi collegati.
La fasciatura deve essere almeno in doppio strato o sopravanzare sufficientemente gli orli del
rivestimento intatto dei due tubi collegati.
Nel caso di tubazioni con giunzione saldata, eseguita fuori terra, tanto la revisione dell'integrit del
rivestimento e relative riparazioni, quanto la protezione dei giunti vengono eseguiti sulla tubazione
prima di calarla nello scavo, in quanto pi facile un accurato controllo e una buona esecuzione delle
eventuali riparazioni e della ricopertura dei tratti scoperti in corrispondenza delle giunzioni.
L'estremit di ciascun tratto di condotta collocata in opera e da provare, dovr essere mantenuta
costantemente chiusa con flange cieche o tappi di legno, restando assolutamente vietato di praticare
tali chiusure con altre materie che possono poi rimanere all'interno dei tubi.
Ciascun tratto della condotta della lunghezza che sar prescritta dalla Direzione Lavori, prima di venire
ricoperta di terra dovr essere provata mediante pressa idraulica fino a raggiungere la pressione
stabilita (di almeno 5 kg/cm2 superiore a quella base di esercizio).
Si intendono a carico dell'Appaltatore tutte le spese occorrenti, per eseguire o rifare, se necessario le
prove. La condotta dovr essere tenuta sotto carico non meno di otto ore ed anche per un maggior
tempo quando lo prescriva la Direzione Lavori. Mentre il tratto di condotta in pressione si proceder
alla visita dei tubi, battendo questi leggermente con martello per tutta la lunghezza. Qualora nei tubi si
manifestino delle fughe, incrinature ed anche trasudamenti, i tubi ed i pezzi speciali difettosi dovranno
venire tolti d'opera e cambiati e si ripeter la prova finch non si verificheranno le condizioni richieste.
Per tubazioni con giunzioni saldate, eseguite fuori scavo, la prova idraulica pu essere effettuata
prima del rinterro. In questo caso la revisione del rivestimento e la protezione e ricopertura dei giunti
viene convenientemente e pi facilmente eseguita fuori terra immediatamente prima di calare la
tubazione nello scavo.
Per le tubazioni per altro tipo di giunto, i tubi vengono invece prima calati nello scavo e vengono poi
eseguiti i giunti e le eventuali murature di contrasto; queste ultime precederanno in ogni caso la prova
di tenuta che verr effettuata subito dopo scaduto il termine di stagionatura delle murature.
b) - Tubi in polietilene: i tubi saranno posti in opera previa regolarizzazione del cavo con semplice
spianamento se il terreno sciolto; disponendo uno strato di sabbia o terra di almeno 15 cm se il
terreno roccioso o costituito da grossi ciottoli.
Le giunzioni dei tubi potranno essere realizzate o per saldatura di testa per polifusione per d. est.
maggiore di 90 mm o saldato, o con l'impiego di flange fisse o mobili, o con l'impiego di giunti speciali
metallici o in polietilene, sempre secondo le previsioni di progetto o le disposizioni dettate dalla
Direzione Lavori.
Le giunzioni, per comodit verranno eseguite fuori dal cavo, bisogner pertanto porre particolare cura
nel calo del tubo nel cavo.
Il rinterro della tubazione va effettuato con sabbia fino alla copertura del tubo per almeno 15 cm, si

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avr cura di lasciare scoperti i giunti fino al completamento della prova idraulica. L'Impresa tenuta
alla sostituzione di tutti i giunti e delle tratte di condotta che presenteranno trasudamenti o perdite,
dopo di che si ripeter la prova.
La prova idraulica di tenuta va eseguita secondo le norme UNI 6463/69 sottoponendo la tubazione ad
una pressione pari a 1,5 PN, da raggiungersi in 30 secondi e mantenendola per un tempo non minore
a 2 ore.
Sono a carico dell'Impresa tutte le spese occorrenti per eseguire e rifare, se necessario, le prove.

ART. 57

POSA IN OPERA DI PEZZI SPECIALI


Il collegamento fra tubi in acciaio, in ghisa sferoidale, in cemento-amianto o in polietilene ed i pezzi
speciali sar fatto secondo le prescrizioni che verranno di volta in volta impartite dalla Direzione dei
Lavori.
La posa in opera dovr garantire anche a distanza di anni la possibilit di smontaggio senza danni o
rotture.
Gli sfiati saranno posti in opera nei punti da precisare in sede esecutiva, in apposito pozzetto o entro
chiusino ovale in ghisa regolamentare a seconda delle prescrizioni della D.L. Essi dovranno essere
collegati al sommo delle tubazioni con tubi in acciaio zincato e collare di attacco e mediante
derivazione a T. Con gli sfiati sar fornito anche un conveniente numero di chiavi.
Sulle saracinesche, pezzi speciali di collegamento ed accessori, a posa ultimata, sar data una nuova
mano di catrame liquido.
Le saracinesche dovranno essere collegate alle tubazioni per mezzo di raccordi metallici a flangia che
sar unita alla saracinesca con interposizione di gomma dello spessore di 3 4 mm.
Per saracinesche da collocarsi in pozzetti ed in camere di manovra valgono le indicazioni dei disegni
di progetto. Ogni saracinesca allogata in pozzetto sar fornita di volantino di manovra, dipinta con due
mani di pittura antiruggine.
Per quelle invece da installarsi nel sottosuolo dovr essere curato in modo che il piede della
saracinesca posi saldamente su un letto di calcestruzzo, il tubo protettore rivesta completamente il
premistoppa ed i relativi bulloni ed il chiusino stradale posi rigidamente su piastra di calcestruzzo con
foro di passaggio centrale per il tubo protettore.
Ci vale in genere per tutti i chiusini. Le saracinesche si monteranno con il cuneo completamente
chiuso evitando l'entrata di qualsiasi corpo estraneo.
Sulle saracinesche, pezzi speciali di collegamento ed accessori, a posa ultimata, sar data una nuova
mano di catrame liquido.

ART. 58

GIUNTI GIBAULT
Per i giunti Gibault con guarnizioni anulari in gomma semidura le dimensioni delle flange e del
manicotto dovranno consentire un gioco uniforme ed opportuno degli elementi con il tubo e tra di loro.
Le guarnizioni dei giunti non dovranno essere suscettibili di deformazione permanente e quindi ad
elasticit praticamente inesauribile.
I giunti, nel caso dovessero restare a contatto permanente con il terreno, avranno un triplo rivestimento
di vetroflex bitumato; in tale caso questa protezione sar eseguita solamente dopo le prove di
pressione della condotta della quale fanno parte integrante i giunti stessi.

ART. 59

SARACINESCHE E SFIATI
Le saracinesche di arresto saranno collocate nei punti indicati nel progetto o in quelli indicati dalla
Direzione dei Lavori. Le saracinesche di scarico andranno invece collocate nei punti pi depressi della
condotta tra due rami di pendenza contraria, ovvero all'estremit di una condotta isolata quando
questa in continua discesa.
Le saracinesche dovranno essere collegate alle tubazioni per mezzo di raccordi metallici a flangia, che
sar unita alla saracinesca con interposizioni di gomma dello spessore di 3-4 mm.
Saranno montate con il cuneo completamente chiuso per evitare l'entrata di qualsiasi corpo estraneo e
dovranno potersi manovrare sotto carico e con pressione da una sola parte del cuneo.
Ogni saracinesca allogata in un pozzetto sar fornita di volantino di manovra, dipinto con due mani di
pittura antiruggine.
Sulla saracinesca e sui pezzi di collegamento verr data, a posa ultimata, una mano di catrame

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liquido. Gli sfiati saranno posti in opera in apposito pozzetto o entro chiusino ovale in ghisa, a seconda
delle prescrizioni della Direzione dei Lavori e dovranno essere collegati al sommo delle tubazioni con
tubi di acciaio zincato e collare d'attacco.
La tenuta di sfiati e saracinesche dovr essere messa in evidenza con la pressione di prova della
condotta.

ART. 60

POZZETTI
I pozzetti potranno essere realizzati in opera o prefabbricati. In entrambi i casi essi dovranno avere la
forma, le dimensioni e gli spessori previsti nel progetto, salvo diversa indicazione della Direzione
Lavori.
I pozzetti collocati nella sede stradale ed i relativi chiusini e caditoie, saranno armati in modo di
sopportare un carico sovrastante complessivo di 6000 kg/m2.
L'esecuzione dei pozzetti prefabbricati sar fatta a regola d'arte con 3,5 q.li di cemento tipo 325 per
ogni m3 di impasto entro stampi appositi onde raggiungere una perfetta compattezza e superfici
completamente liscie senza vespai.
Nei pozzetti di cacciata, che vanno eseguiti in opera, verranno collocati il sifone automatico tipo
Contarino formato da un coperchio a forma di piatto capovolto in cui si trova il tubo piezometrico
comunicante con la vaschetta di adescamento e dal tubo a sifone ed il rubinetto di regolazione.

ART. 61

ILLUMINAZIONE PUBBLICA
Cavidotti
Nell'esecuzione dei cavidotti saranno tenute le caratteristiche dimensionali e costruttive, nonch i
percorsi, indicati nei disegni di progetto. Saranno inoltre rispettate le seguenti prescrizioni:
lo scavo per la posa della condotta deve essere realizzato esternamente al nastro d'asfalto;
nel caso in cui non sia possibile procedere come sopra, gli uffici concorderanno un tracciato
adeguato, le opere devono comunque essere realizzate in modo da interessare il meno possibile
le corsie di marcia dei veicoli;
lo scavo deve essere eseguito previa fresatura della pavimentazione bitumata, rinterrato con
materiale arido accuratamente costipato per strati successivi, consentito l'utilizzo dei materiale di
risulta dello scavo per il riempimento dello stesso che risulti idoneo;
la tubazione dovr essere collocata ad una profondit non inferiore a m. 0.80;
le camerette di manovra dovranno essere dimensionate per carichi di 1 Categoria, essere in
quota e raccordate con l'asfalto;
lavori devono essere eseguiti in modo da non interrompere la circolazione sulla strada;
a lavoro ultimato la ditta sar tenuta a rimettere, a sue cure e spese, quanto rimosso ripristinando
lo stato dei luoghi ed a riparare qualsiasi danno o guasto che, in dipendenza dei lavori, fosse stato
arrecato alla strada e/o sue pertinenze;
i ripristini dovranno essere effettuati come riportato nei disegni allegati;
La posa delle tubazioni in plastica verr eseguita negli scavi predisposti su fondo resistente, non
accidentato, sul quale sar costruito un letto di sabbia e ghiaietto di opportuno spessore. La
tubazione da interrare sar posata ad andamento regolare e fatta in modo che non risultino
contropendenze che possano provocare eventuali accumuli d'acqua. I tubi dovranno appoggiare
sopra lo strato di sabbia. Saranno calottati da un adeguato spessore di calcestruzzo e comunque
previa indicazione della DD. LL. Per ogni tubazione sar prevista l'introduzione di filo di ferro
zincato per la tesa successiva dei cavo elettrico;
- il riempimento dello scavo dovr effettuarsi con materiali di risulta o con ghiaia naturale vagliata,
sulla base delle indicazioni fornite dai tecnici comunali. Particolare cura dovr porsi
nell'operazione di costipamento da effettuarsi con mezzi meccanici; trasporto alla discarica dei
materiale eccedente.
Durante la fase di scavo dei cavidotti, della posa delle tubazioni, dei pozzetti, ecc. dovranno
essere approntati tutti i ripari necessari per evitare incidenti ed infortuni a persone, animali o cose
per effetto di scavi aperti non protetti.
Durante le ore notturne la segnalazione di scavo aperto o di presenza di cumulo di materiali di
risulta o altro materiale sul sedime stradale, dovr essere di tipo luminoso a fiamma od a sorgente
elettrica, tale da evidenziare il pericolo esistente per il transito pedonale e veicolare.
Nessuna giustificazione potr essere addotta dall'Appaltatore per lo spegnimento di dette luci di
segnalazione durante la notte anche se causato da precipitazioni atmosferiche.
Tutti i ripari (cavalletti, transenne, ecc.) dovranno riportare il nome della Ditta appaltatrice dei

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lavori, il suo indirizzo e numero telefonico. L'inadempienza delle prescrizioni sopra indicate pu
determinare sia la sospensione dei lavori, sia la risoluzione dei contratto qualora l'Appaltatore
risulti recidivo per fatti analoghi gi accaduti nel presente appalto od anche in appalti precedenti. Il
rinterro di tutti gli scavi per cavidotti e pozzetti dopo l'esecuzione dei getti implicitamente
compensato con il prezzo dell'opera. Nessun compenso potr essere richiesto per i sondaggi da
eseguire prima dell'inizio degli scavi per l'accertamento dell'esatta ubicazione dei servizi nel
sottosuolo.
Pozzetti con chiusino metallico carrabile
Nell'esecuzione dei pozzetti saranno mantenute le caratteristiche dimensionali e costruttive, nonch la
ubicazione, indicate nei disegni allegati. Saranno inoltre rispettare le seguenti prescrizioni:
esecuzione dello scavo con misure adeguate alle dimensioni dei pozzetto;
formazione di platea in calcestruzzo dosato a 200 Kg di cemento di tipo 325 per metro cubo di
impasto, con fori per il drenaggio dell'acqua;
formazione, all'interno dei pozzetto, di rinzaffo in malta di cemento grossolanamente lisciato;
fornitura e posa, sul letto di malta di cemento, di chiusino metallico, completo di telaio, per il
traffico incontrollato; - riempimento dei vano residuo con materiale di risulta o con ghiaia naturale
costipati; trasporto alla discarica dei materiale eccedente.
E' consentita in alternativa, e compensato con lo stesso prezzo, l'esecuzione in calcestruzzo delle
pareti laterali dei pozzetti interrati con chiusino in ghisa. Lo spessore delle pareti e le modalit di
esecuzione dovranno essere preventivamente concordati con la Direzione Lavori.
Pozzetti prefabbricati interrati e plinti prefabbricati
E' previsto l'impiego di pozzetti prefabbricati ed interrati, comprendenti un elemento a cassa, con due
fori di drenaggio, ed un coperchio removibile, detti manufatti, di calcestruzzo vibrato, avranno sulle
pareti laterali la predisposizione per l'innesto dei tubi di plastica, costituita da zone circolari con parete
a spessore ridotto. I plinti avranno chiusino in lamiera zincata striata o ghisa di portata adeguata al
luogo di installazione.
Con il prezzo a corpo sono compensati, oltre allo scavo, anche il trasporto a pi d'opera, il tratto di
tubazione in plastica interessato dalla parete dei manufatto, il riempimento dello scavo con ghiaia
naturale costipata, nonch il trasporto alla discarica dei materiale ed il ripristino dei suolo pubblico. Si
dovr eseguire la tubazione di drenaggio sul fondo dei pozzetto cos come evidenziato nel libretto dei
particolari costruttivi.
Blocchi di fondazione dei pali
Nell'esecuzione dei blocchi di fondazione per il sostegno dei pali saranno mantenute le caratteristiche
dimensionali e costruttive indicate nel disegno allegato.
Qualora le dimensioni dei blocchi di fondazione siano diverse da quelle di progetto, l'impresa, senza
nessun ulteriore compenso, dovr presentare i nuovi calcoli firmati da soggetto abilitato.
Saranno inoltre rispettate le seguenti prescrizioni:
esecuzione dello scavo con misure adeguate alle dimensioni dei blocco;
formazione dei blocco in calcestruzzo dosato a 250 Kg di cemento tipo 325 per metro cubo di
impasto;
esecuzione della nicchia per l'incastro dei paio, con l'impiego di cassaforma;
fornitura e posa entro il blocco di calcestruzzo, di spezzone d tubazione plastica dei diametro
esterno non inferiore a 60 mm per il passaggio dei cavi;
riempimento eventuale dello scavo con materiale di risulta o con ghiaia naturale accuratamente
costipata; trasporto alla discarica dei materiale eccedente;
sistemazione del cordolo in pietra eventualmente rimosso.
L'eventuale rimozione dei cordoli dei marciapiede compresa nell'esecuzione dello scavo del blocco.
Per tutte le opere elencate nel presente articolo previsto dall'appalto il ripristino del suolo pubblico.
Il dimensionamento maggiore dei blocchi di fondazione rispetto alle misure indicate in progetto non
dar luogo a nessun ulteriore compenso.

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Capitolo 3 - NORME PER LA MISURAZIONE E VALUTAZIONE DEI LAVORI


ART. 62

MISURAZIONE DEI LAVORI NORME GENERALI


Si premette che i lavori saranno liquidati in base alle categorie di lavoro a corpo ed a misura fissate
nel Capitolato speciale dappalto, in particolare allarticolo 2.
Resta stabilito innanzitutto, che, sia per i lavori compensati a corpo che per quelli compensati a
misura, lAppaltatore ha lonere contrattuale di predisporre in dettaglio tutti i disegni contabili delle
opere realizzate e delle lavorazioni eseguite con lindicazione (quote, prospetti e quantaltro
necessario) delle quantit, parziali e totali nonch con lindicazione delle relative operazioni
aritmetiche e degli sviluppi necessari alla individuazione delle quantit medesime, di ogni singola
categoria di lavoro attinente lopera o la lavorazione interessata. Detti disegni contabili, da
predisporre su supporto magnetico e da tradurre, in almeno duplice copia su idoneo supporto
cartaceo, saranno obbligatoriamente consegnati tempestivamente alla Direzione Lavori per il
necessario e preventivo controllo e verifica da effettuare sulla base delle misurazioni effettuate in
contraddittorio con lAppaltatore, durante lesecuzione dei lavori. Tale documentazione contabile
indispensabile per la predisposizione degli Stati di Avanzamento Lavori, e per lemissione delle
relative rate di acconto, secondo quanto stabilito in merito per i pagamenti. La suddetta
documentazione contabile rester di propriet dellAmministrazione Committente.
Tutto ci premesso e stabilito si precisa che:

ART. 63

I lavori compensati a misura saranno liquidati secondo le misure geometriche, o a numero, o a


peso, cos come rilevate dalla Direzione dei Lavori in contraddittorio con lAppaltatore durante
lesecuzione dei lavori e secondo le specifiche di cui al successivo articolo, escluso quindi ogni
altro metodo.

I lavori, invece da compensare a corpo saranno controllati in corso dopera attraverso le


misure geometriche, od a peso, od a numero, rilevate dalla Direzione dei Lavori in
contraddittorio con lAppaltatore, e confrontate con le quantit rilevabili dagli elaborati grafici
facenti parte integrante ed allegati al Contratto dAppalto. Per la predisposizione degli Stati di
Avanzamento Lavori verr contabilizzata la parte percentuale del totale del prezzo a corpo
risultante da tale preventivo controllo, effettuato a misura.

I lavori saranno pagati in base alle misure fissate dal progetto anche se le stesse, all'atto della
misurazione, dovessero risultare superiori; potr tenersi conto di maggiori dimensioni soltanto
nel caso che le stesse siano state ordinate per iscritto dalla direzione dei lavori.

L'appaltatore dovr presentarsi, a richiesta della direzione dei lavori, ai sopralluoghi che la
stessa ritenga opportuno per le misurazioni dei lavori ed in ogni caso l'appaltatore stesso potr
assumere l'iniziativa per le necessarie verifiche quando ritenga che l'accertamento non sia pi
possibile con il progredire del lavoro.

SCAVI
Oltre agli obblighi particolari emergenti dal presente articolo, coi prezzi di Elenco per gli scavi in
genere, lAppaltatore devesi ritenere compensato per tutti gli oneri che esso dovr incontrare:

per il taglio di piante, estirpazione di ceppaie, radici, ecc...;

per taglio e lo scavo con qualsiasi mezzo delle materie sia asciutte, che bagnate, in presenza di
acqua e di qualsiasi consistenza;

per palleggi, innalzamento, carico, trasporto e scarico in rilevato rinterro ed a rifiuto a qualsiasi
distanza, sistemazione delle materie di rifiuto, deposito provvisorio e successiva ripresa, per ogni
indennit di deposito temporaneo o definitivo;

per la regolarizzazione delle scarpate o pareti, per lo spianamento del fondo, per la formazione di
gradoni, per il successivo rinterro allingiro delle murature, attorno e sopra le condotte di acqua od
altre condotte in genere, e sopra le fognature o drenaggi secondo le sagome definitive di progetto;

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per puntellature, sbadacchiature e armature di qualsiasi importanza e genere, secondo tutte le


prescrizioni contenute nelle presenti condizioni tecniche esecutive;
per ogni altra opera infine necessaria per la esecuzione completa degli scavi.

Nel caso di scavi eseguiti oltre le dimensioni indicate, l'appaltatore non avr diritto ad alcun compenso
per il maggior lavoro effettuato e dovr, a sua cura e spese, rimettere in sito le materie scavate in
eccesso.
I materiali provenienti dagli scavi, se riconosciuti idonei dalla direzione dei lavori, potranno essere
utilizzati per quelle categorie di lavoro per le quali possibile l'impiego dei materiali provenienti dagli
scavi, a carico dell'appaltatore, nel caso che l'elenco dei prezzi ne disponga diversamente, l'onere
per il carico, il trasporto a rifiuto e lo scarico delle materie scavate fino alla discarica procurata a cura e
spese dell'appaltatore senza limiti di distanza.
Si conviene inoltre che la misurazione degli scavi verr effettuata nei seguenti modi:
a. Il volume degli scavi di sbancamento verr determinato con metodo delle sezioni ragguagliate e
sulle effettive misure geometriche prese sulle verticali dei calcestruzzi di fondazione come da
progetto che verranno rilevate in contraddittorio con lAppaltatore allatto della consegna. Ove le
materie siano mobilizzate per formazione di rilevati, il volume sar misurato in riporto.
b. Gli scavi di fondazione saranno computati per un volume uguale a quello risultante dal prodotto
della base di fondazione per la sua profondit sotto il piano degli scavi di sbancamento o del
terreno naturale, quando detto scavo di sbancamento non viene effettuato.
c. Al volume cos calcolato si applicheranno i vari prezzi fissati nellelenco per tali scavi; vale a dire
che essi saranno valutati sempre come eseguiti a pareti verticali, ritenendosi gi compreso e
compensato col prezzo unitario di elenco ogni maggiore scavo.

ART. 64

RILEVATI E RINTERRI
Il volume dei rilevati e dei rinterri sar determinato con il metodo delle sezioni ragguagliate, in base ai
rilevamenti eseguiti in contraddittorio con l'appaltatore all'atto della consegna ed all'atto della
misurazione; per volumi di limitata entit e/o di sagoma particolare consentita la determinazione del
volume dei rilevati con metodi geometrici di maggiore approssimazione.
Il volume dei rilevati e dei rinterri eseguiti con materiali provenienti da cave di prestito, sar ricavato
per differenza tra il volume totale del rilevato ed il volume degli scavi contabilizzati e ritenuti idonei
dalla direzione dei lavori; il computo del volume si intende per materiale reso senza tener conto di
maggiori volumi dovuti ad assestamenti naturali e/o compattazioni.
Nel prezzo dei rilevati eseguiti con materiali provenienti da cave di prestito sono compresi gli oneri
relativi all'acquisto dei materiali idonei in cave di prestito private, alla sistemazione delle cave a
estrazione ultimata, al pagamento delle spese per permessi e diritti per estrazione da fiumi e simili e
da aree demaniali e, per quanto applicabili, gli oneri citati per gli scavi di sbancamento.
Nel caso che l'elenco dei prezzi non disponga diversamente, il prezzo relativo alla sistemazione dei
rilevati comprende anche l'onere della preparazione del piano di posa, consistente ad esempio
nell'eliminazione di piante, erbe, radici, nonch di materie contenenti sostanze organiche; gli eventuali
scavi per la preparazione del piano di posa verranno contabilizzati solo se spinti, su richiesta scritta
dalla direzione dei lavori, a profondit superiore a 20 cm dal piano di campagna ed unicamente per i
volumi eccedenti tale profondit.
Nella formazione dei rilevati anche compreso l'onere della stesa a strati negli spessori prescritti, la
formazione delle banchine e dei cigli, se previsti, e la profilatura delle scarpate; nei rilevati, inoltre, non
sar contabilizzato scavo di cassonetto ed il volume dei rilevati sar considerato per quello reale,
dedotto, per la parte delle carreggiate, quello relativo al cassonetto e dal computo del volume dei
rilevati non dovranno essere detratti i volumi occupati da eventuali manufatti qualora la superficie della
sezione retta degli stessi sia inferiore a 0,50 mq
La compattazione meccanica del rilevato sar valutata a metro cubo o a metro quadro secondo quanto
previsto nell'elenco dei prezzi, in aggiunta alla formazione dei rilevati, quando detta compattazione
venga esplicitamente ordinata dalla direzione dei lavori.
Rinterri in sabbia
I prezzi di Elenco verranno applicati alle quantit in volume (metri cubi) reso rilevate in contraddittorio
con lImpresa, al netto dei manufatti presenti negli scavi.
Riempimento con pietrame a secco-stabilizzato granulometrico
Il riempimento con pietrame a secco per drenaggi, vespai, sottofondi, etc., e le quantit di stabilizzato
granulometrico saranno valutate a metro cubo per il volume effettivo reso misurato in opera.

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ART. 65

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CALCESTRUZZI, CASSERI, ACCIAIO DI ARMATURA


I calcestruzzi per fondazioni, murature, volte, ecc., gli smalti ed i conglomerati cementizi in genere,
costruiti di getto in opera, saranno in genere valutati in base alle dimensioni prescritte senza
detrazione del volume occupato dall'armatura metallica escludendosi ogni eccedenza, ancorch
inevitabile, dipendente dalla forma degli scavi aperti e dal modo di esecuzione dei lavori ed
escludendosi anche dagli oneri la fornitura e posa in opera degli acciai per cementi armati, che
verranno considerati a parte.
Nei prezzi di Elenco di detti conglomerati armati sono anche compresi e compensati i palchi provvisori
di servizio, l'innalzamento dei materiali, il getto con l'eventuale uso di pompa e la vibratura.
Sono comprese altres tutti i materiali necessari, la mano d'opera, i ponteggi, le attrezzature ed i
macchinari per la confezione ed in genere tutti gli obblighi ed oneri esecutivi particolarmente riportati
nel presente capitolato speciale e sono, altres, compresi, se non diversamente disposto, gli stampi, di
ogni forma, i casseri, le casseforme di contenimento, le armature e centinature di ogni forma e
dimensione, il relativo disarmo, nonch l'eventuale rifinitura dei getti.
La massa delle barre di acciaio normale per l'armatura delle strutture in conglomerato cementizio verr
determinata mediante la massa teorica corrispondente alle varie sezioni resistenti e lunghezze
risultanti dai calcoli e dagli esecutivi approvati, trascurando le quantit superiori, le legature e le
sovrapposizioni non previste n necessarie.
Resta inteso che l'acciaio per cemento armato ordinario sar dato in opera nelle casseforme, con tutte
le piegature, le sagomature, le giunzioni, le sovrapposizioni e le legature prescritte ed in genere con
tutti gli oneri previsti dal presente capitolato speciale. In corso d'opera la D.L. potr richiedere, senza
alcun onere aggiuntivo per la Stazione Appaltante, la messa in opera di armature in variante o
aggiuntive a quelle previste, fino ad un'incidenza massima in esubero pari al 10% di quella prevista.
Su barre e reti dovranno essere eseguite le prove previste dalle vigenti normative, compresa la prova
di duttilit. Le armature dovranno essere distanziate dai bordi del cassero o dal magrone con
distanziatori di plastica o altro materiale, compresi nel prezzo. Le armature superiori di platea e solette
dovranno essere adeguatamente sostenute.

ART. 66

MURATURE
Murature in genere
Tutte le murature in genere, salvo le eccezioni in appresso specificate, saranno misurate
geometricamente, a volume od a superficie, secondo la categoria, in base a misure prese sul vivo dei
muri, esclusi cio gli intonaci. Sar fatta deduzione di tutti i vuoti di superficie superiore a mq 2(due)
rimanendo con essa compensati e pertanto a carico dellAppaltatore, ogni onere per la formazione di
sguinci, spallette, mazzette, ecc Sara fatta deduzione anche dei vuoti di canne fumarie,
canalizzazioni, ecc., che abbiano sezione superiore a 0,25 mq.
Cos pure sar sempre fatta deduzione del volume corrispondente alla parte incastrata di pilastri,
piattabande, ecc., di strutture diverse, nonch di pietre naturali od artificiali da pagarsi con altri prezzi
in elenco.
Nei prezzi unitari delle murature di qualsiasi genere si intende compreso ogni onere per la formazione
di spalle, sguinci, canne, spigoli, strombature, incassature per imposte di archi, piattabande ed
architravi in cemento armato.
Qualunque sia la curvatura data alla pianta ed alle sezioni trasversali dei muri, anche se si debbano
costruire sotto raggio, le relative murature saranno valutate con i prezzi delle murature rette senza
alcun compenso in pi. Tutti gli oneri per gli ancoraggi delle murature alle strutture portanti che
vengono richieste o dovessero essere richieste in corso dopera, sin intendono compresi nel prezzo
delle stesse.
Tramezzi di mattoni
I tramezzi di mattoni ad un testa od in foglio si valuteranno a metro quadro e misureranno a vuoto per
pieno, al rustico, deducendo soltanto le aperture di superficie uguale o superiore a mq 2.00 (due),
intendendo nel prezzo compensata la formazione di sordini, spalle, piattabande, zoccoletti, ecc.
Volte, archi e piattabande
Le volte, gli archi e le piattabande saranno anchessi pagati a volume od a superficie, secondo la
categoria, con i prezzi di Elenco, nei quali si intendono comprese tutte le forniture, lavorazioni e
magisteri per dare le opere complete con tutti i giunti delle parti viste frontali o di intradosso profilati e

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stuccati.
Paramenti faccia a vista
La misurazione dei paramenti in pietrame e delle cortine di mattoni verr effettuata per la loro
superficie effettiva, dedotti i vuoti e le parti occupate da pietra da taglio od artificiale.
Nella muratura in pietra da taglio, la pietra stessa, da pagarsi a volume, sar sempre valutata a metro
cubo in base al volume del primo parallelepipedo retto rettangolare circoscrivibile a ciascun pezzo. Le
lastre, i lastroni e gli altri pezzi da pagarsi a superficie saranno valutati in base al minimo rettangolo
circoscrivibile.
Per le pietre di cui una parte viene lasciata greggia, si comprender anche questa nella misurazione,
non tenendo per alcun conto delle eventuali maggiori sporgenze della parte non lavorata in confronto
delle dimensioni assegnate ai tipi prescritti.

ART. 67

SOLAI
I solai in cemento armato massicci (cio non misti a laterizi) saranno valutati a metro cubo come ogni
altra opera in cemento armato. I solai in in cemento armato massiccio con piastra predalle
collaborante saranno quantificati a mq effettivo.
Ogni altro tipo di solaio sar invece valutato a metro quadrato in base alla superficie netta interna dei
vani che ricopre, qualunque sia la forma di questi misurata al grezzo delle murature principali di
perimetro, escluso quindi lappoggio sulle murature stesse.
Nei prezzi dei solai in genere compreso lonere per lo spianamento superiore con malta sino al piano
di posa del massetto per i pavimenti: nonch ogni opera e materiale occorrente per dare il solaio
completamente finito e pronto per la pavimentazione e per lintonaco.
Nel prezzo dei solai misti in cemento armato e laterizi sono comprese le casseforme dei cementi
armati, e il ferro per larmatura, i cordoli perimetrali e di ripartizione, i ponteggi ed i puntellamenti.
Il prezzo al metro quadrato dei solai suddetti si applicher senza alcuna maggiorazione anche a quelle
porzioni in cui per resistere a momenti negativi, il laterizio sia sostituito da conglomerato cementizio.
Nel caso di casserature collaboranti, queste si intendono liquidate

ART. 68

COPERTURE A TETTO
Le coperture, in genere, sono computate a metro quadrato, misurando geometricamente la superficie
effettiva delle falde del tetto, senza alcuna deduzione dei vani per fumaioli, lucernari, ed altre parti
sporgenti della copertura, purch non eccedenti ciascuna la superficie di 1 mq, nel qual caso si
devono dedurre per intero. In compenso non si tiene conto delle sovrapposizioni e dei ridossi dei
giunti.
Nel prezzo dei tetti compreso e compensato tutto quanto prescritto dal presente capitolato speciale
in riferimento allesecuzione di tale lavorazione ad eccezione della grossa armatura (capriate, puntoni,
arcarecci, colmi, costoloni).
Le lastre di piombo, ferro e zinco, alluminio, acciaio ecc. che siano poste nelle copertura, per i
compluvi o alle estremit delle falde, intorno ai lucernari, fumaioli, ecc., sono pagate a parte con i
prezzi fissati in elenco per detti materiali.

ART. 69

CONTROSOFFITTI
I controsoffitti piani saranno pagati in base alla superficie della loro proiezione orizzontale, senza tener
conto dei raccordi curvi coi muri perimetrali.
I controsoffitti a finta volta di qualsiasi forma e monta, si misureranno per una volta e mezza la loro
proiezione orizzontale.
Nel prezzo dei controsoffitti in genere sono compresi e compensati tutte le armature, ed ogni fornitura
magistero e mezzo di opera per dare i controsoffitti compiuti in opera.

ART. 70

OPERE IN PIETRA NATURALE


Per le categorie da valutarsi a superficie, questa si otterr sommando le superfici dei singoli rettangoli
(quadrati) circoscrivibili. Per le categorie da misurarsi a sviluppo lineare, questo andr misurato in
opera secondo misure a vista.

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ART. 71

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OPERE IN LEGNO SERRAMENTI - AVVOLGIBILI


Nella valutazione dei legnami non si terr conto dei maschi e dei nodi per le congiunzioni dei diversi
pezzi, come non si dedurranno le relative mancanze od intagli.
Nei prezzi riguardanti la lavorazione o posizione in opera dei legnami compreso ogni compenso per
la provvista di tutta la chioderia, delle staffe, bulloni, chiavetti, ecc., occorrenti, per gli sfridi, per
l'esecuzione delle giunzioni e degli innesti di qualunque specie, per ponti di servizio, catene, cordami,
malta, cemento, meccanismi e simili, e per qualunque altro mezzo provvisionale e lavoro per
l'innalzamento, trasporto e posa in opera.
La grossa armatura dei tetti verr misurata, in genere, a mc di legname in opera, e nel prezzo relativo
sono comprese e compensate le ferramenta, la catramatura delle teste, nonch tutti gli oneri di cui al
comma precedente.
Gli infissi, come porte, finestre, vetrate, coprirulli e simili, si misureranno da una sola faccia sul
perimetro esterno dei telai, siano essi semplici o a cassettoni, senza tener conto degli zampini di
incassare nei pavimenti o soglie. Le parti centinate saranno valutate secondo la superficie del minimo
rettangolo circoscritto, ad infisso chiuso, compreso come sopra il telaio maestro, se esistente.
Le persiane avvolgibili si computeranno aumentando la relativa luce netta di 5 cm in larghezza e 20
cm in altezza; le mostre e contromostre saranno misurate linearmente lungo la linea di massimo
sviluppo, ed infine i controsportelli e rivestimenti saranno anch'essi misurati su una sola faccia,
nell'intera superficie vista.
Gli spessori indicati nelle varie voci della tariffa sono quelli che debbono risultare a lavoro compiuto.
Tutti gli infissi dovranno essere sempre provvisti delle ferramenta di sostegno e di chiusura, delle
codette a muro, pomoli, maniglie e di ogni altro accessorio occorrente per il loro buon funzionamento,
nonch di una mano di olio di lino cotto, quando non siano altrimenti lucidati o verniciati. Essi
dovranno inoltre corrispondere in ogni particolare ai campioni approvati dalla direzione dei lavori.
I prezzi elencati comprendono la fornitura a pi d'opera dell'infisso e dei relativi accessori di cui sopra,
l'onere dello scarico e del trasporto sino ai singoli vani di destinazione, la posa in opera, sempre
quando non sia pagata a parte, e la manutenzione per garantirne il perfetto funzionamento sino al
collaudo finale.

ART. 72

PAVIMENTI
I pavimenti di qualunque genere, saranno valutati per superficie vista tra le pareti intonacate
dellambiente. Nella misura non sar perci compresa lincassatura dei pavimenti nellintonaco.
I prezzi di elenco per ciascun genere di pavimento comprendono la fornitura dei materiali ed ogni
lavorazione per dare i pavimenti stessi completi e rifiniti, compreso il sottofondo.
In ciascuno dei prezzi si intendono comprese le opere di ripristino e di raccordo con gli intonaci,
qualunque possa essere la entit dei lavori per tali ripristini.

ART. 73

RIVESTIMENTI DI PARETI
I rivestimenti in piastrelle verranno misurati per la superficie effettiva qualunque sia la sagoma e la
posizione delle pareti da rivestire. Nel prezzo a metro quadrato sono compresi tutti i pezzi speciali di
raccordo, gusci, angoli, ecc., che saranno per computati nella misurazione, nonch la preventiva
preparazione in malta delle pareti da rivestire.

ART. 74

INTONACI
I prezzi degli intonaci saranno applicati alla superficie intonacata senza tener conto delle superfici
laterali di risalti, spigoli, lesene, etc. Varranno sia per superfici piane che curve. Lesecuzione dei gusci
di raccordo, se richiesti, negli angoli fra pareti e soffitto e fra pareti e pareti, con un raggio non
superiore a cm 15 (quindici), pure compresa nel prezzo, avuto riguardo che gli intonaci verranno
misurati anche in questo caso come se esistessero gli spigoli vivi.
I prezzi dellElenco valgono anche per intonaci su murature dei mattoni forati di pi di una testa, con
lonere dellintasamento dei fori del laterizio.
Gli intonaci interni ed esterni sui muri di qualsiasi spessore maggiore di cm 15, saranno computati a
vuoto per pieno a compenso della riquadratura dei vani, degli oggetti e delle lesene alle pareti, che

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non saranno perci sviluppate.Tuttavia saranno detratti i vani di superficie maggiore a mq 4 (quattro),
valutando a parte la riquadratura di detti vani.
Gli intonaci interni ed esterni su tramezzi in foglio o ad una testa saranno computati per la loro
superficie effettiva, detraendo tutti i vuoti di qualsiasi dimensione ed aggiungendo le loro riquadrature.
Gli intonaci esterni, su muri di qualsiasi tipo, saranno computati a vuoto per pieno, senza tenere conto
delle sporgenze e delle rientranze fino a 25 cm dal piano delle murature che non saranno perci
sviluppate; tuttavia saranno detratti i vani di superficie maggiore di 4 mq, valutando a parte la
riquadratura di detti vani.
Nel prezzo degli intonaci sono compresi tutti gli oneri per l'esecuzione dei fondi, delle cornici, dei
cornicioni, fasce, stipiti, mostre, architravi, mensole, bugnati, ecc.
La superficie di intradosso delle volte, di qualsiasi forma e monta, verr determinata moltiplicando la
superficie della loro proiezione orizzontale per il coefficiente 1,20. Nessuno speciale compenso sar
dovuto per gli intonaci eseguiti a piccoli tratti anche in corrispondenza di spalle e mazzette di vani di
porte e finestre.
L'intonaco dei pozzetti d'ispezione delle fognature sar valutato per la superficie delle pareti senza
detrarre la superficie di sbocco delle fogne, in compenso delle profilature e dell'intonaco sulle
grossezze dei muri.

ART. 75

IMPERMEABILIZZAZIONI ISOLAMENTI TERMO ACUSTICI


Le impermeabilizzazioni verranno valutate in base allo loro superficie effettiva, senza deduzione dei
vani per camini, canne, lucernari ed altre parti emergenti, purch non eccedenti ciascuna la superficie
di 1,00 mq; per le parti di superficie maggiore di 1,00 mq, verr detratta l'eccedenza; non si terr
conto, invece, delle sovrapposizioni, dei risvolti e degli oneri nascenti dalla presenza dei manufatti
emergenti.
Nei prezzi di elenco dovranno intendersi compresi e compensati tutti gli oneri di cui al presente
capitolato speciale per la lavorazione in questione, in particolare la preparazione dei supporti, la
formazione dei giunti e la realizzazione dei solini di raccordo.
Gli isolamenti termoacustici verranno valutati in base alla superficie effettivamente isolata, con
detrazione dei vuoti di superficie maggiore di 0,25 mq; sono compresi nel prezzo i risvolti, le
sovrapposizioni, ecc.
I prezzi di elenco relativi agli isolamenti termoacustici compensano tutti gli oneri previsti dal presente
capitolato speciale , nonch tutti gli accorgimenti quali sigillature, stuccature, nastrature, ecc. atti ad
eliminare vie d'aria e ponti termici od acustici.

ART. 76

LATTONERIE CANALI DI GRONDA TUBI PLUVIALI


Saranno valutate a metro lineare o quadrato, secondo i prezzi di Elenco, in opera, cio senza tener
conto delle parti sovrapposte, comprendendovi gli oneri per cicogne, tiranti, grappe, cravatte, collari,
etc.
I canali di gronda e i tubi pluviali in lamiera saranno misurati a metro lineare in opera, senza cio tener
conto delle parti sovrapposte, intendendosi, in genere, non compresa nei rispettivi prezzi di elenco la
fornitura e posa in opera di staffe e cravatte di ferro, che saranno pagate a parte coi prezzi di elenco.
I prezzi dei canali e dei tubi di lamiera di ferro zincato comprendono altres l'onere per la verniciatura
con due mani di vernice ad olio di lino cotto, biacca e colori fini, previa raschiatura e pulitura con le
coloriture che indicher la direzione dei lavori.

ART. 77

TINTEGGIATURE E VERNICIATURE
Nei prezzi delle tinteggiature, coloriture e verniciature in genere sono compresi tutti gli oneri di cui al
presente capitolato per la lavorazione in questione oltre a quelli per mezzi d'opera, trasporto, sfilatura
e rinfilatura d'infissi, ecc.
Le tinteggiature interne ed esterne per pareti e soffitti saranno in generale misurate con le stesse
norme sancite per gli intonaci.
Per la coloritura o verniciatura degli infissi e simili si osserveranno le norme seguenti:
a) per le porte, bussole e simili, si computer due volte la luce netta dell'infisso, oltre alla mostra e allo
sguincio, se ci sono, non detraendo l'eventuale superficie del vetro compresa con ci anche la
verniciatura del telaio per muri grossi o del cassettoncino tipo romano per tramezzi o dell'imbotto tipo

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lombardo, pure per tramezzi. La misurazione della mostra o dello sguincio sar eseguita in proiezione
su piano verticale parallelo a quello medio della bussola (chiusa) senza tener conto di sagome, risalti o
risvolti;
b) per le finestre senza persiane, ma con controsportelli, si computer tre volte la luce netta
dell'infisso, essendo cos compensata anche la coloritura dei controsportelli e del telaio (o cassettone);
c) per le finestre senza persiane e senza controsportelli si computer una volta sola la luce netta
dell'infisso, comprendendo con ci anche la coloritura della soglia e del telaio (o cassettone);
d) per le persiane comuni si computer tre volte la luce netta dell'infisso, comprendendo con ci anche
la coloritura del telaio;
e) per le persiane avvolgibili si computer due volte e mezzo la luce netta dell'infisso, comprendendo
con ci anche la coloritura del telaio ed apparecchio a sporgere, salvo il pagamento a parte della
coloritura del cassettoncino coprirullo;
f) per il cassettone completo, tipo romano, cio con controsportelli e persiane, montati su cassettone,
si computer sei volte la luce netta dell'infisso, comprendendo con ci anche la coloritura del
cassettone e della soglia;
g) per le opere in ferro semplici e senza ornati, quali finestre grandi a vetrate e lucernari, serrande
avvolgibili a maglia, infissi di vetrine per negozi, saranno computati i tre quarti della loro superficie
complessiva, misurata sempre in proiezione, ritenendo cos compensata la coloritura dei sostegni,
grappe e simili accessori, dei quali non si terr conto alcuno nella misurazione;
h) per le opere in ferro di tipo normale a disegno, quali ringhiere, cancelli anche riducibili, inferriate e
simili, sar computata una volta l'intera loro superficie, misurata con le norme e con le conclusioni di
cui alla lettera precedente;
i) per le opere in ferro ornate, cio come alla lettera precedente, ma con ornati ricchissimi, nonch per
le pareti metalliche e le lamiere stirate, sar computata una volta e mezzo la loro superficie, misurata
come sopra;
l) per le serrande da bottega in lamiera ondulata o ad elementi di lamiera sar computata tre volte la
luce netta del vano, misurato, in altezza, tra la soglia e la battitura della serranda, intendendo con ci
compensata anche la coloritura della superficie non in vista;
m) i radiatori dei termosifoni saranno pagati ad elemento, indipendentemente dal numero delle
colonne di ogni elemento e della loro altezza.
Tutte le coloriture o verniciature s'intendono eseguite su ambo le facce e con i rispettivi prezzi di
elenco si intende altres compensata la coloritura, o verniciatura, di nottole, braccioletti e simili
accessori.

ART. 78

VETRI, CRISTALLI E SIMILI


La misura dei vetri e cristalli viene eseguita sulle lastre in opera, senza cio tener conto degli eventuali
sfridi occorsi per ricavarne le dimensioni effettive. Il prezzo comprensivo del mastice, delle punte per
il fissaggio, delle lastre e delle eventuali guarnizioni in gomma prescritte per i telai in ferro.
I vetri e i cristalli centinati saranno valutati secondo il minimo rettangolo ad essi circoscritto.

ART. 79

LAVORI IN METALLO
Tutti i lavori in metallo saranno in generale valutati a peso; questo si intender riferito al manufatto
dato completo in opera con la esclusione degli sfridi.

ART. 80

OPERE IN VETRO
Per la misura dei vetri e cristalli resta convenuto che essa va eseguita sulla sola superficie
effettivamente collocata in opera senza tener conto degli eventuali sfridi occorsi per ricavare la
dimensione del vetro o cristallo effettivamente collocato in opera, i quali si ritengono gi compensati
nel prezzo indicato nellElenco, come si intende compensato col prezzo il mastice e le punte per il loro
fissaggio e le eventuali guarnizioni in gomma prescritte per i telai in ferro.
Resta parimenti convenuto che per le misurazioni dei vetro o cristalli centinati, si assumer il minimo
rettangolo ed essi circoscritto.

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ART. 81

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POSA IN OPERA DELLE CONDOTTE E DELLE TUBAZIONI


La posa in opera delle condotte, dei collettori, degli allacciamenti di qualsiasi tipo essi siano e di ogni
tipo di tubazione prevista negli impianti, verr valutata al m secondo gli articoli dell'Elenco Prezzi. Sulla
lunghezza delle tubazioni non vengono dedotti i pezzi speciali di qualunque tipo, avendone tenuto
debitamente conto nella formulazione dei prezzi degli stessi. Vanno dedotte invece le lunghezze
relative ai pozzetti d'ispezione.

ART. 82

IMPIANTI IDRICO SANITARIO, ANTINCENDIO, GAS, TERMICO


a)
Tubazioni e canalizzazioni
Le tubazioni di ferro e di acciaio saranno valutate a metro per tutti i circuiti che si sviluppano
allesterno delle centrale termica. La quantificazione verr effettuata misurando leffettivo sviluppo
lineare in opera, comprendendo linearmente anche i pezzi speciali, al quale verr applicato la
lunghezza unitaria. Per quanto riguarda le tubazioni in centrale termica il peso verr determinata
considerando la lunghezza delle tubazioni, comprendendo in essa i pezzi speciali e moltiplicata per il
peso/diametro indicato dalla norma UNI 8863 serie media. Nella misurazione a chilogrammi di tubo,
cos come nella misura a metri, sono compresi: i materiali di consumo e tenuta, la verniciatura con una
mano di antiruggine per le tubazioni di ferro nero, la fornitura delle staffe di sostegno, i controventi, i
punti fissi, le slitte di scorrimento, ed il relativo fissaggio con tasselli di espansione e di qualunque tipo;
Le tubazioni di ferro nero o zincato con rivestimento esterno bituminoso saranno valutate al metro
lineare; la quantificazione verr valutata misurando leffettivo sviluppo lineare in opera, comprendente
linearmente anche i pezzi speciali. Nelle misurazioni sono comprese le incidenze dei pezzi speciali, gli
sfridi, i materiali di consumo e di tenuta e lesecuzione del rivestimento in corrispondenza delle
giunzioni e dei pezzi speciali.
Le tubazioni di rame nude o rivestite di pvc saranno valutate al metro lineare; la quantificazione verr
effettuata misurando leffettivo sviluppo lineare in opera, comprendendo linearmente anche i pezzi
speciali, i materiali di consumo e di tenuta, lesecuzione del rivestimento in corrispondenza delle
giunzioni e dei pezzi speciali, la fornitura delle staffe di sostegno ed il relativo fissaggio con tasselli ad
espansione.
Le tubazioni in pressione di polietilene poste in vista o interrate saranno valutate al metro lineare; la
quantificazione verr effettuata misurando leffettivo sviluppo lineare in opera, comprendendo
linearmente anche i vari pezzi speciali, la fornitura delle staffe di sostegno e il relativo fissaggio con
tasselli ad espansione.
Le tubazioni di plastica, le condutture di esalazione, ventilazione e scarico saranno valutate al metro
lineare; la quantificazione verr effettuata misurando leffettivo sviluppo lineare in opera (senza tener
conto delle parti sovrapposte) comprendendo linearmente anche i pezzi speciali, gli sfridi, i materiali di
tenuta, la fornitura delle staffe di sostegno e il relativo fissaggio con tasselli ad espansione.
I canali, i pezzi speciali e gli elementi di giunzione, eseguiti in lamiera zincata (mandata e ripresa
dellaria) o in lamiera di ferro nera (condotto dei fumi) saranno valutati a peso sulla base di pesature
convenzionali. La quantificazione verr effettuata misurando leffettivo sviluppo lineare in opera,
misurato in mezzeria del canale, comprendendo linearmente anche i pezzi speciali, giunzioni, flange,
risvolti della lamiera, staffe di sostegno e fissaggi, al quale verr applicato il peso unitario della lamiera
secondo lo spessore e moltiplicando per i metri quadrati della lamiera, ricavati questi dallo sviluppo
perimetrale delle sezioni di progetto moltiplicate per le varie lunghezze parziali. Il peso della lamiera
verr stabilito sulla base di listini ufficiali senza tener conto delle variazioni percentuali del peso.
compresa la verniciatura con una mano di antiruggine per gli elementi in lamiera nera.
b)
Apparecchiature.
Gli organi di intercettazione, misura e sicurezza, saranno valutati a numero nei rispettivi diametri e
dimensioni. Sono comprese le incidenze per i pezzi speciali di collegamento ed i materiali di tenuta.
I radiatori saranno valutati, nelle rispettive tipologie, sulla base dellemissione termica ricavata dalle
rispettive tabelle della ditta costruttrice (watt). Sono comprese la protezione antiruggine, i tappi e le
riduzioni agli estremi, i materiali di tenuta e le mensole di sostegno.
I ventilconvettori saranno valutati a numero secondo le rispettive caratteristiche costruttive ed in
relazione alla portata daria e alla emissione termica, ricavata dalle tabelle della Ditta costruttrice. Nei
prezzi sono compresi i materiali di tenuta.
Le caldaie saranno valutate a numero secondo le caratteristiche costruttive ed in relazione alla
potenzialit resa. Sono compresi i pezzi speciali di collegamento ed i materiali di tenuta.
I bruciatori saranno valutati a numero secondo le rispettive caratteristiche di funzionamento ed in
relazione alla portata del combustibile. Sono compresi lapparecchiatura elettrica ed i tubi flessibili di
collegamento.
Gli scambiatori di calore saranno valutati a numero secondo le rispettive caratteristiche costruttive e

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ART. 83

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di funzionamento ed in relazione alla potenzialit resa. Sono compresi i pezzi speciali di collegamento
ed i materiali di tenuta.
Le elettropompe saranno valutate a numero secondo le rispettive caratteristiche costruttive e di
funzionamento ed in relazione alla portata e prevalenza. Sono compresi i pezzi speciali di
collegamento ed i materiali di tenuta.
I serbatoi di accumulo saranno valutati a numero secondo le rispettive caratteristiche costruttive ed
in relazione alla capacit. Sono compresi gli accessori duso, i pezzi speciali di collegamento ed i
materiali di tenuta.
I serbatoi autoclave saranno valutati a numero secondo le rispettive caratteristiche costruttive ed in
relazione alla capacit. Sono compresi gli accessori duso, i pezzi speciali di collegamento ed i
materiali di tenuta.
I gruppi completi autoclave monoblocco saranno valutati a numero secondo le rispettive
caratteristiche costruttive, in relazione alla portata e prevalenza delle elettropompe ed alla capacit del
serbatoio. Sono compresi gli accessori duso, tutte le apparecchiature di funzionamento, i pezzi
speciali di collegamento ed i materiali di tenuta.
Le bocchette, gli anemostati, le griglie, le serrande di regolazione, sovrappressione e tagliafuoco ed i
silenziatori saranno valutati a decimetro quadrato ricavando le dimensioni dai rispettivi cataloghi delle
ditte costruttrici. Sono compresi i controtelai ed i materiali di collegamento.
Le cassette terminali riduttrici della pressione dellaria saranno valutate a numero in relazione della
portata dellaria. compresa la fornitura e posa in opera di tubi flessibili di raccordo, i supporti elastici
e le staffe di sostegno.
Gli elettroventilatori saranno valutati a numero secondo le loro caratteristiche costruttive e di
funzionamento ed in relazione alla portata e prevalenza. Sono compresi i materiali di collegamento.
Le batterie di scambio termico saranno valutate a superficie frontale per il numero di ranghi. Sono
compresi i materiali di fissaggio e collegamento.
I condizionatori monoblocco, le unit di trattamento dellaria, i generatori di aria calda ed i
recuperatori di calore, saranno valutati a numero secondo le loro caratteristiche costruttive e di
funzionamento ed in relazione alla portata daria e alla emissione termica. Sono compresi i materiali di
collegamento.
I gruppi refrigeratori dacqua e le torri di raffreddamento saranno valutati a numero secondo le loro
caratteristiche costruttive e di funzionamento ed in relazione alla potenzialit resa. Sono comprese le
apparecchiature elettriche relative ed i pezzi speciali di collegamento.
Gli apparecchi per il trattamento dellacqua saranno valutati a numero secondo le rispettive
caratteristiche costruttive e di funzionamento ed in relazione alla portata. Sono comprese le
apparecchiature elettriche relative ed i pezzi speciali di collegamento.
I gruppi completi antincendio UNI 9487 DN 45 e 70, per attacco motopompa e gli estintori portatili,
saranno valutati a numero secondo i rispettivi componenti ed in relazione alla capacit.
I rivestimenti termoisolanti saranno valutati al metro quadrato di sviluppo effettivo misurando la
superficie esterna dello strato coibente, le valvole, le saracinesche, i pezzi speciali sono compresi
nello sviluppo lineare.
Le rubinetterie per gli apparecchi sanitari saranno valutate a numero per gruppi completi secondo le
rispettive caratteristiche, tipologie e dimensioni. Sono compresi i materiali di tenuta e di collegamento
Le valvole, le saracinesche e le rubinetterie varie saranno valutate a numero secondo le rispettive
caratteristiche
e
dimensioni.
Sono
compresi
i
materiali
di
tenuta.
- Le serrande per gli impianti ad aria sono computati a superficie frontale, moltiplicando la base per
laltezza della sezione di canale nella quale devono essere montate.

IMPIANTI ELETTRICO E TELEFONICO


a)
Canalizzazioni e cavi.
I tubi di protezione, le canalette portacavi, i condotti sbarre, il piatto di ferro zincato per le reti di terra,
saranno valutati al metro lineare misurando leffettivo sviluppo lineare in opera. Sono comprese le
incidenze per gli sfridi e per i mezzi speciali per gli spostamenti, raccordi, supporti, staffe, mensole e
morsetti di sostegno ed il relativo fissaggio a parete con tasselli ad espansione.
I cavi multipolari o unipolari di MT e di BT saranno valutati al metro lineare misurando leffettivo
sviluppo lineare in opera senza aggiunta alcuna aggiungendo 1 m per ogni quadro al quale essi sono
attestati. Nei cavi unipolari o multipolari di MT e di BT sono comprese le incidenze per gli sfridi, i capi
corda ed i marca cavi, esclusi i terminali dei cavi di MT.
I terminali dei cavi a MT saranno valutati a numero. Nel prezzo dei cavi di MT sono compresi tutti i
materiali occorrenti per lesecuzione dei terminali stessi.
- I cavi unipolari isolati saranno valutati al metro lineare misurando leffettivo sviluppo in opera. Sono

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comprese le incidenze per gli sfridi, morsetti volanti.


- I punti luce saranno valutati a numero compreso ogni onere per la formazione della linea a vista,
sotto traccia, in intercapedine, comprensiva anche della fornitura e posa in opera del cavo della
tipologia e sezione prevista in progetto. La linea si comprende a partire dalla scatola principale, ovvero
dalla prima scatola in cui arriva la linea dal quadro di pertinenza.
- I punti forza motrice saranno valutati a numero compreso ogni onere per la formazione della linea a
vista, sotto traccia, in intercapedine, comprensiva anche della fornitura e posa in opera del cavo della
tipologia e sezione prevista in progetto. La linea si comprende a partire dalla scatola principale, ovvero
dalla prima scatola in cui arriva la linea dal quadro di pertinenza. Sono comprese la fornitura e la posa
in opera della scatola, dei frutti delle placchette e di ogni altro onere. Per eventuali frutti aggiunti in
scatola, si conteggia solo il frutto aggiunto e non la formazione del punto.
Le tubazioni, le scatole, le cassette di derivazione, verranno considerate solo per la formazione della
linea principale, ovvero dal quadro di partenza.
b)
Apparecchiature in generale e quadri elettrici.
Le apparecchiature in generale saranno valutate a numero secondo le rispettive caratteristiche,
tipologie e portata entro i campi prestabiliti. Sono compresi tutti gli accessori per dare in opera
lapparecchiatura completa e funzionante.
I quadri elettrici saranno valutati a numero secondo le rispettive caratteristiche e tipologie in funzione
di:
superficie frontale della carpenteria e relativo grado di protezione (IP);
numero e caratteristiche degli interruttori, contattori, fusibili, ecc.
Nei quadri la carpenteria comprender le cerniere, le maniglie, le serrature, i pannelli traforati per
contenere le apparecchiature, le etichette, ecc.
Gli interruttori automatici magnetotermici o differenziali, i sezionatori ed i contattori da quadro, saranno
distinti secondo le rispettive caratteristiche e tipologie quali:
a) il numero dei poli;
b) la tensione nominale;
c) la corrente nominale;
d) il potere di interruzione simmetrico;
e) compreso il montaggio ( indipendentemente dal tipo: contatti anteriori, contatti posteriori,
asportabili o sezionabili su carrello, ec.) comprendendo lincidenza dei materiali occorrenti per il
cablaggio e la connessione alle sbarre del quadro e quanto occorre per dare linterruttore funzionante.
Sono compresi altres gli oneri per il cablaggio di eventuali organi regolatori computati in altri tipi di
impianto. Si comprendono anche gli oneri per lo sviluppo degli esecutivi e degli schemi di
collegamento e di quadro.
I corpi illuminanti saranno valutati a numero secondo le rispettive caratteristiche, tipologie e
potenzialit. Sono comprese le lampade, i portalampade e tutti gli accessori per dare in opera
lapparecchiatura completa e funzionante.

Art. 84

CHIUSINI E CADITOIE IN GHISA


I chiusini e le caditoie in ghisa verranno valutati al chilogrammo in base al peso effettivo controllato in
contraddittorio e con stesura del verbale di pesatura.

Art. 85

SABBIA DI PROTEZIONE CONDOTTE E CANALIZZAZIONI


Il volume della sabbia da porsi in opera per la protezione delle condotte e delle canalizzazioni dovr
essere contabilizzata con riferimento alle sezioni tipo di progetto e non a quelle effettive, detratto il
volume occupato dai tubi. Le dimensioni non devono essere in alcun caso inferiori a quelle di progetto.

Art. 86

POZZETTI PREFABBRICATI PER RETI ENEL, TELECOM, ILLUMINAZIONE E GAS


Nel prezzo sono compresi la mano d'opera per scavo e rinterro; la mano d'opera per la posa del
manufatto di cemento armato o calcestruzzo semplice, completo di chiusino; la fornitura del pozzetto
completo di chiusino in lamiera o in ghisa; la sigillatura per il collegamento con le tubazioni.

Art. 87

TUBI PER ENEL, TELECOM, ILLUMINAZIONE E GAS

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La misura verr fatta per l'effettiva lunghezza delle canalizzazioni esclusi i tratti interessati dai pozzetti.
Il prezzo comprende la fornitura (per i tubi in calcestruzzo ed il prelievo dal magazzino della TELECOM
per i tubi in P.V.C.), la posa in opera, il collegamento a tenuta, la fornitura e la posa di filo di ferro per
la tesatura dei cavi ed il ritombamento.

Art. 88

CAVI ELETTRICI
Il prezzo con le voci di elenco per le diverse sezioni compensa la fornitura e la posa in opera a regola
d'arte dei conduttori in rame rivestiti con guaine, valutati a m lineare, secondo l'asse della condotta da
testata a testata, la terminazione e la giunzione mediante morsetti e bendaggio degli stessi.

Art. 89

FORNITURA E POSA IN OPERA DI POZZETTI - PEZZI SPECIALI - ORGANI DI MANOVRA


La fornitura e posa in opera di pozzetti prefabbricati, chiusini, di pezzi speciali (compreso anche
l'onere per i necessari ancoraggi) saranno pagati per unit od a peso a seconda del relativo articolo di
Elenco Prezzi, in particolare sono oggetto di compenso i giunti Gibault e gli altri tipi di giunto
necessari al collegamento dei pezzi speciali e delle tubazioni metalliche con i tubi di cemento amianto
ed i giunti Gibault che per ordine della Direzione Lavori vengono a sostituire i giunti normali. Con i
pezzi speciali verr fornito anche un conveniente numero di chiavi (compenso gi compreso nel
relativo art. di Elenco Prezzi).
Nei compensi per i pezzi speciali sono compresi gli eventuali attacchi filettati da 1/2" per i manometri.

Art. 90

COSTRUZIONE E RIFACIMENTO DI PAVIMENTAZIONI STRADALI


La valutazione del ripristino delle pavimentazioni bitumate fatta a metro lineare o a mq, secondo le
sezioni tipo di progetto e non secondo le sezioni effettive, in quanto il maggior onere per le eventuali
maggiori larghezze stato tenuto in debito conto nella formulazione del prezzo.
La fresatura o taglio della pavimentazione bitumata prima di iniziare le operazioni di scavo, viene
computata a mq sulla lavorazione effettivamente eseguita.

Art. 91

NOLEGGI
I noli devono essere espressamente richiesti, con ordine di servizio, dalla Direzione dei Lavori e sono
retribuibili solo se non sono compresi nei prezzi delle opere e/o delle prestazioni.
Le macchine ed attrezzi dati a noleggio debbono essere in perfetto stato di servibilit e provvisti di tutti
gli accessori necessari per il loro regolare funzionamento.
Sono a carico esclusivo dellAppaltatore, la manutenzione degli attrezzi e delle macchine affinch
siano sempre in buono stato di servizio.
Il prezzo comprende anche la mano dopera, il combustibile, i lubrificanti, i materiali di consumo,
lenergia elettrica e tutto quanto occorre per il funzionamento delle macchine.
Per lapplicazione dei prezzi di noleggio di meccanismi in genere, sia per le ore di azione come per
quella di riposo a disposizione dellAmministrazione, il noleggio sintende corrisposto per tutto il tempo
durante il quale i meccanismi rimangono a pi dopera a disposizione dellAmministrazione.
Nel prezzo di noleggio sono compresi e compensati tutti gli oneri, le spese per il trasporto a pi
dopera, montaggio e smontaggio, ed allontanamento di detti meccanismi.
Per il noleggio dei carri e degli autocarri verr corrisposto soltanto il prezzo per le ore effettive di lavoro
restando escluso ogni compenso per qualsiasi altra causa o perdita di tempo.

Art. 92

TRASPORTI
Nei prezzi dei trasporti sintende compresa ogni spesa, la fornitura dei materiali, di consumo e la mano
dopera del conducente.
I mezzi di trasporto per i lavori in economia debbono essere forniti in pieno stato di efficienza e
corrispondere alle prescritte caratteristiche.
La valutazione delle materie da trasportare fatta a seconda dei casi, a volume od a peso con
riferimento alla distanza.

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Per le norme riguardanti il trasporto dei materiali si veda il d.P.R. 7 gennaio 1956, capo VII e
successive modificazioni.

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Capitolo 4 - COLLOCAMENTO IN OPERA

ART. 93

NORME GENERALI
Il collocamento di qualsiasi opera, materiale od apparecchio, consister in generale nel suo
prelevamento dal luogo di deposito nel cantiere dei lavori e nel suo trasporto nel sito, intendendosi con
ci tanto il trasporto in piano o in pendenza che il sollevamento e tiro in alto o in basso, il tutto eseguito
con qualsiasi sussidio o mezzo meccanico, opera provvisionale, ecc. nonch il collocamento nel luogo
esatto di destinazione, a qualunque altezza o profondit ed in qualsiasi posizione, e tutte le opere
conseguenti di taglio di strutture, fissaggio, adattamento, stuccature e riduzioni in pristino.
Lappaltatore ha lobbligo di eseguire il collocamento di qualsiasi opera od apparecchio che gli venga
ordinato dalla Direzione Lavori, anche se forniti da altre Ditte.
Il collocamento in opera dovr eseguirsi con tutte le cure e cautele del caso, e lopera stessa dovr
essere convenientemente protetta, se necessario, anche dopo collocata essendo esso Appaltatore
unico responsabile dei danni di qualsiasi genere che potessero essere eventualmente arrecati alle
cose poste in opera, anche dal solo traffico degli operai durante e dopo lesecuzione dei lavori sino al
termine e consegna, anche se il particolare collocamento in opera si svolge sotto la sorveglianza o
assistenza del personale di altre Ditte, fornitrici del materiale.

ART. 94

OPERE IN FERRO
Le opere in ferro quali serramenti di porte, finestre, vetrate, ecc., saranno collocate in opera con gli
stessi accorgimenti e cure, per quanto applicabili, prescritti allarticolo successivo per le opere in
legno.
Il montaggio in sito e collocamento delle opere di grossa carpenteria dovr essere eseguito da operai
specialisti in numero sufficiente affinch il lavoro proceda con la dovuta celerit.
Il montaggio dovr essere fatto con la massima esattezza, ritoccando opportunamente quelle parti che
non coincidessero perfettamente e tenendo opportuno conto degli effetti delle dilatazioni.

ART. 95

OPERE IN LEGNO
Le opere in legno come serramenti di finestre, porte vetrate, ecc., saranno collocate in opera
fissandole alle strutture di sostegno, a seconda dei casi, mediante grappe di ferro a viti assicurate a
tasselli cuneati di legno o a controtelai debitamente murati.
Tanto durante la loro giacenza in cantiere, quanto durante il trasporto, sollevamento e collocamento in
sito di dette opere, lAppaltatore dovr curare che esse non abbiano a subire alcun guasto o lordura,
proteggendole convenientemente dagli urti, dalla calce, ecc., con stuoie, coperture, paraspigoli di
fortuna, ecc..
Nel caso di serramenti qualsiasi muniti di controtelaio lAppaltatore sar tenuto ad eseguire il
collocamento in opera, anticipato, a murature rustiche, a richiesta della Direzione dei Lavori.
Nellesecuzione della posa in opera le grappe dovranno essere murate a calce o cemento se cadenti
entro strutture murarie, o fissate con piombo fuso e battuto a mazzuolo se cadenti entro pietre marmi
ecc..
Sar a carico dellAppaltatore ogni opera necessaria per permettere il libero e perfetto movimento del
serramento posto in opera (come scalpellamenti di piattabande, ecc.) ed ogni riparazione conseguente
(ripristini, stuccature intorno ai telai, ecc.) come pure di verificare che il collocamento in opera dei
serramenti sia eseguito nella esatta posizione richiesta e con tutte le regole dellarte, restando a suo
carico la correzione di qualsiasi imperfezione che venisse riscontrata anche in seguito, sino al
momento del collaudo.

ART. 96

MANUFATTI VARI,
APPALTANTE

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APPARECCHI

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MATERIALI

FORNITI

DALLAMMINISTRAZIONE

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Qualsiasi apparecchio, materiale o manufatto fornito dall' Amministrazione appaltante sar consegnato
alle stazioni ferroviarie o in magazzini, secondo le istruzioni che l'Appaltatore ricever
tempestivamente. Pertanto egli dovr provvedere al suo trasporto in cantiere, immagazzinamento e
custodia, e successivamente alla loro posa in opera, a secondo delle istruzioni che si ricever,
eseguendo le opere murarie di adattamento e che si renderanno necessarie.
Per il collocamento in opera dovranno seguirsi inoltre tutte le norme indicate per ciascuna opera dei
precedenti articoli del presente Capitolato, restando sempre l'Appaltatore responsabile della buona
conservazione del materiale consegnatogli, prima e dopo del suo collocamento in opera.

ART. 97

MATERIALI VARI, APPARECCHI ECC. FORNITI DA ALTRE DITTE


La posa in opera di qualsiasi materiale, apparecchio o manufatto, consister in genere nel suo
prelevamento dal luogo deposito, nel suo trasporto in sito (intendendosi con ci tanto il trasporto in
piano o in pendenza, che il sollevamento in alto o la discesa in basso, il tutto eseguito con qualsiasi
sussidio o mezzo meccanico, opera provvisionale, ecc.), nonch nel collocamento nel luogo esatto di
destinazione, a qualunque altezza o profondit ed in qualsiasi posizione, ed in tutte le opere
conseguenti (tagli di strutture, fissaggio, adattamenti, stuccature e riduzioni in ripristino).
L'impresa ha l'obbligo di eseguire il collocamento di qualsiasi opera od apparecchio che le venga
ordinato dalla D.L., anche se forniti da altre Ditte.
Il collocamento in opera dovr eseguirsi con tutte le cure a cautele del caso; il materiale o manufatto
dovr essere convenientemente protetto se necessario, anche dopo collocato, essendo l'lmpresa
unica responsabile dei danni di qualsiasi genere che potessero essere arrecati alle cose poste in
opera, anche dal solo traffico degli operai durante e dopo l'esecuzione dei lavori, sino al loro termine e
consegna, anche se il particolare collocamento in opera si svolge sotto la sorveglianza o assistenza
del personale di altre Ditte, fornitrici del materiale o del manufatto.

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CAPITOLATO SPECIALE DAPPALTO - PARTE TECNICA


IMPIANTI ELETTRICI E SPECIALI
SOMMARIO
PARTE E - SEZIONE E1: PRESCRIZIONI GENERALI ................................................................................ 2
art. E-1 - Opere comprese nei prezzi dappalto ......................................................................................... 2
art. E-2 - Qualit dellimpianto ................................................................................................................... 3
art. E-3 - Vincoli sulla realizzazione degli impianti ..................................................................................... 3
art. E-4 - Vincoli sulle apparecchiature e sui materiali ............................................................................... 3
art. E-5 - Apparecchiature non in appalto .................................................................................................. 4
art. E-6 - Interferenze con impianti esistenti e identificazioni .................................................................... 4
art. E-7 - Assistenze murarie ..................................................................................................................... 4
art. E-8 - Diametri e misure riportate nei disegni ....................................................................................... 4
art. E-9 - Termini e definizioni .................................................................................................................... 4
PARTE E - SEZIONE E2: CONDIZIONI GENERALI DI POSA IN OPERA .................................................. 5
art. E-10 - Sistema di protezione ............................................................................................................... 5
art. E-11 - Indicazioni comuni per gli impianti elettrici ............................................................................... 6
art. E-12 - Impianti elettrici in locali contenenti bagni e docce................................................................... 7
art. E-13 Impianti elettrici in luoghi a maggior rischio in caso di incendio .............................................. 8
art. E-14 Impianti elettrici in locali di pubblico spettacolo ....................................................................... 9
art. E-15 Impianti elettrici ai sensi del cmi del 15.02.1951 n. 16 .......................................................... 10
PARTE E - SEZIONE E3: SPECIFICHE TECNICHE ................................................................................. 11
art. E-16 - Quadri elettrici ......................................................................................................................... 11
art. E-17 - Interruttori magnetotermici e differenziali ............................................................................... 12
art. E-18 - Interruttori di manovra ............................................................................................................. 13
art. E-19 - Fusibili ..................................................................................................................................... 13
art. E-20 - Trasformatori di sicurezza ...................................................................................................... 13
art. E-21 - Derivazioni di impianto ............................................................................................................ 13
art. E-22 - Tubazioni elettriche, canali e cassette .................................................................................... 14
art. E-23 - Conduttori isolati ..................................................................................................................... 16
art. E-24 - Morsetti, frutti, prese ed interruttori di comando ..................................................................... 18
art. E-25 - Apparecchi di illuminazione .................................................................................................... 19
art. E-26 - Illuminazione di sicurezza e di emergenza ............................................................................. 21
art. E-27 - Gruppo soccorritore ................................................................................................................ 22
art. E-28 - Sistema di rivelazione incendi ................................................................................................ 23
art. E-29 Impianto di EVACUAZIONE AD altoparlanti .......................................................................... 26
art. E-30 Impianto DATI ........................................................................................................................ 28
PARTE E - SEZIONE E4: COLLAUDI, VERIFICHE, PROVE E MISURE .................................................. 29
art. E-31 - Collaudi ................................................................................................................................... 29
art. E-32 - Verifiche e prove in corso dopera degli impianti .................................................................... 29
art. E-33 - Misure e prove elettriche ........................................................................................................ 29
art. E-34 - Documentazione finale dimpianto .......................................................................................... 30

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PARTE E
PRESCRIZIONI TECNICHE IMPIANTI ELETTRICI
Con la presente relazione sintende precisare, sulla base delle specifiche tecniche, i contenuti
prestazionali tecnici degli elementi meccanici previsti nel progetto.
La presente parte di capitolato si divide nelle seguenti sezioni.
Parte E1: descrizione degli interventi di progetto.
Parte E2: indicazioni sulle opere elettriche che comprendono pi elementi (elettrici, elettronici,
illuminazione, ecc.), ma senza che essi vadano a costituire un impianto a s (sistema di
protezione, ecc.).
Parte E3: specifiche tecniche degli elementi, costituenti limpianto elettrico di progetto, e le descrizioni
di impianti scomponibili in singole componenti (terra, rivelazione incendio, ecc.)
Si precisa inoltre che tutti i materiali e le apparecchiature oggetto delle forniture relative ai lavori del
presente appalto, in conformit alla normativa vigente, saranno dotati di certificazioni che ne attestano la
rispondenza alle prescrizioni qualitative fissate dalle norme specifiche e alle prescrizioni qualitative fissate
da ISO. Tutte le apparecchiature ed i componenti, inoltre, saranno certificati e marchiati CE, in conformit
alla normativa vigente.
DATI DI BASE E VINCOLI DI NORMA
Il progetto stato sviluppato tenendo conto dello sviluppo tecnologico, a cui corrispondono scelte precise
in merito alla disposizione dei servizi ed alla soluzione impiantistica finale in relazione naturalmente al
costo generale dellopera. Le scelte sono state guidate inoltre dalla semplicit ed efficacia della
manutenzione.
I parametri di base utilizzati nella progettazione scaturiscono dalle necessit del gestore o da limiti
prescritti dalla legge.
Gli impianti saranno progettati in conformit alle vigenti normative C.E.I., Leggi e Decreti in materia, ed in
conformit alle disposizioni dei competenti Uffici A.S.S., ENEL e TELECOM.
INTERVENTI IN PROGETTO
Gli interventi di progetto sono descritti nella relazione tecnica degli impianti elettrici che si considera parte
integrante di questo documento e quindi documento contrattuale.

PARTE E - SEZIONE E1: PRESCRIZIONI GENERALI


ART. E-1 - OPERE COMPRESE NEI PREZZI DAPPALTO
Ogni impianto, ed in particolare ciascuna apparecchiatura che lo componga, presente nelle voci dofferta
prezzi o di elenco prezzi, sintende stimato come fornitura e posa in opera, se non diversamente ed
espressamente specificato (es. solo fornitura di ...; installazione di ...). Esso risulta essere:
- fornito solo quando si trova fisicamente allinterno del cantiere;
- posto in opera (o in modo equivalente unopera compiuta), quando tutti i componenti, principali ed
accessori, sono installati.
In aggiunta a quanto indicato nelle voci dofferta prezzi o di elenco prezzi, nel prezzo dell'appalto sono
comprese:
- tutte le attrezzature accessorie (raccordi, staffature, fissaggi, supporti, viti, dadi, materiale di consumo,
ecc.);
- tutti i mezzi necessari a dare lopera completa e finita a regola darte;
- tutte le opere e prestazioni descritte nel presente Capitolato, indicate negli elaborati grafici e negli altri
allegati progettuali;
- tutte le opere e prestazioni necessarie per la sicurezza, la corretta esecuzione ed il funzionamento
dell'oggetto dellappalto, sia dal punto di vista tecnico sia da quelli legale e amministrativo (in altre parole
sono compresi provvedimenti e opere prescritti da particolari disposizioni vigenti, emanate da una
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qualche autorit competente, anche se non specificatamente richiamate nei patti contrattuali, oppure che
si rendano indispensabili per particolari ragioni contingenti di sicurezza o d'altra natura).

ART. E-2 - QUALIT DELLIMPIANTO


Con qualit dellimpianto si intende linsieme degli aspetti di seguito descritti.
- FUNZIONALIT
la capacit di rispondere in tempi consoni alla domanda dellutenza.
- ROBUSTEZZA
la capacit dellimpianto a resistere ad eventuali sovraccarichi (urti, cortocircuiti, sismi di debole
intensit), senza che si vengano a creare danni se non localizzati.
- SICUREZZA
Ogni parte dimpianto non deve essere accessibile allutenza e, in generale, al personale non autorizzato,
a meno che essa non sia definita a tale scopo.
Le interferenze tra i diversi tipi di impianto, inoltre, non devono essere tali che il guasto di uno metta fuori
uso anche un altro non legato ad esso (ad es. ogni tubazione convogliante fluidi deve essere posta ad
adeguata distanza da quadri elettrici e, pi in generale, da componenti di non idoneo grado di protezione
IPxx).
In caso di sovraccarichi notevoli (es. terremoto di forte intensit), gli impianti potranno subire
deformazioni che ne comportino la parziale sostituzione (se non addirittura totale, in caso di evento
catastrofico), ma in ogni caso non dovranno essere causa di danni arrecati alle persone.
Ai fini della manutenzione, infine, le distanze di ogni componente da altri componenti e da pareti e soffitti
devono essere tali da permetterne la loro piena accessibilit.
- FLESSIBILIT
la possibilit di modificare od ampliare un determinato impianto senza che esso comporti costi
eccessivi per operazioni accessorie (spostamenti di altri impianti non pertinenti, demolizioni eccessive,
ecc.).
- MANUTENZIONE
la possibilit dintervenire con semplicit e in tutta sicurezza nelle opere di manutenzione ordinaria e
straordinaria. Pi in dettaglio, loperatore che deve svolgere la manutenzione su una parte dimpianto
deve farlo:
- ponendo temporaneamente fuori uso solo limpianto in oggetto e quelli dipendenti da esso, ma non
necessariamente quelli a monte;
- senza dover obbligatoriamente smontare componenti non facenti parte dellimpianto in manutenzione;
- con tutta sicurezza, senza cio che il manutentore sia costretto a posizioni di squilibrio e situazioni di
pericolo di fulminazione, bruciature, escoriazioni e quantaltro. In altre parole attorno ad ogni parte
dimpianto dovr essere mantenuta unarea adeguata in modo che il manutentore possa muoversi
liberamente durante le operazioni.

ART. E-3 - VINCOLI SULLA REALIZZAZIONE DEGLI IMPIANTI


Gli impianti devono essere realizzati secondo:
- le normative vigenti, relative alle varie specie di lavori, ed a tutte le successive modificazioni ed
integrazioni che avessero a verificarsi durante il corso dell'appalto;
- le descrizioni, prescrizioni ed obblighi contenuti nel presente Capitolato;
- le informazioni contenute negli elaborati grafici di progetto;
- le indicazioni impartite dal fornitore delle varie apparecchiature;
- le prescrizioni date dai vari enti (Vigili del Fuoco, ISPESL, ASS, ecc.), anche se non espressamente
richiamate.

ART. E-4 - VINCOLI SULLE APPARECCHIATURE E SUI MATERIALI


Il progetto realizzato usando apparecchiature di mercato. Potranno essere scelte apparecchiature
diverse da quelle di progetto, con il vincolo che esse forniscano prestazioni uguali o superiori a quelle
previsti. In altre parole, ogni apparecchiatura dovr possedere le caratteristiche di funzionamento, di
sicurezza e di manutenzione previste dal progetto e conformi allo scopo del lavoro.
Nella posa, in ogni caso, dovranno essere seguite tutte le indicazioni impartite dal fornitore delle rispettive
apparecchiature e di rispettare le caratteristiche pertinenti in relazione allo scopo del lavoro da effettuarsi.
Pi in generale, si dovranno osservare tutte le indicazioni fornite dal produttore, al fine di assicurare il
perfetto funzionamento degli impianti, unadeguata sicurezza ed una facile manutenzione.
Si precisa inoltre che tutti i materiali e le apparecchiature oggetto delle forniture relative ai lavori del
presente appalto, in conformit alla normativa vigente, dovranno essere dotati di certificazioni che ne
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attestano la rispondenza alle prescrizioni qualitative, fissate dalle norme specifiche, e alle prescrizioni
qualitative fissate da ISO 9000/EN 29000. Tutte le apparecchiature ed i componenti, inoltre, saranno
certificati e marchiati CE.

ART. E-5 - APPARECCHIATURE NON IN APPALTO


Nellinstallazione di tutti i componenti ci si dovr assicurare che ognuno di essi non comporti ostacolo o
impedimento dinstallazione per altri. A tale scopo dovranno essere considerati anche tutti quei
componenti che saranno o potranno essere installati da altri (es. arredi).

ART. E-6 - INTERFERENZE CON IMPIANTI ESISTENTI E IDENTIFICAZIONI


Durante lesecuzione dei lavori possono avvenire intersezioni tra i vari impianti: condotte per acqua e gas,
fognature, cavi elettrici, telefonici e manufatti in genere.
Gli oneri per una alienazione e/o spostamento di linee intercettate durante gli scavi sintendono gi
remunerati con limporto contrattuale.
Sar a carico dellimpresa esecutrice dei lavori ogni onere che dovesse derivare in seguito a
danneggiamenti arrecati agli impianti esistenti durante gli scavi.
Qualora sia richiesto un allacciamento a linee esistenti (sia pubbliche, sia private), linesattezza dei
tracciati che si dovesse riscontrare non pu essere causa di contestazioni da parte dellImpresa
esecutrice dei lavori, la quale tenuta, al contrario, ad usare tutti i mezzi e componenti necessari per
eseguire lallacciamento, tra i quali il prendere contatto con gli enti subito allinizio dei lavori. Se i contatti
con gli enti fossero presi in tempi successivi, la richiesta di proroghe dei tempi contrattuali per gli
allacciamenti non saranno accettate.
Limpresa, inoltre, non ha lobbligo di identificare i punti di allacciamento e ad identificare le linee e questo
obbligo gi considerato nellimporto contrattuale.

ART. E-7 - ASSISTENZE MURARIE


I prezzi di progetto compensano tutte le assistenze murarie legate alla realizzazione dell'opera in appalto,
nessuna escluso. Le assistenze comprendono scarico, immagazzinaggio, sollevamento entro l'ambito di
cantiere e successivamente al luogo di installazione dei materiali, ponteggi e sollevatori, formazione e
ripristino di tracce (con malta di cemento, stucco ecc.), fori e sigillature per la posa mensole e derivazioni
e passaggio dei cavidotti e condotte, predisposizioni di cavedi, passaggi e quanto altro necessiti per dare
gli impianti correttamente installati e funzionanti. Il tutto a carico dell'impresa installatrice degli impianti
meccanici. Se e solo se vi sia la disponibilit, l'impresa appaltatrice potr utilizzare le strutture del
costruttore edile, previo accordo ed autorizzazione da parte dello stesso.

ART. E-8 - DIAMETRI E MISURE RIPORTATE NEI DISEGNI


I diametri, le dimensioni dei fori, le sezioni delle feritoie, ecc., sono riferite alla sezione netta di passaggio,
se non diversamente ed espressamente indicato.

ART. E-9 - TERMINI E DEFINIZIONI


Nelle descrizioni delle opere sono utilizzati termini che, oltre a possedere il loro normale senso descritto
nei vocabolari, sottintendono specifici obblighi con valore contrattuale.
Accessori sono tutti i componenti necessari a completare linstallazione secondo buona regola o
norma del sistema o dellopera. Ad esempio sindividuano materassini isolanti, antivibranti, morsetti,
capicorda, mostrine ed etichette, ecc.
Alienato materiale o apparecchiatura che rimossa dalla posizione originale, trasportato a discarica
autorizzata ed eliminato definitivamente. Oneri di trasporto e discarica inclusi.
Deposito materiale o apparecchiatura che rimossa dalla posizione originale e recuperata,
accuratamente pulita, protetta e messa a magazzino nellambito di cantiere per successivo riutilizzo o a
disposizione della Stazione Appaltante. Parte delloperazione consiste nel preparare un verbale con le
necessarie indicazioni per il riutilizzo.
Pezzi speciali il termine comprende curve, raccordi e giunti di qualsiasi tipo e natura. Ad esempio per il
gas sono inclusi i giunti di transizione PE acciaio, per gli impianti di ventilazione sono inclusi i giunti
flessibili, le scarpette con il captatore e le derivazioni a pi vie, per i tubi dacciaio e rame sono inclusi i
raccordi a tre pezzi, le flange, ecc.

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PARTE E - SEZIONE E2: CONDIZIONI GENERALI DI POSA IN OPERA


ART. E-10 - SISTEMA DI PROTEZIONE
Protezione generale
Interruttori; gli interruttori nei quadri saranno di tipo modulare ed i quadri saranno dotati di morsettiere per
il collegamento delle rispettive linee di distribuzione. Tutte le linee di distribuzione terminale saranno
dotate di dispositivo di protezione magnetotermico e differenziale. Il dispositivo sar unico per tutte e tre
le funzioni: protezione dalle sovracorrenti di linea (cortocircuito e sovraccarico) e protezione dai contatti
indiretti e addizionale per quelli diretti. Ulteriori protezioni termiche saranno installate sui contattori di
comando dei motori elettrici tipo ventilatori ed elettropompe.
Distribuzione principale; la distribuzione degli impianti elettrici sar realizzata mediante conduttori
unipolari o multipolari di sezione adeguata al carico alimentato, del tipo non propagante lincendio per i
circuiti di derivazione negli ambienti, con colorazione assolutamente rispettata per il conduttore di
protezione (Giallo/verde) e per il neutro (azzurro).
I conduttori saranno contenuti entro cavidotti a vista, sottointonaco o sottopavimento a servizio delle
utenze forza motrice, illuminazione e servizi, di caratteristiche tali da consentire l'alloggiamento delle
condutture in modo efficace e con il minimo impegno possibile delle pareti; in funzione della destinazione
d'uso dei locali si utilizzeranno canale o tubo in materiale plastico autoestinguente e senza presenza di
alogeni, connessi e raccordati alle scatole di derivazione con grado di protezione minimo IP4X, oppure
canaline multiscomparto di pari caratteristiche o infine canali precablati modulari con raccordi ad incastro.
I canali ed in genere i cavidotti destinati ad alloggiare le condutture dorsali e terminali saranno posati
sottointonaco e/o sottopavimento.
I canali impiegati per lalloggiamento delle condutture di alimentazione agli impianti tecnologici; saranno
inoltre muniti di scomparti, per l'alloggiamento delle linee relative agli impianti speciali.
Protezione delle Persone
La protezione delle persone sar ottenuta mediante limpiego di dispositivi differenziali, del tipo integrato
nello stesso interruttore; a seconda del luogo di installazione, l'intervento del dispositivo potr essere
istantaneo o ritardato, con corrente nominale differenziale d'intervento coordinata con gli eventuali
dispositivi posti a valle: il valore della corrente di intervento coordinato con il valore della resistenza
dell'impianto di terra.
Per la protezione contro i contatti diretti, tutte le parti sotto tensione saranno dotate di isolamento
adeguato e/o di involucri con grado di protezione idoneo all'ambiente di installazione.
I circuiti di alimentazione delle prese a spina e dei circuiti terminali saranno dotati di interruttore
differenziale, con soglia di intervento non superiore a 30 mA, quale protezione addizionale contro i
contatti diretti.
Ai fini del presente progetto, per la protezione contro i contatti indiretti in bassa tensione tutte le parti
metalliche dellimpianto elettrico e degli utilizzatori normalmente non in tensione, ma che per difetto di
isolamento possono accidentalmente trovarsi sotto tensione, dovranno essere protette contro le tensioni
di contatto.
Tali protezioni dovranno essere realizzate mediante messa a terra delle parti metalliche (ved. impianto di
messa a terra), tramite il coordinamento con i dispositivi di protezione (interruzione automatica
dellalimentazione).
Protezione dei Conduttori
I conduttori che costituiscono gli impianti devono essere efficacemente protetti contro le sovracorrenti
causate da sovraccarichi o da cortocircuiti.
La protezione contro i sovraccarichi deve essere effettuata in ottemperanza alle prescrizioni della Norma
CEI 64-8.
In particolare i conduttori devono essere protetti in modo tale che la loro portata Iz sia superiore od
almeno uguale alla corrente di impiego Ib (valore di corrente calcolato in funzione della massima potenza
da trasmettere in regime permanente).
Sono previste condutture in parallelo protette da un unico dispositivo di protezione. Ciascuna conduttura
sar comunque protetta indipendentemente dai sovraccarichi.
Tutte le linee elettriche saranno protette dai cortocircuiti. E' prevista la protezione dai cortocircuiti tra i
conduttori di uno stesso circuito. I conduttori ed i dispositivi di protezione sono stati dimensionati affinch
l'energia lasciata passare dagli interruttori sia sempre sopportabile dai rispettivi cavi. Il potere di
interruzione dei dispositivi coordinato con le correnti di cortocircuito calcolate nel punto di installazione.
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Sono previste condutture in parallelo protette da un unico dispositivo di cortocircuito. Ciascuna conduttura
sar comunque della sezione prevista nei disegni e pertanto protetta indipendentemente dalle altre
condutture dai cortocircuiti.
La protezione dai sovraccarichi e dai cortocircuiti di ciascuna linea sar effettuata con un unico
interruttore.
Le condutture con neutro di sezione ridotta sono dimensionate in modo che il neutro sopporti la corrente
massima ammessa dal dispositivo di protezione (per i circuiti trifase con neutro).
Selettivit dei Dispositivi
Per selettivit si intende la condizione per cui, in caso di un guasto in uno o pi rami del circuito, si
realizza lintervento del solo dispositivo di protezione immediatamente interessato dal guasto senza che
intervengano gli altri dispositivi a monte dello stesso.
La selettivit deve essere garantita in quanto richiesta la continuit servizio, anche nelle condizioni pi
gravose.
La totale selettivit dai cortocircuiti per le linee di alimentazione delle apparecchiature sar attuata
adottando interruttori con ritardo di intervento regolabile sul quadro generale di bassa tensione e sui
sottoquadri adottando interruttori con soglia di intervento fissa.
Per coordinare dispositivi differenziali in cascata (selettivit verticale) saranno installati, ove previsto,
interruttori a monte con taratura maggiore di almeno 3 volte di quello a valle (a protezione di circuiti
terminali) di tipo selettivo (S), o interruttori con ritardo a tempo come specificato nella tabella di
dimensionamento.
Le protezioni (sovraccarico, cortocircuito e differenziale) saranno nella maggior parte dei casi comprese
in un unico apparecchio.
Sezionamento e Comando
Ogni circuito dovr essere sezionabile per garantire la sicurezza del personale che esegue lavori elettrici
su o in vicinanza di parti attive.
Come dispositivi di sezionamento si possono utilizzare, oltre ai sezionatori ed agli interruttori sezionatori,
anche gli interruttori automatici e differenziali ed i fusibili.
Per gli interruttori conformi alla Norma CEI 17-5 (uso industriale) lidoneit a svolgere la funzione di
sezionamento dovr essere esplicitamente dichiarata dal costruttore.
Il sezionamento deve comprendere tutti i conduttori attivi, compreso il conduttore di neutro.
Un dispositivo di comando funzionale deve essere previsto per ogni circuito e per ogni apparecchio che
richieda di essere comandato indipendentemente; linterruzione funzionale non deve essere
necessariamente onnipolare.
Nei circuiti fase neutro il dispositivo di comando unipolare va inserito sul conduttore di fase e non sul
conduttore di neutro, ma questo non esclude la necessit di un dispositivo di sezionamento a monte.
Le prese a spina fino alla corrente nominale di 16 A possono essere utilizzate per il comando funzionale,
mentre non lo possono essere quelle di portata superiore. Tutti i sistemi saranno dotati di interruttori
onnipolari.
Il sezionamento ed il comando funzionale per il quadro di distribuzione coincidono e vengono effettuati
con l'interruttore generale.

ART. E-11 - INDICAZIONI COMUNI PER GLI IMPIANTI ELETTRICI


Condutture
Tutte le costruzioni elettriche devono essere scelte ed installate in modo che risultino protette da
influenze esterne (chimiche, meccaniche, termiche, ...) che potrebbero avere effetti negativi sulla
protezione contro lesplosione.
Cavi unipolari senza guaina non devono essere usati come conduttori attivi, a meno che essi siano
installati allinterno di quadri, custodie o tubi protettivi.
Le aperture nelle pareti per il passaggio di condutture fra luoghi pericolosi e luoghi non pericolosi devono
essere opportunamente sigillate.
Le condutture che transitano attraverso luoghi pericolosi e che non sono a servizio delle apparecchiature
ivi presenti, devono comunque rispondere alle caratteristiche richieste per limpianto interno al luogo
pericoloso stesso.

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Equalizzazione del potenziale


Nei luoghi pericolosi richiesta lequalizzazione del potenziale di tutte le masse, le masse estranee, i
conduttori di protezione, i tubi metallici, le guaine metalliche dei cavi. Non va connesso al sistema
equipotenziale il conduttore di neutro.

ART. E-12 - IMPIANTI ELETTRICI IN LOCALI CONTENENTI BAGNI E DOCCE


Per quanto concerne gli impianti elettrici a servizio dei locali contenenti bagni e docce si fa riferimento a
quanto indicato in merito dalla Norma CEI 64-8/7 relativa agli ambienti ad alle applicazioni particolari e
dalla quale si riportano di seguito le principali direttive.
In detti locali sono previste dalle norme particolari zone di pericolo, numerate da 0 a 3 e individuate da
precise misure rispetto alla vasca da bagno oppure al piatto doccia, all'interno delle quali possono essere
installate solo apparecchiature e condutture elettriche con particolari requisiti o modalit di posa.
ZONA 0 (volume interno alla vasca da bagno o al piatto doccia): vietata linstallazione di qualsiasi
componente elettrico.
ZONA 1 (delimitata dalla superficie verticale circoscritta alla vasca da bagno, al piatto doccia o, in
assenza di questultimo, alla superficie a 60 cm dal sifone, dal pavimento e dal piano orizzontale
situato a 2,25 metri dal pavimento; se il fondo della vasca o del piatto doccia si trova a pi di 5
cm al di sopra del pavimento, il piano orizzontale viene situato a 2,25 metri questo fondo): grado
di protezione IPX4 o IPX5 se prevista pulizia con getti dacqua. Si possono installare:
- condutture elettriche, comunque limitate a quelle necessarie per lalimentazione degli utilizzatori
ubicati nella zona stessa (nessuna limitazione particolare prevista per le condutture incassate
ad una profondit di almeno 5cm);
- dispositivi di protezione, sezionamento e comando di circuiti SELV alimentati fino a 12V c.a. o
fino a 30V c.c. e con sorgente di sicurezza fuori dalle zone 0, 1 e 2;
- scaldacqua, escluse le pompe di calore;
- unit idromassaggio ubicate sotto la vasca se rispondenti alla normativa specifica, accessibili
solo con attrezzo e con alimentazione protetta da dispositivo differenziale con Id non superiore a
30mA.
ZONA 2 (delimitata dalla superficie verticale della zona 1, dalla superficie parallela alla
precedente situata a 0,6 metri, dal pavimento e dal piano orizzontale a 2,25 metri dal pavimento):
grado di protezione IPX4 o IPX5 se prevista pulizia con getti dacqua. Si possono installare, oltre
a quanto detto per la zona 1:
- prese a spina alimentate da trasformatore di isolamento incorporato di piccola potenza di classe
II (es. presa per rasoio);
- corpi illuminanti, apparecchi di riscaldamento, unit per vasche idromassaggio, tutti comunque
di classe I e con alimentazione protetta da dispositivo differenziale con Id non superiore a 30mA;
- corpi illuminanti, apparecchi di riscaldamento, ventilatori aspiratori IPX4, unit per vasche
idromassaggio, tutti comunque di classe II.
ZONA 3 (delimitata dalla superficie verticale della zona 2, dalla superficie parallela alla
precedente situata a 2,4 metri, dal pavimento e dal piano orizzontale a 2,25 metri dal pavimento):
grado di protezione IPX1 (IPX0 per prese a spina e apparecchi di comando non automatici della
serie civile per installazione incassata verticale) o IPX5 se prevista pulizia con getti dacqua. Si
possono installare, oltre a quanto detto per le zone 1 e 2:
- prese a spina e apparecchi di comando non automatici della serie civile per installazione
incassata verticale purch con alimentazione protetta da dispositivo differenziale con Id non
superiore a 30mA.
In ogni bagno pu essere previsto un pulsante di chiamata del tipo a tirante isolato con connessione ad
altezza superiore a quella delimitata dalla zona 1 il quale azioner un segnale acustico (ronzatore)
installato in locale solitamente presidiato.
Nei servizi igienici in cui sono installate vasche da bagno e/o docce prevista la realizzazione del
collegamento equipotenziale supplementare. Per le tubazioni metalliche sufficiente effettuare un solo
collegamento nel punto suscettibile di introdurre potenziali pericolosi all'ingresso delle stesse nel locale.
A tal fine vivamente consigliato realizzare in ciascun locale da bagno una nicchia destinata a contenere
una cassetta in materiale isolante, entro la quale sar fissata una bandella di rame a cui collegare i
conduttori equipotenziali supplementari.
Nel caso di tubazione metallica ricoperta di materiale isolante, essa va sempre collegata allinsieme
equipotenziale, perch la parte metallica della tubazione diventa accessibile tramite gli apparecchi esterni
alla quale collegata.
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Se, invece, la tubazione che entra nel locale isolante, non deve essere collegata allinsieme
equipotenziale, anche se allinterno del locale diventa metallica.
I collegamenti equipotenziali vanno eseguiti con collari di materiale tale da evitare fenomeni corrosivi: ad
esempio di acciaio inox o di ottone per tubazioni di acciaio zincato, in rame od in ottone per tubazioni in
rame.
Le giunzioni devono essere realizzate conformemente a quanto prescritto dalle Norme CEI 64-8; in
particolare devono essere protette contro eventuali allentamenti e devono essere impiegate fascette che
stringono il metallo vivo.
Il collegamento non va eseguito su tubazioni di scarico in PVC o in grs.
E vietata linserzione di interruttori o fusibili sui conduttori di protezione.
Per i conduttori si devono rispettare le seguenti sezioni minime:
- 2,5 mm2 (Cu) per collegamenti protetti meccanicamente, cio posati entro tubi od intonaco;
- 4 mm2 (Cu) per collegamenti non protetti meccanicamente e fissati direttamente a parete.
Nel caso i servizi igienici non contengano n vasche da bagno n docce saranno ritenuti ambienti
ordinari, dal punto di vista dell'impianto elettrico, e quindi soggetti alle norme generali senza necessit di
realizzare il collegamento equipotenziale supplementare.
Gli utilizzatori interni ad ogni bagno sono connessi alla scatola di derivazione ubicata allesterno del
locale e alimentati attraverso linea dorsale protetta da dispositivo differenziale con corrente di intervento
non superiore a 30mA. Nei bagni potr essere installato un interruttore differenziale (Id=10mA), entro
scatola portafrutto, per lalimentazione di eventuali utilizzatori particolari interni al locale, tipo vasche e/o
box doccia con idromassaggio.

ART. E-13 IMPIANTI ELETTRICI IN LUOGHI A MAGGIOR RISCHIO IN CASO DI


INCENDIO
Per gli ambienti a maggior rischio dincendio la Norma di riferimento la CEI 64-8/7.
PRESCRIZIONI COMUNI DI PROTEZIONE CONTRO LINCENDIO.
Le seguenti misure di protezione contro lincendio devono essere adottate in tutti i gruppi di ambienti a
maggior rischio in caso dincendio:
i componenti elettrici devono essere limitati a quelli necessari per luso degli ambienti stessi, fatta
eccezione per le condutture, le quali possono anche transitare;
negli ambienti nei quali consentito laccesso e la presenza del pubblico, i dispositivi di manovra,
controllo e protezione, fatta eccezione per quelli destinati a facilitare levacuazione, devono
essere posti in un luogo a disposizione del personale addetto o posti entro involucri apribili con
chiave od attrezzo;
gli apparecchi di illuminazione devono essere mantenuti ad adeguata distanza dagli oggetti
illuminati, se questi ultimi sono combustibili ed in particolare per i faretti ed i piccoli proiettori tale
distanza deve essere:
- fino a 100W: 0,5 m
- da 100 a 300W: 0,8 m
- da 300 a 500W: 1 m
gli apparecchi di illuminazione con lampade ad alogeni (salvo quelli alimentati da circuiti SELV) e
quelli con lampade ad alogenuri devono essere del tipo con schermo di sicurezza per la lampada
e con proprio dispositivo contro le sovracorrenti;
i circuiti che entrano od attraversano gli ambienti a maggior rischio in caso di incendio devono
essere protetti contro i sovraccarichi ed i cortocircuiti con dispositivi posti a monte di questi
ambienti;
le condutture (comprese quelle che transitano) devono essere realizzate in uno dei seguenti
modi:
- condutture di qualsiasi tipo incassate in strutture non combustibili;
- condutture realizzate mediante cavi in tubi protettivi e canali metallici, con grado di protezione
IP4X;
- condutture realizzate con cavi unipolari o multipolari non provvisti di conduttore di protezione,
contenuti in tubi
protettivi non metallici, chiusi con grado di protezione almeno IP4X e di materiale resistente alla
prova al filo
incandescente 850C.
in corrispondenza di tutti i punti in cui le condutture degli impianti elettrici e speciali attraversano
le delimitazioni dei compartimenti tagliafuoco devono essere installati setti tagliafuoco di tipo
certificato, atti a ripristinare la resistenza prescritta per il compartimento.
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Prescrizioni aggiuntive per gli ambienti a maggior rischio in caso di incendio di tipo A.
Quando i cavi delle condutture installate in ambienti chiusi frequentati dal pubblico o lungo le vie di esodo
siano in quantit rilevanti, dovr essere tenuto presente il pericolo che i cavi stessi bruciando sviluppino
gas tossici.
Ove tale pericolo sussista occorre fare ricorso a cavi a bassissima emissione di fumi e gas tossici,
conformi alla Norma CEI 20-38.
Prescrizioni aggiuntive per gli ambienti a maggior rischio in caso di incendio di tipo C.
Tutti i componenti dellimpianto, ad esclusione delle condutture, ed inoltre gli apparecchi di illuminazione
ed i motori devono essere posti in custodie aventi grado di protezione almeno IP4X.
Per i motori il grado di protezione riferito alle custodie delle morsettiere e dei collettori, mentre per le
altri parti sufficiente un grado di protezione IP2X.
Negli apparecchi di illuminazione il grado di protezione IP4X non si applica nei confronti delle lampade.
Scelta dei materiali in relazione al rischio dincendio.
I materiali impiegati in relazione al rischio dincendio saranno dei seguenti tipi:
a) quadri elettrici principali e secondari:
involucri e strutture di sostegno completamente metallici, ad eccezione dei piccoli quadretti a
parete realizzati in materiale plastico autoestinguente;
cablaggi interni realizzati con cavi di tipo non propagante lincendio (Norma CEI 20-22/II);
cablaggi ausiliari soggetti a surriscaldamento in caso di guasto (voltmetrici e/o
amperometrici) protetti contro il gocciolamento dellisolante mediante calze in materiale
siliconico;
tutti i materiali plastici utilizzati per canaline, morsettiere, custodie di apparecchi e strumenti,
supporti, fascette, etichette, ecc.: di tipo autoestinguente;
b) canali portacavi per la distribuzione principale: metallici;
c) cavi della distribuzione principale e secondaria: di tipo non propagante lincendio (Norma CEI 2022/II);
d) cavi facenti parte di impianti di sicurezza che devono funzionare durante un incendio: di tipo
resistente al fuoco (Norma CEI 20-36);
e) tutti i materiali plastici utilizzati per tubazioni, morsettiere, cassette, scatole, coperchi, custodie,
supporti, fascette, etichette, ecc.: in materiale plastico autoestinguente secondo Norma IEC 695
(prova al filo incandescente glow wire test alla temperatura di 850 C), con leventuale sola
eccezione dei componenti totalmente incassati in pareti in muratura o in materiale incombustibile.
Tutte le prescrizioni sopra elencate valgono anche, per quanto applicabili, per gli impianti speciali.

ART. E-14 IMPIANTI ELETTRICI IN LOCALI DI PUBBLICO SPETTACOLO


La sezione 752 tratta gli impianti elettrici nei luoghi di pubblico spettacolo. Esaminando i vari punti della
normativa, si fanno le seguenti considerazioni:
la tensione massima nei locali sar 400V (752.3.1);
tutto limpianto far capo ad un quadro elettrico generale costruito e disposto in modo che siano
facili il controllo, la manutenzione, la riparazione e la sostituzione di tutti gli elementi (752.3.4);
i quadri secondari non saranno accessibili (o per lo meno manovrabili) dal pubblico (752.3.6 e
752.46.1 e 752.46.2);
le illuminazioni della sala e in genere degli ambienti superiori a 100m saranno suddivise su
almeno due circuiti (752.3.6 e 752.3.8);
lilluminazione dei corridoi, delle scale, dellatrio e dellingresso saranno suddivise su almeno due
circuiti (752.3.6);
il palcoscenico avr alimentazioni separate dal resto (752.3.6);
si progetta limpianto elettrico in modo da evitare linsorgere di panico (752.3.7);
si realizzer limpianto di sicurezza per alimentare lilluminazione ed eventuali altri apparecchi
installati a scopo di sicurezza (752.35.1) ed esso sar indipendente da qualunque altro impianto
elettrico (563.1);
sinstaller (almeno) un comando demergenza facilmente raggiungibile dallesterno (537.4 e
752.46.3);
i circuiti di sicurezza avranno condutture resistenti al fuoco (752.52.1);
i cavi saranno protetti dai danneggiamenti fino ad unaltezza di 2,5m dal pavimento (852.52.1);
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i cavi saranno in rame (752.52.2);


i cavi flessibili avranno la minima lunghezza possibile (752.52.4);
lallarme dei bagni sar facilmente avvertibili (752.53.1);
le prese a spina nei luoghi ove pu accedere il pubblico saranno munite di coperchio e avranno
protezione singola contro le sovracorrenti; non pi di 5 spine saranno raggruppate sotto la stessa
protezione; lasse di inserzione sar distanziato dal pavimento di almeno 175mm se a parete,
70mm se da canalizzazioni, 40mm se da torrette (queste ultime almeno IP52) (752.55.1);
la lampade non saranno a portata di mano del pubblico (752.55.2);
i generatori autonomi di energia a batterie di accumulatori saranno messi in luoghi protetti
dallincendio, areati, con accesso diretto senza attraversare gli ambienti accessibili al pubblico;
lautonomia sar di almeno 1 ora (ricarica nellintervallo di chiusura del locale, quindi 12 ore)
(752.56.1); il loro intervento sar comunicato automaticamente nellambiente del personale di
sevizio (752.56.5);
si garantiranno 5 lux lungo le vie di fuga a 1m daltezza e 2 lux in ogni ambiente accessibile al
pubblico (752.56.5);
lintervento degli interruttori di protezione dei circuiti dei servizi di sicurezza avr segnalazione
ottica e acustica dintervento;
La parte 752.6 della norma riporta le prescrizioni per lesercizio dei locali. Le prescrizioni in essa
comprese influiscono a livello progettuale nei punti:
a fine lavori devono essere forniti i disegni as built e tutta la documentazione necessaria alluso e
manutenzione;
gli estintori devono essere idonei a spegnere impianti elettrici;
deve essere possibile in qualunque momento verificare lo stato degli impianti di sicurezza.

ART. E-15 IMPIANTI ELETTRICI AI SENSI DEL CMI DEL 15.02.1951 N. 16


La CMI 16/51, per quanto concerne le prescrizioni sugli impianti elettrici, superata dalle pi recenti
normative, sia in materia di prevenzione incendi, sia tecniche.
Essa, tuttavia, non risulta abrogata e ha ancora diverse prescrizioni che si citano:
sopra le porte di uscita deve essere affissa una scritta luminosa con la scritta Uscita (oramai
esso sostituito da un pittogramma intuibile anche da pubblico straniero);
per locali di pubblico spettacolo di capienza superiore a 600 persone obbligatorio il telefono;
lallegato A tratta gli impianti elettrici nello specifico e le prescrizioni sono oramai superate;
tuttavia da notare che in tale allegato richiesto che:
o siano rispettate le norme CEI;
o siano suddivisi i carichi elettrici per tipo e ciascuno in pi circuiti;
o sia curata lesecuzione dei terminali;
o siano riportati graficamente il percorso delle condutture incassate;
o che i circuiti siano chiaramente identificati sul quadro;
o che lUPS sia protetto dallincendio e quello per lilluminazione demergenza sia ad uso
esclusivo e garantisca illuminazione per due ore;
o che sia resa impossibile la caduta dei corpi illuminanti sopra il pubblico in sala (quando
sono disposti sopra di esso);
o siano evitate le condutture volanti;
o che le prese a spina sulla scena siano protette meccanicamente;
o che gli schemi elettrici siano costantemente aggiornati;
o che la manutenzione dellimpianto elettrico sia fatta almeno una volta lanno e i sistemi di
(illuminazione) di sicurezza siano controllati almeno mezzora prima di ogni spettacolo.
Queste prescrizioni sono peraltro riprese dalle normative pi recenti, salvo richiedere lautonomia
dellilluminazione di sicurezza per 1 ora anzich 2.

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PARTE E - SEZIONE E3: SPECIFICHE TECNICHE


ART. E-16 - QUADRI ELETTRICI
Normativa
Nella fornitura dei quadri di bassa tensione la norma di riferimento la CEI EN 614396-1 (CEI 17-113) e
norme correlate.
Elementi dei quadri elettrici metallici
Gli elementi costituenti i quadri elettrici metallici, di distribuzione, da incasso o da parete, risponderanno
alle seguenti caratteristiche:
1. realizzazione in robusta lamiera dacciaio, ad esclusione degli accessori;
2. trattamento contro la corrosione;
3. verniciatura fina in colore a scelta della D.L;
4. contenitore di profondit minima di 170 mm e massima di 600 mm;
5. telaio - cornice ribordato, da inserire a filo del contenitore, con funzione di coprifilo nella versione da
incasso;
6. intelaiatura interna per il sostegno ed il fissaggio delle apparecchiature interne;
7. pannelli incernierati e chiusi con viti, interni al telaio, con funzione di copri-apparecchiature elettriche,
provvisti di idonee forature;
8. porta frontale in cristallo trasparente o cieca, bordata, ad esatta misura del telaio, fissato a questo con
cerniere interne e chiuso con serratura;
9. accessori elettrici e meccanici per il collegamento interno delle apparecchiature, compresa la
morsettiera per la giunzione con le linee esterne;
10. grado di protezione come riportato negli elaborati grafici e, in ogni caso, idoneo al luogo distallazione.
I centralini di distribuzione per fissaggio a parete od incasso o semincasso, posti in opera comprese le
lavorazioni per il montaggio degli apparecchi elettrici saranno costituite da:
1. scatola o cassetta isolante auto estinguente con impronte per ingresso tubi;
2. custodia e corpo di plastica stampata;
3. guida DIN per il montaggio delle apparecchiature elettriche;
4. porta incernierata con chiusura a chiave;
5. grado di protezione come riportato negli elaborati grafici e, in ogni caso, idoneo al luogo distallazione.
Accessori per quadri elettrici
Le lampade di segnalazione da incasso su quadro avranno le seguenti caratteristiche:
1. conformit alla Norma CEI 44-1;
2. tensione di esercizio massima di 230V;
3. gemma tonda, sfaccettata o quadrata;
4. diametro non inferiore a 20 mm;
5. ghiera cromata;
6. attacchi a vite;
7. poste in opera e collegate.
Gli strumenti di misura indicatore da incasso su quadri avranno le seguenti caratteristiche:
1. conformit alla Norma CEI 13-6;
2. inserzione diretta o con trasformatore di misura escluso dal prezzo;
3. scala di tipo intercambiabile, a 90 o a 240;
4. quadrato di 96 mm di lato;
5. classe di precisione 1,5;
6. posti in opera e collegati
I trasformatori di corrente a cavo o barra passanti saranno conformi alle Norme CEI 38-1 in opera
collegati.
Sottoquadri bordo macchina
I sottoquadri bordo macchina dei gruppi di pompaggio delle vasche, dellilluminazione subacquea e delle
pompe per aspirazione acque reflue vengono forniti a corredo delle relative macchine, completi di tutte le
apparecchiature di protezione, comando e controllo necessarie, nonch del sistema di rifasamento locale
adeguato al carico.
In particolare ogni quadretto sar corredato di dispositivo di protezione magnetotermico omnipolare
coordinato con lassorbimento elettrico della/e macchina/e. Dal quadretto medesimo sar possibile
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azionare manualmente la/e macchina/e e verificarne il corretto funzionamento attraverso opportune


segnalazioni visive.
Assieme ai quadri dei gruppi di pompaggio la medesima azienda fornir e metter in opera un apposito
quadretto per il comando remoto dei gruppi stessi.
Ogni quadro bordo macchina sar idoneo allambiente di installazione.

ART. E-17 - INTERRUTTORI MAGNETOTERMICI E DIFFERENZIALI


Gli interruttori scatolati magnetotermici avranno le seguenti caratteristiche:
1. struttura scatolata in materiale isolante ad elevata resistenza meccanica ed elettrica, a bassa
igroscopicit ed indeformabile alle sollecitazioni termiche
2. grado di protezione minimo IP20
3. conformit alla Norma CEI 17-5
4. attitudine al sezionamento
5. segnalazione frontale della maniglia dello stato funzionale dellinterruttore e della reale posizione dei
contatti
6. idoneit al montaggio su quadri di distribuzione primaria, secondari e finale (quadretti predisposti di
guida DIN)
7. sganciatore magnetotermico con taratura regolabile secondo quanto indicato a progetto
8. tensione nominale di impiego: 690V multipolare; 50 Hz
9. potere di cortocircuito estremo (con caratteristica di limitazione della corrente) non inferiore a 16 kA
10. pulsante di prova per la verifica meccanica del funzionamento dello sganciatore
11. in opera su quadro elettrico, compresi i collegamenti, oppure in cassetta
Gli interruttori modulari in aria automatici magnetici o magnetotermici avranno le seguenti caratteristiche:
1. esecuzione scatolata con modulo di 17,5 mm. per ogni polo attivo
2. conforme alla Norma CEI 23-3
3. manovra manuale indipendente con levetta frontale e segnalazione di aperto e chiuso
4. adatti per montaggio a scatto su guida profilata, compresa nel prezzo
5. sganciatore magnetotermico o solo magnetico con taratura fissa
6. tensione nominale di impiego: 230 V unipolare, 400V multipolare; 50 Hz
7. potere di cortocircuito (con caratteristica di limitazione della corrente) non inferiore a 4.500A e cosfi =
0,7
8. caratteristica di intervento tipo B, tipo C o tipo D
9. in opera su quadro elettrico, compresi i collegamenti, oppure in cassetta
10. completi di calotta sigillabile di materiale isolante.
La protezione differenziale integrata degli interruttori automatici magnetotermici scatolati avr le seguenti
caratteristiche:
1. struttura scatolata in materiale isolante ad elevata resistenza meccanica ed elettrica, a bassa
igroscopicit ed indeformabile alle sollecitazioni termiche
2. grado di protezione minimo IP20
3. conformit alla Norma CEI 17-5
4. segnalazione frontale della maniglia dello stato funzionale dellinterruttore e della reale posizione dei
contatti
5. idoneit al montaggio su quadri di distribuzione primaria, secondari e finale (quadretti predisposti di
guida DIN)
6. corrente nominale adeguata a quella nominale dellinterruttore scatolato affiancato
7. corrente nominale differenziale regolabile da 0,03 a 3A
8. tempo di intervento regolabile a 0 a 3 s
9. tensione nominale di impiego: 440V multipolare; 50 Hz
10. pulsante di test per la verifica periodica del corretto funzionamento del dispositivo, mediante
simulazione di un guasto differenziale
11. pulsante di riarmo
12. in opera su quadro elettrico, compresi i collegamenti, oppure in cassetta
Gli interruttori differenziali avranno le seguenti caratteristiche:
1. conformi norme CEI 23-18
2. tensione di esercizio 400V, 50 Hz
3. involucro di materia isolante
4. levetta frontale di manovra
5. tasto di prova senza dispositivo di esclusione
6. adatto per montaggio a scatto su guida profilata
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7. in opera su quadro elettrico, compresa la quota parte dei collegamenti oppure in cassetta
Gli interruttori modulari differenziali magnetotermici avranno le seguenti caratteristiche:
1. conformi a norme CEI 23-3 e 23-18
2. tensione di esercizio 400V, 50 Hz
3. involucro di materiale isolante con modulo di 17,5 mm. per ogni polo attivo
4. manovra indipendente con levette frontali, una delle quali per il riarmo del dispositivo differenziale e per
la segnalazione di intervento su guasto a terra
5. tasto di prova senza dispositivo di esclusione
6. sganciatore magnetotermico con taratura fissa su ogni polo
7. potere dinterruzione non inferiore a 4.500A e cosfi = 0,7 a 400V
8. adatto per montaggio su guida profilata
9. in opera su quadro elettrico, compresa la quota parte dei collegamenti, o in cassetta.

ART. E-18 - INTERRUTTORI DI MANOVRA


Gli interruttori di manovra modulari avranno le seguenti caratteristiche:
1. conformi norme CEI 17-11
2. tensione nominale dimpiego fino a 690V, 50 Hz
3. attitudine al sezionamento
4. comando con leva frontale a manovra indipendente
5. sezionamento visualizzato
6. adatto per montaggio su guida DIN (modulare)
7. schermo di protezione dei morsetti di entrata contro i contatti accidentali
8. in opera compresi i collegamenti elettrici, nelle portate indicate, riferite alle categorie dimpiego AC-3 ed
AC-23 alla tensione di 400V.
Gli interruttori di manovra in scatola isolante avranno le seguenti caratteristiche:
1. conformit alla Norma CEI 17-11
2. tensione nominale dimpiego fino a 500V, 50 Hz
3. attitudine al sezionamento
4. comando con leva frontale a manovra indipendente
5. dispositivo standard per il blocco della manovra rotativa (tramite lucchetti), con interruttore in posizione
"aperto"
6. mostrina frontale con indicazione di aperto e chiuso
7. adatto per montaggio su fondo quadro elettrico od in cassetta
8. schermo di protezione dei morsetti di entrata contro i contatti accidentali
9. in opera compresi i collegamenti elettrici, nelle portate indicate, riferite alle categorie dimpiego AC-3 ed
AC-23 alla tensione di 400V.

ART. E-19 - FUSIBILI


I fusibili cilindrici per uso generale avranno le seguenti caratteristiche:
1. conforme alla Norma CEI 32-1 e 32-5
2. potere dinterruzione 20 KA
3. tensione di esercizio 400V, 50 Hz
4. limitatore di corrente
5. segnalatore di fusione
6. montato su base portafusibile di materiale isolante che consente laccesso al fusibile, per ricambio,
senza possibilit di contatto con parti attive
7. in opera su quadro elettrico, compresa la quota parte dei collegamenti, oppure in cassetta; per tutte le
correnti nominali fino a 32A.

ART. E-20 - TRASFORMATORI DI SICUREZZA


I trasformatori monofase di sicurezza avranno le seguenti caratteristiche:
1. tensione primaria a scelta fra 230 e 400V
2. tensione secondaria a scelta fra 24, 48, 110 e 230V
3. idoneo per azionamento di bobina di contatori
4. con protezione dei terminali attivi contro i contatti diretti accidentali.
5. in opera su quadro o in cassetta, collegato

ART. E-21 - DERIVAZIONI DI IMPIANTO


Le derivazioni da incasso per impianti di energia saranno eseguite con i seguenti materiali:
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1. tubo protettivo rigido di PVC conforme alla Norma CEI23-8 e tab. CEI-UNEL 37118P;
2. conduttori di rame di PVC conformi alla Norma CEI 20-37, tipo N07V-K nelle colorazioni CEI-UNEL
00722;
3. frutto (o frutti) componibili da incassare, con scatola rettangolare senza supporti metallici, telaio
isolante e mostrina a scelta, conformi alle Norme CEI 23-9 e 23-16.
Le derivazioni da incasso per impianti di segnalazione o di comunicazione saranno eseguite con i
seguenti materiali:
1. tubo protettivo rigido di PVC pesante conforme alla Norma CEI 23-8 e tab. CEI-UNEL 37118P;
2. conduttori di rame per segnalazione e diffusione sonora, rilevatori di fumo, conforme alla Norma CEI
20-36, tipo FG10M1;
3. conduttori di rame per telecomunicazioni conforme alla Norma CEI 46-5;
4. frutto (o frutti) componibili da incassare con scatola rettangolare senza supporti metallici, telaio isolante
e mostrine a scelta, dello stesso tipo usato negli impianti di energia;
5. prese o borchie telefoniche o citofoniche;
6. in opera incassata nel muro compresa la quota parte degli interi impianti di segnalazione e di
comunicazione, esclusi comunque alimentatori, centralini automatici e apparecchi citofonici e telefonici;
7. centralino ed altoparlanti per diffusione sonora;
8. rivelatori di fumo e centralino di controllo;
Le derivazioni in esecuzione speciale per impianti di energia di tipo industriale saranno eseguite in vista o
parzialmente incassate, per alimentare apparecchi utilizzatori di tensione fino a 400V:
1. adatte per installazione in luoghi a maggior rischio in caso di incendio secondo la Norma CEI 64-8;
2. grado di protezione IP40 o IP55 secondo quanto in progetto o a scelta della D.L.;
3. con interruttore di manovra (nei casi specificati) conforme alla Norma CEI17-11, in cassetta da parete,
tensione di esercizio 500 V, 50 Hz, installato presso lutilizzatore;
4. con presa e spina (nei casi specificati) di forma circolare, conforme alla Norma CEI 23-12, provvista di
interruttore con blocco contro laccesso ai fusibili e contro linserzione e la disinserzione della spina sotto
tensione;
5. in opera compresa la quota parte degli interi impianti di energia e di messa a terra, a partire dai
contatori elettrici, incluso quindi il sezionatore allesterno del luogo pericoloso (quando prescritto), eseguiti
come descritti nel capitolo speciale dappalto, esclusi solamente i quadri di distribuzione e gli apparecchi
utilizzatori.

ART. E-22 - TUBAZIONI ELETTRICHE, CANALI E CASSETTE


Dimensionamento e Stipamento Tubi
I cavi, posati entro tubi PVC, risulteranno sempre sfilabili e reinfilabili; il diametro interno dei tubi sar
comunque superiore almeno del 30% rispetto al cerchio circoscritto al fascio di cavi contenuti, con
diametro minimo di 16 mm.
Per la posa a vista le tubazioni saranno fissate con collari a serraggio in Nylon e viti trattate contro la
corrosione; i fissaggi saranno posti a distanze tali da evitare deformazioni delle tubazioni ed in ogni caso
prima e dopo ogni curva e comunque mai ad intervallo superiore a 0,8 m.
Tubazioni in PVC flessibile saranno impiegate esclusivamente su percorsi sotto traccia oppure in
controsoffitto; costruite in PVC autoestinguente, avranno resistenza allo schiacciamento non inferiore a
750 N e diametro minimo di 16 mm ed essere conformi alla Norma CEI 23-14.
Non saranno eseguiti percorsi superiori a 20 metri senza linterposizione di cassette rompitratta e
similmente saranno interposte cassette sui tratti curvi per un massimo di 180.
Tutte le tubazioni in materiale termoplastico dovranno superare la prova al filo incandescente ad 850C.
Cavidotti (o Tubi Protettivi)
I cavidotti circolari autoestinguenti di materiale isolante sono realizzati a base di cloruro di polivinile
(PVC).
Essi risponderanno alle caratteristiche minime riportate nella seguente tabella.
Componente Rispondenza Resistenza a Resistenza
normativa compressione agli urti
(grado IK)

Temperatura di
applicazione

Propriet elettriche

permanente istallazione Resistenza di


isolamento

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Gradi IP

Glow
Wire
Test

Rigidit
dielettrica

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Tubo rigido
medio

CEI 23-39
CEI 23-54
CEI 23-55
EN 50086-1
EN 50086-2-1
EN 50086-2-2

Tubo
pieghevole
medio
Pressacavi

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750 N

2J

-5C

+60C

-25C

+60C

Raccordi tubocassetta

> 100 Mohm


a 500 V
(per 1 min)

2000 V
I tubi
850C
a 50 Hz assumono il
(per 15 min) grado di
protezione
dei raccordi
utilizzati
850C

IP66

Passacavi

IP55

Raccordi per
canaline

IP 40

Accessori (es.
curve,
manicotti)

750C

IP44 e IP66

-5C

+60C

850C

960C

I cavidotti da interrare saranno a base di polietilene ad alta densit, di tipo flessibile, a doppia parete,
corrugati allesterno e lisci allinterno, con resistenza allo schiacciamento superiore a 450 Newton su 5cm
(max 5%), con resistenza agli urti pari a 5kg a -5C (altezza variabile da 30 a 57 cm a seconda del
diametro).
La fornitura in opera a parete od in scavo predisposto (escluso dal prezzo), compreso le eventuali curve
ed il sigillamento delle giunzioni a bicchiere, in diametri diversi. La tubazione interrata sar posta su letto
di sabbia costipata con altezza minima 10cm e ricoperto con sabbia del medesimo tipo fino a 10cm sopra
la tubazione stessa; parallelamente ai cavidotti interrati, circa 30cm sopra, sar inoltre posato un nastro di
segnalazione.
Canali In Lamiera Zincata
Sistema di canalizzazione portacavi, rispondente alle norme CEI 23-31 e marchio IMQ, in acciaio zincato
sendzimir o in acciaio zincato e verniciato con resine epossipoliesteri non combustibili colore blu elettrico
o grigio RAL 7035 con spessore 0,8-1-1,2.
Il collegamento dei tratti rettilinei dovr avere un sistema di giunzione ad incastro tipo maschio-femmina.
Gli elementi rettilinei potranno essere chiusi o asolati con asole 25x7 mm.
Il sistema dovr essere completo di coperchi rettilinei e accessori quali curve piane, salite, discese e
accessori vari e lassemblaggio dei vari componenti sar realizzato tramite viti (con quadro sottotesta) ,
dadi e rondelle.
Gradi di protezione IP00 IP20 IP40 IP44.
I canali di robusta lamiera zincata saranno verniciati a forno su trattamento anticorrosivo, sezione a C
adatti a contenere cavi elettrici e per sostenere apparecchi illuminanti, inoltre comprensivi di:
supporti interni per trattenere i cavi;
pezzi speciali di giunzione, incrocio, angolo;
terminali di chiusura delle testate;
profilati per la copertura dellapertura longitudinale;
tasselli o ganci meccanici per fissaggio a soffitto;
funicelle di acciaio zincato per fissaggio a sospensione.
Il tutto in opera perfettamente allineato.
Canalette In PVC Rigido Autoestinguente
Le canalette in PVC rigido autoestinguente avranno sezione rettangolare e coperchio a scatto, grado di
protezione IP40; saranno munite di scomparti per la separazione dei circuiti elettrici da quelli telefonici o
rete dati. Avranno inoltre superato la prova di resistenza a filo incandescente a 850C. In opera sara nno
fissate direttamente a parete o soffitto con tasselli meccanici, complete di pezzi speciali per angoli,
giunzioni, derivazioni e chiusure terminali, perfettamente allineate.
Cassette da derivazione
Le cassette da derivazione da incasso in materiale plastico saranno costruite con materiale isolante
nervato, con feritoie pretranciate per lingresso dei tubi, listello profilato per morsetti componibili, guide
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fisse per separatori; provviste di coperchio particolarmente robusto, fissato con viti imperdibili. Avranno
superato la prova di resistenza al filo incandescente ad 850 C.
Le cassette di derivazione stagne per posa a vista saranno costruite in materiale plastico isolante,
caratteristiche di doppio isolamento secondo EN60439-1, dotate di passacavi (termocompressione con
biglia 70C e filo incandescente 960C) oppure con pareti lisce (termocompressione con biglia 120C e
filo incandescente 650C). Gradi di protezione IP44 , IP55 o IP56.
I tasselli meccanici ad espansione saranno di acciaio zincato od altro metallo trattato contro la corrosione,
con filettatura interna od esterna, bullone o dado. In opera compresa foratura a trapano su qualsiasi tipo
di materiale. I tasselli ad espansione saranno di nylon con vite cromata, qualunque diametro e lunghezza,
in opera compresa la foratura a trapano su qualsiasi tipo di materiale.
Gli ancoraggi delle tubazioni alle strutture portanti sono realizzati mediante profili a barra continua con
piedini e staffe annegate nel cemento o fissate mediante tasselli meccanici. Per le tubazioni zincate il
pattino di scorrimento montato su un apposito bracciale applicato alla tubazione e chiuso mediante
bulloni laterali. Qualora per il fissaggio delle tubazioni sutilizzino supporti a bracciale, questi saranno
muniti, nella parte interna, di collare di rivestimento in gomma dello spessore minimo di 8 mm. Le guide
ed i supporti sono realizzati in modo da permettere un accurato allineamento dei tubi, da controllare le
distanze e da evitare piegamenti, oscillazioni e sforzi indotti. I supporti sono previsti dove necessario e
comunque ove pi avanti indicato. La spaziatura massima tra due mensole di sostegno sar:
per diametro esterno tubazione fino a 40mm: 2,0 m
per diametro esterno tubazione da 40 a 100mm: 2,5 m
per diametro esterno tubazione oltre 100mm: 3,0 m
Nelle zone sismiche si devono adottare sostegni antisismici in grado di vincolare la tubazione e tutte le
apparecchiature. per le staffature sismiche utilizzare fissaggi minimo M12. La D.L. stabilir eventuali
condizioni particolari di staffatura.
In presenza di fasci di tubi con diametri tra loro diversi, si adotta la spaziatura relativa al tubo di maggiore
diametro, mentre la sezione della mensola sar tale da sostenere il peso di tutte le tubazioni. I supporti
sono comunque previsti a non pi di 50 cm da ogni cambio di direzione e a non pi di 1,5 m dalle
apparecchiature collegate alla tubazione stessa. Le dilatazioni dei tubi per effetto della temperatura sono
assorbite, ove possibile, dalle curve e dal percorso dei tubi stessi; i supporti ed i punti fissi saranno
previsti in questo senso. Tutte le tubazioni devono portare dei segni di identificazione sia per la direzione
del flusso, sia per il tipo di servizio. Sono utilizzate a questo scopo targhette, nastri, colori e frecce. La
spaziatura tra i segni di identificazione sulle tubazioni, non sar superiore ai 10 m. Per le tubazioni isolate
i segni di identificazione vanno posti sopra l'isolamento.

ART. E-23 - CONDUTTORI ISOLATI


Sezione Minima Dei Conduttori (Cei 543.1)
I conduttori nei circuiti di potenza saranno in rame e avranno una sezione minima di 1,5 mm, mentre per
i circuiti di comando e segnalazione ammessa la sezione minima di 0,5 mm (per tensioni < 50 V).
La sezione del conduttore di neutro non sar inferiore ai seguenti limiti:
sistema monofase stessa sezione della fase per qualunque sezione;
sistema trifase

stessa sezione della fase fino a 16 mm


16 mm per sezioni di fase fino a 35 mm

non meno di della sezione di fase se questultima supera


i 35 mm.
In ogni caso la sezione del conduttore di protezione non sar inferiore a 2,5 mm se prevista una
protezione meccanica, e 4 mm se tale protezione invece prevista.
Colori distintivi dei conduttori (CEI 64-8 e CEI 16-4)
I cavi unipolari e multipolari sono realizzati in rame con guaine ed isolanti di diversa colorazione. Le
Norme specificano che:
- il bicolore giallo verde identifica univocamente il conduttore di protezione;
- il colore blu chiaro identifica il conduttore di neutro.
opportuno precisare che:
- il bicolore giallo-verde sar riservato ai conduttori di protezione (ivi compresi i conduttori equipotenziali e
di terra) e le pratiche di nastrare un conduttore giallo-verde per segnalarne un diverso uso sono vietate
perch pericolose;
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- il colore blu chiaro identifica il neutro, ma nei cavi multipolari ove non previsto lutilizzo del neutro
ammesso, ma sconsigliato, luso del blu come conduttore di fase.
Densit di corrente.
La massima densit di corrente nei conduttori non deve superare i valori riportati dalle tabelle CEI
UNEL e si devono rigorosamente rispettare le prescrizioni di cui alla Norma CEI 64-8, sezione 523.
Resistenza D'isolamento
La resistenza d'isolamento tra i conduttori e tra essi e la terra avr i seguenti valori minimi:
- sistemi con tensione nominale > 50V = 500 kOhm;
- sistemi con tensione nominale < 50V = 250 kOhm.
Comunque la coesistenza tra sistemi a diversa tensione ammessa solamente per i percorsi entro tubo;
nelle scatole di derivazione non sono ammesse promiscuit.
Cavi Utilizzati
In linea generale, i cavi utilizzati nellopera sono dei seguenti tipi:
- cavi con conduttori rigidi (a una o pi anime);
- cavi con conduttori flessibili ( per posa fissa, per posa mobile, flessibilissimi);
- cavi senza guaina, con guaina, schermo e/o armatura e guaina.
In particolare i cavi utilizzati sono i seguenti.
tipo FG7(O)M1
Cavi unipolari e multipolari per energia, a ridottissima emissione di fumi e gas tossici (CEI 20-38). Idonei
in ambienti a rischio dincendio ove sia fondamentale garantire la salvaguardia delle persone e
preservare gli impianti e le apparecchiature dallattacco dei corrosivi (esempi: scuole, ospedali, alberghi,
supermercati, metropolitane, ecc.).
Conduttore a corda flessibile di rame ricotto stagnato con isolamento elastometrico reticolato di qualit
G10 e guaina termoplastica speciale M1 di colore nero.
Caratteristiche: tensione desercizio: 0,6/1 kV; temperatura di funzionamento: 90C; temperatura di
cortocircuito: 250 C; senza piombo; flessibile; ri spondenza alle norme CEI 20-22 III (non propagante
lincendio), 20-35 (non propagante la fiamma), 20-37 I e 20-38 (assenza di gas corrosivi in caso di
incendio) e 20-37 II, 23-37 III e 20-38 (ridottissima emissione di gas tossici e fumi opachi in caso di
incendio).
Condizioni di posa: temperatura minima di posa: 0C ; adatti per posa fissa su muratura e su strutture
metalliche sia allinterno che allesterno, in ambienti anche bagnati; ammesse la posa in aria libera, su
passerelle, in tubazioni, canalette, sistemi similari o interrata anche se non protetta.
tipo N07G9-K
Cavi unipolari e multipolari per energia, a ridottissima emissione di fumi e gas tossici (CEI 20-38). Idonei
Adatti in ambienti dove fondamentale la salvaguardia delle persone: scuole, uffici, teatri, metropolitane,
ospedali, luoghi di culto, centri commerciali e luoghi di pubblico spettacolo e intrattenimento.
Per installazione entro tubazioni in vista o incassate o sistemi chiusi similari.
Per installazione fissa e protetta entro apparecchi di illuminazione o apparecchiature di interruzione e di
comando. Quando linstallazione protetta allinterno di apparecchiature di interruzione o di comando
questi cavi sono ammessi per tensioni fino a 1000 V in c.a. o 750 V in c.c. in rapporto alla terra.
La sezione di 1 mm2 prevista solo per circuiti elettrici di ascensori e montacarichi o per collegamento
interno di quadri elettrici per segnalamento e comando.
Non adatti per posa allesterno.
Caratteristiche: buona scorrevolezza nelle tubazioni, buona resistenza alle abrasioni, ottima spellabilit.
Condizioni di posa: temperatura minima di posa: -15C, raggio minimo di curvatura consigliato: 4 volte il
diametro del cavo, massimo sforzo di trazione consigliato: 50 N/mm2 di sezione del rame.
tipo FG7(O)R
Cavi unipolari e multipolari per energia e segnalamento. Idonei per alimentazione di impianti di bassa
tensione e trasporto di comandi e/o segnali in ambienti civile, terziario e industriale.
Conduttore a corda flessibile di rame ricotto con isolamento in gomma HEPR ad alto modulo e guaina in
PVC di qualit RZ di colore grigio chiaro.
Caratteristiche: tensione desercizio: 0,6/1 kV; temperatura di funzionamento massima: 90C;
temperatura di cortocircuito massima: 250C fino a 240mmq e 220C oltre 240mmq; flessibile;
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rispondenza alle norme CEI 20-22 II (non propagante lincendio), 20-35 (non propagante la fiamma), 2037 I (contenuta emissione di gas corrosivi in caso di incendio); mescola isolante con elevate
caratteristiche elettriche, meccaniche e termiche.
Condizioni di posa: temperatura minima di posa: 0C ; adatti per posa fissa su muratura e su strutture
metalliche sia allinterno che allesterno, in ambienti anche bagnati; ammesse la posa in aria libera, su
passerelle, in tubazioni, canalette, sistemi similari o interrata anche se non protetta.
tipo N07V-K
Cavi unipolari, idonei per installazione entro tubazione in vista o incassate, o sistemi chiusi similari. Adatti
per installazione fissa e protetta su o entro apparecchi dilluminazione, allinterno di apparecchi e
apparecchiature dinterruzione e di comando, per tensioni sino a 1000V in corrente alternata e sino a 750
V verso terra in corrente continua. Adatti per pose in locali con basso affollamento e in quelli
normalmente non utilizzati (es. depositi).
Conduttore a corda flessibile di rame rosso ricotto con isolamento in PVC di qualit R2.
Caratteristiche: tensione desercizio: 450/750 V; temperatura di funzionamento: 70C; temperatura di
cortocircuito: 160 C; senza piombo; flessibile; ri spondenza alle norme CEI 20-22 II (non propagante
lincendio) e 20-35 (non propagante la fiamma).
Condizioni di posa: temperatura minima di posa: 5C ; cablaggio in aria libera, in tubo o canaletta daria,
entro quadri elettrici.

ART. E-24 - MORSETTI, FRUTTI, PRESE ED INTERRUTTORI DI COMANDO


I MORSETTI unipolari componibili di derivazione avranno le seguenti caratteristiche:
1. tensione nominale disolamento 500 V, 50 Hz
2. corpo in ottone nichelato o cadmiato
3. due viti con pattino di pressione sul conduttore
4. corpo di materiale isolante stampato
5. innesto a malta su guida profilata
6. porta cartellino e cartellino numerato
7. piastrina terminale.
Saranno posti in opera collegati, compresa la quota parte della guida.
I FRUTTI componibili saranno conformi alle Norme CEI 23-9 e 23-16 e comprensivi di quota parte di:
1. telaietto isolante da fissare con viti
2. scatola rettangolare da incasso senza parti metalliche
3. mostrina frontale in materiale plastico
4. avr una tensione fino a 250 V, 50 Hz
saranno posti in opera, collegati singoli od in combinazione.
Le CUSTODIE DA INCASSO per pareti in muratura e leggere per frutti componibili dovranno:
1. essere di robusto materiale isolante
2. aver superato la prova di resistenza al filo incandescente ad 850 C
3. presentare caratteristiche meccaniche tali da resistere alle sollecitazioni duso normale
4. essere adatte al fissaggio inamovibile dei frutti mediante viti od altri sistemi
5. essere adatte per almeno tre frutti
6. essere complete di telaio di supporto
saranno in opera fissate alla muratura con chiodi filettati e zincati, oppure incassate.
Le CUSTODIE DA PARETE per frutti componibili devono:
1. saranno in materiale isolante
2. aver superato la prova di resistenza al filo incandescente ad 850 C
3. avere grado di protezione minimo IP40, se non diversamente specificato
4. presentare caratteristiche meccaniche tali da resistere alle sollecitazioni duso normale
5. essere adatte per ospitare almeno tre frutti
6. telaio di supporto
saranno in opera fissate alla muratura con chiodi filettati e zincati.
Le PRESE a spina hanno forma e costituzione diverse, a seconda degli apparati elettrici mobili ad esse
collegati. Gli apparecchi di comando non automatico, quali interruttori e pulsanti sono impiegati per il
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comando dellimpianto di illuminazione installato nei vari locali. Entrambi sono contenuti in custodie
adeguate allambiente di installazione, ed hanno caratteristiche non inferiori a quelle indicate.
Prese FM per USO CIVILE per potenza oltre 1000W
a. corrente nominale 16A
b. tensione nominale 250 V c.a.
c. alveoli schermati
d. n. poli 2 + terra
e. contatto di terra centrale o laterale
f. resistenza di isolamento > 5Mohm a 500V
g. morsetti a piastrina con viti imperdibili per cavo sino a 4 mm
h. interblocco meccanico contro la estrazione sottocarico e/o interruttore magnetotermico di protezione e
sezionamento
i. (se richiesta anche con protezione differenziale)
j. placche e supporti in tecnopolimero
k. posa ad incasso entro scatola predisposta, a vista entro custodia con grado di protezione minimo IP44
l. marchio di conformit IMQ od equivalente
m. conforme alle norme CEI 23.5/23.16
n. poste in opera
Prese FM per USO INDUSTRIALE
a. corrente nominale 16/32A
b. tensione nominale 500 V c.a.
c. interruttore rotativo di sezionamento e comando
d. n. poli 2 + terra,3 + terra, 3 + neutro + terra
e. posizione del contatto di terra come da tabelle IEC
f. interblocco meccanico contro la estrazione sottocarico e la chiusura dellinterruttore con spina
disinserita
g. dispositivo di protezione interno con fusibili (se richiesta anche con protezione
magnetotermica/differenziale)
h. contenitore plastico autoestinguente di elevata robustezza con grado di protezione minimo IP55
i. marchio di conformit IMQ od equivalente
m. conforme alle norme CEI 23.12 IEC 309 CEE el17
n. poste in opera
INTERRUTTORI e PULSANTI per USO CIVILE
a. corrente nominale sino 16A
b. tensione nominale 250 V c.a.
c. resistenza di isolamento > 5Mohm a 500V
d. morsetti a piastrina con viti imperdibili per cavo sino a 4 mm
e. placche e supporti in tecnopolimero
f. posa ad incasso, a vista entro custodia con grado di protezione minimo IP44
g. marchio di conformit IMQ od equivalente
h. conforme alle norme CEI 23.9
m. poste in opera

ART. E-25 - APPARECCHI DI ILLUMINAZIONE


Tutti gli apparecchi di illuminazione sono identificati, sia per tipo, sia per potenza, negli elaborati grafici e
nellelenco prezzi. Si riassumono di seguito alcune indicazioni generali da rispettare per gli apparecchi di
illuminazione:
tutte le luci fluorescenti devono essere rifasate;
negli ambienti in cui si lavora prevalentemente a videoterminali le luci saranno fluorescenti ad ottica
dark, al fine di evitare abbagliamenti;
negli ambienti in cui si lavora saltuariamente le luci saranno fluorescenti ad ottica satinata rigata;
negli ambienti senza particolari esigenze di controllo luminoso potranno usarsi luci fluorescenti con
ottica verniciata (es. corridoi, uffici senza videoterminali, ecc.)
nei vani tecnici, negli spogliatoi, nei bagni, allesterno e negli ambienti umidi si utilizzeranno armatura
stagne;
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negli ambienti in cui le luci resteranno accese quasi permanentemente si utilizzeranno luci
fluorescenti con reattore elettronico;
per gli ingressi sono previsti corpi in stile a forma tubolare per montaggio a plafone con luci
fluorescenti compatte;
se sutilizzano apparecchi diversi da quelli previsti da progetto, sar responsabilit dellinstallatore
garantire un flusso luminoso pari o leggermente superiore a quello previsto da progetto e/o definito
nella norma EN 12464-1.
CORPO ILLUMINANTE FLUORESCENTE, AD ARMATURA STAGNA
Corpo in policarbonato estinguente, schermo anch'esso in policarbonato estinguente, riflettore
portacablaggio in acciaio zincato a caldo, portalampada in policarbonato, fusibile di protezione;
alimentazione 230V/50 Hz. Costruiti in conformit alle Norme EN60598 - CEI34-21; grado di protezione
secondo le Norme EN6098. Nel prezzo sono inclusi tutti gli accessori per la perfetta posa in opera: staffe,
viti canotti di collegamento. Cablaggio con reattore elettronico.
Tipo 3F FILIPPI modello 3F LINDA TRASPARENTE.
APPARECCHIO A PLAFONE
Corpo costituito da struttura modulare per interni IP20 in alluminio estruso ossidato argento opaco o
bianco, disponibile nelle versioni incasso, plafone e sospensione. I moduli elettrificati, completi di
alimentatore per tubi fluorescenti T5 e diffusori in policarbonato, sono disponibili in quattro dimensioni:
600mm, 900mm, 1200mm e 1500mm e alloggiano rispettivamente lampade G5 14W, 21W, 28W e 35W.
Sono cablati nella versione "tuttaluce", dove l'alimentatore posto all'interno del profilo e il diffusore in
policarbonato copre tutta la lunghezza del modulo elettrificato creando una linea continua di luce.
Tipo VIABIZZUNO modello C1 PLAFONE TUTTALUCE.
APPARECCHIO DA INCASSO
Corpo in lamiera di acciaio, riflettore in alluminio bianco opaco antiriflesso, diffusore con semisfera
sporgente in lamiera di acciaio microforata, con testate in policarbonato bianco infrangibile ed
autoestinguente V2 completo di lastra opale antiabbagliamento, corpo e riflettore verniciati a polvere
poliestere, colore bianco, stabilizzato ai raggi UV previo trattamento di fosfatazione, portalampada in
policarbonato bianco e contatti in bronzo fosforoso. Alimentazione 230V/50Hz, conforme alla Norma
EN60598 CEI 34-21, grado IP40IK07, secondo le EN60529, installabili su superfici infiammabili.
Tipo DISANO modello GABBIANO.
APPARECCHIO A PARETE PER INTERNI
Corpo a luce diretta e indiretta, in acciaio inox lucido, in metallo verniciato bianco o grigio o ottone
anticato. Alloggia lampade fluorescenti o alogene e, grazie alla sua versatilit, particolarmente adatta
all'illuminazione di ambienti pubblici e privati.
CORPO ILLUMINANTE FLUORESCENTE
Corpo per fissaggio A PLAFONE dotata di lampade fluorescenti e di un diffusore opale costituita da un
corpo in lamiera d'acciaio verniciato bianco, diffusore in metacrilato opale striato nella parte interna.
Tipo THORN modello "PRISMA" o similare.
CORPO ILLUMINANTE FLUORESCENTE
Apparecchio per lampade fluorescenti T5 49, 54 o 80W con versioni a due o tre o quattro lampade.
Ottiche e riflettori di prestazioni elevate dedicato allilluminazione di impianti sportivi. Montaggio a soffitto
o catenaria. Comprese staffe di montaggio che consentono linclinazione dellapparecchio fino a 50.
Approvato secondo la norma DIN 18032-3. Grado di protezione IP 23. possibilit di cablaggio passante o
con scatola di collegamento elettrico brevettata. Griglia di protezione saldata meccanicamente.
Accensioni separate per versione a tre o quattro lampade.
Tipo THORN Titus sport.
APPARECCHIO A PARETE PER INTERNO
corpo in tecnopolimero, diffusore in vetro, molle in acciaio, parabole in alluminio.
Tipo PRISMA modello DROP o similare.
Modalit di misura e di valutazione
La contabilizzazione verr effettuata a corpo illuminante come da Elenco Prezzi.
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ART. E-26 - ILLUMINAZIONE DI SICUREZZA E DI EMERGENZA


Modelli di riferimento
Linergy o equivalente.
Definizioni
Lilluminazione demergenza si divide in
illuminazione di riserva;
illuminazione di sicurezza.
La prima ha lo scopo di permettere la continuazione di unattivit al venire meno dellilluminazione
ordinaria, senza alcun riferimento alla sicurezza delle persone. La seconda si divide a sua volta in:
illuminazione di sicurezza vie di esodo - ha lo scopo di identificare le vie di esodo;
illuminazione di sicurezza antipanico - ha lo scopo di garantire lilluminamento minimo necessario a
raggiungere un luogo da cui identificare una via di esodo;
illuminazione di sicurezza arre con attivit ad alto rischio - ha lo scopo di garantire la sicurezza sui
luoghi di lavoro nei quali unimprovvisa mancanza di luce ordinaria renderebbe estremamente
pericolosa lattivit che si sta svolgendo, e consentire lazionamento i tute le sicurezze.
Nel presente progetto prevista lilluminazione di sicurezza vie di esodo e quella antipanico.
CARATTERISTICHE DELLE APPARECCHIATURE DILLUMINAZIONE
Fornitura e posa in opera di APPARECCHIO per illuminazione d'emergenza.
Caratteristiche:
Grado di protezione IP 40 o IP65;
Predisposto o al funzionamento permanente (S.A.) o a quello non permanente (S.E.) o entrambi;
Possibilit di "modo di riposo " (CEI EN 60598-2-22) e possibilit di inibirlo;
Alimentazione 230V, 50Hz;
Ricarica completa in 12 ore;
Autonomia minima di 3 ore;
Temperatura massima di esercizio batteria conforme alla Norma CEI EN 60598-2-22;
Corpo, diffusore e riflettore realizzati in materiale autoestinguente conforme alle Norme CEI EN
60598-1
Lampada montata secondo le modalit specificate nelle tavole grafiche, completa di tutti gli
accessori per la sua corretta installazione (es. scatola ad incasso, filo muro, ecc.).
Idoneo per controllo centralizzato.
CENTRALE DI SUPERVISIONE APPARECCHI D'EMERGENZA
Con la seguenti caratteristiche generali:
- Batteria NiCd per 4 ore di autonomia in mancanza di rete;
- Memoria storica non volatile degli eventi e dei test eseguiti sull'impianto;
- Scambio dati con lampade su bus dati a due fili con protocollo di sicurezza;
- Fino a 128 lampade gestibili con un'unica centrale su due linee bus;
- Configurazione dell'impianto mediante procedura automatica;
- Completa programmabilit delle modalit operative della centrale;
- Completa programmabilit degli orari e dei giorni di esecuzione dei test;
- Possibilit di connessione remota attraverso modem;
- Porta ethernet con protocollo TPC/IP per collegamento intranet/internet;
- Web server incorporato per la gestione dellimpianto attraverso internet;
- Alimentazione: 230 Vac;
- Temperatura massima di esercizio batteria secondo CEI EN 60598-2-22;
- Dotata di possibilit di indicizione lampade attraverso PC (programma di indicizione gi compreso nella
centrale).
E' obbligo dell'impresa fornirsi di PC e procedere all'indicizione delle lampade secondo nomi e specifiche
fornite dalla DL.
Tipo Linergy Spy System Mini o similari.
MODULO STAMPANTE
Da associare alla centrale di supervisione per stampa delle verifiche
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APPARECCHIO PER ILLUMINAZIONE DI EMERGENZA


Caratteristiche:
- grado di protezione IP come di seguito specificato;
- predisposto sia al funzionamento permanente (S.A.) sia a quello non permanente (S.E.);
- Alimentazione 230V, 50Hz;
- Ricarica completa in 12 ore;
- Autonomia come specificato in seguito;
- Temperatura massima di esercizio batteria conforme alla Norma CEI EN 60598-2-22;
- Corpo, diffusore e riflettore realizzati in materiale autoestinguente conforme alle Norme CEI EN 605981.
- Lampada montata secondo le modalit specificate nelle tavole grafiche, completa di tutti gli accessori
per la sua corretta installazione (es. scatola ad incasso, filo muro, ecc.); placca di finitura a scelta della
DL.
24W, IP40, funzionamento SE, flusso 700 lm certificata di autonomia 1 ora con ricarica 12h (tipo
spy system). Tipo LINERGY modello STEP o similari.
8W, IP65, funzionamento SE, flusso 254 lm certificata di autonomia 1 ora con ricarica 12h (tipo
spy system). Tipo LINERGY modello CRISTAL 65 o similari.
24W, IP65, funzionamento SE, flusso 700 lm certificata di autonomia 1 ora con ricarica 12h (tipo
spy system). Tipo LINERGY modello CRISTAL 65 o similari.
SEGNALAZIONE VIE DI FUGA
Caratteristiche:
- conforme EN 1838;
- installazione a parete, soffitto, incasso a bandiera o incasso;
- completa di tasto per impostare il livello di luminosit in presenza di rete
- grado di protezione IP40;
- alimentazione 230V;
- ricarica completa 12 ore;
- doppio isolamento.
Tipo Lynergy EVO o similari
Modalit di misura e di valutazione
I componenti dellimpianto illuminazione di sicurezza e di emergenza, sono valutati cadauno, come da
Elenco Prezzi, ed in base al tipo e alla potenza.

ART. E-27 - GRUPPO SOCCORRITORE


GRUPPO STATICO DI SOCCORSO IN CORRENTE ALTERNATA
INGRESSO
Potenza nominale 10000 VA
Tensione 230 Vac monofase o 400 Vac trifase + N Vac
Tolleranza di tensione 20%
Tolleranza di frequenza 40/72 Hz
Fattore di potenza 0,99
Corrente d`ingresso A
BY PASS
Tensione nominale 230 Vac
Tolleranza di tensione 15% (selezionabile da 5% a 25%)
Frequenza nominale 50/60 Hz
Tolleranza di frequenza 5% (selezionabile da 0,25% a 10%)
Corrente nominale A
Numero fasi 1
USCITA E USCITA INVERTER
Potenza nominale 10000 VA
Potenza attiva 8000 W
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Numero fasi 1
Fattore di cresta (Ipicco/Irms) 3 : 1
Forma d`onda Sinusoidale
Stabilit statica 1%
Stabilit dinamica 3% in 10 ms
Corrente di uscita 45 A
Frequenza 50/60 Hz selezionabile
Distorsione di tensione con carico distorcente 3%
Distorsione di tensione con carico lineare 1%
Sovraccarico 125% 150% 168% della corrente nominale per 10' / 1' / 5
BATTERIE
Tipo Al piombo ermetiche senza manutenzione
Tempo di ricarica 6 h
ALTRE CARATTERISTICHE
Colore Grigio scuro RAL 7016
Comandi remoti ESD e bypass
Comunicazione 2 RS232 + 2 slot per interfaccia SNMP + slot per scheda contatti puliti
Conformit di Sicurezza EN 62040-1
Conformit EMC EN 62040-2 Liv.A e direttive 73/23 EEC, 93/68 EEC, 89/336 EEC
Grado di protezione 3
Rendimento AC/AC >94%
Rendimento Line-Interactive/Smart Active >98%
Rumorosit <48 dBA a 1 m
Segnalazioni remote Contatti privi di tensione
Temperatura di funzionamento 0 40 C
Umidit relativa 95% senza condensa
OPZIONI
Armadi batteria per autonomie prolungate si
Ingresso EPO si
Kit parallelo (da ordinare con la macchina) si
Adattatore di rete per slot NetMan 102 plus si
Modulo trasformatore di isolamento si
Scheda di comunicazione JBUS/Modbus Multicom 302 si
Scheda duplicatore porta seriale Multicom 352 si
Scheda seriale RS232 e USB Multicom 362 si
Sinottico remoto a lcd si
Software di comunicazione versione FULL si
DATI
Peso 180 Kg
Dimensioni (h l p) 930x320x840 mm
Autonomia 24 min
Autonomia minima con batterie interne Fasi in ingresso 3/1
Fasi in uscita 1
Modello di riferimento : Marca RIELLO serie Multi Sentry MCM MSM.

ART. E-28 - SISTEMA DI RIVELAZIONE INCENDI


I sistemi fissi automatici di rivelazione dincendio hanno la funzione di rivelare e segnalare un incendio nel
minore tempo possibile. I sistemi fissi di segnalazione manuale permettono invece una segnalazione nel
caso lincendio sia rilevato dalluomo.
Scopo dei sistemi di favorire un tempestivo esodo delle persone, degli animali nonch lo sgombero dei
beni, attivare i piani di intervento e attivare i sistemi di protezione contro lincendio ed eventuali altre
misure di sicurezza.
I sistemi fissi automatici di rivelazione dincendio devono in ogni caso comprendere:
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- centrale di controllo e segnalazione;


- apparecchiatura di alimentazione;
- rivelatori automatici;
- punti di segnalazione manuale;
- dispositivi di allarme incendio;
- elementi di connessione.
Limpianto di rivelazione deve essere realizzato secondo i criteri espressi nella specifica Norma UNI
9795.
Tutte le apparecchiature in campo devono essere installate secondo le indicazioni generali della specifica
Norma UNI 9795 e secondo quanto riportato dal costruttore negli appositi manuali distruzioni che
accompagnano lapparecchiatura stessa.
CENTRALE DI CONTROLLO E SEGNALAZIONE
Centrale di Rivelazione Incendi ad 1 Loop - espandibile a 2 - per Rivelatori HOCHIKI protocollo ESP.
Centrale composta da:
- n.2 Tasti con funzioni programmabili;
- n.3 Rel di Uscita;
- 2 Uscite Suonerie
- 2 Interfacce RS232
- Porta USB;
- 8 Uscite O/C;
- Gruppo di Alimentazione da 2,5 A./ 24 Vdc.;
- Armadio Metallico dim.: 370x320x128 mm.;
- Batterie allocabili 2x 12 Ah/12V.;
- Certificazione VdS secondo EN54-2 ed EN54-4 (VdS No. G 208 145) EC Certificate: 0786-CPD-20670.;
- Batteria ricaricabile al piombo 12V - 12 Ah.
COMBINATORE GSM
Combinatore telefonico DCT22-Evolution-Fire, trasmissione vocale e digitale, display LCD 8 caratteri, 4
canali programmabili, ritardo di attivazione programmabile per ogni singolo canale, 40 secondi di
messaggi registrati in sintesi vocale, 2 attivazioni remote, memoria non volatile, invio digitale dello stato
dell'impianto on/off, tamper antimanomissione, filtro di protezione sovratensioni linea telefonica, codice
DMTF blocco chiamate, stato centrale per: attivazioni remote, allarmi avvenuti interrogabili a
distanza. Funzione "salto segreteria" , alloggiamento per 2 batterie 1,2 Ah-12V (escluse) dimensioni
176x166x57mm, alimentazione 24Vcc.
ALIMENTAZIONE
Il sistema di rivelazione deve essere dotato di unapparecchiatura di alimentazione costituita da due
sorgenti di alimentazione in conformit alla Norma UNI EN 54-4: ad esempio alimentazione primaria
derivata dalla rete di distribuzione pubblica e alimentazione di riserva costituita da una batteria di
accumulatori.
Lalimentazione primaria del sistema costituita dalla rete principale deve essere effettuata tramite una
linea esclusivamente riservata a tale scopo, dotata di propri organi di sezionamento, manovra e
protezione.
Lalimentazione di riserva deve essere in grado di assicurare il corretto funzionamento dellintero sistema
ininterrottamente per almeno 72 ore e, in ogni caso, il contemporaneo funzionamento dei segnalatori di
allarme per almeno 30 minuti.
RIVELATORI AUTOMATICI
I rivelatori devono essere conformi alle rispettive Norme UNI EN 54.
Nella scelta dei rivelatori devono essere prese in considerazione le condizioni ambientali, la
configurazione geometrica del locale ed eventuali funzioni particolari richieste al sistema.
La determinazione del numero di rivelatori necessari e della loro posizione deve essere effettuata in
funzione del tipo di rivelatori, dimensioni del locale, forma del soffitto, condizioni di aerazione e di
ventilazione del locale.
PUNTI DI SEGNALAZIONE MANUALE
I guasti e/o lesclusione dei rivelatori automatici non devono mettere fuori servizio quelli di segnalazione
manuale e viceversa.
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In ogni zona devono essere presenti almeno 2 punti di segnalazione allarme manuale, comunque in
numero sufficiente da poter essere raggiunti con un percorso inferiore a 40 metri. I punti di segnalazione
manuale, corredati di cartello con istruzioni per luso nelle immediate vicinanze, saranno installati ad un
altezza compresa tra 1 e 1,4 metri e saranno collocati preferibilmente lungo le vie di esodo.
DISPOSITIVI DI ALLARME INCENDIO
I dispositivi di allarme ausiliari devono essere costruiti con componenti di caratteristiche adeguate
allambiente in cui si trovano ad operare e le segnalazioni ottiche e/o acustiche devono essere
chiaramente riconoscibili.
I collegamenti della centrale di controllo e segnalazione con i dispositivi di allarme, targhe ottico
acustiche, campane, , se non sono eseguiti entro tubi sottotraccia o sottopavimento, devono essere
realizzati con cavi resistenti allincendio in conformit alla Norma CEI 20-36.
ELEMENTI DI CONNESSIONE
I cavi saranno di tipo schermato se connessi ad apparati sensibili ai disturbi elettromagnetici e la sezione
minima dei conduttori di alimentazione dei componenti deve essere 0,5mmq.
Le interconnessioni devono essere eseguite con cavi posati entro tubi sottotraccia o sottopavimento,
entro tubi posati a vista oppure con cavi dotati di guaina in vista ma protetti contro danneggiamenti
accidentali. Non sono ammesse linee volanti.
Le giunzioni e le derivazioni devono essere eseguite in apposita scatole.
I cavi, se posati insieme ad altri conduttori non facenti parte del medesimo sistema, devono essere
riconoscibili almeno in corrispondenza dei punti ispezionabili.
Devono essere adottate particolari protezioni nel caso in cui le interconnessioni si trovino in ambienti
umidi o in presenza di vapori o gas infiammabili o esplosivi.
Le linee di interconnessione, per quanto possibile, devono correre allinterno di ambienti sorvegliati da
sistemi di rivelazione di incendio. Esse devono comunque essere installate e protette in modo da ridurre
al minimo il loro danneggiamento in caso di incendio.
VERIFICA DEI SISTEMI
La verifica dellimpianto comprende:
laccertamento della rispondenza del sistema al progetto esecutivo;
il controllo che i componenti siano conformi alla Norma UNI EN 54 di riferimento;
il controllo che la posa in opera sia stata eseguita in conformit alla Norma UNI 9795;
lesecuzione di prove di funzionamento, di allarme incendio, di avaria e di segnalazione di fuori
servizio.
In particolare, nel corso della verifica si deve anche controllare la funzionalit della centrale di controllo e
segnalazione e delle alimentazioni.
A verifica effettuata deve essere rilasciata apposita dichiarazione.
Prevenzione inquinamento ambientale
Ai fini della salvaguardia ambientale, le apparecchiature dovranno:
presentare parti, come imballaggi od involucri, che siano facilmente smaltibili
impiegare imballaggi riciclabili
essere di facile manutenzione
essere smaltibili in maniera semplice e consentire un'agevole separazione dei differenti materiali
presentare dei contrassegni d'identificazione incisi sui vari materiali plastici (senza inchiostro)
Tutte le parti, incluse quelle in plastica, dovranno essere chiaramente marchiate in conformit alle norme
DIN 54840 / ISO / DIS 11469 o DIN 7728 / ISO 1043 per uno smaltimento al termine del loro ciclo di vita
nel rispetto delle norme ecologiche per la tutela dell'ambiente.
Elementi Di Campo
RIVELATORE DI FUMO ANALOGICO
Rivelatore di fumo fotoelettronico analogico indirizzato, Flat Response Tecnology, Indirizzamento
elettronico, camera ottica rimovibile, doppio Led di segnalazione, consumo 120 microA, basso profilo,
altezza 39 mm, diametro 100 mm. Protocollo ESP - CERTIFICATO EN 54-7.
Rivelatore completo di Base per rivelatori analogici serie ASX con doppio isolatore di corto circuito,
contatti ad innesto autopulenti, morsetto d'appoggio per schermo, altezza
13 mm, diametro 100 mm.
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arch. Maurizio Bordugo
arch. Anna Raffin

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RIVELATORE COMBINATO ANALOGICO


Rivelatore combinato termomassimale + termovelocimetrico analogico indirizzato, indirizzamento
elettronico, doppio Led di segnalazione, consumo 350 microA, basso profilo, altezza 41mm, diametro 100
mm. CERTIFICATO EN54-5.
Rivelatore completo di base Base per Rivelatori analogici serie ASX con doppio isolatore di corto circuito,
contatti ad innesto autopulenti, morsetto d'appoggio per schermo, altezza 13 mm, diametro 100 mm.
RILEVATORE LINEARE
Rivelatore Lineare di Fumo a Riflessione HOCHIKI, portata 30 mt., collegabile su linea 2 fili , completo di
riflettore e back box (MBOX), alimentazione 24Vdc, assorbimento 350 microA, dimensioni 152x122x80
mm. Sistema di puntamento montato su gruppo ottico.
CERTIFICATO BS 5839/parte 5 - EN54/parte12.
PULSANTE INCENDIO
Pulsante Incendio in MPO di Colore ROSSO indirizzabile tramite programmatore portatile (TCH-B100);
completo di doppio isolatore di linea; consumo 350 microA (max.) a riposo e 10 mA (max.) in allarme;
Completo di scatola posteriore (SR) e sistema ripristinabile di azionamento. Grado di protezione IP24.
Dimensioni Pulsante 89x93x27,5 mm. Dimensioni Pulsante completo di scatola posteriore 89x93x59,5
mm. Certificato EN54-11.
ALLARME INTERNO
Pannello Ottico/Acustico con buzzer, LED ad alta efficienza, basso assorbimento, suono pulsante,
potenza acustica 100 dB (A), alimentazione 12/24Vcc, consumo massimo 100mA, contenitore in
termoplastico autoestinguente, grado di protezione IP52 dimensioni 365x147x50mm.
Scritta ALLARME INCENDIO, in dotazione.
Certificato CPD secondo EN 54-3
Modalit di misura e di valutazione
Le apparecchiature per impianto di rivelazione incendi, sono valutate cadauna, come da Elenco Prezzi,
ed in base al tipo.

ART. E-29 IMPIANTO DI EVACUAZIONE AD ALTOPARLANTI


DIFFUSIONE SONORA
Unit centrale composta da:
- n.1 Booster serie Plena 240 W, doppio canale in ingresso con funzione di priorit, uscita con priorit
controllata, ingresso 100V per riamplificare segnale audio, uscite altoparlante 100V-70V-8 ohm,
alimentaz. back up 24Vcc, regolazione del volume , supervisione unit, monitor presenza tono pilota per
sorveglianza di linea. 2 unit rack.
- n. 1 Controller serie Plena Voice Alarm System per sistemi a 6 zone estendibili fino a 60 con booster
integrato da 240 W; riproduttore digitale di messaggi integrato (fino a 255), completa supervisione del
sistema e delle linee altoparlanti a 100V. Possono essere connesse fino a 8 basi microfoniche
LBB1956/00 con cavo cat.5 schermato intestato con connettori RJ-45. 12 contatti in ingresso per
chiamate di servizio o di emergenza, 4 contatti in uscita, porta USB. Modalit di funzionamento a 1 o 2
canali per la diffusione contemporanea di messaggi e musica di sottofondo. Staffe per montaggio a rack e
cavo USB inclusi. 3 U rack.
Conforme e certificato secondo la norma EN 60849 ed EN 54-16.
- n. 1 Postazione di chiamata base serie Plena Voice Alarm System per selezione di 6 zone (o gruppi di
zone) pi chiamata generale; ogni sistema supporta fino a 8 postazioni di chiamata, connessione con
cavo cat.5 (ftp) schermato con lunghezza massima complessiva del cablaggio di 1000m.
Completo di pannello di controllo posto Vigili del Fuoco serie Plena Voice Alarm , microfono d'emergenza
incluso, tasto chiamata zona generale. Montaggio a parete o rack. Staffe per montaggio a rack incluse. 3
U rack.
- n. 1 Set di 6 schedine di sorveglianza linea altoparlanti con diagnosi tramite tono pilota; necessitano
cavo bipolare di ritorno verso sistema. Utilizzabili solo in configurazione 2 canali. Confezione da 6 pz.
- n. 1 Caricabatterie 24V per PLENA VAS. Concepiti per i sistemi per la comunicazione al pubblico e per
l'emergenza, per garantire che le batterie di sistema siano sempre cariche. L'unit montabile a rack,
caricabatterie piombo-acido e fornisce contemporaneamente24 V o 48 V per i componenti di sistema che
utilizzano esclusivamente 24 V o 48 V. Questi caricabatterie sono interamente conformi e certificati
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secondo lo standardEN 54-4. I caricabatterie sono dispositivi intelligenti, di qualit superiore, controllati
tramite microprocessore.
- n. 1 Armadio rack 24 unit struttura autoportante e componibile realizzata con profili in Alluminio sp.
25/10, porta metallica, tetto e fondo in lamiera di acciaio sp. 15/10, retro e laterali in lamiera di acciaio sp.
10/10, profilato 19" in Aluzink sp. 20/10 ad angolo arrotondato con spessore 25/10 Tetto aerato e con
entrata cavi pre-tranciata, predisposto per poter ospitare 4 ventilatori Fondo con zoccolo integrato con
entrate cavi pre-tranciate e piedini di livellamento Porta trasparente realizzata con estrusi di Alluminio
spessore 20/10 che sostengono il vetro di sicurezza temperato in piano, spessore 4 mm (uni en/12150-12001), Serratura con chiave di sicurezza, montaggio reversibile, apertura 110 Porta metallica in lami era
pressopiegata spessore 15/10, porta metallica aerata, semiporte metalliche/aerate, tutte con serratura e
chiave di sicurezza Retro e Pareti laterali asportabili spessore 10/10, a montaggio rapido o a richiesta con
serratura e chiave di sicurezza. Profilato19" LXS realizzato in lamiera di acciaio Aluzink spessore 20/10,
utilizzabile sui 3 lati, con foratura 19" a passo elettronico, regolabile in profondit. Dimensioni Larghezza
600mm e 800mm ) - 1600mm (33HE)) Profondit 600mm e 800mm Struttura con tetto e fondo in Nero
Antracite Testurizzato RAL 7016, porte e pannelli in Grigio Chiaro RAL 7035. Il rack viene fornito
completo di tutti gli accessori per il montaggio ( barra di alimentazione a rack, supporti aggiuntivi ,
ventilazione se necessaria; morsettiera di riporto per le connessioni numerate degli amplificatori) il rack
viene collaudato in tutte le sue funzioni presso il Nostro laboratorio, verr allegato anche lo schema delle
relative connessioni.
- predisposto per ospitare un lettore DVD e Tuner serie Plena.
ALTOPARLANTI
Altoparlante a direttivit emisferica per sonorizzazione di ampie superfici, potenza 100W, 100V70V-8Ohm; diffusore a 3 vie, contiene 14 altoparlanti per garantire linearit timbrica
indipendentemente dalla posizione di ascolto, pu sonorizzare aree fino a 600 m2. SPL a
100W/1W ( 1kHz,1m): 109 dB/89 dB , angolo di apertura a 1kHz/4kHz: 170/170, range di
frequenza: 60Hz-17kHz. Alloggiamento per scheda di supervisione opzionale. Morsetto ceramico
con fusibile, EVAC. Conforme EN54-24.Completo di staffa per bloccare l'LS1-OC100E al soffitto.
Altoparlante modulare da incasso 6 W 100V-70V, cono 6" , elevata pressione acustica, colore
bianco con griglia circolare in metallo, potenza selezionabile 6-3-1,5-0,75W, SPL a 6W/1W
98dB/90dB, risposta in frequenza 80Hz-20kHz, necessita di accessorio di montaggio LC1-xxx in
funzione del tipo di installazione. Predisposizione per alloggiamento schede di sorveglianza linea
e rilevamento tono pilota. Foro di montaggio: 190mm. Morsetto ceramico con fusibile, EVAC.
Altoparlante a doppio cono da 6'', potenza selezionabile 10-5-2.5-1.25 W, in custodia metallica
montabile a profilo o a sbalzo ,ampio angolo di dispersione, protezione integrata, 102dB
SPLmax@1kHz / 94dB SPL1.1, banda passante 150Hz-20kHz, tensione nom. 100V, morsetto
ceramico con fusibile, morsetto ceramico con fusibile, EVAC. Ceritificato EN 54-24. Completo di
cuffia per protezione dal fuoco per le installazioni a controsoffitto.
Certificato EN54-24 quando installato con copertura antifiamma LC1-MFD.
VERIFICA ED ATTIVAZIONE IMPIANTO
Eseguito da personale tecnico qualificato comprendente:
- sopralluogo in cantiere per verifiche dei parametri acustici e misurazione campione. Definizione
posizionamento su planimetrie (cartacea) dei diffusori. Misurazioni finali e stesura relazione con i rilievi
effettuati ad impianto montato, verranno riportati i parametri di intellegibilit e altri parametri richiesti dalla
norma.
- fornitura degli schemi di collegamento, lay out di montaggio, istruzioni al personale per la posa delle
apparecchiature, compreso fornitura della documentazione tecnica e dei manuali d'uso.
La messa in funzione, eseguita in soluzione unica a fine lavori di installazione e collegamento,
comprende:
-cablaggio delle connessioni in centrale di schede e collegamenti di linee di rivelazione;
-programmazione dei comandi e degli asservimenti;
-configurazione modalit intervento allarmi;
-controllo e verifica del corretto funzionamento del materiale fornito;
Istruzioni al personale preposto sulle operazioni di gestione degli allarmi, delle attivazioni e gestione dei
guasti.

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ART. E-30 IMPIANTO DATI


RACK DATI

Cassetta rack 19" per fissaggio a parete da 600x600 mm di base, costituita da struttura in lamiera di
acciaio piegata e saldata, grado di protezione IP20, due montanti anteriori da 19", porta trasparente
reversibile dotata di maniglia e serratura a chiave, pannelli laterali smontabili senza utensili e facilmente
rimovibili tramite perni ad un quarto di giro, l'ingresso dei cavi deve essere facilmente realizzabile dalla
parte posteriore, dal basso o dall'alto attraverso appositi spazi passacavi, esecuzione e costruzione in
accordo alle CEI EN 50173, CEI EN 50174.
Costituito da:
- RIPIANO 19" FORATO ESTRAIBILE COMPRENSIVO DI GUIDA SUPPORTI;
-

PRESE RJ45 CAT. 6 FTP;

PRESA FTP.

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PARTE E - SEZIONE E4: COLLAUDI, VERIFICHE, PROVE E MISURE


ART. E-31 - COLLAUDI
Il collaudo comprende tre gruppi di diverse operazioni da eseguire in tempi distinti:
a) verifica qualitativa e quantitativa dei materiali e delle apparecchiature costituenti l'appalto;
b) prove preliminari di funzionamento;
c) prove e collaudo definitivo dell'impianto.
Le operazioni di cui al punto a) possono essere eseguite in tutto o in parte anche durante l'esecuzione
dei lavori in relazione alle specifiche contenute nel presente Capitolato e nell'Elenco Prezzi Unitari.
Le prove preliminari (punto b) devono essere eseguite alla consegna degli impianti, dopo che la Ditta
Appaltatrice ha fornito al Committente i disegni completi ed aggiornati di tutte le installazioni, nonch i
cataloghi illustrativi delle apparecchiature, accompagnati da un libretto con le istruzioni dettagliate per la
conduzione e manutenzione degli impianti. Ultimate le verifiche e le prove preliminari, steso il relativo
verbale nel quale sono esposti eventuali rilievi e prescrizioni della D.L.
Il collaudo definitivo dell'impianto (punto c) sesegue entro la prima stagione di funzionamento.
Per quanto riguarda i modi deffettuazione delle misure, si fa riferimento a quanto stabilito dalle norme
UNI - CEI sul collaudo degli impianti. Ultimato il collaudo definitivo, si procede alla corresponsione
all'Impresa, nei modi e nei termini di legge, del saldo risultante dalla relativa liquidazione. In ogni caso i
collaudi, anche se favorevoli, non esonerano l'Impresa dalle responsabilit sancite dal vigente Codice
Civile.
Salvo diversa esplicita indicazione di progetto, tutti i prezzi indicati o offerti comprendono gli oneri relativi
al compimento delle verifiche, misure, certificazioni, prove, redazione di verbali e produzione di
documenti, certificati, ecc indicati nel capitolato speciale o necessari per consegnare al committente una
copia completa ed originale di tutto ci che necessario per effettuare la manutenzione e la gestione di
quanto realizzato.
In particolare nel caso di collaudi che si possano o si debbano esperire dopo la conclusione dei lavori (ad
esempio collaudo ISPESL), i prezzi indicati includono i relativi oneri.

ART. E-32 - VERIFICHE E PROVE IN CORSO DOPERA DEGLI IMPIANTI


Durante il corso dei lavori, lAmministrazione appaltante si riserva di eseguire verifiche e prove preliminari
sugli impianti o parti di impianti, in modo da poter tempestivamente intervenire qualora non fossero
rispettate le condizioni del Capitolato speciale di appalto.
Le verifiche potranno consistere nellaccertamento della rispondenza dei materiali impiegati con quelli
stabiliti, nel controllo delle installazioni secondo le disposizioni convenute (posizioni, percorsi, ecc.),
nonch in prove parziali di isolamento e di funzionamento ed in tutto quello che pu essere utile allo
scopo sopra accennato.
Dei risultati delle verifiche e prove preliminari di cui sopra, si dovr compilare regolare verbale.

ART. E-33 - MISURE E PROVE ELETTRICHE


Sistema
a vista

Documento
Esame a vista dell'impianto: sistemi di protezione
contro i contatti indiretti e diretti, barriere ed
involucri protettivi e resistenti al fuoco a tempo
predeterminato, conduttori (sezione e assenza
sollecitazioni meccaniche), taratura dei dispositivi
di protezione, presenza dei dispositivi di
sezionamento e comando, identificazione dei
conduttori di neutro e di protezione, presenza di
schemi, di cartelli, ecc, identificazione dei circuiti,
degli interruttori, ecc, accessibilit ai componenti
per le operazioni di manutenzione.
Strumentale Continuit dei conduttori di protezione e di
collegamento a terra del nodo equipotenziale
Strumentale Resistenza di isolamento dell'impianto elettrico.

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Note
Effettuato con impianto elettrico fuori
tensione.
Verificare: conformit alle prescrizioni
di sicurezza (esame marchi, certificati,
ecc); corretta installazione in relazione
alla destinazione d'uso; integrit.

Utilizzare una sorgente di tensione


alternata o continua compresa tra 4 e
24 V in grado di erogare almeno 0,2 A
Misurata tra ogni conduttore attivo e la
terra e tra ciascun conduttore attivo.
La misura si deve eseguire in corrente
continua con un carico di 1 mA.
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Circuiti SELV e PELV, 250Vcc,


maggiore di 0,25MOhm
Circuiti fino e 500 V compresi, 250Vcc,
maggiore
di
0,5MOhm
Circuiti oltre 500VV, 250Vcc, maggiore
di 1 MOhm
Strumentale Resistenza di terra.
Strumentale Protezione per separazione dei sistemi PELV e
SELV
Strumentale Protezione mediante interruzione automatica
dell'alimentazione nei sistemi TT

misurata come per la misura di


resistenza di isolamento
Funzionamento dei dispositivi a
corrente differenziale;
controllo a vista della corrente
regolata.
Strumentale Protezione mediante interruzione automatica Funzionamento dei dispositivi a
dell'alimentazione nei sistemi TN
corrente differenziale;
impedenza dell'anello di guasto;
controllo a vista della corrente
regolata.
Strumentale Prove di funzionamento

ART. E-34 - DOCUMENTAZIONE FINALE DIMPIANTO


Redazione della documentazione finale di progetto. Compenso per gli oneri relativi a:
- il rilievo completo dell'impianto elettrico cos come realizzato, comprese tavole grafiche in numero
sufficiente da individuare tutti i percorsi delle canalizzazioni, le loro dimensioni, le scatole di derivazione, i
passaggi e quanto altro necessario per futuri interventi ed ampliamenti;
- gli schemi topografici degli impianti con il posizionamento delle varie apparecchiature con le
caratteristiche delle stesse;
- gli schemi elettrici unifilari di tutti i quadri elettrici realizzati o modificati con eventuali schemi funzionali
se necessari;
- schemi logico-funzionali degli impianti speciali come realizzati e con tutti i riferimenti necessari ad
individuare tutti i componenti degli impianti nonch il percorso di ciascun collegamento, qualsiasi ne sia la
natura (alimentazione, segnale, segnale bus, trasmissione dati, collegamento in campo di sensori,
rivelatori, attuatori, etc.);
- la certificazione dei quadri realizzati o modificati in conformit a quanto richiesto dalle Norme CEI 23-51
(eventuale marcatura CE, tipo di quadro, costruttore, grado di protezione, dichiarazione del costruttore,
relazione di conformit, etichette, etc.);
- tutta la documentazione integrativa richiesta in corso d'opera e ritenuta necessaria dalla direzione lavori
per la completa definizione degli impianti.
La dichiarazione di cui alla Legge n. 46 del 5 marzo 1990 dovr essere completa di tutti gli allegati
previsti dalla legge compresa la relazione con la tipologia dei materiali utilizzati che dovr essere fornita
in modalit non sintetica con la presentazione di una scheda per ogni componente utilizzato.
L'appaltatore dovr inoltre produrre manuale d'uso e di manutenzione dei quadri, delle apparecchiature,
dei componenti e degli impianti installati che conterr l'insieme delle informazioni atte a permettere
all'utente di conoscere le modalit di funzionamento delle apparecchiature e degli impianti, nonch tutti gli
elementi necessari per limitare quanto pi possibile i danni derivanti da un'utilizzazione impropria, per
consentire di eseguire tutte le operazioni atte alla conservazione che non richiedono conoscenze
specialistiche e per riconoscere tempestivamente fenomeni di deterioramento anomalo al fine di
sollecitare interventi specialistici.
Inoltre il manuale fornir in relazione alle diverse unit tecnologiche, alle caratteristiche dei materiali o dei
componenti interessati, le indicazioni necessarie per la corretta manutenzione nonch per il ricorso ai
centri di assistenza o di servizio.
Il manuale d'uso e manutenzione conterr le seguenti informazioni:
- la collocazione nell'intervento delle parti menzionate;
- la rappresentazione grafica; la descrizione delle modalit di uso corretto;
- la descrizione delle risorse necessarie per l'intervento manutentivo;
- il livello minimo delle prestazioni;
- le anomalie riscontrabili;
- le manutenzioni eseguibili direttamente dall'utente;
- le manutenzioni da eseguire a cura di responsabile specializzato.
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Al termine dei lavori il manuale d'uso e il manuale di manutenzione sono sottoposti, a cura del direttore
dei lavori, al controllo ed alla verifica di validit, con gli eventuali aggiornamenti resi necessari dai
problemi emersi durante l'esecuzione dei lavori.
La dichiarazione sulle verifiche effettuate dovr essere completa dei relativi rapporti scritti con indicazione
particolareggiata sulle misure effettuate, sulla documentazione utilizzata e sui risultati ottenuti.
Il tutto dovr essere consegnato su carta e su supporto elettronico in formato DOC per le relazioni
descrittive o comunque per dichiarazioni esclusi DWG o DXF per gli allegati grafici.
All'impresa esecutrice verranno forniti gli elaborati grafici di progetto su supporto elettronico.

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CAPITOLATO SPECIALE DAPPALTO - PARTE TECNICA


IMPIANTI MECCANICI

PARTE M
PRESCRIZIONI TECNICHE
IMPIANTI MECCANICI

Con il presente documento sintende precisare, sulla base delle specifiche tecniche, i contenuti
prestazionali tecnici degli elementi meccanici previsti nel progetto.
La presente parte di disciplinare si divide nelle seguenti sezioni:
- SEZIONE M1: prescrizioni generali per lesecuzione degli impianti, quali i vincoli generali nella scelta dei
componenti, le opere sottointese nella descrizione delle opere che limpresa tenuta a svolgere, ecc.
- SEZIONE M2: descrizione dei sistemi: riscaldamento, raffrescamento, ventilazione, adduzione idrica e
scarico, depurazione acque.
- SEZIONE M3: prescrizioni dei sistemi: riscaldamento, raffrescamento, ventilazione, adduzione idrica e
scarico, depurazione acque.
- SEZIONE M4: specifiche tecniche dei singoli materiali (generatore di calore, refrigeratori, ecc.) o di
insieme di essi (sanitari, impianto a pavimento, ecc.).
- SEZIONE M5: collaudi e verifiche.

OGGETTO DEI LAVORI


Gli impianti meccanici previsti in progetto comprendono:
sistemi di climatizzazione;
sistemi di adduzione idrica e scarico;
sistema di regolazione;
rete di adduzione del gas;
impianto di spegnimento incendi.

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SEZIONE M1: PRESCRIZIONI GENERALI


ART. M - 1 - OPERE COMPRESE NEI PREZZI DAPPALTO
Ogni impianto, ed in particolare ciascuna apparecchiatura che lo componga, presente nelle voci dofferta
prezzi o di elenco prezzi, sintende stimato come fornitura e posa in opera, se non diversamente ed
espressamente specificato (es. solo fornitura di ...; installazione di ...). Esso risulta essere:
- fornito solo quando si trova fisicamente allinterno del cantiere;
- posto in opera (o in modo equivalente unopera compiuta), quando tutti i componenti, principali ed
accessori, sono installati.
In aggiunta a quanto indicato nelle voci dofferta prezzi o di elenco prezzi, nel prezzo dell'appalto sono
comprese:
- tutte le attrezzature accessorie (raccordi, staffature, fissaggi, supporti, viti, dadi, materiale di consumo,
ecc.);
- tutti i mezzi necessari a dare lopera completa e finita a regola darte;
- tutte le opere e prestazioni descritte nel presente Capitolato, indicate negli elaborati grafici e negli altri
allegati progettuali;
- tutte le opere e prestazioni necessarie per la sicurezza, la corretta esecuzione ed il funzionamento
dell'oggetto dellappalto, sia dal punto di vista tecnico sia da quelli legale e amministrativo (in altre parole
sono compresi provvedimenti e opere prescritti da particolari disposizioni vigenti, emanate da una
qualche autorit competente, anche se non specificatamente richiamate nei patti contrattuali, oppure che
si rendano indispensabili per particolari ragioni contingenti di sicurezza o d'altra natura).

ART. M - 2 - QUALIT DELLIMPIANTO


Con qualit dellimpianto si intende la corretta rispondenza agli aspetti di seguito descritti di ciascun
elemento di un sistema e del sistema stesso
- FUNZIONALIT
la capacit di rispondere in tempi consoni alla domanda dellutenza (rispetto
della temperatura di progetto, ricambio daria costante, portata e pressione
derogazione dellacqua nei limiti prefissati, ecc.), erogando i servizi a termini di
legge e secondo le ulteriori indicazione del progetto definitivo volte a minimizzare i
costi di gestione.
- ROBUSTEZZA
la capacit dellimpianto a resistere ad eventuali sovraccarichi (urti, cortocircuiti,
sismi di debole intensit), senza che si vengano a creare danni se non localizzati.
- SICUREZZA
Ogni parte dimpianto non deve essere accessibile allutenza e, in generale, al
personale non autorizzato, a meno che essa non sia definita a tale scopo (es.
lavabi, WC, asciugacapelli, ecc.).
Le interferenze tra i diversi tipi di impianto, inoltre, non devono essere tali che il
guasto di uno metta fuori uso anche un altro non legato ad esso (ad es. ogni
tubazione convogliante fluidi deve essere posta ad adeguata distanza da quadri
elettrici e, pi in generale, da componenti di non idoneo grado di protezione IPxx).
In caso di sovraccarichi notevoli (es. terremoto di forte intensit), gli impianti
potranno subire deformazioni che ne comportino la parziale sostituzione (se non
addirittura totale, in caso di evento catastrofico), ma in ogni caso non dovranno
essere causa di danni arrecati alle persone.
Ai fini della manutenzione, infine, le distanze di ogni componente da altri
componenti e da pareti e soffitti devono essere tali da permetterne la loro piena
accessibilit.
- FLESSIBILIT
la possibilit di modificare od ampliare un determinato impianto senza che esso
comporti costi eccessivi per operazioni accessorie (spostamenti di altri impianti non
pertinenti, demolizioni eccessive, ecc.).
- MANUTENZIONE la possibilit dintervenire con semplicit e in tutta sicurezza nelle opere di
manutenzione ordinaria (sostituzione di valvole, ripristino isolamento, ecc.) e
straordinaria (sostituzione di filtri, caldaie, ecc.). Pi in dettaglio, loperatore che
deve svolgere la manutenzione su una parte dimpianto deve farlo:
- ponendo temporaneamente fuori uso solo limpianto in oggetto e quelli dipendenti
da esso, ma non necessariamente quelli a monte (es. la sostituzione della caldaia
mette necessariamente fuori uso gli impianti di riscaldamento e ventilazione, ma la

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sostituzione di una UTA non deve interrompere necessariamente lafflusso di


calore alle altri parti dellimpianto);
- senza dover obbligatoriamente smontare componenti non facenti parte
dellimpianto in manutenzione; ad es. la sostituzione di un filtro non deve
comportare lo smontaggio di canali dellaria per avere spazio sufficiente alla
movimentazione di esso;
- con tutta sicurezza, senza cio che il manutentore sia costretto a posizioni di
squilibrio e situazioni di pericolo di fulminazione, bruciature, escoriazioni e
quantaltro. In altre parole attorno ad ogni parte dimpianto dovr essere mantenuta
unarea adeguata in modo che il manutentore possa muoversi liberamente durante
le operazioni.

ART. M - 3 - VINCOLI SULLA REALIZZAZIONE DEGLI IMPIANTI


Gli impianti devono essere realizzati secondo:
- le normative vigenti, relative alle varie specie di lavori, ed a tutte le successive modificazioni ed
integrazioni che avessero a verificarsi durante il corso dell'appalto;
- le descrizioni, prescrizioni ed obblighi contenuti nel presente Capitolato;
- le informazioni contenute negli elaborati grafici di progetto allegati quali la dislocazione, le
caratteristiche funzionali e quelle costruttive;
- le indicazioni impartite dal fornitore delle varie apparecchiature, come specificato pi avanti;
- le prescrizioni date dai vari enti (Vigili del Fuoco, ISPESL, ASS, ecc.), anche se non espressamente
richiamate.

ART. M - 4 - VINCOLI SULLE APPARECCHIATURE E SUI MATERIALI


Un sistema funzionale, robusto, sicuro, flessibile e di semplice manutenzione si intende qualitativamente
rispondente agli intendimenti del progetto definitivo
Nella posa, in ogni caso, dovranno essere seguite tutte le indicazioni impartite dal fornitore delle rispettive
apparecchiature e del progetto.
Pi in generale, si dovranno osservare tutte le indicazioni fornite dal produttore, al fine di assicurare il
perfetto funzionamento degli impianti, unadeguata sicurezza ed una facile manutenzione.
Tutti i materiali dovranno possedere le certificazioni relative alla resistenza in uso, sia singola, sia
contemporanea (ad es.: per una valvola certificata PN16 e per temperatura massima 120C dovr essere
specificato anche se queste caratteristiche sono rispettate contemporaneamente).
Si precisa inoltre che tutti i materiali e le apparecchiature oggetto delle forniture relative ai lavori del
presente appalto, in conformit alla normativa vigente, dovranno essere dotati di certificazioni che ne
attestano la rispondenza alle prescrizioni qualitative, fissate dalle norme specifiche, e alle prescrizioni
qualitative fissate da ISO 9000/EN 29000. Tutte le apparecchiature ed i componenti, inoltre, saranno
certificati e marchiati CE, in conformit a quanto previsto dai D.P.R. n. 459/96, n. 660/96 e n. 661/96.

ART. M - 5 - APPARECCHIATURE NON IN APPALTO


Nellinstallazione di tutti i componenti ci si dovr assicurare che ognuno di essi non comporti ostacolo o
impedimento dinstallazione per altri. A tale scopo dovranno essere considerati anche tutti quei
componenti che saranno o potranno essere installati da altri (es. arredi).
Nella fase di progettazione esecutiva pertanto dovranno essere nuovamente interrogati gli enti erogatori
di servizi, dovranno essere coordinate le diverse discipline e dovranno essere verificate le esigenze del
gestore.

ART. M - 6 - INTERFERENZE CON IMPIANTI ESISTENTI E RICERCHE


Le intersezioni tra i vari impianti: condotte per acqua e gas, fognature, cavi elettrici, telefonici e manufatti
in genere dovranno essere risolte secondo le indicazioni dei rispettivi enti.
In sede di progetto definitivo ci si accertati con i vari enti (acquedotto, fognatura, gas, ENEL, Telecom)
della posizione dei sottoservizi i quali sono indicati nelle tavole grafiche allegate.
In ogni caso, gli oneri aggiuntivi per una loro alienazione e/o spostamento sintendono gi remunerati con
limporto contrattuale.
Sar a carico dellimpresa esecutrice dei lavori ogni onere che dovesse derivare in seguito a
danneggiamenti arrecati agli impianti esistenti durante gli scavi.
Qualora sia richiesto un allacciamento a linee esistenti (sia pubbliche, sia private), linesattezza dei
tracciati che si dovesse riscontrare non pu essere causa di contestazioni da parte dellImpresa.
esecutrice dei lavori, la quale tenuta, al contrario, ad usare tutti i mezzi e componenti necessari per
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eseguire lallacciamento, tra i quali il prendere contatto con gli enti subito allinizio dei lavori. Se i contatti
con gli enti fossero presi in tempi successivi, la richiesta di proroghe dei tempi contrattuali per gli
allacciamenti non saranno accettate.

ART. M - 7 - ASSISTENZE MURARIE


I prezzi di progetto compensano tutte le assistenze murarie legate alla realizzazione dell'opera in appalto,
nessuno escluso. Le assistenze comprendono scarico, immagazzinaggio, sollevamento entro l'ambito di
cantiere e successivamente al luogo di installazione dei materiali, ponteggi e sollevatori, formazione e
ripristino di tracce (con malta di cemento, stucco ecc.), fori e sigillature per la posa mensole e derivazioni
e passaggio dei cavidotti e condotte, predisposizioni di cavedi, passaggi e quanto altro necessiti per dare
gli impianti correttamente installati e funzionanti. Il tutto a carico dell'impresa installatrice degli impianti
meccanici. Se e solo se vi sia la disponibilit, l'impresa appaltatrice potr utilizzare le strutture del
costruttore edile, previo accordo ed autorizzazione da parte dello stesso.

ART. M - 8 - DIAMETRI E MISURE RIPORTATE NEI DISEGNI


I diametri, le dimensioni dei fori, le sezioni delle feritoie, ecc., sono riferite alla sezione netta di passaggio,
se non diversamente ed espressamente indicato. Specifiche relative alle dimensioni delle tubazioni sono
riportate nellarticolo Tubazioni della sezione M4 del presente capitolato.

ART. M - 9 - TERMINI E DEFINIZIONI


Nelle descrizioni delle opere sono utilizzati termini che, sottintendono specifici obblighi con valore
contrattuale.
Accessori sono tutti i componenti necessari a completare linstallazione secondo buona regola o
norma del sistema o dellopera. Ad esempio sindividuano materassini isolanti, antivibranti, morsetti,
capicorda, mostrine ed etichette, ecc.
Alienato materiale o apparecchiatura che rimossa dalla posizione originale, trasportato a discarica
autorizzata ed eliminato definitivamente. Oneri di trasporto e discarica inclusi.
Deposito materiale o apparecchiatura che rimossa dalla posizione originale e recuperata,
accuratamente pulita, protetta e messa a magazzino nellambito di cantiere per successivo riutilizzo o a
disposizione della Stazione Appaltante. Parte delloperazione consiste nel preparare un verbale con le
necessarie indicazioni per il riutilizzo.
Pezzi speciali il termine comprende curve, raccordi e giunti di qualsiasi tipo e natura. Ad esempio per il
gas sono inclusi i giunti di transizione PE acciaio, per gli impianti di ventilazione sono inclusi i giunti
flessibili, le scarpette con il captatore e le derivazioni a pi vie, per i tubi dacciaio e rame sono inclusi i
raccordi a tre pezzi, le flange, ecc.
Termini specifici per la distribuzione dellaria
Distribuzione dellaria - il trasporto di aria da un luogo ad un altro, attuato per mezzo di una rete di
condotte.
Diffusione dellaria - la distribuzione in uno spazio da climatizzare; generalmente tale definizione viene
utilizzata quando il flusso daria viene immesso nello spazio da climatizzare e, per questo motivo, pu
essere definita anche come immissione o mandata.
Estrazione dellaria - aria aspirata da uno spazio climatizzato ed effluente allesterno dello stesso.
Espulsione dellaria - aria non ricircolata che viene espulsa in atmosfera e sostituita da aria fresca.
Rinnovo dellaria - quando allaria consentito di defluire da uno spazio climatizzato attraverso
sovrappressione.
Ricircolo dellaria - aria prelevata da uno spazio climatizzato e riportata nello stesso, dopo essere
passata attraverso un sistema di condizionamento.
Transito dellaria - aria effluente da uno spazio condizionato ad un altro pure condizionato.
Condotte di immissione o di mandata - condotte impiegate per immettere aria negli ambienti.
Condotte di estrazione o di ripresa - condotte impiegate per estrarre aria dagli ambienti.
Condotte di aspirazione - quando la direzione del flusso daria verso un ventilatore.
Condotte di espulsione - quando il flusso dellaria ha origine dal ventilatore ed e diretto verso
latmosfera.

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SEZIONE M2: INTERVENTI RELATIVI AGLI IMPIANTI MECCANICI


ART. M - 10 - INTRODUZIONE
Nella presente sezione si introducono le condizioni tecniche principali derivate dalla normativa vigente,
dalle quali si partiti per dimensionare le varie parti di impianto.
Di seguito si descrive sommariamente limpianto meccanico nelle sue varie parti.
Questa sezione ha lo scopo di introdurre la logica con la quale stato progettato limpianto in questa
fase, mentre i vincoli costruttivi e dimensionali sono oggetto delle due successive sezioni di capitolato
(resta sottointeso, tuttavia, che i vincoli di legge devono essere rispettati).

ART. M - 11 - CONDIZIONI TECNICHE


Riferimento normativo
I requisiti tecnici del centro di aggregazione giovanile di Remanzacco sono quelli necessari al
funzionamento ottimale delledificio e sono riferiti principalmente a:
requisiti termoigormetrici e di ventilazione degli ambienti;
requisiti acustici;
requisiti generali (potabilit dellacqua, contenimento energetico delledificio, ecc.) e specifici
(spegimento incendi, sistemi di rivelazione incendio, ecc.).
Questi requisiti derivano principalmente dalla normativa vigente. Alle principali norme relative alle sale
polivalenti e alla palestra si affiancano le norme di specifiche di settore delle quali, qui di seguito, sono
elencate le fondamentali.
D.P.R. n 59/09 Regolamento di attuazione dell'articolo 4, comma 1, lettere a) e b), del decreto
legislativo 19 agosto 2005, n. 192
Decreto legislativo n. 192 del 19 agosto 2005 "Attuazione della direttiva 2002/91/CE relativa al
rendimento energetico nell'edilizia"
Decreto legislativo n. 311 del 29 dicembre 2006 Disposizioni correttive ed integrative al decreto
legislativo 19 agosto 2005, n. 192, recante attuazione della direttiva 2002/91/CE, relativa al
rendimento energetico nell'edilizia;
D.P.R. n.412 del 26/08/1993 Regolamento recante norme per la progettazione, linstallazione,
lesercizio e la manutenzione degli impianti termici degli edifici ai fini del contenimento dei
consumi di energia, in attuazione allart. 4, comma 4, della legge 09/01/1991, n. 10;
Le disposizioni sulla prevenzione degli infortuni (D.P.R. 302/56, D.P.R. 303/56, D.P.R. 1124/65);
Legge quadro sullinquinamento acustico 26 ottobre 1995, n.447;
D.P.C.M. 14/11/1997 Determinazione dei valori limite delle sorgenti sonore;
Legge 6 dicembre 1971, n.1083: Norme per la sicurezza dellimpiego del gas combustibile e
Decreti del ministero dellIndustria conseguenti di approvazione della tabella UNI-CIG e delle
norme UNI successive;
D.M. 01/12/75 Norme di sicurezza per apparecchi contenenti liquidi caldi in pressione e
conseguenti specifiche I.S.P.E.S.L. (ex ANCC) edizione 1982 ed aggiornamenti successivi, con
particolare riferimento alla Raccolta R edizione 2009 emanata dallINAIL;
Norme per le canalizzazioni ASAPIA: Guide tecniche 1 e 2;
UNI EN 671-2: Sistemi fissi di estinzione incendi - Sistemi equipaggiati con tubazioni - Parte 2:
Idranti a muro con tubazioni flessibili;
UNI 1505:2000: Ventilazione negli edifici - Condotte metalliche e raccordi a sezione rettangolare
- Dimensioni.;
UNI 1506:2000: Ventilazione negli edifici - Condotte metalliche a sezione circolare Dimensioni.;
UNI 10339:2005: Impianti aeraulici al fini di benessere. Generalit, classificazione e requisiti.
Regole per la richiesta d'offerta, l'offerta, l'ordine e la fornitura.;
UNI 13779:2008: Ventilazione degli edifici non residenziali - Requisiti di prestazione per i sistemi
di ventilazione e di climatizzazione.;
Norma UNI EN 12097 per i requisiti atti a facilitare la manutenzione delle condotte di ventilazione;
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UNI EN 1366-2 Prove di resistenza al fuoco per impianti di fornitura servizi - Serrande
tagliafuoco;
UNI EN 13501-3 Classificazione al fuoco dei prodotti e degli elementi da costruzione - Parte 3:
Classificazione in base ai risultati delle prove di resistenza al fuoco dei prodotti e degli elementi
impiegati in impianti di fornitura servizi: condotte e serrande resistenti al fuoco;
Norma UNI 10779: Impianti di estinzione incendi. Reti idranti. Progettazione, installazione ed
esercizio;
Norme Armonizzate EN 12094 Sistemi fissi di lotta contro lincendio Componenti di impianti di
estinzione a gas.

ART. M - 12 - ALLACCIAMENTI
Tutti gli allacciamenti sono disponibili al limite della propriet.
Acqua potabile
Lacqua potabile prelevata dalla rete dellacquedotto cittadino.
Scarico acque nere
Tutti gli scarichi fognari saranno connessi alla rete fognaria cittadina dopo essere state trattate.
Le acque saponate (provenienti da docce e lavabi) saranno connesse alla rete fognaria cittadina dopo
essere state trattate.
Le acque meteoriche dai pluviali saranno convogliate a pozzi perdenti.
Le acque di scarico della condensa verranno collegate alla rete delle acque meteoriche.

ART. M - 13 - IMPIANTO DI RISCALDAMENTO


Il riscaldamento della sala polivalente1/palestra verr realizzato con impianto radiante a pavimento,
mentre gli spogliatoi ad essa annessi tramite radiatori esistenti. La sala fitness sar riscaldata tramite
ventilconvettori (sostituzione dei soli terminali). La climatizzazione dellampliamento (sala polivalente 2,
sala internet, sala lettura, sala musica e corridoi) avverr per mezzo di venti convettori, ad esclusione dei
bagni che verranno riscaldati con radiatori.

ART. M - 15 - IMPIANTO DI IDRICO POTABILE


La distribuzione idrica nei bagni del centro aggregazione sar fredda e calda, questultima prodotta dalla
caldaia esistente. La distribuzione dei bagni degli spogliatoi rimane quella esistente, verranno realizzate
nuove solo i collegamenti principali della linee dellacqua calda sanitaria, di quella fredda e del ricircolo.
La distribuzione idrica sar realizzata con tubazioni in rame idonee alluso.

ART. M - 16 - IMPIANTO DI SCARICO


Le linee di scarico di tazze saranno distinte da quella di lavabi e docce.
Tutti i percorsi di scarico sono concepiti per essere i pi brevi possibili.

ART. M - 17 RETE FISSA SPEGNIMENTO INCENDI


Limpianto di spegnimento incendi delledificio sar realizzato da una rete fissa a naspi DN25, dislocati in
modo da garantire una protezione uniforme su tutto ledificio.

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SEZIONE M3: PRESCRIZIONI RELATIVE AI SISTEMI


ART. M - 18 - INTRODUZIONE
Nella presente sezione si individuano i vincoli che dovranno essere obbligatoriamente rispettati nella
realizzazione dellimpianto.

ART. M - 19 - PRESCRIZIONI GENERALI SUI SISTEMI


Reti di distribuzione
Tutte le tubazioni (idriche, riscaldamento, refrigerazione, ecc.) seguiranno i percorsi indicati nei disegni di
progetto, senza provocare interferenze con altri condotti o apparecchiature. I percorsi potranno essere
modificati se trovano giustificazione economica e qualitativa. Le reti dovranno essere sempre accessibili
per manutenzione salvo brevi tratti di attraversamento strutturale (ortogonale) e salvo la distribuzione
terminale. In generale esse sono previste correnti a soffitto e le calate a parete adeguatamente ancorate.
Le calate libere, cio lontano da strutture, sono ammesse solo per raggiungere un determinato
utilizzatore (ad es. bruciatore della caldaia). In ogni caso non sono ammessi percorsi orizzontali liberi, se
non per brevi tratti di collegamento agli utilizzatori. Se non diversamente indicato, le tubazioni verticali
corrono a piombo, diritte e parallele alle pareti.
Nella posa saranno utilizzati tutti i materiali ed adottati tutti gli accorgimenti necessari a consentire le
dilatazioni termiche senza che sabbiano a creare spinte eccessive sulle strutture di sostegno e sui punti
fissi. Non sar consentito lutilizzo di giunti assiali.
I collegamenti delle tubazioni alle apparecchiature saranno tali da permettere l'assorbimento delle
dilatazioni termiche e da non trasmettere le vibrazioni; i tubi saranno adeguatamente fissati e supportati
in modo che le apparecchiature non siano gravate da sforzi dovuti al peso delle tubazioni o alle loro
dilatazioni termiche. Le estremit aperte dei tubi sono tappate o coperte in modo che niente possa
accidentalmente entrare nei tubi stessi.
Limpianto stato pensato per avere tutta la rete al massimo su due livelli di quota, con leccezione di
brevi abbassamenti e rialzi nello superare gli ostacoli. Questi dovranno essere realizzati in modo leggero
evitando assolutamente gomiti e colli doca.
Nel tratto di attraversamento delle strutture non devono esserci giunti.
Le tubazioni non possono essere coperte o isolate prima che siano stati effettuati i controlli e le prove.
Nei punti alti delle reti di distribuzione e dove indicato, sono previsti degli sfiati d'aria, nei punti bassi e
dove indicato, dei rubinetti di scarico.
Le tubazioni passanti in vista, per le quali non sia previsto alcun tipo di rivestimento, saranno verniciate
con due mani di smalto resistente alle alte temperature.
A posa ultimata delle tubazioni si procede ad un accurato e prolungato lavaggio mediante acqua
immessa a notevole pressione per asportare dalle reti tutta la sporcizia che pi essersi introdotta, gli
eventuali residui di trafilatura della ferriera ed i residui interni causati dalle saldature.
Gli ancoraggi delle tubazioni alle strutture portanti sono realizzati mediante profili a barra continua con
piedini e staffe annegate nel cemento o fissate mediante tasselli meccanici. Le tubazioni sono dotate di
pattini di scorrimento realizzati con uno spessore di profilato a T saldato sulla parte inferiore del tubo e
corrente entro apposita guida che ne limiti lo spostamento laterale, pur consentendo la necessaria
compensazione delle dilatazioni termiche. Per le tubazioni zincate il pattino di scorrimento montato su
un apposito bracciale applicato alla tubazione e chiuso mediante bulloni laterali. Qualora per il fissaggio
delle tubazioni sutilizzino supporti a bracciale, questi saranno muniti, nella parte interna, di collare di
rivestimento in gomma dello spessore minimo di 8 mm. Le guide ed i supporti sono realizzati in modo da
permettere un accurato allineamento dei tubi, da controllare le distanze e da evitare piegamenti,
oscillazioni e sforzi indotti. Particolare cura sar posta per i tubi di acqua fredda e refrigerata onde evitare
condensa e gocciolamenti. I supporti sono previsti dove necessario e comunque ove pi avanti indicato.
La spaziatura massima tra due mensole di sostegno sar:
per diametro esterno tubazione fino a 40mm: 2,0 m
per diametro esterno tubazione da 40 a 100mm: 2,5 m
per diametro esterno tubazione oltre 100mm: 3,0 m
Si devono adottare sostegni antisismici in grado di vincolare la tubazione e tutte le apparecchiature. per
le staffature sismiche utilizzare fissaggi minimo M12.
In presenza di fasci di tubi con diametri tra loro diversi, si adotta la spaziatura relativa al tubo di maggiore
diametro, mentre la sezione della mensola sar tale da sostenere il peso di tutte le tubazioni. I supporti
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sono comunque previsti a non pi di 50 cm da ogni cambio di direzione e a non pi di 1,5 m dalle
apparecchiature collegate alla tubazione stessa. Le dilatazioni dei tubi per effetto della temperatura sono
assorbite, ove possibile, dalle curve e dal percorso dei tubi stessi; i supporti ed i punti fissi saranno
previsti in questo senso. Se necessario sono inseriti dei compensatori di dilatazione plurilamellari
realizzati a soffietto inox con giunti a saldare o a flangia. Il tipo di compensatore (assiale, angolare, ecc.),
scelto in funzione del migliore assorbimento delle spinte meccaniche in modo che esso si trovi a
lavorare nelle condizioni di massima sicurezza. Per la suddivisione in vari tratti delle dilatazioni termiche,
sono realizzati opportuni punti fissi ancorati alle strutture in modo da garantire una ripartizione omogenea
delle dilatazioni tra i vari elementi di assorbimento. Ladozione di giunti dovr essere evitato per quanto
possibile.
Nei punti in cui la tubazione ha qualche organo di scarico (es. rubinetto, valvola di sicurezza, ecc.)
devono essere presi tutti i provvedimenti per convogliare il fluido nella rete di scarico pi vicina o, al
limite, al di fuori delledificio (ne es. la centrale termica).
Il convogliamento dei fluidi agli scarichi riguarda anche lo scarico della condensa a partire dalle bacinelle
raccolta-condensa.
Tutte le tubazioni devono portare dei segni di identificazione sia per la direzione del flusso, sia per il tipo
di servizio. Sono utilizzate a questo scopo targhette, nastri, colori e frecce. La spaziatura tra i segni di
identificazione sulle tubazioni, non sar superiore ai 10 m. Per le tubazioni isolate i segni di
identificazione vanno posti sopra l'isolamento.
Organi di intercettazione
Le valvole a sfera sono previste per essere utilizzate fino al DN40 (preferibilmente DN25) mentre per
diametri superiori si prevedono valvole a saracinesca (a globo) e del tipo a tenuta morbida. Le valvole a
sfera, infatti, pur offrendo i vantaggi di bassa perdita di carico, ottima tenuta a valvola chiusa e facilit di
manovra hanno i difetti nellavere la manovra di chiusura relativamente rapida (inconveniente di colpi
dariete), rischio di bloccaggio se le manovre di chiusura/apertura non sono molto frequenti e scarsa
capacit regolante. Proprio per questi inconvenienti si preferisce utilizzare valvole a saracinesca a tenuta
morbida per le portate maggiori (ad es. sono obbligatorie saracinesche per lintercettazione generale
dellingresso idrico e per il circuito primario dellimpianto di riscaldamento).
In progetto non sono previste valvole a farfalla.
Gli attacchi fino al DN25 possono essere filettati, oltre devono essere obbligatoriamente flangiati per la
loro maggiore idoneit di resistenza in caso di evento sismico.
In ogni caso si sottolinea che si possono utilizzare solo valvole a tenuta (sfera, cuneo gommato, a
pistone, a flusso avviato, ecc.) secondo natura del fluido, quando la tenuta necessaria ed importante
(ingresso fluidi, attraversamento di paratie, ecc.).
Vibrazioni
Nella realizzazione degli impianti si dovranno prender tutte le precauzioni per ridurre/smorzare le
vibrazioni indotte dagli impianti stessi.

ART. M - 20 - IMPIANTO DI DISTRIBUZIONE DEL CALORE (RISCALDAMENTO)


Tubazioni
Le tubazioni saranno in acciaio nero coibentate. Per i tratti terminali potranno usarsi tubazioni in rame o
tubazioni multistrato con giunto a pressione, comunque coibentate.
Tutte le tubazioni e i componenti (valvola, pompe, ecc.) dovranno essere adeguatamente coibentate.
Lisolamento indicato nelle tavole grafiche deve intendersi come il minimo necessario.
Vincoli dimensionali per le tubazioni
Il diametro della tubazione sar definito in base alla potenza termica trasportata e al salto termico
imposto in riscaldamento (45C - 35C) e in raffres camento (7C - 12C) per il circuito primario e (1 0C
15C) per i circuiti secondari tenendo conto che:
1. le perdite di carico devono essere contenute (con impianto a regime nelle condizioni pi gravose
la perdita complessiva deve essere non superiore a 50 kPa, come mostrato nei calcoli
dellallegato M10 al presente capitolato).
2. le velocit massime devono rientrare nei limiti della tabella sottoriportata.
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tubazioni principali
tubazioni secondarie
minori diramazioni

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Acciaio
[m/s]
1.0 - 1.5
0.5 - 1.0
< 0.5

Rame
[m/s]
0.9 - 1.2
0.5 - 0.9
0.2 - 0.5

ART. M - 21 - IMPIANTO DI VENTILAZIONE


Vincoli sui materiali delle condotte
I canali dellaria impiegati saranno realizzati in acciaio zincato.
Tutti i canali di mandata saranno isolati in elastomero a cellule chiuse con trasmittanza 0,040 W/mk,
spessore 25 mm per i canali interni e 50mm per i canali esterni, sia di mandata che di ripresa.
I tratti a vista oltre che isolati saranno rivestiti con un foglio di alluminio.
Potranno essere utilizzati altri materiali, salvo quanto di seguito specificato:
1. qualunque materiale utilizzato deve rispettare le condizioni di prevenzione incendi e in generale
la legislazione vigente;
2. le prestazioni devono essere uguali o migliori rispetto a quanto previsto.
Vincoli sul rumore
Modifiche rispetto al presente progetto non devono comportare incrementi di rumore nelle canalizzazioni
dellaria.
Il collegamento tra il canale principale (in acciaio) e la bocchetta terminale (salvo per i canali a vista nella
zona vasche) non dovr essere effettuata direttamente, bens mediante tubazione flessibile
fonoassorbente con percorso leggermente tortuoso. Ogni bocchetta e diffusore , inoltre, dovranno avere
una pressione inferiore a 20dBa, secondo le indicazioni fornite dal costruttore.
Vincoli sulle dimensioni
I condotti utilizzati in progetto sono di forma rettangolare e circolare. Allorch la forma si discosti da
queste tipologie si parler di pezzi speciali relativamente ai condotti dellaria, mentre quando la forma
mantenuta ma si ha un cambio di direzione si parler di curve (un cambio di direzione con modifica di
sezione pertanto un pezzo speciale e non una curva).
Le dimensioni, indicate nei disegni di progetto, rappresentano le dimensioni interne, nette di passaggio
del flusso dellaria. Tali dimensioni sono indicative e vanno verificate in sede di progetto esecutivo.
In ogni caso dette dimensioni devono:
1) mantenere le velocit entro i limiti sotto riportati
Velocit consigliate Velocit massime
presa esterna (*)
2,5
5,0
Bocca premente ventilatore
6,5 10
7,5 11
Canali principali
5 6,5
5,5 8
Canali secondari verticali
3 3,5
46
Canali secondari orizzontali
2 4,0
4 6,5
(*) in riferimento alla superficie totale frontale, anzich libera netta.
2) mantenere il sistema in bassa pressione secondo la classificazione che suddivide, in base alla
pressione operativa allinterno dei canali, gli impianti in:
a bassa pressione per valori fino a 900 Pa;
a media pressione per valori da 900 a 1700 Pa;
ad alta pressione per valori oltre 1700 Pa;
3) non comportare perdite di carico rilevanti il che si quantifica dicendo che la perdita unitaria calcolata
come
1.82
1.22
6.5 0.9 v / De
nella quale v la velocit in m/s e De il diametro equivalente in mm, deve mediamente essere non
superiore a 0,04 mmca/m. Perdite superiori comportano difficolt nel controllo dei rumori e potenze
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elettriche assorbite dai ventilatori eccessive. Per le unit prefabbricate, inoltre, le perdite di carico
saranno vincolate dalla prevalenza del ventilatore della macchina, la quale non pu essere variata.
4) per i canali rettangolari, mantenere il rapporto di forma (A/B) inferiore o uguale a 3 salvo esigenze
particolari e comunque limitate a brevi tratti.
Vincoli costruttivi
Le curve dovranno essere realizzate secondo le specifiche riportate nei disegni.
I giunti saranno preferibilmente del tipo a flangia.
Su tutte le canalizzazioni di partenza o arrivo delle centrali di trattamento aria ed in prossimit delle
serrande tagliafuoco o di regolazione (qualora presenti), dovranno essere installate portine isolate, di
ispezione con chiusura a doppio battente per permettere l'effettuazione di controlli, misure, tarature ed
operazioni di pulizia. Nelle diramazioni principali dovranno essere previsti attacchi per permettere
l'effettuazione di misure di portata mediante anemometro a filo caldo o sonda telescopica. Il numero e la
posizione delle serrande di taratura e tagliafuoco sono indicati nei disegni.
I canali saranno solidamente ancorati alle strutture mediante staffe dello stesso materiale del canale
(acciaio zincato o inox) con tiranti registrabili anch'essi dello stesso materiale, poste ad una distanza
massima di due metri, in maniera da evitare il verificarsi di vibrazioni durante l'esercizio degli impianti.
I componenti utilizzati per il fissaggio devono avere le stesse caratteristiche di robustezza dei sostegni
delle condotte ad essi ancorate. Per garantire laffidabilit dellaggancio a una struttura in cemento, in
laterizio alveolare o in carpenteria metallica si ricorrer, di volta in volta, allutilizzo di tasselli ad
espansione (da pieno o da vuoto), muratura di inserti metallici oppure cravatte o morsetti, questi ultimi
in alternativa alla saldatura che sempre sconsigliata. Luso di chiodi a sparo conficcati direttamente
nella struttura non ammesso per carichi sospesi.
Per il posizionamento a soffitto delle condotte circolari, lesecuzione pu essere fatta in due modi a
seconda del peso delle stesse. Per pesi ridotti, le condotte saranno sostenute per mezzo di una sottile
lamiera zincata flessibile (reggetta metallica) della larghezza di circa 30 mm, preforata per consentire
lintroduzione dei bulloni di fissaggio e di regolazione della quota di posa delle condotte. Tale reggetta
metallica fissata al soffitto a mezzo di tasselli ad espansione o con un altro dei sistemi di fissaggio gi
citati. Per condotte di peso pi consistente, sar utilizzato un supporto di ferro piatto (di spessore 2-3
mm), con due fori laterali per laggancio delle sospensioni.
Per le condotte a sezione rettangolare di piccole dimensioni e peso si impiegheranno dei profili stampati
(squadrette) di lamiera zincata fissate alla condotta mediante viti autofilettanti oppure rivetti.
Qualora le condotte debbano essere installate in aderenza al soffitto, ma ad esso sospese, si ricorrer
allimpiego di tiranti di sostegno in barra zincata filettata per assicurare il collegamento tra soffitto e
squadretta. Possono essere utilizzati anche altri materiali, come ad esempio le corde di acciaio. In ogni
caso questi tipi di sostegni vanno applicati in coppia ai lati della condotta. Lapplicazione delle squadrette
solo su un lato non corretta.
Qualora le dimensioni delle condotte a sezione rettangolare e il loro peso siano rilevanti ai fini dello
staffaggio, si ricorrer allimpiego di una barra di sostegno trasversale (in profilato zincato preforato). Il
dimensionamento di tale supporto sar in funzione del peso e delle dimensioni della condotta tale da non
creare la flessione dello stesso.
Nel caso la condotta sia posizionata a una certa quota dal pavimento, si pu optare per lo staffaggio con
impiego di sostegni costituiti da profilati metallici con base di appoggio quadrata e in forma avvolgente la
condotta.
Quando le condotte devono essere installate a parete il sistema di staffaggio pu essere realizzato con
impiego di angolari di ferro o in profilato zincato preforato (mensole) murati o fissati con tasselli. Si potr
optare anche per un sostegno orizzontale in profilato tenuto in opera dalla parete laterale e da una
sospensina affrancata al solaio con tondino di barra filettata o cavetto dacciaio.
Tutti i sostegni, per svolgere al meglio la loro funzione, debbono rispettare le seguenti prescrizioni:
a) essere posizionati ad angolo retto rispetto allasse della condotta che devono sostenere;
b) gli ancoraggi realizzati con la reggetta metallica devono interessare tutte le condotte e non una sola
parte; in altre parole devono essere installati in coppi e posizionati uno opposto allaltro;
c) installare sempre al centro di ogni curva uno o pi sostegni;
d) ad ogni cambio di direzione maggiore di 20 in s enso orizzontale, occorre sostenere le condotte con
uno o pi agganci supplementari localizzati simmetricamente al centro della deviazione, al fine di evitare
il sovraccarico di quelli ordinari;
e) terminali di condotta o le derivazioni di essa vanno sempre sostenute con appendini supplementari;

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M - 10

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f) i montanti verticali delle condotte attraversanti i locali con altezza superiore a 4,5 m devono essere
sostenuti con staffaggi intermedi oltre a quelli realizzati in prossimit dei solai di attraversamento ai piani;
g) la spaziatura degli staffaggi per condotte rettilinee deve essere in rapporto alla sezione delle condotte
e comunque sempre secondo la tabella di seguito riportata;
h) occorre provvedere con supporti alternativi a sorreggere tutti gli apparecchi complementari allacciati
alla condotta, siano essi cassette di miscela, umidificatori, batterie di post- riscaldamento o altro;
i) consigliabile, per limitare le vibrazioni e le rumorosit, separare sempre le condotte dai sostegni con
strati di materiale anelastico.
La spaziatura degli staffaggi fa riferimento allarea della sezione trasversale delle condotte ed riassunta
nella tabella seguente.
COLONNA 1
Condotte con sezione di area
sino a 0,5 m2
700x700 mm
650x770 mm
600x800 mm
550x900 mm
560x1000 mm
450x1110 mm
400x1250 mm
350x1430 mm

COLONNA 2
Condotte con sezione di area
oltre 0,5 m2 sino a 1 m2
1000x1000 mm
950x1050 mm
900x1110 mm
850x1170 mm
800x1250 mm
750x1330 mm
700x1430 mm
650x1540 mm
600x1660 mm
550x1810 mm
500x2000 mm
Le condotte con dimensioni uguali o minori a quelle indicate in colonna 1 vanno sostenute con staffaggi il
cui interasse non sia superiore a 3 m.
Le condotte con dimensioni uguali o superiori a quelle indicate in colonna 2 vanno sostenute con
staffaggi il cui interasse non sia superiore a 1,5 m.
Le condotte le cui dimensioni sono maggiori di quelle riportate in colonna 1 ma inferiori a quelle di
colonna 2 vanno sostenute con staffaggi ad interasse non superiore a 2 m.
Al sistema di canalizzazioni dellaria si richiede una classe di tenuta alle fughe di classe A equivalente a:
2,40 l/s x m per una pressione di prova di 1000 Pa
1,32 l/s x m per una pressione di prova di 400 Pa
0,84 l/s x m per una pressione di prova di 200 Pa
E compito del canalista realizzare i canali in modo che venga rispettata la classe di tenuta precisata.
La procedura di prova prevede innanzitutto che le superfici di prova siano isolate ermeticamente dal resto
del sistema. La superficie da provare dovr essere almeno di 10 m. La sezione da provare dovr
dapprima essere sottoposta a una pressione non inferiore alla sua pressione operativa di progetto. La
pressione manometrica statica (Ps) nella condotta dovr essere mantenuta entro il 5% della pressione
specificata nelle condizioni iniziali della prova. Questa pressione sar tenuta costante per 5 minuti. Non
verranno effettuate registrazioni della lettura finche i valori non si saranno stabilizzati.

ART. M - 22 - SPECIFICHE PER LIMPIANTO IDRICO-SANITARIO


Distribuzione
Tutti i collettori idrici dovranno rispondere alle specifiche espresse per le sottostazioni di riscaldamento:
rigido ancoraggio alle strutture portanti in c.a. delledificio, facilit di accessibilit, uso e manutenzione dei
singoli componenti, nessun intralcio agli altri impianti. Queste prescrizioni si applicano anche agli
scaldacqua.
Ogni linea dovr essere univocamente identificata mediante targa plastica, rigidamente fissata alla stessa
la quale riporter il nome della linea in caratteri maiuscoli indicante il luogo di destinazione o limpianto
servito.
La distribuzione dellacqua sanitaria internamente ad ogni servizio igienico far capo ai rubinetti darresto
installati in prossimit del punto di connessione con la rete dorsale. Il punto di ingresso al singolo locale
sar costituito da una dorsale in acciaio zincato, opportunamente isolata, posata sottotraccia e/o a vista
nel controsoffitto.
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M - 11

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Sono utilizzate tubazioni trafilate senza saldatura di caratteristiche corrispondenti alle specifiche riportate
nella parte M4. Le giunzioni saranno realizzate mediante raccordi in ghisa malleabile zincata con giunti
a flangia o a bocchettoni per i collegamenti alle apparecchiature. I cambi di direzione devono essere
dolci, realizzati con curve a medio o largo raggio; i gomiti sono ammessi esclusivamente per il
collegamento del singolo sanitario alla linea di adduzione; per nessun motivo sono ammessi colli doca.
Per le tubazioni posate a vista si prevede la coibentazione mediante guaina elastomerica con spessore a
seconda del diametro, come previsto dalla legge 09.01.1991 n.10 (All. B del Regolamento di Esecuzione
di cui al D.P.R. n. 412 del 26.08.93). Per le tubazioni dacqua calda lisolamento necessario, per quelle
di acqua fredda deve essere evitata la formazione di condensa.
Le valvole dintercettazione risponderanno alle specifiche espresse nel presente capitolato.
Disposizione
Ogni locale igienico deve avere una dotazione minima di componenti che comprende: tazza ed accessori,
lavabo, specchio, porta-carta-igienica, porta-sapone e distributore di carta asciugamani. I componenti la
cui fornitura ed installazione sono onere dellimpresa sono quelli specificati in elenco prezzi e descritti nel
dettaglio in questo capitolato.
La disposizione dei componenti indicata negli elaborati grafici. Nei servizi igienici per disabili si devono
seguire le indicazioni riportate nel presente capitolato, oltre a quelle degli elaborati grafici.
Allinterno dei servizi igienici senza finestra va installato obbligatoriamente un estrattore daria
predisposto per collegamento al condotto di espulsione d'aria.
Sanitari in Generale
I sanitari devono avere le specifiche riportate nella parte M4.
Scarichi
I condotti di scarico di ogni servizio igienico vengono convogliati nella colonna montante mantenendo una
pendenza minima dell'1%. I cambi di direzione non devono essere bruschi (massimo 45); sono ammessi
raccordi a 90 solo per il collegamento del sanitar io alla tubazione di scarico. Dovranno essere previsti
opportuni punti di ispezione per permettere unagevole pulizia delle tubazioni. In generale tutti i tratti di
tubazione dovranno essere dotati di ispezioni a tenuta.
Il tipo di tubazione usata in questi condotti indicata negli elaborati grafici e risponde alle prescrizioni
riportate nel presente documento.
Servizi Igienici per Disabili
Al fine di consentire l'utilizzazione dei locali igienici anche da parte di persone a ridotte od impedite
capacit motorie, i locali stessi saranno particolarmente dimensionati ed attrezzati.
A prescindere dagli interventi di carattere edilizio richiesti, vengono di seguito indicate le dotazioni minime
generali dell'impianto idrico - sanitario in un servizio igienico per disabili e vengono fornite le indicazioni
per una corretta realizzazione degli elementi componenti lo stesso.
Il locale igienico sar attrezzato con: tazza ed accessori, lavabo, specchio, corrimani orizzontali e
verticali, campanello elettrico di segnalazione.
La tazza WC sar situata sulla parete opposta allaccesso. La sua posizione deve garantire dal lato
sinistro (per chi entra) uno spazio adeguato per lavvicinamento e la rotazione di una sedia a rotelle,
dall'altro una distanza tale da consentire a chi usa il WC un agevole appiglio ai corrimani posti sulla
parete laterale (destra per chi entra).
Pertanto lasse della tazza WC sar posta ad una distanza minima di 1,4 m dalla parete laterale sinistra e
ad una distanza di 0,4 m dalla parete laterale destra.
La distanza fra il bordo anteriore della tazza WC e la parete posteriore sar di almeno 0,8 m. Laltezza
del piano superiore della tazza sar di 0,5 m dal pavimento.
Gli accessori (comando per il lavaggio idraulico della tazza WC con acqua calda e fredda miscelata, porta
carta igienica) saranno sistemati in modo da rendere l'uso agevole ed immediato.
Il lavabo sar posto preferibilmente nella parete opposta a quella cui fissata la tazza WC, lateralmente
all'accesso. Il lavabo sar installato con il piano superiore ad un'altezza di 0,8 m dal pavimento e sar del
tipo a mensola in modo da consentire adeguato avvicinamento con sedia a rotelle.
Conviene quindi prevedere un sifone di tipo incassato o con scarico flessibile. Il bordo anteriore, per
garantire una buona accessibilit alla rubinetteria, dovrebbe essere concavo con sagome per appoggio
gomiti e con la possibilit di regolazione dell'altezza o dell'inclinazione da parte dell'utente.
La rubinetteria sar del tipo a leva senza frizioni (per es. a dischi ceramici) od automatico (elettronico a
tempo, a ginocchio, a pedana, ecc.); indispensabile una regolazione termica.
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M - 12

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Il sedile del WC sar dotato di uno schienale (anche la cassetta dell'acqua pu essere utilizzata a questo
scopo) e possibilmente di unapertura anteriore per l'uso di una eventuale doccetta, con acqua a
temperatura controllata termostaticamente, con funzione di bidet (od altri accorgimenti tecnici allo scopo).

ART. M - 23 - SPECIFICHE PER LIMPIANTO DI REGOLAZIONE


Integrazione della regolazione elettronica impianti meccanici
Sono comprese le apparecchiature e le opere necessarie per integrare l'attuale sistema di regolazione al
fine di consentire la corretta regolazione anche dei nuovi circuiti previsti. Il sistema costituito da
apparecchiature e dispositivi per la regolazione, il controllo e la programmazione degli impianti meccanici.
Il sistema comprende unit di gestione, regolazione e comando dotate di interfaccia locale per la
visualizzazione, la variazione e/o l'impostazione dei parametri controllati.
Il sistema comprende sia i componenti previsti in centrale termica sia quelli eventualmente necessari in
ambiente.
Il prezzo comprensivo di:
- valvole on-off e di regolazione complete di attuatore;
- sonde;
- accessori speciali;
- supporti e fissaggi vari;
- collegamenti elettrici di segnali e di potenza;
- il collegamento, la messa in servizio di tutti i punti controllati dall'unit di
controllo e dei terminali locali e remoti previsti;
- documentazione finale (manuali di istruzioni uso e manutenzione,
schemi elettrici e disegni finali "come costruito";
- fornitura, caricamento e programmazione di tutto il software richiesto per la completa ed efficiente
funzionalit
del sistema;
- attivazione del sistema;
- prove di collaudo finale;
- corso per il Committente;
- materiali vari di consumo.
In particolare il sistema comprender:
DOPPIO OTTIMIZZATORE CLIMATICO PREDISPOSTO ALLA TELEGESTIONE con le seguenti
caratteristiche genarali.
Apparecchiatura adatta alla regolazione climatica di almeno due impianti di riscaldamento centralizzati
con impianti ad iniezione. Comunicazione dati con altri regolatori mediante collegamento seriale.
Le caratteristiche tecniche sono:
Alimentazione: 230 V ~.
Assorbimento: 5 VA.
Contenitore modulare DIN 105 x 115.
Protezione: IP 40.
Programmazione digitale per mezzo di 4 tasti operativi e display alfanumerico. Impostazione a data della
stagione di riscaldamento e commutazione automatica orario solare - orario legale. 7 Programmi
giornalieri, 2 Programmi settimanali, 25 periodi di Vacanza e 1 periodo Speciale a date.
Due regolazioni climatiche impianti di riscaldamento:
Comando modulante valvole con servomotore reversibile a 3 punti.
Comando pompe di riscaldamento in funzione degli orari e della richiesta termica.
Ottimizzazione orari di accensione e spegnimento.
Limiti minimo e massimo temperatura di mandata.
Correzione manuale dell'origine della curva di riscaldamento (compensazione Mezze Stagioni).
Correzione automatica delle curva di riscaldamento in funzione della temperatura ambiente (Autorit
ambiente).
Funzione "Economia" : chiusura impianto con temperatura esterna mite.
Controllo temperatura anticondensa caldaia (chiusura valvole riscaldamento).
Funzione "Antibloccaggio estivo" valvola e pompa.
1 Telecomando per modifica a distanza del programma orario in uso (unico per reg. 1 o 2 o per
entrambe).
3 ingressi allarmi On-Off..
Allarmi funzionalit impianto e allarmi cortocircuito e interruzione sonde. Contabilizzazione gradi giorno.
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Tipo Coster modello XSE 602 o equivalente.


VALVOLE DI REGOLAZIONE AD OTTURATORE A 3 VIE FILETTATE PN 16 (10 ... 120 C)
Regolazione in impianti con acqua calda max 120 C o refrigerata min. 2C (glicole max 50%).
Caratteristiche tecniche
Corpo valvola : bronzo Rg5
Stelo : acciaio
Otturatore : acciaio
Attacchi : completi di bocchettoni filettati femmina ISO 228/1.
Caratteristica regolazione : via diritta = equipercentuale, via ad angolo = lineare
Range di regolazione : DN 15 = 50 : 1 , DN 2050 = 100 : 1
Trafilamento : via diritta = 0,05% Kvs ; PH fluido : 7 1
Tipo Coster modello VOBG o equivalente.
SERVOMOTORE LINEARE PER VALVOLE
Servomotore lineare per valvole ad otturatore.
Comando elettrico a 3 punti (Comune, Apre, Chiude).
Caratteristiche tecniche
Alimentazioni: 230 V ~.
Protezione: IP 54.
Tempi di corsa: 75 - 150 secondi
Comando elettrico a 3 punti (Comune, Apre, Chiude).
Tipo Coster modello CLNV 118 o equivalente.
VALVOLE A SFERA A 2 VIE FILETTATE FEMMINA PN 40 (-15...+120 C)
Adatte per intercettazione impianti ad acqua calda o fredda ove necessiti una chiusura ermetica,
servocomandabili tramite servomotore serie CRB..-CVC..-CVH fino a DN 1" 1/4 , CVH.. fino a DN 65 e
con servocomando serie CVF... da DN 80.
Caratteristiche tecniche
Corpo e sfera in ottone.
Organi di tenuta in Teflon e Viton.
Complete di attacco servomotore.
Temperatura fluido:
+5...+120 C (Con CRB ..., CVC ... e CVH ...)
fino a -15 C (Con CVC /T ... e CVH /T ...).
Tipo Coster modello modello YDG o equivalente.
SERVOMOTORE ROTATIVO 90 REVERSIBILE CON CONNESSION E A MORSETTIERA
Servomotore per valvole a settore ed a sfera. Reversibile con angolo di rotazione fisso a 90. Comando
elettrico a 3 punti (Comune,Apre,Chiude).
Caratteristiche tecniche
Alimentazioni: 230 V ~.
Protezione: IP 55.
Tempi di corsa: 90 secondi
Reversibile con angolo di rotazione fisso a 90
Comando elettrico a 3 punti (Comune, Apre, Chiude).
2 microinterruttori ausiliari in commutazione, alle estremit della corsa: portata 250 V ~ 5 (1) A.
Attacco diretto con tutte le valvole rotative Coster.
Tipo Coster modello modello CVC 098 o equivalente.
SONDA DI TEMPERATURA AMBIENTE
Rileva la temperatura ambiente con un sensore NTC.
Caratteristiche tecniche
Campo d'impiego: 0 ... 40 C.
Protezione: IP 30.
Con variatore (-5...+5C) in contenitore da parete 80x80x32
Elemento sensibile : NTC 10 Kohm
Tipo Coster modello SCB 110 o equivalente.
SONDE DI TEMPERATURA AD IMMERSIONE COMPLETE DI POZZETTO
Rileva la temperatura del fluido in circolazione in una tubazione con un sensore alloggiato in una guaina
in ottone immersa in un pozzetto filettato per l'inserimento nella tubazione.
Caratteristiche tecniche
Contenitore in materiale plastico antiurto: 45 x 80 x 35.
Protezione: IP 54.
Passacavo: PG 11.
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Pozzetto in ottone : 1/2" x 90 mm.


Guaina sensore: 7 x 68 mm.
Campo di impiego : 0...100C
Elemento sensibile : NTC 10 Kohm
Tipo Coster modello SIH 010 o equivalente.
SONDA DI TEMPERATURA ESTERNA
Rileva la temperatura esterna con un sensore NTC. Montaggio a parete.
Caratteristiche tecniche
Contenitore in materiale plastico antiurto: 45 x 80 x 35 mm.
Protezione: IP 54.
Passacavo: PG 11.
Campo di impiego : -30...+40C
Elemento sensibile : NTC 1 Kohm
Tipo Coster modello SAE 001 o equivalente.
Si intende compreso la programmazione ed i collegamenti con il sistema esistente.
Regolazione elettronica ventilconvettori circuito a portata variabile
Fornitura e posa in opera di regolazione elettronica per la gestione e il controllo di tutti i ventilconvettori
afferenti al circuito a portata variabile del nuovo centro di aggregazione giovanile secondo quanto indicato
negli elaborati grafici di progetto costituito essenzialmente dai componenti di seguito descritti.
COMANDI ELETTRONICI A PARETE CON SENSORE DI TEMPERATURA
Comando elettronico a parete composto da un modulo a parete per ambiente, con indicatore regime di
funzionamento, ritaratura Set-Point, tasto di By-Pass e controllo velocit ventilatore (A-0-I-II-III). Campo di
misura 0/40 C / sensore NTC 25C-1800 ohm IP 20. D a utilizzare in abbinamento con il controllore
configurabile di seguito descritto. Tipo Schneider Electric modello STR106 o similare
CONTROLLORI CONFIGURABILI
Controllore da montare nel ventilconvettore configurabile LonMark per tutte le applicazioni fan-coils a
2/4 tubi, gestione velocit e ventilatore. Alimentazione 24 Vac. Completo di morsettiera. Gestione
ambiente con Comando elettronico a parete. Tipo Schneider Electric modello Xenta 121-FC/24 o
equivalente.
SELETTORI RICEVENTI
Selettori riceventi per comando ventilconvettori a pavimento. Tipo Sabiana modello SEL-CB o similare.
Selettori riceventi per comando ventilconvettori a cassetta. Tipo Sabiana modello SEL-S o similare.
Valvola di regolazione 2-vie equipercentuale autobilanciante
Valvola a due vie equipercentuale indipendente dalla pressione, autobilanciante ed autopulente.
- Caratteristica di regolazione equipercentuale (VDI/VDE 2173)
- Trafilamento assente (a tenuta d'aria DIN 3230 T3)
- Temperatura di funzionamento +5+100 C
- Pressione di esercizio ps=4140 kPa (da DN 32 pS=2760 kPa)
- Pressione di chiusura Dps=1400 kPa
- Indipendente dalla pressione nel campo 30350 KPa
- Rangeability : SV > 50 (da DN 20 SV > 100)
- Attacchi filettati internamente (femmina)
- Sfera di regolazione e perno e corpo in ottone cromato/nichelato
- Anello di regolazione in TEFZEN e guarnizioni in PTFE/EPDN
Completa di attuatore rotativo per azionamento valvola, alimentazione 24 Vac/Vdc, multifunzione,
segnale di comando programmabile (on/off, proporzionale 210Vcc o 4....20mA, ), con leva
azionamento manuale temporaneo/permanente, indicazione di posizione.
Garanzia del prodotto 5 anni
Compresi collegamenti elettrici, meccanici ed oneri ed accessori per dare il tutto perfettamente
funzionante ed a regola d'arte.
Tipo Belimo R2XXP-XXX + K/LR24A-SR o similare
Valvola a due vie equipercentuale indipendente dalla pressione Portata nominale=0,36 l/s1,296 m3/h
Diametro="15mm R215P-036 + KR24A-SR

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Sezione m4: Specifiche tecniche

ART. M - 24 - TUBAZIONI
Modelli di riferimento
Deriplast, Geberit, Coes
Riferimento in elenco prezzi
TUB....
Introduzione
I diametri delle tubazioni identificati negli elaborati di progetto con la sigla DN, qualora non
espressamente definito in altro modo negli elaborati grafici, individuano il Diametro Nominale Interno;
essi, pertanto, sono sempre riferiti alla sezione netta di passaggio del fluido, e pi in generale dellagente
in transito. Il diametro esterno, invece, dipende dalle caratteristiche costruttive del tubo e dalle pressioni
di esercizio: un tubo in PEHD DN 65 PN4 corrisponde ad un tubo di diametro commerciale di 60 mm c.a.,
mentre lo stesso tubo PN 16 corrisponde al diametro commerciale di 90 mm c.a.
Lappaltatore ha lobbligo di verificare, nellacquisto del materiale, che il diametro interno effettivo sia
uguale o lievemente maggiore a quello indicato nel progetto. Al contrario, lutilizzo di diametri inferiori a
quelli identificati negli elaborati di progetto da considerarsi un errore dinstallazione che dovr essere
prontamente corretto.
Nella fornitura e posa in opera delle tubazioni sintende che esse siano complete di raccordi, pezzi
speciali, staffe, ponteggi per lavori in altezza ed ogni altro onere per dare il lavoro completo e finito a
regola darte.
Tubazioni in Acciaio Senza Saldatura
A) Tubi in acciaio nero. Sono utilizzate tubazioni trafilate senza saldatura, di caratteristiche corrispondenti
alle tabelle UNI 8863 (tubi gas serie media) e UNI EN 10216 (tubi lisci bollitori). Ogni tubazione protetta
con doppia mano di vernice antiruggine previa cartavetratura. Le giunzioni sono ottenute mediante
saldatura ossiacetilenica fino al diametro di 3" e con saldatura elettrica all'arco per i diametri superiori. Le
curve sono realizzate mediante piegatura fino al diametro esterno 35 mm, mentre per diametri esterni
superiori si utilizzano curve a saldare con raggio di curvatura non inferiore a 1,5 volte il diametro del tubo
stesso.
B) Tubi in acciaio zincato. Sono utilizzate tubazioni trafilate senza saldatura di caratteristiche
corrispondenti alla tabella UNI 8863 (tubi gas serie media). Le giunzioni sono realizzate mediante
raccordi in ghisa malleabile zincata con giunti a flangia o a bocchettoni per i collegamenti alle
apparecchiature. Per i diametri superiori a 4" si pu utilizzare tubo nero congiunto mediante saldatura e
zincato a bagno dopo la lavorazione. In questo caso le giunzioni sono ottenute mediante flange e bulloni
anchessi zincati. Le tubazioni zincate non potranno essere utilizzate per la costruzione di circuiti con
temperatura di esercizio superiore a 60C.
TUBI IN ACCIAIO FE33 NERI SENZA SALDATURA SECONDO UNI8863
DN
DIAMETRO ESTERNO

SPESS. (*)
MASSA (*)
mm
Pollici
mm
kg/m
10
17.2
3/8
2.0 - 2.3
0.742 -0.839
15
21.3
1/2
2.3 - 2.6
1.08 - 1.21
20
26.9
3/4
2.3 - 2.6
1.39 - 1.56
25
33.7
1"
2.9 - 3.2
2.20 - 2.41
32
42.4
1" 1/4
2.9 - 3.2
2.82 - 3.1
40
48.3
1" 1/2
2.9 - 3.2
3.24 - 3.56
50
60.3
2"
3.2 - 3.6
4.49 - 5.03
65
76.1
2" 1/2
3.2 - 3.6
5.73 - 6.42
80
88.9
3"
3.6 - 4.0
7.55 - 8.38
100
114.3
4"
4.0 - 4.5
10.8 - 12.2
125
139.7
5"
5.0 - 5.0
16.6 - 16.61
150
168.3
6"
5.0 - 5.0
19.8 - 19.8
(*) Serie leggera - Serie media

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TUBI IN ACCIAIO FE33 NERI LISCI SENZA SALDATURA COMMERCIALI


DIAMETRO ESTERNO
SPESSORE
MASSA
mm
mm
kg/m
26.9
2.0
1.24
33.7
2.3
1.79
42.4
2.6
2.57
48.3
2.6
2.95
60.3
2.9
4.14
76.1
2.9
5.28
88.9
3.2
6.81
101.6 (*)
3.6
8.76
114.3
3.6
9.90
139.7
4.0
13.5
159.0 (*)
4.5
17.1
168.3
4.5
18.1
193.7 (*)
5.6
25.0
219.1
6.3
31.0
273.0
6.3
41.6
323.9
7.1
55.6
355.6
8.0
68.3
406.4
8.8
85.9
(*) non standard
TUBI IN ACCIAIO ASTM A106 SECONDO NORME API 5L GRADO B E ANSI B36.10
DIAMETRO
DIAMETRO SPESSORE
PESO
API
ANSI B 36.10
Pollici
ESTERNO
mm
kg/m
5L
SCH.
3/8
17.1
2.3
0.84
STD
40
3.2
1.10
XS
80
2.8
1.28
STD
40
1/2
21.3
3.7
1.61
XS
80
4.8
1.95
.
160
2.9
1.70
STD
40
3/4
26.7
3.9
2.19
XS
80
5.6
2.91
.
160
3.4
2.52
STD
40
1"
33.4
4.5
3.21
XS
80
6.4
4.26
.
160
3.6
3.43
STD
40
1" 1/4
42.2
4.9
4.51
XS
80
6.4
5.65
.
160
3.7
4.07
STD
40
1" 1/2
48.3
5.1
5.43
XS
80
7.1
7.21
.
160
3.9
5.42
STD
40
2"
60.3
5.5
7.43
XS
80
8.7
11.07
.
160
5.2
8.69
STD
40
2" 1/2
73.0
7.0
11.39
XS
80
9.5
14.88
.
160
5.5
11.31
STD
40
3"
88.9
7.6
15.24
XS
80
11.1
21.30
.
160
6.0
16.02
STD
40
4"
114.3
8.6
22.42
XS
80
13.5
33.56
.
160
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COOPROGETTI s.c.r.l.
arch. Maurizio Bordugo
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Ampliamento e recupero della Palestra Broilo


da adibire a Centro di Aggregazione Giovanile

5"

141.3

6"

168.3

8"

219.1

10"

273.1

12"

323.9

6.6
9.5
15.9
7.1
11.0
18.3
8.2
12.7
23.0
12.7
15.1
28.6
10.3
17.5
33.3

21.92
30.88
49.17
28.22
42.67
67.69
42.65
64.64
111.22
81.55
96.03
172.37
79.65
132.23
238.63

STD
XS
.
STD
XS
.
STD
XS
.
STD
.
.
.
.
.

40
80
160
40
80
160
40
80
160
40
80
160
40
80
160

TUBI IN ACCIAIO FE 330 SS ZINCATI UNI 5745 ESTREMITA' FILETTATE SEC. ISO 7/1 UNI 8863 (EX UNI 4148) CON MANICOTTO AD UNA ESTREMITA' SEC. ISO 50 - L.G. COMMERCIALE
DIAMETRO
SPESSORE PESI METRICI (kg/m)
(Pollici)
(mm)
LISCI ZINCATI
V.M. ZINCATI
3/8
2,3
0,893
0,899
1/2
2,6
1,27
1,280
3/4
2,6
1,64
1,650
1
3,2
2,52
2,540
1 1/4
3,2
3,23
3,260
1 1/2
3,2
3,72
3,750
2
3,6
5,22
5,290
2 1/2
3,6
6,66
6,780
3
4,0
8,64
8,810
4
4,5
12,56
12,860
5
5,0
17,04
17,54
6
5,0
20,52
20,92
Per i tubi saldati le caratteristiche risultano le seguenti:
TUBI GAS ZINCATI SALDATI UNI 8863 SERIE LEGGERA (WL)
MASSA ZINCATI
DIAMETRO
DIAMETRO ESTERNO SPESSORE
V.M.
Pollici
mm
mm
kg/m
3/8"
17,2
2,0
0,80
1/2"
21,3
2,3
1,18
3/4"
26,9
2,3
1,50
1"
33,7
2,9
2,34
1.1/4"
42,4
2,9
3,00
1.1/2"
48,3
2,9
3,45
2"
60,3
3,2
4,82
2.1/2"
76,1
3,2
6,17
3"
88,9
3,6
8,10
4"
114,3
4,05
11,70
TUBI GAS ZINCATI SALDATI UNI 8863 E SERIE MEDIA (WM)
DIAMETRO
Pollici

DIAMETRO ESTERNO
mm

SPESSORE
mm

3/8"
1/2"
3/4"
1"

17,2
21,3
26,9
33,7

2,3
2,6
2,6
3,2

1530E_DT08_R0

M - 18

MASSA ZINCATI
V.M.
kg/m
0,91
1,30
1,67
2,57
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Ampliamento e recupero della Palestra Broilo


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1.1/4"
1.1/2"
2"
2.1/2"
3"
4"
5"
6"

42,4
48,3
60,3
76,1
88,9
114,3
139,7
165,1

3,2
3,2
3,6
3,6
4,0
4,5
4,85
4,85

3,30
3,80
5,26
6,87
8,92
12,80
17,10
20,30

TUBI PORTACAVI SALDATI E SENZA SALDATURE PER IMPIANTI ELETTRICI, ANTIDEFLAGRANTI A


PROVA DI ESPLOSIONE AD-PE UNI 7683/77 - IN ACCIAIO FE 360 - ZINCATI UNI 5745 - FILETTATI
ALLE ESTREMIT SECONDO UNI 6125 CON MANICOTTO AD UNA ESTREMITA' SECONDO
UNI 7684
DIAMETRO
SPESSORE
MASSA
INTERNO
mm
kg/m
1/2
3/4
1
1 1/4
1 1/2
2
2 1/2
3
4

2,35
2,35
2,9
2,9
2,9
3,25
3,25
3,65
4,05

1.19
1.50
2.33
2.99
3.45
4.85
6.15
8.15
11.70

Tubazioni in Polietilene
Le tubazioni in polietilene presenti nel mercato al momento della progettazione sono quelle riassunte nel
seguente prospetto.
CALSSE
PE 100

SIGMA ()
80 kgf/cm

PE 80

63 kgf/cm

PE 63
Gas PE
80

50 kgf/cm
63 kgf/cm

PRESSIONE NOMINALE
PN 4 - 5 - 6,3 - 8 - 10 - 12,5 - 16 - 20
- 25
PN 3,2 - 4 - 5 - 6,3 - 8- 10 - 12,5 - 16
- 20
PN 3,2
S 12,5 - 8 - 5

NORMA
UNI 10910
UNI 10910
UNI 7613
UNI ISO 4437

USO
acqua potabile e
liquidi corrosivi
acqua potabile e
liquidi corrosivi
scarichi
gas combustibili

I diametri esterni standard dei tubi di polietilene sono: 20, 25, 32, 40, 50, 63, 75, 90, 110, 125, 140, 160,
180, 200, 225, 250, 280, 315, 355, 400, 450, 500, 560, 630, 710, 800, 900, 1000, 1200. A seconda della
classe del tubo e del produttore possibile che alcuni di questi diametri non siano disponibili.
Il diametro interno in funzione sia della pressione nominale PN, sia del tipo di tubo. Il diametro interno
definibile dallindice SDR (Standard Dimension Ratio), il quale rappresenta il rapporto tra il diametro
esterno DE e lo spessore s del tubo. Esso fornisce un valore approssimato dello spessore del tubo di
interesse. Per esempio il tubo UNI 10910, PN 12,5 (SDR 11), diametro 110 mm ha uno spessore
s = DE/SDR = 110/11 = 10 mm.
Nel seguente prospetto si riportano i valori di SDR a seconda del tipo di tubo e della PN.
Tubo PE100
PN
SDR

4
41

5
33

6,3
26

8
21

10
17

12,5
13,6

16
11

20
9

25
7,4

Tubo PE80
PN
SDR

3,2
41

4
33

5
26

6,3
21

8
17

10
13,6

12,5
11

16
9

20
7,4

Tubo PE63
1530E_DT08_R0

M - 19

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PN
SDR

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3,2
33

Tubo Gas PE80


S
12,5
8
5
SDR
26
17,6
11
Per i tubi in PEHD utilizzati come condotte interrate, per la distribuzione di gas combustibili, devono
essere rispettati i limiti alle pressioni di impiego in relazione ai diametri e agli altri requisiti stabiliti nel
Decreto Ministeriale del 24/11/1984 e successive modifiche (D.M. 16/11/1999) nei D.M. 16/04/2008 e
D.M. 17/04/2008. Marchio dell'Istituto Italiano dei Plastici su tutta la gamma. Marchio SVGW fino al
diametro 250 mm (esclusa la serie S 12,5).
12,5
26
dal 200 mm al 630 mm
8,3*
17,6
dal 40 mm al 630 mm
5
11
dal 20 mm al 450 mm
* In Italia la serie 8,3 spesso chiamata S8.
Per tutti i tubi le giunzioni sono del tipo a compressione con raccordi in plastica o in ottone di
caratteristiche idonee alle pressioni di esercizio specificate dal progetto. Si possono inoltre utilizzare
giunzioni a saldare di testa o con manicotto elettrico. Per il collegamento a tubazioni metalliche sono usati
giunti metallici a vite e manicotto fino a diametri di 110 mm se la tubazione metallica filettabile; negli altri
casi sono usate giunzioni a flange.
Le tubazioni in polietilene possono essere impiagate anche come tubazioni di scarico. In questo caso
devono essere garantite alluso da parte del produttore. Devono essere utilizzati con fluidi non in
pressione, con temperatura compresa tra -40C e +10 0C. Devono avere le caratteristiche di bassa
conducibilit termica, stabilit dimensionale, elasticit, bassa rugosit, assorbimento delle vibrazioni,
resistenza agli agenti chimici ed aggressivi.
Le dimensioni dei tubi (rif. a Coestilen), sono riportate nel seguente prospetto (dimensioni in mm):
D
32
40
50
56
63
75
90
110
125
160
200
esterno
spessore
3
3
3
3
3
3
3,5
4,3
4,9
6,2
6,2
D interno
26
34
44
50
57
69
83
101,4 115,5 147,6 187,6
Tubazioni in Polipropilene
Le tubazioni in polipropilene trovano applicazione principalmente per impianti di scarico, ma alcuni
prodotti sono idonei anche per impianti sanitari, impianti di riscaldamento e condizionamento, impianti ad
aria compressa, irrigazione di serre e giardini, trasporto di liquidi alimentari, applicazioni industriali. In
ogni caso, il loro utilizzo, se non espressamente richiamato nei documenti contrattuali di progetto, dovr
essere garantito dal costruttore dei tubi ed avvallato dalla D.L. Ad esempio, per i tubi dalla ditta COES
ammesso il prodotto Coesprene per lo scarico allinterno degli edifici ed il prodotto Coestherm per
ladduzione idrica allinterno degli edifici.
I tubi in polipropilene per lo scarico delle acque reflue (es. Coesprene) devono garantire la resistenza
chimica a qualunque tipo di scarico civile ed industriale: fluidi provenienti da apparecchi sanitari, da
lavatrici, da lavastoviglie, scarichi prolungati nel tempo, scarichi di fluidi aggressivi provenienti, ad es., da
cucine, lavanderie, laboratori.
I fluidi, in ogni caso, non devono essere in pressione, ed avere una temperatura non superiore a 95C.
Nei prezzi di offerta prezzi sintendono compresi tutti i pezzi speciali quali curve, tee, derivazioni,
giunzioni dinnesto, ecc. Sono inoltre comprese tutte le lavorazioni per eseguire gli smussi per linnesto e,
in generale, per la perfetta posa in opera dei tubi.
Limpianto deve essere costruito in modo da non impedire le dilatazioni termiche, a questo scopo sotto al
manicotto di ogni tubo, di ogni lunghezza costruttiva, verr costruito un punto fisso che bloccher quella
parte di impianto, lasciando il rimanente libero di dilatarsi.
Con riferimento al prodotto Coesprene, la lunghezza del bicchiere d'innesto stata calcolata per
assorbire dilatazioni termiche di singole lunghezze costruttive, non superiori a 2 metri. E' Consuetudine
valutare le dilatazioni termiche di 5 mm per metro nello scarico delle acque usate e 2 mm per metro nelle
colonne pluviali.
Per creare un punto fisso si usano dei bracciali che avvolgono completamente la tubazione. Se non viene
usato alcun nastro di protezione, l'interno del bracciale dovr essere liscio e con gli spigoli arrotondati.
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I bracciali per punto mobile hanno il compito di tenere allineato l'impianto permettendone la libera
dilatazione .
Per motivi di insonorizzazione, si raccomanda di usare solo bracciali con nastro protettivo interno.
La distanza tra i bracciali consigliata :
Per tubazioni orrizontali ogni 10 volte il diametro della tubazione.
Per tubazioni verticali ogni 15 volte il diametro della tubazione.
Le dimensioni dei tubi sono riportate nel seguente prospetto (dimensioni in mm):
D esterno
32
40
50
75
110
125
160
spessore
1,8
1,8
1,8
1,9
2,7
3,1
3,9
D interno
28,4
36,4
46,4
71,2
104,6
118,8
154,0
D
42
54
64
89
128
145
184
bicchiere
Le tubazioni in polipropilene per adduzione idrica (es. Coestherm) devono garantire: unelevata
resistenza agli agenti chimici e ad altri prodotti, compreso le sostanze acide o basiche, inattaccabilit
dalle correnti vaganti (pessimo conduttore elettrico), ottimo isolamento acustico, bassa conducibilit (0,24
W/mK), bassa perdita di carico (rugosit 0.0070 ), atossicit, facile lavorabilit e elevata resistenza alla
fessurazione.
Le tubazioni devono essere garantite per una durata minima di esercizio di 50 anni per pressioni fino a 10
bar con temperatura di 60C per tubo PN 20, oppure per pressioni 10 Bar con temperatura 70C per
tubo PN 25.
Particolare cura deve essere prestata nel calcolo delle dilatazioni termiche, assai elevate (circa 11 volte
quelle dellacciaio). Le dilatazioni possono essere permesse o tramite bracci o tramite curve di
dilatazione.
Le giunzioni tra i tubi possono essere eseguite o per saldatura a polifusione o mediante saldatura con
manicotto elettrico o tramite filettatura.
Le dimensioni dei tubi sono riportate nel seguente prospetto (dimensioni in mm):
D esterno
20
25
32
40
50
63
spessore
3,4
4,2
5,4
6,7
8,4
10,5
D interno
13,2
16,6
21,2
26,6
33,2
42,0

Tubazioni in PVC
Le tubazioni in PVC possono essere usate per lo scarico/ventilazione di acque da edifici civili e allesterno
degli edifici come fognature interrate.
Possono essere anche usate per adduzione idrica, ma solo se espressamente definita negli elaborati
progettuali o accettata dalla DL.
Le tubazioni in PVC rigido non plastificato a sezione circolare e relativi raccordi ed accessori, per scarico
e ventilazione ALLINTERNO DEGLI EDIFICI, sono accettati quando rispondono alle norme UNI vigenti
ed al Marchio I.I.P.
Il trasporto, lo scarico e laccatastamento in cantiere deve essere effettuato in modo da non provocare
deterioramento o deformazione dei tubi. In particolare si devono evitare urti, inflessioni eccessive,
sporgenze eccessive, contatti con corpi taglienti o acuminati. Maggior cura va usata maneggiando i tubi a
basse temperature. Laccatastamento deve essere effettuato in luogo riparato dai raggi solari su una
superficie che non presenti irregolarit tali da provocare deformazioni dei tubi nel tempo;
laccatastamento non deve superare laltezza di 1,50 m.
Nella tabella vengono elencati gli spessori e i diametri normalizzati (dimensioni in mm).
Diametro
esterno

spessore tubi
ventilazione

spessore ventilazione
e scarico acque fredde

32
40
50
63
75
82
100
110

1,2
1,2
1,2
1,3
1,5
1,5
1,7
1,8

1,8
1,8
1,8
1,8
1,8
1,8
2,0
2,2

1530E_DT08_R0

M - 21

spessore
scarico acque
calde
3,0
3,0
3,0
3,0
3,0
3,0
3,0
3,0
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125
140
160
200

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2,0
2,3
2,6
3,2

2,5
2,8
3,2
4,0

3,0
3,0
3,2
4,0

I colori utilizzati sono diversi e servono solamente a caratterizzare limpiego del manufatto. I principali
colori ed il loro numero dellatlante dei colori RAL sono:
Arancio (RAL 2008) corrispondente a tubazioni con spessore minimo 3 mm (adatte allo scarico acque
calde);
Mattone (RAL 8023) idem come precedente, ma con giunzione ad anello elastomerico;
Grigio (RAL 7037) senza bicchieratura e raccordi a doppia bicchieratura per bagni.
La giunzione dei tubi in PVC pu avvenire in due modi: mediante incollaggio oppure mediante anello
elastomerico.
Le tubazioni di scarico devono essere collaudate tappando le estremit terminali e riempiendo
completamente tutta la rete di scarico. Per i collettori di scarico il montaggio avviene a punto fisso per
tratti inferiori a 6m e con manicotto di dilatazione per tratti superiori. Per i collegamenti che devono essere
facilmente smontati (ad es. sifoni), sono usati giunti con tenuta ad anello O-R e manicotto esterno
avvitato.
I tubi e raccordi in PVC PER FOGNATURE INTERRATE sono del tipo rigido (policloruro di vinile non
plastificato) specifici per fognature e scarichi interrati e delle fognature non in pressione secondo la
Norma UNI EN 1401-1 con utilizzo entro larea di applicazione a cui sono destinati:
U: codice dellarea di applicazione per unarea distante maggiore di 1 m dal fabbricato al quale
collegato il sistema di tubazione interrato;
D: codice dellarea di applicazione per unarea al disotto del fabbricato ed entro 1 m di distanza dal
fabbricato per tubi e raccordi interrati e collegati al sistema di scarico del fabbricato. Nelle aree di
applicazione D normale la presenza di acqua calda in aggiunta a forze esterne causate dal terreno.
La materia prima deve essere PVC-U a cui sono aggiunti gli additivi necessari per facilitare la produzione
di componenti conformi ai requisiti della presente norma.
Laspetto, esaminato senza ingrandimento, deve soddisfare i seguenti requisiti:
- la superficie interna ed esterna dei tubi e dei raccordi deve essere liscia, pulita e priva di cavit, bolle,
impurezze e porosit e qualsiasi altra irregolarit superficiale che possa impedire la loro conformit alla
presente norma;
- le estremit dei tubi devono essere tagliate nettamente e le estremit dei tubi e dei raccordi devono
essere perpendicolari ai loro assi.
I tubi ed i raccordi devono essere colorati in tutto lo spessore della parete e preferibilmente di colore
marrone arancio (approssimativamente RAL 8023).
Le dimensioni devono essere misurate conformemente al prEN 496 ed il diametro esterno medio dem
deve essere conforme al sottoelencato.
Diametro esterno
Diametro
Diametro
esterno
nominale
esterno medio
DN (1)
(min-max)
110
125
160
200
250
315
(355)
400
(450)
500
630
(710)
800
(900)
1000
1530E_DT08_R0

110
125
160
200
250
315
355
400
450
500
630
710
800
900
1000

110,0 - 110,3
125,0 - 125,3
160,0 - 160,4
200,0 - 200,5
250,0 - 250,5
315,0 - 315,6
355,0 - 355,7
400,0 - 400,7
450,0 - 450,8
500,0 - 500,9
630,0 - 631,1
710,0 - 711,2
800,0 - 801,3
900,0 - 901,5
1000,0 - 1001,6
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1) Le dimensioni non preferenziali sono indicate tra parentesi


Lo spessore della parete e deve essere conforme al prospetto di seguito elencato in cui uno spessore di
parete massimo in un punto qualsiasi fino a 1,2 emin ammesso purch lo spessore medio della parete
em, sia minore o uguale a quello specificato em,max
Diametro
esterno (1)

SN 2

(SDR 51)

SN 4

(SDR 41)

SN 8

(SDR 34)

emin

em,max

emin

em,max

emin

em,max

110
3,2
3,8
3,2
125
3,2
3,8
3,7
160
3,2
3,8
4,0
4,6
4,7
200
3,9
4,5
4,9
5,6
5,9
250
4,9
5,6
6,2
7,1
7,3
315
6,2
7,1
7,7
8,7
9,2
(355)
7,0
7,9
8,7
9,8
10,4
400
7,9
8,9
9,8
11,0
11,7
(450)
8,8
9,9
11,0
12,3
13,2
500
9,8
11,0
12,3
13,8
14,6
630
12,3
13,8
15,4
17,2
18,4
(710)
13,9
15,5
17,4
19,4
800
15,7
17,5
19,6
21,8
(900)
17,6
19,6
22,0
24,4
1000
19,6
21,8
24,5
27,2
1) le dimensioni non preferenziali sono indicate tra parentesi
2) SDR 51 utilizzabile esclusivamente per lapplicazione nellarea "U"

3,8
4,3
5,4
6,7
8,3
10,4
11,7
13,1
14,8
16,3
20,5
-

I bicchieri dei tubi e raccordi devono essere predisposti per alloggiare guarnizioni elastomeriche di tenuta.
I materiali per le guarnizioni devono essere conformi alle EN 681-1 o prEN 681-2, secondo i casi.
I tubi devono essere marcati ad intervalli al massimo di 2 m ed almeno una volta per ogni tubo.
Con tubi e raccordi con giunzione di tipo elastico (bicchiere a tenuta con guarnizione elastomerica) si
dovranno osservare le seguenti indicazioni:
- provvedere ad una accurata pulizia delle parti da congiungere, assicurandosi che siano integre:
togliere provvisoriamente la guarnizione elastomerica qualora fosse presente nella sua sede;
- segnare sulla parte maschio del tubo (punta), una linea di riferimento. A tale scopo si introduce la
punta nel bicchiere fino a rifiuto, segnando la posizione raggiunta. Si ritira quindi il tubo di 3 mm per
ogni metro di interasse.
Il trasporto, lo scarico e laccatastamento in cantiere deve essere effettuato con le stesse modalit dei
tubi in PVC da posare allinterno dei fabbricati.
La posa deve essere effettuata secondo le indicazioni riportate nella parte edile del presente capitolato.
Le tubazioni in PVC RIGIDO PER CONDOTTE IN PRESSIONE PER ACQUA POTABILE dovranno
essere conformi alla norma UNI EN 1452 e alla circolare del Ministero della Sanit n. 102 del 02/12/78;
avranno giunti a bicchiere, con anello in gomma, spazio 10-20mm per le dilatazioni, contrassegnati ogni
metro con marchio del produttore, diametro, data di produzione e simbolo IIP.

Est.
mm
50
63
75
90
110
125
140

PN
SDR
Spess.
mm
2,0
2,3
2,8
2,7
3,1
3,5

1530E_DT08_R0

6
33-41
int.
mm
59,0
70,4
84,4
104,6
118,8
133,0

PN
SDR
Spess.
mm
2,4
3,0
3,6
4,3
4,2
4,8
5,4

10
21-26
int.
mm
45,2
57,0
67,8
81,4
101,6
115,4
129,2

M - 23

PN
SDR
Spess.
mm
3,7
4,7
5,6
6,7
6,6
7,4
8,3

16
13,6-17
int.
mm
42,6
56,6
63,8
76,6
96,8
110,2
123,4

PN
SDR

4.6
5.8
6.8
8.2
8.1
9.2
10.3

20
11- 13,6

40.8
51.4
61.4
73.6
93.8
106.6
119.4

Capitolato speciale dappalto


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arch. Maurizio Bordugo
arch. Anna Raffin

160
180
200
225
250
280
315
355
400

4,0
4,4
4,9
5,5
6,2
6,9
7,7
8,7
9,8

Ampliamento e recupero della Palestra Broilo


da adibire a Centro di Aggregazione Giovanile

152,0
171,2
190,2
214,0
237,6
266,2
299,6
337,6
380,4

6,2
6,9
7,7
8,6
9,6
10,7
12,1
13,6
15,3

147,6
166,2
184,6
207,8
230,8
258,6
290,8
327,8
369,4

9,5
10,7
11,9
13,4
14,8
16,6
18,7
-

141,0
158,6
176,2
198,2
220,4
246,8
277,6
-

11.8
13.3
14.7
-

136.4
153.4
170.6
-

Tubazioni multistrato
Sono formate da strati alternati di polietilene e alluminio nel seguente ordine polietilene., alluminio,
polietilene.
Per eseguire le giunzioni tra i vari tubi si usano dei raccordi con un sistema di seraggio a pressione. Tali
raccordi sono chiamati raccordi a pinzare e non sono completi di isolamento.
Lisolamento delle tubazioni di diverso spessore a seconda dello spessore della tubazione. Per
esempio per un diametro di DN32 lo spessore delisolamento di 6mm.
Tubazioni in rame
Le tubazioni di rame impiegate in questo appalto sono del tipo senza saldatura, avente misure secondo
UNI EN 1057.
Le tubazioni sono fornite allo stato fisico duro (R290), vengono impiegate con temperatura di esercizio da
-45C a +105C. Le tubazioni sono idonee per reti d i riscaldamento.
Il tubo in rame nudo fornito allo stato fisico ricotto in rotolo e duro e semiduro in verghe, senza
saldatura, conforme al D.P.R. 318/68 n. 1095 per impianti idrico sanitario con trattamento anticorrosione,
avente misure secondo UNI EN 1057.
Isolamento Termico e Anticondensa di Tubazioni ed Apparecchiature
Sono previsti i seguenti tipi di isolamento termico ed anticondensa.
a) Tubazioni acqua fredda posate all'interno di locali non riscaldati: guaina flessibile in materiale
elastomerico espanso a celle chiuse, classe di reazione al fuoco 1 (autoestinguente), conducibilit
termica massima 0,040 W/mC, completa di adesivo sp eciale per la chiusura delle giunzioni, posta in
opera per infilaggio o a mezzo di taglio longitudinale suturato con nastro speciale autoadesivo.
c) Tubazioni posate all'esterno: l'isolamento lo stesso previsto al punto a) ma con rivestimento esterno
in foglio di alluminio, spessore 6/10 mm.
Tutte le elettropompe, le valvole e gli accessori installati su reti di trasporto di fluidi caldi e freddi saranno
dotate di cuffie isolanti che avvolgono completamente il pezzo. le manovre saranno prolungate allesterno
delle cuffie. Tali cuffie sono comprese nei prezzi al metro dellisolante.

ART. M - 25 - ORGANI DINTERCETTAZIONE, MISURA, SICUREZZA


Modelli di riferimento
KSB, Caleffi, Emmeti.
Riferimento in elenco prezzi
VLV....
Valvole di intercettazione e saracinesche
Quali organi di intercettazione sulle tubazioni di acqua calda, refrigerata e ad uso idrico sono installate le
seguanti tipologie.
a) Valvole di intercettazione a sfera con comando a leva, corpo in ottone stampato, sfera a passaggio
totale in ottone stampato e cromato a spessore, guarnizioni di tenuta in teflon, leva di comando in
duralluminio plastificato, adatte per funzionamento con liquidi a temperature fino a 120C (70C se ad
uso idrico). Nei modelli filettato o flangiato (questo ultimo fornito con flange mobili).
b) Valvole di intercettazione e regolazione a tenuta morbida, esenti da manutenzione, con corpo in ghisa,
asta in acciaio inox, gommatura del tappo di EPDM, indicatore di apertura, volantino non salente, asta
non girevole; adatte per acqua fredda o calda, aria, gas inerti e fluidi non aggressivi allEPDM; pressione
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di esercizio max ammissibile come indicato negli elaborati di progetto e comunque non inferiore a PN6;
temperatura di esercizio max ammissibile non inferiore a 120C (70C se ad uso idrico).
c) Saracinesche a vite interna con tenuta di gomma con corpo e coperchio di ghisa sferoidale, asta di
acciaio inox, cuneo gommato, verniciatura interna ed esterna con resine epossidiche; adatte per acqua,
aria e gas; pressione di esercizio max ammissibile come indicato negli elaborati di progetto e comunque
non inferiore a PN6; temperatura di esercizio max ammissibile non inferiore a 120C (70C se ad uso
idrico).
Valvole di bilanciamento/taratura
Le valvole di bilanciamento/taratura saranno di due tipi.
a) Fino al diametro DN50: valvole di regolazione e dintercettazione, esenti da manutenzione, a tenuta
morbida, con corpo di bronzo, asta dottone, coperchio in lega dottone rosso; adatte per impianti di
riscaldamento e condizionamento; pressione di esercizio max ammissibile come indicato negli elaborati di
progetto e comunque non inferiore a PN16; temperatura di esercizio max ammissibile non inferiore a
120C
b) Oltre il diametro DN50: Valvole di regolazione e di intercettazione, esenti da manutenzione a tenuta
morbida, con sensori di portata e di temperatura, Corpo di ghisa con grafite lamellare, asta di acciaio
inox, gommatura del tappo EPDM, adatte per impianti di riscaldamento e condizionamento pressione di
esercizio max ammissibile come indicato negli elaborati di progetto e comunque non inferiore a PN16;
temperatura di esercizio max ammissibile non inferiore a 120C. Lesecuzione standard comprende:
sensore (IP 54) per la misurazione di portata e temperatura con lutilizzo del computer dedicato, forma a
flusso avviato con sede inclinata ed alzata dritta, idraulica a sede inclinata, asta non girevole con
filettatura esterna protetta, volantino non salente, dispositivo di bloccaggio, limitazione di corsa, tappo di
regolazione compatto, completamente rivestito di gomma per tenuta morbida.
A discrezione dellAppaltatore, il tipo b potr essere utilizzato anche per diametri inferiori al DN50.
Valvole di ritegno
Tutte le valvole di ritegno previste dal progetto sono del tipo a disco, con corpo in ottone fino al DN100 ed
in ghisa grigia dal DN125, otturatore e molla in acciaio inossidabile, adatte alluso, per temperature fino a
260 C, e pressioni 16 kg/cm2, complete di controfl ange, bulloni e guarnizioni.
Valvole by-pass differenziali
Le valvole by-pass differenziali sono del tipo regolabile con scala graduata.
La temperatura di esercizio pari a PN10.
La temperatura di taratura della valvola compresa tra 0-110C.
Filtri
Il filtro per i circuiti termici, composto da un corpo in acciaio del tipo PN16 con attacchi flangiati sempre
PN16, provvisto di controflange.
La temperatura massima di esercizio pari a 110C.
E composto da una maglia in acciaio inox con rubinetto di scarico
Termometri
I termometri sono previsti ad immersione di tipo omologato, ad attacco radiale o posteriore, completi di
guaina e pozzetto, attacco 1/2 diametro 80mm, scala 0-120C.
Manometri
I manometri sono previsti a quadrante, completi di cassa, serpentino in rame, rubinetto in ottone a flangia
per il controllo pressione e prova, conformi alla vigente normativa, diametro 80mm, scala conforme al tipo
di installazione.
Pozzetti per il controllo della temperatura
I pozzetti per il controllo della temperatura sono con attacco 1/2 in rame od ottone e conformi alla
vigente normativa.

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Vasi despansione
I vasi despansione sono del tipo chiuso a membrana a diaframma atossica in butile alimentare, a
precarica di azoto da 1,5 bar, pressione massima desercizio 10 bar, temperatura massima desercizio
99C, conformi alla vigente normativa, completi dei collegamenti alle tubazioni.
Valvole di sicurezza
Le valvole di sicurezza saranno del tipo a membrana, qualificate e tarataeI.S.P.E.S.L. Marchiate CE
secondo direttiva 97/23/CE. Attacchi F x F. Tmax 110C. Corpo e coperchio in ottone. Membrana e
guarnizione in EPDM. Sovrapressione di scarico 10%, scarto di chiusura 20%. Sicurezza positiva.
Corredate di verbale di taratura a banco.
Riduttori di pressione
Il riduttore di pressione generale dellimpianto, dingresso alledificio, sar a sede compensata. Attacchi
flangiati UNI 2278. Corpo in ghisa PN 16 rivestito di resina epossidica. Sede in bronzo. Membrana in
tessuto poliammidico. Tmax d'esercizio 60C. Pmax a monte 16 bar. Campo di taratura pressione a valle
da 1,5 a 6 bar. Fornito con doppio manometro 016 bar a monte e a valle.
I riduttori di pressione a valle del precedente saranno a sede compensata. Attacchi filettati maschio a
bocchettone. Corpo in ottone. Sede e filtro in acciaio inox. Membrana e guarnizione di tenuta in NBR.
Tmax d'esercizio 70C. Pmax a monte 25 bar. Campo d i taratura pressione a valle da 0,5 a 6 bar.
Superfici di scorrimento rivestite a caldo con PTFE. Cartuccia con membrana, filtro, sede ed otturatore,
estraibile per operazioni di manutenzione.

ART. M - 30 - ELETTROPOMPE
Modello Di Riferimento
WILO
Riferimento In Elenco Prezzi
PMP....
Le elettropompe saranno del tipo con rotore bagnato con attacco a bocchettone oppure flangiato, motore
EC e adattamento automatico delle prestazioni.
Impiegata per gli impianti di riscaldamento, impianti di condizionamento, circuiti chiusi di refrigerazione,
impianti di circolazione industriali.
Il corpo della pompa in ghisa grigia rivestita in cataforesi (KTL) per evitare la corrosione causata dalla
condensa.
Isolamento termico in polipropilene.
Albero realizzato in acciaio inossidabile.
Cuscinetti in carbone impregnato di metallo.
Girante in materiale sintetico.
Classe efficienza energetica A.
Massimo rendimento grazie alla tecnologia ECM.
Si pu avere un risparmio energetico fino all'80% rispetto alle pompe di circolazione dirette.
Impiego frontale e accesso alla zona morsetti, posizioni di montaggio variabili, display in qualunque
posizione.
Semplicit di montaggio grazie alle flange combinate PN 6/PN 10 (per DN 32 fino a DN 65).
Possibilit d'impiego in impianti di condizionamento/refrigerazione senza limitazione della temperatura
ambiente.
Ampliamento sistema tramite moduli interfaccia installabili anche successivamente per la comunicazione
Modbus, BACnet, CAN, LON, PLR ecc.
Comando a distanza tramite porta di comunicazione a infrarossi (modulo IR/monitor IR).
I dati tecnici della pompa sono i seguenti:
- Campo di temperature consentito -10 C ... +110 C, con temperatura massima ambiente 40C;
- Alimentazione di rete 1~230 V, 3~230 V, 50/60 Hz;
- Grado protezione IP 44;
- Attacco a bocchettoni o flangiato (a seconda del tipo) Rp 1 fino a DN 100 max. pressione di esercizio
versione standard: 6/10 bar oppure 6 bar (versione speciale: 10 bar o 16 bar).
Funzionamento come servomotore (n = costante)

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La pompa fornita con isolamento termico, guarnizioni per attacchi filettati, rondelle per viti flangiate (per
diametri nominali raccordo DN 32 - DN 65), manuale con istruzioni di montaggio, uso e manutenzione
Gli accessori a corredo della pompa sono i seguenti:
- bocchettoni per attacco filettato;
- elementi di compensazione;
- isolamento pompa per acqua fredda Wilo-Climaform;
- modulo IR;
- monitor IR;
- moduli IF Stratos: Modbus, BACnet, CAN, LON, PLR, DP, Ext. Off, Ext. Min., SBM, Ext. - Off/SBM;
- convertitore di porta analogico AnaCon;
- convertitore porta di comunicazione digitale DigiCon/DigiCon-A e DigiCon-Modbus/DigiCon-A.

ART. M - 31 - SISTEMI DI TRATTAMENTO DELL'ACQUA


Modelli Di Riferimento
JUDO
Riferimento In Elenco Prezzi
TRA....
I sistemi di trattamento dell'acqua comprendenti essenzialmente i seguenti componenti.
SISTEMA DI DOSAGGIO DI PRODOTTO PROTETTIVO PER RISCALDAMENTO E
RAFFRESCAMENTO costituito essenzialmente da:
- POMPA DOSATRICE ad installazione verticale con display, di nuova generazione con preciso comando
proporzionale ad impulsi con regolazione elettronica della portata e microprocessore. Completa di testa
con valvola di sfiato per facilitare l'adescamento, qualora il liquido da dosare sia particolarmente denso.
Aliment.:230VAC. Assorb.medio 16Watt. Max altezza tubo aspirazione 1,5metri. Temp.amb. 045C.
Temp.additivo: 050C. Rumore udibile: 74dBA. Grado protezione IP65. Connettore BNC
contatore/segnale esterno. Materiale costruzione: Box: PPO. Corpo pompa: PVDF. Diaframma: PTFE.
Sfere: CERAMICA. Tupo aspir.: PVC. Tubo mandata: PE. Corpo valvola: PVDF. O-ring: Viton. Giunto
iniezione: PVDF. Sonda livello e filtro di fondo: PVDF. Cavo sonda livello: PE. Peso 2,2Kg Numero
iniezioni minuto (min-max)1180. Portata minima 22,2cc/h. portata massima 4lt/h. Cc per impulso 0,37.
Pressione max.10bar.
- CONTATORE LANCIA IMPULSI A TURBINA PER ACQUA FREDDA con quadrante asciutto raccordi
in-out filettati. Contatori a getto con quadrante asciutto; Contatori filettati; Cassa e testa in ottone;
Temperatura lavoro: acqua fredda fino a 30 C; Cavo (RG58) lungo 2m con connettore BNC; Contatto
reed con 109 operazioni di chiusura; Max tensione 250 VAC, 200 VDC; Max corrente1.0 A; Max potenza
10 VA. Valore impulso: 1 impulso ogni litro, Press. max bar 16, portata Max mc/h 5, Portata Nom mc/h
2,5.
- LANCIA DI ASPIRAZIONE completa di sonda di livello e valvola di fondo.
- PRODOTTO PROTETTIVO INIBITORE DI CORROSIONE per circuiti di riscaldamento e di
raffreddamento chiusi con componenti in rame ed alluminio.
- KIT ANALISI IPT MOLIBDENO 10 PPM TIT.

ART. M - 32 - TERMINALI DEGLI IMPIANTI DI RISCALDAMENTO E RAFFRESCAMENTO


Modelli Di Riferimento
Sabiana, Irsap
Riferimento In Elenco Prezzi
TRM....
Ventilconvettori a parete
I ventilconvettori verticali a parete nella versione standard con presa d'aria dal basso.
Composto da robuste spalle laterali in materiale sintetico antiurto (ABS) e da una sezione frontale in
lamiera d'acciaio zincata a caldo e preverniciata.
La griglia di mandata dell'aria, in materiale sintetico, di tipo reversibile ad alette fisse ed posizionata
sulla parte superiore.
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da adibire a Centro di Aggregazione Giovanile

Il ventilconvettore fornito di:


- filtro rigenerabile in polipropilene a nido d'ape;
- ventilatori centrifughi a doppia aspirazione, particolarmente silenziosi;
- motore monofase a 6 velocit di cui 3 collegate con grado di protezione IP20 e classe B. Velocit
disponibili MIN, MED, MAX;
- batteria di scambio termico costruita con tubi di rame ed alette in alluminio fissate ai tubi con
procedimento di mandrinatura meccanica. La batteria reversibile: il lato degli attacchi pu perci essere
invertito in fase di montaggio in cantiere;
- bacinella raccogli condensa;
- inversione estate/inverno, comando a tre velocit, termostato interno o esterno a parete nel caso di pi
apparecchi installati nello stesso ambiente, termostato di minima, valvola a tre vie per batteria principale,
pannello di chiusura posteriore, piedini d'appoggio ed accessori vari.
E' compresa la fornitura e posa in opera per ogni ventilconvettore di uno stabilizzatore automatico di
portata (AUTOFLOW) di misura adeguata alla taglia del terminale. Lo stabilizzatore sar caratterizzato
da:
Corpo in ottone. Cartuccia in polimero ad alta resistenza. Molla in acciaio inossidabile. Tenute in EPDM.
Fluidi d'impiego acqua e soluzioni glicolate. Massima percentuale di glicole 50%. Pressione massima di
esercizio 16 bar. Campo di temperatura di esercizio 0100C. Range Dp 15200 kPa. Campo di portate
disponibili: 0,125,0 m/h. Precisione 10%.
Ventilconvettori a cassetta
I ventilconvettori a cassetta sono completi di:
- griglie di ripresa, cornice ed alette di diffusione orientabili su ogni lato in materiale sintetico ABS;
- struttura interna portante in lamiera zincata con coibentazione termica interna (polietilene espanso a
cellule chiuse di spessore 10mm) e una barriera anticondensa sulla parete esterna;
- apparecchiatura di controllo costituita da una scatola esterna all'apparecchio al cui interno collocata la
scheda elettronica di controllo i cui morsetti per il collegamento risultano facilmente raggiungibili;
- motore-ventola sospeso su antivibranti, particolarmente silenzioso, a 3 velocit predefinite;
- batteria di scambio, costituita con tubi di rame ed alette di alluminio, fissate ai tubi con procedimento di
mandrinatura meccanica, in esecuzione a 1, 2 e 3 ranghi nella versione impianto a 2 tubi;
- bacinella raccogli condensa;
- filtro sintetico rigenerabile lavabile, facilmente accessibile;
- pompa di evacuazione condensa di tipo centrifugo con prevalenza utile di 650mm, comandata
direttamente dalla scheda elettronica, a cui abbinato un sistema a galleggiante per il controllo del livello
della condensa e di allarme;
- comando tre velocit con termostato elettronico e commutatore estate/inverno;
- termostato elettromeccanico con commutatore estate/inverno a bordo;
- termostato di minima
- valvole a due/tre vie, di tipo on/off complete di raccordi e detentori.
Sistema radiante a pavimento
Il sistema radiante a pavimento composto essenzialmente da:
TUBAZIONE in ottene copolimerico PE-RT tipo II del tipo MidiX (DIN 16833 / ISO 24033 / ISO 22391)
con barriera a ossigeno nello spessore del tubo e permeabilit allossigeno inferiore a 3,6 mg/m2 al
giorno con temperatura 80C, e 0,32 mg/m2 al giorno con temperatura 40C (ISO 17455 e UNI EN 12644:2009), caratteristiche di resistenza meccanica che lo rendono appartenente alla classe 1, classe 2,
classe 3, classe 4 e classe 5 secondo la ISO 10508 con pressione di esercizio superiore a 6 bar e vita
prevista superiore ai 50 anni; diametro 18 mm e spessore da 2 mm (UNI EN 1264-4); posabile a freddo;
fornito in rotoli dopportuno metraggio, stoccati in modo che la tubazione sia protetta dalla radiazione
solare; sulla tubazione sono riportate le caratteristiche meccaniche e i metri di svolgimento del rotolo;
NASTRO ADESIVO in polietilene per la copertura delle fughe di accoppiamento delle lastre isolanti;
CLIPS DI ANCORAGGIO della tubazione in poliammide tipo tacker;
STRISCIA PERIMETRALE doppia in polietilene espanso a cellule chiuse; spessore 4+2 mm., altezza 140
mm; costituita di doppio strato con lembo da 2 mm sollevabile e dotata di fascia autoadesiva sul retro a
tutta altezza;
GUAINA ISOLANTE diam. 20 in polietilene espanso dello spessore di 4 mm;
GIUNTO DI DILATAZIONE in polietilene espanso ad alta densit a cellule chiuse; spessore 8 mm. e
altezza 110mm;
FOGLIA PE in polietilene PE, spessore 0,2 mm;
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ADDITIVO FLUIDIFICANTE (10kg) da aggiungere allimpasto sabbia e cemento del massetto tradizionale
in modo da rendere pi fluido limpasto senza eccessi dacqua e ridurre la percentuale daria presente;
classificato non pericoloso secondo Direttiva 99/45/CE e marchiato CE secondo EN 934-2
CASSETTE A MURARE tipo light com mod. 5 o similari;
COLLETTORE tipo elite black line 11+11 completo o similare;
COLLETTORE tipo elite black line 12+12 completo o similare;
ADATTATORI per tubo da 18/2 mm completi;
CURVE GUIDA 90 per tubo fino al dn 18mm;
COPPIE DI VALVOLE A SFERA tipo elite black sq/dr.1"1/4 M - 1" F o similari;
Il sistema di riscaldamento a pavimento prevede un pannello isolante (non compreso nella presente
voce) e sistema di aggancio della tubazione, posata con diversi interassi tra le tubazioni per
l'adeguamento delle potenzialit alle esigenze. La temperatura di superficie corrisponde alle esigenze
igieniche e fisiologiche rispettando il limite max. di 29C . I componenti del sistema devono essere
conformi alle norme UNI EN ISO e/o DIN che li riguardano e pi sotto specificate.
Il pannello isolante dovr essere in polistirene espanso sinterizzato con grafite coperto da una guaina
alluminata riportante linee di guida a distanza 50 mm utili per la posa della tubazione con il passo corretto
e risultante dalla progettazione; la guaina deve avere uno spessore pari almeno a 0,15mm, deve essere
impermeabile qualora il massetto soprastante fosse liquido (UNI EN 1264-4) e deve sporgere dal
pannello di almeno 20mm; nella parte sporgente la guaina deve essere adesiva in modo da coprire
facilmente le fughe di accoppiamento dei pannelli; il pannello deve avere conducibilit termica dichiarata
lambdaD pari a 0,030 W/mK secondo UNI EN 13163 e UNI EN 12667; la resistenza alla compressione
deve essere 140KPa secondo EN 826; la resistenza termica del pannello deve essere maggiore o uguale
al valore minimo prescritto dalla normativa UNI EN 1264-4; qualora il solo pannello europlus-lambda non
fosse sufficiente, predisporre uno o pi pannelli isolanti piani in polistirene espanso, in modo da avere la
resistenza termica aggiuntiva mancante per il rispetto della UNI EN 1264-4; qualora limpresa costruttrice
avesse predisposto degli strati isolanti sulla base livellata come definita nelle prescrizioni di posa che
seguono, deve esserne consegnata la scheda tecnica alla Direzione Lavori per verificarne laccettabilit
ai fini del rispetto della UNI EN 1264-4.
La tubazione deve essere in polietilene ottene copolimerico PE-RT tipo II del tipo MidiX (DIN 16833 / ISO
24033 / ISO 22391) con barriera a ossigeno nello spessore del tubo e permeabilit allossigeno inferiore
a 3,6 mg/m2 al giorno con temperatura 80C, e 0,32 mg/m2 al giorno con temperatura 40C (ISO 17455
e UNI EN 1264-4:2009), caratteristiche di resistenza meccanica che lo rendono appartenente alla classe
1, classe 2, classe 3, classe 4 e classe 5 secondo la ISO 10508 con pressione di esercizio superiore a 6
bar e vita prevista superiore ai 50 anni; diametro 20mm e spessore 2 mm (UNI EN 1264-4); posabile a
freddo con curvature dal raggio non inferiore a 6 volte il diametro; fornito in rotoli dopportuno metraggio,
cos da ridurre gli sfridi, stoccati in modo che la tubazione sia protetta dalla radiazione solare; sulla
tubazione devono essere riportate le caratteristiche meccaniche e i metri di svolgimento del rotolo in
modo da poter realizzare agevolmente gli anelli della lunghezza secondo progetto senza giunzione
intermedia (UNI EN 1264-4); lunghezza massima di ciascun anello pari a 120m.
Il sistema deve essere fornito completo del numero di clips in poliammide tipo tacker necessario per
garantire la posa della tubazione secondo le prescrizioni della norma di riferimento (UNI EN 1264-4).
Il sistema deve essere completo di striscia perimetrale in polietilene espanso a cellule chiuse da posare
lungo tutto il perimetro dei locali da riscaldare e attorno a tutti gli elementi della struttura che penetrano il
massetto, come pilastri, scale, ecc, (UNI EN 1264-4); lo spessore totale della striscia perimetrale deve
essere tale da assorbire movimenti del massetto di almeno 5 mm, mentre laltezza totale deve essere
pari a 150 mm in modo da contenere lingombro di: pannello isolante, massetto e rivestimento
superficiale (UNI EN 1264-4); deve essere autoadesiva sul retro in tutta la sua altezza in modo che la sua
posizione non vari dopo la stesura del massetto e deve essere costituita di un doppio strato in modo
rispettare le indicazioni di posa pi sotto riportate.
La fornitura deve comprendere il nastro adesivo necessario per coprire le fughe che si hanno presso
laccostamento del pannello isolante.
Il sistema deve essere fornito completo di giunti di dilatazione aventi le stesse caratteristiche in spessore
e materiale della striscia perimetrale; la quantit di giunti deve essere tale da garantirne la posa nelle
posizioni stabilite dal progettista sul disegno esecutivo del pavimento radiante.
La fornitura deve comprendere la guaina isolante in polietilene espanso con spessore 4mm da prevedere
in quantit tale da garantire la protezione del tubo nei punti di attraversamento dei giunti di dilatazione
(UNI EN 1264-4) e in tutti i punti dove presente un eccessivo infittimento delle tubazioni.
Nel caso in cui sia necessario garantire una barriera vapore sotto il pannello isolante deve essere fornita
la quantit sufficiente di foglio in polietilene con spessore 0,2 mm tale da consentirne la posa sotto il
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pannello isolante con sovrapposizioni di 80mm in corrispondenza dei giunti e risvolto verticale sulle
pareti.
La fornitura deve comprendere ladditivo superfluidificante tipo europlast o similare nel caso di massetto
tradizionale sabbia e cemento; la quantit deve essere tale da garantire la riduzione di presenza daria
nel massetto, che dovr essere non superiore al 5% (UNI EN 1264-4) e deve essere classificato non
pericoloso secondo Direttiva 99/45/CE e marchiato CE secondo EN 934-2
Il sistema deve essere fornito di documentazione attestante resa determinata mediante simulazioni
numeriche alle differenze finite da organismo riconosciuto secondo EN 15377 e/o certificata da
laboratorio autorizzato secondo EN 1264-2.
Il sistema deve essere corredato di assicurazione coperta da Agenzia e/o Ente assicurativo rinomati per
la durata di 10 anni per responsabilit civile contro terzi con un massimale assicurato unico di almeno
euro 3.500.000,00; i lavori di manutenzione ed installazione devono essere assicurati come sopra
specificato con un massimale di almeno Euro 3.500.000,00.
Le garanzie di assicurazione devono essere fornite in modo automatico alla consegna dei lavori senza
ulteriori addebiti da parte della Committenza. Campionature, schede tecniche e certificati del sistema
devono essere forniti prima dellinizio dei lavori per laccettazione da parte della Direzione Lavori.
Prescrizioni di posa: La posa dell'impianto deve seguire le procedure individuate dalla norma UNI EN
1264-4. In particolare:
La base di supporto deve essere preparata in conformit alle norme pertinenti ed eventuali tubi o condotti
devono esser fissati e incassatti per fornire una base livellata. Nel caso il piano trattato fosse un piano
terra, su garage o su terreno o che si affaccia direttamente sullesterno deve essere posato un foglio in
PE di spessore 0,2 mm sulla base livellata avendo cura di risvoltarlo sulle pareti esterne di almeno 10 cm
e sovrapporlo di almeno 25 cm.
Lungo tutto il perimetro dei locali interessati dalla posa del pavimento radiante deve essere applicata la
striscia perimetrale, avendo cura di farla aderire bene al muro in particolare in corrispondenza degli
angoli.
Sulla base livellata devono essere posati i pannelli isolanti del sistema a pavimento con resistenza
termica maggiore o uguale al valore minimo prescritto dalla normativa UNI EN 1264-4.
Il pannello isolante verr posato accostandolo bene in corrispondenza del bordo e nastrando il punto di
giunzione, o avendo cura di srotolare la confezione di fornitura disponibile per lo spessore minore di
isolante. In corrispondenza del perimetro il pannello isolante deve appoggiare alla striscia perimetrale; il
suo lembo superiore deve essere sollevato e fatto aderire alla parte superiore del pannello isolante
posato: il lembo deve aderire allangolo retto formato tra parete e pannello isolante. Si consiglia di usare il
nastro adesivo per bloccare il lembo della striscia perimetrale nella posizione voluta.
La posa di ciascun anello deve avvenire senza giunzioni; qualora, causa incidenti subiti dallimpianto
finito, venissero fatti giunti meccanici, questi devono essere localizzati e riportati sulla documentazione
allegata (UNI EN 1264-4).
Va rispettato fedelmente il progetto per quanto riguarda interassi di posa, giunti di dilatazione e posa della
striscia perimetrale che andr tagliata a pavimentazione finita.
In tutti i punti di elevato infittimento delle tubazioni (es: in partenza al collettore, nei passaggi obbligati
attraverso le porte) e nei punti di attraversamento dei giunti di dilatazione la tubazione deve essere
inguainata per tutta la lunghezza dove presente linfittimento e per 40 cm in corrispondenza
dellattraversamento dei giunti.
Dopo la posa dellimpianto esso dovr essere messo in pressione prima del getto del massetto; dovr
rimanere in pressione fino allultimazione dei massetti e il procedimento di collaudo dovr essere
documentato.
Il pre-riscaldamento dovr avvenire non prima di 21 giorni dalla posa di un massetto di tipo cementizio e
non prima di 7 giorni dalla posa di un massetto a base di anidride e comunque vanno seguite le istruzioni
del fornitore del massetto stesso; per evitare lo shock termico del massetto la temperatura di avviamento
dovr essere non superiore di 5C rispetto alla tem peratura esterna e dovr essere aumentata di 2 o 3C
al giorno fino a raggiungere il valore di progetto. Il processo di avviamento del riscaldamento dovr
essere documentato.
La voce include ogni altro onere accessorio, maestranza, mezzo e quantaltro per dare il lavoro finito a
regola d'arte e perfettamente funzionante. L'eventuale necessit di ulteriori articoli qui non menzionati in
conseguenza all'uso di marche differenti da quelle previste in progetto, deve essere gi considerata
renumerata nella presente voce, sia come materiale, sia come installazione.
Prescrizioni per i vari componenti e loro installazione come da capitolato.
In ogni caso, prima di procedere all'installazione, l'impresa dovr:

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- concordare con la DL eventuali modalit di esecuzione dell'impianto, rilevate con le prescrizioni date
dalla ditta fornitrice al fine di fornire tutti i materiali necessari (anche se non espressamente specificati in
questa voce) e per installare correttamente il sistema.
- fornire il disegno esecutivo in formato dwg del sistema;
- fornire la documentazione attestante sia la resa, sia che essa stata determinata mediante simulazioni
numeriche alle differenze finite da organismo riconosciuto secondo EN 15377 e/o certificata da
laboratorio autorizzato secondo EN 1264-2.
Nel prezzo si intende compreso e compensato ogni onere ed accessorio per la posa, il materiale vario di
consumo e quanto altro per dare il lavoro finito a regola d'arte e perfettamente funzionanteSistema
radiante Eurotherm tipo "Europlus- lambda" a norma EN1264 o similare approvato dalla DL.
Radiatori
I radiatori in acciaio sono completi di: staffe, tappi, valvolina di sfiato, valvola con testa termostatica,
detentore ed ogni altro accessorio atto a dare l'elemento finito e funzionante.

ART. M - 36 - SANITARI
Modelli Di Riferimento
Presto (rubinetteria temporizzata)
Emmeti (rubinetteria semplice)
Riferimento In Elenco Prezzi
SAN....
Caratteristiche Costruttive
VASI IGIENICI
Ogni vaso igienico sar del tipo sospeso, in porcellana vetrificata sospeso con la dotazione standard di:
sedile in resina termoindurente con paracolpi, coperchio e cerniere in acciaio inox; cassetta di scarico in
polietilene, tipo a zaino di capacit 14 litri esterno, completa di valvola a galleggiante 3/8 e comando a
pulsante; collegamento allimpianto di caricamento cassetta; tubazione di raccordo tra vaso e cassetta, a
vista, in polietilene, colore bianco, completa di raccordi e guarnizioni; tubo di raccordo tra vaso e sistema
di scarico.
LAVABI
Ogni lavabo previsto in porcellana dura vetrificata con la dotazione standard di: collegamento
allimpianto idrico, rubinetti dintercettazione posti sotto lavabo, sifone di scarico, collegamento
allimpianto di scarico, supporti, fissaggi e sistema di erogazione. Questo ultimo pu essere del tipo
miscelatore monocomando (arrivo di acqua calda e fredda) o a semplice comando a pressione (arrivo di
sola acqua fredda).
LAVELLI
Ogni lavello previsto in porcellana dura vetrificata con la dotazione standard di: collegamento
allimpianto idrico, rubinetti dintercettazione posti sotto lavabo, sifone di scarico, collegamento
allimpianto di scarico, supporti, fissaggi e sistema di erogazione a rubinetteria semplice (vedi paragrafo
successivo).
DOCCE TIPO SINGOLO
Le docce singole sono composte da: piatto doccia 80x80cm in gres porcellanato bianco, griglia e sifone di
scarico, miscelatore monocomando temporizzato (o erogatore a pulsante temporizzato se la
miscelazione fatta a monte, come indicato negli elaborati grafici), limitatore di portata, soffione,
tubazione di collegamento miscelatore-soffione, raccorderia, viti, supporti. Le lavorazioni considerano
l'istallazione completa del sistema ed il suo collegamento alle tubazioni di adduzione e scarico.
DOCCE TIPO IN BATTERIA
le docce in batteria comprendono: griglia in materiale plastico certificato per luso, sifone di scarico,
erogatore a pulsante temporizzato, limitatore di portata, soffione, tubazione di collegamento pulsante1530E_DT08_R0

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soffione, raccorderia, viti, supporti. Le lavorazioni considerano l'istallazione completa del sistema ed il suo
collegamento alle tubazioni di adduzione e scarico.
BIDET
Bidet in porcellana vetrificata (vitreous-china) a pianta di forma variabile o comunque conforme ai prodotti
in uso nel mercato, con erogazione d'acqua mediante monoforo o a tre fori, oppure da diaframmi laterali,
fornito e posto in opera. Il bidet compreso di raccordi alle tubazioni d'allaccio per l'adduzione dell'acqua
calda e fredda; le staffature in acciaio da installare sottotraccia; il relativo fissaggio a parete con viti e
borchie di acciaio cromato; l'assistenza muraria; le guarnizioni.
E completo di gruppo miscelatore monocomando cromato, realizzato nel rispetto delle norme
UNI EN 200, UNI EN 246, UNI EN 248 o delle equivalenti norme NF, per bidet, con bocchetta di
erogazione orientabile e scarico, corredato di raccordi, con filtro incorporato perfettamente funzionante,
fornito e posto in opera.
SANITARI PER DISABILI
I sanitari per disabili avranno le stesse dotazioni previste per quelli normali ora descritte. Essi inoltre,
assieme al locale che li contiene, disporranno di particolari attrezzature descritte nella parte M3 del
presente capitolato.
Rubinetteria
RUBINETTERIA SEMPLICE
Con rubinetteria semplice sintende, in questo progetto, linsieme dei rubinetti miscelatori con apertura e
chiusura a comando a leva, privi di particolari caratteristiche (temporizzazione, sistemi antibloccaggio,
ecc.).

RUBINETTERIA TEMPORIZZATA
Miscelatore temporizzato per lavabi
Miscelatore bordo lavabo, in ottone cromato con comando a pressione a chiusura automatica
temporizzata secondo la norma UNI EN 816, con ciclo di 15 secondi circa, parti interne in hostaform con
rubino sintetico e molla autopulente, rubinetti darresto con filtri e valvole di non ritorno incorporati.
Pulsante e cartucce intercambiabili resistenti alla corrosione ed alle incrostazioni. Sistema di regolazione
della portata su cinque livelli attraverso meccanismo interno; sistema di regolazione della
temporizzazione su sei livelli attraverso meccanismo interno; i sistemi di regolazione sono variabili senza
linterruzione del flusso dellacqua portata e temporizzazione pre-regolata in fabbrica. Sistema
antibloccaggio incorporato con il quale lacqua scorre solo quando avviene il rilascio del pulsante. Arresto
istantaneo dellacqua in caso di bloccaggio volontario del pulsante. Riferimento: Presto Prestomix 2002
S.
Rubinetteria temporizzata per lavabi per disabili
Ogni lavabo per disabili sar dotato di rubinetto miscelatore bordo lavabo in ottone cromato con comando
a leva su giunto a sfera a chiusura automatica temporizzata secondo UNI EN 816, con ciclo di 15 secondi
circa, parti interne in hostaform con rubino sintetico e molla autopulente, rubinetti darresto con filtri e
valvole di non ritorno incorporati. Pulsante e cartucce intercambiabili resistenti alla corrosione ed alle
incrostazioni. Sistema di regolazione della portata su quattro livelli attraverso meccanismo interno;
portata pre-regolata di fabbrica. Riferimento: Presto Presto miscelatore 7000.
Rubinetto temporizzato a pressione per docce
Rubinetto murale in ottone cromato per doccia, con comando a pressione a chiusura automatica
temporizzata secondo la norma UNI EN 816, con ciclo di 30 secondi circa, parti interne in hostaform con
rubino sintetico e molla autopulente. Equipaggiato con regolatore di portata da 10 l/min., e dotato del
sistema S antibloccaggio con il quale l'acqua scorre solo quando avviene il rilascio del pulsante. Arresto
istantaneo dell'acqua in caso di bloccaggio volontario del pulsante. Temporizzazione regolabile
internamente senza interrompere il flusso dellacqua. Modulo idraulico e comando intercambiabili
resistenti alla corrosione ed alle incrostazioni. Con arrivo in linea o da dietro a seconda delle esigenze.
Riferimento: Presto 500 S.

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ART. M - 37 - APPARECCHIATURE PER USO SANITARIO


Modelli Di Riferimento
Bonomini, Coes, Geberit (pilette di scarico, ispezioni di scarico)
Riferimento In Elenco Prezzi
IDRS...
Collettore idrico
Il collettore idrico del tipo complanare premontato composto dalle seguenti parti:
- portella di ispezione in lamiera zincata o con lo stesso colore della parete, posizionato a filo muro, con
telaio metallico di dimensioni idonee a contenere il collettore complanare (minimo 5+5);
- cassetta ventilata con telaio di profondit regolabile (tra 110-140mm);
- zanche e supporti di fissaggio;
- gli attacchi del collettore complanare sono da 3/4", con PN10, temp max 85C;
- ogni derivazione munita di valvola dintercettazione anche per quelle non utilizzate;
- nella parte iniziale del collettore ci sono due rubinetti dintercettazione;
- ci sono anche raccordi, giunzioni, tappi, kit eccentrici necessari alla completa installazione del collettore.
Scaldacqua elettrico
La produzione di acqua calda sanitaria effettuata da scaldacqua ad accumulo elettrico o termoelettrico
posizionati allinterno dei bagni.
Lo scaldacqua elettrico o termoelettrico sar installato a vista, composto dalle seguenti parti:
- caldaia vetroporcellanata collaudata per resistere ad una pressione di 8,0 bar:
- resistenza elettrica con potenza max di kW 1,40;
- termostato di regolazione;
- termometro;
- staffe di sostegno;
- valvola di sicurezza;
- flessibili di collegamento alla rete idrica;
- valvola di intercettazione a sfera sull'ingresso dell'acqua fredda.
Sono comprese anche le opere di fissaggio, collegamenti idraulici ed elettrici, escluse le linee di
alimentazione idrauliche ed elettriche.
Le capacit di accumulo dello scaldacqua elettrico pi usate sono: 50l.
Produttore istantaneo di acqua calda sanitaria
Il produttore Istantaneo di acqua calda sanitaria costituito da uno scambiatore a piastre in acciaio Inox
AISI 316, un circolatore a numero di giri variabile a basso consumo energetico, regolatore elettronico per
l'impostazione delle temperature di funzionamento e flussostato per la rilevazione della portata d'acqua
sanitaria. Portata d'acqua 40 litri/minuto a 45C c on acqua nell'accumulo a 55 C e rete a 10 C. Port ata
minima di accensione o ricircolo 4 litri/minuto.
Disconnettore acqua sanitaria
Il disconnettore per acqua sanitaria conforme alla norma UNI 9157, con filtro incorporato, corpo in
bronzo, adatto a resistere a temperature fino a 60 C e a pressioni fino a 10 bar.
Uniti al disconnettore sono presenti raccordi e accessori per la sua installazione.
Collare tagliafuoco
Il collare tagliafuoco per tubazioni in plastica attraversanti pareti e solai tagliafuoco realizzato con
contenitore metallico entro cui predisposto il passaggio della tubazione. Il contenitore pu essere
installato incassato nella muratura oppure, quando non vi lo spazio sufficiente, pu essere installato a
vista a filo della parete tagliafuoco. In caso di incendio la sostanza presente nel contenitore si espande
schiacciando il tubo e realizzando la chiusura tagliafuoco. I collari sono certificati in base alle prove di
resistenza al fuoco secondo la circolare del Ministero dell'Interno n. 91 del 14/10/61.
Pilette di Scarico
Le pilette di scarico saranno pozzetti sifonati, idonei per pavimenti, con scarico filettato 11/2, interno
DN40 femmina, con corpo in polipropilente PP, piletta e griglia in plastica di colore bianco. Esse dovranno
garantire la possibilit di asportare completamente la parte interna del sifone al fine di procedere ad
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unaccurata pulizia. La conformazione dovr essere tale da mantenere sempre asciutta la superficie
sottostante della pavimentazione
Ispezioni di Scarico
Le ispezioni di scarico devono essere dello stesso materiale con cui sono realizzate le tubazioni che vi si
collegano; devono disporre di coperchio finito superiormente in acciaio con diametri congruenti alla
tubazione da ispezionare e comunque superiori a 75 mm; la fornitura comprensiva di tubazione di
raccordo, ed accessori vari.
Aspiratori Centrifughi
(Tipo Soler & Palau Decor)
Gli aspiratori centrifughi per aspirazione aria dai servizi ciechi sono del tipo ad installazione a parete o a
soffitto, per scarico diretto o con canale flessibile e canale di sovrapressione; il collegamento elettrico
escluso. Sono previsti completi di griglia d'espulsione in alluminio con alette orizzontali fisse e canale
flessibile di raccordo.

ART. M - 38 - SPECIFICHE TECNICHE PER LO SCARICO


Modelli Di Riferimento
Boer depurazioni
Riferimento In Elenco Prezzi
IDRZ...
Pozzetti di raccordo
I pozzetti di raccordo sono in cemento armato, prefabbricati, vengono appoggiati su una soletta in
calcestruzzo.
Il chiusino del pozzetto di solito in cemento armato.
Se il pozzetto si trova in zona carrabile allora il chiusino dovr essere in ghisa C250 e D400.

ART. M - 39 IMPIANTO SPEGNIMENTO INCENDI


Modelli Di Riferimento
Riferimento In Elenco Prezzi
VVF...
Naspo
Ogni naspo include:
- cassetta portanaspo verniciata di rosso con polveri di poliestere;
- tubo semirigido DN25 UNI 9488-EN 694, lunghezza 30m;
- lancia frazionatrice UNI EN 671-1;
- valvola a sfera da 1'';
- telaio in alluminio e porta vetro di dimensioni 650x600x200 mm;
- cartello adesivo di identificazione Dir 92/58/CEE DL 493-96;
- adesivo distruzioni uso sulla porta;
- istruzioni di installazione e manutenzione;
- cartello a muro con simbolo di identificazione.
Gruppo motopompa
Ogni gruppo attacco motopompa di mandata per linea di derivazione (UNI 10779) sar verniciato di
rosso, filettato/flangiato, completo di uno o due rubinetti con girello femmina, valvola dintercettazione,
valvola di non ritorno, valvola di sicurezza, tappo terminale cieco.
Il gruppo sar posto entro pozzetto o cassetta di protezione con portello di alluminio e vetro safe-crasch e
comunque adeguatamente segnalato con cartello del simbolo di identificazione.
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Estintori
Gli estintori a polvere saranno del tipo omologati Ministero dellInterno DM 20.12.1982, marcati CE
secondo Decreto Legislativo 25.02.2000 n.93 in attuazione della direttiva 97/23/CE.
Secondo le indicazioni di progetto, lestintore sar:
- a polvere kg6, classe di fuoco 34A-233 BC Diam.160 mm, altezza totale 560 mm;
- a polvere kg9, classe di fuoco 43A-183 BC Diam.190 mm, altezza totale 640 mm;
- a polvere kg12, classe di fuoco 55A-233 BC Diam.190 mm, altezza totale 640 mm.
Ogni estintore disporr di cartello a muro con simbolo di identificazione.

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PARTE M5 - COLLAUDI E VERIFICHE


I collaudi e le verifiche dovranno essere definite in sede di progetto esecutivo.
Al termine dei lavori il progetto dovr essere corredato di:
- disegni as built;
- risultati delle verifiche e dei collaudi;
- manuale di manutenzione completo dei manuali duso e manutenzione forniti dai costruttori dei vari
componenti degli impianti;
- manuale duso dei vari impianti (nelle spese sono considerati anche i corsi davviamento alluso degli
impianti);
- certificazioni di tutti gli impianti secondo legge;
Tutte questi documenti sono prescrittivi assieme a tutti quelli richiesti per legge.

Il collaudo comprende tre gruppi di diverse operazioni da eseguire in tempi distinti:


a) verifica qualitativa e quantitativa dei materiali e delle apparecchiature costituenti l'appalto;
b) prove preliminari di funzionamento;
c) prove e collaudo definitivo dell'impianto.
Le operazioni di cui al punto a) possono essere eseguite in tutto o in parte anche durante l'esecuzione
dei lavori in relazione alle specifiche contenute nel presente Capitolato e nell'Elenco Prezzi Unitari.
Le prove preliminari (punto b) devono essere eseguite alla consegna degli impianti, dopo che la Ditta
Appaltatrice ha fornito al Committente i disegni completi ed aggiornati di tutte le installazioni, nonch i
cataloghi illustrativi delle apparecchiature, accompagnati da un libretto con le istruzioni dettagliate per la
conduzione e manutenzione degli impianti. Ultimate le verifiche e le prove preliminari, steso il relativo
verbale nel quale sono esposti eventuali rilievi e prescrizioni della D.L.
Il collaudo definitivo dell'impianto (punto c) sesegue entro la prima stagione invernale ed estiva di
funzionamento. Saranno eseguite, durante il collaudo, le seguenti verifiche:
- valori della temperatura e dellumidit interne degli ambienti;
- se ogni impianto in grado di raggiungere le condizioni stabilite dal Capitolato in corrispondenza al
massimo valore del carico;
- se ogni impianto in grado di mantenere le desiderate condizioni interne in regime di carico variabile;
- valori delle portate d'aria negli ambienti e della velocit finale dell'aria nella zona occupata.
Per quanto riguarda i modi deffettuazione delle misure, si fa riferimento a quanto stabilito dalle norme
vigenti. Ultimato il collaudo definitivo, si procede alla corresponsione all'Impresa, nei modi e nei termini di
legge, del saldo risultante dalla relativa liquidazione. In ogni caso i collaudi, anche se favorevoli, non
esonerano l'Impresa dalle responsabilit sancite dal vigente Codice Civile.
Salvo diversa esplicita indicazione di progetto, tutti i prezzi indicati o offerti comprendono gli oneri relativi
al compimento delle verifiche, misure, certificazioni, prove, redazione di verbali e produzione di
documenti, certificati, ecc indicati nel capitolato speciale o necessari per consegnare al committente una
copia completa ed originale di tutto ci che necessario per effettuare la manutenzione e la gestione di
quanto realizzato. Pi in generale, lAppaltatore sar tenuto a fornire allAppaltante tutte le specifiche dei
materiali e macchinari installati, la descrizione del loro corretto uso, le operazioni necessarie alla
manutenzione, le anomalie riscontrabili, lordine degli interventi manutentivi, i disegni as-built e
quantaltro espresso dalla L.R. n.14 31/05/2002 e relativi Decreti attuativi.
In particolare nel caso di collaudi che si possano o si debbano esperire dopo la conclusione dei lavori (ad
esempio collaudo ISPESL), i prezzi indicati includono i relativi oneri.

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