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LATRASMISSIONEDELLACULTURA

NELLERADIGITALE

Unainchiestasulsapere
Sintesi

Roma,11febbraio2016

LatrasmissionedellaculturanelleradigitaleSintesi

Le traiettorie divergenti dei tassi di scolarizzazione e della propensione


allalettura
In Italia abbiamo un tasso di laureati che, sebbene crescente nel tempo
(+4,1% nellultimo decennio), fermo al 15,4% della popolazione in et
attiva (1564 anni), molto meno della media europea (26,3%), per non
parlare dei valori di Paesi come Francia (30,2%), Svezia (33,8%), Regno
Unito(36,2%).
Ilnumerodilettoristabilmentebasso(nellultimoannosoloil42%della
popolazionehalettoalmenounlibronelcorsodellanno),enonpuessere
diconfortoilfattochelaquotadilettoriforti(chehannolettopidi12
libri lanno) pari al 13,7% ed aumentata di 2,4 punti negli ultimi
ventanni,tantodapoterparlarediunaderivaelitarianellaletturadeilibri
(fig.1).

Fig.1Andamentodellaquotadilettoridilibriedilettoriforti,19952015(val.%)
Lettori

Lettoriforti

50
45

42,0

40
35

39,1

30
25
20
15

13,7

11,3

10
5
2015

2014

2013

2012

2011

2010

2009

2008

2007

2006

2005

2003

2002

2001

2000

1999

1998

1997

1996

1995

Fonte:elaborazioneCensissudatiIstat

Si registra una fisiologia davvero anomala nel fatto che dallinizio del
secondodecenniodeglianni2000nelnostroPaeseitassidiscolarizzazione
(crescentineltempo)elapropensioneallalettura(declinante)stannoormai
seguendo traiettorie divergenti: lesatto contrario di quanto sarebbe

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apparsolecitoattendersi,ciounrapportodiproporzionalitdirettatrale
duegrandezze(fig.2).

Fig.2Andamentodellaquotadilaureatiedilettoridilibri,20052015(val.%)
14

Laureati(scalasx)

48

Lettori(scaladx)

47
13

46
45

12

44
43

11

42
10

41
40

39
38

8
2005

2006

2007

2008

2009

2010

2011

2012

2013

2014

2015(*)

(*)Ildatoriferitoailaureatilamediadeiprimi3trimestridel2015.

Fonte:elaborazioneCensissudatiIstat

Cos, la quota di non lettori (neanche un libro lanno) in Italia pari


complessivamenteal56,5%dellapopolazione,restaalta(il24,1%)anchetra
ilaureati,corrispondeaquasilametdeidiplomati(il48,5%)(tab.1).

Tab.1Nonlettoridilibripertitolodistudio,2015(val.%)

Laureaepostlaurea
Diplomasuperiore
Licenzamedia
Licenzaelementare
Totale

Fonte:elaborazioneCensissudatiIstat

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Totale

24,1
48,5
66,3
72,3
56,5

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Unaderivaelitarianellaletturadeilibri
Perconcludereilquadro,bisognarimarcarechenegliultimidieciannisi
allargatalaforbicegenerazionale:mentrelepersonepiavanticonglianni
leggonodipi,inparticolaregliultrasessantenni(+7,2%trai6064enninel
periodo 20052015 e +8,7% tra i 6574enni), tra i giovani la dinamica di
segnoopposto(3,6%trai2534ennie4%trai3544enni)(tab.2efig.3).

Tab.2 Personedi6anniepichehannolettoalmenounlibroneltempoliberonegli
ultimi12mesi,peretetitolodistudio,2015(val.%)

Titolodistudio
Et
Totale
Diploma
Licenza
Licenza
Laurea
superiore
media
elementare

624anni
76,0
51,1
49,0
47,1
49,3
2544anni
71,8
44,6
23,6
12,3
44,3
4564anni
78,9
54,0
28,3
13,4
43,8
65anniepi
77,8
56,2
33,6
15,3
30,5
Totale
75,0
50,2
32,2
25,7
42,0

Fonte:elaborazioneCensissudatiIstat

Fig.3Variazionedellaquotadilettoridilibri,peret,20052015(diff.%)

10

7,8

8,7
7,2

3,8

4
2
0
0,4

2
4

0,5
1,8

3,1
4,3

3,6

4,0

2534
anni

3544
anni

8
8,4

10
610
anni

1114
anni

1517
anni

1819
anni

2024
anni

4554
anni

5559
anni

6064
anni

6574 75anni
anni epi

Fonte:elaborazioneCensissudatiIstat

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Leprospettiveincertedelmercatolibrario
Nonstupisce,quindi,cheiricavidelmercatolibrariosianostatiinflessione
negliultimianni:10,8%difatturatoinuntriennio,trail2010eil2013.Poi
ancora3,6%nel2014,conunaperditadi97,5milionidieurodiricavieun
bilancio complessivo poco inferiore a 2,6 miliardi di euro, una riduzione
del numero di titoli pubblicati del 3,5% e di copie cartacee vendute del
6,4%. Infine, i primi dati provvisori relativi al 2015 segnalano una
inversione di tendenza per il mercato dei libri di carta, con un +0,7%
rispettoallannoprecedenteinvalore,sebbenepermangaun2,1%rispetto
al2014interminidicopievendute.
E si noti che lorientamento prevalente verso la pubblicazione di prime
edizioni,siainterminidinuovititoli,siainterminidicopiestampate,ad
indicareicontornidiunmercatolibrariochesiconsumainfretta,orientato
prevalentemente alla conquista dei lettori attraverso il lancio di novit
editoriali, piuttosto che per mezzo della riedizione di classici o di titoli in
catalogo.
Datalasituazione,moltieditorisonostaticostrettiacessarelattivit.Negli
ultimiquindicianni,sonopidiunmigliaioquellichehannoliquidatole
aziende: nel 2000 erano 3.300 gli editori attivi, ridottisi a 2.248 nel 2013
(31,9%); i nuovi editori erano 310 nel 2000, sono scesi a 62 nel 2013; 286
caseeditricihannocessatolattivitnel2012ealtre102nel2013(ultimidati
ufficialidisponibili)(tab.3).

Tab.3Editoricensiti,nuoviecessati,20002013(v.a.evar.%)

2000

Editorinuovi
Editoricessati
Totale

2012

310
119
3.300

125
286
2.619

Fonte:elaborazioneCensissudatiIstat

2013

62
102
2.248

Var.%
20002013

Var.%
20122013

80,0
14,3
31,9

50,4
64,3
14,2

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Latrasmissionedelsapereattraversoilweb,tutoreoracolopersonale
IntantoinItaliagliutentiregolaridiinternetaumentanoannodopoannoe
nel 2015 sono arrivati al 63% della popolazione di 1674 anni. Certo, con
persistentidifferenzegeografiche:il69%alNordEst,il68%alNordOvest,
il66%alCentro,il55%alSudenelleisole.Certo,menocheneglialtriPaesi
europei, dove si arriva a una incidenza degli utenti del web superiore al
90% in Lussemburgo, Danimarca, Paesi Bassi, Svezia, Finlandia, e ci si
attestaal90%nelRegnoUnito,all84%inGermania,all81%inFrancia.
Ma impressionante il grande balzo in avanti della spesa delle famiglie
italiane per acquistare dotazioni tecnologiche. Tra il 2007 (lanno prima
delliniziodellacrisi)eil2014,lavocetelefoniahapicheraddoppiatoil
suo peso nelle spese degli italiani (+145,8%), mentre nello stesso arco di
tempo i consumi complessivi flettevano del 7,5% e la spesa per lacquisto
deilibricrollavadel25,3%.Laquotadipossessoridismartphoneabilitati
alle connessioni mobili lievitata di 10 punti percentuali solo nellultimo
anno(fig.4).

Fig.4 Andamento della spesa per consumi delle famiglie, 20072014 (numeri indice:
2007=100)

270
250

+145,8%

230
Telefonie
apparecchiature
telefoniche

210
190
170

Totaleconsumidelle
famiglie

150
130

Libri

110
90

7,5%

70

25,3%

50
2007

2008

2009

2010

2011

2012

2013

2014

Fonte:elaborazioneCensissudatiIstat

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La rivoluzione digitale, con la diffusione pervasiva di internet e delle sue


innumerevoli applicazioni, ha prodotto profondi cambiamenti non solo
nelle nostre abitudini quotidiane e nei pi disparati comportamenti
individuali e collettivi, ma anche nel campo della cultura, in ragione
dellusoormaicomunedellenuovetecnologieancheperlaproduzioneela
trasmissione del sapere. Il cambiamento di scenario ha stimolato un
inesausto dibattito tra intellettuali ed esperti dellapprendimento sugli
effettidiunasimiletrasformazionegioggimisurabilisuglistiliconoscitivi
esuilivelliculturaligeneralidellapopolazioneesullericaduteipotizzabili
nelprossimofuturo.
C anche da chiedersi se non sia in atto una vera e propria mutazione
antropologica legata ai processi di disintermediazione digitale penetrati
anchenelcampodellaformazionedellaconoscenza:

alla prassi della disintermediazione digitale corrisponde la


propensione allaggiramento dei tradizionali garanti del sapere (i
maestri,gliautori,lebiblioteche)?

concreto il rischio che, facendo ci, si finisca per soprassedere ai


doverosicontrollidiqualitdellefontiesifiniscaperridimensionare
lautorit di figure fondanti del sapere, come linsegnante, e di
istituzioni culturali e agenzie formative, come la scuola e la casa
editrice(chediventerebberolevittimedirettedellaffermazionedella
prassidelladisintermediazionedigitalenelcampodellacultura)?

Percomprendereiprocessiinattoelemutazionideglistiliconoscitiviche
si stanno compiendo bisogna portarsi fuori dallo schema di
contrapposizioneoggiesistentetraapocalitticieintegrati.Nonsitratta
diriproporreletesidegliapologetidiinternetoppostiaidetrattoridelweb,
con i primi che enfatizzano le magnifiche sorti e progressive legate alle
tecnologiedigitalielintelligenzacollettivachesisviluppagrazieallarete,
controisecondi,periqualiGooglecirendistupidi,Facebookdistruggela
nostra privacy, Twitter frantuma la capacit di attenzione e
approfondimento; con i tecnoentusiasti che elogiano la mole di contenuti
chelenuovetecnologiedigitalifannocircolare,considerandolounsegnale
didemocratizzazionedellacultura,egliscetticicheinvececriticanoilweb
condannando la superficialit dei suoi contenuti e ravvisando in esso
preoccupantiavvisagliediunaregressioneculturale.

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Allo stesso tempo, non si possono ignorare le differenze intrinseche


nellusodiunatecnologiadiproduzioneculturale(illibro,adesempio)odi
unaltra (come il web). Il mezzo di apprendimento e di diffusione del
sapere impiegato non neutrale, proprio in ragione delle sue peculiarit
tecnicheingradodiattivarealivelloindividualedeterminatefacoltditipo
cognitivooemotivoanzichaltre;eancheperlesuespecificitinterminidi
capacittecnicadiimmagazzinareetrasmetterenozionieinformazioni(le
paginediunlibropiuttostocheigigabytedimemoriadellharddiskdiun
computer o, ancora di pi, di un server remoto), di modalit di
consultazioneefruizione(laletturasucartaolanavigazioneipertestualein
internet, che pu includere il godimento di materiale audiovisivo), di
efficacianelraggiungereidiversiutentiepubblicidiriferimento(iltema
dellaccessibilit del mezzo), di costi dellimpiego (sia di tempo che di
denaro).
Concicambianoanchelerisorsestessedellacultura:oraitestidiventano
aperti, cio non pi completi e definitivamente compiuti, protetti,
vincolati a una inequivocabile imputazione di responsabilit dellautore,
bens continuamente soggetti a possibili integrazioni, revisioni,
manipolazioni. Il che implica una metamorfosi del concetto stesso di
autore,cheoradivieneplurimoeanonimo.

Una inchiesta sul sapere: fenomenologia dei processi di formazione e


trasmissionedellaconoscenzadegliitalianinelleradigitale
Laricercahaproprioilfinedimisurarelevoluzionediquestifenomeni,al
dildelleenfatizzazioniedeigrididallarmelanciatidapiparti:lintento
stato quello di arrivare a una presa di realt, pervenire a un quadro
conoscitivoeffettivoepuntualedicosastacambiando.
Linchiesta sul sapere nellera digitale, realizzata dal Censis in
collaborazione con lIstituto della Enciclopedia Italiana Treccani, ha come
universodiriferimentogliitalianiacculturatidigitalizzati(soggetticonuna
et di 25 anni e oltre, laureati, utenti di internet1) ed servita a tracciare
innanzitutto la matrice dei mezzi utilizzati con pi frequenza ai fini
culturali,peracquisirenozioniindiversediscipline.

Lanumerositcampionariaparia3.273unit.

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Ilibrirestanoprioritariquandocisiapplicaallaletteratura(sonoutilizzati
dapidellametdichivisidedica);sonoprevalentiincampidelsapere
come la storia e la geografia (anche se in questo caso Wikipedia,
lenciclopediaonlineredattadagliutentipergliutenti,vieneusatadapoco
meno di un quarto del campione); si collocano alla pari con i siti internet
perglistudidieconomia,scienzesocialiediritto;diventanominoritariper
le scienze naturali, la fisica e la matematica (in questo caso la met degli
interessatisispartiscetrasitiwebemotoridiricercaonline);illoroimpiego
si fa ridottissimo per gli approfondimenti nei campi della tecnologia e
dellinformatica(il2,6%usailibri,l87,7%internet).
E il libro cartaceo ancora il dispositivo del sapere pi utilizzato con
riferimentoadiversigenerieditoriali:perleggereromanzi,racconti,poesie
(78,7%),saggi(71,9%),testiscolasticieuniversitari(67,1%),opereillustrate
(59%). Ma ecco comparire la rottura di paradigma: per sfogliare guide
turistiche si usa molto il pc (29,1%); ancora di pi per consultare una
enciclopedia (il 60,6% utilizza il pc, il 7,4% adopera il tablet, il 5,8% lo
smartphone,controil18,7%cheinquestocasousatesticartacei);etrachi
interrogaildizionario,pidellamet(il56,2%)lofaattraversoilvideodel
computer,benpidiquanti(il21,8%)usanoancorailvocabolariocartaceo.
Ilnodonelrapportofiduciariochesiinstauraconlediversefontieconi
diversi mezzi. Bench vivano a pieno titolo nellera della
disintermediazione digitale, gli italiani acculturati ripongono una
grandissimastimanellavorodellecaseeditrici.Laffidabilitaccordataallo
strumento libro molta (80,3%) o abbastanza (19,2%): praticamente,
nessunoconsiderailibriunafontenondegnadifiducia.
La stessa credibilit viene riconosciuta alle enciclopedie: il 66,4% ne ha
molta fiducia e il 26% abbastanza, per un totale di giudizi favorevoli
prossimo al 100%. Mentre sono solo abbastanza credibili i siti web
(69,1%) e i motori di ricerca (66,1%); sono per lo pi poco affidabili i
socialnetwork(54,8%),iblogeiforumdidiscussioneonline(54,3%)elo
sonopernienterispettivamenteperil29,9%eperil12,4%delcampione
mentrelenciclopediaonlineWikipedia,infine,godedellamassimafiducia
solo del 16,3% del campione ma abbastanza affidabile secondo il
59,5%(fig.5).

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Fig.5 Affidabilit attribuita alle diverse fonti per la formazione delle conoscenze
(val.%)
Molta

Abbastanza

Poca

20

Perniente
40

Libri

Radioetv

3,6

Sitiweb

9,9

Blog,forumonline

3,6

44,2
69,1

29,7

20,6

0,4
12,4

19,3

54,8
59,5

2,6
7,4

54,3
66,1

0,5

6,4 1,3

30,1

44,7

Socialnetwork(Facebook,Twitter,YouTube,
1,6 13,7
ecc.)
16,3

26,0

57,0

13,8

100
19,2

66,4

Giornalieriviste 10,4

Wikipedia

80

80,3

Enciclopedie

Googleealtrimotoridiricerca

60

0,9
29,9

21,9

2,3

Fonte:indagineCensis,2015

Isimbolicontemporaneidellacultura:dallabibliotecaainternet
Si capisce, gi da questa sequela di dati, che c una consapevolezza
piuttostodiffusainmeritoacosacdibuonoedimenobuononellenuove
tecnologiedigitali,ilcuiutilizzononsilesina,masoloallinternodiquesta
cornicediattribuzionefunzionaleevaloriale,senzasprovvedutislancinel
vuoto.
Losicapisceancheesaminandoqualisonolefiguresimboloche,secondo
lopinionedelcampione,incarnanooggipiditutteilvaloredellacultura.
Limmaginario della popolazione italiana acculturata risulta composto da
riferimentisimbolicialti,comelascuolaelabiblioteca,contemplandoper
conequilibrioancheilnuovoruolodelweb(fig.6):

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lafigurapirappresentativadellaculturaloscienziato(vieneindicato
alprimopostodal22,2%delcampione),segnocheilsaperescientifico
ha assunto nel tempo una maggiore considerazione rispetto alle
disciplineumanistiche;

maseguesubitodopolintellettuale(19,3%),poiilfilosofo(15,7%)ela
figuraemblematicadellatrasmissionedellaconoscenza,cioilmaestro,
linsegnante(14,9%);

le figure umanistiche, come lo scrittore (10,9%), il poeta (2,8%) o


leditore(2,8%),vengonosuccessivamente.

Fig.6 Figurecheoggiincarnanopiditutteilvaloredellacultura(val.%)
Loscienziato

22,2

Lintellettuale

19,3

Ilfilosofo

15,7

Linsegnante

14,9

Loscrittore

10,9

Linventoredinuovetecnologie

6,1

Ilpoeta

2,8

L'editore

2,8

Ilgiornalista

2,0

Ilblogger

1,7

Ilsacerdote

1,3

Illeaderpolitico

0,3
0

20

40

60

80

100

Fonte:indagineCensis,2015

Traisimbolicontemporaneidellacultura,internet(indicatadal27,6%)ela
biblioteca(26,1%)sicollocanoincimapraticamenteaparimerito.Inmisura
pressoch analoga, il liceo e luniversit sono considerati tuttoggi luoghi
simbolo del sapere, secondo lopinione di un quarto dei rispondenti
(25,8%). Il favore accordato a Wikipedia tiepido (appena il 4,7%) anche
nelle fasce det pi giovani. E il computer viene considerato uno
strumentoincapacedipersdiveicolarecontenuticulturali(soloil3,2%lo
ponealverticedellaclassificadeiluoghidelsapere)(fig.7).

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10

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Fig.7 Luoghicheoggisimboleggianomegliolaconservazioneelatrasmissionedel
sapere(val.%)
Internet

27,6

Labiblioteca

26,1

Illiceoeluniversit

25,8

Ilmuseo

9,3

Wikipedia

4,7

Ilcomputer

3,2

Illaboratorio

2,5

Lenciclopedia

0,7
0

10

20

30

40

50

60

70

80

90

100

Fonte:indagineCensis,2015

Lequilibriodigiudiziosulletecnologiedigitali
Emerge,insomma,ungrandeequilibriodigiudiziosulletecnologiedigitali,
chesiriscontraancheinunaltraseriediconsiderazioniraccolte(fig.8):

lopinione che la fruizione culturale in internet si basa su una logica


ipertestuale,conlarricchimentodilinkadaltridocumentieacontenuti
audiovisivi,condivisadal95,8%delcampione;

coscomelargamentediffusa(89,2%)laconsapevolezzachelarete
un gigantesco archivio di informazioni liberamente accessibile da
chiunqueeconsultabileconfacilit;

una quota molto ampia del campione (l88,1%) convinta che buona
parte del successo della rete dipenda dal fatto che oggi si ha sempre
meno tempo a disposizione, quindi internet viene percepita come una
enciclopediaapertaatanticontributi,riccadistimolianchesensoriali,
continuamenteaggiornataeconsultabilerapidamente;

l85,8% dichiara che spesso il risultato delle ricerche in internet non


quello che ci si aspettava allinizio e apprezza quindi leffetto

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11

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serendipity, ritenendo utile seguire il flusso dei documenti online per


farenuovescopertechealliniziononsisapevadivolerconoscere;

il 66,7% apprezza laspetto relazionale della rete, cio il fatto che


lapprofondimento sul web dei propri studi e delle proprie passioni
culturali pu diventare loccasione per socializzare con persone che
coltivanoglistessiinteressi;

il59,6%ritienecheininternetilsaperesiformiconicontributiallapari
di tutti (lesempio classico Wikipedia), senza un ordine gerarchico
basato sulla sequenzialit delle nozioni e sullautorit delle fonti
tradizionali;

daltra parte, vi una profonda consapevolezza, che talvolta sconfina


nelloscetticismoenelladiffidenza,riguardoilimitidiaffidabilitdelle
fontichesitrovanoonline,seil92,7%degliintervistatiritienechenon
sempresipuesseresicuridellaffidabilitdeicontenutichesitrovano
ininternet(spessononsisaneanchechilautoredeidocumenti);

acisiaggiungeungiudiziodisuperficialitdellaconoscenzachecisi
forma in rete, per cui secondo il 70,2% il web non basta e, se si vuole
approfondire,bisognaleggereilibri;

in pi, per il 53,6% la lettura sullo schermo limita intrinsecamente la


capacitdiapprendimentoediriflessioneintellettuale;

frammentariet delle nozioni, sovrabbondanza di contenuti,


disorientamento dellutente sono altre considerazioni negative sulla
rete come strumento di conoscenza che accomunano pi della met
degli intervistati: per il 54,8% le tante risorse disponibili in internet
rendono tutto frammentato, non si riesce a concentrarsi, ci si distrae
continuamente;peril51,9%ininternetsitrovanotroppicontenuti,per
cui difficile selezionare quelli davvero interessanti e utili, tanto da
poterrimaneredisorientati;

cos, solo il 23,5% crede che oggi, grazie a internet, si possano ad


esempioscriveretesidilaureasenzadoverconsultarelibrioentrarein
unabiblioteca;

indefinitiva,soloperunresiduale6,5%delcampionelerispostechesi
trovano in internet sono esaustive e non c bisogno di verificarle
altrove.

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Fig.8 Opinionirelativealladiffusionedellaculturaininternet(val.%)
Lafruizioneculturaleininternetsibasasuuna
logicaipertestuale,arricchitadalinkadaltri
documentieacontenutiaudiovisivi

95,8

Nonsempresipuesseresicuridell'affidabilit
dellefontichesitrovanoininternet,spessonon
sisachil'autore

92,7

Internetungigantescoarchiviodinozionie
informazioniliberamenteaccessibileda
chiunqueeconsultabileconfacilit

89,2

Oggisihasempremenotempoadisposizionee
internetunaenciclopediaaperta,riccadi
stimoli,aggiornataerapida

88,1

Spessoilrisultatodellericercheininternetnon
quellochecisiaspettava:utileseguireilflusso
didocumentiperfarenuovescoperte

85,8

Laconoscenzachecisiformaininternet
tropposuperficiale:sesivuoleapprofondire,
bisognaleggereilibri

70,2

Approfondireipropristudielepropriepassioni
inretespessodivental'occasionepersocializzare
conpersonechecoltivanoglistessiinteressi

66,7

Ininternetilsaperesiformaconicontributialla
pariditutti,nonc'unordinegerarchicobasato
sull'autoritdellefonti

59,6

Letanterisorsedisponibiliininternetrendono
tuttoframmentato,nonsiriesceaconcentrarsi,
cisidistraecontinuamente

54,8

Laletturasulloschermolimitalacapacitdi
apprendimentoediriflessioneintellettuale

53,6

Ininternetcisonotroppicontenuti:difficile
selezionarequellidavverointeressantieutili,si
rimanedisorientati

51,9

Oggi,grazieainternet,sipossonoscriveretesidi
laureasenzadoverconsultarelibrioentrarein
unabiblioteca

23,5

Lerispostechesitrovanoininternetsono
esaustiveenonc'bisognodiverificarlealtrove

6,5
0

10 20 30 40 50 60 70 80 90 100

Fonte:indagineCensis,2015

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LatrasmissionedellaculturanelleradigitaleSintesi

Gli effetti della disintermediazione digitale: cultura on demand e


bibliografiapersonalizzata
Insomma,nonsipurinunciareallaculturacodificataestrutturatadatadai
libri. Ma, allo stesso tempo, gli effetti positivi della disintermediazione
digitale vengono rinvenuti nella possibilit di produrre una cultura on
demand attraverso la costruzione di una bibliografia multimediale
personalizzata.
Il fenomeno della disintermediazione digitale considerato positivo
complessivamente dal 79% degli italiani laureati utenti di internet: in
particolare, il 49,7% perch cos la cultura diventa un bene alla portata di
tutti,aldildelledifferenzesociali,economiche,geografiche;peril29,3%
perch permette di approfondire i temi che interessano risparmiando
tempoedenaro.Soloperil17,9%delcampioneconlusodiinternetcome
strumento culturale si pone il rischio di manipolazione e omologazione, e
appenail3,1%temeiltramontodelbeneficorapportotraallievoemaestro
(fig.9).
Chefinefarillibro,aquestopunto?Complessivamente,peril74,4%del
campioneillibrodicartanoncorreilpericolodiveniresostituitodallarete.
In particolare, il 67,1% ritiene impossibile che ci accada, perch niente
come il libro stimola lattivazione delle facolt intellettuali. Per il 7,3% la
spiegazione ancora pi radicale e si ricollega alla convinzione che la
culturachecisiformaattraversointernetsiaeffimera.Allopposto,soloun
quartodelcampione(25,6%)convintodelcontrario,ciocheillibrosiain
pericolo:perchglistrumentidigitalisonopiefficacidellacartastampata
nella trasmissione del sapere (6,3%) e perch le nuove tecnologie
evolveranno ulteriormente come strumento di conoscenza, e questo
determinerlascomparsadellibro(19,3%).

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Fig.9 Ladisintermediazionedigitalefacilitalaccessoallefonti:chiunque,inqualsiasi
luogo e in qualunque momento pu costruirsi una propria bibliografia
personalizzata.Comegiudicaquestofenomeno?(val.%)

Negativamente,
perchilrischio
dimanipolazione
eomologazione
elevato
17,9

Negativamente,
perchcosviene
menoilrapporto
tramaestroe
allievo
3,1

Positivamente,
perchmi
permettedi
approfondirei
temichemi
interessano
risparmiando
tempoedenaro
29,3

Positivamente,
perchcosla
culturaunbene
allaportatadi
tutti,aldildelle
differenzesociali,
economiche,
geografiche
49,7

Fonte:indagineCensis,2015

Cinqueprofilitipologicidelladomandadiculturanelleradigitale
Per tirare un bilancio di sintesi di quanto fin qui descritto, si possono
enucleare cinque profili tipologici degli italiani acculturati di fronte alle
forme del sapere nellera digitale, cinque idealtipi ricavati dalla
realizzazionediunaclusteranalysis(fig.10):
ilprimogruppoformatodaitradizionalistiapocalittici(sonoil17,4%
deltotale),caratterizzatidaunusointensodeimediatradizionali(libri
cartacei,enciclopedieedizionari)edaunafortediffidenzaneiconfronti
dei media digitali, percepiti come sostanzialmente estranei alle logiche
culturalieportatoriprevalentementedieffettidannosi;
il secondo gruppo quello degli opportunisti equilibrati (misurano il
20,3%delcampione),chericonosconounprimatoallavoroeditorialee
ai libri, con i quali instaurano un rapporto di stretta confidenza, ma al

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tempo stesso mostrano un positivo atteggiamento di apertura verso il


mondo digitale e verso le nuove tecnologie di produzione culturale,
puntandoconabilitallutilizzointegratodeidiversimezziinbasealle
specifiche esigenze e anche alle oggettive opportunit offerte dal web.
Ladisinvolturaconlaqualericorronoinmodoalternatoallaformalibro
eallipertestualitdellaretefapernosullabuonacapacitdidecodifica
delle fonti che dimostrano di possedere: sono i protagonisti di un
articolato lavoro di arbitraggio individuale nelluso dei diversi mezzi a
disposizione operato in base ai propri interessi, alle esigenze da
soddisfare,allespecificitintrinsechedellediversetecnologie;
ilterzogruppocompostodalcorpaccionedisorientato(quelloconil
peso demografico maggiore, pari al 26,5%), cio dalla porzione di
popolazionecaratterizzatasoprattuttodauncertospaesamentodifronte
ai profondi cambiamenti in atto, al punto tale da restare in mezzo al
guado tra vecchie e nuove tecnologie, ancora senza un convinto
orientamento;
gli evoluzionisti costituiscono il quarto gruppo (17,7%): sono gli
internauti acculturati che, pur consapevoli di alcune criticit della rete,
ritengonocheinprospettivadiventerilluogoelettivodellaconoscenza
edellatrasmissionedelsapere,adiscapitodeilibri;
il quinto gruppo quello dei residenti digitali (18,1%), pienamente
integrati nellambiente del web, che riconoscono come un ecosistema
oggi indispensabile per alimentare i percorsi personali di costruzione
dellaculturaeperlatrasmissionedelleconquisteintellettuali.

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Fig.10 Posizionamentodeicinquegruppitipologicirispettoaidueassifattoriali(*)

(*)Lampiezzadellebolleproporzionalealpesodemograficodiciascungruppo.

Fonte:indagineCensis,2015

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