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Estate 2009

Tema delle Vacanze


Scrivi un racconto di fantascienza ambientato in un pianeta del sistema solare. Alterna
sequenze descrittive, narrative e dialogate. Nel racconto devono essere presenti:
un protagonista coraggioso
uno o più antagonisti che vogliono imporre il loro potere
colpi di scena
linguaggio realistico ricco di termini specialistici

Dopo cinquanta giorni sul vascello Saturn, tutto l’equipaggio stava diventando nervoso, anche se il Capitano
aveva promesso che entro il prossimo giorno sarebbero riusciti a vedere la loro meta; Saturno. Il viaggio
doveva durare solo quaranta giorni terrestri, ma dopo una pioggia di meteoriti avevano avuto problemi con il
motore e il computer che li facevano rallentare e andare fuori pista.
Ma poi … ecco i gloriosi anelli! Tinti d’oro e blu, una miscela di colori sovrannaturali, uno spettacolo
magnifico in quel oscuro posto in cui avevano viaggiato per cosi allungo. Si scorgevano anche alcune delle sue
lune, bellissime e stupende. Ognuna di una tinta diversa; un azzurro leggero come un lago appena sfiorato dal
vento, un rosso fiammante che ti riscaldava solo a guardarlo, il verde degli alberi del nostro mondo e così tante
altre impossibili da descrivere. Una più bella dell’altra, tutti ne restarono affascinati, ma nessuno potette
competere con lo sbalordimento del Capitano Fantasma. Era a bocca aperta, e quando si riprese aveva un
luccichio negli occhi. L’equipaggio pensava che stava per piangere quindi tornarono a guardare il panorama.
Ma tutti avevano sbagliato su cosa fosse quel brillio, tutti tranne Maria. Lei era semplicemente l’aiutante della
cuoca e la ragazza delle pulizie, aveva quindici anni ed era l’essere più giovane mai andata nello spazio. Lei
non era completamente umana come tutti gli altri sulla navicella; era mezza Veneriana. I suoi capelli ed occhi
erano un rosso fuoco, e sulla fronte aveva un piccolo simbolo bianco. La sua pelle era come il carbone, ed
aveva il regalo speciale di sapere l’emozioni di tutti; ma non funzionava sempre. Per tutto il resto era
normalissima. Gli piaceva ridere ed era molto intelligente. Amava cucinare ed imparare cose nuove come le
lingue su altri pianeti. Questo era il motivo del perché era venuta anche lei. Quando guardò il Capitano sentì
volere, una grande avidità. Però non ci fece molto caso, visto che tutti volevano possedere quella meraviglia,
anche se decisamente molto meno.
Finalmente tutto fu pronto per l’atterraggio. E fortunatamente niente andò storto. L’ambiente era simile a
quello della terra. C’erano alberi, o almeno qualcosa che ci assomigliava, un liquido fangoso che fu dichiarato
acido super potente, e in lontananza colline. C’erano anche molti crateri di varie misure. Molti erano
estremamente vecchi. Improvvisamente il Capitano Fantasma disse : “Guardate la! Qualcosa si muove!”
Lentamente due poi tre poi cinque o dieci … finalmente riuscirono a contare venti sagome che si muovevano
verso di loro. “Portate Maria! Se loro sanno parlare lei sarà quella che li capirà!” immediatamente lei arrivò, e
poi tutto l’equipaggio iniziò a prepararsi ad un incontro possibilmente brutto.
Erano molto bassi di statura ma avevano un grosso pancione. Non avevano un colore, li avevano tutti. Ogni
parte di loro era colorata, ma cambiava ogni secondo, mai un attimo di sosta, sempre una miscela, sempre
stupenda. La loro voce era dolce e melodiosa, e dal tono a Maria sembrava una vera e propria domanda. Loro
erano curiosi, non sapevano chi fossero. Poi la loro melodia diventò il raschiare di metallo contro metallo.
Sentivano qualcosa di male. Maria provò a rassicurarli, e lentamente ci riuscì, ma continuavano a guardare il
Capitano in modo strano.
Avevano capito dal primo momento che Maria era diversa dagli altri, quindi decisero di parlare con lei e solo
lei. Li portarono alle colline che invece erano le loro case. Furono molto ospitali, ma dissero che il Capitano
non poteva entrare. Lui faceva finta che non gli importava, e andava alla Saturn. Volle un bel po’ per Maria e
i, come li aveva chiamati lei, Saturniani per capirsi. Ma loro erano gente pacifica e paziente. Erano anche
simpatici e gentili, e a volte si mettevano a ridere così per gioco. I giorni passavano, e la loro fiducia in Maria
aumentava, mentre nel Capitano diminuiva ancora di più.
Un anno dopo Maria non era ancora partita anche se il resto dell’equipaggio lo aveva fatto tanto tempo prima,
ed erano arrivate molte altre navicelle. A questo punto lei e i Saturniani si capivano a meraviglia, e una
bellissima giornata di maggio lei chiese ai suoi amici di quei giorni quando c’era ancora la Saturn. “Mi ricordo
la prima volta che vi ho visti, mi eravate sembrati dei folletti molto buffi!” “Cosa sono i folletti?” chiese il suo
migliore amico Poof. “Hmm, sono … sono … sono creature fantastiche del mondo terrestre.” “A! E a cosa
somigliano queste creature?” “A voi! Solo con le orecchie appuntite e non cambiano sempre colore, ma
tornando a prima … Voi sapete perché agli Anziani non piaceva il Capitano Fantasma?” “Umm … no” dissero
Poof e Ploof (suo fratello medio). “Io si! Io si!” disse Plif il fratellino di un anno, : “Non gli piaceva perché
voleva …” “Plif sta zitto!” urlarono i fratelli in coro, : “Ci metterai nei guai!” poi rivolti a Maria dissero :
“Lascialo perdere, non sa di cosa sta parlando.” Ma lei disse furbamente : “Se non sa di cosa sta parlando,
perché vi metterà nei guai? E perché non mi può dire cosa pensa lui?” “La tua domanda sul Capitano deve
essere fatta agli Anziani, nessun altro può dirtelo,” disse Ploof con una faccia seria, cosa che non faceva quasi
mai.
La mattina seguente Maria prese il consiglio del suo amico ed andò dai capi del villaggio. “Buongiorno Maria.
Cosa possiamo fare per te oggi?” chiese Mitita la più vecchia di tutti. “Potreste rispondere ad una mia
domanda?” tutti loro annuirono e Mitita disse : “Parla, ti ascoltiamo.” “Alcuni giorni terrestri fa, mi è venuto
in mente che al mio arrivo, tutti voi avevate un brutto presentimento del Capitano Fantasma. Io sono venuta a
chiedervi il perché di questa antipatia.” “A piccola mia. Tu non hai ancora incontrato il tipo di persona che
vuole potere e che se ci prova riesce a prenderla. Il tuo comandante era bravo al suo lavoro di dire alla gente
cosa fare, ma sotto quello aveva una maschera; una maschera d’avidità. Appena vide il nostro mondo lo volle
per se stesso. Forse tu questo lo sai già, ma alcuni di noi riescono a leggere la mente di altri, e vedere tutti i
loro pensieri anche di molti giorni prima. Noi capimmo subito che se non eravamo attenti ci avrebbe
ammazzato tutti. È per questo che non lo lasciavamo entrare e conoscerci. Spero che tu capisca,” “Certo che
capisco, e ti ringrazio per avermelo detto,” “Pre…” “Mitita! Una armata di vascelli terrestri si avvicina!”
“Presto tutti ai rifugi, e mandate dei avvertimenti agli altri villaggi! Maria presto! Vieni con noi! Ti faremo
vedere la via per arrivare al nascondiglio!” “Con tutta la mia cortesia Mitita, ma io non vengo. Resterò in
superficie e cercherò di fargli cambiare idea.” "Sei una ragazza molto coraggiosa. Buona fortuna!” e con
questo si allontanò.
La città era completamente deserta. Non c’era anima viva. Maria guardava il cielo, e sperava in un miracolo
che avrebbe salvato la sua nuova casa. Poi sentì un ronzio. Prima leggero, ma poi cresceva e sembrava che
avesse un alveare nella sua testa. Poi lo vide. Era cambiato dall’ultima volta. Era affacciato al finestrino come
se stava per balzarci sopra come una tigre e poi mangiarselo tutto. Il suo volto era avido, e i suoi sentimenti
peggiori. Maria fu presa dal panico e fece un passo indietro, ma questo fu un grosso errore poiché lo aveva
visto il Capitano Fantasma e aveva capito che aveva paura. Dopo di quello non indietreggiò più, ma il suo
cervello stava lavorando come mille computer per salvare i suoi amici.
Fu il primo a scendere. Aveva un sorriso compiaciuto che non le piaceva affatto. “Dove sono i tuoi amichetti?
Li ho spaventati? Ah ah ah!” “No, stanno solo aspettando che tu scappi.” rispose lei con un tono
d’indifferenza. “E perché mai farebbero una cosa simile?” sempre con un modo di sembrare che non sia
interessata disse : “Perché sono così potenti che tu te ne andrai con la coda tra le gambe!” Lui sembrò
scoccato, ma poi le urlò : “Che mi uccidano semmai, perché io lontano da questo pianeta non ci sto. È mio, e
guai a chi prova a toccarlo! Se loro non me lo daranno con le buone allora lo prenderò con le cattive!” “Ma
perché lo vuoi!?” “Perché è cosi bello. Non si trova niente come esso sulla terra. È pieno di colori così
vivaci…” Ora che Maria aveva capito il perché doveva solo riuscire a convincerlo che era una cattiva idea, e
poi… la lampadina si accese : “Non lo sai che quando nasce un Saturniani nasce un albero? E che quando ne
muore uno muore anche l’altro? Pensi davvero che Saturno sarebbe così bello senza i suoi alberi e gli abitanti?
Almeno parte della bellezza viene sempre dalle persone. Pensa alla terra senza uomini. Ci sarebbe decisamente
meno male, ma quello è perché gli uomini sanno fare male; loro No. Se tutti noi imparassimo ad essere come
loro, probabilmente diventeremo almeno un po’ simili.” “Non ci avevo mai pensato così… Pensare ad una
Terra come questo posto mi fa esplodere di gioia, e se io tornassi e facessi vedere a tutti la via del amore e la
gentilezza che c’è su questo pianeta…? Ma allora io cosa ne faccio di tutti questi guerrieri?” Maria fu sorpresa
dal effetto che aveva fatto sul Capitano e quindi rispose felicemente : “Rimandali a casa e poi insegnali ad
amare, e che la forza non è tutto.” Lui sorrise e poi disse : “Grazie Maria mi hai appena fermato da fare un
grandissimo sbaglio.” e con questo tornò dentro. Entro dieci minuti tutte le navicelle erano partite, e poco dopo
apparvero i Saturniani che gioivano e celebravano. Quelli che potevano leggere le menti avevano sentito tutto
e avevano capito che il Capitano Fantasma non sarebbe tornato mai più ameno ché per parlare con la sua
amica Maria o per chiedere consigli agli Anziani di come aiutare la Terra nella sua difficile impresa che
probabilmente non sarebbe mai riuscito a finire.
Maria visse per molti lunghi anni su Saturno in felicità totale. A volte il suo amico il Capitano veniva a
salutarla e a portarle notizie dalla Terra, Venere e del suo piano. Poi un giorno arrivò un messaggio per lei dal
suo grande amico, che le chiese : “Mi hanno scelto per il primo viaggio su Urano e mi hanno chiesto di
raccomandargli un linguista; sei pronta?” Lei sorrise lentamente e poi disse tutta emozionata : “Andiamo!”