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La fisica nel salto in lungo.

Il
salto
Il salto rappresenta una particolare forma di locomozione che

consente di superare una certa distanza orizzontale o verticale


tramite una fase di volo. l'andatura normale di alcuni animali,
come per es. i canguri e le pulci, mentre altri saltano per superare
un ostacolo o per raggiungere rami pi alti o pi bassi degli alberi,
come le scimmie, oppure per iniziare il volo, come le locuste. Per
l'uomo i salti costituiscono perlopi un'attivit atletica agonistica e
vengono generalmente distinti in salti in estensione (salto in lungo
e salto triplo) e salti in elevazione (salto in alto e salto con l'asta).

Il salto in lungo.
Nel salto in lungo l'atleta deve percorrere in volo la massima
distanza partendo da una tavola di stacco che interrata alla fine
della pista di rincorsa e andando a cadere in una fossa ripiena di
sabbia umida, su cui rimane l'impronta delle varie parti del corpo
che hanno toccato terra. La lunghezza del salto calcolata dalla
distanza tra la linea di stacco e il punto di atterraggio pi vicino a
essa. La rincorsa lunga circa 35-45 m, anche se un corridore
velocista raggiunge la massima velocit solo dopo 55 m. In pratica
su questa distanza viene raggiunto il 90% della massima velocit
individuale. Negli ultimi 3-4 passi aumenta la frequenza, e in quello
finale, che sempre il pi corto e veloce, il tronco assume una
posizione pi eretta per ridurre il tempo di contatto e mantenere la
velocit orizzontale.

La rincorsa
nella fase di rincorsa si cerca di ottenere la massima velocit possibile,
nella fase di stacco bisogna trovare l'angolo ottimale diminuendo la
velocit orizzontale e aumentando quella verticale. L'angolo di stacco
pi favorevole per la lunghezza del salto sarebbe ovviamente 45
(sin2 = 1), tuttavia ci richiederebbe che la velocit verticale e quella
orizzontale fossero eguali, e ci pu essere ottenuto soltanto
diminuendo la velocit orizzontale. In media si osservato che
l'angolo di stacco fra 22 e 18, corrispondente a un rapporto tra
velocit verticale e velocit orizzontale di 1:2,5-1:3. Va inoltre tenuto
presente che il centro di massa viene un po' innalzato prima dello
stacco dal suolo, quando il soggetto completamente esteso sulla
punta dei piedi, mentre al momento dell'atterraggio pi basso,
quindi la sua traiettoria diventer pi lunga. Generalmente la
differenza di altezza del centro di massa tra stacco e atterraggio di
circa 0,4 m, ci comporta un allungamento della traiettoria pari al 5%
circa.

La spinta

Per effetto della spinta impressa dalla gamba e da tutto il corpo al


momento dello stacco, all'inizio della fase di volo il centro di massa ha
un momento angolare che tende a farlo ruotare in avanti e spinge
l'atleta a portare le gambe dietro al centro di massa e al tronco.
Durante il volo la traiettoria del centro di massa non pu pi essere
modificata, i momenti lineari e angolari rimangono costanti. Tuttavia
durante il volo il saltatore pu cambiare il suo atteggiamento per
assumere la posizione pi propizia all'atterraggio. Alcuni saltatori
appena staccati dal suolo portano in avanti le gambe e assumono una
posizione seduta. Altri tendono a estendersi per aumentare il
momento di inerzia e rallentare la rotazione, e al culmine della
parabola sollevano le braccia e iniziano a flettere le gambe in
preparazione dell'estensione per l'atterraggio. Altri ancora modificano
questa tecnica in una forma pi complessa che consiste nell'eseguire
una serie di 'scalciate' in aria portando avanti le due gambe una dopo
l'altra. La tecnica usata dipende in gran parte dalla durata del volo e
quindi dalla lunghezza del salto.

L atterraggio
Al momento dell'atterraggio la traiettoria del centro di massa pu
venire allungata sollevando le gambe in alto e in avanti per
ritardare al massimo il momento del contatto con il suolo. Anche
questa manovra richiede abilit, in quanto il rischio di cadere
all'indietro quando si puntano i piedi per terra; per evitare questo
necessario, appena toccato il suolo, protendere le braccia e il
tronco per conferirgli una rotazione in avanti. Si tratta di un
compromesso tra l'ottenere la massima distanza tra lo stacco e il
contatto dei piedi sulla sabbia e il conferire una spinta rotatoria in
avanti a tutto il corpo: per conseguire il miglior risultato
necessario un perfetto coordinamento dei movimenti.
Un atterraggio ben eseguito pu, infatti, far guadagnare al
saltatore in lungo anche l'8% sulla lunghezza totale.

Requisiti fisici
In tutti i salti, orizzontali o verticali, necessario avere grandi masse muscolari
per sviluppare una potenza elevata: questo vantaggio in parte contrastato dal
fatto che bisogna anche sollevare da terra un peso proporzionalmente pi
grande. L'alta statura rappresenta invece un vantaggio per tutti i tipi di salto: nei
salti in alto perch il centro di massa parte da una posizione pi vicina
all'asticella, nei salti in lungo perch la maggiore lunghezza degli arti proiettati in
avanti allunga l'atterraggio. I saltatori in alto sono i pi alti, 1,90 m, quelli con
l'asta un po' meno, 1,85 m, e quelli del salto in lungo e triplo ancora meno, 1,80
m. Il peso corporeo dei saltatori attorno ai 70-80 kg. Dal momento che si tratta
di un movimento quasi esplosivo, pochi passi prima del salto, la potenza aerobica
non una caratteristica fisiologica molto importante per i saltatori, mentre
ovviamente la potenza sviluppata direttamente dalla scissione dell'ATP, potenza
anaerobica alattacida, risulta fondamentale. Inoltre poich si tratta di esercizi ad
alto contenuto tecnico, specialmente i salti verticali, anche il coordinamento
neuromuscolare un fattore determinante la prestazione.

La fisica
la parabola, che nellatletica leggera il moto fisico pi
comune. Il volo che compie un saltatore in lungo o in alto una
parabola. La parabola la combinazione di un moto rettilineo
uniforme, originato da una rincorsa (nei salti) che creano una
velocit iniziale, e dellazione della gravit. Lequazione della
parabola data dalla formula (f1) che lega tra di loro alcune
grandezze fisiche grandezze

f1

VR - la velocit di stacco (m/sec) con le rispettive componenti V0


(orizzontale) e VV (verticale) langolo di stacco (gradi), 9.81 m/sec2
laccelerazione di gravit
L- la lunghezza della parabola (metri) h laltezza della parabola (metri)

Nellatletica lobbiettivo primario quello di massimizzare la lunghezza


della parabola L (nei lanci e nel salto in lungo) o laltezza h (nel salto
in alto). Vediamo come ci possibile. Trascuriamo la resistenza
dellaria, che in queste analisi si pu ritenere ininfluente. La (f1) dice
innanzitutto che la lunghezza massima (L) della prestazione si ottiene, a
parit di velocit, con un angolo iniziale di 45 gradi (infatti sen(90) = 1).
In ultima analisi quindi, nei lanci, la prestazione metrica dipende solo
dalla massima velocit di uscita VR

Conclusione.
Nel salto in lungo perci: massima velocit iniziale e angolo di
45 allo stacco. Ma poich nelluomo la muscolatura della gamba
e della caviglia non sono in grado di abbinare questi due valori,
cio di staccare alla massima velocit con un angolo di 45, si
scende ad un compromesso che consiste nel combinare una
velocit massimale o quasi con un angolo ridotto, che nei
saltatori in lungo varia da 19 a 27 gradi. I saltatori veloci staccano
con angoli minori (per Carl Lewis alcune fonti parlano anche di
18.5); chi meno veloce stacca con angoli maggiori che
possono toccare i 26,8.