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Maria Stella
DIALOGUS DE BONO ET MALO

Che libito f licito in sua legge. (Inferno Canto V)

Speso discutiamo, o ottima Maria Stella, di cosa sia buono e di cosa sia cattivo in termini di comportamenti
individuali e di interessi collettivi e di quale sia il confine tra il giusto e lingiusto, il lecito e lillecito.
In questa discussione che stiamo intraprendendo non mi interessa stabilire ammesso che sia possibile
che cosa sia giusto o sbagliato in s ovvero che cosa sia sempre vero e che cosa sia sempre falso, ma
piuttosto ragionare sul come si formano in noi lidea di bene e di male, di corretto e sbagliato.
Le culture umane sono molte e diversissime tra loro e originano dalla naturale tendenza delluomo a vivere
in comunit pi o meno complesse. Ogni cultura si identifica in una o pi comunit, intendendo per
comunit un gruppo di persone che in un determinato luogo e in un determinato momento storico ha
vissuto insieme, condividendo il cibo, lorganizzazione del lavoro e un patrimonio immateriale di credenze,
abitudini, usi e costumi.
Lidea di bene e male innata in ogni uomo? Ovvero per ogni uomo in ogni tempo ci sono un insieme di
idee che possano dirsi sempre considerate buone e altre sempre considerate sbagliate? In maniera
induttiva direi di no: non esiste un concetto sempre vero in ogni tempo e in ogni comunit. Alcune culture
sono state non violente altre bellicose, per alcune la vita umana considerata sacra mentre altre sono
antropofaghe, per alcune un dio esiste mentre per altre dio morto
Se x una idea che appartiene alluniverso valoriale di una comunit, la proposizione x P(x) (lidea
sempre vero in qualsiasi comunit) non pare sostenibile per quanto detto, in quanto x y: P(x), ovvero
per ogni comunit che considera una cosa giusta possiamo trovare unaltra comunit presente o passata
che invece la consideri sbagliata.
Pertanto difficile da sostenere e impossibile da provare che ciascun uomo abbia in s lidea di bene e
male e che in tutti gli uomini queste idee coincidano, dobbiamo piuttosto pensare che lidea di bene e male
una visione che si forma in relazione agli altri con cui viviamo, attraverso la educazione che riceviamo e i
nostri rapporti con lambiente che ci circonda.
Se il bene e il male hanno natura relazione potremmo dire che essi sono propri di un gruppo di persone che
sono in relazione tra loro e che, quanto pi questa relazione stretta ed esclusiva, tanto pi la specifica
idea di bene e male diventa selettiva ed autoreferenziale.
Lidea di bene e male alla base del comportamento individuale allinterno di una comunit, a seconda che
lindividuo voglia integrarsi o separarsi dal gruppo. In buona sostanza si pu sostenere che lthos il
carattere distintivo di una comunit, quasi un DNA tra gli appartenenti ad un gruppo e i loro discendenti.

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Dallthos discende il nomos, ovvero la strutturazione sempre pi complessa di una comunit conduce alla
codificazione delle leggi che altro non fanno che consolidare il patrimonio immateriale: le leggi pertanto
sono la trascrizione del costume.
Su questi punti credo possiamo concordare senza difficolt alcuna. Tu ora per mi poni un quesito: il nomos
pu modificare lthos? Ovvero posso stabilire per decreto che una cosa vada fatta e che quindi sia giusta
ex lege anche contravvenendo al sentire comune? La risposta affermativa: possibile e non detto che
sia sbagliato (ad esempio Editto di Saint Cloud di Napoleone). Devi per convenire che nel momento in
cui si modifica lthos si modificano le relazioni tra persone e si passa da una comunit A ad una comunit
B: il passaggio pu essere pi o meno consapevole ed sicuramente una incognita.
Mi sembra che tu in realt intenda andare ancora oltre e che quasi voglia porre il seguente quesito: ma
non pu essere il nomos lthos di una comunit? Ovvero, pi persone possono convivere stabilmente e
condividere un ambiente stabilendo delle regole in maniera asettica che siano valide per tutti e non
ledano nessuno? Non so se sia possibile, ma di certo non stiamo pi parlando pi di una comunit
esattamente nella maniera in cui cinquanta anni fa un vicolo era una comunit e un condominio oggi non lo
.
Vedi bene che laspetto qualificante del vivere insieme sono le relazioni da cui discendono le regole;
possibile stabilire regole da cui discendano nuove relazioni; errato pensare che le regole senza relazioni
creino comunit.
Mi chiedi, dunque, ma rendere lecito un comportamento che il senso comune in parte respinge o non
approva a chi pu ledere se da questo comportamento si presume che nessuna conseguenza negativa
ricada su chi non approva? Se condividi quel che ho detto appare chiaro che si sta agendo sul tessuto
connettivo della comunit per trasformarla recidendo alcune connessioni e attivandone di nuove. Limpatto
di quel che stiamo facendo (agiamo per modificare) ci noto o presenta delle incognite?
Incognite rispetto a cosa? mi chiedi. Incognite rispetto al potenziale che esse possono sprigionare e alle
nuove interconnessioni che si possono creare in maniera involontaria: inneschiamo cio una reazione a
catena che non possiamo governare e che potrebbe portare a situazioni inaccettabili anche per chi oggi
sostiene il cambiamento. Inaccettabili perch non previste, inaccettabili perch lontanissime nella sostanza
da quelle che erano le premesse o gli scopi per cui ci si mossi, inaccettabili perch opposte ai valori della
comunit.
Se le questioni hanno poi un carattere fondamentale e riguardano non il comportamento dei singoli ma la
filogenesi della specie umana ebbene allora siamo di fronte ad un problema di ontogenesi che riguarda
tutta le specie umana e quindi anche me e te. Cosa intendo dire?
Se stabiliamo (ex lege) che la riproduzione umana possa avvenire in modo asessuato, se consentiamo che
sul DNA umano possano essere fatte sperimentazioni eugenetiche, se consideriamo possibile utilizzare per
la riproduzione il corredo genetico di individui non pi in vita allora non siamo pi solo di fronte a
comunit umana diverse (perch basate su diversi valori) ma anche ad esseri umani diversi in una misura
che noi oggi non possiamo apprezzare.
Considera come questi elementi siano tutti collegati e come poggino su un unico fatto giuridico: il feto
umano res nullius ovvero non neanche vita animale o vegetale. Se esso pu essere soppresso allora pu
anche essere congelato, sezionato, impiantato, modificato.

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E nel nostro destino? Dodicimila anni fa i sapiens neanderthalensis si sono estinti lasciando alcune tracce
nel nostro corredo genetico, nel nostro destino quello di sapiens sapiens creare una tecnologia che ci
cambier?
Per tutto questo ti dico: non mai solo una questione di diritti e non cerchiamo di contrabbandare sotto
questa parola ci verso cui stiamo andando in maniera assolutamente improvvisata. Per tutto questo anche
ti dico: sono anche fatti miei e me ne devo preoccupare nella misura in cui faccio parte di una comunit con
il ruolo di genitore.