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IV Marinetti.

Il territorio del mito e


l'estetizzazione dell'Africa
l. Mafarka eroe africano
La volont innovatrice si esprimeva nell'elogio della macchina come
simbolo del rinnovamento della sensibilit umana avvenuto per effetto
delle grandi scoperte scientifiche. Questo un tema che caratterizza la
prima opera africana di Marinetti: Mafarka le futuriste, scritta in francese e
pubblicata a Parigi nel 1909. Nel testo del tutto evidente la presenza di
modi e stili propri della scrittura simbolista. Lo sviluppo della civilt
industriale e il dominio della tecnologia vengono celebrati nel mondo
africano, inteso come sede simbolica del primitivo, mentre la storia
narra le singolari vicende del capo trib nero Mafarka el Bar che, dopo
aver detronizzato lo zio usurpatore tenta di moralizzare il suo popolo
strappandolo dalla corruzione dei molti piaceri amorosi per guidarlo alla
conquista delle trib vicine. Insieme a Mafarka combatte l'amatissimo
fratello Magamal che muore nella lotta in seguito a un morso di un cane
arrabbiato. Mafarka reca il corpo del fratello agli Ipogei dove incontra
l'ombra della madre morta e, per consolare il suo grande dolore, le
promette di creare, senza partecipazione di donna, un figlio meccanico e
immortale in cui trasfondere la propria vita rigenerandosi. Mafarka si
dedica quindi alla costruzione del figlio prodigioso con l'aiuto di una
schiera di artigiani e mentre dirige i lavori emerge misteriosamente la
figura di Colubbi, immagine seducente di donna che lo affascina e lo
possiede.
Tuttavia Mafarka vuole escludere ogni influenza femminile sullo sviluppo
del processo creativo e scaccia Colubbi resistendo al suo fascino profondo.
Creato Gazurmah, il figlio invincibile, Mafarka muore precipitando sugli
scogli dalle altezze che aveva raggiunto aggrappato al collo della propria
creatura, mentre Colubbi supplica Gazurmah di ucciderla e muore a sua

volta, colpita da un colpo dell'ala possente della creatura. L'esclusione di


Colubbi - che pure assiste nascosta al tragico parto sovrumano - dall'atto
creativo della maternit, comporta dopo la sua morte, il risveglio delle
forze telluriche e dei vulcani, mentre Gazurmah vola alto nel cielo
distaccandosi sempre pi dalla terra.
Il faticoso passaggio dal simbolismo al futurismo si pu gi individuare
nella figura di Mafarka che traccia un tortuoso percorso, lungo il quale si
alternano epiche vittorie, esaltazioni e sconfitte. Il compito che si pone
quello di moralizzare il suo popolo, ma per arrivare a questo egli deve
lentamente trasmutare da uno stato storico (Mafarka) a uno stato mitico
(Gazurmah), da protagonista che rappresenta il capo che conduce la lenta
trasformazione

di

un

popolo

africano,

alla

realizzazione

dell'uomo

meccanico e immortale.
Un'immagine vibrante e femminea, in netto contrasto con l'aspetto forte e
volitivo di Mafarka. Colubbi, l'immagine femminile e seduttiva, che viene
inizialmente

presentata

come

un'ombra

notturna;

tale

descrizione

simbolica di questa donna sensuale e allo stesso tempo immateriale,


sembra essere una rappresentazione esplicita di un'immagine femminile
simbolista. L'irresistibile capacit seduttrice di Colubbi, del resto, si iscrive
ovviamente nella tematica della donna fatale, mantide religiosa, che si era
imposta nella cultura europea. Ma allo stesso tempo, l'aspetto seduttivo
della donna che si nutre di amore e di lussuria rappresenta un freno sottile
alle audaci gesta dell'uomo. Se infatti l'impresa eroica di Mafarka quella
di voler costruire il figlio meccanico che rappresenta la metafora di un
mondo nuovo che spalancher le porte alle speranze di un dinamico
futuro, la figura di Colubbi costituir la tentazione prepotente che pu
distrarre l'eroe da questo compito leggendario attraverso le seduzioni della
passione carnale. La sensualit della donna si inserisce in un mondo che
viene relegato nel passato (l'adolescenza, la giovinezza), mentre il
distacco dalla figura femminile necessario per l'instaurazione di un mondo
nuovo che inaugura il futuro, imposto dalla necessit di generare un
uomo nuovo come creazione esclusivamente maschile che respinge la
partecipazione della donna.