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Commissione per la cultura e l’istruzione

PROVVISORIO
2004/2266(INI)

26 maggio 2005

PROGETTO DI RELAZIONE
sulle nuove sfide per il circo quale parte della cultura europea
(2004/2266(INI))

Commissione per la cultura e l’istruzione

Relatrice: Doris Pack

PR\567041IT.doc PE 357.902v01-00

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PR_INI

INDICE

Pagina

PROGETTO DI RISOLUZIONE LEGISLATIVA DEL PARLAMENTO EUROPEO...........3

MOTIVAZIONE ....................................................................................................................7

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PROGETTO DI RISOLUZIONE LEGISLATIVA DEL PARLAMENTO EUROPEO

sulle nuove sfide per il circo quale parte della cultura europea
(2004/2266(INI))

Il Parlamento europeo,

– vista la sua risoluzione del 16 marzo 1994 concernente l’istruzione dei figli di genitori
senza fissa dimora1,

– vista la risoluzione del Consiglio e dei ministri dell’istruzione riuniti in sede di Consiglio,
del 22 maggio 1989, concernente la scolarizzazione dei figli degli zingari e dei girovaghi2,

– vista la risoluzione del Consiglio e dei ministri dell'istruzione riuniti in sede di Consiglio,
del 22 maggio 1989, concernente la scolarizzazione dei figli di genitori che esercitano
professioni itineranti3,

– viste le relazioni della Commissione sull’applicazione delle misure adottate nella


risoluzione del 22 maggio 1989 dal Consiglio e dai ministri dell'istruzione riuniti in sede
di Consiglio, (COM(1989)0494 e COM(1996)0495),

– visto il regolamento (CE) n. 338/97 del Consiglio, del 9 dicembre 1996, relativo alla
protezione di specie della flora e della fauna selvatiche mediante il controllo del loro
commercio 4,

– vista la direttiva 1999/22/CE del Consiglio, del 29 marzo 1999, relativa alla custodia degli
animali selvatici nei giardini zoologici5,

– visto il regolamento (CE) n. 539/2001 del Consiglio, del 15 marzo 2001, che adotta
l'elenco dei paesi terzi i cui cittadini devono essere in possesso del visto all'atto
dell'attraversamento delle frontiere esterne e l'elenco dei paesi terzi i cui cittadini sono
esenti da tale obbligo6,

– visto il regolamento (CE) n. 1808/2001 della Commissione, del 30 agosto 2001, recante
modalità d'applicazione del regolamento (CE) n. 338/97 del Consiglio, relativo alla
protezione di specie della flora e della fauna selvatiche mediante il controllo del loro
commercio 7,

– visto l’articolo 45 del suo regolamento interno,

– vista la relazione della commissione per la cultura e l’istruzione (A6-0000/2005),

A. considerando che la maggior parte degli aspetti di ordine culturale, educativo, tecnico e
1
GU C 104 del 6.4.1984, pag. 144.
2
GU C 153 del 21.6.1989, pag. 3.
3
GU C 153 del 21.6.1989, pag. 1.
4
GU L 61 del 3.3.1997, pag. 1.
5
GU L 94 del 9.4.1999, pag. 24.
6
GU L 81 del 21.3.2001, pag. 1.
7
GU L 250 del 19.9.2001, pag. 1.

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giuridico connessi all’attività circense vengono disciplinati a livello degli Stati membri e
non a livello comunitario,

B. considerando che, in linea di principio, non esiste una legislazione specifica che regoli le
questioni riguardanti il circo e che pertanto le attività circensi sono normalmente soggette
alla giurisprudenza relativa ad altri settori, quali istruzione, attività ricreative,
infrastrutture, trasporti, attrezzature, attività artistiche, mobilità, adunanze pubbliche,
protezione antincendio e protezione degli animali,

C. considerando che la mobilità transfrontaliera, in quanto una delle caratteristiche distintive


del mondo circense, giustifica l’esigenza di considerare la situazione del circo in una
prospettiva europea e di elaborare provvedimenti UE relativamente a tale settore,

D. considerando che la mobilità del mondo circense crea difficoltà ai bambini che ne fanno
parte per quanto riguarda il loro accesso all’istruzione scolastica e alla formazione
professionale, il che giustifica l’esigenza di provvedimenti a livello europeo,

E. considerando auspicabile che tutta l’Europa riconosca il circo come parte della cultura
europea,

Il riconoscimento del circo come parte della cultura europea

1. chiede alla Commissione di prendere iniziative concrete che conducano al riconoscimento


del circo come parte della cultura europea;

2. invita gli Stati membri che non lo hanno già fatto a riconoscere il circo come parte della
cultura europea;

L’istruzione scolastica e la formazione professionale

3. chiede alla Commissione di elaborare uno studio sull’istruzione scolastica dei bambini che
appartengono a comunità itineranti, aggiornando il sopramenzionato studio del 1996
relativo all’applicazione della risoluzione del Consiglio del 22 maggio 1989 negli Stati
membri, e di comunicare entro un anno i risultati di tale studio al Parlamento europeo;

4. invita la Commissione, insieme agli Stati membri e d’intesa con le organizzazioni di


rappresentanza dei genitori di tali bambini, a prendere provvedimenti volti a garantire
educazione e formazione adeguate ai bambini che fanno parte di comunità itineranti,
indipendentemente dal paese comunitario nel quale si trovano; in tale contesto sarebbe
auspicabile l’elaborazione di una nuova risoluzione del Consiglio che garantisca una
formazione scolastica e professionale di alto livello qualitativo ai bambini, ai giovani e
agli adulti che fanno parte di comunità itineranti e che riconosca la formazione
professionale delle scuole circensi;

5. chiede alla Commissione, nel quadro del programma d’azione integrato nel campo
dell’apprendimento permanente, di stanziare i fondi per le misure necessarie, quali, fra
l’altro, i progetti pilota per l’osservazione dei modelli d’istruzione adatti ai bambini
appartenenti a comunità itineranti; si tratta in particolare di:

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­ sviluppo e sostegno dell’E-Learning e dei progetti relativi all’insegnamento a distanza
come parte della vasta iniziativa concernente l’istruzione delle comunità itineranti;
­ sviluppo progettuale dell’apprendimento autonomo/responsabile;
­ sviluppo progettuale dell’istruzione scolastica;
­ sviluppo di un profilo professionale per i docenti che si occupano della scolarizzazione
dei bambini appartenenti a comunità itineranti;
­ scambio di informazioni e di esperienze a livello europeo fra gli insegnanti di alunni
itineranti;

6. considera al tempo stesso necessario rintracciare opportunità di finanziamento che


pongano in essere l’istituzione di un Servicepoint, che costituisca una rete in relazione a
tutti i punti di rilievo nell’ambito dell’intera Unione, a disposizione come punto di
contatto per le comunità itineranti che necessitino di informazioni in merito alle esigenze e
alle possibilità di formazione;

7. chiede alla Commissione e agli Stati membri di attuare una campagna d’informazione
volta a garantire il controllo di qualità dell’istruzione e per assicurarsi che la formazione
dei bambini appartenenti alle comunità itineranti si basi sugli stessi criteri del sistema
d’istruzione tradizionale;

Le strutture temporanee (Temporary structures)

8. invita la Commissione, a seguito di consultazioni con la comunità circense europea, a


conferire un mandato al Comitato europeo di normalizzazione (CEN) al fine di elaborare
una raccolta completa di norme attinenti alle strutture mobili dei circhi, compresa la
finalizzazione delle attività in corso riguardo alle norme di sicurezza in materia di strutture
temporanee (tendoni), per agevolare la mobilità dei circhi fra gli Stati membri attraverso
l’armonizzazione e pertanto contribuire alla tutela del circo classico europeo e della
sicurezza collettiva;

9. chiede agli Stati membri di rendere pubblici i requisiti applicabili in una forma che risulti
facilmente accessibile agli utenti e quindi, una volta stabilite le norme, di procedere
all’adeguamento di tali requisiti.

I lavoratori del circo: mobilità e occupazione dei cittadini di paesi terzi

10. chiede alla Commissione di prendere in esame l’attuale sistema che regola il rilascio dei
visti e dei permessi di lavoro agli artisti girovaghi e, quindi, di procedere all’elaborazione
di una regolamentazione europea in materia; tale regolamentazione europea dovrebbe:

­ tener conto delle attuali difficoltà per ottenere i visti per il rilascio di permessi di
lavoro e la loro provvisorietà;
­ eliminare le condizioni attuali di difficile adempimento per artisti che dispongono di
contratti di lavoro a breve termine (ad esempio, la condizione che chiede di dimostrare
che non esistono all’interno della UE persone con qualifiche professionali di pari
grado):
­ offrire la possibilità di ottenere visti a breve termine di durata annuale;

11. giudica a tale riguardo auspicabile che, sia per gli artisti che per le rispettive

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amministrazioni pubbliche, venga elaborata una guida unitaria e comprensibile che
illustri il nuovo regolamento;

Protezione degli animali

12. chiede alla Commissione di elaborare una linea direttrice armonizzata che preveda criteri
minimi chiari e comprensibili per la protezione di quegli animali che non vengono
impiegati per scopi economici e che, in conformità della direttiva 1999/22/CE, non sono
custoditi nei giardini zoologici; una linea direttrice di tal genere dovrebbe svolgere un
ruolo di supporto per le autorità e i tribunali chiamati ad emettere un giudizio sulla
gestione degli animali nell’ambito dell’attività circense e al contempo escludere il diverso
trattamento riservato all’allevamento e alla protezione degli animali a livello nazionale,
regionale e comunale negli Stati membri, che determina considerevoli ostacoli all’impiego
degli animali nel circo;

13. chiede, in tale contesto, che gli Stati membri armonizzino tale linea direttrice alle proprie
legislazioni nazionali e che garantiscano il rispetto degli criteri richiesti.

o o

14. incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione al Consiglio e alla


Commissione.

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MOTIVAZIONE

INTRODUZIONE

Il circo classico, conosciuto in tutto il mondo come impresa itinerante a conduzione familiare,
offre in pista numerose divertenti rappresentazioni, spesso con la presenza di animali,
intrattiene, diverte e istruisce da generazioni “bambini di tutte le età”. L’Associazione
internazionale degli storici del circo, nel definire il concetto di “circo”, lo descrive come la
combinazione fra un programma artistico organizzato e un intrattenimento musicale, in cui si
alternano sulla pista spettacoli animati da acrobati, clown e domatori di animali selvaggi e
domestici.

Nella sua forma attuale il circo esiste all’incirca dal 1770, quando Philip Astley allestì una
piccola arena a Londra nelle vicinanze della stazione di Waterloo. Astley presentava diversi
numeri, che venivano eseguiti, fra l’altro, da cavallerizzi, funamboli, acrobati, giocolieri e
clown. Nel corso dei successivi cinquanta anni, numerosi imitatori seguirono l’esempio di
Astley e in tal modo sorsero circhi in tutta Europa.

All’inizio del 20° secolo, in Europa, oltre al tendone, vennero non solo introdotti nuovi
accorgimenti riguardo all’allestimento, come la segatura e i tendoni a più piste, ma anche
spettacoli di nuovo genere, come l’esibizione di animali esotici ammaestrati nonché
l’acrobatica come numero indipendente all’interno del programma.

Nel 20° secolo i circhi europei dovettero anche affrontare molti problemi, poiché numerose
imprese circensi erano andate disperse a causa delle guerre mondiali. Pur avendo sperimentato
un risveglio di interesse nel pubblico degli anni ’50, il circo ha poi dovuto difendersi dalla
concorrenza di cinema, televisione, parchi divertimento ed altre forme di intrattenimento e
l’interesse del pubblico nei suoi confronti si è gradualmente affievolito.

Da poco si sta diffondendo una nuova forma di circo, con una maggiore caratterizzazione di
tipo artistico, che comprende altre forme d’arte come recitazione, teatro e danza. Tale
combinazione di numeri circensi, musica e danza all’interno di una rappresentazione artistica
moderna offre al circo una nuova ulteriore prospettiva.

LE PROPOSTE DELLA RELATRICE

1. Il riconoscimento del circo come parte della cultura europea

Nell’ambito dell’arte e della cultura europea, il circo ha indubbiamente un ruolo importante.


In alcuni Stati membri (ad esempio, Italia, Francia e Portogallo), il circo viene già oggi
considerato un’attività culturale, mentre in altri Stati membri (ad esempio, Germania, Austria
e Danimarca), viene classificato come attività commerciale.

Al fine di conservare la tradizione classica del circo e per poterla sostenere in modo efficace,
sarebbe auspicabile ottenere a livello europeo il riconoscimento del circo come parte della
cultura europea, come già accade ad esempio per l’opera e la danza.

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2. Le scuole circensi – istruzione scolastica e formazione professionale

2.1 L’accesso dei bambini appartenenti alle comunità itineranti all’istruzione scolastica
e alla formazione professionale
Per necessità economiche, i circhi viaggiano costantemente per lunghi periodi. Tale mobilità
rende più difficile l’accesso all’istruzione per i bambini che appartengono alle famiglie
circensi. I bambini delle comunità itineranti hanno quattro possibilità: cambiare
continuamente scuola, ricevere istruzione a distanza, andare in collegio o frequentare una
scuola itinerante.
Solo pochi Stati membri hanno previsto provvedimenti straordinari e progetti pilota per
l’istruzione dei bambini del circo.
Riguardo alla formazione dei bambini appartenenti alle comunità itineranti, grazie alle
precedenti iniziative del Parlamento europeo in materia, già molto è stato ottenuto. Tuttavia
negli ultimi anni, in molti Stati membri, tali progressi, la consapevolezza e l’impegno politico
per un’istruzione continua e che pertanto offra pari opportunità, sono andati di nuovo perduti.
La risoluzione del Consiglio del 1989 concernente la scolarizzazione dei figli di genitori che
esercitano professioni itineranti1, nonché il sostegno della Commissione ai progetti volti a
migliorare l’accesso all’istruzione dei bambini appartenenti a comunità itineranti, hanno
svolto in tale ambito un ruolo importante. Inoltre, nel 19962 la Commissione ha presentato
una relazione sulla situazione globale e sull’applicazione della risoluzione del Consiglio del
1989, in cui vengono illustrati anche i crescenti problemi connessi all’istruzione e alla
formazione dei bambini appartenenti alle comunità circensi nella UE.
Fino a quando i bambini che viaggiano con il circo dovranno frequentare scuole sempre
diverse, non si potrà tradurre in realtà il loro diritto ad un’istruzione che garantisca pari
opportunità. È proprio nella scuola primaria, a causa dei continui cambiamenti di scuola, che
nascono quelle lacune nel sapere che non consentono agli alunni di rispondere alle aspettative
della scuola secondaria. Tuttavia, un titolo di studio intermedio è il presupposto per
l’ammissione ad una scuola artistica.
Occorrono provvedimenti a livello europeo che assicurino a tutti i bambini del circo e ai
bambini delle comunità itineranti l’accesso ad un’istruzione equivalente a quella tradizionale.
Una possibilità in tale senso viene offerta, ad esempio, dal programma d’azione integrato nel
campo dell’apprendimento permanente (2007-2013).

2.2 La formazione professionale


In passato, l’istruzione scolastica e la formazione professionale dei futuri artisti avveniva
all’interno del circo come parte della tradizione familiare, nel cui ambito il know-how si
trasmetteva ogni volta alla generazione successiva. Per tale motivo all’interno della UE
esistono pochissime scuole circensi, a differenza, ad esempio, dell’Europa dell’Est, dove vi
sono circhi e scuole circensi statali.

1
GU C 153 del 21.6.1989, pag. 3.
2
Non ancora pubblicato nella Gazzetta ufficiale.

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In alcuni Stati membri, come la Spagna, i Paesi Bassi, la Danimarca e l’Austria, esistono delle
scuole circensi, ma queste non sempre sono riconosciute dallo Stato come forme di istruzione
professionale.

Pertanto, in molti Stati membri si sente l’esigenza di istituire scuole circensi professionali che
impartiscano una formazione riconosciuta, di determinante importanza per lo sviluppo e la
sopravvivenza del circo in tali Stati.

2.3 Sovvenzioni e borse di studio


Non tutti gli Stati membri della UE offrono sovvenzioni e borse di studio a coloro che
intendono frequentare una scuola circense. Ciò pregiudica, fra l’altro, la mobilità dei
potenziali artisti che vogliono frequentare una scuola circense in un altro Stato membro.

2.4 La formazione degli insegnanti


Un ulteriore problema che tali scuole devono affrontare riguarda la formazione adeguata di
allenatori e istruttori.

3. Le strutture temporanee (Temporary structures)

Negli Stati membri della UE tutti i circhi sono imprese private indipendenti, spesso operanti
in ambito transfrontaliero.
In linea di principio non esistono, né a livello dell’Unione né all’interno dei singoli Stati
membri, legislazioni particolari che disciplinino le attività circensi.
Le imprese circensi sono normalmente soggette alla legislazione e alla giurisprudenza relative
ad altri settori, quali le infrastrutture, i trasporti, le attrezzature, le adunanze pubbliche o la
protezione antincendio. La maggior parte delle regolamentazioni che riguardano i circhi
vengono emanate dagli enti locali e regionali.
Per mettere in scena i loro spettacoli, i circhi devono ottenere numerose licenze e
autorizzazioni, che sono diverse a seconda dello Stato membro e che differiscono anche a
livello regionale e locale. Per le imprese circensi ciò comporta spesso difficoltà e alti costi.

In taluni casi particolari accade che i requisiti che sono obbligatori per un ente locale non
siano ammissibili per un altro. Un esempio è dato dalle norme riguardanti il tendone del circo.
Per adeguarsi alle norme di protezione antincendio dei Paesi Bassi, è richiesta una qualità di
tendone che al momento nessun produttore offre sul mercato. I produttori si attengono
esclusivamente alle norme vigenti in Germania, Gran Bretagna e Francia. La qualità che tali
paesi richiedono come standard di sicurezza dovrebbe essere riconosciuta anche negli altri
Stati membri. Poiché ciò, tuttavia, non accade, tale problema provoca infinite discussioni,
ritardi e persino annullamenti degli spettacoli.

Occorre identificare delle soluzioni per risolvere questo genere di problemi, che nascono dalle
disposizioni divergenti o inesistenti degli Stati membri e dalle diverse richieste delle autorità
locali. Una possibile soluzione risiederebbe nel conferire un mandato al Comitato europeo per
la normalizzazione, affinché possa elaborare una raccolta di norme attinenti alle strutture
temporanee.

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4. I lavoratori del circo: mobilità e occupazione dei cittadini di paesi terzi

Data la mobilità a livello internazionale del circo e dei suoi lavoratori, risulta evidente
l’importanza di considerare la situazione del circo in una prospettiva europea e quanto sia
necessario elaborare provvedimenti a livello UE relativamente a tale settore.

Non esiste una definizione giuridica a livello comunitario dei lavoratori e degli artisti del
circo. Nella maggior parte dei circhi europei, gli artisti e gli altri lavoratori appartengono a
nazionalità diverse. La presenza di complicate disposizioni che ostacolano l’immigrazione,
l’occupazione e la mobilità dei cittadini di paesi terzi all’interno della UE, determina in alcuni
casi, a dispetto delle intenzioni del mondo circense, la presenza di occupazione illegale nel
settore.

Per poter allestire al meglio un programma che preveda la presenza dei migliori artisti, è
inevitabile che si debbano ingaggiare artisti provenienti da paesi terzi, quali ad esempio la
Russia, la Mongolia, la Corea e la Cina. Tuttavia, per assumere artisti che vengono da questi
paesi, il circo, come qualsiasi altra impresa, deve dimostrare di essersi impegnato per trovare
un lavoratore di pari livello all’interno della UE. Tale impedimento burocratico è considerato
in ambito circense come un ostacolo alla libertà creativa e artistica.

5. La protezione degli animali

In passato, a causa di ripetute irregolarità riguardo alla cura degli animali o sulla spinta delle
campagne ideologiche condotte dagli animalisti, alcuni Stati membri o le loro rispettive
autorità locali hanno introdotto nuovi divieti e limitazioni, con validità generale, in relazione
all’allevamento e all’esibizione degli animali del circo nell’ambito dell’assegnazione delle
aree preposte allo svolgimento di feste ed esibizioni.

In molti casi, tali limitazioni sono discriminanti e pregiudicano i diritti e la libertà dei
proprietari dei circhi, delle famiglie circensi e degli artisti. Sebbene numerosi divieti in atto o
in fase di proposta siano stati annullati dalle amministrazioni o dai tribunali amministrativi di
grado superiore, un numero considerevole di questi rimane ancora in vigore. A causa della
loro molteplicità e disomogeneità, tali divieti non solo intralciano l’agevole attuazione del
mercato interno europeo, ma rischiano anche di danneggiare la rinomata tradizione circense,
che da secoli è parte della cultura europea.

Per tali motivi, nell’ambito della UE, andrebbero elaborata una linea direttrice sulla
protezione degli animali, che sia adeguata, armonizzata e basata sulle valutazioni di scienziati
e veterinari.

Tale approccio rappresenta un mezzo efficace per controllare il rispetto delle norme in vigore
in relazione all’adeguata gestione degli animali e pone in essere il processo decisionale
sull’allevamento regolare o irregolare degli animali.

La linea direttrice europea può essere sviluppata sulla base degli orientamenti già in vigore in
alcuni Stati membri concernenti l’allevamento, l’addestramento e l’impiego degli animali nei
circhi o in simili organizzazioni, compresi lo European Circus Association Model Regulation

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for Circuses and Circus Acts e la United Kingdom Association of Circus Proprietors. In
Germania, ad esempio, il Ministero federale per l’agricoltura sul tema degli animali nel circo
ha pubblicato degli orientamenti sull’allevamento, l’ammaestramento e l’impiego degli
animali nei circhi o in organizzazioni simili (“Leitlinien für die Haltung, Ausbildung und
Nutzung von Tieren in Zirkusbetrieben oder ähnlichen Einrichtungen”)1che fungono di
supporto a livello decisionale non solo per coloro a cui compete la cura degli animali nel circo
ma anche per le autorità e i tribunali a cui spetta la valutazione sull’allevamento degli animali
nell’ambito dell’attività circense.

1
Orientamenti del 15 ottobre 1990, vedi il link “Tierschutz” al sito: http://www.verbraucherministerium.de

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