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Monografia 72

Passio Christi,
passio homini Piccola Rivista
di Spiritualità Giovanile
FEDERAZIONE ITALIANA
Questa iniziativa editoriale è una collaborazione
Nichelino Comunità, Accoglienza Nikodemo, FIES ESERCIZI SPIRITUALI

UNA RIVISTA SUI TEMPI FORTI DELLO SPIRITO


Sped. in A.P. Art. 2 Comma 20/c Legge 662/96 - Filiale di Torino Primavera 2010
Tiratura inferiore a 20.000 copie - “Fondato nel febbraio del 1988” Anno XXIII - N° 2

L’immagine della Santa Sindone (qui posta accanto al suo negativo fotografico), misteriosa per la scienza e “sfida per l’intelligenza” –
come l’ha definita Giovanni Paolo II – rappresenta per i credenti un rimando diretto e immediato, che aiuta a comprendere e meditare la
drammatica realtà della Passione di Gesù Cristo. Dal 10 aprile al 23 maggio, sarà esposta nel Duomo di Torino (servizio a pag. 6 e 7). 
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Editoriale Editoriale

La salvezza come senso,


Mi manchi... per un’introduzione al paradiso
Cristo: quale risposta? diante la preghiera, i sacramenti e superficiali o sentenze definitive; dere nel bene. Si chiama amore. la creazione, in una coinvolgente,
le opere di carità, si opera quella fame di purezza, che significa: Sapersi familiari di Dio, attesi, libera evoluzione dell’amore, non
lcuni anni fa, quando pre- trasformazione del cuore che armonia, slancio, ordine, bellez- custoditi nel suo cuore, e promos- può che essere la più bella intro-

A se l’avvio l’iniziativa del


“Progetto Culturale”, per
le vie di Roma apparve su alcuni
chiamiamo conversione. E che
‘caricandoci’ di bene, ci ammette
a prender parte della gioia di Dio.
za; fame di felicità, che ha un vol-
to che comprende il nostro (sia-
mo invitati ad essere amici del
si – mediante il dono della grazia
– nei nostri tentativi arruffati ma
generosi di compiere il bene, offre
duzione al paradiso. Verso il qua-
le, talora sospirando acutamente:
«Mi manchi…!», con fiducia e co-
manifesti una scritta: «CRISTO È Signore); fame di essere capiti, il dono prezioso di scoprirsi uo- raggio camminiamo.
LA RISPOSTA!». Qualche buon- Una comunione che sfama amati, cercati, attesi, e non per- mini e figli. Riconoscere infine
tempone, ad uno di questi aggiun- ché produttivi ma perché siamo che il fondale della redenzione è don Fabrizio Ferrero
se: «GIÀ, MA QUAL ERA LA uardando con questa am- quello che siamo; fame dunque
DOMANDA?». Battuta irriveren-
te, senza dubbio. Ma anche indica-
G piezza di senso la salvezza
che Gesù offre a ciascuno di noi, è
di forza, nel sapere che la nostra
debolezza può diventare, per
tiva, a stilare qualche innocuo son-
daggio, di un certo logorio: una
facile rendersi conto di quali ri-
sposte sia capace di recare alla no-
mezzo della grazia, un veicolo
del bene.
Spunti per approfondire:
difficoltà – per dirla tutta – nel de- stra vita. Come è facile vedere, non si • GIORGIO GOZZELINO, «Paradiso» e GUIDO GATTI, «Salvezza religiosa
clinare per l’esistenza umana, pri- Diciamolo chiaramente: il van- tratta semplicemente di una ri- e salvezza profana» in: AA.VV., Dizionario dei temi della fede, SEI,
ma ancora che nel particolare di gelo risponde alla nostra fame di sposta sociale a problemi di con- Torino 1977, pp. 297-303 e 393-400;
vissuti personali, una realtà come senso, di assoluto, di infinito, mo- vivenza, quasi che la salvezza si • FRANCO ARDUSSO, «La salvezza dell’uomo nella teologia cattolica:
la salvezza. strandoci che apparteniamo ad un riducesse ad essere sinonimo di percorso storico e prospettive attuali» in: ID, La fede provata,
Lo dico fin da subito: per diven- sogno più grande e coinvolgente una pur necessaria emancipazio- Effatà, Cantalupa (TO) 2006, pp. 395-417;
tare cristiani testimoni, discepoli e la nostra felicità; risponde alla no- ne, ma di qualcosa di molto più
non solo ambiguamente ‘credenti’ stra fame di amore, di speranza, radicale, di qualcosa che appar- • OLEGARIO GONZALES DE CARDEDAL, Cristologia, cap. IX: “La
(lo sono anche i demoni! vedi: Mc di futuro, mostrandoci che l’oriz- tiene, abbracciandolo, al cuore missione. Il mediatore della salvezza”, San Paolo, Cinisello
Balsamo 2004 [2001], pp. 477- 559;
5,1-20), occorre aver fatto l’espe- zonte in cui siamo inseriti è più stesso della vita e della persona
rienza in prima persona di un in- grande di ciò che si vede, si misu- umana. • BERNARD SESBOÜÉ, Gesù Cristo l’unico mediatore. Saggio sulla
contro decisivo e liberante con il ra si tocca e si compra. Cristo vie- redenzione e la salvezza, vol. 1: «Problematica e rilettura
Signore. Occorre – per usare le pa- ne incontro alla nostra sete di giu- Una conclusione aperta dottrinale», Edizioni Paoline, Cinisello Balsamo 1990 [1988];
role di S. Paolo – poter arrivare a stizia e misericordia; al nostro de-
• LEO SCHEFFCZYK, RUDOLF AFFEMANN, GISBERT GRESHAKE, NORBERT
confessare che Gesù è il Cristo del- siderio di qualcosa che si elevi al crutare con questa profondità
la propria vita, che «ha dato se
stesso per me» (Gal 2,20).
miti in cui la teologia occidentale, del Vangelo secondo Giovanni gani, gli altri], riconcilia e rende ca-
di sopra del grezzume della bana-
lità (e) del male. Risponde al no-
S l’esperienza cristiana, porta a
rendersi conto che la fede non si ri-
LOHFINK, JOHANN BAPTIST METZ, JOSEF MOLLER, JOSEPH RATZINGER,
RUDOLF SCHNACKENBURG, Redenzione ed emancipazione,
per certi aspetti, l’ha compresso. che costituisce un po’ il biglietto paci di perdonare. Pur essendo antici- Queriniana (GdT 88), Brescia 1975 [1973];
Ma non meno importante, per il stro anelito di qualcosa di ‘spiri- duce ad un fatto culturale. Tanto
La realtà veicolata da quella paro- da visita di Gesù: «Sono venuto pata in questa vita come caparra, la • LUIS LADARIA, Gesù Cristo salvezza di tutti, EDB, Bologna 2009
maturare di una fede che si voglia tuale’, che sappia parlare il lin- meno ad un insieme di (nobili)
la, infatti, faceva appello a due si- perché abbiano la vita, e l’abbiano in salvezza definitivamente compiuta, [2007];
capace di permeare la vita nel suo guaggio dei valori: perché hanno idee capaci, come nel calcio, di po-
tuazioni: il pericolo da cui trarre (sovr)abbondanza» (Gv 10,10). Ed è inglobante l’intera creazione, è attesa
insieme, è acquisire la consapevo- ancora senso parole quali bontà, larizzare energie per azioni appas- • PIERO BALESTRO, Tutta la nostra voglia d’amore, San Paolo, Cinisello
d’impaccio e la salute. Agli estre- ancora sullo sfondo di un intenso per il giorno in cui “Dio sarà tutto in
lezza della portata positiva di quel- onore, eroismo, generosità, corag- sionate ma sterili. È invece, ben Balsamo 1998;
mi della minaccia da cui scappare e positivo amore per la vita, in tutti”».
l’affermazione: imparando cioè a gio, nobiltà del cuore. più profondamente, un’amicizia
e della prosperità di cui godere, tutte le sue sfumature, che i primi • LUIGI ALICI, La via della speranza. Tracce di futuro possibile, AVE,
riconoscere in Cristo il pavimento La grazia di Cristo porta pane viva con il Cristo risorto, che mo-
era sottesa una serie di significati cristiani hanno presentato la sal- Un incontro trasformante Roma 2006.
delle proprie decisioni, l’orizzonte alla nostra fame di vita, piena e stra il senso della vita, donando la
intermedi legati alla profonda ve- vezza con una sorprendente ma
delle proprie speranze, il cielo dei vera, non mortificata da parole forza (e il sorriso) per poterla go-
rità di una semplice constatazio- affascinante multiformità di espe- i fronte a tale ricchezza di
propri sogni, soprattutto: le ali del
proprio impegno. E saperne spie-
ne: un naufrago si salva… perché
viva!
rienze. Ne mostro di seguito alcu-
ni esempi, meditati a lungo con
D senso e varietà di espressio-
ni, ai ragazzi mostro che il centro
gare il perché. Ripetere che la sal-
Se per un verso, dunque, la sal- un amico ormai in cielo, don da cui tutto si diparte è la relazio-
vezza è dal peccato, dalla morte e
vezza poteva essere concepita co- Franco Ardusso, tratti dalle pagi- ne di grazia con il Signore.
dal male, e limitarsi a questo, si-
me liberazione (o per usare un ne del Nuovo Testamento: «Cristo Propongo, di solito, l’immagine
gnificherebbe attestarsi sulla so-
vocabolario tipico del gergo com- salva dal peccato, dalla legge, dalla della salvezza come una porta a
glia del regno di Dio (per cui
merciale: come ‘riscatto’ o ‘re- morte e dalle tenebre; trasforma l’uo- due ante: l’una il perdono, l’altra
Cristo si è speso) col rischio di non
denzione’), per altro verso si sa- mo in nuova creatura, lo fa figlio tra- un abbraccio. Entrambe sono il
entrarvi: riconoscendo – questo sì
peva pienamente espressa nelle mite il dono dello Spirito; gli comu- frutto della volontà di Dio di ren-
– le porte aperte per grazia, ma
parole della cura: proteggere, nica la vita eterna e la libertà; parte- dere partecipe ogni uomo della
senza avere il coraggio di oltrepas-
amare, promuovere, condivide- cipa agli uomini l’amore del Padre, Sua vita felice: questo è il cuore di
sarle con fiducia e letizia.
re, appassionare. Un’unica realtà, dal quale nessuno li potrà mai sepa- tutto. Prender parte alla Sua
in altri termini, capace di offrirsi rare; dona pace, gioia, consolazione, bontà è quella che si chiama ‘co-
In principio, la vita
allo sguardo come una fotografia capacità di operare il bene, forza per munione’, che nella Messa si rea-
e il suo negativo: scampo dal ma- vincere le tentazioni, speranza nella lizza come mistero. Il motivo fon-
I l problema, in parte, è culturale.
Quella in effetti che noi chiamia-
le (il negativo) e pienezza di vita
(la salvezza vista nello splendore
risurrezione e nella vittoria sull’ulti-
mo nemico, la morte; prepara un po-
damentale è che la salvezza non è
un ‘cosa’, ma una relazione con il
mo “salvezza” (in greco: σωτηρια,
dei suoi colori). sto in cielo e rende partecipi gli uomi- bene, con la persona dell’Amore.
soterìa), aveva in origine un conte-
È in effetti su questo sfondo che ni della divina natura; abbatte il mu- Nell’incontro personale con
nuto più ampio degli angusti li-
va compresa quell’affermazione ro di divisione fra ebrei e gentili [i pa- Gesù, dunque, che si attua me-
4 5
Il Cristo Il Cristo

Una riflessione su
“La gente chi dice che io sia?” Gesù nei giorni nostri
I
l brano di vangelo che ho avu- che è giusto e ciò che è male è sta- come paragonarla a quella di un non l’ha rifiutata, l’ha vissuta nel-
to modo di ascoltare durante la to ormai cancellato o nascosto, gli uomo dei giorni nostri? l’umiltà e nell’intraprendenza;
messa di domenica 24 gennaio insegnamenti di Gesù sembrano l’ha vissuta nell’obbedienza e nel
2010 è forse uno dei più famosi: un po’ fuori luogo, scomodi, “vec- empre come ha commentato il rispetto, senza per questo ritrovar-
Gesù, tornato a Nazareth dopo
aver predicato in Galilea, viene in-
chi”: chi ci crede ancora? Se un
tempo la morale cristiana veniva
S sacerdote nell’omelia di quella
domenica, Gesù ci ha salvato in tre
si alla fine stanco o deluso di
quanto fatto. Come c’è scritto nel
vitato nella sinagoga a leggere i ro- osservata, laddove non capita, an- giorni, ha predicato e annunciato Vangelo, Gesù cresceva, progredi-
toli del profeta Isaia, nei quali vie- che solo per rispetto, per venera- il Vangelo in tre anni, ma nella va in sapienza, ubbidiva volentie-
ne annunciata la profezia della ve- zione, per timore…, oggi il pre- quotidianità dei trent’anni prece- ri ai suoi genitori: un esempio di
nuta del Cristo… Gesù conclude sunto senso di libertà del nostro io denti ha preparato la sua missio- vita, prima di tanta morale, per chi
dicendo: “Oggi si avvera per voi onnipotente sembra aver spode- ne: nella quotidianità si è formata vuole raggiungere la propria san-
che mi ascoltate questa profe- stato il primato dell’etica cristiana la sua persona, nell’amore della tità nella vita di tutti i giorni.
zia…”. Come ha avuto modo di e degli insegnamenti della chiesa: sua famiglia si è formato l’uomo
commentare il sacerdote durante e allora, chi ci crede più? Oggi, co- che successivamente ha intrapreso erto, questo è un primo passo:
l’omelia, la scena che segue è ab-
bastanza emblematica: la gente,
me duemila anni fa… il suo cammino di salvezza. Come
diceva Giovanni Paolo II: siamo
C la figura di Gesù non si ferma
ai suoi primi trent’anni, anche se
specialmente gli anziani, in un i piace pensare che si possa tutti chiamati alla santità, nella no- questa fase ha rappresentato la
paese piccolo come Nazareth, do-
ve tutti si conoscono e dove le sor-
M arrivare a capire il cristia-
nesimo partendo direttamente
stra quotidianità, facendo bene il
nostro dovere, nella famiglia, al la-
parte più lunga, quasi le fonda-
menta per affrontare la missione
prese scatenano la curiosità gene- dalla figura di Gesù, prima anco- voro, con gli amici, nello studio. più difficile… Ed è un po’ quello
rale, si interroga sulle origini di ra che dalla sua morale: più teo- Così è cresciuto Gesù, così dobbia- che oggi potremmo imparare ap-
Gesù: “Non è lui il figlio di logia che etica, volendo riassu- mo vivere noi per essere santi. punto da Gesù: costruire la casa
Giuseppe?” Il borgo è piccolo e la mere il concetto come in uno slo- Guardando al Cristo, dunque, a sulla roccia, con solide basi.
gente mormora, e le persone si gan … E allora vediamo questa duemila anni di distanza, guardia-
stupiscono di questo falegname figura un po’ controversa di mo innanzitutto ad una persona esù inizia quindi a predicare:
un po’ sui generis, che all’età di
circa trent’anni, dopo aver fatto
Gesù: come ha vissuto duemila
anni fa? Com’è stata la sua vita e
che ha vissuto giorno per giorno
bene la sua vita: non l’ha sprecata,
G annuncia il Regno di Dio, tal-
volta in modi un po’ difficili, tal-
successo fuori dal paesello gua-
rendo e predicando, torna in pa-
tria affermando cose quasi un po’
blasfeme. Come è possibile che un
uomo noto fino ad allora come un
semplice falegname, nemmeno
“sistemato” come un tempo era
previsto per la gente della sua età,
possa fare certe affermazioni di si- volta esemplificando con parabo- che Dio propone alla sua creatura una certa misura la vita in comu- attraverso i suoi sacramenti, i suoi
mile spessore? Non è forse solo un le; fa conoscere, attraverso se stes- molto di più, un’alleanza di amore: nione con lui: presuppone atten- insegnamenti attraverso la
falegname, appunto? so, il volto di Dio, ci presenta per dal pane materiale al Pane eucari- zione, amore, dedizione, com- Chiesa… Insomma: Gesù ancora
la prima volta quel Dio fino a quel stico. Duemila anni fa come oggi. prensione; presuppone che uno vive ed insegna all’uomo dei gior-
uesto succedeva duemila an- momento così distante dall’uomo porti dentro di sé la vita dell’altro, ni nostri. Gesù regala all’uomo
Q ni fa a Nazareth: una sorta di
collettiva incredulità nei confronti
da non poter mai essere visto, né
immaginato, né addirittura pro- G esù ci presenta Dio come il
maestro al quale chiedere co-
dopo averla capita. Si capisce
Gesù attraverso la sua parola me-
che lo vuole seguire ciò che regala
agli sposi il giorno del loro matri-
di Gesù in quanto vero Dio. Una nunciato. Un Dio che da padrone me vivere la propria vita. Come ditata, contemplata, e soprattutto monio: la capacità di amare come
verità che sicuramente anche ai diventa anche benefattore, mae- dissero gli apostoli: “Tu solo hai attraverso i suoi Sacramenti, che Lui ci ama. Direi che possiamo
giorni nostri risulta non facile da stro, amico, padre. Grazie a Gesù, parole di vita eterna”. In quanto sono i luoghi di incontro con lui. considerarla una bella eredità!
comprendere, quasi appunto un la relazione con Dio non è solo più maestro, Gesù svela alla sua crea-
una relazione di incompresa sotto- tura il mistero della vita, l’amore come Padre, Gesù insegna al- esù è ancora una figura at-
mistero. Ma un mistero che, sep-
pur trascende l’uomo, certamente missione nei confronti di un pa-
drone e/o di interessato aiuto nel
come vocazione naturale dell’uo-
mo, l’amore come la legge della vi-
E l’uomo la vera natura di Dio:
da questa consapevolezza l’uomo
G tuale: controversa, discussa,
a volte incompresa. Ma può dav-
non lo spaventa, anzi lo aiuta, lo
circonda, lo sostiene: in una paro- momento del bisogno: diventa ta. Gesù è l’amore fattosi carne, e può finalmente considerare l’altro vero dire molto alla gente dei no-
la, diventa fonte di vita per lui. l’occasione di una relazione più in questa veste umana continua come suo fratello, e stabilire con stri tempi, così diversa ma anche
profonda. Il paralitico chiede di ad insegnare con le parole e con la lui un rapporto di vera fiducia e così uguale a quella della sinago-
ono un mistero, quindi, la na- poter camminare, e Gesù gli svela vita cos’è l’amore e come si deve benevolenza. ga di Nazareth di duemila anni
S tura di Gesù, la sua stessa vita, anche il male del peccato; la sama-
ritana chiede l’acqua del pozzo e
amare. La sua vita è la sorgente e il
modello di ogni amore, anche di duemila anni di distanza,
fa. E come allora, noi oggi ascol-
tiamo la sua parola e osserviamo
talvolta i suoi insegnamenti, la sua
morale. Specialmente quest’ulti- Gesù le svela l’acqua che zampilla
per la vita eterna; il cieco chiede di
quello coniugale e familiare. A Gesù lascia un’enorme ere-
dità: lascia uno stile di vita da imi-
attraverso Lui il volto di Dio: se-
guendo Gesù arriviamo al Padre.
ma, così controversa, così dibattu-
vedere, e Gesù gli fa il dono della esù presenta ai suoi discepoli tare, una traduzione della parola A me, un Dio così, piace.
ta, così difesa e così osteggiata,
specialmente ai giorni nostri. In fede. Nell’incontro con Gesù si
può incominciare chiedendo delle
G di duemila anni fa il volto di
Dio come amico. L’amico entra
“Dio” in molteplici versioni,
ognuna vera e ognuna attuale.
una società in cui il confine tra ciò
cose materiali e arrivare a scoprire nella vita dell’amico per vivere in Continua a lasciare se stesso vivo Federico Ferrero
6 7
La Sindone La Sindone

“La contemplazione della Passione di Cristo che il Telo

Passio Christi, passio hominis


sindonico ci offre in stretto, concreto ed insostituibile
collegamento con il racconto evangelico, ci apre gli occhi
della mente ad accorgerci che la sofferenza umana non
può essere compresa se non a partire da quella del
Signore” (Card. Severino Poletto)

ella primavera del 2010 La storia conservato ripiegato). Nel 1534 le za alle mani e ai piedi di buchi da molti dubbi sull’ipotesi di un fal- to delle macchie ematiche (e sindonico. Non bisogna dimenti-

N (dal 10 aprile al 23
maggio), a 10 anni
dall’Ostensione del Giubileo, la A tutt’oggi le prime testimo-
nianze documentarie sicure
Clarisse di Chambéry lo avevano
riparato, sovrapponendo sulla
Sindone pezze di lino triangolari e
ferita di corpo acuminato (i chio-
di), i segni di numerose punture
sul cuoio capelluto, una grande
so medievale, sostenuto da alcu-
ni storici, e nello stesso tempo at-
trasse gli scienziati per capire
dunque si è formata successiva-
mente ad esse) e che è dovuta ad
un'ossidazione disidratante del-
care infatti che sulla Sindone so-
no stati ritrovati pollini, ife e
spore; che il tessuto durante l'in-
Sindone sarà nuovamente espo- e irrefutabili relative alla cucite su una fodera di lino (chia- ferita al fianco sinistro (sulla quale potesse essere l’origine di la cellulosa delle fibre superficia- cendio patito a Chambéry è stato
sta nel Duomo di Torino, dove la Sindone di Torino datano alla mata Telo d'Olanda), applicata Sindone, e dunque fianco destro un così particolare fenomeno. Da li del tessuto avvenuta tramite sottoposto ad una temperatura
si potrà vedere per la prima vol- metà del XIV secolo, quando per rendere più robusto l'insieme. sull’uomo che vi fu avvolto). allora è trascorso oltre un secolo un processo di formazione anco- sufficiente a fondere un angolo
ta dopo l’intervento per la con- Geoffroy de Charny, valoroso Emanuele Filiberto trasferì defi- I segni della Sindone trovano e la ricerca scientifica sulla ra ignoto e certamente non do- della cassa d'argento che lo con-
trire la consapevolezza della pre-
servazione a cui è stata sottopo- cavaliere e uomo di profonda fe- nitivamente la Sindone a Torino un riscontro diretto nella testimo- Sindone ha fatto passi da gigan- vuto all'uso di mezzi artificiali. teneva ed è stato imbevuto del-
ziosità di questa immagine, che
sta nel 2002. Con l’aiuto della de, depose il Lenzuolo nella chiesa nel 1578. Il Lenzuolo giunse in nianza dei Vangeli circa l’esecu- te, raggiungendo conoscenze al- l'acqua usata per spegnere il fuo-
tutti vedono e nessuno per ora può
ampia documentazione disponi- da lui fondata nel 1353 nel suo feu- città il 14 settembre di quell’anno, zione capitale di Gesù di Nazaret: lora impensabili, ma ciò nono- 4) Attraverso l’elaborazione elet- co, che è stato esposto per lunghi
spiegare. Per ogni persona pensosa
bile sul sito web www.sindone.org, do di Lirey in Francia, non lontano tra le salve dei cannoni, in un'at- crocifissione preceduta da flagel- stante fermandosi di fronte a tronica delle fotografie dell'im- periodi sia all'ambiente esterno
essa è motivo di riflessioni profon-
a cura della diocesi di Torino, pro- da Troyes. Nel corso della prima mosfera di grande solennità. lazione, battiture sul volto, inco- problemi che per il momento re- magine sindonica, si scoprì che che in ambienti chiusi saturi del
de, che possono giungere a coinvol-
viamo a capirne di più… metà del ‘400, a causa dell’acuirsi La Sindone restò, da quel mo- ronazione di spine, uso dei chiodi stano ancora non risolti. essa contiene in sé caratteristiche fumo delle candele e che ha subi-
gere la vita. La Sindone costituisce
della Guerra dei cento anni, mento, definitivamente a Torino per la crocifissione stessa, e segui- Nessuno scienziato è ancora tridimensionali non possedute to altre vicissitudini varie (un
così un segno veramente singolare
La Sindone – cos’è? Marguerite de Charny ritirò la dove, nei secoli seguenti, fu oggetto ta dalla ferita inflitta con la lancia riuscito a riprodurre un'immagine né da dipinti né da normali foto- cronista del XVI secolo racconta
che rimanda a Gesù, la Parola vera
Sindone dalla chiesa di Lirey di numerose ostensioni pubbliche e leggera da uno dei soldati mentre identica a quella raffigurata sulla grafie e vennero messi in eviden- addirittura che la Sindone fu bol-
del Padre, ed invita a modellare la
a Sindone è un lenzuolo di li- (1418) e la portò con sé nel suo pe- private. Con la morte di Umberto non sono spezzate le gambe, se- Sindone, nonostante le numerose za numerosi particolari altrimen- lita nell'olio). Si tratta pertanto di
L no tessuto a spina di pesce
delle dimensioni di circa m. 4,41
regrinare attraverso l’Europa.
Finalmente ella trovò accoglienza
di Savoia, avvenuta il 18 marzo del
1983, la Sindone passò per volontà
condo la profezia riportata in Es.
12, 46 e citata in Gv. 19,36. Le stes-
teorie proposte e i molti tentativi
sperimentali effettuati.
ti non visibili, come, ad esempio,
le tracce sulla palpebra destra la-
valutare l'attendibilità della da-
tazione con il C14 effettuata su
propria esistenza su quella di Colui
che ha dato se stesso per noi. Nella
Sindone si riflette l'immagine del-
x 1,13, contenente la doppia im- presso la corte dei duchi di Savoia, testamentaria in proprietà della se caratteristiche del liquido fuo- Ciò naturalmente contribuisce sciate da un oggetto molto proba- un reperto così particolare come
la sofferenza umana. Essa ricorda
magine accostata per il capo del alla quale erano stati legati sia suo Santa Sede. L’atto di donazione ruscito dalle ferite (identificato da un lato ad accentuare il mistero bilmente identificabile, in base alla la Sindone, tenendo conto che la
all'uomo moderno, spesso distratto
cadavere di un uomo deceduto padre sia il secondo marito, venne perfezionato il 18 ottobre sulla Sindone come sangue uma- che da sempre caratterizza l'im- presenza di ben precisi caratteri, letteratura scientifica è ricca di
dal benessere e dalle conquiste tec-
in seguito ad una serie di torture Umbert de La Roche. Fu in quella dello stesso anno. no del gruppo AB) si lasciano di- magine sindonica, dall'altro a sti- con una moneta romana coniata casi clamorosi di datazioni errate
nologiche, il dramma di tanti fra-
culminate con la crocefissione. situazione che avvenne, nel 1453, Il Custode Pontificio della Santa stinguere, sul lenzuolo sindonico, molare sempre nuovo interesse da nella prima metà del I secolo d.C. a causa di contaminazioni e di
telli, e lo invita ad interrogarsi sul
L'immagine è contornata da due il trasferimento della Sindone ai Sindone è l'Arcivescovo metropo- come dovute al momento del ver- parte degli studiosi e degli scien- altri fattori imprevedibili ed ine-
mistero del dolore per approfondir-
linee nere strinate e da una serie Savoia, nell’ambito di una serie di lita di Torino, il cardinale Severino samento, prima o dopo il decesso ziati in ogni settore di ricerca. liminabili.
ne le cause. L'impronta del corpo
di lacune: sono i danni dovuti al- atti giuridici intercorsi tra il duca Poletto. (sangue cadaverico). Ecco alcuni dei risultati più rilevanti:
martoriato del Crocifisso, testimo-
l'incendio avvenuto a Chambéry Ludovico e Marguerite. È appropriato parlare di una La Sindone per i credenti
niando la tremenda capacità del-
nel 1532. A partire dal 1471, Amedeo IX il La Sindone e i Vangeli eccezionale corrispondenza (sen- 1) I prelievi di un campione di
l'uomo di procurare dolore e morte
Secondo la tradizione si tratta Beato, figlio di Ludovico, incomin- za nessun altro esempio parago- tessuto e di granuli di polline di iovanni Paolo II ha defi-
del Lenzuolo citato nei Vangeli
che servì per avvolgere il corpo
di Gesù nel sepolcro. Questa tra-
ciò ad abbellire e ingrandire la
cappella del castello di Chambéry,
capitale del Ducato, in previsione
S ul telo sindonico è visibile
un’immagine di uomo, di cui
è identificabile non solo la condi-
nabile) fra la testimonianza del-
l’evento della risurrezione secon-
do i Vangeli.
piante fiorifere effettuati nel
1973 hanno permesso di poter ri-
tenere altamente probabile la
G nito la Sindone “provo-
cazione all'intelligenza”.
Nell’omelia pronunciata il 24
ai suoi simili, si pone come l'icona
della sofferenza dell'innocente di
tutti i tempi: delle innumerevoli
tragedie che hanno segnato la sto-
dizione, anche se ha trovato nu- di una futura sistemazione della zione di morte ma anche la cau- permanenza prolungata della maggio del 1998, ha ricordato
ria passata, e dei drammi che con-
merosi riscontri dalle indagini Sindone. sa della morte: la crocifissione. L’analisi scientifica Sindone, oltre che in Europa, an- che la Chiesa non ha competen-
tinuano a consumarsi nel mondo.
scientifiche sul Lenzuolo, non Dopo una iniziale collocazione Nonostante l’immagine presenti che nelle regioni palestinese ed za specifica per pronunciarsi
Davanti alla Sindone, come non
può ancora dirsi definitivamente nella chiesa dei francescani, la qualche difficoltà di lettura, a i può affermare che la foto anatolica, a causa del ritrova- sul rapporto tra il sacro Lino e
provata. Certamente invece la
Sindone, per le caratteristiche
Sindone venne definitivamente ri-
posta nella Sainte-Chapelle du
causa di un’inversione di toni
chiaro-scuri simili a quelli del
S scattata nel 1898 dall’avvoca-
to Secondo Pia abbia aperto la
mento su di essa di pollini pro-
venienti da specie caratteristiche 5) Nel 1988 furono prelevati dal-
la vicenda storica di Gesù, ma
affida agli scienziati il compito
pensare ai milioni di uomini che
muoiono di fame, agli orrori perpe-
trati nelle tante guerre che insan-
della sua impronta, rappresenta Saint-Suaire. Il 4 dicembre 1532 un negativo fotografico, se ne di- strada alla “storia scientifica” di tali zone. Recentemente gli la Sindone dei campioni di tessu- di continuare l’analisi scientifi-
guinano le Nazioni, allo sfrutta-
un rimando diretto e immediato incendio devastò la Sainte- stinguono alcuni caratteri, come della Sindone. Infatti la straordi- israeliani Danin e Baruch hanno to per sottoporli alla datazione ca sul Lenzuolo. Ciò che è im-
mento brutale di donne e bambini,
che aiuta a comprendere e medi- Chapelle e il Lenzuolo fu danneg- quello della rigidità cadaverica e naria caratteristica dell’impronta individuato sul lenzuolo le trac- con il metodo del radiocarbonio, portante per il credente è che la
ai milioni di esseri umani che vivo-
tare la drammatica realtà della giato dal metallo fuso della teca in dell’assenza di qualsiasi segno di sulla Sindone, che sulla lastra ce di alcune piante della zona di che diede come risultato una da- Sindone è “specchio del
no di stenti e di umiliazioni ai
Passione di Gesù. Per questo il cui era custodito. Le gocce incan- putrefazione. Si notano inoltre impressionata dimostrò di com- Gerusalemme. La presenza della ta di origine del tessuto compre- Vangelo”. Queste le parole del
margini delle metropoli, special-
Papa l’ha definita “specchio del descenti avevano creato una serie sul corpo numerosissimi segni di portarsi in modo simile ad un Sindone in questi luoghi è in ac- sa tra il 1260 e il 1390 d.C. Queste Santo Padre: «Se si riflette sul sa-
mente nei Paesi in via di sviluppo?
Vangelo” di fori simmetrici (il lenzuolo era ferite da flagellazione, la presen- negativo fotografico, sollevò cordo con le ipotesi degli storici. sono tuttora oggetto di un ampio cro Lino, non si può prescindere
Come non ricordare con smarri-
dibattito tra gli studiosi circa l'at- dalla considerazione che l'immagi-
mento e pietà quanti non possono
2) Lo studio di campioni prele- tendibilità dell'uso del metodo ne in esso presente ha un rapporto
godere degli elementari diritti civili,
vati dalle cosiddette “zone ema- del radiocarbonio per datare un così profondo con quanto i Vangeli
le vittime della tortura e del terrori-
tiche” della Sindone consentì di oggetto con caratteristiche stori- raccontano della passione e morte
smo, gli schiavi di organizzazioni
dimostrare, nel 1978, che si tratta che e chimico-fisiche così pecu- di Gesù che ogni uomo sensibile si
criminali? Evocando tali drammati-
realmente di sangue umano di liari come la Sindone. Alcuni sente interiormente toccato e com-
che situazioni, la Sindone non solo
gruppo AB. studi sperimentali hanno ulte- mosso nel contemplarla. Chi ad es-
ci spinge ad uscire dal nostro egoi-
riormente riaperto il dibattito sa si avvicina è, altresì, consapevo-
smo, ma ci porta a scoprire il miste-
3) Nello stesso anno venne accer- scientifico sulla datazione del le che la Sindone non arresta in sé
ro del dolore che, santificato dal sa-
tata l'assoluta mancanza sul len- tessuto, fornendo risultati che il cuore della gente, ma rimanda a
crificio di Cristo, genera salvezza
zuolo di pigmenti e coloranti, di- sembrano provare una possibile Colui al cui servizio la
per l'intera umanità.»
mostrando tra l'altro che l'imma- non trascurabile contaminazione Provvidenza amorosa del Padre
gine corporea è assente al di sot- chimica e biologica del tessuto l'ha posta. Pertanto, è giusto nu- Il Vento
8 9
Ragazzi
in cielo

La vita non è tolta


ma trasformata
L’incontro dei genitori e amici dei ragazzi in Cielo
I fazzoletti gialli del gruppo FIES
con Papa Benedetto XVI (Roma, 4 novembre 2009) La brossura donata al Papa

iportiamo l’omelia del Card. stesse, e di conseguenza a prendere le storica e ne infangano la santissima Siamo venuti qui, dove è la Cattedra

R Salvatore De Giorgi, Presidente


della FIES, in occasione della Santa
Messa per i genitori e amici dei Ragazzi in
distanze dal Cristo suo Figlio, divenu-
to uno di noi, morto e risorto per noi,
per la nostra vera felicità terrena e la
“S aluto con affetto il Cardinale Salvatore De Giorgi, che accompagna il nutrito gruppo di genitori e amici
del Movimento “Ragazzi in cielo” e, nel ricordo sempre vivo di quanti sono prematuramente scomparsi
per incidenti o malattie, incoraggio tutti, specialmente i genitori a coltivare la speranza nella vita eterna
umanità con calunnie indicibili. Per
questo è necessario che in tutte le no-
stre famiglie si legga ogni giorno al-
di Pietro, per disporci ad ascoltare in
Piazza la parola del suo Successore, cer-
ti che a lui, a Benedetto XVI, il Signore
Cielo, celebrata nella Basilica di San salvezza eterna nel cielo. fondata nella morte e risurrezione di Cristo. Molti di questi “Ragazzi in cielo” facevano parte della meno una pagina della Sacra Scrittura ha affidato anche il mandato di confer-
Pietro, Roma, il 4 novembre 2009. La risposta non può che essere quel- e soprattutto del Vangelo. mare i fratelli nella fede.
Federazione Italiana Esercizi Spirituali.”
la di Pietro: “Tu sei il Cristo, il Figlio Attenzione però! Diceva Siamo venuti per attestare il nostro
arissimi genitori, parenti, ami- del Dio vivente.”
Papa Benedetto XVI, 4 novembre 2009 Sant’Agostino: “Io non crederei al amore filiale e sincero al Vicario dl

C ci dei Ragazzi in cielo, siamo


qui, nel cuore della Chiesa
E’ la risposta della fede, che noi dob-
biamo professare ovunque, in privato
utte le volte che una Comunità decide di partire per un pellegrinaggio, ci si aspetta una crescita nella Fede.
Vangelo, se la chiesa non me ne desse la
garanzia”. A Pietro, capo degli Apostoli,
Cristo, al dolce Cristo in terra, come
chiamava il Papa Santa Caterina da
Cattolica, per un triplice motivo.

nzitutto per rinnovare la pro-


e in pubblico, con convinzione, con
gioia, con coraggio e, come affermava
San Paolo, senza vergogna. T Andare all’udienza pontificia ha un “sapore” diverso da quello di qualsiasi altro luogo, magari significativo per
la vita di qualche santo, che “narra” di un passato vivo, ma non dà il respiro immediatamente visibile
e ai suoi successori, i Romani Pontefici,
Gesù ha detto: “Tu sei Pietro – in ebraico
“kefa”, “roccia” – e su questa Roccia io
Siena, e per assicurargli la nostra pre-
ghiera perché il Signore lo conservi a
lungo e in buona salute per il bene della

A fessione della nostra fede in


Gesù Cristo, unico e universale
Redentore dell’uomo e unico e univer-
E’ la risposta della fede, che noi dob-
biamo approfondire sempre di più at-
traverso la conoscenza della bibbia e
dell’universalità della Chiesa.
Partire per Roma, partecipare all’udienza del mercoledì, significa rispecchiarsi nella molteplicità delle esperienze
che compongono le diverse tradizioni, che però convergono e si rispecchiano nella voce e nel pensiero del
edificherò la mia Chiesa”.
Lo costituisce così fondamento visibile
della sua Chiesa, della quale è lui il fon-
Chiesa e del mondo.

l terzo motivo per cui siamo qui è


sale Salvatore del mondo.
Anche a noi, come agli Apostoli,
questa mattina Gesù pone la doman-
soprattutto del Vangelo che ne è il
cuore, la sintesi e il vertice.
Scriveva San Girolamo che “l’igno-
successore di Pietro.
E’ con questo spirito che oltre 270 persone provenienti anche da Germania, Piemonte, Liguria, Toscana e Sicilia si sono
incontrate attraverso il settore Giovani della FIES (Federazione Italiana Esercizi Spirituali) come gruppo dei genitori ed
damento invisibile e gli affida il manda-
to di sciogliere e di legare, ossia di affer-
mare le verità da credere e da mettere in
I per sentirci uniti ai nostri ragazzi e
affidarli a San Pietro, al quale Gesù
ha affidato le chiavi del Regno dei
da: “Voi chi dite che io sia?”. ranza delle Scritture è ignoranza di amici dei Ragazzi in Cielo, accomunati dalla prematura perdita per malattia o incidente di un figlio. pratica per la salvezza eterna. Cieli, perché li accolga tutti nella pie-
Una domanda di viva e drammatica Cristo”, e purtroppo in Italia la mag- nezza della gioia e della felicità senza
Ascoltare le loro storie, immedesimarsi nelle loro sofferenze, talvolta generate da eventi ingiusti, lascia intendere
attualità in un contesto secolarizzato, gior parte dei battezzati non conosce questo è il secondo motivo per cui fine, dove a noi piace contemplarli già
come il nostro, che si allontana da Dio,
ritenuto irrilevante se non addirittura
d’ostacolo all’affermazione e al pro-
bene Gesù perché ignora il Vangelo.
Questa ignoranza è tanto più grave
in quanto proliferano libri, romanzi,
quanto un evento che spesso giudichiamo come una disgrazia può essere foriero di nuove visioni della vita, magari mai
considerate prima che accadessero certi eventi.
Ritrovarsi insieme per andare dal Papa non è tanto sostenersi a vicenda a causa di un destino comune, ma essere
E siamo qui: per professare la nostra
fede e la nostra docilità al
Successore di Pietro, il grande Papa
giunti, insieme ai due carissimi sacer-
doti, don Joe e don Joshua, che tanto si
sono prodigati nel servizio pastorale
gresso dell’uomo, indotto illusoria- film, mostre, che negano la divinità di Chiesa che riconosce nel Pontefice e nei suoi collaboratori la presenza visibile del Signore nella storia! Benedetto XVI, che fra poco sarà con ai giovani accanto a don Paolo
mente a vivere come se Dio non esi- Gesù, ne mettono in dubbio l’esistenza Già dalla prima mattina del mercoledì 4 novembre, l’accoglienza cordiale del Cardinale Salvatore De Giorgi durante noi, ci accoglierà e ci parlerà. Gariglio.
(continua a pag. 10)
la celebrazione eucaristica in San Pietro, e la precisa e puntuale omelia sul senso di quel pellegrinaggio, ci ha dato
l’occasione di entrare nello spirito giusto della giornata, preparandoci alla catechesi del Papa anche attraverso il rapido
saluto alle sottostanti tombe dei Papi predecessori.

ella catechesi, precisa e dettagliata come sempre, possiamo dire – spiegandolo in termini riduttivi – che il

N Pontefice ha messo in risalto l’importanza di coltivare nella vita spirituale (come nella riflessione teologica)
tanto la ragione e l’intelligenza quanto il cuore e le emozioni.
Discorso perfettamente calzante per queste nostre famiglie, a cui spesso la perdita del figlio ha fatto riscoprire una
fede più autentica, e comunque ha messo in cammino per riflettere sul senso della vita.
Al momento dei saluti, il Santo Padre ha rivolto un’esortazione particolare a questo nostro gruppo, incoraggiando i
genitori a coltivare la speranza come atteggiamento – direi – di visione positiva del tempo, come preparazione al futuro
ricongiungersi con chi ci ha preceduto in Cielo. Se anche il Papa esorta a ciò, allora vuol proprio dire che dev’essere
proprio così necessario coltivare queste virtù!
In dono il Pontefice ha ricevuto, tra l’altro, le foto dei sacerdoti maltesi don Joè Galea e don Joshua Muscat, anche
loro “Ragazzi in Cielo”, sacerdoti inviati fidei donum nella periferia torinese, che continuano ad accompagnare dall’alto
i giovani della FIES.
Come per ogni pellegrinaggio, tutte le ore di viaggio accumulate dai partecipanti per l’evento sono abbondantemente
ripagate dal sapersi accolti dalla Chiesa intera, che nelle parole dello stesso Papa vede riconosciuta la bontà
dell’esistenza di questo gruppo di famiglie, ulteriore espressione di una Chiesa che cammina attraverso le naturali
avversità del mondo, come segno di un futuro che ci attende.
don Francesco Fabrizio
Il Papa e il card. De Giorgi tra la folla Corrispondente da Pisa Il delegato Giovani FIES e un animatore con il Papa
10 11
Ragazzi
in cielo Vocazione
(segue da pag. 9)
Sono ancora vive nella mente
e nel cuore le affermazioni di
fede e di speranza che il 2 no-
vembre la Liturgia della
Chiesa, nostra madre e mae-
stra, ha cantato nel Prefazio:
“In Cristo tuo Figlio nostro
Salvatore, rifulge a noi la speranza
La catechesi del Papa Questioni di famiglia
della resurrezione, e se rattrista la urante l’udienza generale del 4 novem- gia, di cui fu maestro nella città più colta dell’epo-
certezza di dover morire, ci conso-
la la promessa dell’immortalità fu- D bre, il Santo Padre ha proseguito il suo ci-
clo sullo sviluppo della teologia nel XII
ca, Parigi, e successivamente nei monasteri in cui
visse. Era un oratore brillante: le sue lezioni veni-
he cosa hanno in comune
tura. Ai tuoi fedeli o Signore la vi-
ta non è tolta ma trasformata, e
mentre si distrugge la dimora di
questo esilio terreno, viene prepa-
secolo, soffermandosi sulla controversia tra san
Bernardo di Chiaravalle ed Abelardo.
Proponiamo ai lettori alcuni passi del discorso.
vano seguite da vere e proprie folle di studenti.
Spirito religioso, ma personalità inquieta, la sua
esistenza fu ricca di colpi di scena: contestò i suoi
maestri, ebbe un figlio da una donna colta e intel-
C Gesù Cristo ed un sacer-
dote? Voi direte tutto, o
forse pensando a qualche prete
rata un’abitazione eterna nel in particolare, come me, poco o
ari fratelli e sorelle, ligente, Eloisa. Si pose spesso in polemica con i
cielo”. E’ questa la certezza del-
la fede dei cristiani. E’, questa,
C nell’ultima catechesi ho presentato le caratteri-
stiche principali della teologia monastica e della
suoi colleghi teologi, subì anche condanne ecclesia-
stiche, pur morendo in piena comunione con la
nulla. Io risponderei, contempo-
raneamente, tutto e nulla. Sì,
carissimi genitori, la vostra cer- perché per un prete Gesù è l’i-
teologia scolastica del XII secolo, che potremmo Chiesa, alla cui autorità si sottomise con spirito di
tezza di fede, che vi unisce co- narrivabile vicino, l’inimitabile
chiamare, in un certo senso, rispettivamente “teo- fede. Proprio san Bernardo contribuì alla condan-
me in una famiglia sola, nel co- gemello, il totalmente altro me
logia del cuore” e “teologia della ragione”. Tra i na di alcune dottrine di Abelardo nel sinodo pro-
mune dolore di aver perduto stesso. La sua umanità e la sua
rappresentanti dell’una e dell’altra corrente teolo- vinciale di Sens del 1140, e sollecitò anche l’inter-
un figlio e nella comune con- divinità rappresentano nello
gica si è sviluppato un dibattito ampio e a volte ac- vento del Papa Innocenzo II. L’abate di Chiaravalle
vinzione che egli vive ancora. stesso istante tutto ciò che vor-
ceso, simbolicamente rappresentato dalla contro- contestava, come abbiamo ricordato, il metodo
E’ questa la consolazione rei essere e fare e non sono, ma
versia tra san Bernardo di Chiaravalle ed troppo intellettualistico di Abelardo, che, ai suoi
della fede in Cristo, il figlio anche tutto quanto incredibil-
Abelardo. occhi, riduceva la fede a una semplice opinione
unico di Maria, morto croci- mente faccio e sono nel momen-
Per comprendere questo confronto tra i due sganciata dalla verità rivelata. Quelli di Bernardo
fisso fra atroci dolori e risor- to in cui Luca è messo da parte
grandi maestri, è bene ricordare che la teologia è la non erano timori infondati ed erano condivisi, del
to per darti la garanzia della ed è don Luca.
ricerca di una comprensione razionale, per quanto resto, anche da altri grandi pensatori del tempo.
nostra risurrezione. L’essere ed il fare, nel prete
è possibile, dei misteri della Rivelazione cristiana, Effettivamente, un uso eccessivo della filosofia rese
diocesano in modo particolare,
creduti per fede: fides quaerens intellectum – la fe- pericolosamente fragile la dottrina trinitaria di
a Chiesa, che è madre, non tendono a diventare una sola co-
L dimentica mai i suoi figli,
come non li dimenticate voi,
de cerca l’intellegibilità – per usare una definizio-
ne tradizionale, concisa ed efficace. Ora, mentre
Abelardo, e così la sua idea di Dio. In campo mora-
le il suo insegnamento non era privo di ambiguità:
sa e, dunque, al di là di ogni pos-
sibile merito o capacità o sforzo,
san Bernardo, tipico rappresentante della teologia egli insisteva nel considerare l’intenzione del sog-
carissimi genitori, e di essi fa la il fare le cose di Dio, il donare
monastica, mette l’accento sulla prima parte della getto come l’unica fonte per descrivere la bontà o la
memoria in ogni celebrazione Dio stesso, ti cambia dentro, pia-
definizione, cioè sulla fides - la fede, Abelardo, che malizia degli atti morali, trascurando così l’ogget-
eucaristica, nella quale, soprat- no piano, in uno straordinario
è uno scolastico, insiste sulla seconda parte, cioè tivo significato e valore morale delle azioni: un
tutto la domenica, ce li sentia- ordinario che ti regala l’eternità
sull’intellectus, sulla comprensione per mezzo del- soggettivismo pericoloso. È questo – come sappiamo
mo spiritualmente presenti e nello spazio di una giornata qua-
la ragione. - un aspetto molto attuale per la nostra epoca, nel-
vivi accanto a Colui che è la ri- lunque. Gesù è quella mano tesa,
la quale la cultura appare spesso segnata da una
surrezione e la vita. quell’ascolto, il sacramento che
er Bernardo la fede stessa è dotata di un’intima crescente tendenza al relativismo etico: solo l’io de-
Essi vi attendono ogni dome-
nica attorno all’altare del
P certezza, fondata sulla testimonianza della
Scrittura e sull’insegnamento dei Padri della
cide cosa sia buono per me, in questo momento. […]
celebri, il sorriso che offri. Non
solo il sacro ti è donato, ma an-
Signore e il vostro amore pater- che una compiuta umanità con
Chiesa. La fede inoltre viene rafforzata dalla testi- he cosa possiamo imparare, noi oggi, dal con-
no e materno vi fa certamente
superare ogni ostacolo, ogni
monianza dei santi e dall’ispirazione dello Spirito
Santo nell’anima dei singoli credenti. Nei casi di
C fronto, dai toni spesso accesi, tra Bernardo e
Abelardo, e, in genere, tra la teologia monastica e
cui fare scambio della tua, lace-
rata e peccatrice.
difficoltà, per non venir meno a dubbio e di ambiguità, la fede viene protetta e illu- quella scolastica? Anzitutto credo che esso mostri
questo appuntamento di fami- esù vero Dio e vero uomo è
glia, che dona a voi il loro
conforto nei sussulti del dolore
minata dall’esercizio del Magistero ecclesiale. Così
Bernardo fa fatica ad accordarsi con Abelardo, e
più in generale con coloro che sottoponevano le ve-
l’utilità e la necessità di una sana discussione teo-
logica nella Chiesa, soprattutto quando le questioni
dibattute non sono state definite dal Magistero, il
G Colui in ragione del quale
tutto nella tua giornata può esse-
e a loro i meriti del sacrificio di rità della fede all’esame critico della ragione; un quale rimane, comunque, un punto di riferimento re dono, occasione di salvezza e
Cristo, che la Chiesa invoca esame che comportava, a suo avviso, un grave peri- ineludibile. San Bernardo, ma anche lo stesso dunque di pace e di serenità. Il il Divino di Cristo esplodono re, so che Lui mi ama e questo Riesco a rispondere di sì alla
con questa dolcissima antifona: colo, e cioè l’intellettualismo, la relativizzazione Abelardo, ne riconobbero sempre senza esitazione “dover” fare delle cose – come la dentro di te. Le tue piaghe offer- mi commuove nel profondo, so domanda se amo Dio solo nella
“Splenda ad essi la luce perpe- della verità, la messa in discussione delle stesse ve- l’autorità. […] preghiera del breviario o la cele- te diventano risurrezione, i “no” e vedo quanto ami gli altri e misura in cui il mio esserci ha,
tua insieme ai tuoi Santi o rità della fede. In tale modo di procedere Bernardo brazione della Messa, la Caritas che ricevi pagano i tanti “no” che questo genera nel mio cuore in qualche modo, suscitato in
Signore, perché tu sei buono”. vedeva un’audacia spinta fino alla spregiudicatez- orrei ricordare, infine, che il confronto teologi- o la visita ai malati – ti inchioda tu stesso gli hai rivolto, gli ab- una gratitudine immensa, che altri la medesima risposta.
E’ l’invocazione che ora ri-
volgeremo nella Liturgia
za, frutto dell’orgoglio dell’intelligenza umana,
che pretende di “catturare” il mistero di Dio. […]
V co tra Bernardo e Abelardo si concluse con una
piena riconciliazione tra i due, grazie alla media-
al Suo esserci prima, al Suo esse-
re arrivato prima di te, nel pre-
bandoni che subisci sgretolano il
tuo orgoglio e le tue esteriorità
raddoppia pensando a quante
volte mi ha permesso di essere
Sì, amo Dio perché in tutti i
modi ho cercato di farlo cono-
Eucaristica e soprattutto nel Per Bernardo la teologia ha un unico scopo: quello zione di un amico comune, l’abate di Cluny, Pietro gare, nel celebrare, nell’incontra- lasciandoti, allo specchio, il Suo strumento di questo amore. scere ed incontrare agli altri.
momento della Comunione, di promuovere l’esperienza viva e intima di Dio. La il Venerabile, del quale ho parlato in una delle cate- re. Quel suo essere prima tra- volto, il Suo esserci stato prima Il mio rapporto con Gesù pas- Amo Dio nella misura in cui
quando ricevendo Gesù nel teologia è allora un aiuto per amare sempre di più chesi precedenti. Abelardo mostrò umiltà nel rico- sforma il dovere nella scoperta di te. E non sei più solo, anzi sei sa inevitabilmente dagli altri in altri si sentono amati da Lui.
nostro cuore, con Lui acco- e sempre meglio il Signore […] noscere i suoi errori, Bernardo usò grande benevo- sempre nuova della Sua presen- quasi contento di essere stato la- tutto ciò che è sensibile ed affet- Amo Dio da prete, Dio mi ama
glieremo e abbracceremo i lenza. In entrambi prevalse ciò che deve veramente za, nella gioia di sapere e speri- sciato solo dagli altri perché sei tivo. Prego e spero, come tutti, da prete. Ecco, questo è Gesù
nostri amatissimi e mai di- belardo, che tra l’altro è proprio colui che ha stare a cuore quando nasce una controversia teolo- mentare che Lui ha già lavorato fino in fondo con Lui. Se Gesù, come qualunque cristiano. Ma con me e per me.
menticati Ragazzi, i cui nomi,
incisi sulla Croce dell’alta
A introdotto il termine “teologia” nel senso in gica, e cioè salvaguardare la fede della Chiesa e far nei cuori ma ti lascia lo spazio nella Chiesa mia madre, non mi
avesse chiamato ad essere sacer-
la gioia immensa che mi regala
vedere altri pregare e sperare, hissà se tutto questo non
Valle di Susa, sono soprattut-
to incisi indelebilmente nei
cui lo intendiamo oggi, si pone invece in una pro-
spettiva diversa. Nato in Bretagna, in Francia,
trionfare la verità nella carità. Che questa sia anche
oggi l’attitudine con cui ci si confronta nella
per fare anche tu qualche cosa,
dà senso al tuo esserci pur facen- dote mai avrei potuto sperimen-
tare la gioia di essere amato così.
credere ed amare a nome suo, è
assolutamente sacerdotale in
C risveglia nel tuo cuore il
desiderio di darti a Lui total-
questo famoso maestro del XII secolo era dotato di Chiesa, avendo sempre come meta la ricerca della do Lui quasi tutto quello che c’è
nostri cuori. un’intelligenza vivissima e la sua vocazione era lo verità. da fare. Quando, poi, incontri la me, fontale nel mio rapporto mente?
ualcuno mi chiede se io amo personale con Dio, nel mio sa-
Card. Salvatore De Giorgi
studio. Si occupò dapprima di filosofia e poi applicò
i risultati raggiunti in questa disciplina alla teolo- Papa Benedetto XVI
croce del rifiuto o del tuo limite è
in quel momento che l’umano ed Q Dio. Non so cosa risponde- pere chi sono e cosa ci sto a fare. Don Luca Peyron
12 13
Champion Champion

Santo Curato d’Ars - Un campione fra i Preti


Lascia passare la luce santo curato Jean-Marie loro dove stava la chiesa, si sen- Dopo Dio il prete è tutto La tenerezza divina

na maestra di una scuola


Vianney. Nato nel 1786 a
Dardilly, da una famiglia di con-
tirono rassicurati: “Voi insegna-
temi qual è la strada che porta al- l suo lavoro pastorale non re- uariva le anime ed i corpi.
L’invidiabile pastore Jean-Marie Vianney
U statale conduce la sua
classe di ragazzi a visita-
tadini, a 17 anni viene mandato a
seguire le lezioni di Charles
la chiesa e io vi insegnerò qual è
la strada che porta in Paradiso”.
I sta senza frutto. “Il prete – di-
ceva – da un lato, si capirà sol-
G Leggeva nei cuori come
un libro. E la Santa Vergine lo
da riscoprire nell’anno sacerdotale
re la chiesa del luogo per spie- Balley, parroco di Ecully, che Come parroco, se pur con una tanto in Cielo. Se lo comprendes- visitava ed il demonio gli face-
garne le linee artistiche e facen- sarà per lui il maestro e il padre forte spiritualità, attraversa pe- simo sulla terra ne moriremmo, va i ‘dispetti’, ma non riusciva Orgoglio e limite terrena il 4 agosto del 1859.
done ammirare le figure dei san- spirituale nel suo cammino ver- riodi di profonda solitudine e non di paura ma d’amore… ad impedirgli d’essere un Canonizzato da Pio XI il 31 mag-
el far comprendere che da gio 1925, nel 1929 sarà procla-
ti raffigurati sulle vetrate lumi-
nose. Mentre stanno per uscire
incontrano il parroco, il quale,
so il sacerdozio. Nei successivi
corsi di teologia nel seminario
maggiore di Lione (1813) farà
angoscia. Chiederà al suo vesco-
vo in diverse circostanze, di esse-
re trasferito; l’ultima volta due
Dopo Dio, il prete è tutto!
Lasciate per vent’anni una par-
rocchia senza prete e vi si adore-
sant’uomo. E predicava:
“Nostro Signore è sulla terra
come una madre che porta il
N quando Cristo è risorto “l’e-
ternità è entrata nel tempo e il
mato patrono di tutti i parroci
del mondo. Giovanni Paolo II,
dopo averli affettuosamente sa- molta fatica per superare gli stu- settimane prima di morire ranno le bestie!”. Ma, d’altra par- suo bambino in braccio. Questo tempo nell’eternità”, invita tutti nella sua ultima visita ad Ars,
lutati, domanda ai bambini: “Chi di e gli esami. Ma resiste, e con (1859). Ripeteva: “Il buon Dio, te, aggiungeva: “Come è spaven- bambino è cattivo, dà calci alla all’umiltà dicendo: “Ecco dunque parafrasando il titolo di un noto
sono i santi?”. Un bambino ri- tenacia arriva al traguardo lun- che non ha bisogno di nessuno, toso essere prete. Come è da madre, la morde, la graffia, ma un tale che si tormenta, che si agi- romanzo italiano, ma in senso
spose di botto: “Sono coloro che gamente atteso: il 13 agosto 1815 si serve di me per il suo grande compiangere un prete quando la madre non ci fa nessun caso; ta, che fa chiasso, che vuole domi- opposto, disse: “Cristo si è vera-
lasciano passare la luce”. E il viene ordinato sacerdote, a 29 lavoro, benché io sia un sacerdo- dice Messa come una cosa ordi- ella sa che se lo molla, il bambi- nare su tutti, che si crede qualche mente fermato ad Ars, all’epoca in
francese Jean-Marie Vianney, anni, l’anno in cui a Torino na- te senza scienza. Se avesse avuto naria! Come è sventurato un pre- no cade, non può camminare cosa, che sembra voler dire al sole: cui vi era curato Jean-Marie
umile prete diocesano, dopo cen- sceva Don Bosco. Viene destina- sottomano un altro parroco che te senza interiorità!”. da solo. Ecco come è nostro ‘togliti di lì, lasciami illuminare il Vianney. Sì, si è fermato e ha visto
tocinquant’anni dalla sua ‘nasci- to come coadiutore a Ecully e nel avesse avuto più motivi di me L’uomo di Dio non si stanca Signore, Egli sopporta tutti i mondo al tuo posto!...’ Un giorno le folle degli uomini e delle donne
ta al cielo’, ancora fa passare la 1818 viene trasferito parroco ad per umiliarsi, l’avrebbe preso e mai di lottare per conquistare le nostri maltrattamenti, sopporta quest’uomo orgoglioso sarà ridotto del secolo scorso stanche e sfinite
luce della sua santità alla Chiesa Ars, dove la tiepidezza religiosa avrebbe fatto, attraverso di lui, anime: intransigente nel rimuo- tutte le nostre arroganze, ci tutt’al più ad un pizzico di cenere come pecore senza pastore. Cristo si
d’oggi. Tanto da essere indicato era diffusa. E’ noto il primo in- cento volte più del bene”. vere il male, gli abusi e le cattive perdona tutte le nostre scioc- che sarà portata via di fiume in fiu- è fermato qui come il Buon Pastore.
come modello e patrono dei par- contro che ebbe con uno o più ra- abitudini (la bestemmia, l’ubria- chezze, ha pietà di noi malgra- me... fino al mare”. Ed evidenzian- Un buon pastore, secondo il cuore
roci. Un santo “ordinario”, rima- gazzi proprio alle porte del bor- Paura e amore chezza…). do noi”. do i nostri rifiuti di Cristo, aggiun- di Dio, diceva Jean-Marie Vianney,
sto per quarant’anni il pastore go. Il nuovo parroco chiese qua- geva: “Non vediamo l’ora di sba- è il più grande tesoro che Dio possa
del piccolo gregge di Ars, di 250 le era la strada che portava alla nfluisce in lui un’educazione razzarci del Signore come di un accordare ad una parrocchia, è uno
abitanti, a circa 40 km da Lione.
E’ una figura straordinaria, il
parrocchiale. I ragazzi sorpresi
dal fatto che un prete chiedesse
I rigorista e giansenista, impron-
tata sul mistero della predestina-
sassolino nella scarpa. il povero
peccatore è come una zucca che la
dei doni più preziosi della misericor-
dia divina”. Tutta la Chiesa è im-
zione e sul rischio della danna- massaia spacca in quattro e la trova pegnata a vivere l’anno sacerdo-
zione eterna. Un rigore che all’i- piena di insetti”. Tutti i fedeli, tale - in particolare i presbiteri e i
nizio egli userà anche verso i suoi uscendo dalla chiesa di Ars, dice- parroci. Una occasione straordi-
penitenti e nella predicazione, vano: “Nessun parroco ha mai par- naria per ravvivare l’immenso
ma che poi gradualmente si lato di Dio come il nostro Curato”. dono del presbiterato ricevuto
aprirà alla medicina dell’amore “per l’imposizione delle mani”
di Dio. Il santo Curato d’Ars dor- Dio presente in un uomo del vescovo, come fossero le ma-
me pochissime ore sulle nude as- ni di Cristo, sommo ed eterno sa-
l noto domenicano Lacordair, cerdote. Il recupero dell’identità
si, si ciba pochissimo attingendo
ad una pentola di patate bollite
che gli deve durare per la setti-
I grande predicatore di Notre
Dame de Paris, dopo aver incon-
del prete passa innanzitutto nel
reimpostare una “spiritualità”
mana. Tutto ciò lo fa in spirito trato il curato ad Ars, dichiarò: che trova il suo banco di prova
penitenziale perché parroco. E “Ho visto Dio presente in un uo- nella diffusa carità pastorale.
certo che tocchi a lui chiedere mo”. Il santo Curato d’Ars nella Sarà un anno in cui le Case di
perdono per peccati dei suoi figli; celebrazione del sacramento della spiritualità diventeranno delle
e quale instancabile confessore riconciliazione supererà 15 ore al “piccole Ars” e le guide-predica-
vuole fare penitenza per i pecca- giorno. E dirà a qualche peccato- tori degli esercizi spirituali per il
tori. Egli pregherà: “Mio Dio, re: “Che male vi ha fatto nostro clero faranno lavoro straordina-
concedetemi la conversione della Signore perché dobbiate trattarlo rio. La fecondità del ministero
mia parrocchia. Io sono disposto in questo modo!”. E a qualche be- dipende dall’interiorità! Si fa fa-
a soffrire tutto quello che Voi stemmiatore incallito: “Perché mi tica a capirlo. Eppure basti ricor-
vorrete, per tutta la durata della hai offeso tanto? - ti dirà un gior- dare che durante le affollate pre-
mia vita… purché si converta- no nostro Signore - e non saprai diche del domenicano Lacordair
no”. Il suo campo di combatti- cosa rispondergli”. in Notre Dame de Paris, i ladri
mento è soprattutto il confessio- La sua attività pastorale lo ne approfittavano per rubare dei
nale. Non riuscirà mai ad esauri- portò a una carità concreta fino portafogli ai fedeli. Solo ad Ars,
re la fila di penitenti che giunge alla costruzione di un orfanotro- per l’umile predicazione del
da tutta la Francia e chiede insi- Nell’anno 1834 se ne contano fio per bambine e poi di un Santo Curato, restituivano i por-
stentemente di esser ascoltata e trentamila all’anno, che divente- Istituto per l’istruzione dei ragaz- tafogli sottratti. Tutto è grazia!
assolta. All’inizio sono quindici o ranno, negli ultimi anni della sua zi. Il santo curato d’Ars conclu-
venti pellegrini al giorno. vita, da ottantamila a centomila. derà serenamente la sua giornata don Danilo Zanella
14 15
Sacerdozio Sacerdozio

Cristo, Verbo del Padre e vero uomo, offrendo la propria vita umana,
Cristo, il Prototipo darà a tutti i credenti la salvezza eterna. Ma offrirà pure
la possibilità, agli uomini che lo desiderano, di fare altrettanto!!

on l'evoluzione delle lin- alla terra e viceversa (cfr. Gv “Domina in mezzo ai tuoi nemici. Melchisedek genealogia, non si

C gue moderne la parola


Sacerdote è usata in ma-
niera indistinta per indicare i mi-
1,51). Il Padre Celeste l’ha invia-
to nella carne umana come suo
Verbo (Logos), cioè Archi-hieréus
A te il principato nel giorno della
tua potenza
tra santi splendori;
conosce nulla dei suoi natali: né
data di nascita e di morte e nep-
pure chi siano stati i suoi genito-
nistri di culto cristiani, cattolici, kai apòstolos, che vuol dire il sa- dal seno dell'aurora, ri.
ortodossi, anglicani o i funziona- cerdote supremo inviato dal come rugiada, io ti ho generato”. Questo perché il Messia non
ri delle varie religioni e di alcune Padre (Eb, 3-1) e si distingue an- Il Signore ha giurato e non si pente: ha genealogia umana: per il fatto
filosofie orientali. Solo i prote- che dai legittimi Ministri che so- “Tu sei Sacerdote per sempre che il Cristo non è figlio di
stanti, giustamente, non accetta- no stati consacrati con il secondo l'Ordine di Melchisedek”». Giuseppe, la genealogia davidi-
no il termine sacerdote per i loro Sacramento dell'Ordine, perché ca diventa evento storico-simbo-
pastori. il loro servizio sacerdotale cessa nella lettera agli Ebrei che lico; sappiamo della madre nella
Questo valore lessicale non
corrisponde al vero, perciò noi
con la morte, mentre Gesù
Cristo, il Risorto, è colui che non
E' l’Apostolo Paolo spiega co-
me nella frase «Il Signore ha giu-
carne, che è la Vergine Maria; del
genitore conosciamo soltanto
non possiamo accettarlo. vedrà mai la sua "carriera" in- rato e non si pente, “Tu sei che fu l'ombra dell’Altissimo a
Semmai è il vocabolo "prete" franta, perché del peccato e della Sacerdote secundum o r d i n e m fecondarla (Lc. 1,38) e non
che può essere anche assunto per morte è il vincitore. Melchisedek”» si definisce una Giuseppe, il falegname che re-
significare qualsiasi ministro di E’ straordinario ciò che scrive volta per sempre il vero sterà il padre putativo, cioè il pa-
culto, ma il sostantivo Sacerdote, la lettera agli Ebrei, commentan- Sacerdozio. Si autentica cioè il dre ritenuto tale dalla gente del
no! Vediamo perché. do questa parte del Salmo 109: vocabolo Sacerdote e si scopre suo tempo.
che si tratta di un Sacerdozio che
er antonomasia, Sacerdote è «Oracolo del Signore al mio Signore non è quello di Aronne da cui appiamo anche che questo
P uno solo, Gesù Cristo. E' lui il
ponte che riconcilia la terra al
“Sedi alla mia destra,
finché io ponga i tuoi nemici
inizia la casta sacerdotale del po-
polo ebraico.
S Archi-hieréus non è venuto
per perpetuare il sacerdozio di
Cielo: è il Pontefice. Solo Gesù a sgabello dei miei piedi”. Severino Dianich è esaustivo Aronne e continuare a immolare
Cristo è la Scala di Giacobbe che Lo scettro del tuo potere stende il su questo tema; ricorda in so- a Dio montoni o agnelli, bensì è
funziona nei due sensi, dal Cielo Signore da Sion: stanza che, non avendo venuto per immolare al Padre la

sua personale umanità di agnello da Lui” (Ef. 2,14). Ma offrirà pure Clero, il 16 marzo 2009) ci sacramentale a Cristo Capo: essa
immacolato. E’ dunque l'agnello la possibilità, agli uomini che lo chiarisce ancora una volta le porta con sé, come conseguenza,
immolato che si offre per riscat- desiderano, di fare altrettanto…!!! idee: «Se l’intera Chiesa è mis- un’adesione cordiale e totale a quel-
tare il genere umano dal peccato Cioè concederà la possibilità s i o n a r i a e se ogni cristiano, la che la tradizione ecclesiale ha in-
del mondo. Nel libro del di diventare loro pure sacerdoti, in forza del Battesimo e della dividuato come l’apostolica viven-
Denteronomio si dice che «non è calcando la sua falsariga. Come Confermazione, riceve il mandato di di forma. Questa consiste nella
più sorto in Israele un profeta Mosè; più di Mosè! Questa sì professare pubblicamente la fede, il partecipazione ad una “vita nuo-
come Mosè, con il quale il che è la novità delle novità! sacerdozio ministeriale, anche da va” spiritualmente intesa, a “quel
Signore Iddio parlava faccia a Qui si percepisce come mai il questo punto di vista, si distingue nuovo stile di vita” che è stato
faccia» e che non si è ancora sacerdote cattolico non è solo un ontologicamente, e non solo per gra- inaugurato dal Signore Gesù ed è
adempiuta la promessa di «un battezzato che partecipa al co- do, dal sacerdozio battesimale, detto stato fatto proprio dagli Apostoli.
Profeta pari a me!» (Dt. 34,10). mune sacerdozio e neppure un anche sacerdozio comune. Del pri- Per l’imposizione delle mani del
Ora la promessa si adempie: ec- semplice prete, un “ministro di mo, infatti, è costitutivo il mandato Vescovo e la preghiera della Chiesa,
colo qui il Sacerdos Magnus, il culto” che fa gestualità liturgi- apostolico: “Andate in tutto il mon- i candidati divengono uomini nuo-
Pontifex, l'Archi-hieréus kai apòsto- che e neppure una sorta di enci- do e predicate il Vangelo ad ogni vi, divengono “presbiteri”» (da
los! clopedia viva di Gesù Cristo co- creatura” (Mc 16,15). Tale manda- “Un pallone per il paradiso”,
Cristo, Verbo del Padre e vero me deve essere un buon teologo to non è, lo sappiamo, un semplice Effatà Editrice, 2009).
uomo, offrendo la propria vita (secondo un’espressione di incarico affidato a collaboratori; le
umana, darà a tutti i credenti la Severino Dianich). sue radici sono più profonde e van- don Paolo Gariglio
salvezza eterna, riconciliandoli no ricercate molto più lontano. La Incaricato nazionale per
con il Padre mediante “l'abbatti- l magistero petrino (Benedetto dimensione missionaria del presbi- la Pastorale Giovanile degli
mento del muro che ci separava I XVI alla Congregazione del tero nasce dalla sua configurazione Esercizi Spirituali della FIES
16
Nuntii

Iniziativa FIES
Giovani a Catania
nata nei giorni scorsi, proprio ai coniugi Romeo, che

E’
Questo giornale dei giovani è una iniziativa
FIES-NIKODEMO-NICHELINO COMUNITÀ
nella Parrocchia “Maria sono corrispondenti per la Sicilia
È composto e impaginato - come esercizio didattico -
dalla Piccola Scuola Grafica dell’Accoglienza Nikode-
SS. Della Provvidenza” de “Il Vento”, rivista di spiritua-
mo: una Comunità di ragazzi che escono dal terribile di Macchia di Giarre, un sodali- lità giovanile, e delegati per l’iso-
disagio del nostro tempo, la tossicodipendenza.
zio associato al gruppo della la per le iniziative FIES Giovani.
● Non si spedisce in abbonamento ma su richiesta. Federazione Italiana Esercizi L’Associazione si riunisce
● Affida la sua esistenza all’amicizia di chi lo gradi-
sce e alla simpatia delle Case di Esercizi Spirituali. Spirituali, sezione Giovani, for- mensilmente ogni primo martedi
● Lettori e Amici sono invitati, ma non obbligati, mato dai genitori e dai giovani del mese alle ore 18.00 nella
ad inviare una quota di collaborazione sul
amici di ragazzi deceduti pre- Chiesa di Macchia di Giarre, do-
c.c. postale n. 27318104 maturamente. ve si celebra la S. Messa per i
intestato a Parrocchia SS. Trinità Nichelino
● Se la quota supera le spese, il più verrà offerto
Prima dell’avvio ufficiale al- “Ragazzi in cielo”. Il sodalizio
all’Accoglienza dei ragazzi della Nikodemo. cuni genitori, con i coniugi porta il nome di “Ambasciatori in
Romeo Barbara e Giuseppe, ave- Paradiso”.
Direttore: ing. Gianmarco Boretto vano partecipato all’udienza All’incontro inaugurale, ha
Responsabile: dr. Mario Costantino
concessa dal Pontefice il 4 no- partecipato il delegato FIES don
vembre 2009. L’iniziativa si deve Paolo Gariglio. (m.g.l., da “La
Collaboratori di redazione: don Paolo Gariglio,
Laura Ribotta, Simona Mosca, Myriam Zambello,
Federico Ferrero.
“IL VENTO” su Internet:
www.ilvento-fies.org
realizzato da Luciano Pautasso
Per scriverci: redazione@ilvento-fies.org
FEDERAZIONE ITALIANA ESERCIZI SPIRITUALI
Addio, Mons. Piergiorgio!
Via XX Settembre, 65b - Roma - Tel. 06.4819224
UFFICI DI REDAZIONE E AMMINISTRAZIONE
Ben si addice al tema di que- anche dei propri nemici. Cristo
Via Stupinigi, 16 - Telefono 011.0712585 sta monografia: «Da duemila an- quindi è il vincitore sul male, sul-
10042 Nichelino (Torino)
ni Cristo è posto al centro della sto- l’odio, sul peccato e sulla morte. I
Stampa: Euro Lito - Nichelino (Torino) ria. Si è tentato in tutti i modi di giovani cristiani devono essere por-
Amministrazione: Lina Delton, Piero Pagella ostacolare la sua presenza e di tatori di questa vittoria con una vi-
cancellarLo dalla vita degli uomini, ta coerente, saggia, impegnata nel
Corrispondenti redazionali: sopprimendo anche con la violenza dare il proprio contributo di onestà,
ITALIA coloro che Gli appartenevano; nello e di giustizia per una società più
LAZIO, FIES, via XX Settembre 65/b - Roma
Tel. 06.4819224
stesso tempo i cristiani hanno dato trasparente ed umana. […]
PIEMONTE, Torino: Lina Delton, via del Pesco 29 - una testimonianza di amore per Fissiamo con gioia il nostro sguardo
Moncalieri, (Torino) E-mail: lina.delty@alice.it Cristo, di dedizione, di slancio spiri- su Cristo, con amore sincero e im-
LIGURIA, don Guido Olivieri, via T. Reggio 17/51
Tel. 0102468350 - 16123 Genova tuale, ricambiando l’odio con l’amo- pegno costante, per essere costrut-
TOSCANA, Pisa: don Antonio Simoni re, tale da attirare l’ammirazione tori di speranza».
Tel. 050.741435 - S. Frediano a Settimo,
56026 Nuvola Rossa
E-mail: donansim@katamail.com
CAMPANIA, Napoli: prof. Anna Maria Sarzarullo,
L’avvenimento
via D. Fontana 45 - 80128 Napoli
Tel. 081.7702416 - 081.5454524
TRIVENETO: don Mariano Lovato, via San Carlo 1
36030 Costabissara (VI), tel. e fax 0444.971031
E-mail: marlov@goldnet.it
SARDEGNA: don Gallo, via S. Erasmo 2
07041 Alghero (SS)

I
SICILIA, Palermo: suor Zaira Dovico, l 13 dicembre 2009 è salito
Suore del Bell’Amore tel. 091.223893
piazza Baida - 90136 Palermo alla casa del Padre mons.
E-mail: oasibaida@neomedia.it Piergiorgio Silvano Nesti,
Giuseppe Romeo, via C. Parisi 48
E-mail: romeo.giuseppe59@alice.it vescovo emerito di Camerino-
95014 Giarre (Catania), tel. 095.93.58.77 San Severino Marche e già
Presidente della Federazione
ESTERO
SPAGNA - Fermina Alvarez, Crociate di S. Maria,
Italiana Esercizi Spirituali
via Corfino 18 - 00183 Roma, tel. 06.70491868 (FIES). Mons. Nesti era nato il
E-mail: fermialvarez@yahoo.it
GERMANIA - Suor Franca Fratantonio e Comunità
18 febbraio 1931 a Marostica,
Suore del Bell’Amore - Lindwurmstrasse 143 Diocesi di Vicenza, ed era stato
80337 Monaco di Baviera - tel. 0049/089/77.66.58
E-mail: monaco@suorebellamore.it
ordinato sacerdote tra i passio-
oppure sba-muenchen@web.de nisti il 30 agosto 1959, per poi
FRANCIA - Barbara Wieczorek, 37T, rue Buffon essere consacrato vescovo il 29
Résidence Thoers - Bàt D7 - 84000 Avignon
E-mail: bwieczorek@free.fr agosto 1993.
MALTA - Maximilian Grech, “Maria” Fortunato Vogliamo ricordarlo ripor-
Mizzi Street - Malta - tel. 00356 21551302
E-mail: maxgrechghotmail.com tando alcuni passi di quanto
scrisse nel novembre del 1996,
PICCOLA SCUOLA GRAFICA NIKODEMO
Via Pallavicino, 61 - Tel. 011 627.95.90
in una lettera indirizzata a tutti
10042 Nichelino (Torino) i giovani impegnati nella FIES,
Registrazione Tribunale di Torino n. 5063 / 97
che fu pubblicata proprio sulle
intestata a don Paolo Gariglio, resp. editoriale pagine de “Il Vento”.