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POLITECNICO DI MILANO

DIPARTIMENTO DI FISICA
Anno Accademico 2002-2003

CORSO DI FISICA
SPERIMENTALE
A+B
ESERCITAZIONI
Prof. Marco Finazzi
Dott. Ing. Antonio Montano
Znon! Cruel Znon! Znon D'le!
M'as-tu perc de cette flche aile
Qui vibre, vole, et qui ne vole pas!
Le son m'enfante et la flche me tue!
Ah! le soleil... quelle ombre de tortue
Pour l'me, Achille immobile grands pas!
Paul Valery, Le cimetire Marin, XXII

PARTE 1: MISURE E GRANDEZZE FISICHE


1.1 Introduzione
Nella descrizione dei fenomeni la fisica si serve di leggi, nelle quali intervengono grandezze fisiche
quali: la lunghezza, il tempo, la forza etc. Alcune di tali grandezze hanno carattere scalare
(lunghezza, tempo...), altre vettoriale (forza, velocit..). Le prime sono individuate da un numero
(misura), le seconde da un numero, una direzione ed un verso (orientamento). Le grandezze
fisiche, per avere significato devono essere definite operativamente, cio deve essere indicato il
procedimento della loro misura.
Nella deduzione delle leggi la fisica si serve del metodo scientifico (Galileo Galilei (1564-1642),
che consiste nella seguente sequenza di passi logici:
a) - individuazione delle grandezze fisiche che influenzano il fenomeno che si vuole studiare;
b) - realizzazione di esperienze di laboratorio che riproducano il fenomeno in condizioni in cui le
grandezze possano essere fatte variare in maniera indipendente e controllata;
c) - enunciazione di ipotesi e progettazione di esperienze di verifica;
d) - formulazione di teorie generali (leggi fisiche), che siano in grado di interpretare il massimo
numero di osservazioni sperimentali disponibili
Il linguaggio matematico lo strumento utilizzato nella formulazione delle leggi, le quali assumono
laspetto di uguaglianze tra espressioni matematiche contenenti operatori che si applicano alle
grandezze, siano esse vettoriali o scalari.
Un esempio di legge fisica la seconda equazione della dinamica (Newton (1642-1727), la quale
&
&
stabilisce che laccelerazione a proporzionale alla forza f agente su un elemento materiale, il
coefficiente di proporzionalit essendo la massa m dellelemento. In simboli si ha:
&
&
&
dv
f = ma = m
dt

(1.1)

d
rappresenta loperatore di derivazione rispetto alla variabile temporale t, che
dt
&
&
applicato al vettore velocit v d a .
dove il simbolo

1.2 Grandezze fisiche fondamentali e derivate


Una grandezza fisica pu essere misurata direttamente, per confronto con unaltra della stessa
specie assunta come unit di misura (campione), oppure, indirettamente, attraverso relazioni che
esprimono la grandezza da misurare in funzione di altre grandezze (grandezze fondamentali) per le
quali siano stati definiti in maniera indipendente dei campioni. I principali requisiti di un campione
sono: la riproducibilit, con grado di accuratezza adeguato alle esigenze della scienza e della
tecnica, la invariabilit nel tempo e la accessibilit.

1.3 Equazioni dimensionali


Quando nelle leggi fisiche, oppure nelle equazioni di definizione di grandezze derivate, si prescinda
dagli operatori matematici, dalle eventuali costanti numeriche, dalla natura scalare o vettoriale delle
quantit fisiche ed, inoltre, si esprimano le grandezze derivate situate al secondo membro delle
suddette uguaglianze in termini di quelle fondamentali, si ottengono relazioni simboliche di tipo
polinomiale, i cui monomi sono simili fra loro. Ove si convenga, inoltre, di applicare le usuali
regole del calcolo letterale, le grandezze derivate si costruiscono a partire dalle grandezze
fondamentali attraverso relazioni del tipo:
D = ( Fi ) i

i, i Z

(1.2)

dove D ed Fi i (i=1...N) rappresentano la grandezza derivata e quelle fondamentali, rispettivamente.


Le ai sono numeri razionali che valgono zero quando le corrispondenti Fk non compaiano nella (2);
N e z sono due numeri interi che rappresentano il numero delle grandezze fondamentali e dei
termini che intervengono nella legge fisica, rispettivamente. Qualora nella (1.2) si elimini z e si
racchiudano fra parentesi i simboli delle grandezze, si ottiene:

[ D] = [ F1a .... FNa


1

(1.3)

che rappresenta lequazione dimensionale della grandezza derivata e viene chiamato dimensione
fisica della grandezza D. (N.B.: la dimensione fisica di una grandezza fondamentale coincide con la
grandezza stessa).

1.4 Sistemi di unit di misura


Un sistema di unit definito quando siano state scelte le grandezze fondamentali ed individuati i
relativi campioni (naturali od artificiali) chiamati Unit di misura U(Fi). Il numero delle grandezze
fondamentali deve essere sufficiente ad esprimere, tramite di esse, tutte le grandezze derivate.
Linsieme delle U(Fi) forma un Sistema di Unit di misura.
Per le unit di misura delle grandezze derivate vale una relazione simile a quella per le grandezze:
se U(Fi) lunita di misura della i-esima grandezza fondamentale:
U(D) = k [U ( Fi )]

i, i Z

(1.4)

Se k = 1 per qualunque U(D) il sistema di Unit di Misura detto coerente.

1.5 Sistema di unit internazionale (SI)


Grandezze
tempo
lunghezza
massa
quantit di materia
temperatura termodinamica
corrente elettrica
intensit luminosa

Nome
secondo
metro
chilogrammo
mole
kelvin
ampere
candela

Simbolo
s
m
kg
mole
K
A
cd

Unit di misura per la meccanica e la termodinamica


secondo

intervallo di tempo pari a 9.192.631.770 volte il periodo della radiazione emessa


;
nella transizione fra due livelli iperfini dellatomo di 133
55 Cs

metro

distanza percorsa da unonda elettromagnetica in un intervallo di tempo pari a


1/299792458 s;

kilogrammo massa del prototipo artificiale, costituito da un cilindro di platino-iridio conservato


nel laboratorio di pesi e misure di Svres;
Kelvin

unit di temperatura termodinamica che uguale a 1/273,16 della temperatura del


punto triplo dellacqua;

mole

quantit di sostanza che contiene un numero di entit: atomi, molecole, elettroni etc.,
uguale al numero di Avogadro.

1.6 Passaggio da un sistema di unit di misura ad un altro


Si incontrano due situazioni differenti:

1) le grandezze fondamentali sono le stesse

(Esempio: SICGS);

2) le grandezze fondamentali sono differenti

(Esempio: SIBritannico).

Il caso 1) si tratta nel seguente modo: si vuole passare da S ad S:


U(D) = k [U ( Fi )] i ,

U' (D) = k [U' ( Fi )] i

Dati i fattori di ragguaglio rS S' ( Fi ) tra le grandezze Fi:


U ( F1 )
U ( F2 )
U ( Fn )
= rS S' ( F1 ),
= rS S' ( F2 ) ...
= rS S' ( Fn )
U' (F1 )
U' (F2 )
U' (Fn )
il fattore di ragguaglio rSS' ( D ) per la grandezza derivata D dato da:
k [U (Fi )] i

U (Fi )
U(D)
i
i
=
=
rS S' ( D ) =
= [rS S' ( Fi )]
i
(
)
U' (D) k [U' (Fi )]
U'
F
i
i
i
i

1.6 Notazione scientifica


Si usano delle abbreviazioni per semplificare la scrittura di numeri molto grandi o molto piccoli. I
multipli e i sottomultipli che vengono utilizzati sono:
Fattore di
moltiplicazione
103
106
109
1012

Prefisso
Nome
Simbolo
kilo
k
Mega
M
Giga
T
Tera
G

Fattore di
moltiplicazione
10-3
10-6
10-9
10-12
10-15
10-18

Prefisso
Nome
Simbolo
milli
m
micro
m
nano
n
pico
p
femto
f
atto
a