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Ludwig van Beethoven- (Bonn,1770- Vienna, 1827)

Beethoven ha un'infanzia difficile: suo padre, pressato da ristrettezze economiche,


finisce alcolizzato; sua madre muore quando lui ancora ragazzo, lasciandogli due
fratellini da curare. Ludwig si mantiene agli studi musicali suonando come organista
presso l'arcivescovo di Bonn. Viene a conoscere le opere dei maggiori pensatori
tedeschi del tempo, che lo aprono a una visione eroica della vita. Nel 1792 si
trasferisce a Vienna,dove restera' per sempre,e dove (come nelle maggiori citt
europee) si sta affermando una classe di agiati borghesi, interessati a promuovere le
attivit musicali: concerti, pratica strumentale di diletto, edizione di opere musicali.
Beethoven pu finalmente liberarsi dal "servizio" presso un aristocratico (come era
avvenuto fino allora nella storia della musica) e iniziare a lavorare come "libero
professionista" per questa classe borghese. Compone, d concerti, pubblica le sue
opere, insegna.
Si sente animato da una forte carica di ottimismo e di amore per l'umanit, che cerca
di trasmettere nelle sue composizioni. Ma comincia a manifestarsi un male tremendo
per un musicista: la perdita dell'udito. Nel 1815 deve interrompere, drammaticamente,
l'attivit di pianista e di direttore. Si tuffa allora nella composizione, guidato dal suo
"orecchio interiore": nascono in questo periodo le sue opere pi profonde. Col mondo
esterno comunica ormai solo per iscritto: il fedele amico Schindler ci ha conservato,
per ordine di Beethoven stesso, 137 dei 400 quaderni su cui Beethoven dialogava con
gli altri.
Le opere di Beethoven sono oggi tra le pi eseguite, in tutto il mondo. Non c'
pianista, violinista, violoncellista, che non abbia nel suo repertorio qualcuna delle sue
sonate o dei suoi trii. Tra le 32 Sonate per pianoforte hanno una speciale rinomanza
quelle intitolate Patetica, Al chiaro di luna, Aurora, Appassionata; tra le Sonate per
violino la Sonata a Kreutzer; fra i Trii (per violino, violoncello, pianoforte), il Trio
dell'Arciduca. Altrettanto amati sono i suoi Quartetti per archi, e i suoi Lieder, per
canto e pianoforte, alcuni drammatici, come All'amata lontana, altri scherzosi, come
La canzone della pulce. Queste composizioni appartengono al genere da camera,
destinate a un pubblico di intimi, raccolti nei salotti viennesi. Qui Beethoven lascia
liberamente fluire il suo mondo di emozioni, i suoi entusiasmi come le sue angosce.
Invece alle composizioni orchestrali, dove sa di essere ascoltato da una moltitudine,
consegna il suo alto messaggio: quello di una felicit terrena che si raggiunge nella
solidariet, sfidando il male e il dolore che attraversano la vita di ognuno. E per questa
ragione che il coro finale della sua ultima sinfonia, la Nona, stato scelto come inno
dell'Unione Europea: paesi che hanno saputo trovare la solidariet dopo le guerre
fratricide. Oltre che nelle nove Sinfonie, questo messaggio traspare nei cinque
Concerti per pianoforte e orchestra e in quello per violino, come pure nelle sue
composizioni cantate: la Messa solenne e l'opera lirica Fidelio.

Il dramma della sordit

Cos il suo amico Schindler racconta la prova orchestrale del Fidelio, l'unica opera lirica
di Beethoven:

Beethoven domand di dirigere la prova generale... Dal duetto del primo atto risult
evidente che non percepiva in modo assoluto quanto andava svolgendosi sulla scena.
Ritardava considerevolmente i movimenti e, mentre l'orchestra seguiva la sua
bacchetta, i cantanti correvano per conto loro. Ne segu una confusione generale, per
cui il direttore, Umlauf, propose un momento di riposo senza darne ragione. Dopo
qualche parola scambiata coi cantanti, si cominci di nuovo. Si riprodusse il medesimo
disordine e bisogn fare una seconda pausa. L'impossibilit di continuare sotto la
direzione di Beethoven era evidente; ma come farglielo capire? Nessuno aveva il
coraggio di dirgli: "Ritirati, povero disgraziato, non puoi pi dirigere". Beethoven,
inquieto, agitato, si girava a destra e a sinistra, sforzandosi di leggere nelle diverse
fisionomie e di comprendere da dove venisse l'ostacolo: da tutte le parti silenzio. A un
tratto mi chiam imperiosamente. Quando gli fui vicino, mi tese il suo quaderno e mi
fece segno di scrivere. Scrissi: "Ti supplico di non continuare, ti spiegher a casa il
perch". Allora Beethoven salt in platea gridando "Usciamo subito!". Corse fino a
casa, si lasci cadere su un divano coprendosi il viso con le mani. Era stato colpito al
cuore e, fino all'ora della morte, visse sotto l'impressione di quella terribile scena.