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Criteri di divisibilit e congruenza per interi

Francesco Laudano

Sunto. Quasi sempre nello sviluppo delle attivit didattiche, ci si


limita ad enunciare i criteri di divisibilit per 2, 3, 4, 5, 9, 10, 11 e 25;
e non facile trovare sui testi scolastici criteri di divisibilit per altri
numeri, ne tanto meno criteri pi generali. Con questo lavoro si vuole
mostrare che possibile introdurre e dimostrare, fin dal biennio delle
superiori, criteri generali di divisibilit tra interi.
Abstract. It deals with some criteria of divisibility and how they can
be explained to the first two years high school students.

Molti studenti, per stabilire se un naturale n multiplo di un


naturale m, eseguono la divisione con la calcolatrice, e se il display
visualizza un intero si convincono che n multiplo di m. Tuttavia ci
potrebbe essere falso. Ad esempio, se n=8888888888 ed m=7 diverse
calcolatrici1 indicano come risultato della divisione di n per m lintero
q=1269841270; ma esso non coincide con n/m (infatti il prodotto qm
termina con la cifra 0 mentre n termina con la cifra 8), quindi n non
multiplo di m. In genere gli studenti sono poco consapevoli dei limiti
degli strumenti di calcolo, e spesso cadono in errore perch si affidano
ad essi in modo acritico. Probabilmente ci non accadrebbe se fossero
pi avvezzi a ragionare sugli interi. Per questo motivo negli ultimi
anni la ricerca di criteri di divisibilit ha costituito lobiettivo specifico
di unattivit di approfondimento svolta in alcune classi del Liceo
Scientifico Romita. Questa attivit ha consentito agli alunni di
sviluppare le proprie abilit nel calcolo mentale, obiettivo previsto
anche dalle indicazioni nazionali, ed ha determinato una maggior
Liceo Scientifico Romita Campobasso, flaud@katamail.com
accade ad esempio con una Canon F604 ed una Casio FX5701.

consapevolezza dei limiti degli strumenti di calcolo. Sebbene si sia


trattato di riflessioni astratte, gli alunni hanno partecipato con
interesse, riuscendo a scoprire e giustificare autonomamente diversi
criteri poco noti.
I risultati presentati in questo lavoro ampliano quelli gi riportati in [1], ed anche in questo caso per dedurre i criteri si utilizzata
l'aritmetica modulare. Si tratta, quindi, di criteri di congruenza, oltre
che di divisibilit. Per favorire la trasposizione didattica dei risultati
ottenuti talvolta essi saranno esposti a partire da semplici esempi, e
solo in un secondo momento se ne curer la formalizzazione.
1 Il Criterio di Pascal-Lagrange ed alcuni criteri che ne derivano
In questo paragrafo dopo aver richiamato i concetti fondamentali
dellaritmetica modulare, si enuncia un criterio generale [3] [4] [5] [6]
concepito da Pascal e perfezionato da Lagrange, dal quale si possono
dedurre, come casi particolari, i ben noti criteri di divisibilit per 2, 3,
4, 5, 9, 10, 11 e 25.
Definizione 1.1
Se a,b,mZ si dice che a congruo b modulo m, e si
scrive amb, se e solo se m divide la differenza a-b.
Com ben noto la congruenza modulo m
unequivalenza in Z.
Inoltre, poich a m b se e solo se a -m b, e poich la
congruenza modulo 0 e quella
modulo 1 sono
rispettivamente, luguaglianza e la relazione totale,
si pu supporre m>1.
Siano a,bZ , nel seguito denoteremo col simbolo
rest(a;b) il resto della divisione euclidea di a per b.
Si dimostra facilmente che
1.2)

per ogni a,b,mZ ,

a m b se e solo se rest(a;m)=rest(b;m).
La proposizione che segue esprime un'importante propriet
della congruenza modulo m, cio la sua compatibilit con le
operazioni dellanello (Z,+,). Poich su tale propriet si fondano
molte considerazioni successive se ne fornisce una dimostrazione.
1.3)

Siano a,b,c,a,b,cZ e mN.


Se ama, bmb, e cmc, allora (ab+c)m(ab+c).
dim: (ab+c)-(ab+c)=ab+c-ab-c. Poich inoltre bmb esister un
uZ / b-b=um, pertanto ab+c-ab-c=a(b+um)-ab+(c-c)=
=b(a-a)+aum+(c-c), e poich ama e cmc, allora (ab+c)(ab+c) risulta somma di tre multipli di m, pertanto esso multiplo di
m. Cio la tesi.
E chiaro che se n e d sono numeri naturali, allora d
divide n se e solo se n d 0. Di conseguenza, se t
un numero intero tale che
n d t, allora d|n se e
solo se d|t.
Nel seguito, per determinare i criteri di divisibilit
spesso si sosti-tuir il numero n con un numero t ad
esso congruo modulo d, con la speranza che sia pi
agevole verificare se d divida o meno t.
1.4) Criterio di Pascal-Lagrange:
Sia nN, e siano, nellordine, ck,ck-1, .,c0N le cifre
k
k-1
di n in base dieci, cio sia n=ck10 +ck-110 + .
+c210+c0.
Sia inoltre, per ogni
iN / 1ik,
i
ri=10 (mod m),
allora
nm ckrk+ck-1rk-1+
+c1r1+c0 .
La
dimostrazione
del
Criterio
si
ottiene
immediatamente applicando la prop 1.3)

Per dedurre il criterio di congruenza modulo 3 dal Criterio di Pascali


Lagrange basta tener presente che 1031, e quindi che 10 31 per
ogni iN. Di conseguenza si avr:
k
k-1
n=ck10 +ck-110 + .+c110+c03 ck+ck-1++c1+c0.
Cio n congruo modulo 3 al numero ottenuto sommando le sue cifre.
Allo stesso modo si dimostra il criterio di congruenza modulo 9.
Per dedurre i criteri di congruenza modulo 2, 5 e 10, basta tener
presente rispettivamente che 1020, 1050 e 10100. Pertanto per tali
valori di m le potenze di 10 sono congrue 0 modulo m, quindi n
congruo alla sua ultima cifra.
Il noto criterio di divisibilit per 11 si ottiene
osservando che le potenze di dieci sono
alternativamente congrue 1 o -1 modulo 11.
I ben noti criteri di divisibilit per 4 e per 25 si
ottengono osservando che le potenze di dieci con
esponente pari sono congrue 0 modulo 4 e modulo
25.
Per enunciare in modo analogo un criterio di congruenza modulo 7
necessario determinare i resti della divisione per 7 delle potenze di 10.
Osservato che:
1007 1, 10173, 10272, 10376; 10474, 10575,
10671,
e che le successive potenze di dieci danno numeri
ciclicamente congrui ai precedenti modulo 7,
essendo per ogni 0r5 106q+r=106q10r 710r.,
posto br= rest(10r.;7), si pu enunciare il seguente.
1.5)

Criterio di divisibilit per 7


Sia nN, e siano, nellordine, ck,ck-1, .,c0N le
cifre di n in base dieci, con k=6q+r dove q0
ed 0r5. Allora
n7 t = (c6q+rbr+c6q+r-1br-1+...+ +c6q +

+......................................++
+c115+c104+c96+c82+c73+c61+
+c55+ c44+ c36+c22+c13+c01)
La proposizione precedente si pu formulare in
modo pi rigoroso utilizzando il calcolo matriciale.
Infatti, sia An la matrice che ha per righe le
sestuple ordinate formate dalle cifre di n prese da
destra, e sia B7 la matrice colonna formata dai resti
della divisione per 7 delle prime sei potenze di 10.
Allora il numero t determinato precedentemente si
pu ottenere sommando gli elementi della matrice
riga che si ottiene moltiplicando An per B7.
Consideriamo, ad esempio, il numero n=204583090181875342.
Allora
5

A 204583090181875342=

B7=

4
6
2
3
1

Il numero t si ottiene sommando gli elementi della matrice


A n x B 7 =(118;63;71). Quindi t=252.
Iterando il procedimento su 252 avremo:
A 2 5 2 = (0 0 0 2 5 2). Quindi A 2 5 2 xB 7 =2170.
Pertanto, n=204583090181875342 multiplo di 7.
E' opportuno osservare che nel procedimento
precedente la matrice colonna B 7 pu essere
sostituita da una qualunque matrice colonna C 7 i
cui elementi ci siano congrui bi modulo 7 per ogni
intero i tale che 0i5.

2. Criteri di congruenza ricorsivi


In questo paragrafo si presenta un criterio di congruenza ricorsivo
generale, dal quale, in linea di principio, si possono dedurre criteri di
divisibilit per ogni numero naturale. In particolare si enunciano
criteri di congruenza modulo 7, 13, 17, 19 e 53.
Come abbiamo visto in precedenza possibile enunciare un criterio di
divisibilit per 7 determinando i resti della divisione per 7 delle prime
7 potenze di 10. Pi in generale, se m un intero primo con 10. si pu
enunciare in modo analogo un criterio di congruenza modulo m
determinando i resti della divisione per m delle prime m-1 potenze di
10. Infatti si pu dimostrare [1] [2] che in questo caso le successive
potenze di dieci danno numeri ciclicamente congrui ai precedenti
modulo m. Tuttavia, per infiniti naturali m, lindividuazione
dellinsieme di tali resti pu diventare molto laboriosa. Pertanto nel
seguito si cercher di formulare criteri che non facciano uso
dellintero insieme.
Inoltre, anche se negli esempi sar utilizzata la rappresentazione in
base 10, le proposizioni saranno formulate per una generica base b.
2.1)
Sia (akak-1ak-2.a1a0)b una rappresentazione in
base b (>1) di nN. Sia dN, d> 1, e siano tk, tk-1, ,t1.
N con , ti <b .e ti d b per ogni i {1,2,
k}. Allora si
ha:

1.

nd n1 = (((aktk+ak-1) t k-1+ak-2) tk-2+.+a1) t 1+a0.

2.

n< n1

Dim:
n a k b k a k 1b k 1 a1b a 0 .

e mediante successivi raccoglimenti si ha:

n a k b a k 1 b k 1 ...... a1b a 0

a k b a k 1 b a k 2 b k 2 ..... a1b a 0
... a k b a k 1 b a k 2 b ....... a1b a 0 .
Quindi, essendo tk, tk-1, ,t1..interi congrui b modulo d, in virt della
(1.4) si ha: nd (((aktk+ak-1) t k-1+ak-2) tk-2+.+a1) t 1+a0.
Per dimostrare il punto 2. basta osservare che ogni espressione del tipo
a h t h a h 1 , costituita da una sola cifra se ah=0 ; in caso contrario.
essendo th<b si ha a h t h a h 1 a h b a h 1 per ogni h {1,2,
k}, quindi n< n1
E opportuno osservare che la seconda parte della tesi assicura la
possibilit di ottenere un numero congruo n modulo d costituito da
una sola cifra (nella sua rappresentazione in base b), a patto di iterare
un numero opportuno di volte il procedimento indicato nella
proposizione.
Dalla proposizione precedente si ottiene banalmente il seguente:
2.2) Criterio generale di divisibilit
Sia (akak-1ak-2.a1a0)b una rappresentazione in base
b(>1) di nN, sia dN, d> 1, e siano tk, tk-1, ,t1. N con
, ti <b e ti d b per ogni i {1,2,
k}. Allora si ha:
1. n divisibile per d se e solo se il numero
n1 = (((aktk+ak-1) t k-1+ak-2) t+.+a1) t 1+a0. divisibile per d.
2. n1 < n
Il corollario precedente consente di generare un procedimento
ricorsivo e finito per controllare la divisibilit di n per d, e quindi, in
linea di principio, di enunciare criteri di divisibilit/congruenza per
ogni naturale d >1.

Ad esempio c-on b=10 e d=7, prendendo t4,= t3,= t2 = t1=3 come


Corollario del Criterio precedente si ottiene il seguente:
2.3) Criterio di divisibilit per 7
Sia
nN
e
sia
(akak-1ak-2.a1a0)b
una
rappresentazione in base 10 di n. . Allora n divisibile
per 7 se e solo se il numero
(((ak(3)+ak-1) (3)+ak-2) (3)+.+a1) (3)+a0. divisibile per 7.
E opportuno osservare che, sempre in virt della (1,4) nello
sviluppare il procedimento precedente, possibile sostituire il numero
ak(3)+ak-1 con qualunque altro intero ad esso congruo modulo 7.
Ci consente di avanzare in modo pi efficace iterando il
procedimento fin dalla prima esecuzione.
Ad esempio, con riferimento ad n=74134, poich 770 ci si pu
limitare ad analizzare il numero n =4134, e si ha:
43+1=13 7 6 6 3+3=217 0

4 74. Pertanto 741347 4

E facile intuire che in linea di principio si possono ottenere criteri


analoghi per altri dN, scegliendo tZ in modo che sia congruo b
modulo d. In prima analisi si pu scegliere come coefficiente tZ il
numero r= rest(b;d) . Ad esempio in base 10, per d=2, 5 e 10, poich
rest(b;d)=0, il procedimento si pu applicare effettuando successive
moltiplicazioni per 0. Quindi esso dar come risultato finale lultima
cifra di n, in accordo coi ben noti criteri di congruenza modulo 2, 5 e
10.
Analizziamo adesso alcuni casi in cui d>b. In queste condizioni non
potremo utilizzare la proposizione 2.2) ponendo ti=b, infatti bd b,
quindi si perderebbe la condizione ti <b per ogni i{1,2,
k},
ed il procedimento indicato nella proposizione 2.2) genererebbe un
ciclo infinito.
Per superare questo problema, se |t|<b, sufficiente considerare il pi
grande intero negativo t congruo b modulo d. In tal caso, infatti si ha:

| a h t a h 1 | a h b a h 1 per ogni h {1,2,

k}, quindi n< n1


Pertanto iterando il procedimento si otterr certamente un numero
intero costituito da una sola cifra nella sua rappresentazione in base b.
Losservazione precedente, con b=10 e d=13, prendendo t4,= t3,= t2
= t1= -3 consente di enunciare il seguente Corollario
2.4) Criterio di divisibilit per 13
Sia (akak-1ak-2.a1a0)b una rappresentazione in base
10 di nN. . Allora n divisibile per 13 se e solo se il numero
(((ak(-3)+ak-1) (-3)+ak-2) (-3)+.+a1) (-3)+a0 divisibile per 13.
Ad esempio, con b=10 e d=13, sia n=74134, e poich 1013-3, siano
t4,= t3,= t2 = t1= -3. Allora il Criterio 2.4precedente assicura che
7413413 (((7(-3)+4) (-3)+1) (-3)+3)(-3)+4=463.
Ed iterando si ha: 46313 (4 (-3)+6) (-3)+3=2113 8.
In definitiva, quindi 7413413 8
Osserviamo che iterando il procedimento fin dalla prima esecuzione
come gi fatto nel caso d=7 si avrebbe pi efficacemente:
7(-3)+4= -17 13 -(1(-3)+7) = -4,
dunque le prime due cifre possono essere sostituite dal numero -4,.e
proseguendo,
-4 (-3)+1=13 13 0 3(-3)+4= -5 13 8.
Ovviamente si utilizzata anche la congruenza modulo 13 tra 0 e 13.
Pi in generale, qualora il procedimento generasse multipli di d, questi
potranno essere sostituiti con 0.
In modo analogo, se d=17 con b=10, prendendo tk,= tk-1,= = t1=
-7 , si ottiene il seguente
2.5) Criterio di divisibilit per 17

Sia (akak-1ak-2.a1a0)b una rappresentazione in base


10 di nN. Allora n divisibile per 17 se e solo se il numero
(((ak(-7)+ak-1) (-7)+ak-2) (-7)+.+a1) (-7)+a0 divisibile per 17.
Se, ad esempio, n=74134, applicando pi volte il Criterio si ha:
7(-7)+4=-45 17 -(4(-7)+5))=23 17 (2(-7)+3))=-1117 -(1(7)+1))=6.
6(-7)+1 = -41 17 -(4(-7)+1) = 27 17 2(-7)+7 = -7.

-7(-7)+3=52 17 5(-7)+2= -33 17 -(3(-7)+3)= 18 17 1(-7)+8 = 1.


1(-7)+4 = -3.
E poich -317 14, si ha 7413417 14.
In modo analogo, se d=19 con b=10, prendendo tk,= tk-1,= = t1= -9 ,
si pu enunciare il seguente
2.6 Criterio di divisibilit per 19
Sia (akak-1ak-2.a1a0)b una rappresentazione in base
10 di nN. Allora n divisibile per 19 se e solo se il numero
(((ak(-9)+ak-1) (-9)+ak-2) (-9)+.+a1) (-9)+a0 divisibile per 19.
Se, ad esempio, n=74134 si ha:
7(-9)+4 = -59 19 -(5(-9)+9)) = 36 19 (3(-9)+6)) = -21 19

-(2(-9)+1)) = 17 19 1(-9)+7))=-2.
-2(-9)+1 = 19 19 1(-9)+9 = 0.
3(-9)+4 = -23 19 -(2(-9)+3) = 15 19
E poich -419 15, si ha 7413419 15.

1(-9)+5 = -4

Nel caso d=11, tenendo presente che (-1)1110, si pu utilizzare il


coefficiente -1 al posto del coefficiente 10. In tal modo, per inciso, si
ritrova il noto criterio di congruenza modulo 11.
I ragionamenti appena sviluppati hanno consentito di formulare alcuni
semplici criteri di divisibilit ricorsivi. Tuttavia essi mostrano alcuni
limiti. E' evidente, ad esempio, che, lavorando in base 10, il ricorso a
coefficienti negativi pu essere risolutivo solo per m<20.
Inoltre gli esempi precedenti mostrano che i criteri enunciati possono
dar luogo a procedure poco efficaci.
Queste limitazioni, per, possono essere superate generalizzando i
criteri, in modo da operare su gruppi di cifre.
Ad esempio se n=42732105 e d=13, n si pu esprimere come:
3 2
3
3
3
n=42(10 ) +73210 +105=(42(10 )+732)10 +105,
e
poich
10 13(-1) si ha: n13(42(-1)+732)( -1)+105=690(-1)+105=-585.
3

Ed essendo 10 13(-4) si ha:


2

n13-585=-(510 +85)13- (5(-4)+85)=-65.


A questo punto immediato verificare che n multiplo di 13.
Lesempio precedente indica come possibile generalizzare i criteri
gi esposti per determinare, attraverso una procedura ricorsiva, un
numero intero congruo n modulo d che sia costituito da un numero di
cifre minore o uguale rispetto al numero di cifre di d in base b. Di
seguito si enuncia, a titolo esemplificativo, un criterio di congruenza
modulo 53. La sua dimostrazione si pu conseguire sulla falsariga
2
dellesempio precedente, tenendo presente che 10 53(-6).
2.7) Criterio di divisibilit per 53
Sia (akak-1ak-2.a1a0)b una rappresentazione in base
10 di nN. . Allora n divisibile per 53 se e solo se il numero
(((akak-1) (-6)+(ak-2 ak-3)) (-6)+.+(a3 a2)) (-6)+( a1a0).
divisibile per 53.

Sia, ad esempio, n=74134, d=53, b=10. Si ha:


7(-6)+41 = -1 -1(-6)+34 = 40. Quindi

7413453 40.

In modo analogo si possono dimostrare criteri per ogni numero d


costituito da due cifre. In particolare immediato ritrovare il noto
criterio di congruenza modulo 25.
3. Ulteriori generalizzazioni
Di seguito si generalizzano le osservazioni precedenti
considerando gruppi costituiti da un qualunque numero di cifre
(minore del numero delle cifre di n), a prescindere dal sistema di
numerazione posizionale utilizzato. Si mostrer anche come
estrapolare da queste considerazioni un criterio di divisibilit per 257.
3.1) Siano d,n,b,h,kN tali che n>b, dette
c ,c ,...c nellordine, le cifre di n in base b, per ogni h<k,
k

k-1

1
h

se adb allora si ha : nd[a(ckck-1...ch+1)b+(chc2c1)b].


h

In particolare nd[rest(b ,d)(ckck-1...ch+1)b +(chc2c1)b].


dim: poich ck,ck-1,...c1 sono nellordine le cifre di n, allora
n=(ckck-1 ...ch+1chch-1c2c1)b.
Di conseguenza sar anche
h

n=(ckck-1 ...ch+1)bb +(chc2c1)b,


sizione (1.4) si ha la tesi.
h

quindi applicando la propo-

Se rest(b ,d) < b , cio se b d, losservazione precedente pu essere


utilizzata per determinarne un numero n1 congruo n modulo d e
costituito da al pi h cifre. E sufficiente separare le prime h cifre di n
dalle rimanenti in modo da ottenere due nuovi numeri. Poi bisogna
h
moltiplicare il primo di questi numeri per rest(b ,d) e sommare il
h
secondo. Poich si sta supponendo che tale fattore minore di b , si

avr un intero n1d n ed n1<n. Il procedimento va poi iterato fino


ad ottenere un numero ns costituito da al pi h cifre e congruo n
h

modulo d. Se, invece, b <d si pu provare ad utilizzare il coefficiente


h
b -d. In generale pu essere utile prendere in considerazione il
h
coefficiente rest(b ,d)-d, come, ad esempio, si pu vedere, lavorando
in base dieci con m=17 ed h=2. Losservazione precedente si pu
generalizzare e precisare nel modo seguente:
3.2) Criterio generale di divisibilit
Siano d,n,b,h,k N tali che nb e h<k, e siano
ck,ck-1,...,c1
nellordine, le cifre di n in base b.
Siano q ed s rispettivamente quoziente e resto della divisione di k per
h, e siano g =(c c ) , g =(c c ) , . g =(c c
) i
1

1 b

2h

h+1 b

(q-1)h+1 b

numeri ottenuti suddividendo la sequenza delle cifre di n in gruppi di


h cifre a partire da destra.
h
h
h
Se rd,b,h= rest(b ,d)<b , oppure se sd,b,h=rm,b,h-d>-b , posto nel primo
caso
td,b,h=rd,b,h
e nel secondo
td,b,h=sd,b,h, risulta:
1.
n1d(((gq.td,b,h+gq-1)b.td,b,h+gq-2)b.td,b,h . .......)b.td,b,h+g1
2.
n1<n.
h

dim: Con questi simboli si ha: n=(csch+1)b.b +g1, quindi per la


proposizione 2.8)
nd(cs ch+1)b.td,b,h+g1.
Analogamente si ha:
h
(cs ch+1)b=(cs c2h+1)b.b +g2d(cs c2h+1)b.td,b,h+g2.
Quindi nd((cs c2h+1)b.td,b,h+g2) b.td,b,h+g1,
ed iterando si ha:
nd((((csc(q-1)h+1)b.td,b,h+gq-1)b.td,b,h+gq-2)b.td,b,h......)b.td,b,h+g1.
Cio nd(((gq.td,b,h+gq-1)b.td,b,h+gq-2)b.td,b,h . .......)b.td,b,h+g1.
A questo punto con un ragionamento analogo a quello condotto per
dimostrare la Proposizione 3.1 si ha la prima tesi .
h
h
Inoltre, poich -b <td,b,h<b , la seconda parte della tesi dimostrata.

Ci assicura la finitezza della procedura assicurata.


Da un punto di vista pi operativo, la proposizione precedente
assicura la possibilit di determinare un numero c congruo n modulo d
e costituito da al pi h cifre, eseguendo le seguenti operazioni sulle
cifre di n:
passo 1. si suddivide la sequenza delle cifre di n in gruppi di h
cifre a partire da destra,
passo 2. si moltiplica il numero costituito dal primo gruppo di
cifre (cio quello allestrema sinistra) per il coefficiente td,b,h e
si addiziona al numero cos ottenuto quello costituito dal
successivo gruppo di cifre di n,
passo 3. si ripete ciclicamente il passo 2 sul numero ottenuto in
precedenza, fino ad ottenere un numero intero costituito da al
pi h cifre ,
passo 4. si ritorna al passo 2 sostituendo ai primi due gruppi di
cifre di n il numero ottenuto al termine del passo 3, fino ad
ottenere un numero costituito da al pi h cifre.
Come gi stato osservato analizzando alcuni esempi precedenti, il
numero h di cifre di n da raggruppare va scelto in modo che
h
rh=rest(b ,d) sia minore di d, altrimenti si ha un ciclo infinito. Inoltre
la procedura da numeri tanto pi prossimi al resto quanto pi piccolo
h, e risulta tanto pi efficace quanto pi piccolo il numero rh, o in
alternativa quanto pi piccolo il valore assoluto del numero sh=rh-d.
In particolare sarebbe vantaggioso trovare il pi piccolo naturale h tale
h
h
che b d1 o che b d-1. Come avviene per d=3 ed d=9 con h=1, o per
d=11 e d=13 rispettivamente con h=1 ed h=3.
Con strumenti di teoria dei gruppi [2] si pu dimostrare che, se
h
MCD(b,d)=1, esiste un hN per cui b d1. Inoltre, detto (d) il
numero dei naturali minori di m e primi con esso, il pi piccolo intero
h
h
positivo h tale che b m1 o che b m-1 divide (m).
Queste ultime considerazioni possono essere daiuto nella ricerca dei
valori ottimali di b ed h.

Sia, ad esempio, n=38819 con b=10, e sia d=257. Scelto h=3,


3

poich 10

-28 si ha: 38(-28)+819 = -245 .

257

E poich 257-245=12, risulta 38819 25712 .


4. Conclusioni
Come peraltro gi stato sottolineato in [1], lo studio
dell'aritmetica modulare d agli studenti del primo biennio la
possibilit di comprendere appieno i criteri di divisibilit gi noti e di
scoprirne altri. Inoltre l'aritmetica modulare spesso utile per risolvere
problemi, sia di natura astratta, come alcuni problemi olimpici, che di
carattere pi applicativo. E' opportuno sottolineare, inoltre che la
relazione di congruenza pu essere definita anche negli anelli di
polinomi Q[x] ed R[x], ed anche in questi ambienti risulta essere una
relazione d'equivalenza compatibile con le operazioni. Pertanto
possibile che i ragionamenti sviluppati in questa nota possano essere
utilizzati anche per studiare la divisibilit tra polinomi. Per questi
motivi, oltre che per le ragioni gi esposti in premessa, sembra
importante che gli insegnanti trovino il tempo per trattare almeno i
fondamenti dell'aritmetica modulare.

Bibliografia
[1] Artin M., Algebra, Bollati Boringhieri, Torino 1997, pp. 68, 100.
[2] AA. VV., Enciclopedia Italiana, Istituto Poligrafico dello Stato,
Roma 1951, vol IV p. 372.
[3] Berzolari, Vivanti, Gigli (a cura di), Enciclopedia delle
Matematiche Elementari; Editore Ulrico Hoelpi, Milano, 1979, vol 1
parte 1, pag 243.

[4] M. Basile, S. De Nuccio, Lezioni di Matematica vol. 1, Edizioni


Goliardiche, Udine, 2004, pag 55.
[5] Weisstein Eric W., CRC Concise Enciclopedia of Mathe-matics,
Chapman & Hall/CRC New York, vol 1, p.479.