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> Proviamo a capire di che si tratta.

> La legge n. 81 del 2014 ha sancito la chiusura degli OPG


(Ospedali
> psichiatrici giudiziari) avvenuta solo formalmente il 31 marzo 2015
e il
> loro superamento nelle REMS (Residenze Esecuzione delle
Misure di
> Sicurezza). Gli OPG sono stati per oltre 35 anni luoghi di
segregazione
> per tutti gli individui ritenuti pericolosi per la societ, dimenticati
> in queste discariche sociali in condizioni di disumano degrado
come ben
> mostrato nelle immagini dellInchiesta del Senato Marino del
2010 che
> ha poi portato alliter legislativo per la loro chiusura.
> Oggi i 6 OPG (Castiglione delle Stiviere, Reggio Emilia,
Montelupo
> fiorentino, Napoli, Aversa e Barcellona Pozzo di Gotto) sono in via
di
> chiusura: gli internati non dimissibili dovrebbero essere spostati
nelle
> REMS della regione di provenienza. Ma questo sta accadendo
molto
> lentamente.
>
> Nella pratica le REMS sono dei miniOPG (max 20 posti) presenti
in ogni
> regione e affidati a personale sanitario, pi simili a residenze
> psichiatriche che non agli ospedali-carceri del passato. Queste
> strutture saranno gestite tramite un sistema di appalti di cui non
> difficile immaginare le sorti al ribasso, cercando di spendere il
meno
> possibile sulla pelle dei criminali-malati mentali che subiranno
> questo sistema tipico della sanit pubblica, dellaccoglienza per i
> richiedenti asilo (CARA, CAS, SPRAR) e del sistema detentivo
(CIE,
> Carceri).
>

> Le REMS vengono presentate come un passo avanti in termini di


civilt
> rispetto agli OPG perch nuovi e perch non pi gestiti
dallautorit
> giudiziaria ma solo da personale sanitario. Nella realt questi
luoghi
> assolvono la stessa funzione dei loro predecessori e anzi lo fanno
in
> maniera molto pi capillare, perch presenti su tutto il territorio
> nazionale, e molto pi discreta e subdola, perch di piccole
dimensioni
> e molto pi simili a residenze che a carceri.
> Ma qual la loro funzione? La funzione delle REMS coincide con
la
> funzione della Psichiatria Giudiziaria pi in generale, ovvero
quella di
> mantenere in vita nella nostra societ e nellordinamento
giudiziario la
> figura del folle reo ovvero di colui che infrange la legge non per
> propria libera scelta ma perch malato di mente, quindi non
capace di
> intendere e di volere (le proprie azioni e le loro conseguenze),
come se
> la sua malattia agisse al posto del suo libero arbitrio. Tale
> focalizzazione sul soggetto che compie il reato pi che sul reato
stesso
> (infatti nelle REMS si pu finire tanto per il furto di un portafoglio
> quanto per omicidio) ha una diretta discendenza dal positivismo
> ottocentesco che ha portato ad affermarsi il concetto di
pericolosit
> sociale, tuttora operante e alla base di queste moderne
istituzioni
> psichiatrico-giudiziarie, come di tanti altri luoghi e procedure:
lager
> nazisti, CIE (Centri di Identificazione ed Espulsione), campi rom,
> misure di sorveglianza speciale
>
> Da questi esempi facile capire come letichetta di pericoloso

> socialmente venga affibbiata agli individui pi per il loro status


> (folle, ebreo, omosessuale, rom, handicappato, immigrato
irregolare,
> oppositore politico e sociale) che per le loro azioni concrete. In
> particolare chi finisce nelle REMS non sconta un periodo di
detenzione
> con intenti punitivi come nella carcerazione ordinaria, ma viene
recluso
> per disinnescarne la pericolosit, riportando nella norma i suoi
> comportamenti deviati.
> I metodi usati per raggiungere questo scopo sono gli stessi
utilizzati
> dalla psichiatria nei reparti ospedalieri (SPDC) e nelle cliniche e
case
> di cura psichiatriche. Lunica reale differenza che nelle REMS
pi
> difficile monitorare e raccontare quello che accade, perch sono
> strutture detentive dove laccesso di esterni e luscita di
informazioni
> ancora pi difficile rispetto ad ospedali e cliniche civili. Lo
> strumento principe delle prigioni psichiatriche la
psicofarmacologia
> che permette un controllo quasi totale sui movimenti e sui
comportamenti
> di chi vi sottoposto attraverso lassunzione orale o l'iniezione di
> molecole psicoattive in grado di agire sui neurotrasmettitori
inibendo o
> alterando il loro funzionamento. Queste sostanze danno un
fortissima
> dipendenza e causano danni enormi allorganismo di chi li
assume gi
> dopo pochi mesi, rovinando lesistenza e la salute di chi
obbligato a
> prenderli, riducendone laspettativa di vita. Altri strumenti ancora
in
> uso nei reparti come nelle REMS sono la contenzione fisica
tramite lacci
> che assicurano il malato al letto per molte ore se non per giorni

e
> giorni e lelettroshock, terribile pratica psichiatrica che viene
> tuttora utilizzata in diverse strutture pubbliche e private.
>
> In molte regioni le REMS sono state da poco aperte e cominciano
a
> operare, ad oggi la Regione Piemonte, ente preposto alla loro
apertura e
> gestione non ha ancora aperto nessuna struttura ma si sta
limitando ad
> affittare dei posti nellex OPG trasformato in REMS di Castiglione
delle
> Stiviere ed a utilizzare provvisoriamente la clinica San Michele di
Bra.
> Questo posto stato svuotato negli scorsi mesi per far posto ai
> detenuti piemontesi in arrivo dallOPG di Castiglione delle
Stiviere. La
> Regione Piemonte da ormai un anno sta prendendo tempo e non
sembra
> ancora aver trovato soluzioni definitive per collocare le sue due
REMS.
> Questo il momento migliore per contestare e contrastare
lapertura di
> queste strutture ma soprattutto la legge e il sistema sociale che
le
> prevedono e che non possono farne a meno.
> Siamo tutti pericolosi socialmente se questa la societ in cui ci
> obbligano a vivere! Contro tutte le REMS e tutte le carceri,
solidariet
> a chi lotta contro la psichiatria, solidariet a chi tenta di evadere
> Mai pi manicomi! No alle Rems n qui n altrove
> A Bra, da qualche mese, c una nuova prigione. Si chiama
REMS. In altre
> epoche le chiamavano gabbie dei matti, i posti dove si
seppellivano
> vivi uomini e donne che avevano perso la ragione, che non
sapevano
> quello che facevano. Oggi i nomi sono cambiati ma la sostanza

resta.
> Le REMS sono posti dove ti chiudono,ti drogano e ti legano per
farti
> tornare normale. Per lo Stato italiano chi non normale
> pericoloso. Al di l di quello che fa, ma per quello che . Con
questi
> argomenti il terzo Reich giustificava lo sterminio dei folli. E di tutti
> gli altri fuori norma.
>
> Collettivo Antipsichiatrico Francesco Mastrogiovanni di Torino
>
> Le riunioni del Collettivo antipsichiatrico Francesco
Mastrogiovanni
> si tengono presso la federazione anarchica torinese ogni marted
alle 21
> in corso Palermo 46
> telefono antipsichiatrico: 345 61 94 300
>
> Per contatti: antipsichiatriatorino@inventati.org