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LE INTERDIPENDENZE ECONOMICHE 7

Come si osservato nel capitolo 3, il dibattito sullequilibrio economico generale


rimasto confinato in un framework esclusivamente teorico fino alla met del XX secolo.
Lo studio del funzionamento del sistema economico in prospettiva quantitativa, a
partire da quella data, stato reso possibile dagli sviluppi dellanalisi delle
interdipendenze economiche e dalle nuove metodologie di trattamento ed
elaborazione delle informazioni.
I modelli di equilibrio economico generale computabile sono ampiamente
diffusi per la stima dellimpatto sul sistema economico di mutamenti politici,
tecnologici, demografici, ambientali. Un modello CGE si articola in un insieme di
equazioni che descrivono il funzionamento del mercato del lavoro, dei capitali e dei
beni finali, una matrice di interdipendenze economiche o di contabilit sociale e un
insieme di parametri che specificano le reazioni delle variabili endogene agli impatti
esogeni. Di solito le ipotesi alla base delle equazioni del modello si ispirano alla teoria
neoclassica, nel senso che si assume un comportamento massimizzante da parte di
produttori e consumatori. Questo non impedisce naturalmente a molti modelli CGE
di conferire maggiore realismo allanalisi ipotizzando mercati caratterizzati da
competizione imperfetta e presenza di esternalit.
La tavola delle interdipendenze economiche
La tavola delle interdipendenze economiche TEI da adesso in poi consente di avere sotto gli occhi,
opportunamente raccolte e classificate, tutte le transazioni su beni e servizi e sui fattori della produzione
che si sono verificate nel sistema in un dato periodo e tra i vari gruppi di operatori, sottolineando i loro
legami di interdipendenza. Linsieme delle unit produttive ripartito in branche di produzione
omogenea, secondo unarticolazione classificatoria uniforme per tutti i paesi dellUe. Lutilit della
tavola tanto pi elevata quanto maggiore la sua articolazione, e quindi quanto maggiore il numero
delle branche produttive prese in esame. Schematicamente la tavola costituita da una parte centrale, la
matrice vera e propria delle interdipendenze settoriali, in cui le branche compaiono due volte: in
fiancata, come branche di origine dei flussi di uscita o output delle risorse (produzioni e
importazioni); in testata, come branche di destinazione o di impiego, verso cui i flussi di risorse
convergono assumendo per le branche di impiego il significato di input, cio di beni e servizi acquisiti
per la trasformazione e utilizzati come consumi intermedi. Inoltre la tavola comprende un quadro degli
impieghi finali e quello dei fattori primari, entrambi disaggregati per branca. La tavola fornisce, per
colonna, la struttura media dei costi delle unit appartenenti alla branca cui intestata la colonna, e per
riga, la struttura media delle vendite alle branche di impiego da parte della branca cui riferita la riga;
pertanto, ogni azienda, confrontando dette strutture con quelle relative ai propri dati, pu derivare utili
indicazioni per orientare e perfezionare la gestione; b) essa consente, mediante specifici procedimenti
statistico-matematici, di stimare le ripercussioni sul livello di produzione e sui fabbisogni delle singole
branche provocate da modificazioni della domanda finale (consumi, investimenti, esportazioni); ci
permette di effettuare previsioni e di supportare decisioni di politica o di programmazione.
Fonte: Glossario ISTAT

LA TEI IN MERCATO CHIUSO 7.1


Si consideri un sistema economico chiuso, suddiviso in k branche produttive
{S1 , S 2 , K , S K } e in un settore finale S F , articolato nei due comparti dei consumi e degli investimenti. Ipotizziamo di indicare con x i la produzione vendibile o totale
della generica branca Si , che denomineremo output; con x ij la quota di produzione

che dalla branca Si affluisce alla branca S j per esservi utilizzata come input intermedio nel relativo processo produttivo; con z i la quota di produzione affluita al settore
finale, data dalla somma d i consumi c i e investimenti f i , assumendo per semplicit
che questi ultimi includano le variazioni di scorte; con y i il valore aggiunto ai prezzi
di mercato.
I vari flussi che sono riferiti tutti ad una unit di tempo, normalmente un anno
possono essere disposti in una tabella a doppia entrata come quella riportata in uno
schema come quello riportato nella Tabella 1.
TABELLA 1 - TAVOLA DELLE INTERDIPENDENZE SETTORIALI IN UN SISTEMA CHIUSO
Destinazione

Consumi

Investimenti

Totale impieghi

Settori finali
Totale impieghi
intermedi

Branche produttive

1
2

x11
x21

xi1

xk1

x12
x22

xi2

xk2

x1j
x2j

xij

xkj

x1k
x2k

xik

xkk

x1.
x2.

xi.

xk.

c1
c2

ci

ck

f1
f2

fi

fk

x1
x2

xi

xk

Totale costi
intermedi

x.1

x.2

x.j

x.k

x..

Valore
aggiunto

y1

y2

yj

yk

Produzione

x1

x2

xj

xk

Origine

Nella TEI, come detto in precedenza, possiamo individuare tre zone: a) un quadro centrale, di k righe e k colonne, in cui sono iscritti i flussi x ij relativi ai beni e
servizi intermedi scambiati tra branche, dove ogni flusso va considerato come un ricavo per la branca di origine e un costo per la branca di destinazione; chiaramente, se si
adotta il concetto di produzione vendibile, cio la produzione totale al netto dei
reimpieghi, gli elementi posti sulla diagonale principale risulteranno nulli, per cui si
avr che x ii = 0 ; b) una cornice verticale, nella sezione destra della tavola, in cui sono

registrati i flussi di beni e servizi che escono dal perimetro delle unit produttive per
entrare in quello delle famiglie come beni e servizi destinati a utilizzi finali; c) una cornice orizzontale, nella sezione inferiore della tavola, in cui sono registrati i flussi relativi alle remunerazioni dei fattori produttivi.
Leggendo la tavola nel senso delle righe, possiamo seguire come la produzione
di ogni singola branca o offerta totale si ripartisce fra impieghi intermedi, cio
quelli realizzati attraverso transazioni con le altre branche produttive, e impieghi finali, attraverso transazioni con gli utilizzatori finali. Per la generica branca Si possiamo pertanto scrivere la c.d. equazione di bilancio

kj =1 x ij + z i x i . + z i = x i

( 7.1 )

che esprime formalmente la ripartizione di cui sopra e, pi in generale, lequilibrio fra


domanda e offerta.
Leggendo la tavola nel senso delle colonne, si desume per ciascuna branca S j la
struttura dei costi di produzione, distinti in costi per lacquisto di beni e servizi intermedi forniti dalle varie branche di origine e impiegati nel processo produttivo
materie prime, ausiliarie, ecc. e costi dei fattori primari, costituiti dal lavoro, dal capitale e dallattivit imprenditoriale. Pu scriversi dunque lequazione dei costi:

ki=1 x ij + y j x . j + y j = x j

( 7.2 )

Per una qualsiasi branca, considerata simultaneamente sia come branca di origine
sia come branca di destinazione ( i = j = h ), confrontando la ( 7.1 ) e la ( 7.2 ) si ricava
lequazione di equilibrio dei flussi:

ks=1 x sh + y h ks=1 x hs + z h

( 7.3 )

che pu scriversi anche nella forma


x .h + y h x h . + z h

( 7.4 )

La ( 7.4 ) esprime luguaglianza fra la produzione della branca rappresentata al


primo membro della ( 7.3 ) o della ( 7.4 ) come somma degli input utilizzati e del
valore aggiunto ed i suoi impieghi intermedi e finali al secondo membro.
Naturalmente, possiamo scrivere k equazioni del tipo ( 7.1 ) ( 7.4 ), tante cio quante
sono le branche produttive considerate. Sommando le k equazioni di equilibrio
rispetto allindice h avremo che
x .. + y = x .. + z

( 7.5 )

in cui x .. sono i consumi intermedi totali che, figurando nella parte destra e in quella
sinistra della ( 7.5 ), rappresentano un duplicato. Semplificandoli si perviene
allimportante relazione
y =z

y =c + f

( 7.6 )

che indica come in un sistema economico chiuso agli scambi con lestero il costo dei
fattori primari o valore aggiunto pari alla spesa per impieghi finali.
Rispetto alle relazioni contabili gi esaminate trattando degli aggregati economici,
la TEI descrive in pi i flussi di entrata e di uscita che si verificano fra le imprese, cio
le mutue relazioni che intercorrono fra le branche produttive, consentendo perci
lanalisi dellintero mercato dei beni e servizi offerti e domandati.
Il quadro centrale della tavola, formato dalle prime k righe e colonne, in cui sono
evidenziati i flussi dei beni e servizi intermedi da ciascuna branca di origine a ciascuna branca di destinazione, costituisce la matrice inputoutput o matrice di Leontiev, dal nome delleconomista che per primo la introdusse ispirandosi alle idee gi
espresse nel XVII secolo da Quesnay nel Tableau conomique e alle teorie classiche
dellequilibrio economico successivamente elaborate da Walras e Pareto. La struttura
della tavola risulta di fondamentale interesse ai fini dellanalisi statistica del processo
produttivo, in quanto consente di mettere in luce le interdipendenze esistenti fra le diverse branche, ed in particolare i fabbisogni di input di ciascuna di esse, sia in termini
di fattori di produzione, sia in termini di prodotti e servizi offerti dalle altre branche.
La TEI in notazione vettoriale
Per ragioni di compattezza lanalisi inputoutput viene ormai tradizionalmente condotta utilizzando la
notazione vettoriale. Ipotizziamo di indicare con X la matrice quadrata di ordine k il cui generico elemento posto nelli-esima riga e j-esima colonna xij; con x, w, v, z, y, c, f i vettori colonna di ordine k
le cui generiche componenti i-esime sono rispettivamente: xi , xi. , x.i , zi , yi , ci ed fi ; con u il vettore colonna unitario di ordine k.
Possiamo pertanto esprimere le relazioni ( 7.1 ) ( 7.6 ) nel modo seguente:

Xu + z w + z = x
X Tu + y v + y = x
X T u + y = Xu + z
v+y =w +z
u T X T u + u T y = u T Xu + zu
u T y = zu
nelle quali la matrice ed i vettori trasposti (vettori riga) sono stati indicati con lo stesso simbolo della
matrice e dei vettori originari seguiti per da un apice.

I COEFFICIENTI DI PRODUZIONE E DI MERCATO 7.2


I coefficienti diretti di produzione. I flussi che figurano nella tavola possono
essere espressi sia in unit fisiche sia in termini monetari. Concettualmente lo schema
di Leontiev presuppone che ogni branca produca un solo bene: il numero delle branche dovrebbe essere uguale, perci, a quello dei beni e servizi; ma nella costruzione
concreta di tavole inputoutput inevitabile laggregazione, che , di norma, effettuata
definendo raggruppamenti omogenei in relazione alla natura merceologica dei beni e
servizi prodotti, o alle materie prime impiegate, o alle caratteristiche del processo produttivo, impostazione questultima privilegiata dal SEC. Di conseguenza le grandezze
iscritte nella tavola vengono solitamente espresse in termini di valore, in quanto
laggregazione possibile soltanto esprimendo in unit monetarie i flussi fisici. Indicando una tavola espressa in termini fisici con simboli asteriscati e ipotizzando, fra le
varie possibili, una relazione tecnologica di tipo proporzionale fra gli input e loutput
di una particolare branca, pu scriversi che
x ij* = a *ij x *j

( 7.7 )

in cui x ij* la quantit del prodotto di Si usato come input nella branca S j e incorporato nella produzione di questultima: il parametro a ij* viene denominato coefficiente tecnico.
Il coefficiente tecnico misura il grado di dipendenza tra le due branche di origine e
destinazione, esprimendo la quantit dellinput i.mo necessaria per ottenere ununit di
produzione della branca S j : ad esempio, la quantit di petrolio necessaria per ottenere
un litro di benzina; tradotto in percentuale ad esempio il 20% il coefficiente
tecnico esprime il fatto tecnologico che la branca S j attinge dalla branca Si il 20%
dei materiali e servizi necessari per la sua produzione.
In notazione matriciale, linsieme di relazioni ( 7.7 ) pu essere scritto come

X* = A * < x* >

( 7.8 )

nelle quali A * la matrice dei coefficienti tecnici a ij* ( i,j = 1,...,k ) e < x * > la matrice diagonale i cui elementi sono tutti nulli salvo quelli situati sulla diagonale principale
che corrispondono, ordinatamente, alle componenti del vettore degli output x* .
Le colonne della matrice dei coefficienti tecnici

A * = X * < x * > 1

( 7.9 )

rappresentano i processi produttivi (le ricette di produzione) delle singole branche


in termini fisici e descrivono lo stato della tecnologia del sistema economico considerato. Nella [6.15] si indicato con il simbolo < x * > 1 linversa della < x * > .

Concretamente le tavole sono espresse in termini di valore. I coefficienti che esprimono la proporzionalit fra input e output sono denominati coefficienti di spesa
o coefficienti diretti di produzione e indicano il numero di unit monetarie della
produzione della branca Si necessarie per ottenere ununit monetaria della produzione della branca S j . Indicando con pi il prezzo per unit (fisica) di output della
branca Si e con a ij i coefficienti di spesa, questi ultimi possono esprimersi, tenendo
conto della ( 7.7 ), come segue:

x ij = pi x ij* = pi a ij* x *j
= pi a *ij

pj
pj

x *j =

pi *
a ij x j
pj

( 7.10 )

= a ij x j
o anche, denotando con A la matrice dei coefficienti di spesa e con p il vettore dei
prezzi unitari:
X =< p > X * =< p > A * < x * >=
=< p > A * < p > 1 < x >=

( 7.11 )

=A<x>

Al solito, i simboli tra recinti angolari indicano matrici diagonali. Come immediato desumere, la matrice dei coefficienti di spesa A =< p > A * < p > 1 dipende sia dalla tecnologia sia dal sistema dei prezzi relativi.
La nozione di coefficiente di spesa pu riguardare, naturalmente, anche i fattori
produttivi, indicando in tal caso quante unit monetarie di lavoro, di capitale e di attivit imprenditoriale (e cio, complessivamente, di valore aggiunto) sono necessarie per
produrre una unit monetaria della produzione che caratterizza il branca S j .
I coefficienti di mercato. A partire dalle informazioni contenute nella tavola
possibile calcolare altri rapporti di notevole interesse per lanalisi economica. Dividendo, ad esempio, i valori delle caselle di una riga per il totale degli impieghi della riga
stessa, si ottengono rapporti del tipo

bij =

x ij
xi

( 7.12 )

si ottengono quozienti denominati coefficienti di mercato che esprimono la


struttura delle vendite della branca cui la riga si riferisce, e cio il grado di dipendenza rispetto ai branche acquirenti dei suoi prodotti.
La matrice dei coefficienti di mercato
B = < x > 1 X

( 7.13 )

indipendente dal sistema dei prezzi relativi. Infatti

< x > 1 X =< px * > 1 < p > X * =


=< x * > 1 < p > 1 < p > X * =
=< x >

( 7.14 )

B dipende sia dallo stato della tecnologia sia dai livelli relativi degli output
di branca. Infatti da
< B > = < x * > 1 X *

( 7.15 )

in virt della ( 7.8 ) si perviene alla relazione seguente:


< B > = < x * > 1 A * < x * >

[6.22]
Esempio 7.1

Consideriamo un sistema economico articolato nelle tre branche produttive dellagricoltura, dellindustria e delle altre attivit. Riferendoci al concetto di produzione lorda vendibile intesa come produzione totale al netto dei reimpieghi la tavola delle interdipendenze economiche potrebbe articolarsi
nel modo seguente:
Destinazione
Impieghi intermedi

Origine
Agricoltura
Agricoltura
Industria
Altre attivit
Totale
costi
intermedi
Valore
aggiunto
Produzione
lorda
vendibile

Industria

Altre
attivit

Totale
impieghi
intermedi
100
110
110

0
10
60

80
0
50

20
100
0

70

130

120

320

80

70

40

190

150

200

160

510

Impieghi
finali

Totale
impieghi

50
90
50

150
200
160

190

510

Procediamo al calcolo dei coefficienti diretti di produzione. Ricordando che in generale

a ij =

x ij
xj

agevole verificare che


0,000 0,400 0,125
A = 0,067 0,000 0,625
0,400 0, 250 0,000

Linterpretazione delle informazioni contenute in A intuitiva. Ad esempio, con riferimento


allagricoltura, il 46,7 per cento dei costi imputabile allimpiego di input intermedi forniti dalle altre
branche produttive, di cui il 6,7 per cento dall'industria ed il 40 per cento dalle altre attivit.

Esempio 7.1
Possiamo adottare lo stesso schema per calcolare i coefficienti diretti di produzione riferiti ai fattori
produttivi. Osservando che

ya j

yj
xj

otteniamo il vettore riga dei coefficienti di spesa relativi ai fattori primari


yA

= 0,530 0,250 0,250

Sempre con riferimento allagricoltura, il primo elemento di yA ci dice che nella struttura dei costi di
produzione della branca dellagricoltura il 53 per cento imputabile a remunerazione dei fattori primari
(lavoro, capitale, terra, attivit imprenditoriale).
Quanto ai coefficienti di mercato, ricordando che
b ij =

x ij
xi

con riferimento agli impieghi intermedi avremo che


0,000 0,533 0,133
B = 0,050 0,000 0,500
0,375 0,312 0,000

mentre con riferimento agli impieghi finali potremo costruire il seguente vettore colonna:
0,333
F B = 0, 450
0,312

ad esempio, con riferimento allindustria, il 45 per cento della produzione viene destinato a soddisfare la
domanda finale, mentre la parte restante viene utilizzata dalle altre branche come materia prima o ausiliaria, di cui il 5 per cento dall'agricoltura ed il 50 per cento dalle altre attivit.

LE INTERDIPENDENZE IN UN SISTEMA APERTO 7.3


La tavola delle interdipendenze economiche di mercato aperto. Lo schema
di mercato chiuso esaminato nel precedente paragrafo appare utile da un punto di vista concettuale, ma non realistico, in quanto nelle moderne economie aperte agli
scambi con lestero i rapporti con il Resto del mondo assumono grande rilevanza. La
TEI pu essere estesa al caso di un sistema aperto semplicemente considerando per
ciascuna delle branche prese in esame, le corrispondenti branche del Resto del mondo.
Ci equivale in primo luogo a inserire le esportazioni nella cornice verticale, in modo
che gli impieghi finali siano costituiti da consumi, investimenti ed esportazioni; e in
secondo luogo a considerare nelle branche di origine, accanto ai dati di produzione
interna, le importazioni, che contribuiscono a formare le rispettive risorse.
Destinazione
Branche produttive

x1j
m1j
r1j

xkj
mkj
rkj

x1k
m1k
r1k

xkk
mkk
rkk

x1.
m1.
r1.

xk.
mk.
rk.

c
c
c1

xcK
mcK
cK

f
f
f1

xfK
mfK
fK

e
e
e1

xeK
meK
eK

x 1

m 1

x 1

m 1

x 1

m 1

Totale impieghi
finali

Esportazioni

Investimenti

x11
m11
r11

xk1
mk1
rk1

Consumi

Totale impieghi
intermedi

Origine

Settori finali

z
z
z1

xzk
mzk
zk
x 1

m 1

Totale impieghi

TABELLA 2 - TAVOLA DELLE INTERDIPENDENZE SETTORIALI IN UN SISTEMA APERTO

x1
m1
r1

xk
mk
rk

Totale costi
intermedi

x.1

x.j

x.k

x..

x .

x .

x .

x .

m.1

m.j

m.k

m..

m .

m .

m .

m .

r.1

r.j

r.k

r..

Salari e stip. lordi


Oneri sociali

y11
y21

y1j
y2j

y1k
y2k

y1.
y2.

Altri redditi

y31

y3j

y3k

y3.

Ammortamenti

y41

y4j

y4k

y4.

Valore aggiunto

y.1

y.j

y.k

Produzione totale

x1

xj

xk

Importazioni

m1

mj

mk

Totale risorse

r1

rj

rk

Nel caso di TEI di mercato aperto, in ciascuna cella del quadro centrale e della
riga dei relativi totali colonna figurano tre dati: il primo, x ij , si riferisce alla
produzione interna; il secondo, m ij , alle importazioni, ed il terzo, rij = x ij + m ij , alla
loro somma. Ovviamente sar necessario aggiungere nella cornice orizzontale, dopo i
fattori primari, unaltra riga riguardante le importazioni complessive branca per
branca, in modo da completare le informazioni relative alle informazion che, nel
quadro centrale, si riferiscono esclusivamente agli input intermedi, e non alle
importazioni che affluiscono ai settori finali.
Leggendo la tavola nel senso delle righe, possono scriversi, per la generica branca
Si le seguenti relazioni:
Produzione interna
x ij + x z i = x i

[6.23]

importazioni
m ij + m z i = m i

[6.24]

risorse disponibili:

rij + z i = m i
j

[6.25]

mentre leggendola nel senso delle colonne, pu scriversi per la generica branca Sj la seguente equazione dei costi:
[6.26]
rij + y li + m j = r j
i

Pertanto, per una qualsiasi branca Sh, considerata sia come branca di origine sia come
branca di destinazione (i = j = h), confrontando la [6.23] e la [6.24] si ricava l'equazione di
equilibrio dei flussi:
r.h + y.h + m h = rh. + z h
[6.27]
Poich risulta per la produzione:
x h = r. h + y.h
[6.28]
la [6.27] pu scriversi nella forma:
x h + m h = rh. + z h
[6.29]
la quale esprime luguaglianza fra le risorse disponibili della branca (rappresentate dal primo membro, cio dalla somma della produzione e delle importazioni) ed i relativi impieghi
intermedi e finali (rappresentati dal secondo membro). Dalla [6.27], sommando rispetto all'indice h si ottiene:
r + y + m = r + z
[6.30]
da cui, semplificando, si perviene alla relazione:
y + m = z c + f + e
[6.31]
la quale esprime che, in un sistema economico aperto, le risorse disponibili, costituite dal
prodotto interno lordo e dalle importazioni, eguagliano la domanda per usi finali, costituita
da consumi, investimenti ed esportazioni.
1.1

I coefficienti di spesa
evidente che per la tavola ora descritta, riguardante un sistema economico aperto,
possono calcolarsi tre matrici di coefficienti di spesa, mettendo in relazione alla produzione
xj della branca Sj sia gli input xij intermedi di origine interna, sia gli input di importazione
mi j, sia il totale dei due flussi rij:

matrice dei coefficienti diretti degli input di produzione interna:


x ij
1
[6.32]
=X x
x A =[ x a ij] =
x j
matrice dei coefficienti diretti degli input d'importazione:
mij
1
[6.33]
=M x
m A =[ m a ij] =
x j
matrice dei coefficienti diretti complessivi:
x ij + mij
1
[6.34]
=[ x a ij+ m a ij] = ( X + M ) x
r A =[ r a ij] =
x
j

Per ciascun branca possono inoltre calcolarsi i coefficienti diretti degli input primari:
yij
1
[6.35]
y A =[ y a ij] = = Y x
x j
con riferimento a ciascuna delle componenti del valore aggiunto (salari e stipendi, oneri sociali, altri redditi, ammortamenti, imposte indirette).
La stabilit nel tempo dei coefficienti di spesa dipende da numerosi fattori, fra cui l'omogeneit delle branche, le variazioni del mix, e cio le variazioni della loro struttura interna, le modificazioni delle caratteristiche tecnologiche delle varie branche produttive, l'importanza delle economie di scala, il grado di sostituibilit dei beni e dei fattori, e via dicendo.
Tuttavia, tali fattori presentano nel tempo una notevole inerzia, per cui in prima approssimazione i coefficienti di spesa praticamente possono considerarsi sufficientemente costanti, almeno per un periodo di duetre anni.

Tecniche fondamentali di analisi inputoutput

2.1

Determinazione dei livelli di produzione


Uno degli usi pi interessanti delle tavole inputoutput riguarda la previsione dei livelli
di produzione delle singole branche in corrispondenza a prefissati livelli della loro domanda
finale. Leggendo per riga lo schema della tavola e eguagliando per ciascuna branca la
somma dei prodotti destinati a usi intermedi e finali alla produzione, si ottengono le k equazioni:
x i = x ij + x z i
(i = 1, 2, . . . k)
[6.36]
j

o, in forma pi compatta:
x = Xu+ x z
[6.37]
Tenendo conto dei coefficienti diretti degli input di produzione forniti dalla [6.32] si ricava:
X= x A x
[6.38]

sostituendo questa relazione nella [6.37] e tenendo presente che x u = x si ottiene:


x = x Ax+ x z
cio
( I x A) x = x z
Scrivendo per intero le k equazioni, si perviene al seguente sistema lineare:
(1 x a11) x1 x a12 x 2 ... x a1k x k = x z1
x a 21 x1 + (1 x a 22) x 2 ... x a 2 k x k = x z 2

[6.39]
[6.40]

..................................................................
[6.41]
x a k1x1 x a k 2 x 2 ... + (1 x a kk ) x k = x z k
Si supponga ora di disporre dei coefficienti di spesa xaij calcolati con riferimento ad un
determinato anno t*: essi, come accennato, possono essere considerati costanti negli anni
immediatamente successivi. Se si vogliono tentare delle previsioni, ad esempio per lanno
t* + 1, i coefficienti in questione possono essere inseriti nelle [6.41], ottenendo cos un sistema di k equazioni in 2k incognite, costituite dai livelli di produzione delle k branche, cio
x1, x2, xk, e dai rispettivi livelli della domanda finale, cio xz1, xz2, xzk. Se si prefissano quindi i valori delle variabili xi (livelli di produzione delle branche) per lanno t* + 1, il
sistema immediatamente risolubile nelle incognite xzi (impieghi finali delle branche), che
in tal modo restano determinate in maniera univoca.
per pi frequente considerare come variabili le xzi, i cui livelli possono essere ricavati autonomamente con procedimenti indipendenti, o prefissati come obiettivi da raggiungere; in tal caso le incognite sono costituite dai livelli di produzione xi. Si pu dimostrare
che il sistema [6.41] ammette sempre ununica soluzione:

x = ( I x A) 1 x z

[6.42]

Indicando con Aij gli elementi della matrice inversa (I x A) 1 , la [6.42] pu essere riscritta in termini scalari:
[6.43]
x i = Aij x z j
j

Dalla [6.43] si deduce che il livello di produzione di ciascun branca corrisponde ad una
combinazione lineare dei livelli della domanda finale di tutte le branche. Gli elementi Aij
della matrice inversa, desumibili dalla [6.42], sono denominati coefficienti di attivazione.
Dalla [6.43] si ricava altres:
xi
= Aij
[6.44]
xz j
da cui segue un chiaro significato economico del coefficiente di attivazione: esso misura la
variazione della produzione della branca Si corrispondente ad una variazione unitaria della
domanda finale della branca Sj ed esprime, quindi, il fabbisogno addizionale dei beni prodotti dalla branca Si, determinato, direttamente o indirettamente, da un incremento unitario
della domanda finale dei beni prodotti della branca Sj; i coefficienti Aij sono perci designati anche coefficienti di fabbisogno diretto e indiretto. Infatti, gli impulsi posti in essere dalla
domanda finale di beni prodotti da una data branca si riflettono e si diffondono in tutte le
branche con effetti moltiplicativi di contagio; il meccanismo di diffusione diretta e indiretta
determina, in definitiva, una situazione di equilibrio espresso appunto dai k2 coefficienti di
attivazione rappresentati nella seguente matrice:
Somma

Origine

Destinazione
A11
A21
A31

Ak1

A12
A22
A32

Ak2

A1 k-1
A2 k-1
A3 k-1

Ak k-1

A1k
A2k
A3k

Akk

Somma

A.1

A.2

A. k-1

A. k

A1.
A2.
A3.

Ak.

La somma:
A1 j + A 2 j + . . . + A k j = A .j

[6.45]

dei coefficienti di attivazione riferiti, nel senso delle colonne, ad una stessa branca Sj, esprime il totale degli aumenti di produzione di natura intermedia richiesti a se stessa ed alle
altre branche per soddisfare ununit di domanda finale dei prodotti che lo riguardano. Analogamente la somma:

A i 1 + A i 2 + . . . + A i k = A i.
[6.46]
dei coefficienti di attivazione riferiti, nel senso delle righe, ad una stessa branca Si, indica
lincremento della produzione di natura intermedia della branca in esame, corrispondente
ad un aumento unitario della domanda finale di beni prodotti da tutte le branche. Il discorso
pu essere proseguito determinando il fabbisogno di importazioni e di fattori primari corrispondenti ad una prefissata domanda finale.

2.2

Esempio di determinazione dei livelli di produzione


Allo scopo di rendere operativi i concetti appena illustrati, consideriamo la tavola
inputoutput costruita dallIstat per il 1981, opportunamente ridotta a sei branche (Tab. 4).
Tabella 3 - Tavola delle interdipendenze settoriali, Italia 1981
Destinazione

Industria

Costruzioni ed opere
pubbliche

Servizi destinabili alla


vendita

Servizi non destinabili


alla vendita

Totale impieghi
intermedi

Consumi

Investimenti lordi

Esportazioni

Totale impieghi finali

Totale impieghi

14.557

12

1.319

1.359

27.938

12.163

-61

2.487

14.589

42.527

6.538

94

18

7.651

948

-106

846

8.497

21.095

13

1.413

1.377

35.589

13.111

-45

2.491

15.557

51.146

64.689

Agricoltura

Origine

1. Agricoltura

2. Energia

3. Industria

4. Costruzioni ed opere pubbliche

5. Servizi destinabili alla vendita

6. Servizi non destinabili alla vendita

X 10.688
M 1.000
R 11.688

Impieghi finali

Energia

Impieghi intermedi

X
M
R

1.012

7.981

17.209

844

11.563

4.788

43.397

17.033

-360

4.619

21.292

19

33.679

890

10

1.738

62

36.398

510

-506

16

20

36.418

1.031

41.660

18.099

854

13.301

4.850

79.795

17.543

-146

4.635

22.032

101.827

X
M
R

5.617

1.258

93.798

14.838

17.189

10.371

143.071

78.800

25.168

73.929

177.897

320.968

1.246

1.330

31.561

1.355

3.554

884

39.930

13.624

11.840

25.464

65.394

6.863

2.588

125.359

16.193

20.743

11.255

183.001

92.424

37.008

73.929

203.361

386.362

X
M
R

16

342

1.035

235

4.159

4.572

10.359

263

43.821

44.084

54.443

16

342

1.035

235

4.166

4.572

10.366

263

43.821

44.084

54.443

X
M
R

2.692

1.921

30.754

4.222

49.875

3.240

92.704

122.357

3.723

17.297

143.377

236.081

19

178

2.907

16

3.189

49

6.358

66

66

6.424

2.711

2.099

33.661

4.238

53.064

3.289

99.062

122.423

3.723

17.297

143.443

242.505

X
M

3.082

3.082

81.673

121

81.794

84.876

R
7. Totale costi per materiali e servizi

3.082

3.082

81.673

121

81.794

84.876

X 20.025
M 2.284
R 22.309

11.505

157.353

20.151

84.105

27.412

320.551

312.289

73.011

98.453

483.753

804.304

35.187

41.896

1.382

8.582

1.013

90.344

15.148

11.439

20

26.607

116.951

46.692

199.251

21.533

92.687

28.425

410.897

327.437

84.450

98.473

510.360

921.257

8. Valore aggiunto

24.484

8.867

110.112

29.282

138.962

56.525

368.232

9. Produzione effettiva

46.793

55.558

309.363

50.815

231.648

84.950

779.127

10. Imposte nette sulla produzione

-1.125

10.147

8.146

3.627

4.383

25.178

11. Produzione a prezzi dpart-usine

45.668

65.705

317.509

54.442

236.031

84.950

804.305

12. Trasferimenti di produzione

-3.141

-294

3.456

50

-71

13. Produzione distribuita

42.527

65.411

320.965

54.442

236.081

84.879

804.305

8.235

36.160

61.415

6.421

112.238

474

257

3.979

4.714

8.709

36.417

65.394

6.425

116.952

51.236

101.828

386.359

54.449

242.506

84.879

921.257

14. Importazioni CIF


15. Imposte su importazioni
16. Importazioni dpart-douane
17. Risorse disponibili

Come primo passo, procediamo alla costruzione della matrice dei coefficienti di spesa
per gli input di produzione interna. Ad esempio, applicando la [6.32], xa11 viene calcolato
nel modo seguente:
x11 = 10.688 = 0,2340
[6.47]
x1 45.668
Al numeratore compare la produzione che dalla branca i affluisce alla branca j nel
caso di x11 si tratta, come facile accorgersi, della quota di produzione agricola reimpiegata allinterno della stessa branca , mentre al denominatore il totale della produzione a
prezzi dpartusine, registrato alla riga 11 della tavola. Ripetendo questa operazione per
tutti gli input intermedi di produzione interna, otteniamo la matrice dei coefficienti tecnici:
0,2340 0,0000 0,0458 0,0002 0,0056 0,0160
0,0222 0,1215 0,0542 0,0155 0,0490 0,0564

0,1230 0,0191 0,2954 0,2725 0,0728 0,1221


[6.48]

xA =
0,0004 0,0052 0,0033 0,0043 0,0176 0,0538
0,0589 0,0292 0,0969 0,0776 0,2113 0,0381

0,0000 0,0000 0,0000 0,0000 0,0000 0,0363


x a 11 =

Il lettore pu verificare che le somme per colonna in xA sono inferiori allunit. Infatti,
tale somma rappresenta il costo parziale dellinput intermedio necessario per produrre una
lira del bene o servizio, quindi chiaro che se tale somma fosse superiore allunit la produzione risulterebbe economicamente ingiustificata. Portando avanti il ragionamento, altrettanto chiaro che la differenza tra questo totale parziale e lunit rappresenta la remunerazione dei fattori primari in altri termini, il peso del valore aggiunto sul totale della produzione a prezzi dpartusine .
Sostituendo la matrice cos calcolata nella relazione [6.39] e riordinando i termini del sistema, come descritto in [6.40],
otteniamo la seguente relazione in forma matriciale:
( I x A)x= x Z

dove i termini della matrice ( I xA) sono ricavati sottraendo ad ogni termine di una matrice diagonale del tipo:

1
0

0
I=
0
0

0
1
0
0
0
0

0
0
1
0
0
0

0
0
0
1
0
0

0
0
0
0
1
0

0
0
0

0
0

i corrispondenti termini della matrice xA. Otteniamo quindi la matrice tecnologica:

0,7660
0,0222

0,1230
( I x A) =
0,0004
0,0589

0,0000

0,0000
0,8785
0,0191
0,0052
0,0292
0,0000

0,0458
0,0542
0,7046
0,0033
0,0969
0,0000

0,0002
0,0155
0,2725
0,9957
0,0776
0,0000

0,0056
0,0490
0,0728
0,0176
0,7887
0,0000

0,0160
0,0564
0,1221

0,0538
0,0381

0,9637
[6.49]

e potremo scrivere la relazione precedente, in forma esplicita, come:


0,0000
0,7660
0,0222
0,8785

0,1230 0,0191

0,0004 0,0052
0,0589 0,0292

0,0000
0,0000

0,0458
0,0542
0,7046
0,0033
0,0969
0,0000

0,0002
0,0155
0,2725
0,9957
0,0776
0,0000

0,0056
0,0490
0,0728
0,0176
0,7887
0,0000

0,0160
0,0564
0,1221

0,0538
0,0381

0,9637

x1 x z1


x 2 x z2
x3 x z3
[6.50]
=
x 4 x z4
x 5 z5
x
x 6 x z6

Il lettore noter che non abbiamo attribuito valori specifici alle produzioni di branca x o
alle domande finali xz. Lasciando infatti tali vettori in forma parametrica, possibile effettuare previsioni, ad esempio per lanno 1982, prefissando i valori delle variabili xi e risolvendo il sistema nelle incognite xzi, il che, in altri termini, equivale a prevedere la crescita
della domanda, dato un certo tasso di crescita dei livelli di produzione delle branche o, in
alternativa, fissando i livelli delle domande finali, determinate tramite previsioni al 1982
ottenute con metodi alternativi, e risolvere il sistema nelle incognite xi.
Nel primo caso, il problema si configura nella maniera seguente. Ipotizziamo di disporre di indagini, a livello di singole branche, che prevedono determinati livelli di produzione
per il 1982. Il vettore delle produzioni di branca previste per il 1982 sia:
49.321
72.275

339.734
[6.51]
x=

57.164
271.435

95.144
Ad esempio, il primo termine del vettore, x1, la produzione agricola a prezzi correnti
prevista per il 1982, x2 la produzione energetica prevista per lo stesso anno, e cos via.
Possiamo quindi inserire tale vettore nellequazione in forma matriciale e risolvere il sistema per xz. Avremo che:
x z = ( I x A)x

Se ( I xA) non singolare cio, se il suo determinante diverso da zero allora il


problema ha soluzione unica: i livelli della domanda saranno univocamente determinati risolvendo il sistema [6.50] nel quale si sostituito al generico valore x quello fornito dalla
[6.51].
Tuttavia, nella pratica, soprattutto a fini di programmazione, pi diffuso il secondo tipo di analisi che, dato un livello prefissato della domanda finale, individua i livelli di produzione. A tal fine, occorre determinare linversa1 della matrice tecnologica, ( I xA)1 che,
come si detto in precedenza, rappresenta la matrice dei coefficienti di attivazione. Nel nostro esempio, ( I xA)1 pari a:
1,3213 0,0028 0,0888 0,0261 0,0183 0,0355
0,0560 1,1436 0,1031 0,0524 0,0821 0,0871

0
,
2473
0
,
0392
1
,
4607
0
,
4120
0
,
1483
0
,
2203
( I x A) 1 =
[6.52]

0,0039 0,0070 0,0087 1,0087 0,0238 0,0589


0,1316 0,0481 0,1907 0,1537 1,2929 0,0889

0,0000 0,0000 0,0000 0,0000 0,0000 1,0376


Consideriamo, dunque, un vettore di domanda finale xz, riferito al 1982:
16.777
25.550

192.129
[6.53]

xz =
46.288
169.185

94.063
In tal caso le incognite sono costituite dai livelli di produzione xi. Anche in questo caso,
si pu dimostrare che il sistema ammette sempre ununica soluzione del tipo:
x = ( I x A) 1 x z

Moltiplicando la matrice dei coefficienti di attivazione per il vettore colonna delle previsioni di domanda, otteniamo i livelli di produzione delle sei branche per il 1982:
46.954
74.485

350.670
x=
[6.54]

58.173
274.290

97.604
Passando al commento dei risultati, innanzitutto procediamo al confronto tra tassi di
variazione dei livelli di domanda e quelli dei livelli di produzione. Possiamo quindi costruire una tabella come quella seguente:
Tabella 4 - Confronto tra le variazioni nei livelli di domanda e quelle nella produzione, dati in miliardi di
lire correnti
Branche

Agricoltura
Energia
Industria

1981
14.589
21.292
177.897

Livelli di domanda
1982
16.777
25.550
192.129

%
0,15
0,20
0,08

1981
45.668
65.705
317.509

Livelli di produzione
1982
46.954
74.485
350.670

%
0,03
0,13
0,10

Per invertire la matrice, nel caso di dimensioni superiori a (33), necessario utilizzare appositi software matematici. Inoltre, anche le ultime versioni di uno dei pi diffusi fogli di calcolo, ExcelTM della Microsoft Corporation, incorporano interessanti funzioni per il calcolo delle matrici inverse e di quelle prodotto.

Costruzioni
Servizi v.
Servizi non v.
Totale

44.084
143.377
81.794
483.033

46.288
169.185
94.063
543.993

0,05
0,18
0,15
0,13

54.442
236.031
84.950
804.305

58.173
274.290
97.604
902.176

0,07
0,16
0,15
0,13

I livelli di produzione che otteniamo risolvendo il precedente sistema in forma matriciale hanno una doppia interpretazione. Si pu, in primo luogo, interpretare i livelli di produzione x come quei livelli di output che garantiscono la soddisfazione integrale, da parte
della struttura produttiva, degli incrementi nella domanda finale, nonch quelli indiretti
da parte delle altre branche e generati dal predetto aumento nelle componenti finali della
domanda ( per questo che i coefficienti di attivazione vengono anche denominati coefficienti di fabbisogno diretto ed indiretto). Da un punto di vista meno intuitivo, come si
detto in precedenza, possiamo interpretare i predetti livelli di produzione come particolari
combinazioni lineari dei livelli di domanda, con pesi rappresentati dai coefficienti di attivazione e, quindi, completamente dipendenti da quei parametri.
Come si evince dalla lettura della Tab. 5, un aumento della domanda finale pari in media al 13% ha effetti assai diversi sui livelli di produzione. Consideriamo, ad esempio, la
branca dellagricoltura. Un aumento della domanda in termini monetari di prodotti agricoli
del 15% pu essere soddisfatto da un aumento della produzione pari al 3%. Un aumento
nella domanda di prodotti energetici pari al 20%, a sua volta, richiede un aumento di produzione del 13%. Infine, un aumento del 15% nella domanda di servizi non destinabili alla
vendita e cio, tipicamente, i servizi della Pubblica amministrazione richiede un aumento esattamente del 15% nei livelli di produzione.
verosimile ritenere che la maggior parte della produzione in valore della branca
dellagricoltura affluisca al settore industriale per essere trasformata dallindustria alimentare, mentre una percentuale relativamente modesta delloutput agricolo affluisce direttamente ai settori finali. Infatti, verificando la destinazione delloutput agricolo nel 1981, si evince che, a fronte di un 61% di produzione assorbita dalle altre branche, soltanto il 27% affluisce ai settori finali. Di conseguenza, un aumento nella domanda finale di prodotti agricoli pu essere compensato da incrementi relativamente modesti nella produzione, mentre
un aumento della domanda di generi alimentari avr sicuramente conseguenze ben pi importanti per i livelli di produzione agricola. Il caso dei prodotti energetici , a prima vista,
parzialmente simile, in quanto una frazione relativamente elevata della produzione pari al
26% viene consumata dalle famiglie, contro il 66% destinato a consumi intermedi. Tuttavia, un aumento nei fabbisogni energetici dei settori finali richieder un aumento della produzione pi elevato in termini percentuali. Infine, per quanto riguarda la branca dei servizi
non destinabili alla vendita, questi affluiscono tipicamente e per la quasi totalit ai settori
finali, quindi un aumento della domanda per i beni prodotti da questa branca richieder un
aumento nella produzione della stessa entit.
Pu essere interessante indagare pi nel dettaglio questa diversit di reazione delle
strutture produttive di branca nei confronti di incrementi percentuali analoghi nella domanda finale. Un primo strumento di analisi la successiva Tab. 6 costruita utilizzando, sostanzialmente, linversa della matrice tecnologica.
Tabella 5 - Analisi degli effetti di "contagio"
Somma

Origine

Destinazione

1,3213
0,0560
0,2473
0,0039
0,1316
0,0000

0,0028
1,1436
0,0392
0,0070
0,0481
0,0000

0,0888
0,1031
1,4607
0,0087
0,1907
0,0000

0,0261
0,0524
0,4120
1,0087
0,1537
0,0000

0,0183
0,0821
0,1483
0,0238
1,2929
0,0000

0,0355
0,0871
0,2203
0,0589
0,0889
1,0376

Somma

1,7601

1,2406

1,8521

1,6529

1,5654

1,5283

1,4928
1,5243
2,5278
1,1109
1,9059
1,0376

Gli impulsi determinati dalla domanda finale di beni prodotti da una data branca si riflettono e si diffondono in tutte le altre branche con effetti moltiplicativi di contagio; il
meccanismo di diffusione diretta e indiretta crea, come si detto in precedenza, una situazione di equilibrio espresso appunto dai k2 coefficienti di attivazione. Abbiamo detto in
precedenza che la somma dei coefficienti [6.45] riferita, nel senso delle colonne, ad una
stessa branca j, esprime il totale degli aumenti di produzione di natura intermedia richiesti a
se stessa ed alle altre branche per soddisfare ununit di domanda finale dei prodotti che lo
riguardano, mentre la somma [6.46] dei coefficienti di attivazione riferiti, nel senso delle
righe, ad una stessa branca i indica lincremento di produzione di natura intermedia della
branca in esame, corrispondente ad un aumento unitario della domanda finale di beni prodotti da tutte le branche. Ad esempio, con riferimento alla prima colonna (agricoltura), il
valore 1,7601 indica il totale degli aumenti di produzione richiesti a tutte le branche
allaumentare di ununit nella domanda finale di prodotti agricoli. Il lettore pu verificare
che, come lecito attendersi, laumento di ununit di domanda per prodotti dellindustria,
ad esempio, non esplica gli stessi effetti sulla struttura produttiva di un aumento di ununit
nella domanda di servizi, il che dimostrabile confrontando i diversi totali colonna per
lindustria e per i servizi. Invece, con riferimento alla terza riga (industria), il valore 2,5278
esprime lincremento di produzione di natura intermedia corrispondente ad un aumento unitario della domanda finale, in altri termini esprime gli effetti moltiplicativi di un incremento
della domanda per la branca dellindustria, complessivamente considerata.
Infine, potrebbe essere interessante separare i contributi diretti, determinati da incrementi nella domanda per i beni o servizi prodotti da una determinata branca, dai contributi
indiretti, cio gli aumenti nella domanda di beni e servizi intermedi determinati
dallaumento della produzione in altre branche. Come si visto in precedenza, la matrice
dei coefficienti di attivazione riflette entrambi gli incrementi, mentre la matrice dei coefficienti tecnici rappresenta soltanto i contributi diretti. Per chiarire il problema, facciamo riferimento alla matrice dei coefficienti di attivazione ( I xA)1 fornita dalla [6.52] e consideriamo, ad esempio, il coefficiente xa34 che esprime il contributo degli input intermedi provenienti dalla branca dellindustria per la branca delle costruzioni ed opere pubbliche. Il valore del coefficiente 0,4120: dato un incremento nella domanda di costruzioni pari a 10
mila lire, il fabbisogno globale (diretto e indiretto) di input di prodotti industriali di origine
interna pari a 4.120 lire. Separiamo le due componenti, diretta ed indiretta. Il fabbisogno
diretto di input desumibile dalla matrice dei coefficienti tecnici [6.48], dove il coefficiente
corrispondente 0,2725. Quindi, laumento di 10 mila lire nella domanda di costruzioni
determiner un aumento diretto del fabbisogno di prodotti industriali pari a 2.725 lire e un
aumento del fabbisogno indiretto, relativo agli altri input presenti nella branca delle costruzioni, pari alla differenza tra 4.120 e 2.725 lire, cio 1.395 lire.
2.3

Determinazione del fabbisogno di importazioni e di fattori primari


3.2.1 Determinazione del fabbisogno di importazioni. Se, analogamente a quanto ipotizzato per i coefficienti diretti degli input di produzione interna, si suppone una relativa
stabilit anche per quelli di importazione e primari, ha senso calcolare i fabbisogni diretti e
indiretti di tali input generati dai prefissati livelli della domanda finale.
Consideriamo le importazioni di beni intermedi che, ricordando la [6.33], sono dati dalla:
M=m A x
[6.55]
Ne segue che i fabbisogni totali di input di importazione (somma per riga della matrice
M) di ciascun bene e/o servizio intermedio, assorbiti dal sistema per sostenere le produzioni
x, sono:
m = Mu = m Ax
[6.56]
Tenendo conto del fatto che i livelli di output x sono indotti da quelli delle domande finali xz tramite la relazione [6.42], con semplice sostituzione nella [6.48] otteniamo:

m = m A ( I x A) 1 x z

[6.57]

o, in notazione scalare:
m i. = m A ij x z j

(i = 1, 2, . . . , k)

[6.58]

Il generico elemento mAij della matrice mA( I xA)1 viene definito coefficiente di fabbisogno diretto e indiretto di importazioni e misura lincremento totale di importazioni dalla branca Si (estero) indotto da un incremento unitario di domanda finale della branca Sj.
3.2.2 Determinazione del fabbisogno di input primari. In modo del tutto simile si determinano i coefficienti di fabbisogno diretto e indiretto di input primari. Riconsiderando la
[6.35] osserviamo che lassorbimento di tali input legato ai livelli produttivi dalla relazione:
Y= y A x
[6.59]
e quindi lammontare totale di input primari (somme per riga della matrice Y) necessari per
sostenere i livelli produttivi x delle singole branche dato dalla:
[6.60]
y = Yu = y A x
nella quale, sostituendo la relazione fondamentale , si ottiene:
y = y A ( I x A ) 1 x z

[6.61]

o, in forma meno compatta:


y l. = y A lj x z j

(l = 1, 2, . . . , s)

[6.62]

3.2.3 Effetti di variazioni nel prezzo dei fattori. Il costo unitario del bene e/o servizio
prodotto dalla generica branca j risulta determinato dai seguenti elementi:
c j = x a *ij x p i + m a *ij
i

m pi

+ y a *ij y p i (j = 1, 2, ... , k)

[6.63]

Facciamo osservare che lindice i, che compare nelle tre sommatorie della [6.63], varia
da 1 a k nei primi due addendi del secondo membro, mentre assume valori da 1 ad s nel terzo. Inoltre, come al solito, con lasterisco si sono indicati i coefficienti tecnici. In situazione
di equilibrio (cio cj = xpj) si ha:
*
*
*
[6.64]
x p j = x a i j x p i + m a i j m p i + y a i j y p i (j = 1, 2, ..., k)
i

o, in forma pi compatta:
x p= x A

*,

x p+ m A

*,

m p+ y A

*,

yp

[6.65]

Tali relazioni rappresentano un sistema di k equazioni lineari in 2k + s incognite: xp, mp


e yp. Poich in pratica si assume che i prezzi degli input di importazione e primari siano determinati in modo esogeno, le [6.65] consentono di determinare agevolmente i livelli dei
prezzi dei beni e servizi prodotti dal sistema economico in base alla seguente relazione:
xp

,
,
,
= ( I x A* ) 1[ m A* + m p + y A * y p]

[6.66]

Le [6.66] rendono evidente che i livelli dei prezzi dei beni e servizi prodotti dal sistema
dipendono: 1) dai livelli dei prezzi degli input di importazione e primari; 2) dallo stato della
tecnologia e 3) dalla dipendenza della branca dallestero. Risulta cio importante, data la
tecnologia espressa dalla matrice r A * indagare come tale matrice si scinda nelle due
componenti x A *e m A * .
Come gi osservato, quasi tutte le tavole inputoutput vengono, nella pratica, costruite
in termini di valore. Tale circostanza non comporta sostanziali modifiche a quanto sinora
esposto, poich sar sufficiente considerare i livelli dei vari flussi misurati invece che in
tonnellate, ettolitri, ore di lavoro, ecc., nellunica unit di misura rappresentata dallunit

monetaria dellanno base. Le [6.65] possono pertanto essere riscritte prendendo come base i
prezzi dellanno di rilevazione della tavola. Si ha dunque:
u=

xp

xp
,

1
1

xA
xA

*,
*,

xp+ xp
xp

u+

mA

xp

*,

mp + xp

mA

*,

mp

yA

u+

*,

yp

xp

=
yA

*,

yp

w = [6.67]

= x A u+ m A u+ y A w

dove w un vettore colonna unitario di dimensione s. Tuttavia i termini xai j se rappresentano un costo per la branca j-ma, costituiscono un ricavo per quella i-ma, e per il sistema economico risultano essere delle duplicazioni che possono eliminarsi risolvendo il sistema
[6.67], in modo analogo a quanto espresso nella [6.66], ottenendo:
,

u = ( I x A ) 1 [ m A u + y A w ] =
,

= ( I x A ) 1

[6.68]

1
m Au + ( I x A )
y Aw

Queste relazioni possono essere scritte in forma pi estesa:


1 = m A ij + y A ij
(j = 1, 2, . . . , k)
i

[6.69]

Esse consentono di scindere i prezzi nelle diverse quote imputabili agli input di importazione e primari, permettendo quindi di valutare limpatto, sul sistema dei prezzi, di variazioni autonome nei costi di tali input. Per fissare le idee, supponiamo al riguardo che
nellanno t1, posteriore allanno t0 di rilevazione della tavola, il costo delli-mo input importato subisca una variazione passando da mpi a mpi + mpi. Di conseguenza, ci comporter
una variazione nella matrice dei coefficienti di spesa per input di importazione che da:
m a 11 . . . m a 1 k

. . . . . . . . . .
m A = m ai1 ... mai k

. . . . . . . . . .
a ... a
m kk
m k1

[6.70]

si trasformer nella:
m a 11 . . . . . . . . . . . . . . m a 1 k

. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .
mA1= m a i 1 + i 1 . . . . . . m a i k + i k

. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .
a .............. a
m kk
m k1

= mA1+i
[6.71]

essendo i una matrice con elementi tutti nulli salvo quelli situati sulla riga i-ma che assumono, nellordine, i valori i1 , . . . , ik. Ciascuna branca cercher ovviamente di trasferire
questa variazione dei costi sui prezzi (effetto diretto), ma tale comportamento generer una
catena di variazioni sui prezzi interni poich il prezzo di ciascun output di una branca costituisce un costo di input per le branche che da questo dipendono. Ne segue che la nuova
configurazione dei prezzi di equilibrio che si viene in tal modo a generare pu ottenersi
immediatamente dalla [6.68] sostituendo la matrice mA con la mA1. Si ottiene:
,

u1 = u + u = ( I x A ) 1
,

,
m A1
,

u + ( I x A ) 1 y A w =
,

= ( I x A ) 1 ( m A u + i u) + ( I x A ) 1 y Aw

[6.72]

e quindi:
,
,
u = ( I x A ) 1 i u

[6.73]

o, in termini scalari:
u j = A lj il

(j = 1, 2, . . . k)

[6.74]

Queste ultime rappresentano le variazioni, rispetto ai prezzi (indice) dellanno base,


generate da una variazione del costo delli-mo input di importazione.
In modo del tutto simile potrebbe valutarsi leffetto, sul sistema dei prezzi, indotto da
una variazione nel costo di uno qualsiasi degli input primari, ad esempio da un aumento del
costo del lavoro.

3
3.1

La compilazione delle tavole

Alcune caratteristiche tecniche


Le tavole inputoutput sono andate sempre pi diffondendosi negli ultimi anni: la graduale affermazione dovuta alla loro innegabile utilit, sia a scopi statistici sia econometrici; infatti, oltre che permettere lanalisi strutturale delleconomia di un Paese e delle sue relazioni con il Resto del mondo, esse forniscono elementi preziosi per la previsione
delleconomia e per limpostazione di programmi di sviluppo economico, e rappresentano
uno strumento indispensabile ai fini dellintegrazione, del controllo, del coordinamento e
del perfezionamento delle statistiche economiche, e della verifica delle stime che figurano
nei conti nazionali.
LItalia ha una larga esperienza nella compilazione di tavole inputoutput: la prima tavola, di forma rettangolare, fu costruita nel 1950 a cura della Mutual Security Agency; essa
fu aggiornata, in forma quadrata a 30 branche, nel 1953 e 1956 a cura dellIsco. Dal 1959 la
compilazione delle tavole ufficiali divenuta prerogativa dellIstat, che si avvalso, nelle
fasi di impostazione, di appositi Comitati formati da funzionari dellAmmi-nistrazione dello Stato e da esperti. Per lanno 1959 sono state assunte 77 branche (allora denominate settori), struttura mantenuta anche nella successiva tavola del 1965; in seguito, per il 1967 e
1969, sono state costruite soltanto tavole a 33 e 16 branche.
Le branche vengono determinate tenendo conto innanzitutto del materiale statistico disponibile, facendo riferimento per le attivit non agricole, essenzialmente allo stabilimento: esse costituiscono raggruppamenti omogenei in relazione alle materie prime impiegate,
o alle caratteristiche tecniche del processo produttivo, o alla destinazione dei prodotti. Di
norma, gi tavole a 40 branche vengono ritenute sufficienti per le analisi: ma non mancano
esempi di tavole con centinaia di branche, come, ad esempio, la tavola giapponese del
1950, di forma rettangolare, che presenta 450 righe e 350 colonne.
I flussi intermedi e finali possono essere valutati in varie alternative: a) ai prezzi alla
produzione, che comprendono le spese per lacquisto dei materiali e servizi impiegati e le
remunerazioni dei fattori della produzione, inclusi gli ammortamenti; essi inglobano altres
la fiscalit indiretta che grava sugli input utilizzati per la produzione; b) ai prezzi dpart
usine o prezzi exfabrica, rappresentati, per i beni e servizi di produzione interna, dai prezzi
alla produzione aumentati delle imposte indirette (al netto dei contributi alla produzione)
che gravano sui prodotti venduti o sui servizi prestati dal produttore, e per i prodotti importati dai prezzi cif maggiorati dai dazi doganali e altri diritti di frontiera; c) ai prezzi di
mercato, rappresentati dai prezzi exfabrica e dai costi di distribuzione; questi ultimi riguardano i servizi commerciali e di trasporto, nonch le imposte indirette sulla stessa distribuzione.
I prezzi di mercato, anche se sono i pi idonei per esprimere determinati flussi, quali,
ad esempio, i consumi, non si prestano al calcolo dei coefficienti di spesa a causa
dellinfluenza esercitata dalla diversa incidenza dei margini commerciali e delle imposte

indirette; usando i prezzi di mercato, le righe della tavola inerenti ai branche di distribuzione (commercio e trasporti) risultano vuote, poich i flussi degli output sono incorporati nei
beni delle altre branche, valutate appunto ai prezzi di mercato. Il criterio generalmente seguito nei diversi Paesi e adottato in Italia si rif, di norma, ai prezzi ex-fabrica: tuttavia,
vengono costruite anche tavole ai prezzi di mercato, di solito in versioni ridotte. Naturalmente, le matrici dei coefficienti diretti di produzione interna o di importazione, ed i coefficienti di attivazione vengono determinati sulla base delle tavole ai prezzi ex-fabrica.
Fino al 1969 il concetto di produzione adottato era quello di produzione vendibile,
per cui gli scambi fra unit produttive appartenenti ad una stessa branca, nel caso di beni
prodotti allinterno del Paese, non venivano sommati, ma indicati fra parentesi nelle caselle
della diagonale del quadro centrale della tavola costituente la matrice delle relazioni tra
branche; gli scambi venivano invece regolarmente registrati nel caso di beni importati.
Ladozione del concetto di produzione vendibile implica, negli schemi formali precedentemente trattati, la nullit dei flussi xii, e in conseguenza, la nullit dei corrispondenti coefficienti diretti di produzione interna; non sono nulli, invece, i flussi mii, n i corrispondenti
coefficienti diretti dimportazione.
3.2

Le norme comunitarie
A partire dal 1970, la compilazione della tavola delle interdipendenze economiche viene effettuata in conformit a nuove norme metodologiche e classificatorie predisposte
dallIstituto Statistico delle Comunit Europee nel quadro del programma di attuazione del
SEC, e cio del Sistema europeo dei conti integrati di cui stato fatto cenno. La versione
comunitaria delle tavole, ormai ufficialmente recepita dallIstat, non si diversifica pi da
quella nazionale; per comodit del lettore, elenchiamo i principali motivi che, sino al 1970,
rendevano difformi le due versioni:
motivi di classificazione; la tavola risulta costituita da 44 branche; le branche (che
trovano lequivalente concettuale nei settori della versione nazionale utilizzata in
passato, ma che non sono con essi confrontabili per contenuto e articolazione), come
pi volte precisato, sono raggruppamenti di unit di produzione omogenee in relazione
alla loro struttura dei costi, cio in relazione alla natura ed allo stadio di lavorazione
delle materie prime e degli altri materiali e servizi impiegati, ed alla tecnica di produzione seguita;
motivi di definizione della produzione; il concetto di produzione adottato per la branca
sostanzialmente quello di produzione totale; per conseguenza il livello della produzione non modificato dal grado di aggregazione della tavola; inoltre, gli inputs xii risultano regolarmente corteggiati e non figurano pi fra parentesi nelle rispettive caselle, ci che d luogo a coefficienti diretti di produzione xaii diversi da zero. Per alcune
branche sussistevano, peraltro, talune differenze di contenuto della produzione fra la
definizione convenzionale comunitaria e la precedente definizione convenzionale nazionale; ad esempio, lincremento della massa legnosa delle foreste, nella definizione
nazionale computato sia nel valore aggiunto sia nella variazione delle scorte, mentre
nella definizione comunitaria non viene affatto considerato;
c) motivi di contenuto degli aggregati; nella tavola comunitaria i totali orizzontali di
riga per ciascuna branca sono costituiti, per la parte di origine interna, non dalla produzione effettiva della branca, bens dalla produzione distribuita. Il concetto di produzione distribuita emerge dalla considerazione di taluni prodotti particolari, che vengono
trasferiti dalle branche produttrici a quelle distributrici2; si tratta essenzialmente di:
1) sottoprodotti tecnicamente congiunti ordinari, cio di prodotti secolari che si ottengono da uno stesso processo produttivo unitamente agli altri prodotti considerati
come principali, ma classificati in una branca diversa da quella del prodotto principale:
2

Cfr. ISTAT, Tavola interbrancheale delleconomia italiana per lanno 1970, Suppl. Bollettino mensile di statistica, n.6, giugno 1974.

ad esempio, il gas di cokeria che, tecnicamente congiunto allat-tivit di cokefazione


del carbone, del tutto analogo al gas di officina che si ottiene come prodotto principale nellattivit di produzione e distribuzione del gas; 2) i prodotti similari, cio i prodotti la cui utilizzazione simile a quella di un altro bene prodotto in un differente
gruppo con limpiego di materie prime diverse: ad esempio, le calzature di plastica e di
gomma sono prodotti similari nei confronti delle calzature di cuoio e pelle.
Sia i sottoprodotti tecnicamente congiunti ordinari sia i prodotti similari vengono trattati nel seguente modo: dal lato dei costi, essi entrano a far parte della produzione della
branca in cui sono effettivamente prodotti, per cui i costi sostenuti per produrli rientrano
nella struttura dei costi della branca stessa; dal lato degli impieghi, essi vengono trasferiti
nelle branche ove sono classificati come principali i prodotti ai quali risultano assimilati: ad
esempio, le calzature di plastica vengono trasferite alla branca delle calzature di cuoio e
pelle. Dal lato pratico si opera pertanto come segue:
1. se la branca A produce effettivamente i prodotti a e b e la branca B produce effettivamente i prodotti b, e se b sottoprodotto tecnicamente congiunto ordinario di
A o prodotto similare rispetto alla branca B, nella tavola la riga del totale della produzione effettiva registrer a + b* in corrispondenza alla branca A, e b in corrispondenza alla branca B;
2. unulteriore riga terr conto dei trasferimenti: in corrispondenza ad A figurer b*, e
in corrispondenza a B figurer + b*;
3. una terza riga fornir la somma algebrica fra produzione effettiva e saldo dei trasferimenti, e cio la produzione distribuita dalla branca: essa per la branca A sar a + b*
b* = a, e per la branca B sar b + b*;
4. corrispondentemente, nelle righe delle due branche figureranno, al totale impieghi, le
stesse somme a e b + b*, e cio le produzioni distribuite e non quelle effettive.
Il procedimento illustrato dal seguente schema3:
Tabella 6 - Procedimento di compilazione della tavola nel caso di beni congiunti e similari
A

a+b*
b*
a

b
+b*
b+b*

A
B
Produzione effettiva
Trasferimenti
Produzione distribuita

Totale
impieghi
a

b+b*

Le differenze messe in rilievo influenzano la struttura dei costi, lentit del valore aggiunto, i consumi delle famiglie e gli investimenti, nel senso che il nuovo schema comunitario fa risultare cifre diverse, seppure in misura lieve, rispetto a quelle che apparirebbero
seguendo il vecchio schema nazionale e le relative definizioni. comunque da osservare
che per leconomia nel suo complesso il saldo totale dei trasferimenti fra branche nullo,
per cui la produzione effettiva coincide con quella distribuita.
Una delle conseguenze della nuova formulazione riguarda la determinazione dei livelli
di produzione delle singole branche; infatti, indicando con ti i trasferimenti nella branca ima, nel nuovo schema le equazioni [6.39] sono sostituite dalle seguenti:
[6.75]
x a ij x j + z i = x i + t i
j

poich, come si detto, il totale degli impieghi corrisponde, nella branca i-ma, alla
produzione distribuita e non a quella effettiva. I coefficienti diretti di produzione sono sempre calcolati sulla produzione effettiva; per la determinazione dei livelli di produzione della
branca occorre risolvere il sistema:

Cfr. OSCE, Sistema europeo di conti economici integrati, Lussemburgo, 1970.

(1 x a11 ) x1 x a1 2 x 2 . . . . x a1 k x k = z1 t1
x a 2 1 x1 + (1 x a 2 2 ) x 2 . . . x a 2 k x k = z 2 t 2
...............................
x a k 1 x1 x a k 2 x 2 . . . + (1 x a k k ) x k = z k t k
Le cui soluzioni sono date da:
x i = A ij (z j t j )

[6.76]

[6.77]

3.3

Il metodo RAS
La massa delle informazioni statistiche occorrenti per la costruzione di una tavola inputoutput considerevole, e tanto pi quanto maggiore il numero delle branche; peraltro,
i calcoli richiesti sono complessi e laboriosi, ci che comporta tempi di elaborazione notevoli, che per tavole di grande formato possono anche essere di qualche anno. I metodi ed i
procedimenti di valutazione sono estremamente vari; armonizzati in continue operazioni di
verifica, essi vengono volta per volta utilizzati in un paziente lavoro di mosaico, sfruttando
tutti i dati statistici disponibili.
Per una trattazione completa dei criteri e degli accorgimenti seguiti, si rinvia alle pubblicazioni citate alla fine del capitolo; le linee generali possono, comunque, riassumersi nelle seguenti fasi:
si valutano anzitutto le cornici della tavola, cio i grandi totali orizzontali e verticali
che si trovano al disotto e sulla destra della matrice dei flussi intermedi; ci si risolve
nella costruzione, per ciascuna branca, del conto di equilibrio dei beni e servizi, del
conto della produzione e del conto della distribuzione del valore aggiunto. Si parte,
quindi, dalla valutazione dei flussi che compongono le risorse, e cio la produzione xj e
le importazioni mj, per passare poi a quella del valore aggiunto yj dei totali degli impieghi intermedi x.j e m.j e delle componenti della domanda finale c, f, e;
successivamente, si passa alla determinazione della matrice dei flussi intermedi, che
viene elaborata sia analizzando per riga la destinazione delle vendite di beni e servizi
intermedi da parte delle branche di origine, sia analizzando per colonna la struttura dei
costi delle branche utilizzatrici; questo secondo approccio quello maggiormente seguito nella pratica.
Poich non sempre possibile costruire annualmente una tavola inputoutput con il
procedimento diretto, si ricorre spesso ad un metodo approssimato proposto da R. Stone, e
designato come metodo RAS. Esso presuppone la conoscenza, branca per branca, dei totali di riga xi. e di colonna x.j degli output intermedi e degli input di beni e servizi: informazioni che possono determinarsi conoscendo i grandi totali delle cornici di cui stato detto, e
cio i flussi della domanda finale, i flussi dei fattori primari e i livelli di produzione. Il metodo presuppone, inoltre, la conoscenza di una matrice completa di un anno anteriore, che
viene assunta come base di riferimento: infatti, esso consiste nel partire dai flussi intermedi
della matrice-base e aggiornarli al periodo corrente tenendo conto delle variazioni che essi
hanno subito a causa dei prezzi, degli effetti di sostituzione e degli effetti di fabbricazione e
di trasformazione (questi ultimi connessi con i fattori primari). Nella pratica corrente possibile, sulla base delle sempre pi numerose informazioni disponibili, valutare direttamente
la maggior parte dei flussi di beni e servizi intermedi. In tal caso, lapplicazione del metodo
RAS viene limitata soltanto alle voci restanti.

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