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TRA van Gogh

Chagall
E FONTANA

Firenze
Palazzo Strozzi
24 settembre 2015
24 gennaio 2016

A cura di
Lucia Mannini, Anna Mazzanti,
Ludovica Sebregondi, Carlo Sisi
Testi pannelli
Lucia Mannini, Anna Mazzanti,
Ludovica Sebregondi
Testi didascalie
Ludovica Sebregondi

La mostra analizza e contestualizza un secolo


di arte sacra moderna, dagli anni cinquanta
dellOttocento quando le espressioni
artistiche pi aggiornate sono incoraggiate
dalla Chiesa fino alla met del Novecento.
Propone una panoramica dei migliori
esempi artistici nati nel contesto italiano e
internazionale sottolineandone il dialogo e le
relazioni attraverso un percorso che mette a
confronto espressioni spesso lontane tra loro:
attualizzazioni, tendenze diverse e talvolta
conflitti nel rapporto fra arte, sentimento
del sacro e soggetto religioso. Nel percorso
espositivo si alternano sezioni tematiche ad
altre narrative.

Dal Salon
allaltare
Il visitatore accolto da dipinti di importanti
dimensioni e di altissima qualit che
testimoniano leclettismo degli stili e le
diverse modalit di accostamento al tema
sacro nella seconda met dellOttocento.
Tra il 1848 e il 1870, infatti, la pala daltare
costituisce ancora una forma privilegiata
per la sperimentazione formale. Uno dei
laboratori pi interessanti in questo senso
la Toscana, dove le chiese accolgono
opere degli artisti pi aggiornati. La pittura
sacra si accorda ai caratteri della pittura di
storia, secondo le intenzioni del papa: Pio
IX (pontefice dal 1846 al 1878) si impegn,
infatti, attivamente affinch la pittura
religiosa si qualificasse sullo stile naturalista
e narrativo della pittura di storia allora in
voga. Nel 1869 nasce per sua volont la
Galleria dei Santi e dei Beati contemporanei,
che sar ampliata dal successore Leone
XIII (papa dal 1878 al 1903): tra i maggiori
esempi, il bozzetto per la grande tela dei
Martiri gorcomiensi di Cesare Fracassini.
Oggetto di dibattito fu la Flagellazione di
Bouguerau per lestetismo che prevaleva sul
canone austero e drammatico solitamente
adottato in quel soggetto.
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Antonio Ciseri
(Ronco sopra Ascona
1821-Firenze 1891)
I Maccabei
1857-1863
olio su tela; cm 463,5 x 265,5
Firenze, Chiesa di Santa Felicita
Lopera ebbe una lunga
gestazione, dal primo studio
a olio del 1855, attraverso i
numerosi disegni preliminari,
per giungere nel marzo 1857
al cartone definitivo. Nel luglio
dello stesso anno Ciseri, non
nuovo alla pittura di genere
sacro, inizi la stesura pittorica di
quello che considerava non un
quadro storico, ma un quadro di
venerazione, per Altare.

Cesare Fracassini
(Roma 1838-1868)
I martiri gorcomiensi
1867
olio su tela; cm 96 x 71
Collezione privata
Bozzetto per il dipinto eseguito
in occasione della canonizzazione
dei martiri francescani di
Gorkum, citt cattolica olandese
conquistata nel 1572 dai calvinisti.
Il quadro entrer nella Galleria dei
Santi e dei Beati, voluta da Pio IX
per accogliere le opere realizzate
in occasione delle santificazioni,
e pensata come strumento di
propaganda nella secolarizzata
Italia postunitaria.

Domenico Morelli
(Napoli 1826-1901)
Caduta di san Paolo
1876
olio su tela; cm 285 x 143
Altamura, Cattedrale di Santa
Maria Assunta

William Bouguereau
(La Rochelle 1825-1905)
Flagellazione di Cristo
1880
olio su tela; cm 310 x 213
La Rochelle, Muses dart et
dhistoire de la Rochelle

Il dipinto fu commissionato
nellambito del restauro della
cattedrale, che doveva rispondere
alle nuove esigenze figurative e
liturgiche rivelatesi dopo lUnit
dItalia: le pale degli altari furono
affidate a pittori famosi, tra i pi
vicini al naturalismo europeo.
Morelli ambienta la scena in una
Palestina sognata e vera a un
tempo.

Il dipinto di Bouguereau fra


i protagonisti dellAccademia
che aveva studiato a Roma i
Carracci e le architetture romane
fu criticato al Salon del 1880
per lestetismo che prevaleva
sulla drammaticit del tema,
avendo lartista trasferito nella
Flagellazione il clima del quadro
da Salon.

Gustave Moreau
(Parigi 1826-1898)
San Sebastiano
1870-1875 o 1890 circa
olio su tela; cm 115 x 90
Parigi, Muse Gustave Moreau
Nella temperie simbolista san
Sebastiano, modello di bellezza e
ambigua sensualit, consente di
trasferire nel tema sacro linquieto
insieme di estetismo e spiritualit
che caratterizza la poetica di
Moreau. La postura eroica e lo
sguardo ieratico alludono agli
arcaismi assimilati dallartista
nelle sue frequentazioni dei
primitivi italiani.

Giuseppe Catani Chiti


(Prato 1866-Firenze 1945)
Il Redentore
1900
olio e oro su tavola
cm 147/175 x 172
Siena, Basilica di San Francesco
Catani Chiti supera il Purismo
di Ingres con suggestioni
preraffaellite e guarda al
Medioevo e al Rinascimento con
una visione affinata dalla cultura
simbolista e da una spiritualit
inquieta e aperta alle esperienze
esoteriche dei Rosa Croce. La
cornice dei fratelli Falusi, dorata
da Gioacchino Corsi, si ispira a
quella dellAdorazione dei Magi di
Gentile da Fabriano.

Rosa
mystica
A cavallo fra Ottocento e Novecento il tema
della Madonna assume particolare rilievo
nel momento in cui si diffonde la cultura
e lestetica del Simbolismo e gli artisti vi
trasmettono il loro forte desiderio di ascesi.
Alcuni di essi, nel tentativo di risolvere in
stile moderno lidealit del tema, giungono
a comporre esempi stilistici e iconografici
innovativi, in sintonia con le pi aggiornate
correnti artistiche europee. Sono qui riunite
sia opere pienamente novecentesche, che
testimoniano lintima adesione di alcuni
artisti al tema dove lumanit di Maria e la
sua sacralit sono alternativamente motivo
di ispirazione , sia interpretazioni libere e
spesso audaci. Non mancano infatti letture
personali e a volte controverse, come quella
di Edvard Munch, la cui Madonna fu una
delle immagini mariane pi provocatorie
dellOttocento.

Domenico Morelli
(Napoli 1826-1901)
Mater purissima
1879-1883
olio su tela; cm 200 x 110
Roma, GNAM - Galleria Nazionale
dArte Moderna e Contemporanea
La pittura sacra di Morelli,
maturata nellambito del realismo,
trasforma lattenzione al dato
naturale in spiritualismo vissuto
sia accostandosi al mondo
mediorientale, sia aderendo alla
poetica degli stati danimo. In
linea con la sensibilit simbolista,
in questo dipinto lartista sublima
la forma in unevanescente
stesura di colori.

Edvard Munch
(Lten 1863-Ekely 1944)
Madonna
1895-1902
litografia; mm 555 x 350
Collezione privata
Le due incisioni sono le
trasposizioni litografiche di una
delle opere pi celebri di Munch,
Madonna, un soggetto cui lartista
ha dedicato anche disegni e
versioni su tela. Lespressione del
volto in bilico tra estasi erotica
e agonia, mentre la falce lunare
posata sul capo evoca laureola.

Edvard Munch
(Lten 1863-Ekely 1944)
Madonna II
1895-1902
litografia colorata a mano
mm 605 x 445
Collezione privata
Sulla cornice fluttuano
spermatozoi che confluiscono
verso un feto, la cui testa
scheletrica, simile a quella
dellUrlo, allude al ciclo di
nascita e morte: allistante della
fecondazione Munch attribuisce
infatti una dimensione sacra.
Lartista non aveva intenzioni
sacrileghe, poich cercava un
riavvicinamento tra il tema
della sessualit freudiana e il
Cristianesimo.

Adolfo De Carolis
(Montefiore dellAso
1874-Roma 1928)
Madonna, Laudata sii per la bella
luce che desti in terra
1900
olio e decorazioni a rilievo in
gesso con foglia doro su cartone
cm 70,8 x 90
Collezione privata, courtesy
Enrico Gallerie dArte, Milano
Primo quadro a tema sacro di De
Carolis, che nellimpianto si ispira
agli artisti fiorentini da Benozzo
Gozzoli allAngelico, nei volti al
Raffaello degli affreschi vaticani,
nelle decorazioni a rilievo a
Pinturicchio, ma che guarda
anche al simbolismo preraffaellita,
per lapparizione divina come
mistica visione stilnovista.
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Adolfo Wildt
(Milano 1868-1931)
Maria d luce ai pargoli cristiani
1918
gesso; cm 83 x 65 x 9
Venezia, Fondazione Musei Civici
di Venezia, Galleria Internazionale
dArte Moderna di Ca Pesaro
Wildt recupera la tradizione
tre-quattrocentesca: la Madonna
una sintesi tra il Sogno della
Vergine medievale, liconografia di
Maria che svela il Figlio-Verit del
Bergognone a Brera, e la Madonna
dellUmilt di Pisanello. La Vergine
la fonte della nuova vita che
nasce da lei e dellUmanit che
sar redenta dal sacrificio del
Figlio, cui rimandano i grappoli
duva sui rami.

Libero Andreotti
(Pescia 1875-Firenze 1933)
Madonna col Bambino
1923
pietraforte; cm 89 x 43 x 31
Venezia, Fondazione Musei Civici
di Venezia, Galleria Internazionale
dArte Moderna di Ca Pesaro
Andreotti mostra il Bambino
benedicente, umanizzato da un
gesto di tenero contatto. Nelle
sembianze si celano, secondo
lesempio di Denis, ritratti
di persone vicine allartista,
ma si riconoscono fonti trequattrocentesche nelle mani
affusolate della Madonna e nel
puttino donatelliano impreziosite
da lumeggiature dorate.

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Tullio Garbari
(Pergine Valsugana 1892-Parigi
1931)
Madonna della Pace
1927
olio su tavola; cm 90,5 x 70
Trento, Museo Diocesano
Tridentino
La tavola del 1927, anno
del ritorno alla pittura per
Garbari, rappresenta la sintesi
fra primitivismo e rinnovato
confronto con lantico, le due
polarit stilistiche di tutto il
Novecento italiano. Nellopera
convivono la Maternit sacra
seduta su un albero, quasi
omaggio a Segantini, e la
semplicit della pittura di
Rousseau il Doganiere.

Si sulis,
Vita
di Cristo:
viverra? fatto
Annuncio
a Maria,
Nativit
e infanzia
di Cristo

Si sulis, viverra? Vali, Catus orentiliena, sa consules ne publis ia ati sendeps, Cateriam inprehenatis
caellem hos intia dis tuam tam ut face nestrac igna,
maxim hoc tusquidemus, imo et Catquam est? P. Us
senducitum, quam me deessimum aur. Si ta ex nest
vivehebatere nertea re, quam ina nonsus, nondam
manum factod diussus fectum seniqua mentem orum
supplic aelartere dercesis adhusciis er inclus; nonsisuloc
remod
auror hos
C. Vivatudes
erit nos, nelaoptis
Le parti
centrali
della
mostra seguono
Multoraecret Catque hebemus abem optia quam ut
narrazione evangelica, e per ogni tema le
veremura nonsuntem nimmove, dit ocupios, C. Urbite
opere sono presentate secondo un andamento
alissimpost L. Serritimmo tebatio rtimus, nonc tes
sostanzialmente
La vitapubliss
di Cristo ne
virisqu amquem vatiocronologico.
uteatus. Mulegernium
costituisce
il fil rouge,
a cominciare
dallAnnuncio
iliurev iviribe ssincus
volus etinatqua
dertuam
inprist?
fatto
a Maria:
Segantini
e Previati
rendono
Econsulii
pribefase
ceruntimo
consus
convemquit
Cupior il
soggetto
quid atumerisacro
butem.in stile divisionista, Galileo Chini
Ignare is perum
publin vituus?lannuncio
int.
interpreta
umanamente
conferendo
Solin
tus essum
aucto adhuit,
quondum
pote
convalenza
simbolica
alla natura.
Neldium
clima
culturale
sust
ionsultuus
fuit
di
seremurnu
cone
con
se
nonditam
degli anni trenta del Novecento maturano nuove
mo
idem itua
omnihillereiqui
is, octandiis.
riletture
delcont?
temaTatius,
iconografico,
esemplificate
Sermius maximili, moena, norum nonsil hictemuspio,
da Andreotti e Capogrossi.
sente vius; nostercerfex seropop ublicae quoniquem,
La narrazione evangelica prosegue con Nativit
notisquid dii probsenatus se in tam publius, se con
e
di Cristo,
attraverso
tri infanzia
coerisq uodicat,
obusillustrate
fitabus, videtor
tidetima,opere di
stili
diversi:
daglicaturemque
inizi del secolo
anni
trenta
factorte,
nos ficaed
inati iaeagli
intem
is imust
limmagine
della
Sacra
famiglia
passa
cupio te hilicaet,
orum
niquons
ignaribuntis
sadalle
num
interpretazioni
simboliste
e divisioniste
alle forme
deris cuperfi caudenihilis
Catiusa
vene iusa

aereodinamiche futuriste di Fillia.

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Giovanni Segantini
(Arco 1858-Schafberg 1899)
LAnnunciazione del nuovo Verbo
1896
matita, gesso scuro e ritocchi
bianchi su carta beige
cm 44,7 x 33
Sankt Moritz, Segantini Museum
Segantini ancorato alla visione
della natura, sua principale
ispiratrice, che ritrae grazie
alla tecnica del divisionismo
con sensibilit insieme
spirituale e laica. Lannuncio
del concepimento a Maria si
trasforma, nel suo simbolismo
visionario, in un messaggio
panico e panteista: langelo sopra
la Vergine rappresenta il
diffondersi del nuovo Verbo.

Vittorio Corcos
(Livorno 1859-Firenze 1933)
Annunciazione
1904
olio su tela; cm 220 x 180
Fiesole, Convento di San
Francesco, Provincia Toscana di
San Francesco Stimmatizzato,
Ordine dei Frati Minori
Rara testimonianza di unopera
di genere sacro per Corcos,
impegnato allepoca in importanti
commissioni di ritratti. Lindole
mondana della sua pittura
testimoniata dallattenzione
rivolta pi alla figura sognante
la figlia Maria Luisa, vicina alle
bellezze della contemporanea
pittura orientalista che al
contenuto religioso.

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Galileo Chini
(Firenze 1873-1956)
Annunciazione
1906 circa
olio su compensato; cm 146 x 276
Collezione privata
Chini cita lAngelus di Millet, di
cui teneva una riproduzione nello
studio ma, per il suo paesaggio
toscano, guarda alle montagne
divisioniste di Segantini, che
hanno analoga valenza religiosa.
Le figure rinviano al Beato
Angelico, di cui gli ambienti
idealisti promossero un recupero,
richiamato anche dal formato a
predella del dipinto.

Gaetano Previati
(Ferrara 1852-Lavagna 1920)
Annunciazione
1912
olio su tela; cm 40 x 87
Milano, Galleria dArte Moderna
Previati rinnov il linguaggio
del genere del sacro a fine
Ottocento, sia attraverso il
divisionismo, sia superando la
ripetizione di moduli del passato.
Le connotazioni fisionomiche,
sempre poco pronunciate
nelle sue opere, si stemperano
nella luce, immerse nella
trasfigurazione di un divisionismo
filamentoso, volto principalmente
a esprimere il sentimento.

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Glyn Warren Philpot


(Londra 1884-1937)
Langelo dellAnnunciazione
1925
olio su tela; cm 112 x 87
Brighton & Hove, The Royal
Pavilion & Museums
Philpot, convertito nel 1905,
rivendicava libert dai dogmi e
dai modelli per il suo linguaggio
colto, mutuato sia dagli artisti del
passato che dai contemporanei.
Un acrobatico angelo che
ricorda Lotto, Pontormo o Rosso
Fiorentino atterra presso
un cottage inglese e porge
un anemone allo spettatore,
trasformato in Maria.

Maurice Denis
(Granville 1870-Parigi 1943)
LAnnunciazione a Fiesole
1928
olio su tela; cm 65,3 x 92
Collezione privata

Libero Andreotti
(Pescia 1875-Firenze 1933)
Annunciazione Toeplitz
1931
bronzo
Vergine annunciata
cm 159 x 62,5 x 32
Angelo annunciante
cm 171 x 60 x 56
Firenze, Galleria darte moderna
di Palazzo Pitti
Nellottobre 1931 le due figure
entrano nella biblioteca della villa
di Bellosguardo del banchiere
Ludovico Toepliz de Gran Ry, di
origine polacca, committente
prestigioso di alta levatura
culturale. Andreotti approda
a una rilettura della purezza
formale del Quattrocento italiano,
di Donatello in particolare, in
due figure che trasmettono
la trepidazione del momento
dellannuncio.

Il tema fra i pi amati da Denis,


che lha spesso ambientato a
Fiesole, in un panorama simile
a quello rappresentato da
artisti quali Beato Angelico, sua
fonte dispirazione. La scena
evangelica posta in dialogo
con il paesaggio, con Firenze
che appare in lontananza
nella luce mattutina. Scriveva
lartista: credo che lArte debba
santificare la natura e che la
Visione senza Spirito sia vana.

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Giuseppe Capogrossi
(Roma 1900-1972)
LAnnunciazione
1933 circa
olio su tela; cm 115 x 83
Parigi, Centre Pompidou, Muse
national dart moderne / Centre
de cration industrielle, dono del
conte Emanuele Sarmiento, 1933
Nei primi anni trenta Capogrossi
giunge alla maturit artistica, con
una pittura basata su una gamma
cromatica uniforme, vicina al
muralismo sostenuto dal regime
fascista. Evidente il riferimento
allantico, e soprattutto a Roma,
di queste due figure statuarie, ma
emerge anche un senso di attesa
e sospensione, che rende lopera
vicina alla poetica del Realismo
magico.

Gaetano Previati
(Ferrara 1852-Lavagna 1920)
Georgica
1905
olio su tela; cm 168 x 215
Citt del Vaticano, Musei Vaticani,
Collezione dArte Contemporanea
Ambientata in una campagna
memore della terra ferrarese,
Georgica laicizza il tema della
Sacra famiglia, legandolo al fluire,
sacro e circolare, della vita. Gli
echi della tavolozza di Millet
e luso della luce si fondono
con la costruzione plastica e
monumentale del gruppo centrale,
le cui sagome tracciano un
cerchio ideale, evocando tondi
michelangioleschi.

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Arturo Martini
(Treviso 1889-Milano 1947)
Presepio
1926
ceramica dipinta e invetriata
cm 55, h. cm 45
Genova, Galleria dArte Moderna
Martini esegu per larchitetto
genovese Mario Lab opere in
ceramica destinate alla Biennale
di Monza del 1927. Tra esse
questo Presepio, dallintonazione
primitivista e con accenti da
devozione popolare, che non
si compone dei tradizionali
elementi mobili, ma si sviluppa in
una scultura unica, in cui le figure
sono fissate su una base che
definisce uno spazio circolare.

Pietro Bugiani
(Pistoia 1905-1992)
Nativit (La sera)
1928
olio su tavola; cm 60 x 80
Firenze, Galleria darte moderna
di Palazzo Pitti
Lambientazione rimanda ai
dintorni di Pistoia in cui il pittore
svilupp quel rapporto poetico
con la natura che ha segnato
la sua produzione pittorica.
Guidato da Michelucci in lunghe
passeggiate di formazione,
leggendo Dante e Petrarca e
riflettendo sulla lezione di Giotto
e degli altri antichi maestri,
Bugiani giunse alla severa
sintesi formale che si legge in
questopera.

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Fillia
(Luigi Colombo; Revello
1904-Torino 1936)
La Sacra famiglia
1931 circa
olio su tela; cm 125 x 100
Collezione Gaudenzi
Alla Mostra Internazionale
dArte Sacra di Padova del 1931
la sala dei futuristi contribu ad
accrescere il dibattito tra volont
di rinnovamento del linguaggio
e rispetto delle iconografie,
imponendo il tema allattenzione
degli artisti e della Chiesa. Coeva
allapertura della mostra fu la
pubblicazione del Manifesto
dellArte Sacra Futurista,
sottoscritto da Fillia e Marinetti.

Odilon Redon
(Bordeaux 1840-Parigi 1926)
Fuga in Egitto
1903
olio su tela; cm 45,4 x 38
Parigi, Muse dOrsay, legato di
Mme Ar Redon in esecuzione
delle volont di suo marito, figlio
dellartista, 1984
Dedicatosi fino al 1890 a disegni
e incisioni dominati dalloscurit,
Redon, anche per influsso di
Gauguin, si apr alla luminosit e
al colore. Nato ventanni prima
dei protagonisti del Simbolismo,
visse in un mondo interiore
onirico, dedicandosi a creazioni
legate allinconscio, divenendo
cos anche un antesignano del
Surrealismo.

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lisabeth Chaplin
(Fontainebleau 1890Firenze 1982)
Riposo in Egitto (Oasi)
1927 circa
olio su tela; cm 139 x 135,5
Firenze, Galleria darte moderna
di Palazzo Pitti
Lartista, francese dorigine
ma naturalizzata fiorentina,
fu allevata in un sofisticato
ambiente artistico. Gi nella
composizione il dipinto mostra
influssi della cultura Nabis, con le
figure racchiuse in un movimento
rotatorio; mentre il repertorio
iconografico si collega alla
tradizione, le cromie accese sono
di matrice simbolista.

Maurice Denis
(Granville 1870-Parigi 1943)
Nazareth
1905
olio su tela; cm 114 x 162
Citt del Vaticano, Musei Vaticani,
Collezione dArte Contemporanea
Le tre bambine sono
probabilmente le figlie di Berthe
de La Laurencie, ritratte da
Denis su commissione circa
un anno prima, inserite in
unambientazione rurale dai toni
dorati, dominata da una pergola
su cui si arrampica una vite, in
prossimit del Cristo fanciullo
(Io sono la vera vite, Gv 15,1).

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Vita di Cristo: Miracoli e parabole


La vita umana virtuosa ed eccezionale di Cristo acquisisce nelle
raffigurazioni che vanno dagli anni di transizione di inizio Novecento
fino al secondo dopoguerra una centralit nuova in un secolo
colmo di eventi traumatici e di evoluzioni culturali intense, al centro
dei quali sta luomo con le sue certezze e le sue fragilit. Fin dal
Cristo che cammina sulle acque di Bistolfi, capace di generare
dibattiti e discussioni sul tema sacro alla sua presentazione alla
Biennale di Venezia del 1899, alle interpretazioni del soggetto del
Figliol prodigo, diffuso negli anni venti quale metafora del ritorno
alla tradizione. Raffigurazioni di miracoli e parabole, sebbene non
destinate a luoghi sacri, sono spesso scelte dagli artisti per i possibili
riferimenti autobiografici.

Leonardo Bistolfi
(Casale Monferrato 1859-La Loggia
1933)
Cristo che cammina sulle acque
1896
terracotta; cm 40 x 34 x 39,5
Casale Monferrato, Museo Civico e
Gipsoteca Bistolfi
Il bozzetto, poi tradotto in
dimensioni al naturale in gesso e
bronzo, conserva limmediatezza
della prima idea. Laspetto di
Cristo, ascetico ed emaciato in
una frontalit ieratica da sfinge,
forse studiata al Museo Egizio di
Torino aggiorna liconografia,
alimentando un precoce dibattito
sul rinnovamento dellarte sacra.

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Pietro Annigoni
(Milano 1910-Firenze 1988)
Resurrezione di Lazzaro
1946
olio su tela su tavola; cm 98 x 80
Citt del Vaticano, Musei Vaticani,
Collezione dArte Contemporanea
Annigoni dipinge la Resurrezione
di Lazzaro in seguito alla morte
del fratello minore, avvenuta
dopo la liberazione da un campo
di concentramento, come per
esorcizzare la tragedia. Lartista,
che nel dopoguerra continua a
dimostrare propensione per i
temi sacri, immerge lepisodio
evangelico in unatmosfera
soprannaturale.

Baccio Maria Bacci


(Firenze 1888-1974)
Il figliol prodigo
1925
olio su tela; cm 70,5 x 60
Milano, Museo del Novecento
Bacci raffigura il momento della
parabola in cui il giovane, caduto
in povert, divenuto guardiano di
maiali e costretto a sfamarsi del
loro stesso cibo, decide di tornare
dal padre. Nonostante le citazioni
dal Seicento e da Caravaggio,
per la luce e la sua valenza
simbolica, il dipinto conserva una
forza novecentesca nelle scelte
cromatiche e nella condotta
pittorica.

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Arturo Martini
(Treviso 1889-Milano 1947)
Figliol prodigo
1927
bronzo; cm 219 x 149 x 100
Acqui Terme, Casa di Riposo
Jona Ottolenghi
Il tema, da ricondurre al clima
del ritorno allordine, come
metafora di una riconciliazione
tra modernit e classicit dopo
la frattura delle avanguardie,
assumeva anche valenza
autobiografica per la morte del
padre. Martini stesso afferma
di aver tratto spunti stilistici e
iconografici dallarte antica e
medievale.

Vita di Cristo: Passione, Via Crucis


La narrazione delle vicende di Cristo viene illustrata da opere
distanti cronologicamente, in un confronto fra espressioni
artistiche che hanno talvolta affrontato il tema sacro con
attualizzazioni significative e profonde. Veste moderna prende
lingresso di Cristo a Gerusalemme trasportato da Stanley
Spencer in una cittadina anglosassone o da Costetti nella
periferia fiorentina. Le stazioni della Via Crucis sono tema
ricorrente per gli artisti: alla stesura pittorica divisionista di
Previati, che accentua il valore simbolico dei colori, seguono
la misurata e piana modellazione di Maraini e la superficie
slabbrata, ferita, di Fontana che annuncia la dimensione astratta.
La dirompente interpretazione di Otto Dix rivela il dissenso
verso le atrocit moderne di cui la parabola dolorosa di Cristo
metafora.

Stanley Spencer
(Cookham 1891-Cliveden 1959)
Lentrata di Cristo in
Gerusalemme
1920
olio su tela; cm 114,2 x 144,8
Leeds, Leeds Museums and
Galleries
Spencer che traspone lEntrata
di Cristo nella natia Cookham,
davanti alla casa costruita dal
nonno, in uno spazio prospettico
distorto uno dei pi singolari
interpreti novecenteschi del tema
sacro, in cui introduce temi del
socialismo cristiano propugnato
da Harry Slesser, leader laburista
nella cui casa lartista viveva
quando dipinse il quadro.

24

25

Giovanni Costetti
(Reggio nellEmilia
1874-Settignano 1949)
Lentrata di Cristo in
Gerusalemme
1923-1926 circa
olio su cartone; cm 70 x 101
Firenze, Galleria darte moderna
di Palazzo Pitti
NellEntrata di Cristo, attualizzata
e trasposta tra le ciminiere della
periferia fiorentina, Costetti
introduce le proprie idee di
fraternit umana e di socialismo
cristiano, analoghe a quelle di
Spencer. Il linguaggio risente
del recente soggiorno parigino
e della conoscenza di Kees van
Dongen e Modigliani.

Stanley Spencer
(Cookham 1891-Cliveden 1959)
LUltima cena
1920
olio su tela; cm 91,5 x 122
Cookham, Stanley Spencer
Gallery
La Cena racchiusa nel granaio
annesso a Fernlea, la casa degli
Spencer a Cookham. Punto
focale del dipinto sono le pieghe
delle vesti, di aspetto fra cubista
e futurista, che culminano
nellinconsueto intreccio fra i
piedi nudi. I modelli compositivi
derivati da Donatello e i colori
chiari desunti da Giotto,
dovevano rendere la scena
espressione di una rinnovata arte
sacra.

26

Felice Carena
(Cumiana 1879-Venezia 1966)
Apostoli
1926
olio su tela; cm 135 x 190
Firenze, Galleria darte moderna
di Palazzo Pitti
Dopo lUltima cena Cristo si reca
nel Giardino degli ulivi a pregare,
mentre gli Apostoli che lo
accompagnano si addormentano.
Il dipinto riunisce citazioni da
fonti classiche, dal realismo
seicentesco e dal caravaggismo,
fondendole in una composizione
giocata su diagonali intrecciate e
armonizzata da una luce calda e
soffusa.

Giuseppe Montanari
(Osimo 1899-Varese 1976)
Il bacio di Giuda
1918
olio su tela; cm 80 x 96
Citt del Vaticano, Musei Vaticani
Limpostazione prospettica dal
sottins deforma e accentua la
fissit delle figure, bloccate in una
luce lunare, che non avvolge, ma
trasforma gli oggetti in elementi
geometrici e gli uomini in
statue. Nella pittura del giovane
Montanari anche il colore un
mezzo di espressione privilegiato
per rivisitare il dato reale.

27

Gaetano Previati
(Ferrara 1852-Lavagna 1920)
Ges coronato di spine
(I Stazione della Via Crucis)
1901-1902
olio su tela; cm 121 x 107
Citt del Vaticano, Musei Vaticani,
Collezione dArte Contemporanea
Questa prima Stazione animata
da toni caldi e tizianeschi, mentre
nelle successive diventano
pi freddi e le composizioni
pi ombrose, per indicare la
progressione della giornata e
il graduale oscuramento del
cielo. Lattenzione ai volti pone
lopera nellambito della ricerca
espressionistica, di matrice
nordica, sulla rappresentazione
degli stati danimo.

Antonio Maraini
(Roma 1886-Firenze 1963)
Via Crucis (Stazioni IV, VII)
1926
gesso; cm 120 x 80 ciascuna
Figline Valdarno, Chiesa di San
Francesco, Provincia Toscana di
San Francesco Stimmatizzato,
Ordine dei Frati Minori.
Donazione Giovanni Pratesi
La Via Crucis, commissionata a
Maraini per la cattedrale di Rodi
quando lisola era colonia italiana,
fu apprezzata per la capacit di
narrare il dramma sacro con una
sobriet nuova nellarte moderna.
Nelle formelle compaiono infatti
solo figure e dettagli essenziali
che permettono di identificare
il momento narrativo, rendendo
comprensibili le tappe della
Passione.
28

Lucio Fontana
(Rosario di Santa Fe 1899-Varese
1968)
Via Crucis (Stazioni II, III, XIII)
1955-1956 circa
cm 41,5 x 21 x 10 circa ciascuna
ceramica riflessata
Milano, Museo Diocesano,
provenienza Regione Lombardia
Questa Via Crucis, seconda
delle tre realizzate da Fontana,
detta bianca. Destinata alla
cappella dellistituto Ada Bolchini
dellAcqua di Milano, progettata
da Marco Zanuso, testimonia
il passaggio dellartista dalla
dimensione figurativa a quella
astratta. Le fenditure slabbrate
che incidono la materia ceramica
sono premessa ai tagli realizzati
dal 1958.

Georges Rouault
(Parigi 1871-1958)
Ecce Homo
1952
olio su compensato; cm 50 x 45
Citt del Vaticano, Musei Vaticani,
Collezione dArte Contemporanea
Il volto di Cristo stato oggetto
delle incessanti ricerche di
Rouault, il cui sentire religioso
nasce dalla solidariet verso la
sofferenza prodotta da violenza,
ingiustizia sociale, corruzione:
una spiritualit influenzata dal
filosofo Jacques Maritain, al quale
fu legato da profonda amicizia,
ma anche dal pensiero dello
scrittore cattolico Lon Bloy.

29

Georges Rouault
(Parigi 1871-1958)
Velo della Veronica
1946
olio su cartone su tavola
cm 51 x 37
Citt del Vaticano, Musei Vaticani,
Collezione dArte Contemporanea
La pittura di Rouault
caratterizzata da ampie stesure
di colore e linee di contorno
marcate che ricordano la
giovanile attivit di restauratore
di vetrate. Limmagine
bidimensionale poich il volto di
Cristo rimasto miracolosamente
impresso sul tessuto chiaro porto
da Veronica sulla via del Calvario
per asciugare sudore e sangue.

Gino Severini
(Cortona 1883-Parigi 1966)
Divino consolatore (VIII Stazione
della Via Crucis)
1944-1946
tecnica mista su cartone
cm 100 x 75,5
Cortona, Museo Diocesano del
Capitolo di Cortona
Con le stazioni della Via Crucis,
commissionate dal vescovo di
Cortona in adempimento a un
voto fatto a protezione della citt
nellavanzata del fronte bellico,
Severini realizzava un ciclo a
carattere sacro nella sua citt
natale, forte dellesperienza della
decorazione nelle chiese della
Svizzera romanda del periodo tra
le due guerre.

Otto Dix
(Gera 1891-Singen 1969)
Cristo e la Veronica
1943
olio su tavola; cm 81 x 100
Citt del Vaticano, Musei Vaticani,
Collezione dArte Contemporanea
Durante il secondo conflitto
mondiale Dix trova nei temi
religiosi un veicolo di espressione
del suo dissenso verso la guerra
e il regime nazista. Richiama la
contemporaneit lambientazione
in una citt moderna e
labbigliamento della folla, ma
non mancano echi da tavole
devozionali quattrocentesche e
da Goya.

30

31

Vita di Cristo: Crocifissione, Deposizione,


Piet, Resurrezione
I temi della Crocifissione e della Deposizione gi affrontati
con ottica nuova alla fine dellOttocento sono stati scelti da
numerosi artisti del Novecento in quanto vicini alla condizione
delluomo contemporaneo, soprattutto negli anni che seguono le
guerre, adatti a interpretazioni metaforiche e alla trasposizione
dei valori formali ed espressivi propri delle avanguardie: da quelli
espressionisti, ai cubisti ai futuristi. Saranno le drammatiche
vicende belliche a riportare il tema allattenzione degli artisti: tra
gli altri Chagall, Manz, Guttuso, hanno raccontato le vergogne
del nazismo e della guerra. La sezione propone esempi
divergenti che attraversano mezzo secolo e che esemplificano
le differenti tendenze e i conflitti espressivi nel rapporto fra arte
e sentimento del sacro. La Resurrezione di Cristo, pur essendo
evento nodale che distingue quella cristiana dalle altre religioni,
non stata tra i soggetti con cui gli artisti si sono confrontati
pi frequentemente tra la met dellOttocento e il secondo
dopoguerra.

Pablo Picasso
(Malaga 1881-Mougins 1973)
Cristo crocifisso
1896-1897
olio e carboncino su carta
cm 73,5 x 54,4
Barcellona, Museu Picasso, dono
di Pablo Picasso, 1970
Picasso esegue questo studio in
un periodo segnato dalla copia
di antichi maestri, in questo caso
Murillo. C chi ha visto nella testa
del Cristo la raffigurazione di un
cane o di lupo, anche se difficile
ipotizzare connotazioni blasfeme
in un quindicenne: lartista, pur
noto per il dichiarato ateismo, ha
infatti affrontato pi volte il tema
della Passione.

32

Max Ernst
(Brhl 1891-Parigi 1976)
Crocifisso
1914
olio su tela; cm 55 x 38
Citt del Vaticano, Musei Vaticani,
Collezione dArte Contemporanea
Il Crocifisso, tra le poche opere
di Ernst di soggetto sacro,
documenta gli anni della
formazione: consapevole delle
proposte dellavanguardia
europea, ma anche memore della
pittura di Grnewald, lartista
trasforma i riferimenti in un
linguaggio personale. Lopera
raro esempio dei suoi esordi
in ambito espressionista, prima
della partecipazione ai movimenti
Dada e surrealista.

Primo Conti
(Firenze 1900-Fiesole 1988)
Crocifissione
1924
olio su tela; cm 190 x 130
Firenze, Convento di Santa Maria
Novella
Liconografia tradizionale
trasformata in una scena
piramidale che converge verso la
testa di Cristo. La drammaticit
accentuata dalloscurit
seguita alleclissi di sole narrata
dai Vangeli e raffigurata sulla
destra: un notturno che attesta la
conoscenza dellarte del Seicento,
vista alla mostra fiorentina del
1922, che Conti rielabora in
maniera autonoma.

33

Marc Chagall
(Moishe Segal; Vitebsk 1887Saint-Paul-de-Vence 1985)
Crocifissione bianca
1938
olio su tela; cm 155 x 139,8
Chicago, The Art Institute of
Chicago, 1946.925, dono di Alfred
S. Alschuler
Il dipinto, eseguito nel 1938, un
atto di denuncia contro le
persecuzioni degli ebrei. Chagall
sostituisce il perizoma di
Cristo con lo scialle da preghiera,
la corona di spine con un
copricapo, introduce figure in
abiti tradizionali, sinagoghe
in fiamme, popolazioni in fuga.
Forse anche il dialogo
interreligioso che lanima, a farne
lopera preferita da papa
Francesco.

Giacomo Manz
(Giacomo Manzoni; Bergamo
1908-Ardea 1991)
Crocifissione
1939-1940
bronzo; cm 48 x 38 x 5,5
Roma, GNAM - Galleria Nazionale
dArte Moderna e Contemporanea
Allo scoppio della Seconda
guerra mondiale Manz esprime
il dissenso contro le dittature
introducendo nel tema sacro
elementi che lo attualizzano:
il soldato indossa lelmetto
dellesercito prussiano e le figure
sono drammaticamente nude.
Lopera suscit scandalo negli
ambienti pi conservatori e venne
accusata di blasfemia, ma vinse
ugualmente il Premio Bergamo.
34

Renato Guttuso
(Bagheria 1911-Roma 1987)
Crocifissione
1940-1941
olio su tela; cm 198,5 x 198,5
Roma, GNAM - Galleria Nazionale
dArte Moderna e Contemporanea
Negli anni della guerra Guttuso
volle dipingere un emblema laico
della disperazione collettiva
attraverso elementi tardo cubisti
ma con colore italiano. Censurato
perch Cristo coperto dalla
croce del ladrone e per la nudit
indecente della Maddalena, il
dipinto fu ugualmente premiato
con il secondo posto al Premio
Bergamo.

Graham Sutherland
(Londra 1903-1980)
Studio per la Crocifissione
1947
olio su masonite; cm 97 x 118
Citt del Vaticano, Musei Vaticani,
Collezione dArte Contemporanea
Lo studio parte della lunga
genesi dellopera che lartista
realizza per la chiesa di St.
Matthews a Northampton. Il
modello il Cristo dellAltare
di Isenheim di Grnewald
(1512-1516), oggi a Colmar, ma
Sutherland guarda anche al
Picasso di Guernica, a Bacon e
alle foto scattate dagli alleati
durante la liberazione nei campi
di concentramento nazisti.

35

Lucio Fontana
(Rosario di Santa Fe 1899
Varese 1968)
Crocifissione
1951
ceramica policroma
cm 68 x 40 x 30
Collezione privata

Pericle Fazzini
(Grottammare 1913-Roma 1987)
Deposizione
1946
bassorilievo in bronzo
cm 180,5 x 85 x 3,5
Roma, Galleria dArte Moderna
di Roma Capitale

Nel 1950 Lucio Fontana


accetta linvito a partecipare
al concorso per la V porta del
Duomo di Milano, e senza
unadesione religiosa, ma mosso
da uninclinazione spirituale dai
connotati universali inizia a
rinnovare il gi ampio ventaglio
di soggetti religiosi in ceramica
prodotti ad Albissola.

Lartista usa il tema sacro


per esprimere la propria
partecipazione ai dolorosi
eventi da poco vissuti, e per
sottolineare che il dramma
anche quello contemporaneo
alcune figure sono vestite con
abiti moderni. Ma il messaggio
positivo, con il vento che anima
la composizione, che spazza via
conflitti e dolori.

Emilio Vedova
(Venezia 1919-2006)
Crocifissione Contemporanea Ciclo della protesta n. 4
1953
oilo su tela; cm 130 x 170
Roma, GNAM - Galleria Nazionale
dArte Moderna e Contemporanea
Agli inizi degli anni cinquanta
Vedova avvia una serie di cicli
cui si dedicher per tutto il
decennio, in cui la pittura diventa
espressione gestuale, funzionale
a tradurre sullo spazio pittorico
il senso del vivere nel mondo
contemporaneo. Il soggetto sacro
scelto senza considerazione
di tipo religioso, n con intenti
blasfemi, ma solo per la potenza
del dramma che esprime.

36

Fausto Melotti
(Rovereto 1901-Milano 1986)
Deposizione
1933
bronzo; cm 86 x 60 x 26
Collezione privata
Melotti matura nel contesto
della Scuola Professionale
di Cant una produzione di
opere di iconografia sacra,
tra cui la Deposizione e la
Cena in Emmaus, ambedue in
mostra. Nella sintesi plastica dei
volumi lartista mostra traccia
dellinsegnamento accademico
di Wildt e, nellapproccio scabro
ed essenziale con cui sono resi
i corpi, della lezione di Arturo
Martini.

37

Felice Carena
(Cumiana 1879-Venezia 1966)
Deposizione
1938-1939
olio su tela; cm 197 x 145
Citt del Vaticano, Musei Vaticani,
Collezione dArte Contemporanea
La Deposizione datata 19381939, ma gi nel 1934 era nello
studio fiorentino di Carena. Pur
dichiarando di voler immergere
larte in unumanit sempre
maggiore il pittore che ha dato
al Cristo la propria fisionomia
e alla Vergine quella della
moglie mantiene i riferimenti a
Michelangelo delle Piet Bandini
e Rondanini, e a El Greco.

Luigi Bonazza
(Arco 1877-Trento 1965)
Deposizione
1916 circa
matita e pastello su carta
cm 82 x 176
Trento, collezione privata
Bonazza si form e visse a lungo
a Vienna, prendendo parte alla
Secessione. Tornato in Trentino,
allora austriaco, con la sua pittura
testimonia il perdurare in Italia
dello stile secessionista. Questa
tempera, tra le poche opere di
soggetto sacro del pittore, rinvia
alla Piet che Franz von Stuck
aveva dipinto nel 1891, a sua volta
prendendo spunto da Holbein.

38

Vincent van Gogh


(Groot Zundert 1853-Auvers-surOise 1890)
Piet (da Delacroix)
1889 circa
olio su tela; cm 41,5 x 34
Citt del Vaticano, Musei Vaticani,
Collezione dArte Contemporanea
Nonostante la vocazione
religiosa Van Gogh affront
raramente soggetti sacri e
solo reinterpretando lavori di
altri, come la Piet di Eugne
Delacroix, del 1850, di cui
possedeva una riproduzione
in bianco e nero. A questo
Cristo, lunico da lui raffigurato,
dai capelli rossi e dalla barba
corta, lartista ha dato le proprie
fattezze, a pochi mesi dal
suicidio.

Tullio Garbari
(Pergine Valsugana 1892-Parigi
1931)
Il deposto
1929
olio su cartone; cm 49 x 34
Firenze, Musei Civici Fiorentini,
Collezioni del Novecento
Il deposto incarna il concetto,
espresso da Maritain, di
maladresse (lessere maldestro),
che arricchisce il processo di
creazione artistica, conducendo
a una pittura dai toni umani
e religiosi. Garbari rielabora
qui opere di Mantegna e
Orazio Borgianni con uno stile
consapevole di Rousseau il
Doganiere, del primitivismo
europeo e della pittura
devozionale popolare.
39

mile Bernard
(Lille 1868-Parigi 1941)
Resurrezione
1925-1930
olio su cartone; cm 69 x 96
Citt del Vaticano, Musei Vaticani,
Collezione dArte Contemporanea
Rielaborazione di un disegno
di Michelangelo oggi al castello
di Windsor, databile intorno
al 1532 e mai realizzato in
opera compiuta, di cui
incerta la destinazione. Il
linguaggio pittorico di Bernard
caratterizzato da accenti
fortemente espressivi, nei pesanti
contorni neri delle figure, e da
unintensa matericit nella stesura
del colore.

Fausto Melotti
(Rovereto 1901-Milano 1986)
Cena in Emmaus
1933
bronzo; cm 90 x 60 x 36
Collezione privata
Melotti nei primi anni trenta
tentando un rinnovamento
dellarte sacra rimedita la
lezione di Valori Plastici e
del primitivismo di Carr, che
si manifesta nel trattamento
grafico delle superfici, nella resa
dei volti, negli arti tubolari, nel
precario equilibrio spaziale e nella
prospettiva ribaltata della tavola.

40

Severini:
la decorazione
murale tra
spiritualit
e poesia

Attraverso una selezionatissima scelta di progetti


decorativi viene ripercorsa lattivit svolta da
Gino Severini (Cortona 1883-Parigi 1966) nella
decorazione delle chiese svizzere di Semsales
(1925-1926), La Roche (1927-1928), Tavannes
(1930), Saint-Pierre a Friburgo (1931-1932; 19501951), Notre-Dame du Valentin a Losanna (19331934). Una sequenza di cantieri che lo designer
fra i principali protagonisti del rinnovamento
dellarte sacra anche per il fondamentale apporto
spirituale e teorico di Jacques Maritain, con
il quale Severini condivider la convinzione
che larte cristiana quella che sgorga da un
cuore abitato dalla grazia. Si tratta dunque
del fervido rapporto di amicizia fra il filosofo e
lartista, che avrebbe contribuito a dare origine a
contesti figurativi e concettuali quali si venivano
auspicando negli ambienti del progressismo
cattolico, favorevoli a riforme iconografiche e in
particolar modo al rinnovamento dellarchitettura
sacra.

41

Gino Severini
(Cortona 1883-Parigi 1966)
Studio relativo a una prima
soluzione per le finestre della
navata laterale della chiesa di
Saint-Nicolas de Myre a Semsales
1924-1925
tempera, inchiostro e acquarello
su cartoncino; mm 325 x 220
Collezione privata

Alexandre Cingria
(Ginevra 1879-Losanna1945)
Studio di vetrata per la chiesa di
Saint-Nicolas de Myre a Semsales
1924
tempera e matita su lucido
mm 275 x 405
Roma, Collezione Romana
Severini Brunori

Gino Severini
(Cortona 1883-Parigi 1966)
A. Angelo
Bozzetto per un mosaico della
chiesa di Saint-Nicolas de Myre
a Semsales
1926
tempera su carta; mm 150 x 150
Strasburgo, Collections de
la Bibliothque Nationale et
Universitaire.

B. Simboli del Sacro Cuore e


dellEucaristia
Bozzetto per un motivo
decorativo della chiesa
di Saint-Nicolas de Myre
a Semsales
1927
tempera su carta; mm 240 x 170
Kolbsheim, Collections Cercle
dtudes Jacques et Rassa
Maritain

Gino Severini
(Cortona 1883-Parigi 1966)
Bozzetto di una parte dellabside
della chiesa di La Roche
1927
tempera e matita su cartoncino
mm 538 x 379
Roma, Collezione Romana
Severini Brunori

42

43

Gino Severini
(Cortona 1883-Parigi 1966)
Natura morta
Bozzetto per laffresco del cielo
della tribuna della chiesa
di La Roche
1927
tempera su cartoncino
mm 365 x 345
Ravenna, Liceo Artistico Nervi Severini

Gino Severini
(Cortona 1883-Parigi 1966)
A. Piet
Bozzetto per laffresco dellarco
trionfale della chiesa di La Roche
1927-1928
tempera su cartone
mm 230 x 460
Roma, Collezione Romana
Severini Brunori

B. Annunciazione
Studio per un affresco dellarea
absidale della chiesa di NotreDame du Valentin a Losanna
1933
tempera su cartoncino
mm 260 x 180
Collezione privata

Gino Severini
(Cortona 1883-Parigi 1966)
Bozzetto per il progetto
decorativo dellinterno della
chiesa di Saint-Pierre a Friburgo
1931
tempera, oro e argento su
cartoncino; mm 555 x 410
Roma, Collezione Romana
Severini Brunori

Gino Severini
(Cortona 1883-Parigi 1966)
A. Bozzetto per il progetto
decorativo dellinterno della
chiesa di Saint-Pierre a Friburgo
dalla navata laterale
1931
tempera su carta
mm 560 x 415
Roma, Collezione Romana
Severini Brunori

B. Bozzetto per la tribuna della


chiesa di Saint-Pierre a Friburgo
1931
tempera e oro su cartoncino
mm 434 x 1150
Collezione Franchina
C. Re Davide e angeli musicanti
Bozzetto per la pittura della
tribuna dellorgano della chiesa di
La Roche
1927-1928
tempera, matita e oro su
cartoncino
mm 269 x 744
Collezione Franchina

44

45

Gino Severini
(Cortona 1883-Parigi 1966)
Decorazione per la tomba del
figlio Jacques
1933-1934
mosaico; cm 64 x 34,5
Roma, Collezione Romana
Severini Brunori

Gino Severini
(Cortona 1883-Parigi 1966)
A1. Studio per il baldaquin
della chiesa di Saint-Nicolas
de Myre a Semsales
1925
matita su carta; mm 190 x 208
Roma, Collezione Romana
Severini Brunori

A2. Studio per il baldaquin


della chiesa di Saint-Nicolas
de Myre a Semsales
1925
tempera e matita su cartoncino
mm 110 x 197
Roma, Collezione Romana
Severini Brunori
Gino Severini
(Cortona 1883-Parigi 1966)
A. La consegna delle chiavi
a san Pietro
Bozzetto per la versione
definitiva del mosaico dellaltare
della chiesa di Saint-Pierre a
Friburgo
1950
tempera su cartoncino
mm 561 x 416
Roma, Collezione Romana
Severini Brunori

B. Mosaico da un particolare de
La consegna delle chiavi a san
Pietro nella chiesa di Saint-Pierre
a Friburgo
1950-1951
mosaico; cm 54,5 x 42,2
Collezione Franchina

46

A3. Studio di fregio per il


baldaquin della chiesa
di Saint-Nicolas de Myre
a Semsales
1925
tempera e matita su cartoncino
mm 68 x 237
Roma, Collezione Romana
Severini Brunori
B1. Santo con mani giunte
Studio per una figura del mosaico
della facciata della chiesa di
Christ-Roi a Tavannes
1930
matita su carta; mm 337 x 260
Roma, Collezione Romana
Severini Brunori

47

B2. Santo orante


Studio per una figura del mosaico
della facciata della chiesa
di Christ-Roi a Tavannes
1930
matita su carta; mm 337 x 260
Roma, Collezione Romana
Severini Brunori

B3. Vergine
Studio per una figura del mosaico
della facciata della chiesa
di Christ-Roi a Tavannes
1930
matita su carta; mm 337 x 260
Roma, Collezione Romana
Severini Brunori

D. Studio per labside


della chiesa di Saint-Pierre
a Friburgo
1931-1932
china su carta; mm 174 x 100
Roma, Collezione Romana
Severini Brunori

E. Studio per archi e sottarchi


della chiesa di Notre-Dame
du Valentin a Losanna
1933
tempera su carta; mm 210 x 135
ciascuna delle 3 tempere
Roma, Collezione Romana
Severini Brunori

C. Studio per il mosaico del coro


della chiesa di Saint-Pierre
a Friburgo
1931
pastello e matita su carta
mm 320 x 235
Roma, Collezione Romana
Severini Brunori

48

49

Spazi
del sacro
Spazio, luce, sacralit
2015
Video installazione
Trittico su 3 schermi 65 montati in verticale; durata: 12
Ideazione e regia: Vincenzo Capalbo, Marilena Bertozzi
Realizzazione: Art Media Studio, Firenze
FLC by SIAE 2015
Il video-trittico attraverso suggestioni visive, immagini,
luce, suoni, esplora lo spazio della chiesa e racconta
levoluzione dellarchitettura sacra, dalle esperienze
italiane di San Paolo dentro le mura, al rifacimento delle
facciate del duomo di Napoli, Amalfi e di Santa Maria
del Fiore a Firenze in stile neogotico, fino alla chiesa
di Notre Dame de la Consolation a Rancy, progettata
da Auguste Perret in cemento armato, in cui avviene il
passaggio dallo storicismo alla modernit. Immagini che
si susseguono fino ad arrivare alla sublimazione dello
spazio e della luce attraverso la cripta della chiesa del
complesso monastico della Tourette a Eveux e della
cappella di Notre Dame du Haut a Ronchamp di Le
Corbusier. Lo schermo triplice si ispira a una pala daltare
in cui le rappresentazioni in movimento raccontano larte
dellarchitettura, lo spazio come elemento narrativo,
capolavoro scultoreo dominato da una profonda
spiritualit.

50

51

La Chiesa

Maurice Denis
(Granville 1870-Parigi 1943)
Preparazione dellincensiere;
Preparazione dei cesti dei fiori
dal ciclo Esaltazione della santa
Croce e glorificazione
del sacrificio della messa
1899
olio su tela; ciascuna cm 250 x 115
Parigi, Muse dOrsay, in deposito
dal Muse des Arts Dcoratifs

Sino a tutto lOttocento cardinali e pontefici


sono stati rappresentati con lintenzione di
sottolineare il fasto e il potere della Chiesa,
mentre nel Novecento le stesse figurazioni
assumono un significato controverso in
artisti come Scipione, Wildt o Manz. Il ruolo
della decorazione evocato dai pannelli di
Maurice Denis e dai bozzetti riconducibili
alla benedettina scuola di Beuron, con
sede nellomonimo monastero tedesco ma
composta da artisti di varie provenienze
europee, fra le prime esperienze di rinascita
dellarte sacra fra XIX e XX secolo. Alcuni
arredi liturgici, come la casula disegnata
da Matisse, richiamano in parallelo il rituale
cattolico.
La figura di san Francesco, spesso
rappresentata in coincidenza con il VII
Centenario della morte, nel 1926, e poi
con la proclamazione del santo a patrono
dItalia nel 1939 anche in rapporto alla
propaganda attuata dal regime fascista
qui testimoniata dal marmo di Wildt.

Le tele fanno parte della


decorazione della cappella del
collegio di Sainte-Croix a Le
Vsinet, prima opera di Denis
destinata a un luogo sacro. La
visione architettonica dello
spazio, evidente nella pergola,
deriva dalla svolta classica del
pittore, che aveva da poco
visitato il Raffaello del Vaticano e
rivisto gli affreschi di Piero della
Francesca ad Arezzo.

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Padre Desiderius (Peter)


Lenz OSB
(Haigerloch 1832-Beuron 1928)
Storie di Maria (Santa Maria
di Loreto, Cappella Tedesca)
1891
matita su carta; mm 198 x 617
Beuron, Kunstarchiv der
Benediktiner-Erzabtei Sankt
Martin
Il progetto di ristrutturazione e
decoro della basilica di Santa
Maria a Loreto comprendeva
la committenza della parete
presbiteriale, definita Cappella
Tedesca, che fu affidata al
benedettino padre Desiderius
Lenz e a Ludovico Seitz. Padre
Desiderius, iniziatore della
Beuronschule, si fece promotore
di una rifondazione dellarte
sacra.

Padre Desiderius (Peter)


Lenz OSB
(Haigerloch 1832-Beuron 1928)
1891
A. La visione di san Benedetto
matita e acquarello su carta
mm 188 x 99

B. La morte di san Benedetto


inchiostro, matita e acquarello
su carta; mm 192 x 117

C. Visione della morte e del


transito di san Benedetto
matita e inchiostro acquarellato
su carta; mm 192 x 110
Beuron, Kunstarchiv der
Benediktiner-Erzabtei Sankt
Martin
Bozzetti per il ciclo decorativo
del 1896 detto della Croce,
destinato alla Torretta
dellabbazia di Montecassino,
distrutta nel bombardamento
del 15 febbraio 1944.

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Padre Willibrord (Jan)


Verkade
(Zaandam 1868-Beuron1946)
Maria e Eva (LImmacolata
Concezione e il peccato originale)
1905
matita e carboncino su cartone
mm 2105 x 1600
Beuron, Kunstarchiv der
Benediktiner-Erzabtei Sankt
Martin
Il bozzetto fu presentato nel 1905
alla XXIII Esposizione
della Secessione Viennese,
insieme a una sezione di opere
della Scuola dArte di Beuron
(Beuronschule).

Adolfo Wildt
(Milano 1868-1931)
San Francesco
1925
marmo; cm 45 x 47 x 26
Forl, Palazzo Romagnoli,
Collezioni del Novecento
Il San Francesco fu
commissionato dal diplomatico
forlivese Raniero Paulucci di
Calboli in vista del 1926, settimo
centenario della morte del
santo. Presentata alla Biennale
di Venezia lopera suscit
un dibattito tra chi critic
laspetto emaciato o leccessivo
virtuosismo della lavorazione, e
quanti apprezzarono lo sforzo di
smaterializzare il marmo.

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Gerardo Dottori
(Perugia 1884-1977) disegno;
Giulio Cesare Giuliani
(Viterbo 1882-Roma 1954),
realizzazione
San Francesco
1933
vetrata legata a piombo
cm 85 x 55
Roma, Vetrate dArte Giuliani
Nei primi anni trenta lartista era
giunto allapice di un percorso di
ricerca sul tema religioso e sulla
definizione di nuovi codici per
larte sacra moderna, utilizzando
il linguaggio dellAeropittura, le
cui visioni dallalto offrivano un
mezzo per esprimere lo stupore
delluomo di fronte alla grandezza
della natura.

Adolfo Wildt
(Milano 1868-1931)
Pio XI
1926
marmo con dorature
cm 113 x 116 x 65
Citt del Vaticano, Musei Vaticani,
Collezione dArte Contemporanea
Nella fissit dello sguardo, nella
rigidit del busto e nei simboli
dorati il Pio XI icona della
Chiesa in terra, idolo moderno,
pi che ritratto di un uomo.
Il busto concilia realismo e
astrazione, sintetizzando, in
una lavorazione virtuosistica,
ispirazioni tratte dalla pittura
ferrarese del Quattrocento e dalla
scultura del Seicento.

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Scipione
(Gino Bonichi; Macerata 1904Arco 1933)
Il Cardinale Decano
(Ritratto del cardinal Vannuttelli)
1930
olio su tavola; cm 133,7 x 117,3
Roma, Galleria dArte Moderna di
Roma Capitale
I simboli che circondano il
cardinale, seduto davanti a San
Pietro, rinviano alliconografa
cristiana, al papato e
allApocalisse, ma Scipione con
una pittura che rimanda al clima
dellEspressionismo europeo
unisce la visionariet onirica alla
sontuosit, sensualit e caducit
della Roma barocca, quasi in un
presagio della fine imminente.

Giacomo Manz
(Giacomo Manzoni; Bergamo
1908-Ardea 1991)
Grande cardinale
1955
bronzo; cm 209 x 114 x 130
Venezia, Fondazione Musei Civici
di Venezia, Galleria Internazionale
dArte Moderna di Ca Pesaro
Scrive Manz: La prima volta
che vidi i cardinali fu in San Pietro
nel 1934; mi impressionarono per
le loro masse rigide, immobili,
eppure vibranti di spiritualit
compressa. Li vedevo come
tante statue, una serie di cubi
allineati. Lartista li trasform
in composizioni prive di intento
ritrattistico, per trasmettere non
la maest della Chiesa, ma la
maest delle forme.
58

Alfredo Ravasco
(Genova 1873-Ghiffa 1958)
Reliquiario dei santi Gervasio
e Protasio
1936
argento dorato, lapislazzuli,
cristallo di rocca, pietre, perle
urna cm 50,2 x 60 x 22;
basamento cm 5,2 x 28 x 72,2
Milano, Capitolo del Duomo
di Milano
Il reliquiario, donato al Duomo
di Milano dal cardinale Schuster,
mostra riferimenti allarchitettura
religiosa razionalista, introdotta in
Italia dai primi anni trenta.
La semplificazione formale e la
decorazione affidata alle cromie
dei materiali, ha fatto attribuire
larredo ad Alfredo Ravasco, uno
dei protagonisti del rinnovamento
delloreficeria legata al culto.

Henri Matisse
(Le Cateau-Cambrsis 1869-Nizza
1954)
Casula verde
1951
seta; cm 127 x 192
Citt del Vaticano, Musei Vaticani,
Collezione dArte Contemporanea
La casula era destinata, insieme ad
altre cinque nei diversi colori della
liturgia, alla Cappella del Rosario di
Vence, nata dalliniziativa di soeur
Jacques-Marie, ex infermiera di
Matisse e poi novizia del convento
domenicano di Lacordaire. Per
queste vesti liturgiche lartista si
confront con padre Alain Couturier,
protagonista del rinnovamento
dellarte sacra in Francia.
59

Preghiera

Il percorso espositivo si chiude con la


sommessa evocazione della Preghiera: la
preghiera che scandisce i giorni, incarnata
dalla scultura di Vincenzo Vela che
conferisce alla figura sentimenti di intimit
domestica e fede privata, o dallAngelus
di Millet, paradigma universale di una
devozione profondamente radicata nel
lavoro e nel flusso delle stagioni, o ancora
personificata dalla lirica introspezione della
fanciulla di Casorati. Lorazione del padre
di Munch, in un clima nordico carico di
angoscia, affiancata a quella mediterranea,
ma non per questo meno drammatica, del
cieco di Viani, mentre nella preghiera della
sera, quel momento di raccoglimento e
intimit che precede il sonno, Cagnaccio
di San Pietro fa convergere significati
di innocenza infantile e di purezza di
sentimento religioso. Mara Blanchard
affronta un tema, quello delle comunicande
spesso frequentato dagli artisti
trasformandolo in unimmagine dal tono
onirico, in una figura dallatteggiamento
ieratico, da moderno mosaico.

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Vincenzo Vela
(Ligornetto 1820-1891)
La preghiera del mattino
1846
gesso; cm 139 x 59,4 x 72,6
Ligornetto-Mendrisio, Museo
Vincenzo Vela, Ufficio federale
della cultura
Il gesso preparatorio della
scultura in marmo commissionata
al giovane Vela dal conte
Giulio Litta Visconti, patriota e
collezionista di pittura romantica,
seguendo le sollecitazioni di
Francesco Hayez. Aggiornando
lidea compositiva della Fiducia
in Dio di Bartolini, Vela conferisce
alla figura sentimenti di intimit
domestica e fede privata.

Jean-Franois Millet
(Grville 1814-Barbizon 1875)
LAngelus
1857-1859
olio su tela; cm 55,5 x 66
Parigi, Muse dOrsay, legato di
Alfred Chauchard, 1910
La celeberrima composizione
divenuta icona mondiale
di una spiritualit collegata
al sentimento della natura e
allumana fatica, tradotta nella
semplice, ma solenne, gestualit
delle due figure, che si stagliano
sullampio paesaggio in cui
svetta la torre campanaria da
cui si diffondono i rintocchi
dellAngelus che invitano alla
preghiera serale.

61

Edvard Munch
(Lten 1863-Ekely 1944)
Vecchio in preghiera
1902
xilografia a due legni stampata su
carta giapponese; mm 519 x 376
Citt del Vaticano, Musei Vaticani,
Collezione dArte Contemporanea
La xilografia rappresenta il
padre immerso in preghiera,
come Munch laveva sorpreso
molti anni prima tornando a
casa dopo unaccesa lite avuta
con lui. Lartista rende visibile
lo stato psicologico delluomo,
di temperamento nervoso,
ossessivamente religioso al limite
della psicosi, affiancandogli
una grande ombra proiettata sul
muro.

Mara Blanchard
(Santander 1881-Parigi 1932)
La comunicanda
1914-1920
olio su tela, collage; cm 180 x 124
Madrid, Museo Nacional Centro
de Arte Reina Sofa
Il dipinto, iniziato a Madrid nel
1914, fu poi ultimato a Parigi.
La comunicanda che reca
tracce dellesperienza cubista
nella rigidit delle linee e nel
disegno, ma mostra anche una
certa crudezza che rinvia a Jos
Gutirrez Solana fa trasparire la
profonda amarezza esistenziale
dellautrice, figura magica e
dolente, segnata nel fisico sin
dalla nascita.

Felice Casorati
(Novara 1883-Torino 1963)
La preghiera
1914
tempera su fustagno
cm 130 x 120
Verona, Galleria dArte Moderna
Achille Forti
Nel dipinto convivono la linea
che profila la testa della giovane
in una semplificazione dovuta
al dialogo di Casorati con
Arturo Martini e allesercizio
xilografico, ma anche la sua
passione per Klimt e per lo
stile decorativo secessionista,
insieme a riferimenti al gusto
orientaleggiante e ad attinenze
con modelli botticelliani.

62

63

Lorenzo Viani
(Viareggio 1882-Ostia 1936)
La preghiera del cieco
1920-1923
carboncino, tempera e olio su
cartone; cm 96,6 x 66,5
Viareggio, Galleria dArte
Moderna e Contemporanea
Lorenzo Viani
Viani fonde accenti espressionisti,
tematiche sociali ed echi del
Duecento e Trecento toscani,
attraverso una pittura scarna
e ruvida su supporti poveri,
funzionale alla narrazione di un
mondo di emarginati e diseredati.
La preghiera del cieco trasmette
la potenza di evidenti arcaismi e
di alterazioni anatomiche, uniti a
una riverente religiosit.

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Cagnaccio di San Pietro


(Natale Scarpa; Desenzano del
Garda 1897-Venezia 1946)
Preghiera
1932
olio su tavola; cm 80 x 60
Roma, GNAM - Galleria Nazionale
dArte Moderna e Contemporanea
Lopera costruita da pochi
elementi cromatici: candide la
camicia da notte e le lenzuola,
bianche le pareti della stanza
che chiudono la scatola spaziale,
con lunico inserto della tavoletta
votiva. Il chiarore determina
unatmosfera di sospensione,
ma una luce esterna al quadro
investe il volto del bambino,
acquisendo significato simbolico.

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Testi pannelli
Lucia Mannini, Anna Mazzanti, Ludovica Sebregondi
Testi didascalie
Ludovica Sebregondi
Coordinamento editoriale
Ludovica Sebregondi
Manuela Bersotti
Progetto grafico
RovaiWeber design

La pubblicazione riunisce i testi


esplicativi della mostra
Bellezza divina tra Van Gogh,
Chagall e Fontana
Firenze, Palazzo Strozzi
24 settembre 2015-24 gennaio 2016
a cura di
Lucia Mannini, Anna Mazzanti,
Ludovica Sebregondi, Carlo Sisi
Promossa e organizzata da
Fondazione Palazzo Strozzi
con la collaborazione di
Arcidiocesi di Firenze
Ex Soprintendenza Speciale per il Patrimonio Storico, Artistico
ed Etnoantropologico e per il Polo Museale della citt di Firenze
Musei Vaticani
Con il sostegno di
Comune di Firenze
Camera di Commercio di Firenze
Associazione Partners Palazzo Strozzi
Regione Toscana
Main Sponsor
Banca CR Firenze
Sotto lAlto Patronato del Presidente
della Repubblica Italiana
Con il patrocinio di
Ministero dei Beni e delle Attivit Culturali e del Turismo
Consolato onorario di Francia a Firenze
Expo Milano 2015

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Fondazione Palazzo Strozzi


Piazza Strozzi, 50123 Firenze

www.palazzostrozzi.org