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Introduzione ai circuiti

Appunti corso di Elettrotecnica


Ingegneria Informatica
Prof. Giovanni Petrone
Dip. Ingegneria dellInformazione, Ingegneria Elettrica e Matematica Applicata
(D.I.E.M.)
Universit`
a degli Studi di Salerno - Italy

Anno Accademico 2015-2016

Universit`
a degli studi di Salerno -G.Petrone - gpetrone@unisa.it

Appunti corso di Elettrotecnica Ingegneria Informatica

Introduzione ai circuiti

LElettrotecnica `
e la disciplina ingegneristica che studia, attraverso opportuni
modelli, il comportamento elettrico di oggetti fisici reali. E possibile
rappresentare un oggetto fisico, anche molto complesso, mediante uno o pi`
u
elementi idealizzati detti componenti.
Unarete elettrica o un circuito elettrico `
e una struttura pi`
u o meno
articolata ottenuta dallinterconnessione di pi`
u componenti che consente di
descrivere in maniera rigorosa linsieme di quei fenomeni (macroscopici) che
coinvolgono le cariche elettriche e le loro interazioni allinterno delloggetto reale.

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Introduzione ai circuiti

Componenti
Un componente `
e un sistema, sede di fenomeni elettromagnetici, caratterizzato da:
una superficie limite che lo racchiude (linvolucro protettivo);
N terminali o morsetti che consentono il collegamento con altri componenti.

Classificazione dei componenti


Nel caso in cui il numero di morsetti siano N si parla
di N-poli
Nel caso di componenti a due morsetti si parla di
bipoli.
Ad ogni componente `
e associato uno schema
circuitale che consente di riconoscerne la funzionalit`
a.

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Introduzione ai circuiti
Limiti di validit`
a del circuito a parametri concentrati
Un oggetto fisico pu`
o essere rappresentato mediante un circuito elettrico a parametri concentrati se le
sue dimensioni (ci si pu`
o riferire alla dimensione massima L) risultano significativamente minori della
lunghezza donda (), questultima dipende dalla frequenza (f ) di funzionamento del sistema secondo la
relazione = c/f .
In un circuito a parametri concentrati, i tempi di propagazione dei segnali sono trascurabili e, quindi, le
dimensioni fisiche dei collegamenti e dei componenti sono ininfluenti.
I circuiti elettrici sono detti a costanti distribuite quando i principali fenomeni elettrici non possono
essere confinati in volumi di spazio ben definiti, ovvero quando il segnale impiega un tempo non
trascurabile (rispetto al periodo del segnale) per propagarsi allinterno del circuito stesso. In tal caso le
dimensioni fisiche delloggetto condizionano il comportamento elettrico (pi`
u precisamente il
comportamento elettromagnetico) del sistema.

Esempi
Una linea di distribuzione dellenergia elettrica di 10 km pu`
o
essere analizzata con un circuito a parametri concentrati? Si
La frequenza della linea elettrica in Italia `
e f0 = 50Hz a cui
corrisponde una lunghezza donda paria a:
3 108 m/s
c
6
=
0 =
= 6 10 m = 6000Km
f0
50Hz
Un circuito elettronico con frequenza f1 = 1GHz ha una
lunghezza donda di:
3 108 m/s
c
=
= 0.3m
1 =
f1
1GHz

L << 6000Km

L << 30cm

Lanalisi di un circuito a parametri concentrati d`


a risultati
affidabili solo se `
e rispettata la condizione L << 0

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Introduzione ai circuiti

PROPRIETA DELLA MATERIA: La carica elettrica


La carica elettrica `
e una caratteristica intrinseca delle particelle fondamentali
che costituiscono la materia.
La carica si presenta sotto due specie, indicate come carica positiva (+)
associata ai protoni e carica negativa (-), associata agli elettroni di un atomo.
Lunit`
a di misura della carica `
e il Coulomb (C).
La pi`
u piccola quantit`
a di carica `
e quella dellelettrone:
Carica elettrone = q = 1.6 1019 C
Legge di Coulomb
La forza di interazione tra due cariche elettriche (q1 ,q2 ) fisse e puntiformi, poste nel
vuoto a distanza r, `
e data dalla relazione:
F =

1 q1 q2
40 ri2

dove 0 `
e la costante dielettrica del vuoto.
F `
e un vettore la cui direzione `
e la retta passante per q1 q2 mentre il verso dipende
dal segno delle cariche. Cariche uguali si respingono, cariche opposte si attraggono.

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Introduzione ai circuiti

GRANDEZZE DI INTERESSE
Nello studio di un circuito elettrico siamo interessati a determinare due grandezze
principali:

Corrente elettrica

Tensione elettrica

La corrente elettrica descrive il moto delle cariche elettriche


La tensione elettrica descrive il lavoro fatto per trasportare le cariche da una
posizione ad unaltra allinterno del circuito.
Risoluzione di un circuito
La caratterizzazione completa di un circuito richiede la conoscenza delle correnti e
delle tensioni di tutti i componenti della rete.

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Introduzione ai circuiti

Che cos`
e la corrente elettrica
Si definisce intensit`
a di corrente elettrica la quantit`
a di carica netta che attraversa
la superficie orientata S nellunita di tempo:
-

i(t) =

dq(t)
|S
dt

Definizione vettore densit`


a di corrente
La carica netta risulta essere la somma delle cariche positive che si muovono in verso
concorde alla normale a S e delle cariche negative che si muovono in verso opposto.
La distribuzione della corrente elettrica sulla superficie S `
e definito vettore densit`
a di
corrente
J . La corrente iS che attraversa la superficie S pu`
o essere quindi calcolata
come il flusso del vettore
J:

iS =
S

J ndS

dove n `
e il vettore normale alla superficie S.
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Introduzione ai circuiti

Legge di conservazione della carica


La carica elettrica contenuta in un volume , delimitato da una superficie chiusa
obbedisce alla seguente legge di conservazione:
"
P

J ndS =
t

dv =

Q
t

dove `
e la densit`
a di carica spaziale.
Dalle espressioni precedenti si deduce che:
La carica non pu`
o essere n
e generata, n
e distrutta, ma solo trasferita.
In condizioni stazionarie la carica totale allinterno di una superficie chiusa rimane
costante.
In condizioni stazionarie il flusso della corrente attraverso una superficie chiusa `
e nullo:
"

J ndS = 0

iP =
P

La precedente relazione pu`


o essere considerata valida anche in regime di

funzionamentolentamente variabile, dove il contributo Q


`
e trascurabile.
t

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Introduzione ai circuiti

Definizione del verso della corrente


In un componente il valore della corrente ha senso solo se ad essa `
e associato un
riferimento che ne indica il verso. La corrente `
e una grandezza scalare il cui segno
dipende dal riferimento adottato.
Il verso della corrente viene rappresentata attraverso una freccia sovrapposta al
componente; si dice in tal caso che si `
e scelto un riferimento per la misura della
corrente
Osservazione
Il verso scelto per la corrente indica il verso di un moto di cariche positive.
Scelta del riferimento di corrente

iAB

iBA

?
A

?
B

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iAB = iBA

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Introduzione ai circuiti

Unit`
a di misura della corrente elettrica

Table: Multipli e
sottomultipli

Nel Sistema Internazionale [SI] lintensit`


a di
corrente si misura in Amp`
ere [A]:
1 Amp
ere =

1 Coulomb
1 Secondo

Nellambito applicativo si incontrano correnti che


vanno dalle migliaia di ampere ai pico ampere.

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kA
MA
GA
TA

103
106
109
1012

mA
A
nA
pA

103
106
109
1012

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Introduzione ai circuiti

Campo elettrico
Il rapporto tra la forza agente sulla carica q e la carica stessa `
e un vettore che prende
il nome di campo elettrico:

F
E =
q
dove F `
e la forza agente su q prodotta da una qualsiasi distribuzione statica di cariche
elettriche.
Nel vuoto o in presenza di mezzi lineari la sovrapposizione degli effetti consente di
calcolare F applicando ripetutamente la legge di Coulomb tra le cariche qi e la carica
q:

F =

n
X
1 qi q
40 ri2
i=1

E =

n
X
1 qi
40 ri2
i=1

Nel Sistema Internazionale il campo elettrico si misura in Volt/metro:

Volt
Newton
=
metro
Coulomb
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Introduzione ai circuiti

Lavoro e tensione elettrica


Per muovere una carica elettrica q da un punto ad un altro `
e necessario effettuare
un lavoro ovvero spendere energia.

+
A

vAB

W =

AB

F dl

In generale, il lavoro dipende dal percorso .


Tensione elettrica
Si definisce tensione elettrica tra un punto iniziale (A) e un punto finale (B) lungo la
linea orientata , il rapporto tra il lavoro fatto per spostare la carica q e la carica
stessa:

vAB| =

W
=
q

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F
dl = E dl
q

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Introduzione ai circuiti

Unit`
a di misura della tensione elettrica

Table: Multipli e
sottomultipli

Nel Sistema Internazionale [SI] la tensione si


misura in Volt [V]:
1 Volt =

1 Joule
1 Coulomb

kV
MV
GV
TV

Nellambito applicativo si incontrano tensioni


che vanno dalle migliaia di volt ai pico volt.

103
106
109
1012

mV
V
nV
pV

103
106
109
1012

A Cosa serve il Riferimento di tensione ?


La tensione `
e una grandezza scalare il cui segno dipende dal riferimento adottato.
Per esprimere senza ambiguit`
a il valore di una tensione occorre indicare il punto di
inizio e quello di fine della linea lungo la quale si calcola lintegrale. Il segno positivo
che si utilizza per indicare la tensione `
e il punto di origine dellintegrale.

vBA

vAB
+

+
A

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vAB = vBA

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Introduzione ai circuiti

Legge di Faraday-Neumann
Il lavoro compiuto dal campo elettrico per spostare una carica unitaria lungo una linea
chiusa (orientata), `
e detto circuitazione del campo elettrico () e rispetta la legge
di Faraday-Neumann:

 =
E dl =
t

dove `
e il flusso del campo magnetico B concatenato con la linea chiusa

dS
Bn

=
S

S `
e una qualsiasi superficie aperta che ha come orlo la linea ed n `
e il verso della
normale alla superficie S scelto concordemente con il verso di percorrenza di
secondo la regola della mano destra.
In condizioni stazionarie la variazione del potenziale su un percorso chiuso () `
e nulla.
La stessa condizione `
e valida in modo approssimato in regime di funzionamento
lentamente variabile dove risulta trascurabile il contributo

.
t

 =

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E dl = 0
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Introduzione ai circuiti

Tensione elettrica e differenza di potenziale


Quando il valore della tensione non dipende dalla linea orientata, ma solo dai punti A
e B, essa si pu`
o esprimere come differenza tra il valore di una funzione, detta
potenziale elettrico, in A e quello in B:

vAB| = vAB|1 =

E dl = A B

Nello studio dei circuiti a parametri concentrati (in cui si assume un regime di
funzionamento lentamente variabile) si dimostra facilmente che la tensione vAB non
dipende dal percorso scelto:

E dl =

0=

E dl +

E dl = vAB| vAB|1 = 0

1
A

vAB

Dove = U1 `
e una curva chiusa.
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Introduzione ai circuiti

Propriet`
a dei bipoli
Il bipolo ideale dunque gode delle seguenti propriet`
a:
La corrente entrante in un morsetto `
e sempre uguale a quella uscente dallaltro
morsetto (dalla legge di Conservazione della carica):
iA = iB
sar`
a pertanto sufficiente indicarne una sola
La tensione fra i due morsetti `
e sempre esprimibile come differenza tra i
potenziali dei due morsetti (dalla legge di Faraday-Neumann):
vAB = A B

vAB

+
A

iA

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iB

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Introduzione ai circuiti

Potenza Elettrica ed Energia


Tensione e corrente sono le due variabili fondamentali di un circuito elettrico, tuttavia
per molti casi applicativi risulta di fondamentale importanza sapere qual`
e la potenza
elettrica assorbita o generata da un componente nonch`
e lenergia che esso consuma in
un certo intervallo di tempo. Il legame tra le grandezze elettriche (tensione e corrente)
e quelle fisiche (potenza ed energia) si ottiene facendo riferimento alla definizione di
potenza.
La Potenza `
e la rapidit`
a di assorbimento o di emissione di energia nel tempo:

P=

W
W q
=

=V I
t
q t

Lunit`
a di misura della potenza `
e il watt [W].

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Introduzione ai circuiti

Convenzioni sui bipoli


Ai fini dellanalisi del funzionamento di un circuito elettrico i riferimenti per le tensioni
e per le correnti sono assolutamente arbitrari, tuttavia su ogni componente la scelta
congiunta del riferimento di corrente e del riferimento di tensione porta a definire una
delle seguenti due convenzioni:

vAB

+
A

vAB
-

+
B

Convenzione del generatore

i
Convenzione dell'utilizzatore

Come riconoscere la convenzione adottata su un bipolo


Con la convenzione del generatore il verso della corrente (i) `
e uscente dal terminale
che corrisponde al segno (+) della tensione
Con la convenzione dellutilizzatore il verso della corrente (i) `
e entrante nel terminale
che corrisponde al segno (+) della tensione

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Introduzione ai circuiti

vAB

+
A

vAB
-

+
B

Convenzione del generatore

Convenzione dell'utilizzatore

A cosa serve la convenzione ?


Con la convenzione del generatore il prodotto vAB i corrisponde alla potenza generata
(Pgen ) dal componente.
Adottando la convenzione dellutilizzatore il prodotto vAB i corrisponde alla potenza
assorbita (Pass ) dal componente.
La scelta della convenzione `
e assolutamente arbitraria in quanto la potenza assorbita e
la potenza generata sono tra loro correlate:

Pgen = Pass

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Introduzione ai circuiti

Caratteristiche dei bipoli


I bipoli sono completamente caratterizzati dalla corrente i(t) che li attraversa e dalla
tensione v (t) che vi `
e fra i loro terminali.
Lequazione analitica che esprime il legame tensione-corrente `
e detta equazione
caratteristicao semplicemente caratteristica del componente.
Un bipolo si dice caratterizzato in corrente se `
e possibile esprimere la tensione in
funzione della corrente: V=V(I)
Un bipolo si dice caratterizzato in tensione se `
e possibile esprimere la corrente in
funzione della tensione: I=I(V)

Bipolo inerte la caratteristica passa per lorigine.


Un bipolo passivo `
e caratterizzato dal fatto che per ogni condizione di
funzionamento, non pu`
o erogare pi`
u energia elettrica di quanto ne abbia
effettivamente assorbita in precedenza. Ci`
o comporta che la caratteristica `
e
situata in quadranti opposti al piano (I,V), ovvero il prodotto V I sia sempre
dello stesso segno. Per esempio, adottando la convenzione dellutilizzatore, la
caratteristica passa solo per il primo e terzo quadrante del piano (I,V).
Bipolo attivo la caratteristica passa per due quadranti adiacenti e quindi il
prodotto V I non `
e sempre dello stesso segno.
Bipolo lineare `
e rappresentabile con una caratteristica rettilinea.
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Introduzione ai circuiti

Esempi di caratteristiche di bipoli


Un bipolo, a seconda della convenzione utilizzata, pu`
o presentare una caratteristica
spostata in quadranti differenti.
Nel seguito di fa riferimento alla convenzione dellutilizzatore.

+
A

Convenzione dell'utilizzatore

Funz. da
generatore

Funz. da
carico

Bipolo passivo lineare

Bipolo attivo lineare

Bipolo passivo non lineare

Bipolo attivo non lineare

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Bipoli fondamentali: il Resistore


il Resistore ideale `
e un bipolo la cui caratteristica analitica `
e espressa dalla legge di
Ohm.

Legge di Ohm

v =Ri
Il Bipolo Conduttanza `
e linverso della resistenza ed `
e caratterizzato dalla relazione:
i =G v
Lunit`
a di misura della conduttanza `
e il siemens [S=1/]
Legge di Joule
Un resistore di resistenza R attraversato dalla corrente i dissipa potenza sotto forma di
calore secondo la seguente relazione:

p = v i = R i2
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Bipoli fondamentali: il Cortocircuito e il Circuito aperto


il Cortocircuito ideale `
e un bipolo la cui tensione `
e sempre nulla per qualsiasi
valore della corrente che lo attraversa. Il cortocircuito pu`
o anche essere visto
come un resistore con resistenza nulla.
il Circuito aperto `
e un bipolo la cui la corrente `
e sempre nulla per qualsiasi
valore della tensione ai morsetti. Il circuito aperto pu`
o anche essere visto come
un resistore con resistenza infinita.
Cortocircuito
+

R=0

v=0

R=0
B

Circuito Aperto
+
A

R=

R=

i=0

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Bipoli fondamentali: Generatore ideale di tensione e generatore ideale di corrente


il Generatore ideale di tensione `
e un bipolo che impone ai suoi morsetti una
tensione (E) che `
e indipendente dalla corrente che lo attraversa. Il valore della
tensione non dipende dalla configurazione circuitale in cui il generatore `
e
utilizzato.
il Generatore ideale di corrente `
e un bipolo che imprime una corrente (J) che `
e
indipendente dalla tensione che si manifesta ai suoi terminali. Il valore della
corrente non dipende dalla configurazione circuitale in cui il generatore `
e
utilizzato.
v

Generatore di tensione

v=E

v=E

+
-

+
A

i
v

Generatore di corrente
+
A

i=J

i=J

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Avendo utilizzato la
convenzione del generatore, i
generatori di tensione e
corrente assorbono potenza
nei quadranti dove
p =v i <0

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Introduzione ai circuiti

Legge di Kirchhoff per le correnti (LKC)


In ogni nodo la somma algebrica delle correnti `
e uguale a zero in ogni istante.
La legge di Kirchhoff per le correnti deriva dalla legge di conservazione della carica
considerando una superficie chiusa che racchiude il nodo di riferimento:
"

J ndS =

J1 ndS +

J2 ndS........ +

S1

S2

JN ndS = 0
SN

N
X

Ik = 0

k=1

Esempi

1
I1

I4
R

R
I3

I2

+
-

Fissato ad arbitrio il riferimento per la corrente su ogni bipolo, si


considerano con il segno +le correnti entranti nel (uscenti dal)
nodo e con il segno quelle uscenti (entranti).
Nel caso in cui si associa il segno + alle correnti entranti si ha:

I1 I2 + I3 + I4 = 0

Nel caso in cui si associa il segno + alle correnti uscenti si ha:

I1 + I2 I3 I4 = 0
Le due equazioni sono perfettamente equivalenti

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Legge di Kirchhoff per le tensioni (LKT)


Per ogni maglia la somma algebrica delle tensioni `
e, in ogni istante, uguale a
zero.
La legge di Kirchhoff per le tensioni deriva dalla propriet`
a che lintegrale del campo
elettrico lungo una curva chiusa `
e pari a zero; ci`
o comporta che la somma delle
tensioni lungo una maglia (che `
e un percorso chiuso) `
e pari a zero:

tdl =
E

tdl +
E

tdl + +
E

tdl = 0
E
L

L
X

Vj = 0

j=1

Esempi

+
R

+
V1

V2

+
-

+
V3

+
-

Fissato un verso di percorrenza della maglia (ed il riferimento per


la tensione su ogni bipolo), si considera con il segno + la tensione
che si incontra concordemente con il verso di percorrenza e con il
segno - quella che si incontra in verso opposto.
Nel caso in cui si considera il verso orario come verso di
percorrenza della maglia si ha:
V1 V2 +V3 + V4 = 0

R
V4

Nel caso in cui si considera il verso antiorario come verso di


percorrenza della maglia si ha:
V1 + V2 V3 V4 = 0
Le due equazioni sono perfettamente equivalenti

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Introduzione ai circuiti

Equazioni linearmente indipendenti


Le LKC e LKT non dipendono dalla struttura interna dei componenti, ma solo
dal modo in cui essi sono collegati (topologia del circuito).
Si tratta di equazioni lineari, algebriche ed a coefficienti costanti.
Una equazione di un sistema si dice indipendente quando non contiene
informazioni gi`
a contenute in altre equazioni del sistema.
Condizione sufficiente per avere un sistema di equazioni linearmente
indipendente `
e che ogni equazione del sistema contiene una incognita in
esclusiva.
LKC e LKT linearmente indipendenti
In un circuito con n nodi si possono scrivere n 1 LKC indipendenti.
In un circuito con l lati si possono scrivere (l n + 1) LKT indipendenti.
3

1
R

+
-

+
-

Verifica
R

Si dimostri laffermazione
precedente utilizzando
lesempio in figura

R
2
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Introduzione ai circuiti

Definizione di Grafo, Albero e Coalbero


Il Grafo `
e la struttura geometrica che identifica la modalit`
a di connessione del circuito a prescindere dal
tipo di componenti con cui il circuito `
e realizzato.
Un grafo si dice connesso se ogni nodo `
e collegato a qualsiasi altro nodo attraverso uno o pi`
u lati.
Un grafo si dice orientato se ciascun lato `
e orientato con la freccia che indica il verso di riferimento
dellintensit`
a della corrente che attraversa il corrispondente bipolo.
Si definisce maglia qualsiasi sottoinsieme dei lati di una rete che forma un percorso chiuso.
LAlbero di una rete `
e un qualunque percorso (`
e sempre costituito da n-1 lati) che collega tutti i nodi senza
formare maglie.
Gli (l (n 1)) lati rimanenti costituiscono il Coalbero della rete

Si noti che circuiti diversi possono avere lo stesso grafo

+
-

R
R

+
-

+
-

+
-

R
2

Albero
1

Coalbero

Grafo

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Grafo Orientato

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Introduzione ai circuiti

LCK e LKT linearmente dipendenti


Il numero di equazioni LKC linearmente indipendenti `
e n-1.
Essendo ogni corrente entrante in un nodo ed uscente in un altro, tutte le
correnti appariranno almeno una volta scrivendo n-1 LKC, ci`
o rende superflua
lequazione alln-esimo nodo.
Si considerino h equazioni LKC (con h < n) scritte per i primi Nh nodi. Poich
e il
grafo `
e connesso, esiste almeno un lato che collega un nodo dellinsieme Nh a
un nodo dellinsieme Nnh . Pertanto lintensit`
a di corrente di quel lato compare
in una e una sola equazione LKC scritte ai nodi h; quindi quellequazione non
pu`
o mai essere espressa come combinazione lineare delle restanti equazioni
dellinsieme h.
Tale ragionamento si pu`
o applicare per qualsiasi h con h < n, se ne deduce
quindi che le n - 1 equazioni di Kirchhoff per le correnti sono linearmente
indipendenti.
Il numero di equazioni LKT linearmente indipendenti `
e l n + 1.
Se allalbero di una rete si aggiunge uno ed un sol lato del coalbero (diciamo il
k-esimo) si forma una maglia chiusa alla quale si potr`
a scrivere una LKT.
Tale equazione `
e lunica a contenere la tensione Vk del lato k e, pertanto, risulta
linearmente indipendenti dalle altre.
Essendo il coalbero costituito da l n + 1 lati si deduce che il numero di LKT
linearmente indipendenti `
e pari proprio a l n + 1.

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Introduzione ai circuiti

Riepilogo: Scrittura delle equazioni per lanalisi di una rete elettrica


Dato un circuito in cui siano note le connessioni (topologia), e le caratteristiche
dei componenti che lo costituiscono, si fissano i riferimenti delle correnti e delle
tensioni di interesse.
Essendo lequazione caratteristica di ogni componente, dipendente dalla
convenzione utilizzata, `
e necessario verificare la coerenza tra equazione
caratteristica e convenzione utilizzata.
Le informazioni sulla topologia e sulle caratteristiche dei componenti vengono
condensate in un sistema di equazioni (il modello) che consente di calcolare le
correnti e le tensioni di interesse.
Il modello `
e costituito da:
Leggi di Kirchhoff per le correnti (LKC)
Leggi di Kirchhoff per le tensioni (LKT)
Relazioni caratteristiche (legami tra tensioni e correnti dei componenti)
Quante e quali equazioni scrivere per risolvere un circuito?
Per ogni circuito `
e sempre possibile scrivere n 1 LKC ed l n + 1 LKT che
danno origine ad un sistema di equazioni in l incognite (tensioni e correnti).
Aggiungendo le l equazioni caratteristiche dei componenti si arriva a definire un
numero congruo di 2 l equazioni, pari al numero delle tensioni e correnti di tutti
i lati.
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Appunti corso di Elettrotecnica Ingegneria Informatica

Introduzione ai circuiti

Resistenze equivalenti
Date due reti resistive, accessibili ciascuna attraverso una coppia di morsetti, si dice
che risultano equivalenti se, ai corrispondenti morsetti, si stabilisce la medesima
relazione tensione - corrente.
Si pu`
o trarre beneficio dalla condizione di equivalenza perch`
e una rete comunque
complessa (rispetto alla coppia di morsetti di riferimento A-B), pu`
o essere sostituita
con un circuito pi`
u semplice avente lo stessa relazione tensione-corrente.

+
VAB
-

VAB
-

Rete equivalente
Rete complessa

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Appunti corso di Elettrotecnica Ingegneria Informatica

Introduzione ai circuiti
Resistenze in serie e in parallelo
N resistori connessi in serie, cio`
e attraversati dalla stessa corrente, hanno un comportamento equivalente
ad un unico resistore la cui resistenza `
e la somma delle singole resistenze. Scrivendo la LKT al
collegamento serie si ha:
N
N
X
X
vAB = R1 I + R2 I + ..... + RN I = I
Ri Req =
Ri
i

N resistori connessi in parallelo, cio`


e sottoposti alla stessa tensione, hanno un comportamento equivalente
ad un unico resistore la cui conduttanza (G = 1/R) `
e la somma delle singole conduttanze. Scrivendo la
LKC al collegamento parallelo si ha:
N
N
N
X
X
X
vAB
1
vAB
vAB
I =
= vAB
= vAB
Gi Geq =
Gi
+
+ .... +
R1
R2
RN
R
i
i
i
i
considerando che la conduttanza `
e linverso della resistenza:

Req =

V1

1
Geq

1
= P 1
N
i

+ Vn -

+ V2 -

nel caso di due resistori: Req =

Ri

I
A

+
R1

R2

+
A

vAB

Rn

Collegamento Serie

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R1 R2
R1 + R2

vAB

I1
R1

I2
R2

In
Rn

Collegamento Parallelo
Appunti corso di Elettrotecnica Ingegneria Informatica

Introduzione ai circuiti

Partitore di tensione
In una rete costituita da N resistori in serie sottoposta ad una tensione vAB , la corrente che circola nella serie dei
resistori `
e data da :
vAB
I = P
N
R
k=1 k
pertanto la tensione Vi ai capi di un generico resistore Ri della serie, `
e data da:
Ri
Vi = Ri I = vAB P
N
k=1

= k vAB

Rk

il fattore k `
e detto rapporto di partizione.

V1

R1

Vi

+ Vn -

R2

+
A

vAB

Rn

Collegamento Serie
Nel caso di due resistori in serie la tensione applicata alla serie si ripartisce secondo il seguente rapporto:

V1 = VAB

R1
R1 + R2

V2 = VAB

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R2
R1 + R2

V1 + V2 = VAB

Appunti corso di Elettrotecnica Ingegneria Informatica

Introduzione ai circuiti

Partitore di corrente
In una rete costituita da N resistori in parallelo, la tensione vAB , dipende dalla corrente totale i secondo la seguente
relazione:
i
i
vAB =
= P
N
G
Geq
k=1 k
pertanto la corrente ii di un generico resistore Ri del parallelo, `
e data da:
Gi i
ii = Gi vAB = P
N
G
k=1 k
I
A

vAB

I1

Ii

In

R1

R2

Rn

Collegamento Parallelo

Usando la relazione precedente, nel caso di due resistori in parallelo la corrente in ingresso (i) si ripartisce secondo
le seguenti relazioni:

i1 =

G1 i
G1 + G 2

R2 i
R1 + R2

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i2 =

G2 i
G1 + G 2

R1 i
R1 + R2

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Introduzione ai circuiti

Esercizi dal libro Circuiti

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Appunti corso di Elettrotecnica Ingegneria Informatica

Introduzione ai circuiti

Esercizi dal libro Circuiti

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Introduzione ai circuiti

Linearit`
a
Un modello matematico si dice lineare quando sono assicurate le propriet`
a di
omogeneit`
a e additivit`
a
In una relazione matematica che descrive un legame causa-effetto (ovvero
ingresso-uscita), la propriet`
a di omogeneit`
a afferma che quando lingresso viene
moltiplicato per una costante luscita risulta moltiplicata per lo stesso fattore. In un
resistore si ha:
v1 = R i

and

v2 = R (k i)

then

v2 = k v1

La propriet`
a di additivit`
a richiede che la risposta alla somma di ingressi risulti uguale
alla somma delle singole risposte:
v1 = R i1

and

v2 = R i2

then

v3 = R (i1 + i2 ) = v1 + v2

Principio di sovrapposizione degli effetti


Il principio di sovrapposizione degli effetti deriva direttamente dalla propriet`
a di
linearit`
a e afferma che, in una rete lineare comunque complessa, la tensione e la
corrente in ogni lato possono essere determinate sommando i contributi di tensione e
di corrente dovuti ai singoli generatori agenti uno per volta.
I generatori non attivi vanno sostituiti con dei corto-circuiti (V=0) se sono generatori
di tensione, con dei circuiti aperti (I=0) se sono generatori di corrente.
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Introduzione ai circuiti

Esempio dal libro Circuiti


Si calcoli la corrente (IR1 ) del resistore R1 applicando la sovrapposizione degli effetti al circuito mostrato in figura.

I R1

(E)

IR1

(J)

IR1

(E )

La corrente nel resistore R1 nella rete con il solo generatore di tensione attivo `
e pari a IR = 10 A
1
La corrente nel resistore R1 nella rete con il solo generatore di corrente attivo `
e pari a
(E )

(J)
IR
1

= 6.25 A

(J)

La corrente totale sar`


a data da IR1 = IR + IR
1
1

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Introduzione ai circuiti

Esempio dal libro Circuiti

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Appunti corso di Elettrotecnica Ingegneria Informatica

Introduzione ai circuiti

Generatore reale di tensione


Il generatore reale di tensione si differenzia da quello ideale per la presenza di una
resistenza interna la quale tiene conto delle perdite interne al generatore stesso.
Generatore reale di tensione
Ri

E
+
+
-

vAB

Pgen = vAB i > 0

vAB

Icc

Adottando la convenzione del generatore, la tensione vAB ai morsetti di uscita `


e data
da:
vAB = E Ri i
La caratteristica grafica del generatore reale `
e riportata in figura.
Lintercetta con lasse delle ordinate `
e detta tensione a vuoto (che rappresenta anche il valore della forza
elettromotrice del generatore).
Lintercetta con lasse delle ascisse `
e detta corrente di cortocircuito, essa rappresenta la corrente che circola nella
maglia quando i morsetti del generatore reale sono chiusi su un cortocircuito (R=0).

Icc =
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E
Ri
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Introduzione ai circuiti

Generatore reale di corrente


Il generatore reale di corrente si differenzia da quello ideale per la presenza di una
resistenza interna la quale tiene conto delle perdite interne al generatore stesso.
Generatore reale di corrente
A

Jcc
Jcc

i
Ri

+
Pgen = vAB i > 0

vAB

vAB0

vAB

Adottando la convenzione del generatore, la corrente i ai morsetti di uscita `


e data da:
i = Jcc

vAB
Ri

Essendo il componente caratterizzato in tensione lasse delle ascisse `


e la tensione ai terminali A-B. In condizioni di
funzionamento con R = , la tensione ai terminali `
e data dalla tensione a vuoto vAB0
vAB0 = Jcc Ri

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