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Disponibilit emotiva genitoriale e

depressione
in adolescenza

Fioretti Ilaria

ABSTRACT

A partire da un crescente corpus di ricerche (Carr, 2008; Kerr et al., 2006) che
sostengono che condizioni familiari non ottimali possono influenzare lo status
psicopatologico dei figli in et evolutiva, abbiamo cercato di verificare se la
disponibilit emotiva genitoriale sia correlata con la depressione in adolescenza.
Il campione costituito da 437 ragazzi (213 maschi e 224 femmine), 286 madri e 271
padri. Il campione dei ragazzi stato suddiviso per fasce di et: una relativa alla fase di
latenza (N=60) con et media di 10,15 anni, e una alla prima adolescenza (N=376) con
et media di 12,67. Le somministrazioni, effettuate collettivamente, hanno previsto
luso dei seguenti strumenti: Children Depression Inventory (CDI), Rosenberg SelfEsteem Scale (RSE) e Lum Emotional Availability of Parents (LEAP). Madri e padri
hanno compilato la forma genitoriale della LEAP costruita in maniera speculare a
partire dal questionario dei bambini. Abbiamo, infine, effettuato dei colloqui con i
genitori che ci hanno accordato la loro disponibilit. Con il gruppo della prima
adolescenza

abbiamo

utilizzato

lIntervista

sullEsperienza

dei

Genitori

di

preadolescenti e adolescenti (IEG-Ad), mentre lIntervista al Genitore di un figlio in


et di Latenza (IGL) stata utilizzata per i genitori del gruppo dei bambini in et di
latenza.
Dai risultati ottenuti possiamo concludere che la disponibilit emotiva genitoriale
correlata negativamente con i livelli di depressione negli adolescenti. I livelli medi di
depressione risultano maggiori nei casi di conflittualit familiare. Il modo in cui i
ragazzi percepiscono i genitori emotivamente disponibili, inoltre, correlato al modo in
cui i genitori ritengono di essere emotivamente disponibili nei confronti dei loro figli.
Le relazioni con gli adulti significativi, quindi, risultano fondamentali in et evolutiva e
se positive sembrano fungere da fattori protettivi verso sintomatologie di natura
depressiva.

Parole chiave: disponibilit emotiva, genitori, adolescenza, depressione,


sviluppo.

INTRODUZIONE

Ladolescenza pu essere considerata come una particolare fase del processo evolutivo
che genera una crisi di natura costruttiva, ovvero una crisi che possiede in se stessa
lopportunit di crescere e di avere un esito positivo. Lesito costruttivo del conflitto
psichico e sociale permette di effettuare il passaggio dal mondo dellinfanzia a quello
dellet adulta sviluppando la consapevolezza della propria identit e della propria
persona. Questo periodo di transizione ricco di conflitti se non trova un contenimento
di tipo educativo e genitoriale pu prolungarsi e non essere produttivo per i ragazzi. Gli
anni delladolescenza sono, quindi, caratterizzati da grandi cambiamenti che rischiano
di arrestare il percorso evolutivo se non affrontati correttamente (Falcone, 2004).
Lidea di questo lavoro nata osservando la sempre pi crescente evidenza della
centralit del ruolo genitoriale nello sviluppo e nel benessere psicologico dei giovani
adolescenti e di tutti i ragazzi in et evolutiva. In letteratura , infatti, presente un
crescente corpus di ricerche che sottolinea che le condizioni familiari influenzano lo
status psicopatologico dei figli in et evolutiva (Burge, Hammen, 1991; Carr, 2008;
Kerr, Preuss, King, 2006). Anche le percezioni che i ragazzi hanno dei propri genitori
sembrano influenzare il loro sviluppo (Phares, Renk, 1998; Bosco, Renk, Dinger,
Epstein, Phares, 2003).
Abbiamo deciso, poi, di concentrarci sulla sintomatologia depressiva in adolescenza e
in particolare sul modo in cui viene influenzata dalla percezione della disponibilit
emotiva genitoriale. La depressione risulta una patologia in crescente aumento e di
ancora scarso inquadramento diagnostico per quanto riguarda le caratteristiche della
sua presentazione in adolescenza. Spesso , infatti, emerso in letteratura che un
supporto emotivo genitoriale non adeguato pu causare lo sviluppo di un vissuto di tipo
depressivo (Brage, 1995; Cimino, 2004). Il vissuto depressivo in adolescenza risulta
centrale in quanto pu essere, oltre che espressione psicopatologica, anche una
caratteristica fisiologica relativa al processo di ridefinizione evolutiva in atto. , quindi,
necessario sottolineare che il vissuto depressivo in adolescenza non esita

necessariamente in una patologia vera e propria (Trumello, Candelori, Marino,


Defilippis, 2011).

METODO
3.1. Procedura

Abbiamo preso contatto con alcuni istituti scolastici nelle provincie di Chieti e Pescara
(scuole elementari e medie) per chiedere la loro disponibilit a partecipare alla ricerca.
Nelle scuole il cui Dirigente Scolastico ha accordato la propria adesione al progetto,
abbiamo distribuito ai bambini nelle classi le autorizzazioni per la partecipazione alla
ricerca da riportare a casa, far firmare ai genitori e riconsegnare a scuola.
Sono state oggetto della nostra ricerca le classi IV e V elementare, e I, II e III media.
La ricerca ha previsto una fase di somministrazione dei test ai bambini e una ai
genitori.
Nella prima fase, riguardante i bambini, stata effettuata una somministrazione
collettiva dei test nelle classi, durante l'orario scolastico.
Nella seconda fase, riguardante i genitori, i bambini hanno riportato a casa una busta
gialla contenente una busta per la madre con i relativi test, una per il padre con i relativi
test, e una lettera che spiegava la ricerca e sulla quale potevano eventualmente lasciare
nome e numero di telefono per essere contattati per partecipare ad un colloquio con le
ricercatrici. Le buste venivano riconsegnate attraverso i bambini a scuola e raccolte
dalle ricercatrici.
I test di ciascun bambino e le buste per i relativi genitori sono stati tutti
preventivamente contrassegnati da un codice alfanumerico per garantirne l'anonimato e
il rispetto della privacy (L. 196/03 e successive modifiche).
3.2. Partecipanti
I bambini hanno un'et compresa tra i 9,10 e i 16,10 anni, con una media di 12,33 e una
deviazione standard di 1,30, tutti di nazionalit italiana. I padri hanno unet media di
46,27, deviazione standard di 5,32 e risultano compresi tra 31,5 e 70 anni. Le madri
hanno unet media di 42,74, deviazione standard di 4,95 e sono comprese tra 27,8 e
55. Dalle somministrazioni abbiamo ottenuto 437 test dei bambini (213 maschi e 224
femmine), 298 per le madri (et media= 42,74; DS= 4,95) e 291 dei padri (et media=
46,27; DS= 5,32). Infine abbiamo ottenuto la disponibilit per 73 colloqui.
Abbiamo suddiviso il campione in classi socio-economiche in base al lavoro effettuato
dai genitori dei bambini.

Le categorie per padri e madri sono cinque: 1) Disoccupati, coloro che solo
temporaneamente non svolgono alcuna attivit lavorativa; 2) Operai, coloro che
svolgono un lavoro di tipo manuale che non necessita il possesso di un particolare titolo
di studio; 3) Impiegati, coloro che svolgono un lavoro non manuale e di natura
cognitiva che non implica il possesso di un Diploma di Laurea, ma necessita di un
Diploma di Scuola Media Superiore; 4) Commercianti, coloro che svolgono attivit
nell'ambito del commercio e dell'imprenditoria che possono o meno necessitare il
possesso di un Diploma di Laurea; 5) Liberi professionisti, coloro che svolgono lavori
che implicano necessariamente il possesso di un Diploma di Laurea.
Esclusivamente per le madri stata aggiunta la categoria Casalinghe in quanto
particolarmente numerosa nel territorio in cui stata svolta la ricerca.
3.3. Strumenti
3.3.1. Test effettuati dai bambini
Abbiamo effettuato una somministrazione collettiva dei test dei bambini nelle classi
durante l'orario scolastico. La durata della somministrazione stata di circa cinquanta
minuti per ogni classe. La conduttrice ha letto e spiegato la consegna di ogni test con il
relativo esempio, ogni bambino ha poi risposto da solo potendo intervenire in qualsiasi
momento per chiedere di chiarire eventuali incomprensioni. Ogni bambino ha ricevuto
un blocchetto di test comprendente:
Questionario esplorativo per la raccolta di dati socio-anagrafici
LEAP forma materna (Lum, Phares, 2005): il Lum Emotional Availability of Parents
(LEAP) una misura della disponibilit emotiva genitoriale materna. Il questionario
comprende 15 items su una scala Likert a 6 punti (mai, raramente, qualche volta,
spesso, molto spesso, sempre). Il bambino deve valutare quanto spesso secondo lui
ciascun comportamento viene messo in atto da sua madre. Agli items della LEAP ne
stato aggiunto uno di esempio per illustrare meglio ai bambini il meccanismo con cui

rispondere alle domande. Un esempio, inoltre, stato inserito in ogni tipologia di test
somministrato.
Secondo la ricerca di Lum e Phares del 2005 la LEAP una valida misura psicometrica
della disponibilit emotiva genitoriale a partire dai 9 anni di et fino all'adolescenza.
Questo tipo di strumento mostra buone propriet psicometriche di affidabilit e validit.
Nella loro ricerca i bambini del campione clinico, infatti, hanno riportato pi bassi
livelli di disponibilit emotiva genitoriale rispetto ai bambini del campione non clinico.
La LEAP risultata quindi una misura che pu essere utilizzata per identificare
bambini che rischiano di sviluppare problemi emotivo\comportamentali causati dalla
loro percezione dell'indisponibilit emotiva dei genitori (Lum, Phares, 2005). La
correlazione tra il comportamento genitoriale e il funzionamento emotivo e
comportamentale del bambino, infatti, stata stabilita da molto tempo (Schaefer, 1965).
Gli items presentano lo stesso ordine nella versione della madre e del padre (Lum,
Phares, 2005).
LEAP forma paterna (Lum, Phares, 2005): il Lum Emotional Availability of Parents
(LEAP) una misura della disponibilit emotiva genitoriale paterna. Il questionario
comprende 15 items (uguali a quelli della versione materna) su una scala Likert a 6
punti (mai, raramente, qualche volta, spesso, molto spesso, sempre). Il bambino deve
valutare quanto spesso secondo lui ciascun comportamento viene da suo padre messo in
atto.
La consistenza interna di entrambe le forme della LEAP stata considerata altamente
affidabile, poich tutte le correlazioni item-totale erano al di sopra dello 0,79 (Lum,
Phares, 2005).
Punteggi alti alla LEAP riflettono un alto livello di disponibilit emotiva genitoriale, ed
stata riscontrata una buona relazione con altre misure della genitorialit. Sia la
versione materna che paterna della LEAP non risultano influenzate dallo stato d'animo
o da risposte socialmente desiderabili. Questo suggerisce che la formulazione positiva
degli items non influenza in modo significativo un consenso di tipo tacito alle domande
(Lum, Phares, 2005).

Children Depression Inventory, CDI (Kovacs, 1982, 1992): il test consiste in una scala
di autovalutazione della depressione per soggetti dagli 8 ai 17 anni di et, pubblicata in
seguito alla revisione del Beck Depression Inventory (BDI), questionario di
autovalutazione per adulti (Beck, Beamesderfer, 1974). La costruzione di un
questionario per bambini a partire da uno per adulti era in accordo con la ricerca
psichiatrica nordamericana che considerava la depressione nel bambino caratterizzata
da elementi comuni con la depressione dell'adulto (Trumello, Candelori, Marino,
Defilippis, 2011).
Il questionario comprende 27 items con 3 possibilit di risposta ciascuno. Il bambino ha
il compito di indicare nella casella corrispondente quale delle 3 affermazioni riferisce
meglio le emozioni e i sentimenti che ha provato o pensato nelle ultime 2 settimane.
Ciascuna risposta viene valutata su una scala da 0 a 2 punti secondo un valore crescente
della sintomatologia (0=assente, 1=moderata, 2=grave). Il punteggio totale costituito
dalla somma dei singoli items e va da 0 a 54 (Cammarella, Lucarelli, 2002). Un
punteggio alto al questionario risulta associato a livelli elevati di ansia e a una bassa
stima di s (Kovacs, 1982). Il CDI indaga un'ampia variet di sintomi, come indicato in
Tabella 1 (Cammarella, Lucarelli, 2002).
Nella nostra ricerca abbiamo utilizzato la versione italiana del questionario il cui
adattamento stato curato da Camuffo, Cerutti, Lucarelli e Mayer, con la supervisione
della Kovacs (1984).
Questo test stato utilizzato nella ricerca di Lum e Phares del 2005 come misura dei
sintomi affettivi, cognitivi e comportamentali della depressione e del disagio
psicologico nei bambini di et compresa tra gli 8 e i 18 anni.
Il CDI ha mostrato, infine, buone potenzialit d'uso come strumento di screening,
mostrando una sensibilit agli effetti del disagio depressivo nella scuola (Cammarella,
Lucarelli, 2002). Questo test somministrato a soggetti dagli 8 ai 17 anni di et indaga
quindi gli effetti di una eventuale condizione depressiva in contesti rilevanti per il
soggetto, come quello scolastico (Trumello, Candelori, Marino, Defilippis, 2011).
3.3.2. Test compilati dai genitori

I genitori hanno ricevuto attraverso i propri figli una busta gialla contenente una lettera
che spiegava la finalit e illustrava la possibilit di avere un colloquio con le conduttrici
della ricerca. In caso di una loro effettiva disponibilit avrebbero potuto lasciare negli
appositi spazi nome e numero di telefono per essere contattati per un appuntamento.
All'interno vi erano anche due buste separate una per il padre e una per la madre.
Entrambe contenevano:
Questionario esplorativo per la raccolta di dati socio-anagrafici
LEAP forma paterna\materna: abbiamo utilizzato i 15 items della LEAP dei bambini
con la medesima scala Likert a 6 punti (mai, raramente, qualche volta, spesso, molto
spesso, sempre) e convertito le domande adattandole alla prospettiva del padre e della
madre. I genitori hanno risposto in base a quanto spesso, secondo loro, ogni
comportamento era da loro stessi messo in atto nei confronti del figlio partecipante alla
ricerca.
Nella ricerca di Lum e Phares del 2005 sono stati raccolti dati sulla trasposizione
genitoriale della LEAP. I reports dei bambini riguardo alle loro madri correlavano
significativamente con quelli delle rispettive madri riguardo al proprio comportamento
(r = .42; p < .0001); anche i reports dei bambini riguardanti i propri padri correlavano
in modo significativo con i reports dei padri riguardo al proprio comportamento (r = .
63; p < .0001) (Lum, Phares, 2005).
3.3.3. Colloqui
Sono stati effettuati alcuni colloqui con il gruppo di genitori che ha accordato la propria
autorizzazione scrivendo nome e numero di telefono nella busta che hanno
riconsegnato a scuola attraverso i loro bambini.
Abbiamo contattato telefonicamente il genitore chiedendo di poter fissare un
appuntamento. I colloqui si sono svolti presso una stanza dell'Universit G. d'Annunzio
di Chieti oppure presso l'abitazione del soggetto, in base alle necessit dello stesso. I
colloqui sono stati svolti in maniera individuale e per coloro che lo desideravano

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avrebbe potuto partecipare anche il coniuge. In caso di partecipazione di entrambi i


coniugi i colloqui sono stati svolti separatamente, con due intervistatrici diverse e in
stanze separate.
I colloqui sono stati audio-registrati con il consenso del soggetto partecipante, il
materiale stato trattato nel rispetto della vigente legge sulla privacy (L. 196/03 e
successive modifiche) ed stata effettuata trascrizione verbatim.
I colloqui sono stati effettuati utilizzando due tipi di interviste semi-strutturate:
Intervista sull'Esperienza dei Genitori di preadolescenti e adolescenti, IEG-Ad
(Candelori, Babore, Trumello, 2005): intervista semi-strutturata messa a punto per
essere utilizzata con genitori di figli adolescenti. Esistono due forme dello strumento,
una da utilizzare con le madri, la IEG-Ad forma M, e una da utilizzare con i padri, la
IEG-Ad forma P. L'intervista comprende 54 domande principali e da alcune collegate
alle prime, divise in 6 aree tematiche (infanzia del figlio e primi 5 anni, area del
cambiamento e descrizione del figlio, amici e interessi del figlio, rapporti
genitore\figlio, adolescenza del genitore\adolescenza del figlio, life events del
genitore e vita di coppia). Questa intervista stata, infatti, utilizzata per i genitori dei
bambini delle classi di I, II e III media, con una durata complessiva di circa cinquanta
minuti.
Risulta utile effettuare l'intervista a madri e padri di adolescenti figli unici o
primogeniti (a partire dai 12 anni) per esplorare la risonanza affettiva che la prima
esperienza di adolescenza dei figli esercita sul vissuto dei genitori, l'uso tuttavia nel
caso della nostra ricerca stato esteso. L'utilizzo dell'intervista semi-strutturata
consente di stabilire un rapporto pi diretto e colloquiale avendo la possibilit di
modulare le domande in base al clima che si crea durante l'incontro (Candelori,
Trumello, Babore, Ricciardi, Di Giorgio, 2011).
La IEG-Ad, insieme alla sua forma speculare IEA (Intervista sull'Esperienza
dell'Adolescente), sono state utilizzate in uno studio preliminare effettuato su 120
soggetti appartenenti a 40 nuclei familiari, tutti alla prima esperienza di un figlio
adolescente. I dati preliminari del lavoro sono stati presentati al XVI Congresso
nazionale della Sezione di Psicologia Clinica e Dinamica del 2010 da Candelori,

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Babore, Trumello e Ricciardi.


Al termine degli incontri, inoltre, come nella ricerca di Candelori, Babore e Trumello
(2005), le ricercatrici hanno compilato una Nota Osservativa degli stessi, in cui hanno
riportato le impressioni generali sul colloquio, gli aspetti verbali e non verbali che si
sono evidenziati facendo attenzione al livello emotivo del soggetto e della stessa
intervistatrice.
Intervista al Genitore di un figlio in et di Latenza, IGL: questa intervista semistrutturata il risultato di un adattamento compiuto dalle ricercatrici a partire dalla
IEG-Ad (Candelori, Babore, Trumello, 2005) modificando le domande che si
riferiscono specificatamente alla preadolescenza e all'adolescenza, e adattandole all'et
di latenza. Sono state, inoltre, eliminate le domande che riguardano l'area del
cambiamento in adolescenza in quanto non pertinenti all'et di latenza. Tenendo conto
delle necessarie peculiarit l'intervista risulta speculare alla IEG, e come per
quest'ultima stata realizzata una forma materna e una forma paterna.
Lintervista comprende 49 domande divise in 6 aree tematiche (infanzia del figlio e
primi cinque anni, descrizione del figlio, amici e interessi del figlio, rapporti
genitore\figlio, et di latenza del genitore e del figlio, life events del genitore e vita di
coppia). Questa intervista stata utilizzata per i genitori dei bambini delle classi di IV e
V elementare, con una durata complessiva di circa 50 minuti.
Al fine di approfondire largomento della nostra indagine abbiamo deciso di analizzare
solo le risposte di alcune domande delle interviste, selezionate in quanto relative alle
aree della depressione in adolescenza e della disponibilit emotiva genitoriale. Le
domande selezionate e le relative analisi delle risposte saranno trattate nel capitolo dei
Risultati.
3.4. Obiettivi
Gli obiettivi principali di questa ricerca sono due.

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Il primo consiste nel verificare la presenza di una correlazione tra la disponibilit


emotiva genitoriale e la depressione. Vogliamo cercare di capire se il modo in cui i
ragazzi

percepiscono

genitori

emotivamente

disponibili,

attraverso

la

somministrazione della LEAP nella forma materna e paterna, sia correlato con
leventuale

presenza

di

sintomatologia

depressiva

nei

figli,

attraverso

la

somministrazione del CDI. Ipotizziamo, quindi, che una maggiore percezione della
disponibilit emotiva genitoriale sia correlata con un minor livello di sintomatologia
depressiva nel figlio. Viceversa, la percezione di una scarsa disponibilit emotiva
genitoriale da parte del ragazzo sar correlata con un livello depressivo maggiore in
questultimo.
Il secondo obiettivo consiste nel verificare la presenza di una correlazione tra il modo
in cui il genitore ritiene di essere emotivamente disponibile e il modo in cui il figlio lo
percepisce. Ipotizziamo, infatti, che ci sia una relazione tra la LEAP del figlio, nella sua
forma materna e paterna, e la versione genitoriale della LEAP, costruita in maniera
speculare alla prima. Lauto-valutazione di una maggiore disponibilit emotiva da parte
del genitore sar correlata con una maggiore percezione della disponibilit emotiva da
parte del figlio, viceversa nel caso di una percezione pi bassa.
Entrambi gli obiettivi sono stati declinati secondo tre variabili: classe scolastica di
appartenenza, conflittualit familiare (genitori separati o divorziati) e genere. Abbiamo,
quindi, indagato come le nostre due ipotesi si modifichino in base alla presenza di
queste variabili, ovvero come la classe scolastica di appartenenza, la presenza di
genitori separati o divorziati e il genere, influenzino gli obiettivi stabiliti.

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RISULTATI

4.1. Descrizione del campione

Dalle somministrazioni di gruppo effettuate nelle classi dei ragazzi, abbiamo ottenuto
437 LEAP (Lum Emotional Availability of Parents; Lum, Phares, 2005) della forma
materna, 429 della forma paterna, 437 CDI (Children Depression Inventory; Kovacs,
1982, 1992) e 437 RSE (Rosenberg Self-Esteem Scale; Prezza, Trombaccia, Armento,
1997). Per quanto riguarda i test dei genitori abbiamo ottenuto, attraverso le buste
portate a casa dai ragazzi e riconsegnate a scuola attraverso gli stessi, 286 LEAP
compilate dalla madre, e 271 LEAP compilate dal padre.
I figli che non hanno mai conosciuto un genitore o che sono orfani di uno di essi hanno
compilato tutti i questionari tranne la LEAP nella forma corrispondente. Dal campione
iniziale, inoltre, sono stati eliminati 7 questionari dei figli e 2 dei genitori. I soggetti
eliminati sono stati selezionati in quanto mancanti di informazioni fondamentali come

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let o il genere di appartenenza, o perch nei test era stata omessa la risposta in pi
items.
Il campione complessivo, quello dei ragazzi e quello dei genitori, stato
successivamente diviso in sottogruppi in base ad alcune variabili che sono state
introdotte.
Una prima suddivisione in due gruppi, che chiameremo Elementari (N=60) e Medie
(N=377), stata effettuata in base alla classe scolastica di appartenenza dei soggetti.
Sono state effettuate anche delle divisioni in base al genere di appartenenza, maschi
(M) e femmine (F), sia per i ragazzi sia per i genitori e sono state calcolate le
percentuali di appartenenza ai due gruppi. Inoltre, i campioni risultano piuttosto
omogenei e i soggetti sono ben distribuiti.
Il campione, infine, stato ulteriormente suddiviso in due gruppi in base alla presenza
o meno della condizione di separazione o divorzio nella coppia genitoriale, secondo le
risposte fornite dai figli nel Questionario esplorativo per la raccolta di dati socioanagrafici. In tabella 1 illustrata la numerosit dei soggetti per ogni gruppo.
Tabella 1

Genitori
separati
Famiglia
intatta
Totale

LEAP forma
materna
56

LEAP forma
paterna
52

CDI
56

LEAP dalla
madre
28

LEAP dal
padre
21

381

377

381

258

250

437

429

437

286

271

Sul campione totale dei soggetti (N=437) il 12,8% dei genitori risulta separato o
divorziato, mentre l1,1% orfano di un genitore.
Per quanto riguarda il numero di test ottenuti dai genitori che hanno riconsegnato le
buste ricevute a scuola attraverso i loro figli, abbiamo calcolato le percentuali di
risposta del campione complessivo (N=437) in base alla suddivisione per il gruppo
delle Elementari e per quello delle scuole Medie.

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E' possibile riscontrare una percentuale di risposta maggiore per quanto riguarda il
gruppo delle elementari, rispetto a quello delle scuole medie, indicativa probabilmente
di una modificazione del rapporto tra genitori e figli con larrivo della pubert.

4.2. Disponibilit emotiva genitoriale

Dalle statistiche descrittive dei dati raccolti attraverso le LEAP compilate dai figli
(forma materna e forma paterna) e da quelle compilate dai genitori (dalla madre e dal
padre) possiamo immediatamente notare come la media dei punteggi dei soggetti sia
inferiore a quella dei genitori. I figli, infatti, sembrano percepire i genitori meno
emotivamente disponibili, rispetto a quanto loro ritengano di essere. Inoltre, i ragazzi
assegnano anche i punteggi minimi della scala ai loro genitori, che tuttavia appaiono
pi ottimisti non raggiungendo mai il punteggio minimo previsto.
La LEAP dei figli nella forma materna correla significativamente con la versione della
LEAP compilata dalla madre per .296 e p<.001, indicando un accordo tra come il
soggetto percepisce la madre emotivamente disponibile e come la madre ritiene di
essere nei confronti dello stesso. Anche la versione paterna della LEAP del figlio
correlata positivamente e in maniera significativa con la forma genitoriale del test del
padre di .309 per p<.001, indicando che presente un accordo anche tra il padre e il
figlio per quanto riguarda la disponibilit emotiva percepita. La LEAP del figlio, sia
nella forma materna sia paterna, , quindi, correlata con la forma genitoriale del test,
per il padre e per la madre, costruita in maniera speculare a partire da questultima.
presente anche una correlazione positiva significativa fra entrambe le versioni della
LEAP dei soggetti (forma materna e paterna) di .543 per p<.001. La LEAP compilata
dalla madre e quella compilata dal padre, inoltre, correlano significativamente di .428
per p<.001. Questultimo dato indica la presenza di un grado di accordo tra i coniugi
per quanto riguarda la percezione del modo in cui ritengono di essere emotivamente
disponibili nei confronti dei loro figli.

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Tabella 2

LEAP forma
materna
LEAP forma
paterna
LEAP dalla
madre
LEAP dal
padre

LEAP forma
materna
1

LEAP forma
paterna
,543**

LEAP dalla
madre
,296**

LEAP dal padre

,543***

,157**

,309***

,296***

,157**

,428***

,121*

,309***

,428***

,121*

*p<.05
**p<.01
***p<.001

E' possibile confrontare le statistiche descrittive della disponibilit emotiva genitoriale


in base alla suddivisione operata nel campione inserendo la variabile della classe
scolastica di appartenenza, Elementari e Medie.
Per quanto riguarda la LEAP dei ragazzi, forma materna e forma paterna, possiamo
notare che la media dei punteggi tra i due gruppi maggiore per quello delle elementari
rispetto a quello delle scuole medie.
Le LEAP compilate dalle madri e dai padri dei due gruppi di ragazzi non mostrano
differenze significative nei punteggi medi, in base alla variabile della classe di
appartenenza dei figli, mostrando solo un piccolo scarto tra i punteggi. Questo dato
indica che la percezione che i genitori hanno della propria disponibilit emotiva tende a
mantenersi stabile nel tempo e a non essere modificata dallavvento delladolescenza
dei loro figli.
Le medie dei punteggi al Lum Emotional Availability of Parents, inoltre, sono state
calcolate anche in base alla suddivisione del campione secondo la presenza o meno di
genitori separati o divorziati.
In entrambe le forme della LEAP compilate dai figli (forma materna e forma paterna)
le medie dei punteggi sono significativamente minori nel campione che ha genitori

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separati. Possiamo ipotizzare che una condizione di conflittualit familiare e la


mancanza di un rapporto quotidiano con uno dei genitori, limiti la percezione della
disponibilit emotiva dei figli nei confronti di questultimo. Questo dato risulta
particolarmente evidente per quanto riguarda la percezione della disponibilit emotiva
del padre da parte del soggetto, probabilmente perch molto spesso i figli in caso di
separazione sono affidati alle madri e i contatti con laltra figura genitoriale si riducono
notevolmente.
I genitori, invece, non mostrano differenze significative nel modo in cui ritengono di
essere emotivamente disponibili nei confronti dei loro figli in base alla presenza o
meno di divorzio o separazione.
Per quanto riguarda, infine, le medie dei punteggi alla LEAP dei figli (forma materna e
forma paterna) e dei genitori (dal padre e dalla madre) non si rilevano differenze
significative in base alla suddivisione in due gruppi secondo la variabile del genere,
maschi e femmine. La percezione della disponibilit emotiva genitoriale non sembra,
quindi, influenzata da questa caratteristica.

4.3. Depressione

Come possiamo osservare nel grafico l80,27% (N=350) dei ragazzi al CDI ottiene un
punteggio <16, l8,49% (N=37) ottiene un punteggio compreso tra il 16 e il 18,
considerato come soglia patologica, mentre l11,24% (N=49) ottiene un punteggio
19. Il 19,72% (N=86) del campione totale dei ragazzi (N=437), quindi, ottiene un
punteggio superiore o uguale al cut-off del Children Depression Inventory, o al suo
livello soglia, secondo la standardizzazione italiana. necessario, tuttavia, ricordare
che il campione oggetto della nostra ricerca non di tipo clinico.
I punteggi medi ottenuti al CDI per il campione delle elementari e per quello delle
medie, in base alla suddivisione secondo la variabile classe scolastica di
appartenenza, sono fra loro leggermente differenti anche se in maniera non

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significativa. Tuttavia, il campione della scuola media raggiunge punteggi massimi


molto superiori a quelli del campione delle elementari, distribuendosi, quindi, in
maniera differente.
Per quanto riguarda i punteggi del campione diviso in base alla presenza o meno di
separazione o divorzio nei genitori, notiamo che la media dei punteggi al CDI
significativamente maggiore per i figli di genitori separati. Ipotizziamo, quindi, che
maggiori livelli di conflittualit familiare, dovuti alla separazione dei coniugi o
allabbandono della casa da parte di uno di essi, aumentino i livelli depressivi nei figli,
rispetto al gruppo di soggetti che vive in una famiglia intatta, oltre alla diminuzione
della disponibilit emotiva genitoriale percepita.
Per quanto riguarda la suddivisione del campione dei ragazzi in base al genere, maschi
e femmine, si rileva una differenza significativa nelle medie dei punteggi al CDI. Le
ragazze mostrano livelli superiori di depressione rispetto ai loro coetanei di sesso
maschile, indipendentemente dalle altre variabili in esame.

4.4. Disponibilit emotiva genitoriale e depressione

Il CDI correla in maniera significativamente negativa con la LEAP del figlio nella
forma materna (-,493) indicando che pi aumentano i livelli di depressione e pi la
percezione della disponibilit emotiva materna diminuisce. Il CDI correla, inoltre,
negativamente anche con la LEAP del figlio nella sua forma paterna (-,366) mostrando
che pi i livelli di disponibilit emotiva paterna diminuiscono e pi aumentano i livelli
di depressione nei figli.
Tabella 3

CDI
**p<.001

19

LEAP forma materna


-,493**

LEAP forma paterna


-,366**

Nella tabella possiamo notare la presenza di una correlazione, negativa non


significativa, tra la LEAP compilata dalla madre e dal padre, e il CDI del bambino. Il
modo in cui i genitori ritengono di essere emotivamente disponibili nei confronti dei
loro figli non correlato con il livello di depressione di questi ultimi. Questo dato
necessiterebbe di ulteriori riflessioni e studi. Una prima ipotesi potrebbe essere
connessa con la possibile presenza di un bias insito nelle caratteristiche self-report della
forma genitoriale del questionario.

4.5. Colloqui con i genitori

I colloqui con i genitori, che ci hanno accordato la loro disponibilit attraverso le


autorizzazioni presenti nelle buste riconsegnate a scuola dai loro figli, sono stati
effettuati utilizzando due tipi di interviste semi-strutturate:

Intervista sullEsperienza dei Genitori di preadolescenti e adolescenti (IEG-Ad)


(Candelori, Babore, Trumello, 2005), impiegata per i genitori di soggetti delle
scuole medie;

Intervista al Genitore di un figlio in et di Latenza. (IGL), impiegata per i


genitori di soggetti delle scuole elementari.

Nellanalisi dei contenuti dei colloqui effettuati con i genitori, sono state selezionate e
analizzate solo alcune aree relative al rapporto tra depressione in adolescenza e
disponibilit emotiva genitoriale. Le aree sono state selezionate in base alle
caratteristiche emerse dallanalisi della letteratura sulla depressione in adolescenza.
Abbiamo cercato di verificare la presenza di aggressivit nei ragazzi come segnale di
un vissuto depressivo, la capacit di elaborare i cambiamenti delladolescenza e i
relativi sentimenti, la presenza di eventi difficili nella loro vita o dei loro genitori, la
presenza di eventi traumatici transgenerazionali o di dolore e sentimenti di lutto nel
vissuto genitoriale.

20

Le domande su cui stata effettuata lanalisi dei contenuti sono le seguenti:


8) Nel corso degli anni suo\a figlio\a ha dovuto affrontare momenti difficili? (es.
problemi scolastici, malattie, ospedalizzazioni, distacco dai familiari, altro) A
che et? Come ha reagito?
10) Come le sembra che suo\a figlio\a abbia reagito a questi cambiamenti?
(Accettati o meno, reazioni particolari)
11) In seguito a questi cambiamenti ha notato qualche cosa di diverso in lui\lei? (es.
stati danimo, abitudini, comportamentispecificare)
21) Negli ultimi anni ci sono stati per voi genitori momenti difficili nel rapporto
con vostro\a figlio\a? (Quali? Quando? Che spiegazione ne d, esempi)
24) Negli ultimi anni suo\a figlio\a ha mai manifestato comportamenti aggressivi
verso di lei? (Quali? Quando? Che spiegazione ne d? Esempi)
25) Suo\a figlio\a stato\a mai aggressivo\a verso i compagni o verso altre persone?
(Verso chi? Quali comportamenti? Quando? Esempi)
27) Attualmente ci sono dei momenti in cui suo\a figlio\a si avvicina a lei per
manifestarle il suo affetto (Baci, abbracci, coccole)? (Come? In quali
momenti? Che spiegazione ne d?)
28) Ci sono dei momenti in cui suo\a figlio\a viene da lei per chiederle un po
daffetto? (Come? In quali momenti? Che spiegazione ne d?)
35) Ricorda dei momenti difficili che ha dovuto affrontare in quegli anni?
(Quali?...)
45) Vorrei chiederle, in generale, se lei, come persona, ha dovuto affrontare nel
corso della sua vita dei momenti difficili(Quali? A che et? Come ha reagito?)
46) Ha dovuto affrontare dei lutti? (Quali? A che et? Come ha reagito?)

21

Abbiamo ottenuto la disponibilit da parte dei genitori per 73 colloqui, attualmente


siamo riuscite a ricontattare il 39,7% di questi. Tra tutti i genitori contattati ad oggi, il
37,9% non si presentato il giorno dellappuntamento o non si reso pi disponibile
per lincontro per motivazioni di varia natura, e abbiamo effettivamente eseguito il
24,6% dei colloqui sul totale delle disponibilit accordateci. Dobbiamo, quindi,
effettuare ancora il 60,3% dei colloqui di cui abbiamo ottenuto la disponibilit, e
ultimeremo il lavoro nei prossimi mesi.
Lanalisi dei contenuti dei colloqui stata effettuata in base alle trascrizioni verbatim,
ottenute dalle registrazioni, e alle Note Osservative che sono state redatte.

DISCUSSIONE

5.1. Disponibilit emotiva genitoriale

I risultati statistici ottenuti al Lum Emotional Availability of Parents (LEAP) nelle


versioni per il bambino (forma materna e forma paterna) sono correlati ai questionari
costruiti in maniera speculare a essi, per i genitori (dal padre e dalla madre). stato
rilevato, quindi, un accordo tra come i bambini percepiscono i genitori emotivamente
disponibili e come i genitori pensano di essere emotivamente disponibili nei confronti
dei loro figli. Il questionario sulla disponibilit emotiva nella versione costruita per il
genitore mostra, quindi, una sua validit come riscontrato anche nella ricerca di Lum e
Phares del 2005 in cui era stata gi effettuata una trasposizione della LEAP, ed era stata
rilevata una correlazione tra la forma materna del bambino e quella della madre, e tra la
forma paterna del bambino e quella del padre.

22

Questa correlazione della disponibilit emotiva stata confermata dalle risposte date
dai genitori alle domande della nostra intervista relative al modo in cui i figli
manifestano il loro affetto. Nella maggior parte dei casi , infatti, emerso che i ragazzi
cercano in qualche modo laffetto dei genitori ma in maniera diversa rispetto al passato
e questo accade in concomitanza con i cambiamenti adolescenziali in atto. Si evidenzia
una maggiore riservatezza e la presenza di un certo grado di imbarazzo per quanto
riguarda le manifestazioni affettive.
I ragazzi, infine, sembrano percepire allo stesso modo la disponibilit emotiva
genitoriale del padre e quella della madre. Le due forme del questionario sono, infatti,
correlate tra loro, mostrando accordo nel modo in cui vengono dai figli percepite
entrambe le figure.
Anche madre e padre valutano la loro disponibilit emotiva allo stesso modo non
mostrando differenze relative al differente ruolo genitoriale ricoperto e manifestando un
certo grado di accordo tra i coniugi sul modo in cui ritengono di essere emotivamente
disponibili nei confronti dei loro figli.
La seconda ipotesi del nostro studio risulta, quindi, confermata. Il modo in cui i figli
percepiscono i genitori emotivamente disponibili correlato al modo in cui i genitori
ritengono di essere nei loro confronti. Una percezione maggiormente positiva da parte
dei genitori della propria disponibilit emotiva porta a una altrettanto maggiore
percezione da parte dei loro figli, e viceversa. Anche una percezione negativa della
disponibilit emotiva del genitore da parte del figlio collegata ad una auto-percezione
altrettanto negativa da parte del genitore stesso. Le due forme del questionario sono
collegate e in grado di rilevare una relazione valida della disponibilit emotiva tra
genitori e figli.

5.2. Depressione

23

Nella valutazione dei risultati ottenuti attraverso la somministrazione del Childrens


Depression Inventory (CDI; Kovacs, 1982, 1992) al campione dei bambini abbiamo
tenuto presente anche le risposte dei genitori ai colloqui ad alcune domande. Queste,
infatti, descrivono la presenza di eventi difficili e di lutti nella vita dei genitori che
possono aver riguardato direttamente il figlio, causando lo sviluppo del vissuto
depressivo, oppure che possono essere relativi al tema del trauma e del
transgenerazionale che stato trasmesso inconsciamente o elaborato provocando o
meno la patologia in esame. Sono state, infatti, descritte numerose situazioni
problematiche di varia natura che i nuclei familiari si sono trovati ad affrontare, e che
possono avere avuto effetti sui loro figli e sul loro sviluppo.
Collegate al tema della depressione sono anche le domande dei colloqui con i genitori
relative allaggressivit manifestata o subita dai ragazzi come particolare espressione
del vissuto depressivo. In generale i genitori non hanno descritto situazioni di
aggressivit messe in atto dai loro figli, quanto piuttosto situazioni di aggressivit
subita da altri coetanei. Accade abbastanza spesso che siano altri coetanei, in genere
compagni di classe, a schernire i ragazzi pi insicuri che diventano oggetto di derisione
e che per questo motivo possono trovarsi a sperimentare vissuti depressivi.

5.3. Disponibilit emotiva genitoriale e depressione

I punteggi ottenuti al Lum Emotional Availability of Parents (LEAP) dai bambini, sia
nella forma materna sia nella forma paterna, diminuiscono progressivamente con
laumentare dei livelli di depressione. Una minore percezione della disponibilit
emotiva genitoriale , quindi, collegata con un aumento del vissuto depressivo nei figli.
Al contrario, la percezione di una maggiore disponibilit emotiva genitoriale da parte
dei figli riduce i livelli depressivi in questi ultimi apparendo come fattore protettivo per
lo sviluppo di questa particolare sintomatologia.

24

Nella ricerca di Lum e Phares (2005), infatti, i bambini appartenenti al campione


clinico hanno riportato livelli minori di percezione della disponibilit emotiva
genitoriale rispetto ai bambini appartenenti al campione non clinico.
stato gi evidenziato che relazioni familiari positive contraddistinte da accettazione e
senso di sicurezza impediscono la manifestazione di una sintomatologia di tipo
depressivo (Facio Batistuta, 2001; Gotlib, Hammen, 1992). Al contrario la presenza di
scarso supporto, di emozioni negative e di ridotta sintonizzazione affettiva portano allo
sviluppo della patologia (Cappelli, Cimino, 2002). Un basso livello di supporto
genitoriale pu essere considerato un fattore predittivo della depressione nei figli
(Brage, 1995), e valutazioni negative nei confronti di un ambiente familiare considerato
non supportivo sono correlate alla patologia depressiva (Kerr, Preuss, King, 2006).
La prima ipotesi della nostra ricerca risulta, quindi, confermata dai dati raccolti. La
percezione della disponibilit emotiva genitoriale correlata negativamente alla
depressione nei figli in et di Latenza e nella prima adolescenza. Una minore
percezione della disponibilit emotiva genitoriale da parte dei figli porta a un aumento
del vissuto e della sintomatologia depressiva negli stessi. Al contrario, una percezione
positiva da parte dei figli della disponibilit emotiva genitoriale riduce la
sintomatologia depressiva negli stessi.
La percezione di una maggiore disponibilit emotiva genitoriale pu, infine, essere
considerata un fattore protettivo contro lo sviluppo di una sintomatologia depressiva in
et evolutiva.

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