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15 ottobre

ITA: Scrivi un breve racconto


usando sequenze dialogiche;
applica tutte e tre le modalit
studiate per creare
il discorso diretto.

Quella che hai appena letto una breve sequenza dialogica; presente il discorso diretto, cio
quel tipo di discorso che riporta le esatte parole di un personaggio.
Una sequenza dialogica si pu introdurre in 3 modi:
1) Cristina chiede alla maestra:<< Posso andare al bagno? >> .
2) << Posso andare al bagno? >> chiede Cristina alla maestra.
3) << Maestra, >> chiede Cristina << posso andare al bagno? >>.
Posso esprimere le parole di un personaggio anche raccontandole in maniera indiretta.
Cristina chiede alla maestra se pu andare al bagno.
Cristina chiede alla maestra di andare al bagno.
Cristina dice alla maestra che deve andare in bagno.
E ora alleniamoci! Passiamo dal discorso indiretto al discorso diretto applicando, per ogni frase,
i tre modi di introduzione del discorso diretto. Guarda lesempio.
A)Elena dice a Pamela che vuole ascoltare una canzone.
B)Pamela le risponde che daccordo e andr a prendere lo stereo.
A.1) Elena dice a Pamela:<< Mi piacerebbe ascoltare una canzone.>>.
A.2) <<Mi piacerebbe ascoltare una canzone.>> dice Elena a Pamela.
A.3) <Sai Pamela,> dice Elena a un tratto << mi piacerebbe proprio ascoltare una
canzone.>>.
B.1) Pamela le risponde:< Va bene. Vado a prendere lo stereo.>.
B.2) <Va bene. Vado a prendere lo stereo.> risponde Pamela.
B.3) <Va bene.> risponde Pamela <Vado a prendere lo stereo.>.
Continua tu con le seguenti frasi.
C)Ettore esclama che sta per suonare la campanella.
D)La maestra invita i bambini a preparare in fretta lo zaino.

Espressioni Idiomatiche
Il verbo To Have viene usato anche con significati diversi da possedere. Tali espressioni

idiomatiche non usano il rafforzativo GOT, non hanno la forma contratta e vogliono gli
ausiliari DO/DOES al presente e DID al passato per le forme negativa, interrogativa e
interrogativa-negativa:
to have breakfast / lunch / a snack /dinner = fare colazione, pranzare, fare merenda, cenare
to have a shower = fare la doccia
to have a swim = fare una nuotata, un bagno
to have a coffee / drink = prendere un caff / una bibita
to have fun / a good time = divertirsi
to have a look at = dare un'occhiata (a)
to have a nice day = trascorrere una buona giornata
to have a party = dare una festa
to have a rest = riposare
to have a walk = fare una passeggiata

Esempi:
Fa colazione a casa? = Does she have breakfast at home?
Faccio una passeggiata con gli amici ogni domenica mattina = I have a walk with my friends
every Sunday morning.
Non prendi un caff con noi? = Don't you have a coffee with us?

Alunno.........................data............
Scegli lopzione corretta tra le quattro proposte.

Nella frase Per contorno vorrei delle patatine fritte


c
Una preposizione articolata

quelli
quegli

Un articolo partitivo
Un nome collettivo

quello

Un aggettivo indefinito

di, per, dei, un, a, una, con, tra, sulla, lo.


Aggettivi qualificativi: grande, misero,

Il nome gentilezza
femminile, plurale, comune, astratto, collettivo

femminile, singolare, comune, astratto,

individuale
femminile, plurale, comune, astratto, individuale

velocemente, splendente, correndo, rosso, felicit,


felice.
Nomi: casetta, coccodrillo, luminosa,
costellazione, umanit, t, esclamava, allegria,
orologiai.
Articoli: mio, il, una, con, sui, lo, i, le, un, l, d,

femminile, singolare, comune, concreto,


collettivo

In ogni gruppo sono presenti elementi estranei.


Cerchiali di verde.
Preposizioni: in, tra, della, il,da, la, su, agli, negli,

gli, uno, su, la

-Nella frase Evviva, oggi iniziano le vacanze!


presente
un avverbio

Il nome alterato erbaccia


un diminutivo
un accrescitivo

un aggettivo

un vezzeggiativo

unesclamazione

un dispregiativo

Nella frase Il pi piccolo tra i pianeti


Mercurio laggettivo qualificativo di grado
superlativo relativo

una congiunzione

Nel periodo Spero che domani non piova


ininterrottamente quanti avverbi ci sono?
Uno

comparativo di minoranza

Due

comparativo di maggioranza

Tre

superlativo assoluto

Quattro

Se si dovesse trasformare al plurale


lespressione quello strano personaggio laggettivo
dimostrativo da usare sarebbe
quei

Nella frase I capillari sono pi sottili delle vene


presente un aggettivo qualificativo al grado
comparativo di minoranza
superlativo relativo

comparativo di maggioranza

un nome alterato accrescitivo

comparativo di uguaglianza

un nome composto

Nella frase Quel signore ha un pancione tondo


presente
un nome collettivo
un nome derivato

Storia della festa dellalbero

Fin dai tempi dellantica Grecia era diffusa


lusanza di celebrare feste in occasione della
piantagione di alberi.

I Romani precorsero lodierna Festa


dellAlbero; gli alberi, infatti, erano tutelati
e adorati anche per motivi legati alla
religione ed era consuetudine consacrare i
boschi al culto delle divinit dellepoca. La pi
grande festa in epoca romana era la Festa
Lucaria che cadeva il 19 luglio, nel corso
della quale, oltre ai riti propiziatori si
festeggiavano gli alberi impiantati nei mesi
precedenti.

In epoca moderna si affermata negli Stati


Uniti una celebrazione in onore degli alberi,
come risposta ai gravi disastri naturali
causati
principalmente
dai
grandi
disboscamenti
che
interessarono
quei
territori.

La Festa dellAlbero fu in seguito


istituzionalizzata con la Legge forestale del
1923.

Nel 1951 il Ministero dellAgricoltura e delle


Foreste stabil che la Festa degli alberi si dovesse
svolgere il 21 Novembre di ogni anno, con possibilit
di differire tale data al 21 marzo nei comuni di alta
montagna.
La celebrazione si svolta con rilevanza nazionale
fino al 1979, poi stata delegata alle Regioni che
hanno provveduto a organizzare gli eventi
celebrativi a livello locale.

Nel 1872, il Governatore dello Stato del


Nebraska, Sterling Morton, decise di dedicare un
giorno allanno alla piantagione di alberi, fu chiamato
Harbor
day.
In Europa si diffuse negli anni successivi e, in Italia,
la prima Festa dellalbero fu celebrata nel 1898
per iniziativa dal Ministro della Pubblica Istruzione
Guido Baccelli.

Pi recentemente, la legge n. 113 del 1992 ha


previsto che ogni Comune curi la messa a
dimora di un albero per ogni neonato
registrato
allanagrafe.
Il Consiglio dei Ministri ha approvato nel
2010, su proposta del Ministro dellAmbiente,
recependo alcuni emendamenti proposti dalla
Conferenza Unificata, il disegno di legge
Norme per lo sviluppo degli spazi verdi
urbani che istituzionalizza la Giornata
Nazionale degli Alberi da celebrare il 21
novembre di ogni anno.

Storia della festa dellalbero

Fin dai tempi dellantica Grecia era diffusa


lusanza di celebrare feste in occasione della
piantagione di alberi.

I Romani precorsero lodierna Festa


dellAlbero; gli alberi, infatti, erano tutelati
e adorati anche per motivi legati alla
religione ed era consuetudine consacrare i
boschi al culto delle divinit dellepoca. La pi
grande festa in epoca romana era la Festa
Lucaria che cadeva il 19 luglio, nel corso
della quale, oltre ai riti propiziatori si
festeggiavano gli alberi impiantati nei mesi
precedenti.

Nel 1951 il Ministero dellAgricoltura e delle


Foreste stabil che la Festa degli alberi si dovesse
svolgere il 21 Novembre di ogni anno, con possibilit
di differire tale data al 21 marzo nei comuni di alta
montagna.
La celebrazione si svolta con rilevanza nazionale
fino al 1979, poi stata delegata alle Regioni che
hanno provveduto a organizzare gli eventi
celebrativi a livello locale.

In epoca moderna si affermata negli Stati


Uniti una celebrazione in onore degli alberi,
come risposta ai gravi disastri naturali
causati
principalmente
dai
grandi
disboscamenti
che
interessarono
quei
territori.

Nel 1872, il Governatore dello Stato del


Nebraska, Sterling Morton, decise di dedicare un
giorno allanno alla piantagione di alberi, fu chiamato
Harbor day.

In Europa si diffuse negli anni successivi e,


in Italia, la prima Festa dellalbero fu celebrata

nel 1898 per iniziativa dal Ministro della


Pubblica Istruzione Guido Baccelli.

La Festa dellAlbero fu in seguito


istituzionalizzata con la Legge forestale del
1923.

Pi recentemente, la legge n. 113 del 1992 ha


previsto che ogni Comune curi la messa a
dimora di un albero per ogni neonato
registrato
allanagrafe.
Il Consiglio dei Ministri ha approvato nel
2010, su proposta del Ministro dellAmbiente,
recependo alcuni emendamenti proposti dalla
Conferenza Unificata, il disegno di legge
Norme per lo sviluppo degli spazi verdi
urbani che istituzionalizza la Giornata
Nazionale degli Alberi da celebrare il 21
novembre di ogni anno.

3 Completa le frasi con un complemento oggetto adatto.

A) Luccellino becca (che


cosa?).....................................................................................
B) La sarta cuce
(checosa?).............................................................................................
C) Gli alunni studiano (che
cosa?)................................................................................... D) La
direttrice ha chiamato
(chi?)................................................................................. E) Il postino
mi ha consegnato (che cosa?)................................................................
F) Angelica ha festeggiato (che
cosa?)............................................................... e ha invitato a casa
sua (chi?)........................................................................

3 Completa le frasi con un complemento oggetto adatto.


A) Luccellino becca (che
cosa?).....................................................................................
B) La sarta cuce
(checosa?).............................................................................................
C) Gli alunni studiano (che
cosa?)................................................................................... D) La
direttrice ha chiamato
(chi?)................................................................................. E) Il postino
mi ha consegnato (che cosa?)................................................................
F) Angelica ha festeggiato (che
cosa?)............................................................... e ha invitato a casa
sua (chi?)........................................................................

3 Completa le frasi con un complemento oggetto adatto.


A) Luccellino becca (che
cosa?).....................................................................................
B) La sarta cuce
(checosa?).............................................................................................
C) Gli alunni studiano (che
cosa?)................................................................................... D) La
direttrice ha chiamato
(chi?)................................................................................. E) Il postino
mi ha consegnato (che cosa?)................................................................
F) Angelica ha festeggiato (che
cosa?)............................................................... e ha invitato a casa
sua (chi?)........................................................................

3 Completa le frasi con un complemento oggetto adatto.


A) Luccellino becca (che
cosa?).....................................................................................
B) La sarta cuce
(checosa?).............................................................................................

C) Gli alunni studiano (che


cosa?)................................................................................... D) La
direttrice ha chiamato
(chi?)................................................................................. E) Il postino
mi ha consegnato (che cosa?)................................................................
F) Angelica ha festeggiato (che
cosa?)............................................................... e ha invitato a casa
sua (chi?)........................................................................

3 Completa le frasi con un complemento oggetto adatto.


A) Luccellino becca (che
cosa?).....................................................................................
B) La sarta cuce
(checosa?).............................................................................................
C) Gli alunni studiano (che
cosa?)................................................................................... D) La
direttrice ha chiamato
(chi?)................................................................................. E) Il postino
mi ha consegnato (che cosa?)................................................................

F) Angelica ha festeggiato (che

cosa?)............................................................... e ha invitato a casa


sua (chi?)........................................................................

IO CON POESIA ...QUESTO IL POSTO CHE


VORREI, MA NON PER ME...PER MIO FIGLIO
E....

Scheda di adesione di classe - anno 2015-2016


Nome e cognome del Docente .

Telefono docente

E-Mail docente

Classe interessata .
Nome Istituto scolastico .
Nome e cognome del dirigente scolastico .
Indirizzo.
Citt Provincia Cap .
Telefono . E-Mail
Si dichiara di volere partecipare con:
Poesie di singoli inedite in lingua italiana

n poesie.........

Poesie di gruppo inedite in lingua italiana

n poesie.........

Elenco dei bambini/ragazzi che presentano le poesie come singoli:


..................................................................................................................................
.............................................
..................................................................................................................................
.............................................
Elenco dei bambini/ragazzi che presentano le poesie come gruppo:
..................................................................................................................................
.............................................
..................................................................................................................................
.............................................
..................................................................................................................................
.............................................
..................................................................................................................................
.............................................
Eventuali note dellinsegnante (tempi, modalit di lavoro, postille,
osservazioni....): ............................................
............................................................................................................................................................
....................
............................................................................................................................................................
....................
............................................................................................................................................................
....................
............................................................................................................................................................
....................
Luogo e data:.................

FIRMA DOCENTE
...............................................................
NB: Tale scheda di partecipazione va allegata alla mail con la quale si inviano i testi
delle poesie (in calce alle quali vanno indicati i nomi degli autori) allindirizzo:
sanpellegrinofestival@culturabrembana.com
Una volta individuati i vincitori del concorso, il docente interessato sar contattato
dalla Segreteria del Festival, e invitato a inviare per ogni alunno vincitore (anche per
poesie realizzate in gruppo), entro la data del 14 marzo 2016, la dichiarazione

liberatoria (vedi modulo nel sito) con la firma in originale del genitore o lesercente la
patria potest.

DISCORSO PER RAGAZZI 4 NOVEMBRE

In questo giorno, l'Italia vuol ricordare la grande vittoria da essa ottenuta alla fine della prima guerra
mondiale e insieme l'unit della Nazione e la Giornata delle Forze Armate.

Qui vogliamo parlare della pace

1.

Noi ragazzi vogliamo oggi riflettere insieme a voi, attraverso

una testimonianza di chi ha vissuto la guerra in prima linea, su quanto


anche i nostri piccoli gesti concreti, semplici e quotidiani siano
importanti per costruire la pace e gettare le basi per un futuro migliore per tutti.

Racconto di Francesco Pinto -

2.

Ricordi di guerra Due volti per il 4 novembre

Il nonno racconta:

Eravamo sul Carso in un trincerone isolato di prima linea, a pochi metri dalle trincee
austriache. Di lass, nelle giornate chiare, si vedeva all'orizzonte il mare di Trieste.
Eravamo un reparto duramente provato in numerosi assalti alla baionetta: quanti caduti e
che momenti, Dio mio!
Poich da alcuni giorni gli Austriaci non davano alcun segno di vita, bisognava accertare
se avessero abbandonato quel posto, o stessero cheti per prepararci qualche brutta
sorpresa. Occorreva dunque esplorare il nemico proprio in casa sua!
Qualcuno dei nostri sarebbe dovuto uscire allo scoperto sul terreno e arrivare sotto la
trincea nemica. Ricordo le parole del capitano: Occorrono tre volontari: un caporale e
due fanti. Molti di noi si offersero. Il capitano scelse ed io capitai fra i tre: dovevo,
anzi, uscire per primo. Il capitano mi dette qualche avvertimento, mi strinse forte la
mano e mi augur: Bravo, figliuolo, in bocca al lupo! .

3.

Ed eccomi di l del parapetto della trincea, bocconi sopra un terreno tutto ciottoli

e schegge. Avanzavo lentamente, a forza di gomiti, sollevando di tratto in tratto la testa


per orientarmi. Ricordo il respiro di sollievo, quando fui sotto a un ciglio di roccia che mi
offriva un po' di riparo. Dalla roccia ad una buca, da questa a un ciuffo di sterpi,
percorsi circa trenta metri a zig-zag, verso il nemico.
Ed eccomi proprio sull'orlo del trincerone austriaco. Ne veniva un bruso di voci, qualche
accento rauco e concitato, vi si avvertiva dentro un tramestio come di uomini che si
affaccendassero.Era il segno che qualche cosa si preparava e che la posizione era
rafforzata.
Facevo tra me tali considerazioni quasi dimentico di trovarmi in bocca al nemico, quando
incrocio da una feritoia due occhi che mi fissano. Distinguevo la canna del fucile e, sotto
il casco di acciaio, il volto del soldato nemico: un profilo gracile di adolescente. Ero l

inchiodato alla mia sorte, di fronte a un fucile che mi avrebbe spacciato con matematica
precisione di tiro...Sentivo le tempie martellarmi.

4.

Ma ecco quel soldato nemico, dal volto quasi di bambino, farmi cenno col capo

perch andassi via di l.


Ed ebbi salva la vita! Chi era quel soldato? Un austriaco? Un ungherese? Un boemo? O
forse un italiano costretto a combattere contro i fratelli?
Poterlo incontrare per le vie del mondo!
Anche nella guerra la vita cos strana e impensata, piccolo!>>

5.

Nell'anniversario della vittoria le bandiere sventolano su tutti i monumenti della

nostra Patria. la stessa bandiera che ha sventolato sui campi di battaglia, dove tanti
uomini hanno perduto la vita per difendere la nostra bella patria. Tuttavia, ancor oggi,
scontri sanguinari hanno comportato di contingenti militari per ristabilire la pace nel
paese. A loro va la nostra preghiera e il nostro pensiero affinch ogni guerra finisca e
nel mondo regni la pace.

6.

ECCO qual il messaggio che oggi vogliamo gridare al mondo intero:


si pu sconfiggere la guerra tanto pi daremo FORZA alla PACE,

CERCANDO UNA SOLUZIONE AI CONFLITTI, PICCOLI O GRANDI CHE SIANO,


BASATA SUL CONFRONTO, DIALOGO, ACCOGLIENZA,TOLLERANZA,...PROPRIO
PERCHE...

CE SEMPRE UNA SOLUZIONE...che non e MAI la guerra!

7.

La guerra sempre nefasta, sia che si vinca sia che si perda, COMPORTA enorme
sacrificio di vite umane , lascia semi di odio, rancore,rivalsa che prima o poi, sfociano in
nuovi conflitti ED A NULLA SERVITA.

Il nostro lavoro per la pace,allora, sar proprio quello di promuovere una cultura di pace e
solidariet che NOI possiamo gi realizzare nella nostra classe, nella nostra famiglia, nel
nostro quartiere, nella nostra patria.......con piccoli gesti di generosit e amore.
DIAMO ALLORA FORZA ALLA PACE ED IN ESSA VIVRA LA NOSTRA BELLA PATRIA!

INNO O POESIE???

Ci sono cose da fare ogni giorno: lavarsi, studiare, giocare, preparare la tavola a mezzogiorno. Ci sono cose da
fare di notte: chiudere gli occhi, dormire, avere sogni da sognare, orecchie per sentire. Ci sono cose da non
fare mai, n di giorno n di notte, n per mare n per terra: per esempio, la guerra. Gianni Rodari

I bambini giocano alla guerra. raro che giochino alla pace perch gli adulti, da sempre, fanno la guerra. Tu
fai "pum" e ridi; il soldato spara e un altro uomo non ride pi. la guerra. C' un altro gioco da inventare:
far sorridere il mondo, non farlo piangere. Pace vuol dire che non a tutti piace lo stesso gioco, che i tuoi
giocattoli piacciono anche agli altri bimbi che spesso non ne hanno perch ne hai troppi tu; che i disegni
degli altri bambini non sono dei pasticci; che la tua mamma non solo tutta tua; che tutti i bambini sono tuoi
amici. E pace ancora non avere fame, non avere freddo, non avere paura. Bertold Brecht

SE VUOI LA PACE Se vuoi la pace dichiara guerra alla guerra al tuo egoismo che vuole tutto per s e non
ti fa vedere il bisogno del tuo fratello. Combatti ogni desiderio di dominio che vuole farti comandare nel
gioco, a scuola, a casa dappertutto. Se vuoi la pace cerca che tutti attorno a te abbiano il necessario, abbiano
la possibilit di parlare: siano liberi. Come vuoi essere libero tu di parlare, di lavorare, di pregare, di amare,
di vivere. La pace incomincia DA TE. G. ELBA

Ricordi di guerra Due volti per il 4 novembre

Racconto di Francesco Pinto

Il nonno racconta: Eravamo sul Carso in un trincerone isolato di prima linea, a pochi metri dalle trincee
austriache. Di lass, nelle giornate chiare, si vedeva all'orizzonte il mare di Trieste.
Eravamo un reparto duramente provato in numerosi assalti alla baionetta: quanti caduti e che momenti, Dio
mio!
Poich da alcuni giorni gli Austriaci non davano alcun segno di vita, bisognava accertare se avessero
abbandonato quel posto, o stessero per prepararci qualche brutta sorpresa. Occorreva dunque esplorare il
nemico proprio in casa sua! Qualcuno dei nostri sarebbe dovuto uscire allo scoperto sul terreno e arrivare
sotto la trincea nemica. Ricordo le parole del capitano: Occorrono tre volontari: un caporale e due fanti .
Molti di noi si offersero. Il capitano scelse ed io capitai fra i tre: dovevo, anzi, uscire per primo. Il
capitano mi dette qualche avvertimento, mi strinse forte la mano e mi augur: Bravo, figliuolo, in bocca al
lupo! .
Ed eccomi di l del parapetto della trincea, bocconi sopra un terreno tutto ciottoli e schegge. Avanzavo
lentamente, a forza di gomiti, sollevando di tratto in tratto la testa per orientarmi. Ricordo il respiro di
sollievo, quando fui sotto a un ciglio di roccia che mi offriva un po' di riparo. Dalla roccia ad una buca, da
questa a un ciuffo di sterpi, percorsi circa trenta metri a zig-zag, verso il nemico.
Ed eccomi proprio sull'orlo del trincerone austriaco. Ne veniva un bruso di voci, qualche accento rauco e

concitato, vi si avvertiva dentro un tramestio come di uomini che si affaccendassero. Era il segno che
qualche cosa si preparava e che la posizione era rafforzata.
Facevo tra me tali considerazioni quasi dimentico di trovarmi in bocca al nemico, quando incrocio da una
feritoia due occhi che mi fissano. Distinguevo la canna del fucile e, sotto il casco di acciaio, il volto del
soldato nemico: un profilo gracile di adolescente. Ero l inchiodato alla mia sorte, di fronte a un fucile che
mi avrebbe spacciato con matematica precisione di tiro..Sentivo le tempie martellarmi.

Ma ecco quel soldato nemico, dal volto quasi di bambino, farmi cenno col capo perch andassi via di l.
Ed ebbi salva la vita! Chi era quel soldato? Un austriaco? Un ungherese? Un boemo? O forse un italiano
costretto a combattere contro i fratelli?
Poterlo incontrare per le vie del mondo!
Anche nella guerra la vita cos strana e impensata, piccolo!>>

Ricordi di guerra Due volti per il 4 novembre

Racconto di Francesco Pinto

Il nonno racconta: Eravamo sul Carso in un trincerone isolato di prima linea, a pochi metri dalle trincee
austriache. Di lass, nelle giornate chiare, si vedeva all'orizzonte il mare di Trieste.
Eravamo un reparto duramente provato in numerosi assalti alla baionetta: quanti caduti e che momenti, Dio
mio!
Poich da alcuni giorni gli Austriaci non davano alcun segno di vita, bisognava accertare se avessero
abbandonato quel posto, o stessero per prepararci qualche brutta sorpresa. Occorreva dunque esplorare il
nemico proprio in casa sua! Qualcuno dei nostri sarebbe dovuto uscire allo scoperto sul terreno e arrivare
sotto la trincea nemica. Ricordo le parole del capitano: Occorrono tre volontari: un caporale e due fanti .
Molti di noi si offersero. Il capitano scelse ed io capitai fra i tre: dovevo, anzi, uscire per primo. Il
capitano mi dette qualche avvertimento, mi strinse forte la mano e mi augur: Bravo, figliuolo, in bocca al
lupo! .
Ed eccomi di l del parapetto della trincea, bocconi sopra un terreno tutto ciottoli e schegge. Avanzavo
lentamente, a forza di gomiti, sollevando di tratto in tratto la testa per orientarmi. Ricordo il respiro di
sollievo, quando fui sotto a un ciglio di roccia che mi offriva un po' di riparo. Dalla roccia ad una buca, da
questa a un ciuffo di sterpi, percorsi circa trenta metri a zig-zag, verso il nemico.
Ed eccomi proprio sull'orlo del trincerone austriaco. Ne veniva un bruso di voci, qualche accento rauco e
concitato, vi si avvertiva dentro un tramestio come di uomini che si affaccendassero. Era il segno che
qualche cosa si preparava e che la posizione era rafforzata.
Facevo tra me tali considerazioni quasi dimentico di trovarmi in bocca al nemico, quando incrocio da una
feritoia due occhi che mi fissano. Distinguevo la canna del fucile e, sotto il casco di acciaio, il volto del
soldato nemico: un profilo gracile di adolescente. Ero l inchiodato alla mia sorte, di fronte a un fucile che
mi avrebbe spacciato con matematica precisione di tiro..Sentivo le tempie martellarmi.

Ma ecco quel soldato nemico, dal volto quasi di bambino, farmi cenno col capo perch andassi via di l.
Ed ebbi salva la vita! Chi era quel soldato? Un austriaco? Un ungherese? Un boemo? O forse un italiano
costretto a combattere contro i fratelli?
Poterlo incontrare per le vie del mondo!
Anche nella guerra la vita cos strana e impensata, piccolo!>>

Analizzo e comprendo
1. Dove si trovano i soldati?
2. Cosa si vedeva allorizzonte?
3. Cosa succedeva da alcuni giorni?

4. Cosa bisogna fare?


5. In che modo il protagonista ebbe salva la vita?
6. Il racconto stato scritto in prima o terza persona?
Riscrivi il racconto in terza persona.

Analizzo e comprendo
1. Dove si trovano i soldati?
2. Cosa si vedeva allorizzonte?
3. Che cosa succedeva da alcuni giorni?
4. Cosa bisogna fare?
5. In che modo il protagonista ebbe salva la vita?
6. Il racconto stato scritto in prima o terza persona?
Riscrivi il racconto in terza persona.

Analizzo e comprendo
1. Dove si trovano i soldati?
2. Cosa si vedeva allorizzonte?
3. Che cosa succedeva da alcuni giorni?
4. Cosa bisogna fare?
5. In che modo il protagonista ebbe salva la vita?
6. Il racconto stato scritto in prima o terza persona?
Riscrivi il racconto in terza persona.

Analizzo e comprendo
1. Dove si trovano i soldati?
2. Cosa si vedeva allorizzonte?

3. Che cosa succedeva da alcuni giorni?


4. Cosa bisogna fare?
5. In che modo il protagonista ebbe salva la vita?
6. Il racconto stato scritto in prima o terza persona?
Riscrivi il racconto in terza persona.

Analizzo e comprendo
1. Dove si trovano i soldati?
2. Cosa si vedeva allorizzonte?
3. Che cosa succedeva da alcuni giorni?
4. Cosa bisogna fare?
5. In che modo il protagonista ebbe salva la vita?
6. Il racconto stato scritto in prima o terza persona?
Riscrivi il racconto in terza persona.

Analizzo e comprendo
1. Dove si trovano i soldati?
2. Cosa si vedeva allorizzonte?
3. Che cosa succedeva da alcuni giorni?
4. Cosa bisogna fare?
5. In che modo il protagonista ebbe salva la vita?
6. Il racconto stato scritto in prima o terza persona?
Riscrivi il racconto in terza persona.

narrativi

narrano, raccontano fatti realistici o


fantastici: diario, lettera, racconto di
fantascienza, giallo, storico,del
brivido, umoristico, biografia. Ogni
testo narrativo, anche se di genere
diverso, presenta delle
caratteristiche comuni

poetici

testi espressi
in versi in cui il
poeta
rappresenta
con le parole la
propria visione
della realt le
proprie
sensazioni ed
emozioni

informativi

descrittivi

utilizza le parole per raccontare la


realt che ci circonda, rendendola
visibile
al lettore attraverso le parole. Pu
descrivere anche le molteplici realt
dellanimo umano.

la storia non
raccontata ma si
sviluppa attraverso
le parole
pronunciate dai
personaggi

hanno la funzione di
trasmettere
informazioni e
conoscenze relative
a un fenomeno, un
fatto considerato
da un punto di vista
generale. Ha lo
scopo di informare,

teatrali

argomentativo
si espone la propria
opinione su un
determinato argomento
e la si sostiene
attraverso una serie di
ragionamenti legati tra
loro e con il supporto di
dati oggettivi. Ha lo
scopo di convincere gli

regolativi

regolano il
comportamento per
obbligare, consigliare,
suggerire. Ha lo scopo,
infatti, di fornire
informazioni, dare
istruzioni, prescrivere
regole.

far studiare e
apprendere.

altri della validit della


propria tesi,
contrastando le tesi
contrarie (antitesi)

Avverto i miei lettori e/o scrittori che, nella realt dei testi letti e/o prodotti,
le tipologie possono essere compresenti e integrarsi reciprocamente.
I testi narrativi possono risultare in realt misti in quanto integrano sequenze
narrative a spezzoni descrittivi. Un articolo di cronaca, ad esempio, oltre a quelle
informative, pu contenere sequenze narrative ed argomentative. Un saggio
scientifico, per esempio, pu essere sia informativo sia argomentativo (quando
l'autore espone una sua personale ipotesi interpretativa).

discriminazione dei
gruppi pi vulnerabili, ha
voluto approfondire e
indagare un argomento di
prioritaria attenzione per
tutta la societ: i diritti
calpestati dei bambini.

Domani 20 novembre
2013 si celebra in ogni
continente del Pianeta
la Giornata Mondiale
dell'infanzia, un
appuntamento
internazionale di assoluta
importanza per la tutela
dei diritti dei bambini e
degli adolescenti. La
redazione di Bebeblog,
proprio in occasione del
ventiquatresimo
anniversario
della Convenzione ONU
sui diritti
dellinfanzia del 1989
(resa valida in Italia nel
1991), dedicata
alluguaglianza dei diritti
di tutti i bambini e in
particolare alla non

Prima di tutto cerchiamo di farci una


semplice domanda: quali sono i diritti
legittimi dei bambini? Il bambino deve
essere chiaramente tutelato in tutti i suoi
bisogni e necessit di crescita, salute,
educazione e amore, dalla famiglia prima
di tutto, e poi dalla comunit e dalle
istituzioni scolastiche e non. Il bambino
deve avere quindi tutti gli strumenti di
sostegno all'interno della famiglia e poi
all'esterno, tramite lo Stato, la scuola, tutti
gli organi di competenza, la cura e
l'adeguatezza dell'ambiente in cui vive; per
essere s stesso e sviluppare e coltivare
tutte le inclinazioni e gli interessi personali
che contribuiscono a formare una solida
identit del singolo.

Facendo riferimento proprio


alla Convenzione dei diritti
dell'Infanzia e prima ancora
alla Dichiarazione dei Diritti del
Fanciullo (20 novembre 1959) ecco i
quattro principi universali e
fondamentali su cui si basa l'intera carta
dei diritti inalienabili dei bambini,
chiaramente di tutti i pi piccoli, di ogni
razza, et, nazionalit, religione,
minoranza o condizione sociale:

a)Non discriminazione (art. 2): i diritti


sanciti dalla Convenzione devono essere
garantiti a tutti i minori, senza distinzione di
razza, sesso, lingua, religione, opinione del
bambino/adolescente o dei genitori.

b)Superiore interesse (art. 3): in ogni


legge, provvedimento, iniziativa pubblica o
privata e in ogni situazione problematica,
l'interesse del bambino/adolescente deve
avere la priorit.

c) Diritto alla vita, alla sopravvivenza e allo


sviluppo del bambino (art. 6): gli Stati
devono impegnare il massimo delle risorse
disponibili per tutelare la vita e il sano
sviluppo dei bambini, anche tramite la
cooperazione tra Stati.

d) Ascolto delle opinioni del minore (art.


12): prevede il diritto dei bambini a essere
ascoltati in tutti i processi decisionali che li
riguardano, e il corrispondente dovere, per
gli adulti, di tenerne in adeguata
considerazione le opinioni.

L'infanzia un periodo tanto magico, di


sogni, giochi e affetto, quanto delicato, con
tutti i preziosi equilibri che devono essere
costruiti quotidianamente, l'affermarsi della
prima personale visione del mondo e di
tutte quelle basi che accompagneranno il
bambino per tutta la vita, nel bene e nel
male. E tutti quei bambini quindi che non
hanno una famiglia, n la libert o la
spensieratezza per giocare, sognare ed
essere amati?

Detto questo quanti diritti enunciati sulla


carta, ma quanti diritti dei bambini sono
stati calpestati in questi anni? I dati delle
associazioni di tutto il mondo non sono di
certo incoraggianti. Oggigiorno i diritti dei
bambini e delle bambine di ogni parte del
globo, vengono costantemente violati, in
mille modi differenti, e non si tratta di una
grave problematica che interessa solo i
Paesi in guerra o in estrema povert.

In Italia e nei Paesi cosiddetti del "Primo


Mondo" si assiste ad un aumento costante
-e inquietante- di bambini che vivono ogni
giornata in una situazione estremamente
precaria, di povert economica, culturale, o
in situazioni di violenza assistita, di
violenza sessuale, di violenza psicologica
per mano di uno o da entrambi i genitori
dopo la separazione o il divorzio; bambini
in condizioni di insicurezza e timore
costante del domani, in condizioni di
malnutrizione. Bambini che spesso non
riescono nemmeno accedere al primario
diritto all'amore, allo studio e
all'educazione.

Lo dimostrano le numerose campagne


organizzate da Save The Children,
dall'Unicef e da tutte quelle organizzazioni
attive sul nostro territorio, nate proprio a
tutela del bambino, dell'infanzia -e
ricordiamodell'adolescenza. Cismai(coordinamento
italiano dei servizi contro il maltrattamento
dei minori) in collaborazione con Terre de
Hommes ha presentato a settembre 2013
la prima indagine approfondita
sulle giovani vittime di maltrattamento
nel nostro Paese. Il risultato (Studio sui
maltrattamenti dei bambini in Italia file
scaricabile dal sito ufficiale del Cismai)
tra i pi impensabili e allarmanti, e dimostra
che il cammino di sensibilizzazione della
popolazione ai diritti del bambino ancora
lungo e pieno di spine:

In Italia 1 minore su 6 fra quelli assistiti dai


servizi sociali dei Comuni italiani e 1
minore su 100 fra la popolazione minorile
residente risultano vittime di
maltrattamenti.

Un'altra campagna che deve far riflettere


tutti noi Allarme Infanzia, , portata avanti
da Save The Children nel 2013, opera di

Per questo i diritti dei bambini sono


prioritari in una societ che si possa
definire civile. Il bambino ha diritto a
vivere serenamente gli anni della sua
infanzia e della sua crescita personale,
deve avere delle figure di riferimento
positive e presenti sempre, sia all'interno
del nucleo familiare, che al suo esterno. Il
bambino deve essere sicuro di s stesso,
sicuro che sar sempre ascoltato. Non
deve avere paura di nessun adulto. N
provare angosce o ansie di alcun genere.

sentimenti non sono in simbiosi con quelle


degli adulti.

Il diritto di espressione uno delle pi


conquiste dell'era moderna. Il diritto di
espressione nel bambino sinonimo di
libert. I bambini hanno il diritto di essere
ascoltati sempre, ma ancora di pi quando
le loro scelte, le emozioni e i loro

Identit
Siamo cos importanti da essere unici!

Sicurezza
Aiutateci a crescere in modo sano:
nessuno ha diritto di farci male,
di trattarci come giocattoli, di sfruttarci.. in
nessun modo!

Cure speciali
Dateci una mano a superare le nostre
difficolt! Prestate una particolare
attenzione a chi ne ha pi bisogno!

Affetto
A.A.A.Affetto, amore,
comprensione.cercasi!

Allarme Infanzia un appello alla difesa di


tutti quei diritti sacrosanti dei bambini,
quelli primari, calpestati e violati sempre
pi frequentemente; come il diritto ad avere
una casa di propriet, il diritto ad una
scuola decente, il diritto ad una mensa a
scuola, il diritto ad imparare a leggere e a
scrivere, il diritto ai professori migliori, il
diritto ad accedere al lavoro dei sogni, il
diritto ad avere un futuro. Potete leggere il
Manifesto completo e partecipare
attivamente alla campagna sul sito ufficiale
di Allarme Infanzia. In conclusione i diritti
dei bambini violati e calpestati sono ad
oggi ancora troppo numerosi, cos
numerosi che non possibile elencarli tutti;
le vittime sono sempre loro, i pi indifesi, i
bambini.

Educazione
Aiutateci a capire la realt, a trovare
risposta ai nostri perch,
rispettando i nostri ritmi e le nostre
capacit.

Soccorso
SOS!Intervenite subito quando siamo in
pericolo!

Tutela
Non fateci oggetto del vostro commercio!

Pace
Abbiamo scoperto che la diversit pu
essere una ricchezza..perci..
Costruiamo insieme la pace!

Vi lasciamo con poche parole e una carta


dei diritti del fanciullo dal titolo
specialeNon
calpestare i diritti dei bambini, come non si
possono calpestare le nuvole del cielo, che
vale pi di tutto, semplificata nei termini,
ma vista con i pi preziosi occhi del
mondo, quelli dei bambini; con l'aiuto delle
maestre della Scuola elementare del
comune di Bra:

Ed ecco invece un video di


sensibilizzazione che interessa un altro
argomento caldo di questi anni: I diritti del
Nativo Digitale. Da tenere sempre
presente.

sensibilizzazione su un tema scottante


come la povert dilagante nel nostro
Paese che colpisce prima di tutto i bambini
nel loro presente, e ancora peggio
rubandogli il futuro pezzo a pezzo:

In Italia 1 bambino su 3 a rischio povert.


Il 18% dei ragazzi abbandona la scuola e 1
milione e mezzo vive in territori avvelenati.
Il 40% dei giovani senza lavoro e molti
non riescono a formare una famiglia o
lasciare la casa dei genitori. Diamo
lallarme tutti insieme. Perch rubare il
futuro ai bambini significa rubarlo al nostro
paese.

Uguaglianza

Siamo diversi, ma abbiamo tutti gli stessi


diritti.
Dignit
Aiutateci a crescere in un ambiente
sereno.
Ascoltateci e scoprirete i nostri tesori!

contraenti e sotto il

CONVENZIONE SUI DIRITTI DELL'INFANZIA

controllo del Comitato


ONU sui Diritti

E DELL'ADOLESCENZA

La Convenzione ONU sui

dellInfanzia e

diritti dellinfanzia (CRC)

dellAdolescenza. Il

composta di 54

Comitato ONU analizza

articoli ed suddivisa

lattuazione della CRC

in tre parti: la prima

nei Paesi che lhanno

parte (articoli 1-41)

ratificata, organizza delle

contiene lenunciazione

giornate dedicate a temi

dei diritti,

specifici e redige i

la seconda (art. 42-

Commenti Generali, utili

45) individua organismi

ad interpretare

preposti e modalit per

correttamente la CRC.

limplementazione e il

monitoraggio della

Il Comitato ONU ha

Convenzione stessa e

individuato quattro

la terza (art. 46-54)

principi generali,

descrive la procedura di

trasversali a tutti i

ratifica.
Le procedure contenute

principi espressi
dalla CRC ed in grado di

nella seconda parte della

fornire un orientamento

Convenzione, oltre a

ai governi per la sua

garantire il rispetto

attuazione:
non discriminazione

e ladempimento degli

obblighi convenzionali,

(art. 2), tutti i diritti sanciti

prevedono un sistema di

dalla CRC si applicano a tutti i

monitoraggio basato

minori senza alcuna

sulla redazione di
rapporti periodici da
parte degli Stati

distinzione;

superiore interesse
del minore (art. 3), in tutte

le decisioni il superiore

partecipazione e

interesse del minore deve

rispetto per lopinione del

avere una considerazione

minore (art. 12), per

preminente;

diritto alla vita, alla

determinare in che
cosa consiste il superiore

sopravvivenza e allo

interesse del minore, il suo

sviluppo (art. 6), non solo il

diritto di essere ascoltato e

diritto alla vita ma garantire

che la sua opinione sia presa

anche la sopravvivenza e lo

in considerazione.

sviluppo;

Costruire il testo argomentativo (schema di lavoro - tema).

Argomento: i compiti sono proprio necessari?


Schema
Introduzione: introduco l'argomento con una mia opinione.
Argomenti a favore
E' un esercizio che ci aiuta a comprendere meglio il lavoro svolto a scuola.
Si approfondiscono gli argomenti svolti in classe.
Svolgendo i compiti ci rendiamo conto di ci che non si capito durante le lezioni.
Studiare le lezioni ci permette di capire meglio ci che stato spiegato dagli insegnanti.
Argomenti a sfavore
I compiti non devono occupare troppo del nostro tempo libero.
I compiti ci devono interessare.
Secondo noi i compiti di castigo non sono necessari.
Anche se utili molto spesso per noi sono un sacrificio.
Parte centrale
I compiti sono necessari perch ci abituano ad essere autonomi, ad imparare a cavarcela da soli.
Conclusione
Concludo con un commento che sintetizza quanto svolto.
Tema
I compiti per casa sono proprio necessari?
I maestri e le maestre ci danno i compiti da svolgere a casa per farci approfondire, memorizzare e studiare
l'argomento che abbiamo gi affrontato durante la mattinata; a volte i maestri ci aiutano dandoci delle informazioni
che sul libro non sono scritte.
Quando eseguiamo i compiti a casa possiamo renderci conto se abbiamo commesso degli errori o se non siamo
riusciti a comprendere bene ci che l'insegnante ha spiegato.
Svolgere i compiti e studiare le lezioni ci permette di memorizzare meglio la lezione svolta in classe, inoltre ci
aiutano perch impariamo a lavorare in modo autonomo, cio senza l'aiuto della classe o del maestro.
E' importante organizzarsi bene nella settimana perch aspettare l'ultimo giorno inutile, le attivit di studio
potrebbero occupare l'intero pomeriggio. i compiti non devono occupare troppo del nostro tempo perch per noi
anche necessario avere il tempo per giocare o praticare sport.
Di solito io riesco a svolgere i compiti velocemente, ma se l'argomento lo trovo noioso ci metto molto pi tempo.
Quest'anno mi piace molto fare le ricerche di storia perch con la mamma o il pap cerchiamo su internet le
informazioni e i dati che ci servono, inoltre troviamo molte curiosit che sui libri non sono scritte.

Non mi piacciono molto i compiti di castigo anche se qualche volta ce li meritiamo specialmente con la maestra
Loredana.
I compiti sono senza alcun dubbio necessari solo che a volte sono per noi un sacrificio: tante volte alla domenica
pomeriggio sono dovuto rimanere a casa per studiare e sicuramente preferivo andar fuori a giocare!

SI DEVE PARTIRE DAL CUORE...

Che cosa curiosa...questa mattina la mia maestra ha portato questa immagine e ci ha


detto: - Ragazzi, osservatela bene e cercate le DIFFERENZE!.

Marco ha subito esordito dicendo che la differenza sta nei colori, Lucia ha
evidenziato il paesaggio di campagna...io...beh...io ho raccontato che le differenze
son nei volti dei bambini: il primo felicemente corre nel prato con un palloncino in
mano insieme ai suoi amici, in una fresca giornata di primavera; il secondo corre
disperato perch sta scappando da qualcosa...

- Da cosa scappa maestra? le chiedo.

Cade in un silenzio profondo, il suo volto perde la sua perenne espressione serena.

- Scappa dal dolore, dalla disperazione, da una guerra che gli ha distrutto la famiglia
e la sua casa e che non riesce a spiegarsi e corre con la speranza di andare lontano
da quel posto per trovarne uno pieno di luce e sorrisi che MAI ha avuto la possibilit
di vedere, ma sente che in qualche angolo della terra esiste.

Riguardo limmagine e mi sento travolgere da una tristezza atroce.

-Maestra, posso fare qualcosa per lui? le chiedo con ansia tremante.

Lei mi sorride

Certo che s...puoi lavorare per la pace nel mondo, perch si pu sconfiggere la
guerra tanto pi daremo forza alla pace, cercando una soluzione ai conflitti, piccoli
o grandi che siano, basata sul confronto, dialogo, accoglienza,tolleranza,...proprio
perche...ce sempre una soluzione...che non e MAI la guerra!

- La pace allora pi bella della guerra, maestra?

-Certo! Riguarda solo un attimo il volto del bambino che scappa: piange, ha freddo,
ha fame, ha PAURA..TU, figlio mio, devi asciugare le sue lacrime, offrirgli una
soffice coperta ed un piatto caldo, non solo...devi cercare di cancellare per sempre
la sua paura! Vuoi lavorare per questo?- mi dice con una luce nuova nel suo sguardoTi senti pronto?

Non vi nego che mi ha disorientato un bel po... brutto pensare che mentre io sono
felice, ho tutto ci che voglio, ci sono bambini meno fortunati di me che muoiono di
fame, o bambini che son costretti a tenere tra le mani dei fucili e non si rendono
conto neppure di ci che sono questi oggetti orribili...chi mai vorrebbe far piangere
un bambino...

- Prima di risponderle, maestra, ho bisogno di capire una cosa: chi mai desidera la
morte di qualcuno, chi mai pu vivere con il cuore leggero facendo tanto male,
maestra?-

le sussurro, provando quasi imbarazzo del fatto di non aver capito bene il concetto.

-Chi egoista e vuole tutto per s senza badare a ci di cui ha bisogno il suo stesso
fratello, chi ha il desiderio di dominare su tutto e tutti, chi non accetta un colore o
una cultura diversa, chi vuole un mondo in cui regna lodio e la guerra e non lamore e
la gioia.

- Ho deciso, maestra-esclamo quasi illuminato ora che ho capito bene come vanno le
cose- voglio portare a compimento la speranza di quel ragazzo che scappa, voglio
lavorare per cancellare la paura e la sofferenza dal suo volto, voglio dargli tra le
mani un pallone colorato, voglio fargli sapere che esiste la pace... E possibile,
maestra?

Mi guarda, mi sorride e, con infinita dolcezza, mette le mie mani tra le sue.

-Son sicura che ce la farai bambino mio, anzi... io stessa ti aiuter e insieme saremo
pi forti !

- Grazie maestra...oggi ho capito una cosa importante...che si deve partire dal cuore
per costruire un mondo migliore!

ANALIZZARE E COMPRENDERE

1.

Dividi il testo in sequenze: di rosso le narrative, di verde le descrittive, di arancione le riflessive, di


giallo le dialogiche.

2. Riscrivi sotto tutti i tipi di aggettivi, specificandoli.


3. Secondo te in quali tipi di sequenze si fatto pi uso degli aggettivi? E perch?
4. Rispondi alle domande:

Che tipo di testo ?

Chi sono i protagonisti?

Quando e dove si svolgono i fatti?

Racconta, in massimo 10 righe, a proposito di che si creato questo dialogo tra lalunno e la maestra

Perch lalunno, ad un certo punto, si sente disorientato e confuso?

Con quale riflessione lalunno conclude il dialogo?

Tu sei daccordo con lui? Hai da aggiungere qualcosa? Racconta.

ANALIZZARE E COMPRENDERE

1.

Dividi il testo in sequenze: di rosso le narrative, di verde le descrittive, di arancione le riflessive, di


giallo le dialogiche.

2. Riscrivi sotto tutti i tipi di aggettivi, specificandoli.


3. Secondo te in quali tipi di sequenze si fatto pi uso degli aggettivi? E perch?
4. Rispondi alle domande:

Che tipo di testo ?

Chi sono i protagonisti?

Quando e dove si svolgono i fatti?

Racconta, in massimo 10 righe, a proposito di che si creato questo dialogo tra lalunno e la maestra

Perch lalunno, ad un certo punto, si sente disorientato e confuso?

Con quale riflessione lalunno conclude il dialogo?

Tu sei daccordo con lui? Hai da aggiungere qualcosa? Racconta.

ANALIZZARE E COMPRENDERE

1.

Dividi il testo in sequenze: di rosso le narrative, di verde le descrittive, di arancione le riflessive, di


giallo le dialogiche.

2. Riscrivi sotto tutti i tipi di aggettivi, specificandoli.


3. Secondo te in quali tipi di sequenze si fatto pi uso degli aggettivi? E perch?
4. Rispondi alle domande:

Che tipo di testo ?

Chi sono i protagonisti?

Quando e dove si svolgono i fatti?

Racconta, in massimo 10 righe, a proposito di che si creato questo dialogo tra lalunno e la maestra

Perch lalunno, ad un certo punto, si sente disorientato e confuso?

Con quale riflessione lalunno conclude il dialogo?

Tu sei daccordo con lui? Hai da aggiungere qualcosa? Racconta.

ANALIZZARE E COMPRENDERE

1.

Dividi il testo in sequenze: di rosso le narrative, di verde le descrittive, di arancione le riflessive, di


giallo le dialogiche.

2. Riscrivi sotto tutti i tipi di aggettivi, specificandoli.


3. Secondo te in quali tipi di sequenze si fatto pi uso degli aggettivi? E perch?
4. Rispondi alle domande:

Che tipo di testo ?

Chi sono i protagonisti?

Quando e dove si svolgono i fatti?

Racconta, in massimo 10 righe, a proposito di che si creato questo dialogo tra lalunno e la maestra

Perch lalunno, ad un certo punto, si sente disorientato e confuso?

Con quale riflessione lalunno conclude il dialogo?

Tu sei daccordo con lui? Hai da aggiungere qualcosa? Racconta.

20 NOVEMBRE Giornata Mondiale dei Diritti dell'Infanzia

Il 20 novembre del 1989 lAssemblea Generale delle Nazioni Unite ha approvato La


Convenzione Internazionale sui diritti dei bambini e dei ragazzi.

Questa Convenzione diventata legge dello Stato italiano il 27 maggio 1991; ci significa
che il nostro Governo deve assicurarsi che ogni bambino o ragazzo, sia esso italiano o
straniero, abbia tutti i diritti elencati nella Convenzione.

Tra i diritti inseriti nella Convenzione troviamo il diritto dei bambini ad essere protetti
da qualsiasi situazione che potrebbe togliere loro una vita serena e sicura. Se questo diritto a
noi pu sembrar strano, forse perch non sappiamo che in molti paesi dell'Africa Centrale e
Occidentale c la guerra e qui molti bambini sono o sono stati arruolati come soldati di
eserciti nazionali o ribelli.

Lo scrittore, giornalista e insegnante Alberto Melis ha scritto un bellissimo romanzo per


ragazzi che parla proprio dei bambini-soldato: Una bambina chiamata Africa. Il romanzo
ambientato in Sierra Leone dove, negli anni tra il 1991 e il 2002, si combattuta una
ferocissima guerra civile che ha causato pi di 200.000 morti. Ti propongo di leggere con
attenzione una parte del racconto.

Robin, un bambino francese, appena decollato da Parigi. Destinazione: Africa, dove finalmente

rivedr
suo padre, volontario di Medici Senza Frontiere. Per colpa di una tempesta improvvisa, per,
l'aereo precipita in mezzo al nulla, nella foresta della Sierra Leone. qui che Robin incontra Sia, nome
in codice Capitan Africa, una bambina-soldato strappata al suo villaggio e costretta a combattere con i

guerriglieri. Insieme dovranno intraprendere un viaggio pieno di pericoli... Una sera Sia, parlando con

In una sera di un giorno qualsiasi, una di


quelle sere limpide e luminose che sembra
non vogliano finire mai, Faiama, il villaggio
di Sia, era stato circondato da un reparto di
guerriglieri del Ruf, il Fronte Rivoluzionario
Unito.

-Quando cominci lattacco io ero ancora


lontana da casa-gli aveva detto Sia-Tornavo
dalla missione di padre Augustin, un
sacerdote francese che aveva costruito una
scuola per noi ragazzi alle porte di Buma,
un piccolo centro vicino. Da Buma a Faiama
ci sono pi di dieci chilometri. E non ero
neppure a met strada quando ho visto la
prima colonna di fumo sollevarsi sopra gli
alberi della foresta... Sia aveva cominciato
a correre verso il suo villaggio. A correre
con le sue gambe magre sulla strada di
terra rossa cinta ai lati dalla foresta. A
correre con il cuore che le faceva tum tum
nel petto. A correre anche quando laria le
era fuggita via dai polmoni e aveva sentito i
primi colpi di armi da fuoco. Un ra-ta-ta-tata che somigliava molto a un battito veloce
di un tamburo o al brontolio sordo di un
tuono. Fino a quando non era stata
abbastanza vicina per vedere il bagliore
degli incendi. -Mio padre Mory e mia madre
Ferima-aveva continuato Sia- avevano
sempre detto a me e a mio fratello Kissou
che se il nostro villaggio fosse stato
attaccato dai ribelli avremmo dovuto
fuggire nella foresta, veloci come le
gazzelle davanti ai leoni, per non farci
prendere dai guerriglieri. Ma io come
potevo fuggire? Mio padre e mia madre a
quellora probabilmente si trovavano al
lavoro nei campi e potevano essersi messi
in salvo. Ma se il mio fratellino Kissou era
rimasto al villaggio...

Sia non si era nascosta nella foresta. Sia


aveva continuato a correre come una
gazzella impazzita e va incontro al branco.
E quando si era ritrovata di fronte alla sua
casa, che aveva il tetto in fiamme, era
ormai troppo tardi. Un guerrigliero con un
cappello frigio in testa e con una divisa
mimetica tappezzata da gri-gri di guerra le
aveva puntato contro il fucile e laveva
fatta

prigioniera.
-Era il colonnello Setay in persona, un
bandito molto famoso. Mi strinse per un
braccio e, mentre i suoi uomini finivano di
saccheggiare il villaggio, mi trascin in uno
spiazzo, dove avevano radunato i bambini.
Tra di loro cera anche il piccolo Kissou. -Ci
portarono subito via, Robin. Capisci? Ci
imposero di seguirli senza dire una parola,
lungo un sentiero che si inerpicava sulle
colline e poi di nuovo nella foresta. Ore e
ore di cammino al buio e di paura che ti
strizzava lo stomaco e ti piegava le
ginocchia, sino a quando il colonnello Setay
ordin una sosta e disse ai suoi soldati di
accendere un fuoco e di disporci in fila,
luno di fianco allaltro... Solo in quel
momento Sia si era resa conto che tra i
soldati del colonnello Setay cerano dei
ragazzini e delle ragazzine che avevano
pressappoco la sua et. Era stato invece un
ragazzo molto pi grande di loro, che si
chiamava Seminko...a spiegargli che da
quel momento facevano parte dellesercito
del Ruf. -Seminko aveva uno sguardo da
vecchio, uno sguardo acquoso e maligno. Ci
disse che ciascuno di noi avrebbe ricevuto
unarma, una divisa e un grado. Sergente,
sottotenente, tenente o capitano. Perch
non cerano soldati semplici nelle file dei
bambini-soldato. Cerano solo sottufficiali e
ufficiali che non dovevano avere paura del
nemico. Ciascuno di noi avrebbe avuto
anche un nuovo nome. Perch da quel
momento avremmo dovuto cominciare una
nuova vita e dimenticare tutto di quella
precedente...e non avevano saputo pi
niente dei loro genitori. Avevano fatto la
guerra? S, avevano fatto la guerra.
Avevano combattuto contro lesercito
regolare della Sierra Leone per il controllo
delle miniere di diamanti nelle province di
Kenema e di Bo. -Il colonnello diceva che se
ci fossimo rifiutati di combattere o avessimo
tentato di fuggire ci avrebbe fatto legare da
Seminko a un albero nella foresta, vicino a
una colonia di formiche magnan. Oppure
che gli avrebbe permesso di farci morsicare
da uno dei suoi serpenti...

Leggi questo breve passo descrittivo del libro e disegna Sia come la immagini.

Robin guard la nuova venuta. Non era che una ragazzina molto magra e dai capelli corti, che al massimo poteva avere uno o
due anni pi di lui. Indossava dei vecchi jeans sdruciti, una maglietta sporca e lacera e delle scarpe da tennis.

Come immagini si senta Sia senza la sua famiglia,


i suoi amici e la sua scuola? Racconta.

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Ora REGALA a Sia una famiglia che la curi e la protegga, degli amici, tanti giochi, una scuola e disegnala come la
immagineresti.

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Trova nel testo i punti in cui Sia racconta la sua storia


usando il discorso diretto e circondali con il colore rosso.

Rispondi alle domande seguenti sul tuo quaderno.

1. Da chi era stato attaccato il villaggio di Sia?

2. Dove si trovava Sia al momento dellattacco?

3. Perch, invece di fuggire, ella torna di corsa a


casa?

4. Quali sentimenti prova Sia durante il duro


cammino dopo la cattura?

5. Chi Seminko e che genere di persona ?

6. Perch ai bambini catturati viene cambiato nome?

7. Perch Sia viene chiamata Capitan Africa?

8. In che modo i bambini di questo racconto sono


costretti a combattere?

In altre parole le abbiamo voluto regalare un


cuore pieno di PACE.

Come immagini si senta ora Sia? Racconta.

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Trova nel testo i punti in cui Sia racconta la sua storia


usando il discorso diretto e circondali con il colore rosso.

Rispondi alle domande seguenti sul tuo quaderno.

2. Dove si trovava Sia al momento dellattacco?

3. Perch, invece di fuggire, ella torna di corsa a


casa?

1. Da chi era stato attaccato il villaggio di Sia?

2. Dove si trovava Sia al momento dellattacco?

4. Quali sentimenti prova Sia durante il duro


cammino dopo la cattura?

3. Perch, invece di fuggire, ella torna di corsa a


casa?

5. Chi Seminko e che genere di persona ?

6. Perch ai bambini catturati viene cambiato nome?

7. Perch Sia viene chiamata Capitan Africa?

8. In che modo i bambini di questo racconto sono


costretti a combattere?

4. Quali sentimenti prova Sia durante il duro


cammino dopo la cattura?

5. Chi Seminko e che genere di persona ?

6. Perch ai bambini catturati viene cambiato nome?

7. Perch Sia viene chiamata Capitan Africa?

8. In che modo i bambini di questo racconto sono


costretti a combattere?

Trova nel testo i punti in cui Sia racconta la sua storia


usando il discorso diretto e circondali con il colore rosso.

Rispondi alle domande seguenti sul tuo quaderno.

Trova nel testo i punti in cui Sia racconta la sua storia


usando il discorso diretto e circondali con il colore rosso.

Rispondi alle domande seguenti sul tuo quaderno.

1. Da chi era stato attaccato il villaggio di Sia?

2. Dove si trovava Sia al momento dellattacco?

3. Perch, invece di fuggire, ella torna di corsa a


casa?

1. Da chi era stato attaccato il villaggio di Sia?

2. Dove si trovava Sia al momento dellattacco?

3. Perch, invece di fuggire, ella torna di corsa a


casa?

4. Quali sentimenti prova Sia durante il duro


cammino dopo la cattura?

4. Quali sentimenti prova Sia durante il duro


cammino dopo la cattura?

5. Chi Seminko e che genere di persona ?

5. Chi Seminko e che genere di persona ?

6. Perch ai bambini catturati viene cambiato nome?

6. Perch ai bambini catturati viene cambiato nome?

7. Perch Sia viene chiamata Capitan Africa?

8. In che modo i bambini di questo racconto sono


costretti a combattere?

7. Perch Sia viene chiamata Capitan Africa?

8. In che modo i bambini di questo racconto sono


costretti a combattere?

1. Da chi era stato attaccato il villaggio di Sia?

Trova nel testo i punti in cui Sia racconta la sua storia


usando il discorso diretto e circondali con il colore rosso.
Rispondi alle domande seguenti sul tuo quaderno.

Trova nel testo i punti in cui Sia racconta la sua storia


usando il discorso diretto e circondali con il colore rosso.

Rispondi alle domande seguenti sul tuo quaderno.

1. Da chi era stato attaccato il villaggio di Sia?

2. Dove si trovava Sia al momento dellattacco?

3. Perch, invece di fuggire, ella torna di corsa a


casa?

4. Quali sentimenti prova Sia durante il duro


cammino dopo la cattura?

5. Chi Seminko e che genere di persona ?

6. Perch ai bambini catturati viene cambiato nome?

7. Perch Sia viene chiamata Capitan Africa?

8. In che modo i bambini di questo racconto sono


costretti a combattere?

Trova nel testo i punti in cui Sia racconta la sua storia


usando il discorso diretto e circondali con il colore rosso.

Rispondi alle domande seguenti sul tuo quaderno.

7. Perch Sia viene chiamata Capitan Africa?

8. In che modo i bambini di questo racconto sono


costretti a combattere?

Trova nel testo i punti in cui Sia racconta la sua storia


usando il discorso diretto e circondali con il colore rosso.

Rispondi alle domande seguenti sul tuo quaderno.

1. Da chi era stato attaccato il villaggio di Sia?

2. Dove si trovava Sia al momento dellattacco?

3. Perch, invece di fuggire, ella torna di corsa a


casa?

4. Quali sentimenti prova Sia durante il duro


cammino dopo la cattura?

1. Da chi era stato attaccato il villaggio di Sia?

5. Chi Seminko e che genere di persona ?

2. Dove si trovava Sia al momento dellattacco?

6. Perch ai bambini catturati viene cambiato nome?

3. Perch, invece di fuggire, ella torna di corsa a


casa?

7. Perch Sia viene chiamata Capitan Africa?

4. Quali sentimenti prova Sia durante il duro


cammino dopo la cattura?

8. In che modo i bambini di questo racconto sono


costretti a combattere?

5. Chi Seminko e che genere di persona ?

6. Perch ai bambini catturati viene cambiato nome?

DIRITTO DI ESSERE UN BAMBINO


Chiedo un luogo sicuro dove posso giocare
chiedo un sorriso di chi sa amare
chiedo un pap che mi abbracci forte
chiedo un bacio e una carezza di mamma.
Io chiedo il diritto di essere bambino
di essere speranza di un mondo migliore
chiedo di poter crescere come persona
Sar che posso contare su di te?
Chiedo una scuola dove posso imparare
chiedo il diritto di avere la mia famiglia
chiedo di poter vivere felice,
chiedo la gioia che nasce dalla pace
Chiedo il diritto di avere un pane,
chiedo una mano
che mindichi il cammino.
Non sapremo mai quanto bene
pu fare un semplice sorriso
Madre Teresa di Calcutta

SOTTOLINEA DI ROSSO GLI AGGETTIVI NUMERALI CARDINALI E IN VERDE GLI


AGGETTIVI NUMERALI ORDINALI.

In classe quarta ci sono ventidue alunni: le femmine sono dodici, i maschi sono dieci. Vi insegnano
tre maestre e un maestro. La biblioteca di classe composta da centoventitr libri e il primo giorno di
ogni mese ciascun bambino sceglie due libri nuovi da leggere. Ogni secondo sabato del mese, alle ore
venti, i diciotto componenti del club del giardinaggio si ritrovano in Piazza Primo Maggio e da l, con
quattro o cinque auto, raggiungono la pizzeria Ai Dodici Apostoli, per cenare insieme. Dal primo
giorno di Agosto fino a fine mese, la nonna affitta ai turisti lappartamento che possiede in montagna. E
composto da quattro stanze, pi due terrazzini. si trova al terzo piano e per raggiungerlo bisogna salire
ben cinque rampe di scale. Alla partenza della gara di corsa, domenica sette aprile, cerano pi di

centocinquanta concorrenti. Alle ore nove stato dato il via alla gara, che comprendeva quindici
chilometri di corsa. Il primo arrivato stato un podista famoso, il secondo arrivato, invece, era un
giovanotto del paese. Lundicesimo arrivato stato il mio amico Giovanni.

SCRIVI GLI AGGETTIVI NUMERALI ORDINALI CORRISPONDENTI AI CARDINALI. uno


primo due ______________________ tre ______________________ quattro
__________________ cinque __________________ nove ____________________ venti
_____________________________________ ventisei ___________________________________
trentotto

__________________________________

cento

_____________________________________ centosedici ________________________________


mille _____________________________________ COMPLETA LE FRASI CON GLI AGGETTIVI
NUMERALI ADATTI. In unora ci sono ______________________________ minuti. Settembre il
______________________ mese dellanno. Il abito al (6) _______________________ piano Un
quadrimestre formato da ___________________ mesi. Le persone anziane fanno parte della
________________ et. Mia sorella ha festeggiato il suo (14) _________________________
compleanno. Io ho __________________________ anni Nella mia classe ci sono
_________________________ alunni.