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Rassegna

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Nr. 03 / 2013
Ritagli stampa ad uso esclusivo del destinatario.
I contenuti degli articoli appartengono ai legittimi proprietari.
Materiale selezionato ad uso didattico.

CHE COSA E' LA BORSA :


Per Borsa si intende un mercato finanziario altamente regolamentato dove
vengono scambiati valori mobiliari e valute estere.
Si tratta di un mercato secondario, perch vengono trattati strumenti
finanziari che sono gi stati emessi e che sono quindi gi in circolazione;
inoltre un mercato ufficiale (o regolamentato) poich sono disciplinate in
modo specifico tutte le operazioni di negoziazione, le loro modalit, e gli
operatori e tipologie contrattuali ammessi..
Senza entrare nelletimologia e nella storia, con il termine Borsa valori ci si riferisce ad un
mercato organizzato per la negoziazione di strumenti finanziari che possono essere
rappresentativi di debiti (obbligazioni) o di quote di capitale di una impresa (azioni) o di
titoli di stato, o ancora, di strumenti derivati (futures, opzioni, covered warrants, etc.).
Per una disanima pi approfondita, si rimanda alla breve clip :

http://www.economia.rai.it/articoli/dizionario-lessicale-borsa/7290/default.aspx
Con l'introduzione delle nuove tecnologie telematiche gran parte degli scambi avvengono,
oggi, elettronicamente, per cui la Borsa non pi considerata come un luogo fisico, ma
bens come un sistema telematico che consente di negoziare titoli in tempo reale grazie ai
terminali degli intermediari distribuiti sul territorio.
Per monitorare l'andamento del mercato borsistico le singole piazze finanziarie hanno
elaborato degli indici settoriali oppure in base alla capitalizzazione delle societ, i quali
esprimono sinteticamente l'andamento complessivo delle aziende quotate appartenenti a
quel particolare indice di riferimento.
Da qui la nascita di numeri percentuali, grafici ed altro, per cui la necessit di sapere che
cosa essi rappresentano, e come interpretarli, senza restare ingannati.
In questa breve rassegna, alcuni articoli di riflessione e curiosit da affrontare in classe.

STUDIO MEDIOBANCA

Borse a confronto
Solo Atene peggio
di Milano dal 2003
Ma adesso
partito il recupero
STUDIO MEDIOBANCA NEGLI ULTIMI 10 ANNI PIAZZA AFFARI FIA PERSO IL 5,6% (-0,5% LANNO)

Soltanto Atene peggio di Milano


// listino italiano scende dall'I7 al23posto nella graduatoria mondiale. La crisi e le nozze con Londra
tra le cause del declino, oltre al calo dei titoli bancari. Bene le mid-cap. E da luglio iniziata la ripresa
DI LUCIANO MONDELLINI

a borsa italiana si classifica al 23esimo posto fra le


principali piazze finanziarie mondiali con una capitalizzazione di 353 miliardi al 30
giugno 2013. Lo ha rivelato ieri
l'ufficio studi di Mediobanca nella colposa indagine Indici e dati.
Non solo: nonostante negli ultimi
tre mesi e mezzo il listino milanese abbia registrato una crescita
del 27,12%, Milano ha avuto un
rendimento complessivo negativo del 5,6% negli oltre dieci anni
che vanno dal gennaio 2003 al 16
ottobre 2013 e una perdita media
annua dello 0,5%; Parigi ha registrato un +4,2% annuo (+55,8%
complessivo), Madrid un +4,4%
(+59,3%), e il Dax di Francoforte un +8% annuo che diventa
addirittura un rialzo complessivo del 129,8%. Nei fatti, quindi, se si esclude Atene (la borsa
di una Grecia a rischio default),
negli ultimi dieci anni Milano
stata la peggiore al mondo e
l'unica con quella greca, con un
andamento negativo.
Insomma, il quadro che emerge
dall'indagine tutt'altro che rassicurante. La borsa italiana, infatti, non solo ha subito l'impatto
delle forte crisi economica che ha
colpito il Paese negli ultimi anni,
ma il suo molo non stato certo
aiutato dalla fusione con il London Stock Exchange, avvenuta
nel 2007. Il fistino italiano, che
nei decenni scorsi aveva avuto
un molo importante nel consesso
europeo delle borse (seppur non
certo centrale viste le dimensioni
di piazze come Parigi e Londra)
si trovata sempre pi relegato

ai margini una volta entrato nel


perimetro della borsa britannica,
da sempre tra le leader in Europa.
Cos se alla fine del 2003, Piazza
Affari si classificava 1 lesima al
mondo con 490 miliardi di capitalizzazione, pari al 38% del
pil di allora, oggi l'incidenza sul
prodotto interno lordo solo al
22,6%. Mentre l'incidenza sul
valore totale delle borse mondiali
non arriva nemmeno all' 1% fermandosi allo 0,9%. Le ultime in
ordine di tempo a scavalcare il fistino italiano in termini di capitalizzazione sono state quest'anno
le borse di Malesia e Indonesia,
mentre il Messico era riuscito
nel soipasso un anno orsono. In
termini di rendimento, invece, le
borse migliori sono quelle delle
nazioni emergenti con l'Indonesia a fare da capolista con un
+957,1% in dieci anni (+24,4%
annuo), seguita dal Messico
(558,6% e 19,1%) e dall'India
(511,2% e 18,2%).
Un altro dato inquietante quello relativo all'appeal della borsa
italiana per le aziende non ancora
quotate. Dal 1998, anno di privatizzazione della borsa italiana,
senza calcolare l'effetto Expandi,
il saldo netto nullo, vale a dire
che si registrato un numero di
ingressi pari a quello delle cancellazioni. In termini cumulati,
guardando dal 1990 a oggi, il
listino si impoverito di 29 unit
ed stato salvato solo dal contributo (33 titoli, di cui 45 iscrizioni
e 12 cancellazioni) dell'ex nuovo
mercato, senza il quale il saldo
sarebbe negativo per 62 titoli.
D'altronde, ha spiegato lo studio,
il rendimento dei Bot ha battuto
la borsa 10 volte tra il 1996 e oggi. Negli ultimi 18 anni, infatti,

l'investimento in borsa ha chiuso


in positivo 12 anni su 18, con un
picco nel 2012 (+28,8%), ma il
rendimento sarebbe stato superiore a quello dei titoli di Stato solo
a inizio efineperiodo e nel pieno
della crisifinanziaria,allafinedel
2008. L'unica nota lieta riguarda
cos le mid-cap, vale a dire le imprese quotate a media capitalizzazione, che hanno reso pi delle
30 big del fistino e persino delle
azioni dirisparmiocon un ritomo
medio annuo dell'8,4%.
Al di l dei numeri, la ricerca
mette in evidenza anche il cambiamento della borsa milanese
in termini settoriali. Dal 2007 il
comparto bancario ha ridotto di
oltre tre volte la sua capitalizzazione, dai 214 miliardi pre crisi ai
62 miliardi fotografati nella prima met del 2013. Ci significa
che soltanto in questo comparto
sono andati in fumo 152 miliardi. L'incidenza del settore sulla
borsa cos scesa dal 29,6% al
17,5%, mente quella delle industrie salita al 74% dal 60,8% di
sei anni fa pur a fronte di un calo
in valori assoluti in termini di capitalizzazione da 440,47 miliardi
a 261,25. Ma quello che colpisce
maggiormente la diversa ripartizione rispetto a sei anni fa del
monte dividendi. Se nel 2007 le
banche avevano pagato 11,88
miliardi ai propri azionisti (il
39% del totale), alla data del 30
giugno 2013 avevano sborsato
solo 1,64 miliardi pari al 12,1%
complessivo. Gli industriali
sono invece passati dal pagare
dividendi per 16,33 miliardi nel
2007 (il 53,7% del totale) a restituire agli azionisti 11,35 miliardi nei primi soli mesi del 2013,
per un incidenza dell'83,4% sul

totale complessivo. Come si diceva, tuttavia, da luglio la borsa

cresciuta del 27%, segno che


gli investitori si sono accorti che

la contrazione stata sin troppo


severa, (riproduzione riservata)

LE BORSE MONDIALI NEGLI ULTIMI 10 ANNI, QUELLA ITALIANA PERDE COLPI


CAPITALIZZAZIONE DI BORSA

RENDIMENTO

In miliardi di euro

Variazione % degli indici di Borsa (al 16 ottobre 2013)


Base 100 = Dicembre 2002 In euro

A fine 2003

In % su pil
N 30 gi 2013 Var.% 2013-03 gi 2013

NyseEuronext(Usa)
Nasdaq Omx (Nasdaq)
Tokyo
London Group (1)
Nyse Euronext (Europa)
Hong Kong
Shanghai

8.970
2.252

11.952
4.017

ECONOMIE MATURE
ECONOMIE EMERGENTI

21.512
2.071

30.440

41,5%

7.997

286,2%

33,2%
78,4%

97,6%
32,1

Rendimento Rendimento
complessivo medio annuo

Fonte: Ufficio Studi Mediobanca, Indici e Dati 2013


GRAFICA ULANO *mtm

Piazza Affari diventa


la 23esima al mondo
Unica in rosso da 10 anni
Indonesia star dei rialzi: +957% dal 2003
Antonella Olivieri

Ebbene s, non c' solo l'Inter. La patria di Thohir pi forte


dell'Italia anche per capitalizzazione di Borsa E Piazza Affari diventa una piazzetta che vale meno dell'1% del mercato azionario globale. Superata anche da
Messico, Malesia e appunto Indonesia, Borsa italiana sprofondata nella 23-esima posizione
nella classifica mondiale. Era ancora ottava negli anni ruggenti
di inizio millennio, ma ormai
un'altra epoca Lafotografia scattatanell'ultimaedizione di "Indici e Dati" dall'ufficio studi diMediobanca lascia poco spazio
all'ottimismo.
Vogliamo parlare delle performance? l'unica delle grandi
piazze mondiali - il confronto
SU28 mercati - a essere ancora in
rosso rispetto ai livelli di fine
2002: alla data del 16 ottobre il
rendimento del decennio allungato era ancora negativo per il
5,6% (-0,5% in media all'anno).
In testa alla classifica del periodo c' proprio l'Indonesia con
un rendimento medio annuo del
24,4% e una rivalutazione complessiva del listino del 957%. Bene, cio male. Per, allora, come
fanalino di codaMilano avr ampimargini direcupero. Nemme-

no questo. A met ottobre il price/book value dei titoli quotati a


Piazza Affari era gi risalito a 1,9
volte, ai livelli del 2003 e 2004 e
superiore alla media del decennio che di 1,7 volte. Grandi spazidiripresadeicorsinonpaiono
essercene.
Verrebbe da dire che Piazza
Affari andata peggio perch
manca nuova linfa. Gira che ti rigira il numero delle quotate
sempre lo stesso, tant' che dal
'98 il saldo di entrate e uscite dal
listino zero: senza contare l'innesto dell'Expandi, ogni anno sono arrivate mediamente 13,8 matricole e altrettante societ se ne
sono andate.
Sono le economie emergenti
ad avere cambiato i connotati alla finanza mondiale, e la Borsa
ne il riflesso. Per performance,
sempre dafine2002 al 16 ottobre
scorso, il primo listino "tradizionale" che si incontra in ottava posizione la Danimarca ritmo di
crescita notevolmente inferiore
agli emergenti, ma l'indice di Copenhagen salito di un onorevole 10,4% all'anno. Segue a ruota
in Nasdaq -10,3% di rendimento
medio annuo - che rappresenta
la punta di diamante dell'hi-tech
occidentale.
Va detto che comunque an-

che i Bric negli ultimi tempi hanno rallentato il passo. Nei 30 mesi che vanno dafine2010 a met
2013 la Borsa russa ha ceduto il
36%, l'India e il Brasile il 33% e
persino la Cina con Shanghai si
mossa a passo di gambero, arretrando del 14%. Anche tra le piazze emergenti un momento di ricambio, dato che mentre qualcuna tirava il freno qualcunaltr a accelerava: larivelazione si conferma l'Indonesia, salita nello stesso periodo del 35%. A seguire
Malesia (+22%) e Messico
(+13%).
Non tutto oro quel che luccica. Non tutto liquidabile quello
che sale. Infatti se si guarda al turnover, il tasso di rotazione del listino (controvalore scambi/capitalizzazione di Borsa) calcolato come media ponderata su un
decennio, si scopre che in fondo
alla classifica ci sono proprio le
star dei rialzi. La pi "ingessata"
la Borsarussa (0,15 l'indice di turnover), peggio di Mumbai (0,21)
e Citt del Messico (0,25). Anche le pi "mature" Borse di San
Paolo (0,57) e Hong Kong (0,62)
non svettano. La "piccola" Piazza Affari invece sul terreno della
liquidit se la gioca alla grande.
Imbattibile il Nasdaq, con un indice di turnover di 5,31, ma la Bor-

sa italiana terza (1,65) poco sotto la Corea del Sud (1,74).


Per guardare un po'pi in dettaglio a Piazza Affari, sui rendimenti total return per la prima
volta le mid cap battono le azioni di risparmio, con una media
annua (calcolata dal '96 a met
ottobre 2013) dell'84% rispetto
all'8,2% delle azioni senza diritto
di voto. Per comparto, nello stesso periodo, di gran lunga meglio
i titoli industriali (8,2%) rispetto
a banche (3,3%) e assicurazioni
(3%). Da inizio 2012finoal 16 ottobre, due titoli su tre si sono mossi in territorio positivo, ma uno
su otto ha perso pi del 25%.
Infine, una curiosit e una preoccupazione. Chi batte i BTp?
Solo Gemina e Intesa, se si considera il rendimento medio annuo (con reinvestimento delle
cedole) dall'84, che stato del
io,8%perlaprimaedel90/operla
seconda contro il 7,7% dei Buoni
del Tesoro. In coda invece FonSai, che ha perso mediamente il
7,6% all'anno e Telecom con
-3,1%. H dato preoccupante la
scomparsa degli aumenti di capitale: solo 660 milioni finora
quest'anno, di cui circa 400 relativi alla sola Rcs.
H RIPRODUZIONE RISERVATA

Le performance dal 2 0 0 2 dei mercati azionari internazionali


Variazione % degli indici di Borsa (al 16 ottobre 2013). Dicembre 2002=100, in euro.

Il
2. Messico

Funte: Ufficio Studi Merlinhanra, Indici e Elafi 2013

La classifica
I MIGLIORI
Azioni principali MTA
Rendimento medio annuo
tra il 2 gennaio 2012
e il 30 giugno 2013. In %
*
Azimut
<S Holding

79,5

OEMINA Gemina

75,6

QSt) Parmalat

56,3

I PEGGIORI
seafcc Seat PG

-81,9

Unpol Unipol

-68,7

Fondiaria
SAI

-67,3

I multipli di Borsa delle quotate


ITALIA

EUROPA

STATI UNITI

Fnntp-1 Iffirin olirli Mprlinhanra Tnrliri p nati 9011

La graduatoria del Fini sul Pil. Prima casa, sirischiala stangata

Italia superata dalla Russia


ora solo nona tra i grandi
EL 1975, premier Aldo
Moro, l'Italia entr nel
club dei grandi perch
vantava la sesta economia del-

laTerraeoccupavalapresidenza della Comunit europea.


Quello di allora era un G6, riunito per l'occasione dal presidente francese Valry Giscard

d'Estaing nel castello di Rambouillet. Oggi l'erede in linea


diretta il G8.
SEGUEALLEPAGINE6E7

L'Italianon pitra gli 8 Grandi


superata nel Pil anche dalla Russia
entro 5 anni fuori dalla top ten
L'Fm: economia/erma. Brasile settimo, il Canada incalza
FEDERICO FUBINI
QUANDO nel 2014 l'Italia
far un altro turno di presidenza dell'Unione europea,
continuer a partecipare al G8 con
una piccola differenza: per dimensioni dell'economia, non sar pi
fra i primi otto.
Dopo la Cina nel 2000 e il Brasile
nel 2010, quest'anno la Russia sta
compiendo ufficialmente il sorpasso. L'Italia scivolaalnono posto
per Prodotto interno lordo (Pil),
partecipe del G8 per lignaggio politico ma fuori per dimensioni del
fatturato, peso economico e capacit di proiettarlo nel mondo. Non
chiaro che valore abbia oggi un
club dei "grandi" che esclude una
democrazia come il Brasile e tiene
dentro Paesi pi piccoli, solo perch sono di sviluppo pi antico.
Forse qui la radice di quello che il
politologo americano Ian Bremmer chiama il mondo del G-zero,
un pianeta senzaleadership. Certo
il riallineamento non si ferma qui:
alle tendenze attuali fra non oltre
cinque anniritaliasarfuori anche
daiprimi dieci, scavalcatadaCana-

daelndiaerelegataall'undicesimo
posto; quello per il quale
oggi competono SpagnaeCoreadelSud,
Forse perch
alla Spagna
port sfortuna
nel
2006
sbandierare
il sorpasso
sull'Italia nel
reddito procapite, o per
ltaliadiBettino Craxi fu infausto vantare
quello sulla Gran
Bretagna di Margaret
Thatcher, stavolta diverso. Tutto si sta consumando in silenzio . Il presidente russo Vladimir
Putin non si fa sfuggire annuncirodomonteschi. Ma la banca dati del
Fondo monetario intemazionale
non lascia dubbi: stimato in dollari
a prezzi correnti, il Pil della Federazione russa era allineato all'Italia
nel 2012 e sar superiore di circa 50
miliardi di dollari alla fine del 2013.
Sono 2.068 miliardi contro 2.117. Il

Brasile sopra a 2.190; il Canada


appena sotto a 1.825 miliardi e l'India segue non distante.
In fondo non c' quasi niente di
sorprendente, nota lo storico dello
sviluppo Gianni Toniolo: Tutti i
Paesi europei, uno dopo l'altro, saranno presto superatidaeconomie
emergenti con popolazioni pi vaste e un livello di benessere degli
abitanti pi basso - dice -. Se non
parleranno con una voce sola, gli
europeinonsarannopi ascoltati.
Eppure Toniolo, docente alla
Luiss e alla Duke University negli
StatiUniti, nota un'anomalia: il Canadaun'economiamatura,lasua
popolazione poco pi di met di
quella italiana eppure la sua economiasipreparaal sorpasso. None
difficile capire perch: le classifiche non diranno tutto, ma il Canada viaggia venti posizioni sopra all'Italia in quella dell'Ocse sul livello
di istruzione degli abitanti, sessantasoprainquelladellaBancaMondiale per facilit di fare impresa e
sessantacinque sempre sopra in
quella di Transparency International sulla percezione di corruzione.

Quanto a questo, l'Italia batte la


Russia in tutto, per l'economia
guidata da Putin ha due volte e
mezzo gli abitanti dell'Italia e beneficia del superciclo dirincaridei
prezzi delle materie prime: il primo esportatore di gas al mondo e il
secondo di petrolio dopo l'Arabia
Saudita.
Questo non significa che l'Italia
siacondannataaundeclinoineluttabile: non se si guarda da dove viene e lastradache hafatto. Il volume
di storia dell'economia del Paese
dall'unit, curata da Toniolo per la
Banca d'Italia ("Oxford Handbook
of the Italian Economy since Unification") mostra chenel 1861 il 40%
degli abitanti del nuovo Regno viveva con quello che oggi sarebbe
un euro e mezzo al giorno. L'aspettativa di vita alla nascita era di
trent'anni, un bambino su tre non
terminava il primo anno di vita, la
staturamedia delle reclute al servizio militare era di 163 centimetri e il
Pil per abitante era pari a quello dei

Dopo Brasilia,
anche Mosca ci

1980

sorpassa nel 2013


nella ricchezza
nazionale prodotta
42Paesiafricanimenopoveri dioggi. Una nazione cos, malgrado un
tasso di crescita di zero-virgolaqualcosa nei primi trent'anni di vita unitaria, nel 1870 era gi l'ottava
economia del mondo: proprio il

Ben presto ci
scavalcheranno
India e Canada.
Restiamo nel G8 per
ragioni politiche
posto che occupava fino all'anno
scorso.
All'epoca le prime due potenze
produttive delpianetaerano Cinae
India, terza il Regno Unito, quarta
gli Stati Uniti e quinta la Russia. Da
allora Cina, India e Russia hanno
perso terreno durante oltre un secolo, per poi recuperarlo.
Un 'altra prova di resistenza dell'economiaitaliana arrivata dopo
1945: il debito bellico e i bombardamenti avevano riportato il fatturatoin Quell'anno ai livelli del 1911.

1986

Presidente
del consiglio
nel 1E

1995

2000

2005

Giappone

Giappone

II

poi il rapido recupero fino alle primissime posizioni del mondo e al


riconoscimento ad Aldo Moro a
Rambouillet.
Gli ultimi vent'anni rappresentano dunque un record negativo
dall'unit in poi, con un tasso di
crescita di meno dello 0,5% l'anno
e lo scivolamento fuori dalle prime
dieci posizioni al mondo. E la dimensione delPil conta eccome: attrae investitori per l'ampiezza del
mercato, consente alle imprese
economie di scala che permettono
una proiezione all'estero, riduce la
dipendenza dal sostegno di altri
Paesi. I dati del Fondo monetario
mostrano che dall9801aCinacresciutadi29 volte, l'Indiadi9, gliStati Uniti di 5,8. L'Italia in questo in
linea con Francia, Germania o
Gran Bretagna: negli ultimi40 anni
la sua economia si moltiplicata
circa per quattro, non meno delle
altre vicine. I tempi lunghi della
storia fanno dunque sperare pi
del presente o dell'ultimo ventennio. Ammesso - ma non concesso che per i senza lavoro e i senza casa
che si sono accampati sabato scorso a PortaPia a Roma, o i milioni rimasti nelle loro citt, questa sia
davvero una consolazione.

ITALIA

Canada

ITALIA

Brasile

Italia
Debito/Pil

58%

Inflazione

21,8%

Disoccupazione

7,1%

[
|

85%
5,8%
8,9%

123%

106%

5,4%

2,2%

11,2%

7,7%

2010

2013

Dagli alberghi Ikea alla Apple tv. Le grandi multinazionali si reinventano. E ora, oltre al prodotto, impongono valori e stili di vita

Iradroni

mondo

larecessione) oppure inEuropadovelacrisi continua. Nestl,

DAL NOSTRO INVIATO


FEDERICO RAMPINI

SAN FRANCISCO
uale crisi? Per le multinazionali proprietarie dei
grandi marchi globali di oggetti di consumo, la
parolarecessionegivecchia.I12012statoun
annopositivoperl'80% diloro. Secondo lo studio
Global Powers of Consumer Products 2013, pubblicato da Deloitte Touche, le vendite dei 250 pi grandi produttori hanno superato i 3.118 miliardi di dollari, registrando
una crescita del 7% rispetto all'anno precedente. Al vertice
della "Top 10", la classifica dei veri Padroni del Mondo, per il
quinto anno consecutivo c' la Samsung con 150 miliardi di
fatturato, in crescita del 6,7% rispetto all'anno precedente.
Nell'elenco dei marchi globali al secondo posto c' Apple,
conunacrescitadeiricavidel66%,seguitadaPanasoniceNestl. Poi arrivano Procter & Gamble, Sony, PepsiCo, Unilever,
KraftFoods e Nokia. Nonimporta se siano multinazionali con
sede negli Stati Uniti (dove l'economia gi in ripresa da tre
anni), in Corea del Sud (uno dei primi Paesi arisollevarsidal-

Unilever e Nokia sono europee, ma i loro marchi hanno un


raggio d'azione globale, ifatturati di questi gruppi compensano agevolmente il declino di vendite in un continente conl'accelerazione in altre parti del pianeta. Ariprovache le multinazionali si sono definitivamente sganciate dal destino del paese d'origine, na i 250 vincitori mondiali figurano sei italiani.
Sono Ferrer, Luxottica, Pirelli, Barilla, Indesit e Perfetti Van
Melle. Tutti "brand", cio marchi, di dimensione globale
quindi capaci di immunizzarsi dalla crisi economica italiana.
La potenza del marchio un fenomeno cos trainante, che induceaesperimentisemprepi arditi. Ikeasilanciainunajoint
venture con il gruppo alberghiero americano Marriott per
creare una nuova catena di hotel. un mestiere molto distante da quella che fula vocazione originaria del gruppo svedese,
cio mobili e arredi per la casa. Ma vista la presa formidabile
che il marchio Ikea ha sul consumatore, perch non invitarlo
a vivere in un "mondo Ikea" anche quando viaggia, garantendogli un'esperienza di ospitalit alberghiera che ricalca lo stile, la modernit, il design e la pulizia degli ipermercati d'arredamento?

Cos

grandi

marchi

governano lanostra vita

L'Ikea che si lancia nel settore


alberghiero. La Apple che realizza
una televisione. I "brand" globali

si espandono. Non vendono pi


solo prodotti, ma una
rappresentazione del mondo
Oltre alle nostre abitudini
di consumo, plasmano anche i nostri
valori. E riempiono gli spazi
un tempo riservati alla sfera pubblica
DAL NOSTRO INVIATO
FEDERICO RAMPINI

SAN FRANCISCO
el resto nelle nicchie
del lusso si erano gi
spinti verso la creazione di hotel altri
marchi fortissimi come Armani o Bulgari. In un mercato molto diverso, Apple sta cercando di reagire alla sua crisi
d'immagine appropriandosi di
un nuovo mestiere, la televisione.
Apple ai tempi di Steve Jobs era
maestra in questa " ibridazione " o
contaminazione: espandere un
marchio forte, usandolo per scardinare antichi business e reinventarli.
I Padroni del Mondo sono il vero motore dei rialzi di Borse. Negli
StatiUniti il listino di tuttiirecord,
lo Standard & Poor's 500, ha la caratteristica di concentrare il massimo numero di multinazionali.
Molti di quei titoli sono ai massimi storici proprio perch la dimensione transnazionale consente di approfittare della crescita l dove la crescita c': in questo
momento tira il mercato dei consumi cinese ma anche il Messico;
chi ha la stazza per essere pronto
a profittare di queste "locomotive " ha una marcia in pi anche in
Borsa. Per la stessa ragione ripresala corsa al gigantismo attraverso le acquisizioni. Trale ultime
maxi-fusioni: il colosso belgaamericano delle birre Anheuser
Busch (Budweiser, Stella Artois)

sta conquistando il gruppo messicano Modelo (Corona). Il numero uno americano della tv satellitare, Dish Network, vuole assorbire Sprint che il terzo operatore di telefonia mobile. American Airlines si unisce con Us
Airways per creare la pi grande
compagnia mondiale.
La marcia in pi che hanno le
multinazionali, fa di questi giganti una specie prolifica. Nella selezione darwiniana vincono loro,
quindi si riproducono e si moltiplicano nonostante le fusioni e le
spinte monopolistiche. C'erano
"solo" tremila imprese transnazionali nel 1990, oggi siamo ben
oltre la soglia delle 60.000 secondo l'atlante Globalinc. Agli albori
della loro ascesa mondiale, cio
negli anni Sessanta, si trattava di
un fenomeno prevalentemente
americano: quasi i due terzi avevano il loro quartier generale negli Stati Uniti. Oggi le americane
sono appena il 25% mentre nel
2012 l'area dell Asia-Pacifico
che ha fatto il sorpasso piazzandosi in testa (un'area molto am-

Regolano l'accesso
all'informazione,
le comunicazioni
e persino le nostre
relazioni sociali
Al loro tradizionale
impatto economico

aggiungono
anche il peso sulle
nostre abitudini
pia, include Cina Giappone Corea del Sud Australia).
Siamo entrati gi da tempo in
un'era in cui questi giganti privati sono pi potenti degli Stati nazione. L'Unctad (agenzia delle
Nazioni Unite) calcola che sulle
prime cento potenze mondiali
in termini di Pil o fatturatoben
55 sono imprese, solo 45 sono Stati sovrani. E la tend enza viene accelerata proprio dagli effetti dell'ultima crisi. In particolare, dalle
politiche di austerity. Chel'austerity sia una religione di Stato come in Europa, oppure che venga
applicataamalincuoreallafinanza pubblica per lo stallo politico
tra esecutivo e Congresso (come
avviene qui negli Stati Uniti), sta
di fatto che gli Stati sono in ritirata. Hanno meno risorse da spendere. Ecco che le multinazionali
riempiono gli spazi lasciati liberi
dai governi, invadono settori un
tempo riservati alla sfera pubblica, si conquistano un ruolo di
supplenza. Nella politica estera
Usa, un attore sempre pi dinamico il chiefexecutive di Google,
Eric Schmidt: reduce da viaggi in
Cina, Corea del Nord, Birmania,
Schmidt sta diventando una sorta di "segretario di Stato ombra"
che si occupa in prima persona di
diritti umani, censura, rapporti
coniregimiautoritari. Nellariforma dell'immigrazione, il Congresso degli Stati Uniti dovr subire una pressione sempre pi
forte da parte di Facebook: il suo
fondatore e chief executive Mark
Zuckerberghalanciatounalobby
di tutta la Silicon Valley per una
politica di frontiere aperte ai talenti stranieri. La crisi della finanza locale in alcuni Stati Usa costringe a ridurre i fondi perle universit? A compensare quei tagli
ripensa MichaelBloomberg, sindaco di New York, ma soprattutto
fondatore e azionista dell'agenzia d'informazione finanziaria
che porta il suo nome. Con25 miliardi di patrimonio personale, il
decimo uomo pi ricco d'America ha staccato di recente un asse gno da 1,1 miliardi per l'universit dove si laure, la Johns
Hopkins di Baltimora.
Che bisogno c' di supplicare il
governatore dello Stato, quando i
fondi privati delle aziende o dei
loro proprietari possono com-

pensare tutti i tagli ai finanziamenti pubblici, e garantire alle


universitaltridecennidiricerca?
Le multinazionali diventeranno sempre pi determinanti anche nel futuro del Welfare. I fondi
pensione da cui dipende il tenore
di vita degli anziani, stanno riposizionando i loro portafogli d'investimento per ridune i titoli di
Stato (che non rendono niente) e
aumentare le azioni: i futuri pensionati dovranno sperare nei dividendi di Exxon, Genera] Electric, Apple e Microsoft. A maggior
ragione nell'assistenza medica,
dove si espande il ruolo delle case
farmaceutiche e dei grandi gruppi della biogenetica.
I Padroni del Mondo, attraverso la forza dei loro marchi globali
plasmano non soltanto le nostre
abitudini di consumo "materiale", ma anche i consumi immateriali: le comunicazioni attraverso
l'iPhone o il software Galaxy della
Samsung, le relazioni sociali attraverso Facebook e Twitter, l'accesso all'informazione via Google. Sono loro a determinare le direzioni dei grandi flussi d'investimento, quindi le dinamiche dell'occupazione. Sempre di pi, ai
loro tradizionali poteri economici aggiungono anche una capacit di plasmare valori, stili di vita,
larappresentazione che abbiamo
del mondo. Non estraneo allo
spirito di questo tempo un fenomeno politico come il M5S che in
alcune componenti pratica una
sorta di "idolatria del web" equiparandolo a una democrazia
"2.0", allo stato puro. Questa visione di Internet, luogo egualitario e partecipativo, nelle giovani
generazioni sostituisce antiche
religioni o chiese laiche come il
marxismo: "organica" ai ventenni come Zuckerberg, che il loro marchio globale lo incollano a
questa ideologia. Un tempo denunciate e combattute dalla sinistae dai sindacati come potenze
demoniache, le multinazionali
padronedei gran dimarchi globali dell 'hi-tech sono corteggiate da
BarackObama,AlGoreetuttiipolitici progressisti, per la potenza
di fuoco che possono dispiegare a
sostegno delle loro cause liberal.

IKEA

La multinazionale svedese
dei mobili da montare
adesso si lancia nel settore
alberghiero, per offrire ai
clienti affezionati una
ospitalit che ricalchi stile,
design e modernit dei suoi
ipermercati dell'arredamento

AMERICAN AIRLINES

Si unisce con Us Airways


per creare la pi grande
compagnia aerea
mondiale

GOOGLE

L'ad Eric Schmidt, reduce


da viaggi in Birmania e
Corea del Nord, promuove
la sua politica estera

FACEBOOK

Il fondatore Mark
Zuckerberg ha lanciato
una lobby per la politica
Usa sull'immigrazione
pi aperta

SAMSUNG

Nel 2012 si
riconfermato leader
dei pi grandi
produttori con 150
miliardi di fatturato
e una crescita
del 6,7% rispetto
all'anno precedente

APPLE

LaApplenel2012ha
raggiunto una crescita
dei ricavi del 66%
scalzando la Nestl
dal secondo posto
tra i Top produttori
e superando
la Panasonic

NESTL

La Nestl, passata
dalla seconda alla
quarta posizione, nel
2012 ha registrato
94.704 miliardi di
fatturato con una
crescita del 10,1%
rispetto al 2011

Il peso mondiale delle multinazionali

le multinazionali
1990 | 3 mila
inizio
6 3 mila
2000

60%

25%

le multinazionali
americane
le
negli anni
multinazionali
Sessanta
americane
nel 2012
N e l 2000 i p r i m i 500 marchi
controllavano impiegavano
producevano
direttamente
I 70%
il 2 5 % del Pil
del commercio 9 0 milioni
di persone
del pianeta
mondiale

LA STAMPA
MERCOLED 9 OTTOBRE 2013

Primo Piano .7

PAOLO RUSSO
ROMA

esse in salvo la case di


pregio sullImu scatta
lora della tregua. Come preannunciato il
Pd ha fatto retromarcia, ritirando ieri gli emendamenti
che, con effetto retroattivo, avrebbero riportato sotto la tagliola dellimposta gli appartamenti con rendita
catastale superiore a 750 euro. Se
ne riparler quando dovremo affrontare la questione delle coperture sulla seconda rata di dicembre, mette
per subito le mani avanti il relatore
del decreto che cancella intanto la
prima rata Imu, il Pd Marco Causi.
Che chiarisce: Alla fine sar una necessit perch non ci sono le risorse
per fare tutto. Tant che ieri il vice
di Saccomanni, Stefano Fassina, ha
gelato lassemblea dei produttori di
apparecchi biomedicali ammettendo di non essere sicuro di non dover
intervenire con la legge di stabilit
anche sulla sanit. Ci sono lavori
in corso con la Salute affinch lintervento sia chirurgico, senza tagli

La proposta del Pd
era priva di logica, se
fosse passata avremmo
chiesto la fiducia
Renato Brunetta

Sulla cancellazione dellImu


c un impegno, va rispettato
si mettano daccordo,
ma basta con questi derby
Matteo Renzi
MICHELE DOTTAVIO/BUENAVISTA

La seconda rata dellImu da sola vale 2,3 miliardi di euro

LA SERVICE TAX

Baretta: avr una componente


patrimoniale e una
di servizio e sar progressiva
indiscriminati ha specificato. Cifre
non ha fatte ma si parla di un miliardo sul 2013 e di 2 sul 2014.
Il problema che rinunciato al
miliardo e due che lemendamento
Pd sullImu avrebbe garantito i soldi da trovare in due mesi e mezzo
sono tanti, troppi. Da qui a dicembre servono infatti 5 miliardi tra
manovra di rientro del deficit, Cig,
missioni allestero e seconda rata
Imu, cha da sola vale 2,3 miliardi.
Insomma, lo scontro Pd-Pdl sulla
tassa della discordia sembra soltanto rinviato, mentre i montiani
non recedono, mantenendo i loro
emendamenti che reintroducono
lImu sulla prima casa ma con una
franchigia raddoppiata a 400 euro
o, in subordine, fanno pagare un decimo della rata di giugno a chi ha
redditi superiori a 55mila euro.
Per far tornare sui loro passi le
anime irrequiete del Pd bastata invece la promessa fatta dal sottosegretario allEconomia, Pier Paolo

il caso
FRANCESCO SPINI
MILANO

IL NODO DELLIMU

Il Pd fa retromarcia e ritira
gli emendamenti sulle case di pregio
Scatta la tregua tra democratici e Pdl, tensione con Lista civica che non arretra
Baretta, sulla progressivit della futura service tax e su una sua forte componete patrimoniale. Cos Pd e Pdl sono tornati a fumare il calumet della pace e lo stesso Presidente Napolitano
intervenuto per minimizzare lo scontro di ieri laltro parlando di piccoli
episodi da non sopravvalutare. Anche Matteo Renzi, indicato da alcuni
come il regista occulto dellassalto alla
diligenza Imu di unala del suo partito,
ieri ha tagliato corto, dichiarando che

se sullabrogazione c un impegno bisogna rispettarlo e auspicando la fine


di derby e risse quotidiane. Quanto
durer la tregua si vedr. Certo che
ieri, prima che gli emendamenti venissero ritirati, Brunetta era arrivato a
minacciare la richiesta di fiducia sul
Governo se il Pd avesse insistito sulle
sue richieste, trovando un inaspettato
alleato anche nei Cinque stelle, che accusavano il Pd di voler esentare dallImu solo chi vive in cantina.

Ultimi focherelli di una polemica


che ieri ha lasciato il passo allapprovazione in Commissione bilancio e finanze della Camera di altri importanti
emendamenti. Come quello che rivoluziona il pagamento della Tares, la
nuova super-tassa sui rifiuti, che dovr ora tener conto della capacit contributiva delle famiglie, con riferimento soprattutto allIsee. Un emendamento del M5S approvato in commissione favorir anche chi, tra famiglie e

Potere dacquisto delle famiglie italiane

Centimetri-LA STAMPA

(Andamento in milioni di euro e variazione tendenziale)

Fonte: elaborazione

250.000

La Stampa su dati
Istat

245.000

Il potere dacquisto
il reddito disponibile
delle famiglie valutato
in termini reali
(ossia depurato
delle variazioni
dei prezzi)

240.000

l portafoglio delle famiglie italiane


sempre pi leggero: brutte notizie per i consumi e brutte notizie
per la ripresa. Mentre nei Palazzi romani si dibatte sulle risorse da destinare al taglio del cuneo fiscale per dare pi soldi ai lavoratori in busta paga
e per rendere le imprese pi competitive, lIstat manda segnali dallarme.
Nei primi sei mesi dellanno il potere
dacquisto delle famiglie italiane, che
include gli effetti dellinflazione sul
reddito disponibile, diminuito dell1,7% rispetto allo stesso periodo di
un anno fa. Nel secondo trimestre,
con un reddito disponibile che scende
dello 0,6%, il potere dacquisto cala
dello 0,7% rispetto al trimestre precedente e dell1,3% nei confronti dello
stesso periodo 2012. Questo spiega altri fenomeni, a cominciare dalla dinamica della spesa delle famiglie per i
consumi. Tra marzo e giugno - avverte lIstituto nazionale di statistica -
calata dello 0,3% rispetto al primo trimestre e dell1,8% sul secondo trimestre dellanno precedente. Piccola
consolazione: cresce, seppure di poco,
la propensione al risparmio rispetto a
un anno fa (+1,7%), ma cala sui primi
tre mesi (-0,2%). Insomma la crisi non
molla la presa. Lo conferma anche

235.000
230.000
225.000
220.000

imprese, fa pi raccolta differenziata.


Non invece passata la proposta a
doppia firma Pd e Scelta Civica di ridurre al 10% la cedolare secca sugli affitti a canone concordato, che il decreto ha comunque gi abbassato al 15%.
Risolto infine il problema dei trasferimenti del gettito Imu alle regioni a
Statuto speciale del Nord. Oggi il testo
dovrebbe transitare allAula della Camera. Per convertilo in legge c tempo fino a fine mese.

come se una famiglia di 3 persone spiega lassociazione - in appena 6 mesi, avesse avuto una perdita equivalente a 594 euro (489 una famiglia di 2
componenti, 654 una di 4). A questi
dati, si aggiunge la perdita del potere
dacquisto relativa al 2012, pari al 4,7%:
In un anno e mezzo - evidenzia il Codacons - come se una famiglia di 3
persone avesse avuto una tassa invisibile pari a 2.236 euro.
In un contesto come questo, in cui la
pressione fiscale vola al 43,8% (sempre
nel secondo trimestre), assai arduo
immaginare una ripresa dei consumi
delle famiglie, dopo il crollo di oltre il 4%
IL CODACONS

2007

2008

2009

2010

2011

2012

2013

Meno soldi, meno consumi


Crolla la spesa delle famiglie
Allarme Istat: in sei mesi il potere dacquisto sceso dell1,7%
lanalisi svolta dal capo economista di
Nomisma relativi ai numeri statistici.
Tenendo conto della dinamica della
popolazione - afferma Sergio De Nardis
- il potere dacquisto in termini pro capite ora sotto i livelli del 1990 e la spesa per consumi per abitante sotto quelli
del 1997. I dati del secondo trimestre

aggiornano la contabilit dellarretramento subito dal benessere delle famiglie italiane negli ultimi anni. Quella
che De Nardis definisce una precipitazione che si sviluppata nel giro di
6 anni avvenuta in modo molto disuguale, come testimonia laumento degli indici di disuguaglianza e delle fa-

LA STAMPA 15 ottobre 2013

miglie in condizioni di povert. La


strada per il recupero dei livelli di benessere di qualche anno fa non potr
che essere lunga e accidentata. I consumatori del Codacons, provano a tradurre in cifre il calo del potere dacquisto. La definiscono una stangata invisibile e impietosa per le famiglie.

come se un nucleo
di tre persone avesse avuto
una perdita di 594 euro
registrato nel 2012. A seguito della perdita di potere dacquisto, secondo
unanalisi di Coldiretti, il 57% degli italiani stato costretto per risparmiare a
scegliere a prodotti pi economici nel
largo consumo, il 68 per cento dei consumatori ha tagliato sullabbigliamento
e il 43 per cento usa meno lauto. Il taglio complessivo dei consumi alimentari, gi ai minimi degli ultimi 20 anni, in
questo 2013, sarebbe, secondo lorganizzazione di imprenditori agricoli, pari al 4%. Anche la Cia - Confederazione
italiana agricoltori sottolinea la feroce
spendig review in atto tra le mura domestiche, col 62% delle famiglie che riduce le quantit di cibo acquistate. E
laumento dellIva al 22% non fa che
rendere tutto ancora pi difficile.

il caso

23

SANDRA RICCIO
MILANO

milioni di euro
la cifra (corrispondente
a 30 milioni di dollari)
che qualifica la ristretta
lite degli ultra
ricchi nel mondo

ltro che crisi. Nellultimo


anno i multi milionari del
pianeta sono diventati ancora pi ricchi, alla faccia della
congiuntura. Da met 2012 a met
2013, il numero dei fortunati paperoni, quelli che hanno a disposizione un patrimonio di almeno 30 milioni di dollari (23 milioni di euro),
cresciuto al livello record di
199.235 individui. Una cifra mai
toccato prima nella storia. Quasi
200 mila Re Mida che messi insieme fanno una fortuna monster da
28 mila miliardi di dollari (21 mila
miliardi di euro). Patrimoni con
una quantit di zeri irraggiungibile, tanto che chi si preso la briga
di fare la conta dei ricchi nel mondo (la banca svizzera Ubs insieme
a Wealth-X) nel rapporto diffuso
ieri parla di ultra ricchezza
(World Ultra Wealth Report).
Gli ultra ricchi sono aumentati
anche da noi. Il numero di paperoni italiani nellultimo anno
cresciuto del 7%, superando quota 2 mila e arrivando a 2.075. Tutti insieme controllano ben 235
miliardi di dollari (178 miliardi di
euro) con una media di 86 milioni
di euro a testa.
Il trend del nostro Paese in linea con quello dellarea europea.
La crescita del numero di super
ricchi infatti, negli ultimi 12 mesi,
si concentrata soprattutto in
Europa e negli Usa. Nonostante la
disoccupazione e la crescita ancora lenta del Pil, in queste regioni il
numero di super ricchi aumentato pi che nelle aree a forte crescita come Cina e Brasile. In un
anno, in Europa e Usa, il club dei
mega danarosi si allargato di 10

178
miliardi di euro
La somma nella mani
dei Paperoni italiani
Invece nel mondo
i super-ricchi controllano
21 mila miliardi di euro
Una fiera di prodotti di extralusso per i super-ricchi

E gli ultra-ricchi
crescono in Europa e Usa
Quasi 200 mila nel mondo, in Italia saliti del 7%
mila individui con una fortuna che
salita di mille cinquecento miliardi di dollari (poco pi di mille miliardi di euro). Anche grazie a quel
po di ripresa economica che, in diversa misura, stanno vivendo i vari
Paesi delle due aree. Ma a spingere
in alto le ricchezza ha contribuito
anche il rafforzamento dei mercati

azionari nellultimo anno. Solo il


Medio Oriente ha aumentato la
propria ricchezza pi velocemente
di Nord America ed Europa.
In Europa in vetta alla classifica
delle fortune che sono aumentate
di pi c la Svizzera. La crescita
dei super ricchi nel Paese delle banche stata del 13,1% con il patrimo-

nio totale che salito del 14,5% a


750 miliardi di dollari (appannaggio di 6.330 persone). A sorpresa,
poi, anche due Paesi outsider come Grecia e Portogallo hanno visto
tassi di crescita a due cifre nel numero dei ricconi, (+11% per Atene e
+10,8% per Lisbona).
In Europa, neanche a dirlo, il Pae-

se che conta pi ultra ricchi la Germania: sono quasi 18 mila, il 13% in


pi dellanno prima con patrimoni
per un totale di 2.345 miliardi di dollari (cresciuti del 14,4%). Seguono la
Gran Bretagna con 11 mila superricchi (+3,8%), la Svizzera (6.330) e
la Francia (4.500 cresciuti del 10%).
In totale in Europa i paperoni sono
58 mila (+9%) con ricchezze per
7.675 miliardi di dollari (+10%). In
Nord America sono oltre 70 mila
(+8%) con patrimoni per 9.680 miliardi di dollari (+9%). Il rallentamento economico si fatto sentire
nei Paesi emergenti, con un calo sia
del numero di ultra-ricchi che dei
patrimoni in Cina e Brasile, rispettivamente quarta e settima nella classifica degli ultra.
La Cina, seconda in Asia alle
spalle del Giappone, ha 10.675 Paperoni (-5%), i cui patrimoni si sono assottigliati del 4% a 1.515 miliardi di dollari. Il Brasile ha perso
quasi 600 ultra-ricchi, scesi a un
totale di 4.015, per 770 miliardi di
dollari (-11%). Secondo lo studio,
nellarco dei prossimi 5 anni lAsia
superer sia lAmerica del Nord sia
lEuropa per il numero dei milionari e per le loro ricchezze.
Ma a chi appartengono i conti in
banca con tanti zeri, lo yacht milionario, e le ville di lusso o l aereo privato? Nel mondo dei paperoni la risposta quasi sempre la stessa: a
possedere le ricchezze pi grandi
in genere un uomo. Succede nell88% dei casi mentre le donne super
ricche sono il 12%, appena.
Da dove arriva tutta questa ricchezza? La maggioranza dei super
ricchi si fatta da s: la quota di
quelli che dispongono di un capitale
self-made rappresentano infatti il
65% del totale a livello globale. Per le
donne multi milionarie invece le fortune sono arrivate quasi sempre per
via ereditaria (53%) ma c anche un
buon 33% di super ricche che ha fatto strada in azienda o che ha creato
una propria societ, scalando cos le
classifiche della fortuna.

Famiglie: i paradossi del nostro portafoglio


Il debito pubblico pesa solo per il 22% della ricchezza.
Come in Usa e in Germania
Il debito pubblico di tedeschi e americani uguale al nostro. Impossibile? Eppure vero. Basta metterlo
in rapporto con la ricchezza delle famiglie al netto delle passivit: Stati Uniti (23,3%), Italia (22,3%) e
Germania (22,2%) sono praticamente allo stesso livello (vedi grafico). E questo accade perch,
nonostante i guai, la stanchezza, la non crescita le famiglie italiane sono ancora tra le pi ricche del
mondo.
Dati
Magra consolazione? Pu darsi: da qualche parte, per, bisogna pur cominciare per tirarsi su e tentare
di ripartire. In un Paese dove let media avanza e il passaggio del testimone tra generazioni sempre
pi difficile, non solo sul piano della politica e delle istituzioni, ma anche su quello pi privato della
ricchezza.
Dove stiamo andando? I numeri e i grafici presentano una nuova iniziativa di Unicredit-Pioneer im, un
osservatorio sul risparmio che avr cadenza annuale, e che si propone di indagare in modo approfondito
le dinamiche passate e future del risparmio, la pi ingente e non abbastanza valorizzata risorsa
nazionale che ammonta a oltre 8 mila miliardi considerando tutto
In questo primo studio, che verr presentato a Milano mercoled 16 ottobre, si indagano temi gi noti,
come la caduta del tasso di risparmio che ci ha portato ad essere pi simili ad altri Paesi, ma anche
aspetti meno scandagliati dellevoluzione della nostra ricchezza patrimoniale di beni tangibili (immobili,
macchinari, oggetti di valore). Una grandezza sempre cresciuta in termini reali dal 1995 ad oggi (2,5%
lanno al netto dellinflazione) e ora in allarmante ritirata. Quel 2,5%, infatti, contiene per esempio, il
periodo 2001-2007, dove le attivit sono salite ad un tasso medio del 5,3% e poi g l i ultimi quattro anni
(2008-2011) dove invece la ricchezza si assottigliata di uno 0,9% lanno, con una previsione di un
ulteriore -3% (secondo Unicredit-Pioneer im) per il 2012. Un languore - spiega la ricerca - che non va
confuso con le performance dei singoli asset, visto che la valorizzazione delle attivit reali, oltre a
dipendere dal prezzo, funzione anche del nuovo risparmio che viene convogliato.
La ritirata visibile anche sul fronte finanziario dove dopo il boom tra il 1995 e il 2000, quando gli
investimenti crescevano dell 8,7% allanno al di sopra della media tenuta in altri luoghi dEuropa e del
mondo, si passati ad un fase di stanca tra il 2001 e il 2007, con i portafogli in crescita di un magro
0,9% lanno (sempre al netto del costo della vita) per arrivare agli anni della crisi, quando in media gli
asset finanziari hanno perso il 3,5% lanno. In termini reali a fine 2012, secondo le stime di UnicreditPioneer im, lorologio degli investimenti per le famiglie italiane tornerebbe indietro di 13 anni fa.
Passaggi
Ricchezze ingenti, ma a rischio di sgretolamento ben pi di quanto non fosse qualche anno fa. E sempre
pi difficili da tramandare. Le nuove generazioni - spiega lo studio - devono affrontare sfide
decisamente pi ardue con mezzi pi esigui. Secondo la ricerca - che incrocia dati della Banca dItalia e
fonti dellazienda - fatta 100 la ricchezza dei pi anziani, la classe anagrafica tra 45 e 54 anni ne possiede
la met e chi ha meno di 34 anni solo l11,4%. A questo si aggiunge il fatto che i pi giovani risultano
spesso titolari di portafogli meno diversificati e pi liquidi e quindi meno capaci di intercettare
eventuali rimbalzi del mercato: i depositi a fine 2011 rappresentavano il 70% del totale degli asset per i
clienti con meno di 34 anni rispetto al 30% circa per i clienti ultra 65enni. Che i giovani siano meno
ricchi dei vecchi una ricorrenza storica ma, conclude lo studio, i giovani di oggi sembrano avere meno
opportunit di chi stato giovane qualche tempo fa.
Giuditta Marvelli
http://www.corriere.it/economia/fondi/marvelli-famiglie-povere_409c344e-17be-11e2

Banche, la Bce passa i bilanci ai raggi X


L'Eurotower annuncia i nuovi criteri comuni per la valutazione approfondita degli attivi
Alessandro Merli

mo che la valutazione - ha affermato Draghi - rafforzi la fiducia


La Banca centrale europea del settore privato nella solidit
passer al setaccio i bilanci di delle banche dell'area euro e nelquasi 130 banche dell'Eurozona, la qualit dei loro bilanci.
di cui 15 italiane, in una operazioL'esercizio si comporr di tre
ne trasparenza che punta a rista- elementi: una valutazione genebilire la fiducia degli investitori rale del rischio, compresi fattori
privati nel sistema bancario. La come la liquidit, la raccolta e la
scoperta di eventuali carenze pa- levafinanziaria;la revisione deltrimoniali e la successiva ricapi- la qualit dell'attivo (asset qualitalizzazione delle banche do- ty review, o Aqr) con esame detvrebbero poter fare ripartire il tagliato delle aree pi critiche; lo
credito e quindi dare fiato alla ri- stress test, in cui i bilanci delle
presa dell'area euro, che sta sof- banche verranno sottoposti a sifrendo dell'insufficienza di credi- mulazioni di situazioni estreme,
to all'economia reale.
come una forte recessione o un
netto
aumento dei tassi d'interesGli elementi principali
dell'operazione, che inizier da se. In quest'ultimo caso, diventenovembre e dovr concludersi r particolarmente rilevante la
prima dell'ottobre 2014, alla vigi- valutazione della reazione del
lia dell'assunzione della vigilan- portafoglio di debito sovrano deza bancaria da parte della Bce tenuto dalle banche.
stessa, e coprir banche che rapAllafine,la Bce dar il suo giupresentano l'85% degli attivi dizio su ogni singola banca, che
dell'Eurozona, sono statiresi no- potr comportare la necessit di
ti ieri. Le banche dovranno ave- aumentare il capitale o intraprenre un rapporto fra il patrimonio dere altre azioni di risanamento,
di base e gli impieghi ponderati come la vendita di attivit non
per il rischio (Core tier 1 ratio) strategiche, con l'indicazione
dell'8 per cento. Un livello di dei tempi di esecuzione. Anche
capitale fattibile, ma sicuro, lo se si punta a coinvolgere i privati
ha definito Ignazio Angeloni, il nella ricapitalizzazione delle
direttore generale della Bce per banche che ne avranno bisogno,
la stabilitfinanziaria,responsa- non si esclude che possa renderbile per lapreparazione del mec- si necessario un intervento con
canismo di vigilanza unica. Tut- fondi pubblici. Per questo la Bce
te le maggiori fonti di rischio pel- insiste, e Draghi lo ha ripetuto iele banche saranno esaminate, ha ri, che alla conclusione della valudetto Angeloni: dall'esposizio- tazione delle banche sia a disposine al debito sovrano a quella isti- zione unbackstop, una rete di situzionale, da quella verso le im- curezza di risorse finanziarie
prese a quella al dettaglio. Saran- pubbliche per eventuali interno vagliati sia il protafoglio pre- venti. Non detto che poi verr
stiti sia quello di trading e anche usato, ha affermato il banchiere
le operazioni fuori bilancio, co- centrale. La seconda fase
me i derivati. Dovremo correg- dell'unione bancaria, che riguargere i punti di debolezza ed eli- da il meccanismo di risoluzione
minare l'incertezza, ha dichia- delle banche in crisi e la disponibilit di fondi pubblici, nazionali
rato il dirigente Bce.
o europei, tuttora in discussioObiettivo primario dell'eserci- ne a livello europeo, con forti rizio, detto valutazione comple- serve soprattutto della Germata delle banche, la trasparen- nia. Il presidente della Bce ha detza, ha detto il presidente della to di contare che sia realizzata
Bce, Mario Draghi. Ci aspettiaFRANCOFORTE. Dal nostro corrispondente

prima del 2015.


Draghi ha anche insistito che
le banche devono poter fallire
l'esame della Bce. Due stress test
realizzati dalla European
Banking Authority negli anni
scorsi, e che hanno promosso alcune banche trovatesi poi subito
dopo in condizioni di gravi difficolt, hanno creato notevole scetticismo nei mercatifinanziari.La
situazione diversa, ha spiegato
Angeloni, per due ragioni principali: la valutazione condotta da
un'istituzione, la Bce, che subito
dopo assumer la responsabilit
della vigilanza e avr lapossibilit di monitorare e fame rispettare l'attuazione; e gli stress verranno realizzati (e in parte si sovrapporranno) con la Aqr, quindi potranno disporre di un quadro di
partenza molto pi chiaro, oltre
che uniforme a livello europeo.
La Bce incontrer a breve a
Francoforte i vertici delle banche coinvolte nella valutazione,
anche per avere una loro risposta a questo primo annuncio, anche se la listafinaleverr compilata solo sulla base dei dati al 31
dicembre prossimo. In molte
banche il lavoro di preparazione
gi cominciato, anche dietro
l'impulso delle autorit di vigilanza nazionali, che parteciperanno
alla valutazione insieme alla Bce
e ai consulenti di Oliver Wyman.
La definizione di capitale per
l'Aqr sar quella di Basilea 3, recepita in Europa dalla direttiva Crd
IV, e diventer pi stringente in
un momento successivo, all'attuazione degli stress test.
: ' ! ; i ! ! K U U I i ^ O l l i : i:i*;:i;/ATA

L'INVITO DI DRAGHI
Il presidente ha ribadito
la necessit di un paracadute
finanziario pubblico
peri salvataggi anche se
non detto che verr usato

Eurotower. La
sede della
Banca centrale
europea a
Francoforte, in
Kaiserstrasse.
in fase di
ultimazione nel
quartiere di
Ostend. sempre
a Francoforte, il
nuovo quartier
generale, che
dovrebbe
essere
inaugurato
l'anno
prossimo. I
lavori erano
iniziati nel
2008.

La roadmap per riportare la fiducia nelle banche


A partire da novembre, la Banca centrale europea sottoporr 128 banche dell'Eurozona a una valutazione approfondita, in vista dell'assunzione delle funzioni
di vigilanza in programma nel novembre 2014

SOTTO LA LENTE

GLI OBIETTIVI

ii
1 1

. . .

11

Nei 18 Paesi dell'Eurozona


gli istituti da esaminare sono 128,
e coprono l'85% del credito bancario

36

24

Portogallo

Altri Istituti

Germania

Cipro

16

Grecia_

Spagna

Gli obiettivi principali del "check-up"


sono:
Trasparenza
Migliorare la qualit
delle informazioni disponibili
sulla situazione delle banche
Correzione
Individuare e intraprendere le azioni
correttive eventualmente necessarie

5
Irlanda^

7
Olanda

Rafforzamento della fiducia

13

15

Francia

Italia

Assicurare ai soggetti interessati


che gli istituti sono sani e affidabili

I PARAMETRI

Prende il via l'esame


della Bce
La valutazione degli asset sar
effettuata a fronte di un parametro
minimo di riferimento dell'8%
per il capitale primario di classe 1
(Common Equity Tier 1). Attualmente
il rapporto fra capitale e attivi
soppesati per i rischi, nelle pi grandi
banche dell'Eurozona, intorno al 12%

90

La valutazione
si conclude

Piena assunzione
delle competenze
di vigilanza da parte
della Bce in quanto
parte del meccanismo
di vigilanza unico

giorni

Termine oltre il quale un credito


scaduto sar considerato
non performing, inesigibile

LE 3 FASI

U Analisi dei fattori di rischio


fondamentali (sotto il profilo della
liquidit, della leva finanziaria
e del finanziamento)

ATTIVI SOTTO ESAME

Leva finanziaria
Crediti deteriorati

Titoli tossici

0 Revisione della qualit degli attivi


(Asset quality review) intesa
a migliorare la trasparenza
delle esposizioni bancarie

0 Stress test per verificare la tenuta


dei bilanci bancari in scenari
di stress, effettuata
in coordinamento con l'Eba
(European Banking Authority)

Derivati
Attivi ponderati per il rischio
Esposizione sui titoli di Stato
Esposizione sui mercati
Esposizione creditizia

LE CONCLUSIONI

LE POSSIBILI AZIONI CORRETTIVE

ssSHs

I risultati della valutazione


approfondita saranno comunicati
in forma aggregata, a livello di Paesi
e di banche, unitamente a eventuali
raccomandazioni

Le banche che non passerano la prova


degli stress test "devono poter essere
bocciate, non si discute", ha detto
il presidente della Bce Mario Draghi.
Le azioni correttive da intraprendere
potranno comprendere

GLI ATTIVI DELLE BANCHE UE


Migliaia di miliardi di euro
Area euro

2009

Non area euro

2010

2011

Aumento degli accantonamenti


richiesti

Ricapitalizzazioni

Cessione di asset
Emissioni azionarie
Mancata distribuzione degli utili

La trasparenza
che serve
per il credito
Donato Masciandaro

u il nulla creare danni?


Certo, se aumenta l'incertezza. Alla pubblicazione
del primo documento della nascente Unione bancaria da parte
della Banca centrale europea
stata attribuita una cattiva accoglienza da parte dei mercati, soprattutto per quel che riguarda i
titoli bancari. La nota della Bce
non ha colpito i mercati per quello che ha detto, ma per ci che
non ha detto. Un passo falso, che
non sarebbe una novit per altre
banche centrali, come la Fed,
che ha oramai sostituito l'annuncio, delle politiche con la politica dell'annuncio; ma che comun-

que non rappresenta un buon inizio per il cammino ignoto che


porter la Bce a diventare il Supervisore unico europeo.
La Bce ha compiuto il primo
passaggio ufficiale verso il sistema di Supervisione unica europea. stato annunciato il programma di valutazione delle
banche, che si comporr di tre
momenti: la definizione di una
metrica europea del rischio; l'applicazione di tale metrica alle
banche europee sistematicamente rilevanti; la valutazione
della robustezza patrimoniale
di tali banche a simulazioni di
stress. L'inizio delle operazioni
finalizzate alla definizione ed al-

% obiettivo garantire la urgenze della congiuntura


economica portano le banche
stabilitbancaria
centrali ad errori nella
europea, anche
politica della comunicazione.
attraverso l'individuazione
Negli ultimi mesi abbiamo
delle opportune politiche di
assistito al passaggio
intervento, private e
dall'annuncio della politica pubbliche.
che pu essere uno strumento
Dunque, riassumendo con
efficace - alla politica
una metafora: la Bce da buon
dell'annuncio, che al massimo
medico ha dichiarato che
non serve a niente, e sovente
prima definir quali sono i
aumenta solo incertezza e
sintomi della malattia
volatilit. gi accaduto nella
chiamata rischiosit, poi
visiter i 130 pazienti ed infine politica monetaria, sia della
Banca centrale americana che
cercher di capire quanti di
della Banca d'Inghilterra. La
questi possono ammalarsi in
storia si ripete uguale: il
condizioni di stress, in modo
banchiere centrale di turno ha
da prevenire morti
di fronte un obiettivo imposto
improvvise, prescrivendo le
dalla urgenza di breve
giuste medicine, che
verranno fornite dal mercato, periodo della politica, che nel
nostro caso si chiama uscita
dagli Stati nazionali, e
dalla recessione. Il nostro
dall'Europa. Condizioni
banchiere centrale ha ben
indispensabili di successo:
diagnosi e cure devono essere chiaro - almeno lo speriamo
che gli strumenti a sua
uguali per tutti i pazienti. E
disposizione non sono
una comunicazione
efficaci per quell'obiettivo.
sorprendente?
Ma qualcosabisogna fare: ed
Assolutamente no. una
allora si annuncia il niente,
comunicazione efficace?
dove l'annuncio che prende
Assolutamente no, perch
il proscenio, nella speranza
lascia aperti tutti gli
che copra la fisiologica
interrogativi che oggi
inefficacia della politica
incombono su questo
straordinario esperimento
che l'Unione bancaria. Ma
monetaria.
l'incertezza fa male, non bene.
Qualcuno obietter: ma i
mercati
finanziari comunque
Purtroppo, non la prima
reagiscono agli annunzi,
volta in questi mesi che le

la messa in atto del programma


di valutazione stabilito per novembre 2013, in modo che i giudizi sulle singole banche siano
pronti tra un anno - ottobre 2014
- prima che le responsabilit di
supervisione entrino nel perimetro della Bce, cio nel novembre 2014.1 giudizi saranno formulati su 130 banche di 18 Stati
membri, i cui attivi rappresentano l'85% dell'intera area euro, tenendo conto che il livello adeguato di patrimonio fissato
all'8%. Il disegno e l'attuazione
dellametrica - definizione, applicazione e valutazione - saranno
improntati al principio dell'armonizzazione.

anche se sovente non nella


direzione attesa. Quindi
l'annuncio contiene
informazioni, e se contiene
informazioni efficace, in
quanto aumenta l'efficienza
dei mercati. Sbagliato: il fatto
che i mercati reagiscono agli
annunci non significa che
quella politica migliori le
informazioni. Anzi. I mercati
reagiscono non alla notizia,
ma a chi d la notizia. Se
un'autorit monetaria non mi
dice nulla, sta certificando
che non sa nulla; questo
aumenta - non diminuisce l'incertezza.
L'effetto certificazione
nulla a che fare con
l'efficienza dei mercati. Ben lo
sanno quelli che studiano gli
effetti sui mercati degli
annunzi delle agenzie di
rating. Quando cambia un
rating, o un giudizio di una
agenzia, tutti sanno che a
causa della pubblicizzazione
di tali giudizi - il rating fa parte
della regolamentazione - ci
saranno effetti automatici su
investitori, strumenti e
mercati. Quindi il mercato
non reagisce a nuove
informazioni, ma all'effetto
certificazione che i nostri
regolamentatori hanno
regalato al business delle
agenzie di rating.

Lo stesso discorso vale per i


programmi di valutazione - o
a parti di essi, come gli stress
test - inclusi quello della Bce: i
mercati vogliono
informazioni su come i
supervisori giudicano le
banche. Continuando conia
metafora, il paziente sar sano
o malato a seconda di quale
metrica del rischio il dottore
sceglier, come la applicher,
come valuter la robustezza
del malato. Fatta la scelta, al
mercato poca importa se sia
quella giusta o sbagliata, tanto
chi vive e chi muore lo decide
il dottore. Poi, pi avanti, si
scoprir se il medico aveva
ragione o meno. Tanto, in
caso di errore, i danni sono
stati fatti, e se il medico paga in termini di danno
reputazionale - finora stata
un'eccezione, non la regola.
Da qui l'importanza per la
nuova vigilanza europea, di
partire con il piede giusto:
occorre annunciare in modo
immediato e completo le
regole della individuazione,
applicazione e valutazione
della metrica del rischio. un
passaggio fondamentale: gi il
percorso della Bce come
autorit di vigilanza
ostacolato dal dipendere da
altri attori - vedi per tutte
l'incognita sul disegno delle

politiche di risoluzione delle


banche. Se all'incertezza si

aggiunge incertezza, meglio


rallentare, o fermarsi,

piuttosto che rischiare di


tagliare il ramo dove si

seduti,

LA STAMPA
GIOVED 24 OTTOBRE 2013

In Italia
FTSE/MIB
FTSEItaliaAllShare

Euro-Dollaro
CAMBIO

-2,38%
-2,26%

Allestero
NASDAQ(NewYork)
DAX(Francoforte)

1,3779

Petrolio
dollaro/barile

FTSE(Londra)

S Oro

96,81

euro/grammo

ECONOMIA
FINANZA

-0,35%
-0,57%
-0,31%
-0,32%

DOWJONES(NewYork)

31,3778

29

&

LA BANCA CENTRALE EUROPEA ANNUNCIA COME VALUTER LO STATO DI SALUTE DI 130 ISTITUTI DI CREDITO DELLEUROZONA, QUINDICI IN ITALIA

Gli stress test della Bce affondano le Borse


Draghi: non esiteremo a bocciare le banche. Milano (-2,38%) la peggiore dEuropa. Mps cede il 6%
LUCA FORNOVO

Non esiteremo a bocciare le


banche negli stress test.
Lavvertimento di Mario Draghi, presidente della Bce,
suona minaccioso alle banche europee. Soffrono soprattutto le italiane e spagnole - appesantite dai loro titoli
di Stato - che mandano in
rosso la Borsa di Milano, la
peggiore con un -2,38% e
quella di Madrid (-1,84%). Limitano invece le perdite Parigi (-0,81%), Londra e Francoforte che cedono circa lo
0,3%. La Banca centrale europea ieri ha alzato il velo sui
dettagli delloperazione-trasparenza sulle banche dellEurozona. Da qui a novembre passer al setaccio rischi,
prestiti, solidit patrimoniale. Il governatore di Bankitalia, Ignazio Visco, ha cercato
(invano) di rassicurare i mercati spiegando che le banche
del nostro Paese non verranno penalizzate, ma vi saranno
azioni da prendere.
Da qui al prossimo ottobre,
prima di diventare il principale vigilante delle 130 maggiori
banche europee, la Bce lavorer per far emergere, e correggere, i rischi, i possibili buchi di bilancio e le insufficienze di capitale. Per non ritrovarsi a sorpresa scomode eredit del passato. Draghi, che
si gioca la reputazione della
Bce come nuovo pilastro della

vigilanza europeo, si dice sicuro che, per le banche che non riceveranno luce verde dalla Bce,
ci sar la garanzia a ricapitalizzare da parte dei rispettivi Stati: C un impegno esplicito.
Ma questo non significa che
debbano essere utilizzati.
Loperazione, che impegner Bce e banche centrali nazionali per i prossimi 12 mesi, fissa criteri omogenei per valutare lo stato di salute degli istituti dellEurozona e ruota attorno a due criteri. I crediti non
rimborsati da oltre 90 giorni
sono da considerare deteriora-

Sottol8%delCoreTier1
Carige, Pop. Sondrio
Veneto Banca
e Credito Valtellinese
ti (non-performing), un elemento che di fatto si avvicina ai
criteri gi adottati dallItalia.
Inoltre, la soglia minima di solidit patrimoniale per il capitale primario di classe 1 (Common Equity Tier 1) fissata all8%. Una soglia in apparenza
raggiunta dalla maggior parte
delle 15 banche italiane che ricadranno nella vigilanza Bce.
Un livello giusto, commenta
Visco sottolineando che comunque ci sono azioni da
prendere soprattutto da parte
delle banche per rendere il sistema pi equilibrato e in grado di rispondere. Le 15 ban-

che italiane coinvolte negli


stress test sono: Carige, Mps,
Credito valtellinese, Bper,
Bpm, Pop. Sondrio, Pop. Vicenza, Banca Popolare, Credito
Emiliano, Iccrea Holding, Intesa Sanpaolo, Mediobanca,
Banca di credito finanziario,
Unicredit, Ubi e Veneto Banca.
In Borsa molte di loro sono
cadute: Montepaschi chiude la
seduta a -6,5%, Bpm a -5,3%,
Intesa a -2,6%, Unicredit a
-3,3%. Sulla carta sono sotto
l8% del Core Tier 1 solo Carige, Pop. Sondrio, Credito Valtellinese e Veneto Banca (si
salverebbero per un soffio
Bpm e Pop. Vicenza).
Ma da qui agli stress test la
pressione della vigilanza potrebbe far venire alla luce necessit di ulteriore capitale in
altri istituti. Secondo uno studio di Mediobanca, il setaccio
della Bce pone fattori di rischio
nella bassa capitalizzazione
(Banco Popolare, Bper, Popolare Milano, CreVal e le spagnole
Bankia, Sabadell, Santander).
Mps rischierebbe di dover riconoscere maggiori crediti deteriorati col Banco popolare e
Ubi. Lalta esposizione ai titoli
di Stato - scrive Mediobanca -
un fattore di rischio per Mps,
Banco popolare, Ubi, Intesa
Sanpaolo e le spagnole Bbva,
Banco Popular, Bankia,
Bankinter, Santander. E c un
ultimo fattore che rischia di pesare, lalta dipendenza dai maxi-prestiti Bce per la liquidit.

Azienda

Sanitaria

La reazione
dei mercati
Oltre
al pesante
calo di Piazza
Affari,
Madrid
ha perso
l1,8%,
mentre Parigi
ha ceduto
poco meno
dell1%

LA STAMPA 24 ottobre 2013

Si fa presto a dire esame dei


bilanci, quando le 130 banche
che dal mese prossimo finiranno nel mirino della Bce appartengono a 18 paesi diversi.
Ieri lEurotower ha svelato la
tabella di marcia dei lavori
che traghetteranno il sistema
bancario delleurozona verso
la supervisione unica, prevista per novembre dellanno
prossimo. Lintento chiaro, e
Draghi lo ha detto pi volte:
prima di cominciare a funzionare, la nuova Autorit di vigilanza dovr avere un quadro chiaro dinanzi, con le banche ripulite dei loro eventuali
problemi attuali.
Uno dei problemi, tuttavia,
la lente attraverso la quale
verranno letti i dettagli dei bilanci, che di solito varia, di Paese in Paese. Esempio: come
verranno calcolati gli accantonamenti? O quanto peseranno sulla valutazione i titoli
di Stato? Tanto pi che Mario
Draghi stato tranchant, ieri,
in unintervista a Bloomberg
Tv. Se le banche devono essere bocciate lo saranno, non
si discute, ha scandito.
Ma in vista di un esame che
dovr partire con regole omogenee per tutti, fonti vicine al
dossier rivelano che c una
certa preoccupazione, nel governo italiano, su come verranno valutati determinate

re stime da esterni. O che gli


standard adottati sui crediti
inesigibili saranno elevati,
leggi:severi. E un altro sintomo
del rigore con il quale Draghi si
sta predisponendo a un anno di
controlli capillari , ad esempio,
che nella definizione in fieri di
standard omogenei, si deciso
che se unesposizione pericolosa garantita da garanzie reali,
sar comunque giudicata non
performing loan. In tanti Paesi
Rigore europei non cos.
Ieri sia il governatore della
Mario Draghi, ieri: Le banche
Banca
dItalia Ignazio Visco,
da bocciare saranno bocciate
sia il ministro dellEconomia
Fabrizio Saccomanni hanno
tentato di rassicurare i mercato
partite. Ad esempio: come sar sulla solidit delle banche itagiudicata una banca che ha liane. Non saranno penalizzamolti titoli tossici? Meglio o te, ha osservato Visco, mentre
peggio di unaltra che ha lequi- Saccomanni ha detto che lItavalente in titoli di Stato?. Nello lia non ha nulla da temere.
specifico, se questa una preMa in vista del vertice di
occupazione del governo italia- Bruxelles che comincia stasera,
no, perch come noto gli isti- dalla Sddeutsche Zeitung artuti sono pieni di
rivata la notizia
bond sovrani. E BERLINO CONTRO TUTTI che Angela Mehanno sfruttato
si presenteMerkel: paracadute rkel
anche gli ltro delr al negoziato
dei governi solo sullUnione banlanno scorso per
a tre condizioni caria con una poimbottirsi di Btp.
Le notizie che
sizione favorevofiltrano parlano della possibili- le al paracadute pubblico solo a
t di introdurre filtri per valu- tre condizioni: che coinvolga
tare adeguatamente il peso dei prima azionisti e creditori; che
bond sovrani. Ma intenzione si limiti alle 130 banche dellesadi Roma far sentire la propria me Bce e non alle 6.000 delleuvoce per scongiurare giudizi rosistema, infine che passi
troppo pesanti sul possesso di lesame dei Parlamenti naziotitoli di Stato, ad esempio ri- nali. Stasera, il primo round,
spetto a titoli tossici: bisogne- con la cena alla quale partecir battersi per criteri equi, nel- per anche Draghi.

REALTA DEI NUMERI, ILLUSIONI ITALICHE

CON LA TESTA
SOTTO LA SABBIA

CREZIA REICHLIN

uasi sessantanni fa Ennio Flaiano immagin la


storia, divertente e malinconica, di un
marziano atterrato a Roma e poi ricevuto dalle
maggiori autorit. Ma
che cosa accadrebbe oggi, se un inviato proveniente da Marte, terminato un viaggio di ricognizione nel mondo, giungesse in Italia per incontrare ministri e banchieri, politici e industriali,
deciso a farsi un'idea del
nostro Paese? Proviamo
a ipotizzarlo.
Dopo avere intercettato grande ottimismo per
la ripresa incipiente, il
nostro marziano torna
in albergo e riguarda gli
appunti preparati dai
suoi esperti. L'Italia ha oltre il 130 per cento nel
rapporto debito-Pil, in
crescita: ben al di l delle
previsioni di due anni fa
quando i pi sostenevano che fosse stato raggiunto il picco.
Le prospettive di rientro sentenziano i tecnici di Marte sono inesistenti. La crescita del
reddito potenziale infatti, nelle stime pi ottimiste, appena sopra lo
zero, l'inflazione presente e attesa al di sotto
dell'uno e mezzo (1,3 in
agosto), ma i tassi d'interesse effettivi sono in
rialzo. Dati poco incoraggianti per la sostenibilit
del debito.
Dai giorni della crisi
pi profonda precisano poi gli esperti l'Italia non ha fatto niente per

ATTUALIT

rilanciare la competitivit. N quella intesa in


senso stretto, determinata, cio, dal tasso di produttivit e dal costo del
lavoro; n quella pi ampiamente considerata,
determinata dall'efficienza nelle dinamiche amministrativo-burocratiche e
del sistema giudiziario e
dall'incidenza della corruzione. La conseguenza, nota il marziano spulciando numeri e percentuali, si fa sentire sugli investimenti e sulle esportazioni che, pur essendo
cresciute pi della domanda interna, non hanno avuto un andamento
dinamico quanto quelle
di Madrid, capitale che
ha appena visitato. La disoccupazione in crescita, l'occupazione in calo,
mentre il settore bancario resta fra i pi fragili
d'Europa, con la necessit potenziale di capitali
che sfiora i 30 miliardi,
secondo le informazioni
che gli esperti di Marte
hanno raccolto a Francoforte e Bruxelles.
Se questo il quadro,
si chiede il marziano con
gli occhi sbarrati dopo
una notte a far di calcolo, perch le tante, eminenti personalit incontrate sono ottimiste? Perch non avvertono un
senso di urgenza? Non temono di perdere il controllo delle finanze pubbliche, non li inquieta la
prospettiva di dover chiedere aiuto all'Europa?
Se, invece, gli italiani fossero forzati a comprare
titoli di Stato per evitare
questa prospettiva, non
temono di scivolare lun-

go la via di un irreversibile declino economico?


davvero motivo di gioia
una previsione di crescita del Pil che oscilla dal
-i,39 al -1,7 nel 2013 e dal
-0,5 al +0,7 nel 2014, visto che, secondo gli
esperti, alle stime del governo con il suo +1,3%
nel 2014 non crede nessuno?
Come mai, infine, tanti si compiacciono del
surplus primario, ma
non pensano che con
questi dati macroeconomici, attuali e attesi (dal
Pil all'inflazione ai tassi
d'interesse), difficile
che l'Italia possa arrestare la dinamica perversa
del debito?
Essendo la sua conoscenza degli esseri
umani ancora molto superficiale, non fidandosi completamente dei suoi esperti, consapevole che gli economisti hanno spesso un
approccio limitato ed eccessivamente tecnico,
il nostro marziano decide di chiedere aiuto a
un guru di Marte, amico suo. Il guru gli risponde cos: L'italiano una specie particolare di essere umano. Ha et media elevata e,
nella media, ricco. Forse per questo la sua
propensione al rischio scarsa, un ricordo la
voglia di emergere del dopoguerra. Si preoccupa soprattutto della tassa sulla casa, ovvero
la tassa che incombe sulla sua ricchezza. Poi
il guru aggiunge: Non perdere troppo tempo
a ragionare in Italia, ma goditela. un Paese di
grande bellezza. Il nostro marziano molto
occupato e deve terminare il suo viaggio tra
gli umani: si ripropone di tornare e portarci
suo marito in vacanza (va da s, si tratta di
una marziana). Nel finale del suo rapporto
sull'Italia scrive: Teniamo un occhio aperto.
Quando tutte queste belle cose italiane dovranno essere vendute per fare fronte ai debiti, le compreremo a prezzo di saldo e ne faremo attrezzati luoghi di vacanza per i pensionati di Marte e del mondo emergente. La prima idea potrebbe essere quella di mini
appartamenti al Colosseo. Bellissimo, nonostante i buchi.
Lucrezia Reichlin