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BREVI STORIE DI COOPERAZIONE CEMBRANA

CANTINA SOCIALE CEMBRA == (CANTINA VALLE DI CEMBRA)


1952
Atto costitutivo davanti al notaio de Sforza di Lavis da parte di un comitato promotore.
1954
Posa della prima pietra alla presenza Vescovo ausiliare mons. Rauzi, mons. Lona, Flaminio
Piccoli
1957

Anno di inizio incantinamento,


L'Assemblea dei soci nomina quale primo presidente-fondatore Toniolli Giuseppe assieme ad un
gruppo di produttori che anticiparono allora una congrua tassa di ingresso.
Del problema riguardante l'istituzione di tale societ cooperativa se ne fece carico mons. Giuseppe
Lona di Cembra che a quel tempo rivestiva una carica importante nell'arcivescovado di Trento.
Primo direttore enologo sig. Barcatta Luigi di Valfloriana.
gi nel 1961 si pens di ampliarla per le numerose richieste di nuovi produttori locali.
Gli anni successivi all'ampliamento e fino al 1967 assunse la carica di Presidente il sig. Zanotelli
Enrico.
La produzione era in quantit totale variet schiava nell'ordine di ca. 14/15mila ql. , salvo
una modesta quantit di uve bianche quali -lagarino-nosiola e riesling. quest'ultimo prese poi la
denominazione riesling muller thurgau parecchi anni dopo.
Fu presentato per la prima volta ad una mostra internazionale di Lubiana come riesling
Cantina sociale Cembra ed ebbe un massimo punteggio con medaglia d'oro.
L'imbottigliamento era manuale per buona parte o quasi tutto a tappo corona. Si vendeva a
damigiane. Annesso alla cantina vi era lo spaccio del vino alla spina, che fungeva anche da luogo di
ritrovo.
69/70
dal 67 presidente Zanotelli Erminio
Nel 1968 si dimetteva il direttore enologo Barcatta e veniva assunto in qualit di esperto cantiniere
il sig. Nicolodi Carlo (fiozzo)
segretario del consiglio di amministrazione era Gottardi Emanuele ex direttore famiglia cooperativa
Cembra in pensione che dopo qualche anno si dimetteva in quanto nel 1969 era stato assunto con
mansioni di aiuto cantiniere nonch segretario-contabile Nicolodi Giuseppe.
La vendemmia 69 era stata turbata da un incidente mortale avvenuto nel locale presse in cui perse
la vita l'operaio stagionale Tullio Nicolodi per lo sganciamento improvviso della cerniera di un
cestello di vinacce sotto pressa elettrica.
L'incidente, sebbene da attribuire a pura fatalit, ebbe uno strascico giudiziario.

Erano gli anni nei quali il Presidente E. Zanotelli affiancato dal cda difendevano a spada tratta la
vertenza con l'alto Adige ,finita poi anche alla corte di stato, intesa ad ottenere la DOC Lago di
Caldaro. Furono raccolte testimonianze varie di commercianti locali che ancora agli inizi del secolo
vendevano in Alto Adige il vino schiava prodotto in valle come vino di Caldaro. Poi dopo qualche
anno per interessamento dei nostri politici in particolare dell' on. Flaminio Piccoli la vertenza si
concludeva in nostro favore.
Cominciava, quindi, per la cantina sociale di Cembra un lavoro molto impegnativo di iscrizione per
la camera di Commercio di Trento di tutti i terreni vitati a schiava ricadenti nel territorio di Cembra
e Lisignago. Il Comune di Faver non poteva fregiarsi di tale DOC in quanto a priori aveva
rinunciato. Per questo lavoro eravamo affiancati dal tecnico agrario Brugnara Giorgio di Lavis , che
svolgeva anche l'assistenza tecnica in campagna. Affiancato alla Cantina, iniziava ad operare il
neocostituito Consorzio Miglioramento Fondiario di Cembra sul quale scenderemo nei particolari
pi avanti. Importante ricordare che allo stesso Consorzio era affidata la vendita al dettaglio di
prodotti fitosanitari e diserbanti, su questi ultimi interessante aprire una parentesi.
Verso la fine anni 60, per contrastare le erbe infestanti, si cominciava a parlare di erbicidi.
fino ad allora il terreno delle vigne, quasi tutto a monocoltura variet schiava, veniva zappato a
mano o arato a seconda della posizione del terreno se scosceso o pianeggiante.L'impiego delle
macchine per tale fase di lavorazione era ancora in fase sperimentale.
Sul diserbo chimico non era ancora chiaro il suo impiego.
Si trovavano in commercio erbicidi MCPA con principi attivi come l'Atrazina , successivamente
bandita in Europa per la sua spiccata azione inquinante ed a carica residua nel terreno.
A conferma di ci e sulla base degli effetti concreti dannosi alla stessa coltivazione, dovuta
principalmente alla scarsa informativa sull'etichetta del prodotto usato, vi era stato un contenzioso,
protratto per diversi anni e approdato poi in tribunale, fra un socio coltivatore di Cembra e la casa
SIPCAM, al fine di ottenere un risarcimento danni avuti proprio per l'esalazione dal terreno del
formulato di cui sopra, che avrebbe distrutto l'intero apparato fogliare di tutto il vigneto in localit
pozza. Solo con l'entrata in commercio degli erbicidi (dissecanti) a base di paraquat (gramoxone
Solplant) si raggiunse una certa tranquillit d'impiego.
La vendemmia dell'anno 1970, ricordata da tutti come eccezionale. Ho potuto sperimentare questo
evento in quanto stavo alla pesa manuale (stadera) e nessuno poteva prevedere un aumento di
quantit pari ad un 50%. ca. La cantina poteva contenere non pi di 14/15 mila ql.
L'incantinamento di quasi 30mila ql. cre non pochi problemi, infatti, la direzione affiancata anche
in questo caso dal tecnico Brugnara dovette impegnarsi a collocare all'esterno delle vasche cisterne
in cemento acquistate in emergenza presso la ditta Velo di Fontaniva (PD), oltre naturalmente alla
collocazione di parte del prodotto presso cantine private nella zona di Lavis.
Non esistendo ancora l'informatica la contabilit era fatta manualmente con l'aiuto di una
calcolatrice elettrica.
Gli acconti ai soci hanno sempre rappresentato una delle fasi pi importanti nella vita della societ
per poter assicurare ai produttori una giusta remunerazione del lavoro.
Per poter adempiere a questi impegni non avendo disponibilit liquide immediate ,la locale Cassa di
risparmio di Trento e Rovereto era autorizzata dalla Regione ad erogare dei prestiti agevolati alla
cantina sotto forma, quasi sempre, di sconto di cambiale agraria, con netto ricavo in conto corrente,
previo naturalmente presentazione da parte della cantina della documentazione necessaria con
firme di tutto il cda.
Non mai avvenuto di non poter rientrare con il prestito alla scadenza, salvo in qualche rara
situazione per la quale si doveva richiedere una proroga all' Istituto di Credito.
Negli anni in cui vi era una stagnazione di mercato, anche se ci non risanava il bilancio,

si poteva usufruire degli interventi dell'AIMA che riguardavano sia la distillazione agevolata sia lo
stoccaggio di alcune partite di vino.
La Cantina ha sempre fatto parte del Consorzio Viticoltori Trentini CAVIT ancora dalla sua fondazione.
Non appartenere ad un Consorzio di II grado, in quegli anni sarebbe stato impensabile, soprattutto
quando il mercato del vino sfuso trovava qualche difficolt.
Oltre a CAVIT, che ritirava ca. un 30% del prodotto, gli abituali clienti erano le Cantine dell'Alto Adige, sia
Sociali che private, alle quali oltre alla perfetta qualit del prodotto interessava la Denominazione DOC
Lago di Caldaro.
Il vino in bottiglia veniva richiesto dagli esercizi pubblici della zona, ma per qualche partita anche fuori.
Un cliente affezionato al vino Lago di Caldaro in 7/10 negli anni 70 fu l'on. Antonio Bisaglia,
parlamentare veneto di spicco della Democrazia Cristiana, allora ministro delle Partecipazioni Statali,
che volle in un'occasione fare visita alla Cantina e congratularsi per gli ottimi prodotti.

Significativa fu allora la segnalazione da parte dei clienti per il premio Qualit e Cortesia che la Cantina
ottenne, con una cerimonia presso il Teatro Sociale di Trento dalle mani del sottosegretario all'Industria
e Commercio
Nel 1974 la cantina veniva notevolmente ampliata, diventando successivamente Cantina Valle di
Cembra pronta ad accogliere nuovi soci dei comuni limitrofi.
Dalla ristrutturazione interna si ricavava una sala bar al piano rialzato e sopra una ampia sala
assemblee. Al primo piano l'appartamento dell'enologo veniva sostituito da una saletta d'attesa un
ampio ufficio amministrativo con archivio, un secondo piccolo ufficio per la presidenza, che verr
in seguito accupato per parecchi anni dal tecnico ESAT sig. Patton Antonio, e i servizi.
L'appartamento per l'enologo veniva ricavato al 2 piano con annessa una grande terrazza.
Lo spaccio quindi veniva trasformato in bar e gestito per alcuni anni da tre dipendenti assunti dalla
cantina, con contratto fisascat ( commercio) a tempo indeterminato.
Il cda ravvisava l'opportunit di assumere un direttore enologo nella persona del sig. Gius claudio
di malosco (val di non) che prester la sua opera fino ai primi anni 90.
In quegli anni la cantina faceva parte del circolo di assistenza tecnica di Lavis, assieme ai 5 comuni
e cantina sociale di Lavis.
I soci venivano assistiti in campagna dal tecnico Enrico Sicher di Coredo del circolo, ma l'idea del
cda era quella di assumere un tecnico agrario direttamente alle dipendenze della cantina stessa.
In quegli anni si costituiva l'ESAT e quindi era stato convenuto che un tecnico pagato dall'Ente
avrebbe trovato un punto di riferimento proprio in cantina, se questa dava a disposizione un piccolo
ufficio tecnico.
L'incarico per l'assistenza tecnica di Valle fu assegnato al tecnico sig. Patton antonio.
In quegli anni si potenziavano o si costituivano i comitati gestione vasche per l' irrorazione
i quali potevano beneficiare di contributi provinciali, da parte dell'allora Ispettorato agrario.
Furono svolte in cantina le pratiche per la costituzione di un comitato vasche anche a Faver sotto la

presidenza di paolazzi vittorio (distilleria)


Premesso che i soci hanno sempre ritirato gli acconti, alle date prestabilite direttamente in cantina,
si doveva potenziare anche l'ufficio amministrativo.
Il pagamento delle uve facente riferimento al grado medio imponeva l'acquisto di un eleboratore
elettronico con stampante. Fu allora che venne acquistato un M20 olivetti con HD da 20mb.
I software adatti erano molto rari, e quindi era sempre un'impresa trovare qualche esperto per
programmare talvolta anche dopo giornata fino a notte inoltrata.
L'orientamento della cantina sociale e del suo direttivo era quello di cercare di aumentare
l'imbottigliamento rispetto a quello tradizionale di vendita in cisterne, nonch quello di diminuire la
superficie di schiava a favore di variet pi pregiate quali chardonnay,pinot bianco e nero, muller
thurgau ecc. come richiesto dal mercato.
I soci del comune di Faver, avevano dato inizio per primi a questa inversione di tendenza, potendo
usufruire gia dal 1975 alla DOC Valdadige rosso e bianco.
L'acquisto di un filtro a strati filtranti permise l'imbottigliamento manuale a tappo sughero almeno
per il Lago di Caldaro e il Muller Thurgau.
Fino a che la legislazione viticola lo permetteva il socio aveva la possibilit di ritirare a credito il
vino sfuso per il suo fabbisogno direttamente al punto vendita.
1985/1990
La produzione d'uva dei soci era consegnata totalmente alla cantina praticando poi al momento
della remunerazione la differenza fra uve DOC e da tavola.
Al piano interrato era collocata una serie di fusti in rovere di capacit diverse che vennero poi
soppiantati, fine anni 80, da botti in acciaio inox.
Vi fu in quegli anni l'acquisto di una serie di serbatoi di fermentazione in ferro smaltato con coclea
per le vinacce. Tutte le vasche erano in cemento armato e per buona parte delle stesse si pens di
vetrificarle all'interno.
Nei primi anni 90 il Presidente Sig. Zanotelli Erminio, dopo ben 27 anni di presidenza della Cantina
decise di ritirarsi. Fu preposto, un comitato all'interno del CDA, al fine di ringraziarlo per l'opera
svolta con passione e competenza offrendo una targa a ricordo.
Assunse la Presidenza, nominato dall'assemblea all'unanimit il sig. Gozzer Vittorio.
La sempre maggior richiesta di vino in bottiglia port alla decisione di dotarsi di un impianto semi
automatico d'imbottigliamento collocato al piano terra.
Venne assunto l'enotecnico Piffer Vito da affiancare al direttore per curare al meglio i vini in
bottiglia. La tecnologia enologica, sempre in continua evoluzione, imponeva quasi ogni anno di
rinnovarsi mediante l'acquisto di sempre pi sofisticate attrezzature soprattutto per i bianchi quali:
nuove presse a spremitura soffice, centrifughe, serbatoi in acciaio e quant'altro per rendere migliori
le propriet organolettiche dei mosti.
La compagine sociale andava sempre pi aumentando anche per via di un gruppo di nuovi
viticoltori di Segonzano, Valda e Grumes tanto da arrivare a 450 soci.
Il 1994 segn l'anno di svolta per la valorizzazione dei vini di montagna, tutte le vasche in cemento
furono demolite per lasciare il posto a serbatoi inox comprese le vasche di fermentazione.
Venne ampliata e potenziata la sala imbottigliamento con vinoteca al piano terra, la sala bar divenne
sala degustazioni. Completamente rinnovato anche il primo piano, con un ufficio per la presidenza,
un moderno laboratorio enologico collegato con lo stabilimento, ufficio amministrativo e un ufficio
tecnico. Al secondo piano una moderna sala riunione con terrazzo , un archivio e un ufficio per
pubbliche relazioni e marketing. Anche la parte esterna dell' edificio stata decorata e curata nei
minimi particolari.
Vi fu poi un avvicendamento, per quanto riguarda il personale ai vertici e cio il direttore Sig. Gius

prima e successivamente l'enotecnico sig. Piffer dopo, lasciarono le dipendenze della societ per
altri incarichi.
Alla direzione fu assunto quindi l'enotecnico Sig. Webber Walter e per la parte riguardante
l'assistenza tecnica e la produzione delle aziende dei soci l'enotecnico sig. Molinari Paolo.
In quel periodo, si cominci a parlare della qualit direttamente fatta in campagna, con nicchie di
produzione espressamente denominate "Vigne" quali : Forche - Saosent ecc.
Nasceva quindi, soprattutto per la valorizzazione delle nostre uve di montagna, una collaborazione
con la cantina La Vis, prima attraverso la zonazione ovvero l'indicazione delle zone pi vocate per
determinate qualit di uve e successivamente diventando partner commerciale.
Cavalcando l'onda di un mercato vinicolo favorevole, cominciava
a delinearsi l'idea di una fusione
tra le due cooperative che si concretizz nell'autunno del 2003.
Per parte finanziaria la Cantina Valle di Cembra, oggetto di fusione con LaVis, si presentava
all'appuntamento, dopo una animata Assemblea dei soci, con una situazione debitoria pari a zero nei
confronti degli Istituti di Credito.
Come si diceva all'inizio, a fine anni 60 si era gi costituito un CMF, credo sia stato il primo
costituito in valle di Cembra. La presenza di un ente giuridico, affiancato alla Cantina Sociale si
proponeva statutariamente di promuovere iniziative di sviluppo a favore dell'agricoltura locale, sia
per quanto riguarda le superfici coltivate che la parte boschiva.
Uno degli obiettivi primari, per il quale era gi stata avviata e ottenuta l'autorizzazione a procedere
con la sottoscrizione dei singoli proprietari, stato il cambio di coltura dei singoli
appezzamenti(campi) in Campagna Rasa, fino ad allora coltivati a patate e granoturco, a favore di
un unico impianto frutticolo (golden delicius) per una superficie di ca. 10 ha.
Un'esperienza abbastanza singolare, in quanto catastalmente non veniva fatta nessuna variazione,
ma di concreto sparivano i confini (i termeni) tra un appezzamento e l'altro.
Le gi costituite societ cantina Sociale e CMF hanno reso possibile i finanziamenti provinciali
necessari sia in conto capitale sia con mutui a breve con tasso agevolato per poter portare a termine
i programmi preposti.
La realizzazione della rete irrigua per la zona frutticola in Campagna Rasa ossia scavi e posa delle
tubazioni e le aste veniva affidata all'Hauptverband (consorzio tra cooperative agricole) di Bolzano.
I lavori di messa a dimora delle piante da frutto invece vennero eseguiti dai soci come prestazioni
occasionali ed erano seguiti dal tecnico G.Brugnara e dal neoassunto dipendente del CMF Ezio
Gottardi.
La conduzione del frutteto imponeva al CMF di dotarsi di un parco macchine per aratura e
trattamenti fitosanitari e pertanto vennero acquistati una trattrice M Ferguson (Aziende agrarie) e un
atomizzatore (de Pretis).
Gia da allora la produzione era conferita al Consorzio 5 Comuni di Lavis e il liquidato serviva a
pagare le rate dei mutui a breve per gli investimenti fatti.
Su indicazione degli Organi della Federazione C.Cooperativi il CMF non era l'Ente adatto, anche ai
fini Statutari, per svolgere attivit di commercializzazione, anche in forma associata, tenuto conto
anche della distribuzione poi del valore del conferimento al netto delle spese di conduzione ai soci
proprietari dei campi.
Alcuni soci amministratori del CMF confluirono pertanto nella nuova cooperativa chiamata
"Cooperativa Agricola Cembra" fondata alla presenza del notaio Stelzer di Trento
Il CMF a sua volta ha dovuto dotarsi di una contabilit pubblica, tipica degli Enti,facendo
riferimento alla Tesoreria della Cassa di Risparmio di Trento e Rovereto in qualit di cassiere tesoriere.

In capo al CMF rimaneva la gestione di un piccolo impianto di irrorazione in forma collettiva, gi


obsoleto della cui conduzione si era sempre occupata la Cantina Sociale.
Le richieste di un ammodernamento nonch di un ampliamento dell'impianto in questione erano
sempre pi frequenti da parte dei piccoli proprietari viticoltori soci, molti dei quali usavano per i
trattamenti ancora la pompa a spalla.
Presi pertanto gli accordi con l'Ispettorato Agrario, per i finanziamenti, partiva il primo grande
intervento di ampliamento e ristrutturazione dell'impianto per i trattamenti in forma associata con
tutti i vantaggi che ne sarebbero derivati in termini di difesa fitosanitaria in quanto uguale su tutti
gli appezzamenti.
Nel sistema organizzativo del CMF, all'inizio dei lavori di cui sopra, venne a far parte come
dipendente l'idraulico Pergola Giovanni.
Trattandosi di una rete che avrebbe dovuto servire la quasi totalit della zona viticola del Comune
di Cembra, vennero utilizzati un numero assai consistente di tubi Dalmine forniti dalla ditta Guido
Eller di Trento.
Oltre a ci venne costruita dall'impresa Nicolodi Vittorio di Cembra l'attuale stazione di pompaggio
con magazzino ubicata dietro la Cantina.
Contestualmente a fine lavori (met anni 1970) vi fu un'avvicendamento per quanto riguarda le
cariche sociali, il Presidente Zanotelli Erminio, gi a capo della Cooperativa Agricola "Cembra"
lasci.
Nell'assemblea generale ordinaria dei soci venne nominato dai Delegati quale Presidente Gottardi
Vittorio.
Dimessosi il Presidente Gottardi Vittorio, nella successiva Assemblea dei soci, i Delegati nominati
elessero in qualit di Presidente Fattori Giuseppe di Cembra.
Il tema della sistemazione delle strade interpoderali era molto discusso nelle riunioni dei Delegati.
L'applicazione di una tassa consorziale avrebbe potuto risolvere buona parte dei problemi che
esistevano nella viabilit rurale, ma per un decennio la questione fu accantonata.
Il CMF come prima ed inderogabile intervento oper per una sistemazione ed asfaltatura del tratto
S.Carlo - Cavade.