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ANNIVERSARI

Ettore Majorana,
genio tormentato

Erasmo Recami,
Universit degli Studi di Bergamo e
INFN-Sezione di Milano

di Erasmo Recami

Questanno ricorre il centenario della nascita di Ettore Majorana, considerato il


maggior fisico teorico italiano del XX secolo. Lo scienziato famoso soprattutto per
la sua misteriosa scomparsa, a soli 31 anni; ma interessante soffermarsi
sullintera figura umana e scientifica di un ricercatore tanto capace di anticipare
grandi idee quanto severo con se stesso e restio a comunicarle

no dei ragazzi di via Panisperna,


Edoardo Amaldi, riferendosi allincontro
iniziale tra Ettore Majorana ed Enrico Fermi,
cos tratteggia lidentikit del giovane fisico
siciliano: Fu in quelloccasione che vidi
Majorana per la prima volta. Di lontano
appariva smilzo, con unandatura timida e
quasi incerta; da vicino si notavano i capelli
nerissimi, la carnagione scura, le gote
lievemente scavate, gli occhi vivacissimi e
scintillanti: nellinsieme laspetto di un
saraceno.
Pi importante per noi oggi, a centanni dalla
nascita di Majorana, lanalisi delle sue
caratteristiche psicologiche. Ettore era
persona sensibilissima e introversa, ma
profondamente buona. La sua ritrosia e
timidezza e la sua difficolt di contatto
umano, reso ancor pi difficile dalla sua
stessa intelligenza, non gli impedivano di
essere sinceramente affettuoso. E la sua critica
severa si addolciva quando il giudizio
riguardava gli amici. Il giorno prima della sua
scomparsa, avvenuta il 26 marzo 1938, in
una lettera ad Antonio Carrelli, direttore
dellIstituto Fisico di Napoli presso il quale da
alcuni mesi svolgeva la propria attivit di
professore ordinario, Ettore aveva sentito
perfino il bisogno di ricordare i suoi studenti.
Di questi allievi egli si interessava (e forse
cominci a nutrire dei sentimenti per una
delle sue studentesse) e ne era soddisfatto.
Il 2 marzo 1938, nella sua ultima lettera a
Gentile, aveva scritto: Sono contento degli

studenti, alcuni dei quali sembrano risoluti a


prendere la fisica sul serio.
E quando prendeva in mano il gesso, la
timidezza scompariva ed Ettore si
trasfigurava, mentre dalla sua mano uscivano
con facilit intere ed eleganti lavagne di
simboli fisici e matematici. Questo lo
sappiamo dallallieva a cui abbiamo gi
sommessamente accennato: Gilda Senatore,
allora giovane e valorosa (e bella) studentessa
(poi professoressa) di fisica; ma era facile
immaginarselo.

Una famiglia di deputati e studiosi


Ettore Majorana era nato a Catania il 5 agosto
1906, quarto di cinque figli, da Fabio e
Salvadora (Dorina) Corso, allinterno di una
illustre famiglia originaria di Militello Val di
Catania. Il padre, ingegnere e fisico, aveva
fondato a Catania la prima impresa telefonica
e divenne a Roma Ispettore generale del
Ministero, occupandosi pure di edilizia. lui
a iniziare leducazione di Ettore, che fa le
prime classi di scuola elementare in casa. Il
nonno, Salvatore, era stato due volte ministro
nel governo Depretis; quando Ettore nasce, lo
zio Angelo (professore universitario di ruolo
fin dallet di ventanni) sta per la seconda
volta ricoprendo la carica di ministro nel
governo Giolitti. Un altro zio paterno,
Quirino, esperto fisico sperimentale, dal 1914
sar professore prima a Torino poi a Bologna,
nonch presidente della Societ italiana di
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Fisica dal 1925 al 1947.


Majorana completa le elementari e quindi
medie e ginnasio a Roma, in collegio presso
lIstituto parificato M. Massimo dei padri
Gesuiti, passando per nellultimo anno al
Liceo Statale Tasso e conseguendovi la
maturit nel 1923. Lo stesso anno si iscrive a
Ingegneria presso lUniversit di Roma, dove
ha come compagni il fratello Luciano, Emilio
Segr, Giovanni Gentile jr., Giovanni
Enriques, Enrico Volterra, Gastone Piqu.
Nel 1926 il lungimirante senatore Orso Mario
Corbino1 crea una cattedra di fisica teorica
per il venticinquenne Enrico Fermi e nel
giugno del 1927 rivolge un appello agli
studenti di ingegneria affinch, con la nomina
di Fermi a Roma, i pi portati passino agli
studi di fisica. Amaldi, allora al termine del
secondo anno, raccoglie linvito; quasi
simultaneamente Segr conosce Franco
Rasetti, e quindi Fermi, e lui pure decide di
passare a fisica ove parla delle doti
straordinarie del Majorana, convincendo poi
Ettore stesso a incontrare Fermi.
Ettore, bench gi al quinto anno di
ingegneria, agli inizi del 1928 abbandona tale
corso di laurea per quello di fisica, non prima
di avere sottoposto a esame le capacit del
nuovo maestro. Fermi infatti, lavorando sul
modello poi detto di Thomas-Fermi, aveva
incontrato una complicata equazione
differenziale non lineare e in una settimana di
lavoro aveva trovato numericamente la
soluzione con una piccola calcolatrice a mano.

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Durante la notte successiva, Majorana
sfruttando le sue straordinarie capacit anche
nel calcolo analitico e numerico, risolve
lequazione analiticamente, seguendo due
diversi cammini:
a) trasformandola in una equazione nota, del
tipo di Abel;
b) inventando un metodo matematico del
tutto nuovo2.
Il giorno dopo Ettore verifica che i risultati
ottenuti numericamente da Fermi coincidono
con i propri e si decide al passaggio a fisica.
Si laureer gi nel luglio del 1929, svolgendo
una tesi su La teoria quantistica dei nuclei
radioattivi.

Precorrere i tempi
Negli anni successivi allIstituto di Fisica di
Roma, in via Panisperna 89A, Majorana si
trova inserito nella moderna scuola italiana di

fisica, costituita (oltre che da Fermi) da Gian


Carlo Wick, Giulio Racah, Giovanni Gentile
jr., Ugo Fano, Bruno Ferretti, Piero Caldirola
(fisici teorici); e da Franco Rasetti, Emilio
Segr, Edoardo Amaldi, Bruno Pontecorvo,
Eugenio Fubini, Mario Ageno, Giuseppe
Cocconi (fisici sperimentali); nonch dallabile
chimico Oscar DAgostino.
Gli appunti di studio (i cinque Volumetti)
redatti da Ettore tra il 1927 e il 1932
usciranno questanno nelle lingua originale
italiana ma sono gi apparsi a Dordrecht per i
tipi della Kluwer (Esposito et al., 2003) in
traduzione inglese, rivelando originalit e
spirito pionieristico eccezionali, il cui valore
non tuttora venuto meno. Gli appunti per le
sue ricerche (i diciotto Quaderni, oltre a
numerosi fogli sparsi), depositati presso la
Domus Galilaeana di Pisa3 sono tuttora
inediti: essi sono di alto valore, non solo dal
punto di vista storico, e costituiscono una

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ulteriore miniera di idee fisiche e matematiche


per la scienza contemporanea.
Le sue prime pubblicazioni, uscite tra il 1928
e il 1931, riguardano problemi di fisica
atomica e molecolare: per lo pi questioni di
spettroscopia atomica o di legame chimico
(nellambito della meccanica quantistica); il
primissimo articolo fu sviluppato insieme
allamico Giovanni Gentile jr. Un esame di
questi lavori colpisce per la loro alta classe:
essi rivelano sia una profonda conoscenza dei
dati sperimentali anche nei pi minuti dettagli
sia una disinvoltura non comune nello
sfruttare le propriet di simmetria degli stati
quantistici per semplificare qualitativamente
i problemi e per scegliere la via pi opportuna
per la risoluzione quantitativa.

Unora di riposo (La famegia Galeto), 1880, olio su


tela, Venezia, Collezione privata.

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Tra questi primi articoli ne scegliamo uno:


Atomi orientati in campo magnetico
variabile. larticolo4, ben noto tra i fisici
atomici, in cui viene introdotto leffetto ora
chiamato effetto Majorana-Brossel; un
lavoro rimasto anche come un classico della
trattazione dei processi cosiddetti di spinflip. I suoi risultati una volta estesi - come
suggerito dallo stesso Majorana, da Rabi nel
1937 e quindi da Bloch e Rabi5 nel 1945 hanno costituito la base teorica del metodo
sperimentale usato per ribaltare anche lo spin

Diurnisti a due lire, 1894, olio su tela, Milano,


collezione Gaetano Cioffi e Paolina Gazzotti.

dei neutroni con un campo a radiofrequenza:


metodo impiegato ancor oggi, ad esempio, in
tutti gli spettrometri a neutroni polarizzati.
In tale articolo venne introdotta anche la
cosiddetta sfera di Majorana per
rappresentare spinori mediante set di punti di
una superficie sferica: argomento di cui ha
parlato ampiamente nei suoi libri il noto fisico
inglese Roger Penrose (Penrose, 1996), come
pure un attivo gruppo di ricerca palermitano6.
Majorana consegue la libera docenza in fisica
teorica nel novembre del 1932. Nello stesso
anno pubblica uno dei suoi articoli pi
importanti, Teoria relativistica di particelle
con momento intrinseco arbitrario7. il
tipico esempio di lavoro che precorre talmente
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i tempi da venire compreso e valutato a fondo


solo molti anni dopo; infatti questa teoria
stata reinventata da matematici sovietici in
una serie di articoli del 1948-1958, e
finalmente applicata dai fisici in anni ancora
successivi. Larticolo iniziale, anzi, rimarr in
ombra per ben 34 anni, cio fino a quando
(nel 1966) diverr finalmente di pubblico
dominio per lodevole iniziativa di Amaldi e
Fradkin: da tale data la fama di Majorana
comincia a crescere costantemente anche tra i
fisici delle particelle fondamentali.

Scritti mai pi ritrovati


Intanto, al sorgere del 1932, era giunta a

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Roma notizia degli esperimenti dei JoliotCurie. Majorana comprende subito che essi
avevano scoperto il protone neutro senza
accorgersene. Prima ancora, quindi, che ci
fosse lannuncio ufficiale della scoperta del
neutrone (che frutt un premio Nobel a
Chadwick), Ettore in grado di spiegare la
struttura e la stabilit dei nuclei atomici
mediante protoni e neutroni. Ma, di natura
schiva e critica (anche con se stesso), non ne
vuole pubblicare nulla. Lavversione a
pubblicare le proprie scoperte, quando esse
fossero risultate allesame del suo senso
ipercritico di carattere non abbastanza
generale, o espresse in forma matematica non
abbastanza stringente ed elegante, era

diventata per lui anche motivo di vezzo...


Solo dopo che Heisenberg pubblica il proprio
articolo sullo stesso argomento, Fermi riesce a
indurre Majorana a recarsi a Lipsia presso il
grande collega; e, finalmente, Heisenberg lo
convince a pubblicare (bench tanto in
ritardo) i propri risultati8. La pubblicazione
sulla stabilit dei nuclei viene subito
riconosciuta dalla comunit scientifica, in
particolare dai fisici nucleari, (evento raro per
gli scritti del Majorana), grazie allopportuna
propaganda fattane immediatamente da
Heisenberg, il quale ricever il premio Nobel
pochi mesi dopo. Le forze di scambio
nucleari sono ora chiamate forze di
Heisenberg-Majorana.
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Durante il periodo di Lipsia, Majorana aveva


gi completato altri importanti articoli, andati
perduti, ma della esistenza di almeno uno dei
quali si ha certezza. Il Consiglio nazionale
delle Ricerche (CNR) gli stava pagando sei
mesi di borsa di studio per la missione a
Lipsia: unico denaro guadagnato da Ettore
durante i lunghi anni delle sue ricerche
scientifiche fino alle soglie del 1938. Nella sua
prima relazione al CNR egli dichiara di
attendere alla elaborazione di una teoria per
la descrizione di particelle con spin arbitrario,
di cui aveva dato notizia sommaria
attraverso il suo articolo del 1932 con la nota
equazione a infinite componenti. In una
seconda relazione conferma di avere inviato
alla rivista Zeitschrift fuer Physik larticolo
sulla teoria dei nuclei di cui sappiamo e di
avere pronto il manoscritto della sua nuova
teoria delle particelle elementari, da inviarsi
alla medesima rivista fra qualche giorno.
Sarebbe ancora di enorme interesse scientifico
scoprire una copia di tale teoria completa.
Ma lautore non ne fece pi nulla; e queste sue
carte scientifiche, le pi importanti, non si
sono mai pi ritrovate.
Dopo il suo rientro da Lipsia (fine del 1933),
Majorana dirada sempre pi le proprie visite
allIstituto di fisica, continuando per a
studiare e lavorare in casa parecchie ore al
giorno; e la notte. Si dedica a studi di
letteratura e filosofia, di teoria dei giochi e
strategia navale, nonch di economia, di
politica e infine di medicina; ma senza
trascurare affatto la fisica. Esiste una lunga
serie di 34 lettere di risposta, scritte in quegli
anni9 allo zio Quirino, il quale lo sollecitava a
fornire una spiegazione teorica dei risultati dei
propri esperimenti; tali lettere, di carattere
scientifico, continuano a rivelare le sue doti di
eccelso teorico. Nella lettera a Quirino del 16
gennaio 1936 Ettore lo informa di occuparsi,
da qualche tempo, di elettrodinamica
quantistica; conoscendo la sua modestia
nellesprimersi, ci significa che durante
lanno 1935 il Majorana si era dedicato a
fondo a ricerche originali, nel settore - per lo
meno - della elettrodinamica quantistica. Di
nuovo, per, non pubblica pi nulla, fino alle
soglie del concorso a cattedra.

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Cattedra fuori concorso
Dopo il concorso del 1926, in cui avevano
ottenuto la cattedra Fermi, Persico e
Pontremoli, dovevano passare altri dieci anni
prima che si aprisse un nuovo concorso per la
fisica teorica, richiesto dallUniversit di
Palermo per opera di Emilio Segr. Majorana,
invitato dagli amici e colleghi a mostrare
concretamente di essere ancora attivo, trae da
un cassetto un suo scritto gi preparato nel
1933 (ovvero non appena si era diffusa la
notizia della scoperta dellantielettrone, o positrone) e, nel
1937, lo pubblica. Si tratta del
famoso articolo sul
Neutrino di Majorana,
ora di grande
importanza anche per
esperimenti in corso in
varie parti del mondo
(e in Italia presso i
Laboratori del Gran
Sasso).
I partecipanti al concorso
a cattedre del 1937 sono
numerosi e molti di essi di
elevato valore; soprattutto

Ritratto dello zio Domenico Da


Molin, 1898, pastello su carta,
Padova, Galleria dArte
Antica di Clara
Cappuzzo Matteis,
(particolare).

quattro: Ettore Majorana, Giulio Racah, Gian


Carlo Wick e Giovanni Gentile jr. La
commissione giudicatrice costituita da
Enrico Fermi (presidente), Antonio Carrelli
(segretario), Enrico Persico, Giovanni Polvani
e Orazio Lazzarino. Nel verbale n. 1 (Recami,
2002) la Commissione si trova unanime nel
riconoscere la posizione scientifica
assolutamente eccezionale del Prof. Majorana
Ettore che uno dei concorrenti. E pertanto la
Commissione decide di inviare una lettera e
una relazione a S.E. il Ministro per
prospettargli lopportunit di
nominare il Majorana
professore di Fisica
Teorica per alta e
meritata fama
in una

Universit del Regno, indipendentemente dal


concorso chiesto dalla Universit di Palermo.
La lettera inviata lo stesso giorno al Ministro
dellEducazione Nazionale, Giuseppe Bottai,
riprende il contenuto del verbale, dichiarando
il professor Majorana Ettore avere tra i
concorrenti una posizione scientifica nazionale
e internazionale di tale risonanza che la
Commissione esita ad applicare a lui la
procedura normale dei concorsi universitari,
e allega una interessante relazione; la quale
per non menziona uno dei suoi lavori pi
importanti, quello del 1932 in cui aveva
introdotto, appunto, lequazione a infinite
componenti: ancora non era stato capito
neppure da Fermi!
Una volta attribuitagli la cattedra fuori
concorso, la commissione riprende i suoi
lavori giungendo allunanimit alla
formazione della terna vincente: 1 Gian
Carlo Wick; 2 Giulio Racah; 3 Giovannino
Gentile. Wick andr a Palermo, Racah a Pisa,
e Gentile jr. a Milano; questultimo, grande
amico di Ettore, scomparir prematuramente
nel 1942.
Majorana prende servizio il 16 novembre
1937 presso lUniversit di Napoli, ottenendo
per la prima volta nella sua vita un posto di
lavoro retribuito. Tiene la prolusione al corso
il 13 gennaio del 1938 e continua le sue
lezioni fino al successivo 23 marzo. Il 24
marzo appare in Istituto e consegna senza
spiegazioni una cartelletta di fogli (tra i quali
non solo i suoi appunti per le lezioni, ma
anche articoli scientifici, alcuni gi in forma
definitiva) a Gilda Senatore.
Il giorno successivo scompare.

La scomparsa
Ci che rimase dei suoi appunti
autografi, per dieci delle sue
lezioni universitarie, venne
pubblicato a Napoli nel 1987
presso Bibliopolis: tutto il
resto era andato perduto.
Se non che,
recentemente, sono
stati rinvenuti a
Napoli gli
appunti delle
restanti sei

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lezioni; cos che potranno presto apparire in
un unico volume insieme ai precedenti.
Lepistolario di Majorana10 stato riscoperto
da chi scrive nel 197211.
Il venerd 25 marzo 1938, dopo aver lasciato
nella camera dellalbergo di Napoli presso il
quale aveva preso temporanea residenza una
lettera indirizzata Alla mia famiglia, egli
scrive una prima lettera al direttore
dellIstituto: Napoli, 25 marzo 1938 - XVI Caro Carrelli, ho preso una decisione che era
ormai inevitabile. Non vi in essa un solo
granello di egoismo, ma mi rendo conto delle
noie che la mia improvvisa scomparsa potr
procurare a te e agli studenti... Ti prego anche
di ricordarmi a coloro che ho imparato a
conoscere e ad apprezzare nel tuo Istituto,...
dei quali tutti conserver un caro ricordo
almeno fino alle undici di questa sera, e
possibilmente anche dopo. E. Majorana.
Quindi, intascato - sembra - il passaporto e
ritirato lo stipendio relativo ai suoi primi tre
(o quattro) mesi e mezzo di cattedra
universitaria, sale sulla nave il Postale,
della compagnia Tirrenia, che fa servizio tra
Napoli e Palermo. Il piroscafo salpa alle
22.30. Tutto fa pensare che egli intenda
mettere fine ai propri giorni, o comunque
sparire. Invece, il giorno seguente, sabato,
sbarca apparentemente a Palermo, nel senso
che da l vengono tosto spediti a Carrelli un
telegramma urgente, col quale annulla la
lettera da Napoli, e una seconda lettera su
carta intestata del Grand Hotel Sole di
Palermo (la quale costituisce lultimo
documento autografo rimastoci): Palermo,
26 marzo 1938 - XVI - Caro Carrelli, spero
che ti siano arrivati insieme il telegramma
e la lettera. Il mare mi ha rifiutato e ritorner
domani... Ho per intenzione di rinunciare
allinsegnamento. Non mi prendere per una
ragazza ibseniana perch il caso differente.
Sono a tua disposizione per ulteriori dettagli.
aff.mo E. Majorana.
Il Postale riparte la sera da Palermo per
Napoli, con arrivo previsto alle ore 5.45 del
mattino; Majorana ne acquista un posto di
cabina. Tutto lascia ora credere che Ettore
intenda rientrare a Napoli. Invece, o durante
il viaggio, o subito dopo (o subito prima), egli
definitivamente scompare.
Majorana stato probabilmente il maggior

fisico teorico italiano (e forse non solo


italiano) del XX secolo. Come testimoniato
per iscritto da Giuseppe Cocconi a Edoardo
Amaldi, quando si ebbe limpressione che
Majorana non sarebbe stato pi ritrovato: Fu
allora che Fermi, cercando di farmi capire che
cosa significasse tale perdita, si espresse in
modo alquanto insolito, lui che era cos
serenamente severo quando si trattava di
giudicare il prossimo. Ed a questo punto
vorrei ripetere le sue parole, cos come da
allora me le sento risuonare nella memoria:
Perch, vede, al mondo ci sono varie
categorie di scienziati; gente di secondo e
terzo rango, che fan del loro meglio ma non
vanno molto lontano. C anche gente di
primo rango, che arriva a scoperte di grande
importanza, fondamentali per lo sviluppo
della scienza (e qui ho netta limpressione che
in quella categoria volesse mettere se stesso).
Ma poi ci sono i geni, come Galileo e Newton.
Ebbene, Ettore era uno di quelli. Majorana
aveva quel che nessun altro al mondo ha;
sfortunatamente gli mancava quel che invece
comune trovare negli altri uomini....
Fermi si espresse in maniera insolita (lui che
conosceva praticamente tutti i grandi fisici del
suo tempo) anche in unaltra occasione, il 27
luglio 1938, scrivendo da Roma al primo
ministro Mussolini onde chiedere una
intensificazione delle ricerche di Majorana:
Io non esito a dichiararVi, e non lo dico
quale espressione iperbolica, che fra tutti gli
studiosi italiani e stranieri che ho avuto
occasione di avvicinare il Majorana fra tutti
quello che per profondit di ingegno mi ha
maggiormente colpito.

6. Si veda in proposito: Leonardi C., Lillo F., Vaglica


A., Vetri G.: Quantum Visibility, Phase-Difference
Operators, and the Majorana Sphere, Report (Phys.
Dept., Univ. of Palermo, Italy, 1998); Majorana and
Fano Alternatives to the Hilbert Space, in Mysteries,
Puzzles, and Paradoxes in Quantum Mechanics, a cura
di Bonifacio R. (A.I.P., Woodbury, N.Y., 1999),
pp. 312-315. Vedere anche Lillo F.: Aspetti
Fondamentali nellInterferometria a Uno e Due Fotoni,
Tesi di Dottorato (relatore Leonardi C.), Dip.to di
Fisica, Universit di Palermo, 1998.

Note

Penrose R., Ombre della mente, Rizzoli, Milano, 1996,


pp. 338-343 e pp. 371-375.

1. Corbino era dal 1918 direttore dellIstituto di Fisica


di via Panisperna a Roma; era stato ministro
dellEducazione Nazionale nel 1921 con Giolitti e
dellEconomia nazionale nel primo governo Mussolini.
2. Come hanno recentemente rivelato a Salvatore
Esposito i suoi appunti dellepoca.
3. Istituzione purtroppo in via di smantellamento, come
tante altre prestigiose realt italiane.
4. Larticolo apparso sulla rivista Nuovo Cimento,
vol. 9, 1932, pp. 43-50.
5. Felix Bloch e Isaac Rabi entrambi premi Nobel,
rispettivamente nel 1944 e nel 1952, contribuirono a
diffondere quanto trovato da Ettore tredici anni prima.

59

7. In Nuovo Cimento, vol. 9, 1932, pp. 335-344.


8. Il lavoro appare il 3 marzo 1933 come Ueber die
Kerntheorie in Zeitschrift fuer Physik, vol. 82, 1933,
pp. 137-145.
9. Precisamente dal 17 marzo 1931 fino al 16 novembre
1937.
10. Riportato nel nostro libro Il Caso Majorana insieme
ad ogni altro documento noto (il tutto protetto da
copyright).
11. Ricordiamo che al nome di Ettore Majorana fin dal
1963 stato intitolato il noto Centro di Cultura
Scientifica fondato a Erice (TP) da Antonino Zichichi.

Bibliografia

AA.VV., Scienziati e tecnologi contemporanei:


Enciclopedia Biografica, a cura di E. Macorini,
Mondadori, Milano, 1974.
Amaldi E., La vita e lopera di E. Majorana, Accademia
dei Lincei, Roma, 1966.
Esposito S., Covariant Majorana formulation of
electrodynamics, Found. of Phys., 28, 1998, pp. 231244.
Esposito S., Majorana Solution of the Thomas-Fermi
Equation, Am. J. Phys., 70, 2002, pp. 852-856.
Esposito S., Majorana E. jr., van der Merwe A., Recami
E. (a cura di), Ettore Majorana - Notes on Theoretical
Physics, Kluwer, Dordrecht and Boston, 2003.
Giannetto E., Su alcuni manoscritti inediti di E.
Majorana, Atti IX Congresso Nazionale di Storia della
Fisica, a cura di F. Bevilacqua, Milano, 1988, p. 173.

Preziosi B. (a cura di), Ettore Majorana - Lezioni


allUniversit di Napoli, Bibliopolis, Napoli, 1987.
Recami E., Ricordo di Ettore Majorana a sessantanni
dalla sua scomparsa. Lopera scientifica edita e inedita,
Quaderni di Storia della Fisica, S.I.F., 5, 1999,
pp. 19-68.
Recami E., Il caso Majorana: epistolario, documenti,
testimonianze, Di Renzo, Roma, 2002.
Sciascia L., La scomparsa di Majorana, Einaudi,
Torino, 1975.
Tonini V., Il taccuino incompiuto, Armando, Roma,
1984.