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Music In  Aprile Maggio 2008

DAVE ALLEN Real and DARIO MARIANELLI Espiazione RADIODERVISH L’immagine


back
Imagined Un nuovo cd, nove trac- La colonna sonora che gli ha fatto vin- di te La verità è uno specchio cadu- a cura di ROMINA CIUFFA
ce di poesia virtuosa cere l’Oscar to dalle mani di Dio

DARIO MARIANELLI - ESPIAZIONE (ATONEMENT)


DAVE ALLEN - REAL AND IMAGINED
Le parole e le note possono letteratura britannica da E.M. Forster a
essere davvero così vicine? Virginia Woolf. Inchiostro musicale che scorre
Non volevo finirci ma ora vedo il mondo a quadretti, un po’ in trasparen- Tasti di un pianoforte che inse- anche nelle tracce Cee, You and Tea, With my
za, comunque sospesa. Perché improvvisamente mi sono trovata impri- guono quelli di una macchina da scrivere. Il own Eyes, che dialoga fluidamente con la son-
gionata nella ragnatela di un ragno di Philadelphia, Dave Allen, uno che sa tono amaro che si confonde col sapore dell’in- tuosità del pianoforte e degli archi.
tessere jazz e incollarti per nove tracce che sono poesia virtuosa. Così ora vedo New chiostro, una sensazione penetrante, dispe- Atmosfere dense, che arrestano il respiro, per
York dagli occhi di uno che a 16 anni era già stato riconosciuto da Guitar Player come rante e passionale come la consistenza delle terre lontane, troppo lontane, all’origine di ogni
un talento da tenere sotto controllo. Non l’ho fatto ed ora mi ritrovo nella sua tela. lettere in bocca nel pronun- lontananza, di ogni nostalgia.
Ma almeno è la tela di un romantico. Ne prendo atto mentre ascolto questo nuovo cd, ciare ‘Atonement’. E proprio per far fronte a tali
Real and Imagined, e mi lascio afferrare da dita incessanti a condurmi sulle sue cinque Poi il suono si eleva dalle let- pesi evocativi dell’anima che
corde, una per una, che sono seta da cui lui si cala. Resto cosí tra il reale e l’immagina- tere battute, si allontana, Marianelli ha dovuto ricerca-
to, qualcosa che Dave sa domare con lunghe frasi di jazz per tenermi con i piedi per terra quasi per paura di sentirsi re momenti altissimi, inge-
mentre mi manda ad Ottavia, la città ragnatela di Italo troppo vicino all’altra gran- gnosi di spirito compositivo,
Calvino, con la velocità stilistica del suo arpeggio. de volontà d’espressione abbandonando la musica in
Se lo merita, Allen, un nuovo cd dopo le sue Untold dell’anima: la scrittura. affascinanti e penetranti
Stories (ancora Fresh Sound New Talent); si merita città Dalla semplice e ripetitiva misteri come nella traccia
invisibili da tessere, una Manhattan che fa sfondo al suo nota iniziale si passa all’ar- Atonement.
animo agitato e racconti fantastici spiegati a modo suo; peggio su scala minore, Lasciando l’ascoltatore allo
si merita un ascolto diluito e la strada di Pat Metheny sempre sulla stessa nota scoperto, tra ombre troppo
totalmente spianata. Tesse da solista la ragnatela in cui bassa mentre il ritmo fisso lunghe e improvvise luci
sono imprigionata e prosegue, mai di troppo, in accom- della macchina da scrivere troppo forti, come nell’in-
pagnamento a un altro talento della nuova generazione cerca di inchiodare il volo treccio di violino e pianoforte
newyorchese di sassofonisti, Seamus Blake, al bassista delle note rendendo ango- di Love Letters. Forti come i
Drew Gress che sostituisce Carlo DeRosa nel nuovo scia all’anima. cori che sovrastano Elegy for Dunkirk, som-
album, e alla batteria di Mark Ferber. Così inizia ‘Atonement - Espiazione’, con lo messi e abbattuti come in Two Figures by
Mi afferra mentre sono distratta e mi porta giù veloce- score Briony, del Premio Oscar alla Miglior Fountain, i suoni di Marianelli si fondono alle
mente sulle note di Untold Story, precipito velocemente colonna sonora nelle mani del compositore percezioni individuali per un cd magnifico, sen-
sulla City e dal punto di vista della sua chitarra al 55 Bar Dario Marianelli, che incarna e materializza, sibile forma di congiunzione tra la musica, la
di Greenwich ascolto corde alla Wes Montgomery e i col- con i tasti della macchina da scrivere confusi scrittura e le immagine bellissime del film di
lage di Mantra e Always Beginning in cui s’incontrano Blake e Allen; dovrei temere, al piano soave di Jean-Yves Thibaudet, gran Joe Wright.
perché quando avrà finito sarà pronto a divorarmi. Ma invece lo guardo senza paura parte della cruda narrativa di McEwan e della Flavio Fabbri
perché c’è sensualità nel suo tormento e stabilità nonostante la voluttuosità del jazz.
C’è un ragno dannato ma un chitarrista saldo e non vedo di che preoccuparmi.
Mi ritrovo così nel limbo di una New York talentuosa, guardo Manhattan dal buco di
una chitarra e immobile, sulla tela di Dave Allen, lo accompagno in caduta libera MATRIMIA KLEZMER BAND - MATRIMIA
lasciandomi divorare. Fatti ammazzare da un boia pratico: e lui è un esperto.
Il klezmer non nasce per ragioni
ROMINA CIUFFA estetiche né per motivi commer-
ciali: è musica tradizionale, deve
accompagnare eventi della vita, matrimoni,
funerali, banchetti, o fare da colonna sonora
alle lunghe migrazioni in cui la musica è ele-
mento identitario di un popolo e motivo di
socializzazione. Non è roba da auricolari e let-
OFFLAGA DISCO PAX - BACHELITE tore Mp3. Il klezmer te lo dice chiaro: non si
gioisce né si soffre, da soli. Per questo i
BEYOND Bachelite, seconda fatica del music sembra un tentativo di evadere dalla real- Matrimia Klezmer band sarebbe meglio ascol-
&further trio emiliano composto da tà italiana (politica e musicale) come da una tarli dal vivo, in compagnia, magari ad una
Enrico Fontanelli (basso, moog), Daniele Carretti palude giurastica che sopravvive soffocando sul festa. Il cd che il gruppo palermitano ha pro-
(chitarre) e Max Collini (voce), esce a tre anni di nascere ogni lucente germoglio. Le nove tracce dotto, però, aiuta a immergersi in quelle atmo-
distanza dall’eccellente disco d’esordio impongono un ascolto attento e rigoroso. Nove sfere e dà l’opportunità di apprezzare un
Socialismo tascabile. La formula di musicare racconti minimali narrati con ironica rassegna- certo virtuosismo strumentale, di soffermarsi
brani recitati piuttosto che zione: storie di personaggi, sulle colte citazioni, e cogliere le tensioni
cantati, carattere distintivo ricordi di gioventù vissuti a espressive di quest’arte. I Matrimia dimostra-
della band, presenta subito cavallo tra gli anni Settanta e no di aver ben compreso lo spirito dei klez-
una sostanziale differenza i primi anni Ottanta come mer, che si trasmette per osmosi, e si arric-
rispetto al disco d’esordio: i cortometraggi in bianco e chisce e trasforma in base ai luoghi che
toni aspri e gli attacchi politici nero girati nell’asse ideologi- tocca, alle culture su cui si sovrappone. Così
lasciano più spazio a medita- co che da Reggio Emilia arri- tutte le influenze musicali e le esperienze di
zioni nostalgiche e ironiche di va fino a Berlino. Dalla storia vita dei sette musicisti sono ben raccolte e
piccoli affreschi di provincia. di Carlotta «figa di legno» amalgamate: jazz, classica, swing manouche,
I testi acquistano un’aurea di (Superchioma) al racconto funky, ritmi balcanici e immagini felliniane.
solennità per mezzo di arran- dell’epica impresa sportiva Musica «povera» e «sporca», eppure così
giamenti semplici ma ricerca- del compagno Yashenko coinvolgente. Povera e sporca: sporcarsi su
ti, basati su intrecci ipnotici di (Ventrale) saltatore da record questo disco (www.matrimia.it), che invece
basso, chitarra e moog sup- simbolo della supremazia che impoverire arricchisce.
portati dal ritmo tribale e incessante di una socialista; dall’epopea delle feste dell’Unità nella Nicola Cirillo
drum-machine rudimentale. Molteplici le influen- madre terra emiliana (Lungimiranza) a storie di
ze musicali: Cccp, Massimo Volume e, soprat- macchine, vigilesse e poliziotti (Dove ho messo
tutto, Kraftwerk, Cluster, La Dusseldorf e Neu!. la golf). Massima intensità nei momenti conclu-
Non a caso i riferimenti di Bachelite si rifanno a sivi di Cioccolato I.A.C.P., che racconta un’inizia- RADIODERVISH - L’IMMAGINE DI TE
un fenomeno, il krautrock, che aveva rappresen- zione al sesso in una squallida realtà di provin-
tato un preciso anelito di evasione da un conte- cia, e della meravigliosa Venti Minuti, su un diffi- «La verità è uno specchio cadu- Alcuni li ha recuperati Alessia Tondo (voce
sto sociale: come la gioventù tedesca dei primi cile rapporto padre-figlio, in assoluto uno dei più to dalle mani di Dio e andato in dell’Orchestra Popolare della Notte della
anni Settanta aveva scelto le astrazioni cosmi- bei pezzi del disco. frantumi. Ognuno ne raccoglie Taranta di Melpignano), un altro frammento è
che per esorcizzare le colpe dei propri padri, un frammento e sostiene che lì è racchiusa tutta stato riportato da Caparezza (il rapper barese
così, in questo disco, il riferimento alla cosmik Eugenio Vicedomini la verità». Con questa frase del mistico persiano compare in Babel), ma i frammenti più impor-
Gialal ad-Din Rumi si tanti li ha riscoperti
apre il libretto del nuovo Franco Battiato, pro-
cd dei Radiodervish, duttore del disco, e li
RICCARDO MUTI «L’immagine di te». ha resi con generosità
MISSA SOLEMNIS IN E DI LUIGI CHERUBINI Così Nabil Salameh e ed orgoglio (per averli
Michele Lobaccaro trovati lui per prima)
(Radio-dervish dal insieme a Pino Pinaxa
Attacca lieve e impalpabile, per l’esecuzione orchestrale dei complessi 1997) dichiarano che Pischetola, che ha
su un tappeto d’archi velluta- Bayerischen Rundfunk e Symphonieorchester. anche la musica può mixato l’album e ne ha
to, spazzato a folate dalle voci Cori flessibili, precisi, morbidi e di una compat- avere un ruolo nella curato la programma-
del Coro delle Kyrie in apertura. Atmosfera tezza eccezionale, pieni di cura per le sfumatu- ricerca della verità. zione dei suoni.
sospesa su accensioni progressive e provoca- re e i fraseggi. Raccolgono i pezzettini Su questa ricca trama
torie di un’interpretazione, quella data dal Un’opera trascendente che Muti ha domato dello specchio e li met- musicale si intessono
maestro Riccardo Muti, incredibilmente stra- appieno, con grazia e solennità, lasciando che tono insieme, fornen- testi di spessore, paro-
ordinaria. il senso del sacro, molto vicino alla cifra di do un’immagine certa- le di pace, veicolate da
La Missa solemnis in E di Luigi Cherubini Mozart, si diffondesse inevitabilmente, ma dol- mente più globale della una pluralità di lingue
(1760-1842), per i tipi Emi Classics, nono- cemente, per tutta l’esecuzione. realtà musicale del (dall’arabo al francese,
stante sia stata composta nel Otto tracce registrate in nostro Paese e della dall’inglese al «griko»
1818, trattiene ancora tutta presa diretta nell’eccezionale sua società. «La nuova salentino) amalgama-
la sua spiritualità e tensione esecuzione live a Monaco di musica italiana», come te all’italiano, alternate
liturgica, grazie anche al tono Baviera, più l’Antifona e il la definiscono è una nostalgia musicale che va tra le strofe o all’interno della stessa frase.
e all’impostazione del quartet- Mottetto Nemo Gaudeat, in dalla disco music degli anni Settanta all’elet- E appare l’immagine di un’Italia multietnica, di un
to di solisti vocali di spalla a cui alla Bavarian Radio Chorus tro-pop degli anni Ottanta, fino al rap e all’hip- Uomo libero da ogni razzismo, aperto alla tra-
Muti: Ruth Ziesak, Marianna si sono uniti gli organisti pop più recente, passando per i ritmi pop-raï e sformazione individuale e collettiva.
Pizzolato, Herbert Lippert e Harald Feller e Max Hanft. bhangra. Pezzettini persi nello spazio e nel
Ildar Abdrazakov. tempo e trasportati fino a noi dalle onde del
Una direzione impeccabile, Flavio Fabbri mediterraneo. Nicola Cirillo
Music In ¢ Febbraio Marzo 2008

HERBIE HANCOCK River: SOULWAX Most of the FABRIZIO CARDOSA Cronopios,


FEback
ED
J O V A N O T T I The Joni Letters Discende un Remixes... Remixano tutto Famas e Speranze Praticamente una
Safari Sa di giungla fiume partendo da una sorgente quello che vedono favola in jazz a acura
curadidiROMINA
FLAVIO FABBRI
CIUFFA

SOULWAX Most Of The Remixes...

LORENZO CHERUBINI Safari dal batterista Piet Dierickx; pubblicano un


primo disco nel 1996 (Leave The Story
Untold) per poi passare, attraverso altri tre
album (l’ultimo Any Minute Now del 2004), a
sonorità legate alla dance e all’elettronica.
Così facendo mostrano subito di volersi impor-
Sono in mezzo alla giungla mentre Lorenzo Cherubini mi racconta una re con uno stile ben definito che segue l’istinto
storia dopo l’altra ed io non riesco ad interromperlo perché sono una di chi vuol farsi sentire sul serio.
più bella dell’altra, e tutte musicate, e tutte le canta con quella sua «s» Remixano praticamente di tutto con stile da
che fa «f» (la chiamano «lisca»), insomma, con la dolcezza del difetto e la forza di uno djs prima dei djs: infatti i due fratelli, sotto il
che è cresciuto impegnandosi su molti fronti. Usare la musica per descrivere, narra- nome di 2 Many Djs, si divertono ai piatti unen-
re, questo fa il ragazzone che era partito in moto quando noi eravamo a scuola e do tra loro e in tempo reale gli artisti più diver-
indossavamo Moncler, che è diventato non un poeta ma un gran cantastorie. si, da Madonna agli LCD Soundsystem,
L’odore qui è quello dell’Africa nera e il Safari è tutto dentro la mia testa, ma se striz- Nirvana e Beyoncé, anticipando una tendenza
zo gli occhi ci sta Ben Harper (chitarra in Fango) che ha la faccia di uno scimmione ed oggi diffusa tra i djs di tutto il mondo.
è appeso a un albero. C’è Giuliano Sangiorgi dei Negramaro che in Safari urla come un Abituati a mescolare l’inusuale, anche come
avvoltoio con un paio di ali al vento, il fisarmonicista del Padrino, Frank Marocco, ha produttori remixano gli artisti piú diversi. E
tutte macchie nere sulla pelliccia e Sergio Mendes (chitarra in Punto) e il duo jamai- questa compilation costituisce una delle loro
cano Sly&Robbie (in Temporale) corrono senza farsi prendere da un elefante pop. produzioni migliori con i remix di Kylie
Un fucile lo abbiamo portato. Con questa Minogue, Daft Punk, Gossip, Robbie Williams e
gip si arriva fino alla tenda di una santona che Gorillaz. Brani che evidenziano l’impronta dura
cura il mal d’amore, mio, e il dolore di chi ha Sin dalla copertina del cd e dal e unidirezionale che trasforma le sonoritá piú
perso un fratello da poco, precipitato con un sito web si capisce subito che i dolci in un sound digitale e sporco a ricordare
ultraleggero. Certo che allora serve un fucile, due fratelli di Ghent in Belgio origini analogiche.
perché tutto questo fa paura e dentro la testa non badano a restrizioni di spazio o tempo con Il pacchetto, diviso in due sezioni, offre un
non si sa che beste si sveglieranno stanotte. una naturale attitudine a riempire, esibendo secondo cd mixato, 33 tracce in tutto per chi
La santona dice, «facile, dovete solo mette- subito l’impronta di una musica che nasce e si ama il sound potente, senza mezze misure.
re un pezzetto di carta bruciata di un petardo trasforma sotto le loro mani e durante gli anni. Subito da accendere la 8, per il remix dei
di capodanno, tre gocce di sudore di un mara- I Soulwax nascono come gruppo rock dai Gorillaz, e la 9 per Lovelight di Robbie
toneta a inizio carriera, un pò di acqua dove due fratelli David e Stephen Dewaele, figli del Williams.
una mamma ha lavato i piatti ieri sera, un noto personaggio televisivo e radiofonico
frammento della tua prima pagella di prima belga Zaki, dal bassista Stefaan Van Leuven e Matteo Zini
elementare, l’orario degli aerei dell’anno che
sta per cominciare, il biglietto del concerto
dove hai capito che la vita è bella, schiuma di FABRIZIO CARDOSA Cronopios, Famas e Speranze
birra, olio di fegato di caimano, quello che
resta dopo una lotta sotto le unghie della tua
mano». È un antidolorifico magnifico, dice, Li definiva Italo Calvino la creazio-
«tritare mescolare sbattere». ne più felice e assoluta di Julio
Con la stessa gip ce ne andiamo a cercare Cortázar: i cronopios l’intuizione,
gli ingredienti e questo ci costa molto, perché mentre cerchiamo pensiamo e mentre la poesia, il capovolgimento delle norme, che se
pensiamo fa male come le sue canzonette, che alla fine sono canzoni d’amore nude e si lavano i denti alla finestra, spremono tutto il
crude, in cui l’esotismo e i ritmi scivolano nel pop e forse ripetono cose che lui ha già tubetto per veder volare al vento festoni di den-
detto prima. Ma è sempre bello guardarlo agitarsi, ballare, ridere mentre fa finta di tifricio rosa; e i famas l’ordine, la razionalità,
dimenticare. Tritiamo, mescoliamo e sbattiamo tutto. Mando giù prima io, poi lui. che imbalsamano ed etichettano i ricordi e se
Devo ancora chiedergli se a lui ha fatto effetto, se non sente più il dolore della hanno la tosse abbattono un eucalipto invece di
scomparsa di un fratello. comprare le pasticche Valda. «E le speranze?
Le speranze no! Loro sono un pò stupide...
Romina Ciuffa Filano giù per l’aria e non salutano mai».
Il primo cd della nuova etichetta indipendente
Crisalide, di Emilio Merone e Daniele
Giovannoni, è tratto dallo spettacolo musicale
per voce recitante, strumenti e vocalisti di
HERBIE HANCOCK River: The Joni Letters Fabrizio Cardosa, compositore, direttore e
arrangiatore, e anche parte dello storico
Kammerton ensemble con Elisabetta Antonini,
In contemporanea all’uscita del- con un passo falso nel dare un giudizio di que- Susanna Stivali, Manuela Tassani e Alessandro
l’ultimo Shine di Joni Mitchell, lo sto cd, che Hancock non ha inteso fare un tri- Contini. Dallo stile jazzistico a quello contempo-
stesso 25 settembre, la Verve ha buto in senso classico, tributo che peraltro era raneo e popolaresco, Cardosa trascina gli
distribuito River: The Joni Letters di Herbie già arrivato nell’aprile dello scorso anno con un spettatori in una favola in cui siamo già, quella
Hancock. Una sincronizzata e benpensata ope- album più «filologico» e interventi di Prince, della razionalità e della follia, ma anche quella
razione commerciale che, a giudicare dalle ven- Elvis Costello, Annie Lennox e molti altri. del teatro e della musica come esercizio di alie-
dite nel mercato statunitense, ha funzionato Hancock qui cerca qualcosa di diverso, qualco- nazione dal normale. Canticchiando.
perfettamente. sa che partendo da una sorgente ideale, e il
Ora, prima di parlare delle lettere di Joni, titolo River la dice lunga, discenda lentamente Romina Ciuffa
vanno ricordate due o tre cose. In primo luogo, il proprio corso portando con sé le identità, i
Hancock è tra i più grandi pianisti jazz viventi, suoni e i colori di ogni artista chiamato a colla-
uno di quelli che ha saputo cambiare il modo di
pensare e suonare il piano jazz; in più, senza
borare al progetto.
Non ci si deve quindi sorprendere se Norah VARIOUS ARTISTS Paranoid Park
rinnegare il suo profondo legame con la tradi- Jones canta Court and Spark con il suo, piaccia
zione musicale afroamericana, ha curiosato o non piaccia, stile più autentico infischiandose- Ancora un nuovo e straordina- ma. Diciannove brani completamente disomo-
(vuoi con autentico spirito di ricerca artistica, ne dell’originale, se Tina Turner sfoggia una rio affresco della gioventù bor- genei per tipologia e per riferimenti temporali,
vuoi con una certa fur- voce soul che avevamo derline americana, stavolta nel posti tra loro in giustapposizioni creative e
besca «attrazione da dimenticato avesse in Paranoid Park di Portland, grazie a un geniale stranianti.
mercato») con intelli- Edith and the Kingpin, Gus Van Sant che ritorna a raccontare uno L’effetto è dei migliori, passando dall’elettro-
genza nel linguaggio se Corinne Bailey spaccato generazionale sempre più difficile, nica al punk, dall’hip hop alla classica di
pop e nella musica elet- canta River con il suo fatto di sperimentazioni visuali e immagini Beethoven. Sicuramente i brani che più colpi-
tronica più o meno accento londinese atti- straordinarie. Anche la musica rientra in que- scono per effetto e per coinvolgimento sono
d’avanguardia. randosi inorridite criti- sta ricerca con una colonna sonora ricchissi- quelli di Nino Rota e Ethan Rose. Il primo pre-
Negli ultimi anni, si è che da ogni lato. sente con ben 5 tracce e nel film ripetuto più
alternato nelle vesti di In ballo in questo cd volte, con brani da Amarcord e Giulietta e gli
produttore e arrangia- c’è molto più che un tri- spiriti, quali: Il Giarino delle Fate, Rugiada sui
tore facendo un po’ buto, c’è invece la pas- Ranocchi, La Gradisca e il Principe.
rimpiangere il suo sione autentica di voler Per Ethan Rose invece, atmosfere elettro
tocco di incredibile suonare bella musica, minimal molto evocative che ci permettono di
musicista. River, per rotonda si potrebbe centrare il lato più introspettivo del film con
fortuna, soccorre il dire, dove la forza di Song One, Two e Three. Stessa linea di Rose è
ricordo con un piani- musicisti del calibro di quella tenuta nelle tracks La Chambre
smo equilibratissimo, Wayne Shorter, Dave Blanche e Walk Through Resonant Landscape
delicato e denso di liri- Holland e Vinnie #2, pezzi elettroacustici rispettivamente di
ca espressività. Quanto Colaiuta, oltreché natu- Robert Normandeau e Francis White.
alla scelta di rivisitare ralmente di Hancock, Di quest’ultimo il commento sonoro sotto la
alcune composizioni di Joni Mitchell va subito fa brillare temi e testi di grande qualità. Non va scena della doccia, davvero estatico e ipnotico,
detto che l’artista canadese ha instaurato quindi, credo, giudicato in fretta e distratta- lo stesso che poi Van Sant ha già utilizzato per
sempre un rapporto osmotico e di interdipen- mente questo River, che merita molti e molti l’altro suo film culto Elephant. Più tradizionali le
denza tra jazz e folk cantautorale, rivelando le ascolti e del quale vanno apprezzate le atmo- note, tra punk e hip hop, come We Will Revolt
immense potenzialità espressive di quest’ulti- sfere di lentezza e di vulnerabile delicatezza, dei Revolts e I Heard That dei Cool Nuts, o più
mo, sia con il suo celeberrimo (splendido) cd quasi che Hancock avesse in mente più che la pop e indie-rock, che negli iPod degli skaters
dedicato a un Mingus a poche settimane dalla musicista, l’altrettanto famosa pittrice Joni non mancano mai, come la musica di Billy
morte, sia con un album come Shadows And Mitchell con i suoi ritratti colorati, naif e sem- Swan, Cast King, Henry Davies e i Menomena
Lights dove Erskine, Metheny, Pastorious e pre malinconicamente sospesi in uno spazio a chiudere.
Brecker hanno illuminato canzoni bellissime lontanissimo senza coordinate.
con sonorità schiettamente jazzistiche. Flavio Fabbri
In più, bisogna aggiungere, per non partire Paolo Romano
Music In ¢ Dicembre Gennaio 2008

PIZZICA Nico JAZZ John Scofield Giù POP Roberto Vecchioni ELETTRONICA The Dreamers
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Morelli La taranto- la maschera: con lui non Non c’è più spazio per le & Jerry Bouthier Al Boombox a acura
curadidiROMINA
FLAVIO FABBRI
CIUFFA
la che jazza a Parigi si può essere obiettivi. puttanate di Londra noi ci entriamo così

ROBERTO VECCHIONI DI RABBIA E DI STELLE


NICO
NICOMORELLI
MORELLI- UUN
N(FOLK)ETTABLE
( FOLK ) ETTABLE che allude alle speranze, ai sogni, all'ideale.
Singolare e plurale: vorrà pur dire qualcosa?
di Romina Ciuffa Per un poeta come Vecchioni sì: vuol dire
«A sessan- che a dominare è sempre il volto sorridente
t'anni non della vita, nonostante la volgarità dei tempi,
c'è più spa- l'aridità del cuore (ammessa senza paura nella
Questo è un disco che ascolto in una macchina vecchia andando a zio per le splendida «Non amo più»), le preoccupazioni
Brugge dalla Francia. Mi è stato dato proprio a Parigi perché, pur essen- puttanate», per il tempo che passa e lascia troppi vuoti
do italiano Nico Morelli, anzi, tarantino, mischia i due popoli intorno ai dice Rober- («lontano adesso è un tempo/spaventosa-
fuochi e alle ballate pizzicate, e su Un(folk)ettable lancia delle mani accanite, affama- to Vecchio- mente breve»).
te, sul pianoforte, le sbriglia e queste attaccano tutte le note che vedono, izzate. ni. E inevita- Ma le stelle coperte da queste nubi, in un lin-
Nel viaggio verso il Belgio passo da 7 Show 7 a Contropizzica e la mente non può bilmente guaggio ermetico e sofferto, si lasciano scor-
non andare a Eugenio Bennato e a tutti coloro che rischiano di non vendere mai pur di pensi se lui gere anche grazie alle ampie melodie classi-
fare tradizione, e velocemente il piano di Nico Morelli segue gli urletti di quelli che, ce ne abbia cheggianti e alla vivezza degli arrangiamenti,
nella mia macchina vecchia, sembrano tutti Pulcinella come le coccinelle di quella pub- mai propinato attraverso i suoi dischi. Oggi dai rimandi jazz di Fariselli fino alle meraviglio-
blicità, anche se poi, in realtà, sono pugliesi e non suonano mandolini ma tamburi. però ho nelle mani questo nuovo CD, strug- se trovate di Lucio Fabbri (tra tutte la popular
Per questo se la rischia, perché ignoranti siamo molti e non tutti apprezziamo i vico- gente e sincero, intitolato «Di rabbia e di stel- song «Il violinista sul tetto», cantata in duetto
li popolari in cui si infilano questi pezzi, nostalgici come Auralba e Meriggi, ma anche le»: il genitivo indica chiaramente un'imposta- con Teresa De Sio, spontanea ed energica).
pericolosi come Tarantelle e Mena Mena Mo', e non è detto che vogliamo entrarvi e zione classica che non vuole concedere nulla E poi la sua voce, sempre emozionata, a
rischiare la pelle: di solito il jazz ci dà sicurezza alla comunicazione «moderna». ricordarti che «i poeti non saranno anche nes-
perché ci avvicina alla nostra solitudine, men- Poi due vocaboli così diversi, rabbia e stelle: suno/ma hanno il potere di sputtanarvi».
tre la pizzica è un ballo schietto, di gruppo, gua- un sentimento, e una metafora di sentimenti,
ritore, sudato, sessuale - non tutti siamo pron- una parola cangiante (per citare De André) Nicola Cirillo
ti a questo tipo di lealtà frontale.
Mentre la macchina corre ancora e, in effet-
ti, sembra dirigersi verso il Salento e il
Barese, per un sole che batte stranamente, o
il Materano, e non più verso il freddo di un THE DREAMERS & JERRY BOUTHIER BOOMBOX PARTY
artista che dall'Italia è razionalmente fuggito,
Nico Morelli fa il bruto a Parigi. La serata più cool del nigthlife londi-
Con lui ancora non supero la frontiera e nese in Hoxton Square diventa una
suona una cantilena che sembra di essere tra compilation autentica, che scappa
due set in un locale jazz che è universale, dove dalla trappola dell'elettro che annoia e regala un
lui ha un whisky in mano e i suoi musicisti accor- sound "french touch" puro alla Thomas
dano. Abbasci' A è il secondo set ed è quando Banglader-Para One e mixaggio graffiante
passo la dogana, e i salentini urlano per scon- degno dei Daft Punk.
giurare la morte al punto tale che la macchina La label francese Kitsuné presenta, mixato da
sfreccia e i belga non mi fermano nemmeno, Jerry Bouthier, il BoomBox Party, manifesto del
nonostante abbia una tarantola nel cofano. progetto The Dreamers che vede come prota-
Parte l'inseguimento e le mani di Morelli li gonisti i giovani talenti inglesi, i creativi, i visiona-
superano su Lesson 45, sfrecciano e Tonino ri: sognatori, appunto, gli eccentrici animatori
Cavallo sfotte con proverbi nonsense in Pizzica Strana e Yes O' Sol. Arrivo a Brugge, del club culto frequentato da Kate Moss e dai
lascio le coccinelle in macchina con la radio che dimostra che l'America nomi grossi. È unico nel suo genere: dal dj set di
dell'Unforgettable Nat King Cole e le ballate salentine convivono nella pazzia e nel pia- fotografi, attrici o modelle alla stregua della top
noforte morelliano, tutti comunque schiavi di qualcuno. Negri e meridionali. Agyness Deyn, a un'esperienza a sorpresa
E non ci sono miracoli per il morso di certe tarantole, se non godersene il veleno in (lesbiche che ballano in topless si stringono a
terra straniera. Apro il cofano e la tarantola scappa oltre frontiera: abbiamo frega- ragazzi dalle tensioni greche), remix di Madonna
to i controlli. insieme all'ultimo elettro-sound dei Digitalism o
Romina Ciuffa dei Gossip. Quando si apre, la scatola dei para-
dossi si mostra mentre i dj più famosi del
mondo (Glimmers,Gildas&Masaya, Justice,
Bang Gang, Boys Noize, Alexander Robotnick) vi
suonano a costo zero e senza preavviso, scari-
JOHN SCOFIELD THIS MEETS THAT cando la stampa all'ingresso con le sue teleca-
mere. È il BoomBox lo scrigno dei nuovi reali, dei
gioielli del fashion e del circuito delle celebrities.
Ho in mano l'ultimo lavoro di John ragioni di utili privati e di mercato discografico, Ne siamo esclusi e aspettiamo gli upload del
Scofield, il titolo è accattivante e, degli "istant cd", album sfornati a bella posta sito dal fotografo Alistair Allan (www.dirtydirty-
com'è nel suo stile, attento all'uso per accompagnare tour e (se pure suonati dancing.com), ma ne ascoltiamo ora i pezzi
giocoso delle parole (c'è ancora qualcuno che si meravigliosamente) completamente algidi e imperdibili: la traccia n. 8 dei Daft Punk e la n.
diverte a pensare titoli e a credere che sia una senza un briciolo di idee e di personalità. 13 dei The Young Punx.
scelta importante): This meets That. Ho tutta Ogni suo lavoro è il frutto di una personalis-
l'emozione e la paura del fan che lo segue da sima ricerca, di uno stile che-proprio come il Matteo Zini
anni e teme una caduta, una delusione da que- suo fraseggio-lo fa stare continuamente in bili-
sto eccezionale chitarrista dell'Ohio. co tra il dentro e il fuori da un contesto musi-
Quindi, giù la maschera... questa è una
recensione di parte. Lo ascolto un po' di volte,
calmente definito. Lo accompagnano in que-
sta avventura due suoi vecchi amici, con i quali LANG LANG
ma da subito mi cattura e mi affascina il senso già nel 2004 registrò per la Verve il cd live BEETHOVEN , CONCERTI PER PIANOFORTE E ORCHESTRA NN. 1E4
della novità, l'impressione che i vari filoni porta- Enroute: alla batteria Bill Steward e al basso
ti avanti negli ultimi lustri da Scofield abbiano Steve Swallow, sul cui talento non occorre
preso una strada di sintesi, un mood unico spendere parole. In più, la forza di questo Probabilmente in molti lo Eppure, tralasciando le bizzarre scelte di
capace di racchiudere l'anima jazz, quella funk, album va ricercata nel potere dell'insieme, conoscono per la prima esibi- mercato e le cerimonie internazionali, il giova-
quella ryhtm & blues e cioè non un trio ben zione virtuale mai eseguita in ne e bizzarro artista cinese Lang Lang (in con-
quella più squisitamente rodato con una sezione assoluto nella storia della musica classica. certo a Roma il 25 gennaio 2008
folk tradizionale. E così ritmica grossolanamen- Infatti, grazie alla piattaforma virtuale di all’Accademia Nazionale di Santa Cecilia) è
Scofield inizia a far diver- te arrangiata, ma una Universal Music Classics & Jazz, il pianista ormai acclamato in tutte le capitali musicali
tire con un uso frequente vera macchina da guer- Lang Lang ha presentato l’uscita del suo del mondo, con uno straordinario livello di
e ben dosato di citazioni, ra in grado di giocare nuovo cd «Beethoven-Concerti per pianoforte musicalità e un repertorio molto vasto.
ma anche di ironiche sugli scambi, sui contro- e Orchestra nn. 1 e 4» nello strabiliante La sua arte e la capacità ed abilità di rappor-
autocitazioni (come l'in- tempi e su interventi rit- mondo virtuale di Second Life. Altri ancora lo tarsi con i pubblici più diversi lo hanno reso
tro della lirica Down D, mici pensati in modo da avranno conosciuto in occasione del concerto uno degli artisti più interessanti e carismatici
probabilmente il brano creare il massimo del di apertura della II Festa del Cinema di Roma, dei nostri giorni.
più convincente di questo groove in ogni traccia. quando Lang Lang ha accompagnato al piano- Nato nel 1982 in Cina, a Shenyang, ha inizia-
cd, dove riprende la frase E così il trio diventa coi forte la voce di Andrea Bocelli. to a studiare il pianoforte a 3 anni per arriva-
ricorrente in ogni brano fiati "settetto" in senso re al successo nel 1999 a soli 17 anni, sosti-
di Up all night di quale proprio, in una continua tuendo all’ultimo minuto, su segnalazione di
anno fa). Dal poco cono- osmosi tra musicisti in Isaac Stern, l’indisposto André Watts al
sciuto, ma importante, grado di fare dell'inter- Ravinia Festival, per il concerto di Ciaikovskij.
Scorchead per la play la base ideale per Tale fu il successo di questa esibizione che nel
Deutsche Grammophon l'improvvisazione chitar- giro di pochissimi mesi tutte le principali
porta l'impianto compositivo classico ed ristica, particolarmente feconda di idee in que- orchestre americane chiesero di Lang Lang,
orchestrale, da That's What I Say-acclamato sto album. Scofield resta un insuperabile crea- sino al debutto alla Carnegie Hall con
tributo alla musica di Ray Charles-porta i ritmi tore di riff che invitano a ballare i tempi anche Temirkanov nel 2001.
soul e il gusto per l'arrangiamento dei fiati, da più difficili e a muoversi nel contesto modale In questo nuovo lavoro è evidente un’inter-
Uberjam e dai lavori con il Medeski, Martin e con assoluta scioltezza. pretazione di Beethoven lucida e forte, malizio-
Wood trio la grinta timbrica del funk, il tutto Per chi, invece, volesse scoprire nuove samente resa giovane da un calore espressi-
tenuto insieme dal suo tipico fraseggio jazzisti- potenzialità di superclassici come The House vo e passionale, da un fraseggio estremamen-
co stralunato e altalenante nel gioco dentro- of the Rising Sun o di (I Can't Get no) te curato, variegato nelle sfumature e nelle
fuori tonalità, che ne ha disegnato il tratto Satisfaction consigliamo di seguire con atten- nuances. Sbalordisce di questo giovane la
inconfondibile nel panorama jazzistico e chitar- zione i sentieri melodici che qui inaugura con il semplicità esecutoria quanto il rigore tecnico
ristico contemporaneo. suono graffiante, ironico, aggressivo e anche di base. Un artista possiamo dire che del
Una cosa però va sottolineata: Scofield è un dispettoso della sua fida seicorde Ibanez. talento ha fatto uno stile inimitabile.
musicista straordinario che ha sempre rifiuta-
to di sottomettersi alla logica, abusata per Paolo Romano Flavio Fabbri
Music In Ottobre Novembre 2007

THE SILENCE BEFO- NORDGARTEN Un lumi- RAMIN BAHRAMI Che MARCELLO ROSA
Fback
EED
RE BACH A Venezia, il noso blu dove si trovano ha fatto della fuga (di Bach) L’incosciente. Il bambino. DAVID SYLVIAN Un unico
nuovo film di Portabella Buckley e De André un’arte Un preludio a un bacio. brano di 80 minuti. In Giappone

RICCDIAR O FONSECA
A BRIGHTER KIND OF BLUE
ND
L’ARTE DELLA FUGA DI BACH INTERPRETATA DA RAMIN BAHRAMI
ORDGARTEN

l a musica dello
scandinavo
a ffrontare un’opera come la BWV 1080,
meglio conosciuta come Die Kunst der
Fuge-L’Arte Della Fuga, composta da un
questo passo difficoltoso e rispondere con
entusiasmo. Rahmin Bahrami ha dato
all’opera immortale un’aura trascendenta-
Nordgarden, Johann Sebastian Bach malato e prossimo le e sognante, una chiave alternativa
contaminata da alla morte, non è cosa da poco. Eppure il all’universo bachiano basata sulle trascri-
influenze inglesi e giovane e talentuoso pianista iraniano zioni del nobile maestro del piano Carl
americane (rock e Rahmin Bahrami non ha esitato. Il suo Arte Czerny (1791-1857), allievo viennese di
jazz), si sviluppa della Fuga (Decca, 2007) presenta la carat- Beethoven e a sua volta maestro di Liszt.
soprattutto come teristica di un’interpretazione coraggiosa e Secondo molti la stella iraniana ha dato a
energia personale, forte, piena di una malinconia avvolgente e questi brani il significato di un omaggio
intima, sul solco di una sicurezza nell’esecuzione che non personale al J. S. Bach suo idolo assoluto.
della tradizione dei tradisce fino all’ultimo brano. Coraggio e Probabilmente è vero perché questo è un
cantautori a cui sicurezza, perché questa BWV 1080 è pro- lavoro intenso, tecnicamente impeccabile,
attinge (da Cohen a prio l’ultima opera del grande Bach, porta- con un’interpretazione estremamente emo-
Jeff Buckley, da Bruce Springsteen a Fabrizio De André). ta avanti sotto dettatura dal maestro di tiva che forse ha lasciato un fianco dell’au-
Per il suo secondo disco, A Brighter Kind Of Blue, si è Lipsia, ormai cieco e malato, e nella quale tore scoperto alla critica più intransigente.
avvalso della collaborazione di Peder Øiseth (tromba, vio- non ne erano neanche stati specificati gli Una nota negativa, se c’è, è da evidenziare
lino, banjo, organo), di E. Hareide (basso) e C. Skaugen strumenti per l’esecuzione. La consuetudi- nella scelta della Decca di presentare
(batteria); un cd acustico, quindi, che mette in risalto sua ne prevalente nel tempo ha indicato nel pia- un’opera di tale importanza con una lun-
voce potente e limpida. La title track, che è anche il brano noforte e nel cembalo quelli più idonei, ma ghezza complessiva di 78 minuti, contro i
di apertura, risulta particolarmente efficace: ha una melo- è fuori di dubbio che questa partitura 90 di media degli altri solisti. Una scelta di
dia ampia, illuminata da un arrangiamento arioso ed essen- rimanga nei secoli un oggetto misterioso e rimane ancora oggi una delle forme del pen- mercato si dice, meglio un cd solo che uno
ziale; il suo titolo può suggerire riferimenti alla celebre quindi di difficile esecuzione. Bach morì siero musicale occidentale tra le più impor- doppio, forse remunerativa economicamen-
Kind Of Blue di Miles Davis, ma questi sono presenti di senza terminare la Die Kunst der Fuge nel tanti e Bach ne fece nelle sue note una te, ma sconsigliabile in rapporto alla qualità
più in altri brani del disco (To The River, Good Things 1750, lasciandoci nel dubbio e nell’insicu- summa di arte combinatoria senza preceden- delle esecuzioni, in alcuni casi simili a una
Die). La leggerezza e la serenità che sembrano sostenere rezza espressiva, nonché tecnica. La Fuga ti ne seguiti. Ecco quindi le platee intuire galoppata sui tasti. FLAVIO FABBRI
tutto l’album sono venati dalla malinconia di Blessed,
quasi una ballata barocca, a cui Nordgarden aggiunge le
vibrazioni di una voce ben timbrata, e Metronome, brano
strumentale, in cui un violino classico, dolente scandisce il
fluire del tempo. Dieci tracce partorite da un'ispirazione A CHILD IS BORN DI MARCELLO ROSA
pura, rielaborate in maniera raffinata, in cui pop, jazz e
folk convivono in maniera armonica e convincente.
Crepuscolare. NICOLA CIRILLO g iunto, come la chiama lui, all’età
dell’«incoscienza» il decano dei
questo album: gli arrangiamenti articolati
ed intriganti che danno corpo e solidità ad

t r a c k i n g SOUND
trombonisti jazz italiani, Marcello ogni brano (ascoltate bene Lover Man, sia
Rosa, ci sorprende con l’uscita del cd nella versione di oggi sia in quella del 1974
nuovo di zecca A Child Is Born (Nelson con Enrico Pieranunzi al piano e Gegè
Records) che comprende, insieme a rilet- Munari alla batteria, entrambe presenti nel
ture di celebri standard, molte sue compo- cd) e, finalmente, la sensazione di compat-
sizioni originali e ben quattro perle tezza del «gruppo» musicale jazz, in cui al
«bonus» rimasterizzate e riportate in gran protagonismo del solista è sostituito il mec-
spolvero per i veri appassionati di questa canismo di insieme e dove ogni strumento
musica, «brani vecchi ma non invecchia- è al servizio dell’altro per la migliore riu-
ti», come tiene a sottolineare Rosa, infati- scita dell’ensamble; il cuore prende il posto

P
cabile artigiano e divulgatore del jazz (ha del virtuosismo e ricama, traccia dopo trac-
ideato e condotto per ben 30 anni trasmis- cia, il disegno unitario di una sensibilità
T
THE
HE S
SILENCE
ILENCE B
BEFORE
EFORE B
BACH
ACH
sioni radiofoniche musicali in Rai).
E il bambino che compare tanto nel titolo
musicale fuori dal comune.
L’atmosfera in cui ci sembra muoversi
quanto nella copertina è forse la cifra per meglio Marcello Rosa è quella degli
resentato alla 64^ Mostra del Cinema di Venezia comprendere l’anima di questo piccolo gio- umori della New Orleans perduta nel
nella Sezione Orizzonti, Die stille vor Bach (The iello, come da tempo agli appassionati di primo decennio dello scorso secolo, sim-
Silence Before Bach), l’ultima opera del cineasta jazz non capita di ascoltare. Un’energia, bolo e culla della musica jazz (The
spagnolo Pere Portabella è un intenso lavoro emo- una vitalità ed una spontaneità che, se non Sinner), come anche nello swing più
tivo legato all’estetica pura delle melodie eterne del com- si sapesse chi ne è responsabile e che fior autentico che in brani come Senorita, dopo
positore tedesco. fiore di musicisti lo stanno accompagnando il tema spagnoleggiante, prende d’improv-
Johann Sebastian Bach però non è il soggetto di questo (qualche nome? Andy Gravish, Fabrizio viso per mano ed invita a ballare, mentre
film, né il film è un suo biopic, ma ne è l’oggetto. La sua Bosso, Paolo Tombolesi, Gianluca Renzi e la versione della ballad The Very Tought
musica attraversa la pellicola anche con l’esecuzione in tanti altri ancora), sembrerebbe avere la Of You arrangiata per quattro tromboni e
presa diretta eseguita dall’attore ed esecutore Christian grinta di un’opera prima, solo perfezionata tromba (suona tutto su diverse piste lo
Brembeck. Portabella, da ‘regista Punk’ (da una nota defi- da 55 anni di professionismo e da collabo- stesso Rosa) emoziona per l’intensità e la
nizione che ne diede un critico), ha cominciato a sforbicia- razioni con veri monumenti del calibro di forza interpretativa.
re la storia del compositore, mantenendo ferma la sua Lionel Hampton, Earl Hines, Slide E quando si parla di swing, non può man-
musica. Per poi ricomporla, a prima vista casualmente, in
ritmicamente ed essenziale al tempo stes-
Hamtpton, Kay Winding. care un omaggio al suo nume tutelare,
un patchwork spazio-temporale, in cui si alternano perso-
so, nessuna concessione a «note» fuori
La voce del suo trombone è quella di sem- Duke Ellington, in una splendida versione
naggi e situazioni non collegate ma piene dell’universalità
posto e con un’idea melodica di cantabili-
pre, quando ombrosa e malinconica, quan- della celebre Prelude To A Kiss, ingentili-
derivante dalla musica stessa.
tà sempre scolpita in ogni battuta d’im-
do soprendentemente spumeggiante ed ta dalla bella interpretazione della giovane
Per una volta quindi, non sarà la musica a commenta-
provvisazione.
ironica, con quel fraseggio fluido, perfetto Angelica Caronia. PAOLO ROMANO
re le immagini, ma viceversa. Ecco perché non importa
Due aspetti convincono maggiormente di

se queste ultime non seguono un piano temporale omo-


geneo. Perché non sono da seguire le immagini, ma la
musica. Quando Bach arriva con la sua famiglia a Lipsia WHEN LOUD WEATHER BUFFETED NAOSHIMA DI DAVID SYLVIAN
per lavorare era ancora un kantor senza un soldo. La
sua era una vita poco agevole ma dignitosa, grazie alla
sua musica e al suo amore per questa. Poi arrivano i
riconoscimenti e il benessere materiali, prima che la
storia decide di inghiottire nell’oblio tutto la sua stermi-
i n concomitanza con il tour che lo
vede impegnato in questo periodo
blaggio di voci filtrate dal sapore
arcano, suoni di foreste, vento, stru-
nata produzione. Ma la musica non si ferma alla storia
tra Europa e Giappone, David menti a fiato, altre vocalità dal fasci-
e le immagini cominciano a seguire le note di un ronde-
Sylvian da alle stampe il suo nuovo no angelico, qualche drone più
au ubriaco passando per la bellissima scena dalle cro-
lavoro dal titolo When Loud Weather tagliente e qua e là rumori di passi,
mature eccitanti del macellaio che incarta la carne con
Buffeted Naoshima, che–è bene che il porte che si aprono e cigolano. Tutto
lo spartito insanguinato della Passione secondo Matteo
pubblico sia avvertito–non ha nulla a apparentemente senza un filo condut-
(la preferita dallo stesso Bach), finita fortunosamente
che vedere con il raffinato e ricercato tore. Poco importa. Qui Sylvian è più
nelle mani di un giovane Felix Mendelssohn Bartholdy,
pop d’autore che ci ha regalato con il vicino alle concezioni di John Cage e
che ebbe il merito, eseguendola di nuovo nel 1829, di
recente progetto firmato Nine Horses e alla musica concreta di Pierre Henry
riportare alla luce il genio di Bach.
nelle ultimissime apparizioni live in che alla musica per aeroporti di Brian
Per poi passare nella camera scura dell’accordatore
Italia. Siamo di fronte ad un unico Eno o i soundscapes di Robert Fripp.
cieco e ritrovarci con due camionisti che nei loro bison-
brano di 70 minuti commissionato Nata com’è per una istallazione artisti-
ti d’autostrada ascoltano le melodie di Bach, fino ad
dalla Naoshima Fukutake Art Museum ca che deve essere fruita in presenza
arrivare sotto la metro e trovare violoncellisti che suo-
Foundation in Giappone come parte dei forti rumori ambientali del luogo
nando sempre le sue melodie chiedono l’elemosina.
della mostra Naoshima-Standard 2 che per il quale è stata scritta, la composi-
Infine, bellissimo, il parallelo tra i ragazzi del XXI secolo
si è svolta nell’omonima isola giappo- zione è stata volutamente mixata per la
che ascoltano le sue composizioni e il Johann
nese da ottobre 2006 ad aprile 2007. produzione in cd con i suoni della città
Sebastian padre che insegna a suonare questa musica
Il pensiero, al primo ascolto, corre subito a Nella sua ultima produzione il nostro fa un di Honmura, in modo tale da avvicinare
ai suoi ragazzi (da notare che i suoi figli furono tutti dei
quella produzione strumentale di Sylvian passo in avanti. Si sposta dall’ambient l’ascoltatore all’esperienza reale dell’istalla-
talentuosi musicisti, tant’è che Bach divenne termine
che, partita con Alchemy–An Index Of «classico» alle sonorità più elitarie del field zione stessa. L’ultima particolarità di questo
per indicare chi suonava a corte).
Possibilities (contenente l’inarrivabile suite recording con inserti e collage sonori. disco–che si presenta in una raffinata e sem-
Un gioioso ponte immaginario che solo la musica può
Words With The Shaman e la splendida Come al solito Sylvian si rivela sapiente plice confezione da dvd con la cover art di
creare tra generazioni altrimenti perdute nella Storia,
Steel Cathedrals) e la seconda parte del dop- nella scelta dei collaboratori, questa volta Sachiyo Tsurumi–è data dal fatto che esso è
cercando di unire tempi e vite diverse come fosse un inno
pio Gone To Earth, si è sviluppata nelle col- tutti o quasi paladini della più significativa in edizione limitata e non sarà mai ristampa-
all’Europa di tutti i tempi, all’unione dei popoli (nel film si
laborazioni con l’ex-Can Holger Czukay scena sperimentale ed elettronica del to. Per volere dell’artista e della Fondazione
parla italiano, tedesco e spagnolo), come volontà finale di
(Plight&Premonition e Flux+Mutability) e momento. Bastano i nomi: il francese Akira committente, infatti, la composizione entre-
una composizione ipotetica, fatta finalmente di persone e
nelle istallazioni con Russell Mills (Ember Rabelais, l’austriaco Christian Fennesz, il rà a fare parte delle istallazioni permanenti
nello stesso tempo di note musicali. Anche la musica, non
Glace–The Permanence Of Memory) e con trombettista norvegese Arve Henriksen e il del museo e solo lì potrà essere ascoltata una
solo la politica, è in grado di portare le idee lontano nel
Robert Fripp (Redemption–Approaching maestro di shakuhachi Clive Bell. La lunga volta esaurita l’edizione originale.
tempo.
Silence). composizione si presenta come un assem- GABRIELE BRUZZOLO
Flavio Fabbri