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LEVOLUZIONE DELLA COSCIENZA DEL MEDITANTE (Testo integro)

(28 Giornata dello Yoga 25 Novembre 2007)


Largomento di questa conversazione-riflessione con voi motivato dalla mia convinzione
che la Meditazione (tale come lintendono le grandi tradizioni spirituali) contribuisce ad
unaccelerazione dellevoluzione della coscienza umana.
Evoluzione
C il fatto assolutamente certo: luomo evolve, un essere in continua evoluzione. Questa
evoluzione potr essere rapida o lenta, avere tempi di stasi, tappe di difficolt o rallentamenti ma,
malgrado tutte le pecche dellumanit attuale non c dubbio che luomo contemporaneo non va
identificato con il paleantropo di Neanderthal. A questo punto vorrei fare un chiarimento per
precisare di pi largomento su cui vi voglio parlare: ci sono due punti di vista dai quali si pu
focalizzare levoluzione delluomo: quello strettamente scientifico e quello spirituale. Pu generare
disordine mentale il fatto di confondere queste due dimensioni. Un simpatico modo di fare questa
distinzione ce loffre il grande esperto in mitologia, Joseph Campbell quando inizia cos uno dei
suoi libri:
L'altro giorno sedevo al banco di una tavola calda dove mi reco spesso, quando un ragazzino di
circa dodici anni, con lo zainetto dei libri sulle spalle, si sedette alla mia sinistra. Dietro di lui
arriv il fratellino pi piccolo accompagnato dalla mamma, e anch'essi si sedettero vicino a me.
Fecero le loro ordinazioni e poi, mentre aspettavano, il ragazzino accanto a me, girando un po' la
testa verso la mamma, le disse: Jimmy oggi ha fatto un tema sull'evoluzione dell'uomo, ma la
maestra ha detto che aveva sbagliato, perch i nostri progenitori furono Adamo ed Eva.
Santo Cielo! pensai, che maestra!
Allora la donna disse al figlio: Certo! La maestra aveva ragione: i nostri progenitori furono
proprio Adamo ed Eva!
E che madre, per un bambino dei XX secolo!
Il ragazzino rispose: Certo, lo so, ma quello doveva essere un tema scientifico. Ma la mamma
replic altrettanto brillantemente- Oh, quegli scienziati!" disse arrabbiata, Quelle sono solo
teorie! Ancora una volta il ragazzino fu subito pronto a ribattere con calma: S, lo so, ma quelle
teorie sono state provate: hanno trovato le ossa!" A questo punto arrivarono i panini e i bicchieri di
latte, e tutto fin l. (Miti per vivere, Mondatori, p. 7)
In questo simpatico aneddoto vediamo scontrarsi langolatura religiosa con sfumatura
fondamentalista (La maestra aveva ragione: i nostri progenitori furono proprio Adamo ed Eva!) e
quella scientifica, anchessa non esenta da un certo fondamentalismo scientifico (hanno trovato le
ossa!") poich mai si prover scientificamente che si hanno trovato le ossa della prima coppia
umana.
Pi seriamente, al nostro piccolo io mentale potremmo rispondergli che ci troviamo di fronte
a due questioni che si completano ma non si escludono: il racconto della Genesi sulla polvere della
terra e sullalito di Dio nelle narici di Adamo non che ci dice scientificamente come fu lorigine
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delluomo ma sveglia in noi lintuizione del centro divino delluomo, mentre la scienza ci indica
reperti ed studi sullevoluzione umana. La Genesi parla di unorigine e progetto divini nellessere
umano mentre la scienza cerca di definire e descrivere processi biologici.
Noi invece ci poniamo in una posizione media, equidistante da questi due poli: scientifico e
religioso: direi che si tratta di un punto di vista meditativo ed esperienziale. Lo faremo osservando il
progetto uomo (o progetto Atman in Ken Wilber) alla luce dellevoluzione dellesperienze spirituali
nella coscienza dei meditanti.
Gradualit del progetto-uomo
La parola progetto racchiude in s una certa gradualit, una dinamicit evolutiva. Un
progetto non si realizza di colpo, ma passa per diverse fasi evolutive. Nel caso del progetto-uomo
succede lo stesso. La coscienza delluomo di Neanderthal non quella delluomo del terzo
millennio. Luomo un essere in continua evoluzione e qui importante sottolineare un
chiarimento: lumanit contemporanea, quella in cui siamo inseriti, no che abbia raggiunto
lultimo scalino dellevoluzione. Siamo a met! Sia a livello biologico che spirituale, ci manca
ancora un bel po di traiettoria nel nostro pellegrinaggio evolutivo. Presumere che siamo arrivati
allultimo scalino sarebbe un pensiero permeato di unarroganza infantile e immatura. Basta
ricordare che gi il noto Padre della psicologia americana, William James affermava che luomo
contemporaneo ha sviluppato soltanto un 10 % delle sue capacit cerebrali.
Nel caso dellevoluzione della dimensione spirituale abbiamo unampia variet di
testimonianze che ci hanno lasciato i grandi maestri di meditazione. Abbiamo presente ad es. alcuni
dei titoli di opere mistiche indicanti questa gradualit spirituale: le Sette dimore di Santa Teresa
di Avila, la Salita al Monte Carmelo di S. Giovanni della Croce, le Tre vie di S. Buonaventura;
e nelle tradizioni orientali Il nobile ottuplice sentiero; gli 8 stadi dello Yoga di Patanjali, i
Dieci tori dello zen di Kakuan, ecc. Sono tutte espressioni che rispondono allesperienza
universale di crescita della coscienza meditativa che potremmo anche chiamare coscienza
spirituale dellessere umano.
Evoluzione della coscienza del meditante
A questo punto possiamo considerare pi direttamente la relazione fra la meditazione e
questa continua evoluzione che parte dallameba e finisce in un essere umano pienamente
realizzato, ancora appena intravisto in alcune fantasie della nostra scienza-finzione. Ho ripetuto
spesso nei miei libri e corsi che alluomo contemporaneo cos fiero e compiaciuto delle sue
conquiste tecniche e scientifiche- gli manca un anello assolutamente essenziale del suo attuale
stadio evolutivo e che questo anello proprio la meditazione. Non parlo qui di meditazione
religiosa o confessionale, dico semplicemente che luomo moderno pare non rendersi conto che la
dimensione pi preziosa e profonda che qualifica il suo essere come umano, non la mente ma lo
spirito. Ovviamente mi riferisco alla coscienza dellumanit in genere, poich ci sono in ogni epoca
della storia eccezioni di fratelli maggiori che ci spronano verso il seguente gradino evolutivo. Ma
anche la meditazione stessa che ci fa intuire spesso il prossimo passo. Ecco perch voi meditanti
potete considerarvi fautori di evoluzione nellattuale umanit poich state collaborando con
lenergia divina delluniverso che fa crescere continuamente la nostra coscienza, aprendola ai
diversi stadi che puntano verso lUno.
Entro i limiti del tempo disponibile vi presenter ora un breve percorso attraverso le tappe
principali dellevoluzione della coscienza, partendo dai primissimi livelli della nostra vita umana e
finendo nelle ultime intuizioni della coscienza del meditante sviluppato.
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a) la coscienza nel grembo


Per quanto ci dicono gli scienziati, o forse anche qualcuno di voi potr vagamente ricordare,
la vera e propria coscienza di s non presente quando siamo nel grembo materno, nello stato di
feto. Il s solamente vaga oscurit e sensazione confusa di essere in fusione con il grembo:
quasi fuso con la materia. In termini biblici diremmo che un to-hu bo-hu, lespressione che usa
in lingua ebraica la prima pagina della Genesi per indicare lo stato pre-creazione, due parole
simboliche che significano deserto e vuoto. Perfino nei primi momenti della nascita nello stadio
pi primitivo della coscienza umana, una chiara differenza fra il mondo esterno e lego pare che
non viene ancora percepita. Compito del neonato sar imparare la differenza fra s e gli oggetti
esterni. Alcuni studiosi parlano di una vaga consapevolezza del bambino, immerso in una
dimensione senza spazio e senza tempo, che perdura finch a poco a poco subentra la
cognizione degli oggetti esterni. Questo primissimo stato di coscienza stato anche descritto
come percezione paradisiaca primordiale, in cui regnano linnocenza e lignoranza e finir con
la caduta nella normale coscienza di s. Qualcuno potrebbe pensare ad una similitudine dello
stato infantile di coscienza paradisiaca a certi stati della coscienza delladulto immerso in
meditazione, quando i normali orizzonti della coscienza si aprono a vastissime dimensioni di
consapevolezza. Tuttavia la grande differenza fra i due stati questa: nella primissima
coscienza infantile si tratta di uno stato pre-personale mentre nella coscienza del meditante
adulto siamo nello stato trans-personale che poi suppone un alto livello di evoluzione spirituale.
b) La coscienza dellego
Il secondo passo nellevoluzione della coscienza quello di sperimentarsi come un io
oppure un ego. Nelle prime tappe della crescita infantile, il bambino impara a distaccarsi dal
caos primordiale e ad acquisire una diffusa differenziazione. La coscienza continua a ricevere
ancora sprazzi della beatitudine precedente, mezzo addormentata e non differenziata, ma inizia a
percepire istinti ed impulsi di sopravvivenza che la separano sempre pi dallo stato iniziale e la
fanno passare da coscienza caotica a coscienza egoica. A questo punto vorrei accennare a un
possibile fatto che riguarda elementi possibilmente collegati alla meditazione. Lo stato infantile
di coscienza che trattiamo si avvicina a certi stati adulti di totale rilassamento, ad es. quelli
sperimentati nel dormiveglia, nei quali talvolta vengono percezioni del mondo cosiddetto
astrale, cio solamente percettibili quando il corpo assolutamente in rilassamento e la
coscienza libera da onde mentali tipiche della veglia (onde beta). E perci che non ritengo
impossibile (e mi baso in alcune testimonianze) che anche la coscienza infantile primordiale ed
egoica possa avere esperienze del mondo astrale che, ovviamente non potr esprimere (poich
ancora non arrivato lo stadio del linguaggio) e facilmente dimenticher nelle tappe superiori di
normale crescita. Comunque lelemento essenziale che aiuta a passare definitivamente allo stato
egoico il corpo. Il s emerge ora come corpo e lapproccio al mondo esterno, sempre pi
differenziato, avviene attraverso il corpo: un piccolo s dominato dagli impulsi, istinti, piaceri
e sfoghi corporali.
c) La coscienza mentale
Lelemento chiave che favorisce il nuovo passo evolutivo lacquisizione del linguaggio.
Iniziano allora nuove modalit cognitive, non solo corporali, poich inizia anche una maggiore
consapevolezza della vita emotiva. Un pensiero concettuale, ovviamente molto rudimentale,
subentra alla percezione puramente istintiva. Allo stesso tempo, il percepirsi differenziato dal
mondo esterno e accompagnato e protetto da altri esseri simili a lui (in grandi) da origine alla
nascita di una vaga coscienza sociale e di appartenenza. Lego infantile, che prima era
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essenzialmente corporale, allet fra i 4 e 7 anni diventa quindi ego mentale. Elementi che
possano favorire in questa tappa una certa coscienza meditativa potremmo forse trovarli
nellinflusso grande o nullo degli atteggiamenti religiosi che il piccolo vede o meno nel mondo
grandi. Il concetto mentale di un essere Supremo che protegge in modo supremo ed lass in
un mondo supremo, pu penetrare vagamente nella piccola mente del bambino, ma sempre sar
condizionato allinflusso dei grandi.
d) La coscienza concettuale matura
Non possiamo qui trattare le ricchissime sfumature che segnano il passo evolutivo di un
livello di coscienza allaltro: le crisi che fanno abbandonare il gradino precedente ed integrarlo
nel nuovo, le stasi, le deviazioni psichiche, ecc. La coscienza umana continua la sua evoluzione
per via mentale concettuale fino a quello stato che ritengo possiamo chiamare coscienza
concettuale matura. E lo stato che attualmente abbiamo raggiunto come umanit, e come
umanit ci siamo ancorati in una certa situazione di stallo, credendoci presuntuosamente esseri
umani pienamente sviluppati. Come nelle fasi precedenti, anche nella nostra ci sono eccezioni e
sprazzi di luce che ci fanno prevedere ed intuire la fase susseguente, ma la coscienza globale
dellumanit nello stato in cui ci si trova attualmente in fase di stallo. Possiamo chiederci cosa
percepisce il meditante con la sola coscienza concettuale matura. Non dovremmo ritenere che la
sola mente non pu in qualche modo accorgersi dellesistenza di una realt spirituale che la
sorpassa. Le scritture sacre ad es. hanno proprio come finalit lavvio della coscienza
concettuale matura verso un mondo spirituale che supera il mentale. Ci sono stati dei scienziati
come Einstein che si avvicinarono al mondo spirituale seguendo con totale onest e sincerit le
vie mentali fino ad arrivare ad un orizzonte oltre al quale intuivano limpossibilit di andare con
la sola riflessione concettuale. In linguaggio zen diremmo che la coscienza concettuale matura
solamente il dito che punta verso la luna, ma non la luna, poich la sola mente non potr mai
avere lesperienza della non-mente. Un biofisico come Ludwig von Bertalanffy lo esprime cos:
Se quanto stato detto vero, la realt [ultima] quello che Nicol di Cusa chiamava
coincidentia oppositorum. Il pensiero discorsivo mai rappresenta altro che un aspetto della
realt fondamentale, che nella terminologia del cusano si chiamava Dio, tuttavia mai potr
esaurire la sua molteplicit infinita.
Tutti gli sforzi dei maestri quelli cio che hanno raggiunto livelli di coscienza superiori
allattuale- vanno diretti a rompere la sclerosi meditativa esclusivamente mentale per stimolare
nel discepolo la salita al gradino di coscienza superiore. I noti koan della tradizione zen hanno
questo scopo. Le parole dellantico padre del Taoismo Lao-Tzu hanno anche lo stesso senso:
C differenza fra il s e il no?
C differenza fra il bene e il male?
Devo temere ci che temono gli uomini? Che stupidaggine!
Avere e non avere nascono insieme
Difficile e facile sono complementari
Lungo e corto contrastano
Alto e basso si appoggiano lun laltro
Il fronte e il dorso si susseguono.
Chuang-Tzu laltro padre del Taoismo lo esprime in questi termini: Coloro che dicono che
vorrebbero avere quello che giusto, senza il concetto correlativo, lingiusto, oppure il buon
governo senza il mal governo, non percepiscono i grandi principi delluniverso n la natura di
tutto il creato. Sarebbe lo steso parlare del Cielo senza la Terra, oppure del principio negativo

senza il positivo, cosa palesemente impossibile. E tuttavia la gente continua a discutere di


queste cose senza posa; genti cos devono essere stolte o sconsiderate.
Nella tradizione mistica cristiana sono ben noti i tre segni-chiave descritti da S. Giovanni
della Croce per riconoscere che la coscienza concettuale del meditante ha raggiunto lo stato di
maturit e si sente spinta in avanti: brevemente descritti sarebbero questi tre:
-

Non trovare pi gusto nella sola meditazione a base di riflessioni mentali


Una certa indifferenza e distacco riguardo al mondo sensibile ed immaginativo
Un gusto per riposare mentalmente senza oggetto n considerazione particolare,
solamente attendendo diffusamente alla presenza divina.

S. Agostino ingarbugliato nella sua inquieta crisi di sola ricerca mentale finch non trova il
mistero nel pi intimo dal mio intimo e S. Tommaso dAquino confessando al suo scrivano
che tutti i suoi scritti sono fieno in paragone allesperienza mistica sperimentata, sono altrettanti
esempi di fratelli maggiori che hanno sorpassato la sola coscienza mentale.
e) Gli anelli mancanti
Stando cos le cose viene spontanea la domanda: Ci sono altri livelli di crescita nella
coscienza del meditante? E se ci sono qual la loro natura e in quale modo possiamo aspirare a
raggiungerli?
Ken Wilber, filosofo e mistico, grande autorit mondiale nel campo della psicologia
transpersonale e nella storia della coscienza umana, ci dice:
Noi tutti sappiamo come sono gli stadi e livelli inferiori della psiche fatti di istinto,
impulsivit, libidine, dominati dall'id, quasi animaleschi. E tutti noi sappiamo anche come sono
alcuni degli stadi intermedi, caratterizzati da adattamento sociale, efficienza mentale e
integrazione dell'ego, sintatticamente organizzati e concettualmente avanzati. Ma ci sono stadi
ancora pi alti? Un ego integrato o l'autonomia individuale sono forse la conquista pi alta per
la coscienza degli esseri umani? L'ego individuale un meraviglioso sistema di ordine
superiore, ma se lo si paragona all'Unit dell'universo in generale, non che una misera fetta
dell'intera realt. Possibile che la natura abbia lavorato per miliardi di anni solo per produrre
questo "topolino che l'ego? (Il Progetto Atman, Crisalide, p. 27).
Non sono mancati fra i nostri contemporanei ricercatori interessati nellesplorazione di
questo problema: lintera mappa della coscienza umana completamente evoluta. Fra loro ci sono
universalmente conosciuti Bergson, Toynbee, Tolstoy, William James e pi modernamente Ma
slow. E sono loro a suggerirci che i pi grandi maestri spirituali, saggi e mistici della nostra
storia rappresentino alcuni degli stadi pi alti, o forse i pi alti in assoluto, dello sviluppo
umano. E in base a queste ricerche che vorrei passare rapidamente in rassegna i tre anelli
mancanti.
f) La morte dellego
Il topolino che, secondo Wilber, lego ha finito il suo compito quando la coscienza
concettuale matura scopre il s. Questo avviene nella meditazione sempre pi silenziosa e
sempre meno concettuale. A poco a poco il s si percepisce differenziato dallego e dai
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rivestimenti con cui la mente ordinaria ci identifica continuamente. La discriminazione, una


esperienza cos amata dai meditanti orientali, si fa sempre pi presente nella coscienza del
meditante. Anche quotidianamente si inizia a vivere in quello stato che ho chiamato seconda
coscienza. Se conoscete le vie di meditazione che i gnani Ramana Maharshi e Nisargadatta
Maharaj raccomandavano ai loro discepoli spronandoli continuamente a non mollare la
coscienza dellIo Sono, capirete pi chiaramente cos il nuovo grado di coscienza del
meditante. La crisi pi forte che si deve affrontare qui la morte dellego. Tutte le terminologie
mistiche allusive alla morte della persona descrivono con pi o meno precisione questo stadio.
Lessere umano che per anni ha vissuto identificato con il suo ego-topolino pu sentirsi invaso
dal terrore quando nel silenzio meditativo qualcosa gli dici che lui non esiste come finora
pensava o credeva di esistere. E il S, puro e limpido che tenta di farsi sempre pi presente
perfino nella quotidianit. A questo punto bisogna dire addio al vecchio amico topolino,
devessere lucidamente differenziato dal vero Io, oltrepassato e integrato nella nuova tappa; ma
integrato da servo e non da padrone assoluto comera prima. Cos lego e i suoi transitori
rivestimenti possono esserci utili per ragioni pratiche e culturali, ma sempre entro il grande
distacco che ha la sua fonte nella nuova coscienza: quella della continua presenza del vero Io.
Se la crisi viene superata, il meditante sar pronto per andare avanti ancora, altrimenti il
processo evolutivo si fermer e il piccolo topolino continuer la sua dittatura mentale sovrana.
g) I regni ultimi
A questo punto ci dovremmo fermare, tuttavia non vorrei lasciare troncata la descrizione
dellintero progetto uomo, specialmente riguardo allo sviluppo completo della coscienza di un
meditante, poich ritengo che la meditazione il dono pi efficace e stimolante che ci stato
donato per la nostra crescita. E ovvio che non possiamo trattare qui in modo esauriente neppure
una sintetica descrizione di quei due ultimi gradi che gli studiosi ci indicano come gradi supremi
e ultimi nellevoluzione della coscienza. Diremmo che sono gradi nei quali la coscienza entra in
contatto con i livelli spirituali religiosi superiori. Nelle nostre tradizioni occidentali possiamo
trovare questi livelli negli scritti dei nostri mistici.
Il livello chiamato di coscienza sottile aperto a percezioni di presenze spirituali superiori,
santi, forme angeliche, intuizioni, visioni ed ispirazioni di altissimo livello. Dati tipici di questo
penultimo livello limpossibilit di trovare parole adeguate alla descrizione dellesperienza
spirituale e la visione panoramica della realt. Wilber ritiene che Dante tenta di parlarci di
quello che ha sperimentato direttamente nel suo Paradiso:
Oh abbondante grazia ond'io presunsi
ficcar lo viso per la luce etterna,
tanto che la veduta vi consunsi!
Nel suo profondo vidi che s'interna,
legato con amore in un volume,
ci che per 1universo si squaderna.
In parole pi moderne uno psichiatra, S. Dean, pioniere nella ricerca dellevoluzione della
coscienza, si esprime in questi termini: Si verifica un'illuminazione intellettuale che proprio
impossibile descrivere. In un lampo di intuizione, si consapevoli del significato e
dell'evoluzione dell'universo, si prova un senso di identificazione e di fusione con il creato,
l'infinito e l'immortalit. Si avverte sempre pi profondamente la rivelazione del significato: in
breve, si scopre un oltre-s, cos onnipotente... (K. Wilber, o.c. p. 121).
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E per me doveroso citare qui la descrizione dellesperienza illuminativi che ebbe mio Padre
S. Ignazio di Loyola presso la sponda del Cardoner, piccolo fiume della Catalogna:
Una volta si rec, per sua devozione, a una chiesa distante da Manresa poco pi di un
miglio: credo che si chiamasse San Paolo. La strada correva lungo il fiume. Tutto assorbito
nelle sue devozioni, si sedette un poco con la faccia rivolta al torrente che scorreva in basso. E
mentre stava l seduto, gli si aprirono gli occhi dell'intelletto: non ebbe una visione, ma
conobbe e cap molti principi della vita interiore, e molte cose divine e umane; con tanta luce
che tutto gli appariva come nuovo. Non possibile riferire con chiarezza le pur numerose verit
particolari che egli allora comprese; solo si pu dire che ricevette una grande luce
nell'intelletto.
Il rimanere con l'intelletto illuminato in tal modo fu cos intenso che gli pareva di essere un
altro uomo, o che il suo intelletto fosse diverso da quello di prima.
Tanto che se fa conto di tutte le cose apprese e di tutte le grazie ricevute da Dio, e le mette
insieme, non gli sembra di aver imparato tanto, lungo tutto il corso della sua vita, fino a
sessantadue anni compiuti, come in quella sola volta. (Autobiografia, 301)
Su lultimo grado evolutivo, conosciuto nelle tradizioni orientali come savikalpa e
nirvikalpa samadhi dir solamente che si pu descrivere in termini di unione con il divino. Tutti
i veri stati mistici tendono verso questa unit e finiscono per sperimentarla in diversi modi.
Perci concludo con le parole di Cristo, mio Maestro, che in un passo del vangelo di Giovanni
(17, 21-24), che ritengo il pi profondo, mistico e bello di tutto il Nuovo Testamento, quello del
sermone della cena, Ges chiede questo dono supremo per i suoi:
Che tutti siano una sola cosa. Come tu, Padre, sei in me e io in te, siano anchessi in noi una
cosa sola, perch il mondo creda che tu mi hai mandato. E la gloria che tu hai dato a me, io
lho data a loro, perch siano come noi una cosa sola. Io in loro e tu in me, perch siano
perfetti nellunit e il mondo sappia che tu mi hai mandato e li hai amati come hai amato me.