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Basilea 2:

effetti sulle banche


e sulle imprese
di Fabrizio Crespi*
Basilea 2 è il nuovo Accordo sui requisiti patrimoniali delle banche che si prefigge
l’obiettivo di rendere più stabile il sistema bancario internazionale. Gli enti creditizi e
le imprese devono prepararsi adeguatamente all’entrata in vigore dell’Accordo,
prevista per fine 2006. Non mancano le perplessità sull’impatto che Basilea 2 potrà
avere sulle banche e sulle piccole e medie imprese.

A ormai più di 10 anni dalla prima versione, Basi- affrontare serenamente l’esame dei rating bancari.
lea 2 è il nuovo accordo internazionale sui requisiti Alla luce di queste considerazioni introduttive pos-
patrimoniali delle banche che si prefigge l’obiettivo siamo senz’altro dedurre che le nuove regole, pe-
di aumentare la stabilità del sistema bancario in- raltro ancora in fase di definizione e operative solo
ternazionale rendendo le banche più sensibili al tra qualche anno, sono destinate a modificare in
controllo dei rischi di credito, di mercato e operati- misura significativa l’approccio delle banche nella
vi. In base ad esso, sostanzialmente, le banche dei gestione del rischio creditizio, con effetti di parti-
Paesi aderenti, tra cui quelle italiane, dovranno ac- colare importanza per il nostro sistema economi-
cantonare quote di capitale proporzionali al rischio co, composto in prevalenza da imprese di piccola
derivante dai vari rapporti di credito assunti. Dun- e media dimensione che trovano nel sistema ban-
que, un maggior rischio si tradurrà in maggiori ac- cario la principale fonte di finanziamento esterno.
cantonamenti e, quindi, in maggiori costi per gli L’adozione di metodologie “oggettive” di valuta-
enti creditizi. In particolare si renderà necessario zione del credito favorirà senz’altro rapporti bilate-
per le banche classificare i propri clienti in base al- rali più trasparenti e fiduciari tra banche e imprese.
la loro rischiosità, attraverso procedure di rating
sempre più sofisticate. Basilea 1
Esiste tuttavia il timore da parte di alcuni osserva-
tori che l’applicazione dell’accordo possa tradursi Ma proviamo ad approfondire meglio l’argomento
in minor credito alle imprese più rischiose e a tassi analizzando brevemente la storia di questo accor-
di interesse in genere più elevati. Appare quindi e- do e soprattutto l’impatto che la sua applicazione
vidente la necessità che le imprese, ed in partico- avrebbe nei confronti del mondo imprenditoriale in
lare le piccole-medie imprese (PMI), adottino ido- una realtà, come quella italiana, formata per il 95%
nee politiche, gestionali e di bilancio, atte a raffor- da piccole e medie imprese.
zare la propria struttura e la propria immagine per Innanzitutto, è d’obbligo un cenno al precedente

* Dottore di ricerca, Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano

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accordo, cioè il primo Accordo di Basilea sul capi- difica: al rischio di credito per il calcolo dei requisi-
tale (Basilea 1) introdotto nel 1988 e che è tuttora ti patrimoniali è stato affiancato il rischio di merca-
in vigore. Tale documento, a cui hanno aderito, fi- to (rischio di tasso, di prezzo, di cambio).
no ad oggi, le autorità centrali di oltre 100 Paesi, Tuttavia questi correttivi non si sono rivelati suffi-
definisce, in parole semplici, l’obbligo per le ban- cienti a garantire la solidità patrimoniale delle ban-
che di accantonare capitale nella misura di almeno che tanto che nel 2001 il Comitato di Basilea è ri-
l’8% dei crediti erogati, allo scopo di garantire so- tornato al lavoro per stendere un nuovo accordo,
lidità alla loro attività. In realtà, il calcolo del capi- Basilea 2 appunto, che risolvesse i limiti del prece-
tale da accantonare è ben più complesso e viene dente.
effettuato prendendo in considerazione la somma-
toria delle attività ponderate per il rischio e il co- Comitato di Basilea
siddetto patrimonio vigilanza (un aggregato conta-
bile non perfettamente coincidente con il capitale). Un breve cenno va fatto anche nei confronti del
Il problema più importante, qui, è che i crediti nei Comitato che si è occupato della stesura di en-
confronti delle imprese vengono ponderati tutti trambi gli accordi. Si tratta del Comitato di Basi-
con lo stesso peso anche se riferibili a controparti lea, istituito dai governatori delle Banche centrali
caratterizzate da rischio differente. dei dieci Paesi più industrializzati (G10) alla fine
L’accordo del 1988 presenta, però, dei limiti di del 1974. I membri attuali del Comitato provengo-
particolare rilevanza. L’8% stabilito dal cosiddetto no da Belgio, Canada, Francia, Germania, Italia,
coefficiente di solvibilità (patrimonio di vigilanza Giappone, Lussemburgo, Paesi Bassi, Spagna,
/sommatoria delle attività ponderate per il rischio), Svezia, Svizzera, Regno Unito e Stati Uniti. Il Co-
infatti, può essere giudicato eccessivo per una mitato si riunisce nella città svizzera di Basilea (da
controparte poco rischiosa e inadeguato per una qui il nome) presso la Banca dei Regolamenti in-
controparte ritenuta rischiosa. La quantità di capi- ternazionali.
tale assorbito secondo l’accordo, dunque, risulta Il Comitato non possiede alcuna autorità sopran-
troppo poco sensibile al rischio, nonostante alcuni nazionale e le sue conclusioni non hanno forza le-
correttivi introdotti nel corso degli anni. gale. Le linee guida, gli standard, le raccomanda-
zioni del Comitato sono formulati nell’aspettativa
Tra i limiti principali, va senz’altro annoverato il fat- che le singole autorità nazionali possano redigere
to che, nella concessione di prestiti non si distin- disposizioni operative che tengano conto delle
gue tra le imprese prenditrici in funzione del diver- realtà dei singoli Stati. In questo modo il Comitato
so grado di rischio, non si tiene conto della durata incoraggia la convergenza verso approcci e stan-
di un investimento e non vengono prese in consi- dard comuni.
derazione né la diversificazione di portafoglio, né
le tecniche di attenuazione del rischio di credito I pilastri di Basilea 2
(garanzie reali e personali, compensazioni di posi-
zioni in bilancio). Ma entriamo nel merito del nuovo Accordo. Il con-
Per ovviare in parte a questi limiti, nel gennaio del tenuto di Basilea 2 si articola su tre pilastri così
1996 è stata introdotta una prima significativa mo- come riportato nel grafico sottostante.

BASILEA 2

REQUISITI
PATRIMONIALI MINIMI
- rischio di credito
- rischio operativo CONTROLLO DELLE DISCIPINA DEL MERCATO
- rischio di mercato BANCHE CENTRALI E TRASPARENZA

2 RiViSTA n. 4 - Gennaio 2004


I requisiti patrimoniali minimi Disciplina del mercato e trasparenza
Si tratta, in sostanza, di un affinamento della misu- Sono previste regole di trasparenza per l’informa-
ra prevista dall’accordo del 1988 che richiedeva un zione al pubblico sui livelli patrimoniali, sui rischi e
requisito di accantonamento dell’8%. Tale percen- sulla loro gestione. L’adozione diffusa di giudizi di
tuale rimane invariata ma, nel nuovo accordo, si rating da parte delle banche e degli intermediari fi-
tiene conto del rischio operativo (rischio di perdite nanziari avrà ripercussioni anche sui mercati finan-
derivanti principalmente dall’inadeguatezza dei si- ziari. La diffusione di giudizi espressi, per via anali-
stemi di controllo o da eventi esterni straordinari tica, da agenzie ufficiali e da banche particolar-
come frodi o caduta dei sistemi) e del rischio di mente sofisticate, può contribuire, infatti, in manie-
mercato (rischio di perdita sulle posizioni del por- ra decisiva all’efficienza del mercato e a una cre-
tafoglio di negoziazione in caso di movimenti av- scita della sua significatività. Giudizi e valutazioni
versi del mercato). In secondo luogo, per il rischio potranno circolare, anche se a produrli non saran-
di credito (rischio di perdite derivanti dall’insolven- no direttamente gli investitori di mercato attraver-
za di una controparte), le banche potranno utilizza- so la loro attività di trading, andando così ad au-
re metodologie diverse di calcolo dei requisiti. mentare il livello di informazione con cui gli opera-
tori effettueranno le loro scelte.
Le metodologie più avanzate, in particolare, per-
metteranno di utilizzare sistemi di internal rating, Aspetti critici e opportunità
con l’obiettivo di garantire una maggior sensibilità di Basilea 2
ai rischi senza innalzare né abbassare, in media, il
requisito complessivo. La differenziazione dei re- Nonostante si siano evidenziati decisi migliora-
quisiti in funzione della probabilità d’insolvenza è menti rispetto al primo accordo, Basilea 2 presen-
particolarmente ampia, soprattutto per le banche ta ancora aspetti critici e alcuni limiti.
che adotteranno le metodologie più avanzate. In
altri termini, le banche avranno più metodi a di- In particolare si possono rilevare tre punti proble-
sposizione per calcolare il rischio di una contro- matici:
parte in una operazione di impiego, così da indivi-
duare più precisamente il capitale da accantonare. - la discriminazione tra banche, in quanto è proba-
Al massimo grado esse potranno utilizzare i so- bile che le realtà più piccole non potranno da su-
praccitati sistemi di rating interni, ossia sistemi di bito utilizzare le metodologie più avanzate, e di
screening e di valutazione delle imprese clienti si- conseguenza potrebbero subire un onere patri-
mili a quelli adottati dalle agenzie di rating più fa- moniale maggiore rispetto ai grandi gruppi ban-
mose (Moody’s e Standard & Poor’s): questi ultimi, cari;
peraltro, potranno anch’essi essere utilizzati per i-
- la possibile penalizzazione del finanziamento alle
dentificare il rischio delle controparti creditrici.
piccole e medie imprese (PMI) indotto dal siste-
ma dei rating interni;
Il controllo delle Banche Centrali
Tenendo conto delle strategie aziendali in materia - il problema della prociclicità finanziaria: nei perio-
di patrimonializzazione e di assunzione di rischi, le di di rallentamento economico, l’accordo avreb-
Banche Centrali avranno una maggiore discrezio- be l’effetto, secondo alcuni osservatori, di indur-
nalità nel valutare l’adeguatezza patrimoniale delle re le banche a ridurre gli impieghi, causa il cre-
banche, potendo imporre una copertura superiore scere del rischio, con la potenziale conseguenza
ai requisiti minimi. di inasprire la crisi stessa.

ASPETTI CRITICI DI BASILEA 2

DISCRIMINAZIONE FINANZIAMENTO PROCICLICITÁ


TRA BANCHE ALLE PMI FINANZIARIA

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Il Ministro dell’economia e delle finanze, Giulio Tre- Il problema della prociclicità finanziaria, già pre-
monti, ha recentemente evidenziato, inoltre, due sente nell’originario Accordo del 1988, rappresen-
altri problemi di non poco conto: la complessità, ta una fonte di preoccupazione ai fini della stabilità
con effetti regressivi, di Basilea 2, che è stata rile- finanziaria e macroeconomica. Quando il capitale
vata soprattutto nei Paesi anglosassoni e che ri- o le riserve accumulati durante i periodi di espan-
schia di ingigantirsi con l’introduzione dei nuovi sione non dovessero essere sufficienti a coprire i
principi contabili internazionali (IAS/IFRS) relativa- rischi associati alle fasi di rallentamento congiun-
mente ai criteri di valutazione dei crediti; la possi- turale, le banche si troverebbero costrette a ridurre
bile asimmetria concorrenziale con gli Stati Uniti, i gli impieghi per assolvere ai requisiti patrimoniali.
quali vorrebbero applicare le nuove regole solo a La regolamentazione patrimoniale può influire,
una decina di grandi gruppi bancari internazionali dunque, sulla prociclicità finanziaria. Ad esempio,
mentre l’Europa vorrebbe estenderle all’intero si- nei periodi di rallentamento economico, in cui cre-
stema bancario. sce la rischiosità dell’attivo, le banche sono indot-
Un’altra critica mossa a Basilea 2 è l’insufficiente te ad accantonare maggiore capitale. Per una ban-
considerazione che l’Accordo riserva alla partico- ca il cui grado di copertura sia al limite dell’8%,
larità delle situazioni dei sistemi bancari nei Paesi questo potrebbe avvenire a scapito di nuovi pre-
in via di sviluppo, a cui inevitabilmente, come già stiti o del rinnovo di prestiti già esistenti.
avvenuto per quello originale, esso finirebbe per e-
stendersi. Concludiamo con il punto più importante, analiz-
zando le problematiche che presumibilmente an-
Va infine rilevato che severe critiche non arrivano dranno a interessare le nostre piccole e medie
solo dall’Italia. Alcuni osservatori inglesi, che si so- imprese con l’entrata in vigore di Basilea 2.
no occupati da vicino della materia, rilevano: la Legare con maggiore aderenza il fabbisogno di
mancanza di procedure di verifica della misurazio- capitale al rischio sottostante a un finanziamento o
ne dell’adeguatezza del capitale in base ai sistemi a un investimento implica inevitabilmente che il
di rating interni; il carattere eccessivamente pre- prezzo di quel finanziamento o di quell’investimen-
scrittivo dell’Accordo, che crea barriere alla con- to divengano maggiormente sensibili al rischio im-
correnza e rischia di restare indietro rispetto all’e- plicitamente contenuto. In seguito al recepimento
voluzione delle pratiche di gestione del rischio; il delle nuove disposizioni regolamentari il legame
rischio che le risorse delle banche vengano dedi- fra rating interno e pricing si farà più solido, più
cate al rispetto di una normativa dettagliata invece strutturato e più trasparente.
che alla creazione di valore per gli azionisti.
Da un punto di vista teorico, l’effetto di una più ac-
Per quanto riguarda la discriminazione tra ban- curata valutazione del rischio da parte delle banche
che, si può affermare che il problema principale dovrebbe essere quello di ridurre il costo del credi-
attiene alla difficoltà per questi enti creditizi di rac- to per le imprese meno rischiose e di promuovere
cogliere le informazioni e i dati necessari al fine di un rapporto fondato sulla conoscenza e sulla fidu-
realizzare le metodologie più avanzate per la misu- cia reciproca. Quanto previsto dal nuovo Accordo
razione del rischio. Le piccole banche, che non di- dovrebbe contribuire a far maturare la cultura finan-
spongono in genere di forme evolute di risk mana- ziaria delle imprese, e a modificare le tipologie di in-
gement potrebbero essere soggette a requisiti pa- tervento del sistema bancario aprendo nuove e in-
trimoniali più stringenti. La discriminazione sarà teressanti opportunità per i partecipanti al mercato.
ancor più rilevante in quanto il nuovo Accordo ri- In pratica, però, vi è il rischio che i crediti concessi
schia di aumentare l’onere patrimoniale delle sin- alle PMI siano, o continuino a essere, considerati
gole banche. Questo rischio deriva dal fatto di a- più rischiosi: la metodologia di determinazione dei
ver introdotto un preciso requisito anche per il ri- rating interni, basata su procedure automatizzate
schio operativo, imponendo un vincolo patrimo- (scoring), potrebbe rivelarsi poco adatta a cogliere
niale (pari al 20%), che potrebbe risultare eccessi- le peculiarità delle PMI, a valutarne cioè adeguata-
vamente oneroso soprattutto per banche medio- mente il merito di credito. In ultima analisi tale me-
piccole. Queste ultime si troveranno quindi nella todo poco si presterebbe a preservare quel patri-
situazione o di dover aumentare il costo del credi- monio informativo del banchiere locale legato alla
to rischiando di perdere quote di mercato o di lunga consuetudine del rapporto con la piccola
“prezzare” i propri strumenti in modo inadeguato, impresa e consolidato nel tempo.
peggiorando in questo modo la propria situazione Non si tiene conto, inoltre, che un portafoglio di
finanziaria e patrimoniale. crediti alle PMI, a parità di perdita attesa, presenta

4 RiViSTA n. 4 - Gennaio 2004


perdite inattese inferiori a quelle di un portafoglio Ma non ci sono solo considerazioni negative nei
di prestiti alle grandi imprese, in ragione della confronti del nuovo Accordo di Basilea. Alcuni os-
maggiore importanza relativa che l’andamento ci- servatori, infatti, sostengono che Basilea 2 sia op-
clico dell’economia ha nel determinare le condizio- portuno e necessario. Opportuno perché occorre
ni di queste ultime. mantenere il presidio sulla stabilità delle banche,
necessario perché induce ulteriormente le stesse
Tutto ciò potrà indurre un effetto di carattere re- banche ad affinare la valutazione del merito di cre-
strittivo nei confronti delle imprese, in particolare dito e la determinazione dei prezzi relativi. L’appli-
delle PMI, in quanto i prenditori di minore qualità cazione del nuovo Accordo dovrebbe portare le
creditizia (tipicamente le piccole e medie imprese) banche a effettuare un pricing coerente con i ri-
vedrebbero peggiorare le condizioni loro praticate schi, per cui le imprese solide dovrebbero pagare
con un effetto di compressione della loro capacità molto meno di quelle in difficoltà (a volte diretta-
di indebitamento, nonché di revisione delle oppor- mente escluse dal credito) e la conseguenza di
tunità di indebitamento. tutto ciò non è altro che un corretto funzionamento
In pratica, secondo una larga parte degli osserva- del mercato.
tori, le banche sarebbero indotte a ridurre il credito
destinato alle PMI e ad aumentare al contempo i Il Presidente dell’ABI (Associazione bancaria ita-
tassi d’interesse. liana), Maurizio Sella, ha sostenuto, andando for-
se in controtendenza, che: “Tutti i riscontri fatti in
Secondo alcuni, infine, l’effetto combinato di una Italia e in altri Paesi d’Europa dimostrano che le
minore disponibilità di credito e di una sua mag- banche potranno erogare più credito alle PMI con
giore onerosità almeno per le imprese medie e lo stesso patrimonio e quindi questo faciliterà un
medio-piccole, potrebbe d’altra parte spingere le credito ancora più largo e a prezzi ancora più con-
società ad accedere direttamente al mercato dei venienti […] ovviamente i prezzi si proporzioneran-
capitali. In particolare, per le società quotate la ri- no al rischio, quindi le imprese migliori avranno i
cerca della frontiera efficiente di finanziamento prezzi più bassi e le imprese meno buone quelli
può offrire interessanti opportunità mediante l’uti- più alti”.
lizzo di strumenti ibridi. Per esempio, uno stru-
mento fino ad oggi poco impiegato e che potrà Secondo l’agenzia di rating Moody’s, infine, il prin-
trovare interessanti applicazioni è rappresentato cipale beneficio di Basilea 2 sta nel netto migliora-
dal prestito obbligazionario convertibile. Basilea 2 mento della cultura del rischio delle banche: le
potrebbe essere quindi una forza propulsiva a un nuove regole aumenteranno la chiarezza e la sicu-
cambiamento nella cultura delle imprese italiane. rezza del settore bancario.
Visto che il cambiamento sembra ormai deciso,
Va rilevato, tuttavia, che le pressioni di Banca d’Ita- tocca ora alle imprese adeguarsi e attuare quelle
lia e di altre banche centrali, volte a difendere la trasformazioni che permetteranno loro di poter so-
specificità di sistemi economici caratterizzati dalla stenere e affrontare vittoriosamente la “sfida” con i
presenza di migliaia di piccole imprese, hanno por- rating calcolati dalle banche. Ricordiamo un’elo-
tato a una parziale revisione dell’originale bozza di quente riflessione in proposito di Rainer Masera,
accordo, il quale prevede ora requisiti minimi patri- presidente dell’Istituto Sanpaolo IMI, il quale so-
moniali ridotti per l’esposizione delle banche verso stiene che: “La diffusione dei modelli di rating in-
le piccole e medie imprese. L’esposizione delle terno rappresenta un cambiamento di grande por-
banche verso le piccole e medie imprese (imprese tata anche nel rapporto tra banche ed imprese, in-
con un fatturato inferiore ai 50 milioni di euro) sarà tervenendo nel ridefinire i confini dei rispettivi rap-
soggetta a requisiti di capitale inferiori, fino al 20% porti di relazione informativa ed operativa. [...] Per
a seconda delle dimensioni, rispetto alle grandi im- le imprese di qualità media ed inferiore, il rating
prese. Questa misura dovrebbe portare a una ridu- determinato dalle banche diventerà una variabile
zione media del 10% circa dei requisiti relativi alle strategica per regolare il costo e l’efficienza delle
PMI. La modifica sarebbe giustificata anche dal proprie scelte di struttura finanziaria e di finanzia-
fatto che, come abbiamo già rilevato, un’eventuale mento degli investimenti, nonché uno strumento di
insolvenza di una impresa di piccole dimensioni ha valutazione delle possibilità di crescita e di diversi-
scarso impatto sul sistema bancario. ficazione. Il rating potrà rappresentare un utile indi-
Va anche detto però che queste misure potranno catore a supporto della definizione degli obiettivi di
attenuare, ma non risolvere del tutto, le problema- gestione per il management contribuendo ad una
tiche di Basilea 2 in relazione alle PMI. più efficiente politica del capitale”.

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L’impatto sulle imprese check-up aziendale, finalizzato a preparare l’im-
presa a sostenere l’esame del rating bancario.
È possibile allora individuare le aree sensibili che Schematizzando, le principali aree d’attenzione
dovranno essere prese in considerazione in fase di potranno essere le seguenti:

AVVENTO DI BASILEA 2
Impatto sulle

IMPRESE ITALIANE
Check - up

STRUTTURA SITUAZIONE ASPETTI


PATRIMONIALE FINANZIARIA ECONOMICI

Struttura patrimoniale o ricorrendo al leasing è una scelta che non potrà


I bilanci di molte PMI presentano strutture patrimo- più essere effettuata solo in considerazione di van-
niali assolutamente deficitarie, che in nessun modo taggi fiscali, ma bisognerà considerare anche l’im-
evidenziano il reale valore dell’azienda; non interve- patto di tale scelta sulla struttura patrimoniale del-
nire in quest’area sarà un grande errore; si tratterà l’azienda e sulla struttura dell’indebitamento.
piuttosto di valutare gli interventi meno onerosi.
Il rating secondo Basilea 2
Situazione finanziaria
Dovrà essere analizzata la struttura dell’indebita- Ma cos’è questo rating che tanto spaventa e con-
mento (rapporto debiti a breve/debiti a scadenza dizionerà in un futuro ormai prossimo le nostre im-
medio-lunga); dovrà essere analizzato il rapporto prese? Letteralmente rating vuol dire valutazione.
indebitamento/mezzi propri; il rapporto affidamen- Valutazione, quindi, della credibilità di uno Stato,
ti/utilizzi; la pluralità e la tipologia delle banche che di una sua emissione finanziaria, di un’impresa.
affidano l’azienda. Nel nostro caso significa valutazione delle nostre
imprese e della loro capacità di credito.
Aspetti economici La normativa di Basilea 2 è estremamente com-
La redditività dell’impresa espressa dal bilancio plessa, ma, d’altro canto, fissa solo le linee guida,
dovrà essere maggiormente veritiera, e non essere lasciando ampio spazio alle banche e alle autorità
espressa solo in funzione di problematiche fiscali. centrali di controllo del credito (Banca d’Italia, per
noi) quanto alle metodologie e ai processi che por-
Il ruolo principe della pianificazione finanziaria ap- teranno alla definizione del rating.
pare qui in tutta la sua evidenza. Pianificare i futuri Basilea 2, peraltro, non obbliga le banche a utiliz-
impegni per reperire per tempo le adeguate coper- zare da subito procedure di rating interno.
ture finanziarie dovrà essere un imperativo anche Ogni banca potrà scegliere tra tre diverse modalità
per le imprese più piccole, per evitare di incorrere di comportamento per giungere alla determinazio-
in situazioni di tensione di tesoreria che saranno ne del rischio di una controparte creditrice:
immediatamente rilevate dalle banche. Qualunque
scelta in ambito finanziario dovrà essere valutata • lo Standard approach (livello minimo, obbligatorio);
con riferimento ai diversi impatti che avrà sulla ge- • il metodo IRB (Internal rating based approach) di
stione aziendale nel suo complesso. Per esemplifi- base (foundation);
care: decidere se acquisire un bene con un mutuo • il metodo IRB avanzato.

6 RiViSTA n. 4 - Gennaio 2004


BANCA

STANDARD
IRB DI BASE IRB AVANZATO
APPROACH

RATING

Lo Standard approach non si discosta molto dal I metodi IRB possono essere definiti un “insieme
sistema attuale, introdotto dal primo accordo di strutturato e documentabile di metodologie e pro-
Basilea del 1988, che prevede un accantonamento cessi organizzativi che permettono la classificazio-
dell’8% a fronte di ogni impiego. Tuttavia, viene in- ne su scala ordinale del merito di credito di un
trodotto un correttivo per legare maggiormente i soggetto e che quindi consentono la ripartizione di
requisiti patrimoniali al rischio derivante dagli im- tutta la clientela in classi differenziate di rischio-
pieghi. In pratica, alle varie attività (prestiti) do- sità, a cui corrispondono cioè diverse probabilità
vranno essere assegnati coefficienti di pondera- di insolvenza”.
zione commisurati al rischio e il Comitato propone Le imprese saranno valutate, con riferimento alla
di basare queste ponderazioni su valutazioni e- rischiosità (probabilità di insolvenza) sulla base di
sterne della qualità creditizia (rating esterni). Quin- una scala ordinale di merito e attraverso l’utilizzo di
di le ponderazioni consentiranno di ridurre gli ac- metodologie e di processi organizzativi adatti e ap-
cantonamenti di capitale per gli impieghi verso le provati dalla Banca d’Italia.
aziende con rating molto buoni (AAA, AA, A ecc.) e Va anche detto che i giudizi di rating sviluppati al-
di maggiorare gli accantonamenti verso le imprese l’interno delle singole banche non possono essere
con i rating peggiori (CCC, D ecc.), mentre per gli indipendenti da mercati locali, ancora diversi an-
impieghi verso aziende con rating medi e verso a- che se inseriti in un contesto di globalizzazione. Le
ziende senza rating la ponderazione sarà neutrale strutture finanziarie con cui le imprese affrontano
(100%). condizioni così variegate, unite a disparità di regi-
È evidente che, considerato il limitatissimo numero mi fiscali, normativi, contrattuali e civilistici, rendo-
di aziende italiane che dispongono di un rating e- no diversificate le condizioni che assicurano, sui
sterno, di fatto questo approccio non porterà par- vari mercati, le esposizioni delle imprese al rischio
ticolari benefici alle banche, lasciandole pratica- d’insolvenza. Ciò ancor di più quando come per il
mente nella situazione attuale. mercato italiano – e, più in generale, per quello eu-
ropeo continentale – la produzione si basa su im-
Con riferimento ai metodi IRB (Internal rating ba- prese medie e medio-piccole, operanti su seg-
sed approach), occorre osservare che il Comitato menti di nicchia con vantaggi competitivi specifici
di Basilea 2 ha fornito soprattutto un quadro di ri- su mercati maturi.
ferimento, non regole dettagliate. Pertanto il meto- L’impegno delle banche, che operano sui diversi
do di calcolo del rating internamente creato da u- mercati, a mettere a punto modelli interni validati
na banca potrà differire anche in maniera significa- nei singoli contesti va incontro all’esigenza di a-
tiva da quello adottato da un’altra banca, e ciò sia dottare sistemi di valutazione (modelli, procedure,
con riferimento agli elementi considerati sia al pe- processi) ancor meglio diversificati e meglio cali-
so attribuito a ciascuno di essi. brati sui differenti ambienti operativi.

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Le differenze sono tali dunque da sconsigliare capacità distintiva nel servire e sostenere la pro-
l’utilizzo acritico e indifferenziato di modelli già pria clientela.
esistenti sviluppati su altri mercati domestici,
ancorché detti modelli si siano altrove dimo- Secondo le indicazioni previste dall’Accordo, per
strati validi. Diversi contesti di mercato richie- poter utilizzare i metodi IRB, le banche dovranno
dono analisi e modelli aderenti alle condizioni dimostrare di avere adottato l’uso interno dei mo-
locali. delli per un congruo numero di anni. Alcune ban-
Questa considerazione indica al tempo stesso un che stanno già definendo in via sperimentale me-
limite e una opportunità per il sistema finanziario i- todologie e processi nuovi, dal momento che il
taliano: nuovo Accordo di Basilea diventerà operativo a fi-
ne 2006 o, al più tardi, all’inizio del 2007.
1) realizzare un sistema di rating efficace ed effi-
ciente rappresenta un lavoro complesso e meto- Le imprese devono quindi impegnarsi su più fronti
dologicamente impegnativo, quindi costoso; per evitare di giungere impreparate all’appunta-
2) disporre di un’affidabile ed efficiente informazio- mento con il rating. Dovranno migliorare non solo
ne di rating rappresenta per contro un valore per la propria struttura finanziaria e patrimoniale, ma
l’organizzazione che lo utilizza, un salto di qualità anche la quantità, la qualità e la tempestività delle
nella valutazione e nella capacità di proposta, una informazioni indirizzate verso l’esterno.

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