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COSMOLOGIE

VIOLENTE :
PERCORSI DI VITA
CRIMINALI
Il manifestarsi del delitto si accompagna
allambivalenza di quel fenomeno
ammirativo da parte del semplice
cittadino, che vede nel criminale una
specie di privilegiato, che ha osato
affrontare le leggi; non linvidia di aver
commesso il delitto, ma di essersi messo
al di sopra della legge.
- Immaginiamo lorizzonte conosciuto
del fenomeno violento inscritto entro sei
angoli, sei vertici di un poliedro che
risulta dallintrecciarsi di due triangoli di
Penrose: il 1 vertice lo stato moderno e
la violenza fondatrice, il 2 un tipo di
violenza contro cui combattono lo stato

costituito e la politica e il 3 la
violenza nelle elaborazioni della
dottrina penalistica ovvero come
attacco al corpo.
- Questi 3 vertici formano una
dimensione macro della rappresentazione
della violenza, che concerne le
istituzioni, lagire politico e i discorsi che
hanno per oggetto il suo controllo. Il 2
livello riguarda il perch della violenza e
individua altri 3 vertici: 1 moralit, virt
e
comportamento
violento,
2
neuroscienze,
patologie
cerebrali,
ragionamento morale e violenza, 3
psicoanalisi e violenza. Questi 3 vertici
formano invece la dimensione micro
della rappresentazione della violenza, che
riguarda le su cause. Dallintreccio di
questi 2 triangoli emerge il poliedro, una
proiezione impossibile, perch ogni
vertice produce una torsione sugli altri;
ci fa si che i triangoli si modifichino a

seconda del punto di osservazione


STATO TARDO MODERNO E
VIOLENZA FONDATRICE
- La violenza non pu mai essere
riconosciuta come propria, si pu dirne
solo se la si trasferisce su qualcosa di
differente da se stesso: si parla di
MECCANISMI DI AUTOINGANNO.
- Lasse attorno al quale gira tutto il
processo di cura della violenza nello
Stato moderno, poich quello giudiziario
non rinuncia ad essa e non sopprime la
vendetta. Ren Girard afferma infatti che
il sistema penale contiene il medesimo
principio di giustizia del principio di
vendetta, ovvero quello della reciprocit
violenta detta retribuzione. Ad agire in
questo caso per non pi il clan o la
vittima, ma un terzo che il giudice
non coinvolto nelloriginario episodio
violento; il sistema giuridico allontana la

minaccia
della
vendetta
senza
sopprimerla.
- Per attuare il processo di cura, la
vendetta andava prima di tutto depurata
dallarbitrio punitivo eccessivamente
violento che aveva segnato lepoche
precedenti: lidea di giusta retribuzione,
di proporzionalit tra pena e delitto
esprimeva un criterio di delimitazione
della reazione punitiva, che si
accompagnava allintroduzione della
nozione di prevenzione generale e
speciale.
- Lidea di UMANIZZAZIONE
DELLA PENA inoltre mantiene una
buona dose di ambiguit, amplificata
dallelaborazione e dalla ricezione del
modello di RISOCIALIZZAZIONE
DEL DELINQUENTE e della nozione
di pena utile: da una parte infatti non
si rinuncia a punire con misure violente
ormai legalizzate (pena di morte) gesti

considerati altamente devianti, dallaltra


per si costruiscono nel nome
dellutilit della pena programmi
risocializzativi.
Il sistema giudiziario razionalizza la
vendetta e la limita come meglio crede,
ne fa una tecnica di guarigione e
prevenzione della violenza, vendetta che
intesa solo verso alcuni uomini, ovvero
i violenti colpevoli: il sistema giudiziario
impedisce di avvertire la violenza come
violenza di tutti.

VIOLENZA,
SUO
MISCONOSCIMENTO E STATO
MODERNO
- Girard afferma che luniverso della
violenza

di
possessione
e
sdoppiamento; il problema che si pone
quando la nostra specie non ancora
interamente emersa dal suo passato
animale riguarda ancora una volta

limitazione di comportamenti volti al


procacciamento e al consumo di ci che
necessario alla sopravvivenza (cibo).
- Lultima preda costringe luomo ad
imitare laltro sostituendosi a lui, fino a
compiere gesti estremi. La rivalit che
inaugura il circolo della violenza non si
arresta pi: il conflitto divorzia
dalloggetto esterno, ma non si arresta,
perch coloro che si fronteggiano
finiscono per considerare solo il loro
antagonismo. Il gruppo cade in preda
alla violenza perch ciascuno smette di
desiderare ci che ha laltro, ma vuole
essere laltro.

Si
arriva
quindi
ad
una
INDIFFERENZIAZIONE: la perdita
delle differenze in ragione della violenza
che accomuna tutti e che porta alla crisi
dellintera
comunit.
Dallindifferenziazione si pu uscire, ma
necessario il misconoscimento del

contesto violento nel quale si originato


il processo che ha portato alla pratica
della violenza.
- Deridda afferma che il diritto europeo
tende a proibire la violenza individuale e
a condannarla in quanto essa minaccia
non la legge, ma lordine giuridico
stesso: vi quindi linteressa del diritto a
manipolare la violenza, non tanto per
proteggere dei fini legali giusti, quanto
per escludere minacce al suo ordine.
- Tale percorso trasforma la violenza
originaria (infondata e ingiustificata) in
forza legittima, quando il singolo
rinuncia a vendicarsi spontaneamente e
riconosce
lautorit del sovrano
attraverso la legge, che acquisisce la
forza di regolare le relazioni umane fino
alla morte, per mezzo della pena capitale.
- Dalla violenza fondatrice si passa alla
violenza conservatrice del diritto, la
prima viene nascosta dallapparato

giudiziario, la seconda pu invece


opporsi a violenze individuali o collettive
che minacciano lo stesso diritto la
creazione di diritto quindi creazione di
potere e perci un atto di immediata
manifestazione di violenza.
- Si arriva alla nozione di stato di
eccezione con cui sindicano quei pezzi
di territorio che rimangono fuori
dallordinamento giuridico normale, ma
non devono per essere considerati come
spazio esterno. Ci che caratterizza
leccezione che ci che escluso non
per questo senza rapporto con la norma;
la norma si applica alleccezione
disapplicandosi e perci lo stato di
eccezione non quindi il caos che
precede lordine, ma la situazione che
risulta dalla sua sospensione.
STATO TARDO MODERNO E
CRISI
DEL
MONOPOLIO

LEGITTIMO DELLA VIOLENZA.


- Lassunzione del monopolio della
funzione disciplinare da parte della
giustizia penale proprio ci che rende
evidente i suoi stessi limiti - questo modo
di governare la violenza non produce pi
ORINDE SOCIALE.
- In relazione al concetto di sovranit si
pu parlare proprio di crisi: lo Stato
sovrano non ammetteva concorrenti al
suo interno (per lo Stato non era possibile
entrare in rapporti giuridici con altri
soggetti, e quindi di fronte ad esso non
potevano che esserci situazioni di
soggezione).
- Il sociologo olandese Swaan afferma
che da un modello autoritarioimpositivo, saremmo passati ad un tipo
di amministrazione e di gestione
integrata da forme di negoziazione;
luomo inteso come soggetto autarchico
che si rivolge a se stesso e ad altri con le

stesse forme con cui il sovrano


impartisce ordini ai suoi sudditi. Il diritto
quindi inteso come una serie di
imperativi e di regole che hanno sempre
carattere repressivo.
- Si arriva alla nascita di diverse forme
comportamentali, accompagnate da una
maggiore tolleranza nei confronti di
condotte originali; ciascuna professione e
attivit produce i suoi codici e la sua
etica che funziona in relativa autonomia
nei confronti delle norme generali.

SECONDO VERTICE DEL


TRIANGOLO: UN TIPO DI
VIOLENZA CONTRO CUI
COMBATTONO, LO STATO
COSTITUITO E LA POLITICA
INCIVILTA'
ANTISOCIALI

CONDOTTE

- Alcuni studiosi avevano relazionato la


diffusione della paura della criminalit al
diffondersi dellincivilt nei quartieri
(comportamenti indesiderati ma non
criminali). Esistono due tipi di incivilt:
1. quella che crea disordine fisico (es.
spazzatura per la strada, case trascurate)
2. quella che crea disordine sociale
(es. ubriachezza, tossicodipendenza,
prostituzione).
- Secondo questa prospettiva, la presenza
del disordine fisico e sociale produceva
insicurezza in quanto rende evidente
lincapacit delle istituzioni ad affrontare
i problemi del territorio. Il disordine
rappresenta quindi un segnale della crisi
dei sistemi di controllo sociale formale.
- Questa visuale stata contraddetta da
numerose ricerche: nel 1999 a Baltimora
fu condotto uno studio con il quale si
dimostr che nonostante nei quartieri
poveri della citt le condizioni fisiche si

fossero deteriorate e le incivilt fossero


aumentate, non si erano registrati segnali
di aumento dellinsicurezza dei residenti.
- Garland arriva a sostenere che se un
tempo, incivilt e criminalit riguardavo
solo i poveri, negli ultimi decenni
riguardano qualsiasi soggetto. Tutte le
mutazioni associate alla tarda modernit
hanno contribuito ad erodere il mito
secondo cui lautorit sia in grado di
erogare legge, ordine e controllare il
crimine allinterno dei suoi confini.
- Lo stato dangoscia di fronte a minacce
sempre pi indefinite promuove quelle
che
Sennet
denomina
comunit
distruttive, che si limitano a rispondere in
modo auto difensivo.
SOVRAPPOSIZIONI & CONFUSIONI
- Negli anni 90 si inizia a far ricorso
allespressione condotta antisociale

per designare le situazioni che in


precedenza erano definite con espressioni
quali incivilt, disordine fisico e
disordine sociale. Differenze:
Disordine indica qualcosa che accade
allinterno di una comunit,
Condotta antisociale fa riferimento ad
atti imputati a soggetti ben individuati
che sono chiamati a risponderne; le
condotte antisociali designano individui
o gruppi da controllare da parte dei
sistemi sociali/penali.
- Si daccordo nel ritenere che
lapertura del partito laburista agli anti
social behaviour oders (ASBO) serv per
contrastare condotte penalmente gi
rilevanti; Lord Williams afferm - le
condotte antisociali sono una minaccia
nelle nostre strade e nelle nostre
comunit.
- La definizione di anti social behaviour
la si ritrova nella frase una condotta che

causa, o probabile che crei, paura ad


una o pi persone che non appartengono
alla famiglia di chi la pone in essere".
- Uno dei pi importanti studi fu quello
di Cambridge sui comportamenti
delinquenti, che si bas su unindagine
svolta su 411 maschi londinesi compresi
fra gli 8 e i 32 anni. I delinquenti sono
descritti come disonesti gi nella scuola
primaria, aggressivi e bugiardi fra i 12 e
i 14 anni, minacciosi dopo i 14, e a 18
antisociali in unampia variet di ambiti
(alcol, droga, gioco dazzardo).
- Per ci che riguarda il rapporto tra
aggressivit e violenza in adolescenza e
in et adulta, lo studio dimostra che
laggressivit tra i 16/18 anni rappresenta
il metodo di previsione pi efficace per
una violenza commessa a 32 anni.
La teoria riconoscere che le comunit
a rischio necessitano di una protezione,
conduce i politici a dover prendere

posizione tra 2 misure differenti: da una


parte incrementare le politiche di
welfare,
dallaltra
assumere
un
approccio punitivo per tutelare le
persone oneste che abitano i quartieri pi
vulnerabili.
- Questa seconda ipotesi richiama quelle
che Garland ha definito risposte di
tipo
acting-out:
ricorrere
a
provvedimenti legislativi o a politiche
che diano alla gente lillusione che si sta
facendo qualcosa contro il dilagare del
crimine.
ASBO (Anti Social Behaviour Orders) LIMPLEMENTAZIONE
DEL
PROGETTO.
- LASBO divenne operativo nellaprile
del 1999, ma inizialmente poche persone
ricorrevano all'Ordine, in ragione dei
costi e della lunghezza delle procedure.
Nel 2000 si prov ad incrementare

limplementazione
del
progetto
attraverso la creazione di anti social
beaviour unit, che aveva confermato che
la condotta antisociale ha significati
diversi per persone diverse (es. vicini
rumorosi, teppisti ubriachi). Questa lista
(White Paper) prevede nuovi poteri
concessi
allautorit
locale
per
sgomberare aree occupate, ma anche per
introdurre misure quali il rafforzamento
della responsabilit genitoriali per scolari
con comportamenti devianti.
Formula il disordine sociale
necessita una disinfezione dello spazio
pubblico; barboni, ubriachi offendono
con la loro presenza. E' necessario
distinguere tra fisiologia e patologia
della trasgressivit, la cui distinzione
riguarda sia la frequenza, la persistenza e
la gravit delle condotte, sia la loro
relazione
con
la
personalit
delladolescente.

- In sintesi il comportamento antisociale


sembra dovuto ad una mancanza di
controlli interni (es. mancanza di senso di
colpa).
Lincrocio
tra
queste
caratteristiche di personalit infantili
unite
allimpulsivit
adolescenziale
producono la tendenza anti sociale
adolescenziale.

3 VERTICE DEL TRIANGOLO


RIVOLTO VERSO LALTO: LA
VIOLENZA
NELLELABORAZIONE
PENALISTICA, LA VIOLENZA
COME ATTACCCO AL CORPO
- Per il concetto giuridico di violenza
dottrina e giurisprudenza sono orientate
verso uninterpretazione estensiva, in
base alla quale violenta ogni condotta
in grado di esplicare sulla vittima un

effetto di coazione, un costringimento.


- Tale teoria per diviene inaccettabile e
si arriva ad uninterpretazione restrittiva
della violenza, legata alla corporeit - il
contesto in cui si muove lo studioso
rappresenta
la
violenza
come
aggressione fisica al corpo.
- Loffesa violenta ricomprende:
a. condotte che rappresentano un
attivo sul corpo, seppure ci non
produca un dolore fisico alla vittima,
b. condotte che si limitano a creare un
pericolo attuale di lesione della vita
(es. pugno dato a vuoto),
c. lesiva sarebbe anche la condotta di
chi impedisce ad una persona di
allontanarsi dal luogo in cui
attualmente si trova; lattore esercita
un gesto di dominio sulla vittima, che
il cuore del fenomeno violento.
SOGGETTI DELLA VIOLENZA: 1

VERTICE
DEL
TRIANGOLO
VERSO IL BASSO MORALITA',
VIRTU' E COMPORTAMENTO
VIOLENTO: Haidt afferma che le
motivazioni e le convinzioni in campo
morale derivano da un ridotto numero di
veloci
intuizioni,
che
generano
ragionamenti lenti e coscienti. Da un
lato, quindi, il ragionamento morale
operato da ogni individuo ha per oggetto
le motivazioni che supportano le
intuizioni individuali: il pensiero di Haidt
va etichettato come socio intuizionista
perch tiene conto dellimportanza
decisiva delle influenze sociali e
culturali.

MODELLO
SOCIOINTUIZIONISTA:

per
Hume le convinzioni morali provengono
dai sentimenti; ma sono questi ultimi a

restituirci una comprensione intuitiva di


ci che giusto o errato. La conclusione
che lindividuo mette sempre in atto
valutazioni immediate su ogni cosa che
vede e ascolta in base alla dimensione.
- Il modello socio intuizionista si
struttura su questi presupposti, ed
composto da sei processi psicologici che
descrivono le relazioni tra unintuizione
iniziale del bene rispetto al male, un
giudizio
morale
conscio
e
un
ragionamento morale conscio:
I SEI PROCESSI PSICOLOGICI:
1 il giudizio morale onnipotente,
come lo il giudizio estetico. Esso viene
messo
in
atto
velocemente,
spontaneamente e intuitivamente.
- Intuizione morale: limprovvisa
comparsa nella coscienza di un
sentimento che valuta il carattere o le
azioni di una persona, senza la

consapevolezza conscia di essere passati


attraverso livelli di ricerca, di aver
valutato delle prove o di aver tratto una
conclusione.
- Il modello intuizionista in quanto
afferma che il giudizio il risultato di
processi automatici, di lampi intuitivi
che per esempio portano quasi sempre
alla condanna di una persona violenta.
Questa
esperienza
conscia,
che
comprende una credenza nella giustezza
o nell'erroneit dellatto, il giudizio
morale.
2 ragionamento morale: un
processo complesso ingaggiato dopo aver
portato a termine un giudizio morale
3 luomo spesso orientato ad
agire nel rispetto delle norme sociali e
condivise allinterno di una comunit; si
ipotizza una combinazione di risolutezza
e disponibilit: risolutezza nel rispettare
le norme alle quali accordano preferenza,

disponibilit ad essere persuasi dalle


buone argomentazioni avanzate da altri.
- Quando gli uomini devono affrontare
circostanze ambigue cercano aiuto per
interpretare e comprendere ci che
dovrebbero pensare in relazione a quello
che sta accadendo. Abbiamo un immenso
bisogno di andare daccordo con gli altri;
ne deriva che i nostri giudizi morali sono
fortemente modellati da ci che gli altri
pensano di noi.
4 la persuasione sociale cattura
questo automatico processo inconscio.
- Questi quattro processi il nucleo del
modello
socio
intuizionista,
che
conferisce al ragionamento morale un
ruolo causale nel giudizio morale quando
il ragionamento passa attraverso altri
soggetti.
5giudizio ragionato - tutto ci non
esclude che le persone in certi casi
possano
ragionare
individualmente,

senza tener conto dellintuizione iniziale;


in questi casi il ragionamento causale.
Secondo Hadit queste situazioni non
sono frequenti e avvengono quando
lintuizione iniziale molto debole e la
capacit di elaborazione alta
6riflessione privata - nellavviare
un ragionamento un soggetto pu per
spontaneamente cogliere una nuova
intuizione che contraddice il giudizio
intuitivo iniziale; ci avviene attraverso
lassunzione di ruolo. Il giudizio finale
pu aderire allintuizione pi robusta
oppure ricorre ad un ragionamento per
valutare i pro e i contro; questo percorso
un dialogo interiore.
COME
SI
SVILUPPA
LA
MORALITA'?
3
fondamenti
universalmente condivisi della morale in
tutte le culture:
1)
DANNO-SOFFERENZA:
la

sensibilit o lavversione per i segni di


sofferenza e dolori subiti dagli altri
2) RECIPROCITA'-ONESTA': le
risposte emotive alle situazioni di
mancata riconoscenza.
3) RISPOSTA ALLA GERARCHIA
SOCIALE: la rabbia nei confronti di chi
non mostrato segni di rispetto.
A questi tre fondamenti se ne possono
affiancare altri due, non presenti in tutte
le culture:
PUREZZA-PIETAS: lattenzione per
la pulizia e il disgusto per situazioni che
riguardano cibo, sesso e cadaveri
SENSO DI APPARTENZA AD UN
GRUPPO: i vincoli di appartenenza che
escludono da un altro gruppo.
LE VIRTU: Sperber sostiene che si
dovrebbe guardare alla moralit come ad
un insieme di molteplici tematiche
riguardanti la vita sociale, ciascuna delle

quali ha una sua storia plasmata da


meccanismi psicologici.
- Il primo degli elementi basilari per una
teoria intuizionista dello sviluppo morale
lesternalizzazione assistita.
- Lidea che la moralit affiora e
matura nel bambino in una tappa
evolutiva
che
richiede
per
lesternalizzazione una guida proveniente
dal mondo culturale di appartenenza;
solo quando le menti sono pronte
cominciano a sviluppare reazioni
emotive alla sofferenza, allingiustizia
presenti nel loro mondo sociale.
- Il secondo strumento basilare la
nozione di virt: sono intese come
qualit di una persona; Hadit le chiama
abilit che il bambino sviluppa e che lo
aiutano a navigare nel complesso mondo
sociale. Le virt richiedono un lungo
tempo per svilupparsi perch sono
reazioni intuitive apprese durante

linfanzia e durate tutta la vita.


- SFRUTTAMENTO DEI MODULI
MORALI: Le modalit con cui i bambini
apprendono le virt derivano dal fatto
che noi proviamo ad insegnare a loro
gentilezza e compassione ad esempio
affidandoci a storie di persone che non le
hanno sviluppate. Ascoltando queste
storie i bambini provano una spontanea
simpatia per la vittima e una condanna
per i perpetratori. Sono le storie quindi
ad innescare i moduli morali innati.
- possibile per trovare delle situazioni
differenti, che conducono a provare
simpatia per i perpetratori, ad esempio
insegnando ai bambini ad essere crudeli
con certe classi di persone (razzismo).
- In sintesi la moralit innata e
socialmente costruita, cognitiva ma
tiene conto della sfera emotiva.

2 VERTICE DEL TRIANGOLO

RIVOLTO VERSO IL BASSO: 5


RICOGNIZIONE,
NEUROSCIENZE, PATOLOGIE
CEREBRALI, RAGIONAMENTO
MORALE E VIOLENZA.
- La condotta moralmente riprovevole
pu derivare dalla compromissione di
specifiche aree cerebrali: uno studio
recente su 2 soggetti con danni prefrontali subiti nella prima infanzia,
riporta che questi soggetti mentono,
rubano, trascurano i loro figli e sono
talvolta aggressivi fisicamente, tutti
apparentemente senza provare rimorso.
- Il loro ragionamento morale sembra
essere guidato da una prospettiva
egocentrica il cui scopo quello di
evitare la punizione. Costoro hanno una
scarsa comprensione delle implicazioni
sociali ed emotive delle decisioni.

- Altri studi hanno hanno rilevato che


pazienti con personalit anti-sociale e
aggressivit impulsiva presentavano una
riduzione della sostanza grigia nella
corteccia pre-frontale. Se i due lobi
frontali non posso comunicare a causa di
una
lesione,
ogni
meccanismo
decisionale rischia di crollare.
PSICOPATIA: AGGRESSIVITA'
REATTIVA E STRUMENTALE:
Blair definisce la psicopatia come un
disordine affettivo, che implica una
riduzione della capacit di sviluppare
forme di empatia e come conseguenza un
deficit
nellabilit
a
formare
ragionamenti morali sia in situazioni
sperimentali che non. E' un disordine
che concerne lo spettro emotivo,
interpersonale e comportamentale.
- Psicopatici impulsivi sono incapaci di
controllare e frenare le proprie reazioni

esplosive, dalla collera furibonda.


- Psicopatici anaffettivi o amorali sono
soggetti freddi e insensibili moralmente,
incapaci di rispettare le leggi morali e i
sentimenti altrui.
- Barratt ha distinto 2 diversi tipi di
aggressivit:
1.IMPULSIVA:reazione
ipersensibile alla provocazione che
conduce allagitazione e ad una risposta
aggressiva 2.PREMEDITATA: scarsa
risposta emozionale, atti aggressivi
effettuati a sangue freddo.
- Nella psicopatia ci sono due aspetti
correlati, uno che riguarda una
dimensione
affettiva-interpersonale
caratterizzata da superficialit, assenza
di rimorsi e disonest, e una
comportamentale contraddistinta da
delittuosit giovanile, mancanza di
senso di responsabilit e ricerca
immediata del piacere.

- Blair osserva che gli psicopatici sono


propensi a forme di aggressivit
strumentale e non a quelle di tipo
reattiva.
Aggressivit Reattiva: un evento
frustrante o minaccioso ad attivare un
soggetto suscitando la rabbia -
lesito della risposta animale ad una
minaccia percepita come ineludibile.
Se la minaccia modesta lanimale
risponder
bloccandosi,
se
questultima pi grave tenter la
fuga. Quando la minaccia
imminente e la fuga impossibile
solo
allora
lanimale
attiver
unaggressivit di tipo reattivo.
- Gli uomini possono aggredire
reattivamente sia perch vivono
situazioni di minaccia o di
frustrazione sia a causa di
uninsufficiente regolazione dei
sistemi neuronali che mediano questa

forma di aggressivit.
Aggressivit Strumentale: quella
finalizzata ad uno scopo che in genere
non riguarda la sofferenza della
vittima
ma
il
dominio
su
questultima. - La maggior parte delle
condotte anti-sociali di carattere
strumentale!
- Blair sostiene che la psicopatia
causata da un indebolimento di alcune
forme di apprendimento emozionale. Vi
sono alcuni fattori stressanti di natura
ambientale che possono pregiudicare lo
sviluppo cerebrale. Tra gli stimoli
ambientali particolarmente rilevanti vi
sono quelli provenienti dai genitori: oltre
agli
stimoli
intellettuali
sono
fondamentali
per
i
neonati
i
coinvolgimenti emotivi e lassenza della
madre determina in certi casi una crescita
scorretta con disturbi permanenti del
comportamenti.

- Se le prime esperienze di vita


favoriscono
una
capacit
dinterpretazione
delle
relazioni
sufficientemente buona per poi poter
sopportare alcune situazioni negative
anche di maltrattamenti, allora non si
assister ad un costante ricorso ai
comportamenti violenti.

PSICOPATIA
E
RAGIONAMENTO
MORALE:
Kolberg afferm che negli individui
affetti da psicopatia dove il ragionamento
cognitivo si sviluppava in modo pi
complesso risulta pi elaborato anche
quello morale.
- Altri studi hanno indicato che:
il ragionamento morale degli
psicopatici pi basso di quello di
individui senza precedenti penali;
non riscontrabile alcuna differenza
nel livello di ragionamento morale tra

delinquenti psicopatici e non.


- Turiel ha strutturato una distinzione tra:
trasgressione morale e convenzionale.
a. Trasgressioni Morali: comportano
una violazione dei diritti e del benessere
altrui (valutate come pi gravi)
b. Trasgressioni Convenzionali:
concernono il disordine sociale.
Gli psicopatici non sono in grado di
distinguere i due tipi di trasgressione.
Tali studi consentono di concludere che i
soggetti
psicopatici
svolgono
ragionamenti morali pi deboli rispetto
ad altre persone.

LA
DIMENSIONE
A-V,
AGGRESSIVITA'-VIOLENZA:
un
problema di fronte allirritabilit, al
rancore e alla rabbia fino alla violenza
aperta riguarda la possibilit di
descriverli senza porli sullo stesso
livello. Questa dimensione stata

denominata A-V e vede collocati ad un


estremo, i sentimenti d'irritabilit, e
dallaltro i comportamenti violenti
distruttivi. La visuale individua nel
sistema di controllo dellaggressivit una
generale attivit del sistema nervoso
centrale, mediatore tra A-V. Ci rimanda
a tre componenti:
1) un eventuale deficit della
programmazione del comportamento
per raggiungere uno scopo.
2) unalterazione del principio
organizzatore della valutazione del
rapporto rischi/benefici.
3) mancata integrit della rete
neurale di supporto.
- Marchetti conclude che i pazienti
psichiatrici sono responsabili solo di una
piccola minoranza dei crimini commessi
e che solo alcune condizioni psichiatriche
come la schizofrenia, demenza e abuso di
alcool comportano un maggior rischio di

tenere comportamenti violenti.


VIOLENZA
&
PATOLOGIA
MENTALE:metodi x mettere in relazione
disturbi psichici e comportamenti violenti
1) studiare i tassi della violenza
commessa dagli psichici in cura: stato
dimostrato che i maschi affetti da
schizofrenia hanno pi probabilit di
commettere reati violenti rispetto a
pazienti non psicotici. La presenza di
questo disturbo aumentava il rischio di
commettere un omicidio di circa 6 volte
per gli uomini e 16 per le donne.
2) studiare i tassi della violenza
commessa da coloro che sono reclusi
nelle carceri: le ricerche hanno rilevato
che nei detenuti vi sono tassi di
schizofrenia e di disturbi dellaffettivit
2,7 volte maggiori.
3) studiare i tassi della violenza di
coloro che non entrano in contatto con

istituzioni segreganti: si concluso che


tra le persone che soffrivano di disturbi
psicotici
il
rischio
relativo
di
comportamento violento era 3,3 volte
maggiore per reati di rissa e 6.6 volte
maggiori per uso delle armi.
- Confrontando i risultati degli studi
svolti affiora che gran parte della
violenza
osservata
nelle
persone
mentalmente malate non avviene a caso,
ma motivata e in relazione a sintomi
psicotici. Se un individuo con disturbi
mentali si sente minacciato e se i suoi
meccanismi
di
controllo
sono
compromessi allora al violenza diviene
una risposta comprensibile - ne deriva
che i reati gravi commessi in particolari
circostanze
da
alcune
persone
mentalmente disturbate non devono
condurre ad affezioni generali sul fatto
che tutti gli individui affetti da disturbi
mentali sia potenzialmente pi violenti

del resto della popolazione.


RICERCA ITALIANA: ha dimostrato
come soggetti maschi affetti da
schizofrenia fin dalla giovane et, che
non erano stati sottoposti a cure, avessero
maggiori probabilit di commettere atti
violenti soprattutto nei confronti del
nucleo familiare. E' tuttavia difficile
dimostrare che tra la presenza di tale
patologia e la commissione di atti
violenti ci sia un forte legame e che
coloro che sono affetti da essa sono gli
autori della maggior parte dei crimini.

TERZO VERTICE DEL


TRIANGOLO RIVOLTO VERSO IL
BASSO: PSICOANALISI E
VIOLENZA
In molti disturbi schizofrenici e
maniacali il comportamento aggressivo e
violento non creato dalla malattia, ma

in qualche modo una caratteristica


temperamentale o di personalit ch preesiste alla malattia e non pi
controllata.
VIOLENZA: UN DI PiU' O UN DI
MENO
DELLA
MENTALIZZAZIONE? Verde e Rossi
individuano
un
di
pi
della
mentalizzazione in quei comportamenti
di chi pianifica gli atti dannosi, ma li
giustificano attraverso difese, che hanno
lo scopo di negare la colpa depressiva,
nei cos detti psicopatici freddi.
Un
di
meno
di
pensiero
mentalizzazione lo si ritrova invece negli
atti dimpeto commessi dai c.d.
delinquenti dimpeto: si tratta di
unimpossibilit di trattenersi, che pu
essere originata da precoci frustrazioni
ambientali.
- La messa in atto di comportamenti
incontrollati deriverebbe dalla profonda

rabbia e frustrazione sviluppate per es.


dal
bambino
nei
confronti
dellabbandono e dal senso di colpa
maturato
per
aver
interpretato
questultimo come punizione per la
propria malvagit.
- La mentalizzazione intesa come la
capacit
di
comprendere
il
comportamento interpersonale in termini
di stati della mente. Il bisogno naturale di
controllare il comportamento dei
consociati pi deboli attraverso la
minaccia della violenza fisica divenuto
disadattivo proprio perch interferisce
con i processi di mentalizzazione.
- La capacit di mentalizzare legata ad
un corretto attaccamento: la percezione
da parte del bambino, degli stati mentali
in se stesso e negli altri, dipende dalla
sua osservazione del mondo mentale di
che se ne prende cura.La presenza di una
relazione di attaccamento sicura dei

genitori stimolerebbe nel bambino una


funzione auto-riflessiva: proprio dove
fallisce la mentalizzazione che prevale la
violenza.
LA CRIMINALITA' NON DERIVA
DA
UNA
DEPRIVAZIONE
AMBIENTALE: la formazione del
Super io inizia nel bambino quando
compie le primissime introiezioni orali
dei suoi oggetti. Laggressivit da
mettere in relazione ad un attaccato
sferrato
contro
un
persecutore
immaginario (un super io troppo severo).
Il criminale non altro che un malato e le
radici della criminalit sono le stesse del
delirio e della paranoia. Si crea dunque
un sentimento distruttivo, uninvidia che
porta a voler distruggere laltro per
prendere ci che ha di buono; per
controllare il senso dinvidia gli
schizoparanoidi
ricorrono
a

comportamenti manipolativi, che si


basano sulla svalutazione degli altri e
permettono di rinforzare il proprio senso
di grandiosit.

E IL NARCISISMO LA
STRUTTURA PORTANTE DI OGNI
RISPOSTA DISTRUTTIVA? Alla base
di ogni antisocialit pu essere
individuato il narcisismo. Kernberg ha
affermato che il disturbo antisociale
sarebbe il prodotto di un amore rivolto a
se stesso in modo patologico, di
sentimenti dinvidia e avidit, di un
senso di vuoto e una predominanza di
vergogna e non di colpa.
- Laggressivit diviene violenta come
una risposta ad una ferita narcisistica, che
mira alla distruzione del colpevole
attraverso la vendetta. Tuttavia nelle
persone narcisistiche la capacit di
ragionamento molto pi raffinata,
rimane intatta e proprio per questo pi

spaventosa nella sua irrazionalit,


restando sempre preda dellemozione
dominante.
ALLE RADICI DELLODIO:
FREUD, BERGERET E LANCAN
- Per Freud lodio non ha nulla a che
fare con la negativit dialettica; il male
una condizione strutturale dellessere
che segnala lirreversibilit di una
perdita. Lodio la passione dello stesso
contro laltro.
- Bergeret sostiene invece che la
violenza fondamentale, presente in ogni
essere umano, costituisce un istinto di
vita, un atteggiamento mentale di difesa
nei confronti dellaltro. La violenza
come la intende lui non comporta
nessuna alleanza, solo un istinto allo
stato puro.
- Per Lancan lodio scaturisce dal
rapporto di rivalit che il soggetto ha
con la propria immagine: il soggetto

ci che vede riflesso di s allo specchio,


ma mai potrai coincidervi realmente:
proprio questa non coincidenza con la
propria
immagine
a
generare
laggressivit.
INTERAZIONISMO SIMBOLICO
E
VIOLENZA:
PROSPETTIVA
CRIMINOLOGICA DI ATHENS
- Si parte dallidea che la natura umana e
lordine sociale si strutturano attraverso
processi comunicativi. Il comportamento
umano non pensato come una risposta
agli stimoli ambientali. Per Blumer
integrazionismo significa che gli esseri
umani si rivolgono al mondo sulla scorta
dei significati che questultimo ha per
loro; significati che si generano nelle
interazioni sociali e che si modificano
attraverso i processi interpretativi che
intervengono quando ognuno entra in
relazione con i segni che incontra.
Nellinterazione simbolica il partecipante

interpreta lo stimolo dopo averli


identificati e pu scegliere tra varie
forme di risposte.

PUNTI
CARDINALI
DELLINTERAZIONISMO
SIMBOLICO: poggia su 3 premesse:
1) gli essere umani agiscono verso le
cose sulla base del significato che queste
hanno per loro;
2) il significato di queste deriva
dallinterazione sociale di ciascuno coi
suoi simili;
3)
questi
significati
vengono
modificati da processi interpretativi della
persona stessa.
- Da ci ne deriva che:
luomo e la societ sono entit
inseparabili;
gli esseri umani sono provvisti di
un self che orienta le condotte
individuali;
la realt in cui opera luomo

simbolica, lui stesso a dotarla di senso


tramite dei significati - luomo crea degli
oggetti sociali a cui attribuisce dei
significati che divengono mete dellagire
individuale.
- Per oggetto sociale Mead intende
qualsiasi cosa possa indicarsi come un
sentimento - ne deriva che lambiente
sociale costituito solo da quegli oggetti
conosciuti e riconosciuti.
- I simboli sono una classe di oggetti
sociali, prendono il significato di ci che
vanno a sostituire, vengono utilizzati per
rappresentare qualcosa; essi permettono
di guardare il mondo dalla prospettiva
degli altri.
- Per Mead i significati attribuiti a degli
oggetti sociali devono essere identici per
tutti gli attori di quella comunit,
altrimenti la comunit non efficace e
non vi cooperazione tra gli individui.
- Fondamentali sono anche i gesti -

momenti dellazione che stimolano una


risposta del soggetto a cui essa
indirizzata: es. spalancare gli occhi
indica stupore, il sorriso indica
amichevolezza o consenso. Linterazione
sociale va intesa quindi come interazione
tra attori e non tra fattori a loro attribuiti.
MEAD: EVOLUZIONE DEI

CONCETTI DI I, ME & SELF:


il self non presente in ogni individuo
alla sua nascita, ma il prodotto delle sue
attivit sociali; la riflessione - la
capacit di essere soggetto e allo stesso
tempo oggetto, consiste nella possibilit
di agire verso noi stessi come gli altri
agiscono nei nostri confronti.
SELF COME CONVERSAZIONE
TRA I E ME: il self consiste in una
conversazione fra 2 elementi: I e Me. LI rappresenta limpulso ad agire e si
concreta con la realizzazione dellatto
stesso. LI il non ragionato, lazione,

il lato pi naturale dellessere umano.


- Il Me rappresenta le aspettative degli
altri rispetto alle nostre azioni, le
posizioni prevalenti allinterno di un
gruppo. il censore morale, un controllo
per lI. tutte le azioni consapevoli
provengono dal Me. Quando ci
rivolgiamo allI attraverso il ME lo
facciamo dal punto di vista di qualcun
altro; lagire inizia con lI e si conclude
con il me. Il me pu approvare o
disapprovare lI.
Se a prevalere sar lI (laspetto
impulsivo del self), allora il soggetto sar
individualista, mentre se a primeggiare
sar il me allora il soggetto sar
conformista, colui che pone le aspettative
degli altri alle proprie azioni creative.
SELF COME ASSUNZIONE DI
UN ATTEGGIAMENTO: attraverso
unincessante attivit di anticipazione
della reazione altrui che il linguaggio

significativo esprime le sue massime


potenzialit nellinterazione. Lindividuo
per Mead un camaleonte, chiamato
costantemente a conformarsi alle
aspettative altrui riflesse nel proprio
vincolo interiore, il me.
PLAY - GAME : La conversazione
tra I e Me scandita da 2 fasi di
sviluppo che Mead chiama play e game.
- Il play inteso come gioco puro e
semplice (es. il bambino che gioca a fare
la mamma o il dottore). Il bambino fa di
s un oggetto osservabile da un punto di
vista al di fuori di s.
- Il game inteso come gioco pi
complesso e organizzato: il bambino
deve fare propria una differenza
qualitativa.
IL
PROCESSO
DINTERPRETAZIONE: DA MEAD
A BLUMER: Secondo Mead e Blumer

lindividuo non si limita a reagire ad uno


stimolo senza opporre resistenza, al
contrario questa resistenza data dalla
presenza del SELF. Ogni azione quindi
preceduta da fase di preparazione in cui
lindividuo elabora attivamente la realt
con cui si sta confrontando, seguendo un
processo dinterpretazione; del resto
assumere totalmente il ruolo dellaltro
pura illusione.
Anche il processo
interpretativo in cui opera il self pu
essere diviso in 2 fasi:
DEFINIZIONE della Situazione:
lattore assume il ruolo delle persone
presenti in quella specifica situazione e
indica a se stesso il loro punto di vista
circa i loro gesti e le parole.
GIUDIZIO: precisata la propria
definizione della situazione, lattore
decide a che genere di azione dare avvio;
in questo giudizio egli accordo
dallaltro generalizzato.

- IL SELF COME OGGETTO LIMMAGINE DI SE': per self come


oggetto sintende limmagine che
ciascuno ha di s, ovvero quelloggetto
che lindividuo crea di s grazie alla
propriet riflessiva. Lindividuo si
osserva e giudica ci che vede da un
punto di vista di un altro o del gruppo di
cui assume il ruolo; questosservazione
non riguarda solo limmagine, ma anche
tutte le qualit intangibili di s.
- Il meccanismo con cui costruiamo la
nostra immagine costituito da 2 fasi:
1) inizialmente il soggetto assume il
ruolo di un gruppo selezionato di persone
a cui egli legato affettivamente,
limmagine che essi hanno di lui si
sviluppa
a
partire
dalle
loro
interpretazioni delle sue azioni.
2) Nella seconda fase lattore assume
invece il ruolo del suo altro generalizzato

e giudica limmagine che tali


persone selezionate hanno di lui; da
questo giudizio deriva limmagine di s.
- Unazione, inoltre, acquista senso solo
che collocata in un determinato universo
simbolico. Blumer afferma che per poter
osservare la realt sociale necessario
essere sempre pronti allinaspettato, non
basta aprire una prospettiva, ma occorre
rimanere aperti nella prospettiva:
linterpretazione del fenomeno tipico del
mondo sociale un processo in continuo
divenire.
- Lespressione indagine naturalistica
indica la fedelt che uno studioso deve
osservare nei confronti della natura del
fenomeno da studiare. Il percorso di
ricerca si compone di 2 fasi:
lesplorazione e lispezione.
1. Esplorazione: il ricercatore deve
sviluppare una conoscenza pi intima del

fenomeno sociale. Il risultato che si


vuole ottenere una descrizione
pregnante delle caratteristiche del
fenomeno osservato.
2. Ispezione: consiste nellesame di
un
elemento
analitico
specifico
guardandolo da angoli diversi; bisogner
poi infine assemblare i vari
concetti per comporre delle proposizioni
teoriche generali.
- RICERCA QUALITATIVA E
CRITERI DI VALUTAZIONE: i
valori di valutazione indicati da Blumer
sono:
1. Valore Teorico: fa riferimento alla
distinzione tra teorie sostantive e formali:
a. per teoria sostantiva sintende
che loggetto limitato ad un tipo
particolare di fenomeno sociale;
b. la teoria formale ha un oggetto
che copre una classe generale di

fenomeni.
- Athens ha stabilito una scala di valori in
base al contributo apportato dalle
ricerche: al primo posto vi sono gli studi
che sviluppano teorie formali e
successivamente quelli che sviluppano
teorie sostantive.
2. Base Empirica: sintende quella
dei concetti scientifici sviluppati, che
devono essere coerenti con le
osservazione e i casi empirici da cui
sono stati ricavati.
3. Per guadagnare Credibilit
Scientifica il ricercatore deve fornire un
adeguato resoconto delle modalit con
cui ha svolto il proprio studio: deve
chiarire le procedure e gli strumenti
utilizzati, deve infine rendere conto dei
metodi di analisi usati nelle fasi
precedenti.
- INTERAZIONISMO RADICALE: la

nozione di comunit fantasma sostituisce


quella dellaltro generalizzato.

1 CRITICA DI ATHENS
A MEAD: CONFORMITA'
ED INDIVIDUALISMO
- Per Mead laltro generalizzato
linsieme degli atteggiamenti altrui
internalizzati, quando noi comunichiamo
con gli altri diamo a loro ci che nel
frattempo stiamo dicendo a noi.
- Per Athens invece noi non possiamo
mai assumere i ruoli degli altri,
dobbiamo aspettare le risposte altrui ai
nostri commenti per assumere i loro
atteggiamenti e il linguaggio permette di
farlo solo successivamente, poich un
processo alternato: pi che metterci nei
panni degli altri siamo noi a rivestire nei
nostri panni gli atteggiamenti altrui, cos
che il significato attribuito un nostro
significato e nostre saranno le aspettative

di comportamento.
- COMUNITA' FANTASMA E
SOLILOQUIO: Athens elabora il
concetto di comunit fantasma che pu
essere inteso come linterlocutore dei
nostri soliloqui. uninterazione sociale
nella quale la persona si indirizza a se
stesso e si d risposte; per Mead invece
linterlocutore principale del self rimane
il Me.
- Per Athens, l'interlocutore principale
del Self la comunit fantasma,
quellinsieme di persone reali o non di
fronte alle quali si cerca di migliorare la
propria reputazione. La comunit
fantasma che esiste dentro di noi e alla
quale si fa riferimento per consigli in
merito a determinate situazioni, non
mai per lo specchio della comunit
fisica in cui siamo collocati: essa il
distillato delle esperienze passate.

- Inizialmente i nostri significati vengono


presi da persone che sono vicine a noi,
come amici e genitori; essi sono gli
interlocutori fantasma.
- COMUNITA' FANTASMA E
SUPER IO:Per Freud il super io il
censore morale della personalit, che si
forma tramite lidentificazione con le
figure genitoriali. Il fatto che il super io
si formi definitivamente entro il 5 o 6
anno di et del bambino, non significa
che egli non potr pi essere educato; si
ritiene soltanto che le esperienze e le
relazioni intrattenute in quellarco di
tempo saranno le pi durevoli nella
formazione della personalit.
- Ci che differenzia il super io dalla
comunit fantasma che, mentre il primo
si basa su relazioni instaurate con i
parenti, la seconda pu essere formata da
qualsiasi persona significativa per quel
soggetto: la comunit fantasma dunque

destinata a mutare durante tutto il corso


dellesistenza.
- Lattivit riflessiva che opera nel
soliloquio, secondo Athens, pu essere
scandita da 13 principi:
1) le persone conversano con s stesse
come se stessero con qualcun altro, solo
che parlano ellitticamente
2) quando le persone dialogano tra loro
non possono comprendersi senza
conversare contestualmente anche con s
stesse: per comprendere ci che stiamo
dicendo dobbiamo comunicare a noi
stessi ci che contemporaneamente
stiamo enunciando agli alti
3) quando qualcuno si rivolge a noi
dobbiamo raccontarci simultaneamente
ci che gli altri ci stanno dicendo: se non
si segue cosa laltro sta pronunciando
non si possono comprendere le sue
affermazioni
4) nel soliloquio noi trasformiamo le

sensazioni in emozioni
5) nel soliloquio tutto ci che viene detto,
compreso ci che diciamo a noi sessi,
proviene da un altro interlocutore: i
nostri interlocutori diretti sono le persone
con cui stiamo effettivamente parlando
6) nel corso del soliloquio siamo in grado
di dialogare con un solo compagno
fantasma alla volta
7) il soliloquio opera sia in superficie che
in profondit: in superficie riusciamo ad
essere consapevoli di ci che diciamo,
ma per individuare chi abita la comunit
fantasma necessario andare in
profondit sulla loro presenza
8) gli altri fantasmi sono la sorgente
nascosta delle nostre emozioni; essi
possono accrescere la nostra sensibilit
verso certe esperienze di vita
9) il soliloquio consente di comporre
autoritratti: essi sono composta da 2
fasi: nella prima il soggetto considera ci

che familiari e amici pensano e provano


nei suoi confronti e limmagine che ne
deriva. Nella seconda fase, assumendo la
prospettiva della propria comunit
fantasma, egli rivede limmagine che
costoro hanno di lui e solo dopo questo
giudizio mette a fuoco limmagine che
egli ha di s. Ne deriva che se la
comunit frammentata si avr
unimmagine contraddittoria di s
10) la comunit fantasma ha un ruolo
sempre principale nel soliloquio
11) i soliloqui sono sempre dialoghi a pi
voci dove sar facile che emergano
conflitti di opinioni, in ogni caso
sempre la comunit fantasma a
influenzare maggiormente il self
12) gli individui possono essere
camaleonti o creativi a seconda di ci che
la comunit suggerisce
13) lesperienza sociale lo scultore
occulto della nostra comunit fantasma.

- IL FLUSSO TEMPORALE DEL


SELF: il self un oggetto orientato al
passato e al futuro; la continuit
rappresenta
una
parte
centrale
dellesperienza di s: noi tendiamo ad
interpretare cosa stiamo facendo ora
come collegato a ci che stavamo
facendo prima e che faremo in futuro. Se
vero che la continuit del self proviene
dalla stabilit dellaltro con cui stiamo
dialogando, esso mantiene una costate
fluidit. Il self tende ad unificare i
frammenti delle diverse esperienze per
costituire una scena unitaria.
- CAMBIAMENTO DRAMMATICO
DI SE': con questa espressione Athens
indica quei mutamenti del self assai
simili ai processi che accadono nel corso
di una conversione, ma che sono drastici
e improvvisi.

- 1 Fase: Frammentazione: per


consentire la costruzione di un nuovo
self, quello vecchio dovr spezzarsi,
aprendo un periodo tormentato di
autoesame, durante il quale il livello di
autostima si abbassa vertiginosamente.
- 2 Fase: Unit Provvisoria:
necessario prendere consapevolezze
dellinadeguatezza del proprio self e
dellimpellenza del nuovo self, che
sostituisce le certezze passate con quelle
provvisorie, con una nuova comunit
composta da soggetti fantasma differenti
da quelli precedenti.
- 3 Fase: Praxis: il nuovo self
provvisorio e sottoposto alla prova
cruciale dellesperienza. E qui che si
testa il definitivo affermarsi o fallimento
del self provvisorio. In questa fase si
avvolti da ansia e disperazione, dal
momento che non si padroneggia n il
self vecchio n quello nuovo. Queste

forme di disorganizzazione, nei casi pi


gravi, posso generare patologie di
carattere psicotico.
- 4 Fase: Consolidamento: la vecchia
comunit viene sostituita definitivamente
da quella nuova, grazie alla quale si
posso riordinare i pensieri e le emozioni.
Il cambiamento drammatico di s ormai
quasi compiuto. I nuovi compagni
fantasma vengono internalizzati fino a
radicarsi nel self.
- TRAUMA E CAMBIAMENTO
DRAMAMTICO DI SE': la caduta
repentina del proprio status sociale
dovuta alla perdita del patrimonio pu
risultare sconvolgente, soprattutto per chi
ha sempre vissuto negli agi, portando
anche a gesti di suicidio.
- Il superamento di questa fase per
Shibutani inaugurato dalla rivelazione,
che pu aver luogo nel corso di un

evento shock. - Denzin invece afferma


che il cambiamento drammatico di s
unesperienza scioccante e chiunque la
provi non sar pi la stessa persona.
- Athens critica sia Shibutani che Denzin
per non aver individuato che lelemento
deciso del cambiamento di s, che
consiste
sempre
in
un
evento
traumatico. Il trauma un evento che in
un breve lasso di tempo apporta alla vita
psichica degli stimoli cos forti che non si
riesce ad liquidarli ed elaborarli nel
modo usuale.

2 CRITICA DI ATHENS
A MEAD: SOCIALITA' &
DOMINIO

- LA SOCIALIT MEADIANA: per


Mead latto sociale costituito da quella
classe di atti che implicano la

cooperazione di pi di un individuo il cui


oggetto un oggetto sociale.
- Il principio organizzativo dellatto
sociale denominato socialit, ovvero la
capacit di essere parecchie cose alla
volta. Perch ci sia la socialit un
individuo deve occupare almeno 2
sistemi differenti, che sono il proprio
ruolo e il ruolo di un altro individuo
allinterno di un sistema, che latto
sociale. Ne deriva che ogni cambiamento
di un sottosistema comporter il
cambiamento dellaltro e del sistema pi
esteso che li comprende. Un es. la
relazione tra attore violento e vittima.
- Mead scompone latto sociale in 5 parti:
ruoli,
atteggiamenti,
linguaggio
significativo comune per tutte le parti
coinvolte in un atto sociale.
- Il role taking il mezzo insostituibile
per rendere possibile lassunzione di un
atteggiamento altrui. - Solo dopo aver

assunto i reciproci ruoli gli attori possono


formare un oggetto di un atto sociale.
- CRITCA DI ATHENS AL
MANCATO
RICONOSCIMENTO
DEL
DOMINIO
DELLA
DIMENSIONE
TEMPORALE
DEGLI ATTI SOCIALI: il primo
limite che Athens riscontra nella visione
di Mead laver fondato la sua analisi
sulla socialit piuttosto che sul dominio.
Senza dominio gli atti sociali complessi e
le istituzioni non ci sarebbero stati; il suo
impatto si estende sul linguaggio,
famiglia, religione.. onnipresente.
- Per parlare di natura sociale del self
necessario considerare che esso emerge
dai rapporti di dominio e dai conflitti. Per
Athens essi sono sempre scatenati da
questioni relative a chi prender ruoli
sovraordinati e non allincapacit di
assumerli. Ci che Mead arrivato a

scorgere che le persone assumono


reciproci ruoli senza dover formare uno
stesso oggetto di un futuro atto sociale.
- Riguardo allestensione temporale
degli atti sociali, passato futuro
influenzano,
in
eguale
misura,
lesecuzione dei ruoli da parte degli
individui.
- La spiegazione di Mead circa
lestensione temporale di un atto che
quando le persone astraggono gli
atteggiamenti degli altri partecipanti ad
un atto sociale per formare un piano di
azione
comune,
esse
rimangono
congelate in un presente senza tempo che
non influisce nel passato e non scivola
verso il futuro.
- Athens critica anche la nozione di
oggetto sociale e di piano dazione
comune in esso contenuto: per Athens
infatti i piani dazione possono essere
solo
congruenti-compatibili
o

incongruentiincompatibili,
dal
momento che i partecipanti ad un atto
sociale svolgono ruoli differenti.
quindi la diversit a non permettere
lindicazione di un oggetto sociale
comune per tutti i partecipanti, ma solo
tanti oggetti sociali differenti della futura
azione comune.
- Un ultima considerazione riguarda il
processo di role-taking - Athens afferma
che
le
persone
non
prendono
letteralmente il ruolo di altri, ma ne
divengono consapevoli.
- CONCETTO
DI
DOMINIO:
FOUCAULT,
BOURDIEU
E
SIMMEL: i sociologi palano di dominio
riferendosi ad un rapporto sociale di
superiorit che un soggetto esercita su
uno o pi individui nellambito del
sistema sociale che li comprende.
- Foucault afferma che la violenza verte

sui corpi distruggendone la forma.


Loggetto della forza dato dal suo
rapporto con altre forze. Il potere deriva
da questo intersecarsi di forze: ogni
rapporto di forze un rapporto di potere.
In gioco allora sono i regimi di verit,
ovvero le strategie di potere. Il sapere
quindi collegato al potere per Foucault,
ovvero si incrementano a vicenda;
lespressione
potere-sapere
diviene
fondamentale
per
descrivere
tali
relazioni. Labbandono della concezione
giuridica di un potere che reprime, invita
a dimenticare le repressioni; esso
dev'essere pensato come una rete
produttiva che passa attraverso il corpo
sociale: qui che si verifica leccedenza
del potere rispetto alla violenza. Il potere
dunque transita, non si applica agli
individui.
- Bourdieu afferma invece che il potere
simbolico di creare la rappresentazione

del mondo che simpone come


oggettivit costituisce il principale
strumento di legittimazione del dominio
e la pi efficace forma di violenzaquella di costringere i dominati a
collaborare alla loro dominazione. Egli
concepisce la societ come costituita da
un insieme di microcosmi autonomi, che
impongono le loro determinazioni nei
confronti di coloro che ne hanno accesso.
Ogni microcosmo ha le proprie regole e
forme di autorit, ma anche sede di
conflitti in cui gli individui lottano per
sancire lautorit.
- La riflessione di Simmel verte sul
rapporto di complicit tra dominante e
dominato; egli afferma che sotto
lapparenza di pura superiorit di un
soggetto rispetto ad un altro passivo che
si lascia guidare dallaltro, si nasconde
uninterazione di forze spontanee. Per
Simmel infatti impossibile negare la

spontaneit dei rapporti di dominio,


poich anche la tirannia consiste nel non
volersi sottrarre alle pene e alle
conseguenze della disobbedienza
IL
DOMINIO
NELLINTERAZIONISMO
RADICALE
DI
ATHENS:
ad
accomunare Athens e Simmel la
convinzione che ogni manifestazione di
dominio collocata nellazione sociale e
si esprime nel corso di uninterazione
sociale.
- Athens afferma inoltre che i rapporti
sociali non sono espressione di un ordine
delle cose che ci precede, ma che sono
l'esito di un incessante processo
interpretativo ad opera degli attori
sociali.
- Athens organizza in un tutto invisibile i
temi della socialit meadiana del dominio
e della predominanza, con la quale

sintende latto di piegare le azioni di un


altro organismo coinvolto in qualche
attivit comune, senza assumerne
consapevolmente il ruolo. Dato quindi
che il dominio opera attraverso il
linguaggio, esso incorpora la socialit
lassunzione di atteggiamenti altrui.
- Durante la costruzione di un atto
sociale, senza una reciproca assunzione
di ruoli sovraordinati, nessuno saprebbe
cosa fare e quando farlo. Le regole
riguardati i ruoli di dominio sono dunque
le regole pi importanti nella costituzione
della comunit fantasma.
- Convincimento che la violenza sia un
male
che
sirradia
sottoponendo
qualcuno a un gesto meccanico che
simpone dallalto verso il basso in
assenza di una conversazione interiore
con la comunit fantasma.
- ATTI CRIMINALI VIOLENTI E

ATTORI: Athens afferma: Sapevo che


si poteva essere malati di mente e non
violenti. E sapevo che si poteva essere
violento senza essere malato di mente.
Non c alcun rapporto diretto.
- PRESA DI DISTANZA DI ATHENS
DALLE
RICERCHE
CRIMINOLOGICHE SUI CRIMINI
VIOLENTI: la categoria dei crimini
violenti ricopre una vasta gamma di
condotte: omicidio, violenza sessuale,
aggressione fino a condotte di violenza
collettiva come atti terroristici, genocidi
e linciaggi.
- Si tratta di atti individuali o collettivi a
contenuto violento che hanno come
bersaglio il corpo di uno o pi individui.
Il contenuto violento di questi atti
criminali risiede nellattacco al corpo. Il
corpo

caratterizzato
da
unambivalenza: ha il potere di ferire ed
esposto al ferimento; questa sua

particolarit che fa si che ciascuno possa


diventare pericoloso per s e per gli altri
in qualsiasi momento.
- Il soggetto autore del fatto
rappresentato come un mezzo neutrale
attraverso il quale si manifestano fattori
precedentemente dati, quando invece lo
stesso autore ad escludere nel proprio
processo interpretativo alcune variabili in
base alle quali orienter il su agire.
- A seguito di alcuni studi ha evidenziato
2 tipi di personalit che starebbero alla
base dei comportamenti violenti:
1)
PERSONALITA'
INADEGUATE: ricorrono alla violenza
per accrescere la loro autostima; la
violenza viene percepita come strumento
per vendicarsi di mancanze percepite
allimmagine di s. Dapprima il
sentimento la paura, genera paranoia,
che successivamente lascia spazio alla
violenza come soluzione a situazioni

problematiche.
2)
PERSONALITA'
SFRUTTATRICI:
agiscono
violentemente a causa della loro natura
eccessivamente egocentrica, il che li
rende incapaci di riconosce i bisogni
degli altri.
- Un'altra teoria contrastata da Athens
riguarda lapproccio interdisciplinare:
lipotesi della sottocultura della violenza
suggerisce soltanto che un tema potente
di violenza esista nel gruppo di valori
costituenti lo stile di vita ed i rapporti
interpersonali di individui che vivono in
condizioni similari.
- Sottocultura e personalit vengono
fatte interagire sulla base di una
distinzione:
a. Crimini Violenti Idiopatici: sono
commessi da persone con problemi
mentali

b. Crimini Violenti Prescritti


Normativamente: commessi da persone
appartenenti a una sottocultura violenta.
- Ferracuti e Wolfgang ritengono che i
crimini violenti idiopatici costituiscono
solo il 10% del totale, di fatto quindi la
gran parte dellaggressivit distruttiva
messa in atto da coloro che appartengono
a una sottocultura fondata su norme e
valori violenti.
Menargee distingue le persone dotate
di scarso autocontrollo - hanno poche
inibizioni nei confronti dellaggressivit,
e tendono a reagire violentemente ogni
volta che sono sfruttate;
persone
caratterizzate
da un
autocontrollo
eccessivo
hanno
maggiori freni inibitori, ma non per
questo sono meno pericolose. Questa
teoria pone al centro dellanalisi la
personalit dellindividuo.
- Il processo clinico di predizione della

delinquenza
tiene
dunque
necessariamente conto del tipo di
motivazione, del livello di inibizioni e
dellintensit
dellabitudine
del
comportamento deviante. I fattori
situazionali riguardano la disponibilit
delle armi.
- Athens avanza anche delle critiche
contro quelle teorie che lui identifica
come positive, affermando che: esse sono
sbilanciate perch privilegiano laspetto
psicologico degli attori violenti, esse
partono
dal
presupposto
che
esisterebbero 2 tipi di persone: i violenti
e i non violenti, ma questo risulterebbe
una semplificazione grave, e che ogni
ipotesi manca di un supporto empirico.

TIPI
DI
INTERPRETAZIONE
DELLA SITUAZIONE:una

volta individuati i soggetti su cui


svolgere lo studio, Athens spiegava il
tipo di studio svolto e chiedeva il
consenso a parteciparvi. Le interviste
prevedevano domande personalizzate e
domande standard, lo scopo era quello di
cogliere il flusso di coscienza, aperto ai
pensieri e alle emozioni vissute dal
soggetto al momento della commissione
del crimine violento. Athens ha catturato
la coscienza dei detenuti da lui incontrati
ed stata delimitata da domande
riguardanti 4 temi principali: la
situazione in cui essi avevano commesso
latto criminale, le situazioni quasi
violente, limmagine di s che essi
avevano al momento della commissione
del crimine e la carriera violenta.
- Levento delittuoso cos come riportato
dal verbale della polizia veniva poi
confrontato con il resoconto fornito
dallintervistato. Athens riprende quanto

detto da Blumer, sono due i momenti che


formano
lindagine
naturalistica:
esplorazione
ed
ispezione.
Nellesplorazione il ricercatore raccoglie
i dati e forgia le prime idee. Durante
lispezione i dati raccolti sono analizzati
al fine di ricavare le caratteristiche
comuni.
COMPORTAMENTO
SOSTANZIALMENTE VIOLENTO:
si riferisce a quelle situazioni nelle quali
la vittima stata aggredita fisicamente in
modo grave e non in modo accidentale,
oppure violentata in modo grave.
- Queste condotte sono quelle tenute da
soggetti che hanno commessi omicidi,
lesioni gravi o violenze sessuali.
- Con tale analisi si arriva a sostenere che
le persone violente costruiscono
consapevolmente dei piani di azione
prima di commettere atti violenti.

- Nella 1 fase (DEFINIZIOne),


assumendo latteggiamento della vittima,
il soggetto indica a se stesso il significato
dei gesti che la vittima pone in essere.
- Nella seconda fase (GIUDIZIO), il
soggetto assume latteggiamento della
propria comunit fantasma e indica a se
stesso che dovr agire violentemente
nellambito della situazione che ha
precedentemente interpretato.
A.
INTERPRETAZIONE
FISICAMENTE DIFENSIVA: sono
presenti 2 fasi:
1. lattore assume latteggiamento
della vittima, indicando a se stesso che la
vittima aggredir una persona cara
2. assumendo latteggiamento della
comunit fantasma, decide che
necessario intervenire con la violenza e
prepara un piano di azione. Qui
lattore interpreta i gesti dellaltro come

unaggressione e decide che lunica


soluzione reagire con la violenza per
sopravvivere al dominio altrui. Si tratta
di unazione preventiva di fronte ad un
pericolo imminente. Il sentimento che lo
connota la paura.
- Queste sono situazioni in cui la vittima
con
il
proprio
comportamento
contribuisce a spingere lattore verso
laggressione.
Linterpretazione
fisicamente difensiva costituisce quindi il
sostrato del concetto di legittima difesa.
- Athens arriva quindi a formulare 3
ipotesi differenti:
1)il gesto violento deriva da
uninterpretazione
fisicamente
difensiva; la vittima x prima a ricorrere
alla violenz
2) il gesto violento non fisicamente
difensivo, la vittima reagisce per prima
ma il suo gesto non finalizzato a
prevenire un attacco del reo.

3) il gesto violento della vittima


lunico modo per essa per incrociare il
gesto dellaltro.
B.
INTERPRETAZIONI
FRUSTATIVE: inizialmente lattore,
mediante lassunzione dellatteggiamento
della vittima, indica a s stesso il
significato da attribuire ai suoi gesti.
Nella
seconda
fase
assumendo
latteggiamento della comunit fantasma,
lattore decide che deve agire con
violenza e prepara un piano dazione.
- La violenza qui inteso come lunico
mezzo per: portare a termine unazione
ostacolata dalla vittima vincendo il
tentativo di dominio; opporsi ad
un'azione alla quale egli dovrebbe
cooperare, resistendo ai tentavi di
dominio altrui. La rabbia il sentimento
predominante.

C.
INTERPRETAZIONI
MALEFICHE:
Il
sentimento
caratterizzante lodio; si articolano in 3
scansioni:
1) assumendo latteggiamento della
vittima l'aggressore indica a se stesso che
essa lo sta deridendo o sminuendo 2)
assumendo
latteggiamento
della
comunit fantasma indica a se stesso che
la vittima particolarmente
malvagia
3) decide che deve agire con violenza.
- Gli atti violenti che ne derivano
appaiono insensati e sproporzionati al
torto subito.
D.
INTERPRETAZIONI
FRUSTRATIVO
MALEFICHE:
combinazione
dell'interpretazione
frustrativa e quella malefica. 1)
Assumendo latteggiamento della vittima
lattore indica a se stesso che essa

resister al piano dazione o che non


intende cooperare ad un piano in cui
dovrebbe cooperare,
2) poi assumendo latteggiamento
della comunit fantasma indica che la
vittima sta ponendo in essere atti malvagi
e quindi decide di intervenire con
violenza preparando un piano dazione.
- Essa inizia come frustrativa per poi
terminare come malefica; qui la vittima
non vista solo come un ostacolo al
proprio dominio, ma vista come
particolarmente odiosa.
- Questa fase caratterizzata dalla
rabbia nella fase frustrativa per poi
lasciare spazio allodio nella fase
malefica.
PROBLEMI
NELLA
REALIZZAZIONE
DELLATTO:
Athens arriva a sostenere che anche in
casi in cui lattore era giunto in

prossimit di un atto violento senza


compierlo si erano verificate le
interpretazioni - esse sono dunque tipiche
ma non sempre portano ad un esito
violento; ci vuol dire che per arrivare al
compimento di un atto violento sono
necessarie altre fasi.
LINEA FISSA DINDICAZIONE: si
fa riferimento a quelle situazioni in cui
lattore, una volta deciso un piano
dazione violenta, lo esegue non vedendo
alternative convincenti.
GIUDIZIO DI CONTENIMENTO:
dopo uninterpretazione a favore di un
gesto violento, si verifica qualcosa che
ostacola il piano dazione e porta
lattore a compiere un giudizio di
contenimento, decidendo di non eseguire
il proprio piano dazione. Analizzando i
motivi
che
avevano
spinto
allelaborazione di un piano violento si
decide invece che non pi necessario

fare ricorso alla violenza.


- Per Athens ci sono 5 motivi per cui un
soggetto
opera
un
giudizio
di
contenimento:
1) lattore teme il fallimento della
propria
azione
assumendo
latteggiamento della vittima prevede che
questa si opporr al tentativo di dominio
e assumendo latteggiamento della
comunit fantasma decide di non ricorre
alla violenza perch prevede di uscire
perdente in caso di scontro.
2) lattore decide di mutare il proprio
piano dazione, poich si rende conto che
i gesti dapprima interpretati come
malvagi sono stati abbandonati e decide
di evitare il ricorso alla violenza.
3) lattore temere di danneggiare o
distruggere la relazione che lo lega alla
vittima, decide cos di abbandonare
lazione violenta per non mettere a
repentaglio il rapporto affettivo.

4) l'attore assume la posizione di un


soggetto molto stimato indica a se stesso
che
sar
contrario
allazione
programmata e decide di rinunciarvi per
rispettare i desideri di questultimo.
5) l'attore teme un controllo da parte
della polizia - egli ritiene che la vittima
testimonier contro di lui e per evitare di
essere arrestato decide di abbandonare il
piano dazione violenta.
GIUDIZIO DI OVERRIDING: il
giudizio di annullamento - tale giudizio
di sovrappone allintenzione di evitare la
violenza, annullandola in forza di una
nuova
situazione
che
ristabilisce
lintenzione iniziale di ricorrervi.
- Anche in questo caso ci sono 2 fasi
principali: lattore ritiene che gli
atteggiamenti della vittima siano malvagi
e a seguito di un assunzione di
atteggiamenti della comunit decide di
intervenire con violenza poich sono

divenuti intollerabili. Ne deriva quindi


che, se nel corso dellinterpretazione
lattore si imbatter in un giudizio di
contenimento, lazione sar quasi
violenta.
- Athens ritiene che molto pi frequente
che le persone mettano in atto giudizi di
contenimento che di overriding, quindi
sicuramente pi probabile che molti piani
d'azione violenti non vengano portati a
compimento.

- IMMAGINI DI SE':
1. Immagine Violenta: lattore vede
s stesso, ed visto dagli altri, come
caratterizzato da una disposizione
violenta - una propensione ad aggredire
altre persone con lintenzione di ferirle
seriamente. Essi commettono atti molto
violenti
in
qualsiasi
tipo
di
interpretazione violenta della situazione.
2. Immagine Inizialmente Violenta:

ha in come con quella violenta il fatto


che lattore si vede ed visto come
improntato alla violenza; la differenza sta
nel fatto che qui lattore non percepito
come decisamente violento. Ne lui n gli
altri sanno se egli dimostra pi di quello
che realmente . Essi commettono atti
violenti solo in situazioni in cui
elaborano interpretazioni fisicamente
difensive o frustrative-malefiche
3. Immagine Non Violenta: lattore
vede se stesso ed visto dagli altri come
una persona con tratti personali sia
positivi che negativi, ma nel complesso
non violenti. Athens ha riscontrato che
queste persone agivano con violenza
soltanto in situazioni in cui avevano
formato
interpretazioni
fisicamente
difensive.
CARRIERE VIOLENTE :
"carriera" fa riferimento ad una

successione di fasi, una serie di


spostamenti temporali da una posizione
sociale allaltra.
- Nel corso dellinterazione sociale,
lindividuo assume gli atteggiamenti di
altri non convenzionali; ci che
avvierebbe la carriera violenta sarebbe
proprio lo stigma applicato quando si
sorpresi a violare una norma.
- Se la reazione della societ drastica
allora pu esserlo anche lo slittamento
verso unidentit negativa. Il percorso
deviante per, per Athens, pu subire un
arresto grazie ad una ridefinizione
simbolica dellesperienza vissuta. Il
concetto di carriera inteso per Athens
come una storia di vita che ripercorre i
passaggi
pi
significativi
che
avvengono nel self e nelle azioni delle
persone nel corso della vita.
- Lesperienza una realt in continuo
divenire, di per s neutra del punto di

vista del significato. La memoria risulta


essenziale per ricostruire il tracciato della
nostra vita passata, la quale una volta
ricostruita e raccontata, si fa narrazione.
Ci che ricordiamo dal passato sono
quindi i fatti e le esperienze pi
significative per noi.
- CARRIERE VIOLENTE STABILI,
CRESCENTI,
DECRESCENTI:
Tenendo conto dei 3 tipi di immagini di
s, Athens individua 3 periodi che
possono scandire la vita dei soggetti
violenti:
a. periodi sostanzialmente violenti:
sono caratterizzati dalla commissione di
atti violenti che non sono stati provocati
dalla vittima o commessi in seguito ad
uninterpretazione fisicamente difensiva
(es. violenza sessuale).
b. periodi
non sostanzialmente violenti: sono
caratterizzati dalla commissione di molti

atti non sostanzialmente violenti e di atti


sostanzialmente violenti che per sono
provocati dalla vittima. Gli atti non
sostanzialmente violenti sono quelli in
cui il soggetto ha ferito la vittima ma non
si necessita di un intervento medico, il
soggetto ha violentato la vittima in modo
meno invasivo, il soggetto non ha ferito
la vittima ma lha minacciata con delle
armi.
c. periodi trascurabilmente violenti:
sono quelli in cui non ci sono atti violenti
e nemmeno atti sostanzialmente violenti
innescati dalla vittima.
- Ne deriva che se un soggetto ha
unimmagine violenta di s, vivr periodi
sostanzialmente
violenti,
se
ha
unimmagine inizialmente violenta vivr
periodi non sostanzialmente violenti e se
ha unimmagine non violenta vivr
periodi trascurabilmente violenti.
Sulla base della scansione temporale

dei periodi e sulla gravit degli atti,


nonch sulla crescita o decrescita di essi
Athens individua carriere stabili,
crescenti e decrescenti.
1.
CARRIERA
STABILE
VIOLENTA: in questa carriera, che pu
essere violenta o non violenta, il soggetto
ha sempre la stessa immagine di s,
riconoscibile un unico periodo nella sua
biografia.
2. CARRIERA STABILE NON
VIOLENTA:

caratterizzata
da
unimmagine non violenta di s e da un
periodo trascurabilmente violento.
3.
CARRIERA
STABILE
MARGINALMENTE
VIOLENTA:
caratterizzata
unimmagine
si
s
inizialmente violenta costate nel tempo,
con periodi non sostanzialmente violenti.
Athens per afferma di non aver mai
riscontrato la presenza di questa

categoria.
4.
CARRIERE
VIOLENTE
CRESCENTI: qui limmagine di s ed i
periodi sono pi violenti.
a.
Carriere
Interamente
Crescenti: vedono il doppio passaggio
dellimmagine di s da non violenta a
inizialmente violenta
e da
inizialmente violenta a violenta.
b.
Carriere
Parzialmente
Crescenti: il passaggio uno solo:
limmagine non violenta diviene
inizialmente
violenta e il periodo
muta da trascurabilmente violento muta
in non sostanzialmente violento
5.
CARRIERE
VIOLENTE
DECRESCENTI: qui limmagine di s e
i periodi che hanno fatto parte della vita
del soggetto diventano sempre meno
violenti. I 2 sottotipi di questa categoria
sono:
a.
Carriere
Interamente

Decrescenti: vedono il doppio passaggio


dellimmagine di s da violenta a
inizialmente violenta e da
inizialmente violenta a non violenta.
b.
Carriere
Parzialmente
Decrescenti: il passaggio uno solo:
limmagine inizialmente violenta diviene
non
violenta e il periodo non
sostanzialmente violento muta in
trascurabilmente violento. Gli atti
violenti
commessi
diventano infatti meno gravi e meno
frequenti.

CREAZIONE
DI
CRIMINALI VIOLENTI:
- Processo di Violentizzazione:
composto da 4 fasi che portano un
soggetto inizialmente non violento a
divenire pericoloso - quel processo in
cui un soggetto lungo il corso della sua

vita sviluppa percorsi di apprendimento e


di adattamento fondati sulla violenza.
Qui il soggetto visto come colui che in
alcune esperienze sociali proprie ha
immagazzinato modelli normativi diversi
rispetto a quelli civili e da quelli risolve
situazioni critiche tramite la violenza. Le
fasi della violentizzazione sono 4:
brutalizzazione, belligeranza, prestazioni
violente e virulenza.
1.
BRUTALIZZAZIONE:
contiene una serie di esperienze
distruttive che si addensano, attorno alle
quali pu iniziare ad organizzarsi una
cosmologia violenta. La brutalizzazione
consiste nel fatto che un soggetto subisce
un trattamento rozzo e crudele per
mano di altri che produce un impatto
drammatico e durevole nella sua vita.
- Il concetto di gruppi primari serve per
distinguere quel gruppo in cui i soggetti

sono legati da legami affettivi come la


famiglia; dai gruppi secondari dove le
relazioni tra soggetti non si basano su
intimit e affetto (universit)
a.
La
SOTTOMISSIONE
VIOLENTA: questa fase caratterizzata
dalla presenza di figure autorevoli che
fanno parte dei gruppi primari del
soggetto e che fanno ricorso alla violenza
per costringere qualcuno a sottomettersi
al loro dominio. Le figure autoritarie si
preoccupano cos di tutelare i valori
dellobbedienza e del rispetto con la
minaccia o lutilizzo della violenza al
fine di controllare la condotta dei propri
subordinati.
Vi sono due tipi di sottomissione
violenta: la coercizione e la ritorsione:
La COERCIZIONE: la
figura autoritaria utilizza o minaccia di
far ricorso alla violenza per costringere
ad obbedire ad un preciso comando al

quale il destinatario non si conforma o


decide di non obbedire. La
manifestazione della volont di
sottomettersi conclude la fase della
coercizione. Sottomettersi per
interrompere
la
violenza
procura in un primo momento un
profondo sollievo,che si trasforma poi in
umiliazione quando si realizza di essere
stati
costretti
con
al
violenza.
Lumiliazione scatena una rabbia che si
raffredda solo pi tardi, quando muta in
desiderio di vendetta.
La RITORSIONE: la figura
autoritaria usa la violenza per punire chi
ha disubbidito in passato o chi di
recente ha mancato di rispetto. La
differenza con la coercizione che le
violenze continuano anche oltre al
momento in cui vi la sottomissione,
poich il soggetto vuole garantire una
sottomissione anche per il futuro.

- Qui la vittima disinnesca ogni


reazione attiva, che causa la fine delle
violenze. Il soggetto avvolto
inizialmente da stupore che poi
diventa umiliazione per essere stati
pestati senza piet. Questa lascia subito
spazio alla rabbia che diventa
infine vendetta animata da fantasie
distruttive contro il perpetratore.
b.
L'ORRIFICAZIONE
PERSONALE: non si subisce una
sottomissione violenta, ma si
unicamente testimoni di una scena
violenta - Vi si pu assistere direttamente
o udirne solo i suoni - questo pu essere
ancora pi scioccante, perch chi sente
riempie
i
vuoti
con
la
sua
immaginazione.
- Non necessario che chi agisce
aggressivamente appartenga allo stesso
gruppo primario del testimone: ci che
conta nel determinare leffetto traumatico

che la vittima e il testimone facciano


parte dello stesso gruppo primario. Il
testimone realizza paura e rabbia nei
confronti di chi infierisce; lira cresce
insieme a desideri distruttivi nei
confronti dellaggressore. La causa della
sottomissione della vittima viene
imputata alla propria passivit. La colpa
e la vergogna si manifestano quando si
stati testimoni della morte di altre
persone.
c.
LADDESTRAMENTO
VIOLENTO: gli addestratori di coloro
che
potranno
divenire
soggetti
potenzialmente devianti sono persone
normalmente pi adulte del novizio.
Lessenziale che il dominate
appartenga al gruppo primario e
ritenga di avere diritto/dovere di istruire
su come ci si deve comportare in alcune
situazioni. Sebbene laddestramento
violento sia informale o implicito, il suo

obbiettivo di generare una condotta


violenta chiaro. necessario inoltre che
laddestratore sia credibile agli occhi del
novizio e che crei il convincimento che
esisto persone che devono essere
aggredite e dominate.
Tecniche motivazionali a reagire
con violenza alle provocazioni:
1)
VANAGLORIFICAZIONE:
laddestratore
esalta
la
ferocia
raccontando aneddoti personali violenti.
Il messaggio morale che altri sono
diventati eroi facendo ricorso alla
violenza, anche i novizi potranno
aspirare a ci
2) DERISIONE del novizio per la sua
indecisione o il suo rifiuto ad attaccare
fisicamente chi lo provoca. Il novizio
realizza quindi di essere inferiore rispetto
allaltro - pi andr avanti la derisione
pi aumenter la probabilit di ricorrere
alla
violenza
per
far
cessare

lumiliazione.
3)
LARRINGA:
si
convince
qualcuno di qualcosa se lo si sfinisce
ripetendo con forza di persuasione il
modello che si desidera che laltro imiti.
4) LASSEDIO: consiste nella
combinazione della vanaglorificazione e
della derisione. Il principio leccesso,
ovvero una potente miscela di punizioni
e ricompense sociali per sottomettere e
far
superare
ogni
resistenza
a
intraprendere atti violenti.
- Per completare Athens necessario chi
stato brutalizzato viene abbandonato in
una condizione confusa che apre la fase
della belligeranza.
2) BELLIGERANZA: qui si adotta
una risoluzione violenta mitigata, ovvero
nella prima volta nella vita si decide di
aggredire
fisicamente
chi
ha
ingiustamente provocato. Lintenzione di

fare serialmente del male o di uccidere si


presenta solo nel caso in cui la violenza
sia assolutamente necessaria per il
proprio benessere fisico-psichico e si
abbia almeno una parziale possibilit di
successo.
3) PRESTAZIONI VIOLENTE O
SCONTRI
VIOLENTI
PER
IL
DOMINIO: i crimini definiti efferati
sono soprattutto quelli commessi senza
unapparente provocazione - si
disarmati di fronte ad una violenza
gratuita.
- Chi coinvolto in contesti privi di
provocazione non li canalizza di fatto in
gesti violenti. Lesito dello scontro
violento avr comunque conseguenze
decise nella vita dei protagonisti. La
prestazione violenta potr assumere i
connotati di una rivolta personale
violenta ogni qualvolta lantagonista

uno degli attuali dominatori di chi agir


con violenza o una persona cara a
questultimo. Il gesto di rivolta nei
confronti delloppressore apparir come
una sfida:se si vincer si potr evitare un
ulteriore
dominio,
se
si
perde
loppressione potrebbe farsi ben pi
pesante
4) VIRULENZA: qui il soggetto deve
aver ottenuto in precedenza una vittoria
significativa, al termine della quale ha
prevalso nei confronti del proprio
antagonista.
- La notizia di gesti violenti di una
persona inizia a circolare allinterno del
gruppo primario e secondario. Lattore
violento prende coscienza del fatto che le
opinioni che gli altri hanno di lui mutano
in fretta alla luce della sua impresa
violenta, accanto a questo si accompagna
lidea anche di mentalmente squilibrato.

A questo punto egli percepito come


pericoloso ed necessario non
offenderlo.
- La ragione che porta a percepire il
soggetto come mentalmente squilibrato,
secondo Athens si basa sulla quantit di
violenza inflitta alla vittima. I gruppi
possono ritenere che la vittima andava
punita ma non cos violentemente.
Lattore
violento
registra
la
preoccupazione degli altri nei sui
confronti, egli costretto ad accogliere o
rifiutare
questo
suo
slittamento
dimmagine sul piano personale.
Riconosciuti come pericolosi si pu
esercitare
un
dominio
maggiore
sullambiente sociale, accade per di
giungere troppo presto alla conclusione
di
essere
divenuti
invincibili.
Allimprovviso ci si ritrova pi
coraggiosi e pi aggressivi. Per Athens
questo prende il nome di esperienza di

malevolenza.
- Il processo di violentizzazione trova
compimento in una tragica circolarit:
lattore ha completato il tragitto e da
vittima indifesa della brutalizzazione si
comporta ora da sfrenato aggressore.
- Lultima sequenza per completare un
self
ultra
violento

la
SEGREGAZIONE: accade che coloro
che appartengono al gruppo primario del
soggetto, iniziano a evitarlo per non
trovarsi in uno stadio perenne di
intimidazione ed egli sar quindi un
emarginato fino a quando non verr
riconosciuto in gruppi male volenti per i
quali avere una reputazione violenta un
requisito necessario.
- ATTI VIOLENTI IN ASSENZA DI
VIOLENTIZZAZIONE: quando si
parla di crimini efferati si pensa ai reati
dimpeto - Athens afferma invece che

sono lesito di decisioni accurate prese


in pochi istanti e sempre revocabili. Una
quota significativa delle condotte efferate
sono messe in atto da soggetti che non
hanno mai fatto ingresso nella
violentizzazione. Un caso quello delle
interpretazioni fisicamente difensive,
ovvero lattore crede di essere aggredito
e ritiene che lunico mezzo per difendersi
sia il ricorso alla violenza.
- LABELLING APPROACH E
DEVIANZA
PRIMARIA:
il
comportamento deviante il prodotto di
ripetute violazioni delle norme; Athens
per si sottrae al labelling approach e si
muove in una direzione interpretativa.
- Il problema delletichettamento
proprio quello di aver tralasciato il
problema delle cause che conducono alla
prima infrazione della norma sociale o
penale, per concentrarsi sugli effetti
negativi e sullassunzione della devianza,

che viene data per scontata. Ci che


viene criticato il fatto di non
concentrarsi sulla spiegazione dei gesti
devianti tenuti dallattore; Athens infatti
contesta di non aver considerato che un
soggetto quando delinque si trova gi nel
sentiero che lo conduce a divenire un
criminale violento, e ci accade molto
tempo prima che egli venga etichettato
come pericoloso. infatti solo nel corso
della virulenza che il criminale, fino ad
allora deviante primario, viene etichettato
come pericoloso e diviene in tal modo un
criminale violento secondario.
- PREVENZIONE E STRATEGIE DI
INTERVENTO:
il
processo
di
violentizzazione permette di affermare
che criminali non si nasce, ma si
diventa - il miglior strumento di
prevenzione per Athens dunque quello
di
arrestare
il
processo
di
violentizzazione.

- La fase pi adatta per intervenire


sarebbe la brutalizzazione, ossia quando
leducazione alla violenza e alla paura
pone le sue fondamenta motivazionali.
Secondo Athens lo strumento adatto
una presa di coscienza volta a
riorganizzare i pensieri e le emozioni; un
ruolo importante pu essere svolto dalla
scuola, alla quale dovrebbe essere dato il
compito, dopo aver individuato i ragazzi
pi difficili, di progettare programmi
educativi finalizzati a formare comunit
fantasma non violente.
- Quando per le persone entrano nel
processo di violentizzazione, entrano
nella performance violenta ed quindi
necessario un intervento pi energico bisogna
ricorrere
ad
una
risocializzazione speciale allinterno di
un gruppo primario non violento ed
insegnare a rispondere ai futuri
antagonisti in modo non violento; il

soggetto dovrebbe dunque essere inserito


in questo gruppo per un certo periodo di
tempo per allentare i legami con il
precedente gruppo primario violento.
- Se lattore ha fatto invece ingresso nella
fase della virulenza lunico interveto
possibile la neutralizzazione, cio
isolarli dal resto della comunit. Questa
misura va per considerata come estrema
ratio.

CONFLITTUALISMO
NORMATIVO: La domanda alla
quale Athens cerca di rispondere
perch la violenza pi diffusa in certe
comunit rispetto ad altre? La
spiegazione da ricondurre alla
disorganizzazione sociale - al fatto che in
certi contesti le regole che disciplinano
la vita collettiva non esercitano un
controllo effettivo sui membri di una

comunit ed il fenomeno criminale si


manifesterebbe
proprio
come
conseguenza dellinefficienza di tali
norme. Qui si instaura sempre lesercizio
del dominio.
A
SEGREGAZIONE
E
COMUNITA' FISICHE MINORI:
ogni societ sviluppa al proprio interno
un numero di comunit fisiche minori in
forza del processo di segregazione, cio
le persone gravitano verso dei gruppi per
i quali le loro esperienze sono pi
adeguate. Ogni comunit fisica minore
pu identificarsi in base a delle proprie
norme; ne consegue che colui che
considerato un eroe altrove potrebbe non
esserlo.
B - LE COMUNITA' MINORI
CIVILI: qui il soggetto predominante
il pacifista: egli dialoga con una
comunit fantasma non violenta e rifiuta
qualsiasi scontro fisico, anche nelle

circostanze in cui la sua vita in


pericolo.La comunit lo percepisce come
non violento e quindi lui avr
unimmagine di s non violenta.
- Poi vi la persona marginalmente
violenta, caratterizzata da una comunit
fantasma non violenta; egli ricorrer alla
violenza solo nel caso dovr difendere s
stesso o un suo caro da una minaccia.
Egli comunque percepito come un non
violento dalla comunit e limmagine che
egli avr di s sar quindi non violenta.
- In queste comunit la regola che vige
che le lotte per il dominio devono essere
risolte con modalit non violente, cio
tramite derisione, pettegolezzo o
umiliazione. Queste modalit che sono
non violente a livello fisico, sono per
psicologicamente e moralmente assai
gravose e invasive per chi le patisce.
- Per quanto riguarda la frequenza del
criminale
violento,
ogni
sua

manifestazione sar rara. Individui


violenti potrebbero trovarsi a passare di l
e cercare di stabilirvisi; essi saranno
percepiti come disadattati e lincoerenza
che deriva fra la loro comunit di
riferimento e quella non violenta li
porter ad un cambiamento drammatico
di s verso la non violenza.
C - COMUNITA'
MINORI
MALEFICHE:
qui
il
soggetto
predominante una persona ultra
violenta, con una comunit fantasma di
violenza non attenuata - egli percepito
come sempre pronto ad aggredire
fisicamente in modo grave o uccidere in
risposta ad una provocazione.
- In queste comunit il principio cardine
sancisce che il mezzo pi efficace per
risolve i problemi sul dominio deve
essere la violenza fisica. Tuttavia Athens
afferma che il modello civile di comunit
prevale su quello malefico.

D - COMUNITA'
MINORI
TURBOLENTE: qui vi una
mescolanza di tipi: individui non
violenti, marginalmente violenti e ultra
violenti convivono; ne deriva che
lambiente
circostante

sempre
problematico. Non vi sono regole precise
circa le modalit per regolare i conflitti di
dominio, quindi essi si troveranno ad
esplodere in modo disordinato e non
riusciranno a stabilire nemmeno le
modalit risolutive del conflitto.
DIMAMICHE
DI
CAMBIAMENTTO SOCIALE E
ORGANIZZAZIONE
SOCIALE
DELLA VIOLENZA
- Se i criminali ultra violenti e i violenti
varcano la soglia delle comunit minori
civili con successo i pacifisti se ne
allontanano,
esse
degenereranno
lentamente in comunit malefiche.

Perch si verifichi necessario


attraversare la fase della turbolenza.
IL
DOMINIO
VIOLENTO
NELLINTERAZIONE SOCIALE: i
gesti degli attori sociali assumono uno
spessore simbolico a partire dallesserci
degli altri e dalla condivisione di una
comunit di spazio e di tempo.
1)
COMBATTIMENTO
VIOLENTO: indica linterazione che
avviene tra un preparatore e una vittima
quando si ricorrere alla forza fisica per
stabilire la posizione di dominio.
- Ogni attore deve decidere come
impiegare la forza fisica per risolvere la
questione del dominio. Nella prima fase
A.
Affermazione
del
Ruolo:
sentendo di poter occupare il ruolo
gerarchico maggiore allinterno di una
comunit, si decide di rivendicarlo e di
assegnare a qualcun altro quello di
subordinato.

B. Rifiuto del Ruolo: il subordinato


pu decidere se opporsi o meno: egli
potr decidere per una resistenza
passiva, con gesti che comunicano solo
lintenzione di non accettare il ruolo
subordinato, oppure per una resistenza
attiva che pretende invece di ribaltare la
pretesa di dominio.
C. Scambio di Gesti per il Ruolo: si
raggiunge solo se nelle precedenti
nessuno ha conquistato il dominio
desiderato, i rivali pongono in essere
ulteriori gesti di rivendicazione o di
rifiuto del ruolo per comunicare con
forza le proprie intenzioni.
E. Imposizione del Ruolo: almeno
uno dei due decide che deve utilizzare la
forza fisica per ottenere il dominio.
F. Determinazione dei Ruoli: si
stabilisce la configurazione definitiva dei
ruoli che pu consistere in una vittoria o
in una sconfitta o un pareggio.

2) SCHERMAGLIE VIOLENTE:
indicano che nel corso di uninterazione
si sta per ricorrere alla forza fisica, ma di
fatto essa non viene impiegata. Si tratta
di un combattimento violento appena
iniziato, lo scontro che si arresta alla 4
fase, quando uno dei due decide di
rinunciare alluso della violenza e alle
proprie pretese di dominio.
3) DISPUTE PER DOMINIO: indica
che linterazione non si traduce in una
schermaglia violenta e i confliggenti non
procedono oltre, perch uno di loro si
ritira dalla contesa.
- VIOLENZE COLLETIVE: Nel corso
di un atto sociale collettivo saranno i
gruppi a disputarsi la questione del
dominio. Esistono forme diverse di
violenza collettiva: in quelle spontanee
come i linciaggi il gruppo svolge un vero
controllo sociale nei confronti di chi

percepito come diverso. Ogni singolo


attore si sente parte dellorganismo
morale che riafferma il principio di
giustizia violato.
- Lazione collettiva violenta pu essere
intesa sia come atto deviante, irrazionale
e immorale, quanto come il suo esatto
opposto e cio come un tentativo di
ristabilire lordine morale nel punto in
cui stato violato. Emerge qui con forza
il doppio messaggio della violenza: male
estremo e controllo sociale.
- COSMOLOGIA E VIOLENZA: la
cosmologia un concetto sensibilizzante
finalizzato a restituire senso alle
condotte umane violente. I principali
studi convergono nellaffermare che,
pure esistendo una moderata ma
significativa associazione tra violenza e
disturbo mentale, essa non creata dalla
malattia, ma una caratteristica
temperamentale o di una personalit che

preesiste alla malattia stessa e non pi


controllata.
- Le quote pi significative della violenza
osservata nelle persone mentalmente
malate non riguardano i pazienti psicotici
pi di quanto riguardano quelli portatori
di disturbi di personalit o affetti da
patologia affettiva e, in tutti questi casi,
ad incidere pesantemente sul viraggio
verso il comportamento violento sono
let, il genere maschile, la scolarit,
labuso di sostanze e le condizioni
sociali.
- RIFLESSIVITA': Luomo un cosmo
che produce senso e le deliberazioni
riflessive sono attivit di cui lattore in
larga parte consapevole e alle quali
partecipano i giudizi e le opinioni. Non
possibile esser riflessivi rispetto a ci che
si colloca nellinconscio; fino a che resta
tale fuori dal nostro controllo e non pu

essere oggetto di riflessione.


- COMUNITA' FANTASMA E
DINTORNI: quando parliamo nella
mente lo facciamo conversando con altri
interlocutori dei quali ci immaginiamo e
sentiamo i giudizi e le opinioni. Quando
ci si inoltra in un percorso di
violentizzazione e si diventa custodi di
principi decisamente contrasi alle norme
civili, inizia lo slittamento drammatico
attraverso leducazione alla violenza,
percependo lampi di risentimento e
intolleranza nei confronti di un altro s
percepito come malefico e diabolico.
qui che pu iniziare ad innescarsi il
sentimento dellodio e a percepire i gesti
degli altri come diabolici. Di fronte a chi
ci fa del male si opera infatti una sorta di
cancellazione della sua persona per
affermare la propria comunit fisica
malefica.

- LEFFICACIA PROCESSUALE
DEL SOLILOQUIO: Il processo
deliberativo si suddivide in diverse fasi:
1 lindividuo biologico, lo slancio
vitale e lI come individui biologici
siamo formati da impulsi che ci rendono
sensibili agli stimoli. questo che
costituisce unesperienza viva, il proprio
sentirsi in relazione col mondo. Lio
biologico o il s corporeo sempre
immerso nellimmane concretezza dei
fenomeni vitali.
- Nel corso della crescita, andando oltre
al s corporeo si comincia a guardare il
mondo e se stessi attraverso i simboli e si
d forma a un proprio peculiare tempo e
spazio di mondo che individuale.
- Il simbolo implica un senso possibile,
una costruzione di s.
- Si pu parlare per ogni uomo di una
soggettivit irripetibile che possiamo
mettere a fuoco indagando il campo

relazionale in cui si gettati dalla


nascita. Il mondo personale di ogni
individuo centrato attorno a s; nel
formulare giudizi e prendere decisioni
ognuno utilizza se stesso quale punto
centrale di riferimento.
- LI quel serbatoio che contiene il
dinamismo vitale ad agire; e gettarlo nel
mondo uno slancio per sua natura
generale e indefinito. Lo slancio vitale
non determina la direzione di un atto, ma
dice solo che qualcosa accadr.
2 percezioni e sfondi prospettici le
prospettive non sono percezioni, bens le
loro guide: sono visioni ordinate del
mondo
date
per
scontate
che
costituiscono la matrice selettiva
attraverso cui percepiamo lambiente che
ci circonda. Questi sfondi prospettici
contengono repertori di interpretazioni,
risposte e norme sociali ai quali

possiamo attingere con facilit per


conferire senso a quegli eventi che
chiedono risposte immediate.
3 role taking - interpretazioni della
situazione Athens ha rimarcato che
prima di poter assumere con certezza gli
atteggiamenti altrui, dobbiamo sempre
aspettare le risposte delle altre persone
alle nostre parole, poich noi non
possiamo mai assumere direttamente i
loro ruoli: siamo noi a rivestire i nostri
panni degli atteggiamenti altrui, coscch
il significato attribuito ad un determinato
gesto sempre un nostro significato e
nostre saranno le aspettative di
comportamento che ne derivano.
Assumere gli atteggiamenti altrui
conduce a conoscere le definizioni degli
altri e i loro stati danimo, il che significa
immaginarsi e partecipare ai pensieri, ai
sentimenti e alle esperienze delle altre

persone dalla loro prospettiva.


- Gli attori violenti, quando assumono il
punto di vista della vittima, per attribuire
il significato ai loro gesti, non sentono n
comprendono necessariamente i loro
vissuti ed i loro sentimenti.
- Non si possono mai assumere
perfettamente i ruoli degli altri a causa
della ciascunit dei legami chi si
instaurano con gli sfondi prospettici, i
mondi sociali in ragione delle
componenti dellI.
4 emozioni e role talking
pensiamo alle emozioni come a quella
parte dellespressivit umana che si
manifesta insieme al processo di
tipizzazione, alle quali si pu ricorrere
per restituire un senso al nostro attuale
sentire; le descriviamo agli altri
attraverso parole e discorsi che
raccontano il mondo sociale nel quale

siamo immersi. Le emozioni le


riconosciamo
mentre
le
stiamo
interpretando. Oltre a viverle a livello
corporeo e in modo non riflessivo; noi ne
facciamo delle esperienze riflessive con
cui
definiamo
sensazioni
fisiche
altrimenti indefinite.
- In molte situazioni della vita quotidiana
lemozioni giocano un ruolo marginale;
ogni volta che noi sappiamo gi cosa fare
in una determinata situazione significa
che siamo ingaggiati in attivit routinarie
non riflessive e non emozionali.
- In molti casi di maltrattamento
familiare le vittime provano spesso un
senso di insensibilit che prevale su ogni
altra facolt del sentire. Chi subisce una
ritorsione violenta sperimenta quella
condizione di apatia corporea che
disinnesca ogni forma di resistenza
attiva.
Lottundimento
(Riduzione
progressiva della vivacit intellettiva e

sensoriale) serve per poter rimanere


dentro a situazioni opprimenti dalle quali
non si crede di poter evadere.
- Chi subisce maltrattamenti cerca di
sbarazzarsi dei propri sentimenti divenuti
intollerabili con atteggiamenti riflessivi
ed emozionali. Vi sono molte
testimonianze di donne dominate dai
propri mariti che agiscono sulle proprie
emozioni nel tentativo di assegnare un
significato
alle
esperienze
di
sottomissione vissute e di individuare
atteggiamenti capaci di farli sopravvivere
a situazioni altrettanto distruttive e
traumatiche. Per esempio le donne
imparano a nona adirarsi con i loro mariti
per paura di provocarli.
La traduzione delle intuizioni emotive in
deliberazioni a esse consonanti pu
apparire razionale a un osservatore
esterno. A noi non sfugge per il lungo
lavoro di conversazione interiore sulle

emozioni per determinarsi verso precise


linee dazione riflessive e non
emozionali.
5 desideri secondo laltro e secondo
il self gli uomini per desiderare
necessitano di un mediatore, di una terza
persona e sar proprio la direzione del
suo sguardo ad indicare lappetibilit di
certi oggetti e non di altri; il discepolo si
precipita sui oggetti che il mediatore
indica.
- Non importante loggetto che il
mediatore realmente indica come
desiderabile quanto ci che il discepolo
indica a se stesso sulla base delle
indicazioni ricevute. La distanza tra rivali
diminuisce e loggetto si fa sempre di pi
il desiderio di essere laltro che si
afferma con potenza: gli uomini
sembrano diventare Dei gli uni per gli
altri.

- Il senso del desiderio trova nellaltro le


proprie chiavi perch questi, pi che
mostrarci un oggetto irrinunciabile sar
innanzitutto colui che pu soddisfare il
nostro
bisogno
simbolico
di
riconoscimento rivolto allaltro. nel
corpo a corpo con laltro che il desiderio
umano gioca la sua partita mortale.
Questo corpo a corpo con laltro si rivela
al contempo mortale poich oltrepassa la
soddisfazione simbolica dellesigenza di
essere riconosciuti e si insinua come
condizione dellangoscia.
- Mentre conversiamo con noi stessi, le
voci che prendono corpo, sono quelle che
non hanno pi peso nel parlamento della
nostra comunit fantasma; ad esse si
affiancano quelle che traducono gli
sguardi dei mediatori in parole seducenti,
imperative a progettare linee dazione
solo verso alcuni oggetti. La nostra
cosmologia sar cos costellata sia di altri

significativi, sia di mediatori del


desiderio internalizzati in tempi differenti
della nostra esistenza attraverso processi
di role taking.
6 mondi sociali e riflessivit ogni
individuo orientato unicamente verso il
suo mondo sociale; le strutture socio
culturali influenzano lagire umano solo
attraverso la riflessivit interna della
persona. Una volta che abbiamo stabilito
riflessivamente il da farsi, ossia il tipo di
attori
che
intendiamo
diventare,
dobbiamo anche farci carico del dato
oggettivo rispetto a ci che possiamo e
che non possiamo fare data la societ in
cui ci troviamo.
- I MASSMEDIA QUALI MONDI
SOCIALI: se si guarda ai mass-media
concependoli quali mondi sociali che
includono o escludono, uniscono o
dividono le persone, risulta chiaro che

lemergere di un sistema dinformazione


unico su scala globale sempre accessibile
a tutti ha avuto profonde ricadute sui
diversi gruppi sociali che fino alla sua
comparsa erano stati fondamentalmente
influenzati dalle loro culture di
appartenenza ad una classe, ad un gruppo
etnico e ad unarea territoriale.
- Essendo in grado di proporre gli eventi
reali in modo visivo, la televisione offre
la possibilit di mostrare come il mondo
appare e cosa il mondo sente in latri
luoghi e da altre prospettive di ruolo
offrendo loro una visione pi ampia
rispetto
a
quella
espressa
tradizionalmente
dai
gruppi
di
riferimento.
- I media contribuiscono a ridefinire
alcuni processi di socializzazione e di
violentizzazione: le immagini, i mondi, i
personaggi reali o immaginari delle
fiction
violente
possono
essere

internalizzate ad animare i nostri


soliloqui in concorrenza con quelli
incorporati nelle interazioni
sociali
faccia a faccia.
7 il tempo della riflessivit e del
soliloquio Mead sosteneva che il flusso
dellesperienza nel presente non pu
ricomprendere un passato n includere un
futuro fin tanto che la riflessivit non
conferisce questi caratteri a certe parti
dellesperienza. Esperienze vissute e
ricordi si riversano cos nelle nostre
definizioni della situazione e sono
utilizzati per immettere il presente nella
trama narrativa formata da quei copioni
che ci costituiscono e che noi stessi
continuiamo a reinterpretare e a
riscrivere alla luce di nuovi accadimenti.
- L'AMBIGUITA' DEL MALE: La
ricerca a volte maniacale di strumenti

capaci di immunizzarsi e di espellere il


male deriva proprio dalleccedenza che il
suo dilagare produce dentro le nostre
cosmologie e nelle nostre istituzioni. Se
vero dunque che si pu sperare di
arginare alcune forme del male, le derive
pi violente e devastanti si sono
manifestate storicamente proprio quando
si avuta la pretesa di operare un suo
totale e definitivo sradicamento. Il
suggerimento di non espellere il male,
ma di trattarlo mettendo a disposizione
della societ una sufficiente complessit
interna per il trattamento dei conflitti. La
pretesa di estirpare il male, di superare
lambiguit propria delluomo dunque
un incalcolabile male.