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I.

E.

TORSIELLO

Gli ultimi giorni di

Fiume Dannunziana
CRONACHE E DOCUMENTI FIUMANI
(CONTENENTE- GLI OTTO PROCLAMI

DI GABRIELE
D'ANNUNZIO;
NOVE BOLLETTINI DI GUERRA
DELLA REGGENZA DEL CARNARO
ED ALTRI DOCUMENTI)
I

BOLOGNA

GIUSEPPE OBEROSLER
EDITORE

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I.

E.

TORSIELLO

Gli ultimi giorni di

Fiume Dannunziana
CRONACHE E DOCUMENTI FIUMANI
(CONTENENTE GLI OTTO PROCLAMI DI GABRIELE
NOVE BOLLETTINI DI GUERRA
D'ANNUNZIO;
DELLA REGGENZA DEL CARNARO
ED ALTRI DOCUMENTI)
I

BOLOGNA

GIUSEPPE OBEROSLER
EDITORE

PROPRIET LETTERARIA

Bologna

Stabilimenti Poligiafici Riuniti -

1921

PREFAZIONE

Due

parole ai

lettori,

libro senza alcuna pretesa.

Volume

le

per dir loro che

Ho

corrispondenze da

tratta di

si

un

Voluto raccogliere in questo

me

inviate, durante la tra-

gica settimana di Fiume, al Resto del Carlino, da

Abbazia

e da Fiume.

Tanto

le

corrispondenze da Abbazia, quanto quelle

da Fiume, risentono Je//*ambiente dal quale furono


rate

nelle prime la ricerca difficile e affannosa della

notizia, la fretta di arrivar presto,


((

ispi'

ufficioso

))",

il

sapere, diremo cos,

delle fonti cui necessariamente

doveva attingere

al di

il

giornalista

qua del blocco; nelle seconde,

descrizione delle condizioni morali e materiali in cui trovai


la citt di

Fiume

nel / gennaio 1921

descrizioni im-

pari alla grandiosit degli eventi, dei quali

non potei

cie

constatare le conseguenze.

Per dare per

al lettore

che furono realmente

dicembre

1920,

le

una limpida ida di quelle

giornate fiumane dal

ho Voluto

riportare

qui

24

al

31

interessante

vili

({

Diario di un fiumano

dovuto alla penna del prof. En-

rico Burich, corrispondente

da Fiume del Resto del Car-

ingegno chiaro ed equilibrato, che quelle pagine

lino,

aveva

oscure giornate di battaglia con la spe-

scritto nelle

ranza di poterle un giorno rimettere al suo giornale.

Il ri-

tardo col quale esse giunsero a Bologna, ne imped la tem-

Qui

pestiva pubblicazione.

mente a completare
durante

La

le

terribili

il

servono mirabil-

quadro dello stato d'animo fiumano

giornate della resistenza.

seconda parte del volume e quella che,

giormente interesser

lettori,

certo,

e specialmente gli

Gabriele d'Annunzio. In essa,

ratori di
gli otto

riprodotte,

mag-

ammi-

ho raccolto

infatti,

proclami dettati dal Poeta durante la sua settimana

di passione

Camaro,

nove

e tutti

bollettini di guerra della

bandi del

Comando

di

Reggenza del

Fiume

mettere in istato di difesa e di resistenza la

((

destinati a

Citt olo-

causta .

Tanto

la prima,

quanto la seconda parte, contengono

documenti che saranno di notevole


accingersi,
martirio di

utilit

per chi Vorr

un giorno, alla compilazione della

storia del

Fiume.
I.

E. TORSIELLO

CRONACHE

I.

E. Torsiello

TRE GIORNI

DI

LOTTA

27

Fiame,

dicembre sera.

S ha qui la sensazione di essere in piena guena guerreggiata; sensazione che stringe

senso di

quando
II

specialmente

strazio

il

cuore e d un profondo

passaggio dei camions che trasportano

pini e carabinieri, strappa le lacrime.

dunque, precipitato verso

Cerchiamo di
dolorosa

cronaca

del giorno 24

il

il

compiuta dalla squadra

Fiume

con

con

la

feriti regolari, al-

dramma

di

Fiume,

massima fedelt

italiano.

fissato ^alle

con

la

fra

la

la

Alle ore 16

truppe di terra

era stato raggiunto

secondo

dimostrazione navale

dell' ammiraglio Simonetti davanti'

pressione esercitata dalle truppe del

generale

Ferrer sull'arco che

Cantrida

al

settore

la

Governo

arriva

tre giorni.

suo epilogo fatale.

primo obbiettivo

ufficiale

Il

da

prima giornata di guerra

mare dal gen. Caviglia,

un comunicato

il

ricostruire

della

Reggenza del Carnaio e


e di

come me,

chi,

la battaglia fra fratelli in corso gi

separato

va dallo sbarramento di

di

Veglia e Arbe furono totalmente

Sussak.

Infatti,

isolate dalla

mentre

Reggenza

anche se non effettivamente occupate da truppe da sbarco,


fra

Castua e Sussak

le forze

dannunziane avevano abban-

donato

il

territorio

da esse occupato dopo

il

trattato di

Rapallo.
Intorno alla

Reggenza del Carnaro

ripristinata la situazione

scorso;

la sera

del 24 verme

quale era prima del 13 novembre

legionari, cio, erano rientrati nel territorio del

Le

corpus separaium di Maria Teresa.

intomo a Fiume

al

comando del gen.

truppe ammassate

Terrario, erano, al-

Tinizio delle ostilit, composte delle brigate di feinteria

Como

e Lombardia, di parecchi battaglioni di alpini e di

considerevoli e sceltissimi reparti di carabinieri e di guardie


regie. Tutte queste truppe
rispettivi servizi, al

dante d'Annunzio

mento

hanno

si

il

notte del

24

il

legionari alla resistenza,

Le prime
ora

comunicato

come

ufficiale

rale Caviglia.

Fiume

si

fuoco contro chiunque avesse tentato

di oltrepassare la linea.

Ecco

Coman-

recato personalmente allo sbarra-

di Cantrida per rincuorare

ordinando di aprire

le relative artiglierie

La

completo.

operazioni.

svolse l'azione di cui cenno nel

diramato

il

giorno di Natale dal gene-

L'ordine di operazione contro

la citt di

era stato dato dal generale Ferrario verso le ore 14.

Per motivi di opportunit


stato rimand^ato alle

pratica, l'inizio delle operazioni

16, ora nella quale le truppe inco-

minciarono, regolarmente,

movimenti loro ordinati. L'ope-

razione era concepita in due tempi

tuali resistenze

nel primo

dovevano raggiungere, vincendo

pini e fanteria

dei volontari,

citt; rotto cos

il

fin sotto le

tempo
le

al-

even-

prime case della

primo cerchio difensivo, carabinieri e

guardie regie avrebbero dovuto,


entrare rapidamente in

Fiume

un secondo tempo,

in

spazzando

citt,

il

terreno

dai possibili nuclei di resistenza nell'interno.

La

prima fase dell'operazione cominci nel pomeriggio

del

24 nel

rale

Pezzana; ed

gene-

settore di Cantrida, sotto gli ordini del

Sussak

in quello di

al

comando del

ge-

all'inizio del

mo-

nerale Faccini della Brigata Lombardia.

Qualche colpo di cannone fu sparato

vimento della seconda fase, senza obbiettivi esattamente


determinati e senza cagionare gravi danni.

Le

operazioni di investimento,, eseguite con diverse

pressioni nei vari settori ed, in alcuni,

da

stenza

con notevole

resi-

parte dei legionari, furono proseguite fino alla

mezzanotte quando

il

con opportuno riguardo

comandante del Corpo d'Armata,


al giorno di

Natale, diede ordine

di sospendere l'avanzata, concedendo alle truppe un giorno


di riposo e

dando

loro la possibilit di rafforzare le posi-

zioni raggiunte e di

compiere

necessari collegamenti fra

le varie unit.
Il

rer,
il

Governo fece esprimere, per mezzo del generale Fercomandante della quarantacinque sima divisione,

al

proprio plauso per

il

contegno delle truppe e

scenza della nazione per


sacrificio.

La

il

la ricono-

loro spirito di disciplina e di

dislocazione raggiunta dai battaglioni alpini

e da quelli dei reali carabinieri impegnati nella sera del


era sonOTiariamente questa: porta del petrolio

Piasse

strada di

sud di Rujevica

Dreno va-Giobovo.

24

est di

bivio est di quota 345 sulla

Un

nucleo di legionari resi-

steva completamente isolato a Prosop. Agli sbarramenti

fiumani avevano affisso dei grandi manifesti nei quali era


scritto

dhc

((

chi passa la barra

un

traditore della patria

)).

Le tmppe
due

hanno

regolari

catturato alcuni prigionieri,

mitragliatrici e un* autoblindo.

Nea notte
saltare

il

il

comando

di

Fiume, come noto, fece

ponte di Sussak, quello della Braidizza e

serella del

Molino Alto Budis, nonch

rovia per Zagabria,

il

la

pas-

ponte della fer-

isolando cos dalla citt la brigata

Lombardia.

La

ripresa dell'azione, fissata per

il

attuata all'alba, con grande accanimento

Colpi di artiglieria 'Sono

ad

stati sparati

giorno 2, stata

da am.bo

le parti.

intermittenza dalle

truppe fiumane sulle posizioni occupate dai regolari, senza

per recare danni considerevoli. L'intensit degli scontri


si

fece pi viva fra le sette e le otto, permettendo ai reparti

di regolari di guadagnare terreno, in

Fiume

caseggiato di

in

modo da

una morsa sempre

Episodi di maggiore violenza

ebbero nel

si

stringere

pii

il

vigorosa.

tratto

che dal

porto del petrolio va per le scalette della Torretta sino


all'ospedale di isolamento.
stenza
in

si

Un

nota a Rujevitza, dove

nucleo poderoso di
i

legionari

si

resi-

sono piazzati

una caserma.
Il

posto,

battaglione dei volontari della

come

Venezia Giulia, com-

noto, di triestini e di istriani, ritiratosi al-

l'inizio delle operazioni

da Drenova, oppose viva

resistenza

nella zona di Cnicevo. Possibilit di resistenza offre pure


ai legionari la

regione di Santa Caterina, che culmina nel

Calvario e che domina ad occidente tutta la


propositi disperati del

Comandante

il

citt.

Dati

quale, malgrado l'ot-

timismo nutrito da alcuni in questi ltimi giorni, ferma-

mente deciso ad andare

fino in

fondo a qualunque costo;

e dato l'addestramento dei legionari, prevedibile che

comando

d^elle

il

truppe della Venezia Giulia proceda per

tappe successive, allo scopo di evitare, sinch possibile,

sproporzionati allo scopo

citt,

Alle 5,30 del mattino del 26


saltare in aria

di

da raggiungere.

fiumani hanno fatto

deposito di munizioini posto all'imbocco

Val scuri gne.

Un
((

il

vittime

con una pressione energicamente' accentuata,


danni alla

due

centro

comunicato
tentativi
i

di

ufficiale del

generale Caviglia dice che

sommossa della popolazione

legionari furono

Persone fuggite

Fiume e

dia

Fiume

di

soffocati nel sangue .

da questi

qui giunte stamane de-

scrivono le penose condizioni materiali e morali


versa la disgraziata citt. L'altro giorno sono

visamente

stati

in

cui

improv-

arrestati alcuni fiumani, forse zanelliani, sospetti

Reggenza

di cospirare contro la

ostaggio alFottavo reparto

e sono

stati

consegnati in

<i''assaIto.

Le
La Vedetta

d'Italia,

che narra

gli

perdite.

episodi della prima

giornata esce oggi listata a lutto. Gabriele

d'Annunzio

vi

ha pubblicato un violentissimo manifesto agli italiani nel


quale dopo avere assicurato che nessuno passer se non
sopra

nostri

corpi

termina con queste parole

Natale di sangue. Fiume rinasce


un'ostia immortale

isu

da un rimorso senza tregua


altro

si

dona

al sacrifizio

Nel
come

((

cui la patria italiana, cos disperata-

mente amata, dovr versare

Un

le lacrime sue pi

amare, rsa

))

appello diretto da un comitato d cittadini

soldati regolari

tappezza

invitando le truppe

non oltrepassare

gli ediifizi

ad

evitare la grande sciagura

la linea di

blocco

ai

pi pross.imi alle linee

e a

delle truppe regolari complessivamente inviati

feriti

a Trieste, fino alla mezzanotte del 27, sono circa 150.

Ho

potuto avvicinarne qualcuno. Sono

alpini; fra cui parecchi ufficiali.

Mayer,

carabinieri

tutti

col petto trapassato

colonnello dei

il

da una

moribondo: pure in condizioni disperate


degli alpini Gerbino.

feriti

momento

di assoluta necessit

Gli

che

la

ufficiali

sui legionari se

difensori di

devano accanitamente con


di tre

delle truppe

impari;

difen-

si

mitragliatrici appostate in gruppi


I

nostri regolari

armati solo di moschetto

non nel caso

Fiume invece

quattro agli angoli delle strade.


lotta

pallottola,

colonnello

di andare all'assalto, ordinavano ai

non sparare

propri reparti di

il

raccontano particolari impres-

sionanti sulle fasi della loro lotta.


regolari, nel

ed

condizioni di una ven-

sono particolarmente gravi:

tina di essi

carabinieri

Le

fucili

dono con bombe a mano e

mentre

feriti

vanno
i

dicono poi
all'assalto

fiumani rispon-

col fuoco inaociato continuo

e nutrito di mitragliatrici.

Oggi

nel pomeriggio alle ore 16 stato pubblicato

seguente comunicato ufficiale del


regolari
a Si

comando

mette in guardia

il

pubblico contro notizie

mistiche di d'Annunzio e di dannunziani


miala fede.

borghi di

Le

nostre truppe sono

Fiume

fu accordata
feriti

sono

si

da 48 ore intomo

continua ad agire contro

Lo

siano addolorate per

in

ai sob-

stanno avvicinando altre artiglierie

si

tutti ricoverati

ospedali anetrati.

allar-

interessati

stata chiesta una sospensione del fuoco dai fiumani

il

delle ^trupj>e

posti militari.

e nelle 24 ore sono gi negli

spirito delle truppe ottimo

il

non

compito loro assegnato

sebbene

La Squadra
Le

in azione.

forze navali che operano nelle acque di

Fiume,

al

comanda deirammiraglio Simonetti, che ha alzato le insegne dii ammiraglio siiV Andrea Doria, sono composte
della nave ammiraglia

hoty e

dii

Andrea Doria,

tre cacciatorpediniere.

Ho potuto avere da fonte


colari sul triste episodio di

ineccepibile interessanti parti-

cannoneggiamento dell'Esper

d cui cenno nei comunicato del


gi trasmesso.

fino alla distanza di circa


l'artiglieria

26

mattina, che vi

Nelle prime ore del mattino di

squadra <leir ammiraglio Simometti

dannunziana

regolari avanzati,

dell'esploratore Ri-

si

ieri,

ho
la

accostava alla riva

un miglio. Mentre l'azione delesplicava decisa contro reparti

si

V Andrea Doria

si

staccava dalla squadra

avanzava fino a raggiungere una distanza di metri 500

si

dai mdli di Porto Baros dove l'Esper

era portato.

si

Col

megafono, l'ammiraglio Simonetti dava 15 minuti di tempo


alla

nave per raggiungere

richi.

Dopo

la isquadra coi lanciasiluri sca-

pochi minuti di attesa, da parte dell'Esper,

che intanto aveva acceso

fuochi, con l'intenzione evi-

dente di compiere un'azione contro la squadra,


deva, sempre col megafono:
agli ordini del

Trascorsi

Comandante d'Annunzio

presero in pieno la nave, producendo scoppi

a bordo
il

pare che

vi sia

resto dell'equipaggio

l'acqua.

soltanto

15 minuti l'ammiraglio Simonetti ordinava

una salve di quattro colpi di cannoni da 76 mm.


tili

rispon-

si

Noi obbediamo

ed incendi

un morto ed alcuni marinai


si

proiet-

feriti

salvava gettandosi a nuoto

lel-

10

La nave rimaneva neirintemo


data ed inutilizzata.
colpi contro

mas dannunziani che

nanze della Dante Alighieri;


i

si

franco. Colpi

tile

si

da 152 sono pure


il

danni cagionati

siano rifugiati nel punto

stati

daV Andrea

sparati

Palazzo della Reggenza.

primo proiet-

Il

ha prodotto un'ampia fessura nello spigolo destro del

palazzo, perfettamente visibile

squadra

il

ferito

secondo

leggermente

Un

da parte delle navi della

secondo colpo ha preso

all'altezza del

picino,

in

pieno una

ciato su Trieste

Venendo
marina,

alla testa.

si

da un areoplano fiumano, riepiloga


stanno svolgendo a

Fiume

bollettino

nunzio cos narrato

accenna

Il
((

ai colpi sparati

av-

dall'Andrea

ferimento del comandante

Alle 15,15 mentre

Gabriele d'Annunzio esaminava con

il

comandante

lentemente

le

il

Co-

una granata

grosso calibro partita dall'Andrea Doria,

nel golfo, colpiva

d'An-

capitani Zoli e

selschi la portata degli avvenimenti odierni,

il

gli

dal giorno 24.

a parlare dell'azione navale compiuta dalla nostra

il

Doria contro l'Esper.

vavasi

finestra

Gabriele d'Annunzio rimase

bollettino straordinario della Vedetta d'Italia, lan-

venimenti che

di

poire

trovavano nelle vici-

si

ignorano

mas sono scomparsi e pare che

Doria contro

del porto Sauro, sban-

Dalla squadra furono sparati

stazionante

palazzo del comando scagliando vio-

scheggie sulla finestra della stanza ove

comandante con

suoi ufficiali. Gabriele

nunzio rimasto leggermente ferito alla

testa.

tro-

d'An-

Due

altre

granate dello stesso calibro scoppiarono poco

dopo

quasi

nello stesso punto causando diverse perdite,

vari

feriti,

molti e gravi danni

)).

11

La
La

lotta

ha ormai assimto

cruenta nella qual'e

carattere

il

mente per la grande quantit

<Ii

una guerriglia

a sostenersi

legionari riescono

guerriglia.

facil-

mitragliatrici di cui di-

<ii

spongono, per la conoscenza perfetta del terreno e per

r intenso addestramento

tattico

direzione del Coman'dante.

compiuto

Le

tomi dell'abitato, casa per casa.

hanno abbandonato

le abitazioni

serizie

Fenice,

difensori

din-

famiglie del suburbio

sono raccolte negli

si

edifci pubblici del centro, riparando


teri:anei della

sotto la personale

legionari <lifendono ora

specialmente nei sot-

adoperano mobili, mas-

e legname' vario per creare sbarramenti e barricate

che sono efficacissime nel ritardare

l'

irruzione delle forze

regie in citt.

Naturalmente, l'insufficienza del numero dei legionari


rispetto alla superfcie del

terreno

da difendere scom-

parsa e d'Annunzio pu ora effettuare uno schieramento

abbastanza denso; l'avanzata delle truppe regolari sar

almeno

laboriosa e lunga,
il

fino a

quando

contegno risoluto e coraggioso dei giorni scorsi

escludere per,
regie

ed

gono,

il

non da

che di fronte all'incalzare delle truppe

al crescente

comando

impiego dei mezzi di cui esse dispon-

di

quella transazione che

La

pili

legionari terranno

Fiume o

la cittadinanza

tutti gli italiani

pressione delle truppe intorno a

domandino

invocano.

Fiume

continuata

per tutta la giornata svolgendo quell'azione di concentrazione e di infiltrazione che gi vi ho segnalato.


sione
sibile

-stata

La

pres-

accentuata nel settore settentrionale con sen-

spiegamento di forza da parte delle truppe regolari,

12

mentre, dopo alterne vicen'de, le posizioni dei settore di

Cantrida sono rima-ste pressoch invariate d^ quelle

ieri

segnalatevi.

rimasto gravemente ferito anche

Carabinieri

De

Paoli.

Non

si

sulle perdite subite dai fiumani.


si

trova

il

tenente Cabruna dei

causa di Fiume.

il

tenente dei Reali

hanno ancora notizie precise


Fra

legionari prigionieri

RR. CC,

passato alla

L'INIZIO

DELLE TRATTATIVE

Abbaza,

Questa

dicembre sera.

sera stato improvvisamente sospeso

che parte da Trieste per Abbazia


il

28

il

treno

alle ore 18,20. Si ignora

motivo di questo provvedimento,

ma

esso viene ricolle-

gato air inasprimento della censura sulle notizie concernenti le operazioni contro

ed

in tutta la

Fiume.

Venezia Giulia,

Come

stata istituita

la censura preventiva sui giornali.


politici e militari

noto, a Trieste

hanno ancora pi

Da

nuovamente

stamane

censori

affilato le forbici,

ta-

gliando inesorabilmente tutto ci che non pura parafrasi


dei comunicati del generale Caviglia.

Stamane

il

Sindaco di Fiume dottor Gigante ha

una nuova .categorica richiesta di cessazione di

fatto

ostilit

da

parte delle truppe regolari, facendo presenti al generale

Caviglia le disastrose condizioni in cui versa la cittadinanza


di Fiume.

questa formale richiesta d'armistizio,

ufficialmente, pi tardi,

della

il

si

associava,

Rettore alla difesa nazionale

Reggenza del Camaro, capitano Host-Venturi.

Fra

il

generale Ferrano, comandante la 45.* divisione,

14

il

capitano Host- Venturi

stabilito

un colloquio da

Per mezzo

un

di

sono

il

sindaco Gigante, stato

Abbazia.

radiotelegramma

R. N. Dante Alighieri
dianti

ed

tenersi in

Comando

al

state stasera rese note

da

trasmesso

dalla

delle truppe asse-

parte della

Reggenza

del Carnaro le condizioni che la Reggenza stessa propone

per rarmistizio. Esse sono:


1

Cessazione immediata delle

ostilit

sia

in

terra

ferma che dalla parte del mare.


2.^ Ritiro delle truppe regolari fuori dei contni della

Venezia Giulia e
3.

Arbe

al di l

Impegno da parte della Reggenza

e Veglia in epoca

4.''

deirantico confine.

da

di

sgombrare

destinarsi.

Impegno da parte della Reggenza

di restituire le

navi regolari e la Dante Alighieri con la promessa di non

impiegarle in azioni contro Fiume.


S.''
(il

Restituzione delle navi regolari senza armamento

solo scafo).
6. Sistemazione dei legionari entro

corpus separalum compreso

il

confini del

1 .^ Disinteressamento del governo italiano nella

mazione delle forze


la questione

8.

militari della

come intema

Ammissione

nuovo

Delta e porto Baros.


siste-

Reggnza, considerando

dello Stato di Fiume.

di un delegato fiumano nella coihmis-

sione per la definizione della questione di Porto Baros.

Il

cambio

alle truppe.

Stamattina le truppe regolari che da cinque giorni ope-

rano contro

la citt di

Fiume

esposte agli attacchi dei le-

15

gionari, assai pratici del

sono state sostituite

svolta sotto

da

La

tutto punto,

sostituzione dei

avvenuta in perfetto or<line, per quanto

reparti

teneno e armati d

truppe fresche.

<la

sia

si

fuoco dei legionari, che non danno quartiere.

ii

Mestre un'inchiesta per appurare

stata oggi aperta a

chi fu sparsa la notizia della morte <lel

evidente che chi ha lanciato

il

Comandante.

pericoloso canard cono-

scendone rinsusstistenza, non poteva ignorare quale dolorosa im.pressione la falsa notizia avrebbe prodotto in paese

anche

fra gli stessi avversari

nativi e militari della


alta

ammirazione, lo

quale

del poeta. Nei circoli gover-

Venezia Giulia viene

navali dell' ammiraglio Simonetti


((

Comando
:

adempiono

Ragione non ultima del cambio

mi

nuto stamattina

sta

diceva oggi un

della 45.^ Divisione

parlanientare

di

deve

doloroso

al

truppe avve-

ufficiale

addetto al

essere anche que-

dopo che
;

il

era stato invitato ad avanzare per

noto agguato dei legionari contro una com-

pagnia di alpini del battaglione Vestone


parte delle truppe della

di mitragliatrici contro
la

la

l'episodio dell'aiutante di battaglia ucciso a tradimento

dai legionari

da

con

truppe dipendenti dal gen. Caviglia e le forze

le

dovere.

rilevato,

fermezza con

spirito di accorata

vista del

Reggenza

di

il

continuo uso

bombe

mano

regolari armati soltanto di fucili e

continuo stillicidio di soldati e di superiori

uccisi e feriti

da legionari avrebbe potuto, a lungo andare,

determinare nelle truppe regolari uno stato d'animo ostile


e risentimento contro

legionari, stato

d'animo che asso-

lutamente intenzione nel comando italiano di evitare

Da

ci

il

cambio con

le

alle quali isono state rinnovate le


far

fuoco che

in

truppe fresche e non provate,

raccomandazioni di non

caso disperato, tenuto anche conto che

16

nella citt martire vi sono pacifici citta<iini,


ciulli

Stasera la situazione intorno a

Una

nebbia densissima e

pomeriggio e per
blocco, sicch
artiglierie.

mato

donne e fan-

involontariamente coinvolti nella tragedia.

Un

da ambo

la

j>ersistente

ha avvolto

giornata di oggi

le parti

non

era immutata.

ieri

nel

settori

del

fatto uso delle

si

legionario fatto prigioniero oggi, ha confer-

la notizia di

da cospicui

tutta

Fiume

continue pressioni fatte sul Comandante

desistere dal suo

Un

ultimo tentativo

cittadini fiumani per indurlo

atteggiamento di resistenza: disperata.

stato fatto stamani da una commissione di cittadini fede-

a Gabriele d'Annunzio,

lissimi

latori,

sembra, di num.e-

rose firme raccolte in citt.

Le

unit della squadra dell' ammiraglio Smonetti in-

crociano sempre nelle acque di


della
nari

Reggenza

Fiume impedendo

di recare vettovaglie

che occupano Veglia, Arbe e

La

e munizioni

lo scoglio di S.

situazione, mentre telegrafo

pu essere

ai

mas

ai legio-

Marco.

cos rias-

sunta; continua la pressione delle truppe regolari contro

sobborghi della citt di Fiume difesa dai legionari


zione

invariata nelle

blocco.

ultime 24 ore sui

vari

situa-

settori

del

CRONACHE

I.

E. ToKielIo

TRE GIORNI

LOTTA

DI

27

Fiume,

dicembre sera.

S ha qui la sensazione di essere in piena guerra guerreggiata; sensazione che stringe

quando
Il

cuore e

il

specialmente

senso di strazio

la battaglia fra fratelli in

pini e carabinieri, strappa le lacrime.

Cerchiamo di
dolorosa cronaca

e di

il

ufficiale

la

feriti regolari, al-

dramma

di Fiume,

massima fedelt

giornata

Governo

primo obbiettivo

mare dal gen. Caviglia,

un comunicato

con

ricostruire

il

Il

suo epilogo fatale.

il

della prima

Reggenza del Carnaro e


del giorno 24

un profondo

corso gi da tre giorni.

passaggio dei camions che trasportano

dunque, precipitato verso

d.

come me, ani va

chi,

di

guerra

italiano.

fissato alle

la

la

la

Alle ore 16

truppe di terra

era stato raggiunto

con

fra

secondo

dimostrazione navale

compiuta dalla squadra dell'ammiraglio Simonetti davanti


a

Fiume

con

la

pressione esercitata dalle truppe del

generale

Ferrer sull'arco che va dallo sbarramento di

Cantrida

al

settore

separato

di

Veglia e Arbe furono totalmente

Sussak.

Infatti,

isolate dalla

mentre

Reggenza

anche se non effettivamente occupate da truppe da sbarco,


fra

Castua e Sussak le forze dannunziane avevano abban-

donato

territorio

il

da es&c occupato dopo

il

trattato di

Rapallo.
Intorno alla

Reggenza del Carnaio

ripristinata la situazione

scorso;

l'inizio

Como

24 venne

legionari, cio, erano rientrati nel territorio del

Le

corpus separahim di Maria Teresa.


intorno a

la sera del

quale era prima del 13 novembre

Fiume

al

truppe ammassate

comando del gen. Ferrano,

delle ostilit,

erano,

aU

composte delle brigate di fanteria

e Lombardia, di parecchi battaglioni di alpini e di

considerevoli e sceltissimi reparti di carabinieri e di guardie


regie. Tutte queste truppe
rispettivi servizi, al

dante d'Annunzio

hanno

si

il

notte del

24

il

Coman-

recato personalmente allo sbarra-

mento di Cantrida per rincuorare


ordinando di aprire

le relative artiglierie

La

completo.

legionari alla resistenza,

fuoco contro chiunque avesse tentato

di oltrepassare la linea.

Le prime
Ecco

ora

comunicato
rale

come

ufficiale

Caviglia.

Fiume

si

operazioni.

svolse l'azione di cui cenno nel

diramato

il

giorno di Natale dal gene-

L'ordine di operazione contro

la citt di

era stato dato dal generale Ferrario verso le ore 14.

Per motivi

di opportunit pratica, l'inizio delle operazioni

stato rimandato alle 16, ora nella quale le truppe inco-

minciarono, regolarmente,

movimenti loro ordinati. L'ope-

razione era concepita in due tempi

tuali resistenze

nel primo

dovevano raggiungere, vincendo

pini e fanteria

dei volontari,

citt; rotto cos

il

fin sotto le

tempo
le

al-

even-

prime case della

primo cerchio difensivo, carabinieri e

guardie regie avrebbero dovuto,


entrare rapd^fmente in
d'ai

Fiume

in

citt,

un secondo tempo,

spazzando

il

terreno

possibili nuclei di resistenza nell'interno.

La

prima fase dell'operazione cominci nel pomeriggio

del

24 nel

rale

Pezzana

gene-

settore di Cantrida, sotto gli ordini del


;

ed

in quello di Sussak al

comando del ge-

nerale Faccini della Brigata Lombardia.

Qualche colpo

cannone fu sparato

di

all'inizio del

mo-

vimento della seconda fase, senza obbiettivi esattamente


determinati e senza cagionare gravi danni.

Le

operazioni di investimento,

eseguite con diverse

pressioni nei vari settori ed, in alcuni,

da parte dei

stenza

mezzanotte quando

il

con oppK>rtuno riguardo

dando

resi-

comandante del Corpo d'Armata,


al giorno di Natale,

di sospendere l'avanzata,
di riposo e

con notevole

furono proseguite fino alla

legionari,

concedendo

diede ordine

alle truppe

un giorno

loro la possibilit di rafforzare le posi-

zioni raggiunte e di

compiere

necessari collegamenti fra

le varie unit.
Il

rer,
il

Governo fece esprimere, per mezzo del generale Feral

comandante della quarantacinquesima divisione,

proprio plauso per

sc^za

il

contegno delle truppe e

della nazione per

sacrificio.

La

il

la ricono-

loro spirito di disciplina e di

dislocazione raggiunta dai battaglioni alpini

e da quelli dei reali carabinieri impegnati nella sera del 24


era sommariamente questa: porta del petrolio

Piasse

sud

strada di

di Rujevica

Drenova-Grobovo.

est di

bivio est di quota 345 sulla

Un

nucleo di legionari

resi-

steva completamente isolato a Prosop. Agli sbarramenti

fiumani avevano affisso dei grandi manifesti nei quali era


scritto

che

((

chi passa la barra un traditore della patria

))

Le
due

truppe regolari hanno catturato alcuni prigionieri,

mitragliatrici e

Nella notte
saltare

il

il

un 'autoblindo.

comando

di Fiume,

come

noto, fece

ponte di Sussak, quello della Braidizza e la pas-

serella del

Molino Alto Budis, nonch

rovia |>er Zagabria,

il

ponte della

fer-

isolando cos dalla citt la brigata

Lombardia.

La

ripresa deirazione, fissata per

attuata all'alba,

il

giorno 26, stata

con grande accanimento da ambo

Colpi di artiglieria sono

le parti.

ad intermittenza dalle

stati sparati

truppe fiumane sulle posizioni occupate dai regolari, senza

per recare danni considerevoli. L'intensit degli scontri


si

fece pi viva fra le sette e le otto, permettendo ai reparti

di regolari di guadagnare terreno, in

modo da

caseggiato di Fium.e in una morsa sempre

Episodi di maggiore violenza

ebbero nel

si

porto del petrolio va per le scalette della


all'ospedale di isolamento.
stenza
in

si

Un

nota a Rujevitza, dove

stringere

legionari

si

che dal

tratto

Tonetta sino

nucleo poderoso
i

il

vigorosa.

pii

d'i

resi-

sono piazzati

una caserma.
Il

posto,

battaglione dei volontari della

come

Venezia Giulia, com-

noto, di triestini e di istriani, ritiratosi al-

l'inizio delle operazioni

da Drenova, oppose viva

resistenza

nella zona di Cnicevo. Possibilit di resistenza offre pure


ai legionari la regione di

Santa Caterina, che culmina nel

Calvario e che domina ad occidente tutta


propositi disperati del

Comandante

il

la citt.

Dati

quale, malgrado l'ot-

timismo nutrito da alcuni in questi ultimi giorni, ferma-

mente deciso ad andare

fino in

fondo a qualunque costo;

e dato l'addestramento dei legionari, prevedibile che

comando

delle truppe d'ella

il

Venezia Giulia proceda per

tappe successive, allo scopo di evitare, sinch possibile,

con una pressione energicamente accentuata,


danni alla

Alle 5,30 del mattino del 26


saltare in aria

di

fiumani hanno fatto

deposito di munizioni posto all'imbocco

Val scuri gne.

Un
((

il

vittime

scopo da raggiungere.

citt, sproporzionati allo

due

contro

comunicato

tentativi, di
i

ufficiale del

generale Caviglia dice che

sommossa della popolazione di Fiume

legionari furono

da

questi soffocati nel sangue .

Persone fuggite da Fiume e qui giunte stamane descrivono le penose condizioni materiali e morali
versa la disgraziata citt. L'altro giorno sono

stati

in

cui

improv-

visamente arrestati alcuni fiumani, forse zanelliani, sospetti

Reggenza

di cospirare contro la

e sono

stati

consegnati in

ostaggio all'ottavo reparto d'assalto.

Le
La Vedetta

d'Italia,

che narra

gli

perdite.

episodi della prima

giornata esce oggi listata a lutto. Gabriele

ha pubblicato un violentissimo manifesto

d'Annunzio

vi

agli italiani nel

quale dopo avere assicurato che nessuno passer se non


sopir

nostri

corpi

termina con queste parole

Natale di sangue, Fiume rinasce

si

dona

al sacrifizio

Nel
come

((

un'ostia immortale su cui la patria italiana, cos disperata-

mente amata, dbvr versare

le lacrime sue pii

da un rimorso senza tregua

Un

altro

amare, rsa

appello diretto da un comitato di cittadini

soldati regolari

tappezza

invitando le truppe

non oltrepassare

((

gli edifizi

ad

evitare la grande sciagura

la linea di

blocco

ai

pi prossimi alle linee

e a

a Trieste,

Ho

truppe regolari complessivamente inviati

feriti <lelle

mezzanotte del 27, sono circa 150.

fino alla

potuto avvicinarne qualcuno. Sono

alpini; fra cui parecchi uf&ciaJi.

carabinieri

Le

Mayer,

il

col petto trapassato

colonnello dei

da una

moribondo: pure in condizioni disperate

degli alpini Gerbino:

feriti

ed

condizioni di una ven-

sono particolarmente gravi

tina di essi

carabinieri

tutti

il

pallottola,

colonnello

raccontano particolari impres-

sionanti sulle fasi della loro lotta. Gli ufficiali delle truppe
regolari, nel

momento

di andare all'assalto, ordinavano ai

non sparare

propri reparti di

di assoluta necessit

devano accanitamente con


di tre

che

la lotta

impari;

I feriti

nostri regolari

dono con bombe a mano

difen-

si

mitragliatrici appostate in gruppi

quattro agli angoli delle strade.

armati solo di moschetto

non nel caso

Fiume invece

difensori di

sui legionari se

fucili

mentre

dicono poi

vanno airassalto
i

fiumani rispon-

e col fuoco incrociato continuo

e nutrito di mitragliatrici.

Oggi

nel pomeriggio alle ore 16 stato pubblicato

seguente comunicato ufficiale del


regolari
((

comando

delle truppe

Si mette in gurdia

il

pubblico contro notizie

mistiche di d'Annunzio e di dannunziani

borghi di

Fiume

feriti

sono

ospedali

si

stanno avvicinando altre artiglierie

si

continua ad agire contro

tutti ricoverati

arretrati.

Lo

siano addolorate per

in

sob-

ai

stata chiesta una sospensione del fuoco dai fiumani


fu accordata: e

allar-

interessati

mala fede. Le nostre truppe sono da 48 ore intomo

il

non

posti militari.

e nelle 24 ore sono gi negli

spirito delle

il

truppe ottimo sebbene

compito loro assegnato

La Squadra
Le

in azione.

forze navali che operano nelle acque di

comando deirarnmiraglio Simcnetti, che ha


segne di ammiraglio

mWAndrea

della nave ammiraglia

Andrea Doria,

Fiume,

al

alzato le in-

Doria, sono composte


dell'esploratore Ri-

boty e di tre cacciatorpediniere.

Ho potuto avere da fonte


colari sul triste episodio dtel

ineccepibile interessanti parti-

cannoneggiamento dell'Esper

di cui cenno nel comunicato del


gi trasmesso.

squadra deirammiraglio Simonetti


fino alla distanza di circa
l'artiglieria

dannunziana

regolari avanzati,

si

vi

ho

ieri,

la

26 mattina, che

Nelle prime ore del mattino di


si

accostava alla riva

un miglio. Mentre l'azione delesplicava decisa contro reparti

si

V Andrea Doria

si

staccava dalla squadra

avanzava fino a raggiungere una distanza

dai moli di Porto Baros dove l'Esper

di metri

era portato. Col

si

m.egafono, l'ammiraglio Simonetti dava 15 minuti di


alla

nave per raggiungere

richi.

Dopo

fuochi, con l'intenzione evi-

dente di compiere un'azione contro la squadra,


deva, sempre col megafono:
agli ordini del
i

rispon-

Comandante d'Annunzio

15 minuti l'ammiraglio Simonetti ordinava

mm.

proiet-

presero in pieno la nave, producendo scoppi ed incendi

a bordo
il

si

((Noi obbediamo soltanto

una salve di quattro colpi di cannoni da 7


tili

tempo

squadra coi lanciasiluri sca-

la

pochi minuti di attesa, da parte dell'Esper,

che intanto aveva acceso

Trascorsi

500

pare che

vi sia

resto dell'equipaggio

l'acqua.

un morto ed alcuni marinai


si

feriti

salvava gettandosi a nuoto nel-

10

La nave rimaneva
colpi contro

nanze della
i

nell' interno

i mas dannunziani che si trovavano nelle viciDante Aiighieri si ignorano i danni cagionati
;

mas sono scomparsi e pare che

franco. Colpi

Doria contro
tile

del porto Sauro, sban-

Dalla squadra furono sparati pure

data ed inutilizzata.

si

da 152 sono pure

siano rifugiati nel punto

stati

sparati dall' ^nJrea

Palazzo della Reggenza.

il

Il

primo proiet-

ha prodotto un'ampia fessura nello spigolo destro del

palazzo, perfettamente visibile

squadra;

il

all'altezza del
ferito

pieno una

venimenti che

Venendo

si

testa.

da un areoplano fiumano,
stanno svolgendo a

riepiloga gli av-

Fiume

dal giorno 24.

a parlare dell'azione navale compiuta dalla nostra

il

bollettino accenna ai colpi sparati dall'-^nJrea

Doria contro l'Esper.


nunzi cos narrato:

Il
((

ferimento del comindante

Alle 15,15 mentre

Gabriele d'Annunzio esaminava con

il

il

Co-

una granata

grosso calibro partita dall'^nJrea Doria,

nel golfo, colpiva

d'An-

comandante

capitani Zoli e

selschi la portata degli avvenimenti odierni,

di

finestra

bollettino straordinario della Vedetta d'Italia, lan-

ciato su Trieste

marina,

in

secondo piano, Gabriele d'Annunzio rimase

leggermente alla

Un

da parte delle navi della

secondo colpo ha preso

stazionante

palazzo del comando scagliando vio-

lentemente le scheggie sulla finestra della stanza ove trovavasi

il

comandante con

suoi ufficiali. Gabriele

nunzio rimasto leggermente ferito alla

testa.

d'An-

Due

altre

granate dello stesso calibro scoppiarono poco dopK> quasi


nello stesso punto causando diverse perdite,
molti e gravi danni

))

vari

feriti,

11

La
La

lotta

ha ormai assimlo

cruenta nella quale

mente per

carattere d

il

una guerriglia

a sostenersi

legionari riescono

guerriglia*

facil-

la grande quantit di mitragliatrici di cui di-

spongono, per la conoscenza perfetta del

r intenso addestramento

tattico

direzione del Comandante.

compiuto

legionari difendono ora

tomi dell'abitato, casa per casa.

hanno abbandonato

Le

si

edifci pubblici del centro, riparando


I

e per

din-

famiglie del suburbio

le abitazioni e

tenanei della Fenice.

tjerreno

sotto la personale

sono raccolte negli

specialmente nei sot-

difensori adoperano mobili, mas-

e legname vailo per creare sbarramenti e barricate

serizie

che sono efficacissime nel ritardare l'irruzione delle forze


regie in citt.

Naturalmente, l'insufficienza del numero dei legionari


rispetto alla superfcie <Jel terreno

da difendere scom-

parsa e d'Annunzio pu ora effettuare uno schieramento

abbastanza denso; l'avanzata delle truppe regolari sar pi

almeno

laboriosa e lunga,
il

fino a

quando

legionari terraimo

contegno risoluto e coraggioso dei giorni scorsi

escludere per,
regie

ed

gono,

il

al crescente

comando

impiego dei mezzi

di

quella transazione che

La

non da

che di fronte all'incalzare delle truppe

Fiume o

di cui esse dispon-

la cittadinanza

tutti gli italiani

pressione delle truppe intorno a

domandino

invocano.

Fiume continuata

per tutta la giornata svolgendo quell'azione di concentrazione e di infiltrazione che gi vi ho segnalato.

La

pres-

sione stata accentuata nel settore settentrionale con sensibile

spiegamento di forza da parte delle truppe regolari,

12

mentre, dopo alterne vicende, le posizioni del settore di

Cantrida sono rimaste pressoch invariate da quelle

ieri

segnalatevi.

rimasto gravemente ferito anche

Carabinieri

De

Paoli.

Non

si

sulle perdite subite dai fiumani.


si

trova

il

tenente Cabruna dei

causa di Fiume,

il

tenente dei Reali

hanno ancora notizie precise


Fra

legionari prigionieri

RR. CC,

passato alla

L'INIZIO

DELLE TRATTATIVE

Abbazia,

Questa

motivo

dicembre sera.

sera stato improvvisamente sospeso

che parte da Trieste per Abbazia


il

28

<Ii

il

treno

alle ore 18,20. Si ignora

questo provvedimento,

ma

esso viene ricolle-

gato air inasprimento della censura sulle notizie concernenti le operazioni contro

Fiume.

Come

ed

in tutta la

la

censura preventiva sui giornali.

Venezia Giulia,

politici e militari

noto, a Trieste

stata istituita

hanno ancora pi

Da

nuovamente

stamane

censori

affilato le forbici,

ta-

gliando inesorabilmente tutto ci che non pura parafrasi

dei comunicati del generale Caviglia.

Stamane

il

Sindaco di Fiume dottor Gigante ha

una nuova categorica richiesta di cessazione di

fatto

ostilit

da

parte delle truppe regolari, facendo presenti al generale

Caviglia le disastrose condizioni in cui versa la cittadinanza


di Fiume.

questa formale richiesta d'armistizio,

ufficialmente,

della

pi tardi,

Reggenza

Fra

il

il

si

associava,

Rettore alla difesa nazionale

del Carnaro, capitano Host- Venturi.

generale Ferrario, comandante la 45.* divisione,

14

il

capitano Host- Venturi ed

stabilito

un colloquio da

Per mezzo

sindaco Gigante, stato

il

tenersi in

Abbazia.

un radiotelegramma

di

R. N. Dante Alighieri

Comando

al

dalla

da parte della Reggenza

dianti, sono state stasera rese note

del Carnaro le condizioni che la

trasmesso

delle truppe asse-

Reggenza

stessa

propone

per l'annistizio. Esse soaio:


I

Cessazione immediata delle

ostilit

sia

in

tena

ferma che dalla parte del mare.2. Ritiro delle truppe regolari fuori dei confini della

Venezia Giulia e
3.

Albe e Veglia
4.

al di l dell'antico confine.

Impegno da parte della Reggenza


in

epoca da

di

sgombrare

destinarsi.

Impegno da parte della Reggenza

di restituire le

navi regolari e la Dante Alighieri con la promessa di non

impiegarle in azioni contro Fiume.


5. Restituzione delle navi regolari
(il

6. ''Sistemazione dei legionari entro

corpus separatum compreso

il

7. Disinteressamento del

mazione delle forze


la

senza armamento

solo scafo).
i

confini del

nuovo

Delta e porto Baros.


governo italiano nella

militari della

siste-

Reggenza, considerando

questione come intema dello Stato di Fiume.


8.

Ammissione

di

un delegato fiumano nella commis-

sione j>er la definizione della questione di Porto Baros.

II

Stamattina

le

cambio

alle truppe.

truppe regolari che da cinque giorni ope-

rano contro la citt di Eiume esposte agli attacchi dei le-

15

gionari, assai pratici del terreno e armati di tutto punto,

sono state

sostituite

avvenuta

reparti

svolta sotto

da

da truppe

La

fresche.

sostituzione dei

per quanto

in perfetto ordine,

sia

si

fuoco dei legionari, che non danno quartiere.

il

a Mestre un'inchiesta per appurare

stata oggi aperta

chi fu sparsa la notizia della niorte del

evidente che chi ha lanciato

il

Comandante.

pericoloso canard cono-

scendone r insussistenza, non poteva ignorare quale dolorosa impressione la falsa notizia avrebbe prodotto in paese

anche

alta

Venezia Giulia viene

dovere.

((

con
la

Comando

adempiono

al

doloroso

Ragione non ultima del cambio di truppe avve-

nuto stamattina

mi diceva oggi un

della 45.* Divisione

ufficiale

deve

addetto al

essere anche que-

l'episodio dell'aiutante di battaglia ucciso a tradimento

dopo che

dai legionari

parlamentare

il

era stato invitato

parte delle truppe della

di mitragliatrici contro
la vista del

ad avanzare per

noto agguato dei legionari contro una com-

pagnia di alpini del battaglione Vestone

da

rilevato,

truppe dipendenti dal gen. Caviglia e le forze

le

navali dell' ammiraglio Simonetti

circoli gover-

ammirazione, lo spirito di accorata fermezza con

quale

sta

Nei

fra gli stessi avversari del poeta.

nativi e militari della

Reggenza

di

il

continuo uso

bombe a mano e

regolari armati soltanto di fucili e

continuo stillicidio di soldati e di superiori

uccisi e feriti

da legionari avrebbe potuto, a lungo andare,

determinare nelle truppe regolari uno stato d'animo ostile

e risentimento contro

legionari, stato

d'animo che asso-

lutamente intenzione nel comando italiano di evitare

Da

ci

alle quali
far

il

cambio con

le

sono state rinnovate

fuoco che

in

truppe fresche e non provate,


le

raccomandazioni di non

caso disperato, tenuto anche conto che

16

donne e fan-

nella citt martire vi sono pacifici cittadini,

ciulli involontariamente coinvolti nella tragedia.

Stasera la situazione intorno a

Una

Fiume

era immutata.

nebbia densissima e persistente ha avvolto

pomeriggio e per

tutta

blocco, sicch da

ambo

artiglierie.

Un

la

giornata di oggi

le parti

non

ieri

nel

settori

del

fatto uso delle

si

legionario fatto" prigioniero oggi, ha confer-

m.ato la notizia di continue pressioni fatte sul


da.

Comandante

cospicui cittadini fiumani per indurlo a desistere dal suo

atteggiamento di resistenza disperata.

Un

ultimo tentativo

stato fatto stam.ani da una commissione di cittadini fedelissimi

a Gabriele d'Annunzio,

latori,

sembra, di num.e-

rose firme raccolte in citt.

Le

unit della squadra dell'ammiraglio Simonetti in-

crociano sempre nelle acque di Fiume impedendo ai mas


della
nari

Reggenza

di recare vettovaglie

e munizioni ai legio-

che occupano Veglia, Arbe e lo scoglio di S. Marco.

La

situazione, mentre telegrafo

sunta; continua

la'

pu essere

cos rias-

pressione delle truppe regolari contro

sobborghi della citt di Fiume difesa dai legionari


zione invariata nelle ultime 24 ore sui
blocco.

vari

situa-

settori

del

L'ACCORDO

Abbazia,

Oggi
recato
Il

due rappresentanti della

ad Abbazia

il

citt di

documento portante

sesto colloquio tra

gennaio sera.

Fiume hanno

le firme richieste.

parlamentari fiumani e

Ferrario, avvenuto tra le

14 e le 16 di

ieri,

generale

il

aveva con-

dotto alla definizione e alla ratifica degli ultimi particolari

delFaccordo, lasciando alle autorit cittadine di Fiume di


regolare quanto

si

riferisce alla

persona di d'Annunzio, e

nel senso di mettere nei maggior oblio gli avvenimenti presenti.

parlamentari della citt hanno assicurato

coman-

il

dante della Venezia Giulia che essi daranno esecuzione


all'accordo opponendosi con tutta energia e con ogni

mezzo

a coloro che volessero ancora contrastarlo.


Entro oggi dovr avvenire
e iniziarsi

il

ritiro

Immediatamente dopo
loro esodo.
si

la restituzione

dei prigionieri

dei legionari non fiumani dalle linee.

Appena e

si

inizi era

soltanto

il

loro scioglimento e

il

dopo che queste condizioni

saranno verificate, e che le nostre navi saranno uscite

dal porto, le truppe regolari arretreranno fino ai limiti del

corpus separatum.
I

I.

delegati fiumani, giunti


E.

Torsicllo

ieri

sera alle 19,30

ad Ab-

34
bazia, ripartirono per
rante

Fiume

2 di questa mattina. Du-

cJle

lunghissimo colloquio notturno furono

il

tivamente

termini deiraccordo.

ma, non avendo

alle 2,

il

Il

sindaco Gigante e

delega

Host- Venturi ancora

la

Fiume e del quale

parte, sono ritornati stamane,

Comando

il

dei patti.

ufficiale

che, mentre
il

le

il

della

45/

ufficiale

come

defini-

il

capitano

del nuovo governo

provvisorio istituito a

presso

fissati

protocollo fu firmato

anch'essi faranno

dicevo pi sopra,

vi

divisione j>er la conclusione

delegati della citt hanno dichiarato

governo provvisorio di Fiume protesta contro

Rapallo, dichiara di essere disposto a subirne

trattato di

conseguenze.

Ai

un termine

legionari concesso

cinque giorni

di

per Tuscita dalla citt a partire dal giorno 5 gennaio.


Si assicura che
i

legionari

ripartito

ai

il

da Abbazia

Dovr ora

Governo abbia deciso

rispettivi depositi.
ri entrando

evidenti, nel

vi

stabilirsi;

ma

modo pi
io

alla

causa di Fiume.

persona del Comandante,

la

il

dicevo, viene mantenuto per ragioni assai

d'Annunzio

partir

a Trieste.

permanente passati

Per ci che riguarda

come

di far rientrare

generale Caviglia

essere sistemata la posizione degli ufficiali

in servizio attivo

segreto,

Il

scrupoloso.

Non

si

sa ancora

se realmente partir, ne

credo che

si

quando

dove andr a

possa senz'altro attribuire

al

poeta la leale intenzione di desistere da qualsiasi azione

che possa creare imbarazzi


Il

alla

blocco di Fiume

al

isar

Governo.

mantenuto rigorosamente

completa evacuazione della

gionari.

citt

da parte dei

fino
le-

FIUME!

Fiume,

gennaio mattina.

Fin dal primo giorno del mio anivo ad Abbazia, avevo


reiteratamente tentato di forzare le munitissime linee del

severo blocco militare e di raggiungere, dalla parte del

mare o da
Tutti

terra,

tentativi

sorveglianza

dei

la citt assediata;

erano sempre

stati

delle

carabinieri,

ma sempre
frustrati

invano.

dalla rigida

guardie regie,

degli

alpini e della regia marina.

Finalmente un ultimo disperato tentativo effettuato

ha avuto

dalla parte delle linee,

potuto attraversare non visto,


cui

risparmio al

lettore

la

ed

l'esito

desiderato; ho

attraverso peripezie

prima

descrizione,

ieri

la

di

linea

tenuta dai regolari dalla parte di Cantrida e poi lo sbar-

ramento dei legionari nella linea opposta.

Ed

eccomi in Fiume, ancora

sua ferrea armatura di guerra.


periferia, verso la citt,

tutta

appesantita nella

Scendono con me, dalia

primi gruppi di legionari, laceri

e infangati della classica tena rossiccia del Carso,

abbandonano
serme; sono

le

che

trincee per raggiungere le rispettive ca-

arditi, granatieri, artiglieri, soldati dell'avia-

zione che precedono

il

grosso.

Lo sgombero

delle linee

36

da parte

di tutti

meriggio di
al 2.

ieri

legionari combattenti, iniziato nel po-

gennaio, sar ultimato nella notte dall'

Qualche reparto dei

trato nelle

Entro

caserme
in

settori

per atlTaccare,

pi vicini per gi rien-

in citt.

Fiume verso

dirigo subito verso

le

13 del primo gennaio.

Mi

porto, cui vedo, dal largo, avvicinarsi,

il

piccolo rimorchiatore Farasna proveniente

il

da Volosca, che trascina una imbarcazione contenente un


centinaio di persone.

Immagino che siano

prigionieri le-

gionari restituiti dal generale Caviglia, e dei quali mi


stata preannunziata la partenza
tino.

in

La

seconda linea

Infatti,

ad Abbazia

mio programma

il

8 domie,

il

da! mat-

momento

di visite per la citt.

sono proprio loro; 104 uomini

ghesi, e

fin

curiosit di avvicinarli fa passare per

fra cui la giovane,

fra legionari e bor-

bionda ed elegan-

tissima contessa Casagrande che reca sul petto, ricamato


in oro nel

tessuto dell'abito,

arditi , sovrastati dal

La

motto

pugnale e

il

lauro degli

il

O Fiume o morte

((

contessa Casagrande,

come

))

noto, era stata presa

prigioniera dei carabinieri perch sospettata di avere co-

municato, per mezzo del telefono installato nella sua Villa


dei Pioppi, rimasta fuori dalle linee dei legionari,

vimenti delle truppe regolari

al

comando

mo-

dei legionsuri di

d'Annunzio.
I

prigionieri,

festosamente da numersi com-

accolti

pagni subito accorsi, scendono a terra e


ghesi verso le loro case,

serme, e

gli ufficiali

dei carabinieri

dante. Sulla

Cabruna

fra

si

dirigono

bor-

militari di truppa verso le cai

quali
alla

Riva 3 Novembre

si

trova

il

noto tenente

abitazione del

la contessa

Coman-

Casagrande

si

incontra con suo marito, capitano di marina passato a d' An-

37

nunzio, che correva a riceverla.

Ad

dopo, neVhall dell'Hotel Europa,

essi

si

tenente

Il

come

aviatore

Granzarolo,

stato fatto prigioniero:

27 dicembre, a bordo

di

unisce poco

generale Tamajo.

il

prigionieri.

mi racconta intanto

era partito

da Fiume

il

un motoscafo, per raggiungere

risola di Veglia, e recarsi poi a volo su Trieste e su

Venezia per
di

lanciarvi alle popolazioni gli ultimi proclami

d'Annunzio. Oltrepassato di poco lo scoglio di San

Marco, era

stato fermato dal cacciatorpediniere Fabrizi,

che incrociava

mare

al largo,

e catturato.

cos severa la crociera delle navi che sorvegliano


di

Fiume, che perfino

il

il

trasporto prigionieri Farasina,

di cui pure era stata segnalata a tutte le unit regie la

partenza da Volosca per Fiume, stato fermato a mezza


strada dal caccia
la

scena

Bassini.

Un

legionario mi ha ripetuto

mezzo

dei segnali

a bandiere,

intimato al Farasina di fermarsi

dopo

il

Bassini aveva

essersi accostato a

pcHrtata di voce.

aveva
Chi
mandante
Mezzo
Dante
Ripetete
Mezzo
Dante che
Volosca a Fiume
Bene. Andate pure!

chiesto col

siete }

megafono

il

co-

del Bassini.
della

la risposta

della

adibito al trasporto prigionieri.


!

trasporta

prigionieri

da

Al momento

di riprendere la rotta, l'equipaggio del

38

Bassini e
luto di

legionari

scambiano cavallerescamente

si

capo d'anno. Dal personale di bordo del Farasina,

apprendo poi che lo

stesso loro rimorchiatore aveva,

mattino, trasportato da

essi

Comando
10

di

Fiume

ufficiali,

alpini e

27

Fiume a Volosca

fra

restituiti in

cui

al

154 prigionieri

26 e

precedenza. Erano fra

un maggiore degli

alpini,

127

carabinieri.

Lascio

dai legionari nel combattimento del

regolari presi

dal

sa-

il

danni

ali'

**

Espero

prigionieri per dirigeiimi al centro della citt,

costeggiando

ha

moli,

Cortellazzo sempre situata di

traverso alla uscita del porto, sbarrandone inesorabilmente


il

varco per tre quarti. Addossata alla diga esterna

Dante Alighieri
avanti, ai

due

lati

e, dietro essa, la

del

la

Carlo Mirabello. Pi

molo Arabich, sono attaccate

le altre

navi defezionate. Allineato con esse V Espero su cui

sono evidenti

le

traccie dei danni subiti dal

mento e dal conseguente incendio. Uno dei


76 mm.

tiratogli dall' i4nJre<2

bombardada

proiettili

Doria scoppiato

all'altezza

del ponte di comando, sforacchiando le ciminiere e pro-

vocando un principio

di incendio che

ha causato

la morte,

per gravi ustioni, di un marinaio. Contrariamente alle voci


giunte ad

Abbazia

nei giorni

scorsi,

il

sott'uficiale

che

aveva indotto l'equipaggio alla defezione, non rimasto


ucciso,

ma

soltanto ferito,

h,' Espero

stato in questi giorni

rimorchiato dal punto franco del porto Bciros, dove

si

era

rifugiato ancora in fiamme, alla banchina di sinistra del

molo Adamich, dal suo

stesso equipaggio.

In

mezzo

al

39

N. 80

Bronzetti, al P.

R. Nave

ancorata la

Mentre

ed

alle altre navi defezionate,

regolare Giulio Cesare

Abba.
vedo

lascio le rive per dirigermi sulla citt alta,

un gruppo di legionari aviatori che tenta di calare

in

mare,

con delle grosse grue, uno dei due idroplani che ancora
sono a Fiume
di

Arbe per

vogliono, credo, raggiungere a volo l'isola

avere notizie dei legionari col bloccati.

Da

un aviatore di marina che dirige questa manovra, apprendo


che

ieri

T altro fuggito da Fiume, non

soldato di

d'Annunzio addetto

si

sa

come, un

Comando della Regsomma rubata ai

al

genza, portando con se una rilevantissima

danni del Comando.

Del

fatto

data notizia al

stata

comandante della Dante Alighieri Foschini,


segnalato radiotelegrafcamente

perch, se possibile,

abbandonare
particolari,

la

il

il

quale ha

ladro sia arrestato prima che possa

Venezia Giulia.

Il

fatto,

in tutti

suoi

mi viene poi autorevolmente confermato.

Contro

Al

il

fatto alle autorit regie

Sanatorio Fiumano incontro

della Croce

Rossa

Italiana, prof.

il

il

Comando.

tenente colonnello

Bastianelli, chirurgo di

Roma, che insieme al capitano dottor Pietro Caccialupi,


pure di Roma, hanno gi da ieri iniziato la visita dei legionari e dei regolari feriti. Essi sono stati invitati

a cola-

zione e a pranzo dal comandante D'Annunzio, in casa del

sindaco Gigante.

che
tutti

si

Il

prof. Bastianelli

trovano negli ospedali di

Fiume

in condizioni soddisfacenti,

cure della sua scienza.

Il

ha

visitato

fra cui

90

feriti

10 borghesi,

prodigando loro

tutte le

prof. Bastianelli ha curato

anche

40

il

valoroso tenente <legli arditi Maspero, Ufficiale d'ordi-

nanza del Comandante Gabriele d'Annunzio,


combattimento del 26

al

ginocchio

Dopo

la visita al Sanatorio
I

due colpi

tirati

mi porto

Un

palazzo della

al

contro di esso dalla super-

dreadnougths Andrea Dori sono


terribile precisione.

ferito nel

sopra la ro-

Fiumano.

tula e ricoverato al Sanatorio

Reggenza.

sinistro,

veramente di una

stati

primo colpo ha preso in pieno una

finstra quasi al centro della facciata,

uccidendo un gra-

natiere e ferendone gravemente

altri tre

ha colpito uno spigolo ornamentale che


della finestra della stanza

da

un secondo colpo
trova a destra

si

lavoro del Comandante.

Le

scheggie del proiettile sono entrate nella stanza di d'Annunzio, fracassandone letteralmente la poltrona dove egli

normalmente siede, in quel momento


parte opposta della camera, vicino

egli

ad un

trovava nella

si

tavolo, insieme

Zoli e Coselschi ed rimasto leggermente fe-

ai capitani

Nel piano

rito alla testa.

nel quale era penetrato

il

inferiore in

un sontuoso androne

primo colpo della Doria, vedo

ancora a terra tre larghe chiazze di sangue, lasciate dal


granatiere morto

e che d'Annunzio non ha permesso che

fossero lavate.

Per

le vie della citt

preparativi che

legionari

si

vedono ancora

avevano

fatto

le traccie dei

per contendere

il

terreno passo passo ai regolari, qualora questi fossero giunti

intomo alle case del centro. Piazza Dante, e


chi adiacenti,
frisia.

Qua

irta

di reticolati,

formati

tutti gli

da

sboc-

cavalli di

e l sono ancora in piedi le banicate erette con

dei sacchi a tena, dietro le quali erano state piazzate le


mitragliatrici.

cannoni e

Anche

sui

le mitragliatrici

moli stanno ancora

con

le quali

in batteria

legionari intende-

41

vano opporsi ad un eventuale sbarco da parte delle unit


regolari.

Dopo

colpi <e\V Andrea

Dona,

il

Comandante d'An-

nunzio ha trasportato la sua abitazione nella casa del sin-

daco Gigante e

gli

del

uffici

Comando

nei locali delle

Scuole comunali, pi riparate dai colpi provenienti dal


mare.

La

via

Fiumara dove

a Sussak reca

si

trova

il

ponte che unisce Fiume

segni della terribile esplosione con la quale,

adoperando una eccessiva quantit di esplosivo,


avevano

fatto saltare

il

ponte sull'Eneo e

il

ferrovia che trovasi cinquanta metri pi in l,

Le

legionari

ponte della

sinistra.

case dei dintorni sono rimaste gravemente danneggiate

dalle esplosioni.

Dalla parte di Fiume, quello che resta del ponte


vegliato

da numerose

sentinelle legionarie che

sor-

impediscono

a chicchessia di recarsi nel villaggio slavo di Sussak. In


citt

non mancano viveri; difettano soltanto

la

carne e

e siccome questo veniva dal villaggio di Sussak,

latte;

il
i

popolani fiumani hanno rimediato all'inconveniente trasportando, dal parapetto di Sussak al parapetto di Fiume, dei
recipienti ricolmi di latte per

mezzo

un improvvisato ed

di

ingegnoso sistema di corde.

La

casa del sindaco Gigante dove alloggia

dante e

sede

da

locali delle scuole comunali,

gli uffici

tre

del

il

Coman-

dove hanno preso

Comando, sono costantemente guardate

quattro auto-blindate.

Salvare la citt!
In seguito al

ed

in

visita

bombardamento del Palazzo del Comando

dei danni causati dai proiettili che avevano

42
colpito qualche palazzo adibito

a<l'

abitazione privata,

il

sindaco Gigante, giustamente preoccupato dell' incolumit


delle donne e dei fanciulli,

Aposto-

rivolse al Vicario

si

Monsignor Costantini per

lico

far pervenire

una

capitano di vascello Foschini comandante del

r.

lettera al

n^ Dante

Alighieri.

Nel pomeriggio dello

stesso giorno 26,

Foschini rispondeva con una lettera

dolo che

comandante

comandante

dal generale Caviglia erano di bat-

sede del Comando,

tere la
Il

gli ordini dati

il

sindaco, assicuran-

al

Foschini

le

caserme e

aggiungeva

opere

le

preoccupazione del primo magistrato della

militari.

condividere

di

citt

le

per l'inco-

lumit della popolazione civile non combattente.


((

{(

questo tragico

In

mente

comaaidante

il

momento

mi

concludeva testual-

rivolgo a Lei j>erch cerchi

opera di persuasione per ottenere quel componi-

((

di fare

((

mento onorevole che ponga

straziante

al

pi presto termine a questo

episodio della nostra storia

))

sindaco Gigante rispondeva nella- serata stessa, os-

Il

servando che, quali che fossero


fatto

che

In

la Citt

queste condizioni

((malgrado

la

gli ordini

di tiro, stava

aggiungeva

il

sindaco

rata

anche dagli inqualificabili

((

non

sarei alieno dal fare quell'opera di persuasione

((

Ellla

((

componimento onorevole

((

grato se volesse darmi chiarimenti in proposito

mi consiglia

atti

ma non vedo
cui

di ostilit odierni, io

che

quale potrebbe essere

Ella accenna, e

questa seconda lettera del Sindaco,

Foschini rispondeva che era chiaro che


al

volont indomabile dei cittadini, esaspe-

((

il

aveva gi subito perdite dolorosissime.

si

il

Le

il

sarei

))

comandante

poteva arrivare

desiderato componimento soltanto confrontando quanto

43
dalie

due

scere

il

mando

parti

richiedesse e che perci occorreva cono-

si

punto di vista cui avrebbe potuto accedere

il

Co-

della citt.

In seguito a tale precisa richiesta alle ore 3 della notte


sul 27*il

al
si

sindaco Gigante, insieme

Tamaio e
offertisi,

ad una immediata sospensione delle

comando aveva mostrato

zioni

Sgombero

delle Isole, che

di effettuare entro
tale

il

ritiro

((

la

stabilirsi.

Contro

immediata cessazione

delle truppe regolari nei vecchi ter-

la sistemazione delle truppe

chio confine del

darebbe affidamento

si

un termine di tempo da

impegno d'onore, ottenere

delle ostilit
ritori

ostilit,

di aderire alle" seguenti con-

1)

un

generale

recava a bordo della Dante e dichiarava che allo scopo

di giungere
il

al

capitano di vascello Castracane, gentilmente

fiumane in tutto

Corpus separatum

))

compresi

il

il

vecporto

Baross e il Delta.
2)

contro

Uscita in brevissimo tempo delle

impegno d'onore che

tali

navi

regolari,

navi non sarebbero mai

impiegate in ulteriori operazioni di blocco contro Fiume.


3) Restituzione dei soli scafi dell'Esper, del Bronzetti

e della 80 P. N., contro im.pegno d'onore di regolare con


trattative dirette la posizione degli equipaggi,

completamente
4)
rirsi

a questione

risolta.

Rinuncia da parte del Governo d'Italia ad inge-

della questione dello scioglimento del

gionari, che era

un

Corpo dei Le-

fatto interno riguardante la

del Carnaro, la quale

si

Reggenza

riservava di risolverlo a completa

sistemazione.
5) Intervento dei rappresentanti della

l'Eneo con piena parit di

diritti.

Reggenza del-

44

Il

comandante Foschini dava subito comunicazione

diotelegrafica al generale Caviglia e all'ammariglio

ra-

Simo-

netti di questa proposta.

Nella notte intanto, mentre ancora


viglia

Ca-

la risposta di

non era giunta, alcuni colpi della Andrea Daria


il palazzo dell'Adria, in un angolo, la

andavano a colpire

casa Schoor, in via Belvedere, e una torretta dell'edificio


della Pescheria Nuova.
In seguito a ci,

il

sindaco Gigante e

Difesa nazionale Host-Venturi

il

rettore della

recavano nelle prime ore

si

del pomeriggio del 27 a bordo della

Dante chiedendo

loro risposto che

giorno 28 alle ore

il

generale Ferrario,

il

in rappresentanza del generale Caviglia,


i

due rappresentanti di Fiume,


Il

avrebbe ricevuto

Abbazia.

in

generale Ferrario, ricevuti

di

Fu

essere messi in rapporto diretto col generale Caviglia.

due rappresentanti, di-

chiar loro che non poteva sospendere gli ordini gi dati

dal generale Caviglia se la citt non avesse dichiarato,

prima delle ore 14 del giorno

stesso, di accettare

trat-

il

tato di Rapallo.
I

rappresentanti fiumani ritornarono in citt

mezzogiorno ed

il

poco dopo

Comandante, reso edotto dei

il

risultati

del primo colloquio di Abbazia, convocava immediata-

mente nell'abitazione del dottor Grossich un Consiglio di

Reggenza presieduto dal Comandante


sistevano

il

capo di gabinetto on.

De

stesso, al quale

Ambris,

il

2is-

sottose-

gretario agli esteri capitano Zoli, alcuni rettori, la presi-

denza municipale
che era

al

completo e

stato possibile riunire.

tutti gli

autorevoli cittadini

In questa riunione

mandante deliberava di rassegnare

da quel momento

il

Co-

le di-

missioni sue e dell'intero Collegio dei rettori dal governo

45
provvisorio della

Reggenza del Carnaro,

mani della

pieni poteri civili e militari conferitigli

citt

2 settembre

di rimettere nelle

9 9 e di rimanere da quel momento


1

soltanto nella sua qualt di

il

in citt

comandante delle Legioni di

Ronchi

Vennero poi

le successive trattative e le altre tregue

sempre rinnovate, per

d'armi,

il

buon andamento preso

dalle trattative stesse.


I

colloqui di

Abbazia colminarono, comie

seguente accordo, che passer alla storia sotto


((

Patto di Abbazia

nome

di

Il

Abbazia presso

noto, nel

il

il

Ownando

patto d Abbazia.

della 45.* Divisione, 31

dicembre 1920, ore 16,30.


II

Generale Carlo Terrario Comandante della 45.* Di-

visione per incarico di S. E.

il

rico Caviglia Com.andante delle

Giulia da una parte, e

Comandante

sigg.

delle Milizie

Generale d'Esercito En-

R. Truppe della Venezia

Capitano Nino Host- Venturi

Fiumane e Capitano Riccardo

Gigante Podest di Fiume rappresentanti della Citt

Fiume per
premesso

incarico del

di

Consiglio Comunale dall' altra,

che lo Stato di Fiume subisce per forza e per evitare


ogni azione militare contro la Citt l'applicazione del Trattato di

che

Rapallo;

.E. Caviglia accorda garanzie disciplinari

plete fatta eccezione per

reati

comuni e

disciplinari

estranee al passaggio a

conseguente

com-

le

mancanze

Fiume ed

alla lotta

46

che

le basi

deiraccordo sono:

Uscita dei legionarii

a)

Citt;

-dalla

Evacuazione dal porto di Fiume

b)

di tutto

na-

il

da guerra e commerciale comunque irregolarmente

viglio

trattenuto;

Sgombero

e)
di'

Marco da

S.

delle isole di Veglia,

parte dei legionari i

convengono quanto segue


I

Scambio dei

Arbe

e Scoglio

prigionieri nel pi breve

tempo pos-

sibile.

2.^ Uscita di tutto

dal giorno 2 genaio

il

92

naviglio

da guerra a comincicire

secondo disposizioni che saranno

date da S. E. l'Ammiraglio Simonetti, presi accordi per


il

tramite della

R. Nave Dante Alighieri

Comando

col

delle Milizie Fiumane.


3. Costituzione in Citt, in

una Commissione di

tempo da

Comando

delle varie armi che, in accordo col


lizie di

Fiume, dovr

determinaisl, di

nmre

regolari di terra e di

ufficiali

ritirare tutti

delle

Mi-

materiali di propriet

dello Stato (armi, munizioni, quadrupedi, ecc.; bandiere;

ogni materiale navale militare


tuzione immediata

mane,

di

ecc.) e nell'attesa, costi-

da parte Comando

delle Milizie Fiu-

una Commissione responsabile per

la raccolta

dei

materiali e per la preparazione delle consegne.


4.''

Uscita dalla Citt di

ciare dal giorno 5 gennaio

di

tutti

92

legionari i

con

almeno 300 uomini ciascuno succedentisi con

biliti

dal

Fiumane

Comanda
si

Militare.

impegna a non

Il

si

giorno

Comando

orari sta-

delle

Milizie

lasciar portar fuori dalla Citt

alcuna arma da guerra e da fuoco.

Fiume

a comin-

tre treni al

treni in partenza

arresteranno alla interruzione ferroviaria e

da

legio-

47

narii trasborderanno su analoghi treni

nell'interno diel

Paese

che

li

ai rispettivi depositi,

trasporteranno

distretti,

comuni di origine.
5.

autorizzata la conservazione dei

due

esistenti

battaglioni di Milizie armate e ci dietro richiesta del-

l'odierno

Comando

delle Milizie,

6." Autorit militari

reparti di

CC. RR. e Guardie

doganali potranno entrare in Citt dietro richiesta delle


Autorit cittadine.

Lo

sgomibero delle isole avverr a cominciare dal

con modalit da

giorno 5 gennaio 1921

Fiume

legicnarii volessero transitare per

stabilirsi;

ove

ci sar loro con-

cesso avvenuta l'uscita dei legionarii presenti in Citt.

Dopo

queste convenzioni stabilito:

da parte dei
che non

vit

immediatamente ogni

regolari cessa

sia difensiva

e sar

al pi presto

atti-

concesso

il

transito ai civili in passaggi controllati per le sole necessit della vita cittadina locale

da parte dello Stato


lizie

si

impegna

1921 entro

le

Fiume

il

Comando

di ritirare nella giornata del

caserme

al servizio dei posti di

Fiumane; a

di

delle
l*'

tutte le truppe legionarie

blocco

Mi-

gennaio

lasciando

(di polizia) le sole Milizie

lor yolta le truppe regolari, uscite le navi

fino ai confini del

((

ed

arretreranno gradualmente

avviata l'uscita dei 'legionarii,

Corpus Separatum

Generale

CARLO FeRRARIO

Capitano

RICCARDO GIGANTE

PODEST
Capitano

DI

FIUME

NlNO HOST VENTURI

48

Messa

persone di Gabriele -d'Annunzio,

fuori causa la

nella notte dal 31 al

gennaio, tornati a Fiume dal sesto

colloquio di Abbazia, a tardissima ora,


fiumani

due delegati

Host Venturi e Gigante, bench

emozione e dalla stanchezza,

recarono ad una riunione

si

del Consiglio comunale, gi convocata, e che

leggendo

ai

consiglieri,

dalla

affranti

li

attendeva,

che erano presieduti dal dottor

Grossich, le condizioni poste dui generale Fenario e che


gi avete pubblicato.

Le
Il

dimissioni del comandante.

Consiglio le approvava quasi senza discussione, dato

due

lo stato di esaurimento dei

delegati,

quali, per,

prima di recarsi alla riunione del Consiglio, avevano


conoscere a Gabriele d'Annunzio
resa.

A causa dello sfinimento dei

punti

fissati

due delegati

,^

fatto

per la

la seduta

notturna, su proposta del Presidente Grossich, venne rinviata.

Prima per

fu votato dai convenuti, questo ordine

del giorno:
((

La

rappresentanza municipale

di

Fiume radunata

oggi, 31 dicembre 1920, in seduta straordinaria;

riaffermando la volont immutabilp dei fiumani all'annessione di


tario del

30

ratifica

Fiume

all'Italia

al

voto plebisci-

l'impegno preso dal Sindaco e dal

della milizia fiumana verso


visione,

conforme

ottobre 1918;

di subire

di

il

Capo

Comandante della 45.* Di-

fronte

alla

brutale minaccia di

distruzione della citt senza che fosse neppur consentita


l'uscita delle

donne e dei bambini

l'applicazione del

Trattato di Rapallo, quale esso risulta dalle comunicazioni

49

ufficiali,

Fiume
e

ricordando

che

all' Italia

in linea S diritto

Corpus separatum di

il

ha sempre compreso pure

il

Delta

bacino Nazario Sauro (gi Baross) e che attualmente

il

comprende anche di

li

fatto;

prende atto delle dimissioni del Comandante e del

Governo provvisorio della Reggenza;

Comandante Gabriele d'Annun-

tributa al glorioso

Fiume deve

zio e alle sue valorose legioni, cui


dalla servit straniera e la

Nazione

tutta

il

del confine giulio, la sua devota gratitudine e


glie dal giuramento fatto alla causa di

riassume le funzioni e
esercitati dal Consiglio
le relative

norme

al

li

proscio-

Fiume;

pieni poteri di Stato gi

Nazionale, richiamando in vigore

costituzionali

d mandato

la salvezza

raggiungimento

nuovo Governo provvisorio di mante-

ammi-

nere l'ordine pubblico, di provvedere all'ordinaria


nistrazione e di convocare entro

per l'elezione della Costituente

il

28

'febbraio

)).

Nella mattinata del successivo primo gennaio,


undici, sotto la presidenza del sindaco Gigante,

nuovamente

il

comizi

alle ore
si

riun

Consiglio comunale della citt di Fiume,

ormai gi investito dei poteri di Consiglio nazionale.


breve discussione

si

Dopo

procedette alla nomina del presidente

del nuovo Governo.

Alcuni

consiglieri fecero prima,

che fu approvata come pregiudiziale.


zione

si

stabiliva

a formare

lui

il

che

il

per, una proposta,

Con

questa delibera-

nuovo Presidente dovr pensare

nuovo Ministero scegliendo

i>ersone di

sua fiducia.

Prese quindi la parola

che
I.

il

il

sindaco Gigante, proponendo

Consiglio avesse proceduto, per acclamazione, alla

E. Tornello

50

nomina a presidente Jel nuovo Governo e\ commendatore Grossich,

non solo

((

personalit gradita

ma

alla cittadinanza,

anche

disse l'oratore

ai legionari . Il sin-

daco Gigante afferm che, nominan-do

il

commendator

Grossich presidente del nuovo Governo,

bero avuto, prima

che la loro opera

d;i

partire, la certezza

Fiume sarebbe

di italianit in

legionari avreb-

stata continuata

da una per-

come

il

Grossich, gode la loro intera fiducia.

questa proposta

si

elevano dai banchi dei consiglieri delle

sona che,

voci di: a

No! Ai

Doti!

Ai

voti! .

Il

Udendo
tano

" Patto ratificato.

queste interruzioni, chiede di parlare

Nino Host Venturi, capo

rettore alla difesa nazionale,

il

capi-

delle milizie fiumane, e gi

quale dichiara formalmente

il

che qualora non fosse stato eletto a presiedere

il

conmien-

dator Grossich, egli non avrebbe pi potuto garcintire in

nessun
il

modo

disarmo e

La

il

la

mantenimento dell'ordine pubblico, nonch


partenza dei legionari.

posizione dei consiglieri di fronte a

gravissime

tali

dichiarazioni, divenne difficilissima, tanto che, procedutosi,

per volont dell'assemblea, alla votazione segreta,

questa diede

il

seguente risultato:

bianche 4, Grossich

Ad elezione

voti,

avvenuta, venne approvato dall 'assemblea

un ordine del giorno col quale


approvare
Il

il

il

Consiglio dichiarava di

patto di Abbazia.

giorno 23 dicembre

Springhetti,

Votanti 38, schede

20, Bellasich voti 14.

dannunziano,

il

consigliere comunale dottor

gi

delegato agli

interni

del

51

vecchio G>nsIgIio nazionale, aveva presentato le sue dimissioni in vista dell'atteggiamento assunto <la Gabriele

d'Annunzio, dichiaran-do di non

volersi trovare

neanche

lontanamente coinvolto nelle responsabilit del sangue

fra-

terno che sarebbe stato inevitabilmente versato qualora

Comandante avesse

insistito nella

il

sua intransigente linea

di condotta.

La

sera stessa del

gennaio, e la mattina del giorno 2

sono cominciate da parte del comm. Grossich

le consulta-

zioni dei fiumani pili in vista per la composizione del

Ministero.

da

lui

verno,

Ho visto entrare

chiamati per essere invitati ad entrare nel nuovo goi

signori

John Stiglich, Presidente del Tribunale,

ring. Giovanni Rubinich ed


rettore nella

sig.

il

Clemente Marassi, gi

Reggenza dannunziana, e

il

sig.

La Messa
Il

nuovo

a colloquio col dott. Grossich,

2 gennaio mattina,

alle ore

da monsignor Celso Costantini,

vittime del conflitto fraterno.

nente cerimonia
dalle linee,

tutti

Sono

legionari

una grande

cospicue personalit della

folla

glieria. L'altare

cantata,

memoria delle

d'Annunzio

di popolo e

citt di

tutte

imporitirati

le

formato ad ampie

fra

carsica, erano le

cui

cadaveri di

donna uccisa da im colpo di

d^ campo era

pi

Fiume. Addossate ad

ad una enorme dolina

bare dei morti raccolti a Fiume,


alcuni regolari e di una

campo

in

intervenuti cdla

di

una delle ringhiere del camposanto,


gradinate intorno

al Cimitero.

ha avuto luogo nel

cimitero di Fiume, una solenne messa da


cse'lebrata

Rudan.

I.

arti-

stato innalzato di fronte alle

52

muro

bare, vicino al

dtella chiesetta <lel

tetto letteralmente sfondato

nari,

commozione

segni della pi viva

volti di tutti

presenti

Cimitero,

da un colpo
si

cui

il

di granata.

leggevano

sui

di molti ufficiali e legio-

dial ciglio

pur provati a tante e tante battaglie, spuntavano

crime di piet

i>er

la-

poveri caduti. Terminata la messa,

accompagnata dal canto degli Orfanelli del Sacro Cuore,


monsignor Celso Costantini pronunzi un elevato discorso,
improntato a sensi di alta cristianit terminando con questa

invocazione
((

Non

neirodio

grandezza,

la

Quando Giulio Cesare vinse Pom{>eo,


Foro le statue di Pompeo die erano
Cicerone
stesso.

diisse

nell'amore.

state

abbattute e

che cos Cesare elev un monumento a se

Fratelli,

sia

ribenedicendo

alla

con queste- vittime,

seppellito qui,

ogni pensiero di rancore.

pace

ma

fece rialzare nel

vita,

ridiscendiamo da questo colle

all'amore,

alla' giustizia, alla

Dopo

il

discorso di monsignor CostcOitini,

si

avvia da-

vanti alle bare allineate, ricorperte di lauro, e sulle quali

stata distesa la grande bandiera tricolore che avvolse


la

salma di Giovanni Randaccio,

nunzio. E' pallidissimo

ed

in

Parla con voce lenta e malferma.


i

presenti

il

Comandante d'An-

preda ad una viva angoscia.

La commozione

in tutti

vivissima.

Parla D'Annunzio.

II

comandante pronuncia con

gulti repressi la

la

voce pezzata dai

sin-

seguente orazione, della quale ho potuto

fermare sulla carta

principali brani

53

((

Miei

Fiume che
fortezza

legionarii, milizie fiumane,

Ha

d'etto

vero dall'altare posato in tena, dopo aver

il

franta l'ostia e votato

di

popolo mutilato i

guerra e soffre nella pace con eguale

soffr in

Dio che

calice, questo umile e forte

il

uomo

nel suolo di Aquileia sotten le primizie del-

oggi qui benedice l'estremo tributo im-

l'off erta cruenta e

posto a noi dall'ingiustizia dell 'oppressore.

Se

che pianse presso la fossa di Lazaro,

colui

Figliuol

d'uomo ora

tovaglia sacra e
estinte

il

labaro santo,

apparisse

qui

se

se

il

apparisse, tra l'altare e le bare, tra la

questi morti discordi

su dcti

cora io credo ch'essi non

si

ceri accesi e le vite

facesse

grido e risuscitasse

tra

coperchi non inchiodati an-

leverebbero se non per sin-

ghiozzare e per darsi perdono e per abbracciarsi.

Qui sono

nostri

compagni e qui sono

sori, fratelli gli uni e gli altri

allineati

silenzio perpetuo,

nel

nostri aggres-

a noi e alla nostra angoscia,


agguagliati

nella

requie

eterna.

forse v' quel giovine

nostri fanti
tello.

sia

curvo su

lui

Non mi mal edire.

maledetto

Lo

Alpino che, verso uno dei

moribondo,' anel:

((

Baciami,

fra-

Solo chi mi mand contro di

te

spirito di piet e di orrore,

ziante quell'anelito di agonia, sale

che faceva cos

da ciascuna

stra-

di queste

povere casse d' abete gi piene di dissolvimento, dove

oms
scere
di

le stesse
i

volti

madri disperate non potrebbero pi ricono-

dei

figli,

troppo a lungo attesi dalla madre

tutti.
((

tena, terra!

Non

lare questa testimonianza

ricoprire questa carne e

non ce-

54

la supplicazione antica.

Non

vogliamo

Mettiamo nella

ripeterla.

terra

morti. Risorgeranno.

martirio

Il

semenza, e anche la colpa semenza.

Li abbiamo
stessa bandiera.

con

lo stesso lauro

e con

la

tetro,

L'aroma del lauro vince l'odore

abbraccia la discordia.

la ban<liera

Ma

tutti ricoperti

queste bare sono le pi

tristi

che sieno mai

condotte alla fossa, o compagni. Sono ancor pi

un giorno d'inverno conducemmo

quella che in

state

tristi

o com-

qui,

pagni, nella chiostra di rocca e di cipressi che a noi

corda

le

di

ri-

doline e le fibe della tradita guerra.

Ecco viene

di tra

cipressi e le accoglie

fante ve-

il

neto Luigi Siviero, con quel sublime sorriso che della sua
faccia di contadino fa una bellezza rimodellata dall'estasi
di

un angelo ardente.

Se chiudo

gli

occhi, sento

come

diera palpitare

Non

sembrava senza termine

Italia di crucci

chi

li

sue braccia alcuna di queste


il

bronzo

il

cammino non

volta, in questa Italia dilaniata, in questa

e di vendette, in questa Italia senza rimorsi

e senza rimpianti,

le

pesava come

Anche ima

lembi viventi della ban-

vostri polsi.

Chi di voi port su


salme

fratelli

hanno ucciso

fratelli!

cacci innanzi ciechi a odiare a imprecare e a

uccidere non ha maledizione e punizione laggi,


di

ben remunerati

ma

lode

servi.

L'odio non parla dinanzi

alla morte,

il

dispregio.

Ascoltiamo l'uomo di Dio. Riceviamo nel nostro


crifizio

il

sa-

raggio dell'immortalit.

Ci siamo

tutti

comunicati nell'elevazione del calice.

55

Abbiamo

aediito di ve<Iere

tutti

somigliante al volto del Figliuol

Questi

Italiani

hanno dato

il

volto della Patria

d'uomo non

il

apparito.

loro sangue per l'opera

misteriosa del fato latino, con terribile ebrezza d'amore

Gli imi e

gli altri si

da cui

e sovrumano

sono infranti nello sforzo inumano

per nascere quella grandezza che

ista

invocano la nostra passione e

tuttora

La

la nostra vittoria.

martire Fiume, simile a quella sua

ferro italiano

fece lamento,

ebbe tronche
si

con inconsapevole tremito.

nostri, e gli altri

solleva su

le
i

donna che da

due braccia di

e col mon-

cherino sanguinante scrive su la muraglia e muore

mi prometto

nella Patria futura, e

non

fatica e

suoi piedi piagati

((

Credo

alla Patria futura

)).

Inginocchiamoci e segniamoci, armati e non armati.

Crediamo

e promettiamo.

Davanti a questi morti che riconcilia

o mie

o mia

legioni eroiche,

per una lotta

pij

la nostra speranza

forza inseparabile, giuriamoci

grande e per ima pace di uomini

liberi.

In ginocchio! .

Accompagnando
nunzio

le parole

con

l'atto,

avvicina ancora pi alle bare,

si

Gabriele d'An-

si

scopre e

si

in-

ginocchia.

La

folla

enorme e

pio del Comandante,


intensa,

indescrivibile

tre

terra.

un momento di

commozione. Su molti occhi

lano lacrime di dolore.


assorto,

mila legionari, seguendo l'esem-

chinano a

si

Il

sempre inginocchiato, qualche minuto, e

legionari,

rimangono con

profondo silenzio

bril-

Comandante rimane piamente

lui in ginocchio,

la folla

pregando, in

56

Le Legioni
La

dolorosa ceriimonia, che lascier un profondo solco

commozione

di

cuore di

nel

quelli induriti al fuoco di

dopo.
Il

Ai

maggiore.

anche di

il

cimitero inquadrati.

reca quindi allo sbocco della strada

si

Comando, circondato

il

suoi lati sventolano

il

dal suo Stato

gagliardetto degli ar-

che dal palazzo

la ripida discesa della strada

Reggenza conduce a Piazza Dante, ha luogo

lata di tutti

Sono

dal Comandante.

oltre tremila giovani

plinati davanti a colui

Sfilano gli arditi,

che

tra

marinai,

che

granatieri,

chiudono

marcia

la

le

alpini,

gli

Toscana,

della brigata

composti e disci-

sfilano

poco dovranno abbandonare.

reggimento Piemonte Reale,

Lupi

la sfi-

battaglioni dei legionari di d'Annunzio, pas-

sati in rivista

((

legionari,

labaro rosso della Dalmazia.

il

Lungo
della

tutti

cento battaglie, termina poco

reparti, ricomposti, lasciano

Comandante

dove ha ora sede

diti

di Ronchi.

il

cavali eggeri del


i

finanzieri,

numerose auto-blindate ancora

possesso dei legionari. Precede le auto-blindate

il

detto della macchina presa prigioniera dai regolari

26, salvato attraverso


rauto-blindt>

fatto

infiniti

stenti

prigioniero

battaglione fiumano e

da un

in

gagliaril

giorno

mitragliere del-

e ricondotto a Fiume

il

giorno innanzi a bordo del Farasina.

Mentre
vista, le

si

svolgevano la cerimonia

al cimitero

navi defezionate abbandonavano

la ri-

moli a rimorchio

57

Prima di

dirigeiKlosi lentamente verso Pola.

morchio delle unit defezionate,

il

iniziare

il

ri-

comandante della Dante

Alighieri aveva provveduto a togliere la Cortellazzo dalla

sua posizione di sbarramento, addossandola ad una banchina.

Prima nave

ad uscire fu

ultima

Bronzetti,

la

l'Esper.

Quasi

tutti

equipaggi

gli

navi passate a

d'elle

d'An-

nunzio hanno lasciato la propria nave, preferendo rimanere


a Fiume e ripartire insieme agli

La

altri

folla riversatasi sui moli,

Rimanevano

deserti.

legionari.

dopK> la rivista,

Alighieri, Carlo Mirabelle e Giulio Cesare

acque di Fiume

ritiene rimarranno nelle

sar avvenuto

con

il

del comandante d'Annunzio


entourage,

il

si

non

egli rester

Fiume

sa

si

300

con preci-

sulle intenzioni

mantiene da parte del suo

pi assoluto segreto.

Credo per che

d'Annunzio non abbia ancora deciso


che

si

che non

fino a

giorno 5, a scaglioni di

tre treni al giorno; e

tempo potr durare. Anche

sione quanto

Dante

Ahba, che

completo sgombero dei legionari. Questo,

il

comincer, come noto,


alla volta,

trov

li

soltanto le tre navi regolari.

nulla.

lo stesso

Per ora certo

finch non ne sar partito fin

l'ultimo legionario.

Alle ore
il

3 ,30 del giorno 2 partito dal molo

trasporto Ippos con a

gionieri dai legionari.

un borghese

ferito

hanno preso posto


I

feriti

sono

ospedali

stati

bordo nove

Fra questi erano quattro

ad un occhio. Sulla
il

prof. Bastianelli e

sbarcati a

ufficiali

stessa imbarcazione
il

dottor Caccialupi.

Volosca ed

da campo della 45.^

Adamich

feriti regolari fatti pri-

divisione.

avviati poi agli


I

hanno proseguito immediatamente per Roma.

due medici

58

Mentre VIppos e

feriti

lasciavano la banchina,

rinai <lelle navi defezionate rimasti

sulla

((

Riva 3 Novembre

da qualche

Comando

sott'ufficiale,

a Fiume

si

ma-

riunivano

coi loro fagotti, e, inqua<lrati


si

dirigevano verso la sede del

per far conoscere a d'Annunzio

di rimanere ancora qualche giorno con lui.

il

loro desiderio

LA SITUAZIONE A FIUME

Fiume, 2 dicembre

L'impressione vivissima e profonda per

le

sera.

ie commo-

venti cerimonie di stamane perdura tuttora in citt.

Gruppi

di legionari e di marinai defezionati, ai quali stata

folti

concessa
volto
tutti

la libera uscita,

passeggiano per

la citt

con

sul

segni di una grande tristezza; essendo domenica

negozi sono chiusi e questo aumenta l'aspetto scon-

fortante della citt.

Nella notte dall'I

al

2 sono

tati

iniziati

lavori di

sgombero delle trincee improvvisate e delle barricate costruite

nelle vie della citt.

Questo lavoro continuato

febbrilmente stamane, e pure stamane era a buon punto


ritiro

il

dei materiali bellici dalle linee tenute dai legionari.

Molti camiom attraversano rumorosamente le vie trainando


dei grossi pezzi d'artiglieria, che vengono condotti in appositi punti di concentramento.

Dalla R. N. Dante stato stamane comunicato all'

ammiraglio Simonetti che

porto di

le

operazioni

di

Fiume delle navi defezionate sono

uscita
state

dal

dirette

dal capitano di Corvetta Grenet, che ha contemporanea-

mente ripreso

il

comandb della sua torpediniera

Bronzetti.

60

Egli aveva atteso

il

momento convenuto per

il

delle

ritiro

navi defezionate a bordo della Dante, dove Taltra sera


stato offerto, dal

comandante Simonetti, un pranzo intimo

lui, al prof. Bastianelli,

della Croce Rossa

ed

al dottor

Caccialupi.

Alla messa funebre di stamane hanno


le principali personalit cittadine,

anche

maio, che non ha voluto partecipare

ai

Casagrande,

regolari, la contessa

capitano dottor Caccialupi

Gigante,

tutti gli

duella

il

oltre

assistito,

il

generale

Ta-

combattimenti contro
prof. Bastianelli,

Croca Rossa,

il

il

sindaco

ex-Rettori della Reggenza, quasi

tutti

consiglieri comunali, ecc. ecc.

Alla destra del Comandante avevano preso


i

gagliardetti,

Ronchi. Tutti

labari

gli

gli intervenuti,

stendardi

delle

p)Osto tutti

legioni

di

terminata la cerimonia, hanno

raccolto delle fronde dal lauro che ricopriva le rozze bare,

recandole come ricordo

L'amnistia fiumana.

Dopo

l'attacco del 24, a tutti

per reati comuni che

Fiume,
i

stata

si

detenuti condannati

trovavano rinchiusi nelle carceri di

condonata

la

pena. L'amnistia comprendeva

condannati fino a IO anni di reclusione,

offerto di andarsi a
essi,

invece,

si

((

ai quali stato

riabilitare nelle trincee .

sono nascosti o sono

spariti

Molti di

fra questi

quel

certo Freddi, recentemente condannato a 7 anni di reclu-

sioee per falsa stampigliatura d'una rilevante cifra di co-

rone austriache col bollo apocrifo della


N'elle celle lasciate libere

da

citt di

Fiume.

questi detenuti furono poi

61

rinchiusi,

26 e

il

27,

il

prigionieri

regolari

dai

fatti

legionari, compresi gli ufficiali.

Oggi

legionari giravano per la citt ancora armati di

Non

tutto punto.

dei due

si

ha ancora notizia del ritomo a Fiume

ufficiali superiori recatisi

oggi alle 13,30 in auto-

mobile ad Abbazia per definire col gen. Ferrario


modalit per lo sgombero

Per

le vie di

<lei

Fiume ho

incontrato oggi

picati, fiumano, corrispondente locale del

che era

ieri

con

me

le ultime

legionari.

collega

il

Popolo

d'Italia

Abbazia. Anch'egli, evidente-

ad'

mente, dieve avere forzato

il

blocco dalle linee di

avendogli pi volte, nei giorni scorsi, ad Abbazia,

mand

italiano negato

Mar-

permesso di raggiungere

il

terra,
il

co-

la

sua

citt.

Gabrieli ino d'Annunzio non ha ancora potuto raggiungere

Fiume

e cos pure la

fa,

vedova

che aveva chiesto

Battisti

Fiume per abbracciarvi suo

di recarsi a

figlio ferito giorni

accidentalmente, per lo scoppio d'un petardo.

A
tuttora

Fiume

mi sfugge

riuscito pure

a penetrare

e
'

vi si trova

uno noto reporter fotografico milanese, di cui


il

nome, che

si

era recato

ad Abbazia per

la

Illustrazione Italiana.

Caviglia smentito.

Ho

interrogato parecchi

cittadini

fiumani,

anche

di

quelli notoriamente ostili alla causa dannunziana, dai quali

mi

stata

le giornate

concordemente smentita
dei conflitti

ci

la notizia che, durante

siano state a

Fiume sommosse

popolari soffocate nel sangue dai legionari. Questa smentita

autorevolmente

confermata dalla seguente lettera

62

detta d'Italia

Ho

((

mane che

Times

pubblicata dalla

Ve-

molta sorpresa sulla Vedetta di

sta-

<leir inviato speciale del

((

Ietto coni

nei comunicati ufficiosi del governo italiano sugli

avvenimenti di questi giorni la situazione presentata in

un

modo

assolutamente contrario

al vero,

poich vi

ferma che la popolazione civile di Fiume

due

volte contro Gabriele

d'Annunzio e che

Una

stata soffocata nel sangue.

falsa.

Non

sommossa

la

simile affermazione

evidente che una tale relazione dei

manipolata negli ambienti

af-

si

ribellata

si

stata

fatti

e ci molto male.

ufficiali,

v' fondamento alcuno su quanto stato scritto in

tale relazione.

Io sono addolorato della condotta tenuta dalle autorit

governative

ordinario del

al contrario, nella

mio

rabile ammirazione per la

qualit di inviato stra-

calma e

mia incommensud'animo dimo-

la for^i

dai fiumani in questi giorni e per dure prove soppor-

strati

tate

mia

giornale, esprimo la

da ciascuno per

la causa di

Fiume

col pi grande

fervore ideale,

E.

M. Amphlett

Corrispondente speciale del Times,

avvenuto, invece, che, subito dopo

primi colpi

della Doria, quaranta cittadini fiumani firmarono una do-

manda

Comandante, pregandolo di desistere dai

suoi

Nello stesso tempo

l'as-

Antoni esponeva all'albo del Municipio una

lista

al

propositi di resistenza

sessore

che and

ad

oltranza.

ricoprendosi di altre firme di cittadini

dare a Gabriele d'Annunzio

la sensazione

che

la

si

voleva

maggio-

63
ranza dei fiumani, riconosciuti vani

propositi disperati,

desiderava T immediata cessazione delle

Fu

ostilit.

che una dimostrazione di donne irruppe vio-

allora

lentemente in piazza del Municipio e

si

impossess del-

l'albo lacerando la lista e continuando poi per le vie della


citt

a esortare con alte grida

gli

uomini perch accorres-

sero sulla linea del fuoco.

Invano qualche vecchio cercava di trattenere tanto impeto mostrando la propria canizie e invocando piet;

uomini che
rincasare

Un

trovavano a passare per

si

di cercare

riparo, venivano ingiuriati.

radiotelegramma giunto oggi alla Dante informa

che stamane

stata fermata

cazione proveniente da
si

un

gli

strade in atto di

ile

e catturata

Arbe e

diretta

al largo

una imbar-

a Fiume nella quale

trovavano 23 arditi armati di fucili pistole e mitraglia-

trici,

quali

si

recavano a Fiume a rendersi conto della

Essi avevano

situazione.

a bordo anche una abbondante

quantit di viveri. Pi tardi, pure dai caccia


cer, stato fermato

im

Mas

))

in cro-

proveniente da Veglia e re-

cante cinque arditi armati anch'essi diretti alla volta di

Fiume.
Durante

la

vano ancora,

cerimonia al cimitero, stamane, echeggia-

tratto tratto,

dei secchi colpi di arma da


,

fuoco, provenienti dalle linee di sbarramento.

Un
Diamo

po' di politica.

ora \m rapido e sommario sguardo a quella che

la situazione dei

partiti politici in citt

dopo

l'accetta-

zione del trattato di Rapallo e dopo la firma del patto di

64

Abbazia

e a quella che sar

dopo

il

completo esodo di

legionari.

Anche

qui

mi

limito a fare della pura e semplice cro-

naca senza commenti e senza apprezzamenti che sarebbero

utili

e c' anche chi ne dubita, dato

momento

solo se

fatti

da persona

e, soprattutto, in possesso di tutti

delicatissimo

il

spassionata, serena,

.necessari elementi di

giudizio.

Esiste a

Fiume un numerosissimo, bene organizzato ed

combattivo Fascio di Combattimento, alle cui deli-

assai

berazioni aderiscono anche


zionalisti
i

conflitti; anzi, forse

come

poi,

forte

Nazionalisti. Fascisti e

pi che prima dei

conflitti.

noto, gli autonomisti zanelliani;

merosa sezione del P. P.

im

e,

come avviene

nucleo di popolazione non

iscritta

ad alcun

loro aderenti e simpatizzanti

sono

una poco nu-

partito

dannun-

vanno naturalmente compresi numerosi cospicui

ed

dini

Vi

in tutte le citt,

e che in ogni lotta rimane sempre neutrale. Fra


ziani

Na-

sono rimasti pi che mai dannunziani anche dopo

citta-

quali furono

dei purissimi patriotti italiani anche sotto TAustria e che

subirono rinternamento durante la guerra pur non essendo


attualmente
?n

fascisti.

Oggi, questi dcinnunziani sono

divisi

due gruppi: uno, rimasto fedele a d'Annunzio anche

dopo

il

suo atteggiamento di resistenza alle implorazioni

della Patria; l'altro, che, pure conservando tuttora un affetto

ed una devozione

sconfinata per

il

Q)mandante

(per-

ch memori del bene

fatto dal

ed

non vollero seguirlo disj>eratamente

alla causa italiana)

Poeta

alla causa fiumana

dal 21 dicembre in poi nel suo atteggiamento di resistenza

ad

oltranza.

L'antagonismo

fra tutti questi partiti,

bench non an-

65

Gora palese, accentuatissimo

gli effetti di

questa ten-

sione d'animi non taideranno a manifestarsi subito


l'uscita dei legionari dalla citt.

una

per

lotta sorda

il

dominio politico della

probabilmente sar aperta dagli zanelliani

mente

citt, lotta

ragioni per credere che

ad

che

quali attual-

tengono appartati ssimi, affilando le armi;

si

dopo

Saia combattuta, allora,

essi sar contrastato

il

ma ho

passo con

grande vigoria e con grande probabilit di successo.


pi ottimisti pensano che, se tutto andr bene, pre-

varr,

capo

far

una tendenza media che potrebbe un giorno

forse,
al

consigliere Bellasich

politici. 11 dottor Bellasich,

ed

ai suoi

devoti amici

che riport nella votazione di

per la elezione del Presidente del nuovo governo 14

ieri

contro

voti

20

ottenuti

dal

comm. Grossich, e

contro

quattro ischede bianche, fu internato dall'Austria, durante


la guerra,

per

suoi schietti e devoti sentimenti d'italianit.

Nel pomeriggio di oggi continuarono da parte del

comm. Grossich,
in vista;

ma

il

degli interpellati

mente

le consultazioni degli uomini politici pi

ministero non ancora composto, molti

non avendt> voluto accettare, dato

difficile, l'offerta del

il

mo-

nuovo Presidente.

L' uscita dei Legionari.

Oggetto di qualche preoccupazione

in citt l'immi-

nente esodo dei legionari imposto dal gen. Caviglia

esodo
naio,

il

cui inizio confermato per

a scaglioni di 300

Mi

il

giorno cinque gen-

alla volta, per ferrovia.

dicevano stamane alcuni

influenti cittadini fiumani

che se la stragrande maggioranza dei legionari presenti


I.

E. Teniell

in

66

Fiume composta

onesti, idealisti in

<li

pur di dare Fiume

all'Italia,

tusiasmo le loro case,

buona fede, che,

hanno abbandonato con en-

loro affari e

loro affetti

combattenti valorosi, pieni di entusiasmo che


del

giovani

ad un cenno

Comandante salterebbero disinteressatamente nel fuoco;

non meno vero che


bidi che

hanno conti

vper reati

comuni

moda e

dei

fra essi

si

trovano elementi tor-

Regno

rendere con la giustizia del

o gruppetti di

spostati

che trovarono co-

remunerativa, nonch confacente ai propri

istinti

avventurosi, la professione del legionario.

Vi sono

inoltre

a Fiume

15 mesi

legionari che, nei

della loro permanenza in citt, vi hanno contratto relazioni


d'affari,

vi si

sono onestamente e regolarmente fidanzati,

addirittura sposati.

Come

sar possibile, dicevano

miei

imporre a costoro di allontanarsi dalla citt

interlocutori,

dopo che per essa hanno perfino

affrontata la morte } Saik

non vo-

possibile costringere gli elementi turbolenti che

gliono andarsene a lasciare per forza la citt ? Qualcuno,


fra

legionari,

dfegli
1

ha gi manifestato

il

proposito di procurarsi

abiti borghesi e di sfuggire ciH'ordine di partenza.

fiumani prevedono perci che le prime partenze da parte

di coloro che intendono obbedire alla preghiera di

nunzio
nente

il

giorno in cui essa verr

svolgeranno regolarmente

si

ranno quandb

si tratter

ma

di far prendere

il

che

guai ver-

treno a coloro

che, tornando in Italia, avranno tutto da perdere.


qui, per,

non mancano

gli ottimisti

d'An-

e deve essere immi-

Anche

quali fanno notare

che rascendente di d'Annunzio su l'animo dei legionari


tale da poter essere paragonato soltanto a quello che

Napoleone

esercitava sui granatieri della

dia; e che, rimanendo

il

Comandante

Vecchia guar-

in citt fino

a sgom-

67

bero ultimato,
i

pi

C' poi
non

gli sar facile

chi

si

preoccupa anche dell'eventualit che

armi e non

tutte le

mente consegnati
nari

indune airobbedienza anche

riottosi.

esplosivi vengctno regolar-

tutti gli

commissione mista di

alla

e regolari che sar incaricata di

ufficiali legio-

Chi pu ga-

ritirarli.

che delle armi non rimangano nascoste

rantire

casa od in qualche luogo noto solo agli interessati

Fra alcune personalit fiumane che


nite per caso

progetti

nari, all'ultimo

di

momento,

si

stati

provvedimenti da prendersi

non

l'eventualit che

verificasse

trovavano riu-

stamane nei locali del Municipio sono

ventilatir diversi

qualora

si

qualche

in

tutti

legio-

ad abbando-

mostrino disposti

nare Fiume. C'era chi proponeva di lanciare un bando col

quale s'interdicesse la stabile dimora nella citt di

tutti i

non fiumani

di 16 mesi

quali

non dimorino in

si

dopo

detto nell' articolo 6 del patto d'Abbazia,

l'uscita dei

legionari

al

comando

danno per

certi, in citt

A lighieri,

Foschini

di

un maggiore.

comandante Foschini.
i

seguenti

dimostrano la fermezza d'animo del

Dante

s'in-

che potranno entrare a Fiimie per mantenervi

come

Il

.Si

(qualora,

rendessero necessari) magari con l'ausilio delle

forze regolari
l'ordine,

Fiume
da pi

e c'era anche chi addirittura proponeva l'ado-

zione di severi provvedimenti di polizia


tende,

citt

dei

due episodi che

Comandante della

quali per non

ho potuto

avere la conferma ufficiale non essendomi stato possibile


recarmi a bordo della Dante, a causa dell'intenso lavpro

68

che ferveva nel porto per T uscita del naviglio passato a

d'Annunzio.

mandovene

Ve

riferisco

li

titolo di cronaca, confer-

poich

/rattendibiit,

persona che mi

la

ha

li

in grado di esserne direttamente a conoscenza.

riferiti

Quando
sapere che

il

il

Comando

della difesa di

Fiume verme a

comandante Foschini, a mezzo della antenna

radiotelegrafica della Dante, trasmetteva alle autorit italiane le notizie di quanto avveniva in citt, gli fece
ni cajre che, se la

tenersi neutrale

Dante, come per

comu-

passato, voleva

il

anche in quei giorni di

conflitto,

man-

avrebbe

dovuto fare a meno di mettersi, non richiesta dai fiumani,


in

comunicazione

radiotelegrafica

truppe della Venezia Giulia.

Il

Comando

col

delle

Comandante Foschini

ri-

spose che a bordb della Dante Alighieri comandava lui

e che

si

riteneva libero di comunicare con chi gli sembrava

opportuno.

Gli

si

Foschini,

potrebbe

far silurare la

Dante, fu obbiettato

al

non so se come avvertimento o come velata

minaccia.
Il
i

Comando

della

Dante aveva per gi disposto perch

pezzi pi rapidi della nave fossero puntati contro

viglio defezionato e perch

osservassero in permanenza

avvenivano a bordo delle

cannonieri, con
i

il

minimo movimento o

il

na-

pi minuti movimenti che

le

navi e

da bordo della Dante

ai lanciasiluri delle

il

canocchiali,

siluranti avversarie.

dante Foschini fece perci avvertire


che, non appena

primo

ComanComando

Il
il

fosse stato notato

inizio di

manovra intorno

navi defezionate, egli le avrebbe fatte

colare tutte a picco in un minuto.


Il
si

secondo episodio della Dante,

ripet

d'elio stesso genere,

dopo che V Andrea Doria ebbe

colpito

il

Palazzo

69
della Reggenza.
alla

Il

Comando

della citt voleva imporre

Dante che ordinasse a\V Andrea Doria

la

cessazione

del fuoco, minacciando, in caso contrario, di far silurare


la

Dante;

ina

il

Comandante Foschini

ripet, con fermezza

che non ammetteva dubbio, che non appena qualche marinaio

si

fosse

awicinato

ai

siluri

avversari, egli avrebbe

inesorabilmente affondate le navi defezionate.


Alighieri fu salva.

la

Dante

IL

DIARIO DI UN FIUMANO

DIARIO DI ENRICO BURICH

Fiume. 25,

Si combatte. Airinizio
colpo,

il

cielo d'Italia

si

vanti agli occhi di tutti.

<Iel

combattimnto, al primo

oscurato improvvisamente, da-

Non

stato

capo a scatenare

il

Ma

la battaglia

come

prestabilito,

un ordine di combattimento elaborato con non

io avevo voluto suppK>rre.

un piano

so quale cuore. Nessuno avrebbe mai potuto immaginare


questo,

qui,

nella citt che

italiana.

L' orrore e

Fanima

di chi scrive

1'

domanda

soltanto di

essere

agonia invade cosi profondamente

udendo ancora

il

rombo del cannone

portato contro fratelli, che non possibile fare la cronaca

dilungarsi in descrizioni di ambienti, in pitture di scene,

soltanto per accontentare la curiosit del lettore.

Chi ha

udito e visto ci che successo nella giornata di oggi vor-

rebbe soltanto tacere, nascondere, non

far

sapere nulla agli

altri italiemi.

Ma

conviene ragionare e non

sentimento.

punto

dire almeno

come

lasciarsi

trasportare dal

cominciato. Alle 5 in

le truppe regolari agli ordini del generale Caviglia,

carabinieri, guardie regie


la pressione

lungo

e alpini iniziarono l'avanzata e

tutta la linea. Posti avanzati

dei legio-

74

dovunque come

nari ripiegarono quasi

e ordinato

era stato prestabilito

da Gabriele d'Annunzio. Poi, ad un

tratto,

regolari fecero delle irruzioni violente su tre punti della


l'nea.

legionari

non cedettero

ebbero subito

tere. S

terreno senza combat-

il

primi mortile

Non

feriti.

possi-

bile ancora precisare nulla. Soltanto poi si potranno rico-

con esattezza

struire

gli

purtroppo

avvenimenti, che

sono tanto gravi che nessuno pu parlarne con leggerezza,

completando colla fantasia o ricostruendo.


trarono, parte di sbalzo

pene-

regolari

e combattendo, parte per

infiltra-

zione, fino circa all'altezza del faro sulla strada tra

tridia

destra.

Can-

giardini pubblici e fino alla Valscurigna nell'ala

Accorsero

rincalzi dei 'legionari,

che contrattac-

carono riuscendo a riprendere terreno e animo. Sembra che


i

posti di Cantrida

abbiano continuato e continuino ancora

a resistere per quanto sorpassati gi. Sono entrate poi in


azione le artiglierie fiumane battendo le retrovie. Siccome
il

campo

tati

mano

di battaglia rimasto in

possono sapere

le perdite.

Soeo

stati

ai regolari

non

si

nella notte traspor-

negli ospedali numerosi feriti e sei morti.

Appena

regolari iniziarono l'azione e in citt si co-

minciarono a udire

colpi di fucile e di petardo, fu

imme-

diatamente provveduto a fare sgomberare le strade, affollatissime per la gente


le feste di

minuti

da

Natale.

che stava facendo

negozi furono

fatti

le

compere per

chiudere in pochi

pattuglie della ipolizia militare e della guardia

nazionale. Cominciarono a balenare

primi lampi

sinistri.

cittadini

che

rincasarono in fretta. Per le strade, apparvero subito

uffi-

Tuttavia non

ciali

si

diffuse nessun psinico tra

armati di moschetto che

gnati.

si

recavano

ai posti loro asse-

Poi movimenti di camons con truppe, di

artiglierie.

75

Tutta

di rifornimenti.

la sera e tutta la notte,

mentre

le

famiglie stavano raccogliendosi attorno al tradizionale al-

rom-

bero e sedendo a tavola per solennizzare

la vigilia,

bava

facendo tremare

le

cannone vicinissimo,

il

case e scuotere

imieme

vetri. Il

tra le strade,

tuono echeggiava sinistramente

aJ crepitio delle mitragliatrici

e ai colpi di

schetto, riempiendo tutti gli animi di dolore

pi che di spavento. Dalle 8 alle 9 furono


fK>nti

del Delta,

della ferrovia.

ponte

il

Lo

tra

mo-

di angoscia

fatti saltare i

Sussak e Fiume e quello

scoppio caus danni alle case e alle

abitazioni vicine.
II

comandante

mezzo

fu presente

un po' dappertutto. Fu in

alla mischia, parl ai reparti

che

si

recavano in

linea, parl ai reparti che ne ritornavano, visit

diede
i

suo saluto ai morti. Egli prese personalmente

il

provvedimenti per

e doloroso,

Non

gli

il

complesso,
il

animi sono rimasti

loro

legionari

in

Anche dopo

so quale fosse

bilmente

il

non

esit

resistettero,

fieri.

comandante calcolava di
al

e sono

primo scontro, violento

Ma

proba-

riuscire

a do-

piano dei regolari.

primo colpo, nella prima giornata.

Calcolava cio, di poter occupare

Comando con un

tutti

la resistenza.

suoi legionari,

disposti a resistere.

mare

feriti,

la citt,

il

palazzo del

solo gesto di energia; e, per farla finita,

appunto a dar l'ordine di attacco. Egli

si

lasci

illudere molto probabilmente dalla falsa idea e speranza


di poter

produne

lo scompiglio tra

legionari, di dividerli

e quindi di poter aver ragione di loro. Calcol anche su

quanto

si

andava dicendo, negli ultimi tempi, dalla

citta-

nanza, della stanchezza e del dissenso col governo della

Reggenza. Prese

la

cosa alla leggera, basandosi su nfor-

76

matori partigiani
gli

uomini a fare

da

se.

precKcup forse soltanto di trovare

primo sbalzo.

il

Troppa gente

resto sarebbe venuto

Il

dopo Rapallo,

volle vedere,

sintomi

di debolezza e di disgregazione tra le milizie di Fiume,

ingrossando episodii per se

poco importanti

stessi

ambiente come quello di Fiume.


realt

della situazione

valse

il

mente nullo avuto dall'appello


tadini

fatto dell'esito assoluta-

Un

prima dell'inizio del blocco.

un

rivolto ai legionari e ai cit-

cedere e di presentarsi

di

in

a far pensare alla

alle

regolari

autorit

enore di valutazione a

cui bisogner far risalire tutta la colpa di ci

che av-

venuto.

Nella mattinata di oggi pare che da parte dei regolari


sia

venuto l'invito ad una tregua. Credo che

legionari

non abbiamo voluto tenerne conto. L'esacerbazione degli


animi per l'attacco di

profonda.

ieri

Durante

giornata fu apprestata la difesa. Mitragliatrici

lungo le strade,

e.

tutta la

cannoni

sui tetti delle case, alle finestre; piccoli

depositi di granate e di materiale esplosivo dappertutto;

furono continuati

ed opere

lavori per fare

in citt e nel porto.

La

saltare in

aria edifci

resistenza a tutta ol-

tranza: comincia alla linea e di casa in casa va fino al

palazzo del Comando.

Al Palazzo

materiali necessari per la resistenza


di gelatina per far saltare

Guai
ripreso.

ise

il

sono

stati

accumulati

le cantine

sono piene

palazzo in caso estremo.

questa sera l'attacco dei regolari dovesse essere

Se potevano calcolare

giorno, ora

devono calcolare

La

la carneficina,

strage,

sulla

sorpresa nel primo

sulla resistenza pi accanita.

la rovina

sono immancabili.

possibile che di l vogliano andar loro incontro collo stesso

animo inconsulto di

ier sera }

77

Nei

citta<iini

il

risentimento profondo. Essi sentono

la tragicit dell 'avvenimento

cosa vogliono

si

meglio di nessun

domandano

per consegnare parte del porto

citt soltanto

e, per questo,

mandano una

hanno attaccato
patria e

si

lo stato

del

Trattato di

Ma

Rapallo cio accettato

il

Do-

d'animo dei fiumani non bisogna

avessero avuto qualche

Porto Baros.

contro, proprio nel

dimenticare che essi avrebbero anche subito

se

Che

ai jugoslavi

loro stessi fratelli .

vedono venir

giorno di Natale, l'esercito della patria

Per giudicare

altro.

vogliono entrare in

il

1'

assicurazione

4 paragrafo

indipendenza

sulla

sorte

del

governo italiano non diede o non pot

dare tale assicurazione. Gabriele d'Annunzio stesso dichiar al governo della


rato risolto

il

Reggenza

problema

ch'egli avrebbe conside-

Fiume

di

se

avessimo raggiunto

porto iBaros e che se ne sarebbe andato da


ai

Ed

suoi legionari.

egli

ha

Fiume assieme

fatto sapere tale sua deci-

sione anche al governo italiano;

ma

non ebbe mai risposta

in proposito.

Ormai

tutto

compromesso, anche giudicando dal

punto di vista di coloro che combattono d'Annunzio. Inr


fatti,

se

il

tentativo di repressione fallisce fermandosi a

ci che stato iersera,

fiumano

nuovo

si

si

pu dire

complicato e che

prestigio.

soltanto

legionari

che

il

problema

hanno acquistato

se la repressione riesce, inevitabile

una trage e una carneficina di fronte

alla quale nessun ita-

liano rimarr impassibile.


Fiume,

Tutta la notte tuonarono

26

dicembre

1920.

cannoni, senza tregua. Nes-

suno forse ha dormito, dilaniato dall'angoscia.

La

lotta

78

fratricida

non pi un episodio, uno scontro: una vera

e propria battaglia, destinata a rinianere nella storia del-

con un significato che non ancor possibile definire.

l'Italia

Sembra che ogni colpo

Non

c' pi

cosa in
totale

da

mano

di cannone complichi la situazione.

nessuna illusione. Dall'altra parte la

farsi

dei generali, inaspriti probabilmente dal

fallimento dell'impresa tentata

In citt sono

ieri.

continuati gli apprestamenti difensivi isulle strade.

Alle cinque del mattino

le

truppe regie sferrarono

nuovi attacchi con speciale insistenza sul tratto di fronte

da Valscurigne
notizie

tamente
Il

al

mare.

portano in citt le prime

feriti

resistenza efiicacissima dovunque. Si

colpi di fucile e

tempo bellissimo;

rendfe ancor pi dolce

il

la

il

odono

distin-

crepitio delle mitragliatrici.

luna splende con chiarezza e

biancheggiare dell'alba sul cielo.

Ma non riesce a distogliere gli animi dalla gravit dei


il

fatti

contrasto rende lo spettacolo pi atroce per la lieve tinta

d'ironia.

Mentre dalle case

finestre chiuse

la gente guarda attraverso le

e ascolta piena di perplessit cercando di

seguire le sorti degli attacchi nelle varie parti del fronte,


soldati dalle

Non

si

strade

danno l'ordine di

aprire le finestre.

capisce bene che cosa stia per succedere; intanto

pare. d'udire sempre pi vicino e pi sinistro

mento.

Ma

non

cos

tutti gli

attacchi

vengono

non immediata l'entrata dei regolari ne

un cannoneggiamento della

citt.

combatti-

il

si

respinti

teme ancora

Soltanto, essendo scop-

piato im deposito di munizioni in Valscurigna, per pre-

cauzione, sono state fatte sgombrare le case pi vicine

e aprire le finestre a quelle pi distanti.

Ecco

primi pro-

fughi per le strade coi bimbi, coi fagotti, coi vecchi.

colonna dell'incendio del magazzino sale alta verso

il

La

cielo

70

e lo arrossa

S udito per parecchie ore

tutto.

degli scoppi

il

fragore

per fortuna dal magazzino era stata tolta

sera prima la provvista di proiettili d'artiglieria

la

preda

in

all'incendio sono soltanto vecchie cartucce austriache.

Mentre

alla periferia della citt si combatte, le bani-

cate attraverso le strade vengono rinforzate.

che
g'ii

stia

succedendo in linea,

uomini in

ma
e

sa ci

si

fa impressione vedere

Dietro

citt gi pronti alla difesa.

terra, dietro le cataste di botti

Non

carri e tavole,

sacchi

soldati

sono pronti accanto alle mitragliatrici. Davanti ai ripari


sono

stati

collocati dappertutto cavalli di frisia. Gruppetti

di ufficiali e soldati,
difese,

come

da un momento

in combattimento

Non
non

sa bene

si
si

l.

Come
vede

si

fa

all'altro

sia organizzata la difesa


si

rsacrificarsi.

certo

che

vedono gran movimenti di

o a

isolati quasi

La buona

mente ad ogni

si

come

sentono comandi, non

masse. Uomini

qua e

col moschetto, stanno davanti alle

tutti

se avessero la sensazione di dover entrare

piccoli nuclei accorrono

volont individuale supplisce egregia-

altra cosa.

a rimanere

inerti nelle

sulle strade gente pronta

in forza sente quasi

il

dovere di

a morire

offrirsi.

guardia nazionale nella Caserma di


di combattimento accorrono
in fretta e, muniti di

nazione qualsiasi.

un

proprie case quando

Via

si

sente

della

chi

Parini e al Fascio

volontari.

Vengono

fucile, subito inviati

Non

Al Comando

ad una

facile resistere a questo

vestiti

desti-

impulso

e far vincere un sentimento pi profondo pensando che

nemico contro cui

si sta

per pigliare

le

armi

il

l'Italia, sia

pur quella di Giolitti o di Caviglia. Sono pochi quelli che


ragionano in momenti simili
rente.

e non

si

gettano colla cor-

80

La

citt

cittadini.

tutta in armi. Vecchi e giovani, legionari e


servizio di vigilanza in citt disimpegnato

Il

dalla guardia nazionale con tutto impegno.


colle insegne di militare,

non

L'amico di

ieri,

vi riconosce pi oggi e vi fa

sgomberare. Davanti alla porta di ogni casa c' un soldato


della guardia nazionale a montar la sentinella. Si tratta di

persone conosciute che

vi rassicurano

completamente e tran-

quillamente coloro che devono lasciare la casa per accorrere in altre parti.

Le

La

strade della citt sono deserte.

gente tappata

nelle case e attende.

Verso

le

dieci

capisce che

si

combattimento ha

il

perso di vigore. Gli attacchi dei regolari, che sin dalla


sera del

24 erano

penetrati entro la cerchia pi stretta

delle case, sono tati respinti. Ecco, gli alpini prigionieri;


oltre

duecento, coi loro

ufficiali

sono

tutti

montanari gio-

vanissimi pieni di perplessit. Marcisino quasi indifferenti.

La

popolazione dalle finestre acclama a d'Annunzio, quasi

per far capire a questi


il

italiani, prigionieri di altri italiani,

suo sentimento. Passano poi piccoli gruppi di carabinieri

prigionieri

sono ancora sconvolti nelle facce dalla lotta

Al vederli stringe il
Via XXX Ottobre due

sostenuta.

per

la

un cannone
le

autoblindomitragliatrici e

preda di guerra negli attacchi fenati verso

10,30 a cavaliere della strada di Zamet.


Si

parla degli

r azione

avvenimenti

Non

del governo.

struosa far la guerra alla citt


si

cuore. In trionfo salgono

va pi in

l nel

soltanto

che chiede l'annessione

considerare le cose.

neanche un po', non

si

per recriminare

forse un' ingratitudine mo-

discute,

d'indignazione travolge. Si

fa

non

si

Non

ci s

Non

ferma

ragiona. L'ondata

apertamente

il

nome

di

SI

comando mi-

colui che avrebbe consigliato al governo e al

contro Fiume.

litare l'azione

tito

autonomo sono

principali a<lerenti al Par-

stati arrestati.

Provvedimento superfluo,

del resto, che gi essi non avrebbero potuto far nulla.


citt

mano

tutta in

d'Annunzio e dei suoi

di

La

'legionari

non so chi potesse sognare una disgregazione aperta.

Mentre

tutto questo si sta

golfo azzurro

Verso

10

le

si

svolgendo in

cominciano a notare dei movimenti

Appare V Andrea Doria ih ordine con tutta la


di siluranti. Sembra voglia entrare nel Porto
un

nel bel

citt,

profilano le navi che incrociano su e gi.

si

strani.

sua schiera

Baros.

Ad

due colpi di cannone contro V Espero che

tratto |>artono

colpito in pieno. Si teme che affondi ma, a quanto pare,

a tenerlo a galla lo

si

riesce

la

Doria se

la sia presa

non abbia ubbidito

stesso.

Non

coW Espero;

si

sa per

perch

pare che quest'ultimo

alla imposizione di uscire dal porto e

abbia invece minacciato la nave di siluramento.

Non

il

caso di stabilire in questo momento la verit.

Nel pomeriggio, poco dopo

le tre, la

Doria accompa-

gnata da due caccia e da parecchie torpediniere


sent nel golfo del Carnaio
zioni inspiegabili
all'altra.

terra

Poi

la

Le

camminando lentissimamente una

Doria

si

il

siluranti intanto

si

guardia va

con sospetto a

movimenti, dopo l'esperienza della mattinata.

un colpo. Quasi

tutti

vampa del cannone e poi ima nube

I.

altri.

E. Tornello

il

questi

tutti

Ad un

tratto

dalle finestre videro prima la

dal Palazzo del Comandante.

rono

con-

servizio di vigilanza attraversando su e gij

golfo. Dalle finestre

part

dietro

ferm a due o trecento metri da

un po' ad oriente di Fiume. Le

tinuavano

ripre-

si

navi fecero le loro evolu-

di polvere sollevarsi

Al primo colpo ne

segui-

82

Recarsi

<Jue

parecchi

tre morti,

da

vasi nella sua stanza

nave invulnerabile che

feriti;

il

Comandante, che

si

tutta la cittadinanza.

Quella

senza nessun rischio e con cal-

tira

tutti gli

adoratori del

all'altro bersaglio della nave.

Gli

arditi

precipitano al porto con la disperazione dell'anima. Vor-

rebbero a

tutti

che qualche nave legionaria affron-

costi

Doria e

tasse la

Appena quando
mente per

il

Non

la silurasse.

che con promesse

altro

d'i

si

possbiile trattenerli

vendetta per T indomani.

vede

Canal grande,

Doria

la
si

una

citt

lenta-

allontcnarsi

comincia a respirare.

pare possibile che una nave italiana abbia

tirato

il

Non

contro

che non desidera altro che essere italiana.

oso raccogliere
sa

Il

coloro che temono di poter diventare

tutti

un momento

trova-

da una scheggia.

lavoro, scalftto

colo e precisione, riempie di sdegno

dia

giungono imme-

Palazzo colpito in pieno;

Il

bombardamento ha disgustato

Comandante e

Ma

posto impossibile.

sul

diatamente le prime notizie.

Non

risentimento della popolazione che non

u discutere ne distinguere

in

momenti come

questi. Si

ani va a dire, da taluno: abbiamo rischiato la vita per andarle a chiamare, le belle navi d'Italia, mentre la citt

mano

era in

dei jugoslavi

bombardano. Ecco
sua semplicit.

ranno nella
genere;

La
tirati

si

Ma

storia si

il

ed

ora, ora quelle stesse navi ci

risentimento del

sulle

momento

in tutta la

cannonate della Doria che rimar-

continueranno a fare commenti di ogni

prestano a essere interpretate in vari modi.

citt

stata colpita

anche

in altre parti

da colpi

dalle siluranti.

Mi

dicono che

la

Doria abbia tentato di abbattere

la

Hoyos credendo die

si

stazione radiotelegrafica di Villa

83
trovasse in territorio occupato

Pioppi e

trovasi ai

Ci che successo nella giornata


ticabile

La

resistenza.

Non

solo

Faro

citt sta

oggi indimen-

<Ii

offensiva generale per tena e per mare.

hanno dimostrato

nari

Hoyos

legionari. Villa

<l'ai

regolari sono gi giunti al

legio-

tutta la loro volont e possibilit di

provando

tutti gli

onori della guerra.

bombardamento che naturalmente ha riempito

il

di angoscia e di paura gli animi

combattimento alle case della

ma, essendo ridotto

dentro la pi

citt,

il

stretta

cerchia, c' gi una parte invasa che tagliata fuori dal-

Membri d'una

l'altra.

rimasti gli uni

stessa famiglia, parenti

da una

parte e gli

Le

possibilit di aver notizie, di comunicare.

esposte

ai pericoli

rittura tra

senza la

case troppo

perch troppo vicine alle linee e addi-

due fuochi sono

e amici sono

altri dall'altra,

genza, sin dal mattino.

state

profughi

si

sgombrare d'ur-

fatte

sono

rifugiati in

massa

al

Teatro Fenice messo a loro disposizione. In realt per

si

corre pericolo dappertutto;

parte non

si

ma

inutile pensarci. Si

ha

la

cosa non possa durare a lungo. D'altra

capisce

come possa finire. 1 regolari hanno diSe anche non sono riusciti a

la sensazione

che

mostrato la loro fermezza.

penetrare in citt hanno dato a vedere di non essersi com-

mossi alle fraterne imploraizioni.


discorsi tenuti

Non hanno

da linea a linea nella

notte,

giovato n

ne tabelle

al-

zate su aste coH'ammoniimento ai regolari di non avanzare

per evitare
si

la sciagura.

Anche

il

fascino del

Comandante

spezzato di fronte ai soldati scelti dal generale

Ca-

viglia.

La
per

il

linea tenuta dai legionari va dalla

passaggio a livello del Viale

mento della Via della Santa

Casa Emigranti

Italia,

Ejntrata, per la

per lo sbarra-

Caserma Diaz,

84

per Valscurigna, per Belvedere e per Cosala, e dal Calvario air Eneo all'altezza del Macello. Questa linea non
sar travolta alla leggera e dtflcilmente potr essere superata.

Tanto pi che
Questo

le case.

durre anche

si

continua a rafforzare la difesa

tra

e fa

in-

fatto incuora tutti alla resistenza

pavidi a pigliare

il

feroce degli aggressori.

Come

disprezzano
gionieri

La

feriti,

dice che

A
presso

morti non

si

tira

contro le ambulanze,

che

si

malmenano e incatenano

che
i

si

pri-

parla di numerose vittime nella popolazione

si

lotta

diventata ardente e piena di passione;

chi osa ormai fermarsi e pensare che


fratelli

contegno

le voci sul

successo in tutte le guerre,

succede anche qui. Ecco che gi


sono rispettati; che

civile.

fucile per accorrere in

Cominciano subito a circolare

difesa.

soldati di l sono

di questi ?

tarda
il

sera

corre

voce di passi

fatti

comandante della Dante per sapere

dal sindaco
se

generale

il

Caviglia abbia dato ordine di bombardare la citt senza


far

prima evacuare

le

donne

bambini e

Celso Costantini ha consegnato una


bordo della Dante,

al

vecchi.

Don

lettera del sindaco, a

comandante Foschini.

Fiume,

27

dicembre.

In linea c' stata una certa calma, tanto durante


notte scorsa quanto durante la giornata.
si

accende

meno

falsi

in

qualche parte

provocati

in

Ogni

seguito

da movimenti

ad

tanto

il

allarmi pi

di pattuglie.

'la

fuoco

per un

quarto d'ora riprendono e la fucileria e l'artiglieria e le


mitragliatrici.

Ma

in citt

non

si

pu sapere

se

ai

tratti

85
di nuovi combattimenti e scontri sanguinosi oppure appunto
soltanto

allamii

<li

Verso

nove

le

aperti soltanto

e perci
la

negozi di generi alimentari e

di approvvigionamento.

ordina a

Un

difensivi che si

bando del

rincasare alle

tutti di

ha cambiato aspetto.

citt

continua angoscia.

si sta in

popolazione comincia a uscire. Sono

vedono

Non

m.agazzini

rettore della difesa

,30. Tutti trovano

che

la

solo per gli apprestamenti

agli sbocchi delle strade, per l'aria

e lo spirito marziali dei legionari, in gran parte cogli el-

ma

metti, {>er le misure di pubblica sicurezza,

goscia deir assedio. In genere,

si

non permesso fermarsi nelle

strade.

dere notizie sulla salute,


serve dei viveri.

per

nari

altro,

ha

golezzi

sul

perch

parla poco, anche perch

Ci

limita a chie-

si

pericolo scampato e sulle

l'ammirazione per

foiite in tutti

Almeno

la loro resistenza.

si

momento, Tan^

sente riflettersi sulle cose la gravit del

pericolo, se

il

fatto cessare le solite chiacchiere

di fronte all'evidenza dei

tutti

fatti

soliti

ri-

legio-

non

pette-

rimangono

senza parole.

Alle undici
gono

fatti

Nessuno
tizia

si

che

ad un

circa,

allarme.

tratto,

negozi ven-

chiudere e la gente rimandata d'urgenza a casa.


fa ripetere l'ordine

per essere iniziato

sta

due
il

volte.

giunta la no-

bombardamento

chi dice

a mezzogiorno, chi invece concede un termine pi lungo,


alle

due o

alle tre.

In brevissimo

nuovamente deserte e
guerra.

Non

cacciano gi
piti.
i

si
i

tempo

la citt riprende

mangia con

tranquillit

bocconi, nervosamente e

Ogni famiglia ha una vedetta

il

le

strade sono

suo aspetto di

neanche oggi
ci si

guarda

si

stu-

alla finestra pver seguire

movimenti della Doria e delle sue

siluranti.

pr incrocia abbastanza al largo; non

si

La Dora

avvicina

come

86

Ci

ieri.

lascia sperare bene.

a rincuorare,

tainto

pi che

menti piesi dal comando.


suldL^Cortellazzo e alla

primo colpo

di

si
I

Alia ue

ci

comincia gi

si

diffonde la voce di provvedi-

prigionieri sono stati imbarcati

Dona

stato comunicato che al

cannone la nave coi prigionieri sarebbe

stata fatta saltare,

per rappresaglia.

Non

so quanto ci sia

di vero in queste disposizioni contrarie, credo, alle leggi

intemazionali.

Alle due e mezzo per,

ad

avvertire che tutti

soldati

devono

vanno di casa

ritirarsi

delle case e possibilmente nelle cantine. Si aspetta

bardamento da

terra,

in casa

nei piani inferiori

bom-

il

dai cannoni postati sulle alture di

Drenova.
Ritenendosi che

colpi siano per essere diretti preva-

lentemente sugli obbiettivi militari e cio sulle caserme


e sui comandi,

gono

fatti

Non

pochi soldati che ancor

trovano ven-

sgombrare e ricoverare nelle case.

sto a descrivere l'angosciosa attesa delle famiglie

radunate nelle cantine.

l'anima a

Dio

Come

al solito chi

si

raccomandava

e chi invece faceva lo spiritoso.

colpi di

della Doria certamente avevano fatto capire che le

ieri

cose
Il

vi si

si

facevano serie e che c'era poco da

bombardamento dur

fino alle cinque.

stare allegri.

Non ha

avuto

nessun carattere di violenza. Sono cadute granate su una

cupola del Palazzo della societ di Navigazione Adria,


su la centrale degli approvvigionamenti,

su qualche

ma-

gazzino del porto, su un edificio in prossimit della ca-

serma di Via Parini e su parecchie

non

si

La

hanno a lamentare

altre case. In

complesso

vittime.

popolazione ha conservato

la

sua calma, pur essendo

87

rimasta vivamente impressionata e, forse, pi ancora a<Jdolorata.

In linea, tutto

giorno, calma quasi assoluta, salvo

il

brevi allamii dovuti alla nervosit degli avamposti.

Non

hanno dunque sospeso ogni loro azione.

lari

s* capito, quello che era prevedibile sin dal

che,

fallita la sorpresa,

il

comando

il

aver ragione della


essere stato

citt.

un piccolo

Il

in

Fiume

cielo di aver ispirato

delle forze che investono la

Probabilmente ricorreranno ad un

citt.

sa

primo giorno,

non era possibile entrare

snza una carneficina. Sia lodato


in questo senso

si

rego-

cambiamento di condotta. Forse

attribuire questo

che cosa

altro

bombardamento

mezzo per

di oggi

deve

un omaggio.

anticipo,

Intanto in citt cominciano a correr voci di prossimi


aiuti. Si parla della

Brigata Sassari, gi partita

per prendere alle spalle

gli

anche precisare, riferendo

aggressori

di

particolari di

da Trieste

Fiume. Si sa
una battaglia

sostenuta dalla brigata coi carabinieri che le sbarravano

passo; avrebbe vinto


il

carreggio.

lasciato in

mano

ai

Che

le trattative

cosa

ci sar

iniziate dal

Si sa che nella

comandante Foschini

condizioni del

Comando per un componimento

proponendo

sgombero delle

lo

confini del territorio di

di vero?

sindaco

notte egli aveva fatto sapere al

entro

il

carabinieri

insieme alla brigata marciano verso fiume

fascisti triestini.

ma

le

onorevole

isole, il ritiro dei legionari

Fiume,

l'uscita de'lle navi

regolari, la restituzione delle tre navi ultimamente passate

Fiume purch

stione

il

governo lasciasse alla Reggenza la que-

dello scioglimento del corpo dei legionari.

queste proiposte concilianti a. Abbazia hanno risposto cl

bombardamento

88

passato dunque, anche

il

terzo giorno di guerra.

ancora ne un reparto n una nave hanno

Si sono lasciati condurre contro

hanno puntato e

fatto fuoco,
sioni
tato.
tutti

da

terra

e da mare.

fratelli,

Non

e*

disobbedito

pi da

))

farsi illu-

questo, qui a Fiume, nessuno se lo sarebbe aspet-

Sinora Fiume era

reparti

contro di

lei.

sta'ta

abituata a veder passare a lei

tutte le navi

che ricevevano ordini odiosi

quanto pi odiosi erano

pi sicura la disobbedienza.

gli ordini

tanto

passaggio dell' jEspero e

Il

del Bronzetti furono, ancor pochi giorni fa, la prova della


invulnerabilit di

Fiume da questo

di tre giorni ancor nulla.

fanti

lato. Invece, nella lotta

son slanciati all'assalto

si

e le navi hanno vigilato dal largo e la


contro la citt

senza che a bordo

Dona ha

marinai

si

sparato

ammutinas-

sero. In questo consiste la vittoria di Giolitti e di Caviglia,

almeno
sero,
lui,

Se

finora.

reparti inviati contro

anche oggi, come


si

sarebbe

finiti

altre volte fatto

ben

lontani

consiste appunto, nell' essersi

d'Annunzio avescausa comune con

da Fiume. La sorpresa

legionari trovati di fronte a

truppe fedele, se pur ben lavorate in senso anti -dannunziana e completamente ignare delle cose di Fiume. D'altra
parte, per, innegabile

che dopo la conclusione della

pace di Rapallo c' qualcosa di mutato nello

spirito del

paese e quindi anche dei soldati, a cominciare dai generali.

Fiume,

Durante

la notte

un attacco improvviso

parte della linea ha rotto

messi a letto
terie

dopo

il

in

28

dicembre.

non so quale

sonno di coloro che s'erano

tre notti di veglie.

In seguito, le bat-

dei regolari hanno tirato a shrapnells sulle linee e

89

S ud un p* dappertutto

sulla citt.

nate fendere l'aria sui

miagolio delle gra-

il

e sulle strade.

tetti

D'Annunzio pubblica

Vedetta un ordine del

sulla

giorno ai suoi legionari e lancia un proclama agli italiani.


In quest'ultimo parla della granata della Doria.
lui

suo solito fiero sdegno. Dichiara che mentre

il

C'

in

ieri era

preparato al sacrifizio e aveva gi confortata l'anima sua,


oggi
((

dispone a difendere

si

Non

vale la

che non

pena di

la sua vita

con

tutte le armi.

d'un popolo

gettarla oggi in servigio

cura di distogliere neppure per un attimo dalle

si

gozzoviglie natalizie la sua ingordigia, mentre

il

suo go-

verno fa assassinare con fredda determinazione una gente

sublime virt come questa che

di

lotta al nostro fianco

il

c' stata

un po'

non avrebbe lasciato che


tra

il

italiani.

nuovi avvenimenti.

ai

che

in tutti l'illusione

quante altre

illusioni

le

A Fiume c'era posto per

speranze e per tutte le fedi.

faccia la triste realt.

si

luzione e in Jugoslavia e in

tutti i

Non

si

cuori dei

sogni e per tutte

guard mai in

voWero vedere sintomi di rivoItalia.

sima semplicit questo ragionamento


fare l'annessione di

paese

ancora che cadono

ad una ad una improvvisamente, inebriavano


legionari

il

impunemente sangue

versasse

si

lot-

Comandante

risentimento del

contegno del paese di fronte

Fiume

mesi patisce e

e non mai stanca di patire e di

tare . L'invettiva tradisce

per

dia sedici

Fiume non

si

faceva colla mas-

l'Italia

che non pu

un'Italia vittoriosa; bi-

sogna fare quindi, partendo da Fiume, un'Italia migliore


e

pij

non

grande. Questa la linea semplice e diritta


il

caso di ricercare ora

gli

ma

eventuali ispiratori in

mala fede che tentarono di speculare sull'energia accumulatasi

a Fiume.

90

Per

comprensione

la

vennero a mancare dtie

basta rilevare che

-della tragedia

fattori essenziali

l'attesa

disobbe-

dienza delle truppe e delle navi mandate contro Fiume e


la sperata ribellione

Ma

nazionalisti.

del paese promossa dai fascisti e dai

a Fiume tutto ci non appare ancora con

Durante la mattianata fu permessa

chiarezza.

zione in citt e furono aperti

negozi di generi alimentari.

iPassa di bocca in bocca e

sono in corso
si

sono

trattative.

Il

infatti recati a<i

la circola-

diffonde la notizia che

si

sindaco e

il

rettore della difesa

Abbazia. Vogliono sapere se

il

generale Ferrario intende bombardare la citt senza preavviso e senza permettere revcacuazione della popolazione
civile

non combattente. Senza scendere in grandi discus-

sioni e senza rispondere alla

domanda,

il

generale Ferrario

fece vedere ai due messi fiumani l'ordine del bombarda-

mento sistematico della


accettato

trattato di

il

citt,

fino a tanto

Rapallo.

che non fosse

due rappresentanti di

Fiume non

credettero di poter dare una risposta senza aver

interrogato

il

popolo. Perci ritornarono a Fiume.

Nell'abitazione del dott. Grossich

mediatamente attorno
di presidenza della

al

Comandante

si

radunarono im-

rettori,

il

consiglio

Rappresenianza municipale e alcuni

uomini autorevoli. Prevalse immediatamente l'idea che


dovesse risparmiare

la citt.

Il

Comandante, dopo aver

si

ri-

levato la vittoria delle armi legionarie, d'accordo che di


fronte alia minaccia della distruzione della citt necessario lasciiare

il

popolo

Egli perci cede


dei

rettori nelle

fixraiano arbitro delle proprie sorti.

suoi poteri e quello dell'intero collegio

mani del sindaco.

Non

si

sa n in quale

memoCman-

veste n con quale autorit gli uomini presenti alla


rabile seduta abbiano accettato le dimissioni del

91

dante e deciso di cedere alla mmaccia della distruzione


della citt e di subire in

Ai

capitani Gigante e

teri

per

rario

massima

conferiti

Ad Abbazia

le ulteriori trattative.

appena

Trattato di Rapallo.

il

Host furono

pieni po-

generale Fer-

il

furono comunicate le deliberazioni prese

gli

a Fiume dichiar che le trattative potevano essere iniziate.

Fu

quindi stabilita una tregua di armi fino al mezzogiorno

di domani.
In citt

non

sa ancor nulla di queste trattative

si

ma non

sono tenute segrete,


generale

viaggi

che

sono sfuggiti alla attenzione

ad Abbazia dei rappresentanti di Fiume

convegni di casa Grossich.

Chiss che cosa dicono

ad un

giornali della guerra scoppiata

truppe regie e quelle legionarie

tratto tra le

Non

facile valutare avvenimenti di questo genere in tutta la


loro complessit.

Probabilmente nel resto del paese

come

meraviglier

Fiume

lontanamente ammettere che

si

le

mente da come sono andate. Si

abbia

m^ai

inizi era la serie delle so-

inchieste soltanto per lasciare che trovino

ire

avverse.

ristretto agli

il

uno sfogo

Ne

processo non sar facile.

governo nelle

trattative coi jugoslavi

facile dire

come

venire

che

il

avrebbe dovuto tenere

conto del fatto incontestabile che a Fiume c'era

Ma

te

quello

avvenimenti degli ultimi giorni n. quello ge-

nerale dal 12 settembre 1919 in poi.

nunzio.

si

andassero diversa-

cose

lite

Ma

ci

potuto neppur

d'An-

ad un accordo con d'Annunzio

che ha promesso il suo aiuto ed presente non solo a


Fiume ma in tutta la Dalmazia } Il solo conseguente
d'Annunzio che nella sua linea diritta mira ormai da tempo

ad una

sola cosa e lancia

che chi parla

il

un solo grido

solito linguaggio e

Roma

guarda

le

Si capisce

cose coi suoi

92

occhi mortali, senza lasciarsi trasportare dal fascino personale

ComandaTite, riinane sconvolto da questi piani e

-del

da questi

gridi.

Nel prossimo domani

pi chiaramente d'oggi.

Oggi non

si

si

vedranno

Vengo a

cose

pu farne che uno

sforzo 'per uscire dalla passione e dall'ira;

ma

necessario

perch dall'altra parte c'

farlo, tutti lo sentono,

le

l'Italia.

sapere che alcuni cittadini influenti sin dal

giorno di Natale, impressionati e addolorati dalla lotta fratricida si rivolsero al dott.

presso

il

Comandante per

Anche Don Celso

Grossich perch intervenisse

far cessare

il

conflitto.

Costantini fece un appello al sen-

timento umanitario del Comandante. L'apj>ello fu firmato


dai sindaci degli ultimi dieci anni,

mimicipali e da

altri cittadini

pu osservare che comincia a


di veder chiaro nelle cose,

tranquilla,
nel sangue
zitutto in

ma

da parecchi

farsi strada

dopo

primo impeto.

il

La

citt

ridicolo parlare di sommosse soffocate

momenti come questi

in

la Stefani.

una piccola

possono manifestarsi movimenti contrari

al

la notte

citt

Annon

Capo.

Fiume,

Durante

si

una buona volont

come, pare, abbia comunicato

anche durante

consiglieri

ragguardevoli. In genere

29

dcemhr:

calma assoluta, che continuata poi

la giornata, salvo

nonostante la tregua.

quarti d'ora di allarme,

Ormai va diffondendosi ed acqui-

stando credito la voce che in massima l'accordo sia raggiunto sulla base di un'accettazione del Trattato di
pallo per imposizione.

Il

rato ai rappresentanti di

Ra-

generale. Tenario avrebbe dichia-

Fiume che non vedeva

altro

mezzo

per aver ragione della resistenza dei legionari se non ricar-

93

rn<Io al sistematico
calibri

ogni

da

altra

terra e

con grossi

citt

quartiere per quartiere.

queste

considerazione,

grande onore per

bombardamento della

da mare

dichiarazioni

A parte
sono un

difensori di Fiimie.

intervenuto dunque, un nuovo elemnto, per la solu-

che

zione del conflitto

io

non avevo previsto nel primo

giorno della lotta e della resistenza

possibile indurre la

citt alla resa evitandt> quella oamefci'na delle fanterie

cui

si

andava incontro persistendo negli

poteva evitare anche

senno del poi

ma

ci

Fiume non ha saputo


gli

ha

non

toglie

che questi
1'

rilievi

bastino

incarico di prender

trovare subito la via forse perch

fatto trem_are

partendo dal suo punto di


l'inchiesta di

a
si

primo scontro. So che parlo col

il

per dimostrare che chi ha avuto

dolore

Ma

attacchi.

il

vista.

domani metter

il

cuore. Parlo, naturalmente,

Certo che probabilm.ente

in chiaro

appunto queste

cir-

costanze.

Ma, cede Gabriele d'Annunzio

Egli ha saputo anche

in questa circostanza trovare la sua via di uscita.


lettera scritta al

Nella

sindaco dopo aver fatto in sintesi la storia

della sua impresa e giustificato la sua impresa, afferma di

non poter imporre


totale
le

che

il

alla citt eroica la rovina e la

Governo di

Roma

il

Comando

morte

di Trieste

minacciano e dichiara di rassegnire nelle mani del Po-

dest e del Popolo


settembre 1919 e

Con

il

poteri che gli furono conferiti

il

12

9 settembre 1920.

questo atto, da oggi, cessa <l'esistere

la

Reggenza

del Camaro. Si capisce che non avendo la Reggenza un

governo costituzionale eletto dal popolo,

come

l'attuale,

si

senta

il

in

momenti

bisogna di rivolgersi

gravi

al consiglio

municipale eletto regolarmente sin dall'anno scorso e ap-

94

punto dalla Reggenza, privato dei poteri

po&

Si

statali.

vedere domani la responsabilit dei membri del governo


della

Reggenza che prima dello scoppio delle

lero

agire

senza chiedere nulla

al

ostilit vol-

Consiglio eletto dal

Popolo.

La
La

tregua stata protratta sino mezzogiorno di domani.

comincia a riprendere

vita in citt

intanto, la gente

anche

uscita oggi di casa senza preoccupazioni e s' spinta

a far un giro in

citt

per visitare

bardamento e per rendersi conto

Credo che

la gioia per la

cos grande che nessuno


lari

una

Accanto
escono

Comandante,

essi

sono

hanno

partico-

stati

sorpresi

resistito, si

Ma

sia

un po' per-

legionari sono

vittoriosi militarmente.

frutto della loro

bom-

quanto era successo.

interessa di conoscere

si

che non soddisfa nessuno

fine

battuti,

al

di

composizione del conflitto

delle trattative in corso.

plessi.

luoghi colpiti dal

da

sono

non vedono

il

opera e cominciano a sentire una certa

amarezza. Cittadini e legionari sono collo spirito nei giorni


passati

non c' ancora lo

ponderazione

al futuro.

a ci che successo, in
per ora

stato

d'animo per pensare con

non male che


astratto,

si

pensi un po'

dall'alto, senza cercare

colpevoli e senza vedere nessuna colpa. In m.olti

Ho

invero pur sempre la passione che domina.

che l'appello

di

Don

saputo

Celso Costantini firmato anche da

massoni, stato strappato da alcune donne devote al

mandante mentre trovavasi esposto

nell'ufficio di

Co-

un im-

piegato del Municipio.


Fiume, 30 dicembre.

Che
tricida

sollievo

La

non

sentir pi

il

rombo

del cannone fra-

tregua fu prorogata indefinitimante

ma

le trat-

tatiye

nom sono ancor concluse. Non

perch
ci
l,

ci

si

riesce a spiegare

con-ducano le cose tanto per le lunghe. Ormai

si

dovrebbe essere poco da discutere. Probabilmente, di

dopo

essere stati tante volte presi in giro da Gabriele

d'Annunzio vogliono avere


Pretendevano che Fiume

si

tutte le assicurazioni possibili.

eleggesse immediatamente un

nuovo governo; poi accettarono' che l'accordo fosse concluso a

nome

doveva aver luogo una


nicipale

Venturi,
la

ma
i

seduta riservata del Consiglio

essendo ancora assenti

soli

Alle

della rappresentanza municipale.

sindaco e

il

che avrebbero potuto illuminare

il

il

sei

mu-

capitano

Consiglio,

seduta fu rimandata.

Le due tendenze
tersi alle

ora sono queste

subire,

nuare la resistenza. Per la resistenza sono molti


m.olt

sottomet-

condizioni del generale Terrario; oppure conti-

dei legionari

in

minacce della distruzione

fascisti

genere costoro non credono alle


<Iella citt

riscono la distruzione alla resa.

ad ogni modo

Se poi domandate

prefe-

loro che

cosa sperino di raggiungere resistendo non sanno che cosa


rispondervi.
nulla

Dicono,

che ormai c' poco o

tutto al pi,

da perdere, che meglio che

la citt sia distrutta

Non

si

crede che Fiume

possa rimanere veramente indipendente.

Una propaganda

che non consegnata

abbastanza

raffinata

regolari avesse

il

ai jugoslavi.

ha

che l'occupazione dei

fatto credere

appunto

ilo

scopo di consegnare

Porto Baros ai jugoslavi e

il

il

Delta

resto della citt e del

porto ad un consorzio composio di rappresentanti dei vari

popoli che avranno bisogno di servirsi del porto di Fiume

Domani
che oggi

si
si

rider di questa paura;

ma

bene ricordare

agisce sotto questo incubo. Tutti in generale

96

sono informati male


cui

da credito a

si

Come

si

ed incredibile

la

leggerezza con

certe voci.

pu sapere se

bombardare

fatto

generale Fenario avreb!>e

il

o no

la citt

Quando due persone

d'Annunzio come

indiscutibile fede in Gabriele

di

capitani

Gigante e Host- Venturi escono dai loro colloqui col generale Terrario convinti del pericolo che la minaccia possa
essere messa in esecuzione, difficile poter dubitarne.
vi

sono

altri

argoonenti

La maggior
venga

parte dei cittadini non vede Fora che

alla conclusione del conflitto

sta in ansia

teme ancor sempre complicazioni. Se ne sono


a Fiume che ormai non
nulla.

Non

escluso che

e riescano a influire

movimenti

si

Non

da oppon^e.

ci
i

sul

si

perch

viste tante

sarebbe da meravigliarsi di

prendano

fascisti

il

sopravvento

Comandante. Osservando

ha anzi l'impressione che

si

stia

certi

continuando

qualcosa. C' sempre tempo, fino all'ultiino, per una sorpresa.

non

pu neanche

si

star

Non

estremisti.

resta altro

che confidare nel buon seiKO.

prio mentre bisognerebbe fare

se oggi

il

possibile per evitarlo.

hanno indubbiamente respinto l'aggressione e

legionari

vinto;

guardia perch la
dei violenti e degli

dando corpo ad un equivoco dolorosissimo pro-

Si sta

dice

in

mano

piazza e le Strade seno oggi in

lo

si

tratta,

si

deve

se oggi siamo alla resa

alla citt, lo

oggi non sono soltanto

gli

si

deve

ai disfattisti,

autonomi. Sarebbe insomma la

popolazione civile che non volendo resistere, accetta


trattato di

Si capisce

Rapallo e abbandona
il

versione dei
quale, nel

si

che

il

legionari al loro destino.

fermento e l'amarezza che ha portato questa


fatti

nell'animo suscettibile del legionario;

momento

delicato in cui

ci

il

troviamo, pu essere

97

anche trascinato a mettersi contro


gente che
di

far

la

citt.

delk

e'

diverte a provocare questo incendio, invece

si

opera di persuasione.

Fiume quella guena

civile,

Minaccia di scoppiare

che stata scongiurata in

tempo che ancor

Si cerca di approfittare del poco

prima della conclusione di un accordo


della citt e

il

governo per eccitare

gli

tra

ci resta

rappresentanti

animi dei legionari,

Nel fondo c*

gi tanto addolorati per se stessi.

in

Italia.

segreta

la

speranza che da cosa nasca cosa e che le complicazioni

commuovano

l'Italia

la

spingano a sollevarsi. Ora natu-

momento

di parlar chiaro, anche perch

ralmente giunto

il

ormai

vedono abbastanza bene. La tragedia di

le

cose

si

Gabriele d'Annunzio, dopo

il

trattato di

Rapallo, che

gli

alien la simpatia del paese e tronc l'opera sua renden-

dogli impossibile e vana ogni azione, immensa.


stesso l'ha sentito e

Non

ne ha parlato

si

venisse alle armi. Invece

cose sono precipitate, forse non per colpa del

dante,

il

in

che

Coman-

quale tuttavia per dichiar per primo la guerra.

Fino a quale punto

qualche suo appello.

era possibile altro che una onorevole composizione

del conflitto, prima ancor che


le

in

sperasse in una rivoluzione in Italia

si

una defezione dell'esercito non


la rivoluzione

stato preparato.

mediatamente

facile dire.

furono im-

fascisti, di nulla preavvisati,

stati

messi nell'impossibilit di agire.

n armati n organizzati dal

Comando

dei legionari di Fiume, come pure era stato detto.

pot dunque,

cito

Certo

non scoppi, come certo che nulla era

arrestati e

Essi non erano

Egli

farsi illusioni }

mi pare bastino

Per quanto riguarda

tre giorni di

Come
l'eser-

combattimento e le can-

nonate della Doria per persuadersi che rappello di


briele d* Annunzio ai
I.

E. Toreiello

>

marinai e ai soldati di

Qa-

servire

98

disobbedendo non raggiunse

patria

disperazione spinge

animi

gli

in

Eppure

lo scopo.

cerca di nuove illusioni.

Spiegabilissima disperazione di uomini che, uniti da un

grande ideale, accumularono

mesi un*energia

in sedici

in-

commensurabile e preziosa, animati di giorno in giorno dal

Capo.

loro

Fiume, 31 dicembre.

La

capitolazione

della

giornata

10 era convocato a seduta

ore

Mentre

il

Stamattina per le

Consiglio municipale.

consiglieri stavano attendendo

che comparisse

il

sindaco, nervosi e eccitati per la lungaggine delle trattative,

si

present al municipio un messo del sindaco per

chiedere

un po'

al segretario

risentiti

e riferirgli

tuazione

secco..

consiglieri

si-

in realt hanno paura che la citt possa pi oltre

Il

Dopo poco

presenta

si

generale Tenario tiene

dodici, comincia

il

non ha una

il

sindaco e

risposta prima, delle


citt.

Di

poco da scherzare e anche

capiscono che non

si

vate le norme consuete.

Il

pu

li

Fiume

delegati di

bombardamento della

a simili argomenti c*

j>er

loro di andare dal sindaco

animo per Tlncertezza della

col coltello alla gola: se

glieri

sigillo

due di

loro stato di

il

essere sacrificata.
rassicura.

grande

il

incaricano

insistere

fronte

consi-

perch siano osser-

sindaco parte immediatamente

Abbazia.

Neiranimo dei

legionarii Tesacerbazione contro l'Italia

ingrandisce d*ora in ora.


l'Italia di cui essi

rinneghi,

li

tratti

da nemici.

sdegno ha espressioni
anche

stranieri,

Non

sanno darsi pace che quel-

vogliono la grandezza e la salvezza",


Il

li

male che questo loro

esteriori in

una

citt

dove

ci

che godono nel vedere questi valorosi

sono
sol-

99
ckti strapparsi le stellette dalle mostrine e le decorazioni

dal petto! Si sentono frasi orribili contro l'Italia, contro la

devono consolare

redenti,

Ma

rezza.

talvolta

e rinnegata.

patria rinnegatrice

anche

il

fiumani,

non ancor

legionari in questa loro

ama-

conforto dei fiumani, sospettati

d'aver ceduto alle spalle dei combattenti, male accolto.

La Vedetta ha

oggi un articolo che peser lungamente

sulla sua coscienza italiana.

intitolato la

ed firmato: im fiumano del


il

periodo seguente

XXX

nuova a Patria

Vi

ottobre.

si

legge

Cos che Fiume paziente, Fiume amante, Fiume

((

combattente ha atteso invano una parola di conforto, un

cenno d'aiuto, un segno d'amore da quella che, in ventisei


mesi di attesa e di passione, essa

stito

mai

se

non nello

era figurata essere la

si

Patria . Quella Patria (non esiste

Forse non ha esi-

pii.

spirito dei Poeti,

che la cantarono,

e degli EJroi che per essa morirono sul Carso e sul Piave

e che oggi sono rimorti a Fiume.


((

Se

gli italiani migliori

che oggi sono

fra noi, la re-

spingono e la rinnegano, dovremmo noi fiumani ancora


invocarla ?
((

La Duplice Monarchia, che

presse,

non viol mai

mai con

la forza

ci

il

per ottocento anni

nostri liberi

nostro territorio,

non

Statuti,
ci

ci

op-

non invase

cannoneggi, non

minacci mai di distruggere le nostre case, di stermi-

nare le nostre donne,

Questo ha

che noi credevamo essere

fatto l'Italia

nostri

vecchi,

nostri

figliuoli.

la no-

stra Pattia

Non ne

vogliamo pi. Grazie

del 1920 nata a


forte,

immiserita

Col Natale sanguigno

Fiume Una nuova

ma

invitta

ed

Patria, piccola

invincibile.

ma

ditconoKtiuta

100

ma

pura, povera

ma

gionari i, e

il

moinclo

Nella culla di questa Patria eroica noi

civile ci invidier.

deporremo con

onesta; "una Patria che tutto

fraterna piet

nostri morti. Cittadini

le-

loro funebri lenzuoli insanguinati saraimo le

sue bende gloriose .

Non

possibile che

Non

fiumano.

idee;
l'

Italia,

Non

vero.

T articolo

da un

sia stato scritto

Fiume non

in questo ordine di

fiumani continueranno a volger

loro occhi al-

con purezza di intenti e con fiducia rinnovellata.

bisogna approfondire l'abisso che gi involontaria-

mente

stato scavato tra la citt e

momento pm
in Fiume pi che
Fiume non vuole

goscia del
patria,
sacra.

T Italia. Neanche

l'an-

scusare certe escandescenze.


in nessun altro posto,

La

deve essere

essere fiumana, vuole essere ita-

liana.

Continua

la piccola agitazione tra coloro

che vorreb-

Riman-

bero continuata la resistenza e riprese le ostilit.

gono sempre

in

minor numero e pi

Comandante non

Non

si

sa ci

Verso
il

che

le sei

giunge alla Dante e

radiotelegramma seguente

Fiume deve

Resa completa
legionari devono
:

trattative

si

La

voce del
giorni.

diffonde in citt
e

fir-

verbale dell'accordo.

il

subire

Trattato di Rapallo

il

uscire dalla citt

sono dimostrate

si

Accordo avvenuto

((

16,30 fu steso

alle

da parecchi

egli pensi.

mato; convocate seduta ore 21


Infatti

isolati

s' fatta sentire gi

inutili

Le

discussioni e le
legionari

devono

uscire disarmati.

E
e

proprio Gigante e Host devono porre le loro firme

sanzionare queste

condizioni.

Certo l'hanno fatto col

cuore stretto e colle lacrime agli occhi.

non saranno ca-

101

piti nel loro dolore,

u dalla cittadinan^ che carica

sulla

sangue

loro spalle troppa parte della responsabilit del

fraterno versato, n dai legionari che faranno ricadere su


loro la colpa della resa. Responsabili

vano essere
Il

colpiti pili

consiglio

si

duramente di

o no,

non pote-

essi

cos.

Dopo

radun dopo le ore 21.

l'esposi-

zione del Podest e del capitano Host che parlarono feb-

brilmente

j>er l'agitazione

taglia e nelle trattative,

il

delle notti perdute nella bat-

Consiglio ratific

il

testo del-

l'accordo di Abbazia. Senza parole, senza solennit, senza


inutili

reaiminazioni

si

sente che questo atto ci allontana

dall'annessione e ci precipita nuovamente nel buio.

questo stesso consiglio

si

impone un

anc<Mra pi in l, sciogliere cio,

dato sJla

citt e alla

sua causa.

altro

dovere

vita

nuova

il

andare

legionari dal giuramento

La

tragedia consacrata

ormai nei verbali e negli ordini del giorno.

non regge

Ai

consiglieri

cuore di cominciare nella stessa seduta la

coli 'elezione del

rimandata a domani.

nuovo governo e

la

seduta

NOTE DI CORRADO ZOLl


AL GENERALE CAVIGLIA

LE DUE

"

REGGENZA ITALIANA DEL CARNARO


Comando

dell' Esercito liberatore

sottosegretario di

Il

Stolto

22 dicembre 1920,

giorno

al

agii

Esteri

ha

dante le Regie truppe della Venezia Giulia,

Nota
((

testuale

il

la

seguente

Governo della Reggenza

Il

diretto,

Generale Caviglia, coman-

Italiana del

voglia trasmetterlo al

Governo del Re d'

Camaro mi
V., perch

incarica di portare alla conoscenza deli'E.

Italia,

quanto

segue.

testa

II

Governo della Reggenza

di fronte a tutto

il

mondo

perpetrato dal

ostilit

la

Italiana del

solennemente, di fronte a tutte

le

Carnaro pro-

Potenze europee e

civile, contro l'atto di aperta

Governo del Re

d'Italia

mediante

proclamazione del blocco effettivo di terra e di mare

contro

tutti

colla sua
{(

Il

territori

della Reggenza, notificata dall' E.

V.

Ordinanza del 21 dicembre 1920.

Governo della Reggenza

cembre 1920

al

Italiana del

da V. E.

Camaro,

ri-

in

data 20 di-

Comandante della Reggenza

Italiana del

ferendosi alla intimazione diretta

Camaro, osserva:

Le

isole di

Veglia e di Arbe, che, a simiglianza

106

della zona di tenaferma intorno alia citt di Fiume,. erano


tenitorio d'annistizio occupato
italiane in

nome e

temporaneamente da truppe

in rappresentanza dell'Intesa,

in virt della sua Carta costituzionale e in


diritto di autodecisione.

omaggio

al loro

L'intimazione di sgombero di dette

Re

da parte del Governo del

isole,

sono state

Reggenza,

occupate e sono tenute dalle forze armate della

adunque

l'Italia,

illegale e contraria ad ogni principio di diritto intema-

zionale.
((

Air infuori

territorio di

del

Reggenza non occupano alcun

tenaferma che non

Corpus separatum

{(

occupano una zona

Sono

2.

tra

il

secondo un

Regno

Reggenza

d'Italia e

Camaro.

Italiana del

esatto che esistono nel porto di

unit appartenenti alla

ma non

Fiume

di Serbia, dovrebbe essere graziosamente attri-

buita a questa
((

limiti

anzi truppe italiane che

di territorio costiero che,

accordo recentemente intervenuto

Regno

compreso entro

sia

assegnati alla citt di

dagli antichi Statuti magiari.

il

qualche scoglio

delle dette isole e di

vicino, le forze armate della

Fiume alcune

Regia Marina da guerra

precisamente, mentre

il

Governo del

esercita atti di aperta ostilit contro

il

italiana;

Re

d'Italia

Governo della Reg-

genza Italiana del Carnaro, che questo pu consentire che


dette unit abbandonino

il

porto di Fiume per andare ad

ingrossare le forze avversarie nel


((

Quanto

alle unit navali

spontaneamente

si

sono messi

e
al

Camaro.
ai riparti di truppa,

servizio di

questo

che

Go-

verno, essi sono sempre liberi di abbandonare volontaria-

mente

il

a 3.''

territorio della

Non

((garantita dagli

Reggenza.

esatto che l'indipendenza di


Stati

confinanti

).

Fiume

sia

L'accordo cui pi

107

comma

sopna accennato, al primo

che

due

Stati contraenti

e indipendenza dello Stato di Fiume e

perpetuo

rispettarle in

mento

e di

rispetto

non di

Stati, animati

di essa,

come

Quanto

Reggenza,

si

quello che l'.

meno

tenze riconoscono al

poco amichevoli verso

cos

V.

si

onora di rappresentare.

armate della

strano che, mentre tutte le

Francese ed al Governo Reale d'Olanda

Re

il

Po-

Governo della potente Repubblica

soldare e di tenere in armi

del

Reggenza confina

consideri che la

da sentimenti

lo

Ragione

la piena- libert

alle origini di parte delle forze


j>er

diritto

L'opportunit di tale misura tanto

pi evidente quando

con

))

il

armi quel ccmtingente

le

che sembri opportuno a tutelare appunto


.

riconosci-

((

garanzia

((

Camaro ha

dovere di armare e di tenere sotto

stabilisce

impegnano a

si

Si tratta dunque di

per cui la Reggenza ItcJiana del

ed indipendenza

IV,

deli' Art.

riconoscono la piena libert

((

diritto di as-

il

Legioni straniere

)> ,

il

Governo

d'Italia pretenda di negare un analogo diritto

al

Governo della piccola Reggenza del Camaro, geograficamente ed economicamente soffocata da vicini potenti ed
evidentemente assai poco benevoli.
<(

Governo riconosce

Questo

d'Italia

il

pieno

diritto di applicare

l'accordo stipulato col

ma

Governo del

al

Re

a nei suoi territori

Governo del Reggente

di Serbia

))

dichiara formalmente che semplicemente assurda la

pretesa di

imporre alla Reggenza

Roma

del

Italiana

l'applicazione di un accordo stipulato tra

Camaro

Governi di

e di Belgrado, soltanto perch detto accordo sarebbe

diventato legge dello Stato italiano.


f(

Infine,

il

Governo della Reggenza

naro mi incarica di far presente a

Italiana del

che,

come

Car-

logica

108

conseguenza dall'atto i aparta

ostilit

cui

pi sopra

accennato e delle minacce ripetute nel proclami e manifestini firmati dall' E.

derarsi,
istato
il

V.,

la

Reggenza

a partire dalle ore 18


di guerra

))

col

Regno

dtel

costretta a consi-

23 dicembre 1920,

in

d'Italia, che, nelJ 'applicare

Trattato italo-serbo, viola appunto

il

rispetto

pat-

tuito in esso Trattato.

Fiume,

22

dicembre

1920,

Firmato:

CORRADO ZOLI

109

Sottosegretario Stato degli Esteri ha poi diretto al

Il

Generale comanda<nte
Giulia
((

fuorusciti.

seguente

la

Mi

pregio avvertire

data odierna,
scritto

il

Regie truppe della Venezia

le

leibtera testuale

TE. V. che, con suo decreto

in

Rettore della Difesa Nazoinale ha pre-

r allontanamento

dalla citt di

piazza forte in istato di guerra, di

tutti

Fiume, dichiarata
gli

individui

non

pertinenti a Fiume o non militanti nell* Esercito o nella


Flotta della Reggenza Italiana del Carnaro. D'altra parte,

un bando di questo Governo


militari

bandonare

lascia liberi tutti gli individui,

borghesi, attualmente residenti in


il

territorio della

Fiume

di ab-

Reggenza. Questi movimenti

dovranno essere compiuti per

le ore

18 di domani 23 di-

cembre 1920.

Di quanto sopra avverto V. E.

sporre per raccoglimento e


rusciti.

Se TE. V.

l'

|>erch*Ella possa di-

eventuale inoltro di

tali

fuo-

credesse opportuno di stabilire un ter-

mine di tempo pi ampio a completare questa evacuazione,


potrebbe essere designata una G)mmissione Mista
carico di fissare

coli' in-

termini e le modalit dell'evecuazione

stessa.

Fiume,

22

dicembre 1920.

Firmato:

CORRADO ZOLI

GLI
DI

OTTO PROCLAMI

GABRIELE D'ANNUNZIO

" Insorgere risorgere


Subito dopo avere ricevuto
Caviglia,
gionari

il

dal Generale

* ultimatum

Comandante d'Annunzio lanciava

il

seguente proclama

Legionarii,

Soldati

di

ai suoi le-

e di mare,

terra

Arditi

di

tutte le armi.

Vi

ricordate dei quarantasei cavalli rapiti all'approdo

una notte di aprile

di Preluca in

Fu una

fra le nostre scorrerie,

dacia.

delle meglio condotte e delle meglio riuscite

Come

noi

ammirabile per sagacia e per au-

non avevamo

farina,

nostre

le

bestie

non avevano ne biada n foraggio. Le nostre pariglie


di

Le

traino erano ridotte pelle e ossa.

batterie

erano

inerti.

Pensammo che

cauzione rincavallarle con


robuste, mentre

si

le

migliori nostre

fosse

buona pre-

pariglie di Preluca sane e

manifestava qualdie inquietudine nella

linea nemica e a noi soli era affidata la difesa di questa cerchia

dove oggi sembra raccolto

di sacro nell'Italia ideale

come

tutto quel

che v'

nel chiostro pisano

il

fiore

della Terrasanta.

Ve
stigo
1.

ne ricordate, compagni

italiani.

da quel medesimo castigatore


E. Tornello

di

Avemmo

il

professione,
-

ca-

che

Ii4

oggi esorta la sua smarrita gente a tirare su noi perch


((

la Patria attende

riati

Con

e affamati.

sommo

questo

di Stefani,

latte.

coloie

come una

uscendo

elle

bambini esausti

Alle barre di Cantrida,

masticammo qualcosa come un

rappresa, qualcosa

ingiu-

noi fu ingiuriata e affamata la citt.

Gli ospedali non ebbero pi medicine

non ebbero pi

Fummo

bene)).

dalla

Fu

scarpe con un coltello.

fetta di quella

trincea

Zamet,

di

i>ezzo di

melma

mota senza

toglievamo

ci

e giorni

dalle

il

nostro

e vigilammo.

Dopo

p>er giorni

pane. Talvollta era impastato di verrai.

Non
otto

ci

Tacemmo

lamentammo.

mesi di patimento,

sapemmo ancor

Compagni, ancora una


dici

mesi furono

nostri aguzzini

volta

costretti

sono

pi patire.

fratelli

a essere

che per

quin-

delatori

nostri

oggi ricacciati contro di noi e

si

preparano ad abbatterci in massa.

Nel

Fiume un beccaio nazionale

di

territorio

ammazzatoio nazionale sono

istituiti

un

per decreto del regio

Governo.

Chi non vuol


di

essere sgozzato

domani per passare

ha tempo

fino alla sera

la barra.

Legionarii, ciascuno di voi libero di violare

ramento e di obbedire

ponga

le armi, il

conedo

vetti dall'altra parte

cia,

e la promsessa

cdl* intimazione.

il

giu-

Basta che

de-

e la medaglia di Ronchi. Rice-

un patemo elogio, una congrua mandi essere inscritto

con onore nell'As-

sociazione dei Disertori amnistiati che tra le pi floride

e pi remunerative del Regno.

quelli

che osano

restare

con

me

io

non posso

promettere se non quel pane motoso e verminoso che gi


fu masticato:
gloria.

il

pane della pena e

il

companatico della

'115

Avremo la gloria di softcre insieme per T Italia bella


Dopo aver tanto sofferto, vogliamo soffrire ancora.
Per quindici mesi, mal
guardati

calzati,

mal

nutriti,

come gente

peggio

vestiti,

come gente

infetta,

chiusa

un lazzaretto a scontare una quarantena senza termine,

in

noi

abbiamo

sofferto cantando.

Ora dobbiamo

soffrire in silenzio.

Viminale ha dichiarata

L'Italia del Quirinale e del


la guerra alj' Italia del

Piave e del Grappa.

ordinato per regio decreto

come

Il

fratricidio

l'indulto ai recidivi

della diserzione.

Con^agni,
i

fratelli

siate pronti;

Luigi Siviero

si

scuno e per dare


sacrifizio,
stra

e guardate bene negli occhi

quando avanzeranno. L'ombra del piccolo fante

che mi

moltiplicher j>er essere a fianco a ciaal

silenzio di ciascuno la sua

peurve quasi divina in quella sera sini-

d'inverno: Morto

s,

vivo no

All'Italia della vittoria strangolata io

che sar raccolta:

rola d'ordine
II

mando

la

pa-

Insorgere risorgere .

per

gli

strangolatori.

noi basta, a noi pochi, a noi Legione della

stanza, aver salvato


diritte

((

capestro della vittoria s' convertito in regio col-

lare onorario

voce di

il

Co-

confine giulio con le nostre azioni

opposte alle negoziazioni oblique.

non c'importa della gratitudine, neppure

di quella

postuma.
Insorgere risorgere.

Abbattuti,

gli insorti

risorgeranno,

non coronati se non

del povero lauro di Fiume.

22

ecttrbre

1920,
IL

COMANDANTE

Gabriele D'Annunzio

Appello
Appello

inviato

'*

ai

Regolari

24 dicembre da D'Annunzio

il

,,.

alle

truppe regolari del blocco:

Nella
ci

sono

italiana

storia

Vespri

degli
ci

siciliani,

eccidii

e delle vendette

sono le Pasque veronesi.

Italiani stanchi di patire e di servire si


tro

stranieri

gli

oppressori e

li

sollevavamo con-

cacciavano dalla cerchia

delle citt invase.


'

Ingannati dai vostri

Capi che obbediscono

negatore della guerra e della vittoria,


alla storia atroce d'Italia

sangue,

Le

Natale fiumano,

il

al sinistro

volete
il

dare

Natale di

Natale d'infamia.

il

vostre madri al focolare deserto ricevono in cuore

la luce del

Dio che

rinasce per ricondurre nel

verso l'amore la verit e


siete

voi

per compiere

una

toriate

citt

se

fratricidio.

il

Non

Non

mondo

per-

sanno che voi

sanno che voi mar-

non cdl|>evole se non d'aver sempre

sofferto per l'Italia,


l'Italia,

perdono.

il

se non d'aver sempre creduto nel-

non d'essere sempre fedele

cdl'Italia.

Non

sanno che voi la soffocate, che voi l'affamate, che voi


lasciate morire gli infermi negli ospedali,
culle,
le

vecchi su la paglia.

armi contro noi gi

feriti

raccattata la

bambini nelle

sanno che voi puntate

nel Carso o nell'Alpe, contro

sul

Grappa, contro noi che

spada

di

Vittorio

noi gi mutilati sul Piave

abbiamo

Non

Veneto caduta

117

nella

dei porci, contro noi redentori delia vittoria

fotflt

e vendicatori dei morti.

Ma
le

le vostre madri, coraggiose

madri italiane, sapranno domani

a cui vi spinge la perfidia dei

che osano invocare

il

nome

delitto

il

disertori

traditori

dopo aver

Patria

tutte

abominevole

e dei

ancra grondante

questa Patria

profanato di

e generose come

di

tutto

sudore

e di sangue.

che penseranno di voi

che diranno

di voi ?

Ricordatevi di quella che vide tornare dal buio di

Caporetto
bile,

il

da prima non riconosci-

figliuolo stravolto,

Che

e grid:

accaduto?)).

Ricordatevi di quella che, davanti all'apparizione del


fuggiasco
il

fangoso,

mio

figliuolo

balbettava

sbigottita

((

Sei tu

sei

))

Ricordatevi di quella che guat lo sciagurato e grid


dalle viscere

Come

a Io

non t'ho

fatto

)>

potrebbe ciascuno di voi toccare

dre con le mani macchiate di eccidio fraterno

trebbe guardarla negli occhi con


visto cadere
talia

il

gli

sua ma-

la
?

come po-

ochi che avessero

fratello abbattuto dal fratello su terra d'I-

reo d'aver troppo amato questa terra d'Italia

Certo ella griderebbe,


retto, sbisincandosi tutta:

come

((Sei tu

al
il

vigliacco di
figliuolo

mio>

CapoIo

non

t'ho fatto. .
Il

Dio

Dio d'amore e di giustizia e di


il Dio dei nostri prespi infantili
pi affettuosi ricordi, il Dio vivo e vero vi

rinato,

il

libert e di speranza,

e dei nostri

disuggelli le plpebre, vi tragga dall'accecamento, v'illu-

mini e

vi guidi.

Cos protegga

noi.

cosi

attesti

ia

purit

dei

nostri

118

cuori e dimostri

demenza
le

armi

la

nostra immunit d'ogni colpa,

se

la

di chi v'inganna ci costringa a respingere con

tentativo nefando.

il

Fratelli

tristi,

nostro augurio e

accogliete

il

nostro seduto, accogliete

il

nostro vto.

il

Dio rinato dentro la nuda caverna di Galilea ebbe


nome Emanuele nel coro notturno degli Angeli.
Emanuele significa nel linguaggio d'Oriente Colui
Il

che

il

pi forte

chi

pili forte

il

se

non l'amore

Sia pi forte di voi, sia pi forte di noi, sia pi


forte d'ogni perdizione vostra e nostra.

E,

se

necessario

questa parola,

Fiume

ci

d'Italia,

che noi

ci

sacrifichiamo,

dopo

sacrificheremo sorridendo.

nella

Vigilia di Natale del

920.

Gabriele D'Annunzio
MUTILATO

DI

GUERRA

119

La
Exco

d'Annoinzio

giorno 25 dicembre,

il

delia Vigilia di Natale

La

terra di

Fiume

Sul far della sera,

combattimenti

insanguinata di sangue fraterno.


all' improvviso,

numero soverchianti hanno attaccato


ia

dopo

delitto consumato.

Il

da Gabriele

testo dell'aspra protesta elevata

il

protesta.

le

per evitare ogni provocazione

quali

linea

loro

di

avevano

avevano mandato

difesa

truppe regie

Fiume

Legionarii di

ristretto
fratelli

ai

quel saluto cristiano che nella notte di Natale usavano

sccimbiarsi le nostre trincee

Avevamo

e delle vendette

eccidii

sono

detto stamani

le

Nella

sono

ci

Pasque veronesi.

le trincee austriache
((

Vespri

siciliani,

stanchi di patire

Italiani

storia italiana degli

servire si sollevavano contro gli stranieri oppressori e

cacciavano dalla cerchia delle


((

negatore

della

guena e della

alla storia atroce d'Italia

sangue,

il

il

vittoria,

voi

Natale fiumano,

al sinistro

volete
il

dare

Natale di

Natale d'infamia.

Essi hanno dato a

Fiume

Natale funebre. Nella

il

notte trasportiamo su le barelle


morti.

li

citt invase.

Capi che obbediscono

Ingannati dai vostri

ci

e di

nostri

feriti

nostri

Resistiamo disperatamente, uno contro dieci, uno

contro venti.

Nessuno passer,

se

non sopra

nostri corpi.

120

Abbiamo

fatto saltare tutti

ponti dell'Eneo,

mirabile.
dhi le

tutto in piedi.

donne

Passiamo

giovinetti

alle barricate.

vec-

armano.

disonorata per sempre davanti al mondo,

che dall'onta

non alzer una mano

Ecco che giunge


la

Accorre

popolo

la notte santa nell'orrore del fratricidio.

l'Italia,

assai pi

si

il

d un esempio am-

eroico, contro l'orrenda aggressione,

di Caporetto,

l'intimazione brutale della resa con

minaccia del bombardamento

Combatteremo

non lever un grido

tutta la

notte.

domani,

alla

prima

luce del giorno, speriamo di poter guardare in faccia

gli

assassini della citt martire.

Essi avranno
del

tutti la

medesima

faccia schifosa: quella

vecchio boia labbrone che dal Viminale ordina

macello

al

Viva

il

suo ligio manigoldo di Trieste.


la nostra Italia!

Vigilia di Natale,

1920.

Gabriele D'Annunzio

121

Appello
11

ai

28 dicembre

il

Coma-ndante

si

ai legionari.

rivolgeva nuovamente

Legionari i con questo vibrante proclama

Legionari i di terra e di mare.

dopo

mille vdlt nelle nostre radunate,


cie veloci,

canzoni

di

mille volte

dopo

sfida,

nostri giochi di guerra,

nei

abbiamo

luoghi

fra noi

aperti,

nei

scambiato

il

le nostre

dopo

mar-

le nostre

luoghi

chiusi,

grido di pro-

messa e di sacramento.

A
A

chi la vittoria?

noi!

Questa volta ha finalmente


al

risposto

destino la vostra prodezza.

L'abbiamo grande e

Non

il

destino.

abbiamo

la

Pari

vittoria.

intiera.

falsa vittoria di generali vanitosi.

Vittoria vera

di soldati rudi.

Stamani,

all'alba

del

quinto giorno,

Giovanni Ran-

daccio, risanguinando dalle, sue ferite mortali e immortali,

leva dalla sua arca di martire e ritrova la sua voce del

si

Faiti per gridarvi


^

Siete

servi.

tutti eroi,

Un pugno

((

Siete

come

di eroi contro

chi.

chi la vittoria

Agli eroi

'

tutti eroi

quelli dell'altra parte son tutti

un esercito

di servi ubria-

122

Non

facile

schiaccia.

vittoria.

Il

combattiamo

numero soverchia,

numero

il

allo scoperto, seaiza punti d'ap-

poggio, senza opere di difesa, senza rinforzi, senza

con

serve,

con scarse munizioni,

scarsi viveri,

ri-

logori, la-

ceri, scalzi.

Ma

abbiamo

vinto,

ma

vinciamo,

ma

Nessuna violenza, nessuna frode

pre.

ci

vinceremo sem-

pu pi

togliere

questa vittoria fatta di anima, fatta di volont, fatta di


intimo fuoco, fatta di tutte le pi belle e pi profonde
forze

umane.

Dal primo
Il

all'ultimo, siete tutti eroi.

mio Dio,

nostro

il

Per quindici mesi


dato a divorare

il

Dio

sia ringraziato.

avevo

vi

me,

nutrito di

mio cuore doloroso,

vi

avevo

avevo rapito

vi

ogni giorno nella mia stessa aspirazione.

Ecco

voi

mi rendete

il

mio cuore, mi rendete

il

mio

sangue, tingete del vostro sangue la mia aurora.

Mi

sembravate

apparite pi belle

sogno e oltrepassate
Siete

miei

della battaglia

Siete

mie

delle
il

siete carne.

scolpiti nella luce


feriti

di ieri,

creature.

del Veliki,

figliuoli

d'oro,

mio

spirito.

Superate

ora mi
il

mio

mio orgoglio.

ribalzati

gli orli palpitanti di

Non
i

le creature del

miei combattenti
Carso.

del

quella bandiera.

Basta guardare

etema.

dalle pietre

Non

morti di

siete carne.

che esalano dagli

squcirci

ieri,

ri-

Basta guardare
il

giubilo dei

beati.

Non

siete

carne.

Siete una forma del

volere

sovru-

mano, un impeto senza peso, un'offerta senza misura, un

pugno d'incenso
pura.

gettato nella bragia, l'aroma dell'anima

123

una gente umiliata dalla gonfiezza

ta contro a voi

del ventre e dalla mancia sospetta

gente ben nutrita e

ben pagata, che pute anche quando sanguina. Mani che

hanno palpato

la

mercede

Noi raccattiamo

fucile.

Caino maneggiano male

di

il

fucile dei nostri morti scarni,

il

perch ciascuno di noi sa che non v* fucile pi giusto


del fucile d'un morto.

Ma
tato

il

costoro

hanno incrudelito

vino in faccia

ai

feriti,

bulanze, hanno ammazzato


bini

su

hanno

rut-

tirato sopra le

am-

morti,

hanno

vecchi le donne e

bam-

e poi soT^o caduti in ginocchio levando le mani

La

loro vilt

non parlava croato

Balbettavano e tremavano.

Come
lo

li

abbiamo

accdlti ?

ho guardati

li,

in

mia mano fratema su


parole di

tristezza

le

di

Sono ancra capaci

fondo

Non abbiamo

ho posato

occhi,

chine,

ho

di piangere ?
le

loro

ferite

per medi-

trovato se non un marchio.

Non

marchio del servo o del malfattore, sopra la spalla o

il

tra

come

se

carne vile fosse stata rimessa in un'altra matrice e

ri-

ciglio
la

ma

la

parlato

compassione.

Ahim, abbiamo cercato


carle.

agli

loro spalle

ciglio;

stampata a vergogna
In alto la

Fiume

un solo marchio per

fronte,

((

il

in

tutto,

marchio di Caporetto
alto

il

cuore,

o Legionarii

di

L'Italia bastarda conosce e adopera oggi, per

del suo vecchio padrone, ogni pi vile e

immonda

mano
cosa

che ingombri la coscienza della stirpe e dell'uomo.

v' una cosa ch'ella non conosce

e le sta contro:

Teroismo

non misura,

124

L'eroismo

La

solitario di

pochi oggi contro rabiezionc

un regno.

di tutto

storia incide

bronzo romano, o Le-

vostri fatti nel

gionari i.

Tutto

il

popolo

Fiume oggi

di

sotto

segno del-

il

l'Aquila.
martirio contro

Il
il

il

misfatto,

il

sacrifizio contro

nercato.

Tutta ia
che

citt

una grande eroina alzata

sul

suo mare

eroici

ingiusta-

prue d'Italia disonorano.

le

L'onda del Camaro cancella


n>ente

inscritti

su

quelle masse

di

nomi
ferro

senza onore e

senza virt
I

loro

nomi degni sono Caporetto e Lissa

la disfatta

recente e la disfatta antica.

Gloria nelle altezze a voi, o Legionarii


II

nome

di

Fiume

vittoriosa gi inscritto su la

prua

della nave che ci trasporter di l dalla morte.

28

decembre

1920.

IL

COMANDANTE

Gabriele D'Annunzio

}'B

La
Lettera

diretta

D'Annunzio
porre

28 dicembre

ii

Podest e

al

poteri conferitigli

Io venni

colmo di

il

rinuncia.

1920 da Gabriele

popolo di Fiume, per de-

al

19 settembre 1919:

12 settembre 1919, dal cimitero di Ronchi

il

fanti,

con pochi combattenti fedeli

alla vittoria

dei morti, venni contro la barra di Fiume, determinato

ad
di

affrontare le forze dell'Intesa e a<l avversare

Ruppi

la

bana.

senza colpo

Elntrai

la citt.

Le

gli Stati

trattato

Uniti furono abbassate.

ferire.

Liberai

bandiere della Francia, dell'Inghilterra, de-

Fu

la bandiera d'Italia.
la

il

Versailles.

Fu

issata vittoriosamente

riconfermata con voto popolare

dedizione alla Patria.

Dal Consiglio nazionale, rappresentante legittimo del


Popolo, mi furono conferiti
tari.

pieni poteri politici e mili-

Li esercitai per quindici mesi, soffrendo e lottando

senza tregua perch la Patria accettasse l'offerta, rimeritasse la fedelt,

ricompensasse

Per quindici mesi


e

lottarono

rono

a gara.

le perfidie,

Le

patimento.

legionari soffrirono

Resistettero alle

minaccie,' sventa-

sopportarono ogni miseria.

tre nazioni offese dalla

nero in disparte.

il

cittadini

Sola

l'Italia

marcia di Ronchi
si

fece

carnefice

si

ten-

impla-

126

Alia devozione tenace risposa

cabile dalla sua creatura.

con la persecuzione costante.

Quando poteva
teva

salvaidla,

contro di
se

lei.

confortarla,

la trad.

Quel che doveva

di libert

citt

fu

morte na-

pi certo servaggio.

il

in

la

non

Coperse con ima maschera

italiana.

Tuttavia non aveva potuto ottenere

non

le trattative

essere rimorso

non rancore. L'Italia prepar a Rapallo

zionale della

se

Quando po-

ingann.

la

Rapallo condusse

il

conline giulio

e della

grazia della nostra resistenza sagace

nostra volont perpetua di lotta.

il

indubitabile che

Fiume ha dato

alla patria

nemica

confine giulio.

indubitabile che la patria nemica ha tutto disposto

per consegnare Fiume allo

Ci sollevammo contro
e contro

il

l*

tstraniero.

ingratitudine, contro

T inganno

sopruso.

Per quindici mesi

il

Governo

di

Roma

ci

aveva com-

battuto con la fame. Deliber infine di ridurci all'obbe-

dienza con

Fummo

le armi.
stretti

in

una cerchia

di ferro.

Tutte

le forze

cumate della Venezia Giulia furono condotte contro po-

che migliaia di legionarii.

Alla

folle

arroganza degli

assalitori

io

opposi

una

chiara fermezza.

Pi d'una

volta,

per mio solo merito, fu evitato lo

spargimento del sangue fraterno.

Quando

il

territorio

della

Reggenza

fu

invaso,

con

violazione palese del Trattato stesso di Rapallo e con

cruda lesione d'ogni diritto

statuito,

io ordinai

ai

miei

egionarii

ohe non

opponessero, ordinai che indietreg-

si

giassero occupando una linea


I

di vigilanza.

prepotenti furono ammoniti clie non passassero quei

grande sciagura.

limite, se volevano evitare la

L'ammonizione
prepotenti

anclie

ci

larghe

tabelle

all'improvviso.

Ripie-

suolo.

aggredirono

sopra un'estrema linea di

ohe pigliassero la

citt.

combattimento a oltranza.

in

scritta

piantammo nel

alzate su aste che

gammo

fu

per impedire

difesa,

Sperammo ancora

Ma

di

evitare

non potevamo cedere

il

altro

teneno.

La

linea, dalla

Casa degli Emigranti, per

il

passaggio

a livello del Viale d'Italia, per lo sbanamento della via


di Trieste, per la

caserma Diaz, pel Bivio di Valscuri-

gne, per Belvedere, per Cosala, per

Macello, per l'Eneo,

si

chiude

sul

Calvario, per

il

il

Porto Sauro.

Combattemmo come sanno combattere

veterani del

Carso e dell'Alpe, del Grappa e del Piave.

giovanetti

seguirono un tanto esempio. Taluni lo superarono.


I

come quando tentavano

di Caporetto,
al

Per cinque

il

boccone

loro proprii

vittoriosi

sono tra

umana. Saranno conosciuti e saranno

Noi teniamo

E
Lo

furono

prigionieri

morte per dare

la

tolto ai

figli.

giorni le truppe regie furono respinte.

cinque giorni

questi

di sfamare

come quando sfidavano

fratello italiano

storia

Le donne

cittadini furono pari ai egionarii.

eroiche

pi

alti

della

glorificati.

la linea, intatta.

questa linea insuperabile.

confessano quelli che cacciano innanzi

la

loro

gente sciagurata ubriacandola di vino, di guadagno e di

menzogna

28

Essi confessano di non poter abbattere la resistenza


eroica dei legionirii se non distruggendo la citt, se non

Uccidendo
Essi

cittadini inermi.

dichiarano

lasciare uscire

il

voler

di

popolo

distruggere

la

senza

citt

Essi mostrano un loro disegno di operazioni e dicono


((

Noi diroccheremo

le vostre

case a una a una coi nostri

grossi calibri, e vi seppelliremo tutti sotto la rovina, se voi

non costringete

abbiamo

altro

Nella

legionari

mezzo

La

la difesa.

Non

di vincere

ignominie militari non ce n' una

storia delle

pi bassa.

ad abbandonare

che almeno era

ferocia tedesca,

intelli-

gente, superata da questa, che ottusa com' testarda,

tanta ferocia esercitata contro quel miracolo d'a-

more che
I

si

chiama Fiume, contro l'Olocausta

fermi sul suolo che sepj>ero ben difen-

legionarii,

e hanno

dere, hanno la vittoria delle armi

la vittoria dello

spirito.

Io non posso incorre alla citt eroica la rovina e la

morte totale che

il

Roma

Comando

di

mani del Podest e del Popolo

di

Governo

di

il

Trieste le minacciano.
Io rassegno nelle

Fiume

poteri

che mi furono

1919 e quelli che


a

me

il

conferiti

il

12 settembre

9 settembre 1920 furono

conferiti

e al Collegio dei Rettori adunato in governo prov-

visorio.

Io lascio

il

Popolo

di

Fiume

arbitro unico della sua

propria sorte, nella sua piena coscienza e nella sua piena


volont

Noi siamo

fieri

di aver potuto testimoniare coi

sangue

129

ia

nostj^a

devozione a una genie di cos pura tempra

e di cos alta fede.


Io sono oggi,

come

nella notte di Ronchi,

il

Capx)

delle Legioni.

Non

serbo se non

Attendo che

il

il

mio coraggio.

Popolo

di

Fiume mi chieda

di uscire

dalla citt, dove non venni se non per la sua salute.

Ne

uscir, per la sua salute.

gli lascier in

custodia

miei morti,

il

mio dolore

e la mia vittoria.

Gabriele D'Annunzio

I.

E.

TrUo

130

L' invettiva.

Ci sono
sollevarsi

di l dell'Adriatico Italiani che, incapaci di

di

fare

almeno

sentono

giustizia,

ver-

la

gogna?
Secoli di vitr e di grandezza non potrebbero mai
riscattare

26 dicembre,

giornata del

la

nella storia d'I-

talia.

Abbiamo

combattuto

contro

soldati

che

avevcuio

aspetto di mercenari, abbrutiti dal denaro e dal vino. Essi

non tiravano soltanto


donne e

le
stri

feriti,

li

su'

fanciulli.

noi

ma

su

finivano sul terreno.

arrendevano alzando

cittadini ,

no-

avevano paura e

si

mani con Tatto e l'aspetto me-

le

desimo dei pi odiosi Austriaci. Quasi


di

uccidendo

Percotevano e calpestavano

puzzavaro

tutti

ubriachezza e non avevano coscienza della loro ferocia.

Neppur uno ha potuto passare

nostra

la

linea,

se

non prigioniero.
Il

valore dei Legionarii, contro trupj>e continuamente

ha superato quello delle pi belle battaglie

rinfrescate,

carsiche.

Giovanni Remdaccio era con

vato per essi

il

quello che incomincia

Le
con
pre,

navi

((

Siete

tutti

e ha rinno-

eroi

regie hanno voluto gareggiare

la regia polizia.

come

essi

suo ordine del giorno scritto sul Faiti,

l'Esercito.

La Marina

Ho

d'ignominia

s' disonorata

veduto marinai

per sem-

nostri strapparsi

131

dal petto le diecorazioni e dal braccio

egni del grado,

nella furia del dolore.

La nave
none su

((

Andrea Doria

le vie della citt,

ha sparato colpi di can-

senza intimazione. S* acco-

Porto Suro, ha minacciato

stata al

Esper

pediniere

paggio

({

alla

e,

piccolo cacciator-

il

nobile

risposta

direqui-

venuto per morire e non per uccidere , ha col-

provocando l'incendio e insanguinando

pito la prua,

il

ponte.

Assistevano dalle
vile;

mentre

e,

agitavano

il

tricolore

il

finetre

le

donne fiumane alPatto

sangue correva e

case della riva, in un attimo,

fuoco scoppiava,

il

sdegno.

e gridavano di

Tutte

le

sono coperte di bandiere

si

commosse, mentre la grande corazzata

allontanava, fiera

si

d*aver compiuto tanta prodezza.


In tardo soccorso delle truppe irrimediabilmente sconfitte,

navi hanno

le

eseguiti

danneggiando

posizioni,

case

tiri

d'infilata

uccidendo

sulle

nostre

gente

del

popolo.

T ((Andrea Doria, per colmo d'eroismo, ha

Infine
di

tentato

Roma.
Le

eseguire

finestre

sopra

di

me

l'ordine

da

ricevuto

delle mie stanze nel Palazzo erano ben

conosciute, anche perch a una di quelle ero rimasto lun-

gamente
Il

aveva

in osservazione,

glorioso

poche ore prima.

cannoniere

veduto nuovamente

osservare

la

nave.

tavola per lavorare

s'era

apparire

Incurante
coi

miei

Mi

messo all'agguato.
a

quella

finestra

m'era seduto davanti

alla

quando una

gra-

ufficiali,

nata in direzione esatta venuta a interrompere

Poteva decapitarmi, e risolvere d'un

il

lavoro.

tratto ogni

con-

1^
troversia e liberare d'ogni molestia

Re. Per

sfortuna,

((testa

la

di

buon Governo del

il

ferro

soltanto

stata

incisa.

O
gi

e implacabile.

vigliacchi d'Italia, sono tuttora vivo

E, mentre m'ero preparato


confortato

offerta

e avevo

le

cento e

cento volte nella mia guerra,

Ma

servigio

un popolo che non

non vale

la

pena
si

di

gettarla

cura

di

oggi

mentre

il

suo.

Governo

fa

in

distogliere

neppure per un attimo dalle gozzoviglie natalizie


ingordigia,

di-

armi la mia vita.

sorridendo.
di

sacrifizio

al

mia anima, oggi mi dispongo a

la

fendere con tutte

L'ho

ieri

la sua

con

assassinare

fredda determinazione una gente di sublime virt come


questa che da sedici mesi patisce e lotta
e

non mai

Hanno
scelti.

al

nostro fianco

stanca di patire e di lottare.

coperto l'assassinio
nel

vecchia

tre giorni di silenzio

bene

quarto giorno l'assassinio sar glorificato.


Italia,

tieniti

il

tuo vecchio che

di

te

degno.

Non

siamo d'un'altra patria e crediamo negli

eroi.

Gabriele D'Annunzio

133

Alala funebre.
Legionari, vegliate in armi

La
nel

l'ultima notte

i>er

la

ma

notte fosca;

ciascuno di voi ha la fiamma

pugno.

Su

le

linee

che espugnammo nel tempo della prima

nostri

morti tengono accesi

guerra,

danza, con le loro ossa che non

Cos stanotte

nostri morti

si

fuochi di ricor-

consumano.

accendono

fuochi, dalla

Casa degli Emigranti a Cosala, da Valscurigne


cello,

non

su

die abbiamo difesa e abbiamo tenuta.

linea

consumano.

si

una bella notte funebre, o compagni. Laggi, ad

Abbazia, verso
sinio della citt.

fu

sera,

La

compiuto pulitamente

citt assassinata

suo buio inerte, sotto la pioggia molle.


taglia

Ma-

al

dal Belvedere al Calvario, con le loro ossa che

1* assas-

non urla pi, nel

il

buon

sicario

sua grossa cena col suo coltello di sgozzatore.

ila

Abbiamo

la pace.

Sapete come
Bisogna

risalire

ai

tempo

dell* invasione

alemanna

nel Belgio, nella Fiandra gallica, nell'Isola di Francia;

bisogna

risalire

Friuli e nel

al

tempo dell'invasione

Veneto, per

ritrovare

un episodio

austriaca
sinistro

nel

come

quello che s' svolto oggi, in Abbazia, tra un Generale


italiano e

Voi

due Mssi del Comune

libero.

sapete che un ordine d operazioni,

venuto

in

134

mano, assicurava all'accozzaglia delle truppe regie

nostra

e dei regi sbirri la scorpacciata della vigilia di Natale in

Fiume

esultante.

10 so con qual vigore poco

pii

duemila Legionari

di

scalzi respinsero quella stupida ingordigia

fin

dal primo

nuovi lanzichenecchi ogni speranza di

scontro tolsero ai
vittoria,
11

fatto militare questo.

occupare

Oggi, 31

la citt.

24

Il

le

a imprimere nella nostra linea la

Noi siamo dunque


Il

truppe regie dovevano

pii

lieve inflessione.

vittoriosi.

Capo non ha

furore del

le

truppe regie non son riuscite

potuto sfogarsi se non con

la vigliaccheria tonante delle navi e delle batterie di terra

puntate contro la
la

citt,

povera carne della


Il

vinto di

Fiume

contro le case della citt, contro

citt.

il

millantatore di Vittorio Veneto,

perch noi desistiamo dal combattere, minaccia di distruggere la cerchia di San Vito con un bombardamento continuato, quartiere per quartire.

ai

Mssi del Comune pone

sotto gli occhi

il

pulito

disegno di tanta gesta!

Imagino che
biano mozzato

tra

due buoni popolani

di parte franca ab-

denti l'interiezione plebea che meritava

quella vanitosa ferocia di saccomanno gallonato.

Bisognava porre

ai

quattro angoli della carta quattro

bombe manesche, prima di ragionare.


Invece essi hanno dovuto lasciarsi mettere

il

coltello

alla gola, e lasciarselo passare e ripassare.

A ogni
mente:

Ma

segno di protesta
io

do Tordine

il

negoziatore diceva fredda-

di sparare.

n<m voleva che questo fosse

registrato nel docu-

136

liento

infame.

Aveva paura

della verit. Tentava di sfug-

gire alla verit.

E, come cadeva

nave esecutrice

finestra la
la

ansante tra

citt

appariva pel vano della

la sera lgubre,

il

in rotta coi suoi

cannoni verso

freddo e la fame, verso

carne

la

palpitante delle madri in attesa del primo colpo.

Tutti

gli

effetti

del tirannico terrore erano

stati

pre-

meditati e preparati con arte grossa da colui che passer


nella storia della ferocia sgrammaticata sotto
di

Chiunque
I

il

due Mssi hanno firmato

sigillato

il

di Vittorio

la

foglio col sigillo di

Emanuele

Noi abbiamo

il

nomig^nolo

quale , o miei allegri compagni.^

pace di Abbazia, e hanno

Maria Teresa e col

sigillo

in cera rossa.

sigillato la nostra

fede col miglior sangue.

E
E

soltanto questo memorabile.

compagni, abbiamo offerto ogni pi

questo soltanto vale.

alla citt

grfto

sacrifizio

che amiamo e serviamo.

Questo

il

supremo

sacrifizio

che

le offre

il

nostro

coraggio.

Fra poco quest'anno di dolore e di orrore precipita.


Fra poco

il

nuovo anno incomincia.

gi nostro.

Gi

ci appartiene.

Sar

il

nostro anno

mirabile.

Gettiamo stanotte un alala funebre su

la citt

assas-

sinata.

poi restiamo in silenzio, e teniamo gli ocelli

fissi

nel buio.

C' qualcuno

di voi,

medaglia coniata dal

o miei Arditi, che abbia quella

XXX

Reparto di Assaltatori dopo

136

Fontariasecca,

dopo

dopo

Solarolo,

il

Una
scoperti

testa di
il

il

Monte d'Avien, dopo

dopo

il

la

Spinoncia.

Grappa, dopo Vittorio Veneto)

morto coronata di lauro serra

pugnale nudo e guarda

fsso

fra

denti

dalle profonde

occhiaie verso l'ignoto.


Stanotte

fanno

A
A

il

morti e

medesimo

vivi

hanno

il

medesimo aspetto

gesto.

chi l'ignoto?

noi!

3/ decembre 1920.

IL

COMANDANTE

Gabriele D'Annunzio

li7

Commiato

fra le tombe.

nei camposanto di Fiume, Ja volont di ascen-

Ieri,

dere, che travaglia ogni gesta di uomini, tocc l'ultima

Parve

altezza.

Ma

la nostra pi alta ora nel cielo dell'anima.

ne avremo

Da

forse

una pi

consacrati dal popolo tutti


ricevette
al

modo

il

veneto furono fondati


della

dove

nostri segni,

nostro giuramento e ci

sati i vessilli

le

alta.

quella piazza in vista del Camaro, dove furono

don

poj>olo

il

suo amore, dove

il

tre pili della liberc

Buona Causa,

le

is-

Legioni mossevo verso

tombe.

Camminavano

in silenzio.

Le bocche

ancora riarse dal

grido e dall'anelito della battaglia s'erano ammutolite.


la via risonava singolarmente sotto

il

Ma

passo cadenzato. Quel

passo pareva non avere mai avuto tanta potenza. Era

il

passo romano preceduto dalle Aquile su le vie assodate


dai costruttori. Tutta la citt stava in ascolto,
le

donne ansiose pKjnevano l'orecchio contro

udire

il

rombo

Passavano

figli

il

suolo per

Ronchi.

Sapeva ch'era

orme sarebbero

state cancellate.

della marcia di

l'ultima volta, e che quelle

come quando

d'Italia migliori, quelli che

maschio

il

ardire della razza form in un'ora felice, con la sua pi

ricca sostanza, col suo pi netto vigore.

Passava

vinezza latina, sotto l'elmetto di ferro e sotto


rozzo, bella

come

il

il

la gio-

panno

pi bello eroe vergiliano. Passava la

138

forza chiomata su le cui fronti le lunghe ciocche sembrano

vampeggiare come

fuochi d una Pentecoste imminente.

mondo,

In qua! plaga del

vantare un tanto privilegio

pu

rieri si

dire,

come

Anche

Quale

pu

stirpa

di questi miei guer-

degli imberbi combattenti nel Sol-

che Tantica elezione

stizio,

vivono oggi

sotto qual cielo,

umane comparabili a queste

strutture

sangue

fatta carne: gentil

latino .

Ma
severit

come

ieri

pareva riscolpisse

loro volti quella pensosa

che l'onda continua delle canzoni vela o cancella

fa delle statue

della giovinezza

sommerse T acqua

corrente.

cantori

andavano verso un mistero di giovinezza

che somigliava a un trapasso oscuro e somigliava a una


assunzione radiosa.

Tacevano. L'inno

di

Goffredo Mameli

essi

cantato l'ultima volta, su la linea del fuoco,

contro ai
rato,

fratelli

l'avevano

andando

in-

nemici. Goffredo non era con loro dispe-

e non era rimorto coi loro morti

e non giaceva

anch'egli chiuso fra quattro assi, accanto alle altre salme,


col suo inno senza voce, ricoperto

Tacevano.

si

da una

catasta di lauri ?

vedeva come anche per

essi

il

silenzio

fosse l'elemento del rilievo e dell'espressione. Si pensava

che,

un tempo

in

indistinto,

avessero potuto respirare

l'eroismo nella volta della Sistina e dominare

da quella

profondit la colpa, la vergogna, la sventura, la paura, la


morte.

S'erano compiuti per


di

me

me

s'erano perfetti

j>er

cimore

Volevcino inebriarmi e straziarmi alla vigilia del

commiato

>

Volevano dimostrarmi che erano veramente

creature diella

mia aspirazione furibonda e del mio

le

fato

I3y

ciudeie

Sapevano che

me

di una bellezza i

Quante

io

conducevo verso

li

la

ommit

stesso ignota ?

volte, nelle piazze, nelle corti, nei crocicchi,

nei prati, su per le colline, lungo le rive, dalla ringhiera,

quante volte avevo detto a questi poeti inconsapevoli


parole della

ebra poesia

pii

le

Chi mai potr imitare l'accento delle nostre canzoni


e la cadenza dei nostri passi

rono come noi verso l'avvenire


tudine grigia

Quali combattenti marcia>

Non eravamo

eravamo un giovine dio che ha

tena foggiata col

eno

delle cose avverse e

contro a se stesso avendo l'erba e la

una moltirotto la ca-

cammina

mota appiccicata

in-

alle

calcagna nude.

Comprendevano. Dischiudevano
gonfiava

il

dessi loro

da mangiare

senza costanza

E
tutto

mi pareva

maggior luce.
il

il

la

le

labbra perch

si

melodia. Credevano ch'io

miele del mattino:

miele

tutto quello

Portavo

Bevevano

cuore.

che avevo detto non era pi niente.

cancellato,

Non

silenzio

come

Ieri

la luce coperta dalla

potevo parlare, non sapevo parlare.

come

si

porta la rivelazione.

Ma

quel

passo cadenzato su per l'erta misurava quel silenzio con

una potenza musicale che io non misi mai

in alcuna

ode

del tempo vano.

Avevo sopra la
Non pu esser
tre volte sotto

il

spalla la

mia croce

vero che la pura Vittima

peso.

Ma

deve aver

sentito

il

sia

caduta

legno pe-

noso alleggerirsi come pi s'avvicinava alla vetta. Su

la

patibolo non era se non una forma di luce ineffa-

vetta

il

bile.

La

spalla

non s'inchinava pi,

vava pi, ne pi

le

ginocchia

si

la

schiena non

piegavano.

si

cur-

140

11

cimitero di

Fiume pare foggiato dai dmoni


un sepolcreto di

ranei del Carso per contenere

otter=

santi e di

L'imaginazione riempie di grandi arche granitiche

eroi.

quella cerchia di pietre rotte e di cipressi cupi.


Ieri

non guardammo n a destra n a manca, entrando,

avanzando, per non essere offesi dalle tombe meschine dei


picccJi
il

lutti.

sentimento della grandezza trasfigurava

la gente.

II

donne del popolo piangevano come

Noi respiravamo
sete del Carso,
i

luogo e

il

Le

dolore aveva un respiro smisurato.

pK>vere

le sublimi Mcirie.

raridit del Carso, e risoffrivamo la

come

Dbeli o a Boscomalo. Per noi

al

quattordicimila morti del carnaio di Ronchi stavano sotto

le lapidi

le forzavano.

Quando l'uomo

Dio

di

sollev

il

calice, tutti

avemmo

desiderio di bere. L'odore del lauro c'inebriava d'eter-

nit.

labaro dei fanti era veramente

il

il

sudario del

perch veramente appariva nel bianco

sacrifizio

effigiata

l'imagine di colui che vi poggi la testa in quell'alba del

Timavo.

E v'erano le

della sanie; perch,

falcone ad Aquileia,

tracce del sangue, e v'erano le tracce

corpo fu traslato da

Mon-

piombo cedendo e fendendo

lasci

quando
il

il

colare quel che di divino la morte aveva disciolto e corrotto.

il

feretro

grande bandiera ricoprire


tare

uomo

quel medesimo

aveva ribenedetto

la

di Dio, che in Aquileia

ora vedeva

ammantato,

medesima

dissoluzione.

da campo era basso, era prossimo a

cerdote coi suoi gesti creava


della preghiera.

ascendere

Prendeva

e le collegava

le

anime e

terra;

ma

il

la

l'al-

sa-

guglie eccelse

le

eli 'aria

la loro volont di

le sollevava

e ne formava la

cattedrale aerea, con l'arte votiva degli artieri senza

nome.

141

Non eravamo

legioni

armate

eravamo

ascendente. Prossimi a piegare sotto

chiammo per meglio sopportare

il

un' armonia

carico, c'inginoc-

tanta bellezza.

Nessuno rimase in piedi; nessuno delle milizie, nes-

suno del popolo.

colui

beato.

E ogni

lacrim.a era Italia

>e

che vers pi lacrime

si

sent

qualcosa di grande nasceva, di l dal presente.

e ogni

ogni foglia di lauro era

stilla

Italia.

di sangue era Italia

nessuno di noi sapeva

che fosse e di dove scendesse quella grazia.

Tale

fu ieri

il

commiato che

Legionari diedero alla

Fiume.

terra di

domani a un

un cuore che
Fiume,

tratto la citt sar

vuota di forza

come

si schianta

1921

gennaio

Gabriele D* Annunzio

Lettera a Pietro
Caro

Belli,

Noi abbiamo
eroi

hanno

Belli.

fatto

currestato

il

il

pi intenso degli

sforzi.

Tremila

Corpo d'Armata condotto dai grandi

Assassini nazionali.

voi che fate

Non
Vi
La

una voce, non un soccorso, non una speranza.

lasciate calcare, e chiacchierate nei caff sospetti.


citt

minacciata di

((

segno di operazioni fu mostrato

distruzione totale
al

Il

di-

Potest con un cinismo

142

La

incredibile.

citt

non vuoi

perire.

Noi epari&nio

le

nostre sorti dalle sue. Usciremo.

serto

il

caso di dire che traverseremo

del

))

melodramma.

lo sbirro trionfa.

nostri

La Venezia

il

popoloso de-

compagni sono

assent,

Giulia ricaduta nelle sozze

branche austriache.

Quanta luce su
pugnali

Abbiamo

le nostre fronti

e sul taglio dei

nostri

piet di voi.

siamo un blocco di orgoglio incandescente.

Fiume,

29

dicembre 920.

Gabriele D'Annunzio

143

Lettera ai Canottieri niene.

Cari compagni,

Piero Caccialupi
saluto di dolore

vi

porta

e di onore.

mio

il

Il

azzurro l'ho raccolto io stesso tra

stanza colpita dalla fraterna granata.

cfJcinacci della

L*ho

me. Sento l'odore del Tevere e vedo


vere.

Qui

fu consumato

il

saluto fiumano un

vostro guidone giallo ed

il

mia

qui accanto a

colore del

Te-

pi atroce delitto della nostra

storia

che pur tanto sanguina. Resta una sola cosa

tanto:

il

in-

coraggio. Questo vi conforti e vi rassicuri. Pen-

sate al vostro

compagno

lontano.

Gabriele

144

Ai Granatieri

Miei

cari

di Ronchi.

compagni,

Nessun commiato pi

straziante di

quello che noi

siamo per darci.

Ho

sopportato in questi giorni le ore pi penose, e mi

pare di non poter sopportare questa.

La

notte di

Ronchi mi toma nelFanima con

tutte le

sue stelle che bruciano.

Se
non

potessi venire

a mensa con voi per

la

ukima

volta,

sapore della mia tristezza.

sentirei se non il
Sono malato. Resto

nella

mia

solitudine,

ma

accanto

al vostro cuore.

Vi vedr domani.

non

vi dir

addio.

Siete i miei compagni d'anima e d*armi. Siete la mia


giovinezza e siete il mio coraggio. Vi porto in me. Vi
avr con me, sempre, nel punto di partire verso qualunque
altra

impresa, nel punto di compiere qualunque altra azione.

Il

vostro

Gabriele D'Annunzio
Fiume,

gennaio

92

45

Il

Sindaco

al popolo.

Fiumani,
per la seconda volta

il

governo del

Re

ricorre al blocco

per piegare la Vostra volont indomita, per imporVi un


patto che

Voi non

avete accettato e raduna armati e mac-

chine di guerra sui confini in cui la Vittoria, rinnegata da


quegli stessi che l'hanno tenacemente velluta,
L'Italia ufficiale che

chiede

nome

la resa in

dell'onore cui ha rinunziato e

offre quello stato indipendente

croata e amministrato da una

che Voi, senza

rifugiata.

a Rapallo

disonorata

si

si

strozzato da

Vi
Vi

una cerchia

Commissione internazionale

sacrificarvi per

due anni, avreste potuto

accettare dal presidente Wilson.

Fiumani,
io respingo per
atto
a

assumo

Voi

l'offerta

ignominiosa e del mio

la responsabilit davanti

a Dio, alla Storia,

Voi.

Fiume che ha

giurato Italia

o morte

deve

resistere

a tutta oltranza

Purch Voi

lo vogliate, l'iniquit del

governo del

Re

non prevarr,
Fiimie, che ha fatto
l

E. TobJIo

!0

<li

se stessa

dono stupendo

alla

140

Patria,

vuole, per

pace dei cinquecentomila

,a

morti per la Vittoria,

che

la

italiani

guerra non sia stata vinta

invano.

Sembra oggi die


dello

Stelvio,

abbia

tinto di

alle

il

sangue versato dai picchi algenti

quote sitibonde di Monfalcone, non

porpora tutto intero

proteso verso oriente, un

il

manto regale

d'Italia:

lembo biancheggia ancora come

un segnale di resa.

Se

necessario.

Fiume

lo far rosso del suo sangue,

perch ogni traccia di vita ne

Viva
Fiume,

l'Italia

22

sia tolta.

dicembre 1920.

IL

PODEST

Riccardo Gigante

NOVE BOLLETTINI DI GUERRA


DELLA REGGENZA DEL CARNARO
1

REGGENZA ITALIANA DEL CARNARO


Comando

dell' Elsercito liberatore

BOLLETTINO

N.

1.

Fiume,

Stamana

23

dicembre 1920.

all'alba, per ragioni strettamente tattiche, le

truppe della linea di vigilanza nei settori


difesa hanno occupato posizioni pi salde.
si

II
Il

III

deila

movimento

compiuto nel massimo ordine, conformemente alle di-

sposizioni impartite e sfuggendo all'osservazione delle forze

avversarie antistanti. Nelle ventiquattr'ore non

si

verifi-

cato alcun atto di ostilit sull'intero fronte.

L'ISPETTORE DELL'ESERCITO

Paolo Vagliasindi

REGGENZA ITALIANA DEL CARNARO


Comando

dell' Esercito liberatore

BOLLETTINO

N.

2.

Fiume,

Oggi,
n

alle ore

24

dicembre 1920.

17, fanterie e forze di polizia italiane

numero soverchiante hanno attaccato

di sorpresa e senza

150

preparazione di artiglieria la nostra linea di vigilanza nei


settori III e

Scurigna

al

IV

della difesa su tutto

mare. L'ala destra e

il

il

cato hanno resistito saldamente all'urto avversario.

estrema ala sinistra invece,


grossi reparti avversari

in azione,

sono prodotte

Le

riserve

di

Alli

infiltrazioni di

che avanzavano lungo

roviaria Mattuglie-Fiume.

prontamente

si

Val

fronte dalla

centro del fronte attac-

la

Imea

settore,

fer-

entrate

hanno contrattaccato vigorosamente,

arrestando e respingendo l'attacco avversario all'altezza del

Faro. Si potuto cos ristabilire rapidamente

mento
ore 21

tra l'ala sinistra

il

l'attacco avversario

Conformemente

il

collega-

centro del fronte attaccato. Alle

agli ordini,

intercimente

paralizzato.

l'intera linea di

vigilanza

era

stata ripiegata sulla linea di resistenza senza molestia ai-

cuna da parte dell'avversario.


In confronto della durata e dell'accanimento della lotta
le

nostre perdite

non sono

gravi,

e certamente di gran

lunga inferiori a quelle subite dall'avversario.

Abbiamo

numero non ancora

precisato.

catturato prigionieri

Dopo

il

le ore 21,

cui

scontri di pattuglie e piccole azioni

di elementi avanzati.

Nella notte, avendo visto delinearsi preparativi di


tacco dalla parte di Sussak, abbiamo fatto saltare

at-

ponti

sull'Eneo.

L'ISPETTORE DELL'ESERCITO

Paolo Vagliasindi

151

A
di

questo secondo Bollettino,

Fiume faceva
(Ufficiale).

linee tra la

seguire

il

Comando

della difesa

seguente Comunicato

il

ufficiale

L'attacco di oggi alle 17 alle nostre

Val Scurigne

il

mare non era

stato

preceduto

da alcuna intimazione da parte dei comandi e delle truppe


italiane di blocco.

Cos che

nostri piccoli posti all'ala

sono

sinistra della linea di vigilanza

stati sorpresi

dall'im-

dalle dense ondate

provviso attacco e quasi

tutti sopraffatti

d'assalto avversarie.

pronto intervento delle riserve di

settore, fra le quali

Il

sono

si

distinti reparti di

truppe e di

volontari fiumani, riuscito a neutralizzare gli effetti ^della


sorpresa.

Nelle azioni di resistenza, di contrattacco e di consolidamento della nuova linea

il

contegno delle truppe e dei

volontari stato brillantissimo: l'imipari lotta stata so-

stenuta dai nostri con

un ardire ed una tenacia degni delle

tradizioni gloriose di questa parte eletta dell'esercito che


si

batt per trenta mesi dallo Stelvio a

Piave

vinsie

e a Vittorio

possenti eserciti, del

Non

Monf alcone

e sul

Veneto sbaragli uno dei pi

mondo.

minore elogio

si

deve

fare dell'abnegazione se-

rena e dello spirito di sacrifcio delle truppe e dei volontari


,

fiumani e della magnifica popolazione civile della Citt


martire.

Malgrado

combattimento

il

frastuono e

fratricida,

il

profondo cordoglio del

malgrado l'infernale fracasso e

danni materiali del brillamento dei ponti, non


in citt

si

avuto

alcun segno di pnico, alcun atto di debolezza

neppure da parte delle donne e dei bimbi

152

Nostri ufficiali e soldati, catturati ai primo attacco e


sfuggiti poi alla cattura,

hanno

dicliiaraio di aver subito

vessazioni e maltrattamenti inqualificabili da parte degli

Questo contegno bestiale e contrario ad ogni

avversari.

norma

corretta

di guerra tra popoli civili

si

spiega soltanto

collo stato di ebrezza nel quale le truppe avversarie d'at-

tacco erano state artatamente messe dai loro superiori.

Nu-

merosi prigionieri da noi catturati sono tuttora in istato


di ubriachezza.

Poco dopo
che era

19 un sottotenente dei bersaglieri,

le ore

stato catturato

da un

riparto alpino sulla strada

di Cantrida, stato rilasciato libero sulla parola con incarico,

da parte del comandante del riparto alpino,

a dire al

Comandante d'Annunzio che

se egli

di venir

non avesse

cessato la resistenza, gli attaccanti avrebbero impiegato le


artiglierie.

Comandante ha rimandato

Il

questa risposta verbale

sempre,

Dica a chi
si

la

l'ufficiale

ha

inviato,

che

il

Comandante, come

riserva piena libert d'azione.

Sbito dopo,

il

Comandante ha

guente messaggio radiotelegrafico al


L'Italia

fatto lanciare

mondo

civile

il

se-

celebra la notte di Natale facendo strage

di soldati italiani in

nunzio saluta

con

Fiume

d'Italia stop

suoi carnefici

Durante e dopo l'azione,

Gabriele d'An-

))

tutti

servizi

hanno funzionato

perfettamente, superando gravi difficolt tecniche.

153

REGGENZA ITALIANA DEL CARNARO


Comando

dell' Esercito liberators

BOLLETTINO

N.

3.

Fiume^

25

dicembre 1920.

Nelle ventiquattr'ore soltanto piccole azioni di pattuglie


e di elementi avanzati. Mitragliatrici avversarie partico-

larmente moleste, piazzate

costone e negli abitati a

sul

nord di E>renova, sono state prontamente controbattute dalle


nostre

artiglierie

e ridotte al

silenzio.

Nelle prime ore

della notte, nostre pattuglie, spintesi molto innanzi fuori


dalle linee nei Settori
il

II

e IH della difesa, hanno trovato

terreno antistante sgombero dall'avversario.

Lento

tiro

di disturbo e di interdizione da parte delle nostre batterie.

Sui fronte a mare e nel


perdite lievissime.

Settore calma assoluta. Nostre

Abbiamo

fatto alcuni prigionieri.

L'ISPETTORE DELL'ESERCITO

Polo Vagliasindi

BOLLETTINO

N.

4.

Fiume, 26 dicembre 1920.

Ad

eccezione dei

soliti

tiri

di disturbo e di interdi-

zione da parte delle nostre batterie, le ultime ore della


notte iul

26 sono

trascorse

calme

54

Neile prime ore del mattino,

hanno preso TofFensiva


della difesa dalla

una

Sciirigna al mare.

IV

le ore. 9,

forze,
il

com-

il

Per

fronte.

intera ora, sostenuto dalle sue artiglierie, l'avversario

ha rinnovato attacchi che sono

Alle ore 10 un nucleo


sferrato

di

Verso

fatto molto intenso su tutto

si

avversarle

fanterie

avendo spinto innanzi ingenti

l'avversario

battimento

Val

le

dei Settori III e

fronte

sul

stati tutti

nettamente respinti

ha

di nostre truppe di riserva

un violento contrattacco a cavaliere della strada

Zamet, catturando un cannone, due autobl indomitramettendo decisamente

gliatrici e

ore IO e mezzo,

Scurigna da

due ore

im attacco

forti

masse

Alle

in fuga gli assalitori.

a cavaliere della Val

sferrato

avverscirie stato respinto

dopo

di duri combattimenti.

Nella mattinata abbiamo fatto


dei quali 3

Dopo due

oltre

200

prigionieri,

e 7 ufficiali inferiori.

ufficiali superiori

ore di sosta, alle 14 e mezzo, le fanterie

avversarie hanno iniziato una serie di nuovi tentativi di


attacco, che
sul

si

sono

fronte dei Settori III e

cavano

di

vigore,

per quasi tutto

protratti

sono

IV. Tali

stati

il

pomeriggio

attacchi, che

man-

facilmente soffocati

tutti

repressi

Sin dal mattino


((

Riboty

ranti,

)) ,

scortate

le

regie

navi

((

Andrea Doria

da una numerosa divisione

hanno incrociato dinanzi

stanza dalle dighe. Alle ore 10

al

di

silu-

porto a brevissima di-

!'((

Andrea Doria

che

batteva bandiera ammiraglia, ha lmciato alcune granate


sul

porto Baross e

sopra una nostra

silurante

che

vi

si

trovava alla fonda. Alle ore 15 e mezzo, la nave stessa

ha

tirato

alcune granate di medio calibro sul Palazzo di

Citt, danneggiando

gli

abitati circostanti e

causando

vit-

155

time nella popolazione civile, Sino alla sera, le siluranti

hanno continuato a lanciare

raffiche di piccoli calibri sul

rovescio delle nostre linee e sulla citt.

Nelle prime ore della notte


delineatosi nel Settore

Le

nostre perdite

II

sul

27 un attacco avversario,

della difesa, stato respinto.

non sono

gravi,

in confronto del-

Alcune per-

rinsistenza e dell'intensit dei combattimenti.


dite nella popolazione civile.

L'ISPETTORE DELL'ESERCITO

Paolo Vagliasindi

BOLLETTINO

N.

5.

Fiume,

27

dicembre

92Q.

Disorganizzate e fiaccate dai duri e insistenti combattimenti di ieri, le fanterie avversarie

hanno tenuto, nelle

ventiquattr'ore, un contegno assolutamente passivo. Piccoli

movimenti di pattuglie, segnalati nel Settore di Piasse


della difesa,

nella mattinata" e

a tarda sera,

prontamente repressi da rapidi ed

efficaci

sono

di fuoco delle nostre batterie di piccolo calibro.

visione navale di blocco ha incrociato dinanzi

senza far fuoco.


aperto
dell'

il

((Adria

l'Ospedale
fra

Da

fuoco sulla
)),

medio

La
al

di-

porto

csJibro hanno

Sono cadute granate

sull'edificio e in prossimit

civile.

ricoverati

terra, batterie di
citt.

stati

concentramenti

sul

palazzo

immediata del-

Si hanno da lamentare alcune vittime

e ndlla popolazione civile.

stanchezza dei lunghi giorni di

lotta, le nostre

Malgrado

la

brave truppe

156

hanno lavorato

ai acremente

a completare

il

rafforzamento

delle linee, aiutate anche nel duro lavoro dal meraviglioso

spontaneo sforzo di cittadini di ogni et e di ogni condizione.


figliuoli

Le donne

fiumane privano s stesse e

propri

del necessario sostentamente per recarlo ai com-

battenti in linea.

L'ISPETTORE DELL'ESERCITO

Paolo Vagliasindi

REGGENZA ITALIANA DEL CARNARO


Comando

dell'

Esercito liberatore

BOLLETTINO

N.

6.

Fiume,

Nelle ultime ore della notte

da J05 hanno eseguito

raffiche di

sulle linee e sulla citt,

polazione civile.

Le

sul

28

dicembre

1920.

28, batterie avversarie

fuoco a granate -shrapnell

causando perdite anche nella po-

ultime ore della notte sono trascorse

calme. Nella mattinata, T avversario ha effettuato qualche


azione di pattuglie disturbata dalle nostre artiglierie. Dietro
le linee si

sono osservati spostamenti di truppe, lavori di

piazzamento e di rafforzamento di batterie.

Un

lento fuoco

di artiglieria di disturbo e di interdizione continuato

ambo

le parti

da

sino alle prime ore del pomeriggio. Dalle

ore 15 sino alla mezzanotte, calma assoluta.

L'ISPETTORE DELL'ESERCITO

Paolo Vaguasind

15Y

COMAND
DELL* ESERCITO LIBERATORE
in Fiu^ne

fiumana

BOLLETTINO

N.

7.

Fiume,

Essendo

dicembre

1920.

in corso trattative tra rappresentanti della

polazione civile non combattente di

comandante

29

la

45/

Fiume e

il

po-

generale

divisione italiana, stata stabilita una

tregua d'armi. Nonostante questa, nella serata e nelle prime

ore della notte sul 30, la grande vicinanza delle vedette

e dei posti avanzati dalle due parti ha provocato qualche


incidente sulle linee con scambio di fuoco di fucileria e
di

qualche cannonata. Perdite lievissimaL'

ISPETTORE DELL' ESERCITO

Paolo Vagliasindi

COMANDO
DELL'ESERCITO LIBERATORE
in

Fiume fiumana

BOLLETTINO

N. 6.

Fiume.

Continuando

le

trattative

tra

la

dicembre

1920.

rappresentanti della po-

polazione civile non combattente di

comandante

30

Fiume e

il

generale

45.* divisione italiana, la tregua d*armi

i58

stata prorogata sino alle ore

stante

questa,

24 del 30 dicembre. Nono

nelle prime ore

del

pomeriggio odierno,

alpini appostati sul costone prospiciente alla

hanno

effettuato

di

raffiche

fucileria

in

nostre linee. Alcuni nostri arditi sono

gravemente

feriti.

nostri

Caserma Diaz

direzione

delle

pi o

meno

stati

non hanno risposto

alla insana

provocazione.

L'ISPETTORE DELL'ESERCITO

Paolo Vagliasindi

COMANDO
DELL' ESERCITO LIBERATORE
in

Fiume fiumana

BOLLETTINO

N.

9.

Fiume, 3/ dicembre 920.

Oggi

alle

presentanti

Fiume e

il

18 stato firmato in Abbazia,

tra

rap-

della popolazione civile non combattente

di

generale comandante la 45.^ divisione italiana,

un accordo che mette

fine alle ostilit.

Si chiude cos un periodo di otto giorni di ostilit fra


le

truppe della difesa di

spedizionario della

ore del

24 dicembre

e le regie truppe del

Corpo

iniziatesi nelle ultime

coli* attacco di sorpresa della nostra

linea di resistenza tra la

prima azione,

Fiume

Venezia Giulia,

Val Scurigna

le infiltrazioni verificatesi

il

mare. In questa

alFala

sinistra del

nostro schieramento furono contenute e respinte dai nostri

5Q

Nella notte seguente,

vioienti contrattacchi.

l'intera linea

di vigilanza delle nostre truppe fu ripiegata sulla linea


di resistenza senza molestia alcuna

Su

da parte dell'avversario

questa linea, nei giorni che seguirono, le nostre va-

lorose truppe resistettero con tenacia mirabile, e passando

frequentemente alla controffesa, contro

ripetuti

ed

osti-

nati attacchi di forze soverchianti e continuamente rinnovantisi,

ciante.
i

sostenute

La

da mezzi

tecnici di superiorit schiac-

24 dicembre, dopo

linea occupata la sera del

felici contrattacchi effettuati dalle nostre sole riserve di

settore, stata

mantenuta integralmente sino ad oggi, ed

ha segnato per l'avversario un termine insuperabile a


i

tutti

suoi sforzi di guerra civilmente guerreggiata.

Soltanto la pressione esercitata sulla citt e la minaccia


della totale distruzione degli abitati e della popolazione
civile

non combattente, che ebbe pure un

inizio di ese-

cuzione, ha potuto costringerci ad abbandonare, per senso

d'umanit, la lotta sostenuta sinora con bravura pari allo


spirito di sacrifcio delle nostre truppe.

Nelle varie azioni

si

sono particolarmente

distinti

per

l'acccinita resistenza ai piij violenti attacchi e per l'energia

mirabile dei contrattacchi effettuati

(Vili, riparto d'assalto), San


battaglione bersaglieri ciclisti,
i

le

battaglioni della Milizia fiumana, la

nezia Giulia,

il

Gruppo Aviatori

del Ridottino Sardo.


fatta
il

buona guardia

XXII

riparto

Legioni Semaglia

Marco e San Michele, V&.'


la Compagnia della Guardia,
Legione della Ve-

gli

elementi staccati

Hanno saldamente

tenute le linee e

al

fronte settentrionale

d'assalto,

la

ed orientale

Legione Randaccio colla

propria sezione di artiglieria, elementi del battaglione alpini

Morbegno,

la

Compagnia da sbarco

della marina e

ffiO

le

guardie di finanza, ia Legione di Ronchi,

militari

dd

Quartier Generale e io squadrone di Piemonte Reale.

Hanno
vura

reso ottimi servigi, assolvendo con grande bra-

proprio compito, la

il

1*

2^ squadriglia auto-

la

blindo.

Magnifiche per abnegazione, costanza e perizia tecnica furono: la 10* e la 8* batteria da campagna, la 7"
batteria

da montagna,

batteria

la 157^ batteria

da 105 e da montagna,

le

O. P.

C,

sezioni

staccate

la 115*

da

montagna.

Non
riparti

minore elogio merita

l'attivit

e la perizia dei

del genio; parecchi elementi dei quali

si

unirono

quali

T Auto-

volontari alle truppe combattenti in linea.

Tutti

servizi, del resto,

primissimo

parco, disimpegTiarono le loro

mezzi

limitati,

in

utili

difficilissime

tra

e dure mansioni con

condizioni

e con spirito

d'abnegazione altissimo.
Nell'insieme delle operazioni furono catturati circa 300
prigionieri

con

ufficiali

superiori

e inferiori, un cannone

da campagna, 4 autoblindo, numerose


da

mitragliatrici, armi

fanteria, munizioni e materiale vario in quantit con-

siderevoli.
L'

ISPETTORE DELL' ESERCITO

Paolo Vagliasindi

"BANDI.,

PER LA DIFESA

I.

E. ToBieUo

DI

FIUME

La
testa

22 dicembre, subito dopo

sera del

da parte del Rettore

agli esteri

l'invio delia pro-

Corrado Zdii

nerale Caviglia, furono presi dalle autorit fiumane

vedimenii necessari alla difesa della

Un

Corpus separatum

))

in

stato

di

ge-

prov-

citt.

decreto di Gabriele d'Annunzio, che

capitano Host-Venturi l'incarico di porre


((

al
i

il

aMava

al

Territorio del

resistenza,

era

subito

da una serie di bandi emanati dal Rettore della

seguito

difesa Nazionale.

Ecco

il

Decreto del Comandante:

REGGENZA ITALIANA DEL CARNARO


Comacdo

In

nome

del!' Esercito liberatore

del

Popolo Sovrano

di

Fiume,

il

Comandante

Gabriele d'Annunzio

Decreta:
Art.

Il

Cap. Giovanni Host Venturi, Rettore

della difesa Nazionale,

incaricato di prendere tutti

164

provvedimenti necessari a porre la

Fiume

citt

ed

il

tenitorio di

in assetto di resistenza.

Art. 2.

La

Polizia Militsure e la Questura fiumana

dalle dipendenze del Rettore degl'Interni passano alle di-

pendenze

Difesa Nazionale.

dirette del Rettore della

Art. 3.

Questo Decreto entra immediatamente

in

vigore.

Fiume

d'Italia,

22

dicembre 1920.
IL

COMANDANTE

Gabriele D'Annunzio

Assunto

l'incarico affidatogli,

Nazionale emanava

il

Rettore della difesa

seguenti bandi

REGGENZA ITALIANA DEL CARNARO


Il

N.

Rettore della Difesa Nazionale

In virt dei poteri conferitimi dal

Comcindante Gabriele

d'Annunzio con Decreto dd. 22 dicenbre 1920.


Decreto
Art.

]..- Tutti

indistintamente gli

nella Citt e territorio di

stranieri

abitanti

Fiume dovranno consegnare da

oggi agli organi militari appositamente incaricati e muniti


di regolare autorizzazione,

e le tessere del

libretti

pane che venanno

d'approvvigionamento,
ritirate

a domicilio.

165

Art. 2.

Questo Decreto

entra

immediatamente

in

vigore.

Fiume

d'Italia,

22

dicembre

IL

1920.

RETTORE DELLA DIFESA NAZIONALE

Nino Host Venturi

REGGENZA ITALIANA DEL CARNARO


Il

N.

Rettore della Difesa Nazionale

2.

In

virtj

dei poteri conferitimi dal

d'Aainunzio con Decreto dd.

Comandante Gabriele

22 dicembre

1920.

Decreto:
Art.
nella

1.

Citt

regoli are

Tutti, senza eccezione, gli stranieri abitanti

e territorio di

consegna dei

Fiume, che hanno gi

libretti

fatta

d'approvvigionamento e

tes-

sere del pane, dovranno entro giorni 3 dal giorno della

intimazione del bando, lasciare la Citt ed


di

il

Territorio

Fiume.
I

trasgressori dr quest'ordine saranno espulsi colla forza.

Art,
vigore.

2.

Questo Decreto entra immediatamente

Della sua esecuzione sono incaricati

gli

in

organi

della Polizia Militare Fiumana.


Fiume

d'Italia,

22

dicembre 1920,

IL

RETTORE DELLA DIFESA NAZIONALE

Nino Host Venturi

166

La

miiitarizzazione.

REGGENZA ITALIANA DEL CARNARO


Il

N.

Rettore della Difesa Nasionals

3.

In virt dei poteri conferitimi dal

Comandante Gabriele

d'Annunzio con Decreto dd. 22 dicembre

Decreto
Art.

1.

Tutto, senza eccezione,

strativo e gli addetti delle

1920.

il

personale ammini-

aziende o stabilimenti del Co-

mune, e dello Stato viene col giorno d'oggi

militarizzato

e sottost per ogni atto di abbandono del lavoro, di disob-

bedienza e di indisciplina

del Decreto

alle disposizioni

22 dicembre 1920 N. 2 e del Decreto 22 dicembre 1920

N. 4

della

Reggenza dei Carnaro, Comando

dell'esercito

liberatore.

Art. 2.

Questo Decreto entra immediatamente

vigore. Della sua esecuzione incaricato

il

in

Rettore della

Difesa Nazionale.
Fiume

d'Italia,

22

dicembre 1920.

IL

RETTORE DELLA DIFESA NAZIONALE

Nino Host Venturi

167

Per l'ordine interno.

REGGENZA ITALIANA DEL CARNARO


l

N.

Rettore della Difesa NazionaI

4.

In virl dei poteri conferitimi dal

d'Affinunzio con

Decreto
Art.
blici,

Tutti senza eccezione,

I. -

caff,

ristoranti,

bars,

Comandante Gabriele

22 dicembre 1920.

Decreto dd.

locali, esercizi

pasticcerie

ecc.,

pub-

dovranno

chiudere, sino a nuovo ordine, alle ore 22.

Art. 2.

Ai

trasgressori

verr tolta immediatamente

la licenza industriale.

Art. 3.
vigore.

Questo Decreto entra immediatamente

Della sua esecuzione sono incaricati

gli

in

organi

della Polizia Militare.

Fiume

d'Italia,

22

dicembre

IL

1920,

RETTORE DELLA DlFESA*NAZIONALE

Nino Host Venturi

168

REGGENZA ITALIANA DEL CARNARO


il

N.

Rettore della Difesa Nazionale

5.

In virt dei poteri conferitimi dal

Comandante Gabriele

d'Annunzio con Decreto dd. 22 dicembre

Decreto
Art.

Tutti

Fiume devono

gli abitanti

1920.

della Citt e tenitorio di

rincasare prima della ore 23 e non potranno

uscire prima delle ore 5 ant.

Art. 2.

Tutti coloro che non potranno provare la

necessit della trasgressione a quest'ordine verranno deferiti

Corte Marziale.

alla

Art. 3.

Questo Decreto entra immediatamente

in

vigore. Della sua esecuzione sono incaricati gli organi della

Polizia Militare Fiumana.

Art. 4.

Alle persone che hanno occupazioni notturne

sar rilasciato
giorni, dal

Fiume

un permesso speciale della durata

Comando

d'Italia,

22

di

15

della Polizia Militare.

dicembre

IL

1920.

RETTORE DELLA DIFESA NAZIONALE

Nino Host Venturi

169

REGGENZA ITALIANA DEL CARNARO


li

Rettore della Difesa Nazionale

stato affisso agli albi

seguente

il

BANDO
Considerati diversi casi di strozzinaggio e di aumento

abusivo dei prezzi dei generi di prima necessit, aumento

non

giustificato

da veruna ragione plausibile,

dit di lucro di ingordi speculatori

ma

dall'avi-

Visto cKe tale procedere colpisce direttamente la popolazione civile e pregiudica la resistenza intema

Tenuto conto che

nelle attuali condizioni della citt

lo strozzinaggio dei generi di

prima necessit, riveste

gli

estremi di azione diretta contro gli interessi dello Stato


in virt dei

briele

conferitimi dal

poteri

Comandante Ga-

d'Annunzio con Decreto dd. 22 dicem.bre 1920

DIFFIDO
Tutti

commercianti, negozianti ed esercenti in gene-

rale a ripristinare

prezzi di piazza dei generi di prima

necessit in vigore prima della proclamazione del blocco e

ad apporre
nati al

su tutti gli articoli esposti al pubblico

pubblico consumo

Chiunque

o comunque

il

desti-

prezzo di vendita dei medesimi.

occulti, incetti,

si rifiuti

di vendere, distrugga

tolga al libero acquisto o

consumo del pub-

blico articoli e generi di prima necessit, sar deferito alla

Corte marziale.

170

Al

negoziante, commerciante ed esercente che

der colpevole di uno di questi reati, oltre


in

sede giudiziaria, sar

tolta

al

si

ren-

procedimento

definitivamente la licenza

merce

industriale e confiscata tutta la

trovantesi nel

suo

magazzino, ponendola nel contempo a disposizione dell'Ufficio d'approvvigionamento.

La Questura

M.

e la P.

F. sono incaricate della im-

mediata esecuzione.
Fiume,

li

23

dicembre

1920.

RETTORE DELLA DIFESA NAZIONALE

IL

Nino Host Venturi

REGGENZA ITALIANA DEL CARNARO

IL

COMANDANTE

Considerate le supreme esigenze del momento

Decreta

Articolo unico
Il

Tribunale militare di Guerra funziona, da oggi, da

Corte Marziale e sieder in permanenza.

Le

sentenze di

condanna a morte pronunciate sono

inappellabili e diventano

Fiume

d'Italia,

27

immediatamente esecutive.

dicembre

1920.
IL

COMANDANTE

Gabriele D'Annunzio

171

REGGENZA ITALIANA DEL CARNARO


Corte Marziale

D'ordine del Comandante,

con Decreto in data 27

Corte Marziale

la

corr. cos

istituita

formata:

Colonnello Pasini cav. Gaspare, Presidente.

Ten. Col. Rossi cav. Oreste, Vice -Presidente.


Ten. Col. Manes cav. Aristide, Membro

Effettivo.

Maggiore Di Napoli cav. Francesco, Membro


Capitano Nicoly

Ferdinando, Mem^bro

sig.

Capitano Nicolini

Membro

Mario,

sig.

sig.

Capitano Vanni

Emmanuele,

sig.

S. Tenente

sig.

Nave

sig.

Istruttore

Anigo, Avvocato

Capo.

Militare.

Salvatore, Segretario.

Capitano Priolo avv. Antonio, Dif.

Effettivo.

Michele, Giudice Relatore.

Tenente D'Agostino
Tenente Polacco

Effett.

Effettivo.

d'ufficio.

sunnominati n^embri della Corte dovranno trovarsi

tutte le mattine

per

le ore

alla sede del

Tribunale di

Guerra.

Fiume

d'Italia,

28

dicembre 1920.

D'
Il

ORDINE
Presidente

F.to Colonnello PASINI

172

REGGENZA ITALIANA DEL CARNARO


Il

Rettore della Difesa Nazionale

BANDO
Oggi, 28 dicembre,
dalit del

la popolazione, colle stesse

Bando emanato

ieri,

27

generi alimentari, potr uscire dalle ore

steranno aperti

alle

statali,

14.

Re-

negozi di generi alimentari, magazzini di

approvviginimento, pistorie e macellerie. Gii


uffici

mo-

per l'acquisto di

corr.

altri

negozi,

comunali e privati rimarranno chiusi.

In caso di allarme,

cittadini rincaseranno al

primo

segnale di camipana della Torre civica.

IL

RETTORE DELLA DIFESA NAZIONALE


/.fo

Nino Host Venturi

Gii approvvigionamenti.

REGGENZA ITALIANA DEL CARNARO


Il

Rettor della Difesa Nazionale

BANDO
Oggi 29 dicembre

tutti

negozi. Uffici statali e privati

rimarranno aperti dalle ore 7 alle ore

,30.

173

La popolazione

colle stesse modalit del

Bando 27

rente potr far acquisto dei generi alimentari nei

cor-

magaz-

approvvigioncimento.

zini di

Alle ore 12

tutti

indistintamente devono rincasare.

RETTORE DELLA DIFESA NAZIONALE

IL

Nino Host Venturi

REGGENZA ITALIANA DEL CARNARO


Il

Rettore della difesa Nazionale

BANDO
La

popolazione fino a nuovo ordine potr circolare

Sono assolutamente

dalle ore 7 alle ore 21.

assembramenti. Tutti

cittadini

proibiti

gili

dovranno circolare e non

soffermarsi n nelle vie ne nelle piazze. Si proceder all'arresto dei cittadini riuniti in

Le

dovranno rimanere
Tutti gli

altri

numero superiore a

tre.

caff, bars, liquorerie in genere

trattorie, osterie,

cliiuse fino a

nuovo ordine.

negozi e rivendite apriranno alle ore 7

e dovranno chiudere alle ore 18.

L'approvvigionamento

norme del Bando 27


Fiume,

li

3f

effettuer

si

con

le

medesime

corr.

dicembre

1920,

IL

RETTORE DELLA DIFESA NAZIONALE

Nino Host Venturi

174

REGGENZA ITALIANA DEL CARNARO


Comando

Visti
del

dell'Esercito liberatore

Decreti N.

del 21

dicembre 1920; N. 4

22 dicembre 1920 e N. 5 del 22 dicembre 1920.

complemento delle disposizioni emanate:

DECRETA
1

sulla

Resta abrogato

il

Decreto del

detenzione abusiva delle armi,

7 dicembre

delle

920

munizioni e

mezzi e congegni di guerra.


2. Tutti

ghesi,

permessi di porto d'arme

da oggi devono

eventuali permessi speciali provvisori


gersi al Rettorato della

3.

Le pene

rilasciati ai bor-

considerirsi, annullati
tutti

dovranno

e per
rivol-

Difesa Nazionale.

conmiinate dall'art. 2 del D'ecreto n. 5 del

22 dicembre 1920

si

devono intendere

limitate alla figura

di reato specificata nel Decreto stesso. Mentre, se, nelle


riunioni

si

ravviseranno gli estremi di

altri

responsabili saranno soggetti alle particolari

Fiume

d'Italia,

22

reati, allora

pene

sancite.

dicembre 920.

IL

/./o

COMANDANTE

Gabriele D'Annunzio

175

REGGENZA ITALIANA DEL CARNARO


Rettore della Difesa Nazionale

Il

N.

6.

In virt dei poteri ccmferitimi dal

Comandante Gabriele

d'Annunzio con Dtecreto N. 6 dd. 22 dicembre 1920.

comiplemento delie norme di cui l'Art. 2 del mio

D.to N.

2.

Decreto
Alt,

La Sezione

d'approvvigionamento non con-

segner generi alimentali di nessuna specie agli stranieri


detentori dei libretti che non siano impiegati dello Stato e

dei

Comune.
Art. 2.

se stranieri,

Tutti

gli

impiegati delio Stato e del

dovranno presentare

il

Comune,

proprio libretto d'ap-

provvigionamento alla Polizia Militare (Via Zara) per

il

visto.

Art. 3.

Tutti

stranieri

gli

commercianti, negozianti

ed, esercenti in genere, dovranno presentare alla predetta

Polizia

M.

anche una

F. oltre che

distinta

il

sommaria

libretto d'approvvigionamento,
di tutti

generi alimentari che

detengono nell'esercizio o nei magazzini.


Art. 4.
art.

Tutti gli

altri

stranieri

non compresi negli

precedenti dovranno personalmente presentare alla Po-

lizia

Militare

Fiumana

il

libretto

documenti personali di identit.

d'approvvigionamento e

17i

Art. 5

legata la P.
entro

il

Della esecuzione del presente Decreto de-

M.

F. che dovr ultimare ogni operazione

giorno 27 e. mese.

Fiume

d'Italia,

22 dicembre 1920.

IL

RETTORE DELLA DIFESA NAZIONALE

Nino Host Venturi

Pei detentori di armi.

BANDO
1

Tutti gli abitanti

d^Ua

Citt dei sottocomuni do-

vranno presentarsi da oggi fino


al

posto pi vicino della P.

nuncia di
militare

cirmi,

mattina del giorno 9,


la

consegna o de-

sia stato loro

militari nelle loro case

2. Sar rilasciato

il

consegnato o

loro vicinanze.

permesso di porto d'armi (difesa

personale) dalla Questura

dalla P.

M.

F. previa

ri-

assolutamente vietato comperare, detenere

od

chiesta scritta

la

F. per

munizioni, esplosivi ed ogni altro effetto

che detengono o che

abbandonato da

3.

M.

da parte

dell'interessato.

occultare armi di qualsiasi

genere, munizioni, esplosivi,

indumenti ed ogni altro oggetto militare senza autorizzazione a firma del Maggiore Vagliasindi. Oltre che con
la confisca rinfratiore sar punito di multa fino
lire

ed espulso dalla

citt se

10.000

non pertinente a Fiume, e

177

di

anesto o deferimento

Tribunale Militare se perti-

al

nente a Fiume, e la condanna alla reclusione militare fino


a 10 anni
4.

Il

ed

alla

multa fino a 10.000

Comando

guire in qualsiasi

dell^ P.

momento

M.

lire.

F. autorizzato ad ese-

perquisizioni domiciliari allo

scopo di scoprire l'abusiva detenzione di armi o

effetti

militari.

5.

Il

Fiume,

presente bando entra in vigore immediatamente.

gennaio

1921

IL

RETTORE DELLA DIFESA NAZIONALE

Nino Host

I.

E.

TomeUo-

12

Ve;jmturi

INDICE

Prefazione

pag.

pag.

CRONACHE
Tre

giorni di lotta
Le prime operazioni

Le perdite
La Squadra in
La guerriglia

azione

cambio delle truppe

COLLOQUI

DI

Abbazia

Porto Baros

Verso l'accordo
La

L'inizio delle trattative


Il

sorte dei legionari

Caviglia ad Abbazia

11

13

14

...

17

19

...

21

23

26

28

L'accordo

33

>

35

37

S. E.

La

ripresa dei colloqui

Fiume!
I

prigionieri

danni

Contro

dell'
il

" EUpero

Comando

Salvare la citt!.
II

patto di

Abbazia

38

39

>

41

45

9
1

182

Le
Il

dimissioni del

Comandante

" Patto ratificato

La Messa

Cimitero

al

Parla d'Annunzio

Le

La

legioni di

Ronchi

situazione

a Fiume

pag.

48

50

51

52

56

59

60

Caviglia smentito

61

Un

63

L'amnistia fiumana

po' di politica

L'uscita dei legionari


Il

comandante Foschini

IL

DIARIO DI

65

67

pag.

73

UN FIUMANO

Enrico Burich.

Il diario di

NOTE DI CORRADO ZOLI


AL GENERALE CAVIGLIA

LE DUE

"

Prima Nola
I

pag. 105

fuorusciti

109

pag.

113

OTTO PROCLAMI
GABRIELE D'ANNUNZIO

GLI
DI

"Insorgere risorgere,,

Appello

"Regolari,,

116

1 1

125

L' invettiva

Alala funebre

133

La

protesta

Appello

La

ai

legionari

ai

rinuncia

Commiato

fra le

Lettera ai canottieri Aniene

II

granatieri di

Sindaco

al

Ronchi

Popolo

...
...

tombe

Lettera a Pietro Belli

Ai

."

30

137
141

143

144

145

183

NOVE BOLLETTINI DI GUERRA


DELLA REGGENZA DEL CARNARO
I

Bolettino

N.

pag.

'.

BANDI

,.

PER LA DIFESA

II

Comando

Il

Rettore della difesa nazionale

DI

153
153

155

158

pag.

163

N.

164

165

166

........
.

(Bando)

166

169

Corte Marziale

Rettore della difesa nazionale (Bando)

Il

Comando

II

Rettore della difesa nazionale

dell* Esercito

Pei detentori di armi

liberatore

167

...

II

157

Comandante

II

156
157

FIUME

dell'Esercito liberatore

...
...

49

49

70

171

72

72

173

174

175
1

76

University of

Connecticut

Libraries

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