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Storia di Ancona

comportamento alquanto singolare: mai intraprese guerre di sopraazione contro altre citt, contenta del proprio
rapporto con il mare e con l'Oriente; dovette per spesso difendersi da potenze nemiche, cosa che fece sempre
con grande ardore. Una costante della storia di Ancona di
tutti i secoli anzi il ripetersi di dicili assedi dai quali
emerse quasi sempre vittoriosa, dopo lunghi patimenti.
Altra costante della storia di Ancona, che emerge studiando il periodo della colonia greca, del municipio romano
e della repubblica marinara, il rapporto intenso con il
mare, la navigazione e l'Oriente, rapporto che ancor oggi
caratterizza la citt.
Entr a far parte dello Stato Ponticio nel 1532, entro
il quale fu orente sotto papa Clemente VII. Dopo la
Rivoluzione francese diede vita alla Repubblica napoleonica anconitana. Partecip attivamente al Risorgimento
italiano, specie durante i fatti del 1848-1849; nel 1860
entr nel Regno d'Italia e nella compagine del nuovo Stato e rivest nei primi dieci anni di regno un importante
ruolo militare.
Fu nota nei primi anni del Novecento per il suo spirito
ribelle, che la port per due volte ad essere scena di rivolte
poi propagatesi in tutta la nazione: la Settimana rossa e la
rivolta dei Bersaglieri.

Palazzo degli Anziani

Generalmente si considera inizio della millenaria storia


di Ancona la fondazione greca; questo esatto considerando Ancona come citt; prima di essere citt, per, Ancona esisteva come villaggio o come insieme di villaggi;
gli scavi archeologici infatti ci informano dell'esistenza di
tre centri durante l'Et del bronzo[2] e di uno nell'Et del
ferro, quest'ultimo riferibile alla civilt picena.

1 Le origini

Nell'Et del bronzo la zona di Ancona ospit, in periodi diversi, alcuni villaggi: uno nei pressi del Campo della Mostra (Piazza Malatesta), un secondo sul Colle dei
Cappuccini e un terzo sul colle del Montagnolo[4] ; in quest'ultimo sono stati ritrovati reperti ceramici micenei che
testimoniano i precoci contatti tra il territorio anconitano
In seguito fu alleata e poi municipium di Roma, attivo e la Grecia, e una testina votiva frammentaria in terracotporto di comunicazione tra la capitale e l'Oriente. Ebbe ta, che rimanda al culto di Demetra e Kore-Persefone asparticolare importanza sotto l'impero di Traiano.
sai praticato a Siracusa, e indizia un'area templare ancora
Dopo la caduta dell'Impero romano d'Occidente, in se- da individuare sul colle.
guito alla guerra gotico-bizantina, fu una delle pentapoli Nell'Et del ferro, il villaggio del Colle dei Cappuccini
dell'Impero Bizantino.
divenne un centro piceno e si distinse dagli altri della reAncona diviene citt dunque nel 387 a.C., data di fondazione della colonia di Ankn da parte di Greci siracusani
di stirpe dorica. Il centro piceno venne pacicamente assorbito da quello greco. La citt rimase per circa due
secoli una orente colonia greca[3] .

Dopo il Mille la citt entr nel periodo pi splendido


della sua storia, ossia quello in cui fu libero comune e
repubblica marinara. Durante i cinque secoli di indipendenza si distinse dalle altre repubbliche marinare per un

gione per le attivit collegate al mare, come la pesca. La


necropoli si trovava nei pressi dell'attuale rione Cardeto. Armi, ornamenti femminili e attrezzi di lavoro sono
esposti al Museo archeologico nazionale delle Marche.
1

2 LA COLONIA GRECA: ANKN

La moneta greca di Ancona, con il gomito piegato ed Afrodite

2 La colonia greca: Ankn

Colonie greche in Adriatico, in rosso quelle siracusane

noto che n dall'epoca micenea i greci conoscevano


e frequentavano il porto naturale di Ancona, come provano le poche ma signicative testimonianze archeologiche ritrovate sul Montagnolo e l'antico culto dell'eroe
greco Diomede[4] . Gi nel V secolo a.C. i Greci indicavano con il nome di (Ankn, gomito) la citt[5] .
Infatti la citt di Ancona sorge su un promontorio a forma
di gomito piegato, che protegge il porto naturale.
La denitiva grecizzazione del luogo risale al IV secolo
a.C. Fu nel 387 a.C.[6] , infatti, che un gruppo di greci esuli
da Siracusa, esuli dalla tirannide di Dionisio I, sbarcarono ad Ancona[7] e fondarono la citt sul colle Guasco[8] .
Sulla cima del colle, trasformata in acropoli, eressero un
tempio dorico dedicato ad Afrodite, i cui resti sono visibili oggi sotto il Duomo di San Ciriaco[9][10] ; il tempio dest in seguito l'ammirazione dei romani come si
deduce leggendo Catullo[11] e Giovenale[12] . I greci fondatori di Ancona erano della stirpe dei Dori, e da essi
Ancona prese l'appellativo di dorica che ancora oggi la
contraddistingue.
La fondazione di Ancona rientrava nel piano di espansione dell'inuenza siracusana nell'Adriatico, e fu accompagnata dalla nascita di altre colonie greche nella sponda
orientale di questo mare[13] ; insieme ad Ancona i Siracusani avevano fondato pi o meno direttamente le citt di Adria (Adra), Alessio (Lissos), Curzola (Krkyra melaina), Lissa (Issa), Lesina (Dimos) e Cittavecchia
(Pharos).

Una lekythos greca ritrovata ad Ancona ed ora al Metropolitan


Museum di New York

Le monete greche di Ancona[14] recano su un lato il


prolo di Afrodite e sull'altro un braccio piegato con la
mano che stringe un ramoscello, forse di mirto, sacro
a Venere; sotto il braccio la scritta (Ankon) e
sopra due stelle rappresentanti i Dioscuri, protettori dei
naviganti[15] . Questa moneta servita di modello per lo
stemma della provincia di Ancona, nel quale il mirto e le
due stelle sono sostituiti da un ramo di corbezzolo con
due frutti, rappresentante il monte Conero.
La colonia di Ancona non faceva parte della Magna Grecia, in quanto con questo termine i Greci indicavano
esclusivamente la zona grecizzata dell'Italia meridionale (esclusa la Sicilia) e i Romani anche le colonie greche

3
siciliane.
Un'esposizione dei resti archeologici (non completa) della
necropoli sono ammirabili nel museo di storia urbana, sito
in Piazza del Plebiscito e al Museo archeologico nazionale
(sezione ellenistica). Le origini greche di Ancona sono
ricordate nel cartiglio posto sotto lo stemma civico: Ancon
Dorica Civitas Fidei.

za del protomartire infatti che si form la prima comunit


cristiana cittadina. Galla Placidia favor Ancona in vario
modo, ed ebbe un ruolo nel far tornare in citt il corpo
di San Ciriaco, secondo la tradizione vescovo di Ancona,
morto martire in Palestina. Al ritorno del corpo del santo
i cittadini lo elessero proprio patrono.

4 Ancona citt bizantina


3

Il municipio romano

Ancona in una mappa del famoso Kitab- Bahriye.

L'Arco di Traiano di Ancona (115 d.C.)

All'arrivo dei Romani nelle Marche le popolazioni locali


cercarono inizialmente una convivenza pacica. Ancona
attravers un periodo di transizione tra la civilt greca e
quella romana, anche dal punto di vista linguistico. Dal
113 a.C. Ancona pu considerarsi citt romana, pur orgogliosa delle proprie origini greche. I Romani consideravano Ancona l'accesso d'Italia da Oriente[16] e quindi la
sede naturale dei commerci con la Dalmazia, L'Egitto e
l'Asia. Comprendendo l'importanza strategica e commerciale che aveva Ancona, l'imperatore Traiano fortic la
citt e ne ampli il porto. Per ricordare ci il Senato e
il popolo romano dedicarono all'imperatore un arco onorario ancora oggi uno dei simboli della citt, ammirabile
nell'area portuale. Dal porto di Ancona Traiano si imbarc con le sue truppe nel 105 d.C., in procinto di intraprendere la seconda guerra dacica. La scena della partenza scolpita nella pietra della Colonna Traiana, a Roma, e
questa immagine costituisce il primo panorama della citt. In esso si nota il Colle Guasco con il tempio di Venere,
aacciato sul porto; si osserva un tempio sulla riva del
mare, secondo la tradizione dedicato a Diomede; si notano i magazzini portuali, i cantieri navali e naturalmente
l'arco di Traiano, con tre statue sull'attico. interessante
notare che i simboli della citt da quasi duemila anni sono
gli stessi: il tempio, ora cristiano, alto sul colle, l'arco di
Traiano aacciato sul porto.

Alla caduta dell'Impero romano d'Occidente (476) Ancona, come gran parte d'Italia, fu soggetta prima dominio degli Eruli di Odoacre (476-493) e poi dei Goti di
Teodorico (493-553). Con lo scoppio della guerra goticobizantina venne presa dalle truppe dell'Impero romano
d'Oriente e resistette eroicamente a due assedi gotici, nel
538 e nel 551; in quest'ultimo i bizantini riuscirono a distruggere l'intera otta gotica. Dopo la vittoria bizantina fece parte della Pentapoli marittima assieme alle citt
di Senigallia, Fano, Pesaro e Rimini. Dopo un breve periodo sotto il dominio longobardo, nel 774 d.C. la citt
passa, almeno nominalmente, allo Stato della Chiesa. Nel
saccheggio nell'848 d.C. ad opera dei Saraceni l'arco di
Traiano venne spogliato dalle statue e dagli ornamenti.

5 Ancona Repubblica marinara

Con l'istituzione del Sacro Romano Impero la citt fu posta a capo della Marca di Ancona, che dopo aver assorbito le marche di Camerino e di Fermo comprese quasi
tutta l'odierna regione Marche. Il potere imperiale ben
presto si aevol, no a diventare solo formale. Infatti,
a partire dall'anno 1000 la citt inizia un cammino verso
l'indipendenza, favorito dall'aumento del commercio. Alla ne dell'XI secolo Ancona ormai un libero comune
e una delle repubbliche marinare[17] che non compaiono
nello stemma della Marina Militare, come Gaeta, Noli e
Ragusa. Si scontra cos sia con il Sacro Romano ImpeIl Cristianesimo si diuse molto presto, ad opera di na- ro, che tent ripetutamente di ristabilire il suo eettivo
vigatori provenienti dall'Oriente che portarono la notizia potere, sia con Venezia, che non accettava nell'Adriatico
del martirio di Santo Stefano. attorno alla testimonian- una citt marinara che, sia pur in forma ridotta, le face-

Bandiera del libero comune di Ancona, usata ancora oggi.

ANCONA REPUBBLICA MARINARA

Vie commerciali, sedi di consolati e di fondachi anconitani


all'inizio del XVI secolo

Conni e castelli della repubblica di Ancona nel XV secolo


Il Giuramento degli Anconetani di Francesco Podesti, ispirato
ad un episodio durante l'assedio del 1174 da parte di Cristiano
di Magonza

va concorrenza per i traci con l'Oriente. Ancona poteva contare sull'appoggio dell'Impero romano d'Oriente.
Per resistere allo strapotere veneziano era poi preziosa
l'alleanza con la Repubblica di Ragusa, in Dalmazia.
Il territorio della Repubblica anconitana non fu mai
molto esteso, dedicandosi la citt soprattutto ai trafci marittimi; nell'entroterra Ancona si limit sempre
solo a garantirsi lo spazio vitale per la difesa e per
l'approvvigionamento alimentare. A difesa del territorio
(i cui conni erano a nord-ovest il ume Esino, a sudovest il ume Aspio e il Musone, ad est l'Adriatico) gli
anconitani costruirono o presero venti castelli, detti i
Castelli di Ancona.

la preziosa facciata gotica della Loggia dei Mercanti, simbolo


della ricchezza e potenza della Repubblica di Ancona.

La Repubblica marinara di Ancona batteva moneta propria: l'agontano; aveva propri codici di navigazione noti
sotto il nome di Statuti del mare e del Terzenale (arsenale)" e della Dogana"; inviava consoli ed aveva fondachi
e colonie in tutti i porti d'Oriente, da Costantinopoli alla
Siria, dalla Romania all'Egitto. Riusc a resistere ai duri
assedi dell'imperatore Lotario II, nel 1137, e di Federico
Barbarossa nel 1167 e nel 1173; in quest'ultimo si distinguono le gesta di Stamira, l'eroina anconitana, e del
sacerdote Giovanni di Chio.

5
Si riportano alcuni particolari dell'assedio del 1173 perch nei secoli successivi, e specie nel 1800, fu considerato
quasi un paradigma del carattere della citt. Ancona aveva giurato fedelt all'Imperatore bizantino Manuele Comneno; l'imperatore del Sacro Romano Impero, Federico
Barbarossa era in Italia per ristabilire il proprio potere
sui liberi comuni. L'Impero aveva in odio la citt non
solo per le sue pretese di indipendenza, ma anche perch era legata all'Impero d'Oriente. Il Barbarossa quindi
per ristabilire la propria autorit su Ancona, vi invi il
proprio luogotenente, l'arcivescovo Cristiano di Magonza, noto come uomo crudele e dedito alla rapina. Le truppe imperiali avevano preventivamente chiesto ed ottenuto l'alleanza della otta veneziana: Venezia, infatti, ave- Ancona in una mappa di Georg Braun del 1572.
va colto l'occasione per liberarsi di una rivale nei traci
marittimi. L'assedio dur sei lunghi mesi e la citt dovette
fare i conti con la carenza di cibo e con forze nemiche preponderanti. Di questo assedio si ricorda l'eroico gesto di
una donna, la vedova Stamira, che, uscendo arditamente
dalle mura e dando fuoco ad una botte carica di materiale inammabile, riusc a danneggiare un accampamento
nemico. Ci rese possibile, nella confusione in cui si trovarono le truppe imperiali, anche il rifornimento di una
certa quantit di cibo. Stamira pertanto considerata una
delle maggiori gure storiche della citt. Grazie ad una
pericolosa spedizione oltre le le nemiche, gli Anconitani riuscirono a chiedere soccorso agli alleati emiliani
e romagnoli. Con l'arrivo infatti delle truppe della contessa di Bertinoro Aldruda dei Frangipani e del duca di
Ferrara Guglielmo dei Marcheselli, si riusc a rompere
l'assedio e a cacciare la otta veneziana e le truppe imperiali. L'Imperatore di Bisanzio, per ricompensare Ancona della fedelt a lui dimostrata, invi ingenti somme
di denaro e, secondo la tradizione, le don in segno di
riconoscenza la bandiera rossa con una croce d'oro che
ancora oggi il vessillo della citt, a ricordo degli ideali
che ispirarono tali avvenimenti. Il risultato pi importante della vittoria fu il permesso, concesso dall'Imperatore
d'Oriente, di praticare il commercio marittimo in tutti i
suoi porti, con la possibilit anche di costruire fondachi
Statua di Papa Clemente XII in Piazza del Plebiscito (conosciuta
e abitazioni. Come gi in epoca traianea, Ancona si avda tutti come del Papa)
viava nuovamente ad essere per l'Italia una delle porte
d'Oriente.
nota la partecipazione a diverse crociate, tra cui la pri- ca di Ancona nella quale molte citt continuavano tuttama. Nelle lotte fra papi ed imperatori del XIII secolo, via a godere di un regime di indipendenza di fatto, con
Ancona di parte guelfa. Lo stemma del libero comune, ampie libert civiche. Anche Ancona continu a reggersi
un cavaliere armato, rappresentante la virt guerriera e come libero comune, che peraltro non si trasform mai
l'attaccamento alla libert, quello che anche oggi identi- in signoria, data la realt sociale particolare della citt,
ca la citt. Tra i suoi navigatori si deve ricordare Ciriaco stretta intorno alla navigazione e al commercio marittid'Ancona (o Ciriaco Pizzecolli), considerato il precursore mo. Agli inizi del XVI secolo per, a causa della scoperta
dell'America e della caduta di Costantinopoli nelle mao anche il fondatore dell'Archeologia.
ni dei Turchi, il centro dei commerci si era ormai spostato dal Mediterraneo all'Atlantico e per tutte le citt
marinare italiane, compresa Ancona, inizi un periodo di
recessione che raggiunse il suo apice nel XVII secolo.
6 Ancona nello Stato Ponticio
La denitiva integrazione di Ancona nei domini diretti
A partire dal ponticato di Innocenzo III, lo Stato della della chiesa avvenne nel XVI secolo, ad opera di papa
Chiesa inizi una lenta opera di integrazione della mar- Clemente VII, che ord un'astuta manovra. Il pontece

ANCONA NELLO STATO PONTIFICIO

iberici. La citt si avviava a divenire il pi grande scalo


dello Stato Ponticio[18] .

i bastioni della Cittadella di Ancona costruiti dal Sangallo per


volere di Papa Clemente VII.

Tra l'aprile ed il giugno del 1556, accusati del reato di apostasia 26 giudaizzanti portoghesi furono impiccati e bruciati sul rogo nel Campo della Mostra,
l'attuale Piazza Malatesta, dopo un lungo processo avviato dall'Inquisizone romana che aveva visto in prima linea
papa Paolo IV. Di quello che fu senza dubbio l'evento pi
tragico per le comunit ebraiche dell'Italia moderna, non
restano che pochissimi documenti, tra i quali possibile
riportare la testimonianza del cronista Bartolomeo Alfei:
Il papa ne fece abrusiare vintisei de dicti incarcerati et
de li magiori, che mai si volseno convertire n desdirsi in
modo alcuno, asserendosi da quelli de havere a meritare ne l'altra vita per essere constanti et perch morivano
hebrei per la fede loro[18] .
Nel 1569 papa Pio V decreta l'espulsione degli ebrei da
tutte le citt dello Stato Ponticio ad eccezione di Ancona, Roma ed Avignone, le uniche in cui papa Paolo IV
aveva fatto erigere i ghetti nei 1555; le comunit presenti
in quasi tutti i centri della Marca di Ancona si trasferirono
quindi o nel capoluogo o nelle citt del vicino Ducato di
Montefeltro ove, nch visse l'ultimo dei Della Rovere,
gli ebrei ebbero condizioni di vita migliori.
A causa della scoperta dell'America, e della caduta di
Costantinopoli nelle mani dei Turchi, il centro dei commerci si era ormai spostato dal Mediterraneo all'Atlantico
e per tutte le citt marinare italiane, compresa Ancona,
inizi un periodo di recessione che dur per tutto il XVII
secolo. Sul nire del 1690 Ancona fu colpita da un terribile terremoto che caus otto morti e innumerevoli danni
a chiese, palazzi e abitazioni.

Solo con papa Clemente XII l'economia vide una nuova


luce; questo pontece nel 1732 concesse il porto franco e
nanzi l'ampliamento inviando ad Ancona il famoso architetto Luigi Vanvitelli. Questi realizz nella zona Sud
del porto un'isola articiale sulla quale edic un grande
lazzaretto, opera polivalente che ancora oggi caratterizza
Monsignor Gaudenzio Antonini, governatore ponticio di Anco- il porto; inoltre prolung il Molo Nord, sul quale eresse
un arco dedicato a Clemente XII. Ancona, riconoscente,
na nel 1790.
dedic a questo papa una statua, inizialmente destinata
all'attico dell'arco, ma poi collocata in Piazza del Plebifece costruire da Antonio da Sangallo il Giovane la forti- scito, chiamata dagli anconetani semplicemente del pacazione della Cittadella, che con i suoi cinque bastioni pa. Clemente XII evidentemente considerato il papa
esempio di forticazione rinascimentale, con il pretesto, per antonomasia.
rivelatosi falso, di una imminente invasione della citt da
parte dei Turchi; in realt il 19 settembre 1532 Ancona
venne occupata dalle truppe ponticie e dovette rinun- 6.1 La parentesi francese
ciare all'indipendenza; con un colpo di Stato ante litteram
papa Clemente VII la incorpor nei domini dello Stato Il 25 giugno 1796 il popolo, preoccupato dell'imminente
Ponticio, nel quadro di un processo di accentramento arrivo dei francesi, si trovava nel Duomo di San Ciriaco in
amministrativo che coinvolse, alcuni anni pi tardi, altri veglia di preghiera, e attonito vide la venerata immagine
importanti centri fra cui Perugia (1540). Prova della per- del quadro della Madonna aprire gli occhi. L'anno succesdita dell'indipendenza fu il salvacondotto sottoscritto il 21 sivo Napoleone occup la citt e proclam la Repubblica
settembre 1532 dal cardinale Accolti, a tenore del quale Anconitana, che nel 1798 venne annessa alla prima Resi invitavano a stabilirsi ad Ancona, orendo loro garan- pubblica Romana. Nel 1799, dopo sei mesi di assedio
zie e privilegi, mercanti levantini, turchi, greci, ebrei ed austriaco i francesi cedettero. La Francia riconquist la

7.1

L'Assedio del 1849

7.1 L'Assedio del 1849

la bandiera della Repubblica anconitana.

Dopo un passaggio in citt di Giuseppe Garibaldi, nel


1849, al termine della prima guerra d'indipendenza, Ancona si dichiar libera dal dominio papale e appartenente alla (seconda) Repubblica Romana. Papa Pio IX chiese allora l'aiuto degli austriaci, comandati del feldmaresciallo Franz Wimpen, per riprendere il possesso delle sue terre. Inizi cos l'assedio del 1849. Compagna di
Venezia e di Roma, la citt di Ancona resistette eroicamente per settimane (24 maggio-19 giugno) all'assedio
austriaco. Pagine di eroismo vennero scritte da Antonio
Elia, che difendeva la citt da una nave ancorata al porto; perse la vita difendendo la citt il capitano cremasco
Giovanni Gervasoni. Era la prima volta che Ancona era
difesa da uomini provenienti da ogni parte d'Italia, guidate dal colonnello Livio Zambeccari, segno della diusione dello spirito risorgimentale. Un gruppo di giovanissimi
ebbe un ruolo particolarmente importante nella resistenza agli austriaci: era chiamato il Drappello della Morte.
Quando gli austriaci riuscirono ad entrare in citt concessero agli Anconitani l'onore delle armi. Dopo l'Unit
d'Italia, in occasione del cinquantenario, Ancona venne
insignita della medaglia d'oro come Benemerita del Risorgimento nazionale per l'eroismo e l'attaccamento agli
ideali di libert e di indipendenza dimostrati nel 1849.[22]

citt nel 1801, dal 1808 entr nel Regno Italico napoleonico e divenne capoluogo del Dipartimento del Metauro. Dal 1808 al 1815 assunse informalmente al ruolo
di seconda citt del regno, in quanto il vicer Eugenio
di Beauharnais, che fece costruire il Fortino napoleonico nella baia di Portonovo vi soggiornava spesso per curare il suo cospicuo appannaggio (il quale fu mantenuto
dalla Restaurazione)[19] . Da segnalare in questo periodo
la ripresa ad opera dei Corsari anconetani della guerra di
corsa che era stata in auge durante la repubblica marinara
[23]
si evidenzia l'episodio
no all'avvento dello Stato della Chiesa. Torn a far parte Nella tabella seguente
dell'assedio
di
Ancona
nel
quadro
degli avvenimenti
dello Stato Ponticio nel 1815, con la Restaurazione.
del 1848 e 1849; risalta il fatto che nel giugno del '49
solo Ancona, Roma e Venezia resistevano ancora contro
austriaci e francesi.

Ancona nel Risorgimento

Il dominio francese aveva lasciato nella citt le idee rivoluzionarie di libert, e questo permise la diusione della
Carboneria; rimase a lungo nella citt Massimo d'Azeglio.
Ancona partecip ai moti del 1831-33 che vennero repressi con processi e condanne pi o meno gravi. L'8 febbraio 1831 due rivoltosi rimasero uccisi e molti altri feriti, mentre la citt cadde denitivamente in mano agli
austriaci il 29 marzo dello stesso anno[20] . Il 22 febbraio
1832, senza che le truppe ponticie opponessero resistenza, i francesi ripresero il potere ad Ancona per un breve
periodo, no al 1 agosto, quando, dopo trattative diplomatiche, fu riconsegnata al Papa. Ma in quei giorni, il 1
marzo 1832, venne fondata in Piazza del Papa, a Palazzo
Schelini, una congregazione della Giovine Italia che continu a portare avanti l'idea dell'Italia unita. Non mancarono progetti cospirativi contro Gregorio XVI, come nel
caso della setta clandestina organizzata dall'anconetano
Antonio Giannelli e dal nobile montecarottese Lorenzo
Bucci nella primavera del 1846[21] .

L'assedio del 1849 nel contesto della Prima Guerra


d'Indipendenza

7.2 Il decennio di occupazione austriaca


Ancona, tornata nelle mani del Papa, sub un lungo periodo di occupazione militare austriaca e l'applicazione
rigorosa della legge stataria, con gravi condanne anche
per piccoli reati. Il patriota Antonio Elia, con una misera scusa, venne accusato di detenzione di armi e venne
fucilato.
Il 1853 ci furono scarsi raccolti, e l'anno successivo il
colera colp di nuovo la citt. Da segnalare, in questa occasione, il lavoro incessante in aiuto della popolazione
del gonfaloniere Michele Fazioli, successivamente eletto
primo sindaco di Ancona.

Nel 1837 una grave epidemia di colera colp Ancona, Nel 1859 pi di 800 anconetani partirono alla volta del
causando 716 morti tra i circa 25.000 cittadini.
Piemonte per combattere nella seconda guerra di indi-

ANCONA PIAZZAFORTE DEL REGNO

pendenza. Da citare l'eroe Augusto Elia, orfano di Antonio. Dal 1859 fu accanto a Garibaldi su molti fronti,
divenendo per lui come un glio; fu tra i Mille che partirono da Quarto; fu l'eroico protagonista della giornata
di Calatami, nel 1860, durante la quale, dopo aver messo in salvo il glio di Garibaldi, fece scudo col suo corpo all'Eroe dei Due Mondi, salvandogli la vita. Rimasto
gravemente ferito al volto, per molti mesi tra la vita e la
morte e per quasi tre anni senza poter parlare, non ancora ristabilito torner con impeto a far parte del corpo dei
Mille in altre pericolose spedizioni, no all'ottenimento
dell'agognata Unit dell'Italia.

7.3

L'annessione al Regno d'Italia

Le forticazioni di Ancona nell'epoca della piazzaforte del Regno

uno straordinario ampliamento urbanistico (il primo piano di espansione dell'Italia unita): la supercie della citt
raddoppi con la costruzione di nuove mura.
Nel decennio tra il 1860 e il 1870 la citt venne dotata di numerose strutture militari, tra cui si segnalano le
seguenti:
Forte Cardeto, Forte Cappuccini, Forte Altavilla, Forte Umberto (attuale forte Garibaldi), Forte
Scrima, tutti ancora esistenti;
Ancona nel XIX secolo

Le truppe ponticie, scontte dall'esercito sardo a


Casteldardo, si rifugiarono ad Ancona per tentare
l'ultima difesa dei territori pontici: Ancona era ormai
per loro l'ultimo baluardo. Le truppe italiane dei generali
Cialdini e Fanti e le navi dell'ammiraglio Carlo Persano
circondarono subito Ancona da mare e da terra, e iniziarono un assedio lungo e dicile. Solo con lo scoppio
della lanterna, il 28 settembre 1860, le navi della marina
sabauda potettero approdare in porto; il giorno seguente
le truppe dei generali Cialdini e Fanti entrarono vittoriose ad Ancona. Il 3 ottobre 1860 alle 5 del pomeriggio il
re Vittorio Emanuele II arriv in citt per salutare i suoi
nuovi sudditi[24] : le Marche e l'Umbria con la battaglia di
Casteldardo e la presa di Ancona erano ormai italiane, e
il Regno d'Italia era ormai una realt. Il 4-5 novembre dello stesso anno un plebiscito segnava, in modo pressoch
unanime[25] , la volont del popolo di entrare nel Regno
d'Italia, sancita con Regio Decreto del 17 dicembre.

Ancona piazzaforte del regno

Subito Ancona assunse un ruolo militare notevole nella


compagine difensiva del giovane regno: fu una delle cinque piazzeforti di prima classe, insieme a Torino, La Spezia, Taranto e Bologna. Per adeguare le difese della citt al
nuovo rango acquisito, tutte le colline di Ancona, tranne
quella del Duomo, vennero forticate, e venne promosso

batteria del Semaforo, batteria di Santa Teresa,


batteria di San Giuseppe, tutte ancora esistenti,
all'interno del Parco del Cardeto;
Polveriera Casteldardo, Caserma Villarey, Batteria
Savio, panicio militare (quest'ultimo demolito);
nuovi tratti della cinta muraria, dalla Fortezza alla
Lunetta di Santo Stefano, e dalla Lunetta di Santo Stefano a Forte Cardeto; sul primo tratto citato si apr Porta Santo Stefano, sul secondo Porta
Cavour[26] .
Non solo dal punto vista militare, ma anche per quanto riguarda la vita civile, il volto della citt si rinnov completamente, cominciando ad assumere un aspetto moderno, su modello torinese[27] , con l'apertura di un
corso centrale (Corso Garibaldi), l'edicazione di teatri,
la realizzazione di giardini pubblici (Piazza Stamira) e
piazze alberate (Piazza Roma, Piazza Cavour), di parchi (il Pincio), l'inaugurazione dell'acquedotto, del servizio di illuminazione a gas. Inoltre, nello stesso anno
dell'introduzione del cinema in Italia, Ancona inaugur
la sua prima sala (1896). Era anche l'epoca in cui l'Italia
stava realizzando la propria rete ferroviaria, e Ancona ne
divenne subito un nodo importante, con le linee per Bologna, Roma[28] ; venne cos costruita la stazione ferroviaria
centrale (1861). Nacque anche la rete tranviaria, prima
con tram a cavalli (1881) e poi con quelli elettrici (1909).
Nel periodo post-unitario, inoltre, fu l'epoca in cui si forma il sistema museale anconitano: nascono la pinacoteca

9.2

La rivolta dei Bersaglieri

(1884), il museo archeologico (1863) e, pochi anni dopo,


il museo di storia naturale (1864, ora intitolato a Luigi
Paolucci)[29] . Solo con la terza guerra di indipendenza e
l'annessione di Venezia all'Italia, Ancona diminu la sua
importanza militare, ma la normalizzazione si ebbe solo
con la presa di Roma. Nei circa dieci anni di piazzaforte di prima classe, per, Ancona era diventata una citt
moderna, sotto tutti i punti di vista.
Al momento dell'annessione il territorio comunale era di
107,47 km, le frazioni di Paterno e Montesicuro furono aggiunte negli anni successivi, mentre Cassero passer a Camerata Picena. L'8 luglio 1865 scoppi in citt
un'epidemia di colera portata dagli esuli di Alessandria
d'Egitto, e dur no a settembre causando 1500 morti. Il
morbo si ripresent due anni pi tardi, ma questa volta
la citt era preparata e caus solo 35 vittime in tutto il
comune (cinque in citt).
Nell'ambito della terza guerra di indipendenza italiana, il 16 luglio 1866 dal porto di Ancona part il generale Persano al comando delle navi italiane verso la
battaglia di Lissa. Partecip anche la pirofregata corazzata Ancona[30] ; la nave era stata commissionata dal neonato comune per essere oerta al re Vittorio Emanuele
II.

9
Il 24 maggio 1915, giorno in cui l'Italia entr nella
Prima guerra mondiale, gli austriaci tempestivamente
bombardarono la citt e causarono alcune decine di morti,
distruggendo in parte il cantiere navale ed danneggiando
il Duomo, quando ancora la popolazione non era pronta a ricevere i colpi della guerra. Inoltre, la popolazione
cittadina dovette subire anche una serie di terremoti che
iniziarono il 21 ottobre 1916 e proseguirono per un paio
di mesi.
Il porto anconetano divenne, dal 12 febbraio al 27 ottobre 1918, la base di una squadriglia di MAS, guidata dal
capitano di corvetta Luigi Rizzo.[31] Tra le loro operazioni
si ricordano la bea di Buccari e l'impresa di Premuda.
Durante il conitto si distinsero le gesta di Carlo Grassi e
Giuseppe Maganuco durante la fallita incursione austriaca ad Ancona, e di Emilio Bianchi, medaglia d'oro al valor
militare.

9.2 La rivolta dei Bersaglieri

Nel dopoguerra i disagi sociali portarono alla cosiddetta Rivolta dei Bersaglieri (26 giugno 1920), una vera e
propria sommossa popolare, partita dalla Caserma Villarey dove i bersaglieri non volevano partire alla volta
dell'Albania. Il governo aveva infatti deciso l'occupazione
militare di questa nazione. La ribellione si diuse in tut9 Il Novecento
ti i rioni popolari della citt, e poi anche in altre citt delle Marche, della Romagna e dell'Umbria. Il governo represse militarmente la rivolta, ma poi rinun9.1 I primi anni del secolo e la Prima ci all'occupazione dell'Albania. Per questi fatti e per la
guerra mondiale
Settimana Rossa del 1914 Ancona si guadagn la fama di
citt calda. Erano presenti in eetti in citt folti gruppi di
anarchici e di repubblicani, ed Errico Malatesta era qui
di casa. Chi osserva dall'interno l'anconetana Porta Pia,
noter alla sua base dei conci di pietra chiara che differiscono notevolmente dal colore grigiastro del restante
paramento. Quelle pietre anomale sono infatti nuovi conci sostituiti da altri originali gravemente danneggiati dai
colpi di mortaio sparati da Capodimonte verso Porta Pia
dove si era asserragliato un bersagliere nella rivolta sopra
descritta

9.3 Il periodo fascista


Nel 1922, quasi come prova generale della Marcia su Roma, le Camicie Nere provenienti dal centro Italia occuparono la citt. Durante il ventennio fascista la citt di Ancona ebbe un notevole sviluppo urbanistico, e si complet
l'asse stradale da mare (porto) a mare (rupi del Passetto)
realizzando il Viale della Vittoria e completando Corso
Stamira. Vennero realizzati lungo questo itinerario: il PaSchema degli spostamenti di truppe della Battaglia di Ancona
lazzo delle Poste di Guido Cirilli, il Palazzo del Municipio (o Palazzo del Littorio) di Amos Luchetti Gentiloni,
Nei primi anni di questo secolo Ancona fu protagoni- ed il Palazzo del Mutilato di Eusebio Petetti. Al termine
sta dei moti insurrezionali-anarchici, che portarono, nel del Viale della Vittoria, a picco sul mare (rione Passetto),
1914, alla Settimana Rossa.
sorse poi il Monumento ai caduti della prima guerra mon-

10

diale (Guido Cirilli, 1931). Una scalinata (progettata dal


Cirilli e completata nei primi anni cinquanta) un la citt
al mare sottostante. Un forte terremoto scosse Ancona il
30 ottobre 1930, non provoc morti ma caus gravi danni alla citt, orendo al regime occasione per mostrare
la propria ecienza. Subito dopo la riparazione dei danni del terremoto, fu completato Corso Stamira e inaugurata la Fiera Internazionale della Pesca, in un quartiere
eristico realizzato appositamente.
Nel 1928 vennero aggregati ad Ancona i comuni di
Paterno, Montesicuro e Falconara[32] .

9.4

La Seconda guerra mondiale

IL NOVECENTO

demolite e 6381 gravemente danneggiate, 67% del totale


degli edici distrutti, tra cui le chiese di Sant'Anna, San
Pietro, San Primiano e della Misericorda, per un totale di
sei miliardi di danni.[33] Per molti anni si ebbe una grave mancanza di alloggi per le famiglie, che si dovettero
adattare a vivere pi d'una nella stessa casa, a volte piccola, creando quindi problemi sanitari oltre che morali e
sociali. La ricostruzione fu ampiamente aiutata dal piano
Marshall e dal notevole lavoro delle prime amministrazioni locali e nazionali del dopoguerra; in circa 14 anni
la situazione era ritornata alla normalit. A seguito degli ingenti danni bellici subiti e dei numerosissimi lutti,
il 9 ottobre 1960, alla citt di Ancona venne conferita la
medaglia d'oro al valore civile[34] .
Il 1 luglio 1948 le frazioni di Falconara e del Cassero furono staccate dal territorio comunale, che fu cos ridotto a 141,3 km. La prima fu costituita comune
di Falconara Marittima[35] , la seconda venne annessa a
Camerata Picena.

9.5 Dopo la seconda guerra mondiale

Bombardamenti aerei sulla citt

Negli ultimi anni della Seconda guerra mondiale, dopo la


caduta di Mussolini Ancona fu occupata, il 15 settembre
1943 dai tedeschi senza che alcuno potesse porre resistenza. La citt sub numerosissimi bombardamenti (184
tra aerei e navali da ottobre 1943 a luglio 1944) da parte
delle forze alleate, che dovevano preparare il passaggio
del fronte. Infatti la presenza del porto, dei Cantieri Navali e dell'importante nodo ferroviario facevano di Ancona un obiettivo strategico di primaria importanza. Il 16
ottobre 1943 un terribile bombardamento colp la citt
provocando 165 morti e 300 feriti; ma solo il primo
di molti altri, ancora pi spaventosi. Il successivo bombardamento del 1 novembre 1943 fu uno dei pi tragici
eventi della storia della citt. In particolare, circa 600-700
persone morirono nel rifugio sotto il colle dei Cappuccini. Dopo questa dolorosa giornata la citt rimase disabitata; nel 1944 erano rimaste in citt solo 4.000 persone:
quasi tutti erano sfollati nelle campagne o nei paesi vicini. Finalmente il 18 luglio 1944, seguito alla Battaglia
di Ancona il generale Wadysaw Anders a capo del Secondo Corpo dell'esercito polacco entr ad Ancona e la
liber dai tedeschi; circa un anno dopo, il 4 agosto 1945,
l'amministrazione fu passata all'Italia. Nei mesi immediatamente successivi alla ne della guerra in citt arrivarono
migliaia di profughi dalmati ed istriani, molti dei quali poi
si stabilirono in citt. La giunta comunale fece una stima
dei danni provocati dalla guerra che si pu riassumere in:
2782 persone decedute, oltre 2000 ferite, 2783 abitazioni

Un importante evento per la citt, nei primi decenni del dopoguerra, fu la fondazione dell'universit, con
l'apertura della facolt di Economia nel 1959 come dipendente dall'Universit di Urbino; tra i fondatori troviamo
anche il noto economista anconetano Giorgio Fu. Nel
corso degli anni si aggiungono le facolt di Ingegneria,
Medicina, Agraria e Scienze. L'universit di Ancona nel
2003 cambia la denominazione in Universit Politecnica
delle Marche. Sempre ad Ancona, Giorgio Fu fonda nel
1967 l'Istituto superiore di studi economici Adriano Olivetti (ISTAO) che si occupa della formazione professionale avanzata dei quadri nella gestione economica delle
aziende.
Motivo di orgoglio fu la visita in citt di S. M. la regina
Elisabetta II del Regno Unito il 5 maggio 1961[36] .
Domenica 9 gennaio 1955 alle 21 circa, quattro bombe a
mano lanciate fra il pubblico all'interno del cinema Metropolitan provocano 2 morti e 36 feriti.[37] Il presunto
attentatore si suicid pochi giorni dopo.[38]

Gli eetti del terremoto

11
ci e un impegnativo risanamento del centro storico con
criteri antisismici.[41][42]
Il 13 dicembre 1982 si veric una frana che rese inagibili i quartieri di Posatora e della Palombella, e che fece
scomparire il Borghetto sulla via Flaminia.[43][44] In poche ore migliaia di cittadini si trovarono senza casa. A
questo evento segu una pronta reazione da parte della
cittadinanza, per rimarginare le ferite inferte dalla natura, ma soprattutto causate dalla imprevidenza delle amministrazioni dell'epoca, che su terreni tradizionalmente
considerati instabili avevano consentito l'espansione edilizia e localizzato due ospedali, un grande pensionato per
anziani, il distaccamento della Polizia Stradale e la sede
della facolt di Medicina. Ora a Posatora, nell'area degli edici demoliti si estendono il parco Belvedere ed il
parco Eraclio Fiorani.
Tra gli eventi degli ultimi due decenni del XX secolo si
ricordano:
la nascita di tre nuovi grandi quartieri: Brecce Bianche (inizialmente detto Q1), Ponterosso (gi detto
Q2) e Montedago (gi detto Q3);

Gli eetti della frana

Nel giro di venticinque anni tre calamit naturali hanno


segnato Ancona.
La sera del 5 settembre 1959 un'alluvione ha provocato
una decina di morti e danneggiato soprattutto i rioni del
Piano San Lazzaro, di Valle Miano e la stazione centrale
ferroviaria, ma in generale tutta la parte bassa della citt.
Per scongiurare il ripetersi di una simile calamit stato scavato sotto la citt un grande collettore che in caso
di forti piogge convoglia l'acqua direttamente in mare; lo
sbocco, protetto da due moli, visibile sotto le rupi del
Monte Cardeto.
Il 25 gennaio 1972, alle ore 21 circa, un terremoto del 7
grado della scala Mercalli ha colpito la citt. Iniziarono
una lunga serie di scosse telluriche che durarono no al
novembre successivo, anche pi intense rispetto a quella
iniziale: alle 20.55 del 14 giugno, per 15 secondi un terremoto del 10 grado della scala Mercalli (magnitudo 5.9)
scosse Ancona.[39] La lunga durata, oltre che l'intensit,
di questa serie sismica fu disastrosa per Ancona. Tutti
gli edici, abitazioni, aziende, uci pubblici, furono lesionati in modo pi o meno grave. Per mesi le persone
dovettero vivere in improvvisate tendopoli (e persino nei
vagoni ferroviari), la maggior parte delle attivit economiche si fermarono costringendo l'autorit civile a provvedere con sussidi economici alle famiglie, i servizi pubblici si ridussero al minimo, i rioni storici rimasero per
anni deserti.[40] Fortunatamente non ci furono vittime dirette del sisma, anche se si devono registrare decessi causati dai disagi e dallo spavento. Segu il restauro degli edi-

l'istituzione nel 1987 del Parco regionale del Conero, che valorizza e mette sotto tutela anche aree naturali urbane: tutta la costa alta dal Passetto al rione
di Pietralacroce, con le spiagge e gli stradelli che
conducono al mare. Fuori dalla citt il Parco protegge il resto della costa alta anconitana, i boschi e le
campagne del Monte Conero;
l'acquisizione da parte del Comune del Lazzaretto
vanvitelliano (nel 1997), per destinarlo a centro culturale e a sede di mostre d'arte e riscattarlo cos da
decenni di usi degradanti.
il festeggiamento del millenario della cattedrale di
San Ciriaco (nel 1999) con la seconda visita nella
citt di papa Giovanni Paolo II.

10 Nel XXI secolo


Nel 2001 si inaugurato il grande Parco del Cardeto,
che ore ai cittadini la possibilit di passeggiare lungo
le rupi della costa alta, immersi in 35 ettari di vegetazione lussureggiante costellata di antiche testimonianze
storiche. Il parco segna la riconquista da parte dei cittadini del lato orientale del promontorio cittadino, militarizzato nel 1860. Nel 2005 si aperto anche il Parco Belvedere, 15 ettari di verde nella zona periferica e
panoramica di Posatora, che testimonia il felice superamento dell'emergenza della frana del 1982. Il 13 ottobre
2002 stato riaperto il Teatro delle Muse, dopo decenni
di attesa da parte della cittadinanza, che in ripetute occasioni aveva manifestato la volont di riaprire il proprio
massimo teatro, chiuso da quando i bombardamenti della seconda guerra mondiale ne avevano colpito il tetto. Il

12

11 NOTE

maestro Riccardo Muti ha diretto il concerto inaugurale; la riapertura delle Muse assume subito il signicato di
rinascita culturale della citt. Nel 2007 viene denitivamente chiuso al traco il centralissimo corso Garibaldi;
si viene cos a creare un'ampia zona pedonale nel centro
della citt; nel 2009 nella stessa arteria viene inaugurata
la nuova pavimentazione in pietra.

[11] Catullo, 36, 1 1 , 14


[12] Giovenale, 4, 40
[13] Lorenzo Braccesi, 'Grecit adriatica (capitolo Ancona)
[14] Per la moneta greca di Ancona si veda la fonte: Marco
Dubbinelli, Giancarlo Mancinelli, Storia delle monete di
Ancona, edito dal Lavoro editoriale nel 2009, ISBN 97888-7663-451-2, che riporta accuratamente tutte le tesi
formulate nel tempo

Nel 2008 si insedia nella Cittadella la prestigiosa sede


del Segretariato permanente dell'Iniziativa Adriatico Ionica, importante struttura ministeriale di coordinamento
tra Italia, Slovenia, Croazia, Montenegro, Serbia, Albania [15] Stefania Sebastiani, Ancona, forma ed urbanistica,
L'ERMA di BRETSCHNEIDER, 1996 (pagina 24).
e Grecia; l'Iniziativa nasce in seguito alla Dichiarazione
Testo consultabile alla seguente pagina
di Ancona, del 20 maggio 2000, al termine della Conferenza sullo sviluppo e la sicurezza nel mare Adriatico e [16] Si legge sull'Arco di Traiano di Ancona: TRAIANO [...]
nello Ionio da parte dei ministri degli esteri dei sei paeINGRAND ANCHE QUESTO PORTO, RESTITUENDO
AI NAVIGANTI UN PI SICURO ACCESSO ALL'ITALIA
si fondatori. Dal 3 all'11 settembre 2011 si tenuto ad
Ancona il XXV Congresso eucaristico nazionale, con la
[17] Vedi: voce Ancona sull'Enciclopedia Treccani e L'Europa
visita del pontece Benedetto XVI alla citt.[45]
tardoantica e medievale (Treccani)

Nel 2013 Ancona ha celebrato i suoi 2400 anni di storia,


[18] P. C. Ioly Zorattini, Ancora sui giudaizzanti portoghesi di
contati a partire dalla fondazione greca.[46]

Ancona (1556): condanna e riconciliazione, in Zakhor


V/2001-2002, Giuntina, Firenze 2002, pp. 39-51

11

Note

[19] Portonovo ad Ancona


[20] storia d'italia dal 1830 al 1839

[1] Statuto di Ancona dal sito del Ministero dell'Interno


[2] Maurizio Landol, Ankon (primo volume)
[3] La colonia di Ankn non era parte della Magna Grecia, in
quanto con quest'espressione si intende l'insieme dei territori colonizzati dai Greci in Italia meridionale. Secondo
l'uso greco, tra l'altro, neanche Siracusa e le altre colonie
siciliane erano parte della Magna Grecia.
[4] Per i ritrovamenti sul Montagnolo: Enciclopedia dell'arte
antica, classica, e orientale, volume A-Carr (pagina 223)
[5] Pseudo-Scilace, Periplo, paragrafo 16
[6] La data dedotta in base ai dati sulla colonizzazione siracusana dell'Adriatico riportati da Diodoro siculo; l'interpretazione non univoca e pertanto la data di
fondazione oscilla tra il 387 e il 385
[7] La notizia della fondazione greca di Ancona data da
Strabone, Geograa, capitolo 5, paragrafo 4, comma 2
[8] La localizzazione sul Guasco della colonia greca un dato tradizionale, che trova corrispondenza dal ritrovamento dei resti di un tempio classico sotto al Duomo. Esiste
un'ipotesi alternativa, che localizza invece la colonia sul
colle del Montagnolo, a causa di resti micenei l ritrovati.
Forse le due ipotesi non sono in contraddizione.
[9] Lidiano Bacchielli, Domus Veneris quam dorica sustinet
Ancona, in AC. XXXVII, 1985 (pagine 106-137)
[10] Nicola Bonacasa, Lorenzo Braccesi, E. De Miro, La Sicilia
dei due Dionis - atti della Settimana di studio, Agrigento,
24-28 febbraio 1999, L'ERMA di BRETSCHNEIDER,
2002 (pagina 120). Il testo consultabile su Google libri;
vedi la seguente pagina

[21] Lucio Febo, Il Capitano bello di Montecarotto. Vita di


Lorenzo Bucci, nobile garibaldino eroe della Repubblica romana del 1849, L'orecchio di Van Gogh, Falconara
Marittima 2010, ISBN 978-88-87487-90-9
[22] motivazione dal sito del Quirinale
[23]

Per l'insurrezione di Modena: Francesco V duca di


Modena nell'enciclopedia Treccani
Per l'insurrezione di Parma e Piacenza:Giuliano
Lucarelli, Lo sconcertante Duca di Lucca, Carlo
Ludovico di Borbone-Parma, editore Maria Pacini
Fazzi, Lucca 1986
Per l'assedio di Ancona: Gualtiero Santini, Diario
dell'assedio e difesa di Ancona nel 1849, editore
Ocine grache Vecchioni, 1925

[24] 3 ottobre 1860, Vittorio Emanuele II entra ad Ancona |


Altezza Reale
[25] Potevano votare i maschi maggiorenni. Risultati: favorevole 26.775, contrari 244, nulli 87
[26] Glauco Luchetti, Ancona Piazzaforte del Regno d'Italia.
[27] Si ricorda che Torino era all'epoca la capitale italiana
[28] inizialmente limitata al conne con lo Stato Ponticio e
completata solo dopo la presa di Roma nel 1870
[29] Il museo del Duomo era stato gi aperto, nel 1834.
[30] Dati e caratteristiche della fregata Ancona, marina.difesa.it. (archiviato dall'url originale il 24 maggio
2007).
[31] Sistema Museale Provincia di Ancona

13

[32] Regio Decreto 15 aprile 1928, n. 882. Aggregazione al


comune di Ancona dei comuni di Montesicuro e Paterno
d'Ancona nonch del territorio del comune di Falconara
Marittima situato a destra del ume Esino, ed aggregazione al comune di Chiaravalle del territorio del comune di
Falconara Marittima situato a sinistra del ume Esino.
[33] P. Burattini. Stradario - Guida della citt di Ancona.
Ancona, 1951.
[34] Il conferimento della medaglia d'oro risulta anche dalle
lapidi conservate al Palazzo Comunale, oltre che nel testo
Ancona Citt Millenaria di Mario Natalucci
[35] 2 marzo 1948, n. 165, in materia di "Ricostituzione del
comune di Falconara Marittima (Ancona)."
[36] Relazione del viaggio della regina su Italymagazine.
[37] La settimana Incom 01197, su Archivio Storico Istituto
Luce, 14 gennaio 1955. URL consultato il 02 novembre
2015 (archiviato il 20 giugno 2012).
[38] Sandro Scandolara, Strage in un cinema di Ancona e
l'ombra si allunga su Gorizia, su Archivio - Il Piccolo, 9
gennaio 2005. URL consultato il 02 novembre 2015.
[39] Il terremoto di Ancona del 1972 - Sistema museale
Provincia di Ancona
[40] Ancona, dalla scossa di oggi al ricordo di 40 anni fa,
Corriere Adriatico, 6 giugno 2012. URL consultato il 12
settembre 2014.
[41] Franco Frezzotti, Ancona '72: il terremoto, Ancona,
Remel, 1997.
[42] Ancona, un brivido lungo 40 anni Lo speciale sul terremoto del '72, Il Resto del Carlino, 24 gennaio 2012. URL
consultato il 27 gennaio 2012. con foto e video

G.Campana-M.Fratesi. 1943-1945 Tempo di sfollamento. Storie e memorie, Circolo Endas Cassero,


Falconara 1997
Joachim Felix Leonhard. Ancona nel basso Medioevo. Ancona, Il lavoro editoriale, 1992. ISBN
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Mario Natalucci. La vita millenaria di Ancona. Citt
di Castello, Unione arti grache, 1975.
Agostino Peruzzi. Storia d'Ancona dalla sua fondazione all'anno MDXXXII. Pesaro, tipograa Nobili,
1835. (volume I, volume II)
AA. VV. Ancona e le Marche nel Cinquecento.
Ancona, Tecnostampa, 1982.
Mariano F., Ancona, la citt e le immagini. 18951945, (presentazione di E. Guidoni), Ed. Canonici,
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AA.VV., Ancona Centro Storico, Quaderni CRESME, Roma 1988.
Mariano F., Il Palazzo del Governo di Ancona,
(presentazione di Pietro Zampetti), Provincia di
Ancona, Ed. Aniballi, Ancona 1990.
Mariano F., Piazza del Papa in Ancona, architettura
e scena urbana, Ed. L'Incontro - Ancona 1993
AA. VV., Ancona Ponticia. L'Ottocento. Un inventario urbano, Comune di Ancona, Ancona
1994.

[43] Foto sugli eetti della frana


[44] Altre foto sugli eetti della frana

13 Voci correlate

[45] Benedetto XVI sar ad Ancona l'11 settembre 2011., Il


Resto del Carlino, 28 novembre 2010. URL consultato il
29 novembre 2010.

Ancona

[46] Ancona, 2400 volte, Comune di Ancona. URL consultato


il 4 giugno 2013.

93 Reggimento fanteria Messina

18 Divisione fanteria Messina

Storia della provincia di Ancona

12

Bibliograa

Comune di Ancona. Ankon. Ancona, Adriatica


Editrice, 1992. (3 volumi)

Storia delle Marche

14 Altri progetti

AA.VV., Ankon, una citt fra Oriente e l'Europa,


Comune di Ancona, Adriatica Editrice, Ancona
1994.

Wikinotizie contiene notizie di attualit su


Ancona

Camillo Caglini. Bombardamenti su Ancona e provincia 1943-1944. Ancona, Cassa di Risparmio di


Ancona, 1983.

Wikimedia Commons contiene immagini


storiche di Ancona

14

15

15

Collegamenti esterni

La storia di Ancona scritta in vernacolo anconitano


da Piero Romagnoli, anconanostra.com.
'Il Vecchio Faro' Associazione culturale che opera per tenere viva la memoria storica della citt,
ilvecchiofaro.it.
Fotograe di Ancona in bianconero, sauromarini.it.
Accademia di Oplologia e Militaria, oplon.it.

COLLEGAMENTI ESTERNI

15

16
16.1

Fonti per testo e immagini; autori; licenze


Testo

Storia di Ancona Fonte: https://it.wikipedia.org/wiki/Storia_di_Ancona?oldid=77971160 Contributori: Nur, Ruthven, Moliva, Dommac,


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16.2

Immagini

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Prima_Guerra_d%27Indipendenza.jpg Licenza: Public domain Contributori: Sono io l'autore sia del graco originale sia di questo modicato. Le fonti da cui ho tratto le notizie sono indicate alla voce Prima guerra d'indipendenza italiana Artista originale: sono io
l'autore
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16 FONTI PER TESTO E IMMAGINI; AUTORI; LICENZE

File:Flag_of_the_Repubblica_Anconitana.svg
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https://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/b/b8/Flag_of_the_
Repubblica_Anconitana.svg Licenza: Public domain Contributori: http://www.fotw.net/flags/it-ancon.html#rep Artista originale:
own work
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https://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/
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lamemoriadeiluoghi.it/comune-ostra/ostra-foto-ritratti.html Artista originale: sconosciuto<a href='//www.wikidata.org/wiki/Q4233718'
title='wikidata:Q4233718'><img
alt='wikidata:Q4233718'
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1.5x,
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File:Lekythos_da_Ancona_ora_al_Metropolitan_Museum_di_New_York.jpg Fonte: https://upload.wikimedia.org/wikipedia/it/5/
5e/Lekythos_da_Ancona_ora_al_Metropolitan_Museum_di_New_York.jpg Licenza: Pubblico dominio Contributori: Pubblicata nel
volume edito nel 1991 La ceramica attica gurata nelle Marche. Artista originale: Io ho modicato l'immagine.
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https://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/a/a3/Podesti-Giuramento_
anconetani.jpg Licenza: Public domain Contributori: Marche Beni Culturali Artista originale: Francesco Podesti
File:Repubblica_di_Ancona_nel_XV_secolo_-_confini_e_castelli.png Fonte: https://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/9/
9b/Repubblica_di_Ancona_nel_XV_secolo_-_confini_e_castelli.png Licenza: CC BY-SA 3.0 Contributori: carta elaborata da me; la base
tratta da Openstreetmap Artista originale: sono io l'autore
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https://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/8/8d/
Repubbliche_marinare_-_fondachi_anconitani.png Licenza: CC BY-SA 3.0 Contributori: Opera propria Artista originale: Gepgep
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