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Analisi del romanzo

Il Gattopardo
di Giuseppe Tomasi di
Lampedusa

Lavoro di
Giulia Albonetti
Daniele Bolognesi
Francesca Ciccone
Filippo Galli

Caterina Rizzoni

Il protagonista
Il protagonista del libro Fabrizio Corbera. Appartiene a una delle famiglie della pi alta
aristocrazia siciliana e lo stemma del suo casato il Gattopardo, animale cui viene paragonato
spesso il protagonista, anche da lui stesso.
Fisicamente il principe viene descritto gi dallinizio con un ritratto preciso che evidenzia in
particolare alcune caratteristiche: un uomo immenso e fortissimo, con un peso da gigante, di
molto pi alto degli altri uomini, la sua testa sfiora i lampadari e accartoccia le monete con le dita.
Nonostante la sua forza anche capace di essere molto delicato con ci a cui tiene di pi, cio la
moglie Maria Stella e gli attrezzi che costituiscono il suo osservatorio personale. Inoltre la
grandezza della sua persona rispecchia anche quella caratteriale.
Laspetto esteriore tipico di un uomo germanico, infatti la sua famiglia di origini tedesche. Ha
capelli biondi e una pelle bianchissima perci risalta molto tra i siciliani che hanno capelli e pelle
pi scuri. Questa diversit non solo fisica ma anche morale e intellettuale: una sua particolarit il
carattere fortemente influenzato dalla discendenza germanica che lo porta a tenere un
temperamento autoritario, una certa rigidit morale, una propensione alle idee astratte che
nellhabitat molliccio della societ palermitana si erano mutati in prepotenza capricciosa, perpetui
scrupoli morali e disprezzo per i suoi parenti che gli sembrava andassero alla deriva nel lento fiume
pragmatistico siciliano.Questo viene detto nella prima parte del libro ma in seguito don Fabrizio
parlando con Chevalley descrive il vero carattere dei siciliani e il loro modo di pensare come se
anche lui provasse gli stessi sentimenti ma allo stesso tempo parla di loro dallesterno. Ritiene che i
siciliani siano stanchi e svuotati perch sono sempre stati una colonia e non hanno mai sviluppato
da loro stessi una civilt. Il peccato che non perdonano semplicemente quello di fare, non importa
se del bene o del male, ed per questo motivo e perch si credono perfetti cos come sono che non
vogliono partecipare alla vita politica ma preferiscono rimanerne esclusi.
Il principe differente anche dalle altre persone che appartenevano al suo casato, infatti loro non
riuscivano a fare addizioni e differenze mentre lui portato per la matematica e applica i suoi
calcoli anche allastronomia, materia di cui molto appassionato, arrivando a pensare, spinto dal
suo forte orgoglio, che gli astri stessi obbediscano ai suoi calcoli. il Gattopardo ama tanto osservare
le stelle perch si rende conto di quanto siano differenti dalle persone: esse sono lontane,
onnipotenti e docili ai suoi calcoli. Sono quindi lesatto contrario degli uomini che il principe
giudica fin troppo vicini, deboli e riottosi. Don Fabrizio per le altre persone si trova spesso a
provare disgusto, sentimento che poi si trasforma in compassione perch si accorge che alla fine
impossibile e ingiusto odiare degli esseri che sono inevitabilmente destinati a morire, inoltre,
nonostante lui si senta superiore a loro, pi intelligente e pi colto, consapevole di non essere
eterno nemmeno lui e che quegli esseri per cui prova disgusto sono i pi simili a lui.
Anche nel contesto della famiglia padroneggia sugli altri. E lunico che prende decisioni e queste
sono rispettate da tutti. Si comporta come un buon pater familias, ad esempio quando a tavola
scodella sempre lui stesso la minestra, ma nel contempo intimorisce i suoi figli e chi gli sta attorno
poich spesso, a volte per motivi futili, viene preso da ira.
Pensando ai figli il principe si trova relativamente scontento di loro perch quello che pi aveva
amato scappato a Londra e il primogenito, che in futuro avrebbe dovuto governare la casa,
inadatto a questo ruolo. Crede che il sangue dei Salina scorra solo nelle sue figlie femmine, in
particolare in Concetta, ma sa che questo non conta perch una donna non pu portare avanti il
casato. Lunico che gode davvero della sua stima il nipote Tancredi, che avrebbe preferito come
primogenito; il ragazzo intelligente e intraprendente ed il principe si rispecchia in lui.
Il suo orgoglio lo porta a non subire nessun effetto quando gli vengono fatte delle lusinghe perch si
attribuisce gi da s i suoi meriti ed abituato a sentire dei complimenti. Sempre a causa del suo
orgoglio non accetta lidea di poter essere un peccatore, ad esempio quando si reca da Mariannina
per sentirsi ancora un uomo vigoroso sa di non fare la cosa giusta ma cerca tutte le scuse con s
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stesso dicendosi che aveva amato molto la moglie ma ora lei troppo prepotente e anziana. Cos
facendo cerca di convincersi che la vera peccatrice sia lei, ma in seguito si pente perch sa di aver
sbagliato.
Per quanto riguarda la posizione sociale, come gi detto, don Fabrizio principe di Salina, un
importante e potente nobile che ha in possesso alcune terre della Sicilia. Un motivo per cui il
protagonista assomiglia allanimale raffigurato nello stemma del suo casato, il Gattopardo, il fatto
che imponente e dominatore, infatti egli consapevole della propria grandezza e del suo
signoreggiare su uomini e fabbricati.
Viene spesso ribadito che il principe lultimo del suo casato, infatti un importante tema del libro
il declino della classe nobiliare a vantaggio di quella borghese. Il Gattopardo consapevole di ci
ma agisce comunque in modo passivo, osservando la rovina del proprio ceto e la perdita del proprio
patrimonio senza avere neanche la voglia di fermare questi eventi perch li d gi per scontati e
vive perci in un perpetuo scontento.
Il declino del suo prestigio ha inizio esattamente nel momento in cui acquisisce modi cordiali nei
confronti della gente di Donnafugata mentre prima aveva sempre dominato su queste persone
vivendo quasi in un mondo a parte, padrone degli altri. Ma da quando la gente nota in lui una certa
debolezza dovuta alla consapevolezza dellevolversi della situazione le cose cambiano.
Cos come don Fabrizio la personificazione del nobile dellepoca, don Calogero quella della
classe emergente della borghesia, che nel suo piccolo, nel paesino di Donnafugata continua la sua
ascesa al potere. Il principe venendo a conoscenza di quanto don Calogero Sedara si sia arricchito,
comprende di non essere pi lui stesso la persona pi rilevante del paese. Vorrebbe essere ancora il
padrone e quando deve incontrarsi con il borghese si illude di poter essere un gattopardo dal pelo
liscio e profumato che sbraner uno sciacalletto impaurito, ma presto capisce che non conta essere
vestiti con abiti migliori e avere un aspetto pi imponente perch ormai i tempi stanno cambiando e
lui stesso ammette che sa che i Gattopardi e i leoni verranno sostituiti dagli sciacalletti e dalle iene
ma comunque tutti loro continueranno a credersi il sale della terra. Questo perch continuamente
nel mondo c gente che perde o acquista potere ma, anche se solo nel suo piccolo, si reputa di
essere fondamentale e diverso dagli altri.
Don Calogero dalla sua parte conoscendo meglio don Fabrizio cerca di adeguarsi ai modi usati dal
nobile; Sedara dice di ritrovare nel principe la mollezza e lincapacit di difendersi dei nobili, ma
anche una grande forza di attrazione e capisce che questa energia scaturisce in gran parte dalle
buone maniere.
Il principe si trova spesso a rimpiangere il passato, dove poteva dire tutto ci che gli passava per la
testa perch gli sarebbe stato scusato visto che lui era il Gattopardo, ora invece deve stare attento al
suo linguaggio e al suo contegno. Poich vive in questa situazione di scontento dove osserva che
anche i palazzi degli altri nobili sono cos incupiti da un senso di morte, sente di odiare don
Calogero e attribuisce tutta la colpa a lui e ai suoi simili avari, pieni di rancore e di sensi di
inferiorit. Ma infine capisce che questo non conta e che anche Sedara un infelice come gli altri.
Un altro tema fondamentale quello del viaggio riferito in parte al declino sociale di cui si
parlato e in parte allesistenza del Gattopardo. Don Fabrizio paragona il viaggio che compie per
recarsi a Donnafugata alla sua vita: linizio piacevole ma poi il viaggio e la vita diventano sempre
pi difficili, pieni di ostacoli, per arrivare infine in interminabili ondulazioni di un solo colore,
deserte come la disperazione, quando la vita appare senza un senso e si crede impossibile che
possano avvenire cambiamenti significativi.
Alla fine del libro il principe giunge alla morte cos come la famiglia dei Salina perde
definitivamente potere. Don Fabrizio durante tutta la sua vita sente uscire da lui ogni attimo
dellesistenza e sa di averlo perso per sempre, in un continuo sgretolamento della personalit,
questo scorrere lo paragona a particelle di vapore acqueo che vanno a formare nel cielo le nubi
leggere e libere. Pensa di essere lunico a percepire queste sensazioni e da ci ne trae disprezzo nei
confronti degli altri. Il tema della morte sempre pi presente fino a quando don Fabrizio nota che
anche il suo aspetto sta peggiorando: ormai solo linvolucro del Gattopardo che era. Si sente
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sempre pi solo e lo rattrista il pensiero di essere lultimo dei Salina, lultimo a possedere i ricordi
della sua famiglia, diversa dalle altre. Nei suoi ultimi momenti di vita cerca di ricordarsi ci che di
pi bello c stato nella sua vita e si accorge che, nonostante abbia 73 anni, ne ha realmente vissuti
solo due o tre e tutto il resto costituito da dolori e noia.
E quando infine muore la morte gli appare pi bella di quanto avesse pensato.
Giulia Albonetti

ALTRI PERSONAGGI
Tancredi
Tancredi Falconeri il nipote del principe Fabrizio Salina, ed una delle persone a lui pi care.
Viene nominato per la prima volta a pag 34, quando il protagonista passa davanti alla villa decaduta
dei Falconeri e il narratore descrive il pupillo di casa Salina visto dagli occhi del principe: un
ragazzo caro per quei modi ironici e frivoli spezzati da interventi di una seriet forse troppo matura
per la sua giovinezza. Nonostante i vizi del nipote, le cattive frequentazioni e il passato burrascoso,
il principe preferirebbe avere lui con il suo carattere brioso come primogenito invece di Paolo, il
suo figlio maggiore, di tuttaltro temperamento. La descrizione viene pienamente confermata
durante la sua prima apparizione, dove addirittura si permette di rimproverare suo zio, colpevole di
aver passato una notte brava a Palermo; tuttavia i toni giocosi del ragazzo nn fanno che aumentare
la simpatia nei suoi confronti. E proprio durante questo primo colloquio che Tancredi esprime la
sua decisione di partire al fianco di Garibaldi al fine di difendere la sua posizione secondo la logica
che esprime nelle concise parole Se volgiamo che tutto rimanga com, bisogna che tutto cambi.
In futuro rinnegher il suo pensiero rivoluzionario garibaldino arruolandosi nellesercito della
corona, al fianco della monarchia.
E molto evidente nel libro linnata eleganza e bellezza di Tancredi, infatti durante il viaggio a
Donnafugata questo lunico che dopo tante ore passate in condizione disagiate si presenti ancora
fresco e pulito, in ottime condizioni rispetto al resto della famiglia. Nello stesso frangente di lui
viene detto che dopo il viaggio cos stancante aiuta la principessa a scendere dalla carrozza,
spolvera lo zio, rallegra le cugine, distribuisci caramelle ai cugini: questo suo charme che unito
alla sua bellezza riesce ad incantare tutti e ad ammaliare tutti, soprattutto il cuore della cugina
Concetta, che sente il suo amore per il giovane ricambiato. Lamore di Concetta puro eppure
quando il giovane viene a conoscenza della giovine Angelica rimane colpito ed estasiato dal fascino
e dalla bellezza della fanciulla, innamorandosene al punto di non vedere i suoi difetti, dimostrando
quindi tutta la sua debolezza. Tuttavia anche stavolta Tancredi si dimostra un uomo scaltro, infatti la
ragazza rappresenterebbe per lui non solo una bella moglie al suo cospetto e alle cerimonie ufficiali,
ma un ricco introito per le casse del suo squattrinato casato e quindi un posto assicurato nellalta
societ palermitana e una futura carriera politica assicurata dal denaro e dai titoli nobiliari. Concetta
oltre a non avere una dote cos ricca da garantire un futuro prestigioso al cugino, non adatta dato il
suo carattere riservato a essere la donna di uomo dal cos avvenente futuro, ed anche per questo che
Tancredi pur sapendo del suo amore per lui decide di scegliere la signorina Sedra e non la cara
cugina.
Durante la cena che segna il loro incontro Tancredi fa di tutto per attirare l attenzione della bella
Angelica, scadendo nella volgarit pur di farla ridere e ricevere la sua attenzione, offendendo per
lanimo di Concetta, che lo credeva una persona perbene. Questo per si dimostra sensibile e gentile
danimo e si accorge di aver ferito al cugina prediletta e vuole rimediare, ma le parole dure della
cugina che non vuole perdonarlo lo feriscono pi del previsto mettendo in luce lanimo buono del
ragazzo. Tancredi inoltre si dimostra scaltro anche nellentrata in societ di Angelica che avviene
durante il ballo dei Ponteleone, infatti si preoccupa di istruirla proposito le maniere e la mentalit
della nobilt palermitana, per evitare che la ragazza, non abituata a simili esperienze, possa cadere
in qualche gaffe rovinandosi la reputazione. Il ragazzo si dimostra quindi ancora una volta molto
attento alle formalit della sua relazione con Angelica, tutto in funzione di una sua futura carriera
politica, resa possibile solo attraverso il patrimonio di Angelica.
Durante la morte di Don Fabrizio, Tancredi resta lunico personaggio che sia veramente caro al
Principe, e lunico di cui gradisce la vista il vecchio morente.
Viene menzionato per lultima volta alla fine del libro, in un dialogo tra Concetta, Angelica e il
senatore Tassoni, mentre si ricordano i tempi passati e gli episodi della loro giovent, e vediamo che
il nome di Tancredi ancora in grado di suscitare non solo ricordi, ma anche vivide emozioni nelle
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persone che lo hanno conosciuto e che hanno avuto a che fare con lui. Questo dovuto sicuramente
al suo carattere cos spontaneo e brillante e al suo temperamento frizzantino.
Angelica
E la figlia di Don Calogero, e diventer la fidanzata e futura moglie di Tancredi, nipote di Don
Fabrizio. Di li viene detto, prima che entri in scena, che ha studiato in un collegio a Firenze dove ha
imparato le buone maniere togliendosi limpronta di sicilianit datagli dallattaccamento al piccolo
paese di Donnafugata. Questa fa la sua prima comparsa in societ al pranzo che indice Don Fabrizio
al suo arrivo a Donnafugata, e fino ad allora la si ricordava come una tredicenne bruttina e insulsa, e
tutti rimangono estasiati dalla sua bellezza e dal suo fascino di donna sicura della propria bellezza.
Di lei ci viene data una descrizione fisionomica dettagliata, e viene detto che durante la cena tutte le
attenzioni erano per lei e attorno alla casa si era insinuata un aura di sensualit. Da qui capiamo che
Angelica, pur non essendo abituata a ricevere tante attenzioni da parte del pubblico maschile, si
trova perfettamente a suo agio di fronte a tanti complimenti rivolti alla sua bellezza, e da qui in poi
sviluppa una sicurezza dovuta al suo fascino che la render una perfetta donna aristocratica.
Angelica possiede comunque un gran numero di difetti e dettagli che rendono la sua bellezza
vulnerabile, tutti notati dalla sua rivale Concetta, che vengono per annullati davanti al fascino che
sprigiona la sua persona. Anche Tancredi nota questi particolari negativi, senza per alcun risultato.
Assume un significato importante anche la prima visita di Angelica a casa Salina come fidanzata di
Tancredi: qui per la prima volta si forma la convinzione che il giovane labbia senzaltro istruita
sulle maniere e i modi da tenere, su come vestirsi e sulle parole da rivolgere, e la ragazza appare
come una marionetta nelle mani del fidanzato, intento a toglierle le ultime tracce della sua sicilianit
di provincia. Angelica tuttavia, come del resto il fidanzato, non veramente innamorata di Tancredi,
il suo carattere troppo ambizioso e il suo orgoglio impediscono il vero amore tra i due, tuttavia in
quei primi tempi ella innamorata di Tancredi, e prova un affetto profondo nei suoi gesti e nella sua
persona. Purtroppo quel che impedir ad Angelica di innamorasi veramente del futuro marito sar
sempre la suo ambizione: infatti essa in Tancredi vede soprattutto un posto assicurato nellalta
societ palermitana e un titolo nobiliare di cui disporre, meriti di cui, senza il fidanzato, non
avrebbe mai potuto godere, e non coglie invece la vera bellezza del ragazzo, che consiste in tante
piccole sfumature caratteriali e comportamentali.
Dopo che avviene il primo incontro tra i due innamorati dopo il fidanzamento, in una giornata di
pioggia, Angelica viene pienamente accettata a palazzo e durante il periodo di permanenza di
Tancredi a Donnafugata, saranno sempre pi frequenti le visite di lei: i due passano interi pomeriggi
ad inseguirsi per il palazzo nei suoi luoghi pi sconosciuti, intenti a stuzzicare la loro malizia,
spingendosi sempre al limite senza oltrepassarlo mai: anche questo il segreto della loro unione
perfetta di quei giorni, pur essendo sempre presente il desiderio, anche grazie ai trascorsi della casa,
questi non si spingono mai oltre e la pazienza dellattesa forse la loro pi forte prova damore che
vivranno in tutta la durata della loro unione e di quello che verr definito un matrimonio mal
riuscito.
Ritroviamo Angelica durante il ballo a palazzo Ponteleone, dove si prepara a fare i suo debutto nella
societ palermitana: anche e soprattutto in questa circostanza la ragazza stata istruita a dovere dal
fidanzato a proposito del comportamento da tenere e latteggiamento da mostrare, e soprattutto sulle
abitudini e la mentalit dei nobili. La ragazza tuttavia se la cava benissimo e riesce ancora una volta
ad ammaliare tutti con la sua bellezza e il suo fascino cos che molti uomini si pentono di non aver
nei propri feudi delle belle simili. Angelica dal canto suo ormai pienamente trasportata dal suo
ruolo e si sta lentamente abituando alla vita da nobile palermitana, tutta eventi mondani e
frivolezze. Ella infatti un personaggio dinamico, prima una borghese che non conosce i modi di
fare aristocratici, ma dopo lincontro con Tancredi ella diviene nobile e i suoi atteggiamenti
divengono sempre pi vicini a quelli dellaristocrazia.
La troviamo infine alla fine del racconto ormai vecchia e vedova di Tancredi, durante una sua visita
a Concetta, divenuta sua cara amica e confidente dove si presenta come una signora anziana
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aristocratica, dai modi gentili e amichevoli nei confronti dellamica, che rimpiange il marito defunto
pur non avendo mai avuto una vera vita matrimoniale con lui.
Maria Stella
La principessa Stella la moglie di Don Fabrizio: questa ha un ruolo relativamente marginale nella
vita del marito, e nessuna importanza nel prendere delle decisioni. Il suo carattere introverso
spesso sovrastato da quello impenetrabile del marito, e per questo la si pu considerare una specie
di sua schiava. La sua vita ruota interamente intorno a quella di Don Fabrizio, poich ella ancora
innamorata di lui, lo capisce e ne approva i pensieri e le opinioni. Tuttavia incapace dopo tanti
anni di matrimonio, di risvegliare il desiderio sessuali in lui, che infatti la tradisce con una prostituta
della periferia di Palermo. Questa pur essendone a conoscenza non fa niente per impedirlo al
marito, e non mostra alcun segno di gelosia o disperazione. Questa soffre inoltre di crisi isteriche
che deve calmare con luso abbondante di farmaci come la valeriana: per esempio quando il marito
si reca di notte a Palermo per raggiungere lamante, lei, avendo intuito il motivo delle gita notturna,
viene sopraffatta da una crisi perch non vuole che il marito si allontani da lei.
La principessa molto attenta alleducazione dei figli, in particolare delle figlie femmine. Quando
viene a sapere che lamore di Concetta per Tancredi non ricambiato, e che il giovane ha chiesto la
mano di Angelica diventa insolitamente dura: afferma che dovrebbe segnarsi con la mano sinistra in
segno di malaugurio, e che Tancredi solo un traditore che ha ingannato Concetta per poi maritare
una ragazza con una dote ben pi ricca, che lei considera una sgualdrina. In questo frangente la
voce le si fa stridula e la vediamo ancora una volta sullorlo di una crisi di nervi, ma un secondo
dopo lira si spegne e si trasforma in accoramento e il carattere succube si piega sotto la voce grossa
del marito. Tuttavia, nonostante gli insulti dettati dal rancore, dimostrer sempre calore e affetto,
forse non del tutto autentico, nei confronti di Angelica, in quanto suocera della giovane.
Anche nellaspetto fisico si pu notare la personalit fragile rispetto al marito: non viene data una
descrizione diretta ma si intuisce da alcuni particolari che si tratta di una persona fragile, sottile e
minuta, quasi uno specchio del suo carattere, in forte contrapposizione con il marito enorme e
maestoso. Maria stella morir prima del marito per complicazioni dovute al diabete.
Concetta
Concetta la maggiore delle sorelle femmine di casa Salina. Di lei non ci viene data una
descrizione diretta, ma possiamo osservare la sua figura in molte occasione nel corso della storia: il
suo un carattere timido e introverso, debole e facile da sottomettere.
Infatti non parla a nessuno del suo amore per Tancredi, se non a padre Pirrone in confessione e non
d alcun segno del suo interessamento per il giovane al punto che neanche lui se ne accorge in un
primo momento. Tuttavia, alla cena a Donnafugata, dove viene presentata per la prima volta
Angelica, Concetta, capendo che il suo amore si sta rapidamente infatuando dellintrusa, tira fuori
tutto il suo spirito competitivo e la sua grinta da Gattopardina, osservando attentamente la nemica
e i suoi innumerevoli difetti, sperando che anche il cugino ci faccia caso. Ma quando vede che
invece il cugino rimane completamente affascinato dalla bellezza di Angelica al punto di mutare
caratterialmente, capisce che non ha pi speranze di recuperare lattenzione e si affligge al punto di
riuscire a stento a trattenere le lacrime.
Il giorno dopo tuttavia possiamo notare un comportamento di Angelica mutato completamente:
dopo aver capito che le rimangono ben poche speranze nei confronti del cugino, diventa con lui
molto aggressiva e sarcastica nei suoi confronti, mostrando un carattere che non le si addice tanto
da far incuriosire il padre. Si tratta comunque di un caso isolato, infatti vediamo il carattere timido e
riservato di Concetta venire a galla anche durante la corte che le rivolge il contino Cavriaghi: questo
da molto tempo innamorato di lei, ma nonostante i suoi regali, le sue parole dolci, il contegno
della ragazza rimane intatto senza mai sbilanciarsi e il povero contino si deve accontentare di
tornarsene a casa a mani vuote. Sullaspetto fisico di Concetta sappiamo ben poco, ricaviamo da

qualche particolare il colore biondo dei capelli come tutti i Salina e il portamento riservato e pieno
di contegno, infatti in molte occasioni Concetta tiene la testa bassa in segno di sottomissione.
A proposito di questo il principe durante una sua riflessione parla di Concetta e di quanto di lei ami
il suo carattere sottomissivo,infatti, anche alle sue richieste pi spietate e a quelle pi ingiustificate
la figlia sempre pronta ad esaudirlo e fare il suo volere, in maniera del tutto devota.
Concetta la troviamo infine nellepilogo del libro, dove la vediamo protagonista assoluta della
vicenda: questa, non essendosi mai sposata vive ancora insieme alle sorelle Caterina e Carolina
nellantica villa dei Salina, dove tengono molto alla loro collezione di reliquie appartenute ai santi,
che in questultima parte del romanzo verr esaminata da un cardinale per accertarne lautenticit.
Concetta quindi una signora nubile e sola, ancora legata a mille ricordi del passato che la dimora
in cui abita non la aiuta a dimenticare. E molto legata ad Angelica, ma vediamo dal dialogo finale
che i suoi sentimenti per Tancredi sono rimasti intatti nonostante il tempo e le vicissitudini.
Tuttavia Concetta alla fine sente il bisogno di staccarsi dal passato, di provare a vivere quel poco di
vita che le rimane, e tutto questo racchiuso nel gesto finale del cane buttato gi dalla finestra.
Padre Pirrone
Padre Pirrone il religioso di casa Salina, nonch la guida spirituale e morale di Don Fabrizio.
Questo un po la sua spalla destra, e lo aiuta nelle decisioni e nelle occasioni importanti, lo
accompagna nelle visite di rappresentanza e guida le attivit religiose allinterno della casa. Questo
tuttavia pu servirgli anche come pretesto per allontanarsi da casa, infatti padre Pirrone spesso
viene obbligato controvoglia ad accompagnarlo nelle sue visite occasionali a Palermo, che hanno
pretesti decisamente poco clericali per salvare le apparenze di fronte alla famiglia.
Il frate inoltre, che conosce bene i peccati del principe, molto rigoroso nelle sue azioni e pretende
un certa frequenza nelle confessioni. Per esempio il giorno seguente una visita del principe ad una
prostituta, il padre va a disturbarlo nel suo osservatorio, per sapere le sue intenzioni riguardo alla
confessione, e in questo frangente possiamo osservare molto bene il carattere del frate: si dimostra
irritato di fronte alla complicit imposta di Don Fabrizio, e molto rigoroso nei suoi doveri di
religioso, e irritabile quando le opinioni del principe vanno contro quelle della chiesa, tuttavia ci
tiene alla sua complicit e la sua amicizia, e in un certo senso teme il suo rancore.
Un altro lato del religioso particolare, come del resto tutti i suoi confratelli, la pudicizia: infatti
quando si trova davanti alla figura nuda del principe appena uscito dalla vasca, sopraffatto
dallimbarazzo e dalla vergogna, forse dovuta anche al suo pensiero religioso.
Il suo ruolo allinterno della famiglia soprattutto quello di confessore, non solo durante il perdono
divino, ma soprattutto in qualit di guida morale per tutta la famiglia: il primo infatti a sapere
dellamore di Concetta per Tancredi.
Durante il colloquio di Don Fabrizio con Don Calogero, questo tiene sempre un atteggiamento
riservato e composto, quasi sopito dalle questioni della famiglia, e si risveglia dal suo torpore solo
quando vengono lodate le tante qualit di Tancredi: questo si ricorda infatti dei tanti peccatucci del
giovane, che tutti insieme lo rendono una persona che lui no ritiene degna di tante lodi. E lunico
forse della famiglia, che non rimane affascinato dallo charme di Tancredi, e lunico che lo guarda
sempre un pizzico di sospetto e disprezzo e pur volendogli in fondo bene, scorge in ogni suo gesto
un doppio fine. Anche per Angelica il frate prova gli stessi sentimenti, forse perch si tratta di una
donna o forse per la sua bellezza per lui proibita, sar uno dei pochi a non dimostrargli un affetto
sincero.
Infine, lo troviamo protagonista di una parte del libro interamente dedicato a lui,dove vediamo la
sua figura molto rivalutata. Qui, lo vediamo alle prese con la sua visita al paese natale e antichi
screzi di famiglia. In questo frangente si dimostra un personaggio furbo e molto sagace, e riesce a
risolvere i problemi grazie al caratteristico spirito di conciliazione tipico dei sacerdoti. Come loro
infatti sa ascoltare, capire e parlare con tono pacato, cose molto difficili nella Sicilia dellepoca.

Don Calogero Sedara


E il sindaco di Donnafugata e il padre di Angelica. Questo rappresenta la classe borghese che sta
prendendo il sopravvento su quella aristocratica. Egli si arricchito in breve tempo grazie alla sua
furbizia e alla sua arguzia, divenendo un uomo molto ricco, ma distinguibile dai nobili a causa dei
suoi atteggiamenti rozzi e inadatti allambiente regale in cui viene posto. Si presenta come un
uomo avente sempre le guance mal rasate, abiti bislacchi e un persistente olezzo di sudore, segni
che lo rendono una persona sgradevole agli occhi della gente nobile. Tuttavia, a volte da segni di
una certa intelligenza che lo distinguono dalla massa contadina della quale circondato, che sono
quelli che gli hanno permesso di diventare sindaco ed ampliare la sua posizione politica. E sposato
con Donna Bastiana, una donna bellissima che esce soltanto per andare alla prima messa delle
cinque e che non sa n leggere, n scrivere e quasi non sa parlare: viene definita una specie di
bestia ma la sua ignoranza dovuta in gran parte alle sue origini contadine e allassenza di
interessamento del marito nei suoi confronti. Don Calogero per questo non la porta mai con s.
Grazie al fidanzamento della figlia Angelica con Tancredi viene invitato al ballo dai Ponteleone,
dove si intrattiene con alcuni nobili grazie alla sua cultura in fatto di manovre economiche: questa
vicenda una chiara immagine della fusione tra nobilt e borghesia.
Francesca Ciccone

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Spazio e Tempo
Il gattopardo unopera che descrive la societ siciliana nel periodo attorno allindipendenza
italiana; perci, il racconto ambientato in Sicilia. Lisola, che allepoca era sotto il dominio
borbonico, fu soggetta a numerosi cambiamenti, che vengono gradualmente sottolineati
nellevolversi della narrazione.
TEMPO
Nellarco di tutto il romanzo viene dato un ricco e completo quadro riguardante laspetto temporale.
Infatti, oltre ai molti riferimenti nel testo riguardanti eventi e personaggi storici, allinizio di ogni
capitolo si trova la data esatta (mese ed anno) in cui si svolge quella parte di racconto. Cos si riesce
abbastanza precisamente a definire la durata totale del racconto: da Maggio 1860 a Maggio 1910.
Naturalmente non vengono narrati nel particolare tutti questi 50anni, ma tra una parte e laltra del
racconto vi sono numerose ellissi (lultima omette 27 anni) che permettono allautore di accorciare
il tempo della narrazione e di sottolineare eventuali cambiamenti di situazione o personaggi.
1parte: Maggio 1860.
Il racconto inizia nellanno in cui si verificano i moti per lindipendenza italiana.
Lautore evidentemente tiene molto a localizzare subito nel tempo il suo racconto, poich fin dal
quarto capoverso fornisce dei riferimenti al tempo e alla situazione storica. Infatti la prima
informazione temporale la si trova nella seconda pagina: da pi di un mese, dal giorno dei moti
del Quattro Aprile...
A pag. 38 si descrive il ritorno da Palermo in carrozza da parte di Padre Pirrone e Don Fabrizio;
lecclesiastico ha ricevuto nuove notizie riguardanti la situazione che si sta sviluppando in Sicilia:
..si temeva uno sbarco dei Piemontesi nel sud dellisola,...e le autorit avevano notato nel popolo
un muto fermento: la teppa cittadina aspettava il primo segno di affievolimento del potere, voleva
buttarsi al saccheggio e allo stupro. La situazione si sta complicando per la nobilt e i sostenitori
del regno borbonico, mentre si avvicina lo sbarco garibaldino.
2 parte: Agosto 1860.
Sono passati un paio di mesi da quando il lettore aveva lasciato la famiglia Salina nel capitolo
precedente, ed ora la ritrova in viaggio per recarsi a Donnafugata, la residenza estiva.
A pag. 25 viene descritto il clima di giubilo che serpeggia tra la gente del paese, e che pare futile ed
inutile al Principe. Le persone della cittadina anche se ormai apparentemente senza pi motivo,
continuano a portare coccarde tricolori, declamare ed organizzare cortei.
Dopo larrivo a Donnafugata, il Principe invita le persone pi importanti del paese a cena alla Villa,
e rimane scosso quando apprende che Don Calogero, il sindaco rappresentante una classe in rapida
ascesa, sta per arrivare vestito in frac. Questa apparizione lo preoccupa molto, perch mentre lo
sbarco dei Piemontesi o linstaurarsi della Repubblica possono sembrargli avvenimenti lontani,
quello il primo effetto della Rivoluzione vicino, immediato e tangibile per lui. Tuttavia i timori di
Don Fabrizio si rivelano infondati perch il vestito non appare eseguito correttamente e anzi, fa un
po sfigurare colui che lo indossa. Questo avvenimento pu essere interpretato come una metafora
della rapida e prossima ascesa della classe borghese, che momentaneamente fallisce ancora al
cospetto della nobilt, ma solo questione di poco tempo perch riesca nel suo intento.
Infine, sempre per localizzare meglio nel contesto storico la vicenda, a pagina 83 si trovano alcuni
riferimenti ad avvenimenti reali: la marcia notturna su Gibilrossa, la scenata fra Bixio e La Masa,
lassalto alla porta di Termini.

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3 parte: Ottobre 1860.


Questa parte inizia con un breve sommario riguardante il tempo atmosferico che ha regnato sulla
Sicilia nellarco di tempo che viene omesso dallellissi tra un capitolo e laltro.
Successivamente, il Principe va a cacciare con don Ciccio Tumeo, e ne approfitta per chiedere il suo
parere riguardo al Plebiscito del giorno Ventuno. Infatti, il risultato del Plebiscito svoltosi nella
cittadina di Donnafugata era suonato strano alle orecchie del Gattopardo: risultava un s unanime.
Egli era infatti sicurissimo che almeno una ventina di persone, per vari motivi, avessero votato
contrariamente, ma i risultati lo smentivano; allora il protagonista decide di chiarire i suoi dubbi con
il compagno di caccia. Don Ciccio, dopo un momento di forte incertezza ed imbarazzo, riesce ad
esprimere il suo pensiero, e confessa al padrone di aver portato al sindaco un voto contrario, e dice
di sentirsi profondamente offeso ed ignorato.
Questo dialogo svoltosi tra Don Fabrizio e don Ciccio interamente riportato in scena, e quindi si
prolunga abbastanza nel tempo della narrazione; questo probabilmente accade perch lautore vuole
mettere in evidenza questo avvenimento, cio che gi al primo Plebiscito della storia italiana,
lopinione di molte persone fu calpestata e ignorata. Tutto ci ci fornisce un ritratto molto esauriente
della mentalit delle persone al potere in quellepoca di forti trasformazioni sociali. Significativa
la frase a pagina 111: ...una parte della pigrizia, dellarrendevolezza per cui durante i decenni
seguenti si doveva vituperare la gente del Mezzogiorno, ebbe la propria origine nello stupido
annullamento della prima espressione di libert che a questo popolo si era mai presentata.
4 parte: Novembre /860.
In questo capitolo viene dato un piccolo scorcio culturale riguardante il periodo, in generale, e la
Sicilia, pi in particolare. Infatti questo fu un periodo di profonde trasformazioni a livello culturale
e di diffusione di idee, soprattutto grazie alla grande circolazione di romanzi dautore. Erano
quelli, appunto, gli anni durante i quali, attraverso i romanzi, si andavano formando quei miti
letterari che ancora oggi dominano le menti europee...(pag. 136).
La Sicilia per rimane esclusa da questo processo per vari motivi: il suo tradizionale rifiuto verso il
nuovo, lignoranza di qualsiasi altra lingua, e la censura borbonica, che agiva tramite le dogane.
Quindi nemmeno dove si poteva avere la possibilit di alcuni scambi culturali verso lesterno,
questi si verificavano, come accade ad esempio in casa Salina: Il livello delle letture era quindi
piuttosto basso, condizionato comera dal rispetto per i pudori verginali delle ragazze, da quello
per gli scrupoli religiosi della Principessa e dallo stesso senso di dignit del Principe, che si
sarebbe rifiutato a far udire delle porcherie ai suoi familiari riuniti... Da tutto ci si pu intuire
quanto quindi in quel periodo il livello di cultura e alfabetizzazione fosse basso e inadeguato.

5 parte: Febbraio 1861.


In questo capitolo, padre Pirrone si reca al suo paese natale, e l aggiorna i suoi compaesani sui
recenti fatti politici e storici di cui non sono ancora informati. Il padre traccia un quadro generale
molto duro e pessimista; parte da Gaeta, su cui sventola ancora il tricolore borbonico ma dove il
blocco ferreo; si sposta poi a parlare della Russia, definendola amica ma lontana; Napoleone III,
invece, secondo lui infido e vicino; infine preferisce tacere, forse per vergogna, sugli insorti di
Basilicata e Terra di Lavoro. Lautore, con queste informazioni vuole meglio inserire la sua storia
nelle vicende storiche dellepoca e specificare il contesto in cui si svolge.
6 parte: Novembre 1862.
In questo capitolo viene descritta una festa che viene data a Ponteleone e a cui partecipa lintera
famiglia Salina. Vi sono molte descrizioni degli ambienti, che per possono essere anche utili per
laspetto temporale dellepoca, poich il lettore ne pu dedurre il tenore di vita che conducevano
determinate persone nella Sicilia dellOttocento. La situazione che viene descritta riguarda
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naturalmente solo una piccola minoranza della popolazione sicula, poich ci che emerge di pi
sono il lusso, lo sfarzo, la raffinatezza e maestosit degli ambienti.
7 parte: Luglio 1883.
Dalla parte precedente sono trascorsi ventuno anni, e il lettore pu notare molti cambiamenti nei
personaggi a causa del tanto tempo passato.
Il penultimo capitolo tratta della morte del protagonista. Don Fabrizio aveva avuto un malore
durante il viaggio verso la villa ed i familiari decidono di fermarsi e chiamare un dottore.
Nellalbergo in cui stato portato, il Principe pu ammirare il paesaggio, il mare, e far spaziare la
mente in mille pensieri, che si riconoscono molto lucidi nonostante la condizione del fisico. Una
parte di questi pensieri riguarda il tempo, cio Don Fabrizio calcola quanto tempo ha effettivamente
vissuto; egli giunge allamara conclusione che di anni ne ha veramente vissuti allincirca due o tre,
mentre gli anni di dolori e noia erano stati settanta, ovvero tutto il resto. in questo momento che il
Gattopardo si rende conto di quanto stata vuota la sua vita e di come avrebbe potuto impiegare
meglio il suo tempo.
8 parte: Maggio 1910.
Sono passati ben ventisette anni dalla morte del Principe di Salina e quindi dallultima parte di
narrazione. Durante questultimo capitolo vi sono molte frasi che riprendono avvenimenti successi
nel lasso di tempo escluso dalla narrazione, e che ne permettono una ricostruzione. La vicenda si
riallaccia attorno a quattro personaggi: Angelica, Carolina, Caterina, ma in particolare Concetta;
tutte loro hanno subito molti cambiamenti soprattutto fisici a causa del tempo trascorso. Si viene a
sapere, infatti, che le tre sorelle hanno uno stato di salute un po precario. Di fronte alla
trasformazione fisica, il lettore riscontra per che il tempo non ha portato alcun cambiamento nei
caratteri delle persone, in particolare quello giusto ed autoritario di Concetta. Lei si rifiuta di
rimuovere dalla sua mente il passato, come dimostrano gli oggetti nella sua camera; solo alla fine
del capitolo, con leliminazione di Bendic, vuole provare a dimenticare, ma sa che non vi riuscir
mai.
Cos si conclude il romanzo, a cinquantanni dallinizio dellintera vicenda, in un mondo che un po
rimanda al passato, ma che in realt profondamente cambiato.
SPAZIO
La vicenda interamente ambientata in Sicilia, e i luoghi in cui si svolge la maggior parte del
racconto sono la Villa presso Palermo e la residenza estiva di Donnafugata.
Il racconto si apre dopo il tramonto ed il momento del rosario, quando il Principe si reca nel
giardino della villa, di cui viene data una descrizione molto particolareggiata; innanzitutto lo spazio
ha un aspetto molto racchiuso e quasi cimiteriale, quasi a metafora del carattere chiuso ed a tratti
scontroso del protagonista. Ci che emerge in forma maggiore dalla descrizione, il senso di
confusione e dabbandono dellambiente, ma nello stesso tempo colpisce la ricercatezza nella
soddisfazione del senso dellolfatto, con i pi svariati profumi della natura (p. 26/27).
In seguito viene descritto il prototipo della visita al Re, che dovrebbe ostentare fasto, lusso e ordine,
ma che si apre con un percorso in cui ci si infila in anditi sudicetti e scalette mal tenute, sbucando
in unanticamera dove parecchia gente sta aspettando. Anche lo studio del Re non viene descritto
con le caratteristiche che ci si aspetterebbe; infatti piccolo e semplice, sulle pareti si alternano
ritratti squallidi di personaggi importanti a santi di terzordine, mentre sulla scrivania regna la
confusione tra carte di colori e funzioni diverse. Questa descrizione si pu definire focalizzante per
quanto riguarda il periodo di decadenza di quella classe sociale e, pi in generale, della monarchia.
(pag. 29).
La seconda parte del racconto si apre con una lunga descrizione del paesaggio che osservano gli
appartenenti alla famiglia Salina durante il viaggio che va dalla loro casa alla residenza estiva, a
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Donnafugata. Il paesaggio che scorre davanti agli occhi dei personaggi arido, spoglio, polveroso,
assolato e monotono, e la fattoria a due ore dalla meta vista come unoasi felice che pu servire da
riposo.
Dopo larrivo alla casa di Donnafugata, il Principe desidera lavarsi, e qui viene sottolineata la
differenza tra gli innumerevoli saloni riccamente decorati e il piccolo, semplice e quasi spoglio
stanzino del bagno, in cui il protagonista riesce a trovare pace ed intimit, che per verranno presto
interrotte da Padre Pirrone.
Successivamente, Don Fabrizio si reca sul balconcino della biblioteca, da cui pu osservare il
paesaggio circostante e dominare la vista di Donnafugata. Il clima del centro abitato molto
tranquillo, paesano e semplice, e le vecchiette al sole, i monelli che giocano e i muli legati, sono
visti quasi con disprezzo e compassione dal nobile. Tutta la situazione naturalmente accompagnata
da numerosi riferimenti allarido sole cocente tipico della zona.
Nel III capitolo viene descritta la situazione in cui Don Fabrizio e Tumeo si recano a cacciare. Il
paesaggio caldo, ricco di vegetazione e segnato dal continuo vento marino, che disperde i profumi
delle piante aromatiche. Il paesaggio che osservano i due personaggi viene paragonato a quello che
in passato hanno potuto vedere gli altri popoli sbarcati in Sicilia e viene detto che sostanzialmente
non mutato; ancora una volta emerge la staticit e il rifiuto del cambiamento della Sicilia e del suo
popolo.
Nella terza parte sono descritte le scorribande e i vagabondaggi dei due fidanzati, Angelica e
Tancredi, per le immense e inesplorate stanze del palazzo. Infatti in quellepoca viene utilizzata solo
una piccola parte delle stanze della reggia di Donnafugata, mentre il resto rimane abbandonato e
inesplorato, e quindi si dice che i due personaggi hanno a disposizione per la loro intimit un intrico
labirintico e misterioso. I due amanti vanno alla scoperta di questo mondo nascosto proprio perch
rappresenta lincognito e lavventura, che sono due elementi che poi caratterizzano, pi
generalmente il loro rapporto che appena nato ed proiettato verso uno sconosciuto futuro.
Da pag. 160, viene descritto il colloquio di Don Fabrizio con il piemontese Chevalley di
Monterzuolo; qui, il Principe d un dettagliato quadro generale della situazione e dellambiente in
cui si svolge la vicenda, attraverso una digressione sulla Sicilia e la mentalit degli abitanti di
questisola. Don Fabrizio parte da una breve introduzione sulla storia della regione, in cui si sono
susseguite occupazioni, governi stranieri e di diversa religione, tutti provenienti da civilt gi
pienamente sviluppate; ci ha impedito una vera e propria crescita da parte di questa terra di
conquista, o meglio colonia. Questo, secondo Salina, spiegherebbe lattrazione e la dedizione del
popolo siciliano verso correnti di pensiero e artistiche gi tramontate e che rimandano al passato.
Poi rivolge il pensiero allinattivit e alla pigrizia della gente siciliana con questa frase: In Sicilia
non importa far male o far bene: il peccato che noi siciliani non perdoniamo mai semplicemente
quello di fare. Siamo vecchi, Chevalley, vecchissimi.
Don Fabrizio successivamente si corregge, dicendo che invece che parlare di siciliani avrebbe
dovuto parlare di Sicilia, sottolineando il forte legame che c tra questa terra ed i suoi abitanti.
Infatti lindole dei siciliani, secondo lui, sicuramente dovuta anche allambiente, alla violenza del
paesaggio, che non mai meschino, terra-terra, distensivo e umano, ma infernale e pericoloso, alla
crudelt del clima, che infligge alle persone sei mesi interminabili come linverno russo di febbre
a quaranta gradi, difficile da combattere e che impedisce ogni forma lavorativa, a cui seguono le
piogge, che sconvolgono tutto ci che prima era morente di sete. Secondo il Principe tutte queste
cose hanno formato il carattere dei Siciliani, cos condizionato da fatalit esteriori oltre che da una
terrificante insularit di animo, e quindi sottolinea il desiderio stesso di isolamento da parte delle
persone, che rimarranno sempre convinte che la normalit civilizzata dove vivono, mentre la
bizzarria allesterno.
Il V capitolo si apre con una breve descrizione del paese natale di Padre Pirrone, in cui sembra
essere diffusa lusanza di impedire il circolare di alcune informazioni attraverso leliminazione dei
loro possessori attraverso pochi colpi di schioppo.
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Successivamente si trovano altre brevi descrizioni riguardanti la vallata ventosa in cui si trova il
paesino e la casa di Padre Pirrone, che appena entrato viene assalito dai ricordi dinfanzia.
Nella sesta parte viene descritta la grande festa che viene data a Ponteleone, a cui tutta la famiglia
Salina partecipa. Numerose sono le descrizioni riguardanti lambiente, quindi i grandi saloni, lo
sfarzo e il lusso dellarredamento, la tipologia di persone che partecipano alla festa. Da tutto questo
quadro generale in cui emergono principalmente il lusso, la superficialit e lallegria, si distingue il
pensiero del protagonista, il cui filo dei pensieri seguito dal lettore per tutta la durata della festa.
Egli disprezza in fondo tutto questo ambiente quasi finto e si ritiene superiore, ma allo stesso tempo
abbattuto alla vista della societ che cambia.
Nel VII capitolo sono narrati gli ultimi momenti che precedono la morte di Don Fabrizio. Egli
decide di posizionarsi in balcone, dove pu ammirare il mare, liscio, tranquillo e inerte, su cui
troneggia un sole immobile ma ben piantato a gambe larghe che lo frusta senza piet. Questa la
metafora che esprime in realt i sentimenti del protagonista, grande e imponente come il mare, ma
ridotto allinerzia e alla calma dalla morte, che lo sta per cogliere.
Pochi versi pi avanti, Don Fabrizio ritorna sul balcone e pu far spaziare lontano lo sguardo,
ripensando alla sua casa o agli altri ambienti della sua vita, come il paese di Donnafugata, e ai
ricordi che questi luoghi gli suggeriscono.
Lultimo capitolo si apre con uno scorcio della casa delle tre signore Salina; gli elementi che si
vogliono sottolineare sono la devozione e la fede delle abitanti della casa, e questo reso possibile
attraverso la descrizione dellanticamera del palazzo in cui abitano, in cui si trova quasi sempre
almeno un cappello di prete sulle sedie.
Da pag. 255 in poi viene data la descrizione focalizzante della camera di Concetta: innanzitutto si
dice che una camera solitaria, a sottolineare che lei lunica e vera Salina rimasta, che non trova
conforto nemmeno nelle sorelle. La peculiarit di questa stanza lavere due volti: uno, che si
presenta ad un visitatore esterno, e uno, che si rivela a chi conosce veramente i fatti come sono.
Infatti, esteriormente, la camera non d limpressione di essere diversa da una normale camera di
una vecchia zitella, soleggiata, con finestre sul giardino, pavimento bianco e decorato, mobilio
antiquato e di cattivo gusto, molte immagini sacre, acquerelli e ritratti alle pareti; da tutto ci
trasudano pulizia e ordine. Solo un angolo fa eccezione al resto della stanza, in cui si trovano
quattro vecchi bauli e un mucchietto informe di pelliccia.
Invece, per chi conoscesse davvero i fatti, si afferma che per Concetta quella stanza costituisce un
inferno di memorie mummificate; infatti le quattro casse contengono il corredo della donna,
preparato invano cinquantanni prima e ricco di ritratti di persone decedute che in vita avevano
inferte ferite che erano il solo motivo per il quale erano ricordate, mentre il mucchietto di pelliccia
non era altri che Bendic, il cane di Don Fabrizio, morto e imbalsamato quarantacinque anni prima.
Caterina Rizzoni

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Le tematiche
Il Gattopardo un romanzo storico, in quanto narra avvenimenti collocati in un determinato
periodo, ispirandosi in parte a figure realmente esistite per delineare i caratteri dei suoi personaggi.
Tuttavia lautore sfrutta lo schema del romanzo storico per mettere in luce gli ideali e i problemi
delle classi sociali nellepoca in cui il romanzo si svolge e quindi gli eventi citati (sbarco dei
garibaldini, annessione del regno delle due Sicilie) sono in un certo senso l ambiente in cui si
integrano le vicende private dei personaggi. Loriginalit di questopera consiste nellesaminare
eventi e problemi del passato che possano risultare sempre attuali per chiunque legga il romanzo.
per questo che a fianco di tematiche riguardanti la politica e la societ di allora, troviamo la viva
presenza di argomenti come la giovinezza, lamore e anche la morte.
Al centro degli avvenimenti vi sono i membri della nobile famiglia Salina e in particolare il principe
don Fabrizio.
Il tema politico e sociale si sofferma soprattutto sulla classe in ascesa, cio la borghesia, osservata
per dal punto di vista di un nobile, don Fabrizio, il cui casato, cos come lintera classe sociale,
allinizio di un lento declino. Allinterno della vicenda la borghesia in ascesa rappresentata da don
Calogero Sedara, il quale per avvalersi di un maggior potere politico accetta ben volentieri il
matrimonio tra la figlia e Tancredi; il personaggio di don Calogero chiaramente poco gradito da
don Fabrizio che essendo nobile non sopporta lidea di un borghese come consuocero.
In particolare il terzo capitolo si muove su due distinti piani, ben intessuti dallautore: da una parte
la lettera di Tancredi con la domanda di matrimonio, che ci riporta al tema dellamore, dallaltra la
rievocazione della giornata storica del plebiscito che riprende il tema politico e sociale. Nel corso
del colloquio tra don Fabrizio e don Ciccio Tumeo, un argomento cos importante come il
matrimonio di Tancredi viene a poco a poco collocato sullo sfondo di un argomento di attualit
come gli avvenimenti politici e le trasformazioni sociali in corso.
Unaltra classe sociale che sicuramente si lega a nobilt e borghesia allinterno di questo tema la
Chiesa. Il personaggio che in questo romanzo la rappresenta meglio padre Pirrone, il gesuita della
famiglia Salina, che nei dialoghi con il principe assume posizioni piuttosto antiliberali, tipiche del
clero in un epoca come quella. Lo stesso matrimonio tra Tancredi e Angelica visto da padre
Pirrone con disapprovazione e anche timore, perch rappresenta un mezzo di avanzata sociale per la
famiglia Sedara, appartenente appunto ad una classe in ascesa.
Un tema particolarmente sentito dallautore quello della condizione sociale, economica e persino
climatica della Sicilia e pi in generale di tutto il meridione, che influisce molto sulle vite e sulle
vicende dei personaggi, in particolare di don Fabrizio che molto legato alla sua terra. Per quanto
riguarda laspetto geografico e climatico, lautore inserisce pi di una descrizione caratterizzante:
ad esempio nel terzo capitolo, quando don Fabrizio, durante una battuta di caccia in compagnia di
don Ciccio, si ferma ad osservare il panorama arido e brullo, che viene descritto attraverso il suo
punto di vista.
Sui problemi sociali della sua regione invece lautore non si sofferma a lungo, limitandosi ad
accennare non senza ironia ad alcuni elementi caratteristici. singolare ad esempio lallusione, nel
secondo capitolo, in occasione del viaggio verso la propriet di Donnafugata, a particolari trattative
che il principe aveva dovuto condurre con persone influenti di Girgenti per ottenere un valido
lasciapassare: lautore lascia intendere che queste persone fossero mafiosi che i Salina avevano
provveduto ad accattivarsi con sorrisi, strette di mano e tintinnii di monete per poter intraprendere
un viaggio senza imprevisti. Un altro elemento che delinea la situazione sicuramente il riferimento
agli imbrogli che vi furono in occasione del referendum che decretava lannessione del regno delle
due Sicilie allItalia. Il giorno successivo del referendum, il personaggio di don Ciccio Tumeo,
organista della chiesa di Donnafugata e amico del principe, si lamenta del fatto che, nonostante
avesse espresso un voto negativo, i risultati pubblicati parlassero di unanime scelta del si.
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Don Fabrizio rimane sempre molto affezionato alla sua terra, tanto che nelle sue ultime ore, durante
il viaggio in Campania per consultare il dottor Semmola, pur vedendo intorno a s un ambiente tutto
sommato simile a quello siciliano, egli lo percepisce ancora pi brullo e povero di quanto in realt
sia. In questo momento per il quadro del meridione si fa pi sofferente, rendendo ancora pi tristi
le ultime ore del principe.
Il tema pi intenso allinterno del romanzo sicuramente quello della morte, con cui don Fabrizio
ha un primo incontro nel momento in cui la famiglia rinviene il cadavere di un soldato nel proprio
giardino.La morte inizia ad essere un pensiero ricorrente nella mente del protagonista a partire dalla
visita ai possedimenti a Donnafugata, quando sentendo da lontano i rintocchi di un funerale, al
principe viene da confrontare la sua condizione con quella del defunto, che non ha pi a che fare
con i problemi della vita quotidiana. Un altro momento in cui il protagonista si sente
particolarmente vicino alla morte lo si trova nel sesto capitolo, quando, andando ad una festa da
ballo, la famiglia si imbatte in un prete che, accompagnato da due chierichetti, si sta recando presso
un malato per impartirgli lestrema unzione.
Alla fine del sesto e per tutto il settimo capitolo don Fabrizio si abitua sempre pi allidea che lui
stesso dovr morire, e che anzi il suo momento vicino. Lesempio che meglio approfondisce
questo stato danimo rappresentato dai pensieri che il principe fa durante la festa, dopo essersi
ritirato nella biblioteca della casa: qui don Fabrizio vede un quadro raffigurante un uomo in punto di
morte e, allinterno di una sorta di prolessi, immagina il momento della propria morte. Il tema
ritorna pi volte nelle pagine successive, secondo un crescendo che culmina al termine del settimo
capitolo, in cui proprio il principe morir; allinterno di questo capitolo lavvicinarsi della fine viene
annunciato da un rumore che al protagonista ricorda il fragore delle onde del mare e che ha un
valore metaforico. La morte appare come unentit negativa durante la vita di don Fabrizio, per poi
diventare una sorta di liberazione dal peso della stessa in questo capitolo.
Tra i temi che hanno a che vedere con la storia e la vita di ogni persona, presente il concetto della
visione retrospettiva, del ricordo, molto importante per la vicenda. Don Fabrizio passa gli ultimi
anni della sua vita in bilico tra il pensiero della morte e i numerosi ricordi del passato e il settimo
capitolo basato interamente sullequilibrio di questi due elementi. Il primo flashback significativo
si pu trovare nel terzo capitolo, in cui don Fabrizio, facendo una pausa durante una battuta di
caccia, ricorda gli avvenimenti di alcuni giorni prima.
Il personaggio che tuttavia meglio incarna il tema della visione retrospettiva Concetta, la figlia di
Don Fabrizio che era innamorata di Tancredi e che, vistoselo portare via da Angelica Sedara,
subisce un turbamento che rimarr nei suoi ricordi, fino in et avanzata (ottavo capitolo).
Per ultimo, vi in tutto il romanzo pi di un riferimento alle tematica della giovinezza e
dellamore, che si rispecchiano nel legame fra Tancredi e Angelica. Lamore per visto anche in
senso negativo: sia attraverso i dolorosi ricordi della ormai anziana Concetta, nellultimo capitolo,
ma anche attraverso lormai rassegnato don Fabrizio, secondo il quale lo spettacolo dei due giovani
che ballano, stringendo i loro corpi destinati a morire, appare pi patetico di ogni altro (capitolo
sesto).
Daniele Bolognesi

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Lautore e le tecniche narrative


Lautore
Giuseppe Tomasi, duca di Palma e principe di Lampedusa, nacque a Palermo il 23 dicembre 1896
da unantica famiglia nobiliare. La madre, donna di forte personalit, di spirito aperto e
indipendente, esercit una grande influenza su di lui, manifestando anche unaccentuata ossessivit
nei suoi confronti, mentre i rapporti con il padre furono piuttosto freddi.
Pass uninfanzia fatta di viaggi allestero e di lunghi soggiorni nel palazzo paterno di Palermo e
nella grande casa di campagna di Santa Margherita Belicea, la quale conteneva un teatro.
Fu proprio qui che Tomasi apprese a leggere e scrivere, sia in italiano, grazie ad una maestra
elementare, sia in francese, per le cure della madre. Nel 1911 si iscrisse al liceo classico che
frequent, prima a Roma, poi a Palermo; si iscrisse, in seguito, alla facolt di Giurisprudenza
dellUniversit di Roma, ma non consegu mai la laurea.
Partecip ad entrambe le guerre mondiali e ricopr la carica di ufficiale effettivo fino al 1925, anno
in cui abbandon lesercito e si ritir in Sicilia.
Giuseppe Tomasi di Lampedusa mor nel sonno poche ore dopo la mezzanotte del 23 luglio 1957 a
causa di un carcinoma polmonare.
Nella sua biografia viene data una grande importanza alla partecipazione al congresso letterario di
San Pellegrino nel 1954; in quelloccasione egli conobbe Montale, Ravegnani, Bellonci, Bassani. Il
primo usava definirlo come uno di quegli scrittori di un unico libro: infatti Il Gattopardo
lopera a cui legata la grandissima fama dellautore siciliano. Esso fu commentato dal famoso
critico letterario Geno Pampaloni nel 1959 e, nel 1963, fu tradotto in film da Luchino Visconti.
Breve riassunto
I garibaldini sono sbarcati in Sicilia: la nobilt ha presentimenti di rovina e la borghesia si prepara
ad appropriarsi delle sue spoglie. Don Fabrizio, principe di Salina, attende la rovina della propria
classe e della propria famiglia senza reagire: pur non amando ci che verr, sa che ci che stato
non pu sopravvivere e non vuole muovere un dito per salvarlo; anzi, approva in cuor suo il nipote
Tancredi, convinto che tutto deve cambiare perch tutto rimanga come era prima. Lascia inoltre che
sposi, contro il parere del resto della famiglia, la figlia di Calogero Sedara, sindaco di Donnafugata;
inoltre, allinviato di Torino che gli offre un seggio in Senato, Don Fabrizio risponde proponendo
proprio il suo futuro consuocero.
Completamente isolato da tutto ci che gli accade intorno, attende solo la morte. La sua casata
ormai destinata a non sopravvivere a lungo.
TECNICHE NARRATIVE
Titolo
Il Gattopardo rappresenta il soprannome che lautore spesso attribuisce al personaggio principale,
anche se apparentemente oscuro, dato che tale nome viene accennato poche volte a cominciare
solo dalla terza parte (pag. 95).
Livello iconico
Il racconto ci appare come un testo abbastanza lungo suddiviso in 8 parti, o capitoli, a loro volta
suddivise in vari paragrafi; le separazioni fra questi ultimi sono evidenziate dalla presenza di spazi
bianchi, i quali rappresentano ognuno unellissi, seguita da un cambiamento di situazione e, spesso,
di tempo.
Il libro inoltre caratterizzato dalla scarsissima presenza di sequenze dialogiche, tranne negli ultimi
tre capitoli, dove vanno via via aumentando, mentre nel quinto vi un monologo di Padre Pirrone;
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molto presente , invece, la pausa, dato che spesso essa, con descrizioni di avvenimenti passati e,
soprattutto, di ambienti, prende il posto delle azioni narrate.
Struttura
Il romanzo comincia con la presentazione di Don Fabrizio e del periodo in cui esso ambientato e
ripercorre le tappe della travagliata esistenza del protagonista dopo lo sbarco dei Mille, fino alla sua
morte e allinevitabile fine della sua casata.
Come detto prima, le sequenze maggiormente presenti sono quella descrittiva, seguita da quella
narrativa e, in minor parte, da quella dialogica; vi sono inoltre molte piccole
analessi, tra le quali quella nel terzo capitolo, la pi importante e pi lunga (pagg. 104-108) che
parla del ricordo di Don Fabrizio del giorno del Plebiscito. Si pu inoltre affermare che le parolechiave presenti sottolineano le tematiche del racconto: le pi significative, infatti, riguardano i
campi semantici della Sicilia, visibili soprattutto nel colloquio fra il protagonista e Chevalley, e la
morte (cap. 7).
La struttura a gradini, dato che le vicende si susseguono in ordine cronologico e hanno un inizio e
una fine (affermazione intuibile dal fatto che allinizio di ogni capitolo sono riportati il mese e
lanno in cui esse si svolgono).
La figura retorica prevalente, infine, la metafora, che spesso focalizzante nei confronti del
protagonista.
Filippo Galli

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