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03/10/12

Eterotopia (f ilosof ia) - Wikipedia

Eterotopia (filosofia)
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Eterotopia un termine coniato dal filosofo francese Michel Foucault per indicare quegli spazi che hanno la
particolare caratteristica di essere connessi a tutti gli altri spazi, ma in modo tale da sospendere,
neutralizzare o invertire l'insieme dei rapporti che essi stessi designano, riflettono o rispecchiano.
Eterotopico , per esempio, lo specchio, in cui ci vediamo dove non siamo, in uno spazio irreale che si apre
virtualmente dietro la superficie ma che, al contempo, un posto assolutamente reale, connesso a tutto lo spazio
che lo circonda. Un altro esempio di eterotopo il cimitero, unione/separazione simbolica della citt dei vivi e dei
morti, l'altra citt in cui ogni famiglia possiede la sua nera dimora. Come sono eterotopie teatri, cinema, treni,
giardini, collegi, camere d'albergo, manicomi, prigioni...
Forgiato sul modello del concetto di utopia, e come il suo simmetrico inverso, il concetto di eterotopia designa
luoghi aperti su altri luoghi, luoghi la cui funzione di far comunicare tra loro degli spazi. Laddove per le utopie
designano ambienti privi di localizzazione effettiva, le eterotopie sono luoghi reali. Gi ne Le parole e le cose.
Un'archeologia delle scienze umane (1963) Foucault contrapponeva utopie ed eterotopie, scrivendo:

Le utopie consolano; se infatti non hanno luogo reale si schiudono tuttavia in uno spazio meraviglioso e
liscio; aprono citt dai vasti viali, giardini ben piantati, paesi facili anche se il loro accesso chimerico. Le
eterotopie inquietano, senz'altro perch minano segretamente il linguaggio, perch vietano di nominare
questo e quello, perch spezzano e aggrovigliano i luoghi comuni, perch devastano anzi tempo la sintassi
e non soltanto quella che costruisce le frasi, ma quella meno manifesta che fa tenere insiemele parole e
le cose. per questo che le utopie consentono le favole e i discorsi: si collocano nel rettifilo del linguaggio,
nella dimensione fondamentale della fabula; le eterotopie (come quelle che troviamo tanto frequentemente
in Borges) inaridiscono il discorso, bloccano le parole su se stesse, contestano, fin dalla sua radice, ogni
possibilit di grammatica, dipanano i miti e rendono sterile il lirismo delle frasi
(tr. it. Milano, Rizzoli, pp. 7-8)

Nella conferenza tunisina Des espaces autres del marzo (1967) (tradotta con il titolo Eterotopie in Archivio
Foucault, Milano Feltrinelli 1998) Foucault articolava in sei princpi le modalit specifiche delle eterotopie. Mentre
il primo principio sottolinea il carattere di costante universale rappresentato dalla presenza di eterotopie all'interno
delle diverse societ del passato e attuali, il secondo insiste sulle variazioni particolari a cui le eterotopie sono
sottoposte da parte della storia o della geografia, cosicch a seconda dei periodi o delle latitudini, il loro volto pu
essere assai diverso. Il terzo principio evidenzia la possibilit intrinseca alle eterotopie di sovrapporre in un solo
luogo diverse localizzazioni incompatibili (teatro, cinema, giardini). Il quarto principio mostra la solidariet delle
eterotopie con le eterocronie: in tal caso spazi e tempi si sovrappongono. Mentre biblioteche e musei mirano a
sospendere il tempo capitalizzando lo spazio, le feste, le fiere o pi di recente i villaggi turistici si collocano
deliberatamente nell'ambito del futile e dell'effimero. Il quinto principio mostra che ogni eterotopia fondata su un
sistema d'apertura e di chiusura che al contempo la isola e la rende penetrabile. Riti di ispirazione religiosa
(hammam, bagni turchi) o meticolose disposizioni di sicurezza (caserme, prigioni) solennizzano di fatto l'ingresso
nello spazio eterotopico. Il sesto principio, infine, insiste sulla funzione propria dello spazio eterotopico nel suo
correlarsi allo spazio esteriore, sia nella forma dell'illusione sia nella forma della compensazione. Foucault chiudeva
la sua conferenza sulle eterotopie con queste parole:
it.wikipedia.org/wiki/Eterotopia_(f ilosof ia)

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Eterotopia (f ilosof ia) - Wikipedia

Se si pensa che dopotutto un battello un frammento di spazio galleggiante, un luogo senza luogo e che
affidato al contempo all'infinit del mare e che, di porto in porto, da una casa chiusa all'altra, si spinge fino
alle colonie per cercare ci che esse nascondono di pi prezioso nei loro giardini, voi comprendete perch il
battello stato per la nostra cultura non solo il pi grande strumento dello sviluppo economico, ma anche la
riserva pi grande dell'immaginazione. Il naviglio l'eterotopia per eccellenza. Nelle civilt senza battelli i
sogni inaridiscono, lo spionaggio rimpiazza l'avventura, e la polizia i corsari
(Dits et crits, cit. p. 1581)

Bibliografia
M. Foucault, Le parole e le cose, Milano, Rizzoli
M. Foucault, Eterotopie, in: Archivio Foucault, Milano, Feltrinelli
G. Panella, G. Spena, Il lascito Foucault, Firenze, Clinamen
F. Boulland, Michel Foucault, penseur de l'espace, conferenza del 2003, Universit Charles de Gaulle
M. Foucault, Utopie Eterotopie, Napoli, Cronopio
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Categoria: Concetti e principi filosofici
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