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IL BORGO UMBERTO SABA

Il Borgo una poesia di Umberto Saba facente parte della raccolta Cuor Morituro
(destinato alla morte) del 1925-1930 in cui vediamo i passi del poeta che si
avvicinano alla sua infanzia, alla sua estraneit rispetto al resto degli uomini, al forte
senso di isolamento, al desiderio di ritrovare la pace e la tranquillit e all amore per
la propria citt. Ed proprio in Il borgo che troviamo questi passi muoversi al
meglio.
Il poeta si trova a passeggiare nelle vie del borgo quando gli accade qualcosa di
nuovo. Nasce improvvisamente in lui il desiderio di uscire da se stesso e immergersi
nella vita comune di tutti gli uomini. Si rende conto di non aver mai provato una gioia
simile e pensa di non averne unaltra simile nella vita. Aveva ventanni ed era malato
quando venne catturato da quel desiderio.
Dove da piccolo vedeva delle case su una collina, ora vede un borgo, ed proprio qui
che ha sviluppato per la prima volta il desiderio di vivere la vita di tutti, avere la fede
come tutti, parlare in modo semplice come tutti, condividere gli stessi valori. Ma in lui
continua a serbare uno spazio di salvezza da cui poter ammirare la sua vita da uomo
comune. Il suo desiderio per dura appena il tempo di un sospiro. Nelle strade del
borgo, ormai cambiate pi di lui, ritrova leco perduto della sua giovinezza. Sui muri,
gli uomini e ogni cosa ci sono i segni del tempo trascorso, il tempo che cambia tutte le
cose mortali. La chiesa ancora gialla ma il prato da cui circondata meno verde di
prima. Il mare che scorge in basso ha un solo enorme bastimento fermo, che sembra
pendere da un lato. Tutta la vita che sognava finisce improvvisamente. Ora ci sono
altre forme e colori perch tornato alla sua sofferenza, aspettando la morte. Si
domanda se prima o poi ritorneranno, o al borgo o in un altro luogo simile, i giorni
felici. Pensa che magari ci sar un altro uomo nel suo stesso stato di sofferenza che
sperer per una vita comune, una vita felice.
In tutto ci che il poeta vive, si individuano tre momenti principali: il suo passato, il
presente, e il futuro. Possiamo percepirlo dalluso dei tempi verbali, appunto, il
passato il presente e il futuro, ma anche dalle fasi della vita, ovvero la sua infanzia, il
suo presente, in cui sviluppa il suo desiderio che subito si annulla, e il futuro, in cui
immagine lavvenire di un uomo come lui.
La poesia composta da otto strofe libere, formate a loro volta da versi di varia
lunghezza, infatti troviamo ottonari, ternari, endecasillabi e anche parole singole, che
rimandano ai versi ungarettiani. Le figure metriche a cui il poeta ricorre pi
frequentemente la sinalfe ovvero la fusione tra la vocale finale di un parola con la
vocale iniziale della parola successiva. Inoltre abbiamo un vasto uso di enjambemant,
che danno vita ad un ritmo prolungato.
Possiamo inoltre individuare parole chiave che ci portano a comprendere meglio il
significato e il contenuto di ogni strofa:
Nella prima strofa vie e borgo, ci fanno capire lattaccamento del poeta per la citt;
nella seconda strofa sospiro, desiderio, vita, uomini ci trasmettono il bisogno di
Saba di evadere da se stesso; nella terza strofa gioia e malato, infatti il poeta
esprime la sua gioia nellevadere da se stesso; nella quarta strofa infanzia, dove fa
riferimenti alla sua vita passata e al modo in cui le cose cambiano; nella quinta fede,
cantuccio, desiderio, gioia, questa strofa si pu dividere in due parti: nella prima
continua ad esprimere il suo desiderio di immergersi nella vita delluomo comune e
nella seconda il desiderio di lasciare un spazio in lui da cui poter ammirarsi
dalllesterno come uomo diverso. Nella sesta e nella settima strofa , oscure, poco,
desiderio, breve mutato, finite, ancora, meno, solo, patire E qui che in Saba si
spegne la volont di cambiare e che capisce, che le cose intorno a lui sono ormai
mutate pi di lui ed qui che inizia ad attendere la morte. Nellottava (ed ultima)
strofa abbiamo ritorner, un altro, mia vita, travaglio, dove si chiede se mai in

futuro ci sar un altro uomo come lui che passer le stesse cose. Nella poesia c luso
ricorrente della parola desiderio a cui vengono rispettivamente accostati gli aggettivi
improvviso, vano, dolce, poco. Il nel nostro poeta, che cammina nella sua amata
citt, si sviluppa improvvisamente la volont di cambiare, di abbandonare la sua vita
da uomo sprecato e solitario per diventare come un uomo di tutti i giorni. Questo suo
sogno per dolce quanto vano, poich gli provoca gioia, ma andando avanti e
guardando che le cose intorno a lui, come le mura, il prato, il bastimento sono
cambiate si rende conto che tutta unutopia. Lui ormai ci che diventato col
tempo e destinato alla morte.
Nella quinta strofa, c inoltre la presenza della forte avversativa MA che accompagna
la parola cantuccio. Ci sta a indicare che Saba, non prova gioia soltanto nella
speranza di essere un uomo diverso, ma desidera provarla anche guardando il suo
mutamento da una prospettiva diversa, ovvero dalluomo che stato per tutto questo
tempo.
Nella penultima strofa si forma un parallelismo tra le parole forme, colori, vita e
forme, colori, altri. Nel primo caso Saba fa rifermento a ci di buono che ha potuto
creare con la sua immaginazione, cio con il suo desiderio di esser diverso, mentre nel
secondo caso fa riferimento a ci che ha concretamente compiuto con sofferenza e
dolore durante il corso della sua vita da uomo che realmente .
Il lessico scelto composto da parole piuttosto semplice, ma cariche di significati
simbolici. La lirica riguarda il dolore delluomo e la speranza di sfuggire ad esso
uscendo da se stessi e essere uguale a tutti gli altri uomini, ma quando il poeta
realizza che tutto ci vano, cerca di trasmettere il suo desiderio agli uomini futuri