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CLASSIFICAZIONE DEI MATERIALI

I materiali di interesse tecnologico possono


essere classificati secondo:
applicazioni
propriet
tipo di legame chimico
struttura (cristallina o amorfa)

CLASSIFICAZIONE PER APPLICAZIONI


Materiali per:

Elettronica
Meccanica
Energia
Biomedicina
Edilizia
Industria alimentare

CLASSIFICAZIONE PER PROPRIETA


CLASSI DI MATERIALI DI INTERESSE
INGEGNERISTICO
METALLI
CERAMICI
VETRI E VETROCERAMICI
POLIMERI
COMPOSITI

I MATERIALI METALLICI
I materiali metallici sono sostanze inorganiche
composte da uno o piu elementi metallici (Es. Fe, Cu,
Al, Ni, Ti), che possono pero anche contenere alcuni
elementi non metallici (es. C, N, O).

I metalli e le leghe sono in genere suddivisi in due


classi:

Metalli e leghe ferrose (contengono una elevata


percentuale di ferro, come gli acciai e le ghise);
Metalli e leghe non ferrose (non contengono ferro o ne
contengono piccole quantita).
Superleghe (a base di Ni, Fe-Ni-Co) migliorate
prestazioni ad alte temperature e elevati livelli di sforzo.

I MATERIALI METALLICI
Proprieta generali dei metalli:
opacita (non trasparenti alla luce visibile)

lucentezza (riflettono la luce)


elevata resistenza meccanica (quelli di
interesse ingegneristico)
rigidezza

duttilita (si piegano prima di rompersi)


elevata conducibilita termica ed elettrica

resistenza agli sbalzi termici


struttura cristallina (di norma)
facile lavorabilita

densita variabili fra 2,7 e 8 g/cm3

I MATERIALI CERAMICI
I ceramici sono materiali inorganici costituiti da
elementi metallici e non metallici legati fra di loro.
Sono cio costituiti da composti (ossidi, carburi,
nitruri, ..)(Al2O3, SiC, Si3N4,)
Possono essere cristallini (ceramici propriamente
detti), non cristallini (vetri), parzialmente cristallini
(vetroceramici).

I MATERIALI CERAMICI
Proprieta generali dei ceramici
fragilita (non si deformano prima di rompersi)
rigidezza

elevata durezza
scarsa conducibilita termica ed elettrica
refrattarieta (resistenza ad alte temperature)
inerzia chimica anche in ambienti aggressivi

struttura cristallina
densita variabili fra 3 e 5 g/cm3

I VETRI
vengono preparati per fusione di ossidi
(SiO2, Na2O, CaO, Al2O3, K2O,...)
fragilita (non si deformano prima di rompersi)
rigidezza
durezza
scarsa conducibilita termica ed elettrica

lavorabili solo a caldo


struttura amorfa
densita di circa 2,5 g/cm3

I MATERIALI POLIMERICI
La maggior parte dei polimeri:
non pu sopportare alte temperature
e termicamente ed elettricamente isolante

ha modesta resistenza meccanica


deformabile plasticamente
alcuni hanno propriet elastiche (gomma)
bassa densita, spesso minore di 1g/cm3
Sono materiali costituiti da lunghe catene o reticoli di molecole
organiche (contenenti carbonio).
Generalmente sono non cristallini, ma in alcuni casi possono
essere parzialmente cristallini.

I MATERIALI COMPOSITI
I materiali compositi sono costituiti da almeno due
fasi distinte: una matrice (di tipo ceramico,
polimerico o metallico) in cui si trova dispersa una
seconda fase.
compositi naturali:

legno, osso

Sono dotati di propriet che non possono essere


garantite dai singoli costituenti.
Grazie allo sviluppo dei materiali compositi e alla
combinazione fra le propriet dei materiali stata
estesa la gamma di applicazioni e di prestazioni
possibili ai materiali tradizionali.

Materiali compositi : combinazioni di propriet.

Obiettivi (esempi):
aumentare la durezza di materiali metallici
rinforzi ceramici

aumentare la rigidit e la resitenza a trazione


di materiali polimerci rinforzi di fibre di
vetro, di carbonio
ridurre il peso dei componenti matrice
polimerica

I MATERIALI COMPOSITI
si classificano a seconda della matrice in:

compositi a matrice metallica


compositi a matrice polimerica
compositi a matrice ceramica
compositi a matrice vetrosa o vetroceramica
esempi: vetroresine, calcestruzzo armato,

I MATERIALI COMPOSITI
Si classificano anche a seconda della seconda
fase:
compositi rinforzati con fibre (lunghe o corte)
compositi rinforzati con particelle

la seconda fase puo appartenere ad ognuna


delle classi principali dei materiali

CLASSIFICAZIONE PER TIPO DI LEGAME


CHIMICO
solidi metallici: atomi legati insieme da legame

metallico. Legame non direzionale.


solidi ionici: solidi tenuti insieme da attrazione
elettrostatica fra cationi e anioni. Legame non
direzionale.
solidi covalenti: atomi legati ai propri vicini da
legami covalenti. Legame direzionale.
solidi molecolari: insiemi di molecole vincolate
nella loro posizione da legami intermolecolari deboli.
Legame direzionale.

Solidi metallici: metalli puri, leghe metalliche, (Li, Ca, Al, Fe, W, acciai,
leghe non ferrose).

Solidi ionici : NaCl, AgCl, KCl, MgO, CaO, ...

Solidi covalenti: diamante, SiC, ...

Solidi molecolari: I2, CO2 CH4, polimeri, ..

Solido metallico

Proprieta dei solidi metallici:

Dipendono dalla non direzionalita del legame e


dallesistenza di elettroni delocalizzati.
Proprieta fisiche

Gli atomi nei metalli puri hanno la stessa


dimensione: e possibile raggiungere il massimo
impacchettamento atomico alta densita.
La forza di legame e molto variabile e dipende dalla
configurazione elettronica (n di elettroni di valenza).

Dalla forza di legame dipendono la durezza e il punto di fusione: il


mercurio e liquido a temperatura ambiente, il gallio fonde a
temperature prossime a quella ambiente, il sodio metallico e morbido,
il tungsteno e durissimo e altofondente.

TEMPERATURE DI FUSIONE
Conf.
Tfus
elettronica (C)

Conf.
Tfus
elettronica (C)

Conf.
Tfus
elettronica (C)

W 5d4 6s2

3410 Mg 2p6 3s2

651 K

4s1

63,5

3d2 4s2

1675 Pb 6s2 6p2

327 Ca

4s2

851

Fe 3d6 4s2

1536 Sn 5s2 5p2

232 Zn

3d10 4s2

419

Ni 3d8 4s2

1453

4s2 4p1

29,8

Cu 3d104s1

1083

Ti

Ga

Proprieta dei solidi metallici:


Proprieta ottiche
Non sono trasparenti alle radiazioni luminose perche
gli elettroni delocalizzati (appartenenti a diversi livelli
energetici vicinissimi fra loro) interagiscono con
qualunque radiazione nel visibile, che viene assorbita
(opacita).
Proprieta elettriche
Gli elettroni delocalizzati possono essere messi in
movimento anche da un potenziale blando: elevata
conducibilita.

Proprieta meccaniche
Elevata plasticita (facile scorrimento reciproco dei
piani cristallini) legata alla non direzionalita del legame
chimico e al fatto che gli atomi sono tutti uguali (non si
deve garantire elettroneutralita).

Solido ionico

Proprieta dei solidi ionici


I legami ionici si possono formare fra elementi molto elettropositivi
(metalli) ed elementi molto elettronegativi (non metalli). Nel processo di
ionizzazione gli elettroni vengono trasferiti dagli atomi degli elementi
elettropositivi agli atomi degli elementi elettronegativi, producendo cationi
ed anioni. Le forze di legame ionico sono dovute allattrazione
elettrostatica (forze coulombiane) tra ioni di carica opposta.

Le posizioni
reticolari sono
occupate da
particelle cariche
(ioni) di dimensioni
diverse.

Solidi ionici

La stabilit del solido assicurata dallattrazione


elettrostatica tra ioni di segno opposto
Il cristallo deve essere elettricamente neutro
La struttura cristallina influenzata dalle
dimensioni relative tra il raggio cationico e anionico
rC/rA

Solidi ionici

Le strutture stabili si formano quando gli anioni che


circondano un catione sono tutti in contatto con quel
catione

Configurazione instabile:
deve diminuire il numero
di coordinazione

Solidi ionici:
numero di coordinazione in
funzione del rapporto rC/rA

lineare

triangolare
tetraedrica

n.c. pi comuni
per i ceramici

ottaedrica

cubica

Esempio
Calcolare il minimo rapporto dei raggi cationeanione per la coordinazione ottaedrica

Proprieta dei solidi ionici


Il grado di impacchettamento dipende dalle dimensioni
reciproche degli ioni e dalla necessita di assicurare
elettroneutralita del solido.

Proprieta fisiche
Elevati punti di fusione dovuti alla elevata forza di
legame.
Densita moderate: la disposizione degli ioni nello spazio
non raggiunge il massimo impacchettamento possibile
perche per garantire elettroneutralita (e minimizzare la
repulsione fra ioni dello stesso segno) gli ioni si
posizionano secondo una serie discreta di possibili
disposizioni geometriche che dipendono dal rapporto dei
raggi degli ioni.

Proprieta elettriche

I solidi ionici sono buoni isolanti, sono conduttori allo


stato liquido o in soluzione acquosa.
Proprieta ottiche
Alcune frequenze della luce visibile possono
interagire con gli elettroni di legame e venire
assorbite in genere non trasparenti, dotati di
colore proprio.

Proprieta meccaniche
Quanto piu vicini sono gli ioni tanto maggiore e la
durezza.

BeO MgO

CaO SrO

BaO

1,65

2,10

2,40

2,57

2,77

Distanza M-O ( )

9,0

6,5

4,5

3,5

3,3

Durezza (Mohs)

La durezza cresce con il crescere del numero di


ossidazione (cioe della carica) il legame e piu forte.
NaF

MgO

ScN

TiC

2,31

2,10

2,23

2,23

Distanza M-X ( )

3,2

6,5

7,5

8,5

Durezza (Mohs)

I solidi ionici sono soggetti a frattura fragile

Solidi covalenti
Sono costituiti da atomi, tenuti insieme da forti legami
covalenti.
Esempi di cristalli di questo tipo sono il carbonio elementare,
sia in forma di diamante che di grafite, e il quarzo (SiO2).

Solido covalente (Diamante)

Il diamante caratterizzato da estrema durezza, un punto


di fusione elevatissimo e pessima conducibilit elettrica.

C diamante

C grafite

La grafite una forma allotropica del diamante. Nel cristallo


si pu riconoscere un'organizzazione in strati sovrapposti,
tenuti insieme da interazioni di Van der Waals. Questo spiega
la facile sfaldabilit della grafite e il suo uso come lubrificante.
Per la presenza di numerosi elettroni p, delocalizzati su
ciascuno strato, la grafite un buon conduttore di corrente.

Proprieta dei solidi covalenti:


Dipendono dalla direzionalita del legame e dallelevata
energia di legame.

Diamante

Proprieta fisiche
Elevati punti di fusione dovuti alla elevata forza di
legame.

Basse densita, a causa


impacchettamento
atomico
direzionalita del legame).

del non
(vincolato

totale
dalla

Proprieta elettriche
Bassa conducibilita elettrica (elettroni fortemente
legati in legami specifici forti).

Proprieta ottiche
Trasparenti e incolori. L energia di legame e maggiore
dellenergia della radiazione incidente: questultima non
interagisce con gli elettroni di legame, non viene
assorbita e passa attraverso il materiale.
Proprieta meccaniche

Elevata durezza (legame ad elevata energia),


indeformabili, soggetti a frattura fragile (legame
direzionale).

Lungo la tavola periodica si osserva un graduale cambiamento di


propriet degli elementi. Si parla allora di legami misti :

ionico-covalente (ceramici, semiconduttori GaAs, ZnS),


metallico-covalente (Si e Ge),

metallo-ionico (composti intermetallici Al-Co, Fe-Zn),

La percentuale di carattere ionico aumenta con la


differenza di elettronegativit

Adapted from Fig. 2.7, Callister 6e. (Fig. 2.7 is adapted from Linus Pauling, The Nature of the Chemical
Bond, 3rd edition, Copyright 1939 and 1940, 3rd edition. Copyright 1960 by
Cornell University.

Solido molecolare (Iodio)

Proprieta dei solidi molecolari:


Proprieta fisiche

Punti di fusione (o di sublimazione) bassi (bassa forza di


legame)
Calore di sublimazione
(kcal/mole)

Calore di dissociazione
(kcal/mole)

Cl2

4,5

58,5

H2

0,5

100

Proprieta elettriche e ottiche

Non dipendono dai legami intermolecolari, ma da quelli


intramolecolari (gli unici con energia abbastanza elevata da
poter interagire con quelle esterne)
Proprieta meccaniche

Durezza bassissima (legami intermolecolari deboli)

CLASSIFICAZIONE PER STRUTTURA


SOLIDI AMORFI (vetri e polimeri)
Disposizione disordinata degli atomi o delle molecole,
paragonabile a quella dei liquidi (ordine a corto raggio).
Proprieta ottiche, elettriche e meccaniche ISOTROPE.

SOLIDI CRISTALLINI (metalli, ceramici).


Disposizione ORDINATA degli atomi, ioni o molecole,
secondo un ben preciso reticolo cristallino (ordine a
lungo raggio).
Il reticolo si genera
per ripetizione nelle tre
dimensioni di una unita strutturale minima, detta cella
elementare.
Proprieta ottiche elettriche e meccaniche ISOTROPE.

ECCEZIONI vetroceramici, alcuni polimeri e


compositi possono presentare sia struttura amorfa,
sia cristallina, a seconda delle zone.

CORRELAZIONI STRUTTURA-PROPRIETA DEI


MATERIALI:
STRUTTURA CRISTALLINA e TEMPERATURA DI FUSIONE

Temperatura di passaggio solido/liquido


(Tfus)
e direttamente proporzionale alla forza del
legame chimico presente nel materiale
Tfus limita il campo di impiego dei materiali

RISCALDAMENTO DI MATERIALI CRISTALLINI E AMORFI

I solidi cristallini presentano


una temperatura di fusione
precisa, accompagnata da una
netta variazione di proprieta
fisiche.

I solidi amorfi sono privi di


temperatura di fusione precisa,
le loro proprieta variano
gradualmente
allaumentare
della temperatura.

STRUTTURA CRISTALLINA
Un materiale cristallino e caratterizzato da una
disposizione ordinata di atomi (es: metalli), o ioni (es:
ceramici) o molecole (es: alcuni polimeri)
STRUTTURA MONOCRISTALLINA: tante celle
cristalline orientate allo stesso modo per formare un
monocristallo.
(es. Silicio per microlelettronica, monocristallo di zaffiro)

STRUTTURA
POLICRISTALLINA:
tante
celle
cristalline accresciutesi senza che vi fossero le
condizioni perche si orientassero allo stesso modo. In
generale, i materiali cristallini sono POLICRISTALLINI
(es.metalli, leghe, ceramici)

STRUTTURA CRISTALLINA
Nei materiali cristallini (mono o poli) gli atomi,
o gli ioni, o le molecole sono sistemati
ordinatamente in posizioni geometriche ben
definite in un reticolo tridimensionale. Sono
mantenuti in queste posizioni dai LEGAMI
CHIMICI.
Tra atomi, o ioni, o molecole si esercitano
forze attrattive o repulsive tali da farli
accostare ad una distanza di EQUILIBRIO
(DISTANZA DI LEGAME).

Il reticolo tridimensionale formato da un insieme di solidi identici a


forma di parallelepipedo delimitati da facce piane e parallele a forma di
parallelogramma.
Ognuno di questi solidi contiene atomi solo ai vertici e costituisce
una cella primitiva, rappresentativa della struttura cristallina cui
Per comodit di
appartiene.

rappresentazione gli atomi


non vengono descritti come
entit a stretto contatto fra di
loro, ma come punti di un
reticolo tridimensionale
ottenuto dividendo lo
spazio con tre serie di
piani.
I piani di ogni serie sono
fra loro paralleli ed
equidistanti.
La distanza fra due piani pu
variare da una serie all'altra
e inoltre langolo di
intersezione fra una serie e
l'altra pu essere eguale o
differente da 90.

Ogni punto o nodo reticolare che si trova su un


vertice della cella circondato da punti distribuiti con
identica regolarit e pu quindi essere assunto come
origine di un sistema di tre coordinate ( x,y,z ) le cui
direzioni sono parallele a quelle delle tre serie di piani.
Una cella primitiva pu ora essere definita da tre
vettori, a , b , c , le cui direzioni coincidono con
quelle delle tre coordinate che costituiscono gli assi
cristallografici della cella.

CELLE CRISTALLINE
a,b,c
a,b,g

parametri di cella
angoli di cella

a,b,c valgono circa 0,1-0,26 nm a T ambiente e in


assenza di forze applicate dallesterno
a,b,c, a, b, g prendono il nome di costanti reticolari
definiti i parametri e gli angoli di cella, e possibile
conoscere la struttura di un qualsiasi materiale
cristallino

CELLE CRISTALLINE
a,b,c variano con la T e con
lapplicazione di carichi
a 0 K gli atomi sono fermi sulle posizioni
di equilibrio
al crescere della T oscillano intorno alle
posizioni di equilibrio provocando effetti
macroscopici quali la dilatazione termica
e poi la fusione.

Le possibili relazioni di uguaglianza e disuguaglianza


esistenti fra le costanti reticolari porta alla definizione
di sette sistemi regolari di punti o tipi di reticoli
semplici.
a=b=c
a=bc
abc

a = b = g = 90
a = b = g = 90
a = b = g = 90

cella CUBICA
cella TETRAGONALE
cella ORTOROMBICA

a=b=c
a=bc
abc

a = b = g 90
a = b = 90 , d= 120
a = b = 90 d

cella ROMBOEDRICA
cella ESAGONALE
cella MONOCLINA

abc

a b g 90

cella TRICLINA

Reticoli semplici

Reticoli composti e Reticoli di Bravais


Esistono altri sette reticoli
composti, ottenuti per
compenetrazione o traslazione
di reticoli semplici, ciascuno dei
quali gode sempre della stessa
periodicit.
I sette reticoli composti possono
essere ricondotti, per quanto
concerne le relazioni fra le
costanti reticolari, ad alcuni fra i
reticoli semplici, dai quali
differiscono per la presenza di
punti reticolari anche in
posizioni differenti dai vertici.
I quattordici reticoli vengono
chiamati reticoli di Bravais.

Ogni cella semplice o primitiva delimitata da otto atomi. Ciascuno di essi


per condiviso da altre sette celle per cui ogni cella ha mediamente un
solo atomo.

Le celle composte contengono invece un numero maggiore di atomi.


Cos, ad esempio, le due celle ccc e cfc contengono rispettivamente
2 e 4 atomi per cella, in quanto agli 8 atomi che contano per 1/8
disposti ai vertici si devono aggiungere, nel primo caso, latomo
centrale, che appartiene tutto alla cella, e nel secondo caso i 6 atomi al
centro delle facce, ciascuno dei quali conta per , perch condiviso
da due celle adiacenti.

ccc

cfc

Siti interstiziali tetraedrici e ottaedrici

Siti interstiziali: vuoti presenti nelle strutture


cristalline
Molto importanti i siti presenti nelle strutture cfc

POSIZIONI DEGLI ATOMI NELLE CELLE


ELEMENTARI

Sono determinate usando distanze unitarie sugli assi x, y, z: coordinate di


reticolo
Come esempio si riportano le posizioni per gli otto atomi negli angoli della
cella elementare CCC e di quello centrale.

INDICI DI MILLER DELLE DIREZIONI


Lordinato ripetersi di atomi (o ioni, o molecole) in un reticolo
cristallino porta alla formazione di filari di atomi. Ogni atomo pu
far parte di pi filari, ciascuno dei quali si differenzia dagli altri per
una diversa direzione ed, eventualmente, per una differente
densit atomica.

Una direzione cristallografica pu essere precisata considerando una


linea parallela alla direzione e passante per lorigine degli assi
cristallografici, stimando quali sono le coordinate corrispondenti a un
atomo qualunque toccato da tale linea e trasformando i valori delle
coordinate nei tre pi piccoli numeri interi.
Questi numeri, chiamati indici di Miller
della direzione, sono genericamente
indicati con le lettere u, v, w e scritti fra
parentesi quadre.

Essi indicano di quante volte le componenti


del vettore (che unisce lorigine delle
coordinate con latomo qualunque prescelto)
sono pi lunghe degli spigoli della cella di
riferimento ad esse paralleli.

Esempi di indici di direzioni in un reticolo cubico.

Gli indici di Miller per le direzioni corrispondenti agli assi x, y,


e z valgono rispettivamente [100] [010] [001].

Partendo dallorigine delle coordinate,


lungo la direzione evidenziata si
incontra il punto di coordinate 1, 1, 1.
La direzione ha la seguente
indicizzazione: [111].

Le coordinate del punto A


valgono 1/2 , 1 , 1/2 ovvero,
trasformate in numeri interi, 1, 2 ,
1 e quindi gli indici di Miller della
relativa direzione valgono [121]

Per ciascuno dei tre assi possono esistere coordinate sia


positive che negative. Quindi possibile anche avere indici
negativi, rappresentati mediante una barra posta sopra
lindice stesso.

Se si considerano le tre direzioni [100][010] e [001] e le


tre 1 00 , 01 0 , 001 , si pu osservare che ciascuna di esse,
essendo del tutto arbitraria la scelta dellorigine e
dellorientamento dei tre assi x, y, z , pu essere considerata
come la [100].

Le sei direzioni sono cristallograficamente equivalenti e


lungo ciascuna di esse la distanza fra i punti reticolari la
stessa.

Linsieme di queste sei direzioni equivalenti viene chiamato


famiglia di direzioni. Per esempio linsieme delle direzioni
viene contraddistinto con il simbolo <100>.

INDICI DI MILLER DEI PIANI


CRISTALLOGRAFICI
Gli orientamenti dei piani appartenenti ad una struttura cristallina sono
rappresentati in modo analogo a quello impiegato per le direzioni.
Anche in questo caso necessario definire un criterio di indicizzazione
dei piani cristallografici.
Questi indici vengono genericamente indicati con i simboli h , k , l e
sono i reciproci delle intersezioni fra gli assi di riferimento e il piano
considerato, modificati in modo tale da dar luogo alla minima serie di
numeri interi.

Nellesempio in figura, relativo a un reticolo cubico, le intersezioni fra il


piano segnato e gli assi x , y , z sono rispettivamente 1 , 3 , 2.
I loro reciproci valgono 1/1 , 1/3 , 1/2 e , passando a valori interi, si
hanno i numeri 6 , 2 , 3.
Quindi:

gli indici di Miller, che vengono scritti fra parentesi tonde, sono (6 2 3).

Se non venissero usati i reciproci delle intersezioni i piani paralleli a uno o


pi assi avrebbero intersezioni con tali assi allinfinito.
Mediante il ricorso ai reciproci delle intersezioni si ottiene invece 1/ = 0.

Consideriamo ad esempio, il piano evidenziato in figura. Le intersezioni


con gli assi x , y , z sono 1 , , , i reciproci 1/1 , 1/ , 1/
ovvero 1 , 0 , 0 .
Gli indici di Miller sono ( 1 0 0 ).

Analogamente a quanto descritto per le direzioni, in un


cristallo vi sono dei piani equivalenti, ad esempio quelli
corrispondenti alle facce di una struttura cubica dove gli
atomi hanno lo stesso addensamento. I loro indici sono
(100), (010), (001), 1 00 , 0 1 0 , 001

Questi sei piani cristallograficamente equivalenti


costituiscono una famiglia di piani che viene
complessivamente indicizzata come {100}.

Esempi di indicizzazione di piani reticolari in un reticolo cubico:

Numero di coordinazione
Il numero di coordinazione il numero di atomi pi vicini che un atomo
possiede in un determinato reticolo.
Ad esempio, l'atomo centrale della cella cubica a corpo centrato
circondato da otto atomi che distano tutti: a3/2 = a.0,87,

4R = a3
N.C. = 8

Invece un atomo di una cella cubica a facce centrate a contatto con


altri dodici atomi distanti tra loro a 2/2 = a.0,7.

4R = a 2

N.C. = 12

In figura questo atomo al centro della faccia comune alle due celle
cubiche a facce centrate. Latomo di riferimento a contatto con tre atomi
pi vicini allosservatore (A); con sei atomi complanari (B) e infine con
altri tre atomi pi lontani dallosservatore (C). I piani A, B e C sono tra
loro paralleli. Gli atomi del piano A sono ruotati di 60 rispetto a quelli
del piano C.

Anche nel reticolo esagonale compatto il numero


di coordinazione vale 12 facendo riferimento
allatomo centrale del piano B. In questo caso gli
atomi del piano A, a differenza di quanto
osservato nel reticolo cfc , sono esattamente
sovrapposti a quelli del piano C.

Fattore di compattazione atomica


In una struttura cubica a corpo centrato (ccc) che contiene
due atomi di raggio r per cella, di costante reticolare a, si
definisce un fattore di compattazione atomica (FCA) dato
dal rapporto tra il volume degli atomi nella cella
elementare, pari a 2 4/3 r3, e il volume della cella
elementare a3.

n. atomi per cella = 2

FCA: CCC
Nella cella ccc gli atomi sono a contatto lungo la
diagonale del cubo che costituita da 4 raggi atomi;
cio
4r = a3 , ovvero a = 4r / 3;
sostituendo si ha:
FCA = 2 4/3 r3 /( 4r / 3 )3 = 0,68.
Il 68% del volume della cella occupato dagli atomi e il
32 % da siti vuoti.

n. atomi per cella = 2

FCA: CFC
Nella struttura cubica a facce centrate (cfc) che contiene 4
atomi di raggio r per cella di costante reticolare a il FCA si
ricava osservando che la diagonale di una faccia del cubo
costituita da 4 raggi atomici; cio
4r = a2, ovvero a = 4r / 2;
sostituendo si ha:
FCA = 4 4/3 r3 / (4r/2)3 = 0,74.

Il 74% della cella occupato dagli


atomi e il 26% da siti vuoti.
Questo il massimo addensarsi
degli atomi possibile al quale
corrisponde un numero di
coordinazione pari a 12.

n. atomi per cella = 4

FCA: EC
Lo stesso numero di coordinazione (12) si trova nelle
strutture esagonali compatte.

IMPILAGGIO DEI PIANI

In uno strato compatto, ogni sfera a


contatto con altre sei sfere.

Per ogni gruppo di tre sfere a


contatto si forma un interstizio
planare al centro del triangolo
costituito dai centri delle tre sfere che
si toccano. Nelle figura sono indicati
alternativamente con B e C, mentre
A indica il centro di una sfera.

Ognuno degli interstizi pu


accogliere una sfera di un
successivo strato compatto (parallelo
al precedente), ma soltanto gli
interstizi di un solo tipo (B o C)
vengono occupati se si sistemano
tutte le sfere dello strato successivo.

IMPILAGGIO DEI PIANI


Fino a questo punto la scelta arbitraria (come
arbitraria la denominazione B, C)
Abbiamo quindi un bi-strato che chiamiamo
AB.

IMPILAGGIO DEI PIANI


Volendo ora sistemare un terzo strato, notiamo che:

i siti B sopra il secondo NON sono disponibili (infatti sono


occupati dalle sfere del secondo strato), mentre
sono disponibili i siti C (finora non occupati) e i siti A (posti
sopra alle sfere del primo strato).

Abbiamo dunque due possibilit:


ABC
ABA
Esagonale
compatta
(ec)

Cubica a
facce
centrate
(cfc)

Le due disposizioni si differenziano dunque per le interazioni tra secondi


vicini (tra le sfere del primo e del terzo strato), mentre le interazioni tra
primi vicini sono le stesse

La struttura cristallina dei


metalli
Il legame metallico adirezionale, quindi:
non ci sono restrizioni nel numero degli atomi vicini
e nelle loro posizioni
presenza di un grande numero di atomi e di un
elevato grado di impacchettamento di atomi vicini
Cubica a facce centrate (cfc) Es.:

Tre strutture principali dei


metalli

rame, alluminio, oro

Cubica a corpo centrato (ccc) Es.:


cromo, ferro, tungsteno, molibdeno

Esagonale compatta (es.c)


Es.: cadmio, zinco, titanio

Principali strutture cristalline nei metalli


(FCC)

EC (HCP)

(BCC)

Raggio atomico e struttura cristallina


per alcuni metalli (a 20C)

Densit teorica
Dalla conoscenza della tipologia della cella elementare,
dei valori delle costanti reticolari e del peso atomico (o
molecolare) possibile calcolare la densit teorica dei
solidi cristallini.

nA

Vc N A
n= numero di atomi associati alla cella unitaria
A= peso atomico
Vc= volume cella unitaria
NA= Numero di Avogadro (6,0231023 atomi/mole)

Densit: esempio
Il

rame, Cu, ha peso atomico 63,54 e cristallizza nel


sistema cfc con 4 atomi per cella elementare e il raggio
atomico di 1,28 .
La massa della cella elementare vale:
4 63,54 / 6,02 1023 = 42,219 10-23 g
Il volume della cella elementare vale:
(4r/2)3= 47,231 10-24 cm3
La densit o massa volumica vale:
42,219 10-23/47,231 10-24 = 8,94 g/cm3.

Caratteristiche di alcuni
elementi (a 20C)
Density

At. Weight
Element
Symbol (amu)
Aluminum Al
26.98
Argon
Ar
39.95
Barium
Ba
137.33
Beryllium
Be
9.012
Boron
B
10.81
Bromine
Br
79.90
Cadmium
Cd
112.41
Calcium
Ca
40.08
Carbon
C
12.011
Cesium
Cs
132.91
Chlorine
Cl
35.45
Chromium Cr
52.00
Cobalt
Co
58.93
Copper
Cu
63.55
Flourine
F
19.00
Gallium
Ga
69.72
Germanium Ge
72.59
Gold
Au
196.97
Helium
He
4.003
Hydrogen
H
1.008

(g/cm3)
2.71
-----3.5
1.85
2.34
-----8.65
1.55
2.25
1.87
-----7.19
8.9
8.94
-----5.90
5.32
19.32
-----------

Atomic radius
(nm)
0.143
-----0.217
0.114
Adapted from
-----Table, "Charac-----teristics of
0.149 Selected
0.197 Elements",
inside front
0.071 cover,
0.265 Callister 6e.
-----0.125
0.125
0.128
-----0.122
0.122
0.144
----------12

Principali strutture cristalline nei ceramici


Na+

Cl-

NaCl

C diamante

Ti4+

Zn
Ba2+
O2-

ZnS

BaTiO3

Strutture di tipo AX (A=catione, X=anione)

n.c.= 6 (per Na+ e Cl-)

Disposizione tipo cfc degli anioni


con un catione al centro del cubo
ed un altro al centro di ognuno dei
12 lati del cubo.

Strutture di tipo AX (A=catione, X=anione)

cloruro

n.c.= 8 (per Cs+ e Cl-)

Gli anioni sono situati ai vertici


della struttura cubica, mentre al
centro situato un singolo catione.
Scambiando gli anioni con i cationi
si ottiene la stessa struttura
cristallina

Strutture di tipo AX

n.c.= 4 (per Zn e S)
Tutti i vertici e le facce della cella
cubica sono occupati dagli atomi di
S, mentre gli atomi di Zn sono
posizionati allinterno in posizione
tetraedrica. Una struttura
equivalente si ottiene invertendo le
posizioni degli atomi di Zn e S.
Spesso il legame atomico in questo
tipo di struttura prevalentemente
COVALENTE

Strutture di tipo AmXp

n.c.= 8 per Ca2+ e 4 per FGli ioni calcio sono posizionati al centro
dei cubi, mentre I fluoruri occupano i
vertici.
La struttura simile a quella del CsCl, ma
la cella elementare costituita da 8 cubi e
solo la met delle posizioni centrali
occupata da ioni Ca 2+

Strutture di tipo AmBnXp

Gli ioni Ba2+ sono situati in


corrispondenza degli otto vertici del
cubo con un singolo Ti4+ al centro, gli
ioni O2- invece sono posizionati al centro
di ognuna delle sei facce.

Densit teorica
E possibile calcolare la densit teorica di un materiale
ceramico cristallino, partendo dai dati relativi alla cella
elementare

n' Ac AA
Vc N A

n= numero di unit di formula nella cella unitaria


Ac= somma dei pesi atomici dei cationi nellunit di formula
AA= somma dei pesi atomici degli anioni nellunit di formula

Vc= volume cella unitaria


NA= Numero di Avogadro (6,0231023 atomi/mole)
(unit di formula: tutti gli ioni inclusi nella formula chimica elementare)

STRUTTURA CRISTALLINA:
POLIMORFISMO
Il riscaldamento di un solido cristallino provoca
normalmente la fusione

E possibile che il solido CAMBI LA SUA STRUTTURA


CRISTALLINA durante il riscaldamento (allotropia se
riguarda gli elementi o polimorfismo se riguarda i
composti).
Esempi di polimorfismo: Ti, Fe, C, SiO2, ZrO2
Il polimorfismo provoca variazioni nelle propriet dei
materiali (V, a, E, d,.)

POLIMORFISMO