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IL FOGLIO

DIREZIONE, REDAZIONE E AMMINISTRAZIONE: VIA VICTOR HUGO, 1 - 20123 - MILANO

ANNO I NUMERO 44

Visita pastorale

DAlema va a Cologno
ma vieta a Berlusconi di
andare a Palazzo Chigi
Viaggio tra le maestranze di Canale 5
alla vigilia dellincontro con il leader
del Pds. Anche noi siamo di sinistra

Per Pannella una trappola


Milano. Ma Berlusconi pu presiedere il
prossimo governo? Por amor de Dios, es
completamente impensable. Yo respeto sus
problemas judiciales, pero Italia no puede
tener un presidente del Gobierno procesado. La domanda del quotidiano spagnolo
El Pas, la risposta di Massimo DAlema, in
unintervista pubblicata ieri, in cui definisce
Forza Italia una derecha liberista pero no
liberal. Lo stesso Massimo DAlema, in
unaltra intervista, sempre di ieri e concessa
a Gianni Riotta per il Corriere della Sera, dice: Gianfranco Fini riesce ad apparire sicuro ma , in realt, un insicuro. Quello che
appare ai vostri focus come freddezza e
pragmatismo opportunismo (...) Berlusconi
pi forte di Fini. Dispone di un pi forte
carattere. Caduto il progetto del governo
delle larghe intese, DAlema aveva detto di
Berlusconi: E prigioniero del Polo.
Il segretario del Pds, sabato, aveva annunciato allUnit: Il 4 aprile (gioved, ndr)
sar negli studi di Cologno Monzese. Per incontrare i dirigenti e i lavoratori di Mediaset. Per discutere del futuro del Paese e della loro azienda. Mediaset un patrimonio per lItalia,
unimpresa strategica che va garantita e
che deve poter affrontare serenamente la sfida del futuro
in un quadro di regole certe e allaltezza
di un grande Paese
europeo. E la distensione dopo gli attriti provocati dai referendum di giugno?
Per Marco Pannella, MASSIMO DALEMA
piuttosto, una trappola consociativa del partito-azienda Fininvest contro il Berlusconi politico, organizzata da Fedele Confalonieri e da Enrico
Mentana. Ma allora qual lobbiettivo di
DAlema? E la gente che lavora a Cologno
Monzese, con che animo vive la visita di gioved? Molti, non sanno nemmeno che stata programmata. Del resto, nemmeno la segreteria di Confalonieri sa con precisione
che cosa succeder quella mattina: i dettagli sono tutti da stabilire. Il leader pidiessino dovrebbe visitare gli studi, poi incontrare delegazioni di lavoratori, dirigenti e giornalisti per rispondere alle loro domande.
Giorgio Gori, direttore di Canale 5, garantisce che non si far sfuggire loccasione, perch DAlema ha delle posizioni interessanti sulla politica e sulleconomia. Eppoi
questo incontro ha un significato positivo.
In passato, altri leader della sinistra sono
venuti da noi e sono rimasti impressionati,
e questo perch spesso si legifera su questioni che non si conoscono. Credo che, con
DAlema, il confronto sar civile; del resto
ha riconosciuto lerrore del referendum.
Non altrettanto entusiasta Paolo Liguori.
Il direttore di Studio Aperto si concede un
po di sarcasmo: La visita di DAlema
quella di un Capo di Stato straniero, e con
gli onori che si devono a un Capo di Stato
straniero sar accolto. Capo di Stato straniero? Culturalmente, sintende. E straniero di fronte alla ricchezza di questa
azienda. Ha riconosciuto che ricca . Forse. Con ventanni di ritardo.
Il formaggio sul pesce
I lavoratori di Cologno Monzese, in genere, sono meno critici. Sonia, della redazione
di Retequattro parla di un buon segnale.
Forse ci si resi conto che noi della Finivest non siamo strumento di una parte politica, ma soprattutto unazienda che funziona, in cui non tutti votano a destra. Il concetto ripreso da Gigi Reggi, autore di programmi per Canale 5: Per noi si tratta di un
riconoscimento, di un orgoglio. Vuol dire
che esistiamo come azienda e come azienda
siamo riconosciuti. Molti di noi simpatizzano per la sinistra. Qualcuno anche iscritto. Unespositrice, collaboratrice della Finivest, dice che il clima non invece cos
buono: Da quello che ho orecchiato, mi
sembra che la battaglia referendaria non
sia stata dimenticata. DAlema, qui, visto
come il formaggio sul pesce. Il pi critico
Marco, del palinsesto di Italia 1: Bel coraggio a farsi vedere qui dopo che hanno tentato di distruggerci. Non daccordo Francesca, della produzione di Canale 5: In fondo DAlema, a sinistra, sempre stato quello con meno pregiudizi nei nostri confronti.
Preoccupa, piuttosto, ci che ancora dicono
Veltroni e Prodi. Mario, cameraman, addirittura contento: E per due motivi. Innanzitutto perch reputo DAlema una persona intelligente e sar interessante ascoltarlo. Poi, perch la nostra azienda sempre stata considerata un ghetto politico.
Forse, dora in poi non lo sar pi. Mi fa
piacere. Per noi lavoratori della Fininvest
un riconoscimento, osserva Davide, tecnico, mentre caustico Andrea, assistente di
studio: Non andr ad ascoltarlo. Per sapere quello che pensa, mi basta accendere la
tv. Sintonizzandomi sui canali Fininvest.

quotidiano

TEL. 02/8639181 - FAX 02/878596 - SPED. IN ABBONAMENTO POSTALE / 50% - MILANO

DIRETTORE GIULIANO FERRARA

La Giornata
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In Italia

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Nel mondo

SASSATE PALESTINESI CONTRO


CON LA PAR CONDICIO LITALIA
MUORE. Non si pu spiegare niente al- IL POSTO DI POLIZIA DI RAMALla gente, cos Silvio Berlusconi ha LAH in Cisgiordania. Almeno 500 giocommentato il decreto che detta le re- vani hanno attaccato i locali, gestiti
gole per la campagna elettorale. Il lea- congiuntamente da militari israeliani e
der del centrodestra ha risposto anche palestinesi, per protestare contro gli aralle accuse di Marco Pannella, secondo resti di studenti palestinesi.
Ieri mattina lesercito israeliano ave il quale Berlusconi sulle riforme prenva compiuto una retata in Cisgiorda de in giro la gente.Marco, stai divennia, durante la quale sono stati arre tando prepotente - ha ribattuto Berlustati oltre 200 palestinesi.
sconi - comunque se davvero non vuoi
linciucio vota i miei candidati.
* * *
Alcatel, grande gruppo francese di tePer Massimo DAlema, Silvio Berlu sconi non pi capace di far sognare lecomunicazioni, ha annunciato che il
lItalia e perci pu essere battuto. bilancio 1995 si chiuso con una perdiLa destra - ha detto il leader pidiessi - ta di 23,9 miliardi di franchi, dovuta alno - rappresenta una malattia e non il la pesante riorganizzazione aziendale.
E il maggior deficit mai denunciato da
rimedio.
un gruppo francese in questo secolo.
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Divorzio in vista per Fiat e Alcatel, se* * *
Dure accuse allo Shin Bet, il servizio
condoSerge Tchuruk, il capo del colosso francese delle telecomunicazioni. di sicurezza interno israeliano, da parLalleanza, che risale al 1990, sar sciol- te della commissione di inchiesta che
ta tra poche settimane senza problemi indaga sullomicidio di Rabin. Maggior
e in stretto contatto con corso Marconi. imputato lex responsabile del servizio,
Carmi Gilon, dimessosi dopo lattentato.
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Il pm Guglielmo Ascione va trasferito
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La Russia riprende con la Libia una
dalla procura di Brescia per incompatibilit ambientale. Lo ha stabilito la piena collaborazione economica. E il
prima commissione del Csm. Le telefo- frutto della visita del vice premier Oleg
nate tra Ascione e lex ispettore Dome- Davidov a Tripoli, conclusasi ieri.
Fonti indonesiane confermano che
nico De Biase, intercettate dalla procuMosca fornir la tecnologia per realiz ra, ne hanno compromesso la credibizare la prima centrale nucleare civile
lit. Lultima parola spetta ora al plenel paese asiatico.
num di Palazzo dei Marescialli.
Il Csm ha approvato la nomina di
* * *
Rimpasto di governo in Sudafrica.
Salvatore Vecchione a capo degli ispet tori del ministero di Grazia e Giustizia. Limprenditore e ministro delle Finanze
Chris
Liebenberg
si dimesso per
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Il nuovo contenzioso tributario entra tornare a vita privata lasciando il poin vigore ad aprile. La disciplina fisca- sto a Trevor Manuel, uomo di fiducia di
Nelson Mandela.
le punta ad accelerare le procedure.
La Confedilizia ha raccolto in uno
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Propaganda vietata in Arabia Saudita
stupidario fiscale le norme vessatorie
sulla propriet immobiliare, e ha invi - durante i pellegrinaggi religiosi antato la classe politica a detassare la nuali dei fedeli musulmani. Per evitare che le manifestazioni religiose si traprima casa invece che i Bot.
sformino in atti politici, sar punito
* * *
In uno stato di grave depressione si chiunque porti con s libri o altro matrova Renato Squillante, secondo i me- teriale propagandistico.
dici che lo hanno visitato.
* * *
Le azioni di protesta in Bahrein soste* * *
La Confapi condanna il governo Dini nute dallopposizione islamica aumenper le norme macchinose sulla de- teranno dopo lesecuzione di un attivicontribuzione del salario. Portano alle sta avvenuta laltro ieri. Lo ha dichiaraaziende benefici inconsistenti, dice la to a Beirut uno dei leader della intifada in corso nel piccolo stato del Golfo.
Confederazione delle piccole imprese.
Per Sergio Cofferati, segretario della
* * *
Il processo a Noriega non verr riaCgil, il provvedimento dellesecutivo sul
perto, nonostante siano emerse prove
salario fuori luogo.
che
uno
dei
testimoni
che fecero con* * *
Quattro ergastoli e nove assoluzioni so- dannare lex dittatore di Panama sano stati emessi dalla Corte dAssise di rebbe stato corrotto. Lo ha deciso il giuAgrigento nei confronti di affiliati alle dice distrettuale di Miami.
cosche responsabili della guerra di mafia che ha insanguinato lagrigentino.
Sequestrati in Liguria beni per 20 mi liardi appartenenti alla ndrangheta.

Maastricht

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Lutile 95 della Stet di 2.300 miliardi, lo ha detto lamministratore delegato Ernesto Pascale al Cda dellIri.

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La situazione finanziaria delle regioni


negativa. Per tutte le regioni a statuto
ordinario il disavanzo complessivo dal
90 al 94 di 43.274 miliardi. Lo scrive
in un rapporto la Corte dei Conti. Un
pozzo senza fondo vengono definiti i
debiti del settore sanitario.

* * *

Ridotto il passivo del Banco di Sicilia


che chiude il 95 con una perdita netta
di 273 miliardi, contro i 658 dellanno
precedente. Il miglioramento dei conti
pari al 58 per cento.
Chiusura positiva dei bilanci per Bnl
(+62,8%) e Monte dei Paschi (+67,2%).

* * *

Un positivo 95 per la Benetton che ha


chiuso il bilancio con un utile netto
consolidato di 220 miliardi (+ 5%).

* * *

Borsa di Milano. Indice Mibtel stabile: 9.213 (+0,09%). La lira guadagna 8,2
punti sul dollaro (1.573,33) e ne perde
0,84 sul marco (1.064,86).

Il ministro degli Esteri spagnolo Carlos


Westendorp, artefice del lavoro preparatorio del vertice, ha spiegato ieri alla televisione di stato la complessa agenda della
Conferenza intergovernativa di Torino. In
cui si discuter la revisione del Trattato di
Maastricht sullUnione, il suo allargamento,
la modifica delle sue istituzioni e delle sue
procedure decisionali. Si affronter anche
il problema della trasformazione della modalit di voto nel Consiglio europeo: ora
richiesta lunanimit, ma lo si vuole trasformare in voto a maggioranza.
A Torino ci sar un Major infuriato deciso a discutere delle sue mucche pazze e a
difendere le sue posizioni, ad esempio sul
mantenimento del criterio dellunanimit
nel voto. Ma le mucche non saranno lunico
motivo di attrito. Qualche preoccupazione
suscita laccordo tra tedeschi e francesi sugli atti collaterali al Trattato di Maastricht,
che sembra condizionare pi che favorire la
discussione tra i Quindici. A Torino ci sar
unAgnelli preoccupata di trovare un compromesso, ad esempio con la proposta di un
voto allunanimit riservato solo ad alcuni
temi. Gli Stati Uniti (articolo a pagina 3)
guardano con un certo scetticismo ai progressi dellintegrazione europea. Il Wall
Street Journal ha dedicato un editoriale al
vertice: Il morbo dei ministri pazzi.
Questo numero stato chiuso in redazione alle 20,30

OGGI NEL FOGLIO QUOTIDIANO

LAMERICADIFFIDADELLA
GRANDEGERMANIAEUROPEA
PODHORETZ, LEDEEN, SERFATY
e altri analisti di Washington dicono
al Foglio che una frenata per Maastricht benvenuta
(pagina 3)

EVVIVA LA P2, LA LOGGIA massonica che per 15 anni stata descritta come una Spectre reazionaria. Tutto falso (editoriale pagina 3)
IL VOTO DI PANNELLA DECIDE
il risultato del 21 aprile, secondo
lanalisi di un esperto di flussi elettorali, Ornello Vitali
(pagina 2)

Le mani sulla Borsa

La Banca punta al totale


controllo della finanza
A casa i vecchi di Piazza Affari, e il
governo amico favorisce gli amici
Milano. Con lelezione di Francesco Cesarini alla presidenza del Consiglio di Borsa,
le banche hanno assunto un controllo quasi assoluto del sistema finanziario nazionale. Il Consiglio lorgano che governa il mercato azionario e per la prima volta nella storia della Borsa il suo vertice dominato dal
sistema bancario: Cesarini il presidente
della Banca Popolare di Milano, il suo vice
in Consiglio Attilio Molendi, lamministratore delegato di SimCredit, societ dintermediazione del Credit. I vecchi padroni di
piazza Affari sono andati a casa. Sono le
banche che, attraverso le loro sim, controllano la maggior parte degli scambi in Borsa.
E con la prossima normativa comunitaria
accederanno al mercato anche direttamente. Unevoluzione di questo tipo - commenta Roberto Tedeschi, segretario di Assosim,
lassociazione delle principali societ dintermediazione del mercato - era nellordine
delle cose. Il problema semmai un altro:
sapranno le banche garantire al mercato
lefficienza necessaria per competere a livello internazionale con i tedeschi, gli inglesi, i francesi?. Le preoccupazioni non
mancano. Il partito della finanza non bancaria si sente accerchiato.
E con qualche ragione. Improvvisamente
nella stesura del decreto legislativo che
cambier lattuale disciplina dellintermediazione mobiliare, comparsa una norma
che istituisce un doppio regime dellofferta
fuori sede di servizi di investimento, a seconda che a svolgere tale attivit sia una sim
o una banca. I collaboratori delle sim dovranno fare un esame di stato e un periodo
di praticantato per iscriversi allAlbo dei
promotori finanziari e assistere i clienti nella scelta degli investimenti. I dipendenti di
banca no. Potranno iscriversi allAlbo e
svolgere la medesima attivit dei promotori
finanziari senza esame e senza praticantato.
La norma, fortemente voluta dallAbi, lassociazione delle banche, ha un primo obiettivo immediato: quello di riciclare senza
troppi ostacoli alcune decine di migliaia di
dipendenti che, lasciata la scrivania, dovrebbero mettersi a caccia di clienti.
Laltro obiettivo, non meno interessante,
quello di occupare il mercato del risparmio
gestito che attualmente controllato da una
cinquantina di sim con i loro 23mila promotori finanziari. Un mercato che vale 60mila
miliardi di intermediato allanno e tre milioni di clienti.
Lassociazione delle sim di distribuzione,
Assoreti, e quella dei promotori finanziari,
Anasf, hanno immediatamente espresso la
loro protesta per questo colpo di mano. Carlo Bagnasco, presidente dellAnasf, fa notare che: Il testo del decreto legislativo stato modificato proprio alla vigilia della trasmissione in Parlamento senza alcun confronto pubblico su un punto cos importante
dal quale pu derivare uno sconvolgimento
del mercato del risparmio.
In Assoreti si polemizza contro questa
norma che, tra laltro, contraddice proprio
la legge comunitaria dalla cui delega discende il decreto. Nella norma si cita
espressamente la professionalit dei promotori finanziari quale tutela dei risparmiatori, e presso Assoreti ci si chiede perch mai un dipendente di banca possieda
automaticamente le competenze per svolgere unattivit mai esercitata prima. Grande
sconcerto ha suscitato il comportamento del
governo pur considerando i suoi legami particolarmente stretti con il mondo bancario.
La nuova norma non era mai stata discussa nelle consultazioni organizzate dal direttore del ministero del Tesoro Mario Draghi.
Ma il governo sostiene che chi maneggia il
credito pu raccogliere risparmio senza
troppi problemi.

VENERD 29 MARZO 1996 - L.1000

Diario elettorale
Polo e Ulivo si contendono
le casalinghe. Disputa
per il copyright del condono
MINISTRICOPIONI.Forza Italia rivendica
la primogenitura sul condono previdenziale
Con i sondaggi poco confortanti che si accumulano sulla scrivania, Lamberto Dini
non pu permettersi di guardare ai dettagli.
Cos nel maxidecreto dellultimo Consiglio
dei ministri sono state incluse due misure
(riapertura dei termini del condono previdenziale e riduzione dei contributi che gravano sul salario aziendale) che erano state
proposte da Forza Italia durante la discussione della legge finanziaria. Allora - dice il
senatore Luigi Grillo - il rifiuto da parte del
governo dei tecnici fu fermo e deciso. Anzi,
nella sua finanziaria Dini introdusse una
maggiorazione contributiva pari al 15 per
cento della retribuzione corrisposta per le
ore di straordinario. Meglio tardi che mai?
Macch, dice Grillo, stato un plagio, non di
parole ma di fatti, che dimostra la scarsa seriet di questo governo che prima era in balia del corporativismo sindacale e ora tenta
unopportunistica manovra elettorale.
PAR CONDICIO non solo in tv, chiede Pannella. Botta e risposta tra Dini e Prodi
Dopo aver varato il maxidecreto previdenziale, il premier stato attaccato da
Marco Pannella, per il quale da 46 anni
che mai una campagna elettorale stata cos giacobina e illiberale. Il leader dei
Riformatori ha poi aggiunto: Credo che anche Andreotti si vergogni quando si dice
che Dini governa in modo andreottiano. Le
polemiche con Dini spaventano invece Romano Prodi.Certo, fa un po impressione
che questi atti dovuti si accumulino a poche
settimane dalle elezioni, si era spinto a dire mercoled parlando dei decreti del governo. Ieri, seccato per i titoli dei giornali,
ha spiegato che con Dini non vi nessuna
polemica ed gi stato ribadito con chiarezza. I contrasti? Costruiti artatamente.
Ad ogni buon conto, durante una tribuna
elettorale, Lamberto Dini ha ricordato a
Prodi: Il presidente del Consiglio sono io.
DUELLO A COLPI DI CASALINGA. Chi discrimina le donne?
I voti che i commercianti portano in dote
sono molti e ambiti. Come quelli delle donne, e lUlivo, in svantaggio su quelli, cerca di
amministrare questi. Francesca Izzo - sorella dellex compagna di Maurizio Costanzo,
lattrice Simona - del coordinamento donne
del Pds, biasima il centrodestra per lo scarso numero di donne in lista per il 21 aprile.
Si tratta di cifre che la dicono lunga sulla
inconsistenza dellexploit di presenze femminili nel Polo alle elezioni del 94 - dice la
Izzo - e che fanno giustizia delle tante chiacchiere su una sinistra misogina e una destra
femminista. Le cifre in questione erano state diffuse da Livia Turco (Pds), presidente
della Commissione Pari opportunit, che segnalava come lUlivo avesse candidato al
Parlamento 64 rappresentanti del gentil sesso, contro le 42 del Polo. Poche a sinistra, pochissime a destra, ha commentato Livia Turco, facendo propria la proposta della costituzionalista Lorenza Carlassare: la clausola
della coppia aperta. Cio: una sorta di primarie, con un uomo e una donna per ciascuna forza politica in ogni collegio. A rendere pi efficace loffensiva femminista di
sinistra, ci pensa Federica Rossi Gasparrini,
leader della Federcasalinghe, che ha annunciato sostegno allUlivo e minacciato uno
sciopero anti-Fininvest, con un esercito di
massaie pronte allembargo sui prodotti
pubblicizzati dalle reti di Silvio Berlusconi,
il cui schieramento viene definito nemico
dellassociazionismo femminile. La risposta non si fatta attendere: il Polo ha replicato vantando il sostegno del Moica - altra
rappresentanza di casalinghe - delle Donne
soldato e delle Vittime delle ingiustizie familiari, oltre che dellammutinata Attilia
Agrusti, responsabile (ormai ex) per la Puglia della Federcasalinghe.
CONSIGLI PER IL VOTO dai cattolici. La politica si contende Ruini e Martini
Il presidente della Cei, il cardinale Camillo Ruini, ha voluto mettere in guardia gli
elettori cattolici, raccomandando loro di
sostenere quei candidati che si impegnano
a difendere la centralit della persona, la
tutela della vita umana, la dignit della donna, la libert delleducazione, il giusto equilibrio tra i poteri dello Stato, la valorizzazione delle autonomie locali, la centralit
del lavoro, la giustizia sociale, la libert del
sistema economico e il rispetto dellambiente. I partiti cattolici dei due schieramenti hanno colto al volo loccasione. Pierferdinando Casini (Ccd) si detto daccordo
in pieno col cardinale, spiegando che la fine dellunit politica dei cattolici non significa affatto la diaspora culturale, e augurandosi una collaborazione che scavalchi
la barriera degli opposti schieramenti.
Giovanni Bianchi, presidente del Ppi, per
anni impegnato nelle Acli, si affianca a Casini, chiedendo una rinuncia allegoismo
personale e di parte. Questa sorta di tregua
per durata poco, finch il cardinale Carlo Maria Martini non ha sferrato un deciso
attacco alla televisione. Lamberto Dini ha
subito colto la palla al balzo, incaricando la
propria segreteria di diffondere una nota in
cui si legge piena adesione al pensiero
del cardinale perch gli inizi della campagna elettorale hanno brillato molto pi per
gli attacchi personalistici che non per un
confronto chiaro, serrato e stringente.

I dilettanti di Maastricht

LEuropa prepara la sua


disintegrazione. Meglio
la flessibilit italiana
Emmanuel Todd, intellettuale amico di
Chirac, boccia i dogmi monetari e
le buone intenzioni del Presidente

Lossessione tedesca di Parigi


Parigi. Il trattato di Maastricht unopera da dilettanti che ignorano la storia e
la vita della loro societ. A lanciare questa cannonata contro la fortezza europea
uno degli intellettuali francesi oggi pi noti e discussi, Emmanuel Todd, le cui idee
come la denuncia del pensiero unico
non mancano mai di animare il dibattito
culturale, e non solo, transalpino.
Un anno fa le sue analisi sulle lites e il
loro conformismo intellettuale sono state
ampiamente utilizzate da Jacques Chirac
durante la campagna elettorale che lo ha
condotto allEliseo. Todd, 44 anni, non ne
ha approfittato e ha continuato la propria
vita di ricercatore allIstituto nazionale degli studi demografici, scrivendo dantropologia. E oggi liquida con una battuta il lungo documento con cui Chirac ha cercato in
questi giorni di rilanciare lEuropa : E un
catalogo di buone intenzioni. Poi aggiunge: In Francia esiste una sorta di politically correct europeo basato su tre punti:
asse franco-tedesco, moneta unica e franco
forte. Guai a sostenere che si possono cercare soluzioni ai problemi economici anche attraverso la
fluttuazione
dei
cambi. Guai a chi
pratica la flessibilit.
Le lites francesi
che hanno patrocinato lUnione europea vedono le sue
idee come fumo negli occhi. Perch sono dissacranti nei
confronti della religione di Maastricht,
basata sul dogma della moneta unica. Todd
non ci crede. Per lui la moneta unica un
errore e volerla ad ogni costo porter solo
danni. In questi giorni le parigine Editions
du Seuil ripropongono in versione tascabile il suo libro pi noto, Linvenzione dellEuropa, uscito per la prima volta nel 90.
Il testo lo stesso, ma le tre pagine della
nuova prefazione sono una raffica di bordate su Maastricht. Lideologia europea
in crisi ci dice Todd alla vigilia della Conferenza di Torino. Oggi assistiamo alla
contraddizione tra il tentativo dimporre alcune scelte molto dure come lunione monetaria e il fatto che in realt le nostre societ tornano ad allontanarsi. Vedo una
tendenza alla rinazionalizzazione, ad
esempio nel collasso dello Sme: da una
parte si parla di moneta unica e dallaltra
non si riesce neanche a tenere in piedi ci
che esisteva gi. E la disintegrazione dei
sei paesi fondatori dellEuropa: se lItalia
non adotter la moneta unica, sar la disintegrazione del vecchio nucleo dei sei
membri fondatori.
Todd, nel suo piccolo, predica flessibilit e mal sopporta il dogma della centralit franco-tedesca. Nel contesto europeo
la Gran Bretagna, lItalia e la Spagna hanno manifestato in termini economici una
maggiore autonomia della Francia, rigorosamente legata a doppio filo al carro tedesco. Parigi dominata dallossessione della Germania. Vuole abbarbicarsi alla Germania. E un fenomeno cos negativo che
produce un blocco deflazionista nel cuore dellEuropa con effetti negativi in economia. S, lossessione tedesca della
Francia contribuisce alla disgregazione
dellEuropa.
Meglio il dinamismo italiano
Parigi e Roma negli ultimi tempi hanno
avuto rapporti piuttosto burrascosi, a partire dallopposizione italiana ai test atomici di Mururoa. E un altro aspetto della politica europea di cui Todd si duole. Ma ancor pi si duole dellinterpretazione che
comunemente circola a Parigi rispetto allatteggiamento italiano in materia monetaria. Todd capovolge il discorso, e delle
ansie francesi (e nostre) fa le sue lodi: lItalia ha avuto ragione in questi anni a non
immolarsi sullaltare della moneta unica e
ad accettare compromessi con la svalutazione per dare fiato alla proprie imprese.
Purtroppo in Francia si sentono sempre pi voci ostili nei confronti dellItalia.
La svalutazione della lira, ad esempio, viene presentata come una svalutazione competitiva. Parigi rifiuta di vedere nella politica monetaria italiana un atteggiamento
pragmatico, associato al dinamismo specifico della sua industria. Tutti quelli che
concepiscono leconomia solo in termini di
forza del franco vedono lItalia come una
minaccia pratica e intellettuale, perch essa ha impersonato una politica diversa e
pi flessibile. I clan dirigenti francesi
hanno spesso un atteggiamento arrogante,
ma essi stessi sanno che lindustria italiana settentrionale pi dinamica di quella
francese. E chi sono questi clan? La
Francia dominata dai suoi alti funzionari, che ignorano i problemi dellindustria.
Non ha una vera borghesia, ma una tradizione profondamente statalista che pronta a sacrificare il dinamismo economico in
nome di interessi politici superiori.

ANNO I NUMERO 44 - PAG 2

IL FOGLIO QUOTIDIANO

VENERD 28 MARZO 1996

I N T E RV I S T A

Non il centro ma Pannella lago della bilancia. Se vuole pu far perdere il Polo
IL PROFESSOR ORNELLO VITALI HA ELABORATOUN MODELLO MATEMATICOCHE ANALIZZA I FLUSSI ELETTORALI E LE ULTIME INDICAZIONIDI VOTO
Roma. La matematica, le statistiche, i grafici, le proiezioni e le previsioni sono il suo
pane quotidiano. Ad Ornello Vitali, ordinario di Statistica economia alla Sapienza di
Roma, Il Foglio ha chiesto di elaborare secondo il modello matematico da lui creato
le intenzioni di voto raccolte dai sondaggi.
Mi sono servito dei dati elaborati dal Cirm
di Nicola Piepoli spiega il professore, innanzitutto perch sono gli unici forniti secondo le cinque grandi ripartizioni (NordOvest, Nord-Est, Centro, Sud e Isole) e questo permette di elaborarli e quindi di trasformarli adattandoli ai singoli collegi uninominali del maggioritario. In secondo luogo perch tra tutti i sondaggi finora elaborati o pubblicati sui mezzi di comunicazioORNELLO VITALI il direttore del
Dipartimento di Teoria Economica e Metodi Quantitativi per le scelte politiche alluniversit La Sapienza di Roma. titolare della cattedra di Statistica economica e
docente alluniversit LUISS. Autore di
numerosissime pubblicazioni scientifiche, nel 1995 ha scritto un libro che, sulla
base di alcuni modelli matematici da lui
elaborati, analizzava i risultati elettorali
delle politiche del 94. Il volume, intitolato Il terremoto politico del 1994 (Viviani
editore), diventato un caso ed ha fatto s
che aumentassero allimprovviso le richieste dei politici interessati a conoscere
i flussi elettorali e le future ripartizioni
dei collegi. Da alcune settimane il professor Vitali sta lavorando per la costituzione
di un nuovo Osservatorio socio-politico.

ne, quelli prodotti dal Cirm sono i meno favorevoli per il Polo. Dunque lesito della ricerca non sar certamente troppo roseo per
la coalizione di Centrodestra. Alle intenzioni di voto, che sono datate 22 marzo, ho applicato un modello matematico piuttosto
complesso da me studiato, che si basa su alcuni grandi presupposti fondamentali. Il
primo che il 21 aprile prossimo si verificher un astensionismo simile a quello delle precedenti elezioni politiche, e cio che
la percentuale di coloro che disertano le ur-

ne si aggiri sul 20 per cento. Il secondo costituito dai voti espressi alle politiche del
1994 in ciascuno dei collegi uninominali, il
terzo sono i rapporti di forza che in ciascuno di questi collegi si sono verificati.
Il centro sinistra non riuscir a governare
E da questa elaborazione a quali risultati pervenuto? Ho tenuto conto di due ipotesi. La prima ipotesi prevede che Marco
Pannella, il quale riveste in questa fase un
ruolo strategico non indifferente, voti con il
Polo nel maggioritario: in questo modo, secondo i miei calcoli, al Centrodestra (Polo
pi Pannella) andrebbero 266 seggi uninominali, allUlivo 202, 3 alla Lega e 3 ad altre
liste. Al proporzionale invece lUlivo otterrebbe 70 seggi, il Polo 64 e la Lega 21. Quindi, facendo le dovute somme, il Polo per le
libert avrebbe la maggioranza assoluta con
330 seggi del nuovo Parlamento, allUlivo
andrebbero complessivamente 272 seggi, alla Lega 24 e alle altre liste minori 3. Manca,
nel computo,
un
seggio,
quello della
Val dAosta,
che non ho
calcolato. Come si pu facilmente notare la vittoria del Centrodestra, in
questo caso,
sarebbe nettissima e perm e t t e re b b e
la formazione
di un Governo dotato della tanto desiderata stabilit.
Nellipotesi invece che Pannella non voti
con il Polo per le libert nei collegi uninominali, che cosa accadrebbe secondo il suo
modello matematico? In questo caso si potrebbe verificare una situazione di quasi
parit, leggermente sbilanciata in favore
del centrosinistra. Infatti, secondo questa
seconda ipotesi, sempre calcolando un
astensionismo pari al 20 per cento, nel maggioritario il Polo per le libert otterrebbe
229 seggi, contro i 237 dellUlivo. Alla Lega
Nord andrebbero 5 seggi, 3 alle altre liste.

SIGNOR DIRETTORE

Lunione monetaria rischia di spaccare


lEuropa, ma a Torino non se ne parler
Il nostro ministro degli Esteri ha dichiarato al suo giornale: Lonorevole Martino
nelleuroscetticismo ha messo molto del suo
temperamento diffidente e incredulo. Non
so in base a quali elementi la signora Agnelli ritenga di essere in grado di emettere giudizi cos precisi sul mio temperamento - lho
incontrata soltanto un paio di volte - ma ho
limpressione che laffermazione confermi
un antico malvezzo, quello dellattacco ad
personam. Si tratta si un vizio assai diffuso.
Per esempio, il giornale di famiglia
Agnelli ritenne opportuno commentare
il mio discorso alla
Camera sul semestre
europeo con un articolo infarcito di insulti ed interamente dedicato a mettere in
dubbio la mia capacit professionale e la
mia integrit intellettuale (La Stampa, 6 dicembre 1995). Da allora le critiche alla strategia di unificazione monetaria di Maastricht si sono intensificate, ma non mi risulta
che il giornale di casa Agnelli abbia scagliato improperi contro quanti continuano a criticare questo insensato progetto, come lex
commissario europeo Ralph Dahrendorf, i
premi Nobel per leconomia Paul Samuelson e Milton Friedman, o lex Cancelliere tedesco Helmut Schmidt. No, le contumelie
sono state graziosamente riservate al sottoscritto.
Malgrado questo trattamento privilegiato riservatomi dal giornale di casa Agnelli,
non ho mai ritenuto elegante criticare il mio
successore. Sar, quindi, perdonato se, in occasione dellavvio della Conferenza intergovernativa, mi concedo uneccezione. La signora Agnelli, infatti, non ha mai mostrato
interesse a conoscere le ragioni per cui il
suo predecessore considera sbagliato il progetto di unificazione monetaria, n sembra
rendersi conto dellimportanza del problema. Non basta: da ministro degli Esteri avevo promosso, in occasione del 40 anniversario della Conferenza di Messina dell1 e 2

giugno 1955, un incontro fra i ministri degli


Esteri dellUnione, da tenersi nello stesso
luogo, al fine di discutere assieme lagenda
dei lavori del comitato incaricato di preparare la Conferenza intergovernativa. Lo scopo di questa seconda Conferenza di Messina non era, quindi, celebrativo - non avrebbe avuto senso scomodare 15 ministri degli
Esteri solo per celebrare un quarantennale.
Lo scopo era quello di cogliere quelloccasione per far s che i problemi pi urgenti,
fra cui quello monetario, venissero inclusi
nellagenda della Conferenza intergovernativa. Dovrebbe essere ormai chiaro a tutti,
infatti, che la strategia di unificazione monetaria che stiamo perseguendo non ha nessuna possibilit di successo e rischia di
spaccare lEuropa.
La seconda Conferenza di Messina ebbe effettivamente luogo il 2 giugno del 1995
sotto la gestione della signora Agnelli, ma,
ridotta a mezza giornata, si limit a celebrare il quarantennale; il tema monetario non
venne nemmeno discusso. In conseguenza,
la Conferenza intergovernativa discuter di
tutto, tranne che delle cose importanti: non
della strategia monetaria di Maastricht, n
degli ostacoli effettivi allallargamento dellUnione posti dalle politiche europee (specie quella agricola). E assai probabile quindi che la profezia di Dahrendorf si avveri e
che questincontro non faccia storia e si riveli soltanto unennesima occasione mancata. Con buona pace della presidenza italiana e delleuropeismo di maniera.
Pi che di un errore, si tratta di un autentico crimine: stiamo marciando ad occhi
aperti verso una crisi potenzialmente fatale
per il futuro dellunit europea. Sembra che
Benedetto XV abbia sostenuto che lorigine
divina della Chiesa provata dal fatto che il
clero non ancora riuscito a distruggerla.
Analogamente, la bont dellideale europeo
confermata dal fatto che gli europarolai
non sono ancora riusciti a screditarlo. Ma
non illudiamoci: a differenza della chiesa
cattolica, nessuno ha promesso limmortalit
allEuropa. Spetta a noi soltanto il compito
di salvarla.
Antonio Martino

OGGI - Su Piemonte e Lombardia poco


nuvoloso. Sulle altre regioni settentrionali e sulla Toscana nuvoloso con piogge
e nevicate sopra i 1000 metri. Al centro
alternanza di schiarite e annuvolamenti. Nuvoloso con piogge sulle regioni ioniche. Ampie zone di sereno e locali annuvolamenti su Sicilia e Sardegna.
- Sulle regioni nord-orientali e
adriatiche alternanza di schiarite e precipitazioni. Sulle regioni meridionali nuvoloso con precipitazioni. Sul resto del

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IL FOGLIO quotidiano

Per quanto riguarda la quota proporzionale, sulla base delle intenzioni di voto Cirm
del 22 marzo, ho calcolato che al Polo vadano 69 seggi, allUlivo 65 e alla Lega 21. Il
nuovo Parlamento italiano, in questo secondo caso, sarebbe cos composto: lUlivo
avrebbe 302 seggi, il Centrodestra 298, la
Lega 26, altre liste 3. A questi va aggiunto il
seggio della Val dAosta. Come si pu chiaramente vedere ci troveremmo di fronte ad
una situazione di stallo, nella quale sar

in tutto 364 (pi quello della Val dAosta),


mentre gli incerti sono i rimanenti 110. Abbiamo definito certi quei collegi in cui, sulla base del nostro modello, il margine di
vantaggio fra la prima e la seconda coalizione superiore al 5%, mentre, viceversa,
diamo per incerti quelli in cui la differenza di voti inferiore a quella soglia. Ebbene, i collegi incerti per il Polo sono 62,
mentre gli incerti per lUlivo sono solo 48.
Per quanto riguarda la ripartizione geo-

Dalla decisione del leader radicale dipende la governabilit nella prossima legislatura. Se nel maggioritario far votare il Polo, il centrodestra avr
la maggioranza assoluta alla Camera, 330 seggi. Se dar indicazioni diverse lUlivo, con 302 seggi, sar in balia di Lega e Rifondazione
grafica, si pu affermaben difficile governare
re che il centrodestra
per il centrosinistra.
La veridicit dei sondaggi controversa.
vincente nelle regioni
Non va infatti dimentiSe infedeli nuocciono gravemente
del Sud e delle Isole,
cato che nei calcoli che
alla formazione di unopinione corretta.
lUlivo vincente al
ho fino ad ora fornito
Centro e nelle regioni nordorientali, mensempre stata inserita nellUlivo anche
tre a Nord-Ovest la situazione molto viciRifondazione Comunista. Ma nel caso fosse
na al pareggio.
lUlivo a formare il nuovo governo, il Centrosinistra dovrebbe contrattare ogni legge
Linconsistenza del centro
con il partito di Fausto Bertinotti oppure
Professore, al di l dei numeri, qual il
scendere a patti con la Lega Nord di Umfenomeno pi evidente che emerge dalla
berto Bossi. Va comunque ribadito che vointenzioni di voto raccolte dal Cirm? Il
lutamente abbiamo preso in consideraziodato pi evidente che balza subito agli ocne, tra gli istituti di sondaggio che in quechi linconsistenza del centro. Secondo il
sto periodo svolgono le loro ricerche, quelCirm la formazione di Antonio Maccanico,
lo che fornisce le intenzioni di voto peggioquella del premier Lamberto Dini e i Pori per il Centrodestra.
polari di Gerardo Bianco, sommando i loSulla base della sua analisi possibile
ro voti non raggiungono il 9 per cento dei
calcolare il numero dei collegi uninomisuffragi ma si attestano sull8,7 per cento.
nali certi attribuibili ad una o allaltra delUn dato che, se sar confermato dallesito
le forze attualmente in campo e quelli indelle urne, dovrebbe far riflettere: basti
vece ancora incerti? Nellipotesi secondo
pensare che il vecchio Ppi, prima della
la quale Pannella vota insieme al Polo per
scissione del Cdu di Rocco Buttiglione,
le libert, i collegi uninominali certi sono

viaggiava sull11 per cento! Questo significa che, malgrado le varie alchimie politiche di chi spera nella rinascita del centro,
dalla gente questo desiderio non cos
corrisposto, mentre invece, di conseguenza, possiamo affermare che lottica del bipolarismo sta lentamente diventando predominante anche nel nostro Paese. Sorprende, nellanalizzare le intenzioni di voto, soprattutto il dato molto esiguo riferito
alla lista Rinnovamento italiano, capitanata dallattuale presidente del Consiglio
Lamberto Dini: il 22 marzo il Cirm la dava
addirittura al 3,7 per cento, mentre secondo un altro istituto di sondaggio, Datamedia, la lista Dini si attesterebbe addirittura al 3,2 per cento. Va per sottolineare ancora una volta che queste previsioni non
sono la verit, perch manca la certezza
sul dato delle astensioni.
Professore, secondo le analisi del suo Osservatorio socio-politico su che cosa si giocher la partita delle prossime elezioni politiche in questo ultimo squarcio di campagna elettorale? Io ritengo che i punti
nodali della
campagna
elettorale
siano tre. In
primo luogo
molto dipender dalla
capacit del
Polo per le libert di far
capire alla
gente che le
tesi del centrosinistra, appoggiate anche da alcuni tecnici allinterno delle istituzioni, sono ragionamenti di tipo statico, che prevedono il
perpetuarsi della situazione in cui gi ci
troviamo. LUlivo conta sui
grandi gruppi industriali e sui
sindacati, il centrodestra sulla
piccola e media impresa e sui
tanti lavoratori che non sono
tutelati dalle organizzazioni
sindacali classiche. La possibile vittoria del Polo sar dovuta alla sua capacit di far capire la prospettiva di sviluppo
del Paese che intende portare
avanti. Un secondo punto imprescindibile quello che riguarda il fisco, la semplificazione delle tasse e la riduzione
degli sprechi nella pubblica
amministrazione. Infine ritengo che giocheranno un ruolo
anche le proposte di rinnovamento istituzionale, visto che
ormai tutti si rendono conto
della necessit di cambiare.

Musica
Le fiamme del Don Giovanni
dalla Fenice al Tronchetto.
Un travagliato Brahms a Milano
MOZART AL TRONCHETTO, riprende cos
la grande stagione lirica a Venezia
Le fiamme dellinferno inghiottono Don
Giovanni, ma la storia non si conclude. Masetto e Zerlina si sposano e Leporello, detentore del catalogo dei misfatti del suo signore, se ne va per il mondo alla ricerca di
un nuovo padrone. Un inferno di fiamme
non ha concluso la storia della Fenice di
Venezia che, in attesa di risorgere come
ogni fenice che si rispetti, ha gi ripreso la
stagione operistica nella tensostruttura innanlzata nellisola del Tronchetto. In cartellone appunto il Don Giovanni di Wolfgang Amadeus Mozart. Repliche fino al 31
marzo.
ILPRIMOCONCERTO per pianoforte e orchestra di Brahms al Conservatorio di Milano
Lorchestra sinfonica Giuseppe Verdi,
voluta da un gruppo di personalit della
cultura cittadina e organizzata dal compianto Maestro Vladimir Delman, pi familiarmente conosciuta a Milano come
lorchestra dei giovani. A costituirla sono
infatti 115 giovani musicisti dai 18 ai 25 anni, scelti tra 800 aspiranti provenienti non
solo da tutta Italia, ma anche da molti paesi europei e asiatici.
Diretta dal Maestro Gianandrea Noseda, con Orazio Maione al pianoforte, lorchestra dei giovani eseguir il lavoro forse
pi tormentato di tutta la carriera di compositore di Johannes Brahms, il Concerto
in re minore per pianoforte e orchestra n.1
op. 15. Johannes ha poco pi di ventanni.
Non ancora il corpulento patriarca dalla gran barba e dai lunghi capelli bianchi
che ci ha consegnato liconografia pi corrente. I capelli sono lunghi e lisci, ma
biondi. I tratti sono femminei. Il momento
emotivo intenso. Schumann, il suo idolo,
muore, demente, in manicomio. Clara
Wieck in Schumann, quarantenne, compositrice e virtuosa di pianoforte acclamata
in tutta Europa, dimostra, ricambiata, per
Johannes un attaccamento in cui alcuni
hanno voluto vedere qualcosa di pi di un
rapporto di profonda amicizia. Lamico vero, il sodale artistico, al cui giudizio
Brahms affida parti del concerto dalla
composizione tormentata Joseph Joachim. Joachim organizza a Hannover unesecuzione privata. Clara accorre da Dsseldorf per assistervi. La risposta degli
amici entusiasta. Non altrettanto calorosa sar laccoglienza in occasione della
prima esecuzione pubblica il 22 gennaio
1859 sempre ad Hannover. Disastrosa la risposta del pubblico a Lipsia. Non stupisce
se per ventanni Brahms non si cimenter
pi nella composizione di un concerto. Seguir la Sinfonia n.2 op.27 di Sergej Rachmaninov. Venerd 29 alle 20.30 e domenica
31 alle ore 11 alla sala Verdi del Conservatorio di Milano dallorchestra Sinfonica
di Milano Giuseppe Verdi.
Cogliamo loccasione per smentire una
voce che era circolata, e che il nostro giornale aveva raccolto, di una probabile unificazione dellOrchestra Cantelli con i Pomeriggi Musicali, ricordando che i Pomeriggi Musicali organizzano domenica 31
marzo alle ore 21, presso la Chiesa della
Passione, un concerto in cui Mino Bordignon diriger i Cantores Mundi e Civici
cantori di Milano in cori a cappella di Giovanni Pierluigi da Palestrina, Claudio Monteverdi e Johann Sebastian Bach.
RARILIEDERSCANDINAVI interpretati
dalla svedese Anne Sofie von Otter a Firenze
Il Lied, la forma pi congeniale alla sensibilit romantica, presentato in un repertorio meno consueto dalla mezzosoprano Anne Sofie von Otter. Attingendo alle
esperienze pi tardive di Brahms, di Richard Strauss e dellalsaziano CharlesMartin Loeffler, che dopo avere studiato a
Berlino con Joseph Joachim, emigr, diventando un apprezzato esponente della
musica americana, la von Otter propone
una serie di Lieder che risentono in misura diversa, ma sempre vistosa, della trasformazione che il genere ha affrontato a
contatto con leclettismo estetico della fine
del secolo scorso. Non paga di una scelta
cos impegnativa, la mezzosoprano svedese
propone i Lieder di alcuni autori scandinavi, dal celeberrimo Edvard Grieg, a compositori meno noti e poco ascoltati in Italia,
come Karl Wilhelm Stenhammer (18711927), Ture Rangstrom (1884-1947) e KarlBirger Blomdhal (1916-68). Il 30 marzo alla
Pergola.
IL GRAN BALLO EXCELSIOR in una originale edizione critica al San Carlo di Napoli
Dionisio Papin, inventore della prima
macchina a vapore che adatt ad un piccolo battello nel 1707. Passando il fiume Weser ebbe distrutta dai battellieri la sua invenzione, lasciando ai posteri liniziativa
precisa la nota storica del libretto dell Excelsior azione coreografica storica allegorica e fantastica in sei parti e undici quadri di Luigi Manzotti su musica di Romualdo Marenco. Insomma il celebre Ballo Excelsior, rappresentato alla Scala di Milano nella stagione 1880-81. Papin, nuovo Prometeo leroe-vittima del Progresso contro
il Pregiudizio. Per definire lo spirito del
ballo non c di meglio delle parole del
Manzotti: ... la grandezza della civilt
che vince, abbatte distrugge, pel bene dei
popoli, lantico potere delloscurantismo...
Partendo dallInquisizione di Spagna arrivo al traforo del Cenisio, mostrando le scoperte portentose, le opre gigantesche del
nostro secolo.
Al San Carlo dal 31 marzo va in scena la
ricostruzione filologica del Ballo Excelsior,
realizzata nel 1967 da Ugo DallAra. Ricostruzione filologica privata naturalmente
dalle parti mimate, difficilmente digeribili da un pubblico moderno non pi cos fiducioso nelle magnifiche sorti progressive
del mondo.

ANNO I NUMERO 44 - PAG 3

EDITORIALI
W la P2
L

a P2 non era certamente unassociazione di beneficienza, probabilmente servita per stabilire connessioni ai limiti della legalit, per qualche affare anche losco, ma non era la
madre di tutte le congiure, non era
quella mostruosa concrezione di potere occulto che politici furbastri e cronisti timorati, di ogni specie e cultura, ci
hanno raccontato per quasi quindici
anni. Una giuria ha stabilito infine quel
che tutte le persone con la testa sulle
spalle sapevano da tempo. La P2 era
tante cose messe insieme sotto lusbergo massonico, tante diverse personalit
riunite in un mazzo solo di grembiulini
affaristi e carrieristi, ingenui e persone
perbene, spioni e intrallazzatori, funzionari e generali lealisti e felloni, con
un corteggio di giornalisti, gente dello
spettacolo, maneggioni, imbonitori. Era
il ritratto grottesco di una faccia del potere italiano, tra mediazioni e truffe, inclinazioni sudamericane e traffici con
lEst, pi qualche buon referente, di
quelli che contano, nei servizi (diciamo
cos) alleati. Ma non era una Spectre
che congiurava contro la democrazia e
lo Stato, il motore lucido di un piano
autoritario, lo strumento in agguato delle forze reazionarie.
Una sentenza ora conferma che sulla
P2 una parte importante del nostro
giornalismo e della nostra classe diri-

gente, una parte decisamente maggioritaria, ha raccontato per tre lustri agli
italiani un incredibile numero di sciocchezze al limite del folclore politico, costruendo per una intera generazione di
nostri concittadini una fable convenue
di strepitosa ridicolaggine, per la quale
nessuno risponder e i cui effetti resteranno nel tempo come residui e sedimenti di una cattiva cultura insegnata
da cattivi maestri. Il professor Augusto
Barbera, un uomo di sinistra che a noi
piace e che infatti costretto a starsene
a casa e a mandare missive alla stampa,
ha scritto qualche giorno fa una deliziosa lettera alla Repubblica, il giornale principe di questo grande imbroglio,
informando il direttore, Gran Guitto in
barba bianca, che il piano di rinascita di Licio Gelli non prevedeva affatto
il presidenzialismo, come ripetono veri
e finti merli del conformismo di regime,
ma il cancellierato cos caro alla sinistra cattolica. Se poi si pensa che la
parte del piano eversivo dedicata alla
tv e ai giornali fu scritta dal nostro caro
amico Maurizio Costanzo, il brillante
showman che tutti apprezziamo e che
nel suo progressismo non d e non ha
mai dato segno di velleit autoritarie, la
P2 story diventa unaltra, archetipale,
commedia allitaliana. Nella commedia
un po di gente ci ha guadagnato e un
po ci ha perso. Pazienza.

Lautarchia di M. Chirac
I

l presidente francese Jacques Chirac


si presenta al vertice europeo di Torino con un manifesto sociale che serve a
difendere il modello europeo (contrattazione sindacale, previdenza e stato sociale) dai rischi che vengono dalla concorrenza di paesi, soprattutto del Sudest asiatico ma anche dell'America non
solo latina, privi di (o con limitati) ammortizzatori sociali. Per la lotta alla disoccupazione Chirac rilancia il piano di
grandi infrastrutture fermo a Bruxelles
per mancanza di fondi. Per evitare distorsioni nella concorrenza interna, ripropone l'unificazione dei trattamenti
sociali europei, bloccata dal veto della
Gran Bretagna. L'uomo che ha sfidato la
Francia in dicembre, con un piano di riduzione della sicurezza sociale seppellito dagli scioperi dei dipendenti pubblici, pare convertito a un approccio antiliberista ai problemi continentali. Se
non si tratta soltanto di enunciazioni
volte a recuperare il consenso perduto
in patria, esse disegnano un futuro isolazionista di un'Europa incapace di affrontare sul terreno dell'innovazione la
sfida del mercato globale. L'ossessione
per la bilancia commerciale fa trascurare il dato decisivo dell'economia attuale: gli scambi di capitale fra i paesi

sono oramai superiori all'interscambio


di merci e servizi.
Uneconomia non competitiva perde
quindi rapidamente non solo la possibilit di esportare i suoi prodotti, ma soprattutto la possibilit di finanziare la
propria innovazione e decade rapidamente per quanto grande sia il mercato
protetto su cui pu contare. L'Europa
pu e deve difendere il suo standard di
vita non rinunciando alla scommessa
ma vincendola, attivando al servizio
dell'innovazione le sue immense risorse tecnologiche, culturali e imprenditoriali costrette da vincoli statalistici e
burocratici.
Anche il finanziamento del grande
piano di infrastrutture richiede un elevamento della competitivit, non pu
essere il risultato dello sforzo autarchico di uneconomia che si sente isolata.
In questa logica della fortezza assediata, si capisce meglio anche il dispositivo monetario elaborato al vertice franco-tedesco di Laval, che ha suscitato le
perplessit di Giuliano Amato e che
viene giudicato una trappola da Luigi Spaventa, autorevole economista dell'Ulivo. Peccato che queste osservazioni vengano relegate dai giornali nella
parte bassa delle pagine centrali.

Grand Hotel
U

na bella attrice, curiosa e non schierata, non sapeva chi scegliere marted tra Fini e DAlema: i due ospiti di Vespa le sembravano interscambiabili.
Le differenze dovrebbero essere visibili.
Invece le immagini si sovrappongono, i
contorni sono sfocati. Quando un elettore
senza pregiudizi perplesso, vuol dire
che c un black-out nella comunicazione.
Da un punto di vista elettorale si , per
cos dire, in campagna piatta. I politici
sbandano perch non fanno i conti con le
nuove regole: il maggioritario anche annacquato possiede una logica ferrea. Lalternanza esige programmi ridotti a poche
idee ma chiare. Discrimanti perch ridotte in pillole. Efficaci se martellate come un bolero. Ronald Reagan trionf
per aver gridato America is back e svelato una banale evidenza, che gli americani lavoravano sei mesi per s e sei per
lo stato. Un cow-boy cos sempliciotto non
pu essere apprezzato dalla sinistra, che
preferisce i brevi cenni sulluniverso del
programma dellUlivo. A cui si contrappone il pacco-dono del Polo: votate e fate
votare, abbiamo buone notizie per tutti,
segue lista. E si accusano lun laltro di
aver copiato. Ma cosa, visto che nessuno
sa cosa far il prossimo governo nei primi cento giorni, i soli in cui si pu riformare qualcosa prima di farsi risucchiare

dagli interessi costituiti.


Durante la campagna elettorale luso
dei media, soprattutto della tv, deve essere ben calcolato. Col maggioritario sono
gli uomini e non pi i partiti o le ideoogie
a dover sedurre: si sa che piace ci che
vale e vale ci che raro. Ecco perch
negli Stati Uniti, in Francia o in Inghilterra di duelli televisivi al vertice ce ne
sono uno, al massimo due. Avvengono
qualche giorno prima del voto e sono momenti di verit intorno a cui si avverte il
crescere della tensione e delle aspettative. Da giorni in tv si vedono solo porte
che si aprono, porte che si chiudono: la
campagna un Grand Hotel. Berlusconi entra da Costanzo dove prima cera
DAlema che ora da Minoli dove prima
cera Fini che ora va da Vespa dove prima cera Prodi che poi va dallAnnunziata dove prima cera Veltroni che ora da
Fede. E poi di nuovo... Dopo questa ronda infernale, gli scontri di fine campagna
daranno limpressione di un remake. Il
telespettatore fa zapping alla ricerca di
un dettaglio, di un appiglio. Poi si abitua
a guardare senza vedere. La sindrome
degli specchi, quella ripetizione allinfinito dellimmagine che port alla perdizione Rita Hayworth, nera signora di
Shangai, rischia oggi di dare il mal di mare - e di politica- a milioni di elettori.

IL FOGLIO QUOTIDIANO

VENERD 29 MARZO 1996

Gli Usa diffidano dellincognita tedesca che pesa sullEuropa


GLI ANALISTI AMERICANINON CREDONONELLUNIONE MONETARIAMAUN FALLIMENTO, DICONO, NON SARUN MALE
New York. Quando unora di lavoro di un
operaio tedesco costa un buon venti per cento in pi di unora di lavoro di un operaio
americano, non c da sorprendersi se, per
rimanere competitiva, la Germania costretta a decentrare allestero pi lavoro di
quanto non facciano gli Stati Uniti. Non c
allora neppure da sorprendersi se la disoccupazione in Germania ha raggiunto un livello doppio di quello negli Usa. Situazioni
analoghe o peggiori prevalgono, del resto, e
per gli stessi motivi, negli altri paesi del vecchio continente. Cos in America si richiama
lattenzione sul fatto che dal 1990 a oggi, nonostante un livello di crescita economica
non molto diverso, lintera Unione Europea
ha visto la perdita di cinque milioni di posti di lavoro, mentre gli Stati Uniti ne hanno
creati pi di dodici milioni e mezzo.
Adesso che, allombra della disoccupazione crescente, la terra trema sotto i piedi
degli architetti delleuropeismo riuniti a Torino, in Europa c chi parla, citando lultimo numero delledizione internazionale di
Newsweek, di un male tedesco che insidia
il benessere europeo. Ma in America i commentatori parlano pi genericamente di
male europeo. Pandemico e ormai cronico, il male pi visibile oggi perch ha finalmente raggiunto e cominciato a fiaccare
un organismo leggendariamente invulnerabile come quello della Germania. Ma la sindrome uguale ovunque: il welfarismo, la
politica tassa-e-spendi, la super-regolamentazione, la paura del rischio e del nuovo.
Pensare che senza una riforma sistemica
(che i paesi europei, a differenza degli Stati

Uniti, hanno sempre sfuggito) le economie


europee riescano a recuperare competitivit
di fronte a quella americana e a quelle dellEstremo Oriente, realizzando allo stesso
tempo gli obiettivi fiscali e monetari posti in
astratto dallo scadenzario di Maastricht,

una stretta unione europea, ve ne sono parecchi che non considerano necessariamente negativa una battuta darresto sulla strada delleuropeismo, che quasi certamente
deriver dalla crisi tedesca. Questa lopinione di Norman Podhoretz, gi direttore e

Dal 1990 lEuropa ha perso cinque milioni di posti di lavoro, gli Usa
ne hanno creati pi di dodici milioni. La burocrazia di Bruxelles non in
grado di liberalizzare il mercato: i pareri di Podhoretz, Ledeen e Serfaty
sembra agli americani una incomprensibile
illusione. Il contratto con lAmerica di
Newt Gingrich, ormai politica di tutti e due
i partiti americani, punta alleliminazione
del deficit, ma lo fa dopo che una spericolata (dolorosa) politica di de-regolamentazione, mobilit, aumento della produttivit,
sfrondamento dei costi e riduzione della
spesa sociale ha consentito il mantenimento delloccupazione e insieme della stabilit
interna. Ma dove pu trovare il contratto
con lEuropa di Maastricht lequivalente
per produrre unanaloga riduzione della
spesa pubblica, con la disoccupazione rampante, senza intollerabili reazioni interne?
O forse bisogna sperare che il dinamismo
della riforma provenga dalla burocrazia di
Bruxelles, che questa settimana U.S. and
World Report definisce struttura elefantiaca e antidemocratica e fonte di politiche irresponsabili?
Tra gli osservatori americani, molti dei
quali non hanno mai creduto nei vantaggi di

oggi editor-at-large di Commentary, forse la


pi importante rivista americana, il quale ci
ha detto che non poi male che lidea di un
continente europeo soggetto alle regolamentazioni di Bruxelles e legato a programmi sociali tanto popolari tra gli europei sia
stata frenata dai suoi stessi effetti economici. Per Michael Ledeen, politologo dellAmerican Enterprise Institute, il movimento
di unificazione europea, spinto dallalto allinsegna del big government, di senso gi
dubbio in un mondo in cui la tendenza si
orienta verso societ pi individualiste e
verso unintrusione sempre minore dello
Stato, ha perso in realt ogni valore dopo il
tracollo del blocco sovietico.
Lo scetticismo diventa apprensione di
fronte alla prospettiva che il recupero europeo venga tentato sulla base della creazione
di un direttorio franco-tedesco, in cui la
Francia finirebbe sicuramente per essere il
partner minore. Il gruppo motore, creato
ai primi di marzo dai due paesi a Friburgo

con la partecipazione del Benelux, gi un


sintomo preoccupante. Simon Serfaty, direttore della sezione europea del Center for
Strategic and International Studies di Washington, nota come lo spirito europeistico
originario, quello dei trattati di Roma, da
tempo svanito presso lopinione pubblica
tedesca, dove la tendenza allesclusione
degli stati del Sud Europa e allintegrazione
di pochi stati del Nord. Daltra parte la Germania, dove stanno emergendo nuovi programmi politici non democratici e velatamente aggressivi, costituisce, dal lato del
futuro comportamento, unincognita.
Lamministrazione di Washington ha finora seguito la situazione a orecchio, con quella che Ledeen definisce una totale mancanza di visione strategica. E difficile per
che qualcosa cambi, almeno fino alle elezioni di novembre, se non forse, sotto la spinta della situazione in Bosnia, quando si tratter di decidere della permanenza delle forze della Nato, decisione che riproporr in
modo acuto il problema della leadership occidentale. Anche se c chi vuole, come Sergio Romano, rinegoziare la presenza americana in Europa, vi sono molti che temono
piuttosto limposizione di una leadership
europea dietro a cui stia essenzialmente
il peso della Germania. Questo il timore,
per esempio, di Margaret Thatcher, che in
un recente discorso pronunciato nella stessa cittadina di Fulton dove Winston Churchill, nel 1946, annunci la cortina di ferro, ha invocato come indispensabile un ripensamento e rafforzamento dellalleanza
tra Stati Uniti ed Europa.

Citto Maselli, la bandiera rossa del cineassistenzialismo


DAL CINEMA MILITANTEAL CINEMA MENDICANTE, LA CARRIERADIUN REGISTA IMPEGNATOCHE TUTTI VEZZEGGIANO
Roma. Era il primo febbraio del 1994 quando il Parlamento approv, dopo 28 anni di attesa, la legge 1213 sul cinema nazionale. Quel
giorno davanti a Montecitorio stazion per
molte ore uno sparuto gruppo di attori e reCANDIDATIILLUSTRI

gisti con il fiato sospeso e le dita incrociate,


convinti comerano che solo quella legge
avrebbe segnato la riscossa del cinema italiano. Si rifocillavano con i cestini per le comparse: petto di pollo, un quarto di vino e una
mela. Poi verso il primo pomeriggio apparve
sul portone della Camera, Walter Veltroni
mostrando con le dita la V di vittoria: la legge era stata approvata. Tra i vincitori di quel
giorno cera Francesco Maselli, detto Citto,

Maselli, tanto vero che sia gli amici che i detrattori ne fanno il centro dei loro giudizi e ricordi, da punti di vista opposti. Il suo compagno di banco al Liceo Tasso e grande amico,
Sandro Curzi, lo ricorda fin dai suoi tredici
anni: La sua prima azione politica, nel 43, fu
in un cinema: insieme gettammo volantini antifascisti dalla galleria. Poi, quando arrivarono i fascisti, Citto si mangi tutti i volantini ri-

ficilmente calcolabile di documentari e cortometraggi.


Me lo ricordo, dice ancora Curzi, in
quelle infuocate assemblee pubbliche nelle
calli e nei campielli di Venezia: cera stato il
maggio parigino ed eravamo tutti convinti
che i giornali dovessero essere dei giornalisti, come i film dei registi. Una grande illusione... Ma chiss se Maselli sarebbe dac-

Lui i film li ha girati davvero, ma sotto la sua direzione lassociazione


degli autori cinematografici si trasformata in una fabbrica di falsi cineasti a
caccia di contributi statali. Le battaglie per una nuova legge assistenzialista e
quella, persa, contro le televisioni commerciali. Ora punta al Palazzo
masti e mi costrinse a fare altrettanto: ma
nessuno in realt badava a noi, avevamo ancora i pantaloni corti. E ancora cinema e politica, stretti in un abbraccio appassionato,
quando nel 68 Maselli capeggiava a Venezia
le proteste contro la Biennale dei borghesi
e dei padroni, ricevendo in cambio uno sfracasso di manganellate. A 38 anni, eskimo e
sciarpone rosso, Citto aveva gi al suo attivo
sette film di vario successo e un numero dif-

cordo. Lui che ancora nel 91 scriveva: Il cinema politico corrisponde a unidea cos alta
di cinema che comprende anche un suo
straordinario utilizzo nelle lotte sociali e politiche. Cinema e politica, ancora insieme,
quasi una missione. Che non evoca solo gli
amorevoli ricordi di Sandro Curzi. Maselli
nel cinema come Ciriaco De Mita nella politica, accusa senza mezzi termini Pasquale
Squitieri, regista e senatore di An. De Mita

Cineprese e politica

come oggi recita la lista elettorale di Rifondazione Comunista nel collegio di Colleferro.
Se ne stava in mezzo alla piazza con quel suo
cappottone nero ed i capelli al vento, sembrava Anna Karenina alla partenza del treno, disse allora Pasquale Squitieri, un regista dellaltra barricata. Eppure quel giorno
per Citto segnava il coronamento di una vita
spesa a met strada tra la cinepresa e la politica, un suo Oscar personale: una legge per
il cinema piena di fondi di garanzia, di tutela della cultura nazionale, finanziamenti
pubblici di ogni genere e un armamentario
di regole per la ritrasmissione televisiva.
Il 68 contro la Biennale dei padroni
Si spiega cos pi facilmente la decisione
di arrivare infine al mestiere della politica
sotto lala di un amico di sempre come Fausto Bertinotti. E proprio lintreccio tra i due
mondi a restituire limmagine pi fedele di
opo il recente convegno organizzato daD
gli Amici di Liberal (Luigi Sturzo
profeta, Roma, 9 febbraio 1996) la figura e
lopera del sacerdote, pensatore politico,
fondatore di quel Partito Popolare che fu
antesignano della Dc, tornano di attualit.
Tra le tante pubblicazioni quella curata
dallo storico Gabriele De Rosa , sotto il
profilo della figura privata del pensatore
cattolico, sicuramente una delle pi affascinanti. In esilio tra il 1924-1946 (Benito
Mussolini lo considerava un prete intrigante), ostracizzato allinterno della stessa cultura cattolica (Giorgio La Pira disse
di averlo visto rincretinito al ritorno dal
soggiorno negli Stati Uniti), Don Sturzo trova per stima e rispetto tra laici come Benedetto Croce e Luigi Einaudi, e addirittura ammirazione da Gaetano Salvemini (il
quale parlava di Sturzo come di un sacerdote non clericale, spettacolo di un Himalaya di volont e certezze). Sebbene
fosse stato eletto in Parlamento con la proporzionale, Sturzo fu un liberale e un federalista ante litteram deciso assertore del sistema uninominale. E qui si capisce la ragione per cui i democristiani, da Alcide De
Gasperi a Ciriaco De Mita lo tennero ben
in disparte dalle cure del loro partito. Essendo poi prevalsa nella Dc la componente cosiddetta cattolica-democratica dei dossettiani di cultura statalista, la lezione di
Sturzo sempre stata avvertita come scomoda e ingombrante.
Nella raccolta di lettere inedite curata

I vecchi cinematografari romani che la


sanno lunga dicono spesso: In Italia i film
si fanno o col sesso o col partito. Messe da
parte le vicende dalcova, che pure meriterebbero un loro ampio capitolo, resta dunque
il partito. E sintende quello comunista. Era
Botteghe Oscure - e forse in parte lo ancora, almeno in termini di legittimazione - pi
ancora di Cinecitt la vera Mecca del cinema
italiano. Un buon rapporto con i comunisti
apriva porte altrimenti sbarrate. Alle origini
del fenomeno c tutta una grande storia di
arte e politica intrecciate, da Rossellini a Visconti. Il primo lungometraggio di Citto Maselli fu commissionato dalla Cgil per celebrare la scuola quadri del sindacato. In tanti hanno fatto lavori del genere, da Marco
Bellocchio a Ettore Scola col suo TrevicoTorino, viaggio nel Fiat-Nam, che poi gli
valse un ministero nel governo ombra del
Pci ai tempi di Natta o Luigi Magni, anche
lui oggi approdato a Rifondazione. Fino a
Nanni Moretti con La Cosa, che raccontava il travaglio della nascita del Pds.

LIBRI
Luigi Sturzo
LETTERE MAI SPEDITE
285 pp. Il Mulino, Lire 30.000
da De Rosa, lettere scritte dal sacerdote siciliano tra il 1928 e il 1932 e rinvenute dallo stesso curatore, questi motivi di incomprensione con la cultura cattolica conformista sembrano gi presenti in nuce. Grazie al puntiglioso commentario e alla precisione di note dello storico, questo volume
ci consente di conoscere da vicino non soltanto le linee generali del pensiero politico del prete di Caltagirone, ma soprattutto
la sua sensibilit e la sua inquietudine di
uomo. La personalit di Don Sturzo riemerge dunque da un plico che conteneva
originariamente tre dossier di lettere mai
spedite (con richiesta che venissero rese
pubbliche, solo quando fossero taciute le
ire e i sospetti), indirizzate rispettivamente a un gruppo di amici, alla sua segretaria
Barbara Carter e al giovane amico Giovanni. Di sentimento di amara incomprensione sono attraversate molte di queste missive; paradigmatiche, quelle scritte
tra il 28 e il 29 a Londra, dove il sacerdote
lamenta lostracismo incontrato dalle pro-

Non era neppure necessario essere organici per appartenere alla grande e solidale
famiglia della sinistra cinematografica. Per
molti, da Francesco Rosi a Gillo Pontecorvo,
bastava la vocazione e il comune sentire. Oppure era sufficiente mostrarsi ostili agli avversari del partito. Cosa che fece, con clamore, un bel gruppo di giovani registi alla vigilia delle elezioni del 94, con il corale Lunico paese al mondo. Un filmino antiberlusconiano firmato da Daniele Luchetti, Stefano Rulli, Carlo Mazzacurati, Mario Martone,
Marco Tullio Giordana, Francesca Archibugi, Marco Risi, Antonio Capuano e Nanni Moretti. Anche gli attori aderiscono in massa alla famiglia della sinistra cinematografica e
con poche eccezioni. Da Enrico Montesano,
il guittaccio romanesco che fa pubblicit occulta e che occupa un seggio per il Pds sia a
Strasburgo che al Campidoglio, fino ai pupilli del nuovo cinema italiano, come Silvio
Orlando e Alessandro Haber. Per non parlare di Massimo Ghini, controfigura di Walter
Veltroni nei suoi comizi.

prie opere, che trovano gli stessi ambienti


italiani in esilio refrattari, ostili o indifferenti (con lunica eccezione di Gaetano
Salvemini). Emblematica la lettera del 9
novembre 1928, nella quale Don Sturzo
confessa le ragioni del suo sentimento di
straniero in patria: I liberali mi ritenevano un buon tecnico dei problemi dellamministrazione locale ma un cattivo politicante, i democratici anticlericali, come un
clericale demagogo longa manus del Vaticano, i clericali di destra come un democratico cristiano abile ma da sorvegliare; e
i miei popolari, mi amavano e stimavano
assai ma pochi, assai pochi, penetrarono il
mio pensiero e la ragione dei miei atteggiamenti.
Dal lavoro di De Rosa emerge in sintesi
la figura di un intellettuale appassionato
alla storia e alle istituzioni politiche, il profilo di un uomo di grande sensibilit verso
la res pubblica, ma forse di qualit inconciliabili col fare politico. E infatti Sturzo
non fu uomo dazione e, nonostante lavventura con il Partito popolare, rimase fondamentalmente chierico. Un chierico intellettuale che avrebbe avuto pi fortuna
in altri tempi, forse in epoca rinascimentale o barocca. E un uomo che, infine, non fu
veramente stimato (neppure dai suoi compagni di fede) n come politico n come sacerdote, e che per questo, se ne and dalla
scena pubblica versando in un chiostro la
sua fede, ma anche lamarezza della solitudine e dellincomprensione degli uomini.

aveva i falsi invalidi, lui ha avuto i falsi registi: il problema era lo stesso, il consenso.
Squitieri sembra non aver perso di vista un
momento la carriera di Maselli: Ha fatto una
sola cosa buona come regista: la trasposizione del romanzo di Moravia, Gli indifferenti,
poi si occupato solo della distruzione del cinema italiano.
I riferimenti di Squitieri sono al ruolo di
Maselli come presidente dellAnac, lassociazione degli autori cinematografici: Quando
ero iscritto io, nel 70, ci volevano almeno tre
film girati per essere iscritti allAnac; poi
quando arrivato lui bastava avere qualche
copione nel cassetto. Cos ha fatto migliaia di
iscritti, che travasava nel Pci per sostenere la
sua battaglia per il cinema assistito. Cos ha
ucciso il cinema. Maselli ovviamente convinto del contrario: anzi, da come racconta la
sua vita, si capisce che la militanza nel Pci e
la carriera di regista si sono reciprocamente
vivificate. Lingresso nel partito e quello nel
centro sperimentale di cinematografia furono allincirca contemporanei e precocissimi.
Lammissione ad entrambi ha risvolti eroici
in una vecchia intervista di Citto: Non avevo
let per essere ammesso al centro sperimentale, ma avevo gi girato due cortometraggi e superato una prova scritta difficilissima. Nella commissione che mi accolse cerano Michelangelo Antonioni e Umberto
Barbaro. Anche per entrare nel Pci, Maselli non aveva let, ma suppl il coraggio: Mi
present mio cugino, Giorgio Pirandello, ma
avevo solo 14 anni nel febbraio del 44 e Alfredo Reichlin, Carlo Melograni e Luigi Pintor emisero verdetto negativo. Ci rimasi malissimo, ma ci riprovai dopo il 4 giugno con alle spalle un breve periodo di clandestinit, e
venni accolto subito.
Nascono cos, precoci e parallele, le due
passioni di Maselli. Nutrite da una famiglia
di intellettuali romani molto ben introdotti. Il
padre Ercole era il critico darte dellAvanti
e la sorella maggiore Titina, unapprezzata
pittrice. Senza contare lo zio preferito, Luigi
Pirandello. Nel Pci, Maselli fu un fervente ingraiano, lunico laico del partito. Al punto
da superare il maestro al momento della nascita del Pds, quando Maselli emigr, tra mille travagli, verso Rifondazione comunista.
Il suo impegno politico ha avuto una vampata recente durante la campagna sui referendum televisivi, specialmente quello che
avrebbe dovuto vietare le interruzioni pubblicitarie nei film. Maselli era uno dei vessilliferi della campagna nota come non si spezza una storia, non si interrompe unemozione, che gli italiani hanno bocciato con il voto referendario. Lui per si batt come un
leone. Tutti i registi del S fanno gli spot,
disse allepoca Luca Barbareschi, e quelli
bravi come Scola o i Taviani prendono centinaia di milioni. Tranne Maselli che negato
e non gli fanno fare neppure la pubblicit.
A dire il vero Maselli, dopo un lungo periodo
improduttivo, era reduce da una terna di film
di un certo successo, legato a quella che lui
stesso ammise essere una svolta nel suo stile:
pi abbandono e meno concentrazione, pi
privato e meno pubblico.
Una fama di tombeur de femmes
Nascono cos Storia damore, con Valeria Golino, Codice privato, con Ornella Muti e Lalba con Nastassja Kinski. Tre film e
tre donne che gli guadagnarono soprattutto la
fama di grande conquistatore: con tutte e tre,
le cronache rosa dissero che Maselli aveva
avuto intense passioni amorose. Ma lui replic con uno strano argomento controfattuale: Allora dovreste definire passione amorosa anche il mio rapporto con Gian Maria
Volont, che fu protagonista del film Il sospetto. Oggi limberbe eroe della resistenza
rievocato da Curzi potrebbe diventare deputato della Repubblica grazie alla desistenza.
Nel collegio di Colleferro, dove Maselli si cimenta in una fervorosa campagna, nelle scorse elezioni pass per 3 mila voti un candidato del Polo. Ma nel collegio 13 mila voti andarono ad un uomo del Partito popolare che
questa volta non ci sar. Citto uno a cui
tutti vogliono bene, da sempre unanimemente vezzeggiato: un osso duro per lavversario.

ANNO I NUMERO 44 - PAG 4

IL FOGLIO QUOTIDIANO

VENERD 29 MARZO 1996

Lettera (ferocemente) polemica con gli azionisti torinesi. Ma non bisogna accanirsi...
Signor direttore - Giudico pertinente senza restrizioni il ragionamento svolto sul Foglio del 21 marzo a commento della presa di
posizione di Alessandro Galante Garrone
contro lo sciopero della fame attuato in carcere dal giudice Renato Squillante. Poich
tutto pu far brodo, ecco scendere in campo
a difesa di Galante Garrone un bel po di
gente importante a vario titolo scandalizzata. Morale: lei additato al pubblico disprezzo per aver osato privilegiare gli elementari diritti della persona su quelli superiori spettanti al simbolo. Si rassicuri,
hanno torto: leterno conflitto cuore-mente
ancora una zona poco frequentata dai giustizialisti di estrazione illuministica. Dico
questo per incoraggiarla a non prendere

troppo sul serio i fulmini che le hanno scagliato addosso, essendo pacifico che ad innescarli intervenuto un prevalente pregiudizio svaforevole. Lei capisce di cosa
parlo, visto che la Stampa ha avuto linarrivabile finezza di presentarla come ex-ministro berlusconiano.
Quanto poi ad Arrigo Levi che le ha impartito una concitata lezione sul testimone
ideale consegnato a Galante Garrone da
Carlo Casalegno, assassinato dai brigatisti
(1977), io lo inviterei a riesaminare con calma quel famoso editoriale sulla Stampa del
29settembre 1991, nel quale un sorprendente Norberto Bobbio confessava di essere tentato dalla passione civile di Pasolini,
del Pasolini battagliero che nel 1975 chie-

deva il processo in piazza della Dc. Ma la


cosa che pi impressionava in quellarticolo di Bobbio era unaltra, era la rimozione
di ogni memoria intorno alla guerra privata
che Pasolini dichiar a Carlo Casalegno, allora vicedirettore della Stampa. Per esempio, uno scritto di Pasolini su Panorama del
7 novembre 1974 si apriva in questi termini:
Insisto. Casalegno si comporta esattamente con lincosciente aggressivit di un malfattore e di una puttana. E si chiudeva cos: Quanto allaffermazione di Casalegno su
una mia nostalgia di un passato anche tinto
di nero, sia ben chiaro: se egli osa ripetere
qualcosa di simile, prendo il treno, salgo a
Torino e passo alle vie di fatto.
Daccordo, erano parole lanciate in aria

da uno scrittore colle viscere scoperte.Ma


perch escludere che tre anni dopo siano
andate a cadere nelle vicinanze di qualcuno che non vedeva lora di salire su quel treno per Torino?
Chino Biagini, Cesenatico
Gentile signor Biagini, apprezzabile il moto
di fastidio caratteriale che Lha spinta a scrive re questa Sua. Ma si pu, mi creda, esercitare
sulle persone una polemica anche radicale, per sino spietata (quando occorre), senza animosit.
Pier Paolo Pasolini non fu lispiratore dellas sassinio di Carlo Casalegno, neanche in senso
metaforico. Arrigo Levi non un bastonatore di
ex ministri berlusconiani. Norberto Bobbio,
con tutti i suoi difetti di autorevole e grande vec -

chio, non ha mai, nemmeno in forma postuma,


abbracciato ideologie di morte. Simili approdi
del pensiero, anche se spiegati dal risentimento
verso un establishment culturale che quando
vuole sa essere feroce con i dissenzienti, non de vono far parte del bagaglio di un buon polemi sta (e lei in fatto di polemica ha stoffa da ven dere). Le particolari tortuosit ideologiche del
giacobinismo azionista, in quella versione tori nese di cui Galante Garrone e Bobbio sono tra i
protagonisti, sono state studiate con cura e sen za acrimonia da Ernesto Galli della Loggia e da
altri studiosi (e sul finire della sua vita, il gran de musicologo Massimo Mila, parte eminente
del gruppo, si pronunci aperta mente per la pena di morte). Sono co se che si sanno. Non serve accanirsi.

Piccola industria
Mancano gli specializzati
per le nuove imprese.
Il successo delle scarpe fermane
NELVENETO sono nate 28034 nuove imprese, ma mancano operai specializzati
In cifra assoluta il Veneto la regione
italiana che detiene il record delle nuove
imprese create nel 1995, esattamente
28.034. E al Veneto va anche il record dellincremento delloccupazione: anche il
quarto semestre del 95 ha registrato, spiega la FederVeneto, un incremento del 2,5%
sul quarto trimestre del 94, in linea con gli
incrementi registrati nei trimestri precedenti. Un 2,5% in pi rispetto al 94 ritenuto un risultato eccellente perch il
trend era stato gi in crescita. Per il 96
loccupazione dovrebbe crescere dell1,2%.
Il Veneto ha un tasso fisiologico di disoccupazione del 5-6%. Chi ha profittato e
profitter del boom regionale delloccupazione sono soprattutto lavoratori specializzati e tecnici dei paesi dellEst, della
Slovenia, Croazia, Bosnia, e anche da pi
lontano, perfino dellUcrania. Hanno le
specializzazioni che servono allindustria
meccanica, lossatura del nostro sistema
produttivo - spiega la FederVeneto - La
scuola italiana non fornisce pi tornitori,
fresatori e simili. Oltre ai lavori domestici e a quelli disagiati, un altro segmento di
lavoro non trova dunque offerta in Italia.
Gli industriali veneti tentano di rimediare
a questa situazione anche con la formazione. Nel 95 hanno organizzato 50 corsi, per
500 inoccupati. I corsi pi ambiti sono
quelli sulle nuove specializzazioni: operatori Cad/Cam, tecnici di marketing, esperti di qualit. Nel 96 sono in programma altri 200 corsi, a met per inoccupati e a
met per la riqualificazione professionale
del personale.
LAVORATORIDEL SUD per le piccole imprese dellEmilia: la Professional Card
LEmilia Romagna della piccola impresa
sta avviando la distribuzione della Professional Card, una carta che d ai meridionali di nuova immigrazione laccesso a una
serie di servizi . E una risposta corretta
ad esigenze delle nuove imprese, spiega
Guidalberto Guidi, che presiede FederEmilia, la federazione degli industriali.
La Professional Card fa parte del progetto Dentro loccupazione, avviato nel
1995, con due obiettivi: invogliare i lavoratori meridionali a emigrare e decentrare
la produzione a imprese situate in aree
deboli. Le Ferrovie e la Confedilizia regionale favoriscono i viaggi da e per il Sud
, e la sistemazione abitativa degli immigrati. Questi hanno accesso a prestiti sullonore entro un plafond di 45 miliardi. I
crediti sono messi a disposizione delle
banche regionali: Credito Emiliano, Carisbo, Rolo, Banco di San Geminiano e San
Prospero, Banca Popolare dellEmilia-Romagna. Banche e Ferrovie faciliteranno
inoltre il decentramento della produzione,
le prime con crediti agevolati alla collocazione produttiva, le seconde con tariffe
speciali per il trasporto delle merci.
A VALLASCIANI non sfugge una nicchia
del mercato calzaturiero
Con la Walt Disney ha realizzato e sta
mettendo a punto sul mercato una linea di
scarpe per bambini, ispirata alla Carica
dei 101. Con la Momo Design (quella del
volante della Ferrari F1, dei cerchioni e di
altri accessori), che ha disegnato uno speciale fondo, ha rinnovato la linea principale Dribbling, e sta per lanciare una linea Trend, pi giovanile. Il fondo la
suola, sulla quale monta il sistema ammortizzante Nexus, un brevetto di famiglia, che rende meno faticoso stare in piedi. Roberto Vallasciani, da Grottazzolina
in provincia di Ascoli Piceno, quarantanni, da quattro a capo dellazienda creata
anchessa quarantanni fa dal padre e dallo zio, ha fatto delloccupazione delle nicchie un sistema: Perseguire la strategia
della nicchia non vuol dire necessariamente limitarsi. E ha dato una spolverata
all area fermana, la pi alta concentrazione calzaturiera in Europa: Bisogna tenere il profilo alto, in fatto di qualit e affidabilit. Negli ultimi due anni ha puntato molto anche sullestero (Austria, Svizzera, Germania e Giappone), ed in breve
arrivato ad esportare il 35-40 per cento della produzione, in mercati che ritiene gi
stabilizzati, come che vada la lira. Roberto Vallasciani produce anche scarpe speciali per i 150 mila bocciofili italiani e calzature per i giocatori di biliardo.
BRUXELLES non consente agevolazioni fiscali per i cassintegrati italiani
Kavel van Miert decide oggi sul progetto dei calzaturieri italiani di assumere
cinquemila cassintegrati in cambio di una
lieve defiscalizzazione degli oneri sociali.
La decisione del Commissario europeo alla concorrenza sar quasi certamente negativa. Laccordo per i cinquemila cassintegrati, del dicembre 1993, era sembrato
luovo di Colombo, portando contemporaneamente a pi occupazione e a unelevazione degli ammortizzatori sociali improduttivi. Il governo Ciampi ne aveva anche
fatto oggetto di unapposita legge. Ma
Bruxelles lha valutato secondo una logica giuridico-formale e non di sviluppo delloccupazione - constata mestamente la
Farnesina - altro che piano Delors per loccupazione!. LAnci, lassociazione dei calzaturieri di cui presidente Maurizio Pizzuti, titolare della Zeiss Excelsa, va oltre:
insinua che dietro la decisione di Karel
van Miert ci sia lo zampino dei calzaturieri tedeschi. Ma si consola con lapplicazione dellaccordo de minimis. E la condizione, nel gergo europeo, per cui non sono
soggette a notifica a Bruxelles assunzioni
che comportino sgravi fino a 50 mila Ecu
in tre anni. Una cifra che ha consentito fino a 3-4 assunzioni di cassintegrati per
ogni ditta ogni tre anni. Numero che potrebbe presto raddoppiare, poich lesenzione verr portata a 100 mila Ecu.