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Smeraldina Nella mistica sufi il colore smeraldo quello in cui appaiono le cose nel mondo immaginale + citt di

smeraldo.

PEDAGOGIA IMMAGINALE
Pedagogia immaginale: pedagogia il cui termine immaginale individua una regione delle immagini che non sono
frutto della mente delluomo, ma riguardano visioni, figure, simboli, archetipi provenienti da un altrove che
trascende la cognizione razionale.
Questo mira ad una ricomposizione del soggetto alloggetto, nella quale il soggetto diventa partecipe e appartiene
allaltro, lo scopo prendere la distanza dal normale per avere un diverso sguardo sulle cose.
Guida e modello per volgere lo sguardo dottrina alchemica.
Occorre concentrarsi in uno sforzo di visione capace di far emergere i rapporti che sottostanno alle cose e che le
orientano, compiendo cos un atto di ritrovamento, una scoperta. Tutto questo porta alla guarigione
riconoscimento che ogni salvezza individuale passa sempre anche attraverso la salvezza del mondo.
La contemplazione, la meditazione e la riflessione delle opere immaginatrici diventa il principio e fulcro della
formazione immaginale. Una formazione attraverso la quale avviene la piena percezione di quei rapporti
dinterdipendenza che lo sguardo ha perso.
Per ridare pieno potere simbolico all'immagini:
o Visione prolungata e assorta di pittori
o Immagini inattuali di registi
o Metafore di alcuni poeti
Tale operazione inattuale poich chiede di preferire la meditazione allazione.
NB: Non ogni immagine si rivela adatta a tale compito perch molte immagini hanno perso il proprio radicamento o
si sono ridotte a segni astratti, a meri significati verbali. E nello spazio tra tali immagini che va riscoperto il
linguaggio metaforico, mitico e simbolico delle forme immaginali.
La pedagogia immaginale si esprime nello sforzo di ricerca e meditazione di tali immagini che Corbin definisce
icone, angeli posti tra il visibile e linvisibile.
Nella pedagogia immaginale primo passo: ricerca di opere in cui gi stato realizzato il compito di ricongiunzione
tra soggetto e oggetto, materia e spirito, superficie e profondit.
Poi bisogna realizzare una approfondita contemplazione ed elaborazione simbolica di tali opere esercizio
meditativo-ermeneutico secondo le regole di pazienza, lentezza e fedelt allimmagine.
Un esercizio danima che richiede:
1. discesa pi che elevazione, abbandono, entrando in contatto con la parte immaginativa
2. interpretazione ed elaborazione della materia
Regola essenziale: oscillazione continua tra momenti di fluidificazione-meditazione e di nominazione-coagulazione
(solve et coagula). Tale regola alchemica mira ad un perfezionamento progressivo, consapevole della sua erranza
interminabile.
Tale esercizio innesca una prassi immaginale, una riattivazione simbolica delle cose, e dunque, un cambiamento del
proprio disporsi accanto, in mezzo ed insieme ad esse.
Consapevolezza che quando riconosco o sono riconosciuto riavverto il legame intimo con il mondo.
La fedelt alla Terra e agli elementi a cui intrecciata il primo passaggio di una conversione dello sguardo.

LIMMAGINALE
Termine immaginale: scelta precisa, invito a pensare il mondo delle immagini non come un universo indifferenziato
ma come un territorio sovraffollato in cui occorre sapersi orientare e distinguere il grado dei significati, la
differenza, la qualit simbolica di ogni immagine.
In tal modo la qualifica di immaginario ritaglia una zona distinta e separata.
Wunenburger distingue tre categorie di immagini:
1. imagerie: insieme delle immagini mentali e materiali che si presentano quali riproduzione del reale.
2. immaginario: insieme delle immagini che appaiono come dei sostituti di un reale assente, che rappresentano
lirreale, il fantastico.
3. immaginale: ambito delle immagini oltre-reali, che hanno un autonomo potere significante.
In esso convergono icone, immagini archetipiche e miti in grado di fornire un contenuto sensibile a idee, in grado di
parlare come rivelazioni.
Corbin vede tali immagini come lincontro interiore, accessibile solo attraverso una specifica adesione partecipativa,
di forme sensibili con contenuti ideali trascendenti.

Nel mondo immaginale ritroviamo le stesse cose ma come oggetti rivestiti da unaura simbolica, cio di un
significato che li fa partecipare ad un universo di senso trascendente. Attraverso limmaginazione attiva possiamo
leggere le forme immaginali.

Per Corbin limmaginatrice (immaginazione attiva) la capacit di trasformare limmagine in simbolo, universo in
cui si realizza la coincidenza del sensibile e dellintellegibile. Tale visibilit non immediata, richiede uno sforzo di
comprensione, unermeneutica. Lermeneutica immaginale il lavoro che limmaginazione attiva compie per
ritrovare i significati solidali che le cose e gli esseri rimandano nel mondo immaginale.
NB: Il mondo immaginale viene definito non luogo perch le forme immaginali si radicano in un contesto empirico
e non rintracciabile sulla terra. La lettura di tali immagini richiede uno sguardo separatore e analitico il cui organo
sensibile il cuore. La meditazione ermeneutica delloperativit immaginativa pu cambiare la nostra visione e il
nostro modo di comportarci nei confronti di ci che vediamo.

LA COGNIZIONE IMMAGINALE, LA RAGIONE POETICA


E attraverso limmaginazione che lapprensione del mondo si fa qualitativa, singolare ed intima.
Limmaginazione esclusa dalla logica, ma senza immagine nessuna conoscenza sarebbe organicamente
metabolizzata. Senza immaginazione il conoscere avvilisce la sua particolarit scemando nellastrazione del
concetto.
La cognizione immaginale non sta nellalveo della filosofia che norma ogni particolare in generale, perch
limmaginario regolato da una logica contraddittoriale in cui ogni oggetto non distinguibile dal suo contrario e i
legami di associazione si innervano pi secondo reti di ridondanza che secondo sequenze casuali. Le figure
dellimmaginario non si generano cio per ordini lineari o gerarchici, ma si spostano e si differenziano nei vari
livelli delle narrazioni simboliche.
La misura di tale conoscenza rappresentata dal poeta e dal mistico i quali trattano, per opposizione e analogia,
lintimo e limmenso.
o Il poeta: assorto nellintimo, nel vicino prossimo, lo dilata in figure di visione, rendendolo infinito
o Il mistico: nella preghiera rende quotidiano e accessibile lintimo e limmenso, senza violarne il
nocciolo segreto.

ETICA DELLE IMMAGINI


Pedagogia immaginale e non delle immagini vuol dire voler postulare una differenza di prospettiva nel trattare con il
mondo delle immagini e della facolt immaginativa; significa percepire la condizione di analogia in cui si manifesta
il mondo immaginario, avere la necessit di individuare modalit selettive, qualitative, di relazione con le immagini,
con il loro mondo e con le loro pratiche. Per la pedagogia immaginale si pu dunque parlare di etica delle
immagini.
Principi delletica dellimmagine:
1. vedere meno: concentrarsi sul poco e sul meglio per recuperare sguardo, per ritrovare la profondit di
questo senso.
2. attenuare la luce: per evitare linvadenza luminosa, simbolica e letterale, nelle strade, dentro i corpi, nella
psiche e nella conoscenza, imparare di nuovo la suggestione della penombra, riabituare lo sguardo
alloscurit, rinunciare a illuminare.
Ci rimanda alla rinuncia a sapere, ridurre laspirazione a penetrare fino in fondo accettare di non vedere, di non
poter andare oltre o persino di non vedere pi, lasciando che le immagini si dissolvano.
Per Corbin vi sono
1. immagini idolo: sono immagini svuotate, dei simulacri, immagini definite inganno e truffa. Immagini che non
hanno legame con il desiderio, ma lo fanno girare a vuoto. Esse fermano lo sguardo ma non permettono di
andare oltre.
2. immagini icona: hanno la funzione di mediatrici, sono il tramite del segno pur mantenendone la segretezza e
lintangibilit, sollecitando a immaginare e a simboleggiare. Sono le immagini immaginali come le vere e
proprie icone.
NB: Una pedagogia immaginale non spinge alla creazione artistica ma invita piuttosto a meditare opere esterne a s,
alla scoperta di opere di cui un percorso nelle profondit dello sguardo gi stato compiuto, apprendere da loro.

PONDERAZIONE NOTTURNA DELLA PEDAGOGIA


La condizione odierna di qualsiasi operativit si scontra con un universo dominato da alcune forme di visione del
mondo, che soggiogano anche il campo dellesperienza educativa operare per rigenerare uno scenario culturale
legato pi al regime immaginario della notte, delle sue forme cicliche. Occorre una compensazione dombra, ovvero
reagire alladrenalina che loperativit comporta. Occorre reimparare a sostare, ad apprendere a non vedere, ad
accettare un certo grado di mistero e di limitazione nellaccesso alle cose, imparare a non risolvere i problemi con
laiuto di una razionalit ossessionata dalle buone intenzioni. Lesercizio immaginale si configura come conversione.

Una corretta pedagogia dellaltro propone unattenzione allalterit delle cose e degli altri esseri, in tale direzione
che si pu attuare una controeducazione. E solo attenuando la centralit dellumano che si entra in contatto con
le parti deboli e ferite dellesperienza, assimilandosi maggiormente alle cose che si pu cominciare a
riparare i danni provocati dallaver sfondato ogni misura e confine.
La pedagogia immaginale quindi anche un tirocinio orientato a ritrovare laltro con una visione che sta
riapparendo, un tentativo di risveglio dellOmbra.
Limmaginario della pedagogia limitato, tale materia ha quindi bisogno di immergersi nellimmaginazione
creatrice e dei suoi archetipi, per comprendere i suoi lati inattesi per sconvolgere i suoi automatismi, per abbattere il
suo monoteismo argomentativo e la povert di rappresentazioni della sua teoria.
Occorre arricchire il nostro immaginario, saper vedere i soggetti della ricerca pedagogica nella luce immaginativa.
Limmaginario della pedagogia stessa povero: nel parlare di infanzia, adolescenza, disabilit, disagio, educazione
la riflessione pedagogica appare disincarnata, arida, incolore.

LA LINEA VERDE
LAnima del mondo viene definita la linea verde che circonda luniverso.
Il verde il colore della vegetazione ma anche, per i cabalisti, la tinta da cui nascono tutti gli altri colori + nella
simbolica della terra la linea verde la madre.
La pedagogia immaginale si inscrive nella tradizione ermetica, la cui cosmologia fondata su un legame con tutte le
cose e che individua nella concezione platonica dellAnima del Mondo uno dei suoi elementi chiave.
Hillman ha richiamato lattenzione sul monopsichismo umano: luomo si fatto Dio, un uomo che non riesce pi a
rispecchiarsi in ci che ha intorno, che lo sente estraneo e privo di significato, abbandonato a se stesso nella sua
angoscia. E necessario riprendere il contatto perduto con la vitalit delle cose, necessario riaffidarsi al senso
animale, un istinto per la vita della natura e per linteriorit degli oggetti.
Noi riteniamo che ci che ci circonda sia a nostra disposizione, ci accade perch abbiamo perso la cognizione
ermetica delle cose.
La soggettivit appartiene ad un soggetto pi grande, tale soggetto il vero fondamento di ogni esistere. Per questo
gli dobbiamo rispetto e dobbiamo averne cura, dobbiamo sapergli restituire una risposta estetica, cio un
riconoscimento pieno di sensibilit e di immaginazione, in cui le forme delineano le misure della controeducazione,
centrata su un rinnovamento del vedere.
NB:si pratica unattenta esplorazione delle cose senza impregnarle delle nostre proiezioni. Bisogna guardarle,
notarle, re-imparare a dirle, il che richiede una cura del linguaggio, delle metafore, delle immagini che si adottano
per indicare e nominare.

LO SGUARDO
Al centro della pedagogia immaginale vi lo sguardo. Nella cultura occidentale lo sguardo che guarda
prevalentemente uno sguardo verace, calcolatore, che immagina il potenziale sfruttamento di ci che cade su di esso.
Tale sguardo ha diradato la metodica del dubbio, ha tolto dal suo campo visivo la complessit degli intrecci
simbolici proliferazione di immagini sempre pi gratuite e insignificanti.
Lo sguardo immaginale deve poter essere letto come una metafora pi ampia del mondo in cui convergono
senso, ascolto e accoglienza: il vedere la metafora di una percezione multisensoriale ipersensibile, rivolta alle
cose (sguardo della pedagogia immaginale).

INFANZIA COSMICA
Lo sguardo infante forse la guida pi appropriata al mondo immaginale, linfanzia sembra essere
lepicentro stabile di ogni fede immaginativa.
Bachelard ha postulato una metafisica dellimmagine, ed stato lui a magnificare linfanzia: stagione immaginativa
per eccellenza.
In tale metafisica ci si immerge nellimmaginario di uninfanzia simbolica; linfanzia che attingiamo come una
lente che riforma il reale, lo riconnette alle sue radici e lo riaffonda nel cosmo. Linfanzia, in quanto archetipo,
costantemente intrecciata con limmaginazione.
Pedosofia: sapere definibile come saggezza di infanzia lintermediet dello sguardo immaginale proveniente
dalluniverso dellarchetipo bambino ovvero non del bambino reale ma di quello cosmico; linfanzia viene intesa
come archetipo e simbolo di unappartenenza profonda, antecedenza dessere.
Si restituisce allinfanzia la sua pregnanza filosofica, poich la si intende come archetipo che fonda un sapere che
non stravolto dalle mete umane, ma ripiegato su unintimit-generosit-integrit perduta che va recuperata tale
recupero avviene con limmaginazione.
Limmaginazione dellinfanzia generativa, curativa e trasformatrice; la fisiologia dellimmaginazione
orientata al ringraziamento e allo stupore, in cui il mondo ancora percepito come una musica in perenne, carnale

emanazione che ci sollecita ad una filosofia del riposo che consente di riapprendere un autentico essere per il
mondo.
Linfanzia il perno di una possibile rinnovata simbolica educativa il tempo dellinfanzia davvero un tempo
ritrovato.

OPUS ALCHEMICO E FIRMAMENTO ERMETICO


Richiamo all'alchimia richiamo a una tradizione che sapeva leggere lintimit invisibile che congiunge luomo
alle cose, che faceva riferimento costante ad una psiche del mondo, una Anima Mundi + richiamo alla pratica
trasmutativa correlata alla filosofia ermetica.
Lalchimia come dottrina interpreta la ricomposizione di spirituale e corporale, di maschile e femminile e trova nella
dimensione immaginativa il suo ambito di esercizio. Limmaginazione il luogo trasmutativo per eccellenza perch
in esso si incarnano le idee senza letteralizzarsi (diventare parole), si sublimano le materie senza dissolversi. Le
immagini appartengono ad un regno intermedio dellesperienza.
Lalchimia una disciplina che insegna ad accogliere e attraversare lesperienza, in una processualit che non
si compie mai in maniera definitiva, in cui si alternano in modo incessante momenti di fissazione materialeconcretizzazione con momenti di scioglimento-fluidificazione in analogia al ruolo giocato dallelemento
solido e liquido. Ci si svolge grazie alla spinta di un fuoco che brucia laspetto immediato delle percezioni per
distillarne forme sempre pi perfezionate di senso.
NB: Tale processo non si conclude in un movimento ascendente, indirizzato verso lo spirituale (opera al bianco) ma
richiede un ulteriore fase, opera al rosso, in cui la materia purificata deve ancora fissarsi in una rinnovata
concretezza. Deve accedere al corpo glorioso: coincidenza degli opposti, la doppia figura che ha ricomposto la
totalit. LOpus compiuto al tempo stesso la guarigione di uomo e mondo, di soggetto e oggetto riuniti.
Gli alchimisti erano dei poeti, dei mistici della materia; la base chimico-materiale del loro linguaggio era anche il
segno di una vicinanza allintimit degli elementi, della terra. Lalchimia proprio un modello di operativit che
recupera la necessit di una responsabilizzazione verso la terra e il cosmo.
Il suo esito ultimo un salvator macrocosmi: luomo realizza la propria salvezza nella fedelt alloperativit della
natura e dei suoi segreti intendimenti.
Lalchimista, per Bachelard, un educatore della materia: la sua fatica quella di assecondare, custodire il
progresso di un processo endogeno di formazione, la vocazione delle sostanze. La materia deve essere lavorata dal
fuoco che lagente attivo, lastrum.
Il lavoro alchemico sempre intriso di qualit immaginativa, simbolica. Il suo modo di manifestarsi quello di un
calore che cuoce le cose, lentamente, che faccia maturare le sostanze e infine le trasmuti.
Il lavoro alchemico, come quello artistico che sul suo modello si attua, di ricucire i legami sottili tra tutte le cose e
di liberare il potenziale racchiuso nella natura e nello spirito, facendoli reciprocamente fecondare.

OPERE E VASI IMMAGINALI


Ogni cosa ha un potenziale simbolico poich visita il nostro vedere e determina il nostro orientarci.
Ci che in gioco in una educazione immaginale la conversione dello sguardo, la cura del vedere, una sorta di
riabilitazione, il ritrovare la complicit con le cose perduta per il troppo vedere diniego delle immagini avvilite
dallindustria culturale e pubblicitaria.
Occorre una sottrazione alle immagini degradate e il rivolgimento verso autentiche immagini frutto di unoperativit
alchemica di trasmutazione della materia.
E immergendosi in questi grandi Vasi dellimmaginario, incontrando le loro manifestazioni sensibili (opere
incarnate in una cultura) ritrovando i loro concentrati di simboli attraverso alcuni testi poetici, musicali, pittorici,
cinematografici che si pu adempiere una compensazione dello sguardo, una sua riconversione.
La pedagogia immaginale, intesa come cura delle pratiche educative e dellimmaginario, insiste su di un
ermetismo come fonte di una gnosi filosofale, di una ermeneutica fedele alla Terra e allAnima del mondo.

ABITARE LA RADURA
Radura: luogo per accostarsi alle opere piene di potenza immaginale; qui si compie lesercizio immaginale che ha la
qualit per captare il potere trasmutativo delloperativit simbolica, in modo da restituire le cose ai loro principi di
connessione e di permettere ai partecipanti una riconoscenza.
Immaginarlo come una radura significa evocarne la propensione a ospitare una sosta felice. La radura:
o luogo di pacificazione provvisoria.
o simbolo del sottrarsi al bosco dellimmaginario contemporaneo per poterlo rivedere, distinguere tratti,
caratteri e differenze.

necessaria ritualit dingresso + congedo sigillato da una pausa in cui si possa sospendere il compito
ermeneutico e separarsene.

FEDELT ALLIMMAGINE
La pratica immaginale si fonda sullidea che il mondo immaginale sia un cosmo unitario allinterno del quale si
tratta di penetrare ermeneuticamente. indispensabile sospensione del proprio io come atto di fedelt cio di
attenzione devota e prolungata alle intenzioni significanti dellopera considerata nella sua intima espressivit.
Rilke: rendere il visibile sempre pi invisibile attraverso ladesione al potenziale rigenerativo inscritto
nellopera immaginale, attraverso la rinuncia allimmediata incorporazione delle immagini nel proprio mondo
interno e allinflessione allinterno delluniverso significante costituito dallopera.
NB: Atto di fedelt allimmagine significa soprattutto perseveranza nellapprofondimento dei simboli che formano
ci che si presenta senza ricondurlo al gi noto o al pre-veduto.

ESTROFLESSIONE
La pedagogia immaginale si propone come estrofila, come sforzo di decentramento da s e dalla cura di s,
dallarida insistenza autoreferenziale.
Un approccio immaginale rivendica una umiliazione dellumano e della sua autocentratura in tutte le forme. Uno dei
modi pi adeguati per ottenere questo risultato appare quello di un deflusso dello sguardo da s verso lesterno,
verso unopera darte in cui il creatore ha dissolto il suo io a favore di unidentit estroflessa e trasmutatrice la quale
restituisce le cose al luogo della loro visione ritorno alle cose secondo unispirazione ermetica.

RICETTIVIT E ANAMORFOSI
NB: Ogni opera ha un suo margine di impenetrabilit che spesso legata al modo e alla posizione che la mente
adotta di fronte allopera; la posizione frontale, troppo orientata a sciogliere dilemmi, a cercare rapide
interpretazioni e che non tollera una lenta maturazione si rivela non adeguata.
E necessario dislocarsi in una prospettiva ricettiva, occorre seguire litinerario che prevede il sostare a lungo
nella sua presenza prima di potervi accedere adottando un punto di vista non frontale, che permette di vedere ci
che da altre posizione risulterebbe invisibile.
Lanamorfosi diventa quindi il modo di accesso, per lenta progressione e lenta deposizione dello sguardo, alla
visione dellinteriorit del mondo, Anima Mundi, racchiusa in ogni cosa con anamorfosi sintende lintuizione
che permette lingresso nel mondo immaginale dellopera.

SOSPENSIONE DELLA VALUTAZIONE


Nessun tipo di commento valutante pu ampliare il campo dosservazione dellopera, n alimentare
lapprofondimento della sua comprensione e il raggio della sua ricezione.
Ogni riflessione condiziona il campo di osservazione nel senso che lo articola talvolta lo impoverisce, ma il lavoro
di ricerca e di immersione nel campo immaginale deve restare un lavoro di umile sottomissione allintenzionalit
dellopera e chiede unincondizionata apertura alla sua espressivit simbolica, alla sua alterit, che ogni giudizio
compromette e riduce.
Latto di comprensione e contemplazione immaginale richiede una fiducia profonda nellimmagine e una
disposizione devotamente curiosa e instancabile volta alla ricerca.

VISIONE
Lesercizio immaginale ripetizione del gesto dellartefice, la ripetizione il perno delloperazione che si cerca di
prospettare, ripetizione intesa come tecnica di approfondimento e approssimazione.
Il primo passaggio, analogo a quello dellartista che si pone di fronte al dato grezzo, la visione intesa come:
o estroflessione (ritorno alla cosa, un deflusso da s verso lesterno) in presenza della cosa
o riguardo devoto e senza giudizio su ci che ci viene offerto di vedere, sentire o percepire
o accostamento e ammissione al suo mondo immaginale
o lavoro di spoliazione dello sguardo per potenziarne al massimo la ricettivit
o recupero di uno sguardo infante, da rappresentazione organizzata secondo gli stereotipi visivi a uno sguardo
capace di restituire linvisibile al visibile
o ritorno alla cosa
La visione vede grazie al fatto che il vedente si spoglia, il vedente non giudica, il soggetto si apre ad uno sguardo
disponibile allambivalenza delle immagini, alla loro qualit di corpi mistici.

Lo sguardo deve essere lento e concentrato perch in questa fase ci si scontra con la difficolt a superare le
abitudini, gli ostacoli al vedere. Latmosfera deve essere protetta, tutto deve convergere nel facilitare la
concentrazione verso loggetto.

MEDITAZIONE
Fase di meditazione: limmagine deve poter lentamente colare allinterno, essere raccolta in un vaso di meditazione
interiore acquista una qualit organica, viene ingerita nella memoria, a contatto con limmaginazione; tale
esercizio di cottura dellimmagine.
La meditazione si svolge in silenzio allinterno del soggetto, richiede concentrazione, distensione e richiede
unintegrazione dellorganismo. Occorre entrare in simbiosi con limmagine perch la meditazione partecipazione
integrale.
Tutto il corpo diventa organo della visione, accettando di farsi contenitore del veduto e di essere luogo di
fecondazione dellimmagine con la memoria e le emozioni.
NB: In questa fase la memoria non ancora cognizione in senso pieno ma una precognizione, una elaborazione
lenta dellimmagine. In un secondo momento la meditazione comincia a creare una o pi con-figurazioni, ovvero i
primi nuclei interpretativi: si fa luce un principio di distinzione.
Alla meditazione occorre un tempo adeguato, ma non eccessivo. Essa va intercalata con nuove revisioni, affinch la
materia organica che viene meditata non si allontani eccessivamente dallOpus ma vi riaffondi incessantemente,
ritraendone nuovo materiale da elaborare e da trasformare secondo un duplice ritmo di liquefazione e
concretizzazione.

CIRCOLAZIONE
La visione discesa, meditata nella memoria individuale ad un certo punto comincia a manifestare alcune
emergenze di senso, comincia ad esprimersi in una visione rinnovata anche se non ancora completa
Attraverso la circolazione la visione si stempera in varie possibilit, si articola e manifesta il suo potenziale di senso
attraverso la sua massima apertura. La visione si fa policentrica.

RESTITUZIONE
Loggetto viene avvolto da vari significati e da nuove immagini che la circolazione ha generato e chiama ad una
restituzione nuova discesa verso la concretezza.
Le cose sprigionano senso e sorge cos il corpo glorioso di una comprensione, lo sguardo che ne viene sprigionato
ha un potere di riconnessione, lo sguardo pu liberare lenergia di un nuovo concepimento e di una nuova spinta
verso linvisibile.
Ogni lavoro immaginale una piccola testimonianza della necessit di farsi responsabili, di essere fedeli
allAnima Mundi di cui siamo parte.
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Ermetismo: dottrine mistico-religiose e filosofiche + teorie astrologiche di origine semita + elementi filosofia
platonica e pitagorica + credenze gnostiche e antiche procedure magiche egizie.
Tema centrale: rapporto tra l'uomo e un Dio che sfugge nella sua totale trascendenza all'intelletto umano; l'uomo pu
cogliere l'essenza divina tramite la gnosi, un processo di natura sovrarazionale dovuto all'illuminazione proveniente
da Dio che conduce l'uomo all'estasi e al ritorno dell'anima al suo creatore.
Ermeneutica: metodologia dell'interpretazione.
Alchimia: deriva dallarabo al-kimiya (pietra filosofale). Fondamento dell'alchimia l'ipotesi del progressivo
mutarsi e affinarsi dei metalli vili in nobili; alla base di ogni passaggio l'unione fra l'elemento maschile e quello
femminile. Alla fine di questa evoluzione perfettiva si trova l'oro. Tre stadi fondamentali:
Nigredo (opera al nero): la materia si dissolve, putrefacendosi
Albedo (opera al bianco): durante la quale la sostanza si purifica, sublimandosi
Rubedo (opera al rosso): stadio finale
Opus: lopera trasmutativa di perfezionamento della natura (pag. 11)
Anima Mundi: psiche del mondo, che pervade e infonde vita a tutte le forme del mondo