Sei sulla pagina 1di 238

P.

CARLOS MIGUEL BUELA

PANE DI VITA ETERNA


E
CALICE DELLETERNA SALVEZZA

P. CARLOS MIGUEL BUELA

PANE DI VITA ETERNA


E
CALICE DELLETERNA SALVEZZA

EDIVI

Imprimatur
+ Andrea Maria Erba

In prima di copertina: Beato Fra Angelico, Listituzione dellEucaristia.


Fresco, 186x234 cm. 1438/1442. Museo di San Marco,
cella 32. Firenze. Si noti laureola in nero di Giuda.

In quarta di copertina: Altare della Cappella Nostra Signora


dellAnnunciazione, nella Procura della Casa Generalizia
dellIstituto del Verbo Incarnato, Via Uganda 37 (Roma).
Laltare un unico blocco, grezzo, di travertino romano, dalle
cave della Societ Romana Travertini, nei Monti Tiburtini,
nelle vicinanze di Tivoli. Il peso approssimativo di 2.7003.000 kg. Il calice e la patena appartenevano allArcivescovo
di Montevideo, Sua Ecc.za Mons. Francisco Aragone, e
furono regalati allautore dal nipote, P. Domingo Aragone.
Sono stati utilizzati nella Prima Messa dai padri dellIVI
Carlos Buela (1971), Carlos Walker (1983), Higinio Rosoln
(2003), Vctor Demianczuk (2004).

2006 Editrice del Verbo Incarnato


Istituto del Verbo Incarnato
P.zza San Pietro, 2 00037 Segni (RM)
info@edivi.com
www.ive.org

Alla beata memoria di


Giovanni Paolo Magno

LAutore

Presentazione
Stiamo presenziando negli ultimi anni un fenomeno
da pochi immaginato nei decenni scorsi, cio il risvegliarsi
nelle comunit ecclesiali e nei movimenti religiosi della
devozione eucaristica e la ripresa, timida ancora, ma vera
ripresa, dello studio teologico sullessenza della Santa
Messa. Questo merito, senza dubbio, si deve principalmente
alla straordinaria opera di Papa Giovanni Paolo II. Egli,
durante i lunghi anni di pontificato, con le sue parole e con il
suo esempio, con le Messe officiate privatamente nel
raccoglimento o con le moltitudinarie celebrazioni
pubbliche, riuscito a comunicare ai fedeli ed a coinvolgere
i sacerdoti nella sua profonda fede e devozione eucaristica.
Da quando ho iniziato il mio ministero di Successore di
Pietro, ho sempre riservato al Gioved Santo, giorno
dellEucaristia e del Sacerdozio, un segno di particolare
attenzione, inviando una lettera a tutti i sacerdoti del mondo.
Questanno, venticinquesimo per me di Pontificato, desidero
coinvolgere pi pienamente lintera Chiesa in questa
riflessione eucaristica, anche per ringraziare il Signore del
dono dellEucaristia e del Sacerdozio: Dono e mistero
(Ecclesia de Eucharistia, n. 7). Non si tratta solo della piet
religiosa di un uomo che amava lEucaristia; Egli agiva
come capo di una Chiesa che per natura vive dellEucaristia.
Ecclesia de Eucharistia non solo il bel titolo di una
Enciclica, non un fatto isolato ma la conclusione e il punto
di arrivo di un fecondo pontificato programmato in ordine
allEucaristia. In questa sua ultima enciclica ci lascia come
testamento linvito a sostare davanti al volto eucaristico
di Cristo, additando con nuova forza alla Chiesa la centralit
dellEucaristia (n. 7). Il pensiero di una simile iniziativa
eucaristica era gi da tempo nel mio animo: essa costituisce
infatti il naturale sviluppo dellindirizzo pastorale che ho
7

P. Carlos Miguel Buela Pane di vita eterna e calice delleterna salvezza

inteso imprimere alla Chiesa, specialmente a partire dagli


anni di preparazione del Giubileo, e che ho poi ripreso in
quelli che lhanno seguito (Mane nobiscum Domine, 4).
La nostra famiglia religiosa ha avuto la grazia di
nascere e di crescere sotto la guida di questo Pontefice, che
giustamente riconosciamo ed esplicitamente proclamiamo
nel nostro diritto particolare Padre del nostro Istituto.
Potrei dire che il meglio di ci che abbiamo assimilato
esistenzialmente lo dobbiamo a Giovanni Paolo Magno.
sintomatico che lultimo anno eucaristico
internazionale sia stato aperto da un Pontefice, ma non
concluso, bens lasciato come eredit al suo successore. un
legato vincolante e un auspicio di speranza. Il primo Sinodo
del nuovo millennio ha radunato i Vescovi nella riflessione
sullEucaristia. In contemporanea alla realizzazione del
Sinodo, lAutore del presente libro lavorava in questa opera,
che si muove nella stessa problematica che occup i Padri
Sinodali e che sar sempre centrale nel trattamento di questo
mistero, cio la natura essenzialmente sacrificale
dellEucaristia.
Prima di entrare nel contenuto del volume, vorrei
presentare il posto che occupa questo libro nelle opere di
Carlos Buela. Si potrebbe fare una ricerca storica, studiando
la sua formazione, il periodo di insegnamento e i contenuti
dei corsi nei seminari e allUniversit Cattolica di Buenos
Aires, le diverse relazioni o interventi nei vari congressi, la
sua attivit pastorale, o soprattutto gli altri libri che
precedettero la presente pubblicazione. Scelgo invece un
altro cammino. Avvalendomi della vicinanza al nostro
Fondatore, grazia che tanti di noi godiamo in questi primi
anni di fondazione della nostra comunit religiosa, mi
propongo di raccontare semplicemente ci che abbiamo visto
e stiamo vivendo in compagnia dellAutore, esperienze tutte
8

Presentazione

che crearono lambiente propizio per la stesura del presente


volume. Parler dunque del posto centrale dellEucaristia
nella vita e nella formazione spirituale e teologica dei
religiosi dellIstituto del Verbo Incarnato tale come ci stato
tramandato dal nostro Fondatore durante i primi anni di
esperienza di vita religiosa.
1. Nel 1985, a meno di un anno dallinizio
dellesperienza religiosa, il P. Buela con il primo gruppo di
seminaristi si trasferirono ad una vecchia casa di campagna,
abilitando una delle stanze come cappella col titolo di
Nuestra Seora de la Anunciacin. La statua lignea della
Vergine che diede il nome alla cappella fu donata a una delle
missioni dellIVI e oggi si trova in Taiwan. Fin dalla
redazione del primo progetto di Costituzioni (Principios
generales o Nuestro camino) si stabiliva per i religiosi
unora quotidiana di adorazione eucaristica. Non essendo
sufficiente lo spazio della piccola cappella, noi seminaristi
pregavamo dalla stanza contigua e durante lestate dal
giardino attorno alla casa. A pochi mesi, il 25 di ottobre 1985,
fu benedetta la pietra fondamentale della nuova Chiesa. Nella
quasi estrema povert in cui si viveva, si pensava comunque
alla costruzione di una grande e degna Chiesa per accogliere
le vocazioni che il Signore stava donando allIstituto. Con
molti sacrifici e privazioni il 2 dicembre 1990 fu dedicato il
tempio in onore della Vergine Addolorata. Il vescovo
diocesano, Sua Ecc.za Mons. Len Kruk aveva scelto il nome
della chiesa e parrocchia nel ricordo dei dolori passati per
poter dare inizio alla Congregazione.
Seguendo le indicazioni di P. Buela, lavorarono nel
disegno della Chiesa lallora seminarista e architetto Rolando
Santoianni (oggi sacerdote dellIVI nel santuario Our Lady of
Peace a San Jos, California), nel presbiterio ligneo il
seminarista Benito Lagos (oggi parroco a Tarquinia in Italia),
in alcune pitture il sacerdote Ricardo Coll (allora formatore
9

P. Carlos Miguel Buela Pane di vita eterna e calice delleterna salvezza

nel seminario diocesano di San Rafael), per solo nominare


alcuni collaboratori. Dentro la Chiesa (a forma di croce latina)
laltare si trova nellintersezione delle due braccia, occupando
per il presbiterio quasi la met di tutto lo spazio interno: cos
fu disegnata, pensando alle grandi concelebrazioni e dando
spazio sufficiente affinch i sacerdoti, i diaconi e i ministri
potessero svolgere una liturgia cattedralizia secondo il
sentire del P. Buela. Nel centro del presbiterio, elevato su tre
gradini, affiancato da candelabri di ferro battuto, si alza il
maestoso altare scolpito nella sobriet e fermezza della pietra
onice bianca delle cave di San Rafael. Dietro laltare, pi
elevato, si erge il retablo ligneo, forma architettonica molto
diffusa in tutta la Spagna e America latina proveniente
dallarea Aragonese-Catalana; in Italia si trova principalmente
in Sardegna come traccia del periodo di dominazione
spagnola. Nel centro del retablo si trova il tabernacolo che
riproduce il battistero ottagonale di Aachen. Da due scale
laterali si pu salire fino alla nicchia superiore ove si depone
lostensorio con il Santissimo Sacramento per ladorazione
eucaristica. Questa breve descrizione sufficiente per intuire
limportanza che si voleva dare allEucaristia, messa al centro
della formazione dei futuri presbiteri dellIVI. Non si tratta,
dunque, di solo gusto estetico, ma di un proposito ben chiaro,
della preoccupazione di trovare le migliori condizioni per la
celebrazione eucaristica, per il corretto svolgimento della
liturgia, della quale il P. Buela in persona ne faceva oggetto di
studio, di conferenze, di predicazioni e perfino di applicazione
pratica.
2. Allo stesso tempo, nel campo intellettuale e
culturale (si pensi ad una congregazione appena fondata), il
P. Buela decise di rilanciare la Rivista Dilogo fondata dal
rinomato sacerdote argentino Julio Meinvielle, il quale era
riuscito ad editare solo tre numeri. Ripresa lattivit
editoriale, nel numero 7 fece tradurre e pubblicare un
10

Presentazione

articolo di A. M. Hoffmann, De sacrificio Missae sec. S.


Thomam che si ritrae agli anni 30. Una scelta un tanto strana
forse per i lettori, ma con lintenzione ben precisa di
introdurre fra sacerdoti e religiosi (e non solo) una
problematica che P. Buela teneva molto a cuore. Hoffmann
offriva uninterpretazione dellessenza della Santa Messa
accentuando fortemente la differenza, che secondo lui si
poteva vedere in San Tommaso, fra il Cristo contenuto e il
Sacrificio della Croce soltanto rappresentato. Lanno
seguente mi chiese di tradurre diversi studi di Gerbhard
Rohner che approfondivano il problema: Die
Messapplikation nach der Lehre des hl. Thomas e poi
Messopfer Kreuzesopfer apparso in Divus Thomas
(Friburgo). Cos durante gli anni 1994-1995 apparvero
queste traduzioni svegliando un caloroso dibattito tra i nostri
giovani sacerdoti e seminaristi. Secondo una bella usanza,
dopo la colazione e prima delle lezioni, i religiosi si
intrattenevano attorno al tavolo ove i sacerdoti, spesso
durante quel periodo, discutevano le diverse posizioni
riguardanti la presenza reale del Sacrificio della Croce nel
sacramento eucaristico.
P. Buela inizi contemporaneamente un ciclo di
predicazioni (tutti i gioved presiedeva e predicava nel
seminario
maggiore)
sullEucaristia,
normalmente
commentando un passo di S. Tommaso, ma non solo.
Altrettanto faceva durante la solenne Messa dominicale che
per molti anni fu presieduta da lui e dove lomelia quasi
sempre focalizzava il mistero del sacerdozio o
dellEucaristia. Addirittura, durante i momenti di difficolt
che normalmente segnano linizio di una nuova fondazione
(come lo dimostra la storia dei movimenti religiosi) le
predicazioni non mutavano la tematica, dimostrando con i
fatti che lunica preoccupazione del sacerdote e del
seminarista in formazione doveva essere loccuparsi nelle
11

P. Carlos Miguel Buela Pane di vita eterna e calice delleterna salvezza

cose del Signore. da menzionare anche la bella tradizione


di accompagnare la processione del Corpus Domini
leggendo e meditando un Dialogo Eucaristico scritto
appositamente ogni anno. Questi Dialoghi di cui il primo
risale al 1994 e che oggi sono stati tradotti e recitati in
diverse lingue non solo furono scritti da P. Buela: egli
perfino ci teneva molto a guidare personalmente la loro
lettura durante le processioni.
3. Mi si permetta un excursus teologico sulla
discussione provocata tra noi dalla pubblicazione degli
articoli di Hoffmann e Rohner. La Santa Messa il sacrificio
della Nuova Alleanza nella quale, sotto le specie
sacramentali, si offre la stessa vittima del Calvario, Ges
Cristo. un vero sacrificio; cos lafferma il Concilio di
Trento: In hoc divino sacrificio quod in Missa peragitur
idem ille Christus contineretur et incruente immolatur, qui in
ara crucis semel seipsum cruente obtulit (sess. XXII, cap.
2). Al momento di spiegare la natura del sacrificio
eucaristico sorsero varie dottrine che oscillavano
dallimmolazione fisica fino alla teoria della mera oblazione.
Per i primi, la Messa un sacrificio perch c distruzione
fisica delle specie sacramentali nel momento della
comunione; cos san Roberto Bellarmino (De Missa, l. 1, c.
27). Laltra teoria o teoria delloblazione prese due versanti:
loblazione esterna e loblazione interna. Per M. della Taille
(Mysterium fidei. De augustissimo Eucharistiae Sacrificio
atque Sacramento) nella Messa la Chiesa per mezzo della
transustanziazione, offre il Corpo di Cristo nel suo stato di
immolazione e cos realizza un vero sacrificio, cio
loblazione attuale e presente (sullaltare) di unimmolazione
passata (nella Croce) ma che rimane passivamente (nel
Cielo). Secondo M. Lepin (Lide du sacrifice de la Messe
daprs les thologiens depuis lorigine jusqu nos jours),
la Messa loblazione rituale fatta dalla Chiesa dellofferta
12

Presentazione

interna che attualmente Ges offre al Padre sotto le specie


eucaristiche. Nessuna delle teorie, per, sembra in perfetta
consonanza col concilio di Trento.
Col fiorire della scolastica e col rinnovato studio
della patristica si torn alle concezioni tradizionali del
sacrificio eucaristico. Ma ci furono anche qui due posizioni
ben diverse. Assai importanti furono gli studi del card. L.
Billot, De sacramentis, I: dato che sotto le specie del pane,
per le parole della consacrazione (vi verborum) si trova solo
il Corpo e sotto le specie del vino solamente il Sangue,
nellEucaristia si realizza sub signis una separazione del
Corpo dal Sangue, unimmolazione mistica presente (status
immolationis; habitus externus violentae mortis), che
spontaneamente evoca la morte della Croce, rappresentando
al vivo limmolazione cruenta.
Nel frattempo nel mondo tedesco sorge unaltra
concezione pi radicale ancora: per Odo Casel, la Santa
Messa la stessa, numericamente identica, al sacrificio della
croce che acquisisce un nuovo ubi (luogo) ed un nuovo
quando per la transustanziazione. Egli propone una
ripresentazione (Vergegenwrtigung) nel senso proprio della
parola. Non solo gli effetti della Passione del Signore, molto
pi: la Passione stessa, il fatto storico che si consum nel
Golgota che diventa nuovamente presente nel Mistero; non
che si ripete nel suo accadere naturale, ma che diventa
presente nei riti simbolici di modo misterioso, ma non per
quel motivo meno reale, secondo il dire di Bernhard
Poschmann. La Messa, secondo questa concezione, implica
una singolare contemporaneit dellimmolazione cruenta
della croce a tutti i tempi. Si assicura cos lidentit della
Messa con il sacrificio della Croce, ma sembra che si
comprometta lidentit assoluta di Cristo eucaristico col
Cristo glorioso nel cielo.
13

P. Carlos Miguel Buela Pane di vita eterna e calice delleterna salvezza

Un tentativo di incorporare le intuizioni di O. Casel


restando fedele a San Tommaso fu realizzato da Gerbhard
Rohner. Inizialmente con un articolo che solo accidentalmente
toccava il problema (Die Messapplikation nach der Lehre des
hl. Thomas) e cinque anni pi tardi con un altro molto pi
profondo ed esegetico: Messopfer-Kreuzesopfer apparso in
Divus Thomas (Friburgo), 8 (1930), pp. 3-17, 145-74, ove lA.
raccoglie e risponde alle obiezioni che avevano suscitato le
sue pubblicazioni. Gerbhard Rohner si mostra in essi come il
migliore interprete di San Tommaso del suo tempo su questo
tema. Lesegesi dei testi tomistici precisa pur essendo
debitore di un metodo ancora poco attento alla lettura
diacronica dei passi tomistici. Contro la corrente che insisteva
nella distinzione fra il Christus passus continetur e il
sacrificium raepraesentatur, Rohner dimostra con i testi
dellAngelico lidentit del Christus passus con il sacrificium
della Croce e dunque la reale presenza di ambedue realt. Due
sono i punti forti della sua posizione: la dottrina della
ripresentazione e lesegesi che fa della espressione Christus
passus. Vale la pena dedicare alcune righe a questi due
problemi.
Innanzitutto da premettere che G. Rohner non
traduce i testi di San Tommaso letteralmente, ma trascrive in
tedesco usando i termini che pi rafforzano la sua propria
interpretazione. Per esempio, quando il testo latino dice:
Utrum in hoc sacramento sit corpus Christi secundum
veritatem, vel solum secundum figuram vel sicut in signo;
egli potendo tradurre in tedesco: Ob in diesem Sakramente
der Leib Christi wahrhaft sei..., traduceva invece: Ob in
diesem Sakramente der Leib Christi wahrhaft gegenwrtig
sei (essere presente); dove San Tommaso dice: ...che il vero
corpo di Cristo ed il suo sangue sono in questo sacramento...
Rohner traduce: ...che il vero corpo di Cristo ed il suo sangue
sono presenti (gegenwrtig ist) in questo sacramento.... Tutta
14

Presentazione

la forza dellaffermazione ricade sullessere presente


(gegenwrtig sei), centrale nella sua dottrina.
Lespressione teologica Christus passus presenta una
gran difficolt per la traduzione, tanto in tedesco come in
italiano. In tedesco, il participio latino passa in forma di una
costruzione participiale (Partizipialkonstruktion). La
costruzione participiale con participio passato designa un
evento passato, terminato, concluso; ma se il verbo
intransitivo pu costruirsi solo col participio presente.
Questo succede con il verbo patire (leiden) il cui participio
passato (gelitten) non si usa in costruzione participiale. Pu
essere utilizzato solo in presente: der leindende Christus. Ma
questa espressione pu creare confusione perch significa il
passato (Cristo che ha patito sofferto) ed anche il presente
(Cristo che patisce soffre). Per evitare questa confusione,
Rohner lascia lespressione Christus passus tra parentesi e la
traduce con un barbarismo usando il participio passato pi il
participio presente a modo di ausiliare: der gelitten habende
che potremmo tradurre lavente (avendo) patito, col
quale si rimarca la permanenza al presente di una azione
(stato) gi conclusa.
Ma la chiave interpretativa di G. Rohner, con la quale fa
appello a Odo Casel, la parola vergegenwrtigen,
Vergegenwrtigung. Il latino di San Tommaso dice:
raepraesentat passionem Christi. Per tradurre raepraesentare
al tedesco Rohner aveva a disposizione due verbi:
vergegenwrtigen e darstellen. Tuttavia, i loro significati non
sono esattamente uguali: a) vergegenwrtigen: fare presente;
gegenwrtig: presente; Vergegenwrtigung: presenza; b)
darstellen: rappresentare; lit. dipingere, descrivere, interpretare;
Darsteller: attore, interprete; Darstellung: rappresentazione,
descrizione, interpretazione. Vergegenwrtigen ha un senso pi
forte che darstellen, e perci viene usato da Rohner, mentre per
riferirsi al mero rappresentare vuoto del segno convenzionale
15

P. Carlos Miguel Buela Pane di vita eterna e calice delleterna salvezza

scriver bildhafte Darstellung (rappresentazione figurativa).


Odo Casel aveva messo tutta la forza nel semantema
vergegenwrtigen: Un farsi presente (Gegenwrtigwerden)
del Signore, bench sia con i segni della sua Passione, non
basta per fare dellEucaristia un Sacrificio. Sacrificio
unazione, un atto. Si tratta di un Atto sacrificale, e pertanto di
un atto di Cristo, poich Cristo secondo Trento anche il
Sacrificatore della Messa, idem offerens. Ma un nuovo Atto di
Cristo costituirebbe un nuovo Sacrificio; pertanto solo pu
essere lunico Atto del Signore nella Croce nuovamente
presente sacramentalmente (ODO CASEL, in Der Bonner
Zeitschr. fr Theol. und Seelsorge, 4 [1927] 109).
La posizione di Rohner assai significativa, ma resta
incompleta e non molto chiara: da una parte propone
unesegesi ai testi di San Tommaso che sembra esatta e
dimostra che per lAngelico il Sacrificio della Croce, e non
solo Cristo, presente realmente nellEucaristia. Daltra parte,
quando deve fornire i fondamenti teologici fa appello al
principio sacramenta continent quod significant, per secondo
linterpretazione ereditata da Odo Casel: presente tutto ci
che significato e in quanto significato, dunque presente
allo stesso titolo anche la resurrezione, lascensione e la
seconda venuta. C dunque unidentificazione che non
sembra legittima fra lordine intenzionale (della
significazione) e lordine causale (dellefficienza). La
discussione rimasta tuttoggi aperta. Quali sono i veri
principi o assiomi teologici di San Tommaso per spiegare
teologicamente la presenza del Sacrificio nellEucaristia? Di
recente, il magistero della Chiesa, ripetendo la dottrina
tradizionale del memoriale e dellapplicazione, aggiunge
parole ben precise sul modo di presenza. Nel Catechismo
della Chiesa Cattolica, la versione tipica latina riporta il verbo
e fra parentesi una precisione: Eucharistia est igitur
sacrificium quia Sacrificium crucis repraesentat (praesens
16

Presentazione

reddit), quia eius est memoriale et quia eius fructum applicat


(n. 1366); e nella edizione italiana sono indicati in corsivo e
con un trattino che separa il verbo dalla preposizione:
LEucaristia dunque un sacrificio perch ri-presenta (rende
presente) il sacrificio della croce.... NellEnciclica Ecclesia
de Eucharistia: La Chiesa vive continuamente del sacrificio
redentore, e ad esso accede non soltanto per mezzo di un
ricordo pieno di fede, ma anche in un contatto attuale, poich
questo
sacrificio
ritorna
presente,
perpetuandosi
sacramentalmente... (n. 12). Nella versione tedesca si usa il
semantema gegenwrtigwerden che era stato oggetto di
discussione, come abbiamo accennato, e nelle altre lingue si
usa il verbo corrispondente con lo stesso proposito1. Abbiamo
limpressione che ci sia stato uno sviluppo o chiarimento
dogmatico a questo riguardo, ma lasciamo la conclusione ai
teologi. Per noi sufficiente ci che stato detto.
4. Pane di vita eterna e calice delleterna salvezza.
Questo excursus ed il riferimento ai suddetti autori solo per
indicare le circostanze che attivarono tra noi una discussione
teologica che storicamente annoverava grandi teologi si
pensi alla sapienziale lettura di San Tommaso che ha fatto
Dom Vonier in La chiave della dottrina dellEucaristia...(A
Key to the Doctrine of the Eucharist), ma anche tutti quelli
che hanno preparato la discussione come F. Suarez, G.
Alastruey, Lugo, Franzelin, Hurter, Lamiroy, E. Saurs,
1

Die Kirche lebt unaufhrlich vom Erlsungsopfer, und ihm nhert sie
sich nicht durch ein glaubensvolles Gedenken, sondern auch in einem
aktuellen Kontakt, denn dieses Opfer kehrt als gegenwrtiges wieder [...]
Die Messe macht das Opfer des Kreuzes gegenwrtig...; este sacrificio
se hace presente, perpetundose sacramentalmente; ce sacrifice se
rend prsent, se perptuant sacramentellement; this sacrifice is made
present ever anew, sacramentally perpetuated (il corsivo si trova sempre
negli originali).

17

P. Carlos Miguel Buela Pane di vita eterna e calice delleterna salvezza

Lessio, Gonet, Billuart, Monsabre, Hugon, M. de la Taille,


Lepin, eccetera, pensatori che sono frequentemente citati nei
libri del nostro Autore.
Torniamo sulla preparazione immediata alluscita del
presente volume. Fra i libri pubblicati da C. Buela negli ultimi
anni cerano alcuni di contenuto pastorale come Modernos
ataques contra la familia, Jvenes en el tercer milenio, Mara
de Lujn, el misterio de la Mujer que espera... ed altri di
natura piuttosto teologica come Un pequeo gran
documento: la declaracin Dominus Jesus e il Catecismo
de los jvenes (10 edizione). Riguardo al nostro tema
possiamo citare quattro pubblicazioni: Nuestra Misa, Las
Servidoras I, Las Servidoras II y Sacerdotes para siempre.
Considerando questi scritti in ordine cronologico, il
primo libro stato Las Servidoras, uscito nel 1997. Il titolo
evoca il nome dellIstituto delle Serve del Signore e la
Vergine di Matar da lui fondato nel 1988. Fra i diversi
aspetti della spiritualit religiosa indicava come centrale la
partecipazione eucaristica. Nel 2002 pubblica il secondo
volume di Servidoras. Il frequente riferimento al mistero
eucaristico aveva lo scopo di offrire materiale affinch le
religiose ed anche i laici partecipassero pi fruttuosamente
alla celebrazione eucaristica. Era la sua risposta alla
domanda dei religiosi che gli chiedevano perch aveva
incluso in un libro destinato piuttosto alle suore alcune
prediche pronunciate nella Chiesa del Seminario, durante
feste pi riguardanti il ramo maschile e su temi eucaristici
che pi da vicino toccano il sacerdozio. E completava la
risposta aggiungendo che il sacerdote contava con pi mezzi
per vivere pi intimamente il mistero, giacch per la sua
consacrazione sacerdotale tutti i giorni attua in persona
Christi capitis.

18

Presentazione

Durante il Grande Giubileo del 2000 usc il volume


Sacerdotes para siempre, nel quale la natura e la missione
del presbitero viene illuminata da Cristo Sommo ed Eterno
Sacerdote. Una dettagliata seconda parte descrive ci che
deve fare il sacerdote, concentrando lattenzione sul suo
ministero principale cio la celebrazione dellEucaristia.
Nel 2002 lAutore pubblicava Nuestra Misa.
Limpostazione data al volume era di tipo liturgico-pastorale
e aveva come destinatari sacerdoti, seminaristi in
formazione, religiosi, religiose e laici. Lo sviluppo segue le
diverse parti del rito della Messa, soffermandosi
principalmente nella considerazione dellessenza del
sacrificio eucaristico in rapporto con il Sacerdote principale
e con il sacerdote ministeriale. Gi dal titolo si voleva
sottolineare lappartenenza del sacrificio di Cristo alla
Chiesa in quanto lEucaristia anche il sacrificio della
Chiesa (CCC, 1368), e dentro la Chiesa, in un modo
speciale al celebrante. Nel secondo momento o liturgia
dellEucaristia lattenzione si concentra sulla consacrazione
o transustanziazione e poi nei modi di presenza di Cristo.
Del sacrificio analizza laspetto rappresentativo, il
memoriale e lapplicazione. Con speciale interesse si studia
lazione del Sacerdote principale, che svolge un solo dramma
in tre atti: la Croce, lUltima Cena e la Santa Messa,
vedendosi in questultima in quanto segno sacramentale tre
livelli o riferimenti correlativi: un segno rimemorativo,
dimostrativo e profetico. Ogni capitolo riporta testi biblici,
testi del Magistero, argomenti teologici e considerazioni
spirituali, ma in fondo sinsinuava unintuizione originale, le
cui implicanze teologiche non si erano ancora sviluppate.
LA. scriveva infatti: Molti anni or sonno cominciai a
studiare il tema dellEucaristia. Sono stato mosso da una
intuizione [...]. Lintuizione era che la ragione per cui la
Messa sacrificio devessere molto semplice, come tutte le
19

P. Carlos Miguel Buela Pane di vita eterna e calice delleterna salvezza

cose grandi di Dio, che la Semplicit infinita. Stimo che la


chiave si trova nellultima frase di San Tommaso [...]. Era
daspettarsi un trattamento o riflessione articolata degli
argomenti centrali nel loro insieme, poggiato sui testi di San
Tommaso, lavoro che in quegli anni stava portando avanti.
Durante lultimo incontro con i Superiori Provinciali
dellIVI (Segni, luglio 2005) P. Buela svilupp nelle omelie
in un modo assai originale alcuni argomenti teologici
dispirazione nettamente tomistica e che inizialmente si
pensava di incorporare in una IV edizione di Nuestra Misa.
In quella occasione fu sollecitato da alcuni padri perch
pubblicasse questi ed altri studi recenti in un nuovo libro
dimpostazione speculativo-teologica, richiesta alla quale
rispose affermativamente e che ora viene alla luce nel
presente volume.
LA. parte da unesperienza personale, sorta dalla
frequente lettura di San Tommaso, cio il vedere con sorpresa
come lAngelico spesso usi espressioni come patet (=
chiaro), e a noi non patet (= non chiaro) affatto, oppure egli
dice manifestum est ( evidente), e per noi non evidente, e
ugualmente constata come lAquinate non esce dal binomio di
due principi che gli forniscono una certezza assoluta nella
riflessione, cio il dogma di fede e i fatti dellesperienza, e
come appoggiandosi su questi due principi sviluppa alcune
idee-forza che sono come le nervature di quella magnifica
costruzione che la Somma Teologica. Con queste intuizioni
lA. realizz unincursione trasversale nelle questioni
eucaristiche del Trattato di San Tommaso rilevando le parole,
e quindi i concetti pi ricorrenti nellargomentazione
dellAngelico Dottore. Taluni indicano la realt presente
Christus passus, o il modo continetur, realiter, substantialiter,
altri sono termini dialettici necessari per avvicinarci a s
profondo mistero: ex vi sacramenti ex vi concomitantiae, in
specie propria in altra specie, directe o per se quasi per
20

Presentazione

accidens... Dallinsieme di cos numerosi testi di San


Tommaso disposti in questo modo, lA. riuscito a fare
emergere una luce nuova e una spiegazione pi profonda e in
alcuni punti veramente originale (da quanto a me risulta) che
la lettura dei singoli testi non offriva. in questo che si trova
il contributo principale del volume. Siamo convinti che senza
il ricorso a questi concetti tomistici sar difficile e forse
impossibile spiegare gli aspetti pi profondi del mistero, come
ad esempio la sua natura sacrificale.
Loriginale esce in italiano, ed il primo libro di P.
Buela che dal 2001 abita a Segni (Roma) come Superiore
Generale dellIVI pubblicato in questa lingua; ci
auguriamo che sia di chiarimento teologico e di nutrimento
spirituale per tante anime che desiderano vivere una solida
spiritualit eucaristica. Siamo informati sul bene enorme che
hanno fatto le sue altre pubblicazioni, non solo ai religiosi
della Famiglia del Verbo Incarnato (pi di 1.400 missionari
nei cinque continenti), ma anche a tanti sacerdoti e persone
principalmente di lingua spagnola, ma grazie alle traduzioni,
in lingua portoghese e francese. Ringraziamo laiuto
nellaspetto linguistico del Dott. Stanislao Fioramonti e ci
prodighiamo affinch prontamente i lettori italiani abbiano in
mano anche gli altri libri che hanno preceduto il presente
studio. Pane di vita eterna e calice delleterna salvezza
significa al presente un vero progresso nella speculazione
teologica su alcuni punti esenziali dellEucaristia, progresso
nel contenuto e nel metodo, e fornisce argomenti saldi per
affrontare nuovi studi su un mistero inesauribile, mistero che
nessuna mente umana n angelica potr mai esaurire, perch
in essa racchiuso tutto il bene spirituale della Chiesa, cio
lo stesso Cristo, nostra Pasqua (Presbyterorum ordinis, 5).
Elvio C. Fontana

21

Introduzione
La Scrittura lamenta che alcuni sacerdoti non si dedicavano
pi agli uffici dellaltare, disprezzando il tempio e trascurando i
sacrifici (2Mac 4,14)2.

San Tommaso

Allo scopo di dare alcune conferenze durante gli


esercizi spirituali per sacerdoti sul tema dellEucaristia,
trovandoci allora nellAnno dellEucaristia, ci capitato di
scorrere le linee-guida dellomonimo trattato di S. Tommaso
nella Somma Teologica e in altre opere.
stata una sorte dincursione trasversale nelle
questioni eucaristiche, undici in tutto, che rappresentano quasi
le nervature gotiche della cattedrale della Summa sul tema.
Ho selezionato vari termini teologici con il motore di
ricerca del computer in tale trattato in latino, cercando le
parole in base al tema che volevo svolgere, per verificare
luso di tali termini nel Santo Dottore.
In seguito mi hanno incoraggiato a scrivere questo
libretto. Ritengo che quanto pi centrale stia ai capitoli 7, 9
e 12. In unaltra edizione forse potrei ampliare il lavoro con
altri termini.
Accetto in anticipo qualsiasi correzione voglia farmi
la Chiesa, tenendo presente lesempio chiarissimo
dellAquinate nel monastero di Fossanova: Labate
Teobaldo gli port la comunione. Prima di riceverla, in
presenza dellintera comunit dei monaci e di molti
domestici e fratelli conversi disse molte cose belle
riguardo alla sua salda fede nella presenza reale, e in
particolare questo: Ho insegnato e scritto molto su questo
2

S. Th., III, 82, 10, c.: Et hinc est quod II Machab. 4,[14] dicitur contra
quosdam sacerdotes quod iam non circa altaris officia dediti erant,
contempto templo et sacrificiis neglectis.

23

P. Carlos Miguel Buela Pane di vita eterna e calice delleterna salvezza

Santissimo Corpo e sugli altri sacramenti, secondo la mia


fede in Cristo e nella Santa Chiesa Romana, al cui giudizio
sottometto tutto il mio insegnamento3.
Vuole essere inoltre un riconoscimento allAngelico,
detto anche Dottore Eucaristico, e al Concilio Vaticano II, che
40 anni fa, il 28 Ottobre 1965, con la solenne proclamazione di
S.S. Paolo VI promulgava il decreto Optatam totius sulla
formazione sacerdotale, e la dichiarazione Gravissimum
educationis sulleducazione cristiana dei giovani, costituendosi
in questo modo nel primo Concilio Ecumenico che raccomanda
nominatim un teologo, San Tommaso dAquino, invitandoci a
porci sotto il suo magistero4.
3

Cfr. Proc. Canoniz. Neapoli, n. 49 (Fontes, 332); J.A. WEISHEIPL,


Tommaso dAquino. Vita, pensiero, opere, Jaca Book, Milano 19942, 329.
4

Cfr. CONCILIO VATICANO II, Optatam totius, 16: Inoltre, per illustrare
integralmente quanto pi possibile i misteri della salvezza, gli alunni
imparino ad approfondire e a vederne il nesso per mezzo della
speculazione, avendo S. Tommaso per maestro; [deinde ad mysteria
salutis integre quantum fieri potest illustranda, ea ope speculationis, S.
Thoma magistro, intimius penetrare eorumque nexum perspicere alumni
addiscant] (in AAS 58 [1966] 723; in Enchiridion Vaticanum, EDB,
Bologna 199615, vol. 1, n. 807); cfr. Gravissimum educationis, 10:
Analogamente la Chiesa ha grande cura delle scuole di grado superiore,
specialmente delle universit e delle facolt [...]. Le singole discipline siano
coltivate secondo i propri principi e il proprio metodo [...] in maniera che
se ne abbia una sempre pi profonda comprensione e, indagando molto
accuratamente le nuove questioni e ricerche poste dallet che si evolve, si
colga pi profondamente come fede e ragione si incontrino nellunica
verit, seguendo le orme dei dottori della Chiesa, specialmente S. Tommaso
dAquino; [Altioris ordinis pariter scholas, praesertim Universitates et
Facultates Ecclesia sedula prosequitur cura [...] organica ratione intendit ut
singulae disciplinae propriis principiis, propria methodo [...] ut profundior in
dies earum intelligentia obtineatur et, novis progredientis aetatis
queastionibus ac investigationibus accuratissime consideratis, altius
perspiciatur quomodo fides et ratio in unum verum conspirent, Ecclesiae
Doctorum, praesertim S. Thomae Aquinatis vestigia premendo] (in AAS 58
[1966] 737; in Enchiridion Vaticanum, vol. 1, n. 843).

24

1. Contiene
lo stesso Cristo, che il Santo dei Santi5.

San Tommaso

S. Tommaso impiega pi di 100 volte la parola latina


continet (= contiene) e i suoi derivati. Con questa
ripetitivit indica chiaramente la differenza sostanziale che
esiste tra lEucaristia e gli altri sacramenti. LEucaristia
contiene Cristo.
LEucaristia contiene qualcosa di assolutamente sacro:
Cristo stesso. Un sacramento tale in quanto contiene
qualche cosa di sacro. Ma una cosa pu essere sacra in due
modi: in senso assoluto, o relativamente a unaltra cosa. Ora,
questa appunto la differenza tra lEucaristia e gli altri
sacramenti aventi materia sensibile: lEucaristia contiene
qualche cosa di sacro in senso assoluto, cio il Cristo stesso;
lacqua del battesimo invece contiene qualche cosa di sacro
in senso relativo, cio una virt santificatrice, e lo stesso vale
del crisma e di altre cose simili6.
Per la stessa ragione si denomina anche Eucaristia,
cio buona grazia, perch grazia di Dio la vita eterna,

In IV Sent., d. 9, q. 1, a. 3A [sol. I]: ipse Christus, qui est Sanctus


Sanctorum.
6

S. Th., III, 73, 1, ad 3: Sacramentum dicitur ex eo quod continet


aliquid sacrum. Potest autem aliquid esse sacrum dupliciter, scilicet
absolute, et in ordine ad aliud. Haec est autem differentia inter
Eucharistiam et alia sacramenta habentia materiam sensibilem, quod
Eucharistia continet aliquid sacrum absolute, scilicet ipsum Christum,
aqua vero baptismi continet aliquid sacrum in ordine ad aliud, scilicet
virtutem ad sanctificandum, et eadem ratio est de chrismate et similibus.

25

P. Carlos Miguel Buela Pane di vita eterna e calice delleterna salvezza

come si esprime S. Paolo (Ro 6,23); oppure perch contiene


il Cristo che pieno di grazia (Gv 1,14)7.
Si chiama hostia (ostia) perch contiene Cristo:
LEucaristia si dice sacrificio in quanto rappresenta la
passione di Cristo. E si dice ostia in quanto contiene il
Cristo in persona, che ostia di soavit, come si esprime
S. Paolo (Ef 5,2)8.
Che vi sia Cristo stesso accade realmente: La reale
presenza del Corpo e del Sangue di Cristo in questo
sacramento non pu essere conosciuta dai sensi, ma solo
dalla fede, che si fonda sullautorit divina. Ecco perch S.
Cirillo, commentando le parole questo il mio Corpo che
sar dato per voi (Lc 22,19) afferma: Non dubitare che
ci sia vero, ma piuttosto accetta con fede le parole del
Salvatore, il quale, essendo la verit, non mentisce.
E tale presenza si addice prima di tutto alla
perfezione della Nuova Legge. Infatti i sacrifici dellAntica
Legge contenevano il vero sacrificio della morte di Cristo
soltanto in modo figurato, secondo le parole di S. Paolo:
La legge ha lombra dei beni futuri, non limmagine viva
delle cose stesse (Eb 10,1). Era giusto dunque che il
sacrificio della Nuova Legge, istituito da Cristo, avesse
qualche cosa di pi e cio che contenesse lui medesimo che

S. Th., III, 73, 4, c.: Et secundum hoc etiam dicitur Eucharistia, idest
bona gratia, quia gratia Dei est vita aeterna, ut dicitur Rom. VI,[23];
vel quia realiter continet Christum, qui est plenus gratia.
8

S. Th., III, 73, 4, ad 3: hoc sacramentum dicitur sacrificium,


inquantum repraesentat ipsam passionem Christi. Dicitur autem hostia,
inquantum continet ipsum Christum, qui est hostia suavitatis, ut dicitur
Ephes. V,[2].

26

Contiene

ha patito, non solo sotto forma di simbolo o di figura, ma


nella realt vera9.
ci che dobbiamo considerare in primo luogo e
principalmente quando consideriamo il suo effetto
sulluomo: Leffetto di questo sacramento si deve dedurre
prima e principalmente da ci che contenuto in questo
sacramento, ossia da Cristo. Egli, cos come venendo
visibilmente nel mondo port ad esso la vita, secondo le
parole evangeliche: Grazia e verit sono state donate da
Ges Cristo (Gv 1,17); cos anche venendo
sacramentalmente nelluomo produce la vita della grazia,
conforme alle parole del Signore: Chi mangia di me, vivr
per me (Gv 6,58). Cosicch S. Cirillo dice: Il vivificante
Verbo di Dio unendosi alla propria carne la rese vivificante.
Era dunque conveniente che egli si unisse in qualche modo
ai nostri corpi per mezzo della sua santa Carne e del suo
prezioso Sangue, che noi riceviamo in pane e vino nella in
una vivificante benedizione10.
9

S. Th., III, 75, 1, c.: quod verum Corpus Christi et Sanguinem esse in
hoc sacramento, non sensu deprehendi potest, sed sola fide, quae
auctoritati divinae innititur. Unde super illud Luc. XXII,[19] hoc est
Corpus meum quod pro vobis tradetur, dicit Cyrillus, non dubites an
hoc verum sit, sed potius suscipe verba Salvatoris in fide, cum enim sit
veritas, non mentitur. Hoc autem conveniens est, primo quidem,
perfectioni Novae Legis. Sacrificia enim Veteris Legis illud verum
sacrificium passionis Christi continebant solum in figura, secundum illud
Heb. X,[1] umbram habens lex futurorum bonorum, non ipsam rerum
imaginem. Et ideo oportuit ut aliquid plus haberet sacrificium Novae
Legis a Christo institutum, ut scilicet contineret ipsum passum, non
solum in significatione vel figura, sed etiam in rei veritate.
10

S. Th., III, 79, 1, c.: Effectus huius sacramenti debet considerari,


primo quidem et principaliter, ex eo quod in hoc sacramento continetur,
quod est Christus. Qui sicut, in mundum visibiliter veniens, contulit
mundo vitam gratiae, secundum illud Ioan. I,[17] gratia et veritas per

27

P. Carlos Miguel Buela Pane di vita eterna e calice delleterna salvezza

In questo sacramento-sacrificio Cristo ha un potere


infinito: essendo infinita la virt di Cristo contenuta in
questo sacramento...11.
Contenendo Cristo contiene il bene massimo:
Questo sacramento, contenendo in s il Cristo, tra i
massimi beni12.
Per questo dovuto un grande rispetto: verso
questo sacramento, nel quale Cristo presente secondo
verit e non solo in figura13.
Contenendo Cristo conduce alla gloria del cielo: In
questo sacramento si pu considerare sia il principio da cui
riceve la forza di produrre leffetto, cio Cristo medesimo ivi
presente e la sua passione ivi rappresentata []. Ebbene,
sotto ambedue gli aspetti proprio di questo sacramento
causare il raggiungimento della vita eterna. certo infatti
che Cristo ci apr direttamente lingresso alla vita eterna
con la sua passione, secondo laffermazione di S. Paolo:
mediatore di un nuovo patto, affinch, avvenuta la sua
morte, i chiamati ricevano leredit eterna a loro promessa
Iesum Christum facta est; ita, in hominem sacramentaliter veniens,
vitam gratiae operatur, secundum illud Ioan. VI,[58] qui manducat me,
vivit propter me. Unde et Cyrillus dicit (In Lc 23,19: MG 72,92),
vivificativum Dei Verbum, uniens seipsum propriae carni, fecit ipsam
vivificativam. Decebat ergo eum nostris quodammodo uniri corporibus
per sacram eius Carnem et pretiosum Sanguinem, quae accipimus in
benedictione vivificativa in pane et vino.
11

S. Th., III, 79, 5, ob. 3: cum virtus Christi, quae in hoc sacramento
continetur, sit infinita.
12

S. Th., III, 80, 4, ob. 3: Hoc sacramentum, cum in se Christum


contineat, est de maximis bonis.
13

S. Th., III, 83, 3, c.: Aliud autem pertinet ad reverentiam huius


sacramenti, in quo Christus secundum veritatem continetur, et non solum
sicut in figura.

28

Contiene

(Eb 9,15). Ed per questo che nella forma di questo


sacramento si legge: Questo il calice del mio Sangue, del
nuovo ed eterno Testamento14.
Cristo contenuto in questo sacramento per essere
cibo spirituale: NellEucaristia presente Cristo stesso,
non gi nel suo stato naturale, ma sotto le specie
sacramentali. Perci ci si pu cibare spiritualmente di lui
in due modi []. Secondo, ci si pu cibare spiritualmente
di Cristo in quanto presente sotto le specie di questo
sacramento: cio credendo in Cristo e desiderando di
ricevere questo sacramento. E ci non soltanto nutrirsi
spiritualmente di Cristo, ma anche nutrirsi spiritualmente
del sacramento dellEucaristia. E questo va escluso per gli
angeli. Agli angeli quindi, sebbene si cibino spiritualmente
di Cristo, non spetta ricevere spiritualmente questo
sacramento15.

14

S. Th., III, 79, 2, c.: In hoc sacramento potest considerari et id ex quo


habet effectum, scilicet ipse Christus contentus, et passio eius
repraesentata []. Et quantum ad utrumque competit huic sacramento
quod causet adeptionem vitae aeternae. Nam ipse Christus per suam
passionem aperuit nobis aditum vitae aeternae, secundum illud Heb.
IX,[15] Novi Testamenti mediator est, ut, morte intercedente, qui vocati
sunt accipiant repromissionem aeternae hereditatis. Unde et in forma
huius sacramenti dicitur, hic est calix Sanguinis mei novi et aeterni
Testamenti.
15

S. Th., III, 80, 2, c.: In hoc sacramento continetur ipse Christus, non
quidem in specie propria, sed in specie sacramenti. Dupliciter ergo
contingit manducare spiritualiter []. Alio modo contingit spiritualiter
manducare Christum prout est sub speciebus huius sacramenti,
inquantum scilicet aliquis credit in Christum cum desiderio sumendi hoc
sacramentum. Et hoc non solum est manducare Christum spiritualiter,
sed etiam spiritualiter manducare hoc sacramentum. Quod non competit
Angelis. Et ideo Angeli, etsi spiritualiter manducent Christum, non
convenit tamen eis spiritualiter manducare hoc sacramentum.

29

P. Carlos Miguel Buela Pane di vita eterna e calice delleterna salvezza

Fu conveniente che fosse istituita durante lultima


Cena per essere Cristo nel sacramento: Primo, a motivo di
ci che esso contiene. Racchiude infatti sacramentalmente
Cristo medesimo[]. Di qui le parole di Eusebio [di
Emesa]: Stando per sottrarre agli sguardi degli altri il
Corpo che aveva assunto per trasferirlo in cielo, era
necessario che nel giorno della Cena consacrasse per noi il
sacramento del suo Corpo e del suo Sangue, perch fosse
per sempre onorato nel mistero quel Corpo che allora
veniva offerto per il riscatto16. Secondo, perch senza la
passione di Cristo non ci pot mai essere salvezza, in
conformit alle parole di S. Paolo: Dio ha prestabilito
Cristo quale mezzo di propiziazione per la fede nel suo
sangue (Ro 3,25). Era quindi necessario che in ogni tempo
presso gli uomini qualche cosa rappresentasse la passione
del Signore. Di essa nel Vecchio Testamento il simbolo
principale era lagnello pasquale; tanto che lApostolo
afferma: Qual nostra Pasqua stato immolato il Cristo
(1Cor 5,7); ora, nel Nuovo Testamento doveva subentrare ad
esso il sacramento dellEucaristia, che commemorativo
della passione avvenuta, come lagnello pasquale era
prefigurativo della passione futura. Era quindi conveniente
che nellimminenza della passione, dopo aver celebrato

16

S. Th., III, 73, 5, c.: Primo quidem, ratione continentiae huius


sacramenti. Continetur enim ipse Christus in Eucharistia sicut in
sacramento []. Unde Eusebius dicit, quia Corpus assumptum
ablaturus erat ab oculis et illaturus sideribus, necesse erat ut die cenae
sacramentum Corporis et Sanguinis sui consecraret nobis, ut coleretur
iugiter per mysterium quod semel offerebatur in pretium. Cfr.
GRATIANUM, Decretum, P. III De cons., dist. 2, can. 35 Quia corpus; PS.HIERON., ep. 38 Homil. De Corp. et Sang. Christi: ML 30, 281; PS.ISIDORUM, Sermones, serm. 4: ML 83, 1225.

30

Contiene

lantico, venisse istituito il nuovo sacramento, come dice il


Papa S. Leone17.
Vi Cristo tutto intero: In virt del sacramento
nellEucaristia presente sotto le specie del pane non solo
la carne, ma tutto il corpo di Cristo, cio le ossa, i nervi e
le altre parti consimili 18 ; tutto il Cristo presente in
questo sacramento19.
il sacramento della passione, perch contiene il
Cristo che ha patito, Christus passus: LEucaristia il
sacramento perfetto della passione del Signore, in quanto
contiene il Cristo stesso che ha patito 20 ; Per quanto
invece riguarda il Cristo stesso immolato, [Christus passus],
che contenuto in questo sacramento []21; era giusto
17

S. Th., III, 73, 5, c.: Secundo, quia sine fide passionis Christi nunquam
potuit esse salus, secundum illud Rom. III,[25] quem proposuit Deus
propitiatorem per fidem in Sanguine ipsius. Et ideo oportuit omni tempore
apud homines esse aliquod repraesentativum Dominicae passionis. Cuius
in veteri quidem Testamento praecipuum sacramentum erat agnus
paschalis, unde et Apostolus dicit, I Cor. V,[7] Pascha nostrum immolatus
est Christus. Successit autem ei in novo Testamento Eucharistiae
sacramentum, quod est rememorativum praeteritae passionis, sicut et illud
fuit praefigurativum futurae. Et ideo conveniens fuit, imminente passione,
celebrato priori sacramento, novum sacramentum instituere, ut Leo Papa
dicit [Sermones, serm. 58, c. 1: ML 54, 332].
18

S. Th., III, 76, 1, ad 2: ex vi sacramenti sub hoc sacramento


continetur, quantum ad species panis, non solum caro, sed totum Corpus
Christi, idest ossa et nervi et alia huiusmodi.
19

S. Th., III, 76, 8, ob. 2: in hoc sacramento totus Christus continetur;


80, 10, ob. 3; 80, 12, ad 3; 83, 4, ad 5.
20

S. Th., III, 73, 5, ad 2: Eucharistia est sacramentum perfectum


Dominicae passionis, tanquam continens ipsum Christum passum.
21

S. Th., III, 73, 6, c.: Quantum autem ad ipsum Christum passum, qui
continetur in hoc sacramento.

31

P. Carlos Miguel Buela Pane di vita eterna e calice delleterna salvezza

dunque che il sacrificio della Nuova Legge, istituito da


Cristo, avesse qualche cosa di pi e cio che contenesse lui
medesimo che ha patito [ipsum passum], non solo sotto
forma di simbolo o di figura, ma nella realt22.
Si rende presente mediante conversione speciale:
Cristo incomincia a essere in questo sacramento per la
conversione del pane e del vino23.
Affermiamo dunque che il sacramento in cui
contenuto veramente, realmente, sostanzialmente il Corpo e
il Sangue di nostro Signore Ges Cristo, unitamente con
lanima e la divinit, e, quindi il Cristo tutto intero...24.

22

S. Th., III, 75, 1, c.: Et ideo oportuit ut aliquid plus haberet


sacrificium Novae Legis a Christo institutum, ut scilicet contineret ipsum
passum, non solum in significatione vel figura, sed etiam in rei veritate.
23

S. Th., III, 76, 1, ob. 1: Christus enim incipit esse in hoc sacramento
per conversionem panis et vini.

24

CONCILIO DI TRENTO: in sanctissimae Eucharistiae sacramento


contineri vere, realiter et substantialiter, Corpus et Sanguinem una cum
anima et divinitate Domini nostri Iesu Christi ac proinde totum
Christum... (DH 1651).

32

2. Conversione
Le parole della conversione del pane e del vino sono come se a
pronunziarle fosse presente Cristo medesimo25.

San Tommaso

Il Corpo e il Sangue di Nostro Signore si presentano


sotto laspetto del pane e del vino per conversione di tutta la
sostanza del pane e del vino in tutta la sostanza del Corpo e
del Sangue del Signore. Questa trasformazione mirabile
prende il nome di transustanziazione.
Il Dottor Angelico insegna che Cristo si fa presente nel
sacramento non per movimento locale, bens per conversione
della sostanza: Alcuni hanno sostenuto che dopo la
consacrazione rimane in questo sacramento la sostanza del
pane e del vino. Ma ci insostenibile. Primo, perch questa
affermazione esclude la realt del sacramento eucaristico, la
quale implica la presenza in questo sacramento del vero Corpo
di Cristo. Ma questo non presente prima della consacrazione.
Ora, una cosa pu farsi presente dove prima non era o per
mezzo di un movimento locale o per il convertirsi di qualche
altra cosa in essa: il fuoco p. es., comincia ad essere in una
casa o perch ci si porta, o perch viene generato in essa.
chiaro per che il Corpo di Cristo non incomincia ad essere
presente in questo sacramento per un movimento locale.
Primo, perch allora dovrebbe cessare di essere in cielo; infatti
ci che si sposta localmente non giunge nel luogo successivo se
non lasciando il precedente. Secondo, perch ogni corpo mosso
localmente attraversa tutti gli spazi intermedi: cosa che non si
pu affermare nel nostro caso. Terzo, perch impossibile che
un unico movimento del medesimo corpo mosso localmente
25

S. Th., III, 78, 5, c.: ac si Christus ea praesentialiter proferret.

33

P. Carlos Miguel Buela Pane di vita eterna e calice delleterna salvezza

finisca allo stesso tempo in luoghi diversi: il Corpo di Cristo


invece si fa presente sotto questo sacramento
contemporaneamente in pi luoghi. Da ci si deduce che il
Corpo di Cristo non pu incominciare ad essere in questo
sacramento se non per mezzo della conversione della sostanza
del pane in esso. Ma quello che si muta in unaltra cosa, a
mutazione avvenuta non rimane. Per salvare quindi la verit di
questo sacramento si deve concludere che la sostanza del pane
non pu rimanere dopo la consacrazione26 . E: non c
altro modo per cui il vero Corpo di Cristo possa iniziare ad
essere in questo sacramento allinfuori della conversione in
esso della sostanza del pane: e tale conversione viene negata

26

S. Th., III, 75, 2, c.: Quidam posuerunt post consecrationem


substantiam panis et vini in hoc sacramento remanere. Sed haec positio
stare non potest. Primo quidem, quia per hanc positionem tollitur veritas
huius sacramenti, ad quam pertinet ut verum Corpus Christi in hoc
sacramento existat. Quod quidem ibi non est ante consecrationem. Non
autem aliquid potest esse alicubi ubi prius non erat, nisi per loci
mutationem, vel per alterius conversionem in ipsum, sicut in domo aliqua
de novo incipit esse ignis aut quod illuc defertur, aut quod ibi generatur.
Manifestum est autem quod Corpus Christi non incipit esse in hoc
sacramento per motum localem. Primo quidem, quia sequeretur quod
desineret esse in caelo, non enim quod localiter movetur, pervenit de
novo ad aliquem locum, nisi deserat priorem. Secundo, quia omne corpus
localiter motum pertransit omnia media, quod hic dici non potest. Tertio,
quia impossibile est quod unus motus eiusdem corporis localiter moti
terminetur simul ad diversa loca, cum tamen in pluribus locis Corpus
Christi sub hoc sacramento simul esse incipiat. Et propter hoc relinquitur
quod non possit aliter Corpus Christi incipere esse de novo in hoc
sacramento nisi per conversionem substantiae panis in ipsum. Quod
autem convertitur in aliquid, facta conversione, non manet. Unde
relinquitur quod, salva veritate huius sacramenti, substantia panis post
consecrationem remanere non possit.

34

Conversione

ammettendo o lannichilazione della sostanza del pane o la sua


risoluzione nella materia preesistente27.
Tale conversione non come nel caso dei
cambiamenti naturali, ma possibile solo in virt della
potenza di Dio: essendo presente in questo sacramento il
vero Corpo di Cristo, il quale non pu iniziarvi la sua
presenza con un moto locale, e neppure esservi presente
come in un luogo [], bisogna concludere che il Corpo di
Cristo vi inizia la sua presenza per la conversione in esso
della sostanza del pane.
Questa conversione per non simile alle conversioni
naturali, ma del tutto soprannaturale, compiuta dalla sola
potenza di Dio. Da qui le parole di S. Ambrogio: noto che
la Vergine gener fuori dellordine della natura. Ora, anche
ci che noi consacriamo il Corpo nato dalla Vergine.
Perch dunque cerchi lordine naturale nel Corpo di Cristo,
se il Signore stesso Ges stato partorito dalla Vergine fuori
dellordine di natura?. E a commento del passo, Le parole
che vi ho rivolto (a proposito di questo sacramento) sono
spirito e vita, il Crisostomo afferma: Sono cio spirituali,
non hanno niente di carnale n seguono un processo naturale,
ma sono state liberate da ogni necessit terrena e dalle leggi
che vigono sulla terra28.
27

S. Th., III, 75, 3, c.: Quia non erit dare aliquem modum quo Corpus
Christi verum incipiat esse in hoc sacramento, nisi per conversionem
substantiae panis in ipsum, quae quidem conversio tollitur, posita vel
annihilatione panis, vel resolutione in praeiacentem materiam.
28

S. Th., III, 75, 4, c.: Cum in hoc sacramento sit verum Corpus Christi,
nec incipiat ibi esse de novo per motum localem; cum etiam nec Corpus
Christi sit ibi sicut in loco, ut ex dictis patet [a.1, ad 3], necesse est dicere
quod ibi incipiat esse per conversionem substantiae panis in ipsum. Haec
tamen conversio non est similis conversionibus naturalibus, sed est
omnino supernaturalis, sola Dei virtute effecta. Unde Ambrosius dicit, in

35

P. Carlos Miguel Buela Pane di vita eterna e calice delleterna salvezza

perci opera solo di Dio: ogni conversione che


si compia secondo le leggi naturali un cambiamento
soltanto formale. Dio invece atto infinito, come abbiamo
spiegato nella Prima Parte. Perci la sua azione si estende a
tutta la natura dellente. E quindi pu produrre non soltanto
delle conversioni formali, in cui in un medesimo soggetto si
succedono forme diverse; ma pu trasmutare tutto lente, in
modo che tutta la sostanza di un ente si converta in tutta la
sostanza di un altro.
Ci appunto avviene per virt divina in questo
sacramento. Infatti tutta la sostanza del pane si converte in
tutta la sostanza del Corpo di Cristo, e tutta la sostanza del
vino in tutta la sostanza del Sangue di Cristo. Perci questa
non una conversione formale, ma sostanziale. E non
rientra tra le specie delle mutazioni naturali, ma con termine
proprio pu dirsi transustanziazione29.
libro De Sacramentis [De Mysteriis, c. 9: ML 16, 424], liquet quod
praeter naturae ordinem Virgo generavit. Et hoc quod conficimus, Corpus
ex Virgine est. Quid igitur quaeris naturae ordinem in Christi Corpore,
cum praeter naturam sit ipse Dominus Iesus partus ex Virgine?. Et super
illud Ioan. VI,[64] verba quae ego locutus sum vobis, scilicet de hoc
sacramento, spiritus et vita sunt, dicit Chrysostomus, idest, spiritualia
sunt, nihil habentia carnale neque consequentiam naturalem, sed eruta
sunt ab omni tali necessitate quae in terra, et a legibus quae hic positae
sunt [In Ioann., hom. 47: MG 59, 265].
29

Ibidem: Omnis conversio quae fit secundum leges naturae, est


formalis. Sed Deus est infinitus actus, ut in prima parte habitum est [q. 7,
a. 1; q. 25, a. 2]. Unde eius actio se extendit ad totam naturam entis. Non
igitur solum potest perficere conversionem formalem, ut scilicet diversae
formae sibi in eodem subiecto succedant, sed conversionem totius entis,
ut scilicet tota substantia huius convertatur in totam substantiam illius. Et
hoc agitur divina virtute in hoc sacramento. Nam tota substantia panis
convertitur in totam substantiam Corporis Christi, et tota substantia vini
in totam substantiam Sanguinis Christi. Unde haec conversio non est
formalis, sed substantialis. Nec continetur inter species motus naturalis,
sed proprio nomine potest dici transubstantiatio.

36

Conversione

La transustanziazione opera dello Spirito Santo e


delle parole della consacrazione. In una difficolt lAquinate
si pone questa domanda: Il Damasceno afferma: Solo per
virt dello Spirito Santo avviene la conversione del pane nel
Corpo di Cristo. Ma la virt dello Spirito Santo una virt
increata. Dunque per nessuna virt creata di tali parole si
compie questo sacramento30. E risponde: Quando si dice
che solo per virt dello Spirito Santo il pane si converte nel
Corpo di Cristo non si esclude la virt strumentale che
nella forma di questo sacramento; come quando si dice che
solo il fabbro fa un coltello non si esclude la virt del suo
martello31.
Non si tratta di un mutamento naturale o formale, come
quelli che conosciamo, perch la forma deve essere nella
materia o nel soggetto, e qui non c n luno n laltro: Anche
la seconda obiezione si basa sulla conversione o mutazione
formale; perch, come abbiamo detto, necessario che la
forma sia nella materia o nel soggetto. Ci invece non avviene
nella trasmutazione di tutta la sostanza, alla quale non compete
avere soggetto32. Questa conversione, come abbiamo notato,
30

S. Th., III, 78, 4, ob. 1: Dicit enim Damascenus, in IV libro [De Fide
Orth. c. 13: MG 94, 1141.1145]: sola virtute Spiritus Sancti fit
conversio panis in Corpus Christi. Sed virtus Spiritus Sancti est virtus
increata. Ergo nulla virtute creata horum verborum conficitur
sacramentum hoc.
31

S. Th., III, 78, 4, ad 1: cum dicitur sola virtute Spiritus Sancti panem
in Corpus Christi converti, non excluditur virtus instrumentalis quae est
in forma huius sacramenti, sicut, cum dicitur quod solus faber facit
cultellum, non excluditur virtus martelli.
32

S. Th., III, 75, 4, ad 2: illa obiectio procedit de conversione formali,


seu mutatione, quia oportet, sicut dictum est [75, 4, ad 1], formam esse in
materia vel subiecto. Non autem habet locum in conversione totius
substantiae, cuius non est accipere aliquod subiectum.

37

P. Carlos Miguel Buela Pane di vita eterna e calice delleterna salvezza

non ha propriamente un soggetto. Tuttavia gli accidenti, che


rimangono, hanno una certa somiglianza con un soggetto33.
Ci cos per il solo motivo che Dio Dio ed
lautore dellessere: Per virt di un agente limitato non pu
una forma cambiarsi in unaltra forma, n una materia in
unaltra materia. Ma per virt di un agente infinito, che
opera su tutto lente, tale conversione possibile perch ad
ambedue le forme e ad ambedue le materie comune la
natura di ente; e lautore dellente pu mutare lentit
delluna nellentit dellaltra, prescindendo di ci che
distingueva luna dallaltra34.
Tale conversione istantanea, e questo per tre
motivi: in primo luogo, perch la sostanza del Corpo di
Cristo, termine della stessa, non suscettibile di un di pi
o di un di meno cio perch impossibile che la
transustanziazione sia graduale ; secondo, perch non c
un soggetto da preparare successivamente; terzo, perch la
realizza linfinita potenza di Dio35.
33

S. Th., III, 75, 5, ad 4: haec conversio non proprie habet subiectum, ut


dictum est [q. 75, a. 4, ad 1]. Sed tamen accidentia, quae remanent,
habent aliquam similitudinem subiecti.
34

S. Th., III, 75, 4, ad 3: Virtute agentis finiti non potest forma in


formam mutari, nec materia in materiam. Sed virtute agentis infiniti,
quod habet actionem in totum ens, potest talis conversio fieri, quia
utrique formae et utrique materiae est communis natura entis; et id quod
entitatis est in una, potest auctor entis convertere ad id quod est entitatis
in altera, sublato eo per quod ab illa distinguebatur.
35

Cfr. S. Th., III, 75, 7, c.: aliqua mutatio est instantanea triplici ratione.
Uno quidem modo [] quia forma substantialis non recipit magis et
minus []. Alio modo, ex parte subiecti, quod quandoque successive
praeparatur ad susceptionem formae, et ideo aqua successive calefit.
Quando vero ipsum subiectum est in ultima dispositione ad formam,
subito recipit ipsam, sicut diaphanum subito illuminatur. Tertio, ex parte

38

Conversione

Il pane si fa il Corpo di Cristo, ma il Corpo di Cristo


non si fa pane: Questa conversione del pane nel Corpo di
Cristo sotto certi aspetti assomiglia alla creazione e alla
trasmutazione naturale, e sotto altri differisce dalluna e
dallaltra. Infatti comune a tutti e tre la successione dei
termini, cio che una cosa sia dopo laltra: infatti nella
creazione abbiamo lessere dopo il non essere, in questo
sacramento abbiamo il Corpo di Cristo dopo la sostanza del
pane, e nella mutazione naturale abbiamo il bianco dopo il
nero, o il fuoco dopo laria; inoltre comune la non
coincidenza di detti termini.
Tale conversione assomiglia inoltre alla creazione,
perch in entrambe escluso un soggetto comune ai due
termini. Il contrario invece si verifica in ogni trasmutazione
naturale.
Questa conversione ha poi unaffinit con la
trasmutazione naturale sotto due aspetti, per in maniere
diverse. Primo, per il fatto che in ambedue uno degli estremi
si converte nellaltro: il pane nel Corpo di Cristo, e laria
(p. es.) nel fuoco, mentre il non ente non si converte
nellente. Tuttavia nei due casi il trapasso ben diverso.
Infatti in questo sacramento lintera sostanza del pane si
converte in tutto il Corpo di Cristo; mentre nella mutazione
naturale la materia di una cosa riceve la forma di unaltra
dopo la perdita della forma precedente. Secondo, si
somigliano in questo, che in ambedue i trapassi rimane un
dato permanente: il che non pu avvenire nella creazione.
Per con questa differenza: che mentre nelle trasmutazioni
naturali rimane identica la materia o il soggetto, in questo
sacramento rimangono identici gli accidenti.

agentis, quod est infinitae virtutis, unde statim potest materiam ad


formam disponere.

39

P. Carlos Miguel Buela Pane di vita eterna e calice delleterna salvezza

Da ci si rileva quali siano le differenze di


linguaggio da osservarsi in proposito. Poich infatti in
nessuno dei tre processi indicati i termini estremi sono
simultanei, in nessuno di essi un estremo si pu predicare
dellaltro con un verbo di tempo presente che indichi la
sostanza: ecco perch non diciamo che il non ente ente,
o che il pane il Corpo di Cristo, oppure che laria il
fuoco, o che il bianco nero.
Tenendo conto invece che gli estremi si succedono,
possiamo nei tre casi usare la proposizione da [ex] per
designare la successione. Possiamo cos dire con verit e
propriet di linguaggio che dal non ente si ha lente, dal
pane si ha il Corpo di Cristo, dallaria il fuoco, o dal
bianco il nero.
Ma poich nella creazione un estremo non si
converte nellaltro, parlando della creazione non possiamo
usare il termine conversione, e quindi non possiamo dire
che il non ente si converte nellente. A codesto termine
invece possiamo ricorrere in questo sacramento, come anche
nelle trasmutazioni naturali. Ma siccome in questo
sacramento si converte tutta una sostanza in tutta unaltra
sostanza, tale conversione si chiama propriamente
transustanziazione.
Ancora, poich in questa conversione non esiste un
soggetto, tutto ci che si riscontra nelle conversioni naturali
a motivo del soggetto non si pu applicare a questa
conversione. Innanzitutto chiaro che la potenza allopposto
dovuta al soggetto; ed in relazione a esso che valgono le
frasi: il bianco pu essere nero, e laria pu essere
fuoco. Sebbene in questo secondo caso lespressione non
sia cos appropriata come nel primo: infatti il soggetto del
bianco in cui si trova la potenza al nero tutta la sostanza di
codesto soggetto bianco, non essendo il bianco una parte

40

Conversione

della sostanza; invece il soggetto della forma dellaria una


parte dellaria e quindi dire che laria pu essere fuoco
vero in forza della parte, per sineddoche. Al contrario nella
transustanziazione, come nella creazione, non essendovi
alcun soggetto, non si dice che un estremo pu essere laltro,
p. es., che il non ente possa essere lente, oppure che il
pane possa essere il Corpo di Cristo. Per la stessa
ragione non si pu dire propriamente che dal non ente si
ha lente, o che dal pane si ha il Corpo di Cristo; perch
questa preposizione da [de] indica una causa
consustanziale e tale consustanzialit degli estremi nelle
trasmutazioni naturali dipende dalla comunanza del
soggetto. Similmente non consentito dire che il pane
sar il Corpo di Cristo, o che il pane diventa il Corpo di
Cristo; come non consentito, rispetto alla creazione dire
che il non ente sar lente, o che il non ente diventa
lente, perch questo modo di dire vero nelle
trasmutazioni naturali a motivo del soggetto: quando
diciamo, p. es., che il bianco diventa nero e che il bianco
sar nero.
Nondimeno, siccome in questo sacramento, a
conversione avvenuta, rimane qualche cosa di immutato,
cio gli accidenti del pane, come si detto sopra, secondo
una certa analogia alcune delle proposizioni esaminate
possono essere accettate: cio che il pane il Corpo di
Cristo, che il pane sar il Corpo di Cristo, oppure che
dal pane si ottiene il Corpo di Cristo, intendendo con il
termine pane non la sostanza del pane, ma
indeterminatamente ci che contenuto sotto le specie del
pane, sotto le quali prima era contenuta la sostanza del pane
e poi il Corpo di Cristo36.
36

S. Th., III, 75, 8, c.: haec conversio panis in Corpus Christi, quantum ad
aliquid convenit cum creatione et cum transmutatione naturali, et quantum

41

P. Carlos Miguel Buela Pane di vita eterna e calice delleterna salvezza

La conversione del pane e del vino nel Corpo e


Sangue del Salvatore tanto mirabile, singolare, unica ed
eccezionale che, afferma San Tommaso, pi difficile
della creazione del mondo: In questa conversione ci sono
delle cose pi difficili che nella creazione, nella quale
difficile soltanto questo, che una cosa venga dal nulla: ci

ad aliquid differt ab utroque. Est enim commune his tribus ordo


terminorum, scilicet ut post hoc sit hoc, in creatione enim est esse post
non esse, in hoc sacramento Corpus Christi post substantiam panis, in
transmutatione naturali album post nigrum vel ignis post aerem; et quod
praedicti termini non sint simul. Convenit autem conversio de qua nunc
loquimur cum creatione, quia in neutra earum est aliquod commune
subiectum utrique extremorum. Cuius contrarium apparet in omni
transmutatione naturali.
Convenit vero haec conversio cum transmutatione naturali in duobus,
licet non similiter. Primo quidem, quia in utraque unum extremorum
transit in aliud, sicut panis in Corpus Christi, et aer in ignem, non autem
non ens convertitur in ens. Aliter tamen hoc accidit utrobique. Nam in
hoc sacramento tota substantia panis transit in totum Corpus Christi, sed
in transmutatione naturali materia unius suscipit formam alterius, priori
forma deposita. Secundo conveniunt in hoc, quod utrobique remanet
aliquid idem, quod non accidit in creatione. Differenter tamen, nam in
transmutatione naturali remanet eadem materia vel subiectum; in hoc
autem sacramento remanent eadem accidentia.
Et ex his accipi potest qualiter differenter in talibus loqui debeamus.
Quia enim in nullo praedictorum trium extrema sunt simul, ideo in nullo
eorum potest unum extremum de alio praedicari per verbum
substantivum praesentis temporis, non enim dicimus, non ens est ens,
vel, panis est Corpus Christi, vel, aer est ignis aut album nigrum.
Propter ordinem vero extremorum, possumus uti in omnibus hac
praepositione ex, quae ordinem designat. Possumus enim vere et
proprie dicere quod ex non ente fit ens, et ex pane Corpus Christi, et
ex aere ignis vel ex albo nigrum. Quia vero in creatione unum
extremorum non transit in alterum, non possumus in creatione uti verbo
conversionis, ut dicamus quod non ens convertitur in ens. Quo tamen

42

Conversione

tuttavia rientra nel modo di operare che proprio della causa


prima, la quale non presuppone nientaltro. Invece nella
transustanziazione non solo difficile il fatto che questo tutto
si converte in un altro tutto, cosicch non resti nulla del
primo, e ci non rientra nel modo comune di agire di nessuna

verbo uti possumus in hoc sacramento, sicut et in transmutatione naturali.


Sed quia in hoc sacramento tota substantia in totam mutatur, propter hoc
haec conversio proprie transubstantiatio vocatur. Rursus, quia huius
conversionis non est accipere aliquod subiectum, ea quae verificantur in
conversione naturali ratione subiecti, non sunt concedenda in hac
conversione. Et primo quidem, manifestum est quod potentia ad
oppositum consequitur subiectum, ratione cuius dicimus quod album
potest esse nigrum, vel aer potest esse ignis. Licet haec non sit ita
propria sicut prima, nam subiectum albi, in quo est potentia ad
nigredinem, est tota substantia albi, non enim albedo est pars eius;
subiectum autem formae aeris est pars eius; unde, cum dicitur, aer
potest esse ignis, verificatur ratione partis per synecdochen. Sed in hac
conversione et similiter in creatione, quia nullum est subiectum, non
dicitur quod unum extremum possit esse aliud, sicut quod non ens possit
esse ens, vel quod panis possit esse Corpus Christi. Et eadem ratione
non potest proprie dici quod de non ente fiat ens, vel quod de pane
fiat Corpus Christi, quia haec praepositio de designat causam
consubstantialem; quae quidem consubstantialitas extremorum in
transmutationibus naturalibus attenditur penes convenientiam in subiecto.
Et simili ratione non conceditur quod panis erit Corpus Christi, vel
quod fiat Corpus Christi, sicut neque conceditur in creatione quod non
ens erit ens, vel quod non ens fiat ens, quia hic modus loquendi
verificatur in transmutationibus naturalibus ratione subiecti, puta cum
dicimus quod album fit nigrum, vel album erit nigrum. Quia tamen
in hoc sacramento, facta conversione, aliquid idem manet, scilicet
accidentia panis, ut supra dictum est [in c. et a.5], secundum quandam
similitudinem aliquae harum locutionum possunt concedi, scilicet quod
panis sit Corpus Christi, vel, panis erit Corpus Christi, vel, de pane
fit Corpus Christi; ut nomine panis non intelligatur substantia panis,
sed in universali hoc quod sub speciebus panis continetur, sub quibus
prius continetur substantia panis, et postea Corpus Christi.

43

P. Carlos Miguel Buela Pane di vita eterna e calice delleterna salvezza

causa, ma c di difficile anche la permanenza degli accidenti


dopo la conversione della sostanza, e molte altre cose di cui si
parler in seguito. Ci nonostante, il termine conversione
si usa per questo sacramento..., e non per la creazione37.
opera della potenza attiva del Creatore: La
potenza, come si detto, spetta al soggetto, che manca in
questa conversione. Ecco perch non lecito dire che il pane
pu essere il Corpo del Cristo, poich questa conversione
non si compie in virt della potenza passiva della creatura,
ma solo in virt della potenza attiva del Creatore38.
una conversione miracolosa: in questo
sacramento la consacrazione della materia consiste in una
miracolosa conversione della sostanza che Dio solo pu
compiere. Perci nel fare questo sacramento il ministro non
ha altro ufficio che quello di proferire le parole39.

37

S. Th., III, 75, 8, ad 3: in hac conversione sunt plura difficilia quam in


creatione, in qua hoc solum difficile est, quod aliquid fit ex nihilo, quod
tamen pertinet ad proprium modum productionis primae causae, quae nihil
aliud praesupponit. Sed in hac conversione non solum est difficile quod
hoc totum convertitur in illud totum, ita quod nihil prioris remaneat, quod
non pertinet ad communem modum productionis alicuius causae, sed etiam
habet hoc difficile, quod accidentia remanent corrupta substantia, et multa
alia, de quibus in sequentibus [q. 77] agetur. Tamen verbum
conversionis recipitur in hoc sacramento, non autem in creatione.
38

S. Th., III, 75, 8, ad 4: sicut dictum est [in c.], potentia pertinet ad
subiectum, quod non est accipere in hac conversione. Et ideo non
conceditur quod panis possit esse Corpus Christi, non enim haec
conversio fit per potentiam passivam creaturae, sed per solam potentiam
activam Creatoris.
39

S. Th., III, 78, 1, c.: Sed in hoc sacramento consecratio materiae


consistit in quadam miraculosa conversione substantiae, quae a solo Deo
perfici potest. Unde minister in hoc sacramento perficiendo non habet
alium actum nisi prolationem verborum.

44

Conversione

molto adatta la forma della consacrazione del pane


Questo il mio Corpo: Questa la forma conveniente
della consacrazione del pane. Sopra infatti abbiamo visto
che tale consacrazione consiste nella conversione della
sostanza del pane nel Corpo di Cristo. Ora, necessario che
la forma del sacramento significhi ci che il sacramento
produce. Quindi anche la forma della consacrazione del
pane deve significare la conversione del pane nel Corpo di
Cristo, nella quale si riscontrano tre elementi: la
conversione, il termine di partenza e il termine di arrivo.
Ebbene, la conversione si pu considerare in due
modi: nel suo compiersi [in fieri] e nella sua attuazione gi
avvenuta [in facto esse]. Ora, nella forma della consacrazione
del pane la conversione non doveva essere indicata nel suo
compiersi, ma come attuata. Primo, perch questa
conversione non successiva ma istantanea, come si detto
sopra, e nelle mutazioni istantanee il compiersi sidentifica
con lessere compiuto. Secondo, perch le forme
sacramentali servono a indicare leffetto del sacramento,
come le forme artificiali servono a indicare leffetto dellarte.
Ma la forma che guida larte limmagine del prodotto
rifinito a cui lartista mira con la sua intenzione: la forma
dellarte p. es., nella mente di un architetto principalmente
la forma della casa costruita, e solo secondariamente la
forma della sua costruzione. Perci anche nella forma della
consacrazione del pane deve esprimersi la conversione come
attuata, perch ad essa mira lintenzione.
Ora, poich la conversione stessa viene espressa in
questa forma come compiuta, necessariamente gli estremi
della conversione vanno indicati come sono al momento in
cui la conversione si gi realizzata. Ma allora il termine di
arrivo ha la natura propria della sua sostanza, mentre il
termine di partenza non conserva la sua sostanza, ma solo i

45

P. Carlos Miguel Buela Pane di vita eterna e calice delleterna salvezza

suoi accidenti, con i quali si presenta ai sensi e secondo i


quali determinabile dai sensi. giusto quindi che il
termine di partenza venga indicato con il pronome
dimostrativo riferito agli accidenti sensibili che rimangono.
Invece il termine di arrivo si esprime con un sostantivo che
indica la natura di ci in cui la cosa si converte: e questo,
come abbiamo notato, il Corpo di Cristo nella sua
integrit e non la sola carne. Perci la forma questo il
mio Corpo convenientissima40.
40

S. Th., III, 78, 2, c.: Haec est conveniens forma consecrationis panis.
Dictum est enim [a. 1] quod haec consecratio consistit in conversione
substantiae panis in Corpus Christi. Oportet autem formam sacramenti
significare id quod in sacramento efficitur. Unde et forma consecrationis
panis debet significare ipsam conversionem panis in Corpus Christi. In qua
tria considerantur, scilicet ipsa conversio, et terminus a quo, et terminus ad
quem. Conversio autem potest considerari dupliciter, uno modo, ut in fieri;
alio modo, ut in facto esse. Non autem debuit significari conversio in hac
forma ut in fieri, sed ut in facto esse. Primo quidem, quia haec conversio
non est successiva, ut supra habitum est [q. 75, a. 7], sed instantanea, in
huiusmodi autem mutationibus fieri non est nisi factum esse. Secundo, quia
ita se habent formae sacramentales ad significandum effectum sacramenti,
sicut se habent formae artificiales ad repraesentandum effectum artis.
Forma autem artificialis est similitudo ultimi effectus in quem fertur
intentio artificis, sicut forma artis in mente aedificatoris est forma domus
aedificatae principaliter, aedificationis autem per consequens. Unde et in
hac forma debet exprimi conversio ut in facto esse, ad quod fertur intentio.
Et quia ipsa conversio exprimitur in hac forma ut in facto esse, necesse est
quod extrema conversionis significentur ut se habent in facto esse
conversionis. Tunc autem terminus in quem habet propriam naturam suae
substantiae, sed terminus a quo non manet secundum suam substantiam,
sed solum secundum accidentia, quibus sensui subiacet, et ad sensum
determinari potest. Unde convenienter terminus conversionis a quo
exprimitur per pronomen demonstrativum relatum ad accidentia sensibilia,
quae manent. Terminus autem ad quem exprimitur per nomen significans
naturam eius in quod fit conversio, quod quidem est totum Corpus Christi,
et non sola caro eius, ut dictum est [q. 76, a. 1, ad 2]. Unde haec forma est
convenientissima, hoc est Corpus meum.

46

3. Sacramento e Sacrificio
La comunione riguarda il sacramento
loblazione il sacrificio41.

San Tommaso

In questo capitolo vedremo che S. Tommaso intende


lEucaristia come sacramento e come sacrificio. Lo faremo
leggendo e commentando alcuni passi della Somma
Teologica in modo tale che, addentrandoci in essi, siamo
man mano pi illuminati.
Nel trattato De Eucharistia egli usa la parola
sacrificio una cinquantina di volte.
I passi da me scelti si possono dividere in tre gruppi:
1 Che cosa distingue il sacramento dal sacrificio
eucaristico?;
2 Passi nei quali si vede come si chiariscono
reciprocamente: perch nella mente di S. Tommaso
non sono compartimenti separati, ma la realt stessa
dellEucaristia sacramento ed sacrificio;
3 In terzo luogo, ed importante sottolinearlo, in quale
momento secondo S. Tommaso si realizza il
sacramento in cui si realizza il sacrificio.
1. Che cosa li distingue?
Iniziamo con uno dei passi della Somma Teologica in
cui San Tommaso fa questa distinzione fondamentale per la
comprensione di ci che segue: [LEucaristia]
simultaneamente sacrificio e sacramento: [spiega subito il
41

S. Th., III, 79, 7, ad 3: Sumptio pertinet ad rationem sacramenti, sed


oblatio pertinet ad rationem sacrificii.

47

P. Carlos Miguel Buela Pane di vita eterna e calice delleterna salvezza

motivo per cui luna e laltra cosa] ha natura di sacrificio


in quanto si offre, e natura di sacramento invece in quanto si
riceve42. Questo un testo cruciale per lintero trattato e per
la comprensione di una realt cos misteriosa come
lEucaristia. La quale sacramento perch lessenziale del
sacramento la santificazione delluomo, ma anche
sacrificio perch lessenziale del sacrificio la glorificazione
di Dio. Come sacramento lEucaristia una realt
permanente, come sacrificio una actio transeuns, come
dicono i teologi.
Pi avanti insiste, ricordando quanto ha gi detto:
LEucaristia, si detto sopra, non soltanto sacramento,
ma anche sacrificio43.
Nella risposta a una difficolt nella quale fa un
confronto con gli altri sacramenti, S. Tommaso risponde
molto brevemente riguardo allEucaristia: Questo
sacramento a differenza degli altri anche sacrificio44. Per
conseguenza pi eccellente degli altri.
Un poco pi avanti S. Tommaso tratta una questione
molto interessante, e anche molto attuale oggi: si domanda se
il sacerdote sia tenuto a comunicarsi durante la S. Messa.
Come argomento dautorit egli cita il Concilio di Toledo.
Ma, quando inizia il corpo dellarticolo, riprende di nuovo
lidea che segnalavamo prima: LEucaristia, come si detto
42

S. Th., III, 79, 5, c.: Respondeo dicendum quod hoc sacramentum


simul est et sacrificium et sacramentum, sed rationem sacrificii habet
inquantum offertur; rationem autem sacramenti inquantum sumitur.
43

S. Th., III, 79, 7, c.: sicut prius dictum est [a.5], hoc sacramentum
non solum est sacramentum, sed etiam est sacrificium.
44

S. Th., III, 79, 7, ad 1: quod hoc sacramentum prae aliis habet


quod est sacrificium.

48

Sacramento e sacrificio

sopra, non soltanto sacramento, ma anche sacrificio45. E


allora presenta i motivi per cui il sacerdote deve sempre
comunicarsi durante la Messa: Ora, chiunque offre un
sacrificio deve farsene partecipe. Perch il sacrificio offerto
esternamente il segno del sacrificio interiore con il quale
uno offre se stesso a Dio, come nota S. Agostino.
Partecipando quindi al sacrificio uno mostra che il sacrificio
lo impegna interiormente. Inoltre, anche dispensando al
popolo il sacrificio il sacerdote mostra di essere dispensatore
delle cose divine. [] Quindi egli stesso deve comunicarsi
prima di comunicare gli altri. [] Che sacrificio sarebbe
quello di cui non si facesse partecipe nemmeno lo stesso
sacrificante?46. Dunque la comunione parte integrante del
sacrificio; non essenziale, come ritengono alcuni, ma parte
realmente integrante. Non pu esserci sacrificio integro se
non c comunione: deve esserci perch ci sia un segno pieno:
Se ne fa partecipe, in quanto si comunica, secondo il passo
dellApostolo: Quelli che mangiano le vittime, non sono
forse partecipi dellaltare? (1Cor 10,18). Perci

45

S. Th., III, 82, 4, c.: Respondeo dicendum quod, sicut supra dictum
est [q.79, a.5 et 7], Eucharistia non solum est sacramentum, sed etiam
sacrificium.
46

S. Th., III, 82, 4, c.: Quicumque autem sacrificium offert, debet fieri
sacrificii particeps. Quia exterius sacrificium quod offert, signum est
interioris sacrificii quo quis seipsum offert Deo, ut Augustinus dicit, X de
Civ. Dei [c.5: ML 41, 282; c. 6: ML 41, 283]. Unde per hoc quod
participat sacrificio, ostendit ad se sacrificium interius pertinere.
Similiter etiam per hoc quod sacrificium populo dispensat, ostendit se
esse dispensatorem divinorum populo. [] Et ideo ipse ante sumere
debet quam populo dispenset. [] Quale est sacrificium cui nec ipse
sacrificans particeps esse dignoscitur?.

49

P. Carlos Miguel Buela Pane di vita eterna e calice delleterna salvezza

necessario che il sacerdote ogni volta che consacra riceva


questo sacramento nella sua integrit47.
bello vedere com la mente di S. Tommaso:
qualcosa del tutto particolare. Non lo scopriamo solo a partire
dallordine che si pu osservare nelle questioni che egli va
trattando, o nellordine degli articoli dogni questione; ma
vediamo il suo genio da come porta il filo del pensiero
attraverso le diverse questioni o articoli, nel quale mai si
contraddice, stabilendo anzi unarmonia perfetta, e in un tema
difficilissimo come quello dellEucaristia. San Bonaventura
dir: inter sacramenta cetera est difficillimum ad credendum,
immo inter credibilia (tra gli altri sacramenti la cosa pi
difficile di essere creduta, e perfino tra tutte le cose che si
devono credere) 48.
Nella prima difficolt dello stesso articolo San
Tommaso affronta il tema del rapporto con il crisma, e
quindi con qualunque altra materia degli altri sacramenti. E
risponde: La consacrazione del crisma e di qualunque altra
materia non un sacrificio, come lo la consacrazione
dellEucaristia49.

47

S. Th., III, 82, 4, c.: per hoc autem fit particeps quod de sacrificio
sumit, secundum illud Apostoli, I Cor. X, [18], nonne qui edunt hostias,
participes sunt altaris?. Et ideo necesse est quod sacerdos,
quotiescumque consecrat, sumat hoc sacramentum integre.
48

In IV Sent., d. 8, pars 1, a. 1, q. 1: istud sacramentum praefiguratum


est, et praefigurari debuit tum ratione suae dignitatis, tum ratione
difficultatis []. Ratione difficultatis, quia hoc inter sacramenta cetera
est difficillimum ad credendum, immo inter credibilia: ideo debuerunt
homines ad hoc assuesieri quadam figurarum manuductione.
49

S. Th., III, 82, 4, ad 1: consecratio chrismatis, vel cuiuscumque


alterius materiae, non est sacrificium, sicut consecratio Eucharistiae.

50

Sacramento e sacrificio

Nella questione successiva San Tommaso fa una


sorta di catechesi sulla celebrazione dellEucaristia e afferma
nel corpus dellarticolo: Preparato e istruito cos il popolo,
[e dopo la preparazione dei doni allOffertorio], si passa alla
celebrazione del mistero. Esso viene offerto come sacrificio
e viene consacrato e consumato come sacramento; [e lo
spiega splendidamente] infatti prima c loblazione;
secondo, la consacrazione della materia oblata; terzo, la sua
consumazione. Nelloblazione ci sono due momenti: la lode
da parte del popolo [], e lorazione da parte del sacerdote
che prega perch loblazione del popolo sia accetta a Dio
[]. In relazione poi alla consacrazione, che si compie per
virt soprannaturale, prima viene eccitato il popolo alla
devozione con il prefazio: per questo lo si invita ad avere il
cuore in alto al Signore50, perch solo con i cuori innalzati
a Dio si pu comprendere quellazione divina per eccellenza
che il sacrificio della croce. Nella risposta alla 3 difficolt
cita S. Cipriano: Prima del prefazio, il sacerdote, prepara
lanima dei fratelli dicendo: In alto i cuori, affinch il
popolo, rispondendo sono rivolti al Signore, sappia che
non deve pi pensare ad altro che a Dio51.

50

S. Th., III, 83, 4, c.: Sic igitur populo praeparato et instructo,


acceditur ad celebrationem mysterii. Quod quidem et offertur ut
sacrificium, et consecratur et sumitur ut sacramentum, primo enim
peragitur oblatio; secundo, consecratio materiae oblatae; tertio, perceptio
eiusdem. Circa oblationem vero duo aguntur, scilicet laus populi []; et
oratio sacerdotis, qui petit ut oblatio populi sit Deo accepta []. Deinde,
circa consecrationem, quae supernaturali virtute agitur, primo excitatur
populus ad devotionem in praefatione, unde et monetur sursum corda
habere ad Dominum.
51

De Orat. Domin. c. 31: ML 4, 557: sacerdos, praefatione praemissa,


parat fratrum mentes, dicendo, sursum corda, ut, dum respondet plebs,
habemus ad Dominum, admoneatur nihil aliud se cogitare quam Deum.

51

P. Carlos Miguel Buela Pane di vita eterna e calice delleterna salvezza

2. Come si chiariscono reciprocamente


Ho scelto soltanto due testi che dimostrano come si
chiariscono reciprocamente il sacramento con il sacrificio e il
sacrificio con il sacramento, perch sono legati
indissolubilmente.
Nella q. 79, articolo 7, la risposta alla 5 difficolt
davvero molto bella: La comunione riguarda il sacramento,
loblazione il sacrificio. Perci dalla comunione del Corpo di
Cristo per parte di uno o di molti non viene agli altri alcun
giovamento. Parimente, per il fatto che un sacerdote consacra
pi ostie in una medesima Messa, non viene accresciuto
leffetto di questo sacramento, perch non si tratta che di un
solo sacrificio; e in molte ostie consacrate non c pi
efficacia che in una sola, essendo in tutte e in ciascuna lo
stesso Cristo per intero. Perci sumendo nella stessa Messa
pi ostie consacrate, non si partecipa in pi larga misura
leffetto del sacramento. Invece in pi Messe si moltiplica
loblazione del sacrificio. E quindi si moltiplica leffetto del
sacrificio e del sacramento 52 . un tema che si potrebbe
sviluppare ulteriormente, sono tutti insegnamenti che valgono
intere meditazioni.

52

S. Th., III, 79, 7, ad 3: sumptio pertinet ad rationem sacramenti, sed


oblatio pertinet ad rationem sacrificii. Et ideo ex hoc quod aliquis sumit
Corpus Christi, vel etiam plures, non accrescit aliis aliquod iuvamentum.
Similiter etiam neque ex hoc quod sacerdos plures hostias consecrat in
una Missa, non multiplicatur effectus huius sacramenti, quia non est nisi
unum sacrificium, nihil enim virtutis plus est in multis hostiis consecratis
quam in una, cum sub omnibus et sub una non sit nisi totus Christus.
Unde nec si aliquis simul in una Missa multas hostias consecratas sumat,
participabit maiorem effectum sacramenti. In pluribus vero Missis
multiplicatur sacrificii oblatio. Et ideo multiplicatur effectus sacrificii et
sacramenti.

52

Sacramento e sacrificio

Rispondendo alla prima difficolt del primo articolo


della q. 83, S. Tommaso cita S. Ambrogio, in un passo molto
noto a tutti: Come dice S. Ambrogio, unica la vittima,
offerta da Cristo e da noi, e non molte, essendosi il Cristo
immolato ununica volta; ma il sacrificio attuale
limmagine del suo sacrificio. Come infatti un solo Corpo
quello che si offre dovunque e non molti corpi, cos unico
anche il sacrificio53.
Paolo VI insegna: facendo parte Sacrificio e
Sacramento dello stesso mistero sicch non possibile
separare luno dallaltro. Il Signore simmola in modo
incruento nel Sacrificio della Messa, che rappresenta il
Sacrificio della Croce, applicandone la virt salutifera, nel
momento in cui per le parole della consacrazione comincia a
essere sacramentalmente presente, come spirituale alimento
dei fedeli, sotto le specie del pane e del vino54.
Perci nel Catechismo della Chiesa Cattolica ci
viene insegnato: La Messa ad un tempo e
inseparabilmente il memoriale del sacrificio nel quale si
53

S. Th., III, 83, 1, ad 1: Ambrosius ibidem dicit [cfr. Gratianum,


Decretum, P. III De cons., d.2, can.53 in Christo semel], una est hostia,
quam scilicet Christus obtulit et nos offerimus, et non multae, quia
semel oblatus est Christus, hoc autem sacrificium exemplum est illius.
Sicut enim quod ubique offertur unum est Corpus et non multa corpora,
ita et unum sacrificium.
54

Enciclica Mysterium fidei, (3-9-1965), n. 35: ...Sacrificium et


Sacramentum, ad idem mysterium pertineat et alterum ab altero separari
non possit. Tunc Dominus incruente immolatur in Sacrificio Missae,
Crucis sacrificium repraesentante et virtutem eius salutiferam applicante,
cum per consecrationis verba sacramentaliter incipit praesens adesse,
tamquam spiritualis fidelium alimonia, sub speciebus panis et vini (in
AAS 57 [1965] 762; in Enchiridion delle Encicliche, EDB, Bologna
1994, v.7, n.878).

53

P. Carlos Miguel Buela Pane di vita eterna e calice delleterna salvezza

perpetua il sacrificio della croce, e il sacro banchetto della


Comunione al Corpo e Sangue del Signore55.
Il Compendio lo vede nel simbolo dellaltare:
Laltare il simbolo di Cristo stesso, presente come vittima
sacrificale (altare-sacrificio della croce) e come alimento
celeste che si dona a noi (altare-mensa eucaristica)56.
3. Il momento in cui si realizza
Loblazione del sacrificio si realizza al momento
della consacrazione eucaristica, come abbiamo appena visto
nel testo citato di Paolo VI57.
il momento della pienezza della realizzazione del
verbo essere, re dei verbi: il mio Corpo sar offerto.
il calice del mio Sangue... sar sparso... il mistero della
fede. In quel momento, come dice SantAgostino: la
parola si unisce allelemento e si produce il sacramento58.
E le parole [] non producono se non ci che
significano59.
il momento dei verbi a fiotti: l, in quel preciso
momento, si fa presente una cascata di verbi: consacrare,
55

Catechismus Catholicae Ecclesiae, n.1382: Missa simul et


inseparabiliter sacrificale est memoriale in quo crucis perpetuatur
Sacrificium, et sacrum convivium Communionis Corporis et Sanguinis
Domini.
56

Compendio del Catechismo della Chiesa Cattolica, n.288.

57

Cfr. nota 54.

58

Super Io., Trat. 80, super 15, 3: ML 35, 1840: Accedit verbum ad
elementum, et fit sacramentum.
59

S. Th., III, 77, 1, c.: quia verba consecrationis hoc non significant;
quae tamen non efficiunt nisi significatum.

54

Sacramento e sacrificio

transostanziare (il pane e il vino), potere (da parte di Dio),


immolare (la Vittima), sacrificare, oblare, offrire, perpetuare
(il memoriale del sacrificio della Croce), operare (nella
Persona di Cristo), presenzializzare, attualizzare, rimembrare,
rinnovare, dimostrare, profetizzare, offrire, versare, propiziare,
impetrare, rappresentare, ricordare, applicare, consumare,
accettare..., il re dei verbi come per mano ci porta dal Verbo
Re, che il Re dei re e Signore dei signori (Ap 19,16), dal
Ipsum esse subsistens60. Perch verbo dello stesso Verbo:
La consacrazione si realizza con le parole e le frasi del
Signor Ges la parola di Cristo realizza il Sacramento61.
Ora, lopportunit di offrire il sacrificio non va
considerata solo in rapporto ai fedeli cristiani,[] ma
principalmente in rapporto a Dio, cui si offre il sacrificio
con la consacrazione di questo sacramento 62 . uno dei
temi oggi in discussione: Non si celebri lEucaristia, se non
c popolo. Stolti! La Messa che si offre, si offre a Dio, e il
popolo ne approfitta. Se il popolo presente certo che ne
approfitta di pi. Ma se il popolo assente, ne approfitta
comunque, perch viene offerta per tutto il popolo; perci in
senso stretto, non c Messa senza popolo. Il popolo c
sempre, anche se non fisicamente presente. Inoltre la
60

Cfr. S. Th., I, 3, 4.

61

SAN AMBROSIO, De sacramentis, L. 4, c. 4: ML 16,459; cfr. S. Th., III,


78, 1, sc: consecratio fit verbis et sermonibus Domini Iesu. Nam per
reliqua omnia quae dicuntur, laus Deo defertur, oratione petitur pro
populo, pro regibus, pro ceteris. Ubi autem sacramentum conficitur, iam
non suis sermonibus sacerdos utitur, sed utitur sermonibus Christi. Ergo
sermo Christi hoc conficit sacramentum.
62

S. Th., III, 82, 10, c.: Opportunitas autem sacrificium offerendi non
solum attenditur per comparationem ad fideles Christi, [] sed
principaliter per comparationem ad Deum, cui in consecratione huius
sacramenti sacrificium offertur.

55

P. Carlos Miguel Buela Pane di vita eterna e calice delleterna salvezza

Messa offerta a Dio ha un valore infinito, perch si offre


sempre a Dio, essendo un sacrificio. Chi ha perduto il valore
della Messa come sacrificio non celebra la Messa se non c
popolo, perch pensa che importante solo se c il popolo,
come se fosse il popolo a dare valore alla Messa! La Messa
invece importante principalmente per il suo rapporto con
Dio, cui offerto il sacrificio nel consacrare.
In un altro punto lAngelico ci ricorda: Gli altri
sacramenti si compiono mentre si amministrano ai fedeli. E
quindi gli altri sacramenti non tenuto ad amministrarli se
non chi assume la cura dei fedeli. LEucaristia invece si
compie nella consacrazione in cui si offre il sacrificio a Dio:
e a ci il sacerdote obbligato in forza dellordine sacro gi
ricevuto63 . E cita quel passo della Scrittura, dal libro dei
Macabei (2Mac 4,14), riferito a noi sacerdoti e oggi
applicabile e tanti di essi: Ecco perch la Scrittura lamenta
che alcuni sacerdoti non si dedicavano pi agli uffici
dellaltare, disprezzando il tempio e trascurando i
sacrifici64.

63

S. Th., III, 82, 10, ad 1: Alia sacramenta perficiuntur in usu


fidelium. Et ideo in illis ministrare non tenetur nisi ille qui super fideles
suscipit curam. Sed hoc sacramentum perficitur in consecratione
Eucharistiae, in qua sacrificium Deo offertur, ad quod sacerdos
obligatur ex ordine iam suscepto.
64

S. Th., III, 82, 10, c.: Et hinc est quod II Machab. IV,[14], dicitur
contra quosdam sacerdotes quod iam non circa altaris officia dediti
erant, contempto templo et sacrificiis neglectis.

56

4. LEucaristia e gli altri sacramenti


Il Salvatore ha raccomandato
con veemenza maggiore laltezza di quel mistero65.

SantAgostino

Fra i sette sacramenti uno singolare e per vari motivi


supera tutti per sublimit: lEucaristia.
1. NellEucaristia contenuto veramente,
realmente, sostanzialmente il Corpo e il Sangue di nostro
Signore Ges Cristo, unitamente con lanima e la divinit, e,
quindi il Cristo tutto intero, come ha definito il Concilio di
Trento 66 , e come ricorda il Catechismo della Chiesa
Cattolica67 e il Compendio68. Non ci d solo la grazia, ma
lAutore stesso della grazia.

65

Cfr. S. Th., III, 80, 8, ad 1: quo vehementius commendaret


mysterii illius altitudinem [Ep. 54, c. 6: ML 33, 203].
66

CONC. TRENTO: in sanctissimae Eucharistiae sacramento contineri


vere, realiter et substantialiter, corpus et sanguinem una cum anima et
divinitate Domini nostri Iesu Christi ac proinde totum Christum... (DH
1651). Cfr. Decreto sul Sacramento dellEucaristia, cap. I. La presenza
reale del Signore nostro Ges Cristo nel santissimo sacramento
dellEucaristia, (DH 1636 e ss).
67

Cfr. Catechismo della Chiesa Cattolica, n. 1374: Nel Santissimo


Sacramento dellEucaristia contenuto veramente, realmente,
sostanzialmente il Corpo e il Sangue di nostro Signore Ges Cristo, con
lanima e la divinit e, quindi, il Cristo tutto intero; [In Sanctissimo
Eucharistiae Sacramento continetur vere, realiter et substantialiter
corpus et sanguis una cum anima et divinitate Domini nostri Iesu Christi
ac proinde totus Christus].
68

Cfr. Compendio, n.282: presente infatti in modo vero, reale,


sostanziale: con il suo Corpo e il suo Sangue, con la sua Anima e la sua
Divinit [] Cristo tutto intero: Dio e uomo.

57

P. Carlos Miguel Buela Pane di vita eterna e calice delleterna salvezza

Gli altri sacramenti hanno una virt (= forza) data da


Cristo, ma non a Cristo stesso. Negli altri sacramenti non
realmente presente Cristo come in questo sacramento.
Quindi negli altri sacramenti rimane la sostanza della
materia, ma non in questo 69 , nel quale la sostanza della
materia si trasforma.
Dionigi dichiara che nessuno pu raggiungere la
perfezione gerarchica se non per mezzo dellEucaristia
santissima. Dunque questo sacramento il pi grande e il
coronamento di tutti gli altri. Assolutamente parlando, il
sacramento dellEucaristia il pi grande di tutti i sacramenti.
Ci risulta da tre considerazioni. Primo, perch contiene
realmente Cristo in persona: negli altri sacramenti invece si
trova una virt strumentale partecipata da Cristo, come sopra
abbiamo spiegato. Infatti ci che tale per essenza sempre
superiore a ci che lo per partecipazione70.
2. LEucaristia vivifica gli altri sacramenti. quasi
il coronamento della vita spirituale e il fine di tutti i
sacramenti, [...] poich le grazie di tutti i sacramenti

69

S. Th., III, 75, 2, ad 2: In aliis sacramentis non est ipse Christus


realiter, sicut in hoc sacramento. Et ideo in sacramentis aliis manet
substantia materiae, non autem in isto.
70

S. Th., III, 65, 3, sc et c.: Sed contra est quod Dionysius dicit, III cap.
Eccles. Hierar. [P.I: MG 3, 425], quod non contingit aliquem perfici
perfectione hierarchica nisi per divinissimam Eucharistiam. Ergo hoc
sacramentum potissimum et perfectivum est omnium aliorum. []
Simpliciter loquendo, sacramentum Eucharistiae est potissimum inter
alia sacramenta. Quod quidem tripliciter apparet. Primo quidem, ex eo
quod in eo continetur ipse Christus substantialiter, in aliis autem
sacramentis continetur quaedam virtus instrumentalis participata a
Christo, ut ex supra dictis patet [q. 62, a. 4, ad 3; a. 5]. Semper autem
quod est per essentiam, potius est eo quod est per participationem.

58

LEucaristia e gli altri sacramenti

preparano, o a ricevere, o a consacrare lEucaristia 71 .


Quindi: questo sacramento che contiene realmente Cristo
, come afferma Dionigi, il coronamento [perfectivum] di
tutti gli altri sacramenti, nei quali la virt di Cristo
partecipata72.
Secondo, ci risulta dallordine esistente tra i
sacramenti: tutti gli altri sacramenti infatti sono ordinati
allEucaristia come al loro fine. chiaro, p. es., che il
sacramento
dellOrdine
mira
alla
consacrazione
dellEucaristia. Il sacramento del Battesimo tende alla
comunione eucaristica. A questa luomo viene sotto unaltro
aspetto disposto anche dalla Cresima, perch non si astenga
per vergogna dal Sacramento eucaristico. Anche la
Penitenza e lEstrema Unzione preparano luomo a ricevere
degnamente il Corpo di Cristo. Il Matrimonio poi si riferisce
allEucaristia almeno per il suo simbolismo, in quanto
rappresenta lunione di Cristo con la Chiesa, di cui
lEucaristia raffigura lunit, onde S. Paolo ha scritto:
Grande questo sacramento: lo dico in riferimento a
Cristo e alla Chiesa (Ef 5,32). Terzo, [lordine di tutti i
sacramenti verso lEucaristia] risulta dal rituale dei
sacramenti. Infatti la ricezione di quasi tutti i sacramenti si
completa con la Comunione eucaristica [], gli ordinandi,

71

S. Th., III, 73, 3, c.: Eucharistia vero est quasi consummatio


spiritualis vitae, et omnium sacramentorum finis, ut supra dictum est [q.
63, a. 6; q. 65, a. 3], per sanctificationes enim omnium sacramentorum fit
praeparatio ad suscipiendam vel consecrandam Eucharistiam.
72

S. Th., III, 75, 1, c.: Et ideo hoc sacramentum, quod ipsum Christum
realiter continet, ut Dionysius dicit [Eccles. Hierar. P.I: MG 3, 423], est
perfectivum omnium sacramentorum aliorum, in quibus virtus Christi
participatur.

59

P. Carlos Miguel Buela Pane di vita eterna e calice delleterna salvezza

p. es., e i neo battezzati adulti ricevono alla fine anche la


comunione73.
Il Matrimonio persegue il bene comune fisico, ma il
bene comune spirituale di tutta la Chiesa contenuto
sostanzialmente nel sacramento dellEucaristia74.
3. LEucaristia oltre che sacramento sacrificio, ma
non gli altri: La consacrazione del crisma e di qualunque
altra materia non un sacrificio, come lo la consacrazione
dellEucaristia75.
Questo sacramento ha sugli altri lessere anche
sacrificio76.
73

S. Th., III, 65, 3, c.: Hoc apparet ex ordine sacramentorum ad


invicem, nam omnia alia sacramenta ordinari videntur ad hoc
sacramentum sicut ad finem. Manifestum est enim quod sacramentum
Ordinis ordinatur ad Eucharistiae consecrationem. Sacramentum vero
Baptismi ordinatur ad Eucharistiae receptionem. In quo etiam perficitur
aliquis per Confirmationem, ut non vereatur se subtrahere a tali
sacramento. Per Poenitentiam etiam et Extremam Unctionem praeparatur
homo ad digne sumendum Corpus Christi. Matrimonium autem saltem
sua significatione attingit hoc sacramentum inquantum significat
coniunctionem Christi et Ecclesiae, cuius unitas per sacramentum
Eucharistiae figuratur, unde et Apostolus dicit, Ephes. V,[32]:
sacramentum hoc magnum est, ego autem dico in Christo et in
Ecclesia. Tertio hoc apparet ex ritu sacramentorum. Nam fere omnia
sacramenta in Eucharistia consummantur, ut dicit Dionysius, III cap.
Eccles. Hierar. [P.I: MG 3,424]., sicut patet quod ordinati communicant,
et etiam baptizati si sint adulti.
74

S. Th., III, 65, 3, ad 1: dicendum quod Matrimonium ordinatur ad


bonum commune corporaliter. Sed bonum commune spirituale totius
Ecclesiae continetur substantialiter in ipso Eucharistiae sacramento.

75

S. Th., III, 82, 4, ad 1: consecratio chrismatis, vel cuiuscumque


alterius materiae, non est sacrificium, sicut consecratio Eucharistiae.
76

S. Th., III, 79, 7, ad 1: hoc sacramentum prae aliis habet quod est
sacrificium.

60

LEucaristia e gli altri sacramenti

4. Si realizza consacrando la materia del sacramento,


pane e vino: si compie mediante la consacrazione della
materia; mentre gli altri sacramenti si compiono mediante
luso della materia consacrata77.
Negli altri sacramenti non si consacra la materia,
lacqua, lolio, al modo come nellEucaristia: negli altri
sacramenti la consacrazione della materia consiste solo in
una benedizione, per la quale la materia consacrata riceve
strumentalmente una virt spirituale che dal ministro,
strumento animato, pu passare agli strumenti inanimati. Al
contrario in questo sacramento [lEucaristia] la
consacrazione della materia consiste in una qualche
miracolosa conversione della sostanza, che Dio solo pu
compiere. Perci nel realizzare questo sacramento il
ministro non ha altra azione (da fare) che quella di proferire
le parole78.
5. Di conseguenza lEucaristia e gli altri sacramenti
differiscono anche nella forma delle loro parole: E poich la
forma deve essere adeguata alla realt, conseguentemente la
forma di questo sacramento differisce in due modi dalle forme
degli altri sacramenti. Primo, nel fatto che le forme degli altri
sacramenti esprimono luso della materia: p. es.,
limmersione o la crismazione, mentre la forma di questo
77

S. Th., III, 78, 1, c.: hoc sacramentum perficitur in consecratione


materiae, alia vero sacramenta perficiuntur in usu materiae consecratae.
78

S. Th., III, 78, 1, c.: In aliis sacramentis consecratio materiae consistit


solum in quadam benedictione, ex qua materia consecrata accipit
instrumentaliter quandam spiritualem virtutem, quae per ministrum, qui
est instrumentum animatum, potest ad instrumenta inanimata procedere.
Sed in hoc sacramento consecratio materiae consistit in quadam
miraculosa conversione substantiae, quae a solo Deo perfici potest. Unde
minister in hoc sacramento perficiendo non habet alium actum nisi
prolationem verborum.

61

P. Carlos Miguel Buela Pane di vita eterna e calice delleterna salvezza

sacramento esprime solo la consacrazione della materia, che


consiste nella transustanziazione, e ci con le espressioni:
Questo il mio Corpo, e Questo il calice del mio
Sangue. Secondo, perch le forme degli altri sacramenti
vengono proferite dal ministro in persona propria, sia in atto
di agire, come quando si dice: Io ti battezzo o Io ti
confermo; sia in atto di comandare, come quando nel
sacramento dellOrdine si dice: Ricevi il potere...; sia in
atto dintercedere, come nel sacramento dellestrema
Unzione: Per questa unzione e per la nostra
intercessione.... Al contrario la forma di questo sacramento
viene proferita in persona dello stesso Cristo che parla, in
modo da far intendere che il ministro nella celebrazione di
questo sacramento non fa nientaltro che proferire le parole
di Cristo79.
6. La materia dellEucaristia, e dunque la
consacrazione, duplice: pane e vino. Abbiamo ormai citato
alcuni testi (vedi 4). Aggiungiamo altri: Questo sacramento
si compie con la consacrazione della materia [...]. Ma in
79

S. Th., III, 78, 1, c.: Et quia forma debet esse conveniens rei, ideo
forma huius sacramenti differt a formis aliorum sacramentorum in
duobus. Primo quidem, quia formae aliorum sacramentorum important
usum materiae, puta baptizationem vel consignationem, sed forma huius
sacramenti importat solam consecrationem materiae, quae in
transubstantiatione consistit; puta cum dicitur, hoc est Corpus meum,
vel, hic est calix Sanguinis mei. Secundo, quia formae aliorum
sacramentorum proferuntur ex persona ministri, sive per modum
exercentis actum, sicut cum dicitur, ego te baptizo, vel, ego te
confirmo; sive per modum imperantis, sicut in sacramento ordinis
dicitur, accipe potestatem, etc.; sive per modum deprecantis, sicut cum
in sacramento extremae unctionis dicitur, per istam unctionem et
nostram intercessionem, etc. Sed forma huius sacramenti profertur ex
persona ipsius Christi loquentis, ut detur intelligi quod minister in
perfectione huius sacramenti nihil agit nisi quod profert verba Christi.

62

LEucaristia e gli altri sacramenti

questo sacramento la consacrazione della materia


duplice. E chiarisce nel corpo: alla refezione corporale
occorrono due cose: il cibo, che lalimento solido, e la
bevanda, che lalimento liquido. Conseguentemente anche
alla completezza di questo sacramento concorrono due cose:
il cibo spirituale e la bevanda spirituale, secondo le parole
evangeliche [Gv 6,55]: La mia Carne vero cibo e il mio
Sangue vera bevanda. Perci questo sacramento, pur
essendo molteplice per la sua materia, uno solo per la sua
forma e perfezione80.
Duplice la materia e la consacrazione
nellEucaristia per rappresentare adeguatamente la passione:
La rappresentazione della passione del Signore si ha nella
stessa consacrazione di questo sacramento, nella quale non
si pu consacrare il Corpo senza il Sangue81.
La materia negli altri sacramenti invece una sola:
lacqua la materia propria del Battesimo; il crisma
la materia conveniente di questo sacramento; la
Penitenza, la cui quasi materia sono gli atti del penitente
[contrizione del cuore, confessione della bocca,

80

S. Th., III, 73, 2, ob. 3 et c.: hoc sacramentum perficitur in


consecratione materiae, sicut dictum est [a. 1, ad 3]. Sed in hoc
sacramento est duplex materiae consecratio; ad corporalem autem
refectionem duo requiruntur, scilicet cibus, qui est alimentum siccum; et
potus, qui est alimentum humidum. Et ideo etiam ad integritatem huius
sacramenti duo concurrunt, scilicet spiritualis cibus et spiritualis potus,
secundum illud Ioan. VI,[56]: Caro mea vere est cibus, et Sanguis meus
vere est potus. Ergo hoc sacramentum multa quidem materialiter est,
sed unum formaliter et perfective.
81

S. Th., III, 80, 12, ad 3: repraesentatio Dominicae passionis agitur in


ipsa consecratione huius sacramenti, in qua non debet Corpus sine
Sanguine consecrari.

63

P. Carlos Miguel Buela Pane di vita eterna e calice delleterna salvezza

satisfazione per i peccati]; la Estrema Unzione, la cui


materia lolio benedetto dal vescovo...82.
La benedizione o consacrazione negli altri sacramenti
unica, sia per luso dello stesso Cristo, sia per lazione del
ministro: Tutta la virt santificante dei sacramenti deriva da
Cristo [...]. Ora, dobbiamo considerare che Cristo ha fatto uso
di alcuni sacramenti, quali il Battesimo e anche lEucaristia, i
quali comportano una materia sensibile. Quindi dalluso stesso
di Cristo tali materie ricevettero lattitudine a costituire un
sacramento [...]. E similmente il Signore stesso prendendo il
pane lo benedisse, e cos anche il calice, come si legge nei
Vangeli [...]. Di conseguenza non necessario per questi
sacramenti che la loro materia venga prima benedetta,
bastando la benedizione di Cristo. E se viene fatta qualche
benedizione, essa riguarda la solennit del sacramento, non la
sua validit. Di unzioni visibili invece Cristo non fece uso, per
non pregiudicare lunzione invisibile con cui egli fu unto a
preferenza dei suoi eguali [...]. E cos tanto il crisma quanto
lolio santo e quello degli infermi vengono benedetti prima di
essere usati per il sacramento. La materia sensibile pu
ricevere la grazia non come suo soggetto, ma come suo
strumento [...]. Ed a tale scopo che la materia del sacramento
viene consacrata, o da Cristo stesso o dal vescovo, che
rappresenta nella Chiesa la persona di Cristo83.
82

S. Th., III, 66, 3, c.: aqua est propria materia baptismi; S. Th. III, 72,
2 c: crisma est conveniens materia huius sacramenti; De articulis fidei
et Ecclesiae sacramentis, n. 622: Poenitentia, cuius quasi materia sunt
actus poenitentis, qui dicuntur tres poenitentiae partes [cordis contritio,
oris confessio, satisfactio pro peccatis]; Ibidem n. 624: Extremae
Unctionis, cuius materia est oleum olivae per episcopum benedictum.
83

S. Th., III, 72, 3, c.: tota sacramentorum sanctificatio a Christo


derivatur [...]. Est autem considerandum quod quibusdam sacramentis
habentibus materiam corpoream Christus est usus, scilicet baptismo et

64

LEucaristia e gli altri sacramenti

7. In fieri et in facto esse:


Solo nellEucaristia abbiamo questi due momenti: 1.
In fieri = nel suo farsi = il costitutivo nel momento della
consacrazione; e, 2. In facto esse = nellessere fatto = nel
restare = fino alla comunione e quando si ripone nel
sacrario, perch solo lEucaristia non si fa al momento
dellamministrazione come tutti gli altri sacramenti84 ma
si fa prima e se amministra dopo. Tale consacrazione
consiste nella conversione della sostanza del pane nel Corpo
di Cristo. Ora, necessario che la forma del sacramento
significhi ci che il sacramento produce. Quindi anche la
forma della consacrazione del pane deve significare la
conversione del pane nel Corpo di Cristo, nella quale si
riscontrano tre elementi: [1] la conversione, [2] il termine di
partenza [a quo] e [3] il termine di arrivo [ad quem].
[1] Ebbene, la conversione si pu considerare in due
modi: nel suo compiersi [in fieri] e nella sua attuazione gi
avvenuta [in facto esse]. Ora, nella forma della consacrazione
del pane la conversione non doveva essere indicata nel suo
etiam Eucharistia. Et ideo ex ipso usu Christi materiae horum
sacramentorum aptitudinem acceperunt ad perfectionem sacramenti [...].
Et ipse similiter Dominus, accipiens panem, benedixit, similiter autem
et calicem, ut habetur Matth. 26,[26-27] et Luc. 22,[19-20]. Et propter
hoc non est de necessitate horum sacramentorum quod materia prius
benedicatur, quia sufficit benedictio Christi. Si qua vero benedictio
adhibeatur, pertinet ad solemnitatem sacramenti, non autem ad
necessitatem. Unctionibus autem visibilibus Christus non est usus, ne
fieret iniuria invisibili unctioni qua est unctus prae consortibus suis Et
ideo tam chrisma quam oleum sanctum et oleum infirmorum prius
benedicuntur quam adhibeantur ad usum sacramenti; Ibidem ad 3:
materia corporalis non est capax gratiae quasi gratiae subiectum, sed
solum sicut gratiae instrumentum [...]. Et ad hoc materia sacramenti
consecratur, vel ab ipso Christo, vel ab episcopo, qui gerit in Ecclesia
personam Christi.
84

Cfr. S. Th., III, 73, 1, ob. 1 y 2.

65

P. Carlos Miguel Buela Pane di vita eterna e calice delleterna salvezza

compiersi, ma come attuata. Primo, perch questa


conversione non successiva ma istantanea, [...] e nelle
mutazioni istantanee il compiersi sidentifica con lessere
compiuto. Secondo, perch le forme sacramentali servono a
indicare leffetto del sacramento, come le forme artificiali
servono a indicare leffetto dellarte [...]. Perci anche nella
forma della consacrazione del pane deve esprimersi la
conversione come attuata, perch ad essa mira lintenzione.
[2 e 3] Ora, poich la conversione stessa viene
espressa in questa forma come compiuta, necessariamente gli
estremi della conversione vanno indicati come sono al
momento in cui la conversione si gi realizzata. Ma allora il
termine di arrivo ha la natura propria della sua sostanza,
mentre il termine di partenza non conserva la sua sostanza,
ma solo i suoi accidenti, con i quali si presenta ai sensi e
secondo i quali determinabile dai sensi. giusto quindi che
il termine di partenza venga indicato con il pronome
dimostrativo [Questo], riferito agli accidenti sensibili che
rimangono. Invece il termine di arrivo si esprime con un
sostantivo, che indica la natura di ci in cui la cosa si
converte: e questo, come abbiamo notato, il Corpo di Cristo
nella sua integrit e non la sola carne. Perci la forma
Questo il mio Corpo convenientissima85.
85

S. Th., III, 78, 2, c.: Consecratio consistit in conversione substantiae


panis in Corpus Christi. Oportet autem formam sacramenti significare id
quod in sacramento efficitur. Unde et forma consecrationis panis debet
significare ipsam conversionem panis in Corpus Christi. In qua tria
considerantur, scilicet ipsa conversio, et terminus a quo, et terminus ad
quem. Conversio autem potest considerari dupliciter, uno modo, ut in
fieri; alio modo, ut in facto esse. Non autem debuit significari conversio
in hac forma ut in fieri, sed ut in facto esse. Primo quidem, quia haec
conversio non est successiva, ut supra habitum est [q. 75, a. 7], sed
instantanea, in huiusmodi autem mutationibus fieri non est nisi factum
esse. Secundo, quia ita se habent formae sacramentales ad significandum

66

LEucaristia e gli altri sacramenti

8. I sacramenti della Nuova Alleanza (Legge), oltre


che segni, sono cause che producono ci che significano.
a) Gli altri sacramenti agiscono per una potenza
divina presente in essi che li fa essere strumenti dello Spirito
Santo, come avviene con lacqua nel Battesimo.
Ma nellEucaristia gli accidenti del pane e del vino
consacrati santificano, pure, coloro che li ricevono, anche se
il potere soprannaturale non immediatamente connesso con
il potere che viene dal cielo, ma connesso tramite il Corpo
e il Sangue del Signore contenuti in essi: Lacqua del
Battesimo non ha efficacia spirituale in quanto acqua, ma
per la virt dello Spirito Santo presente in essa, cosicch il
Crisostomo spiegando le parole evangeliche di San
Giovanni [5,4] Un angelo del Signore di tempo in
tempo..., osserva: Nei battezzati non opera la semplice
acqua; ma essa lava tutti i peccati dopo che ha ricevuto la
grazia dello Spirito Santo [In Io, homil. 36: MG 59, 204].
Ora, come la virt dello Spirito Santo sta allacqua del
battesimo, cos il vero Corpo di Cristo sta alle specie del

effectum sacramenti, sicut se habent formae artificiales ad


repraesentandum effectum artis []. Unde et in hac forma debet exprimi
conversio ut in facto esse, ad quod fertur intentio. Et quia ipsa conversio
exprimitur in hac forma ut in facto esse, necesse est quod extrema
conversionis significentur ut se habent in facto esse conversionis. Tunc
autem terminus ad quem habet propriam naturam suae substantiae, sed
terminus a quo non manet secundum suam substantiam, sed solum
secundum accidentia, quibus sensui subiacet, et ad sensum determinari
potest. Unde convenienter terminus conversionis a quo exprimitur per
pronomen demonstrativum relatum ad accidentia sensibilia, quae manent.
Terminus autem ad quem exprimitur per nomen significans naturam eius
in quod fit conversio, quod quidem est totum Corpus Christi, et non sola
caro eius, ut dictum est [q. 76, a. 1, ad. 2]. Unde haec forma est
convenientissima, hoc est Corpus meum.

67

P. Carlos Miguel Buela Pane di vita eterna e calice delleterna salvezza

pane e del vino. Quindi le specie del pane e del vino nulla
producono, se non in virt del vero Corpo di Cristo86.
b) Cos pure lEucaristia e gli altri sacramenti
differiscono nel come si producono i due effetti definiti
res et sacramentum e res tantum. Res tantum indica ci che
solo effetto; res et sacramentum ci che, oltre a essere
effetto del sacramentum tantum, causa attiva di effetti
successivi. NellEucaristia solo effetto res tantum la
grazia sacramentale donataci quando ci comunichiamo:
grazia santificante e nutritiva, unione a Cristo e ai fratelli,
unit della Chiesa, carit, pace; la res et sacramentum il
Corpo e Sangue del Signore sotto le specie eucaristiche.
Alcuni sacramenti danno immediatamente i due
effetti, per es. il Battesimo, che d il carattere (o potere
soprannaturale causale, indelebile e irripetibile) e la grazia
della nascita spirituale. LEucaristia invece non d i due
effetti immediatamente. Nel realizzarsi [in fieri] le parole di
Cristo e la potenza dello Spirito Santo operano la
transustanziazione, che colloca il Corpo e il Sangue
sacramentati di Cristo sotto le specie; e nel mantenersi [in
facto esse], le specie consacrate fanno s che resti sotto le
specie lessere sacramentale gi realizzato nel primo
momento. Finch le specie durano, permarranno il Corpo e il

86

S. Th., III, 73, 1, ad 2: Aqua Baptismi non causat aliquem spiritualem


effectum propter ipsam aquam, sed propter virtutem Spiritus Sancti in
aqua existentem, unde Chrysostomus dicit [In Ioan., hom. 36: MG 59,
204], super illud Ioan. V,[4]: Angelus Domini secundum tempus etc.,
in baptizatis non simpliciter aqua operatur, sed, cum Spiritus Sancti
susceperit gratiam, tunc omnia solvit peccata. Sicut autem se habet
virtus Spiritus Sancti ad aquam Baptismi, ita se habet Corpus Christi
verum ad species panis et vini. Unde species panis et vini non efficiunt
aliquid nisi virtute Corporis Christi veri.

68

LEucaristia e gli altri sacramenti

Sangue di Cristo; quando esse scompariranno, anche essi


spariranno.
c) Gli altri sacramenti si compiono quando sono
amministrati e tutto ci che producono si realizza in chi li
riceve, come nel Battesimo la res et sacramentum, il
carattere sacramentale, e la res tantum, la grazia.
NellEucaristia, sia nellaspetto in fieri che in quello
in facto esse, il Corpo e il Sangue stanno fuori di chi si
comunicher; e soltanto quando si comunica si ricevono il
primo e il secondo effetto sacramentale.
Per tutto questo San Tommaso insegna: Un
sacramento tale in quanto contiene qualche cosa di sacro.
Ma una cosa pu essere sacra in due modi: in senso
assoluto, o relativamente a unaltra cosa. Ora, questa
appunto la differenza tra lEucaristia e gli altri sacramenti
aventi materia sensibile: lEucaristia contiene qualche cosa
di sacro in senso assoluto, cio il Cristo stesso; lacqua del
Battesimo invece contiene qualche cosa di sacro in senso
relativo, cio una virt santificatrice, e lo stesso vale del
crisma e di altre cose simili. Ecco perch il sacramento
dellEucaristia si compie con la stessa consacrazione della
materia, mentre gli altri sacramenti si compiono applicando
la materia alluomo che deve essere santificato.
Da ci deriva unaltra differenza. Nel sacramento
dellEucaristia la res et sacramentum si trova nella materia
stessa; mentre la res tantum, ossia la grazia conferita, si
trova in chi la riceve. Nel Battesimo, al contrario, ambedue
le cose si trovano in chi lo riceve: sia il carattere che res et

69

P. Carlos Miguel Buela Pane di vita eterna e calice delleterna salvezza

sacramentum, sia la grazia della remissione dei peccati che


res tantum. Lo stesso si dica degli altri sacramenti87.
Nel mistero dellEucaristia vediamo, quindi:
che il sacramento dellunit ecclesiastica88.
che non solo propriamente, ma per antonomasia le
attribuito il titolo di sacramento: lorigine di tutti i sacramenti
la passione di Cristo; dal fianco di lui pendente sulla croce
infatti fluirono i sacramenti, come dicono i santi; la
perfezione invece del sacramento sta nel fatto che contiene
la grazia; il fine poi del sacramento duplice: prossimo,
cio la santificazione del ricevente, e ultimo, cio la vita
eterna. Ora, queste cose si trovano nellEucaristia secondo
una certa eccellenza89;
87

S. Th., III, 73, 1, ad 3: Sacramentum dicitur ex eo quod continet


aliquid sacrum. Potest autem aliquid esse sacrum dupliciter, scilicet
absolute, et in ordine ad aliud. Haec est autem differentia inter
Eucharistiam et alia sacramenta habentia materiam sensibilem, quod
Eucharistia continet aliquid sacrum absolute, scilicet ipsum Christum,
aqua vero Baptismi continet aliquid sacrum in ordine ad aliud, scilicet
virtutem ad sanctificandum, et eadem ratio est de chrismate et similibus.
Et ideo sacramentum Eucharistiae perficitur in ipsa consecratione
materiae, alia vero sacramenta perficiuntur in applicatione materiae ad
hominem sanctificandum. Et ex hoc etiam consequitur alia differentia.
Nam in sacramento Eucharistiae id quod est res et sacramentum, est in
ipsa materia; id autem quod est res tantum, est in suscipiente, scilicet
gratia quae confertur. In Baptismo autem utrumque est in suscipiente, et
character, qui est res et sacramentum; et gratia remissionis peccatorum,
quae est res tantum. Et eadem ratio est de aliis sacramentis.
88

S. Th., III, 67, 2, c.: Illud autem est sacramentum ecclesiasticae


unitatis. Cfr. III, 73, 2, sc et c.; III, 80, 5, ad 2.
89

In IV Sent., d. 8, q. 1, 1C [sol. III]: Origo autem omnium


sacramentorum est passio Christi, de cuius latere in cruce pendentis
sacramenta profluxerunt, ut sancti dicunt; perfectio autem sacramenti est

70

LEucaristia e gli altri sacramenti

Poich questo sacramento specialmente in


memoria della passione del Signore; per cui si legge: Tutte
le volte che lo farete, lo farete in memoria di me [1Cor
11,25]; e cos quanto allorigine detto sacrificio e ostia.
Similmente anche contiene la grazia non a modo di
intenzione come gli altri sacramenti, ma la pienezza della
grazia nella sua fonte; e cos lEucaristia detta
[sacramento] per antonomasia90;
in base a queste cose risulta chiara la risposta
alle difficolt: poich una cosa pu essere denominata per
antonomasia in base a ci che comune91;
Mistero della fede pu riferirsi alla stessa
passione, che un mistero di fede, come qualcosa di occulto
latente nella fede di tutti i fedeli di Cristo, soprattutto degli
antichi, presso i quali era in diversi modi figurata
nascostamente nel mistero; anche [pu riferirsi] allo stesso
Sangue, in quanto contenuto nel sacramento, il quale
certamente nascosto sotto le specie, e ha la massima

in hoc quod continet gratiam; finis autem sacramenti est duplex;


proximus, scilicet sanctificatio recipientis, et ultimus, scilicet vita
aeterna. Haec autem per quamdam excellentiam in Eucharistia
inveniuntur.
90

In IV Sent., d. 8, q. 1, 1C [sol. III]: Quia hoc sacramentum est


specialiter in memoriam Dominicae passionis; unde [1Cor 11,25]:
quotiescumque feceritis, in mei memoriam facietis; et ideo quantum ad
originem vocatur sacrificium vel hostia. Similiter etiam gratiam non per
modum intentionis continet sicut alia sacramenta, sed plenitudinem
gratiae in suo fonte; et ideo antonomastice Eucharistia dicitur.
91

In IV Sent., d. 8, q. 1, 1C [sol. III]: Et per haec patet solutio ad objecta:


quia ab eo quod est commune, aliquid antonomastice denominari potest.

71

P. Carlos Miguel Buela Pane di vita eterna e calice delleterna salvezza

difficolt a essere creduto: per cui per antonomasia si dice:


Mistero della fede92;
Non si pu consacrare che con il pane di
frumento; e il motivo di ci listituzione divina, poich Egli
consacr con questo pane. Si pu poi assegnare una triplice
ragione dellistituzione. Prima, in base alleffetto, poich
tale pane presta meglio il nutrimento; per cui adatto a
significare leccellenza della grazia che viene conferita in
questo sacramento93;
Ci che comune a tutti i sacramenti si
attribuisce per antonomasia allEucaristia a motivo della
sua eccellenza94;
nessuno pu essere superiore95;

92

In IV Sent., d. 8, q. 2, 2C [sol III]: mysterium fidei [] potest


referri ad ipsam passionem, quae est mysterium fidei, ut occultum
quoddam latens in fide omnium Christi fidelium, et praecipue
antiquorum, apud quos erat in mysterio abscondite diversimode figurata;
et ad ipsum Sanguinem, prout in sacramento continetur, quod quidem
latet sub speciebus, et maximam habet difficultatem ad credendum; unde
antonomastice dicitur, mysterium fidei.
93

In IV Sent., d.11, q. 2, 2A [sol I]: Respondeo dicendum ad primam


quaestionem, quod non potest confici nisi de pane triticeo; cuius causa
est divina institutio, quia Ipse hoc pane confecit. Ratio autem institutionis
potest triplex assignari. Prima ex effectu; quia talis panis melius
nutrimentum praestat; unde competit ad significandum excellentiam
gratiae quae in hoc sacramento confertur.
94

S. Th., III, 73, 4, ad 2: ...quod id quod est commune omnibus


sacramentis, attribuitur antonomastice ei, propter eius excellentiam.
95

Cfr. S. Th., III, 73, 5, c.: nec nulla oblatio hac potior est [PS.
ALEXANDER I, Ep. I, c. 4: MA 1, 639], ideo, ut in maiori veneratione
haberetur, Dominus in ultimo discessu suo a discipulis hoc sacramentum
instituit.

72

LEucaristia e gli altri sacramenti

essendo questo sacramento pi nobile degli


altri96;
In questo sacramento si richiede una devozione
maggiore che negli altri sacramenti, essendo qui presente
Cristo tutto intero. E anche pi estesa, perch in questo
sacramento necessaria la devozione di tutto il popolo per il
quale si offre il sacrificio, e non soltanto quella di coloro che
ricevono il sacramento, come negli altri sacramenti97;
lEucaristia viene chiamata il sacramento della
carit98;
il massimo dei sacramenti99;
il sacramento della piet100;
merita la massima riverenza101;

96

S. Th., III, 78, 4, c.: cum hoc sacramentum sit prae ceteris dignius.

97

S. Th., III, 83, 4, ad 5: In hoc sacramento maior devotio requiritur


quam in aliis sacramentis, propter hoc quod in hoc sacramento totus
Christus continetur. Et etiam communior, quia in hoc sacramento
requiritur devotio totius populi, pro quo sacrificium offertur, et non
solum percipientium sacramentum, sicut in aliis sacramentis. Et ideo,
sicut Cyprianus dicit [De Orat. Dom. c. 31: ML 4, 557], sacerdos,
praefatione praemissa, parat fratrum mentes, dicendo, sursum corda, ut,
dum respondet plebs, habemus ad Dominum, admoneatur nihil aliud se
cogitare quam Deum.
98

S. Th., III, 73, 3, ad 3: ita Eucharistia dicitur sacramentum caritatis.

99

S. Th., III, 80, 7, sc: huius sacramenti, quod est maximum


sacramentum.
100

S. Th., III, 80, 9, sc: est sacramentum pietatis.

101

S. Th., III, 80, 10, ob. 3: huic sacramento, [] maxima reverentia


debetur.

73

P. Carlos Miguel Buela Pane di vita eterna e calice delleterna salvezza

molto pi labbia fatto nellistituire questo


sacramento, trattandosi di una cosa pi importante102;
cos grandi misteri103;
nellEucaristia si compendia tutto il mistero
della nostra salvezza: perci essa si celebra con maggiore
solennit degli altri sacramenti104.
Questi e molti altri sono i motivi per cui il Concilio
Vaticano II insegna che lEucaristia :
fonte e culmine di tutta la vita cristiana105;
e che tutti i sacramenti, come pure tutti i
ministeri ecclesiastici e le opere dapostolato, sono
strettamente connessi alla sacra Eucaristia e ad essa
ordinati (S. Th., III, 73, 3, c.; III, 65, 3). Infatti, nella
santissima Eucaristia racchiuso tutto il bene spirituale
della Chiesa (cfr. S. Th., III, 65, 3, ad 1; III, 79, 1, c., e ad 1),
cio lo stesso Cristo, nostra Pasqua e pane vivo che,
mediante la sua Carne vivificata e vivificante nello Spirito
Santo, d vita agli uomini e questi sono invitati e indotti a
offrire insieme a Lui se stessi, il proprio lavoro e tutte le
cose create. LEucaristia risulta cos fonte e culmine di tutta
levangelizzazione,
poich
i
catecumeni
vengono
gradualmente introdotti alla partecipazione dellEucaristia,
102

S. Th., III, 83, 4, ad 2: In huius sacramenti institutione multo magis


hoc fecerit, tanquam in re potiori.
103

S. Th., III, 83, 4, c.: tantis mysteriis.

104

S. Th., III, 83, 4, c.: In hoc sacramento totum mysterium nostrae


salutis comprehenditur, ideo prae ceteris sacramentis cum maiori
solemnitate agitur.
105

Lumen Gentium, 11: totius vitae christianae fontem et culmen (in


AAS 57 [1967] 15; DH 4127).

74

LEucaristia e gli altri sacramenti

e i fedeli, gi segnati dal sacro Battesimo e dalla


Confermazione, per mezzo dellEucaristia vengono
pienamente inseriti nel Corpo di Cristo106.

106

Presbyterorum ordinis, 5: Cetera autem Sacramenta, sicut et omnia


ecclesiastica ministeria, et opera apostolatus, cum Sacra Eucharistia
cohaerent et ad eam ordinantur [38]. In Sanctissima enim Eucharistia totum
bonum spirituale Ecclesiae continetur [39], ipse scilicet Christus, Pascha
nostrum panisque vivus per Carnem suam Spiritu Sancto vivificativam e
vivificantem vitam praestans hominibus, qui ita invitantur et adducuntur ad
seipsos, suos labores cunctasque res creatas una cum Ipso offerendos.
Quapropter Eucharistia ut fons et culmen totius evangelizationis apparet,
dum catechumeni ad participationem Eucharistiae paulatim introducuntur, et
fideles, iam sacro baptismate et confirmatione signati, plene per receptionem
Eucharistiae Corpori Christi inseruntur (in AAS 58 [1966] 997-998; in
Enchiridion Vaticanum, vol.1, n.1253). Nella nota 38 esplicitamente citato
il testo: LEucaristia come la consumazione della vita spirituale e il fine di
tutti i sacramenti S. Th., III, 73, 3, c.

75

5. Cibo e bevanda (cibus - potus)


Come leoni spiranti fiamme, cos torniamo da quella mensa,
resi terribili per il demonio107.

San Giovanni Crisostomo

Nella Somma queste due parole appaiono unite,


riferite allEucaristia, 17 volte.
Il trattato inizia con un parallelo tra la vita del corpo e
la vita dello spirito: I sacramenti della Chiesa hanno lo
scopo di provvedere luomo nella vita spirituale. Ma la vita
dello spirito somiglia a quella del corpo, essendo le cose
corporali immagini di quelle spirituali. Ora, evidente che
alla vita del corpo, come occorrono la generazione per la
quale luomo incomincia a vivere, e la crescita con la quale
raggiunge la perfezione della vita, cos anche occorre
lalimento per conservarsi in vita. Perci, come per la vita
spirituale era necessario che ci fosse il Battesimo, che la
rigenerazione spirituale, e la Cresima, che la crescita
spirituale, cos era necessario che ci fosse il sacramento
dellEucaristia, che lalimento spirituale108.
107

Cfr. S. Th., III, 79, 6, c.: Unde Chrysostomus dicit: ut leones


flammam spirantes, sic ab illa mensa discedimus, terribiles effecti
diabolo [Hom. 46: MG 59, 261].
108

S. Th., III, 73, 1, c.: Sacramenta Ecclesiae ordinantur ad


subveniendum homini in vita spirituali. Vita autem spiritualis vitae
corporali conformatur, eo quod corporalia spiritualium similitudinem
gerunt. Manifestum est autem quod, sicut ad vitam corporalem requiritur
generatio, per quam homo vitam accipit, et augmentum, quo homo
perducitur ad perfectionem vitae; ita etiam requiritur alimentum, quo
homo conservatur in vita. Et ideo, sicut ad vitam spiritualem oportuit
esse Baptismum, qui est spiritualis generatio, et Confirmationem, quae
est spirituale augmentum; ita oportuit esse sacramentum Eucharistiae,
quod est spirituale alimentum.

77

P. Carlos Miguel Buela Pane di vita eterna e calice delleterna salvezza

Il sacramento dellEucaristia ordinato alla


refezione spirituale che assomiglia a quella corporale. Ora,
alla refezione corporale occorrono due cose: il cibo che
alimento solido e la bevanda che alimento liquido.
Conseguentemente anche alla completezza di questo
sacramento concorrono due cose: il cibo spirituale e la
bevanda spirituale, secondo le parole evangeliche: La mia
Carne vero cibo e il mio Sangue vera bevanda [Gv
6,50]. Perci questo sacramento, pur essendo molteplice per
la sua materia, uno solo per la sua forma e perfezione109.
Le due specie (pane e vino) manifestano lesplicita
destinazione come alimento: Cristo istitu questo
sacramento sotto le specie del pane e del vino, come risulta
dal Vangelo. Quindi il pane e il vino sono la materia
conveniente di questo sacramento. E questo per buone
ragioni. Primo, a motivo delluso di questo sacramento che
consiste nella manducazione. Infatti come nel sacramento del
Battesimo per labluzione spirituale si adopera lacqua,
perch labluzione corporale si fa comunemente con acqua,
cos nella Eucaristia si assumono per la refezione spirituale il
pane e il vino, perch di essi pi comunemente si cibano gli
uomini 110 . Ma, pure, che lEucaristia sacrificio:
109

S. Th., III, 73, 2, c.: Ordinatur enim ad spiritualem refectionem, quae


corporali conformatur. Ad corporalem autem refectionem duo
requiruntur, scilicet cibus, qui est alimentum siccum; et potus, qui est
alimentum humidum. Et ideo etiam ad integritatem huius sacramenti duo
concurrunt, scilicet spiritualis cibus et spiritualis potus, secundum illud
Ioan. VI,[56] Caro mea vere est cibus, et Sanguis meus vere est potus.
Ergo hoc sacramentum multa quidem materialiter est, sed unum
formaliter et perfective.
110

S. Th., III, 74, 1, c.: Christus hoc sacramentum sub specie panis et
vini instituit, sicut patet Matth. XXVI,[26-28]. Unde panis et vinum sunt
materia conveniens huius sacramenti. Et hoc rationabiliter. Primo
quidem, quantum ad usum huius sacramenti, qui est manducatio. Sicut

78

Cibo e bevanda (cibus - potus)

Secondo, in rapporto alla passione di Cristo, che avvenne


con la separazione del Sangue dal Corpo. Perci in questo
sacramento, che il memoriale della passione del Signore, si
assumono separatamente il pane come sacramento del Corpo
e il vino come sacramento del Sangue. E inoltre manifestano
leffetto che produce nelluomo proteggendo il corpo e
lanima: Terzo, in rapporto alleffetto considerato in
ciascuno di coloro che ricevono il sacramento. Poich come
dice S. Ambrogio, questo sacramento vale a custodire sia
lanima che il corpo: e quindi si offre il Corpo di Cristo
sotto le specie del pane per la salvezza del corpo, e il
Sangue per la salvezza dellanima sotto le specie del vino;
poich, come afferma il Levitico, lanima di ogni vivente sta
nel sangue [17,14]. Indicano inoltre lunione con Cristo e
tra noi, cio lunit della Chiesa: Quarto, in rapporto
alleffetto relativo a tutta la Chiesa, la quale, costituita da
tanti fedeli, cos come il pane si fa con molti chicchi [di
grano] e il vino con tanti acini secondo la Glossa posta a
commento delle parole di S. Paolo: Molti siamo un solo
corpo [1Cor 10,17] 111.
enim aqua assumitur in sacramento Baptismi ad usum spiritualis
ablutionis quia corporalis ablutio communiter fit in aqua, ita panis et
vinum, quibus communius homines reficiuntur, assumuntur in hoc
sacramento ad usum spiritualis manducationis.
111

S. Th., III, 74, 1, c.: Secundo, quantum ad passionem Christi, in qua


Sanguis a Corpore est separatus. Et ideo in hoc sacramento, quod est
memoriale Dominicae passionis, seorsum sumitur panis ut sacramentum
Corporis, et vinum ut sacramentum Sanguinis. Tertio, quantum ad
effectum consideratum in unoquoque sumentium. Quia, ut Ambrosius
dicit, super epistolam ad Corinthios [AMBROSIASTER, In I Cor, super
XI,20: ML 17,256], hoc sacramentum valet ad tuitionem corporis et
animae, et ideo Caro Christi sub specie panis pro salute corporis,
Sanguis vero sub specie vini pro salute animae offertur, sicut dicitur
Levit. XVII,[14] quod animalis anima in sanguine est. Quarto,
quantum ad effectum respectu totius Ecclesiae, quae constituitur ex

79

P. Carlos Miguel Buela Pane di vita eterna e calice delleterna salvezza

LEucaristia significa e causa lunit della Chiesa:


Come dice S. Agostino spiegando il testo evangelico citato,
per questo cibo e per questa bevanda, che sono la sua
Carne e il suo Sangue, vuole intendere la societ del suo
corpo e delle sue membra che la Chiesa, formata dai suoi
santi e dai suoi fedeli, predestinati, chiamati, giustificati e
glorificati112. Ma chiede [il sacerdote] [] per il Corpo
mistico, simboleggiato da questo sacramento113. ...Corpo
mistico, che in questo sacramento viene simboleggiato114.
In questo sacramento sono realmente presenti il
Corpo e il Sangue del Signore per essere veramente cibo e
bevanda: S. Ilario dichiara: Sulla realt della Carne e
del Sangue di Cristo non c adito a dubbio alcuno. Poich e
per dichiarazione del Signore stesso e per la nostra fede la
sua Carne veramente cibo e il suo Sangue veramente
bevanda. E S. Ambrogio afferma: Come il Signore Cristo
Ges vero Figlio di Dio, cos vera Carne di Cristo quella
che noi riceviamo, e il suo Sangue vera bevanda. La reale
presenza del Corpo e del Sangue di Cristo in questo
sacramento non pu essere conosciuta dai sensi, ma solo
dalla fede, che si fonda sullautorit divina. Ecco perch S.
diversis fidelibus, sicut panis conficitur ex diversis granis, et vinum fluit
ex diversis uvis, ut dicit Glossa super illud I Cor. X,[17] multi unum
Corpus sumus, etc.
112

S. Th., III, 73, 3, ad 1: Sicut Augustinus dicit [In Ioan., Tract. 26,
super VI,55: ML 35,1614], exponens illud verbum Ioannis, hunc cibum
et potum, scilicet carnis suae et Sanguinis, societatem vult intelligi
Corporis et membrorum suorum, quod est Ecclesia, in praedestinatis et
vocatis et iustificatis et glorificatis sanctis et fidelibus eius.
113

S. Th., III, 83, 4, ad 9: petit hoc pro Corpore mystico, quod scilicet
in hoc sacramento significatur.
114

S. Th., III, 83, 5, c.: ad Corpus mysticum, quod significatur in hoc


sacramento.

80

Cibo e bevanda (cibus - potus)

Cirillo, commentando le parole, Questo il mio Corpo che


sar dato per voi, afferma: Non dubitare che ci sia vero,
ma piuttosto accetta con fede le parole del Salvatore, il
quale, essendo la verit, non mentisce.
E tale presenza si addice prima di tutto alla
perfezione della Nuova Legge. Infatti i sacrifici dellAntica
Legge contenevano il vero sacrificio della morte di Cristo
soltanto in modo figurato, secondo le parole di S. Paolo:
La Legge ha lombra dei beni futuri, non limmagine viva
delle cose stesse [Eb 10,1]. Era giusto dunque che il
sacrificio della Nuova Legge, istituito da Cristo, avesse
qualche cosa di pi e cio che contenesse lui medesimo che
ha patito [ipsum passum], non solo sotto forma di simbolo o
di figura, ma nella realt. Di conseguenza questo
sacramento che contiene realmente Cristo stesso , come
afferma Dionigi, il coronamento [perfectivum] di tutti gli
altri sacramenti, nei quali la virt di Cristo partecipata.
Secondo, si addice alla carit di Cristo, il quale per
la nostra salvezza assunse un corpo reale di natura umana.
Ora, essendo particolarmente proprio dellamicizia, come
dice Aristotele, che gli amici vivano insieme, Cristo ci ha
promesso in premio la propria presenza corporale con le
parole: Dovunque sar il corpo, l si raccoglieranno le
aquile [Mt 24,28]. Ma nel frattempo non ha voluto
privarcene in questa peregrinazione, unendoci a s in questo
sacramento per mezzo della realt del suo Corpo e del suo
Sangue. Di qui le sue parole: Chi mangia la mia Carne e
beve il mio Sangue, rimane in me e io in lui [Gv 6,57].
Cosicch questo sacramento il segno della pi grande
carit ed il sostegno della nostra speranza per lunione
tanto familiare di Cristo con noi.
Terzo, si addice alla perfezione della fede, la quale,
ha per oggetto sia la divinit di Cristo che la sua umanit,

81

P. Carlos Miguel Buela Pane di vita eterna e calice delleterna salvezza

secondo le sue parole: Credete in Dio e credete in me


[Gv 14,1]. Ora, avendo la fede per oggetto cose invisibili,
cos come Cristo ci offre la sua divinit in modo invisibile,
cos anche in questo sacramento ci offre la sua Carne in
maniera invisibile115.

115

S. Th., III, 75, 1, sc et c.: Hilarius dicit, [] de veritate Carnis et


Sanguinis Christi non est relictus ambigendi locus. Nunc et ipsius
Domini professione, et fide nostra, Caro eius vere est cibus et Sanguis
eius vere est potus. Et Ambrosius dicit [] sicut verus est Dei Filius
Dominus Iesus Christus, ita vera Christi Caro est quam accipimus, et
verus Sanguis eius est potus. Verum Corpus Christi et Sanguinem
esse in hoc sacramento, non sensu deprehendi potest, sed sola fide, quae
auctoritati divinae innititur. Unde super illud Luc. XXII,[19] hoc est
Corpus meum quod pro vobis tradetur, dicit Cyrillus [In Luc., super
XII,19: MG 72, 92], non dubites an hoc verum sit, sed potius suscipe
verba Salvatoris in fide, cum enim sit veritas, non mentitur.
Hoc autem conveniens est, primo quidem, perfectioni Novae Legis.
Sacrificia enim Veteris Legis illud verum sacrificium passionis Christi
continebant solum in figura, secundum illud Heb. X,[1] umbram habens
lex futurorum bonorum, non ipsam rerum imaginem. Et ideo oportuit ut
aliquid plus haberet sacrificium Novae Legis a Christo institutum, ut
scilicet contineret ipsum passum, non solum in significatione vel figura,
sed etiam in rei veritate. Et ideo hoc sacramentum, quod ipsum Christum
realiter continet, ut Dionysius dicit, III cap. Eccles. Hierar. [P.I: MG
3,423], est perfectivum omnium sacramentorum aliorum, in quibus
virtus Christi participatur.
Secundo, hoc competit caritati Christi, ex qua pro salute nostra Corpus
verum nostrae naturae assumpsit. Et quia maxime proprium amicitiae est,
convivere amicis, ut Philosophus dicit [IX Ethic. XII,1, 1171b32], sui
praesentiam corporalem nobis repromittit in praemium, Matth.
XXIV,[28] ubi fuerit corpus, illuc congregabuntur et aquilae. Interim
tamen nec sua praesentia corporali in hac peregrinatione destituit, sed per
veritatem Corporis et Sanguinis sui nos sibi coniungit in hoc sacramento.
Unde ipse dicit, Ioan. VI,[57] qui manducat meam Carnem et bibit
meum Sanguinem, in me manet et ego in eo. Unde hoc sacramentum est
maximae caritatis signum, et nostrae spei sublevamentum, ex tam
familiari coniunctione Christi ad nos.

82

Cibo e bevanda (cibus - potus)

Alla domanda: Perch gli accidenti persistono?,


risponde San Tommaso: Agostino afferma: Sotto le specie
del pane e del vino che vediamo, noi onoriamo delle realt
invisibili, cio la Carne e il Sangue116.
E argomenta a partire del fatto che lEucaristia
cibo e bevanda: con i sensi si costata che, fatta la
consacrazione, rimangono tutti gli accidenti del pane e del
vino. E ci stato disposto sapientemente dalla
provvidenza divina.
Primo, perch non essendo per gli uomini cosa
abituale, ma ributtante, mangiare carne umana e bere
sangue umano, la Carne e il Sangue del Cristo ci vengono
presentati sotto le specie di quei cibi, che pi frequentemente
sono usati dagli uomini, cio del pane e del vino.
Secondo, perch questo sacramento non sia oggetto
dirrisione da parte dei non credenti, come sarebbe se
mangiassimo il Signore nostro nelle sue proprie specie.
Terzo, perch il ricevere in modo invisibile il
Corpo e il Sangue del Signore giovi ad accrescere il
merito della fede117.
Tertio, hoc competit perfectioni fidei, quae, sicut est de divinitate Christi,
ita est de eius humanitate, secundum illud Ioan. XIV,[1] creditis in
Deum, et in me credite. Et quia fides est invisibilium, sicut divinitatem
suam nobis exhibet Christus invisibiliter, ita et in hoc sacramento
Carnem suam nobis exhibet invisibili modo.
116

S. Th., III, 75, 5, sc: Agustinus dicit, in libro Sententiarum Prosperi


[cfr. LANFRANCUM, De corp. et sang. Domini, c. 13: ML 150,423]: Nos
in specie panis et vini, quam videmus res invisibiles, idest Carnem et
Sanguinem, honoramus.
117

S. Th., III, 75, 5, c.: Sensu apparet, facta consecratione, omnia


accidentia panis et vini remanere. Quod quidem rationabiliter per
divinam providentiam fit. Primo quidem, quia non est consuetum
hominibus, sed horribile, carnem hominis comedere et sanguinem bibere,
proponitur nobis Caro et Sanguis Christi sumenda sub speciebus illorum

83

P. Carlos Miguel Buela Pane di vita eterna e calice delleterna salvezza

Per quale motivo sotto lapparenza del pane si ha il


Corpo del Signore e non solo la carne?: In virt del
sacramento nellEucaristia presente sotto le specie del
pane non solo la carne, ma tutto il Corpo di Cristo, cio le
ossa, i nervi e le altre parti consimili. Ci risulta dalla forma
di questo sacramento, nella quale non si dice: Questa la
mia carne, bens: Questo il mio Corpo. Perci nelle
parole del Signore: La mia carne veramente cibo [Gv
6,55], carne sta per il corpo intero, poich essa secondo gli
usi degli uomini pi adatta alla funzione di cibo: infatti
comunemente gli uomini si cibano della carne degli animali,
e non delle ossa...118.
Cristo tutto intero presente sotto le due specie:
sembrerebbe dunque che una di esse superflua, poich una
contiene lo stesso dellaltra: tesi certissima che sotto
ognuna delle due specie sacramentali presente tutto il
Cristo: per in modi diversi. Infatti sotto le specie del pane il
Corpo di Cristo presente in forza del sacramento, il
Sangue invece per concomitanza naturale, come si detto
sopra riguardo allanima e alla divinit. Al contrario sotto
le specie del vino presente il Sangue di Cristo in forza del
quae frequentius in usum hominis veniunt, scilicet panis et vini. Secundo,
ne hoc sacramentum ab infidelibus irrideretur, si sub specie propria
Dominum nostrum manducemus. Tertio ut, dum invisibiliter Corpus et
Sanguinem Domini nostri sumimus, hoc proficiat ad meritum fidei.
118

S. Th., III, 76, 1, ad 2: Ex vi sacramenti sub hoc sacramento


continetur, quantum ad species panis, non solum Caro, sed totum Corpus
Christi, idest ossa et nervi et alia huiusmodi. Et hoc apparet ex forma
huius sacramenti, in qua non dicitur, haec est caro mea, sed, hoc est
Corpus meum. Et ideo, cum Dominus dixit, Ioan. VI,[56] caro mea
vere est cibus, caro ponitur ibi pro toto Corpore, quia, secundum
consuetudinem humanam, videtur esse magis manducationi
accommodata, prout scilicet homines carnibus animalium vescuntur
communiter, non ossibus.

84

Cibo e bevanda (cibus - potus)

sacramento, e il Corpo di Cristo per concomitanza naturale,


come lanima e la divinit; questo perch attualmente il
Sangue di Cristo non separato dal suo Corpo, come lo fu
nel tempo della sua passione e morte. Per cui, se allora si
fosse celebrato questo sacramento, sotto le specie del pane
ci sarebbe stato il Corpo di Cristo senza il Sangue e sotto le
specie del vino il Sangue senza il Corpo, come era nella
realt delle cose119.
Perci: Sebbene tutto il Cristo sia presente in
ciascuna delle due specie, non vi presente inutilmente.
Primo, perch ci serve a rappresentare
efficacemente la passione di Cristo, nella quale il Sangue fu
separato dal Corpo. Cosicch nella forma stessa della
consacrazione del Sangue viene ricordata la sua effusione.
Secondo, in quanto ci conveniente per luso del
sacramento, al fine di poter offrire distintamente ai fedeli il
Corpo di Cristo come cibo e il Sangue come bevanda.
Terzo, ci si addice anche agli effetti, perch, come
abbiamo accennato sopra, il Corpo viene offerto per la
salvezza del corpo e il Sangue per la salvezza
dellanima120.
119

S. Th., III, 76, 2, c.: Certissime ex supra dictis [a. 1] tenendum esse
quod sub utraque specie sacramenti totus est Christus, aliter tamen et
aliter. Nam sub speciebus panis est quidem Corpus Christi ex vi
sacramenti, Sanguis autem ex reali concomitantia, sicut supra dictum est
[a. 1, ad 1] de anima et divinitate Christi. Sub speciebus vero vini est
quidem Sanguis Christi ex vi sacramenti, Corpus autem Christi ex reali
concomitantia, sicut anima et divinitas, eo quod nunc Sanguis Christi non
est ab eius Corpore separatus, sicut fuit tempore passionis et mortis.
Unde, si tunc fuisset hoc sacramentum celebratum, sub speciebus panis
fuisset Corpus Christi sine Sanguine, et sub specie vini Sanguis sine
Corpore, sicut erat in rei veritate.
120

S. Th., III, 76, 2, ad 1: Quamvis totus Christus sit sub utraque specie,
non tamen frustra. Nam primo quidem, hoc valet ad repraesentandam

85

P. Carlos Miguel Buela Pane di vita eterna e calice delleterna salvezza

Se venisse a mancare la materia di una delle due


specie una non deve essere consacrata senza laltra, perch
il sacrificio non sarebbe perfetto121. In una delle obiezioni,
pi avanti, S. Tommaso aggiunge: Allintegrit di questo
sacramento concorre, come abbiamo visto sopra, tanto la
consumazione del Corpo quanto quella del Sangue. Se
dunque si riceve il Corpo senza il Sangue, il sacramento
sarebbe imperfetto. Il che equivale a un sacrilegio. Infatti il
Papa Gelasio soggiunge: La divisione di un solo e identico
mistero non pu farsi senza un grande sacrilegio 122 . E
nella risposta distingue: La perfezione di questo sacramento
non si ha nella comunione dei fedeli, ma nella consacrazione
della materia. Perci non si toglie nulla alla perfezione di
questo sacramento se il popolo riceve il Corpo senza il
Sangue, purch il sacerdote consacrante riceva luno e
laltro 123 . E ancora nella risposta seguente: La
rappresentazione della passione del Signore si ha nella
passionem Christi, in qua seorsum Sanguis fuit a Corpore. Unde et in
forma consecrationis Sanguinis fit mentio de eius effusione. Secundo,
hoc est conveniens usui huius sacramenti, ut seorsum exhibeatur
fidelibus Corpus Christi in cibum, et Sanguis in potum. Tertio, quantum
ad effectum, secundum quod supra dictum est [q. 74, a. 1] quod Corpus
exhibetur pro salute corporis, Sanguis pro salute animae.
121

S. Th., III, 74, 1, ad 2: Nec propter defectum alterius, est unum


tantum sine altero consecrandum, quia non esset perfectum sacrificium.
122

S. Th., III, 80, 12, ob. 2: Praeterea, ad perfectionem huius sacramenti


concurrit manducatio Corporis et potatio Sanguinis, ut supra habitum est
[q.73, a.2]. Si ergo sumatur Corpus sine Sanguine, erit sacramentum
imperfectum. Quod ad sacrilegium pertinere videtur. Unde ibidem
Gelasius subdit [Ep. 37: TL 451], quia divisio unius eiusdemque
mysterii sine grandi sacrilegio non potest provenire.
123

S. Th., III, 80, 12, ad 2: Ad secundum dicendum quod perfectio huius


sacramenti non est in usu fidelium, sed in consecratione materiae. Et ideo
nihil derogat perfectioni huius sacramenti si populus sumat Corpus sine
Sanguine, dummodo sacerdos consecrans sumat utrumque.

86

Cibo e bevanda (cibus - potus)

stessa consacrazione di questo sacramento, nella quale non


si pu mai consacrare il Corpo senza il Sangue. Il popolo
invece pu ricevere il Corpo senza il Sangue, senza che ne
derivi nessun inconveniente. Perch il sacerdote offre e
consuma il Sangue a nome di tutti; inoltre perch, come
abbiamo spiegato, in ciascuna delle due specie Cristo
contenuto per intero124.
Se con il nome di carne sintendono pure le altre
parti del corpo, ad es. ossa, nervi ecc. e il sangue una parte
del corpo umano, sembrerebbe che non si dovrebbe
consacrare il Sangue separatamente, come non si consacrano
separatamente le altre parti: Nella passione di Cristo, della
quale lEucaristia il memoriale, le altre parti del Corpo
non furono separate tra loro come il Sangue; ma il Corpo
rimase integro, in conformit alle parole: Non gli
romperete alcun osso [cfr. Es 12,46]. Ecco perch in
questo sacramento nessunaltra parte, allinfuori del
Sangue, viene consacrata separatamente dal Corpo125.
Per la sola figura dellAgnello sembrerebbe che ci si
dovrebbe comunicare una sola volta allanno, ma figura
124

S. Th., III, 80, 12, ad 3: Ad tertium dicendum quod repraesentatio


Dominicae passionis agitur in ipsa consecratione huius sacramenti, in
qua non debet Corpus sine Sanguine consecrari. Potest autem a populo
Corpus sine Sanguine sumi, nec exinde aliquod sequitur detrimentum.
Quia sacerdos in persona omnium Sanguinem offert et sumit, et sub
utraque specie totus Christus continetur, ut supra habitum est [q.76,
a.2].
125

S. Th., III, 76, 2, ad 2: Ad secundum dicendum quod in passione


Christi, cuius hoc sacramentum est memoriale, non fuerunt aliae partes
Corporis ab invicem separatae, sicut Sanguis, sed Corpus indissolutum
permansit, secundum quod legitur Exod. XII,[46] os non comminuetis
ex eo. Et ideo in hoc sacramento seorsum consecratur Sanguis a
Corpore, non autem alia pars ab alia.

87

P. Carlos Miguel Buela Pane di vita eterna e calice delleterna salvezza

dellEucaristia anche la manna che si mangiava ogni giorno:


La verit deve corrispondere alla figura. Ma lagnello
pasquale, che fu la principale figura di questo sacramento,
come si detto sopra, non si mangiava se non una volta
allanno. E la Chiesa stessa celebra la passione di Cristo, di
cui questo sacramento il memoriale, una volta allanno.
Dunque non lecito ricevere ogni giorno questo sacramento,
bens una volta allanno 126 . S. Tommaso risponde:
Lagnello pasquale fu la principale figura dellEucaristia
quanto alla passione di Cristo, rappresentata da questo
sacramento. Perci esso veniva consumato una sola volta
allanno, perch Cristo morto una volta soltanto [1Pt
3,8]. Per questo anche la Chiesa una sola volta allanno
celebra il ricordo della passione di Cristo. NellEucaristia
per il memoriale della passione di Cristo viene dato a noi
sotto forma di cibo, il quale si prende ogni giorno. Perci
sotto questo aspetto lEucaristia raffigurata dalla manna, la
quale veniva data al popolo nel deserto ogni giorno127.
Sembrerebbe inoltre che Cristo abbia mangiato e dato
ai suoi discepoli il suo Corpo impassibile: Commentando le
126

S. Th., III, 80, 10, ob. 2: Praeterea, veritas debet respondere figurae.
Sed agnus paschalis, qui fuit figura praecipua huius sacramenti, ut supra
dictum est [q.73, a.6], non manducabatur nisi semel in anno. Sed
Ecclesia semel in anno celebrat Christi passionem, cuius hoc
sacramentum est memoriale. Ergo videtur quod non licet quotidie sumere
hoc sacramentum, sed semel in anno.
127

S. Th., III, 80, 10, ad 2: Agnus paschalis praecipue fuit figura huius
sacramenti quantum ad passionem Christi, quae repraesentatur per hoc
sacramentum. Et ideo semel tantum in anno sumebatur, quia Christus
semel mortuus est [I Petr. 3,8]. Et propter hoc etiam Ecclesia semel in
anno celebrat memoriam passionis Christi. Sed in hoc sacramento
traditur nobis memoriale passionis Christi per modum cibi, qui quotidie
sumitur. Et ideo quantum ad hoc significatur per manna, quod quotidie
populo dabatur in deserto.

88

Cibo e bevanda (cibus - potus)

parole di S. Matteo si trasfigur dinanzi a loro [Mt 17,2]


la Glossa afferma: Ai discepoli nella Cena diede quel
corpo che aveva per natura, non mortale per, n passibile.
E commentando un passo del Levitico: se la tua offerta
sar unoblazione cotta sulla teglia [ = lat. sartagine, Lev
2,5], dice: La croce, forte pi di tutte le cose, rese la Carne
di Cristo adatta per essere mangiata, mentre prima della
passione sembrava non commestibile. Ora, Cristo diede il
suo Corpo come atto a essere mangiato. Quindi lo diede
quale esso fu dopo la passione, ossia impassibile e
immortale 128. Il Santo Dottore risponde: Si dice che Cristo
nella Cena diede il suo Corpo non mortale e passibile, nel
senso che non lo diede in modo fisico e cruento [lo dette in
forma sacramentale]. La croce poi rese la carne di Cristo
adatta per essere mangiata, perch questo sacramento aveva
il compito di rappresentare la passione di Cristo129.
Perci: ...conviene che si riceva sia il Corpo che il
Sangue: perch in entrambi consiste la perfezione del
sacramento. Di conseguenza, come il sacerdote ha il compito
128

S. Th., III, 81, 3, ob. 1: Videtur quod Christus sumpserit et dederit


Corpus suum discipulis impassibile. Quia super illud Matth. XVII,[2]
transfiguratus est ante illos, dicit quaedam Glossa [Glossa ordin. V, 53
F], illud Corpus quod habuit per naturam, dedit discipulis in cena, non
mortale et passibile. Et Levit. II, super illud [5], si oblatio tua fuerit de
sartagine, dicit Glossa [Glossa ordin. I, 217 B], crux, super omnia
fortis, carnem Christi, quae ante passionem non videbatur esui apta, post
aptam fecit. Sed Christus dedit Corpus suum ut aptum ad
manducandum. Ergo dedit tale quale habuit post passionem, scilicet
impassibile et immortale.
129

S. Th., III, 81, 3, ad 1: Ad primum ergo dicendum quod Christus


dicitur non dedisse in cena Corpus suum mortale et passibile, quia non
dedit corporali et passibili modo. Crux autem facit carnem Christi aptam
manducationi, inquantum hoc sacramentum repraesentat passionem
Christi.

89

P. Carlos Miguel Buela Pane di vita eterna e calice delleterna salvezza

di consacrare e perfezionare questo sacramento, in nessun


modo deve consumare il Corpo di Cristo senza il Sangue130.

130

S. Th., III, 80, 12, c.: Convenit quod utrumque sumatur, scilicet et
Corpus et Sanguis, quia in utroque consistit perfectio sacramenti. Et ideo,
quia ad sacerdotem pertinet hoc sacramentum consecrare et perficere,
nullo modo debet Corpus Christi sumere sine Sanguine.

90

6. I diversi stati del Corpo di Cristo nellEucaristia


Questo sacramento il segno della pi grande carit ed il sostegno
della nostra speranza per lunione tanto familiare di Cristo con noi131.

San Tommaso

Dobbiamo prendere ora in considerazione i diversi


stati che ebbe o pot avere Cristo nellEucaristia. Dobbiamo
dichiarare senza esitazioni che la consacrazione,
limmolazione eucaristica, il memoriale, ci che realizza il
sacramento per la sua propria natura, prendere il Corpo e il
Sangue di Cristo cos come li trova, in qualsiasi stato essi
siano, in maniera che il sacrificio sacramentale non produce
in Cristo nessun nuovo stato.
Il sacramento stesso non pone in un nuovo stato n la
Persona divina, n il suo Corpo e Sangue132. Il nuovo stato che
pu avere il Corpo e il Sangue non derivano ad essi a motivo
del sacramento (ex vi sacramenti = in forza del sacramento; ex
vi verborum = in forza delle parole della consacrazione; ex vi
convertionis = in forza della transustanziazione). In virt
delle parole della consacrazione, noi abbiamo nellEucaristia
tutte quelle realt e solo quelle che sono contenute nella
formula della consacrazione [...]; diamo a ciascun termine il
proprio senso letterale e avremo enunciato con chiarezza tutto
ci che sullaltare133. Poich la conversione del pane e del
vino non termina alla divinit o allanima del Cristo, ne
131

S. Th., III, 75, 1, c.: Hoc sacramentum est maximae caritatis signum,
et nostrae spei sublevamentum, ex tam familiari coniunctione Christi ad
nos.
132

Cfr. A. VONIER, La chiave della dottrina eucaristica, Ed. Paoline,


Milano 19632, 132-134.
133

A. VONIER, La chiave della dottrina eucaristica, 218-219.

91

P. Carlos Miguel Buela Pane di vita eterna e calice delleterna salvezza

consegue che la divinit e lanima di Cristo sono presenti non


in forza del sacramento, ma per concomitanza naturale. Infatti,
non avendo mai la divinit lasciato il corpo che assunse,
dovunque si trova il Corpo di Cristo deve esserci anche la sua
divinit. Quindi in questo sacramento necessariamente
presente la divinit di Cristo in concomitanza con il suo
Corpo 134 , ( evidente che il pane e il vino non possono
convertirsi n nella divinit di Cristo, n nella sua anima135). Il
nuovo stato deriva al Corpo e al Sangue per concomitanza
naturale! (ex vi realis concomitantiae). Questa realt teologica
ha categoria dogmatica secondo il Concilio di Trento136. Non
sono giochi di parole dei teologi, ma spiegazione della verit
presente nella realt stessa eucaristica, e che conferisce tutta la
sua forza al fatto che la Messa sacrificio.
La concomitanza, come sintende in questo contesto,
per le sue radici latine, significa tramite una ridondanza di
verbo e avverbio lazione di camminare con un altro, come
compagno. Le sue radici sono: cum (con) e comes
(compagno). Cio il Corpo e il Sangue eucaristici di Cristo
non sono soli, ma accompagnati; sono scortati damici, da un
corteo di splendori137, senza i quali di fatto non si presentano
134

S. Th., III, 76, 1, ad 1: Conversio panis et vini non terminatur ad


divinitatem vel animam Christi, consequens est quod divinitas vel anima
Christi non sit in hoc sacramento ex vi sacramenti, sed ex reali
concomitantia. Quia enim divinitas Corpus assumptum nunquam
deposuit, ubicumque est Corpus Christi, necesse est et eius divinitatem
esse. Et ideo in hoc sacramento necesse est esse divinitatem Christi
concomitantem eius Corpus.
135

Cfr. S. Th., III, 76, 1, ob. 1: Manifestum est quod panis et vinum non
possunt converti neque in divinitatem Christi, neque in eius animam.

136
137

Cfr. DH 1640.

Cfr. A. VONIER, La chiave della dottrina eucaristica, 217.218:


scortati da amici corteo di nuovi splendori; nelledizione

92

I diversi stati del Corpo di Cristo nellEucaristia

mai, e che sono: divinit, quantit dimensionale al modo


della sostanza, e gli altri accidenti del Corpo138, lanima (che
potrebbe in via ipotetica mancare), lo stato mortale e
passibile o immortale e glorioso, ecc.
Per comprendere meglio questa verit vedremo la
Messa in diverse fasi della vita di Ges: nellultima Cena,
nellipotesi che si fosse celebrata nel momento della sua
morte e dopo la Resurrezione.
1. Nellultima Cena
Immaginiamo lultima Cena. Nel momento pi
importante Ges istituisce lEucaristia. La distribuisce agli
Apostoli: Infatti era certamente il vero e identico Corpo di
Cristo quello che vedevano allora i discepoli nella sua
specie [in propria specie] e quello che veniva ricevuto sotto
le specie del sacramento [in specie sacramenti]139. La stessa
persona seduta a capotavola. Avviene che quello che era
passibile stava sotto la specie in forma impassibile, come
pure era invisibile quello che, di per s, era visibile. Per
questo S. Tommaso ha messo come argomento dautorit
dello stesso articolo linsegnamento del nostro amico
Innocenzo III: Ai discepoli ha dato il Corpo tale come lo
aveva allora140.
inglese: ID., The Collected Works of Abbot Vonier, London 1952, II, 329:
escorted by friends a cortge of splendours.
138

Cfr. S. Th., III, 76, 4.

139

S. Th., III, 81, 3, c.: Manifestum est enim quod idem verum Corpus
Christi erat quod a discipulis tunc in propria specie videbatur, et in specie
sacramenti sumebatur.
140

De sacro altaris mysterio, l. 4, c. 12: ML 217, 864: tale Corpus tunc


dedit discipulis quale habuit.

93

P. Carlos Miguel Buela Pane di vita eterna e calice delleterna salvezza

Nella terza obiezione S. Tommaso presenta la


seguente difficolt: Le parole sacramentali non sono pi
efficaci quando sono proferite dal sacerdote nella persona di
Cristo [in persona Christi] di quando furono pronunziate da
Cristo stesso. Ma ora in virt delle parole sacramentali il
Corpo di Cristo sullaltare viene consacrato impassibile e
immortale. Dunque tanto pi allora141. E risponde cos: Gli
accidenti del Corpo di Cristo, come si disse sopra, sono
presenti in questo sacramento per naturale concomitanza, non
gi in forza [= virt, potere, ragione] del sacramento, il
quale rende presente la sostanza del Corpo di Cristo [e del
Sangue]. Perci la virt delle parole sacramentali ha il
compito di produrre e rendere presente nel sacramento il
Corpo di Cristo [e il Sangue], con tutti gli accidenti che (in
quel momento) realmente possiede142. Dice Dom Vonier che
questultima frase un vero lampo di genio!143 (letteralmente
una genialit). Dal resto grazie a questa distinzione fra
le virt del sacramento e la concomitanza che pu essere
mantenuto laspetto sacrificale dellEucaristia144.

141

S. Th., III, 81, 3 ob. 3: Verba sacramentalia non sunt modo maioris
virtutis quando proferuntur a sacerdote in persona Christi, quam tunc
quando fuerunt prolata ab ipso Christo. Sed nunc virtute verborum
sacramentalium in altari consecratur Corpus Christi impassibile et
immortale. Ergo multo magis tunc.
142

S. Th., III, 81, 3, ad 3: Accidentia Corporis Christi sunt in hoc


sacramento ex reali concomitantia, non autem ex vi sacramenti, ex qua
est ibi substantia Corporis Christi. Et ideo virtus verborum
sacramentalium ad hoc se extendit ut sit sub hoc sacramento Corpus,
Christi scilicet, quibuscumque accidentibus realiter in eo existentibus.
143

A. VONIER, La chiave della dottrina eucaristica, 223; ID., The


Collected Works, 332: The final phrase is a real stroke of genius.
144

94

A. VONIER, La chiave della dottrina eucaristica, 221-222.

I diversi stati del Corpo di Cristo nellEucaristia

Molti anni fa cominciai a studiare in profondit il


tema dellEucaristia. Mi spinse fin dallinizio unintuizione
che appena adesso posso vedere concretizzata in parole.
Lintuizione era che il motivo per cui la Messa sacrificio
deve essere molto semplice, come tutte le cose grandi di Dio,
che Semplicit infinita. Penso che la pista si trova
nellultima frase di S. Tommaso: la virt delle parole
sacramentali ha il compito di produrre e rendere presente
nel sacramento il Corpo di Cristo [e il Sangue], con tutti gli
accidenti che (in quel momento) realmente possiede, come
per esempio i diversi stati dellesistenza di Cristo. In virt
delle parole (e dei segni sacramentali) sono significati
separatamente da una parte il Sangue di Cristo e dallaltra il
Corpo di Cristo: non occorre nientaltro. Con la duplice
consacrazione per la quale resta, da una parte, la sostanza del
Sangue di Cristo sotto la specie del vino e, dallaltra, la
sostanza del Corpo di Cristo sotto la specie di pane, non
occorre nientaltro per ottenere il sacrificio sacramentale.
Ecco la mactatio mystica, limmolazione incruenta.
NellUltima Cena, nel Sacramento eucaristico, a motivo
delle parole cera il Sangue sotto la specie del vino e il Corpo di
Cristo sotto la specie del pane, e a motivo della concomitanza
cera il Sangue sotto la specie di pane e il Corpo sotto la
specie di vino , la divinit, lanima, lo stato mortale e passibile
e gli altri accidenti della natura umana di Cristo.
Perch proprio di questo sacramento prendere il
Corpo e Sangue di Cristo cos come li trova in qualsiasi
stato essi siano.
2. Nella morte
Vediamo ora un caso ipotetico. Immaginiamo che un
Apostolo stia celebrando la Messa o che il Corpo del Signore
95

P. Carlos Miguel Buela Pane di vita eterna e calice delleterna salvezza

stava custodito in un tabernacolo: 1. Nel momento in cui


Cristo resta senza sangue, esangue; 2. Quando muore in
croce, cio quando la sua anima si separa del corpo. Cosa
sarebbe successo in questi casi?
1. Quando resta senza sangue: In forza della
consacrazione, sotto la specie del pane, come si detto sopra,
presente il Corpo di Cristo, e sotto la specie del vino
presente il Sangue. Adesso per, non essendo il Sangue di
Cristo separato dal suo Corpo, sotto le specie del pane
presente per reale concomitanza anche il Sangue di Cristo
insieme al Corpo; e sotto le specie del vino presente anche il
Corpo insieme al Sangue. Se invece al tempo della passione di
Cristo, quando il suo Sangue fu realmente separato dal suo
Corpo, fosse stato consacrato questo sacramento, sotto le
specie del pane sarebbe stato presente soltanto il Corpo e
sotto le specie del vino soltanto il Sangue145.
2. Quando muore in croce: In questo sacramento e
sotto la propria specie il Corpo di Cristo lo stesso nella
sostanza, ma non si trova nello stesso modo: infatti nella
propria specie esso viene a contatto con i corpi circostanti
mediante le proprie dimensioni, il che non avviene
nellEucaristia 146 , [dove] non in relazione con

145

S. Th., III, 81, 4, ad 2: Sub specie panis est Corpus Christi ex vi


consecrationis, Sanguis autem sub specie vini. Sed nunc quidem, quando
realiter Sanguis Christi non est separatus ab eius Corpore, ex reali
concomitantia et Sanguis Christi est sub specie panis simul cum Corpore,
et Corpus sub specie vini simul cum Sanguine. Sed, si in tempore
passionis Christi, quando realiter Sanguis fuit separatus a Corpore,
fuisset hoc sacramentum consecratum, sub specie panis fuisset solum
Corpus, et sub specie vini fuisset solus Sanguis.
146

S. Th., III, 81, 4, c.: Corpus Christi idem in substantia est in hoc
sacramento et in propria specie, sed non eodem modo, nam in propria

96

I diversi stati del Corpo di Cristo nellEucaristia

lambiente circostante mediante le proprie dimensioni, con


le quali i corpi si toccano tra loro, ma mediante le
dimensioni delle specie del pane e del vino. Di conseguenza
a essere immutate e viste sono le specie, non gi il Corpo
stesso di Cristo 147 . Quindi tutto ci che appartiene a
Cristo in se stesso (nella sua sostanza) gli pu essere
attribuito sia nella propria specie che nella presenza
eucaristica: p. es. vivere, morire, soffrire, essere animato
[con lanima] o inanimato [senza lanima] e cose simili.
Tutto ci che invece gli conviene per i suoi rapporti con i
corpi esterni gli pu essere attribuito se viene considerato
come esistente nella sua propria specie e non in quanto
presente nel sacramento: come essere deriso, coperto di
sputi, crocifisso, flagellato e cose simili148, perci Cristo,
in quanto sta nel sacramento non pu subire [la passione].
Invece pu morire149.

specie contingit circumstantia corpora per proprias dimensiones, non


autem prout est in hoc sacramento.
147

Cfr. S. Th., III, 81, 3, c.: Corpus autem Christi, secundum quod est
sub sacramento, ut supra dictum est [a.1, ad 2; q.76, a.5], non
comparatur ad ea quae circumstant mediantibus propriis dimensionibus,
quibus corpora se tangunt, sed mediantibus dimensionibus specierum
panis et vini. Et ideo species illae sunt quae patiuntur et videntur, non
autem ipsum Corpus Christi.
148

S. Th., III, 81, 4, c.: Et ideo quidquid pertinet ad Christum secundum


quod est in se, potest attribui ei et in propria specie et in sacramento
existenti, sicut vivere, mori, dolere, animatum vel inanimatum esse, et
cetera huiusmodi. Quaecumque vero conveniunt ei per comparationem
ad corpora extrinseca, possunt ei attribui in propria specie existenti, non
autem prout est in sacramento, sicut irrideri, conspui, crucifigi, flagellari,
et cetera huiusmodi.
149

S. Th., III, 81, 4, ad 1: Et ideo Christus, secundum quod est sub


sacramento, pati non potest. Potest tamen mori.

97

P. Carlos Miguel Buela Pane di vita eterna e calice delleterna salvezza

Perci se in quel triduo di morte fosse stato


celebrato questo sacramento, lanima non vi sarebbe stata
presente n in forza del sacramento n per concomitanza
naturale. Ma poich Cristo risorto dai morti non muore
pi, come dice S. Paolo [Rom 6,9], la sua anima sempre
realmente unita al Corpo [e al suo Sangue]150.
Nel sacramento ci sarebbe stato lo stesso Cristo che
era sulla croce. Ma sulla croce egli allora moriva. Dunque
sarebbe morto anche nel sacramento 151 , afferma
nellargomento dautorit. Come lanima nel momento della
morte esce dal suo Corpo fisico cos in questo sacramento non
sarebbe stata presente lanima di Cristo: non per difetto di
virt nelle parole sacramentali, ma per la diversa condizione
della realt152.
infatti proprio di questo sacramento prendere il
Corpo e Sangue di Cristo cos quale li trova, in qualsiasi
stato essi siano.
3. Dopo la Resurrezione
Se si fosse celebrata la Messa al momento della
Resurrezione del Signore, ovvio che in quel momento
anche lanima tornerebbe al sacramento e il Corpo e Sangue,
150

S. Th., III, 76, 1, ad 1: Si in illo triduo mortis fuisset hoc


sacramentum celebratum, non fuisset ibi anima, nec ex vi sacramenti nec
ex reali concomitantia. Sed quia Christus resurgens ex mortuis iam non
moritur, ut dicitur Rom. VI,[9], anima eius semper est realiter Corpori
unita.
151

S. Th., III, 81, 4, sc: Idem Christus qui erat in cruce, fuisset in
sacramento. Sed in cruce moriebatur. Ergo et in sacramento conservato
moreretur.
152

S. Th., III, 81, 4, ad 3: Non fuisset anima Christi sub hoc sacramento,
non propter defectum virtutis verborum sed propter aliam dispositionem rei.

98

I diversi stati del Corpo di Cristo nellEucaristia

nel sacramento, acquisirebbero un nuovo stato glorioso e


immortale, come quello che aveva Cristo nella sua specie
propria in quel momento, e come lo ha adesso nei cieli. In
modo che per virt del sacramento sotto la specie del vino
c la sostanza del Sangue di Cristo insieme (per virt della
concomitanza naturale) al Corpo, anima, divinit e agli
accidenti della natura umana; e sotto la specie del pane c la
sostanza del Corpo di Cristo insieme al Sangue, anima,
divinit e agli accidenti della natura umana.
Perch proprio di questo sacramento prendere il
Corpo e il Sangue di Cristo cos quale li trova, in qualsiasi
stato essi siano.

99

7. Il nuovo mistero del Nuovo Testamento 153


Leffetto che la passione di Cristo produsse nel mondo,
questo sacramento lo produce nel singolo uomo154.

San Tommaso

Il cuore della Messa che abbiamo, da una parte, che


a motivo del sacramento sono misticamente separati il
Sangue e il Corpo di Cristo: e ci basta a ottenere il nuovo
mistero del Nuovo Testamento offerto da Cristo ai suoi
discepoli! Dallaltra parte, che a motivo della compagnia
naturale si trovano il Corpo insieme al Sangue ed il Sangue
insieme al Corpo, oltre allanima, alla divinit, e agli altri
accidenti della natura umana di Cristo. In modo tale da
essere assolutamente inutile cercare in altre cose lessenza
del sacrificio, cio lessenza dellimmolazione eucaristica.
Questo tema ha due aspetti: 1 In quale parte della
Messa si realizza il sacrificio? e, 2 Che cosa costituisce il
sacrificio? Occorre mettere in risalto lo sforzo mirabile
operato da tanti illustri teologi, alcuni Dottori della Chiesa e
santi, che pur non avendo raggiunto il successo con il loro
lavoro, hanno preparato la strada agli studi successivi e
hanno contribuito alla maturazione del giudizio del
Magistero della Chiesa su questi argomenti.

153

Cfr. EUSEBIO DE CESAREA, De Solemnit. Paschali, MG 24, 704; cit. S.


Th. III, 81, 1, ad 3: de novo mysterio huius novi Testamenti quod
tradebat discipulis.
154

S. Th., III, 79, 1, c.: Effectum quem passio Christi fecit in mundo,
hoc sacramentum facit in homine.

101

P. Carlos Miguel Buela Pane di vita eterna e calice delleterna salvezza

1. In quale parte della Messa si realizza il sacrificio?


Come sappiamo: Le due parti che costituiscono in
certo modo la Messa, cio la liturgia della parola e la liturgia
eucaristica, sono congiunte tra loro cos strettamente da
formare un solo atto di culto155. Nessuno cerca lessenza del
sacrificio nella liturgia della parola, bens nella liturgia
eucaristica, che costituita da sei azioni principali:
1. Loblazione del pane e del vino alla presentazione
dei doni (offertorio).
2. La consacrazione del Corpo e del Sangue del
Signore.
3. Loblazione verbale del Corpo e Sangue del
Signore subito dopo la consacrazione.
4. La frazione del pane e la successiva commistione.
5. La comunione da parte del sacerdote con entrambe
le specie sacramentali.
6. La distribuzione della comunione ai fedeli.
evidente che lessenza del sacrificio della Messa
non sta:
N nelloffertorio, che una semplice preparazione al
sacrificio, perch pane e vino non sono la vittima del sacrificio;
N nella distribuzione della comunione ai fedeli
cristiani laici, giacch la comunione non sacrificio bens
partecipazione al sacrificio.
155

CONCILIO VATICANO II, Constitutio Sacrosanctum Concilium, n. 56:


Due partes e quibus Missa quodammodo constat, liturgia nempe verbi et
eucharistica, tam arcte inter se coniunguntur, ut unum actum cultus
efficiant (in AAS 56 [1964] 115; Enchiridion Vaticanum, vol. 1, n. 96).

102

Il nuovo mistero del Nuovo Testamento

Largomento si incentra sulle altre quattro azioni


oppure, se si vuole, se lessenza del sacrificio della Messa
consista semplicemente nella sola duplice consacrazione o in
qualche altra azione:
Non consiste nelloblazione verbale dopo la
consacrazione, che non si svolge in persona Christi;
E nemmeno consiste nella frazione del pane, che
non coinvolge la specie del vino; e la commistione sarebbe
solo distruzione che si ripercuote sugli accidenti. Alcuni
hanno pensato che la reale distruzione della vittima sia
essenzialmente necessaria per il sacrificio, ma anche se ci
poteva essere necessario nei sacrifici dellAntico
Testamento e nel sacrificio della croce, non per questo ne
consegue che si debba accettare unidentica distruzione nel
sacrificio della Messa, che un sacrificio del tutto singolare
e sui generis, che si accorda solo analogicamente con gli
altri sacrifici156. La distruzione nella Messa meramente
simbolica o rappresentativa;
Cos pure non consiste nella comunione del sacerdote,
che non azione sacrificale ma partecipazione al sacrificio.
Perci dottrina comune che lessenza del sacrificio
consiste nella sola consacrazione di entrambe le specie, in
ordine alla comunione, come parte integrante.

156

G. ALASTRUEY, Tratado de la Santsima Eucarista, BAC, Madrid


1951, 322: en los sacrificios del Antiguo Testamento y en el sacrificio
de la cruz, no por esto se sigue que haya que aceptar igual destruccin en
el sacrificio de la misa, el cual es un sacrificio completamente singular y
sui generis, que slo analgicamente conviene con los otros sacrificios.

103

P. Carlos Miguel Buela Pane di vita eterna e calice delleterna salvezza

2. Che cosa costituisce il sacrificio?


Cos dobbiamo dire che perch vi sia il sacrificio:
Non necessario che ci sia un cambiamento nella
Persona di Cristo (cosa impensabile);
Non c bisogno di un cambiamento nel Corpo e
Sangue del Signore;
Non necessaria unimmolazione fisica o virtuale
della vittima consistente nella distruzione della sostanza del
pane e del vino157;
N che Cristo sia ridotto a uno stato di umiliazione
e di annientamento (in statum dicliviorem)158;
N che sia isolato dal mondo materiale che lo
circonda, perch sono le specie a rapportarsi con esso159;
N che le parole della consacrazione tendano di
per s alluccisione di Cristo, perch non hanno la funzione
di cultellus, coltello160;

157

SUAREZ, In 3, disp. 75, sect. 1; TORRES, Apost. Const., l. VIII, c. 14;


TOLEDO, Enarr., in 3 p. S. Thom., q. 83, const.5. Riguardo ai riferimenti
delle opere ed autori nominati nella presente nota e nelle susseguenti
vedi: G. ALASTRUEY, Tratado della Santsima Eucarista, 327-329.
158

LUGO, De vener. Euchar. Sacram., disp. 19, sect.1; FRANZELIN, De


Ss. Euchar. sacram. et sacrificio, th. 16; HURTER, De Sanctiss. Euchar.
mysterio, c. 2, a. 2; LAMIROY, De essentia sacrif. Missae.
159

E. SAURS, Introduccin a la q. 83 de la S. Th., BAC, t. XIII, 836837.


160

LESSIO, De perfect. divinis, l. XII, c. 13; GONET, De sacr. Euchar.,


disp. 11, a. 1; BILLUART, De Euchar. sacr., disp. 8, a. 1; MONSABR,
Expos. du dogme catholique, (Carme 1884); HUGON, La sainte
Eucharistie, 311-328.

104

Il nuovo mistero del Nuovo Testamento

Nemmeno occorre respingere limmolazione


ponendo lessenza del sacrificio nelloblazione161.
Basta dunque la duplice consacrazione delle due
specie, con riferimento alla comunione come parte integrante
del sacrificio, perch sia rappresentata limmolazione cruenta
della croce, cossich nellEucaristia Cristo immolato
incruentamente, misticamente o sacramentalmente e offerto
sacerdotalmente. Per questo S. Tommaso afferma che
lEucaristia si compie nella consacrazione, in cui si
offre il sacrificio a Dio...162 . E insiste ripetutamente: Il
Sangue di Cristo nel sacramento rappresenta direttamente la
passione, nella quale fu effusa163; Il Sangue, consacrato
separatamente rappresenta in modo speciale la passione di
Cristo, mediante la quale il suo Sangue fu separato dal
Corpo164.
Come abbiamo visto, i diversi stati di Cristo, mortale
e passibile, esangue, inanimato, glorioso e immortale, non
entrano direttamente nella natura del sacramento come tale
[...], esse devono essere escluse dallEucaristia considerata
come un sacrificio165.

161

HABERT, De Eucharist., 9, 3; M. DE LA TAILLE, Elucid., 2-3; LEPIN,


Lide du sacrifice de la Messe, p.II, c. 6, a. 2.
162

S. Th., III, 82, 10, ad 1: Sed hoc sacramentum perficitur in


consecratione Eucharistiae, in qua sacrificium Deo offertur.
163

In I Cor., cap. XI, lect. 6: p. 361, n. 675: Sanguis Christi in


sacramento directe repraesentat passionem, per quam est effusus....
164

In I Cor., cap. XI, lect. 6: p. 362, n. 681: ...Sanguis seorsum


consecratus specialiter repraesentat passionem Christi, per quam eius
Sanguis separatus est a Corpore.
165

A. VONIER, La chiave della dottrina eucaristica, 223-224.

105

P. Carlos Miguel Buela Pane di vita eterna e calice delleterna salvezza

San Tommaso anche dice: Sebbene tutto il Cristo


sia presente in ciascuna delle due specie, non vi presente
inutilmente. Primo, perch ci serve a rappresentare la
passione di Cristo, nella quale il Sangue fu separato dal
Corpo. Cosicch nella forma stessa della consacrazione del
Sangue si fa menzione della sua effusione166. E in un altro
luogo insegna: Se consideriamo ci che solo segno
[sacramentum tantum], li compete molto bene che il Corpo
sia significato sotto la specie di pane, il Sangue invece
sotto la specie di vino, perch si significa la refezione
spirituale; la refezione consiste propriamente in cibo e
bevanda... Se si considera in quanto realt e sacramento
[res et sacramentum], compete al sacramento essere
rammemorativo della passione del Signore. E non poteva
essere meglio significato di cos [con la consacrazione
separata delle due specie], in quanto il Sangue significato
come effuso e separato dal Corpo167.
Che la donna eucaristica, la Vergine Maria, ci
ottenga la grazia dimitarla sempre, perch possiamo
eucaristizzare tutta la nostra vita!

166

S. Th., III, 76, 2, ad 1: quamvis totus Christus sit sub utraque specie,
non tamen frustra. Nam primo quidem, hoc valet ad repraesentandam
passionem Christi, in qua seorsum Sanguis fuit a Corpore. Unde et in
forma consecrationis Sanguinis fit mentio de eius effusione.
167

In Matth., cap. XXVI, lect. 4: ed. Marietti, p. 338, n. 2191: Si ergo


consideremus sacramentum tantum, sic bene competit ut Corpus signetur
sub specie panis, Sanguis sub specie vini, quia signatur ut indicans
refectionem spiritualem; sed refectio est proprie in cibo et potu... Item si
sumatur ut res et sacramentum, ad hoc competit quod illud sacramentum
est rememorativum Dominicae passionis. Et non potuit melius significare
quam sic, ut significetur Sanguis ut effusus et separatus a Corpore.

106

8. In specie propria e in specie sacramentale


Il vivificante Verbo di Dio unendosi alla propria Carne la rese
vivificante. Era dunque conveniente che egli si unisse in qualche modo ai
nostri corpi per mezzo della sua santa Carne e del suo prezioso Sangue,
che noi riceviamo in una vivificante benedizione in pane e vino168.

San Cirillo

Affronteremo ora altre due nozioni che S. Tommaso


utilizza in modo frequente nel trattato sullEucaristia: la
differenza esistente tra ci che lui chiama in specie propria e
in specie sacramenti, o con altri nomi. Di fatto la parola
species, o il suo plurale, compare nel trattato 50 volte,
dunque unidea che lavora anche come una chiave nel
pensiero eucaristico del santo Dottore.
Vediamo prima i nomi, poi il significato e infine, una
sorte di confronto tra luna e laltra, e le differenze.
1. I nomi
In specie propria: Con la libert che lo caratterizza S.
Tommaso usa termini equivalenti anche molto belli, per es.:
in sua specie visibili169,
visibili specie170,

168

S. Th., III, 79, 1, c.: Unde et Cyrillus dicit [In Luc., super 22,19: MG
72, 92], vivificativum Dei Verbum, uniens seipsum propriae Carni, fecit
ipsam vivificativam. Decebat ergo eum nostris quodammodo uniri
corporibus per sacram eius Carnem et pretiosum Sanguinem, quae
accipimus in benedictione vivificativa in pane et vino.
169

S. Th., III, 75, 1, ad 4.

170

S. Th., III, 79, 7, c.

107

P. Carlos Miguel Buela Pane di vita eterna e calice delleterna salvezza

sub specie propria171,


in sua specie172
Per non ridondare, leggiamo semplicemente un passo
dove lAngelico d i motivi per cui Nostro Signore, nel
momento in cui sta per lasciare questo mondo, cenando con
loro per lultima volta, istituisce il sacrificio eucaristico in
altra specie, a motivo di ci che racchiude quello che
istituisce, cio Cristo sacramentato contenuto in esso:
Quando Cristo nella sua propria specie stava per separarsi
dai discepoli lasci a loro se stesso sotto la specie
sacramentale, come in assenza dellimperatore si espone
alla venerazione la sua immagine173.
Sub aliena specie: utilizza poche volte questa
espressione174. Mentre invece impiega altri sinonimi:
in sacramentali specie (due volte)175;
sub specie sacramenti, quae est species panis et vini176;
sed specie panis et vini (quattro volte)177;
sub utraque specie sacramenti178

171

S. Th., III, 75, 5, c.

172

S. Th., III, 76, 7, sc.

173

S. Th., III, 73, 5, c.: Et ideo, quando ipse Christus in propria specie a
discipulis discessurus erat, in sacramentali specie seipsum eis reliquit,
sicut in absentia imperatoris exhibetur veneranda eius imago. Alcuni
traducono specie propria per apparenza naturale, o specie, senza
aggiungere propria. Ambedue traduzioni sono imprecise.
174

S. Th., III, 79, 2, ad 3.

175

S. Th., III, 73, 5, c; 77, 7, ad 3.

176

S. Th., III, 76, 8, ob. 2.

177

S. Th., III, 73, 1, ob. 2 e ad 2; cfr. S. Th. III, 75, 5, sc.; 81, 4, ad 2.

178

S. Th., III, 76, prologus; 76, 2.

108

In specie propria e in specie sacramentale

Questi sono i nomi che usa. In altri punti, essendo un


tema strettamente collegato, parler di in propriis
dimensionibus, nelle dimensioni proprie, e in dimensione
diversa, continuando la stessa linea di pensiero179.
2. Il significato
Lo stesso San Tommaso ci spiega il significato: Il
Corpo del Cristo [] in cielo nella propria specie e in molti
altri altari sotto le specie del sacramento 180 . Significa
proprio questo.
Dir pure: NellEucaristia presente Cristo stesso,
non gi nella sua propria specie [in specie propria], ma sotto
la specie del sacramento [in specie sacramenti]181. Perci
nello sviluppo dellargomento, nella risposta alla prima
difficolt, spiega per quale ragione si dice che gli uomini
mangiano il Pane degli angeli: perch per primo e
principalmente godere di Ges Cristo in specie propria
proprio degli angeli e dei santi che stanno in cielo e godono
di Lui vedendolo faccia a faccia: locchio glorificato vede
sempre Cristo com nella sua propria specie182. Poi lo
degli uomini, che lo godono sub sacramento, che lo ricevono
nel sacramento. Per questo c differenza tra le due
nozioni183.
179

Cfr. S. Th., III, 75, 1, ad 3.

180

S. Th., III, 76, 5, ad 1: Cum tamen sit et in caelo in propria specie, et


in multis aliis altaribus sub specie sacramenti.
181

S. Th., III, 80, 2, c.: Quod in hoc sacramento continetur ipse


Christus, non quidem in specie propria, sed in specie sacramenti.
182

S. Th., III, 76, 7, sc: Oculus glorificatus semper videt Christum prout
est in sua specie.
183

Cfr. S. Th., III, 80, 2, ad 1.

109

P. Carlos Miguel Buela Pane di vita eterna e calice delleterna salvezza

3. Differenze
In primo luogo bisogna dire con tutta chiarezza che la
sostanza del Corpo e Sangue di Nostro Signore sta tanto in
specie propria come nella specie del sacramento. La
differenza si presenta nel modo, perch in specie propria c
Cristo con i suoi accidenti, e in specie aliena (diversa) c
pure Cristo, ma sotto le specie sacramentali; e avr inoltre i
suoi accidenti, ma dovr tenerli in modo diverso. Qualche
citazione: Il Corpo di Cristo e lo stesso nella sua sostanza
tanto in questo sacramento come nella propria specie, ma
non sta nello stesso modo: infatti nella propria specie esso
viene a contatto con i corpi circostanti mediante le proprie
dimensioni, il che non avviene, come si visto sopra, in
questo sacramento 184 . E questo ha unapplicazione
interessante e molto importante per noi: Quindi tutto ci
che appartiene a Cristo in se stesso (nella sua sostanza) gli
pu essere attribuito sia nella propria specie che nella
presenza eucaristica: p. es. vivere, morire, soffrire, essere
animato [con lanima] o inanimato [senza lanima] e cose
simili. Tutto ci che invece gli conviene per i suoi rapporti
con i corpi esterni gli pu essere attribuito se viene
considerato come esistente nella sua propria specie e non in
quanto presente nel sacramento: come essere deriso,
coperto di sputi, crocifisso, flagellato e cose simili185.
184

S. Th., III, 81, 4, c.: Corpus Christi idem in substantia est in hoc
sacramento et in propria specie, sed non eodem modo, nam in propria
specie contingit circumstantia corpora per proprias dimensiones, non
autem prout est in hoc sacramento, ut supra dictum est [a.3].
185

S. Th., III, 81, 4, c.: Et ideo quidquid pertinet ad Christum secundum


quod est in se, potest attribui ei et in propria specie et in sacramento
existenti, sicut vivere, mori, dolere, animatum vel inanimatum esse, et
cetera huiusmodi. Quaecumque vero conveniunt ei per comparationem
ad corpora extrinseca, possunt ei attribui in propria specie existenti, non

110

In specie propria e in specie sacramentale

Quindi per Cristo non la stessa cosa essere in s


ed essere nel sacramento186.
Differenza che diventa visibile anche nel mangiare:
Ci che viene mangiato nella propria specie, viene anche
franto e masticato nella propria specie. Ma il Corpo di
Cristo non viene mangiato nella propria specie, bens sotto
le specie sacramentali. Perci S. Agostino, spiegando le
parole evangeliche, La carne non giova a nulla [Gv 6,64]
scrive: Esse si riferiscono a coloro che le interpretavano
carnalmente. Avevano capito cio che si trattasse di carne
come quella fatta a pezzi in un animale ucciso, o venduta al
macello. Quindi lo stesso Corpo di Cristo non si frange, se
non sotto le specie sacramentali. - Ed in questo senso che
va intesa la professione di Berengario: la frazione e la
triturazione dei denti si riferiscono alle specie sacramentali,
sotto le quali presente veramente il Corpo di Cristo187.
Altra caratteristica che distingue questi due concetti
quella delle dimensioni: in specie propria Cristo sta con le

autem prout est in sacramento, sicut irrideri, conspui, crucifigi, flagellari,


et cetera huiusmodi.
186

S. Th., III, 76, 6, c.: Christo autem non est idem esse secundum se, et
esse sub sacramento.
187

S. Th., III, 77, 7, ad 3: Illud quod manducatur in propria specie,


ipsummet frangitur et masticatur in sua specie. Corpus autem Christi non
manducatur in sua specie, sed in specie sacramentali. Unde super illud
Ioannis VI,[64] caro non prodest quidquam, dicit Augustinus [In
Ioann., tr. 27: ML 35, 1617], hoc est intelligendum secundum illos qui
carnaliter intelligebant. Carnem quippe sic intellexerunt quo modo in
cadavere dilaniatur, aut in macello venditur. Et ideo ipsum Corpus
Christi non frangitur, nisi secundum speciem sacramentalem. Et hoc
modo intelligenda est confessio Berengarii, ut fractio et contritio dentium
referatur ad speciem sacramentalem, sub qua vere est Corpus Christi.

111

P. Carlos Miguel Buela Pane di vita eterna e calice delleterna salvezza

sue dimensioni proprie, in specie diversa con le dimensioni


delle specie del pane e del vino188, al modo della sostanza.
Unaltra differenza: in specie propria Cristo
visibile, in specie aliena invisibile, sta sotto le specie del
pane e del vino 189 . Questo riguarda anche la passibilit,
come San Tommaso dice molto bene: Infatti [quando erano
nellultima cena] era certamente il vero e identico Corpo di
Cristo quello che vedevano allora i discepoli nella sua
specie e quello che veniva ricevuto sotto le specie del
sacramento. Esso non era impassibile nella specie propria in
cui lo vedevano, anzi era pronto alla passione [perch si
preparava proprio alla passione]. Quindi nemmeno il Corpo
di Cristo sotto la specie del sacramento era impassibile190.
Il Corpo che ricevevano nel sacramento non era impassibile,
bens passibile. Tuttavia quel Corpo, che in se stesso era
passibile, si trovava in modo impassibile sotto le specie
sacramentali: come vi si trovava in modo invisibile, pur
essendo in se stesso visibile. Infatti come la visione richiede
il contatto tra loggetto visibile e il mezzo interposto, cos la
passione richiede il contatto tra il corpo passibile e le cose
che agiscono su di esso. Ora, il Corpo di Cristo, secondo il
modo in cui presente nel sacramento, e di cui abbiamo
parlato sopra, non in relazione con lambiente circostante
mediante le proprie dimensioni, con le quali i corpi si
toccano tra loro, ma mediante le dimensioni delle specie del
188

Cfr. S. Th., III, 81, 3, c.

189

Cfr. S. Th., III, 75, 5.

190

S. Th., III, 81, 3, c.: Manifestum est enim quod idem verum Corpus
Christi erat quod a discipulis tunc in propria specie videbatur, et in specie
sacramenti sumebatur. Non autem erat impassibile secundum quod in
propria specie videbatur, quinimmo erat passioni paratum. Unde nec
ipsum Corpus quod in specie sacramenti dabatur, impassibile erat.

112

In specie propria e in specie sacramentale

pane e del vino. Di conseguenza a essere immutate e viste


sono le specie, non gi il Corpo stesso di Cristo191.
in rapporto con questo, come vedremo pi avanti,
ci che riguarda la differenza tra in specie propria e in altra
specie con riferimento a se Cristo presente in maniera
locale o no, cio qual il movimento del Corpo di Cristo,
com la presenza definitiva dovuta a quella circoscrittiva,
che certo non quella che ha nel sacramento.
Questa realt segna pure la differenza esistente tra il
sacrificio della Croce e la sua perpetuazione nel sacrificio
della Messa: questultimo un sacrificio incruento,
sacramentale, mistico 192 . San Tommaso lo esprime cos:
Poich questo sacramento segno della passione di Cristo,
e non la passione stessa, cos bisogna che la passione
significata dalla frazione non sia nel Corpo di Cristo, ma
nelle specie, che lo significano193.
191

S. Th., III, 81, 3, c.: Impassibili tamen modo erat sub specie
sacramenti quod in se erat passibile, sicut invisibiliter quod in se erat
visibile. Sicut enim visio requirit contactum corporis quod videtur ad
circumstans medium visionis, ita passio requirit contactum corporis quod
patitur ad ea quae agunt. Corpus autem Christi, secundum quod est sub
sacramento, ut supra dictum est [a.1, ad 2; q.76, a.5], non comparatur ad
ea quae circumstant mediantibus propriis dimensionibus, quibus corpora
se tangunt, sed mediantibus dimensionibus specierum panis et vini. Et
ideo species illae sunt quae patiuntur et videntur, non autem ipsum
Corpus Christi.
192

Ad esempio, PAOLO VI, Misteryum fidei, n. 17: Il Signor simmola


in modo incruento nel Sacrificio della Messa, [Dominus incruente
immolatur in Sacrificio Missae] (in AAS 57 [1965] 762; Enchiridion
delle Encicliche, vol. 7, n. 878); Catechismo della Chiesa Cattolica: V.
Il sacrificio sacramentale..., [V. Sacrificium sacramentale...], titolo
che presiede il n. 1356.
193

In Sent. IV, d.12, q. 1, a. 3A [sol. I], ad 2: Quia hoc sacramentum est


signum passionis Christi, et non ipsa passio; ideo oportet quod passio

113

P. Carlos Miguel Buela Pane di vita eterna e calice delleterna salvezza

Alcuni sacerdoti, come abbiamo visto in 2 Maccabei,


hanno dimenticato lufficio dellaltare. Che non siamo noi di
questi. Non dimentichiamo mai ci che pi importante
nelle nostre vite: lufficio dellaltare, lEucaristia, il Signore
nel sacramento. Specialmente in questo anno dellEucaristia.
E rinnoviamo sempre le nostre promesse di svolgere il nostro
ufficio nel modo migliore.
Perch alla fine, come diceva il santo Curato dArs:
la causa del rilassamento del sacerdote sta nel fatto che
non dedica sufficiente attenzione alla Messa194.

quam significat fractio, non sit in Corpore Christi, sed in speciebus, quae
sunt signum eius.
194

X. MAPPUS (ed.), Jean MarieVianney, Cur DArs. Sa pens, son


coeur, (presentazione di Bernard Nodet), Le Puy 1985, 108.

114

9. In forza del sacramento e in forza


della concomitanza
Il Sangue, lanima e la divinit sono presenti nellEucaristia per non
allo stesso modo che il Corpo di Cristo. Ma i parroci avvertiranno che non
tutte le realt sopra accennate sono contenute nellEucaristia allo stesso
modo e per lo stesso motivo. Alcune vi si trovano in virt della
consacrazione. Si sa che le parole della consacrazione producono quel che
significano e i teologi dicono che una cosa contenuta nel sacramento in
forza del sacramento, quanto espressa dalla forma; di guisa che se
potesse avvenire (per ipotesi) che una cosa fosse del tutto separata dalle
altre, si ritroverebbe nel sacramento soltanto quella espressa dalla forma e
non il resto. Altre vi si trovano in quanto sono congiunte realmente con
quanto espresso dalla forma. Cos perch la forma adoperata per la
consacrazione del pane significa il Corpo del Signore secondo le parole
questo il mio Corpo, in virt del sacramento, sar nellEucaristia il
Corpo stesso di Cristo. Ma poich al Corpo sono congiunti il Sangue,
lanima e la divinit, anche queste si ritroveranno nel sacramento, non in
forza della consacrazione, ma in quanto sono in realt inseparabilmente
congiunte al Corpo di Cristo; cio in altre parole, per concomitanza. Da
ci segue che il Cristo tutto intero nellEucaristia195.

Catechismo Romano
195

Catechismo Romano, (Trad. di T. Centi), Leonardo, Milano-Siena


1994, n. 222, pp.131-132; [Catechismus Romanus, Pars II, cap. 4, n. 34,
lin. 515-531: Sanguis, anima et divinitas non eodem modo in Eucaristia,
quo corpus Christi, sunt. In quo tamen Pastores animadvertant necesse
est non omnia eadem ratione aut virtute in hoc Sacramento contineri.
Quaedam enim sunt quae ex vi et efficientia consecrationis in
Sacramento esse dicimus; nam cum verba illa efficiat quidquid
significant, id esse en Sacramento ex vi Sacramenti divinarum rerum
Scriptores appellarunt, quod verborum forma exprimitur; ita, si
contingeret ut aliquid ab aliis rebus omnino seiunctum esset, id solum,
quod forma significaret, in Sacramento esse, cetera non item esse,
docuerunt. Quaedam vero in Sacramento continentur, quod illis rebus
coniuncta sint, quae forma exprimuntur. Nam cum forma quae ad panem
consecrandum adhibetur, corpus Domini significet, cum dicitur: Hoc est
Corpus meum, ipsum Christi Domini corpus ex vi sacramenti in
Eucharistia erit; at quia Corpori Sanguis, anima et divinitas coniungitur,
haec quoque in Sacramento erunt omnia, non quidem ex consecrationis

115

P. Carlos Miguel Buela Pane di vita eterna e calice delleterna salvezza

Ho riflettuto spesso nel fatto che quando uno studia


San Tommaso ogni volta pu trarre delle conclusioni. Una di
esse come il nostro studio della teologia, in modo
particolare del trattato sullEucaristia, ha grandi lacune. Ci se
ne rende conto quando S. Tommaso dice patet (= chiaro), e
ad uno non patet (= non chiaro) affatto, perch abbiamo in
testa un miscuglio di cose. Oppure egli dice manifestum est
( evidente), e per noi non evidente, uno non lo aveva mai
sentito, e pure celebriamo la Messa tutti i giorni. Ma o non
ce lhanno insegnato, o non lo abbiamo imparato, o non lo
studiamo, o non lo approfondiamo, o non lo preghiamo, o
non ci ricordiamo
Abbiamo visto prima come lEucaristia sacramento
e sacrificio. Inoltre come Ges la istitu in forma di cibo e
bevanda, e come sta in specie propria e come in altra specie.
Ora vedremo, se Dio vuole, come il modo di essere di Ges
nellEucaristia duplice: vi in forza del sacramento, ex vi
sacramenti; ma vi pure ex vi concomitantiae, in forza della
compagnia o della concomitanza.
Prima di entrare nel argomento, bisogna chiarire
quanto abbiamo gi visto: in specie propria e in altra
specie non sono due cose esattamente uguali, non hanno
infatti la stessa importanza, perch in specie del pane e del
vino sempre in rapporto con in specie propria, che ha
dunque la priorit.
Accade cos per altri concetti spesso impiegati da S.
Tommaso. Egli lo dice, io lho appena scoperto: in alcuni
casi usa la parola directe, direttamente, o per se, per riferirsi
virtute, sed ut ea quae corpori coniuncta sunt. Atque haec ex
concomitantia in Sacramento esse dicuntur; qua ratione totum Christum
in Sacramento esse, perspicuum est], (Libreria Ed. Vaticana-EUNSA,
Navarra-Roma 1989, 257).

116

In forza del sacramento e in forza della concomitanza

alla vi sacramenti, altre volte, parlando della vi


concomitantiae, dice quasi per accidens196, cio i due modi
in cui il Signore si fa presente nellEucaristia non sono
strettamente paritetici.
Unaltra cosa curiosa in S. Tommaso, che ci nota
ma a volte non riusciamo a vedere, come si disimpegna con
grande sicurezza. E questo perch ha sempre presente, in
primo luogo e come punto di partenza, il dogma di fede, e
poi tiene come certezze i fatti dellesperienza. Le espressioni
ricordano i punti di partenza delle vie, che sempre un fatto
di esperienza sensibile, una cosa davvero inconfutabile.
Anche in questo trattato.
Cos inizia la q. 76: necessario riconoscere,
secondo la fede cattolica, che tutto il Cristo presente in
questo sacramento197. Tale esservi Cristo tutto intero di
due modi: ex vi sacramenti ed ex naturali concomitantia.
1. Perch? Per quale motivo porre questo secondo modo
di presenza del Signore nellEucaristia?
Manifestum est, risponde. E questo lo dice in una
delle difficolt, e dunque non siamo soliti dargli molta
importanza: ma lo dice come affermazione nella difficolt.
E poi nella risposta torna ad affermarlo: evidente
[manifestum est] che il pane e il vino non possono
convertirsi n nella divinit di Cristo, n nella sua
anima 198 . Dice questo nella 1 difficolt e anche nella
196

S. Th., III, 76, 4, ad 1.

197

S. Th., III, 76, 1, c.: Omnino necesse est confiteri secundum fidem
catholicam quod totus Christus sit in hoc sacramento.
198

S. Th., III, 76, 1, ob. 1: Sed manifestum est quod panis et vinum non
possunt converti neque in divinitatem Christi, neque in eius animam.

117

P. Carlos Miguel Buela Pane di vita eterna e calice delleterna salvezza

risposta: Poich la conversione del pane e del vino non


termina alla divinit o allanima del Cristo, di conseguenza
la divinit e lanima di Cristo non sono in questo
sacramento in forza del sacramento [ex vi sacramenti], ma
per reale concomitanza [ex reali concomitantia]199. E nella
stessa risposta prosegue spiegando: Infatti, non avendo mai
la divinit lasciato il corpo che assunse, dovunque si trova il
Corpo di Cristo, deve esserci anche la sua divinit. Perci in
questo sacramento necessario che vi sia la divinit di
Cristo in concomitanza del suo Corpo200. Il testo latino dice
perci necessario che la divinit vi sia concomitantem
eius Corpus, perch la divinit non ha mai abbandonato il
Corpo del Signore, nemmeno quando era nel sepolcro,
nemmeno quando Egli discese nel limbo dei giusti. In un
altro luogo dice: Di un altro modo qualcosa in questo
sacramento per reale concomitanza, come la divinit del
Verbo in questo sacramento per la sua indissolubile unione
al Corpo di Cristo, sebbene in nessun modo la sostanza del
pane si converta nella divinit201.
Per quanto riguarda allanima, si da la diversit che
essa fu separata dal Corpo di Nostro Signore dopo la sua
199

S. Th., III, 76, 1, ad 1: conversio panis et vini non terminatur ad


divinitatem vel animam Christi, consequens est quod divinitas vel anima
Christi non sit in hoc sacramento ex vi sacramenti, sed ex reali
concomitantia.
200

S. Th., III, 76, 1, ad 1: Quia enim divinitas Corpus assumptum


nunquam deposuit, ubicumque est Corpus Christi, necesse est et eius
divinitatem esse. Et ideo in hoc sacramento necesse est esse divinitatem
Christi concomitantem eius Corpus.
201

In I Cor., cap. XI, lect. 6: ed. Marietti, p. 360, n. 674: Alio modo est
aliquid in hoc sacramento ex reali concomitantia, sicut divinitas Verbi est
in hoc sacramento propter indissolubilem unionem ipsius ad Corpus
Christi, licet nullo modo substantia panis in divinitatem convertatur.

118

In forza del sacramento e in forza della concomitanza

morte in croce e fino alla sua resurrezione il terzo giorno. Ma


Cristo risuscitato non muore pi, per cui dov il Corpo
necessario che ci sia anche lanima, perch presente Cristo
tutto intero, e questo verit di fede.
Nel Commento alle Sentenze aveva spiegato un po
di pi: Nel sacramento dellaltare una cosa contenuta in
due modi: in un modo in forza del sacramento, in un altro
modo per naturale concomitanza. In forza del sacramento vi
contenuto ci a cui termina la conversione.
A che cosa poi termina la conversione, lo si pu
sapere da tre cose:
Primo, da ci che stato convertito: infatti la
materia del sacramento non si converte se non in ci verso
cui ha somiglianza secondo la propriet della sua natura,
come il vino nel Sangue.
Secondo, dalla significazione della forma, in virt
della quale avviene la conversione: per cui la conversione
termina a ci che significato dalla forma.
Terzo, dalluso del sacramento: poich ci che
appartiene al cibo contenuto sotto la specie del pane in
forza del sacramento, e ci che appartiene alla bevanda
sotto la specie del vino.
Per naturale concomitanza invece, e quasi per
accidens, contenuto sotto il sacramento ci che di per s
non il termine della conversione, ma senza il quale il
termine della conversione non pu esistere202.
202

In IV Sent., d.10, a.2A [sol. I] c: In sacramento altaris continetur


aliquid dupliciter: uno modo ex vi sacramenti, alio modo ex naturali
concomitantia. Ex vi quidem sacramenti continetur ibi illud ad quod
conversio terminatur. Ad quid autem terminatur conversio, sciri potest ex
tribus. Primo ex eo quod convertebatur: non enim convertitur materia
sacramenti nisi in id ad quod habet similitudinem secundum proprietatem
naturae suae, sicut vinum in Sanguinem. Secundo ex significatione

119

P. Carlos Miguel Buela Pane di vita eterna e calice delleterna salvezza

Secondo il Santo Dottore dunque sappiamo in che


cosa si conclude la trasformazione ex vi sacramenti per tre
motivi:
1. Per i termini a quo e ad quem, tra i quali deve
esserci una qualche somiglianza.
2. Per quello che significano le parole del sacramento.
3. Per la finalit che ha il sacramento.
Per questi motivi non sono termine della
trasformazione n lanima n la divinit: In base a ci
dunque chiaro che dal momento che lanima di Cristo non
ha somiglianza con la sostanza del pane, n si fa menzione
dellanima nella forma del sacramento, n lanima conviene
alluso del sacramento, che il mangiare e il bere, [cos] la
conversione del pane e del vino non termina allanima, ma
al Corpo e al Sangue di Cristo, che non sono separati
dallanima: quindi lanima non vi contenuta in forza del
sacramento, e tuttavia vi contenuta per la naturale
concomitanza al Corpo che vivifica203.
formae, cuius virtute fit conversio; unde in illud conversio terminatur
quod est significatum per formam. Tertio ex usu sacramenti: quia quod
pertinet ad cibum, continetur sub specie panis ex vi sacramenti; quod
pertinet ad potum, sub specie vini. Ex naturali autem concomitantia, et
quasi per accidens, continetur sub sacramento illud quod per se non est
terminus conversionis, sed sine quo terminus conversionis esse non
potest.
203

In IV Sent., d. 10, a. 2A [sol. I] c: Secundum hoc ergo patet quod


cum anima Christi non habeat similitudinem cum substantia panis, nec in
forma sacramenti de anima fiat mentio, nec anima conveniat ad usum
sacramenti, qui est manducare et bibere; ad animam non terminatur
conversio panis nec vini, sed ad Corpus et Sanguinem Christi, quae ab
anima separata non sunt; et ideo anima non continetur ibi ex vi
sacramenti, sed tamen continetur ibi ex naturali concomitantia ad Corpus
quod vivificat.

120

In forza del sacramento e in forza della concomitanza

E spiega ci che minimamente necessario perch


siano vere le parole della consacrazione: Lanima forma
del corpo e gli dona tutta la sua struttura di essere
completo: cio lessere, lessere corporeo, lessere animato
e cos via. Ora, la forma del pane si converte nella forma del
Corpo di Cristo in quanto questo da lessere corporeo, non
in quanto da lessere animato da una tale anima204.
Sviluppa anche, in unaltro luogo, il fatto che ex vi
sacramenti sotto la specie del pane non contenuto il
Sangue di Cristo, n sotto la specie del vino il Corpo del
Signore: E poich il sacramento fu istituito per luso dei
fedeli, cos in forza del sacramento [ex vi sacramenti]
contenuto in questo sacramento ci che viene in uso dei
fedeli. E poich nel pane consacrato non si contiene il
Sangue di Cristo secondo che dato come bevanda ai fedeli
[ma vi contenuto il Corpo allo scopo di essere mangiato],
cos non vi contenuto in forza del sacramento, ma per
naturale concomitanza, per la quale conviene che il Corpo
di Cristo non sia senza il Sangue; e il contrario avviene nel
vino consacrato. Per cui il pane non si converte in forza
delle prime parole [le parole della consacrazione del pane]
nel Corpo e nel Sangue, ma nel Corpo senza il Sangue, che
sar dato come bevanda ai fedeli 205.
204

S. Th., III, 75, 6, ad 2: Anima est forma corporis dans ei totum


ordinem esse perfecti, scilicet esse, et esse corporeum, et esse animatum,
et sic de aliis. Convertitur igitur forma panis in formam Corporis Christi
secundum quod dat esse corporeum, non autem secundum quod dat esse
animatum tali anima.
205

In IV Sent., d. 8, q. 2, a. 4A [sol. I], ad 1: quia sacramentum est


institutum in usum fidelium, ideo ex vi sacramenti continetur in hoc
sacramento quod in usum fidelium venit. Et quia in pane consecrato non
continetur Sanguis Christi secundum quod est in usum potus fidelium,
ideo non continetur ibi ex vi sacramenti, sed ex naturali concomitantia,

121

P. Carlos Miguel Buela Pane di vita eterna e calice delleterna salvezza

E d un duplice motivo per cui si deve consacrare il


Sangue separatamente dal Corpo: perch lalimento consiste
nel mangiare e bere, e perch lEucaristia la perfetta
rappresentazione della Passione del Signore. Dice
lAngelico: La causa per cui il Sangue viene consacrato
separatamente dal Corpo, mentre adesso non diviso, pu
essere desunta dalluso a cui destinato il sacramento,
poich il cibarsi consiste nel cibo e nella bevanda; e da ci
che rappresentato dal sacramento, poich nella passione il
Sangue di Cristo fu diviso dal Corpo206.
Lo stesso San Tommaso si pone una difficolt
interessante: Ci che gi stato fatto non pu farsi unaltra
volta. Il Corpo di Cristo ha cominciato ad essere nel
sacramento per la consacrazione del pane. Dunque non pu
cominciare ad essere presente per la consacrazione del
vino E risponde: Il Corpo di Cristo, come si detto, non
nella specie del vino in forza del sacramento, ma solo per
reale concomitanza. Quindi per la consacrazione del vino
non si render presente il Corpo di Cristo direttamente [per
se], ma concomitantemente207.

qua convenit ut Corpus Christi non sit sine Sanguine; et e contrario est de
vino consecrato. Unde panis non convertitur per vim primorum verborum
in Corpus et Sanguinem, sed in Corpus sine Sanguine veniente in usum
potus fidelium.
206

In IV Sent., d. 8, q. 2, a. 4A [sol. I], ad 1: Causa autem quare divisim


Sanguis a Corpore consecratur, cum nunc non sit divisus, potest sumi ex
usu ad quem est sacramentum, quia manducatio in cibo et potu consistit;
et ex eo quod per sacramentum repraesentatur, quia in passione Sanguis
Christi a Corpore divisus fuit.
207

S. Th., III, 76, 2, ad 3: Corpus Christi non est sub specie vini ex vi
sacramenti, sed ex reali concomitantia. Et ideo per consecrationem vini
non fit ibi Corpus Christi per se, sed concomitanter.

122

In forza del sacramento e in forza della concomitanza

Di fatto, se uno consacrasse una sola specie farebbe il


sacrificio imperfetto, dovrebbe correggere il difetto208.
2. Che cosa opera un modo e che cosa laltro?
Ex vi sacramenti: ci che sotto le specie del
sacramento, quello in cui si trasforma directe, direttamente,
la sostanza del pane e del vino, cio il Corpo e Sangue del
Signore. Le sostanze del pane e del vino cessano di esistere
trasformandosi nella sostanza del Corpo e del Sangue del
Signore, il che significato pure dalle parole della formula,
che sono efficienti209, e perci anche in qualche passo usa
lespressione ex vi verborum. Dom Vonier dice che ci sono
tre parole che esprimono, equivalentemente, questa realt
con sfumature proprie: con ex vi conversione, che la
transustanziazione, si esprime meno che con lespressione
ex vi verborum, perch le parole della consacrazione possono
significare qualcosa di pi che corpo e sangue 210 . Per
esempio, le parole significano il banchetto: Prendete e
mangiate... Prendete e bevete..., il sacrificio e lo stato
sacramentale di vittima: che sar dato che sar
versato, il sacrificio di propiziazione: per il perdono
dei peccati. Le due espressioni sono comprese
nellespressione pi larga vi sacramenti211.
Ex naturali concomitantia (= per la naturale
concomitanza, connessione, compagnia): vi ci che sta
208

Cfr. S. Th., III, 83, 6, ob. 4 y ad 4.

209

Cfr. S. Th., III, 76, 1, c.: Ex vi quidem sacramenti, est sub speciebus
huius sacramenti id in quod directe convertitur substantia panis et vini
praeexistens, prout significatur per verba formae, quae sunt effectiva.

210

A. VONIER, La chiave della dottrina eucaristica, 219.

211

A. VONIER, La chiave della dottrina eucaristica, 220.

123

P. Carlos Miguel Buela Pane di vita eterna e calice delleterna salvezza

realmente unito a quello che qui si pone per trasformazione, vi


ci che sta realmente unito a quello che costituisce il termine
ad quem della trasformazione212. San Tommaso aggiunge una
riflessione assai importante: di due cose unite realmente tra
loro, dovunque si trova realmente luna bisogna che si trovi
anche laltra: poich le cose che sono unite realmente
vengono separate solo dallattivit dello spirito213.
3. I nomi
Abbiamo gi avuto modo di riferirci a questi due modi
di presenza di Ges Cristo nellEucaristia. San Tommaso usa
diverse espressioni per indicare luno e laltro. Pero indicare il
primo modo adopera la seguente terminologia:
ex vi sacramenti,
quasi ex vi sacramenti214,
ex vi verborum215,
ex vi conversionis,
ex vi sacramenti216,
per se217,
directe ex vi sacramenti218
212

Cfr. S. Th., III, 76, 1, c.: Ex naturali autem concomitantia est in hoc
sacramento illud quod realiter est coniunctum ei in quod praedicta
conversio terminatur.
213

S. Th., III, 76, 1, c.: Si enim aliqua duo sunt realiter coniuncta,
ubicumque est unum realiter, oportet et aliud esse, sola enim operatione
animae discernuntur quae realiter sunt coniuncta.
214

S. Th., III, 76, 1, c.

215

Cfr. S. Th., III, 81, 3, ad 3.

216

S. Th., III, 79, 5, c.

217

S. Th., III, 76, 2, ad 3; 76, 4, ad 1; 76, 6, c. e ad 1.

218

S. Th., III, 79, 5, c. (due volte); ed in altri contesti: 76, 1, c.; 76, 3, ad
2 (due volte); 76, 4, c. (due volte); 76, 5, c. (due volte).

124

In forza del sacramento e in forza della concomitanza

E riguardo allaltro concetto: ex vi concomitantiae,


aggiunge quasi sempre due aggettivi per ben risaltare che
non una invenzione della sua mente, come molte volte
accade a noi, una cosa pia o propria di una meditazione,
bens qualcosa di reale:
ex reali concomitantia219,
ex naturali concomitantia220,
in qualche luogo dice quasi ex quadam
concomitantia 221 (facendo capire altrove che questo non
di per se222),
altre espressioni sono quasi per accidens, per
concomitanza 223, non fit per se224.
4. Quali cose di Cristo stanno nel sacramento secondo
ciascun modo di presenza?
A. Secondo ex vi sacramenti:
C solo quello in cui si conclude direttamente la
trasformazione: quindi la sostanza del Corpo del Signore
sotto la specie del pane e la sostanza del Sangue del Signore
sotto quella del vino; e, per la duplice consacrazione, si d lo
stato sacramentale della vittima;

219

S. Th., III, 76, 1, c.

220

S. Th., III, 76, 1, c.

221

S. Th., III, 79, 5, c.

222

S. Th., III, 76, 2, ad 3: Corpus Christi non est sub specie vini ex vi
sacramenti, sed ex reali concomitantia. Et ideo per consecrationem vini
non fit ibi Corpus Christi per se, sed concomitanter.
223
224

S. Th., III, 76, 4, ad 1.


S. Th., III, 76, 2, ad 3.

125

P. Carlos Miguel Buela Pane di vita eterna e calice delleterna salvezza

Non c il Sangue sotto la specie del pane, e


nemmeno lanima n la divinit;
Non c il Corpo sotto la specie del vino, e nemmeno
lanima n la divinit.
B. Secondo ex vi concomitantiae c quanto unito alla
sostanza del Corpo e del Sangue:
Sotto lapparenza del pane, in forza della concomitanza
c il Sangue, lanima, la divinit, la quantit dimensiva che
mai si separa realmente dalla sostanza e gli altri accidenti.
Sotto lapparenza del vino c il Corpo, lanima, la divinit,
la quantit dimensiva e gli altri accidenti.
Vediamo due passi di S. Tommaso: la quantit
dimensiva l per concomitanza e quasi per accidens. Tale
quantit dimensiva presente in questo sacramento non nel
modo proprio [della quantit], [] ma secondo il modo della
sostanza225. Inoltre, ex vi concomitantiae, vi sono pure gli
stati di Cristo (eccetto la condizione o stato di vittima).
Durante sua vita terrena era nello stato passibile, o
ipoteticamente quando si trovava nello stato di separazione
dellanima al momento della morte fino alla resurrezione ,
o anche nel suo stato glorioso e immortale, come nella
resurrezione e fino ad ora. Diciamo eccetto lo stato di vittima
in quanto, per la duplice consacrazione, si presenta sempre
nello stato sacramentale di vittima. Gli altri stati sono
accidenti del Corpo di Cristo, non formano parte della
sostanza del Corpo di Cristo. Perci la dottrina dei due modi
225

S. Th., III, 76, 4, ad 1: Quantitas autem dimensiva eius est ibi


concomitanter et quasi per accidens, ideo quantitas dimensiva Corporis
Christi est in hoc sacramento, non secundum proprium modum, [] sed
per modum substantiae.

126

In forza del sacramento e in forza della concomitanza

della presenza di Cristo nellEucaristia molto importante:


abbiamo infatti difficolt a capire che la Messa sacrificio
perch diciamo: Come? Se Cristo resuscitato.
Mentre linsegnamento della Chiesa, come dice il Concilio
di Trento, che a motivo del sacramento il Sangue appare
separato dal Corpo, e questo il sacrificio eucaristico. Che vi
sia Cristo nel suo stato di risorto com ora in cielo una
conseguenza, perch il sacramento fa sempre presente il
Corpo e il Sangue qualunque sia lo stato in cui si trovi il
Corpo di Cristo in quel momento, senza che questo intacchi
la realt sacramentale.
Nel secondo passo S. Tommaso risolve la difficolt
che si presenta da parte dello stato del Corpo di Cristo
sullaltare paragonandolo allo stato che possedeva sulla tavola
dellultima Cena, e considerando gli stati come accidenti del
Corpo: Gli accidenti del Corpo di Cristo sono presenti in
questo sacramento per reale concomitanza, non gi in forza
del sacramento, il quale rende presente la sostanza del Corpo
di Cristo. Perci la virt delle parole sacramentali ha il
compito di rendere presente nel sacramento il Corpo [],
qualsiasi siano gli accidenti che realmente possiede226.
Coerenti con le loro dottrine eretiche, non per nulla, i
protestanti sacramentari Carlostad, Zwinglio, Ecolampadio
si beffano della concomitanza; Martin Lutero la ridicolizza;
Melantone se ne disinteressa, quando dice che certi vanno
tormentandosi con vuote ragioni227. In questi tempi di falsi
226

S. Th., III, 81, 3, ad 3: Accidentia Corporis Christi sunt in hoc


sacramento ex reali concomitantia, non autem ex vi sacramenti, ex qua
est ibi substantia Corporis Christi. Et ideo virtus verborum
sacramentalium ad hoc se extendit ut sit sub hoc sacramento Corpus, []
quibuscumque accidentibus realiter in eo existentibus.
227

Cfr. G. ALASTRUEY, Tratado, 146 e 67.

127

P. Carlos Miguel Buela Pane di vita eterna e calice delleterna salvezza

ecumenismi e di influssi delle posizioni protestanti sui


pensatori cattolici alcuni teologi sono complici e seguaci di
quelle dottrine.
Dimenticano questi, e anche altri, il chiaro
insegnamento del Concilio di Trento: Infatti gli apostoli non
avevano ancora ricevuto lEucaristia dalla mano del Signore
[cf. Mt 26,26; Mc 14,22] e gi egli affermava che quello che
dava era il suo Corpo. Sempre vi stata nella Chiesa di Dio
questa fede, che [] in forza delle parole il Corpo sotto la
specie del pane e il sangue sotto la specie del vino; ma lo
stesso Corpo sotto la specie del vino, e il sangue sotto quella
del pane, e lanima sotto luna e laltra specie, in forza di
quella naturale unione o concomitanza 228 . Dimenticare
questo porta a delle funeste conseguenze.
La differenza tra ci che si trova nellEucaristia in
forza delle parole e quello che c per concomitanza, per
quanto non sia insegnamento di fede, sarebbe tuttavia
sbagliato e azzardato negarla, non solo per lautorit del
Concilio di Trento, che per chiarire ulteriormente il mistero
impiega quelle espressioni, ma anche perch la differenza di
cui parliamo deriva chiaramente dai principi della fede229. Di
fatto lautorit del Concilio di Trento, nel paragrafo in cui tra
altre cose si indica tale differenza, inizia dicendo: Sempre
c stata questa fede nella Chiesa di Dio. Sembrerebbe
228

CONCILIO DI TRENTO: Nondum enim Eucharistiam de manu Domini


Apostoli susceperant [cf. Mt 26,26; Mc 14,22], cum vere tamen ipse
affirmaret Corpus suum esse, quod praebebat; et semper haec fides in
Ecclesia Dei fuit, [] Corpus quidem sub specie panis et sanguinem sub
vini specie ex vi verborum, ipsum autem Corpus sub specie vini et
Sanguinem sub specie panis animamque sub utraque, vi naturalis illius
conexionis et concomitantiae (DH 1640).
229

SUREZ, De Euchar., disp. 56, sect. 3; ISAMBERT, De sacr. Euch., ad


q. 76, disp. 1, a 2. Cfr. G. ALASTRUEY, Tratado, 146-147.

128

In forza del sacramento e in forza della concomitanza

che nel Catechismo della Chiesa Cattolica si parli di tale


dottrina perch almeno 11 volte si usa lespressione
parole230 o conversione231 riferite al Corpo e Sangue del
Signore contenuti sotto il pane e il vino; sembrerebbe poi, in
un caso, far riferimento alla concomitanza, quando usa la
preposizione con per riferirsi allanima e alla divinit232.

230

n. 1333: per le parole di Cristo [per verba Christi]; n. 1353:


lefficacia delle parole [vis verborum]; n. 1357: per le parole di
Cristo [per... Christi verba].
231

n. 1333: diventano [fiunt], diventando [efficiuntur]; n. 1350:


diventeranno [efficientur]; n. 1357: diventati [effecta]; n. 1375
(due volte): conversione [conversionem, conversione]; n. 1353:
diventino [fiant]; n. 1411: diventino [fiant].
232

n. 1374: con lanima e la divinit [una cum anima et divinitate].

129

10. Al modo della sostanza al modo della quantit


evidente che le dimensioni del pane e del vino
non si convertono nelle dimensioni del Corpo di Cristo,
ma la sostanza nella sostanza233.

San Tommaso

Ci occuperemo ora di altri due concetti usati spesso


da S. Tommaso nel trattato sullEucaristia: per modum
substantiae per modum quantitatis, i quali hanno pure
come accade di solito in S. Tommaso altri sinonimi:
dimensionibus alienis, e dimensionis propriae 234 . Si nota
anche qui, come gi abbiamo avuto modo di constatare, la
fedelt di S. Tommaso nel rispettare ci che riguarda la fede
e ci che riguarda la ragione. Infatti ogni volta che compie
un avanzamento teologico lo fa fondandosi su un articolo di
fede o basandosi su un fatto dellesperienza. Abbiamo per
esempio in questo caso tre momenti nei quali egli fa
riferimento, e si fonda, su fatti dellesperienza. Noi a volte
non facciamo tanto casi di questo o lo comprendiamo
superficialmente e quindi non riusciamo a percepire tutta la
profondit del pensiero teologico di S. Tommaso, e quindi
restiamo incapaci di capire perch egli dice una cosa o
unaltra, e tutto rimane cos in una nebulosa.
Cos, nella questione 75, che parla degli accidenti, S.
Tommaso dice: quod sensu apparet, come si constata con i
sensi 235 gli accidenti del pane e del vino persistono.
233

S. Th., III, 76, 1, ad 3: Ex quo patet quod dimensiones panis vel vini
non convertuntur in dimensiones Corporis Christi, sed substantia in
substantiam.
234

Cfr. S. Th., III, 76, 5, c.

235

S. Th., III, 75, 5, c.

131

P. Carlos Miguel Buela Pane di vita eterna e calice delleterna salvezza

Dobbiamo constatare tutti i giorni che, come dice S.


Agostino, sotto le specie del pane e del vino che vediamo,
veneriamo la Carne e il Sangue che non vediamo236. Gli
accidenti persistono sempre, anche dopo la consacrazione.
Poi sviluppa il suo argomentare nel corpus: Con i sensi si
constata [quod sensu apparet] che, fatta la consacrazione,
rimangono tutti gli accidenti del pane e del vino e quindi
afferma che questo accade perch Dio lo ha voluto cos: E
ci fu disposto sapientemente dalla provvidenza divina. E
anche se non direttamente legato al tema che dobbiamo
sviluppare, conviene ricordare perch espresso molto bene
da S. Tommaso che gli accidenti persistono per i tre motivi
seguenti: ...perch, non per gli uomini cosa abituale...
mangiare carne umana e bere sangue umano...; perch
questo sacramento non sia oggetto dirrisione da parte dei
non credenti...; perch il ricevere in modo invisibile il Corpo
e il Sangue del Signore giovi ad accrescere il merito della
fede237. Cos, per prima cosa, una questione che i sensi
stessi ci dicono: dopo la consacrazione persistono le specie o
accidenti, cio tutto quanto percettibile con i sensi, come
lestensione, la grandezza, il peso, il colore, la figura, la
liscezza, lodore, il sapore, il suono (sia prima che dopo la
consacrazione la frazione del pane produce lo stesso
suono)238.
236

Sententiarum Prosperi; cfr, LANFRANCUM, De corp. et sang. Domini,


c. 13: ML 150, 423; [GRATIANUM, cn 41 Nos autem]: Nos in specie
panis et vini, quam videmus, res invisibiles, idest Carnem et Sanguinem,
honoramus (S. Th., III, 75, 5, sc).
237

S. Th., III 75, 5, c.: quia non est consuetum hominibus [] carnem
hominis comedere et sanguinem bibere; [] ne hoc sacramentum ab
infidelibus irrideretur; [] ut, dum invisibiliter Corpus et Sanguinem
Domini nostri sumimus, hoc proficiat ad meritum fidei.
238

Cfr. S. Th., III, 77, 7, ob. 2.

132

Al modo della sostanza al modo della quantit

Nella questione successiva, nella quale affronta


direttamente il tema che dobbiamo vedere, nel primo articolo
ritorna al nostro argomento: evidente che le dimensioni
del pane e del vino non si convertono nelle dimensioni del
Corpo di Cristo, ma la sostanza nella sostanza239. Perch
se gli accidenti persistono, il che patet ( evidente), anche
evidente il persistere di quel accidente che la dimensione
quantitativa, accidente non del Corpo, bens del pane e del
vino. La conversione avviene da sostanza a sostanza, quella
del pane nella sostanza del Corpo, quella del vino nella
sostanza del Sangue, non nelle dimensioni. In modo tale che
la sostanza del Corpo e del Sangue si hanno ex vi
sacramenti, mentre le dimensioni, la quantit dimensiva del
Corpo e del Sangue non. Si hanno solo ex vi realis
concomitantiae e al modo della sostanza.
E venendo al nostro tema: unde patet (ancora il
ricorso alla realt sensibile) che se persistono gli accidenti,
tra di essi c la dimensione quantitativa, sempre la stessa sia
prima che dopo la consacrazione: evidente che le
dimensioni del pane e del vino non si convertono nelle
dimensioni del Corpo di Cristo, ma la sostanza nella
sostanza. Cosicch la sostanza del Corpo o del Sangue di
Cristo presente in questo sacramento in forza del
sacramento, non cos le dimensioni del suo Corpo e del suo
Sangue. perci evidente che il Corpo di Cristo presente
in questo sacramento secondo il modo della sostanza e non
secondo il modo della quantit 240 . Il ragionamento
239

S. Th., III 76, 1, ad 3: Ex quo patet quod dimensiones panis vel vini
non convertuntur in dimensiones Corporis Christi, sed substantia in
substantiam.
240

S. Th., III 76, 1, ad 3: Ex quo patet quod dimensiones panis vel vini
non convertuntur in dimensiones Corporis Christi, sed substantia in
substantiam. Et sic substantia Corporis Christi vel Sanguinis est in hoc

133

P. Carlos Miguel Buela Pane di vita eterna e calice delleterna salvezza

chiarissimo. Ed ci che chiaramente insegnato dal


Concilio di Trento. quello che ricorda Paolo VI, in
occasione delle negazioni di Schillebeeckx, nella Mysterium
Fidei 241 . Ed quello che spiega bellamente S. Tommaso:
Cristo presente al modo della sostanza: perci evidente
che il Corpo di Cristo presente in questo sacramento
secondo il modo della sostanza [per modum substantiae] e
non secondo il modo della quantit [per modum quantitatis].
Ora, la totalit propria della sostanza contenuta
indifferentemente in una quantit piccola o in una quantit
grande... [una goccia dacqua acqua, come lo pure
limmenso oceano]. Perci in questo sacramento dopo la
consacrazione contenuta tutta la sostanza del Corpo e del
Sangue di Cristo, come prima della consacrazione era
contenuta la sostanza del pane e del vino242.
sacramento ex vi sacramenti, non autem dimensiones Corporis vel
Sanguinis Christi. Unde patet quod Corpus Christi est in hoc sacramento
per modum substantiae, et non per modum quantitatis.
241

Cfr. Mysterium Fidei, n. 11: Non infatti lecito [...] discutere del
mistero della transustanziazione senza far cenno della mirabile
conversione di tutta la sostanza del pane nel Corpo e di tutta la sostanza
del vino nel Sangue di Cristo, conversione di cui parla il Concilio di
Trento, in modo che essi si limitino soltanto alla transignificazione e
transfinalizzazione come dicono (in AAS 57 [1965] 755; Enchiridion
delle Encicliche, vol. 7, n. 855, p. 597); e n. 47: Dopo il concilio di
Trento, il Nostro predecessore Pio VI contro gli errori del Sinodo di
Pistoia, ammon con parole gravi che i parroci, che hanno il compito
dinsegnare, non tralascino di parlare della transustanziazione, che uno
degli articoli di fede [Const. Auctorem Fidei, in Enchiridion delle
Encicliche, vol. 1, n. 990]. Parimenti il nostro predecessore Pio XII di f.
m., richiam i limiti che non devono sorpassare tutti coloro che discutono
sottilmente del mistero della transustanziazione [Allocutio, 22.09.1956:
in AAS 48 (1956) 720] (in AAS 57 [1965] 768; Enchiridion delle
Encicliche, vol. 7, n. 897, p. 623).
242

S. Th., III, 76, 1, ad 3: Unde patet quod Corpus Christi est in hoc
sacramento per modum substantiae, et non per modum quantitatis.

134

Al modo della sostanza al modo della quantit

Riassumendo, abbiamo tre cose evidenti che si


concatenano:
1. evidente il persistere degli accidenti di pane e
vino;
2. dunque evidente che si trasforma solo la
sostanza del pane e del vino, mentre gli accidenti non si
trasformano;
3. per conseguenza evidente che non si hanno le
dimensioni del Corpo e Sangue di Cristo al modo della
quantit (solo il Sangue sarebbero circa 6 litri), bens al
modo della sostanza e in forza della concomitanza.
Il Corpo di Cristo per tanto non presente al modo
della quantit dimensiva, non pu essere commensurato
(misurato); dunque il Corpo di Cristo nel Sacramento non
localizzato 243 . conseguenza dellesservi al modo della
sostanza. La sostanza del Corpo di Cristo si riferisce a
quel luogo per mezzo di dimensioni aliene [non mediante le
proprie]. Le dimensioni proprie del Corpo di Cristo invece
si riferiscono a quel luogo per mezzo della sostanza. E
questo contro la ragione di un corpo localizzato. Dunque
in nessun modo il Corpo di Cristo in questo sacramento
come in un luogo244.
Propria autem totalitas substantiae continetur indifferenter in parva vel
magna quantitate []. Unde et tota substantia Corporis Christi et
Sanguinis continetur in hoc sacramento post consecrationem, sicut ante
consecrationem continebatur ibi substantia panis et vini.
243

Cfr. S. Th., III, 76, 3, c.: Corpus Christi est in hoc sacramento per
modum substantiae, idest, per modum quo substantia est sub
dimensionibus, non autem per modum dimensionum, idest, non per illum
modum quo quantitas dimensiva alicuius corporis est sub quantitate
dimensiva loci.
244

S. Th., III, 76, 5, c.: Substantia autem Corporis Christi comparatur


ad locum illum mediantibus dimensionibus alienis, ita quod e converso
dimensiones propriae Corporis Christi comparantur ad locum illum

135

P. Carlos Miguel Buela Pane di vita eterna e calice delleterna salvezza

Pone S. Tommaso una difficolt: Essere in un luogo


in maniera delimitata [definitive] e circoscrittiva fa parte
della localizzazione. Ma il Corpo di Cristo sembra che sia in
questo sacramento per delimitazione: perch presente l
dove sono le specie del pane e del vino senza essere in altre
parti dellaltare. Sembra inoltre che vi sia presente in
maniera circoscrittiva, perch contenuto talmente entro la
superficie dellostia consacrata, da non oltrepassarla e da
non esserne oltrepassato. Dunque il Corpo di Cristo come
localizzato in questo sacramento245. E risponde: Il Corpo
di Cristo non in questo sacramento in maniera delimitata
[definitive], perch allora non sarebbe se non sullaltare
dove si compie questo sacramento, mentre invece in cielo
secondo la propria specie e in molti altri altari sotto le
specie sacramentali. Parimente chiaro che non in questo
sacramento in maniera circoscrittiva, perch non sta
secondo la misura della propria quantit, come si detto.
Che poi non oltrepassi la superficie del sacramento e non sia
presente in altre parti dellaltare cosa che non appartiene
alla presenza delimitata o circoscrittiva; ma dipende dal
fatto che comincia ad essere l per la consacrazione e la
conversione del pane e del vino, come si detto246. Cio
mediante substantia. Quod est contra rationem corporis locati. Unde
nullo modo Corpus Christi est in hoc sacramento localiter.
245

S. Th., III, 76, 5, ob. 1: Videtur quod Corpus Christi sit in hoc
sacramento sicut in loco. Esse enim in aliquo definitive vel
circumscriptive est pars eius quod est esse in loco. Sed Corpus Christi
videtur esse definitive in hoc sacramento, quia ita est ubi sunt species
panis vel vini, quod non est in alio loco altaris. Videtur etiam ibi esse
circumscriptive, quia ita continetur superficie hostiae consecratae quod
nec excedit nec exceditur. Ergo Corpus Christi est in hoc sacramento
sicut in loco.
246

S. Th., III, 76, 5, ad 1: Ad primum ergo dicendum quod Corpus


Christi non est in hoc sacramento definitive, quia sic non esset alibi quam

136

Al modo della sostanza al modo della quantit

non si ha la presenza di Cristo nel sacramento nel luogo in


modo definitivo e limitato, n si ha la presenza circoscrittiva
che commisura le dimensioni del luogo.
Facciamo maggiore chiarezza. La presenza
circoscrittiva quella per la quale la cosa in un luogo
perch la propria quantit si adatta e commisura con le
dimensioni del luogo, in modo che vi sia tutta in tutto il
luogo e, mediante le sue parti, nelle parti del luogo247, cosa
che non avviene nellEucaristia.
Non avviene nemmeno la presenza nellubi in
modo definitive, o locale e limitato, per cui la cosa di
tal modo in un luogo che, allo stesso tempo, non
presente in un altro248.
Cristo presente in modo del tutto particolare e
ineffabile: presente sacramentalmente. Che vuol dire? Che
il Corpo di Cristo in specie propria sta in cielo e
contemporaneamente in molti altari sotto le specie

in hoc altari ubi conficitur hoc sacramentum; cum tamen sit et in caelo in
propria specie, et in multis aliis altaribus sub specie sacramenti. Similiter
etiam patet quod non est in hoc sacramento circumscriptive, quia non est
ibi secundum commensurationem propriae quantitatis, ut dictum est [in
c., cfr. a. 4, ad 1, 2 e 3]. Quod autem non est extra superficiem
sacramenti, nec est in alia parte altaris, non pertinet ad hoc quod sit ibi
definitive vel circumscriptive, sed ad hoc quod incoepit ibi esse per
consecrationem et conversionem panis et vini, ut supra dictum est [a. 1;
q. 75, aa. 2-6].
247

G. ALASTRUEY, Tratado, 171: por la cual la cosa est en un lugar por


adaptacin y conmensuracin de su propia cantidad con las dimensiones
del lugar, de suerte que est toda en todo el lugar y por sus partes en las
partes del lugar.
248

G. ALASTRUEY, Tratado, 171: la cosa est de tal manera en un lugar


que no est en otro a la vez.

137

P. Carlos Miguel Buela Pane di vita eterna e calice delleterna salvezza

sacramentali249. Perci S. Tommaso dice che ...il Corpo di


Cristo qui presente [nel sacramento] secondo il modo
proprio di questo sacramento250.
Spesso insegna che il Corpo di Cristo nellEucaristia,
perch presente in specie sacramenti, presente per modum
substantiae, e non al modo della quantit:
la sua quantit dimensiva (le sue dimensioni)
presente concomitantemente e quasi per accidens. Tali
dimensioni sono presenti in questo sacramento non nel modo
loro proprio, e cio integralmente in tutto il corpo e
parzialmente nelle singole parti; ma secondo il modo della
sostanza, la cui natura di essere tutta nel tutto e tutta in
ciascuna parte251.
perci evidente che il Corpo di Cristo
presente in questo sacramento secondo il modo della
sostanza e non secondo il modo della quantit252.
il Corpo di Cristo presente in questo
sacramento alla maniera della sostanza, ossia alla stessa
maniera in cui la sostanza presente sotto le proprie
dimensioni, non gi come le dimensioni: ossia non alla

249

Cfr. S. Th., III, 76, 5, ad 1: cum tamen sit et in caelo in propria


specie, et in multis aliis altaribus sub specie sacramenti.
250

S. Th., III, 75, 1, ad 3: Corpus Christi esse ibi, sicut dictum est,
secundum modum proprium huic sacramento.
251

S. Th., III, 76, 4, ad 1: Quantitas autem dimensiva eius est ibi


concomitanter et quasi per accidens, ideo quantitas dimensiva Corporis
Christi est in hoc sacramento, non secundum proprium modum, ut
scilicet sit totum in toto et singulae partes in singulis partibus; sed per
modum substantiae, cuius natura est tota in toto et tota in qualibet parte.
252

S. Th., III, 76, 1, ad 3: Unde patet quod Corpus Christi est in hoc
sacramento per modum substantiae, et non per modum quantitatis.

138

Al modo della sostanza al modo della quantit

maniera in cui la quantit dimensiva di un corpo nella


quantit dimensiva del luogo253.
presente l secondo il modo della sostanza,
come si spiegato sopra254.
Il Corpo di Cristo, come si gi detto, non in
questo sacramento alla maniera della quantit dimensiva,
ma piuttosto alla maniera della sostanza255.
il Corpo di Cristo, come si detto sopra, in
questo sacramento alla maniera della sostanza256.
Tutto questo ha delle implicanze. S. Tommaso si
chiede: Il Corpo di Cristo, essendo organico, ha le sue parti
determinatamente distanziate [], come tra un occhio e
laltro, tra un occhio e un orecchio. Ma questo sarebbe
impossibile, se in tutte le parti delle specie ci fosse tutto il
Cristo, perch allora in ogni singola parte sarebbero presenti
tutte le parti, e cos dove fosse una parte ci sarebbe anche
laltra 257 ; e risponde: Quella determinata distanza tra le

253

S. Th., III, 76, 3, c.: Corpus Christi est in hoc sacramento per modum
substantiae, idest, per modum quo substantia est sub dimensionibus, non
autem per modum dimensionum, idest, non per illum modum quo
quantitas dimensiva alicuius corporis est sub quantitate dimensiva loci.
254

S. Th., III, 76, 4, ad 2: sed est ibi per modum substantiae, ut dictum
est [ad 1].
255

S. Th., III, 76, 5, c.: Corpus Christi non est in hoc sacramento
secundum proprium modum quantitatis dimensivae, sed magis secundum
modum substantiae.
256

S. Th., III, 76, 7, c.: sicut supra dictum est [a.1, ad 3; a.3], Corpus
Christi est in hoc sacramento per modum substantiae.
257

S. Th., III, 76, 3, ob. 2: Corpus Christi, cum sit organicum, habet
partes determinate distantes, est enim de ratione organici corporis
determinata distantia singularum partium ad invicem, sicut oculi ab
oculo, et oculi ab aure. Sed hoc non posset esse si sub qualibet parte

139

P. Carlos Miguel Buela Pane di vita eterna e calice delleterna salvezza

parti di un corpo organico si fonda sulla sua quantit


dimensiva; ma la natura della sostanza precede anche la
quantit dimensiva. Ora, poich la conversione della sostanza
del pane termina direttamente alla sostanza del Corpo di
Cristo, e questultimo si trova propriamente e direttamente in
questo sacramento secondo il modo della sostanza, le distanze
suddette tra le parti organiche [o proporzione] sono senza
dubbio nel vero Corpo di Cristo; tale Corpo per non si
rapporta a questo sacramento secondo quelle determinazioni
spaziali, bens secondo il modo di essere della propria
sostanza, come sopra abbiamo detto258.
E in fine: Il Corpo di Cristo conserva sempre la sua
vera natura di corpo e non si cambia in spirito. Ma proprio
della natura del corpo di essere una quantit avente
posizione []. Ebbene, la natura della quantit [dimensiva]
vuole che parti diverse occupino diverse parti dello spazio.
dunque impossibile che tutto il Cristo sia in tutte le parti delle
specie259. E risponde: Largomento parte dalla natura del

specierum esset totus Christus, oporteret enim quod sub qualibet parte
esset quaelibet pars; et ita, ubi esset una pars, esset et alia.
258

S. Th., III, 76, 3, ad 2: Illa determinata distantia partium in corpore


organico fundatur super quantitatem dimensivam ipsius, ipsa autem
natura substantiae praecedit etiam quantitatem dimensivam. Et quia
conversio substantiae panis directe terminatur ad substantiam Corporis
Christi, secundum cuius modum proprie et directe est in hoc sacramento
Corpus Christi, talis distantia partium est quidem in ipso Corpore Christi
vero, sed non secundum hanc distantiam comparatur ad hoc
sacramentum, sed secundum modum suae substantiae, ut dictum est [in
c.; a.1, ad 3].
259

S. Th., III, 76, 3 ob. 3: Corpus Christi semper veram retinet corporis
naturam, nec unquam mutatur in spiritum. Sed de ratione corporis est ut
sit quantitas positionem habens, ut patet in praedicamentis. Sed ad
rationem huius quantitatis pertinet quod diversae partes in diversis

140

Al modo della sostanza al modo della quantit

corpo secondo la sua quantit dimensiva. Ma, come noi


abbiamo gi notato sopra, il Corpo di Cristo riguarda questo
sacramento non in ragione della quantit dimensiva, bens in
ragione della sostanza260.
un fatto interessantissimo che noi appena
consideriamo. Ed un fatto davanti al quale anche i grandi
teologi sono rimasti estasiati, di fronte a come Dio ha fatto il
mistero dellEucaristia in un modo assolutamente
impensabile per il pensiero umano. Anche dopo la
Rivelazione ci ritroviamo con tanti aspetti che evidentemente
superano la capacit della nostra comprensione, perch
evidente che Dio ci supera. Dice un teologo, Toledo: Dio
pu molto di pi di quanto luomo possa capire o
immaginare. E in realt, se luomo istruito pu fare molte
cose che lincolto per ignoranza non pu capire n
immaginare, come non potr fare Dio molte pi cose di
quelle
concepibili
per
lintelligenza
creata
o
limmaginazione? stolto perci pretendere di misurare con
la nostra intelligenza la sapienza di Dio, che infinitamente
pi lontana dallintelligenza creata di quanto questa sia
distante da un incolto o dallimmaginazione di un animale
irrazionale In questo mistero occorre lumilt, con la
quale coesiste la fede, ma non si raggiunge la sua
conoscenza perfetta e distinta 261 . Cos avviene con Dio,
partibus loci existant. Non ergo potest esse, ut videtur, quod totus
Christus sit sub qualibet parte specierum.
260

S. Th., III, 76, 3, ad 3: Ratio illa procedit de natura corporis quam


habet secundum quantitatem dimensivam. Dictum est [in c.; et ad 2]
autem quod Corpus Christi non comparatur ad hoc sacramentum ratione
quantitatis dimensivae, sed ratione substantiae.
261

Enarr. in 3 pars S. Th., q. 76, 4, concl. 3; cit. por G. ALASTRUEY,


Tratado, 167: Que Dios puede mucho ms que lo que el hombre puede
comprender o imaginar. Y en verdad, pues si el hombre perito puede

141

P. Carlos Miguel Buela Pane di vita eterna e calice delleterna salvezza

davanti al quale siamo tutti pi che rozzi. Nel sacramento


eucaristico Egli ha voluto fare cose meravigliose, come il
modo particolare, ineffabile, unico, della presenza per
modum substantiae.

hacer muchas cosas que el rstico por su ignorancia no puede


comprender ni imaginar, cmo no podr Dios hacer muchas ms cosas
de las que el entendimiento creado o la imaginacin pueda concebir? Es
necio, por tanto, pretender medir por nuestro entendimiento la sabidura
de Dios, que est infinitamente ms lejos del entendimiento creado que
lo que ste dista de un rstico o de la imaginacin de un animal
irracional En este misterio es necesaria la humildad, con la que
coexiste la fe, pero no se alcanza su perfecto y distinto conocimiento.

142

11. Cristo che ha patito


LEucaristia invece il sacramento della passione di Cristo in quanto
luomo viene reso perfetto in unione a Cristo che ha patito262.

San Tommaso

1. Qualche citazione
Tra i padri greci non si usa lesatto corrispondente del
latino passus, cio il participio perfetto, bens due forme
analoghe, laggettivo verbale [paqhto,j] (tradotto come
paziente, o, meglio, passibile) e il participio aoristo
[pa,qwn(ontoj]. Tuttavia si nota nelluso di tali espressioni,
soprattutto di questultima forma, la loro tendenza ad attribuire
la passione a Cristo come caratteristica sua propria, quasi fosse
un epiteto. Cos, per esempio, nellantico sermone In sanctum
Pascha: perch in tutte queste cose preannunciate sul Cristo
che ha patito [tou/ Cristou/ paqo,ntoj], era necessario, ecc...263;
oppure S. Giovanni Damasceno: abbiamo imparato dal Cristo
che ha patito nella carne [Cristo.n de. paqo,nta sarki.
Vedida,cqhmen]264.
Vi sono testi dei padri latini e di altri autori
ecclesiastici tendenti a rafforzare questa idea. Citiamone
solo alcuni:

262

S. Th., III, 73, 3, ad 3: Eucharistia est sacramentum passionis Christi


prout homo perficitur in unione ad Christum passum.

263

PSEUDO-HYPOLITUS, In Sanctum Pascha, [MG 48,18].

264

SAN GIOVANNI DAMASCENO, Expositio fidei, [MG 55.48].

143

P. Carlos Miguel Buela Pane di vita eterna e calice delleterna salvezza

In quel No che, ubriacatosi con luva piantata da


lui stesso, rest nudo in casa sua, chi non vede Cristo che ha
patito tra la sua gente?265.
E Mos fu pure simbolo del popolo giudeo, che
poi doveva credere nel Cristo che ha patito266.
I bambini sarebbero estranei a tale salvezza e luce
[] se non fossero associati in adozione al popolo di Dio,
possedendo il Cristo giusto che ha patito per lingiusto per
condurli a Dio267.
La materia (argomento) del salmo (68) Cristo
che ha patito [Christus passus], per la fragilit della
natura umana268.
Che altro potrebbe significare il pesce utilizzato,
se non Cristo che ha patito?269; Ma che significa il pesce
arrostito, mangiato da Cristo dopo la resurrezione e
datogli dai discepoli, se non Cristo stesso che ha patito?
265

SANTAGOSTINO, Contra Faustum, 12, 23: Iam uero illud, quod de


uinea, quam plantauit inebriatus Noe, nudatus est in domo sua, cui non
adpareat Christus passus in gente sua?.
266

SANTAGOSTINO, Epistolae, 147, 13: Gestauit quippe Moyses typum


populi iudaeorum in Christum passum postea credituri.

267

SANTAGOSTINO, De peccatorum meritis et remissionem, 44: Ab hac


ergo salute et lumine alieni sunt parvuli, et in perditione ac tenebris
remanebunt, nisi per adoptionem populo Dei fuerint sociati, tenentes
Christum passum justum pro injustis, ut eos adducat ad Deum.
268

[SINE NOMINE], Commentarius in LXXXV Psalmos; vedi anche: H.


HALBERSTATENSIS, Commentaria in Psalmos.
269

ALCUINUS, In Evangelium Joannis [ML 100, 0998A]; altri testi di


riferimento: ALANUS DE INSULIS, Distinctiones dictionum theologicalium
[ML 210]; SMARAGDUS S. MICHAELIS, Collectiones in epistolas et
evangelia [ML 102, 0247A]; R. MAURO, Homiliae (C) [ML 110];
PETRUS COMESTOR, Sermones [ML 198,1792B].

144

Cristo che ha patito

[Christum passum] 270 ; cio lo onorarono credendo


rettamente, e mangiando santamente i sacramenti del
Cristo che ha patito [Christi passi]271.
Anche il Sinodo di Arras (1025), allude alla
presenza fisica del Christus passus: Cristo infatti, pur
avendo sofferto una sola volta e pur essendo morto una sola
volta, ogni giorno soffre per noi nella Chiesa, ogni giorno la
sua memoria si realizza in nostro favore272.
Lespressione in San Tommaso, specialmente nel
trattato sullEucaristia, ha un senso preciso, quasi tecnico:
LEucaristia invece il sacramento della passione di Cristo
in quanto luomo viene reso perfetto in unione a Cristo che
ha patito [Christum passum]273.
LEucaristia il sacramento perfetto della passione
del Signore, in quanto contiene il Cristo stesso che ha patito
[Christum passum]274.

270

B. PLACENTINUS, De sacramento Eucharistiae, De sacramentis [ML


150,0859A]: Quid enim piscis assus post resurrectionem a Christo
manducatus, et discipulis traditus, nisi Christum passum designabat?.
271

R. MAURO, Allegoriae in universam sacram scripturam, super Luc.


XXIV,42 [ML 112,1030B]: id est, honoraverunt recte credendo et
sancte vivendo sacramenta Christi passi.
272

SINODO DI ARRAS, cap. 2, De Corpore et Sanguine Domini, ed. J.D.


MANSI, Paris 1901-1927, XIX, 433: Semel namque Christus passus,
semel mortuus, quotidie in Ecclesia nobis patitur, quotidie nobis eius
memoria agitur.
273

S. Th., III, 73, 3, ad 3: Sed Eucharistia est sacramentum passionis


Christi prout homo perficitur in unione ad Christum passum.
274

S. Th., III, 73, 5, ad 2: Eucharistia est sacramentum perfectum


Dominicae passionis, tanquam continens ipsum Christum passum.

145

P. Carlos Miguel Buela Pane di vita eterna e calice delleterna salvezza

Per quanto invece riguarda il Cristo stesso


immolato [Christum passum], che contenuto in questo
sacramento, la figura principale va riscontrata in tutti i
sacrifici del Vecchio Testamento275.
Era giusto dunque che il sacrificio della Nuova Legge,
istituito da Cristo, avesse qualche cosa di pi e cio che
contenesse lui medesimo che ha patito [ipsum passum], non
solo sotto forma di simbolo o di figura, ma nella realt276.
Ma quanto a ci che realt e sacramento [res et
sacramentum] fu pi espressiva la figura della legge di Mos
[che loblazione di Melchisedec], con la quale veniva
significato pi espressamente il Cristo che ha patito
[Christus passus]277.
giach [lEucaristia] il sacramento della
passione del Signore, contiene in s il Cristo che ha patito
[Christum passum]278.

275

S. Th., III, 73, 6, c.: Quantum autem ad ipsum Christum passum, qui
continetur in hoc sacramento, figurae eius fuerunt omnia sacrificia
Veteris Testamenti.
276

S. Th., III, 75, 1, c.: Et ideo oportuit ut aliquid plus haberet


sacrificium Novae Legis a Cristo institutum, ut scilicet contineret ipsum
passum, non solum in significatione vel figura, sed etiam in rei veritate.
277

In IV Sent., d. 8, q. 1, a. 2C [sol. III], c: sed quantum ad id quod est


res et sacramentum; expressior fuit figura legis mosaicae, qua expressius
Christus passus significabatur.
278

In Ioann., c. 6, lc. 6, n. 963: cum hoc sacramentum sit Dominicae


passionis, continet in se Christum passum.

146

Cristo che ha patito

2. Alcune considerazioni a partire della grammatica279


Prima di analizzare direttamente lespressione
Christus passus, vediamo due espressioni davvero
interessanti in rapporto con il nostro tema. Sono Corpo
offerto (consegnato) Sangue versato. Nelle parole
dellistituzione eucaristica Nostro Signore dice che la realt
contenuta nellEucaristia il suo Corpo consegnato (cfr. Lc
22,19) e il suo Sangue versato (cfr. Mt 26,28; Mc 14,24; Lc
22,20). Nel testo greco del Nuovo Testamento queste due
qualit sono espresse con due participi presenti (dido,menon =
consegnato; evkcunno,menon = versato). In realt nelle lingue
classiche i sistemi verbali non sempre si corrispondono tra di
loro. Il greco presenta i cosiddetti aspetti dei tempi
verbali, che il latino conosce di meno. Questo vuol dire che
in greco il tempo del verbo non sempre ha un valore
temporale (presente, passato o futuro), pur avendolo spesso,
specie nel modo indicativo. tipico invece dei tempi dei
verbi greci denotare una caratteristica (aspetto) dellazione.
Nel caso del tempo presente ci che si indica
laspetto della continuit, della durata di unazione. Il modo
in cui tale aspetto del presente considera la continuit
molto discusso tra i grammatici della lingua greca e non
interessa al nostro discorso 280 . Basti sapere che i due
279

Ringrazio i padri Lic. Toms Orell, IVI, Gonzalo Ruiz, IVI, Miguel
A. Pertini, IVI e Miguel Soler, IVI e i professori specialisti in latino dott.
Camerina Pagano e dott. Edoardo DAngelo (Napoli) per le loro dotte
indicazioni.
280

Ad es., F. BLASS e A. DEBRUNNER dicono che laspetto del presente


indicare unazione duratura e lineare (cfr. Gramtica del Greco del
Nuevo Testamento, Brescia 19972, 401-402). J. SWETNAMM dice che il
presente greco esprime il punto di vista di unazione considerata non
terminata, per cos dire guarda lazione dal suo interno, senza riferirsi

147

P. Carlos Miguel Buela Pane di vita eterna e calice delleterna salvezza

participi presenti usati dal Signore non significano


primariamente il tempo presente, ma laspetto della
continuit o durata.
Nel greco del Nuovo Testamento il participio
presente usato con valore inoltre di futuro, specialmente se
si tratta di un futuro imminente 281.
Possiamo concludere che i participi presenti offerto
[= consegnato] versato usati da Ges nellistituzione
dellEucaristia indicano che si tratta del suo Corpo che sar
offerto e del suo Sangue che sar versato il giorno dopo,
durante la passione. Ma necessariamente comprendono
anche il momento stesso dellistituzione (lultima Cena) e la
continuazione o perpetuazione di quellatto nei secoli, cio il
sacrificio della Messa. Nellultima Cena vi fu Sangue
versato e Corpo offerto, bench in modo incruento; lo stesso
avviene in ogni santa Messa. Infatti lordine di Ges agli
Apostoli fate questo in memoria di me (Lc 22,19; 1Co
11,23-24) dato anche con un imperativo presente (poiei/te =
fate), per cui si deve continuamente ripetere la stessa cosa
che Egli istitu nellultima Cena. Per questo molti validi

allinizio o alla fine di essa: lazione considerata priva di limiti precisi


[expresa el punto de vista de una accin que es considerada como no
terminada, mira, por as decir, a la accin desde su interior, sin referencia
al comienzo o al trmino de la misma: la accin es considerada como
carente de lmites precisos] (Introduccin al Estudio del griego del
Nuevo Testamento, Ediciones del Verbo Encarnado, San Rafael 1999,
85-86). M. ZERWICK dice che essa indica unattivit in progresso abituale
(ripetuta), o semplicemente indica un tipo di attivit o unattivit che ha
un certo scopo (cfr. Biblical Greek, Roma 19904, 77).
281

Cfr. M. ZERWICK, Biblical Greek, n. 283. Tale uso viene considerato


da alcuni autori un semitismo.

148

Cristo che ha patito

esegeti sottolineano la forza particolare di questi due


participi presenti 282.
Addentrandoci nellespressione latina usata da S.
Tommaso, vediamo che grammaticalmente passus il
participio perfetto del verbo patior, che vuol dire patire,
soffrire. un verbo deponente, un verbo cio di forma
passiva ma di senso attivo.
Tale caratteristica formale dei verbi deponenti , se si
vuole, la pi evidente, ma non lunica n la pi importante,
dato che spesso tale uso implica certe sfumature che sono
espresse pi adeguatamente nella forma passiva che in quella
attiva. , crediamo, il caso di questo participio. In effetti, la
forma passus, essendo il participio perfetto di un verbo
deponente, ha vari aspetti nel suo significato:
Indica unazione compiuta e terminata nel
passato, unazione completa;
Il participio passato spesso impiegato in latino
con senso presente, specie se si tratta di verbi
indicanti una condizione, mentale o fisica, del
soggetto283, come il caso di patire (patito). In
questo senso il participio passato di un verbo
282

Cfr. J.M. LAGRANGE, vangile selon Saint Luc, Pars 19488, 544.

283

Cfr. B.L. GILDERSLEEVE & G. LODGE, Latin Grammar, Wauconda


[USA] 199714, 181: The Latin is more exact than the English in the use
of the tenses. So the Pf. Part. [= Perfect Participle] is frequently
employed when we use the Present; especially in classical prose, with
verbs that indicate a condition, mental or physical, where the action of
the participle is conceived as continuing up to, and sometimes into, that
of the leading verb [Il latino pi esatto dellinglese nelluso dei
tempi. Cos il Participio Passato spesso usato quando usiamo il
presente; specialmente nella prosa classica, con verbi indicanti una
condizione, mentale o fisica, quando lazione del participio intesa nel
senso di continuit fino a, e talvolta dentro, quello del verbo principale].

149

P. Carlos Miguel Buela Pane di vita eterna e calice delleterna salvezza

deponente pu impiegarsi per indicare uno stato


esistente o esprimere una simultaneit, cio
qualcosa di presente284;
Inoltre il participio passato, in quanto aggettivo
verbale, indica un attributo del soggetto, cio
attribuisce al soggetto la qualit espressa dal
verbo come qualcosa di suo proprio285.
3. Interpretazioni del Christus passus
Non sono corrette:
Alcuni affermano che Cristo soffre ora: Alcuni
infatti hanno detto che Christus passus significa niente
altro che Cristo paziente, in modo che le parole di S.
Tommaso nellEucaristia contenuto Christus passus
significhino: nellEucaristia contenuto Cristo che ora
soffre bench in forma nascosta e sacramentale, ma
veramente sofferente in atto286;
Altri hanno insegnato che con queste parole si
indica ci che Cristo ha sofferto in passato, in modo che il
senso delle parole di S. Tommaso sarebbe che nel
sacramento dellEucaristia contenuto Cristo che ha
sofferto in passato, ma che ora non presente nello stato
della passione287.
284

Cfr. R. OROZ, Gramtica Latina con notas lingsticas, Santiago de


Chile 1932, 321.
285

Cfr. V. VNNEN, Introduzione al latino volgare, Bologna 1982,


341-342.
286

Cfr. A HOFFMANN O.P., El sacrificio de la Misa segn Santo Toms


in Rivista Dilogo 7, 73. Articolo tradotto dai PP. Miguel ngel Fuentes,
IVI e Marcelo Lattanzio, IVI.
287

Cfr. A. HOFFMANN, El sacrificio, 73-74.

150

Cristo che ha patito

corretto:
Che il Christus passus contenuto nellEucaristia:
LEucaristia il sacramento perfetto della passione del
Signore, in quanto contiene il Cristo stesso che ha patito
[Christum passum]. Non pot perci essere istituita prima
dellincarnazione: quello invece era il tempo dei sacramenti
che dovevano prefigurare la passione del Signore288;
Che nellAntico Testamento era prefigurato
dallagnello pasquale, specialmente in quanto questo veniva
immolato: Per quanto invece riguarda il Cristo stesso
immolato [Christum passum], che contenuto in questo
sacramento, la figura principale va riscontrata in tutti i
sacrifici del Vecchio Testamento, specialmente nel
sacrificio dellespiazione che era solennissimo []. Ma
lagnello pasquale prefigurava questo sacramento []
perch veniva immolato da tutti i figli dIsraele nella
quattordicesima luna, il che prefigurava la passione di
Cristo, che per linnocenza viene denominato agnello289.

288

S. Th., III, 73, 5, ad 2: Ad secundum dicendum quod Eucharistia est


sacramentum perfectum Dominicae passionis, tanquam continens ipsum
Christum passum. Et ideo non potuit institui ante incarnationem, sed tunc
habebant locum sacramenta quae erant tantum praefigurativa Dominicae
passionis.
289

S. Th., III, 73, 6, c.: Quantum autem ad ipsum Christum passum, qui
continetur in hoc sacramento, figurae eius fuerunt omnia sacrificia veteris
Testamenti; et praecipue sacrificium expiationis, quod erat
solemnissimum []. Agnus paschalis [] praefigurabat hoc
sacramentum [] quia immolabatur ab omni multitudine filiorum Israel
quartadecima luna, quod fuit figura passionis Christi, qui propter
innocentiam dicitur agnus.

151

P. Carlos Miguel Buela Pane di vita eterna e calice delleterna salvezza

Che la res et sacramentum: giacch il


sacramento della passione del Signore, contiene in s il
Cristo che ha patito [Christum passum]290.
Che giustamente bisogna dire che il Cristo
sacramentale si dice Cristo che ha patito, perch
secondo lordine presente dellistituzione divina, la
presenza reale di Cristo sotto luna o laltra specie non
avviene senza che per ci stesso si renda presente lo stesso
Cristo nello stato della passione in quanto, come abbiamo
detto, in virt delle parole sotto la specie del pane non si
rende presente se non il Corpo di Cristo e sotto la specie del
vino non si rende presente se non il Sangue di Cristo291.
Come il sacramento dellEucaristia contiene
veramente e realmente Cristo Ges, allo stesso modo
contiene il Cristo che ha sofferto, il Corpo e il Sangue,
violentamente separati sulla croce per la nostra salvezza. Si
trova l la res et sacramentum eucaristica. una realt
significata a sua volta dal segno sensibile (signum tantum).
tramite il segno sensibile che simbolizza e provoca una realt
ulteriore: la grazia sacramentale della comunione e
lapplicazione sacrificale della virt meritoria e
soddisfattoria acquistata sulla Croce. Torniamo sempre cos
al sacrificio cristallizzato, cosa necessaria se si vuole trovare
sullAltare un vero sacrificio identico al sacrificio della
Croce, lo stesso offerente e la stessa vittima offerta292.
290

In Ioann. c. 6, lc. 6, n. 963: Cum hoc sacramentum sit Dominicae


passionis, continet in se Christum passum.

291

A. HOFFMANN, El sacrificio, 77.

292

B. AUGIER, Le sacrifice ecclsiastique in Revue Thomiste II (1934),


p. 207, nota 21: Lantithse entre la figure et la ralit vraie ne permet pas
de traduire les mots Christus passus, par lexpression dont usent
plusieurs thologiens contemporains: le Christ en sa passion. Il faut

152

Cristo che ha patito

Riassumendo:
Applicando le nozioni grammaticali che abbiamo visto
allespressione Christus passus, espressione quasi idiomatica
usata da S. Tommaso per riferirsi alla realt contenuta
nellEucaristia, possiamo dedurre che essa indica da una parte
che vi si trova la totalit della passione redentrice di Cristo,
compressi i frutti e i meriti ottenuti dal Signore per mezzo di
essa, cio lopera completa della redenzione (ci che proprio
del perfetto). Dallaltra parte il tempo passato del participio
indica che Cristo ha ormai patito in carne propria una volta
sola, sul Calvario, e che quindi la Messa sacrificio relativo,
segno commemorativo del sacrificio del Calvario. Il valore
presente del participio perfetto indica tuttavia che quel
sacrificio avvenuto nel passato si perpetua, si fa presente,
bench in altra forma (in forma sacramentale). Si indica infine
che quel modo di farsi presente, quellessere contenuto come
patito nellEucaristia, un fatto proprio ed esclusivo di
Cristo, come lo il suo unico sacrificio.
Possiamo chiederci perch S. Tommaso, se vuole
indicare la realt della presenza attuale del sacrificio di
Cristo nellEucaristia, non impiega mai, almeno nelle
questioni che nella Somma Teologica dedica allEucaristia,
la forma presente del participio (patiens, soffrendo). Una
tradure: le Christ qui a souffert, qui a subi la Passion. De mme que le
sacrament dEucharistie contient vraiment et rellement le Christ Jsus, de
mme contient-il le Christ qui a souffert, le Corps et le Sang,
violemment spars sur la Croix pour notre salut. Cest la realit signifie
par le signe sensible (signum tantum). Cest, moyennant le signe sensible
qui la symbolise et la cause, une ralit qui son tour signifie et cause une
ralit ultrieure: la grce sacramentelle de la communion et lapplication
sacrificielle della vertu mritoire et satisfactoire acquise la Croix. Nous
revenons toujours au sacrifice cristallis et il le faut sous peine de ne point
trouver lAutel un vrai sacrifice, identique au sacrifice de la Croix, le
mme offrant et la mme hostie.

153

P. Carlos Miguel Buela Pane di vita eterna e calice delleterna salvezza

prima risposta, semplicemente grammaticale, che il


participio presente indica unazione che si sta svolgendo
attualmente, e quindi non implica la conclusione o la
perfezione (nel senso di completato, finito) dellopera.
Ma poi il participio presente potrebbe indurre a
interpretazioni sbagliate, come se Cristo soffrisse in carne
propria, cio in forma cruenta, in ogni Messa. Perci
unespressione meno adatta ad indicare il fatto che Cristo,
nella Messa, si offre in forma diversa che nel Calvario, bench
si tratti dellunico e identico sacrificio. In altre parole: nel
participio presente patiens potrebbe intendersi che Cristo sta
soffrendo ora sullaltare, mentre in realt Cristo si rende
presente con lunico suo sacrificio, il quale offr una sola volta
in passato, ma che perpetua in ogni Messa. In questo senso la
forma passiva e al passato pi idonea a significare che Cristo
si offre nella Messa in un altro modo (sacramentalmente, in
specie aliena) e non in modo cruento (come nel Calvario, in
specie propria), pur trattandosi dello stesso Cristo e dello
stesso e unico sacrificio.
Mi pare che in questo senso, cio indicando la
presenza sacramentale del sacrificio di Cristo, debba
intendersi il passo della Summa in III, 66, 9, ad 5: Nel
sacramento dellEucaristia si commemora la morte di
Cristo, in quanto lo stesso Cristo che ha patito [Christus
passus] viene imbandito a noi come banchetto pasquale,
secondo lespressione di S. Paolo: Come nostra Pasqua si
immolato il Cristo: Banchettiamo dunque...293. Notiamo
lespressione di S. Tommaso exhibetur nobis: ci viene
293

Sed in sacramento Eucharistiae commemoratur mors Christi


inquantum ipse Christus passus exhibetur nobis quasi paschale
convivium, secundum illud I Cor. V,[7-8] Pascha nostrum immolatus
est Christus, itaque epulemur.

154

Cristo che ha patito

imbandito, ci viene offerto o ci dato, ci viene presentato, ci


mostrato come banchetto pasquale, sotto laspetto di cibo e
bevanda, di pane e vino, cio sotto i veli sacramentali, sotto
le specie distinte del pane e del vino.
Queste considerazioni ci indicano che lespressione
Christus passus si dimostra una vera e propria sintesi
teologica, non solo perch significa che nellEucaristia
contenuto Cristo che ha patito, ma anche perch si vuol
dire che attualmente si ritrova la totalit della passione di
Cristo, e al contempo si esclude la forma cruenta, perch
attualmente impossibile che Cristo resuscitato patisca.
Il Christus passus indica che il motivo formale del
sacrificio della Messa sta nella mactatio mystica secundum
se, nellimmolazione incruenta, nella separazione
sacramentale del Sangue dal Corpo dove si mostra Cristo
immolato, dove Cristo posto sotto le specie sacramentali
in un certo qual atteggiamento esterno di morte e
distruzione 294 , con segni esteriori che sono simboli di
morte [dove] per mezzo di segni distinti si significa e
dimostra che Ges Cristo in stato di vittima 295 , nello
stato della passione per cui si potrebbe molto bene
tradurre Christus passus con Cristo passionato 296 dal
momento che la Messa non solo ci offre la presenza
294

L. BILLOT, De Ecclesiae Sacramentis. Commentarius in Tertiam


Partem S. Thomae, Roma 19064, vol. I, 612: in quantum sistit Christum
sub speciebus sacramenti in quodam externo habitu mortis et
destructionis.
295

PIO XII, Mediator Dei, n. 89: per externa signa, quae sunt mortis
indices... per distinctos indices Christus Iesus in statu victimae
significatur atque ostenditur (in AAS 39[1947] 548.549; in Enchiridion
delle Encicliche, vol. 6, n. 496).
296

Traduzione del P. Christian Ferraro, IVI.

155

P. Carlos Miguel Buela Pane di vita eterna e calice delleterna salvezza

sostanziale di Cristo in stato glorioso, ma anche la presenza


operativa del suo atto sacrificale redentore 297 con il
cumulo di tutte le grazie e meriti acquisiti sulla Croce che si
applicano in questo sacramento, in modo che leffetto che la
passione di Cristo produsse nel mondo, questo sacramento
lo produce nel singolo uomo298.

297

C. JOURNET, La Messe, prsence du sacrifice de la Croix, Descle de


Brouwer, Bruges 1957, 112: la Messe nous apporte non seulement la
prsence substantielle du Christ dans son tat glorieux, mais encore la
prsence operative de son acte sacrificiel rdempteur.
298

S. Th., III, 79, 1, c.: Et ideo effectum quem passio Christi fecit in
mundo, hoc sacramentum facit in homine.

156

12. Sacrificio e gloria


LEucaristia ... propriamente il sacramento
del Corpo di Cristo pi che il sacramento
della sua divinit299.

San Tommaso

1. La fede della Chiesa


Insegna il Concilio di Trento: Sempre vi stata
nella Chiesa di Dio questa fede, che, cio, subito dopo la
consacrazione, sotto lspecie del pane e del vino vi il vero
Corpo di nostro Signore e il suo vero Sangue, insieme con la
sua anima e divinit: il Corpo sotto la specie del pane e il
Sangue sotto la specie del vino, e lanima sotto luna e
laltra specie; ma in forza di quella naturale unione e
concomitanza, per cui le parti del Cristo Signore, che ormai
risorto dai morti e non muore pi, sono unite tra loro.
Inoltre la divinit presente per quella sua mirabile unione
ipostatica col corpo e con lanima. quindi verissimo che
sotto una sola specie contenuto tanto, quanto sotto
entrambe. Cristo, infatti, tutto e integro sotto la specie del
pane e sotto qualsiasi parte di questa specie, e tutto anche
sotto la specie del vino e sotto ogni sua parte300.
299

S. Th., III, 74, 4, c.: quia panis est proprie sacramentum Corporis
Christi, quod sine corruptione conceptum est, magis quam divinitatis
ipsius.
300

Decreto sul Sacramento dellEucaristia, cap. III. Eccellenza della


santissima Eucaristia sugli altri sacramenti, DH 1640: et semper haec
fides in Ecclesia Dei fuit, statim post consecrationem verum Domini
nostri Corpus verumque eius Sanguinem sub panis et vini specie una cum
ipsius anima et divinitate exsistere: sed Corpus quidem sub specie panis
et Sanguinem sub vini specie ex vi verborum, ipsum autem Corpus sub

157

P. Carlos Miguel Buela Pane di vita eterna e calice delleterna salvezza

In forza del sacramento, delle parole o della doppia


conversione (transustanziazione), sotto la specie del pane c
solo il Corpo del Signore e, separato, sotto la specie del vino
solo il Sangue del Signore.
Ci avviene per se301, directe302.
Di per se e direttamente nellEucaristia non ci sono:
1.
2.
3.
4.
5.

N il Sangue sotto la specie di pane;


N il Corpo sotto la specie di vino;
N lanima di Cristo;
N la divinit;
N la quantit dimensiva propria del Corpo o del
Sangue, cio le dimensioni e gli accidenti che
accompagnano la quantit come il peso, il
volume, ecc.;
6. N le qualit del Corpo e del Sangue di Cristo,
come sono la forma, la figura, il colore, ecc.;
7. N le qualit passibili che gli permettono di
subire alterazioni;
8. N gli accidenti azione e passione. Il Corpo nel
quale termina per se la transustanzione del pane
non soggetto di passioni che gli vengano da un

specie vini et Sanguinem sub specie panis animamque sub utraque, vi


naturalis illius conexionis et concomitantiae, qua partes Christi Domini,
qui iam ex mortuis resurrexit non amplius moriturus [cfr. Rm 6,9], inter
se copulantur, divinitatem porro propter admirabilem illam eius cum
corpore et anima hypostaticam unionem [can. 1 et 3]. Quapropter
verissimum est, tantumdem sub alterutra specie atque sub utraque
contineri. Totus enim et integer Christus sub panis specie et sub quavis
ipsius speciei parte, totus item sub vini specie et sub eius partibus exsistit
[can. 3].
301

S. Th., III, 76, 2, ad 3.

302

S. Th., III, 76, 1, c.

158

Sacrificio e gloria

agente estrinseco: non pu essere visto, n


toccato, ne triturato, n patire, n essere ucciso;
9. Quindi, non si trovano direttamente e per se i
diversi stati che seguono alla natura visibile del
Signore, cio lo stato passibile, esangue,
inanimato e mortale, neppure lo stato immortale e
glorioso. Ma si parla di stato di vittima: Cristo
una vera vittima e si trova in uno stato di vittima.
Questo avviene tuttavia non perch sia sotto la
azione di un agente che gli stia causando una
passione, un dolore o la morte, bens per un altro
motivo: per la duplice consacrazione che pone
separate la sostanza del Sangue dalla sostanza del
Corpo.
2. La differenza tra ex vi sacramenti e ex vi
concomitantiae fondamentale
Occorre avere in grande considerazione ci che
diremo, perch ci troviamo davanti al problema centrale
dellEucaristia come sacrificio.
Lo esprimeremo in cinque argomenti equivalenti:
1. Per se >< Per accidens. San Tommaso insegn:
Il modo di essere di qualsiasi cosa determinato da ci che
le appartiene per se, e non da ci che le appartiene per
accidens: come un corpo presente nellocchio in quanto
bianco e non in quanto dolce, sebbene il medesimo corpo
possa essere bianco e dolce. E cos la dolcezza nellocchio
secondo il modo della bianchezza, e non secondo il modo
della dolcezza. Ora, dato che in forza del sacramento
presente nellEucaristia la sostanza del Corpo di Cristo,
mentre le sue dimensioni vi si trovano per concomitanza e
quasi per accidens, tali dimensioni sono presenti in questo
159

P. Carlos Miguel Buela Pane di vita eterna e calice delleterna salvezza

sacramento non nel modo loro proprio [della quantit] [...],


ma secondo il modo della sostanza...303.
chiaro dunque che il modo di essere di una cosa si
stabilisce da ci che la riguarda essenzialmente, non da
quanto avviene come per accidens. Se vediamo ad es. una
caramella bianca, la vediamo perch bianca, non perch
dolce, anche se la caramella bianca dolce. Giacch pure la
dolcezza nella vista alla maniera tipica del biancore, non a
quella della dolcezza. Analogamente, in forza del sacramento
sotto la specie del vino c solo la sostanza del Sangue
separata dal Corpo del Signore, con il suo valore sacrificale,
e ci riguarda lEucaristia essenzialmente. C anche il suo
Corpo, ma ci avviene solo come per accidens, poich
avviene per concomitanza; e nelle nostre Messe, cio
realizzate dopo la resurrezione del Signore, vi il Corpo
glorioso, ma non al modo proprio del Corpo glorioso, bens
al modo proprio del sacrificio sacramentale.
2. Directe >< non fit per se. Tutto quanto avviene per
concomitanza, adesso nellEucaristia, unito indissolubilmente al Corpo e al Sangue del Signore, per in relazione
a quanto vi per virt del sacramento gli avviene come per

303

S. Th., III, 76, 4, ad 1: Modus existendi cuiuslibet rei determinatur


secundum illud quod est ei per se, non autem secundum illud quod est ei
per accidens, sicut corpus est in visu secundum quod est album, non
autem secundum quod est dulce, licet idem corpus sit album et dulce.
Unde et dulcedo est in visu secundum modum albedinis, et non
secundum modum dulcedinis. Quia igitur ex vi sacramenti huius est in
altari substantia Corporis Christi, quantitas autem dimensiva eius est ibi
concomitanter et quasi per accidens, ideo quantitas dimensiva Corporis
Christi est in hoc sacramento, non secundum proprium modum, ut
scilicet sit totum in toto et singulae partes in singulis partibus; sed per
modum substantiae, cuius natura est tota in toto et tota in qualibet parte.

160

Sacrificio e gloria

accidens 304 , cio, al modo come gli accidenti sono nella


sostanza, realizzati non direttamente, ma indirettamente, in
modo che la virt delle parole sacramentali ha il compito di
produrre e rendere presente nel sacramento il Corpo [e il
Sangue] siano quelli che siano gli accidenti che esistano in
esso realmente305. Dom Vonier dice che questultima frase
un colpo di genio! Letteralmente un vero lampo di genio306.
3. Laspetto glorioso non distrugge la realt
sacrificale. Ci che per accidens non entra nella divisione
del genere 307 , quindi analogamente ci che avviene nel
sacramento come per accidens, a motivo della concomitanza,
non si deve considerare come se fosse un altro genere
diverso da quanto accade nel sacramento per se e
directe, tramite la conversione sacramentale, per la quale
si realizza essenzialmente e direttamente il sacrificio
sacramentale del Nuovo Testamento.
4. Ci che sostanziale non dipende tanto di ci che
accidentale, quanto questo di quello. Come noto, ci che
accidentale dipende dalla sostanza da ci che essenziale
pi di quanto la sostanza dipenda dallaccidente308, per cui
analogamente dobbiamo pensare che nellEucaristia ci che
vi come per accidens dipende da quanto vi
304

S. Th., III, 76, 4, ad 1: quasi per accidens.

305

S. Th., III, 81, 3, ad 3: Et ideo virtus verborum sacramentalium ad


hoc se extendit ut sit sub hoc sacramento Corpus, Christi scilicet,
quibuscumque accidentibus realiter in eo existentibus.
306

A. VONIER, La chiave della dottrina eucaristica, 223. Nelledizione


inglese: The final phrase is a real stroke of genius, Collected Works,
II, 332.
307

Cfr. S. Th., III, 80, 3, ad 3: id quod est per accidens non cadit in
divisione alicuius generis.
308

Cfr. In IV Sent., d.10, a. 2C [qla. III], ob. 3.

161

P. Carlos Miguel Buela Pane di vita eterna e calice delleterna salvezza

essenzialmente pi di quanto ci che vi essenzialmente


dipenda da ci che vi come per accidens. Le due cose
avvengono allo stesso istante, ma ci che per concomitanza
accade soltanto se c il Corpo e Sangue del Signore. Lo
stato glorioso di Cristo pertanto non impedisce in alcun
modo che si offra in stato di Vittima. LEucaristia , dunque,
direttamente ed essenzialmente, sacrificio.
Quando diciamo quasi per accidens vogliamo
indicare un modo di essere di una cosa in unaltra, al modo
come gli accidenti sono nella sostanza, laccompagnano, le
sono concomitanti, quasi per accidens. Ma non si parla di
accidente metafisico perch tutto ci che si trova sotto la
specie del pane dopo la consacrazione, concomitante al
Corpo di Cristo, quasi per accidens, metafisicamente
parlando pu essere un accidente (come la quantit
dimensiva) o una parte sostanziale (come il Sangue) o una
sostanza incompleta (come lanima) o una sostanza completa
(come la Divinit). Ma tutte queste realt sono quasi per
accidens nel Corpo dopo la consacrazione.
5. Ogni cosa ci che ha di principale, il resto
aderisce a ci. Chiarisce San Tommaso: Bisogna notare che
ogni cosa in modo massimo ci che in essa principale,
tutte le altre cose invece, aderiscono a ci che principale, e
in certo qual modo sono assunte da essa, in quanto ci che
principale si serve delle altre cose secondo la sua
disposizione. Questa affermazione si pu riscontrare sia nella
societ civile, nella quale i principi sono quasi tutta la citt,
ed essi si servono degli altri daccordo alla loro disposizione,
come se fossero membri che a loro aderiscono; sia pure in
una unione naturale. Infatti, sebbene luomo consta
naturalmente danima e corpo, tuttavia lanima pi
principale, alla quale il corpo aderisce, eppure lanima si

162

Sacrificio e gloria

serve di esso per le operazioni convenienti. Cos pure


nellunione fra Dio e la natura umana non la divinit
attirata verso lumanit, piuttosto al contrario, la natura
umana assunta da Dio, non nel senso che essa diventi Dio,
bens in quanto aderisce a Dio, e cos lanima e il corpo, in
certo qual modo sono assunte dallo stesso Dio, al modo come
le parti del corpo sono assunte dallanima, come se fossero
membra della stessa anima309. In modo analogo possiamo
applicare questa dottrina allEucaristia, nella quale ci che
principale il sacrificio, il resto si aderisce ad esso, e ci che
principale si serve del resto secondo la propria disposizione.

309

De Rationibus Fidei, cap. 6: Est autem attendendum quod


unumquodque maxime videtur esse illud quod in eo invenitur esse
praecipuum; omnia autem alia videntur ei quod est praecipuum
adhaerere, et ab eo quodammodo assumi, in quantum id quod est
praecipuum aliis utitur secundum suam dispositionem. Quod quidem
manifestum est non solum in adunatione civili, in qua principes civitatis
quasi tota civitas [Principes... tota civitas: cf. Thomas, In IX Ethic. 9,
1169 b 31] esse videntur et aliis utuntur secundum suam dispositionem
tamquam sibi adhaerentibus membris, sed etiam in adunatione naturali.
Quamvis enim homo naturaliter constet ex anima et corpore, tamen
principalius videtur homo anima esse cui corpus adhaeret, et anima eo
utitur ad operationes convenientes. Sic igitur et in unione Dei ad
creaturam non trahitur divinitas ad humanam naturam, sed potius
humana natura a Deo assumitur; non quidem ut convertatur in Deum sed
ut Deo adhaereat, et sint quodam modo anima et corpus sic assumpta
ipsius Dei corpus et anima, sicut partes corporis assumptae ab anima
sunt, quodammodo ipsius animae membra.

163

P. Carlos Miguel Buela Pane di vita eterna e calice delleterna salvezza

3. Lo stato glorioso non incluso direttamente, per se,


nella natura del sacramento
Come diceva S.S. Pio XII, Ges sta nellEucaristia
con segni esteriori che sono indizi di morte310 , come il
Sangue separato dal suo Corpo. San Pietro Giuliano Eymard
affermava con una bella espressione: Egli prende dalla
morte ci che pu, cio prende la condizione di morte e cos
lo vediamo come Agnello immolato per noi 311 . Perci S.
Tommaso insegna: LEucaristia propriamente il
sacramento del Corpo di Cristo, concepito senza corruzione,
pi che il sacramento della sua divinit...312, e rimanda i
suoi lettori pi avanti, dove parla del modo della presenza, a
motivo della concomitanza, dellanima e della divinit
nellEucaristia313.
Lo stato glorioso non sinclude per se nella natura del
sacramento, come neanche glia altri stati del Corpo di Cristo;
essi non entrano direttamente nella natura del sacramento
come tale, il sacramento li trascende; il sacramento
ugualmente vero, ugualmente potente, ugualmente
diretto314 in qualunque stato Cristo si trovi. Si fatto gi
notare che nei nostri tempi quasi tutta la letteratura
eucaristica e buona parte del culto e della devozione al Ssmo.
310

PIO XII, Mediator Dei, 548; DH 3848: per externa signa, quae sunt
mortis indices... (in AAS 39 [1947] 548; in Enchiridion delle Encicliche,
vol.7, n.496).
311

SAN PIETRO G. EYMARD, Obras Eucarsticas, Ed. Eucarista, Madrid4


1963, 50.
312

S. Th., III, 74, 4, c.: quia panis est proprie sacramentum Corporis
Christi, quod sine corruptione conceptum est, magis quam Divinitatis
ipsius.
313

Cfr. S. Th., III, 76, 1, ad 1.

314

A. VONIER, La chiave della dottrina eucaristica, 223.

164

Sacrificio e gloria

Sacramento si fondano pi sugli elementi concomitanti che


su quelli sacramentali di essa, cos che spesso si offusca la
realt sacrificale dellEucaristia315.
Negare la differenza tra ci che nellEucaristia ex vi
sacramenti e ci che ex vi concomitantiae, pur non essendo
di fede, sarebbe erroneo e temerario, non solo per lautorit
del Concilio di Trento, che per chiarire maggiormente il
mistero usa queste frasi, ma anche perch la differenza di cui
parliamo deriva chiaramente dai principi della fede316.
4. Lunione ipostatica fa parte della concomitanza
Certi teologi sono arrivati a dire che il pronome
possessivo mio, nella formula della consacrazione sia del
pane che del vino, significherebbe lunione ipostatica e,
quindi, la divinit si troverebbe nellEucaristia in forza del
sacramento. Ma non cos, perch le parole Questo il mio
Corpo significano solo il Corpo di Cristo in quanto uomo
e, perci, in quanto corpo umano, perch n la sussistenza
n lunione ipostatica sono della sua essenza e nemmeno
sono le sue parti integranti; e il Corpo di Cristo Signore fu
ucciso e offerto in quanto umano, bench veramente unito
alla divinit. Quindi la divinit viene significata in esse
[nelle parole della formula] solo in via secondaria e

315

Cfr. A. VONIER, La chiave della dottrina eucaristica, 226.

316

Cfr. G. ALASTRUEY, Tratado de la Santsima Eucarista, 146-147;


SUREZ, De Euchar., disp. 56, sec. 3; ISAMBERT, De sacr. Euch., ad q.
76, disp. 1, a 2.

165

P. Carlos Miguel Buela Pane di vita eterna e calice delleterna salvezza

consequenziale317, concomitantemente, non avendo mai la


divinit lasciato il Corpo che assunse318.
Affermava S. Tommaso: Con il pronome mio, che
implica lindicazione della prima persona, cio di quella che
parla, sufficientemente espressa la persona di Cristo, nella
quale si proferiscono le parole, come si detto319.
5. Mai si ha il Corpo senza il Sangue, n viceversa
Il caso di concomitanza che di solito provoca pi
difficolt questo: Attualmente n il Corpo mai senza il
Sangue, n il Sangue senza il Corpo nel sacrificio eucaristico.
Per molta buona gente questa verit dogmatica ha fatto
dimenticare la nozione fondamentale del sacrificio
eucaristico. Sembra che esse abbiano limpressione che, per
linseparabilit del Corpo e del Sangue, lEucaristia non sia
unimmolazione abbastanza energica a meno che si cerchino
altrove le caratteristiche di un vero sacrificio [...]. Non
offriamo a Dio nel sacrificio eucaristico le due cose che Egli
ama di pi in questo mondo: il Corpo e il Sangue del Figlio
suo? Che questo Corpo e questo Sangue siano circondati di
ogni sorta di gloria, che siano anche collegati lun laltro non
diminuisce certamente la perfezione del dono, n la sua
precisa natura. Non vi sarebbe sacrificio se il dono fosse
qualcosa di meno del Corpo e del Sangue; ma perch la
presenza di maggiori glorie nel Corpo e nel Sangue
317

NUO, In 3 p. S. Thom., q. 76, a. 1.

318

S. Th., III, 76, 1, ad 1: Quia enim Divinitas Corpus assumptum


nunquam deposuit.
319

S. Th., III, 78, 2, ad 4: Per hoc pronomen meum, quod includit


demonstrationem primae personae, quae est persona loquentis,
sufficienter exprimitur persona Christi, ex cuius persona haec
proferuntur.

166

Sacrificio e gloria

impedirebbe il sacrificio? Purch noi ci avviciniamo a Dio


presentandoGli la Carne e il Sangue della vittima per mezzo
del nostro ministero sacramentale noi compiamo un atto
sacerdotale esplicitamente qualificato. Che Dio si degni di
fare dei nostri doni qualcosa di pi ricco di quel che potrebbe
fare il nostro solo ministero, non pu creare confusione. In
queste regioni sublimi della vita divina le realt sono
inseparabili: si accompagnano le une con le altre, senza
distruggere reciprocamente la loro realt individuale320.
Fin qui lincomparabile sfogo di un cuore
appassionatamente sacerdotale che d un argomento ad
hominem, al suo livello, di molto valore. Noi tuttavia
pensiamo che la risposta scientifica alla difficolt deve essere,
ripetiamo, questa: il modo di essere di una cosa si stabilisce da
ci che la riguarda essenzialmente, non per quanto avviene
come per accidente. Se vediamo una caramella bianca, la
vediamo perch bianca, non perch dolce, per quanto la
caramella bianca sia dolce. Poich anche la dolcezza sta nella
vista al modo proprio della bianchezza, non al modo della
dolcezza. Analogamente, a motivo del sacramento c solo la
sostanza del Sangue separata dal Corpo del Signore con il suo
valore sacrificale, e questo adeguato allEucaristia
essenzialmente. C pure il suo Corpo, con il suo Sangue per
concomitanza, e il Sangue con il Corpo, per concomitanza, ma
questo avviene come per accidens, perch avviene per
concomitanza. Luno e laltro si avranno per concomitanza
non al modo proprio di ciascuno, ma al modo proprio
dellaltra realt sacramentale, cio il Sangue sotto la specie di
pane e il Corpo sotto la specie di vino, e ci accade non di per
s, ma come per accidens.

320

A. VONIER, La chiave della dottrina eucaristica, 230-231.

167

P. Carlos Miguel Buela Pane di vita eterna e calice delleterna salvezza

Sembra che San Tommaso lo intenda cos. Due volte


almeno esprime la differenza esistente tra i diversi modi di
essere nel sacramento del Corpo e del Sangue di Cristo,
modi di essere che dipendono dalla virt del sacramento (ex
vi sacramenti) o dalla reale concomitanza (ex naturali
concomitantia).
1. Presentandosi la difficolt di capire che quanto gi
stato fatto non pu farsi di nuovo: Quello che gi stato
fatto, non pu farsi ormai. Ora, il Corpo di Cristo gi
presente in questo sacramento per la consacrazione del
pane. Non pu dunque incominciare ad esserci una seconda
volta per la consacrazione del vino. Quindi sotto le specie
del vino non sar contenuto il Corpo di Cristo, e di
conseguenza non sar in esso contenuto tutto il Cristo.
Perci in ognuna delle due specie non contenuto Cristo
nella sua integrit321. Al che risponde: Il Corpo di Cristo,
come si detto, non nelle specie del vino in forza del
sacramento [ex vi sacramenti], ma solo per concomitanza.
Quindi con la consacrazione del vino si render presente il
Corpo di Cristo non direttamente [per se], ma per
concomitanza322.
2. Quando presenta la difficolt che vi sarebbe il
Corpo senza il Sangue, prima della consacrazione del vino:
321

S. Th., III, 76, 2, ob. 3: Praeterea, quod iam factum est, iterum fieri
non potest. Sed Corpus Christi iam incoepit esse in hoc sacramento per
consecrationem panis. Ergo non potest esse quod denuo incipiat esse per
consecrationem vini. Et ita sub specie vini non continebitur Corpus
Christi; et per consequens nec totus Christus. Non ergo sub utraque
specie totus Christus continetur.
322

S. Th., III, 76, 2, ad 3: sicut dictum est, Corpus Christi non est sub
specie vini ex vi sacramenti, sed ex reali concomitantia. Et ideo per
consecrationem vini non fit ibi Corpus Christi per se, sed
concomitanter.

168

Sacrificio e gloria

Come per la consacrazione del pane comincia ad essere


presente il Corpo di Cristo sotto questo sacramento, cos per
la consacrazione del vino incomincia a essere presente il
Sangue. Se dunque le parole della consacrazione del pane
avessero il loro effetto prima della consacrazione del vino,
succederebbe che in questo sacramento il Corpo di Cristo
comincerebbe ad essere presente privo di Sangue. Il che non
ammissibile323. Argomento che scioglie in questo modo:
Dalla ragione esposta nella difficolt sembra che siano
stati ingannati quanti tennero la suddetta opinione. Si deve
dunque ricordare che, dopo la consacrazione del pane sono
presenti nella specie del pane sia il Corpo di Cristo in forza
del sacramento [ex vi sacramenti], sia il suo Sangue in forza
della reale concomitanza; invece dopo la consacrazione del
vino, nelle specie del vino il Sangue di Cristo presente in
forza del sacramento, e il Corpo di Cristo per naturale
concomitanza, cosicch tutto il Cristo presente sotto luna
e sotto laltra specie, come si detto sopra324.
Come dice Dom Vonier: sopratutto laspetto
sacrificale dellEucaristia pu essere salvaguardato solo se
si d limportanza che conviene a tutto ci che si trova
323

S. Th., III, 78, 6, ob. 1: Sicut enim per consecrationem panis incipit
esse Corpus Christi sub hoc sacramento, ita per consecrationem vini
incipit esse Sanguis. Si ergo verba consecrationis panis haberent
effectum suum ante consecrationem vini, sequeretur quod in hoc
sacramento inciperet esse Corpus Christi exsangue. Quod est
inconveniens.
324

S. Th., III, 78, 6, ad 1: ex hac ratione videntur fuisse decepti illi qui
praedictam positionem posuerunt. Unde intelligendum est quod, facta
consecratione panis, est quidem Corpus Christi ibi ex vi sacramenti, et
Sanguis ex reali concomitantia; sed postmodum, post consecrationem
vini, fit ibi e converso Sanguis Christi ex vi sacramenti, Corpus autem
Christi ex reali concomitantia; ita quod totus Christus est sub utraque
specie, sicut supra dictum est [q. 76, a. 2].

169

P. Carlos Miguel Buela Pane di vita eterna e calice delleterna salvezza

nellEucaristia in virt del sacramento (vi sacramenti).


Dal punto di vista dogmatico inoltre questa distinzione di
importanza vitale se si vuol difendere la fede antica [...].
Ricordiamoci, dal momento che Cristo tutto in questo
sacramento (bench non in virt del sacramento), vi per
modum sacramenti, cio non secondo il modo di essere
naturale, ma secondo un modo dessere interamente nuovo,
il modo di essere sacramentale 325 . E San Tommaso
arriva a dire che c un doppio modo di essere del Corpo di
Cristo: un modo di essere secundum se e un altro nel
sacramento, uno secondo il suo essere naturale, e un altro
secondo la sua presenza sacramentale: Ora, per Cristo non
la stessa cosa essere in s ed essere nel sacramento:
poich dicendo che egli nel sacramento, si indica una sua
relazione con questo sacramento326.
Indirettamente questo anche confermato da unaltro
argomento di San Tommaso: quanto pi grande ci contro
cui si pecca, tanto pi grave il peccato. E poich la divinit di
Cristo superiore alla sua umanit e lumanit stessa
superiore ai sacramenti della sua umanit, i peccati pi gravi
sono quelli che si commettono direttamente contro la divinit,
come i peccati dincredulit e di bestemmia. Al secondo posto
per gravit vengono i peccati che si commettono contro
lumanit di Cristo, tanto che si legge: chi pecca contro il
Figlio delluomo, otterr il perdono; ma chi pecca contro lo
325

A. VONIER, La chiave della dottrina eucaristica, 227; en Collected


Works, II 334: above all, that the sacrificial aspect of the Eucharist is
saved only through our giving due prominence to what is in the Eucharist
vi sacramenti. Dogmatically, too, this distinction is supremely vital for
the defence of the ancient faith.
326

S. Th., III, 76, 6, c.: Christo autem non est idem esse secundum se, et
esse sub sacramento, quia per hoc ipsum quod dicimus ipsum esse sub
sacramento, significatur quaedam habitudo eius ad hoc sacramentum.

170

Sacrificio e gloria

Spirito Santo, non otterr il perdono n in questo secolo n in


quello futuro [Mt 12,32]. Al terzo posto ci sono i peccati che
si commettono contro i sacramenti, i quali si ricollegano
allumanit di Cristo. Dopo di essi vengono gli altri peccati
contro le semplici creature327 . Distinguendo tra umanit di
Cristo e suo sacramento.
Tornando alla differenza tra sacramento e
concomitanza, il Card. Billot affermava: tale affermazione,
contenuta nel Concilio di Trento, di grande importanza per
la comprensione di tutto il mistero [eucaristico]. Perch da
una parte, affermando che vi sacramenti sotto la specie del
pane c solo il Corpo del Signore, e sotto la specie del vino
solo il Sangue, si gettano le fondamenta della dottrina del
sacrificio della Messa328.
Ho la netta impressione che la dimenticanza di questo
chiarimento del mistero dellEucaristia, che getta le
fondamenta della dottrina della Messa come sacrificio, ha
327

S. Th., III, 80, 5, c.: Quanto id contra quod peccatur est maius, tanto
peccatum est gravius. Et quia divinitas Christi est maior humanitate
ipsius; et ipsa humanitas est potior quam sacramenta humanitatis, inde
est quod gravissima peccata sunt quae committuntur in ipsam
divinitatem, sicut est peccatum infidelitatis et blasphemiae. Secundario
autem sunt gravia peccata quae committuntur in humanitatem Christi,
unde Matth. XII,[32] dicitur: qui dixerit verbum contra Filium hominis,
remittetur ei, qui autem dixerit verbum contra Spiritum Sanctum, non
remittetur ei neque in hoc saeculo neque in futuro. Tertio autem loco
sunt peccata quae committuntur contra sacramenta, quae pertinent ad
humanitatem Christi. Et post hoc sunt alia peccata, contra puras
creaturas.
328

L. BILLOT, De Ecclesiae Sacramentis, I, 459: Haec assertio quae


continetur in Tridentino [...], magni momenti est ad intelligentiam totius
mysterii. - Nam qua parte dicit esse sub specie panis vi sacramenti solum
Corpus, et sub specie vini solum Sanguinem, fundamentum praestat
doctrinae suo loco exponendae de sacrificio Missae.

171

P. Carlos Miguel Buela Pane di vita eterna e calice delleterna salvezza

indotto molti sacerdoti a cadere, bench involontariamente,


nelle corruttele e devianze liturgiche che desolano tanti
cristiani e cristiane che, con serenit e semplicit, continuano
a combattere la buona battaglia della fede di sempre riguardo
al Santo Sacrificio.
Accantonare questa dottrina rendersi volontariamente
incapace di stare sempre pronti a rispondere a chiunque vi
domandi ragione della speranza che in voi (1Pt 3,15),
cadendo in un fideismo eucaristico perch si incapace di dare
ragione del perch la Messa sacrificio.
6. Linsegnamento di Pio XII
Vogliamo ora ricordare quanto insegna Pio XII nella
sua enciclica Mediator Dei sulla natura del Sacrificio
Eucaristico:
a) Non una semplice commemorazione
Laugusto sacrificio dellaltare non , dunque, una
pura e semplice commemorazione della passione e morte di
Ges Cristo, ma un vero e proprio sacrificio, nel quale,
immolandosi incruentamente, il sommo sacerdote fa ci che
fece una volta sulla croce offrendo al Padre tutto se stesso,
vittima graditissima. Una... e identica la vittima; quello
stesso che adesso si offre per il ministero dei sacerdoti, si
offr allora sulla croce; diverso soltanto il modo di fare
lofferta [Trento, sess. 22, c.2].

172

Sacrificio e gloria

b) Confronto con quello della Croce


1) Stesso sacerdote
87. Identico, quindi, il sacerdote, Ges Cristo, la cui
Sacra Persona rappresentata dal suo ministro. Questi, per la
consacrazione sacerdotale ricevuta, assomiglia al Sommo
Sacerdote e ha il potere di agire in virt e nella persona di
Cristo stesso [cfr. S. Th., III, 22, 4]; perci, con la sua azione
sacerdotale, in certo modo presta a Cristo la sua lingua, gli
offre la sua mano [S. Giovanni Crisostomo].
2) Stessa Vittima
88. Parimenti identica la Vittima, cio il Divin
Redentore, secondo la sua umana natura e nella realt del
suo Corpo e del suo Sangue.
3) Diverso il modo
89. Differente, per, il modo col quale Cristo
offerto. Sulla Croce, difatti, egli offr a Dio tutto se stesso e
le sue sofferenze e limmolazione della Vittima fu compiuta
per mezzo di una morte cruenta liberamente subta;
sullAltare invece, a causa dello stato glorioso della sua
umana natura, la morte non ha pi dominio su di Lui
[Rom 6,9] e quindi non possibile leffusione del Sangue;
ma la divina Sapienza ha trovato il modo mirabile di
rendere manifesto il sacrificio del Nostro Redentore con
segni esteriori, che sono simboli di morte. Per mezzo della
transustanziazione del pane nel Corpo e del vino nel
Sangue di Cristo, come si ha realmente presente il suo
Corpo, cos si ha il suo Sangue; le specie eucaristiche poi,
sotto le quali presente, simboleggiano la cruenta
separazione del Corpo e del Sangue.

173

P. Carlos Miguel Buela Pane di vita eterna e calice delleterna salvezza

Cos il ricordo della sua morte reale sul Calvario si


ripete in ogni sacrificio dellaltare, perch per mezzo di
simboli distinti si significa e dimostra che Ges Cristo in
stato di vittima329.

329

PIO XII, Mediator Dei, 86-89: Augustum igitur altaris Sacrificium


non mera est ac simplex Iesu Christi cruciatuum ac mortis
commemoratio, sed vera ac propria sacrificatio, qua quidem per
incruentam immolationem Summus Sacerdos id agit, quod iam in Cruce
fecit, semel ipsum aeterno Patri hostiam offerens acceptissimam. Una...
eademque est hostia, idem nunc offerens sacerdotum ministerio, qui se
ipsum tunc in Cruce obtulit, sola offerendi ratione diversa [Conc. Trid.
Sess. XXII, c. 1: Concilio Oecumenicorum Decreta, EDB, Bologna
19914, 733]; Idem itaque Sacerdos, Christus Iesus, cuius quidem
sacram personam eius minister gerit. His siquidem, ob consecrationem
quam accepit sacerdotalem, Summo Sacerdoti assimilatur, ac potestate
fruitur operandi virtute ac persona ipsius Christi [cfr. S. THOMAS, S. Th.
III, 22, 4]. Quamobrem actione sua sacerdotali Christo quodammodo
linguam suam commodat, manum prorrigit [IOANNES CHRYSOSTOMUS,
In Ioann. Hom., 86,4]; Eadem pari modo victima est, divinus nempe
Redemptor, secundum humanam naturam suam et in Corporis
Sanguinisque sui veritate; Dissimilis tamen ratio est, qua Christus
offertur. In Cruce enim totum semet ipsum suosque Deo obtulit dolores;
victimae vero immolatio per cruentam mortem, libera voluntate obitam,
effecta est. In ara autem, ob gloriosum humanae naturae suae statum,
mors illi ultra non dominabitur [Rom 6,9], ideoque sanguinis effusio
haud possibilis est; verumtamen ex divinae sapientiae consilio
Redemptoris nostri sacrificatio per externa signa, quae sunt mortis
indices, mirando quodam modo ostenditur. Siquidem per panis
transubstantiationem in Corpus vinique in Sanguinem Christi, ut eius
corpus reapse praesens habetur, ita eius cruor: eucharisticae autem
species, sub quibus adest, cruentam Corporis et Sanguinis separationem
figurant. Itaque memorialis demonstratio eius mortis, quae reapse in
Calvarie loco accidit, in singulis altaris sacrificiis iteratur, quandoquidem
per distinctos indices Christus Iesus in statu victimae significatur atque
ostenditur (in AAS 39 [1947] 548-549; Enchiridion delle Encicliche,
vol. 6, nn. 492-496, pp. 490-493).

174

Sacrificio e gloria

Con la duplice consacrazione sempre, inesorabilmente,


si significa e si mostra la morte di Cristo in croce, realizzandosi
la mactatio [o immolazione] mystica330. Perci la Messa di
per se sacrificio e, ancor pi, lo sar sempre, nonostante quelli
che affermano il contrario.
Per ci anche Paolo VI insegnava: I segni sacrosanti
dellEucaristia [] contengono Lui, Cristo, vivo e vero [],
ma qui rappresentato nellatto del suo sacrificio331.
7. La gloria della Vittima non annulla il sacrificio
Il fatto che attualmente, a motivo della concomitanza,
vi sia il Cristo risorto non distrugge il fatto che
sacramentalmente sia contenuto il Christus passus. Non c
n pu esservi contraddizione, perch si trovano sotto aspetti
diversi 332 . E che nellEucaristia sia contenuto il Christus
passus non altera il fatto che a motivo della concomitanza vi
sia il Cristo risorto, glorioso e immortale. Penso che,
analogamente a come le sante piaghe del Corpo glorioso del
Signore lungi dallo sminuire la realt della Resurrezione la
esaltano in quanto ci parlano della grande opera del
Sacrificio della Croce, cos pure il fatto che il Sangue
separato dal Corpo nellEucaristia rappresenti la Passione del
Signore non sminuisce in nulla la dignit del Signore
resuscitato, ma anzi la esalta, e viceversa.
Perci nella Messa diciamo: Annunciamo la tua
morte, proclamiamo la tua Resurrezione.

330

L. BILLOT, De Ecclesiae Sacramentis, I, 613.

331

PABLO VI, Omelia, nel XVII Congresso Eucaristico Nazionale


dItalia, Pisa 10-06-1965; in Insegnamenti III (1965), 337.
332

S. Th., III, 76, 4, ad 1.

175

P. Carlos Miguel Buela Pane di vita eterna e calice delleterna salvezza

La Resurrezione non annulla il sacrificio che fu la sua


anteprima, n il sacrificio annulla la Resurrezione, che ne fu
il culmine.
In modo assolutamente splendido lEucaristia
comprende i due grandi misteri della Pasqua del Signore,
come le due facce della stessa moneta. il Mistero Pasquale
della morte e resurrezione di Ges Cristo!
Lignoranza di questa distinzione fondamentale dei
due modi della presenza del Signore nellEucaristia, ex vi
sacramenti ex vi concomitantiae, sanzionata dal Concilio
di Trento333, induce molti a oscurare, distorcere, dimenticare
o negare la realt sacrificale dellEucaristia, a non riuscire a
rendere compatibile il fatto che realmente vi il Corpo dato
o offerto (Lc 22,19; cfr. 1Cor 11,24) e il Sangue versato
(Mt 26,28; Mc 14,24; Lc 22,20) dal punto di vista del
sacramento, col fatto che dal punto di vista della
concomitanza vi il Signore glorioso e immortale. Diceva
Dom Vonier: ... grazie a questa distinzione fra la virt del
sacramento e la concomitanza che pu essere mantenuto
laspetto sacrificale dellEucaristia334.
Questo emerso nellultimo Sinodo dei Vescovi
sullEucaristia. LInstrumentum laboris ci fa sapere che, in
risposta ai Lineamenta, da pi parti si chiesto un
chiarimento dellEucaristia come sacrificio: Si riscontra
nelle risposte e nelle osservazioni ai Lineamenta una diffusa
esigenza di approfondire la natura sacrificale
dellEucaristia e si chiede di esporre tale verit della nostra

333

Cfr. DH 1640.

334

A. VONIER, La chiave della dottrina eucaristica, 221-222.

176

Sacrificio e gloria

fede con sempre maggiore chiarezza, seguendo il recente


Magistero della Chiesa335.
Non dimentichiamo mai che lEucaristia ...
propriamente il sacramento del Corpo di Cristo... pi che il
sacramento della sua divinit...336. Lo stato per duemila
anni e lo sar fino alla fine del mondo.
San Paolo, che lo aveva ricevuto dal Signore,
continua a insegnarci: Ogni volta che mangiate questo pane
e bevete questo calice annunciate la morte del Signore, fino
alla sua venuta (1Cor 11,26).

335

Instrumentum laboris dellXI Assemblea Generale Ordinaria del


Sinodo dei Vescovi: LEucaristia: Fonte e culmine della vita e della
missione della Chiesa, Citt del Vaticano 2005, n. 37.
336

S. Th., III, 74, 4, c.: quia panis est proprie sacramentum Corporis
Christi, quod sine corruptione conceptum est, magis quam divinitatis
ipsius.

177

13. Unit
La custodia e la promozione della comunione ecclesiale un compito
di ogni fedele, che trova nellEucaristia, quale sacramento dellunit
della Chiesa, un campo di speciale sollecitudine337.

Giovanni Paolo II

LEucaristia significa e causa lunit della Chiesa. Il


secondo effetto del sacramento-sacrificio, la res tantum,
tale ineffabile realt.
LApostolo scrive: Poich uno il pane, noi,
bench molti, siamo un medesimo corpo, partecipando tutti
di un medesimo pane e di un medesimo calice [1Cor
10,17]. Da ci risulta evidente che lEucaristia il
sacramento dellunit ecclesiastica338.
Leffetto di questo sacramento [res sacramenti]
lunit del Corpo mistico, senza la quale non ci pu essere
salvezza: poich nessuno pu salvarsi fuori della Chiesa,
come nel diluvio nessuno si salv fuori dellarca di No,
simbolo della Chiesa, come insegna S. Pietro [1Pt 3,20-21].
Ma abbiamo detto sopra che leffetto di un sacramento si
pu ottenere prima di ricevere il sacramento, per mezzo del
voto stesso di accostarsi al sacramento. Perci prima di
ricevere questo sacramento pu luomo trovare salvezza
dallo stesso desiderio di riceverlo, cos come prima di

337

Lettera Enciclica Ecclesia de Eucharistia, n. 42.

338

S. Th., III, 73, 2, sc: Apostolus dicit, I Cor. X,[17] unus panis et
unum corpus multi sumus, omnes qui de uno pane et uno calice
participamus. Ex quo patet quod Eucharistia sit sacramentum
ecclesiasticae unitatis.

179

P. Carlos Miguel Buela Pane di vita eterna e calice delleterna salvezza

ricevere il Battesimo, in virt del desiderio di ricever il


Battesimo...339.
Come dice S. Agostino spiegando il testo evangelico
citato, per questo cibo e per questa bevanda, che sono la
sua Carne e il suo Sangue, vuole intendere la societ del
suo Corpo e delle sue membra che la Chiesa, formata dai
suoi santi e dai suoi fedeli, predestinati, chiamati, giustificati
e glorificati. Per cui, comegli stesso altrove fa osservare,
nessuno deve avere il minimo dubbio che ogni fedele
diviene partecipe del Corpo e del Sangue del Signore nel
momento in cui col Battesimo diviene membro del Corpo di
Cristo: e dopo essere stato inserito nellunit del Corpo di
Cristo uno non rimane privo della comunione di quel pane e
di quel calice anche se, formando parte della unit del
Corpo di Cristo, parte da questo mondo prima di mangiare
quel pane e di bere quel calice340.
339

S. Th., III, 73, 3, c.: Res sacramenti est unitas Corporis mystici, sine
qua non potest esse salus, nulli enim patet aditus salutis extra Ecclesiam,
sicut nec in diluvio absque arca Noe, quae significat Ecclesiam, ut
habetur I Petr. III,[20-21]. Dictum est autem supra [q. 68, a. 2] quod res
alicuius sacramenti haberi potest ante perceptionem sacramenti, ex ipso
voto sacramenti percipiendi. Unde ante perceptionem huius sacramenti,
potest homo habere salutem ex voto percipiendi hoc sacramentum, sicut
et ante Baptismum ex voto Baptismi, ut supra dictum est [q. 68, a. 2].
340

S. Th., III, 73, 3, ad 1: Sicut Augustinus dicit [In Ioann. tr. 26, super
6,55: ML 35, 1614], exponens illud verbum Ioannis, hunc cibum et
potum, scilicet Carnis suae et Sanguinis, societatem vult intelligi
Corporis et membrorum suorum, quod est Ecclesia, in praedestinatis et
vocatis et iustificatis et glorificatis sanctis et fidelibus eius. Unde, sicut
ipse dicit, in Epistola ad Bonifacium [Ep. 97: ML 33, 364], nulli est
aliquatenus ambigendum tunc unumquemque fidelium Corporis
Sanguinisque Domini participem fieri, quando in baptismate membrum
Corporis Christi efficitur, nec alienari ab illius panis calicisque consortio,
etiam si, antequam panem illum comedat et calicem bibat, de hoc saeculo
in unitate Corporis Christi constitutus abscedat.

180

Unit

Il Battesimo il sacramento della morte e della


passione di Cristo, in quanto luomo viene rigenerato in
Cristo per virt della sua passione. LEucaristia invece il
sacramento della passione di Cristo in quanto luomo viene
reso perfetto in unione a Cristo che ha patito. Ecco perch
mentre il Battesimo viene denominato il sacramento della
fede, la quale il fondamento della vita spirituale;
lEucaristia viene chiamata il sacramento della carit, la
quale il legame perfetto, secondo lespressione di S.
Paolo [Col 3,14]341.
Il secondo significato riguarda leffetto presente,
cio lunit della Chiesa in cui gli uomini vengono
congregati per mezzo di questo sacramento. Per tale motivo
esso si denomina comunione o sinassi: spiega infatti il
Damasceno, che si dice comunione perch mediante
lEucaristia comunichiamo con il Cristo, sia in quanto
partecipiamo della sua carne e divinit, sia in quanto
comunichiamo e ci uniamo tra noi vicendevolmente
mediante essa342.

341

S. Th., III, 73, 3, ad 3: Baptismus est sacramentum mortis et


passionis Christi prout homo regeneratur in Christo virtute passionis eius.
Sed Eucharistia est sacramentum passionis Christi prout homo perficitur
in unione ad Christum passum. Unde, sicut baptismus dicitur
sacramentum fidei [q. 66, a. 1, ad 1], quae est fundamentum spiritualis
vitae; ita Eucharistia dicitur sacramentum caritatis, quae est vinculum
perfectionis, ut dicitur Coloss. III,[14].
342

S. Th., III, 73, 4, c.: Aliam autem significationem habet respectu rei
praesentis, scilicet ecclesiasticae unitatis, cui homines congregantur per
hoc sacramentum. Et secundum hoc nominatur communio vel
synaxis, dicit enim Damascenus, IV libro [De Fide Orth., c. 13: MG
94, 1153], quod dicitur communio, quia communicamus per ipsam
Christo; et quia participamus eius carne et deitate; et quia
communicamus et unimur ad invicem per ipsam.

181

P. Carlos Miguel Buela Pane di vita eterna e calice delleterna salvezza

S. Tommaso si pone la seguente obiezione: Questo


sacramento unisce gli uomini a Cristo come membra al
capo. Ma Cristo il capo di tutti gli uomini, anche di quelli
che vissero allinizio del mondo, come si disse sopra.
Dunque listituzione di questo sacramento non doveva essere
differita fino alla Cena del Signore. E risponde:
LEucaristia il sacramento perfetto della passione del
Signore in quanto contiene il Cristo stesso che ha patito.
Non pot perci essere istituita prima dellincarnazione:
quello invece era il tempo dei sacramenti che dovevano
prefigurare la passione del Signore343.
Fu molto conveniente che nostro Signore istituisse
come materia del sacrificio incruento il pane e il vino in
rapporto alleffetto relativo a tutta la Chiesa, la quale,
secondo la Glossa posta a commento delle parole di S.
Paolo: Molti siamo un solo corpo [1Cor 10,17],
costituita dalla diversit dei fedeli come il pane deriva da
chicchi diversi e il vino spremuto da diversi grappoli
duva 344 Le carni degli animali uccisi, quantunque
rappresentino la passione di Cristo in modo pi espressivo,

343

S. Th., III, 73, 5, ob. 2 y ad 2: Per hoc sacramentum homines Christo


uniuntur sicut membra capiti. Sed Christus est caput omnium hominum,
etiam qui fuerunt ab initio mundi, ut supra dictum est [q. 8, a. 3 et 6].
Ergo non debuit institutio huius sacramenti differri usque ad cenam
Domini. [] Eucharistia est sacramentum perfectum Dominicae
passionis, tanquam continens ipsum Christum passum. Et ideo non potuit
institui ante incarnationem, sed tunc habebant locum sacramenta quae
erant tantum praefigurativa Dominicae passionis.
344

S. Th., III, 74, 1, c.: Quantum ad effectum respectu totius Ecclesiae,


quae constituitur ex diversis fidelibus, sicut panis conficitur ex diversis
granis, et vinum fluit ex diversis uvis, ut dicit Glossa [Glossa ordin. 6,
47 F; Glosa Lombardi: ML 191, 1624] super illud I Cor. X,[17] multi
unum corpus sumus, etc.

182

Unit

tuttavia sono meno indicate per luso comune di questo


sacramento e per esprimere lunit della Chiesa345.
Anche laggiunta di qualche goccia dacqua al vino
fatta nelloffertorio contribuisce a questa significazione,
poich ci concorre a esprimere leffetto di questo
sacramento, che lunione del popolo cristiano con Cristo;
come infatti spiega il papa Giulio I, nellacqua raffigurato
il popolo, mentre nel vino si ha il Sangue di Cristo. Quando
dunque nel calice si aggiunge lacqua al vino, il popolo si
unisce a Cristo346.
Leffetto del sacramento si pu scoprire anche dalle
specie nelle quali donato: leffetto di questo sacramento
si desume dalle specie sotto le quali ci viene dato. Osserva S.
Agostino in proposito: Il Signore nostro ci affid il suo
Corpo e il suo Sangue servendosi di sostanze che devono la
loro unit a una pluralit di cose: la prima infatti, cio il
pane, diviene ununica sostanza da molti grani; la
seconda, cio il vino, lo diviene dal confluire di molti
chicchi di uva. E per questo altrove esclama: O
sacramento di piet, segno di unit, o vincolo di carit!.
Ora, considerando che Cristo e la sua passione la causa
della grazia, e che la refezione spirituale e la carit non si

345

S. Th., III, 74, 1, ad 1: Licet carnes animalium occisorum expresse


repraesentent Christi passionem, tamen minus competunt ad communem
usum huius sacramenti, et ad ecclesiasticam unitatem significandam.
346

S. Th., III, 74, 6, c.: Quia hoc convenit ad significandum effectum


huius sacramenti, qui est unio populi christiani ad Christum, quia, ut
Iulius Papa dicit [cfr. Gratianum, Decretum, P. III De cons., dist. 2, can.
7 Cum omne], videmus in aqua populum intelligi, in vino vero ostendi
Sanguinem Christi. Ergo, cum in calice vino aqua miscetur, Christo
populus adunatur.

183

P. Carlos Miguel Buela Pane di vita eterna e calice delleterna salvezza

possono avere senza la grazia, risulta da quanto abbiamo


detto che questo sacramento conferisce la grazia347.
Perci: Questo sacramento conferisce spiritualmente
la grazia assieme alla virt della carit. Per cui il Damasceno
paragona questo sacramento al carbone acceso visto da
Isaia: Come il carbone non legno soltanto, ma legno unito
al fuoco, cos anche il pane della comunione non pane
soltanto, ma pane unito alla divinit. Ora, come osserva S.
Gregorio, lamore di Dio non rimane ozioso, opera bens
grandi cose, se c. Perci con questo sacramento, per
quanto dipende dalla sua efficacia, labito della grazia e delle
virt non viene soltanto conferito, ma anche spinto al atto,
conforme alle parole di S. Paolo: La carit di Cristo ci
sospinge [2Cor 5,14]348.
347

S. Th., III, 79, 1, c.: Consideratur effectus huius sacramenti ex


speciebus in quibus hoc traditur sacramentum. Unde et Augustinus dicit
[In Ioann., tr. 26, super 6,56: ML 35, 1614], Dominus noster Corpus et
Sanguinem suum in eis rebus commendavit quae ad unum aliquod
rediguntur ex multis, namque aliud, scilicet panis, ex multis granis in
unum constat, aliud, scilicet vinum, ex multis racemis confluit. Et
ideo ipse alibi dicit, super Ioan. [tr. 26, super 6,41: ML 35, 1613], o
sacramentum pietatis, o signum unitatis, o vinculum caritatis. Et quia
Christus et eius passio est causa gratiae, et spiritualis refectio et caritas
sine gratia esse non potest, ex omnibus praemissis manifestum est quod
hoc sacramentum gratiam confert.
348

S. Th., III, 79, 1, ad 2: Hoc sacramentum confert gratiam


spiritualiter, cum virtute caritatis. Unde Damascenus [De Fide Orth., l. 4,
c. 13: MG 94, 1149] comparat hoc sacramentum carboni quem Isaias
vidit, Isaiae VI,[6] carbo enim lignum simplex non est, sed unitum
igni, ita et panis communionis non simplex panis est, sed unitus
divinitati. Sicut autem Gregorius dicit, [] amor Dei non est otiosus,
magna enim operatur, si est. Et ideo per hoc sacramentum, quantum est
ex sui virtute, non solum habitus gratiae et virtutis confertur, sed etiam
excitatur in actum, secundum illud II Cor. V,[14] caritas Christi urget
nos.

184

Unit

Adesso lunit e la pace si ottengono in modo


imperfetto; non cos nella gloria: Altrettanto si dica della
refezione di questo cibo spirituale e dellunit significata
dalle specie del pane e del vino: tali effetti si hanno, vero,
al presente, per in maniera imperfetta; perfettamente essi si
ottengono nello stato di gloria. Osserva in merito S.
Agostino a commento delle parole di Ges, la mia carne
vero cibo [Gv 6,55]: Gli uomini che col mangiare e col
bere desiderano di togliersi la fame e la sete, non ci riescono
propriamente se non con questo cibo e con questa bevanda,
che rende i suoi consumatori immortali e incorruttibili nella
societ dei santi, dove sar pace e unit piena e perfetta349.
Come sacramento lEucaristia produce il suo effetto
in due modi: primo, direttamente per virt del sacramento;
secondo, quasi per una certa concomitanza, come si detto a
proposito di quanto contenuto nel sacramento. In virt del
sacramento essa ha direttamente leffetto per il quale stata
istituita. Ora, lEucaristia non stata istituita al fine di
soddisfare, bens al fine di nutrire spiritualmente per lunione
con Cristo e con le sue membra, ossia come il nutrimento si
unisce a chi se ne ciba. Compiendosi per tale unione
mediante la carit, per il cui fervore si ha la remissione non
solo della colpa ma anche della pena, per una certa
concomitanza con leffetto principale luomo ottiene anche la

349

S. Th., III, 79, 2, c.: Refectio spiritualis cibi, et unitas significata per
species panis et vini, habentur quidem in praesenti sed imperfecte,
perfecte autem in statu gloriae. Unde Augustinus dicit [In Ioann., tr. 26:
ML 35, 1614], super illud Ioan. VI,[56] caro mea vere est cibus, cum
cibo et potu id appetant homines ut non esuriant neque sitiant, hoc
veraciter non praestat nisi iste cibus et potus, qui eos a quibus sumitur
immortales et incorruptibiles facit in societate sanctorum, ubi pax erit et
unitas plena atque perfecta.

185

P. Carlos Miguel Buela Pane di vita eterna e calice delleterna salvezza

remissione della pena. Non di tutta per, ma in misura della


sua devozione e del suo fervore.
In quanto poi sacrificio, lEucaristia ha effetto
soddisfattorio. Ma nella soddisfazione pesa pi la
disposizione dellofferente che la grandezza della cosa offerta,
cosicch il Signore dice che la vedova mettendo due spiccioli
aveva messo pi di tutti. Perci, sebbene questo sacrificio
per la grandezza dellofferta basti alla soddisfazione di ogni
pena, tuttavia diviene soddisfattorio per coloro per cui si
offre, o per coloro che loffrono, in misura della loro
devozione, non gi di tutta la pena loro dovuta350.
In questo come negli altri sacramenti, quel che il
rito sacramentale segno del effetto prodotto dal sacramento
[res sacramenti]. Ora, la realt prodotta dal sacramento
dellEucaristia duplice, come sopra abbiamo detto: la
prima, significata e contenuta nel sacramento, Cristo stesso;
la seconda, significata e non contenuta, il Corpo mistico di
350

S. Th., III, 79, 5, c.: Si igitur consideretur ut sacramentum, habet


dupliciter effectum, uno modo, directe ex vi sacramenti; alio modo, quasi
ex quadam concomitantia; sicut et circa continentiam sacramenti dictum
est [q. 76, a. 1 et 2]. Ex vi quidem sacramenti, directe habet illum
effectum ad quem est institutum. Non est autem institutum ad
satisfaciendum, sed ad spiritualiter nutriendum per unionem ad Christum
et ad membra eius, sicut et nutrimentum unitur nutrito. Sed quia haec
unitas fit per caritatem, ex cuius fervore aliquis consequitur remissionem
non solum culpae, sed etiam poenae; inde est quod ex consequenti, per
quandam concomitantiam ad principalem effectum, homo consequitur
remissionem poenae; non quidem totius, sed secundum modum suae
devotionis et fervoris. Inquantum vero est sacrificium, habet vim
satisfactivam. Sed in satisfactione magis attenditur affectus offerentis
quam quantitas oblationis, unde et Dominus dixit, Luc. XXI,[5] de vidua
quae obtulit duo aera, quod plus omnibus misit. Quamvis igitur haec
oblatio ex sui quantitate sufficiat ad satisfaciendum pro omni poena,
tamen fit satisfactoria illis pro quibus offertur, vel etiam offerentibus,
secundum quantitatem suae devotionis, et non pro tota poena.

186

Unit

Cristo, ossia la societ dei santi. Chi dunque si accosta


allEucaristia, per ci stesso dichiara di essere unito a Cristo
e incorporato alle sue membra. Ma questo si attua per mezzo
della fede formata [dalla carit], che nessuno ha quando in
peccato mortale. chiaro dunque che chi riceve lEucaristia
con il peccato mortale commette una falsit nei riguardi di
questo sacramento. Perci si macchia di sacrilegio come
profanatore del sacramento. E quindi pecca mortalmente351.
Cristo, apparendo visibilmente nella sua specie, non
si lasciava toccare dagli uomini in segno della loro unione
spirituale con lui, come invece si offre per essere assunto in
questo sacramento. Perci i peccatori toccandolo nella sua
propria specie non commettevano un peccato di falsit
contro le cose divine, come lo commettono i peccatori che
ricevono questo sacramento.
Inoltre Cristo possedeva allora una carne simile a
quella di peccato: perci era giusto che si lasciasse toccare
dai peccatori. Ma una volta eliminata dalla gloria della
resurrezione la somiglianza con la carne di peccato non
volle essere toccato dalla donna, che mancava di fede nei
suoi riguardi, dicendole: Non mi toccare, perch non sono
351

S. Th., III, 80, 4, c.: In hoc sacramento, sicut in aliis, id quod est
sacramentum est signum eius quod est res sacramenti. Duplex autem est
res huius sacramenti, sicut supra dictum est [q. 60, a. 3, sc; q. 73, a. 6],
una quidem quae est significata et contenta, scilicet ipse Christus; alia
autem est significata et non contenta, scilicet Corpus Christi mysticum,
quod est societas sanctorum. Quicumque ergo hoc sacramentum sumit,
ex hoc ipso significat se esse Christo unitum et membris eius
incorporatum. Quod quidem fit per fidem formatam, quam nullus habet
cum peccato mortali. Et ideo manifestum est quod quicumque cum
peccato mortali hoc sacramentum sumit, falsitatem in hoc sacramento
committit. Et ideo incurrit sacrilegium, tanquam sacramenti violator. Et
propter hoc mortaliter peccat.

187

P. Carlos Miguel Buela Pane di vita eterna e calice delleterna salvezza

ancora salito al Padre mio [Gv 20,17]; cio nel tuo


cuore, come spiega S. Agostino. Cos i peccatori, che nei
riguardi di lui mancano di fede formata [dalla carit], sono
esclusi dal contatto di questo sacramento352.
Riguardo a coloro che sono separati dalla fede
cattolica: pi grave limpedimento della carit stessa che
limpedimento del suo fervore. Di conseguenza il peccato
dincredulit che separa radicalmente luomo dallunit
della Chiesa, parlando in senso assoluto, indispone luomo
pi di ogni altro peccato a ricevere lEucaristia, che il
sacramento di tale unit, come si detto. Quindi un
incredulo pecca pi gravemente ricevendo questo
sacramento che un credente peccatore, e pi gravemente
oltraggia Cristo presente in questo sacramento,
specialmente se non crede alla sua reale presenza; perch,
per quanto dipende da lui, sminuisce la santit di questo
sacramento e la virt di Cristo che opera in esso: ci
equivale a disprezzare il sacramento in se stesso. Il fedele
invece, che si comunica cosciente di essere in peccato, non
profana questo sacramento in se stesso, ma ne profana
luso, ricevendolo indegnamente. Ecco perch lApostolo,
352

S. Th., III, 80, 4, ad 1: Christus in propria specie apparens non


exhibebat se tangendum hominibus in signum spiritualis unionis ad
ipsum, sicut exhibetur sumendus in hoc sacramento. Et ideo peccatores
eum in propria specie tangentes non incurrebant crimen falsitatis circa
divina, sicut peccatores sumentes hoc sacramentum. Et praeterea Christus
adhuc gerebat similitudinem carnis peccati, et ideo convenienter se
peccatoribus tangendum exhibebat. Sed, remota similitudine carnis
peccati per gloriam resurrectionis se tangi prohibuit a muliere, quae
defectum fidei circa ipsum patiebatur, secundum illud Ioan. XX,[17]
noli me tangere, nondum enim ascendi ad Patrem meum, scilicet in
corde tuo, ut Augustinus exponit [In Ioann., tr. 121, super 20,17: ML
35, 1957]. Et ideo peccatores, qui defectum fidei patiuntur formatae circa
ipsum, repelluntur a contactu huius sacramenti.

188

Unit

dando la ragione di questo peccato, dice: Non


distinguendo il Corpo del Signore [1Cor 11,19], cio non
facendo differenza tra esso e gli altri cibi; e ci lo fa
massimamente chi non crede alla presenza di Cristo in
questo sacramento353.
A questo punto indispensabile ricordare lenciclica
di Giovanni Paolo II Ecclesia de Eucharistia, e citare alcuni
paragrafi: La celebrazione dellEucaristia, per, non pu
essere il punto di avvio della comunione, che presuppone
come esistente, per consolidarla e portarla a perfezione. Il
Sacramento esprime tale vincolo di comunione sia nella
dimensione invisibile che, in Cristo, per lazione dello
Spirito Santo, ci lega al Padre e tra noi, sia nella dimensione
visibile implicante la comunione nella dottrina degli
Apostoli, nei Sacramenti e nellordine gerarchico. Lintimo
rapporto esistente tra gli elementi invisibili e gli elementi
visibili della comunione ecclesiale costitutivo della Chiesa
come sacramento di salvezza [cfr. CDF, Communionis notio,
353

S. Th., III, 80, 5, ad 2: Plus tamen ponderat impedimentum ipsius


caritatis quam fervoris eius. Unde etiam peccatum infidelitatis, quod
funditus separat hominem ab Ecclesiae unitate, simpliciter loquendo,
maxime hominem ineptum reddit ad susceptionem huius sacramenti,
quod est sacramentum ecclesiasticae unitatis, ut dictum est [q. 67, a. 2; q.
73, a. 2 sc; a. 4]. Unde et gravius peccat infidelis accipiens hoc
sacramentum quam peccator fidelis; et magis contemnit Christum
secundum quod est sub hoc sacramento, praesertim si non credat
Christum vere sub hoc sacramento esse, quia, quantum est in se, diminuit
sanctitatem huius sacramenti, et virtutem Christi operantis in hoc
sacramento, quod est contemnere ipsum sacramentum in seipso. Fidelis
autem qui cum conscientia peccati sumit, contemnit hoc sacramentum
non in seipso, sed quantum ad usum, indigne accipiens. Unde et
Apostolus, I Cor. XI,[29] assignans rationem huius peccati, dicit, non
diiudicans Corpus Domini, idest, non discernens ipsum ab aliis cibis
[Glossa Lombardi: ML 191, 1647], quod maxime facit ille qui non credit
Christum esse sub hoc sacramento.

189

P. Carlos Miguel Buela Pane di vita eterna e calice delleterna salvezza

4: AAS 85 [1993] 839-840]. Solo in questo contesto si ha la


legittima celebrazione dellEucaristia e la vera
partecipazione ad essa. Perci risulta unesigenza intrinseca
allEucaristia che essa sia celebrata nella comunione, e
concretamente nellintegrit dei suoi vincoli [].
La comunione ecclesiale dellassemblea eucaristica
comunione col proprio Vescovo e col Romano Pontefice. Il
Vescovo, in effetti, il principio visibile e il fondamento
dellunit nella sua Chiesa particolare [LG, 23]. Sarebbe
pertanto una grande incongruenza se il Sacramento per
eccellenza dellunit della Chiesa fosse celebrato senza una
vera comunione col Vescovo. Scriveva santIgnazio di
Antiochia: Si ritenga sicura quellEucaristia che si realizza
sotto il Vescovo o colui a cui egli ne ha dato incarico [PG
5,713]. Parimenti, poich il Romano Pontefice, quale
successore di Pietro, il perpetuo e visibile principio e
fondamento dellunit sia dei Vescovi sia della moltitudine
dei fedeli [LG, 23], la comunione con lui unesigenza
intrinseca della celebrazione del Sacrificio eucaristico. Di
qui la grande verit espressa in vari modi dalla Liturgia:
Ogni celebrazione dellEucaristia fatta in unione non
solo con il proprio Vescovo ma anche con il Papa, con
lOrdine episcopale, con tutto il clero e con lintero popolo.
Ogni valida celebrazione dellEucaristia esprime questa
universale comunione con Pietro e con lintera Chiesa,
oppure oggettivamente la richiama, come nel caso delle
Chiese cristiane separate da Roma [CDF, Communionis
notio, 14: AAS 85 [1993] 847].
LEucaristia crea comunione ed educa alla
comunione. San Paolo scriveva ai fedeli di Corinto
mostrando quanto le loro divisioni, che si manifestavano nelle
assemblee eucaristiche, fossero in contrasto con quello che
celebravano, la Cena del Signore. Conseguentemente

190

Unit

lApostolo li invitava a riflettere sulla vera realt


dellEucaristia, per farli ritornare allo spirito di comunione
fraterna [cfr. 1Cor 11,17-34]. Efficacemente si faceva eco di
questa esigenza santAgostino il quale, ricordando la parola
dellApostolo: Voi siete corpo di Cristo e sue membra
[1Cor 12,27], osservava: Se voi siete il suo corpo e le sue
membra, sulla mensa del Signore deposto quel che il
vostro mistero; s, voi ricevete quel che il vostro mistero
[Sermo 272: PL 38, 1247]. E da tale constatazione deduceva:
Cristo Signore [...] consacr sulla sua mensa il mistero della
nostra pace e unit. Chi riceve il mistero dellunit, ma non
conserva il vincolo della pace, riceve non un mistero a suo
favore, bens una prova contro di s [Ibid., 1248]354.
Ancora alcuni bellissimi testi di San Tommaso in
merito: LEucaristia il sacramento dellunit della Chiesa,
la quale risulta dal fatto che molti sono una sola cosa in
Cristo [Gal 3,28]355.
La virt dello Spirito Santo, che mediante lunione
della carit rende intercomunicanti i beni delle membra di
Cristo, fa s che il bene privato, presente nella messa di un
buon sacerdote giovi anche agli altri. Invece il male privato
di una persona non pu nuocere ad altri, se questi, come
spiega S. Agostino, in qualche modo non vi consentono356,

354

Ecclesia de Eucharistia, nn. 35.39-40.

355

S. Th., III, 82, 2, ad 3: Eucharistia est sacramentum unitatis


ecclesiasticae, quae attenditur secundum hoc quod multi sunt unum in
Cristo [Gal 3,18].
356

S. Th., III, 82, 6, ad 3: Propter virtutem Spiritus Sancti, qui per


unitatem caritatis communicat invicem bona membrorum Christi, fit
quod bonum privatum quod est in Missa sacerdotis boni, est fructuosum
aliis. Malum autem privatum unius hominis non potest alteri nocere, nisi

191

P. Carlos Miguel Buela Pane di vita eterna e calice delleterna salvezza

perch la malizia del ministro non pu ridondare sui


misteri di Cristo357.
Il Corpo vero di Cristo figura del suo Corpo
mistico... Lunit del Corpo mistico frutto della comunione
del vero Corpo di Cristo. Ora, quelli che si comunicano o
lamministrano indegnamente perdono codesto frutto358.
si dispone il popolo mediante la pace, che viene
data invocando lAgnello di Dio: lEucaristia infatti il
sacramento dellunit e della pace359.
LEucaristia il sacramento della perfetta unit
della Chiesa. Quindi particolarmente in questo sacramento
pi che negli altri si deve rammentare tutto ci che si
riferisce alla salvezza della Chiesa intera360.
La Messa linno trionfale della Chiesa Una: La
Chiesa, mentre pellegrinante qui in terra, chiamata a
mantenere ed a promuovere sia la comunione con Dio
Trinit sia la comunione tra i fedeli. A questo fine essa ha la
per aliqualem consensum, ut Augustinus dicit [Contra Epist. Paermen.,
L. 2, c. 20: ML 43, 78; c. 21: ML 43, 80].
357

SANTAGOSTINO, De bapt. contra donat, c. 12: ML 43, 120; ecc.; cfr.


S. Th. III, 82, 6, ob. 3: quia malitia ministrorum non potest redundare in
Christi mysteria.
358

S. Th., III, 82, 9, ob. 2 y ad 2: Corpus Christi verum figurativum est


Corporis mystici []. Unitas Corporis mystici est fructus Corporis veri
percepti. Illi autem qui indigne percipiunt vel ministrant, privantur
fructu.
359

S. Th., III, 83, 4, c.: Praeparatur populus per pacem, quae datur
dicendo, Agnus Dei, est enim hoc sacramentum unitatis et pacis.
360

S. Th., III, 83, 4, ad 3: Eucharistia est sacramentum totius


ecclesiasticae unitatis. Et ideo specialiter in hoc sacramento, magis quam
in aliis, debet fieri mentio de omnibus quae pertinent ad salutem totius
Ecclesiae.

192

Unit

Parola e i Sacramenti, soprattutto lEucaristia, della quale


essa continuamente vive e cresce [LG, 26] e nella quale in
pari tempo esprime se stessa. Non a caso il termine
comunione diventato uno dei nomi specifici di questo
eccelso Sacramento.
LEucaristia appare dunque come culmine di tutti i
Sacramenti nel portare a perfezione la comunione con Dio
Padre mediante lidentificazione col Figlio Unigenito per
opera dello Spirito Santo. Con acutezza di fede esprimeva
questa verit un insigne scrittore della tradizione bizantina:
nellEucaristia, a preferenza di ogni Sacramento, il mistero
[della comunione] cos perfetto da condurre allapice di
tutti i beni: qui lultimo termine di ogni umano desiderio,
perch qui conseguiamo Dio e Dio si congiunge a noi con
lunione pi perfetta [N. CABASILAS, La vita in Cristo, IV,
10: Sch 355, 270]. Proprio per questo opportuno coltivare
nellanimo il costante desiderio del Sacramento eucaristico.
nata di qui la pratica della comunione spirituale,
felicemente invalsa da secoli nella Chiesa e raccomandata
da Santi maestri di vita spirituale. Santa Teresa di Ges
scriveva: Quando non vi comunicate e non partecipate alla
messa, potete comunicarvi spiritualmente, la qual cosa
assai vantaggiosa... Cos in voi si imprime molto dellamore
di nostro Signore [Cammino di perfezione, c. 35]361.

361

Ecclesia de Eucharistia, n. 34.

193

14. Dio
Il sacerdote con il prefazio prepara lanimo dei fratelli, dicendo:
Innalziamo i nostri cuori, affinch con la risposta: Sono rivolti al
Signore il popolo ricordi di non dovere pensare altro che a Dio362.

San Cipriano

1. Dio Spirito
Tutto ci che si dice in rapporto ai sacramenti
appartiene alla rivelazione di Dio agli uomini. qualcosa
di superiore, anteriore e trascendente agli uomini. Dunque
la teologia sacramentale dipende dalla Volont di Dio e
dalle prescrizioni concrete che Egli ha voluto prendere al
riguardo. Stabil i segni che si dovevano usare e, nella
Nuova Legge, stabil che i sacramenti fossero non solo
segni, ma inoltre che fossero anche cause efficaci.
Significano la grazia perch la danno.
Dio li ha dati per la perfezione della nostra natura
umana nella dignit di immagine e somiglianza di Dio (cf.
Gen 1,26), come suoi figli ed eredi delleternit. E poich
Dio non abituato ad agire a colpi e calci, ma si adatta alla
natura (la synkatbasis greca), come dice la Sacra
Scrittura, governa soavemente ogni cosa (Sp 8,1), ne
consegue che, come abbiamo visto, si adatta al processo
della vita naturale nel processo della stessa vita spirituale
realizzato dai sacramenti: nascere, crescere, nutrire, pulire
La verit dellordine sacramentale si trova in Dio,
di istituzione divina e lo sappiamo per lesplicita rivelazione
362

De Orat. Domin., c. 31: ML 4, 557; cfr. S. Th., III, 83, 4, ad 5:


Sacerdos, praefatione praemissa, parat fratrum mentes, dicendo,
sursum corda, ut, dum respondet plebs, habemus ad Dominum,
admoneatur nihil aliud se cogitare quam Deum.

195

P. Carlos Miguel Buela Pane di vita eterna e calice delleterna salvezza

di Dio, in modo che il suo fondamento ultimo la


determinazione divina, che definitiva ma non arbitraria, ed
opera secondo convenienze specifiche. Ha voluto che i
sacramenti fossero come sono, e lo sono e lo saranno.
Questa realt cos al punto che anche le stesse
famiglie rituali, antiocheno-bizantina, romana e copta, che
prendono origine delle tre sedi primaziali nella Chiesa, in
base al canone VI del Concilio di Nicea363 sono in rapporto a
tradizioni derivanti da San Pietro, Principe degli Apostoli e
primo Papa.
Antiochia, dove si era dato per la prima volta il nome
di cristiani (At 11,26) ai nostri fratelli, era la capitale della
Siria, ambito culturale e linguistico in cui si ebbe la
rivelazione di Dio.
In fine, lEucaristia una realt che viene da Dio e
conduce a Dio.

363

Gli antichi costumi di Egitto, Libia e Pentapoli si conservano, perch


il vescovo di Alessandria ha autorit su tutti questi luoghi, cos come una
costume simile esiste in riferimento al vescovo di Roma. Similmente in
Antiochia e nelle altre province saranno conservate le prerogative delle
chiese; Cfr. J. RATZINGER, Introduzione allo spirito della liturgia, San
Paolo, Cinisello Balsamo 2001, 156-157: il sesto canone del concilio di
Nicea, che parla delle tre sedi primaziali nella Chiesa: Roma,
Alessandria, Antiochia. In questa sede non necessario approfondire
ulteriormente il fatto che tutte e tre queste sedi stiano in stretto rapporto
con le tradizioni petrine. Si tratta comunque, in tutti i tre casi, di punti di
cristallizazione della tradizione liturgica.

196

Dio

a) Dio
LEucaristia ci rende partecipi di Dio: Il secondo
significato riguarda leffetto presente, cio lunit della
Chiesa in cui gli uomini vengono congregati per mezzo di
questo sacramento. Per tale motivo esso si denomina
comunione o sinassi: spiega infatti il Damasceno, che si dice
comunione, perch mediante lEucaristia comunichiamo con
il Cristo, sia in quanto partecipiamo della sua umanit e
divinit, sia in quanto comunichiamo e ci uniamo tra noi
vicendevolmente 364 . In greco si dice pure metalessi,
ossia assunzione, perch, come spiega il Damasceno, con
essa noi assumiamo la divinit del Figlio365.
Ci ottiene la salvezza poich propiziazione davanti
a Dio per la fede nel Sangue di Cristo: senza la fede nella
la passione di Cristo non si poteva mai realizzare la
salvezza, in conformit alle parole di S. Paolo: Dio ha
prestabilito Cristo come propiziazione per la fede nel suo
sangue [Ro 3,25]. Era quindi necessario che in ogni tempo
presso gli uomini qualche cosa rappresentasse la passione
del Signore. Di essa nel Vecchio Testamento il simbolo
principale era lagnello pasquale; tanto che lApostolo
afferma: Qual nostra Pasqua stato immolato il Cristo
[1Cor 5,7]. Ora, nel Nuovo Testamento lo succedette il
364

S. Th., III, 73, 4, c.: Aliam autem significationem habet respectu rei
praesentis, scilicet ecclesiasticae unitatis, cui homines congregantur per
hoc sacramentum. Et secundum hoc nominatur communio vel
synaxis, dicit enim Damascenus, IV libro [De Fide Orth., c. 13: MG
94, 1153], quod dicitur communio, quia communicamus per ipsam
Christo; et quia participamus eius carne et deitate; et quia
communicamus et unimur ad invicem per ipsam.
365

Ibidem: Dicitur etiam in graeco metalepsis, idest assumptio,


quia, ut Damascenus dicit [De Fide Orth., L. 4, c. 13: MG 94, 1153],
per hoc Filii deitatem assumimus.

197

P. Carlos Miguel Buela Pane di vita eterna e calice delleterna salvezza

sacramento dellEucaristia, che commemorativo della


passione avvenuta, come lagnello pasquale era
prefigurativo della passione futura. Era quindi conveniente
che nellimminenza della passione, dopo aver celebrato
lantico, venisse istituito il nuovo sacramento, come dice il
Papa S. Leone 366 . Deve essere propiziatorio il sacrificio
della Nuova Alleanza, perch noi uomini per cui si effettua
siamo peccatori. In quanto poi sacrificio, lEucaristia
ha effetto soddisfattorio367.
La verit che il Figlio veramente Dio cinsegna che il
Corpo e il Sangue di Cristo nellEucaristia sono veri: S.
Ambrogio afferma: Come il Signor Cristo Ges vero Figlio
di Dio, cos vera Carne di Cristo quella che noi riceviamo, e
il suo Sangue vera bevanda368.
Per una semplice creatura impossibile
transustanziare: Per virt di un agente limitato non pu una
forma cambiarsi in unaltra forma, n una materia in
366

S. Th., III, 73, 5, c.: Sine fide passionis Christi nunquam potuit esse
salus, secundum illud Rom. III, [25]: quem proposuit Deus
propitiatorem per fidem in sanguine ipsius. Et ideo oportuit omni
tempore apud homines esse aliquod repraesentativum Dominicae
passionis. Cuius in Veteri quidem Testamento praecipuum sacramentum
erat agnus paschalis, unde et Apostolus dicit, I Cor. V,[7] Pascha
nostrum immolatus est Christus. Successit autem ei in Novo Testamento
Eucharistiae sacramentum, quod est rememorativum praeteritae
passionis, sicut et illud fuit praefigurativum futurae. Et ideo conveniens
fuit, imminente passione, celebrato priori sacramento, novum
sacramentum instituere, ut Leo Papa dicit [Sermones, serm. 58, c. 1: ML
54, 332].
367

S. Th., III, 79, 5, c.: Inquantum vero est sacrificium, habet vim
satisfactivam.
368

S. Th., III, 75, 1, sc: Et Ambrosius dicit [], sicut verus est Dei
Filius Dominus Iesus Christus, ita vera Christi Caro est quam accipimus,
et verus Sanguis eius est potus.

198

Dio

unaltra materia. Ma per virt di un agente infinito, che


opera su tutto lente, tale conversione possibile; perch ad
ambedue le forme e ad ambedue le materie comune la
natura di ente; e lautore dellente pu mutare lentit
delluna nellentit dellaltra, prescindendo di ci che
distingueva luna dallaltra369.
LEucaristia la Nuova Alleanza con Dio che deve
essere sancita col sangue: Il testamento consiste nella
disposizione circa uneredit. Ora, Dio ha disposto di dare
agli uomini leredit celeste in virt del Sangue di Ges
Cristo perch, come dice lApostolo: Dove c un testamento
occorre che intervenga la morte del testatore [Eb 9,16].
Ebbene, il Sangue di Cristo stato dato agli uomini in due
modi. Primo, in modo figurale: e ci nellAntico Testamento.
Perci lApostolo conclude dicendo: Neppure il primo
Testamento fu inaugurato senza sangue [Eb 9,18], come si
rileva dallEsodo: Dopo aver letto ogni prescrizione della
legge, Mos asperse lintero popolo e disse: questo il
sangue del testamento che il Signore ha concluso con voi [Es
24,7-8]. Secondo, esso fu dato nella realt: ed questa la
caratteristica del Nuovo Testamento. LApostolo cos ne parla
nel passo citato: Il Cristo il mediatore del Nuovo
Testamento, affinch, intervenuta la sua morte, gli eletti
ricevano leterna eredit che stata loro promessa [Eb
9,15]. Perci si dice [nella consacrazione] il Sangue del
Nuovo Testamento, perch questo non pi dato in figura,
ma nella realt, tanto che si aggiunge: che sar sparso per
369

S. Th., III, 75, 4, ad 3: Virtute agentis finiti non potest forma in


formam mutari, nec materia in materiam. Sed virtute agentis infiniti,
quod habet actionem in totum ens, potest talis conversio fieri, quia
utrique formae et utrique materiae est communis natura entis; et id quod
entitatis est in una, potest auctor entis convertere ad id quod est entitatis
in altera, sublato eo per quod ab illa distinguebatur.

199

P. Carlos Miguel Buela Pane di vita eterna e calice delleterna salvezza

voi. Lispirazione interiore [della Nuova Legge] poi deriva


dalla virt del Sangue, in quanto veniamo giustificati dalla
passione di Cristo370.
Non solo Nuova lAlleanza con Dio che si rinnova
ad ogni Messa, ma anche Eterna, perch cos volle Dio,
perch leredit eterna e perch il Sangue di Cristo unito
alla persona del Verbo, che eterna: Questo testamento
nuovo perch nuova la sua offerta sacramentale. Ed
chiamato eterno, tanto a causa delleterno decreto di Dio,
quanto a causa delleterna eredit di cui in questo
testamento si dispone. Inoltre eterna la persona stessa di
Cristo, per il cui Sangue concessa tale disposizione
testamentaria371. S. Cirillo scrive: Il vivificante Verbo di
370

S. Th., III, 78, 3, ad 3: Testamentum est dispositio hereditatis.


Hereditatem autem caelestem Deus disposuit hominibus dandam per
virtutem Sanguinis Jesu Christi, quia, ut dicitur Heb. IX,[16]: ubi est
testamentum, mors necesse est intercedat testatoris. Sanguis autem
Christi dupliciter est hominibus exhibitus. Primo quidem, in figura, quod
pertinet ad Vetus Testamentum. Et ideo Apostolus ibidem [v. 18]
concludit, unde nec primum Testamentum sine sanguine dedicatum
est, quod patet ex hoc quod, sicut dicitur Exod. XXIV,[7-8] lecto omni
mandato legis a Moyse, omnem populum aspersit, dicens, hic est
sanguis Testamenti quod mandavit ad vos Deus. Secundo autem est
exhibitus in rei veritate, quod pertinet ad Novum Testamentum. Et hoc
est quod Apostolus ibidem [v. 15] praemittit, dicens, ideo Novi
Testamenti mediator est Christus, ut, morte intercedente, repromissionem
accipiant qui vocati sunt aeternae hereditatis. Dicitur ergo hic Sanguis
Novi Testamenti, quia iam non in figura, sed in veritate exhibetur. Unde
subditur, qui pro vobis effundetur. Interna autem inspiratio ex
Sanguinis virtute procedit secundum quod passione Christi iustificamur.
371

S. Th., III, 78, 3, ad 4: Hoc Testamentum est novum ratione


exhibitionis. Dicitur autem aeternum, tam ratione aeternae Dei
praeordinationis; quam etiam ratione aeternae hereditatis, quae per hoc
Testamentum disponitur. Ipsa etiam persona Christi, cuius Sanguine
Testamentum disponitur, est aeterna.

200

Dio

Dio unendosi alla propria carne la rese vivificante. Era


dunque conveniente che egli si unisse in qualche modo ai
nostri corpi per mezzo della sua santa Carne e del suo
prezioso Sangue, che noi riceviamo nella vivificante
benedizione in pane e vino372.
b) Spirito
Oggi frequente incontrare chi definisce San
Tomasso come statico, dicendo anche che non enfatizza
lazione dello Spirito Santo o dello spirito in generale. Noi
sappiamo che essi si considerano dinamici e docili allo
Spirito. Ma non proprio cos.
San Tommaso parla, gi nella prima questione e nel
primo articolo del Trattato sullEucaristia, dello Spirito
Santo: Lacqua del Battesimo non ha efficacia spirituale in
quanto acqua, ma per la virt dello Spirito Santo presente in
essa, cosicch il Crisostomo spiegando le parole
evangeliche, Un angelo del Signore di tempo in tempo...
[Gv 5,4], osserva: Nei battezzati non opera la semplice
acqua; ma essa lava tutti i peccati dopo che ha ricevuto la
grazia dello Spirito Santo [In Io, hom., 36]. Ora, come la
virt dello Spirito Santo sta allacqua del battesimo, cos il
vero Corpo di Cristo sta alle specie del pane e del vino.
Quindi le specie del pane e del vino nulla producono se non
in virt del vero Corpo di Cristo373.
372

S. Th., III, 79, 1, c.: Unde et Cyrillus dicit [In Luc., super 22,19: MG
72, 92], vivificativum Dei Verbum, uniens seipsum propriae carni, fecit
ipsam vivificativam. Decebat ergo eum nostris quodammodo uniri
corporibus per sacram eius Carnem et pretiosum Sanguinem, quae
accipimus in benedictione vivificativa in pane et vino.
373

S. Th., III, 73, 1, ad 2: Aqua Baptismi non causat aliquem


spiritualem effectum propter ipsam aquam, sed propter virtutem Spiritus

201

P. Carlos Miguel Buela Pane di vita eterna e calice delleterna salvezza

Quando infatti egli [S. Agostino] dice: Non questo


corpo che vedete, avrete da mangiare, intende escludere non
la realt del Corpo di Cristo, ma che esso fosse da mangiarsi
nellaspetto in cui lo vedevano. Con le altre parole poi: Vi
affido un mistero, che inteso spiritualmente vi arricchir di
vita, non vuol dire che il Corpo di Cristo presente in questo
sacramento solo secondo un simbolismo mistico, ma che vi
presente in modo spirituale, ossia invisibilmente e per la virt
dello Spirito. Perci commentando laffermazione la carne
non giova a nulla, spiega: Nel senso inteso da loro. Infatti
essi capirono che dovevano mangiare la sua carne come si
strappa a morsi da un cadavere o come si vende alla
macelleria, non come animata dallo spirito. Si unisca lo
spirito alla carne e giova moltissimo; se infatti la carne non
servisse a nulla, il Verbo non si sarebbe fatto carne per abitare
tra noi374. Il testo di S. Agostino e altri simili si riferiscono
Sancti in aqua existentem, unde Chrysostomus dicit [In Ioann., hom. 36:
MG 59,204], super illud Ioan. V,[4] Angelus Domini secundum
tempusetc., in baptizatis non simpliciter aqua operatur, sed, cum
Spiritus Sancti susceperit gratiam, tunc omnia solvit peccata. Sicut autem
se habet virtus Spiritus Sancti ad aquam baptismi, ita se habet Corpus
Christi verum ad species panis et vini. Unde species panis et vini non
efficiunt aliquid nisi virtute Corporis Christi veri.
374

S. Th., III, 75, 1, ad 1: Cum enim Augustinus dicit: non hoc corpus
quod videtis manducaturi estis, non intendit excludere veritatem
Corporis Christi, sed quod non erat manducandum in hac specie in qua
ab eis videbatur. Per hoc autem quod subdit, sacramentum vobis aliquod
commendavi, spiritualiter intellectum vivificabit vos, non intendit quod
Corpus Christi sit in hoc sacramento solum secundum mysticam
significationem, sed spiritualiter dici, idest, invisibiliter et per virtutem
Spiritus. Unde, super Ioan. [tr. 27, super 6, 64: ML 35, 1617], exponens
illud quod dicitur caro non prodest quidquam, dicit, sed, quo modo illi
intellexerunt. Carnem quippe sic intellexerunt manducandam, quo modo
in cadavere dilaniatur aut in macello venditur, non quo modo spiritu
vegetatur. Accedat spiritus ad carnem, et prodest plurimum, nam, si caro
nihil prodesset, Verbum caro non fieret, ut habitaret in nobis.

202

Dio

al Corpo di Cristo fisicamente visibile, al quale accennano le


parole del Signore stesso: Me invece non mi avrete sempre
[Mt 26,11]. Invisibilmente invece sotto le specie di questo
sacramento egli presente dovunque questo sacramento si
compie 375 . [] Largomento valido se si riferisce alla
presenza del Corpo di Cristo fisicamente intesa, ossia nella sua
specie visibile; ma non se si riferisce alla sua presenza
spirituale, cio invisibile, secondo il modo e la virt dello
spirito. Di qui le parole di SantAgostino: Se intendi
spiritualmente le parole del Cristo a riguardo della sua carne,
esse sono per te spirito e vita; se le intendi in senso carnale,
esse sono ugualmente spirito e vita, ma non lo sono per te376.
Solo la potenza dello Spirito Santo trasforma il pane e il
vino: Il Damasceno afferma: Solo per virt dello Spirito Santo
avviene la conversione del pane nel Corpo di Cristo377.
Lo Spirito Santo agisce nellEucaristia ex opere
operato: S. Agostino ha scritto: Nella Chiesa Cattolica
riguardo al mistero del Corpo e del Sangue del Signore un
375

S. Th., III, 75, 1, ad 2: Verbum illud Augustini, et omnia similia, sunt


intelligenda de Corpore Christi secundum quod videtur in propria specie,
secundum quod etiam ipse Dominus dixit, Matth. XXVI,[11] me autem
non semper habebitis. Invisibiliter tamen sub speciebus huius
sacramenti est ubicumque hoc sacramentum perficitur.
376

S. Th., III, 75, 1, ad 4: Ratio illa procedit de praesentia Corporis


Christi prout est praesens per modum corporis, idest prout est in sua
specie visibili, non autem prout spiritualiter, idest invisibiliter, modo et
virtute spiritus. Unde Augustinus dicit, super Ioan. [tr. 28, super 6, 64:
ML 35, 1618]: si intellexisti spiritualiter verba Christi de carne sua,
spiritus et vita tibi sunt, si intellexisti carnaliter, etiam spiritus et vita
sunt, sed tibi non sunt.
377

S. Th., III, 78, 4, ob. 1: Dicit enim Damascenus, in IV libro [De Fide
Orth., c. 13: 94, 1141. 1145], sola virtute Spiritus Sancti fit conversio
panis in Corpus Christi.

203

P. Carlos Miguel Buela Pane di vita eterna e calice delleterna salvezza

buon sacerdote non fa niente di pi di un sacerdote cattivo:


perch il mistero si compie non secondo i meriti del
consacrante, ma per la parola del Creatore e per la virt
dello Spirito Santo378.
Quando si domanda se il sacerdote peccatore possa
celebrare lEucaristia cita San Giovanni Damasceno e Papa
Gelasio: Il Damasceno afferma che il pane e il vino per
lintervento
dello
Spirito
Santo
si
convertono
soprannaturalmente nel Corpo e nel Sangue del Signore.
Ma il Papa Gelasio si domanda: Come potr intervenire lo
Spirito celeste, invocato per la consacrazione del divin
sacramento, se il sacerdote che ne implora la presenza si
rivela pieno di atti peccaminosi?. Perci lEucaristia non
pu essere consacrata da un cattivo sacerdote.... E
risponde: Prima di quelle parole il Papa Gelasio aveva
scritto: La santa religione che segue la disciplina cattolica,
esige tanta riverenza che nessuno deve osare di venire ad
essa se non con pura coscienza. Da questo appare evidente
che egli intendeva distogliere il sacerdote peccatore
dallaccedere a questo sacramento. Perci le parole
seguenti: Come potr intervenire lo Spirito celeste...?,
sono da intendersi nel senso che lo Spirito interviene
comunque non per merito del sacerdote, ma per la virt di
Cristo, le cui parole vengono proferite dal sacerdote379.
378

S. Th., III, 82, 5, sc: Augustinus dicit [] intra Ecclesiam


catholicam, in mysterio Corporis et Sanguinis Domini, nihil a bono
maius, nihil a malo minus perficitur sacerdote, quia non in merito
consecrantis, sed in verbo perficitur Creatoris, et in virtute Spiritus
Sancti.
379

S. Th., III, 82, 5, ob. 2 y ad 2: Damascenus dicit, in IV libro [De fide


Orth., c. 13: PG 94, 1145], quod panis et vinum, per adventum Sancti
Spiritus, supernaturaliter transit in Corpus Domini et Sanguinem. Sed
Gelasius Papa dicit [Epist., Fragm. 7], et habetur in Decretis, I, qu. I,

204

Dio

S. Gregorio esclama: Oh in quale grande illusione


cadono coloro che reputano i divini e occulti misteri poter
essere da alcuni santificati di pi: mentre li santifica lunico
e identico Spirito Santo operando occultamente e
invisibilmente. Ma questi occulti misteri vengono celebrati
nella Messa...380.
La virt dello Spirito Santo, che mediante lunione
della carit rende intercomunicanti i beni delle membra di
Cristo, fa s che il bene privato, presente nella Messa di un
buon sacerdote, giovi anche agli altri381.
2. Dio opera con la sua potenza
Nella trasformazione della sostanza del pane e del
vino nel Corpo e Sangue del Signore il Damasceno dice:
cap. Sacrosancta [GRATIANUS, Decretum, P. II, causa 1, can. 92]:
quomodo ad divini mysterii consecrationem caelestis Spiritus invocatus
adveniet, si sacerdos qui eum adesse deprecatur, criminosis plenus
actionibus comprobetur?. Ergo per malum sacerdotem non potest
Eucharistia consecrari; Ad secundum dicendum quod ante illa verba
Gelasius Papa praemittit [Ibidem], sacrosancta religio, quae catholicam
continet disciplinam, tantam sibi reverentiam vindicat ut ad eam quilibet
nisi pura conscientia non audeat pervenire. Ex quo manifeste apparet
eius intentionis esse quod peccator sacerdos non debet accedere ad hoc
sacramentum. Unde per hoc quod subdit, quomodo caelestis Spiritus
advocatus adveniet, intelligi oportet quod non advenit ex merito
sacerdotis, sed ex virtute Christi, cuius verba profert sacerdos.
380

S. Th., III, 82, 6, ob. 1: Dicit enim Gregorius, [] Heu, in quam


magnum laqueum incidunt qui divina et occulta mysteria plus ab aliis
sanctificata fieri posse credunt, cum unus idemque Spiritus Sanctus ea
mysteria occulte atque invisibiliter operando sanctificet!. Sed haec
occulta mysteria celebrantur in Missa.
381

S. Th., III, 82, 6, ad 3: Propter virtutem Spiritus Sancti, qui per


unitatem caritatis communicat invicem bona membrorum Christi, fit quod
bonum privatum quod est in Missa sacerdotis boni, est fructuosum aliis.

205

P. Carlos Miguel Buela Pane di vita eterna e calice delleterna salvezza

Poich gli uomini hanno labitudine di mangiare il pane e


di bere il vino, Dio ha unito a queste cose la sua divinit e le
ha fatte Corpo e Sangue suo. E pi sotto: Il pane della
comunione non semplice pane, ma pane unito alla
divinit... Dio ha unito la sua divinit, ossia la sua virt
divina, al pane e al vino, non perch essi rimanessero in
questo sacramento, bens allo scopo di farne il suo Corpo e
il suo Sangue382.
S. Agostino afferma: Dio non la causa della
tendenza al non essere. Ma questo sacramento si compie
per virt divina. Dunque in essa la sostanza del pane e del
vino non viene annichilata383.
Dio realizza una conversione soprannaturale:
Questa conversione per non simile alle conversioni
naturali, ma del tutto soprannaturale, compiuta dalla sola
potenza di Dio384.
La conversione che si realizza in ogni Eucaristia
assolutamente singolare e sempre e in ogni caso realizzata
dalla potenza infinita di Dio: chiaro infatti che ogni ente
opera in quanto in atto. Ma ogni agente creato limitato
382

S. Th., III, 75, 2, ob. 1 e ad 1: Dicit enim Damascenus, in libro IV


[De Fide Orth., c.13: MG 94,1144. 1149], quia consuetudo est
hominibus comedere panem et vinum, coniugavit eis deitatem, et fecit ea
Corpus et Sanguinem suum. Et infra, panis communicationis non panis
simplex est, sed unitus deitati; Deus coniugavit divinitatem suam,
idest divinam virtutem, pani et vino, non ut remaneant in hoc
sacramento, sed ut faciat inde Corpus et Sanguinem suum.
383

S. Th., III, 75, 3, sc: Augustinus dicit, [] Deus non est causa
tendendi in non esse. Sed hoc sacramentum divina virtute perficitur.
Ergo in hoc sacramento non annihilatur substantia panis aut vini.
384

S. Th., III, 75, 4, c.: Haec tamen conversio non est similis
conversionibus naturalibus, sed est omnino supernaturalis, sola Dei
virtute effecta.

206

Dio

nel suo atto, appartenendo a un dato genere e a una


determinata specie. Quindi lazione di qualsiasi agente
creato si limita a un determinato atto. Ora, la
determinazione di qualsiasi cosa al proprio essere in atto
dipende dalla forma. Perci un agente naturale o creato non
pu causare che una trasmutazione di forma. E quindi ogni
conversione, che si compia secondo le leggi naturali, un
cambiamento soltanto formale. Dio invece atto infinito,
come abbiamo spiegato nella Prima Parte. Perci la sua
azione si estende a tutta la natura dellente. E quindi pu
produrre non soltanto delle conversioni formali, in cui in un
medesimo soggetto si succedono forme diverse; ma pu
trasmutare tutto lente, in modo che tutta la sostanza di un
ente si converta per intero nella sostanza di un altro. Ci
appunto avviene per virt divina in questo sacramento385.
Questa conversione si compie per una virt infinita,
della quale proprio operare istantaneamente []. E per
questi tre motivi la conversione di cui parliamo istantanea:
Primo, perch la sostanza del Corpo di Cristo, alla quale
termina questa conversione, non ammette un pi e un meno.
Secondo, perch in questa conversione non c un soggetto

385

Ibidem: Manifestum est enim quod omne agens agit inquantum est
actu. Quodlibet autem agens creatum est determinatum in suo actu, cum
sit determinati generis et speciei. Et ideo cuiuslibet agentis creati actio
fertur super aliquem determinatum actum. Determinatio autem cuiuslibet
rei in esse actuali est per eius formam. Unde nullum agens naturale vel
creatum potest agere nisi ad immutationem formae. Et propter hoc omnis
conversio quae fit secundum leges naturae, est formalis. Sed Deus est
infinitus actus, ut in prima parte habitum est [q. 7, a. 2; q. 25, a. 2]. Unde
eius actio se extendit ad totam naturam entis. Non igitur solum potest
perficere conversionem formalem, ut scilicet diversae formae sibi in
eodem subiecto succedant, sed conversionem totius entis, ut scilicet tota
substantia huius convertatur in totam substantiam illius. Et hoc agitur
divina virtute in hoc sacramento.

207

P. Carlos Miguel Buela Pane di vita eterna e calice delleterna salvezza

da preparare gradualmente. Terzo, perch viene compiuta


dallinfinita virt di Dio386.
...questa conversione non si compie in virt della
potenza passiva della creatura, ma solo in virt della
potenza attiva del Creatore387.
Il Corpo di Cristo rimane in questo sacramento, non
solo fino allindomani, ma anche oltre, finch durano le
specie sacramentali. Quando esse cessano, smette di esistere
in esse il Corpo di Cristo, non perch dipenda da esse, ma
perch viene a mancare il suo legame con quelle specie. Allo
stesso modo in cui Dio cessa di essere Signore di una
creatura quando questa viene a mancare388.
...in questo sacramento la consacrazione della
materia consiste in una miracolosa conversione della
sostanza, che Dio solo pu compiere389.

386

S. Th., III, 75, 7, sc e c.: Haec conversio perficitur virtute infinita,


cuius est subito operari; Et his tribus rationibus haec conversio est
instantanea. Primo quidem, quia substantia Corporis Christi, ad quam
terminatur ista conversio, non suscipit magis neque minus. Secundo, quia
in hac conversione non est aliquod subiectum, quod successive
praeparetur. Tertio, quia agitur Dei virtute infinita.
387

S. Th., III, 75, 8, ad 4: Non enim haec conversio fit per potentiam
passivam creaturae, sed per solam potentiam activam Creatoris.

388

S. Th., III, 76, 6, ad 3: Corpus Christi remanet in hoc sacramento non


solum in crastinum, sed etiam in futurum, quousque species
sacramentales manent. Quibus cessantibus, desinit esse Corpus Christi
sub eis, non quia ab eis dependeat, sed quia tollitur habitudo Corporis
Christi ad illas species. Per quem modum Deus desinit esse Dominus
creaturae desinentis.
389

S. Th., III, 78, 1, c.: In hoc sacramento consecratio materiae consistit


in quadam miraculosa conversione substantiae, quae a solo Deo perfici
potest.

208

Dio

Qui Dio opera efficacemente e sacramentalmente,


cio per significazione: Nella creazione ag la stessa
parola di Dio che opera anche in questo sacramento, ma in
modo diverso. Infatti qui essa opera sacramentalmente,
ossia secondo la forza della significazione. Perci
necessario indicare in questa forma lultimo effetto della
consacrazione mediante un verbo sostantivo, di modo
indicativo e di tempo presente. Nella creazione delle cose
invece la parola di Dio oper soltanto come causa
efficiente: e lefficienza deriva dal comando della sua
sapienza. Ecco perch nella creazione delle cose la parola
di Dio si esprime con un verbo di modo imperativo, p. es.:
si faccia la luce: e la luce fu [Gen 1,3]390.
Nel sostentare gli accidenti senza soggetto proprio:
Perci si deve concludere che in questo sacramento gli
accidenti rimangono senza soggetto. E la cosa possibile per
virt divina. Perch, dipendendo leffetto dalla causa prima pi
ancora che dalla causa seconda, Dio, causa prima della
sostanza e dellaccidente, con la sua infinita virt pu
conservare in essere laccidente anche quando sia venuta meno
la sostanza, la quale lo conservava in essere come causa
propria; cos come pu produrre senza le cause naturali altri

390

S. Th., III, 78, 2, ad 2: Sermo Dei operatus est in creatione rerum, qui
etiam operatur in hac consecratione, aliter tamen et aliter. Nam hic
operatur sacramentaliter, idest secundum vim significationis. Et ideo
oportet in hoc sermone significari ultimum effectum consecrationis per
verbum substantivum indicativi modi et praesentis temporis. Sed in
creatione rerum operatus est solum effective, quae quidem efficientia est
per imperium suae sapientiae. Et ideo in creatione rerum exprimitur
sermo Dominicus per verbum imperativi modi, secundum illud Gen. I,[3]
fiat lux, et facta est lux.

209

P. Carlos Miguel Buela Pane di vita eterna e calice delleterna salvezza

effetti delle cause naturali: come form, p. es., un corpo umano


nel seno della Vergine senza seme virile391.
Nel poter agire gli accidenti senza la forma
sostanziale: Lagire della forma accidentale dipende
dallagire della forma sostanziale, come lessere
dellaccidente dipende dallessere della sostanza. Quindi
come per virt divina concesso alle specie sacramentali di
poter essere senza la sostanza, cos concesso loro di poter
agire senza la forma sostanziale per la virt di Dio, da cui,
come da primo agente, dipende lagire di ogni forma sia
sostanziale che accidentale392.
Poich lente non un genere, non pu lessere
stesso costituire lessenza della sostanza o dellaccidente. La
frase quindi ente per s senza soggetto non la
definizione della sostanza. N definizione dellaccidente
ente in un soggetto; ma piuttosto diremo che alla quiddit
o essenza della sostanza compete di avere essere senza un
soggetto, e alla quiddit o essenza dellaccidente compete
di avere essere in un soggetto. Ora, in questo sacramento
391

S. Th., III, 77, 1, c.: Et ideo relinquitur quod accidentia in hoc


sacramento manent sine subiecto. Quod quidem virtute divina fieri potest
cum enim effectus magis dependeat a causa prima quam a causa secunda,
potest Deus, qui est prima causa substantiae et accidentis, per suam
infinitam virtutem conservare in esse accidens subtracta substantia, per
quam conservabatur in esse sicut per propriam causam, sicut etiam alios
effectus naturalium causarum potest producere sine naturalibus causis;
sicut corpus humanum formavit in utero virginis sine virili semine.
392

S. Th., III, 77, 3, ad 2: Ita actio formae accidentalis dependet ab


actione formae substantialis, sicut esse accidentis dependet ab esse
substantiae. Et ideo, sicut divina virtute datur speciebus sacramentalibus
ut possint esse sine substantia, ita datur eis ut possint agere sine forma
substantiali, virtute Dei, a quo sicut a primo agente dependet omnis actio
formae et substantialis et accidentalis.

210

Dio

non viene concesso agli accidenti di essere senza soggetto in


forza della loro essenza, ma per la virt divina che li
sostenta. Quindi non cessano di essere accidenti; perch n
si toglie ad essi la definizione di accidenti, n compete ad
essi la definizione della sostanza393.
Questi accidenti hanno acquistato la loro
individualit dalla sostanza del pane e del vino e, dopo che
questa si cambiata nel Corpo e nel Sangue del Cristo, si
conservano per virt divina nella loro individualit di prima.
Rimangono perci singolari e sensibili394.
Rarefazione e densit sono qualit che i corpi
derivano dallavere essi dentro le loro dimensioni poca o
molta materia: al pari di tutti gli altri accidenti esse
derivano dai principii della sostanza. Perci, come sparendo
la sostanza vengono conservati per virt divina gli altri
accidenti, cos sparendo la materia si conservano per virt

393

S. Th., III, 77, 1, ad 2: Cum ens non sit genus, hoc ipsum quod est
esse, non potest esse essentia vel substantiae vel accidentis. Non ergo
definitio substantiae est ens per se sine subiecto, nec definitio
accidentis ens in subiecto sed quidditati seu essentiae substantiae
competit habere esse non in subiecto; quidditati autem sive essentiae
accidentis competit habere esse in subiecto. In hoc autem sacramento
non datur accidentibus quod ex vi suae essentiae sint sine subiecto, sed
ex divina virtute sustentante. Et ideo non desinunt esse accidentia, quia
nec separatur ab eis definitio accidentis, nec competit eis definitio
substantiae.
394

S. Th., III, 77, 1, ad 3: Huiusmodi accidentia acquisierunt esse


individuum in substantia panis et vini, qua conversa in Corpus et
Sanguinem Christi, remanent virtute divina accidentia in illo esse
individuato quod prius habebant. Unde sunt singularia et sensibilia.

211

P. Carlos Miguel Buela Pane di vita eterna e calice delleterna salvezza

divina le qualit derivanti dalla materia, cio la rarefazione


e la densit395.
LEucaristia ci unisce a Dio: Questo sacramento
ha di suo la virt di conferire la grazia: cosicch nessuno
prima di aver ricevuto questo sacramento possiede la grazia,
se non dipendentemente da un qualche desiderio di esso, o
personale, come nel caso degli adulti, o della Chiesa, come
nel caso dei bambini, secondo quello che si gi detto. Si
deve quindi allefficacia della virt di questo sacramento che
con il solo suo desiderio uno possa conseguire la grazia che
lo vivifica spiritualmente. Ne segue perci che, quando si
riceve realmente il sacramento stesso, la grazia aumenti e la
vita soprannaturale raggiunga la sua perfezione.
Diversamente per da quanto avviene nel sacramento della
cresima, in cui la grazia aumenta e si perfeziona per
consentirci di resistere contro gli assalti esterni dei nemici
di Cristo. NellEucaristia invece aumenta la grazia e si
perfeziona la vita spirituale in modo che luomo sia perfetto
in se stesso mediante lunione con Dio396.
395

S. Th., III, 77, 2, ad 3: Rarum et densum sunt quaedam qualitates


consequentes corpora ex hoc quod habent multum vel parum de materia
sub dimensionibus, sicut etiam omnia alia accidentia consequuntur ex
principiis substantiae. Et sicut, subtracta substantia, divina virtute
conservantur alia accidentia; ita, subtracta materia, divina virtute
conservantur qualitates materiam consequentes, sicut rarum et densum.
396

S. Th., III, 79, 1, ad 1: Hoc sacramentum ex seipso virtutem habet


gratiam conferendi, nec aliquis habet gratiam ante susceptionem huius
sacramenti nisi ex aliquali voto ipsius, vel per seipsum, sicut adulti, vel
voto Ecclesiae, sicut parvuli, sicut supra dictum est [q. 73, a. 3]. Unde ex
efficacia virtutis ipsius est quod etiam ex voto ipsius aliquis gratiam
consequatur, per quam spiritualiter vivificetur. Restat igitur ut, cum
ipsum sacramentum realiter sumitur, gratia augeatur, et vita spiritualis
perficiatur. Aliter tamen quam per sacramentum confirmationis, in quo
augetur et perficitur gratia ad persistendum contra exteriores

212

Dio

Questo sacramento conferisce spiritualmente la


grazia assieme alla virt della carit. Per cui il Damasceno
paragona questo sacramento al carbone acceso visto da
Isaia: Come il carbone non legno soltanto, ma legno unito
al fuoco, cos anche il pane della comunione non pane
soltanto, ma pane unito alla divinit. Ora, come osserva S.
Gregorio, lamore di Dio non rimane ozioso, opera bens
grandi cose, se c. Perci con questo sacramento, per
quanto dipende dalla sua efficacia, labito della grazia e delle
virt non viene soltanto conferito, ma anche posto in attivit,
conforme alle parole di S. Paolo: La carit di Cristo ci
sospinge [2Cor 5,14]. Ecco perch in forza di questo
sacramento lanima spiritualmente si ristora, in quanto
rimane deliziata e quasi inebriata dalla dolcezza della bont
divina, secondo lespressione dei Cantici: Mangiate, amici;
bevete, inebriatevi, carissimi [Cnt 5,1]397.
La Messa si offre a Dio: in quanto rappresenta la
passione di Cristo, nella quale egli, secondo lespressione di

impugnationes inimicorum Christi. Per hoc autem sacramentum augetur


gratia, et perficitur spiritualis vita, ad hoc quod homo in seipso perfectus
existat per coniunctionem ad Deum.
397

S. Th., III, 79, 1, ad 2: Hoc sacramentum confert gratiam


spiritualiter, cum virtute caritatis. Unde Damascenus [De Fide Orth., l. 4,
c. 13: MG 94,1149] comparat hoc sacramentum carboni quem Isaias
vidit, Isaiae VI,[6] carbo enim lignum simplex non est, sed unitum
igni, ita et panis communionis non simplex panis est, sed unitus
divinitati. Sicut autem Gregorius dicit, [] amor Dei non est otiosus,
magna enim operatur, si est. Et ideo per hoc sacramentum, quantum est
ex sui virtute, non solum habitus gratiae et virtutis confertur, sed etiam
excitatur in actum, secundum illud II Cor. V,[14] caritas Christi urget
nos. Et inde est quod ex virtute huius sacramenti anima spiritualiter
reficitur, per hoc quod anima delectatur, et quodammodo inebriatur
dulcedine bonitatis divinae, secundum illud Cant. V,[1] comedite,
amici, et bibite; et inebriamini, carissimi.

213

P. Carlos Miguel Buela Pane di vita eterna e calice delleterna salvezza

S. Paolo, offr se stesso come vittima a Dio [Ef 5,2], ha


natura di sacrificio398.
La potenza dellAgente principale opera attraverso le
altre potenze partecipate e usate da Lui: La virt
sacramentale risiede in pi elementi e non in uno soltanto:
la virt del Battesimo, p. es., sta nelle parole e nellacqua.
Perci anche la virt di consacrare non risiede soltanto
nelle parole, ma anche nel potere conferito al sacerdote
nella sua consacrazione o ordinazione, quando gli vien detto
dal vescovo: Ricevi il potere di offrire nella Chiesa il
sacrificio tanto per i vivi quanto per i morti. Infatti la virt
strumentale risiede nei molteplici strumenti per mezzo dei
quali agisce lagente principale399.
I fedeli cristiani laici, a motivo del Battesimo, sono
resi capaci di offrire sacrifici spirituali a Dio: Un laico
giusto unito a Cristo spiritualmente per mezzo della fede e
della carit, ma non per mezzo del potere sacramentale [del
Ordine Sacro]. Possiede perci il sacerdozio spirituale per
offrire le ostie spirituali di cui parla il Salmista:
sacrificio dinanzi a Dio un cuore contrito [50,19]; e anche
S. Paolo: Offrite i vostri corpi come ostia vivente [Rm

398

S. Th., III, 79, 7, c.: Inquantum enim in hoc sacramento


repraesentatur passio Christi, qua Christus obtulit se hostiam Deo, ut
dicitur Ephes. V,[2] habet rationem sacrificii.
399

S. Th., III, 82, 1, ad 1: Virtus sacramentalis in pluribus consistit, et


non in uno tantum, sicut virtus Baptismi consistit et in verbis et in aqua.
Unde et virtus consecrativa non solum consistit in ipsis verbis, sed etiam
in potestate sacerdoti tradita in sua consecratione vel ordinatione, cum ei
dicitur ab episcopo, accipe potestatem offerendi sacrificium in Ecclesia
tam pro vivis quam pro mortuis. Nam et virtus instrumentalis in
pluribus instrumentis consistit, per quae agit principale agens.

214

Dio

12,1]. Ecco perch S. Pietro attribuisce a tutti un


sacerdozio santo per offrire vittime spirituali [1Pt 2,5]400.
Ai sacerdoti ministeriali spetta il consacrare e
loffrire: La distribuzione del Corpo del Signore appartiene
al sacerdote... perch, come si detto, egli consacra nella
persona di Cristo. Ora, Cristo, come consacr da s il
proprio Corpo, cos da s lo distribu agli altri. Quindi come
al sacerdote appartiene la consacrazione del Corpo di
Cristo, cos appartiene a lui distribuirlo [e] perch il
sacerdote costituito intermediario tra Dio e il popolo.
Perci come spetta a lui offrire a Dio i doni del popolo, cos
tocca a lui dare al popolo i doni santi di Dio401.
Il cattivo sacerdote ha il potere di consacrare, ma non
deve accostarsi allaltare: Il sacerdote, come abbiamo visto
sopra, consacra questo sacramento non per virt propria,
ma quale ministro di Cristo. Ora, uno non cessa di essere
ministro di Cristo per il fatto che cattivo; perch il Signore
possiede ministri o servi buoni e cattivi. Nel Vangelo infatti
il Signore si domanda qual mai quel servo fedele e
400

S. Th., III, 82, 1, ad 2: Laicus iustus unitus est Christo unione


spirituali per fidem et caritatem, non autem per sacramentalem
potestatem. Et ideo habet spirituale sacerdotium ad offerendum
spirituales hostias, de quibus dicitur in Psalmo [50,19] sacrificium Deo
spiritus contribulatus, et Rom. XII,[1] exhibeatis corpora vestra
hostiam viventem. Unde et I Petri II,[5] dicitur, sacerdotium sanctum
offerre spirituales hostias.
401

S. Th., III, 82, 3, c.: Ad sacerdotem pertinet consecratio Corporis


Christi [] quia, sicut dictum est [a. 1], ipse consecrat in persona
Christi. Ipse autem Christus, sicut consecravit Corpus suum in cena, ita
et aliis sumendum dedit. Unde, sicut ad sacerdotem pertinet consecratio
Corporis Christi, ita ad eum pertinet dispensatio; [... Et] quia sacerdos
constituitur medius inter Deum et populum. Unde, sicut ad eum pertinet
dona populi Deo offerre, ita ad eum pertinet dona sanctificata divinitus
populo tradere.

215

P. Carlos Miguel Buela Pane di vita eterna e calice delleterna salvezza

prudente, ecc.?; e poi aggiunge: Se quel servo cattivo


dice dentro di s, ecc. [Mt 24,45.48]. E lApostolo scrive:
Ci considerino come ministri di Cristo [1Cor 4,1]; e
tuttavia dice pi sotto: Non ho coscienza di alcun
mancamento, ma non per questo mi sento giustificato [4,5].
Egli dunque era certo di essere ministro di Cristo, sebbene
non fosse certo di essere giusto. Uno pu dunque essere
ministro di Cristo senza essere giusto. E ci mette in risalto
leccellenza di Cristo, perch a lui come a vero Dio servono
non solo le cose buone, ma anche quelle cattive, che la sua
Provvidenza indirizza alla propria gloria. chiaro dunque
che i sacerdoti, anche se non sono buoni ma peccatori, sono
in grado di consacrare lEucaristia402.
Nella questione 83 San Tommaso utilizza circa 40
volte la parola Dio e le sue variazioni, ma credo che possa
bastare quello che abbiamo detto.

402

S. Th., III, 82, 5, c.: Sacerdos consecrat hoc sacramentum non in


virtute propria, sed sicut minister Christi, in cuius persona consecrat hoc
sacramentum. Non autem ex hoc ipso desinit aliquis esse minister Christi
quod est malus, habet enim Dominus bonos et malos ministros seu
servos. Unde, Matth. XXIV,[45.48] Dominus dicit, quis, putas, est
fidelis servus et prudens, etc.; et postea subdit, si autem dixerit malus
ille servus in corde suo, etc Et Apostolus dicit, I Cor. IV,[1]: sic nos
existimet homo ut ministros Christi, et tamen postea subdit, nihil mihi
conscius sum, sed non in hoc iustificatus sum. Erat ergo certus se esse
ministrum Christi, non tamen erat certus se esse iustum. Potest ergo
aliquis esse minister Christi etiam si iustus non sit. Et hoc ad
excellentiam Christi pertinet, cui, sicut vero Deo, serviunt non solum
bona, sed etiam mala, quae per ipsius Providentiam in eius gloriam
ordinantur. Unde manifestum est quod sacerdotes, etiam si non sint iusti,
sed peccatores, possunt Eucharistiam consecrare.

216

15. Mistero miracolo


Mysterium fidei403.

Messale Romano
LEucaristia una singolare abbondanza e variet di
miracoli; miracolo massimo nel suo genere404.

Leone XIII

1. Che cosa opera?


NellEucaristia Dio Onnipotente opera il mistero e il
miracolo. Mistero perch contiene realt che oltrepassano la
capacit di ogni intelletto creato, anche se gli potessimo
mettere insieme tutti; e miracolo perch oltrepassa ci che
pu fare ogni potenza creata, anche se le potessimo sommare
tutte.
Cos Dio, per sua potenza, trasforma tutta la sostanza
del pane e del vino in tutta la sostanza del Corpo e del
Sangue del Signore, e acclude ci che va unito ed essi
inseparabilmente.
a) Mistero
Citando ad Eusebio San Tommaso dice: Stando
per sottrarre agli sguardi degli altri il Corpo che aveva
assunto per trasferirlo in cielo, era necessario che nel
403

Messale Romano, 91.

404

Lettera Enciclica Mirae caritatis, n 7: singulari quadam miraculorum


copia et varietate, miraculum, unum omnium in suo genere maximum
(in ASS 34 [1901-02] 122; in Enchiridion delle Encicliche, EDB,
Bologna 1997, vol. 3, n. 1564).

217

P. Carlos Miguel Buela Pane di vita eterna e calice delleterna salvezza

giorno della Cena consacrasse per noi il sacramento del suo


Corpo e del suo Sangue, perch fosse per sempre onorato
nel mistero ci che una sola volta veniva offerto in
riscatto405.
E citando SantAgostino: Il Salvatore per far
capire con pi efficacia la grandezza di questo
mistero406.
E la Glossa: LApostolo parlando di questo
sacramento scrive: C chi resta con la fame e chi si
ubriaca [1Cor 11,21], e la Glossa commenta: Rimprovera
coloro che dopo la celebrazione del sacro mistero e la
consacrazione del pane e del vino407.
Cos pure il Crisostomo commentando il testo
evangelico Ne usc subito sangue e acqua [Gv 19,34],
scriveva: Poich di l hanno inizio i sacri misteri, quando
ti accosti al calice tremendo, accostati come se tu dovessi
bere allo stesso costato di Cristo. E il Signore medesimo
afferma: Questo il mio Sangue che per voi sar sparso
per la remissione dei peccati [Mt 26,28]408.
405

S. Th., III, 73, 5, c.: [Cf. GRATIANUM, Decretum, P. III. De cons.,


dist. II, can. 35. Quia corpus (RF I, 1325)]: Quia Corpus assumptum
ablaturus erat ab oculis et illaturus sideribus, necesse erat ut die cenae
sacramentum Corporis et Sanguinis sui consecraret nobis, ut coleretur
iugiter per mysterium quod semel offerebatur in pretium.
406

Ibidem: [Ep. 64, cap. 6: ML 33, 203]:Salvator, quo vehementius


commendaret mysterii illius altitudinem.
407

S. Th., III, 77, 6, sc: Apostolus, I Cor. XI,[21] loquens de hoc


sacramento, dicit, alius quidem esurit, alius autem ebrius est, ubi dicit
Glossa [Glossa LOMBARDI: ML 191, 1639] quod notat illos qui, post
celebrationem sacri mysterii et consecrationem panis et vini.
408

S. Th., III, 79, 1, c.: Unde super illud Ioan. XIX,[34] continuo exivit
sanguis et aqua, dicit Chrysostomus [In Ioann., hom.85: MG 59, 463],

218

Mistero miracolo

LAngelico si pone questa obiezione: necessario


allontanare dalluomo ogni occasione di errore, come
raccomanda Isaia: Togliete dalla via del mio popolo ogni
inciampo [Is 57,14]. Ma taluni errarono pensando che il
Corpo e il Sangue di Cristo siano in questo sacramento
misticamente soltanto. Dunque non era opportuno che in
questa forma si dicesse: mistero di fede409 . Alla quale
risponde: La parola mistero usata qui non per
escludere la realt, ma per sottolineare il suo occultamento.
Perch in questo sacramento il Sangue stesso di Cristo
presente in modo occulto; e la sua passione stessa fu
occultamente raffigurata nel Vecchio Testamento410.
Insiste ancora in unaltra difficolt: Sopra abbiamo
detto che, come il Battesimo il sacramento della fede,
cos lEucaristia il sacramento della carit. Perci in
questa forma non di fede, ma di carit si sarebbe
dovuto parlare411. E confuta: LEucaristia denominata
quia hinc suscipiunt principium sacra mysteria, cum accesseris ad
tremendum calicem, vel ab ipsa bibiturus Christi costa, ita accedas.
Unde et ipse Dominus dicit, Matth. XXVI,[28] hic est Sanguis meus,
qui pro vobis effundetur in remissionem peccatorum.
409

S. Th., III, 78, 3, ob. 5: Occasiones erroris sunt hominibus


subtrahendae, secundum illud Isaiae LVII,[14] auferte offendicula de
via populi mei. Sed quidam erraverunt aestimantes mystice solum esse
Corpus et Sanguinem Christi in hoc sacramento. Ergo in hac forma
inconvenienter ponitur mysterium fidei.
410

S. Th., III, 78, 3, ad 5: Mysterium hic ponitur, non quidem ad


excludendum rei veritatem, sed ad ostendendum occultationem. Quia et
ipse Sanguis Christi occulto modo est in hoc sacramento; et ipsa passio
Christi occulte fuit figurata in Veteri Testamento.
411

S. Th., III, 78, 3, ob. 6: Supra dictum est quod [73, 3, ad 3; 74, 4, ad
3], sicut Baptismus est sacramentum fidei, ita Eucharistia est
sacramentum caritatis. Ergo in hac forma magis debuit poni caritas
quam fides.

219

P. Carlos Miguel Buela Pane di vita eterna e calice delleterna salvezza

sacramento di fede perch oggetto di fede: che il Sangue


di Cristo infatti sia realmente presente in questo sacramento
si crede solo per fede. Inoltre la passione stessa di Cristo
giustifica per mezzo della fede. Il Battesimo invece detto
sacramento della fede in quanto ne una professione
[dichiarazione o confessione pubblica]. LEucaristia poi
il sacramento della carit nel senso che la significa e la
causa412.
Il Salvatore infatti per far risaltare con evidenza
maggiore laltezza di quel mistero, lo volle imprimere per
ultimo profondamente nei cuori e nella memoria dei
discepoli413 alla fine della sua vita.
Ora invece, dovendosi pi frequentemente celebrare
i sacri misteri...414.
Da parte invece di coloro che si comunicano
occorre somma riverenza e cautela, perch non accada nulla
che offenda un cos grande mistero415.
412

S. Th., III, 78, 3, ad 6: Dicitur sacramentum fidei, quasi fidei


obiectum, quia quod Sanguis Christi secundum rei veritatem sit in hoc
sacramento, sola fide tenetur. Ipsa etiam passio Christi per fidem
iustificat. Baptismus autem dicitur sacramentum fidei quia est
quaedam fidei protestatio. Hoc autem est sacramentum caritatis quasi
figurativum et effectivum.
413

S. Th., III, 80, 8, ad 1: [AGUSTINUS, Ep. 54, cap. 6: ML 33, 203]:


Namque Salvator, quo vehementius commendaret mysterii illius
altitudinem, ultimum hoc voluit infigere cordibus et memoriae
discipulorum.
414

S. Th., III, 80, 8, ad 6: Nunc autem, quia oportet frequentius sacra


mysteria celebrare.
415

S. Th., III, 80, 12, c: Ex parte autem sumentium requiritur summa


reverentia, et cautela ne aliquid accidat quod vergat in iniuriam tanti
mysterii.

220

Mistero miracolo

Il Crisostomo afferma: Giuda, pur partecipando ai


misteri, non si convert. E cos il suo delitto per ogni verso
pi enorme: sia perch si accost ai misteri con quel cattivo
proposito, sia perch dopo averli ricevuti non divenne
migliore, n per il timore, n per la gratitudine n per
lonore416.
S. Agostino ha scritto: Nella Chiesa cattolica
riguardo al mistero del Corpo e del Sangue del Signore un
buon sacerdote non fa niente di pi di un sacerdote
cattivo...417.
S. Gregorio esclama: Oh in quale grande illusione
cadono coloro che reputano i divini e occulti misteri poter
essere da alcuni santificati di pi che da altri: mentre li
santifica lunico e identico Spirito Santo operando
occultamente e invisibilmente. Ma questi occulti misteri
vengono celebrati nella Messa. [...] Si riferisce alla santit
del divino sacramento418.
Veniamo finalmente a considerare il rito di questo
sacramento.
416

S. Th., III, 81, 2, sc: Chrysostomus dicit [In Ioann., tr. 62: MG 35,
1802], Iudas, particeps existens mysteriorum, conversus non est. Unde
fit scelus eius utrinque immanius, tum quia tali proposito imbutus adiit
mysteria; tum quia adiens melior factus non fuit, nec metu nec beneficio
nec honore.
417

S. Th., III, 82, 5, sc: Augustinus dicit [] intra Ecclesiam


Catholicam, in mysterio Corporis et Sanguinis Domini, nihil a bono
maius, nihil a malo minus perficitur sacerdote.
418

S. Th., III, 82, 6, ob. 1 e ad 1: Dicit enim Gregorius, [] in quam


magnum laqueum incidunt qui divina et occulta mysteria plus ab aliis
sanctificata fieri posse credunt, cum unus idemque Spiritus Sanctus ea
mysteria occulte atque invisibiliter operando sanctificet!. Sed haec
occulta mysteria celebrantur in Missa; loquitur ibi quantum ad
sanctitatem divini sacramenti.

221

P. Carlos Miguel Buela Pane di vita eterna e calice delleterna salvezza

se nella celebrazione di questo mistero ci sia


limmolazione di Cristo.
le altre cose che si riferiscono alla celebrazione di
questo mistero.
le cerimonie che si compiono nella celebrazione di
questo mistero419.
NellEucaristia si compendia tutto il mistero della
nostra salvezza: perci essa si celebra con maggiore
solennit degli altri sacramenti. E, poich sta scritto: Bada
ai tuoi passi nellavviarti alla casa del Signore [Qo 4,17],
e: Prima della preghiera disponi lanima tua [Sir 18,23],
nella celebrazione di questo mistero innanzitutto si premette
una preparazione che disponga a compiere degnamente gli
atti successivi... Il quarto atto contiene lorazione che il
sacerdote fa per il popolo, affinch i fedeli siano degni di
cos grandi misteri420.
b) Miracolo
la potenza conferita agli accidenti: Tra le
operazioni del pane alcune gli sono proprie in ragione degli
accidenti, p. es., alterare i nostri sensi. E tali operazioni si
riscontrano nella specie del pane dopo la consacrazione a
419

S. Th., III, 83, prol.: utrum in celebratione huius mysterii Christus


immoletur. [] De his quae in celebratione huius mysterii dicuntur. []
De his quae circa celebrationem huius mysterii fiunt.
420

S. Th., III, 83, 4, c.: Quia in hoc sacramento totum mysterium nostrae
salutis comprehenditur, ideo prae ceteris sacramentis cum maiori
solemnitate agitur. Et quia scriptum est Eccle. IV,[23] custodi pedem
tuum ingrediens domum Domini, et Eccli. XVIII,[17] ante orationem
praepara animam tuam, ideo ante celebrationem huius mysterii, primo
quidem praemittitur praeparatio quaedam ad digne agenda ea quae
sequuntur. [] Quarta autem pars continet orationem, quam sacerdos pro
populo facit, ut digni habeantur tantis mysteriis.

222

Mistero miracolo

causa della permanenza degli accidenti stessi. Altre


operazioni invece sono proprie del pane, o in forza della
materia, come il potersi convertire in unaltra cosa, oppure
in forza della forma sostanziale, come gli effetti derivanti
dalla sua natura, il fatto p. es., di irrobustire il cuore
delluomo. E tali operazioni si riscontrano in questo
sacramento non in quanto rimane la forma o la materia, ma
perch sono concesse miracolosamente agli stessi
accidenti...421.
...come per virt divina concesso alle specie
sacramentali di poter sussistere senza la sostanza, cos
concesso loro di poter agire senza la forma sostanziale per
intervento di Dio422.
La trasmutazione che porta a unaltra forma
sostanziale non viene prodotta dalla forma sostanziale
direttamente, ma mediante le qualit attive e passive che
agiscono in virt della forma sostanziale. Ora, questa virt
strumentale rimane come prima nelle specie sacramentali
per lintervento di Dio. Ecco perch codeste qualit
strumentalmente possono mutare la forma sostanziale: allo
stesso modo che un dato essere pu agire oltre la propria
421

S. Th., III, 75, 6, ad 3: Operationum panis quaedam consequuntur


ipsum ratione accidentium, sicut immutare sensum. Et tales operationes
inveniuntur in speciebus panis post consecrationem, propter ipsa
accidentia, quae remanent. Quaedam autem operationes consequuntur
panem vel ratione materiae, sicut quod convertitur in aliquid; vel ratione
formae substantialis, sicut est operatio consequens speciem eius, puta
quod confirmat cor hominis. Et tales operationes inveniuntur in hoc
sacramento, non propter formam vel materiam quae remaneant, sed quia
miraculose conferuntur ipsis accidentibus.
422

S. Th., III, 77, 3, ad 2: Et ideo, sicut divina virtute datur speciebus


sacramentalibus ut possint esse sine substantia, ita datur eis ut possint
agere sine forma substantiali, virtute Dei.

223

P. Carlos Miguel Buela Pane di vita eterna e calice delleterna salvezza

natura, non per virt sua, ma per virt dellagente


principale423.
Tuttavia, poich non sembra ragionevole ammettere
miracoli in questo sacramento se non in dipendenza della
consacrazione, la quale non importa n creazione n ritorno
di materia, meglio asserire che nella consacrazione stessa
viene concesso miracolosamente alla quantit dimensiva del
pane e del vino, di essere il primo soggetto delle forme
successive. Ora, questa una propriet della materia. Di
conseguenza concesso alla suddetta quantit tutto ci che
spetta alla materia. E cos quanto potrebbe generarsi dalla
materia del pane e del vino se fosse presente, pu generarsi
dalla suddetta quantit dimensiva del pane e del vino; non
per un nuovo miracolo, ma in forza del miracolo gi
compiuto424.

423

S. Th., III, 77, 3, ad 3: Immutatio quae est ad formam substantialem,


non fit a forma substantiali immediate, sed mediantibus qualitatibus
activis et passivis, quae agunt in virtute formae substantialis. Haec autem
virtus instrumentalis conservatur in speciebus sacramentalibus divina
virtute sicut et prius erat. Et ideo possunt agere ad formam substantialem
instrumentaliter, per quem modum aliquid potest agere ultra suam
speciem, non quasi virtute propria, sed virtute principalis agentis.
424

S. Th., III, 77, 5, c.: Verum, quia non rationabiliter videtur dici quod
miraculose aliquid accidit in hoc sacramento nisi ex ipsa consecratione,
ex qua non est quod materia creetur vel redeat; melius videtur dicendum
quod in ipsa consecratione miraculose datur quantitati dimensivae panis
et vini quod sit primum subiectum subsequentium formarum. Hoc autem
est proprium materiae. Et ideo ex consequenti datur praedictae quantitati
dimensivae omne id quod ad materiam pertinet. Et ideo quidquid posset
generari ex materia panis si esset, totum potest generari ex praedicta
quantitate dimensiva panis vel vini, non quidem novo miraculo, sed ex vi
miraculi prius facti.

224

Mistero miracolo

Sebbene [nelle sacre specie] non ci sia la materia


per generare qualche cosa, c tuttavia la quantit
dimensiva a far le veci della materia425.
Le specie sacramentali sono degli accidenti, esse
per, secondo le spiegazioni date, hanno le funzioni e le
virt della sostanza426.
La quantit dimensiva del pane e del vino
conservano la propria natura e ricevono miracolosamente le
virt e le propriet della sostanza. Ecco perch essa pu
convertirsi in ambedue le cose: in una nuova sostanza e
nelle sue dimensioni427.
...il cibo nutre in quanto si converte nella sostanza
di chi si alimenta. Ma abbiamo gi detto che le specie
sacramentali possono convertirsi in una sostanza che si
genera da esse. Ora, per la stessa ragione per cui possono
convertirsi in cenere e in vermi, possono convertirsi nel
corpo umano. Quindi chiaro che nutrono.
Lopinione di alcuni poi, secondo la quale esse non
nutrirebbero in senso proprio convertendosi in corpo
umano, ma ristorando e sostenendo tramite un influsso sui
sensi, come lodore del cibo pu ristorare e lodore del vino
inebriare, risulta falsa alla prova dei sensi. Infatti un simile
ristoro non durevole per luomo, il cui corpo ha bisogno di
425

S. Th., III, 77, 5, ad 1: Quamvis non sit ibi materia ex qua aliquid
generetur, quantitas tamen dimensiva supplet vicem materiae.
426

S. Th., III, 77, 5, ad 2: Illae species sacramentales sunt quidem


accidentia, habent tamen actum et vim substantiae, ut dictum est [in c.; a.
3].
427

S. Th., III, 77, 5, ad 3: Quantitas dimensiva panis et vini et retinet


naturam propriam, et accipit miraculose vim et proprietatem substantiae.
Et ideo potest transire in utrumque, idest in substantiam et
dimensionem.

225

P. Carlos Miguel Buela Pane di vita eterna e calice delleterna salvezza

compensare le sue continue perdite. E tuttavia luomo


potrebbe sostenersi a lungo consumando in grande quantit
ostie e vino consacrati.
Similmente non pu reggersi lopinione di chi dice
che le specie sacramentali nutrono mediante la forma
sostanziale del pane e del vino, la quale rimarrebbe. Sia
perch essa non rimane, come sopra abbiamo dimostrato,
sia perch nutrire non compito della forma, ma piuttosto
della materia, la quale riceve la forma di chi si nutre e perde
quella dellalimento. Aristotele infatti osserva che il cibo
dissimile allinizio, mentre alla fine simile428.
Dopo la consacrazione si pu parlare di pane in
questo sacramento in due sensi. Primo, indicando come pane
le specie del pane che mantengono il nome della sostanza di
prima: e in tal senso lo usa S. Gregorio nellomelia di
Pasqua. Secondo, si pu chiamare pane lo stesso Corpo di
Cristo che mistico pane disceso dal cielo. Perci
428

S. Th., III, 77, 6, c.: Cibus nutrit, quod convertitur in substantiam


nutriti. Dictum est [a. 5] autem quod species sacramentales possunt
converti in substantiam aliquam quae ex eis generatur. Per eandem autem
rationem possunt converti in corpus humanum, per quam possunt
converti in cineres vel in vermes. Et ideo manifestum est quod nutriunt.
Quod autem quidam dicunt, quod non vere nutriunt, quasi in corpus
humanum convertantur, sed reficiunt et confortant quadam sensuum
immutatione, sicut homo confortatur ex odore cibi et inebriatur ex odore
vini, ad sensum patet esse falsum. Talis enim refectio non diu sufficit
homini, cuius corpus, propter continuam deperditionem, restauratione
indiget. Et tamen homo diu sustentari posset, si hostias et vinum
consecratum sumeret in magna quantitate. Similiter etiam non potest
stare quod quidam dicunt, quod species sacramentales nutriunt per
formam substantialem panis et vini, quae remanet. Tum quia non
remanet, ut supra habitum est [q. 75, a. 6]. Tum quia non est actus
formae nutrire, sed magis materiae, quae accipit formam nutriti,
recedente forma nutrimenti. Unde dicitur in II De Anima, quod
nutrimentum in principio est dissimile, in fine autem simile.

226

Mistero miracolo

quando S. Ambrogio dice che questo pane non finisce nel


nostro corpo, usa il termine pane nel secondo senso:
poich il Corpo di Cristo non si converte nel corpo
delluomo, ma ristora il suo spirito. Egli perci non parla di
pane nel primo senso429.
Le specie sacramentali, sebbene non siano tra le
parti costitutive del corpo umano, tuttavia si convertono in
esse430.
Le specie sacramentali, pur non essendo sostanza,
hanno nondimeno le virt della sostanza431.
Il luogo dov il Corpo di Cristo non vuoto.
Tuttavia non propriamente occupato dalla sostanza del
Corpo di Cristo, la quale non vi presente localmente Ma
occupato dalle specie sacramentali, le quali sono in grado
di riempire lo spazio, o in forza della natura delle loro
dimensioni, o almeno miracolosamente, come gi
miracolosamente sussistono per modo della sostanza432.
429

S. Th., III, 77, 6, ad 1: Facta consecratione, dupliciter potest dici


panis in hoc sacramento. Uno modo, ipsae species panis, quae retinent
nomen prioris substantiae, ut Gregorius dicit. Alio modo, potest dici
panis ipsum Corpus Christi, quod est panis mysticus de caelo
descendens. Ambrosius ergo, cum dicit quod iste panis non transit in
corpus, accipit panem secundo modo, quia scilicet Corpus Christi non
convertitur in corpus hominis, sed reficit mentem eius. Non autem
loquitur de pane primo modo dicto.
430

S. Th., III, 77, 6, ad 2: Species sacramentales, etsi non sint ea ex


quibus corpus hominis constat, tamen in ea convertuntur.
431

S. Th., III, 77, 6, ad 3: Species sacramentales, quamvis non sint


substantia, habent tamen virtutem substantiae.
432

S. Th., III, 76, 5, ad 2: Locus ille in quo est Corpus Christi, non est
vacuus. Neque tamen proprie est repletus substantia Corporis Christi,
quae non est ibi localiter, sicut dictum est [in c.]. Sed est repletus
speciebus sacramentorum, quae habent replere locum vel propter

227

P. Carlos Miguel Buela Pane di vita eterna e calice delleterna salvezza

Gli accidenti restano senza soggetto per la potenza di


Dio: Perci si deve concludere che in questo sacramento
gli accidenti rimangono senza soggetto. E la cosa possibile
per virt divina433.
La corruzione delle specie sacramentali non
miracolosa, ma naturale: presupponendo per il miracolo
compiutosi nella consacrazione, e cio che quelle specie
sacramentali mantengono senza il soggetto lessere che
prima avevano nel soggetto; allo stesso modo che un cieco
guarito in maniera miracolosa ci vede in maniera
naturale434.
Innocenzo III in una Decretale dichiara che gli
accidenti si fondono con il vino aggiunto; perch, se si
aggiungesse dellacqua, essa prenderebbe il sapore del vino.
Accade cos che gli accidenti mutano soggetto, come accade
anche che il soggetto muta accidenti. La natura cos cede al
miracolo e la virt divina opera fuori dellordine consueto.
Questo per non si deve intendere nel senso che i medesimi
accidenti passino numericamente dal vino consacrato al
vino aggiunto, ma tale mutamento avviene a seguito di
unazione. Infatti gli accidenti del vino che rimangono
conservano le attivit della sostanza, come si detto: e
naturam dimensionum; vel saltem miraculose, sicut et miraculose
subsistunt per modum substantiae.
433

S. Th., III, 77, 1, c.: Et ideo relinquitur quod accidentia in hoc


sacramento manent sine subiecto. Quod quidem virtute divina fieri
potest.
434

S. Th., III, 77, 4, ad 3: Corruptio illa specierum non est miraculosa,


sed naturalis, praesupponit tamen miraculum quod est factum in
consecratione, scilicet quod illae species sacramentales retineant esse
sine subiecto quod prius habebant in subiecto; sicut et caecus miraculose
illuminatus naturaliter videt.

228

Mistero miracolo

quindi con una trasmutazione che raggiungono il liquido


aggiunto435.
...in questo sacramento la consacrazione della
materia consiste in una miracolosa conversione della
sostanza, che solo Dio pu compiere436.
San Tommaso si pone questa difficolt: I miracoli
non vengono compiuti per una virt creata qualsiasi, ma
solo per virt divina, come abbiamo visto nella Prima Parte.
Ma la conversione del pane e del vino nel Corpo e nel
Sangue di Cristo unopera non meno miracolosa della
creazione, o della formazione del Corpo di Cristo nel seno
della Vergine: cose che non poterono avvenire per nessuna
virt creata. Perci neppure questo sacramento viene
consacrato per una qualsiasi virt creata delle parole
suddette 437 . E risolve la difficolt in questo modo: I
435

S. Th., III, 77, 8, ad 1: Innocentius III dicit [Regesto, lib. 5, Ep. 121:
ML 214, 1121], in quadam decretali, quod ipsa accidentia vinum
appositum videntur afficere, quia, si aqua fuerit apposita, vini saporem
assumeret. Contingit igitur accidentia mutare subiectum, sicut et
subiectum contingit accidentia permutare. Cedit quippe natura miraculo,
et virtus supra consuetudinem operatur. Hoc tamen non est sic
intelligendum quasi idem numero accidens quod prius fuit in vino ante
consecrationem, postmodum fiat in vino apposito, sed talis permutatio fit
per actionem. Nam accidentia vini remanentia retinent actionem
substantiae, secundum praedicta [in c.], et ita immutando afficiunt
liquorem appositum.
436

S. Th., III, 78, 1, c.: Sed in hoc sacramento consecratio materiae


consistit in quadam miraculosa conversione substantiae, quae a solo Deo
perfici potest.
437

S. Th., III, 78, 4, ob. 2: Opera miraculosa non fiunt aliqua virtute
creata, sed sola virtute divina, ut in prima parte habitum est [q. 110, a. 4].
Sed conversio panis et vini in Corpus et Sanguinem Christi est opus non
minus miraculosum quam creatio rerum, vel etiam formatio Corporis
Christi in utero virginali, quae quidem nulla virtute creata fieri potuerunt.

229

P. Carlos Miguel Buela Pane di vita eterna e calice delleterna salvezza

miracoli nessuna creatura li pu fare come agente


principale; tuttavia li pu fare strumentalmente, come il
contatto stesso della mano di Cristo guar il lebbroso.
appunto in tal modo che le sue parole convertono il pane nel
suo Corpo. Nulla di ci pot invece avvenire nella
concezione del Corpo di Cristo al momento della sua
formazione, come se qualcosa derivante dal Corpo di Cristo
avesse una virt strumentale per la formazione di quel corpo
medesimo. Neppure nella creazione cera un termine di
partenza su cui si potesse esercitare lazione strumentale
della creatura. Perci questi paragoni non reggono438.

Ergo neque hoc sacramentum consecratur virtute creata aliqua dictorum


verborum.
438

S. Th., III, 78, 4, ad 2: Opera miraculosa nulla creatura potest facere


quasi agens principale, potest tamen ea facere instrumentaliter, sicut ipse
tactus manus Christi sanavit leprosum. Et per hunc modum verba eius
convertunt panem in Corpus Christi. Quod quidem non potuit in
conceptione Corporis Christi, qua Corpus Christi formabatur, ut aliquid a
Corpore Christi procedens haberet instrumentalem virtutem ad ipsius
corporis formationem. In creatione etiam non fuit aliquod extremum in
quod instrumentalis actio creaturae posset terminari. Unde non est simile.

230

16. Epilogo
Il fuoco del nostro desiderio accendendosi alla fiamma del sacramento,
brucer i nostri peccati e illuminer i nostri cuori;
perch partecipando al fuoco divino
ardiamo e ci divinizziamo439.

San Giovanni Damasceno

Gentile Lettore:
Voglia Dio e la sua Madre Santissima donarti la grazia
propria di questo sacramento-sacrificio che una certa
delizia attuale di dolcezza spirituale, che il godere del
sapore incomparabile di questo Pane supersostanziale e di
questo Sangue inebriante, come ci ricorda tante volte
lAngelico:
Perci con questo sacramento, per quanto dipende
dalla sua efficacia, labito della grazia e delle virt non
viene soltanto conferito, ma anche spinto allatto, conforme
alle parole di S. Paolo: La carit di Cristo ci sospinge
[2Cor 5,14]. Ecco perch in forza di questo sacramento
lanima spiritualmente si ristora, in quanto rimane deliziata
e quasi inebriata dalla dolcezza della bont divina, secondo
lespressione dei Cantici: Mangiate, amici; bevete,
inebriatevi, carissimi [Cnt 5,1]440.
439

Cfr. S. Th., III, 79, 8, sc: [De Fide Orth. cap. 13: MG 94, 1149]:
Ignis eius quod in nobis est desiderii, assumens eam quae ex carbone,
idest hoc sacramento, ignitionem, comburet nostra peccata, et illuminabit
nostra corda, ut participatione divini ignis igniamur et deificemur.
440

S. Th., III, 79, 1, ad 1: Per hoc sacramentum, quantum est ex sui


virtute, non solum habitus gratiae et virtutis confertur, sed etiam excitatur
in actum, secundum illud II Cor. V,[14] caritas Christi urget nos. Et
inde est quod ex virtute huius sacramenti anima spiritualiter reficitur, per
hoc quod anima delectatur, et quodammodo inebriatur dulcedine

231

P. Carlos Miguel Buela Pane di vita eterna e calice delleterna salvezza

Effetto dellEucaristia, come si disse sopra, non


solo laumento della grazia abituale, ma anche il gusto
immediato della dolcezza spirituale. Ora Cristo, sebbene
non abbia ricevuto dalla percezione di questo sacramento
una crescita di grazia, ebbe tuttavia un godimento spirituale
nellistituzione di questo nuovo sacramento, tanto da dire:
Ho desiderato ardentemente di mangiare questa Pasqua
con voi [Lc 22,15]. S. Eusebio riferisce questo passo al
nuovo mistero del Nuovo Testamento che egli stava per dare
ai suoi discepoli. Perci Cristo si comunic spiritualmente e
anche sacramentalmente, prendendo il proprio Corpo sotto
il sacramento che volle e istitu come sacramento del suo
Corpo. In modo per diverso da come si comunicano
sacramentalmente e spiritualmente gli altri, perch questi
ricevono un aumento di grazia, e perch hanno bisogno dei
segni sacramentali per mettersi a contatto con la verit441.
Si
sacramento
abituale o
attuale di

detto infatti che effetto di questo


non soltanto la ricezione della grazia
della carit, ma anche un certo ristoro
dolcezza spirituale. Ora, questa viene

bonitatis divinae, secundum illud Cant. V,[1] comedite, amici, et bibite;


et inebriamini, carissimi.
441

S. Th., III, 81, 1, ad 3: Effectus huius sacramenti est non solum


augmentum habitualis gratiae, sed etiam actualis delectatio spiritualis
dulcedinis. Quamvis autem Christo gratia non fuerit augmentata ex
susceptione huius sacramenti, habuit tamen quandam spiritualem
delectationem in nova institutione huius sacramenti, unde ipse dicebat,
Luc. XXII,[15] desiderio desideravi manducare hoc Pascha vobiscum,
quod Eusebius exponit de novo mysterio huius Novi Testamenti quod
tradebat discipulis. Et ideo spiritualiter manducavit, et similiter
sacramentaliter, inquantum Corpus suum sub sacramento sumpsit, quod
sacramentum sui Corporis intellexit et disposuit. Aliter tamen quam
ceteri sacramentaliter et spiritualiter sumant, qui augmentum gratiae
suscipiunt, et sacramentalibus signis indigent ad veritatis perceptionem.

232

Epilogo

certamente impedita se uno accede allEucaristia con lo


spirito distratto dai peccati veniali. Non resta invece
impedito laumento della grazia abituale, o della
carit442.
Chi si accosta a questo sacramento con il peccato
veniale in atto compie spiritualmente una refezione abituale,
ma non attuale. Quindi riceve leffetto abituale di questo
sacramento, ma non leffetto attuale443.
Il Battesimo non ordinato a un effetto attuale, cio
al fervore della carit, come lEucaristia. Infatti il Battesimo
la rigenerazione spirituale che dona la prima perfezione,
che consiste in un abito o forma; mentre lEucaristia un
cibo spirituale fatto per produrre un gusto attuale444.
Questa certa delizia attuale di dolcezza spirituale si
accresce perch il sacramento-sacrificio garanzia, fonte e
pegno di salvezza eterna, come afferma insistentemente
lAquinate:

442

S. Th., III, 79, 8, c.: Dictum est [a.1] enim quod effectus huius
sacramenti non solum est adeptio habitualis gratiae vel caritatis, sed
etiam quaedam actualis refectio spiritualis dulcedinis. Quae quidem
impeditur si aliquis accedat ad hoc sacramentum mente distracta per
peccata venialia. Non autem tollitur augmentum gratiae habitualis vel
caritatis.
443

S. Th., III, 79, 8, ad 1: Ille qui cum actu venialis peccati ad hoc
sacramentum accedit, habitualiter quidem manducat spiritualiter, sed non
actualiter. Et ideo habitualem effectum huius sacramenti percipit, non
autem actualem.
444

S. Th., III, 79, 8, ad 2: Baptismus non ita ordinatur ad actualem


effectum, idest ad fervorem caritatis, sicut hoc sacramentum. Nam
Baptismus est spiritualis regeneratio, per quam acquiritur prima
perfectio, quae est habitus vel forma; hoc autem sacramentum est
spiritualis manducatio, quae habet actualem delectationem.

233

P. Carlos Miguel Buela Pane di vita eterna e calice delleterna salvezza

In questo sacramento dobbiamo considerare due


cose: il sacramento stesso e leffetto del sacramento. Si
detto che leffetto di questo sacramento lunit del Corpo
mistico, senza la quale non ci pu essere salvezza: poich
nessuno pu salvarsi fuori della Chiesa, come nel diluvio
nessuno si salv fuori dellarca di No, simbolo della
Chiesa, come insegna S. Pietro [1Pt 3,20-21]445.
senza la fede nella passione di Cristo non ci pot
mai essere salvezza, in conformit alle parole di S. Paolo:
Dio ha prestabilito Cristo quale mezzo di propiziazione per
la fede nel suo sangue [Ro 3,25]446.
...si addice alla carit di Cristo, il quale per la
nostra salvezza assunse un corpo reale di natura umana447.
Agli altri invece che non si comunicano giova come
sacrificio, in quanto viene offerto per la loro salvezza,
cosicch nel canone si legge: Ricordati, Signore, dei tuoi
servi e delle tue serve, per i quali ti offriamo, o che ti offrono
questo sacrificio di lode per s e per tutti i loro cari, per la

445

S. Th., III, 73, 3, c.: In hoc sacramento duo est considerare, scilicet
ipsum sacramentum, et rem sacramenti. Dictum est [a. 1, ob. 2; a. 2, sc]
autem quod res sacramenti est unitas Corporis mystici, sine qua non
potest esse salus, nulli enim patet aditus salutis extra Ecclesiam, sicut nec
in diluvio absque arca Noe, quae significat Ecclesiam, ut habetur I Petr.
III, [20-21].
446

S. Th., III, 73, 5, c.: Quia sine fide passionis Christi nunquam potuit
esse salus, secundum illud Rom. III,[25] quem proposuit Deus
propitiatorem per fidem in Sanguine ipsius.
447

S. Th., III, 75, 1, c.: Hoc competit caritati Christi, ex qua pro salute
nostra Corpus verum nostrae naturae assumpsit.

234

Epilogo

redenzione delle loro anime, per la speranza della loro


salvezza e della loro incolumit448.
Ora, chiaro che tutti sono tenuti a comunicarsi
almeno spiritualmente; perch ci, secondo le spiegazioni
date, significa incorporarsi a Cristo. La comunione spirituale
per include il desiderio di riceverlo sacramentalmente [];
perci senza il desiderio di ricevere questo sacramento per
luomo non ci pu essere salvezza. Ma un desiderio sarebbe
vano se non venisse appagato quando lopportunit lo
consente. Di conseguenza chiaro che luomo tenuto a
ricevere questo sacramento non solo per la legge della
Chiesa, ma anche per il precetto del Signore: Fate questo in
memoria di me [Lc 22,11; 1Cor 11,24]449.
Questo sacramento, labbiamo gi detto sopra, si
celebra in memoria della passione del Signore, e si riceve
per la salvezza dellanima450.
448

S. Th., III, 79, 7, c.: Sed aliis, qui non sumunt, prodest per modum
sacrificii, inquantum pro salute eorum offertur, unde et in canone Missae
dicitur, memento, Domine, famulorum famularumque tuarum, pro
quibus tibi offerimus, vel qui tibi offerunt, hoc sacrificium laudis, pro se
suisque omnibus, pro redemptione animarum suarum, pro spe salutis et
incolumitatis suae.
449

S. Th., III, 80, 11, c.: Manifestum est autem quod omnes tenentur
saltem spiritualiter manducare, quia hoc est Christo incorporari, ut supra
dictum est [a. 9, ad 3; q. 73, a. 3, ad 1]. Spiritualis autem manducatio
includit votum seu desiderium percipiendi hoc sacramentum, ut supra
dictum est [a. 1, ad 3; a. 2]. Et ideo sine voto percipiendi hoc
sacramentum non potest homini esse salus. Frustra autem esset votum
nisi impleretur quando opportunitas adesset. Et ideo manifestum est quod
homo tenetur hoc sacramentum sumere, non solum ex statuto Ecclesiae,
sed etiam ex mandato Domini, dicentis, Matth. XXVI,[8] hoc facite in
meam commemorationem.
450

S. Th., III, 80, 12, ob. 3: Hoc sacramentum celebratur in memoriam


Dominicae passionis, ut supra habitum est, et sumitur pro animae salute.

235

P. Carlos Miguel Buela Pane di vita eterna e calice delleterna salvezza

NellEucaristia si compendia tutto il mistero della


nostra salvezza451.
il pane santo di vita eterna e calice delleterna
salvezza452.
il cuore dei mezzi con i quali conseguiamo la
salvezza453.

451

S. Th., III, 83, 4, c.: in hoc sacramento totum mysterium nostrae


salutis comprehenditur.
452

S. Th., III, 83, 5, ad 3: panem sanctum vitae aeternae, et calicem


salutis perpetuae. Messale Romano.
453

S. Th., III, prol: quibus salutem consequimur.

236

Indice
Presentazione ........................................................................ 7
Introduzione ........................................................................ 23
1. Contiene .......................................................................... 25
2. Conversione .................................................................... 33
3. Sacramento e Sacrificio .................................................. 47
1. Che cosa li distingue? ................................................. 47
2. Come si chiariscono reciprocamente.......................... 52
3. Il momento in cui si realizza....................................... 54
4. LEucaristia e gli altri sacramenti.................................. 57
5. Cibo e bevanda (cibus - potus)........................................ 77
6. I diversi stati del Corpo di Cristo nellEucaristia .......... 91
1. Nellultima Cena ......................................................... 93
2. Nella morte .................................................................. 95
3. Dopo la Resurrezione.................................................. 98
7. Il nuovo mistero del Nuovo Testamento ....................... 101
1. In quale parte della Messa si realizza il
sacrificio?................................................................. 102
2. Che cosa costituisce il sacrificio?............................ 104
8. In specie propria e in specie sacramentale................... 107
1. I nomi......................................................................... 107
2. Il significato............................................................... 109
3. Differenze.................................................................. 110
9. In forza del sacramento e in forza della
concomitanza ................................................................ 115
1. Perch? Per quale motivo porre questo secondo
modo di presenza del Signore nellEucaristia? ...... 117
2. Che cosa opera un modo e che cosa laltro? ............ 123
3. I nomi......................................................................... 124

237

4. Quali cose di Cristo stanno nel sacramento


secondo ciascun modo di presenza? ....................... 125
A. Secondo ex vi sacramenti .............................125
B. Secondo ex vi concomitantiae c quanto
unito alla sostanza del Corpo e del Sangue ....126
10. Al modo della sostanza al modo della quantit......... 131
11. Cristo che ha patito..................................................... 143
1. Qualche citazione ...................................................... 143
2. Alcune considerazioni a partire della grammatica..... 147
3. Interpretazioni del Christus passus ........................... 150
12. Sacrificio e gloria........................................................ 157
1. La fede della Chiesa................................................. 157
2. La differenza tra ex vi sacramenti e ex vi
concomitantiae fondamentale ............................ 159
3. Lo stato glorioso non incluso direttamente, per
se, nella natura del sacramento ............................... 164
4. Lunione ipostatica fa parte della concomitanza..... 165
5. Mai si ha il Corpo senza il Sangue, n viceversa.... 166
6. Linsegnamento di Pio XII ...................................... 172
7. La gloria della Vittima non annulla il sacrificio ..... 175
13. Unit............................................................................ 179
14. Dio............................................................................... 195
1. Dio Spirito .............................................................. 195
a) Dio.............................................................. 197
b) Spirito......................................................... 201
2. Dio opera con la sua potenza .................................... 205
15. Mistero miracolo...................................................... 217
1. Che cosa opera?......................................................... 217
a) Mistero ....................................................... 217
b) Miracolo..................................................... 222
16. Epilogo ........................................................................ 231
Indice................................................................................. 237

238