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PRASSI ANALITICA E CRISI DELLA

CONTEMPORANEITA'

San Servolo - Seminario Residenziale CIPA


16 -17 -18 Novembre 2012

INTRODUZIONE
EnricoFerrari

I Seminari Residenziali del CIPA costituiscono un'occasione unica per promuovere la


riflessioneecoltivarel'appartenenza.
NelpreparareilpresenteSeminario,l'IstitutodiMilanohaespressoildesideriochelanostra
appartenenza al CIPA venga coltivata nel continuo domandarci in quale modo poter essere
significativipercolorocheconcoicondividonolastanzad'analisi:ipazienti.Einuncontinuo
sforzo di comprendere il mondo in cui essi, assieme a noi, abitano. Da qui il titolo: Prassi
analitica e crisi della contemporaneit, con il quale diamo per assodato che la
contemporaneit sia attraversata dalla dimensione della crisi, e che la prassi analitica non
possanonfarsiinterpellaredaessa.
Nuovi pazienti, nuovi setting, nuovi interrogativi sulla psicologia analitica, nuove forme di
precariet del vivere, nuove sollecitazioni provenienti dalla tecnologia e dai suoi nuovi stili
comunicazionali,specienell'ambitodell'adolescenza:sonoquesteledeclinazionidelrapporto
traprassianaliticaemondocontemporaneocheabbiamosceltodisviluppare,convintidinon
potersvolgereilnostrolavorosenzasaperleggereiltempopresenteeabitarelacrisichegli
uomini e le d'onne d'oggi vivono, a motivo dell'incertezza degli scenari culturali e delle
limitatezze degli scenari economici. Conoscendo gi le difficolt di dare risposte sicure e
anticipandol'inquietudinedeldovercomunquerimanerenelladomanda.
Del resto, saper stare nella domanda, saper formulare delle domande pi che avere delle
risposte,sembraoggiilrequisitoirrinunciabileperchivogliaessereanalista.Inspecialmodo
per chi voglia essere analista junghiano. Perch se c' un elemento che indubitabilmente
connotalapsicologiajunghiana,questoilsuocaratteredialettico,diaperturaalnuovoedi
accoglimentodelleistanzedellastoria,aldildiognipretesadogmaticaediogniedificazione
teoricadiunafissitnaturalisticamentedata.
EabbiamosceltodisvolgeretuttoquestonostrolavoroproprioaVenezia:sededibellezza,di
storiaedicultura;maanchesededicommercio,quindidicapacitdiincontro,discambioedi
dialogo,financhedicontaminazioneconlediverseculture.E,aVenezia,abbiamosceltol'Isola
disanServolo,segnataall'iniziodelsecondomillenniodall'esserestataluogodipreghieraedi
contemplazione, non disgiunte dall'operosit, in quella mirabile sintesi che propria del
movimento benedettino. E poi, negli ultimi due secoli, l'Isola di san Servolo diventata
ospedale militare per malati di mente, fino ad essere vero e proprio ospedale psichiatrico:

luogo di cura dell'esperienza della follia, con tutte le ombre e le contraddizioni che la
psichiatriamanicomialehacomportato.Ilmanicomioduratofinoal1978,quandolaLegge
180,lafamosaleggeBasaglia(ilfamosopsichiatranatoproprioaVenezia),hachiusocon
l'esperienzadeirecintidellapsichiatriaehaapertolapossibilitdinuovedonazionidisenso
all'esperienzadellasofferenzapsichicaedallasuacura.
Fino ad arrivare, all'inizio degli anni 90 del secolo scorso, ad essere restituito alla cultura
comeCentroStudi.
Edeccocialloraqui,acercaredicongiungerebellezza,dialogo,cura.Sonoquestiitreluoghi
umani, di emozione e di pensiero, che cercheremo di visitare e di conoscere in questi tre
giorni.

RELAZIONED'APERTURA

PRASSIANALITICAECRISIDELLACONTEMPORANEITA'
MarcoGoglio

Sifilitici, dissoluti, dissipatori, omosessuali, bestemmiatori,


alchimisti,libertini:tuttaunapopolazionevariopintasitrova
duntratto,nellasecondametdelXVIIsecolo,rigettataaldi
l di una linea di separazione, e rinchiusa in asili che erano
destinati a diventare, dopo un secolo o due, i campi chiusi
dellafollia.1

Premessa
Siamo ospiti sullisola di San Servolo a Venezia, dove nacque Basaglia, regista della crisi
dellIstituzionemanicomiochehaproiettatolapsichiatrianeltempodellacontemporaneit.
Nel1725ilConsigliodeiDieciemetteilprimodocumentodellIstitutodiSanServoloedinvia
sullisolaLIllustrissimoSignorLorenzoStefani[]comepazzo.
Nei locali del museo si trovano anche alcune apparecchiature per lelettroshock la cui
paternititaliana;linventorefuilneuropsichiatraromanoUgoCerletti,chelautilizzperla
prima volta nel1938.Ma San Servolo fu, inprecedenza, anche scenario di cambiamenticon
lapplicazione di una terapia innovativa: la musicoterapia. Suo promotore fu Cesare Vigna,
Vice Direttore del manicomio nella seconda met dellOttocento, nonch grande amico del
compositore Giuseppe Verdi (in esposizione, il pianoforte utilizzato allepoca per le terapie
nellasaladellamusica).
Questo luogo ha visto la storia della psichiatria a partire dal contraddittorio trattamento
morale(diPinel2edEsquirol)chealternavailmomentodelsilenziodove,criticaFoucault,il
malatoliberatodallecatene,sitrovaoraincatenato,dallavirtdelsilenzio,allacolpaealla
vergogna3,almomentodelriconoscimentonellospecchio,dovelosguardodelfolleagirsolo
allinterno dello spazio della follia(Essa vedr se stessa e sar vista da se stessa4) per

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4

Rodot S., Foucault e le nuove forme del potere, La biblioteca di Repubblica, Roma, 2011
Pinel Ph., Trait mdico-philosophiche sur lalination mentale, Paris, 1809
Foucault M., Storia della follia nellet classica, Rizzoli, Milano, 1973
ibidem

concludere nel momento del giudizio perpetuo dove la follia sar chiamata a giudicare se
stessa. Se questo approccio delle sintesi morali profila il manicomio come un microcosmo
giudiziario,dallaltroscriveEsquirolnel1805,chelalienista,perguarireisoggettiinternati,
deve riuscire a mettersi in armonia con l ideamadre da cui derivano i loro pensieri, i
lororagionamenti,ilorodeliri.
Losservazione,lasintonia,lessercinelquiedoratramedicoepazienteapriraBasagliala
possibilitditornarenelmondo,luiconisuoimalati.
Heideggerscrivecheladimensioneincuilesserciquotidianosiesprimenaturalmentenel
mondoambiente (la mondit)5, la cura diviene tale quando il terapeuta come il malato si
pongonocomeessereavantiasinunmondoinquantoentrambifacentepartidelmondo.
Lorganismoumanononpuessereconsideratoallastreguadiunsempliceoggettodinatura
(equindidistudio)maglielementidellaforzadellesserederivanodallapossibilitdiesserci
neltuttoins(menteecorpo),comeesserenelmondoedessereoltreilmondo(koinonia)6.
ProprioquestebasiportanoBasagliaallincontroconlaltrodovelopsicolologoedilmedico
dovranno supplire allincapacit di aprirsi del malato e dovranno essi stessi provocare
lincontro7.
Lincontro nasce da una investigazione atropofenomenologica come rapporto intuitivo nel
quale si fonde lunit del medico e del malato formandone una unica che precede le due
singoleentit.8

1Contemporaneittraglobalizzazioneenuoveemergenze.

Ancheoggisiamoimmersinelcambiamentocontinuodellindividuoinunasocietincrisi.
Perosservarequestedinamichecomplessenelloscenariodellacontemporaneitdobbiamo
mettere a fuoco i confini dei territori che si confrontano, vedere i limiti, vedere il nostro
territorio e accorgerci che oltre il confine c un altro territorio, che limita la nostra
comprensione.

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6
7
8

Heidegger, Essere e tempo, Longanesi, Milano, 2005


Bisnwanger L., Limportanza dellanalitica esistenziale di Martin Heidegger per lautocomprensione della
psichiatria, Astrolabio, Roma, 1973
Molaro A., Civita A., Binswanger e Freud, Cortina, Milano,2012
Basaglia F., Su alcuni aspetti della moderna psicoterapia: analisi fenomenologia dellincontro, Einaudi, Torino,
1981

Nelcorsodiquestomiasollecitazioneproporralcuneriflessionienoncertosoluzioniad
un tema cos complesso, alternandole a domande che vogliono rappresentare spunti per
unavostraelaborazione(ancheoniricavistaloraserale).
Ognuno di noi appartiene a diversi ambiti di vita, comprende esperienze interiori
differenti, a volte integrate a volte frammentarie, ognuno di noi ha lesperienza di
frequentarevariepartidis.Nelmondoincuiviviamocicapitadipassarevarieesperienzein
cui il nostro io attraversa mondi e tempi diversi, siamo sottoposti a molteplici relazioni ma
anchesollecitatidainformazionivariegateecomplesse.
Una lettura rigida e precostituita di questo scenario limiterebbe la ricchezza delle
informazioniricevute;unanalogoscenariocapitaquandoluomorappresentainmodorigido
le varie facce del proprio mondo interiore, rischierebbe di disperdere il proprio io in molte
mascherevuote.9

Unaprimadomanda(oalcunidubbi)
1) Lindividuomodernoproseguelalottaprometeicacontrolaparte oscuradis(ombra)
impedendo lintegrazione di polarit opposte e laffermarsi di unespressione
originaleeliberadels?

Trarigiditeopposizionerimaneapertaunapossibilitdigiocosolosenellasincroniadel
nostro presente le varie parti mantengono una disponibilit reciproca che permette il
passaggio tra una e laltra. Questa fluidit che connette le diverse polarit in tensione
reciproca(espessoincontrasto)cipermettediconvivereconlepercezioni,leemozioniedi
pensieri che compongono il nostro mondo interno e ben rispecchiano le complessit del
mondocontemporaneoincuiviviamo.
Ognuno di noi deve fare i conti col tempo presente ma allo stesso tempo col proprio
tempointernochecontemplalevisionicheabbiamoavutonelpassato,inostricambiamenti,
icambidilavoroequelliaffettivichehannocomplicatolenostrescelte.
Oggicheipassaggiritualisonomenoconnotatirispettoalleculturearcaiche(oreligiose),la
soglia del diventare adulti ci viene proposta come un passaggio a forme di vita diverse, di
adattamentoanuoverelazioniecondizioni,diapprendimentodinuoviruolieresponsabilit.
Adultitdivienelacapacitdilasciareallespallequellocheeravamoperaccogliereilnuovo
chesiamo.
9

A. Melucci, Passaggi depoca, Idee Feltrinelli, Milano, 1994


Gehlen ha stabilito uno degli assunti dellantropologia filosofica pi famoso e pi largamente accettato (e che
contribuisce a renderlo il filosofo pi rilevante in questo campo): luomo caratterizzato da una carenza
istintuale,daunanuditoriginariachesegnalatatantodaunacostituzionaleprecocitdinascitaquantoda
debolezza anatomica associata a una scarsa specializzazione degli organi. Tutto ci rende lessere umano
l'animalepiadattabilemaancheunanimalelacuiesistenzadipendestrettamentedallatecnicaedalcapitale
culturaleeistituzionaledellasocietincuisitrovaavivere.10

Lo scenario della contemporaneit (che chiamiamo oramai globale) ci sottopone ad


adattamentinuovi:culturedifferentiperstoriaecontenuti,visionideltempoedeimodidi
viverecompletamentediversitraloro.Anchelemigrazionitrasformanoipisedentaridi
noi ad essere viaggiatori non solo nel mondo ma anche nel tempo: in piazza del Duomo, a
Milano,tiimbattiingruppidimolteplicietnieSudamericaneoOrientali,alsemaforotroviil
lava vetri albanese o il mutilato bosniaco, nella via abbandonata dietro a casa, la domenica
troviil mercatino delle cose usate che a me riporta a quando accompagnavomio padrealla
fiera di Senigallia dove si vendevano anticaglie o oggetti usati, pezzi di bombe esplose nella
guerra,elmettitedeschi.

2) Setuttomutacomelindividuopumantenereunaunitdiletturadelmondoeuna
continuitconlapropriastoriapersonale?
3) Qualinovitculturaliconseguonoallimmigrazionecontinuadaaltreculture?

Lindividuo si trova esposto a sollecitazioni contrastanti: pi un sistema vive al confine di


culture diversee pi lindividuo deveimparare linguaggi diversi e apprendere mediazioni
nuove.
La societ globale e massificante vive una grossa ambivalenza: c un grande dispendio di
energie per spingere la persona allindividualit e al contempo si annullano le scelte
individualiattraversoiMassMediachedirezionanoinostribisogni

4) Come pu lindividuo integrare una forte spinta verso lautonomia personale che
contrastaconlamassificazionedeibisogni,dellinformazione,delconsumismo?

10

Arnold Gehlen, Lidealismo e la dottrina dellagire umano, con una nota di Alberto Gualandi


Zygmunt Bauman osserva che nella fase attuale, della "modernit liquida", non possiamo
pipermettercilavitaedonisticaeconsumisticaconcuiabbiamovissutofinoradalla
secondametdelNovecentoaoggi11.
Citroviamoaviveregrandicambiamentinegativichevannodall'emergenzaecologica(il
problemamondialedell'inquinamento,l'allargamentodelbucodell'ozono,loscioglimentodei
ghiaicciai al Polo Nord, l'allarme provocato dall'insicurezza delle centrali nucleari, dopo la
catastrofe di Chernobyl toccato alle centrali giapponesi di Fukushima nel marzo 2011) ai
problemi economici. Sembra quasi che le lites finanziarie mondiali abbiano decretato,
anche a livello politico, la debolezza o la fine dello "Stato sociale" nei vari Stati nazionali
occidentali, indebolendo anche lo status delle democrazie, diventate cos sempre pi dei
contenitorivuoti,dunquemenosostanziali.

5) E sostenibile uneducazione politica e sociale che guardi al rispetto delle persone e


dellanatura,piuttostocheacontinuareadabusaresiadelleunechedell'altra?

2Funzionisocialiefunzionipsichiche:datiilimitiqualilepossibilit?

Occorreunnuovomododipensarecollettivoche,comedirebbeFrancoFornari(19211985),
siabasatosulla"vitameavitatua",ossiaquellapossibilitdisentireepensareinterminidi
responsabilit riparativa che caratterizza l'amore reciproco tra gli esseri umani, piuttosto
chesulla"morstuavitamea",ciolaresponsabilitbiologica,che"laformapielementare
diresponsabilit",o sulla"mors meavitatua",ossia"lanecessitdisacrificio"propriadella
nostra specie e che Fornari chiama responsabilit etica12 (v. Fornari, 1970, p. 145), come
occorre educare a praticare i "giochi a somma diversa da zero"13, quelli basati sul
compromesso favorevole tra i soggetti, dunque anche questi basati sulla 'salvezza
reciproca', l'amore reciproco, piuttosto che i "giochi a somma zero" e che caratterizzano i
conflittidistruttivi,l'uccisionedell'altro,laguerra(v.Watzlawick,1986,tr.it.1987),echelo
stesso Franco Fornari considera, in senso psicoanalitico, come "elaborazione paranoica del
11

Bauman, con Rovirosa-Madrazo, 2010, tr. it. 2011


Fornari, 1970, p. 28
13
M. Goglio (a cura), Quando 1+1 fa 3. La psichiatria nella logica del fareassieme raccontata da operatori,
utenti, familiari e volontari, EricksonLive, Trento 2012
12

lutto",ciocome"esportazionesulnemicodiunaviolenzaoriginariamenterivoltaaglioggetti
d'amoredelpropriogruppo".
Sembrachiarocheunintegrazionepossibiletraquestespinteconflittualidebbarisultaredal
gradodiapertura,dielasticitediequitalivellopersonaleesociale,taledarappresentare
la complessualit del mondo globale. In fondo proprio queste funzioni intrapsichiche di
integrare, di contenere, di vivere nel conflitto, possono minare le parzialit dei pensieri
fondamentalistieleinflazioniditantinostripazienti.
Inclinicavediamosemprepispessoformedicaratteropatiainpersoneincapacidiintegrare
labbandonotraumaticoconleprestazionicomplessechelasocietchiedeoggipicheprima.
Un paziente, con diagnosi di disturbo del carattere, seguito da unCPS ha perso il lavoro, ha
iniziatoadesprimerecondotteantisocialigravi,haricevutodenunceperattioscenietentativi
diabusosessuale;algiudiceinquirentehadichiarato:Lavitasocialemidiventasemprepi
complicata;daquandohopersoilpadreetilistaedhodovutoseguiremiamadredementemi
sonsentitosolo(masololoerasemprestato).Lasocietmideveindennizzaredellavoroedel
sessochenonriescopiapagare!

6) Cosapudirelanostrascuola,espertadicomplessit,allinternodellastanzadanalisie
allesterno,nelmondosocialeeculturale?

La maschera che difende la persona diviene sempre pi fragile e anche le personalit pi


integratevivonounoscartotrailruolochemettonoingioconelmondoelesperienzachelio
stavivendo.
Questazonadombra,fattadiritiri,disilenzi,didepressioneesistenzialecimetteincontatto
collimiteepudivenireunarisorsaperlanuovaidentitdelloggi.
Illimitedivienelosnodocruciale;difficileconfrontarsiconesso!
Molti giovani, e non pochi adulti, che arrivano in terapia tendono a dimenticarlo: tutto
possibile, io posso fare tutto!Assistiamospessoadunipertrofia delliochemalsiadatta
allacomplessualiterischiadispingerelapersonaversochinedidipendenza(alcool,droghe,
giocodazzardo).
Statistiche recenti ci parlano di 1.400.000 individui, nelle fasce det 11/25 anni, che
manifestanomodalitrischioseversoalchol;seprendiamouncampionedipersonesottoi
16anniilrischioalcholcorrelatodel18,5%neiragazziedel15,5%nelleragazze(circa
475 mila minori). Preoccupa la situazione del le donne con un incremento delle

consumatrici,nellafascia2544anni,conunincrementodiconsumoalcholicodel45,2%negli
ultimidiecianni.14

IlbrucoedAlicesiguardaronoinsilenzioperqualchetempo.Daultimoilbrucositolsedi
bocca il narghil e lapostrof con voce languida, assonnata: Ma chi sei? disse il bruco.
Ehmveramentenonsaprei,signore,almeno,peroracio,stamattinaquandomisono
alzatalosapevo,madaalloracredodiesserecambiatadiversevolte.Chevorrestidire,
disseilbruco,secco,spiegatomeglio.
Temo di non potermi spiegare, signore, disse Alice, perch non sono io. Non capisco,
disseilbruco.Temodinonpotereesserepichiaradicos.Perchpurtropposonolaprima
anoncapircinulla15
Nelladispersionediunitattualeassistiamoadunapluralizzazionedelsenso:lafamiglia,il
gruppo di appartenenza, la scuola o lambito di lavoro, lorigine geografica ed etnica che
portanoadagireinmodiesecondovalorichelaltrononcomprende.
La moltiplicazione delle appartenenze complica ulteriormente la nostra cultura e
lindividuochesitrovaadappartenereagruppiedasistemidiversitraloro.
AnaloghiconflittiliincontravanoiviaggiatoridelMedioEvo16,cheoltrepassavanoillimite
delconosciuto,tendevanoadingigantirecicheapparivapiccolooasminuirecichein
Occidente appariva grande; chi oltrepassa il limite d allimmaginazione la libert di
fluidificare il tempo, lo spazio e le forze. E cos che le popolazioni a sud dellequatore
vivono capovolte rispetto a noi; agli Antipodi le stirpi hanno i piedi sopra alla testa
(scialopodi)edognivaloretrapassanelsuoopposto.
La lettera del Prete Gianni17, misterioso testo del XII secolo spinge a credere che esistano
realt che superano le fantasie anatomiche grottesche. Il corpo ibrido dei mostri unisce
speciediverseerivelaunapermeabilitreciprocaditutteleformedelcaosprimordiale.
Levanescenza delle forme ed il loro trapasso luna nellaltra viene a colmare quel vuoto
insitonellanaturaumanaespingeallacreativitdiimmaginarenuovimondi,comearistoro
dalladurarealtquotidiana.
Nella lettera mitologica del Prete Gianni, troviamo gli uomini con la testa al posto della
panciae,nellinterpretazionechepossiamointuire,siamoinvitatiavedereoltreilconfine
congliocchidelventre.
14
15
16
17

X Alchol Prevention Day, Roma, 7 aprile 2011, Istituto Superiore di Sanit


Lewis Carroll, Alice nel paese delle meraviglie
Colombo, Mandeville, Polo
La lettera del Prete Gianni, trad. it. A cura di G. Zaganelli, Pratiche, Parma, 1990
Dallinizio del XII secolo si era diffusa, in Occidente, limmagine di un potente sovrano e sacerdote
orientale (secondo alcune tradizioni africano), che scrive allimperatore di Bisanzio Manuele I Comneno
(1143-1180).


Abbiamobestieassaistrane
Lvisonopigmei
checombattonoconlegru;
daquellepartiipialtidiloro
misuranounpiedeemezzo.
Abbiamoleonidaicorpiimmensi,
alcunibianchi,altrirossi
Ldimoranoigrifoni
EancheiSagittari:
sonounpopolosempreselvatico
ehannocornapertuttoilviso;
hannoconsarchiefrecce,
maimancherannoilbersagliocuimirano.
Inquellaregionevisonoigiganti
Oltremodoorribiliegrandi;
misuranolosappiamopervero
quarantacubitidilunghezza.
LsitrovanoiCiclopi
Mauncristianonevidedipibrutti,
sonounpopoloorribileenero
einverononhannocheunocchio.
Maquestostaincimaallorocorpo
Comeunospecchioinmezzoallafronte.
Dallenostreparticluccellofenice
Chemoltobelloesplendente;
lasuanaturastrana,
nonvenaltrialmondo.
Noncnessuntipodianimale
Perquantostranoeferoce
Creatosottoilcielo,
chenonsitrovipressodinoi18

Ci che talvolta definiamo individualizzazione delle credenze somiglia piuttosto ad una


interiorizzazionedeidubbiedellepaure.Leantichecosmogonie,checircondavanolamiseria
umana di un alone di senso, erano proiezioni di societ che si definivano attraverso la loro
iscrizione nello spazio e nel tempo. Ora, mentre sulla terra compaiono nuove mobilit, si
diffonde agli occhi di molti limmagine pi o meno confusa di un universo materiale dalle
dimensioni infinite ed in perenne espansione che, incontestabilmente eccede le nostre
capacitdiimmaginazione.19

18
19

La lettera del Prete Gianni, versione anglo-normanna, op. cit. p.99


Marc Aug, Futuro, Bollati Boringhieri, Torino, 2012

In questo meticciato complesso lunit dei valori e degli scopi deve essere ricercata e
continuamentecondivisa;loscopoarrivareadellescelte,condivise,perridurrelincertezza
traleopzionichelindividuohadifronte.
Ilmeticciatoculturaletendeacondividereledifferenze:questoloscenarioattualein
unmondochenonpcosintegratoeomogeneocomeneisecolipassati.
Condividere significa creare connessioni ed organizzare soluzioni che mettano in contatto
processiculturalidifferenti,senzacaderenellasemplificazionedellunit!

7) Perchladifferenzaciallarma?Perchilconfinechedifferenziadivienebarriera?Perch
ilcontattoconlacomplessitnonsopportaildiverso?

Il negoziato diviene la pratica centrale delle nuove organizzazioni politiche e sociali,


maancheillavoropersonalediindividuazione.

Negliultimidecenniabbiamoassistitoadenormicambiamenticulturali:
1) Maschile e femminile non coincidono pi col sesso in senso biologico e diventano
modelliculturaliacuituttisonoesposti.
2) Nazionalismoedetnicitmettonoingiocoincontriescontri,subasedifensiva,fino
ad arrivare ad estremi reazionari in continuo fermento nel mondo intero. (Identit
etnicaeterritorio)
3) Borghesia e proletariato sono termini superati dallintensificazione degli scambi
sociali, dalla circolazione delle idee e delle informazioni, dalla diffusione degli stili di
vita.
4) Sinistraedestranonsonopirappresentativediprovenienzesocialieculturaliben
definite: oggi la Russia di destra o di sinistra? Nello scenario politico italiano chi
rappresentalasinistra?Obamailnuovomodelloculturaledisinistracheproponeil
mondooccidentale?
5) Accanimento terapeutico, cure palliative, qualit della vita sono questioni che ci
interroganoquotidianamente

8) Il concetto di dolore e di vita rimane invariato nella societ contemporanea o apre


dibattitisullecurepalliative,sullaccanimentodellecureesulleutanasia?


SalvatoreNatoliciincitaaricercarelagiustariservadicoscienzaperdistinguereciche
davverociservedacicheciasserve.Eunapausadellaconcitazionedelfare,uncoraggioso
scrollarsididossolinerziadelnonfare,perdivenireappienopadronidinoistessiedelnostro
agireilnostrotempooffrealluomolapossibilitelopportunitchenonhamaiavutonella
suastoria,contuttiirischiconnessiCiimponeamaggiorragionedisaperfareunbuon
usodelmondo.20
Le grandi questioni spesso ci separano in arroccamenti ideologici mentre la conoscenza di
come siamo fatti ci pu istruire su quello che possibile fare per noi. Luomo apertura al
possibile, anticipa il futuro ed entro certi limiti lo crea nella direzione di delleducarci a
sceglierepassandooltrelacostrizione.

3Responsabilitnelconflitto.

Educare alla responsabilit pu essere la dimensione alle domande della societ globale:
responsabilitdiscegliere,diaccettareillimite,dicontenereledifferenzetraiconfini
conflittuali.
Gliscenarisocialisonocomplessiacausaditreprocessifondamentali:ladifferenziazione,la
variabilit,leccedenzadellepossibilit.
Gli ambiti delle esperienze si sono differenziati; la famiglia ha delegato la scuola per le
funzioni educative come per limpresa aziendale che si trasforma in impresa
economica.Ilpiccolovillaggioruraledovelatradizioneuniformavaleviteegliindividui
viene sostituito dalla periferia delle citt che differenzia i costumi, i linguaggi, i
sistemidiriferimento.
La complessit fa riferimento anche ad un concetto temporale di variabilit per il
mutamento continuo a cui le culture sono sottoposte; se nel passato esistevano culture
millenarie con caratteristiche sostanzialmente immutate, oggi le variazioni sono sotto
locchiodituttinoi.Nellenostrevitelatecnicahamodificatolecondizionisociali:daun
mondoTVinbiancoenero,alcervelloelettronico/computer,alcellulare,ainternet,alee
chateforum.

20

Salvatore Natoli, Il buon uso del mondo, Mondadori, Milano, 2010

Altracaratteristicadellacomplessitriguardaleccedenzaculturale.Lepossibilitcheoggi
abbiamo di fronte sorpassano di gran lunga la nostra possibilit di frequentarle
tutte: i programmi al computer mostrano continue offerte di miglioramento, e cos le
opportunitdistudio,divacanza,diviaggio,diattivitsportiva,dihobby.

9) Come pu oggi, un giovane, riuscire a scegliere invece di rimanere in una sorta di


sospensione,comesesipotessevivereperprova,rimandandotempietappedellavita
personale(lavorochenonc,matrimonioeabitazionicostose)?

Inunmondodovetuttisiamointerdipendentidiventaresponsabilesceglieredinonessere
separati; un percorso che richiede unapertura spirituale che vada oltre legoismo ed il
particolarismo.Peresprimerequestasceltaelevata(chechiamereisacra)possiamoutilizzare
linguaggidellatradizionereligiosaoriferirciavalorilaicidisolidarietedipace.
MarcoGarzoniocitandoilCardinaleCaloMariaMartini,inunrecentearticolo,scrive:Tutti,
politica e chiesa, abbiamo davanti un compito culturale urgente, cio, innescare un
movimento di restituzione di stima sociale e di prestigio al comportamento onesto e
altruistico,ancheseausteroepovero.

Onest e solidariet che colmano le distanze tra me e laltro tra la nostra cultura e la
culturaaltra;solidarietecuriositcomepontechemiavvicinanoalladiversitdellaltro:
allescluso, alletnia che ci invade, alle povert del Sud del mondo21 e alle nostre nuove
povert.

Neiprecariedecadentiscenaridellapoliticafattadaipartitisivarinforzandosemprepiuna
modalitsocialenataneglianniSessanta:ilmovimento.
Movimentigiovanili,movimentididonne,dipacifisti,diambientalisti.
Movimentipoliticichesostituisconoledeludentirispostedeipartiti:daiverdiaigrillini.

21

Richard Sennett, Insieme: rituali, piaceri, politiche della collaborazione, Feltrinelli, Milano, 2012

10)Il ritorno dei movimenti deriva da una scelta di mediare la dove i partiti vivono
oramai di conflitti e non vedono pi il conflitto, non riescono pi a scegliere ed
interpretareilbisognodelcittadino?

I militanti tradizionali non escono dal classico partitismo e si chiudono in correnti


identitarie frenando il cambiamento. I vecchi paradigmi della politica sono andati in
frantumi, emerge una situazione di crisi della visione soggettiva che corrisponde alla crisi
dellOccidente.
Allinternodiquestacrisisirinforzanoimovimentiperlalorocaratteristicadiricercaedi
nuovaenergia.
In Europa le persone sono immerse nelle logiche dellimmediato, nella vita individuale:
disoccupazione, debiti, ma la vita politica distante da queste emergenze. Gli slogan e le
paroledordinedellapoliticadiierinonvalgonopiequelledeldomaninonsonoancora
statedette.
Nelmovimentonascononuovilinguaggienuoveparoledordine.22

11)Nelconflittotraindividualizzazioneeglobalizzazioneilsuperamentopotrebbevenireda
una visione globale nelle situazioni locali? (Il rischio di contrapporre
lindividualismo dellOccidente alla identificazione comunitaria spinta: clanica, etnica,
integralistakamikaze).

Anchelavisionedelpotereapparediversa:inuovimovimentiinternazionali(semterra
brasiliani23,piqueterosargentini24eboliviani,iribellialgerini,inoglobaleuropei)nonhanno
come obiettivo principale la presa del potere ma appaiono come masse fluide
attraversate da venti fluttuanti e contrari. Gli obiettivi delle rivoluzioni, della lotta di classe
per la conquista del potere sono sostituiti da movimenti di idee, di ribellione con fini pi
visibilielegatialloggi.

22
23

24

Florence Aubenas e Miguel Benasayag, Resistere creare, MC Editrice sas, Milano 2004
Il MST un movimento contadino nato nel 1984, dalle occupazioni di terra nel sud del Brasile. oggi presente in 24 stati del
paese e coinvolge un milione e mezzo di persone. Grazie alle sue lotte, 350.000 famiglie hanno conquistato la terra, mentre
150.000 stanno lottando negli accampamenti.
Nuove forme di organizzazione politica e di azione collettiva, che si caratterizzano prevalentemente per l'azione diretta,
l'autonomia organizzativa e un'importante dinamica assembleare.

Nelcorsodellamarciazapatistadelmarzo2001Marcosspiega25:
Noinonvogliamochelagentevotipernoi,nchecidiaunassegno,unostipendio,nulla.Noi
vogliamochesirisolvaechesiariconosciutaunaquestionestorica,nelsensoincuiessafa
partedellastoriadiciascunodinoi.Perchfaciledire:anchiocondividolatualottaepoi
tornarsene a casa. Abbiamo cercato di resistere a questa tentazione e di dire alla gente:
riconosciamocheiltuogridogiusto,maperilmomentononquestoloscopo.

Oggi parte del mondo pare consapevole che un altro mondo non sorger pi. Il mondo
diviene il qui ed ora dei due barboni di Samuel Beckett che aspettano Godot Qui e ora,
lumanit siamo tu ed io. Navighiamo in una sorta di nebbia che suscita spinte opposte:
abbandonareoinvestire?credereorinunciare?
Le votazioni politiche dei paesi Occidentali segnalano sempre pi questa opposizione tra
votantienonvotanti,trapartitiedestremisminazionalisti.Inmodidiversiilmondovorrebbe
pigiustiziaedognunomanifestainmodoindividualequestaesigenza:siamoinsiememada
soli!
Inmoltinascelafiduciadiunanuovaumanitchenonseguepilelineetradizionalidella
politicamariescaadaggregaresuideeeticheelargamentecondivise.

4Psicologiaanaliticaecontemporaneit.

Undibattitocontemporaneoapertotraglipsicologiriguardalalontananzadellacomunit
deglipsicologidallasensibilitaltemadellaccessibilitedellasostenibilitdeiservizi
da loro offerti . Nei servizi si starebbe sviluppando una nuova utenza che non
proponeproblemididisturbiomalattiedacurare,bensproblemidifallimentodellausuale
processualit di collusione con il proprio contesto, o se si vuole problemi d convivenza. Si
tratta di unutenza alla quale gli psicologi potrebbero proporre la loro competenza
psicologica,competenzaatrattareiproblemidellarelazioneindividuocontesto.26

25

Intervista rilasciata dal subcomandante Marcos al settimanale messicano proceso, 11 marzo 2001
Carlotta Longhi, La Professione di Psicologo di Fronte alla Sfida della Sostenibilit Sociale, dalla rivista
Plexsus, n 7, novembre 2011

26

Lattivit psicologico clinica si configura in questo senso quale funzione integrativa e non
sostitutivaallattivitproduttivadelclientestesso27.
Anche lesperienza dei Servizi che si occupano di salute mentale rileva un importante
aumentodelleemergenzeattualidoveansiaedepressionesonospessoscatenatedaprecarie
situazioni economiche e lavorative: disoccupazione, cassa integrazione, assenza di una casa.
La Psichiatria di Comunit ha sempre perseguito la ricerca del porre al centro, del proprio
interesse,ilpazienteconisuoilimitimaancheconlesuerisorse;ilmovimentoanglosassone,
soprattutto,haspintoversoitemidellempowermentedellaricoveryproprioperrestituireal
pazienteunapropriapartecipazioneattivaallacura.28
12) Se lutenza diviene lancoraggio fondamentale dellazione professionale, si pone la
necessit di verificare la professione in base alla sua utilit sociale, alla capacit di
affrontare e risolvere problemi di interesse collettivo. La questione centrale : la
psicologiasiinterrogasudiunmandatosociale?
13)Costi e durata della psicoterapia come si conciliano con gli scenari attuali? Il settore
privato in crisi e quello pubblico abbraccia solo approcci cognitivocomportamentali
(piattentiallequestionidelladurataevalidatipermotiviassicurativi)

Limportantecheimpariateapensare,ainquietarvi
CarloMariaMartini

E proprio della sensibilit junghiana verso gli scenari culturali, antropologici e sacrali ma
ancheepistemologiciescientificilatteggiamentodiinquietudinecuriosa,diosservazione
criticaediaperturaalmondoaltro(cicheoltreilconfine,lamodulazionetradistanzae
vicinanzaadAltro).
Questa identit forte, non priva di derive conflittuali e critiche allinterno dei nostri stessi
Istituti,spingelopsicologoanalistaadessereapertoelontanodaognidogmatismo.
Loscopodellapraticadellapsicoterapianonconsistenellascopertaonellaconfermadiuna
specificateoria,manelfavorireunpensierodinamicotraconflitti.Lopsicologoutilizzala

27

Succhiarelli, 2001
Empowerment: Competenza individuale in politica sanitaria, termine che descrive il percorso nel quale
lutente si riprende una propria autonomia e un potere relazionale nel percorso con i curanti. Recovery: percorso di
guarigione.
28

propria presenza davanti alla presenza di un paziente; entrambi stanno vivendo una nuova
esperienza frutto delle immagini, dei sogni e delle emozioni di altre esperienze che ora
diventanoraccontodiunio,diunnoidiunS.
E una modalit di cura sfaccettata che alimenta il pensiero emozionale e richiede, ad ogni
analistaeadognianalizzando,diricercareunacongruittralapropriaesperienzadivita
eipropripensieri,tralapropriasensibiliteilpropriolinguaggio,tralapropriacoscienza
etica e le proprie azioni,avvalendosidellacapacitditacereovenonsipossapiparlare,
macontinuandocomunquesempreamettersiinascolto.
In questo contesto di ricerca Ileana Marozza sottolinea limportanza del confronto tra
psicologia e neuroscienze, tra natura e cultura, tra oggettivit e soggettivit del sogno; gli
schemiaffettiviallabasedellamotivazioneoniricasottolineanocomeilsognosiaunmodo
per cercare un significato ad un affetto, cosa che consente di modularlo, di elaborarlo ed
integrarlonellavitapsichica.29
Questo gioco elaborativo diviene una domanda aperta nello sfondo dellalientit che ci
costituisceeciinterroga.
Lanostraattenzione,chedivieneancheunnostrovalore,quellodiadottareunlinguaggio
chevariconlospiritodeltempo"30superandolerigidecertezzedeimodelliformalizzatiper
abbracciaremetamorfosiinfinite.

14)Quali innovazioni e stimoli nascono dallincontro tra psicologia e nuroscienze? Quali


modificazioniinducelapsicoterapiachesianovisibiliconbrainimaging?

Unultima considerazione riguarda limportanza che, nello scenario attuale, va riservata al


confronto,alloscambiodiesperienze,allaformazione.Aggiornarsiestarealpassocoitempi
indispensabile ma ogni aggiornamento deve prevedere la disponibilit di accogliere e di
modificare nuove concezioni; ne sono un esempio le nuove acquisizioni della neurobiologia
con il concetto che Fonagy ha definito schemi emozionali, per molti versi sovrapponibile a
quellojunghianodicomplesso.
Ognidisciplinascientificadestinataadivenireobsoletainunarcovariabiledianni.
Inunodibattitosondaggio(DelphiPoll),trepsicologiamericani31,sostengonochelemivita
complessiva delle conoscenze richieste dalla professione di psicologo passer, nei prossimi
29
30

M. Ileana Marozza, Jung dopo Jung, Moretti & Vitali, Bergamo, 2012
C.G. Jung, La psicologia della traslazione, Opere Volume XVI, pag. 206

diecianni,dagliattuali9anniacirca7anni,Lemivitadellapsicofarmacologia,attualmente
attorno ai 4,8 anni, scender a 3,6 anni; quella dellassesement della personalit, da 10,4
anni scender a 9,4 anni. Lemivita della psicologia psicoanalitica, invece, passer dai 15,6
annidioggiai17anni.
Apartequestoultimodatochesiallungaepudipenderesiadarischidistagnazionecheda
verit senza tempo, indubbia la necessit che ogni professionista aumenti le proprie
conoscenzeedilpropriorapportocolmondo,inrelazioneaicambiamenti:

Per concludere una citazione che mi sembra in tema con le domande di oggi ma anche ci
avvicinaachinegliultimimesihasoffertoperilterremotoemiliano.

TERREMOTO32
Quandovieneiltempodelbuio
bisognarincantucciarsi,
avvolgersisusestessi,
stareinsilenzioedaspettare,
senzamuovereunmuscolo.
Bisognasoloaspettarechepassi,
perchnondipendedanoi
enoncipossiamofarenulla.
Bisognamantenereintatte
tutteleenergieelavogliadivivere
ecoltivarelacertezzache
verrannotempimigliori.
Perchlavitatroppogrande
peresseresempreindirizzata
secondoinostridesideri.
Avoltecisiriesce,
altrevolteno:
questesonoleregole

31
32

Da un articolo di Vittorio Lingiardi, Il Sole 24, Domenica 15 luglio 2012. Greg Neimeyer, Jennifer Taylor, Ronald
Rozensky, Professional Psychology: research and Practice, 2012
Dal blog di Giorgio Giorgi: www.lapoesiadellapsiche.blogspot.it

edbenericordarlesempre,
pernonesageraremai,
nconladisperazione
nconl'arroganza.

WORKSHOPN.1
ATMOSFERETRAUMATICHEEMUTAMENTINELSETTING

Chairperson:FrancescoLaRosa
Relatori:AnnaBenvenuti
CorradoGuglieri
FrancescaPicone
WilmaScategni

ILTRAUMAE'ILMASSIMODITENSIONECHE
UNSISTEMAPSICHICOPUO'SOPPORTARE

AnnaBenvenuti

Il trauma il massimo di tensione che un sistema psichico pu sopportare senza


autodistruggersi.Questostatoditensionesemprel,inscrittonellamemoriadelcorpo,nella
memoriaimplicita,comeuneternopresente,ehacomecorrelatocognitivononlapaura,mail
terrore. In questo eterno presente ci si trova come ne Il Deserto dei Tartari di Buzzati,
sempre in attesa del nemico. Solo che qui pu arrivare davvero. Semplicemente perch il
terribilegiaccadutoepuriproporsidinuovo.
Daquiilrischiodelsuicidio,pensiamoaBetthelheimoaPrimoLevichemorironosuicidia
distanza di anni dalla loro prigionia nel campo di concentramento. Ma forse solo perch
avevanouncompitodaportareatermine,cheerasoprattuttoperchnonsidimenticasse.
Trauma viene dal terminegreco trauma che vuol dire ferita dalla radicetroche vuol
direforare,ciounaferitaconperforazione.Traumatizzato,sempreingreco,puassumereil
significatodiucciso.

Lanonrappresentabilitdellevento,avoltecomeassenzadelricordo,avoltecomeassenza
delvissutocidicecheunsimbolosirottoechelimitidellasimbolizzazioneeimpossibilit
della rappresentazione coincidono. Qualora i fatti vengano ricordati sono privi delle
emozioni che li hanno accompagnati e ancora pi spesso le emozioni che li hanno
accompagnativengonodeltuttorovesciatenellorocontrario.
TempofainunreportagetelevisivosulloTsunamicheavevacolpitoHaiti,primadimandarlo
in onda, si avvertirono gli spettatori che, poich sarebbero comparse immagini terribili dei
corpi che venivano scaricati nella fossa comune, si poteva scegliere se guardare oppure no.
Dovecstatountraumanoncstatapossibilitdiscelta.Davantiallimmagineintollerabile
diunincubonoicisvegliamo,spontaneamente.Ovverocidissociamo.
IlgenereumanononpusopportaretropparealtscrivevaT.S.Eliot.

La scissione rappresenta quindi lo scudo protettivo davanti allintollerabile, ed ci che


permetteallepersonedifunzionareinmodorelativamenteadattivononostantelesperienza

dellangosciaodelladepressionechecaratterizzanoalcunistatidelS,edcichepermette
dientrareincontattoconaltristatidelStemporaneamenteisolatidalleassociazioniconle
moltepliciesperienzedis(Bromberg).
La dissociazione permette la sopravvivenza e se sopravvivo posso avere la possibilit di
riprendere a vivere. Possiamo usare la metafora dellembrione congelato per indicare le
potenzialitvitalichepossonoancorasvilupparsi.

Anchesequestasopravvivenzacomportaunaipersensibilitneiconfrontidituttocichesi
accostaalcomplessoisolato.
Non possibile che se uno ti pesta un piede per sbaglio tu reagisci sparando con la
mitragliatrice,dicevaspessounsuoamicoaunmiopaziente.
E rende chiara lesistenza psichica di un tempo passato eternamente presente, di un tempo
chenonmaidiventatopassato,diunaferitachenonmaidiventatacicatrice.
Siputentaredicurarequellaferita,ditrasformarlainunacicatrice?Lacicatricerestera
testimonianzadellaferita,eavolte,quandocambiailtempopuancorafarmale,manon
piunaferitaaperta.
Ricordo che alla base del vivere umano sta la relazione IoMondo, e che lessere umano si
struttura nellincontro delluomo con il mondo, e che con questo mondo si stabilisce una
relazioneaffettivaesignificativaedsololaddoveesisteunarelazioneaffettivasignificativa
cheuneventoounasituazionepuavereuneffettotraumatico.
EovviaquindilimportanzadellarelazioneprimariaIoMadre,(leteoriedellattaccamentone
hanno discusso a lungo), ma le relazioni IoMondo possono essere molteplici: un evento
catastrofico, una strage, una disumanizzazione dei rapporti con il prossimo, una cultura
repressiva, una violenza distruttiva di qualunque significato relazionale , come durante il
Nazismo,etuttocicheesuladallistintofondamentaledellacomunitcreaundoloresenza
n ragioni, n spiegazioni, un dolore che non pu tollerare lassurdo dellesistenza di un
mondodovelerelazionisonosoltantodiviolenzadistruttiva.
(Nelmomentoincuistoradunandoquestiappunticappenastataunennesimastragedegli
innocenti,questavoltainAmerica).
Laffettolegatoallascenatraumaticasichiudeinunazonarossa,comelachiamavaunmio
paziente,zonaallaqualenoncisidovevaaccostare.

Una porta che non doveva mai essere aperta, perch sarebbe partito il sistema di allarme a
denunciarne lintrusione. E in quella stanza, o fortezza, o comunque la si voglia chiamare
laltrosoloconilsuocarceriere.
In questo caso laffetto legato alla scena traumatica nasceva dallimprovvisa scoperta che il
mondomagiconelqualeeracresciutononfacevapartedellarealtdelmondocheavevapoi
incontrato.Lasuastanzapsichicaeraentratainundisordineincontenibile.

ScriveDevereaux:Linconscioetnicodiunindividuoquellapartedelsuoinconsciototale
cheeglihaincomuneconlamaggioranzadeimembridellasuacultura.Essocompostodi
tutto ci che , in conformit alle esigenze fondamentali della sua cultura ogni generazione
impara a rimuovere e che a sua volta costringe la generazione successiva a rimuovere. Tale
segmento cambia con il cambiare della cultura e si trasmette come si trasmette la cultura
medianteunasortadiinsegnamentoenonbiologicamente.Ogniculturapermetteatalune
fantasie, pulsioni e altre manifestazioni dello psichismo di accedere al livello conscio e di
rimanervi,mentreesigechealtresianorimosse:Eccoperchtuttiimembridiunamedesima
culturahannoincomuneuncertonumerodiconflittiinconsci.
Un esempio pu essere oggi il problema dellomosessualit, che di sicuro non fa parte
dellidealeetnicodelgruppo,ancheseapparentementeaccettata.Persinofragliomosessuali
c ancora a livello inconscio una difficolt a legittimarsi nella loro differenza, che non
differenza di identit di genere, ma di orientamento sessuale. (Nel lavoro analitico questo
spessountemadaanalizzareprofondamente)

Adesempiolapsicoanalisisiincontrafindagliiniziconunmodelloculturalerepressivodel
femminile,percuiladonnapuinizialmenteparlaresoloconlavocedellafollia,anchequella
delcorpo,finchnonriusciradavereaccessoallaparola.

Maquestocominciamoltoindietroneltempo,possiamoandareaddiritturaairaccontidella
Bibbiapervederecomelistintodiconoscenzaeladisobbedienzaalleregolevenneropuniti
conlacacciatadalparadiso.

Sappiamo che un bambino piccolo, data la sua situazione di dipendenza, salva sempre la
madreepensadiessereluiilcattivo.Nonostanteabbiavisto,oforseproprioperchhavisto
laverit.
Eilbambino,comecisuggerisceancoraDevereaux,vienedirettamenteincontattononcon
i materiali o i tratti culturali, ma soltanto con lETHOS, cio soltanto con il modello culturale
rispetto al quale diventano mediatori, nei suoi confronti, i genitori, i fratelli e le sorelle
maggioriattraversoleloroemozioni,iloroatteggiamenti,ilorogesti.

Dajunghianiconosciamobenelinfluenzadelcollettivosullindividuoeillavorocherichiede
distinguere luno dallaltro, tant che Jung arriva a dire che molte persone sono malate di
troppo adattamento, ovvero si adattano ai modelli culturali negando cos la propria
individualit.

Ilmutamentonelsettinginevitabilenelmomentoincuiilproblemadifondoriusciread
entrareincontattoconlaffettolegatoalmomentotraumatico,diqualunquegenereessosia.
Tuttoillavoropsicoanaliticostrettamentelegatoallarelazionechesiriesceacostruiretra
paziente e analista, relazione che implica certamente la massima neutralit, ma nel senso
dellassenza di giudizio della posizione dellaltro, e la massima capacit di ascolto della
situazionedellaltro,ilchenonvuoldirecompiacenzaodifferenza,mavuoldirecostruireuna
relazioneanchenelladifferenza,checichemancatoinparticolareladdovecstatauna
situazionetraumatica.
Laricostruzionediunarelazionebuonadiventafondamentaleinquantooffrelapossibilit
difarstareinsiemeilnonmeelio.
SonoquestiicasiincuivengonoinmenteleparolediGaetanoBenedetti:
Nei casi in cui esiste una simbiosi terapeuticaho la precisa sensazione, illogica,ma sicura,
che nessuna richiesta del paziente sarebbe superiore alle mie capacit (G.Benedetti:
Alienazioneepersonazionenellapsicoterapiadellamalattiamentale,Einaudi,1980,p.277)

Scriveva Hillman nel suo libro Il suicidio e lanima che nel momentoin cuisi entra nella
posizione dellaltro, laltro non pi solo. E se non sei pi solo pu darsi che qualcosa ti
trattengainquestomondo.
Equestaunagrandesfidainanalisi.

NUOVIVECCHIPAZIENTI

CorradoGuglieri

Ringraziolapropostastimolo,chiunquelabbiacompilataperchmipermettediconfrontarmi
conicolleghi,suuntemachemisuscitaunacertairritazioneesulqualehomolteidee.
Sono trentacinque anni che faccio questo lavoro a tempo pieno e non mi pare che vi siano
grandi mutamenti nei nostri pazienti. Situazioni traumatiche in relazione a eccessiva
presenzaoassenzadellaltrosonosempreesistiteecosancheicosiddettinuovipazienti.
Detestolemodeeancoradipilenuovenominazionisenonportanoalcunvantaggioutileo
peggio.
Pazientidiquestotipoesistonodadecenni:cambiatoiltempo,ilmondomasoprattuttola
situazionedimercato.Lapsicoanalisiviveunmomentoassaipocofeliceedilmercatodella
psicoterapia inflazionato, come sappiamo. Per cui i pazienti procapite sono nettamente
diminuiti e parimenti gli allievi: questo cambiato. Il paziente da analisi junghiana non
esistequasipi:intendoquellochebuonobuonosiconfrontavacolproprioinconsciotramite
isogniidealizzandolafiguradellanalista.
Quindi,sesivuolcampareenonsiricchidifamiglia,bisognaadattarsiapatologiecheprima
noneranopreseinconsiderazione,relegatesottoletichettadipazientidaCPSocomunque
non da analisi. Vogliamo chiamare costoro col nome di nuovi pazienti? Io penso che sotto
questanominazionesitrovinoinrealttuttequellepatologieconunfondoonucleopsicotico
cheprimaeranoevitate,almenoincampojunghiano.
Eranoconsideratedapsichiatriaistituzionaledatalabbondanzadipazientipigratificanti,
semplicieduttili.
Questipazientirichiedonomodifichedisetting?
Certamente, di setting e di tecnica e i freudiani sono pi chiari in proposito. Del resto loro
possonoattuaremodificheallatecnicadibase.
Ma noi, che per posizione caratteristica abbiamo lassenza di una tecnica codificata cosa
dobbiamo modificare? Se junghianamente lo strumento lanalista, lanalista che si deve
modificare?
Certamente,mainconcretochecosasignifica?

Lamiaideapersonalechegettosulpiattochebisognarisolvereunannosoproblemadegli
junghiani(enondiJung!):amioavvisocunoscollamento(sivedenelleproduzioniscritte)
trateoriaepratica,salvopochelodevolieccezioni.
Daunaparteopereteoricheraffinatissime,dotte,concitazioniappropriateefrequentissime,
accompagnate,quandopresentidabrevissimiscampoliclinici.Dallaltravignetteonarrazioni
chemalsopportanoqualchecitazioneteoricaspessononpropriamentejunghiana:resoconti
clinicichesonoraccontiesirifannoaltuttooalnulla.
Maselostrumentodellaterapiasiamonoiesiamoobbligatiauncorpoacorpoconleparti
psicotichedelpaziente,sevogliamoparlarneequindiprogredire,saremoobbligatiaparlare
di noi e o a confrontarci quanto meno sulla nostra teoria incarnata! E qui iniziano le vere
difficolt!..

SETTING,TRAUMAEPSICOPATOLOGIA:
L'ESPERIENZADELL'ANALISTA

FrancescaPicone

Lesperienza clinica pi recente impone una riflessione aggiornata sul ruolo delle
esperienze traumatiche nello sviluppo della psicopatologia e sullimportanza di una
riflessioneteoricasuimutamentidelsettingchecicomporta.
Jonathan Safran Foer,nel suo romanzo, Molto forte, incredibilmente vicino(Extremely
Loud and Incredibly Close, 2005), narra di una storia tra le tante di uno dei pi drammatici
eventideitempimoderni.Inungiornoqualunque,aNewYork,unragazzinoricevedalpadre
unmessaggiorassicurantesulcellulare:"C'qualcheproblemaquinelleTorriGemelle,ma
tutto sotto controllo". E' l'11 settembre 2001. Inizia cos per il ragazzo una ricerca
drammaticatracoseerapportidelpadre,girandoanchetuttalametropoli,perriallacciareil
rapporto troncato e per compensare un vuoto affettivo che neppure la madre riesce a
colmare. Alla fine, l'incontro col nonno riuscir a fargli ritrovare un mondo di affetti e a
riaprirloallavita.LavicendadiOskarelimponenteentitdeltraumadaluivissutosembrano
condurci dentro meccanismi psichici, che hanno connotazioni particolarmente dolorose e
drammatiche.
Infatti,comeseleffettodeltraumanonriconosciutosicostituissenellamentecomeuna
paurasorda,semprepresente,comeunapallaalpiede,chesenonlasiguarda,magarisicrede
chenoncisia,masisentechelimita.Iltraumanonvistoesoprattuttonondetto,nonsmette
diagiresulpresenteenonpermettermaidisentirsibene,perchsisentirsempredipoter
esprimereunpotenzialemaggiore,dipoteresserepiliberi,pisestessi.Insomma,comese
difrontealtraumasifossecostrettiaerigereunoscudoprotettivocheottundelapercezione,
nel quale lIo cade come in letargo, messo in scacco da componenti troppo spaventate per
affrontarelavita,attivandonellamiglioredelleipotesi,strategiealtre,comenelcasodiOskar.
Si pu pensare, infatti, anche che il trauma sia parte del processo evolutivo individuale,
partendo dalla considerazione che fare i conti con gli eventi traumatici che la vita impone,
possa rappresentare, dando spazio ad una peculiare resilienza, anche una straordinaria
opportunitindividuativa.
E vero, infatti, che, parafrasando Valleur (2003), che cos si esprime a proposito
delladdiction,iltraumapresentasempreduefacce:

unadidesoggettivazione,dinegazionedisenso,ditrasgressione;
laltra,invece,diricercadisenso.

E condivisibile il fatto che il nostro tempo si presti bene ad identificare pi la faccia

della desoggettivazione, della negazione di senso, del senza senso, in epoche nichiliste, di
culturaliquida.
Ilpassobreveperpoterepoicorrelareiltraumaallapsicopatologia,partendodalfatto
cheesperienzenegativenellinfanziahannograviripercussionisullapsicheadulta.
Innanzitutto, come afferma R.J. McNally (2003) nella definizione di trauma si possono
includere eventi qualitativamente assai diversi tra loro; in particolare, per, noto che
bambini che non riscontrano il proprio essere intenzionale nella mente del caregiver
subiscono uno scarso sviluppo del processo di mentalizzazione (Fonagy, Target, 1991),
danneggiandolecapacitriflessiveeilsuosensodelS.
Eilcosiddettotraumarelazionaleprecoce(Schore,2003)quelloalqualeprincipalmente
ci riferiamo qui, quel tipo di interazione, per cui, anche quando un genitore non
esplicitamente maltrattante, si pu giungere a quella condizione di terrore senza sbocco
(Main e Hesse, 1990), che non ammette alcuna strategia per il bambino che possa
interrompere il circolo vizioso di paura crescente e di meccanismi contraddittori, in cui
intrappolato.
Incasodiesperienzenegative(trascuratezza,abuso,maltrattamento),infatti,sistruttura
la dinamica del triangolo drammatico (Karpman, 1968), in base alla quale il genitore
persecutore e salvatore nello stesso tempo, e lascia il bambino, vittima, a vivere la
dissociazione emotiva, in presenza di rappresentazioni non integrate di s e della figura
genitoriale,caratterizzatedaostilit,impotenzaeoblativitcoatta.
Pertanto, non lesperienza traumatica in s, ma la rappresentazione della figura
genitorialeedis,secondolamodalitdissociatadeltriangolodrammatico,che,nelprodurre
undeficitnellacapacitdirifletteresullesperienzaequindinellacapacitdimentalizzazione,
probabilmente ostacola lelaborazione di eventi traumatici e quindi facilita lo sviluppo di
disturbi dissociativi, disturbi borderline e didisturbi post traumatici da stress in seguitoad
eventitraumatici.(Liotti,2001)
E possibile quindi pensare che tra trauma e dissociazione ci sia una forte interazione
reciproca, sebbene i processi dissociativi siano innanzitutto una difesa mentale, dentro cui
collocare stati affettivi non integrati in strutture di significato non unitarie che possano
sopravvivere o in stati somatici o in stati psichici, avvicinandosi ad una sorta di complesso
junghiano.

Il pensiero junghiano, infatti, a partire dalla costitutiva scindibilit della psiche,


fisiologicamente struttura attorno al centrale complesso dellIo la coesistenza degli altri
complessi.
Il meccanismo dissociativo, secondo Jung, la risultante dellimpossibilit dellIo di
entrare in contatto con gli altri complessi, con la conseguente tendenza del complesso a
prendere il sopravvento sulla personalit in toto, determinando una organizzazione
psicopatologicadiuncertotipopiuttostocheunaltraorganizzazione.
Ladissociazione,cheunafunzionenormaledellamente,quandovoltaadescluderedal
campo della coscienza emozioni e sensazioni caratterizzate da forte sofferenza interna ed
esterna, si costituisce quindi come un vero e proprio meccanismo di sbarramento che
metterebbealriparolacoscienzaordinariadallinondazionediuneccessodistimolidolorosi,
traducendosi, dal punto di vista psicopatologico, in un comportamento dipendente,
compulsivoereiterante.ScriveBromberg(1998/2001),masembranoquiriecheggiaretanti
scritti di Jung su questo tema, il meccanismo dissociativo pu essere considerato un
organizzatorefondamentaledellapersonalitnormaleepatologica,conunafunzioneadattiva
e vitale in tutti quei casi in cui il soggetto si trova a dover fare i conti con esperienze
particolarmenteintenseedolorose,proteggendospessocoslafragilitdellIointuttelesue
varie fasi evolutive e costruendo una realt parallela pi favorevole (pensiamo a tutte le
formediabuso/dipendenzanelvirtuale),nellaqualetrovareunagevoleriparo.
Alcuni complessi nascono da esperienze dolorose o penose della vita individuale. Sono
esperienzevissuteditipofortementeaffettivo,chesilascianodietrovisionipsichichedilunga
durata.Unabruttaesperienzaperesempiopureprimerequalitpreziosediunindividuo.Di
qui linsorgere di complessi di natura personale Parte dei complessi autonomi nasce da
esperienze personali di questo genere. Unaltra parte proviene da una fonte completamente
diversalinconsciocollettivoSitrattainfondodicontenutiirrazionali,dicuiinprecedenza
lindividuo non aveva mai avuto coscienza Per quanto posso giudicare, queste esperienze
interiori intervengono quando unesperienza esterna ha provocato nellindividuo una
scossacosfortechelavisionedellavitachelhaaccompagnatofinoalloracrolla(JungC.G.,
1928)
Sempre pi spesso i pazienti oggi ci portano forme di malessere legate a questo di
meccanismipsichicieinquestonoianalistidobbiamosapercimuovere,inundiversomodo
diconcepirelarelazioneanalistapaziente,ediconcepirelacura,laterapia,traarsmedicae
amore, se vero che therapeia indica rispetto, cura, servizio, nel senso di sollecitudine per
qualcunoesolosecondariamenteindicaancheiltrattamento.

SeguendoHillman,loggettodelserviziolapsiche,chediventaterapianellarelazionetra
psicheepsiche,nellarelazionetrameeilpaziente.Elacomplessitdelpaziente,conlasua
storiaeisuoivissutitraumatici,maanchelamiacomplessitequelladellanostrarelazione,
una relazione a tutti gli effetti, a causa della quale lattenzione a diversi parametri diventa
inevitabile.
ComeaffermaG.Polizzi(2010),lattenzioneacomemipongoquandoaccolgoilpaziente,
come gli stringo e come mi stringe la mano, lo sguardo che attenziona lanima, lascolto, il
parlare allaltro, e non solo con laltro, la prossemica, la filotecnia (visto che curare
comunque unarte), la filantropia, lattenzione al setting, al luogo di cura (dove etica ed
esteticasicongiungono),adeventualimanipolazioni,collusioni,alladimensionetransferalee
alla sua conseguente temperatura emotiva: tutto ci necessario, fa parte del setting ed
intrinsecoallarelazione.
Laltro,infatti,oggiciportasemprepispessoimisteriindecifrabilidelladissociazione,
coscomedescrittinei5sintomifondamentalidiM.SteinbergeM.Schnall(2001),ciparladi
amnesia,declinabile,adesempio,inbuchidellamemoria,ocometempoperduto,difenomeni
didepersonalizzazione,comesensazionedidistaccodasestessiodiunguardareasestessi
come farebbe una persona esterna, o ancora di fenomeni di derealizzazione dallambiente,
percepito come ambiente irreale o strano, e infine, ancora in termini di confusione
dellidentit,comesensazionediincertezza,perplessitoconflittosuchisi,inunacontinua
lotta per potere definire se stessi, o di alterazione dellidentit, di cambiamento nel ruolo o
nellidentit della persona, magari anche accompagnato da cambiamenti comportamentali
osservabili dagli altri, come parlare con una voce diversa o usare nomi diversi. Per inciso,
sembra proprio che questi ultimi due siano proprio quelli che descrivono meglio come il
traumainfluenzinegativamenteilpropriosensodis.
E allora necessario forse pensare che nellimpatto con tutto ci, il setting subisca dei
mutamenti, sia costretto a modificarsi e noi analisti assistere e garantire a ci. S Argentieri
afferma che possibile considerare la psicoanalisi stessa, nella sua fattualit terapeutica
quotidiana,comeunospecialissimoritualedeinostrigiorni.
Eseilrito,comesostieneE.DeMartino,halafunzionedivenireinsoccorsoaquelleche
chiamava crisi della presenza, momenti nei quali lindividuo, nello scontro con eventi
traumaticinaturaliorelazionali,precipuamenteconleventodellamorte,sisenteminacciato
nella sua integrit psicofisica, nel suo essere al mondo, allora il rito aiuta a sopportare ed a
superareladifficolt,fornendostereotipiemodellidicomportamentooggettivierassicuranti,
garantitidallatradizionecollettiva.

In tal modo, il rituale, concretamente inutile, esplica invece paradossalmente la sua


precipua utilit, restituendo il singolo alla dimensione sociale (si pensi alle complicate
pratiche del lutto). Il termine rito, avendo lo stesso prefisso di restituire, rinforzare,
rinnovare, ricostituire, come il termine psicoanalitico, riparazione, sembra rinviare al
significatodirestaurodiqualcosacheuntempoesistevaepoierastatodeteriorato.
Il rito, collegato con le tecniche di accostamento al sacro, continua la Argentieri, serve a
rendere praticabile, ripetibile lesperienza religiosa, sottraendola alla unicit del vissuto
mistico, e non da confondersi con lesteriorit del cerimoniale, guscio vuoto anaffettivo e
inerte.
Il senso profondo del rito, come quello del setting, quindi quello della difesa dalle
intemperieemozionaliedisostegnoneimomentididifficoltdeirapportiedelvivere,tanto
piefficaceeprezioso,difronteallanecessitdiconfrontarsiconlelaborazionediunproprio
traumainfantile.
Una sorta, quindi di inestimabile funzione protettiva, in fondo, quella svolta dal setting,
dentro cui in fondo garantire quel processo, di cui noi analisti siamo parti integranti e
testimoni,perilquale,inultimaanalisi,lanotevolesapienzadellapsichepossaassicurarela
sopravvivenza dello spirito personale imperituro, dell'essenza della persona (Kalsched,
2001).
Voglio chiudere queste brevissime riflessioni con un brano tratto dal romanzo citato
allinizio: E il cuore mi va in pezzi, certo, in ogni momento di ogni giorno, in pi pezzi di
quanti compongano il mio cuore, non mi ero mai considerato di poche parole, tanto meno
taciturno, anzi nonavevo proprio mai pensato a tante cose, ed cambiato tutto, la distanza
chesiincuneataframeelamiafelicitnonerailmondo,noneranolebombeelecasein
fiamme,eroio,ilmiopensiero,ilcancrodinonlasciaremailapresa,l'ignoranzaforseuna
benedizione,nonloso,maapensaresisoffretanto,editemi,acosamiservitopensare,in
chegrandiosoluogomihacondottoilpensiero?Iopenso,penso,penso,pensandosonouscito
dallafelicitunmilionedivolte,emaiunavoltachevisiaentrato.(p.30)

Bibliografia

8) Argentieri Bondi S. Un rito di oggi: il setting psicoanalitico tra creativit e coazione


http://www.istitutoricci.it/docs/Argentieri_Setting.pdf
9) BrombergP.M(1998/2001),StandingintheSpaces,EssaysonClinicalProcess,Trauma
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2008.
11)Fonagy, P., Target, M. (1996). Giocare con la realt 1) Teoria della mente e sviluppo
normale della realt psichica. In: Fonagy, P., Target, M.: Attaccamento e funzione
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BollatiBoringhieri,Torino,1976.
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cognitivoevoluzionista.RaffaelloCortina,Milano,2001.
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disorganized attachment status: is frightened and/or frightening parental bevahior the
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thepreschoolyears.Chicago:ChicagoUniversityPress,p161.182.
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24)Valleur M. Le condotte di addiction, in Nizzoli U, Pissacroia M. (a cura di) Trattato
Completodegliabusiedelledipendenze,Piccin,Padova,2003.

LAPSICOLOGIAANALITICAINTEMPIDIGLOBALIZZAZIONE.
CONTESTI,INTERROGATIVI,STRUMENTI

WilmaScategni

VeneziatavelogueOmaggioalGeniusLoci
Veneziaunpesce.Guardalasullacartageografica,assomigliaadunasogliolacolossaledistesa
sulfondo..Edallanottedeitempichenavigahatoccatotuttiiporti,hastrusciatoaddossoa
tutte le rive, le banchine, gli approdi.sulle squame le sono rimaste attaccate madreperle
medioorientali,sabbia fenicia trasparente,alghe bizantine., (Tiziano Scarpa Venezia un
pesce)

HoaderitosubitoconentusiasmoallideadiunincontroCIPAresidenzialeaSanServolo.Un
isolanellalagunamisembravarappresentareilcontestogiustoperunariflessionesuquella
individuazionedigruppodellanostraAssociazionechepermettedirifletteresulprocessoe
sulle trasformazioni del nostro essere Junghiani nel XXI secolo allinterno del CIPA, tra
aperture verso il mondo contemporaneo e raccoglimento allinterno di un gruppo di
lavoroistituzione
Anche limpostazione stessa sotto forma di seminari e gruppi di lavoro una formula che
trovocongenialerispettoallamiaidentitdifrontieratraPsicologiaAnaliticaedAnalisidi
Gruppo,daoltre25annialcentrodellamiaesperienzapersonale,professionaleediricerca.
Inoltre il mio impegno sottoforma di partecipazione attiva nel board di Confederazioni di
gruppoEuropee(FEPTOeIAGP),diconduzionediseminariresidenzialiingiroperlEuropae
di incontri Umbrella mi rende difficile partecipare di persona alle interessanti attivit del
CIPA con continuit, se non per i momenti di incontro a livello nazionale. San Servolo ha
rappresentatoquindipermeunaottimaopportunitdiincontroconcolleghichestimoecon
cuicondividodaanniprogettiedesperienze,anchesenonsempreinformadiretta
Nel recente convegno CIPA AIPA anche Stefano Carta ha parlato di Individuazione di
gruppo,accantoalpinotoProcessodiindividuazionecheriguardaisingoli.,indicando
come tale quel processo che coniuga lindividuazione dei singoli in relazione al gruppo in
questioneelamemoriastoricadelgruppostessoattraversolarinarrazionedellesperienza
condivisa e le riflessioni sul processo. Si tratta del tema su cui da anni si focalizza la mia

ricerca attraverso i gruppi analitici, le matrici di Social Dreaminge, lavori in contesti


internazionali ecc Tratta quellintensa sperimentazione di alternanze tra appartenenza ed
estraneit, con i connessi disaginel sentirsi sempre e comunque un po fuori posto che
ogniconduttoredigruppianaliticiconoscemoltobene..eche infondoaltrettantonotoa
chiabituato,persceltaonecessit,aviaggiareinsolitudine..
Ogni incontro col nuovo per unopportunit per gettare lo sguardo al di l del disagio,
ritrovando gli elementi che riconducono ad una qualche forma di familiarit:
immagini,suggestioni, dettagli in grado di captare lattenzione, tracce di ricordi condivisi
..qualchesogno.
Venezialasualagunarappresentanoilluogoideale..Lacquapresenteovunquesuggerisce
l immersione in un tempo lento contemplativo in uno spazio ideale al riemergere di
memoriesopitedatempo.
Veneziarimandanellostessotempoallacuriosit,aldesideriodiesplorazioneedavventura,
dei navigatori e dei politici veneziani spesso .capaci di adattarsi e ricavare il meglio da
ogni situazione pi inclini ed abili nell esercizio della mediazione e nellevitare i conflitti
piuttostochescatenarli..(nonunadotedapoco.)Senzaltrocollegataaquestedoti
larte della narrazione, esercitata da Marco Polo sotto forma di diari di viaggio Da questi
hannopresoformaleincantatefantasticheriediItaloCalvinonellecittinvisibili..

Kubla Kan Non so quando hai avuto il tempo di visitare tutti i paesi che mi descrivi a me
sembra che tu non ti sia mai mosso da questo giardino,.n sono sicuro di essere qui, a
passeggiaretralefontanediporfido,ascoltandolecodeglizampillienonacavalcare,incrostato
disudoreedisangueallatestadelmioesercito
MarcoPolo;Ognicosachevedoefaccioprendesensodaunospaziodellamentedoveregnala
stessacalmadiqui,lastessapenombra,lostessosilenziopercorsodafrusciidifoglie
forsequestogiardinoesistesoloallombradellenostrepalpebreabbassateemaiabbiamo
interrotto, tu di sollevare polvere sui campi di battagli ed io di contrattare sacchi di pepe in
lontanimercati.

Intorno, gli antri ed i vicoli segreti descritti da Corto Maltese, si anfrattano nei labirinti di
Venezia Ci camminano o trovano rifugi nascosti il prof Aschenbach, Casanova fuggito dai
piombi, Don Giovanni, Leporello e il convitato di pietra in mezzo a mille altre maschere e
fantasmi .Sotto il ponte di Rialto ,in mezzo a fuochi dartificio emerge la gigantesca
mascheradelcarnevalecreatadaFellini..

Il pensiero junghiano e S ServoloRicordi frammentari di una ex psichiatra


manicomialeintempibasagliani
SServolounisola,difronteaquelladegliconosciutacomedegliArmeni(Questultima
emblemadelsalvataggiodallestinzionediunaculturaedisacritesti,sfuggitialladistruzione
dellepersecuzioniappuntolatestimonianzadelprocessoindividuativodiungruppo.)
San Servolo sede di un ex Ospedale Psichiatrico e prima ancora di un monastero
benedettino.
Nello sbarcare sullisola e nellosservare la struttura che mi trovavo di fronte, al di l della
conformazione armoniosa dei giardini ben curati .e della piacevolezza del luogo la mi a
memoria tornata alle notti di turno nellOspedale Psichiatrico, ed alle serate in cui
raccoglievoaltramontolefoglieautunnalinelparco,perrenderepiaccoglientilestanzedel
medico di guardia e dei reparti, creando composizioni in compagnia dei degenti, . in
unatmosfera surreale, pregna di contrasti :..reclusione, sofferenza, tristezza, disperazione,
maancheraccoglimento,introversione,spiritualit.Questultimoelementoerarimandato
soprattuttodalfrequenteincontroconlamortedipazienti,spessomoltoanziani,scanditadal
verso delle civette sui pini, dal trillo del telefono nella notte .dal nodo in gola che mi
accompagnavanelpercorrereisentieribuitraglialberisecolaridelparco.
Mi e tornata alla mente anche qualche immagine serena:. passeggiate nel parco in mezzo
alla natura con pazienti silenziosi , la stanza del cucito, gruppi.gruppiancora gruppidi
equipe,dilavoro,diformazionedeglioperatori.diterapiaqualchesorriso,qualchepasso
didanza,sporadicimiglioramenti.speranzedelusionicocenti.ancorasperanze.
E poi i pazienti...la candida e folta testa ricciuta di una anzianissima ospite, che ogni sera
usciva seguita da una incredibile moltitudine di gatti a cui elargiva gli avanzi della
cucina.Trascorreva le giornate da sola, immersa nel ricamo di fiorellini colorati su
grembiuliniecamicettevezzose,memoriediunpassatolontanochenellasuadegenzaaveva
tutto il tempo di ricordare ma su cui serbava il pi assoluto segreto ..e di una vita
allesterno che non rimpiangeva per nulla .In tempi di dimissioni e possibile chiusura
affermava con caparbiet che avrebbe lasciato il manicomio solo quando la Provincia (che
allora gestiva la Psichiatria) le avesse fornito una villa con un parco altrettanto vasto ed
abitatodaaltrettantonumerosiedamichevoligatti.
UnaanzianissimaexladyanglosassonefinitachisscomeedaquantotempoaTorino,amava
conversare nella sua lingua madre .Una premurosa autonominataassistente al caff dei
medicidiguardia,.nonmancavamaidiaccudireconsoffocantiattenzioniicolleghiche
nonriuscivanoasalvarelaloroprivacystabilendolimiti.Unminoratomentalegravissimoe

deltuttociecoeraprotettoedaccuditoamorevolmentedaunpazientepianziano(iloro
atteggiamenti non mancavano mai di commuovermi ).Un infaticabile tuttaltro che
avvenenteadescatrice di uomini spariva continuamente nei sotterranei .Le effusioni
pubblichediunapassionescoppiatatralemuradelmanicomiocreavanononpochiproblemi
con i parenti in visita.e con il personaleUn altro degente ingoiava continuamente sassi o
quantaltro, con una predilezione speciale per crocifissi Una ragazzina minorata mentale
gravissima, in primavera brucava lerba dei prati..Mille altri personaggi tragici o comici,
pateticioridicoli,tristissimioesuberantipermoltiannisonotornatietornanoognitanto
tuttora nei miei sogni Per fortuna non cerano pi elettro schok o altri strumenti di
infaustamemoria,ma.soloraccontisussurratineicorridoiedifficoltdubbiproblemi
continuiinattesadisoluzionisempreecomunqueinadeguate:.tolleranzaolimitifarmaci
o rischiosilenzio o divulgazione.libert o repressione .protezione o reclusionemuri o
spaziaperti.?
Purtroppo ricordo molto bene, che quando lospedale ha buttato gi con esultanza i muri,
simbolodellareclusionenonsonostatiipazientiaminacciaregliesterni,maesternisenza
scrupoli che sono entrati a violentare le pazienti, o ad approfittare in tutti i modi
dellingenuit degli ospiti Luci ed ombre ma soprattutto . continuamente dubbi,
impotenza, doloroso senso del limite che continuamente si scontravano con lonnipotenza
delleideologie..maanchenuoveconsapevolezze,soddisfazioni,entusiasmi..
LospedalePsichiatricoeraaltempostessoluogodisofferenzaereclusionequantogiardinodi
ricomposizione di memoria, raccoglimento, spiritualit ..quale pi evidente esperienza e
tentativodiricomposizionedioppostilaceranti?
I ricordi dellOspedale Psichiatrico di Collegno GrugliascoSavonera (dove molti anni dopo
Faenza ha girato Prendimi lanima per rappresentare il Burgozli di Zurigo ) erano il
contorno in quegli anni, delle mie letture junghiane sul ramo.ed i pazienti lincarnazione
concretadelleriflessionisuiriferimentiteorici
Unsicerograzie,aSanServolo,edachihasceltoquestoluogoperilconvegno,peravermene
ravvivatolamemoria

LoperadiJungeilmondo
LeggerelepaginediJungattraversareilglobofluttuandoliberamenteinqueltemposenza
tempo proprio dei sogni, attraverso lesplorazione di miti, ipotesi sullorigine del mondo,
modalit di affrontare la morte e il mistero dellesistenza . in una dimensione che
continuamentespostailsuofocusedipuntidivistamantenendoedalimentandolacuriosite

lo stupore propri dei fanciulli .E per nello stesso tempo esame ed analisi di una realt
concretafattadipiccolieventiquotidiani,incuiquelpensieromitologicochesiesprimein
linguaggioimmaginaleepoetico.trova,ancheseconfatica,parolechesiarricchisconovia
via di nuove sfumature ..Il magmatico materiale psichico che abita la nostra mente si
incarna nella contingenza dei fatti quotidiani, . in ci che avviene nel microcosmo
relazionalediognuno,declinatonelcontestoabituale.Riunireframmenti,riconoscerelemille
sfumature dei colori emotivi ed i loro rapidi cambiamenti, dare corpo alle immagini .
cercandoneinessi,letestedipontechelascinointravedereipotesidisensoattraversouna
narrazionecheviaviaprendeformacompitodellanalisi.Sitrattadiesprimereinparole,(o
perlomenotentarci)lasequenzadelleimmaginichecontinuamenteaffioranoallacoscienza
attraversoformulazioniambigueedindistinte.lasciareemergereedevidenziarequelfilo
rossochepermettediidentificarelepossibilisequenzachesiaggreganointraccenarrative
E lesplorazione di questi labirinti il compito intrigante, fertile e ricco di fascino, proprio
dellanalisiincuilanarrazioneapreadunadimensionerelazionalesempredeltuttounicaed
irripetibile.
Ilraccontodellamedesimasequenzadieventiassumeformediverseinrelazioneallapersona
cheascolta,lacuisolapresenzafisica,materializzatadallapostura,dallespressionedelvolto,
dalcontesto,ingradodievocarericordidiversi,mettereafuocodettaglichesicredevano
scomparsi o che erano stati a suo tempo del tutto ignorati . colorare o sbiadire immagini
collegateasequenzadieventiacuisiattribuivanovaloridifferenti,modificandoneitoniele
sfumature.Atrattiripercorrerequeimedesimilabirintifontediunprocessolaboriosoe
spesso inconcludente e frustrante, che tuttavia pronto a cambiamenti repentini, nuove
consapevolezzeesorpresedeltuttoinaspettate.

Qualcheriflessionetraanalisiegruppoinatmosferajunghiana
Nei gruppi analitici o terapeutici le medesime forme caleidoscopiche, riflesse in una
moltitudinedirelazioniconcrete,permettono,attraversocontinuirispecchiamenti,lavisione
e la presa di coscienza di sempre nuove consapevolezze, accompagnate da altrettante
imprevedibilisorprese.
Del resto,tornando a Jung ogni sua frase non un asserzione, ma un ipotesi aperta
nellattesa di echi a pi voci . attesa:.senza la fretta di attribuire significati fittizi o ri
sistematizzare in teorie ipotesi di pensiero. Ogni formulazione ed anche ogni pensiero, o
abbozzodipensiero.restaapertoaldubbio,

Larelazioneconlaltrooconglialtri,siasottoformedipersonafisicacheglistadifrontenella
relazione analitica, che di gruppo con cui viene a contatto in un esperienza o in un viaggio,
mantienelaformadiunesplorazionecontinua,unafonteinesauribiledinuovescoperte,rese
possibili da un atteggiamento recettivo ..una perenne attesa di echi a pi voci, di
metamorfosiecontaminazioniconleipotesiiniziali

NonsocosamistadicendolAfrica,masocheparla.
JungscriveallamoglieinunaletteradallAfrica.Edpropriolacapacitdistareinascoltodi
quel balbettio spesso incomprensibile in atteggiamento di recettiva apertura e attesa,
restando nel dubbio, nellindecisione della terra di confine, che permette al pensiero
junghianodinonlasciaredietrodisunretrogustodicolonialismoculturale,masirivela
unasensibilizzazioneallascolto,allavisioneunampliamentoalleportedellapercezione.
Perquestoilsuopensieroomeglioletraccecheciindicaneisuoiscritti.favorisconoin
chi gli si accosta . lapertura verso mondi altri e lo rendono pi che mai adeguato ad
accostarsi alle nuove forme di culture, spiritualit ed espressione, proprie del mondo
globalizzatoCertamenteforsesitrattadiquelmiopersonalemododileggereJungchefa
partediqueimillemodidileggerlo,dicuialcunilaboratoridelCIPAsisonooccupatinegli
ultimianni
Iocredosiaimportante,accostandosiallaletturadiJung,entrarenellospiritodichinonha
fretta di fissare sotto il vetro farfalle con uno spillone per esaminarle ormai morte ed
immobili,manellatteggiamentodichinesegue,conattenzioneerispetto,ilvolo,ladirezione,
limpercettibile frullare di ali . con lo zelo dellappassionato naturalista ..attento ai pi
minuti dettagli, ma senza alcun desiderio di immobilizzare con la formalina ci che abita il
campocheosservaInquestotticaindispensabileperaccettarecontinuamenteilrischio
che gli elementi di quella stessa volatilit, propria del movimento, sfuggano al controllo,
inabissandosi nuovamente nel magma dellindistinto .Non resta che rimanere in attesa di
successivepossibiliopportunit.aperteallaricchezzadeldubbio
Riattraversare con gli occhi dellaltro il tema del destino, delle origini, del tempo
.attraverso gli innumerevoli occhi dei migranti e del mondo multietnico che incontriamo ai
nostrigiorniunapossibilit.Abbiamoilsupportodeimiti,delleimmagini.edellemetafore
che abbondano negli scritti Junghiani e sono in grado di penetrare la polisemia dei simboli:
alludono piuttosto che spiegare, aprono nuove porte piuttosto che imprigionare pensieri in
cornici prive di mobilit .Gli scritti di Jung, ma soprattutto il suo atteggiamento,
continuamente in grado di spostarsi rapidamente da una visione del mondo allaltra,

superando ogni barriera spazio temporale sono di non poco aiuto .Forse indicano lunico
atteggiamento possibile di fronte ad una realt sconcertante, enigmatica, in un costante e
freneticocambiamentodicuicontinuamentesfuggonodirezioneeconfini.
Parallelamente Jacob Levi Moreno invita ad uno scambio di occhi, attraverso la
drammatizzazione e lo scambio di ruolo nel gioco psicodrammatico .,che permetta di
sperimentare concretamente la visione del mondo dal punto di vista dellaltro da s(o
almenotentarci.)
Il pensiero Junghiano e Moreniano possono cos potenziarsi a vicenda in una
complementarietsingolare,.suggerendounametodologiadilavoro,chesirivelatamolto
fruttuosanellavoroingruppiinternazionali.echenelcorsodegliannisirivelataperme
unaiutomoltosignificativoinneicontestipivariegatianchedeltuttoinantitesi.Ma
anche questo . non detto che funzioni: permette di tentare una ricerca di strade con
qualcheriferimentoinpi...
Per questi caratteri insieme a numerosissimi altri, ma soprattutto per lassenza nel suo
pensiero di ogni dogmaticit, il pensiero di Jung si rivela, pi di ogni altro in grado di
fronteggiarescivolamentiversolatemutaperditadiidentitnellincontroscontroconlaltro
dasoanchesemplicementenellaffacciarsiamondialtriedacultureestranee.Allostesso
modo pu frenare (o almeno tentarci.) lo slittamento verso quelle derive integraliste in
gradodisuggeriresicurezzefittizieattraversounidentitrigida.

Lanegazionedellaspiritualitelarinascitadogmaticaedintegralista
Pidiunavoltanellemieinterminabilesostenegliscaliaereoportualihonotatoconcuriosit
(purtroppofinoranoninItalia)tralenumeroseindicazionidelleportediimbarco,degliuffici
informazioni,, delle compagnie aree, delle toilette e dei punti di ristoro, lindicazione delle
stanze di meditazione, talvolta in coesistenza o talvolta in sostituzione delle nostrane pi
abitualicappelledipreghiera.Suquesteindicazionipilaicheisimbolireligiosidellepi
diffusereligionidelmondocompaionoaffiancati.Siaccedeinstanzespoglie,masilenziose,
perchinellostrepitodeichiassosilabirintideinonluoghiaeroportualisentelanecessitdi
uno spazio protetto e silenzioso, adatto al raccoglimento, alla riflessione o alla preghiera
quanto alla meditazione .Le medesime coesistenze si affacciano nei cimiteri, negli spazi
laici delle Societ di Cremazione, quanto, da non molto tempo, in alcuni ospedali cittadini
italiani..
Espostiinvenditaperpocherupie,avevotrovato,sullestradediBombay,alliniziodeglianni
70, coloratissimi fumetti che illustravano il Mahabarata, le gesta di differenti divinit del

pantheon induista: Ganesha, Krishna e Shiva a profusione ma anche le imprese del Budda
(considerato da alcune correnti induiste un incarnazione di Visn), del Guru Nanack
(fondatoredellareligioneSickcometentativodisintesitrailmondoIndeMussulmano)di
altriBaba.epersinodiunLordCristinsolitamentesorridenteinposizionedelloto,Mi
avevafavorevolmentecolpitaquestacoesistenzadiimmaginisuimarciapiedi.eperqualche
tempoavevanutritoinme,ancorapiuttostogiovane,lingenuasperanzadiunacoesistenza
pacificatrareligioniinIndia
Solopochimesidopoigiornalioccidentaliriportavanolanotiziachequeglistessimarmisu
cui avevo passeggiato in Punjab, nel TempioDoro di Amritsar, osservando con curiosit
sacerdotibarbuticherecitavanoinedicolecircondatedapiccoliassembramentidifedeli,il
libro sacro di una religione il cui anelito era la conciliazione del mondo ind e
mussulmanonascondevano armi. Poco dopo sarebbero state usate in sanguinose
rivolteAvevo sottovalutato anche le vistose spade, che accanto ai turbanti ed alle barbe
arrotolate e raccolte in crocchie alla sommit del capo, distinguevano i Sick, un popolo
storicamenteguerriero.
Tornandoanoiunodegliaspettipiinquietantinelmondocontemporaneopropriocomela
coesistenzapiomenoforzatadireligionidifferentiportipifacilmenteadunaattenuazione,
senondeltuttoallaperdita,diognimanifestazionedispiritualitlegataomenoadaspettidi
culto,senonsottoformadiintegralismopoliticoreligioso.
Cossterililottesucrocifissoscrocifissonoosulnascondereoabolirelesuggestionidel
preseperischianodiriempireunvuotolasciatodaltotaledisinteressealladivulgazioneedalla
riflessione sulla Storia delle religioni. Sono cos ignorati i loro possibili intrecci o punti di
incontro .nel rispetto dellaltro e del mondo circostante quanto la ricerca di molteplici
possibilitpresentiinogniformadicontattocolsacro.Ilrischiodialimentarelefiammeal
rogodiGiordanoBrunoinCampodeifiorirestacomunqueunaminacciaonnipresentesucui
bene riflettere .Una collega mussulmana mi raccontava sorridendo come le immagini di
alcuninostrisantiedeicrociatisianotalvoltausatecomeminacciaperspaventareibambini
.
Jung attraverso lo studio delle religioni, attraverso il suo spaziare attraverso i miti di
creazione, il folklore e le innumerevoli manifestazioni dellinconscio collettivo, in grado di
superare agevolmente barriere spaziotemporali.ha indicato da sempre teste di ponte al
mondodellaPsicologiachesperiamononcrollinoperildisuso
Mi sembra che allinizio degli anni ;70 alcuni testi di Jung Psicologia e AlchimiaSimboli
della trasformazione erano gli unici libri di Psicologia che inframmezzavano al testo

illustrazioni tratte dalla simbologia di culti diversi, sottolineando limportanzadel mondo


immaginalecomeponteapertoversoillinguaggiodellanima
Lui stesso aveva invitato Olga Froebe, creatrice ed animatrice degli incontri di Eranos dal
1933adandareinOrienteenelmondoallaricercadiimmaginisacre,ingradodiesprimere
unaspiritualitoltrelebarrierespaziotemporaliAdEranos,croceviadiTeologi,Psicologi,
OrientalistiestudiosidiStoriadellereligioni,aimomentidiincontrodellerelazioniteoriche
siaccompagnavalintensitdellesperienzacondivisa.inuncontestoriccodisuggestioni.Qui
la spiritualit era ed tuttora evocata dalla natura, dalle acque del lago, e dalla storia delle
ricercheutopichechehannoabitatoquellangolodimondonelcontiguoMonteVerit..
Diverse di quelle immagini sono esposte ad Ascona nella sala conferenze di Casa Eranos,
insiemeadunasculturadelvisodiJungForseproprioinquesteimmaginienegli
scritti di Jung su Psicologia e Religione, possiamo trovare indicazioni per riscoprire quelle
teste di ponte tra Oriente e Occidente che sarebbe cos importante riprendere nella realt
contemporanea, .anche se forse molte tra quelle folle di migranti che incontriamo nelle
nostre strade non conoscono gli scritti originali delle loro fedi .n tantomeno le loro
interpretazioni attraverso i nostri linguaggiPu darsi per che rispondano con
immediatezzaallasuggestioniedalpotereevocativodelleimmagini

LecarrettedelmareLafricasbarcasullecoste
OraquellamedesimaAfrica,dicuiJungparlavaneidiaridiviaggiodellegicitateletterealla
moglie,sbarcadirettamentesullenostrecoste.
Attraverso lincontro con folle di migranti, che affiorano sempre pi numerose nella sanit,
nelle scuole, nelle strutture psichiatriche, nelle comunit e nei servizi socioassistenziali ed
educativi,igiovanipsicologisitrovanosemprepifrequentementeaconfrontarsiconnuovi
interrogativi ed incognite profondamente inquietanti. Le voci dei migranti sussurrano in
idiomi spesso incomprensibili storie impresse sui loro corpi e sui loro volti parlano di
miseria, di stupri, di fame, precariet, sottosviluppo, sfruttamento, guerre, massacri, pulizie
etniche,rappresaglie...
I balbetti dellAfrica di cui Jung parlava nella lettera alla moglie ricordata da Papadopulos
nelrecenteconvegnoAIPACIPAdelloscorsoanno,sonooraqui,sullaportadicasanostra
emostranopiaghesconcertanti,cheapronoatragiciinterrogativisenzarisposta..Dovee
dichileresponsabilit?Uncolonialismoneinostricuori?.unadelegadiresponsabilitmal
gestitedalpatrimonioeconomicoallerisorsedelpianeta.?

Certofame,miseria,guerre,stupri,crudeltecarestienonsonomaimancatenellastoria,ma
ora la rapidit delle comunicazioni ci sbatte in faccia in tempo reale bombe al fosforo che
tracciandoilcielocomefuochidiartificiodevastanocaseevillaggi,massacrandopopolazioni
inermiedpidifficilestareaguardare.Mainterveniresignificadove,come,afavoredi
chi?
Laiuto o lintervento in cosa si materializza?...., Sostegno armato, istruzione a tecniche di
guerra .? A Favore di chi? Lidea di rifornimenti di armi . pu essere un ingannevole
metafora per celare interessi commerciali privi di scrupoli e si lascia uno sgradevole
retrogustodicolonizzazioneesfruttamento.
Nellostessotempofolledimigrantiinviaggiodapaesianchelontanissimi.approdano
sullenostrecoste,ammassatesusemprepimalandatecarrettedelmare,gommoni,mezzidi
fortunaattrattedalmiraggiodiunoccidentelacuiricchezzahasemprepilaspettodiuno
sberluccicante rivestimento di carte stagnola incollato su gusci vuoti di disoccupazione,
miseria,inquietudineversoilfuturo,.semprepiinquietantibaratridivuotoArrivanoda
quellestessemartoriatespondedelmediterraneo,chedasempresonostateculladicivilt,
scambi,commerciponticulturalinonmenodirivalit,lottesanguinose,massacri.

Qualche sguardo nella realt nostrana allinterno delle casegravate da mutui da


pagareeabitatedasperanzedisilluse.eneglistudideglianalisti
Nellostessotempolafantasticataterrapromessanonpiterradiricchezzaneancheper
chi ci vive e gli stessi Psicologi di ultima generazione si confrontano nella loro quotidianit,
anche se certo in condizioni migliori, con lavori precari, frequentemente sottopagati e
scarsamentericonosciuti.conladifficoltconcretadimantenerelespesediunaformazione
lungaecostosa,nonsempreingradodigarantireoaprireleporteaglisbocchisperati
Inoltrelaprecarietdellavoro,lallargarsidellaforbicesociale,lacompetitivitesasperatae
compulsiva legata al mercato, rischiano di compromettere dolorosamente in ogni ambito la
solidariet sociale, mettendo sempre pi a dura prova lo sviluppo e la salvaguardia di un
senso etico. Difficile dire come affrontiamo questi temi nella nostra professione, se non
attraverso lapertura alla continua riflessione ed attraverso la coesistenza col dubbio .Di
certoaumentata,permeancheinrapportoallet,larichiestadiprofessionistigiaffermati
piuttostochedigiovanipsicologiinformazione.Perquestiultimi,sitrattadiaccompagnare
percorsi ed aspettative diverse nei confronti della professione,. tempi pi lunghi,
adattamento a professionalit meno riconosciute senza rinunciare ad orientarsi verso un
progressivomiglioramento.

Sono aumentate le richieste di una seduta settimanale piuttosto che due, aumentate le
supervisioni ogni due settimane o a cadenza mensile da parte di psicologi che lavorano
individualmenteoconigruppi.Spessotrovoutileprogettareconipazientitrancediterapia
programmate per ottimizzare i tempi Nel complesso utilizzo una flessibilit, che come ex
PsichiatraneiServizipubblicihosempreutilizzato,adattandomidivoltainvoltaadifferenti
richiesterelativamenteaicontenutiedallecadenzetemporali.Datempononlavoropi
con pazienti gravi come Medico Psichiatra, ma, come da sempre, nella formazione di
professionistiedioperatorideiservizi.Inambitointernazionale,enazionalelavoromoltocon
gruppi e seminari di formazione alla conduzione di gruppi . La formazione rivolta
soprattuttoadoperatoriimpegnatiinprimalineanellinterfacciaconreatpicritiche.e
complesse.

Igruppi,allaricercadistrumentieditraccemetodologiche
Certamente il lavoro analitico con i gruppi pu, soprattutto in questi tempi, offrire nuove
prospettive e nuove aperture, attraverso un approfondita riflessione sul metodo, sui
linguaggi,sullaricercadiriferimentiteorici.Lanalisidigruppo,affiancataomenodaincontri
individuali, pu agevolmente non solo ridurre i costi in contesti pubblici e/o privati, ma
anche e soprattutto aprire a nuove modalit relazionali pi flessibili, facilitando la
ricostruzionediretifamiliariesocialisemprepiframmentatenelmondocontemporaneo
La formazione nella conduzione di gruppo pu inoltre essere di notevole aiuto nella la
gestione dei conflitti, al fine di arginarne derive distruttive (o per lo meno tentarci), nelle
equipe di lavoro, nei contesti di reti relazionali, familiari e sociali non meno che nelle
istituzioni.

Ma quali gli strumenti? E come nei contesti transculturali del mondo


contemporaneo?Lusodeimidiumcomemezzidicomunicazione
Torniamo ancora ad Italo Calvino, alle sue citt invisibili ed ai colloqui tra Marco Polo e
KublaKan
Nuovoarrivatoeaffattoignarodellelinguedellevante,MarcoPolononpotevaesprimersi
altrimenti che estraendo oggetti dalle sue valigie:tamburi, pesci salati, collane di denti di
facocero,eindicandolicongesti,salti,gridadimeravigliaodorrore,oimitandoillatratodello
sciacallo o il chiurlio del barbagianni. Non sempre le connessioni tra un elemento e laltro del
raccontorisultavanoevidentiglioggettipotevanovolerdirecosediverse

..colpassaredeltemponeiraccontidiMarco,leparoleandaronosostituendosiaglioggettieai
gesti: dapprima esclamazioni, nomi isolati, secchi verbi, poi giri di frase, discorsi ramificati e
frondosi,metaforeetraslati.

Senza dubbio i linguaggi artistici, poetici e creativi, espressi in ogni forma di arte, proprio
perchpimorbidieflessibili,possonopifacilmentecrearepontieconnessioniattraversola
creazione di nuovi linguaggi in grado di far nascere comunicazioni di anime prima che di
intelletti Laddove la ragione si intoppa, non trovando parole con cui poter mediare, i
linguaggiperimmaginiemetafore,chenonhannolapretesadicomprendereecontrollarein
modo unicamente razionale la relazione, ma solo il desiderio di facilitare ponti . hanno la
possibilit di offrire moltissimo .Possono essere preziosi veicoli per introdurre ad un
linguaggiochepuomenoseguireedapprofondirsisottoaltreformeinventanospazidi
espressioneecomunicazionipossibilichefacilitanodapprima,lacuriositesuccessivamente
lincontro.Inquestomodosonoingradodicrearepontioperlomenotestediponte
perunapossibilerelazioneSuquestebasipifacilechelarelazioneprendaformatrovando
parolechediventanocomprensibiliancheattraversoladifferenzadilinguaggi.
Illavoro,conmaschereeburattini,loPsicodramma,lacomunicazionecolcorpoattraversoil
mimo,ilmovimento,ladanza,laSandPlay,lamusica,lespressioneartistica,ilSocialDreaming
ecc.offronoaltrettantispazivitaliapertiallesperienzacreativacondivisaQuestatrova
espressioneattraversocontinuidialoghitraconscioinconscio,ioaltro,individuogruppo
che continuamente si intrecciano Ne nasce e prende forma lo spazio per lemergere di
unidentit non rigida, che continuamente si plasma nel contesto La stessa identit .nel
gruppo pu offrire appartenenze temporanee altrettanto flessibili, che di volta in volta si
trasformano in relazione alla scansione ed alla ritualit della cornice spaziotemporale
condivisa.
Certamente la Psicologia Analitica, radicata sul concetto di poliedricit della psiche e della
coesistenza di opposti talvolta laceranti, pu aiutare anche su queste basi e con questi
linguaggi,nellaricostruzioneditramenarrative.Questepossonoalorovoltapermetteredi
intravederenuoveidentitpiflessibiliindividualiedigruppo,ingradodiadattarsiarealte
situazioninuovesenzaperdereidentitesperanzenelfuturo.Suquestafiduciasibasa,per
me,lapropostadiognilavorodigruppo.

CorpidacquaOmaggioaJamesHillman
Nel viaggio di ritorno, la linea del primo traghetto che porta in stazione segue un altro
percorsopiinsolito:uncanalepiampio,tralisoladellaGiudeccaeilquartiereDorsoduro.
Lastradapilunga,mapiveneziana...silasciaallespalleipalazzisontuosi,ilPontedi
RialtoedifastidellaVeneziaturistica.Attraversaluoghipiinsoliti,pimodestiedimessi,
ma certo pi autentici. E mattina: le persone che si imbarcano agli attracchi si recano al
lavoro,e, sebbene in un contesto di lavoratori multietnici parlano a gruppi,quasi
esclusivamente il dialetto.Si inoltrano nelle strutture turistiche, nei cantieri navali.
Al porto.navi di tutte e dimensioni sonnecchiano nei docks, in attesa di, riparazioni,
partenze,.le pi malandate di demolizione .Un gruppo di gondolieri esibiscono
vistosamentestriscionidiprotestacontrolatumultuosaattuazionedipianieprogettituristici
che sembrano poco o nulla rispettosi dellambiente, del contesto ecologico, delle loro
necessitedesigenze.AVeneziaancheinegozidisouvenirsembranononesserepigestiti
daivenezianiUnamiaricercadimurrinesfusenonhadatoalcunesito:solooggettiegioielli
pre confezionati.Forse questo anche un rischio onnipresente nella terapia e
dellanalisiscivolare impercettibilmente verso lofferta di impostazioni teoriche irrigidite,
cornicipreconfezionatechepossonoimpoverireoaddiritturasoffocarelacreativit,elimitare
lospazioperlespressionedellinguaggiopoeticoconcuilapsichesiesprime..
TornerpercercarledirettamentedagliartigianidiMuranosperandocheesistanoancora
.enonsianostatiancorafagocitatidaunamultinazionale

VeneziachemuoreVeneziaappoggiatasulmare.ladolceossessionedegliultimisuoigiorni
tristi Venezia la vende ai turisti che cercano in mezzo alla gente lEuropa o lOriente, che
guardanoalzarsiallaserailfumoolarabbiadiPortoMarghera(FrancescoGuccini:Venezia)

Intornoacquaacquaancoraacqua.stormiredigabbianieleggeriscroscidacquaspostata
dalprocederedeltraghetto.

Entrarenelleacquefaallentarelapresasullecose,ciconsentedimollareldovecisiteneva
aggrappati.
Nei sogni di acqua, lemozione generalmente situata nellarida anima io, nellatto in cui si
scioglie,enonnelleacque,chespessosonosemplicementel,fredde,impassibili,accoglienti.

Il piacere dellanima immagine dunque il terrore dell anima io. Nei sogni questultima
temediaffogareinuntorrente,inunvortice,inunonda,cosacheancoraunavoltagliinterpreti
traduconocomeilrischiodiesseretravoltidaunapsicosiemozionale
Eraclito, come la Psicologia alchemica, vede la morte nellacqua come la via attraverso cui un
tipoditerrasidissolvementreunaltrovieneadessere
..Lacqua e lelemento specifico del fantasticare,lelemento delle immagini riflessive e del loro
incessanteedinaccessibilefluire.(JamesHillmandaIsognieilmondoinfero).

WORKSHOPN.2
VOLATILITA',DESTABILIZZAZIONECRONICAENUOVE
ISTANZETERAPEUTICHE

Chairperson:AngiolaIapoce
Relatori:LuigiAversa
FrancoBellotti
MaraForghieri,MiaWuehl,LauraBottari,
PaoloGallotti,UmbertoVisentin
PaolaTerrile

L'ESPERIENZAPSICHICACOMERICERCADISENSO

LuigiAversa

Saropportunoconsiderarelenormedifferenzachevigetraimodelliteoricichestannoalla
base delle varie psicoterapie, cognitiviste, comportamentali, relazionali, ecc. e invece
lesperienzapsicoanaliticache,apartiredaS.Freude,inmodopisignificativo,conJungsi
basasulconcettodinconscio.
Tale differenza si esprime e particolarmente si evidenzia soprattutto nella necessit che
coluicheintendeprendersicuradellaltrodebbaprimaprendersicuradis,ovverofarela
stessaesperienza,essereasuavoltapaziente,ciofareesperienzadelpatire.
Madicosaciprendiamocuraecosapatiamo?
Cosasopportiamo?
Evidentemente c qualcosa che eccede, un di pi, qualcosa che va oltre la coscienza
dellio.
Questoqualcosaciche,apartiredaS.Freudnominiamoconlaparolainconscio.
Linconscio, sia esso interpretato, come voleva Freud, come rimosso oppure visto anche,
secondolotticajunghiana,nellasuavalenzateleologicaprogettualecomunquerappresenta
unqualcosacheeccedeechelacoscienzasopporta.Sipunonsopportaretuttoilpesodel
passato oppure la tensione, anche essa eccessiva data dallinseguire il non ancora del
desiderioedelprogettofuturo.
Eproprioquestadimensionespecifica,particolare,chesegnaladifferenzadeterminantetra
la theoria psicoanalitica che, a partire da Freud si sviluppa e che in modo pi completo e
radicale si esprime in Jung, e le altre psicologie che, non contemplando lesperienza
dellinconscio, rimangono inevitabilmente appiattite e chiuse nellunico registro
delladattamentoenonsiapronoaquelpolodiriferimentocheJungha,inmodoappropriato,
definitoindividuazione.
Tale differenza comporta alcune conseguenze: una di tipo epistemologico: ovvero se
linconsciocieccedeecicostringeapatirenonpossiamoorganizzarloecontrollarlocon
unmodellomapiuttostoacquisirelaconsapevolezzadiessereallinternodiunatheoria,nel
senso greco, ospiti cio di una visione che ci vede contemporaneamente autori ma anche

personaggi,dobbiamoquindi,purnonrinunciandoallateoria,avereunavisionedelmondo,
unaWeltanschauung.
La seconda conseguenza di tipo esperienziale: lesperienza dellinconscio, in quanto
eccedenza ci costringe a vivere continuamente sul filo della metafora, in una continua
ricercaciodicicheciportafuori,comedirebbeJungditrascenderecicheacquisiamoe
questociinduceaconcepirelesperienzapsichicacomecontinuaricercadicichepuavere
unsenso.
Ilsensoinfattinonmaiqualcosadiacquisitoinmododefinitivo,noninfattiunsignificato
ma, come direbbe B.Pascal, contiene sempre in s linquietudine del varco sul non definito
checontinuamenteciprovoca.
E proprio questa provocazione, il senso di questa domanda che diviene ilfilodArianna su
cuisisnodaildiscorsoelesperienzapsicoanaliticache,comebendiceJ.Lacan,soprattutto
tematizzazioneesensodelladomanda.Laterapiapsicoanaliticasoprattuttocomprensione
dellesperienza del domandare, diversa quindi da quelle modalit terapeutiche soprattutto
preoccupatedifornirerisposte.
Ladomandainfattiponeilproblemadichisiailsoggettodeldomandarecheproprioquello
checicaratterizzanellanostraspecificaeunicasoggettivit.

ILTEMPODELLAVITACOMEUNADEMPIMENTO

FrancoBellotti
Interrogarsi su come cambiata, nella attuale fase storica, la nostra relazione nei

confronti della temporalizzazione, pu forse darci un aiuto a capire anche come si


modificataladomandaterapeutica.
Lessenzadellatemporalitchecaratterizzainostritempi,diversamentedaquelladelsecolo
scorso, legata alle idee di progresso e di sviluppo, , o sembra essere, quella di un tempo
transitorio ed effimero. Un tempo privo di tradizione, in cui il passato si volatilizza in un
presente dato da un continuum senza soluzione di continuit; un tempo che mortifica
soprattutto la temporalit discontinua dellesperienza individuale, consegnandola cos alla
soladimensionedelcontingente.
Un presente contingente che non lascia spazio alla necessaria dialettica fra la figura della
Persona e la propria individualit, dialettica nella quale Jung inscriveva quel processo che
duratuttalavitaeattraversoilqualecostruiamounsensoimmanentealnostrovivere.
Lindividualit sembra, perci, essere rinchiusa solo in un presente in cui lunica figura che
viene riconosciuta quella sociale. Una figura sempre pi chiusa in un vissuto temporale
anonimoemeccanico,calcolanteeripetitivo,omogeneoevuoto.Unafiguralegata,dunque,ad
unatemporalitoppostaalmovimentodialetticofralapropriaunicitscanditadauntempo
discontinuoeiltempocronologico.
Lanalisi junghiana, a fronte di un simile temporalizzazione in cui sembra racchiusa la vita
presente, pu proporre, diversamente forse dalle altre psicoterapie, il pensiero che gli
proprio, un pensiero polare cos come ce lha proposto Jung. Un pensiero che non tende ad
una sintesi, come richiede il tempo omogeneo, ma un modo di guardare alla vita in cui gli
estremipersistonoinunatensionetalepercuicicheoriginariovienesempreriattualizzato
dialetticamenteneldivenire.
Un pensiero che, diversamente da quello obiettivante, che riduce la vita psichica a un gi
previsto,ochecrededirappresentarelarealtspecularmente,sinutreinvecedelledisattese,
delle interruzioni, della discontinuit attraverso cui prende forma, appunto, la vita. In altre
parole, un pensiero che non cerca conferme in un gi dato, quanto piuttosto attento alle
smentitechelarealteglialtripossonooffrire;smentitecheromponolacontinuitdeltempo
omogeneoelalinearitincuisipretendeinscrivereilcorsodellavita.

La destabilizzazione, se cos possiamo dire, che vivono i nostri pazienti dipende


probabilmente proprio dalla mancanza dello scambio dialettico fra ci che di loro pi
proprio con ci che collettivo, con la conseguenza di identificarsi in questultimo
mortificandoilprimo.
Intendere la vita come un adempimento significa perci rompere il continuum del tempo
omogeneo che inchioda lindividualit a un destino, attraverso un processo che fa della
discontinuit della vita il suo punto di partenza. Liberare lindividuo da un destino in cui
loriginariosipresentapicomeunacondannachecomeunarisorsa,undestinocheobbliga
lespressionedellasoladimensionepsichica,quelladellaPersona,cheilpalcoscenicosociale
glipermette.
Considerarelavitacomeunadempimentovuoldire,perci,riattualizzareneltempopresente
loriginario sincronicamente al tempo futuro, in modo da aprire a dimensioni psichiche
altrimentichiuseallasoladimensionecollettiva.
Loriginelameta,scrivevanonacasoKarlKrausagliinizidelnovecento,proprioperch
alla crisi del sistema classico e contro unideologia borghese appiattita sul presente, si
cercavano anche allora risposte fondative per un futuro che non perdesse il legame con la
tradizione.
EstatoWalterBenjamin,anchelui,nonacaso,alliniziodelsecoloscorso,amostrarcicome
loriginario che non si redime in un futuro si presenta come arcaismo complementare al
tempo continuo del progresso. Arcaismi complementari a un pensiero unilateralmente
appiattito solo su quello rappresentativoproduttivo, tanto da lasciare sempre pi spazio al
loroemergereinmoltepliciaspettidellavita.Jungavrebbedettopartidombracompensatorie
alpensieroindirizzato.
Unadimensione,quellaarcaica,cheemergetantopivienemenoilrapportoconlatradizione,
dove il vissuto presente senza un passato e senza un futuro, dove gli individui vivono
nellinteresseprivatopiangustoecontemporaneamentesemprepideterminatieaderenti
adunistintodimassa.
Una tradizione da recuperare, dunque, ma non nel modo che ci ha proposto Hegel e i vari
pensieri storicistici, i quali la inscrivono in un tempo progressivo dello spirito, o peggio
ancora, come chi la propone come restaurazione di un tempo passato da trasmettere alle
generazioni future; questa tradizione guarda al passato per la sua conservazione,
proiettandoloinunadimensionesolocollettiva.
LatradizionedicuiparlaBenjaminnonvarecuperataattraversolarestaurazionediqualcosa
che gi stato, essa emerge nella discontinuit della vita presente, come un sintomo, come

disconferma delle attese del tempo omogeneo. Una tradizione, perci, che non legata ai
ricordi,quantoaunriconoscerenellestraneitdicicheemerge,cicheinvecefamiliare.
Una tradizione che per essere riconosciuta richiede unattenzione del tutto particolare,
unattenzione passiva e non diretta intenzionalmente ad uno scopo, unattenzione legata,
dunque,adunsentirechevienedafuorierichiamauninterno.Unattenzionedicompetenza
dellacorporeitedellesuesinestesieenondiunarappresentazionementale;WilliamJames
lachiamavaattenzionepassivainvolontaria.
Unaattenzionechenellincontroterapeuticosiconcretizzainunatteggiamentoattenzionale
diversodallafreudianaattenzionefluttuante,essanonsiriferisceadunattivitmentale,ma
adunstatochelaprecede,unstatoaffettodaunmovimentoinversoaquellodiunamente
cheriflettetuttasolasuipropristatimentali.
Everochelopsicoanalistautilizzailproprioapparatopsichicocomestrumentoconoscitivo,
maquestononriconducibileadunarelazioneditipoepistemicorappresentativo,nonpu
essere tradotto in una rappresentazione dello stato della coscienza, tipico dellempirismo
sensualistico, e tanto meno la coscienza di uno stato, che caratterizza il mentalismo. La
rappresentazione riguarda, dunque, unattivit della mente, mentre la psiche si esprime per
immaginicherisveglianostatiemotivi,lacuidescrizionesimileaquelladiuntestimoneche
raccontaunasituazioneincuiimplicato.
Alle rappresentazioni mentali non corrispondono specularmente eventi, realt interne o
dellaltro,comecredeilpensieroobiettivante,lesperienzadiunostatointernolesperienza
della parola che lo esprime e lo comunica, ci che viviamo lesperienza dellespressione
simbolica.
La referenza della rappresentazione solo traslata, non accede in modo diretto ai propri
sentimenti, emozioni e intenzioni, assolve solo al compito di indicare una determinata
interpretazione e non rimanda mai allosservazione, questa s diretta, della percezione
sensibile e alla sua possibilit di dare corpo a ci che si mostra; il visibile ricavato dal
tangibile,scrivevaMerleauPontynellasuaultimaopera.
Loriginario,perci,temporalmentemodulatoneiprocessipsichicicheprendonoformanel
flussodellarelazioneanalitica,nelquiedoradelloscambiolinguisticofrapazienteeanalista.
I sentimenti, le emozioni e le idee vengono riconosciute quando vengono dette, quando
emergono nel dialogo terapeutico che si nutre di una temporalit in cui non possibile
prevedere e sapere in anticipo cosa si dir. Lesperienza che viene espressa dal e nel
linguaggioordinario,attraversoilqualeavvienedialogoanalitico,proprioperchlalinguadi
tutti non rimanda solo a un vissuto personale e privato, ma, se pur in modo impreciso e

confuso,sempreallaricercadellaparolagiusta,richiamaunaformapubblicadicondividere
lesperienza umana. La sua referenza la vita con le sue passioni e le sue sofferenze, essa
traccia di ci che non linguistico, ma il cui senso si offre allintuizione nel presente della
relazione. La referenza del linguaggio ordinario si nutre di una intimit pi profonda della
rappresentazioneteorica,perchlavitareale,perquantoscanditadauntempocronologico,
nonscorresuunpianolineare,masullacoappartenenzadiuntempopassatoediuntempo
futuro;ilsoggetto,nellatemporalit,costantementealtrodas.
Noi scriveva sempre MerleauPonty non comunichiamo con la logica delle parole o col
chiuso del nesso linguistico fra significante e significato: comunichiamo con quanto nelle
parolevidigesto,diattovivoepresentechesventailsillogismoaristotelicoe,solo,'dice'il
nostroindicibiletempo".
La sensibilit nella relazione analitica verso questo atteggiamento che abbiamo chiamato
attenzionalesiproponecomenuovaistanzaterapeuticaproprioperchnonriducibilead
una tecnica, anzi un modo di pensare opposto al pensiero tecnicoriproduttivo. Per
latteggiamento attenzionale conoscere un riconoscere e un rispondere alla domanda
checivienedallaltro,nelsensoeticoedetimologicochelaparolaresponsabilitsignifica.
Il riconoscere non dipende, perci, da una identificazione sul presunto funzionamento della
mentedellaltroattraversounaimpossibiledissoluzionedicicheproprio,ntantomeno
riconducibileadunasuppostacapacitintrospettivachepresupponelapossibilitdiriflettere
specularmentesuunvissutocomesefosseunoggetto.
Questeformedelpensiero,tuttementali,siprecludonodicogliereilmododidarsideivissuti,
compresalespressionedelmododesseredicoluiacuiappartengonoqueivissuti.Lincontro
con laltro, soprattutto in analisi, non riducibile, labbiamo gi detto, ad una conoscenza
epistemica, quanto piuttosto ad una conoscenza che si acquisisce, scrive Wittgenstein,
attraverso la partecipazione ad una forma di vita. Una conoscenza che non cerca certezze
conoscitive, ma una visione di ci che apparentemente invisibile data una fondamentale
predisposizioneattenzionaleradicatanellapropriasensorialit.


L'INVIDIA

MaraForghieri,MiaWuehl,LauraBottari,PaoloGallotti,UmbertoVisentin

Abbiamopensatofosseunbuoncontributostimolotrattarel'invidiainquestasede,ciouna
sedediconfronto,eportoduenodidell'invidiare.
Il1nodol'abbiamodenominato:l'invidiadell'asino.
Il2nodo:l'invidiadelpezzo.
Questinodisiintegrano.
Oggi i pazienti che vengono a bussare alla nostra porta, chiedono uno smaltimento dei
sintomi,perpotersimeglioadattare,alleregoledellasocieteladomandadicura,spesso
legata alla necessit di guarire nel senso di sgombrare la vita, da ci che fa soffrire, senza
passaredallacomprensioneedallafatica.Sofferenzapsichicaconsideratacomeunvirus,che
aggredisce.
Uomini sempre pi soli e confusi, che licenziano la parte pi viva di s, per aderire alla
coscienzacollettiva.

1nodo.L'invidiadell'asinoriassumibilenelcontrariodiquellochesuccedenellafavoladi
Pinocchio.
Pinocchio,perpassaredallegnoallacarne,perdiventareunbambinovero,pernondiventare
un asino, deve lottare, lavorare, riflettere, sacrificare, piangere, rinunciare...Solo cos pu
diventaredicarne.
Maseunpazientetichiededidiventareunasino?
Ilpaesedeibalocchilasuameta,ilGrillocoscienzavienepresoamartellateel'asinononfa
paura, ma ammirato e invidiato. Ha potere, ricchezza e riconoscimento sociale. Ha ci che
conta.
Sel'invidiailtormentodell'impotenza,invidiaregliasini,cosapusignificare?
Qualecurapossiamooffrire?Enonsolo,puessereinvidiatalacapacitdifaredelMale?
StiamoassistendoadunaricategorizzazionedelMaleedell'Ombra:vieneinvidiatochirubae
chilafafranca.
C'invidiaperladisonestchecreapotere.

2nodo.Oggiviviamonellamostruosasocietdelpezzo!
Pezzidicorpomostratieinvidiati,pezzidivita,oggettichestannoalpostodellerelazioni.
Ci che viene ambito pu essere veramente di tutto: oggetti, titoli di studio, soldi, fidanzati,
partidelcorpo...
A volte assieme all'ostilit per il soggetto che possiede, coabita l'ammirazione, per ci che
vienepossedutodallostesso.
Provoodioperquelpolitico,masonoammiratodallasuacapacitditruffare.
E'sgradevolequellaragazzamaammiroilsuolook.
Detestolavelina,maammiroilsuocorpo.
Risulta arduo il compito di mettere assieme sentimenti malevoli con sentimenti di
ammirazione?
Sembranocontrari:disprezzabile,spregevoleeilsuocontrarioapprezzabile,ammirevole.
Odioleammirol...comesenonfacesseropartedeltutto.
Invidiounpezzo,unaparte.
Siconfiguraunaframmentazione,doveconformiteindividuazionesituatiagliantipodi,non
generanopontipossibili.

Lasoluzionecomplessa:intersoggettiva,socialeeperfinopolitica.
Noi come terapeuti abbiamo il compito di stimolare i contenuti muti, una sorta di sfida al
vuotoeall'impotenzageneratidall'invidia,efaremergerequellapossibileenergiacreativain
gradodiconfigurarealtreviepossibili,altrimodidivivere.
E'sempreiltormentodell'impotenzacheoggipichemai,vienesuperatoconlaricercaa
volteesasperataepatologica,dellapotenza.Calpestandotuttoetuttiesstessi.Calpestandoil
veroScheabdicaalfalsoS.
Tuttosiconsumanellacoscienzacollettiva,abbracciataallostereotipo.Lanecessitquelladi
andare fuori dai luoghi comuni e dai modelli precostituiti della contemporanea societ dei
consumi.
Se tu invidi la velina rifatta, sicuramente dietro c' una bambina piccola e impotente che
vedeinquellapotenza,lasoluzioneadognisuoproblema.
Iltentativosemprequellodirecuperareilpotereperso,comelasocietinsegna,attraverso
uncorpoounpezzodicorpo,rifattoaregolad'arte.
Aiutarequellabambinasolaeimpotenteadeinvidiarevorrebbedireaiutarlaasmascherare
oggettipartipezzi...asmascherarsiperfarfluireilS.
Questo

il

compito

analitico.

MODELLI RELAZIONALI IN PSICOTERAPIA: LA BELLEZZA


DEL RAGIONARE NELLETICA
Paola Terrile

Aprir la mia riflessione sulla dimensione etica nel lavoro terapeutico con due pensieri di
ZygmuntBauman,trattidaunsaggiodialcuniannifasulleticanellasocietpostmoderna(Le
sfidedelletica,Feltrinelli,Milano2010).Ilsociologovedenelvagabondoenelturistadue
metafore tipizzate che ben rappresentano luomo postmoderno: il primo un pellegrino
senzameta,unnomadesenzaitinerario,cheviaggiaattraversounospaziononstrutturatoe
che lui stesso struttura quando gli capita di occuparlo,ma sempre temporaneamente, e
distruggendolo quando se ne va. Ci che lo spinge a spostarsi la disillusione subta
nellultimo luogo in cui ha sostato e la speranza sempre viva che il prossimo, in cui non
ancora stato, possa essere privo dei difetti che lo hanno respinto nei luoghi gi
visitati.(p.245)Ilgirovagoattrattodaunasperanzachenonsiancoraavverata,spintoda
unasperanzafrustrata
Ilturistasachenonrimarralungonelluogoincuiarrivato.Comeilvagabondo,eglivivein
una dimensione extraterritoriale, ma a differenza sua possiede una capacit estetica, una
curiosit,bisognodidivertimentoelattitudineaviverenuoveepiacevoliesperienzeched
alturistaunalibertquasitotaledicostruirelospaziodelsuomondodivita(245).Viveilsuo
essere extraterritoriale come privilegio, diritto di essere libero di scegliere. Il girovago e il
turistaattraversanospaziincuivivonoaltrepersone,mahannoconloroincontribrevissimie
superficiali.
Unacosachelevitedelvagabondoedelturistanoncomportano,esonospessodispensate
dal comportare, lingombrante, paralizzante, deprimente, angosciante fardello della
responsabilit morale.(247) Infatti, nella spersonalizzazione cui il suo ruolo lo spinge, nel
fare( vale soprattutto per il turista) ci che tutti fanno, non c spazio per la prossimit, la
responsabilit e lunicit che costituiscono il soggetto morale (247). I tipi umani del
vagabondo e del turista si muovono per il mondo non come persone marginali, ma come
modelli,comecriterigeneralidifelicitedisuccesso.
In questo quadro, ed questo il secondo dei pensieri di Bauman dal quale mi sembra
importanteprenderelemosse,chenedelliomorale? Diquellimpulsononrazionale,non

spiegabile, privo di giustificazioni e non calcolabile a protendersi verso laltro, accarezzarlo,


essereper,vivereper,qualunquecosacicomporti?
Secondo Bauman la responsabilit morale (essere per lAltro prima di poter essere con
lAltro)laprimarealtdellIo,unpuntodipartenzacheprecedeognicoinvolgimentocon
laltro. Con la sua ambivalenza intrinseca, la responsabilit morale precede qualsiasi codice
etico che abbia pretese di universalit, e rappresenta la pi personale e inalienabile delle
proprietumane,eilpipreziosodeidirittiumani.
Misposteroranellostudiopsicoterapeutico,cuiapprodanooggimoltigirovaghivagabondi
e molti turisti che si muovono veloci e leggeri in un mondo pieno di promesse piacevoli,
finchqualcosadiindefinitolirendepesantielicostringedolorosamenteafermarsi.
Unsognosceltotramoltirappresentaunalimpidametaforadellacomplessitdellarelazione
terapeuticaneitempiodierni.Sitrattadiunsognoinduetempi,costituitociodidueparti,
sognateinduenotticonsecutive.Ilsognatoreunuomodimezzaet,inanalisidaqualche
anno.
Parteprima:MitrovavoinVal(unavallatadeltorinese),decidevoconunamicodirecarmia
piedi da un paese allaltro, lungo la strada statale. Mi accorgo dopo un po che il traffico
intensoechenonunapasseggiatapiacevole,decidoperciditornareindietro,recuperare
lauto e andare a (un paese di una vallata contigua, in cui il sognatore ha trascorso molte
estatipiacevolidurantelasuainfanzia).Sistafacendosera,percuiacceleroilpasso.
Provo a fare autostop, senza successo. Fermo un pullman, ma sono lontano dalla fermata e
passaoltre.
Continuoacamminarevelocemente,semprepidecisoaraggiungerelamiameta.Aduncerto
puntovedoungabbiottochevendebiglietti,mifermoadacquistarneunoperpotersaliresul
prossimopullman.
Parteseconda:Storaccontandoquestosogno(quelloappenadescritto)allanalista:entrambi
siamo in bici in mezzo al traffico intenso di un corso cittadino, c molto rumore, suoni di
clacson,odoridigasdiscarico.Lasituazionepericolosa,nonsipupedalareaffiancati.Per
farmisentiredevoparlareavocemoltoalta,tantofortisonoirumori.Continuo,comunque,a
raccontareilmiosogno.
Aduncertopuntocifermiamoadunsemafororosso,orapossoaffiancarelamiabiciaquella
dellanalista: ma i rumori del traffico intenso continuano ad essere egualmente disturbanti,
devoquasiurlareperfarmisentire.Nesonomoltoinfastidito.

Proviamoaprendereinconsiderazioneilmodellodirelazionechericorrenelleimmaginidi
questo sogno, considerandolo un racconto: prendiamo le mosse dalla parte seconda ed
andiamoaritroso.
Il protagonista vuole raccontare un suo sogno allanalista, ma le circostanze non sono
propizie.Ilmondoesterno,nelqualeentrambisimuovonopedalandoinbiciclettainmezzoal
trafficovelocedelleautomobili,disturbaerendefaticosoilcompitodiraccontareilsogno,con
lintrusionedirumori,odorisgradevoli,velocitdimezziamotorecherendonopericolosoil
muoversidellacoppiaanalizzandoanalista.Eppureilraccontoriesceaproseguire,graziealla
tenaciadelpazientecheforzalasuavoceperfarsiintendere,edellanalistacheloascolta.
Che cosa c di importante nel sogno che ilpaziente vuole a tuttii costi condividere? Anche
nellaparteprimacunmuoversi,cildisturbodeltraffico,cunametadaraggiungereche
diventa man mano sempre pi chiara, e che riguarda il rapporto con un passato di vitale e
significativa importanza, nel quale il paziente potrebbe ritrovare il contatto con unenergia
vitale che a lungo gli mancata. Appena gli diviene chiaro qual la sua meta, il sognatore
cambiadirezioneeilsuomuoversidiventaprogressivamentepimirato.Ilsognoterminache
il cammino sembra avviato, il sognatore sa dove vuole dirigersi e sta cercando i mezzi per
arrivarci.
Ma il rumore del mondo in agguato, e ritorna nella parte seconda in forma di invadenza
pericolosa, che costringe la coppia analitica, che procede su un mezzo fragile, precario ed
espostoairischi,amuoversinelrumoreenellafretta,rischiandoadogniistantelavitaedi
nonriuscireadafferrarelameta,cioilsogno,laparolasimbolicachecreailpontetranoie
noi,cheacquetaildoloreeallontanadallangoscia.Restaperinprimopianofinoaltermine
delsognounatensioneversoilracconto,cioversolarelazioneconladimensioneprofonda
(qui sorge la domanda: la tensione verso il raccontare il sogno, cio verso la relazione
profonda,contienegiunavalenzamorale?).
Limmagine finale di questo sogno mi riporta col pensiero a tante situazioni che
quotidianamente tornano nel lavoro con i pazienti figli del nostro tempo frammentato ed
incerto:sofferenti,maaltempostessoincapacididarevoceedientrareinrelazioneconla
propria sofferenza. Il rumore che impedisce di ascoltarsi e di farsi ascoltare, e che sembra
davverodifficiledatacitare,primadituttodentrodiloro.
Altempostesso,limpulsochemuoveilprotagonistadelsognosopracitatosembraanchesso
difficile da tacitare: la lotta contro il tempo per arrivare prima del buio al paese della sua
infanzia (un luogo frequentato prima che lansia e la depressione simpadronissero
stabilmente di lui), lo sforzo per continuare a narrare anche quando intorno tutto congiura

contro. Questa tenacia acquisisce nella scena delle biciclette una sua plasticit: le persone
sono due, e una delle due si sforza per fare arrivare la sua voce, una voce che parla di
qualcosadiimportante,allaltra.
Machecosarendecosarduo,frammentarioedallesitoincerto,ilcompitodicomunicarecon
unaltrapersona,anchequandoinapparenzalosidesidera?
Lanalisi, nata come cura attraverso la parola e quindi attraverso la relazione, si scontra al
giorno doggi con lincapacit di molti pazienti di entrare in relazione con s stessi e con
laltro, in una relazione che non sia di mero stampo utilitaristico. Frammentati, passivi,
questotipodipazientisipresentaanoiinformadiindividuipersinellaripetizionedisintomi
chesembranodifficilidasradicare,inquantolalorostessaidentitapparefondatasudiessi.
Inoltre, non immaginano neppure di poter avere un ruolo nella riconquista di un equilibrio
psichico;sipresentanoalterapeutasedutadoposeduta,comeesseriumanimoltosofferenti,
con i quali nonostante i nostri strumenti terapeutici risulta molto difficile raggiungere
unautenticacomunicazione.
Spesso le sedute con i pazienti sono piene di mondo e vuote di soggettivit. Il mondo del
lavorolicostringeelischiacciainrelazionifreddeeprivedisenso,senzacheessiriescanoad
immaginareunalternativa;ilmondodirelazioniumaneincuivivono,costruitosuruolidi
superficieesudinamicheutilitaristiche,spessosubtosenzaprotestare,civieneregistratoda
racconti privi di emozione, sempre uguali. Senza poter fare altro, dato che interpretare
impossibile, il terapeuta sta con il paziente ed ascolta, accogliendo i racconti ripetitivi e la
sofferenzaapparentementesenzasensonviaduscitadellapersonacheglisiededifronte.
Eppurecicheprendeformaecorponelcorsodiseduteapparentementetutteugualiun
modo di relazionarsi. Infatti, poich le teorie di riferimento si rivelano parzialmente
inadeguatealeggerelanaturadelmalesserecontemporaneo,poichcitroviamodifrontea
persone lontanissime dalla dimensione simbolica, anche intesa unicamente come riflessione
coscientesudis,accadecheilterapeutasipongadavantialpazientesemplicementecome
essereumano,limitandosiappuntoastareconlui.
Questostareconhatuttaviacaratteristicheparticolari:lanalistaaccoglieempaticamentele
paroledelpaziente,simettecomunqueinrelazioneconesse,reagisceadesse,commenta.
In tutto ci non c in prima istanza una comprensione del malessere del paziente, che
peraltrononcichiedediaiutarloacapireperchspessolacomprensionecognitivacelhagi
esaquantosiainutileadaresollievo:cperunmodelloumanoanticoenuovissimoperchi
natonelleradelvirtuale.Eilmodellodellesserciincarneedossa,unodifronteallaltro,in

modo gratuito, e del sentirsi ascoltato ed accolto in quanto persona: potremmo definire
questomodelloildonodelsaperstare.
Questo modello contiene in nuce una dimensione etica in quanto lanalista, con la sua
presenzaelaqualitdelsuoascolto,proponeconcretamenteunmodellodirelazionefondato
sullautenticit,sulrispettoperlaltro,sulcercareunsensoallasofferenza.
Inoltre lanalista, nellattingere alla propria esperienza umana pi che alle teorie di
riferimento, trasmette al paziente mediante il legame analitico emozioni connesse al suo
esserci nel campo terapeutico, come la sollecitudine, la speranza, la curiosit, il coraggio, il
tendereversounfine,ilsopportarelaperditaedaltreancora.
Queste emozioni costituiscono un vero assetto valoriale che ha un effetto maieutico, aiuta
cio il paziente a recuperare la funzione del sentimento come organizzatrice della
trasformazione profonda del proprio stare al mondo (v. Sandra Buechler, Valori clinici,
Milano,Cortina2012).
Quella che Carl Gustav Jung chiamava equazione personale, cio limpronta che lanalista
conferisce al lavoro terapeutico, con il proprio personale modo di condurre la terapia ma
anche con la propria personalit, assume quindi un ruolo centrale e determinante nella
relazione,equindinelfavorirelemergeredellacoscienzamoraledelpaziente.
Unaltroimportanteaspettodelladimensioneeticadellegameilprevaleredelladimensione
affettiva allinterno del setting: lanalista sente il vissuto del paziente e cerca di entrare in
dialogoconesso.Inalcunicasirestaalungoundialogotrasordi,poichilpazientenonha
invecealcunapercezionedisequindidelpropriosentire.
Nondimeno, nellesperienza dello stare in due allinterno della stanza danalisi, per lungo
tempo, nella pesantezza del sintomo e nellassenza di qualunque percepibile dimensione
simbolica,gipresenteunaltroaspettodelladimensioneetica(vediilsognodellabici):
la tenacia di un essere umano che lotta per stare meglio, per trovare un senso al proprio
esserealmondo.Echedallatenaciadiunaltroessereumano,chestaconluilottandoasua
voltaperlasuasalvezza,traeesempioestimolo.
Nelmalesseredelpaziente,quindi,giimplicitaunafortetensioneversolacquisizionedi
valori,chearrivaadesplicitarsiproprionelprendereformadiunmododirelazionarsiincui
ladomanda:Checosaunvaloreperme?Checosahasenso?,diventailcardineintornoal
quale nasce, si sviluppa e si organizza la coscienza. Il modello relazionale che emerge nella
relazioneterapeuticacontienequindiunimprontaeticainquanto,attraversolesperienzadel
prendersi cura, conduce il paziente a scoprire il valore fondante della coscienza morale
nellequilibriodiogniessereumano.

(Lo stare con, aiutando laltro a smascherarsi, costituisce a mio parere un modello di
relazione valido anche nel processo educativo: lo stare con il bambino gli permette di non
mascherarsi,attraversolanegazionedeipropriattiomediantelidealizzazionediscomeil
bambinomigliore).
Il primo aspetto gi presente allinterno di questa lotta per il proprio senso, che si scopre
allimprovvisoallacoscienzadelpaziente,labellezzaelaspettodirompentedellarelazione
autentica.
Unavignettaclinicaciaiuteracomprenderequestopassaggiotrasformativo.
Anitavieneinanalisidadiversianni.Quandoinizialanalisiunadonnachehasuperatola
trentina, ma si vive come pi giovane, come uneterna ragazza inadeguata alla vita. Ha un
ruolodiresponsabilitinunagrandeazienda,vivesola,tendeasentirsidiversaedinferiore
anche rispetto alle altre donne; in particolare, pur non avendo difficolt nellintraprendere
contatticonessi,hadifficoltarelazionarsiinmodostabilecongliuomini.
Negliannilanalisilaaiutaaconquistaremaggioreautonomiarispettoadunafamigliamolto
invasiva,adassumeremaggioriniziativanellambientedilavoro,edadueannifinalmente
riuscita ad intraprendere una relazione stabile con un coetaneo. Lanalisi per insidiata e
bloccata,inunmodoricorrenteneglianniechesopravvivealletrasformazioniavvenutenel
modo di stare al mondo della paziente, da uno schema di relazione con gli altri e con s al
quale la paziente appare pervicacemente attaccata; uno schema che torna a manifestarsi in
maniera massiccia ogni volta che Anita si trova in difficolt, di fronte ad un dubbio, alla
necessit di fare una scelta. In queste occasioni la paziente assume un atteggiamento
vittimistico e deresponsabilizzato, che pare inattaccabile da qualunque parola o
interpretazioneechesimanifestaginellespressionedelvoltoallorchgiungeinseduta.Un
voltoimmobileedinespressivochesimuovesoloperdarvoceaparolediautoaccusasempre
uguali a s stesse, o per fare sgorgare lacrime non liberatorie, ma semplicemente
corroboranti limpotenza e unidentit negativa che in quei momenti sembra alla paziente
lunicapossibileperlei.
Di fronte a quello che assomiglia ad un vero nucleo scisso, lanalista non ha scelta se non
operareuncontenimento:quandoricompareloschemadellavittimaelapazientesenelascia
travolgere, inondando lora della seduta di lamentele che tolgono qualsiasi spazio alla
relazione,lanalista,senzainterpretaremaanchesenzanasconderelapropriastanchezzadi
fronteallennesimomanifestarsidelloschema,riportalapazientealquiedora,avoltein
modomoltodiretto,allarelativitdiqueldatomalessereedallapossibilitdialleggerirlocon
una scelta di campo, prendendosene dunque carico. Ci che avviene a questo punto un

veloceriprendersidellapaziente,cheapparealleggeritaerinfrancata,ritrovalaspintavitale
adoccuparsidelproblemaanzichcontinuareasubirlo.
Ilsensodellinterventoanaliticodunquequellodiriportarelapazienteapercepireilproprio
nucleoautentico(tuesistiedhaiunvalore),equestorimandoaprespaziimprevistidilibert
che alimentano nella paziente emozioni positive e si concretizzano nel suo riprendere in
manolaresponsabilitdellapropriavita.
In queste sedute, nel saluto finale in cui Anita prende la mano dellanalista e pronuncia con
voltosorridenteedapertolafrasecommossagrazieditutto,sileggeinleiunaperturapiena
di stupore alla bellezza della scelta pregna di senso. Riprendere contatto con la propria
coscienza, in una parola, aiuta lio morale ad emergere dalle pastoie di identit vuote e lo
riportaalmondo.LostuporediAnitanelritrovarelapropriaenergiaelacapacit,perquanto
ancora fragile ed insidiata, di dare un senso al proprio vivere, ci d la misura esatta
dellessenzialitdiquestopassaggio,oltreamettereinevidenzalaspettocentraleefondante
delladimensioneeticanelritrovareuncentroidentitario.
La consolazione del prendersi cura, inoltre, riavvicina al nucleo profondo della odierna
condizioneumanachetuttiincertomodociaccomuna.
Una condizione precaria, incerta, gettata in un tempo incomprensibile, senza prospettive e
dominatodameccanismifreddievelocichefannosentireinadeguati:inunsimilescenario,lo
scoprirecheinquellastanzaunaltroessereumanosenteilnostrosmarrimento,diventaun
mutamentodiprospettivaessenzialenellacostruzionediunaltromododivivere,condividere
ecombattereildolore.
Il cercare la verit individuale come elemento centrale e pregnante del percorso analitico,
assumendolaformadiunaricercachesicompieindue,contribuisceapacificareilpaziente
col proprio bisogno dellaltro, che viene vissuto non pi come portatore di sofferenza, ma
comequalcunoconcuisperimentareildoloreelagioia.
Percorrendounmodellorelazionalecomequellofinquitracciato,cisitrovaaduncertopunto
dellesperienza analitica a ragionare nelletica: in altri termini, a sostare e dialogare nella
parola autentica, che esperienza che stupisce, bella e capace di provocare sentimenti
condivisi.Anchequandosistaancorainduealbuioeneldolore,lemergeredelleticadella
condivisione e del prendersi cura nondimeno gi percepibile, in silenzio: si legge negli
sguardichecambiano,nelleposture,neisaluti.
Mi sembra che nellemergere della dimensione simbolica, forse anche come elemento
compensatorio rispetto allanestesia morale in cui immersa la dimensione collettiva in cui
viviamo,laspettoeticosisituioggiinmodopievidentecheinpassatoalcentrodelprocesso

trasformativo, e che il suo mostrarsi si accompagni ad immediato sollievo, confermando la


centralit dellio morale e del senso di responsabilit nella relazione autentica con s e con
laltro. La pi importante e complessa sfida della moderna psicoterapia secondo la mia
esperienza proprio quella di imparare a leggere la presenza dellautenticit dell essere
umano in tracce minime, quasi invisibili, frammentate; le quali probabilmente non
arriveranno mai a tradursi in un edificio compiuto, perch nella complessit dellera
contemporanea tutto muta cos velocemente che anche concetti come coscienza, salute,
malattia,inbrevetempononsonopiglistessi.
Manelseguirelatracciaflebiledellumanobisognodirelazione,presente,spessoinmododel
tutto inconsapevole nel frequentare i nostri studi da parte dei pazienti; e nel percorrere i
modiindividualiincuiquestobisognomanmanosideclinaesifamanmanopiconsapevole,
noipsicoterapeuti,coscometuttiglioperatoridiprofessionidaiutocheavariotitolohanno
achefaresemprepispessoconesseriumanismarritiesofferenti,abbiamounaopportunit
fondamentale.
Quella di ritrovare il senso antico del nostro lavoro cercando, attraverso la relazione con i
nostripazienti,unnutrimentoinunnucleoesperienzialecaldoche,anchequandonondel
tuttocompresoequandononpossibileconcettualizzarlo(perchlacoscienzadelpaziente
nonattrezzataoperchglistrumentidelterapeutasonoinsufficientiacogliereilnuovo),fa
sentire i suoi effetti trasformativi mediante il contatto con unenergia psichica sana, che si
traducepoiinunanuovapercezionedis.
Un S minimo (piccolezza, mutevolezza, lentezza del costruirsi sono le sue caratteristiche),
ormai privo di pretese di onnipotenza edi comprensione e controllo razionale della realt:
ma che, sollevato dallabbandono di queste pretese, e contemporaneamente vivificato dalla
scoperta dellarmonia che la scoperta della dimensione valoriale porta con s, si riconosce
finalmenteingradodirelazionarsiconilmondo.
Mi sembra, in conclusione, di avere evidenziato come le professioni daiuto, quando il loro
operatosifondasulguidarelindividuoaprenderecontattoconlIomoraleesulportarein
primo piano i bisogni legati alla dimensione etica, liberandoli da ogni banalizzazione e
scoprendone il valore fondante nellequilibrio dellessere umano, possano oggi dare un
fondamentalecontributonelrivitalizzarenonsoltantoladimensioneindividuale,maanche
(eforsesoprattutto)quellacollettiva.

WORKSHOPN.3
ADOLESCENZA:NUOVISTILIENUOVICANALIRELAZIONALI

Chairperson:SusannaChiesa
Relatori:CaterinaAiassa
RossellaAndreoli
BiancaGallerano
ElisabettaTrebec


TESTEBENFATTE...
CaterinaAiassa

Quandomistatopropostoiltemadioggi,mibalenatoinmentequestopensiero:Oddio,
devospiegarecomefaccianoimieiallieviacopiareicompitienonloso!
Vabene.Ascuolailrapportoconglistrumentitecnologiciormaicosaquotidiana.Iragazzi
sono bravissimi nel loro utilizzo, noi molto meno, anzi, molto molto meno. Io sono una
Gutenberghiana.
E che essi ci convivono, non possono esistere senza la tecnologia, dal cellulare al pc. In
classe, sappiamo che la lotta contro Iphone acceso persa in partenza. E come se essi
esistesserosoltantoinquestadimensione,nonpiinquelladelgruppodeiparifuoricasa,a
giocareoasvolgereattivitinsieme:tuttocicoesistemasismorza,mentretrionfalostare
insiemesulweb.Cospifacilesembrarecichenonsi.Miriamha16anni,frequentalaIII
liceo;haunasorellamaggiorediciottenne,semprefuoricasa,igenitorilavorano.Leitrascorre
ipomeriggiastudiare,masempreconnessacongliamicisulweb, pernonsentirmitroppo
sola.Quandotrattiamodeisuoirapporticoniragazzichelepiacciono,afferma:Ciparliamo,
masuFacebook,oviasms.';ascuolano,nonsisalutanonemmeno,comenonsiconoscessero;
le cose importanti, intime, vengono comunicate via web,o al cellulare. Mai direttamente. Le
parolesonoscritte,nonsonopronunciate,dunqueudite,sentite.Loscartoemotivoenorme.
Poi si vedono nei locali con tanta gente, come negli intervalli a scuola, e l si scambiano
sguardi,mezzidiscorsi,cenni,nientepi.
Lucatrascorrelenottisulweb,poialmattino,versole5,vaadormire.Spessosaltalascuola.
Perdeunanno;lannosuccessivo,ilpadrenonsachefare:soloadApriledecidedichiudereil
collegamentoInternet,matroppotardi.Lascuolanonlointeressa,habisognodiqualcosadi
diverso. Con i compagni in classe ride, ma non segue. Non riesce a concentrarsi. Solo con
mappecolorate,frasiicastichechesimuovonoesidissolvonosulloschermo,grazieall'aiuto
deigiochi'inserisciimmagine'diPowerPointstaattento.
Gliallievi,ingenerale,ormai,usanofarericercheesclusivamentesulweb.Nientemateriale
cartaceo. Le fonti sono ritenute sicure e inconfutabili: Wiki tutto, su Wikipedia c'
informazionesututto,nonimportasesiaattendibileono.E'lanuovaBibbia.Gliinsegnanti
stessi ricercano materiale ed informazioni, colloquiano serenamente con i loro studenti via

web,invianocompiti,licorreggono,unpoallamanieraraccontatadaAlHuxleyneIlmondo
nuovo. Pu capitare che in un consiglio di classe uninsegnante riferisca ai genitori ed ai
colleghi, allibiti, cosa si dicono gli allievi su Facebook, perch lei ha la loro amicizia. Un bel
villaggio globale virtuale, dove ruoli e funzioni si perdono via etere. E il rispetto per la
privacy?Nonostanteleleggi.
Ma c un argomento che vorrei affrontare in questa sede e a questo riguardo: sto
frequentandounMastersuiDSA,unodeiproblemi(forseunodeibusiness)piimportantidel
momento,nellascuola.Certedifferenzeneiprocessidiapprendimentocisonosemprestate,
ma adesso si presentano frequentemente; in Italia, sono certificati con agilit, secondo i
dettami della legge 170/2010. Per i dislessici, disgrafici, disortografici e discalculici, la
memoriaabrevetermine,nonchquelladilavoroflebile;gliautomatismidellascrittura,
l'abitudine all'attenzione ed alla concentrazione, l'allenamento alla creazione, alla creazione
immaginativaappresiascuola,sonoperlorodifficili.Qualcunoazzardaches,moltirisentono
di troppa TV, di troppa tecnologia, fin da piccolissimi. Quale la soluzione prospettata? L'uso
delletecnologie:direiunacura'omeopatica'.Nonsiriconosconopidifferenzetralecapacit
eleperformancesfornitegrazieall'usodeglistrumentitecnologici.Siimponeiltemadellafine
della processazione analiticosequenziale, si impone il modello di apprendimento olistico
simultaneo,dunque.
Forselapauranostra,dellagenerazione'senex'chehavistonascerequestetecnologieedha
permesso che le sfuggissero di mano. Qualcuno azzarda una mutazione antropologica. Un
collegamisuggeriscechegiPasoliniloavevateorizzato.Ancheinquestocaso,avevaavuto
ragione.Macosadiversapensareaquestatrasformazione,altracosaviverla,ognigiorno,
nel proprio lavoro, in questa maniera, in questa dimensione: ogni giorno accorgersi che il
pensieroscompare,lasciandoilcampoall'azione;ognigiornoaccorgersicheperlorononc'
differenza tra ci che virtuale e reale; ogni giorno accorgersi che l'incontro con il reale
produce sconcerto, sorpresa, ansia e voglia di fuga; ogni giorno obbedire alla logica
dell'inclusivit, ovvero dell'accettazione di ogni modalit espressiva, di ogni modello
apprenditivo. Molto saggio, molto bello: quale la direzione? Dove, quando, come, per questi
ragazzi, incontrarsi in un progetto qualitativamente congruente? Sul web, ognuno barricato
nella propria stanza, protetto da emozioni, terrorizzato dal silenzio, assetato di immagini,
ciecodinanziallaparolascritta.Qualeilcontattoconl'altroe,quindi,consestessi?Perch
necessariatantadistanzadall'altro?Ilconflittoincomprensibile,dunqueinaccettabile.
Poi:giustoconsiderarelanostratradizionecomequellaeletta,e/oconsiderarequelladell
homo videns come lultima possibile? Mi domando cos'abbiano pensato, nel '400, Valla e gli

altri, dinanzi ad Aldo Manuzio. Sar lhomo videns il detentore del progresso processuale
velocizzato,ascapitodellacorrettezza,oqualcosaresterdeinostrilentiprocessi?Eppurela
velocitnonserve,lacorrettezzas.
Noi conserviamo l'abitudine ad ascoltare il rumore tumultuoso del silenzio che ci
accompagna, una dimensione psichica forse travagliata ma sorretta dal quotidiano esercizio
del pensiero, una conoscenza del potere dell'emozione e del sentimento cui, per fortuna,
abbiamopotutoedappresoadareunnome,afigurarcenelaforza:acolloquiareconloro.Il
dolore e la gioia ci spaventano di meno, sappiamo, chi pi, chi meno, che la risoluzione di
probleminonsiproduceconunclic.Abbiamodelleexpertisealivellometacognitivo,unpo'
conosciamoinostrilimiti,lenostrepeculiarit.Airagazzi,invece,mancaquestaterraferma;
essi poggiano sul web. Siamo sicuri di aver inculcato loro quella consapevolezza
metacognitiva che potr preservarli, come alla nostra generazione ancora succede,
dall'illusionedellafacileonnipotenzatecnologica?
Oggi,ascuola,conladidatticadellecompetenze,vorremmo'plasmare'''Testebenfatte,non
testebenpiene.''comesiauguravaM.deMontaigne.Latecnologiacistaaiutandoinquesto
progetto?

APPUNTIDAUNCASO
RossellaAndreoli

Laluceinstradaaccecante.Rumori.Troppi.Daquantotempononescodicasa?Nonmelo
ricordo,nonloso.Losguardodellagentebrucialapelle.Lastradalunga.Troppo.Allafineci
vadoelorolasmetterannodibussareallamiaporta.Milascerannoinpacefinalmente.Ci
vadodalladottoressadelcazzo.Civadodaquellal.Civado.Civadoenoncipensopi.
Coraggio,respira,respirapiano,cinqueminutiancora,forsedieci.Unsecolo.Nonsopi
quandosonopartitoequantoancoradovrcamminare.Nonsocosamiaspetter.L.

Leiapreunapiccolaportaemiaccompagnanellastanzabianca.Eunastanzatroppobianca.
Leinonpusaperequantoterrorecinunviaggiodiventiminutiinmezzoallagentecheti
guardaeairumorichenonriesciaspegnere.Nonsachesonosfinito.Chenonhoparole.Che
leparolesonofinite.Leichemiinvitatranquillamenteadire.

Niente.Noncnientedadire.Echestamattinaeradinuovomattina.Unaltramattina.La
svegliasuonavamalatestanonnevolevasapereerimanevalontana.Ladubnelleorecchie
comeunmassaggioallapancia.Forte.Lamelodiatiprendeepoi,quandonontelaspetti,lo
strappo.Ealloraschemilascioandare.Finalmenteinpacesenzailrumoredeimieipensieri.
Losaidott.chemicalma?Sevuoi,telafacciosentire.

Niente.Echeceraancoralavocedellamamma.Ceraancoralascuola.Nonvoglio.Forses
voglio.Cazzononposso.Ilcuoremibucailpetto,lagolasistringe.Vattene.Vattenevia
primachetiprendaacalci.Laodio.Nonlasopportopiconquellavocettafinta.Perchnon
milascianoinpace?Anchemiopadre,quellostronzo.Figliodiputtana.Laltrogiornoc
mancatopoco.Avreipropriovolutofarglielavedereio.Darglieledisantaragionefinchquel
suoghignononsparivadallasuafacciadimerda.Misonofermato.Lastronzapiangeva.

Niente.Noncnientedadire.Lasciatemiinpace.Nonoggi.Forsedomani.Sidomanicivado.
Sicuro.Domani.

Loschermomiguarda.Eunattimo.Ciscivolosenzafatica.Finalmentesicuro.Socosafarel
dentro.Duemosseelifregotutti.Hackeraremeglioancoradigiocare.Lamusicanelle
orecchie.Adessos.Adessoscheva.Dietrolaportabenchiusa.Fuori,tuttocomesempre.La
casavuota.Ilsilenziodellavorodeglialtri.Finalmentesolo.Solofinalmente.Ecosper
leternit.Unoradopolaltra.Ungiornodopolaltro.Noncuntempo.Nonctempo.Buio
luceancorabuioancoraluce.

Niente.Noncnientedadire.Echedinuovobussano.Dinuovochiedono.Dinuovo
supplicano.Lascuola?Domani.Sicurodomani.Musicafortenelleorecchie.Ancorapiforte.
Sonouneroeenellevenemiscorresanguedidrago.Comequellavoltachehoprovatoquella
roba.Forsefunzionaancheperlascuola.

Niente.Noncnientedadire.Achilodicopoi?Chiascoltaquestoniente?

Niente.Noncnientedadire.Hofreddo.Hofame.Hopaura.

Leiloguardavastupita.Eraentratograndeegrosso.Uncolosso.Perunattimoavevaanche
temuto.Epoi,linverosimilediunametamorfosisorprendente.Lui,ilgigante,eradiventato
piccolo.PiccolocomePollicinoecomePollicinogettavainquaeinlisuoisassolinibianchi.
Neavevamanciatenelletasche.Chisscomefacevaacamminarecontuttoquelpeso.Eaveva
camminatotantoperarrivarefinl,losivedevadallescarpeconsumate.Alloraleisiera
chinata,e,senzafarsitropponotare,aunoaunoavevacominciatoaraccoglierli.Neeranato
ungioco.Unoscambio.Unabricioladipaneperognisassolinoritrovato.

Hairagione,piccolo.Noncnientedadire.Facciamosilenzio.Facciamosilenzioinsieme.
Vuoi?

Questioni(Spuntiperpensare)
Laretestacreandounambientenuovo,unostatodinaturadigitaleincuilamentediventaun
pannellodicontrollochefunzionaaunritmovorticoso(Internazionale,19/25ottobre2012).

Lacomunicazionevirtuale,perlesuecaratteristicheeperilsuofunzionamentointrinseco,
contribuisceacrearelaspettativacheidesiderisirealizzinoistantaneamente,proprio
comeaccadenelmondovirtuale.Ciavrebbecomeesitounapesantecompromissione

delladialetticasimbolica,nellastrutturatriadicachelepropriadisoggettoche
desidera/oggettodeldesiderio/oggettosimbolicosimbolo.Taledialettica,infatti,
avviatadaunamancanzaesisviluppainuntempo.Lacapacitdisostenereuntempoe
sopportareildoloredellamancanzasonoleprecondizioniperilformarsidelpensieroe
sonovitaliperlamente.Laglobalizzazionedellacomunicazionevirtuale,percontro,nella
suapeculiaritdirealizzazioneistantanea,finirebbepersostituiretaleprocessoconil
funzionamentobidimensionaledelloschemariflessostimolo/azione.

Ivideogiochisonofondatisullaripetizionecostantediunastrutturasemplicealivellisempre
pirapidiecomplessi.Basandosisullaprontezzadeiriflessi,questifinisconoper
produrrenelgiocatoreunaveraepropriaalterazionedellacoscienza,mantenutagrazie
alfeedbackinvirtdelqualelattenzionevienecostantementesollecitata.Intalmodoi
videogiocatorisiabituerebberoaunlivellodieccitazionenervosapielevatodel
normale,cheliporterebbeadannoiarsifacilmentedifronteaqualunquesituazioneche
nonesigalamedesimasogliadiattenzioneeccitazionenervosa:devesempreaccadere
qualcosa.Inquestecondizionidiventadifficileseguireunatrama,interessarsiauna
storiaquandolattenzionerichiestanonraggiungelabitualesogliadieccitazionedelle
sinapsi.Gliinsegnanti,glieducatoriingenere,maanchetuttiglioperatori,si
troverebberocoscostrettiacompetereconquestotipodifunzionamentoeacercarei
modidicomunicarepiefficacipermantenerelamedesimasogliadieccitazione
neuronalecuiisoggettidigitalizzatisonoabituatiquandonondipendenti.Untentativo
certamentedestinatoafallire,poichsappiamobenechelapprendimento,unitamenteai
processidipensieroediesperienzeemotiveaessosottesi,nonpuridursiaunapura
azioneriflessa.Ladisponibilitadapprenderesirealizzaattraversolimprescindibile
modulazionediaperturaericettivittraselaltrodas,allinternodiuncontenitore
relazionalevivo,stratificatosiainsensoorizzontalelagruppalitdeiparisiainsenso
verticalelarelazioneconlAutoriteilcorpodocente,inuncontinuopassaggioda
singolareaplurale,dadualeagruppale.

Laglobalizzazionedellacomunicazionevirtuale,sollecitandolillusionedifarparte
continuamentediunacomunitallargataedaiconfinisemprepiestesi,invisibilema
percepibile,fisicamenteassenteeppuremassicciamentepresente,prevedela
radicalizzazionediunadimensionesolitariaquandononfrancamenteautisticalo
scambiotrailsoggettoincarnatoeilcorpomoltepliceedetereodelweb.Talemodalit

comunicativafavorirebbeinoltrelosviluppomassicciodiunamentalitdigruppo
funzionantesecondogliassuntidibase,adiscapitodellemergenzadellasoggettivitedel
pensieropersonale.Isoggettidigitalizzatisisposterebberosemprepidal
pensare/elaborareversolagire/evacuare.Intalsenso,larealtvirtualefinirebbeper
determinareunarelazionecompletamentediversaconilprincipiodelpiacere/dispiacere,
contribuendoallacostruzionediunimmaginedeltuttoillusoriadelrealee
compromettendopesantementelanecessit,vitaleperlanimaleuomocheanimaledi
senso,dielaborarementalmenteilegamieletrasformazionichesirealizzano
nellinterscambioosmoticotrailmondointernoelarealtesterna.

Vaporizzazionedeilimiti,dellafunzionepaterna,delpensare.Piradicalmente,delpensareil
dolore.Inunprocessoche,comelapsicoanalisidacentanniciindica,procededallopacit
delcorpoedelbisogno,perlevieimperviedelfarelafaticadifarefatica,almondo
stupefacentedelsignificato,delsensocondiviso.Setuttoquestosalta,cosaaccadr?Cosa
nesardellenuovementi?

Enellastanzadianalisi?
Tiinteressacapire?No.RispondeFurio.Edunquecomemuoversiinquestadimensione?
Ladomandaciriguardatutti,tuttinoicheabbiamoachefareconlacrescitaeusiamole
paroleperfarlo.Seladigitalizzazionemassicciaspingeicyborgsoggettiamodificare
progressivamenteeirreversibilmenteilmododiusarelamentesitrattertuttalpidiun
paiodigenerazioni,comehasostenutolacollegafranceseGuignardinunarecente
comunicazionealCentrobolognesediPsicoanalisicomepossiamonoiattrezzarestrumenti
idoneiemeglioadeguati,maprimaeaccantoaquelli,unosguardonuovonellincontrarli?
Cosadellassettopsicoanaliticochefadellaparolaladimensioneelettivadelloscambioe
dellincontroe,inparticolaredellapprocciojunghianochevedenelsognoepiin
generaleneldialogoconleimmaginilostrumentotrasformativopereccellenzacosapu
essereconservatoecosatrasformato?Inchemodoillavoroconlinconsciopuraggiungerei
bambiniegliadolescentitecnologicieorientarelepraticheeducative,oltrechequelle
terapeutiche?

Ladigitalizzazionedellacomunicazionedeterminerebbesialospostamentodeiprocessi
mentalidalladimensionerappresentativaalladimensionepercettiva,einparticolarealla
percezionevisiva,cheuncambiamentoprofondodelruolodellacomunicazioneedel

linguaggionellastrutturazionedellamente/pensiero.SeverocheIcyborgsinutronodi
immaginiesonoallaricercacostantedisoluzionisemplicieimmediateadomandee
problemicomplessi,quellecheessitrovanonelweboffertedallimmediatezzadeltouch
screensonoimmaginipredigerite,preformate,immaginichenonscaturisconodallascoltoe
daldialogoconiproprioggettiinterni.NonsonoimmaginidAnima.Larealizzazione
immediatadeldesiderio,unitamenteallevacuazionefacilitatadeldolore,produceinoltre
modificazionisostanzialinellassettodifensivodelsoggetto.Dalledifeseedipichepievolute
siassisteallemergeresemprepididifesearcaiche,difesedelS:dallanegazione/rimozione,
versolascissioneche,qualoradiventidominante,contribuisceallamanifestazionedi
patologiecosiddettediconfine,oggiestremamentediffuse.Sonosemprepiisoggetti
borderline,psicosomatici,dipendenti,dalletecnologiecomedallesostanze,isoggettivuoti,
identificaticonlasoliditdelpropriosintomo,esempremenoinevroticidiuntempoa
frequentareinostristudi.Inquestesituazioniilterapeutachedevepotereattingerealla
propriarisorsaimmaginale,allapropriavispoetica,neltentativodiportarevitaasoggettiche
appaionodeanimati.

Inquestoquadrocisembrachelacuranonpossalimitarsialladecifrazionesimbolicadel
sintomo,oallanalisidelsognocometerrenoelettivodelloscambiodellacoppiaanalitica,ma
debbatentarediripristinareilfunzionamentomentalecompromesso,talvoltacostruireda
pochimattonirimastiledificiodiunamentecomplessa,comescrivePanizza,inunrecente
libro.EcipuaccadereattraversoquellafondamentaleoperazionecheBionnominarverie,
echeOgdendescrivecomesognareisogninonsognati.Solocos,grazieaquestomododi
usarelamentedapartedellAnalista,possibilechelacronacadelmondoesterno,attraverso
unaindispensabileazionemetaforizzante,divengametaforadelmondointernoela
conversazionepsicoanaliticaunesperienzaonirizzante.Solocospuentrareinscenailterzo
analitico,quelpersonaggiovirtualemaeffettuale,chenonlanalista,nonilpaziente,ma
unacreazionenuova,costituitadalladiade,dagliinconscideiduepartnercheinteragiscono.
UsoleparolediPanizzaperdirlo.Comelacquaemergedissimiledaidrogenoeossigeno,cos
dagenitoripsicoanaliticidiversilanalistaeilpazientenascequalcosadioriginale.Solo
cosnoipsicoanalisti,inuntempodicrisiediperditadelsensoedelvaloredellarelazione,
solocospossiamoassolverealnostrocompitonellasuadimensionepialta,cheionon
riescoanonsentirescaturiredaunattitudinevocazionale.Usounaparolaunpoantica,che
tuttaviasentosemprepivivanellamiapratica.Ilcompitocheaccompagnareinostri
pazienti,lepersonecheinostripazientisono,aincontrarelAltro.

ICOSIDDETTI'NUOVISTILIANALITICI'ELATIPICASPECIFICA
SOFFERENZAPATOLOGICAINADOLESCENZA
BiancaGallerano

Inquestomiocontributoprenderlavviodadueespressionichesonopresentinel
titolo,inparticolarenelsottotitolo,dellatavolarotonda.Miriferiscoaicosiddettinuovi
stili terapeutici e analitici che vengono correlati alla contemporaneit. Questultima
sembra rendere completamente nuova la comunicazione, quindi la relazione umana.
Gli adolescenti, naturalmente figli di questa epoca, vengono, cos, definiti i cosiddetti
nativi digitali. Di fronte alla contemporaneit noi adultianalisti, sembriamo degli
analfabeti digitali costretti a rincorrere gli adolescenti ed adeguarci ai loro stili
comunicativi per poter dialogare e stabilire una relazione terapeutica con loro. Le
riflessionicheseguonoprendospuntopropriodaquesteconsiderazioni.Ladolescenza,
pur contenendo elementi paradigmatici della contemporaneit, non ritengo che possa
essere utilizzata per una comprensione del presente, ne tanto meno, credo sia
necessario attivare, per necessit, nuovi stili terapeuti e analitici. Ladolescenza
sempre stata, in tutte le epoche storiche, momento di crisi, incertezza, di rischio e
possibilit.Ilrischiocontieneinspossibilitdicambiamentononcerto.Ladolescenza
tempo di attesa e di speranza, epoca di transizione, luogo di indefinitezza per
eccellenza,luogodiconfine,dipassaggio.Eunperiododellavitaincuicisisentesoli
isolati. Per la prima volta, si contatta il tempo interiore, il pensiero autoriflessivo,
lesplosivit delle emozioni e delle pulsioni, con le inevitabili paure che tutto ci
comporta. In questepoca della vita, dalla pauraterrore di attraversare la terra di
confine,(ciolaseparazionemortedellinfanziaelaccessoalletadulta)cisidifende
prevalentemente con modalit estreme ed opposte: lillusoria autosufficienza,
lapparenteindifferenzaemozionale,linerziapsichica;olonnipotenzaelagrandiosit.
Cisonoadolescenzenellequali,aldifuoridiunapatologia,cisiconfrontaconlamorte
temendolaedesiderandola,banalizzandolaenegandola,sfidandolaegiocandoconessa
comeadunarouletterussa:sullasciadiunaindifferenzaemozionalechenonpunon
nascondereinsscheggediangosciasoloapparentementerimosse.33

33

Borgna,Lattesaelasperanza,2005,p.143.

Nelle cosiddette societ arcaiche il passaggio dallinfanzia alladolescenza avveniva in


tempi brevissimi, codificati e regolamentati dai Riti di Passaggio. Nelle societ pi
complesse, come la nostra, i riti non sono pi istituzionalizzati, quindi, non sono resi
possibilidallapresenzadelladultocheligestisceinpieno.Ma,oggi,comesempredalla
nascitadellaciviltindustriale,iriti,pergliadolescenti,avvengonougualmente.Ciche
caratterizza la nostra epoca , come sostiene Bhauman, lincertezza, la fluidit, lo
smarrimento, la mancanza di senso di appartenenza e di conseguenza la mancanza di
solidariet. Il malessere che esprime la societ non , pero, in modo diretto, la causa
dellinquietudine delladolescenza, anche se la societ definisce le modalit attraverso
cui si esprime il disagio psichico. La societ fornisce solo la forma attraverso cui si
manifestalasofferenza,nonnedefinisceilcontenuto,dacineconseguecheogniepoca
storica fornisce soltanto i modi e le forme attraverso cui si esprime il malessere in
adolescenza.
Se siamo indotti a pensare che la contemporaneit, con le sue nuove tecnologie,
stravolge e snatura del tutto i modi di sentire, di pensare, di agire, di comportarsi, e
quindi di patire, rischiamo di scimmiottare e di banalizzare le tesi che facevano da
sfondoallAntipsichiatriadeglianni70.Lasofferenzaeraesclusivamenteunprodotto
dellasocietedellasuadivisioneinclassi.Oggimisembradipoterdirecheiltermine
complessitpossadescrivereinmanierapiadeguatailrapportofrapatologiaesociet.
Cisonomodiepercorsiestremamentecomplessipercercaredicomprendere,anchese
sempresoloparzialmente,ilegamicausalitraquesteduerealt.Questeconsiderazioni
vogliono rappresentare lo sfondo da cui nascono e si dipanano le mie riflessioni.
Considerazioniche,invece,prendonoformaallinternodiunluogodielezionechela
stanzadanalisi.Sonoquindiilfruttodellincontrodellamentedellanalistaallavorocon
lasofferenza,nelladolescenza,declinatainsensopatologico.Lemievalutazioni,quindi,
non si poggiano su concetti normativisociologici n psicopatologici. Piuttosto sono
rivolte a descrivere, in senso fenomenico, le modalit degli esseri umani di patire nei
momenti di passaggio della vita, ed inoltre sono rivolte a porre lattenzione sulle
modalitconcuiisingoliesseriumanireagisconoesidifendonodagliinevitabiliurti
che la vita pone di fronte. In questo senso opero una distinzione tra sofferenza
consustanziale allumano e sofferenza declinata in senso patologica. Seguendo una
visionejunghianapossiamoparlaredisofferenzadeclinatainsensopatologicoquando
unnucleodidoloretendeaimpossessarsi,cronicamente,dellanaturaleplasticitdella
psiche, di conseguenza lassetto difensivo tende, sempre pi, ad irrigidirsi e,

iinevitabilmente la personalit si impoverirsi. Tutti i momenti di passaggio, di


separazione (dallinfanzia sino al confronto con la morte) a cui si inevitabilmente
esposti,inquantoelementiineluttabilidellavita,sonocomplessiedifficilidaaffrontare.
Poich risvegliamo uno stato mentale ed effettivo: la solitudineisolamento, che
compenetraecoloradislesperienzadellaseparazione,temacentraleinadolescenza.
Inquantolaseparazioneconnaturataallatransizionedaunacondizioneesistenziale
ad unaltra. In questi momenti, critici, in modo particolare nelladolescenza, sembra
porsi in modo evidente la distinzione tra sofferenza consustanziale allumano e
sofferenza declinata in senso patologico. Ovviamente non mi riferisco alle patologie
strutturatesindallinfanzia.Neimomentidipassaggio,ilconfinetraquestedueformedi
patire, soprattutto in adolescenza, tende a divenire pi labile, pi incerto, pi sottile.
Poich questa linea fragile e ineffabile, sembra abbandonare lessere umano proprio
negliinevitabilimomentidiseparazione.Ladolescentepuviversi,cos,comefragile,
esposto,abbandonato,solo,senzasperanzaoalcontrario,einmodoalterno,capacedi
tutto, di dominare se stesso, i propri comportamenti, il proprio mondo interno e,
soprattutto la realt esterna. E di fronte a tale disorientamento, che, a volte, si pu
presentare con un risvolto drammatico, che la figura dellanalista acquista senso e
valore. La stanza danalisi diviene, cos, un luogo privilegiato poich solo in quel
contesto, nella nostra mente, nascono pensieri vivi, utili e proficui, o, al contrario,
pensieri ossificati e pietrificati. Questi ultimi spesso vengono, inconsapevolmente ,
affidati,insensoproiettivo,aquelsingoloadolescente,chestavivendo,lasuaunicae
specificacrisiesistenzialelegataaldifficileaccessoalmondoadulto.Ilcompitodinoi
analistidovrebbeesserequellodiprendersicura,nellastanzadanalisi,dellasofferenza
declinatainsensopatologico.Percui,paradossalmente,possiamoritenerecheneinostri
studinonvediamoladolescenza,mapiuttostolimpossibilitdiaccedereadessa.Anche
se non scontato rendersi conto di quanto una sintomatologia, espressa in forma
esplosiva pu ridimensionarsi e permettere, cos, il normale fluire della vita o
rappresentareiprodromidellainsorgenzadiunapatologiastrutturata.Inognimodoil
nostrocompitodovrebbeesserequellodiaiutareinostripazienti,ldovpossibile,a
divenire adolescenti e rientrare nel flusso della vita nonostante i cosiddetti legami
affettivi danneggiati. Tutto questo non contiene in se lidea radicale che la realt
esterna,nonentranellastanzadanalisiequindinonciriguarda.Nonstoproponendo
una figura professionale distante dalla realt e fedele allimmagine idealizzata
dellanalista suppostosapere, o allimmagine dellanalisi pura e sganciata dal mondo

esterno,visioneaccompagnatadaunavenaturadiromanticismoedaunatteggiamento
nostalgico e regressivo. Ritengo, per, che la realt esterna, la cosiddetta
contemporaneit, fornisce soltanto i modi e le forme attraverso le quali si esprime la
sofferenza,nonnerappresentalacausa.Intalsensosonoindisaccordoconleteorie,a
mioavvisodistamposociologico,dimoltiautorichesioccupano,oggi,diadolescenza.34
Sposandounaletturasociologicarischiamodiperderedivistailnostrospecificovertice
dascolto e rischiamo di diventare stranieri nel nostro luogo di elezione, nella nostra
fucina. La stanza danalisi , invece, il luogo principe in cui pu prendere avvio il
cosiddettopercorsoeprocessoterapeutico.Lanalisiunmetododicuraconlaparola.
Cura che si fonda su due dimensioni specificatamente umane: lascolto e il dialogo.
Lascolto autentico dellaltro da s rimanda ad una qualit umana : il sentire laltro
come un essere simile a me che patisce e gioisce in modo specificatamente umano.
Trameaffettivequesteultime,ilgioireeilpatire,chetessonounaretedirelazionetrai
singoliesseri,epermettonodicoltivareilsentimentodiappartenenzatragliindividui.
Lascolto,per,nonunaqualitstabile,eacquisitaunavoltapertutti,poichrichiede
una particolare attitudine che , come sostiene la De Monticelli, lattenzione. La pi
modestaequotidianadellavirt:eppureanchelapidifficile.Lattenzionelacapacit
diaccogliereveramentelarealtnellasuaindividualitenellesueesigenze.Presuppone
evidentementerispettoeumilt,sensodellevidenza,capacitdiritirarsi,fiduciainci
cheofferto,efedeltaquantociascunacosa.35Dacineconseguecheilcosiddetto
dialogoautenticocomportalinevitabilenecessitdiriconoscerelaltronellasuaradicale
specificit,proprionelsensopropostocidaJung.Ildialogoinoltreponeallanalistauna
questionedinaturaeticapoich,lecorrentiemozionali,cheattraversanolasuamente,
possonoinvaderelasuaautenticitecontagiarelapensabilitcosciente.Poichlionon
larbitrodellenostreemozioni,questeultimepossonocondizionaresiailmodoincui
ascoltiamoediconseguenzalamodalitconcuidialoghiamo.Difattonoianalistinon
sappiamo,finoinfondo,sucosafondarelefficaciadellenostreazioniterapeutiche.Ioho,
invece, limpressione che, attualmente, in molta letteratura, che si occupa della cura
della sofferenza in adolescenza, le espressione ascolto rispettoso e dialogo autentico
vengono proposte, in modo semplicistico, gli adolescenti non sono ascoltati ma
interpretati. Come sperimentiamo nella pratica clinica, il cosiddetto dialogo con

34
35

diautoricomeBenasseguet,Pietropolli eGalimberti
De Monticelli, R. (2007), Alla presenza delle cose stesse. Saggio sullattenzione fenomenologia. Atque, 3-4 p.234 235

ladolescente non n semplice n scontato da realizzare. Data la personalit


delladolescente,ancoranondefinitanorganizzatainsensorelativamentestabile,gli
interventi dellanalista, possono trascinarlo in uno stato danimo segnato dal timore:
pu sentirsi indottrinato, invaso, controllato o, al contrario, sedotto. Reazioniemotive
che possono ingenerare chiusura, diffidenza, e sfiducia . Per quanto riguarda noi
analisti, sappiamo che molto difficile mantenere una giusta e buona distanza
relazionale, in quanto inevitabilmente contagiati dai nostri vissuti controtrasferali
rischiamo,spesso,diincarnareilruolodelgenitoreidealeoilsostitutodiquellorealein
carne ed ossa. Oppure, al contrario, rischiamo di identificarci, inconsciamente, con la
nostra adolescenza, ormai perduta, e incarniamo, in tal modo, il ruolo dellamico
adolescente complice nei confronti del mondo degli adulti vissuto come estraneo,
distanteeavoltepersecutorio.Inognicasoimpediamoalladolescentelapossibilitdi
accedere a quella esperienza dolorosa, necessaria e inevitabile, che racchiusa
nellespressione: separazioneindividuazione. Unica condizione esistenziale che pu
aiutarlo a fidarsi delle sue potenzialit e cominciare a viversi come un individuo
separato che rimane comunque in relazione con i suoi bisogni di dipendenza e di
appartenenza,senzatemerechelapercezioneditalibisogninonloricaccinuovamente
nel regno dellinfanzia. Ladolescente, quindi, non ha bisogno di essere sedotto da un
analistacompiacentecheaderisceaisuoimododiesprimersiedicomunicare.
Ildialogoconeinsiemealladolescentedipersperturbante.ComeritieneWinnicott
gliadolescentinonvoglionoesserecapitiechiunquefadomandedeveaspettarsichegli
vengono date risposte false. Non sta a noi sedurli con un atteggiamento Puer,
giovanilista e di falsa vicinanza. Il nostro compito dovrebbe essere quello di aiutarli,
quandonehannolapotenzialit,aradicarsinellavitaenellapropriastoria.Questopu
accadere soltanto se prima di tutto riusciamo noi analisti a radicarci nella nostra vita,
nella nostra storia e nella nostra funzione analitica. Come analisti possiamo tentare di
avvicinarciconcautelasiaallascoltochealdialogoconladolescentetenendocontodi
una loro modalit tipica e specifica di esprimere la sofferenza. Modalit elettiva che si
sostanzia con lagire, con una messa in scena visibile al mondo esterno ma non resa
mentale a se stessi. In questo periodo della vita la sofferenza psichica si esprime in
modoconcreto,tantopivisibileallocchiodelladultotantopiladolescentetendead
allontanarlo,avanificarelarelazione,checomporta,inevitabilmente,vicinanzaaffettiva.
Chiedonoaiutoattraversoilsintomoealcontempolorifiutano.Ilnostroarduocompito
dovrebbeesserequellodiaiutarliatentaredirenderepsichiciicontenutidelloroagire.

Queste convinzioni rappresentano lo sfondo dal quale nascono le riflessioni sulla


difficilecostituzioneegestionedelsettingnellavoroclinicocongliadolescenti,eluso,
allinternodellarelazioneterapeutica,deicosiddettistrumentidigitali.Conquestafascia
detlafunzionedelsettinglegata,inmodoparticolare,allacostituzionediunluogo
fisico, una sorta di spaziotransizionale, che possa aiutare ladolescente a divenire
consapevole della sua sofferenza, imparare a sentirla e governarla, passando cos dal
registrodellagitoalregistrodellariflessioneequindidelcontenimentodeipropristati
mentali e affettivi. Dovremmo essere, paradossalmente, pi analisti degli analisti, pi
realistidelre.Questononvuoldirechedobbiamofarsicheladolescentesiadattialla
visione classica dellanalisi o che debba rispettare le regole che sostanziano il nostro
lavoro.Manelnostroesseredifrontealladolescente,nellastanzadanalisi,ogninostro
comportamentoandrebberesopsichico.Traglistrumentichegliadolescentiutilizzano
per comunicare, loggetto di elezione il cellulare, in particolare la comunicazione
attraverso i messaggi, che permettono, a volte in maniera evacuativa di uscire da
situazioniconflittuali.Quandosiscriveunmessaggiononpresenteneilvisonelavoce.
Quandounadolescentehailbisognonecessitdisaltareunasedutatendeacomunicare
con i suoi soliti strumenti che sono rapidi, comuni e soprattutto riguardano la vita
concreta,realeeordinaria.Difronteailorocomportamenti,ovviamente,noianalistinon
possiamo procrastinare il nostro intervento. Per se noi ci adeguiamo al loro stile
comunicativo non li aiutiamo a percepire il loro mondo interno ma rinforziamo la
naturale tendenza ad agire in modo impulsivo, senza ne riflettere ne sentire. Queste
peculiaritumanenecessitanodiunapausa,unicadimensionechepufareincontrare
unconflittointerno.Nellavoroclinicosiamocostrettiaprenderedecisioniimmediate,
ma,nonostantelascomodasituazione,dovremmotentaredimantenerevivalintenzione
dinoncolludereconilorocomportamentimanipolativipenailrischiodiprecipitarein
unostallodelprocessoterapeutico.Eprofondamentediversoseladolescentesachein
terapia pu sperimenta un modo unico e completamente altro rispetto al solito stile
comunicativo che lo accompagna nel quotidiano. Dipende, quindi, dalla capacit della
mente dell analista di non colludere con quella del paziente, e tentare, ogni volta, di
renderematerialepsichicounfattoconcretoenonlasciarlocaderecomeunsemplice
fatto. Dovremmo, quindi, aiutare ladolescente a poter sviluppare la capacit
introspettivainmodochepossagradualmentesvilupparsiilmomentodellariflessione
chepermettelinteriorizzazionedeglieventiaffinchpossanoessereassorbiticomefatti
psichici. In tal modo ladolescente non pi completamente agito dal fascino coatto

della sua condizione esistenziale. Tutte le forme nuove di comunicazione che


riguardano la vita ordinaria trasportate nel contesto analitico e usate come strumenti
per stabilire con ladolescente il cosiddetto dialogo, rischiano di alimentare, il suo
isolamento,lagrandiosit,lonnipontenzaelamancanzadiassunzionediresponsabilit
nei confronti della propria vita mentale ed affettiva. Il nostro compito specifico, nel
lavorocongliadolescenti,credoconsistanelriuscireadincarnareunafiguracheliaiuti
asostarenellaterradinessuno,nelluogodiconfine,nelnonpieilnonancora,senzache
langoscia li travolga. Dovremmo rappresentare un tramite, una possibilit che
permettalorodipoterviverelaseparazioneche,inevitabilmente,litrascinanelluogo
dellasolitudine.Staanoifarsichelalorosolitudinenonsistrutturicomeisolamento
dasestessiedalmondoesterno,mapiuttostopossatrasformarsiinsolitudineinteriore,
vivaecreativanellaqualesicontinuaadessereapertialmondodellepersoneedelle
cose,ealdesideriodimantenersiinunarelazionesignificativaconglialtri36.Aiutarli,
quindi,adacquisire,quandopossibile,lacapacitdisentirsivivitrovandoilcoraggio
dentro se stessi di percorrere la bellezza e pienezza della vita nonostante i legami
danneggiati.Credochesenoianalisticiappropriamoinmodoacriticodeinuovicanali
relazionaliedeinuovistiliterapeutici,rischiamodisnaturaleesvilireilnostrosapere,
chenonvanegatontantomenoresoattuale,ritenendochesiasufficienteaggiungervi
un pizzico di neuroscenze, un granello di cognitivismo e un buon uso degli strumenti
digitali.Tuttoquestopernonsentirciobsoletinonnatividigitali.
Volevo chiudere il mio intervento con un breve brano di Jung che Borgna,37 nel suo
ultimodefiniscedidrasticachiarezzaedipalpitanteattualit.aldildelsubstrato
anatomico v ci che per noi importante, vale a dire lanima, entit da sempre
indefinibile,echecontinuaasfuggireancheaipiabilitentatividiafferrarla38.

36
37
38

Borgna, E.,( 2011) La solitudine dellanima, Feltrinelli, Milano, p. p.21


Borgna, E., (2012) Diarmoniarisuonaedifollia,Feltrinelli,Milano,p.147

C. G: Jung, Psicogenesi delle malattie mentali, Opere, Vol.III, Boringhieri, Torino,1971

NATIVIDIGITALI
ElisabettaTrebec

Nativi digitali il nome dato agli under 18, ragazzi nati e cresciuti nellera del digitale, che
sonotraimaggiorifruitoridelwebedellenuovetecnologiemobili.
Lesperienza coi nativi digitali nasce dalla mia attivit come terapeuta e come psicologa
scolastica. Ed soprattutto in riferimento al lavoro svolto in ambito scolastico che mi piace
condividere riflessioni e offrire spunti di discussione non solo e non tanto su nicchie
patologichequantosuadolescentinormali.
Lattivitdigitaleiniziamoltopresto.Nell'Istitutocomprensivo(materna,elementariemedia)
dovemioccupodiprevenzionedeldisagioedell'abbandonoscolasticohannoallestitoun'aula
computer nel ciclo della primaria, a cui hanno accesso i bambini findalla prima elementare
persvolgereattivitdidattichedivariotipo.A11annituttisannoginavigaresuInternetela
maggior parte ha aperto un profilo su Facebook.( il social network pi diffuso nel mondo:
l'11% della popolazione mondiale hanno un profilo su Facebook, in Italia 20 milioni di
personehannoapertounaccountequestannoFacebookhasuperatoGooglecomenumerodi
visite).
Non ho dati statistici veri e propri ma ogni anno incontro individualmente dai 30 ai 40
ragazzi,delletcompresatragliundicieitredicianni,oltreadentrareincontattoconintere
classi,qualorasirendanonecessariinterventidiosservazionedelledinamichedigruppoedi
facilitazionedellinterazionealunniedocenti.
Perquestiragazziildigitalecostituiscelalinguanaturale.
E il linguaggio attraverso cui esprimere se stessi. La connettivit al vertice dei loro
interessi, ma non il primo interesse. Il primo esattamente quello che era linteresse
prioritariodellegenerazioniprecedentiecioincontraregliamici,stareconloro,senzascopi
precisi,parlareeFacebookcostituiscelostrumentoattraversocuimanteneresemprevivoil
contattocontuttoilgruppodegliamici.

Non il cellulare, questo serve solo per inviare sms, messaggi di servizio, non il telefono,
usatoquasimai.IlcanaleprivilegiatodicontattoFacebookche,inquestosenso,rappresenta
cicheerailtelefonoperlegenerazioniprecedenti.
Naturalmentecondelledifferenze:iltelefonoimplicaunaconversazioneadueeconsenteun
livello di comunicazione intimo e profondo che con Facebook non possibile. La
contemporaneit, la simultaneit e la velocit di risposta mantengono la comunicazione a
livellisuperficiali.DelrestoFacebooknatoconquestoscopo,comeluogovirtualedisvagoe
diintrattenimento,perrelazioniamicalipercepitecomeleggereeconviviali.Illinguaggio
testualebreve,abbreviato,sintatticamentepovero.Spessocondellericadutenellavitareale,
nellalinguaparlataescritta(temipienidiXditiKiedo,kecosa).Eforsequestalasintassidi
unnuovofunzionamentomentale? Aquestopropositoildibattitoapertoenuovericerche
(GarySmall)sostengonochenonsololabusomailsempliceusodellaretemodificaicircuiti
neuronali(basterebbero5orediesposizioneallasettimana).Anchesolofacendocosemolto
semplici come inviare sms o fare ricerche in rete, il nostro cervello diventa pi avvezzo a
filtrare informazioni e a prendere decisioni istantanee, in qualche modo si specializza,
vengonociorafforzatiicircuitiripetutamenteattivatiascapitodialtrifunzionamenticome
quelloaffettivoerelazionale.Inaltreparole,Internetstarebbecreandounostatodinatura
digitale. Una mutazione, cos come in passato mutazioni sono state influenzate
dallacquisizionedellascritturaepoidallinvenzionedellastampa.
TornandoaFacebook,lasuaparticolaritchecisiiscrivecolproprionomeecognome,pi
spesso gli adolescenti si iscrivono con un nickname ma si rendono sempre riconoscibili in
quanto il loro scopo quello di presentarsi come se stessi e costruire un senso di
appartenenza.
Attraverso la condivisione di immagini, di video, di esperienze, attraverso lo scambio di
informazioni tra amici, gli adolescenti mettono in comune il proprio mondo interiore e
qualcosa di importante di s. Facebook diventa cos uno strumento significativo nella
costruzionediunidentitriconosciutadalgruppo.
Per questi adolescenti lo scopo non tanto cercare nuovi contatti. Poi vero che si chiede
lamicizia all'amico dell'amico e in questo modo si raggiunge un numero sproporzionato di
amici che nella vita reale difficilmente si riuscirebbe a gestire, ma questo fa parte della
dinamicadelsocialnetworkdovesitantopiattraentiquantopisirichiesti.Inrealtlo
scopo vero quello di mantenere aperta la comunicazione con gli amici reali, in quanto

necessitpsichica;gliamicicostituisconoinfattiunsostegnoemotivoeunconfrontosociale
nelprocessodidifferenziazionedallafamiglia.
In questi termini Facebook pu essere una vera e propria risorsa per quei ragazzi che
soffronodiinibizionisociali,ragazzichiusi,condifficoltdicomunicazioneedirelazione,acui
loschermogarantisceunaprotezionechelirassicuraeconsentelorodiesporsiedientrarein
contattoconicoetanei,almenocomeprimoapproccio.
Mipoicapitatodirecentediincontraregenitorichehannochiestoaiproprifiglil'amiciziasu
Facebook. La motivazione il controllo, ma credo anche quella di poterli conoscere meglio,
poich a quest'et si corre il rischio di perderli di vista, o forse perch mai visti. La cosa
interessantecheifigliaccettanol'amiciziadeigenitori,probabilmenteperlostessomotivo
percui,inpassato,silasciavaingiroildiariosegreto,oancheperquelladinamicainbasealla
qualesemprepispessoigenitoriabdicanoalproprioruoloefannogliamicideifigli.
LaltrositoInternetmaggiormentecliccatodagliadolescentiYouTube.
YouTube permette ai ragazzi di rivedere le serie televisive preferite, di vedere le puntate
perse,diascoltarebranimusicalieguardareivideodeicantanti.
YouTube consente dunque di coltivare la seconda grande passione degli adolescenti: la
musica.Lamedesimadellegenerazioniprecedenti.
Unaltrofenomenointeressantequellodeigiochidiruolo,chatmultimedialiattraversocui
gliadolescenti,inambientazionichesimulanolarealt,interagisconotraloro,attraversodei
personaggi,gliavatar,iconerappresentantifigureumane,animali,oggetti,segniastratti,cui
vienedatounnomedifantasia.Questogarantiscelorolanonimatoelapossibilitdigiocare
ruoli diversi, simulare identit diverse. In realt gli avatar, pur mantenendo lanonimato ci
parlanodichiinchat,perchmetaforedidiversiaspettidellapersonalitdelragazzo,realio
desiderati.
Un gioco di ruolo che sta prendendo piede il Palazzo, la cui peculiarit la convivenza
stretta tra adolescenti avatar e adulti wizard, che interagiscono tra loro, in modo
prolungato e intenso. Gli avatar mettono in atto una serie di comportamenti di sfida nei
confronti dei wizard, comportamenti aggressivi, a volte anche molto violenti, provocatori al
punto da scegliere il suicidio. Lo scopo quello di ottenere risposte normative, anche
repressive,dapartedeiwizard.Gliadultitrovandosinellanecessitdimantenerel'ordinee

difendere la sopravvivenza stessa della loro comunit sono costretti ad assumersi il ruolo
normativo in prima persona, offrendo cos un'opportunit di scontro/incontro, quindi
un'opportunitdirapportoecrescitapiconcretediquellechegliadolescenti,nellasociet
contemporanea,possonotrovareinfamiglia.
Sempre pi spesso, infatti, gli adulti non riescono ad assumere un ruolo genitoriale
autorevole, perch non reggono il conflitto, non reggono la tensione che deriva dallessere
normativi di fronte a un figlio adolescente, cos preferiscono evitare lo scontro e
accondiscendere a tutte le richieste del figlio anche le pi improbabili, alimentando il suo
sensodionnipotenza.Inquestomodoimpedisconoalfiglioloscontroedunquel'incontrocon
quella funzione psichica chiamata padre che fondamento del processo di individuazione e
chesiesprimeinforzadanimoesensodiresponsabilit.
Internetdiventaallorailterrenodirappresentazionedinecessitpsichicheinevase.
CiveroanchenellarelazionemorbosaconilWeb.
Riporto il caso di un ragazzo tredicenne, di terza media, portato in terapia a causa di una
importanteinibizionesocialechegliavevafattoabbandonarelascuola:soffrivadiunpotente
sentimentodivergognaedipauradelgiudizio,degliinsegnanti,ma,soprattutto,deicoetanei.
Si rifiutava di uscire di casa, cos passava intere giornate chiuso in camera sua, davanti al
computeragiocareaivideogiochi.
Aldisottodelsintomo,ceraunaprofondadifficoltindividuativa:lapauraasepararsidalla
propria infanzia, alimentata dalla resistenza della madre alla sua crescita, in quanto il figlio
costituiva per lei un oggetto s e l'impossibilit a confrontarsi con un padre capace di
traghettarlonellavitaadulta.Ilpadreeraunbordergravissimo,conun'obesitinvalidantela
vitapersonale,sociale,lavorativa.
Ora il ragazzo ha diciott'anni, ha terminato la terapia da un mese, in concomitanza dell
iscrizioneall'ultimoannodiunistitutotecnico.Lannoprossimosaruntecnicoinformatico.
Insintesi,ildigitalecostituisceunlinguaggionuovoattraversocuigliadolescentiparlanodei
temi di sempre. Internet il luogo di proiezione di dinamiche interne, nel bene e nel male,
espressionedicomportamentitipiciedipatologia.
Potenteagentedicambiamentocheharivoluzionatol'esistenzadituttinoi,agevolandolavita
pratica, velocizzando la comunicazione e il reperimento di informazioni, il web potrebbe

essereilvolanodicomportamentiatipicimalesperienzacongliadolescentimiinsegnache
alloriginesemprelosguardoassente,lincontromancatoadimpediredidiventaresestessi.

SINTESIDEILAVORIALL'INTERNODEIWORKSHOP
FrancescoLaRosa
AngiolaIapoce
SusannaChiesa


WORKSHOPN.1
Relazioneconclusiva:FrancoLaRosa

Nonsipucertonegarequantoilmomentostoricochestiamovivendoportiinevitabilmentea
doverfareiconticonunacrisiveramenteprofondaperquantoattieneallavitasociale,alla
realt politica, alle istituzioni, al senso delletica, e per quanto ci riguarda alla nostra
identitdianalistieallenostreprassiprofessionali.
Ilnostrolavoronelpubblico,ilnostrolavoronelprivato,lanostraprofessionediformatorie
supervisoriallinternodellesocietscientifiche!Noncareaincuinonsiainveronecessaria
una rivisitazione delle nostre posizioni, delle nostre ideologie, delle nostre modalit di
intendereilnostrolavorooggiintempimoderni.
Epurverochespesso,secilasciamorapiredauncertopassatismo,possiamofinirepureper
indugiare su posizioni magari romantiche, quando lanalista poteva vivere le sue
gratificazionidicuratoredanima,dievocatoredimillefiguredellinconscio,diattivatoredi
infinitesimbologienellapsichedelpaziente,colsuotempolungo,colsuosettingprotetto
, col suo onorario, alto , e al riparo da certe contaminazioni esterne o da variabili
imprevistedisturbantitrasnobismiblaseautoconfermenarcisistiche.
Ma le realt istituzionali e i tempi di crisi che viviamo ci richiamano a ben altre realt: i
parametri ben noti di costobeneficio, di validazione degli interventi, di osservanze
pedissequedirigidelineeguidadarispettaresenzameno,perquantoattieneallavoronelle
istituzionie,benalriparodaognifantasiacreativarispettoaeventualinuoveesperienzeda
poter tentare sul piano terapeutico nelle istituzioni, cos come la crisi economica che ci
attanaglia,perquantoriguardailprivato,conleaspettativelepivariedeipazientirispettoai
nostriinterventi,lesempremenonumeroserichiestedianalisidelprofondodapartedichi
vuole invece risolvere subito il sintomo, la patologia quella nosograficamente definita nei
vari manuali diagnostici o DSM di matrice anglosassone Ecco, tutto questo ci manda
davverointilt,noicheabbiamosceltounaformazioneumanisticamitteleuropeacentratasu
vissuti,emozioni,dinamicheprofonde,participationmystique.

Forse siamo superati o forse no Beh, diciamola tutta. Certo, non si possono negare,
recuperandouncertoottimismo,lanostravocazione,lanostraestrazione,lanostramission
ovunqueoperiamocircalapossibilitdiimmaginareunapsicologiacomelogosdipsiche,di
logos,cio,cheprendeformadaunpensierodanimaintrisodipassioneediimmaginazione,
capacedimuovereleinfinitefiguredelteatrodellanima,ingradoditradursicomeintelletto
damoreprontoadanimareinunaparolamentecuore,queldisegnointeriorepieletto
enuminosochefadellaterapia,perognunodinoi,quellarealearscurandichenonpotrmai
essereimbrigliatainprocedureeprotocollidanessunaAziendaSanitaria,ncondizionatada
esasperate nosografie tassonomiche causalistiche, asfittiche, rigide, scientificamente
derivabili.
Questalasommadelleriflessionidelnostrogruppo.
Eancora,nonpossiamocertonegareilnostromassimoinvestimentosuquellacheedeve
esserelacuraattentaesemprevigiledellanostraequazionepersonale,dellaquestioneetica
dellanalisi, della tensione costante alla dimensione emozionale e affettiva ancorch
epistemologicaerazionaleconchianoisiaffida,conchidanoisiaspettasenonaltroun
accoglimento,uncontenimento,unaccompagnamentoconipropristrumentiovviamente
nelladirezionepersonale,oversoilproprioprogettoindividuativo,nellinguaggiodiJung.
Equinonccrisieconomicachetenga,npuessercicrisidiidentitalcuna,seilterapeuta
conlapersonasofferentecostruir,perdirlaconAnnaBenvenuti,unarelazionepurfuori
dallerighecheimplicherquelcoinvolgimentoprofondocapaceinognicasodiesporloalle
feritedellaltrosenzatroppedifese.
QuandosientratinellaposizionedellaltrocontinuaAnnacitandoHilmannlaltronon
pi solo rimandando a Ricoeur a proposito di empatia tra immedesimatezza e ipseit,
rimandandoaGiovanniPaoloIIquando,comeLinoAnconasottolinea,sinegalasolitudine
individualesesiattivaunaveracumsolatiotragliuomini,comepresenza,ascolto,solidariet.
Eallorascheilmitodellanalisipotrperpetuarsi,pureinepochecosincerteedifficili,pur
tra le note ambivalenze che certi particolari tipi di pazienti ci attivano, oggi, che diminuiti i
pazientiaredditoperlanalista,procapitesecondoCorradoGuglieri,sidovrdarespazio,
anche nel privato ormai pi magro, a soggetti che una volta erano magari delegati alla
psichiatriaistituzionale.

Diminuiscono i pazienti in analisi, ma non diminuiscono i pazienti da analisi! E una


questionedimercato?SiinterrogaCorrado,oancheunproblemadicrisitecnica?Come
direcheunlimitedellanostrametodologiadiintervento,e/odellamancanzadiunaverae
propriatecnicajunghiana!
Eforsequesta,inveceavolercibenpensarelagrandeoriginalitdelmetodojunghiano,si
detto nel gruppo; proprio la non sistematicit di un metodo la possibilit, quando
opportuno, di poter affidare alla creativit dellintervento, pur tra mille pericoli
improvvisazioni,misticismi,facilinewagelapibellaopportunitdicurarefacendoanima,
attraversogliaffetticheorientinolatecnica,attraversounaparticolarepoiesissottolegida
diEuterpeodiBrigit,lasantaprotettricedeiguerrieri,deifabbri,degliulivi,deipoeti.
Epoca di malessere la nostra, epoca in cui uninformazione massiccia e onnivora ha
drammaticamente soppiantato la grande cultura sapienziale, epoca in cui un inconsapevole
desideriodisacrositraduceinmanieradrammaticaedenantiodromicainconatiimpropri,in
rigurgitidombra,inespressionipatologichesemprepiincentratesucompulsioni,violenze
esplosiveosottili,addictiondiqualsiasitipo,criminidigenerecheinognicasoeacertilivelli,
nellaletturachenefaKalsched,sottointendespessountrauma.
Equeltrauma,diceancoraAnnaBenvenuti,chemagaripurestareinunazonaisolatadella
psicheaminarecomunqueleenergiementalidellindividuo.
E un trauma pi complesso, che coinvolge tutta la sfera psichica e lo sviluppo del soggetto,
precisaFrancescaPicone,cheispirandoilsuopensieroaFonagyeTargetciavvertequantoil
maltrattamentodanneggilecapacitriflessivedelbambinoodelladultoeilsuosensodelS.
Nelle relazioni di attaccamento traumatico, sottolinea ancora Francesca, il soggetto non
sperimentapiquelsensodisicurezzadefinitodaWinnicottcomefiduciainqualcosachesia
buono e su cui si possa contare. Il funzionamento di modelli operativi dissociati si situa
allinternodiunattaccamentotraumatico.Siverrebbecosaformareunsistemaperversoove
imodellioperativiinternidanneggerebberoilfunzionamentomentaleerelazionale.
DalleteoriediJungsultraumaedallemolteinterpretazioniclassichedellateoriajunghiana
questosiderivatodalleriflessionidelgruppoallesollecitazionidiFrancescaoggi,noncisi
pu non soffermare sul mondo delle immagini oniriche e delle fantasie del paziente
traumatizzato,neicuisognienellacuipsicheinconscia,sipurintracciaretuttoilmateriale
primitivorelativoallasuadifesa.

Basandosi su ci che Fordham defin le difese del S, c comunque speranza riferendosi


FrancescaallesueesperienzeclinichesuffragatedaquelleportatedaCorradoGuglierieAnna
Benvenuti che ci sia una sorta di sapienza intrinseca, nella psiche, ad assicurare la
sopravvivenzadiunospiritopersonaleimperituro,diessenzadellapersona,diresilienza,le
stesse che devono animare e soccorrere quelle donne, o quel femminile spesso oggetto di
attacchi,diviolenzadiognigenere,finoalleestremeconseguenze,inquestitempi,come ha
ben sottolineato Wilma Scategni, intrecciando di pathos il suo racconto tra suggestioni,
evocazioni,ricordi.
IlsuomigrareparliamodiWilmaisuoiviaggi,isuoicontinuispostamenti,hannoapertoa
riflessioni sui metodi, sui linguaggi, sulla ricerca di riferimenti teorici per quella che si
potrebbe definire la etnopsichiatria, con quelle smisurate messi di esperienze che hanno
attivatoilsuolavoromassimamenteinsensogruppale.Wilmahacertamentecoinvoltotutti
noiperquantoriguardatematicheinerentilastoriadeisoggettiinterapia,lelorovoci,iloro
volti, le loro esperienze scolpite nei corpi, con tutto ci, che soprattutto in certi paesi
implica il complesso culturale di cui ha parlato Chiara Sebastiani , il welfare, assistenza, il
lavoro,isetting.
Il setting, anche questo straordinario strumento dellanalisi stato trattato dal gruppo, il
settingcomenecessit,difesaoluogosacralechecircoscriveeanimaallastessamanieraquel
luogo reale e simbolico che compone e scompone esigenze, progetti, confini e speranze per
lindividuoinanalisi.
Il setting un rito della mente, dice Francesca Picone, che in quellarea circoscritta e
immaginalenellostessotempo,narra,ricostruisce,riparailtrauma.
Il setting, quando adeguato, quando veramente terapeutico ed etico nel senso pi eletto del
termine, elicita nella impagabile figura dellanalista che lo governa e nel paziente che lo
avverte,quellesperienzachesipotrebberiferireallepocadellasuainfanziaquandosegli
andata bene la presenza di figure di attaccamento positivo sono state capaci di dargli
sostegno emotivo, contenimento, presenza di grande spessore con un effetto benefico sul
sensodiautostima,fiducia,reciprocit,aumentandoneledifeseeattivandoipisaniprocessi
dimentalizzazione.
Solo riflettendo, ma forse anche commuovendoci prendo alla lettera una bellissima
osservazionediLuigiAversasultemadiflererepiangeresoloriflettendo,mainmaniera

criticaecostruttivasulnostrolavoro,sultempocheviviamo,suinostrilimitimaanchesulle
nostreresponsabilitditecnicidelcuoreedellamente,solomettendoadisposizionelenostre
risorseinvirtdeinostripazientimaanchedelcollettivosofferente,possiamoscongiurareil
grandepericolochetuttisicorreequestoinnegabileecioquellodiviveresenzagioia,
senzagraziaesenzasperanza.


WORKSHOPN.2

Relazioneconclusiva:AngiolaIapoce

Queste poche righe di sintesi di una mattinata non vogliono avere il carattere di un saggio
compiuto, connesso e articolato in tutti i suoi passaggi concettuali. Si tratta di un semplice
resocontodiunworkshopchehavistolapartecipazionediunnutritonumerodicolleghi(pidi
una ventina), nessuno dei quali ha assistito passivamente alle relazioni introduttive gi
precedentemente strutturate, al contrario, ognuno ha attivamente partecipato con commenti,
osservazioni e riflessioni. Dare conto di tutta la ricchezza di una mattinata impossibile, ma
questoresoconto,purnellasuacolpevoleriduttivitenellasualimitatezzaeimperfezione,vuole
comunquetestimoniareunincontro,unincontroproficuochehahaspostatounpopiavantila
soglia dellesperienza e della conoscenza. Molti sono gli omissis, in questo resoconto, non per
sceltamaperlimitimnemonici;ilettoripotrannonotarechenonsonopresentinomiequesta,
contrariamenteallepartinonpresenti,stataunamiaprecisascelta;hovolutosottolineareil
carattere corale di questo incontro, piuttosto che lattribuzione esatta delle parole a chi le
aveva pronunciate. Ho preferito la dimensione bioniana di pensieri senza pensatore, perch
proprioinquestadimensioneapertaevolatilechehacaratterizzatolincontro,ionehopotuto
scorgere il suo insostituibile valore, un aspetto della nosta vita associativa che doveva essere
cosepertantopreservatoedespressocometale.
Lavolatilit, ladestabilizzazionee lenuoveistanzeterapeutiche si sono sostanziate,inquesto
workshop, in tre contenuti: i sentimenti umani, la dimensione temporale e la facolt
dellimmaginazione. Si tratta, a ben vedere di tre punti che offrono particolari difficolt nella
societ di oggi e quindi sono i punti che pi emergono durante lanalisi; ma si tratta anche di
tematiche che Jung ha ripetutamente affrontato e approfondito nel corso del suo lungo lavoro
teorico,unatestimonianzachevisonospatologiespecifiche,storicamentecontestualizzate,ma
anchechequestevannoquasisempreacrearecontiguitconaspettigeneralidellessereumano,
presentidasempreecheriguardanoildatopielementaredellesistenza.

Il dibattito seminariale ha preso le mosse da alcune considerazioni intorno al sentimento


dellinvidia,chestatoportatocomesentimentoparticolarmentepresentetraipazientidella
nostraepocacheaccedonoallastanzadanalisi.
Si tratta di un sentimento oggi molto diffuso anche al livello sociale e ci si pu trovare di
fronteallacircostanzadiinvidiareanchecicherisultaesseremoralmenteriprovevole.Due
puntisonostatimessiinluceinmodopiparticolareggiato:innanzituttosisottolineatoche
occorre considerare il sentimento dellinvidia non solo nel suo versante distruttivo, voler
togliereallaltroperpoterpossedere,maanchenelsuolatocostruttivo,unsentimentoche,
mettendoci nelle condizioni di volere ci che non si ha ma un altro possiede, ci spinge a
migliorarenoistessi.
Laltropuntotoccatostatoquellodellinvidiadelterapeutaversoilpaziente,tematicanon
banale poich consente di toccare il tema dell ombra del terapeuta, la necessit di
considerarelapropriaombraepertantolanecessitdifareiconticonilimitidelterapeutae
della stessa terapia: parlare di consapevolezza di limiti sposta laccento sullatteggiamento
dellumiltchedeveaccompagnareillavorodellanalista.

Ilsensodellimitecheunsentimentocomelinvidiaproponesullascenaanaliticasiriverbera
anche sul vissuto della temporalit. Se il senso di destabilizzazione, oggi particolarmente
sentito, si pu anche far derivare in una mancanza di scambio tra lindividuale, ci che
proprioeilcollettivo,risultaevidentechelostessosensodellimitesivaadintrecciareconil
vissuto della temporalit; un tempo esterno che privilegia una diacronicit scandita e un
tempointernocherichiedeunrespirochenonsembrapotersidarenellecontinueecostanti
interruzionidiunpercorsotemporalelineare.
Uno dei mali modernirisiede proprio nellinterruzione del transitotrail passato e ilfuturo,
nellillusione che un presente perenne ma vuoto possa sostenere il peso di ogni esistente.
Responsabilit etica non bloccare transiti e passaggi, laddove, viceversa, la possibilit
terapeutica si trova proprio nel riannodare i fili con un passato significativo afinch possa
aprirsi la possibilit di un futuro. I giovani oggi non hanno futuro perch non riescono a
immaginarlo.

Il ruolo fondamentale giocato dallimmaginazione e il suo valore stato implicitamente


espressodalraccontodiunsognodiunapaziente,raccontochehapermessodidiscuteredi
unasituazioneanaliticacaratterizzatadalladifficoltdicomunicazionetraanalistaepaziente,
ma, contemporaneamente, della necessit e del valore, da parte del terapeuta, di starci,
essere presente e affiancare silenziosamente, con la sua semplice presenza, i momenti di
blocco nello sviluppo analitico. Un atteggiamento e un comportamento che richiama la
dimensione etica della nonrisposta che gi era stato messo in luce nella relazione
introduttivadelvenerd.
La dimensione etica, cos fondamentale per il lavoro dellanalista, trova il suo respiro pi
ampionellattenzionedadareallinguaggio,siadellanalista,siadelpaziente.Illinguaggioche
rappresentalarispostaumanaacichepuesseredefinitolatremendainquietudinedelle
cose. In questo senso, il linguaggio non pu essere considerato un possesso da parte
delluomo, ma poich si innesta nello scuotimento emotivo del senso della discontinuit
psichica, ne siamo condizionati, o meglio, lo ospitiamo. Se teoria visione, secondo
letimologia originaria, anche la teoria ci ospita, siamo ospitati da una teoria che ci
sopravanza.
Cosadifferenteilmodello,cherappresenta,viceversa,ilmomentoincuidiamoformaaci
chegiconosciutoenoto,siapureperriorganizzarlo.

Traendosommariamenteeinmodomoltolimitatoalcunelineeconclusiveadunamattinata
chestatariccadisollecitazioni,didomandeedispuntiriflessivi,formuloiseguentipunti:
I tratti pi patologici di evanescenza che gli analisti notano nei pazienti oggi, che a loro
voltarispecchianounacondizionedivitageneralizzataediffusa,invitanoadunaprassi
terapeuticacheriscopraqueglielementigiindividuatidaJungchesonocondensabili
nelnonaverefretta,nonprecipitarsiadarerispostedefinitorie:cisiconfrontacon
levanescenzaconunaltrettantodisfumatureediindefinito.
Sembra essere fortemente stringente, oltre che un valore da riscoprire, adoperarsi, nella
praticaclinica,ateneresempreapertiipassaggi,iltransitotracichesiecichenon
si,tralumanoeilnonumano,tralevariepartidellavitapsichica,trailpassatoeil
presente,affinchloscambiosiacontinuoenoncisianoblocchicheimmobilizzinoe
arrestinolafluiditdiunprocesso.

La prassi psicoterapeutica tratta tutti quei vissuti e dimensioni psichiche che sono in
relazione con ci che precede la costituzione dellIo, con le sfere della passivit,
ricordandolamedesimaradicesemanticasiadipassivo,siadipatologico.
Per offrire una cura alla sofferenza dobbiamo darci tempo, attendere, avere
unattenzioneaffettivae,attraversoci,avvicinareivissutidolorosiperchscaturitida
situazioneecontestidiimpotenza,qualcosachesipassivamentesubito.
Sembra,daltraparte,chetuttocicheipazientenonsonostatiingradodiaffrontare
reattivamente, o perch troppo piccoli o per situazioni la cui potenza sopravanzava,
presentasomiglianzenoncasualiconilcontestosocialedelmomentostoricochesista
vivendo.
Sembra, pertanto, che oggi si pu individuare il luogo della terapia proprio
nellintrecciotrailpersonaleeilcollettivo.
Infine,nonsipotevaaffrontareiltemadellapermanentedestabilizzazionedellapsicheche
riscontriamo maggiormente in questepoca, senza aprirsi a uno dei punti cardine del
pensierojunghiano:lafacoltecapacitdiimmaginare,ilpoteredellimmaginare.
Lacrisidellacontemporaneitancheunacrisicheesibisceunacadutaverticaledella
capacit immaginativa, della leopardiana capacit di fingere, capacit di costruire
nella propria psiche qualcosa che definirei un affresco di ci che non c, la
composizionedellassente:igiovaniogginonhannofuturoancheperchnonhannola
capacit di immaginarlo, e questa mancanza da attribuire non esclusivamente a
deficit individuali. La terapia oggi, ogni terapia, a maggior ragione, costretta a
dirigersi proprio verso il recupero della funzione dellimmaginare,per crearepontie
tessiture tra ci che sotto i nostri occhi e ci che non visibile, tra la presenza e
lassenza,

ma

comunque

presente

come

inquetudine

disagio.

WORKSHOPN.3
Relazioneconclusiva:SusannaChiesa

Il workshop si apre con le immagini del video di Bill Viola The Innocents della serie
Transfiguration2007

Duefiguredaicontornisfumatiaffioranolentamentedaunosfondogrigioeprendonoforma:
un ragazzo e una ragazza i corpi ancora acerbi ci vengono incontro e s'identificano nel
passaggioattraversounacascatad'acqua.
L'acquasvelaicolori,evidenzialeforme,rivelal'espressionedelvolto.
Comeinunritodiiniziazione,idueadolescentinasconoalmondo,illorosguardociscopre...
Adolescenzacomenascita,aprirsialmondonelfaticosopercorsodeldivenireadulti.

Le prime due relazioni hanno affrontato problematiche adolescenziali dal vertice di


osservazionedellascuola.

ElisabettaTrebechaparlatodellasuaesperienzadiresponsabilediunserviziodipsicologia
scolastica in un istituto comprensivo dell'hinterland milanese (materna, elementare, media)
perlaprevenzionedeldisagiominorileedell'abbandonoscolastico.
Si tratta di adolescenti utilizzatori del web che usano il digitale come linguaggio comune: a
undiciannisannonavigareinrete,hannoilproprioprofilofacebook.
Loscopodiquestiragazzicomunquequellodimanteneresemprelapossibilitdiaccedere
algruppodiamici.
Voglionorimanereconnessi,scambiaremusica,informazioni,mostrareimmagini.
La rete diventa il luogo di incontro virtualmente sempre disponibile, spazio in cui si
inserisconoancheigenitorisempreconl'autorizzazionedeifiglimedesimiaprendoviedi
comunicazionetrasversalienonsemprechiare.
L'aggressivit nei rapporti genitori figli si sposta e mette in scena per esempio, in giochi di
ruolotraAvatarcherappresentanoigiovanieWizardgliadulti.
Illinguaggiocambia,sicontrae,estrutturainformetronche,comesottolineaCaterinaAiassa,
oltrecheanalista,insegnanteinunascuolasecondariachepartecipaadunprogettopontetra

la scuola e l'Ospedale Regina Margherita in cui sono seguiti in parallelo scuola/ospedale,


adolescenticongravipatologie.
Si sottolinea come la continua connessione alla rete crei un contatto diffuso e continuo che
spessoarrivaadalterareiparametrispazio/temporali.
Lanotteputrascorrerecollegatialcomputerfinoalleprimelucidell'alba,elamattinanon
c'mododialzarsiperandareascuola.
Nell'ambito di un'apparente diffusa orizzontalit, anche gli insegnanti chiedono l'amicizia
sufacebookoiragazzialoro,comeputalvoltaaccadereanchetrapazientieterapeuti.
Tuttiamicidunque,mainrealtaquestecomunicazioniviawebnoncorrispondeunreale
incremento di contatti e amicizie: persone che hanno chattato tutta la notte sottolinea
Aiassa possono incontrarsi la mattina dopo e ignorarsi, con una grande differenza dalle
comunicazionitelefonichedegliadolescentidiunavolta.

Si evidenzia cos la crescente diffusione di un virtuale che sembra consentire un'apparente


infinita comunicazione, a fronte per di una solitudine generalizzata e di un aumento delle
difficoltdirelazione.

Dalla dimensione pi collettiva e generalizzata della scuola, entriamo nella stanza d'analisi,
dove una musica ad altissimo volume, dal ritmo ossessivo accompagna le parole scandite
come battute di un rapper, di Fury 20, l'interessante caso clinico presentato da Rossella
Andreoli.
Fury20,personaggio/Avatar,alteregoviolentoeinquietantediFurio15,inrealtpallidoed
esile ragazzino rinchiuso tra le mura della sua stanza o dentro i circuiti del suo cellulare,
strumentodacuiaffioranoinquietantimessaggiescambidiinformazionisull'usodisostanze.
Parliamo di una rivoluzione tecnologica senza precedenti, con ricadute importanti sul
funzionamentomentale,comeattestanodisturbidellamemoriaedell'attenzione.
CidobbiamochiederesottolineaAndreoliaqualinuoviassettieconomicivannoincontro
alcune antinomie centrali per il processo adolescenziale, come rappresentare/percepire,
pensare/agire, elaborare/evacuare. In che misura possiamo parlare di scacco del simbolico
e/odinuovimodidelpensare?

La mente non si apre ad una tridimensionalit ma cortocircuita in una bidimensionalit


ossessiva, come nell'applicazione di un videogioco struttura costituita da sequenze

relativamente semplici che nella ripetizione aumenta la velocit, con incrementi progressivi
dellatensionechepossonoarrivareascatenarescaricheepilettogene.
Mentre l'adolescente rimane chiuso nella sua stanza, rinunciando anche a frequentare la
scuola, virtualmente in contatto con tutto il mondo, come il fenomeno degli Hikikomori
giapponesiattesta.
Lafamigliarestachiusafuoridallaporta,davantiacuiponedomandeepiattidicibo,comese
dentro soggiornasse una belva o un gigantesco Gregor Samsa, scarafaggio gigante delle
metamorfosidiKafka.

In un sistema dove sempre pi facile agire difese arcaiche, con lo sviluppo di patologie
borderline, disturbi del carattere, dipendenze da sostanze, dove rischiano di prevalere
meccanismidievacuazionesullacapacitdielaborazione,comepumuoversil'analista?
Qualistrumentipuutilizzare,qualedialogopuaprireconleimmagini?
L'intervento di Bianca Gallerano riflette sull'incontro della mente dell'analista con la
sofferenzapatologicadell'adolescente,sottolineandocomelasocietforniscalaforma,imodi
diespressionedeldisagio,manonnesialacausa.
La sofferenza adolescenziale che osserviamo nello studio dell'analista non si limita ad una
sofferenzafisiologica,insitanelprocessotrasformativoadolescenziale,marivelaladifficolt
diaccedereall'adolescenzainquantotale.
La posizione dell'analista non pu essere n quella di un genitore ideale, o di un illusorio
amico,rischiandodiscivolareinderivepedagogicheoseduttive.
SitrattaperGallerano,diriconoscerelaqualitperturbantedell'incontroconl'adolescente,di
cercarediidentificarlonellasuaspecificitperpermetterglidiritrovarelasuastoriaeilsuo
percorso.

Nellariccadiscussioneseguitaagliinterventi,vienesottolineatocomedifronteallacrescente
difficoltdiutilizzareilpensiero,diaccedereallapossibilitdielaborazioneealladimensione
simbolica,lafunzioneanaliticadeveribadirelasuafunzionedispaziomentale.
Ilsettingsiconfiguracomespazioanchefisicodicontenimento,rappresentazioneeincontro,
garanzia di accesso ad una possibile verticalit io e te qui, in uno spazio e in un tempo a
frontedelladiffusaorizzontalittuttisempreconnessi,aldildeilimitidispazioetempo
Nelladimensioneanalitical'ascoltoeillavorosulcontrotransfertdiventano,nell'incontrocon
l'adolescente,luogo/spazioprivilegiato.

Daquestoverticeemergonopropostedifferentichehannoincomuneunavisionefluidadella
mente dell'analista al lavoro, mantenendo sempre la chiarezza del rifiuto di facili collusioni,
conl'attivazionedellenostrepartiadolescenziali,oconlaproiezioneall'esternodelnegativo,
suigenitoriosugliinsegnanti,ponendosinellaposizionedigenitoreidealeodipedagogo.
Gli interventi sottolineano anche l'importanza del corpo nella relazione con il paziente
adolescente,uncorpochescomparenelladimensionevirtualemachedeveesserecoltonella
suarealtepensato.

Gimentreattendel'ingressoinstudiodelpazienteadolescente,l'analistapusentirsimesso
allaprova,costrettoaconfrontarsiconlanoviteillimite,unasedutadopol'altra.
Laterapiadell'adolescenteciponedifronteallanostracapacitdiscoprirenuovesoluzioni
perpoterincontraredavverol'altro.
Lafermezzaunassettomentale,nonunarigiditdicondotte.
Sipuaccettarediusareunnuovostrumentomail,smseccorifiutarlo,suggeriredigiocare
iltemadelvideogiococomesogno/videogiratodalpaziente.
Mantenerelacuriositpercicheilpazienteadolescenteportainterapiaecercareinsiemedi
aprirespaziditrasformazioneapartiredacichegliadolescentiamanoeusanosenzaaverlo
maipensatoesoprattuttosenzaessersimaipostiilproblemadiunapensabilit.
Poter credere che gli stimoli parole, azioni, musica, immagini usati talvolta
dall'adolescenteinuneccitamentocontinuopernonpensare,possanotrasformarsiinaeree
insatureecreativediinquietudine.

CONCLUSIONI
VitoMarinoDeMarinis

Eperconcludere
perconcluderelesperienzadiquestigiorni,nellaqualesipercepita,credodapartedi
tutti, una vitalit di pensieri e di partecipazione attenta e rispettosa, vorrei, per prima
cosa, ringraziare i colleghi che con generosit hanno dedicato il loro tempo e il loro
impegnomentaleallarealizzazionediquestoincontro.Intalmodohannoresaoperativa
la dimensione della solidariet, parola che non ci interessa quando solo formale
appartenenza al politicamente corretto, ma di estremo valore quando diviene azione,
impegno, sforzo condiviso. Un ringraziamento, anche, a coloro che hanno portato
pensieri,riflessioni,chehannoresocomunicabiliefruibili,pernoi,esperienzepersonali
trasformateinconoscenzacondivisibile.Epartendodaquestifattichelideadicomunit
divieneesperienzaconcreta,praticaesistenziale.
Il nostro incontro che si conclude ora ci ha consegnato, infatti, una densit di immagini,
emozioni, pensieri e riflessioni che non intendono concludere, chiudere il discorso, ma
essere fonte, origine, chiave di apertura. Apertura verso nuovi Pensieri e riflessioni che
possono nascere nelle nostre menti, quando, una volta tornati a casa, nellincontro con
laltro, nella figura del paziente, ci torner in mente quel plesso cognitivo, quella
comprensione che un collega ha realizzato, quel modo attraverso il quale ha risolto un
groviglioaffettivo.Perchlanostradisciplinanonalserviziodiunadimensioneestetica
o di una necessit narcisistica. Nel nostro contesto culturale il bisogno di accogliere i
nuovi pensieri, nuove teorie e nuove riflessioni deve avere un ancoraggio forte alla
dimensioneetica.Nonpensiamo,scriviamoperrealizzareesercizidistileoperesseresul
palco,operessereneisalotti,oalserviziodellanewage,chepromettepilloledifelicita
pocoprezzo,maalserviziodellacompassioneversolasofferenzaeneltentativodifare
di questultima, come scrive Jung in pi parti , occasione per la maturazione
dellindividuo.

InfattiNelnostroincontroinnumerevolicolleghiconpassioneeinteressehannoportato
il loro impegno, nel districarsi fra concetti, e nello sciogliere nodi teorici, concettuali,
oppure sciogliere nodi affettivi nella stanza di analisi. EPartendo dalla loro esperienza
che hanno cercato di portare avanti il pensare analitico, un pensare che nasce
dallurgenza di affrontare, giorno dopo giorno, le difficolt nellaiutare i pazienti a
superare , mitigare e sanare aree di sofferenza ormai croniche , che noi definiamo
patologia.Partendoquindidaquelloche,amioavviso,ilverosfondodalqualeilnostro
pensareoriginaetrovailsuovaloreefondamento.Ilrestorumoredelmondo,esercizio
distilenelmiglioredeicasi.
Perch Essere analisti significa, a mio avviso, aderire ad unoperativit esistenziale che
costringearivederecostantemente,comefruttodellincontroconlaltro,inostrimodidi
pensareediorganizzareilmondo.Rinunciando,quindi,parzialmentealvaloreidentitario
delle teorie per entrare in un vero dialogo con il mondo che, oggi, in questo contesto
assume la figura dei colleghi. E il modo nel quale, nel nostro incontro, abbiamo cercato
attivamente,usandoleparoledinatoli,diincentivarelaprossimit.
Laprossimitlavvicinamentoallaltrononpersottometterloainostribisogni,nonper
cercare di renderlo specchio narcisisticamente orientato, ma per attivare quella
dimensione emotiva che determina il suo riconoscimento come simile, compagno di
viaggiodiquellavventurachelavita,nelnostrocasospecifico,quellavventurainiziata
pidicentoannifaconlanascitadellapsicoanalisi.
Ilconsiderarelappartenenza,eilsuofondarsinellasolidariet,comevaloreprimario,
una delle possibile risposte alla diffusa impressione di crisi, crisi senza soluzioni
definitive che sembra essere metafora della condizione delluomo nella postmodernit.
Condizione che si caratterizza come specifica relazione con il tempo, come incapacit di
pensare il futuro, il nostro Tempo senza promesse per dirlo con Levinas. La
trascendenza ha abbandonato luomo e il mondo e il futuro diviene angosciosamente
incerto: viviamo nel tempo dell incertezza. Incertezza che ci rende spaventati e
impotenti;maselapauranonpredominanellenostrementi,seilsensodiimpotenzanon
scivola nellamarezza, possiamo accogliere la crisi come occasione, occasione di
cambiamento, di apertura, di possibilit. Certo ormai sappiamo che lazione senza
garanzie e questo si riflette sulle nostre convinzioni teoriche ma ancor pi nel nostro
operare analitico. Lo stato di incertezza, lazione senza garanzie pu produrre nella

mente angoscia e spaesamento ma credo possa renderla pi libera nellincontrare


realmente laltro nella sua individualita. e in tal modo promuovere maggiore libert di
pensare, di conoscere, di vivere e trasformarsi. Certo siamo diventati pi vulnerabili ma
veniamoancheconsegnatiallunicapossibiliteresponsabilitdiunincontroindividuale
conlarealt.

Infine un ultimo pensiero circa questo luogo che per molti, certamente ipi vecchi.,
attraversoiricordi,provocaunturbamentochesembrarimandarciapidicentoannifa
,quando,inunluogosimileaquesto,ilburgholzli,CarlGustavJunginiziavaadascoltare,
invece che recludere concretamente o recludere metaforicamente nella figura del folle
dellepersone,imalatidimente.
Edaquestogestoiniziale,credo,sianatalapsicologiaanalitica.
Oggi dopo pi un secolo , possiamo pensare, che questo luogo ci riporta al senso ultimo
del nostro operare nel mondo: alletica dellascolto. un ascolto, quindi, che non debba
recludere laltro allinterno delle nostre teorie o dei nostri saperi convenzionali o
allinterno dei nostri bisogni identitari , ma un ascolto attento, sempre affettivamente
apertoalnuovochelaltrorappresentanelsuospecificoesserenelmondo.
Certo la follia nel corso della storia ha cambiato le sue maschere. A quei tempi
predominava Listeria, oggi le figure pi diffuse sono le dipendenze o gli attacchi di
panico,ierilafiguradelnarcisismo.Piccolicenniacassificazionichesifannosemprepi
complesse e che tentano di afferrare, di chidere ci che inevitabilmente sfugge: la
complessitdiesistenzechecercanoindividualmentedivivere,disopravviverealdolore
estremo. Perch la follia rimane, alla fine, nella sua essenza, deragliamento, terrore e
dolore estremo. Maschera che compare, come nel trauma, quando una mente supera i
limitidellesuepossibilitditollerareildoloreesifrattura,sidestrutturaosiamputa,un
voltochesifadeforme.edldoveilvoltosifasmorfiacronica,mascherafolle,cheper
noinecessarioripeterequelgestoiniziale,riiniziareadascoltarelaltro,incontrandolo
dovelumanosembraapparentementecaduto.

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