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Claudio Varini

Lintervista

Intervista a
Rogelio Salmona

Parigi. Rogelio Salmona ignora la malattia che lo accompagna e lavora con energia soprendente. La conversazione, una
delle tante che abbiamo avuto, improntata da quella orgogliosa discrezione che caratterizza Salmona. la sua opera
a parlare per lui, a parlare di un architetto che ha saputo
interpretare, con un percorso caparbio ed indipendente, lessere sudamericano, senza rinnegare le origini (anche culturali)
europee. Salmona, lavora in un piccolo studio, sempre con la
matita in mano, con una visione umanistica del ruolo e del
fare dellarchitetto.
Questa intervista apre a una visione spazio-temporale del
mondo fondata su una sensibilit a volte armonica e poetica, a
volte dura e sagace: una visione antropocentrica e decantata,
lontana da intenzioni mediatiche, particolarmente eloquente
per la cultura europea, attenta alla natura, allintorno urbano
e allo spazio fisico, concepiti e realizzati per essere vissuti.

Germania; poi il Mediterraneo e la Grecia, lAfrica del


nord. Ogni viaggio era strutturato da moltissime letture: alla Sorbona ho studiato la storia della citt islamica
e tanto altro. Al mio decimo anno a Parigi ho vissuto
lesperienza del progetto nel CNIT che avrebbe dovuto fare Nervi.Avevo visto la sua opera; mi interessava il
mondo degli ingegneri, non solo Nervi, ma anche
Maillard, Freyssenet e Torroja, per lintelligenza delle
soluzioni con cui dominavano le forze Era il 1958.
Decisi il mio ritorno in Colombia: era tempo di fare
architettura.

Come si definisce Rogelio Salmona nella sua professione di


architetto?

Tornato in Colombia progetta utilizzando in prevalenza il


mattone a vista...

Io non mi definisco. Posso solo dire ci che non mi


piace nellarchitettura: il protagonismo, la figurazione, le
architetture che non trasmettono serenit.

Nellarchitettura popolare lestetica deve essere etica.


In Colombia imprescindibile una politica particolarmente attenta allo spazio pubblico: la democrazia si
sviluppa nello spazio pubblico con la difesa del patrimonio culturale e del paesaggio. Nessuno ha il diritto
di distruggere patrimoni che appartengono a tutti.
Non era possibile far parte di un sistema politico che
cerca solo il lucro. Se un architetto fa una proposta di
case per gente povera, che la maggioranza nel mio
Paese, non deve dare solamente una risposta a necessit fisiche, ma anche alle sue speranze. Non abbiamo
il diritto di decidere per loro. Per questo considero
molto importanti le decisioni di non privatizzare lo
spazio pubblico del progetto. Mi riferisco al Polo ed
alle Torri del Parco. Lo spazio comunitario deve formare quello pubblico. Nulla di pi detestabile dei
conjuntos cerrados: rappresentano lanti-citt, uno spazio dove si rifiuta laltro.

e come persona?

Posso parlare delle esperienze che ho vissuto. Tra il


1948 ed il 1957 ho lavorato nellatelier di Le Corbusier:
nove anni. Ci sono restato perch ero a Parigi. Mi considero un discepolo che ha avuto un atteggiamento critico: profondit, precisione e puntualit sono gli insegnamenti che ne ho tratto.
Parigi, non solo Le Corbusier

Parigi mi ha offerto di frequentare lcole Pratique des


Hautes tudes dove insegnava Francastel che mi ha fatto
capire e sviluppare il pensiero della ricerca. Con lui ho
approfondito la relazione tra larte e la citt. Stare a
Parigi mi ha permesso di poter viaggiare: Italia, Spagna,

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Che ambiente trov al suo ritorno?

Mi ha colpito la forza, il grido di giustizia di fronte ad


una societ arcaica e tradizionalista, settaria. Vidi una
possibilit di cambiamento.

CIL 122

Una posizione cos decisa e radicale difficilmente ha vita facile

Dopo lesperienza del Polo e delle Torri, mi hanno cacciato. Quando si stava concependo Timiza si pens che
la gestione della residenza fosse sotto forma cooperativa, dove lincremento od il decremento dei componenti del nucleo familiare permettesse laccesso ad una
casa pi grande o pi piccola, secondo le esigenze.
Scrissi ad una fondazione internazionale cooperativa:
pensavo ad una cooperativa di 40.000 abitanti, realizzata per gruppi di 230 case. Il progetto stato sviluppato
pensando a questa struttura concettuale. Presentato il
progetto al Banco Central Hipotecario, mi fu chiesto sarcasticamente se volevo alimentare il comunismo:Marx
ha detto che comunismo casa pi elettricit fu la mia
risposta. Il principio fu per accettato e difeso quando
progettai la Fondazione Cristiana.
Tra il 1964 ed il 1970 progetta la prima opera che avr risonanza internazionale: le Torri del Parco.

Il primo progetto era composto da due corpi architettonici: un corpo scalonato ed una torre prismatica a fianco.Veramente questa soluzione non mi piaceva: volevo
arrivare ad una configurazione differente, ad una rottura
del parallelepipedo. Per far accettare la volumetria del
progetto (superiore a quella ammessa), decisi di concepire una terza torre; passarono cos altri due anni. Io credo
che non fu inteso il secondo progetto, visto che, quando
si rimossero impalcature e protezioni di cantiere, mi fu
esplicitamente chiesto dagli stessi finanziatori se ci che
si osservava era ci che era stato contrattato. Ma le proteste non finirono l: si mise in discussione la proposta
generale, lintegrazione con la sottostante Plaza de Toros,
malumori che alimentarono anche una polemica politica. La proposta fu difesa dal futuro presidente Barco, ma
osteggiata anche da influenti architetti come Martnez.
Il laterizio a vista una delle costanti della Sua architettura: a
cosa si deve questa predilezione?

Il mattone un ricordo della mia infanzia, vissuta tra i


quartieri di Teusaquillo e della Macarena: mi impressionava il rituale di posare i mattoni, quasi una danza mi
ha sempre affascinato come luomo costruisce le case.
Anche i tanti viaggi hanno fortemente influito, cos
come le realizzazioni parigine degli anni 10, 20 e 30.
Gi Fernando Martnez aveva ripreso luso del mattone
che si era perso tra gli architetti modernisti. Mi piace
che sia un elemento industrializzato, prefabbricato,
modulare, che permette di utilizzare mano dopera che
ha una grande conoscenza.Tutto il sud fatto in mattoni e, per questioni ideologiche, io penso che anche nel
nord si dovrebbe fare altrettanto... E poi io faccio architettura con i laterizi non in laterizio.

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Con lArchivio Generale della Nazione Lei apre a nuove possibilit


espressive, in contrasto con lausterit di opere precedenti e con il
carattere prevalente degli edifici con questa destinazione duso.

LArchivio un luogo di conservazione della memoria;


di conseguenza, si trasforma in emblema. Allo stesso
tempo, deve avere il benestare della societ mondiale
degli archivi e, quindi, rispettare norme internazionali.
Volevo un mattone chiaro, diverso rispetto a quello in
produzione: ho proposto al fabbricante di miscelare largilla con caolino, cos come si fa in Cina, obbligandolo
ad arrivare ad una temperatura di 1200 gradi, mentre i
mattoni normalmente usati a Bogot si cuociono intorno ai 900 gradi. Provammo una miscela con il 70% di
argilla ed il 30% di caolino per ottenere questo colore,
ma il mattone presentava evidenti fessurazioni. La soluzione ci venne da un operaio che affermava che il problema stava nelle quantit del dosaggio: fortuna volle che
la stessa fornace avesse una cava con la stessa percentuale
di componenti. Avevo disegnato profili per i bancali ed
altri per gli stipiti, per creare un alfabeto e vedere bene le
aperture da fuori, con gocciolatoi perforati per le architavi. Questi profili mi permisero di arricchire le soluzioni dangolo: le jambas, inoltre, mi servirono anche per
ventilare. Nella parte archivistica, la muratura esterna
doppia e separata da una camera daria per evitare la condensa; con lausilio di ventilazione forzata meccanica si
mantiene costante lumidit. Gli archi inversi che caratterizzano le aperture sulla sala di lettura hanno un filtro
rosato per una necessit concreta: illuminare gli spazi
interni evitando che i raggi solari colpiscano i libri. Nel
patio centrale, una piccola piazza, evidente il riferimento a Michelangelo; ma, oltre allesigenza formale, il
disegno doveva anche permettere la presenza di giunti di
dilatazione senza che fossero riconoscibili.
Il risultato della Sua architettura non dipende solamente dal
progetto ma anche dalla Sua presenza in cantiere...

Si va in cantiere come un direttore dorchestra: assisto ai


lavori affinch tutto sia esatto. In secondo luogo, per
impedire che si facciano errori; poi per dirigere il muratore, dirgli come fare, come si inizia: realizzare murature
creare un ritmo, proprio come con metope e triglifi, e
tutto deve essere esatto.
Nella citt universitaria di Bogot, composta quasi esclusivamente da edifici razionalisti intonacati, ledificio per i corsi post
laurea dellUniversidad Nacional lunica costruzione recente

Nutro un grande senso di apprezzamento verso la


Nacional: primo perch nazionale, secondo perch
pubblica, terzo perch ho studiato l, quarto per la laurea
Honoris Causa. Per tutte queste ragioni, stato un impegno molto grande, anche perch ledificio ospita una

L I N T E R V I S T A

comunit che cambia anno dopo anno. Ledificio che ho


concepito ha, dunque, una doppia funzione: come luogo
di studio e come luogo visitato, perch sia un luogo di
contemplazione. Devo percorrerlo e salire per vedere la
bellezza del sito. Ho lasciato dove erano quattro alberi
come elementi primordiali per strutturare il progetto. Mi
ero gi fatto unidea: volevo rampe, una corte interna su
cui affacciare le aule. Ho fatto un lavoro di scomposizione per definire ogni elemento come una nota musicale.
Ho strutturato la proposta come chi fa un percorso poetico, per fare uno spazio nello spazio. Mi sono ritrovato
con troppe cose: ho iniziato cos ad eliminare elementi
fino a lasciare lessenziale. Lorganizzazione spaziale
fatta di un doppio dualismo: di relazione tra dentro e
fuori, di relazione tra sopra e sotto.

Come si fa a comunicare il passare del tempo in architettura?

La copertura assume nei Suoi progetti una funzione speciale;


non mai una semplice superficie tecnica

Il Suo approccio al luogo non certo indifferente

Il tetto un elemento di contrappunto fatto di elementi geometrici: mi piace dargli un uso. Mi piace ritagliare
le superfici per far alzare la vista al cielo; cos progetto
elementi che non sono familiari e che aiutano a pensare che strada prendere; creo luoghi che mettono in evidenza lintorno immediato e lontano. Mi interessa plasticamente la lontananza per arrivare allinfinito. Perch?
Qual il limite dellarchitettura? Pu essere qualcosa di
mobile che succede nel tempo.
La recente biblioteca pubblica intitolata al presidente Virgilio Barco
presenta una spazialit ricca, emozionante, isolata fisicamente
e, nel contempo, strettamente relazionata con la citt

Alla fine quello che faccio lo stesso progetto. Io so quali


sono le frustrazioni che restano dal precedente lavoro,ci che
in quella circostanza non ho potuto plasmare. In particolare,
i miei progetti derivano da una concezione che tento di elaborare: la interrelazione tra esterno ed interno. Si vedono
progetti che non hanno facciata,proprio perch questa segna
la differenza tra esterno ed interno. Ci che mi interessa
dare una visione integrale del progetto nella sua totalit e in
relazione con il contesto. Per la sala di lettura, ho pensato ad
un luogo di incontro,uno spazio pubblico che metta in evidenza il sito in cui situato, mostrandone il paesaggio: un
luogo per errare,fln per dirlo con Baudelaire. La sala di
lettura,quella della musica e di lettura infantile,ecc.:ogni spazio ha proprie specificit;limportanza poter avere un contatto spaziale con il libro. Un altro aspetto quello del leggere come fatto in s, una sorta di compenetrazione con il
libro, o ascoltare la musica. Per esempio, Beethoven: la sua
musica un trascorrere del tempo e questo ha una parte assai
importante nella vita. Lunica ricchezza che possediamo il
tempo:quando si sta leggendo,ascoltando o sognando,il trascorrere del tempo deve farsi sentire.

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Fa parte della stessa intenzione di fare architettura. La


cadenza dei vani:crei una luce che viene dalla cadenza,che
permette di vedere londulazione dellacqua; la percezione
sar sempre diversa, e questo coincide con il concetto di
rumore di Eraclito. Mentre si legge si percepiscono suoni,
colori e cos via: questa cadenza permette che, anche stando seduti, ci si accorga del passare del tempo. Feci anche la
proposta che comprassero due cigni, uno nero ed un altro
bianco, affinch, con il loro continuo movimento, esaltassero questa percezione spazio-temporale... Nei miei progetti c anche la ricerca della simultaneit della visione.
Cos nellarchitettura ho cercato che si potesse vedere
simultaneamente,percorrendola,qualsiasi parte del progetto: il mio spazio deve essere fluido.

Cerco una simpatia nel luogo, mi compenetro, cerco di


capire i suoi attributi.
Quanto sono importanti gli spazi aperti nei Suoi progetti?

Esploro relazioni spaziali sempre nuove. Sperimentare spazi


aperti porta a configurare un piccolo luogo dove il patio
lelemento di continuit.Applico lo stesso programma alle
cose grandi ed a quelle piccole, anche intrecciando patii tra
di loro. I patii sono spazi da utilizzare, che devono essere
molto vissuti. Cerco lunione con uno spazio alberato, che
diventa rossastro con il primo e lultimo sole. Cerco anche
lacqua come elemento vivo, come fonte poetica: mi piace
contemplare i passeri che vi fanno il bagno.
Come affronta un progetto per un edificio istituzionale?

Faccio lo stesso quando affronto un progetto di architettura residenziale: per prima cosa devo conoscere la gente.
... ed un progetto residenziale?

Se non conosco le persone, non faccio loro la casa; voglio


raggiungere una sorta di simbiosi tra la persona (committente) e larchitetto. Questo anche perch nutro un grande timore di sbagliare.
Lei conosce Gabriel Garca Mrquez dal periodo della vostra
permanenza a Parigi ed ha progettato per lui una casa a
Cartagena de Indias: una esperienza molto particolare

I patii sono stati ricavati nella parte pi alta della costruzione


per poter vedere il mare;di sotto,pi al fresco,sono state ricavate le stanze da letto per gli amici e la piscina. La casa era
stata tutta orientata verso il mare; quando Garca Mrquez
vide il progetto mi disse:a noi della costa non piace il mare;
quindi ha alzato muri per nasconderlo alla vista. Quando la
vide realizzata lo scrittore afferm:questa la mia casa!
Ma una casa senzanima: non lha vissuta.

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Archivio Generale della Nazione. Dettaglio della facciata orientale.

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L I N T E R V I S T A