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Il jazz

Il jazz, una tradizione musicale radicata nella cultura afroamericana, nasce e si sviluppa
negli Stati Uniti nellarco del 20 secolo. Nato come musica di estrazione popolare e legato
strettamente al ballo, oggi il jazz riconosciuto come espressione artistica con
caratteristiche proprie e costituisce un patrimonio musicale ascoltato e praticato in tutto il
mondo.
Origini
Le origini del jazz risalgono ai primi anni del Novecento negli Stati Uniti, nellambito delle
trasformazioni sociali e culturali che attraversava in quel periodo la ;comunit nera, da
poco affrancatasi dalla schiavit. La deportazione di schiavi provenienti dallAfrica
occidentale aveva concentrato nel Sud degli Stati Uniti una vasta popolazione di colore, la
cui musica comprendeva una variet di stili legati a contesti e usi differenti. La chiesa era
un luogo di forte aggregazione dove si praticava lo spiritual, un canto collettivo che
reinterpretava la tradizione degli inni liturgici protestanti. Vi era poi il blues, un canto
individuale eseguito generalmente su accompagnamento di chitarra che affrontava in
modo semplice e diretto le tematiche legate alla difficile vita quotidiana del nero in
America. Infine il ragtime, un raffinato genere pianistico che era lespressione pi colta nel
panorama musicale afroamericano di quel periodo.
difficile stabilire con precisione in che modo, a partire dai vari generi e stili musicali
presenti in America agli inizi del Novecento, si venne a creare un nuovo tipo di musica che
gradualmente prese il nome di jazz. Al tempo della schiavit, la popolazione
afroamericana era divisa in due gruppi: i creoli di sangue misto, da tempo resi liberi e
integrati nella vita cittadina, e i neri, che vivevano in condizioni assai disagiate. Molti creoli
avevano ricevuto uneducazione musicale di stampo ;europeo e si differenziavano da quei
musicisti neri (come i suonatori di blues) che erano musicalmente autodidatti. Con la fine

della schiavit (1865) e linasprirsi dei sentimenti razzisti nel Sud degli Stati Uniti, i creoli
perdettero la loro posizione di privilegio e si ritrovarono a subire insieme ai neri la
discriminazione razziale. Negli stessi anni la crescente richiesta di musica
dintrattenimento favor la collaborazione tra musicisti creoli e neri, che cercarono di
integrare le loro differenti concezioni musicali.
Nacquero cos piccoli complessi formati da pochi strumenti a fiato con laccompagnamento
di contrabbasso, banjo e batteria, la cui musica attingeva tanto alla ;tradizione bandistica
europea quanto al ragtime e al blues. Questo modo di suonare venne successivamente
denominato stile New Orleans.
La musica di New Orleans raccolse per la prima volta linteresse del vasto pubblico
americano dopo che nel 1917 un gruppo di eccentrici musicisti bianchi registr quello che
considerato il primo disco jazz. In questo periodo gran parte della popolazione nera del
Sud si stava spostando in cerca di lavoro, concentrandosi nei pi importanti centri
industriali statunitensi, come Chicago, che divenne il fulcro dellattivit musicale
neroamericana degli anni Venti. Per il pubblico nero il jazz rappresentava ormai la
principale musica di intrattenimento e per soddisfare questa richiesta le compagnie
discografiche della citt iniziarono ad attingere al ricco bacino di musicisti afroamericani. In
particolare quelli provenienti da New Orleans, come il trombettista King Oliver, il
sassofonista Sidney Bechet o il compositore e pianista Jelly Roll Morton.
Con la crescente diffusione del jazz i musicisti affinarono sempre di pi la capacit di
improvvisare nuove melodie a partire da un tema di riferimento. Tra loro, un giovane
trombettista di New Orleans di nome Louis Armstrong si distinse subito come una
personalit musicale deccezione e divent ben presto un punto di riferimento per tutti i
jazzisti.

Sul finire degli anni Venti a New York nacquero alcuni locali dedicati al solo pubblico
bianco e venivano coinvolte alcune delle pi importanti orchestre nere di jazz.In questo
panorama spicca la figura di Duke Ellington che riusc a ottenere dallorchestra un timbro
inconfondibile, a tratti cos misterioso e cupo da essere definito stile jungle.
Lo swing
La crisi economica che invest gli Stati Uniti nel 1929 ebbe ripercussioni anche nel mondo
dellintrattenimento, e molti jazzisti dovettero rallentare o interrompere lattivit musicale.
Quando leconomia inizi a risvegliarsi i contorni del jazz erano nuovamente cambiati. La
giovane borghesia bianca americana non vedeva pi in questa musica un simbolo di
trasgressione e il jazz, che in quel periodo era chiamato swing, furoreggiava tra i giovani
come sottofondo ideale per ballare e divertirsi. Sono gli anni delle cosiddette big band,
orchestre composte da tre sezioni di fiati e da una sezione ritmica. In quel periodo le big
band erano guidate per lo pi da band leaders bianchi che, proponendo una musica
semplice e poco impegnativa, dal ritmo ballabile e rilassato, contribuivano al clima di
ottimismo necessario allAmerica per sollevarsi dalla crisi.
Nellera dello swing la musica da ballo, diffusa da seguitissime trasmissioni radiofoniche,
era piuttosto uniforme, ma permetteva a giovani arrangiatori di sperimentare nuove
soluzioni compositive. Inoltre la crescente popolarit di questa musica contribu a
migliorare limmagine del jazz nellopinione pubblica.
Il bebop
In quegli anni alcuni giovani musicisti attivi a New York cercarono di elaborare nuovi modi
per improvvisare, costruendo melodie sempre pi difficili e intricate. Dizzy Gillespie
(tromba), Charlie Parker (sassofono), Thelonious Monk (pianoforte) e Kenny Clarke
(batteria) erano gli alfieri di una nuova idea di jazz che si stava sviluppando nei piccoli club
di New York e che venne presto chiamata bebop.

Pur essendo personalit diverse, i boppers erano accomunati da una continua ricerca che
introduceva nel linguaggio jazzistico aspetti di maggiore complessit, tanto nelle linee
melodiche quanto nei ritmi e negli accordi. Le spigolosit di questa nuova musica e lo
scioglimento di molte big band negli anni del dopoguerra decretarono un nuovo
cambiamento nella fruizione del jazz, che divenne definitivamente una musica da
ascoltare e non pi da ballare.
Nel bebop tutto finalizzato a esaltare le capacit improvvisative dei solisti. Il lavoro
compositivo marginale e spesso un tema solo un punto di partenza per lanciare
limprovvisazione.
Nuove personalit: Parker, Miles e Coltrane
In quegli anni si diffuse una crescente insoddisfazione per la discriminazione razziale
subita dai neri. La musica bebop, cos estrema e di difficile ascolto, divenne un elemento
di ribellione contro la commercializzazione del jazz e Charlie Parker, improvvisatore dalla
fantasia straordinaria e dalla vita sregolata, fu considerato, dopo la morte prematura, leroe
di questa rivoluzione musicale.
A partire dagli anni Cinquanta le innovazioni apportate dal bebop aprirono la strada a
nuove personalit. Tra queste spicca il trombettista Miles Davis, che in una lunghissima
carriera continu a rinnovare il suo stile. Pur realizzando progetti nuovi e sofisticati Davis
riusc a non tradire leredit del bebop: la collaborazione con musicisti bianchi port ad
esempio al cosiddetto cool jazz, dalle sonorit morbide e dallo swing rilassato (cool). Nel
gruppo di Davis emerse John Coltrane, un sassofonista protagonista di un percorso assai
personale: la sua padronanza nellimprovvisazione raggiunse livelli di complessit
impensabili e il suo afflato mistico lo rese una sorta di guida spirituale nel panorama
jazzistico.

Free jazz e contaminazioni


Nei primi anni Sessanta la comunit afroamericana fu protagonista di un forte movimento
di rivendicazione dei propri diritti e di conseguenza anche la musica jazz divent
strumento di critica sociale. Ci emerse per esempio nei titoli esplicitamente politici delle
composizioni di Charles Mingus e nellimpegno di musicisti come Max Roach; tuttavia il
legame tra jazz e impegno politico era rappresentato soprattutto dal movimento free jazz
(dal titolo di un disco del sassofonista Ornette Coleman). La libert da vincoli e
convenzioni port a una musica interamente basata sullinvenzione estemporanea, senza
ruoli distinti tra i vari strumenti e il cui risultato sonoro spesso impulsivo, stridente ed
estremo.
Contemporaneamente, il jazz divent un fenomeno dlite, seguito da una stretta cerchia
di ascoltatori, mentre la maggior parte del mondo giovanile era attratta dalla musica rock.
Fu Miles Davis ad accorgersi di questa frattura e a sperimentare lincontro tra i due generi
musicali: i suoi dischi degli anni Settanta introdussero per la prima volta nel jazz le
sonorit elettriche del rock.
Il panorama jazzistico degli ultimi ventanni molto frastagliato ed difficile trovare un
denominatore comune di tutte le tendenze in atto. In molti casi il jazz diventato il luogo di
incontro tra differenti generi musicali o tra tradizioni di paesi lontani; alcuni musicisti
sintetizzano questa molteplicit di influenze, tipica dellera dei mass media, costruendo
disorientanti collage stilistici (come il sassofonista John Zorn). La diffusione del jazz su
scala mondiale ha fatto s che nel corso degli ultimi decenni le novit non siano arrivate
soltanto dagli USA.

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