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PRIMA AVVENTURA

Introduzione

Nella quale il benevolo lettore viene a sapere quanto basta della vita del signor Peregrinus Tyss. - Distribuzione di
strenne natalizie in casa del rilegatore Lmmerhirt nella Kalbcher Gasse e inizio della prima avventura. - Le due
Aline.
C'era una volta... Ma quale autore pu oramai permettersi di iniziare in questo modo la sua storiella?...
Antiquato!... Noioso!..., cos esclamer il benevolo, o piuttosto il malevolo lettore, il quale invece, secondo il saggio
consiglio dell'antico poeta romano, vuole esser subito condotto medias in res. Egli ha quasi l'impressione d'aver come
ospite un qualsiasi prolisso chiacchierone che, appena entrato in casa sua, si metta ben comodo e si schiarisca la gola
per cominciare il suo sermone senza fine, e questo gli fa subito chiudere con rabbia il libro che aveva appena aperto. Ma
il presente autore della storia straordinaria di Mastro Pulce ritiene invece che tale inizio vada benissimo e che sia anzi il
migliore per qualsiasi storia, ragion per cui anche i pi eccellenti narratori di fiabe, vale a dire le balie, le vecchie e cos
via, se ne sono serviti da sempre; ma poich ciascun autore in fin dei conti scrive soprattutto per essere letto, egli non
vuole (il suddetto autore, appunto) privare il benevolo lettore del piacere di essere davvero suo lettore. E dunque, senza
far tanti preamboli, gli dice subito che a quello stesso Peregrinus Tyss, del cui straordinario destino tratter questa
storia, in nessun'altra vigilia di Natale era battuto il cuore per un'aspettativa pi ansiosa e lieta di quella con cui inizia il
racconto delle sue avventure.
Peregrinus si trovava in una stanza buia, attigua alla sala di ricevimento in cui il Santo Bambino era solito
fargli trovare i doni. Piano piano, egli passava e ripassava, ora spiando un poco dalla porta, ora mettendosi in un angolo
ad annusare a occhi chiusi i mistici profumi del marzapane e del panpepato che emanavano dalla stanza. Poi lo
scuotevano dolci, segreti brividi quando, riaprendo in fretta gli occhi, veniva abbagliato dai luminosi raggi di luce che,
infilandosi tra gli spiragli della porta, saltellavano in su e in gi sul muro di fronte.
Finalmente risuon il campanellino d'argento, la porta della sala venne aperta e Peregrinus si precipit dentro,
in un intero mare infuocato di variopinte e tremolanti candeline di Natale... Pieno di stupore, Peregrinus si arrest
dinanzi al tavolo su cui erano disposti in bell'ordine i pi bei regali, e solo un forte Ah! si sprigion dal suo petto. Mai
prima d'allora l'albero di Natale aveva portato frutti tanto ricchi: dai suoi rami, che si curvavano per il dolce peso,
pendevano ogni sorta di dolciumi, con noci e mele d'oro qua e l, colte nel giardino delle Esperidi. Quella scelta dei
giocattoli pi particolari - bei soldatini di piombo, riproduzioni di cacce, libri di illustrazioni aperti e cos via - non si
pu davvero descrivere. N tantomeno egli osava toccare alcunch di tutte quelle ricchezze che gli erano state donate,
preoccupandosi solo di dominare il suo stupore e di afferrare e godere fino in fondo la felicit che tutto ci fosse
realmente suo.
Oh, miei amati genitori!... Oh, mia buona Aline!, cos esclamava Peregrinus al culmine dell'estasi.
Dunque, replic Aline, ho fatto tutto a dovere, mio piccolo Peregrinus?... Sei davvero contento nel profondo del
cuore, ragazzo mio?... E non vuoi guardare pi da vicino tutte queste belle cose, non vuoi provare il nuovo cavallino a
dondolo, questo bel sauro rosso?.
Un cavallo magnifico, disse Peregrinus, guardando con lacrime di gioia negli occhi il cavalluccio di legno,
tutto completo di briglie, un cavallo magnifico, di pura razza araba. E subito mont in sella al nobile e fiero destriero;
ma per quanto Peregrinus fosse davvero un eccellente cavaliere, questa volta dovette fare un gesto sbagliato, perch il
selvaggio Pontifex (cos si chiamava il cavallo) si inalber sbuffando e lo disarcion, mandandolo miserevolmente a
gambe all'aria. Ma prima ancora che la povera Aline, spaventata a morte, potesse accorrere in suo aiuto, Peregrinus si
era gi tirato su e aveva afferrato le redini del cavallo il quale per, scalciando all'indietro, voleva prendergli la mano.
Ma Peregrinus gli salt di nuovo in sella e, facendo ricorso a tutte le arti dell'equitazione e valendosi ora della forza ora
della destrezza, ridusse quel selvaggio stallone cos bene alla ragione che questo, tremando, ansimando e gemendo,
riconobbe infine in Peregrinus il suo potente dominatore... Quando Peregrinus fu smontato, Aline condusse il cavallo
ormai domato nella stalla.
Quella cavalcata alquanto turbolenta, che aveva causato tanto sconveniente baccano nella stanza, e forse anche
nell'intera casa, era oramai terminata e Peregrinus si era seduto al tavolo per guardare pi dappresso e con calma gli altri
doni luccicanti. Con una sensazione di benessere, si mise a sbriciolare del marzapane, mentre faceva dar prova della
propria arte a questo o quel burattino, sfogliava questo o quel libro illustrato, o passava in rivista il suo esercito,
trovandolo peraltro ben equipaggiato di uniformi e invincibile, se non altro per la buona ragione che nessuno di quei
soldati aveva in corpo uno stomaco. Infine pass alle riproduzioni di cacce, ma qui dovette notare con disappunto che
c'erano solo la caccia alla lepre e alla volpe, mentre mancava completamente la caccia al cervo e al cinghiale. Eppure,
anche questa caccia doveva ben esserci, nessuno poteva saperlo meglio di Peregrinus, il quale con indicibile cura e
minuziosit si era andato a comprare tutto da s...
Proprio cos! E ora appare estremamente necessario preservare il benevolo lettore da malintesi ancor pi gravi,
nei quali potrebbe cadere se l'autore procedesse nel racconto senza pensare che egli sa benissimo come stanno le cose
riguardo a tutta l'esposizione natalizia, ma non cos il lettore, che vuole appunto esser informato di ci che non sa.

Chiunque avesse creduto che Peregrinus Tyss fosse un bambino, cui la buona mamma o qualche altra figura
femminile a lui dedita, e romanticamente chiamata Aline, avesse preparato le strenne natalizie, si sarebbe sbagliato di
grosso... Niente di pi lontano dalla realt!
Il signor Peregrinus Tyss aveva gi raggiunto i trentasei anni, ed era dunque nell'et migliore. Sei anni prima si
diceva di lui che era davvero un bell'uomo e ora egli veniva definito a ragione un uomo di aspetto distinto, ma sempre,
allora come ora, tutti lamentavano il fatto che Peregrinus fosse troppo chiuso in se stesso, che non conoscesse la vita, e
che soffrisse palesemente di una certa malinconia morbosa. Padri di ragazze da marito ritenevano che il buon Tyss, per
guarire dalle sue turbe, non potesse far di meglio che sposarsi, visto che aveva ampia scelta e non c'erano grossi timori
di far fiasco. L'opinione di quei padri era, almeno riguardo a quest'ultimo punto, perfettamente fondata, in quanto il
signor Peregrinus Tyss, oltre a essere come s' detto un uomo di aspetto distinto, possedeva anche una fortuna molto
ragguardevole, che gli era stata lasciata in eredit dal padre, il signor Balthasar Tyss, commerciante molto avveduto. E
all'innocente domanda di simili uomini di grandi doti: Mia cara, vorreste rendermi felice concedendomi la vostra
mano? una ragazza che per quanto riguarda l'amore abbia gi superato la fase delle grandi infatuazioni e che abbia
dunque almeno ventitr o ventiquattro anni, difficile che, a occhi bassi e con le guance in fiamme, possa rispondere
diversamente da: Parlate dunque con i miei genitori, ubbidisco solo ai loro comandi; per quanto mi riguarda non ho
volont!. E i genitori congiungendo le mani possano replicare: Se tale la volont di Dio, noi non abbiamo nulla in
contrario, signor figlio!.
Per, a ben poche cose sembrava meno portato il signor Peregrinus Tyss che al matrimonio. Poich, oltre al
fatto di essere solitamente pochissimo socievole, egli dimostrava anche una strana idiosincrasia per il genere femminile.
La vicinanza di una donna gli faceva imperlare la fronte di sudore, e se per di pi una ragazza sufficientemente carina
gli rivolgeva la parola, egli entrava in una tale ansia che la lingua gli si legava e un tremito convulso gli si propagava a
tutte le membra. E la ragione di ci stava forse nel fatto che la sua vecchia governante era di una tale rara bruttezza che
nel rione dove il signor Peregrinus Tyss abitava essa era per molti una specie di fenomeno di storia naturale. La nera e
stopposa capigliatura, gi mezzo incanutita, andava benissimo con gli occhi arrossati e cisposi; benissimo il gran naso di
rame sulle labbra violacee, tanto per completare il quadro di un'aspirante ai Sabba del Blocksberg; un paio di secoli
prima difficilmente sarebbe scampata al rogo, mentre ora era ritenuta una persona di ottimo carattere sia dal signor
Peregrinus Tyss che da altri. In effetti lo era davvero, e perci si poteva lasciar correre se nel corso della giornata, per
nutrimento e soddisfazione dei bisogni corporali mandava gi ben pi di qualche goccetto, e tirava fuori forse troppo
spesso dalla pettorina una mostruosa tabacchiera di lacca nera, per foraggiare senza risparmio il notevolissimo naso con
autentico tabacco Offenbacher. Il benevolo lettore si sar di certo gi reso conto che questa straordinaria persona
proprio la stessa Aline che aveva predisposto le strenne natalizie. Solo il cielo sa come avesse potuto meritarsi il celebre
nome della regina di Golconda...
Se i padri dal canto loro desideravano dunque che il signor Peregrinus Tyss si liberasse da quella soggezione
per le donne e prendesse moglie senz'altri indugi, i vecchi scapoli incalliti sostenevano invece che il signor Peregrinus
Tyss faceva benissimo a non sposarsi, visto che il suo temperamento non vi era incline.
Ma ancor peggio era che parecchi, alla parola "temperamento" facevano una faccia molto misteriosa e alle
domande pi precise davano chiaramente a intendere che di tanto in tanto al signor Peregrinus Tyss dava di volta il
cervello: un difetto che gli si era appiccicato addosso fin dalla giovinezza... Le tante persone che ritenevano il povero
Peregrinus un po' picchiatello appartenevano di preferenza a quella categoria fermamente convinta del fatto che lungo la
grande strada maestra della vita, nella quale ci si dovrebbe condurre con raziocinio e saggezza, la miglior guida e
segnavia sia invece il fiuto; tali persone preferiscono mettersi i paraocchi piuttosto che lasciarsi attirare dai boschetti
profumati e dai praticelli fioriti che costeggiano la via.
per vero che il signor Peregrinus aveva alcune stranezze, nelle quali la gente non si raccapezzava.
gi stato detto che il padre del signor Peregrinus era un commerciante ricchissimo e stimato, e se si aggiunge
anche che lo stesso possedeva una casa molto bella sulla piacevolissima piazza del Rossmarkt e che in questa casa, anzi
nella stessa stanza in cui da sempre al piccolo Peregrinus venivano fatte trovare le strenne natalizie, anche ora
Peregrinus adulto aveva ricevuto i doni, allora non v' alcun dubbio che il luogo in cui si svolsero le straordinarie
avventure che dovranno esser raccontate in questa storia altro non che la celebre e bella citt di Francoforte sul Meno.
Dei genitori di Peregrinus non c' proprio niente di speciale da raccontare, se non che erano persone tranquille
e del tutto normali, delle quali nessuno ebbe mai da dire altro che bene. L'illimitata considerazione di cui il signor Tyss
godeva in Borsa la doveva al fatto che egli aveva fatto sempre speculazioni giuste e sicure, che aveva guadagnato una
grossa somma dopo l'altra, senza tuttavia mai darsi delle arie, ma rimanendo modesto com'era sempre stato, e senza
vantare con nessuno la propria ricchezza, che mostrava solo per il fatto di non lesinare n poco n tanto e di esser
l'indulgenza in persona con i debitori insolventi caduti in miseria, foss'anche per colpa loro...
Per lungo tempo il matrimonio del signor Tyss era rimasto infecondo, finch, dopo quasi vent'anni, la signora
Tyss non alliet il suo sposo con un ragazzino grazioso e bravo, che era appunto il nostro signor Peregrinus Tyss.
Ci si pu ben immaginare quale fu la gioia infinita dei genitori, e ancora oggi a Francoforte si narra della
straordinaria festa di battesimo che diede il vecchio Tyss, alla quale venne servito il vino del Reno pi vecchio e
prestigioso, quasi fosse stata l'incoronazione d'un re. Ma ci che accrebbe ancor pi la reputazione del vecchio Tyss fu il
fatto che al battesimo fece invitare un paio di persone che spesso e volentieri gli avevano fatto del male di proposito e
altre alle quali riteneva di aver fatto del male lui, cosicch il banchetto fu una vera e propria festa di riconciliazione e di
perdono.

Ahim!... Il buon signor Tyss non poteva sapere che quello stesso bambinetto, la cui nascita gli aveva
procurato tanta felicit, gli avrebbe ben presto cagionato pene e dolori.
Fin dai primissimi anni infatti il piccolo Peregrinus mostr un temperamento tutto particolare. Dopo aver
pianto ininterrottamente notte e giorno per alcune settimane, senza che fosse possibile scoprire alcun malessere fisico,
tacque improvvisamente, irrigidito in un'immobile insensibilit. Non pareva capace della minima reazione, il piccolo
volto non si contraeva n per il riso n per il pianto, ed egli somigliava sempre pi a una bambola priva di vita. La
madre, piangendo amare lacrime sul suo piccolo automa, affermava di essersi nella gravidanza troppo a lungo fissata a
guardare il vecchio contabile, che gi da vent'anni sedeva davanti al libro Mastro nell'ufficio, sempre muto e immobile e
con lo stesso volto inespressivo.
Finalmente una comare ebbe la felice idea di portare al piccolo Peregrinus un variopinto - in realt bruttissimo
- Arlecchino. Gli occhi del bimbo si animarono straordinariamente, la bocca si curv in un dolce sorriso, la manina si
protese per afferrarlo e, non appena gli venne dato, egli lo strinse a s. Poi il bambino guard nuovamente il colorato
omino con uno sguardo cos parlante e intelligente che all'improvviso parvero essersi destate in lui sensibilit e ragione
in una misura ben maggiore di quella consueta per l'et. troppo intelligente, disse la comare, non lo potrete
tenere!... Guardate solo una volta i suoi occhi, egli pensa gi molto pi di quanto non dovrebbe!.
Quest'affermazione consol moltissimo il vecchio signor Tyss, che in una certa misura si era gi rassegnato ad
aver avuto, dopo tanti anni di inutili speranze, un figlio un po' ritardato; ma ben presto gli nacque una nuova
preoccupazione.
Si trattava di questo: era gi passato da parecchio il tempo in cui solitamente i bambini iniziano a parlare e
Peregrinus non aveva ancora fatto intendere una sola sillaba. Lo si sarebbe preso per sordomuto, se a volte non avesse
guardato il suo interlocutore con uno sguardo cos attento, se non avesse espresso la sua partecipazione con espressioni
ora tristi ora allegre, che non c'era proprio alcun dubbio che egli non solo sentiva perfettamente, ma capiva tutto... E non
piccola fu la meraviglia della madre quando dovette rendersi conto che ci che aveva detto la governante era vero...
Nottetempo, infatti, quando il piccolo stava a letto e si credeva inascoltato, egli pronunciava tra s e s delle parole o dei
veri e propri discorsetti, e non in un gergo incomprensibile, ma tanto chiari da far presupporre un lungo esercizio. Il
cielo ha dato alle donne un sesto senso particolarmente sicuro per comprendere a fondo la natura umana e il modo in cui
essa, proprio al suo sbocciare, si sviluppa ora in un modo ora nell'altro, ragion per cui esse, almeno nei primi anni di
vita del bambino, sono di gran lunga le migliori educatrici. In base a questo sesto senso anche la signora Tyss era ben
lontana dall'idea di far notare al bambino le sue osservazioni o di volerlo costringere a parlare per forza, e invece con
altri abili sistemi fu capace di farlo arrivare da s al punto di non voler tenere pi celato quel bel talento della parola, ma
anzi di farlo risplendere davanti a tutti e con meraviglia di tutti, e di farlo percepire forse un po' lentamente, ma in modo
perfettamente chiaro. Tuttavia, egli manifest sempre una certa resistenza verso il parlare, ed era felicissimo quando lo
lasciavano solo soletto per conto suo...
Anche questa preoccupazione causata dalla mancanza del linguaggio fu cos superata per il signor Tyss, ma
solo per lasciare il posto, poco tempo dopo, a una maggiore. Infatti, quando il bimbo crebbe e divenne un ragazzino che
avrebbe dovuto studiare diligentemente, parve che riuscisse ad apprendere solo con grandissima fatica.
Sorprendentemente, con la lettura e la scrittura accadde come per la parola: da principio infatti non volevano proprio
riuscirgli, ma poi se ne mostr capace tutto d'un colpo e in modo eccellente. In seguito, per, se ne and un precettore
dopo l'altro, e non perch il ragazzo dispiacesse loro, bens perch non riuscivano a penetrare la sua natura. Peregrinus
era quieto, retto, diligente, e tuttavia non c'era proprio da pensare a uno studio davvero sistematico, come lo avrebbero
desiderato i precettori, poich egli aveva interesse e si dedicava con tutta l'anima sua soltanto a ci che occupava
interamente il suo spirito, lasciando scorrer via senza lasciare tracce tutto il resto. E ci che corrispondeva al suo spirito
era per soltanto il meraviglioso, tutto ci che stimolava la sua fantasia, in cui allora egli si immergeva anima e corpo...
Una volta, ad esempio, ricevette in dono un prospetto verticale della citt di Pechino con tutte le strade, le case e cos
via, tanto grande da ricoprire interamente la parete della sua stanza. Alla vista di quella citt favolosa, di quel popolo
straordinario che sembrava assieparsi nelle vie, Peregrinus si sent quasi trasportato con un colpo di bacchetta magica in
un altro mondo, col quale avrebbe dovuto familiarizzare. Con ardente bramosia, prese a gettarsi su tutto ci che era
disponibile sulla Cina, sui cinesi e su Pechino, e con una bella vocetta canterellante si metteva con grande impegno a
ripetere, in base alla descrizione, le vocali cinesi, che aveva trovato rappresentate da qualche parte; e cercava perfino,
con l'aiuto delle forbici per la carta, di dare un taglio pi cinese possibile alla sua piccola veste da camera di bellissima
calamandra, per poter vagare in estasi per le strade di Pechino, in abito conforme alle abitudini del luogo. Tutto il resto
non riusciva assolutamente a catturare la sua attenzione, con gran dispetto del precettore, che proprio in quel momento
voleva fargli imparare la storia della Lega Anseatica, secondo i desideri espressi dal vecchio signor Tyss, il quale a
controcuore dovette sperimentare che, se Peregrinus non si poteva portar via da Pechino, era Pechino a dover sparire
dalla stanza del ragazzo.
E del resto un cattivo presagio per il vecchio signor Tyss era gi stato il fatto che, sin da bambino, Peregrinus
aveva preferito le biglie del pallottoliere ai ducati, e in seguito aveva sempre mostrato una decisa avversione per i grossi
sacchi di denaro, i libri mastri e il brogliaccio. Ma ci che appariva pi strano era che egli non poteva sentir pronunciare
la parola "cambiale" senza mettersi a tremare spasmodicamente, assicurando che gli dava l'impressione che qualcuno
graffiasse la superficie d'un vetro con la punta d'un coltello. Per fare il commerciante dunque - dovette rassegnarsi il
vecchio signor Tyss - Peregrinus non era davvero tagliato e, per quanto avesse desiderato che suo figlio seguisse le sue
tracce, abbandon a malincuore questo desiderio, nella speranza che Peregrinus, se non altro, decidesse di dedicarsi a un

campo preciso. Il signor Tyss era infatti dell'idea che persino l'uomo pi ricco dovesse avere una qualche occupazione
che nell'esistenza gli conferisse una posizione determinata; per lui gli sfaccendati erano una spina nel fianco, ma proprio
a questa assoluta sfaccendataggine sembrava diventare sempre pi incline Peregrinus, e ci a dispetto di tutte le
conoscenze che, seppur a suo modo, aveva acquisito, e che si affastellavano caoticamente in lui. E questa rappresentava
per il vecchio Tyss la pi grande e la pi forte delle preoccupazioni... Peregrinus non voleva saperne nulla del mondo
reale, mentre il vecchio viveva soltanto in esso, e fu dunque giocoforza che, via via che Peregrinus diveniva adulto, il
doloroso dissidio tra padre e figlio divenisse sempre pi grave, e ci con non poca angustia della madre, la quale non
riusciva a capire come mai il padre volesse per forza affibbiare un'occupazione precisa a Peregrinus che, per tutto il
resto, era un ottimo figlio, di buone disposizioni e devoto, e lei, dal canto suo, indulgeva di tutto cuore alle sue tendenze
per la pura immaginazione e per i sogni, anche se le riuscivano del tutto incomprensibili.
Su consiglio di amici di fiducia, il vecchio Tyss mand Peregrinus all'Universit di Jena, ma quando egli dopo
tre anni fece ritorno, il vecchio grid, pieno di rabbia e di rancore: Non lo avevo forse pensato io! Con la testa nelle
nuvole partito, con la testa nelle nuvole tornato!. E da questo punto di vista il vecchio Tyss aveva perfettamente
ragione, in quanto Peregrinus in tutto il suo essere non era cambiato affatto, ma era rimasto assolutamente lo stesso...
Tuttavia il signor Tyss non aveva ancora abbandonato la speranza di portare alla ragione quel degenere Peregrinus,
pensando che se fosse stato spinto con la forza a occuparsi degli affari, forse avrebbe finito col prenderci gusto e
avrebbe cambiato idea... Cos lo mand ad Amburgo con delle incombenze che non richiedevano speciali competenze
commerciali, raccomandandolo nel contempo a un amico di l, che avrebbe dovuto assisterlo fidatamente in tutto.
Peregrinus and ad Amburgo, consegn non solo la lettera di raccomandazione, ma anche tutte le altre carte
riguardanti i suoi affari, nelle mani del corrispondente commerciale del padre e scomparve, senza che nessuno sapesse
dove.
Allora il corrispondente commerciale scrisse al signor Tyss:
Ricevo la Vs. pregiatissima del ..., debitamente consegnatami dal Vs. signor figlio. Questi per non si fatto
pi vedere, ed anzi partito in tutta fretta da Amburgo, senza lasciar ulteriori consegne. Qui il pepe si tratta poco, il
cotone fiacco, per il caff la domanda per la qualit media, mentre lo zucchero di Malta si sostiene bene e anche per
l'indaco le cose stanno nella stessa maniera. Ho l'onore ecc. ecc.
Questa missiva avrebbe messo il signor Tyss e la sua sposa in grandissima agitazione, se con la stessa posta
non fosse giunta anche una lettera del figlio scomparso, nella quale questi si scusava con le pi afflitte espressioni per il
fatto che gli era riuscito del tutto impossibile portare a termine le consegne affidategli secondo i desideri del padre,
poich si era sentito irresistibilmente spinto verso luoghi lontani, dai quali egli sperava di far ritorno in patria pi felice
e lieto nel termine di un anno.
E bene, disse il vecchio signore, che il ragazzo veda un po' di mondo: gli servir a scuotersi dalle sue
fantasticherie. La madre si preoccupava che al figlio potessero mancare i denari necessari per un lungo viaggio, e
biasimava molto il fatto che, con la solita leggerezza, egli avesse dimenticato di dire dove si trovasse, ma il vecchio
replic ridendo: Se al ragazzo mancher il denaro, a maggior ragione sar costretto a far amicizia con il mondo reale, e
se pure non ci ha scritto dove diretto, egli sa per sempre dove le sue lettere possono trovare noi.
rimasto ignoto dove Peregrinus abbia effettivamente compiuto i suoi viaggi; alcuni ritengono che egli sia
stato nelle lontane Indie, altri sostengono invece che se lo sia solo immaginato; quel che certo per che dev'essere
stato molto lontano, poich fece ritorno a Francoforte non dopo un anno, come aveva promesso ai genitori, bens dopo
che ne furono trascorsi ben tre interi; e torn a casa a piedi, in condizioni alquanto miserevoli.
Egli trov la casa paterna sprangata; dentro, per quanto suonasse e bussasse, non c'era segno di vita.
Alla fine venne il vicino dalla Borsa, al quale subito Peregrinus chiese se il signor Tyss fosse in viaggio.
Ma il vicino fece un balzo indietro, tutto spaventato, ed esclam: Signor Peregrinus Tyss!... Siete dunque voi?
Siete tornato, alla fine?... Ma non sapete nulla?.
Fu cos che Peregrinus apprese che durante la sua assenza entrambi i genitori erano morti l'uno dopo l'altra, che
il Tribunale aveva messo sotto sequestro l'eredit e aveva pubblicamente ingiunto a lui, il cui luogo di residenza era
rimasto ignoto, di far ritorno a Francoforte per prender possesso del patrimonio paterno.
Senza parole, Peregrinus rest immobile dinanzi al vicino, e per la prima volta il dolore dell'esistenza gli
squarci il petto; e oramai ridotto in frantumi gli apparve quel bel mondo scintillante, nel quale aveva sempre
felicemente abitato.
Il vicino si rese perfettamente conto che Peregrinus era del tutto incapace di intraprendere la bench minima
iniziativa rispetto a tutto ci che era necessario fare. Lo ospit dunque nella sua casa e si occup egli stesso di tutto il
pi rapidamente possibile, cosicch la sera stessa Peregrinus si ritrov nella casa paterna.
Completamente stremato e annichilito da una desolazione fino a quel momento ignota, sprofond nella grande
poltrona del padre, la quale si trovava ancora nel posto dov'era sempre stata; allora, una voce disse: davvero una
bella cosa che siate di nuovo qui, caro signor Peregrinus... Ah, se solo foste tornato prima!.
Peregrinus alz gli occhi e vide proprio davanti a s la vecchia che suo padre, proprio in considerazione del
fatto che essendo cos spaventosamente brutta avrebbe difficilmente trovato un servizio, nella prima infanzia di
Peregrinus aveva preso come governante in casa sua, e da qui non se n'era pi andata.

Peregrinus fiss a lungo la donna, e infine prese a sorridere in modo strano: Sei tu, Aline?... Non forse vero
che i genitori vivono ancora?. Cos dicendo, si alz in piedi, attravers tutte le stanze, osserv ogni sedia, ogni quadro,
e tutto il resto. Poi disse calmo: S, ancora tutto cos come l'ho lasciato, e cos deve restare!.
Da questo momento in poi, Peregrinus inizi la strana vita cui abbiamo accennato all'inizio. Schivo di qualsiasi
compagnia, egli viveva con la sua vecchia governante nella grande casa spaziosa e nel pi profondo isolamento,
dapprima del tutto solo, finch poi diede in affitto un paio di stanze a un vecchio signore, che era stato amico di suo
padre. Questo signore sembrava altrettanto misantropo che Peregrinus. Buona ragione per la quale i due, Peregrinus e il
vecchio si intendevano molto bene, visto che non si incontravano mai.
C'erano solo quattro feste familiari che Peregrinus celebrava molto solennemente, ed erano i due compleanni
del padre e della madre, il giorno di Pasqua e la ricorrenza del proprio battesimo. In queste giornate, Aline doveva
allestire una tavola per tante persone quante il padre era solito invitarne, con quelle stesse portate che era consuetudine
offrire e lo stesso vino che il padre usava far servire. Va da s che in tali circostanze, secondo quella che dopo tanti anni
era ormai un'abitudine, dovevano essere usati, cos come lo erano stati allora, anche quella stessa argenteria, quegli
stessi piatti e bicchieri d'un tempo, che - ancora intatti - facevano parte dell'eredit. Peregrinus ci teneva moltissimo. E
quando la tavola era pronta, allora Peregrinus vi prendeva posto tutto solo, mangiando e bevendo ben poco, ascoltando
la conversazione dei genitori e degli ospiti immaginari e rispondendo con modestia a questa o quella domanda,
rivoltagli da qualcuno della compagnia. Quando infine la madre scostava la sedia egli si alzava con gli altri,
congedandosi da tutti nel pi cortese dei modi... Egli si ritirava poi in una stanza appartata, lasciando ad Aline il
compito di dividere tra i poveri di casa le molte pietanze ancora intatte e i vini, incarico del padrone che quella
buon'anima fedele procurava di svolgere con la massima coscienza. Nel giorno del compleanno del padre e della madre,
Peregrinus cominciava a darsi da fare sin dal primo mattino, proprio come accadeva nella sua infanzia, portando una
bella ghirlanda di fiori nella stanza dove i genitori erano soliti far colazione e recitando versi imparati a memoria per
l'occasione... Nella ricorrenza del proprio battesimo naturalmente non poteva sedersi a tavola, poich era nato da poco, e
Aline doveva dunque far tutto da sola, vale a dire servire da bere agli ospiti e soprattutto, come si usa dire, far onore alla
tavola; per il resto, procedeva tutto come nelle altre feste... A parte queste, c'era poi per Peregrinus un giorno, o meglio
una sera, di una gioia davvero speciale, e questa era la vigilia di Natale, che pi di qualsiasi altra aveva sempre portato
felicit al suo giovane animo, in una dolce e pia estasi.
Con grande cura, ora si comprava da s candeline colorate giocattoli, ghiottonerie, con quello stesso spirito con
cui i genitori lo avevano fatto per lui nella sua infanzia, e poi aveva luogo la distribuzione dei doni, come il benevolo
lettore ha gi appreso...
Mi dispiace proprio, disse Peregrinus, dopo aver giocato ancora un poco, mi dispiace proprio d'aver perso
la caccia al cervo e al cinghiale. Ma dove pu mai essere andata a finire!... Ah!... Guarda un po' l!. Si era accorto
proprio in quel momento di una scatola ancora chiusa, che afferr rapidamente, sospettando che vi si trovasse la caccia
mancante, ma quando l'apr, la trov vuota e improvvisamente indietreggi, come per uno spavento improvviso...
Strano, mormor piano tra s e s, strano! Che succede con questa scatola? Non mi forse sembrato che ne
saltasse fuori qualcosa di minaccioso, qualcosa che i miei occhi non sono stati abbastanza acuti da cogliere con lo
sguardo!.
Alle sue domande, Aline assicur d'aver trovato la scatola in mezzo ai giocattoli e d'aver tentato inutilmente e
con grande fatica di aprirla; ella aveva dunque creduto che vi fosse contenuto qualcosa di veramente straordinario e che
il coperchio avrebbe ceduto solo all'abile mano del padrone. Strano, ripet Peregrinus, molto strano!... E io che ero
cos felice di avere proprio questa caccia! Speriamo almeno che tutto ci non sia di malaugurio!... Ma, la vigilia di
Natale, chi ha voglia di andar dietro a tali ubbe, che non hanno davvero alcun fondamento!... Aline, portate il paniere!.
Aline port all'istante un grande paniere bianco, nel quale Peregrinus depose con grande cura i giocattoli, i dolci, e le
candeline; poi se lo mise sotto il braccio, si caric in spalla il grande albero di Natale e s'incammin.
Il signor Peregrinus Tyss aveva la lodevole e gentile abitudine di arrivare di sorpresa, come Ges Bambino in
persona, carico di variopinti e luccicanti regali e con tutte le strenne natalizie - quelle che si era preparato da s, per
poter sognare un paio d'ore i bei momenti felici dell'infanzia -, presso una qualche famiglia bisognosa in cui sapeva ci
fossero ragazzini vivaci. E quando poi i bambini erano al colmo dell'eccitazione e della gioia, egli sgattaiolava via da l
e vagava per met della notte per le strade, poich non sapeva liberarsi dalla profonda commozione che gli attanagliava
il petto, e la sua casa gli pareva una cupa tomba, in cui fosse sepolto egli stesso, con tutta la sua gioia. Questa volta, le
strenne erano destinate ai bambini di un povero rilegatore di libri di nome Lmmerhirt, un artigiano abile e operoso che
da qualche tempo lavorava per il signor Peregrinus, i cui tre vivaci bambini tra i cinque e i nove anni Peregrinus ben
conosceva.
Il rilegatore di libri Lmmerhirt abitava all'ultimo piano di una stretta casa nella Kalbcher Gasse, e poich in
quel momento fischiava e urlava la bufera e nevicava e pioveva a pi non posso, ci si pu ben immaginare che il signor
Peregrinus giungesse alla sua meta con non poca fatica. Dalle finestre di Lmmerhirt si vedeva luccicare qualche fioca
lucina, e Peregrinus si arrampic a fatica su per la ripida scala. Aprite, esclam bussando alla porta della stanza.
Aprite, aprite Ges Bambino manda ai bambini buoni i suoi doni!.
Il rilegatore apr tutto spaventato, e fu in grado di riconoscere Peregrinus, tutto coperto di neve com'era, solo
dopo averlo a lungo osservato.
Illustrissimo signor Tyss, esclam Lmmerhirt pieno di stupore, illustrissimo signor Tyss, per l'amor di Dio,
a cosa devo, nella santa vigilia di Natale, un tale onore?. Ma il signor Peregrinus non lo lasci continuare,

impadronendosi invece del grande tavolo pieghevole che si trovava nel mezzo della stanzetta e chiamando forte:
Bambini... bambini! attenzione, Ges Bambino vi manda i suoi doni!, e mettendosi subito a tirar fuori dalla cesta i
regali ben involtati. L'albero di Natale, tutto bagnato e gocciolante, aveva naturalmente dovuto lasciarlo fuori della
porta. Il rilegatore non riusciva ancora a capire cosa volesse dire tutto ci; ma sua moglie aveva compreso bene, poich
sorrideva a Peregrinus con le lacrime agli occhi, mentre i ragazzi si tenevano a distanza, divorando con gli occhi
ciascuna strenna via via che usciva fuori dal suo involucro, spesso non riuscendo a trattenere un alto grido di felicit e
di meraviglia! Ma quando Peregrinus, dopo aver terminato di ordinare e disporre sapientemente i regali in base all'et
dei bambini e dopo aver acceso tutte le candeline, esclam: Avvicinatevi... avvicinatevi, bambini! Questi sono i doni
che vi manda Ges Bambino!, allora si misero a esultare, poich fino a quel momento non avevano ancora ben capito
che tutti quei doni appartenevano a loro, e gridavano felici e saltavano, mentre i genitori si accingevano a ringraziare il
loro benefattore.
Ma i ringraziamenti dei genitori e dei fanciulli erano proprio quel che Peregrinus ogni volta cercava di evitare,
e anche ora, come d'abitudine, voleva andarsene quatto quatto. Gi si trovava in prossimit della porta, quando questa
improvvisamente si apr e nel chiaro bagliore delle candeline natalizie apparve davanti a lui una giovane donna, vestita
d'un abito scintillante.
Ben di rado ci indovina l'autore, quando ha l'audacia di descrivere fin nei dettagli al benevolo lettore l'una o
l'altra bellezza che compaia nella sua storia: vale a dire tutto quanto riguarda la sua figura, l'altezza, il portamento, il
colore degli occhi e i capelli. Sembra invece molto meglio consegnargliela tutta intera e in blocco. Anche in questa
circostanza sarebbe senz'altro stato pi che sufficiente garantire che la giovane, la quale avanzava verso il povero
Peregrinus spaventato a morte, era oltre misura bella e aggraziata, se per non fosse della massima importanza citare
alcune particolarit che la minuta personcina recava in s.
Piccola di statura, e anzi anche un po' pi piccola del giusto, la donna lo era davvero, ma al tempo stesso
graziosa e molto ben fatta. Il suo volto, del resto dai bei lineamenti e pieno di espressione, riceveva un che di strano e di
non comune dal fatto che i globi oculari erano pi grandi e le ben disegnate sopracciglia pi alte del normale. La
damina era vestita, o piuttosto agghindata, come se fosse appena uscita da un ballo. Un sontuoso diadema scintillava nei
capelli neri, ricchi merletti coprivano solo a met il seno pieno, l'abito di pesante seta lilla e gialla, con passamanerie
applicate a reticolo, si modellava intorno al corpo snello, ricadendo in ampie pieghe fino alla caviglia, lasciando cos
scorgere i leggiadrissimi piedini calzati di bianco; anche le maniche di merletto erano abbastanza corte e i bianchi
guanti glac salivano solo fino a un certo punto, in modo da lasciar vedere la Parte pi bella del braccio candido. Una
ricca collana e orecchini di brillanti completavano l'abbigliamento.
Com'era naturale, il rilegatore rest sbalordito quanto il signor Peregrinus, i bambini lasciarono cadere i loro
giocattoli e fissarono la dama a bocca spalancata; ma poich le donne non sono solite meravigliarsi tanto neppure di
fronte a cose strane e non comuni, e di solito sono le pi svelte a riprendere il controllo di s, fu cos che la moglie del
rilegatore fu la prima a parlare, chiedendo in che cosa potessero servire la bella dama straniera.
La signora allora entr nella stanza, e mentre il terrorizzato Peregrinus stava proprio pensando di approfittare
di quest'istante per squagliarsela di l, ella lo prese per tutte e due le mani, sussurrando con una dolce vocina: La
fortuna dunque dalla mia parte, alla fine l'ho davvero raggiunta!... Oh, Peregrin, mio caro Peregrin, che gioia, che
sollievo rincontrarla!....
Cos dicendo, sollev la mano destra fino a sfiorare le labbra di Peregrin, al che egli fu costretto a baciargliela,
non senza che la fronte gli si imperlasse di gocce di sudore freddo... Solo allora la dama gli lasci le mani, ed egli
sarebbe dunque potuto fuggire, ma si sent immobilizzato e non riusc a muoversi da quel punto, come una povera
bestiolina paralizzata dallo sguardo del serpente a sonagli... Mi consenta, disse allora la dama, mi consenta,
carissimo signor Peregrin, di prender parte a questa bellissima festa che lei, con cos nobile sentimento, con animo cos
profondamente delicato, ha preparato per questi bravi bambini, mi consenta di contribuirvi anch'io.
Da un piccolo e grazioso cestino che le pendeva dal braccio e che si not solo ora, ella trasse fuori ogni sorta di
bei giocattoli li dispose con aggraziata alacrit sopra il tavolo, fece avvicinare i bambini dicendo loro ci che aveva
destinato a ciascuno, e fu con loro cos brava e gentile, che non si poteva immaginare una scena pi carina di quella. Il
rilegatore era convinto di sognare, ma la moglie sorrideva maliziosamente, poich era convinta che tra il signor Peregrin
e la dama straniera dovesse per forza intercorrere una qualche faccenda straordinaria.
Mentre dunque i genitori si meravigliavano e i bambini si rallegravano, la dama straniera si accomod su di un
vecchio sgangherato canap, tirando accanto a s il signor Peregrinus Tyss, il quale ormai non sapeva quasi pi se tale
persona fosse davvero lui. Mio caro, prese lei a bisbigliargli piano piano nell'orecchio, mio caro e buon amico, come
mi sento felice, come mi sento beata al tuo fianco. Ma, balbett Peregrinus, per, riverita signorina..., ma a quel
punto, all'improvviso, e solo il cielo sa come, le labbra della dama straniera si avvicinarono cos tanto alle sue che,
ancor prima di pensare di baciarle, le aveva gi baciate, e c' da credere che allora rimase di nuovo, e questa volta
completamente, senza parole.
Mio dolce amico, continu allora la dama straniera, stringendosi cos vicino al corpo di Peregrinus che quasi
quasi gli sedeva in grembo, mio dolce amico! Io so che cosa ti angustia, io so che cosa, questa sera, ha dolorosamente
colpito il tuo animo infantile e pio. Eppure!... consolati!... Quel che hai perduto, quel che mai avresti potuto sperare di
ritrovare, te lo reco io.
Cos dicendo, la dama straniera prese dallo stesso piccolo cestino nel quale prima stavano i doni una piccola
scatola di legno, e la consegn a Peregrin. Si trattava della caccia al cervo e al cinghiale, della cui mancanza egli si era

accorto sulla tavola delle strenne natalizie. Sarebbe molto difficile ora descrivere gli strani sentimenti che si affollarono
in quel momento nell'animo di Peregrin.
E sebbene l'intera apparizione della dama straniera, a parte tutta la sua grazia e la sua amabilit, avesse davvero
un che di spettrale che avrebbe fatto rabbrividire in tutto il corpo anche chi non avesse temuto tanto quanto Peregrin la
vicinanza di una donna, il povero Peregrin, gi abbastanza spaventato, fu preso da un profondo orrore quando si rese
conto che la dama era informata con la massima precisione di tutto ci che egli aveva fatto nella pi assoluta solitudine.
E in mezzo a questo orrore, se apriva gli occhi e scorgeva lo sguardo vittorioso dei bellissimi occhi neri balenare di
sotto le lunghe ciglia di seta, quando sentiva il dolce respiro di quell'essere soave e il calore elettrico del suo corpo...
allora, in un brivido meraviglioso, si risvegliava il dolore senza nome di un indicibile desiderio, che egli non aveva
ancora mai conosciuto! Fu cos che, per la prima volta, tutto il suo modo di vita e il gioco con le strenne di Natale gli
parvero puerili e insulsi, ed egli si vergogn che la dama ne fosse a conoscenza; ma, d'altra parte, gli pareva che il
regalo fattogli da lei fosse una prova tangibile del fatto che ella lo comprendeva come nessun altro al mondo e che un
sentimento intimo e profondissimo di tenerezza l'aveva guidata per farlo felice a quel modo. Egli decise di conservare
per sempre il caro dono, di portarlo sempre con s e, rapito da un sentimento che lo invadeva completamente, si strinse
al petto con ardore la scatola che conteneva la caccia al cervo e al cinghiale. Oh, sussurr la damina, oh, estasi!... Il
mio regalo ti fa felice! Oh, Peregrin del mio cuore, dunque i miei sogni, le mie intuizioni non mi hanno ingannata!.
Il signor Peregrinus Tyss torn un poco in s, e fu in grado di dire ben chiaro e forte: Ma mia cara,
onoratissima signorina, se solo sapessi mai con chi ho l'onore....
Uomo malizioso, lo interruppe la dama, dandogli un leggero buffetto sulla guancia, uomo malizioso, vuoi
davvero far finta di non conoscere la tua fedele Aline!... Ma oramai tempo che togliamo il disturbo a queste brave
persone. Mi accompagni, signor Tyss!.
Quando Peregrinus ud il nome di Aline, naturalmente gli venne da pensare alla sua vecchia governante, e
subito ebbe la netta sensazione che gli girasse in testa la pala di un mulino a vento.
Il rilegatore, dal canto suo, quando la dama straniera si conged da lui, da sua moglie e dai suoi bambini nella
maniera pi affabile e gentile, per l'immenso stupore e il rispetto riusc soltanto a balbettare qualcosa di
incomprensibile, mentre i bambini si comportavano invece come se da lungo tempo conoscessero la straniera. La
moglie disse allora: Un signore distinto e bravo come voi, signor Tyss, merita davvero d'avere una fidanzata cos bella
e di buon cuore, che anche di notte lo aiuta a compiere opere di beneficenza. Dunque, mi congratulo di tutto cuore!. La
dama straniera ringrazi commossa, assicurando che il giorno delle sue nozze sarebbe stato un giorno di gioia anche per
loro; rifiut poi recisamente d'esser accompagnata, e prese ella stessa una piccola candela dalla tavola natalizia, per
illuminarsi la scala nella discesa.
Ci si pu ben immaginare come in tutta questa situazione si sentisse il signor Tyss, al cui braccio pendeva la
bella sconosciuta! "Mi accompagni, signor Tyss", pensava egli tra s e s; "vorr dire, gi per le scale fino alla carrozza
che si fermata davanti al portone, dove l'aspetta il servitore o forse un intero stuolo di servitori, poich in fin dei conti
deve trattarsi di una qualche principessa pazza che qui... che il cielo mi liberi in fretta da questo arcano tormento e mi
conservi quel po' di ragione che ho!".
Certamente il signor Tyss non poteva immaginare che tutto ci che era accaduto fino a quel momento era stato
soltanto il prologo della pi straordinaria avventura, e fece dunque molto bene a pregare inconsciamente e in anticipo il
cielo di conservargli la ragione.
Quando la coppia ebbe sceso le scale, il portone venne aperto da mani invisibili e, non appena Peregrinus e la
dama furono usciti, nello stesso modo venne richiuso. Peregrinus non se ne accorse quasi, poich era rimasto
completamente meravigliato del fatto che davanti alla casa non si trovasse la bench minima traccia di una carrozza, n
di un servitore in attesa.
Per amor del cielo, esclam Peregrinus, dov' la sua carrozza, riverita signora?. Carrozza?, replic la
dama. Carrozza? quale carrozza? Crede davvero, caro Peregrinus, che la mia impazienza, la mia ansia di trovarla, mi
avrebbe permesso di farmi portar qui in tutta calma? Tra fulmini e saette sono corsa di qua e di l, spinta dal desiderio e
dalla speranza, finch non l'ho trovata. E ringrazio il cielo d'esserci riuscita. Ora mi conduca a casa, caro Peregrinus, la
mia dimora non lontana da qui.
Peregrinus cacci via da s con tutta la forza il pensiero che era del tutto impossibile che la dama, cos
agghindata com'era, in scarpine di seta bianca, avesse potuto fare anche solo pochi passi senza rovinare completamente
l'abito per via della bufera, della pioggia e della neve, e invece non si notava traccia di alcun danno nell'accuratissima
toilette; si rassegn dunque ad accompagnare la dama, rallegrandosi del fatto che il tempo fosse cambiato. Il tremendo
temporale era passato, nel cielo pi neanche una nuvoletta, la luna piena risplendeva benevola su di loro, e solo all'aria
tagliente e gelida si sentiva che era una notte invernale.
Ma Peregrinus aveva fatto solo pochi passi, quando la dama cominci a gemere piano piano, e poi a lamentarsi
pi forte per il freddo che la stava facendo assiderare. Peregrinus, cui il sangue fluiva nelle vene bollente come lava e
che quindi non aveva percepito affatto il freddo, n aveva pensato che la dama era vestita in modo cos leggero e non
aveva neppure messo sulle spalle uno scialle o un mantello, si rese improvvisamente conto della sua balordaggine, e
fece per avvolgere la dama nel proprio mantello. Ma la dama rifiut, continuando per a lamentarsi: No, mio caro
Peregrin! questo non mi serve!... I piedi... ah, i miei piedi, morir per il terribile dolore!.
Mezza svenuta, la dama stava quasi per cadere a terra, quando con voce agonizzante grid: Portami in
braccio, portami in braccio, mio buon amico!.

Allora Peregrinus, senza esitare, prese in braccio come fosse un bambino la damina leggera come una piuma,
avvolgendola premurosamente nell'ampio mantello. Ma aveva appena compiuto un breve percorso con quel dolce
carico, quando la selvaggia vertigine d'un desiderio spasmodico prese a crescere in lui. Copr di baci infuocati la nuca e
il seno di quella dolce creatura, che si era stretta forte al suo petto, e intanto continuava a correre per le strade quasi
fuori di senno. Finalmente ebbe l'impressione di destarsi con uno scossone dal sogno; si trovava infatti dinanzi a un
portone, e guardando in su riconobbe la propria casa sul Rossmarkt. Solo ora gli venne in mente che non aveva chiesto
alla dama dove fosse la sua casa; si ricompose con uno sforzo di volont e chiese: Signorina!... Creatura celestiale e
divina, dove abitate?. Ah, replic la dama, alzando la testolina, ah, caro Peregrin, qui, qui, in questa casa, non sono
forse la tua Aline, che abita con te! Apri dunque in fretta.
No! mai e poi mai!, grid Peregrinus inorridito, deponendo a terra la dama. Come, esclam lei, come,
Peregrin, tu vuoi scacciarmi pur conoscendo il mio spaventoso destino e pur sapendo che io, figlia della sventura, non
ho alcun rifugio, che dovr morire miseramente qui se non mi accogli tu, come sempre hai fatto!... Ma forse tu desideri
proprio che io muoia... Che accada, dunque!... Ma portami almeno fino alla fontana, in modo che non si ritrovi il mio
cadavere davanti a casa tua... Ah... forse quei delfini di pietra avranno pi piet di quanta ne hai tu. Ahim... ahim... il
freddo....
La dama cadde svenuta a terra, e allora sgomento e disperazione strinsero in una morsa di ghiaccio il petto di
Peregrin. Fuori di s grid: Sia quel che sia, non posso far altro!, e sollev la donna inanimata da terra, la prese tra le
braccia, e suon con forza la campana. In tutta fretta pass di corsa davanti al servitore che aveva aperto la porta, e
quando fu sulle scale cominci a chiamare, mentre di solito bussava piano piano quand'era gi di sopra, gridando:
Aline... Aline... Luce, luce!, cos forte che tutto l'ampio ndito ne riecheggi.
Come?... cosa?... che succede?... che significa tutto questo?, cos esclam la vecchia Aline, spalancando gli
occhi al vedere che Peregrinus svoltolava la dama dal mantello e la deponeva con ogni cura e delicatezza sul divano.
Presto, grid poi egli, presto! Aline, del fuoco nel camino... Qua l'essenza miracolosa... del t... del ponce!
Qua dei cuscini!.
Ma Aline non si muoveva di l e anzi, fissando la dama, continuava a ripetere: Come? cosa? che succede? che
significa tutto questo?.
Allora Peregrinus parl di una contessa, che forse era addirittura una principessa, che aveva incontrata in casa
del rilegatore Lmmerhirt e che poi lungo la strada era svenuta, cos lui aveva dovuto portarla in braccio; ma alla fine,
vedendo che Aline rimaneva ancora l impietrita si mise a urlare, battendo il piede a terra: Per tutti i diavoli, ho detto
del fuoco, del t... dell'essenza miracolosa!.
A quel punto gli occhi della vecchia furono attraversati da uno scintillante riflesso dorato, e sembr quasi che il
naso le luccicasse ancor pi d'un bagliore fosforescente. Tir fuori la grossa tabacchiera nera, dette un colpetto al
coperchio, che risuon, e pizzic una grossa presa di tabacco. Poi si piazz i pugni sui fianchi, dicendo in tono beffardo:
Ah, guardate un po', una contessa, una principessa! Uno la incontra dal rilegatore Lmmerhirt nella Kalbacher Gasse, e
poi lei sviene per la strada! Oh oh, io lo so bene dove si vanno a cercare a quest'ora di notte queste donnine eleganti!...
Che bei gesti son questi! Che bella condotta onesta!... Portare in una casa onorata un'equivoca sgualdrina e, come se gi
i peccati non bastassero, invocare il diavolo proprio la notte di Natale... E io, alla mia bella et, dovrei anche tener
bordone? No, mio caro signor Tyss, cercatevene un'altra, con me non funziona, e domani lascio il servizio. Cos
dicendo, la vecchia se ne and sbattendo la porta alle sue spalle, con una violenza tale che tutto in casa rintron e
tentenn.
Peregrinus si torceva le mani per l'angoscia e la disperazione, mentre nessuna traccia di vita appariva nella
dama. Ma proprio nel momento in cui Peregrinus, trovata nella terribile disdetta una bottiglia di acqua di colonia, si
accingeva a strofinare abilmente con essa le tempie della dama, ella salt su dal divano tutta fresca e vispa, esclamando:
Finalmente... finalmente siamo soli! Finalmente, o mio Peregrinus, posso confessarle la ragione per cui l'ho seguita
fino in casa del rilegatore Lmmerhirt, e perch non ho potuto lasciarla questa notte... Peregrinus! Mi consegni dunque
il prigioniero che tiene rinchiuso qui in camera sua. Io so bene che lei non assolutamente obbligato, che ci dipende
soltanto dalla sua buona disposizione d'animo, ma proprio perch io conosco il suo buon cuore fedele, caro e
amatissimo Peregrin, lo liberi, quel prigioniero!.
Quale, chiese Peregrinus nel pi profondo stupore, quale prigioniero? Chi dovrebbe essere tenuto
prigioniero in casa mia?.
Certo, continu la dama, afferrando la mano di Peregrinus e poggiandosela teneramente sul petto, certo,
devo ammetterlo, solo un grande e nobile animo sa privarsi dei vantaggi che gli sono stati procurati da una sorte
benigna, ed anche vero che lei rinuncerebbe a molte cose che le sarebbe facile ottenere se non liberasse il
prigioniero... eppure!... Consideri, Peregrin, che l'intero destino di Aline, l'intera sua vita, dipendono dal possesso di
questo prigioniero, che....
Angelica signorina!, l'interruppe Peregrinus, se non vuole che io consideri tutto ci un incubo della febbre,
o che addirittura non mi dia di volta il cervello qui, in questa stanza, mi dica di chi parla, di quale prigioniero?.
Come!, replic la dama, Peregrin, io non capisco, lei vuole forse negare del tutto che lui sia effettivamente caduto in
sua prigionia?... Non le stavo forse accanto, come lui, quando lei compr la caccia....
Ma chi, url a questo punto Peregrin, ormai completamente fuori di s, chi questo lui? la prima volta in
vita mia che la vedo, signorina: chi mai lei? e chi questo lui?.

A questo punto per, affranta dal dolore, la dama gli cadde ai piedi e, mentre le lacrime le scendevano copiose
dagli occhi, lo implor: Peregrin, sii umano, sii misericordioso, restituiscimelo!. Frattanto il signor Peregrinus
gridava: Io impazzisco!... Io divento matto!....
Di colpo la dama si ricompose. Ora appariva molto pi alta di prima, gli occhi le schizzavano fuoco, le labbra
le tremavano, ed ella gridava tra gesti dissennati: Ah, barbaro!... In te non alberga un cuore umano... sei spietato... vuoi
la mia morte, la mia rovina... non me lo restituirai!... No!... mai pi... mai pi... Ah, me infelice... perduta... perduta....
Con queste parole, la dama si lanci fuori della stanza, e Peregrin la sent scendere di corsa la scala, mentre il suo
stridulo lamento riempiva tutta la casa, finch dabbasso non venne sbattuta violentemente una porta.
Poi tutto ripiomb in un silenzio di tomba.
SECONDA AVVENTURA

Il domatore di pulci. - Triste destino della principessa Gamaheh a Famagosta. - Inettitudine del genio Thetel e
straordinari esperimenti e sollazzi microscopici. - La bella olandese e la bizzarra avventura del giovane signor George
Pepusch, gi studente a Jena.
A quel tempo si trovava a Francoforte un uomo che esercitava la pi strana delle arti. Veniva chiamato il
domatore di pulci poich era riuscito, certamente non senza la pi gran fatica e i pi duri sforzi, a portare la cultura in
queste piccole bestioline, e ad ammaestrarle a ogni sorta di graziosi esercizi artistici.
Era con la pi grande meraviglia che si osservavano - su di una superficie di bellissimo marmo bianco, lucidata
fino a brillare - alcune pulci trasportare piccoli cannoni, carri contenenti polvere da sparo e masserizie, mentre altre
saltellavano qua e l con fucile e giberna in spalla, sciabola al fianco. Al comando dell'artista, esse eseguivano
difficilissime evoluzioni, e tutto appariva pi allegro e vivace di quanto avviene con i soldati veri, grandi e grossi,
poich i passi di marcia consistevano nei pi graziosi scambietti e salti, e il front-a-destr' e il front-a-sinistr' in leggiadre
piroette. Tutta la truppa aveva un sorprendente aplomb e il generale era al tempo stesso anche un abile maestro di danza.
Ma quasi pi belle e straordinarie erano le piccole carrozze d'oro, tirate da quattro, sei, otto pulci. Cocchiere e servitore
erano piccolissimi maggiolini dorati, di una specie appena visibile; ma ci che si trovava all'interno non si riusciva a
scorgerlo chiaramente.
Veniva spontaneo ricordare l'equipaggio della fata Mab, descritto dal buon Mercuzio in Giulietta e Romeo di
Shakespeare con tale maestria, che si capisce bene quanto spesso debba aver passeggiato sul naso anche a lui.
Ma solo osservando l'intero tavolo con una buona lente d'ingrandimento si poteva apprezzare pienamente l'arte
del domatore di pulci. Solo allora, infatti, suscitando la pi profonda ammirazione, si mostrava la magnificenza, la
finezza delle bardature, l'accurata lavorazione delle armi, lo smalto, l'eleganza delle uniformi. Ci che non si riusciva
per a comprendere era di quali strumenti avesse potuto servirsi il domatore di pulci per predisporre in modo cos
preciso e ben proporzionato certi piccoli accessori, come gli sproni, i bottoni delle redingote, e anche quel lavoro che da
sempre considerato il banco di prova d'ogni sarto, e che consisteva niente meno nel confezionare a una pulce un paio
di pantaloni da cavallerizzo perfettamente aderenti; dove il prendere le misure, che di solito davvero la cosa pi
difficile, appariva qui in confronto al resto impresa facile e di piccolo conto.
Il domatore di pulci godeva di un successo senza fine. Per tutto il giorno la sala non si svuotava mai dei curiosi,
che non facevano alcun caso all'alto costo d'ingresso. E anche la sera c'erano molti visitatori, e anzi quasi pi che di
giorno, poich allora venivano anche talune persone - cui poco interessavano questi strani e bizzarri artifici - per
ammirare invece un altro lavoro, che aveva valso al domatore di pulci una considerazione del tutto diversa, nonch la
reale attenzione dei naturalisti. Quest'opera era un microscopio notturno che, come il microscopio solare di giorno, in
modo del tutto simile a una lanterna magica, proiettava sulla parete bianca l'oggetto vivamente illuminato con nitidezza
e precisione tali da non lasciar punto a desiderare. Inoltre, il domatore di pulci commerciava anche i pi bei microscopi
che si potessero trovare, e che la gente ben volentieri pagava a caro prezzo...
Avvenne dunque che a un giovanotto di nome George Pepusch - il benevolo lettore avr presto l'opportunit di
conoscerlo meglio - a sera ormai tarda venisse voglia di far visita al domatore di pulci. Ma quando ancora si trovava
sulle scale, ud un tramestio che si faceva via via sempre pi forte, finch non si trasform in un baccano di grida
indiavolate. E non appena Pepusch fece per entrare, la porta della sala si spalanc con violenza e la gente gli si rovesci
addosso in uno sfrenato pigia pigia, con i volti bianchi come cadaveri per lo spavento.
Maledetto stregone! Satanasso! Voglio denunciarlo al Consiglio Supremo! Deve andarsene dalla citt,
quest'imbroglione d'un prestigiatore!.... Cos gridava la gente in una confusione spaventosa, spinta dalla paura e dal
terrore a scappar via dalla casa pi in fretta che poteva.
Un'occhiata dentro la sala rivel subito al giovane Pepusch la ragione del terribile spavento che aveva fatto
scappare tutti. L dentro ogni cosa era viva, e un ripugnante groviglio delle creature pi disgustose riempiva l'intera
stanza. La gena dei pucerons, dei coleotteri, dei ragni, dei vermi, ingrandita a dismisura, protendeva le sue proboscidi,
avanzava lentamente sulle lunghe zampe irsute, mentre i ripugnanti formicaleoni afferravano e stritolavano con le loro
tenaglie dentate gli zanzaroni che si difendevano sbattendo qua e l le lunghe ali; frattanto, i serpenti dell'aceto, le

anguille della colla e i polipi dalle cento braccia si avvoltolavano in mille modi, e gli infusori spiavano da tutti gli
interstizi con facce deformi, ma quasi umane. Pepusch non aveva mai visto nulla di pi rivoltante.
E infatti prov un profondo raccapriccio quando gli vol in faccia qualcosa di ruvido, e si vide avvolto in una
fitta nuvola di polvere di farina. Ma a questo punto il terrore si dilegu poich egli si rese immediatamente conto che la
cosa ruvida non poteva essere altro che la tonda, incipriata parrucca del domatore di pulci, come in effetti era davvero.
Quando Pepusch si fu ripulito la polvere dagli occhi, quell'assurdo e ributtante popolo d'insetti era scomparso.
Il domatore di pulci, stremato, giaceva in una poltrona. Leuwenhoek, gli grid Pepusch, Leuwenhoek, vedete bene
cosa combinate col vostro comportamento?... Avete di nuovo dovuto ricorrere ai vostri vassalli per tenere la gente a
debita distanza!... Non forse cos?.
Ah, siete voi, disse il domatore con voce spenta, siete voi, mio buon Pepusch?... Ahim, per me finita,
finita davvero, sono un uomo perduto! Caro Pepusch, comincio a credere che abbiate avuto proprio ragione riguardo a
me, e io ho fatto veramente male a non dar ascolto ai vostri avvertimenti. Quando per Pepusch chiese con tutta
tranquillit cosa fosse mai accaduto, il domatore di pulci si gir con la poltrona verso il muro, si copr con entrambe le
mani il volto chiedendo con voce di pianto a Pepusch di volersi scomodare solo a prendere una lente d'ingrandimento e
a osservare il piano di marmo del tavolo. Ma anche a occhio nudo Pepusch si era reso conto che i piccoli cocchi, i
soldati e tutto il resto stavano l morti stecchiti, e nulla pi si muoveva n dava segno di vita. Persino le pulci
ammaestrate parevano aver assunto un aspetto completamente diverso. Grazie alla lente per Pepusch scopr subito che
non c'era pi neppure una sola pulce, ma che ci che egli aveva scambiato per pulci erano in realt granelli di pepe nero
e semi di frutta, infilati nei finimenti o nelle uniformi.
Non so proprio, prese a dire il domatore, con aria triste e abbattuta, non so proprio quale spirito malvagio
mi possa aver accecato al punto di non rendermi conto della diserzione delle mie truppe se non quando tutta la gente
stava gi attorno al tavolo e si accingeva a guardare... Vi potete ben immaginare, caro Pepusch, che la gente, vedendosi
imbrogliata, si sia messa prima a brontolare e poi a far fuoco e fiamme per la rabbia. Mi incolpava del pi truce inganno
e poi, riscaldatasi sempre pi e non volendo ascoltare alcuna giustificazione, voleva aggredirmi, per vendicarsi da s.
Che potevo fare di meglio, per sfuggire a una soma di legnate, che non mettere in azione il microscopio grande, e
avvolgere quelle persone tra una moltitudine di creature di cui la plebaglia ha sempre avuto terrore?.
Per, chiese Pepusch, per ditemi soltanto, Leuwenhoek, come potuto mai accadere che la vostra truppa,
cos ben addestrata e da sempre cos manifestamente fedele, abbia potuto tagliar la corda e sparire di colpo, senza che
voi neppure ve ne accorgeste?.
Oh!, gemette il domatore di pulci, oh, Pepusch! lui che mi ha abbandonato, lui, attraverso il quale
soltanto io ero qui il sovrano, ed a lui, al suo malvagio tradimento, che io attribuisco la colpa della mia cecit e della
mia sciagura!.
Ma io, replic Pepusch, non vi avevo forse gi da tanto tempo raccomandato di non basare tutta la vostra
attivit su artifici che - lo so bene - senza il possesso del maestro non riuscite a compiere; e quanto tale possesso sia
aleatorio, nonostante tutte le vostre fatiche, lo avete test sperimentato.... Pepusch fece capire solo vagamente al
domatore di pulci di non riuscire a capire bene come, se anche egli avesse dovuto abbandonare tali artifici, la sua vita
avrebbe potuto esserne distrutta, in quanto la scoperta del microscopio notturno, come pure la sua capacit di costruire
lenti per microscopi gi da tempo lo avevano posto in una situazione ben consolidata. Ma il domatore affermava dal
canto suo che in quegli artifici c'era ben altro, e che egli non avrebbe mai potuto abbandonarli, senza rinunciare alla
propria intera esistenza.
Ma dov' Drtje Elverdink?, chiese Pepusch, interrompendo il domatore di pulci. Dov', sibil costui,
torcendosi le mani, dov' Drtje Elverdink?... Via, se n' andata, via per il mondo... scomparsa... E ora ammazzatemi
pure subito, Pepusch, perch gi vedo che vi prende la collera e il furore! Non perdete tempo con me!.
Ora lo vedete, disse Pepusch con sguardo cupo, ora lo vedete cosa ha portato la vostra pazzia, il vostro
assurdo comportamento... Ma chi vi dava il diritto di rinchiudere come una schiava la povera Drtje, per poi, al solo
scopo di adescare la gente, esibirla tutta in ghingheri, come un prodigio di storia naturale? Perch avete fatto violenza
alla sua stessa inclinazione, e non avete consentito che mi concedesse la sua mano, anche se certo dovevate esservi
accorto di quanto profondamente ci amassimo? E dunque, fuggita?... Bene, poich almeno ora non pi in vostro
potere, e anche se in questo momento non so davvero dove potr cercarla, sono tuttavia convinto che la trover. E ora,
Leuwenhoek, rimettetevi la parrucca e accettate il vostro destino: la cosa migliore, la pi saggia che ormai potete
fare.
Con la mano sinistra il domatore di pulci si piant la parrucca sulla testa calva, mentre con la destra
acchiappava Pepusch per il braccio. Pepusch, disse, Pepusch, voi siete un vero amico per me; poich infatti siete il
solo, in tutta la citt di Francoforte, a sapere che in realt fin dall'anno millesettecentoventicinque io me ne sto sepolto
nell'antica chiesa di Delft, e non l'avete ancora rivelato ad anima viva, anche se siete infuriato con me per via di Drtje
Elverdink... Anche se a volte non mi vuol davvero entrare in testa che io sia effettivamente quell'Anton van
Leuwenhoek che stato inumato a Delft, devo tuttavia ricredermi quando considero i miei lavori e ripenso alla mia vita;
per questo sono molto contento che di tutto ci non se ne parli affatto... E ora non ho difficolt ad ammettere che,
quanto a Drtje Elverdink, non mi sono davvero comportato bene, per quanto in un modo del tutto differente da quel
che pensate voi. In particolare, feci bene a chiarire che la vostra aspirazione non era che un tentativo folle e vano, ma
sbagliai invece a non aprirvi completamente il mio cuore, a non rivelarvi come stanno esattamente le cose tra me e
Drtje Elverdink. Vi sareste reso conto da voi quanto io fossi stato encomiabile a togliervi certe idee dalla testa, poich

la loro realizzazione non vi avrebbe cagionato altro che rovina... Pepusch, sedetevi accanto a me, e ascoltate questa
storia straordinaria! .
Questo posso ben farlo, replic Pepusch con uno sguardo avvelenato, mentre si accomodava in una poltrona
imbottita, di faccia al domatore di pulci.
Dunque, cominci costui, poich voi, mio caro amico Pepusch, siete molto versato nella storia, senza
dubbio saprete che il re Sekakis visse per lunghi anni in intima relazione con la regina dei fiori, e che la bella e
leggiadra principessa Gamaheh fu il frutto di questo amore. Meno noto invece, e io stesso non so dirvelo, in quale
modo la principessa Gamaheh giunse a Famagosta. Alcuni sostengono, non senza valide ragioni, che a Famagosta la
principessa cercasse riparo dal ripugnante principe Sanguisuga, nemico giurato della regina dei fiori.
Comunque, a Famagosta avvenne che una sera, mentre la principessa Gamaheh se ne andava a spasso nella
gradevole frescura vespertina, ella capitasse all'interno di un ameno e oscuro boschetto di cipressi. Attratta dal dolce
sussurro del venticello serale, dal mormorio del ruscello, dal melodioso cinguettio degli uccelli, la principessa si sdrai
sul muschio morbido e odoroso, cadendo ben presto in un sonno profondo. E proprio quello stesso nemico al quale
aveva tentato di sfuggire, l'odioso principe Sanguisuga, cacci la testa fuori dall'acqua melmosa, scorse la principessa e
si innamor della bella dormiente a tal punto che non pot resistere alla bramosia di baciarla. Senza far rumore le
strisci accanto e la baci dietro l'orecchio sinistro. Ora, voi sapete bene, caro amico Pepusch, che la donna baciata dal
principe perduta, poich egli il pi tremendo succhiatore di sangue del mondo. E fu cos che, avendo il principe
Sanguisuga baciato la principessa tanto a lungo, tutta la vita se ne flu via da lei. Allora, oramai completamente sazio ed
ebbro, egli cadde sul muschio e dovette essere trasportato fino a casa a braccia dai suoi servitori, che prontamente erano
rotolati fuori dalla fanghiglia...
Invano la radice di mandragora si affann a spuntar fuori dalla terra e si applic da s sulla ferita causata alla
principessa dal bacio del subdolo principe, invano al grido di dolore della mandragora tutti i fiori levarono all'unisono
alte grida sconsolate! Ma proprio allora avvenne che il genio Thetel passasse di l, e anch'egli fu profondamente colpito
dalla bellezza di Gamaheh e dalla sua sventurata morte. Prese la principessa tra le braccia, se la strinse al petto, cerc di
ridarle la vita col proprio respiro, ma ella non si risvegliava dal suo sonno mortale. In quel momento per il genio
Thetel scorse il malvagio principe, che (tanto era pesante e ubriaco) i servitori non erano riusciti a trasportare nel
palazzo; allora si infiamm di sdegno e gett addosso all'odioso nemico una manciata di cristalli di sale, cosicch
all'istante egli gett fuori tutto il purpureo icre che aveva succhiato alla principessa Gamaheh, e poi rese il suo spirito
in modo davvero miserando, tra innumerevoli convulsioni e smorfie. Ma tutti i fiori che stavano l attorno tuffarono le
loro vesti in questo icre, tingendole - a eterno ricordo della principessa assassinata - di un tale magnifico rosso che
nessun pittore al mondo riuscirebbe mai a ottenere... Voi sapete, Pepusch, che i garofani, le amarilli e le cheiranti del pi
splendido rosso cupo provengono proprio da quel boschetto di cipressi in cui il principe Sanguisuga baci a morte la
bella Gamaheh. Il genio Thetel stava per fuggire da l, avendo ancora tanto da fare a Samarcanda prima del cadere della
notte, ma volle gettare ancora uno sguardo alla principessa e rimase l, immobile e ammaliato, a guardarla con la pi
profonda tristezza. Allora, improvvisamente, gli venne un pensiero. Invece di andarsene, prese la principessa tra le
braccia e con lei spicc il volo in alto nell'aria. In quello stesso istante, due savi - dei quali non si dovr tacere il fatto
che uno ero proprio io - dalla galleria di un'alta torre stavano osservando il corso delle stelle. Essi scorsero, in alto sopra
le loro teste, il genio Thetel e la principessa Gamaheh, e nello stesso istante cadde anche a uno di loro... ma questo per il
momento non fa parte della storia!... Entrambi i maghi avevano riconosciuto il genio Thetel, ma non la principessa, e
presero a lambiccarsi il cervello con ogni sorta di congetture su che cosa significasse mai quell'apparizione, senza per
riuscire a indovinare nulla di certo e nemmeno di probabile. Poco dopo, tuttavia, la sfortunata sorte della principessa
Gamaheh divenne nota a tutti a Famagosta, e cos anche i maghi furono in grado si spiegarsi l'apparizione del genio
Thetel con la ragazza tra le braccia.
Tutti e due immaginarono allora che il genio Thetel senza dubbio avrebbe trovato un sistema per riportare in
vita la principessa, e decisero di fare delle ricerche a Samarcanda dove, in base alle loro osservazioni, egli aveva
apparentemente diretto il suo volo. Ma a Samarcanda della principessa non si parlava affatto, e nessuno ne sapeva nulla.
Molti anni trascorsero, i due maghi si erano nel frattempo separati - cosa che del resto solita accadere tanto
pi di frequente quanto pi dotte sono le persone in questione -, comunicandosi ormai soltanto le loro pi importanti
scoperte, secondo un'antica, ferrea consuetudine... Voi non avete certo dimenticato, caro Pepusch, che uno di quei maghi
ero io stesso... E dunque non poco ebbi a meravigliarmi di una comunicazione del mio collega, la quale conteneva le
notizie pi straordinarie e al tempo stesso pi liete che si sarebbero mai potute immaginare sulla principessa Gamaheh.
La cosa era andata nel modo seguente: il mio collega aveva ricevuto da un amico scienziato di Samarcanda i pi rari e
bei tulipani, conservati in una freschezza tale che pareva fossero stati appena recisi dal gambo. Egli, a quell'epoca, si
interessava molto alle ricerche al microscopio sulle parti interne dei fiori, e in particolare sul polline. Cos sezion un
bel tulipano colorato di lilla e giallo, scoprendo nel mezzo del calice un piccolo granellino dalla forma strana, che gli
dette nell'occhio in modo particolare. Ma quanto grande fu la sua meraviglia nel vedere chiaramente, mediante
l'utilizzazione della lente d'ingrandimento, che il corpuscolo altro non era che la principessa Gamaheh, la quale, coricata
in mezzo al polline del calice del tulipano, sembrava dormire d'un sonno dolce e tranquillo.
Per quanto mi separasse dal mio collega una grande distanza, mi accinsi a raggiungerlo immediatamente e in
tutta fretta. Frattanto, egli aveva sospeso tutte le operazioni al fine di farmi godere il piacere della prima occhiata, e
anche per il timore di rovinare qualcosa agendo solo di testa sua. Io mi persuasi rapidamente della perfetta correttezza
delle osservazioni del mio collega, e come lui giunsi all'assoluta persuasione che dovesse esser possibile strappare la

principessa al suo sonno e restituirle la sua figura originaria. Il nostro sublime genio innato ci fece trovare rapidamente
gli strumenti adatti... Poich voi, caro amico Pepusch, comprendete ben poco, anzi non comprendete proprio nulla della
nostra arte, sarebbe assolutamente superfluo descrivervi le diverse operazioni che intraprendemmo per giungere al
nostro scopo. sufficiente che vi dica che ci riusc, grazie all'abile impiego di svariate lenti, che avevo predisposto da
me, non solo di tirar fuori dal polline intatta la principessa, ma anche di stimolare la sua crescita in modo tale che ella
ben presto torn alla sua statura di prima... Ora non mancava pi che la vita e il fatto che ci fosse pi o meno possibile
dipendeva dall'uitima, complicatissima operazione... Proiettammo dunque la sua immagine per mezzo di un favoloso
microscopio solare cufico, poi con grande perizia staccammo tale immagine dalla parete bianca, cosa che avvenne senza
danni. Non appena l'immagine fu libera di muoversi, si precipit come un fulmine dentro al microscopio, che si
sbriciol in mille pezzi. Ma la principessa ci apparve allora viva e fresca come una rosa. Ci mettemmo a esultare per la
gioia, e tanto pi grande fu dunque il nostro disappunto, quando vedemmo che la circolazione del sangue si arrestava l,
dove aveva morso il principe Sanguisuga. Gi lei stava per cadere a terra priva di sensi quando vedemmo, dietro il suo
orecchio sinistro, apparire e subito scomparire un puntino nero. Il blocco della circolazione cess immediatamente, e la
principessa si tir su: il nostro lavoro era riuscito!
Ciascuno di noi, sia il mio collega che io, sapevamo benissimo quale valore inestimabile avesse il possesso
della principessa, e dunque ciascuno tentava di conquistarselo, pretendendo di averne pi diritto dell'altro. Il mio
collega vantava il fatto che il tulipano nel cui calice era stata trovata la principessa fosse originariamente una sua
propriet, e che era stato lui a effettuare la prima scoperta, di cui mi aveva poi dato comunicazione, cosicch io avrei
dovuto essere considerato solo un aiutante, il quale non poteva certo pretendere, a titolo di ricompensa del lavoro svolto,
il lavoro stesso, per il quale si era limitato a fornire il suo aiuto. Io, dal canto mio, rivendicavo l'invenzione dell'intera
ultima e difficilissima procedura, attraverso la quale la principessa era tornata in vita, procedura per cui il mio collega
era stato un semplice aiutante e dunque, se pure egli accampava pretese di possesso dell'embrione trovato dentro al
polline, era fuori di dubbio che la persona viva appartenesse a me. Discutemmo per molte ore finch, quando le nostre
corde vocali erano ormai afone a furia di urlare, non raggiungemmo infine un accordo. Il collega lasci a me la
principessa e io in cambio gli cedetti un mio importantissimo microscopio misterioso. E proprio tale microscopio
all'origine della nostra totale inimicizia attuale. Il mio collega sostiene infatti che io gli ho sottratto il microscopio con la
frode, ma questa non altro che una sfacciata e grossolana menzogna; e se anche io so perfettamente che il microscopio
and smarrito all'atto della consegna, posso giurare sul mio onore e sulla mia coscienza di non averne alcuna colpa, e
che dunque non riesco a capire come ci sia potuto accadere. Il microscopio, infatti, non poi davvero tanto piccolo,
visto che un granello di polvere potr essere al massimo otto volte pi grande... Vedete, amico Pepusch, ora vi ho dato
proprio tutta la mia fiducia, ora sapete che Drtje Elverdink altri non che la principessa Gamaheh ritornata in vita, e vi
rendete ben conto che un bravo giovane come voi su un tale legame mistico non pu davvero....
Basta cos, George Pepusch interruppe il domatore di pulci, ridendogli in faccia con aria satanica, fiducia
chiama fiducia, e dunque anch'io voglio dimostrarvi la mia, poich di tutto ci che mi avete raccontato io ero al corrente
molto meglio e molto prima di voi. Non mi meraviglier mai abbastanza, per, della vostra limitatezza, della vostra
sciocca presunzione... Sappiate dunque (ma cosa di cui vi sareste dovuto render conto da lungo tempo se la vostra
scienza - lavorazione delle lenti a parte - non fosse ridotta cos male), sappiate che sono proprio io quel cardo Zeherit,
che si trovava esattamente nel punto in cui la principessa Gamaheh aveva reclinato il capo, e del quale avete pensato
bene di tacere del tutto.
Pepusch, esclam il domatore di pulci, siete uscito forse di cervello? Il cardo Zeherit fiorisce nella lontana
India, in particolare in quella bella vallata circondata dai monti in cui sono soliti radunarsi di tanto in tanto i pi saggi
maghi della terra. L'archivista Lindhorst pu darvi le pi esaurienti notizie in proposito. E voi, che ho visto correre dal
maestro di scuola in giacchetta ricamata di passamanerie, che ho visto studente di Jena, pallido e smagrito per il troppo
studio e per la fame, proprio voi pretendete di essere il cardo Zeherit? Andatelo a raccontare a qualcun altro, e
lasciatemi in pace.
Che bel savio, disse Pepusch ridendo, che bel savio siete davvero, Leuwenhoek! Della mia persona potete
pensare ci che volete, ma non sarete poi cos sciocco da negare il fatto che il cardo Zeherit, nel momento in cui lo colp
il dolce alito della principessa Gamaheh, sbocci per l'ardente amore e per il desiderio e che, non appena sfior le
tempie della soave principessa, anch'ella, sognando dolcemente, se ne innamor.
Troppo tardi, purtroppo, il cardo Zeherit scorse il principe Sanguisuga, perch altrimenti lo avrebbe ucciso
all'istante con i suoi aculei. Eppure, con l'aiuto della radice di mandragora, gli sarebbe ancora riuscito di riportare in vita
la principessa, se non si fosse messo di mezzo quel tanghero del genio Thetel, con i suoi maldestri tentativi di salvarla...
Vero comunque che Thetel infuriato afferr la saliera che nei viaggi solito portare alla cintura, come Pantagruel la
sua barca di spezie, e che gett contro il principe Sanguisuga una bella manciata di sale; ma del tutto falso che l'abbia
in tal modo ucciso. Tutto il sale cadde infatti nel fango, e neppure un granellino di esso colp il principe Sanguisuga, che
fu invece assassinato dagli aculei del cardo Zeherit, il quale cos vendic la morte della principessa, ma vot alla morte
se stesso. Solo il genio Thetel, che si immischi di cose che non lo riguardavano affatto, ha colpa del fatto che la
principessa dovette restare tanto a lungo immersa nel suo sonno floreale; il cardo Zeherit si svegli molto prima. Poich
infatti la morte di entrambi era solo lo stordimento di quel sonno floreale, dal quale essi poterono poi tornare in vita,
sebbene sotto altre spoglie. E voi raggiungereste il colmo del vostr errore marchiano, credendo che la principessa
Gamaheh avesse esattamente lo stesso aspetto che ha adesso Drtje Elverdink, e che siate stato voi a restituirle la vita. A
voi, mio buon Leuwenhoek, accaduto proprio come al maldestro servitore della storia, davvero meravigliosa, delle tre

melarance, nella quale costui liber due fanciulle chiuse nelle melarance, senza prima essersi assicurato del mezzo
necessario a tenerle in vita, ed esse dunque perirono miseramente sotto i suoi occhi... Non foste voi, bens colui la cui
perdita ora sentite e deplorate tanto duramente, a portare a compimento l'opera che voi avevate iniziato in modo
piuttosto maldestro.
Ah, grid il domatore di pulci completamente fuori di s, ah, il mio presentimento! Ma voi, Pepusch, a cui
ho fatto sempre del bene, siete invece il mio pi acerrimo e peggior nemico, me ne rendo conto solo ora. Invece di
consigliarmi, invece di assistermi nella mia sciagura, vi mettete a propinarmi ogni sorta di corbellerie.
Corbellerie un corno!, grid Pepusch infuriato. Quando vi pentirete della vostra pazzia sar gi troppo
tardi, presuntuoso d'un ciarlatano!... Io vado a cercare Drtje Elverdink... E affinch non abbiate pi a truffare la gente
onesta....
Pepusch afferr la vite che metteva in moto l'intero microscopico marchingegno. Allora uccidetemi subito!,
sibil il domatore di pulci; ma proprio in quello stesso istante tutto croll con un gran fracasso, e il domatore di pulci
cadde a terra inanimato...
"Come pu accadere", rimuginava tra s e s Georg Pepusch una volta in strada, "come pu accadere che un
uomo che dispone di una bella stanza calda, di un letto ben sprimacciato, se ne vada errando di notte per le strade, tra
tuoni e fulmini del genere? Pu accadere solo se costui ha perso le chiavi di casa, e se per giunta l'amore, un desiderio
folle, non gli danno tregua". Cos dovette rispondersi da s... E ora tutto ci che aveva fatto gli pareva pura follia... Si
ricord dell'istante in cui aveva visto Drtje Elverdink per la prima volta... Molti anni prima il domatore di pulci esibiva
a Berlino i suoi artifici, riscuotendo non poco successo, almeno finch la cosa rappresent una novit. Ben presto,
tuttavia, la gente ne ebbe abbastanza di quelle pulci colte e ammaestrate, e non trov pi nulla da ammirare nemmeno
nel lavoro che sarti, sellai, armaioli avevano fatto a uso di quelle minuscole persone, e ci a dispetto del fatto che, al
principio, avesse parlato di prodigi davvero inimmaginabili, di vera magia; cos, il domatore di pulci parve esser caduto
in un completo oblo. Ben presto, per, si venne a sapere che una nipote del domatore (la quale prima non era mai
comparsa) faceva ora da assistente agli spettacoli. E che questa nipote era una ragazza cos bella e aggraziata, e perdipi
agghindata a meraviglia, tanto da non potersi descrivere. Tutto quel movimentato mondo dei giovanotti moderni, che
come abili direttori d'orchestra sono soliti dare il tono e il ritmo alla vita di societ, si precipit l, e poich il mondo va
avanti solo per estremi opposti, la nipote del domatore di pulci produsse un miracolo mai visto... Insomma, divenne una
moda andare a vedere il domatore di pulci, e chi non aveva ancora visto sua nipote non poteva aver voce in capitolo;
cos il brav'uomo fu fuori dai guai. Nessuno per si capacitava di quel bizzarro nome Drtje; ora, proprio in quel
periodo la grande Bethmann recitava il ruolo della regina di Golconda, dando prova di grande amabilit, di grazia
ammaliatrice, di dolcezza tutta femminile, che sono proprie del gentil sesso, e apparendo quasi un ideale di
quell'indicibile incanto con cui un essere femminile riesce a mandarti in estasi; fu cos che la gente prese a chiamare
l'olandesina Aline.
Fu allora che George Pepusch giunse a Berlino: la bella nipote di Leuwenhoek era l'argomento del giorno, e
anche a tavola nell'albergo in cui Pepusch era sceso quasi non si parlava d'altro che di quella piccola, affascinante
meraviglia che ammaliava tutti gli uomini, giovani o vecchi che fossero, e persino le donne. Si fece a Pepusch una gran
premura di non mancare quella punta pi avanzata fra tutti i divertimenti del momento a Berlino, andando subito a
vedere la bella olandesina... Pepusch aveva un temperamento malinconico e irritabile; in ogni piacere avvertiva sempre
in maniera eccessiva anche l'amaro, il quale proviene senza dubbio da quel nero ruscelletto dello Stige che corre lungo
tutta la nostra vita, e ci lo rendeva cupo, chiuso in s, e spesso persino ingiusto verso tutto ci che lo circondava. Si
pu pensare che in tal modo Pepusch fosse poco propenso a correr dietro alle ragazze; tuttavia, si rec dal domatore di
pulci, molto pi per veder avverata la sua idea preconcetta circa il fatto che anche qui, come spesso accade nella vita,
aleggiasse una bizzarra follia, piuttosto che non per quel pericoloso prodigio. Trov l'olandesina molto carina, graziosa,
piacente, ma mentre l'osservava dovette compiacersi sorridendo della propria sagacia, grazie alla quale aveva gi
indovinato che le teste che la fanciulla aveva fatto girare dovevano esser fin da prima alquanto vacillanti.
La bella padroneggiava completamente quei modi semplici e disinvolti che testimoniano della pi raffinata
educazione e dell'abitudine alla vita di societ; con quell'amabilissima civetteria, che a colui cui tendeva fiduciosa la
punta delle dita toglieva al contempo il coraggio di afferrarle, l'adorabile piccola creatura sapeva prima attirare una folla
di corteggiatori che accorrevano da ogni parte, per poi mantenerli entro i limiti delle pi caute convenienze.
Nessuno si cur dello straniero Pepusch, che ebbe cos modo di osservare la bella in tutte le sue peripezie. Ma
proprio mentre sprofondava sempre pi nella visione del soave visino, dai recessi del suo animo si affacci un vago
ricordo come se egli avesse gi visto da qualche altra parte l'olandesina, in una situazione del tutto diversa e sotto altre
sembianze, come pure gli sembrava d'aver avuto lui stesso allora un aspetto del tutto differente. Inutilmente si affann a
fare una qualche chiarezza in questo ricordo; ciononostante, il pensiero d'aver effettivamente gi visto la ragazza
diventava via via pi insistente. Ma il sangue gli sal al volto, quando alla fine qualcuno gli si avvicin piano piano e gli
sussurr all'orecchio: Non vero, signor filosofo, che anche lei stato vittima del colpo di fulmine?. Era il suo vicino
di tavola all'albergo, proprio quello cui egli aveva confessato di ritenere quella specie di estasi in cui tutti erano caduti
una ben strana follia, che sarebbe scomparsa rapidamente come era nata... Pepusch not che mentre fissava la fanciulla
con sguardo incantato, la sala si era vuotata, e anche gli ultimi spettatori ne erano scivolati fuori. Solo ora l'olandesina
sembr accorgersi di lui, e lo salut con grazia e affabilit.
Pepusch non riusc a liberarsi dell'olandesina; la notte, insonne, si torturava nel tentativo di ritrovare un
minimo segno di quel ricordo, e sempre invano. Solo la visione di quella bellezza poteva portarlo su quella traccia, cos

pensava giustamente, e subito il giorno dopo e in tutti i giorni seguenti non tralasci mai di recarsi dal domatore di
pulci, e di restar l due tre ore a fissare la bella Drtje Elverdink. Se un uomo non riesce in nessun modo a liberarsi dal
pensiero di una bella donna, la quale ha attirato in un modo o nell'altro la sua attenzione, ci rappresenta per lui il primo
passo verso l'amore, e cos avvenne anche a Pepusch, il quale nel momento in cui credeva semplicemente di starsi a
lambiccare il cervello dietro a un oscuro ricordo, era gi innamorato cotto della bella olandesina.
E ormai, chi volete si interessasse pi delle pulci, sulle quali l'olandesina aveva riportato la pi smagliante
vittoria, attirando su di s l'attenzione generale? Il domatore stesso sentiva di recitare con le sue pulci una parte alquanto
sciocca; dunque, chiuse in gabbia tutta la sua truppa fino a nuovo ordine, e con grande abilit diede al suo spettacolo
una forma nuova, in cui la bella nipote aveva il ruolo chiave.
Il domatore di pulci aveva infatti avuto la felice idea di organizzare degli intrattenimenti serali, ai quali ci si
poteva abbonare con una somma piuttosto elevata e nei quali, dopo che egli aveva iniziato col mostrare alcuni bei
giochi ottici, sua nipote si incaricava di intrattenere la compagnia per il resto della serata... La bella faceva risplendere
pienamente il suo talento per la vita di societ, approfittando di ogni pi piccola pausa per dar nuovo slancio ai convitati
attraverso il canto, che accompagnava da s alla chitarra. La sua voce non era potente, il suo metodo non era grandioso,
anzi spesso contravveniva alle regole, ma il tono era dolce, la chiarezza, la limpidit del suo canto corrispondevano in
pieno al suo dolce essere, e specialmente quando, fra le ciglia nere e simili alla seta, lanciava agli ascoltatori quel suo
sguardo languido e splendente come un umido raggio di luna, allora a ciascuno mancava il respiro e persino le critiche
dei pi ostinati pedanti venivano messe a tacere...
In questi intrattenimenti serali, Pepusch continuava alacremente il suo studio, che consisteva nel fatto di restare
a fissare per due ore l'olandesina, per poi lasciare con tutti gli altri la sala.
Una volta in cui egli le si venne a trovare pi vicino del solito, pot sentire distintamente ci che chiedeva a un
giovane: Mi dica, chi quel fantasma inanimato che tutte le sere sta a guardarmi per ore, e poi sparisce senza una
parola?.
Pepusch si sent profondamente ferito, s'infuri e fece un gran baccano in camera sua, dando di matto in un
modo tale che nessun amico, in queste condizioni, l'avrebbe mai riconosciuto. Giur per tutti i santi del paradiso che
non avrebbe mai pi rivisto la malvagia olandesina, cosa che non gli imped tuttavia la sera dopo di trovarsi
nuovamente da Leuwenhoek, a fissare con sguardo se possibile ancor pi imbambolato la bella Drtje. Gi per le scale
egli era letteralmente terrorizzato del fatto stesso di star salendo su, e in tutta fretta aveva se non altro preso la
risoluzione di tenersi a debita distanza dall'incantevole creatura. E tale risoluzione mantenne, andandosi a rincantucciare
in un angolino della sala; ma il tentativo di tener gli occhi chiusi fall completamente e, come abbiamo detto, egli si
mise a guardare l'olandesina ancor pi fissamente negli occhi.
E nemmeno lui seppe come accadde che Drtje Elverdink improvvisamente gli fu accanto nel suo angolino.
Con una vocina simile a una melodia sussurrata dolcemente, la bella disse: Davvero non ricordo, caro signore,
di averla mai vista altrove se non qui a Berlino, e tuttavia nei lineamenti del suo viso, in tutta la sua persona trovo tanto
di conosciuto! S, proprio come se, tanto tanto tempo fa, noi fossimo stati intimi amici, ma in un paese lontanissimo, e
in una situazione del tutto diversa e strana. La prego, signore, mi tolga dal dubbio e, se non mi confonde una qualche
somiglianza, facciamo in modo di rinnovare quel rapporto d'amicizia che riposa su di un oscuro ricordo, simile a un bel
sogno.
Queste gentili parole della bella olandesina fecero al signor George Pepusch un effetto davvero strano. Gli
manc il respiro, la fronte prese a bruciargli e intanto rabbrividiva in tutto il corpo come se fosse in preda a una forte
febbre. E anche se tutto ci probabilmente non significava altro che il signor Pepusch era innamorato perso
dell'olandesina, c'era per anche un'altra ragione di quel profondo turbamento, che gli faceva perdere la parola e quasi
quasi anche il senno. Infatti, non appena Drtje Elverdink aveva detto di credere d'averlo gi conosciuto molto tempo
prima, gli era parso all'improvviso che dentro di lui, come in una lanterna magica, venisse proiettata un'altra immagine
ed egli scorgesse un lontanissimo altrove, collocato in un tempo antichissimo e di molto antecedente a quello in cui egli
aveva assaggiato per la prima volta il latte materno: in quella visione era lui stesso, insieme a Drtje Elverdink, che
viveva e si muoveva. Insomma!... il pensiero che, dopo tante elucubrazioni, ora gli si presentava finalmente chiaro e
certo, e che gli era balenato in quell'istante stesso era niente di meno che Drtje Elverdink fosse la principessa
Gamaheh, figlia del re Sekakis, da lui amata in quell'epoca remota in cui era ancora il cardo Zeherit. Per fortuna egli
non comunic ad anima viva quest'idea, perch altrimenti lo si sarebbe preso per pazzo e rinchiuso per quanto l'idea
fissa di una persona parzialmente folle spesso non sia altro che l'ironia di un'esistenza che ha preceduto quella attuale.
Ma, buon Dio, lei sembra davvero muto, signore!, cos disse la fanciulla, toccando Georg sul petto col suo
graziosissimo ditino. E tuttavia, la punta di questo ditino emise una scossa elettrica che arriv a George fin dentro il
cuore, ed egli si risvegli dal suo stordimento. In un'estasi assoluta, egli afferr la mano della ragazza, la ricopr di
ardenti baci ed esclam: Creatura celeste, divina..., e cos via. Il benevolo lettore potr ben immaginarsi da s tutto
ci che il signor Georg Pepusch pot mai esclamare in quel momento...
Sar sufficiente dire che la ragazza accolse le profferte d'amore di Georg come meglio egli non avrebbe potuto
sperare, e da quel fatidico attimo, nel cantuccio della sala di Leuwenhoek, sbocci un amore che trasport il signor
Georg Pepusch prima in paradiso e poi, tanto per cambiare, lo precipit all'inferno. Se infatti il temperamento
malinconico di Pepusch lo rendeva burbero e irascibile, cos il modo di fare di Drtje non poteva davvero mancare di
dargli motivo di una certa qual gelosia. Ma proprio questa certa qual gelosia stuzzicava in Drtje un umor faceto, ed era
per lei un gran divertimento torturare il povero signor Georg Pepusch nei modi pi ingegnosi. Ma poich il gioco bello

finch dura poco, anche la rabbia che da tempo se ne stava repressa nell'animo di Pepusch alla fine esplose. Una volta
stava raccontando di quell'epoca meravigliosa in cui egli, allora cardo Zeherit, aveva amato tanto profondamente la
bella olandesina, che era a quel tempo la figlia del re Sekakis; e ripensava con tutto il trasporto del suo amore
appassionato che proprio quella storia d'amore e la lotta con il re Sanguisuga gli aveva gi conferito il diritto pi
incontestabile alla mano di Drtje. Ella assicurava di ricordare molto bene quel tempo e quella storia, e di averne avuto
per la prima volta un ricordo nell'anima quando Pepusch l'aveva guardata con lo sguardo di un cardo. La fanciulla
sapeva parlare con tanta grazia di queste cose meravigliose, mostrandosi cos entusiasta dell'amore per il cardo Zeherit predestinato a studiare a Jena, e poi a rincontrare a Berlino la principessa Gamaheh - che il signor Georg Pepusch si
credette nell'Eldorado di tutte le delizie... La coppia d'innamorati stava alla finestra, e la giovane aveva permesso che
l'innamorato Georg la cingesse con il braccio. In questo atteggiamento intimo, presero ad accarezzarsi, poich il
trasognato racconto dei prodigi di Famagosta era finito appunto in carezze. Avvenne per allora che passasse l vicino
un bellissimo ufficiale della guardia degli Ussari in una smagliante uniforme, il quale salut molto amichevolmente la
ragazza, conosciuta in occasione degli intrattenimenti serali. Drtje aveva gli occhi socchiusi e la testolina girata
dall'altra parte, si sarebbe quindi potuto credere che le fosse impossibile vedere l'ufficiale, ma quanto potente la magia
di un'uniforme nuova e smagliante! La fanciulla, forse gi messa in allarme dal significativo tintinnio della sciabola sul
selciato, spalanc i suoi occhietti quant'erano grandi, si liber dal braccio di Georg, spalanc la finestra, gett
all'ufficiale un bacio con la mano, continuando a guardarlo finch non fu scomparso dietro l'angolo.
Gamaheh, grid il cardo Zeherit completamente fuori di s, Gamaheh, che succede?... Ti prendi gioco di
me? E questa la fedelt che hai promesso al tuo cardo?. La fanciulla si gir di scatto, scoppi in una sonora risata ed
esclam: Andate, andate, George! Se io sono la figlia del vecchio e rispettabile re Sekakis, se voi siete il cardo Zeherit,
allora quel bellissimo ufficiale il genio Thetel, che in realt mi piace molto di pi del triste e spinoso cardo. Cos
dicendo, l'olandesina schizz fuori dalla porta, mentre Georg Pepusch, com' facile immaginare, esplose all'istante in
furore e disperazione; egli scese correndo le scale e si precipit fuori della casa quasi lo stessero inseguendo mille
diavoli. Il destino volle che Georg incontrasse proprio allora un amico, che stava seduto in una carrozza di posta in
procinto di partire. Fermatevi, parto con voi! esclam il cardo Zeherit; poi corse in fretta a casa, s'infil un mantello
sulle spalle e del denaro in tasca, riconsegn la chiave della stanza alla padrona di casa, si sedette nella carrozza e se ne
and da l con l'amico.
A dispetto di questa brusca separazione, nel cuore di Georg l'amore per la bella olandese non era affatto spento,
n tantomeno riusciva a decidere di rinunciare ai suoi legittimi diritti alla mano e al cuore di Gamaheh, che riteneva di
aver acquisito nelle vesti di cardo Zeherit. Egli rinnov dunque queste sue pretese quando, alcuni anni dopo, incontr di
nuovo Leuwenhoek a L'Aja, e con quale bramosa egli l'abbia poi inseguita fino a Francoforte il benevolo lettore gi lo
sa...
E qui il signor George Pepusch, nella notte, se ne andava vagando sconsolato per i vicoli, quando la sua
attenzione fu attratta da una luce scintillante e stranamente forte che si rifletteva sulla strada attraverso la fessura di
un'imposta, al piano terra di una casa signorile. Egli credette ci fosse un incendio all'interno e cos fece un balzo,
aggrappandosi all'inferriata, per poter guardare dentro la stanza. Sconfinata fu per la sua meraviglia per ci che vide.
Un bel fuoco allegro scoppiettava nel camino, che stava proprio di fronte alla finestra; davanti a questo camino,
in un'ampia poltrona patriarcale, era seduta o piuttosto distesa la piccola olandese, agghindata come un angelo.
Sembrava assopita, mentre un vecchio rinsecchito stava inginocchiato davanti al fuoco e, gli occhiali sul naso, sbirciava
dentro una pentola in cui probabilmente bolliva una qualche bevanda.
Pepusch stava per issarsi ancora pi in alto per meglio inquadrare il gruppo, ma proprio in quel momento si
sent afferrare per le gambe e tirare con forza. Una voce sgarbata gli grid: Guardate un po' questo mascalzone, mi
andrebbe proprio a genio... Avanti, compare, in gattabuia!. Era il guardiano notturno, che aveva notato George mentre
si arrampicava alla finestra e non aveva sospettato altro che costui volesse compiere un furto in quella casa. A dispetto
di tutte le sue proteste, il signor George Pepusch fu consegnato dal guardiano alla pattuglia accorsa in suo aiuto, e con
questo lieto fine la sua passeggiata notturna si concluse al corpo di guardia.
TERZA AVVENTURA

Apparizione di un piccolo mostro. - Ulteriori notizie circa la sorte della principessa Gamaheh. - Straordinario legame
di amicizia da parte del signor Peregrinus Tyss, e rivelazione su chi sia il vecchio signore che sta a pigione in casa sua.
- Effetti eccezionali di un microscopio davvero molto piccolo. - Imprevisto arresto dell'eroe di questa storia.
Chiunque, nello spazio di una sola sera, abbia sperimentato cose simili a quelle vissute dal signor Peregrinus
Tyss, chiunque si sia trovato in uno stato d'animo simile al suo, non riuscir davvero a dormir bene. Il signor Peregrinus
si agitava infatti inquieto nel suo giaciglio, e non appena entrava in quella sorta di delirio che solitamente precede il
sonno, si ritrovava improvvisamente tra le braccia la piccola, soave creatura, e percepiva sulle labbra caldi, ardenti
baci... Poi si destava di colpo, credendo anche da sveglio d'aver udito la cara voce di Aline. Nel suo cocente,
malinconico struggimento, desiderava che ella non fosse fuggita, ma al tempo stesso temeva anche che potesse rientrare

da un momento all'altro e riavvolgerlo in una rete inestricabile. Questa lotta tra sentimenti opposti opprimeva l'animo
suo, riempiendolo per d'altro canto d'un dolce e sconosciuto turbamento.
Non dormite, Peregrinus, non dormite, uomo nobile, devo parlare con voi al pi presto!. Cos si ud una voce
bisbigliare vicinissimo a Peregrinus; e poi continu: Non dormite, non dormite!, finch infine egli non apr gli occhi,
che aveva appena richiusi, soltanto per vedere pi distintamente la soave Aline.
Ma al chiarore della lampada da notte egli scorse un minuscolo mostriciattolo, non pi alto di una spanna,
seduto sulla bianca coperta del suo letto; alla prima occhiata si spavent, ma poi allung subito coraggiosamente la
mano per afferrarlo e convincersi in tal modo che non si trattava di un'illusione della sua fantasia. Ma di colpo il piccolo
mostriciattolo era scomparso senza lasciar traccia di s.
Se per il ritratto della bella Aline, Drtje Elverdink o principessa Gamaheh (poich il benevolo lettore sa gi da
tempo che si tratta di un'unica persona, apparentemente divisa in tre) si potuta omettere una descrizione esatta, in
questo caso invece assolutamente fondamentale raffigurare con estrema precisione quel mostriciattolo che ora sedeva
sulla coperta e che era stato cagione di un certo spavento al signor Peregrinus.
Come abbiamo gi detto, la creatura era alta poco pi di una spanna; nella testolina da uccello stavano
conficcati due occhi tondi e brillanti, fuori del becco da passero sporgeva un lungo aggeggio appuntito, simile a un
sottile fioretto, e immediatamente al di sopra del becco si dipartivano dalla fronte due corna. Il collo, come negli uccelli,
iniziava proprio sotto la testa e si faceva poi sempre pi tozzo, allargandosi senza soluzione di continuit in un corpo
privo di forma, che aveva quasi l'aspetto di una nocciola ed era ricoperto di scaglie marrone scuro, come un armadillo.
Ma la cosa pi sorprendente e strana era la forma delle braccia e delle gambe. Le prime erano dotate di doppia
articolazione, e nascevano nelle gote, proprio ai lati del becco. Direttamente sotto queste braccia si trovavano un paio di
piedi, e poi subito un altro, entrambi a doppia articolazione, come le braccia. Gli ultimi piedi apparivano per essere
quelli ai quali, per la loro efficienza, la creatura pi si affidava, poich - a parte il fatto che erano notevolmente pi
lunghi e pi robusti degli altri - proprio a essi l'essere portava dei bellissimi stivali d'oro con speroni di diamanti.
Se dunque il piccolo mostro fosse effettivamente scomparso quando Peregrinus aveva cercato di afferrarlo, ci
avrebbe senza dubbio confermato la sua idea che si fosse trattato solo di un'illusione dei suoi sensi alterati; invece,
proprio allora, ai piedi del letto si ud una vocina, che lasci intendere queste parole: Dio mio, Peregrinus Tyss, mi
sono forse sbagliato sul vostro conto? Ieri vi siete comportato cos nobilmente verso di me, ed ora che voglio esprimervi
la mia gratitudine, tentate di catturarmi con mano assassina?... Pu darsi che non vi piaccia il mio aspetto, o magari ho
fatto un passo falso nel mostrarmi a voi attraverso il microscopio, in modo tale che poteste osservarmi bene, cosa che
altrimenti non poi cos facile come potreste pensare. Proprio come prima, infatti, anche ora me ne sto seduto sulla
vostra coperta bianca, eppure voi non riuscite a vedermi. Non ve ne abbiate a male, Peregrinus, ma i vostri nervi ottici
sono davvero un po' troppo grossolani per la mia figura minuta. Assicuratemi soltanto, comunque, che presso di voi
sono al sicuro e che non avete alcuna intenzione d'intraprendere azioni ostili contro di me cos mi avviciner a voi e vi
racconter cose che non vi far affatto male conoscere.
Ditemi, replic il signor Peregrinus Tyss alla voce, ditemi prima per chi siete, caro amico sconosciuto, il
resto lo scopriremo dopo. Ma gi sin d'ora io posso darvi piena assicurazione che nella mia natura non c' nulla di ostile,
e che continuer a comportarmi generosamente nei vostri confronti, per quanto in realt al momento non riesca ancora a
capire in quale maniera io abbia gi potuto manifestarvi la mia nobilt d'animo. Tuttavia, continuate pure a restare in
incognito, poich il vostro aspetto non davvero molto bello.
Voi siete, riprese la voce, dopo essersi un poco schiarita la gola, voi siete, lo ripeto con grande piacere, un
animo nobile, signor Peregrinus, ancorch non molto versato nelle scienze e soprattutto un po' inesperto, altrimenti mi
avreste riconosciuto alla prima occhiata... Potrei anche darmi delle arie, potrei dire che sono uno dei re pi potenti e che
regno su molti, molti milioni di sudditi. Ma per innata modestia, e anche perch in fin dei conti l'espressione "Re!" non
perfettamente appropriata, voglio lasciarla da parte... Presso il popolo del quale ho l'onore di essere a capo infatti in
vigore una costituzione repubblicana. Un senato - i cui membri, allo scopo di pi facili prospetti riassuntivi in occasione
delle elezioni, possono essere al massimo nel numero di quarantacinquemilanovecentonovantanove - rappresenta il
reggente, il quale comunque alla testa di questo senato e, essendo ormai pervenuto a un alto grado di maestria in tutte
le cose della vita, porta in realt il titolo di "Maestro!". Senz'altri indugi voglio dunque ormai rivelarvi che io, che me ne
sto qui a discorrere con voi, senza che voi mi possiate vedere, altri non sono che Mastro Pulce... Circa il fatto che
conosciate il mio popolo non voglio davvero minimamente dubitare, in quanto, mio onorevolissimo signore, fuori
d'ogni discussione che voi abbiate gi col vostro proprio sangue ristorato e rafforzato alcuni dei suoi membri. E perci
dev'essere noto anche a voi che il mio popolo animato da un desiderio di libert quasi indomabile e, a dire il vero,
composto di teste calde e capiscarichi, alquanto inclini a sottrarsi con ogni sorta di continue evoluzioni a qualsiasi solida
impostazione. Riconoscerete, signor Peregrinus, quale talento sia necessario per esser maestro d'un popolo siffatto, e gi
per questo sentirete nei miei confronti il profondo rispetto che ne consegue. Assicuratemi di ci, signor Peregrinus,
prima che io prosegua....
Per alcuni istanti il signor Peregrinus Tyss ebbe l'impressione che nella testa gli girasse la pala d'un mulino a
vento, spinta da onde mugghianti. Ma poi si calm, e gli parve che l'apparizione della dama straniera in casa del
rilegatore Lmmerhirt fosse altrettanto meravigliosa di quella che si stava verificando in quel momento, e che questa
sola potesse forse essere la giusta continuazione di quella storia straordinaria in cui si era trovato coinvolto.

Il signor Peregrinus dichiar a Mastro Pulce che gi da quel momento, per via delle sue straordinarie doti, egli
lo rispettava enormemente e che era tanto pi curioso di saperne di pi, poich la sua voce aveva un bellissimo suono, e
una certa dolcezza del discorso rivelava che la sua figura doveva essere snella e minuta.
Vi ringrazio, continu Mastro Pulce, vi ringrazio molto per la vostra buona disposizione d'animo, e spero di
convincervi rapidamente che non vi siete sbagliato sul mio conto. Affinch sappiate, o uomo generoso, quale servigio
mi avete reso necessario che io vi ragguagli sulla mia intera biografia. Ascoltatemi dunque! Mio padre era il celebre...
ma basta cos! Mi viene in mente proprio ora il fatto che lettori e ascoltatori hanno praticamente esaurito il bel dono
della pazienza, e che quelle dettagliate biografie, tanto amate un tempo, ora vengono disdegnate. Quindi, invece di
andare in profondit, toccher solo in modo fugace ed episodico quegli eventi che sono in pi stretta relazione con il
mio soggiorno da voi. Gi per il semplice fatto che io sono Mastro Pulce, carissimo signor Peregrinus, voi dovreste
riconoscere in me un uomo della pi vasta erudizione, della pi profonda esperienza in tutti i rami del sapere. E
invece!... In base ai vostri criteri, non potreste mai misurare il grado della mia scienza, poich a voi del tutto
sconosciuto quel mondo meraviglioso nel quale io vivo con il mio popolo. Quale sarebbe il vostro stupore, se il vostro
spirito dovesse aprirsi a questo mondo, che vi apparirebbe come il pi strano, il pi incomprensibile regno della magia.
Proprio perci, dunque, non dovrebbe sembrarvi affatto strano se tutto ci che trae la sua origine in quel mondo vi
apparisse come una favola contorta, partorita da una mente oziosa. Ma non lasciatevi indurre in inganno da tutto ci, e
confidate invece nelle mie parole... Vedete, il mio popolo per molti aspetti di gran lunga superiore a voi uomini, ad
esempio per ci che riguarda la penetrazione dei segreti della natura, la forza, l'agilit, intesa sia in senso spirituale che
fisico. Ma anche noi siamo sottoposti alle passioni e proprio esse, esattamente come accade da voi, sono la fonte di tanti
dispiaceri, e a volte della completa rovina. Anch'io ero amato, anzi adorato, dal mio popolo, la mia maestria avrebbe
potuto portarmi fino all'apice della felicit, se non mi avesse accecato una passione per una persona che mi dominava
totalmente, senza poter mai e in alcun caso diventare la mia sposa. Al nostro genere si rimprovera di solito una
particolarissima predilezione per il gentil sesso, la quale supera anche i limiti delle convenienze. Se anche quest'accusa
pu essere fondata, tuttavia ognuno sa bene... Ma basta! Basta con gli indugi!... Io vidi la figlia del re Sekakis, la bella
Gamaheh, e all'istante mi innamorai di lei in un modo tale da dimenticare il mio popolo, me stesso, vivendo solo nella
delizia di saltellare qua e l sul bellissimo collo, sui bellissimi seni, e titillando la soave creatura con dolci baci. Spesso
lei mi dava la caccia con le sue dita di rosa, senza per mai riuscire a catturarmi. E ci mi pareva un leggiadro
amoreggiare, uno scambiarsi le tenere moine d'un amore felice!... Quanto folle l'animo d'un innamorato, anche se
costui Mastro Pulce... sufficiente dire che la povera Gamaheh fu aggredita dall'orribile principe Sanguisuga, il quale
la baci a morte; ma a me sarebbe riuscito salvarla, se nella faccenda non si fossero immischiati uno stupido spaccone e
un incapace babbeo senza arte n parte, e non avessero mandato tutto in malora. Lo spaccone era il cardo Zeherit e il
babbeo il genio Thetel... Non appena il genio Thetel si fu levato in volo con la principessa addormentata tra le braccia,
io mi aggrappai forte ai merletti di Bruxelles che lei portava al collo, e fui in tal modo il fedele compagno di viaggio di
Gamaheh, senza che il genio si accorgesse di me. Avvenne dunque che volassimo sopra la testa di due maghi, i quali da
un'alta torre stavano osservando il corso delle stelle. Proprio in quel momento, uno dei due maghi punt la sua lente cos
dritta su di me che io fui quasi accecato dallo scintillio di quello strumento magico. Mi venne cos un forte capogiro,
tentai inutilmente di restare aggrappato, ma precipitai irrimediabilmente da quella spaventosa altezza, andando a cadere
proprio sul naso del mago che stava effettuando la sua osservazione, e furono solo la mia leggerezza, la mia eccezionale
agilit a salvarmi la vita.
Ero ancora troppo tramortito per saltar gi dal naso del mago e mettermi cos completamente in salvo, quando
quel mostro, quel traditore d'un Leuwenhoek (era lui il mago!) mi agguant abilmente con le dita e mi schiaff
all'istante sotto un microscopio universale di Russwurm. A dispetto del fatto che fosse notte e che quindi avesse dovuto
accendere la lampada, egli era un osservatore troppo esperto e troppo versato nelle scienze, per non riconoscermi
immediatamente come Mastro Pulce. Felicissimo che un caso fortunato gli avesse fatto capitare tra le mani quest'illustre
prigioniero e deciso a trarne tutti i vantaggi possibili, m'incaten miseramente, e cos ebbe inizio per me una tormentosa
prigionia, dalla quale soltanto ieri e grazie a voi, signor Peregrinus Tyss, sono riuscito a liberarmi... Il mio possesso
diede al fatale Leuwenhoek pieno potere sui miei vassalli, che egli subito radun a guisa d'eserciti attorno a s e ai quali
con barbarica durezza inocul una cosiddetta cultura, che ben presto tolse a noi tutti non solo la libert, ma anche
qualsiasi piacere della vita. Tuttavia, per tutto ci che riguardava gli studi scolastici, e soprattutto le scienze e le arti,
Leuwenhoek dovette subito rendersi conto, con sua somma meraviglia e rabbia, che noi eravamo quasi pi dotti di lui
stesso; quella pi elevata cultura da lui imposta consisteva essenzialrnente nel fatto che noi dovevamo diventare, o
almeno rappresentare, qualcosa. E fu proprio questo "diventare qualcosa", questo "rappresentare qualcosa" a far nascere
in noi una quantit di bisogni che non avevamo mai conosciuto prima e che ora dovevamo soddisfare con il sudore della
nostra fronte. Il crudele Leuwenhoek ci trasform infatti in uomini di stato o di chiesa, in professori o che so io. Ognuno
doveva esser vestito conformemente alla propria condizione, portare armi ecc. Cos si formarono tra di noi sarti,
calzolai, barbieri, ricamatori, fabbricanti di bottoni, armaioli, cinturai, spadai, carrai, oltre a una quantit indescrivibile
di altri mestieri, e tutti lavoravano soltanto per produrre un lusso inutile e rovinoso. Ma la cosa peggiore di tutte era ch
Leuwenhoek non aveva a cuore altro che il proprio vantaggio personale, e infatti esibiva noi, gente di cultura, agli esseri
umani, facendosi pagare per questo. Per di pi, tutta la nostra cultura sembrava esser merito suo, ed egli cos si
appropriava delle lodi che sarebbero spettate a noi. Ma Leuwenhoek sapeva bene che con la mia perdita avrebbe avuto
fine il suo dominio sul mio popolo, perci quanto pi egli rafforzava l'incantesimo che mi teneva in sua bala, tanto pi
la mia sciagurata prigionia si faceva dolorosa e dura... Con cocente desiderio e struggente malinconia io pensavo alla

soave Gamaheh ed escogitavo i mezzi per poter avere notizie della sua sorte... Ma ci che l'ingegno pi acuto non riusc
a trovare, lo port da s la buona sorte... L'amico del mio mago e suo associato, il vecchio Swammerdamm, aveva
scoperto la principessa Gamaheh nel polline di un tulipano e aveva comunicato la scoperta al collega. Mediante
strumenti che con voi, buon signor Peregrinus Tyss, tralascer di spiegare a fondo, dal momento che non ne potreste
capire granch, a quel signore riusc di ripristinare la figura naturale della principessa e di richiamarla in vita. Ma in fin
dei conti, entrambi quei due sapientoni erano altrettanto sciocchi e babbei del genio Thetel e del cardo Zeherit. Nella
fretta, infatti, tutti e due si erano dimenticati della cosa pi importante, e cos avvenne che, proprio nel momento stesso
in cui la principessa si risvegli alla vita, stava per cadere a terra, di nuovo morta. Io solo sapevo da che cosa ci
dipendesse, e l'amore verso la bella Gamaheh, che nel mio petto divampava pi violento che mai, mi diede una forza
enorme; strappai le mie catene, spiccai un formidabile salto fin sulla spalla della bella... e bast solo un'unica, piccola
puntura a rimettere in circolazione il sangue stagnante. Lei viveva!... Ma ora devo dirvi, signor Peregrinus Tyss, che
questa puntura deve venir ripetuta, affinch la principessa si mantenga in fiorente giovent e bellezza. Nel caso
contrario, in pochi mesi si ridurrebbe in una vecchina grinzosa e decrepita. Perci io le sono del tutto indispensabile,
come vi renderete conto, e soltanto il terrore di perdermi pu spiegare la nera ingratitudine con cui Gamaheh ha
ripagato il mio amore. Ella infatti mi consegn senza indugi a quel torturatore di Leuwenhoek, il quale mi mise nei ferri
pi terribili che io abbia mai trascinato; ma tutto si risolto nella sua stessa rovina!... Infatti, nonostante tutta la
sorveglianza del vecchio Leuwenhoek e della bella Gamaheh, in un momento in cui nessuno faceva la guardia, mi
riuscito di saltar fuori dal mio carcere. E sebbene nella fuga mi fossero molto d'impaccio i pesanti stivali da
cavallerizzo, che non avevo avuto il tempo di sfilarmi, riuscii comunque a raggiungere fortunosamente la baracca del
venditore di giocattoli, proprio dove voi stavate facendo compere. Non pass molto tempo che, con mio enorme
spavento, anche Gamaheh entr nella bottega. Mi credetti perduto, solo voi potevate salvarmi, nobile signor Peregrinus;
piano piano vi confidai la mia situazione, e voi siete stato cos generoso da aprirmi una scatola, dentro la quale io mi
affrettai a saltare e che voi con pari rapidit vi portaste via; Gamaheh mi cerc inutilmente, e solo molto tempo dopo
venne a sapere in che modo e dove io fossi fuggito. Non appena mi trovai in libert, Leuwenhoek perdette
immediatamente il dominio del mio piccolo popolo. Tutti si liberarono, si misero a saltellar via, lasciando al tiranno per
suo scorno granelli di pepe, semi di frutta e cos via, tutti infilati dentro ai vestiti. Ancora una volta, grazie di cuore, caro
e nobile signor Peregrinus, per la gran buona azione che mi avete fatto e che io so apprezzare come nessun altro.
Consentite che io, in qualit di uomo libero, mi fermi presso di voi per un poco di tempo, e potr esservi cos utile in
certe importantissime circostanze della vostra vita che per voi difficile immaginare. Ad esempio, potrebbe essere un
vero pericolo il fatto che voi siate infiammato d'un tale ardente amore verso la soave creatura....
Ma che dite, Peregrinus interruppe il piccolo essere invisibile, che dite, Maestro, io... io... infiammato
d'amore?.
Non pu essere che cos, continu Mastro Pulce; pensate al mio sgomento, alla mia paura, quando ieri siete
entrato qui con la principessa tra le braccia, tutto eccitato da una selvaggia passione; quando lei ha messo in atto tutte le
arti della seduzione, che purtroppo possiede in misura anche eccessiva, per indurvi a consegnarmi a lei!... Eppure! solo
in quel momento ho compreso appieno tutta la vostra generosit, e quando foste irremovibile, e agiste tanto abilmente
da far finta di non saper nulla del mio soggiorno presso di voi, come se non capiste affatto che cosa la principessa
veramente reclamasse da voi.
Ma era cos, Peregrinus interruppe nuovamente Mastro Pulce, era davvero cos. Voi, caro Mastro Pulce, mi
attribuite dei meriti per cose che io non mi sono neppur sognato... N di voi, n della bella fanciulla, che mi venuta a
cercare fino in casa del rilegatore di libri Lmmerhirt, e che amate chiamare bizzarramente principessa Gamaheh, io mi
ero accorto nella baracca dove acquistavo i giocattoli. E mi era del tutto ignoto che tra tutte le scatole che presi con me,
e nelle quali io mi aspettavo di trovare soldatini di piombo e riproduzioni di cacce, ce ne fosse una vuota in cui stavate
voi, e come diavolo avrei mai potuto indovinare che proprio voi eravate il prigioniero che la bella fanciulla reclamava
con tanta foga? Non siate stravagante, Mastro Pulce, e smettetela di sognare cose di cui nel mio animo non c' la
minima idea.
Voi volete, replic Mastro Pulce, declinare abilmente i miei ringraziamenti, buon signor Peregrinus, e ci
con mia grande consolazione mi d una nuova prova parlante del vostro disinteressato modo di pensare... Sappiate,
uomo nobile!, che tutte le peripezie di Leuwenhoek e di Gamaheh per riacchiapparmi resteranno del tutto vane finch io
mi trover sotto la vostra protezione. Voi dovrete riconsegnarmi ai miei aguzzini di vostra spontanea volont, tutti gli
altri mezzi saranno inutili. Signor Peregrinus Tyss! siete innamorato....
Oh, non parlate cos, Peregrinus interruppe il Maestro, non parlate cos!... Non chiamate amore una
momentanea e folle infatuazione, che gi passata!....
Il signor Peregrinus sent il rossore salirgli alle guance e rivelare la sua bugia. Si rannicchi sotto la coperta.
A dire il vero, seguit Mastro Pulce, non c' proprio da meravigliarsi che anche voi non abbiate saputo
resistere al fascino straordinario della principessa Gamaheh, tanto pi che per conquistarvi ella ha messo in atto alcune
delle sue arti pi pericolose. Ma la tempesta non ancora passata. La piccola malvagia, per imprigionarvi nella sua rete
amorosa, non mancher di far uso di certi incantesimi che hanno a disposizione anche le altre belle donne che non siano
affatto la principessa Gamaheh. Ella cercher di dominarvi fino al punto in cui voi vivrete solo per lei, per i suoi
desideri, e allora... ahim!... allora la vostra nobilt d'animo sar abbastanza forte da averla vinta sulla passione? Solo da
ci infatti dipender tutto: se preferirete cedere ai desideri di Gamaheh - precipitando cos nella rovina non solo il vostro
protetto, ma l'intero, sciagurato piccolo popolo che avete strappato alla pi abietta schiavit - oppure se resisterete alle

malvagie e false seduzioni di quell'essere affascinante, facendo in tal modo la felicit mia e del mio popolo... Oh, se
voleste promettermi quest'ultima cosa... voi lo potreste!....
Maestro, rispose il signor Peregrinus, scostandosi la coperta dal volto, caro Maestro, voi avete ragione,
nulla pi pericoloso della seduzione delle donne; sono tutte false, malvagie, giocano con noi come il gatto col topo, e
per le nostre pi tenere premure non riceviamo in cambio che scherno e beffe. per questo che la fronte mi si imperlava
di gocce di sudore freddo come la morte ogniqualvolta un essere femminile mi si avvicinava, e anch'io credo proprio
che quella della bella Aline o, se preferite, della principessa Gamaheh dev'essere una ben strana faccenda, seppure io con il mio semplice e sano raziocinio umano - non riesca a capire a fondo tutto ci che mi avete raccontato, e ho
piuttosto l'impressione di trovarmi in mezzo a un sogno intricato, o di leggere Le mille e una notte... Tuttavia, sia come
sia, voi vi siete posto sotto la mia protezione, caro Maestro, e nulla mi potr indurre a consegnarvi ai vostri nemici, e
quella sgualdrina ammaliatrice non la voglio rivedere mai pi. Ve lo prometto solennemente, e vi tenderei la mano, se
solo voi ne aveste una simile per stringere la mia, e ricambiare la mia sincera stretta. Al che Peregrinus allung la sua
mano al di sopra della coperta.
Ora, disse il piccolo essere invisibile, ora mi sento davvero consolato, davvero in pace. E sebbene io non
abbia una mano da tendervi, consentite almeno che io vi punga sul pollice destro, in parte per manifestarvi la mia gioia
profonda, in parte per sancire ancora pi forte il nostro legame di amicizia.
Il signor Peregrinus percep nello stesso momento una puntura al pollice della mano destra, con un dolore cos
forte, che poteva esser causato solo dal Maestro di tutte le pulci.
Ma voi, grid Peregrinus, ma voi pizzicate come un piccolo demonio!. Prendetelo, replic Mastro
Pulce, per un segno tangibile dei miei buoni e leali sentimenti. Per giusto che, quale espressione della mia
gratitudine, io vi faccia anche pervenire un regalo che appartiene davvero a quanto di pi straordinario l'arte abbia mai
prodotto. Non altro che un microscopio, fabbricato da un ottico della mia gente, espertissimo e ricco di senso artistico,
al tempo in cui ancora si trovava al servizio di Leuwenhoek. A voi forse lo strumento apparir un po' minuscolo, poich
difatti esso centoventi volte pi piccolo di un granello di sabbia, ma per l'uso cui destinato la sua grandezza
perfetta. Infatti, ora proceder a sistemare il microscopio all'interno della pupilla del vostro occhio sinistro, ed esso
stesso si trasformer in un microscopio... I suoi poteri vi strabilieranno, anche se per il momento vorrei tacerne e
pregarvi soltanto di consentirmi di procedere all'operazione, visto che sono davvero convinto che l'occhio microscopico
non mancher di rendervi grandi servigi. E ora dormite bene, signor Peregrinus, poich avete ancora bisogno di riposo.
E Peregrinus effettivamente si addorment, svegliandosi solo quand'era ormai giorno fatto.
Egli percep il ben noto raspare della scopa di Aline, che puliva la stanza accanto. Un bambino piccolo,
cosciente d'aver fatto una qualche marachella, non teme la verga della mamma quanto Peregrinus temeva i rimproveri di
Aline. Alla fine, la vecchia entr piano piano nella stanza, portando il caff. Il signor Peregrinus guard con la coda
dell'occhio attraverso le cortine del letto, che aveva chiuso, e fu non poco sorpreso dell'aria serena e raggiante che stava
sul viso della vecchia.
Dorme ancora, caro signor Tyss?, chiese la vecchia col tono pi dolce che potesse uscirle dalla gola.
Peregrinus, del tutto sollevato, rispose in modo altrettanto affettuoso: No, cara Aline; metta pure la colazione
sul tavolo, mi alzo subito.
Ma quando Peregrinus effettivamente si lev dal letto, gli parve come se ancora spirasse per la stanza il dolce
alito della cara creatura che aveva tenuto tra le braccia, ebbe allora una sensazione di piacere, ma contemporaneamente
di inquietudine; avrebbe dato tutto l'oro del mondo per riuscire a sapere che fosse accaduto del mistero del suo amore,
poich - proprio come questo segreto - l'amatissima creatura era apparsa e sparita.
Mentre il signor Peregrinus tentava inutilmente di bere il caff e di gustare il buon pane bianco, poich ogni
boccone gli si fermava in gola, entr la vecchia, mettendosi a sbrigare questo e quello, mormorando intanto tra s e s:
Straordinario!... Incredibile!... Cose da non credere!... Chi l'avrebbe mai pensato!....
Peregrinus, che non ne poteva pi dal batticuore, chiese: Che cosa c' dunque di tanto straordinario, cara
Aline?.
Cose d'ogni genere, cose d'ogni genere!, replic la vecchia ridendo sorniona, mentre continuava il suo lavoro
e riordinava la stanza. Al povero Peregrinus stava per scoppiare il cuore, e senza volerlo esclam col tono della pi
dolorosa malinconia: Ah, Aline!.
S, signor Tyss, sono qui, cosa comanda?. Cos rispose la vecchia, piantandosi di fronte a Peregrinus, come
fosse in attesa di ordini.
Peregrinus fiss il viso di rame spaventosamente deformato della vecchia, e tutta la sua paura si dissolse allora
in una rabbia profonda che, di colpo, si impadron di lui.
Che accaduto, chiese con tono piuttosto brusco, che accaduto della signora straniera che si trovava qui
ieri sera?... Le ha aperto il portone, le ha procurato una carrozza, come avevo ordinato? Ed stata condotta a casa sua?.
Aperto il portone?, disse la vecchia con una smorfia disgustosa, che intendeva essere un riso sardonico, cercato una
carrozza?... condotta a casa?... Tutto questo non stato necessario! La bella signora, quell'essere incantevole, rimasta
in questa casa, si trova ancora qui, e per il momento non se ne andr di sicuro.
Peregrinus ebbe un soprassalto di spavento e di gioia insieme; la vecchia allora gli raccont che mentre la
dama si precipitava gi per le scale, in un modo tale che pareva aver perso la vista e l'udito, gi da basso il vecchio
signor Swammer si trovava nel vano della porta della sua stanza, con un enorme candeliere in mano. Tra molti inchini,
cosa che davvero non era propria del suo modo di fare, aveva invitato la dama a entrare nella sua stanza, ed ella senza

far tanti complimenti vi era subito sgusciata dentro, dopo di che il signor Swammer aveva subito richiuso con chiave e
chiavistello.
Tuttavia, il comportamento di quel misantropo di Swammer le era sernbrato davvero troppo strano, per non
mettersi un po' a sbirciare dal buco della serratura. Il signor Swammer stava dunque in mezzo alla stanza e parlava alla
dama in modo cos commovente e accorato che a lei stessa erano venute le lacrime agli occhi, sebbene non avesse
inteso neppure una parola, poich Swammer parlava una lingua straniera. Non aveva potuto credere altro se non che il
signor Swammer stesse cercando di ricondurre la signora sulla via della virt e del timor di Dio, poich infatti egli si era
fatto via via sempre pi concitato, finch la dama non era caduta in ginocchio e, piena di umilt, non gli aveva baciato
la mano, piangendo anche un poco. Ma il signor Swammer, molto amichevolmente, aveva fatto rialzare la signora,
l'aveva baciata sulla fronte, per far che si era dovuto chinare molto, e l'aveva poi condotta verso una poltrona. Molto
alacremente, il signor Swammer aveva poi acceso un bel fuoco nel camino, aveva tirato fuori delle spezie e, almeno per
quanto aveva potuto vedere lei, si era messo a preparare del vino caldo. Sfortunatamente per in quel momento la
vecchia aveva fiutato una presa di tabacco e aveva starnutito forte. Ma le era corso un brivido per tutto il corpo, e si era
sentita come annientata quando il signor Swammer avevo sporto un braccio fuori dalla porta e con una voce terribile,
che penetrava fin nel midollo, le aveva urlato: Vattene da qui, smettila di origliare, satanasso che non sei altro!. Non
sapeva proprio come fosse riuscita a salire le scale e ad andarsene a letto. La mattina, non appena aveva aperto gli
occhi, aveva creduto di vedere un fantasma. Infatti, aveva scorto dal suo letto il signor Swammer in una splendida
pelliccia di ermellino, con alamari d'oro e guarnizioni, cappello in testa, bastone in mano.
Buona signora Aline, le aveva detto Swammer, devo uscire per faccende molto importanti, e forse torner
solo tra molte ore. Abbia cura che nell'ingresso di casa, davanti alla mia porta, non si faccia rumore e che nessuno si
azzardi a entrare nella mia camera... Tanto perch lei lo sappia, una nobile dama, una principessa straniera, ricca e
meravigliosamente bella, si rifugiata presso di me. In tempi antichi, io ero alla corte del suo real padre, ero il suo
precettore, perci ella ha fiducia in me e io voglio e devo difenderla da ogni malvagia aggressione. Le dico questo,
signora Aline, in modo che lei dimostri alla signora tutto il rispetto che il suo rango impone. Se il signor Tyss lo
permetter, ella si varr dei suoi servigi e lei, buona signora Aline, ne verr ricompensata regalmente, questo purch lei
riesca a tenere il segreto e a non rivelare a nessuno la presenza della principessa. Pronunciate queste parole, il signor
Swammer si allontan rapidamente da l.
Il signor Peregrinus Tyss chiese alla vecchia se non le sembrava veramente strano che la dama che egli - come
poteva ancora una volta confermare - aveva incontrato in casa del rilegatore di libri Lmmerhirt nella Kalbcher
Strasse, fosse una principessa, la quale si fosse rifugiata presso il vecchio signor Swammer. Ma la vecchia asser allora
di credere alle parole del signor Swammer pi che ai suoi stessi occhi, e che pertanto riteneva che tutto ci che era
accaduto sia dal rilegatore Lmmerhirt sia qui in casa fosse solo un'illusione dovuta alla magia, oppure che fossero stati
la paura e lo scompiglio della fuga a indurre la principessa a un tale stravagante comportamento. Comunque, ben presto
lei stessa sarebbe stata informata di tutto dalla principessa.
Ma, continu Peregrinus, in realt solo per poter continuare a parlare della dama, ma che ne stato dei suoi
sospetti, della cattiva opinione che si era fatta ieri della signora?.
Ah, replic la vecchia compiaciuta, ah, tutto passato. Basta solo osservare come si deve la cara signora
per capire che si tratta di una principessa; per giunta, ha una bellezza cos angelica che si pu trovare solo in una
principessa. Dopo che il signor Swammer fu uscito, io dovetti andare un po' a vedere cosa faceva la buona signora, cos
sbirciai dal buco della chiave. La dama giaceva distesa sul divano, con la testolina d'angelo appoggiata sulla mano,
cosicch i neri riccioli le scendevano attraverso i ditini bianchi come gigli, e tutto l'insieme era molto carino. E la dama
era vestita d'un bello zendado d'argento che lasciava balenare i bei piccoli seni e le braccia ben tornite. Ai piedi portava
pantofole dorate. Una era caduta, e cos si poteva vedere che non indossava le calze; il piedino nudo spuntava di sotto la
veste ed ella giocherellava col pollice, cosa che era molto graziosa da guardare... Ma certo la dama sta ancora l distesa
com'era prima, e se vi cosa gradita, caro signor Tyss, di accomodarvi al buco della serratura....
Ma che dici, Peregrinus interruppe violentemente la vecchia, che vaneggi!... Dovrei dunque arrendermi alla
seduzione di quello sguardo ammaliatore, che potrebbe forse spingermi a ogni genere di pazzia?.
Coraggio, Peregrinus, resisti alla seduzione!. Cos qualcuno bisbigli proprio accanto a Peregrinus, il quale
subito riconobbe la voce di Mastro Pulce.
La vecchia rise con aria misteriosa e, dopo aver taciuto alcuni istanti, disse: Le voglio proprio dire, caro
signor Tyss, che ne penso di tutta la faccenda... Che la dama straniera sia una principessa oppure no, quel che certo
che molto bella e ricca e che il signor Swammer se ne interessa vivamente, il che vuol dire che la conosce da tempo.
Ma perch la dama le venuta dietro, caro signor Tyss? Secondo me, perch si innamorata perdutamente di lei, e
l'amore rende ciechi e folli, e spinge anche le principesse ai gesti pi bizzarri e avventati... Una zingara aveva proprio
predetto alla sua povera signora madre che lei avrebbe raggiunto la felicit per mezzo di un matrimonio, che sarebbe
avvenuto nel momento da lei meno atteso. E ci ora si avverer!.
Cos dicendo, la vecchia riprese a descrivere il meraviglioso aspetto della dama.
Ci si pu ben immaginare quanto Peregrinus si sentisse agitato e confuso. Taccia, esplose alla fine, taccia
una buona volta, signora Aline, non parli pi di queste cose. La dama sarebbe innamorata di me!... Che sciocchezze, che
insulsaggini!.
E allora, disse la vecchia, se cos non fosse, la signora non avrebbe sospirato cos miseramente, non
avrebbe implorato cos lamentosamente: "No, mio caro Peregrinus, mio dolce amico, tu non sarai, non potrai essere

tanto spietato con me!... Io ti rivedr, e allora godr di tutte le gioie del paradiso!". E il nostro vecchio signor Swammer,
la dama straniera lo ha trasformato completamente. Ho forse mai ricevuto da lui un quattrino, a parte il tallero per
Natale? E questo bel carlino nuovo nuovo me l'ha dato proprio lui stamani come mancia anticipata per i servigi che
render alla signora, con un'espressione cos amichevole, che sul suo volto non appare mai. Qui c' sotto qualcosa.
Scommettiamo che il signor Swammer, in fin dei conti, sta facendo proprio da reggimoccolo a lei, signor Tyss!. E di
nuovo la vecchia attacc a parlare dell'amabilit e della grazia della dama con parole piene d'ammirazione, che
suonavano abbastanza strane sulla bocca di una vecchia decrepita, finch Peregrinus, tutto fuoco e fiamme, salt su e
come impazzito si mise a gridare: Sia quel che sia... di sotto, di sotto... al buco della serratura!. Inutili furono gli
ammonimenti di Mastro Pulce, che era saltato sulla sciarpa al collo dell'innamorato Peregrinus, e l si era infilato nel
nascondiglio di una piega. Peregrinus non sent la sua voce, e cos Mastro Pulce seppe ci che da lungo tempo avrebbe
voluto sapere, vale a dire che si pu pur sempre concludere qualcosa persino con un uomo testardo come un mulo, ma
non con uno innamorato.
La dama stava effettivamente ancora sdraiata sul sof, proprio come l'aveva descritta la vecchia, e Peregrinus
fu del parere che non sarebbe bastata parola umana per esprimere il divino incanto che si spandeva su tutta la soave
figura. Il suo abito, di vero zendado d'argento con strani ricami multicolori, era assolutamente fantastico e poteva
veramente esser preso per il neglig della principessa Gamaheh, proprio quello che ella forse indossava a Famagosta nel
momento in cui il malvagio principe Sanguisuga la baci a morte. Ma in ogni caso quell'abito era cos splendido e al
tempo stesso cos originale oltre ogni dire, che il suo modello non pareva poter esser scaturito n dalla mente del pi
geniale costumista teatrale, n dal talento della pi sublime ricamatrice. S, lei, la principessa Gamaheh!, cos
mormorava Peregrinus, tremando dalla delizia e dall'ardente bramosia. Ma quando la bella sospir: Peregrinus, mio
Peregrinus!, allora il signor Peregrinus Tyss fu preso dalla totale follia della passione, e solo un indicibile sgomento,
che gli toglieva qualsiasi forza di decidere, lo trattenne dallo sfondare violentemente la porta per gettarsi ai piedi di
quella visione angelica.
Il benevolo lettore gi sa come stiano le cose riguardo al magico fascino, alla bellezza ultraterrena della piccola
Drtje Elverdink. E l'autore pu garantire che, dopo aver anch'egli guardato attraverso il buco della serratura e aver
scorto la fanciulla nel suo fantastico abito di zendado d'argento, non pot davvero dire altro, se non che Drtje
Elverdink era un'amabilissima, graziosissima bambolina.
Ma poich qualsiasi giovane che si sia innamorato per la prima volta di un altro essere ritiene che questo sia
celestiale che sia un angelo senza pari sulla terra, sia dunque consentito anche al signor Peregrinus di considerare Drtje
Elverdink una simile creatura incantevole e celestiale.
Tornate in voi, pensate alla vostra promessa, nobile signor Peregrinus Tyss... Non volevate rivedere mai e poi
mai la seducente Gamaheh, e ora!... Potrei gettarvi il microscopio nell'occhio, ma anche senza dovreste essere in grado
di rendervi conto che la piccola malvagia vi tiene d'occhio da tempo, e che tutto ci che ella intraprende non altro che
il frutto di arti ingannevoli, volte ad abbindolarvi. Credetemi dunque, lo dico per il vostro bene!. Cos bisbigliava
Mastro Pulce nelle pieghe della sciarpa; ma un uguale, angoscioso dubbio si era insinuato anche nell'animo di
Peregrinus, e tuttavia egli non riusciva a staccarsi dalla visione incantatrice della fanciulla, la quale era molto abile nello
sfruttare il vantaggio di potersi fingere inosservata e, in un'alternanza di atteggiamenti seduttivi, riusc a far perdere
completamente il controllo al povero Peregrinus.
Il signor Peregrinus Tyss forse starebbe ancora alla porta di quella stanza misteriosa, se qualcuno non avesse
suonato forte al portone, e la vecchia non gli avesse gridato che il vecchio signor Swammer stava rientrando. Peregrinus
corse su per le scale, si precipit in camera sua... E qui si abbandon ai suoi pensieri d'amore, insieme ai quali per
riapparvero anche alcuni dubbi suscitati in lui dagli ammonimenti di Mastro Pulce. Gli avevano davvero messo una
pulce nell'orecchio, ed egli sprofond in ogni sorta di sconcertanti considerazioni.
"Non devo forse", pensava, "non devo forse credere veramente che quella bella creatura sia proprio la
principessa Gamaheh, figlia di un potente re? E se davvero cos, devo dunque considerare che una pazzia, una follia
pura lottare per il possesso di una persona di tanto rango? Ma poi, lei stessa esige la consegna di un prigioniero dal
quale dice che dipende la sua vita, e se ci concorda perfettamente con quanto mi ha detto Mastro Pulce, non posso
quasi dubitare che tutto quanto potrei interpretare come amore verso di me, invece forse non che un mezzo per
assoggettarmi completamente alla sua volont. Eppure!... lasciarla... perderla... l'inferno, la morte!".
Un leggero e discreto bussare alla porta distrasse il signor Peregrinus Tyss dalle sue dolorose considerazioni.
Colui che entr altri non era che l'affittuario del signor Peregrinus... Il vecchio signor Swammer, che
solitamente era un misantropo brontolone tutto grinzoso, sembrava ora ringiovanito di vent'anni. La fronte era liscia,
l'occhio vivo, la bocca sorridente; al posto dell'orrenda parrucca nera portava i capelli bianchi naturali, e invece della
palandrana grigio scuro indossava una bella pelliccia d'ermellino, proprio come nella descrizione di Aline.
Fu con un'aria serena e addirittura allegra, che di solito non gli era davvero comune, che il signor Swammer si
fece incontro a Peregrinus. Egli non voleva davvero - cos disse il signor Swammer - disturbare in alcun modo il suo
caro signor padrone di casa nelle proprie faccende; ma il suo dovere di affittuario esigeva che egli lo prevenisse sin dal
mattino di buon'ora che nel corso della notte si era reso necessario accogliere presso di s una donna indifesa, la quale
voleva sottrarsi alla tirannia di uno zio malvagio, e che dunque avrebbe probabilmente trascorso un certo tempo nella
casa, per la qual cosa gli era necessaria l'autorizzazione del magnanimo padrone di casa, ed era proprio questa che egli
era venuto a chiedere.

Facendo finta di niente, Peregrinus chiese chi fosse questa signora bisognosa d'aiuto, senza in realt rendersi
conto che questa era davvero la domanda pi adatta che egli potesse mai fare per ritrovare il filo del suo strano mistero.
Certamente, replic il signor Swammer, corretto e giusto che il proprietario sappia chi viene ospitato in
casa sua.
Le dir dunque, stimatissimo signor Tyss, che la ragazza che si rifugiata presso di me non altri che la bella
olandesina Drtje Elverdink, nipote del famoso Leuwenhoek che, come lei sa, nella nostra citt fa mostra di
meravigliosi giochi d'abilit microscopici. Leuwenhoek sarebbe un mio intimo amico, ma devo riconoscere che un
uomo duro e che maltratta aspramente la povera Drtje, la quale anche mia figlioccia. Un violento alterco avvenuto
ieri sera ha costretto la ragazza alla fuga, e mi pare cosa del tutto naturale che abbia cercato presso di me aiuto e
conforto.
Drtje Elverdink, esclam Peregrinus trasognato, Leuwenhoek!... forse un discendente del naturalista
Anton van Leuwenhoek, che costru i celebri microscopi?.
Il fatto che il nostro Leuwenhoek, replic il signor Swammer ridacchiando, sia effettivamente un
discendente di quell'uomo famoso non possiamo davvero dirlo, poich infatti quell'uomo famoso lui stesso, ed solo
una favola che egli sia sepolto da quasi cento anni a Delft. Creda a questo, signor Peregrinus, perch altrimenti potrebbe
anche dubitare completamente che - a dispetto del fatto che ora io mi chiami Swammer per ragioni di brevit, e anche
per evitare di dover render conto dell'oggetto delle mie ricerche scientifiche a qualsiasi sciocco curioso - sono in realt
il celebre Swammerdamm. Tutti credono che io sia morto nell'anno 1680, ma lei vede bene, stimatissimo signor Tyss,
che sto qui davanti a lei vivo e vegeto, e il fatto che io sia veramente io posso dimostrarlo a chiunque, persino al pi
idiota, sulla base dei miei Biblia naturae. Mi crede, non vero, egregio signor Tyss?.
Da pochissimo tempo a questa parte, disse Peregrinus con un tono di voce che tradiva il suo intimo
sconcerto, mi sono accadute cose cos straordinarie che io, se non si trattasse di vere e proprie percezioni sensoriali,
continuerei a dubitarne in eterno. Ma oramai credo a tutto, anche alle cose pi folli e sconsiderate!... Pu essere che lei
sia davvero il defunto signor Johann Swammerdamm e che quindi, in qualit di spettro, la sappia pi lunga di tutti gli
altri uomini normali ma per quanto riguarda la fuga di Drtje Elverdink o della principessa Gamaheh, o di come altro
possa chiamarsi la signora, lei in flagrante errore... Ascolti com' andata la cosa.
Peregrinus raccont in tutta calma l'avventura che gli era capitata con la dama, dalla sua entrata nella stanza di
Lmmerhirt fino alla sua fuga nella camera del signor Swammer.
Mi pare, disse il signor Swammer non appena Peregrinus ebbe terminato, mi pare che tutto ci che lei si
dato la pena di raccontarmi non sia altro che un sogno stravagante, anche se bellissimo. Vorrei perci lasciare la
questione aperta e pregarla invece di accordarmi la sua amicizia, della quale probabilmente avr molto bisogno.
Dimentichi dunque i miei modi burberi, e conosciamoci meglio. Suo padre era un uomo di grande saggezza e mio
cordialissimo amico, ma per quanto riguarda la scienza, la comprensione profonda, la capacit di giudizio matura, la
visione corretta ed esercitata dell'esistenza, il figlio supera il padre. Non pu credere quanto io la stimi, mio carissimo e
onorato signor Tyss.
Ora il momento!, bisbigli Mastro Pulce, e in quello stesso istante Peregrinus percep un piccolo dolore
passeggero alla pupilla dell'occhio sinistro. Egli seppe cos che Mastro Pulce gli aveva introdotto nell'occhio il
microscopio, ma per davvero non avrebbe mai sospettato che esso avesse simili poteri. Infatti, dietro la cornea
dell'occhio del signor Swammer scorse strani nervi e ramificazioni, il cui percorso stranamente aggrovigliato egli cerc
di seguire fin nel profondo del suo cervello identificando i pensieri di Swammer. Ma questo era pi o meno il loro
contenuto: "Non avrei mai creduto di cavarmela tanto a buon mercato, senza venir interrogato pi a fondo. Se gi il
padre era un uomo limitato, per il quale non avrei dato un soldo, il figlio uno spirito ancor pi scombinato, cui va
aggiunta una bella dose di puerilit. Questo semplicione mi racconta tutta la storia della principessa, senza sospettare
affatto che mi ha gi raccontato tutto lei stessa, e che il mio comportamento con lei presuppone necessariamente un
precedente rapporto di fiducia... Ma a che serve, tanto devo comunque avere a che fare con lui, visto che mi serve il suo
aiuto. E abbastanza sprovveduto da credermi in tutto, anzi da sacrificarsi di buon grado per il mio interesse, per la qual
cosa - una volta che tutto sar andato a finir bene e Gamaheh sar di nuovo mia - non ricever altro ringraziamento da
me che una bella risata dietro le spalle".
Eppure mi pare, disse il signor Swammer, avvicinandosi molto al signor Peregrinus, mi pare che abbiate
una pulce sulla sciarpa, egregio signor Tyss!. Il pensiero era: "Per tutti i diavoli, era proprio Mastro Pulce!... Sarebbe
davvero un maledetto pasticcio, se Gamaheh non si fosse sbagliata!".
Peregrinus indietreggi rapido, assicurando che non aveva nulla contro le pulci.
Dunque, continu il signor Swammer, inchinandosi profondamente, dunque per primo la riverisco
devotissimamente, mio caro e stimatissimo signor Tyss.
I pensieri erano: "Vorrei proprio che t'inghiottisse il diavolo dalle penne nere, maledetto furfante!".
Mastro Pulce estrasse la microscopica lente dalla pupiila di Peregrinus, che era piombato nello sbalordimento,
e poi disse: Ora, caro signor Peregrinus, avete sperimentato gli effetti meravigliosi di questo strumento, che non ha
uguale al mondo, e vedrete quale potere straordinario esso vi dar sugli altri uomini, quando i loro pi profondi pensieri
staranno dinanzi ai vostri occhi come un libro aperto. Ma se portaste continuamente questo apparecchio nell'occhio, la
nozione continua dei pensieri altrui finirebbe per annientarvi, poich troppo spesso tornerebbe a ripetersi l'amara
delusione che avete or ora sofferto. Ma ogniqualvolta che uscirete di casa, io sar con voi, nella sciarpa, nel jabot, o in

qualche altro posticino comodo e tranquillo. E se vorrete conoscere i pensieri di colui con cui state parlando, vi baster
schioccare le dita, e avrete all'istante il microscopio nell'occhio.
Il signor Peregrinus Tyss, cogliendo l'utilit davvero non trascurabile di quel dono, stava per profondersi nelle
pi sentite espressioni di riconoscenza, quando entrarono due delegati del Consiglio Supremo, annunciandogli d'esser
accusato di un grave crimine, e che quest'accusa aveva come inevitabili conseguenze il suo arresto temporaneo e il
sequestro delle sue carte.
Il signor Peregrinus giur per tutti i santi del paradiso che non era cosciente d'aver compiuto il bench minimo
crimine. Uno dei delegati obiett sorridendo che probabilmente nel giro di poche ore sarebbe stata accertata la sua totale
innocenza, ma che fino a quel momento dovevano essere eseguiti gli ordini delle autorit.
Che altro poteva fare il signor Peregrinus Tyss, se non salire in carrozza e farsi trasportare in prigione?
Si pu ben immaginare con quali sentimenti egli pass davanti alla stanza del signor Swammer.
Mastro Pulce se ne stava seduto nella sciarpa del prigioniero.
QUARTA AVVENTURA

Inatteso incontro di due amici. - Il consigliere Knarrpanti e i suoi scrupolosi principi. - Disperazione amorosa del
cardo Zeherit. - Duello ottico di due maghi. - Sonnambulismo della principessa Gamaheh. - I pensieri del sogno. - Di
come Drtje Elverdink dica quasi la verit e il cardo Zeherit fugga via di l insieme alla principessa Gamaheh.
Non ci volle molto a chiarire la mossa falsa della guardia che aveva tratto in arresto il signor Pepusch,
prendendolo per un ladro notturno in procinto di commettere un furto. Tuttavia, si finse d'aver trovato nei suoi
documenti alcune irregolarit, e questa fu la ragione per cui si pretese da lui che presentasse come suo garante qualche
cittadino residente a Francoforte; fino a quel momento, per, avrebbe dovuto far buon viso a cattiva sorte e risiedere nel
municipio.
E dunque il signor George Pepusch se ne stava ora in una stanza piuttosto bella a lambiccarsi il cervello su chi,
a Francoforte, avrebbe mai potuto presentare come suo garante. Era stato assente cos a lungo che c'era davvero da
temere d'essere stato dimenticato anche da coloro che prima lo conoscevano molto bene, e altri indirizzi non ne
possedeva proprio.
Sfiduciato e di malumore guardava dalla finestra, imprecando ad alta voce contro la propria malasorte. Allora,
proprio accanto a lui, venne aperta un'altra finestra, e una voce esclam: Come? Ci vedo bene? Sei proprio tu,
George?. Il signor Pepusch fu non poco sorpreso nel vedere l'amico con il quale, durante il suo soggiorno a Madras,
aveva avuto cordialissimi rapporti.
Tuoni e fulmini!, esclam il signor Pepusch, come si pu essere tanto smemorati, anzi cos storditi!...
Eppure lo sapevo bene che avevi fatto felice ritorno nella tua citt natale. Ad Amburgo ne ho sentite delle belle sul tuo
genere di vita, e una volta arrivato qui non mi viene in mente di venirti a trovare! Ma gi, chi ha per la testa tante
preoccupazioni quante ne ho io... In ogni caso, davvero una fortuna che il caso ti abbia portato fino a me. Vedi bene
che sono qui in stato di arresto, ma tu puoi farmi liberare all'istante se garantirai che io sono realmente George Pepusch,
che tu conosci da tanti anni, e non un mascalzone o un ladro!.
A dire la verit, replic il signor Peregrinus Tyss, in questo momento sono davvero un fantastico e
incensurato garante, poich sono io stesso arrestato per via di un grave crimine, che non solo ignoro, ma del quale non
ho neppure la minima idea.
Tuttavia, potrebbe esser consigliabile d'interrompere qui il dialogo dei due amici, rincontratisi in maniera del
tutto insospettata, per raccontare al benevolo lettore come stanno le cose riguardo all'arresto del signor Peregrinus Tyss.
E difficilissimo, e anzi quasi impossibile, dimostrare come nascano certe voci; sono come il vento, del quale non si sa
da dove venga e dove vada. Cos, in citt si era sparsa la voce che la sera di Natale, da una numerosa compagnia,
riunitasi in casa d'un ricco banchiere, era stata rapita in modo del tutto incomprensibile una signora molto distinta. Tutti
ne parlavano, facendo il nome del banchiere e protestando a gran voce che la polizia doveva esser stata ben poco vigile,
se un tale atto di criminosa violenza aveva potuto esser perpretrato senza ritegno alcuno. Il Consiglio non pot esimersi
dall'effettuare delle ricerche; vennero interrogati tutti gli ospiti che erano stati in casa del banchiere la sera di Natale; e
tutti dichiararono che effettivamente, proprio cos come avevano sentito dire, una signora molto distinta era stata rapita
da quella compagnia e che il banchiere deplorava molto che un colpo simile avesse avuto luogo in casa sua. Tuttavia,
nessuno era in grado di fornire il nome della signora rapita, e quando il banchiere consegn la lista dei suoi ospiti si
scopr che neppure una delle signore presenti quella sera mancava all'appello. Poich ci valeva anche per tutte le
signore e le ragazze sia locali che forestiere che si trovavano nella citta intera, a nessuna delle quali la sera di Natale era
accaduto niente di male, il Consiglio dovette ammettere, com'era del resto da prevedere, che la voce che circolava era
priva di qualsiasi fondamento e che il caso era da considerarsi chiuso.
Proprio allora, per, comparve dinanzi al Consiglio un personaggio ben strano, sia per via del suo
abbigliamento che dell'intera sua persona: egli dichiar di essere un consigliere segreto e di chiamarsi Knarrpanti. Cos
dicendo, estrasse dalla tasca una carta con un grosso sigillo e la produsse al Consiglio con un compto inchino e con
un'aria che ben faceva intendere la grande sorpresa del Consiglio nel trovarsi di fronte un alto dignitario come lui, il

consigliere segreto Knarrpanti, cui era stato affidato un importante incarico e cui spettava il massimo rispetto!
Knarrpanti infatti era un uomo molto importante, un cosidetto factotum alla corte di un piccolo principe, il cui nome
l'autore non riesce a ricordare, e del quale si pu soltanto dire che si trovava costantemente senza soldi e che, di tutte le
istituzioni dello Stato a lui tramandate dalla storia, quella che pi gli piaceva era la segreta inquisizione di Stato, un
tempo praticata a Venezia. Alla corte di questo principe, poco tempo prima, era effettivamente sparita una delle
principesse, senza che nessuno sapesse come ci fosse potuto accadere. E dunque, non appena a Knarrpanti, che si
trovava proprio allora a Francoforte per cercare di trovare un po' di denaro in prestito per il suo principe, giunse
all'orecchio la diceria della dama rapita, egli scrisse immediatamente al suo principe che, grazie ai suoi sforzi, gli era
riuscito di mettersi sulle tracce della principessa scomparsa. Al che ricevette l'immediato ordine di inseguire il rapitore e
di far del suo meglio per rintracciare la principessa e impossessarsene, costasse quel che costasse. A quest'ordine si
accompagnava un gentile scritto del principe per il Consiglio, nel quale questo veniva pregato di assistere il pi
possibile il consigliere segreto di corte Knarrpanti nelle sue indagini, nonch, su sua segnalazione, di arrestare il
rapitore e di fargli un processo. Questo scritto era proprio quel foglio che Knarrpanti aveva consegnato al Consiglio
durante l'udienza, e dal quale si aspettava un grosso effetto.
Il Consiglio replic che la diceria del rapimento di una nobile dama era stata respinta in quanto priva di
fondamento, mentre al contrario si era accertato che non era stato rapito proprio nessuno, e quindi non c'era da discutere
circa l'identificazione di alcun rapitore; di conseguenza, il consigliere segreto di corte signor Knarrpanti, sollevato da
qualsiasi ulteriore indagine, non avrebbe necessitato proprio di nessuna assistenza.
Knarrpanti ascolt tutto ci con un sorrisetto compiaciuto e afferm che, grazie alla sua non comune sagacia,
era gi riuscito a individuare il colpevole. Alla considerazione che, se deve esserci un colpevole, bisogna pur che sia
stata commessa una colpa, Knarrpanti obiett che, se invece si fosse scoperto per primo il colpevole, la colpa commessa
sarebbe stata poi identificata automaticamente. Solo un giudice superficiale e sciocco - non potendo stabilire l'accusa
principale a causa della testardaggine dell'imputato - non sarebbe stato in grado di andare a indagare qua e l su certe
cosette, che avrebbero pur sempre appiccicato all'accusato qualche piccola magagna, giustificandone l'arresto. E sin
d'ora, infatti, egli doveva richiedere con la massima urgenza il sollecito arresto del rapitore della sua principessa; e tale
rapitore altri non era che il signor Peregrinus Tyss, che da tempo gli era noto come individuo altamente sospetto e le cui
carte pregava di far immediatamente sequestrare.
Il Consiglio rest sbalordito a questa sfrontata accusa nei confronti di un cittadino tranquillo e incensurato, e
con grande clamore respinse l'accusa di Knarrpanti.
Ma Knarrpanti non perse minimamente la calma, anzi assicur con quella certa qual odiosa arroganza che gli
era propria che, qualora si fosse pretesa da lui una prova anticipata della sua accusa, egli avrebbe potuto produrla molto
facilmente. Tramite due testimoni, egli intendeva infatti dimostrare che il signor Peregrinus Tyss, la notte di Natale,
aveva condotto con la forza in casa sua una bella ed elegante signorina.
Allora, pi allo scopo di provare meglio l'assurdit di questa affermazione che di entrare veramente nel vivo
della faccenda, il Consiglio decise di far interrogare i due testimoni citati. Entrambi, un vicino di casa del signor
Peregrinus Tyss che per combinazione in quella fatale vigilia di Natale stava proprio tornando a casa, come pure la
guardia, avevano osservato a distanza l'intera scena in cui Peregrinus aveva portato in braccio quella misteriosa
bellezza, e furono concordi nel dichiarare che il signor Peregrinus aveva condotto davvero un'elegante signora in casa
sua. Tutti e due pretendevano anche d'aver notato che la dama in questione aveva cercato di opporre resistenza, e si era
lamentata da stringere il cuore. Alla domanda perch non si fossero affrettati a correre in aiuto della signora minacciata,
risposero che una cosa del genere non gli era venuta in mente.
Le dichiarazioni dei due testimoni gettarono il Consiglio in non lieve imbarazzo, visto che il signor Peregrinus
appariva realmente essersi reso colpevole del misfatto di cui lo si accusava. Knarrpanti parl come Cicerone,
dimostrando che la circostanza che al momento non risultasse assente nessuna dama non fosse affatto decisiva, poich
la dama stessa poteva essersi messa in salvo fuggendo dalla casa di Peregrinus, e ora taceva tutto l'accaduto per pura
vergogna. Chi fosse la dama come pure che cos'altro si riproponesse il signor Tyss con tali pericolose peripezie
amorose, sarebbe senz'altro stato accertato per mezzo delle carte del criminale, ed egli faceva appello al senso di
giustizia del Consiglio, il quale non poteva certo lasciare impunito un esecrando delitto. Il Consiglio decise cos di
accettare l'istanza del degno consigliere segreto di corte, e dunque accadde che il povero signor Peregrinus Tyss fosse
arrestato su due piedi e le sue carte sequestrate.
Ma torniamo ora ai due amici che, l'uno accanto all'altro avevano cacciato fuori le loro teste dalle finestre della
prigione...
Peregrinus aveva raccontato per filo e per segno come, al suo rientro a Francoforte, si fosse trovato derelitto e
come, da allora, avesse sempre condotto una vita solitaria e infelice nell'esclusivo ricordo dei giorni andati e in un
isolamento assoluto, pur nel bel mezzo della rumorosa e animata citt.
Oh S, replic Pepusch di malumore, ne ho sentito parlare, e mi sono state raccontate le pazzie che combini
per trascorrere la vita in un trasognamento da bambino. Tu vuoi essere un eroe dell'intimit domestica, della natura
infantile e perci disdegni le giuste richieste che ti fanno la vita e la societ civile. Offri immaginari banchetti di
famiglia e poi regali ai poveri i piatti succulenti e i costosi vini che hai fatto imbandire per i morti. Ti prepari da solo le
strenne natalizie e ti comporti come fossi ancora fanciullo, ma poi dai via ai bambini poveri quei doni, che sono del tipo
solitamente offerto ai fanciulli viziati nelle case di genitori ricchi. Per non consideri affatto che questa una cattiva
azione verso i poveri, poich stuzzichi il loro palato in modo tale che essi, dopo, sentono doppiamente la loro miseria,

quando per la fame atroce devono trangugiare cibi appena mangiabili, che pi d'un ghiotto cagnolino rifiuterebbe... Ah,
come mi disgustano queste foraggiate di cibo ai poveri, se penso che ci che viene speso in un sol giorno basterebbe a
nutrirli generosamente per mesi interi!... Tu riempi i figli di povera gente di giocattoli splendenti e non pensi che una
sciabola di legno colorato, una bambola di pezza, un cuc, una piccola ghiottoneria regalata loro dal pap e dalla
mamma li farebbe ugualmente - o forse ancor pi - felici. Invece, per colmo della misura, si fanno venire il mal di
pancia ingozzandosi del tuo maledetto marzapane, e con l'acquisita coscienza dei bellissimi doni, che in seguito
resteranno loro proibiti, viene piantato nel loro animo il seme dell'insoddisfazione e del malanimo. Tu sei ricco, tu sei
pieno di vita, e tuttavia rinunci a qualsiasi contatto e sfuggi a ogni affettuoso approccio di persone benevole. Devo darti
atto che la morte dei tuoi genitori ti ha scosso, ma se chiunque abbia subto una perdita dolorosa dovesse rinchiudersi
nel proprio guscio, allora, per tutti i diavoli!, il mondo sarebbe simile a un obitorio, e io non ci vorrei davvero vivere.
Ma, amico mio, tu sai bene che dietro la facciata di una stupida misantropia regna invece il pi cieco egoismo!... Ora
va', Peregrinus, io non posso pi aver stima di te n esser tuo amico, se non muti la tua esistenza e non abbandoni la
fatale compagnia che c' in casa tua!.
Peregrinus schiocc le dita, e all'istante Mastro Pulce gli gett il microscopio nell'occhio.
I pensieri dell'irato Pepusch erano: "Non forse un vero peccato che un uomo cos simpatico e giudizioso sia
potuto finire su una china tanto pericolosa da poterlo alla fine condurre alla completa dispersione delle sue forze
migliori? Quel che certo, comunque, che il suo animo fragile e incline alla malinconia non riuscito a sopportare il
colpo infertogli dalla morte dei genitori e che egli ha cercato conforto in un atteggiamento che confina con la pazzia. Se
io non lo salvo, perduto. E dunque tanto pi voglio metterlo con le spalle al muro e dipingergli la sua follia a tinte
ancor pi fosche, in quanto lo stimo moltissimo, e sono e resto suo vero amico".
Da questi pensieri Peregrinus riconobbe immutato nel collerico Pepusch il suo fedele e antico amico.
George, disse Peregrinus, dopo che Mastro Pulce gli aveva nuovamente tolto il microscopio dall'occhio,
George, non voglio tener conto di ci che hai detto circa il biasimo del mio modo di vivere, poich so che tu sei ben
disposto verso di me. Tuttavia, devo proprio dirti che il mio animo si riempie di commozione nell'offrire ai poveri un
giorno di felicit, e se ci odioso egoismo, allora se non altro io sbaglio senza saperlo, visto che in tali circostanze a
nessuno penso meno che a me stesso. Questi sono i fiori della mia vita, la quale altrimenti mi appare come un triste e
inospitale campo pieno di cardi.
Che dici, salt su George Pepusch tutto agitato, che parli tu di cardi? Perch disprezzi i cardi e li
contrapponi ai fiori?... Sei cos poco esperto in scienze naturali da ignorare che il fiore pi fantastico e straordinario che
possa esistere non altro che il fiore del cardo? Voglio dire il Cactus grandiflorus. E il cardo Zeherit non forse il pi
bel cardo della terra?... Peregrinus, io te l'ho taciuto a lungo, o per meglio dire ho dovuto tacertelo, perch io stesso non
avevo le idee chiare al riguardo, ma ora sappi che io stesso sono il cardo Zeherit, e che non abbandoner mai e poi mai
le mie pretese alla mano della figlia del degno re Sekakis, la soave, la divina principessa Gamaheh... Io l'ho ritrovata,
ma proprio in quel momento mi hanno afferrato quel demonio d'un guardiano e quelle guardie civiche che mi hanno
portato in prigione.
Come?, esclam Peregrinus, mezzo impietrito per lo stupore, anche tu George, sei finito dentro la pi
strana delle storie?.
Che storia?, chiese Pepusch.
Peregrinus non esit un attimo a raccontare anche al suo amico, come aveva fatto con il signor Swammer, tutto
ci che era accaduto dal rilegatore Lammerhirt e poi in casa sua. Egli non tacque neppure dell'apparizione di Mastro
Pulce n tantomeno, come ben ci si pu immaginare, del possesso del microscopio misterioso.
Gli occhi di George erano in fiamme, egli si mordeva le labbra, si batteva la fronte e, non appena Peregrinus
ebbe terminato, grid con grande furore: La scellerata! l'infedele! la traditrice!. E torturandosi in quell'amore
disperato, per bere avidamente fino in fondo il calice di veleno che Peregrinus, senza volerlo, gli aveva porto, si fece
ripetere in ogni minimo dettaglio il comportamento di Drtje Elverdink. E frattanto mormorava: Tra le braccia... sul
petto... baci ardenti.... Poi, con un balzo, si ritrasse dalla finestra e si mise a correre tutt'attorno alla stanza, proprio
come un pazzo.
Inutilmente Peregrinus gli grid di ascoltarlo ancora, poich aveva molte cose consolanti da raccontargli;
Pepusch non abbandonava il suo furore.
La stanza venne aperta e un delegato del Consiglio annunci al signor Peregrinus Tyss che, non essendo stata
trovata alcuna ragione giuridica per un suo pi lungo arresto, egli poteva far ritorno a casa sua.
Il primo uso che Peregrinus fece della sua ritrovata libert fu di presentarsi come garante per l'arrestato George
Pepusch, per il quale testimoni che era veramente quel George Pepusch con cui, legato da intima amicizia, egli era
vissuto a Madras, e che gli era ben noto come un uomo abbiente e assolutamente incensurato. Ma del cardo Zeherit, il
pi bello di tutti i cactus, egli prudentemente tacque del tutto, rendendosi ben conto che nelle attuali circostanze ci
sarebbe potuto risultare all'amico molto pi di danno che di aiuto...
Mastro Pulce si profuse in considerazioni altamente filosofiche e istruttive, le quali andavano a parare sul fatto
che il cardo Zeherit, ad onta del suo aspetto esteriore brusco e sgarbato, era in realt molto umano e comprensivo, pur se
si mostrava costantemente un po' troppo arrogante. In fin dei conti, il cardo aveva avuto perfettamente ragione a
criticare lo stile di vita di Peregrinus, anche se ci era avvenuto con espressioni un po' troppo dure. Egli, da parte sua,
voleva per davvero spingere Peregrinus a frequentare da quel momento in poi il mondo esterno.

Credetemi, cos disse Mastro Pulce, credetemi, signor Peregrinus, vi risulter davvero di una certa utilit
abbandonare la vostra solitudine. Per prima cosa non dovrete pi temere d'apparire timido e imbarazzato poich voi, col
misterioso microscopio nell'occhio, dominerete i pensieri degli esseri umani, ed pertanto del tutto impossibile non
muoversi ovunque col tatto pi appropriato. Cos potrete presentarvi tranquillo e determinato anche dinanzi ai
personaggi pi eminenti, dal momento che il loro animo vi sta davanti chiaro come un libro aperto. Muovetevi pure
liberamente nel mondo, e allora il vostro sangue circoler pi leggero, tutte le vostre malinconiche albage spariranno e
- quel che poi la miglior cosa - nel vostro cervello prenderanno ad agitarsi idee e pensieri variopinti, mentre
l'immagine della bella Gamaheh perder il suo smalto; cos ben presto sarete in grado di mantenere con me la parola
data.
Il signor Peregrinus si rese conto che entrambi Mastro Pulce e il signor Pepusch, erano davvero ben disposti
verso di lui e si prefisse di seguire i loro saggi consigli. Eppure, non appena udiva la voce dolce della sua cara
innamorata, che spesso cantava e suonava, allora non riusciva pi a credere che gli sarebbe stato possibile lasciare
quella casa, trasformatasi oramai per lui in un paradiso.
Ho finalmente il raro piacere di rivedere il mio buon amico, il caro signor Tyss? Lei si fatto prezioso,
carissimo amico, bench tutti spasimino per lei! Entriamo dunque in un locale, e berremo una bottiglia di vino alla sua
salute, mio caro amico del cuore... Come sono felice di rivederla!. Cos gli esclam in faccia un giovane uomo, che
egli aveva visto a fatica due o tre volte. Ma i suoi pensieri erano: "Ecco che questo stupido misantropo si fa vedere, alla
fine!... Ma io devo pur adularlo, poich presto mi riprometto di chiedergli in prestito del denaro. Che gli venga un colpo
se accetta il mio invito! Non ho un soldo in tasca, e nessun oste mi fa pi credito" .
Proprio allora Peregrinus incroci due ragazze vestite elegantemente. Si trattava di due sorelle, sue lontane
parenti.
Ehi, esclam una di loro ridendo, ehi, cuginetto, finalmente la si incontra! Non davvero gentile da parte
sua rinchiudersi a questo modo e non farsi pi vedere Lei non pu credere quanto mammina le voglia bene, visto l'uomo
giudizioso che . Mi prometta di farci visita presto... Ecco qua... mi baci pure la mano. Ma i pensieri erano: "Come,
che succede? Che capitato al cugino? Volevo proprio spaventarlo a morte. Un tempo infatti scappava via se
m'incontrava, o se incontrava qualsiasi ragazza, ora invece resta l fermo, mi guarda con aria strana dritto negli occhi e
mi bacia la mano senza alcuna vergogna? Si fosse mai innamorato di me? Ci mancherebbe altro!... La mamma dice che
un po' scemo. Ma che m'importa, lo prenderei lo stesso: un uomo stupido, se ricco come lo il cugino, senz'altro il
miglior uomo al mondo". La sorella, con gli occhi socchiusi e le guance in fiamme, si era limitata a bisbigliare: S,
venga a trovarci presto, caro cugino!. Ma i pensieri erano: "Il cugino davvero un bell'uomo, e non capisco proprio
come mai la mamma lo trovi stupido e insignificante, e non lo possa soffrire. Se verr a casa nostra, certo s'innamorer
di me, visto che sono la ragazza pi carina di tutta Francoforte. Io lo prenderei di certo perch voglio proprio sposare un
uomo ricco, cos potr dormire fino alle undici e portare scialli preziosi, proprio come la signora von Carsner". Un
medico che passava di l, scorgendo Peregrinus, fece arrestare la carrozza e gli grid sporgendosi dal finestrino: Buon
giorno, carissimo Tyss!... Ha un aspetto meraviglioso! Il cielo la conservi in buona salute! Ma se dovesse capitarle
qualcosa, pensi a me, al vecchio amico del suo povero signor padre... Certe forti fibre le rimetto in sesto in quattro e
quatti'otto! Adieu!. Ma i pensieri erano: "Io penso che costui stia sempre in salute per pura e semplice avarizia! Ma mi
sembra cos pallido, cos stravolto, in fin dei conti mi pare proprio che abbia qualcosa che non va. Comunque! Se mi
capiter tra le mani, non si alzer dal letto tanto presto; dovr pagarlo caro, questo suo incaponimento di star sempre
bene".
I miei ossequi, illustrissimo!, gli grid in quella un vecchio commerciante. Vede come mi affanno e corro,
come mi devo dar da fare per via del negozio. Com' stato saggio lei a ritirarsi dal commercio, sebbene con tutta la sua
intelligenza non avrebbe certo mancato di raddoppiare il capitale del suo bravo signor padre.
Ma i pensieri erano: "Se avesse solo provato a mettersi in affari, questo babbeo in poco tempo avrebbe perso
tutta la sua ricchezza in speculazioni sbagliate, e questo sarebbe un bello spasso. Il suo vecchio signor padre, che si
divertiva un mondo a rovinare senza piet tante persone dabbene, che volevano solo tirarsi fuori dai guai con qualche
piccola bancarotta, si rigirerebbe nella tomba".
Peregrinus s'imbatt ancora in molte di queste taglienti contraddizioni tra pensieri e parole. Ma sempre egli
calibrava le sue risposte molto pi in base a ci che la gente pensava piuttosto che in base a ci che diceva, e cos era
inevitabile che, poich Peregrinus andava cos a fondo nei pensieri delle persone, esse stesse non sapevano pi che
opinione ne avesse Peregrinus. Alla fine per Peregrinus si sent stanco e stordito. Schiocc le dita, e subito il
microscopio spar dalla pupilla del suo occhio sinistro.
Quando Peregrinus rientr a casa, fu sorpreso da una strana scena. Un uomo stava in mezzo all'atrio e con un
cannocchiale dalla forma bizzarra guardava con sguardo fisso la porta della stanza del signor Swammer. Ma su questa
porta danzavano cerchi luminosissimi nei colori dell'arcobaleno, che poi si concentravano tutti in un unico punto
incandescente, che sembrava quasi attraversare la porta stessa. Non appena ci accadde, si ud un cupo gemito,
interrotto da lamenti di dolore, che parevano provenire dalla stanza.
Con spavento, il signor Peregrinus credette di riconoscere la voce di Gamaheh.
Lei che cosa vuole? Che sta facendo qui?. Cos Peregrinus aggred quell'uomo, che sembrava davvero
praticare la magia nera, mentre nel frattempo i cerchi nei colori dell'arcobaleno continuavano a danzare sempre pi
infuocati, il punto penetrava sempre pi incandescente e i lamenti rimbombavano dalla stanza sempre pi dolorosi.

Ah, esclam l'uomo, richiudendo i suoi strumenti e riponendoli in tutta fretta, ah, chi si vede, il signor
padrone di casa! Perdoni, stimatissimo signor Tyss, se agisco qui senza la sua benevola approvazione. Ma prima mi
sono recato da lei proprio per ottenerla. Per la buona e cordiale Aline mi ha detto che eravate uscito, e la faccenda qui
da basso non consentiva davvero rimando alcuno.
Quale faccenda?, chiese Peregrinus piuttosto brusco, qual la faccenda, qui da basso, che non consentiva
rimando alcuno?.
Davvero non sa, continu l'uomo con un repellente sorriso, davvero non sa, stimatissimo signor Tyss, che la
mia snaturata nipote, Drtje Elverdink, fuggita? E proprio lei, seppur con grande torto, stato incarcerato come suo
rapitore cosa per la quale - se ci pu essere di qualche utilit - io testimonier con grande piacere della sua assoluta
innocenza. Non in casa sua, bens dal signor Swammerdamm, un tempo mio amico ma ormai trasformatosi nel mio
pi acerrimo nemico, che fuggita l'infedele Drtje. Lei si trova in questa stan~a, io lo so, ed sola, poich il signor
Swammerdamm uscito. Non posso entrare, perch la porta chiusa con chiave e chiavistello, e poi io sono troppo
buono per praticare la violenza. Ma proprio per questo mi prendo la libert di tormentare la fanciulla col mio strumento
ottico di tortura, in modo che si ricordi che, nonostante la sua immaginaria condizione principesca, sono sempre io il
suo padrone e signore.
Il diavolo, grid Peregrinus al colmo della collera, lei proprio il diavolo, signore! Ma non davvero il
padrone e il signore della soave e celestiale Gamaheh! Via da questa casa, vada a esercitare le sue arti sataniche dove
vuole, ma qui non ne fara nulla, me ne incarico io!.
Non si arrabbi, disse Leuwenhoek, non si arrabbi, carissimo signor Tyss, io sono un uomo inoffensivo, che
non ricerca altro che il bene. Lei non sa di chi sta prendendo le difese. E un piccolo mostro, un piccolo basilisco, quello
che si trova in quella stanza sotto le spoglie della pi soave donnina. Poteva ben fuggire, se la permanenza presso la mia
modesta persona le dispiaceva tanto, ma l'infedele traditrice non doveva rubarmi il pi bel gioiello, il miglior amico
dell'animo mio, senza il quale non posso vivere, non posso esistere! Aveva il diritto di sottrarmi Mastro Pulce?... Lei
forse, illustrissimo, non capir quel che intendo, ma....
In quella Mastro Pulce, che era riuscito a saltar su dal jabot del signor Peregrinus e aveva trovato un posto pi
sicuro e pi comodo nella sciarpa, non pot trattenersi dall'uscirsene in una risatina ironica.
Ah!, grid Leuwenhoek, come colto da un improvviso terrore, ah, che stato?... Pu esser mai possibile?...
S, qui, in questo luogo!... Mi permetta un istante, signor Peregrinus! .
Cos dicendo, Leuwenhoek allung il braccio, facendosi vicinissimo al signor Peregrinus e cercando di
afferrare la sua sciarpa.
Ma Peregrinus si sottrasse abilmente, lo acchiapp con forza e lo trascin verso la porta, per buttarlo fuori
senza tanti complimenti. Ma proprio mentre Peregrinus si venne a trovare con Leuwenhoek - che si profondeva in inutili
proteste - vicino al portone, questo venne spalancato dall'esterno: George Pepusch irruppe dentro, seguito dal signor
Swammerdamm.
Non appena Leuwenhoek scorse il suo nemico Swammerdamm, con il massimo sforzo delle sue ultime forze si
svincol dalla stretta, fece un salto all'indietro e and a piantarsi con le spalle contro la porta della stanza misteriosa,
dove si trovava imprigionata la bella.
Swammerdamm, al veder ci, estrasse dalla tasca un piccolo cannocchiale, lo allung completamente e and
addosso al nemico, gridando ad alta voce: In guardia, maledetto, se ne hai il coraggio!.
Rapidissimo, anche Leuwenhoek si era procurato uno strumento simile, lo aveva allungato, e ora gridava:
Fatti sotto, sono qui per te, e presto sentirai tutta la mia forza!. Entrambi ora si erano portati il cannocchiale vicino
all'occhio e, inferociti, si attaccavano con colpi taglienti e mortali, e intanto ora allungavano, ora accorciavano le loro
armi, aprendo i cannocchiali ora pi ora meno. Erano finte, parate, volte, in breve tutte le possibili figure della scherma,
e intanto gli animi parevano scaldarsi sempre pi. Se uno veniva colpito, costui gridava forte, saltava per aria, faceva le
pi fantastiche capriole, le piroette e gli scambietti pi belli, proprio come il miglior primo ballerino delle scene
parigine, finch l'altro non lo faceva restar fisso mediante il cannocchiale accorciato. Se poi a costui capitava a sua volta
d'esser colpito, faceva lo stesso. Cos alternavano i salti pi spericolati, i gesti pi dissennati, le urla pi selvagge; il
sudore colava loro dalla fronte, gli occhi iniettati di sangue uscivano loro fuori dalle orbite, e dal momento che non si
percepiva alcuna altra causa del loro ballo di San Vito all'infuori delle reciproche occhiate con i cannocchiali, essi
necessariamente venivano presi per pazzi scappati da un manicomio... La cosa, d'altra parte, era anche molto divertente
da guardare...
Il signor Swammerdamm, alla fine, riusc a scacciare il malvagio Leuwenhoek dalla sua postazione dinanzi alla
porta, che costui aveva mantenuto con cocciuta valenta, e a trasferire il duello nel fondo dell'androne.
George Pepusch approfitt allora del momento, spinse la porta ormai priva di difesa, che non era chiusa n con
la chiave n con il chiavistello, e scivol nella stanza. Ma subito ne riusc fuori gridando: scappata... scappata!, e
veloce come il fulmine si precipit fuori dalla casa e si allontan. Sia Leuwenhoek che Swammerdamm dovevano
essersi colpiti duramente, poich entrambi saltellavano e ballavano come invasati, e a forza di urla e strilli producevano
una musica, che era da paragonarsi solo alle grida di dolore dei dannati dell'inferno.
Peregrinus non sapeva neppure lui come fare a dividere i due furibondi, e a mettere fine a una tale scena, che
era da un lato grottesca e dall'altro spaventosa. Ma alla fine entrambi, accorgendosi che la porta della stanza era
spalancata, dimenticarono il duello e il dolore, riposero le maledette armi e si precipitarono dentro la stanza.

Fu soltanto allora che il signor Peregrinus Tyss sent un gran peso sul cuore al pensiero che la bella era fuggita
da quella casa, e dentro di s mand al diavolo e maledisse il malvagio Leuwenhoek. Ma proprio allora sulle scale si ud
la voce di Aline. Rideva a crepapelle, e di tanto in tanto gridava: Che cosa non si deve vedere!... Straordinario...
incredibile... Chi se lo sarebbe mai sognato!.
Che successo, chiese Peregrinus a bassa voce, che altro successo di incredibile?.
Oh, caro signor Tyss, gli grid la vecchia, venga subito di sopra, vada di corsa in camera sua.
La vecchia, sogghignando maligna, gli apr la porta della sua stanza. E quand'egli vi entr, allora, oh miracolo!
oh delizia! la soave Drtje Elverdink gli saltell incontro, abbigliata del seducente zendado d'argento, proprio come
l'aveva scorta nella stanza del signor Swammer. Finalmente, finalmente ti rivedo, mio dolce amico, sussurr la
fanciulla, e seppe stringersi a Peregrinus in un modo tale che egli - a dispetto di tutti i suoi buoni proponimenti - non
riusc a evitare di abbracciarla teneramente. Per l'estasi e la volutt che provava, fu sul punto di perdere i sensi...
Abbastanza spesso tuttavia accade che qualcuno, proprio nell'ebbrezza del pi inebriante piacere, batta forte il
naso e che, risvegliato improvvisamente dal dolore terreno, da quel beato aldil ricada gi in questo ordinario aldiqua. E
proprio quel che accadde al povero Peregrinus. Infatti, proprio mentre egli si chinava per baciare Drtje sulla dolce
bocca, batt forte col suo ragguardevole naso sul diadema di scintillanti brillanti che la fanciulla portava tra i neri
riccioli. Il dolore acuto del colpo contro quelle pietre tagliate a spigolo lo riport subi~o sufficientemente in s per
notare il diadema. Il diadema, per, gli ricordava la principessa Gamaheh, e in tal modo egli fu spinto a rammentarsi di
tutto ci che gli aveva detto Mastro Pulce di quell'essere ingannatore. Egli consider dunque che a una principessa,
figlia di un re potente, ben poco doveva importare del suo amore e che perci tutto il suo comportamento da innamorata
non poteva esser altro che un ipocrita inganno, attraverso il quale la traditrice voleva soltanto rientrare in possesso della
pulce magica. Nel fare queste considerazioni, un torrente di ghiaccio gli travers il cuore e cos le sue fiamme d'amore pur se non vennero del tutto spente - si affievolirono considerevolmente.
Peregrinus si divincol dolcemente dalle braccia della fanciulla, che lo aveva abbracciato piena d'amore e, con
gli occhi socchiusi e a voce bassa, le mormor: Ah, buon Dio! Ma lei proprio la figlia del potente re Sekakis, la bella,
la divina, la stupenda principessa Gamaheh!... Mi perdoni, principessa, se un sentimento cui non ho saputo resistere mi
ha spinto alla follia, alla pura pazzia. Ma lei stessa, altezza reale....
Che cosa, lo interruppe Drtje Elverdink, che cosa dici, mio caro amico? Io la figlia di un potente re? io
una principessa? Ma io sono solo la tua Aline, che ti amer fino alla follia, se tu... Ma ora che mi prende? Aline, la
regina di Golconda? Lei gi qui in casa tua; io le ho parlato. Una buona, cara donna, anche se ormai vecchia, e da
lungo tempo non pi bella come al tempo del suo matrimonio con il generale francese!... Ahim! dunque non sono io
quella vera, non ho proprio mai regnato a Golconda?... Povera me!.
La fanciulla aveva gli occhi chiusi e cominci a vacillare. Peregrinus la port sul sof.
Gamaheh, disse poi, continuando a parlare come una sonnambula, Gamaheh, dici tu?... Gamaheh, la figlia
del re Sekakis? S, mi ricordo, a Famagosta!... A dire il vero, ero un bel tulipano... eppure no, gi allora sentivo nel
cuore desiderio e amore... Ma basta, basta con tutto ci!.
La fanciulla tacque, e sembr che fosse sul punto di assopirsi. Peregrinus allora si accinse alla pericolosa
impresa di sistemarla in una posizione pi comoda. Ma mentre abbracciava piano piano la soave creatura, uno spillo
nascosto lo punse con violenza in un dito. Per pura abitudine, schiocc le dita. Ma Mastro Pulce lo intese come il
segnale concordato e immediatamente gli mise nella pupilla il minuscolo microscopio.
Come sempre, Peregrinus scorse allora dietro la cornea dell'occhio quello straordinario groviglio di nervi e
vene che entravano fin nella parte pi profonda del cervello. Ma attraverso questo groviglio si intrecciavano anche
luccicanti fili d'argento, di ben cento volte pi sottili dei fili della pi tenue ragnatela, e proprio tali fili, che parevano
non aver mai fine sporgevano al di fuori del cervello e finivano dentro un qualcosa, che restava nascosto persino
all'occhio microscopico, forse pensieri di natura sublime, che ingarbugliavano gli altri d'un genere pi facile da
comprendere. Peregrinus vide una confusione di fiori multicolori, che assumevano forme umane, e poi di nuovo esseri
umani che fluivano dentro la terra e che poi ne riemergevano sotto forma di pietre e metalli scintillanti. E in mezzo a
tutto ci si muovevano ogni sorta di strani animali, i quali si trasformavano innumerevoli volte e parlavano lingue
meravigliose. Nessuna apparizione si accordava con le altre, ma la dissonanza delle apparizioni sembrava esprimersi
proprio nei cupi lamenti di quella malinconia straziante. Eppure, era poi questa stessa dissonanza a sottolineare ancor
pi la profonda armonia di base, che prorompeva vittoriosa e riunificava tutto ci che appariva scisso in un eterno
godimento senza nome.
Non vi confondete, bisbigli Mastro Pulce, non vi confondete, buon signor Peregrinus: quelli che vedete
ora sono i pensieri del sogno. E seppur dovesse nascondervisi dietro qualcosa, non certo questo il momento di mettersi
a cercarlo. Chiamate la piccola imbrogliona con il nome giusto, e poi interrogatela pure a vostro piacimento.
Poich la fanciulla portava diversi nomi, non sarebbe dovuto riuscir facile a Peregrinus, come si pu ben
immaginare azzeccare quello giusto. Invece egli, senza pensarci minimamente, esclam: Drtje Elverdink! Cara, dolce
fanciulla non c' dunque alcuna finzione? E mai possibile che tu possa amarmi davvero?. In quell'istante la fanciulla si
dest dal suo trasognamento, apr gli occhietti e lanciandogli uno sguardo brillante, disse: Che dubbi hai, mio
Peregrinus? Una fanciulla pu forse comportarsi come io ho fatto, se il suo petto non pieno del pi ardente amore?
Peregrinus, io ti amo come nessun altro, e se tu vuoi esser mio, allora sar tua con tutta l'anima, e se rester con te
perch da te non posso separarmi e non solo per fuggire alla tirannia dello zio.

I fili d'argento erano scomparsi, ma i suoi pensieri, ordinati per filo e per segno, erano: "Com' potuto accadere
tutto ci? Prima con lui fingevo l'amore soltanto per recuperare Mastro Pulce per me e per Leuwenhoek, e ora invece gli
voglio bene davvero. Mi sono intrappolata nella mia stessa rete. Non penso quasi pi a Mastro Pulce; e vorrei
appartenere per sempre all'uomo che, ben pi d'ogni altro mai conosciuto, mi appare degno d'amore".
Ci si pu ben immaginare quale estasi beata tali pensieri potessero accendere nell'animo di Peregrinus. Egli
cadde in ginocchio dinanzi alla bella, ricoprendo le sue manine di mille baci ardenti, e chiamandola sua delizia, suo
paradiso, sua totale felicit...
Dunque, sussurr la piccola, tirandolo dolcemente al suo fianco, dunque, mio caro, ora non vorrai certo
rifiutarmi un favore dal quale dipende non soltanto la tranquillit, ma l'intera esistenza della tua amata....
Domandami pure, replic Peregrinus, abbracciando teneramente la fanciulla, domandami pure, dolce vita
mia, tutto ci che vuoi, ogni tuo pi piccolo desiderio un ordine per me. Niente al mondo mi sembrer tanto caro da
non poterlo sacrificare con gioia a te, al tuo amore.
Ascoltami dunque, continu la fanciulla, dopo aver ricambiato i baci ardenti che Peregrinus le aveva
impresso sulla bocca, ascoltami dunque, io so bene in che modo il....
Ma la porta si spalanc, ed entr George Pepusch.
Zeherit!, grid la fanciulla quasi al colmo della disperazione, ricadendo poi inanimata sul divano.
Il cardo Zeherit piomb allora al volo sulla principessa Gamaheh, la prese tra le braccia e con lei corse via da l
veloce come un baleno.
Per questa volta Mastro Pulce l'aveva scampata.
QUINTA AVVENTURA

Straordinario processo in cui il signor consigliere segreto di corte Knarrpanti continua a comportarsi in modo saggio e
ragionevole. - Pensier di giovani entusiasti nel poetare e di dame scrittrici. Considerazioni di Peregrinus riguardo alla
propria vita, nonch all'erudizione e all'intelligenza di Mastro Pulce. - Rara virt e costanza del signor Tyss. Conclusione a sorpresa di una scena tragica e minacciosa.
Il benevolo lettore ricorder certamente che le carte del signor Peregrinus Tyss erano state sequestrate, al fine
di indagare pi dappresso su di un crimine che in realt non era avvenuto. Sia il delegato del Consiglio che il consigliere
segreto di corte Knarrpanti avevano spulciato da cima a fondo ogni scritto, ogni lettera, ogni bigliettino (inclusa la lista
della biancheria e della cucina) che era stato rinvenuto, trovandosi per alla fine di opinioni totalmente diverse quanto al
risultato delle loro indagini.
Il delegato sosteneva in particolare che le carte non contenevano neppure una parola che potesse esser messa in
relazione con un qualsiasi crimine che Peregrinus, stando all'accusa, avrebbe commesso. Ma lo sferico occhio di falco
del signor consigliere segreto di corte Knarrpanti aveva invece scoperto parecchie cose tra gli scritti del signor
Peregrinus Tyss che inevitabilmente lo presentavano come un uomo estremamente pericoloso. Peregrinus, al tempo
della sua adolescenza, aveva tenuto un diario; in questo diario si trovavano una quantit di passi capziosi, i quali,
riguardo al rapimento di giovani donne, non soltanto gettavano una luce ben sfavorevole sui suoi sentimenti, ma
addirittura dimostravano chiaro e tondo come egli avesse gi pi volte commesso questo stesso delitto...
Cos recitava infatti il diario: C' qualcosa di sublime, di grandioso in questo ratto!. E pi avanti: Ma fra
tutte ho rapito la pi bella!. E pi avanti ancora: Gli ho rapito questa Mariane, questa Philine, questa Mignon!. E
oltre: Amo questi ratti!. E ancora oltre: Julia doveva essere rapita a ogni costo, e ci accadeva davvero, poich
durante una solitaria passeggiata nel bosco io la facevo aggredire e rapire da uomini incappucciati.
Accanto a questi passi fatali, nel diario fu ritrovata anche la lettera di un amico, la quale recitava
capziosamente: Vorrei proprio pregarti di rapirgli Friederike, dovunque e comunque ti riuscir.
Il saggio Knarrpanti non solo aveva sottolineato marcatamente con la matita rossa tutte le citate parole, accanto
a cento altre frasi che si limitavano a contenere le espressioni "rapimento", "rapire", "rapito", ma le aveva anche
catalogate su un foglio a parte, facendone uno schema molto carino a vedersi e del quale egli pareva parecchio
soddisfatto.
Guardi bene, disse Knarrpanti al delegato del Consiglio, guardi bene, stimatissimo signor collega, non
l'avevo detto? Quel Peregrinus Tyss un essere scellerato e mostruoso, un vero dongiovanni. Chiss dove saranno
andate a finire le sventurate vittime dei suoi piaceri: Mariane, Philine, o come diavolo si chiamassero. Era davvero
tempo che questa vergogna avesse fine, altrimenti quell'uomo pericoloso avrebbe potuto gettare i buoni cittadini di
Francoforte in mille sventure per via di quelle sue manovre da rapitore. Quanti crimini ha gi compiuto costui, per sua
stessa ammissione! Guardi lei stesso questo passo, carissimo collega, e giudichi da s come Peregrinus descrive le sue
mostruosit.
Il passo nel diario che il saggio consigliere segreto di corte Knarrpanti stava sottoponendo all'attenzione del
delegato del Consiglio recitava: Oggi purtroppo ho sofferto di una pigrizia assassina. La parola assassina era
sottolineata tre volte e Knarrpanti si chiedeva se non era possibile rivelare sentimenti pi criminali che non dolendosi di
non aver compiuto quel giorno alcun assassinio!

Il delegato ribad la sua opinione, vale a dire che dalle carte del signor Peregrinus Tyss non era emersa neppure
la minima traccia di un crimine. Knarrpanti, non convinto, scuoteva la testa, e allora il delegato lo preg di ascoltare
nuovamente quei passi che egli stesso aveva estratto in quanto sospetti, inseriti per questa volta nel contesto pi
generale.
Il benevolo lettore si convincer subito della sublime furberia di Knarrpanti:..
Il delegato apr quel capzioso diario e lesse: Oggi in teatro ho rivisto per la ventesima volta Il ratto dal
serraglio di Mozart, e sempre con lo stesso entusiasmo. C' qualcosa di sublime, di grandioso in questo ratto!. Pi
avanti: Quelle rose mi piacevano tutte, ma ho rapito solo la pi bella. Pi avanti ancora: Gli ho rapito questa
Mariane, questa Philine questa Mignon, perch egli si immedesimava troppo con queste figure, fantasticava col vecchio
arpista e litigava con Jarno. Wilhelm Meister non un libro per chi abbia appena sofferto di una malattia nervosa. E
oltre: Il ratto di Jnger una graziosa commedia. Amo questi ratti, poich danno all'intreccio una vitalit tutta
particolare. E ancora oltre: Il piano troppo poco studiato mi mise con le spalle al muro. Julia doveva essere rapita a
ogni costo, e ci accadeva davvero poich, durante una passeggiata solitaria nel bosco, io la facevo aggredire e rapire
da uomini incappucciati. Mi rallegrai incredibilmente di questa nuova idea, che svolsi poi piuttosto a lungo. Questa
tragedia era soprattutto un pasticcio assai divertente di un ragazzino pieno d'entusiasmo, e mi dispiace molto d'averla
gettata nel fuoco. E la lettera recitava: Tanto spesso tu vedi Friederike in societ, o uomo fortunato! Probabilmente
Moritz non lascia avvicinare nessuno e si appropria della sua totale attenzione. Se tu non fossi cos timido, cos
misogino, vorrei proprio pregarti di rapirgli Friederike, comunque e dovunque ti riuscir.
Knarrpanti per restava della sua opinione, vale a dire che, anche tenendo conto di un contesto pi generale, la
faccenda non migliorava; anzi, in realt, era una perfida furbizia dei criminali il camuffare tali rivelazioni in modo tale
che, alla prima occhiata, apparissero del tutto irrilevanti, del tutto innocenti. Come segnale particolarissimo di tale
furbizia, l'astuto Knarrpanti richiam l'attenzione del delegato su un verso che si trovava nelle carte di Peregrinus, e in
cui si parlava del rapido alimento della fiamma. Non poco ebbe a vantarsi Knarrpanti della propria sagacia, grazie alla
quale egli aveva subito compreso che la parola rapimento in quel verso era stata divisa in due proprio per sottrarla
all'attenzione e al sospetto...
Ma il Consiglio non volle comunque dar luogo a ulteriori procedimenti contro l'imputato Peregrinus Tyss, e i
giureconsulti si servirono di un'espressione la quale pu a buon diritto trovarsi qui, proprio in quanto nella fiaba di
Mastro Pulce fa un effetto assai strano; infatti, se il meraviglioso pu ben essere definito l'ornamento pi adatto alla
fiaba, anche lo strano, in quanto gradevole fronzolo, non certamente da rifiutare. Essi (proprio i giureconsulti)
affermavano che mancava completamente un corpus delicti, mentre Knarrpanti restava dell'irremovibile opinione che a
lui non importava un corno del delictum, dal momento che era riuscito ad avere tra le mani un corpus, e questo corpus
era precisamente quello del pericoloso rapitore e assassino, signor Peregrinus Tyss...
L'autore prega ora il benevolo lettore non esperto di faccende legali, ma soprattutto ogni bella lettrice, di farsi
spiegare questo passo da qualche giovane giurista. Il detto giurista in men che non si dica comincer a darsi grandi arie,
dicendo: Nel linguaggio legale si dice... ecc. ecc.
Solo l'incontro notturno, del quale avevano parlato i testimoni, fu ritenuto dal delegato un evento sul quale il
signor Peregrinus Tyss dovesse essere interrogato.
Peregrinus si trov per in non poche difficolt quando venne interrogato dal delegato circa l'andamento della
faccenda. Egli sentiva infatti che il suo racconto, nel caso non si fosse allontanato per nulla dalla verit, proprio perci
avrebbe portato inevitabilmente il marchio della menzogna, o almeno della pi grande non verosimiglianza. Trov cos
pi consigliabile tacere completamente e mettere le mani avanti dichiarando che, poich non sussisteva alcun delitto
preciso, egli non riteneva necessario render conto di singoli fatti della sua vita privata. Knarrpanti gongol a questa
dichiarazione dell'imputato, con la quale era convinto che trovassero piena conferma tutti i suoi sospetti.
Poi rilev alquanto bruscamente che il delegato non sapeva affatto come si dovesse condurre la cosa, al che
quest'ultimo fu abbastanza intelligente e perspicace da rendersi conto che un interrogatorio fatto dallo stesso Knarrpanti
non poteva esser di alcun pregiudizio a Peregrinus, ma che anzi avrebbe forse impresso alla vicenda una svolta decisiva
in suo favore.
L'astuto Knarrpanti aveva pronte oltre cento domande, con le quali aggred Peregrinus, e alle quali in effetti
spesso non era davvero facile rispondere. Esse erano di preferenza orientate a indagare che cosa Peregrinus - sia durante
tutta la sua vita, sia in questa o quella circostanza specifica, come ad esempio nello scrivere le parole sospette nel suo
diario - avesse pensato.
Il pensare, cos sosteneva Knarrpanti, era gi in s e per s un'operazione assai temibile, ma lo diventava molto
di pi quando si trattava di elementi ritenuti pericolosi... Poi prese a formulare domande insidiose, come ad esempio:
chi era quell'uomo anziano dalla giacca blu e dai capelli corti con il quale Peregrinus, il giorno ventiquattro di marzo
dell'anno precedente, aveva discusso a tavola in albergo sul miglior modo di cucinare il salmone del Reno? E poi: non si
rendeva conto da s che tutti i passi misteriosi nelle sue carte fomentavano a buon diritto il sospetto che ci che egli
aveva tralasciato di scrivere non fosse in realt molto pi sospetto ancora, e che anzi potesse contenere una vera e
propria ammissione del crimine compiuto?
Questo modo di condurre l'indagine, e anzi lo stesso consigliere segreto di corte Knarrpanti, apparvero a
Peregrinus cos fuori del comune, che gli venne la curiosit di scrutare meglio i pensieri di quel furbacchione
matricolato.
Egli schiocc le dita, e all'istante l'ubbidiente Mastro Pulce gli sistem nella pupilla il microscopio.

I pensieri di Knarrpanti erano all'incirca questi: "Neppure io credo affatto che questo giovanotto abbia rapito, o
possa aver rapito, la nostra principessa, che gi da parecchi anni scappata con un commediante girovago. Ma non
potevo certamente farmi sfuggire l'opportunit di sollevare un gran vespaio, tutto a mio vantaggio. Il mio signorotto
aveva preso a far l'indifferente nei miei confronti, e a corte mi definivano un fastidioso acchiappanuvole, trovandomi
spesso sciocco e insignificante, sebbene nessuno mi fosse superiore quanto a spirito e gusto, n sapesse come me
rendere quei piccoli servigi con i quali ci si pu accattivare il favore del principe. Non aiutavo io stesso il cameriere del
principe a lucidargli bene bene gli stivali? E proprio allora arriva questa storia del ratto come la manna dal cielo. Con la
notizia di essermi messo sulle tracce della principessa scomparsa, ho ritrovato d'un colpo tutta la considerazione che
avevo quasi perduto. Ora tutti mi trovano di nuovo assennato, saggio, scaltro, e soprattutto cos fedelmente devoto al
mio signore da potermi definire una colonna dello stato, su cui poggia il bene generale.
"Pu anche darsi che qui non se ne cavi un bel nulla, perch non si pu certo attribuire a costui il rapimento
effettivo, ma questo non cambia le cose. Proprio perci voglio tormentare quanto pi posso il giovanotto con ogni sorta
di domande astruse e contorte. Difatti, quanto pi mi comporto cos, tanto pi sar lodato per il mio interesse verso la
faccenda, per il mio sacro zelo verso il mio signore. Devo arrivare soltanto al punto di far scappare la pazienza al mio
uomo, di spingerlo a darmi qualche risposta arrogante. Allora io le sottolineer con la mia brava matita rossa, le
accompagner con alcune mie considerazioni, cosicch, prima ancora che ci se ne renda conto, costui sar messo in una
luce molto ambigua, e da tutto ci si determiner uno spirito ostile verso di lui, che lo sfavorir e far s che anche le
persone pi tranquille e semplici, come quel signor delegato l, gli si mettano contro. Sia lodata l'arte di ricoprire
persino la cosa pi indifferente con la vernice di un significato astioso. E una dote che mi ha elargito la natura e grazie
alla quale sono in grado di levarmi di torno i nemici restando invece io stesso nella situazione migliore. Mi fa ridere il
Consiglio, che crede ai miracoli ed convinto mi prema la reale determinazione della verit, mentre io tengo d'occhio
solo il mio interesse e considero l'intera faccenda come un mezzo per rendermi importante agli occhi del mio signore,
guadagnandomi cos lodi e quattrini a pi non posso. Seppure non ne verr fuori un bel nulla, nessuno potr sostenere
che tutte le mie preoccupazioni saranno state inutili, ma si dir piuttosto che avevo perfettamente ragione e che, grazie
alle misure adottate, si impedito almeno che quel furfante di Peregrinus Tyss finisse col rapire veramente la gi rapita
principessa".
Poich Peregrinus leggeva in tal modo attraverso i pensieri del sublime consigliere di corte, era pertanto cosa
naturale che si comportasse di conseguenza, e invece di diventare impaziente, come avrebbe voluto Knarrpanti, si mise
a confondere l'arguzia di costui attraverso risposte davvero abilissime. Il delegato del Consiglio sembrava provarci un
gran gusto. E cos Peregrinus, dopo che Knarrpanti - soprattutto per mancanza di fiato - ebbe concluso il suo
interrogatorio senza fine, e senza che ci gli fosse chiesto, gli raccont concisamente come la giovane donna, che dietro
sua espressa e insistente richiesta egli aveva condotto in casa sua la notte di Natale, altri non fosse che la nipote
dell'artista e ottico Leuwenhoek, che avesse nome Drtje Elverdink, e che ora si trovasse presso il suo padrino, il signor
Swammer, che stava a pigione in casa sua.
Si giudic che queste informazioni erano veritiere, e cos ebbe fine quell'incredibile processo per rapimento.
Knarrpanti, da parte sua, continu a insistere per un ulteriore interrogatorio e lesse dinanzi al Consiglio il suo
acutissimo verbale, che per suscit soltanto una sonora risata generale. Si trov anche molto ragionevole che il signor
consigliere segreto di corte Knarrpanti lasciasse Francoforte, e che andasse a consegnare personalmente al suo signore
quell'ammirevole documento, quale risultato delle sue fatiche e prova della sua sagacia, nonch del suo vivo zelo di
servitore. Lo strano processo per rapimento divenne la favola della citt, e il degno Knarrpanti, con non poco dispetto,
non pot fare a meno di notare che al suo passaggio la gente si tappava il naso con tutte le manifestazioni dello schifo e
del disgusto, abbandonando il proprio posto non appena egli faceva per sedersi a una tavola d'albergo. Ben presto si
allontan dalla citt. E cos Knarrpanti, con vergogna e abominio, dovette sgombrare il campo sul quaie aveva invece
sperato di mietere allori.
Quanto stato qui raccontato tutto di filato, in realt era durato diversi giorni, perch non si pu certo pensare
che Knarrpanti avesse potuto scrivere tutto un intero volume folio in poco tempo. il mirabile verbale
dell'interrogatorio somigliava proprio a un volume del genere. Il quotidiano tormento di Knarrpanti, il suo stupido e
arrogante comportamento avevano provocato in Peregrinus un profondo malumore, che era del resto anche alimentato
dall'incertezza sulla sorte della sua bella.
Come il benevolo lettore ha gi appreso alla fine della quarta avventura, George Pepusch con la velocit d'un
baleno aveva rapito la fanciulla dalle braccia dell'inna.rnorato Peregrinus, lasciando costui di stucco per lo stupore e lo
spavento.
Quando alla fine Peregrinus, ripresi i sensi, salt su per lanciarsi all'inseguimento di quel malfattore del suo
amico, in casa c'era ormai un silenzio di tomba. Ai suoi ripetuti, forti richiami, giunse Aline ciabattando dalle stanze pi
lontane ed assicur che di tutto l'accaduto non aveva percepito niente di niente.
A causa della perdita di Drtje, Peregrinus fu sul punto di uscir fuori di cervello. Fu allora che Mastro Pulce si
fece sentire, con le sue parole consolanti: Voi non sapete ancora, disse con un tono che avrebbe dato speranza anche
al pi disperato degli uomini, voi non sapete ancora, carissimo signor Peregrinus Tyss, se la bella Drtje Elverdink ha
davvero gi lasciato la vostra casa. Per quel che mi intendo di questo genere di cose, non dev'essere lontana, anzi, mi
pare proprio di percepire la sua vicinanza. Tuttavia, se siete disposto a darmi fiducia e a seguire il mio amichevole
consiglio, abbandonate la bella Drtje al suo destino. Credetemi, quella fanciulla una vera, volubile banderuola.
Seppure possibile che ora, come voi affermate, ella vi ami davvero, c' da chiedersi quanto durer, prima che vi

precipiti in tali pene e in tali dolori da farvi perdere la ragione, come accaduto al cardo Zeherit. Ve lo ripeto un'altra
volta, abbandonate la vostra vita solitaria. Ve ne troverete molto meglio. Quali ragazze avete dunque conosciuto prima,
per poter dire che Drtje sia la pi bella? A quale donna vi siete avvicinato pronunciando dolci parole d'amore, per poter
credere che soltanto Drtje vi possa amare? Andate, andate, Peregrinus, l'esperienza vi convincer che meglio cos.
Siete un bell'uomo, simpatico, e io non sarei davvero cos acuto e perspicace, come dev'essere Mastro Pulce, se non
riuscissi a prevedere che le gioie della vita vi arrideranno ancora, seppure in modo del tutto differente da come ora vi
aspettate.
Peregrinus dunque, quando si recava nei luoghi pubblici, si trovava la strada ormai aperta, e cos gli divenne
davvero pi facile praticare quella vita di societ cui prima si era sempre sottratto. In ci gli rese eccezionali servigi
proprio Mastro Pulce, grazie al suo microscopio oculare, e Peregrinus a quell'epoca deve senz'altro aver tenuto un diario
nel quale tracciare i pi straordinari ed esilaranti contrasti tra i pensieri e le parole, nei quali quotidianamente si
imbatteva. Forse l'autore della strana favola intitolata Mastro Pulce trover in futuro l'occasione propizia per render nota
pi d'una pagina di quel diario che sia degna d'attenzione; in questo momento per ci interromperebbe la storia e non
riuscirebbe gradito al benevolo lettore. Ma si pu almeno rivelare che alcuni modi di dire, accoppiati al relativo
pensiero, divennero dei veri e propri stereotipi, come ad esempio la frase: La prego di darmi il suo benevolo parere,
che nel pensiero corrispondeva a: "E abbastanza sciocco da credere che io chieda davvero il suo parere per una cosa che
da tempo decisa, e ci lo stuzzica!"; Le do piena fiducia! corrispondeva a: "Lo so da un bel pezzo che furbacchione
sei!" e cos via. Tuttavia, alla fine si deve notare che alcune persone riuscivano comunque a mettere in difficolt
Peregrinus, nonostante le sue osservazioni microscopiche. Si trattava in particolare di quei giovani che si
entusiasmavano di tutto, riuscendo a dar la stura a una scrosciante e strabocchevole piena delle espressioni pi
mirabolanti. Tra di loro, erano i giovani poeti a parlare nel modo pi profondo e magnifico, sprizzando pura fantasia e
genialit e subendo, specie da parte delle signore, una vera e propria adorazione. Ma dietro a costoro venivano
immediatamente le scrittrici, le quali conoscevano a menadito tutte le profondit dell'essere qui su questa terra, nonch
tutte le pi autentiche e penetranti opinioni filosofiche sui rapporti all'interno della vita sociale, come si usa dire, e
sapevano recitarle a memoria con parole magnifiche, quasi fossero una predica domenicale... Se a Peregrinus era
sembrato meraviglioso che i fili d'argento che uscivano dal cervello di Gamaheh finissero dentro un qualcosa di
misterioso, non di meno ebbe a stupirsi di ci che vide nel cervello di dette persone. Egli scorse infatti lo strano
intreccio di vene e nervi, ma not anche contemporaneamente che questi, proprio quando la gente parlava in modo
davvero splendido e straordinario di arte e di scienza, delle tendenze di una vita pi elevata, non entravano affatto nelle
profondit del cervello, bens ricrescevano all'indietro, cosicch non si poteva neppur parlare di una chiara
identificazione dei pensieri. Egli comunic le sue considerazioni a Mastro Pulce, il quale come d'abitudine sedeva in
una piega della sciarpa. E Mastro Pulce fu dell'opinione che ci che Peregrinus riteneva pensieri, in realt non lo erano
affatto si trattava di semplici parole, che inutilmente si sforzavano di diventare pensieri.
Ma se il signor Peregrinus Tyss si divertiva ora in vario modo in societ, anche il suo fedele compagno, Mastro
Pulce, mise da parte molta della sua seriet, dimostrandosi un piccolo scaltro libertino, un aimable rou. E in
particolare, non poteva vedere un bel collo, una bella nuca candida, senza che, alla prima buona occasione, saltasse
fuori dal suo nascondiglio e si rifugiasse in quel luogo invitante, dove riusciva a sfuggire abilmente a qualunque
persecuzione di ditine affusolate. Tale manovra conteneva un doppio interesse. Intanto ci provava gusto lui stesso, e in
secondo luogo voleva cos attirare l'attenzione di Peregrinus su certe bellezze, che avrebbero dovuto oscurare
l'immagine di Drtje. Ci appariva tuttavia fatica sprecata, poich neppure una di tutte le dame cui Peregrinus si
avvicinava senza alcuna timidezza e con estrema disinvoltura, gli pareva altrettanto carina e aggraziata come la sua
bella principessa. E poi il suo amore per la fanciulla restava del tutto immutato, anche perch in nessun'altra riusc mai a
trovare che parole e pensieri andavano cosi concordemente in suo favore come in lei. Egli era davvero convinto che non
l'avrebbe lasciata mai e poi mai, e non ne faceva mistero. A tale proposito, Mastro Pulce se la prendeva non poco.
Un giorno Peregrinus not che la vecchia Aline se la rideva furbescamente tra s e s, annusando pi spesso
del solito il tabacco, raschiandosi la gola e borbottando parole incomprensibili, in conlusione comportandosi come chi
ha un peso sul cuore e se ne libererebbe ben volentieri. Frattanto, rispondeva a qualsiasi domanda con: Gi!... non c'
da saperlo, c' solo da aspettare!..., sia che queste espressioni si addicessero alla faccenda o no. Ma dica, sbott alla
fine Peregrinus, pieno di smania, dica piuttosto subito che cos'altro c', Aline senza continuare a girarmi attorno con
quell'aria misteriosa.
Ah, esclam la vecchia, battendo tra loro i pugni nodosi, ah, quella dolce e graziosa bambolina di zucchero,
quella piccolina cos tenera e cara!.
Ma di chi parla, dunque?, la interruppe Peregrinus tutto seccato.
E di chi dovrei parlare, continu la vecchia soddisfatta se non della nostra cara principessa qui sotto dal
signor Swammer, della sua cara fidanzata, signor Tyss.
Sciagurata, grid Peregrinus, donna sciagurata! Lei sta qui in casa, e tu me lo dici solo ora?.
Ma dove altro, replic la vecchia, senza scuotersi minimamente dalla sua pacifica calma, dove altro poteva
essere la principessa, se non qui, dove ha ritrovato sua madre!.
Come?, esclam Peregrinus ad alta voce, che cosa dice, Aline?.
Ebbene s, disse la vecchia sollevando la testa, ebbene s. Aline il mio vero nome, e Dio sa se tra poco
tempo, prima del suo matrimonio, non verr tutto alla luce!.

Senza dar peso all'agitazione di Peregrinus, il quale la scongiurava per tutti i diavoli e per tutti i santi di parlare,
di raccontare, di chiarire almeno un po', la vecchia prese comodamente posto in una poltrona, tir fuori la tabacchiera,
ne estrasse una grossa presa, mettendosi poi a dimostrare a Peregrinus con gran dovizia di particolari e di parole, come
non esista errore pi dannoso dell'impazienza.
Ragazzo mio, prese poi a dire, soprattutto devi stare tranquillo, altrimenti corri il pericolo di perdere tutto
nell'istante stesso in cui credi d'essertelo conquistato. Dunque, prima che tu possa ascoltare anche una sola parolina da
me devi sederti qui buono buono, come un bimbo bravo, senza interrompermi mai mentre racconto.
Che altro poteva fare Peregrinus, se non ubbidire alla vecchia, la quale, non appena si fu seduto, prese a dire
cose davvero straordinarie e bizzarre da ascoltare.
Come essa narr, i due signori - cio Leuwenhoek e Swammerdamm - in quella stanza avevano continuato a
darsele di santa ragione, facendo un fracasso del diavolo. Ma poi tutto si era fatto quieto; tuttavia, un gemito soffocato
aveva fatto temere alla vecchia che uno dei due fosse stato ferito a morte. Ma quando costei per curiosit si era messa a
guardare dal buco della serratura, aveva visto qualcosa di completamente diverso da ci che si era aspettata.
Swammerdamm e Leuwenhoek avevano afferrato George Pepusch e lo avevano schiacciato e stiracchiato con i pugni
fino a ridurlo fine fine, e per questo trattamento costui si lamentava e si doleva a non finire, come aveva udito la
vecchia. Alla fine, quando egli era ormai diventato sottile come il gambo di un cardo, essi tentarono di farlo passare
attraverso il buco della chiave. Il povero Pepusch penzolava gi con la met del corpo dal lato dell'atrio, quando la
vecchia scapp via da l terrorizzata. Ma subito dopo, per, ella ud una forte, squillante risata, e vide che Pepusch nelle sue sembianze abituali - veniva portato tutto tranquillo fuori dalla stanza dai due maghi. Nel vano della porta stava
la bella Drtje, e invitava la vecchia a entrare. Poich doveva vestirsi, aveva bisogno del suo aiuto.
La vecchia non poteva certo descrivere l'immensa quantit di abiti che la fanciulla aveva tratto da ogni sorta di
vecchi armadi, facendone mostra a lei, e dei quali l'uno era pi bello e magnifico dell'altro. E la vecchia assicur anche
che soltanto una principessa indiana poteva possedere gioielli simili a quelli della fanciulla: gli occhi ancora le facevano
male per tutto quello sfavillio.
La vecchia continu poi a raccontare come, mentre costei si vestiva, lei avesse avuto modo di parlare con la
dolce bambina di questo e di quello, di aver ricordato i poveri signori Tyss e la bella vita che allora si svolgeva in quella
casa, e di essere infine arrivata ai propri parenti scomparsi.
Lei sa, disse la vecchia, lei sa, caro signor Tyss, che io non ho nessuno di pi caro della mia parente, la
moglie dello stampatore di cotonina. Lei era stata a Magonza, e io credo anche in India, e sapeva pregare e cantare in
francese. Seppure devo a questa signora zia il nome pagano di Aline, glielo perdono volentieri nella tomba, perch da
lei che ho ereditato il modo di vita raffinato, le belle maniere, il tatto di saper mettere bene le parole una dietro l'altra.
Cos, dopo che le ebbi parlato a lungo della mia signora zia, la giovane principessa si mise a chiedermi dei miei
genitori, dei nonni, e poi su su all'indietro, di tutta la famiglia. Io le spalancai il cuore, e parlai senza remore di come
mia madre fosse stata bella quasi quanto me, sebbene io la superassi per quanto riguarda il naso, che ho ereditato da mio
padre e la cui forma - a memoria d'uomo - sempre stata una peculiarit della famiglia. E poi arrivai anche a parlare di
quella sagra per la consacrazione d'una chiesa, quando danzai l'allemanda con il sergente Hberpiep, e portavo quelle
calze celesti coi pennacchi rossi... Dio santo! siamo tutti esseri umani, poveri peccatori!... Insomma, signor Tyss,
avrebbe dovuto vedere come la piccola principessa, che prima si era divertita e aveva riso tanto ch'era un piacere
vederla, diventava via via sempre pi silenziosa e mi fissava con sguardi cos strani che mi facevano quasi paura... E
pensi un po', signor Tyss, improvvisamente, prima che me ne rendessi conto, la principessina mi si getta in ginocchio,
vuole assolutamente baciarmi la mano, e grida: "S, sei proprio tu, solo ora ti riconosco, sei proprio tu!". E quando io,
tutta sbalordita, chiedo che significhi tutto ci....
La vecchia si arrest, e quando Peregrinus insistette perch continuasse, ella, con aria seria e solenne, si serv
di una grossa presa di tabacco e disse: Ci che segue lo saprai a tempo debito, ragazzo mio. Ogni cosa a suo tempo!.
Peregrinus stava per insistere ancor pi duramente perch la vecchia gli dicesse di pi, quando costei scoppi
in una sonora risata. Peregrinus l'ammon con una faccia scurissima che la sua camera non era il luogo pi adatto per le
sue pagliacciate. Ma la vecchia, entrambi i pugni piantati sui fianchi, sembrava sul punto di soffocare. Il bel rosso
squillante del suo viso si era trasformato in un rosso-ciliegia assai cupo e Peregrinus era quasi sul punto di gettarle in
faccia un bicchier d'acqua, quando la vecchia riprese fiato e ricominci a parlare. Non c' forse da ridere, disse,
dell'assurda ubba che si messa in testa?... No, di tali amori non ce n' davvero pi sulla terra!... Pensi un po', signor
Tyss..., e qui la vecchia scoppi di nuovo a ridere, mentre Peregrinus stava davvero per perdere la pazienza. Alla fine,
con fatica, riusc a cavarle di bocca che la principessa si era messa in testa che lui, il signor Peregrinus Tyss, voleva
assolutamente sposare lei, la vecchia, la quale aveva dovuto promettere nel modo pi formale che avrebbe rifiutato di
concedergli la sua mano.
A Peregrinus parve di essersi cacciato in una brutta storia di stregoneria, e si sent cos terribilmente a disagio
che la anziana e brava Aline gli fece quasi l'effetto d'un essere fantomatico, dal quale dovesse mettersi in salvo pi in
fretta possibile.
Ma la vecchia non lo lasciava andare, poich doveva ancora confidargli con gran premura cose che
riguardavano la piccola principessa.
Quel che certo, disse quella tutta fiduciosa, quel che davvero certo che ormai per lei, caro signor
Peregrinus, sorta la stella della pi radiosa felicit, ora per affar suo sapersene conservare il favore. Quando io
assicurai alla fanciulla che lei ne era innamorato pazzo, e che non le passava neanche per la testa di voler sposare me,

ella allora replic che non ne sarebbe stata del tutto convinta e non le avrebbe concesso la sua bella mano finch lei non
le avesse esaudito un desiderio, che da lungo tempo si portava in cuore. Ella sostiene infatti che lei avrebbe preso con s
un graziosissimo piccolo negretto che sarebbe scappato dal suo servizio. Io ho negato il fatto, ma lei dice che il
ragazzino cos piccolo da poter abitare in un guscio di noce. Ora, questo ragazzino che....
Non se ne fa nulla, salt su tutto agitato Peregrinus, il quale aveva capito da un bel pezzo dove sarebbe
andata a parare la vecchia; cos usc tempestosamente dalla stanza e dalla casa.
una vecchia usanza ormai tramandata che l'eroe della storia, colto da violento turbamento, si rifugi nella
foresta, o almeno in un boschetto solitario. l'usanza ha questo di buono, che viene praticata davvero nella vita. Di
conseguenza, al signor Peregrinus Tyss, una volta allontanatosi dalla sua casa sul Rossmarkt, poteva accadere soltanto
di percorrere di corsa un bel pezzo, e - lasciatosi alle spalle la citt - di raggiungere un vicino boschetto. E dal momento
che in nessuna storia romanzesca in un boschetto possono mancare foglie che stormiscono, brezze serali che sussurrano
e sospirano, fonti mormoranti, uccellini che cinguettano e cos via, si deve dunque pensare che anche Peregrinus, nel
suo rifugio, trovasse tutte queste cose. Egli si accasci dunque su di un masso muscoso immerso a met nel limpido
specchio dello stagno, le cui onde gli si increspavano attorno mormorando e - ripensando alle strane avventure
accadutegli di recente - fece il fermo proponimento di cercare e di trovare il filo d'Arianna che avrebbe dovuto
mostrargli la via del ritorno dal labirinto di quegli enigmi straordinari.
Come talora accade, che lo stormire delle fronde d'un boschetto, ripetuto tra pause misurate, lo scrosciare
monotono dell'acqua e il girare uniforme d'un mulino in lontananza si uniscano insieme a formare un sottofondo sonoro,
in base al quale i pensieri si chiariscono e prendono forma, cosicch essi non vagano pi in un generale tumulto ma si
trasformano invece in una chiara melodia, cos accadde anche a Peregrinus - dopo che se ne fu rimasto per un po' di
tempo in quel luogo ameno - di giungere a considerazioni pi serene.
"In realt", diceva Peregrinus tra s e s, "un fantasioso scrittore di fiabe non avrebbe potuto inventare
situazioni pi folli e pi contorte di quelle in cui mi sono venuto a trovare nel breve spazio di pochi giorni... La grazia,
l'estasi, l'amore stesso si fanno incontro al misogino schivo del mondo, e uno sguardo, una parola sola sono sufficienti
ad accendere nel suo petto quelle fiamme che egli temeva ancor prima di conoscere! Ma il luogo, il tempo, l'intera
apparizione della bella e seducente sconosciuta sono cos misteriosi, che dev'esserci per forza di mezzo un qualche
strano incantesimo, infatti poco dopo, ecco che una bestiolina minuscola, e solitamente disprezzata, mostra tanta
sapienza, tanta intelligenza, e anche una meravigliosa forza magica. E questa bestiolina parla di cose che si trovano tutte
al di fuori dei concetti comuni, ma lo fa come se ci fosse invece quanto c' di pi banale, di pi trito e ritrito nella vita
quotidiana di tutti.
"Spinto da cupe forze ignote, mi sono forse avvicinato troppo a quel grande ingranaggio, tanto che esso nel suo
movimento mi ha catturato? Non strano che per tali cose, se accade che esse incrocino la nostra vita, ci sia da perdere
la ragione?... Eppure, io mi ci trovo benissimo, e non mi par pi nemmeno tanto strano che un re delle pulci si sia messo
sotto la mia protezione, e in cambio mi abbia confidato un segreto il quale, a sua volta, mi ha dischiuso il mistero dei
pensieri pi reconditi, elevandomi cos al di sopra di tutte le illusioni della vita... Ma dove potr portarmi tutto ci? E se
dietro a questa strana maschera si nascondesse un malvagio demone, che avesse l'intenzione di abbindolarmi per
portarmi alla rovina, di privarmi in modo ignobile di tutta la felicit dell'amore, che potrebbe arridermi se possedessi
Drtje?... Non sarebbe forse meglio allora sbarazzarsi subito del piccolo mostro?" .
Questo, Mastro Pulce interruppe il soliloquio di Peregrinus, non davvero un pensiero delicato, signor
Peregrinus Tyss! Credete forse che il segreto che vi ho confidato sia una cosa da nulla? E questo regalo per voi non il
segno pi decisivo della mia amicizia sincera? Vergognatevi di essere cos diffidente! Voi vi meravigliate
dell'intelligenza, della forza dell'ingegno di una bestiolina altrimenti disprezzata, e ci testimonia - non ve la prendete a
male - se non altro della ristrettezza della vostra cultura scientifica. Per quanto riguarda l'anima pensante degli animali e
la sua libera autodeterminazione, vorrei che aveste letto il greco Filone e almeno le dissertazioni di Girolamo Rorario:
Quod animalia bruta ratione utantur melius homine, oppure la sua Oratio pro muribus. In tal caso, voi sareste a
conoscenza di ci che hanno pensato Lipsius o il grande Leibniz riguardo alle capacit intellettuali delle bestie, o vi
sarebbe noto ci che della loro anima ha detto l'erudito e acutissimo rabbino Maimonide. Sarebbe allora per voi difficile
considerarmi un demonio per via della mia intelligenza, o cercare di misurare la quantit di intelligenza razionale in
base all'estensione del corpo. Io penso che in fin dei conti voi siate favorevole alla teoria davvero arguta del medico
spagnolo Gomez Pereira, il quale negli animali non vede altro che macchine artificiali prive della forza del pensiero,
della libert del giudizio, che si muovono in modo automatico e del tutto arbitrario. Invece no, caro signor Peregrinus
Tyss, non voglio pensare che siate tanto sciocco, perch sono invece convinto che tramite la mia modesta persona gi da
tempo vi siate fatto un'altra idea... Inoltre non so di preciso cosa voi intendiate per "meraviglia", pregevolissimo signor
Peregrinus, o ancora in quale modo riusciate a dividere in meravigliose e non meravigliose le apparizioni del nostro
essere, le quali non sono altro che la ripetizione di noi stessi, in quanto noi dipendiamo da loro cos come loro da noi. Se
vi meravigliate di qualcosa proprio perch ci non vi ancora mai accaduto, oppure perch non riuscite a scorgere il
rapporto esistente tra causa ed effetto, ci dimostra soltanto l'ottusit - innata o causata da malattia - del vostro modo di
guardare, che nuoce alle vostre capacit di comprensione. Eppure - non abbiatevene a male, signor Tyss - la cosa pi
buffa di tutta la faccenda che voi stesso volete dividervi in due parti, delle quali una riconosce la cosiddetta
"meraviglia" e ci crede di buon grado, mentre l'altra invece si meraviglia altamente di tale riconoscimento e di tale
credenza. Vi siete mai reso conto di credere alle immagini dei sogni?.

Vi prego, Peregrinus interruppe il minuscolo oratore, vi prego, brav'uomo! Come fate a parlare dei sogni,
che nascono solo per via di qualche disordine nel nostro organismo corporeo o spirituale?.
A queste parole del signor Peregrinus Tyss, Mastro Pulce scoppi in una gran risata di scherno.
Povero, povero signor Peregrinus, disse poi a Peregrinus, che era rimasto piuttosto turbato, tanto poco
illuminata la vostra intelligenza da non vedere fino in fondo la stupidit di questa affermazione? Sin dal momento in
cui il caos conflu in materia plasmabile - ed un bel pezzo, ormai - lo spirito del mondo forma tutte le figure proprio
con tale materiale esistente, e da esso nasce anche il sogno con tutte le sue immagini. E tali immagini sono tracce di ci
che stato e di ci che forse sar, e che lo spirito si affretta a proiettare a suo piacimento non appena quel tiranno che si
chiama corpo lo libera della sua schiavit. Ma questo non n il luogo n il momento di contraddirvi, n di tentare di
convincervi d'altro; e forse ci non sarebbe di alcuna utilit. Per vorrei ancora rivelarvi soltanto un'unica cosa.
Parlate, esclam Peregrinus, parlate o tacete, caro Mastro Pulce, insomma fate ci che vi pare pi
opportuno; in realt vedo bene che, sebbene cos piccolo, siete dotato di intelligenza infinita e di profonda capacit di
comprensione. Mi costringete ad accordarvi la mia fiducia incondizionata anche se non comprendo bene tutte le vostre
espressioni fiorite.
Sappiate, riprese a dire Mastro Pulce, sappiate dunque che voi siete capitato dentro la storia della
principessa Gamaheh in un modo davvero strano. Swammerdamm e Leuwenhoek, il cardo Zeherit e il principe
Sanguisuga, oltre al genio Thetel, tutti smaniano e lottano per il possesso della principessa Gamaheh; io stesso devo
ammettere che il mio antico amore purtroppo si ridestato, e sono stato tanto pazzo da dividere la mia sovranit con la
bella infedele. Ma voi, proprio voi, signor Peregrinus, siete il personaggio principale, senza il cui benep!acito la bella
Gamaheh non pu appartenere ad alcuno. Ma se volete davvero conoscere il senso pi profondo di questa faccenda, di
cui io stesso non sono a conoscenza, dovete parlarne con Leuvrenhoek, il quale se ne ormai fatto un quadro chiaro e
che certo si lascer scappare qualche parola, se vi prenderete la pena e se sarete in grado di metterlo alle strette come si
deve.
Mastro Pulce stava per andare avanti nel suo discorso, quando un uomo invasato salt fuori dai cespugli e si
avvent su Peregrinus.
Ah!, grid George Pepusch - l'uomo era infatti lui - con gesti sconsiderati. Ah, amico traditore e infedele!...
Finalmente t'ho incontrato!... E t'ho incontrato nell'ora fatale! E ora, trafiggi questo petto, o per;sci per mano mia!.
Cos dicendo, Pepusch estrasse dalla tasca un paio di pistole, ne consegn una a Peregrinus, poi con l'altra in
mano si mise in posizione e grid: Spara, vile codardo!.
Anche Peregrinus si mise in posizione, assicurando per che nulla al mondo lo avrebbe indotto all'irreparabile
pazzia di mettersi a duellare con il suo unico amico, per di pi senza aver la pi pallida idea della ragione di ci. E
comunque, in nessun caso avrebbe lui per primo mosso un'aggressione rnortale all'amico.
Pepusch scoppi per a quel punto in una fragorosa e sinistra risata; in quello stesso istante, dalla pistola che
aveva egli stesso caricato, part una pallottola che and a trafiggere il cappello di Peregrinus. In un silenzio
profondissimo, costui fiss l'amico con gli occh;isbarrati, senza sollevare il cappello che era caduto a terra. Pepusch si
avvicin a Peregrinus fino alla distanza di pochi passi, e poi mormor cupamente: Spara!.
Ma Peregrinus si affrett a scaricare la pistola in aria.
Allora Pepusch, tra alte urla di dolore, si gett come un pazzo sul petto dell'amico, e con un tono che straziava
il cuore si mise a gridare: Ella muore... ella muore d'amore per te, sciagurato!... Fa' in fretta... salvala... tu che lo
puoi!... Salvala per te, e quanto a me, lasciami soccombere nella mia atroce disperazione!.
E Pepusch fugg via da l cos in fretta che Peregrinus lo perse immediatamente di vista.
Peregrinus si affrett dunque a ritornare in citt, sentendosi un peso sul cuore all'idea che il folle
comportamento dell'amico avesse potuto esser causato da qualcosa di terribile accaduto alla cara creatura.
Infatti, non appena entr in casa sua, subito gli si fece incontro la vecchia Aline, disperandosi a gran voce
perch la povera e bella principessa si era improvvisamente ammalata in maniera gravissima, e stava per morire; il
vecchio signor Swammerdamm era appena uscito per andare a chiamare il medico pi famoso di tutta Francoforte.
Con la morte nel cuore, Peregrinus scivol nella stanza del signor Swammer, che la vecchia gli aveva aperto.
La fanciulla, cerea e rigida come un cadavere, giaceva sul sof, e Peregrinus riusc a percepire il suo respiro lieve solo
dopo che si fu inginocchiato e curvato su di lei. Ma non appena Peregrinus ebbe afferrato la manina ghiacciata della
poveretta, un sorriso doloroso apparve sulle sua labbra, ed ella mormor: Sei dunque tu, mio dolce amico?... Sei
venuto a vedere un'ultima volta colei che ti ama cos indicibilmente?... Ah, e che ora muore, perch senza di te non pu
respirare!.
Peregrinus, immerso nel pi tremendo dolore, si profuse in assicurazioni del suo pi tenero amore, ripetendo
che nulla al mondo gli era tanto caro da non poterlo sacrificare alla soave creatura. Le parole divennero baci, ma tra
quei baci, simili a soffi d'amore, ancora si percepivano parole.
Tu sai, avranno potuto dire queste parole, tu sai, mio Peregrinus, quanto io ti ami. Io posso esser tua e tu
mio, io posso guarire qui all'istante, e tu vedermi sbocciare di nuovo in una sp~endida e giovanile freschezza, come un
fiore che la rugiada mattutina risveglia, e che ora lieto solleva il capo reclinato... ma... ridammi il prigioniero, mio caro,
amato Peregrinus, oppure mi vedrai perire davanti ai tuoi stessi occhi in un'agonia di pene indicibili!... Peregrinus... non
posso pi... finita....
Con queste parole la fanciulla, che si era un poco sollevata, ricadde sui cuscini, il suo petto prese a sollevarsi e
ad abbassarsi come in una tormentosa agonia, le labbra si fecero pi blu, gli occhi si velarono... In preda a un folle

terrore, Peregrinus fece per afferrare la sciarpa, ma Mastro Pulce era gi saltato sul collo bianco della fanciulla,
esclamando col tono pi addolorato: Sono perduto!.
Peregrinus allung la mano per afferrare il Maestro; ma, d'un tratto, fu come se una forza invisibile lo
trattenesse mentre nella testa presero ad agitarglisi pensieri del tutto diversi da quelli da cui era stato sopraffatto fino a
poco prima.
"Ma come", pens, "tu sei un uomo debole, che si gettato in una folle passione e che, nell'esaltazione di una
bramosia spasmodica, prende per verit ci che pu solo essere illusione menzognera; e per questo vorresti tradire un
amico fedele, al quale hai promesso la tua protezione? Per questo vorresti incatenare ai ceppi di una schiavit eterna un
piccolo popolo libero e innocuo, e cos facendo, condannare irrimediabilmente alla rovina l'unico amico che tu abbia
mai trovato, le cui parole corrispondono davvero ai pensieri?... No... no... ravvediti, Peregrinus... meglio la morte, che
mancar di parola!".
Dammi... il prigioniero... io muoio!, cos balbett la fanciulla, con la voce che le si spegneva in gola.
No, esclam Peregrinus, al colmo della disperazione stringendo tra le braccia la fanciulla, no... mai e poi
mai, ma lasciami morire insieme a te!.
In quell'attimo stesso si ud un suono penetrante e armonico, come se venissero suonati piccoli campanelli
d'argento Drtje, con un'improvvisa freschezza di rose sulle labbra e le guance, salt su dal sof e si mise a ballare
tutt'intorno alla stanza, scoppiando a ridere d'un riso convulso. Sembrava l'avesse morsa la tarantola.
Peregrinus osserv interdetto quell'incredibile spettacolo, e altrettanto fece il medico; costui, infatti, era rimasto
come impietrito nel vano della porta, sbarrando l'accesso al signor Swammer, che voleva entrare.
SESTA AVVENTURA

Bizzarro comportamento nella bottega di un vinaio da parte di due saltimbanchi girovaghi, e un bel carico di legnate. Tragica vicenda di un sartorello di Sachsenhausen. - come George Pepusch fa sbalordire onorevoli persone. L'oroscopo. - Divertente battaglia tra ben noti personaggi in camera di Leuwenhoek.
Tutti i passanti si fermavano, allungavano il collo, e dalle finestre sbirciavano dentro la bottega del vinaio. Via
via sempre pi fitta si ammassava la folla tra spintoni e gomitate generali, e sempre pi pazzi si facevano la confusione,
le risa, il baccano e la baldoria. Tutto questo chiasso era causato da due stranieri che si erano presentati dal vinaio e che
- a parte il fatto che il loro aspetto, il loro abbigliamento e le loro stesse persone avevano in s qualcosa di totalmente
insolito, che era al tempo stesso ripugnante e ridicolo - per di pi esercitavano delle arti cos strane che mai se n'era
visto l'uguale. L'uno, un uomo anziano dall'aspetto sudicio e disgustoso, era vestito con una lunga palandrana molto
stretta di stoffa lisa d'un nero sbiadito. Egli era in grado di farsi ora lungo e sottile, ora di rattrappirsi in un tipetto corto
e tozzo, e lo strano era che per trasformarsi cos faceva le anella come un viscido verme. L'altro invece - simile a un
petit matre della seconda met del secolo scorso per l'alta e arricciata acconciatura, la variopinta redingote di seta con
sottovesti pure di seta, e la grossa fibbia d'argento - di tanto in tanto volava sulla testa del compagno su su, fino al
soffitto, e poi se ne riscendeva gi piano piano, canticchiando con voce rauca canzoni stonate in una lingua totalmente
ignota.
Secondo le dichiarazioni dell'oste, entrambi erano entrati nella bottega l'uno poco dopo l'altro, nelle vesti di
persone del tutto ragionevoli e ben educate, e avevano ordinato del vino. Poi avevano preso a guardarsi in faccia sempre
pi in cagnesco e a discutere, e sebbene la loro lingua fosse incomprensibile a tutti gli avventori, il loro tono e i loro
gesti mostravano tuttavia che erano entrati in una disputa che si stava facendo sempre pi violenta.
All'improvviso poi avevano assunto le loro sembianze attuali, e avevano dato inizio a quell'atteggiamento
sconsiderato, attirando l una quantit sempre pi grande di spettatori.
Quell'uomo, grid uno di essi, quell'uomo che vola cos bene in su e in gi, non forse l'orologiaio Degen
di Vienna, che ha inventato la macchina per volare, con cui di tanto in tanto dal cielo atterra sul naso della gente?. Ma
no, replic un altro spettatore, non l'uccello Degen. Piuttosto direi che il sartorello di Sachsenhausen, se non
sapessi bene che quel poverino morto carbonizzato....
Io non so se il benevolo lettore gi conosce la strana storia del sartorello di Sachsenhausen: comunque, eccola
qui:
Storia del sartorello di Sachsenhausen.
Accadde una volta che un sartorello di Sachsenhausen, gracilino e pio, una domenica usc tutto ben ripulito
dalla chiesa insieme alla sua consorte adorata. L'aria era cruda, il sartorello la sera prima aveva preso solo un mezzo
uovo quasi sodo con un cetriolo in salamoia, e la mattina una ciotolina di caff. Perci si sentiva debole e fiacco - anche
perch in chiesa aveva cantato con gran foga - e dunque aveva una gran voglia di un bel bicchierino per tirarsi su. Tutta
la settlmana aveva rigato dritto, ed era stato anche gentile con la moglie adorata, cui aveva cucito una sottogonna nuova
con gli avanzi di stoffa caduti sotto il bancone del taglio. La moglie adorata consent dunque di buon grado che il
sartorello entrasse dallo speziale a bere un bicchierino per scaldarsi. Egli entr difatti nella spezieria e lo ordin. Ma

l'inesperto garzone, che era rimasto da solo in bottega poich lo speziale, il sostituto, in breve tutto il personale pi
esperto, erano usciti, si sbagli e prese dallo stipo una bottiglia sigillata, la quale per non conteneva nessun elisir per lo
stomaco, bens aria infiammabile, usata per riempire i palloni aerostatici. Con essa il garzone riemp un bicchierino fino
all'orlo; il sartorello se lo port difilato alla bocca, tracannando avidamente l'aria come fosse un buon cordiale. Ma
subito gli venne una ben strana sensazione come se avesse le ali alle ascelle o se qualcuno giocasse con lui a palla
prigioniera. Difatti saliva su su e sempre pi in alto nella spezieria, per poi riscendere dabbasso. Ehi, Dio mio, Dio
mio, esclamava, come ho fatto a diventare un ballerino cos agile!. Ma il garzone lo fissava a bocca spalancata per la
meraviglia. Avvenne allora che qualcuno apr di botto la porta, cosicch la finestra di fronte si spalanc.
Immediatamente una forte corrente d'aria attravers la spezieria e travolse il sartorello che, rapido come il vento, dalla
finestra spalancata se ne vol fuori nel cielo aperto, e nessuno l'ha mai pi rivisto. Soltanto dopo lungo tempo accadde
che gli abitanti di Sachsenhausen, di sera, scorsero in alto nel cielo qualcosa di simile a una palla di fuoco, che
illuminava l'intera regione con la sua luce abbagliante, e che poi cadde a terra spegnendosi. Poich tutti volevano sapere
che cosa fosse caduto a terra, corsero sul posto, ma non trovarono altro che un piccolo mucchietto di cenere; accanto
c'era l'asticciola di una fibbia da scarpe, un pezzettino di raso color giallo uovo con fiori variopinti e un coso scuro, che
pareva quasi un pomo da bastone di corno nero. Tutti allora a lambiccarsi il cervello su come cose del genere fossero
potute cadere da una palla di fuoco in cielo. Sopraggiunse per allora la moglie adorata del sartorello volato via, la
quale, a vedere quegli oggetti, prese a torcersi le mani da spezzare il cuore a vederla, gridando: Ahim, questo
l'ardiglione della fibbia del mio amato; ahim, questo il gil della festa del mio amato; ahim, questo il pomo del
bastone del mio amato!. Ma poi un gran dotto spieg che il pomo da bastone non era affatto un pomo da bastone, bens
un meteorite, vale a dire un corpo celeste malriuscito. E cos a Sachsenhausen e nel mondo intero si seppe che il povero
sartorello, cui il garzone dello speziale aveva dato da bere aria infiammabile invece di elisir, era morto carbonizzato su
nel cielo, e poi era ricaduto sulla terra sotto forma di meteorite vale a dire sotto forma di corpo celeste malriuscito.
Fine della storia del sartorello di Sachsenhausen.
Il cameriere alla fine si spazient, visto che quello strano tipo straniero non la finiva pi di farsi grande e
piccino, senza curarsi affatto di lui; cos, gli piazz direttamente sotto il naso la bottiglia di Borgogna che aveva
ordinato. Immediatamente il forestiero ci si attacc e non la lasci andare finch l'ultima goccia non fu tracannata. Poi
cadde come inanimato nella poltrona, senza potersi pi muovere, se non con fatica.
Gli avventori avevano osservato con meraviglia come egli, mentre beveva, si fosse gonfiato sempre pi,
apparendo alla fine grassissimo e privo di forma. Anche il volo dell'altro parve a quel punto arrestarsi; ansimante e
senza fiato stava per piombare gi, ma quando vide che il suo avversario giaceva a terra mezzo morto, gli salt
rapidamente sopra e, col pugno chiuso, cominci a dargliele di santa ragione.
L'oste allora lo tir via, ammonendolo che, se non fosse stato calmo, lo avrebbe buttato fuori dalla sua bottega.
Se intendevano dar spettacolo dei loro giochi di prestigio facessero pure, purch da persone normali, senza litigare e
picchiarsi in quel modo...
Il fatto che l'oste l'avesse preso per un saltimbanco sembr infastidire alquanto quello che era dotato per il
volo, il quale asser d'esser tutt'altro che un misero giocoliere girovago, dedito ad arti di poco conto. Ben al contrario,
egli aveva ricoperto il posto di direttore del corpo di ballo presso il teatro di un famoso re, e ora esercitava liberamente
come bello spirito: come il suo mestiere richiedeva, il suo nome era Legnie. Se nella sua giustificata collera contro lo
spiacevole compare, era saltato un po' pi in alto di quanto fosse decoroso, questo era affar suo e non riguardava nessun
altro.
L'oste asser che tutto ci non giustificava comunque una rissa; e il bello spirito replic allora che
evidentemente l'oste non conosceva quell'uomo malvagio e subdolo, altrimenti si sarebbe rallegrato di cuore che le
avesse prese ben bene. Quell'uomo era stato un tempo un doganiere francese, e ora tirava avanti facendo salassi,
applicando mignatte e facendo il barbiere sotto il nome di monsieur Sanguisuga. Inetto, balordo, ingordo, stava sullo
stomaco a tutti. E come se non bastasse il fatto che quel fannullone, ovunque si incontrasse con lui, gli scolava via il suo
vino da sotto il naso - come infatti era accaduto anche l -, ora niente di meno s'era messo in testa di soffiargli la bella
fidanzata, che lui pensava di portarsi a casa da Francoforte.
Il doganiere aveva sentito tutto ci che aveva detto il bello spirito; gli gett allora uno sguardo con i suoi
piccoli occhi che gettavano un fuoco velenoso, e disse poi all'oste: Signor oste, non date retta a nulla di quanto
andato blaterando quel pendaglio da forca, quel dannoso vanesio. E per davvero un bel direttore di corpo di ballo, che
con le sue piote d'elefante schiaccia le gambe alle fragili ballerine, e con le sue piroette tra le quinte fa schizzar via al
direttore di scena un molare dalla mascella e il binocolo dall'occhio!... Per non parlare dei suoi versi, che hanno gli
stessi piedi gonfi che ha lui e sbandano di qua e di l come ubriachi, riducendo i pensieri in poltiglia. E questo svagato
vanesio, dal momento che a volte svolazza a fatica nell'aria come un papero scontento, pensa davvero che la pi bella
debba esser sua.
Il bello spirito grid: Tu, maligno verme del diavolo assaggia un po' il becco di questo papero!, e stava di
nuovo per gettarsi sul doganiere fuori di s per l'ira; ma l'oste lo afferr da dietro con braccia poderose e lo scaravent
fuori dalla finestra, tra l'indicibile divertimento della folla che si era accalcata l attorno.
Non appena il bello spirito fu sbattuto fuori, monsieur Sanguisuga riacquist all'istante le distinte sembianze
con le quali era entrato. La gente l fuori lo prese per un'altra persona, completamente diversa da colui che era riuscito

tanto bene ad avvitarsi e a svitarsi su se stesso, e si disperse. Il doganiere ringrazi l'oste con le espressioni pi gentili
per l'aiuto ricevuto contro il bello spirito; e per manifestare concretamente questa sua gratitudine, si offr di radere l'oste
assolutamente gratis, nonch in modo cos delicato e gradevole, come mai costui aveva provato in vita sua. L'oste si
tocc la barba, e poich proprio in quel momento gli parve che i peli gli fossero spuntati fuori pi lunghi e ruvidi,
consent di buon grado alla proposta di monsieur Sanguisuga. Il doganiere allora si accinse al servizio con mano esperta
e leggera, ma all'improvviso col rasoio gli fece nel naso un taglio cos profondo che subito ne uscirono gocce di sangue
vermiglio. L'oste, prendendola per una cattiveria bella e buona, salt su furioso, afferr il doganiere e lo fece volare
fuori dalla porta con altrettanta rapidit e precipitazione di come aveva scaraventato il bello spirito fuori dalla finestra.
Ma subito dopo nell'androne della casa si lev uno strepito indecente; l'oste ebbe appena il tempo di fasciarsi a dovere il
naso ferito con la bambagia che dovette correr fuori a vedere quale satanasso avesse mai scatenato quel nuovo
pandemonio.
E con non poca meraviglia scorse allora un giovane uomo che, afferrato per il bavero con un pugno il bello
spirito e con l'altro il doganiere e roteando selvaggiamente i suoi occhi infuocati, gridava: Ah, razza dannata, non mi
metterai i bastoni tra le ruote, non mi ruberai la mia Gamaheh!. E intanto il bello spirito e il doganiere gridavano: Un
uomo impazzito... salvateci... salvateci, signor oste!... Ci vuole uccidere... Ci ha preso per qualcun altro!. Ehi,
esclam l'oste, ehi, buon signor Pepusch, che le prende? stato forse offeso da questi stravaganti? O magari si sbaglia
di persona?
Questo il direttore di corpo di ballo Legnie, e quest'altro il doganiere, monsieur Sanguisuga. Il direttore
di corpo di ballo Legnie?... Il doganiere Sanguisuga?, ripet Pepusch con voce roca. Sembrava quasi che stesse
svegliandosi da un sogno e che dovesse ancora tornare in s. Nel frattempo erano usciti fuori dalla bottega anche due
rispettabili borghesi, che per l'appunto conoscevano George Pepusch, e che lo ammonirono di restar calmo e di lasciar
andare quei due stralunati forestieri .
Ma Pepusch ripet ancora una volta: Il direttore di corpo di ballo Legnie?... Il doganiere Sanguisuga?,
lasciando poi cader gi le braccia, ormai privo di forze. Appena liberati, i due se la diedero a gambe con la velocit del
vento, e qualcuno per strada not che il bello spirito se ne vol sul tetto della casa di fronte, mentre il barbiere spar in
una pozzanghera che si era formata tra le pietre, proprio dinanzi alla porta.
I due borghesi insistettero affinch Pepusch completamente stravolto, entrasse dal vinaio e bevesse con loro
una buona bottiglia di Nierenstein. Pepusch acconsent e sembr anzi tracannare quel nobile vino con vero piacere,
nonostante se ne stesse l seduto muto e immobile, e non replicasse affatto a tutti i loro discorsi. Ma alla fine i suoi
lineamenti si distesero, ed egli disse con grande affabilit: Avete fatto veramente bene, cari amici, buoni compagni, a
impedirmi di uccidere sul posto quei due miserabili che si trovavano in mia bala. Ma voi non sapete quali pericolose
canaglie si siano nascoste sotto quelle stravaganti mascherate....
Pepusch si interruppe, e si pu ben immaginare con quale enorme curiosit i due borghesi si accinsero ad
ascoltare ci che Pepusch stava per rivelare. Anche l'oste si era avvicinato, e cos tutti e tre, i due borghesi e l'oste,
appoggiarono le braccia incrociate sul tavolo, avvicinarono le teste e trattennero il fiato, affinch neanche una sillaba
delle parole di Pepusch andasse perduta.
Vedete, continu il signor George Pepusch, con tono lento e solenne, vedete, brava gente, colui che
chiamate direttore di corpo di ballo Legnie altri non che il malvagio e inetto genio Thetel, ma quell'altro, quello che
credete sia il doganiere Sanguisuga, il rivoltante succhiatore di sangue, l'odioso principe Sanguisuga. Tutti e due sono
innamorati della principessa Gamaheh la quale, come vi noto, la bella e splendida figlia del potente re Sekakis, e
hanno lo scopo di farle lasciare il cardo Zeherit. Ora, questa la pi sciocca pazzia, che pu albergare solo nel cervello
di uno stupido, perch, a parte il cardo Zeherit, esiste al mondo solo un altro essere, cui la bella Gamaheh pu
appartenere, e questo essere entrera in lotta col cardo Zeherit, forse del tutto inutilmente. Poich tra poco, a mezzanotte,
il cardo fiorir in tutta la sua magnificenza e la sua forza, e nella morte per amore spunta l'aurora della vita superiore...
Ma il cardo Zeherit sono io stesso, e proprio perci voi, brava gente, non potete accusarmi se mi sono infuriato contro
quei traditori, e se mi prendo davvero molto a cuore tutta questa faccenda.
Gli altri fecero tanto d'occhi, fissando Pepusch a bocca spalancata. Come si usa dire, erano caduti dalle nuvole,
e la testa gli rintronava ancora per la brusca caduta.
Pepusch tracann un grosso calice di vino e poi disse, rivolgendosi all'oste: Gi, gi, signor oste, ben presto lo
vedrete io rifiorir come Cactus grandiflorus, e in tutto il circondario si spander un buonissimo profumo
soprannaturale di vaniglia; potete davvero credermi.
L'oste non riusc a farsi uscire altro che uno sciocco: Ehi, che diavolo!. Ma gli altri due uomini si
scambiarono sguardi preoccupati, e uno di loro, afferrando la mano di George, gli disse con un ambiguo sorriso: Lei
sembra un po' in agitazione, caro signor Pepusch, e forse un pochino d'acqua....
Neppure una goccia, Pepusch tronc sul nascere il ben intenzionato consiglio, neppure una goccia; si mai
visto versar acqua nell'olio bollente, senza attizzare la furia delle fiamme?... Voi dite che io sarei agitato? In effetti, pu
esser vero, ma vorrei proprio vedere chi diavolo potrebbe restar calmo se, com' appena successo a me, uno si fosse
preso a colpi di pistola col suo amico del cuore, finendo per spararsi una palla in testa!... Ecco!... Nelle vostre mani
consegno le armi omicide, ora che tutto finito!.
Pepusch tir fuori dalle tasche un paio di pistole, l'oste balz all'indietro, i due borghesi allungarono la mano
per afferrarle, ma non appena le ebbero in mano scoppiarono in un'enorme risata... Le pistole infatti erano di legno,
giocattoli per bambini comprati sulle bancarelle di Natale.

Ma Pepusch sembrava non accorgersi affatto di ci che accadeva attorno a lui; se ne stava seduto, sprofondato
nei suoi pensieri, e continuava a ripetere: Se solo potessi trovarlo, se solo potessi trovarlo!....
L'oste si fece animo, e chiese timidamente: Ma chi , carissimo signor Pepusch, che non riuscite a trovare?.
Se conoscete, disse Pepusch solennemente, fissando l'oste dritto negli occhi, se conoscete qualcuno che si
possa paragonare al re Sekakis per la forza e lo straordinario potere, ditemi il suo nome, e io bacer la terra dove
camminate!... E comunque volevo poi chiedervi se sapete di qualcuno che conosca il signor Peregrinus Tyss, e che mi
possa dire dove potrei trovarlo ora.
In questo, replic l'oste sorridendo tutto affabile, in questo posso ben servirla, stimatissimo signor Pepusch,
e darle qualche notizia, poich il buon signor Tyss si trovava proprio qui un'ora fa, a bersi una caraffetta di Wurzburger.
Era molto pensieroso, e mentre io raccontavo le ultime notizie della Borsa lui ha esclamato all'improvviso: "Ah, dolce
Gamaheh!... Ho rinunciato a te!... Sii felice tra le braccia del mio caro George!". Poi si sentita una vocina curiosa:
"Ora andiamo da Leuwenhoek a guardare l'oroscopo!". Subito il signor Tyss ha vuotato il bicchiere in tutta fretta, ed
uscito insieme alla voce senza corpo; probabilmente sono andati tutti e due, il signor Tyss e la voce, da Leuwenhoek,
che si trova ora in un gran lamento perch gli sono crepate tutte insieme le pulci ammaestrate.
A queste parole George salt su come invasato, afferr l'oste per la gola gridando: Sciagurato mezzano di
Sanguisuga, che dici?... Rinunciato?... rinunciato a lei... Gamaheh... Peregrinus... Sekakis?.
Il racconto dell'oste corrispondeva perfettamente alla verit: egli aveva udito Mastro Pulce con la sua vocetta
argentina incitare il signor Peregrinus Tyss ad andare dal microscopista Leuwenhoek; e il benevolo lettore gi sa a quale
scopo. E Peregrinus si era effettivamente recato l.
Leuwenhoek accolse Peregrinus con una gentilezza sdolcinata quanto rivoltante, e con quel fare servile e
complimentoso che esprime il riconoscimento innaturale e sgradevole della altrui superiorit. Ma poich Peregrinus
aveva il microscopio nella pupilla, al signor Anton van Leuwenhoek tutta la sua gentilezza, tutta la sua ossequiosit, non
servirono a un bel nulla, perch Peregrinus riconobbe immediatamente il malanimo, anzi l'odio, che riempiva l'anima
del microscopista.
Infatti, mentre costui lo assicurava di quanto la sua visita lo rallegrasse e lo onorasse, i suoi pensieri erano:
"Quanto vorrei che il diavolo dalle penne nere ti facesse sprofondare di diecimila tese nell'abisso, eppure con te devo
comportarmi in modo gentile e ossequioso dal momento che una maledetta costellazione mi ha posto sotto il tuo potere,
e tutto il mio essere in un certo senso dipendente da te... Ma forse riuscir a dartela a bere, visto che nonostante la tua
origine distinta sei sempre un gran tonto... Tu credi che la bella Drtje Elverdink ti ami, e magari la vorresti anche
sposare... A tale scopo, rivolgiti pure a me, cos, ad onta del potere che innato in te senza che tu neppure lo sappia,
cadrai in mia bala, e io far di tutto per condurti alla rovina e per impadronirmi sia di Drtje sia di Mastro Pulce".
Com'era naturale, Peregrinus si regol in base a questi pensieri, ed evit quindi di accennare a Drtje Elverdink
foss'anche con una parola sola; asser piuttosto d'esser venuto per ammirare le raccolte di fenomeni di storia naturale del
signor van Leuwenhoek.
Mentre dunque Leuwenhoek apriva i grandi armadi Mastro Pulce disse piano piano all'orecchio di Peregrinus
che sul tavolo presso la finestra c'era il suo oroscopo. Peregrinus si avvicin cautamente e guard con occhio attento.
Vide allora ogni sorta di linee che si incrociavano misticamente, e altri strani segni; ma poich gli mancava qualsiasi
competenza in campo astrologico, ebbe un bel guardare, che tutto gli rimase comunque incomprensibile e confuso. Ci
che per gli parve pi strano fu il fatto di dover inequivocabilmente riconoscere come il suo S il punto rosso e
incandescente al centro della tavola. E quanto pi fissava quel punto, tanto pi esso prendeva la forma di un cuore, che
si faceva via via sempre pi incandescente; e tuttavia esso sfavillava come attraverso una tela dalla quale fosse avvolto.
Peregrinus ben si accorse che Leuwenhoek faceva di tutto per allontanarlo dall'oroscopo, e allora decise molto
ragionevolmente di chiedere direttamente e senza tanti complimenti al suo affabile nemico il significato di quella
misteriosa tavola, anche perch non correva alcun rischio che l'altro potesse mentirgli.
Leuwenhoek gli assicur, con un riso maligno, che nulla gli avrebbe fatto pi piacere che spiegare al suo
stimatissimo amico i segni della tavola, che lui stesso aveva tracciato sulla base delle sue modeste conoscenze.
Ma i pensieri erano: "Ah s, a questo che miri, astuto compare! Per davvero, Mastro Pulce ti ha consigliato a
dovere! Dovrei esser proprio io, spiegandoti la tavola misteriosa, ad aiutarti a capire il potere magico della tua egregia
persona?... Ti potrei raccontare qualche frottola, ma a che servirebbe, visto che quand'anche ti dicessi la verit, tu non ci
capiresti una virgola, e resteresti scemo quant'eri prima. Per puro amore di tranquillit, e per non cacciarmi in altri guai
con qualche nuova trovata, dei segni della tavola ti riveler solo tanto e quanto mi fa comodo".
Peregrinus seppe cos che, pur non venendo a sapere l'intera verit, almeno non avrebbe ascoltato menzogne.
Leuwenhoek trasport la tavola su di un sostegno simile a un cavalletto, che da un angolo aveva trascinato nel
mezzo della stanza. Entrambi, Peregrinus e Leuwenhoek, si piazzarono davanti alla tavola e l'osservarono in silenzio.
Voi forse non sospettate, disse alla fine Leuwenhoek con una certa solennit, voi forse non sospettate,
Peregrinus Tyss, che quei tratti, quei segni sulla tavola che ora scrutate con tanta attenzione, rappresentano il vostro
oroscopo, che io stesso ho tracciato grazie alle mie misteriose arti astrologiche e sotto il pi positivo influsso delle
stelle. "Ma come arrivate a una presunzione tale da pretendere di insinuarvi negli eventi della mia vita e di svelare il
mio destino?", potreste chiedermi voi, Peregrinus, avendone del resto perfettamente il diritto, qualora io non fossi in
grado di darvi immediatamente la prova delle mie profonde conoscenze in questo campo. Non so se conosciate il
celebre rabbino Isaac ben Harravad, o se ne abbiate almeno sentito parlare. Tra le sue tante profonde conoscenze, il
rabbino Harravad possedeva anche il raro dono di capire, dal volto delle persone, se la loro anima avesse o meno abitato

in precedenza un altro corpo, o se essa fosse invece da considerarsi nuova di zecca. Io ero ancora molto giovane quando
il vecchio rabbino mor per un'indigestione che si era preso per via di una succulenta pietanza all'aglio. Gli ebrei se ne
scapparono via da l cos in fretta con il cadavere, che il poveretto non ebbe il tempo di raccogliere e di portare con s
tutte le sue conoscenze e i suoi doni, che la malattia aveva sparpagliato di qua e di l. Essi vennero divisi tra i gaudenti
eredi, ma io mi andai ad acchiappare il meraviglioso dono della veggenza proprio nel momento in cui esso penzolava
gi dalla punta della spada, che l'angelo della morte aveva diretto contro il petto del rabbino. E cos dunque che ho
ereditato quel dono straordinario, e ora anch'io, guardando un uomo in faccia, sono in grado di dedurre, come faceva il
rabbino Isaac ben Harravad, se la sua anima ha gi abitato un altro corpo o no. E il vostro viso, Peregrinus Tyss, non
appena lo vidi, mi suscit i pi grandi dubbi e preoccupazioni. Certissima mi apparve la lunga esistenza precedente
della vostra anima, mentre completamente oscura mi rimase invece qualsiasi forma precedente alla vostra vita attuale.
Cos, per svelare il segreto, non mi rimase che far ricorso agli astri, e tracciare il vostro oroscopo.
E dunque, Peregrinus interruppe il domatore di pulci, ne avete tirato fuori qualcosa, signor Leuwenhoek?.
Eccome, replic Leuwenhoek, prendendo di nuovo il suo tono solenne, eccome! Mi sono reso conto che il
principio psichico, che ora abita il gradevole corpo del mio degno amico, il signor Peregrinus Tyss, esisteva gi da
lungo tempo, sebbene soltanto in forma di pensiero, vale a dire privo della coscienza della forma. Guardate qui, signor
Peregrinus, osservate attentamente quel punto rosso al centro della tavola. Esso non solo rappresenta voi stesso, ma
anche la forma di cui il vostro principio psichico, in passato, non riusciva a rendersi cosciente. A quell'epoca voi
giacevate sotto forma di risplendente rubino nelle profondit della terra; ma sopra di voi, distesa sulla verde superficie
del terreno, sonnecchiava la bella Gamaheh, e anche la sua forma fluttuava in un assoluto stato di incoscienza. Linee
strane, costellazioni ignote incrociano per la vostra vita a partire dal momento in cui il pensiero ha preso forma ed
diventato Peregrinus Tyss. Voi, senza saperlo, siete in possesso di un talismano. Questo talismano proprio il rosso
rubino; pu darsi che il re Sekakis lo portasse come gemma nella corona, o che in un certo senso il rubino fosse egli
stesso; sia come sia .. ora lo possedete voi, anche se deve avverarsi un certo evento perch la sua forza latente possa
risvegliarsi, e con questo risveglio della forza del vostro talismano si decider il destino di un'infelice, che finora ha
vissuto un tormentoso sembiante di vita, sempre sospesa tra il timore e la speranza... Ah! la dolce Gamaheh, nonostante
le pi profonde arti magiche, ha potuto infatti vivere solo un'apparenza di vita, poich il potente talismano ci era stato
sottratto! Voi solo l'avete uccisa, voi solo potrete di nuovo infonderle la vita, quando il rubino nel vostro petto si far
incandescente!.
Ma, Peregrinus interruppe nuovamente il domatore di pulci, ma quell'evento, attraverso il quale si
risveglier la forza del talismano, sapete spiegarmelo, signor Leuwenhoek?.
Il domatore di pulci rest a guardare Peregrinus con tanto d'occhi, come chi sia sorpreso all'improvviso da un
grande imbarazzo e non sappia pi che dire. Ma i pensieri erano: "Tuoni e fulmini, com' potuto accadere che io abbia
detto molto di pi di quel che volevo? Non avrei dovuto almeno tapparmi la bocca riguardo al talismano che questo
babbeo fortunato si porta in corpo, e che gli pu dare tanto potere su noi tutti, da comandarci a bacchetta?... E ora devo
dirgli qual l'evento da cui dipende il risveglio della forza del talismano!... Posso confessargli che io stesso l'ignoro, che
tutta la mia arte non basta per sciogliere il nodo in cui s'aggrovigliano tutte le linee, s, e che quando osservo i principali
segni siderali del mio oroscopo mi sento tutto sconsolato, e persino il mio venerando capo mi appare come una testa di
legno di mille colori, rifinita di vil cartapesta?... Lungi da me una tale ammissione, che svilirebbe me e darebbe in mano
a lui un'arma per combattermi. A questo babbeo, che si reputa invece tanto furbo, voglio proprio dare a intendere
qualcosa che gli far venire i brividi e che gli toglier la voglia di mettermi alle strette".
Carissimo, disse allora il domatore di pulci, facendo una faccia scura scura, carissimo signor Peregrinus,
non costringetemi a parlare di questo evento. Come gi sapete, l'oroscopo ci ha illuminato in modo chiaro ed esauriente
circa il sopraggiungere di determinate circostanze, ma, come vuole la saggezza della potenza eterna, esso lascia per
oscuro l'esito di minacciosi pericoli, circa i quali sono possibili e concepibili soltanto interpretazioni dubitative. Troppo
bene vi voglio, carissimo signor Tyss, per quel brav'uomo di gran cuore che siete, per spaventarvi e mettervi in agustie
anzitempo, altrimenti, vi direi almeno che quell'evento, che dovrebbe conferirvi la coscienza del vostro potere, allo
stesso tempo per potrebbe distruggere, tra le pi tremende pene dell'inferno, la forma attuale del vostro essere... Ma
no!... Anche questo voglio tacervi, e ora non una parola di pi sull'oroscopo... Ma non temete, signor Tyss, sebbene la
faccenda si metta molto male e, in base a tutta la mia scienza, sia ben difficile immaginare un buon esito dell'avventura,
forse potete ancora scampare a questo grave pericolo grazie a una congiuntura astrale imprevista, che per ora si trova
ancora al di fuori del raggio d'osservazione.
Peregrinus rimase strabiliato della malvagia falsit di Leuwenhoek, ma contemporaneamente tutta la faccenda
e la situazione, nella quale Leuwenhoek stesso, senza saperlo n immaginarlo neppure, gli si parava davanti, gli sembr
anche cos incredibilmente comica, che non si pot trattenere dallo scoppiare in una risata fragorosa.
Di che ridete, chiese il domatore di pulci, un po' stupito, di che ridete tanto, stimatissimo signor Tyss?.
Voi fate bene, replic Peregrinus, sempre ridendo, fate bene a tacermi per puro riguardo quell'evento
minaccioso. Poich a parte il fatto che mi siete davvero troppo amico per spaventarmi tanto, avete anche un'altra buona
ragione per questo, la quale consiste essenzialmente nel fatto che voi stesso non ne avete la bench minima idea. Vani
sono stati tutti i vostri sforzi di sciogliere quel nodo intricato e, pur con tutta la vostra astrologia, non siete venuto a
capo di un granch; infatti, se Mastro Pulce non vi fosse caduto sul naso privo di sensi, anche con tutte le vostre arti
sareste finito sul serio a mal partito.

Il volto di Leuwenhoek s'infiamm di rabbia, egli strinse i pugni, digrign i denti, e intanto tremava e
balbettava talmente, che sarebbe cascato dalla sedia se Peregrinus non lo avesse retto con forza per un braccio, proprio
come aveva fatto George Pepusch quand'aveva afferrato il povero oste per il bavero. Ma a quest'ultimo era riuscito di
mettersi in salvo con un abile scarto di traverso. Nello stesso istante, Pepusch era scappato via per la porta, ed era
entrato nella stanza di Leuwenhoek proprio nel momento in cui Peregrinus teneva costui fermo sulla sedia, mentre
l'altro rabbiosamente mormorava a denti stretti: Vigliacco d'uno Swammerdamm, se sei stato tu....
Non appena Peregrinus scorse il suo amico Pepusch, lasci andare il domatore di pulci e si fece incontro
all'amico, chiedendogli tutto timoroso se gli fosse passato quel brutto malumore che si era impossessato di lui con tale
funesta violenza.
Pepusch parve commosso sin quasi alle lacrime, e assicur che in tutta la sua vita intera non aveva commesso
tante assurde pazzie quante in quel giorno solo; difatti, dopo che nel bosco si era ficcato una pallottola nel cervello, si
era poi ritrovato in un'osteria - lui stesso non sapeva in quale, se da Protzler, al Cigno, ai Salici o da qualche altra
parte - dove aveva raccontato ai bravi avventori cose che non stavano n in cielo n in terra, minacciando
proditoriamente di strozzare l'oste soltanto perch costui, dai suoi discorsi sconnessi, aveva creduto di poter dedurre che
a lui (Pepusch) fosse accaduta la cosa pi lieta possibile. Ma ora tutte le sue disgrazie avrebbero toccato il culmine,
poich era fin troppo sicuro che la gente avesse preso i suoi discorsi e tutto il suo comportamento per un violentissimo
attacco di follia furiosa, ed egli temeva davvero - invece di poter ormai godere dei frutti clell'evento pi felice possibile
- di venir rinchiuso in manicomio... Pepusch accenn poi a quanto l'oste si era fatto scappare a proposito delle
rivelazioni e del comportamento di Peregrinus, chiedendogli poi - col volto in fiamme e gli occhi bassi - se in un'epoca
come quella attuale, in cui l'eroismo pareva davvero sparito dalla terra, fosse ancora possibile, fosse ancora pensabile un
tale sacrificio, una tale rinuncia in favore di un amico infelice, cos infatti egli interpretava la cosa.
Alle considerazioni del suo amico, Peregrinus si sent rinascere; e con calore gli assicur che, da parte sua, non
aveva la bench minima intenzione di causare problemi al suo amico tanto provato, che rinunciava solennemente a ogni
pretesa alla mano e al cuore della bella Drtje Elverdink, rinunciando anche a quel paradiso che era parso arridergli con
una luce scintillante e seducente.
E dire, esclam Pepusch, gettandosi tra le braccia dell'amico, e dire che ero intenzionato a ucciderti, e che
mi sono sparato proprio perch non volevo crederti!... Oh pazzia, oh condotta dissennata d'un animo sconvolto!.
Ti prego, Peregrinus interruppe l'amico, ti prego, torna in te. Tu dici d'esserti sparato, eppure stai qui
davanti a me vivo e vegeto!... Come possono andar d'accordo queste due cose?.
Hai ragione, replic Pepusch, pare proprio che non mi sarebbe possibile star qui a parlare con te cos
ragionevolmente, come in realt sto facendo, se davvero mi fossi sparato una pallottola nel cervello. La gente afferm
anche che le mie pistole non fossero armi eccessivamente serie, vale a dire che non fossero di ferro, bens di legno,
come giocattoli per bambini, di modo che sia il duello sia il suicidio altro non sarebbero stati che una divertente ironia.
Ma non ci saremmo per caso noi due scambiati le parti, per cui io avrei cominciato con l'automistificazione e con le
sciocche bambinate proprio nel momento in cui tu abbandonavi il tuo mondo di favola, per entrare nella vita attiva e
vera... Ma sia come sia, quel che importa che io mi accerti della tua generosit e della mia fortuna, perch cos si
dissiperanno subito tutte le nebbie che offuscano il mio sguardo, o che forse mi traggono in fallo con visioni false e
illusorie... Vieni, caro Peregrinus, accompagnami dalla bella Drtje, cosicch io riceva dalla tua mano la mia dolce
sposa.
Pepusch prese l'amico per il braccio, con l'intenzione di affrettarsi via da l, ma la strada che intendevano
percorrere venne loro risparmiata. Infatti, la porta fu aperta, ed entr Drtje Elverdink, bella e seducente come un
angelo, seguita dal vecchio Swammerdamm. Leuwenhoek, che era rimasto l per tutto il tempo zitto e muto, gettando di
tanto in tanto sguardi fiammeggianti d'ira ora a Peregrinus ora a Pepusch, al vedere il vecchio Swammerdamm fu come
colpito da una scossa elettrica. Alz contro di lui i pugni serrati, gridandogli con voce stridula per la rabbia: Ah! vieni
a prenderti gioco di me, vecchio mostro traditore?... Ma non ti riuscir. Difenditi, la tua ultima ora suonata!.
Swammerdamm indietreggi di alcuni passi e, giacch Leuwenhoek lo attaccava con il cannocchiale, anch'egli
estrasse la stessa arma per difendersi. Cos, stava per ricominciare quello stesso duello che si era acceso nella casa del
signor Peregrinus Tyss.
George Pepusch si gett allora tra i due contendenti, e mentre col pugno sinistro scansava abilmente un mortale
sguardo di Leuwenhoek, sferrato attraverso il cannocchiale, che avrebbe atterrato il nemico, col destro spingeva via
l'arma di Swammerdarnm - con la quale egli si era appena predisposto a ricambiare lo sguardo omicida -, in modo che
Leuwenhoek non potesse esser ferito.
Pepusch dichiar poi chiaro e tondo che non avrehbe consentito liti di sorta, n pericolosi scontri, finch non
gli avessero chiarito fino in fondo la natura della loro contesa. Peregrinus trov la condotta del suo amico molto
ragionevole, e non esit affatto a interporsi anch'egli tra i due contendenti e a dirsi d'accordo con i proponimenti di
Pepusch.
Entrambi, Leuwenhoek e Swammerdamm, si videro allora costretti a cedere le armi. Anzi, Swammerdamm
asser anche di non essere affatto venuto con intenzioni bellicose, ma solo allo scopo di trovare un pacifico accordo con
Leuwenhoek riguardo a Drtje Elverdink, mettendo cos fine a una faida che aveva tenuto troppo a lungo separati e
nemici i due principi creati l'uno per l'altro, il cui comune operare soltanto avrebbe potuto prosciugare il pozzo
inesauribile della scienza. Cos dicendo, guard sorridendo il signor Peregrinus Tyss, aggiungendo poi che osava
sperare che Peregrinus - dal momento che Drtje si era rifugiata tra le sue braccia - avrebbe agito da intermediario.

Leuwenhoek afferm invece che era proprio il possesso di Drtje il pomo della discordia, e che frattanto egli
aveva anche scoperto una nuova malvagit del suo indegno collega. Non soltanto, infatti, costui negava di essere in
possesso di un certo microscopio - che in una ben precisa circostanza aveva ricevuto a titolo di risarcimento - al fine di
rinnovare le sue ingiustificate pretese al possesso di Drtje, ma, come se non bastasse, egli aveva anche ceduto questo
microscopio a qualcun altro, allo scopo di tormentare e angustiare ancor pi lui, Leuwenhoek. Swammerdamm invece,
da parte sua giurava e spergiurava di non aver mai ricevuto il microscopio, e aveva al contrario buoni e fondati motivi
di credere che esso fosse stato malignamente sottratto da Leuwenhoek stesso.
Questi matti, Mastro Pulce bisbigli piano piano nell'orecchio di Peregrinus, questi matti parlano del
microscopio che si trova nel vostro occhio. Voi sapete bene che io ero presente quando fu stipulato il trattato di pace tra
Swammerdamm e Leuwenhoek circa il possesso della principessa Gamaheh. Ma quando per Swammerdamm, che
aveva effettivamente ricevuto da Leuwenhoek il minuscolo microscopio fece per gettarselo nella pupilla dell'occhio
sinistro, io glielo portai via, poich infatti esso era legittima propriet non di Leuwenhoek, bens mia. E ora dite chiaro e
tondo, signor Peregrinus, che il piccolo strumento ce l'avete voi.
Peregrinus non si fece pregare, e annunci subito di possedere lui stesso il microscopio che Swammerdamm
avrebbe dovuto ricevere da Leuwenhoek, ma che non aveva ricevuto; di conseguenza, pertanto, quell'accordo non era
stato realizzato appieno, e nessuno di loro, n Leuwenhoek n Swammerdamm, aveva al momento alcun, diritto
indiscutibile di considerare Drtje Elverdink come propria figlioccia.
Dopo un mucchio di discorsi, i due contendenti concordarono infine che il signor Peregrinus Tyss dovesse
scegliere Drtje Elverdink, che lo amava tenerissimamente, come sua sposa, e quindi, trascorsi sette mesi, decidere lui
stesso quale tra i due microscopisti doveva esser considerato il padre adottivo, nonch suocero da preferirsi.
Per quanto bella e seducente potesse apparire Drtje Elverdink nell'elegantissimo abito, che pareva esser stato
cucito dagli amorini, e per quanto dolci e languidi fossero gli sguardi d'amore che ella lanciava a Peregrinus, tuttavia
costui ripens al suo protetto e al suo amico, tenne fede alla parola data e dichiar di nuovo di rinunciare alla mano di
Drtje.
I microscopisti non furono poco sorpresi quando Peregrinus indic George Pepusch come colui che possedeva
i maggiori e pi giusti diritti alla mano di Drtje, e affermarono che per il momento egli non aveva alcun potere di
determinare la volnt di lei.
Drtje Elverdink, con un torrente di lacrime che le scendeva dagli occhi, si avvicin barcollando a Peregrinus,
che dovette sostenerla tra le sue braccia poich lei, quasi priva di sensi, stava per cadere a terra. Ingrato, sospir, mi
spezzi il cuore scacciandomi via cos!... Ma sei tu che lo vuoi!... Prendi quest'ultimo bacio d'addio, e lasciami morire.
Peregrinus si chin verso di lei, ma quando la sua bocca tocc la bocca della fanciulla, ella lo morse con cos
tanta violenza da fargli uscire il sangue. Malvagio, esclam allora lei tutta allegra, cos che vai castigato!... Torna
alla ragione, sii generoso e prendimi, e che quell'altro pianga pure quanto gli pare!. Frattanto i due microscopisti
avevano ripreso a disputarsi violentemente, sa Iddio su cosa. Allora George Pepusch, al colmo della disperazione, si
gett ai piedi della bella Drtje, esclamando con una voce che risuonava abbastanza straziante da poter ben essere uscita
dalla gola fioca dell'innamorato pi sciagurato: Gamaheh! Cos dunque la fiamma del tuo cuore si spenta del tutto, e
tu non pensi pi a quella meravigliosa era primigenia a Famagosta, n a quei bei giorni a Berlino, no, non pi....
Sei un vero sciocco, George, la fanciulla ridendo interruppe quell'infelice, con la tua Gamaheh, con il tuo
cardo Zeherit, e con tutte quelle altre scemenze che ti sei sognato! Io ti ho voluto bene, amico mio, e ancora te ne
voglio, e ti prender, anche se quel bell'uomo grande e grosso mi piace di pi, se solo mi prometterai solennemente,
anzi se mi giurerai su quel che hai di pi caro, che dedicherai tutte le tue forze....
La fanciulla allora bisbigli all'orecchio di Pepusch qualcosa a bassa voce; tuttavia, Peregrinus credette di
sentire che parlava di Mastro Pulce.
Frattanto, la lite tra i due microscopisti si era fatta pi violenta, ed essi avevano nuovamente impugnato le
armi; Peregrinus stava proprio accingendosi a placare gli animi eccitati, quando la compagnia crebbe di nuovo.
Tra strida disgustose e urla rivoltanti, si spalanc la porta e irruppero dentro il bello spirito, monsieur Legnie,
e il barbiere Sanguisuga. Con gesti selvaggi e spaventosi essi si gettarono sulla fanciulla, e il barbiere gi l'aveva
afferrata per le spalle, quando Peregrinus spinse via l'odioso nemico con una forza irresistibile, deformando al tempo
stesso quel suo corpo elastico a forza di colpi e spinte, tanto che alla fine costui divenne lungo lungo e appuntito e salt
in aria, gridando forte per il dolore.
Mentre al barbiere capitava questo, i due microscopisti, all'apparire dei nemici, si erano immediatamente
riconciliati e si erano messi a combattere assieme e con gran successo contro il bello spirito. E a costui non fu di alcun
aiuto il fatto di sollevarsi fino al soffitto della stanza, visto che dabbasso veniva bastonato ben bene; i due infatti,
Leuwenhoek e Swammerdamm, avevano afferrato corti e robusti randelli e, non appena il bello spirito cercava di
volarsene via, gli assestavano bei colpi precisi proprio in quella parte del corpo meglio in grado di sostenerli,
ributtandolo poi in aria. Era come un divertente gioco con la palla, nel quale il bello spirito aveva davvero assunto il
ruolo pi faticoso e al tempo stesso pi ingrato, vale a dire quello della palla.
La lotta con i due demoniaci forestieri sembr causare alla fanciulla un grande spavento; ella si aggrapp
dunque forte a Peregrinus, implorandolo di sottrarla a quel minaccioso trambusto. Peregrinus non pot proprio
rifiutarglielo, tanto pi che doveva esser convinto che sul campo di battaglia non ci fosse bisogno del suo aiuto; egli
condusse dunque la piccola nella sua abitazione, vale a dire nella stanza del proprio affittuario.

Non c' forse neanche bisogno di dire che, al trovarsi ancora sola con Peregrinus, ella dispieg di nuovo tutte le
arti della sua furbizia e della sua civetteria per riavvolgerlo ancora nella sua rete. Egli poteva ben aver chiaro in mente
che si trattava solo di falsit e che il solo scopo era quello di ricondurre in schiavit il suo protetto, tuttavia lo prese uno
sconvolgimento tale che non pens neanche pi al microscopio, che gli avrebbe fatto davvero da potente controveleno.
Mastro Pulce fu cos di nuovo in pericolo, ma venne per anche questa volta salvato dal signor
Swammerdamm, che stava entrando insieme a George Pepusch.
Mentre Swammerdamm apparve straordinariamente divertito, Pepusch aveva invece gli occhi iniettati di
sangue per la rabbia e la gelosia. Peregrinus abbandon la stanza.
Con il pi nero sconforto nel cuore ferito, cupo e rinchiuso in se stesso, egli attravers le strade di Francoforte,
raggiunse la porta della citt e usc fuori, arrivando infine al delizioso posticino dove era avvenuta la strana avventura
col suo amico Pepusch.
Egli ripens ancora al proprio straordinario destino, e allora l'immagine della fanciulla gli si present dinanzi
pi leggiadra, pi soave e pi seducente che mai; il sangue prese cos a scorrrergli con pi forza per le vene, i battiti si
fecero pi rapidi e il cuore fu sul punto di scoppiargli per l'ardente desiderio. Sent cos con molto pi dolore la vastit
del sacrificio compiuto, con il quale credeva ormai di essersi precluso ogni gioia nella vita.
Era ormai notte fonda quando fece ritorno in citt. Senza accorgersene, e forse per un inconscio timore di
rientrare a casa, era andato girovagando qua e l nei vicoli, e alla fine era capitato nella Kalbcher Gasse. Un uomo che
portava sulle spalle una sacca da viaggio gli chiese se per caso abitasse l il rilegatore di libri Lmmerhirt. Peregrinus
guard in su e si rese conto di trovarsi davvero dinanzi alla stretta e alta casa in cui costui abitava; scorse cos, lass in
quell'eterea altezza, le finestre illuminate di quell'uomo operoso, che lavorava anche di notte. Venne aperta la porta
all'uomo con la sacca da viaggio, il quale entr dentro la casa.
E molto ebbe a dolersi allora Peregrinus del fatto che, nello sconvolgimento degli ultimi tempi, si era
dimenticato del tutto di pagare a Lmmerhirt svariati lavori che costui gli aveva eseguito; decise cos di recarsi da lui
l'indomani mattina, per saldare al pi presto i propri debiti.
SETTIMA AVVENTURA

Ostili persecuzioni dei microscopisti associati, mentre non scema la loro stupidit. - Nuove prove per il signor
Peregrinus Tyss e nuovi pericoli per Mastro Pulce. - Rschen Lmmerhirt. - Il sogno decisivo e la conclusione della
storia.
Sebbene manchino del tutto notizie certe riguardo all'esito della lotta nella stanza di Leuwenhoek, non si pu
tuttavia immaginare altro che i due microscopisti, con l'aiuto del giovane signor George Pepusch, abbiano senz'altro
riportato una schiacciante vittoria sui due malvagi e minacciosi compari. In caso contrario, sarebbe stato infatti
impossibile che il vecchio Swammer, al suo ritorno, fosse cos allegro e divertito, come effettivamente era... E fu con la
stessa aria lieta e soddisfatta che la mattina dopo Swammer - o piuttosto il signor Johannes Swammerdamm - si rec
presso il signor Peregrinus, il quale se ne stava ancora a letto, tutto impegnato in un profondo colloquio con il suo
protetto, Mastro Pulce.
Scorgendo il signor Swammerdamm, Peregrinus non tralasci di certo di farsi gettare all'istante nella pupilla il
minuscolo microscopio.
Dopo lunghissime quanto noiose scuse circa l'ora troppo mattutina della sua visita, Swammerdamm prese
infine posto proprio accanto al letto di Peregrinus. E il vecchio non consent assolutamente che Peregrinus si levasse e si
gettasse sulle spalle una veste da camera. Poi prese a ringraziarlo con le espressioni pi bizzarre per le grandi cortesie
che gli aveva reso, e che consistevano nel fatto non soltanto d'averlo accolto presso di lui come affittuario, ma anche
d'aver consentito che il numero degli abitanti della casa aumentasse per via dell'arrivo di una giovane signorina, di tanto
in tanto un po' troppo vivace e rumorosa. Ma ci che rappresentava la cortesia pi grande era che Peregrinus, non senza
un proprio personale sacrificio, avesse determinato la sua (del vecchio) riconciliazione con il vecchio amico e
compagno d'arte Anton van Leuwenhoek. Come raccont Swammerdamm, i loro due cuori avevano ritrovato la comune
sintonia non appena essi si erano visti minacciati dal bello spirito e dal barbiere, e avevano dovuto salvare dai due
malvagi mostri la bella Drtje Elverdink. Subito dopo, era seguita la formale ma sincera riconciliazione dei due amici
ritrovati.
Leuwenhoek, dal canto suo, aveva riconosciuto al pari di Swammerdamm la positiva influenza esercitata da
Peregrinus su entrambi, e il primo impiego che i due avevano fatto del ristabilito legame d'amicizia era stato quello di
esaminare insieme lo strano oroscopo, cos bizzarramente intricato, del signor Peregrinus Tyss, cercando per quanto
possibile di interpretarlo.
Ci che non era riuscito al mio amico Anton von Leuwenhoek da solo, cos disse il signor Swammerdamm,
fu invece raggiunto dalle nostre forze congiunte, e cos questo stato il secondo esperimento che noi due, a dispetto di
tutti gli impedimenti che si paravano dinanzi a noi, abbiamo intrapreso con il pi brillante successo.
Questo pazzo stupido e miope, bisbigli Mastro Pulce, il quale se ne stava seduto sul cuscino, proprio
accanto all'orecchio di Peregrinus, continua a esser convinto che la principessa Gamaheh sia tornata in vita grazie a lui.

E per davvero una gran bella vita, quella a cui la poverina stata costretta dall'incapacit dei due sciocchi
microscopisti!.
Carissimo, seguit Swammerdamm, che aveva ancor meno udito Mastro Pulce in quanto proprio in quel
momento gli era venuto da starnutire forte, carissimo, stimatissimo signor Peregrinus Tyss, lei davvero un prediletto
dello spirito del mondo, un beniamino della natura, in quanto possiede il pi straordinario e potente talismano o, per
parlare in modo pi corretto e pi scientifico, il pi fantastico Tsilmenaja o Tilsemoht che mai, bagnato dalla rugiada del
cielo, sia scaturito dal grembo della terra. E davvero un grande onore per la mia arte il fatto che io, e non Leuwenhoek,
abbia scoperto che questo fortunato Tsilmenaja proviene dal re Nacrao, il quale regn in Egitto molto tempo prima del
diluvio universale... Eppure la forza del talismano al momento sopita, e lo rester fino all'ingresso di una certa
costellazione, la quale ha il proprio centro nella sua rispettabile persona. In lei stesso, carissimo signor Tyss, dovr
avvenire ed effettivamente avverr qualcosa che, nell'istante stesso in cui si risveglier la forza del talismano, consentir
di riconoscere anche questo risveglio. Leuwenhoek pu averle detto quel che vuole circa questo complicatissimo punto
del suo oroscopo, ma si tratta solo di menzogne, visto che di quel punto egli non aveva la bench minima idea, finch io
non gli ho aperto gli occhi... Forse il mio caro amico del cuore l'avr persino allarmata, carissimo signor Tyss, circa una
qualche minacciosa catastrofe, poich io so bene quanto gli piaccia spaventare inutilmente la gente, tuttavia, dia piena
fiducia al suo affittuario che la onora, e che le giura con la mano sul cuore che lei non ha assolutamente nulla da
temere... Ma vorrei proprio sapere se, al momento, lei percepisce o no il possesso del talismano, e che cosa si compiace
di pensare dell'intera faccenda.
Pronunciando queste sue ultime parole, Swammerdamm - con un sorriso velenoso - guard il signor Peregrinus
cos dritto negli occhi, quasi volesse leggere attraverso i suoi pensieri pi riposti; ma certamente ci non poteva
riuscirgli bene come a Peregrinus, con il suo minuscolo microscopio. Proprio attraverso di esso, Peregrinus scopr che
non era stata tanto la lotta comune contro il bello spirito e il barbiere, quanto piuttosto quel misterioso oroscopo a
provocare la riconciliazione tra i due microscopisti. E in realt la cosa cui entrambi ambivano era proprio il possesso del
talismano. Per quanto riguardava quel certo nodo, tanto misteriosamente intricato, nell'oroscopo di Peregrinus,
Swammerdamm era rimasto nella stessa incresciosa ignoranza di Leuwenhoek, ma affermava che nell'animo di
Peregrinus dovesse assolutamente trovarsi la traccia che avrebbe condotto alla rivelazione di quel mistero. E ora voleva
strappare all'ignaro proprio questa traccia per poi, con l'aiuto di Leuwenhoek, privarlo del possesso dell'inestimabile
strumento, ancor prima che egli potesse rendersene conto. Swammerdamm era convinto che il valore del talismano del
signor Peregrinus Tyss fosse da considerarsi pari a quello dell'anello di Salomone, visto che anch'esso conferisce a colui
che lo possiede il totale dominio sul regno degli spiriti.
Peregrinus gli rese pan per focaccia, ingannando l'altro prima d'essere ingannato. Seppe pertanto rispondere
abilmente e con tali circonlocuzioni infiorettate, che Swammerdamm fu sul punto di temere che l'iniziazione avesse gi
avuto luogo, e che presto a Peregrinus si sarebbe dischiuso quel segreto che nessuno dei due maghi, n lui n
Leuwenhoek, era riuscito a svelare...
Swammerdamm socchiuse gli occhi, si raschi la gola e borbott parole incomprensibili; il brav'uomo si
trovava davvero in una situazione difficile, e i suoi pensieri non cessavano di turbinare confusi: "Per tutti i diavoli... che
succede proprio Peregrinus colui che mi sta parlando?... Sono il dotto Swammerdamm, oppure un asino?".
Pur al culmine della disperazione, alla fine cerc di riprendersi, e prese a dire: Ma ora parliamo di
qualcos'altro, stimatissimo signor Tyss, di qualcos'altro e - come mi pare davvero opportuno - di qualcosa di bello e di
allegro!.
Come prosegu Swammerdamm, sia egli stesso che Leuwenhoek avevano con grande gioia scoperto la
profonda predilezione della bella Drtje Elverdink per il signor Peregrinus Tyss. E sebbene prima ciascuno di loro fosse
stato di diversa opinione, in quanto ognuno riteneva che Drtje dovesse restare con lui, e che all'amore e al matrimonio
non ci fosse davvero da pensare, ormai per si erano fatti un'altra idea. Infatti, nell'oroscopo di Peregrinus avevano
creduto di leggere che egli avrebbe assolutamente dovuto scegliere la bella e aggraziata Drtje per sua sposa, e ci per
far la cosa pi vantaggiosa ai fini di tutte le congiunture della sua intera vita. Entrambi non avevano dubitato un istante
che Peregrinus non fosse prigioniero di un uguale, ardente amore verso la bella fanciulla, e dunque consideravano la
faccenda completamente conclusa. Swammerdamm riteneva anche che il signor Peregrinus Tyss fosse davvero il solo a
poter facilmente spazzare il campo dai suoi rivali, e che persino i pi temibili avversari, come ad esempio il bello spirito
e il barbiere, contro di lui non sarebbero venuti a capo di nulla.
Dai pensieri di Swammerdamm, Peregrinus comprese che i microscopisti credevano veramente d'aver
rinvenuto nel suo oroscopo l'assoluta necessit delle sue nozze con la piccola Drtje Elverdink. Solo di fronte a tale
necessit erano disposti a cedere, e a trarre dall'apparente perdita di Drtje il miglior guadagno possibile, vale a dire la
conquista del signor Peregrinus Tyss col suo talismano.
Si pu ben immaginare quanta poca fiducia dovesse nutrire Peregrinus nei confronti della saggenza e della
sapienza dei due microscopisti, dal momento che nessuno dei due era stato capace di decifrare l'enigma del punto
centrale del suo oroscopo. Non dette dunque alcun peso a quella ipotetica congiuntura, che avrebbe determinato la
necessit delle sue nozze con la bella Drtje Elverdink; e dunque non gli riusc minimamente difficile chiarire con forza
e determinazione che egli rinunciava alla mano di Drtje - allo scopo di non tormentare il suo migliore e pi intimo
amico, il giovane George Pepusch, il quale vantava pi antiche e giustificate pretese al possesso della soave creatura - e
che per niente al mondo sarebbe venuto meno alla parola data.

Il signor Swammerdamm spalanc allora i suoi grigioverdi occhi di gatto, che fino a quel momento aveva
tenuto socchiusi, e fiss Peregrinus con insistenza, ridacchiando sotto i baffi come la furbizia della volpe personificata.
Qualora, prese poi a dire, il legame di amicizia con George Pepusch fosse l'unico scrupolo che lo trattenesse
dal dare libero corso ai suoi sentimenti, allora esso in quello stesso istante doveva essere considerato superato; poich
infatti Pepusch, sebbene soffrisse di una certa dose di follia, aveva convenuto che le sue nozze con Drtje Elverdink
erano contrarie alla costellazione astrale e che pertanto da esse non sarebbero potute derivare che sciagure e rovine. Per
tale ragione, George Pepusch aveva rinunciato a ogni pretesa alla mano di Drtje, affermando comunque che egli
avrebbe difeso a prezzo della sua stessa vita quella bellissima fanciulla - la quale non sarebbe potuta appartenere ad altri
che al suo amico del cuore Tyss - da quell'inetto babbeo del bello spirito e da quell'altro scorticabarbe assetato di
sangue.
Peregrinus, rendendosi conto dai pensieri di Swammerdamm che quanto aveva detto era vero, venne
attraversato in tutto il corpo da brividi ghiacciati. Sopraffatto dai sentimenti pi strani e contrastanti, ripiomb sui
cuscini e chiuse gli occhi.
Il signor Swammerdamm invit allora Peregrinus ad affrettarsi a scendere dabbasso, per udire dalla viva voce
di Drtje e di George quale fosse l'attuale stato della situazione. Quindi si conged, allo stesso modo prolisso e
cerimonioso con cui si era presentato.
Mastro Pulce, che per tutto questo tempo se n'era rimasto tranquillamente seduto sul cuscino, salt
all'improvviso fin sulla cima del berretto da notte del signor Peregrinus. Quindi si drizz sulle lunghe zampe posteriori,
si torse le mani, le lev verso il cielo gemendo e, con la voce quasi soffocata da amare lacrime, esclam: Ah, me
sciagurato! Io gi mi credevo al sicuro, e invece la prova pi dura deve ancora iniziare... A che giova tutto il coraggio,
tutta la fermezza del mio nobile e generoso protettore, se tutto, tutto congiura contro di me!... Mi arrendo!... finita!.
Di che vi lamentate a questo modo, disse Peregrinus con voce spenta, in cima al mio berretto da notte, caro
maestro? Credete forse di essere il solo a poterlo fare, come se anch'io non mi trovassi nella pi miseranda situazione
del mondo: mi sento sconvolto e turbato in tutto il mio essere e non so da che parte rifarmi, n che cosa pensare. Ma
non crediate, caro Mastro Pulce, che io sia cos pazzo da arrischiarmi troppo nei pressi dello scoglio sul quale potrei
naufragare con tutti i miei buoni propositi e le mie decisioni. Mi guarder bene dal seguire l'invito di Swammerdamm, e
non rivedr la pericolosa Drtje Elverdink.
Effettivamente, replic Mastro Pulce, dopo aver riguadagnato l'antico posto sopra il cuscino, accanto
all'orecchio del signor Peregrinus Tyss, effettivamente, non so se dovrei consigliarvi - per quanto ci mi appaia
rischioso - di andar subito gi da Swammerdamm. Mi pare ora come se le linee del vostro oroscopo sempre pi in fretta
convergessero assieme, e che voi stesso siate proprio in procinto di entrar dentro al punto rosso... Qualsiasi cosa possa
aver deciso il fato insondabile, io ammetto che neppure un Mastro Pulce ha il potere di opporsi a una tale decisione, e
che sarebbe sciocco quanto inutile pretendere da voi la mia salvezza... Andate da lei, vedetela, prendete la sua mano,
consegnatemi in schiavit, e, affinch accada poi ci che vogliono le stelle, non fate alcun uso del minuscolo
rnicroscopio.
Mastro Pulce, disse Peregrinus, in altre circostanze mi siete parso sempre di cuore saldo, di spirito fermo, e
ora siete cos pusillanime, cos pavido! Ma potete esser saggio quanto volete, e Rorario - il famoso nunzio di Clemente
VII - pu aver elevato la vostra intelligenza al di sopra della nostra quanto volete, ma certo non avete una grande
opinione della volont e della determinazione degli esseri umani, o almeno li stimate ben poco. Lo ripeter un'altra
volta... Non ritirer la parola che vi ho dato, e, affinch vi rendiate conto di quanto sia ferma la mia decisione di non
rivedere pi quella fanciulla, ora mi alzer e, come gi mi ero ripromesso ieri, mi recher dal rilegatore di libri
Lmmerhirt.
Oh Peregrinus, esclam Mastro Pulce, la volont degli umani cosa fragile, e spesso un venticello che
spira basta a incrinarla. Che abisso esiste tra ci che si desidera e ci che avviene davvero!... La vita di molti un
continuo volere e alcuni alla fine, proprio per troppo volere, non sanno neanche pi quel che vogliono... Ora pretendete
di non rivedere pi Drtje Elverdink, ma chi vi garantisce che ci non accadr cinque minuti dopo aver dichiarato la
vostra decisione?.
Lo strano fu che, a quel punto, avvenne esattamente quanto Mastro Pulce aveva previsto con spirito davvero
profetico.
Peregrinus infatti si alz, si vest e, fedele al suo proponimento, si accinse a recarsi dal rilegatore Lmmerhirt;
ma quando pass davanti alla stanza di Swammerdamm, la porta si spalanc e, senza che Peregrinus neanche se ne
rendesse conto, si trov improvvisamente nel mezzo della stanza al braccio di Swammerdamm, proprio accanto a Drtje
Elverdink, la quale tutta allegra e spigliata gli gettava mille baci, gridandogli lieta con la sua vocetta simile a una
campana argentina: Buon giorno, caro Peregrinus del mio cuore!.
L'altra persona che si trovava nella stanza era George Pepusch, il quale se ne stava affacciato alla finestra e
fischiettava un motivetto. A quel punto, per, chiuse la finestra, sbattendola con forza, e si gir.
Ah, guarda un po', esclam, come se si accorgesse solo allora dell'amico Peregrinus, guarda un po'!... Fai
visita alla tua fidanzata, normale, e chiunque altro qui farebbe da terzo incomodo. Dunque me ne vado subito, ma
prima lasciati dire, mio caro amico Peregrinus, che George Pepusch non sa che farsene dei doni che il suo pietoso amico
gli getta l come un'elemosina fatta a un povero diavolo!... Maledetto il tuo sacrificio, non voglio aver nulla di cui
ringraziarti. Prenditela pure, la bella Gamaheh, che ti ama tanto, ma stai bene attento che il cardo Zeherit non metta
radici, facendoti crollare i muri della casa.

Il tono e l'intero comportamento di George confinavano con la millanteria e la brutalit, e Peregrinus si sent
pieno della pi profonda indignazione al vedere quanto Pepusch fraintendeva la sua condotta. Mai, esclam senza
nascondere affatto tale indignazione, mai ho concepito l'idea di metterti i bastoni tra le ruote; la follia dell'innamorato
geloso che parla al tuo posto, altrimenti ti renderesti ben conto che, di tutto ci che sei andato macchinando dentro la tua
anima, io non ho alcuna colpa. E dunque non pretendere da me che uccida la serpe che per il tuo stesso tormento ti covi
in seno! E, affinch tu lo sappia, a te non ho gettato l alcun dono n per te ho fatto alcun sacrificio, quando ho
rinunciato alla pi bella, che forse rappresentava la pi grande felicit della mia vita. Ben altri, e pi alti doveri, una
parola data, mi costrinsero a questo!.
Pepusch, folle di rabbia, strinse i pugni e li lev contro l'amico. Allora la fanciulla salt in mezzo a loro e prese
la mano di Peregrinus, mentre esclamava ridendo: Ma lascia perdere quel matto d'un cardo, che non ha altro che
confusione in testa e che, da quel cardo che , caparbio e scontroso, e non sa neppure lui cosa vuole; tu sei mio, e mio
resterai, dolce Peregrinus del mio cuore!.
Cos dicendo, la fanciulla tir Peregrinus verso il canap, sedendoglisi poi in braccio senza tanti complimenti.
Pepusch allora, dopo essersi roso le mani a saziet, corse fuori come pazzo.
La giovanetta, che era di nuovo vestita di quel favoloso e seducente abito di zendado argentato, era bella e
attraente come sempre; Peregrinus si sent attraversare da capo a piedi da quel calore elettrico del suo corpo, e tuttavia
di tanto in tanto era scosso da lugubri brividi ghiacciati, simili all'alito della morte. E per la prima volta, egli credette di
scorgere nel profondo degli occhi della fanciulla qualcosa di sinistramente immoto e fisso, e persino il tono della sua
voce, cos come il frusciare dello splendido zendado d'argento, sembravano rivelare un essere del tutto estraneo, del
quale non ci fosse assolutamente da fidarsi. Peregrinus si preoccup del fatto che anche quel giorno in cui aveva parlato
in modo esattamente conforme ai propri pensieri, Drtje era vestita di quello stesso zendado d'argento; per quale
ragione egli trovasse lo zendado tanto minaccioso non lo sapeva neanche lui, ma i pensieri dello zendado e di una
compagnia sinistra si associavano tra di loro spontaneamente, proprio come un sogno capace di associare le cose pi
eterogenee, presentando come stravagante tutto ci di cui non si riesce a spiegare il senso pi profondo.
Peregrinus, ben lontano dal tormentare la cara piccina con qualche sciocco sospetto, represse con violenza i
propri sentimenti, limitandosi ad attendere il momento pi propizio per svincolarsi, sfuggendo cos al serpente del
paradiso.
Per, disse Drtje alla fine, per, mio caro Peregrinus, come mi sembri freddo, oggi, e insensibile! Cos'hai
per la mente, vita mia?.
Mal di capo, rispose Peregrinus, con quanta imperturbabilit gli riusc, mal di capo... grilli... pensieri
sciocchi... non c' altro che mi disturbi, mia dolce bambina. Lascia che esca un poco, e mi passer subito tutto; del resto,
devo anche sbrigare un piccolo affare.
Bugie, esclam la fanciulla, saltando su di botto, son tutte bugie, e tu sei un cattivo scimmiotto da
addomesticare!
Peregrinus fu felice quando si ritrov per strada, ma chi si abbandon a una gioia davvero sfrenata fu Mastro
Pulce che, nascosto nella sciarpa di Peregrinus, non la finiva pi di sogghignare e di ridere, battendo insieme le sue
zampette anteriori in un forte applauso.
Quest'allegria del suo piccolo protetto infastid alquanto Peregrinus, poich lo disturbava nei suoi pensieri.
Dunque preg Mastro Pulce di mettersi tranquillo, anche perch gi diverse persone dabbene gli avevano lanciato
sguardi carichi di riprovazione, credendo fosse lui a ghignare, ridere e far buffonate sulla pubblica via.
Pazzo, esclam per Mastro Pulce, che non riusciva a frenare l'esplosione della sua smisurata felicit,
pazzo che sono stato, a dubitare della vittoria, proprio quando non serviva pi combattere. S, Peregrinus, proprio
cos, la vittoria l'avete avuta nel momento stesso in cui persino la morte dell'amata non riuscita a scuotere la vostra
decisione. Lasciate che esulti, che giubili poich, se non mi sbaglio di grosso, presto sorger quella limpida luce solare
che chiarir tutti i misteri.
Quando Peregrinus buss alla porta di Lmmerhirt, una lieve voce femminile esclam: Avanti!. Egli spinse
la porta e una fanciulla, che si trovava sola nella stanza, gli si fece incontro, chiedendogli premurosa in cosa potesse
servirlo.
Baster al benevolo lettore che si dica che la fanciulla poteva avere all'incirca diciotto anni, che era pi alta che
bassa oltre che snella e slanciata, con una perfetta proporzione di tutte le membra, che aveva capelli castani e occhi
azzurri, e una pelle che pareva la pi soffice tessitura di gigli e di rose? Ma pi ancora di tutto ci contava il fatto che il
volto della fanciulla esprimeva quel dolce mistero della purezza verginale, quel sublime fascino celestiale che stato
colto da certi antichi pittori tedeschi nei loro quadri...
Non appena Peregrinus guard negli occhi la soave fanciulla, gli parve all'istante di esser stato fino ad allora
imprigionato in terribili catene, che ormai un benefico potere aveva sciolto; dinanzi a lui stava ora l'angelo della luce,
per rnano al quale egli sarebbe entrato nel regno di piaceri d'amore indicibili e di desiderio struggente... La fanciulla
allora - abbassando gli occhi con modestia, mentre arrossiva allo sguardo penetrante di Peregrinus - chiese nuovamente
cosa desiderasse il signore. E Peregrinus riusc a baibettare, non senza fatica, se il rilegatore di libri Lmmerhirt abitasse
l. Quando la fanciulla replic che s, Lmmerhirt abitava l, ma che al momento era fuori per commissioni, Peregrinus
prese a parlare confusamente della rilegatura, che aveva ordinato, di alcuni volumi che Lmmerhirt avrebbe dovuto
procurargli, solo alla fine ritrov un po' di calma e si ricord dell'edizione di lusso dell'Ariosto, che Lmmerhirt avrebbe
dovuto rilegare in marocchino rosso con fregi d'oro. Ma allora fu come se una scossa elettrica attraversasse la soave

fanciulla; ella giunse le mani, esclamando: Ah, buon Dio!... Lei il signor Tyss!, facendo un movimento, quasi ad
afferrare la mano di Peregrinus, ma poi si ritrasse in fretta, mentre un profondo sospiro parve alleggerirle il cuore.
Quindi, un incantevole sorriso illumin il volto della fanciulla come una tenera aurora, ed ella si profuse in
ringraziamenti e benedizioni poich egli era il benefattore del padre e della madre, e non solo per questo, no!... anche
per la sua benevolenza, per la sua premura e per il modo con cui ancora il Natale passato aveva portato doni ai bambini,
profondendo felicit e allegria, insieme alla pace e a tutta la serenit del cielo. Ella sgombr rapida la poltrona del padre
- che era carica di libri, carte, fascicoli, stampe non rilegate -, la avvicin e, con aggraziata ospitalit, invit Peregrinus a
prendervi posto. Poi and a prendere l'Ariosto perfettamente rilegato, pass una pezza di lino sopra i volumi in
marocchino e quindi, con gli occhi che le brillavano, porse a Peregrinus quel capolavoro dell'arte della rilegatura, ben
sapendo che egli non avrebbe negato la sua approvazione per il bel lavoro di suo padre...
Peregrinus estrasse dalla tasca alcune monete d'oro, ma la soave fanciulla, accortasene, si affrett ad
assicurargli che non conosceva il prezzo del lavoro e che dunque non poteva accettare alcun pagamento; che per forse
il signor Peregrinus avrebbe avuto la compiacenza di attendere qualche momento, visto che il padre sarebbe tornato
subito. Peregrinus ebbe allora l'impressione che quel metallo privo di valore gli si fondesse nella mano in un solo
grumo, e si ricacci in tasca le monete d'oro ben pi in fretta di quanto non le avesse tirate fuori. Dopo che Peregrinus si
fu lasciato cadere meccanicamente nell'ampia poltrona di Lmmerhirt, la fanciulla fece per prendersi la sua; Peregrinus
allora, per istintiva cortesia balz in piedi per avvicinargliela, ma avvenne che, invece dei bracciolo della poltrona, egli
afferr la mano della ragazza e, azzardatosi a stringerla leggermente, credette di sentire un'appena percepibile risposta
alla sua stretta...
Micetto, micetto, ma che fai!. Con queste parole, la fanciulla si chin e tir su dal pavimento un gomitolo
che il gatto teneva stretto tra le zampe anteriori, accingendosi a farne una mistica trama. Quindi, con infantile
disinvoltura, prese per un braccio Peregrinus - il quale era sprofondato in un'estasi paradisiaca - e lo ricondusse alla
poltrona, pregandolo di nuovo di sedersi, mentre anch'ella si accomodava dinanzi a lui, mettendo mano a un qualche
lavoro femminile.
Peregrinus ondeggiava nella tempesta d'un mare infuriato. Oh, principessa!. La parola gli sfugg senza che
sapesse come. La fanciulla lo guard tutta impaurita, e a lui parve d'aver commesso contro di lei un qualche crimine,
per cui esclam, col tono pi tenero e malinconico: Mia amatissima carissima mademoiselle!.
La fanciulla arross, replicando con soave vereconda verginale: I genitori mi chiamano Rschen, mi chiami
anche lei cos, caro signor Tyss, visto che anch'io faccio parte di quei bambini cui lei ha fatto tanto bene e dai quali
davvero venerato.
Rschen, esclam Peregrinus completamente fuori di s si sarebbe voluto gettare ai piedi della soave
fanciulla, e si trattenne a stento.
Rschen allora, mentre seguitava a lavorare, raccont come - dopo che i suoi genitori a causa della guerra si
erano trovati nella pi penosa indigenza - lei era stata accolta presso una cugina in una cittadina vicina, ma che la
cugina era morta dopo poche settimane e cos aveva fatto ritorno a casa dai genitori.
Peregrinus udiva soltanto la dolce voce di Rschen, senza capir molto di ci che diceva, e si convinse di non
star beatamente sognando solo quando Lmmerhirt entr nella stanza e lo apostrof con il pi cordiale benvenuto. Non
pass molto tempo che giunse anche la moglie con i bambini, e poich nella pi imperscrutabile profondit dell'animo
umano si accavallano pensieri, emozioni, sentimenti in un groviglio strano e variopinto, cos accadde che Peregrinus pur nell'estasi che gli faceva intravvedere cieli mai immaginati - improvvisamente si ricord che quel brontolone di
Pepusch aveva criticato il fatto che egli avesse fatto dei regali di Natale ai bambini di Lmmerhirt. E fu molto contento
che alla sua domanda in proposito si rispondesse che nessuno dei bambini aveva avuto mal di pancia per i dolciumi; e il
modo allegro e solenne insieme, anzi quasi l'orgoglio, con cui guardavano in su, dentro l'alto armadio a vetri che
conteneva i rilucenti giocattoli, mostrava invece che essi consideravano i recenti regali natalizi come qualcosa di
davvero straordinario, che era molto difficile si verificasse ancora...
Quel bisbetico d'un cardo, dunque, aveva avuto torto marcio.
"Oh Pepusch", disse Peregrinus tra s e s, "nel tuo animo sconvolto e dilaniato non riesce a penetrare neppure
un raggio di luce del vero amore!". E con queste parole, Peregrinus si riferiva di nuovo a molto pi che semplici
dolciumi e giocattoli... Lmmerhirt, un uomo amabile, tranquillo e devoto, guard con visibile gioia verso Rschen che
entrava e usciva tutta indaffarata, portando pane e burro, e poi, su di un piccolo tavolo nell'angolo pi lontano della
stanza, preparava ai fratellini belle fette imburrate. I vivaci ragazzini si pigiavano attorno alla cara sorella e se, per una
perdonabile ingordigia infantile, spalancavano la bocca un po' pi del necessario, ci non guastava affatto quell'idillio
domestico.
Il comportamento della fanciulla mand in estasi Peregrinus, anche se non gli fece venire in mente la Lotte di
Werther e il suo pane e burro.
Lmmerhirt si avvicin a Peregrinus, e a bassa voce prese a parlare di Rschen, di che buona, cara e pia
fanciulla fosse, alla quale il cielo aveva concesso anche il dono della bellezza esteriore, e dalla quale egli sperava di
ricevere soltanto gioie. Ma - aggiunse poi Lmmerhirt mentre il suo volto si trasfigurava per la contentezza - ma ci che
pi lo consolava nel profondo del cuore era il fatto che Rschen avesse un'innata propensione per l'arte della rilegatura
libraria e che, nelle poche settimane in cui si era trovata al fianco del padre, aveva ottenuto risultati eccellenti anche in
lavori fini e delicati, ed era dunque gi molto pi esperta di tanti tangheri di garzoni che da un anno all'altro non fanno

che sciupare l'oro e il marocchino e mettere le lettere tutte storte e di traverso che sembrano contadini ubriachi che
tornino barcollando dall'osteria.
In tutta confidenza, l'estasiato padre sussurr all'orecchio di Peregrinus: Devo proprio dirglielo, signor Tyss,
altrimenti mi scoppia il cuore, non posso farne a meno... Ma sa che stata la mia Rschen a indorare il taglio
dell'Ariosto?.
Non appena Peregrinus ud queste parole, si affrett a prendere in mano i bei volumi rilegati in marocchino,
come se dovesse impadronirsi di cose sacre prima che un fato avverso potesse sottrargliele. Lmmerhirt lo interpret
come un segno che Peregrinus intendesse andarsene e lo preg di aver la compiacenza di fermarsi ancora un poco con la
sua famiglia. Ma proprio ci ricord a Peregrinus che davvero doveva andar via. Pag in fretta il conto, e Lmmerhirt,
com'era sua abitudine, gli tese la mano per salutarlo, la moglie fece lo stesso, e Rschen anche! I ragazzi stavano nel
vano della porta, e affinch la follia amorosa avesse la sua parte, Peregrinus nell'uscire strapp via di mano al pi
piccolo, che ancora stava sbocconcellando, quel che gli restava della sua fetta imburrata e si precipit gi per le scale.
Ma guarda un po', esclam il piccolo tutto sorpreso, me l'avrebbe anche potuto dire il signor Tyss che aveva
fame: gliel'avrei data tutta, la mia fetta imburrata!.
Passo dopo passo, Peregrinus si avvi verso casa, trasportando con ogni cura sotto il braccio i pesanti volumi,
mentre con lo sguardo raggiante, portava alle labbra un pezzetto di pane e burro dopo l'altro, quasi gustasse la manna
del cielo.
Anche a questo ha dato di volta il cervello!, esclam un concittadino di passaggio. E non c'era da volerne a
quel brav'uomo se la pensava cos di Peregrinus...
Quando Peregrinus Tyss entr in casa, la vecchia Aline gli venne subito incontro, indicando in direzione della
stanza del signor Swammerdamm con gesti che esprimevano paura e preoccupazione. La porta era spalancata, e
Peregrinus scorse Drtje Elverdink, seduta su di una poltrona, col viso tutto raggrinzito che pareva quello di un
cadavere gi deposto nella tomba. Ugualmente irrigiditi, ugualmente cadaverici, seduti davanti a lei in altre poltrone,
stavano Pepusch, Swammerdamm e Leuwenhoek. Ma davvero una bella compagnia, esclam la vecchia,
davvero una bella compagnia di spettri qua dabbasso! Questi tre infelici son stati qui a sedere tutto il santo giorno, senza
mangiare, n bere, n parlare, senza quasi neppur respirare!.
Per via di quella visione davvero alquanto spaventevole, a Peregrinus stava per venire un discreto spavento, ma
gi mentre saliva le scale quella scena di spettri venne sommersa dal mare in tempesta dei sogni celestiali nel quale
Peregrinus, in estasi, nuotava dal momento in cui aveva visto Rschen... Desideri, sogni, beate speranze, tutto ci lo si
confida volentieri a una persona amica, ma c'era ormai per il povero Peregrinus qualcun altro a parte il buono e onesto
Mastro Pulce? E proprio a lui egli intendeva aprire il suo cuore, raccontargli tutto di Rschen, cosa invero non facile.
Per, ebbe un bel chiamare, un bell'attirarlo, nessun Mastro Pulce si fece vedere: se n'era andato. E nella piega della
sciarpa, dove Mastro Pulce era sempre solito nascondersi durante le uscite, dopo attenta ricerca Peregrinus rinvenne una
minuscola scatolina sopra la quale stavano scritte queste parole:
Qui dentro si trova il minuscolo microscopio dei pensieri. Se col vostro occhio sinistro guardate ben dritto dentro la
scatola, il microscopio si andr a piazzare all'istante nella pupilla; quando vorrete toglierlo, dovrete tenere l'occhio ben
preciso sulla scatola, e poi premere delicatamente la pupilla, in modo che il microscopio cada sul fondo della scatola...
Sto lavorando per voi, e rischio anche parecchio, ma per il mio caro protettore son pronto a tutto.
Il vostro servizievolissimo
Mastro Pulce
Ora, per un romanziere zelante e persuasivo - di quelli che, con mano decisa e ben armata di penna d'oca, son
capaci di rielaborare a piacimento vita, morte e miracoli del genere umano - questa sarebbe l'occasione pi propizia per
dimostrare praticamente, seppur dopo un'esauriente disamina teoretica, con l'esempio di Peregrinus, l'insanabile
questione della differenza tra innamoramento e amore. Molto si potrebbe dire sulle pulsioni dei sensi, sulla maledizione
del peccato originale e sulla celeste scintilla prometeica, che nell'amore accende la vera e autentica comunione dello
spirito con l'altro sesso, la quale costituisce lo specifico e necessario dualismo della natura. E se la predetta scintilla
prometeica dovesse anche servire ad accendere la fiaccola della divinit protettrice del matrimonio, simile a una buona
e forte lampada domestica, alla cui luce si pu ben leggere, scrivere, far la maglia e cucire, e se pure una lieta
figliolanza di tanto in tanto s'imbratter il musetto di marmellata come fan tutti i bimbi, quaggi sulla terra le cose son
sempre andate cos. Per di pi, un tale amore celestiale fa la sua figura anche in qualit di elevata poesia, e pu
effettivamente venir celebrato come la miglior cosa, proprio in quanto non una fantasia cervellotica, ma qualcosa di
reale, come pu effettivamente testimoniare tanta gente cui, con questo tipo d'amore, a volte andata bene, altre volte
male...
Il benevolo lettore avr gi da un pezzo indovinato che il signor Peregrinus Tyss si era solo innamorato - per
quanto in modo considerevole - della piccola Drtje, ma che soltanto nel momento in cui aveva visto la Rschen di
Lmmerhirt, quella cara e soave immagine angelica, il vero amore celeste aveva preso a bruciare ad alte fiamme nel suo
petto.
Ben pochi ringraziamenti si guadagnerebbe per il presente relatore della pi pazza e straordinaria delle fiabe
se, per mantenere rigido e impettito il passo di parata di cui van tanto fieri i romanzieri, non potesse qui evitare di
suscitare a saziet quella noia che altamente necessaria a ogni buon romanzo che si rispetti, e che solitamente si

ottiene facendo lunghe e comode pause a ogni stadio che, com' consuetudine, la coppia di innamorati deve superare.
Ebbene, no! amatissimo lettore, affrettiamoci alla meta, come prodi e gagliardi cavalieri su focosi destrieri che
sfrecciano senza badare a ci che sta a destra e a sinistra... Ecco, siamo arrivati!... Sospiri, lamenti d'amore, dolore,
estasi, beatitudine, tutto si unisce nel punto focale dell'attimo in cui la dolce Rschen, sulle guance l'affascinante
incarnato della soave verginit, ammette a un Peregrinus Tyss al colmo della felicit che s, lo ama, anche se non
saprebbe dire come mai lo ama tanto, e tanto smisuratamente, che vive solo in lui, che lui solo il suo unico pensiero, la
sua unica felicit.
Ma il demonio pi tenebroso e malvagio solito andare a cacciare le sue grinfie nere anche nei momenti pi
radiosi della vita - s! - e ci al fine di oscurare completamente la luce del sole con la cupa ombra del suo essere
portatore di sciagure. Accadde cos che in Peregrinus si fecero strada acerbi dubbi, e un brutto sospetto nacque nel suo
cuore.
Come?, pareva sussurrargli una voce, come? Anche quella Drtje Elverdink ti aveva dichiarato il suo
amore, e invece si trattava solo di un bieco interesse personale, presa dal quale voleva abbindolarti e farti rompere la
parola data, trasformandoti cos nel traditore del tuo migliore amico, del povero Mastro Pulce? Tu sei ricco, e si dice che
un certo comportamento benevolo, una certa sincerit, che alcuni chiamano ingenuit, ti potrebbero far guadagnare
l'ambiguo favore degli uomini e anche delle donne; e costei, che ora ti confessa il suo amore....
Egli afferr rapidamente il fatale regalo di Mastro Pulce, avvicin la scatolina ed era sul punto di aprirla, per
mettersi il minuscolo microscopio nella pupilla dell'occhio destro, e scrutare in tal modo i pensieri di Rschen, quando
alz lo sguardo, e il puro azzurro celestiale di quei begli occhi gli illumin l'anima. Rschen, notando quella sua
commozione interiore, lo guard tutta stupita, e quasi preoccupata.
Allora fu come se un fulmine repentino lo attraversasse, e lo schiacciante sentimento della depravazione della
sua mente lo annient in tutto il suo essere.
"Come?", disse tra s e s. "Tu vorresti violare con un empio sacrilegio il tempio puro e celestiale di
quest'angelo? Vorresti spiare pensieri che nulla possono avere in comune con gli impulsi abietti delle anime volgari,
prigioniere delle cose terrene? E persino irridere lo spirito stesso dell'amore, tentandolo con le arti insensate di potenze
sinistre e minacciose?" .
Si affrett subito a nascondersi in tasca la scatolina, con l'impressione d'aver commesso un peccato che mai,
mai avrebbe potuto espiare.
Completamente disfatto per l'amarezza e il dolore, si gett ai piedi di Rschen, esclamando tra le lacrime che
era un sacrilego, un peccatore, che non era degno dell'amore di un essere angelico come lei.
Rschen, che non riusciva a capire quale malvagio spirito si fosse impadronito di Peregrinus, si inginocchi
accanto a lui, lo abbracci e gli sussurr piangendo: Mio Dio, Peregrinus, che ti accade? Quale malvagio nemico si
messo tra noi due! Oh, vieni, vieni, calmati e siediti qui, accanto a me!.
Peregrinus, muto e incapace di qualsiasi movimento volontario, si lasci tirar su dolcemente da Rschen.
E fu un bene che il vecchio e alquanto fragile canap fosse, come al solito, tutto ingombro di brossure, di
volumi rilegati nonch di un non piccolo armamentario di utensili necessari alla rilegatura dei libri, di modo che
Rschen dovette mettersi a spostare alcune cose per far posto per s e per il contrito signor Peregrinus Tyss. Cos egli
ebbe un po' di tempo per riaversi, e il suo immenso dolore, la sua lancinante tristezza si disciolsero nel sentimento pi
mite d'una colpa commessa, ma tuttavia espiabile.
E se prima, nelle espressioni del volto, egli faceva pensare a un peccatore sconsolato, sul quale fosse stato gi
espresso un irrevocabile verdetto di condanna, ora appariva invece solo un po' sciocco. Ma un simile aspetto, in simili
circostanze, per sempre un buon segno.
Quando dunque entrambi, Rschen e il signor Peregrinus Tyss, furono seduti sul detto fragile canap del
rispettabile Mastro rilegatore Lmmerhirt, Rschen, con gli occhi bassi e un sorriso vergognosetto, prese a dire: Posso
ben immaginare, mio amato, che cosa ha improvvisamente turbato il tuo cuore. Devo proprio confessarti che mi sono
state raccontate le cose pi stravaganti riguardo alle persone che abitano in casa tua. Le vicine - e tu sai bene come le
vicine chiacchierino, chiacchierino, a volte senza sapere neppure di che -, gi, queste maligne vicine mi hanno
raccontato che in casa tua ci sarebbe una signora meravigliosa, che alcuni avrebbero addirittura preso per una
principessa, e che tu stesso, la notte di Natale, l'avresti condotta da te. Che il vecchio signor Swammerdamm l'avrebbe
di buon grado accolta presso di s in quanto ella sarebbe una sua nipote fuggita, ma che comunque questa persona
cercherebbe di impadronirsi di te con le pi bizzarre seduzioni. Ma tutto ci non ancora il peggio, pensa un po', mio
amato Peregrinus, che la vecchia zia qui di fronte - la conosci certamente, la vecchia signora col naso appuntito, che ti
saluta tanto amichevolmente ogni volta che ti vede, e della quale tu una volta mi hai detto che vedendola di domenica
andare in chiesa nel suo abito delle feste tutto variopinto che, ancora mi vien da ridere, quando ci penso... che ti faceva
venire in mente un mazzo di gigli rosso fuoco che passeggiasse per la strada - ora, questa zia diffidente riuscita a
mettermi in mente ogni sorta di cattivi pensieri.
Anche se ti saluta tanto affabilmente, mi ha sempre messo in guardia contro di te, poich crede nientemeno
che in casa tua si esercitino arti sataniche, e che la piccola Drtje in realt altri non sia che un piccolo demonio
travestito che, per abbindolarti, se ne va in giro con sembianze umane, anzi in sembianze graziosissime e affascinanti.
Peregrinus! mio caro, amato Peregrinus, guardami negli occhi, e non ci troverai neppure la pi piccola traccia
del sospetto, poich io conosco il tuo animo puro, e mai una tua parola, mai un tuo sguardo hanno gettato un velo opaco
sul chiaro e limpido specchio della mia anima.

Io ho fiducia in te, ho fiducia nel pensiero di quella beatitudine che verr a noi non appena saremo uniti da un
forte vincolo, e che mi annuncia dolci sogni pieni di amore e di desiderio. Peregrinus! Gli spiriti delle tenebre possono
aver deciso di te quel che vogliono, ma il loro potere vacilla infranto dal tuo cuore devoto, che sta saldo e sicuro
nell'amore e nella fedelt immutabile.
Che cosa pu riuscire a distruggere un amore come il nostro? Abbandona dunque ogni dubbio, il nostro amore
quel talismano di fronte al quale le notturne figure se ne fuggon via....
In quel momento, a Peregrinus parve che Rschen fosse un essere superiore, e ogni sua parola quasi un
conforto del cielo. Un indescrivibile sentimento della pi pura volutt attravers il suo animo, simile a una tenue e dolce
brezza primaverile. Egli non era pi il peccatore, il sacrilego che prima aveva creduto di essere, e anzi con gioia credette
di riconoscersi degno dell'amore di quella giovanetta soavissima e angelica.
Il rilegatore di libri Lmmerhirt, insieme alla sua famiglia, fece allora ritorno da una passeggiata.
A Peregrinus, come del resto anche a Rschen, traboccava il cuore, e fu da fidanzato felice e beato che, al
cadere della notte, lasci la piccola dimora del rilegatore - al settimo cielo per la felicit - e della sua vecchia, i quali per
la gioia e la consolazione singhiozzavano un po' pi del necessario.
Tutte le attendibilissime e autentiche notizie, dalle quali tratta questa storia straordinaria, sono concordi nel
riportare - cosa che anche il calendario perpetuo conferma - che proprio nella notte in cui il signor Peregrinus Tyss
giunse a casa da fidanzato felice, in cielo splendeva limpidissimo e sereno il plenilunio, cosicch l'intera piazza del
Rossmarkt si era vestita tutta a festa con quel bagliore argentato. Naturalmente, pare anche che il signor Peregrinus
Tyss, invece di mettersi tranquillo. si affacciasse alla finestra spalancata, come ben si addice e si conviene agli
innamorati, a guardare la luna e a indugiare ancora un poco al pensiero della sua bella innamorata.
Anche se rechiamo un torto aperto al signor Peregrinus Tyss nella considerazione del benevolo lettore, ma
ancor pi delle benevole lettrici, la verit reclama i suoi diritti, e dunque non dev'essere taciuto che il signor Peregrinus,
nonostante la sua beata felicit, sbadigli per ben due volte in un modo cos smisurato e rumoroso, che un garzone del
mercato un po' brillo, che proprio allora se ne andava barcollando per strada, gli grid ad alta voce: Ehi! lass, con la
berretta bianca, spero che almeno non mi divori!. E questa fu condizione sufficiente a che il signor Peregrinus Tyss
chiudesse la finestra con violenza tale, che i vetri tintinnarono. E c' anche chi afferma che, nel far ci, abbia anche
gridato abbastanza forte: Pezzo di zoticone!, sebbene questo non si possa assolutamente garantire, dal momento che
una cosa del genere appare del tutto incompatibile con il suo carattere mite e con la sua disposizione d'animo. Ma ora
basta! Il signor Peregrinus Tyss sbatt la finestra e si accinse a mettersi a dormire. Tuttavia, grazie a quegli smisurati
sbadigli, sembr quasi che il bisogno di sonno fosse sparito. Pensieri su pensieri si misero ad affollargli la mente, e a
colori particolarmente vivi gli torn dinanzi agli occhi il pericolo appena passato, con cui una forza tenebrosa aveva
tentato di indurlo a far un uso folle del minuscolo microscopio, e tuttavia solo ora gli apparve davvero chiaro che il
fatale dono di Mastro Pulce - se anche costui aveva inteso farne buon uso - era pur sempre e sotto ogni aspetto un dono
che apparteneva all'inferno.
Come?, disse tra s e s, un uomo che scruta e esamina i pensieri pi riposti dei suoi fratelli, questo fatale
dono non gli procurer forse un destino spaventoso, simile a quello che colp l'ebreo errante, il quale attravers, quasi
fosse stato un inospitale e sconsolato deserto, il pi variopinto intreccio del mondo senza felicit, senza speranza, senza
dolore, in una cupa indifferenza che davvero il caput mortuum della disperazione?
Se a ogni nuova speranza, a ogni rinnovata fiducia, segue sempre un'amara delusione, che cos'altro pu
accadere, se non che si annidino nel profondo dell'anima la diffidenza, il malevolo sospetto, l'odio, il desiderio di
vendetta, e che debba esser cancellata ogni traccia di qualsiasi vero principio umano, che si esprima attraverso una
benevola fiducia, una pia benevolenza? No! Il tuo volto amico, le tue melliflue parole non devono ingannarmi, tu, nel
cui animo forse si nasconde un odio che non ho meritato; ma io voglio considerarti mio amico, voglio farti tutto il bene
possibile, voglio aprirti la mia anima, poich ci mi fa bene, e l'amara sensazione di questo momento, nel quale mi
sento deluso da te, ben poca cosa rispetto alle gioie di un bel sogno ormai svanito. E anche per gli amici pi veri, che
davvero ti vogliono bene - com' volubile l'animo umano! non forse possibile che una triste coincidenza di circostanze
avverse, un malinteso nato per colpa di un momento di malumore, non facciano nascere anche nell'anima di questi
amici un pensiero passeggero di inimicizia?
E proprio questo pensiero... viene colto dallo sciagurato microscopio; allora, mi entra nel cuore una cupa
tristezza, e in una furia ingiusta, in uno sconsiderato accecamento, scaccio dal mio petto anche l'amico pi vero, mentre
mi rode sempre pi a fondo, fin nelle radici stesse della vita, quel veleno assassino dell'astio, che quaggi sulla terra mi
separa da ogni altro essere vivente, e mi rende estraneo anche a me stesso.
No! un sacrilegio, un empio sacrilegio pretendere, come quell'angelo della luce caduto, che port sulla terra
il peccato di volersi mettere alla pari con l'eterna potenza che scruta l'animo degli uomini perch li domina.
Basta, basta con questo dono sciagurato!.
Il signor Peregrinus Tyss aveva afferrato la scatolina in cui era riposto il minuscolo microscopio, ed era sul
punto di scaraventarla con tutta la sua forza contro il soffitto.
Ma ecco che d'un tratto - nelle sue sembianze microscopiche, ma davvero carino e grazioso da guardare, con
una corazza brillante e bellissimi, lucidi stivali d'oro compare Mastro Pulce, seduto sulla coperta, proprio accanto al
signor Peregrinus Tyss. Fermo!, esclam, fermo, stimatissimo! Non fate cose inutili! Sarebbe pi facile per voi
distruggere un granellino di pulviscolo atmosferico che non spostare anche di un solo piede questo piccolo microscopio
infrangibile, almeno finch io mi trovo nelle vicinanze. E d'altra parte, senza che voi ve ne accorgeste, io me ne stavo

nascosto come d'abitudine nella piega della vostra sciarpa anche mentre eravate da quel brav'uomo del Mastro legatore
Lmmerhirt; dunque, son stato testimone di tutto quanto accaduto l. E ho ugualmente test ascoltato il vostro
edificante soliloquio, traendone molti insegnamenti.
Per prima cosa, soltanto ora che il vostro animo vivificato dall'amore vero e puro, siete riuscito a farlo
brillare dall'intimo nella gloria pi sfavillante, come un potente raggio, cosa per la quale io ritengo che il supremo e
decisivo momento si stia avvicinando.
In secondo luogo, mi sono anche reso conto che, per quanto riguarda il minuscolo microscopio, sono incorso
in un grande errore. Credetemi, voi che siete il mio amico pi stimato e fidato, sebbene io non abbia il piacere di essere
un uomo come voi, ma soltanto una pulce - anche se non una pulce qualsiasi, ma provvista di titoli, per via del mio
glorioso compito di maestro - tuttavia mi intendo molto bene dell'animo e del comportamento degli esseri umani, tra i
quali io alloggio per una parte considerevole del mio tempo. Alle volte, la loro condotta mi pare assai stravagante, anzi
quasi stupida; non abbiatevene a male, stimatissimo, lo dico solo in quanto sono Mastro Pulce. Voi avete ragione, amico
mio, sarebbe una cosa assai brutta e non porterebbe alcun vantaggio se gli uomini potessero l'un l'altro scrutarsi dentro il
cervello come se niente fosse; invece, per la disinvolta e spiritosa pulce questo dono del microscopio non nient'affatto
pericoloso.
Voi sapete bene, stimatissimo, e ben presto - se il cielo lo vorr - anche felicissimo signor Peregrinus, che il
mio popolo d'indole lieta, anzi spigliata, e coraggiosa, e si potrebbe ben dire che esso sia composto esclusivamente da
giovani rompicollo davvero impudenti. E io, per quel che mi riguarda, posso vantarmi di una capacit tutta speciale di
comprendere la vita, che non davvero consueta presso di voi, saggi figli del genere umano. Vale a dire, che non ho mai
fatto nulla al momento sbagliato. Pungere davvero la condizione essenziale della mia esistenza; eppure, io ho sempre
punto nel momento giusto, e al posto giusto. Tenetelo bene a mente, mio caro e fedele amico!
Io ricevo ora dalle vostre mani in restituzione quel dono che era stato destinato a voi, e che non possono
possedere n quell'alambicco di nome Swammerdamm, n quel Leuwenhoek che si rode il fegato per la sua meschina
gelosia; io lo conserver con ogni cura. E ora, stimatissimo signor Peregrinus, abbandonatevi al sonno. Ben presto
sprofonderete in un delirio di sogni, nel quale vi si manifester il grande momento. Al momento opportuno sar di
nuovo con voi.
Mastro Pulce scomparve, mentre il bagliore che egli aveva emanato si disciolse nella buia e cupa notte della
stanza, le cui finestre erano serrate.
Accadde allora proprio ci che Mastro Pulce aveva annunciato.
Di l a poco, infatti, il signor Peregrinus Tyss credette di trovarsi sulla riva di un mormorante ruscello silvestre
e di percepire il soffio del vento, lo stormire delle foglie nel bosco, il ronzio di migliaia di insetti che volavano intorno a
lui. Ma poi fu come se si facessero udire - via via sempre pi chiaramente - strane voci, finch Peregrinus credette di
udire vere e proprie parole.
Eppure, soltanto un cicaleccio confuso e fastidioso penetrava nel suo orecchio.
Alla fine, per, una voce cupa e solenne - la quale tuttavia risuonava via via pi limpida - pronunci le seguenti
parole:
Sfortunato re Sekakis, che hai disdegnato la comprensione della natura, e che, accecato dall'incantesimo del
pi malvagio dei demoni, hai scrutato il falso Teraphim al posto del vero spirito!
In quel luogo fatale, a Famagosta, nascosto nel profondo grembo della terra, si trovava il talismano; tuttavia,
poich tu ti eri distrutto da te stesso, non esisteva pi alcun principio in grado di riaccendere la sua forza pietrificata.
Inutilmente tu sacrificasti tua figlia, la bella Gamaheh, e inutile fu la disperazione amorosa del cardo Zeherit; e anche
del tutto impotente rimase la sete sanguinaria del principe Sanguisuga. Perfino il rozzo genio Thetel fu costretto a
lasciar perdere la dolce preda poich, sebbene quasi spento, ancora cos potente, o re Sekakis, era il tuo pensiero da
riuscire a ricondurre la figlia perduta al suo elemento originario, dal quale era nata.
Oh, pazzi rivenduglioli della natura, perch la poverina dovette cadere proprio nelle vostre mani, cosicch la
scopriste dentro al polline di quel fatale tulipano di Harlem? Perch doveste tormentarla con i vostri mostruosi
esperimenti credendo, nella vostra follia e nella vostra infantile presunzione, di riuscire mediante i vostri insulsi artifici
a far ci che solo pu la forza di quel talismano sopito?
E anche a te, Mastro Pulce, non pot esser consentito di indagare in quel mistero, poich al tuo sguardo chiaro
e limpido mancava la forza per poter penetrare nelle profondit della terra, e spiare il rubino pietrificato.
Gli astri compirono il loro corso, incrociandosi su di esso in mirabili orbite; poi, terribili costellazioni
originarono quell'evento prodigioso e imperscrutabile all'occhio umano. Eppure, nessun conflitto siderale riusc a
svegliare il rubino; poich infatti non era ancora nato quell'animo umano che avrebbe dovuto curarlo e custodirlo, in
modo che esso, nel riconoscimento dell'Altissimo e assumendo una natura umana, si risvegliasse a una vita gioiosa... E
ora, infine!...
Il miracolo compiuto, l'attimo giunto!.
Un riflesso chiaro e scintillante pass dinanzi agli occhi di Peregrinus Egli si svegli a met dal suo
stordimento e - con non poca meraviglia - scorse Mastro Pulce che, nelle sue sembianze microscopiche e tuttavia
avvolto in una splendida veste talare ad ampie pieghe, tenendo tra le zampette anteriori una fiaccola fiammeggiante,
saltellava qua e l per la stanza tutto zelante e affaccendato, emettendo di tanto in tanti piccoli suoni acuti.

Il signor Peregrinus stava per svegliarsi del tutto; ma d'un tratto, mille lampi di fuoco presero a guizzare per la
camera, che ben presto parve invasa da un'unica, incandescente palla fiammeggiante. Ma poi un lieve profumo
aromatico attravers quel fuoco selvaggio, che subito si plac, trasformandosi in un dolce riflesso lunare.
Peregrinus si ritrov in piedi, su di un trono magnifico, nelle ricche vesti di un re indiano, il diadema
scintillante sulla testa e in mano il fior di loto, cos ricco di significati, al posto dello scettro. Il trono era eretto in una
sala sterminata, le cui mille colonne erano in realt svelti cedri alti fino al cielo.
In mezzo alla fitta vegetazione levarono allora il capo le pi belle rose e meravigliosi e profumatissimi fiori di
ogni sorta, nella loro ardente bramosia di raggiungere il puro azzurro del cielo che, risplendendo attraverso l'intreccio
dei rami dei cedri, guardava verso la terra quasi con occhi innamorati.
Peregrinus si riconobbe, e sent che il rubino riacceso alla vita ardeva nel proprio petto.
Lontano, sullo sfondo, il genio Thetel si arrabattava per levarsi in volo; ma non aveva raggiunto neppure la
met dei fusti dei cedri, che ripiomb obbrobriosamente a terra. Ma qui, con le sue ripugnanti anella, strisciava avanti e
indietro lo schifoso principe Sanguisuga, cercando disgustosamente di farsi ora corto, ora lungo, mentre gemeva:
Gamaheh... tu sei mia!.
Nel mezzo della sala, Leuwenhoek e Swammerdamm sedevano dinanzi a colossali microscopi, facendo brutte
facce lamentose e pietose, e intanto si gridavano l'un l'altro con tono di rimprovero: Lo vedete, questo era il punto
dell'oroscopo il cui significato non siete stato capace di interpretare! Ora il talismano perduto per sempre!.
Proprio accanto ai gradini del trono, Drtje Elverdink e George Pepusch parevano non tanto assopiti, quanto
piuttosto caduti in un profondo deliquio.
Peregrinus, oppure - ora possiamo davvero chiamarlo cos - il re Sekakis, gett via il manto regale, le cui
pieghe ricoprivano il suo petto, e dal suo animo il rubino, simile a un fuoco celeste, lanci lampi abbaglianti attraverso
tutta l'ampia sala.
Con un cupo lamento, il genio Thetel, che ancora stava tentando di levarsi in volo, si polverizz in infiniti
fiocchi incolori che, come sospinti dalla tempesta, si persero tra i cespugli.
Con l'eco spaventosa d'un lamento che spezzava il cuore, il principe Sanguisuga si ripieg su se stesso,
scomparendo nella terra; si percep allora un mormorio di scontento, come se essa accogliesse molto malvolentieri nel
suo grembo quell'ospite odioso e sgradito. Leuwenhoek e Swammerdamm, scivolando gi dai microscopi, si erano
accasciati su se stessi, e dai loro angosciosi gemiti e singhiozzi, dai loro cupi sospiri di morte, Si capiva che erano
prigionieri di atroci pene.
Ma Drtje Elverdink e George Pepusch, o - come qui pi opportuno chiamarli - la principessa Gamaheh e il
cardo Zeherit, si erano ripresi dal loro deliquio e si erano inginocchiati di fronte al re, che parevano implorare con
struggenti sospiri. Ma poi abbassarono gli occhi a terra, quasi non riuscissero a sostenere il bagliore del luccicante
rubino.
Fu con grande solennit che allora Peregrinus disse:
Con la vile argilla e con batuffoli di piume cadute a uno struzzo sciocco e maldestro ti aveva impastato il
malvagio demone, proprio te, che avresti dovuto ingannare gli uomini in qualit di genio Thetel; perci ti ha annientato
il raggio di luce, dato che sei un vuoto fantasma arruffone, e hai dovuto esser polverizzato in un nulla inconsistente.
E anche tu, mostro notturno assetato di sangue, odiato principe Sanguisuga, dinanzi al raggio
dell'incandescente rubino hai dovuto cercar asilo nel grembo della terra.
Ma voi, poveri pazzi - sciagurato Swammerdamm, biasimevole Leuwenhoek -, la vostra vita tutta intera
stata un unico incessante e ininterrotto errore. Voi avete tentato di studiare la natura, senza neppure intuire il senso della
sua intima essenza
Voi avete osato penetrare nella sua officina per spiare il suo lavoro misterioso, credendo che vi sarebbe
riuscito di arrivare a scrutare impunemente quei segreti spaventosi che restano imperscrutabili all'occhio umano. Ma il
vostro cuore rimasto muto e impietrito, n giammai il vero amore ha acceso il vostro animo, i fiori e gli insetti dalle ali
colorate e leggere non vi hanno mai parlato con dolci parole. Voi avete creduto di ammirare i sacri e sublimi miracoli
della natura in devota ammirazione e venerazione, ma frattanto, mentre con condotta sacrilega vi davate da fare per
scoprire fin dentro il loro pi intimo atomo le leggi di quei prodigi, distruggevate da voi stessi quella devozione; cos,
quella conoscenza cui anelavate non fu che un fantasma dal quale veniste imbrogliati, come bambini curiosi e saccenti.
Pazzi! A voi il raggio del rubino non dar pi consolazione, n speranza alcuna.
Ah, ah! Ma s che c' ancora consolazione, ancora speranza, se la vecchia va dai vecchi, ecco qui l'amore,
ecco la fedelt, ecco la tenerezza. E la vecchia ora davvero una regina, e conduce il suo Swammerdammuccio, il suo
Leuwenhoekino nel proprio regno, dove loro sono bei principi che si mettono a sfilacciare fili d'oro e d'argento e ritagli
di seta, e fanno tante altre cose ragionevoli e tanto utili.
Cos disse la vecchia Aline, che improvvisamente abbigliata d'abiti meravigliosi e quasi paragonabili al
costume della regina di Golconda all'opera, si pose in mezzo ai due microscopisti. Ma questi due si erano a tal punto
rinsecchiti e ritirati, da essere ormai poco pi alti d'una spanna. La regina di Golconda prese in braccio i piccoli, che
frignavano e si lagnavano a pi non posso, e si mise a coccolarli e vezzeggiarli come bimbetti, e intanto faceva loro
mille moine affettuose. Poi la regina di Golconda mise i suoi graziosi bambolottini in due culline molto belle, intagliate
nel pi bell'avorio, e prese a cullarli, cantando cos:
Ninna nanna, ninna-

questi bimbi a chi li do?


Li dar all'uomo nero, ecc.
Mentre accadeva tutto ci, la principessa Gamaheh e il cardo Zeherit erano rimasti inginocchiati sui gradini del
trono.
Allora Peregrinus disse: No! Dileguato ormai l'errore che ha sconvolto la vostra vita, amata coppia. Venite
sul mio petto, miei cari! Il raggio del rubino vi attraverser il cuore, e voi godrete della felicit del paradiso. Con
espressioni di grande speranza si alzarono entrambi, la principessa Gamaheh e il cardo Zeherit, e Peregrinus li strinse
forte al suo cuore in fiamme.
Appena li lasci, essi caddero l'uno nelle braccia dell'altra dai loro volti era scomparso il pallore cadaverico, e
ora una vita giovane e fresca fioriva sulle loro guance, brillava nei loro occhi.
Mastro Pulce, che era stato per tutto il tempo a fianco del trono come un grazioso satellite, assunse
improvvisamente le sue sembianze naturali e, saltando abilmente fin sulla nuca di Drtje, esclam con voce acuta: Il
primo amore non muore mai! .
E allora, oh miracolo!, sul petto di Peregrinus apparve anche Rschen, smagliante nell'indescrivibile grazia
della sua soave verginit, e circondata dalla luce del pi puro amore, simile a un cherubino celeste.
I rami dei cedri si misero cos a stormire, per la gioia i fiori levarono ancor pi le loro corolle, mentre splendidi
uccelli del paradiso presero a volare nella sala; intanto, dolci melodie si libravano dal folto del bosco, un giubilo
esultante echeggiava da grande distanza e un inno di gioia incontenibile, intonato da mille voci, riempiva l'aere. E a
quella santa consacrazione dell'amore accorsero tutte le delizie della vita, e - vero fuoco etereo del cielo! - diedero
scintille e alte fiamme.
Il signor Peregrinus Tyss aveva comprato una bellissima villa nei pressi della citt, e qui, nello stesso giorno, si
festeggiarono le sue nozze e quelle del suo amico George Pepusch con la piccola Drtje Elverdink.
Il benevolo lettore certo vorr dispensarmi dal descrivere il banchetto nuziale, come pure dal riferire
dettagliatamente che altro avvenne quel solenne giorno.
E ugualmente volentieri lascio alle belle lettrici di figurarsi gli abiti delle due spose in base all'immagine che
balena alla loro fantasia. C' solo da notare che Peregrinus e la sua soave Rschen erano davvero la personificazione
della lieta e ingenua disinvoltura, mentre George e Drtje stavano profondamente assorti e, gli occhi negli occhi,
parevano non vedere, non sentire, non pensare che a loro stessi.
Era mezzanotte quando, all'improvviso, il balsamico profumo del cactus invase tutto il vasto giardino, tutta la
casa.
Peregrinus si risvegli dal sonno, credendo di udire la melodia straziante di una malinconia disperata, mentre
uno strano presentimento si impadroniva di lui.
Gli pareva infatti come se un amico si strappasse con violenza dal suo petto.
La mattina dopo, la seconda coppia di sposi, cio George Pepusch e Drtje Elverdink, era scomparsa, e non
poco ci si meravigli scoprendo che la soglia della stanza nuziale non era stata neppure varcata.
In quella, giunse il giardiniere, completamente fuori di s, gridando che non sapeva davvero cosa pensare, ma
che uno strano prodigio si era verificato nel giardino.
Per tutta la notte, infatti, egli aveva sognato che il Cactus grandiflorus era fiorito, e soltanto ora ne aveva
compreso la ragione. Si doveva solo andare a vedere.
Peregrinus e Rschen scesero in giardino. Nel mezzo di un bel boschetto era spuntato un alto cardo, il cui fiore
si era reclinato, appassito dai raggi mattutini; e attorno a questo fiore, amorosamente si avvolgeva un tulipano striato di
viola e di giallo, anch'esso morto della morte delle piante...
Oh, il mio presentimento, esclam Peregrinus, con la voce che gli tremava per la profonda tristezza, il mio
presentimento non mi ha tratto in inganno! Il raggio del rubino, che ha risvegliato me a una vita superiore, a voi ha dato
la morte, o coppia unita dalle strane vicissitudini di una misteriosa scissione di oscure potenze.
Il mistero svelato, l'attimo supremo dell'appagamento di tutti i desideri stato anche l'attimo della vostra
morte.
Anche Rschen parve intuire il senso del prodigio e, chinatasi sul povero tulipano appassito, pianse
innumerevoli lacrime.
Avete perfettamente ragione, disse Mastro Pulce (che improvvisamente era apparso seduto sul cardo nelle
sue graziose sembianze microscopiche), s, avete perfettamente ragione, stimatissimo signor Peregrinus; le cose stanno
proprio come avete appena detto, e ora io ho perduto per sempre la mia amata.
Rschen si era quasi spaventata al vedere il piccolo mostro, ma Mastro Pulce la fiss con occhi cos intelligenti
e benevoli, e il signor Peregrinus fu cos affabile con lui, che ella si fece cuore, lo guard dritto nel piccolo e grazioso
musetto, acquistando cos molta pi fiducia nella minuscola e straordinaria creatura, quando Peregrinus le sussurr
all'orecchio: Questo il mio buono e caro Mastro Pulce.
Mio carissimo Peregrinus, disse allora Mastro Pulce con grande tenerezza, mia cara e dolce signora, ora
devo lasciarvi e far ritorno dal mio popolo; ma vi rester eternamente amico e fedele, e voi percepirete la mia presenza
in modo davvero piacevole e divertente. Addio, e vivete felici! Vi auguro ogni bene ! .

Frattanto, Mastro Pulce aveva riacquistato la sua figura naturale, ed era sparito senza lasciar traccia di s.
Ma in realt, Mastro Pulce deve aver continuato a manifestarsi in modo molto attivo quale gradito ospite della
casa, nonch a vegliare sulla famiglia del signor Peregrinus, poich dopo un anno un piccolo Peregrinus rallegr la bella
coppia. In questa circostanza, Mastro Pulce si sedette sul letto della cara signora e pizzic sul naso la levatrice quando
costei si addorment, salt dentro e fuori dal brodo della partoriente, che era riuscito proprio male, e ne fece ancora
molte altre delle sue.
Ma la cosa pi carina di Mastro Pulce fu che per Natale non fece mai mancare alla discendenza tyssiana
giocattoli finemente lavorati dai pi bravi artigiani del suo popolo. Cos facendo, ricordava piacevolmente al signor
Peregrinus Tyss quel fatidico albero di Natale, nel quale avevano fatto il nido gli avvenimenti pi incredibili e bizzarri.
Qui si interrompono tutte le ulteriori notizie, e la straordinaria storia di Mastro Pulce giunge alla sua lieta e
desiderata ardentemente pi che mai da tre mesi a questa parte perch le palle mi toccano per terra.....
FINE.