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La democrazia della paura

di Nadia Urbinati 09 Dicembre 2015


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Come reagire al successo elettorale dei rigurgiti viscerali della paura del dive
rso? C' chi spera nella capacit di resistenza della democrazia liberale. La Repubb
lica, 9 dicembre 2015,
LA DEMOCRAZIA della paura ha vinto in Francia con larma della retorica xenofoba d
el Fronte Nazionale. temuta in tutti i paesi occidentali. Lo si intuisce dalle p
arole tranquilizzanti usate da Barack Obama nella conferenza stampa tenuta due g
iorni fa. Il Presidente ha sentito il bisogno di rassicurare gli americani che f
ar tutto quanto in suo potere per proteggere la democrazia, aggiungendo che la lib
ert pi potente della paura e deve essere difesa a tutti i costi. Alla sua destra, i
candidati repubblicani, Donald Trump in testa, lanciano allarmati proclami di c
hiusura delle frontiere e perfino di Internet.
Il problema che di fronte a nemici invisibili e spietati, come i terroristi dellI
s, la libert cerca riparo nelle politiche di emergenza e queste possono a loro vo
lta essere usate da cinici demagoghi per chiedere misure liberticide radicali, n
el nome della difesa della nazione. Questo il rischio che corre la Francia oggi.
La severit tempestiva di Hollande non riuscita a convincere i francesi che quell
e misure di limitazione delle libert sono sufficienti. E come in un circolo vizio
so, la strategia della salvezza nazionale diventa scopo a se stesso; per Marine
Le Pen la guerra contro lIs un pretesto e le misure antiterrorismo sono la grande
opportunit per realizzare il vero obiettivo: risolvere il problema dellimmigrazio
ne con la chiusura delle frontiere. Farla finita con lEuropa. Ecco il progetto de
i nazionalisti europei, che hanno in Le Pen la loro leader.
E Marine Le Pen lo sa e usa proprio largomento dellemergenza per chiedere pi radica
le emergenza. La strada aperta a esiti terribili. La leader del Fronte Nazionale
, oggi primo partito in Francia, invoca passioni ancestrali dellunit del corpo mis
tico della nazione contro i nemici interni, gli emigrati,i rifugiati: tutti iden
tificati con i terroristi, con i musulmani. La semplificazione una retorica spie
tata che taglia corto sui dettagli e le specificazioni. per questo potente nellim
maginario collettivo, facile da capire e da reiterare fino al parossismo. Dove i
l Fronte Nazionale ha stravinto infatti nelle regioni di confine: a Calais ha su
perato il 50%, approfittando delle pressioni contro le migliaia di rifugiati la n
uova giungla che sperano di salpare per lInghilterra.
La democrazia liberale non ha armi potenti contro la paura perch la libera compet
izione delle idee vuole ed esige la pace civile e la tranquillit. debole contro l
a paura radicale perch la sua regola quella di riuscire a unire le opinioni senza
azzerare le differenze, senza mettere tutti i diversi in un fascio. debole, sop
rattutto in Europa, dove si impiantata sulla nazione, su un corpo che pu essere r
appresentato in chiave identitaria estrema. Giuseppe Mazzini lo comprese molto b
ene e insistette nel tenere distinta la nazionalit del corpo politico democratico
dalla religione nazionalista. Si tratta di una distinzione raffinata tuttavia,
agevole da articolare in tempi di tranquilla politica dellordinario. La storia de
l vecchio continente ce lo insegna: la paura ha travolto le giovani e deboli dem
ocrazie del primo dopoguerra. Bast a pochi demagoghi speculare sullimpoverimento d
elle masse e la paura fece il suo corso: armando prima i nazionalismi guerrafond
ai poi i fascismi che imposero regimi a partito unico in nome della salvezza del
la patria. Quel che venne poi lo sappiamo fin troppo bene.
Da quelle ubriacature nel mito della purezza della nazione ne siamo usciti addom
esticando la nazione con i diritti individuali, e la democrazia con il pluralism
o dei partiti e la limitazione dei poteri. Ma queste regole, questi diritti non
sopravvivono in solitudine, senza il sostegno di unopinione larga e diffusa, senz
a un senso comune. Questo essenziale proprio perch le democrazie non possono evit
are che si esprimano idee liberamente, non possono chiudere la bocca ai demagogh

i. La loro forza sotterranea e deve saper emarginare questi rischi senza reprime
rli. Questo dovrebbe a maggior ragione succedere in tempi ardui, per non lasciar
e che astuti capipopolo soffino sul fuoco della paura e aggreghino larghe maggio
ranze.
La paura travolse le deboli democrazie del primo dopoguerra e torna ad essere un
rischio nellEuropa delle solide democrazie costituzionali. Sottoposte allo stres
s durissimo della crisi economica e del terrorismo. Una risposta, la pi facile e,
a quanto pare, ciclica, il populismo, il regime della maggioranza assoluta, il
potere del numero grande non per governare nel rispetto del numero piccolo, ma p
er sopraffarlo e governare contro di esso. Il maggioritarismo , come ha spiegato
Yves Mnie su questo giornale pochi giorni fa, una pericolosa arma in mano ai popu
listi. un esito possibile della democrazia della paura una traiettoria che per lE
uropa potrebbe avere effetti devastanti e che attuerebbe in pieno i progetti ant
ieuropei dei suoi nemici.
postilla
Il fatto che le democrazie "liberali", in un mondo dominato dalla prevalenza deg
li interessi finanziari della globalizzazione capitalistica, sono passate via vi
a dal rispetto delle regole della democrazia rappresentativa (forma della democr
azia liberale) al loro sgretolamento. Questo le ha fortemente indebolite nel ra
pporto tra governanti e popolo. La Francia di Hollande e l Italia di Renzi ne so
no un esempio clamoroso, per tacere dell Unione europea. Non dimentichiamo che l
a conquista del mondo da parte del finanzcapialismo, oggi egemonico, avvenuta c
on episodi abbastanza violenti, come l eliminazione fisica di Salvador Allende e
del suo regime democratico in Cile.