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Carlo Castronovo

I CONFINI DELLA RESPONSABILIT CIVILE


TRA CONTRATTO E TORTO
Il problema dei confini tra responsabilit extracontrattuale e responsabilit contrattuale pu
essere impostato in maniera almeno duplice. Il primo aspetto riguarda la qualificazione e la
ascrizione alluna o allaltra area di una serie di fattispecie nuove, o di altre gi note, che il lavoro
diuturno del diritto applicato ha portato a riclassificare.
Il problema emerge come un'area di turbolenza ai confini tra responsabilit aquiliana e
responsabilit contrattuale, nella quale confluiscono una serie di ipotesi di danno connotate da
profili che le accostano ora all'una ora all'altra senza riuscire a rendere persuasivo e soddisfacente
l'inquadramento che se ne voglia fare nella prima o nella seconda. Ascriverle alla responsabilit
contrattuale sembra frutto di una enfatizzazione, e ricondurle a quella extracontrattuale si rivela un
impoverimento. Esse appaiono giuridicamente pi pregnanti del semplice rapporto obbligatorio di
risarcimento del danno al quale si riduce quest'ultima e per meno articolate del rapporto
obbligatorio incentrato sulla prestazione.
Finora la nostra letteratura non ha dedicato attenzione, se non da prospettive parziali, a questo
che attualmente pu dirsi il terreno di maggiore vivacit della responsabilit di diritto civile.
Questa area di incerta qualificazione sembra riguardare il danno meramente patrimoniale. Si
tratta, invece, di uno spazio pi ampio e articolato.
Possono indicarsi la responsabilit da doppia alienazione (1 ), la decisione sul caso De Chirico2 , quelle
sulla risarcibilit del danno da lesione di interessi legittimi, quelle sulla perdita di chance, i danni cagionati
nello svolgimento di attivit economiche, come la concessione abusiva di credito, ecc., le informazioni

erronee o non veritiere date da un professionista (ad es., una banca a riguardo di un cliente o una
guida turistica riguardo a un ristorante dato per chiuso e invece di nuovo in esercizio al momento

Cass. 8 gennaio 1982, n. 76, in Foro it. 1982, I, c. 394 ss., con nt. di Pardolesi. Cass. 22 novembre 1984, n. 6006, in Mass.
Giust. civ. 1984, p. 1967, ha applicato lo stesso principio in materia di intavolazione. Nella giurisprudenza ultima, Cass. 25 ottobre
2004, n. 20721, succintamente riferita in Corriere giuridico 2005, p. 21, ha proiettato meccanicamente il medesimo principio su un
caso di doppia donazione con trascrizione poziore della seconda; caso invero nel quale la gratuit dell'acquisto ancor di pi avrebbe
dovuto suggerire una soluzione diversa: non reputando sufficiente la mala fede ma esigendo, ai fini della responsabilit del secondo
acquirente, una condotta di induzione come quella solamente in grado di aggiungere un esito di responsabilit all'effetto acquisitivo
che l'art. 2644 presenta come l'unico conseguente alla trascrizione.
2

Cass. 4 maggio 1982, n. 2765, in Giust. civ. 1982, I, p. 1745 ss., con nota di A. DI M AJO, Ingiustizia del danno e diritti
non nominati (v. oltre, par. 8), ma la categoria ricorre gi obiter in Cass., sez. un. 26 gennaio 1971, n. 174, in Foro it.
1971, I, 350. Prima ancora Cass. 4 maggio 1960, n. 1002, in Giur. it. 1960, I, I, 1352, anch'essa obiter, fa parola di
lesione dell'interesse all'integrit patrimoniale, assumendo per che questo (sarebbe) direttamente protetto dalla
legge con precetti di portata generale , probabilmente intendendo significare i singoli diritti soggettivi patrimoniali.

della riedizione dell'opera 3 ); la c.d. Prospekthaftung, che costituisce una specie della precedente; la
responsabilit degli intermediari finanziari secondo la configurazione datane dalla mutevole
disciplina legislativa 4 ; il danno cagionato dal medico a un paziente nell'adempimento di una
prestazione di lavoro all'interno di una struttura sanitaria; il danno che un alunno si procuri da s o
cagioni ad altri durante le attivit scolastiche e del quale si chieda il risarcimento al precettore
dipendente dall'istituto con il quale in vigore il rapporto di istruzione ed educazione dell'alunno
medesimo 5 ; il danno che il professionista, nell'adempiere un'obbligazione, cagioni a soggetti che
non gli sono creditori ma nella cui sfera giuridica si riflettono gli effetti negativi della sua
prestazione inesatta.
Questultima ipotesi ha cominciato ad albeggiare in common law, ove il pure economic loss
risarcibile soltanto in ipotesi ben definite. Tra esse si annovera anche quella del danno inferto
intenzionalmente, nonch linduzione allinadempimento. Ma complessivamente si pu parlare di
una exclusionary rule.
In tutte le ipotesi menzionate il torto extracontrattuale appare inidoneo a dare forma giuridica
soddisfacente al fatto e, quando ricorre, al danno meramente patrimoniale. Inoltre la prospettiva
extracontrattuale non in grado di fornire un criterio atto a distinguere le ipotesi di risarcibilit da
quelle di irrilevanza del danno. A ben vedere, quello che rileva un rapporto, che, una volta fatto
emergere, rende evidente che la responsabilit di cui si tratta di natura contrattuale. Si tratta
soltanto di avere chiaro che responsabilit contrattuale non significa necessariamente responsabilit
da contratto; il passo ulteriore da compiere che essa non significa neppure responsabilit da
inadempimento nel senso tradizionale del termine. La categoria dogmatica di riferimento quella
dellobbligazione senza prestazione.

V. Trib. Roma 7 giugno 1991, in Giur. it. 1992, 1, Il, p. 628 ss., ove si legge che la notizia... vera in un isolato
momento, diventa non vera per il contesto, anche temporale, della pubblicazione; dal che discende che essa, pur se non
costituente reato (di diffamazione), configura un illecito civile, perch trascende colposamente i limiti della corretta
cronaca (632). Ma se veramente il punto di partenza fosse quello del reato, il Tribunale avrebbe dovuto negare la
responsabilit, in forza dell'art. 185 c.p., in base al quale il giudice pronuncia in merito al risarcimento del danno
quando il fatto costituisce reato. In mancanza del reato, per affermare la responsabilit necessario rinvenire una
situazione giuridica soggettiva la cui lesione, integrando il danno ingiusto, d a propria volta adito al risarcimento. Nel
caso di specie, la via della responsabilit civile passa attraverso la messa in evidenza della particolare posizione
dell'autore dell'informazione, atta a giustificare bens una responsabilit quando non si tratta dell'uomo della strada
incontrato per caso, ma non extracontrattuale proprio per la ragione appena detta. In buona sostanza, in ipotesi come
questa, afferma re la responsabilit e qualificarla poi aquiliana, finisce in una contraddizione.
4
Art. 100 bis d. lgs. 24 febbraio 1998, n. 58, come sostituito dallart. 3 d. lgs. 28 marzo 2007, n. 51.
5
Cfr. Cass., sez. un. 27 giugno 2002, n. 9346, in Giur. it. 2003, p. 446 ss., spec. par. 7.2.5, per il danno cagionato a
scuola dall'alunno a se stesso, del quale la Corte afferma che a dover rispondere il precettore, oltre che l'istituto:
quest'ultimo a titolo contrattuale pieno, il primo anch'esso a titolo contrattuale per il rapporto di protezione che si
instaura tra esso e l'alunno in seguito al contatto sociale, e, aggiungiamo noi, all'affidamento radicato nello status di
insegnante, che fa nascere una obbligazione senza prestazione nei termini illustrati qui di seguito.

Il secondo profilo attiene alla questione se, una volta qualificata una fattispecie, sia
prospettabile la qualificazione alternativa e, ulteriormente, se qualificazioni alternative siano
reciprocamente preclusive o consentano un concorso. Tradizionale, nella nostra come nelle altre
letterature, la questione dei rapporti tra responsabilit contrattuale ed extracontrattuale. La
responsabilit aquiliana risponde alla questione se possa essere domandato il risarcimento a un
soggetto con il quale prima del verificarsi del danno non esisteva nessuna relazione giuridicamente
rilevante; da questo secondo requisito essa prende il significato pregnante di responsabilit
extracontrattuale. Viceversa la qualifica contrattuale depone nel senso di una relazione, che
preesiste alla responsabilit e di cui quest'ultima costituisce lo sviluppo patologico.
Una volta delineate le due specie, il secondo grande problema di configurazione della
responsabilit all'interno del diritto civile quello dei confini tra esse. La demarcazione della
responsabilit extracontrattuale rispetto agli istituti che o, analogamente a essa, danno vita a
obbligazioni ex lege come l'arricchimento e la gestione d'affari o, pure alla maniera di essa,
addirittura producono lo stesso effetto giuridico quale il risarcimento del danno, come la
responsabilit contrattuale, tra le pi interessanti e ricche nella ma teria che ci occupa.
Nell'esperienza italiana solo di recente venuta affiorando una consapevolezza sistematica che
lo studio di un istituto non pu essere condotto come se si trattasse di un insieme di norme avulso
da un contesto. Cos sono venuti emergendo i nessi tra la responsabilit civile e l'assicurazione, tra
l'arricchimento e la responsabilit civile, tra la tutela reale o possessoria e quella risarcitoria, tra
responsabilit aquiliana e responsabilit contrattuale; e conseguentemente la necessit di
approfondire le caratteristiche distintive degli istituti (6 ). Ne risulta una complessit sistematica
nella quale ci che si aggiunge da una parte viene meno dall'altra, il sistema trovando un nuovo
equilibrio ogni volta che si interviene su un punto qualsiasi di esso.
Ogni ordinamento finisce con l'individuare concretamente la linea che separa le due
responsabilit e il possibile concorrere di esse nella interazione, non sempre riducibile a un disegno
in grado di fornirne giustificazione, tra dato legislativo e diritto giurisprudenziale. Un criterio atto a
segnare tali confini ci fornisce la distinzione tra inadempimento da un lato e lesione di quello che la
dottrina tedesca chiama Bestandsinteresse ( 7 ), l'interesse all'integrit fisica e alla propriet. Ma la
tutela dell'interesse primario alla integrit della sfera soggettiva di ciascuno, attuata mediante
l'inscrizione di esso nell'area del rapporto obbligatorio attraverso la categoria degli obblighi di
protezione, con il conseguente assoggettamento della violazione che lo concerne alla responsabilit
6

In tale chiave pu essere letto C. Castronovo, La nuova responsabilit civile, III ed., Milano 2006. Un capitolo il frutto di
una ricerca comparatistica a cura di Chr. V. BAR e U. DROBNIG, The Interaction of Contract Law and Tort and Property Law in
Europe. A comparative Study, Mnchen 2004.
7
Cfr. Chr. v. BAR, Gemeineuropisches Deliktsrecht, I, Mnchen 1996, p. 410, 418. Forse pi corrente la categoria
Integrittinteresse, l'interesse a non subire lesione al patrimonio o alla persona: cfr. J. ESSER-H.L. WEYERS, Schuldrecht, II, Bes. T.,
Tbingen 1991, p. 50.

contrattuale, mette in crisi la distinzione e pone la questione di un concorso possibile tra le due
responsabilit, cio di una tutela suscettibile di essere risolta alternativamente in contract e in tort.
In merito, di primo acchito viene rilevato che nella dottrina e nella pratica il concorso tra la
responsabilit contrattuale e quella extracontrattuale comunemente riconosciuto (8 ). Il concorso
per non vale per l'inadempimento. Su questo punto il nostro ordinamento non ammette
contaminazioni extracontrattuali: lo dice ultimamente in termini chiarissimi la Cassazione ( 9 ):
Perch possa sorgere... una responsabilit di natura aquiliana... in luogo dell'esclusiva
responsabilit di natura contrattuale, occorre che il fatto prospettato come generatore del danno sia
completamente estraneo all'esecuzione della prestazione richiesta . Nelle parole della Cassazione,
concorso si ha quando all'inadempimento si accompagna la violazione di diritti che pertengono alla
parte indipendentemente dall'esistenza di un rapporto contrattuale. Per richiamare una
categorizzazione che abbiamo usata per delimitare le due aree di responsabilit (10 ), secondo quella
che possiamo chiamare la distinzione originaria, l' appartenenza violata trova tutela nella
responsabilit aquiliana, la spettanza delusa nella responsabilit contrattuale.

A. DI MAJO , Responsabilit contrattuale, in Dig. disc. priv., Sez. civ. XVII, Torino 2002, p. 53.
Cass. 7 ottobre 1998, n. 9911, in Foro it. 1998, I, 3526. Sotto questo profilo giustamente parla di carattere sussidiario della
responsabilit aquiliana nella tradizione romanistica, che per sembra condiviso dalla common law, K.D. KERAMEUS, Procedural
Implications of Private Law Classification, in Classification of Private Law: Bases of Liability and Remedies (C. Wasserstein-I.
Gilead, eds), (2003), p. 205 s.
10
C. CASTRONOVO , Obblighi di protezione, in Enc. giur., XXI, Roma 1990, 4.1.
9