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lucia/ madonnina mia ascoltami ti prego, io, mio padre e mia madre

siamo partiti dallalbania, per venire in italia , papa dice che se


arriviamo in italia ci salviamo , la nave che ci porta e molto
malandata e io ho una gran paura, il capitano pero ci ha assicurato
che arriveremo tutti sani e salvi , speriamo bene, madonnina fai che
tutto vada bene ( sullo sfondo i bambini continuano a giocare alcuni
seduti altri in piedi ) ( un bambino la raggiunge sul proscenio) lucia,
lucia, dai vieni a giocare , ma che stai facendo? lucia/ sto guardando
il mare, e bellissimo marco/ gia , qui ce solo mare lucia/ per forza
siamo su una nave marco/ ma litalia dove sta? natale in italia
forse farsa in musica per bambini di oreste de santis 2006 opera
depositata presso la siae di napoli http://www.orestedesantis.com
orestedesantis@libero.it 1 lucia/ ci sta, ci sta, stai tranquillo e prima
o poi arriveremo marco/ stanotte ho sognato che la nave si
affondava e finivamo tutti in mare , lucia/ uh mamma mia ma che
dici? marco/ tutti gridavano , sentivo un sacco di voci, mamma,
mamma, papa , aiuto , aiuto, affogo, affogo e poi ad un certo punto
sono arrivati gli squali e lucia/ basta, basta smettila mi fai paura ,
marco/ e va bene , mi sono svegliato tutto sudato, menomale che
era solo un sogno , pero a volte e successo veramente lucia/ a noi
non succedera stai tranquillo marco/ arriveremo domani e tra
qualche giorno sara natale, lucia/ chissa come il natale in italia
marco/ te lo dico io, , le strade saranno tutte illuminate lucia/ si , e
anche i negozi tutti luccicanti e addobbati a festa marco/ pieni di
tante belle cose da mangiare come arrivo in italia, voglio fare una
scorpacciata di caramelle e cioccolate come non ho mai fatto in vita
mia e tu? lucia/ io per il momento voglio solo arrivare tutta intera
marco/ gia speriamo bene, dai adesso vieni , raggiungiamo gli altri
( si uniscono al gruppo gi pronto per il balletto un bambino in piedi
nel cerchio) IO QUANDO ARRIVO IN ITALIA LA PRIMA COSA CHE
VOGLIO FARE LO SAPETE QUALE? TE LO DICO IO .UNA DOCCIA
MA QUALE DOCCIA, VOGLIO ANDARE SULLE GIOSTRE E GIOCARE
TUTTO IL GIORNO PRIMA FATTI UNA DOCCIA CHE PUZZI COME UNA
CAPRA, PUZZOLONE ( tutti ridono) E GIA PERCHE TU SEI
PROFUMATO, PUZZIAMO TUTTI E NORMALE ABBIAMO SOLO
LACQUA PER BERE , NON LA POSSIAMO MICA SPRECARE PER
LAVARCI NATALE IN ITALIAFORSE Farsa in Musica per Bambini di
Oreste De Santis 2006 Opera depositata presso la SIAE di Napoli
http://www.orestedesantis.com orestedesantis@libero.it 3 A ME,
MIA MADRE MI HA PROMESSO CHE PER QUESTO NATALE IN ITALIA ,
MI FARA UN BELLISIMO REGALO IO MI RICORDO CHE ( quando stavo
in Albania) LULTIMO NATALE IN ALBANIA , MIO PADRE PIANGEVA

PERCHE NON AVEVA I SOLDI NEMMENO PER COMPRARMI UNA


BAMBOLA ( al mio onomastico) E TU CHE HAI FATTO? IO GLI HO
DETTO CHE NON MIMPORTAVA SE NON MI FACEVA IL REGALO PERO
LUI MI HA PROMESSO , CHE UNA VOLTA IN ITALIA, CON I PRIMI SOLDI
CHE GUADAGNERA MI REGALERA UN BELLISSIMA BAMBOLA IO CE
LHO LA BAMBOLA ( ne mostra una mal ridotta) SI CHIAMA ROSA MA
E TUTTA SPORCA QUANDO ARRIVO IN ITALIA LE FACCIO UN BEL
BAGNETTO E GLI COMPRO UN VESTITO TUTTO NUOVO , E VEDRETE
SARA BELLISSIMA QUALCUNO DICE CHE I BAMBINI ITALIANI A
NATALE ( oppure quando festa) RICEVONO UN SACCO DI REGALI
IO VORREI SOLO UNA BELLA BAMBOLA IO MI ACCONTENTEREI DI UN
TRENINO CON LA GROTTA ALTRO CHE REGALI , A ME MIO PADRE MI
HA DETTO CHE COME ARRIVIAMO IN ITALIA, ANCHIO DOVRO
LAVORARE TU? MA SEI UN BAMBINO? CHE COSA POTRESTI FARE? IO
NON LO SO, MA LUI HA DETTO CHE CI SONO TANTI TIPI DI LAVORI
CHE POSSO FARE ADAN/ LO SO IO CHE TI FARA FARE, TI FARA
CHIEDERE LA CARITA PER LE STRADE DICONO CHE GLI ITALIANI
SONO MOLTO GENEROSI CON I BAMBINI ADAN/ OPPURE TI FARA
VENDERE GLI ACCENDINI E FAZZOLETTI DI CARTA AI SEMAFORI MA
TU CHE NE SAI ? ADAN/ FIDATEVI, LO SO, LO SO LUCIA E TU COSA
HAI CHIESTO PER NATALE ? ( per la tua festa) NATALE IN ITALIA
FORSE Farsa in Musica per Bambini di Oreste De Santis 2006
Opera depositata presso la SIAE di Napoli
http://www.orestedesantis.com orestedesantis@libero.it 4 LUCIA/
IO SPERO SOLO DI ARRIVARE SANA E SALVA INSIEME A MIO PADRE E
MIA MADRE, QUESTI VIAGGI SONO MOLTO PERICOLOSI ANCHIO
VOGLIO ARRIVARE SANA E SALVA , IO SE CADO IN MARE MUOIO DI
SICURO, NON SO NUOTARE NEMMENO IO , SPERIAMO BENE IO
STANOTTE HO SOGNATO CHE LA NAVE.. LUCIA/ MARCO , PER
FAVORE STAI ZITTO MARCO/ VA BENE , VA BENE STO ZITTO IO STO
PREGANDO LA MADONNINA DA QUANDO SIAMO PARTITI ADAN/LO
SAI CHE HO SENTITO CHE LALTRA VOLTA UNA NAVE E AFFONDATA,
SONO MORTI 10 BAMBINI MA PERCHE DICI SEMPRE QUESTE COSE
BRUTTE? ADAN/ NON LE HO DETTE IO, LE HO SENTITE DAI GRANDI ,
PARLAVANO SOTTO VOCE MA IO HO CAPITO TUTTO E ALLORA PREGA
PURE TU CHE TUTTO VADA BENE MA VOI LO SAPETE COSA SUCCEDE
UNA VOLTA SBARCATI? QUALCUNO DICE CHE CI FANNO MANGIARE,
CI FANNO LA VISITA MEDICA E POI E POI E POI CHE SUCCEDE LO
SAI O NON LO SAI? ADAN/ VE LO DICO IO CHE SUCCEDE..DOPO
SBARCATI CI RIMANDANO A CASA COME A CASA, QUALE CASA?
ADAN/ DI NUOVO IN ALBANIA TU DICI SOLO COSE BRUTTE , IO IN
ALBANIA NON CI VOGLIO TORNARE ADAN/ SE PERO HAI GIA
QUALCUNO IN ITALIA CHE TI PUO OSPITARE TI FANNO RIMANERE IN

ITALIA IO HO UNO ZIO NATALE IN ITALIAFORSE Farsa in Musica per


Bambini di Oreste De Santis 2006 Opera depositata presso la SIAE
di Napoli http://www.orestedesantis.com orestedesantis@libero.it
5 IO INVECE NON TENGO NESSUN PARENTE LUCIA/ MIO PADRE DICE
CHE UNA VOLTA ARRIVATI ANDREMO DA MIO CUGINO LUI GLI
TROVERA UN POSTO DI LAVORO, E ANCHE MIA MADRE LAVORERA
E TU CHE FARAI? LUCIA/ IO ANDRO A SCUOLA, UNA SCUOLA VERA ,
TUTTA PULITA , SENZA LACQUA CHE TI CADE ADDOSSO SI, CON I
RISCALDAMENTI PER QUANDO FA FREDDO E UNA PALESTRA DOVE
GIOCARE A PALLONE, ANCHIO VOGLIO GIOCARE A PALLONE IO
DIVENTERO UN GRANDE CALCIATORE, UNO, DUE , TIRO GOL
( mima unazione di calcio) DIVENTERO COME MARADONA SI COME
MARADONA, MA STAI ZITTO PERCHE? ANCHE MARADONA ERA UN
BAMBINO COME ME SI MA TU TI CHIAMI SAIMIN MICA MARADONA IO
IN ALBANIA A SCUOLA NON CI ANDAVO PROPRIO , STAVO SEMPRE
FUORI A GIOCARE LUCIA/ A ME LA SCUOLA PIACE MOLTO, VOGLIO
STUDIARE , STUDIARE ASSAI FINO A DIVENTARE UN DOTTORE E
PERCHE PROPRIO IL DOTTORE? LUCIA/ VOGLIO CURARE I BAMBINI
MALATI ADAN/ BRAVA HAI SCELTO PROPRIO UN BEL LAVORO E
PERCHE? ADAN/ I DOTTORI IN ITALIA GUADAGNANO UN SACCO DI
SOLDI E TU CHE NE SAI? LHO SENTITO DAI GRANDI MA TU STAI
SEMPRE A SPIARE I GRANDI ? ADAN/ SI) LA DOVRESTI SMETTERE LO
SAI ? ADAN/ E PERCHE? PERCHE CI SONO COSE CHE NOI NON
POSSIAMO ANCORA CAPIRE COME SAREBBE, PERCHE SIAMO
SCEMI? MA CERTO CHE SEI SCEMO SEI IO SONO SCEMO TU SEI
CORTO E PELOSO COME UN RAGNO , VA BENE? IO NON SONO UN
RAGNO ALLORA TIENI LA LINGUA LUNGA COME UN SERPENTE ( fa le
smorfiacce) IO NON SONO UN SERPENTE HAI CAPITO? INSOMMA LA
FINITE STATE SEMPRE A LITIGARE, BASTA LUCIA MA A COSA STAI
PENSANDO? LUCIA/ STO PENSANDO QUANDO ANDAVO A MARE CON
MIO PADRE E MIA MADRE , ERA UNA COSA BELLISSIMA, MI
PORTAVANO A VEDERE I PESCATORI CHE GETTAVANO LE RETI,
CERANO UN SACCO DI FAMIGLIE E TANTI BAMBINI CON GLI
AQUILONI E NON TI PREOCCUPARE, IN ITALIA CI SONO TANTE BELLE
SPIAGGIE LUCIA/ GIA , MA QUELLE ALBANESI NON LE
DIMENTICHERO MAI
RESA LA VEDI QUELLA ( indicando Lucia) SI, SI LA VEDO E
ALBANESE ( disprezzando, o con paura) PERCHE LO DICI COSI
PERCHE COME LHO DETTO? NATALE IN ITALIAFORSE Farsa in
Musica per Bambini di Oreste De Santis 2006 Opera depositata
presso la SIAE di Napoli http://www.orestedesantis.com
orestedesantis@libero.it 11 COME SE FOSSE UN MOSTRO SI E VERO
ANCHE A ME E SEMBRATO COSI SI MA E ALBANESE E ALLORA? E

INNANZITUTTO UNA BAMBINA COME NOI COME NOI? MA SI COME


NOI HO SAPUTO CHE VUOLE FARE IL DOTTORE IO NO, IO VOGLIO
FARE LA MAESTRA MA NON SA NEMMENO PARLARE BENE
LITALIANO MA E NORMALE E ALBANESE IMPARERA PIANO, PIANO
DAI SEDIAMOCI MA LA MAESTRA NON CE ANCORA MA ADESSO
VIENE, DAI SEDIAMOCI ( lucia sta nel banco da sola) ( ad alta voce i
maschietti coro sfottendo cantato) E ARRIVATA LALBANESE PARA
PONZI PONZI PO TUTTA SPORCA E MALATICCIA PARA PONZI PONZI
PO ( gridato con grinta) IO MI CHIAMO LUCIA , AVETE CAPITO SI,
LUCIA LALBANESE ( qualcuno ride) LUCIA/ MA PERCHE CE LAVETE
CON ME , IO NON VI HO FATTO NIETE ( le femminucce) LASCIALI
PERDERE SONO TUTTI STUPIDI AVANTI SMETTETELA MA COME SEI
ARRIVATA? NATALE IN ITALIAFORSE Farsa in Musica per Bambini di
Oreste De Santis 2006 Opera depositata presso la SIAE di Napoli
http://www.orestedesantis.com orestedesantis@libero.it 12 HO
FATTO UN LUNGO VIAGGIO SU UNA NAVE DAVVERO? SI, ERA NOTTE
E FACEVA MOLTO FREDDO STAVI DA SOLA? NO, NO, CERANO ANCHE
I MIE GENTITORI E UN SACCO DI BAMBINI COME NOI MA PERCHE
SIETE VENUTI IN ITALIA ? IN ALBANIA CE MOLTA POVERTALE
SCUOLE NON FUNZIONANO BENE MIO NONNO E STATO IN AMERICA
QUANDO ERA GIOVANE Lucia/ERA EMIGRANTE ANCHE LUI SI, DICEVA
CHE IN ITALIA CERA LA FAME Lucia/PROPRIO COME IN ALBANIA ,
NON SI PUO STARE IN UN PAESE SE CE LA FAME ,ABBIAMO TUTTI IL
DIRITTO DI VIVERE E MIGLIORARE OGNUNO A CASA PROPRIA PERO
MA QUALE CASA? IO IN ALBANIA VIVEVO IN UNA BARACCA E
QUANDO PIOVEVA SI ALLAGAVA TUTTA, LA NOTTE FACEVA FREDDO ,
STAVI COME I TERREMOTATI SI, E QUALCUNO STAVA ANCHE PEGGIO
DI ME MI DISPIACE TU CI SARESTI STATA IN UNA CASA COSI? NO,
NO , MA CHE DICI ? IO A CASA MIA HO UNA STANZA TUTTA PER ME
LUCIA/ IO VOGLIO STUDIARE E DIVENTARE DOTTORE, E MAGARI UN
GIORNO AVERE UNA CASA VERA CON UNA STANZA PER MIO FIGLIO ,
PROPRIO COME CE LHAI TU E TUO PADRE E TUA MADRE DOVE
STANNO? PER ADESSO STIAMO INSIEME DA MIO CUGINO DORMIAMO
TUTTI IN UNA STANZA UH MAMMA MIA, MA TUO PADRE CHE FA?
NATALE IN ITALIAFORSE Farsa in Musica per Bambini di Oreste De
Santis 2006 Opera depositata presso la SIAE di Napoli
http://www.orestedesantis.com orestedesantis@libero.it 13 MIO
PADRE LAVORA TUTTO IL GIORNO FA IL MURATORE E LA SERA STA
MOLTO STANCO UH POVERINO LUI PERO DICE CHE E CONTENTO
MA COME E CONTENTO? SI, PERCHE DICE CHE IN ITALIA AVREMMO
UN FUTURO E CHE IO NON SOFFRIRO COME HA SOFFERTO LUI DA
BAMBINO SEI UNA BAMBINA SFORTUNATA IO VOGLIO CAMBIARE,
MIGLIORARE, ECCO PERCHE SONO VENUTA QUI MIO PADRE DICE

CHE GLI ALBANESI SONO TUTTI LADRI LUCIA/ ( gridato) NON E


VERO IO NON SONO UNA LADRA E NEMMENO MIO PADRE E MIA
MADRE LO SONO SARA PERO DOVE ABITO IO LA PENSANO TUTTI
COSI LUCIA/ MA ANCHE VOI PENSATE CHE IO SIA UNA LADRA? ( un
silenzio che vuol dire si ) LUCIA/ MA NON E VERO COME VE LO
DEVO DIRE, IO NON SONO UNA LADRA LASCIALI PERDERE SONO
TUTTI SCEMI, MA NON TI PREOCCUPARE , IN ITALIA CI SONO ANCHE
PERSONE CHE NON LA PENSANO COSI , PERO DOVRAI ESSERE
MOLTO FORTE PERCHE DI SCEMI COME QUESTI IN ITALIA CE NE
SONO PARECCHI MA VOI , , PERCHE NON MI AIUTATE? SE LO VUOI
SAPERE MIA MADRE MI HA DETTO STAI ALLA LARGA DA QUELLA
ALBANESE E CHI SAREBBE QUELLA ? QUELLA SEI TU IO MI CHIAMO
LUCIA GIA LUCIA LALBANESE LUCIA/ NON E COLPA MIA SE SONO
NATA IN ALBANIA , SONO VENUTA IN ITALIA PERCHE HO UN SOGNO,
E LO VOGLIO REALIZZA
UTTI/ LA MAESTRA, LA MAESTRA, ( tutti seduti) BUONGIORNO
BUONGIORNO SIGNORA MAESTRA CARI BAMBINI NON SO SE AVETE
NOTATO , MA IN QUESTA CLASSE CE UNA NUOVA BAMBINA,
SAPETE COME SI CHIAMA? TUTTI/ SI CHIAMA LUCIA E VUOLE FARE IL
DOTTORE BRAVI E SAPETE DA DOVE VIENE? VIENE DALLALBANIA
BRAVI, MA ALLORA GIA SAPETE TUTTO INSOMMA, MA PERCHE E
VENUTA PROPRIO NELLA NOSTRA CLASSE ? MA COME NON SIETE
CONTENTI? INVECE ABBIAMO AVUTO PROPRIO UNA BELLA FORTUNA
AD AVERE IN CLASSE LUCIA DAVVERO E PERCHE? MA COME
PERCHE , PERCHE LUCIA VIENE DA UN ALTRA NAZIONE, CON
ALTRA CULTURA, CON UNALTRA LINGUA TUTTI/ E A NOI CHE CE NE
IMPORTA? CE NE IMPORTA, PERCHE COSI ATTRAVERSO LEI ,
POTREMO IMPARARE UN SACCO DI COSE NUOVE, CARI BAMBINI LA
DIVERSITA NON E UNA COSA BRUTTA, MA E UNA RICCHEZZA, E VE
LO DIMOSTRO SUBITO, LUCIA VIENI QUA ( lucia si avvicina) ADESSO
I BAMBINI TI FARANNO TUTTE LE DOMANDE CHE VOGLIONO E TU
RISPONDERAI , AVANTI DOMANDATEGLI TUTTO QUELLO VI VA
QUANTO E GRANDE LALBANIA? DI PRECISO NON LO SO, MA NON E
COME LITALIA MAESTRA/ VE LO DICO IO, PER FARVI CAPIRE
LALBANIA E UN PO PIU GRANDE DELLA REGIONE LOMBARDIA
ALLORA E PICCOLA E QUANTI ABITANTI HA? 3 MILIONI E MEZZO PIU
MENO, ALMENO COSI DICEVA MIO PADRE NATALE IN ITALIAFORSE
Farsa in Musica per Bambini di Oreste De Santis 2006 Opera
depositata presso la SIAE di Napoli http://www.orestedesantis.com
orestedesantis@libero.it 16 BAMBINI PENSATE CHE SOLO ROMA NE
HA CIRCA 2.500.000 DI ABITANTI DOVE SI TROVA LALBANIA ? ( tutti)
IN AFRICA, IN AUSTRALIA, IN AMERICA MA NO LALBANIA SI TROVA
IN EUROPA IN EUROPA? SI, SI IN EUROPA E COME SI CHIAMA LA SUA

CAPITALE SI CHIAMA TIRANA E VERO CHE IN ALBANIA SIETE TUTTI


MUSULMANI? NO, NON E VERO, CI SONO ANCHE I CATTOLICI E GLI
ORTODOSSI E TU CHE DI RELIGIONE SEI? IO SONO CATTOLICA MA
ALLORA ( quando viene natale) PER NATALE FARAI IL PRESEPE COME
NOI ? NO, NOI FACCIAMO LALBERO, MIO PADRE GIA LHA
COMPRATO ( lo compra sempre a Natale) E CHE VI MANGIATE A
NATALE? ( quando viene Natale?) E TRADIZIONE DEGLI ALBANESI DI
MANGIARE IL TACCHINO A ME NON MI PIACE E NON TE LO
MANGIARE LUCIA/ MA A ME LA COSA CHE MI PIACE DI PIU DEL
NATALE E QUANDO CI MANGIAMO LA BACKLAVA CHE SCHIFO, E CHE
COSE? E UN DOLCE ALBANESE BUONISSIMO, A ME LO PREPARA
MIA MADRE , E BRAVISSIMA PERCHE NON CE LO FAI ASSAGGIARE ?
VA BENE, DOMANI VE NE PORTERO UN PEZZO ANCHE A VOI, PERO
SE NON E DI VOSTRO GRADIMENTO NON DITE CHE SCHIFO NATALE
IN ITALIAFORSE Farsa in Musica per Bambini di Oreste De Santis
2006 Opera depositata presso la SIAE di Napoli
http://www.orestedesantis.com orestedesantis@libero.it 17 E CHE
DOBBIAMO DIRE? DITE SOLO CHE NON VI PIACE MA TU IN ALBANIA
COME PASSAVI LE GIORNATE, CHE FACEVI ? MAESTRA/ VA BENE PER
IL MOMENTO BASTA COSI , DOMANI LUCIA CI RACCONTERA ALTRE
COSE, ADESSO PERO IMPAREREMO ( canteremo) TUTTI ( una bella
canzoncina) LA CANZONE DI NATALE , LUCIA E ARRIVATA DA POCHI
GIORNI E LA DEVE ANCORA IMPARARE, VA BENE LUCIA VAI PURE A
SEDERTI LUCIA/ GRAZIE MAESTRA MAESTRA/ ALLORA CHE NE
PENSATE DI QUESTA BAMBINA ALBANESE CHE E VENUTA IN ITALIA
DOPO UN LUNGO VIAGGIO MOLTO PERICOLOSO E CHE VUOLE
STUDIARE E FARE IL DOTTORE PER AVERE UN FUTURO MIGLIORE?
TUTTI/ CHE HA FATTO BENE , LUCIA COME SI DICE FELICE NATALE IN
ALBANESE ? ( o anche Buon Natale - Gezur Krislinjden) ( oppure se
non e per il Natale benvenuta in Italia in Albanese?) LUCIA/ FELICE
NATALE SI DICE LUMTUR KRISLINJDEN - ( oppure se non e per il
Natale benvenuta in Italia Lucia in Albanese?) MIR SE
Oh finalmente finita unaltra giornata di duro lavoro - Beh duro
lavoro forse un po esagerato dopo quello che ho visto oggi. - E
cio - Ma da voi non sono passate Silvia e Rosa, le volontarie dei
Fratelli Dimenticati? - Tutti insieme: Si - Roba da non credere ci
sono bambini come noi che passano le giornate a rovistare tra i
rifiuti alla ricerca di qualcosa da vendere o da mangiare! - Si, e poi
si lavano le mani con lacqua sporca! - A me ha fatto venire i brividi
vedere che quando si fanno male, mettendo le mani nella
spazzatura, non hanno la mamma che li accompagna dal dottore. Per forza i loro genitori non hanno tempo di curarli. - Devono

lavorare magari anche 15 ore al giorno! - E avete visto le loro


case? Sono baracche fatte con materiali di fortuna. - E le scuole?
Non hanno banchi e sedie come noi. - Devono scrivere seduti per
terra tenendo il foglio sulle ginocchia. - E di certo non hanno un
astuccio ben fornito come il mio. - E proprio il caso di dire che per i
bambini di alcuni paesi di questo mondo non ci sono diritti. - Ma che
cos un diritto? - Un diritto qualcosa che ti spetta, qualcosa che
tu devi assolutamente avere. - Ad esempio tutti i bambini hanno
diritto al gioco. - Oh che bello! Allora io ho diritto ad avere la x-box e
magari anche mille pacchetti di figurine dei Pokemon - E io ho il
diritto di avere almeno 100 vestiti di ricambio per la mia Barbie. Ma cosa dite! Questi sono capricci! - Il diritto qualcosa di
importante, che ti serve per poter crescere nel modo migliore. - Ad
esempio tutti abbiamo il diritto di nutrirci, ma se pesti i piedi perch
vuoi mangiare un chilo di patatine fritte, quello un capriccio. - E
poi non dobbiamo dimenticare che un diritto comporta sempre
anche dei doveri. - Tutti i bambini hanno diritto ad un istruzione,
ma hanno anche il dovere di studiare e di impegnarsi,altrimenti
anche la maestra pi straordinaria della terra o il libro pi
strabiliante delluniverso sarebbero inutili. - A me questa storia dei
diritti e dei doveri mette una gran confusione in testa. Ad esempio
quali sono i diritti pi importanti per noi? .e poi siamo cos sicuri
che i grandi rispettano sempre i diritti di noi bambini? - Belle
domande, ma non mica facile rispondere! - Mi venuta unidea.
Potremmo dividerci in piccoli gruppi e andare alla ricerca di ci che
indispensabile per avere un mondo pi diritto. - Sono daccordo!
Dividiamoci e mettiamoci al lavoro!
Nascesse oggi, sarebbe in una barca di immigrati, gettato a mare
insieme alla madre in vista della costa di Puglia o di Calabria.
Forse continua a nascere cos, senza sopravvivere e il venticinque
dicembre solo il pi celebre dei suoi compleanni.
Dopo di lui il tempo si ridotto a un frammento, a una parentesi di
veglia tra la sua morte e la sua rivenuta. Dopo di lui nessuno
residente, ma tutti ospiti in attesa di un visto. Siamo noi, pasciuti di
occidente, la colonna di stranieri in fila fuori all'ultimo sportello.
Erri De Luca, Nocciolo d'oliva Il Mediterraneo un mare
chiuso da tre continenti: Europa, Asia ed Africa, infatti il suo
nome deriva dal latino "mediterraneus", che significa "in
mezzo alle terre". Gli antichi romani lo chiamavano "mare

nostrum" perch in effetti riuscirono a conquistare tutte le


terre che vi si affacciavano.
Esso da sempre stato un crocevia di popoli e culture, grazie infatti
alla sua morfologia ha favorito il commercio e lo scambio di merci
tra le varie popolazioni che vi si affacciano. Essendo anche uno
spazio di grandi spostamenti stato, ed tutt'oggi, il crocevia di
grandi migrazioni di popoli, proprio per questo motivo purtroppo
anche teatro di stragi di migranti, profughi e rifugiati politici. Nelle
varie rotte, che vanno dall'Africa verso l'Europa, secondo alcune
stime sono pi di 8000 i migranti annegati nel Mediterraneo negli
ultimi vent'anni. A tal proposito scriveva Erri del Luca: "Se Ges
nascesse oggi sarebbe in una barca di immigrati insieme a Maria,
gettato a mare in vista della costa di Puglia o Calabria".
E sul Mediterraneo sulla sua funzione di mare che unisce pi che
divide, tanti grandi uomini hanno scritto. Citiamo
solamente Giorgio La Pira, il quale paragonava Il Mediterraneo al
Lago di Tiberiade, ovvero un Mare di Galilea pi grande, molto pi
grande, capace di unire con le proprie acque popoli e nazioni, di
abbattere ogni barriera etnica e religiosa. Un sogno, un grande
sogno, nella mente e nel cuore di un siciliano che certamente ha
respirato nella sua giovinezza la cultura mediterranea
assorbendone soprattutto il senso dell'apertura al dialogo.
Diede alla luce il suo figlio primogenito, lo avvolse in fasce e lo
depose in una mangiatoia, perch non cera posto per loro
nellalbergo (Lc 2,7).
Nascesse oggi...
Non c posto, come allora.
A Betlemme non cera posto per loro.
Maria e Giuseppe erano in cerca dun riparo: doveva nascere il
Bambino, la radice di Jesse, attesa da secoli.
E il figlio di Dio nacque in una stalla.
Non cera posto!
Oggi Ges non nasce a Betlemme: nasce nei centri di raccolta dei
disperati venuti dal mare, tra i cartoni dei barboni che dormono sui

marciapiedi, sotto i ponti o negli atri delle stazioni; nasce nei


container che ospitano i terremotati, nasce nel cuore di donne
angosciate che lungo le strade aspettano sconosciuti clienti. Per
loro non c postonel mondo perbene, che difende con le unghie i
suoi averi e i suoi privilegi.
Ci sono milioni e milioni di persone che aspettano di essere
ammesse nel nostro mondo, intessuto di sicurezze e benessere.
Donne e uomini ai quali vengono negati i diritti fondamentali: avere
un lavoro, abitare in una casa, ottenere il ricongiungimento della
famiglia, listruzione per i loro piccoli.

PRESENTAZIONE
ANDREA : Signori e signore buona sera! Siamo qui per presentarvi
uno spettacolo sulla pace.
SAMUELA: Infatti ci siamo accorti che, negli ultimi tempi si parla di
pace solo in occasione di guerre di interesse internazionale. guerre
fatte con le bombe, con i carriarmati costellate di persone che
muoiono.
ANDREA: La guerra su cui invece vogliamo puntare l'attenzione e la
guerra di ogni giorno che nasce dall'egoismo che talvolta pervade il
cuore dell' uomo. La guerra delle liti familiari del tram-tram
quotidiano, dell'odio e dell'invidia.
SAMUELA: Una guerra combattuta contro un tempo che scorre
velocemente senza permetterci di coltivare valori importanti quali
1'amore, 1'accoglienza, 1'onesta, il rispetto, 1'amicizia.
DISTURBATORE 1: Non m dcete che pur mo se parla d pace d'amor
e de lu velemece be'! Orami non se ne po' pi! Se lo sapi me ne
stie ll casa cusc mamma se la smettie de i dicenn:" ho un figlio
d'oro che non torna mai tardi la sera sempre prest la matina". E pu
a me ssi cuose non me ne frega nient. Se Saddam non se fa li affar
suo

arriva

li

merecane

spiana

tutte.

pace

fatta!

REGISTA: Senta se non ha intenzione di assistere allo spettacolo se


ne vada e ci lasci lavorare in pace!
ANDREA: Ecco il signore e una prova di quanto stavo dicendo: la
pace viene discussa,tra 1'altro in maniera piuttosto superficiale,
soltanto se scoppiano guerre di risonanza mondiale. Il problema
della pace sembra dunque infondato,superato ma in realt le cose
non

stanno

proprio

cosi...
SAMUELA: Inoltre ci teniamo a precisare che noi non pretendiamo
di fare scuola a voi grandi: vogliamo semplicemente farvi riflettere
sul fatto che la pace universale nasce costruendo piccole paci ogni
giorno, in famiglia,al lavoro,in politica, tra gli amici...insomma nel
quotidiano.
ANDREA: Adesso con un po' di fantasia, immaginate che questo
palco si trasformi nella piazza di un paese, un paese simbolo di
tutti i paesi dove la gente abita, grandi citt o piccole frazioni.
Samuela ed io siamo due...
DISTURBATORE: Sete do bucculotte!
REGISTA: Visto che siamo a Natale: lu bove disse cornute
allasine. Se la smette per favore? Forza ragazzi, procediamo con
lo spettacolo!
Balletto n. 1: ALL I WANT FOR CHRISTMAS IS YOU

SCENA1
(Entrano in scena Andrea e Samuela. Il primo ha uno zaino ed un
megafono di quelli che si utilizzano nelle manifestazioni, la seconda

porta dei cartelloni arrotolati sotto il braccio. I due si guardano


intorno per vedere se arriva qualcuno)
ANDREA: Hai visto? Non c'e un cane! Te 1'ho detto mille volte:
lasciamo perdere non andiamo a fare la figura dei fessi, della pace
non interessa niente a nessuno. Figurati se la gente abbandona i
propri affari o smette di vedere la televisione per interessarsi della
pace!
SAMUELA: Non ci posso credere. Abbiamo tappezzato il paese di
manifesti e abbiamo fatto dare 1'annuncio dalle radio e dalle TV
locali. Anche i gatti sono stati informati della nostra iniziativa!
ANDREA: Si ma neanche loro si sono presentati.
SAMUELA: Ma che ore sono? Non avremo sbagliato ora?
ANDREA: L'ora e giusta. E' la testa della gente che e sbagliata!
SAMUELA: Non cominciare a fare il disfattista. Cominciamo a
chiamare vedrai che qualcuno arriver. Dai con quel megafono!
ANDREA: Ma tu sei matta! Tieni chiama tu che non sei disfattista.
SAMUELA: (prende il megafono)Abitanti di questo paese ascoltateci.
Ascoltateci! Uscite dalle vostre case e venite in piazza

a parlare

della pace. Insieme daremo vita al movimento chiamato "la pace


dipende da te"
(Silenzio assoluto,nessuna risposta nessun rumore)
ANDREA: Senti come corrono.Mo' mettem li transenn!
SAMUELA: Si vede che non hanno sentito. Certo, se provassi tu che
hai la voce pi forte...
ANDREA: Ma io...io ho il mal di gola...dai dai riprova tu.
SAMUELA: (pi forte)Abitanti di questo paese,ascoltateci. Spegnete
la TV,uscite dalle case e venite a costruire la pace. Insieme...
(Arriva un uomo infuriate e minaccioso: Francesco. Dal vestito si
capisce

che

un operaio)
FRANCESCO: Che ssa vernia? A vu nen ve ne freghera cuosa ma ie
facce li turne de notte e a chesta ora sogna dermi!
SAMUELA; Ma se abbiamo cominciato adesso. Poi noi lavoriamo per
la pace.
FRANCESCO: Ve la denghe ie la pace. Un gi te tant d Hi problem pe
la coccia. Che te ne sa tu de quand problem ce sta io casa: lu
stependie non vasta mai...mogghiema piu sta piu s'inquartamo
me sembra nu band...li discussion che figghieme se spreca...pensa
un po' che 1'altro giorno llu voccaperta ppena rvnute da la scola
m'ha ditt:"Babbo mi compri i coriandoli?"ed io gli ho risposto "Stella
de casa ma seme a dicembr che robba ce fa con i coriandoli?".E iss
a

insiste:"babbo

ti

prego

voglio

coriandoli"e

ie

responnegghie:"uarda che uann ce sta la crisi e ie nen teng na


lira,lascia perd li coriandoli!".Allora isse e ttaccate a piagne e a
urlare:"Voglio i coriandoli i coriandoli i coriandoli!" Quindi ho ceduto
precisando:"Vabbe, pero se fai come lo scorso anno che li hai buttati
tutti per terra m'incavolo!" Perci fatemi il piacere di stare zitti...
Continuate con sta vernia e vi spacco la coccia!
(Esce di scena . I due rimangono ammutoliti ed impauriti. Entrano
due ragazzi vestiti da"sto per andare in discoteca")
ROSALBA: Vi ha messo una bella paura eh?
LUDOVICO: Con quello li c'e poco da scherzare.
ANDREA: Quello e pazzo! Noi veniamo a parlare di pace e lui...
LUDOVICO: Macche pace e pace .Pensate a divertirvi e passa la
paura.
SAMUELA:

Voi

movimento"la

sareste

disposti

pace

fondare

dipende

insieme
da

noi

il

te"?

ROSALBA: Movimento? Noi 1'abbiamo gia il movimento,noi ci

muoviamo per tutte le discoteche. Altro che movimento noi siamo


scatenati.
ANDREA: Ma senti questa. Noi veniamo a parlare di pace e lei paria
di

discoteche.

Ma

tu

dimmi...

ROSALBA: E dai, non fare lo scandalizzato!Voi piuttosto dove vivete?


Che bisogno c'e di creare un movimento per la pace se non ci sono
guerre?
LUDOVICO: Noi poi non abbaiamo assolutamente tempo da perdere
con voi. Abbiamo troppi impegni come la discoteca, il divertimento
le ragazze ed a tempo perso persino la scuola!Pensa un po' che ieri
la professoressa di italiano(che n m po vede) ha detto:"oggi
vediamo

dei

verbi

che si comportano in maniera anomala ad esempio il verbo mescere


(che significa mettere da bere)" ed ha aggiunto:"Antonio fanuni un
esempio" E llu sgummera de NDO' gli ha detto:"la mamma mesce il
vino a papa". Allora essa tutta cuntenta ha fatte:"bene Antonio
adesso

sentiamo

Ludovico". Allora a me m'era pigghiata la sudarella..'.Gli dico "il


cantiniere mesce la gazzosa al nonno".E essa tutta rdenn me
responne: "II verbo e giusto ma la frase e sbagliata. Ed io "perch
signora maestra?" E essa "perch nuonnete e nu mbriaco e la
azzosa non la bevuta mai!". Perci vi dico che dobbiamo goderci
questo

periodo

di

tranquillit

senza

affannarci

con

troppe

preoccupazioni. finita anche la guerra nella ex Jugoslavia cosa


volete di pi?
ROSALBA: Lasciali

stare. Io 1'ho capito subito che sono fuori dal

mondo. Guardali: portano vestiti che non vanno pi di moda almeno


da sei mesi.
SAMUELA: Non posso credere che due giovani ragionino cosi. Voi

davvero siete rimasti ai tempi di Carlo Cotica.


LUDOVICO: La pace te lo dico io cos'e la pace. poter fare quello
che

ti

va

senza

che

gli

altri

rompano.

SAMUELA: (batte le mani ironicamente )Bravo!Questa e 1'idea di


pace che hanno in testa i dittatori. Si come dittatore ti ci vedo bene.
LUDOVICO: (avvicinandosi minacciosamente) 0h che fai sfotti?
Guarda che io...
ROSALBA: Lasciali perdere Ludovico. Piuttosto andiamo che siamo
gia in ritardo. Pacifisti venite a ballare con noi che meglio.
LUDOVICO: E chi li vuole? Lasciamoli qui a vedere se arriva la
colomba della pace
BALLETTO n2: SPICE UP YOUR LIFE
(LUDOVICO e ROSALBA sono usciti. In scena sono presenti ANDREA
e SAMUELA)
SAMUELA: Hai visto che tipi quei due?
ANDREA: Se questa non fosse una recita glieli facevo vedere io a
quello le colombe e li cigghitte!
REGISTA:Andrea per favore, ricorda che stiamo facendo uno
spettacolo
ANDREA:

sulla
Sci

ma

ghie

tenghe

na

pace.
ola

nda

nu

presutte

viecchie...Comunque hai ragione tu. Lo spettacolo deve continuare!


SAMUELA: Bene dicevo che facciamo ? Qui non e proprio aria. Ce ne
andiamo?

ANDREA: Ma come tu non eri quella che non

si perde mai di coraggio?A me,invece, questa gente mi sta facendo


arrabbiare. Dammi il megafono che adesso li sveglio io (urla nel

megafono). Abitanti di questo paese svegliatevi uscite dalle case.


(entra CHIARA inviperita)
CHIARA: Se non la finite con questo coso ve lo faccio ingoiare. Abito
qua sopra con una bambina piccola e sono tre volte che me la fate
svegliare.
ANDREA: Pensa che danno ! E adesso come facciamo?
CHIARA: Non fare lo strafottente, che a me fanno presto a venire i
cinque minuti Finch la bambina non dorme io non posso uscire. Ed
io

devo

uscire...

ne

va

della

mia

salute

psichica!

SAMUELA: Ed esca allora, la guarder suo marito!


CHIARA: Si, acchiappalo mio marito. Quel disgraziato mi ha lasciato
perdere dopo sei mesi di matrimonio, quando aspettavo la piccola .
ANDREA: Ha fatto bene ! Chi la sopporta un'esaurita come lei!
Come lo capisco...come lo capisco...
(La donna gli si butta addosso per graffiarlo. ANDREA la evita)
SAMUELA: Ma signora !Noi siamo qui a parlare di pace e lei...
CHIARA: La pace un corno. Chi ci pensa alla pace mia?Nessuno. Ed
allora io ho imparato la lezione: mi interesso della pace mia e di
quella

degli

altri

non

me

ne

importa

un

fico

secco.

ANDREA: Bella roba! Se scoppiasse una guerra ,vorrei vedere sua


figlia come si addormenta.
CHIARA: La guerra e gia scoppiata, cari miei, la guerra di ogni
giorno. Io devo andare a lavorare perch mio marito se n' andato
con la mia migliore arnica. Torno a casa di corsa perch mia madre
che viene a guardarmi la bambina non vede 1'ora di tornarsene a
casa sua. A casa non trovo pace perch la bambina piange sempre.
Se tutto questo non la guerra! Voi trovatemi una baby sitter che
mi guardi la bambina gratis ed io entro nel vostro movimento.

ANDREA: Ma senti questa come ragiona.


CHIARA; (di nuovo minacciosa) Io ragiono come mi pare e piace. E
voi state attenti se continuate a fare baccano vi denuncio.
(CHIARA esce inviperita)
SAMUELA: Ma in che paese siamo capitati?qui sono tutti esauriti!
(i due escono.La piazza deserta cade in un buio quasi totale ed e
attraversata da ALESSIA con passi di danza. Appena esce torna la
luce sul palco ed entra un personaggio con atteggiamenti da
mafioso:ALESSANDRO)
ALESSANDRO: (si rivolge al pubblico)Ho saputo che due picciotti
vanno in giro per il paese a proporre non so che cosa,senza che io
sia stato avvertito. E' grave!Devo subito controllare. Se qualche
testa calda si mette in mente di poter agire senza il mio permesso
addio pace. Mi hanno detto che quei due scimuniti vanno parlando
di pace. Ma qui la pace c'e gia. Qui ognuno sta al posto suo e si fa i
fatti suoi. Qui la gente non vede ,non sente ,non parla. E' una pace
di santi ...e di morti. Questi non verranno mica a rompere le uova
nel paniere? Voglio mettere subito le cose in chiaro: qui la pace
sono io! Bacio le mani.
(esce dalla scena)
BALLETTO n3: MAUDIT
(Dopo il balletto scende di nuovo il buio sulla scena che viene
nuovamente attraversata da ALESSIA con passi di danza)

SCENA 2

(sulla scena entrano: un marocchino,GUIDO e un albanese DANIELE)


DANIELE: Si pu sapere perch mi hai fatto cercare?
GUIDO: Essere arrivati in baese due dibi che cergare di organizzare
la bace. Li dovere drovare: bossono essere guelli che fanno ber noi.
DANIELE: Non vedo che cosa ci possono fare, da quello che ho
capito, quei due tipi! sono due che parlano e basta. A noi serve
gente che faccia i fatti.
GUIDO: Se guelli convincere gente a volere la bace ,la convincere
bure ad aiutarci. Come si pu sperare di vivere in bace con degli
affamati che bussare alla porta?
DANIELE: Ci vivono ci vivono. Quelli mangiano come porci e se ne
fregano

di

noi

poveri.

GUIDO: Ma sei poveri del mondo non ottenere cio che e' giusto con
la bace cercheranno di ottenerlo con la forza. E' mai possibile che
non lo gabisgano?
DANIELE: La forza. la forza dei potenti che fa paura, non la nostra.
La forza ce 1'ha chi ha le armi, la tecnologia, i mezzi di
informazione. Noi poveri albanesi o marocchini abbiamo solo gli
occhi per piangere, tutt' al pi possiamo fare compassione.
GUIDO: Beh, io essere brobrio stangato di farmi mettere i piedi
sopra la testa.
DANIELE: Che vuoi fare? Ribellarti? Perderesti il lavoro.... Avresti
problemi con i permessi di soggiorno quindi saresti impacchettato e
rispedito dritto dritto a Marraquesh! Se vuoi stare in pace caro mio
devi adattarti e sottostare a determinate condizioni. Anni fa erano

gli

italiani

cercare

lavoro all' estero e dovevano adattarsi.....


GUIDO: E

bravi gli italiani, eccoli li. (Si rivolge al pubblico). Mi

avevano detto "Vai in Italia che li non esserci razzismo. Vai in Italia
che li esserci Mike Bongiorno che dare i soldi con la ruota della
fortuna.... E invece tu ricordare duoi boveri fratelli albanesi lasciati
per

giorni

giorni

morire di freddo sul porto di Brindisi? Eccolo come sono bravi gli
italiani Io essere dandi anni che essere qui e angora essere
considerate come un morto di fame, un soggetto pericoloso.
BALLETTO n 4 "DA FRATELLO A FRATELLO"
MATTEO: Eccoli, sempre in giro a chiedere soldi, a rubare, a
spacciare la droga, a spassarsela. Ma perch non vai a lavorare?
(Rivolto al pubblico) Oh, qui non si capisce pi se stiamo in Italia, in
Africa, in Albania. Chi ti vuole vendere gli accendini, chi ti vuole
pulire i vetri della macchina, chi ti vuole lucidare le scarpe. Non si
campa pi. Ecco le conseguenze delle leggi di quelli di Roma
padrona. Quando comanderemo noi....
GUIDO: Ma noi non dare fastidio voi. Facciamo lavori che voi italiani
non volere fare pi; ci accontentiamo di pochi soldi, di una casa
popolare.
MATTEO: E dici poco. C'e gente che aspetta la casa popolare da
dieci anni e adesso arrivate voi e la volete bella e pronta.
Tornatevene in Africa, terun, Sotto le capanne!
DANIELE: Ma anche noi abbiamo diritto ad avere una casa.
MATTEO: E allora andatela a cercare da un'altra parte. Proprio qui

dovete venire a scocciare? Via, frusta (facendo ampi cenni con le


mani) aria mesc!
GUIDO: Ma noi non fare niente di male,noi volere stare in pace. Per
questo stiamo cercando quei due che vogliono fondare un
movimento sulla bace.
MATTEO: Se non ve ne andate il movimento per la pace ve lo do io a
calci nel sedere. Via, a quei due ci penso io. Voglio proprio capire da
parte stanno. Se dicono che la pace significa andare d'accordo con i
marocchini e gli albanesi come voi,non avranno vita facile in questo
paese.

Via,

uzz!

(GUIDO e DANIELE escono di scena)


MATTEO: (rivolto al pubblico) La pace?Ve lo dico io cos'e la pace. La
pace e che ognuno se ne stia a casa sua e non vada a disturbare a
casa degli altri. Dico bene signorina?
(Si rivolge ad MARIA VITTORIA che e entrata in scena e che si
guarda

intorno

come

se

cercasse qualcuno)
MARIA VITTORIA: Scusi sta parlando con me?Ma chi ti conosce?Cosa
cerca?Come

si

permette?

MATTEO: E che eh! Mica lho mangiata. Manco fossi un marocchino!


Ho visto che lei cercava qualcosa e 1'ho chiamata. Pu anche darsi
che io possa esserle utile.
MARIA VITTORIA: Sto cercando quei due che vogliono formare un
movimento per la pace. Mi hanno detto che sono passati da queste
parti, ma non riesco ad incontrarli.
MATTEO: Vede che io posso aiutarla. Io stavo andando proprio da
loro. Ma scusi lei chi ?
MARIA

VITTORIA:

Io

pacifista"Pace green".

sono

una

responsabile

del

movimento

MATTEO: Pace che? Ah, quei fanatici che vanno a dare 1'assalti sui
mari alle petroliere, come se le loro barche non andassero a
petrolio. Andiamo bene. Quelli che a momenti facevano chiudere
1'unica fabbrica che c'e nel paese perch le acque di scarico
causano la morte del pesciolini (detto con tono caricaturale) ed i
fumi infastidiscono gli uccellini. Dopo gli operai li pagate voi...con i
pesciolini e gli uccellini!
MARIA VITTORIA: Guardi che lei ha capito male. Io non ho detto
"Green Peace", ma "Pace verde"."Green Peace" e un movimento
che difende la natura,invece noi di "Pace verde" siamo pacifisti, noi
vogliamo la pace e rifiutiamo ogni forma di guerra. Comunque quelli
di "Green Peace "sono tutti amici miei.
MATTEO: E ci credo"Die li fa pu li ccoppia"! Ieteve a rponne!
DISTURBATORE 1: Bravo! Quess lu parl!
MARIA VITTORIA: E a tutti i morti che la guerra provoca non ci
pensate?Una vita umana vale pi di qualsiasi cosa ci sia sulla terra.
La guerra non risolve nessun problema. La guerra e un'avventura
senza ritorno. La pace invece, lo dice anche il Papa...
MATTEO: II Papa il sindaco di Roma Padrona. Basta. Basta. Basta.
Le tue prediche vai a farle da un'altra parte. Io dico che quando ci
vuole ci vuole una bella ripulita e il problema e risolto.
MARIA VITTORIA: Oh ignorante quadrupede! Ma come fai a non
capire che la violenza una scorciatoia?
MATTEO: Tu che fa pe i a lu Monte? Passe pe 1'Ufida? Meglio la
scorciatoia che una strada tanto lunga che non si arriva mai. Vai.vai
che parlare con voi come rllava lu semare se spreca tiempe e
sap!
MARIA VITTORIA: Certo che me ne vado. E con gran piacere.
MATTEO: (Al pubblico mentre MARIA VITTORIA esce) Ditemi voi se

non e vero: questi pacifisti sono peggio dei marocchini!


(Esce. Entra DAVIDE, quasi di soppiatto come se fosse stata a
spiare. Si rivolge al pubblico)
DAVIDE:Avete sentito gente? Quello li uno delle Leghe. Avete
sentito come ragiona? E' un vero pericolo pubblico. Voi dovete
continuare a dare fiducia ai partiti tradizionali.
DISTURBATORE 1: Buoni quelli! Alle passate elezioni so miss na
fetta de salam mezz a la scheda e c so scritt v sete magnat tutt mo
magnetev pure chesta.
DAVIDE: Ecco, anche qui c' la moda di parlare male del partiti. Ma
dimmi un po' tu non e vero che da quando ci stiamo noi, in Italia,
non c'e pi stata una guerra? Eh, com'e che stai zitto adesso?
DISTURBATORE 1: Sto zitto per non sprecare il fiato....
REGISTA: (Incalzando) E fatela finita! Se il recital non vi piace
andate a casa!
DISTURBATORE 1: Aooo! A Spielberg bassa ssa cresta!
REGISTA: Silenzio. Vai Davide.
DAVIDE: Io vi dico che non dovete ascoltare quelli delle Leghe sono
pericolosi. Possono distruggere tutto quello che noi abbiamo
costruito con tanto sudore e fatica.
DISTURBATORE 1: Senti a me mo' te racconde chesta. A Natale
figlieme m' e scritt na lettrina, so chemenciat a legg e ce stie scritt:
Caro pap in questa sera in cui Ges nasce a Montecitorio...... e
allora m so format e glie so ditt; "Oh stella de casa ma Ges non
nasce a Montecitorio ma a Betlemme." E lui mi ha risposto: "Oh Ba
sempre in una mangiatoia stava!"
DAVIDE: E' inutile che lei faccia lo spiritoso. Qualche sbaglio
1'avremo pure fatto. Lo ammetto. Ma intanto vi abbiamo assicurato
il benessere e la pace.

DISTURBATORE 1: La pace vostra.


REGISTA: Basta!
DAVIDE: E' Meglio che io lasci perdere. Adesso fatemi andare da
quei due pacifisti perch ho paura che riescano a incantare le
persone sprovvedute. La pace cari miei e un problema serio,
pericoloso. (Fa con le mani il gesto che indica 1'atto

di contare

moneta).
BALLETTO n5: SOLDI
(La scena rimasta vuota viene attraversata da ALESSIA con passi di
danza)
SCENA 3
(Entrano ANDREA e SAMUELA,non portano n cartelloni, n zaino,n
megafono.)
SAMUELA: Questa sera dovrebbe andare meglio. Abbiamo girato
tutto il paese ed adesso nessuno pu dire di non essere stato
avvertito. Guarda, ho consumato un paio di scarpe.
ANDREA: Ed io mi sono giocato la voce (raschia la gola). Pero che
strana la gente. Sembra che della pace non importi niente a
nessuno. Dicono tutti che la pace c' gi ed intanto sono tutti in
guerra tra di loro.
SAMUELA: II fatto che per loro intendono quella con le bombe
con i carriarmati con i missili,con le portaerei.
ANDREA: Senza il pericolo di bombe sopra la testa,tutti si dedicano
tranquillamente alla propria guerra con il marito,con il vicino...
SAMUELA:
eccetera...

Con

gli

extracomunitari,

con

gli

zingari,eccetera

ANDREA: Da quello che ne capisco io questa non e una pace vera.


Toh, ecco che arriva la prima persona. Mamma mia,e quel pazzo che
ieri ci voleva men! Scappiamo?
SAMUELA: E perch? Stasera non abbiamo fatto baccano con il
megafono.
ANDREA: Non abbiamo fatto chiasso, ma io comincio a pensare che
1'unico modo per stare tranquilli e quello di starsene in casa e farsi i
fatti propri.
(Entra FRANCESCO che ha sentito le parole di ANDREA)
FRANCESCO: Ecco, proprio questo dovete fare: pensare ai fatti
vostri! Guardate, io torno adesso dal lavoro,vado a casa,mangio e
vado subito a dormire perch sono stanco morto. Non provate a fare
vernia come ieri sera perch questa volta, vigiuro,vi sistemo per le
feste.
(Entra ALESSANDRO che, evidentemente, ha sentito il discorso di
FRANCESCO)
ALESSANDRO: Eccoci qua!Allora picciotti che mi dite? (Rivolgendosi
ad Andrea ponendo il proprio viso immediatamente davanti al suo
con aria altezzosa) Che volesti tu eh? Ripeti un po'?
(ANDREA e SAMUELA rimangono in silenzio)
ALESSANDRO: Bene,se non avete niente da dire,vi dico qualcosa io.
In breve perch non ho tempo da sprecare e non servono molte
parole. Volete creare un movimento per la pace? Benissimo sar il
primo a sostenervi. Potete fare anche una bella manifestazione, un
bel corteo. Se vi servono soldi non c' problema. Parlate pure della
pace in Sudafrica, nelle Filippine, nei Paesi arabi nella Palestina.
Basta che non andiate a ficcare il naso nelle cose di casa nostra.
Non voglio storie sulla situazione degli operai nelle fabbriche, dei
ragazzi che lavorano invece di andare a scuola. Su queste cose (si

porta il dito sulla bocca) Schh,zitti e mosca! Se mi date retta, potete


parlare di pace finch volete. O.K. Picciotti? Bacio le mani!
(ALESSANDRO esce; ANDREA e SAMUELA si guardano negli occhi in
silenzio. Entrano ROSALBA e LUDOVICO)
LUDOVICO: L'ha senti 1'aria mo?
(ANDREA e SAMUELA rimangono silenziosi)
ANDREA: Qui parli di pace e subete te se vventa.
ROSALBA: Vedo che avete perso la voglia di parlare. Ieri sera mi
sembravate un po' pi coraggiosi. Adesso avete capito che aria tira
per chi vuole fare 1'eroe.
SAMUELA; Ma voi accettate di vivere in queste condizioni?
ANDREA: Ma questa non pace, questa ingiustizia!
ROSALBA: Eh, che parole grosse! In fondo la situazione non cosi
brutta come sembra. Qui ognuno si fa i fatti suoi e si vive che non
c' male.
LUDOVICO: Non vediamo, non sentiamo, non parliamo. Da divertirci
non ci manca. Che vuoi di pi? Pi pace di cosi...
ROSALBA: Beh, vedo che siete un po' delusi. Ma cosa credete? La
vita questa. In tutte le persone che avete incontrato non avete
forse trovato la stessa cosa? Ognuno pensa ai fatti suoi e pensa a
tirare avanti. (Si avvicina ai due e li squadra dalla testa ai piedi).
0ddio come vi vedo depressi.
LUDOVICO: L'importante che non ci sia una guerra di quelle
vere,di quelle che ti ammazzano. Per il resto si sopravvive
benissimo.
SAMUELA: E gi. Le nostre piccole guerre ce le teniamo.
ANDREA: E le chiamiamo pace!
ROSALBA: Cosi la vita. Cosa ci volete fare? Dai, allegria, non ve la
prendete per tanto poco.

(Escono tutti di scena)


CANZONE nl: IMMAGINO (Traduzione italiano di IMAGINE)
(Terminate il canto ANDREA e SAMUELA vengono verso il pubblico e,
con

aria

piuttosto

sconsolata, ANDREA si rivolge al pubblico)


ANDREA: Non mi piace questa situazione, ma forse bisogna
accontentarsi della pace che passa il convento: stare insieme senza
ammazzarsi o tutt'al pi senza farsi troppo male.
(Ha appena finito quando, dietro ai due, ALESSIA entra sulla scena e
la attraversa velocemente con i suoi passi di danza. Quando
uscita, i due si scuotono come scossi da un brivido).
SAMUELA: Oddio, cosa stato? Hai sentito niente?
ANDREA: Sar la nostra illusione di riuscire a costruire una pace
vera che se ne va. Andiamo.
SAMUELA: Torniamo domani sera?
ANDREA: Bisogna pensarci bene io non so se ne vale la pena.
(Escono)
SCENA 4
(Quando si apre il sipario sono in scena DAVIDE, GUIDO e DANIELE)
DANIELE: Non vengono stasera quei due della pace?
GUIDO: Sberare di si. lo averci parlato e pensare ghe essere
interessante quello che dicono.
DAVIDE: Io fossi in voi non mi fiderei troppo. Quei due a parole sono
forti, ma in mano non hanno niente . Se volete trovare qualche
soluzione

ai

vostri

problemi

dovete

appoggiarvi

ai

partititi.

DANIELE: Ma se quando sbarcammo in Italia ci avete promesso una

sistemazione e invece ancora stiamo nei campi profughi.


DISTURBATORE 1: Quess e lu zucchera. Quand laltr di so lasciat la
becegletta nanz a Montecitorio e rrvata la uardia e m'ha ditt: "non si
lascia la bicicletta davanti il palazzo di Montecitorio". E ie glie so
resposte "Ma ie 1'attacche mica me se la frega!"
REGISTA: Basta per favore!Non siamo mica al mercato lasciateci
lavorare in pace.
DAVIDE: A voi stranieri sembra tutto facile. La pace non e una
poesia, cari miei, ma un patto, un accordo, un compromesso. Toh,
ecco i nostri due sognatori
(entrano ANDREA e SAMUELA)
Stasera vi vedo un po' depressi vi forse morto il gatto. Mettetevelo
in testa che la pace si costruisce creando un compromesso che
risponda alle esigenze dei pi!
ANDREA: Questo quello che si chiama mafia corruzione.
(Seguono alcuni minuti di silenzio assoluto. Sembra che i ragazzi
attendano una battuta o cerchino 1'imbeccata del suggeritore)
REGISTA: Andrea ti sei addormentato?
(Seguono altri secondi di silenzio)
REGISTA: Oh! vuoi rispondere?
ANDREA: Ma chi io?
DISTURBATORE 1: Fosforo ci vuole fosforo. Fatevi una cena di pesce
prima

di

andare

in

scena.

REGISTA: E stai zitto che li fai confondere.


ANDREA: (Al disturbatore) Il fosforo servir a te. Mica sono io che
devo

parlare

adesso.

DAVIDE: Ma come non sei tu?


ANDREA: No adesso deve entrare Maria Vittoria.
SAMUELA: E' vero vedrai che, quella stupida si dimenticata. (Si

gira verso le quinte e chiama) Maria Vittoria! (Si sente piangere:


Maria Vittoria che entra continuando a piangere).
GUIDO: Ma cosa ti e successo?
MARIA VITTORIA: (Singhiozzando)Matteo...mi ha picchiato...Mi ha
dato una spinta e mi ha fatto battere la testa contro lo spigolo del
muro... Sentite che bozza ha in testa.
ANDREA: Quello scemo! Ogni volta ci combina qualche guaio.
MATTEO: (entra) Scemo sarai tu. Questa mi sta sempre a prendere
in giro. E' un ora che mi sta a dire: razzista, nordista, leghista. Io mi
so' stancato!
DAVIDE:Mi sembri proprio un bambino! Te la prendi con lei perch
una ragazza! Vigliacco!
MATTEO: Lo sapevo: voi date la colpa sempre a me. E allora io sai
cosa faccio? Smetto di recitare e vado via!
(Scende dal palco.ed entra ALESSANDRO)
REGISTA: Ma sei impazzito? e lo spettacolo?
ALESSANDRO: Ma dove vai? Sei matto? Vuoi rovinare tutto?
MATTEO: A me non me ne importa niente della recita. Io devo fare
sempre le parti pi antipatiche!Arrangiatevi!
ALESSANDRO: Ma guarda quello! Le parti pi antipatiche! E che
dovrei dire io che mi avete fatto fare il mafioso?
DAVIDE: Tu mafioso lo sei sul serio, perch vuoi fare sempre quello
che ti pare. Quella parte te la sei scelta tu, ricordatelo.
ALESSANDRO: Ah si, cosi me la sarei scelta io! Allora sai che ti dico?
Me ne vado pure io! (scende dal palco)
GUIDO: (sul bordo del palco) E non fate i bambini,venite su. Se vi
lamentate voi, io cosa devo dire che mi fanno fare sempre il
marocchino?
(GUIDO torna verso i compagni, mentre dalle quinte esce CHIARA

tutta pimpante)
CHIARA: Allora me 1'avete trovata questa baby-sitter?
ANDREA: Va a quel paese tu e la baby-sitter!
CHIARA: Oh che sei diventato scemo? Questa non la tua battuta!
ANDREA: E no che non ! Forse tu non hai sentito ma in pochi
secondi successo il macello! Li vedi quelli laggi?
CHIARA: Quelli laggi dove? Ma chi?
SAMUELA: Matteo e Francesco non vogliono recitare pi!
CHIARA: Non vogliono pi recitare? Ma che sono matti? Adesso che
facciamo?
SAMUELA: Adesso che facciamo? Boh!
DISTURBATORE 1: Buffoni!
REGISTA: Tua sorella ! (poi agli attori) C'e poco da fare, chiediamo
scusa al pubblico e andiamo a casa. (rivolto verso le quinte grida)
Danilo spegni le luci!
(Si spengono le luci e sul palco scende il buio. Entra in scena
ALESSIA e arriva tra gli amici volteggiando. Questi si spaventano ed
urlano.)
TUTTI: Un fantasma! Chi ? aiuto!
ALESSIA: Sciocchi sono io.
GUIDO: Alessia?
ALESSIA: Si pu sapere cosa successo?
ANDREA: Lli do totera hanno smesso di recitare! Andiamocene!
SAMUELA: Ma tu chi sei per decidere? Bisogner sentire anche gli
altri.
CHIARA: Giusto,chiamiamo gli altri. Francesco, Ludovico,Rosalba!
(I tre entrano)
FRANCESCO: Ma che accidenti succede? Da li dietro non si capisce
niente.

ANDREA: E qui si capisce anche di meno. Bisogna interrompere


tutto perch quei due non vogliono pi recitare.
DISTURBATORE 1: Ehi per fortuna che ci dovevate fare la predica
sulla pace!Qui fra un po' succede il macello! Comincio proprio a
divertirmi!
FRANCESCO: Eh rrvate Ngno! Vorrei vedere a te al nostro posto, se
uno ti combinasse uno scherzo del genere.
REGISTA: Francesco lascialo perdere non peggioriamo le cose.
Ragazzi, io direi di fare cosi: Alessia dice le conclusioni della recita,
chiudiamo tutto e andiamo via con tante scuse alla gente. Dai
Alessia.
(Alessia va verso il bordo del palco)
REGISTA: Aspetta Alessia ho un idea migliore. Chiediamo al pubblico
cinque minuti per parlare insieme con calma a sipario chiuso.
ALESSIA: Per devono tornare sul palco anche Francesco e Matteo.
SAMUELA: Certo se prendiamo una decisione dobbiamo prenderla
insieme.
REGISTA: (Sale sul bordo del palco) Caro pubblico, come avete visto
qui successo il macello. Vi chiediamo di darci cinque minuti di
tempo per vedere come finire questo spettacolo senza farvi pentire
di essere venuti a vederci. Va bene? Fate conto di trovarvi davanti
la televisione quando arriva la pubblicit. Allora fate i bravi,
aspettate qui perch torniamo subito... e non finisce qui.
SCENA 5
(Il sipario viene aperto e sulla scena sono presenti tutti i ragazzi )
DISTURBATORE 1: Era ora! E' mezz'ora che aspettiamo!
DISTURBATORE 2: Ma cosa vi successo?
REGISTA: Gentile pubblico, vi chiediamo scusa per il ritardo e per lo

stato in cui ci presentiamo. Credevamo fosse facile metterci


d'accordo, invece, in questi minuti e successo di tutto. Io mi sono
anche guadagnato un bel ricordo.(indica un cerotto che ha sulla
fronte.)
SAMUELA:

Appena

dietro

le

quinte

abbiamo

cominciato

litigare.Ce le siamo dette di santa ragione e qualcuno se 1' anche


prese.
DAVIDE: Noi siamo tornati su per finire comunque la nostra
rappresentazione; non ci sembrava giusto mandarvi via senza il
finale.
SAMUELA: Scusateci se non saremo molto chiari, ma quello che
stiamo per dirvi non 1'abbiamo imparato a memoria sul copione
ma lo abbiamo deciso insieme in fretta e furia prima di tornare sul
palco. Allora noi volevamo,forse con un po' di presunzione,
stimolare tutti voi a capire che il fatto che in questi ultimi tempi
siano caduti tanti muri e non ci siano guerre di carattere
internazionale e si viva in un periodo di apparente pace e
tranquillit, non ci deve far smettere di preoccuparci della pace...
ANDREA: Insomma volevamo dire che

la guerra sempre li

nascosta dietro 1'angolo pronta a manifestarsi in tutta la sua


malvagit se non ci impegna a costruire la pace nel quotidiano.
ROSALBA: Questo discorso noi ragazzi lo volevamo fare a voi
grandi, perch pensavamo che 1'impegno per la pace non ci
riguardasse.

Noi

non

abbiamo

nessuna

Responsabilit,

non

comandiamo niente, non andiamo a votare...


MARIA VITTORIA: Invece le cose che sono successe sul palco ci
hanno fatto cambiare idea: tutti proprio tutti dobbiamo coltivare il
seme della pace.
REGISTA:

siamo

tornati

sul

palco

per

farvi

ascoltare

le

conclusioni. Prima le avevamo imparate a memoria tanto per


recitarle mentre adesso abbiamo capito la loro importanza.
ANDREA: Beh senza farla troppo lunga ecco come la recita doveva
finire. Samuela ed io visto che nessuno voleva entrare nel nostro
movimento decidevamo di andarcene. Mentre ce ne andavamo
usciva dalle quinte Alessia e ci diceva che se volevamo farci
ascoltare

dovevamo

parlare

di

pace

NON

in

generale

ma

scendendo al concreto. Ci diceva...Ci diceva...Adesso manco me lo


ricordo.
SAMUELA: Ci diceva che la pace come un fiore; non nasce se uno
ne parla ma se si mette il seme nel terreno e lo si coltiva ogni
giorno con amore e fatica.
ROSALBA: A questo punto Alessia elencava i semi della pace. Quelle
cose che tutti dobbiamo seminare dentro la nostra vita per far
germogliare il fiore della pace.
DISTURBATORE 2: II fiore della pace...beh adesso non facciamo la
poesia!
ROSALBA: Invece proprio il fiore! Infatti senza la pace tutte le altre
cose della vita rimangono ma perdono significato e bellezza.
DISTURBATORE 1: Taglia, non facciamola troppo lunga. Andiamo con
questi semi!
REGISTA: Vai Alessia...
ALESSIA: Beati i poveri di spirito...
ANDREA: Se vogliamo seminare la pace non dobbiamo diventare
schiavi delle nostre idee, dei nostri soldi, delle nostre abitudini, dei
nostri gusti.
ALESSIA: "Beati gli afflitti".
SAMUELA: Se vogliamo coltivare il seme della pace non dobbiamo
avere paura di affrontare i momenti difficili.

ALESSIA: "Beati i miti"


MARIA VITTORIA: La mitezza e il contrario della prepotenza e
dell'arroganza. Se un campo seminato a mitezza non nascono le
erbacce della mafia, della camorra,delle dittature.
ALESSIA: "Beati quelli che hanno fame e sete di giustizia"
(nessuno paria e si crea un silenzio imbarazzante)
ROSALBA: E mo questa chi la spiega?
DAVIDE: La spiego io non ti preoccupare. Io penso che se tutti
quanti,fin da piccoli facciamo le cose giuste tagliamo 1'erba sotto ai
piedi del prepotenti, a quelli che vogliono sempre avere ragione, a
quelli che vogliono sfruttare gli altri .Insomma non se mi sono
spiegato. Noi non dobbiamo essere menefreghisti ma dobbiamo
darci da fare perch noi non possiamo dire: "siccome sto bene degli
altri non me ne importa niente.
ALESSIA: "Beati i misericordiosi".
ROSALBA: La misericordia significa avere un cuore grande, capace
di capire e di perdonare. Chi capisce e perdona semina la pace
intorno a se.
ALESSIA: " Beati i puri di cuore ".
MATTEO: I puri di cuore sono quelli che dicono la verit che non si
nascondono dietro le parole finte e ai sentimenti finti.
ALESSIA: "Beati gli operatori di pace".
FRANCESCO: Coloro che accolgono i semi della pace e li coltivano
non fanno bene sole a se ma a tutta la comunit.
ALESSANDRO: I semi della pace diventano alberi, alla cui ombra
tutte le persone di buona volont possono rifugiarsi.
MATTEO: Ecco qua! Questo e il nostro messaggio. Noi, si e visto, ne
abbiano bisogno.
E voi?