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La cartilagine di squalo non cura

il cancro
Alla cartilagine di squalo sono state
attribuite
presunte
propriet
antitumorali. Cosa vero? Cosa non
lo ? Sfruttare le speranze delle
persone che soffrono di cancro a fini
economici disgustoso. Affrontiamo
oggettivamente questo tema in ogni
dettaglio per fare chiarezza.

un argomento molto delicato e complesso perch ci sono ancora molte aziende che sostengono di
vendere prodotti a base di cartilagine di squalo (chiamato prodotto naturale miracoloso ) grazie a
cui possibile guarire dal cancro. Questo argomento, quindi, non riguarda solo la strage degli squali
e la distruzione degli oceani ma coinvolge direttamente luomo, coinvolge le speranze di tante
persone che lottano ogni giorno per sopravvivere da questa grave patologia. Con questo articolo non
voglio dirvi cosa giusto e cosa non lo ma cercher semplicemente di fare pi chiarezza possibile
su questo tema, cercando di spiegarvi oggettivamente ogni dettaglio. Poi ognuno libero di trarre le
proprie conclusioni.
Gli studi sulla cartilagine

La cartilagine un tessuto biologico trovato in molte specie animali, compresi gli esseri umani,
soprattutto nelle articolazioni. Una delle sue caratteristiche peculiari quella di essere caratterizzata
da scarsissima vascolarizzazione, cio non sono presenti vene o arterie. Quando gli scienziati hanno
notato che i tumori hanno bisogno di un costante apporto di sangue per progredire, sono andati alla
ricerca di sostanze (definite anti-angiogeniche) che bloccano la formazione di vasi sanguigni:
evitando la creazione di strutture che garantiscono lapporto di sangue ai tumori si sarebbe potuto
ottenere (in teoria) larresto della crescita del tumore per mancanza di sostanze nutritive. Il tessuto
cartilagineo stato, quindi, per le sue propriet, oggetto di molti studi. Nel 1983, la ricerca
condotta presso il Massachusetts Institute of Technology (MIT) ha stabilito che la cartilagine di
bovino e la cartilagine di squalo sono in grado di influenzare la vascolarizzazione ai tessuti e quindi
indirettamente anche la crescita dei tumori. Nello scheletro bovino la quantit di cartilagine poca
perch principalmente costituito da ossa. Gli squali, invece, hanno un endoscheletro composto
solamente da cartilagine, che pu rappresentare fino al 6% del peso totale dellanimale. Inoltre,
alcuni squali sono molto pi grandi dei bovini (per esempio, lo squalo elefante e lo squalo balena).
Cos gli squali sono stati utilizzati per questi studi e questo ha causato la morte di moltissimi
esemplari.
La speculazione economica sul fenomeno a causa della pseudo-scienza

La vera esplosione nelluso di prodotti di cartilagine di squalo come antitumorali arriv nel 1992,
quando il Dr. William Lane pubblic il libro Gli squali non si ammalano di cancro. Citando studi
controversi, lautore ha proposto la cartilagine di squalo come nuova cura miracolosa per il cancro
(va detto che, fino ad allora, non erano ancora stati condotti studi clinici che ne testassero luso in
pazienti umani). Lane sosteneva che gli squali, per aver popolato la Terra per gli ultimi 400 milioni
di anni praticamente invariati cos con successo, dovevano avere un sistema immunitario
estremamente efficace nel distruggere le cellule tumorali, grazie alla presenza della cartilagine.
Lane svilupp studi sorprendenti per confermare la sua ipotesi (mai provata) dellefficacia delle
propriet anti-cancro della cartilagine di squalo e, poco dopo luscita del suo libro, inizi una
grande campagna pubblicitaria promossa dalle aziende che vendevano questi prodotti (spesso con
lappoggio di pseudo-scienziati) per indurre la gente a consumarli. Questa fu una mossa intelligente
da parte del nutrizionista William Lane che di professione e come presidente dell American Fish
Meal Trade Association stava cercando possibilit di investimento nel settore della pesca per conto
dellamministrazione del Presidente degli USA Reagan in carica allepoca. Una efficace sostanza
anticancro prometteva di prosperare in un business di miliardi di dollari, anche per Lane stesso
perch possedeva una delle pi grandi aziende che trattano prodotti di squalo. Nel 1994, il Dr.

William Lane condusse uno studio a Cuba su 29 pazienti con cancro e ha riportato che il 20% di
essi ha risposto positivamente al trattamento (solo tre su quindici pazienti erano ancora vivi dopo un
anno). Questo studio stato condotto a Cuba e quindi non poteva essere soggetto a regole
internazionali per testare nuovi farmaci e non mai stato pubblicato in riviste scientifiche
internazionali e non potette essere valutato da altri ricercatori.
4 considerazioni oggettive

Ora analizziamo i vari punti che supportano la tesi secondo cui questi prodotti hanno effetti benefici
nella cura dal cancro.
Prima considerazione: i tessuti cartilaginei possono essere affetti da cancro?
S, diverse forme di cancro possono colpire la cartilagine.
Seconda considerazione: vero che gli squali non si ammalano di cancro?
No, gli squali si ammalano di cancro. Fino ad oggi 42 variet di cancro in squali e specie affini
(comprese le forme di cancro alla cartilagine) sono state registrate nel Tumor Register of Lower
Animals rilasciato dalla George Washington University e citato in un articolo di G.K. Ostrander
(John Hopkins University) pubblicato nel numero di dicembre 2004 di Cancer Research.
Terza considerazione: procedure di assunzione e di preparazione.
I prodotti di cartilagine di squalo sono pillole vendute come integratori e non come farmaci. Esse
vanno assunte oralmente e quindi le sostanze a cui sono attribuite propriet antitumorali vengono
degradate dagli enzimi digestivi e dallacidit dello stomaco. Inoltre, le proteine che entrano nel
corpo possono causare una risposta immunitaria con potenziali reazioni allergiche. Non tutto,
infatti, molti di questi prodotti non sono realizzati secondo le norme per lestrazione e la
lavorazione delle proteine nei farmaci ma avviene soltanto la macinazione della cartilagine di
squalo, quindi, anche se si ammettesse che le sostanze miracolose sopravvivessero agli enzimi
digestivi e a questo processo non selettivo di preparazione, non possibile conoscere in quale
percentuale esse siano presenti ma, come per ogni farmaco, la dose ha un valore chiave nella cura.
Quarta considerazione (la pi importante): nel mondo scientifico ci sono prove concrete e
affidabili che sono state eseguite sugli effetti della cartilagine di squalo (o prodotti derivati da essa)
nel trattamento del cancro? E quali sono i risultati?
I risultati di studi scientifici e statistici sono stati negativi: la cartilagine di squalo non mostra alcun
beneficio nel trattamento del cancro n in termini di sopravvivenza n in termini di qualit della
vita. Nel 1995 due gruppi di ricercatori statunitensi selezionarono 60 pazienti con cancro avanzato
in cui stata utilizzata la cartilagine di squalo come unica terapia antitumorale. Alla fine di 12
settimane di trattamento nei 47 pazienti valutabili non cera alcuna indicazione di remissione
completa o parziale: 5 pazienti hanno dovuto interrompere lassunzione del trattamento per la
comparsa di segni di tossicit gastrointestinale, 5 sono morti, 27 avevano una progressione della
malattia, le condizioni cliniche di un gruppo di 10 pazienti sono rimaste stazionarie durante i tre

mesi di trattamento. La conclusione emessa al termine della sperimentazione clinica da parte del
team dei ricercatori americani della fondazione Cancer Research Treatment coordinato da Denis
Miller, stata: questi risultati sono simili a quelli ottenuti in pazienti con cancro avanzato che sono
trattati solo con la terapia di supporto o placebo, quindi, la cartilagine di squalo non ha effetto nel
trattamento del cancro. I risultati dello studio sono stati pubblicati sul Journal of Clinical
Oncology. Nel 1998, un altro studio ha testato lefficacia e la sicurezza di Cartilade, un prodotto a
base di cartilagine di squalo somministrato per via orale a 60 pazienti affetti da diversi tipi di
cancro. Durante lo studio i pazienti hanno ricevuto solamente il trattamento con Cartilade per sei
settimane. Nessuno dei pazienti ha mostrato un miglioramento. Nel 1998 e nel 1999 sono stati
pubblicati altri due studi, il primo su pazienti con cancro alla prostata o il cancro al seno e la
seconda nei pazienti con tumore al cervello e di nuovo durante il periodo di trattamento gli stato
somministrato solo la cura basata sull estratto di cartilagine di squalo e ancora una volta, non
stato mostrato alcun miglioramento. Nel 2005 stato fatta una sperimentazione clinica in un
prestigioso istituto di ricerca, la Mayo Clinic. Lo studio ha confrontato in 83 pazienti con cancro
avanzato gli effetti delle compresse a base di cartilagine di squalo con un placebo. Questo studio
non ha dimostrato alcuna efficacia di questo prodotto nei pazienti con cancro avanzato.
Successivamente, un derivato di cartilagine di squalo di nome Neovastat stato testato dallazienda
canadese AEterna Zentaris come inibitore dellangiogenesi (cio formazione di vasi sanguigni) e ha
mostrato risultati promettenti negli animali. Due studi clinici di Neovastat sono stati completati nel
2007, mostrando, per, risultati negativi. Nel pi ampio studio di questo tipo i ricercatori della
University of Texas M.D. Anderson Cancer Center ha studiato 384 pazienti con tumore polmonare.
Tutti i pazienti hanno ricevuto chemioterapia standard e radioterapia. A met di essi stata
somministrata anche una soluzione contenente cartilagine di squalo liquida, mentre il resto ha
ricevuto un placebo. I pazienti che hanno ricevuto la cartilagine di squalo hanno vissuto 14.4 mesi,
quelli trattati con placebo 15.6 mesi. Uno studio simile stato condotto nel 1997 dalla American
Society of Clinical Oncology con le stesse conclusioni. Aeterna Zentaris ha annunciato che ha
smesso di sviluppare Neovastat, prodotto che, inoltre, non ha dimostrato alcun effetto contro i
tumori del rene e il mieloma multiplo. Lo studio stato riportato alla 43a Assemblea della American
Society of Clinical Oncology (ASCO) da Carlo Lu della University of Texas M.D. Anderson Cancer
Center che ha detto: questi risultati dimostrano senza dubbio che la cartilagine di squalo non
efficace come terapia anticancro.
Conclusione

Questo quanto afferma il Dipartimento di Biologia e il Dipartimento di Medicina comparata della


Johns Hopkins University: la promozione di estratti grezzi di cartilagine di squalo come nuova
cura miracolosa per il cancro ha contribuito ad almeno due risultati significativamente negativi: il
drastico calo delle popolazioni di squali e il dirottamento di pazienti provenienti da trattamenti per il
cancro efficaci. Il fatto che la gente pensa che il consumo di cartilagine di squalo pu curare il
cancro illustra le gravi conseguenze potenziali della pseudoscienza. Il potere e la capacit dei mass
media di raggiungere il pubblico e la suscettibilit del pubblico amplificano gli effetti negativi
delluso della cartilagine di squalo. Per facilitare luso della ragione come base dei processi
decisionali, dovrebbe essere aggiunta una corretta ed opportuna informazione dei media e dei
governi ai meccanismi basati sullevidenza di valutazione utilizzati quotidianamente dalla comunit

scientifica. Un maggior uso di discussioni collaborative ed intelligenti sar necessario per garantire
un futuro sostenibile per luomo e la biosfera .
Nel giugno del 2002 The American Federal Trade Commission (FTC) ha ordinato alla Lane LabsUSA Inc. e alla Cartilage Consultants di fermare immediatamente la commercializzazione dei
prodotti di cartilagine di squalo come presumibile rimedio contro il cancro, inoltre, la Lane Labs ha
ricevuto una penale di 1 milione di dollari.
Io credo che sfruttare le speranze delle persone che soffrono di cancro a fini economici
disgustoso. Spero che in futuro troveremo la cura per il cancro e, forse, la risposta ci verr data dalla
natura ma non per questo o sar giustificato un insensato sterminio di massa come accade oggi per
gli squali. Oggi possibile studiare gli animali, anche gli squali stessi, prelevando opportunamente
campioni e lasciandoli in vita senza causargli alcun danno per poi esaminare le molecole nei
laboratori e, se fosse opportuno, queste molecole potrebbero essere sintetizzate artificialmente.

Stefano Bellomo
GreenRope Coordinator
www.greenropeitalia.org