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Lo sbarco in Sicilia (nome in codice operazione Husky) fu attuato dagli Alleati

sulle coste siciliane il 10 luglio 1943, durante la seconda guerra mondiale, con
l'obiettivo di aprire un fronte nell'Europa continentale, invadere e sconfigger
e l'Italia fascista e, infine, concentrare in un secondo momento i propri sforzi
contro la Germania nazista. Fu la prima operazione delle truppe alleate sul suo
lo italiano durante la guerra e segn l'inizio della campagna d'Italia.
Lo sbarco in Sicilia costitu una delle pi grandi operazioni anfibie della seconda
guerra mondiale, a cui presero parte due grandi unit alleate: la 7 Armata statunit
ense al comando del generale George Smith Patton e l'8 Armata britannica al coman
do del generale Bernard Law Montgomery, riunite nel 15 Gruppo d'armate sotto la r
esponsabilit del generale britannico Harold Alexander. Le due armate sbarcarono n
ella zona sud-orientale della Sicilia con il compito di avanzare contemporaneame
nte all'interno dell'isola: la 7 Armata di Patton sarebbe dovuta progredire verso
Palermo e liberare la parte occidentale dell'isola, mentre l'8 Armata di Montgom
ery avrebbe dovuto marciare lungo la parte centro-orientale della Sicilia verso
Messina, compiendo in linea teorica un'azione a tenaglia che avrebbe dovuto impr
igionare le forze dell'Asse, raggruppate nella 6 Armata italiana comandata dal ge
nerale Alfredo Guzzoni.
Dal punto di vista strategico la campagna ebbe un esito deludente per gli Alleat
i, che non riuscirono a impedire la ritirata delle truppe italo-tedesche del gen
erale Hans-Valentin Hube (che ai primi di agosto subentr a Guzzoni). Da un punto
di vista politico, invece, l'invasione della Sicilia ebbe decisiva influenza in
Italia: favor la destituzione di Benito Mussolini, la caduta del fascismo e il su
ccessivo armistizio di Cassibile, con cui le forze armate italiane cessarono le
ostilit contro gli anglo-statunitensi.
Sin dalla fine del 1941, soprattutto sotto la spinta del leader sovietico Iosif
Stalin, il cui esercito era allora duramente impegnato a contrastare l'avanzata
della Wehrmacht sul fronte orientale, gli Alleati tennero una serie di conferenz
e con l'obiettivo di pianificare l'apertura di un secondo fronte in Europa per a
lleggerire la pressione tedesca a est. In una prima conferenza a Washington (cui
presero parte il primo ministro britannico Winston Churchill e il presidente de
gli Stati Uniti Franklin Delano Roosevelt) fu stabilito che un attraversamento i
n forze della Manica sarebbe stato difficile nel 1942. Solo durante una seconda
conferenza nel giugno 1942, dopo la visita in occidente del ministro degli ester
i sovietico Vjaceslav Michajlovic Molotov, i massimi vertici politico-militari a
lleati decisero di affrontare la questione del "secondo fronte"[12]. La delegazi
one britannica si scontr subito con quella statunitense, che aveva nel suo capo d
i stato maggiore, generale George Marshall, un convinto assertore della teoria c
he l'attacco all'Europa occupata dovesse passare dalla via pi breve e diretta: un
o sbarco sulle coste settentrionali francesi. La discussione fu subito aspra e a
lla fine prevalsero i britannici che convinsero Marshall e Roosevelt a organizza
re un'offensiva contro le forze collaborazioniste francesi in Algeria e Marocco
e, quindi, chiudere in una morsa (con l'8 Armata del generale Bernard Law Montgom
ery proveniente da est) tutte le forze dell'Asse schierate in Nordafrica, compre
so il famoso Deutsches Afrikakorps del feldmaresciallo Erwin Rommel[13].
I dirigenti politico-militari anglo-americani durante le conferenza di Casablanc
a.
I sovietici criticarono la scelta strategica, ritenuta non in grado di distoglie
re importanti forze tedesche dal fronte orientale; Churchill cerc, con scarso suc
cesso, di convincere Stalin promettendo che un'invasione dell'Italia (definita c
ome il ventre molle dell'Asse) sarebbe seguita una volta assicurato il controllo d
el Nordafrica. L'8 novembre 1942 ebbe inizio l'operazione Torch, lo sbarco in Al
geria e Marocco, e nel giro di qualche mese le forze alleate cominciarono a capo
volgere la situazione sia in Africa che sul fronte orientale, mentre i bombardie
ri anglo-statunitensi colpivano i centri industriali della Germania e dell'Itali
a settentrionale[14]. Alla fine del 1942 Churchill e Roosevelt decisero di incon
trarsi nuovamente, stavolta a Casablanca, con l'obiettivo di pianificare la stra

tegia globale nei mesi a venire[15]. Fin da subito si palesarono le divergenze d


i opinioni tra i due stati maggiori americano e britannico: l'ammiraglio Ernest
King, comandante supremo della United States Navy, premeva per concentrare gli s
forzi statunitensi nel Pacifico; il generale Alan Brooke, capo dello stato maggi
ore imperiale britannico, era invece fedele al concetto del Germany first e di u
n impegno prioritario in Europa. Ancora una volta, i britannici riuscirono a imp
orsi perch, a differenza degli statunitensi che mancavano di concrete alternative
operative (eccettuata una generica proposta di Marshall di trasferire le truppe
alleate in Gran Bretagna quando il fronte africano si fosse chiuso), si erano p
ortati dietro i piani particolareggiati per l'invasione della Sicilia (nome in c
odice Husky) o della Sardegna (Brimstone): la discussione si bas dunque su questi
argomenti[16].
Il generale Marshall non pot non riconoscere che un attacco in Sicilia - assai me
glio che in Sardegna - avrebbe comportato due evidenti vantaggi: impegnare a fon
do per la difesa dell'isola le numerose forze dell'Asse e, conquistandola, rende
re pi navigabile il Mediterraneo velocizzando le comunicazioni navali tra il Paci
fico e l'Atlantico. Il 22 gennaio 1943, nella riunione conclusiva, si decise che
a partire dal mese di giugno era autorizzata l'invasione anfibia della Sicilia;
le forze alleate furono riunite sotto il comando unificato del generale Dwight
D. Eisenhower (e del suo capo di stato maggiore Walter Bedell Smith), che prese
la guida dell'Allied Forces Headquarters - Mediterranean. Eisenhower godeva dell
a massima stima di Marshall e si era messo bene in luce durante l'operazione Tor
ch per le sue abilit politiche e il tatto diplomatico, qualit che furono ritenute
ottime per un comandante supremo di forze multinazionali. L'apparato militare so
tto il generale americano, invece, fu spartito tra ufficiali britannici: l'eserc
ito fu assegnato al generale Harold Alexander, la marina all'ammiraglio Andrew C
unningham, l'aeronautica al Maresciallo dell'aria Arthur Tedder. Questa organizz
azione fu accolta con grande soddisfazione dal generale Brooke, che annot sul suo
diario: avevamo spinto Eisenhower nella stratosfera e nella rarefatta atmosfera
di un comandante supremo, condizione che egli riteneva avrebbe garantito enormi l
ibert ai britannici[17].
Durante la conferenza furono discussi temi anche prettamente politici, soprattut
to per mitigare la diffidenza di Stalin nei confronti degli Alleati. Il leader s
ovietico fu rassicurato dalla dichiarazione che la guerra sarebbe finita solo co
n la resa incondizionata della Germania nazista e dell'Italia fascista, scongiur
ando il timore di Stalin di un'"alleanza capitalistica" tra Germania e paesi occ
identali in funzione antisovietica[18]. La decisione circa la resa incondizionat
a dell'Italia fu dettata soprattutto dalla volont politica del gabinetto di guerr
a britannico che preferiva impegnare la Germania in Italia, paese tra i pi deboli
all'interno dell'Asse. Churchill, infatti, prevedeva la caduta del fascismo, di
Benito Mussolini e un cambiamento di alleanze da parte della monarchia sabauda,
tanto che aveva condiviso con Roosevelt l'idea di escludere l'Italia dalla rich
iesta di resa incondizionata; il gabinetto di guerra e il capo dell'opposizione,
Clement Attlee, diedero alla fine il loro netto rifiuto[19]. Le delegazioni las
ciarono Casablanca sull'onda di notizie incoraggianti: l'8 Armata era entrata a T
ripoli, a Stalingrado la 6 Armata tedesca era ormai prossima alla distruzione e l
'Armata Rossa avanzava in Ucraina orientale. Il generale Marshall rimase tuttavi
a deluso dai risultati della conferenza, convinto della secondaria importanza di
un fronte in Italia rispetto a quello principale che si sarebbe dovuto aprire i
n Francia. Non della stessa opinione fu il ministro degli esteri italiano, Galea
zzo Ciano, il quale scrisse sul suo diario: Giunge notizia della conferenza di Ca
sablanca. Troppo presto per dare un giudizio, ma sembra una cosa seria, molto se
ria. Non approvo n condivido le facili ironie della nostra stampa[20].
Anche in seno agli alti comandi dell'Asse ci si interrogava sul luogo in cui sar
ebbe stato attuato il prevedibile sbarco. In linea generale gli italiani - Musso
lini per primo - pensavano che lo sbarco sarebbe stato effettuato in Sicilia; er
ano dello stesso parere il generale Vittorio Ambrosio, succeduto al maresciallo

Ugo Cavallero come capo di stato maggiore italiano, e il generale Alfredo Guzzon
i, comandante delle forze in Sicilia. I tedeschi invece prevedevano un'invasione
della Sardegna o della Corsica e di conseguenza limitarono l'afflusso di truppe
tedesche in Sicilia; peraltro erano al corrente che le difese sull'isola erano
assai modeste e ritenevano impossibile mantenerne il controllo se attaccata in f
orze, senza contare il concreto rischio che le forze dislocatevi potessero esser
e tagliate fuori. Hitler, inoltre, gi cominciava a diffidare dell'alleato e prefe
r disporre le sue divisioni in modo che fossero pronte a intervenire o per contra
stare manovre alleate o per rispondere energicamente a un'eventuale defezione it
aliana[21].