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Lo Stato di Salute nel Mondo Remo Bodei

"Le passioni perdute"


INTERVISTA A
REMO BODEI
LE PASSIONI AL TEMPO DI INTERNET

1) Cominciamo con laffrontare largomento di oggi, le passioni nella societ attuale, con la
domanda di Miriam Ballerini la quale le chiede: Mi sembra che la duplicazione platonica tra
realt e apparenza abbia dato luogo alla secolare distinzione tra mente e corpo, che poi
diventata il tratto distintivo del pensiero occidentale. Sta qui lorigine dellimpoverimento
passionale del nostro pensiero? E se si tratta di un elemento fondante, potremo mai noi
occidentali articolare un pensiero capace di non rimuovere la sua componente passionale?
Platone non responsabile solitario di questa separazione tra anima e corpo. vero che lui ha
detto che il corpo prigione dellanima, ma poi c anche una tradizione cristiana in cui per
bisogna fare delle distinzioni. Quando per esempio san Paolo parla di peccati della carne non
intende quella che sta attorno alle ossa, perch la carne nella traduzione del termine ebraico
significa ribellione, tant vero che Satana, che puro spirito, rappresenta colui che tenta la carne e
in questo senso la carne si ribella. Per quanto riguarda la scoperta del momento delle passioni del
corpo non una cosa di oggi, anche se oggi ci siamo abituati a sapere che noi non abbiamo soltanto
un corpo, ma siamo un corpo. C una vecchia tradizione che risale allo stoicismo greco e romano
secondo cui tutto corporeit, per la materia animata e vivente. Quindi non si pu fare la
separazione tra corpo e anima. Anzi, se mi permette una battuta, un po come quegli
impermeabili, cappotti double-face, da una parte c il corpo e dallaltra c lanima. Oppure, per
fare un altro esempio, sbagliato dire che il sorriso soltanto una contrazione di muscoli: una
contrazione di muscoli se gli togliamo per quellelemento di carattere culturale e umano che fa del
sorriso qualcosa di pi di una contrazione di muscoli, allora non capiamo niente. Daltra parte non
possiamo nemmeno dire come Alice nel paese delle meraviglie che c il sorriso del gatto senza il
gatto, per cui noi dobbiamo considerare anima e corpo come un insieme ed quello che appunto in
et recente si sta riscoprendo perch il nostro sangue circola, gli ormoni vengono secreti dalle
ghiandole, i nostri globuli bianchi si immolano a milioni per guarirci da qualche infezione e tutto
questo senza che noi ce ne rendiamo conto. Tant vero che un filosofo come Nietzsche ha potuto
dire che il corpo la grande ragione e quella che noi chiamiamo ragione la piccola ragione. Si
un po esagerato in questo perch si ridotto tutto a funzioni fisiologiche. Ecco dobbiamo imparare
a comprendere il corpo con le sue passioni, nel senso del patire e nel senso della passione nostra
dellagire come qualcosa di unico che dobbiamo saper controllare, dimenticando in parte la
tradizione platonica e cristiana ma ricordandola per quello che riguarda un antidoto cio di non
considerare il corpo un semplice organismo biologico.
2) La domanda di Vanda Bassi tenta invece di focalizzare questo argomento sul linguaggio.
Vanda Bassi le chiede: Che ruolo occupa il linguaggio tra la pulsione, il desiderio e
lespressione delle passioni? Che cosa si vuole dire quando si afferma che nella nostra societ
sta venendo meno la capacit di esprimere passioni ed emozioni? Perch questa afasia sarebbe
allorigine di alcuni guasti e disturbi profondi?
Intanto lafasia nella nostra societ relativa. Io parlerei piuttosto di un impoverimento espressivo.
Non abbiamo quella civilt, quella educazione sentimentale che potevano avere le lite dei secoli
scorsi, senza arrivare a un Proust. E quindi tendenzialmente non che non ne parliamo, ne parliamo
in modo smozzicato, banale, non siamo capaci di articolare il significato e il senso delle nostre
passioni. Quindi dobbiamo riapprendere ad esprimere le passioni, dobbiamo certamente utilizzare la
nostra capacit linguistica per dar voce a qualche cosa che quando cos potente da rompere tutti
gli ambiti del significato non si esprime. Per esempio le passioni quando sono violente, le passioni
esplosive come lira, gi gli antichi lo sapevano, provocano aborti di concetti, diceva Seneca,
provocano un linguaggio che resta in gola. Quindi bisogna prendere una certa distanza dalle
passioni, nel senso anche che questo distacco permette a chi passionale, a chi ha passioni per
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"Le passioni perdute"

esempio come lira o lamore trasformate in sdegno o in poesia, di dare il massimo di espressivit.
Quindi, non bisogna avere una eutanasia delle passioni per star bene o per esprimersi bene. le
passioni devono restare ma guardate a distanza. Daltra parte ci sono delle passioni di quelle
rischiose tipo linvidia, il desiderio di vendetta, o lodio freddo che molte volte riescono ad articolar
bene quello che vogliono dire, quello che vogliono esprimere, per non lo fanno con questa
congiunzione perfetta che quella di un distacco dalle passioni in cui le passioni e la razionalit
riescono a dialogare insieme.
3) Rai Educational: Da queste prime due risposte che ha dato sembra che in qualche modo il
linguaggio deve frequentare pi il corpo, il corpo nellaccezione che lei ha dato, espresso, nella
prima risposta. vero o no?
vero anche in senso pi lato del linguaggio verbale, penso al linguaggio gestuale. In fondo una
delle cose che separa la cultura occidentale da quella orientale, indiana o cinese, che noi abbiamo
una grande espressivit nella superficie del volto mentre loro tendono ad essere impassibili,
soprattutto i cinesi. Ma non abbiamo invece una espressivit al livello delle altre parti del corpo, a
meno che uno non faccia il ballerino o qualche arte marziale. Cio noi siamo sostanzialmente tutto
viso e tutto testa. In senso invece pi ristretto, per quanto riguarda il linguaggio verbale, la
corporeit espressione nel campo del teatro o del cinema: lattore con un famoso paradosso
quello che capace di esprimere quello che non sente. Quindi il nostro corpo deve essere
considerato come uno strumento quasi musicale. Non dico che bisogna diventare virtuosi, sarebbe
bello, ma per esempio certi gesti che noi chiamiamo volgari o di impazienza o di astio, riguardo alla
compostezza che uno riesce ad avere o che potrebbe avere, sono qualche cosa da scartare. Cio noi
dobbiamo purificare sostanzialmente nel senso di rendere elegante le nostre espressioni corporee.
Noi siamo vittime di un ingorgo di passioni che ristagnano in noi per la maggior parte proprio
perch non abbiamo gli strumenti pi raffinati per esprimerle. Quindi, c una forma di
approssimazione o di banalit. La possibilit di esprimere le passioni, passioni corporee o passioni
della mente, dovuta anche al fatto che bisogna riapprendere a sillabarle, dobbiamo risillabare le
passioni come si fa nella scuola elementare, partire magari dalle aste pi che dalle sillabe.
4) La domanda di Fiorenzo Baratelli si incentra invece proprio sulla societ attuale
chiedendole: Con il titolo Le passioni perdute sembra si voglia intendere che stiamo
vivendo in un tempo quasi senza passioni. Ma quali sono le fabbriche delle passioni di oggi?
Chi sta egemonizzando limmaginario collettivo?
Perdita delle passioni non lo prenderei alla lettera. Le passioni sono camaleontiche, restano pi o
meno le stesse nel tempo e cambiano. un po come nel romanzo di Tomasi di Lampedusa, che
tutto cambia perch tutto resti uguale. Quindi non che noi abbiamo perduto lamore, lira, il
desiderio di vendetta, linvidia, la gelosia. Restano ma modulate in maniera diversa. Prima le
fabbriche delle passioni tradizionali erano la famiglia, il tipo di ambiente sociale in cui si viveva, la
chiesa, il partito politico, la squadra di calcio o di ciclismo, questo ancora cos. Oggi le grandi
fabbriche sono le fabbriche delle comunicazioni di massa. Sostanzialmente televisione, cinema,
meno teatro, che danno dei modelli che fomentano per ragioni economiche soprattutto la passione
acquisitiva: i desideri, I desideri, attenzione, sono passioni. Sono passioni declinate al futuro, attese
di beni futuri. Quindi senza demonizzare il consumismo, perch se non si consuma non si produce,
se non si produce il nostro sistema va a catafascio, allora non bisogna scambiare gli effetti con le
cause perch se si vuole togliere il consumismo bisogna cambiare tutto il sistema sociale. E quindi
le fabbriche delle passioni oggi sono quelle che mi spingono a desiderare. E anche in forma
simbolica, una donna al posto di una birra, una bionda nel sacco, o al posto di un automobile o di un
whisky. Quindi c questa fabbrica delle passioni che molto potente perch luomo si scoperto,
non da ora ma oggi diventato pi chiaro, che non solo un animale razionale, anche un animale
desiderante e quindi fomentando i desideri si produce un certo tipo antropologico di persona.
Questo vale per per lOccidente per i ceti pi o meno abbienti ma le fabbriche di passioni altrove,
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pensiamo in Paesi come lIran o lIraq, tornano a essere quelle delle religioni. E quindi noi non
dobbiamo dimenticare che grandi parti del mondo non condividono le nostre passioni e che passioni
che sembrano scomparse qua, altrove - per esempio se pensiamo allodio che separa israeliani e
palestinesi - abbiamo un altro esempio di sentimento, che noi cerchiamo di nascondere perch non
di buon gusto mostrare odio nelle nostre societ, anche se poi ritornato di moda anche da noi.
Quindi, bisogna fare una mappatura delle passioni. Banalmente la gelosia di un siciliano non
quella di uno svedese, per certamente esiste anche nello svedese. E dovremmo forse allargare il
discorso agli extraumani. C un bel libro di Darwin sullespressione delle emozioni nelluomo e
negli animali in cui si mostra che naturalmente non bisogna confondere la contentezza, la gioia di
un cane con quella di un uomo, ma noi capiamo quando un cane scodinzola, lo interpretiamo nel
senso che contento. Quando digrigna i denti, o ruglia come si dice in Toscana, sappiamo che
invece c qualcosa che non va e che assomiglia allira o alla collera del cane. Quindi forse c
unevoluzione delle passioni che si vede anche dalle forme del viso che sono state studiate in cui c
una certa lontana parentela. Quindi le passioni hanno una base chiamiamola cos animale, anche noi
siamo animali sebbene razionali e desideranti, una base culturale che cambia continuamente
secondo i popoli e le et.
5) Rai Educational: Ha fatto ora riferimento al linguaggio televisivo e della pubblicit, dove
sembra che accada quello che lei appunto ha detto, questa declinazione al futuro, lattesa di
acquisire un bene. Ecco, ma tipico o frequente delle passioni o dei desideri, lo slittamento
delloggetto in questione, il poter spingere a desiderare qualcosa in realt desiderando
qualcosaltro.
Qua bisognerebbe fare una distinzione proprio fra passioni e desideri. Le passioni sono pi
anelastiche, cio meno capaci di trasformarsi. Quindi se io amo Tizia amo Tizia. Invece i desideri
sono pi riformulabili. Non solo nel senso della volpe e luva, che quando qualcosa non ce lho dico
in fondo luva acerba non me ne importava niente. C uno slittamento continuo del desiderio
perch il desiderio per sua natura, in quanto legato al futuro, legato a unincertezza. E legato
anche a degli smacchi, limpossibilit di realizzarsi. Quindi questo mondo fatto di desideri un
mondo pi plastico che sa arrangiarsi e che continuamente riformula l oggetto oscuro del
desiderio, che per certe volte diventa semitrasparente. Il problema di acquisire, personalmente
dico, unabilit nel gestire i propri desideri senza da un lato inibirsi i desideri: rinunciare in anticipo
per paura di non raggiungere ci che si cerca e dallaltro non avere una certa sregolatezza dei
desideri, per cui io cambio continuamente, riformulo il mio quadro di aspettative e di desideri di
modo che son sempre scontento perch non raggiungo mai quello che voglio. Daltra parte
programmare i desideri difficile. Per questo la felicit improgrammabile, un comandamento di
quelli ineseguibili: come sii spontaneo. Non posso dire sii felice. E quindi la felicit in fondo,
che una passione, qualche cosa che si ottiene creando una disposizione danimo, senza cercarlo.
Come lo zen e il tiro dellarco: uno quando ha una certa pratica riesce a fare il centro con la freccia
quanto meno contratto, come si dice in Toscana aggronchito, cio tutto rigido nella muscolatura, e
tira en surplace e poi va a finire che cos pi facile cogliere il centro.
6) Restiamo nello scenario odierno con la domanda di Paola Pelago la quale le chiede: Nella
societ attuale si assiste a unenfasi mediatica che equipara la passione al sesso.
Nellimmaginario collettivo alcune pratiche, alcuni consumi sessuali per lo pi estremi
sembrano occupare la sfera della passione. Che cosa le suggerisce questo fatto? Ha a che fare
con un fraintendimento o indice di qualcosaltro?
Il sesso legato alle passioni e agli istinti pi basilari degli uomini e degli animali. Oltretutto una
esperienza destasi, soprattutto nella fase finale, a cui difficilmente una volta provato, secondo gli
psicologi, si rinuncia. Quindi il fatto che ci sia questa presenza del sesso non deve meravigliare.
laura, lelemento onnipresente, ubiquo che ha il sesso che invece sintomo di qualche cosa di oggi.
Ed sintomo soprattutto di una disgiunzione che si avuta di recente con i contraccettivi chimici,
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sia la pillola che la pillola del giorno dopo, che non sono pi i vecchi contraccettivi meccanici pi
antipatici e meno sicuri. Quindi per la prima volta possibile, alla donna in particolare, disgiungere,
separare la sessualit quindi il piacere dalla procreazione e questo un elemento secondo me
positivo di liberazione. Lelemento negativo il fatto che il sesso - quando diventa oggetto di
consumo, attivit meccanica, alla Don Giovanni che in Spagna ne ho milletre o alla vita di una
prostituta che alla fine non prova piacere e non prova sostanzialmente niente quando compie latto
sessuale - se il sesso, dicevo, diventa qualcosa che promosso anche qua da modelli di tipo
consumistico e diventa una pura frizione di membrane, certo la sessualit come il sorriso ridotto a
contrazione di muscoli che perde ogni suo valore. Per cui lideale sarebbe un tipo di sessualit che
da un lato emancipata, dallaltro non diventa un obbligo quotidiano, come quello dei boy scout per
accompagnare le vecchiette dallaltra parte del marciapiede. E diventa una forma di vita in cui si
esprime una pienezza di gioia anche fisica, che per per essere completa, intera, non andrebbe
disgiunta dal sentimento. E questo non vuol dire che uno firma un contratto matrimoniale ogni volta
che fa lamore. Vuol dire che dal punto di vista del rapporto - come si diceva prima anima corpo se il corpo non vuole essere prigione dellanima, ma anche viceversa se lanima non vuole essere
prigione del corpo, cio se i nostri sentimenti non devono essere ridotti al puro atto sessuale in
senso meccanico, occorre che ciascuno di noi viva intanto personalmente la sua sessualit e
dallaltro lato tenga conto che un rapporto sessuale non come diceva qualcuno ai tempi di Lenin
bere un bicchier dacqua. E qualcosa che implica emotivamente dei legami che poi sono non solo
difficili da sciogliere, ma che sono anche complessi e portatori al limite anche di dolori e di
tragedie. Anche se la procreazione staccata dalla sessualit.
7) Torniamo un po alla riflessione pi filosofica con la domanda di Franco Milaggio, la quale
domanda riecheggia il tema trattato prima, ma focalizzandosi su un aspetto pi specifico.
Franco Milaggio le chiede: Lei pensa che la cultura razionalista, che ha trovato in Cartesio la
sua espressione pi alta, abbia modellato un certo modo di pensare che ha penalizzato la
componente passionale?.
Io partirei con una difesa di Cartesio il quale poverino ha scritto come ultima opera della sua vita
Le passioni dellanima e ha sostenuto che noi non sbagliamo a desiderare troppo ma a desiderare
troppo poco e che tutte le passioni dellanima possono essere positive se ben organizzate. Cartesio
ha il modello del dressage, cio dellallevamento dei cavalli nel senso che bisogna educare lanima
come si educano anche gli animali, la parte animale delluomo. Quindi non contro le passioni. Il
razionalismo semmai, quello che si identifica col rigorismo di Kant il quale definisce le passioni un
cancro della ragione, che francamente spiega bene quello che si intende. Per cui la filosofia
moderna, di matrice kantiana o di altre matrici, probabilmente sbaglia nel considerare le passioni
come negazione secca della ragione. Tra passioni e ragioni c una specie di accordo
concorrenziale. In sostanza le passioni non negano la ragione, ma quando c una congiunzione
perfetta tra passione e ragione - non sempre c . noi abbiamo qualcosa di eccezionale come la
musica. La musica secondo me il pi bel sistema di armonia tra passioni e ragione perch c il
massimo nella musica di ragione, cio di modelli matematici . anche la musica tonale, moderna,
basata su modelli ricorsivi matematici - e nello stesso tempo il massimo di pathos. Ecco, quindi se
si riuscisse a unire passione e ragione si otterrebbe il massimo. Daltra parte non vero che esistono
forme di irrazionalit in filosofia che hanno escluso le passioni. Di nuovo lo stoicismo: per gli stoici
tra passione e ragione non c opposizione, la passione soltanto una forma di razionalit deviata.
Quando per esempio Medea nella tragedia greca uccide i figli, non lo fa perch ha perso il lume
dellintelletto. Lo fa perch intenzionalmente vuole punire il marito che si sposato con unaltra
donna, la figlia del re di Corinto e per questo, ben sapendo quello che fa, ammazza i suoi figli, entra
in contraddizione con s stessa. Poi tutta la tradizione cristiana, anche questa non soltanto relativa
a considerare la passione come peccato. vero, questa la linea maggioritaria. Per esempio in
SantAgostino c lidea che le passioni sono buone, loggetto della passione che pu essere pi o
meno buono. Se uno fosse intelligente sceglierebbe il meglio. Dice lui: Ti preoccupi di come vesti,
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dei tuoi calzari e della tua lampada e non ti preoccupi di te stesso, di fare di te stesso unopera darte
scegliendo le passioni migliori, ma se vuoi la felicit non contentarti di scarpe e di vestito, Dio te ne
dar una pi grande. E per tutto buono, il topo e langelo sono allo stesso livello, sono tutte
creature di Dio, la mia volont che sceglie verso il basso e quello il peccato e rinuncio a un bene
maggiore scegliendo quello che mi darebbe pi soddisfazione.
8) Rai Educational: Lei ha fatto ora questo riferimento alla musica e mi venuta in mente
una frase di Nietzsche che mi sempre piaciuta moltissimo, non ricordo da quale testo sia
presa. Nietzsche dice: In virt della musica le passioni godono di s stesse. Il che fa pensare
anche a un meccanismo autoreferenziale, a un non bisogno di oggetto forse della passione
pura. cos?.
un discorso molto bello e molto complicato. Io direi che la musica non parla di oggetti, quindi
non si riferisce a niente di preciso. Per cui quando si dice che la sesta di Beethoven rappresenta una
specie di scampagnata, oppure le Quattro stagioni di Vivaldi, linverno, la caccia, si dice in
maniera tutta approssimativa. C uno studioso di musica del secolo scorso, si chiamava Hans Lich,
che ha detto che la musica parla soltanto con aggettivi, quindi con tonalit emotive, e non con
sostantivi, designando qualche cosa. Per cui vero, la musica autoreferenziale in questo senso. Un
altro grande studioso e filosofo, da cui peraltro Nietzsche dipende in questo caso: Schopenhauer, ha
parlato della musica come lultimo livello, cio il concetto universale rispetto ai singoli oggetti.
Cio rispetto a questo orologio la categoria di orologio comprende tutti gli orologi. Per al di sopra
dei concetti universali ci sono i concetti della musica che sono ancora pi universali, cio i suoni
della musica. Perch tanto vero che la capiscono tutti, indipendentemente dalle lingue nazionali.
Quindi la musica un superuniversale, detto in parole povere, ci che ci tocca tutti gli uomini
perch appunto, dice Schopenhauer, il luogo in cui le passioni senza turbamento, prodotto dalle
passioni reali - cio lira senza la rabbia, lamore senza i suoi patimenti - possono essere vissuti da
noi con un linguaggio superiore a quello dei concetti. interessante Schopenhauer perch noi
pensiamo che la musica in quanto sentimento sia qualcosa di inferiore alla razionalit. Per lui
molto pi razionale perch molto pi universale cio parla pi a tutti di quanto parlino i concetti di
una determinata lingua o del linguaggio umano verbale in genere.
9) La domanda di Bianca Benedetti si rivolge invece proprio al soggetto delle passioni e le
chiede: Un pensiero appassionato proprio di un soggetto forte o di un soggetto debole,
disposto cio a farsi attraversare da eventi e fenomeni destrutturanti quali sono
probabilmente le passioni?
senzaltro di un soggetto forte. Cio chi capace di farsi attraversare, perforare diciamo cos,
dalle passioni senza rimanerne vittima, cosa che capita ai soggetti deboli, uno che arricchisce s
stesso. Il problema quello di farsi attraversare da queste passioni, di provarle, di non tastarsi
continuamente il polso per sapere ahim se mi innamoro cosa mi succede, se divento geloso, che
una cosa brutta ma pu capitare. Il problema quello di saper articolare le proprie passioni e saperle
gestire. Quindi le passioni sono un pericolo. Possono distruggere ma possono anche far crescere. Il
problema di saperle governare. Faccio un esempio nautico. Navigare di boline, come dicono gli
inglesi, o di bolina, come dicono gli italiani, significa andando in barca a vela andare contro vento,
a zig zag, sono ventotto gradi di inclinazione, e quindi noi possiamo governare il vento delle
passioni, le tempeste delle passioni. Cicerone parlava di passioni, passio in latino voleva dire allora
soltanto sofferenza, parlava di perturbationes animi, perturbazioni dellanimo, tempeste, una
metafora nautica. Quindi i venti delle passioni noi dobbiamo saperli gestire, anche quando sono
passioni contrarie, brutte, e quindi navigando di bolina. Le nostre passioni noi possiamo
attraversarle, senza diventare vittime. La cosa pi brutta nel campo delle passioni - proprio come
quando esisteva la navigazione a vela e basta - la bonaccia. Uno muore, sta la nelloceano per
giorni, fa a tempo a morir di fame o di scorbuto.

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10) La domanda di Pietro Zabaglia forse invece sponsorizza proprio questidea della
bonaccia. Vediamo un po che cosa le chiede: Le passioni non sono convenienti, sono
impegnative e poco remunerative, fanno perdere un sacco di tempo e di denaro e tolgono
spazio ai veri, seppure effimeri, piaceri della vita, le famose tre s: successo, soldi e sesso. Non
solo, le passioni hanno spesso condotto a vere e proprie esplosioni di violenza. Perch allora
preoccuparsi di non vivere in un secolo appassionato?
Intanto le passioni non ce le diamo noi, cio non che programmiamo le passioni. E passioni sono
qualche cosa che gi etimologicamente un patire. Se noi riceviamo per esempio unoffesa da
qualcuno se non siamo dei pezzi di legno un sentimento di collera lo possiamo avere. Oppure se
abbiamo dei rapporti sociali, lamicizia, lamore, sono qualche cosa che viene, che noi subiamo, in
questo senso patiamo. Poi c il momento dellelaborazione. Per cui lidea che noi possiamo
sterilizzarci nei confronti delle passioni gi irrealistica di per s stessa. E poi vero che le passioni
possono essere dirompenti, lodio, pensiamo a 1984 di Orwell in cui il grande fratello, quello vero
non quello televisivo, organizza le giornate dellodio e quindi organizza questa forma di passioni
artificiali. Del resto tutti i movimenti politici del secolo passato, tutti i totalitarismi hanno giocato
nell'istituzionalizzare certe passioni. Per esempio il fascismo ha puntato sul coraggio, sul sacrificio,
l'abnegazione. Il comunismo, in modo pi o meno beninteso, sulla generosit, sul morire per la
rivoluzione. Quindi le passioni in parte esistono, in parte vengono organizzate, in parte le possiamo
organizzare noi. Comunque non le possiamo dribblare, non le possiamo aggirare. Anche le passioni
che possono essere pi futili in apparenza - quelle passioni sportive esasperate per cui si buttano i
motorini dalle scalinate dello stadio o si ammazza la gente a colpi di catene che si portano di
nascosto - rappresentano passionalit malintese, ma che esistono. Il problema delle passioni di
nuovo un problema di orientamento quasi magnetico. Cio noi dobbiamo essere capaci di orientare
le nostre passioni. Parlo di orientamento magnetico perch si magnetizza un pezzo di metallo, lho
appreso visitando una fabbrica dove li fanno. Se un pezzo di ferro normale, non magnetizzato, ha
dei vettori che vanno da tutte le parti, invece passandoci, strusciandoci sopra un pezzo di ferro
magnetizzato, mettendolo vicino alla macchina, tutte le molecole del ferro si orientano in una sola
direzione. Lo sforzo che noi dovremmo fare con le passioni, senza ammazzarle, senza distruggerne
completamente la spontaneit, quello di indirizzarle almeno in parte e almeno
momentaneamente.
11) A proposito di passioni in qualche modo minori una domanda arrivata questa notte in
redazione dopo la vittoria della Roma del campionato sembra proprio cadere a fagiolo.
Giacomo Valentino le chiede: Sono tifoso della Roma e sono troppo felice per lo scudetto
appena conquistato. Per me la Roma la pi grande della passioni, arriverei a fare quasiasi
cosa per lei. Perch devessere considerato una passione di serie B? Allora c un metro per
stabilire una graduatoria tra le passioni? E in base a che cosa?.
Non ci sono graduatorie per stabilire lintensit delle passioni. le passioni sono legate al soggetto
che le prova per cui si pu essere tifosi della Roma, cosa che d grande gioia fino al punto di essere
disposti a fare tutto per questo pu sembrare esagerato. Ma ci sono delle cose ancora pi curiose e
forse perverse. C chi fa collezione di tappi di bottiglia e gode tantissimo, un re di Francia che
invece di divertirsi a fare il re si divertiva a fare le serrature come fabbro. Quindi le passioni vanno
organizzate in maniera tale da non avere per delle passioni cos dominanti da fare terra bruciata
sullaltro. Semplicemente per motivi di felicit perch se uno distrugge tutte le altre passioni
possibili un po come la monocoltura, si fa soltanto canna da zucchero o caff come succede in
certi paesi coloniali e poi bisogna importare tutte le altre merci dallaltro, importare le altre passioni
dallaltro. Quindi a me non fa paura uno che tifoso della Roma fino al punto da far tutto per la
Roma, ma sarei preoccupato se fossi sua moglie che trascurasse altri piaceri.
12) A proposito della bonaccia, dellassenza di passioni cui lei ha fatto riferimento prima,
vediamo la domanda di Cinzia Russo la quale le chiede: Larte contemporanea, penso alla
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musica e alla pittura, per molti troppo cerebrale, rispecchia questa nostra epoca algida?
Io non parlerei di epoca algida, parlerei del fatto che le forme espressive si sono tutte consumate,
sia in musica che in pittura. Uno non pu pi riprodurre la musica cosiddetta classica, basata sul
clavicembalo ben temperato di Bach, tecnicamente sul fatto che la nota superiore, il do diesis, viene
equiparato al re bemolle, la mezza nota di su con la mezza nota di gi, che poi non cos e fino a
Bach non era cos. Quindi quelle forme classiche sono forme storiche. Noi non dobbiamo prendere
la musica, come la sentiamo diciamo da Bach agli inizi del secolo scorso, come la musica e poi
tutto il resto come perversione. C stato uno svolgimento stilistico che ha reso pi difficile la
fruizione della musica. E sostanzialmente come nella pittura di Picasso, anche se passato un
secolo, la maggior parte delle persone non colte artisticamente trovano difficolt ad apprezzare
questo. Ma dopo la fotografia era difficile continuare a riprodurre gli oggetti in maniera
presuntamente veristica. Si sono dovute cercare altre forme espressive. Quindi non si tratta di
algidit ma si tratta di imparare delle grammatiche o delle sintassi espressive nuove a cui molti non
sono abituati. Allora troveranno per esempio anche nella musica di Stockhausen o di Webern o nei
quadri astratti o persino in certe forme che fanno francamente rabbia per me, come Cristos che
avvolge i monumenti con la plastica, trover che c qualche volta un significato. Ecco, io
distinguerei la forma algida dallo sperimentalismo. In unepoca in cui grandi autori in pittura, in
musica sembra che non ce ne siano - e gli artisti sono diventati milioni e si fanno concorrenza tra
loro nel mercato e non ci sono pi i grandi committenti come i papi o i principi che avevano gusto questa inflazione del prodotto artistico genera una serie di forme presuntamente sperimentali che
naturalmente sono disprezzabili. Io ricordo un concerto in cui cera un pianoforte a coda aperto, un
pianista giapponese che andava a pizzicare le corde del pianoforte alzandosi in piedi, faceva un
inchino e se ne andava. Io gli avrei tirato pomodori e cavoli. Quindi lelemento algido delle passioni
dovuto semplicemente al fatto che non si studia pi, che c una distanza tra il sentire comune che
rimasto arretrato a Puccini o a Verdi in campo musicale e le forme espressive nuove che sembrano
troppo difficili. Anche perch ad esempio in musica le dissonanze, quella di settima diminuita si
dice tecnicamente che Mozart aveva introdotto, ai suoi tempi faceva raccapricciare, davano fastidio
alle orecchie. Oggi non ce ne accorgiamo pi che sono dissonanze. Mentre le dissonanze nuove,
quelle ancora pi ardite, noi le continuiamo ad avvertire come un pugno in un orecchio. Quindi
tutta questione secondo me di abitudine. Frequentiamo un po di pi larte moderna, cerchiamo di
capirla e vedremo che piena di passionalit. Faccio un esempio: Sciarrino che un musicista
italiano abbastanza noto ha fatto la Divina Commedia: cento canti, un minuto per canto, in cui uno
potr discutere sulla qualit della musica, ma certamente tutte le passioni dellinferno ci sono tutte,
tutte le forme di purificazione delle passioni del paradiso perch appunto allinferno c lamore,
linvidia, eccetera, ci sono tutte. Quindi c una forma di espressione delle passioni che va bene.
13) Veniamo ora a una passione forte direi. quella che propone Anna Mattei la quale le
chiede: Se anche la fede pu considerarsi una passione.
Tecnicamente la fede non una passione, perch la fede credere in qualcosa. Per la fede si
alimenta di passioni. Se non ci fosse questa spinta, per esempio in campo religioso, verso una
felicit ultraterrena, o se non ci fosse per converso unaltra grande passione che la paura, la paura
dellinferno, la paura delle punizioni, la fede non potrebbe resistere. Dobbiamo evitare di concepire
la fede come un puro atto intellettuale. Io credo in questo, credo in un televisore perch lho visto,
credo in Dio anche se non lho visto, perch c unautorit che me lo dice. Questo secondo tipo di
fede: credere in qualche cosa di invisibile, di intangibile, alimentato sostanzialmente da passioni.
Senza passioni si spegnerebbe, perch la fede difficile. Con la percezione dico: questo libro
giallo, amen, finita perch la cosa incontrovertibile per chi non daltonico. Invece nella fede la
necessit di trovare sempre nuovi argomenti di carattere intellettuale, in un certo modo
conoscitivo. Per il carburante glielo danno le passioni.
14) Rai Educational: Ecco, parlando di fede giustamente stato introdotto il concetto,
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unidea di trascendenza. Mi ha molto colpito un articolo letto recentemente a firma di Anita


Desai, la scrittrice indiana, su Ghandi. La Desai traccia un profilo di Ghandi e aggiunge forse
diversi elementi di conoscenza nuovi su questa immensa figura del secolo appena passato. E in
particolare la Desai si concentra sul valore dellidea di corpo in Ghandi affermando che in lui,
come del resto nella tradizione induista, nel corpo che si realizza lidea stessa della
trascendenza. Siamo di fronte a una trascendenza immanente in qualche modo, se possiamo
cos dire. Cosa le suggerisce questa immagine? Possiamo commentarla insieme?
Si, anche perch ho letto il testo della Desai. interessante la differenza tra la nostra percezione
del corpo e quella della tradizione indiana che lei rappresenta. Perch mentre da noi in Occidente ad
esempio lo yoga viene inteso come una specie di ginnastica e quindi ridotto a corpo, ma a corpo
diciamo povero, yoga - che in indiano vuol dire ( la stessa radice indoeuropea di gioco) vuol dire
disciplina - una disciplina in cui il corpo e lanima non vengono separati. tutto legato allidea di
una purificazione del corpo attraverso esercizi spirituali e corporei. Sono forme di purificazione e di
preghiera che passano attraverso il corpo. Ad esempio i monaci del monte Athos o delle Meteore
immaginano, secondo tradizioni che hanno quasi millecinquecento anni di trovare nel cuore, in
senso fisico, il rapporto con Dio, una preghiera con Dio. Perch gli Atti degli Apostoli dicono tu
non devi mai dimenticare il Signore, ma come si fa perch uno ha cento preoccupazioni. Allora i
monaci hanno elaborato una tecnica per cui, pensando che il respiro entra e poi finisce nel cuore, l
nel cuore si crea una zona di preghiera perpetua per cui anche di notte si svegliano eD come se
fosse una preghiera. In Ghandi questo elemento di purificazione, come dice giustamente la Desai,
assume quelle forme che per noi sono strane. Noi intendiamo il digiuno suo, quello che stato fatto
per protesta anche in altri Paesi, come un atto politico diretto. Invece un atto politico, ma indiretto
perch il digiuno non altro che una forma di purificazione del corpo, punto e basta. E la
purificazione da cosa? Questa la cosa strana per noi. Nel tempo in cui Ghandi combatteva
limpero inglese era il contagio impuro della dominazione ingiusta degli inglesi. Quindi il corpo
come strumento politico una novit, una novit che si diffonde anche nella nostra cultura
moderna. Se noi pensiamo a quella che viene chiamata la biopolitica: il governo dei corpi, che
comincia col controllo della popolazione dalla fine del Settecento in poi, con i campi di
concentramento in forma terribile, con il nazismo, con i gulag; oppure il controllo della sessualit,
anche oggi attraverso suggestioni, la negazione per esempio, il divieto della sessualit - questa
sessualit che dice sempre s, come diceva Foucault - sono tutti controlli politici del corpo che
naturalmente hanno delle scansioni diverse in Occidente o in altre culture come lOriente. Sarebbe
interessante vedere come le arti marziali giapponesi o cinesi - in cui il controllo del corpo tutto e
altre arti marziali che vengono fatte dai monaci in senso non offensivo - consistono nel far perdere
lequilibrio per esempio agli altri. E quindi tutto un gioco di controllo della corporeit che noi
appunto, tranne gli spadaccini o altri, ci sogniamo.
15) Rai Educational: Come ultima domanda le vorrei sottoporre il fatto che non ci arrivata
nessuna domanda che abbia per oggetto la politica. Come interpreta questo fatto?.
Mala tempora currunt, dicevano i latini. C secondo me, per quanto riguarda la situazione italiana,
ma un po pi la situazione occidentale, si assiste a un progressivo distacco tra i cittadini appunto
delle generazioni pi giovani e la politica, nel senso della politica militante, attiva, non della politica
che si riceve via televisione standosene comodamente seduti a casa, che un aspetto importante
della nostra politica. che da quando il mondo, per fortuna, non pi diviso in due, in cui da una
parte si pensava che stesse il mondo libero e dallaltro la giustizia sociale, non ci stava
probabilmente n luna n laltro, le grandi passioni mobilitanti, per la libert, per la giustizia, si
sono un po affievolite. Mentre prima il futuro era un futuro condiviso e collettivo, ne andava di
tutti, oggi ciascuno si ritaglia da s una fettina di cielo. C una specie di privatizzazione del futuro,
in termini scherzosi come se fosse stata lanciata unopa sul futuro, cio ciascuno si prende il suo
pezzettino e va avanti. E questo indebolisce le passioni politiche perch la vita privata diventa - non
soltanto del singolo ma dei suoi familiari, degli amici - diventa meno importante. Questo per,
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Lo Stato di Salute nel Mondo Remo Bodei


"Le passioni perdute"

ripeto, vale per certi casi. Non vale dappertutto, nemmeno in Italia per fortuna, nel senso che le
passioni politiche ci sono ancora. Sono passioni politiche pi evanescenti, pi grigie, meno legate a
colori forti, il rosso e il nero, non ci sono pi. Ora al massimo c il rosa non shocking e un grigio
perla o come dice la pubblicit diversamente. Ci sono passioni un po pi scarnite. Ma pensiamo ad
altri luoghi del mondo, citavo prima i palestinesi e gli israeliani, oppure si possono citare i
brasiliani, che sono gente malgrado la povert spesso allegra, le passioni per fortuna non muoiono.
Per disgrazia molte volte diventano oppressive o fastidiose. Tutto sta nel saperle gestire e nel non
smettere di continuare la nostra educazione sentimentale.

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