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N. 00936/2015 REG.PROV.COLL.

N. 01988/2014 REG.RIC.

R E P U B B L I C A

I T A L I A N A

IN NOME DEL POPOLO ITALIANO

Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Toscana


(Sezione Seconda)

ha pronunciato la presente
SENTENZA

sul ricorso numero di registro generale 1988 del 2014,


proposto

da:

Comune di Prato in persona del Sindaco pro tempore,


rappresentato e difeso dagli avv. Stefania Logli, Paola Tognini,
Elena Bartalesi, con domicilio eletto presso Monica Dominici
in Firenze, Via XXIV Maggio, 14;
contro
Questura di Prato in persona del Questore pro tempore,
Ministero dell'Interno in persona del Ministro pro tempore,
rappresentati e difesi per legge dall'Avvocatura Distrettuale
dello Stato, domiciliata in Firenze, Via degli Arazzieri 4;
nei confronti di
Bar Tavola Calda Jin Yulou S.a.s. di Ding Jinwei & C. in
persona del legale rappresentante pro tempore, rappresentato
e difeso dagli avv. Marco Ripamonti, Claudia Lepore, Ilenia

Bellini, con domicilio eletto presso Ilenia Bellini in Firenze, Via


Pisana n. 269;
per l'annullamento
a) della licenza Cat. 13/B - Div. P.A.S.I. 14 - Lic. n. 133 di prot.
rilasciata in data 09.09.2014 ai sensi dell'art. 88 TULPS e
comunicata al Comune di Prato, in esito a un'istanza di
accesso agli atti, in data 26 settembre 2014;
b)

di

ogni

atto

preliminare

e/o

presupposto

ancorch

incognito, e in particolare, della circolare diramata dal


Ministero

dell'Interno,

datata

19.04.2012,

allegata

dalla

Questura alla nota inviata al Comune di Prato il 19.08.2014.


Visti il ricorso e i relativi allegati;
Visti gli atti di costituzione in giudizio di Questura di Prato,
Ministero dell'Interno e Bar Tavola Calda Jin Yulou S.a.s. di
Ding Jinwei & C.;
Viste le memorie difensive;
Visti tutti gli atti della causa;
Relatore nell'udienza pubblica del giorno 28 maggio 2015 il
dott. Luigi Viola e uditi per le parti i difensori come specificato
nel verbale;
Ritenuto e considerato in fatto e diritto quanto segue.
FATTO
Con provvedimento 9 settembre 2014 prot. Cat. 13B-2014/Div.
P.A.S.I., il Questore di Prato autorizzava, ex art. 88 e 110, 6
comma lett. b) del T.U.L.P.S., la Sig.ra Ding Jinwei allesercizio

dellattivit di esercizio del gioco lecito tramite videoterminali


(VLT) nei locali siti in Prato, via Pistoiese nn. 85-87.
Gli atti meglio specificati in epigrafe erano acquisiti dal
Comune di Prato in data 26 settembre 2014, tramite esercizio
del diritto di accesso ed impugnati per: 1) violazione e falsa
applicazione degli artt. 2 e 4 della l.r. 57 del 2013, in
combinato disposto con lart. 88 del T.U.L.P.S., eccesso di
potere

per

illogicit

contraddittoriet;

2)

difetto

di

motivazione, violazione art. 3 l. 241 del 1990, eccesso di


potere per difetto di istruttoria, contraddittoriet e difetto dei
presupposti;

3)

ulteriore

eccesso

di

potere

per

contraddittoriet e illogicit
Si costituivano in giudizio la Questura di Prato, il Ministero
dellInterno,

la

controinteressata

Sig.ra

Ding

Jinwei,

controdeducendo sul merito del ricorso.


Con ordinanza 19 dicembre 2014 n. 770, la Sezione accoglieva
listanza cautelare proposta con il ricorso, sospendendo gli atti
impugnati.
All'udienza del 28 maggio 2015 il ricorso passava quindi in
decisione.
DIRITTO
In via preliminare, la Sezione deve dare atto della rinuncia
allimpugnazione

della

557/PAS/U/004248/12001

circolare
(1)

del

19

aprile

Ministero

2012

prot.

dellInterno

presentata dalla ricorrente, alla camera di consiglio del 18


dicembre 2014.

Per effetto della detta rinuncia allimpugnazione dellatto


ministeriale a carattere generale (come tale importante
lattrazione dellintera controversia alla competenza del T.A.R.
Lazio,

sede

competenza

di

Roma),

territoriale

risulta
del

pertanto

T.A.R.

indiscutibile

Toscana

la

decidere

dellimpugnazione.
Anteriormente alla proposizione del ricorso, la previsione
dellart. 135, 1 comma lett. q-quater) del Codice del processo
amministrativo (introdotta dallart. 10, comma 9 ter del .l. 2
marzo 2012 n. 16, conv. in l. 26 aprile 2012 n. 44) che
devolveva

alla

competenza

inderogabile

del

Tribunale

amministrativo regionale del Lazio, sede di Roma, <<le


controversie

aventi

ad

oggetto

provvedimenti

emessi

dall'Amministrazione autonoma dei monopoli di Stato in


materia di giochi pubblici con vincita in denaro e quelli emessi
dall'Autorit di polizia relativi al rilascio di autorizzazioni in
materia di giochi pubblici con vincita in denaro>> stata,
infatti, dichiarata incostituzionale da Corte cost. 13 giugno
2014 n. 174 e non pu pertanto pi trovare applicazione nella
presente fattispecie (che deve essere decisa sulla base dei
criteri

generali

di

competenza

che

attribuiscono

la

competenza al T.A.R. locale).


Sempre in via preliminare, la Sezione deve poi rilevare, anche
in mancanza di specifica eccezione da parte delle controparti,
come la legittimazione dellAmministrazione comunale di
Prato ad impugnare la licenza allesercizio dellattivit di
esercizio

del

gioco

lecito

tramite

videoterminali

(VLT)

concessa alla controinteressata appaia radicata sullinteresse


generale <<alla prevenzione della ludopatia, radicato sul
diritto alla salute dei cittadini, azionato in giudizio dal Comune
di Prato, in qualit di ente esponenziale della relativa
collettivit>> (in questo senso, si veda gi lordinanza
cautelare 19 dicembre 2014 n. 770 della Sezione).
Per quello che riguarda il merito, la problematica gi stata
affrontata dalla Sezione, in tutti i suoi aspetti, con la sentenza
19 febbraio 2015 n. 284, che pu essere richiamata, anche in
funzione motivazionale della presente decisione: <<lintera
vicenda ruota intorno allapplicabilit, alla fattispecie che ci
occupa, delle previsioni della l.r. 18 ottobre 2013, n. 57
(disposizioni per il gioco consapevole e per la prevenzione
della ludopatia), ovviamente nel testo vigente allepoca di
emanazione degli atti impugnati e, quindi, precedentemente
alle modificazioni disposte con la l.r. 23 dicembre 2014 n. 85
(che

hanno

problematiche

espressamente
sollevate

in

superato

ricorso,

alcune

specificando

delle
meglio

lambito di applicabilit della legge).


Per quello che ci occupa, assume particolare interesse lart. 2
(definizioni) della l. r. 18 ottobre 2013, n. 57 (ovviamente nel
testo vigente alla data di emanazione degli atti impugnati) che,
nel dettare le definizioni generali necessarie per lapplicazione
della legge, ne ha previsto lindiscussa applicabilit ai
<<locali nei quali si svolgono, in via esclusiva o prevalente, i
giochi leciti ai sensi dell'articolo 86 del regio decreto 18
giugno 1931, n. 773 (Approvazione del testo unico delle leggi

di pubblica sicurezza)>> (art. 2 lett. b) l.r. 57 del 2013); in


prima battuta era quindi utilizzato un criterio di applicazione
della legge (per quello che ci occupa, anche dellimportante
previsione dellart. 4) fondato sul richiamo della previsione e
del regime autorizzatorio previsto dal T.U.L.P.S. (in questo
caso, lart. 86, ult. parte che prevede linstallazione di
apparecchi per il gioco in esercizi commerciali o pubblici, aree
aperte al pubblico o circoli privati che svolgano attivit
commerciali di diversa tipologia e non siano espressamente
autorizzati alla raccolta delle scommesse ex art. 88 T.U.L.P.S.).
I commi successivi dellart. 2 della l. r. 18 ottobre 2013, n. 57
cambiavano
richiamo

per

del

apparecchi

decisamente

regime

utilizzati

tecnica,

spostandosi

autorizzatorio,

alla

per

lecito

il

gioco

tipologia
e

dal
degli

sancendo

espressamente lapplicabilit della legge agli <<spazi riservati


ai giochi leciti all'interno degli esercizi pubblici e commerciali
e dei circoli privati>> (art. 2 lett. c) utilizzanti <<apparecchi
per il gioco lecito..di cui all'articolo 110, commi 6 e 7,
del r.d. 773/1931>>(art. 2 lett. d); potendo gli apparecchi e
congegni per il gioco lecito ex art. 110, 6 e 7 comma
T.U.L.P.S. essere autorizzati, sia ai sensi dellart. 86 che
dellart. 88 del T.U.L.P.S. (art. 110, 3 comma T.U.L.P.S.),
appare pertanto di tutta evidenza come lambito applicativo
della

normativa

regionale

debba

essere

considerato

comprensivo dellinstallazione di apparecchi di esercizio del


gioco lecito tramite videoterminali (VLT), autorizzati, sia ai
sensi dellart. 86 (conclusione desumibile dai commi b), c) e d)

dellart. 2 della l.r. 57 del 2013) che dellart. 88 del T.U.L.P.S.


(conclusione desumibile dai soli commi c) e d) dellart. 2 della
l.r. 57 del 2013).
Non

pu

pertanto

trovare

accoglimento

la

costruzione

proposta dalla difesa del controinteressato e tendente a


prospettare lapplicazione della legge regionale solo alle
autorizzazioni ex art. 86 del T.U.L.P.S. e non alle autorizzazioni
ex art. 88; del resto, si tratta di costruzione che si porrebbe in
aperta contraddizione con la ratio della legge, permettendone
lapplicazione alle sole autorizzazioni ex art. 86 del T.U.L.P.S.
(in cui la presenza di apparecchi per il gioco convive con altre
attivit) e non alle autorizzazioni ex art. 88, ovvero agli
esercizi espressamente destinati alla raccolta delle scommesse
ed in cui il rischio della ludopatia certamente maggiore.
Con tutta evidenza, si tratta poi di una normativa di fonte
regionale finalizzata alla prevenzione della ludopatia (quindi
destinata alla soddisfazione di un interesse pubblico attinente
alla

materia

sociale

sanitaria)

che

doveva

trovare

applicazione anche da parte degli organi del Ministero


dellinterno e, nel caso che ci occupa, della Questura di Lucca.
La

contraria

tesi

posta

base

della

difesa

delle

Amministrazioni resistenti (anche se non richiamata nellatto


impugnato) e di circolari del Ministero dellInterno (da ultimo,
si veda la circolare 6 marzo 2014 prot. 557/PAS/004248/12001
1) non considera, infatti, adeguatamente la previsione dellart.
153 del r.d. 6 maggio 1940, n. 635 (regolamento per
l'esecuzione

del

T.U.L.P.S.)

che,

con

riferimento

alle

autorizzazioni ex artt. 86 e 88, prevede espressamente che


<<la licenza pu essere rifiutata o revocata per ragioni di
igiene>> vale a dire, per ragioni oggi riportabili alla pi
moderna definizione di sanit pubblica e, quindi, anche alla
prevenzione della ludopatia.
Del resto, la soluzione sopra richiamata (fondata peraltro su
una previsione espressamente richiamata nellatto impugnato)
posta a base dei precedenti giurisprudenziali che riguardano
la materia, come Cons. Stato, sez. VI, 11 settembre 2013 n.
4498, espressamente riferita allimpugnazione di una licenza
ex art. 88 T.U.L.P.S. rilasciata (in quel caso, da organo non
appartenente al Ministero dellInterno) in violazione di una
legge regionale (in quel caso, di una Provincia autonoma)
finalizzata alla prevenzione della ludopatia; del tutto estranee
alla presente vicenda sono poi le considerazioni contenute in
Corte

cost.

10

novembre

2011

n.

300,

riferite

alla

problematica della possibilit per le Regioni di dettare norme


finalizzate alla prevenzione della ludopatia e non alla diversa
problematica degli organi destinati a dare applicazione alle
previsioni in questione.
Del tutto irrilevante appare poi il fatto che gli artt. 13 e 14
della l. r. 18 ottobre 2013, n. 57 attribuiscano la vigilanza e
poteri sanzionatori sullosservanza della legge ai Comuni; con
tutta

evidenza,

si

tratta,

infatti,

di

poteri

sanzionatori

successivi alleventuale attivazione di una sala giochi in


violazione della legge e che non incidono sullobbligo di dare
applicazione, in sede di valutazioni prodromiche al rilascio

delle autorizzazioni, alla legge regionale, come gi rilevato,


autonomamente radicato sullart. 153 del r.d. 6 maggio 1940,
n. 635>> (T.A.R. Toscana, sez. II, 19 febbraio 2015 n. 284).
Nel caso di specie appare del tutto indiscutibile (anche alla
luce delle precisazioni fornite dalla controinteressata), come la
sala destinata al gioco autorizzata con gli atti impugnati si
trovi a meno di 500 m. da luoghi sensibili (precisamente, a 130
m.

dal

Liceo

Livi,

secondo

le

misurazioni

dellAmministrazione comunale o 455 m. secondo la perizia


giurata depositata dalla controinteressata in data 18 aprile
2015) e come sia stata pertanto violata la previsione dellart.
4, 1 comma della l. r. 18 ottobre 2013, n. 57 (<< vietata
l'apertura di sale da gioco e di spazi per il gioco che siano
ubicati in un raggio di 500 metri da istituti scolastici di
qualsiasi grado, luoghi di culto, centri di aggregazione sociale,
centri giovanili o altre strutture culturali, ricreative e sportive
frequentate

principalmente

dai

giovani,

da

strutture

residenziali o semiresidenziali operanti in ambito sanitario o


socio-assistenziale>>);

altrettanto

indubbio

come

le

autorizzazioni impugnate siano intervenute dopo lentrata in


vigore della legge regionale e non possano pertanto usufruire
delleccezione riferita alle autorizzazioni precedentemente
rilasciate.
A differenza della fattispecie decisa da T.A.R. Toscana, sez. II,
19 febbraio 2015 n. 284, la violazione della prescrizione
dellart. 4, 1 comma della l. r. 18 ottobre 2013, n. 57 appare
essere poi stata acquisita agli atti del procedimento (docc. 7 e

del

deposito

della

ricorrente),

ma

non

valutata

dallAmministrazione procedente sulla base della tesi (gi


ampiamente

confutata)

dellimpossibilit

di

riportare

le

valutazioni relative alla prevenzione della ludopatia allambito


valutativo dellAmministrazione di P.S..
Manifestamente irrilevante appare poi il riferimento della
difesa dellAmministrazione resistente a Cons. Stato, sez. V, 16
aprile 2014 n. 1861 che appare riferita a problematica
completamente diversa (esercizio della potest di cui allart.
28 della l.r. 7 febbraio 2005 n. 28) rispetto a quella della
prevenzione della ludopatia.
Il ricorso deve pertanto essere accolto e deve essere disposto
lannullamento degli atti impugnati;
sussistono ragioni per procedere alla compensazione delle
spese tra le parti.
P.Q.M.
Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Toscana (Sezione
Seconda), definitivamente pronunciando sul ricorso, come in
epigrafe proposto:
a) d atto della rinuncia allimpugnazione della circolare 19
aprile 2012 prot. 557/PAS/U/004248/12001 (1) del Ministero
dellInterno

presentata

dalla

ricorrente

alla

camera

di

consiglio del 18 dicembre 2014;


b) accoglie lazione impugnatoria, come da motivazione e, per
l'effetto,

dispone

lannullamento

del

provvedimento

settembre 2014 prot. Cat. 13B-2014/Div. P.A.S.I. del Questore


di Prato.

Compensa le spese di giudizio tra le parti.


Ordina che la presente sentenza sia eseguita dall'autorit
amministrativa.
Cos deciso in Firenze nella camera di consiglio del giorno 28
maggio 2015 con l'intervento dei magistrati:
Saverio Romano, Presidente
Eleonora Di Santo, Consigliere
Luigi Viola, Consigliere, Estensore
L'ESTENSORE

IL PRESIDENTE

DEPOSITATA IN SEGRETERIA
Il 16/06/2015
IL SEGRETARIO
(Art. 89, co. 3, cod. proc. amm.)