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M.GUIDA, S.ROLANDO, 2014

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CURVE E SUPERFICI / RICHIAMI

Di seguito ricordiamo brevemente come curve e superci in R 2 o R 3 vengano rappresentate

classicamente tramite immagini di funzioni vettoriali (forma parametrica ) o insiemi di livello di

campi scalari (forma cartesiana ). Una stessa curva o supercie può ammettere rappresentazioni

sia cartesiana che parametrica, oppure di uno solo dei due tipi: si chiama curva o supercie

un qualsiasi sottoinsieme di R 2 o R 3 che ammetta almeno una di tali rappresentazioni .

Curve nel piano R 2

1) Curve in forma cartesiana :

C : F (x, y ) = c

con c R ed F : dom F R funzione continua su una regione dom F R 2

C è l’insieme di livello c del campo scalare F , cioè C = F 1 (c) = {P dom F : F (P ) = c} .

Ovviamente un’equazione del tipo F 1 (x, y ) = F 2 (x, y ) equivale a F 1 (x, y ) F 2 (x, y )=0 e quindi si riporta alla forma F (x, y ) = c con F (x, y ) = F 1 (x, y ) F 2 (x, y ) e c = 0.

Esempi.

Rette. Sono le curve del piano rappresentate cartesianamente da equazioni del tipo

ax + by + c = 0

con a, b, c costanti reali e a, b non entrambi nulli,

cioè F (x, y )=0 con F (x, y ) = ax + by + c (generico polinomio di 1 grado in x, y ).

Coniche. Sono le curve del piano rappresentate cartesianamente da equazioni del tipo

a 11 x 2 + 2a 12 xy + a 22 y 2 + 2a 13 x + 2a 23 y + a 23 = 0

con a ij costanti reali e a 11 , a 12 , a 22 non tutti nulli,

cioè F (x, y )=0 con F (x, y ) generico polinomio di 2 grado in x, y. Tra queste, ricordiamo gli esempi notevoli rappresentati nelle gure seguenti:

gli esempi notevoli rappresentati nelle fi gure seguenti: ( x x 0 ) 2 + (

(x x 0 ) 2 + (y y 0 ) 2

a

2

b

2

= 1

ellisse di centro (x 0 , y 0 )

e semiassi a, b > 0

Altri esempi ben noti sono:

0 ) e semiassi a, b > 0 Altri esempi ben noti sono: ( x x

(x x 0 ) 2 (y y 0 ) 2

a

2

b

2

= 1

iperbole di centro (x 0 , y 0 ) e semiassi a, b > 0

y

=

ax 2 + bx + c con a = 0

parabola con asse verticale

x

= ay 2

+ by + c con a = 0

parabola con asse orizzontale

xy = c con c = 0

iperbole avente gli assi di riferimento come asintoti

x 2 + y 2 + ax + by + c

con a 2 + b 2 c > 0

4

4

= 0

circonferenza di centro C = a , b e raggio

2

2

R = a 2 + b 4 c.

4

2

Graci . Il graco y = f (x) di una funzione continua f : I R R ammette rappresen- tazione cartesiana standard F (x, y )=0 con F (x, y ) = f (x) y .

2

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L’equazione

x 2 + y 2 2 = x 2 y 2

è una rappresentazione cartesiana della curva in gura ( lemniscata di Bernoulli ).

2) Curve in forma parametrica :

di Bernoulli ). 2) Curve in forma parametrica : C : x = x ( t

C :

x = x (t) , t I

y = y (t)

con x, y : I R funzioni

continue su un intervallo I R

C è l’immagine della funzione vettoriale continua : I R R 2 di funzioni componenti

x (t) , y (t) (parametrizzazione di C ), cioè C = im = P R 2

Una parametrizzazione è detta:

semplice se (t 1 ) = (t 2 ) implica t 1 = t 2 oppure t 1 , t 2 I ;

regolare se

: P = (t) , t I .

C 1 (I ) e risulta (t) = 0 per ogni t I .

Esempi.

Rette. La funzione (t)=(x 0 + tu 1 , y 0 + tu 2 ), t R, parametrizza la retta passante per (x 0 , y 0 ) e parallela ad u = u 1 i + u 2 j.

= 1 ammette rappresentazione parametrica (regolare e

Coniche. L’ellisse (x x 0 ) 2 semplice)

+ (y y 0 ) 2

b

2

a

2

x = x 0 + a cos t

y = y 0 + b sin t

, t [0, 2 ] .

Per a = b, si ottiene ovviamente la circonferenza di centro (x 0 , y 0 ) e raggio R = a = b.

I

e semplici)

due rami dell’iperbole (x x 0 ) 2

a

2

(y y 0 ) 2

b

2

= 1 hanno rappresentazioni parametriche (regolari

x

y

= x 0 ± a cosh t = y 0 + b sinh t

, t R

(il segno + dà il ramo “destro”, il segno quello “sinistro”).

Graci . Il graco y = f (x) di una funzione continua f : I R R ammette rappresen-

tazione parametrica standard:

x

y

= t = f (t) , t I.

Tale parametrizzazione (t)=(t, f (t)) è ovviamente iniettiva (e quindi semplice) ed è regolare se f C 1 (I ) (infatti risulta (t) = (1, f (t)) = (0, 0) per ogni t).

La rappresentazione parametrica (regolare e semplice)

x t [0, + )

y = t sin t

= t cos t

,

descrive la curva in gura (spirale di Archimede ).

e semplice) x t [0 , + ) y = t sin t = t cos

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Super ci nello spazio R 3

1) Superci in forma cartesiana :

S : F (x, y, z ) = c

con c R ed F : dom F R funzione continua su una regione dom F R 3

S è l’insieme di livello c del campo scalare F , cioè S = F 1 (c) = {P dom F : F (P ) = c} .

Ovviamente un’equazione del tipo F 1 (x, y, z ) = F 2 (x, y, z ) si riporta alla forma F (x, y, z )=0 con F (x, y, z ) = F 1 (x, y, z ) F 2 (x, y, z ).

Esempi.

Piani. Sono le superi ci rappresentate cartesianamente da equazioni del tipo

ax + by + cz + d = 0

con a, b, c, d

costanti reali e a, b, c non tutti nulli,

cioè F (x, y, z )=0 con F (x, y, z ) generico polinomio di 1 grado in x, y, z .

La sfera di centro (x 0 , y 0 , z 0 ) e raggio R ammette rappresentazione cartesiana

(x x 0 ) 2 + (y y 0 ) 2 + (z z 0 ) 2 = R 2 .

Quadriche. Sono le superci rappresentate cartesianamente da equazioni del tipo

F (x, y, z )=0 con F (x, y, z ) generico polinomio di 2 grado in x, y, z .

Tra queste, ricordiamo il caso molto particolare delle sfere :

x 2 + y 2 + z 2 + ax + by + cz + d = 0 con a 2 + b 2 + c 4 d > 0.

4

4

2

Altre quadriche particolari sono gli ellissoidi, i paraboloidi e gli iperboloidi.

Graci . Il graco z = f (x, y ) di una funzione continua f : D R 2 R ammette rappresentazione cartesiana standard F (x, y, z )=0 con F (x, y, z ) = f (x, y ) z .

L’equazione

x 2 + y 2 + z 2 + 3 2 = 16 x 2 + y 2

è una rappresentazione cartesiana della supercie in gura ( toro ).

2) Superci in forma parametrica:

fi gura ( toro ). 2) Super fi ci in forma parametrica : x = x
x = x (u, v ) con x, y, z : D R funzioni S
x
= x (u, v )
con x, y, z : D R funzioni
S :
y
= y (u, v ) , (u, v ) D
continue su una regione D R 2
z
= z (u, v )

S è l’immagine della funzione vettoriale continua : D R 2 R 3 di funzioni componenti

x (u, v ) , y (u, v ) , z (u, v ) (parametrizzazione

Una parametrizzazione è detta:

semplice se (u 1 , v 1 ) = (u 2 , v 2 ) implica

regolare se C 1 (D ) e risulta (u, v ) × (u, v ) = 0 per ogni (u, v ) D .

di S ), cioè S = im = P R 3 : P = (u, v ) , (u, v ) D .

(u 1 , v 1 )=(u 2 , v 2 ) oppure (u 1 , v 1 ) , (u 2 , v 2 ) D ;

v

u

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Esempi.

Piani. La funzione (t, s)=(x 0 + tu 1 + sv 1 , y 0 + tu 2 + sv 2 , z 0 + tu 3 + sv 3 ), (t, s ) R 2 , parametrizza il piano passante per (x 0 , y 0 , z 0 ) e parallelo ad u = u 1 i + u 2 j + u 3 k e v = v 1 i + v 2 j + v 3 k.

La sfera di centro (x 0 , y 0 , z 0 ) e raggio R ammette rappresentazione parametrica (regolare

e semplice)

x =

x 0 + R sin cos

y = y 0 +

R sin sin , ( , ) [0, 2 ] × [0, ] .

z = z 0 + R cos

Graci . Il graco z = f (x, y ) di una funzione continua f : D R 2 R ha rappresen- tazione parametrica standard:

x

y

z

= u v (u, v ) , (u, v ) D. f

=

=

La parametrizzazione (u, v )=(u, v, f (u, v )) è ovviamente iniettiva (e quindi semplice) ed

è

regolare se f C 1 (D ), perché (u, v ) × (u, v )=( f (u, v ) , 1) = 0 per ogni (u, v ).

u

v

La rappresentazione parametrica (regolare e semplice)

x

y

z

= = 2 sin t = h

3 + cos t

, (t, h) [0, 2 ] × [0, 2]

descrive il tronco di ci lindro parallelo all’asse z compreso tra i piani z = 0 e z = 2 ed avente per

base l’ellisse x = 3 + cos t,

(ellisse di centro (3, 0, 0) e semiassi paralleli

agli assi x, y di lunghezze a = 1, b = 2).

y = 2 sin t, z = 0

y di lunghezze a = 1 , b = 2 ). y = 2 sin t

La parametrizzazione (né regolare né semplice)

x

y

z

= u uv , (u, v ) [ 1, 1] × [ 1, 1] = v 2

=

descrive la super cie in gura.

1 , 1] = v 2 = descrive la super fi cie in fi gura. Curve

Curve nello spazio R 3

1) Curve in forma parametrica :

C :

y

z

= y (t)

= z (t)

, t I

I R funzioni

continue su un intervallo I R

x =

x (t)

con x, y, z :

C è l’immagine della funzione vettoriale continua : I R R 3 di funzioni componenti

x (t) , y (t) , z (t) (parametrizzazione di

Una parametrizzazione è detta:

semplice se (t 1 ) = (t 2 ) implica t 1 = t 2 oppure t 1 , t 2 I ;

C ), cioè C = im = P R 3 : P = (t) , t I .

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Esempi

Rette. La funzione (t)=(x 0 + tu 1 , y 0 + tu 2 , z 0 + tu 3 ), t R, parametrizza la retta passante per (x 0 , y 0 , z 0 ) e parallela ad u = u 1 i + u 2 j + u 3 k.

Eliche. Le rappresentazioni parametriche (regolari e semplici)

x

y

z

= R cos t = R sin t , t [0, + ) = t

e

x

y

z

= t cos t = t sin t , t [0, + ) = t

descrivono rispettivamente le curve in gura, dette elica cilindrica (di raggio R > 0) ed elica conica.

cilindrica (di raggio R > 0 ) ed elica conica . • La circonferenza del piano
cilindrica (di raggio R > 0 ) ed elica conica . • La circonferenza del piano

La circonferenza del piano z = 1 con centro (0, 0, 1) e raggio R ammette rappresentazione parametrica (regolare semplice)

2) Curve in forma cartesiana :

x =

y =

R cos t

R sin t , t [0, 2 ] .

z = 1

C :

F 1 (x, y, z ) =

c

1

F 2 (x, y, z ) = c 2

con S i : F i (x, y, z ) = c i superci cartesiane

C = S 1 S 2 è l’intersezione delle superci S 1 e S 2 .

Esempi

La circonferenza del piano z = 1 con centro (0, 0, 1) e raggio 2 ammette rappresentazione cartesiana

x 2 + y 2 = 4 z = 1

(intersezione del cilindro x 2 + y 2 = 4 con il piano z = 1).

La stessa circonferenza dell’esempio precedente ammette rappresentazione cartesiana

x 2 + y 2 + z 2 = 5 z = 1

(intersezione della sfera x 2 + y 2 + z 2 = 5 con il piano z = 1).

1. ELEMENTI TANGENTI

Senza ulteriori condizioni sulle funzioni coinvolte (cioè , , F, ecc.), le rappresentazioni prece- denti possono individuare insiemi di punti che rispecchiano poco l’idea intuitiva che si ha di curva o supercie. Ad esempio:

l’insieme di livello x 2 + y 2 = 0 (che, per denizione, è una curva nel piano) è costituito dal solo punto (x, y ) = (0, 0) ;

l’insieme di livello sin x + sin y = 2 (che, per denizione, è una curva nel piano) è costituito

quanto sin x + sin y = 2 equivale

dai punti isolati (x, y ) = + a sin x = sin y = 1;

2

2k , + 2h , h, k Z, in

2

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(curve di Peano ) esistono funzioni continue : [0, 1] R 2 la cui immagine (che, per denizione, è una curva nel piano) ricopre tutto il quadrato [0, 1] × [0, 1].

Le condizioni di regolarità locale che permettono di de nire l’elemento tangente in punto (v. sotto) assicurano invece che la curva o supercie si presenta, per così dire, “liscia” nell’intorno

di quel punto.

Retta tangente ad una curva parametrica di R 2 o R 3 .

Sia C : P = (t) una curva parametrica in R 2 o R 3 e sia P 0 = (t 0 ) un punto di C . Supponiamo che sia semplice e di classe C 1 in un intorno di t 0 .

Se (t 0 ) = 0, allora diciamo che P 0 è un punto regolare di C e che C ammette retta tangente

nel punto P 0 , data dalla retta passante per P 0 e parallela al vettore (t 0 ).

Piano tangente ad una super cie parametrica. Sia S : P = (u, v ) una supercie parametrica e sia P 0 = (u 0 , v 0 ) un punto di S . Supponiamo che sia semplice e di classe C 1 in un intorno di (u 0 , v 0 ). Ricordiamo che si pone

N (u 0 , v 0 )

:= (u 0 , v 0 ) × (u 0 , v 0 ) .

u

v

Se N (u 0 , v 0 ) = (0, 0, 0), allora diciamo che P 0 è un punto regolare di S e che S ammette piano

tangente nel punto P 0 , dato dal piano passante per P 0 ed ortogonale al vettore N (u 0 , v 0 ).

Retta tangente ad una curva cartesiana di R 2 . Sia C : F (x, y ) = c una curva cartesiana in R 2 e sia P 0 C . Supponiamo che F sia di classe C 1

in un intorno di P 0 .

Se F (P 0 ) = (0, 0), allora diciamo che P 0 è un punto regolare di C e che C ammette retta tangente nel punto P 0 , data dalla retta passante per P 0 ed ortogonale al vettore F (P 0 ).

Piano tangente ad una super cie cartesiana. Sia S : F (x, y, z ) = c una supercie cartesiana e sia P 0 S . Supponiamo che F sia di classe C 1

in un intorno di P 0 .

Se F (P 0 ) = (0, 0, 0), allora diciamo che P 0 è un punto regolare di S e che S ammette piano tangente nel punto P 0 , dato dal piano passante per P 0 ed ortogonale al vettore F (P 0 ).

Retta tangente ad una curva cartesiana di R 3 .

Sia C :

che F 1 , F 2 siano di classe C 1 nell’intorno di P 0 . Se F 1 (P 0 ) × F 2 (P 0 ) = (0, 0, 0), allora diciamo che P 0 è un punto regolare di C e che C ammette retta tangente nel punto P 0 , data dalla retta passante per P 0 e parallela al vettore F 1 (P 0 ) × F 2 (P 0 ) (cioè dall’intersezione dei piani tangenti in P 0 alle superci S 1 : F 1 (x, y, z ) = c 1 e S 2 : F 2 (x, y, z ) = c 2 , i quali esistono e non sono paralleli perché F 1 (P 0 ) × F 2 (P 0 ) = 0).

Nota bene. L’elemento normale all’elemento tangente ad una curva o supercie in un punto

F 1 (x, y, z ) = c 1 , F 2 (x, y, z ) = c 2 una curva cartesiana in R 3 e sia P 0 C . Supponiamo

si dice anche elemento normale alla curva o supercie in quel punto.

Osservazione. Se una stessa curva o supercie ammette rappresentazione sia parametrica che cartesiana, gli elementi tangenti ottenuti usando l’una o l’altra rappresentazione sono lo stesso. Inoltre, usando indi erentemente le rappresentazioni parametrica o cartesiana di un graco z = f (x, y ), si ritrova in ogni caso il piano tangente

z = f (x 0 , y 0 ) + f (x 0 , y 0 ) (x x 0 ) + f (x 0 , y 0 ) (y y 0 )

x

y

denito tramite la formula di Taylor. Analogamente, usando indi erentemente le rappresen- tazioni parametrica o cartesiana di un gra co y = f (x), si ritrova la ben nota retta tangente

y = f (x 0 ) + f (x 0 ) (x x 0 ) .

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2. CILINDRI

Si chiama cilindro ogni supercie che sia unione di rette tutte parallele tra loro, le quali sono dette generatrici del cilindro. Se u è un vettore direttore delle sue generatrici, si dice che il cilindro è parallelo ad u. Ogni curva che incontri tutte le generatrici di un cilindro è detta direttrice del cilindro.

Il cilindro con generatrici parallele ad u e di direttrice C è anche detto cilindro proiettante C

secondo (la direzione di) u.

Riconoscimento di cilindri

Sia S : F (x, y, z ) = c una supercie cartesiana non vuota 1 . Se F (x, y, z ) non dipende da x o da y o da z , allora S è un cilindro con generatrici parallele all’asse coordinato della variabile assente.

Esempio. L’equazione

3y 2 2z 2 = 2

rappresenta il cilindro parallelo all’asse x che interseca il piano yz secondo l’iperbole

3y 2 2z 2 = 2

x = 0

(direttrice del cilindro).

3 y 2 2 z 2 = 2 x = 0 (direttrice del cilindro). Altri richiami

Altri richiami

Eliminando, se possibile, il parametro dalle equazioni parametriche di una curva C in R 3 , si

ottiene una rappresentazione cartesiana di C come intersezione di cilindri paralleli a due assi

coordinati. Esempio. La curva parametrica

a due assi coordinati. Esempio. La curva parametrica x y z = t = t 2

x

y

z

= t = t 2 = t 2 t

C

:

è anche rappresentata dalla equazioni

C : y

= x 2

z = x 2 x

(intersezione di due cilindri).

Eliminando, se possibile, un’incognita da una rappresentazione cartesiana di una curva C in

R 3 , si ottiene un’altra rappresentazione cartesiana di C come intersezione di una delle superci

di partenza con un cilindro parallelo all’asse coordinato della variabile eliminata.

Esempio. La circonferenza

C

: x + y + z = 3

x

2 + y 2 + z 2 2x 2y +1=0

(intersezione piano-sfera) è anche individuata da

C :

z

= 3 x y

x

2 + y 2 4x 4y + xy +5=0

(intersezione piano-cilindro).

4 x 4 y + xy +5=0 (intersezione piano-cilindro). 1 Ad esempio, l’equazione x 2 +

1 Ad esempio, l’equazione x 2 + y 2 = 1 rappresenta l’insieme vuoto.

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3. CONI

Si chiama cono ogni supercie che sia unione di rette ( generatrici del cono) tutte passanti per uno stesso punto (vertice del cono). Ogni curva che incontri tutte le generatrici di un cono in punti diversi dal vertice è detta direttrice del cono. Il cono di vertice V e direttrice C è anche detto cono proiettante C da V .

Riconoscimento di coni

Sia S : F (x, y, z )=0 (nota c = 0) una superficie cartesiana
Sia S : F (x, y, z )=0 (nota c = 0) una superficie cartesiana non ridotta ad un solo punto 2 .
Se F (x, y, z ) è una somma di monomi dello stesso grado,
allora S è un cono con vertice nell’origine.
Esempio. L’equazione
4x 2 + y 2 z 2 = 0
rappresenta il cono con vertice nell’origine
che interseca il piano z = 1 secondo l’ellisse
4x 2 + y 2 = 1
z = 1
(direttrice del cono).

4. SUPERFICI DI ROTAZIONE

Si chiama supercie di rotazione ogni supercie S che sia unione di circonferenze tutte giacenti su piani ortogonali ad una retta a ed aventi centro su a. Tali circonferenze sono dette paralleli di S e la retta a è detta asse di rotazione di S . Le curve ottenute intersecando S con i piani passanti per a sono dette meridiani di S . Ogni curva che incontri tutti i paralleli di una super cie di rotazione è detta generatrice della supercie e la supercie può essere vista come ottenuta dalla rotazione di una sua generatrice qualsiasi attorno all’asse di rotazione. Osserviamo che ogni meridiano è una generatrice, ma non viceversa.

Riconoscimento di super ci di rotazione

Sia S : F (x, y, z ) = c una supercie cartesiana non ridotta ad un solo punto 2 . Se F (x, y, z ) dipende da due delle sue variabili solo attraverso la somma dei loro quadrati, allora S è una supercie di rotazione attorno all’asse coordinato della terza variabile; una generatrice si ottiene intersecando S con un qualsiasi piano contenente l’asse di rotazione.

Esempio. La supercie S : e x 2 y 2 z = 0 è la rotazione attorno all’asse z della curva

C :

ossia del graco

C :

e x 2 y 2 z = 0

x

= 0,

z

= e y 2

x

= 0.

z = 0 x = 0 , z = e y 2 x = 0 .

2 Ad esempio, l’equazione x 2 + y 2 + z 2 = 0 rappresenta un solo punto (l’origine).