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OverTime

Cosino della fattoria


A mille ce n'è
X Factor time

Nel mio cuore di fiabe da narrar


Venite con me
Nel mio mondo fatato per sognar
per sognar
Non serve l'ombrello, il cappottino rosso o la cartella bella
Per venir con me
Basta un po' di fantasia e di bontà
e di bontà!

C’era una volta, in un bosco lontano, una strana fattoria.


Attorno alle placide acque di un lago, vivevano papere, galli, struzzi e tacchini, oche e galline, e tutti trascor-
revano le loro giornate tranquillamente.
Chi razzolava di qua e di là, chi nuotava, chi beccava… tutti a fare il proprio dovere, dal primo canto del gallo
all'ultimo “clock clock” del tacchino.
Un giorno, neanche un giorno bellissimo ché un velo di nuvole copriva l'azzurro profondo del cielo, le pape-
re udirono uno strano fruscio tra le canne e i cespugli più prossimi al lago. Corsero a vedere, dimenando le
piume della coda per l'agitazione e la paura, e si accorsero che sembrava piovuto giù dal cielo un cosino tutto
coperto di strane piume, tutte bianche bianche con la punta nera come l'infinito.
E poi era piccolo, secco, con il collo troppo sottile per reggere la chioma arruffata.
- Ma cos'è? - si chiesero in coro.
Il gufo, come al solito sul ramo più alto dell'albero per impicciarsi meglio degli affari altrui, sentenziò:
- È uno struzzo, non vedete!
Papera Mamma si fece largo tra le cannucce, lo spinse a sé con il becco e, grazie all'aiuto prezioso di Papera
Zia e Papera Ziazia, riuscì a caricarlo sul dorso.
Ma quanto pesava, quel cosino!
Ce la fece. Giunse proprio in mezzo all'aia, dove Gallina Coccodè razzolava gaia. Dopo un primo grido di
paura, anche Gallina Coccodè si avvicinò a quel batuffolo.
- Gufo dice che è uno struzzo - disse Papera Mamma
- Allora è uno struzzo piccolo - disse Gallina Coccodè
- Ma come facciamo a crescerlo - dissero in coro - ché di struzzi alla fattoria non ce ne sono.
Non ce n'erano più, a dir la verità. Erano andati via molti anni prima, quando era giunta tra loro Strega Topata
che, invidiosa del loro bellissimo canto, aveva fatto una magia: i colli degli struzzi si erano allungati a vista
d'occhio, impedendo alle loro voci di risuonare cristalline e armoniose.
- Anche se non ci sono più struzzi, possiamo crescerlo noi - dissero Oca Nonna e Oca Cugina.
L'aia era in fermento. Chi prendeva l'acqua con il becco per lavarlo, chi staccava ramoscelli per pettinarlo, chi
cercava di rimettergli a posto quelle strane piume che gli crescevano tutto attorno alle spalle. Gallina Coccodè
e le sue figlie si misero a cercare chicchi di grano e semini per nutrirlo… Tutti in fermento, tranne Gallo
Chicchi.
- Tutte le attenzioni sempre per l'ultimo arrivato, eh Glock?
- È sempre così, si schiude un uovo e noi non serviamo più - rispose Glock, il tacchino.
I giorni passavano, Cosino (questo il suo nome) cresceva.
Certo, era proprio strano.
Magro magro, si reggeva a stento su due zampette secche. Sotto le piume erano spuntate due ali strane,
anch'esse striminzite, asciutte e spelacchiate come fossero infeltrite.
Cosino, però, era benvoluto da tutti. Ma lui si sentiva brutto: non sapeva arruffare le piume (cercava di farlo
con i peli che gli crescevano sulla testa, scuotendola un po' così e cosà, ma i risultati erano deludenti), non
aveva bargigli da gonfiare, non aveva un becco da affilare. Insomma, era proprio brutto.
Le oche, che lo avevano preso in casa, gli insegnavano ogni cosa: come razzolare (“sta dritto-alza la zampa -
ALZA LA ZAMPA - tienila su - poggia la zampa”), come lisciarsi le penne (quelle quattro piume che conti-
nuavano a crescergli sul dorso) e, cosa più importante, come nascondere la testa per non far vedere la sua

X Factor time
diversità.
Cosino era triste. Se ne stava tutto il giorno per i fatti suoi, in riva al lago, e pensava. E mangiava.
In poco tempo, divenne più grasso di Tacchino Glock, e più ingrassava, più restava tra le cannucce, nascosto
alla vista di tutti.
L'unica compagnia che si concedeva era la sua immagine riflessa nell'acqua…
Piano piano, abitanti della fattoria iniziarono a scordarsi di Cosino. Solo Oca Nonna e Oca Cugina ricordava-
no di andare a vedere come stava, se aveva mangiato, se quei peli che gli crescevano sulla testa si erano tra-
sformati in morbide piume.
Cosino era sempre più triste. Un giorno sentì un nodo in gola, gli occhi gonfi gonfi, e delle strane gocce di
pioggia scorrergli giù, tra il naso e il becco mai cresciuto.
Piangeva.
Piangendo, un suono uscì dalla sua gola.
Era un canto, sottile e argentato, un suono di cristallo che giunse fino alla luna, le girò intorno e si rituffò giù,
tra il lago e la fattoria.
Accorsero tutti.
- Cosino, ancora! - gridavano le paperelle
- Cosino, ancora! - sospiravano Papera Mamma e Oca Nonna
- Ma sta zitto! - brontolava Gallo Chicchi
- Ma cos'è questo rumore! - lamentava Tacchino Glock
Papere, galline e oche, però, erano in maggioranza. E a loro la voce di Cosino piaceva, e piaceva assai.
- Può non essere bello, ma a chi piace, piace tanto! - sospirò Ochetta
Le paperelle ammiccarono, le gallinelle si spiumarono un po' e tutte gli si fecero appresso.
Cosino, all'inizio, cercò di ficcare la testa sotto terra, ma nel buio sentì i baffi di Talpa Lozza che gli picchiet-
tavano il naso. “Ancora! Ancora!”, gli diceva in perfetto alfabeto Morse. E, per incoraggiarlo, gli fece il dono
più grande di cui era capace: si tolse gli occhiali e glieli regalò.
Cosino si fece coraggio.
Tirò fuori la testa e cantò.
La fattoria si fermò.
Non un picchiettio, non un brusio, non un tuffo.
Tutti fermi ad ascoltare quel suono trasparente come vetro.
Il sole, infrangendosi contro quelle note trasparenti, esplose nei mille colori dell'arcobaleno.
Tutti erano come ammaliati, perduti in quella voce che si arrampicava su, su, ancora più su.
Poi fu il silenzio. Oca Nonna e Oca Cugina piangevano di gioia. Papera Mamma stringeva le sue paperelle,
commossa. Gallina Coccodé aveva deposto più di otto uova, e non se n'era neppure accorta.
- Questo lo facevo già io quando ero solo un pollo! - sbottò Gallo Chicchi
- Questo non ho mai voluto farlo perché è troppo facile - smozzicò
Tacchino Glock
Ma da quel giorno Cosino fu costretto a cantare, cantare, cantare.
Al mattino, appena sveglio, era già circondato da gallinelle e paperelle che passavano e ripassavano davanti a
lui, scuotendo le code, arruffando le penne. Chi gli portava un seme, chi un chicco, chi un frutto. Tutte ave-
vano un regalo per lui.
- Canta per me, Cosino! - gli chiedevano in coro.
E Cosino cantava.
Per sentirlo, iniziarono a venire dalle fattorie vicine, poi da quelle più lontane.
Cosino cantava, cantava sempre.
Gli piaceva cantare. Ma tutti quegli sguardi addosso un po' lo spaventavano.
Ma lui cantava e non ci pensava.
Gallo Chicchi e Tacchino Glock erano sempre meno felici. Chicchi si sforzava come non mai tutte le matti-
ne, e Glock faceva risuonare i suoi scocchi per miglia.
Eppure, papere, galline e oche non avevano occhi e attenzioni che per Cosino.
Un po' troppo, a dire il vero, tanto che Cosino non aveva più neppure un minuto per ritrovare i suoi pensieri.
Pensieri a volte tristi. Perché Cosino era sempre convinto di essere brutto, il più brutto di tutti…
L'arcobaleno di quel primo giorno aveva attirato l'attenzione della perfida Strega Topata. Che non aveva perso
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tempo e si era messa subito in cammino per vedere cosa mai stesse accadendo nella fattoria.
Nella fattoria, infatti, di cose ne stavano accadendo parecchie.
Oca Cugina e Papera Mamma avevano lavorato come matte per costruirgli un nido, piccolo sì, ma comodo.
Oca Nonna aveva organizzato una specie di teatro, segnando con il becco i posti “vip” per il pubblico più
d'elite (Gallo Chicchi e Tacchino Glock lasciavano i loro posti sempre vuoti…), mentre Paperella Diesis,
Paperella Bemolle e Ochetta inFa si davano da fare per fare affluire nel modo più ordinato tutti gli animali
che si affollavano attorno alla fattoria.
Cosino cantava.
Lui cantava la sua anima, la sua domanda che non trovava risposta: chi sono?
La cantava forte, anche quando cantava piano.
La cantava forte, con il cuore in sospeso, anche quello come vetro, cercando di far sentire la sua voce lonta-
no, là dove qualcuno potesse rispondergli.
Una sera, era inverno, tutto era pronto. Le lucciole, pur di farsi notare, nonostante il freddo avevano acceso
le loro luci, come se avvertissero nell'aria la promessa di qualcosa di straordinario... Tutte riunite illuminava-
no il centro dell'aia; gli animali, attenti a non far tropo rumore, stavano prendendo posto attorno al cerchio
di luce; Gallo Chicchi e Tacchino Glock si erano dileguati tra le pannocchie del campo. Insomma, si aspetta-
va solo di sentire le prime note, quelle basse e morbide come lana appena tosata, sottili e delicate come la seta,
quelle prime note che da qualche mese a quella parte scioglievano cuori e piume.
Cosino, però, non arrivava.
Un silenzio di gelo coprì ogni filo d'erba, ogni pagliuzza che il vento aveva lasciato sul terrapieno.
Papera Mamma corse a vedere. E rimase di pietra, proprio davanti al nido che lei stessa aveva costruito.
Cosino, tutto tremante, piangeva come non mai.
- Guarda come sto diventano brutto! - le disse tra i singhiozzi, piegato su se stesso in riva al lago,
davanti al suo specchio impietoso.
Papera Mamma riuscì a stento a trattenere un brivido di orrore: tra il naso e il becco mai spuntato di cosino
si allungava una striscia di peli neri e irti, e la sottile striscia di piume bianche con la punta nera si allungava
sempre più decisa dietro le scapole rigide di quel piccolo di struzzo. Nel resto del corpo, però, non c'era più
traccia di una penna, neppure appena accennata.
Papera Mamma, che gli voleva bene, lo rincuorò.
- Dico alle lucciole di spegnersi, così potrai cantare senza che nessuno ti veda… ok?
- Ma mi vergogno…
- Canterai alla luna. Pensa solo a questo: canta alla luna!
Cosino si rialzò. Un ultimo sguardo alla sua immagine riflessa e un pensiero si fece largo tra i suoi dubbi: lui
“era” quello che vedeva, lui “era” esattamente quello che lo specchio d'acqua rifletteva. Quell'immagine non
era altro che se stesso, unico, perfetto nel suo essere diverso dagli altri. Come Papera Mamma era diversa da
Oca Nonna, come Gallo Chicchi era diverso da Tacchino Glock, eppure tutti così indispensabili.
Alzò la testa. Distolse lo sguardo dal fondo del lago e si spinse a guardare l'infinito del cielo.
Sentì. Sentì l'infinito scorrergli dentro. E si lasciò conquistare da quella meravigliosa sensazione.
Fece un passo.
Le lucciole si spensero e fu il buio.
Gli occhi non si erano ancora abituati alla mancanza di luce che si udirono quelle prime, meravigliose note.
Tutti chiusero gli occhi. Un alito di brezza appena appena tiepida sembrò avvolgere ogni cuore presente.
Davanti ad ogni sguardo buio sembrò sorgesse il sole di maggio, brillante e rassicurante, quasi ci fosse un rag-
gio per ciascuno degli astanti.
Cosino stava cantando, cantava alla luna, cantava per sé, cantava per il suo mondo, che con così tanto affet-
to lo aveva accolto.
Nessuno si muoveva, nessuno apriva gli occhi, eppure le piume si cercavano e le code si intrecciavano.
Cosino cantava, e nell'aia il tempo si fermava.
Tra le pannocchie del campo, persino Gallo Chicchi e Tacchino Glock si ritrovarono ali nelle ali…
L'ultima nota era stata presa. Alta, lunga, di diamante.
La notte riecheggiò di quel Re, e le stelle si illuminarono di riflesso. La luna si riempì e inondò d'argento l'aia.
Piano piano, nel silenzio ritrovato, tutti aprirono gli occhi.

X Factor time
Ma si trovarono a guardare qualcosa che mai avrebbero voluto vedere: a fianco di Cosino si stagliava la figu-
ra canuta di Strega Topata.
Oca Nonna, Papera Mamma, le ochette e le paperelle, ma anche i topi, le talpe, i conigli e i ragni digrignaro-
no becchi e denti, aguzzarono aculei e pungiglioni e iniziarono a procedere, in cerchio, chè Cosino loro non
lo avrebbero lasciato nelle grinfie di quella maledetta.
Strega Topata fece un gesto, li fermò tutti.
- Non posso più tacere - disse con voce rotta dall'emozione. E raccontò, edisse la verità.
- Lui non è uno struzzo. Avevo saputo del suo arrivo, sapevo del suo talento, e sapevo che mi avreb-
be fatto uno scherzo mancino: avrebbe portato la bellezza tra di voi, cosa che per anni ho impedito
con ogni mia magia. Ma l'ho sentito cantare, ho sentito la sua anima così come lui riesce a toccare le
vostre, con la musica, con la voce, con il cuore. E mi ha sconfitta. Niente sarà più come prima, per-
ché non c'è nulla che possa sconfiggere la bellezza di un cuore puro.
Detto questo, Strega Topata ebbe un fremito. Un piccolo brivido e di lei non fu altro che un mucchietto di
cenere. Solo un piccolo mucchietto di cenere che un leggero battito d'ali dissolse.
Sì, un leggero battito d'ali: quelle che erano spuntate lungo le spalle di Cosino, candide e forti, ancor più bril-
lanti per quelle punte nere lucenti.
Allora fu chiaro a tutti: Cosino era un angelo, era l'angelo della poesia e dell'armonia, era l'angelo del canto e
della bellezza che finalmente aveva preso forma e corpo.
Spiegò le ali, le lucciole per l'emozione si accesero brillanti, e lo illuminarono dall'alto.
Angelo aprì le sue ali, piegò all'indietro la testa e strinse tutti a sé, in un abbraccio lontano ma caldo e avvol-
gente.
Poi, ancora uno sguardo, un sorriso, e volò via, verso la Luna e tutti i mondi laggiù in fondo. Perché la bellez-
za non può essere di una sola fattoria, ma di tutto il mondo.
Questo e di tutti gli altri di cui possiamo solo sognare.

Fine

anzi no...

Inizio!
febbraio 2010

Tutto ha inizio in un giorno qualunque di settembre, anno 2009.


Sta per iniziare il terzo anno di XFactor, sta per finire l'estate, sta per iniziare un nuovo inverno, qualora il
precedente fosse terminato.
L'abitudine è una brutta cosa, perchè ci si abitua a tutto. Anche a lasciar morire piccole parti di se stessi, quel-
le emotivamente più fragili, che prima si assopiscono e poi, piano piano - con un po' di pazienza - muoiono.
Poi, appunto, arriva un giorno qualunque di settembre. E in sala prove per il casting di XFactor arriva un
ragazzo qualunque, forse più timido degli altri, e canta. E la sua voce, in questi provini espressa non proprio
al massimo, compie una specie di magia. In tutta Italia centinaia di donne, giovani ma non solo, provano un
brivido. Che il sugo si bruci, che lo straccio sgoccioli, che la biancheria voli pure via: quella voce rianima pro-
prio la memoria di un'emozione che, ora, non si può più mettere a tacere.
Così, anche se avanti con l'età (moltissime di queste donne hanno già provato la nostalgia degli -anta), ci si
mette al computer, rubando il posto ai figli, nascondendosi dal capufficio o dal marito, e si cerca di prolun-
gare quel sentimento riascoltando la sua voce, guardandolo crescere puntata dopo puntata, affezionandosi a
lui quasi fosse un membro aggiunto della famiglia.
Ci si affaccia, così, al mondo di Facebook. E si sta come alla finestra, ingorde di notizie ma troppo imbaraz-
zate per partecipare.
Poi, qualcuna tra le più sfacciate scrive e si presenta: ho 48 anni...
Da lì, da quel lontano post, ha inizio questo diario.
Dove tante persone di tutta Italia, ma non solo, si sono incontrate, si sono scoperte. Piano piano, con un po'
di pazienza, sono tornate ad una vita che non è più “abitudine”.
Ma che è anche passione.
Soprattutto, passione per la musica, e, massimo comune denominatore, per la voce di Marco, per il suo modo
di cantare. Per il suo modo di incantare.

Da qui a seguire la trascrizione di tutte le pagine scritte dalle “Over” estratte dall'area discussioni del fanclub
di Marco Mengoni su Facebook.
I post sono stati copiati nella loro versione originale, errori di battituta compresi. Sono stati eliminati i cogno-
mi, per rispettare la privacy di ognuna di noi.
OverTime

Parliamo di talento
5 - 6 febbraio 2010
Melania
Tre domande:
1) qual è secondo voi l'esibizione di Marco in cui emerge di più il suo talento?
2) che cosa è e da dove viene il Talento?
3) a cosa può servire il Talento?

P.s.: Sparate pure, sembra un test universitario ma pensate a MM e la mente vi si illuminerà!..


;)
05 febbraio ore 22.08

Annamaria
posso darti tante risposte...riguardo la prima penso che il talento di Marco sia uscito un po'
per volta attraverso tutte le sue esibizioni..posso dirti che,secondo me, in Kiss è venuto fuori il
suo lato sexy...in psyco killer il suo lato folle...in notorius il suo essere figo... in back in black e
in helter skelter il suo lato profondamente rock..in onda su onda quello giocoso.. in Almeno tu
nell'universo la sua anima...in man in the mirror la sua sensibilità... in il nostro concerto il suo
lato romantico.. in my baby just care...e in insieme a te sto bene la sua splendida
voce...Quanto alla domanda che cosa è il talento...(un po' alla F. Facchinetti) vi indico sempli-
cemente Marco..scusatemi se mi sono dilungata...ma avere una personalità così ricca di sfac-
cettature richiede un'attenta esposizione dei pensieri e delle idee..;D
06 febbraio ore 6.20

Simona
annamaria hai proprio ragione, marco ha espresso il suo talento in tutte le esibizioni.
Sinceramente non potrei spiegare a parole cos'è il talento, cos'è Marco, so solo che quando
canta ci mette l'anima e a me arriva il suo essere vero, sa capire la canzone e sa farmi com-
muovere. quando lo ascolto, può sembrare assurdo, ma tremo e ho i brividi e ,in esibizioni
intense come il nostro concerto, piango. Forse il suo talento è quello di "cantare" la sua anima
che penetra nelle nostre e ci sazia di emozioni e di quella sua immensa umanità. grazie a lui
so che non tutti gli angeli hanno le ali!
ore 13.02

Lina
Secondo me, in "Senza fine" solo piano e voce che emozione, in quel momento ha espresso
secondo me un talento puro. Il secondo quesito per me il talento e' un dono divino. Il talento
serve a farci essere migliori.
ore 13.48

Annamaria
bellissima l'ultima tua frase Simona...è davvero un angelo e non ha le ali solo perchè vuole
confondersi tra gli uomini...ma chi sa ben vedere lo scorge già da lontano!
ore 13.50
Melania
Bella Annamaria, stupenda "analisi... sintetica" delle esibizioni.
E bella Lina! Condivido le tue risposte n. 2 e n. 3 in pieno. Proprio oggi, leggendo un post di
Pauline che mi ha fatto impazzire, dove ha raccontato come sia più in questo periodo più
bello anche il rapporto con suo marito, ho pensato: quando si incontra una cosa bella, tutta la
vita diventa più bella!
ore 14.46

Simona
ha! il nostro angelo matto! ore 18.44
6 - 8 febbraio 2010
Pauline
Grazie Melania. Ti riferisci a me vero?
Giornata splendida. Ci siamo divertiti come due ragazzini.
marco purtroppo non c'era, ci siamo sorbiti Giuliano e DAmiano, abbiamo riso un sacco e
conosciuto delle pazzerelle over come noi. Ecco, se non avessi visto, sentito e adorato Marco,
una giornata come quella di oggi me la sarei persa.
Ovviamente grazie alle over Silvia, Cristina e Vanna (e ai loro pazienti mariti)

A proposito:ma over con la testa ancora piena di sogni e il cuore che si gonfia per le emozioni
a nord est ce ne stanno?
Che battino un colpo! Vi aspetto.
ore 21.40
Pauline
Dimenticavo..Il talento...Se non si spreca, può dare luce al mondo. Se si consuma in se stesso
diventa un buco nero che tutto inghiotte e nulla da.
Marco ha avuto in dono un talento meraviglioso, la voce, che canta anche attravero le mani e il
corpo. Tutto canta in lui.
E' musica dell'universo.
Non spegnete quella luce!!!
ore 21.52

Emilia
Talento. Il talento, secondo me, lo tocchi quando un "altro da te" riesce a far vibrare giusto
quella corda che nessun altro, prima, era riuscito a percuotere.
Il talento lo tocchi nella lacrima che ti scende davanti all'Ultima Cena; il talento lo tocchi nella
pelle d'oca sotto le volte della Cappella Sistina.
Il talento lo senti quando il sospiro di Glen Gould ti fa innamorare di Bach...
Il talento lo respriri quando la voce di un ragazzo ti fa scoprire che è possibile "accendersi"
ancora, che c'è ancora qualcosa di buono da scoprire in questo mondo.
E, credetemi, io quasi non cercavo più per non restare delusa.
Ecco, questo è iul talento: la capacità di stupire.
Mi, che mi sento filosofa... vado ad ascoltarmi Kiss? è meglio...
08 febbraio ore 13.51
Maria Margherita
per me l'esibizione più sconvolgente di Marco è stata L'Appuntamento cantata a cappella. Lì
ho sentito quel suono particolare che fa di un artista un grande artista, unico, che prima non
c'era.
Il talento è qualcosa che rende impossibile vivere senza esprimersi, senza uscire da se stessi e
dare qualcosa agli altri. Non c'è narcisismo nel vero talento.
Il talento non "serve" c'è, è un modo di essere.
ore 14.42

Pauline
Emilia. ci vuole questo e quello, luce e tenebre (l'ha detto pure Marco! ma mi sa anche molti
altri prima di lui...).
Sì, un'occhiatina a Kiss ogni tanto non può che far bene, anche all'anima...
ore 15.29

Emilia
Pauline, io mi sento davvero rincretinita... Tu pensa che mi è venuto il mattone alla bocca dello
stomaco solo leggendo la strofa della sua nuova canzone...
Come se venissi colpita a tradimento da un qualche Simon&Garfunkels... ore 16.20
8 - 9 febbraio 2010
Pauline
Sarà un virus...un extraterrrestre catapultato sulla terra per soggiogarci, a cominciare dalla
parte più sensibile della razza terrestre, noi donne ancora piene di sogni...
Beh, io ci sto
ore 16.50

Emilia
Mal comune... TUTTO UN GAUDIO! ore 16.55

Pauline
Ah! Ah! Ah! Chapeau!
E poi, si sa, non tutti i mali vengono per nuocere...
ore 17.10

Stefania
Qualcuno tempo fa ha scritto che in tanti, o meglio tante, , inconsciamente, aspettavamo qual-
cuno come Marco. Per emozionarci, per tornare all'adolescenza - che è sempre lì, nonostante
gli anni - per avere la conferma che su mille che si perdono uno ce la fa. Qualcuno un giorno
ci spiegherà cosa e successo e perchè, io per il momento mi godo questo stato di grazia che ha
reso le mie giornate più leggere.
L'esibizione più ricca di talento? Per me Il nostro concerto di Bindi, ma quasi tutte in qualche
modo hanno espresso una delle tante facce di MArco, che piace a tutti proprio per la sua com-
plessità.
ore 18.41

Manuela M
"l'appuntamento", che mi ha imbambolato una sera in cui ero su rai2 x puro caso. e poi "my
baby just cares for me", non mi stanco mai di risentirla
ore 19.16

Luisa
Si Stefania, forse aspettavamo davvero l'arrivo di uno come lui per tornare a sognare..io lo
dico sempre quando parlo con gli amici del giorno in cui l'ho incontrato alla Feltrinelli, ho sfo-
derato la parte di adolescente che ancora vive in me e che non ha nessuna intenzione di
andarsene..per fortuna!!! Mi guardano un pò divertiti e alcuni un pò con il sorrisetto.. scemi!
non sapete quel che vi perdete!!!..
"Il nostro concerto"...anche per me è la canzone più ricca di talento e che più mi ha emoziona-
to..e poi l'ho "premiato" in toto quando ha cantato "Billy Jean"...io amo molto Michael Jackson
e non accetto facilmente che qualcun altro canti le sue canzoni, ma lui...era "Billy Jean" di
Marco Mengoni....chapeau!!
09 febbraio ore 8.02

Melania
Voglio raccontarvi questa.
Ieri in auto, andando con mia figlia (7 anni) dal medico: "Mamma metti su Man in the mirror.
... Ah sì! Vedrai che questo ragazzo non sbaglierà mai un colpo nella sua carriera, farà cose
grandi. - Perchè ? - perchè è proprio bravo. Si sente, non ti accorgi?. Sai perchè ho voluto que-
sta e non Psychokiller? Perchè ieri il mio compagno Alberto, che ascolta solo Michael Jackson,
mi ha fatto sentire proprio questa canzone. Ma posso dirti una cosa? Non dirlo a papà, ti
prego, lo so che Michael Jackson è un mito, come dice lui, ma io preferisco questa. Questa
voce mi piace proprio... ahhhh. Poi pensa: è più giovane della nostra tata. Pensa come è giova-
ne! Quanto tempo ha davanti per diventare un mito in tutto il mondo anche lui! Può solo
10 febbraio 2010
migliorare!
- Speriamo, speriamo. -"
10 febbraio ore 9.09

Pauline
W LE NUOVE GENERAZIONI! LARGO AI GIOVANI!
Brava Matilde, e brava la sua mamma, che evidentemente ha dato alla bimba le giuste coordi-
nate per capire il mondo.
Un bacino alla bimba e un grande ciao a mamma Melania
ore 9.19
Melania :) ore 9.21

Lucia
Una bimba di 7 anni con le idee così chiare mi spaventa... Nooo, non per lei, ma per il fatto
che io così chiare le idee non le ho mai avute... anche se ora SO che la voce (e l'interpretazione)
di tale Marco Mengoni - non so se sapete di chi parlo... - mi fa stare male/bene... Toh, come
"L'assenzio" dei Bluvertigo!
Va bene, lo confesso: ho messo da parte i miei cd "classic" (Rolling Stones, Jetro Tull, De
Gregori) e sto consumando un piccolo EP con sole 7 canzoni, di cui 5 cover.
Eh! se mi "piglia", mi "piglia"!
ore 13.22

Pauline
E' propro così,la voce di Marco fa stare male/bene...E' piena di tutto,come la vita.
Non ti sentire strana Linda: pure io ho messo da parte Velvet underground, Bach, Leonard
Cohen, De Andrè e Billie Holiday...
Ma evidentemente ne vale la pena.
E poi si vedrà.
ore 13.51

Mirella
Eh si Lucia! Anche a me la sua voce fa stare male/bene. E' la prima volta in 27 anni che ascolto
musica che piango quando sento la sua voce, oppure inizio a cantare come una matta in mac-
china mentre attorno la gente mi guarda perplessa. Credo che il suo talento stia non tanto
nella bellezza della sua voce ma nel modo che ha di usarla e di interpretare le canzoni metten-
doci veramente tuta l'anima e il cuore. Ogni interpretazione è differente, la sua voce è calda e
acida, potente e avvolgente, intensa e delicata. Riesce ad esprimere tutti gli stati d'animo. Mi
commuovo anche adesso che ci penso... non posso credere a l'effetto che riesce ad avere. Per
me le sue più belle esibizioni sono state Il nostro concerto, perchè ha dato prova di estrema
eleganza e controllo vocale, e Kiss perchè su quel palco era una vera superstar..sembrava di
essere agli MTV Awards, non avrebbe sfigurato accanto a Beyoncè. Se fosse nato in Inghilterra
sarebbe già una star mondiale.
ore 18.31

Emilia
Dopo un giorno di assenza (forzata) RIECCOMI! Quanto mi siete mancate ieri... La giornata,
oltre che freddissssssima, è stata tristisssssima!
Mirella, è incredibile il potere che sto ragazzino ha su tutti noi, e concordo con te: fosse di lin-
gua anglofona, a quest'ora ci sarebbe lui in radio, e non Mika.
la sua interpretazione "più"... mah, l'ultimo verso di Almeno tu nell'universo mi strappa le
budella. Me lo figuro in alto, su quella scala, tutto perso nella sua musica, con gli occhi bassi,
11 febbraio 2010
gonfi di emozione, con la voce al limite, un grido dalle viscere...
Premetto che ho TUTTO di Mia Martini e che come lei non ce n'è. Eppure... Lo hanno criticato
perché si è perso durante il primo verso: allora devo essermi persa anch'io, perché da quel
momento in poi non sono riuscita a seguire altro.
Adesso resto in attesa del suo nuovo disco, e sono combattuta tra la paura di una delusione e
l'incanto di una nuova, sorprendente, emozione. Che bello seguire la nascita di una stella
(incrocio le dita e mi tocco!). Adesso mi aggiorno con i post.
Un abbraccio a tutte
11 febbraio ore 13.17

Pauline
Stiamo ad un bivio: perse fra la paura della delusione e l'attesa di un sogno che si vorrebbe
avverato.
Come quando ci si innamora. E' proprio innamoramento questo.
Avete presente quando perdete la testa per qualcuno e vivete con il terrore che l'incanto fini-
sca, che ciò che avete idealizzato possa deludervi?
Povero ragazzo, quanti e quali responsablità... Ha in mano le nostre emozioni.
Noi di lui sappiamo molto, ma lui di noi cosa sa ? Nulla.
Siamo una massa informe, figure che non si possono distinguere.
Non possiamo pretendere da lui l'amicizia esclusiva, il segno di un riconoscimento.
Sapremo sopportarlo?
Speriamo gli arrivi solo la positività di questa nostra passione, e non la sua carica distruttiva.
Il count down è iniziato.
Ma ricordiamoci che Sanremo è solo un breve momento, un passaggio neanche così impor-
tante.
Altre saranno le prove, diamogli il tempo.
Saremo in grado di aspettare oltre il teatrino sanremese?
Intanto, quella sera, personalmente spero di non collassare...Dovrò tenere i sali a portata di
mano.
Baci a tutte
ore 13.34

Maria Margherita
sicuramente ognuna/o di noi sarebbe felice di incontrare Marco in un modo o nell'altro,
anche solo per dirgli che posto abbia nel cuore - nel senso più ampio del termine - di ciascu-
no. Ma la persona-artista merita rispetto oltre che entusiasmo e in questo chi è un po' più
grande di età...come noi se ne rende conto meglio delle giovani leve.
L'amore gli arriva, ne sono certa, ogni pensiero, ogni vibrazione che proviamo nei suoi con-
fronti non va perduta.
Ma che agitazione! ore 15.12

Emilia
Io, invece, non voglio incontrarlo. Magari vorrei vederlo da lontano, vorrei vederlo cantare su
un palco, confuso tra luci e strumenti.
No, il sogno deve restare tale. E da lui voglio solo questo: la possibilità di continuare a sogna-
re. E' così difficile farlo dopo una "certa" età, che non è quella anagrafica. Sì, è innamoramen-
to, ma nella forma più pura che ci sia, e aspetto il disco - più che Sanremo - per avere altra
materia per i miei sogni.
Questo è quanto chiedo a Marco, l'artista: di continuare a tenermi (quando la vita mi concede
il "mio" tempo) il cuore leggero e la testa dispersa da un'altra parte
ore 17.06
11 - 13 febbraio 2010
Mirella
Ciao ragazze! anche in me la paura di una delusione c'è ma non credo che avverrà. Io canto
Dove si vola che è una canzone mediocre, eppure la sua voce mi trascina e non posso fare a
meno di ascoltarla. Non so che musica potrà fare e di certo se questo album non dovesse esse-
re bello come mi aspetto non lo abbandonerò e continuerò ad apprezzarlo perchè la sua voce
mi ha dato e mi darà sempre tanta emozione.A volte vorrei tanto conoscerlo per potergli dire
di persona l'effetto che ha avuto su di me, ma ho anche paura di rimanere un pò destabilizzata
perchè ha avuto in impatto troppo forte nella mia vita e questo un pò mi spaventa.
ore 19.40

Pauline
Esiste forse amore più grande, più struggente, più emozionante, di quello che mai si realizza?
E' la ricerca dell'ideale che ci fa andare avanti,che ci porta lontano,"over" appunto.
Il bisogno di sognare è prerogativa fortemente femminile.
Ora Marco incarna per molte di noi questo sogno.
Che deve rimanere tale (ha ragione Emilia).
E' un sogno perfetto e bellissimo così.
Grazie Mr.Mengoni.
ore 21.05

Stefania
Ognuna di noi vive questa passione in modo personale, per la storia che ha mo alle spalle. Ma
tutte ci siamo trovate allo stesso punto, forse con un po' di malinconia per l'adolescenza ormai
lontana. Marco incarna proprio il meglio di questa età, per la sfrontatezza, l'incoscienza, e quel
po' di strafottenza che rende la vita più leggera, ma in lui c'è anche l'insicurezza e quel senso
di inadeguatezza che tutti abbiamo vissuto. Quello che siamo stati e quello che avremmo volu-
to essere, insomma.
ore 21.09

Catia
X me tutte le esibizioni a X Factor sono state speciali ma quella de "Il nostro concerto" è stata
sublime...la canzone la conoscevo già: mi ricordo che stavo stirando (ihihihihih) e con la pelle
d'oca sono rimasta tutto il tempo con il ferro da stiro in mano (alzato) e la bocca aperta incapa-
ce di respirare e deglutire...come un'ebete....non ho fiatato per un bel po' perchè non riuscivo a
capacitarmi di ciò che avevo sentito.
Meno male che non sono sola ....stavo per chiamare la neuro !!!
13 febbraio ore 18.48

Pauline
Cara Catia,
siamo in molte a chiederci se non sia il caso di chiamare la neuro...
Ma perchè poi? Perchè qualcosa di bello ci ha sconvolto nell'animo?
Perchè alcune di noi hanno scoperto di essere ancora in grado di emozionarsi come bambine
davanti alla meraviglia di un regalo inaspettato?
I reparti della neuro mi sa che sarebbero affollati...
ore 19.03

Simona
per me marco è un angelo, e mi sta già facendo vivere un sogno: quando canta mi arriva al
cuore, mi scivola nell'anima e mi riempie di emozioni così vere (perché lui le prova quando
14 - 15 febbraio 2010
canta) ed è come se io le stessi scoprendo in quel momento! così intense che incomincio a
dubitare : "ma io mi sono mai sentita così bene/male?"

io sono sicura che questo sogno continui, questo...amore platonico e puro (puro come lui^^) e
non credo ci deluderà!
e poi è un amore corrisposto! credo che anche lui ci ami, in un certo senso, credo che canti
sopratutto per noi. marco non è sicuramente uno di quelli che vede il suo publico come "colo-
ro che mi arricchiranno" ma "coloro che arricchirò".
devo dire la verità, se non fosse così (immensamente) bello dentro e con questo talento (extra-
trrestre) non mi interesserebbe...o forse un pochettino!
14 febbraio ore 7.47

Pauline
Spero nel più profondo del cuore che ciò che dice Simona corrisponda ad una possibile,
meravigliosa realtà.
Se così non fosse sarebbe davvero un peccato, per noi ma anche per Marco stesso.
ore 8.37

Maria Margherita
per continuare sul tema "quello che Marco è per noi" vi propongo un piccolo esempio di
miracolo mengoniano.
Anni fa ( ma tanti ) ho partecipato ad un corso di scrittura creativa nel quale dovevamo scri-
vere degli haiku, brevi composizioni di 5 - 7 -5 sillabe ognuno.
Il mio si intitolava" Ritratto" e diceva:

Fulmini il cuore
con la voce, lo sguardo
sempre lontano.

L'ho ritrovato ieri...e mi è preso un colpo


ore 11.20

Lina
Bellissimo Maria era una premonizione;) ore 11.28

Pauline
Maria Margherita Nostradamus!
Che bello!
ore 11.30

Simona
altro che maya e nostradamus, le predizioni di maria margherita si avverano sul serio!
ore 14.19

Emilia
Non so cosa sia un haiku, ma quello che scrivi, Maria, è davvero molto bello.
Poi, visto che adesso ne abbiamo una versione "pratica", questa tua teoria la sento ancor di
più.
Che belle che siete tutte quante!
15 febbraio ore 13.06
15 - 16 febbraio 2010
Mirella
Cara Maria Margherita hai pienamente espresso ciò che provo per questo ragazzo! Sono stata
fuori due giorni (a festeggiare un bellissimo SanValentino con il mio compagno) ed è proprio
bello ritrovarvi, mi sono mancate queste nostre chiacchere!
ore 18.18

Simona
@pauline sono sicura che marco non ci deluderà, e so che ci ama anche perché il sig. oscar
wilde scriveva che i peccati dell'animo si riflettono nella persona, e quindi se davvero non ci
amava ce ne saremmo accorte, ma dai suoi occhi, dalla sua voce e dai suoi modi di fare traspa-
re solo un ragazzo buono,sensibilissimo, maturo e mooolto complesso!
16 febbraio alle ore 8.54
Pauline
Ciao Simona, e ciao a tutte le over.
Non so voi, ma io stamattina sto già in iperventilazione...
Come sarebbe stato bello poterci riunire per seguire Marco insieme stasera, e magari scherzar-
ci un po' su.
Ritrovare la leggerezza di qualche anno fa (mica poi tanti e!)...
Buona giornata a tutte!
ore 8.59

Emilia
Carissime "over", buon giorno!
Credo di avere qualche metro in meno di budella, ho le mani freddissime, il respiro tronco -
ogni tanto devo sospirare - e la bocca asciutta. Insomma, come se dovessi avere il secondo
appuntamento con il fidanzato!
Vi posso garantire che quasi niente al mondo mi riduce così... Simile, ma meno forte, l'emozio-
ne che mi piglia 15 minuti prima di iniziare una conferenza, soprattutto quelle organizzate
dalle Università.
Mani fredde, sì, bocca asciutta sì... ma non budella così contratte!!!
Avete letto del tizio che ha dato 5 alla sua prova e che gli consiglia "prendi un respiro/lasciati
andare"? Questo tizio non ha visto neppure uno dei daytime di xFactor, altrimenti saprebbe
che nelle prove il Nostro si "tiene tutto". Immaginatevi cosa darà questa sera!
Spero che l'emozione non... NON LO VOGLIO DIRE.
A domani, con il sole negli occhi e il paradiso nelle orecchie.
ore 13.23
OverTime

Sul testo di “Credimi ancora”


9 - 10 - 11 febbraio 2010
Melania
Parto con una semplice considerazione: il testo mi intriga, ma le parole valgono quando sono
musica... chi vivrà vedrà!
09 febbraio ore 19.10

Luisa
Un testo un pò aggressivo (d'altronde lo ha detto, no? scritta in un momento di rabbia) ma
anche dolce e soprattutto, le idee e i pensieri di un ragazzo di 20 anni.
Se avesse accettato di presentare un pezzo scritto da una Nannini o da chi altro grande nome,
avrebbe fatto la sua bella figura ma certi personaggi scrivono testi molto maturi per differenza
di età e di maturità, ovviamente...
E allora...godiamoci queste parole che sono parte di lui del suo essere giovane e va bene così!
Marco crescerà, maturerà la sua voce che diverrà ancora più bella, matureranno le idee e le
esperienze...ma lasciamo che lo faccia con i tempi giusti.
Grande ammirazione per aver voluto rischiare sulla sua pelle la sua dote di cantautore....
Io sono certa che la interpreterà con tutta l'anima e la passione che mette sempre, forse anche
di più, dal momento che è proprio sua..
E ora, come dici tu Melania, le parole hanno bisogno della musica.....
10 febbraio ore 8.32

Lina
Il testo e' interessante, non riesco a dare un giudizio completo devo sentirla cantare con la sua
straordinaria voce;)
ore 11.27
Lucia Linda
Il testo mi ha incuriosito molto. L'ho letto più di una volta, per vedere se, scemando l'effetto
"granbelfigo" che in genere ottenebra ogni mia capacità di giudizio, quelle parole avevano
davvero un senso oppure no. Ebbene, un'analisi approfondita mi fa sire che il testo, in effetti,
poggia su delle leve che sembrano troppo pesanti nelle mani di un ragazzo di 21 anni: "sarò
forte e debole e mi amerai" è il riassunto della classica "legge del fuggitivo" (in un rapporto
d'amore è più forte colui che sfugge), "legge" che si mette in pratica - in genere - solo quando
si ha buona esperienza. Poi, però, ho pensato ai suoi ammiccamenti, al suo essere "mi mostro
e non mi mostro", ai suoi occhi... come lo hanno definii quelli di La7? da fauno, ecco, ai suoi
occhi da fauno e i suoi sguardi timorosi. Insomma, per farla breve, mettendo da parte Freud,
Marco "stronzo" ci deve essere nato! Stronzo, ovviamente, inteso come tombeur de femmes...
Insomma, ragazzine che potete concorrere al ruolo di "favorita", occhio a mettere il salvagente
al cuore!
ore 13.32
Maria Margherita
a me il testo piace molto: inizio fotografico ( re, regole, bianco/nero, muovo: tutto fa pensare
agli scacchi ). Poi più dinamico, quasi cinematografico ( le mani, il salto).
Certo, manca il meglio, e tutto acquisterà il suo senso, ma come esordio mi sembra già di
buon livello.
ore 15.01
Mutiara
Io credo che il testo sia proprio "Marco", nel senso che secondo me rappresenta proprio come
e` lui... gia` tramite le parole riesce a trasmettere qualcosa, vedremo quando la cantera` dal
vivo!!
11 febbraio ore 8.18
Nadia
Ciao Mutiara, buon giorno Indonesia (o buona notte, non so che ora è lì), Credo proprio Che
Marco riuscirà a stupirci ancora tutti!
11 febbraio 2010
Il testo è il suo quindi lo canterà con tutta la sua anima! Se ci ha emozionato tanto con parole
d'altri vi lascio immaginare come ci emozionerà portando se stesso!

ore 11.17
Emilia
A me basta che canti: anche "tanti auguri a te", purché lo faccia dal vivo e convinto. La voce...
credo che abbia un'armonia particolare, e non solo l'intonazione o l'estensione. Come quando
si raggiunge quella magia per cui un coro non solo mette insieme le voci, ma crea una vibra-
zione unica, quella che ti prende l'anima.
Aspettiamo, non possiamo fare altro.
Ciao ciao
ore 13.20