Sei sulla pagina 1di 49

EMANUELE DASCANIO

su la soglia della luce


on the threshold of light

Fondazione Maimeri, Milano

EMANUELE DASCANIO
su la soglia della luce
on the threshold of light

Fondazione Maimeri 2015


Tutti i diritti riservati.

Fondazione Maimeri 2015


All Right reserved

in copertina
Naked for me, Leonardo, 2014

cover photo
Naked for me, Leonardo, 2014

si ringraziano collezionisti e gallerie


che hanno messo a disposizione le opere

special thanks to collectors and galleries


which have offered the works

layout e impaginazione
Industria Maimeri SpA
fotografie Gabriele Sandrini
supervisione tecnica Enzo Porcino
traduzione Octavia Brown

design and layout


Industria Maimeri SpA
photos Gabriele Sandrini
technical supervision Enzo Porcino
translation Octavia Brown

prestampa e stampa CPZ SpA

prepress and printing CPZ SpA

carta X-PER

on paper X-PER

partners

testi texts

Alessandra Redaelli, Angelo Crespi

EMANUELE
DASCANIO
Gianni Maimeri, Fondazione Maimeri

Spesso nellarte contemporanea ha prevalso il brutto


e la tecnica stata sottovalutata dai critici,
in certi casi addirittura considerata un difetto.
Credo invece che ci sia ancora spazio per il talento,
per il virtuosismo, per la bellezza.
Le opere di Emanuele Dascanio sono lesempio
sublime di come un artista possa tendere alla
perfezione contemplando la realt che lo circonda.
Non solo la sua abilit ci stupisce, non solo
i suoi quadri ci seducono e ci confortano,
ma essi rispondono a quellidea antica di arte
che la capacit di saper fare le cose nel giusto
modo, che sinonimo di forza creativa quasi divina.
Non ho quindi avuto dubbi, insieme allamico
Massimo Candela, in assoluta sintonia
nella volont di promozione dellarte e della cultura,
nel sostenere la mostra Su la soglia della luce
in cui si magnificano le doti di un giovane
pittore italiano, nel solco della grande tradizione
rinascimentale: ritratti bellissimi,
di una verosimiglianza commovente,
in grado di svelarci il segreto dellumanit colta
nel tempo dellamore o della vecchiaia.

Ugliness has very often dominated contemporary art,


with technique being sadly underestimated by critics
to a point where it is, in certain cases, actually
considered a defect. However, I believe that there
is still room for talent, virtuosity, beauty.
The works of Emanuele Dascanio are a sublime
example of how an artist can strive for perfection
by contemplating the reality around him.
Not only does his artistic skill amaze us,
not only do his pictures seduce us and comfort us,
but they also answer to that old idea of art as an ability
to do something right, which is synonymous
with an almost divine creative force.
So, together with my friend Massimo Candela,
both of us being on the same wavelength, I had
no hesitation whatsoever (in my wanting to promote
art and culture) when it came to supporting
the Sulla soglia della luce (On the threshold of light)
exhibition which extols the talents of a young Italian
painter following in the footsteps of great Renaissance
tradition: extraordinarily beautiful portraits, of truly
moving realism, capable of unveiling the secret
of humanity captured in a moment of love or of old age.

DAMORE
E OMBRA

OF LOVE AND SHADE


Alessandra Redaelli

Ho conosciuto Emanuele Dascanio un paio


di anni fa. Folgorata da unimmagine che girava
sul web quasi come un virus, ero andata a cercarlo
attraverso la rete tentacolare di Facebook
e avevo avuto la fortuna di trovarlo e di scoprire
che viveva a Milano.
Limmagine che mi aveva folgorato - e che
evidentemente non aveva colpito solo me era The Father Does Not Want a Divorce with Die Mutter
il ritratto di un vecchio con una forza dirompente.
Gli occhi chiari, limpidi, che sembravano fissarsi
in quelli dello spettatore, ma in realt deviavano
la traiettoria un istante prima, restando ancorati
lontano; le belle mani - incrociate sul petto e legate
da una corda ruvida - vissute, solcate da vene come
fiumi millenari, incise da rughe cos intense e profonde
da dare voce a storie dimenticate. E poi quella barba
sontuosa che andava a fondersi nei capelli ricci,
lunghi, da guerriero e da eroe; e infine il lino grezzo
della camicia, materia ruvida e leggera sotto la quale
sembrava di potere insinuare la punta delle dita per
saggiarne la consistenza e accarezzare la pelle
vissuta delluomo.

I met Emanuele Dascanio a couple of years ago.


I was blown away by one of his pictures which was
then going round the internet like a virus.
So, I decided to look him up on that all-reaching social
network that is Facebook and was lucky enough, not
only to find him, but also to find out he lives in Milan.
The picture which blew me away - and not just me,
it would seem - was The Father Does Not Want a Divorce
with Die Mutter the portrait of an old man of incredible
impact. Those eyes, clear and fair, which seemed
to stare straight into the eyes of the beholder but which
actually shift their trajectory a split second before
to remain fixed on some distant horizon; those
beautiful hands - crossed over his chest and tied
with a rough cord - age - worn, crossed with veins
like ancient rivers, etched with such bold and deep
lines as to bear witness to long - forgotten tales.
And then that luxurious beard which mingled in with
the long curly hair of a warrior or a hero; and last
but not least the raw linen of his shirt, a rough but
light material, it was almost as if you could slip your
fingers underneath it, to feel the texture and caress
the age - worn skin beneath.

Era unimmagine che seduceva su molteplici piani.


Il pi ovvio era la spettacolare maestria
dellesecuzione: matita e carboncino diventavano
qui gli strumenti per una sinfonia di sfumature
morbide, capaci di una tridimensionalit
stupefacente. Poi cera il gioco calibratissimo
delle luci e delle ombre, con la figura che emergeva
come unapparizione da un fondo che era notte
senza stelle, abisso, nero pi nero di quello
che un giorno era stato inventato dalla potenza
visionaria di un certo Edouard Manet. E, ancora,
cera quellinquadratura possente sospesa in un
tempo altro, senza connotati, un tempo infinito
che partiva dalla ritrattistica classica e approdava
senza colpo ferire agli esiti pi alti della fotografia
contemporanea. Limmediatezza levigata
di Mapplethorpe e la storia raccontata dalle pieghe
della tunica di Cesare Augusto. Quella era,
alla fine, unimmagine che pur portando dentro
la forza propulsiva delliconografia antica, possedeva
in s qualcosa di cos squisitamente moderno
da apparire quasi in anticipo sui tempi.
Qualcosa che non si era ancora visto perch
non era ancora stato inventato.
Nonostante questo, mi era rimasta addosso
una piccola dose di scetticismo: si sa quanto
la fotografia possa donare a un certo tipo di lavoro
artistico e come troppo spesso accada che unopera
di matrice iperrealista che ti ha incantato
in fotografia, dal vivo si riveli una cocente delusione,
diventi improvvisamente rigida, piatta, spigolosa
e cos artificiosa (oltre che artificiale) da suonare
quasi come una parodia.
Ma mi sono dovuta ricredere. Gi conoscere lui,
Emanuele, era stata una sorpresa: la pulizia nei modi
e nei gesti, la grazia quasi cavalleresca e il fare daltri
tempi erano totalmente stridenti con limmagine
archetipica del giovane artista.

It was a picture which managed to seduce


the observer on many levels. The most obvious being
the spectacular skill of its execution.
Pencil and charcoal became the instruments
for a symphony of soft shades creating an astounding
three - dimensional effect. Then there was the highly
balanced play of light and shade, with the figure
emerging, like an apparition, from a background
as black as a starless night, an abyss, blacker than
the black invented by the visionary power of a certain
Edouard Manet. And then there was that powerful
angle, suspended in another time, a featureless
time, an infinite time which started from classical
portraiture and came effortlessly to the highest
results of contemporary photography.
The polished directness of Mapplethorpe
and the story told by the folds in Augustus Ceasers
robe. That was, in the end, a picture which despite
carrying within it the propulsive force of old
iconography, also possessed something so exquisitely
modern as to almost appear ahead of the times.
Something which had never been seen before
because it still hadnt been invented.
Despite all of this, however, a small degree
of scepticism still hung over me: we all know how
photography can flatter a certain type of artistic
work and how, as all too often happens, a work
of hyper-realistic matrix, which amazes you when
you see it in a photograph, turns out to be a bitter
disappointment when seen in real life where
it suddenly becomes rigid, flat, angular
and so contrived (not to mention artificial)
as to seem almost a parody.
But I had to put my scepticism aside. Yes, meeting
him, Emanuele, in person was a surprise: the neatness
of his ways and gestures, his charm, verging
on chivalry, and his old-fashioned ways were in striking
contrast to the archetypal image of the young artist.

E poi ecco lopera. Non era il Father, purtroppo,


comprensibilmente gi da tempo nelle mani
di un collezionista molto lungimirante e molto
fortunato. Era una fanciulla. Un ritratto di fanciulla
- grande: quasi un metro di altezza - finito ma ancora
intatto sul cavalletto. Avevo davanti Rosa Rtila
(anche questo un lavoro a carboncino e matita),
immagine che avrebbe a sua volta di l a poco invaso
il web con la sua grazia sottilmente stregata.
Una ragazza che mostrava la bella schiena liscia
e si voltava verso lo spettatore di tre quarti.
La chioma corvina, ondulata, si scioglieva nel buio
fondo dellambiente, anche la rosa che teneva
nella mano era poco pi di unapparizione.
La luce radente, caravaggesca, scendeva invece
come una benedizione sulla schiena tesa, sul viso
e poi si accendeva come una fiammata sulla stola
di seta cruda, trasparente e cangiante, che avvolgeva
il soggetto. Ero rimasta per un istante senza fiato,
con un sorriso vagamente incredulo stampato
in faccia. Davanti a me non cera il ritratto,
per quanto ben eseguito, di una ragazza: davanti
a me cera la ragazza, di spalle, che si voltava
con uno sguardo di vaga interrogazione,
come se il nostro arrivo inopportuno avesse
interrotto qualcosa di molto importante
che noi non avremmo potuto capire.
Non cerano spigolosit, non cerano zone
troppo piane o troppo fonde a tradire lartificio.
Non cerano salti di realt. No. L cera, molto
semplicemente, una finestra che si apriva
su una realt altra che improvvisamente
ci era dato di conoscere.
Uno sfondamento nella terza dimensione.
Qualcosa che definire iperrealismo sarebbe stato
estremamente limitativo, quasi una battuta
di spirito. L, sotto la stola liscia di Rosa Rtila,
si accedeva allultrarealt.

And then heres the work. Alas, it was not the Father,
which, understandably, has been in the hands
of a very discerning and lucky collector for some
time. It was a young girl.
The portrait of a young girl - huge: almost one
metre high - finished, but still there on the easel.
I was standing in front of Rosa Rtila (again,
charcoal and pencil), a picture which in turn, shortly
afterwards would flood the internet with its delicately
bewitching elegance. A girl showing her beautiful
smooth back, turned three - quarters towards
the viewer. The wavy raven hair, melting into
the dark background of her surroundings, even
the rose in her hand was little more than an apparition.
Whereas the oblique, Caravaggesque light came
down like a benediction on her straight back
and her face, lighting up the transparent and
iridescent raw silk shawl wrapped around the subject
in a burst of light. For a moment it took my breath
away, as I stood there with a vaguely incredulous
smile on my face. What I had before me was
no portrait, however well executed, of a girl:
no, there in front of me was the girl herself,
her shoulders turned against me, looking round
with a vaguely questioning air, as if our untimely
arrival had interrupted something important
which we could not possibly have understood.
There was no angularity, there were no areas
that were too flat or too deep to betray the artifice.
There were no jumps in reality.
No. There was, quite simply, a window that opened
onto another reality that was suddenly revealing
itself to us.
A breakthrough into the third dimension.
Something that it would be extremely limiting,
almost a joke, to define as hyperrealism.
There, under Rosa Rtilas smooth shawl,
we had access to ultra - realism.

10

E intanto, mentre nella mia testa prendeva forma


questo fumoso ragionamento, Emanuele mi guardava,
passava lo sguardo un po perplesso da lei a me
con unespressione sul volto di un candore
disarmante. Come a dire: Be, che taspettavi?
E un carboncino e matita che rappresenta
una ragazza. Mentre io pensavo:
E questo? Da dove piovuto?.
Emanuele Dascanio pioveva da una esperienza
deludente in accademia e poi da una lunga
e fruttuosa frequentazione di un altro di quegli artisti
che hanno saputo coniare un nuovo significato
per il termine iperrealismo, regalando alla natura
morta la magia mistica e metafisica dellapparizione:
Gianluca Corona. Stare a bottega da lui, come
si usava in un tempo lontano, aveva fatto s che
il talento del pi giovane trovasse nella maestria
del pi grande non solo la lezione, ma la linfa
e la passione per accedere a una sua direzione
unica e personalissima.
Ed questa, la direzione di Emanuele Dascanio:
quella di unarte neocaravaggesca che non
necessariamente solo pittura (lo , anche,
ma questo lo vedremo tra un po), e che
con la matita e il carboncino ricrea la possanza
fiamminga - al netto del colore - con il solo uso
della luce e delle ombre. Dalle ombre emerge
il soggetto, di ombre parzialmente sostanziato,
e la sensazione quella di una creazione,
di un momento di nascita primordiale come
quello della Venere che si materializza dalle acque.
Infine a enfatizzare la magia di questi ritratti
c il cortocircuito tra la loro radice antica e la loro
squisita contemporaneit, questa sospensione
di tempo che li immobilizza in un istante eterno.
I soggetti dei ritratti a matita e carboncino sono
rigorosamente divisi in due gruppi, quello delle
fanciulle e quello degli uomini maturi, in una sorta,

In the meantime, while unclear reasoning took shape


in my head, Emanuele watched me, his puzzled gaze
switching from her to me with an expression
of disarming candour on his face. As if to say:
Well, what were you expecting? It a charcoal
and pencil drawing of a girl ... .
While all the time I was thinking: And this ?
Where the hell did this come from?
Emanuele Dascanio came from a disappointing
experience at the academy of art and then from
a long and fruitful apprenticeship under another
one of those artists who were able to coin a new
meaning for the term hyperrealism, giving
still lifes the mystical and metaphysical magic
of an apparition: Gianluca Corona.
Being an apprentice to him, as they used to back
in the old days, ensured that the talent of the younger
artist found in the mastery of the older artist
not only a lesson, but the lymph and the passion
to find his own unique and very personal path.
And this is the direction of Emanuele Dascanio:
that of a neo - Caravaggesque art that is not
necessarily limited to painting (it is also this,
but we shall look at that later), and which,
with pencil and charcoal recreates the Flemish
magnificence - net of colour - with the use only
of light and shade. From the shadows emerges
the subject made up of partially substantiated
shadows, and the feeling is that of witnessing
creation, a moment of primordial birth, like
watching Venus materializing from the waters.
Finally as if to emphasize the magic of these
portraits there is the short circuit between their
ancient roots and their exquisite modernity,
this hiatus in time which immobilizes them
in a timeless moment. The subjects of the pencil
and charcoal portraits are strictly divided into two
groups, one of young girls and one of older men,

quasi, di Olimpo contemporaneo, abitato


da giovani dee leggiadre e da saggi dei al culmine
di una vecchiaia intrisa di splendore. Il Father,
abbiamo visto, e poi il profilo di Naked for me
Leonardo. Dove lallusione a Leonardo da Vinci,
esplicitata dal titolo, gi leggibile nelliconografia
e dove il gioco della luce creatrice, artefice,
capace di scolpire il soggetto, arriva a vette
di virtuosismo nella peluria leggera sulle braccia
e nella tridimensionalit della spalla.
E poi ci sono le giovani donne, dicevamo.
Da Divina consonantia, quasi una citazione
da Mapplethorpe (Javier, 1985) con il viso
che emerge parzialmente dallacqua, a Monica,
il cui volto, catturato dalle ombre, appare solo
un pretesto per il gioco scultoreo costituito
dal velo che le incornicia il capo. Disseminati
di immagini simboliche - che vanno dallo specchio,
alla conchiglia, allacqua purificatrice, alle mani
incrociate sul petto come quelle di una santa
martire - questi ritratti femminili possiedono sempre
qualcosa di mistico che in qualche modo pone
una distanza tra la figura e lo spettatore.
Un cortocircuito tra la componente sensuale
e la suggestione sacra che trova la sua perfezione
in un lavoro come Depositio Maddalenae,
dove il corpo, sdraiato su un groviglio di lenzuola
e fasciato in lingerie di pizzo squisitamente
moderna e decisamente erotica, appare
abbandonato in una postura cos vicina a quella
di certe deposizioni classiche da lasciare spiazzati.
Meritano un discorso a parte gli oli
di Emanuele Dascanio, i cui soggetti sono quelli
tipici della natura morta, ma trattati in una maniera
unica. La vocazione assolutamente
e inequivocabilmente contemporanea qui
dichiarata nella volont di dare unanima
alloggetto, di renderlo icona.

almost in some kind of contemporary Olympus,


inhabited by young, graceful goddesses and wise
gods at the height of their old age, steeped
in splendour. The Father, which we have discussed,
and then the profile of Naked for me Leonardo.
Where the reference to Leonardo da Vinci, already
made clear in the title, can be seen straight away
in the iconography and where the play of the
creative, modelling light, capable of sculpting
the subject, reaches heights of virtuosity in the light
hairs on his arms and in the three - dimensional
form of his shoulder. And then there are, as we were
saying, the young girls. From Divina consonantia,
almost a quote from Mapplethorpe (Javier, 1985),
with her face partially emerging through the surface
of the water, to Monica, whose face, captured
by the shadows, appears to be merely a pretext
for the sculptural play in the veil framing her head.
Littered with symbolic images - from the mirror,
to the shell, to the purifying water, to the hands
crossed over the chest like a holy martyrs - these
female portraits always possess something mystical
which in some way puts a certain distance between
the figure and the observer. A short circuit
between the sensual aspect and the hint of something
sacred which finds perfection in a work such
as Depositio Maddalenae, where the body, lying
on a tangle of sheets, clothed in exquisitely modern
and incredibly erotic lace lingerie appears abandoned
in a pose so close to that of a classical deposition
that it takes the observer by surprise.
Emanuele Dascanios oil paintings, the subjects
of which are those of typical still lifes (albeit
handled in a completely unique way) deserve
to be discussed separately. The absolutely
and undeniably contemporary vocation here
is declared in a desire to give the object a soul,
to make it an icon.

11

12

Non solo per linquadratura - rigorosamente


centrale come per un ritratto - ma anche per alcune
scelte iconografiche originalissime, come quella
di porre le due met di unalbicocca in piedi,
una appoggiata allaltra, quasi fossero due figure
che si sostengano reciprocamente, o quella
di affiancare due mandarini al centro della scena,
uno intatto, laltro privato della buccia e oramai
ridotto alla somma dei suoi spicchi, in una sorta
di sussurrato memento mori.
Oppure la natura morta pu diventare
cos viva da emanare sottili messaggi erotici,
come i quarti danguria sovrapposti a suggerire
due labbra o il limone spaccato,
che ci offre spudorato la visione
del suo cuore succoso.

Not only in terms of the placement - strictly


central as for a portrait - but also for certain
truly original iconographic choices, such as that
of putting the two halves of an apricot upright,
leaning against one another, as if they were
two people supporting each other, or that
of putting two mandarins, side by side,
in centre stage, one intact and the other
naked of its peel and reduced to the sum
of its segments, in a kind of whispered
memento mori.
Or still life can become so alive as to give out
subtle erotic messages, such as the watermelon
quarters, stacked to give the impression
of two lips or the split lemon, shamelessly
showing off its juicy interior.

Libertas, 2014
carboncino e grafite su carta
charcoal and graphite on paper
cm 78 x 70

13

TENDONO ALLA CHIARITA


LE COSE OSCURE

TOWARDS THE LIGHT DARK THINGS ARE DRAWN


Angelo Crespi

Portami il girasole chio lo trapianti


nel mio terreno bruciato dal salino,
e mostri tutto il giorno agli azzurri specchianti
del cielo lansiet del suo volto giallino.

Bring me the sunflower that I may transplant it


here in my salt-burnt earth,
so that all day long it may show to the blue reflection
of the sky the anxiety of its golden face.

Tendono alla chiarit le cose oscure,


si esauriscono i corpi in un fluire
di tinte: queste in musiche. Svanire
dunque la ventura delle venture.

Towards the light dark things are drawn,


bodies fade and dry up in a flood
of colours: as colours do in music. To disappear,
therefore, is the best of all good luck.

Portami tu la pianta che conduce


dove sorgono bionde trasparenze
e vapora la vita quale essenza;
portami il girasole impazzito di luce.

Bring me the plant that leads us


where blond transparencies rise up
and life evaporates like an essence;
bring me the sunflower sent mad with light.

Tendono alla chiarit le cose oscure.


E un dodecasillabo di Eugenio Montale che apre
la seconda quartina della lirica Portami il girasole
chio lo trapianti. La cesura sulla settima sillaba
d al primo emistichio un andamento dattilico,
gli dona un tono aulico e solenne, quasi che il poeta
volesse configurare un endecasillabo non canonico,

Towards the light dark things are drawn.


This is an Italian dodecasyllable verse, written
by Eugenio Montale which opens the second
quatrain of the poem Bring me the sunflower
that I may transplant it. The cesura on the seventh
syllable gives the first hemistich a dactylic flow, giving
it a stately and solemn tone, almost as if the poet

15

16

appunto con la quarta e la sesta sillaba atone;


una rarit gi nella poesia delle origini che piace
a un acribioso sperimentatore contemporaneo
di metrica qual Montale. Daltronde, nei dodici
versi, celebri per la forza delle figure
e la compiutezza del senso, si alternano
endecasillabi, dodecasillabi, alessandrini
con una scelta perfetta di ritmo tale da imprimere
per sempre nella mente la canzone.
La settima sillaba accentata, frutto di una parola
tronca (chiarit), configura una cesura maschile
in grado di sottolineare che le cose oscure
- il predicato nominale post posto a quello verbale hanno una tensione al chiaro, precisamente
alla chiarit che del chiaro dellaria unestensione
per significare la perspicuit, cio nel senso
etimologico (da perspicere penetrare con lo sguardo)
la trasparenza, limmediatezza nella comprensione.
Tendono alla chiarit le cose oscure dice una cosa diversa
e con diversa intensit rispetto a un anodino
Le cose oscure tendono alla chiarit, perch
lorecchio e locchio vengono rapiti dal rigore
plastico della prima parte del verso e si lasciano
condurre alla seconda, e laccento di chiarit
come la nota abilmente inserita nella melodia
cos da renderla memorabile. Il senso del verso,
inoltre, sembra bordeggiare la verit vera;
per via della forma, e della bellezza che in essa
si esprime, avviene il miracolo del tralucere della
verit: non sono le cose chiare che precipitano verso
il buio, sono le cose nere che tendono alla chiarezza,
quasi che gli enigmi della vita potessero sciogliersi
al fine nella purezza della luce. Se lamara scoperta
di Montale, sottolineata dalla successiva rima
(oscure/venture), che svanire dunque la ventura
delle venture, lo svanire, il vaporare non sono
nellorrido dellinsensato, bens nella consapevolezza
nitida della ragione e dellarte.

wished to configure a non - standard hendecasyllable


with the fourth and sixth unstressed syllable; already
a rarity in the poetry of origins which a scrupulous
actual experimenter in metric such as Montale tends
to like. On the other hand, in the twelve verses, famous
for the strength of the figures and the completeness
of the meaning, hendecasyllables dodecasyllables
and Alexandrines alternate with a perfect choice
of rhythm as to etch the song forever in the mind.
The seventh stressed syllable, the result of a truncated
word (chiarit), configures a masculine pause, capable
of highlighting that le cose oscure - the dark things
(the nominal predicate placed after the verbal
predicate) - have an emphasis towards light, namely
clarity which of the light in the air is an extension
meaning perspicuity, in the etymological sense
(from perspicere to penetrate with ones gaze),
transparency and immediacy in comprehension.
Towards the light dark things are drawn says something
different and with different intensity than a rather
dull Dark things are drawn towards light, because
the ear and the eye are enthralled by the pliant
rigidity of the first part of the verse and are enticed
towards the second, and the emphasis on chiarit
is like the note cleverly inserted in the melody
to make it unforgettable.
What is more, the meaning of verse seems to border
the path of real truth; for by way of the form
and the beauty expressed therein, is born the miracle
of truth shining through: it is not the light things
which plummet into the darkness, but the dark things
which are drawn to the light, almost as if the enigmas
of life could melt away into the purity of light.

Orfeo su la soglia della luce, 2015


carboncino e grafite su Ingres
charcoal and graphite on Ingres
cm 25 x 20

17

18

Daltronde, in altro passo, lo stesso Montale


sottolinea limportanza nellarte della forma
(In poesia/quel che conta non il contenuto/
ma la Forma), una forma e una bellezza
determinate dalla capacit di dire e fare le cose,
quella che i latini definivano recta ratio factibilium:
una sorta di talento che non deve scadere
nel virtuosismo, bens avere giusta misura.
E prima ancora, Rainer Maria Rilke nelle
Elegie Duinesi sosteneva che la funzione del poeta
fosse quella di nominare le cose e nominandole farle
esistere: Noi siamo qui forse per dire: casa, ponte,
fontana, porta, brocca, albero da frutto, finestra,
- al pi: colonne, torre ma per dire, capisci,
per dire cos, come mai le cose stesse intimamente
sapevano dessere. Seguendo lintuizione poetica
di Rilke e di Hlderlin, Martin Heidegger in seguito
sistematizz questo pensiero ne Lorigine dellopera
darte: soffermandosi su un paio di scalcagnate
scarpe da contadino rappresentate in una tela
di Van Gogh, il filosofo spiega che il pittore riesce
a far apparire la verit di quelle scarpe, non raffigura
le scarpe, raffigura lessenza universale di quella
cosa, e pi in generale lessenza universale delle cose.
Allartista, al poeta, spetterebbe dunque il compito
di svelare lessere; la verit in quanto svelamento
(il termine greco a - letheia sta per s - velato)
coinciderebbe, infine, con la bellezza.
Tra mimesi e iperrealismo
Una premessa, su cui torneremo, per dire che
si gioca in questo campo la partita delliperrealismo
quando non si limita a mera fotocopia del reale,
ma capace di far apparire le cose come sono,
semplicemente raffigurandole: non basterebbe
infatti la mimesi, seppur di pregio (quella di Zeusi
che dipinse frutta cos reale da ingannare gli uccelli),
o il talento stupefacente (quello di Apelle che dipinse

If the bitter discovery of Montale, underlined


by the next rhyme (oscure/venture), is that
to disappear therefore is the best of good luck,
then the disappearing, the vanishing are not into
the horrors of the senseless, but into the clear
awareness of reason and art. On the other hand,
in another step, the very same Montale underlines
the importance of the shape in art (In poetry/what
matters is not the content/but the Shape), a shape
and a beauty determined by the ability to do and say
things, what the Latin speakers referred to as recta ratio
factibilium: a kind of talent that must not fall into
the trap of virtuosity, but stay within the right measure.
And before that, Rainer Maria Rilke in Duino Elegies
claimed that the function of the poet was to name
things and by naming them make them exist:
Are we here, perhaps, for saying: house, bridge,
fountain, gate, jug, fruit tree window - at most:
column, tower ... but for saying, realise, oh,
for a saying such as the things themselves would never
have profoundly said. Following the poetic intuition
of Rilke and Hlderlin, Martin Heidegger later
systematized this thought in The Origin of the Work
of Art: dwelling upon a pair of scuffed farmer
labourers shoes depicted in a painting by Van Gogh,
the philosopher explains that the painter can reveal
the truth of those shoes, it is not a picture of the shoes,
it depicts the universal essence of them and in more
general terms, the universal essence of things.
It should therefore be the task of the artist, the poet
to reveal the existence, the truth, in such, revealing
(the Greek word a - letheia means un - concealedness)
would coincide, at last, with beauty.
Between mimesis and hyperrealism
A premise, which we will go back to, is to say that
in this field we are playing the game of hyperrealism
when this is not limited to merely photocopying

un velo tanto vero da ingannare perfino Zeusi)


perch sussista arte dopo linvenzione
della fotografia. Dal dagherrotipo in avanti,
la pittura s sentita slegata dallatavico bisogno
di rappresentare la realt, sostituita in questo
dallobbiettivit (presunta) della fotografia;
di conseguenza tra fine Ottocento e inizio
Novecento si scatenarono le avanguardie,
lastrattismo, infine il concettuale, correnti
che hanno spezzato, talora negato, il rapporto
con il reale. Se tra gli anni Sessanta e Settanta
del Novecento, con liperrealismo, riemersa
la necessit di riprodurre macchinalmente il reale
nelle sue minute declinazioni non fu per nostalgia
estetica, piuttosto per un nuovo realismo,
ben in anticipo rispetto a quello filosofico tornato
di moda oggi: stanchi dei relativismi,
dei soggettivismi, delle varie ermeneutiche,
i fotorealisti lavorano con la fiducia che il mondo
esista, esista in s e non come somma di visioni
o interpretazioni, che possa essere rappresentato
univocamente, che rappresentandolo
lo si possa verificare.
Certo, il prefisso iper amplia il termine realismo.
Cosa infatti guardiamo quando guardiamo
un quadro iperrealista? Un oggetto dipinto,
la fotografia di un oggetto, loggetto vero,
lidea che di esso abbiamo? O tutto insieme?
Davanti a una fotografia, nessuno si stupisce
del potente realismo che da essa promana, poich
il realismo connaturato al mezzo e nellovviet
del legame c limpossibilit di qualsiasi
incantamento. E neppure quando guardiamo
attorno con gli occhi c incantamento per la realt
del reale, o per la verosimiglianza del vero.
Mentre nella visione/rappresentazione iper
qualcosa accade: la coscienza e la conoscenza
vengono sfidate a un gioco perverso che prevede

reality, but is something which can make things appear


exactly as they are, simply by depicting them: in fact,
mimesis would not be enough, although it has
its merits (for example that of Zeuxis who painted
fruit so real it fooled the birds) and shows amazing
talent (like that of Apelles, who painted a curtain
so real it actually fooled Zeuxis) for painting to survive
the invention of photography. From daguerreotypes
onwards, painting felt itself become disconnected from
the ancient need to represent reality, replaced in this
field by the (presumed) objectivity of photography;
consequently between the late 1800s and early 1900s
avant - garde, abstract and lastly conceptual arts were
unleashed, trends which broke, sometimes denied,
the relationship with reality. If between the 1960s
and 70s, with hyperrealism the need to mechanically
reproduce reality in its minute variations re - emerged,
this did not come about through any nostalgia
for aesthetics, but a longing for a new realism,
way ahead of the philosophical realism which is now
back in fashion: tired of relativism, of subjectivism,
of various hermeneutics, the photorealists work with
the confidence that the world exists, exists in itself
and not as a sum of visions or interpretations, that
it can be represented unambiguously, that by depicting
it, it can be verified. Of course, the prefix hyper
heightens the term realism. What in fact are we actually
looking at when we look at a hyperrealist painting?
A painted object, the photograph of an object, the real
object or the idea that we have of it? Or all of those
things? When looking at a photograph, no one
is surprised by the powerful realism it exudes,
as realism is part and parcel of the medium and
in the blatant obviousness of this concept there
is no room for wonderment. And even when we look
around with our own eyes there is no wonderment
for the realisticness of reality, or for the verisimilitude
of what is real.

19

una specie di regressus ad infinitum, un circolo vizioso


per cui ci si stupisce ripetutamente guardando
una cosa che sembra vera e non lo , sapendo
che non lo ci si stupisce lo stesso.
Di fatto, non stiamo guardando la realt,
ma una sua iper - rappresentazione falsamente
vera, artatamente falsa, che esiste solo come
risultato di una tara della nostra retina; che esiste
solo per causa della limitatezza del campo visivo
del nostro occhio, per lesiguit dei colori
e delle sfumature che pu percepire; che esiste
solo grazie ai numerosi inganni a cui la vista
ci costringe per poterci muovere nel mondo:
la disarmante illusione di verit che frutto
della luce.

Whereas in the hyper vision/representation,


something happens: awareness and knowledge are
challenged to play a perverse game that envisages
a kind of regressus in infinitum, a vicious circle where
we are repeatedly amazed, looking at something which
seems real but isnt, knowing that it isnt real but being
amazed just the same. In fact, we are not looking
at reality, but a falsely true and artistically false
hyper-representation, which exists only as a result
of a defect in our retina; which exists only due
to a narrowness in our eyes field of vision, the exiguity
of the colours and shades it can perceive; which exists
only thanks to the numerous deceptions sight imposes
on us so that we can move about in this world:
this disarming illusion of truth that is the fruit of light.

20

21

Il prodigio della luce


Dove sta il prodigio della pittura di Emanuele
Dascanio se non nello scarto minimo tra realt
e rappresentazione? A ben vedere, non c scarto
sembrando la realt addirittura un sottoprodotto
della rappresentazione, un a posteriori, poich
la realt pu offuscarsi, mentre lopera resiste
a priori nel nitore della tecnica. La forza di questa
iperrealt lampante nei ritratti in bianco e nero,
dove si esalta la capacit dellartista di evocare
le cose (nel senso rilkiano) o di svelare lessere
(nel senso heideggeriano). Come intendeva bene
Roland Barthes nel suo saggio pi acuto
Camera chiara, le fotografie non possono dirci
la verit, semmai sono un costante memento mori,
cio un ricordati che devi morire: abbiamo
unicamente la nostalgica certezza che in un dato
momento quellinquadratura c stata e ora
non c pi, che il tempo passato e non torner.
Al contrario, nei quadri il soggetto immortalato,
reso eterno, vivificato per sempre dalla mano
del pittore che ne ha colto pi che la posa lessenza.

The wonder that is light


Where is the wonder in the painting of Emanuele
Dascanio if not in that minimum gap between reality
and representation? On closer inspection, there
is no gap, reality seems to be a by - product
of representation, an a posteriori, because reality
can cloud over, whereas the work endures a priori
in the splendour of the technique.
The strength of this hyperreality is evident in the
black and white portraits, where the artists skill
in evoking things (in the Rilke sense) or to reveal
their existence (in the Heidegger sense) is revealed.
As Roland Barthes understood well in his most
poignant essay Camera Lucida (La Chambre
claire), photos cannot tell us the truth, if anything,
they are a constant memento mori, in other words
a reminder that we all must die: we have only
The Father doesnt want a divorce
with Die Mutter. This is my Father, 2013
carboncino e grafite su carta
charcoal and graphite on paper
cm 80 x 64,5

22

E questo ha a che fare con laspetto negromantico


dellarte, di richiamare in vita i morti, quella specie
di Vis creativa che rende simile lartista al dio,
pi precisamente lo fa simile a un Orfeo
che semidio tra i due regni, quello dei vivi
e dei morti, la cui arte della lira trae dagli inferi,
resuscita, lamata Euridice. Cos, il ritratto della
donna, del vecchio, non sono il ritratto di quella
donna e di quel vecchio in quel dato tempo,
sono il fenotipo di quella donna e di quel
vecchio per sempre.
Come dunque avviene questa miracolosa
reificazione? Attraverso la luce. Anticipavamo:
la disarmante illusione di verit frutto della luce.
Una luce che si genera dal buio e che - viceversa non illumina il buio. Il buio resta tale, il fondale.
Per tradizione, annotava Alessandro Parronchi,
Caravaggio il maestro della camera ombrosa,
quel modo di far pittura esploso sul principiare
del Seicento che spazz via la compostezza,
la prospettiva matematica, il rigore dei classici
cinquecenteschi, nel nome di una pi forte realt.
Una nuova maniera che, partendo dalla camera
oscura, descritta da Gian Battista della Porta
nel Magia Naturalis (1589), intuisce la capacit
della luce di trascinare con s le forme e ne sublima
gli effetti, avendo come fine la mimesi
e la meraviglia che da essa discende.
Un realismo fondato sulla percezione, e non
sullideale prospettico, che mira a tradurre il visibile
illusionisticamente. Caravaggio scopre la forza
della luce, prediligendo lo scuro; per paradosso
diventa il pittore delle ombre, con le celebri
pareti tinte di negro su cui si accampano i corpi
illuminati da fessure di luce.
Allo stesso modo, con tecnica e risultato diversi,
Dascanio il pittore del buio - pi ancora
dei riconosciuti maestri del genere tipo

the nostalgic certainty that at some point in time there


was that shot and now that moment has gone, that time
has passed and will never return. On the contrary,
in paintings the subject is immortalized, made eternal,
given life forever by the hand of the painter who, more
than the pose, has captured the essence. And this has
to do with the necromantic aspect of art, to bring
the dead to life, that sort of creative force which makes
the artist not unlike God, or to be more precise,
it makes him similar to Orpheus, a demigod between
the two realms, that of the living and that of the dead,
whose artistry with a lyre managed to open the gates
to the underworld to retrieve his beloved Eurydice.
So, the portrait of the woman, the old man are not
the portrait of that woman and that old man at that
given time but the phenotype of that woman and that
old man forever. How then does this miraculous
reification come about? Through the light.
As we mentioned: this disarming illusion of truth
is the fruit of light. A light that is generated from
the dark and which - vice versa - does not illuminate
the darkness.The darkness remains just that,
the backdrop. Traditionally, Alessandro Parronchi
noted, Caravaggio is the master of the camera
ombrosa that way of painting which erupted
at the beginning of the 1600s and wiped out
the composure, the mathematical perspective, the rigor
of sixteenth century classics, in the name of greater
reality. A new way that, starting from the dark chamber
(camera obscura), described by Gian Battista della
Porta in Magia Naturalis (1589), perceives the ability
of light to carry shapes away with it and exalts the
effects, having as it goal the mimesis and wonder
that comes from this. A realism based on perception,
not on the ideal perspective, which aims to translate
the visible illusionistically. Caravaggio discovered
the power of light, by preferring the dark; paradoxically
he become the painter of shadows, with the famous

Chuck Close che non disdegna il retro bianco e proprio dal nero prendono vita le forme,
sembrano apparire per la prima e ultima volta
al mondo in una sorta di generazione, di epifania
definitiva.
Su la soglia della luce
Qui si innesta una pi profonda riflessione, utile
per una retta fenomenologia: la questione filosofica
di come buio e luce coesistano nel mondo,
di quale dei due stati prevalga secondo la teologia
(in principio era il verbo/luce) o secondo la scienza
(alla fine, tutto luniverso sar immoto dunque
gelido e buio). Partendo dallassioma della
termodinamica (lirreversibilit di alcuni fenomeni,
quali ad esempio il passaggio di calore da un corpo
caldo a uno freddo) deduciamo poich ogni
sistema isolato (e luniverso lo si d come) tende
allentropia, al disordine totale, alla mancanza
del movimento, tende cio allo zero assoluto
deduciamo che esso si spegner in un gemito
(Not with a bang but a whimper, scrive
Thomas Stearns Eliot).
In assenza di energia tutto decliner in un gemito
- aggiungiamo noi - buio. Eppure la teologia
cristiana, condannando ogni eresia manichea
secondo cui bene e male si equivalgono,
sostiene altro: alla fine (che equivale al principio)
prevarr o ha gi prevalso il bene, la luce,
Dio che del sistema - universo scaturigine,
forza negentropica, ordine rispetto a caos, destino
rispetto a caso, senso e verso rispetto a insensatezza.
Al che, ci sembrano illuminanti i ritratti
di Dascanio in cui proprio la luce forza il nero,
lo violenta, lo squassa, ne scassina lomogeneit.
Certo, tutto questo istantaneo apparire avviene
in modo lirico: i fantasmi evocati stanno
su la soglia della luce, al noir limite, su quella linea

walls painted black on which the subjects stand


lit up by shafts of light. Similarly, with different
technique and result, Dascanio is the painter of dark
- even more so than the acknowledged masters of this
genre, like Chuck Close who does not disdain a white
background - and it is from the black that shapes come
to life, they seem to appear for the first and last time in
this world in a kind of generation, a definitive epiphany.
On the threshold of light
Here a deeper reflection kicks in, useful for correct
phenomenology: the philosophical question of how
dark and light coexist in the world, on which of the two
states prevails, according to theology (in the beginning
was the word/light) or according to science (in the end,
the whole universe will be motionless and therefore
cold and dark). Starting with the axiom of thermodynamics (the irreversibility of certain phenomena, such
as the transfer of heat from a hotter body to a cooler
body) we deduce, being as every isolated system
(the universe is considered to be one) tends towards
entropy, to total disorder, to the lack of movement,
in other words it tends towards absolute zero ... we
deduce that it will end with a whimper (Not with
a bang but a whimper, wrote T.S. Eliot). In the absence
of all energy everything will ebb away in a whimper
- a dark whimper, we might add. And yet Christian
theology, condemning all Manichean heresy according
to which good and evil are equal, upholds something
else: in the end (which is equal to the beginning) what
will prevail or has already prevailed is good, light,
God the creator of the universe, negentropica force,
order over chaos, destiny over chance and sense over
senselessness. Consequently, Dascanios portraits
appear to us illuminated, where light itself forces
the black, desecrating it, violently shaking it, smashing
open its homogeneity. Of course, all of this immediate
vision comes about lyrically: the phantoms evoked

23

24

incerta, seppur netta, tra chiaro e scuro, nellatto


di superarla, oppure di averla superata; i volti
si manifestano per albedo, assumono forma
nel riflettere la luce avendone ricevuta, come
succede per la luna che illuminata illumina.
La fragilit dei corpi, sottratti al buio,
per apparente poich dati una volta significa
per leternit, ed sufficiente quella presenza,
quel chiarore, una volta sola, a vincere
per sempre loscurit.
Tendono alla chiarit, infatti, le cose oscure.

stand on the threshold of light, on the noir limite,


on that uncertain, though clear line, between light and
dark, in the act of going over it, or having gone over it;
faces appear by albedo, taking on shape in reflecting
the light they receive, as happens with the moon which being illuminated illuminates.
The fragility of the bodies, taken out of the dark,
is however, apparent because once given it means
for eternity, and that presence, that glimmer, is only
needed once for it to win over the darkness for ever.
In fact, Towards the light dark things are drawn.

La perfezione zen del gesto


Resta comunque difficile dire, in modo tranchant,
se nelle tele di Dascanio la luce prevalga
definitivamente sul nero, oppure se le tenebre
siano sul punto di riconquistare la primordiale
oscurit. Esistono, resistono appunto ber die linee,
gli oggetti e i volti ritratti, e non certo
se stiano per svanire o se siano, al contrario,
appena sorti alla chiarit. Daltronde la tecnica
scelta, delliperrealismo, tende nei risultati specie se eccelsi - a competere con la fotografia
che nelletimo ricorda la natura scrivente della
luce (fs ftos luce, ma stranamente fs ftos
morte). Eppure, non ci sarebbe mondo senza
il contrappasso del buio, senza la persistenza
delle ombre: lo scopre Peter Schlemihl, fiabesco
personaggio inventato da Adalbert von Chamisso,
che capisce di non poter esistere privo della propria
ombra, sottrattagli per diabolico patto.
In questo senso, ci facilita procedere per ossimori
pensando alloscurit della luce, alimentando una
definizione impossibile da razionalizzare che indica
come la luce per funzionare, nei dipinti, debba
prevedere un versante oscuro, anzi possedere
una natura oscura, loscurit che diventa attributo
della luce, sua caratterizzazione inscindibile.

The Zen perfection of the gesture


It still remains difficult to say, in a net manner, whether
or not in Dascanios paintings light definitely prevails
over black, or if the darkness is on the point of recapturing its primordial darkness. In fact ber die linee,
the objects and faces portrayed exist, resist, but it is not
clear whether they are about to disappear or,
on the contrary, have just surfaced into the light.
Besides, the technique chosen, hyperrealism, tends
in the results - especially when sublime - to compete
with photography which in its etymology recalls
the nature of the writing light (fs fots light, but
strangely fs fots death). And yet, there would be no
world without the reciprocation of the dark, without
the persistence of shadows, as Peter Schlemihl,
a fairytale character created by Adalbert von Chamisso,
discovers when he realizes he cannot live without his
shadow, lost in a pact with the devil. In this sense,
it is easier to proceed in oxymorons, thinking about
the darkness of the light, feeding a definition which
is impossible to rationalize which indicates how light,

Agatha, 2015
carboncino e grafite su carta
charcoal and graphite on paper
cm 50 x 34

25

26

Ed nella dicotomia luce/buio che si concretizza


leffetto stravolgente di una pittura la quale imitando
la natura la travalica. Senza nessun compiacimento,
nessuna posa estetizzante, nessun virtuosismo
barocco, piuttosto lo sguardo secco, diritto
di chi rappresentando le cose le fa esistere. E basta.
Tom Wolfe, a cui dobbiamo il pi sensato
e irriverente antitrattato sullart system,
The painted word (1975), intuisce che nel delirio
del moderno le opere, soprattutto del concettuale
stretto, non possono pi essere viste senza
una teoria convincente, senza che qualcuno
le spieghi. Rotto ogni legame con lestetica,
larte contemporanea (che in massima parte
oggettivamente brutta) resterebbe muta
se non esistessero cantori prezzolati, la cui deriva
ideologica e la cui pretesa egemonica hanno
prodotto cortocircuiti divertenti: per esempio,
la presunzione di non contemporaneit degli artisti
che dipingono, a maggior ragione di quelli
che dipingono bene, sbeffeggiati come passatisti
o reazionari fuori tempo massimo.
Lungi dal prefigurare una teoria convincente,
poich le opere darte trovano difesa nella claritas
quando c, mi piace pensare che Dascanio
non stia elaborando alcunch di teorico, anzi
che il suo fare per fare abbia ragione dessere
in s stesso. Non si comprenderebbe altrimenti
il faticoso allenamento, le ore di lavoro, il gesto
ripetuto allinfinito, millimetrico, esatto nellatto
di rifare il reale, se non come una sfida personale,
un engagement (nel duplice senso di combattimento
e di impegno) teso alla perfezione senza ulteriore
scopo. Dopo estenuante training, il maestro zen tira
con larco a occhi chiusi e colpisce il centro,
perch la freccia, il bersaglio, la corda, il braccio
sono la stessa cosa; il bersaglio va alla freccia,
non viceversa.

in order to function, in paintings, must provide


a dark side, actually it needs to possess a dark nature,
the darkness that becomes an attribute of light,
its inseparable characterization. And it is in this
light/dark dichotomy that the totally amazing effect
is created whereby painting, in imitating nature goes
beyond it. With no complacency, no aesthetic pose,
no baroque virtuosity but a sharp, direct glance
of someone who by depicting things makes them exist.
Simple as. Tom Wolfe, to whom we owe the most
sensible and irreverent anti-treatise on the art system,
The Painted Word (1975), perceives that in the
delirium of striving to be modern, works, especially
strict conceptual art, can no longer be seen without
a convincing theory, without someone there to
explain it. All links with beauty severed, contemporary
art (most of which is objectively ugly) would remain
silent if no-one were hired to sing its praises, whose
ideological drift and whose hegemonic pretension
have produced amusing short circuits: the presumption
of the non - contemporaneity of artists who paint well,
mocked as pastists or out - of - date reactionaries.
Far from prefiguring a convincing theory, being
as the works of art are defended in claritas when
it is there, I like to think that Dascanio is not creating
anything theoretical, but that his doing for doings sake
has its very own reason for being. Otherwise it would
be impossible to comprehend the gruelling training,
the hours and hours of work, the gesture, millimetric,
repeated again and again endlessly, precise in the act
of recreating the real, if not as a personal challenge,
an engagement (in the double sense of the word,
combat and commitment) aimed at perfection for
perfections sake. After exhausting training, the Zen
master can pull a bow with his eyes shut and hit
a perfect bulls - eye, because the arrow, the target,
the bow string and the arm are all one; the target
comes to the arrow, not vice versa.

Tendono alla chiarit le cose oscure.


Il dodecasillabo perfetto di Montale, a cui facciamo
infine ritorno, non il macchinoso virtuosismo
di chi insegue il giusto accento per vanit
o narcisismo.
Esprime invece la capacit del poeta e dellartista
di andare - spesso in modo inconsapevole oltre a quello che pensavano di poter dire o avevano
in mente di fare; assecondando il ritmo nellassoluta
libert, approfittando della naturalezza che dona
il meticoloso apprendistato, fidandosi della mano
allenata la cui esperienza supera la ragione,
possibile raggiungere la bellezza.
E dalla bellezza per incanto traluce la verit.

Towards the light dark things are drawn.


Montales perfect dodecasyllable, to which
we finally return, is not the complicated virtuosity
of someone chasing the right accent for vanity
or narcissism.
It simply expresses the ability of the poet and
the artist to go - often unknowingly - beyond what
they thought they were able to say or had set out
to do; giving in to the rhythm, the absolute
freedom, taking advantage of the ease that suits
the meticulous apprenticeship and, by trusting
in the trained hand whose experience exceeds
all reason, it is possible to achieve beauty.
And from beauty, as if by magic, truth shines through.
27

SU LA SOGLIA DELLA LUCE


ON THE THRESHOLD OF LIGHT

30

Depositio Maddalenae, 2015


carboncino e grafite su carta intelata
charcoal and graphite on canvas paper
cm 100 x 144

32

Naked for me, Leonardo, 2014


carboncino e grafite su carta
charcoal and graphite on paper
cm 35 x 29

34

Study for St. Agathas head, 2015


carboncino e grafite su carta
charcoal and graphite on paper
cm 20 x 20

36

37

Rosa Rtila, 2013


carboncino e grafite su carta
charcoal and graphite on paper
cm 90 x 65

38

39

O Fortuna, 2012
carboncino su carta
charcoal on paper
cm 47 x 35

41

40

Fortuna et Contingentiae, 2015


carboncino e grafite su carta
charcoal and graphite on paper
cm 60 x 50

42

43

Allegory of the Sublime, 2013


carboncino e grafite su carta
charcoal and graphite on paper
cm 69,5 x 49

44

Study for an Apostles head, 2015


carboncino e grafite su carta
charcoal and graphite on paper
cm 20 x 20

47

46

139

Divina Consonantia, 2014


carboncino e grafite su carta
charcoal and graphite on paper
cm 40 x 40

49

Monica, 2015
carboncino e grafite su Ingres
charcoal and graphite on Ingres
cm 30 x 25

50

51

Rothkos flowers, 2015

Eros & Thanatos, 2015

carboncino e grafite su carta

carboncino e grafite su carta

charcoal and graphite on paper

charcoal and graphite on paper

cm 15 x 15

cm 15 x 15

52

53

Valentina, 2015
carboncino, grafite, seppia, sanguigna
e pastello bianco su Ingres
charcoal, graphite sepia, sanguine
and white pastel on Ingres
cm 30 x 25

54

Composition of pomegranates, 2015


matite colorate su Ingres
coloured pencils on Ingres
cm 35 x 50

57

56

Earth, 2015
carboncino, grafite, seppia, sanguigna
e pastello bianco su Ingres
charcoal, graphite, sepia, sanguine
and white pastel on Ingres
cm 30 x 25

58

59

Water, 2015
grafite su Ingres
graphite on Ingres
cm 30 x 25

60

Composition of lemons, 2015


matite colorate acquerellabili su Ingres
watercolour pencils on Ingres
cm 35 x 50

62

Me, 2012
olio su tavola, oil on board
cm 50 x 50

64

Fibonaccis gold, 2012


olio su tavola, oil on board
cm 50 x 50

66

Amplecti Vitae, 2013


olio su tela, oil on canvas
cm 110 x 160

MARGINALIA

70

71

La virt degli Sposi, 2008


olio su tavola, oil on board
cm 40 x 40

72

Sanctum, 2012
olio su tavola, oil on board
cm 50 x 50

Adolescenza, 2012
olio su tavola, oil on board
cm 50 x 60

76

77

Poseidons daughters, 2012


olio su tavola, oil on board
cm 40 x 40

78

Life and death, 2012


olio su tavola, oil on board
cm 50 x 50

81

80

Narciso, 2009
olio su tavola, oil on board
cm 45 x 35

Summer lips, 2009


olio su tavola, oil on board
cm 40 x 50

Emanuele Dascanio nasce a Garbagnate Milanese


nel 1983.
Dopo essersi diplomato al Liceo Artistico
Lucio Fontana di Arese, nel 2003 si iscrive
allAccademia di Brera, sezione pittura: avendo
trovato un contesto decadente e avverso alla stessa
pittura, la abbandona dopo sei mesi.
Continuando, per, a sentire il desiderio e il bisogno
di una crescita artistica, nel 2007 approda
nello studio di Gianluca Corona, allievo di Mario
Donizetti, trovando in lui un valido maestro
e apprendendo la tecnica della pittura a olio.
Attraverso lutilizzo delle antiche tecniche
rinascimentali applicate al contemporaneo senso
del fotorealismo, Emanuele Dascanio cerca
di indagare, attraverso la superficie, il significato
intrinseco e profondo della realt.
Emanuele Dascanio ha partecipato a vari
concorsi e mostre collettive a livello nazionale
e internazionale, classificandosi sempre
ai primi posti.
Le sue opere sono presenti in prestigiose collezioni
private in Italia e allestero.

Emanuele Dascanio was born in Garbagnate


Milanese in 1983.
After graduating from the Lucio Fontana
Art School in Arese in 2003 he enrolled
at the Brera Academy to study painting: however,
finding himself in a decadent context which
was adverse to painting, he soon left
six months later.
This did not, however stop his desire and need
for artistic growth, so in 2007 he ended up
in the studio of Gianluca Corona, a pupil
to Mario Donizetti, finding in him a valid teacher
where he learned the technique of oil painting.
Through the use of old Renaissance techniques
applied to the contemporary sense of photorealism,
Emanuele Dascanio seeks to investigate, through
the surface, the intrinsic and deep sense of reality.
Emanuele Dascanio has taken part in many
competitions and collective exhibitions
on a national and international level,
always ranking in the top places.
His works can be found in prestigious
private collections in Italy and abroad.

85

2008
Esposizione alla storica Libreria Bocca
Galleria Vittorio Emanuele II, Milano.

2008
Exhibited in the historical Bocca Library
Galleria Vittorio Emanuele II Milan.

Vincitore del Concorso di pittura nazionale


Movimento nelle segrete di Bocca
Galleria Vittorio Emanuele II, Milano.

Winner of the National painting award


Movimento nelle segrete di Bocca
Galleria Vittorio Emanuele II, Milan.

2009
Segnalato tra i finalisti della Giuria composta
dagli esperti della redazione della rivista Arte.

2009
Came among the finalists selected by the jury composed
of experts drafting the Italian magazine Arte.

2010
Finalista al Concorso di pittura nazionale
Movimento nelle segrete di Bocca
Galleria Vittorio Emanuele II, Milano.

2010
Finalist in the National painting competition
Movimento nelle segrete di Bocca
Galleria Vittorio Emanuele II, Milan.

Esposizione personale, Galleria LAffiche


Milano.

Solo exhibition, LAffiche Gallery


Milan.

Esposizione personale Lucidi Labyrinthi


Galleria Barbara Frigerio Contemporary Art
Milano. A cura di Giovanni Serafini.

Solo exhibition Glossy Labyrinths


Barbara Frigerio Contemporary Art Gallery
Milan. Edited by Giovanni Serafini.

87

Collettiva Less in more, Galleria L.I.B.R.A.


Catania. A cura di Alberto Agazzani.

Collective exhibition Less in more, L.I.B.R.A. Gallery Catania. Edited by Alberto Agazzani.

Collettiva ART quake, Chiostri di San Domenico


Reggio Emilia. A cura di Alberto Agazzani.

Collective exhibition ARTquake, San Domenico


Cloisters, Reggio Emilia. Edited by Alberto Agazzani.

2011
Esposizione allArt Monaco Fiera 2011
Salone dArte Contemporanea, Grimaldi Forum,
con Valiant Art Gallery.

2011
Exhibited in Art Monaco Art Fair 2011
Exhibition of Contemporary Art, Grimaldi Forum,
with Valiant Art Gallery.

Finalista al Concorso nazionale di pittura


Premio CDZ Carlo Dalla Zorza
Galleria Ponte Rosso, Milano.

Finalist in the National painting competition


CDZ Award Carlo Dalla Zorza
Ponte Rosso Gallery, Milan.

Collettiva Natale regala Arte


Galleria Ponte Rosso, Milano

Collective exhibition Christmas gift art


Ponte Rosso Gallery, Milan

Fiera darte INVERART 2012, Inveruno (MI)

Art Fair INVERART 2012, Inveruno (MI)

Esposizione personale Emanuele Dascanio:


Lintollerabile verit delle cose
storica Libreria Bocca
Galleria Vittorio Emanuele II, Milano.

Solo exhibition: Emanuele Dascanio:


The intolerable truth of things
historical Bocca Library,
Galleria Vittorio Emanuele II, Milan.

2013
Collettiva Hyper, Galleria Restarte
Bologna. A cura di Alberto Agazzani

2013
Collective exhibition Hyper, Restarte Gallery
Bologna. Edited by Alberto Agazzani.

Mostra del 56 Spoleto Festival dei 2 Mondi


Arte in Terapia: trentatr diagnosi dartista
Galleria Gagliardi San Gimignano (SI).
A cura di Alberto DAtanasio
e Nazzareno Miele.

Collective exhibition of the 56th Spoleto Festival


dei 2 Mondi, Art in Therapy: thirty
diagnosis artist Galleria Gagliardi
San Gimignano (SI). Edited by Alberto DAtanasio
and Nazzareno Miele.

Collettiva Algo mas que realism ... VII


in collaborazione con MEAM
European Museum of Modern Art, Zaragoza.

Collective exhibition Algo mas que realism ... VII


in collaboration with MEAM - European Museum
of Modern Art, Zaragoza.
2014
A.R.T Art Revolution Taipei
Taiwan International Contemaporary Artist
Association (TWTC), Taipei World Trade Center
Eroeffnung der Fruehjahrsausstellung
Klettgau Gallery, klettgau (GE)

Collettiva arte contemporanea Too many artists


Galleria L.I.B.R.A. Catania.

88

Collective exhibition of contemporary art


Too many artists, L.I.B.R.A. Gallery, Catania.

Il mito del vero - Situation, Spazio Guicciardini


Milano. A cura di Giacomo Maria Prati e Paolo Lesino.

Il mito del vero - Situation, Spazio Guicciardini


Milan. Edited by Giacomo Maria Prati and Paolo Lesino.

Esposizione al Fullerton Hotel, Singapore


con Valiant Art Gallery.

Exhibited at the Fullerton Hotel, Singapore


with Valiant Art Gallery.

AAF - Affordable Art Fair, Dublino,


con Valiant Art Gallery.

AAF - Affordable Art Fair, Dublin,


with Valiant Art Gallery.

Nature redivive, the three kingdoms of nature


in Italian and Nordic still life,
Palazzo Guidobono, Tortona (AL).
A cura di Giacomo Maria Prati e Paolo Lesino.

Nature redivive, the three kingdoms of nature


in Italian and Nordic still life
Guidobono Palace, Tortona (AL).
Edited by Giacomo Maria Prati and Paolo Lesino.

AAF - Affordable Art Fair, Milano,


con Valiant Art Gallery.

AAF - Affordable Art Fair in Milan,


with Valiant Art Gallery.

2012
AAF - Affordable Art Fair, Bruxelles,
con Valiant Art Gallery.

2012
AAF - Affordable Art Fair Brussels,
with Valiant Art Gallery.

Finalista al Concorso di pittura nazionale


Movimento nelle segrete di Bocca
Galleria Vittorio Emanuele II, Milano.

Finalist in the National painting competition


Movimento nelle segrete di Bocca
Galleria Vittorio Emanuele II, Milan.

2014
A.R.T Art Revolution Taipei
Taiwan International Contemaporary Artist
Association (TWTC), Taipei World Trade Center

Collettiva Bergamo verso lExpo


Palazzo Visconti, Brignano Gera DAdda (BG).

Collective exhibition Bergamo at the Expo


Visconti Palace, Brignano Gera DAdda (BG).

Eroeffnung der Fruehjahrsausstellung


Klettgau Gallery, klettgau (GE)

89

90

Collettiva IV Edizione
Mese della Cultura e della Lingua italiana
YCM Yacht Club Monaco, Principato di Monaco.
A cura di Antonio Morabito, Paola Magni
Alessandro Berni, Riccardo Marvaldi

Collective exhibition IV Edition


Month of Italian Culture and Language
YCM-Yacht Club Monaco, Monaco.
Edited by Antonio Morabito, Paola Magni
Alessandro Berni, Riccardo Marvaldi.

Still Life, Studio MCA


MCA per larte, Milano. A cura di Silvia Fabbri.

Still Life, Studio MCA


MCA for art, Milano. Edited by Silvia Fabbri.

Esposizione in Arte PADOVA 2014


26 Mostra Mercato dArte Moderna
e Contemporanea, Padova.

Exposition in Arte Padova 2014


26 Mostra Mercato dArte Moderna
e Contemporanea, Padova.

2015
Esposizione permanente presso il MACS
Museo Arte Contemporanea Sicilia, Catania.

2015
Permanent exhibition at the MACS
Museum of Contemporary Art in Sicily, Catania

Collettiva ModPortrait
Fundacin Bantierra, Zaragoza.

Collective exhibition ModPortrait


Fundacin Bantierra, Zaragoza.

Collettiva presso MEAM


Museo Europeo di Arte Moderna, Barcellona.

Collective exhibition at MEAM


Museo Europeo di Arte Moderna, Barcellona.

Non Solo Vero Pittori contemporanei


Italiani e Spagnoli a confronto. EXPO 2015
Palazzo Einaudi, Chivasso.
A cura di Gianfranco Schialvino.

Non Solo Vero Italian and Spain


contemporary painters, EXPO 2015
Einaudi Palace, Chivasso.
Edited by Gianfranco Schialvino.

AAF - Affordable Art Fair, New York


C DOro Gallery, New York.

AAF - Affordable Art Fair, New York


C DOro Gallery, New York.

Emanuele Dascanio disegna nel suo Studio, 2013


Emanuele Dascanio drawing in his Studio, 2013

91

finito di stampare printed


ottobre october 2015
Fondazione Maimeri
tutti i diritti riservati All Right reserved