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Laura Piras 4F

Liceo scientifico G. Brotzu

30/11/15

Lonard Bourgeois.
Parigi, 15 Termidoro, anno II della Rivoluzione.

io caro Louis,

ti scrivo da un rifugio che costruii qualche tempo fa in una campagna della periferia parigina, so che ti chiederai il motivo
per cui mi trovo in questo isolato luogo nel mentre che compongo questa lettera, ma capirai ci solo quando giunger alla
fine del mio racconto.
Resterai incredulo nel leggere la mia testimonianza, mi premeva renderti partecipe degli accaduti verificatesi in questi
ultimi giorni, in quanto sono certo che da quando ti sei trasferito nel lontano continente americano, per via della tua
famiglia, vorrai sapere come si sono evolute le situazioni qui nel cuore della Francia.
Come ben sai noi giacobini e Robespierre cercammo di negare ogni diritto ai cittadini considerati pericolosi poich capaci
di compromettere la sicurezza del nostro stato, i diritti dell'uomo non sono per i controrivoluzionari, cercammo di fare il
massimo in modo da portar a termine il nostro compito rivoluzionario, e per fare ci ritenemmo necessario servirci del
Terrore. Ma a quanto pare i nostri propositi nel voler estirpare ogni residuo della monarchia e dell'Ancien rgime
non sono stati ben accetti. Con questa mia lettera voglio raccontarti con tutto lo sdegno e l'indignazione possibile come
quei miserabili abbiano potuto frenare i nostri sforzi nel portar avanti una Rivoluzione per il bene dello stato, per il bene
dei cittadini che pretendono eguali diritti per tutti, per coloro che come noi sognano uno stato giusto senza inutili privilegi.
La nostra fatica purtroppo non stata ripagata con la stessa moneta, ed ora voglio metterti al corrente di ci che
accaduto.
L' 8 Termidoro come mio solito, feci una rilassante passeggiata lungo le rive della Senna ed andai nella taverna in cui
abitualmente prendevo posto e scambiavo qualche parola con amici, e mi giunse voce riguardante una possibile
cospirazione contro la Repubblica, cos arrivai alla convenzione e mi sedetti come al solito sulle tribune pi alte.
Prese la parola Robespierre, il quale tenne un discorso lunghissimo, credo abbia parlato ininterrottamente per pi di due
ore, appunto per trattare del fatto che vi fosse la possibilit di un insorgenza antirepubblicana.
Maximilien parl in modo generale, non fece nomi specifici, ma minacci alcuni deputati, i quali, a suo parere eccedettero
nei loro poteri, dunque era necessaria una punizione. Tali parole suscitarono scalpore, ed una grande agitazione all'interno
della Convenzione, ci chiedemmo quali membri sarebbero stati destinati al Terrore. Robespierre ha agito nel bene dello
stato, nessuno si sarebbe dovuto permettere di pregiudicare la tanto sognata Repubblica.
Tuttavia dormii sogni tranquilli quella notte, confidavo appieno nelle capacit del nostro leader, e nella salvezza della
nuova organizzazione dello stato che stavamo costruendo.
La mattina seguente (9 Termidoro) il clima alla Convenzione era decisamente cambiato, stavolta apr il discorso Saint-Just,
il quale cerc di tranquillizzare l'assemblea, ma fu continuamente interrotto, Jean-Lambert Tallien utilizz la sua posizione
di presidente per togliergli la parola (e forse per impedire di parlare anche a Robespierre), e Billaud-Varenne nonostante
appoggiasse il Terrore attacc Robespierre con l'appoggio di Vadier. Si cre una gran confusione, furono numerose le
stridule grida, le quali recitavano: abbasso il tiranno!, riferendosi naturalmente a Robespierre, il quale non appena
cerc di prender parola e difendersi dai numerosi attacchi un coro grid a gran voce: il sangue di Danton che ti
soffoca.
Nessuno in realt si sarebbe mai immaginato che la situazione sarebbe degenerata a tal punto nel giro di qualche ora, si
pass dai cori ignoranti (se cos posso definirli) alle minacce vere e proprie: Tallien tir fuori un grosso pugnale e
minacci Robespierre dinnanzi a tutti noi.
I discorsi diplomatici erano ormai inutili, e verso le diciassette Robespierre pronunci una frase che mai avrei voluto
sentire: La Repubblica perduta!, cos venne arrestato insieme ad alcuni di noi seguaci, me compreso, fortunatamente
nessuna prigione prese l'incarico dell'arresto e fummo presto liberati, la speranza che la rivoluzione potesse continuare nel
giusto modo si accese dentro di me.
Ci rifugiammo all'Hotel de Ville, ma la mattina seguente agli sconvolgenti avvenimenti che ti ho illustrato qualche riga fa,
le Guardie Nazionali si infiltrarono nell'Hotel, arrestando Saint-Just ed altri dirigenti giacobini. In tutta questa situazione
cercai di non destar nell'occhio e di mostrar indifferenza, in quanto non potevo intromettermi in queste situazioni per il
bene della mia famiglia, non potevo non difendere i miei ideali, ma allo stesso tempo scelsi la via della codardia,
nascondendomi all'interno di un grande armadio...e s, me ne vergogno, ma so che tu Louis mi capirai e perdonerai questo
Lettera di un giacobino.

Laura Piras 4F

Liceo scientifico G. Brotzu

30/11/15

mio agire. Il tempo sembrava non passasse mai, e la paura dentro di me si faceva sentire sempre pi.
Ad un certo punto sentii la voce di Robespierre all'interno della stessa stanza in cui io ero nascosto, egli ormai in preda al
panico parlava da solo, sentii uno sparo, in quel momento allora decisi di aprire di un millimetro l'anta del mio rifugio in
modo da poter ingranare la situazione.
Ci che vidi fu straziante, la mascella di Robespierre era fracassata, in pochi secondi il pavimento divenne rosso acceso,
credo che egli tent il suicidio, ma fu catturato. Fortunatamente io riuscii a sfuggire alle guardie e ad assistere
passivamente in incognito agli avvenimenti successivi.
Robespierre stato condotto in Place de la Rvolution, l'ultimo luogo che i suoi occhi videro.
Cos fu ghigliottinato tra i cori esultanti il 10 Termidoro, e stessa sorte tocc ad altri ottanta seguaci il giorno seguente, a
mio stupore anche i sanculotti furono d'accordo con tutto ci, fummo letteralmente emarginati.
Questi saranno giorni che rimarranno incisi nella storia, e quanto a me, come ti ho gi accennato all'inizio della lettera, mi
trovo nel mio piccolo rifugio in compagnia dei miei cari, sono fuggito, ho temuto di non poter pi veder la luce del sole, so
di sbagliare nella mia paura, ma voglio vivere.
Allo stesso tempo temo per lo stato, temo per lo sbaglio dei cittadini nel acclamare a morte Robespierre, temo che la deriva
prenda piede nello stato francese, e che la Convenzione senza noi giacobini, ma sopratutto senza un grande leader come
Maximilien possa lasciarsi scappare tutto ci che stato costruito con la rivoluzione. Temo che i conservatori ed i moderati
prendano il potere e permettano che i privilegi trionfino.
passato solo qualche giorno, non appena mi giungeranno notizie sulla nuova situazione, far il possibile per informarti.
Spero che tu stia bene, fammi avere tue notizie non appena ti sar possibile.
Un caloroso saluto.
Il tuo fidato amico Lonard.

Lettera di un giacobino.

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