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UE, Russia, Mediterraneo: sviluppo, energia,

sicurezza
Jacopo Barbati
2 settembre 2014

Contents
1 Premesse
1.1 UE . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .
1.2 Russia . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .
1.3 Mediterraneo . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .

2
2
2
3

2 La dipendenza energetica dellUE

3 I propositi della Russia del 2014

4 Possibili scenari futuri

Premesse

Largomento `e tremendamente vasto, e la trattazione che segue non pu`o essere


esaustiva.
Ritengo utili delle premesse, di carattere personale, sui soggetti di questa discussione:

1.1

UE

LUnione Europea `e un progetto ambizioso e anche un po folle, ma basato sul


buon senso: pochi anni dopo la fine della Seconda Guerra Mondiale, due tra
gli Stati europei pi`
u bellicosi, Francia e Germania, decidono di condividere la
`
produzione di alcune tra le materie prime pi`
u utilizzate in ambito militare. E
il 1951 e nasce la CECA, la Comunit`a Europea del Carbone e dellAcciaio, che
vede ladesione anche dei Paesi Bassi, del Belgio, del Lussemburgo e dellItalia.
Passano 63 anni, e attraverso alcuni passaggi intermedi la CECA `e diventata
lUE, lUnione Europea, un ente sovranazionale che ha convinto (almeno) 28
Paesi europei a cedere una parte della propria sovranit`a per perseguire, insieme, obiettivi pi`
u grandi. Il punto `e tale cessione di sovranit`a non `e totale:
alcuni Paesi hanno una moneta comune ma non delle politiche fiscali e monetarie comuni; lintera UE `e sottoposta a rischi e pressioni da parte di situazioni
esterne ai confini, vicine o lontane che siano, ma non esiste una politica estera
e di difesa comune.
Cos` si arriva al paradosso di una UE che vince il Premio Nobel per la Pace nel
2012 per aver garantito oltre 60 anni di tregua1 allinterno dei propri confini, ma
che non `e stata in grado di essere decisiva in occasione di tragici, vicini eventi
come le Guerre Jugoslave negli anni 1990, le rivolte nei Paesi arabi mediterranei
nei primi anni 2010 o lattuale scenario russo-ucraino.

1.2

Russia

Mentre lUE passa da 6 a 28 membri, lUnione Sovietica, una delle vincitrici


della Seconda Guerra Mondiale, la Nazione pi`
u grande del mondo, il rivale degli
Stati Uniti dAmerica in quella pluridecennale messa in mostra di muscoli che
`e stata la Guerra Fredda, perde pezzi.
La perestrojka, la ricostruzione, voluta da Gorbacev porta a un indebolimento
del rigido controllo su alcune delle Repubbliche dellURSS e sui cosiddetti Statisatellite, risvegliando desideri indipendentisti mai sopiti: nel 1989, lanno della
Catena Baltica e della caduta del Muro di Berlino, lUngheria apre i confini
con lAustria, Solidarnosc partecipa alle elezioni in Polonia, inizia la rivoluzione
di velluto in Cecoslovacchia, Ceausescu viene eseguito. Tra il 1990 e il 1991
Lituana, Estonia e Lettonia si rendono indipendenti dallURSS e presto furono
imitate da altri 11 (su 12) Stati che componevano lUnione delle Repubbliche
Socialiste Sovietiche, segnandone la fine, con la contemporanea nascita della
Comunit`
a degli Stati Indipendenti (CSI), una confederazione che esiste ancora
1 Qui

mi rifaccio alla definizione data da Immanuel Kant ne La Pace Perpetua: la Pace


tra due o pi`
u Stati si pu`
o ottenere solo federalizzandoli, condividendo quindi lesercito o
addirittura arrivando al disarmo. Tutto il resto `
e Tregua, ossia una situazione priva di guerra
ma dove non si pu`
o escludere la possibilit`
a di uno scontro tra i due o pi`
u eserciti, rimasti
nellambito della sovranit`
a nazionale.

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oggi e che include gli Stati URSS con lesclusione delle Repubbliche Baltiche,
della Georgia, dellUcraina e del Turkmenistan.
Lerede vero dellURSS `e per`
o la Russia, la Nazione pi`
u grande ed economicamente e culturalmente pi`
u influente. I russi hanno impiegato circa due decadi
a digerire il loro ridimensionamento a livello mondiale, cercando una riscossa
sotto la presidenza di Vladimir Putin.

1.3

Mediterraneo

Il Mare Nostrum dei Romani, il Mediterraneo `e senza dubbio il Mare degli


europei, in particolare di quelli del Sud. Il bacino del Mediterraneo ha rivestito
una importanza fondamentale, negli ultimi 4 millenni, dal punto di vista commerciale, bellico e culturale e ha certamente contribuito a fare dellEuropa, e
degli Stati europei, ci`
o che sono oggi.
C`e per`
o unaltra sponda: quella meridionale, rappresentata dalla linea di costa
del Nordafrica e del Medio Oriente, e che ha ospitato i Fenici in tempi antichi, e i
Mori in tempi pi`
u recenti. Popolazioni che comunque hanno cercato di accedere
alle terre europee, secondo le modalit`a di allora (guerre) proprio attraverso il
Mediterraneo, con fortune alterne.
Al giorno doggi le coste meridionali del mediterraneo sono quasi interamente
abitate da popolazioni di ligua araba e di religione islamica, suddivise in Stati
controllati da democrazie non completamente mature e, in qualche caso, da
regimi autoritari ma che dispongono di ampie risorse naturali, e soprattutto di
petrolio. Questa ricchezza non ha per`o garantito benessere a tutta la popolazione e non ha evitato lo sviluppo di regimi autoritari.
Nel 2011 la regione ha visto alcune rivolte, pi`
u o meno violente, al fine di ottenere
regimi pi`
u democratici, in Libia, Siria, Egitto. Le fortune di tali operazioni sono
state alterne, come noto, e in Siria e Iraq si combatte ancora.
Queste situazioni hanno anche incoraggiato molti a prendere il mare per sfuggire
alla fame e alle guerre, cercando di arrivare in Europa. Ma il Mediterraneo si `e
rivelato una tomba per migliaia di persone.
Si sono rivelate necessarie quindi delle operazioni come Mare Nostrum (sic!),
dove il Governo Italiano si `e impegnato nella monitorazione e nella gestione di
sbarchi clandestini dalle coste del nordafrica dirette in Italia. I migranti, per`o,
spesso non cercano lItalia quanto altri Paesi europei: la mancanza di una vera
politica di asilo e accoglienza comune rende complicata la situazione. Il risultato
`e che spesso i migranti rimangono nel primo Paese di accoglienza, venendo poi
rimpatriati o tentando la fuga e vivendo da clandestini.
Nellagosto del 2014, il Commissario Europeo per gli Affari Interni, Cecilia
Malmstr
om, e il Ministro degli Affari Interni italiano, Angelino Alfano, hanno
concordato limplementazione del programma europeo Frontex+ che sostituir`
a litaliano Mare Nostrum.

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La dipendenza energetica dellUE

La gran parte degli Stati dellUE `e invece caratterizzata da una mancanza di


risorse naturali la quale, assieme allelevato consumo energetico della moderna
civilt`
a europea, rende necessaria limportazione di risorse enrgetiche (petrolio e
gas naturale) dai pi`
u riforniti vicini: Russia e Paesi nordafricani e mediorientali.
Solo 9 Paesi dellUE importano meno del 40% dellenergia che consumano, e
solo uno (la Danimarca) addirittura ne esporta. In questo scenario, si capisce
bene limportanza non solo politica, sociale o umanitaria, ma anche economica
che si cela dietro i rapporti tra lUE e i suoi partner energetici i quali, come
abbiamo visto, sono al centro di controverse situazioni.

Figure 1: Percentuale di energia esportata dagli Stati UE nel 2011, rispetto al


totale di energia utilizzata. Fonte: ENEA
Per cercare di ridurre tale dipendenza, lUE ha varato, nel 2007 e nel 2009,
una serie di direttive atte allo sviluppo delle fonti di energia rinnovabile, ma
limplementazione `e lasciata in mano ai singoli Stati.
Cos` come `e in mano ai singoli Stati ricerca e sviluppo sulle forme di energia
rinnovabile, decisioni come lutilizzo o meno di energia nucleare e lestrazione
del petrolio (cfr caso Ombrina Mare e trivellazioni in Croazia e Grecia2 ), con
la mutualizzazione dei rischi ambientali ma con profitti unilaterali.

2 http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2014-05-29/petrolio-e-gas-adriatico-po-croaziapo-grecia-094553.shtml?uuid=ABFmV7LB

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Figure 2: Le condutture del gas dalla Russia in Europa.

Figure 3: Centrali nucleari in UE.

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I propositi della Russia del 2014

Come visto, la Russia ora si trova in una posizione di forza energetica e nella
volont`
a di ripristinare il suo antico status di potenza a livello geopolitico mondiale. Ci`
o `e passato attraverso lorganizzazione di eventi di livello mondiale, come
le Olimpiadi Invernali di Soci nel 2014 o i Mondiali di Calcio nel 2018. Ma non
si `e limitato a questo.
Controverso (e in evoluzione costante) `e lintervento della Russia in Ucraina,
a seguito delle proteste di piazza scoppiate alla fine del 2013 proprio contro le
` noto infatti che Putin stia cercando
ingerenze russe nella politica ucraina. E
di attuare una unione doganale, messa in atto nel 2010 ma che, finora, ha raccolto limitate adesioni (da parte di Bielorussia e Kazakistan, con linteresse di
Kirghizistan, Tagikistan, Siria e Armenia; oltre che quello da parte di Stati
non riconosciuti come Transnistria, Abcasia, Ossezia del Sud). In Ucraina la
situazione si `e evoluta in modo tale da portare a una vera e propria guerra di
secessione nellEst del Paese tra separatisti filorussi ed esercito regolare ucraino.
Tensione alle stelle, UE alla porta che applica sanzioni economiche (subito ricambiate), interesse reale di Polonia, Germania, Francia, Lituania.
Ne `e dimostrazione ci`
o che `e successo nellagosto del 2014, quando i Ministri
degli Affari Esteri di Ucraina, Russia, Francia, Germania (rispettivamente Pavel
Klimkin, Sergei Lavrov, Laurent Fabius, Frank-Walter Steinmeier) si sono incontrati a Berlino per iniziare delle trattative per giungere a una tregua. Tentativo
fallito, come si poteva prevedere.
La risoluzione diplomatica e militare di questo spinoso scenario non pu`o essere
demandato, per la sua cruciale importanza, a una piccola frazione di Stati membri dellUE, anche perche dal 2010 e oggi diversi conflitti armati si sono svolti
ai bordi dellUE, e non solo sul fronte orientale.

Figure 4: Conflitti nellarea euromediterranea dal 2011 a oggi, segnati in rosso.


LUE `e stata compatta, per`o, nel decidere di imporre alcune sanzioni economiche alla Russia, che ha risposto con la stessa moneta: un bando di un anno
(a partire dal luglio 2014) dellimportazione in Russia di alcuni prodotti degli

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Stati dellUE, che provocher`


a un danno complessivo di circa 5 miliardi di Euro,
cos` ripartiti:

Figure 5: Stima dei mancati introiti dovuti al bando russo in alcuni Paesi UE,
in milioni di Euro. Fonte: La Stampa

Possibili scenari futuri

Non `e accettabile che le mediazioni tra Russia e Ucraina avvengano alla presenza
dei soli rappresentanti di Francia e Germania, come avvenuto in agosto.
Non `e accettabile che lUE lasci decidere agli Stati membri se fornire o meno
armamenti alle popolazioni curde che stanno resistendo in Iraq contro lavanzata
dei miliziani dellIS.
Non `e accettabile che lUE, prima area economica al mondo, continui a essere
cos` dipendente da terzi dal punto di vista energetico.
Non `e accettabile che in migliaia trovino la morte cercando un futuro migliore
in Europa attraversando il Mediterraneo.
Tanti problemi, di natura diversa, ma che possono trovare soluzione se e solo
se gli Stati membri dellUE prendessero la coraggiosa decisione di implementare
una politica estera e di difesa comune: per discutere con chi crea le instabilit`a
ed eventualmente intervenire in Ucraina, Iraq, Siria; per approntare efficienti
manovre di contenimento dellemergenza migrazione; per discutere e trattare
meglio con i propri partner commerciali nel settore energetico. Unirsi o perire:
`e il prezzo da pagare al mondo globalizzato.

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